n°10, ottobre 2014

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#$""% Direttore
Massimo Tomasi
Direzione e Redazione
Michele Zacchi
Trento - Via Maccani, 199
Tel. 0461 1730452 - Fax 0461 422259
e-mail: [email protected]
In Redazione:
Ivonne Chistè, Gabriele Dalprà,
Francesca Eccher, Stefano Gasperi,
Sabrina Grillo, Nicola Guella,
Francesca Tonetti, Gianluca Turrina,
Nadia Paronetto, Martina Tarasco
Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento
30 ottobre 1970
A cura di
AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199
5HDOL]]D]LRQHJUDÀFDHVWDPSD
Studio Bi Quattro - Trento
Concessionaria esclusiva per la pubblicità
Publimedia snc - Tel. 0461 238913
SOMMARIO
5
6
7
9
10
11
13
14
17
18
19
21
22
24
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29
30
Il parlamento delle imprese
Non sono pessimista
Un’ immagine in chiaroscuro
La nuova Pac fra crisi russa e nuovo Psr
Quando l’agricoltore organizza l’assistenza
Le foreste vanno ad Andrea Recchia
Come si arriva davanti al Tribunale
I numeri della “nuova” Italia
6HPSOLÀFD]LRQHLQDJULFROWXUDDWWRSULPR
INAL: contributi per adeguamento trattori
Notizie dal Caf
Donne in Campo
Corsi autunno 2014
La cerealicoltura
,WLQHUDULRHWQRJUDÀFRGHO7UHQWLQR
40 righe di storia
Notizie dalla Fondazione Edmund Mach
Vendo&Compro
Le nostre sedi
VAL D’ADIGE
TRENTO - UFFICIO PROVINCIALE
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Tel. 0461.420969 - 0461.421230 0461.1730440 - Fax 0461.422259 0461.1738860
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AVVISO CHIUSURA PERMANENZA
SEDE PERIFERICA DI MALÈ
Abbiamo deciso, dopo attento monitoraggio e valutazione delle presenze, che dal
01 luglio 2014 la permanenza settimanale
di Malè, presso il Municipio, verrà chiusa.
Per mantenere un livello qualitativo elevato
così come è nostro obiettivo, concentreUHPR O·DWWLYLWj QHOO·XIÀFLR GL &OHV DSHUWR
durante tutta la settimana:
dal lunedì al giovedì 8:00/12:15 14:00/18:00 e venerdì 8:00/12:15.
SANT’ORSOLA TERME
Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 8.00 alle
10.00 presso il Municipio
FIEROZZO
Dalle 10.30 alle 12.30
presso il Municipio
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ROVERETO
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giovedì: 8.30-13.00 e 14.00-16.30,
venerdì: 8.30-12.30
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c/o Confesercenti (3° piano).
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e il pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30
Venerdì dalle 8.00 alle 13.00
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martedì dalle 14.30 alle 16.00,
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CCIAA
IL PARLAMENTO
DELLE IMPRESE
di Paolo Calovi
P
er la Camera di Commercio di Trento si è davvero aperto un capitolo
nuovo. Prima con l’elezione del nuovo presidente, Giovanni Bort, e poi con la nuova Giunta, è
cominciato un percorso per dare un
ruolo moderno e dinamico ad una
istituzione che rischiava di apparire
all’opinione pubblica come “antica”
e di mera rappresentanza (e magari
decisamente costosa).
Da queste pagine invitiamo da tempo il mondo agricolo (e non solo)
a prendere atto che la crisi che il
nostro sistema economico sta attraversando ha già cambiato profondamente gli stili di vita delle persone e che dovremo convivere con
questa realtà ancora a lungo.
Il modo a cui si è arrivati alla nuova
dirigenza della Camera di Commercio lo ha dimostrato. Non si trattava
più di un evento qualunque, tutto sommato poco rilevante per le
imprese e l’imprenditoria trentina.
Questa volta il dibattito c’è stato,
anche con momenti duri, e le scelte fatte sono arrivate al termine di
un percorso che doveva individuare nuove strategie, nuovi ruoli per
la Camera di Commercio, e nuovi
emolumenti per chi la rappresenta
(su questo tema l’opinione pubblica
non fa più sconti a nessuno). Un
solo elemento negativo: la mancata presenza femminile nella Giunta,
ma pensiamo che questo errore
verrà prontamente corretto.
Giovanni Bort non è stato eletto
da una unanimità di facciata, ma
da una larga maggioranza che ha
condiviso il suo progetto. In queVWD IDVH F·q DQFRUD ´LO JUDQ ULÀXWRµ
degli industriali, ma come ci si può
chiamare fuori da una partita come
questa?
Il neo presidente, nel suo discorso
programmatico, è stato chiaro “il
mio impegno deve muovere dalla
presa di coscienza che è indispensabile una chiara visione del futuro
che ci attende. Un futuro che, per
essere interpretato al meglio, richiede un profondo mutamento di rotta anche per quel che riguarda gli
assetti camerali. Un mutamento di
rotta che deve investire anzitutto il
modo di guardare alle nostre imprese, per coglierne i bisogni effettivi
ed interpretarli alla luce dei processi
che attraversano l’intera economia
del nostro paese… la Camera di
Commercio deve far percepire alle
imprese trentina di essere il promo
DJHQWH GL VHPSOLÀFD]LRQH DO ORUR
ÀDQFRµ
E poi ha parlato di innovazione, di
relazioni internazionali, di reti di servizi di assistenza e di altri temi che
hanno un elemento comune: far
crescere questo territorio in armonia
con il proprio ambiente.
La Cia del Trentino, lo diciamo con
un po’ di orgoglio, ha fatto la propria parte per dare vita ad un serio
rinnovamento delle funzioni della
Camera di Commercio e intendiamo continuare questo lavoro fatto di
proposte concrete che guardano sì
al comparto agricolo, ma che possono, nel loro spirito, essere facilmente estese ad altri ambiti.
La crescita qualitativa delle nostre
aziende è un obbligo imprescindibile per il tessuto imprenditoriale della
provincia, le indicazioni devo arrivare dopo un confronto approfondito fra gli operatori, un confronto
che sia in grado di far emergere un
orientamento condiviso. Siamo una
piccola realtà, possiamo permetterci nicchie produttive di eccellenza,
non ci possiamo permettere divisio-
5
Paolo Calovi,
presidente della CIA del Trentino
ni e fratture fra gli operatori.
D’altronde, le ragioni della crisi sono
ormai note, sembrano meno evidenti le ricette per uscirne e dobbiamo trovarle insieme.
Alcuni momenti di unità in campo
imprenditoriale diventano indispensabili e la Camera di Commercio ha
il dovere di essere il luogo di incontro, di confronto e di promozione
progettuale delle imprese, per la
crescita economica e sociale del
trentino.
Possiamo immaginarla anche come
una sorta di Parlamento dell’imprenditoria e pensare che, come
accadde nel XVII secolo, sia uno dei
motori del rinnovamento di questa
Provincia che molto ha saputo fare
ma che oggi appare incerta e come
paralizzata.
LA CIA È IN GIUNTA
Cristiano Zambotti, membro di direzione CIA, è stato eletto tra i 10
consiglieri della Giunta della Camera di Commercio di Trento, che
rimarrà in carica per i prossimi cinque anni (2014-2019).
Agri-industria
A
l Vicepresidente della
Federazione Trentina
della
Cooperazione,
Luca Rigotti, abbiamo
posto una ampia domanda sulla
situazione del comparto agricolo,
anche alla luce di tre elementi: clima, calo dei consumi, tensioni internazionali.
Di seguito i lettori troveranno la domanda e la risposta.
le mele invece la produzione è di
buona in qualità e abbondante nelle
quantità. Come si vede, la risposta
non può essere univoca in senso
negativo.
Chi ha sofferto più di tutti per questa
estate meteorologicamente anomala sono stati gli allevatori a causa
GHOOH GLIÀFROWj SHU OD ÀHQDJLRQH H
per il prevedibile aumento dei costi
GLDFTXLVWRGHOÀHQRLQDXWXQQRPD
anche su questo fronte va detto che
so per la competitività delle nostre
aziende soprattutto viticole.
Un altro aspetto, i consumi: di sicuro
in Italia sono in calo come testimoniano numerose ricerche e statistiche, ma in altri Paesi del mondo crescono e si consolidano.
Per cui, senza peccare di facili ottimismi fuori luogo bisogna sempre
cercare di analizzare le questioni in
profondità ed in tutte le loro sfaccettature: come sempre ci sono rischi
“NON SONO
PESSIMISTA”
di Michele Zacchi
VENDITA DIRETTA
L’agricoltura comincia a vedere qualche nube all’orizzonte.
Il meteo sfavorevole, un forWH FDOR GHL FRQVXPL GLIÀFROWj
nell’export nelle quali va inserita
la crisi diplomatica con la Russia
fanno intravvedere un anno difÀFLOH &RPH PXRYHUVL LQ TXHVWD
situazione ?
“Io credo che il pessimismo purtroppo imperante in ogni aspetto
delle nostra vita ci impedisce a volte
di vedere anche gli aspetti positivi
delle cose, che pure esistono. Prendiamo il caso del meteo: certamente per l’uva la stagione è stata complicata da un’estate molto piovosa
FKH KD LQFLVR VXL ULVXOWDWL ÀQDOL SHU
i prezzi dei prodotti lattiero-caseari
si sono mantenuti interessanti.
Anche per quanto riguarda il tema
dell’export, è vero che la crisi politica e la guerra tra Russia ed Ucraina
se prolungata nel tempo può essere estremamente dannosa specialmente per il comparto frutticolo che
muove volumi rilevanti in quei Paesi; nello stesso tempo però il vino è
meno danneggiato perché il mercato
russo non è paragonabile ai mercati
degli Usa e dell’Europa comunitaria.
Se poi si vuole aggiungere un altro
elemento di positività, il dollaro negli
ultimi mesi è passato da un cambio
pesante con l’Euro di 1,40 all’attuale
1,29, un rafforzamento molto prezio-
SEI UN ASSOCIATO CIA E VUOI ESSERE SEMPRE
INFORMATO SULLA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE
A MERCATI E FIERE?
6HPSUHSLVSHVVR&,$qLQYLWDWDDSDUWHFLSDUHDPHUFDWLÀHUHHDOWUHLQL]LDWLYH
$OÀQHGLGLIIRQGHUHJOLLQYLWLHOHFRPXQLFD]LRQLLQPRGRHIÀFDFHVWLDPRUDFcogliendo gli indirizzi e-mail degli interessati alle iniziative di vendita diretta,
con l’obiettivo di creare una mailing list dedicata.
,QYLWLDPRTXLQGLWXWWLJOLDVVRFLDWLFKHGHVLGHUDQRHVVHUHFRLQYROWLHLQIRUPDWL
VXTXHVWRWLSRGLHYHQWLDFRQWDWWDUHLQRVWULXIILFLPDQGDQGRXQDPDLOD
WFVIRUPD]LRQH#FLDWQLWRFKLDPDQGRLOQXPHURGLWHOHIRQR
6
ed opportunità, situazioni critiche ed
altre potenzialmente valide.
Io credo che la saggezza, il buon
senso e la professionalità degli agricoltori trentini, dei soci della cooperazione agricola e dei manager che
gestiscono questo settore così strategico del Trentino e della sua economia sapranno confrontarsi con
questa realtà così contraddittoria e
ambigua e trovare le strade virtuose
e la fantasia per reagire, mantenere
le posizioni e nel futuro anche rafforzarle a tutto vantaggio del nostro
territorio.
Agri-industria
UN’IMMAGINE IN
CHIAROSCURO
Luigi Togn, componente della Giunta esecutiva di
&RQÀQGXVWULDRVVHUYDFRQPRGHUDWRRWWLPLVPROD
stagione agricola che si è appena conclusa.
di Michele Zacchi
A
nche se, come sappiamo, la cooperazione è magna pars del
mondo agricolo trentino, gli agricoltori che fanno capo a
&RQÀQGXVWULDVRQRXQDIHWWDLPSRUtante, soprattutto nel campo degli
spumanti. Ci siamo quindi rivolti a
Luigi Togn (Vinicola Valdadige), che
è un componente della Giunta degli
industriali trentini.
La prima domanda parte dalla considerazione climatica.
“Io ho settantadue anni e non ho
mai visto una situazione come
questa. A luglio e agosto abbiamo
avuto la stessa situazione di marzo
aprile.
E’ una catastrofe? Non sono d’accordo perché la situazione varia molto
da luogo a luogo. In alcune località
c’è stata tempesta e magari a pochi
kilometri in linea d’aria la giornata era
completamente diversa.
Faccio un esempio che mi riguarda.
Io opero a Roveré della Luna, e il
raccolto di chardonnay e pinot grigio ha presentato tutti i canoni tradizionali; certo, si è vendemmiato
un po’ prima e quindi c’è una gradazione inferiori, ma ci sono anche
agricoltori che hanno cominciato a
vendemmiare adesso (l’intervista è
stata fatta verso la metà di settembre n.d.r.). Abbiamo quindi avuto
condizioni a macchia di leopardo:
lì è arrivata la grandine e quindi ci
sarà minore quantità, ma nel complesso la qualità non è stata compromessa e ci sono anche punte
interessanti.”
E per gli spumanti vale lo stesso
discorso?
“Gli industriali del settore sono quasi tutti spumantisti ed escono ora
con il prodotto di quattro cinque
anni fa, poi sappiamo che si prepara la cuvé utilizzando anche produzioni precedenti. Ben diverso è il
FDVRFKHYLQLÀFDXQELDQFRµ
E avete preoccupazioni per i
mercati?
“Noi esportiamo 70% all’estero e
il 30% in Italia, ma il nostro paese
rappresenta il oltre il 40% del fatturato.
Quando parlo di estero, il riferimento per il Trentino è l’America; va detto anche che la Russia è diventato
secondo mercato estero. Io comunque non sarei così pessimista. E’
vero che calano i consumi, ma non
mi pare che i vini trentini ne abbiano
risentito.
Vorrei dire che il posizionamento del
vino trentino è tale da poter essere
incrementato. Ma c’è un problema.”
Quale?
“Il viticoltore
tre ntin o
perce-
Luigi Togn,
componente della Giunta
degli industriali trentini.
pisce una resa per ettaro inferiore ai
nostri vicini e concorrenti (Alto Adige, Valpolicella etc).
Oggi i viticoltori dovrebbe avere
almeno 4 ettari per stare in questa
partita. Quest’anno, ad esempio, il
meglio che si può fare lo fanno i
professionisti che applicano davvero il protocollo della lotta integrata.
Noi produrremo di meno e il vero
problema è costituito dall’esportazione, perché dovremo aumentare i
prezzi e l’estero è sensibile alle variazioni di prezzo.”
Quindi, quale svolta è necessaria nel comparto vitivinicolo?
“Mi piacerebbe che si riuscisse nelle varie componenti (cooperative e
vignaioli) a crescere dal punto di
vista imprenditoriale. In Valpolicella,
ad esempio, ci sono grandi e piccoli
produttori, ma le rese sono superiori. E questo è dovuto ad una cultura
industriale più solida. Insomma, ci
sono punti critici, ma non dobbiamo stracciarci le vesti, dobbiamo
invece guardare le situazione molto positive.
Formazione e territorio
ACCADEMIA D’IMPRESA
Cultura della formazione
L’attività di Accademia d’Impresa si propone
di favorire la creazione di una cultura
della formazione quale strumento per una
JYLZJP[HPTWYLUKP[VYPHSLLWLY\U»VɈLY[H
KPZLY]PaPX\HSPÄJH[PH[[YH]LYZVHaPVUP
MVYTH[P]LZWLJPÄJOLWLYSHX\HSPÄJHaPVULL
l’aggiornamento degli operatori nel campo
della promozione del territorio, delle produzioni
locali, dell’ospitalità e dell’innovazione
d’impresa in molteplici aree di intervento.
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SEGUICI ANCHE SU
Foto: Trentino Sviluppo – Divisione turismo
Europa
LA NUOVA PAC
FRA CRISI RUSSA
E NUOVO PSR
Herbert Dorfmann
'XHGRPDQGHDOO·HXURGHSXWDWR+HUEHUW'RUIPDQQ
di Michele Zacchi
agricole?
“L’ottava legislatura del Parlamento
europeo è iniziata da poco, ma in
Commissione Agricoltura stiamo
già lavorando su delle proposte
legislative molto importanti come
il nuovo regolamento sulla produzione biologica e il problema della
clonazione animale. Non dobbiamo
poi dimenticare i gravi risvolti economici della crisi ucraina che ha
portato al blocco delle importazioni
da parte della Russia. I primi danni
per i nostri agricoltori sono soprattutto quelli che riguardano i prodotti
freschi destinati all’immediata commercializzazione come le mele, ma
se lo status quo continua rischiamo
di avere delle gravi conseguenze su
prodotti a maturazione tardo autunnale e anche per i prodotti trasformati come i vini. Penso che bisogna
intervenire tempestivamente e in
maniera decisa. Non può essere
che gli agricoltori paghino da soli le
conseguenze di questa crisi internazionale.”
4XDOLVDUDQQROHSULQFLSDOLQRYLWj
per le aree alpine, e quali sono i
tempi per l’approvazione dei Psr
della provincia di Trento e di Bolzano?
“Le nostre province autonome hanno presentato i loro PSR prima della pausa estiva come stabilito dalla
&RPPLVVLRQH HXURSHD (QWUR ÀQH
settembre la CE dovrà vagliare que-
sti piani di sviluppo rurale e fare le
proprie osservazioni. Siamo quindi
nei tempi stabiliti per poter poi far
partire i nuovi programmi verso i
primi mesi del 2015. Al contempo
la Provincia di Trento sta pensando
comunque di fare uscire ancora nel
2014 un nuovo bando per il settore
irriguo per un ammontare di circa 7
milioni di euro. Si tratta di una misura necessaria per dare delle risposte alle necessità agricole che
BRUCIATURA DEI RESIDUI COLTURALI E TENUTA DEI REGISTRI
DI CARICO E SCARICO DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI
C
osa succede in Europa, in questa fase di
GHÀQL]LRQH SL SUHcisa delle politiche
VLYDDGDIÀDQFDUHDOOHPLVXUHGHOOD
vecchia programmazione ancora
in vigore pesando però sulla nuova
SURJUDPPD]LRQHÀQDQ]LDULD
3RVVLDPR TXLQGL HVVHUH ÀGXFLRVL
nel poter implementare a pieno la
nuova PAC nel 2015, ma al contempo possiamo affermare che anche
per il 2014 sono state implementate
delle misure per evitare che vi sia
una discontinuità tra la vecchia e la
nuova PAC.
BRUCIATURA DEI RESIDUI COLTURALI
E TENUTA DEI REGISTRI DI CARICO E SCARICO
DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI
Il Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio di CIA comunica la
conversione in legge del decreto legge n. 91 del 2014 (Decreto competitività).
/·DUWFKHFRQWLHQHQRUPHVXLULÀXWLULSRUWDQXPHURVHPRGLÀFKHVRstanziali:
‡DUWYLHQHFRQIHUPDWDO·HVFOXVLRQHGDOODJHVWLRQHGHLULÀXWLSHUOD
bruciatura dei residui colturali entro i tre metri steri ad ettaro e al giorno.
La possibilità di bruciare i residui colturali, entro i limiti stabiliti, non è più
presentata come deroga, ma come normale pratica colturale: i Comuni
non indicheranno luoghi e periodi in cui tale pratica è consentita, ma al
contrario dove e quando essa è interdetta.
‡DUWELVYLHQHHVFOXVDGDOOHVDQ]LRQLSHQDOLODEUXFLDWXUDGLPDteriali vegetali. Si ricorda che quando essa non avvenga nei limiti e nei
WHUPLQLÀVVDWLGDOODOHJJHOHVDQ]LRQLDSSOLFDELOLUHVWDQRTXHOOHDPPLQLVWUDWLYHSUHYLVWHGDOO·DUW
‡DUWGHO'/JVDSULOHQƒJOLLPSUHQGLWRULDJULFROLSRVsono sostituire il registro di carico e scarico con la conservazione della
VFKHGD 6,675, LQ IRUPDWR IRWRJUDÀFR GLJLWDOH LQROWUDWD GDO GHVWLQDWDULR
$77(1=,21(WXWWHOHVHPSOLÀFD]LRQLULJXDUGDQWLODWHQXWDGHLUHJLVWULGL
carico e scarico saranno operative solo in coincidenza con la piena opeUDWLYLWjGHO6,675,DWWXDOPHQWHSUHYLVWDDOƒJHQQDLR
3HUPDJJLRULLQIRUPD]LRQLOHJJLOHQRWL]LHLQSULPRSLDQRVXZZZFLDWQLW
9
Sud Tirolo
QUANDO
L’AGRICOLTORE
ORGANIZZA
L’ASSISTENZA
Robert Wiedmer,
direttore del Beratungsring
Una chiacchierata con Robert Wiedmer, direttore del
Beratungsring, il servizio di assistenza del Sudtirolo.
Una istituzione governata dagli agricoltori.
di Michele Zacchi
Q
uando abbiamo cominciato ad affrontare
il tema dell’assistenza
tecnica nelle campagne, abbiamo subito scoperto che
ci stavamo occupando di una realtà
che riguarda soprattutto la nostra regione.
L’impostazione esistente, a Trento e a
Bolzano (pur nelle differenze che vedremo) è assolutamente peculiare e
il caso che abbiamo sotto gli occhi è
forse una rarità a livello mondiale.
I nostri lettori conoscono le modalità
della assistenza in provincia di Trento, e il carattere totalmente pubblico
di questo servizio; abbiamo voluto
guardare oltre Salorno per capire
come lavorano i vicini sudtirolesi e ci
siamo rivolti al direttore del Beratungsring (il centro di assistenza), Robert
Wiedmer.
Quando è nata questa vostra
esperienza, e da quali sollecitazioni siete partiti.
“Noi siamo nati quasi 60 anni fa e abbiamo anche lo svantaggio di essere
davvero fra gli unici che operano in
questo settore e quindi questa situa]LRQHFLKDDYROWHPHVVRLQGLIÀFROWj
È questa la mia esperienza (sono stato in Europa, negli Stati uniti e in Nuova Zelanda) e dappertutto ho dovuto
prendere atto che la nostra impostazione è davvero particolare, non ha
imitazioni. Ma questo, come ho già
ULFRUGDWRFRPSRUWDDQFKHGHOOHGLIÀcoltà, perchè mancano le occasioni
di confronto.
Esistono, fuori dal nostro territorio, organizzazioni private o delle
FRQVXOHQ]H XIÀFLDOL SDJDWH GDOOR
stato.
A Bolzano, prima del beratungsring,
c’erano delle indicazioni provenienti
dalle autorità che fornivano indica]LRQLVXOO·XVRGHLSURGRWWLÀWRVDQLWDULH
poi si è capito che quel tipo di conVXOHQ]D DYHYD XQ JUDYH GHÀFLW QRQ
era obbiettiva e non era neutrale. È in
quel momento che siamo nati.”
La spinta veniva è venuta….
“…..Soprattutto dagli agricoltori”
(TXDOHUDODULFKLHVWDSLIRUWH"
“Volevano una consulenza neutrale, capace di essere un ponte fra il
PRQGR VFLHQWLÀFR H GHOOD ULFHUFD H
quello pratico dell’attività quotidiana.
Non tutto quello che viene scoperto
diventa immediatamente utilizzabile,
c’è bisogno di un “traduttore” e noi
abbiamo proprio questo ruolo.
Nel 1958 è stato assunto il primo
consulente, poi altri sono arrivati man
mano che cresceva il numero dei nostri soci.”
Il vostro punto di riferimento
VFLHQWLÀFRqXQLFRDYHWHYDULFRQtatti importanti?
“Il nostro primo punto di riferimento è
10
a Leimburg, ma oggi siamo in colleJDPHQWR FRQ GLYHUVH UHDOWj VFLHQWLÀche, nazionali e internazionali, a partire rapporti dal mondo tedesco. Ma
abbiamo contatti anche negli Usa e
in Nuova Zelanda.”
La Nuova Zelanda sembra essere
XQULIHULPHQWRVLJQLÀFDWLYR
“Loro hanno una lunga storia della
consulenza. Fino agli anni ’90 anche
loro avevano un modello di consulenza totalmente a carico dello stato. A
partire da quella data, l’organizzazione è andata in mani private, funziona,
lavorano bene e per noi l’attenzione
va alle loro mele, perché la produzione neozelandese è di buona qualità.”
Attualmente quanto sono coinvolti gli agricoltori?
“Totalmente. Accanto alla staff e ai
consulenti, c’è la forte presenza dei
soci. I i soci (cioè gli agricoltori) hanno
diviso il Sudtirolo in sette comprensori, ogni 3/4 anni ci sono le elezioni e gli
eletti fanno parte di un comitato che
elegge un presidente.
/uVLGHÀQLVFRQROHVFHOWHGHOODQRVWUD
struttura e si affrontano i problemi.”
&RPHYLHQHÀQDQ]LDWDLO%HUDWXQgs-ring?
´,VRFLDJULFROWRULÀQDQ]LDQRLOGHO
budget della nostra struttura, quel che
resta arriva dalla Provincia e/o da consulenze esterno al nostro territorio.”
AGIA
LE FORESTE VANNO
AD ANDREA RECCHIA
Il Presidente AGIA è nel gruppo di lavoro del
Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori.
di Francesca Eccher
A
CONSIGLIO EUROPEO DEI GIOVANI AGRICOLTORI O CEJA
rriva da Bruxelles la notizia che Andrea Recchia, il Presidente di
AGIA Trentino, è stato
nominato membro del Gruppo di
lavoro Foreste (Foresty and Cork
Dialogue Group) presso il CEJA –
il Consiglio Europeo dei Giovani
Agricoltori.
Con la copertura di questo ruolo
impegnativo, Andrea - il leader dei
giovani della CIA - ha una grande
opportunità: poter fungere effettivamente da ponte tra i giovani agricoltori e le istituzioni europee nei processi decisionali.
“Ho espresso la mia volontà di aderire al gruppo di lavoro Foreste perchè
OH FDUDWWHULVWLFKH VSHFLÀFKH PRQtane del mio territorio richiedono
Andrea Recchia,
Presidente di AGIA Trentino.
un costante rapporto con tutto ciò
che riguarda tale settore. Tutto l’ambiente alpino è in sinergia costante
con l’agricoltura e le attività ad esse
connesse. Inoltre il mio diploma di
Esperto Forestale mi dà competen]HWHFQLFKHDQFRUSLVSHFLÀFKHSHU
poter capire e adeguare le attività
antropiche alle necessità vitali e gestionali degli ecosistemi alpini.”
Andrea Recchia
CONSIGLIO EUROPEO DEI
GIOVANI AGRICOLTORI O CEJA
Il Consiglio europeo dei giovani agricoltori o CEJA (acronimo di Conseil Européen des Jeunes Agriculteurs) è
XQ·RUJDQL]]D]LRQHLQWHUQD]LRQDOHQRSURILWFRQVHGHD%UX[HOOHV
/·RUJDQL]]D]LRQHqVWDWDIRQGDWDD5RPDQHOFRQLOILQHGLSURWHJJHUHHSURPXRYHUHLOFDPELRJHQHUD]LRQDOH
nel settore agricolo.
,O&(-$qFRPSRVWRGDRUJDQL]]D]LRQLQD]LRQDOLHGDXQPHPEURRVVHUYDWRUHSURYHQLHQWLGDSDHVLHXURSHL
in rappresentanza di circa 2 milioni di giovani agricoltori.
Gli organi consultivi e decisionali sono l’assemblea generale e il presidio, ovvero la struttura decisionale.
La presidenza è composta da un presidente e quattro vice-presidenti di diverse nazionalità, eletti ogni due
DQQL&(-$RIIUHGLYHUVLVHUYL]LDLVXRLPHPbri e mantiene rapporti costanti con le orgaQL]]D]LRQLGLJLRYDQLDJULFROWRULFKHQHIDQQR
parte. CEJA, in quanto associazione giovanile mantiene dei rapporti stabili con le diverse associazioni giovanili europee. A livello
internazionale CEJA collabora con l’IFAP
,QWHUQDWLRQDO)HGHUDWLRQRI$JULFXOWXUDO3URducers), la FAO e con Rural Youth Europe.
Il principale obiettivo di CEJA è quello di
IDFLOLWDUH OR VYLOXSSR GHO VHWWRUH DJULFROR
per i giovani agricoltori in Europa. Per
TXHVWD UDJLRQH &(-$ RIIUH XQ VHUYL]LR GL
LQIRUPD]LRQH WUDLQLQJ DL JLRYDQL DJULFROWRULHQHUDSSUHVHQWDJOLLQWHUHVVLIXQJHQdo da ponte di comunicazione tra i giovani
agricoltori e le Istituzioni europee ed inoltre sensibilizzando i cittadini europei sui
temi cruciali del mondo agricolo.
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Provincia autonoma di Trento
Parere legale
COME SI ARRIVA
DAVANTI
AL TRIBUNALE
a cura dell’avv. Andrea Callegari
U
no dei motivi di risoluzione del contratto di
DIÀWWR LO SL IUHTXHQWH
è l’inadempimento del
contratto da parte del conduttore.
4XDQGRFLRqO·DIÀWWXDULRQRQULVSHWWD
quanto previsto nel contratto.
La “legge agraria”, la legge 3 maggio 1982 n. 203, contiene al secondo
comma dell’art. 5, una elencazione di
casi nei quali può essere richiesta la risoluzione del contratto per inadempimento: “La risoluzione del contratto di
DIÀWWRDFROWLYDWRUHGLUHWWRSXzHVVHUH
SURQXQFLDWDQHOFDVRLQFXLO·DIÀWWXDULR
si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente
in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e
razionale coltivazione del fondo, alla
conservazione e manutenzione del
fondo medesimo e delle attrezzature
relative, alla instaurazione di rapporti
GLVXEDIÀWWRRGLVXEFRQFHVVLRQHµ
L’articolo prevede che perché possa
essere pronunciata (dal giudice) la
risoluzione del contratto, l’inadempimento deve essere grave. La gravità
verrà valutata dal giudice caso per
caso. Importante sottolineare che l’elencazione dei casi nei quali la risoluzione può essere pronunciata è solo
HVHPSOLÀFDWLYD 6L WUDWWD GHL FDVL SL
frequenti, ma ve ne possono essere
altri.
Come in conseguenza dell’inadempimento si possa arrivare davanti al
giudice e quindi alla risoluzione del
contratto ce lo dice il terzo comma
dello stesso articolo 5. Recita il terzo
comma: “Prima di ricorrere all’autorità giudiziaria, il locatore è tenuto a
contestare all’altra parte, mediante
lettera raccomandata con avviso di
ricevimento, l’inadempimento e ad
illustrare le proprie motivate richieste.
Ove il conduttore sani l’inadempienza
entro tre mesi dal ricevimento di tale
comunicazione, non si dà luogo alla
risoluzione del contratto.”
Tale norma impone quindi al locatore
(il proprietario del fondo) l’obbligo di
contestare al conduttore la violazione
da lui compiuta a mezzo lettera raccomandata, dandogli tempo tre mesi
per cessare la violazione. E questo
prima di fargli causa. Se tale contestazione non viene fatta il locatore
non può procedere all’azione legale.
Questa procedura deve poi essere
coordinata con l’art. 46 della stessa
legge 3 maggio 1982 n. 203 che prevede che sempre prima di introdurre
la causa si debba invitare la parte che
non ha rispettato il contratto al tentativo di conciliazione davanti all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura.
Sono due atti separati e distinti, entrambi necessari se si intenda poi far
valere le proprie ragioni davanti alla
Sezione Specializzata Agraria del Tribunale. La doppia contestazione non
è necessaria, secondo la Cassazione,
solo “quando l’inadempimento dell’afÀWWXDULRVLDVWDWRWDOHGDQRQFRQVHQWLUH
alcuna possibilità di ripristino (come
nel caso di irreversibile trasformazione del fondo)”. In questi limitati casi la
contestazione dell’inadempimento e
l’invito alla conciliazione possono essere compiuti con un unico atto. Ma si
tratta di casi poco frequenti.
Quelli previsti dall’art. 5 e dall’art.
46 della legge n. 203 del 1982 sono
adempimenti distinti e non fungibili.
Quello previsto dall’art. 5 serve a individuare l’inadempimento che può
determinare la risoluzione del contratto, mentre la comunicazione ex
DUWqLOVXFFHVVLYR´ÀOWURµFRQOR
scopo di evitare una causa una volta
che il suo oggetto sia stato (con la
13
Avv. Andrea Callegari,
consulente legale CIA
contestazione ex art. 5) deciso.
I due adempimenti previsti dai due
articoli della legge 203, pur nella loro
differenze, perseguono però la stesVDÀQDOLWj
‡O·DUWFKHLPSRQHDOORFDWRUHSULma di iniziare il giudizio di contestare
DOO·DIÀWWXDULRFRQOHWWHUDUDFFRPDQGDta, le mancanze in cui è incorso - ha
ORVFRSRGLSRUUHO·DIÀWWXDULRVWHVVRLQ
grado di sanare l’eventuale inadempienza entro tre mesi, evitando così
l’instaurarsi di procedimenti giudiziari;
‡ O·DUW GHOOD VWHVVD OHJJH WHQGH
DOODPHGHVLPDÀQDOLWjGLHYLWDUHO·LQtervento del giudice, perché detta
convocazione, diretta ad esperire il
WHQWDWLYR GL FRQFLOLD]LRQH VL JLXVWLÀca soltanto dopo che con l’esito negativo della contestazione prevista
dall’art. 5 si siano chiariti tra le parti
i termini della controversia.
Il mancato rispetto di tale doppia procedura non è di poco conto. Se non si
provvede secondo lo schema di progressiva contestazione previsto dalla
legge la conseguenza è l’improcedibilità della domanda di risoluzione
proposta davanti al Tribunale. Il Tribunale non potrà cioè nemmeno esaminare la domanda ad esso proposta.
L’inadempimento di un contratto di
DIÀWWRQHGHWHUPLQDODULVROX]LRQH/D
legge 3 maggio 1982 n. 203 indica la
procedura per ottenerla. Ci dice che
l’inadempimento deve essere “grave”
(e sarà il giudice a dirci se lo sia). Ci
dice all’art. 5 che l’inadempimento
deve essere contestato in un certo
modo. Ci dice all’art. 46 che dell’inadempimento si deve discutere davanti all’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura. Solo dopo questa completa
procedura si arriva davanti al Tribunale. Lo scopo della legge è quello di
evitare quante più cause possibile.
Consumatori
I NUMERI DELLA
“NUOVA” ITALIA
Il nuovo modo di consumare e spendere
che emerge dal Rapporto Coop
di Dario Guidi
D
ati, cifre e tabelle che
VSLHJDQRODGLIÀFLOHVLWXDzione sociale ed economica del nostro paese,
il Rapporto Coop 2014 su Consumi
e distribuzione, presentato nei giorni
scorsi a Milano, ne contiene davvero
tanti. E ovviamente ve li racconteremo in dettaglio. Ma vogliamo partire
da una considerazione del presidente di Coop Italia, Marco Pedroni. Una
considerazione che non si limita a
IRWRJUDIDUH OH GLIÀFROWj PD SURYD D
indicare alcuni spiragli di (cauto) ottimismo per il futuro: “Dopo anni di crisi
economica e sociale e nonostante le
notizie ancora negative di questi mesi,
come Coop pensiamo che il 2015
possa essere l’anno della inversione
di questo trend. A patto che, come
già avvenuto con il provvedimento del
governo degli 80 euro in busta paga
a milioni di italiani, si operino scelte di
rafforzamento della domanda interna,
sostenendo in particolare il potere di
acquisto delle classi più deboli. Servono investimenti strutturali, politiche
di riattivazione del credito alle imprese, una nuova ondata di liberalizzazioni a favore dei consumatori. Se
sarà così si può invertire la tendenza,
si può ritrovare quel segno “più” che
DLXWLDURPSHUHXQFOLPDGLVÀGXFLDH
pessimismo. Ma occorre determinazione e nuovi concreti passi in quella
direzione giusta e condivisibile che
sin qui il governo ha tentato di imboccare. Il tema di una redistribuzione
del reddito, di aiutare le famiglie che
hanno meno è decisivo per rilanciare i consumi e il mercato interno. Non
VLHVFHGDOOHGLIÀFROWjSHQVDQGRFKH
basti l’export. E sui vincoli europei occorre operare per una loro riduzione”.
IL RISPARMIO
7251$$&5(6&(5(
Si potrebbe dire, dunque, che esiste
un percorso per un futuro possibile.
Questo anche perché ci sono dati
del Rapporto Coop che evidenziano
come, dopo i cali nel 2011 (-0,3%),
nel 2012 (-4%) e nel 2013 (-2,6%),
quest’anno i consumi delle famiglie torneranno a crescere anche
se solo di un modesto 0,2%. L’altro
dato incoraggiante è che le famiglie
italiane hanno ripreso a risparmiare.
La propensione al risparmio (in percentuale sul reddito disponibile) che
era risalita al 13% nel 2013 (contro
l’11,4% del 2012), nel 2014 arriverà
DO &RVD VLJQLÀFD TXHVWR"
&KHDQFKHQHOOHGLIÀFROWjFKHKDQQRFRPSRUWDWRPRGLÀFKHSURIRQGH
alle scelte di spesa che raccontiamo nell’articolo che segue), le famiglie hanno potuto ritornare a mettere da parte un po’ di soldi come
forma di tutela di fronte prospettive
quanti mai incerte. Si risparmia penVDQGR DO IXWXUR GHL ÀJOL SHU
eventuali emergenze legate alla gestione della case di proprietà (16%),
per integrare la pensione (13%), per
problemi di salute o di perdita del
lavoro (10%).
È però chiaro che l’aumento del
risparmio (dunque di denaro che
c’è) è strettamente legato anche
alla dimensione psicologica e alla
percezione della realtà esterna. Il
91% delle famiglie giudica negativamente lo stato di salute dell’economia del paese, ma solo il 49%
giudica negativamente la propria
condizione economica. Le nuvole
sono in casa, ma molto di più fuori. Dunque nell’incertezza, gli italia-
14
Dario Guidi,
direttore del mensile Consumatori
ni si tutelano. Ma se la percezione
sulla prospettiva 2015 migliorasse,
anche sui consumi e sull’economia
potrebbe derivarne qualche segno
positivo.
LA FOTOGRAFIA DEL 2014
Nel descrivere lo scenario attuale
Pedroni insiste poi su un altro punto
XUJHQWH´/DGHÁD]LRQHFLRqLOFDOR
dei prezzi, che per l’alimentare Istat
ha stimato nel -0,7% (ma che per
Coop è di -1,2%) può essere un graYHSHULFROR7URSSDLQÁD]LRQHqQHJDWLYDPDODGHÁD]LRQHqDOWUHWWDQWR
pericolosa, nel senso che può alimentare un avvitamento che trascina verso il basso tutta l’economia.
È necessario che le autorità politiche e monetarie italiane ed europee
agiscano tempestivamente. Un po’
GL LQÁD]LRQH VHUYH SHU JDUDQWLUH OR
sviluppo”.
“Se guardiamo ai dati del nostro
rapporto - spiega il vicepresidente
dell’Associazione delle cooperative
di consumatori (Ancc-Coop), Enrico
Migliavacca - possiamo dire che nel
2014 la caduta del paese è rallentata, ma la ripresa ancora non c’è. E’
come se ci fossimo fermati sull’orlo
di un precipizio”. Da cui occorrere
allontanarsi in fretta.
'HO UHVWR LO 5DSSRUWR &RRS FHUWLÀca che dall’inizio della crisi ad oggi
il paese ha perso 230 miliardi. Si
tratta di 2700 euro in meno all’anno
per ogni italiano. Gli occupati sono
calati dal 55% al 48% sulla popolazione in età lavorativa, mentre i
disoccupati sono passati dal 4% al
/DSUHVVLRQHÀVFDOHqDXPHQtata di 2 punti di Pil (più di 30 miliardi), ma ciò nonostante il debito
Consumatori
complessivo dello Stato, che nel
2007 era al 103,3% sul Pil, ora è arrivato al 135,2% (il peggioramento
c’è anche in tutti gli altri paesi euURSHL3DUWLFRODUPHQWHGLIÀFLOHODVLtuazione al sud. Infatti nelle regioni
meridionali le percentuali risultano
sempre molto più negative rispetto
al resto del paese (disoccupazione
al 21,7% contro il 10,3% del centro-nord).
&21680$725,&+(&$0%,$12
Ma lasciamo questi dati e torniamo
a quel percorso di ricerca verso un
futuro possibile. Detto di ciò che si
auspica possa arrivare dalla politica
e dagli scenari economici generali,
ci sono poi anche una serie di cambiamenti di cui il mondo della grande distribuzione (e in primo luogo
Coop che si conferma il leader nazionale con una quota del 15% del
mercato) è chiamato a tener conto
per essere in sintonia con ciò che
famiglie e consumatori chiedono.
“La grande distribuzione vive anFK·HVVD XQ PRPHQWR GL GLIÀFROWj spiega Pedroni - per la prima volta
il 2014 si chiuderà con un calo delOH VXSHUÀFL GL YHQGLWD FRPSOHVVLYH
(-0,2%). Nel primo semestre 2014
c’è una diminuzione anche nelle
vendite (che colpisce anche i discount). Questo trend è il frutto non
solo di tagli e rinunce quantitative
da parte dei consumatori, ma anche di nuove modalità di acquisto:
si acquistano prodotti meno costosi, più prodotti di marca del distributore (il Prodotto Coop per esempio
continua a crescere), più prodotti in
promozione, ecc. Spendere meno
non vuol dire però (fortunanatamente) abbassare la ricerca della qualità
e della salubrità del cibo. Ricordiamo che le vendite di prodotti biologici continuano ad aumentare, così
come quelle di prodotti etnici o del
commercio equo; in generale cresce l’attenzione per il cibo e per la
cucina, soprattutto da parte dei giovani. Dunque non sono tagli lineari.
Tutti gli acquisti via internet sono in
crescita, +20% nel 2013 con un giro
d’affari di 11,6 miliardi. Gli acquisti
alimentari online sono una quota
ancora minima, ma per diversi servizi alla persona, per i viaggi, per le
tecnologie, come per abbigliamento e calzature siamo ormai a cifre
importanti. Quasi il 70% degli italiani
prende informazioni su internet prima di effettuare un acquisto. Sono
mutamenti di fondo da cui non si
può prescindere”.
&26$)$5­&223
E dunque Coop cosa metterà in
campo di fronte a queste cose?
“Indico tre elementi, tra i tanti su
cui stiamo lavorando, tenendo
anche conto del fatto che l’esperienza recente dimostra come le
promozioni tradizionali funzionino
sempre meno per migliorare le
vendite – spiega ancora Pedroni
–. Punteremo ancora di più sulla
convenienza dei prezzi a scaffale;
le promozioni andranno sempre
più nella direzione di consentire al
consumatore di scegliere i prodotti
su cui applicare lo sconto; lavoreremo con le industrie di marca per
PRGLÀFDUH LO VLVWHPD GHL UDSSRUWL
FRQWUDWWXDOL H VHPSOLÀFDUH H UHQGHUH SL ÁHVVLELOH O·RIIHUWD ,QÀQH
vogliamo continuare a far crescere i nostri prodotti a marchio; oggi
il 27,6% di ciò che vendiamo è a
marchio Coop, contro una media
del mercato italiano del 18,6%.
Vogliamo rapidamente superare
il 30% perché il prodotto Coop è
per noi la sintesi di quello che
vogliamo offrire a tutti:
convenienza sen-
15
za rinunciare a qualità, salubrità e
sicurezza. Si tratta di valori che devono sempre essere accessibili a
tutti, se no non saremmo la Coop.
La ricerca di una via d’uscita dalla
crisi deve avvenire tenendo insieme
questo binomio per noi imprescindibile: qualità e convenienza”.
LA STRATEGIA DELLE FAMI*/,( &20( 6212 &$0%,$7, ,
&21680,
Il Rapporto Coop 2014 su Consumi
e distribuzione, calcola che i consumi delle famiglie siano calati di 100
miliardi dal 2007 ad oggi. Dunque
la torta complessiva è più piccola.
E questo non è una sorpresa. Ma è
importante scoprire che è cambiata
anche la misura delle diverse fette
che compongono la torta, dove le
fette rappresentano di volta in volta
le spese per casa, alimentazione,
vestiti, viaggi, sanità, ecc. ecc. Gli
LWDOLDQLKDQQRLQIDWWLULGHÀQLWROHORUR
priorità e adeguato i budget per trovare il punto di equilibrio possibile.
Così, come spiega il responsabile
GHOO·XIÀFLR VWXGL GL $QFF&RRS $Obino Russo, si scopre che a far la
parte del leone sono le spese per
l’abitazione che valgono il 40% del
budget familiare, con un aumento
del 20% sul 2007. “Si spende di più
per la casa – spiega Russo -, anche
se il valore di mercato delle case è
calato del 10% negli ultimi 4 anni.
Ma dato che circa l’80%
di famiglie italiane
è proprieta-
IL CIBO
ria si capisce come questa voce
resti centrale. In realtà il numero di
compravendite è di nuovo in aumento, segno che il mercato si sta
muovendo, ma dove c’è il boom più
importante è nelle ristrutturazioni
per le quali, nel 2014, si spenderanno 33 miliardi di euro (con una
variazione di più 148% sul 2010)”.
Se la casa resta il centro della vita,
in declino è invece l’automobile. Si
comprano meno auto, ma non sono
FHUWR L WUDVSRUWL SXEEOLFL D EHQHÀciare di questo stato di cose. Il fatto
è che ci si sposta meno. E in più,
in grandi città come Milano e Roma
iniziano a prendere piede forme di
condivisione della vettura che non
prevedono la proprietà. Parliamo
del car sharing (80 mila abbonati
a Milano) e del noleggio (200 mila
noleggi al mese sempre a Milano).
Anche per abbigliamento e calzature calano gli acquisti (-6,7% nel
2013) e la moda passa molto dal
web, con la crescita dei grandi portali di vendite on line dove si va a
cercare l’affare a prezzi scontati.
Cala anche la spesa per mangiare fuori casa (il 67% degli italiani
dichiara di aver ridotto le uscite), a
vantaggio del ritrovarsi in casa con
gli amici e la famiglia. Nella parata
di segni meno c’è anche la sanità,
con 3 italiani su 10 che hanno tagliato le spese in questo campo:
nel 2011 eravamo a 498 euro a
testa, che sono diventati 458 nel
2013. E ovviamente a calare sono
anche le spese per cinema (meno
330 mila visitatori nei primi sei mesi
2014), stadi e teatro.
Il tutto viene sostituito dallo stare
più tempo in casa, accontentandosi di navigare in rete (oltre a guardare ancora tanta tv). Gli italiani
sono primatisti europei con 2 ore di
Facebook e social media al giorno.
L’insieme dello stare su Internet invece di ore ne vale quasi 5 di cui 2
su apparati mobili, come smartphone e tablet.
E qui veniamo proprio a parlare
di chi da questi anni di crisi esce
come vincitore. Sono proprio questi apparati digitali che ci tengono
semre connessi e che hanno cambiato la vita di milioni di persone.
“Gli smartphone in Italia sono infatti
45 milioni – spiega Russo - E se la
vendita di questi oggetti continua a
crescere, cala invece la vendita di
tutti gli altri apparati elettronici che
da questi oggetti vengono sostituiti,
vista la quantità di funzioni e attività
che possiamo svolgere col nostro
“telefonino””.
Qui parliamo degli effetti della rivoluzione digitale che sta dispiegando i suoi effetti in tutto il mondo.
Ogni giorno 9 milioni di nuovi oggetti vengono connessi alla rete.
Nel 2020 saremo a 50 miliardi di
oggetti connessi.
I GIOVANI
Consumatori
I GIOVANI
L’Italia non è un paese per
giovani. Dal rapporto Coop
2014 su consumi e distribu]LRQH DUULYDQR FRQIHUPH LPpressionanti su quello che è
uno dei punti di debolezza più
evidenti se si vuole davvero
FRVWUXLUHXQIXWXUR
,QIDWWL ROWUH DO GDWR VXOOD GLsoccupazione giovanile (che
supera il 40%) emerge come
nel corso degli anni il reddito
GHOOHIDPLJOLHVRWWRLDQQL
abbia subito un peggioraPHQWRGHOQHJOLXOWLPL
DQQL PHQWUH SHU OH IDPLJOLH
VRSUD L DQQL F·q VWDWR XQ
aumento de 41%.
Lo stesso se si parla di ricFKH]]D VH SHU OH IDPLJOLH
VRWWRLDQQLO·LQGLFHq
SHUTXHOOHVRSUDLDQQLO·LQGLFHq&LIUHFKHGLFRQR
come i meccanismi consolidati nel tempo (come quelli
legati al sistema pensionistiFRXQLWLDJOLHIIHWWLGHOODFULsi, penalizzino in modo molto
SL IRUWH OH IDVFH GL HWj SL
giovani. Il che non vuol dire
che anche tanti pensionati se
la passino male.
Ma certo, pensando al domani e al costruire prospettive
di sviluppo per il paese, l’attenzione verso i giovani verso
i giovani è decisiva.
CONSUMATORI
IL CIBO
Anche se gli italiani spendono sempre meno per i loro acquisti alimenWDULLOFDORqGHULVSHWWRDOODFXFLQDHLOFLERVRQRO·DUJRPHQWRSUHIHULWRGLFXLVLSDUODHGLFXLDQFKHFLVLSURYDDGRFFXSDUH
particamente. La pensa così il 44%, al punto che la cucina ha scavalFDWR QHOOH SUHIHUHQ]H PXVLFD FLQHPD H VSRUW 'LUH FXFLQD YXRO GLUH
WHPSRSDVVDWRLQFDVDFRQDPLFLHIDPLOLDUL,SURJUDPPLWYFKHQH
SDUODQRVRQRGHFLQHHVX\RXWXEHFRPHVXLVRFLDOQHWZRUNVLWURYDQR
migliaia di ricette, ci sono blog che danno consigli e via dicendo. Ciò
vuol dire anche attenzione al gusto, al benessere e alla qualità. Se inIDWWLLYROXPLFRPSOHVVLYLGHJOLDFTXLVWLFDODQRFLVRQRSHUzVHJPHQWL
nei quali l’andamento è opposto. Se per i cibi biologici si spendevano
PLOLRQLGLHXURQHOQHOVLDUULYHUjDPLOLRQL$XPHQWDQRYHJDQLHYHJHWDULDQLFKHVHFRQGRDOFXQHVWLPHVRQRRUPDLLO
della popolazione. Crescono così in modo esponenziale le vendite di
SURGRWWLDEDVHGLFHUHDOLDOWHUQDWLYLDOJUDQRFRPHNDPXWHVRLD(OR
VWHVVRDYYLHQHSHULSURGRWWLVHQ]DJOXWLQHSLQHO
16
è la rivista
ULYROWD DL VRFL &RRS GL GLYHUVH FRoperative (Coop Adriatica, Coop
Estense, Coop Consumatori Nordest,
Coop Reno, Coop Liguria, Coop Lombardia e Nova Coop) presenti in 10
diverse regioni italiane, dal Piemonte alla Puglia, passando per Liguria,
Lombardia, Veneto, Friuli Venezia
Giulia, Emilia Romagna, Marche,
Abruzzo e Basilicata). Consumatori ha una tiratura media superiore
a 2 milioni e 200 mila copie ed è
disponibile anche on line sul sito
www.consumatori.e-coop
CAA
SEMPLIFICAZIONE
IN AGRICOLTURA
ATTO PRIMO
di Massimo Tomasi
C
i preme sottolineare
l’importanza di alcuQH VHPSOLÀFD]LRQL FKH
sono state fatte al settore agricolo anche grazie al nostro
intervento, sia a livello nazionale
che locale.
MACCHINE AGRICOLE
6XOOD *D]]HWWD 8IÀFLDOH Q GHO
20 agosto u.s. è stata pubblicata
la legge 11/08/2014, n.116 che ha
FRQYHUWLWRFRQPRGLÀFD]LRQLLOGO
n. 91/2014 (c.d. decreto “Campo
libero”).
Per l’utilizzo delle macchine agricole
l’abilitazione degli operatori prevista
dall’articolo 73,comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81,
non è richiesta ai soggetti titolari, da
almeno due anni, di una delle patenti di cui all’articolo 124, comma
1, del decreto legislativo 30 aprile
1992 n. 285.
4XHVWR VLJQLÀFD FKH FKL KD OD SDtente B da almeno due anni è considerato abilitato. Rimangono quindi
escluse quelle persone che non hanno il requisito temporale dei due anni
e quindi parliamo di neo patentati.
Infatti l’articolo 124, comma 1, del
decreto legislativo 30 aprile 1992 n.
285 dice:
“Guida delle macchine agricole e
delle macchine operatrici
1. Per guidare macchine agricole,
escluse quelle con conducente a
terra, nonche’ macchine operatrici,
escluse quelle a vapore, che circolano su strada, occorre avere ottenuto
una delle patenti di cui all’art. 116,
comma 3, e precisamente:
a) della categoria A, per la guida delle macchine agricole indicate dall’art.
115, comma 1, lettera c);
b) della categoria B, per la guida del-
le macchine agricole, nonche’ delle
macchine operatrici”
Il citato art. 115 comma 1 prevede:
“Requisiti per la guida dei veicoli e la
conduzione di animali
1. Chi guida veicoli o conduce animali deve essere idoneo per requisiti
ÀVLFLHSVLFKLFLHDYHUFRPSLXWR
a) anni quattordici per guidare veicoli
a trazione animale o condurre animali
da tiro, da soma o da sella, ovvero armenti, greggi o altri raggruppamenti
di animali;
b) anni quattordici per guidare ciclomotori;
c) anni sedici per guidare: motoveiFROLGLFLOLQGUDWDÀQRDFFFKHQRQ
trasportino altre persone oltre al conducente; macchine agricole o loro
complessi che non superino i limiti di
sagoma e di peso stabiliti per i motoveicoli e che non superino la velocita’
di 40 km/h, la cui guida sia consentita
con patente di categoria A sempreche’ non trasportino altre persone
oltre al conducente;
17
d) anni diciotto per guidare: 1) motoveicoli; autovetture e autoveicoli per
il trasporto promiscuo di persone e
cose; autoveicoli per uso speciale,
con o senza rimorchio; macchine
agricole diverse da quelle indicate
alla lettera c), ovvero che trasportino
altre persone oltre al conducente;
macchine operatrici”
In poche parole chi ha la patente
B da almeno due anni non deve
ottenere alcuna abilitazione e può
serenamente condurre le trattrici
agricole.
DEPOSITI CARBURANTE
AGRICOLO
Altro elemento di sicuro interesse è
OD VHPSOLÀFD]LRQH GHOOD QRUPDWLYD
per la gestione di depositi carburante agricolo.
$LÀQLGHOO·DSSOLFD]LRQHGHOODGLVFLplina dei procedimenti relativi alla
prevenzione incendi, gli imprenditori agricoli che utilizzano depositi
di prodotti petroliferi di capienza
non superiore a 6 metri cubi, anche
muniti di erogatore, non sono tenuti
agli adempimenti previsti dal regolamento n.151 del 2011.
Si tratta di una disposizione introdotta, in sede di conversione, sulla
base di un emendamento prediVSRVWRGD&,$PLUDWRDPRGLÀFDUH
il DPR 151/11 nella parte in cui assoggetta alla normativa antincendio anche i depositi di carburante
mobili di piccole dimensioni (non
superiori ai 9000 lt) utilizzati dalle
imprese agricole.
CAA
Senza questa disposizione a partire
dal 7 ottobre 2014 i depositi di carburante privati nelle aziende agricole
avrebbero dovuto sottostare alle disposizioni previste con la necessità
di richiedere la vidimazione del progetto ai vigili del fuoco.
INAL: CONTRIBUTI PER ADEGUAMENTO TRATTORI
FASCICOLO AZIENDALE
I terreni agricoli contraddistinti da
particelle fondiarie di estensione inferiore a 5.000 metri quadrati, site in
comuni montani, i titolari di fascicolo
aziendale non sono tenuti a disporre del relativo titolo di conduzione
DLÀQLGHOODFRVWLWX]LRQHGHOIDVFLFRlo aziendale di cui all’articolo 9 del
citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 503 del 1999.
Con questa disposizione non è
quindi necessario un titolo di conGX]LRQH DIÀWWR FRPRGDWR SHU SRter inserire le particelle fondiarie nel
fascicolo aziendale, situazione che
ad oggi invece era necessaria. Se
queste particelle non inserite non si
potevano richiedere interventi conWULEXWLYL VX TXHVWH VXSHUÀFL 5LFRUdiamo però che per evitare problemi
con la parte proprietaria è sempre
RSSRUWXQR VWLSXODUH FRQWUDWWL DIÀWWR
o comodato) con la parte proprietaria per evitare situazioni spiacevoli.
Questa deroga dovrebbe essere uti-
lizzata soprattutto nei casi dove sia
GLIÀFLOHVHQRQLPSRVVLELOHVWLSXODUH
tali contratti in quanto la controparte è irreperibile o molto lontana. Ci
riferiamo ai casi dove non ci sono
state le successioni o che i proprietari siano immigrati all’estero e non
ci sia un procuratore facilmente raggiungibile.
&UHGLDPRFKHÀQDOPHQWHXQSLFFROR
SDVVRQHOVHPSOLÀFDUHODJHVWLRQHGL
un’azienda agricola sia stato fatto.
Abbiamo molto altro da risolvere, ma
abbiamo imboccato una strada che
ci fa sperare in un’inversione di tendenza da parte dell’ente pubblico.
INAL: CONTRIBUTI PER ADEGUAMENTO TRATTORI
Finanziementi alle imprese
Avviso pubblico 2014
O%DQGR,1$,/VRVWLHQHOHD]LHQGHDJULFROHHIRUHVWDOLSHUO·DGHJXDPHQWRGHLWUDWWRULDOÀQHGLPLJOLRUDUHOHFRQGL]LRQLGL
VDOXWHHVLFXUH]]DVXOODYRURLQDWWXD]LRQHGHOO·DUWLFRORFRPPDGOJVHVPL
3HUODSURYLQFLDGL7UHQWRVRQRSUHYLVWLFRPSOHVVLYLĄSHUÀQDQ]LDPHQWLDOVHWWRUHDJULFROR
*OLLQWHUYHQWLGLDGHJXDPHQWRDPPLVVLELOLDÀQDQ]LDPHQWRFKHFRQVLVWHLQFRQWULEXWLLQFRQWRFDSLWDOHÀQRDOGHL
costi al netto dell’IVA, sono: Struttura di protezione in caso di capovolgimento; Sedile del conducente predisposto con
punti di ancoraggio per la cintura di sicurezza; Avviamento del motore; Protezioni di elementi mobili; Sedile del passeggero predisposto con punti di ancoraggio per la cintura di sicurezza; Accesso al posto di guida; Sistema di ritenzione
del passeggero: cintura di sicurezza; Protezioni di parti calde; Zavorre; Segnalatore acustico; Silenziatore; Dispositivi
di illuminazione o segnalazione luminosa e dispositivo retrovisore.
,EHQHÀFLDULGHYRQRHVVHUHLVFULWWLDOOD&DPHUDGL&RPPHUFLR,QGXVWULD$UWLJLDQDWRHG$JULFROWXUD'DOQRYHPEUH
DOGLFHPEUHVDUjSRVVLELOHDFFHGHUHDOODSURFHGXUDLQIRUPDWLFDFKHSHUPHWWHUjODFRPSLOD]LRQHGHOOD
domanda di partecipazione al bando da inviare mediante PEC.
6XOVLWRZZZFLDWQLWqSUHVHQWHLOWHVWRFRPSOHWRGHOEDQGRJOLDOOHJDWLHLOIDFVLPLOHGLGRPDQGDVXGGLYLVLSHUUHJLRQH
e provincia.
SCONTI ABBONAMENTI 2014
La CIA del Trentino, grazie ad un accordo con le "Edizioni L’Informatore Agrario",
RISERVA AI PROPRI SOCI
quote scontate particolari per l’abbonamento annuo alle riviste
(valide per gli abb. in scadenza da novembre 2013):
L’INFORMATORE AGRARIO (settimanale 50 numeri + supplementi) a € 84,00
VITA IN CAMPAGNA (mensile 11 numeri + 11 supplementi) a € 44,00
VITA IN CAMPAGNA (mensile 11 numeri + 11 supplementi)
+ VIVERE LA CASA IN CAMPAGNA (trimestrale) a € 52,00
MAD - MACCHINE AGRICOLE DOMANI (mensile) a € 53,00
Per la sottoscrizione degli abbonamenti è necessario far pervenire il presente coupon
alla segreteria della CIA a mano, a mezzo posta o via fax al n. 0461.422259
unitamente alla ricevuta dell’effettuato bonifico alla CIA di Trento
IBAN: IT 48 O 08132 01802 0000 6035 0130 - Causale: "ABBONAMENTO A (nome rivista)”
Cognome ______________________________ Nome ____________________________
Via ___________________________________________________ CAP _____________
Comune ______________________ Tel. _______________________________________
E-mail __________________________________________________________________
Nuovo abbonamento
Rinnovo
18
“La direzione e tutti i collaboratori
GHOOD&RQIHGHUD]LRQH,WDOLDQD
Agricoltori sono vicini
DLIDPLJOLDULSHUODSHUGLWDGHO
Cav. GIUSEPPE MORELLI,
già dirigente della nostra
organizzazione negli anni Ottanta.”
CAF-Agriverde
NOTIZIE DAL CAF
a cura di Nadia Paronetto (responsabile CAF-CIA Agriverde)
COMUNICAZIONI
AGENZIA DELLE ENTRATE
Il Fisco ha inviato nei giorni scorsi
75.000 lettere di avviso ai contribuenti
che hanno effettuato spese eccessive
(colf, leasing, polizze, acquisto di auto
o immobili ecc.) rispetto al reddito dichiarato nel 2012 (esposto in Unico
2013).
/·$PPLQLVWUD]LRQH ÀQDQ]LDULD LQ TXHsto modo avvisa bonariamente il contribuente di questa discrepanza evidenziata attraverso i controlli incrociati
sui movimenti bancari. Il contribuente
che ha ricevuto uno di queste lettere
informative non è tenuto a rispondere
perché non si tratta di veri e propri atti
di accertamento ma è un “preavviso”
e ha varie opzioni:
‡se le indicazioni contenute nella missiva sono errate, il contribuente può
segnalare quelli che considera errori
GHOÀVFR
‡Se le indicazioni contenute nella missiva risultano corrette, il contribuente
può scegliere di integrare gli imponibili
indicati in UNICO 2013, facendo ricorso al ravvedimento operoso.
‡L’ultima possibilità per il destinatario
della lettera è quella di non far nulla,
poiché questa non costituisce necessariamente il primo passo verso
il redditometro, atteso che si tratta di
comunicazioni centralizzate inviate
massivamente sulla base di dati non
ancora neppure vagliati dai funzionari e, quindi, non sottoposti ancora ad
un primo screening. Solo se lo scostamento tra spese e redditi è invece
evidente, ignorare la lettera farà scattare probabilmente l’accertamento
da redditometro, al quale bisognerà
rispondere.
È appena il caso di ricordare a
quest’ultimo proposito che il “redditometro 2.0”, ovvero quello applicabile
a decorrere dal periodo d’imposta
SUHYHGH XQ GRSSLR VWHS DL ÀQL
dell’accertamento sintetico: prima vieQHQRWLÀFDWRXQLQYLWRDFRPSDULUHSHU
spiegare i motivi di forti incoerenze tra
reddito dichiarato e spese sostenute,
poi il contribuente viene invitato all’ac-
certamento con adesione.
Si evidenzia che, in ogni caso, l’accertamento in oggetto è esperibile se il
reddito complessivo accertabile eccede di almeno il 20% quello dichiarato.
NUOVI METODI DI PAGAMENTI
OBBLIGATORI PER IL MODELLO
F24
A partire dal 01 ottobre 2014 sono state introdotte nuove regole per la presentazione del modello F24: non sarà
più possibile utilizzare il formato cartaceo del modello F24 (con cui ci si recava in banca o in posta) in presenza
di deleghe con importi pari o superiori
ad € 1.000, e in tutti i casi in cui sia
esposta una compensazione, sia che
LOVDOGRÀQDOHVLDSDULD]HURVLDFKHVLD
di importo inferiore ai € 1.000.
Le nuove disposizioni riguardano
sia i titolari di partita IVA, che già da
tempo hanno l’obbligo di utilizzare
il canale telematico, sia le persone
ÀVLFKHHFRLQYROJHWXWWLLWLSLGLYHUVDmento che vengono effettuati tramite
questo modello: Irpef, Irap, Tasi, Tari,
Imu, contributi previdenziali etc...
Quali sono i canali telematici? Il pagamento può avvenire tramite l’home banking, tramite un intermediario
abilitato, oppure tramite F24 on line
o F24 web.
Questi ultimi consentono direttamente attraverso il sito dell’Agenzia
delle Entrate, tramite il pin personale,
di compilare il modello F24 e inserire
le proprie coordinate bancarie.
A complicare ulteriormente le cose, il
metodo dell’home banking non potrà
però essere utilizzato in caso di deleghe che hanno saldo zero, in seguito a
compensazioni. In questo caso saranno utilizzabili solo gli altri canali.
Riassumendo:
‡i titolari di partita IVA non possono
mai utilizzare il cartaceo, ma solo i
canali telematici,
‡OHSHUVRQHÀVLFKHSRWUDQQRSRUWDre in banca il modello F24 cartaceo
solo in caso di cifre inferiori ai € 1.000
e in assenza di compensazioni;
‡in caso di saldo della delega a “zero”
19
è esclusa per tutti la delega cartacea,
e anche l’utilizzo dell’home banking.
Per agevolare i contribuenti sono
state previste alcune deroghe:
‡Per evitare complicazioni ed errori
di compilazione, sarà possibile utilizzare il formato cartaceo del modello
F24 che sia stato inviato direttamente dall’ente impositore (ad esempio
Agenzia delle Entrate, Comuni, Inps,
etc.) anche con saldo superiore ad
€ 1.000, purché non siano presenti
crediti in compensazione.
‡I contribuenti non titolari di partita
IVA, che hanno in corso alla data del
1° ottobre 2014 versamenti rateali
tramite modello F24, potranno continuare ad usare il modello cartaceo
per i versamenti rimanenti, anche
con importi pari a zero o superiori ad
€ 1.000 o con crediti in compensa]LRQHÀQRDOGLFHPEUH
CONTRIBUTO PER LA PENSIONE
COMPLEMENTARE DEGLI
ALLEVATORI
La Regione ha stanziato un contributo per la pensione complementare,
a favore degli allevatori operanti in
aziende zootecniche. Per presentare
la domanda bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:
‡ essere titolare o collaboratore familiare, iscritto come unità attiva
all’INPS, di un’azienda zootecnica
che effettua allevamento di bovini,
suini, ovini, equini o caprini, e che si
trova in una delle zone svantaggiate;
‡aver versato nel 2013 almeno € 500
ad un qualsiasi fondo di previdenza
complementare;
‡non avere più di 40 anni, compiuti
nel 2013;
‡il numero di capi allevati deve corrispondere a 2,5 Uba (questo dato
deve risultare dall’ultimo fascicolo
aziendale del 2013).
Il contributo è personale, quindi ne ha
diritto sia il titolare che il collaboratore
familiare iscritto all’INPS. Si tratta di €
500 annuali che saranno erogate sotto
forma di versamento a Pensplan, dove
sarà aperta una posizione a nome
dell’allevatore. Il contributo spetta al
massimo per 10 anni, sempre con la
limitazione dei 40 anni di età.
La domanda può essere presentata
SUHVVRLOSDWURQDWR,QDFÀQRDOQRvembre 2014, e andrà rinnovata ogni
anno.
Donne in Campo
DONNE IN CAMPO
ALLA BORSA
INTERNAZIONALE DEL
TURISMO MONTANO
Trento - Piazza Fiera, 20 e 21 settembre 2014
L’ALBUM DELLA MANIFESTAZIONE
settembre”
“L’album della manifestazione del 20 e 21
SEGUICI! PROSSIMI APPUNTAMENTI
Domenica 12 ottobre 2014
Saremo presenti anche a POMARIA A CASEZ DI SANZENO il 12 ottobre.
Domenica 19 ottobre 2014
Faremo una Scampagnata in Fattoria a S.CRISTOFORO AL LAGO.
Sabato 25 e domenica 26 ottobre 2014
Saremo all’OKTOBERFEST di ALBIANO.
Domenica 9 novembre 2014
Festeggeremo SAN MARTINO a PIEDICASTELLO di TRENTO.
Dal 22 dicembre al 6 gennaio 2015
Ci troverai in PIAZZA DANTE a TRENTO nel VILLAGGIO DEI BAMBINI...
21
TCS
CORSI AUTUNNO 2014
I CORSI DI NOVEMBRE IN VAL DI SOLE
L’INFORMATICA PER GLI OPERATORI AGRICOLI
Strumenti per creare un gestionale dati: potenzialità del foglio di calcolo.
Prima lezione: Lunedì 03/11/2014 (tutte le lezioni hanno durata di 3 ore
e seguono l’orario 09:30 - 12:30).
Durata: 30 ore
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico.
ALLEVAMENTO DEL CONIGLIO CON METODO TRENTINO
Recupero di tradizioni antiche per una produzione locale di qualità
Lezioni: Martedì in orario serale, dalle 19:30 (18 e 25 novembre e 2
dicembre 2014)
Durata: 8 ore (3 incontri)
Quota di partecipazione: 35,00 €
LA VAL DI SOLE IN TAVOLA
Corso di cucina sulla valorizzazione dei prodotti locali: preparazione,
abbinamento e presentazione.
Prima lezione: Mercoledì 19/11/2014 (mercoledì con orario 15:00-18:00,
giovedì con orario 17:00-20:00)
Durata: 30 ore
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico.
TECNICA DI TRASFORMAZIONE DELLA CARNE DI MAIALE
Prima lezione: Martedì 11/11/2014
Durata: 36 ore
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico.
LA CREAZIONE DI UNA FILIERA DI CEREALI BIO IN VAL DI SOLE
Prima lezione: Lunedì 17/11/2014
Durata: 32 ore
Quota di partecipazione: 60,00 € comprensiva di materiale didattico.
LE ISCRIZIONI SONO APERTE!
Per iscriversi è necessario compilare il modulo di iscrizione disponibile sul sito www.cia.tn.it e consegnarlo alla
Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino in via Maccani 199 Trento ([email protected] - fax 0461
422259 - 0461 1738860 - tel. 0461 1730452) oppure al Gal Val di Sole-Progetto Leader in via IV Novembre 4 Malè
([email protected] - fax 0463 903947 - tel. 0463 900004).
22
TCS
SI RICORDA CHE
CORSI OBBLIGATORI IN MATERIA DI SICUREZZA
PER LE AZIENDE AGRICOLE - PREVISTI DAL D.LGS 81/2008 AUTUNNO 2014
Per permettere alle aziende agricole di ottemperare
a quanto previsto dal D.Lgs 81/2008, per il 2014 vengono proposti
a catalogo i seguenti corsi:
LA FORMAZIONE
NELL’AMBITO
DELLA SALUTE
E SICUREZZA
SUL LAVORO
È UN OBBLIGO
DI LEGGE
ED È VERIFICATA
LLI
DURANTE I CONTRO
DEGLI ORGANI
DI VIGILANZA
‡$''(772$/35,0262&&2562
11 e 12 novembre, 14:00 18:00 - 18 novembre, 14:00 18:00
Quota di iscrizione: 75,00 € + IVA
‡$''(772$/35,0262&&2562$**,251$0(172
18 novembre, 14:00 18:00
Quota di iscrizione: 35,00 € + IVA
‡$17,1&(1',20(',25,6&+,2
2 dicembre, 8:00 13:00 - 5 dicembre, 10:00 13:00
Quota di iscrizione: 55,00 € + IVA
‡$**,251$0(172$17,1&(1',20(',25,6&+,2
5 dicembre, 8:00 13:00
Quota di iscrizione: 50,00 € + IVA
Frequenza:DLIUHTXHQWDQWLO·LQWHURFRUVRYHUUjULODVFLDWRXQDWWHVWDWRYDOLGRDLÀQLQRUPDWLYL
Per avere informazioni aggiornate riguardo ai corsi e per iscrizioni
consultare il sito www.cia.tn.it
CORSO RSPP
DATORE DI LAVORO
La Fondazione Edmund Mach – IASMA, in collaborazione
con CIA, organizza il
Corso sulla sicurezza sul lavoro nelle Aziende agricole –
RSPP datore di lavoro
'/JVDSULOHQDUW
,OFRUVRqLQVHULWRQHOODIRUPD]LRQHRUJDQL]]DWDQHOFRQWHVWRGHO365DQQR
Durata:RUH
Prima lezione:JLRYHGuQRYHPEUH
Contributo di partecipazione:Ą
3HULQIRUPD]LRQLSLGHWWDJOLDWHH
iscrizioni:
e-mailWFVIRUPD]LRQH#FLDWQLW
tel.
BEN ARRIVATO
ETTORE!
Congratulazioni alla nostra
collega Francesca e al
neopapà Francesco!
I dipendenti CIA
23
Terre coltivate
LA CEREALICOLTURA
A cura della Fondazione Museo storico del Trentino
“I
l prodotto principale è la segala, poi il frumento, il frumentone
nero principal risorsa de’ nostri
contadini ed il granoturco che
suol chiamarsi formentazzo”. Scriveva così nel 1812 Luigi Flammanini in
Dell‘agricoltura della Valle di Annone
nel Dipartimento dell‘Alto Adige.
Un tempo, in Trentino, le coltivazioni
dei cereali erano molto diffuse. Alla
ÀQHGHOO·LFDPSLGLPDLVLQWHUHVVDYDQRFLUFDHWWDULGLVXSHUÀcie coltivata. Negli anni ’40 del secolo
VFRUVRODVXSHUÀFLHHUDDQFRUDPROWR
rilevante: 11.000 ettari di mais con una
produzione totale di 300.000 quintali.
Campi di mais erano diffusi in tutte le
valli, a eccezione della Valle di Fassa.
Tra i cereali da granella il mais era il
più utilizzato ma ve ne erano altri che
ricoprivano vaste aree coltivate su tutto il territorio, soprattutto nelle fasce
medio-basse. Tra questi il frumento,
la segale, l’orzo e l’avena.
L’uso generalizzato e quasi esclusivo del mais (polenta di mais) nella
dieta quotidiana della popolazione,
costretta dalla fame e dalla scarsità
delle risorse, ha comportato nei secoli scorsi la comparsa della pellagra: una malattia che causa disturbi
a carico dell’apparato digerente, al
sistema nervoso e che provoca lesioni cutanee. Per anni non fu possibile
individuarne la causa. La scienza moderna ha dimostrato in seguito che la
pellagra è una forma di avitaminosi da
carenza di vitamina PP, assai scarsa
nell’alimentazione a base di mais. Tra
i rimedi a questa malattia, l’uso della
polenta con il latte riusciva a compensare la carenze e a bilanciare la dieta.
Legate alla raccolta dei cereali, erano
presenti in Trentino diverse usanze e
consuetudini che scandivano il ritmo
delle stagioni e la quotidianità paesana. Nelle valli si ripeteva da tempo
immemorabile il rito della raccolta a
mano, dello scartocciamento e della
successiva esposizione al sole del
formantas (granturco) sui balconi delle case. La pratica è ancora oggi in
auge in Valle del Chiese, nonostante
l’avvento dei moderni essiccatoi e
GHOOH VRÀVWLFDWH WHFQRORJLH SHU OD ODvorazione del mais. Ai primi di dicembre, ultimata la raccolta, le pannocchie di colore rosso corallo vengono
poste a essiccare sui balconi, sui ballatoi in legno e sui solai delle case più
antiche (rigorosamente in pietra) del
centro storico di Storo, quasi a voler
esorcizzare le privazioni e la miseria di
un passato non lontano. L’operazione
24
dello scartocciamento era considerata un rito familiare, quasi una festa. Ci
si ritrovava insieme a “sfoiar le pannocchie sull’aia”. Non si buttava nulla.
Persino gli scarti, gli sfoiazzi, avevano
una funzione: potevano essere usati
per l’imbottitura dei materassi.
Quando nel secolo scorso compaiono le prime trebbiatrici, i contadini non
disponevano della somma necessaria per l’acquisto. La trebbiatrice, la
macchina per la separazione delle
cariossidi (la granella) dei cereali
(frumento, segale, avena) dalle spighe, si diffuse con lentezza. Perciò, le
poche disponibili facevano il giro dei
paesi dove si accodavano i carri degli
agricoltori in attesa del proprio turno
per trebbiare il grano. Cominciavano
i contadini che trasportavano frumenWR&KLXGHYDQRODÀODTXHOOLFRQODVHgale. L’ordine era necessario per non
“imbastardire” con grani di cereali
differenti la trebbiatura del frumento
puro.
La cerealicoltura di montagna sta
attraversando oggi una fase di forte
FRQWUD]LRQH GL VXSHUÀFLH FROWLYDWD
Fino al secolo XIX il paesaggio agrario delle Alpi era contrassegnato da
ampie distese di segale, orzo, avena.
Campi di piccole dimensioni, spesso
ricavati terrazzando i pendii (fratte)
– come nella Valle di Terragnolo dissodata nel Medioevo dai Cimbri – venivano ricavati sui versanti esposti al
sole. Con la crisi dell’agricoltura alpiQD PROWH VXSHUÀFL FHUHDOLFROH VRQR
state convertite a prato, laddove la
Terre coltivate
montagna è ancora presidiata. Nelle particelle agricole abbandonate,
cespugli e arbusti hanno avuto il sopravvento.
Alla varietà delle colture cerealicole
tradizionali si sono sostituite monocolture di mais, soprattutto nelle poche aree pianeggianti di fondovalle o
sui pianori intervallivi. Anche grazie ai
nuovi sistemi di irrigazione, la coltura
a mais, bisognosa di molta acqua, ha
risalito le valli. Esempi di tale fenomeno espansivo si possono trovare nelle
Giudicarie Esteriori, al centro dell’ampia conca solcata dal torrente Duina,
fra Bleggio e Lomaso. La coltivazione
di mais, destinata prevalentemente
alla produzione di silomais o insilato di mais per allevamenti intensivi
D VWDEXOD]LRQH ÀVVD UHQGH TXHVWH
aree abbastanza simili paesaggisticamente, entro i limiti di scala, ad
alcuni distretti della pianura padana.
Nelle Giudicarie Interiori, Bassa Valle del Chiese, la coltivazione di una
varietà di mais di particolare pregio
– il granoturco da polenta a granella
rossastra o marano di Storo – ha creato una nicchia agro-alimentare ben
QRWDDQFKHROWUHLFRQÀQLSURYLQFLDOLH
regionali. Essa si estende dalla piana
GL6WRURÀQRDOODVSRQGDQRUGRULHQWDle del Lago di Idro. È quest’ultimo un
esempio riuscito di recupero di una
coltura tradizionale avvenuta a partire da metà degli anni ’80 del secolo
scorso in un’area destinata all’abbandono della coltivazione a causa della
diffusione dell’industria.
“TERRE COLTIVATE”. IL LIBRO
E LA MOSTRA ITINERANTE.
A corredo della mostra sulla storia
dei paesaggi del Trentino è stato
da poco pubblicato il volume “Terre
coltivate”, a cura della Fondazione
Museo storico del Trentino. Inoltre,
dopo la chiusura del percorso espositivo, rimasto aperto alle Gallerie di
3LHGLFDVWHOORGDRWWREUHÀQRD
giugno 2014, il Museo storico del
Trentino ha realizzato una mostra
itinerante con venti grandi pannelli
che ripropongono i temi principali
della mostra.
Il libro - 228 pagine, 15 euro - rappresenta un contributo allo studio del paesaggio agrario del Trentino e propone una miscellanea di saggi sul tema
del paesaggio. L’antropologo ed
esperto di territori alpini Annibale SalVDÀUPDXQFRQWULEXWRVXOOHXQLWjSDHsaggistiche del Trentino. Lo studioso
di storia economica Andrea Leonardi
si occupa della rilevanza dell’agricoltura nell’economia del nostro territorio. Il paesaggista Bruno Zanon si
sofferma sulla costruzione del paesaggio agrario e sullo strumento dei
piani urbanistici provinciali. L’economista e studioso di politiche agrarie
Geremia Gios tratta il tema dei territori di montagna e delle attività agrosilvopastorali. Il direttore della Fondazione Edmund Mach Mauro Fezzi fa il
punto sui 140 anni dell’Istituto agrario
di San Michele all’Adige. L’agronomo
e giornalista Sergio Ferrari racconta
25
L FHQWR DQQL GL GLIHVD ÀWRVDQLWDULD LQ
Trentino. Monica Ronchini, studiosa
di paesaggi, si occupa delle testimonianze dei viaggiatori. Alessandro de
Bertolini, Fondazione Museo storico
del Trentino, spiega quali fonti e strumenti della storia sono stati utilizzati
per la ricostruzione dei paesaggi
agrari del Trentino alla mostra delle
Gallerie di Piedicastello. La prefazione del volume è a cura di Giuseppe
Ferrandi, direttore della Fondazione
Museo storico del Trentino.
La mostra itinerante raccoglie la descrizione di tutte le unità paesaggistiche presenti in mostra (la gelsicoltura, la tabacchicoltura, la coltivazione
del grano saraceno, la viticoltura, la
melicoltura, la castanicoltura, la nocicoltura, la cerealicoltura, l’alpicoltura,
la selvicoltura, l’olivicoltura, l’orticoltura e le unità paesaggistiche residuali) insieme al racconto della trasformazione dei paesaggi agrari del
Trentino negli ultimi due secoli. Come
è stato possibile il cambiamento?
Come si è passati da un modello di
agricoltura di autoconsumo e di sussistenza ai moderni comparti agricoli
e industriali di oggi? I venti pannelli
(autoportanti, delle dimensione di 1
metro di larghezza per 2 metri di altezza) cercano di rispondere a queste domande.
Per conoscere il calendario e le sedi
itineranti della mostra, o se interessati
ad ospitarla, contattare la Fondazione Museo storico del Trentino allo
0461.230482.
Donne in Campo
Itinerari
L
Calcara
(Vigolo Vattaro)
a calcara di Vigolo Vattaro, ancora oggi perfettamente integra
nella sua struttura a tolos, testimonia l’attività di produzione della calce così
come veniva effettuata un tempo laddove vi fosse disponibilità di materia
prima, ossia di calcare. Una volta accesa, la calcara funzionava per cinque
giorni e cinque notti consecutive, e doveva quindi essere continuamente alimentata. Nel 1994 e nel 2012, la Sat di Vigolo Vattaro ha proposto la rievocazione storica della cottura della calce in tutte le sue fasi: raccolta della legna,
accensione e alimentazione della calcara, raffreddamento ed estrazione delODFDOFH,OSURGRWWRÀQLWRqVWDWRYHQGXWRDXQDGLWWDGLUHVWDXUR
Per informazioni:
8IÀFLRWXULVWLFR9LJROR9DWWDUR
ZZZYLJRODQDFRP
ITINERARIO
ETNOGRAFICO
DEL TRENTINO
MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA
ZZZPXVHRVDQPLFKHOHLW
a cura di Antonella Mott
D
Calchèra de Bòro
(Grigno)
i notevoli dimensioni, è datata all’inizio del Novecento e ha funzionato per una cinquantina d’anni, nel periodo in cui la vendita della calce costituiva un’integrazione al reddito delle famiglie contadine. Delle sei presenti nel
comune, è la più grande e meglio conservata. È costituita di una camera di
cottura per la calce, parzialmente scavata nel terreno, di una rampa di carico
e di un locale annesso. Al termine della cottura, il calcare si trasforma in calce
viva. Con l’aggiunta di acqua diventa calce spenta, materiale utilizzato nella
preparazione di malte per intonaci e per l’edilizia. La calzina era utilizzata in
agricoltura come antiparassitario e disinfestante.
Per informazioni:
Biblioteca Comunale di Grigno
0461 / 765414
27
La nostra storia
40 righe di Storia
LA COOPERAZIONE TRENTINA:
PRIMI PASSI E DIFFUSIONE
L’
idea cooperativa era nata
nel 1844 a Rochdale in Inghilterra dove sorse la prima cooperativa di consumo ad opera dei Prodi Pionieri. Il motto
dei fondatori era: “Uno per tutti e tutti
per uno”, oppure “L’unione fa la forza”
(Un legnetto si rompe facilmente con
le mani, sette legnetti legati assieme si
rompono più difficilmente).
Nel 1891 il Papa Leone XIII aveva
promulgato l’enciclica “Rerum novarum” con la quale aveva iniziato la
dottrina sociale della Chiesa e invitava i sacerdoti e i laici impegnati a
uscire dalla sacrestia per incarnarsi
nella vita e nella storia della povera
gente. E così, per merito soprattutto
di molti sacerdoti e di bravi maestri,
la cooperazione si diffuse rapidamente in tutto il Trentino.
Scriveva don Mentore (pseudonimo
di don Guetti) nel
1893: “In ogni
paesello
ben
amministrato
non dovrebbero
mancare,
oltre la chiesa
e la scuola,
anche la Cassa rurale e la
Famiglia cooperativa”.
Negli
anni
1 8 9 3 -1 8 9 4
spuntarono
un po’ ovunque Famiglie cooperative e Casse
rurali promosse quasi sempre e
spesso anche guidate da sacerdoti.
Nel 1895 fu costituita la Federazione centrale dei Consorzi cooperativi
e presidente fu nominato don Lorenzo Guetti.
Furono questi anni caratterizzati da
vivo entusiasmo, da un autentico
spirito solidaristico, da un sentito
fervore altruistico, da un fecondo
spontaneismo che si evidenziava in
forme gratuite di dedizione volontaristica.
Alla fine del 1897 le Famiglie cooperative erano 97 con 14.346 soci,
le Casse rurali erano 48 con 3100
soci.
Nel 1896 i primi sintomi del socialismo e la contrapposizione tra lo
spirito democratico popolare di don
Guetti, estraneo ad ogni integra28
28
lismo confessionale e aperto alla
partecipazione di tutti i “galantuomini”, e chi invece vedeva e voleva
società confessionali (il dott. Lanzerotti, don Benetti, don Lorenzoni,
don Felicetti, ecc.).
Nel 1899 nasce la “cooperativa delle cooperative”, il SAIT (Sindacato
Agricolo Industriale Trentino), e presidente viene eletto il dott. Lanzerotti, vicepresidente don Panizza.
Nel 1905 le Famiglie cooperative
erano 228, le Casse rurali 153 con
oltre 40.000 soci capofamiglia.
L’attivismo di molte persone, in particolare dei curati di paese, tendeva ad estendersi e a comprendere
anche settori diversi da quelli del
primo cooperativismo (consumo e
credito). Sorsero così i forni essiccatoi del baco da seta, le cooperative
elettriche, i molini sociali, i caseifici
turnari, i panifici sociali. E accanto
a questi gli oratori, gli asili infantili, i
teatri parrocchiali ed altre istituzioni
rivolte alla comunità.
I dirigenti cattolici si convinsero
che il sistema solidaristico cooperativo trentino, da puro e semplice
strumento economico di difesa del
povero contadino di montagna, era
in grado di dare l’avvio a un vero e
proprio processo di sviluppo e di
una nuova industrializzazione, diventando così l’artefice del risorgimento provinciale. Dal momento del
consumo e del risparmio si sarebbe
dovuti passare alla fase della produzione e dell’industrializzazione.
Edmund Mach
PIOGGIA DI PREMI
PER I VINI FEM
Pioggia di premi per la cantina della
Fondazione Edmund Mach che si
è aggiudicata i “Tre Bicchieri” della
Guida Vini d’Italia 2015 del Gambero Rosso con il Trento doc Riserva
del Fondatore Mach 2009, ma anche il “Vino d’eccellenza” della Guida 2015 Vini d’Italia de L’Espresso
con il Trentino Nosiola 2013 e la
“Corona”, il massimo riconoscimento della Guida Vini Buoni d’Italia
2015 col vino Vigneti delle Dolomiti
Igt Moscato Rosa 2012.
Lo spumante Riserva del Fondatore
conoide di Faedo. Un vigneto che
è stato impiantato nel 1987 con uve
Chardonnay e Pinot Nero. Dopo la
vendemmia, viene effettuata una
vinificazione tradizionale in bianco
con fermentazione condotta per
una parte in acciaio e per un’altra
parte in barriques di rovere. Alla vista si presenta di colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il profumo
è ampio e complesso: lievito e fruttato si fondono in armonia. La finezza del perlage conferisce setosità e
persistenza al gusto. Ottimo come
aperitivo, ma si esprime meravigliosamente anche a tutto pasto.
IL FRUTTETO PEDONABILE
NOTIZIE
DALLA FONDAZIONE
EDMUND MACH
DI SAN MICHELE ALL’ADIGE
DFXUDGL6LOYLD&HVFKLQL8IÀFLR6WDPSD)RQGD]LRQH(GPXQG0DFK
conquista i “Tre bicchieri” del Gambero Rosso. Questo premio, tra i
più importanti a livello nazionale nel
settore enologico, non è una novità
per il “Mach Riserva del Fondatore”.
Già l’annata 2004 e 2007 si erano
aggiudicate i “Tre Bicchieri”, senza
dimenticare “L’Oscar degli Oscar”
ottenuto per l’annata 2006. l “Mach”
viene prodotto nell’appezzamento
di Maso Togn, situato a 700 metri
d’altitudine, sulla parte apicale del
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in Italia per gli edifici con struttura
portante in legno. L’edificio progettato dall’architetto Alberto Cristofolini e
finanziato dalla Patrimonio del Trentino ha una superficie di circa 900 metri quadrati. Si sviluppa su due piani
ed è dotato di 10 aule scolastiche, di
una aula insegnanti, una bidelleria,
più alcuni locali tecnici e di servizio.
Ogni aula scolastica ha una superficie di circa30 metriquadratie può
ospitare fino a 24 studenti ed è dotata di tutte le più moderne tecnologie
informatiche ad uso didattico.
PRONTA LA NUOVA PALAZZINA
PER LA DIDATTICA
Sono 939 gli studenti che hanno iniziato l’anno scolastico alla Fondazione Edmund Mach di San Michele
all’Adige. Il test di ammissione, introdotto quest’anno per far fronte all’elevato numero di iscritti, ha consentito
di non superare le mille unità e di gestire al meglio la proposta formativa.
Un importante aiuto in questo senso
arriva anche dalla nuova palazzina
costruita nelle vicinanze della sede
scolastica, destinata ad ospitare 200
alunni dell’indirizzo gestione ambiente e territorio e del quarto anno
della formazione professionale.
Si tratta di una struttura realizzata in
legno, utilizzando ARCA (Architettura Comfort Ambiente), marchio trentino, primo sistema di certificazione
Al modello di frutteto sostenibile in corso di sperimentazione alla Fondazione Edmund Mach è stato dedicato un
incontro tecnico che si è svolto nelle
scorse settimane a Mezzolombardo,
nell’azienda agricola di Maso delle
Part. I frutticoltori hanno avuto modo
di conoscere e toccare con mano i
vantaggi della forma di allevamento in
parete e delle reti multifunzionali.
Si è trattata di una versione ridotta della tradizionali porte aperte dato che i
campi sperimentali sono stati compromessi dalla grandinata del 24 giugno.
“Oggi presentiamo ai frutticoltori una
serie di sistemi innovativi che si propongo di migliorare la frutticoltura in
un’ottica di sostenibilità. Questa è una
delle sfide della Fondazione Mach:
puntare a minimizzare gli impatti dell’agricoltura per salvaguardare la salute
dell’uomo, dell’ambiente e delle sue
risorse” ha spiegato il direttore generale, Mauro Fezzi, intervenuto con il
dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Michele Pontalti e il responsabile dell’Unità frutteto sperimentale
e frigo-conservazione, Livio Fadanelli.
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