Bye bye Fini-Giovanardi di Giovanna Dark

GRATIS
18+ Solo per adulti. Soft Secrets viene pubblicato sei volte all’anno dalla Discover Publisher BV, Paesi Bassi
Bye bye
Fini-Giovanardi
AMSTERDAM
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Atomical Haze ®
In questo numero
Double Dutch
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CBD
Una delle maggiori scoperte della ricerca moderna è stato il secondo cannabinoide con la maggior concentrazione: il Cannabidiolo, abbreviato
CBD. Il THC e il CBD sono i cannabinoidi presenti
per natura in maggior concentrazione: il THC
costituisce il 12-25% e il CBD>1-4% in media. Se
solo un quarto di ciò che i ricercatori dicono del
CBD fosse vero, questa scoperta medica potrebbe
avere un impatto consistente sulla medicina naturale moderna, paragonabile alla scoperta degli
antibiotici.
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Jorge Cervantes:
Tre colture
Numero 2 - 2014
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Segnamocelo bene, perché il 12 febbraio sarà sicuramente un giorno da
ricordare nella storia dell'antiproibizionismo italiano: dopo 8 lunghissimi
anni la Corte Costituzionale ha dichiarato finalmente illegittima la FiniGiovanardi. I supremi giudici hanno
disposto l'abrogazione della legge
sulle droghe, sulla base violazione
dell'articolo 77 comma 2 della nostra
carta fondante che regola le procedure di conversione dei disegni di legge
in leggi effettive. Come tutti ben sappiamo, infatti, la Fini-Giovanardi era
stata inserita “a tradimento” nel pacchetto di leggi sulle Olimpiadi invernali di Torino del 2006 ed emendata
in separata sede per l'approvazione
definitiva il 21 febbraio 2006.
La legge, un monstrum compresso nello spazio del solo articolo 4
della legge sulle Olimpiadi, era infatti
un articolato prolisso e complesso:
95.944 caratteri per il solo articolo 4
sui 110.822 totali che componevano i
sei articoli presenti nella “Conversione
in legge, con modificazioni del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 272,
recante misure urgenti per garantire
la sicurezza ed i finanziamenti per le
prossime Olimpiadi invernali, nonché
la funzionalità dell’Amministrazione
dell’interno. Disposizioni per favorire
il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle
leggi in materia di disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione dei
relativi stati di tossicodipendenza, di
cui al decreto del Presidente della
Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309”.
grow your
own style.
Una cosa formalmente inaccettabile
anche agli occhi di chi non ha la minima idea di come si legiferi.
I firmatari della legge sapevano perfettamente che questo modus operandi non poteva soddisfare i criteri di
legittimità costituzionali ma lo sprezzo delle regole, per quella che allora
era la bulgara maggioranza parlamentare berlusconiana, ha fatto sì
che il provvedimento venisse comunque approvato. E poco importa che
questo abbia riempito le carceri già
stracolme o sia addirittura costata la
vita a Stefano Cucchi, Aldo Bianzino o
Alberto Mercuriali – per citare i tre più
“famosi” – colpevoli soltanto dell'aver
scelto liberamente di consumare i
fiori di una pianta.
14
DA
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GU
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®
pass it on!
Nuove Varietà 2014
Attenzione: i semi di canapa sono esclusi dalla nozione legale di
Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza
stupefacente. L.412 del 1974, art.1; comma 1,lett.B, convenzione
unica sugli stepefacenti di New York del 1961 e tabella del decreto
ministeriale 27/7/1992. In Italia la coltivazione di Canapa è vietata
(artr.28 e 73 del dpr 309/90) se non si è in possesso di apposita
autorizzazione (art.17 dpr 309/90). In assenza di autorizzazione i semi
potranno essere utilizzati esclusivamente per altri fini (zootecnico,
collezionistico, etc). I semi vengono venduti con la riserva che essi
non siano usati da terze parti in conflitto con la legge.
di Giovanna Dark
Le motivazioni della sentenza, al
momento della scrittura di questo
articolo, non sono state ancora pubblicate ma la Corte Costituzionale era
chiamata anche ad esprimersi sull'evidente squilibrio tra la pena comminata e il reato commesso. Equiparando
le droghe pesanti a quelle leggere,
Fini e Giovanardi avevano di fatto
contravvenuto al principio costituzionale per cui la severità della pena
deve essere decisa sulla base della
pericolosità sociale del crimine.
Cosa accadrà ora, con il rientro in
vigore della legge Craxi-JervolinoVassalli, lo scopriamo con Punto
Legale a pagina 26. Nel frattempo
rallegriamoci: per una volta, in Italia,
giustizia è finalmente stata fatta.
3
EDITORIALE
Anonymous antipro
per #OpCannabis
di Giovanna Dark
Lo scorso 8 febbraio, a Roma, si è tenuta la grande manifestazione antiproibizionista di cui vi
renderemo conto a pagina 44. Il gruppo Anonymous ha voluto dare il proprio contributo. Il
collettivo di hacktivisti, famoso per i suoi attacchi ai siti istituzionali, come quelli avvenuti il
19 ottobre per la manifestazione contro l'Austerity o quello ai danni dei server della Polizia di
Stato, ha deciso stavolta di prendersela con i totem del proibizionismo italiano.
In questa occasione, il primo sito ed account mail ad essere violato è stato quello di
Giovanni Serpelloni: sul sito web personale del capo del Dipartimento per le Politiche
Antidroga, Anonymous ha fatto apparire il faccione di Guy Fawkes sovrastato dagli hashtag
#FreeCannabis e #Legalizziamola. Per ribadire la propria posizione – una posizione durissima
soprattutto nei confronti dei Se.r.t., le strutture che teoricamente dovrebbero essere funzionali
alla riabilitazione dalle tossicodipendenze e che Anonymous indica invece come luoghi passabili sotto la “fattispecie del reato di tortura” – è stato poi il turno dell'operazione tango down
nei confronti del sito del Ministero della salute: dal pomeriggio di sabato 8 febbraio alla mattina di lunedì 10, l'home page del Ministero è rimasta totalmente inaccessibile.
Eppure l'operazione di febbraio non è stata l'unica. O meglio, per quanto riguarda la base
italiana di Anonymous, quella che ha colpito Serpelloni e il ministero della Salute è stata
effettivamente la prima ma per gli hacker più temuti dai poteri forti, la causa antiproibizionista è stata sempre una giusta causa. Stati Uniti, aprile 2012: il dibattito sulla legalizzazione
della cannabis è più che mai vivo, in discussione ci sono quei quesiti referendari che nel
novembre dello stesso anno porteranno la marijuana libera e legale negli stati del Colorado
e di Washington. Il gruppo statunitense che ha fatto della maschera di V per Vendetta il suo
vessillo e il suo marchio, decide di lanciare una campagna di sensibilizzazione attraverso lo
smantellamento di siti dichiaratamente proibizionisti e, dall'altro lato, contribuendo ad una
corretta informazione sulla questione grazie a video virali.
Se siete fan delle varietà Skunk della vecchia
scuola con raccolti cuscinetto, questa è la scelta
perfetta. The Edge è una varietà a predominanza
Sativa che offre abbondanti raccolti di cannabis
di qualità elevatissima con un forte aroma Shiva
che vi ricorderanno il passato. I livelli di THC del
17% sono tipici, si tratta quindi di una varietà
potente. The Edge somiglia alla Skunk a livello di
aspetto, ma si allunga un po’ di più. La maggior
distanza internodale e i numerosi rami permettono
di ottenere maggiori raccolti. Questa varietà
preferisce avere nutrienti extra durante la fase
vegetativa e richiede 8-9 settimane per la fioritura
indoor, raggiungendo normalmente fino a 1 metro
di altezza e rendendo fino a 500 g/m². The Edge
darà grandi soddisfazioni anche in outdoor nei
climi temperati e il rispettivo ciclo finirà a metà o
fine settembre. The Edge ha un effetto potente
e rigenerante che tende poi all’effetto forte e
stonante. Si tratta di una varietà robusta che
offre ottimi risultati anche ai coltivatori con meno
esperienza e tollera condizioni che non sono sempre
ideali. A prescindere da come coltiviate The Edge,
otterrete un abbondante raccolto di erba di qualità.
Genetica:
Indica/Sativa 25/75%
Tempo di fioritura:
8 - 9 settimane
Altezza:
1 metro circa
Contenuto di THC:
17%
Buona indoor, outdoor e in serra
Selezionatore: Dutch Passion
The Edge
The Edge
L'operazione #OpCannabis a stelle e strisce partì ufficialmente il 20 aprile, nel giorno in cui
gli americani “festeggiano” la loro personalissima holidaze, ovvero la giornata nazionale dei
fumatori di marijuana, una festa pagana nata in California – a San Rafael per la precisione
– nel 1971, grazie all'iniziativa di un gruppo di studenti del liceo autodefinitosi (per ovvie
ragioni di privacy) The Waldos in onore del muretto (the wall) sui cui erano usi sedersi e rollarsi la meritata canna a fine lezioni. Un bel giorno gli Waldos apprendono di una piantagione
di marijuana abbandonata da un ufficiale della guardia costiera, decidono di incontrarsi
alle 4 e 20 per tentare di accaparrarsi il tesoro. Da allora 420 è diventata la parola in codice
per descrivere e identificare il consumo di cannabis – su Craig's List, ad esempio, si possono
trovare annunci per la ricerca di coinquilini targati “420 friendly” – e da allora ogni 20 aprile
(4/20 secondo il calendario anglosassone) ha luogo questa “festa nazionale” in aperto spregio
alle condanne ufficiali verso gli amanti di quella meravigliosa e miracolosa pianta che è la
cannabis.
Chiusa la parentesi statunitense, torniamo in Italia e vediamo cosa ha mosso la divisione
nostrana di hacker. “Con questa operazione – si legge sul blog italiano degli hacktivisti –
Anonymous vuole esprimere la sua più totale solidarietà alle persone che oggi manifestano
a Roma per la legalizzazione della cannabis e per la fine della persecuzione poliziesca contro
i consumatori e/o produttori di Tetra-Idro-Cannabinolo. Rivendichiamo il diritto di ogni individuo di produrre marijuana e consumarla per scopo ludico su modello di quanto avviene nei
Paesi Bassi ed in Uruguay, Corea del Nord e parte degli USA. Anonymous non cesserà di combattere contro le continue discriminazioni alle quali, in Italia, i consumatori di cannabis e più
in generale tutti gli amanti degli stupefacenti sono sottoposti”. Sono queste le parole con cui
il gruppo italiano di hacker, ha aderito alla causa dell'antiproibizionismo perché, come affermano in calce alla nota, “Giusto o sbagliato, non può essere reato. Giusto o sbagliato, basta
omicidi di Stato”. Grazie di cuore Anonymous.
4
LETTERE DAI LETTORI
Ciao a tutti!
E grazie Soft Secrets per quello che fai! Queste sono delle Autoskunk
cresciute con una 400w e prodotti Biobizz. Sono quasi pronte e non vedo
l ora di assaggiarle!
MARIO
Grazie della foto, ci piace vedere foto di ogni genere. Le tue piante sembrano soffrire di asfissia radicale a vederle così. Perché non opti per un substrato più areato? Sicuramente ti saliranno piante più in salute.
Ciao amici di Soft
Secrets, innanzitutto
complimenti per la
rivista e per quello che
ci insegnate. Volevo
condividere con voi la
mia esperienza: queste
sono le mie 4 bimbe,
Super Skunk di Sensi
Seeds, ormai prossime
al raccolto. Cresciute in
box 80*80*160 sotto
hps 250 e con prodotti
Biobizz. Non vedo l'ora di gustarmi i frutti di mesi di lavoro! Questa è la mia prima
esperienza indoor, spero siano di vostro gradimento e se avete consigli da darmi
son bene accetti!
MASSYDC10
Massy hai coltivato delle bimbe veramente ben fatte. La prossima volta prova ad
usare meno fertilizzante per vegetativa, che ci sembrano forse fin troppo nutrite. Di
sicuro però avrai fumato un prodotto buonissimo ed indimenticabile. Un consiglio
per la prossima? Una varietà di Kush, che stanno tanto spopolando adesso.
Un saluto a tutta la redazione di Soft Secrets! Una
bella felina con il mio
albero di natale
MAC MINDZ
Cari amici, siete grandi! Non mollate mai! Ah,
dimenticavo: vi mostro la photo della mia
Powerkush accompagnata dalla mia meravigliosa compagna. Con la speranza di ricevere
da voi,la mia prima coltivazione del 2014.
ANDREA
Grazie mille per la foto! Dalla cima che vediamo
ha avuto uno sviluppo regolare, ben raggiunta
dalla luce che ha fatto gonfiare i fiori e traboccare la resina dai calici! La prossima volta dicci
però qualcosa sul setup! In bocca al lupo!
Buon natale anche a voi,
una felina con un albero
di natale di tutto rispetto!
Mandaci informazioni sul
setup la prossima volta
così possiamo consigliarti
come intervenire. Unica
nota: quelle decorazioni
avranno un buon profumino ora...
Attenzione lettori italiani!
Volete vincere semi FEMMINIZZATI di
DINAFEM? Mandateci una fotografia della
vostra stanza di coltura o della vostra
miglior pianta di cannabis, dove si veda
chiaramente una copia di Soft Secrets.
DINAFEM vi manderà una confezione da
3 semi femminizzati. Se nella fotografia
dovessero figurare anche la vostra bellissima moglie o ragazza che indossano
un micro bikini sexy o dell’intimo molto
allettante, riceverete una confezione 2 x
3 di semi femminizzati. La fotografia del
mese riceverà una confezione 3 x 3 di semi
femminizzati di prima qualità! Il tutto è un
omaggio di Soft Secrets Europa e DINAFEM!
Mandate le vostre fotografie via e-mail a
[email protected] o mandatele alla nostra
PoBox. Fate attenzione: il materiale verrà
gestito con la massima discrezione. Non
pubblichiamo foto sfocate e non ci piacciono le fotografie di piante in fase vegetativa.
Vogliamo vedere grosse cime e belle donne!
Buona fortuna!
E-mail: [email protected]
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GHFUHWRPLQLVWHULDOH,Q,WDOLDODFROWLYD]LRQHGL&DQDSDqYLHWDWDDUWUHGHOGSUVHQRQVLqLQSRVVHVVRGLDSSRVLWDDXWRUL]]D]LRQHDUWGSU,QDVVHQ]DGLDXWRUL]]D]LRQHLVHPLSRWUDQQRHVVHUHXWLOL]]DWLHVFOXVLYDPHQWHSHUDOWUL
¿QL]RRWHFQLFRFROOH]LRQLVWLFRHWF,VHPLYHQJRQRYHQGXWLFRQODULVHUYDFKHHVVLQRQVLDQRXVDWLGDWHU]HSDUWLLQFRQÀLWWRFRQODOHJJH
6
Ciao ragazzi, in realtà non posso darvi molte informazioni sul seme
perché è stato trovato in mezzo a dell'erba che comprai in Portogallo
l'anno scorso. Aiutatemi voi a darle un nome. È il mio primo tentativo.
Comunque ho usato una hps 250 e dei fertilizzanti generici. 90 giorni
circa e ha vissuto a temperature un po' rigidine, tra i 10 e i 20 gradi.
Ecco la foto, purtroppo manca la seconda donna ma datemi tempo e
al prossimo giro provvedo, magari con dei semi Dinafem professionali.
Grazie e a presto.
GIRO
Ciao Giro o meglio ola' in portoghese. La tua pianta è molto verde, nel
senso che ha tante, forse troppe, foglie. Le temperature e forse il fenotipo
hanno fatto sì che ti uscisse una pianta un poco lattughina che, se vogliamo darle un nome, la chiameremo Salada de Verao. Al prossimo giro,
dai 5 gradi in più ai tuoi fiori e cerca di non piantare solo trovatelli o rischi
un raccolto non soddisfacente... Un abbraccio dalla redazione e buonissime fioriture!
Ciao a tutti!
Purtroppo queste sono le uniche donne che possiamo
mostrarvi, ma siamo sicuri che ci daranno lo stesso
delle grandi soddisfazioni!
Le bellezze sono tre AutoMazar della Dutch Passion e
la più alta supera i 160 cm, tanto da diventare il nostro
albero per questo Natale. Il risultato di tanti sbattimenti e amore, quando l'AutoMazar non è più auto.
I GREENGROWERS
Ciao ragazzi di Soft Secrets, vi presentiamo le nostre Blue Dream di Humboltd Seeds Organization,
sotto 400 hps, filtro ai carboni attivi, e molto altro.
Abbiamo avuto un piccolo blocco di qualche microelemento durante la fase finale della fioritura ma il
prodotto finale è eccellente. Saluti dall'Italia!
MASSIMO
Ragazzi che donne mostruose! Vince la foto del mese
quella dei Green Growers! Avete coltivato dei mostri
giganteschi, complimenti ancora. Speriamo siano
organiche per delle fumate di solo sapore, la prossima
volta diteci qualcosa in più. Continuate così e buone
fioriture!
Ciao massimo, grazie per le foto. Ci piace tanto la Blue
Dream, buonissima. Le tue dici che hanno avuto una
carenza di micro? Probabilmente hai tenuto troppo alte
le somministrazioni degli altri così da indurre la pianta
allo squilibrio e alla carenza di cui parli. Buone fioriture
da tutta la redazione, a presto!
7
FLASH PRODOTTI
PIANTA OUTDOOR DELL'ANNO DUTCH PASSION
Dutch Passion ha annunciato che il premio per la migliore varietà outdoor 2013 va
a 'Mr High', che ha coltivato una magnifica Frisian Dew alta 4,5 metri in Repubblica
Ceca. La pianta ha reso 1,5 kg di erba di eccellente qualità per il fortunato coltivatore
e Dutch Passion ha commentato che non è certo frequente vedere una Frisian Dew
raggiungere più di 4 metri di altezza.
INDICASATIVA TRADE
INTERNATIONAL HEMP TRADE FAIR
Torna per il secondo anno, dal 20 al 22 giugno 2014, la fiera della canapa in Italia.
La location prescelta, la stessa dell'anno scorso, è il centro fieristico Fermo Forum,
comoda struttura nel cuore delle Marche.
'Mr High' è riuscito a coltivare la sua
epica Frisian Dew outdoor alla luce
naturale del sole ceco e le ha dato ottime condizioni per crescere e un sacco
di acqua per superare il caldo estivo.
Questo ha consentito alla genetica della
Frisian Dew di crescere in condizioni
ottimali e il risultato è stato una pianta
mostruosa di cui tutti i coltivatori sarebbero stati orgogliosi.
A differenza dell'anno passato la fiera del prossimo giugno presenterà alcune importanti novita: la fiera sarà pubblicizzata attraverso differenti attività, un evento musicale di portata farà da richiamo al numeroso pubblico previsto, i collegamenti saranno
facilitati grazie al potenziamento della segnaletica stradale e con l'attivazione di un
servizio di bus navetta presso le stazioni ferroviarie prossime al centro fieristico
Un raccolto di 1,5Kg di Frisian Dew non
è certo insolito. Quando le piante vengono coltivate in serra, possono spesso
superare i 2 kg e, occasionalmente, i
3 kg. La stagione di coltura outdoor
comincia presto per l'Europa e Dutch
Passion lancerà delle promozioni speciali per i semi di Frisian Dew. Visitate il
nostro sito per maggiori informazioni.
Tutte le informazioni, incluso il programma completo e l'elenco degli espositori,
saranno presto disponibili sul sito:
Al momento il programma completo di IndicaSativaTrade è ancora in via di definizione, quello che resterà inviariato dall'anno passato saranno certamente i dibattiti le
conferenze di alta qualità, con ospiti di livello dal mondo della politica, della cultura,
del giornalismo, della scienza e dello spettacolo.
www.indicasativatrade.com
www.dutch-passion.nl
Euro Pebbles della Plagron
SUBSTRATO NON
FERTILIZZATO
IL CATALOGO DUTCH PASSION 2014
È DISPONIBILE
Dutch Passion ha lanciato il 27° catalogo annuale. È disponibile in formato PDF scaricabile sul sito di Dutch Passion e la versione cartacea è disponibile gratuitamente
in molti centri di giardinaggio e semi in tutto il mondo. Il catalogo Dutch Passion
include eccellenti immagini a colori di alcune delle migliori varietà disponibili.
Coltivare in idroponica per il massimo rendimento
Plagron Euro Pebbles è un substrato inerte di alta
qualità. Euro Pebbles della Plagron è considerata
dagli esperti come 'L' argilla più pulita sul mercato'.
Il substrato viene trattato con la massima cura,
quindi sono più puliti e più robusti rispetto ad altri
prodotti analoghi.
La materia prima è argilla pura e senza sale, viene cotta in forno aperto per produrre
i caratteristici granuli irregolari. I micropori di Euro Pebbles sono in grado di assorbire
grandi quantità di umidità e sostanze nutritive che possono essere rilasciate alla
pianta in modo graduale. Plagron Euro Pebbles è ampiamente adattabile, perché il
valore nutritivo è regolabile e il valore del pH è neutro.
Dopo ogni coltivazione, se Euro Pebbles deve essere lavato accuratamente e poi
immerso per 24 ore nella soluzione Plagron Hydro A & B e Plagron Pure Enzym e può
essere riutilizzato innumerevoli volte. Euro Pebbles può anche essere miscelato con
altri substrati per migliorane il drenaggio.
Vantaggi di Euro Pebbles :
t 1JáQVMJUPFQJáSPCVTUPSJTQFUUPBQSPEPUUJBOBMPHIJ
t &MFWBUBDBQBDJUËEJUSBUUFOFSFBDRVBFEPTTJHFOP
t "EBUUPQFSJNQJBOUJEJSJDJDMP
* Per ottenere risultati migliori, abbinare l'utilizzo di Euro Pebbles con Plagron
Hydro A & B
Avete delle domande? [email protected]
Per ulteriori informazioni su Promix ed altri prodotti consultare www.plagron.com
Fra le nuove varietà della collezione Dutch Passion 2014 figurano l'AutoUltimate
e l'AutoDurban Poison, che sono delle new entry della collezione Dutch Passion
AutoFem. La CBD Kush e la ComPassion sono due varietà nuove, ricche di CBD con
un rapporto THC:CBD di 1:1. Dutch Passion ha anche due nuove varietà tradizionali: Orange Hill Special e The Edge. La Orange Hill Special unisce la genetica della
California Orange e della Orange Bud, e la 'The Edge' è una nuova selezione superpotente di Skunk, estremamente ricca di THC.
www.dutch-passion.nl
8
STRAIN REPORT
RISVEGLIATO DA THE DOC: UN GIGANTE ADDORMENTATO
Double Dutch
Testi e immagini: Green Born Identity – G.B.I.
ce-foglia, la cui struttura ricorda le tipiche
strutture allungate "dei popcorn" della
Warlock. A causa del peso consistente, potrebbe essere necessario legare
le cime. Secondo Serious Seeds, questo
ceppo si comporta bene con substrati
bio, cocco e idro. Per i cloni, si consiglia
una fase vegetativa di 7-14 giorni, per le
piante coltivate da semi circa 35 giorni.
Maturando in ottobre sotto la luce naturale, la Double Dutch può anche essere
coltivata outdoor e dovrebbe avere una
resistenza ragionevole alle muffe.
Questa incredibile combinazione dei due
ceppi di Dutch ha dominato la ICMag Cup
2007, vincendo trionfalmente sia il Trofeo
Coltivatori che il Trofeo Selezionatori. Ha
inoltre ottenuto un terzo posto nella
categoria outdoor della Highlife Cup
2006. Ciononostante, ci vorrebbero molti
altri premi affinché la qualità eccellente e
l'enorme potenziale della Double Dutch
siano davvero rispecchiati. Mentre que-
Grazie al connubio con Magus Genetics
di 2 anni e mezzo fa, Serious Seeds si è
guadagnata una serie di tesori genetici
che hanno arricchito la già superba selezione dei migliori ceppi di marijuana.
Uno dei tesori è Double Dutch, un ibrido
d'indica/sativa dal 60/40% al 70/30%, che
consiste nel precedente fiore all'occhiello
di Magus, Warlock (Skunk x Afghan) e
nella Chronic di Serious (nella versione
iniziale, prima del 2000, che l'ex-selezionatore di Magus Gerrit aveva usato su
gentile concessione di Serious, quindi
Double Dutch è un caso di ceppo Serious
che torna alle sue origini). Con il suo
aroma dolce di miele e l'effetto cerebrale,
oltre al fatto che rende molto, la Chronic
è stata una partner perfetta nella selezione della Warlock, che ha migliorato il suo
potenziale di resa "solo buono" e ha attenuato l'aroma acre e l'effetto devastante di indica. Ne deriva un effetto forte,
complesso ma ben equilibrato, che è sia
cerebrale (vedi sativa) che fisico (vedi
indica, con la sua forte sensazione fisica),
il tutto alimentato da un contenuto di
THC del 15-18%. Le cime avranno una
piacevole fragranza fruttata, dovuta alla
forte influenza della Chronicle. La Double
Dutch ha bisogno di 55-65 giorni di fioritura per maturare, dopo di che si ottiene
un'eccellente quantità di cime essiccate,
da 500 a oltre 600 grammi per metro
quadrato. Allo stadio di pianticella e nella
fase vegetativa, mostra il suo pedigree
di indica con le spesse foglie e gambi,
un modello di crescita cespuglioso, che
però prevede anche uno sviluppo dinamico dei rami laterali. Durante la fioritura,
la Double Dutch produce innumerevoli
cime a predominanza sativa enormi e
spesse con un'elevata proporzione cali-
sto ceppo ha naturalmente molti fan,
ritengo che abbia senza dubbio il potenziale per rivestire un ruolo ancora più
importante nella comunità mondiale di
coltivatori, anche e soprattutto nel settore della coltivazione commerciale. La
considero quindi un gigante addormentato... e The Doc si è divertito a risvegliare
questo gigante nella stanza di coltura.
Per questa missione, ha usato cinque
semi femminizzati di Double Dutch.
Questa volta li ha piantati direttamente
in vasi da 11 litri riempiti con il mix The
Doc di Plagron più il 5% di argilla espansa e trucioli. Dopo due giorni e mezzo,
tutte e cinque hanno fatto capolino dal
terreno, crescendo rapidamente. Sotto
due fonti MH da 600 watt e una fonte
HPS da 400 watt, la crescita vegetativa
è stata vigorosa, forte e notevolmente
uniforme e le cinque piante si sono sviluppate fino a diventare piante ramificate, cespugliose e compatte con internodi
vicini, che formavano la base ideale per
una fioritura abbondante e una ricca
resa. Dopo 30 giorni in fase vegetativa,
con un'altezza di 40-50 cm, The Doc ha
indotto la fioritura cambiando il fotoperiodo da 18/6 a 12/12. Ci sono voluti 5-6
giorni perché si vedesse che la pianta
era femmina. Dopo 2 settimane e mezzo
di fioritura, quando le piante si stavano
allungando in maniera più decisa, le
prime "roselline" hanno fatto la loro comparsa sui rami. Una settimana dopo, The
Doc ha riportato: "Come mi aspettavo,
le piante continuano ad allungarsi, ma
hanno ancora l'aspetto di un cespuglio
compatto. Una di queste sembra essere
molto più alta delle altre. La fioritura sta
raggiungendo il suo pieno potenziale".
Dopo cinque settimane di fioritura, ha
proseguito: "Si stanno ancora allungando, ma quasi tutte le piane adesso hanno
raggiunto più del doppio dell'altezza. Le
cime stanno diventando dinamicamente
grandi e consistenti e c'è già molta resina. Sembra che il modello di fioritura di
tre delle piante mostri un'influenza sativa
più forte rispetto a quella delle altre due.
Ciononostante, fortunatamente hanno
tutte una proporzione calice-foglia molto
elevata". Una settimana dopo, l'effetto di
allungamento è terminato.
Dopo otto settimane di fioritura, The
Doc ha fatto notare: "I pilucchi dei fiori
hanno cominciato ad avvizzirsi e le piante hanno cominciato a maturare. Caspita,
queste cime di Double Dutch sono semplicemente sorprendenti: così grandi,
dense e numerose, è un vero piacere
vedere queste piante piene di cime e
odorarle, mentre diffondono questo profumo piacevole, un po' fruttato e con
un tocco di miele selvatico. Inoltre, il
ricco contenuto di resina è più che soddisfacente e anche le foglie più grandi
sono coperte interamente di ghiandole
di resina, il che significa, considerando
che queste masse di belle e grosse cime,
che finirò con molto materiale resinoso
9
per la produzione di hashish!
Ciononostante, secondo il tempo di fioritura dichiarato da Serious, l'inizio della
finestra di maturazione di 55-65 giorni
è già stato raggiunto ed è ovvio che
alcune delle piante lo supereranno. Ma
a chi importa se avete delle piante che
tutti sognano?”. In effetti, tre delle piante
erano mature dopo 66 giorni e le altre
due hanno avuto bisogno di una settimana in più. "Ne è valsa la pena", ha
cime essiccate hanno mantenuto l'aroma
dolce di miele e fruttato e lui ha cercato
di convincersi che sarebbero state soddisfacenti anche dal punto di vista della
potenza. Dopo alcune prove, è apparso
evidente che la Double Dutch non avrebbe deluso The Doc neanche qui: un forte
effetto è iniziato nella sua testa, diffondendo rapidamente vibrazioni rigeneranti e i geni di sativa della Double Dutch
hanno fatto incredibilmente il loro lavoro. Ciononostante, dopo circa mezzora,
l'effetto ha cominciato a spostarsi più a
livello fisico, provocando un senso di profonda pigrizia, mentre The Doc non ha
avuto l'effetto sfumato allo stesso tempo,
dato che l'influenza della sativa era ancora in corso, ma a livello inferiore. Questa
piacevole sensazione mentale e fisica è
durata ancora più di un'ora e mezza.
The Doc ha concluso: "La Double Dutch
non lascia nulla da desiderare, è uno
dei ceppi più soddisfacenti che abbia
coltivato in tutti questi decenni. Sono le
piante più facili da coltivare, con una resa
sensazionale di cime meravigliosamente
Dati coltivazione:
affermato The Doc, "dato che la crescita
è continuata durante l'ultima settimana
e la resina è aumentata ulteriormente. Le
piante hanno raggiunto rispettivamente
un'altezza di 84, 89, 92, 93 e 118 cm, con
cime fantastiche dal fondo alla punta.
Molti rami laterali allungati hanno formato delle cime davvero sorprendenti”.
Grazie all'elevata proporzione calicefoglie delle piante, il raccolto è stato
più facile sebbene molte cime abbiano dovuto essere lavorate. Considerate
queste incredibili quantità di cime, The
Doc era stato estremamente ottimista
sul fatto che la resa si sarebbe dimostrata
molto generosa, ma quando ha pesato
le cime essiccate alcune settimane dopo,
il risultato ha superato le sue aspettative: le cinque piante hanno avuto una
resa totale di 610 grammi di eccellenti
cime di Double Dutch, con una media
di 122 grammi per pianta. "E sono state
in stadio vegetativo soltanto 30 giorni e non i 35 consigliati da Serious...",
ha sottolineato The Doc, cercando d'immaginare euforicamente cosa sarebbe
successo con 60 giorni di crescita! Le
aromatiche e potenti in un periodo di fioritura moderato. Concordo con G.B.I. sul
fatto che il suo potenziale commerciale
non sia ancora stato sfruttato appieno a
livello internazionale. Ha senz'altro quello che serve per essere un gigante fra
i ceppi di marijuana. Ancora un gigante addormentato, ma non è certo stato
risvegliato per l'ultima volta nella mia
stanza di coltura…”
Ceppo
Double Dutch (Warlock x Chronic)
Fase vegetativa
qui: 30 giorni
Fase di fioritura
qui: 66-73 giorni, 55-65 giorni in generale
Substrato
Plagron Standard Mix con il 5% di argilla
espansa e trucioli, vasi da 11 litri
pH
6.2–6.8
EC
Fase vegetativa: 1.2–1.5 mS
Fioritura: 1.6-1.8 mS
Luci
Fase vegetativa: 2x 600 W MH, 1x 400
W HPS
Fioritura: 2x 600 W HPS + 1x 400 W HPS
Temperatura
23-27°C (giorno)
17-19°C (notte)
Umidità dell'aria
Fase vegetativa: 40–60%
Fioritura: max. 50%
Irrigazione
A mano
Fertilizzanti
Compo Algoflash 6-6-6, più PK 13-14
dalla 4a settimana di fioritura
Stimolatori/Additivi
Plagron Power Roots, Plagron Vita Race
Altezza
84, 89, 92, 93 e 118 cm
Resa
610 g
12
WORLD CANNABIS
LA SECONDA ETÀ DELL'ORO
Colorado
Sono passati più di 200 anni da quando
carovane di “cercatori” attraversavano
le sterminate praterie americane per
dirigersi verso Ovest e trovare fortuna.
Ora al posto dell'oro ci sono le verdissime cime di marijuana e la storia fatalmente si ripete: per i giovani dell'East
Coast è già la nuova corsa all'Ovest, ma
anche gli invecchiati protagonisti della
Summer of Love non disdegnano una
puntatina a Denver, da quando, il primo
gennaio 2014, lo Stato famoso per le sue
pepite ha legalizzato a tutti gli effetti la
cannabis.
Nel 2000, gli elettori del Colorado avevano già approvato un emendamento per legalizzare il possesso di marijuana terapeutica per i pazienti con
condizioni debilitanti, definendo degli
lasciano Las Vegas per la nuova “città
del peccato”. Il quotidiano americano
Denver Post, il giornale più venduto
nella capitale del Colorado, ha addirittura istituito all'interno della sua redazione una specifica sezione “marijuana”
perché, come ha spiegato il redattore
capo del giornale, Kevin Dale, la legalizzazione in Colorado sarà la “grande
storia” giornalistica del 2014, con una
ampia necessità di copertura. Ma gli
introiti ci saranno anche a livello statale:
se le diverse stime per il primo anno parlano di ricavi (privati) in media per circa
600 milioni di dollari, lo Stato ha in programma di raccogliere circa 70 milioni di
dollari l'anno in tasse, che saranno utilizzati per finanziare l’istruzione e per il
controllo dell’industria della marijuana.
Serre, coffee-shops, negozi d'oggetti-
turistiche compaiono già alcuni itinerari
della marijuana. E chissenefrega dei canyon e delle riserve indiane! Nella contea
si stanno anche raccogliendo attivisti e
associazioni come il Women Marijuana
Movement, con il dichiarato intento di
abbattere i pregiudizi, fondando una
cultura della cannabis che non è solo
cultura dell'evasione. In neanche un
mese il fermento è notevole. Stando alle
statistiche commissionate dal governo
locale, nel 2013 in Colorado si sono trasferite 36.284 persone, circa 8 mila in più
rispetto all'anno precedente.
Sgonfiato l'effetto novità, bisognerà vedere nei prossimi mesi l'impatto
complessivo del nuovo cannabusiness. Alcuni aspetti dell'emendamento
64 – quello votato a maggioranza nel
novembre 2012 – che apre alla coltivazione sotto licenza e all'uso limitato
della canapa (con relativa accisa statale)
sono infatti di interpretazione controversa, come il divieto di consumo di
marijuana nello stesso luogo dove si è
acquistata e negli spazi pubblici. Non
CON UN RICAVO DI 5 MILIONI DI DOLLARI SOLO NELLA PRIMA SETTIMANA IN
COLORADO AL VERDE DELLA MARIJUANA SI SOMMA QUELLO DEI DOLLARI
embrionali Cannabis Medical Clubs.
Originariamente, i pazienti potevano
delegare a un amico o a un vicino (definiti assistenti) la coltivazione di massimo
sei piante di marijuana ed ogni assistente poteva aver al massimo cinque
pazienti. Nel 2007, Sensible Colorado,
un’associazione impegnata nella legalizzazione della cannabis, ha fatto causa
al dipartimento della Sanità statale e il
tribunale ha dichiarato il limite di cinque pazienti incostituzionale. Nei due
anni successivi hanno aperto oltre 1.000
dispensari, dove è possibile acquistare
marijuana. Ora però è tutta un'altra storia e al verde della marijuana si somma
quello dei dollari.
Un business con tutti crismi che, solo
nella prima settimana, ha prodotto
introiti per oltre 5 milioni di dollari agli
addetti ai lavori, per una stima di più 100
mila acquirenti. E siamo solo agli inizi.
Un nuovo impressionante indotto sta
nascendo, a tempo record, con banche,
agenzie e fornitori di servizi, decisi a
traslocare nello Stato per investire nel
cannabusiness. Altro che “un milione di
posti lavoro”: in Colorado la marijuana
sta facendo molti più miracoli rispetto alle mirabolanti promesse dell'ormai
decaduto Berlusconi!
Secondo un rapporto di ArcView Market
Research, la vendita di marijuana legale
in Colorado aggiungerà 359 milioni di
dollari all’economia. A beneficiare dalla
legalizzazione, fra gli altri, sono le fabbriche (ad esempio quelle che producono
sacchetti di plastica), il settore immobiliare (gli agenti puntano sulla possibilità
di coltivare erba in casa) e il turismo: la
Colorado Highlife Tours promette visite
porta a porta nei centri di produzione
di cannabis e gli investitori del mattone
stica e growing, eventi promozionali,
degustazioni e tour: come direbbero gli
yankees “Colorado is definitely the place
to be”. E, a giudicare dai primi – e grandissimi – numeri Amsterdam rischia di
subire un calo drastico di prenotazioni
a favore dello Stato Usa ma anche per la
Jamaica, a una manciata di ore con voli
quotidiani da New York, si preannunciano tempi di vacche magre. Sulle guide
solo parchi, ma, a voler essere rigorosi,
anche luoghi interni come bar e saloon. Piena libertà, invece, di coltivarsi e
fumarsi la soglia consentita in casa o
in qualsiasi proprietà privata con il permesso del proprietario.
È bene ricordare che la cannabis risulta ancora classificata a livello federale
come narcotico di primo livello e tutti
coloro che ne facilitano la coltivazione o la distribuzione – anche in Stati
dove è legale – violano il Controlled
Substances Act e rischiano di fare i
conti con la DEA, la super-narcotici a
stelle e strisce. Per questo motivo le
banche non possono fornire servizi
alle aziende dell’industria della marijuana, alle quali è impedito di aprire
conti correnti o di fare transazioni
con carte di credito. Molte di queste sono inoltre costrette a pagare
tasse e licenze – decine di migliaia
di dollari – in contanti. Se le banche
accettassero soldi da aziende illegali a livello federale, rischierebbero di
essere condannate per riciclaggio. Alla
fine di gennaio, però, il ministro della
Giustizia Eric Holder ha dichiarato che
le aziende che operano nell’industria
della marijuana legale dovranno avere
accesso al sistema bancario americano
e che il governo si impegnerà a trovare
una soluzione.
Nel frattempo schiere di imprenditori
progettano sale e locali ad hoc per
fumatori consenzienti, nell'intenzione di eludere il divieto pubblico. A
giugno anche lo Stato di Washington
avvierà la vendita e, per il giro d’affari
di entrambe le free zones, gli amministratori calcolano quasi 2 miliardi di
euro nel 2014 – anche se, come abbiamo visto dalle varie fonti, è ancora difficile quantificare l'esatto indotto del
nuovo mercato. Sta di fatto che l'erbavoglio non è più proibita nel Far West,
eterna nuova frontiera degli Usa ed è
bello sapere che ora tornare all'epoca
del proibizionismo sarà praticamente
impossibile.
14
IL CANAPAIO
Crearsi la propria
varietà di cannabis
di Franco Casalone
Una premessa: per ognuno, ogni prodotto destinato all’autoconsumo, se prodotto da sé sarà il migliore. Sarà quello che
è legato intimamente al suo creatore in
modo sottile, che lo farà stare meglio.
Nel caso di una varietà di cannabis, ognuno ha il diritto di non dipendere dalle
re ogni tipo di vegetale, come meglio
gli aggrada, usando ogni tipo di varietà
esistente, incrociandole e creandone di
nuove. La proprietà su un essere vivente
è un assurdo e il tentativo delle multinazionali di “brevettare” i semi e di manipolarli geneticamente, inserendo geni di
LE VARIETÀ SCELTE DOVRANNO AVERE UNA GENETICA
STABILE, CHE DIA AFFIDAMENTO NEGLI ANNI IN QUANTO A
RIPRODUCIBILITÀ DEI TRATTI RILCERCATI.
scelte (e dai prezzi) di un mercato che sta
diventando sempre più orientato a scelte commerciali piuttosto che al rispetto
della pianta di cannabis e dei suoi fruitori.
Ognuno degli estimatori di questo dono
divino ha esigenze diverse, uniche. E
ognuno deve avere il diritto di poter scegliere come rapportarsi a questo dono.
E ognuno deve avere il diritto di cresce-
organismi diversi, è da condannare e da
bloccare rapidamente.
Per crearsi la propria varietà di cannabis, innanzitutto bisogna avere chiaro in
mente cosa si vorrebbe ottenere. Come
dovrebbe essere la pianta, che portamento dovrebbe avere, quali dimensioni, quali tempi di maturazione, quali
aromi, che sapore, quale effetto. Scelte
due varietà esistenti che nell’insieme
abbiano caratteristiche che ci soddisfano,
potremo incrociarle fra loro e, dalla loro
mescolanza di geni, se saremo fortunati,
potremo trovare qualcosa che sarà la
somma delle caratteristiche desiderate in
una pianta sola.
Sarà necessario partire da varietà dioiche, regolari. Semi che diano piante
maschio e piante femmina. Nelle piante
femminizzate, figlie della stessa madre, la
depressione da inbreeding (incrociare le
piante con consanguinee) sarà presente
fin dalla prima generazione di incroci, e
nelle nuove piante troveremo un’espressione di numerosi caratteri recessivi e
indesiderati.
Le varietà scelte dovranno avere una
genetica stabile, che dia affidamento
negli anni in quanto a riproducibilità dei
tratti ricercati. Dovranno possibilmente
essere in grado di adattarsi ad ambienti
diversi e potranno essere simili o anche
molto diverse fra loro.
Per colpa del proibizionismo sono andate perdute numerosissime varietà locali,
adattatesi all’ambiente magari da secoli,
selezionate per alcune caratteristiche che
sono riuscite a mantenere nel tempo,
perché quei caratteri selezionati sono
funzionali a quel particolare ambiente.
Le diverse varietà di cannabis si sono
evolute per selezione dovuta alla pressione ambientale e per selezione esercitata dall’uomo, che ha cercato di ricavare
numerosi prodotti da questa pianta e si
è accorto che in diversi ambienti si potevano ricavare raccolti diversificati: seme,
fibra, fusti, resina…
Se la cannabis ritornasse ad essere considerata alla stregua degli altri vegetali,
come per gli altri vegetali si potrebbe
assistere ad un ritorno delle varietà locali
(che per la maggior parte delle coltivazioni stanno sparendo, con un danno
enorme in termini di biodiversità e di
potenziale conservazione della specie),
dove la pianta potrebbe esprimere le
sue capacità in ambienti molto diversi fra
loro. Come per i pomodori, o le fragole, ci
potrebbero essere piante selezionate per
uno scopo particolare e che proprio in
quel particolare microclima danno qualcosa di diverso e di speciale.
Tradizionalmente, nella fascia equatoriale-tropicale le piante vengono utilizzate
principalmente per la resina, senza sepa-
15
pianta, compattezza delle cime (questo
dipende essenzialmente dalla intensità
di luce), larghezza delle foglie, saranno
simili al maschio genitore. Quelli più “sottili”, come profumo, tipo di resina, gusto,
tempo di maturazione, saranno più facilmente portati dalle madri
Sarà importante quindi che i semi da cui
nasceranno le piante destinate a essere
la base per la nostra nuova varietà siano
semi di piante regolari e di varietà stabili,
e non di ibridi. Il meglio sarebbe poter
partire con due landraces originali, di
semi provenienti dal loro luogo di origine, adattarle separatamente al clima
dove si lavora, selezionando gli individui migliori (più rispondenti alle nostre
esigenze) e meglio adattati al nuovo
ambiente; in seguito (dopo 2-3 generazioni almeno) si potranno incrociare fra
loro ed iniziare la creazione di qualcosa
di nuovo e diverso.Oppure si può ad
esempio incrociare qualcosa di locale, già
adattato all’ambiente ma non soddisfacente appieno, con una varietà conosciuta stabile e vigorosa (ad esempio Skunk
n.1, oppure Divina, oppure Haze…).
rarla dalle infiorescenze; e l’uso dei semi,
della fibra e del fusto è secondario. Nella
fascia sopra al tropico la resina viene
separata dalla parte vegetale, costituisce
ancora il maggior raccolto (e quello in
assoluto più pregiato), anche se vengono
selezionate piante per produzioni di fibra
e semi. Nei climi temperati e temperatifreddi, la produzione tradizionale migliore della canapa è la fibra, e la produzione
di resina è limitata dalle condizioni climatiche; in questi climi anche la produzione di semi è notevole, e la qualità del
seme, in termini di proprietà alimentari, è
migliore rispetto ai climi più caldi.
Definiamo un momento i termini “incrocio” e “ibrido”: un incrocio è il risultato di
un’impollinazione fra un maschio ed una
femmina che sono di varietà diverse ma
presentano la maggior parte dei caratteri
dominanti molto simili fra loro (ad esempio Super Skunk e Cheese). Il risultato di
un incrocio è una pianta con caratteristiche intermedie fra quelle dei genitori,
non raramente immediatamente stabile
per alcuni caratteri (quelli presenti in
entrambi i genitori).
Un ibrido è invece un incrocio fra due
piante che presentano caratteri decisamente diversi (ad esempio Blueberry e
Haze). Nella prima generazione di ibridi
(F1) si assiste spesso a quello che viene
definito “vigore ibrido”, dove la nuova
progenie mostrerà la maggior parte dei
caratteri dominanti vincenti nella maggior parte degli ambienti: crescita rapida ed esplosiva, maturazione precoce,
resistenza alle malattie, alta produttività
di organi riproduttivi, alta produzione
di resina. Spesso gli ibridi F1 sono più
grandi, più robusti, più produttivi, più
veloci e più potenti di entrambi i genitori
di partenza.
Se incrociamo un maschio e una femmina di questi ibridi F1 così ottenuti
avremo, nella generazione che verrà, un
grande rimescolamento genetico e una
grossa differenziazione fra gli individui.
Da qui potremo partire selezionando
le piante che presenteranno i caratteri
desiderati e nel giro di 3-4 generazioni
potremo avere una nuova qualità, stabile
e rispondente alle nostre esigenze.
Per stabile, qui intendo piante che, riproducendosi fra loro, presenteranno uniformità nella maggior parte dei caratteri,
potendo però differenziarsi nell’espressione di altri. Si avrà così un “genotipo”
comune (presentano lo stesso corredo
genetico); ma, avendo alleli diversi sui
geni, si mostreranno diversi fenotipi
(individui della stessa genetica ma con
caratteri diversi).
In genere, in una varietà stabilizzata si
troveranno due-tre fenotipi diversi, di
cui uno rappresenterà circa la metà degli
individui, un altro il 30-40% ed il terzo il
restante delle piante: i primi due sono
quelli meglio adattati all’ambiente, ed il
terzo è la “riserva” in caso di microclimi
dove i primi due non si adattano bene.
In genere, la pianta più vigorosa e con
una genetica più stabile sarà quella che
porterà la maggior parte dei caratteri
dominanti ed espressi nella prima generazione.
Se le piante genitrici scelte presentano
un vigore simile, e hanno avuto entrambe condizioni ottimali di vita, allora (non
è un dato scientifico, ma dato dall’osservazione negli anni) i caratteri più “fisici”, come portamento e ramosità della
Ricordo che in base alla provenienza
delle nuove piante si potranno avere
stagioni di crescita e fioritura più corte
o più lunghe rispetto a quanto sarebbe stato nel loro paese d’origine: piante
provenienti da luoghi più a nord, dove
le giornate d’estate sono più lunghe,
rischieranno di cominciare prima la fioritura (spesso un fattore molto utile, specie
nel caso di coltivazioni di sinsemilla, dove
si può e si deve prolungare il periodo di
fioritura. Controproducente altre volte,
dove può essere importante la taglia
della pianta).
Se le nuove piante provengono da luoghi
più a sud, al contrario, non entreranno in
fioritura fin quando le giornate si saranno
accorciate abbastanza da equivalersi, in
tempi di luce/buio, al periodo di inizio
fioritura nel loro paese d’origine (spesso
in ritardo per poter maturare appieno).
Bisognerà tener ben presente questo
fatto, per poter far concordare i tempi
di fioritura dei maschi e di possibilità di
essere impollinate delle femmine.
In genere, nella stessa varietà, gli individui di sesso maschile cominciano a
produrre fiori (e quindi polline) prima
delle femmine. Nel caso di voler creare
una nuova varietà sarà necessario isolare
i maschi, per poter capire quali saranno
adatti a fecondare le femmine prescelte. Al momento dell’apertura dei primi
fiori, le piante maschio dovranno essere
isolate individualmente, il loro polline
raccolto (la carta da forno va molto bene)
e conservato in luogo fresco, asciutto
e buio. Il polline viene emesso dai fiori
quando si aprono e questo processo va
avanti per numerosi giorni, fino a più di
un mese.
Osservare i maschi fino alla fine del loro
ciclo vitale darà una migliore idea di quali
potranno essere gli individui meglio
adatti a portare il loro patrimonio genetico nel nuovo incrocio. Ad esempio, alcuni
di loro potrebbero mostrare una grossa
produzione di fiori durante la fioritura (da
preferire), oppure dimostrarsi sensibili
alle muffe (da scartare).
Scegliere una femmina ideale sarà più
facilmente comprensibile che scegliere
un maschio (a parte le scelte fatte per
una fibra di qualità fine, ma penso che
per questo tipo di piante dovrei fare un
articolo a parte…), ma il tempo in cui la
femmina dovrà essere impollinata sarà
decisamente anteriore alla sua maturazione. Per questo motivo non potremo
sapere come la pianta si comporterà
alla fine della fioritura e come sarà poi il
prodotto finale.
Quindi sarà necessario che per ogni pianta femmina si realizzino (almeno) due
talee, una delle quali di riserva. Le talee
potranno essere fatte nel momento in
cui si mostreranno i primordi florali, fra il
quinto e l’ottavo palco di foglie (e rami),
all’incirca fra i 45 e i 55 giorni dell’emergenza della pianta dal terreno, dopo che
il seme è stato messo a germinare. Per le
varietà autofiorenti l’entrata in fioritura
avviene fra la seconda e la quarta settimana dall’emergenza.
Le talee potranno essere mantenute in
fase di accrescimento vegetativo per un
periodo sufficiente a permetterci di portare a maturazione, di analizzare e di
“provare” il prodotto finale, così da poter
capire quali individui saranno i migliori
per essere riprodotti
Quando le piante “madri” avranno terminato il loro ciclo, e saranno preparate per
l’essiccagione, potremo lasciar fiorire le
talee, ed impollinare solo gli individui (per
noi) migliori. Il momento migliore per l’impollinazione è quando ci sono numerose
infiorescenze ben formate, con numerosi
pistilli bianchi: a seconda delle varietà e
delle condizioni di crescita, fra la terza e la
sesta settimana di fioritura.
Per esigenze di impaginazione, l'articolo
termina qui. Il seguito verrà pubblicato sul
prossimo numero.
16
MEDICAL CANNABIS
CBD quanto basta
di Davide Calabria
COME TRATTARE AL MEGLIO L'ESTRAZIONE A FINI TERAPEUTICI
Si parla sempre di marijuana medica, o
sintetica, sotto forma di infiorescenze
femminili ma nell’era moderna non viene
mai ufficialmente trattato l’argomento
hashish per l’utilizzo medicamentoso,
a differenza di quanto avveniva prima
del divieto. Eppure, l’hashish è semplicemente la resina che ricopre il fiore di
marijuana, la sostanza ricca di proprietà
ricercata da tutti i fruitori.
Le leggi italiane, purtroppo, non permettono la libera circolazione di questa
meravigliosa medicina, eppure anche
con l’auto-coltivazione è possibile ottenere anche hashish di altissima qualità
per il trattamento medico, oltre che per
l’uso ricreativo.
È il caso dell’Ice-o-lator, un hashish ottenuto mettendo l’erba nell’acqua ghiac-
attivo e sul mio amico D.A., per esempio,
è riuscito a far scomparire un dolore articolare che nemmeno il miglior marocchino o Charas di Amsterdam riusciva sfiammare. Andando a letto, fa letteralmente
sprofondare nel materasso, per un riposo
eccezionale e pertanto potrebbe essere
utile a chi soffre di spasmi muscolari e
non riesce a dormire.
Essenzialmente, Mauro riesce a raccogliere il gambo del tricotoma e lascia
passare la parte sferica, ricca di THC, per
raccoglierla in un secondo momento, al
fine d’ottenere un prodotto adatto anche
a scopo ricreativo.
Partendo da due piante Indica, notoriamente più ricche di CBD, Mauro, dopo
aver analizzato l’erba al microscopio per
una più sottile ancora da 38 micron,
per ottenere prodotti ricchi di THC, fino
al 40-50%. Mauro invece ha preferito
aggiungere un passaggio per avere un
prodotto sui 70 e sui 38 micron migliore, più puro, e ha utilizzato, dopo il 220
micron, una rete 185 micron per raccoglie i gambi del tricotoma.
Questi gambi, raccolti, asciugati e setacciati in un colino, sono un ottimo prodotto medico, consistente in una polvere
granulare grigiastra e leggermente odorante. Visto al microscopio, lo Stony, a
differenza dell’Ice-o-lator, non è composto da una miriade di sfere resinose, ma
la forma dominante è quella cilindrica.
In termini quantitativi il raccolto ottenuto ha rapporto un CBD-THC 1-2 a 10. Se,
per esempio, otterremo 1-2 grammi di
QUANDO CI SI APPRESTA A CONSUMARE CANNABIS A SCOPO TERAPEUTICO È
SPESSO IMPORTANTE TROVARSI NELLA POSSIBILITÀ DI CONSUMARE UN PRODOTTO
CON UN BUON LIVELLO DI CBD
ciata per far staccare i cristalli di resina e
successivamente raccoglierli attraverso
dei setacci di differenti dimensioni, dove
restano depositati in diversa qualità. Più
il setaccio è fine più è alta la qualità del
prodotto.
Alla Pollinator Company di Amesterdam
mi hanno raccontato che con questo
metodo è possibile ottenere anche un
prodotto a base di CBD (cannabidiolo),
un cannabinoide molto terapeutico ma
non psicoattivo. Una prodotto che probabilmente si può ottenere anche da
piante di canapone – che, si sa, per legge
sono prive di THC e quindi legali, ma a
volte contengono del CBD.
La Pollinator Company di Amsterdam
(www.pollinator.nl) è la casa produttrice di macchinari per la separazione
delle resine di marijuana. Questa azienda appartiene alla mitica Mila Jansen,
imprenditrice nel mondo della canapa
fin dagli anni ‘70, quando aprì, in compagnia di un paio d’amici, il primo locale
pubblico di Amsterdam per la vendita di
cannabis, il Kink 22 Teashop, a cui seguì la
moda dei più famosi Coffeshop.
Al suo interno, il gentile Mauro, sudamericano di antiche origini italiane, mi
ha illustrato il suo metodo per ottenere
un prodotto medico di altissima qualità,
da lui chiamato amichevolmente Stony,
a base di CBD. Non ho avuto modo di
fare analizzare il prodotto per vederne le
quantità di principi attivi, ma ho potuto
sperimentarlo. Si tratta di una merce non
ricercata da chi fa uso ricreativo dell’erba,
ma ottimo per togliere i dolori quotidiani
e rilassare completamente. Non è psico-
capire quali setacci utilizzare, mette l’erba nel Bubbleator con acqua e ghiaccio, lasciando lavorare la macchina nella
mescola per 15 minuti circa. La macchina può essere azionata anche 2-3 volte
prima di scolare il tutto, o si possono
effettuare più scoli.
Nel caso del prodotto in questione,
Mauro ha scolato l’acqua all’interno di
un sacchetto con una rete sul fondo da
220 micron. Questa rete lascia passare
i tricomi a una rete successiva più sottile, fermando il materiale vegetativo.
Successivamente, per esempio, si utilizza
un sacchetto con rete da 70 micron, e
prodotto con CBD, l’Ice-o-lator con THC
ammonterà a circa 10 grammi. Anche
il peso specifico del hashish con CBD
risulta essere più o meno dello stesso
rapporto con l’Ice-o-lator. Un cucchiaino
di polvere di CBD pesa 1-2 a 10 un cucchiaino di Ice-o-lator con THC.
Il CBD è uno dei cannabinopidi più
ricchi di proprietà terapeutiche nella
cannabis. È un ottimo neuroprotettore,
vasorilassante, anti-spasmodico, antiischemico, anti-proliferante, anti-cancro,
anti-emetico, anti-batterico, analgesico,
stimolante osseo e immunosopressivo.
Quando ci si appresta a consumare cannabis a scopo terapeutico, quindi, è
spesso importante trovarsi nella possibilità di consumare un prodotto con un
buon livello di CBD e, fortunatamente,
stanno aumentando gli studi su questo
cannabinoide.
L’erba fornita dall’Asl Italiana, per esempio, importata dall’Olanda, è di quattro
tipi: il Bedrocan, THC 19% e CBD minore
dell’1%, il Bedrobinol, THC 12% e CBD
minore dell’1%, il Bediol con THC 6% e
CBD 7,5% e il Bedica, una varietà Indica
con THC al 14% e CBD sotto l’uno, ma
ricca di mircene, un terpene molto calmante.
Il Bediol ha un rapporto più che 1:1 tra
THC e CBD ed è un’ottima medicina
per chi è alle prime esperienze con la
marijuana terapeutica o comunque per
chi preferisce non riscontrare un effetto
psicoattivo. Ovviamente, utilizzando il
metodo d’estrazione citato con piante
ricche di CBD come il Bediol, si può
ottenere un prodotto ancor più valido
dal punto di vista medico.
Per orientarsi tra le varietà in commercio, secondo le analisi di campioni svolte
nelle fiere della Cannabis, posso dire che
in quasi tutte i livelli di THC oscillano tra
l’8 e il 19% e CBD tra lo 0,13 e 0,73%,
un po' come il Bedrocan e il Bedrobinol,
mentre la varietà d’erba Cannatonic
della banca del semi spagnola Resin
Seeds, per esempio, ha un rapporto 1:1
tra THC e CBD, come il Bediol, con THC
intorno al 6% e cbd 6,5-7%. Buoni livelli
di CBD si riscontrano anche i nei campioni di hashish marocchino, quando
ottimo, con livelli di THC attorno al 20%
e CBD 7,7%.
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18
BELPAESE
Comunicare la cannabis
di Giovanna Dark
UN ESEMPIO DI COME I MEDIA MAINSTREAM NOSTRANI TRATTANO LA PIANTA DI CANNABIS
Non è per fare l'hipster (detesto gli hipster) ma io di televisione ne guardo davvero poca. Preferisco lo streaming sub
ita e i cari vecchi libri. È solo che dopo
che il tuo ragazzo ti lascia dopo 8 anni di
convivenza, un periodo di catatonia sul
divano a sbavare davanti al teleschermo, non te lo leva davvero nessuno. E
così l'altra sera stavo facendo distrattamente zapping quando mi è capitato di
imbattermi in Lucignolo, il programma
“trasgressivo” per i gggiovani (l'enfasi
sulla lettera G è volutissima) che racconta i gggiovani. Mentre parlavano di non
so quale ultima moda tra i “millennials”
– la prima vera generazione digitale
n.d.a.– un bannerino a fondo schermo
anticipava il servizio che avrebbe seguito e la parola “cannabis” mi ha convinto,
mio malgrado, a restare su Italia 1. La
manifestazione di Roma si era svolta
proprio quel giorno e mi aspettavo un
servizio che avrebbe trattato il tema del
proibizionismo in Italia. È pur sempre un
programma gggiovane e trasgressivo
no? Come al solito, mi sbagliavo.
Posto che avrei dovuto sapere che
Lucignolo non è una testata giornalistica (sebbene si fregi di essere un
rotocalco del tg Studio Aperto – si proprio quello che ha la scaletta fissa fatta,
nell'ordine, da cronaca nera, meteo e
fighe ben poco vestite), quello che mi
sono ritrovata a guardare ha veramente
raggiunto la soglia di bassezza più alta
(perdonate il gioco di parole) che io mai
potessi aspettarmi da un programma
che, per definizione, dovrebbe essere “di
approfondimento”.
Il servizio veniva presentato come un
mega scoop in cui la giornalista era
riuscita ad agganciare uno spacciatore
di marijuana, intento a fare il giro di consegne nella Milano-bene. “Ok – mi sono
detta – vediamo un po' cosa riescono
ad estorcergli”. Siete pronti al peggio?
Allora partiamo.
Il servizio comincia con il classico tipo
dalla faccia sfocata per garantire l'anonimato – e fin li ci siamo, la privacy è un
diritto inalienabile, più che mai quella
delle fonti – ma la voce non è modificata
e dall'accento si intuisce subito che il
ragazzo è un milanese: fonte sputtana-
ta. La giornalista sale in macchina con
lui per fare, stando a quello che dice il
pusher, «il giro di consegne». Subito mi
dico: “Oh, lo voglio anch'io io pusher
a domicilio! Sai quanti sbattimenti in
meno? Come ordinare una pizza!”
−
Si pronto, salve, vorrei 2 grammi di Amnesia, un grammo di Cheese e
uno di Blueberry.
−
Per le otto va bene?
−
Perfetto, il campanello è Dark,
quarto piano, non c'è l'ascensore.
Poi ci penso e mi dico che questa cosa
puzza molto di fiction ma voglio concedere il beneficio del dubbio e continuo
nel mio autolesionismo televisivo. Nel
tragitto la giornalista comincia a chiedergli quale sia il suo giro. Il ragazzo
risponde che lui cerca sempre clienti
«coi soldi» perché sono quelli che non
battono ciglio quando gli fai il prezzo.
E qui casca subito l'asino: solitamente
questo atteggiamento – sempre che sia
veritiero – è rapportato a droghe come
la cocaina, non certo alla cannabis che,
lo sappiamo tutti, ha dei costi molto più
contenuti anche nel regime del mercato
nero. Ma andiamo oltre.
La giornalista gli chiede quali siano i
suoi prezzi e il pusher risponde che il
minimo è 15-16 euro al grammo perché
lui la paga «10 euro il grammo». Ecco,
dopo questa battuta ho avuto la conferma che il servizio fosse pura fuffa.
A meno che la giornalista non abbia
trovato lo scemo del villaggio, non è
assolutamente credibile che uno spacciatore compri la merce all'ingrosso a 10
euro per poi rivenderla a 15 quando si
fa anche lo sbattimento del giro in macchina per venirtela a portare a domicilio!
Roba da matti.
19
progrediti e liberalissimi Stati Uniti –
abbiamo visto a pagina 12 che il Denver
Post ha istituito una sezione speciale
per occuparsi esclusivamente dell'argomento cannabis –, così come manca
tantissimo in Italia.
Si sa ancora troppo poco delle proprietà
di questa pianta ma troppo spesso se ne
parla a sproposito, citando vetusti cliché
o leggende metropolitane. L'argomento
è stato sempre relegato all'underground
ma il vento di cambiamento dello scorso
anno – con la legalizzazione in Colorado
e Washington e soprattutto con la rivoluzione uruguayana di Jose Mujica – ha
fatto assurgere la cannabis agli onori
delle cronache nell'universo mainstream. Universo da maneggiare con cura,
soprattutto per quanto riguarda l'informazione del tubo catodico, quella dei tg
e dei talk show, quella degli approfondimenti e dei dibattiti con ospiti in studio.
L'approssimazione, il pressapochismo
e le dinamiche da tifo calcistico che
caratterizzano l'informazione nostrana hanno creato in Italia una divisione
netta tra proibizionisti e antiproibizionisti, come se l'argomento cannabis e
derivati (non solo per scopi di assunzione) fosse una cosa manichea: o è giusta
o è sbagliata. Ma la marijuana, come
ogni cosa, ha infinite sfumature e trattarla o in toni totalmente entusiastici,
o in toni del tutto spregiativi, è di certo
riduttivo e fuorviante.
Stesso servizio, cambio scena. Siamo
a casa di una ragazza affetta da fibrosi
mialgica. “Ecco – penso – finalmente
si parla di cose serie”. Invece mi ritrovo
una paziente che considera la cannabis
alla stregua della morfina e dice di «non
sognarsi minimamente di fumarla perché la cannabis è pur sempre una droga
pesante ed è giusto che sia regolamentata come gli altri farmaci». Devono
averla davvero cercata col lanternino
questa... Segue piccolo siparietto alla
Masterchef in cui si vede la paziente preparare i cookies per l'assunzione tramite
ingestione. Fine della parentesi Medical
Cannabis.
Nel frattempo, sul fondo dello schermo
venivano pubblicati i tweet che gli spettatori inviavano alla redazione: metà era
a favore della legalizzazione, l'altra metà
era contro sulla base dell'assunto per cui
la cannabis sarebbe il primo passo verso
la tossicodipendenza perché – letteralmente – “la droga fa maleeeeeeeeee!”.
Probabilmente questi ultimi, viste le
articolate motivazioni, erano i tweet di
Giovanardi o del suo fan club. Tanto
di cappello ai social media editor di
Lucignolo per aver reso così perfettamente bipartisan la questione dei pro
e dei contro. Nemmeno l'ex premier
trombato, il mesto e scisso Enrico Letta,
avrebbe saputo fare di meglio.
L'ultima parte del “servizio” era invece
dedicata ai tecnici del CRA, il Centro
di Ricerca per le Colture Industriali di
Rovigo. Una carrellata dovuta per dare
voce ai “tecnici” che tanto piacciono
allo spettatore. Un minuto sulle serre,
30 secondi di parola al ricercatore che,
ovviamente, lamenta il taglio drastico
dei fondi statali per la ricerca medica e
botanica. Fine del servizio.
Ora, se questo è il modo di comunicare
la cannabis che dobbiamo aspettarci
da quello che, teoricamente, dovrebbe essere un programma per giovani,
siamo davvero perduti. Dopo aver visto
Certo, mi direte voi, ma però ci sono
un sacco di giornali e giornalisti che
fanno vera informazione sulla cannabis.
Sottoscrivo, qui a Soft Secrets ne abbiamo di ottimi e preparatissimi sull'argomento. Il problema fondamentale è
che l'informazione di settore, come la
nostra, è appunto un'informazione di
nicchia che, in quanto tale, non può
certo raggiungere il grande pubblico,
quello del mainstream. Ed è proprio
quel tipo di pubblico, quello composto
dalle casalinghe di Voghera e dei pensionati in fissa su Rete 4, quello che deve
essere correttamente informato sulle
infinite proprietà della cannabis.
In Italia l’interesse verso le nuove applicazioni dei principi attivi della cannabis
c'è e si sta traducendo anche in alcune
proposte di legge. Quella del senatore
del Pd Luigi Manconi, sulla depenalizzazione dei reati collegati al consumo e
alla coltivazione della canapa, ha avuto
il pregio di riaccendere i riflettori sulle
centinaia di pazienti che pur di non
rivolgersi al mercato nero si arrischiano
a coltivare in casa piantine di marijua-
di rifornire le ASL che per l’approvvigionamento all’estero dei derivati della
canapa sostengono costi enormi.
Eppure di questo nei telegiornali non si
parla affatto. Così come non si è parlato della manifestazione dell'8 febbraio
o dell'abolizione della Fini-Giovanardi,
che in tutti i maggiori TG è stata trattata come un semplice aggiornamento da dare in diretta, al momento del
pronunciamento della Consulta. I nostri
telegiornali preferiscono dedicare servizi al “padre che compera la droga per
la figlia” oppure si avventano sulle tristi
storie di cronaca nera – come quella di
Stefano Cucchi o Federico Aldrovandi –
dipingendo la morte come diretta conseguenza dell'essere dei “drogati”, poco
importa di cosa tanto son tutte uguali.
“Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società
democratica e libera quale dovrebbe
essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società.
Un giornalismo fatto di verità impedisce
molte corruzioni, frena la violenza della
criminalità, accelera le opere pubbliche
indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente in allerta le forze dell'ordine, sollecita
la costante attenzione della giustizia,
impone ai politici il buon governo”.
Così parlava Giuseppe Fava nel suo articolo “Lo spirito di un giornale” pubblicato l'11 ottobre 1981 sul Giornale del Sud.
Il giornalista, ucciso da Cosa Nostra il 5
gennaio 1984, con queste parole ci ricorda di quanto informare correttamente
sia soprattutto un dovere etico, prima
ancora che sociale. Un dovere che è teso
al miglioramento del Paese e nell'interesse della cittadinanza tutta: parlando
della marijuana come una droga “che fa
i buchi nel cervello” non si fa un favore
a nessuno se non alle narcomafie, che
tutt'ora si ingrassano impunemente alle
spalle dei consumatori.
La “grande storia” giornalistica del 2014
– come l'ha definita Kevin Dale, il caporedattore del Denver Post – Soft Secrets
la segue dal 1985. E continuerà a tenere fede al suo impegno di aggiornarvi
sulle nuove tecniche di coltivazione, sugli
usi migliori per i trattamenti terapeutici,
sulle ultime sentenze e tendenze in fatto
di marijuana. Con un occhio sulla nostra
disgraziata Italia e uno sul mondo. Senza
per forza fare proseliti, l'invito è quello di
divulgare quante più informazioni possibili su una pianta, quella di cannabis,
che tanti benefici potrebbe portare se
solo fosse compresa da tutti nella sua
vera natura. Che non è necessariamente quella di avere “proprietà droganti”,
L'ARGOMENTO È STATO SEMPRE RELEGATO ALL'UNDERGROUND MA IL VENTO DI
CAMBIAMENTO DELLO SCORSO ANNO HA FATTO ASSURGERE LA CANNABIS AGLI ONORI
DELLE CRONACHE NELL'UNIVERSO MAINSTREAM
questo scempio della professione giornalistica mi sono detta che quello che
più manca, affinché la canapa riconquisti il posto che merita nel mondo,
è soprattutto informazione. Manca nei
na, e che per questo vanno incontro a
severe conseguenze penali. Il CNR ha
invece promosso una proposta di legge
per avviare coltivazioni protette di cannabis in Italia, allo scopo naturalmente
come ci viene continuamente comunicato da quella scatola parlante che in
realtà faremmo meglio a tenere spenta...
“Sapere è potere” dicono i saggi. E i saggi
non sbagliano quasi mai.
21
BACKGROUND
IL CANNABINOIDE MENO CONOSCIUTO
CBD
Di Golgi Apparatus
Sappiamo tutti che la marijuana contiene il cannabinoide THC o
delta 9-tetraidrocannabinolo, dato che ci è stato detto che è proprio
questo che ci stona e ci fa provare i suoi incredibili effetti. Come coltivatori, coltiviamo cannabis per ottenere l’effetto che crea quando
viene consumata e di solito abbiamo il desiderio di ottenere ceppi
con il maggior contenuto possibile di THC. Con tutte le conoscenze
che stiamo acquisendo grazie ai test condotti sulla pianta della
marijuana, adesso sappiamo che la cannabis contiene all’incirca
85cannabinoidi, quindi sembra incredibile che si abbia familiarità
solo con uno di essi.
Nel mondo di oggi la cultura della cannabis è in rapida crescita. S’inizia a condurre
test scientifici all’avanguardia in tutto il
mondo e stiamo imparando che ci sono
molte altre cose da scoprire a livello
di contenuto di questa magica pianta.
Il CBD è come un fratello o una sorella del
THC, perché come tutti i fratelli a volte si
funziona simbioticamente e altre si combatte o si compensa l’altro. A differenza
del Cannabidiolo, il THC è un composto
psicoattivo (il che significa che influisce
Royal Queen Seeds è una Società europea che vende olio di CBD per uso medico. Il
contenuto di THC in questo prodotto a base di olio d'oliva è < 0,2%, quindi chi ne fa
uso non ha alcun effetto.
Una delle maggiori scoperte della ricerca
moderna è stato il secondo cannabinoide con la maggior concentrazione:
il Cannabidiolo, abbreviato CBD. Il THC
e il CBD sono i cannabinoidi presenti
per natura in maggior concentrazione:
il THC costituisce il 12-25% e il CBD>14%in media. Se solo un quarto di ciò che
i ricercatori dicono del CBD fosse vero,
questa scoperta medica potrebbe avere
un impatto consistente sulla medicina
naturale moderna, paragonabile alla scoperta degli antibiotici.
sulla funzionalità cerebrale agendo a
livello del sistema nervoso centrale, il
che risulta in un’alterazione di stato
d’animo, comportamento, percezione e
funzioni cognitive) e i suoi effetti sono
quelli che sentono maggiormente coloro che fumano cannabis. Fra gli effetti
c’è un senso di relax, l’aumento della
sensibilità e naturalmente l’inevitabile
fame che ci porta a desiderare un sacco
di snack. Ha inoltre un uno officinale in
una serie di sintomi, fra cui: dolore da
lieve a moderato, insonnia, depressione,
nausea e perdita di appetito, solo per
citarne alcuni. Per alcuni però il THC
può rivelarsi fonte di ansia e paranoia,
spesso in relazione alla sensazione
di rallentamento dello scorrere del
tempo, che naturalmente non corrisponde a realtà.
Il CBD è considerato un cannabinoide
non psicoattivo, sebbene possa sembrare che abbia alcuni effetti psicoattivi. Ha un effetto sedativo e grazie al
fatto che allevia vari dolori e sintomi,
la maggior parte di coloro che ne
fanno uso lo ricerca per questo. I suoi
Se i cannabinoidi THC e CBD hanno molte
proprietà benefiche se presi singolarmente, quando li si utilizza insieme, dato che
derivano dalla pianta della marijuana, i
loro effetti sono di gran lunga più sorprendenti. Quando agisce con le molecole di
THC, il CBD può lenire parte dell’ansia provocata dal THC e alleviare vari tipi di dolore che invece il THC non riesce a lenire.
Questo rende la natura il miglior medico
se si considera che i due si ritrovano uniti
nella stessa pianta, perché sono molto più
efficaci se somministrati insieme, soprattutto per chi ha molteplici sintomi. Il CBD
sembra essere anche antagonista degli
LASCIARE CHE LE PIANTE SUPERINO LA FASE DI
FIORITURA O LASCIARE CHE I TRICOMI DIVENTINO
COMPLETAMENTE AMBRATI PORTA IL THC A OSSIDARSI,
TRASFORMANDOLO IN CBN.
usi officinali superano quelli di qualsiasi altro cannabinoide noto, fra cui: la
riduzione o la prevenzione d’infiammazione e nausea, diabete, alcolismo,
PTSD, schizofrenia, artrite reumatoide,
epilessia, patologie cardiovascolari,
antipsicotico, ansiolitico e antidolorifico per gli spasmi muscolari o i dolori
neuropatici, tradizionalmente più difficili da curare con qualsiasi rimedio
medico, anche farmaceutico.
effetti eccitanti del THC, in quanto ritarda
l’insorgenza dell’effetto e lo fa durare
fino al doppio del tempo. Alcuni di noi lo
chiamano ‘strisciante’, perché sembra che
non ci sia effetto dopo averlo consumato,
ma poi d’improvviso… BOOM…arriva
da non si sa dove e ti colpisce come una
tonnellata di mattoni. Sebbene la marijuana abbia effetti diversi sulle persone, probabilmente avete vissuto questi
effetti antagonisti.
22
I mammiferi, gli uccelli, i rettili e i pesci
hanno tutti composti endocannabinoidi
che prodotti dai loro organismi, che sono
costituiti da un THC “naturale” chiamato
anandamide. Tecnicamente, l’anandamide (Ananda = beatitudine interiore
in sanscrito + amide = tipo chimico) è
un neurotrasmettitore composto naturale che circola nel nostro organismo.
Sia il THC che l’anandamide agiscono
attraverso i recettori dei cannabinoidi posti sulle cellule del nostro organismo e hanno un effetto simile su
dolore, appetito e memoria. I recettori
sono semplicemente proteine di sorveglianza che si trovano nelle cellule che
dirigono i segnali chimici dall’esterno
delle molecole alle cellule, dicendo loro
cosa fare, come una sorta di controllore
aereo delle nostre cellule, ma queste
comunicazioni si verificano solo dopo
che una molecola o un composto si
lega a loro. Una molecola che si lega a
un recettore si chiama ligando e i recettori sono molto specifici a livello di cosa
si possa legare a loro e solo determinati
composti si legheranno a ogni tipo di
recettore. E’ come un lucchetto e una
chiave: solo determinate chiavi aprono delle porte specifiche e quando la
porta è aperta, si ha un passaggio. Nel
caso dei recettori, si tratta di un passaggio per un segnale direzionale. Una sola
cellula può avere vari tipi di recettori
attaccati a essa che hanno lo scopo di
comunicare con vari composti.
I cannabinoidi influiscono sul nostro
organismo perché questo contiene i
suddetti recettori, fatti per legarsi a
specifiche molecole dei cannabinoidi.
Il cervello umano in effetti contiene
più recettori dei cannabinoidi di qualsiasi altro recettore accoppiato a proteine G!Le nostre cellule che contengono così tanti recettori che si legano
specificamente al THC e il fatto che il
nostro organismo produca la sua forma
di “THC naturale” (anandamide), per
quanto in concentrazioni molto basse,
ha senso nello spiegare perché gli essere umani sono così attratti da questa
pianta. Non c’è nulla di non naturale
nel modo in cui il nostro organismo
utilizza i cannabinoidi e la marijuana si
sta dimostrando molto efficace come
rimedio naturale e dovrebbe essere
disponibile per i pazienti che ne hanno
bisogno.
Finora ci sono solo due recettori dei
cannabinoidi noti nel nostro organismo
che si legano con il THC: i recettori CB1
che si trovano nel cervello e nel sistema
nervoso centrale e i recettori CB2 che
si trovano in tutto il corpo, soprattutto
nel sistema immunitario. A parte i cannabinoidi che si trovano nella cannabis
(che naturalmente sono i più potenti)
e quelli che produce naturalmente il
nostro organismo, ci sono molte altre
sostanze che agiscono lievemente
sul nostro sistema endocannabinoide
interno, come: Echinacea, turmerico,
*HUHWHPV+\JHSL
7(94(
pepe nero, cacao, ecc. Si è scoperto che
queste e altre sostanze si legano con gli
stessi recettori dei cannabinoidi.
Il Cannabidiolo o CBD, tuttavia, non ha
molta affinità di legame con nessuno dei
due recettori dei cannabinoidi noti. Ha
invece un effetto soppressivo sull’enzima
FAAH (o‘Fatty Acid Amide Hydroxylase’),
che è responsabile della scissione e
distruzione dell’anandamide.Questa reazione soppressiva con il CBD significa che
rimarrà più anandamide nel sistema e
per più tempo. L’anandamide favorisce il
recettore CB1, come il THC, lasciando così
meno possibilità di azione per il THC che
si deve legare con questi recettori e, a sua
volta, meno effetto.
Mentre al CBD non interessa legarsi con
il CB1 o il CB2, è stato dimostrato che
interagisce con altri recettori per attivare
i suoi effetti officinali. Ci sono un paio di
recettori accoppiati alle proteine G che
si trovano nel sistema nervoso centrale e
periferico che interagiscono con il CBD.
Poi c’è il TRPV-1(abbreviazione tecnica di ‘TransientReceptorPotentialCation
Channel Subfamily V’) che reagisce a
questo. Il recettore TRPV-1 che è attivato anche dalla capsaicina, il composto
‘piccante’ che si trova nel peperoncino,
si sa che media la percezione del dolore,
l’infiammazione e la temperatura corporea, come probabilmente avrete sentito mangiando un peperoncino molto
molto piccante.
HJX\PZ[VZLTP!
JHUHWHPVWHYTH'NTHPSJVT
Un’importante funzione nell’ambito
dell’ansia nel nostro organismo viene
rivestita dalla famiglia dei recettori 5-HT,
attivati dal neurotrasmettitore serotonina. Questi recettori scatenano reazioni
via messaggi chimici che eccitano o inibiscono a seconda del contesto chimico
del legame. Il recettore della serotonina
5-HT1A fa parte della famiglia dei recettori che si legano al CBD e quando viene
attivato, esercita i forti effetti antidepressivi dei cannabinoidi, che poi portano
ad altre delle funzioni officinali del CBD,
perché questo recettore agisce anche in
un’ampia gamma di processi come ansia,
dipendenza, appetito, sonno, percezione
del dolore, nausea, vomito, ecc. Lo fa attivando una risposta inibitoria, rallentando
i suoi segnali, rispetto ad altre droghe
come l’LSD, i funghetti e gli allucinogeni
che attivano un recettore 5-HT diverso
che produce una risposta di eccitazione.
Il CBD produce parte degli effetti ansiolitici attivando dei recettori chiamati recettori dell’adenosina. Questi regolano le
funzioni cardiovascolari, il consumo di
ossigeno del miocardio e il flusso sanguigno delle coronarie, alleviando molti sintomi di ansia, tensione, rigidità del petto,
fiato corto, ecc. Questi recettori regolano notevolmente altri neurotrasmettitori nel cervello, come la dopamina e il
glutammato. La dopamina non è solo
responsabile delle sensazioni positive
che possono incidere su sonno, stato d’animo, memoria, attenzione e movimenti
volontari. Altre droghe come la cocaina e
la metanfetamina agiscono amplificando
anche gli effetti dei recettori della dopamina, ma su scala più ampia. Mentre il
THC potenzia temporaneamente i livelli
di dopamina, il CBD non lo fa e negli
studi condotti su topi e ratti, si è scoperto
che il suo effetto sporadico è quello d’ini-
23
bitore. Saranno necessari altri studi per
capire il motivo alla base di questo e la
modalità secondo cui avviene, in modo
casuale. Probabilmente ha a che fare
con uno degli altri 83cannabinoidi di cui
conosciamo così poco.
Sia il CBD che il THC hanno dimostrato, se
presi singolarmente, di funzionare contro
i tumori, ma hanno anche delle sinergie
se usati insieme. Abbiamo bisogno di trial
clinici più approfonditi per individuare
esattamente le funzioni che hanno quando agiscono insieme sotto forma di cannabis. Purtroppo, dato che la coltivazione
e il consumo di cannabis sono ancora
limitati o vietati nella maggior parte dei
Paesi al mondo, mancano i finanziamenti
e le risorse necessarie da parte di governi
e agenzie per condurre questo tipo di
ricerca. Mentre alcune università e scuole
hanno condotto studi in tutto il mondo
che portano a evidenze chiare su come
L’effetto provocato dalle piante (o alimenti) ricchi di CBD è generalmente più fisico,
mentre l’effetto del THC è più mentale,
ma possono variare a seconda del rapporto CBD:THC. La differenza può essere
distinta facilmente quando si paragonano la sensazione del fumare cannabis e
quella del mangiare alimenti che contengono cannabis. Questo è dovuto a vari
motivi. Uno è che c’è più CBD nelle foglie
della pianta rispetto alle cime e la maggior parte di noi tiene le cime da fumare
e usa la potatura delle foglie per cucinare. Un secondo motivo è che se riscaldato, il THC comincia a bruciare a 150-157
gradi centigradi, mentre il cannabinoide
CBD ha una soglia di 160-180 gradi. Non
so voi, ma io non conosco molte ricette di
biscotti o prodotti da forno che possano
essere cucinati a meno di 150 gradi e a
meno che non siate al corrente di metodi
per regolare i tempi e le temperature di
cottura, avrete molte probabilità di man-
SE SOLO UN QUARTO DI CIÒ CHE I RICERCATORI DICONO
DEL CBD FOSSE VERO, QUESTA SCOPERTA MEDICA POTREBBE
AVERE UN IMPATTO CONSISTENTE SULLA MEDICINA
NATURALE MODERNA, PARAGONABILE ALLA SCOPERTA
DEGLI ANTIBIOTICI.
ci sia un rapporto cannabis/tumori, tali
conclusioni non sono definitive. Questo
possibile legame coinvolge un altro recettore accoppiato alle proteine G, chiamato
GPR55, talvolta descritto come il recettore
orfano perché non è stato inserito scientificamente in una famiglia di recettori,
sebbene molti ricercatori ritengano che
sia un terzo recettore dei cannabinoidi.
Il recettore GPR55 si trova prevalentemente nel cervello, concentrato attorno
e all’interno del cerebello e si utilizza per
regolare la densità ossea e la pressione
sanguigna. Un esempio: quando si ha
un recettore GPR55 iperattivo, i segnali
aumentano e questo può essere legato all’osteoporosi. Il recettore promuove
l’attività della cellula osteoclasto e l’osteoclasto è responsabile del riassorbimento
osseo, un processo in cui il calcio delle
ossa viene scisso e trasferito dalle ossa al
sangue, rendendolo più debole. Quando
viene attivato, questo recettore contribuisce anche alla rapida crescita (proliferazione) delle cellule tumorali ed è legato a
molti tipi di tumore. In alcuni studi è stato
dimostrato che il CBD blocca i segnali del
GPR55, riducendo la proliferazione delle
cellule tumorali e il riassorbimento osseo
ed esercitando effetti anticancerogeni.
La maggior parte dei test sulla cannabis
illegale sono test che rilevano il THC e
nella maggior parte dei Paesi il CBD è
totalmente LEGALE e si può acquistare in
molte forme. Purtroppo non ha gli stessi
effetti che avrebbe nella cannabis, combinato, ma può fare meraviglie dal punto
di vista medico anche da solo. Alcuni
studi universitari hanno dimostrato che
ha effetti incredibili sui topi, riducendo
l’infiammazione dell’artrite reumatoide
del 50% e riducendo anche la necrosi del
65% se assunto subito dopo un infarto.
giare manicaretti pieni di CBD. Anche i
gambi contengono più CBD delle cime,
quindi vale la pena usare tutta la pianta.
Al contrario di quanto ritengono in molti,
una pianta non può diventare una pianta
ricca di CBD se non ha il corredo genetico
adeguato. La proporzione di THC, CBD
e di tutti gli altri cannabinoidi è stabilita geneticamente. Il fatto che ci siano
pochissime piante a elevata produzione
di CBD è una bufala (elevata percentuale
significa più del 4%): questo deriva da
anni e anni d’incroci di piante per ottenere un elevato contenuto di THC.
Solo il 25-30% dei semi disponibili oggi
può potenzialmente diventare un ceppo
ricco di CBD (ossia>4%). Quando questi
ceppi potenziali creano semi, questo
gruppo di semi produrrà diversi fenotipi
di germogli, creando piante ricche di
CBD e piante ricche di THC in ogni generazione. In media, un seme su quattro
che proviene da una pianta di cannabis ricca di CBD creerà una pianticella
con fenotipo ricco di CBD. Anche nelle
occasioni più rare, si otterrà un caso su
quattro, il che significa che la possibilità di ottenere una pianticella ricca di
CBD è del 25-50%. L’unico modo semplice per diffondere un ceppo ricco di
CBD è trovare questi fenotipi dominanti
e farli crescere per avere una pianta
madre da cui prelevare cloni. Tutti questi cloni conterranno l’esatta proporzione CBD:THC della madre o della pianta
donatrice.
Come si fa a sapere se si ha un ceppo
ricco di CBD? Esistono test sui composti
chimici che si possono condurre sulle
piante in fase vegetativa per individuare
i germogli con caratteristiche tipiche di
quelli ricchi di CBD. Questi test consentono ai selezionatori di avere informazioni sul rapporto CBD:THC senza dover
aspettare il raccolto per testare i fiori o
le cime.
Quando avete raccolto un campione di
cima, testatelo per rilevare la percentuale
di cannabinoidi. Ci sono due metodi per
effettuare i test: quantitativo o qualitativo. La differenza fra i due metodi sta
sostanzialmente che uno è mirato alla
qualità e l’altro alla quantità. Ci sono kit
per effettuare i test a casa.
I metodi che hanno usato in passato i
coltivatori per ottenere il massimo del
potenziale di CBD nelle piante non sem-
brano funzionare e tendono ad avere
un effetto montagne russe che riduce
la quantità di THC nelle piante, dato che
si trasforma in un altro tipo di tetraidrocannabinolo chiamato CBN. L’unico
metodo di cui molti coltivatori parlano è
quello di lasciare che le piante superino
la fase di fioritura, ossia il momento del
raccolto e lasciare che i tricomi diventino completamente ambrati ovunque
li possiate vedere con un microscopio. Anche se questo metodo sembra
aumentare la produzione di CBD, non
ci sono studi a sostegno di questa tesi
e ogni giorno in più porta alla riduzione del THC, poiché viene degradato o
si ossida diventando CBN. La risposta
probabile sta nel fatto che potrebbe
essere dovuto all’invecchiamento oppure che la trasformazione del THC in CBN
potrebbe far sentire di più gli effetti
del CBD senza però aumentare nulla.
Oppure che il CBN vi farà sentire più
stanchi e pesanti di quanto non faccia il
THC. La trasformazione del THC in CBN
in parte ha luogo anche durante l’essiccatura, il che riduce la quantità di THC
mentre le cime invecchiano.
Il mio studio ha rivelato soltanto alcuni
ceppi ricchi di CBD, che sono rari e si
dica abbiano >4-15% di Cannabidiolo:
charlotte’s web, harlequin, sour tsunami & cannatonic. Tuttavia, man mano
che le conoscenze sul Cannabidiolo si
diffondono, l'esigenza e il desiderio di
assumere cannabis a scopo medicinale
aumenteranno incredibilmente e arriverà quindi il momento in cui i selezionatori cercheranno di produrne di più.
Ma se siete coltivatori che usano quello
che hanno imparato per selezionare i
ceppi giusti, incrociate quelli selezionati
per fenotipo e cercate di ottenere una
pianta madre per sostenere un ceppo
nuovo di zecca con un contenuto altissimo di CBD: potrete diventare dei veri
maghi del pollice verde nella cultura
della coltivazione.
24
GUSTO
Autoproduzione a gogo
Di CBG
Sempre più persone sono attratte dal mondo dell'autoproduzione.
Soprattutto oggi con la scarsa ma
soprattutto confusa informazione e la
crescente perdita di potere d'acquisto,
l'autoproduzione diviene sia un metodo di approvvigionamento di beni sia
l'occasione di controllare passo a passo
la produzione divenendo garanti di
qualità. Quando si tratta di cibo la differenza è sempre notevole: il classico
pomodoro da supermercato comparato col pomodoro dell'orto.
Così anche i consumatori di canapa
hanno cominciato a farsi delle domande e a trovare molto molto bassa la
qualità in giro. Non è una notizia nuova,
le grandi città sono invase di panetta bassa, panetta alta, panetta nera,
panetta col timbro e via dicendo in
una sequela di fantasiosi prodotti lontani anni luce dal prodotto originale
negativa, certi prodotti esistono solo
perchè sono sottoprodotti della fioritura, quindi recuperati dagli scarti. Non
bisogna dimenticare l'illegalità della
coltivazione e il costo che può assumere in questi termini una fioritura:
troppo spesso un consumatore preferisce la quantità dei fiori rispetto alla
poca quantità di estrazione ottenibile.
In realtà è possibile anche farsi la charas indoor, basta utilizzare le medesime
tre dita per tenere le cime quando le si
puliscono e dopo un'oretta avremo tre
polpastrelli dal giallino al nero passando per il marrone hashish. Ovviamente
va fatta seccare perché conterrà sicuramente residui d'acqua e non è questo
un bene per la nostra fumata.
Anche il battuto secco è fattibile in
casa, battendo le foglie resinose (chiamate trim) tagliate durante la pulizia
(o manicure). E anche l'Ice-o-Lator in
casa si può fare, sempre però avendo
elogiare prodotti pacco e premiare schifezze dozzinali (storie di ordinaria amministrazione).
Sui prodotti da utilizzare per una fioritura saporita non ho molto da dire,
sicuramente chi coltiva da anni avrà già
notato un certo retrogusto tipico di certi
fertilizzanti (il guano ad esempio). La
mia maniera di vedere la coltivazione è
molto semplice: premio ciò che la genetica ha da darmi, senza aspettarmi di
dover fare interventi da chirurgo sulle
mie piante. Niente serie di 10 prodotti, io
sono per imitare la natura e far crescere
le piante nelle migliori condizioni che
potrebbero incontrare in natura: nulla di
aggiunto oltre a quello che troverebbe
mediamente nella normalità di un bosco.
Prima di comprare un fertilizzante, consiglio sempre di leggere l'etichetta e di
informarsi sul contenuto: domandate al
vostro growshopper di fiducia e se non
sa rispondervi cambiate negozio.
Capita di trovare prodotti con lo stesso contenuto di nutrienti a prezzo
diversissimo o ancora capita di voler
seguire le indicazioni di un produttore
e ritrovarsi ad aver comprato lo stesso
prodotto in diluizioni diverse. Solo
l'esperienza potrà chiarire tutti i dubbi
che in un manuale riempirebbero le
prime mille pagine ed oltre.
La cosa importante è l'esperienza, che
si può acquisire solo praticando, ed
ovviamente una buona dose di criticità verso qualsiasi storiella sentita in
giro, perché stiamo parlando di coltivazione e tutto (quasi tutto) è spiegabile con la chimica e la fisica.
L'autoproduzione è un approccio in
tanti campi, ad esempio avete mai
paragonato una birra artigianale a
una lattina del discount? Tutto ciò che
è artigianale comporta dei sacrifici ma
quando si assaggiano i frutti del proprio impegno ci si sente soddisfatti il
doppio. Buone autoproduzioni a tutti!
PREMIO CIÒ CHE LA GENETICA HA DA DARMI, SENZA
ASPETTARMI DI DOVER FARE INTERVENTI DA CHIRURGO
SULLE MIE PIANTE
di cui vanno millantando le medesime
caratteristiche. Non oso immaginare
nei paesi delle province più remote...
Mi sale il terrore a pensarci. Basterebbe
farsi un giro in Marocco o in India
per rendersi conto di cosa sia un vero
estratto di canapa senza tagli di nessun
tipo. Spesso il primo tiro non da mal
di testa, ne lascia sgradevoli odori in
bocca, la nausea non si presenta e la
gola è tranquilla e senza bruciori. Se
ancora queste differenze non vi sono
balzate agli occhi, allora evitate di leggere questo articolo sull'autoproduzione perché perdereste tempo: continuate a farvi rifilare delle sòle.
Quando poi un coltivatore alle prime
armi arriva al suo prodotto secco e
preparato ad esser consumato, si trova
di fronte alla nuda e cruda semplicità
della natura, senza elaborazioni artificiali, con tutta la sua qualità superiore.
Mi ricordo tante persone che, ringraziandomi di cuore per avergli aperto gli
occhi, mi hanno giurato di non tornare
più a consumare schifezze commerciali.
Credo sia normale, dopo aver assaggiato la genuinità non si può tornare
indietro alla pattumiera.
Quando però arringo un appassionato alle prime armi, mi capita spesso
la domanda classica "come faccio a
farmi il fumo da solo"? Chiaramente
dopo aver fumato un Ice-o-Lator 90-73
o un battuto secco o una charas da
indoor essiccata, anche io vorrei poter
coltivare ed estrarre come piace a me.
Purtroppo però la risposta è sempre
cura di aggiungere un 5 o 10% di cime
al nostro trim, per dargli forza. Per il
motivo già detto sopra, può essere fortemente sconveniente fare estrazioni
in casa da autoproduzioni, sia per le
quantità in gioco sia perché il costo
rischia di divenire proibitivo. Nessuno
vieta di gettare interi raccolti in una
lavatrice per Ice-o-Lator, i migliori prodotti che ho fumato in vita mia venivano tutti da estrazioni da cime ma
sono casi rarissimi rispetto alla grande
quantità di prodotti estratti da scarti
che ho provato.
Qualche estrattore anni fa mi diceva
"i migliori prodotti si ottengono dal
trim e non dai fiori, per come è conformato il materiale". Personalmente
fumerei solo Ice-o-Lator ma non ho mai
avuto un intero raccolto disponibile
per poter estrarre liberamente in più,
da dove vengo io, l'erba è sempre stata
un prodotto carissimo e quindi tutti
noi coltivatori preferivamo tenere un
prodotto già di alta qualità che andare
ad estrarre per averne di ottimo ma in
scarsissima quantità.
Un'altra domanda che mi viene posta
spesso è la seguente "ma mi esce fuori
un prodotto buono? Che prodotti devo
usare?". Rispondendo a questa domanda si apre un discorso di ore ed ore.
Innanzitutto consiglio sempre di tenere la bocca chiusa e di consumare il
maggiori numero di prodotti diversi
affinché ci si crei il palato. Perché sul
buono c'è sempre da discutere. Nella
mia vita ho visto e continuo a veder
La K2 è una bellissima pianta in crescita che produce
cime bianche come la neve e crea così un senso di estasi
nei coltivatori! Anche i consumatori parlano molto positivamente di questa saporita erba. Le cime scoppiano
di cristalli e il profumo e il sapore sono superbi! A proposito: l’effetto è davvero devastante!
26
PUNTO LEGALE
Craxi-Jervolino-Vassalli:
la nuova vecchia legge
COSA ASPETTARSI DAI TRIBUNALI DOPO L'ABOLIZIONE DELLA FINI-GIOVANARDI
Ora che il buon Carlone Giovanardi e l'ormai già eclissato Gianfranco Fini
sono stati finalmente relegati alla damnatio mamoriae delle leggi italiane, quali sono le prospettive giuridiche che si aprono di fronte al vasto
mondo dei consumatori e produttori di canapa? Di certo non si può parlare
di depenalizzazione ma ora che la distinzione tra droghe pesanti e leggere
è definitivamente caduta, possiamo almeno tirare un piccolissimo sospiro
di Giovanna Dark
di sollievo. Vediamo perché.
Quando una legge vigente viene cassata per mancato rispetto dei principi
costituzionali, o ce n'è una nuova nuova
subito pronta a sostituirla, oppure si
ritorna alla norma precedente. Dato che
il nostro Parlamento è, come si suol
dire, “in tutt'altre faccende affaccendato” dallo scorso 12 febbraio, per quanto riguarda la regolamentazione delle
sostanze stupefacenti, siamo tornati
indietro di 24 anni.
le condanne rimediate grazie a quella
legge. Con le modifiche apportate dal
duo Fini-Giovanardi si è arrivati a un
picco di detenuti per droga di 27.459 nel
2011 e, secondo gli esperti, i detenuti
per reati legati alle droghe leggere sono
il 40% di quelli attualmente in carcere.
Oggi si torna quindi al vecchio regime e
questo comporta in primis una riduzione
delle pene per il possesso e anche per lo
spaccio di hashish e marijuana. Prima la
non porta sistematicamente alla pena
detentiva. Torna anche l’istituto della
“lieve entità”, che riguarda quantità che
eccedono di poco il consumo personale
e una generale situazione personale lontana dai canoni delinquenziali. Nel caso
della cannabis, questo potrebbe portare
a reclusioni abbreviate fra i sei mesi e i
quattro anni.
Cambia poi anche il regime della detenzione per uso personale, quello depenalizzato dal referendum del ’93, che
non è più “esclusivo” ma può essere,
in linea teorica, anche di gruppo. Uno
dei paletti più controversi posti dalla
Fini-Giovanardi era infatti quella di indicare come penalmente rilevante tutto
ciò che andava oltre “l'esclusivo consumo personale”, con la conseguente
stretta repressiva nei confronti anche
dei consumatori più morigerati e attenti
SI TORNA AL VECCHIO REGIME E QUESTO COMPORTA UNA RIDUZIONE DELLE PENE PER IL
POSSESSO E ANCHE PER LO SPACCIO DI HASHISH E MARIJUANA, ORA SCESE DAI 2 AI 6 ANNI.
La legge Craxi-Jervolino-Vassalli, meglio
conosciuta come Testo Unico sulle
Droghe, è stata promulgata il 9 ottobre
1990 e, già allora, era stata considerata dal mondo antiproibizionista e dai
giuristi più attenti una legge ingiusta e
liberticida, tant'è che venne modificata e
conseguentemente ridimensionata con
il famoso referendum del 1993.
Gli storici del diritto ricordano come
quella legge fosse in realtà ascrivibile al
patron di San Patrignano, quel Vincenzo
Muccioli indimenticato e instancabile
gestore di comunità di recupero e figura
decisamente controversa – ancora oggi
si parla delle violenze e delle costrizioni che dovettero subire i “ragazzi” di
Muccioli in nome della riabilitazione
dalla tossicodipendenza –, che la volle
fortissimamente. La Craxi-JervolinoVassalli fu anche sponsorizzata dall’allora capo del governo socialista che ci
teneva a dare l'immagine di tolleranza
zero verso il crimine – e poco importa
che di lì a poco avrebbe dovuto scappare dal paese e dai cittadini infuriati per
i suoi ladrocini, per finire i suoi giorni
da latitante (per gli estimatori da “esilato”), ad Hammamet in Tunisia, ospite
del locale dittatore, il generalissimo Zine
El-Abidine Ben Ali.
Dati i sopracitati presupposti fu normale
e naturale che il risultato di questo brainstorming fosse una legge fortemente
liberticida, tanto che ai tempi un terzo
dei detenuti era in quella condizione per
pena prevista andava dai 6 ai 20 anni per
il possesso di qualunque sostanza, ora la
pena per il possesso di droghe leggere
oltre i limiti concessi per il consumo
personale torna a essere compresa tra i
2 e i 6 anni. Una differenza non da poco
perché, grazie ai vari indulti e condoni
che sono stati approvati negli ultimi
anni, la condanna minima (entro i 3 anni)
che avevano invece beneficiato delle
modifiche apportate dal referendum del
1993. Con quella consultazione popolare, infatti, la giurisprudenza e la prassi
tendevano a lasciare fuori dal circuito
penale i consumatori, anche se detentori
di dosi superiori al vago limite quantitativo che segnava la sottile linea tra uso
personale e spaccio, valutando attenta-
mente le circostanze prima di decidere
se gli imputati fossero effettivamente
spacciatori oppure semplici consumatori
che, passatemi il termine, preferivano
acquistare con prezzi da ingrosso.
In linea teorica, l'ammissione dell'acquisto di gruppo lascia poi un margine giurisprudenziale per avvallare l'istituzione
dei Cannabis Social Club, per ora solo a
scopi medico-curativi, viste le aperture
di molte Regioni. In linea ancor più teorica e strizzando l'occhio all'ottimismo
più sfrenato, potremmo dire che che ci
sono i presupposti legali per legiferare
sulla possibilità di Cannabis Social Club
anche per lo scopo meramente ludico.
Ma purtroppo è ancora troppo presto
per sbilanciarsi e, nonostante vagonate
di sondaggi d'opinione facciano intendere che il popolo italiano è pronto per
affrontare in modo maturo il tema della
depenalizzazione (o addirittura di una
completa legalizzazione), dal versante
della politica i segnali non sono del
tutto incoraggianti.
Come tutti sappiamo la Fini-Giovanardi
è stata invece più che clemente nell’abbassare il minimo della pena per spaccio
di droghe pesanti da 8 a 6 (ora tornerà a
8), perché di fatto l’equiparazione permetteva di condannare alla galera certa
anche gli spacciatori, veri o presunti,
di droghe leggere. A Giovanardi piaceva definire gli spacciatori “mercanti di
27
puntare per mancanza di valide alternative. Gli assunti per cui la cannabis è
una sostanza in grado di portare danni
irreversibili alla salute fisica e mentale di
quanti la consumano sono stati abbandonati persino dai grandi alfieri americani del proibizionismo. Fenomeno
che è nato proprio negli Stati Uniti e
che Washington ha fatto di tutto per
imporre al resto del pianeta, arrivando
a dichiarare la War on Drugs – che probabilmente era un pretesto per coprire
attività ancora meno presentabili – ma
che oggi comunque è stata dichiarata
persa e inutile praticamente da tutti,
dall’ONU in giù. Tanto che persino negli
Stati Uniti è partita la corsa alla legalizzazione della cannabis, unica soluzione
razionale e sensata.
morte” ma è impossibile negare che
agli spacciatori di droghe pesanti non
fosse stato fatto un grosso sconto con
la legge che fortunatamente ci siamo
lasciati alle spalle.
Il problema che comunque resta è
che, ora come allora, un consumatore
trovato in possesso di una quantità
anche di poco superiore al limite consentito – limite che, ricordiamolo, non
è quantificato in grammi ma ancora
nella misura della percentuale di principio attivo contenuto – può essere
comunque incriminato per spaccio. Lo
spettro di una condanna non svanisce,
basta qualche decina di grammi per
incorrere in una condanna che, anche
se non porterà quanti giudicati colpevoli in carcere, diventerà comunque
un precedente, andando a sporcare
irrimediabilmente la fedina penale del
condannato.
E non evapora neppure lo spettro delle
altre sanzioni amministrative che, è
bene ricordare, non sono legate a circostanze tipiche. Ad esempio la patente ai
conducenti colti alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti la tolgono
comunque in virtù di una legge che
riserva pene precise e pesanti a chi
guida in quelle condizioni. Test clinici,
esami delle urine e del capello restano
e restano sempre interamente a carico
dell'accusato. Così come resta la possibilità di togliere il porto d'armi e il passaporto sulla base dell'inasprimento delle
pene previste a seguito delle revisioni
del Codice della strada, l'ultima delle
quali è stata convertita con decreto legislativo lo scorso ottobre.
La limitata portata del quesito referendario del 1993 ha lasciato infatti intonsa
la possibilità di erogare sanzioni amministrative e i legislatori del 2006 vi si
sono infilati con entusiasmo, ma la sentenza della Consulta del 12 febbraio non
risolve il peccato originale della legge
del 1990, che è quello di essere una
legge comunque proibizionista, socialmente inutile e indubbiamente criminogena come tutti i proibizionismi. E ben
poco hanno potuto nel limitare i danni,
le pezze messe nel tempo dalle corti
superiori che, in un'evidente schizofrenia, sono state costrette a sentenziare
caso per caso.
Per tutti quelli che in questi 8 anni
hanno subito penalmente gli effetti
della vecchia legge sulle droghe si apre
ovviamente la possibilità di un ricorso,
che verrà sfruttata di certo da un sacco
di persone. Si presume che l’effetto sarà
molto impattante sulle carceri italiane
(circa 10.000 persone dovrebbero esserne toccate immediatamente e, presumibilmente, lasciare la galera), con più
di un quinto dei detenuti che scontano pene relative alla Fini Giovanardi. I
giudici di sorveglianza valuteranno le
situazioni caso per caso e, chiaramente,
ci sarà un effetto anche sui procedimenti ancora in corso. Ma, anche in questo
caso, è purtroppo ancora troppo presto
per esprimersi con dati certi.
Ed ora una botta di realismo: la decisione della Corte Costituzionale potrebbe
portare alla liberazione o a sconti di
pena per migliaia di persone semplicemente perché il numero dei consumatori di droghe leggere è molto superiore e
ridurre le pene, per dare un’idea l’indagine 2013 sulla popolazione studentesca
(su un campione di 34.385 soggetti di
età compresa tra i 15-19 anni) ha rilevato le seguenti percentuali di consumatori (una o più volte negli ultimi 12
mesi): cannabis 21.43%, cocaina 2,01%,
eroina 0,33%, stimolanti metamfetamine e/o ecstasy 1,33% e allucinogeni
2,08%. Se anche le condanne per le droghe leggere finiscono per ridursi, il loro
numero resterà comunque imponente
nei confronti delle condanne legate ad
altre sostanze.
Certo questi sono numeri che rendono
evidente la dimensione del fenomeno
che queste leggi criminalizzano. Un
fenomeno che si riassume nel consumo
di massa di una sostanza nota per essere
molto meno nociva e pericolosa di altre
in libera vendita, gli alcolici su tutti, che
viene criminalizzato fuori da ogni logica
sulla base del puro e semplice pregiudizio ideologico. I cavalli di battaglia di
politici come Giovanardi sono vecchi
ronzini sui quali in Italia si continua a
E per quanto riguarda la coltivazione? Anche secondo la Craxi-JervolinoVassalli l'autoproduzione è una condotta penalmente rilevante e, data la
quantità media di prodotto ricavabile,
rimane sempre la regola aurea per cui
basta una pianta per essere imputati (e
solitamente condannati) per il reato di
spaccio. Verrebbe proprio da dire “mai
una gioia!”. L'unica scappatoia grazie
alla quale si potrebbe eludere una condanna in questo senso, potrebbe essere quella appellarsi al principio della
“lieve entità” di cui dicevamo sopra.
Dimostrando in modo inattaccabile che
la pianta (parliamo sempre al singolare)
è coltivata al solo ed esclusivo scopo
del consumo personale e fornendo
prove tangibili di non appartenere ai
circuiti delle narcomafie, né di far parte
di associazioni atte a delinquere, allora
si potrebbe pensare di sfangarla con
una reclusione di un anno – per effetto
dell'amnistia del 2006, infatti, i primi tre
anni della pena comminata vengono
automaticamente scontati.
Da quello che avrete potuto leggere fino
ad ora, quindi, non c'è propriamente
molto di che gioire. C'è però margine
per sperare che, dopo l’intervento della
magistratura, sia la volontà politica del
parlamento ad esprimersi concretamente e a tappare i buchi che questa nuova
vecchia legge lascia comunque scoperti.
Di sicuro ci sono degli interventi che
saranno necessari per dare una definizione più precisa della quantità intesa come
d’uso personale, ma non si può dire in
che misura questi saranno immediati. La
strada della depenalizzazione completa
sembrerebbe concretamente percorribile e le proposte non mancano, come
abbiamo visto in questi ultimi mesi.
“Giovanardi, pesa di più un grammo
di erba o un grammo di fumo?” hanno
chiesto le Iene. “Non son mica un tossicologo” la risposta. Vogliamo ricordarlo
così il nostro Carlone, nella speranza di
non sentire più parlare di lui o di non
sentirlo più parlare. Fate vobis. Almeno
questa è davvero una buona notizia!
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MEDICAL CANNABIS
Il Tao della marijuana
Non sono un dottore, tanto meno cinese,
ma la cannabis spesso aiuta anche a capire, o pensar d’aver capito, le diverse culture, perché parla una lingua universale,
e l’interesse per la medicina alternativa
mi ha spinto ad interessarmi anche ai
concetti della medicina tradizionale della
Cina e alla pratica, in caso di bisogno, del
Tai Chi, per esempio.
In fondo le più antiche testimonianze
dell’impiego medico della cannabis risalgono proprio all’antica Cina, sicuramente
l’uso medico della cannabis ha pure dato
forma a questo popolo e ristabilire un
Cristo, quelle d’utilizzo medico sono
databili attorno all’era dell’Imperatore
cinese Shen Nung, tra il 2838 e il 2698
A.C. Shen Nung consigliava la marijuana, suggerendone un utilizzo cauto, per
tutte condizioni caratterizzate da un
diminuzione di Yin, l’energia femminile.
Probabilmente si trattava di piante Indica
e l’accento va posto sul fatto che l’Imperatore Shen suggerisse un approcio
cauto. È meglio andarci piano, insomma!
e Yang (maschile, attività, estate, giorno,
duro, positività, fermezza, esterno, virilità, sole, caldo, vita, guerra, pieno, salato,
movimento, bene).
L’energia Yang è associata al peso, all’aumento di pressione, alla forza di gravità, si
muove verso il centro della Terra, mentre
l’energia Yin è associata alla leggerezza,
alla diminuzione di pressione, alla forza
creata dalla rotazione della Terra, di tipo
centrifugo, e alla direzione verso l’alto.
Faccio però prima una piccola introduzione alla cultura del taoismo. L’antica
Sono concetti che nascono dal naturalismo sciamanico, basato sulla relazione
tra il mistico e il logico, e sull’intimità profonda con la natura e la visione dell’uomo in armonia con l’Universo.
Nel Taoismo la luce (Yang) genera l’ombra (Yin), o viceversa, e la creazione
avviene grazie un’energia sottile, presente ovunque, chiamata QI in cinese
ed esposta al concetto di anima. Per
sentire quest'energia basta avvicinare i
palmi delle mani fino a un centimetro
di distanza, mantenere la posizione per
un minuto ascoltando la sensazione tra
le due mani, fino al sentire una sorta di
dischetto d’aria compressa tra le due
estremità del copro.
LA CANNABIS PONE IN ARMONIA CON LA TERRA, LA
LUNA E L’UNIVERSO E PER FARLO PARTE DAL MIGLIORARE
IL RESPIRO
contatto con quella saggia cultura penso
possa essere proficuo per capire come
approcciarsi alla cura anche in questi
tempi apparentemente più moderni.
Se le prime tracce d’uso tessile della
canapa risalgono al 6000-8000 avanti
cultura cinese è basata sull’armonia e il
Tao, letteralmente via o sentiero verso
l'illuminazione, con il bilanciamento tra
l'energia Yin (femminile, riposo, autunno,
notte, molle, luna, interiore, passività,
negatività, difesa, terra, freddo, male,
morte, pace, vuoto, dolce, riposo, amore)
Va rilevato come nel taoismo, ma anche
in altre religioni e filosofie orientali, gli
aspetti femminili della personalità, quelli
basati sul misticismo, l’arrendevolezza
e l’intuito, siano ritenuti importanti per
mantenere l'armonia equilibrata dell'uomo con la Terra e i Pianeti che ne condizionano la vita, il Sole (Yang, manda energia) e la Luna (Yin, attira energia). Questo
perché l’Universo è espanso, a riposo, e il
vuoto, il colore scuro (Yin) è predominante (circa il 99%) rispetto alla luce e l’energia dei soli e al movimento delle galassie
(Yang). L’energia Yin è più abbondante dello Yang. Metaforicamente, quindi,
possiamo sostenere l’Universo o Dio, che
dir si voglia, sia per lo più femmina (Yin)
e il riposo, come quello garantito dalle
infiorescenze femminili (Yin) di cannabis,
sia fondamentale per la guarigione, ma
anche per non contrarre malattie.
Ancora, il bambino nasce congenitamente ricco di energia Yang (Yang puro) e
questa forza cresce fino all’adolescenza,
per essere piena nella giovinezza (1821 anni), facendo sperimentare, durante
tutto quest’arco di vita, le esperienze più
terrene e corporee.
A ventuno anni, la maggiore età fino al
1975 in Italia, diventa più forte l’energia
Yin e s’inizia a attribuire più importanza
agli aspetti spirituali della vita. La persona è matura, in grado di badare a sé
stessa e l’energia ereditata dai genitori
comincia a indebolirsi, lasciando divenire
più importante quell'acquisita nella vita,
per formare la personalità dell’individuo.
L’energia acquisita è procurata tramite il
respiro, il cibo, le esperienze e i pensieri, tutte cose su cui la cannabis ha una
buona azione. L’aria e il cibo di quali-
di Davide Calabria
tà, una bella immaginazione, le buone
compagnie e le emozioni positive fanno
quindi bene alla salute, sono curative e
garantiscono un miglior potere visionario, a sua volta terapeutico, per chi si cura
con cannabis.
Nulla è solo Yin o solo Yang, neppure
Dio, ma tutto è classificato secondo la
maggior proporzione delle due energie: l’uomo è maggiormente Yang, forte
cioè, per la caratteristica esterna visibile
del suo corpo, ma è Yin, debole, internamente. Viceversa, nella donna l’energia
dominante è Yin, risultante in molta
forza di animo interiore, ma da debolezza esteriore.
Per uomini e donne, poi, la parte sinistra
del corpo è Yin, mentre la destra è Yang,
eccetto i mancini. Le eccezioni, come
possono essere delle eclissi di luna o di
sole, per esempio, sono rappresentate
con i piccoli cerchi rotondi all’interno
del Tao e fanno parte, a loro volta, della
normalità.
La parte sinistra del corpo è collegata
a quella destra del cervello (intuizione,
religione, sogno, poesia, immaginazione)
e viceversa la parte destra è collegata all’emisfero sinistro (intelletto, logica,
filosofia, ragione, scienza), con la stessa
logica del Tao, in cui lo Yin e lo Yang, sono
opposti ma complementari.
Circa il consumo di cannabis, l’Imperatore Shen Nung, che la sapeva molto lunga,
avvertiva: «Ma-fem (il frutto della canapa)
è acre e bilanciato. Tratta principalmente i sette danni e disinibisce le cinque
viscere, e accelera il sangue e raffredda
il QI. Preso in eccesso, produce la visione
di fantasmi e fa correre freneticamente.
Preso a lungo, permette di comunicare
con gli spiriti e d’illuminare il proprio
corpo. Il seme di cannabis è dolce e
bilanciato … Il consumo protratto può
rendere una persona grassa, forte e mai
vecchia …. Cresce lungo i fiumi e le valli»
(Shouzhong Yang, The Divine Farmer's
Materia Medica: A Translation of the Shen
Nong Ben Cao Jing)
Ai tempi, per diventare imperatori, era
necessario intendersene di certe cose.
La cannabis ha un sapore acre, Yin, ed
è bilanciata (significa che è appena Yin,
mentre l’alcol e le droghe, ma pure i
farmaci, per esempio, sono molto più
Yin, fino a squilibrare se presi in eccesso,
mentre il tabacco è molto Yang (infatti
si equilibra con l’alcol, ma estremamente). In medicina cinese, i “sette danni”
riparabili con la marijuana sono alcune
emozioni interne: gioia, rabbia, preoccupazione, ossessione, dolore, paura e
terrore. Le cinque viscere disinibite sono
invece gli organi Yin: cuore, fegato, milza,
polmoni e reni.
Curiosamente, sostiene Shen, la cannabis, presa in eccesso, fa correre freneticamente, un po’ come a volte si vede nei
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vecchi documentari sugli hippy, dove
ragazzi e ragazze partono lanciati in corse
sui pendii delle campagne, felici, a bocca
aperta, forse proprio per non vedere i
fantasmi di una fumata esagerata. Il primo
corridore, poi, chi lo sa, potrebbe proprio
esser nato da un’esperienza cannabica
fuori dal comune, al fine di ridurre l’effetto della marijuana. Il movimento come
quello della corsa, infatti, fa produrre al
corpo umano gli endocannbinoidi, delle
sostanze analoghe ai cannabinoidi della
cannabis, ma antagonisti all’effetto della
pianta. Se non ci stai più dentro, insomma,
datti alla corsa.
Assunta a lungo, invece, la cannabis
permette d’illuminare il proprio corpo,
sostiene Shen, un po’, guarda caso, come
succedeva ai profeti, sempre ne avessero
bisogno. Sempre consumandola per anni,
secondo le corrette osservazioni di Shen,
la cannabis può fare ingrassare, per la
fame prodotta, o rendere forte. Qui la cosa
dipende dal consumatore e per rafforzarsi
e non ingrassare è necessario sfruttare il
dono al movimento offerto dalla cannabis
ben dosata. Dall’osservazione, Shen notò
anche come la pianta femmina è proporzionalmente ricca di principi Yin, creativi
come la donna, e la raccomandava per
correggere gli sbilanciamenti spirituali.
In Medicina Tradizionale Cinese, la cannabis è usata per le diminuzioni di Yin
(di amore), verificabili, per esempio, per
eccessivo lavoro e poco riposo, quindi per
lo stress. Lo stress potrebbe essere anche
la causa di calvizie. I capelli sono Yin e,
infatti, crescono più velocemente nelle
donne e nei consumatori di cannabis. I
capelli lunghi, con i boccoli (Yang), come
quelli dei RasTa, in pratica, donano equilibrio al corpo, un po' come suggerisce
l’immagine di Shiva.
La diminuzione di Yin avviene anche per
la perdita di liquidi (elementi Yin) dovuta,
per esempio, a un’eccessiva sudorazione, vomito, diarrea, emorragia o mestruo
abbondante. Una mancanza di sangue,
per esempio, può essere causa di cefalee,
patologia per la quale, come per il vomito,
la dissenteria e il mestruo, la cannabis è
sempre stata considerata un rimedio efficace anche in Occidente. Quando diminuiscono i liquidi nel corpo, quindi, la cannabis funziona, anche perché, olisticamente,
porta alla secchezza della bocca, quindi a
bere, per riportare l’equilibrio idrico.
Siamo nati dalla Terra (Yin, la Madre), grazie al calore mandato dal Sole (Yang, il
Padre) e all’attrazione della Luna (Yin).
L’energia della Terra sale nel corpo attraverso le gambe, il tronco e la testa, su fino
al cielo, contrariamente all’energia Yang.
Quest'effetto Yin, caratterizzato dalla leggerezza e la direzione verso il cielo, nel
consumo di cannabis occidentale è definito High (trad. dall’inglese, Alto, in italiano) ed è il frutto ricercato dagli assuntori
consapevoli.
La cannabis, insomma, pone in armonia
con la Terra, la Luna e l’Universo e per
farlo parte dal migliorare il respiro. A
qualcuno è necessaria quando il distacco
dalla natura ha portato ad una malattia, in
altri per non perdere il contatto.
L’energia Yin dei fiori femminili di cannabis può quindi essere utilizzata indicativamente dai diciotto anni, saltuariamente, ma può divenire un rimedio regolare
solo dopo i ventuno, quando l’energia
Yin inizia a prevalere. Prima non dovrebbe neppure venire in mente se non c’è
un bisogno medico. Dopo i 28-30 anni
e la crescente necessità d’energia Yin, la
cannabis diventa per molti un rimedio o
una protezione, a seconda dei soggetti,
sempre più necessario.
Con l’età adulta, poi, la vita diventa un
problema di equilibrio sostenibile tra
la conservazione dell’energia congenita
dei genitori (il temperamento) e quella
acquisita. Con la vecchiaia e l’estinzione
dell’energia congenita, invece, si arriva
al puro Yin, la dolcissima morte, il vuoto.
Per questo le leggi e la medicina dovrebbero naturalmente cercare di dare alle
persone una morte il più dolce possibile,
senza accanirsi per prolungare la vita più
di quanto la natura abbia stabilito.
Volendo fare delle considerazioni personali con la pretesa d’avvicinare le culture
orientali a quelle occidentali, basate sulle
mie osservazioni, la cannabis femmina è
Yin come la sera, ed ecco spiegato come
mai molti americani ed inglesi la prediligono alle 16.20, quando l’ombra inizia a
farsi largo tra la luce.
Esistono poi, sia per maschi che femmine, corporature Yang, con testa massiccia,
ossa robuste, corpo tarchiato, mani e piedi
grandi, e corpurature Ying, con ossa, mani
e piedi sottili e la testa allungata.
Le persone Yang tendo ad aver sempre
appetito e alla salute per lavori che richiedono molta energia, mentre le Yin sono
più gracili e propense ai lavori intellettuali.
La mia impressione è quindi che quelle
Yang, in fondo, non abbiano così bisogno
della cannabis, se non nei rari casi in cui
si ammalano, mentre quelle Yin a volte
tentano di fare anche un uso preventivo
della cannabis nei confronti della malattie,
come coadiuvante per l’appetito e il buon
riposo.
Ritrovato l’equilibrio, si è nel Tao, in armonia con il Moto Rivoluzionario della Terra e
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PRODURRE UN MIX DI COLTURA
Pensiamo per un attimo alle radici. Non
le vediamo, poiché si trovano sotto terra,
quindi è difficile che facciamo attenzione
e spesso le diamo per scontate. Di rato
consideriamo ciò che fanno le radici.
Le radici tengono la pianta in posizione
diritta diramandosi e agganciandosi per
bene al substrato, formando così una rete
forte attaccata al gambo che si prepara a
resistere agli stress ambientali come vento
e pioggia.
Oltre a tenere la pianta in posizione dritta,
le radici le somministrano acqua e nutrienti
disciolti. In un processo complesso, la pianta assorbe acqua mantenendo un livello
più alto di sali rispetto a quello del terreno
circostante. L'acqua si muove attraverso
i pori nelle radici per ridurre la concentrazione nella pianta. Lo stesso processo
viene utilizzato per spostare l'acqua dalle
radici al gambo e alle foglie. I pori delle
radici agiscono come barriere selettive per
i nutrienti per mantenere questo equilibrio.
Rifiuti alimentari, resti del giardino e piccole quantità di miscela di coltura usata sono
gli ingredienti che vengono messi nel contenitore di compostaggio. Il contenitore, di
circa un metro cubico, ci mette un anno a riempirsi e matura poi in un altro anno.
Il processo di compostaggio utilizza la decomposizione batterica e delle muffe e
vermi rossi e oniscidi.
Le radici hanno un rapporto con altri organismi per formare una comunità simbiotica. Per esempio, alcune micorrize producono ife che entrano nelle radici. Altri organismi vivono liberi o formano uno scudo
attorno alle radici. Questi altri organismi
forniscono alle radici i nutrienti disciolti
di cui ha bisogno la pianta e le radici della
pianta forniscono loro alimenti, ossia gli
zuccheri prodotti durante la fotosintesi.
Affinché le radici si sviluppino bene, devo-
no trovarsi in condizioni adeguate. Devono
avere accesso a ossigeno, acqua e nutrienti
e poter così crescere nel mix di coltura.
In outdoor, un terreno fertile con un buon
drenaggio e un'elevata concentrazione di
nutrienti non ha bisogno di ulteriore preparazione. Di solito questo non vale per
i terreni che non sono stati utilizzati in
colture produttive, perché le piante spontanee non hanno bisogno della stessa
fertilità delle colture.
Il compost maturo viene setacciato mediante una maglia di 2,5 cm.
I ramoscelli e il resto del materiale parzialmente compostato vengono rimessi
nel contenitore perché si decompongano ulteriormente. Vengono tolti la plastica
rimasta e i detriti.
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Il terreno è una miscela complessa di
argilla e di altri minerali alterati, sabbia e
sostanza organica digerita, come anche
una miriade di organismi, fra cui piante
(radici), insetti e altri artropodi, muffe,
batteri e organismi che rappresentano
altri regni. È una miscela così complessa che non possiamo crearla dal nulla.
Ciononostante, possiamo produrre delle
cosiddetto effetto Venturi. Man mano che
l'acqua scorre in giù, crea il vuoto cominciando dalla superficie del contenitore.
Attira dunque l'aria nel contenitore man
mano che scorre.
In outdoor, i terreni sabbiosi e limosi che
contengono solo piccole quantità di argilla drenano bene e sono ottimi per la
Ciononostante, penso che le piante si
comportino meglio quando le miscele di
coltura contengono nutrienti. La miscela che stiamo producendo è arricchita
di compost e nutrienti, quindi le piante
riceveranno nutrienti sia dal terreno che
dalla soluzione nutritiva/acquosa.
PERCHE' CREARE IL PROPRIO
MIX DI COLTURA
La maggior parte delle miscele commerciali sono a base di un solo ingrediente, in genere polvere di torba o
corteccia. Alcune di queste contengono fibra di cocco come base o come
ingrediente aggiuntivo. La maggior
parte delle miscele contiene inoltre
nutrienti, fra cui alimenti per la pianta,
minerali e prodotti animali.
Il motivo per cui preferisco preparare
da solo le miscele è che preferisco non
coltivare in miscele che contengano
polvere di torba, prodotti boschivi o
animali morti.
Sono stati aggiunti degli ingredienti al miscelatore di terra: prima la base e poi gli
additivi. Per trasformare la betoniera in un miscelatore di terra, non l'ho mai usato
per il cemento.
miscele di coltura che possono creare un
ambiente sano per le radici per favorire la
crescita di una pianta in salute e vigorosa.
crescita delle radici. L'argilla è composta di
piccole molecole strettamente interconnesse formate soprattutto da alluminio
Cosa c'è che non va con la polvere di
torba? Tre cose: prima di tutto, perde
rapidamente la sua struttura e sotto
pressione si comprime nei contenitori grandi, creando talvolta condizioni anaerobiche. Quando una miscela
diventa anaerobica, sviluppa un odore
acre di ammoniaca. In secondo luogo
ha un pH basso e anche dopo essere
DI QUALI CONDIZIONI HANNO
BISOGNO LE RADICI?
POROSITA' E STABILITA'
Le radici della cannabis hanno bisogno di
un substrato poroso a sufficienza affinché
le radici possano crescervi e formare una
rete per tenere il gambo dritto. Un substrato troppo poroso può danneggiare
le radici consentendo loro di staccarsi
dai legami che formano. Dato che è colonizzato dalla comunità di organismi che
si guadagnano da vivere digerendo la
sostanza organica e fornendo nutrienti
alle radici in cambio degli zuccheri prodotti dalla pianta e di altri prodotti, la
comunità va a formare una "colla" che
tiene insieme le varie particelle.
DRENAGGIO
Il substrato deve drenare bene. Il substrato che diventa compatto o che s'inzuppa
non fa arrivare aria alle radici, dato che
non c'è molto spazio fra le varie particelle. Non è che il substrato trattenga
troppa acqua, il fatto è che non trattiene
aria a sufficienza. A differenza delle foglie
che utilizzano l'anidride carbonica come
ingrediente della fotosintesi, le radici
hanno bisogno di ossigeno per sopravvivere e vengono ferite e possono morire in
condizioni anaerobiche.
Quando si aggiunge acqua sulla superficie di una miscela o su un terreno ben drenato, questo inizia a filtrarla. Le particelle
del substrato trattengono l'acqua al punto
di saturazione, ma lasciano che il resto di
essa scorra verso il basso. Nei contenitori,
la pressione dell'acqua spinge l'aria verso
il basso. Quando l'acqua scorre attraverso
i fori sul fondo del contenitore, anche
l'aria viene richiamata verso il basso per il
Sono stati aggiunti degli ingredienti al miscelatore di terra: prima la base e poi gli
additivi. Per trasformare la betoniera in un miscelatore di terra, non l'ho mai usato
per il cemento.
stata regolata con della calce, il pH
si abbassa gradatamente, quindi deve
essere costantemente regolato. In terzo
luogo, non è ecologica. La torba proviene dai climi settentrionali temperati. Nonostante la propaganda condotta per mostrare quanto sia ecologico
estrarla, non penso lo sia, in quanto si
usa la torba per qualche mese e poi la si
sotterra in una discarica a cielo aperto.
La corteccia è un derivato dell'industria
del legno. Anche se gli alberi non vengono abbattuti per la loro corteccia,
l'impatto ecologico c'è, poiché la vendita di prodotti derivati rende questa
attività più redditizia. La corteccia ha
un pH maggiormente neutro e ci mette
più tempo a decomporsi, quindi mantiene più a lungo la sua struttura di
quanto non faccia la polvere di torba.
Il motivo per cui non mi piacciono i
prodotti animali come la farina di ossa,
sangue, pelle o carcasse è la cattiva
reputazione di questi prodotti per le
malattie come la mucca pazza, il batterio E. coli e la patologia correlata e altre
condizioni croniche e patologie. Per
esempio, i ricercatori hanno scoperto
che l'E. coli può essere trasferito dai
fertilizzanti e dai nutrienti infetti agli
umani passando attraverso le piante.
Le deiezioni dei mammiferi dovrebbero
essere compostate per sei mesi prima
di essere utilizzate, ma spesso questo
passaggio viene accorciato o saltato,
lasciando potenzialmente attivi i batteri. Anche le deiezioni dei polli, che precedentemente erano considerate estremamente sane, vengono ora viste con
sospetto, da quando si è presentata
l'aviaria o altre patologie di questi animali. Perciò, anziché usare ingredienti
potenzialmente pericolosi, preferisco
usare ingredienti vegetali e deiezioni
sterilizzate per ottenerne nutrienti.
Il motivo finale per cui preferisco preparare le mie miscele è che onestamente penso di utilizzare ingredienti di
qualità nettamente superiore rispetto a
quelli forniti nella maggior parte delle
miscele e posso crearne una con caratteristiche personalizzate per quanto
riguarda la capacità di trattenere acqua
e aria.
e silicio che creano degli strati densi, in
modo tale che l'argilla diventa plastica
quando è umida, ma s'indurisce quando
asciuga. Quando si trovano in piccole percentuali nel terreno sabbioso o limoso,
contribuiscono a trattenere acqua e mantenere una consistenza stabile che resiste
all'erosione. Quando il terreno contiene
grosse quantità di argilla, il drenaggio sarà
lento e l'aria verrà mandata fuori.
NUTRIENTI
Le miscele di coltura contengono
nutrienti solo se sono state arricchite.
Si può coltivare in un substrato senza
nutrienti come fibra di cocco, polvere
di torba o corteccia, oppure un substrato minerale come vermiculite o perlite. Tutti questi substrati sostengono
la crescita microbica una volta irrigati
con una soluzione nutriente acquosa.
Il miscelatore viene accesso per alcuni minuti e miscela completamente gli ingredienti. È ora pronto per essere usato.
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INGREDIENTI DELLA MISCELA
LA BASE: fibra di cocco, perlite,
vermiculite e compost
FIBRA DI COCCO
Piane coltivate in miscele di coltura commerciali nella coltivazione di Dennis
Peron a San Francisco. Dennis utilizza soprattutto contenitori più piccoli, in modo
tale che li possa muovere per seguire l'andamento del sole. Riutilizza la miscela di
coltura, aggiungendovi del nuovo materiale.
Pianta coltivata in un'aiuola riempita con miscela di coltura.
Anziché utilizzare polvere di torba o corteccia, useremo della fibra di cocco come
base. La fibra di cocco è lo strato esterno
del cocco. È di gran lunga la base più ecologica che esista, perché è un prodotto
derivato naturale della produzione del
cocco che non ha scopi economici. Fino a
poco tempo fa lo si considerava prodotto
di scarto che si accumulava in ammassi
giganti. Ora la coltura indoor ha trovato
un utilizzo valido.
La fibra di cocco ha pH neutro e mantiene
la sua struttura a lungo. È disponibile in
pezzi piccoli o grossi, fibre rotte separate o
triturate molto fini. A seconda della parte
della noce di cocco utilizzata e di come
viene lavorata, la fibra di cocco ha caratteristiche diverse nel trattenere e assorbire
l'acqua. Mantiene la sua struttura più a
lungo della polvere di torba, di conseguenza può essere riutilizzata varie volte
e può contribuire a mantenere in vita
piante di una certa età come piante madri
o sative a fioritura lenta. Vi consiglio di
usare prodotti di fibra di cocco diversi per
la base, dal momento che possono essere lavorati in modo diverso per ottenere
caratteristiche distinte a livello di assorbimento di acqua e aria. Ciononostante,
nella maggior parte dei casi, la fibra di
cocco non è pronta per l'uso e quindi
utilizzeremo la fibra di cocco standard che
si trova nei punti vendita e la misceleremo
con perlite e vermiculite.
PERLITE
Il processo di compostaggio utilizza la decomposizione batterica e delle muffe e
vermi rossi e oniscidi.
La perlite si produce riscaldando l'ossidiana vulcanica idratata. Se surriscaldata a
circa 816ºC, l'acqua nel minerale evapora
e il vetro si espande fino a raggiungere uno stato poroso e leggero, simile a
quello che avviene per un popcorn. Il
materiale espanso non assorbe l'acqua,
ma trattiene delle goccioline d'acqua
sulla superficie irregolare. Mantiene la
sua struttura nella miscela per fornire spazio all'acqua che si deve muovere. Viene
triturata in varie grandezze, da sabbia alla
dimensione dei piselli.
VERMICULITE
La vermiculite viene prodotta dall'argilla
silicea esfoliata mediante calore. Questo
minerale forma spontaneamente degli
strati sottili l'uno sopra l'altro, che si
espandono quando vengono surriscaldati, creando spazi fra di loro che trattengono acqua e aria. Ha un'elevata capacità
di scambio cationico, quindi ammortizza
bene gli acidi e contribuisce a mantenere
l'equilibrio della miscela. Questo minerale
è morbido e in certo modo spugnoso
quando viene compresso. È usato nella
coltivazione da più di 50 anni.
COMPOST/WORM CASTINGS
Io riciclo tutti i miei rifiuti alimentari, compresa la carne, nel contenitore dell'umido.
Inoltre, uso i rifiuti del giardino, come le
erbacce e le foglie morte, comprese le
foglie di cannabis. La pila, ossia due contenitori di compost di un metro cubico, lavorano i rifiuti per due anni. Dapprima viene
riempito un contenitore. Viene fatto gradatamente man mano che il giardino e la
cucina producono ingredienti da compostare e ci vuole un anno. Poi inizio a riempire il secondo contenitore. Aggiungo
uno strato di rifiuti al contenitore, prendo
uno strato di compost dal primo contenitore, poi copro gli strati aggiunti con
foglie morte e detriti. Aggiungo altri strati
quasi ogni settimana.
Mentre la pila attiva effettua il compostaggio, la dimensione del materiale si
riduce e quindi alla fine del secondo anno,
la seconda pila è piena e due terzi del
compost in invecchiamento sono già stati
usati per coprire la nuova pila. Questo vi
dà una pila di compost maturo di circa un
terzo di metro cubico o due e tre quarti di
metro cubico. Un terzo di metro cubico
equivale a 30 litri. Setaccio il composto
con una maglia di circa 2,5 cm per eliminare le parti più grandi, lasciando così solo
il compost più fine e sabbioso che contiene noccioli di prugna. Queste parti non si
deteriorano velocemente e costituiscono
dunque elementi più grandi nella miscela.
La pila è attiva e a volte si scalda, ma
non alla temperatura di pastorizzazione di
71ºC. Ciononostante, ci sono molti vermi
che trasformano il compost in parte in
vermicompost. I nutrienti che conten-
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dai patogeni. Si trovano nel prodotto
RootShield®.
VOLCANITE ROCK DUST®—Contiene una
combinazione di polvere di roccia, compreso granito e minerali. Le polveri di
roccia sembrano potenziare la vitalità e
la crescita della pianta.
LA RICETTA
15 ½ LITRI
Fibra di cocco
Perlite (Dimensione-Grado 3)
Vermiculite (Dimensione-Grado 3)
11 LITRI
Compost/vermicompost
½ LITRO
Carbone attivo
177 MILLILITRI
Erba medica
Guano di pipistrello
Greensand
Alga
Guano di gabbiano
Fosfati di roccia tenera
Caffè macinato
118 MILLILITRI
Vulcanite Rock Dust®
Chelati di ferro-zinco-manganese
Test di compost/vermicompost
I risultati di questo test mostrano come il compost abbia bassi livelli di Ca e Mg
e contiene molti sali, il che limita la quantità di compost che può essere aggiunta alla miscela. Ciononostante, una buona parte dei nutrienti nella miscela
deriveranno dal compost.
gono sono pronti da utilizzare e sono
arricchiti di enzimi utili mentre passano
attraverso l'apparato digerente dei verbi.
Vedi Tabella 1: contenuto di compost.
ADDITIVI—Carbone attivo, erba medica, guano di pipistrello, caffè macinato,
greensand, chelati di ferro-zinco-manganese, alga, mix di micorrize, fosfati
di roccia tenera, trichoderma, vulcanite Rock Dust®
CARBONE ATTIVO—Contribuisce ad
ammortizzare la miscela assorbendo i
nutrienti e gli elementi chimici in eccesso e può offrire altri vantaggi nel mantenere la struttura e la regolazione della
miscela. Il carbone è legato a piante
sane.
ERBA MEDICA—Contiene il 2,5% di
Azoto (N) e 1% di Fosforo (P) e 1% di
Potassio (K). Contiene anche regolatori
vegetali naturali come il triacontanolo.
GUANO DI PIPISTRELLO 10-3-1—
Contiene N già disponibile e piccole
quantità di P e K (consiglio di usare qualsiasi combinazione di guano, fra cui pipistrello, gabbiano e deiezioni di pollame,
per ottenere elevate quantità di N e P).
CAFFE' MACINATO—Contiene il 2,2% di
N e piccole quantità di P, K, Magnesio
(Mg) e Rame (Cu). I nutrienti diventano
disponibili nel giro di qualche mese.
30 MILLILITRI
Miscela di micorrize
RootShield®
Ho lasciato poi che il miscelatore facesse
il suo lavoro per alcuni minuti. Il risultato
sono circa 60 litri di mix di coltura di livello
AAA, pronti da versare in un contenitore.
RISULTATI ANALITICI
L'analisi mostra che la miscela di coltura
è quasi perfetta per essere un raccolto
altamente energetico. Ho dimenticato di
aggiungere della calce dolomitica, quindi
i valori di calcio e magnesio sono piuttosto bassi ed entrambi sono essenziali per
una cima sana, ad elevata resa, con molta
potenza. Ovvierò a questo problema utilizzando Cal-Mag e calce liquida quando
irrigo le piante. Lo stesso vale per il basso
valore di manganese, che risolverò utilizzando chelato di manganese.
Forse avete notato che i valori di N e P
sono bassi. C'è un motivo alla base di questo. Anziché caricare la miscela di coltura
con materiale ricco in N e P durante la fase
vegetativa e cercare poi di abbassare il
valore di N durante la fioritura, il terreno è
progettato per personalizzare la quantità
fornendo la maggior parte degli stessi
attraverso la soluzione acquosa/nutritiva.
In questo modo le piante possono avere
un valore alto di N durante la crescita
vegetativa, ma durante la fioritura, quando il loro fabbisogno di P aumenta (mentre quello di N diminuisce), la formula
d'irrigazione può essere facilmente modificata, in modo tale che le piante ricevano
ciò di cui hanno bisogno.
I RISULTATI
IL METODO
Metto tutti gli ingredienti nella betoniera
che ho trasformato in un miscelatore di
terra non mettendoci mai calcestruzzo.
La miscela di coltura è piacevole al tatto.
Trattiene umidità e aria, raramente si raggruma e ha un odore molto delicato e piacevole. Tutte le mie piante ne sono felici.
GREENSAND—Contiene il 25% di Silicio
(Si), il 15% di Ferro (Fe), il 7% di K, il 3% di
Magnesio. È un'arenaria chiamata glauconite, nome dato ai minerali silicei ricchi di
ferro. Si decompone gradualmente, rilasciando i suoi nutrienti.
CHELATI DI FERRO (Fe)-ZINCO (Zn)MANGANESE-I minerali chelati aumentano il contenuto di questi nutrienti minori
in poco tempo.
ALGA—Contiene il 3% di N che rilascia
gradatamente.
MICORRIZE—Si tratta di muffe benefiche
che sviluppano un rapporto simbiotico
con le radici. Costituiscono una grossa
fetta delle rizosfere attorno alle radici.
GUANO DI GABBIANO 0-10-0—Si tratta
di un fertilizzante ad azione rapida che
fornisce il P necessario al terreno. Il guano
di uccello e gabbiano sono intercambiabili
o possono essere sostituiti con deiezioni di
pollame (3-2-1) o escrementi d'insetto, per
aumentare i valori di N-P-K.
FOSFATI DI ROCCIA TENERA 0-12-0—
Contiene una fonte di fosfati insolubile ma
disponibile e la stessa quantità di calce.
Rilascia gradatamente i nutrienti man
mano che la pianta li usa.
TRICHODERMA—Il trichoderma è una
specie di muffe estremamente attive
che proteggono le radici delle piante
Test del mix di coltura
I risultati del test mostrano come N, P, Mg, Ca e Manganese (Mn) siano piuttosto
bassi. N e P sono stati tenuti bassi di proposito. Dato che sono necessarie proporzioni diverse a seconda della fase di crescita della pianta, la proporzione corretta verrà
somministrata utilizzando fertilizzanti solubili per la fase vegetativa e la fioritura. Ca
e Mg saranno integrati mediante calce liquida e Cal-Mag, miscelati nella soluzione
acquosa/nutritiva. Il Mn sarà integrato mediante una forma chelata dell'elemento.
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39
INTERVIEW
Un medico eccezionale
IL DOTTOR FABRIZIO CINQUINI SI RACCONTA IN ESCLUSIVA A SOFT SECRETS
di Fabrizio Dentini
nella canapa una medicina per curare
se stesso. Da quel momento, Cinquini
sperimenta, ricerca e coltiva per ottenere genetiche più forti e con un contenuto curativo migliore. Prima dell'ultimo
arresto stava lavorando a 277 piante, in
una serra di 60 metri quadri.
A causa di questa sua ostinazione professionale, nel perseguire il benessere
dei pazienti a prescindere dalla legge
vigente, ha subito nel corso degli anni
numerose carcerazioni e prolungati
periodi di detenzione domiciliare.
Le prime domande ovviamente si interessano della sua condizione personale, in seguito al periodo di privazione
della libertà. Un preambolo doveroso,
essendo le carceri del nostro paese
fra le più sovraffollate e disumane di
Europa. Carceri piene di persone che
sono in stato di arresto per coltivazione
o detenzione di canapa, persone che
non avrebbero nulla a che spartire con
la dimensione carceraria e alle quali
questa intervista è dedicata.
Foto di Niccolò Celesti
Quest'intervista è stata realizzata in
parte lo scorso dicembre, pochi giorni
dopo la liberazione di Fabrizio Cinquini
dal carcere di Massa, e in parte nel gennaio 2014.
Con Soft Secrets abbiamo raccontato
la sua vicenda al momento dell'arresto,
oggi che è libero ci prendiamo il giusto
tempo per una conversazione che il carcere ci aveva vietato per mesi.
pochissimi medici nel nostro paese con
una cultura sulle proprietà terapeutiche
della cannabis) che da anni si batte per
una medicina che preveda e integri
nella sua offerta anche questa pianta,
mentre sino ad ora, qui in Italia, nonostante dal 2007 ne sia prevista l'importazione per legge, resta relegata de
facto al dominio della sperimentazione
personale.
Per chi ancora non lo conoscesse,
Cinquini è un medico toscano (fra i
In poche parole sono i pazienti che
si curano, spesso e mal volentieri, a
prescindere dai propri dottori e dalle
prescrizioni che vengono negate
soprattutto per una duplice ignoranza:
ignoranza della legislazione vigente e
ignoranza delle applicazioni curative di
questa pianta. Di fatto sono i pazienti
che spiegano ai propri medici di avere
trovato una soluzione al proprio patire.
Ma torniamo al nostro dottore.
Fabrizio soffre di epatite C (contratta
in seguito ad un intervento in ambulanza) e a partire dal 2003 ha scoperto
Come stai Fabrizio? Nei 153 giorni di
detenzione che hai subito, hai cambiato tre differenti strutture detentive molto differenti fra loro. Vuoi
raccontarci qualcosa?
Sto bene. Massa è stata una buona
esperienza: un carcere dove il tentativo di distrazione dalla noia mortale
alla quale si è condannati funziona:
facevo teatro, scuola da lunedì a venerdì e addirittura yoga una volta alla
settimana. Nell'Ospedale Psichiatrico
Giudiziario (OPG) ci saranno stati 120
-150 detenuti. Le condizioni, nonostante il sovraffollamento, erano buone,
con un buona presenza medica. Infine
Lucca. Il carcere di Lucca è una fogna,
non meriterebbero nemmeno l'idoneità per la lombricultura. Per me è scioccante in base a quali criteri il direttore
Asl abbia dato l'idoneità sanitaria.
40
La sentenza di primo grado ti condanna a 6 anni con obbligo di dimora nel
comune di residenza e 30.000 euro di
multa e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Come ti senti di commentare
tale decisione del tribunale?
Secondo me questa sentenza rappresenta una sconfitta sociale oltre che perso-
Parlaci meglio di questa genetica medica.
Abbiamo alzato il CBD sminuendo l'effetto psicoattivo e incrementando l'effetto anti infiammatorio periferico. La
Cannatonic ha un rapporto più o meno
di 1 a 1 fra THC e CBD ed è stata prodotta
incrociando da un lato, la pianta Sativa
anticamente da fibra con basso conte-
rientra in quelle curabili definitivamente.
Come hanno avuto i tossicologi forensi
l'informazione che sia questa la dose? Mi
sembra una valutazione che non nasce
da un iter di studio e di verifica, considerando anche il fatto che questa dose non
venga mai specificata con una valutazione della massa e superficie corporea
VOLEVO PRODURRE SEMI DI UN PARTICOLARE CEPPO DI CANAPA MEDICA
DAL NOME CANNATONIC, EFFICACE COME ANTI-NEOPLASTICO IN PARALLELO
ALL'ASSUNZIONE DI CHEMIOTERAPIA.
nale: ancora una volta si dimostra come
gli interessi della lobby dei farmaci che
agisce direttamente, con la pubblicità
televisiva per raggiungere i pazienti, e
indirettamente con l'azione dei comitati
scientifici che condizionano le decisioni
del Ministero della Salute, prevarichino i principi costituzionali. In particolare vedo la pena come sproporzionata,
visto che le forze dell'ordine erano state
messe da me a conoscenza, già nel 2008,
della presenza di questa coltivazione.
Allora perché non ti hanno arrestato
prima?
Perché, finché non arriva una segnalazione da terzi, le autodenunce non
vengono considerate se non a livello di
mitomania. E comunque mi avevano già
arrestato 4 volte in precedenza, sempre
per coltivazione.
Quale obbiettivo volevi ottenere con
questa serra?
Volevo produrre una tonnellata di semi
di un particolare ceppo di canapa medica dal nome Cannatonic, a mio parere di
indubbia efficacia come anti-neoplastico
in parallelo all'assunzione di chemioterapia. Da un lato la mia idea era di
utilizzare parte delle semenze per diffondere in Spagna il mio ibrido in cessione
gratuita a colleghi ricercatori che possono lavorare con più libertà e possono
sperimentarla sui loro casi e, dall'altro
lato, garantire con questo passaggio,
maggiori possibilità di sopravvivenza
alla genetica stessa.
nuto di THC e dall'altro, ceppi selvatici di
Ruderalis dell'Alaska e della Siberia.
La tua attività non è assimilabile al
traffico o allo spaccio. Tu coltivi per
accrescere le potenzialità terapeutiche
delle genetiche che utilizzi, perché a
tuo parere sei stato condannato?
Sono stato condannato perché i giudici
hanno valutato che il quantitativo da
me prodotto era troppo alto per essere calcolato come personale. E questo
nonostante il fatto che per eseguire una
bella selezione, dignitosa e di alto livello,
nell'ottica di produrre semi di qualità,
il minimo di piante che servono siano
almeno un migliaio.
E ora? Che ti aspetti per il futuro dal
punto di vista dei tribunali? Credi di
ricorrere in appello?
Adesso la battaglia giudiziaria continua
e spero di poter trovare un magistrato
sufficientemente coraggioso per sottoporre la decisione al vaglio della Corte
Costituzionale, cosa che in primo grado
non è stata ritenuta plausibile proprio
perché il giudice ha ritenuto la quantità
non riconducibile all'uso personale, ma
eccessivo perché calcolato su un dosaggio di 0,025 grammi. Questa dose però è
arbitraria e decretata in modo politico, di
certo non scientifico. Infatti, per decretarla in maniera scientifica, dovresti
avere un feeedback dai pazienti che possano confermare a che dosaggio dominano i sintomi e con quale altro riescono
a curare definitivamente la patologia, se
che incontra, l'età, il sesso, il peso, e sul
periodo di durata dell'effetto in seguito
all'assunzione. Io conosco casi di sclerosi
multipla che hanno necessità di 150 gr
di principio attivo (5-6 etti di prodotto
grezzo) e ci vanno avanti tutto l'anno e
altri casi, ad esempio un trapiantato di
cuore, che necessita 10 gr di principio
attivo al giorno che significa un po' più
di 3 kg e mezzo all'anno.
E nel tuo caso personale?
Dal canto mio, in un contesto di epatite
C come nel mio caso, presumo, visto che
non ho mai avuto occasione di potermi
somministrare il dosaggio idoneo per
un lungo periodo, la dose terapeutica
sia dai 3-5 grammi di principio attivo al
giorno. Dose però, che varia a seconda delle patologie e dell'alimentazione.
Secondo me la somministrazione ideale
è quella inalatoria con vaporizzatori a
bassa temperatura perché si evita la
formazione dei prodotti nocivi scaturiti
dalla combustione, o per via alimentare
visto che il valore nutrizionale dei semi
di canapa, dell'olio e del germoglio,
prima che sviluppi cellulosa, è altissimo.
Come si potrebbe rendere l'accesso a
questa medicina veramente a misura
di paziente?
Da una parte bisognerebbe servirsi dell'ASL e del Sistema Sanitario
Nazionale (SSN) per poter disporre di
una distribuzione capillare immediata
su tutto il territorio e delegare la produzione alle facoltà di agraria, agli orti
botanici e agli istituti farmaceutici militari. Dall'altro lato bisognerebbe incentivare e stimolare i pazienti a intraprendere una carriera personale di produzione,
così che possano dialogare ed ispirare
le ASL e i produttori nazionali sulle
scelte da perseguire. Al paziente stesso
dovrebbe essere lasciata la libertà di
decidere se nel suo caso specifico sia più
efficace la canapa prodotta dagli organi
preposti o quella auto prodotta.
Come medico non credi che sia pericoloso lasciare ai pazienti questa
libertà?
Io sono convinto che la situazione attuale debba essere invertita. Oggi abbiamo
una piramide dove al culmine sta la
classe politica, sotto la classe medica
e per ultimi i pazienti. I medici sono
su un piedistallo ed i pazienti stanno
sotto. Questo rapporto si deve invertire: è il paziente che dal ruolo di ultima
ruota del carro deve passare al ruolo di
timoniere. Il medico non può conoscere
meglio del paziente il suo stato di salute
ideale (lo può conoscere solo in termini
astratti relativi) perché si basa su troppi
principi che esulano dal quadro fisico
contingente e che invece fanno la differenza, penso alla dimensione psicologica, sociale, spirituale ed animica. Il
fatto è che i medici di oggi sono troppo
concentrati sulla malattia e poco sul
malato stesso.
Grazie alla tua esperienza tu rappresenti nel nostro paese una persona
con un punto di vista privilegiato.
Sei un paziente che si cura con la
canapa, sei un medico che ne conosce
le potenzialità curative e un ricercatore che sperimenta attivamente per
potenziarle. Alla luce di questa tua
posizione, come auspichi che si possa
affrontare la regolarizzazione della
canapa terapeutica, fra la libertà dei
pazienti e l'azione di lobby delle case
farmaceutiche?
Visto che in medicina non si butta via
nulla, alla luce della mia triplice esperienza, vorrei che il trattamento dei principi attivi naturali e cioè della pianta
stessa, che si può coltivare nell'orto,
divenisse di gestione diretta da parte
del paziente, primo perché non ha mai
ucciso nessuno e secondo perché, come
dicevo prima, meglio del paziente stesso nessuno può testimoniare l'efficacia
o inefficacia di colui che la sperimenta
su se stesso. Lascerei in mano alle lobby
del farmaco tutto lo sviluppo degli antidoti collegati alle proprietà di questa
pianta, in particolare penso alla molecola che inibisce la fame, o a quella che
stimola la memoria a breve termine,
queste sono le più interessanti.
Grazie Fabrizio, per il tuo coraggio e
la tua ostinata coerenza. Lasciamoci
con un'ultima domanda. Se dovessi
fare un bilancio, fra ricerca e arresti,
come ti percepisci alla luce della tua
carriera professionale?
Sento di fare un bilancio fra gli occhi di
mia nonna, che diceva che ero un imbecille, e quelli di mio nonno, che invece
diceva che ero un genio.
42
STRAIN REPORT
DOLCE È IL SOFFIO DEL DRAGO!
Testo e immagini: Green Born Identity – G.B.I
Dutch Dragon
The Doc è stato felice di coltivare
un classico di sempre e bestseller di
Paradise Seeds: Dutch Dragon, un ceppo
a predominanza sativa con un pedigree
sudafricano. La sua creazione per mano
del selezionatore di Paradise Luc risale
al 1994, quindi questo "mostro" botanico festeggerà il suo 20° compleanno
il prossimo anno, mentre è stato geneticamente migliorato nel 2002. The Doc
si è dunque chiesto se la Dutch Dragon
avrebbe mantenuto il dolce e velenoso
soffio del drago, la grande quantità di
potenza sativa (15%-18% di THC), che
secondo Paradise porta a un effetto
duraturo ed evidente con accenti rilassanti che stimolano i sensi, che stimolano l'appetito e la ricettività per tutti i tipi
di piacere come l'ascolto della musica e
il ballo. Questo ceppo di sativa diventa
alto, produce foglie allungate e punte
grosse e resinose, richiedendo 9-10 settimane di fioritura. L'aroma è dolce e
agrumato, potrebbe ricordare il mandarino secondo Paradise. Per l'origine sativa e la rispettiva tendenza all'allungamento, l'altezza può essere un problema
in outdoor, che deve essere controllato
inducendo precocemente la fioritura se
necessario. La Dutch Dragon ha esigenze di pH piuttosto insolite, Paradise
consiglia di tenerlo al di sotto di sei. In
outdoor, ci si aspettano risultati migliori
nei climi caldi, ma può essere coltivata
con successo anche nei Paesi più freddi
(fra il 50º parallelo nord e il 50º parallelo
sud in generale), grazie al periodo di
maturazione a metà ottobre. Queste
piante possono raggiungere un'altezza
di tre metri e potenzialmente produrre 600-700 grammi, secondo Paradise
Seeds. Inoltre, Dutch Dragon è un ceppo
che ha vinto riconoscimenti: si è classificato al primo posto nella categoria Bio
della Highlife Cannabis Cup 2006.
Di una confezione di cinque semi femminizzati, The Doc ne ha messi tre a
germinare. Sono germinati rapidamente, posti fra due fogli di carta da cucina umida. Li ha poi piantati in vasi
da 11 litri riempiti con terreno misto
Plagron Standard (a cui, come al solito,
aveva precedentemente aggiunto il 5%
di argilla espansa e di trucioli) e dopo
circa tre giorni, hanno fatto capolino
dalla superficie, allungandosi verso la
luce. Sin dall'inizio, i vasi sono rimasti
nella stanza di coltura illuminata con
due fonti MH da 600 watt e una fonte
HPS da 400 watt. Una settimana dopo
la germinazione, le tre piante erano già
arrivate al terzo internodo, con un ritmo
di crescita sostenuto. "Stanno diventando piante forti e solide!", ha riportato
The Doc due settimane dopo, quando
le piante hanno raggiunto un'altezza
di 20 cm, con una forte crescita dei
rami laterali. "Le foglie erano piuttosto
ampie all'inizio, ma il gruppo seguente
di foglie sta diventando gradatamente
più sottile, con l'aspetto di una pianta a
predominanza sativa", ha aggiunto. Ha
allungato poi la fase vegetativa dalle
3 settimane e mezzo previste a 4 settimane e mezzo: "Ho deciso di farlo perché le tre Dutch Dragon stanno ancora
crescendo estremamente compatte e
cespugliose e ho molto spazio nella
mia stanza al piano di sopra, quindi
potrebbero allungarsi molto in fase di
fioritura e non sarebbe comunque un
problema per me". Quando ho indotto
la fioritura a più di quattro settimane, le
piante erano alte circa 45-54 cm e crescevano in modo notevolmente omogeneo, mostrando circa dieci internodi.
Il fotoperiodo è stato ridotto da 18/6
a 12/11 e le due fonti MH sono state
sostituite da fonti HPS. Le tre piante
hanno risposto in modo insolitamente
rapido al cambiamento di fotoperiodo,
dopo 4-5 giorni in cui avevano già prodotto i primi prefiori. "Considerando la
forte tendenza alla fioritura della Dutch
Dragon, raramente ho visto una reazione così rapida", sottolinea The Doc.
A tre settimane in fioritura, fa notare:
"Come atteso, tendono ad allungarsi
molto durante le prime settimane di fioritura e nel frattempo hanno raggiunto
l'altezza di circa un metro. La produzione di fiori è sostenuta e sembra che
questo ceppo abbia molta forza di fioritura". Due settimane dopo, prosegue:
"Le piante stanno creando cime molto
grandi e dense, è davvero un piacere
vederle fiorire così attivamente e già in
questa fase, ma sono bianche, ricoperte
da uno spesso strato di resina. Sono
anche sorpreso dall'elevata proporzione
calice-foglie che corrisponde al pedigree a predominanza sativa della Dutch
Dragon, ma la loro forma a lampadina
richiama anche l'indica. L'allungamento
è durato molto, ma adesso sembra essere finito. Le piante emanano una fragranza dolce agrumata, come dichiarato
da Paradise". Dopo otto settimane di
fioritura, le cime erano diventate ancora
più spesse e ricche di resina e stavano
per raggiungere il capolinea. Le piante
Dutch Dragon di The Doc sarebbero
maturate all'inizio del periodo di raccolta indicato da Paradise, mentre una
43
pianta era già matura dopo 61 giorni e le
altre due dopo 63 e 65 giorni: chapeau!
"Sono semplicemente delle piante meravigliose!", dichiara con entusiasmo The
Doc. "Sono rimaste cespugliose e compatte fino alla fine, con molti rami laterali
forti e belli, pieni di cime dense e dure e
le lunghe estremità sono davvero la ciliegina sulla torta". L'altezza finale è stata di
107, 111 e 116 cm, di certo non un'altezza
incredibile per un ceppo di sativa.
Dopo la fine del processo di essiccatura, è arrivato il momento di pesare le
cime che hanno reso un totale di 325
grammi, oltre 100 grammi per pianta
in media, un fantastico risultato: queste cime di Dutch Dragon, dense, dure
e appiccicose. The Doc aveva mantenuto l'aroma dolce agrumato che
era rimasto molto delicato e ricordava
il mandarino più che l'acre limone.
"Dolce è il soffio del drago!", conferma
The Doc, "ma sarà anche molto velenoso, pieno di magia?". Non vedeva l'ora
di scoprirlo e si è rollato velocemente
la sua prima fumata di Dutch Dragon...
e il drago ha davvero soffiato delle
bianche nuvole di vapore al THC che
non hanno schiacciato The Doc, ma lo
hanno davvero entusiasmato, creando un effetto entusiasmante di sativa
che lo ha fatto sentire energico e in
crescendo, come se il drago lo avesse
preso sulle sue ali e fosse volato via.
Questo volo mentale è durato circa
un'ora e mezza, poi The Doc e il drago
sono riatterrati nella realtà, che viaggio! Il suo viaggio è stato addolcito
ulteriormente da un delizioso gusto,
dato che le cime di Dutch Dragon
hanno confermato quanto promesso
dal loro aroma: un gusto dolce, fruttato e dolce, una sensazione golosa che
è piaciuta molto a The Doc.
“Dutch Dragon mi ha sorpreso sotto
tutti i punti di vista, ha dimostrato di
essere un mostro gentile del THC con
un elevato potenziale di resa e, per un
ceppo a predominanza sativa, ha una
fioritura davvero breve e un'altezza che
si può controllare facilmente. È uno dei
miei ceppi preferiti di Paradise e anche
un ceppo di sativa che è fra i preferiti
di tutti. Beh, 20 anni non è certo un'età
avanzata per un vero drago, ma per un
drago della cannabis lo è e posso dirvi
che Dutch Dragon è più forte e potente
che mai!", conclude The Doc.
Dati coltivazione:
Ceppo
Fase vegetativa
Fase di fioritura
Substrato
pH
EC
Luci
Temperatura
Umidità dell'aria
Irrigazione
Fertilizzanti
Stimolatori/Additivi
Altezza
Resa
Dutch Dragon (75% sativa, 25% indica)
qui: 4 settimane e mezzo
qui: 61, 63 e 65 giorni, 63-70 giorni in generale
Plagron Standard Mix con il 5% di argilla espansa e trucioli,
vasi da 11 litri
6.2–6.8
Fase vegetativa: 1.2–1.6 mS
Fioritura: 1.6-1.8 mS
Fase vegetativa: 2x 600 W MH, 1x 400 W HPS
Fioritura: 2x 600 W HPS + 1x 400 W HPS
24-28°C (giorno)
17-20°C (notte)
Fase vegetativa: 40–60%
Fioritura: max. 50%
A mano
Plagron Alga Grow + Alga Bloom,
Plagron PK 13-14 dalla 4a settimana di fioritura
Plagron Power Roots, Plagron Vita Race,
Plagron Green Sensation
107, 111 e 116 cm
325 g
44
BELPAESE
TUTTI A ROMA CONTRO LA LEGGE FINI-GIOVANARDI
E il vento fa
il suo giro
di Enrico Fletzer
Un grande corteo di oltre trentamila persone, con camion coloratissimi con musica
reggae e tecno ha percorso con un cerchio completo le due sponde del Tevere
nel pomeriggio di sabato 8 febbraio per
chiedere la cancellazione della legge FiniGiovanardi. La manifestazione, promossa
da una ampia convergenza di forze politi-
radicale armati di bandierine bianche con
Marco Pannella in testa. Gli organizzatori avevano dichiarato indesiderata la loro
presenza, anche per una vecchia polemica
della attuale segretaria Rita Bernardini rivolta contro la festa della cannabis organizzata
dai centri sociali romani e in cui si distribuiva marijuana. Una storia che contrappone i
Tutta questa gente qui riunita dimostra di essere il
prodotto degli anticorpi che la legge stessa ha prodotto
che e sociali, è stata deviata sulle rive del
Tevere a causa della situazione meteorologica particolarmente drammatica dei
giorni precedenti ed ha percorso dopo
la partenza da Piazza Bocca della Verità
il lungotevere per i due lati, per ritornare
poi al punto di partenza.
Alla manifestazione si è giunti dopo numerose iniziative locali e dopo due assemblee
preparatorie al Forte Prenestino a cui avevano partecipato numerose associazioni
e gruppi antiproibizionisti provenienti da
tutta Italia come Ascia, FreeWeed, i centri sociali, alcuni rappresentanti di Cgil ed
altri ancora. Ma il lavoro preparatorio si è
sviluppato in molte parti d'Italia. A Torino e
a Bologna ci sono state quasi una settimana di incontri e di feste organizzate mentre a Roma c'é stato un frequentatissimo
Befana Party al Forte Prenestino e una conferenza nella splendida cornice del Teatro
Valle Occupato con l'onorevole Manconi
del Partito Democratico, già autore di una
legge per la legalizzazione della coltivazione personale.
I manifestanti si sono radunati alla Piazza
Bocca della Verità. Inizialmente ci sono stati
dei momenti di contrasto tra gli organizzatori e una pattuglia di esponenti del partito
radicali ai centri sociali da molti anni nonostante e oltre i confini dell'antiproibizionismo e di cui si può trovare ampia traccia sul
sito www.leggeillegale.org.
Dopo un passaggio sotto scorta tra la folla di
Marco Pannella, accompagnato da qualche
contestazione, la situazione si è calmata ed
è partito il corteo dove erano presenti in
forza i centri sociali di tutta Italia a partire
dal Leoncavallo di Milano, il Gabrio di Torino,
TPO, Xm24 e Lazzaretto di Bologna seguiti
dagli operatori del Vag e di Lab57, un'unità
di strada indipendente che da più di un
decennio opera alle feste e nei free-party.
Dopo lo striscione di apertura “Illegale è
la legge, il suo costo reale” si schierava la
Comunità di San Benedetto al Porto con un
richiamo al suo fondatore Don Gallo ed una
conferenza proposta a fine mese a Genova.
Per il suo rappresentante Domenico “Megu”
Chionetti con la cancellazione della FiniGiovanardi sarebbero cancellate le pendenze di oltre 10.000 consumatori in galera che
verrebbero risottoposti a giudizio secondo la precedente legge Jervolino-Vassalli.
« Occorre la legalizzazione delle sostanze
per rompere il mercato delle narco-mafie
nel nostro paese – spiega Megu - anche
per questo ci ritroveremo in convegno il
1 marzo a Genova con Cnca, Forum droghe, Antigone, Lila per parlare tra tanti e
diversi di nuove politiche nel nostro paese
che, finalmente, dopo 14 anni dall'ultima
conferenza nazionale sulle droghe sembra
riprendere importanza. Noi lo diciamo fermamente: siamo per una legalizzazione.
Le droghe sono già libere. La legalizzazione apre nuove regole. È quello che Don
Andrea soleva dire». E che si dovrebbe fare
allora? «Occorre iniziare con un cambio
delle tabelle, permettere l' autoproduzione,
eliminare tutti quei reati che riguardano le
piccole quantità».
Per Mefisto, portavoce della Million
Marijuana March la manifestazione ha
dimostrato un'ottima partecipazione.
«Abbiamo avuto dei momenti brutti perché la polizia, invece di permettere il nostro
diritto, ha garantito la prepotenza di alcuni
provocatori (n.d.r. i Radicali) che con noi
non c'entrano nulla. Per tutte le scelte che
vanno dal liberismo alla guerra. Per le posizioni sulla Palestina, tutto ben descritto nel
nostro sito. La manifestazione era nostra.
La polizia li ha protetti impuniti. Facendo
un cordone per allontanare noi. Un'ora
e mezza prima della partenza. A parte
questa cosa, è importante che la Corte
Costituzionale parli dell'incostituzionalità
della legge, dopo che sono stati somministrati migliaia di anni di galera, dopo che
persone come Aldo Bianzino sono morte
per qualche pianta. Anche se il presidente del consiglio Enrico Letta ha scatenato
l'Avvocatura dello Stato. Tutta questa gente
qui riunita dimostra di essere il prodotto
degli anticorpi che la legge stessa ha prodotto. Il partito democratico era una delle
componenti del cartello ConFiniZero che
si era battuto per l'abolizione di questa
legge. Ora la situazione è cambiata con la
sua alleanza con Angelino Alfano» Gli ho
quindi chiesto quali sarebbero le proposte
applicabili: «Innanzitutto è necessaria la
cancellazione di questa legge che produce più di un terzo della carcerazione.Non
ci accontenteremo di tornare alla 309/90.
È chiaro che bisogna cambiare pagina:
questa è l'ultima isola proibizionista.
Dove Gianni Letta e altri si sono arroccati.
Occorre avanzare verso politiche nuove
di totale decriminalizzazione e depenalizzazione e il diritto a coltivare la cannabis
come bene comune. Questa fase è solo il
primo passaggio e poi avanzeremo».
In piazza c'era anche la presidentessa della
Lila, Alessandra Cerioli: «La legge ha riempito le carceri di persone e consumatori. E
molti hanno patologie come l'Hiv. Alcuni
dati ci dicono che in carcere una persona su sette ha l'HIV .Questa legge riempie il carcere di persone che dovrebbero essere curate». E al posto della legge?
«Antiproibizionismo anche in Italia per tutte
le droghe. Il proibizionismo produce danni,
non funziona. Dobbiamo regolamentare
tutte le droghe. Gruppi di giuristi inglesi
lavorano da anni su vari modelli di regolamentazione. Bisogna cominciare a metterle
in atto o almeno prenderle in considerazione. In Italia non se ne parla neanche. Noi
ci occupiamo di chi si prende l'HIV consumando sostanze. Quindi spesso abbiamo
come interlocutori il Ministero della Salute
o lo stesso Dipartimento Antidroga su cui
facciamo pressioni per cambiare mentre
operiamo nel settore della bassa soglia
sulle persone che assumono sostanze affinché non si prendano delle infezioni virali».
Questi sono solo alcuni dei protagonisti
di questa grande giornata ma anche degli
attori di una possibile svolta nel nostro
paese. Non mancavano poi tanti personaggi
che compongono un quadro più ampio.
Come la coppia di sadhu che ha inscenato
una piccola sceneggia che sarà per sempre
ricordata sia dai manifestanti che dai tanti
agenti della guardia di finanza che armatissimi di scudi e manganelli presidiavano
Regina Coeli, uno dei tanti carceri stracolmi
a causa di una legge ingiusta ed inutile. Con
una polifonia di voci e di musiche a Roma
è iniziata un'altra fase di una lotta spesso
contraddittoria e frastagliata ma importantissima: la fine de proibizionismo, un sistema
ancora potente e produttore di tanta cattiveria e distruzione. Nel frattempo anche in
Italia non si deve solo aspettare, consapevoli
che il costo di questa legge è reale.
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C’è il falegname alcolizzato che ha smesso di bere
da quando ha scoperto
la canapa, c’è la mamma
dell’infermiere che, senza
saperlo, con un buon thé
aromatizzato si cura il
glaucoma, c’è l’ex poliziotto, diventato esperto
botanico, che allevia i
sintomi della sclerosi
multipla fumando abbondanti spinelli di canapa
indica. C’è il medico che,
in seguito alla chemioterapia, dopo averla testata
su se stesso, ne studia le
differenti genetiche e le
diverse applicazioni e per
questo adesso è agli arresti domiciliari, c’è il ferroviere epilettico che
non sapeva nemmeno che la canapa avrebbe potuto accompagnarlo
in alternativa a farmaci collaudati, ma dalle conseguenze pesanti.
C’è il croupier malato di sindrome di Crohn che grazie alla canapa
ha una famiglia, una vita dignitosa e può continuare a lavorare, c’è
la studentessa universitaria che soffriva d’ansia, adesso ha risolto il
problema, si è laureata e ha scritto una tesi sull’argomento.
“Canapa Medica” si
rivolge ai pazienti, ai
medici, ai farmacisti,
agli operatori del settore
sanitario, ma anche agli
assistenti sociali, alle
forze dell’ordine, ai giudici
dei tribunali e in generale a tutte le persone
interessate a conoscere
le plurime applicazioni
mediche di questa pianta.
“Canapa Medica” raccoglie, suddivisi secondo
la patologia sofferta,
racconti di tanta gente
comune che per motivi
di salute si è imbattuta
nella canapa ed ha imparato a riconoscerla come preziosa alleata
nel percorso che ogni malato compie per rendere la propria vita il
più possibile simile alla vita dei sani. La canapa è percepita dalle
istituzioni e dai loro rappresentanti come una droga da combattere
ad ogni costo.
Lo scopo di questo libro è mettere in dubbio questo costo, in termini sociali, penali e soprattutto sanitari.
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49
JORGE CERVANTES
Dove e quando piantare?
Tre colture
Questa sezione descrive tre coltivazioni diverse in tre luoghi diversi: indoor, serra e
outdoor. Gli esempi mostrano vari scenari di coltivazione e raccolto che utilizzano i
vantaggi naturali offerti da ogni tipo di coltura e le varietà coltivate. Per maggiori informazioni su ogni tipo di coltura, fate riferimento ai capitoli su stanze di coltura, casi di
studio, outdoor e varietà di cannabis medica
Coltivazioni indoor
Tenete piante madri e cloni alla luce del giorno per 18-24 ore. Inducete la fioritura delle
piante in vegetativo somministrando 12 ore di buio continuo e 12 ore di luce ogni 24
ore. Una volta stabilito il fotoperiodo a 12 ore di buio e 12 di luce, la maggior parte delle
varietà di cannabis fiorirà e potrà essere raccolta in 60–90 giorni.
La coltivazione sulla destra è in anticipo di una settimana sulla coltivazione a sinistra e il
raccolto avrà luogo una settimana prima.
01 aprile – Trasferite i cloni femmina ben radicati nella stanza sotto la luce per 18-24 ore.
21 aprile – Travasate i cloni in contenitori da 11 litri.
30 aprile – Inducete la fioritura con giorni e notti da 12 ore.
07 maggio – Prelevate delle talee e avviate il ciclo seguente di cloni. Date ai cloni 18-24 ore di luce.
30 giugno – Primo raccolto.
Terzo raccolto
Coltura autunnale indoor – 90 giorni
Primo raccolto
Coltura primaverile indoor – 90 giorni
Le piante a sinistra saranno pronte per il raccolto in circa una settimana. Le piante a
destra sono in fioritura da due settimane e saranno raccolte fra circa sei settimane.
Questa coltura indoor cresce sotto fonti fluorescenti T5. Le T5 possono somministrare
molta luce per la crescita vegetativa. Le piante si trovano in contenitori singoli e sono
facilmente trasportabili da un punto all'altro della coltivazione.
01 gennaio – Spostate i cloni femmina radicati alti circa 30-45cm nella stanza sotto la luce per 18-24 ore.
21 gennaio – Travasate i cloni in contenitori da 11 litri.
30 gennaio – Inducete la fioritura con giorni e notti da 12 ore.
07 febbraio – Prelevate delle talee e avviate il ciclo seguente di cloni. Date ai cloni 18-24 ore di luce.
30 marzo – Primo raccolto.
Secondo raccolto
Coltura estiva indoor – 90 giorni
01 luglio – Trasferite i cloni femmina ben radicati nella stanza sotto la luce per 18-24 ore.
21 luglio – Travasate i cloni in contenitori da 11 litri.
30 luglio – Inducete la fioritura con giorni e notti da 12 ore.
07 agosto – Prelevate delle talee e avviate il ciclo seguente di cloni. Date ai cloni 18-24
ore di luce.
30 settembre – Primo raccolto.
Coltivazioni in serra
Le colture in serra possono essere raccolte due o tre volte l'anno, ma più spesso in serra
si coltiva in primavera e vi è un solo raccolto in autunno. Nei climi freddi, le serre devono
essere riscaldate. Tutte le serre devono essere arieggiate o raffreddate nei climi caldi. Lo
scenario del raccolto base mostra come in un anno vi siano tre raccolti in serra.
Primo raccolto
Raccolto primaverile in serra – 90 giorni
Questa serra messicana ha bisogno di una copertura per fare ombra e di luci aggiuntive di notte per mantenere le piante nella fase di crescita in fioritura. I giorni e le notti
sono lunghe fra le 11 e le 13 ore durante l'anno. Si tratta del fotoperiodo perfetto per la
fioritura della cannabis.
01 marzo – Trasferite i cloni cespugliosi ben radicati, alti 30-60 cm e le pianticelle in serra.
01 marzo – Allungare le notti a 12 ore e accorciare a 12 ore i giorni in primavera indica
alla cannabis di fiorire.
50
15 marzo – Eliminate tutte le piante maschio. Per distinguere le piante, cercate i prefiori
maschio.
15 marzo – Travasate i cloni e le pianticelle femmina in contenitori grandi.
15 aprile – Create buio nella serra dopo 12 ore di luce del giorno, poi raccogliete.
30 maggio – Raccolto: la luce del sole meno intensa compenserà la mancanza delle
cime più piccole e il raccolto più tardivo.
Secondo raccolto
Raccolto estivo in serra – 90 giorni
Plastica nera in questa serra con privazione di luce. Ogni giorno la plastica nera viene
messa sulla serra per "oscurarla completamente" e creare quindi 12 ore di buio, il che
induce la fioritura delle varietà indica e sativa di cannabis.
01 giugno – Trasferite cloni e pianticelle cespugliosi e ben radicati alti circa 30-60 cm
nella serra.
15 giugno – Eliminate le piante maschio. I prefiori maschio differenziano le piante
maschio da quelle femmina.
15 giugno – Travasate cloni e pianticelle in contenitori più grandi.
01 luglio – Inducete la fioritura "oscurando completamente" (coprendo) la serra dopo
12 ore di luce.
15 luglio – Verificate il genere di tutte le piante. Eliminate tutte le piante maschio rimaste.
01 agosto – Mantenete la fioritura coprendo la serra dopo 12 ore di luce fino al raccolto.
30 agosto – Raccogliete un'abbondante quantità di cime di cannabis di qualità per uso
medico che hanno ricevuto livelli massimi di luce del sole.
Piantate un raccolto primaverile nei climi caldi. La ridotta intensità della luce del sole
porta a cime più piccole, circa metà o tre quarti delle altre. Se le piante prendono freddo
di notte, la crescita viene rallentata.
01 marzo – Le lunghe notti indurranno la fioritura della cannabis.
15 marzo – Eliminate le piante maschio. I prefiori maschio differenziano le piante
maschio da quelle femmina.
15 marzo – Travasate cloni e pianticelle in contenitori grandi.
15 marzo – Trasferite outdoor nei climi miti. Può darsi che dovrete coprire se le notti
sono fredde.
15 aprile – Create il buio per le piante dopo 12 ore di luce del giorno se la fioritura
rallenta.
30 maggio – Raccogliete le cime più piccole che hanno ricevuto luce solare primaverile
meno intensa.
Secondo raccolto
Raccolto di mezza estate – 70–75 giorni
Terzo raccolto
Raccolto autunnale in serra – 75 giorni
Questa pianticella autofiorente femminizzata è un esempio di come un seme germinato
possa crescere e diventare una pianta matura pronta per il raccolto in solo 70 giorni e
possa ricevere 18 ore di luce del sole!
La piccola serra protegge la cannabis in fioritura dalle piogge e dal cattivo tempo.
Inoltre la serra tiene le piante un po' più al caldo di notte. È necessario irrigare con più
regolarità quando si coltivano piante in contenitori piccoli.
01 maggio – Piantate la varietà dominante ruderalis indoor (superautofiorente femminizzata).
15 maggio – Travasate la varietà autofiorente femminizzata in contenitori da 11,3 litri.
21 maggio – Travasate le piante forti e sane outdoor.
01 giugno – Si vedono i fiori femmina.
15 luglio – Raccogliete da 85 a 100 grammi di cime essiccate per pianta.
Terzo raccolto
Incroci di pura Indica/Sativa e Indica/Sativa
01 settembre – Trasferite cloni e pianticelle cespugliosi e ben radicati alti circa 30-60 cm
nella serra.
15 settembre – Le lunghe notti e i giorni brevi dell'autunno indicano alla cannabis
l'inizio della fioritura.
15 ottobre – I fiori di cannabis per uso medico si sviluppano ma i bassi livelli di luce
limitano la crescita.
15 novembre – Raccogliete le cime più piccole che hanno ricevuto luce del sole autunnale meno intensa.
Coltivazioni outdoor
Generalmente le colture outdoor vengono piantate in primavera e raccolte in autunno.
Mettendo in pratica i consigli di questo capitolo, si possono ottenere due o tre raccolti
l'anno in outdoor, in climi da moderati a temperati. Travasare cloni e pianticelle e raccogliere un solo raccolto è l'unica soluzione nei climi freddi con una stagione di crescita di
90 giorni. Bisogna inoltre fare il possibile per proteggere ulteriormente le pianticelle e i
cloni dalle pessime condizioni atmosferiche.
Primo raccolto
Raccolto primaverile in clima mite – 90 giorni.
01 marzo – Trasferite cloni e pianticelle di circa 30-60 cm in una serra riscaldata e sotto
la luce del sole.
Raccolto autunnale piantato in primavera – 210 giorni
Una stagione completa di 7 mesi vi farà ottenere piante molto grandi se coltivate adeguatamente. Queste piante da 4,5 kg hanno ricevuto la luce del sole tutto il giorno e
sono state coltivate in terreno organico di ottima qualità.
01 marzo – Piantate cloni e germogli indoor.
01 maggio – Trasferite cloni e pianticelle cespugliosi da circa 30-60 cm in outdoor nei
climi temperati.
01 maggio – Compaiono i prefiori. Eliminate le piante maschio.
01 giugno – Trasferite cloni e pianticelle cespugliosi da circa 30-60 cm in outdoor in
tutti i climi.
01 agosto – Iniziano a formarsi i fiori. Eliminate ogni pianta maschio rimasta.
30 settembre – Raccogliete abbondantemente da queste grandi piante.
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52
GROWING
Crescerle con metodo
COME PORTARE A FIORITURA LE NOSTRE PIANTINE NEL MIGLIORE DEI MODI
La fase vegetativa è un punto cruciale
della coltivazione. Come dice il proverbio “chi ben comincia è a metà dell’opera” ma anche chi arriva ad inizio fioritura
con piante forti e sane è a buon punto.
Le cime sono la parte della pianta in cui
i coltivatori usano riporre le più grande
attenzioni, dimenticandosi però che le
infiorescenze sono l’ultimo stadio di un
se ovviamente le cloning room. Questo
gli permette di mantenere piante madri
della genetica più produttiva, gli permette di clonarle, portando a radicazione tante giovani copie destinate a divenire grandi e resinose infiorescenze.
Anche in casa però è possibile fare
tutto ciò, senza bisogno di stanze dedicate. Per mantenere delle madri e per
La maggioranza dei coltivatori sono
hobbisti, quindi hanno spazi ridotti e
spesso non hanno la possibilità di riservare uno spazio alla crescita. Così molti
comprano lampade cosiddette agro,
con toni blu, per poter crescere e fiorire nello stesso spazio senza addirittura
cambiare la sorgente luminosa. Questo
proprio perché la differenza tra uno
LA DIFFERENZA TRA UNO SPAZIO DI VEGETATIVA ED UNO DI FIORITURA STA NELLA
SORGENTE LUMINOSA E NEL FOTOPERIODO IN CORSO
processo lento di crescita e fioritura della
durata di almeno 3 mesi. Per arrivare
ad una fioritura abbondante e sana è
evidente la necessità di avere piante ben
cresciute e ben formate, con rami forti,
pronti a sostenere il peso delle cime in
formazione, e sani, per avere un prodotto esente da patogeni. Delle piante forti
e sane produrranno sicuramente più che
delle analoghe dal portamento fiacco.
I più forti coltivatori che ho conosciuto
in vita mia sono dotati di growroom
dedicate alla fase vegetativa con annes-
radicare dei cloni può bastare uno scaffale in un angolo di una stanza, senza
troppo pensare al rischio di contaminazioni luminose.
spazio di vegetativa ed uno di fioritura
sta nella sorgente luminosa e nel fotoperiodo in corso, ossia la durata del ciclo
giorno/notte.
Abbiamo cominciato a parlare di piante
madri e cloni perché avere uno spazio
dedicato alla fase vegetativa significa
avere tutta o quasi la logistica necessaria; inoltre una fase vegetativa prepara le
pianta alla fioritura, non è forse la stessa
cosa che si fa nella radicazione? Non si
tratta sempre di preparare una pianta a
fiorire al meglio?
Nel caso di una zona destinata alla crescita delle nostre piante si adotteranno
bulbi con temperature di colore intorno
ai 6400 gradi Kelvin, nel caso invece si
tratti di una zona dedicate alla fioritura
allora andranno scelti bulbi con temperature di colore sui 2700 gradi Kelvin.
Le sorgenti luminose devono essere del
colore giusto e abbastanza intense da
permettere alla pianta di trarne energia
e vivere. Le vari fonti luminose disponibili sul mercato sono per tutti i gusti e per
ogni singola esigenza.
Dai neon siamo arrivati alle fluorescenti
compatte, o CFL, lampade neon a forma
di lampadina col vantaggio di avere
l'accenditore direttamente nella base
del bulbo potendosi perciò connettere
direttamente alla rete elettrica senza il
classico ballast.
Stiamo parlando di una tecnologia
validissima per la fase vegetativa, con
soli 200 Watt si possono coprire 80 cm
X 80 cm con 3 madri capaci di darci
cloni in abbondanza. Dopo la grande
ondata di fluorescenti compatte però
abbiamo assistito al ritorno dei neon in
plafoniera, in auge sino a qualche anno
di CBG
fa. Un moderno propagatore neon da
400 Watt può coprire sufficientemente
un'area di 60 X 120 cm. Questo significa
che si possono radicare 3 serrette di
cloni una di fianco all'altra o si possono
mettere 72 vasetti da 1 litro suddivisi
nei loro comodi vassoietti da 24. O
ancora, trovano posto 36 vasetti da 2
litri nei vassoietti da 12 per una crescita rigogliosa. Qualcuno le ha usate
anche per la vegetativa senza lamentare particolar inconvenienti, a parte
il relativamente alto costo iniziale e il
poco vantaggio effettivamente incontrato nell'utilizzo specifico per cui sono
pensate (utilizzo su ripiani).
La regina della vegetativa rimane l'arcinota MH, l'HPS da vegetativa, quella
luce bianca e fredda che funziona con
ballast (meglio se elettronico) come una
normale da fioritura, che però ha un
colore diverso per soddisfare le richieste
delle piante in crescita. Le MH si trovano facilmente di tutte le potenze, con
ovviamente più offerta per le potenze
disponibili analogamente per le HPS.
L'area correttamente illuminata è uguale
all'area illuminata da una HPS di pari
potenza, tenendo sempre conto che alle
piante non serve la stessa quantità di
energia come se stessero in piena fioritura. Nel caso si voglia utilizzare una lampada di pari potenza basterà allontanare
la sorgente da vegetativa o prepararsi ad
un'invasione di cloni per tutti gli amici
del quartiere.
Un altro fattore di cui tener conto in
maniera ossessiva è l'aria e il suo trattamento all'interno dello spazio di crescita.
Nelle grandi serre si risolve tutto con
grandi ventilatori che mantengono in
movimento l'aria, così da non permettere la creazione di sacche di aria malsana (più umida in quanto stagnante). Il
ricambio è affidato ad estrattori potenti,
mentre in un armadio amatoriale è l'estrattore a garantire proprio il ricambio
53
dell'aria: meglio sempre se coadiuvato
da un ventilatore interno. I ventilatori
e gli estrattori vanno scelti in base alla
loro capacità, integrandoli spesso con
un potenziometro per poterne dosare la potenza. Scegliendo il sistema di
trattamento dell'aria è bene testare le
apparecchiature onde prevenire fastidiosi rumori di esercizio dovuti ad un
incauto acquisto. L'esperienza insegna a
pagare di più un ventilatore più moderno non dovendolo cambiare ogni tre
settimane. Quando si tratta con l'aria
è bene ricordare che ad un estrattore
dovrà corrispondere una intrazione, passiva o attiva, di aria e che quest'aria deve
essere filtrata per evitare di portare all'interno agenti patogeni o contaminanti.
I più esperti scongiurano ogni possibile
contaminazione con un filtro di quelli
secondo gli standard Hepa. Così facendo
si fermano anche i pollini in entrata e si
può coltivare sinsemilla anche laddove
è diffusa la coltivazione di canapa da
fibra o dove per altri motivi è presente il
rischio di una impollinazione non voluta.
Uno dei peggiori incubi alla fine di una
ottima fioritura è ritrovarsi le cime piene
di semi, inutili per i coltivatori hobbisti che non dispongono dello spazio
per poter mantenere decine e decine di
piante madri diverse in quanto di provenienza ignota.
Avere a che fare con l'aria significa anche
poter controllare l'umidità nel nostro
spazio di coltivazione. Nella fase vegetativa non è un grave pericolo avere
l'aria secca o avere l'aria troppo umida.
Diciamo che dal 40% al 70% di umidità
relativa non ci sono problemi, l'umidità è
cruciale per i cloni e solo nella prima settimana dal taglio (e ovviamente durante
la fase di fioritura, se non si vogliono
vedere ammuffire le cime).
La fertilizzazione richiesta dalle piante in
fase vegetativa è di tipo fortemente azotato. Una pianta in deficienza di azoto
mostrerà foglie gialle spente e uno sviluppo stentato. È chiaro che il substrato
determina quanto e di che tipo di azoto
bisognerà aggiungere e a che momento
della crescita. Un terriccio prefertilizzato
con grande quantità di azoto organico
tarderà l'ingiallimento delle piante più
che una fibra di cocco tendenzialmente
scarica. La buona norma è sempre cercare di dare un ritmo alle piante, senza
overfertilizzare all'inizio per poi svuotarle e ricaricarle in fioritura. Una buona
abitudine può essere quella di scrivere e
controllare il piano di fertilizzazione della
vegetativa a partire dai cloni, così da avere
un quadro generale dell'andamento.
Un amico molto rapido con le forbicine
clona a 0,5 di EC dal decimo giorno,
dopodiché' irriga con EC 1 alternato a 0,5
sino al ventesimo giorno e poi alterna
1,4 a 1 fino ad inizio fioritura. C'è da specificare che lui utilizza la fibra di cocco
e una gamma di fertilizzanti specifici
di pronta assimilazione. Sul mercato vi
sono talmente tante soluzioni per tutti i
gusti da far perder la testa tra marche e
pubblicità. Un buon acquisto per la fase
vegetativa, oltre alla base NPK, è uno
stimolatore di crescita. I risultati si vedono effettivamente dopo una settimana
dall'utilizzo e sono stupefacenti.
Sia per il coltivatore hobbista che per
i grandi produttori la zona di crescita dev'essere controllata e mantenuta
pulita affinché non insorgano malattie o infestazioni di qualsiasi genere.
Generalmente si usa intervenire prevenendo tramite l'utilizzo di prodotti (biologici e non). Anche se la temperatura e
l'umidità non sono favorevoli alla comparsa dei problemi non bisogna mai
abbassare la guardia. Le piante devono
essere marcate subito quando presentano qualsiasi segnale o sintomo, successivamente vanno rimosse dall'area di
crescita e dopo l'identificazione del problema vanno curate o eliminate, avendo
cura di allontanare i resti e disinfettarsi
prima di tornare nel sito. Anche solo
abbassa la tensione superficiale dell'acqua quindi ci permette di mantenere il
liquido irrorato ben aderente alla pianta
in goccioline più piccole e ben distribuite. In più il sapone occupa spazio sulla
pianta, sottraendolo ai patogeni che non
hanno fisicamente dove posarsi.
Un altro prodotto per il trattamento preventivo delle infermità della cannabis
è senza dubbio l'olio di neem, estratto
naturale dell'albero del neem. Questo
albero produce un notevole quantitativo
di azadiractina, un terpenoide dal forte
effetto insetticida ed acaricida. L'olio di
neem è innocuo per l'essere umano, presenta solo un caratteristico odore e una
forte viscosità. Pur essendo un prodotto totalmente biologico, però, bisogna
prestare attenzione applicandolo nelle
prime 2 settimane di vita delle piante,
in quanto può dare luogo a fenomeni di
rallentamento e tossicità.
Di solito si usa polverizzarlo sulle foglie,
ma non è esclusa la possibilità di aggiungerlo alla normale soluzione fertirrigua
come fanno in tanti, soprattutto durante il
periodo di fioritura quando è sconveniente "sporcare" le cime. Personalmente ho
sempre usato l'olio di neem polverizzato.
Un altro intervento intervento biologico contro le infestazioni è l'utilizzo dei
loro predatori naturali. Con i predatori
si sfrutta la natura per averla vinta contro i parassiti. A seconda del parassita più diffuso nella zona o a seconda
dell'attacco già in corso, si scelgono i
predatori più efficaci e li si liberano nella
piantagione dando il via al processo di
nascere ogni attacco di parassiti arrivati
da chissà dove. In commercio si trovano
numerosi prodotti dedicati alla lotta ai
predatori e alle infermità, si trovano
soprattutto prodotti di sintesi ma un
buon rivenditore avrà anche la soluzione biologica più adatta per la pianta che
più amiamo.
Un'ultima parentesi la riservo alla gestione delle piante madri, che sono facili da
mantenere in vita ma è difficile prendere
la mano ed imparare a potarle come ci
servono. Solo l'esperienza potrà aiutarci
a capire quando potare per favorire la
formazione di nuovi cloni, perché ogni
genetica reagisce in maniera diversa.
Di norma un 15 giorni prima del taglio
dei cloni si interviene potando le madri
affinché abbiano il maggior numero di
cloni in tempo per il taglio. I cloni, una
volta radicati, sono come delle piantine
L'UTILIZZO DEI PREDATORI NON È SOLO UNA CURA MA È ANCHE UNA SANA ABITUDINE
PER CHI VUOLE MANTENERE PULITO E SANO UN PARCO MADRI
l'accorgimento piccolo di lavarsi le mani
prima di aprire il growbox contribuisce al
prodotto finale per cui si sta lavorando.
Sempre va ricordato che il momento
migliore per spruzzare sulle nostre piante non è in fioritura, onde evitare di
fumare fiori sporchi di qualche prodotto.
Un ottimo preventivo è il classico sapone
potassico, il sapone che tutti conosciamo e che probabilmente usiamo già
per la nostra igiene personale. Il sapone
pulizia. I predatori vengono venduti vivi,
mescolati ad un substrato, in boccette
con aperture per farli respirare, e non
vanno conservati oltre la data indicata
sulla confezione altrimenti non avremo
nessuno o pochi effetti benefici.
L'utilizzo dei predatori non è solo una
cura ma è anche una sana abitudine
per chi vuole mantenere pulito e sano
un parco madri. Liberare regolarmente
dei predatori permette di arrestare sul
a tutti gli effetti, quindi vanno posti in
un luogo ben illuminato per 18 ore al
giorno e devono bere una soluzione fertirrigua azotata con EC intorno allo 0,5.
I cloni sono un'ottima soluzione per chi
vuole alzare la resa della sua coltivazione, per chi vuole risparmiare il costo
delle sementi e per chi ha la fortuna di
aver trovato un incrocio particolarmente buono e non può produrne semi.
Non dimenticate la vegetativa: chi ben
comincia è a metà dell'opera.
Materiale per giardinaggio
Indoor e Outdoor
Nutrimenti per terra
Semi da collezione
Abbigliamento, accessori e
cosmetici in canapa
Articoli per fumatori
Gadget e articoli da regalo
Via Monte Nero, 23
33017 Tarcento (UD)
54
SHOP REVIEW / INDICE PUBBLICITÀ / COLOFON
Kali, Palermo
Siamo nel cuore della Sicilia, nell'assolata Palermo, dove Kali
growshop festeggia con Soft Secrets i primi 10 anni di attività. Ecco
cosa ci ha raccontato il loro staff: passate a visitarli, competenza e
simpatia vi faranno apprezzare l'unicità di questo avamposto siculo.
Come nasce il growshop Kali?
Abbiamo cominciato con 5 anni di franchising che ci hanno permesso di acquisire esperienza e imparare il lavoro, grazie al confronto con altri professionisti
del settore e con tante altre realtà italiane. In seguito, da 5 anni a questa parte,
siamo diventati indipendenti e abbiamo
preferito specializzarci nella coltivazione.
Quali sono i segreti del vostro lavoro?
Primo, prezzi buoni e aggiornati
costantemente. Secondo, puntiamo
tutto sulla qualità e sull'assistenza al
cliente improntata sulla correttezza.
Preferiamo non vendere un prodotto,
se lo riteniamo inutile al caso specifico, perché lavoriamo per guadagnare la fiducia. Ascoltiamo i clienti per
comprendere in maniera adeguata le
esigenze manifeste e latenti di ogni
singolo caso, immedesimandoci nelle
necessità di chi ci parla. Seguendo la
nostra esperienza tentiamo sempre di
consigliare e direzionare secondo la
scelta più efficace.
In particolare con quali prodotti lavorate nel vostro negozio?
Abbiamo un vasto catalogo di semi
da collezione e cerchiamo di comprare
direttamente dai produttori, in particolare stiamo parlando delle principali case internazionali: Dinafem, Sensi
seeds, Eva seeds, Delicious Seeds, World
of Seeds and White Label. Inoltre distribuiamo Dutch Passion, Greenhouse,
Grassomatic, Serious seeds, Paradise
seeds, Sweet Seeds etc e, su richiesta,
qualsiasi altra marca in tempi brevi.
E per il resto del materiale grow?
Siamo un negozio ufficiale Indoorline e
quindi abbiamo a disposizione l'intero
catalogo con disponibilità immediata di
tutti i prodotti più ricercati: impianti di
illuminazione HPS/CFL/LED, strumenti
di misurazione, sistemi idroponici, fertilizzanti, antiparassitari, terricci e substrati, growroom, ecc.
Con passione e gentilezza lo staff di Kali
vi aspetta a Palermo, in prima linea dal
2004 ai giorni nostri.
Kalì
Via Cavour 31
Aperto tutti i giorni dalle 10.00
alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.30
Lunedì mattina chiuso
Tel: 091-7495219
Indice pubblicità
Nome
Advanced Hydroponics of Holland
Altra Campagna
Area 51
Atami
Baboom
Bio Grow Shop
Buddha Seeds
Campacavallo
Campo di Canapa
Canapa Medica
Canapaio Ducale
Canaperia
Chacruna
City Jungle
Cultilite
Dinafem Seeds
Dinafem Seeds
Dream Planet
Dutch Passion
Dutch Passion
Easy-Grow Wholesale
Ed Rosenthal
Evergreen
Exodus
Fiori di Campo
Foglie D'Erba
Greentown
Grow and Smoke
Grow in Naples
Growerline
Growshop Reggio
Guerrilla Garden
Happy Life
Hempatia
Hempatia Milano
Hemp-orio
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Hierba del Diablo
Humboldt Seed Organization
Idrogrow
Idrogrow
Il Giardino Idroponico
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Jorge Cervantes
Kali
Kroon de
Legalized
MCK Bio Gardening
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Mycologics
Mysticanza
Natural Store
New Energy Grow
Nirvana
Nuova Dimensione
Organic Farm
Orto Biologico
Orto Biologico Shop
Panoramix
Paradise Seeds
Plagron
Pollice Verde
Procare
Secret Garden
Secret's Garden
Sensimillia
Serious Seeds
Shayanashop.com
Skunkatania
Smoketower.com
Sun Inside
Sweet Seeds
Sweet Seeds
Sweet Seeds
Tatanka Smartshop
Top Crop
Colofon
Pagina
2
51
28-29
56
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51
13
51
51
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22
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28-29
53
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1
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25
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51
51
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44
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30
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14
54
28-29
1
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4
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53
38
Soft Secrets Italia è pubblicato da:
Discover Publisher BV
P.O. Box 362, 5460 Veghel, Paesi Bassi
Tel: 0031 - 73 54 98 112
Fax: 0031 - 73 54 79 732
e-mail: [email protected]
Editore: Cliff Cremer
Collaboratori: Collaboratori: Franco Casalone,
Ed Rosenthal, Jorge Cervantes, Enrico Fletzer,
Clod, Giovanna Dark, Davide Calabria, Carlos
Rafael Esposito, Little Lebowski, Golgus
Apparatus, Kali Mist e tanti altri.
Traduzioni: Valefizz
Indirizzo redazione:
Soft Secrets Italia
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Sito internet: www.softsecrets.nl
Pubblicità:
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Soft Secrets Italia non intende in alcun
modo incentivare condotte vietate. Tutte le
informazioni contenute sono da intendersi
ai fini di una più ampia cultura generale. La
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L'editore ha fatto il possibile per contattare
tutti i detentori di copyright del materiale
fotografico. Chi pensasse ancora di possedere tali diritti è pregato di contattare
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L’imperdibile SSIT 3/2014
esce il 9 maggio 2014
®
®
www.sweetseeds.es
LOWER
OF
· AUT
ING
LOWER
OF
Dark Devil ®
Raccolta Indoor/Outdoor:
8½ settimane dalla germinazione
Altezza: 80-130 cm
Fiore Rosso: circa 80 % degli individui
Anche
Disponibile
3s. 23,90€
5s. 39,50€
10s. 78,80€
Green Poison ®
Ingredienti Segreti
Anche
Disponibile
90%
INDICA
SATIVA
INDICA
SATIVA
10%
LOWER
OF
75%
Big Devil #2 ®
Jack 47 ®
100% Autofiorente
Raccolta Indoor/Outdoor: 9 settimane
dalla germinazione
Altezza: 100-150 cm
Cream Caramel ®
Jack Herer x AK 47
3s. 25,00€
5s. 42,00€
10s. 84,00€
Anche
Disponibile
3s. 22,50€
5s. 37,50€
10s. 75,00€
Indica/Sativa: 70%/30%
Fioritura Interna: 7 settimane
Raccolta Esterna: metà-fine settembre
25%
·A
ING UT
indica cocktail molotov
Indica/Sativa: 25%/75%
Fioritura Interna: 9½ settimane
Raccolta Esterna: fine ottobre
3s.
33,00€
5s.
55,00€
10s. 110,00€
Anche
Disponibile
3s. 24,00€
5s. 40,00€
10s. 80,00€
Indica/Sativa: 90%/10%
Fioritura Interna: 8-9 settimane
Raccolta Esterna: fine settembre,
inizio ottobre
Anche
Disponibile
®
S.A.D
S1
Sweet Afgani Delicious
Black Domina x Jack Herer
100% Autofiorente
Indica/Sativa: 90%/10%
Fioritura Interna: 8-9 settimane
Raccolta Esterna: fine settembre
Indica/Sativa: 50%/50%
Fioritura Interna: 9 settimane
Raccolta Esterna: inizio ottobre
Raccolta Indoor/Outdoor:
7½ settimane dalla germinazione
Altezza: 60-90 cm
Anche Disponibile
3s.
5s.
10s.
19,50€
32,50€
65,00€
Anche Disponibile
LOWER
OF
· AUT
ING
18,50€
30,50€
61,00€
Sweet Skunk Auto ®
100
%
·A
ING UT
3s.
5s.
10s.
Black Jack ®
LOWER
OF
· AUT
ING
Raccolta Indoor/Outdoor:
9 settimane dalla germinazione
Altezza: 50-110 cm
Anche
Disponibile
LOWER
OF
%
30%
100% Autofiorente
3s. 24,90€
5s. 41,50€
10s. 83,00€
Millior Banca di Seme
Spannabis Sur 2013
70%
Cream Mandarine ®
100% Autofiorente
100
%
Millior Banca di Seme
Spannabis 2008
INDICA
SATIVA
LOWER
OF
· AUT
ING
·A
ING UT
%
100
·A
ING UT
LOWER
OF
100
Millior Banca di Seme
Expocannabis 2007
3s.
5s.
10s.
14,50€
23,90€
47,80€
Anche Disponibile
C/ Dr. Nicasio Benlloch, 36-38 · 46015 · Valencia · España · +34 963 890 403 / +34 628 593 887 · Grossista: +34 963 473 730 / +34 963 404 289 · Fax: +34 961 939 618 · [email protected]
$WWHQ]LRQHLVHPLGLFDQDSDVRQRHVFOXVLGDOODQR]LRQHOHJDOHGL&DQQDELVFLzVLJQL¿FDFKHHVVLQRQVRQRGDFRQVLGHUDUVLVRVWDQ]DVWXSHIDFHQWH/GHODUWFRPPDOHWW%FRQYHQ]LRQHXQLFDVXJOLVWHSHIDFHQWLGL1HZ<RUNGHOHWDEHOODGHO
GHFUHWRPLQLVWHULDOH,Q,WDOLDODFROWLYD]LRQHGL&DQDSDqYLHWDWDDUWUHGHOGSUVHQRQVLqLQSRVVHVVRGLDSSRVLWDDXWRUL]]D]LRQHDUWGSU,QDVVHQ]DGLDXWRUL]]D]LRQHLVHPLSRWUDQQRHVVHUHXWLOL]]DWLHVFOXVLYDPHQWHSHUDOWUL
¿QL]RRWHFQLFRFROOH]LRQLVWLFRHWF,VHPLYHQJRQRYHQGXWLFRQODULVHUYDFKHHVVLQRQVLDQRXVDWLGDWHU]HSDUWLLQFRQÀLWWRFRQODOHJJH
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T: 0039 (0)121 341 186
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