SCUOLA… OCCUPATA! - Diocesi di Lucera

ANNO VI
NUMERO 62
LUCERA
SETTEMBRE
2014
SCUOLA… OCCUPATA!
La voce
del PASTORE
SCOMMETTIAMO
SULLA FAMIGLIA
✠ Domenico CORNACCHIA
S i riprende a tutto campo: lavoro,
scuola, anno pastorale! Questi gli
ambiti in cui, lentamente e progressivamente ci inoltreremo da oggi in poi!
Il Convegno pastorale diocesano apre
i battenti! Esso avrà come tema la
Famiglia, i giovani e il lavoro! A seguito della visita pastorale, tra le tematiche più scottanti, ci è sembrata urgente quella relativa alla famiglia, ai giovani e al lavoro. Provvidenziale concomitanza è il Sinodo straordinario dei
vescovi che si celebrerà a Roma dal 5
- 19 ottobre prossimo, sul tema: le sfide sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione! Questo, in preparazione all’Assemblea sinodale ordinaria, del 2015. A noi devono stare
molto a cuore le sfide che riguardano
la famiglia in genere!
La crisi oggi, non è circoscritta, solo,
all’ambito economico, ma è di dimensioni assai più ampie! “Sull’esempio
del Buon Samaritano dobbiamo prenderci cura” - dice papa Francesco -,
“perché, occuparci della famiglia
significa occuparsi di uno dei pilastri
fondamentali del bene comune di tutta la società” (Cf GS 47). La famiglia è
definita la prima società umana. Essa
è il luogo dove si trasmettono e si
possono imparare, fin dai primi anni
di vita, valori come: fratellanza, lealtà,
amore per la verità e per il lavoro,
rispetto e solidarietà tra le generazioni, così come l’arte della comunicazione e la gioia.
La famiglia è lo spazio privilegiato per
vivere e promuovere la dignità e i
diritti dell’uomo e della donna. La
famiglia, fondata sul matrimonio, rappresenta l’ambito di formazione integrale dei futuri cittadini di un Paese.
Non dobbiamo sentirci né saccenti
maestri, né spettatori passivi di quanto è inerente la nostra famiglia. Essa è
come un corpo organico, le cui membra sono interdipendenti e, correlate
tra loro!
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Matrimonio
ed Eucarestia
Scoprire opportunità per
formare il futuro
N on mancano mai occasioni agli studenti delle superiori, già dall’inizio
dell’anno, per sedersi a tavolino e…
studiare i momenti opportuni per
“mettere in calendario” e poi “mettere in scena” situazioni con tanto di
“scusa” («per protestare per questo,
per ottenere quest’altro», dicono)
spesso e volentieri con la sola finalità
di “saltare” una giornata di lezione, un
compito in classe difficile, un periodo
scolastico pesante o, semplicemente,
per prolungare le vacanze prossime.
E forse la forma più eclatante di tale
alternativa programmazione è quella
dell’occupazione, occasione in cui si
diventa persino “fuori legge organizzati”. Alle volte – sia chiaro – si sceglie
questa protesta perché c’è chi vuole
difendere con energia un diritto o
mettere in evidenza un’ingiustizia; ma
resta da decidere, in coscienza quale
sia la scelta migliore per far sentire la
propria voce.
Ma c’è un’occupazione molto più grave e molto più distruttiva che in alcuni
casi si riscontra, latente o esplicita, tra
le mura delle nostre strutture formative; un’occupazione più gravosa perché va a pesare non sul computo di
giorni perché si possa dire di aver vissuto un anno scolastico, ma sul futuro
della nostra società e soprattutto della
vita dei nostri bambini, ragazzi e giovani.
È l’occupazione di chi ha ridotto la
scuola a luogo di solo trasferimento di
nozioni, da sapere a memoria chiaramente e senza possibilità di errore:
come se lo studente fosse un hard disk
esterno che, connesso al pc docente o
al libro di turno, debba passivamente
farsi vittima di un passaggio di files.
È l’occupazione di chi ha ridotto la
scuola a mero tempo da spendere tra
piccini e grandi per avere uno stipendio sicuro fino alla pensione: tanto,
basta andarci più o meno tutti i giorni,
“trasferire” i files informativi, esaminare tenendosi buoni alunni e genitori…
qualche riunione pomeridiana (così
pesante!)… e il gioco è fatto!
È l’occupazione di chi crede di poter
mietere vittime di pensiero, sfruttando
la duttilità e il processo di crescita di
chi ancora non ha le “armi” per difendersi e giudicare con raziocinio: e si fa
propaganda delle proprie idee, facendole passare per le uniche giuste o,
peggio, applicando alle menti e ai
cuori un terribile disincanto causato
dalle proprie personali delusioni, ottenendo invece soltanto una tabula rasa
disaffezionata a tutto, indistintamente.
Guardando ai suoi ragazzi, ai suoi ado-
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Storia di una
sede vescovile
lescenti, ai suoi giovani e allargando
lo sguardo a tutta la società, la Chiesa
quale Madre chiede di entrare in contatto col mondo della scuola … anche
Lei vuole “venire ai colloqui”, per
risvegliare la coscienza educativa di
tutti coloro che operano nella formazione e per discernere ciò che veramente è richiesto agli educatori, chiamando ciascuno a rendersi conto dell’altezza di questo compito: abbiamo
tra le mani il futuro.
Siamo corresponsabili di quello che
verrà, poiché oggi, come agenzie
educative, stiamo seminando assieme
gradualmente ad essere presenza
significativa nella società, capace
anche di guidare o affiancare altri per
vivere e convivere da cittadini che sentono realmente proprio il luogo che
abitano, a tutti i livelli.
Messaggio univoco che apre all’impegno sociale, all’interesse profondo per
la polis, per la città (è la politica), desiderando con tutto se stessi di essere
“tessera
importante”
dell’unico
mosaico della storia della patria, del
comune che si abita, lasciando il
segno… e non i segni di degrado o di
accanimento come quelli di un muro
(ognuno nel proprio ambito e col proprio ruolo) ciò che germinerà ben presto sulla faccia della terra.
All’inizio di un nuovo anno scolastico
e formativo-pastorale in genere, è
bene rammentare a tutti noi che siamo responsabili della crescita dei
nostri piccoli come è fondamentale
anzitutto fare rete perché sia dato un
messaggio univoco agli educandi:
che, cioè, gli educatori fanno il tifo per
te, credono nelle tue potenzialità,
scommettono in fiducia sulla tua
voglia di crescere, vogliono supportarti nelle difficoltà e nelle fatiche,
sono disponibili ai tuoi “momenti no”
per portarti sulle spalle se necessario.
Messaggio univoco che poi diventa
desiderio di trasmettere contenuti cercando di far sì che essi diano forma e
spessore al destinatario dell’apprendimento, che lo rendano abile a pensare con la sua mente, che lo abilitino
imbrattato.
Messaggio univoco che si traduce in
un vero e proprio affetto per lo studio,
in un desiderio radicato e radicale di
continuare a formarsi anche dopo l’apprendimento dei primi anni della propria esistenza, coscienti che se “gli
esami non finiscono mai”, è più vero
che non si smette mai di imparare.
Siamo tutti chiamati, pertanto, a trasformare la scuola in opportunità.
Anzitutto per noi educatori, impegnati
in prima linea o in rete con la scuola; e
poi – solamente poi, perché nessuno
può dare ciò che non ha, nessuno può
“far sentire” ciò che non avverte dentro sé – per i nostri ragazzi: opportunità per scommettere sulla propria vita,
sulle proprie potenzialità, perché ci
sarà un domani solo se saremo…
occupati a costruirlo, insieme, oggi!
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L’Addolorata
di Troia
Michele DI GIOIA
INSERTO
speciale
Comunità vocazionale
Consultorio familiare
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settembre 2014 anno VI n. 62
FORMAZIONEeCULTURA
POSSO “FARE” LA COMUNIONE?
Sacramento del Matrimonio ed Eucarestia
I n questi ultimi tempi si parla spesso
delle persone che si trovano in situazioni matrimoniali difficili o irregolari e la
possibilità di concedere loro di “fare”
comunione eucaristica. Il problema si fa
più impellente nel periodo delle prime
comunioni e delle cresime quando
coinvolge un po’ tutti: genitori, nonni,
padrini e madrine. Al di fuori di questi
tempi il problema è lasciato alla discussione degli esperti in pastorale e dei
moralisti. Eppure il problema coinvolge
la stessa fede cattolica circa l’Eucaristia
e la relazione con la Comunità dei credenti.
Proprio recentemente, al termine della
celebrazione del battesimo durante la
s. Messa domenicale, ho accolto lo sfogo e la delusione di una nonna che si
lamentava perché i genitori della nipotina non avevano potuto “fare” la
comunione “come gli altri”. Erano conviventi. Sono state necessarie tanta
pazienza e tanto amore per spiegarle
che non ero io a proibire qualcosa a
qualcuno ma era stata la loro scelta ad
impedire di “fare pienamente” comunione con quel Gesù che aveva chiesto
loro di dirsi e di darsi il loro amore “nel
Signore”, e non solo naturalmente.
Questa, ed altre situazioni analoghe,
non sono certamente situazioni esclusive dei nostri giorni, anche se oggi sono
più conosciute e più ricorrenti. La Chiesa già dagli anni novanta ha fatto il punto della situazione su questi argomenti,
confrontando la dottrina costante e la
prassi pastorale con l’insegnamento di
Gesù, ed ha sintetizzato il tutto nel
capitolo VII del Direttorio di Pastorale Familiare. Il principio ispiratore che
ha guidato e guida la Chiesa è: carità
nella verità.
La chiarezza e l’intransigenza nei
principi unita alla comprensione e
alla misericordia verso la debolezza
umana in vista del pentimento sono
le due note inscindibili che contraddistinguono l’opera pastorale della
Chiesa. I casi di matrimoni irregolari o
in situazioni difficili sono molteplici.
Vanno dalla coppia separata alla coppia divorziata, dal divorziato non
risposato al divorziato risposato, dalla coppia sposata solo civilmente a
quella convivente o alla coppia omosessuale. In merito alla coppia convivente, la Chiesa prende atto che
«anche nel nostro paese tendono ad
aumentare le convivenze o unioni
libere di fatto tra persone che convivono coniugalmente, senza che il
loro vincolo abbia un pubblico rico-
I Santi del mese
A cura di Donato COPPOLELLA
SAN VINCENzO dE' PAOLI
Sacerdote 27 settembre
Nacque a Pony nelle Lande di Guascogna il 24 aprile 1581
da famiglia di contadini. Compiuti gli studi ecclesiastici
venne ordinato sacerdote e fu parroco a Parigi. Fondò la
Congregazione della Missione per formare santamente il
clero e soccorrere i poveri. Con l'aiuto di santa Luisa de
Marillac diede origine anche alla Congregazione delle
Figlie della Carità. Morì a Parigi il 27 settembre 1660.
Canonizzato nel 1737, Leone XIII nel 1883 lo proclamò
patrono universale di tutte le opere di carità.
noscimento né religioso né civile. Tuttavia, alcune di queste persone intendono continuare a vivere la loro vita
religiosa, chiedendo i sacramenti per i
loro figli e li vogliono educare nella
fede». (cfr. DpF. 227) È evidente che
tale posizione è in contrasto con il
senso profondo dell’amore coniugale:
esso, oltre a non essere mai un esperimento, comporta sempre una donazione totale e irrevocabile di sé all’altro. Richiede un riconoscimento e una
legittimazione sociale e, per i cristiani,
richiede anche il riconoscimento
ecclesiale mediante il sacramento del
matrimonio.
La coppia di genitori conviventi portava a giustificazione il fatto che “volevano fare le cose per bene”. Ossia, si
sarebbero sposati quando avrebbero
avuto la possibilità economica per la
festa! Non mi è venuto di fare alcuna
colpa ai due giovani sposi per la giu-
stificazione addotta. Mi sono interrogato però su quale catechesi, la nostra
Chiesa locale, è riuscita ad offrire ai
giovani nel tempo che va dalla cresima al giorno del matrimonio. La realtà
è ben nota: i giovani, se tutto fila
liscio, generalmente ritornano in parrocchia al momento in cui è tutto definito: casa, lavoro almeno per uno della coppia, pranzo, data per il ristorante, invitati ecc. Solo a questo punto si
imbattono con l’offerta della parrocchia per un periodo di catechesi sul
matrimonio, offerta vissuta per lo più
come un ricatto che come opportunità, e della quale farebbero volentieri a
meno.
Ci si sposa in chiesa per tradizione;
perché da noi ancora si usa così; per
un vago senso di “fede”; per ottenere
la “benedizione di Dio”, quasi un rito
magico che protegge da oscuri mali
futuri ma che non impegna affatto i
due sposi.
Al di là di questo, l’idea di sviluppare
e consolidare attraverso il sacramento
del matrimonio la loro relazione con
Cristo e con la comunità, ai giovani
fidanzati non sfiora neppure “l’anticamera del cervello”. È un rito che va
fatto e subito archiviato in un bell’album di foto e in un dvd da rispolverare in serate noiose con amici e parenti. A noi, Chiesa locale, spetta ripensare il rapporto con l’età adolescenziale
e giovanile e ri-annunciare con gioia il
Vangelo del Matrimonio e della famiglia cristiana.
SAN VENCESLAO
Martire 28 settembre
Nato in Boemia verso il 907 ed educato cristianamente dalla zia paterna, all'età di 18 anni
assunse il governo del ducato verso il 925.
Ebbe a sopportare molte difficoltà nel governare i sudditi e nell'educarli alla fede e alla
convivenza civile.
Tradito dal fratello Boleslao, cadde vittima di
una congiura e fu ucciso dai sicari il 28 settembre del 929 a Starc Boleslaw presso Praga.
Egli ben presto fu onorato come martire ed è
il primo slavo che la Boemia ha scelto come
patrono principale.
Giovanni PINTO
anno VI n. 62 settembre 2014
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CRONACHEedESPERIENzE
EPISCOPUS TORTIbULENSIS
Storia di una sede vescovile
C on un convegno incentrato sui lavori archeologici in corso in località Tertiveri, il 9 agosto è stata inaugurata nel
palazzo vescovile di Lucera la mostra
“Episcopus Tortibulensis. Storia di una
sede vescovile”. Dopo i saluti di mons.
Luigi Tommasone, direttore dell’Ufficio
Beni Culturali della Diocesi di LuceraTroia, e quelli dei sindaci di Lucera
Antonio Tutolo e di Biccari Gianfilippo
Mignogna, hanno parlato delle ricerche
archeologiche che stanno interessando
il territorio dell’antica città vescovile di
Tertiveri (unita alla Diocesi di Lucera
nella prima metà del secolo XV) il dott.
Italo Muntoni (Soprintendenza per i
SEM.PRE. 2014
F irenze “città essenziale” come la
definì Giorgio La Pira, Siena col pavimento del Duomo, la sabbia ancora
visibile in piazza del Campo a pochi
giorni dal Palio e Santa Caterina, Pisa
con Piazza dei Miracoli e la Torre, il Volto Santo nel Duomo di Lucca e Santa
caratterizzazione del paesaggio di
Capitanata. Di qui una intensa e proficua attività di ricerca archeologica che
ha avuto nella individuazione dei resti
di un vescovo vissuto tra XII e XIII sec. e
nel ritrovamento del suo pregevole
pastorale, le sue evidenze più tangibili.
Le spoglie mortali dell’ignoto Vescovo
di Tertiveri sono state donate alla Cattedrale di Lucera.
Massimiliano MONACO
Beni Archeologici della Puglia), il prof.
Michael Matheus (Istituto Storico Germanico di Roma e Università di
Magonza) e il prof. Lukas Clemens (Istituto Storico Germanico di Roma e Università di Treviri). Le conclusioni sono
state affidate a mons. Domenico Cornacchia, Vescovo di Lucera-Troia.
Nell’ambito di un ampio progetto di
indagini finalizzato alla ricostruzione
degli insediamenti medievali, con particolare riferimento alla presenza di
musulmani e provenzali nella Puglia
medievale, il sito di Tertiveri è stato
individuato come un elemento di forte
QUASI UN dIARIO
In cammino dentro di sé
L e gambe facevano "giacomo giacomo": si cammina per giorni, ci si sveglia tra freddo e buio. Arrivati a Compostela le gambe pregano "Giacomo,
Giacomo"! Se il cammino spezza il fiato e piega il corpo, il corpo prega se la
lingua è esausta.
Giovanni, Agostino, Giancarlo, Rocco,
Gianluca: inseriti in un cammino che va
avanti dal IX sec. verso la tomba dell’apostolo Giacomo. Partiti da Sàrria,
arrivati il 10 agosto, a piedi per 115
km. Cinque tra duemila, chi da credente, chi con la curiosità di un cuore in
ricerca. Sulla stessa strada, ognuno ha
trovato una sua strada. Così i coraggiosi pellegrini condividono l'esperienza.
TRAS-FIGURAzIONE
Viaggio nel visibile/invisibile di artisti contemporanei
D al 13 agosto al 15 settembre 2014 lio Corni, Pino Di Gennaro, Maria Cri-
Gemma Galgani, sono stati i luoghi in
cui preti giovani e seminaristi, col
Vescovo, hanno vissuto, dal 18 al 22
agosto, giorni di condivisione per ribadire che la Chiesa non è un’inutile passione ma lo spazio che rende possibile
l’impossibile.
Danilo ZOILA
la chiesa di san Leonardo ha ospitato
una mostra dal titolo: “Tras-figurazione, Viaggio nel visibile/invisibile di artisti contemporanei”. La collettiva, promossa dall’ufficio diocesano per i beni
culturali ecclesiastici, in collaborazione
con l’Arciconfraternita di S. Giacomo, il
Distretto Culturale Daunia Vetus, l’Associazione Terzo Millennio e il Centro
Studi e Promozione Arti Visive “Mecenate” di Lucera, è nata da un progetto
del prof. Salvatore Lovaglio. Undici gli
artisti, di varia formazione culturale,
che hanno esposto le loro opere: Aze-
stina Galli, Maria Jannelli, Donata Lazzarini, Igino Legnaghi, Salvatore Lovaglio, Franco Marrocco, Leon Marino,
Bruno Muzzolini e Antonio Maria Pecchini. L'idea di tras-figurazione proposta dagli artisti parte non solo dalla tradizione iconografica, ma è intesa
soprattutto in senso concettuale,
come un qualcosa di in-dicibile e di infigurabile. Ciò ha consentito di sostituire, alla tradizionale contrapposizione
figurazione/astrazione, quella di visibile/invisibile.
m.m.
Melodia per Maria
Preghiera, arte e cultura
N ell'ambito dei festeggiamenti in
onore di Santa Maria della Vittoria,
domenica 7 settembre, nella chiesa di
san Giacomo maggiore apostolo in
Lucera, gli artisti del canto e della chitarra, Nadia Iannantuoni, Massimiliano
Guerrieri e Simona Grazia Di Leuce si
sono esibiti nel concerto "Melodia per
Maria".Questi hanno cantato con
valentia brani di musicisti e compositori
come Mascagni, Verdi, Stradella,
Franck. Al termine il parroco don Luigi
Tommasone ha evidenziato come il
canto è "preghiera, arte e cultura".
d.c.
La Voce del DIRETTORE
S tavo cercando alcuni libri e mi
sono imbattuto in una raccolta di
aforismi. Questo mi ha completamente appassionato: «Ci sono
quattro tipi di persone. Quello che
dice: il mio è mio e il tuo è tuo. È un
mediocre. C'è poi chi dice: il mio è
tuo e il tuo è mio. È un ignorante.
Un altro dice: il mio è tuo e il tuo è
tuo. È un santo. Infine c'è chi dice: il
mio è mio e il tuo è mio. È un
empio». Si tratta di un detto degli
antichi maestri giudaici contenuto
ne “I detti dei Padri”, opera appar-
4 tipi di persone
tenente alla raccolta del Talmud.
Il numero quattro utilizzato in apertura è indice di totalità. Un po'
come i punti cardinali indicano tutto lo spazio. Quindi il detto riassume in modo sintetico ed efficace
ogni persona.
Tutti si possono specchiare in questo adagio.
È evidente che la persona, chiunque sia, si mostra per quello che è
dalle sue decisioni e per come utilizza i suoi talenti e le sue proprietà,
dalle più piccole a quelle più gran-
di. È la scelta che si compie nella
propria vita a decidere l'esito.
Mediocrità? Ignoranza? Santità?
Empietà? Sono davanti a noi non
per obbligarci nella scelta, ma a stimolare la nostra libertà, la nostra
volontà e la nostra intelligenza.
È opportuno forse fermarsi in silenzio, vigilare e riflettere prima di
essere inondati da scelte, che non
sono nostre, ma fatte da altri per
noi.
Leonardo CATALANO
«Ricerca. Il Cammino ci fa perdere il
controllo, prova con la fatica, ci insegna a delineare la meta, ma non ci
dice come raggiungerla, mi costringe
a cercare. Sei stanco? Cerca di andare
avanti. Sei cieco? Cerca di guardarti
intorno. Sei sazio? Cerca di svuotarti.
Non hai fede? Cerca. Hai fede? Cerca
di nuovo Cristo come la prima volta. È
una ricerca “fisica” insieme ad altri, ai
racconti e ad altre esperienze, e da
soli, in silenzio, “non fisica”, su cosa il
cuore cerca o sulle parole scambiate
con Gesù, quel taciturno “compagno
di viaggio”. E Cristo, a chi cammina,
parla. Il cammino è una continua voce
di fondo che non siamo capaci di
ascoltare se siamo pieni di noi ma chi
è semplice come un bambino scende
in strada quasi per gioco, cammina e
ascolta». Poi ancora: «Essenzialità. Lo
zaino è casa, lo spazio è limitato. Se
cammini, prendi il rosario in mano; se
ti fermi, celebri all'altare. Passo dopo
passo ogni passo si fa sempre più
duro, lo zaino più pesante, s'improvvisa un bastone. Dopo ore arrivi... e non
è ancora tempo per riposare. Via tutto
ciò che è superfluo e non si adegua
alla strada».
Infine «Cuore. La strada ha una sua
legge, ruvida e aggressiva quando la
stanchezza innervosisce. Il cuore ha
bisogno di Cristo per non avere il vangelo in bocca solo se è sazia. Se una
certa legge della sopravvivenza grida,
Cristo deve diventare la nostra legge
di sopravvivenza, cerchiamo una fede
resa viva in cuori di carne e non morta
in cuori di pietra».
Gianluca DE BIASE
Giovanni MuCCIACCIARO
Rocco MALATACCA
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settembre 2014 anno VI n. 62
QUARTAPAGINA
L e pagine di questo libro, che fanno crescere la letteratura della “Civitas troiana” nelle
sue manifestazioni più alte del Settecento,
sono attraversate da una sorprendente luce.
È la sapiente consapevolezza del prof. Fiorenzo Baini, della dott.ssa Federica Ciarmoli e
di mons. Rolando Mastrulli: la cittadina posta
sul colle è uno scrigno di fede, di arte, di civiltà.
Queste qualità fanno da cerniera tra il mondo di
ieri e quello attuale, tra la memoria e il futuro, tra
le radici e i frutti.
Il tutto nel frammento è vocato a fare coesione,
cemento nella nostra vita, in modo che nessuno
è più unito a noi più di coloro che già hanno vissuto questa spiritualità: vengono così abbattuti i
vincoli dello spazio, del tempo e siamo con loro
“un cuore solo”. Questa straordinaria originalità del
nostro essere oggi fa sì che
l’avventura umana sia diversa
in ogni dimensione anche
nella durata degli anni.
La chiesa dell’Addolorata
diventa così strumento di
elevazione, di sorgente, di
spiritualità, di bellezza e di
sinergia che attira ed eleva
nel tempo l’uomo in ricerca
di quell’eternità posta nell’infinito vuoto dell’animo umano. I contributi raccolti in
questa breve pubblicazione aprono un orizzonte
di vita che ci strappa all’angoscia della banalità,
della finitudine e della “cultura dello scarto”.
Non può essere ignorato ciò che nel cuore del
Settecento, per mezzo di mons. Emilio Giacomo
Cavalieri, è stato elevato, versato e profuso in
questa Chiesa: una spiritualità diffusa lungo lo
scadimento delle stagioni e del tempo, creando
condizioni perché il pensiero possa, come lo Spirito, “soffia dove vuole” e soprattutto all’altezza
delle sfide che il nostro difficile tempo di secolarizzazione impone.
Un mondo di alti valori umani e spirituali, forse
un po’ troppo lontano dal nostro tempo, da cui
dobbiamo attingere per poter saziare quella
sete di immortalità e quella nostalgia di Dio insite nel cuore e nell’animo anche dell’uomo del
XXI secolo.
L’auspicio è che quest’opera architettonica e pittorica, sottoposta all’incuria del tempo, quanto
prima venga restituita, nella sua completezza,
alla contemplazione.
l’Amore
per la
Bellezza
CRESCE LA LETTERATURA dELLA
“CIVITAS TROIANA”
Presentazione del libro dell’Addolorata in Troia
foto: Filomeno Mottola
Donato CAMPANARO
foto: Cagiano
LA dEVOzIONE dEL POPOLO TROIANO
ALLA SS. VERGINE “AddOLORATA”
N ella città di Troia, la devozione alla beata Vergine Maria sotto il titolo di “Addolorata” (almeno
nelle sue forme esteriori e, a volte, alquanto folkloristiche) risale a circa tre secoli fa, con la nomina a vescovo di Troia di mons. Emilio Giacomo
Cavalieri (1694-1726). Non perché prima di questa data non si venerasse la madonna dei Sette
Dolori, ma tale venerazione non pare che si celebrasse con manifestazioni di grande rilievo dentro
e fuori la chiesa.
Questo, forse, per il motivo che la vita religiosa
del popolo troiano era tutta concentrata nell’evento storico della traslazione delle reliquie dei
santi patroni (19 luglio 1105), senza contare l’incidenza che ha avuto l’insediamento dei tanti ordini religiosi che portarono con sé la devozione dei
loro santi fondatori con le rispettive chiese riempite di nicchie e di tele raffiguranti madonne e
santi dei propri ordini: san Francesco, san Domenico, san Benedetto, san Agostino, santa Chiara,
santa Lucia, san Biagio, ecc.
Tuttavia, tra la schiera dei santi, ci fu posto anche
per la Madre di Dio, venerata sotto diversi titoli,
come madonna del Carmine, madonna del Rosario, madonna di Costantinopoli, madonna delle
grazie, madonna della Libera, e, naturalmente,
madonna Addolorata.
Quest’ultima veniva venerata in una sua chiesetta,
piuttosto piccola e angusta, ricavata da ambienti
adattati al culto dopo che Mons. Aldobrandini nel
1605 trasferì le monache menedettine da via
Parente al nuovo grandioso monastero costruito
dirimpetto alla cattedrale. È utile qui ricordare
che nel ‘600 e ‘700 era prassi comune che la predicazione della quaresima, delle missioni al popolo, dei ritiri o esercizi spirituali, ponesse l’accento
sui temi fortemente emotivi, come la passione di
Gesù, la sua crocifissione e i “dolori di Maria”, sviluppando con particolare verismo il racconto che
i vangeli narrano con tratti essenziali. In questo
contesto, molte chiese si dotarono di crocifissi
imponenti, di tele e di misteri, alcuni dei quali di
pregevole valore artistico.
Si crearono immagini e itinerari di via Crucis un
po’ dappertutto. Anche i musicisti si cimentarono
con questo tema, già di per sé ricco di spunti per
il loro genio compositivo.
Così nacque la “Passione secondo San Matteo”
di Bach (1685-1730); il celebre “Stabat Mater” del
Pergolesi (1710-1736); il repertorio di “Laudi e
considerazioni sulla passione” di S. Alfonso
(1696-1787) e di tanti altri.
Questo fu il clima religioso in cui visse e operò
mons. Cavalieri. Nato da nobile famiglia, brillante
avvocato del foro napoletano, di ingegno eclettico, ma soprattutto stimato per la santità della sua
vita. Applicò alla lettera, prima a sé, i principi e lo
spirito di penitenza proposti dai predicatori e dalla letteratura ascetica del suo tempo, fino a tal
punto da lasciare perplessi gli stessi giudici della
congregazione dei santi nel processo della sua
beatificazione.
Rolando MASTRuLLI
foto: Filomeno Mottola
Mensile di informazione della diocesi di Lucera-Troia
Editore
Diocesi di Lucera-Troia
Direttore responsabile
Matteo Francavilla
Direttore editoriale
Leonardo Catalano
Redazione
Donato Coppolella
Rocco Coppolella
Michele Di Gioia
Enza Gagliardi
Riccardo Zingaro
Sede
piazza Duomo, 13 - 71036 Lucera - Foggia
Tel/Fax 0881 520882
e-mail: [email protected]
Stampa
Ennio Cappetta & C. srl - Foggia
Anno VI, numero 62, settembre 2014
Autorizzazione del Tribunale di Lucera
n. 139 del 27 gennaio 2009.
SPECIALE n.
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Comunità
Vocazionale
ANNO VI
NUMERO 62
LUCERA
SETTEMBRE
2014
È BELLO CON TE
Michele DI GIoIA
C arissimi amici!
«Il criterio della verità è la bellezza»! Così il
grande teologo Balthasar asseriva in uno dei
suoi scritti; e credo che questo asserto possa
ben traghettarci nel nuovo anno pastorale
che ci sta innanzi.
Sì, perché dopo aver “sentito” scorrere tra le
vene della nostra proposta pastorale 20132014 la grandezza della verità vocazionale
della persona e della Chiesa che è la missione di Cristo ontologicamente consegnata
nell’atto creativo al singolo e a tutta la
Comunità credente, quest’anno vogliamo
“accorgerci” di come ciò che è vero è bello
e, poiché non può essere che veniente da
Dio quanto è bellezza, vogliamo “percepire”
come ciò che è degno di essere apostrofato
come bello viene da Cristo, il “Bello del
Padre”, e ci fa camminare con lui.
«È bello con te» ci apre ad una doppia dinamica: dal basso, ci rendiamo conto di come
Dio innesti e ispiri il suo esserci generando
stupore; dall’alto, impariamo a riconoscere
come Cristo fa bella la vita di tutti, nessuno
escluso, attirando a sé e svelando la bellezza-di-quella-vita, unica e irripetibile.
«È bello con te» ci richiama a far riscoprire
all’uomo di questo momento storico che Dio
non ha dimenticato il suo popolo, la sua
Creazione, ma è con noi, l’Emmanuele per
sempre, e che non lo si scoprirà fino a che il
non-bello rimane, a diversi livelli, il criterio
delle proprie scelte, fondamentali e ordinarie. Come Comunità, vogliamo dire quest’anno, in maniera speciale, che è bello per
noi servire vocazionalmente la Chiesa diocesana di Lucera-Troia nel solco dei primi dieci
anni di ministero di questa nostra realtà
pastorale. Vogliamo consapevolmente dire a
Cristo che ogni cosa desideriamo farla «con
te» perché non risplenda altro che il suo fulgore in ogni anelito e respiro e perché
vogliamo continuare a farci voce del suo
chiamare operai e testimoni per la sua messe, quali strumenti gioiosi del suo esserci!
Buon cammino a tutti!
ESTASI, ESODO, ESEGESI
PASTORALE VOCAZIONALE 2014/2015
Leonardo D’Ascenzo
I l tema di ogni anno, insieme ai sussidi e ai diversi
appuntamenti, li proporremo seguendo una logica
vocazionale. È la logica che ritroviamo nella esperienza/paradigma vissuta da Mosè nel deserto davanti al
roveto ardente: “per ricevere la Parola Mosè deve uscire da sé prima nello stupore della contemplazione di
Dio (estasi), poi nel prendere le distanze dalle sue ferite
‘mortali’ che lo bloccano (esodo) ed infine nell’accoglienza della chiamata prima e nella narrazione dei
mirabilia Dei dopo perché il popolo comprenda il senso salvifico delle ‘parole’ proferite da Dio (esegesi)”
(Rosalba Manes, L’esperienza di Mosè presso il roveto
ardente).
Nella pastorale delle vocazioni, quando proponiamo
preghiere, catechesi, animazioni…, è importante farlo
secondo una modalità che sia vocazionale: attività
vocazionali proposte in modo vocazionale: estasi, esodo ed esegesi.
Non possiamo correre il rischio di annunciare il Vangelo della vocazione secondo una logica, una mentalità,
un atteggiamento che dovessero contraddirlo.
ESTASI: La bellezza di Dio che irrompe nel nostro quotidiano, nel vissuto di ogni giorno. Riscoprire la presenza di Dio, gustarla, lasciarsi coinvolgere da essa. È
stupore dinanzi all’imprevisto di un Dio che entra nel
feriale.
ESODO: La bellezza di un Dio che seduce. Un cammino che ci porta fuori da noi stessi, una fatica che vale
la pena vivere per vivere davvero. Esodo significa
lasciare qualcosa di sicuro per andare verso l’ignoto.
Inizia una nuova sfida: è la seduzione dell’attrazione,
del non conosciuto che si dona per farsi conoscere…
e amare.
ESEGESI: La bellezza di Dio che sceglie. Approdare a
qualcosa di nuovo. Leggere attraverso la nostra vita
gli eventi dell’esistenza, rileggerli con occhi nuovi,
avere nuove speranze e nuove certezze. Ci sentiamo
amati e desiderosi di amare. Scelti per amore e, per
amore, inviati.
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2
settembre 2014
anno VI n. 62 Inserto speciale
FORMAZIONE
Bello...
Q uando si riconosce qualcosa come
bello… spesso lo si desidera per sé;
anche quando si ammira un tratto di
bellezza in un altro uomo, in un’altra
donna lo si vorrebbe “scolpire” sulla o
nella propria persona.
Questo volere-per-sé… sano è il desiderio formativo che la Comunità vocazionale vuole intercettare e di cui si fa
carico nel suo progetto pastorale.
I cammini formativi proposti diventano
una possibilità comune e personale per
assimilare la bellezza di Dio e incamminarsi o procedere sui passi della propria
vocazione.
In particolare, insieme cercheremo i
tratti di bellezza e di presenza di Dio
nella Scrittura e nella Tradizione ecclesiale. Il tutto, volendo riscoprire una
grande verità: la bellezza della Chiesa e
di questa umanità dipende da come
ciascuno e tutti assieme facciamo rifulgere il Vangelo nella nostra vita, nelle
nostre scelte.
La proposta formativa si articola, pertanto, in tal modo.
Anzitutto, a coloro che vivono il ministero di vocazionale (sia a livello diocesano
sia a livello parrocchiale) ma in generale
a chi può interessare questo itinerario è
proposto un cammino di formazione
pastorale ed uno di formazione spirituale in forma di ritiro nei tempi forti di
Avvento e Quaresima.
I cresimandi, invece, saranno incontrati
nelle diverse parrocchie (in uno degli
incontri di catechesi programmati dalla
parrocchia), in due raduni diocesani e
per la Veglia di Pentecoste. Ai giovani
viene loro proposto un cammino a scadenza mensile «IOSONOBELLOSE…»
per discernere assieme su ciò che rende
la vita non-bella… alle volte anche
mostruosa e per orientarsi a scegliere
quanto riversa luce sulla propria esistenza e sul proprio futuro. Per fidanzati e
giovani sposi è proposto un cammino
che si configura come un bussare al
cuore di chi «progetta in tre» (la coppia
e Dio!) per entrare nella verità vocazionale del loro progetto di vita.
Ciò attraverso un incontro mensile, ogni
volta in una parrocchia lucerina differente, per la celebrazione Eucaristica con la
comunità parrocchiale e un incontro
dopo la celebrazione
A suggellare tale percorso, infine, sarà il
convegno diocesano.
PRESENZA SUL TERRITORIO
...Con...
V iviamo diocesanamente un passaggio importante: dall’evento di
grazia della visita pastorale abbiamo
tutti appreso come è sempre più
necessario essere presenti e attivi sul
nostro territorio operando assieme,
specialmente come zona pastorale.
Potremmo dire, declinando il nostro
slogan, che è bello costruire il Regno
“con te” che sei della parrocchia
vicina, del paese accanto al mio, del
movimento o associazione generato
“dal seno” della stessa Madre Chiesa.
Per questo, la Comunità vocazionale
vuole porsi a servizio di tale anelito
zonale soprattutto proponendo un
unico momento forte per le parrocchie della circoscrizione pastorale: in
particolare, la settimana dell’animazione vocazionale diventa strumento
per incontrarsi aldilà dei propri confini per tornare “in patria” arricchiti
dal confronto e dalla collaborazione
con gli altri.
Vocazione è bellezza che si esprime
rifuggendo ogni solipsismo, campanilismo, particolarismo dividente, in
nome di un con che edifica e testimonia l’amore di Cristo per questa
umanità.
Col desiderio di servire così la Diocesi, la Comunità propone cinque settimane di animazione vocazionale: la
Comunità sarà presente in una Zona
pastorale, avendo “sede” in una Parrocchia. Nelle singole comunità della
Zona si incontreranno cresimandi e
ministranti mentre si inviteranno a
momenti comuni di preghiera e
incontro famiglie, giovani e catechisti. Si cercherà di incentivare specialmente la pastorale di strada, con
iniziative che proveranno a coinvolgere anche chi, di solito, non si interfaccia con l’ambiente parrocchiale
ed ecclesiale in genere.
Per quanto, invece, concerne l’animazione della Giornata mondiale di
preghiera per le vocazioni, anche
quest’anno due relatori di rilievo animeranno i due giorni del convegno
diocesano vocazioni. Il sabato precedente alla giornata mondiale, si terrà
la consueta veglia di preghiera. In
ultimo, tutta la Comunità diocesana
è invitata nella domenica della giornata mondiale a unirsi alla celebrazione eucaristica in Cattedrale per il
10° anniversario della Comunità.
m.d.g.
PREGHIERA
…Te!
«R abbì, è bello per noi essere qui…»
(Mc 9,5).
L’anelito di chi prega scendendo nel
profondo è proprio questo: rimanere
dinanzi al Bello, che è il Cristo, nostro
bel pastore.
Ma quanti oggi ritengono bello il regalarsi tempo per pregare? Quanti credono che sia tempo “guadagnato” per la
propria gioia e, potremmo proprio dire,
per il proprio benessere? Quanti sentono “fluire la salvezza” nello stare innanzi
al Signore?
La missione orante della Comunità è,
quest’anno, quella di testimoniare la
bellezza del Signore che si svela nella
preghiera, specie in quella del cuore,
con poche formule… quella “a tu per
tu”. Preghiera che diventa anche contemplare, nella piena convinzione che
davvero «si diventa ciò che si contempla» (Flaubert).
Ci tocca, inoltre, svelare all’uomo contemporaneo come si diventa inconsa-
pevolmente oranti di non-dei che tolgono vita, che deteriorano la bellezza
delle origini. Uno solo va pregato: il
Dio della vita, rivelato in Gesù Cristo.
La Comunità vocazionale propone,
pertanto, anzitutto l’esperienza del
monastero invisibile: coloro che vi
aderiscono, si fanno carico dell’invito
del Signore Gesù a pregare il Padre
perché faccia fiorire nuove e sante
vocazioni e ciò in forma personale,
prendendo l’impegno di pregare per
un’ora alla settimana con questa
intenzione, e in forma comunitaria,
ogni 13 del mese presso la cappella
del Seminario (dalle 16:30 alle 17:30
adorazione eucaristica comunitaria;
dalle 17:30 alle 21:00, adorazione
eucaristica personale e tempo per
ascolto e confessioni).
A questo, si aggiunge l’Adoration
time, una proposta di adorazione
eucaristica per i giovani: ogni 13 del
mese, presso la cappella del Semina-
rio, dalle 21:00 alle 22:00. Un itinerario per riconoscere i tratti della bellezza di Gesù, via giovane per crescere nell’amore che sa donarsi.
L’incontro comunitario del Monastero
invisibile e l’Adoration time sono programmati dal mese di Ottobre a
quello di Maggio.
m.d.g.
SPECIALE n.
24
Consultorio
Familiare
ANNO VI
NUMERO 62
LUCERA
SETTEMBRE
2014
P arte il 4 Ottobre 2014 c/o la sede del
Consultorio la Famiglia in via Petrilli,1 il
nuovo Corso Triennale per il conseguimento del diploma di Consulente per la
Famiglia.
Sabato 20 Settembre 2014, sempre in
sede, si terrà un Incontro per tutti coloro che desiderano avvicinarsi ad una
percorso professionale davvero unico.
La legge n.4 del 14/01/2013 ha introdotto le regole che disciplinano le professioni intellettuali non organizzate in
ordini e collegi
DIPLOMA IN CONSULENZA
FAMILIARE
Parte il Nuovo Corso Triennale per il conseguimento
del diploma di Consulente per la Famiglia
IL CONSULENTE DELLA COPPIA E
DELLA FAMIGLIA
E’ il professionista socio-educativo che
attua percorsi centrati su atteggiamenti
e tecniche di accoglienza, ascolto e
autoascolto che valorizzino la persona
nella totalità delle sue componenti.
Si avvale di metodologie specifiche che
agevolano i singoli, la coppia, e il
nucleo familiare nelle dinamiche relazionali a mobilitare le risorse interne ed
esterne per le soluzioni possibili.
Si integra, ove occorra, con altri specialisti. Agisce nel rispetto delle convinzioni etiche delle persone e favorisce in
esse la maturazione che le renda capaci
di scelte autonome e responsabili.
E’ tenuto al segreto professionale.
ARTICOLAZIONE DEL PERCORSO
Il percorso è Triennale e per ogni anno
sono previsti:
• N. 11 Incontri di Training Group
• N. 2 Seminari Residenziali: (sono strettamente obbligatori. Chi, per gravi
motivi, non potesse partecipare ad uno
di essi, è tenuto a recuperarlo entro
l’anno successivo e/o comunque nell’arco dei due anni);
• Lezioni Teoriche,Laboratori esperienziali Autoascolto e composizione vissuti
esperienziali, Letture obbligatorie di
appositi testi;
• Al 3° anno è previsto apprendistato in
sede.
MODULI TEORICI
Studio delle scuole teoriche di riferimento, con particolare attenzione
all’applicazione socio-educativa;
• Apprendimento di atteggiamenti, tecniche e strumenti della consulenza;
• Studio delle dinamiche educativofamiliari e di coppia;
• Studio degli aspetti legali, psicologici,
etici, sociologici nelle problematiche
familiari, individuali e di coppia.
Totale 600 ore
REqUISITI PER L’ISCRIZIONE
• Diploma di scuola superiore
oppure
• Laurea di 1° livello/Laurea
CONTRIBUTO E CONDIZIONI
Per ogni anno di Studi è previsto un
contributo di € 900 (da versare in tre
comode rate), comprensivo di Iscrizione, Dispense, Maratone, T-Group e
Lezioni Teoriche.
• Il percorso formativo prevede la quota
minima di 15 partecipanti.
• L’iscrizione è subordinata ad un collo-
quio motivazionale.
• Per accedere all’anno successivo
occorre raggiungere almeno l’80% delle
presenze ai T-Group ed alle Lezioni Teoriche.
Il percorso formativo prevede, ogni
anno, verifiche scritte e orali di apprendimento, al fine di valutare le competenze acquisite e consentire il passaggio
all’anno successivo.
ISCRIZIONI entro il 30 Settembre 2014
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
Associazione - Consultorio "La Famiglia", Via R. Petrilli n. 1, 71036 Lucera
(Foggia)
Telefono: 347 7941808 – 347 8881510
[email protected]
DAL 2005 LA SCUOLA AICCEF
GARANTISCE IN SEDE
Tirocinio e Supervisione post-diploma
Fondata il 5 Febbraio 1977, conserva e
aggiorna l’elenco di coloro che ritiene
idonei all’esercizio della professione di
Consulente Coniugale e Familiare.
E’ iscritta, dal ministero della Giustizia,
nell’elenco delle Associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale delle professioni non regolamentate, con Decreto Ministeriale del 5
Settembre 2013
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settembre 2014
anno VI n. 62 Inserto speciale
CALENDARIO 1° ANNO
CORSO DI DIPLOMA CONSULENTE FAMILIARE
DATE
ORARIO
ATTIVITA’ E ARGOMENTI
Sab. 4/10/2014
15:30-20:30
Illustrazione del Corso + Training Group 1
(docente Scuola Taranto)
Lun. 20/10/2014
18:00-21:00
Lezione su “Elementi di Analisi
Transazionale e di teoria Rogersiana”
(docente sede Lucera: dott.ssa Ida Di Battista)
Dom. 9/11/2014
9:00-14:00
TG 2 + Lezione su “La Consulenza familiare
come relazione d’aiuto”
(docente Scuola Taranto)
Dom. 23/11/2014
9:00-14:00
TG 3 + Lezione su “A.I.C.C.eF.”
(docente Scuola Taranto)
Lun. 1/12/2014
18:00-21:00
Lezione su “Etica e consulenza A.I.C.C.eF.”
(docente sede Lucera: don Giovanni Pinto)
Sab. 20/12/2014
15:30-20:30
TG 4 + Lezione su “La Comunicazione inter
personale” (docente Scuola Taranto)
Sab. 3/01/2015
15:30-20:30
TG 5 + Simulazione + Indicazioni Maratona
(docente Scuola Taranto)
24-25/01/2015
MARATONA N. 1
Dom. 1/02/2015
9:00-14:00
TG 6 + Lezione su “UCIPEM”
(docente Scuola Taranto)
Dom.15/02/2015
9:00-14:00
Verifica intermedia scritta + TG 7
(docente Scuola Taranto)
Lun. 23/02/2015
18:00-21:00
Lezione su “Psicologia dell’età evolutiva”
(docente sede Lucera:
dott.ssa Felicia Cappelletti)
Dom. 1/03/2015
9:00-14:00
TG 8 + Simulazioni
(docente Scuola Taranto)
Sab. 14/03/2015
15:30-20:30
TG 9 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Sab. 18/04/2015
15:30-20:30
TG 10 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lun. 27/04/2015
18:00-21:00
Lezioni su “Introduzione agli approcci di
terapia della mente” – “Consulenza,
psicologia e psicoterapia a confronto”
(docente sede Lucera: dott.ssa Felicia Cappelletti)
Lun. 18/05/2015
18:00-21:00
30-31/05/2015
Lezioni su “Psicologia generale” – “Approcci
alla terapia della mente”(docente sede
Lucera: dott.ssa Felicia Cappelletti)
MARATONA N. 2
Lun. 8/06/2015
18:00-21:00
Lezione su “Sessualità umana: relazione
uomo-donna” (docente sede Lucera: cons.
fam. Enza Fatibene)
Sab. 20/06/2015
15:30-20:30
TG 11 + Questionario di gradimento + Verifica
scritta (docente Scuola Taranto)
da concordare (ottobre 2015)
VERIFICA ORALE
CALENDARIO 2° ANNO
CORSO DI DIPLOMA CONSULENTE FAMILIARE
ATTIVITA’ E ARGOMENTI
TG 1 + Lezione su “Metodologia (docente Scuola Taranto)
TG 2 + Lezione su “L’identità del Consulente Familiare” (docente Scuola Taranto)
TG 3 + Lezione su “Interventi nelle Scuole”(docente sede Lucera: dott.ssa Ida Di Battista)
Lezione su “La Consulenza etica” (docente sede Lucera: dott.ssa Marisa Leccese)
TG 7 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Procreazione responsabile” (docenti sede Lucera: dott.ssa Paola
Catapano e cons. fam. Pio Bondanese)
TG 8 (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Consulenza pedagogica agli adolescenti” (docenti sede Lucera:
dott.ssa Paola Catapano e cons. fam. Pio Bondanese)
TG 9 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “A.I.C.C.eF.” (docente sede Lucera: avv. Mariangela Bondanese)
Lezione su “Consulenza pedagogica ai genitori” (docente sede Lucera: dott.ssa
Stefania Curci)
TG 10 (docente Scuola Taranto)
MARATONA N. 2
TG 11 + Questionario di gradimento + Verifica scritta (docente Scuola Taranto)
Ottobre 2016
VERIFICA ORALE
CALENDARIO 3° ANNO
CORSO DI DIPLOMA CONSULENTE FAMILIARE
ATTIVITA’ E ARGOMENTI
TG 1 (docente Scuola Taranto)
TG 2 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Educazione all’affettività e Intelligenza emotiva” (docente sede Lucera: dott.ssa Ida Di Battista)
TG 3 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Consulenza e Mediazione familiare” (docenti sede Lucera: avv.
Donatella Coccia e avv. Mariangela Bondanese)
TG 4 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Consulenza nella dinamica Genitori-Figli” (docente sede Lucera:
cons. fam. Enza Fatibene)
TG 5 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Metodologia consultoriale in èquipe” (docenti sede Lucera: dott.ssa
Paola Catapano e cons. fam. Pio Bondanese)
MARATONA N. 1
Lezione su “Analisi Transazionale
(docente sede Lucera: dott.ssa Felicia Cappelletti)
Lezione su “La Consulenza Legale”
(docente sede Lucera: avv. Mariangela Bondanese)
TG 6 + Lezione su “Adozione” (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Preparazione al Matrimonio” (docenti sede Lucera: dott.ssa Paola
Catapano e cons. fam. Pio Bondanese)
TG 7 + Simulazioni + Verifica intermedia (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Consulenza Etica” (docente sede Lucera: dott.ssa Marisa Leccese)
TG 8 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Applicazione della Consulenza familiare rivolta all’intercultura”
(docente sede Lucera: dott.ssa Stefania Curci)
TG 9 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
TG 10 + Simulazioni (docente Scuola Taranto)
TG 4 + Lezione su “Il colloquio nei casi difficili” (docente Scuola Taranto)
Lezione su “Le difficoltà sessuali”
(docente sede Lucera: cons. fam. Enza Fatibene)
TG 5 + Lezione su “La Consulenza di coppia” (docente Scuola Taranto)
MARATONA N. 2
MARATONA N. 1
TG 11 + Questionario di gradimento + Verifica scritta (docente Scuola Taranto)
TG 6 + Verifica intermedia (docente Scuola Taranto)
Ottobre 2017
DISCUSSIONE TESI