pregevole materiale illustrativo

Materiali, forniti da Giorgio Zoffoli, sugli Autori della canzone valzer
Bimba mia non mi resistere (GP 92404b), dal film La mazurka di papà di Oreste Biancoli, 1938
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Dino Falconi
(Livorno, 1902 - Milano, 1990)
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Dino Falconi (Livorno, 1902 - Milano, 1990), il cui vero nome era Corrado, è stato autore di
testi.
Figlio dell’attrice Tina di Lorenzo e dell’attore Armando Falconi, entrambi artisti
notissimi, la madre in teatro con due sole partecipazioni nel cinema muto del 1915 e il padre
anche con una lunga carriera cinematografica iniziata con la moglie nel 1915 e terminata nel
1949.
Dino Falconi inizia la sua attività come giornalista del Popolo d’Italia occupandosi
prevalentemente di critica e spettacolo e cimentandosi nelle prime sceneggiature in coppia
moltissime volte con Oreste Biancoli, commediografo, giornalista e regista. Il suo primo
soggetto per film è Rubacuori (Guido Brignone, 1931) ed esordisce come regista in Vento di
milioni del 1941.
Fu uno dei maggiori artefici del successo de Il Bertoldo, rivista settimanale di umorismo e
satira pubblicata a Milano dal 14 luglio 1936 al 10 settembre 1943 dalla Rizzoli.
A Roma si stampava fin dal 1931 un giornale satirico, il Marc’Aurelio, che riscuoteva grande
successo. La Rizzoli decise di fare una rivista simile a Milano e nel 1935 l’umorista e
narratore Cesare Zavattini venne incaricato di curare il progetto. Zavattini chiamò alcuni tra i
migliori illustratori del momento, tra cui Giovanni Mosca, Walter Faccini e Vittorio Metz,
provenienti dallo stesso Marc’Aurelio, e Giovannino Guareschi. Il primo numero uscì il 14
luglio 1936 con direttore Cesare Zavattini.
Il giornale si affermò subito per il suo stile innovativo, del tutto nuovo per la vignettistica
italiana: le vedovone di Guareschi, gli omini un po’ folli di Mosca, la celebre rubrica Bertoldo
erano esempi di anticonformismo e di leggerezza che si opponevano allo stile paludato" dei
giornali dell’epoca. A differenza del Becco Giallo e della sua coraggiosa satira politica contro
il fascismo, gli autori del Bertoldo esprimevano un umorismo surreale da alcuni definito fine
a se stesso e reazionario.
Dopo pochi anni dalla fondazione, Zavattini lasciò per dissapori con la casa editrice. Rizzoli
scelse come suo successore il duo Mosca e Metz. Il duo ebbe vita breve e Giovanni Mosca
rimase direttore unico, coadiuvato da Guareschi come capo redattore. Il giornale assunse in
breve tempo un’influenza notevole sull’Italia degli anni Trenta e non sfuggì alle attenzioni di
Mussolini e del regime fascista.
Le pubblicazioni cessarono definitivamente in seguito al bombardamento alleato della sede
del giornale in Piazza Carlo Erba a Milano. Inutile fu il tentativo di risuscitare il Bertoldo per
farne un giornale di propaganda filonazista, per via del rifiuto del capo redattore Guareschi,
ormai prigioniero in Germania, di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e di collaborare
con i nazifascisti.
Bertoldo annoverò un numero elevato di firme prestigiose dell'illustrazione e della grafica
italiana tra cui Mario Bazzi (al quale fu affidata la grafica del titolo della testata), Walter
Faccini, Dino Falconi, Daniele Fontana, Angelo Frattini, Carletto Manzoni, Marcello
Marchesi, Giuseppe Marotta, Guido Martina, Walter Molino, Giacinto “Giaci” Mondaini
(padre di Sandra), Federico Fellini, Saul Steinberg (che dovette lasciare gruppo fino nel 1938
per la promulgazione delle leggi razziali), Rino Albertarelli, Bruno Angoletta, Mario
Brancacci, Achille Campanile, Alberto Cavaliere, Carlo Dalla Zorza, Ugo De Vargas,
Eugenio Gara, Leo Longanesi, Gilberto Loverso, Mino Maccari, Mario Ortensi, Ferdinando
Palermo, Massimo Simili, Nino Camus.
Dino Falconi nella sua lunga carriera ha collaborato poi anche per il teatro leggero, per la
radio e la televisione.
E’ del 1953 il volume Guida alla rivista e all’operetta composto con Angelo Frattini.
Canzoni composte
Bertoldo (dalla super rivista Schwarz “Bertoldissimo”) (1937) (Renzo Mori) (Quartetto
umoristico) (Grande Orchestra Savoia)
Bimba mia non mi resistere (dal film La mazurka di papà) (1938) (Dino Di Luca & Trio
Lescano)
Che sarà? (dal film Nozze vagabonde) (1936) (Maurizio D’Ancora)
Come quelli d’oggi dì (dal film La mazurka di papà) (1938) (Dino Di Luca)
Dandy’s black bottom (1928)
Darò un milione (dalla rivista Dura ancora) (Vittorio De Sica e Umberto Melnati)
Dimmi che mi vuoi bene
Dura minga (dalla rivista Dura ancora) (Vittorio De Sica e Umberto Melnati)
Franciscantonio e Don Evarist (dalla commedia musicale Il misantropo e il sincero)
(Vittorio De Sica con Umberto Melnati)
Il visconte di Castelfombrone (1941) (Quartetto vocale Cetra) (Quartetto Cetra)
La mazurka di papà (dal film omonimo) (1938) (omonima della canzone di Chiappo e
Frondel) (Daniele Serra)
Messicana (dalla rivista Ultim’ora) (1928) (omonima della canzone di Innocenzi e
Stazzonelli)
Non si può scherzare con l’amore! (dalla rivista L’amore dei due re) (1932) (Ada Neri)
(Gabré) (Daniele Serra) (Elsa Merlini)
Non verrai (dagli spettacoli Za bum) (1931)
Oggi no ma domani chissà? (1937) (Vittorio De Sica con Umberto Melnati) (Nunzio
Filogamo)
Patatrac (dal film omonimo) (1931)
Quando vien la primavera (dal film Nozze vagabonde) (Maurizio d’Ancora)
Senza amore (Barbara Monis)
Soltanto tu (dal film La mazurka di papà) (1938) (Enzo Aita) (Angelo Servida)
Spazzacamino (dalla commedia musicale Il misantropo e il sincero) (Vittorio De Sica)
Tu mi piaci (dal film Nozze vagabonde) (1936) (UmbertoMelnati) (Maurizio D’Ancora)
Vola vola (1928)
Vorrei volar con te (dalla super rivista Bertoldissimo) (Quartetto umoristico) (Renzo Mori
con la soprano Monreale)
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Oreste Biancoli
(Bologna, 1897 - Roma, 1971)