Allegato 1 - Mario Abbruzzese

REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N. 226
PROPOSTA N.
7194
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
29/04/2014
17/04/2014
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
POLITICHE SOCIALI, AUTONOMIE, SICUREZZA E SPORT
Area: IMPRESA SOCIALE E SERVIZIO CIVILE
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Criteri di selezione e approvazione progetti di Servizio Civile Nazionale di competenza regionale di cui al Prontuario approvato
con DPCM del 4 novembre 2009. Aggiornamento dei criteri di valutazione dei progetti di Servizio Civile relativamente ai venti
punti aggiuntivi regionali, modifica del numero minimo dei volontari da impiegare nel singolo progetto e introduzione della
possibilità per gli enti iscritti all'Albo Regionale di presentare congiuntamente lo stesso progetto in co progettazione.
(SICCARDI EMANUELA)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(SICCARDI EMANUELA)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(T. BIOLGHINI)
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
(G. MAGRINI)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
___________________________
POLITICHE SOCIALI E SPORT
(Visini Rita)
___________________________
L'ASSESSORE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
___________________________
Data di ricezione: 28/04/2014 prot. 220
ISTRUTTORIA:
Pagina 1 / 4
____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
Oggetto: Criteri di selezione e approvazione progetti di Servizio Civile Nazionale di competenza
regionale di cui al Prontuario approvato con DPCM del 4 novembre 2009. Aggiornamento dei
criteri di valutazione dei progetti di Servizio Civile relativamente ai venti punti aggiuntivi regionali,
modifica del numero minimo dei volontari da impiegare nel singolo progetto e introduzione della
possibilità per gli enti iscritti all’Albo Regionale di presentare congiuntamente lo stesso progetto in
co progettazione.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA dell’Assessore alle Politiche Sociali e Sport;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L.R. 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del
Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale n. 1 del
6 settembre 2002 e successive modificazioni;
VISTA la legge 6 marzo 2001, n. 64 con la quale è stato istituito il servizio civile nazionale ed è
stata conferita delega al governo per l’emanazione dei decreti legislativi d’attuazione;
VISTO che, in attuazione della delega suddetta, è stato approvato il decreto legislativo 5 aprile
2002 n.77 recante la disciplina del servizio civile nazionale, le cui disposizioni sono
entrate in vigore integralmente dal primo gennaio 2006;
ATTESO che il decreto suddetto, nel prevedere la partecipazione delle Regioni e delle Province
autonome nella gestione del servizio civile nazionale, ha stabilito, all’articolo 6, commi 4
e 5, la ripartizione delle competenze in materia di valutazione ed approvazione dei progetti
di servizio civile tra l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, le Regioni e le Province
Autonome;
PRESO ATTO del Protocollo d’intesa sottoscritto tra l’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile e le
Regioni approvato dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le
Province Autonome nella seduta del 26 gennaio 2006, che contiene gli indirizzi per
l’istituzione, a livello regionale, degli albi degli enti di servizio civile;
VISTA la deliberazione della Giunta Regionale n° 82 del 14.02.2006 pubblicata sul B.U.R. L. del
28 febbraio 2006 avente ad oggetto: “Istituzione albo regionale degli enti di servizio
civile: procedure e modalità”;
PRESO ATTO che con DPCM del 4 novembre 2009 è stato approvato il “Prontuario contenente le
caratteristiche e le modalità per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio
Civile nazionale da realizzarsi in Italia e all’estero nonché i criteri per la selezione e
l’approvazione degli stessi”;
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RITENUTO OPPORTUNO confermare, ai fini della valutazione dei progetti di servizio civile
presentati dagli enti accreditati, i criteri di selezione ed approvazione dei progetti di
servizio civile previsti dal “Prontuario” approvato con DPCM del 4 novembre 2009;
CONSIDERATO che il Prontuario suddetto prevede al punto 4.3 la possibilità per le Regioni e le
Province Autonome di stabilire, entro 45 giorni prima della scadenza del termine di
presentazione dei progetti, ulteriori criteri di valutazione, per un punteggio aggiuntivo a
quello massimo complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati
dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile di non oltre 20 punti;
VISTA la DGR. n. 75 del 5.02.10 con cui la Regione Lazio ha preso atto dei criteri di selezione ed
approvazione dei progetti di servizio civile previsti dal “Prontuario” approvato con DPCM
del 4 novembre 2009 e ha confermato gli ulteriori criteri di valutazione esplicitati
nell’allegato A della D.G.R. 649 del 3.10.2006;
VISTA la DGR . n. 45 del 4.02.11: ”Adozione nuovi criteri di valutazione dei progetti di servizio
civile relativamente ai venti punti aggiuntivi regionali, e modifica del numero minimo dei
volontari da impiegare nel singolo progetto”;
CONSIDERATA la necessità di selezionare in modo trasparente e coerente con le nuove esigenze
del sistema del Servizio Civile che opera sul territorio regionale, i progetti presentati dagli
enti accreditati;
RITENUTO OPPORTUNO adottare nuovi criteri di valutazione, per un punteggio aggiuntivo a
quello massimo complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati
dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile di non oltre 20 punti, detto allegato A, che
costituisce parte integrante della presente deliberazione;;
CONSIDERATO altresì che il Prontuario suddetto prevede al paragrafo 1 la possibilità per le
Regioni e le Province Autonome di ridurre il numero dei volontari da impiegare nei
progetti presentati da enti iscritti al proprio albo;
RITENUTO opportuno ridurre a 2 unità il numero minimo dei volontari da impiegare nei progetti
presentati dagli enti accreditati per rispondere alle esigenze manifestate dagli enti;
CONSIDERATO infine, che il suddetto prontuario al Paragrafo 3.1 prevede la possibilità che gli
enti iscritti nel proprio albo regionale possano presentare congiuntamente lo stesso
progetto in co-progettazione;
RITENUTO OPPORTUNO pertanto introdurre la possibilità degli enti iscritti all’albo regionale di
presentare congiuntamente lo stesso progetto in co-progettazione
Pagina 3 / 4
DELIBERA
per le motivazioni espresse in premessa che qui si intendono integralmente richiamate:
a)
di confermare, ai fini della valutazione dei progetti di servizio civile presentati dagli enti
accreditati, i criteri di selezione ed approvazione dei progetti di servizio civile previsti dal
“Prontuario” approvato con DPCM del 4 novembre 2009;
b)
di adottare i nuovi criteri di valutazione come esplicitati nell’allegato A, parte integrante della
presente deliberazione, per un punteggio di non oltre 20 punti, in aggiunta a quello massimo
complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati dall’Ufficio Nazionale
per il Servizio Civile, ai fini della selezione dei progetti che verranno presentati alla Regione
dagli enti accreditati;
c)
di ridurre a 2 unità il numero minimo dei volontari da impiegare nei progetti presentati dagli
enti accreditati
d)
di introdurre la possibilità degli enti iscritti all’albo regionale di presentare congiuntamente lo
stesso progetto in co-progettazione.
La presente deliberazione è pubblicata sul sito www.regione.lazio.it e sul Bollettino Ufficiale della
Regione Lazio.
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione, che risulta
approvato all’unanimità.
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Servizio Civile della Regione Lazio
Griglia di valutazione relativa ai venti punti aggiuntivi
Allegato A
Voce scheda Progetto
43
44
Orientamento
lavorativo
Promozione
delle Pari
Opportunità e
integrazione
sociale
Elementi posti alla base della valutazione
Realizzazione di almeno 12 ore di attività
di orientamento lavorativo finalizzato a
favorire la conoscenza del mondo delle
imprese e delle politiche attive di
accesso al mondo del lavoro e il contatto
con le agenzie pubbliche e private per
l’impiego lavorativo.
Punteggio
Range
1
2
2 punti
Progetti che favoriscano l’accesso di
giovani stranieri nel Servizio Civile
Nazionale,
2 punti
Riserva di posti di servizio civile per
candidati volontari con bassa
scolarizzazione (scuola dell’obbligo)
2 punti
0-6
Si terranno in considerazione tutte le iniziative di coinvolgimento dei
giovani ai fini di una maggiore conoscenza e di un concreto contatto con il
mondo delle imprese e con le agenzie pubbliche e private finalizzate
all’impiego lavorativo, con particolare riferimento al programma Garanzia
Giovani.
Si tende a valorizzare i progetti che favoriscano l’accesso al Servizio Civile
Nazionale anche agli stranieri soggiornanti
regolarmente in Italia, in considerazione del Decreto del 4 dicembre 2013
del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale
Ufficio per il servizio civile nazionale. Si terranno in considerazione i casi in
cui vengono riservati specifici posti di servizio civile nel progetto o anche
quelli in cui vengono attivate partnership con gruppi o associazioni di
giovani stranieri in Italia.
Si tende a valorizzare quei progetti che per la propria natura e le modalità di
svolgimento favoriscano l’accesso ai giovani a bassa scolarità e/o a rischio di
esclusione sociale.
Punteggio
max.
2
6
Il punteggio sarà assegnato in base alla dichiarazione rilasciata dal legale
Rappresentante e verificato nella fase di avvio del progetto.
Si tende a valorizzare quei progetti che per la propria natura e le modalità
di svolgimento favoriscano l’accesso ai giovani in condizioni di disabilità.
Riserva di posti di servizio civile per
portatori di handicap
(i candidati idonei selezionati potranno
presentare certificato medico di idoneità in
relazione al tipo di attività richieste dal
progetto)
0-2
Razionale
2 punti
Nel progetto dovranno essere indicate modalità di inserimento e compiti
previsti per portatori di handicap.
Il punteggio sarà assegnato in base alla dichiarazione rilasciata dal legale
1
Quando il punteggio ha un range, per esempio 0-4, significa che possono essere assegnati alternativamente i seguenti punti: 0, 1, 2, 3 o 4.
2
Vedi nota 1.
1
rappresentante
45
46
Innovazione
Partnership e
azioni in rete
Progetti che presentino caratteristiche di
innovazione e sperimentazione di forme
di “amministrazione condivisa”
Progetti che si realizzano in partnership,
anche nella forma della co-progettazione
tra enti accreditati, con soggetti pubblici e
privati che possano apportare al progetto
un concreto contributo in termini di know
- how tecnico e professionale a vantaggio
dei giovani che partecipano al progetto.
4 punti
4
Per le priorità e le caratteristiche degli interventi si veda la nota 3
Si tende a premiare gli interventi in partnership e la co-progettazione fra
enti, sia pubblici che privati.
La co-progettazione prevede la individuazione di un ente capofila che avrà la
responsabilità della attuazione e del coordinamento del progetto.
4 punti
 Partnership tra 2 enti accreditati = punti 1
 Partnership tra 3 enti accreditati = punti 2
3
0-4
Si tende a valorizzare i progetti che prevedano risposte innovative e/o
sperimentali rispetto alle esigenze di un determinato territorio dal punto di
vista culturale, sociale, ambientale, supportate da indicatori per la verifica
della loro concreta realizzabilità, della loro efficacia e del loro impatto.
0-4
Non è fissato un numero massimo di enti partecipanti e la valutazione circa
la partnership dipenderà dalla qualità del contributo fornito al progetto
rispetto alle potenzialità della esperienza per i giovani in termini di
acquisizione di competenze.
4
Priorità per Area di intervento del progetto e caratteristiche degli interventi
ASSISTENZA
Interventi in situazioni di abbandono e di carenza assistenziale di persone con disagio psichico o affette da autismo (A06, A15)
Interventi a favore delle donne in difficoltà a causa della mancanza di servizi che consentano di conciliare i tempi del lavoro femminile (A11)
Interventi che favoriscono l’inclusione e il reinserimento sociali di categorie di cittadini in condizione di fragilità attraverso programmi di agricoltura sociale (A05, A10, A11, A,16, A17, A20)
PROTEZIONE CIVILE
Interventi che promuovono una cultura delle prevenzione dei rischi del territorio attraverso attività di indagine e di monitoraggio allo scopo di aumentare la conoscenza e la consapevolezza dei cittadini circa
la cura e la salvaguardia del territorio in cui vivono (B04)
AMBIENTE
Interventi che promuovano una cultura della salvaguardia e tutela dell’ambiente attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni
urbani, sulla base del principio della “amministrazione condivisa” (orti urbani, “vigilanza” nei parchi, ecc.) (CO4)
PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE
Interventi che promuovano la fruizione e l’accesso ai beni artistici e architettonici attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni
urbani, sulla base del principio della “amministrazione condivisa” (valorizzazione di siti archeologici, recupero centri storici, apertura di musei, ecc.) (D01, D02, D04)
EDUCAZIONE E PROMOZIONE CULTURALE
Interventi che promuovano e accrescano una cultura civica attraverso forme di collaborazione tra cittadini e amministrazione locale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, sulla base del
principio della “amministrazione condivisa” (E02, E03, E06, E08, E09, E10, E13E14, E16)
2
 Partnership tra 2 enti accreditati e un ente
non accreditato del settore privato = punti 3
La co-progettazione può essere effettuata solo tra enti iscritti all’albo
regionale del Lazio.
Le collaborazioni tra più enti e soggetti dovranno essere formalizzate
attraverso un “accordo di partnership”
 Partnership tra 2 enti accreditati e 2 enti non
accreditati del settore privato = punti 4
Per ogni ente coinvolto, dovranno essere specificati i compiti,le modalità di
realizzazione, i tempi, i luoghi di attuazione e le risorse umane individuate,
accludendo i relativi curricula. Per ogni ente coinvolto, si richiede una breve
descrizione delle caratteristiche e delle attività svolte, nei casi in cui non si
tratta di enti accreditati all’Albo regionale del Servizio Civile.
47
Networking
territoriale
48
Numero di
volontari per
progetto
Progetti che prevedano uno scambio di
esperienze con i giovani partecipanti ad
altri progetti di servizio civile che
interessano il territorio regionale, sia
dello stesso ente che tra enti e progetti
diversi.
Progetti che prevedano un numero
massimo di 4 posti di servizio civile
volontario per i giovani
2 punti
0-2
2 punti
0-2
Si intende valorizzare la dimensione di rete dell’esperienza dei giovani in
servizio civile nella Regione Lazio, non limitandosi ai momenti della
formazione d’aula, ma prevedendo occasioni e opportunità di incontro tra i
giovani anche di differenti aree di intervento del servizio civile.
Una visione più ampia del contesto in cui si inserisce l’attività di servizio
civile e lo sviluppo di rapporti e relazioni con altri giovani può
rappresentare un valore aggiunto sia per il percorso di crescita formativa,
sia per le attività e i risultati del progetto.
Si intende valorizzare la diffusione sul territorio dei progetti di servizio
civile e a promuovere una migliore organizzazione e qualità del lavoro
svolto dai giovani in servizio civile.
2
2
3
REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N.
PROPOSTA N.
7938
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
05/05/2014
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Area: RICERCA FINALIZZ., INNOVAZ. E GREEN ECONOMY
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Approvazione schema di Accordo di Programma multiregionale tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la
Regione Lazio per l'attuazione di "azioni di sviluppo, valorizzazione promozione dei Cluster Tecnologici Nazionali", nel quadro
dell'Avviso D.D. n. 257/Ric. del 30/05/2012.
(ALESSANDRI CLAUDIA)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(MARINA SCAZZOCCHIO)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(F. MAZZOTTA)
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
(R. BELLOTTI)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
___________________________
SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA' PRODUTTIVE
(Fabiani Guido)
___________________________
L'ASSESSORE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
___________________________
Data di ricezione: 09/05/2014 prot. 243
ISTRUTTORIA:
Pagina 1 / 5
____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
OGGETTO: Approvazione schema di Accordo di Programma multiregionale tra il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Regione Lazio per l’attuazione di “azioni di
sviluppo, valorizzazione promozione dei Cluster Tecnologici Nazionali”, nel quadro dell’Avviso
D.D. n. 257/Ric. del 30/05/2012.
LA GIUNTA REGIONALE
SU PROPOSTA
dell’Assessore Sviluppo Economico e Attività Produttive;
VISTO
lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA
la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche, recante la
“Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e
disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale”;
VISTO
il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche ed
integrazioni, denominato “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei
servizi della Giunta Regionale”;
VISTA
la Legge Regionale 30 dicembre 2013, n. 14, recante “Bilancio di previsione
finanziario della Regione Lazio 2014-2016;
PREMESSO:
-
-
che il Ministero dell’Istruzione della Ricerca e dell’Università (MIUR) con decreto direttoriale
n. 257/Ric. del 30 maggio 2012, ha pubblicato l’“Avviso per lo sviluppo e potenziamento di
Cluster Tecnologici Nazionali” ai quali attribuisce particolare rilievo strategico come propulsori
della crescita economica sostenibile dei territori e dell’intero sistema economico nazionale;
che i cluster, come definiti dall’art. 1, co. 4 dell’“Avviso” rappresentano aggregazioni
organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, altri soggetti
anche finanziari attivi nel campo dell'innovazione, articolate in più aggregazioni pubblicoprivate, ivi compresi i distretti tecnologici già esistenti, presenti su diversi ambiti territoriali,
guidate da uno specifico organo di coordinamento e gestione, focalizzate su uno specifico
ambito tecnologico e applicativo, idonee a contribuire alla competitività internazionale sia dei
territori di riferimento sia del sistema economico nazionale;
PRESO ATTO che con l’APQ6 Stralcio “Distretto Tecnologico nell’industria Aerospaziale” il
30/06/2004 il MIUR, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e la Regione Lazio hanno firmato
la costituzione del Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio (DTA), 1° Distretto tecnologico
Aerospaziale d’Italia che prevedeva l’attuazione di iniziative congiunte da parte della Regione, di
istituti finanziari, di centri di ricerca, di Università e delle imprese di settore;
PRESO ATTO che, il 10 luglio 2012 MIUR, e Regione Lazio hanno siglato un Protocollo d’Intesa
per promuovere e sostenere i Distretti tecnologici del Lazio, al fine di metterne a sistema la
funzione, come strumenti di intermediazione tecnologica e di produzione di nuove tecnologie e
innovazioni per il territorio, incentivando la collaborazione tra gli organismi di ricerca ed il sistema
delle imprese laziali;
PRESO ATTO che per il Distretto Tecnologico Aerospaziale del Lazio sono previsti 10,6 milioni
di euro con la finalità di sviluppare progetti di ricerca industriale e di alta formazione;
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CONSIDERATO che il comparto aerospaziale nel Lazio vanta una consolidata tradizione e
riunisce la maggior parte delle competenze industriali e scientifiche italiane di settore;
PRESO ATTO che l’art. 2, comma 3 del citato “Avviso” MIUR D.D. n. 257/Ric del 30 maggio
2012, prevede che le domande a valere su detto “Avviso” per la concessione delle agevolazioni,
presentate dallo specifico organo di coordinamento e gestione del cluster tecnologico nazionale al
MIUR, debbano essere corredate da specifica lettera di intenti delle regioni di riferimento del
cluster che descriva la coerenza e la funzionalità rispetto alle strategie regionali;
VISTA la dichiarazione, rilasciata ai sensi dell’art. 2 comma 3, prot. n. 117 del 21/09/2012, con cui
la Regione Lazio manifesta il proprio interesse a sostenere, anche finanziariamente, attività
complementari e/o funzionali allo sviluppo e valorizzazione dei Cluster ai quali ha deciso di aderire
al fine della partecipazione all’“Avviso” MIUR;
PRESO ATTO che la Regione Lazio ha individuato in Fi.La.S SpA il soggetto che fa parte
dell’organo di coordinamento del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospaziale (CTNA), nato
nell’ambito del più volte citato “Avviso” MIUR del 30 maggio 2012 e riconosciuto soggetto
Nazionale aggregante e interlocutore per il MIUR in tema di aerospazio dal 14 dicembre 2012;
PRESO ATTO, altresì, che la Regione Lazio ha partecipato, per il tramite di FILAS SpA, ai lavori
preparatori della proposta al MIUR per lo sviluppo del CTN “Aerospazio”, promossa e coordinata
dalla Regione Campania, dalla Regione Lazio, dalla Regione Lombardia, dalla Regione Puglia e
dalla Regione Piemonte, che si sono fatti interpreti delle istanze espresse dai territori e dalle
principali componenti del “sistema aerospaziale italiano”;
RITENUTO che gli indirizzi strategici inseriti nella summenzionata proposta, sono ritenuti
coerenti con quelli definiti dalla Regione Lazio in tema di Aerospazio per il supporto alla ricerca e
all’innovazione tecnologica del comparto e con quanto stabilito dal “Programma Strategico
Regionale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico”, approvato con Deliberazione
Consiliare n. 25 del 25 luglio 2012, in attuazione della Legge Regionale 4 agosto 2008, n. 13
“Promozione della ricerca e sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico nella
Regione Lazio” e dal POR FESR Lazio 2007-2013, Asse 1 “Ricerca, Innovazione e Rafforzamento
della base produttiva”, finalizzato a rafforzare la competitività del sistema produttivo laziale
attraverso la promozione della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico;
PRESO ATTO che, con Decreto Direttoriale del 14 dicembre 2012, n. 18 “Cluster Tecnologici
Nazionali - Approvazione graduatoria progetti ammessi”, il MIUR ha giudicato ammissibili alle
agevolazioni, sulla base dei criteri di punteggio di cui all'Art. 5, comma 4 del D.D. n. 257/ 2012, 8
domande, proposte da uno specifico raggruppamento di soggetti attuatori, come di seguito elencate:
 CTN01_00163 Fabbrica Intelligente (CFI);
 CTN01_00063 Chimica verde (GreenChem);
 CTN01_00177 Scienze della vita (ALISEI);
 CTN01_00176 Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina (trasporti Italia
2020);
 CTN01_00230 Agrifood (C.L.A.N.);
 CTN01_00236 Aerospazio (CTNA);
 CTN01_00034 Tecnologie per le Smart Communities (CTN-TSC);
 CTN01_00128 Tecnologie per gli Ambienti di Vita (TAV);
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rinviando a successivi e appositi decreti l'ammissione a finanziamento delle singole domande fino a
concorrenza delle disponibilità finanziarie, pari a 368 M€ a valere sui fondi FAR e ulteriori 40 M€ a
carico del PON R&C 2007-2013 per le quote di attività progettuali da svolgersi nelle Regioni
Convergenza;
PRESO ATTO dell’inserimento in detta graduatoria del progetto CTN01-00236 Aerospazio –
Cluster Tecnologico Nazionale per l’Aerospazio;
TENUTO CONTO della partecipazione della Regione Lazio all’Organo di Coordinamento del
CTN “aerospazio”, avvenuta attraverso FILAS SpA, che ha contribuito alla definizione degli
indirizzi strategici del Cluster e ha garantito la coerenza con il processo di smart specialization in
atto nella Regione Lazio;
RITENUTO OPPORTUNO, dando un seguito all’impegno regionale formalizzato con nota prot.
n. 117 del 21/09/2012 di cui sopra, contribuire al sostegno delle attività complementari e/o
funzionali allo sviluppo e valorizzazione dei Cluster tecnologici regionali con un importo
complessivo pari a Euro 50.000 ( tra attività “in kind” ed erogazioni “cash” entrambe da indicarsi
nel Piano annuale per il Fondo di Dotazione della Filas SpA ex L. R. 28 dicembre 2007, n° 26, art.
26);
CONSIDERATA la necessità di contribuire in modo efficace e sinergico alla strategia regionale
relativa al cluster tecnologico nazionale dell’aerospazio e dare attuazione a quanto già manifestato
dalla Regione Lazio in sede di lettere di intenti e nei termini concertati con il MIUR e le altre
Regioni coinvolte, in particolare:
 procedendo all’approvazione dello schema di Accordo di Programma multiregionale con il
MIUR, di durata triennale, secondo lo schema negoziato tra le Amministrazioni e il Ministero
ed allegato al presente atto quale sua parte integrante e sostanziale (allegato 1), al fine di
assicurare il sostegno e la migliore valorizzazione delle competenze dei soggetti costituenti i
Cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi ambiti territoriali determinando,
tra l'altro, anche in ottica di Programmazione comunitaria 2014-2020, le azioni, le modalità di
utilizzo e combinazione delle risorse, nonché le azioni di monitoraggio e valutazione degli
Accordi stessi;
 autorizzando l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive, alla sottoscrizione
dell’Accordo e degli eventuali atti integrativi per la tematica del cluster aerospazio;
 autorizzando FILAS SpA alla messa a sistema delle attività complementari e/o funzionali alla
valorizzazione del Cluster Tecnologico Aerospaziale promosse nell’ambito del territorio
regionale;
tutto ciò visto, premesso, dato atto, rilevato, ritenuto e richiamato.
DELIBERA
per le motivazioni richiamate nelle premesse, che costituiscono parte integrante e sostanziale del
presente provvedimento,
-
Pagina 4 / 5
di approvare lo schema di Accordo di Programma multiregionale con il MIUR, allegato al
presente atto quale sua parte integrante e sostanziale (allegato 1) che definisce e mette a
sistema le azioni di sviluppo, valorizzazione e promozione dei Cluster Tecnologici
Nazionali, sostenute nell’ambito dei rispettivi territori dalle Regioni sottoscrittrici dei singoli
Accordi;
-
di autorizzare l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive, alla
sottoscrizione dell’Accordo e degli eventuali atti integrativi per la tematica del cluster
aerospazio;
-
di autorizzare FILAS SpA alla messa a sistema delle attività complementari e/o funzionali
alla valorizzazione del Cluster Tecnologico Aerospaziale promosse nell’ambito del territorio
regionale;
-
di contribuire al sostegno delle attività complementari e/o funzionali allo sviluppo e
valorizzazione del Cluster tecnologico Aerospaziale nazionale, con un importo annuo fino a
Euro 50.000, tra attività “in kind” ed erogazioni “cash” entrambe da indicarsi nel Piano
annuale per il Fondo di Dotazione della Filas SpA ex L. R. 28 dicembre 2007, n° 26, art. 26;
Il Direttore pro-tempore della Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e le Attività
Produttive provvederà all’emanazione di tutti gli atti attuativi della presente deliberazione, compresi
quelli connessi e consequenziali alla firma dell’allegato Accordo;
Il presente provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il su esteso schema di deliberazione, che risulta
approvato all'unanimità.
Pagina 5 / 5
ACCORDO DI PROGRAMMA
“Azioni di sviluppo, valorizzazione e promozione
del Cluster Tecnologico Nazionale ………………………………
nel quadro dell’Avviso di cui al D.D. 257/Ric del 30/05/2012
nelle REGIONI ……………………………………………………………….
Roma, ……………………
IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
e
la REGIONE
la REGIONE
la REGIONE
la REGIONE
……..
(LE PARTI)
VISTO l’articolo 15 della Legge n. 241 del 1990, il quale prevede che le Amministrazioni
Pubbliche possono concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione
di attività di interesse comune e in particolare, il comma 2 bis) che prevede l’obbligo di
sottoscrizione degli accordi con firma digitale o firma elettronica avanzata o firma elettronica
qualificata pena la nullità degli stessi;
VISTO il D. Lgs. n. 297 del 27 luglio 1999 e ss.mm.ii. recante il “Riordino della disciplina e
snellimento delle procedure per il sostegno della ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle
tecnologie, per la mobilità dei ricercatori” e ss.mm.ii.;
VISTO il D. M. n. 593 dell’8 agosto 2000 “Modalità procedurali per la concessione delle agevolazioni
previste dal D. Lgs. 27 luglio 1999 n. 297” e ss.mm.ii. e, in particolare, il D. M. del 6.12.2005 n.
3245/Ric. ed il D. M. del 2 gennaio 2008 “Adeguamento delle disposizioni del D.M. 593/2000 alla
Disciplina Comunitaria sugli Aiuti di Stato alla Ricerca, Sviluppo ed Innovazione di cui alla
Comunicazione 2006/C 323/01”;
VISTI, in particolare, gli artt. 12 e 13
del citato D. M. n. 593/2000 recanti rispettivamente
“Progetti di ricerca e formazione presentati in conformità a bandi emanati dal Murst per la realizzazione di
obiettivi specifici” e “Specifiche iniziative di programmazione”;
VISTO il D. Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 recante “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;
VISTA la Legge 14 luglio 2008 n. 121 di conversione, con modificazioni, del D. L. 16 maggio 2008
n. 85 recante "Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell'art.
1, commi 376 e 377, della Legge 24 dicembre 2007 n. 244" con la quale è stato previsto che le funzioni
del Ministero dell'Università e della Ricerca, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di
personale, sono trasferite al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (di seguito
MIUR);
VISTO il D.P.C.M. del 6 agosto 2008 "Ricognizione, in via amministrativa delle strutture trasferite al
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ai sensi dell'articolo 1 comma 8 del decreto-legge
16 maggio 2008 n. 85, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2008 n. 121;
VISTA la Comunicazione COM(2008) 652 def. della Commissione al Consiglio, al Parlamento
Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni "Verso cluster
competitivi di livello mondiale nell'Unione europea" che identifica come una delle priorità assolute
l'attuazione di un'ampia strategia dell'innovazione per il raggiungimento dell'eccellenza dei
Cluster europei;
VISTO il D.P.R. del 20 gennaio 2009 n. 17 “Regolamento recante disposizioni di riorganizzazione del
MIUR”;
VISTA la Comunicazione COM(2011) 808 def. della Commissione al Consiglio, al Parlamento
Europeo, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni "Orizzonte 2020"
nella quale viene illustrato il quadro strategico comune in materia di ricerca e innovazione per il
periodo 2014-2020 e che prevede tre priorità che si rafforzano reciprocamente: 1. generare una
scienza di alto livello finalizzata a rafforzare l'eccellenza scientifica dell'UE a livello
internazionale; 2. promuovere la leadership industriale mirata a sostenere l'attività economica,
anche attraverso il sostegno alle PMI; 3. innovare per affrontare le sfide sociali, in modo da
rispondere direttamente alle priorità identificate nella strategia Europa 2020 per mezzo di attività
ausiliari che coprono l'intero spettro delle iniziative, dalla ricerca al mercato.
VISTO l’art. 9, comma 1, del D. L. 13 maggio 2011 n. 70 recante “Semestre Europeo – Prime
disposizioni urgenti per l’economia”, convertito dalla Legge 106/2011;
VISTI gli artt. 60, 61, 62, 63 del D. L. 22 giugno 2012 n. 83 recante “Misure urgenti per la crescita
del Paese”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 134/2012;
VISTO il D.M. n.115 del 19 febbraio 2013 concernente “Modalità di utilizzo e gestione del Fondo per
gli Investimenti nella Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST). Disposizioni procedurali per la
concessione delle agevolazioni a valere sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60, 61, 62 e
63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
134”;
VISTO l’Avviso di cui al D. D. n. 257/Ric del 30 maggio 2012, come modificato e integrato dal
D. D. n. 414 del 12 luglio 2012, finalizzato alla nascita e allo sviluppo di Cluster Tecnologici
Nazionali da identificare come propulsori della crescita economica sostenibile dei territori
dell’intero sistema economico nazionale;
VISTO il D. D. del Capo Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e
coreutica e per la ricerca prot. n. 18 del 14 dicembre 2012, che ha approvato le graduatorie finali
relative alle domande presentate per l’Avviso D. D. n. 257/Ric del 30 maggio 2012 e giudicato
ammissibili alle agevolazioni n. 8 (otto) domande presentate, come di seguito elencate:
1.
CTN01_00163 Fabbrica Intelligente (CFI)
2.
CTN01_00063 Chimica verde (GreenChem);
3.
CTN01_00177 Scienze della vita (ALISEI);
4.
CTN01_00176 Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina (Trasporti Italia
2020);
5.
CTN01_00230 Agrifood (C.L.A.N.)
6.
CTN01_00034 Tecnologie per le Smart Communities (CTN-TSC)
7.
CTN01_00236 Aeropsazio (CTNA)
8.
CTN01_00128 Tecnologie per gli Ambienti di Vita (TAV)
VISTO che con Decreto Direttoriale n. 1883 dell’ 11 ottobre 2013 il Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca, con Decreto Direttoriale ha provveduto alla rideterminazione dei
costi dei progetti ammessi a finanziamento, di cui alla graduatoria approvata con Decreto
Direttoriale del 14 dicembre 2012, n. 18;
CONSIDERATO il Protocollo d'Intesa siglato in data 25 giugno 2009 tra il Ministro
dell'Istruzione, dell’Università e della Ricerca e i Presidenti delle Regioni della Convergenza, per
l'attuazione del PON R&C;
CONSIDERATO che l’art. 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012 assegna alle
domande ammesse a finanziamento risorse pari a complessivi 368 milioni di euro a valere sui
fondi FAR (comma 1) e ulteriori 40 milioni di euro a carico del PON R&C 2007-2013 per le quote
di attività progettuali da svolgersi nelle Regioni Convergenza, a valere sul FESR (50%) e sul DFS
(50%) (comma 2);
CONSIDERATO che con Decreto Ministeriale n. 9 del 27 febbraio 2013, registrato alla Corte dei
Conti, le risorse disponibili di cui all’art. 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012
sono state incrementate con risorse reperite nell’ambito del Piano del Riparto del FAR per l’anno
2012;
CONSIDERATO che con Decreto Direttoriale n. 435 del 13 marzo 2013 dette risorse aggiuntive
sono state allocate a copertura finanziaria delle domande giudicate ammissibili alle agevolazioni
di cui al D.D. n.257/Ric del 30 maggio 2012;
CONSIDERATO che nella graduatoria di domande giudicate ammissibili con D. D. del Capo
Dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca
prot. n. 18 del 14 dicembre 2012 rientra il Cluster id.xxxxx denominato “xxxxxx”comprensivo dei
progetti CTN 01……., ……. finanziato per un importo pari a €……
CONSIDERATO che tutte le Regioni rispettivamente (con note prot………… del ……………..)
partecipanti al presente Accordo hanno già manifestato con specifica lettera di intenti, ai sensi
dell’art. 2 comma 3 del citato Avviso D. D. 257/Ric del 30 maggio 2012, l’interesse a sostenere
anche finanziariamente, nell’ambito di specifici Accordi di Programma con il MIUR, le attività
complementari e/o funzionali allo sviluppo e alla valorizzazione del Cluster Tecnologico
Nazionale ………………………;
CONSIDERATA la necessità di procedere alla stipula di appositi Accordi di Programma con le
Regioni coinvolte ai sensi dell’art. 5, comma 6 del citato Avviso D. D. 257/Ric, al fine di assicurare il
sostegno e la migliore valorizzazione del Cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi
ambiti territoriali;
CONSIDERATO che ciascuna Regione sta elaborando, secondo gli indirizzi di Europa 2020 una
propria strategia di Smart Specialization, all’intero della quale provvede ad identificare le aree e
i temi prioritari su cui concentrare, secondo un approccio di sistema, i propri interventi e che, a
livello operativo, ciò si tradurrà nella valorizzazione di settori/ambiti tecnologici e/o di nicchie
di mercato dove il territorio dispone di chiari vantaggi competitivi o di determinate potenzialità
di sviluppo imprenditoriale;
CONSIDERATO che il Cluster Tecnologico Nazionale rappresenta un riferimento per
l'aggregazione multiregionale di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di
ricerca, altri soggetti anche finanziari attivi nel campo dell'innovazione, focalizzato su uno
specifico ambito tecnologico e applicativo, idoneo a contribuire alla competitività internazionale
sia dei territori di riferimento sia del sistema economico nazionale;
CONSIDERATO che pertanto le Regioni, possono trovare nel CTN un ambito organizzativo per
azioni collaborative e di condivisione per la valorizzazione dei propri interventi definiti
nell’ambito della Strategia di Smart Specialisation;
VISTI i seguenti documenti di programmazione:
-
Protocollo d’intesa sottoscritto in data 30 marzo 2012 tra il Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e dalla Ricerca e la Regione Marche che prevede, tra le diverse
tematiche di ricerca, anche quella relativa a Tecnologiche avanzate e a materiali
innovativi per prodotti “Made in Italy” personalizzati ed eco-efficenti;
-
Regione…………..
-
Regione…………..
-
Regione …………
-
Regione…………
CONSIDERATO che con la sottoscrizione del presente Accordo le Parti dichiarano che gli
interventi previsti riguardano investimenti pubblici tesi ad assicurare la migliore valorizzazione
del cluster e dei progetti ammessi alle agevolazioni nei rispettivi ambiti territoriali, che verranno
attuati nel rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali in materia di regimi di aiuto e
di appalto di beni e servizi e dei regolamenti interni, nonché in materia di tutela di brevetti, di
diritto di autore e della concorrenza;
LE PARTI STIPULANO IL SEGUENTE
ACCORDO DI PROGRAMMA
Articolo 1
Recepimento delle premesse e termini di riferimento
1.
Le premesse di cui sopra costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Accordo di
Programma (di seguito “Accordo”).
2.
Agli effetti del presente Accordo si intendono:
a) per MIUR, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca;
b) per Regioni, le Amministrazioni regionali che, ai sensi dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30
maggio 2012 hanno prodotto la lettera di intenti,
c) per Parti, il MIUR e le Regioni che sottoscrivono il presente Accordo;
d) per Parti finanziatrici, le Regioni che finanziano le azioni indicate nell’art.4 del presente
Accordo;
e) per Parti non finanziatrici, le Regioni che non partecipano finanziariamente alle azioni
indicate nell’art. 4 del presente Accordo, ma che si riservano di individuare risorse
finanziarie da destinare alle annualità successive ad integrazione di quanto attualmente
previsto;
f) per Cluster, il Cluster Tecnologico Nazionale CTN01_00XXX - Denominazione
g) per Piano di Sviluppo strategico del Cluster, la cornice strategica presentata unitamente
ai Progetti dal Cluster ai sensi dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012
h) per Organo di Coordinamento e Gestione, l’Organo costituito nel Cluster ai sensi
dell’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012
i) per Governance del Cluster, il modello organizzativo del Cluster
Articolo 2
Oggetto e finalità
1.
Oggetto del presente Accordo sono la definizione e la messa a sistema delle attività
complementari e/o funzionali allo sviluppo, alla valorizzazione e alla promozione del Cluster
…………………….., di cui all’Allegato 1 promosse nell’ambito dei rispettivi territori dalle
Regioni sottoscrittrici dell’Accordo.
2.
In particolare, le attività avranno come oggetto:
3.
a)
la realizzazione di specifiche azioni (animazione, formazione, promozione,
internazionalizzazione, open innovation, foresight tecnologico ecc…) complementari e
funzionali allo start-up e allo sviluppo del Cluster, a complemento dei progetti ad oggi
ammessi a finanziamento dal MIUR di cui all’Allegato 2;
b)
la definizione e l’attuazione tra MIUR e Regioni di ulteriori linee di intervento che,
sulla base della governance del Cluster, favoriscano processi di sviluppo e di
potenziamento del Cluster, attraverso un programma coordinato di attività e
comprensivo di azioni di monitoraggio e valutazione nella logica della Smart
Specialization, per l’integrazione e cooperazione fra sistema della ricerca e sistema
produttivo e lo sviluppo della rete dei servizi nei rispettivi territori regionali anche in
vista della nuova programmazione.
Le azioni, di cui al precedente comma 2, sono finalizzate al consolidamento e alla
valorizzazione del Cluster promuovendo una strategia coordinata di sviluppo su base
territoriale, anche in raccordo con le Aggregazioni pubblico-private già esistenti nelle Regioni
ed una sistematica efficace sinergia tra tutte le Parti, secondo il modello di governance
individuato nel Piano strategico del Cluster.
Articolo n 3.
Impegni delle Parti
1. Sulla base delle Premesse, le Parti:
a. convengono sulla mission del Cluster quale piattaforma intermedia di integrazione e
soggetto catalizzatore ed organizzatore di progettualità provenienti dai territori,
aperto e inclusivo nei confronti di tutti i soggetti portatori di competenze e conoscenze
negli ambiti tecnologici di riferimento;
b. condividono le linee di intervento ricomprese nel presente Accordo e ne riscontrano la
coerenza con gli atti di pianificazione e programmazione generale e settoriale di
rispettiva competenza;
c. convengono che gli interventi ricompresi nel presente Accordo siano anche a supporto
del Cluster ……………………di cui all’Avviso D.D. 257/Ric del 30 maggio 2012;
d. concordano sull’opportunità di implementare anche con accordi e atti integrativi le
azioni di cui al successivo articolo 4;
2. Le Parti, ciascuna nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, si impegnano ad
individuare e definire congiuntamente tutte le azioni e le modalità necessarie alla migliore
realizzazione delle finalità di cui al precedente articolo 2;
Nel dettaglio:
il MIUR, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze si impegna a:
a) Attivare ed utilizzare integralmente, nei tempi indicati nel successivo articolo 8, le risorse
finanziarie per la realizzazione dei progetti del Cluster approvati con Decreto Direttoriale
dell’11 ottobre 2013 n. 1883, di cui all’allegato 2;
b) Realizzare le attività di monitoraggio in itinere dei progetti fino alla loro scadenza e, se
necessario, proporre eventuali aggiornamenti e/o modifiche;
c) Attivare forme di stretta collaborazione con il ricorso in particolare a strumenti di
semplificazione dell’attività amministrative e di snellimento dei processi decisionali, di
valutazione e controllo.
d) Individuare eventuali ulteriori progetti specifici e risorse aggiuntive da rendere disponibili
attraverso specifici accordi integrativi, a valere sulla nuova programmazione 2014 - 2020
Le Regioni, ciascuna nell’ambito delle proprie funzioni, competenze e territori, si impegnano
a:
a) Mettere a disposizione le rispettive strutture territoriali a supporto delle aggregazioni
pubblico-private regionali di riferimento del Cluster;
b) Attivare e realizzare, rispettando i termini concordati, le attività riportate nell’allegato 1 al
presente Accordo;
c) Individuare ulteriori linee di intervento, con ricadute territoriali, a supporto del Cluster
attraverso il coordinamento di tutti i settori delle rispettive Amministrazioni;
d) Promuovere il partenariato locale pubblico-privato e attivare azioni nel territorio di
competenza coordinate con le politiche del Cluster;
e) Individuare eventuali ulteriori risorse aggiuntive (anche private) da rendere disponibili per
specifici accordi integrativi, a valere sulla nuova programmazione;
f)
Individuare, nell’ambito delle attività di cui all’articolo 2 comma 2 lettera b), in stretta
collaborazione con l’organismo di coordinamento del Cluster, linee di intervento e azioni a
supporto del Cluster a valere sulla nuova programmazione, da proporre al Comitato
Tecnico dell’Accordo di cui al successivo articolo 5;
g) Attivare forme di stretta collaborazione con il ricorso in particolare a strumenti di
semplificazione dell’attività amministrative e di snellimento dei processi decisionali, di
valutazione e controllo.
Articolo 4
Copertura finanziaria delle azioni complementari e/o funzionali previste dall’Accordo
1. La copertura finanziaria delle azioni di cui all’articolo 2 comma 2 lettera a) previste
dall’Accordo sarà garantita per la prima annualità (2013) dalle Parti finanziatrici per un totale
di €…………..e avverrà secondo il dettaglio di riportato nella tabella che segue:
PARTI FINANZIATRICI
IMPORTO
FONTE FINANZ.
REGIONE
REGIONE
REGIONE
……….
TOTALI
2. Per le annualità successive la copertura finanziaria delle azioni complementari e/o funzionali
previste dall’Accordo, verrà disposta attraverso specifici accordi integrativi.
3.
Le azioni e l’articolazione delle risorse per ciascuna Parte finanziatrice sono descritte
nell’Allegato 1;
Articolo n. 5
Comitato Tecnico dell’Accordo
1. Per l’attuazione, del presente Accordo, è istituito un Comitato Tecnico (“Comitato”), composto
da n. 2 persone designate dal MIUR, di cui uno con funzioni di Presidente, e da n. 1 persona
designata con nota dell’Assessore competente di ciascuna Regione firmataria del presente
Accordo. Partecipa al Comitato il Presidente dell’Organismo di coordinamento e gestione del
Cluster.
2. Ai lavori del Comitato potranno essere invitati i rappresentanti degli altri Ministeri competenti
in materia in relazione agli ambiti tematici del Cluster e, su richiesta di una delle Parti e a
seconda delle tematiche da affrontare, anche esperti di riconosciuta competenza. A supporto
dei lavori e delle attività del Comitato possono essere invitate a partecipare le organizzazioni e
le strutture amministrative delle Parti, ciascuna per le rispettive competenze.
3. La nomina dei componenti del Comitato dovrà avvenire – con decreto del MIUR– entro 30
giorni dalla sottoscrizione del presente Accordo. Le sostituzioni e/o le integrazioni dei
componenti devono avvenire con le stesse modalità di nomina prevista dal presente comma, a
seguito di comunicazione scritta alle Parti. Entro i successivi 30 giorni il MIUR provvederà ad
emanare il nuovo decreto di nomina.
4. Il decreto di nomina del Comitato, nel rispetto delle disposizioni legislative nazionali e
regionali vigenti, determina gli eventuali oneri per il suo funzionamento, che saranno a carico
delle singole Amministrazioni rappresentate e partecipanti.
5. Il Comitato ha il compito di:
a) assicurare, tramite il raccordo con i competenti uffici regionali e nazionali, la corretta
ed efficace attuazione del presente Accordo;
b) monitorare lo stato di attuazione del presente Accordo e relazionare alle Parti;
c) individuare e comunicare alle Parti eventuali nuove risorse finanziarie che si
rendessero disponibili da allocare sul presente Accordo;
d) proporre alle Parti eventuali proroghe e/o rinnovi dei termini di efficacia del
presente Accordo, di cui al successivo art.8;
e) assicurare che le attività del Cluster siano coerenti con gli indirizzi strategici delle
politiche regionali, nazionali ed europee;
f) proporre alle Parti la definizione di ulteriori linee di intervento di cui all’articolo 2
comma 2 lettera b), a valere sulla nuova programmazione, da inserire in nuovi
accordi o atti integrativi, sulla base delle indicazioni pervenute dal MIUR ai sensi
dell’articolo 3, comma 3 lettere d) ed e), nonchè dalle Regioni ai sensi dell’articolo 3
comma 4, lettere c), e) e f);
g) proporre alle Parti le richieste di adesione di ulteriori Regioni la cui partecipazione
ed azione sia necessaria e/o comunque opportuna per la compiuta realizzazione
delle attività e degli interventi previsti dal presente Accordo.;
Qualora nei casi di cui ai punti e), f) e g)si rendesse necessario il ricorso ad una votazione,
potranno esprimersi a riguardo unicamente il MIUR e le Parti finanziatrici.
6. Il Comitato si riunisce, su convocazione del proprio Presidente, la prima volta entro 15 giorni
dalla nomina per l’insediamento e per fissare i criteri per l’emanazione del regolamento interno
relativo al proprio funzionamento.
7. Il Comitato produrrà relazioni periodiche sullo stato di avanzamento dell’Accordo, inviandole,
attraverso il suo Presidente, per opportuna conoscenza e presa d’atto, a ciascuna delle Parti.
8. Il Comitato, al fine di garantire la piena realizzazione degli obiettivi del presente Accordo, può
proporre integrazioni, modifiche e aggiornamenti, opportunamente motivati, al presente
Accordo.
9. Il Comitato dura in carica fino al completamento delle attività approvate per la realizzazione
degli obiettivi e delle finalità del presente Accordo.
Articolo n. 6
Termine dell’Accordo
1.
Il presente Accordo entra in vigore al momento della sottoscrizione e ha durata triennale
ovvero fino al completamento dei progetti e delle azioni e comunque non oltre i termini ultimi
previsti dalle normative inerenti le fonti di finanziamento del presente Accordo ovvero dalle
normative contabili. Le Parti, per concorde volontà, si riservano la facoltà di prorogarne
l’efficacia o di rinnovarlo in tutto o in parte anche con specifici Accordi integrativi.
Articolo n. 7
Disposizioni generali e finali
1.
Il presente Accordo è vincolante per le Parti.
1. Possono aderire all’Accordo, anche con risorse aggiuntive, e secondo le modalità che saranno
definite dal Comitato Tecnico di cui al precedente art. 5, altre Regioni nei limiti di quanto
previsto dalla vigente normativa, la cui partecipazione ed azione sia necessaria e/o comunque
opportuna per la compiuta realizzazione delle attività e degli interventi previsti dal presente
Accordo.
3.
Le Parti si obbligano a compiere tutti gli atti necessari alla sua esecuzione, ivi incluso a
trasmetterlo agli organi di controllo, ove così previsto dalla pertinente regolamentazione.
Il presente Accordo, sottoscritto (con firma digitale o firma elettronica avanzata ovvero con altra
firma elettronica qualificata) in n. X copie originali, sarà sottoposto alle prescritte approvazioni e
registrazioni di legge.
Roma, lì …………
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Regione
Regione
Regione
Regione
ALLEGATO 1 ALL'ACCORDO DI PROGRAMMA
AZIONE 1
OBIETTIVI
Qualificazione,
consolidamento e sviluppo
del CTN
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
RISULTATI
ATTIVITA'
DESCRIZIONE
TOTALE RISORSE
AZIONE 1
AZIONE 2
A
Risorse
finanziarie
complessive da
parte della
Regione
B
Ulteriori asset
disponibili
(descrivere)
Sviluppo dei meccanismi di
aggregazione
OBIETTIVI
RISULTATI
ATTIVITA'
DESCRIZIONE
TOTALE RISORSE
AZIONE 2
A
Risorse
finanziarie
complessive da
parte della
Regione
B
Ulteriori asset
disponibili
(descrivere)
AZIONE 3
Animazione, diffusione e
valorizzazione
OBIETTIVI
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
Regione
…..
RISULTATI
ATTIVITA'
DESCRIZIONE
TOTALE RISORSE
AZIONE 3
AZIONE 4
A
Risorse
finanziarie
complessive da
parte della
Regione
B
Ulteriori asset
disponibili
(descrivere)
Azione sul capitale umano,
OBIETTIVI
RISULTATI
ATTIVITA'
DESCRIZIONE
TOTALE RISORSE
AZIONE 4
A
Risorse
finanziarie
complessive da
parte della
Regione
B
Ulteriori asset
disponibili
(descrivere)
TOTALE GENERALE RISORSE
(EURO)
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N.
PROPOSTA N.
17029
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
29/10/2013
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
INFRASTRUTTURE, AMBIENTE E POLITICHE ABITATIVE
Area: CONSERVAZ. QUAL. AMBIENTE E BONIF. SITI INQUIN.
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
D.Lgs. 152/2006 art. 94 comma 2 - Direttive per l'individuazione dell' area di salvaguardia delle acque destinate al consumo
umano distribuite a terzi mediante approvvigionamenti autonomi.
(ANNECCHIARICO IRENE)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(S. RODOLICO)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(A. PALOMBO)
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
(B. PLACIDI)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
___________________________
INFRASTRUTTURE, POLITICHE ABITATIVE, AMBIENTE
(Refrigeri Fabio)
___________________________
L'ASSESSORE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
___________________________
08/05/2014 - prot. 241
Data di ricezione ______________________
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
ISTRUTTORIA:
Pagina 1 / 3
____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
Oggetto: D.Lgs. 152/2006 art. 94 comma 2 - Direttive per l’individuazione dell’ area di
salvaguardia delle acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi.
LA GIUNTA REGIONALE
su proposta dell’Assessore Infrastrutture politiche abitative ambiente
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 “Disciplina del Sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” e ss.mm.ii.;
VISTO il Regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 “Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale” e ss.mm.ii.;
VISTA la Legge Regionale 18 novembre 1991 n. 74 “Disposizioni in materia di tutela ambientale.
Modificazioni ed integrazioni alla L. R. 11 aprile 1985 n. 36”;
VISTA la Legge regionale 22 gennaio 1996, n. 6 “Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e
organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36;
VISTO il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 che stabilisce le competenze regionali in
materia di individuazione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano;
CONSIDERATO che l’art.94 comma 1 del D.Lgs. 152/2006 disciplina le aree di salvaguardia delle
acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di
acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse;
CONSIDERATO che l’art. 94 comma 2 del D.Lgs 152/06 specifica che “per gli
approvvigionamenti diversi da quelli di cui al comma 1, le Autorità competenti impartiscono, caso
per caso, le prescrizioni necessarie per la conservazione e la tutela della risorsa e per il controllo
delle caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano”;
VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale 14 dicembre 1999 n° 5817 “Approvazione ed
emanazione delle direttive per l’attuazione delle competenze regionali. Direttive per
l’individuazione delle aree di salvaguardia delle acque destinate al consumo umano”;
VISTA la Deliberazione del Consiglio Regionale 27 settembre 2007 n.° 42 che approva il Piano di
Tutela delle Acque Regionali (P.T.A.R.) ai sensi del D. Lgs. 152/99 e s.m.i.;
CONSIDERATA la necessità di tutelare la risorsa idropotabile e prevenire possibili fonti di
inquinamento delle falde acquifere;
TENUTO CONTO che la perimetrazione delle zone da tutelare ai sensi dell’art.94 comma 1 del
D.Lgs.152/06 riguarda le risorse idropotabili erogate a terzi mediante impianto di acquedotto che
riveste carattere di pubblico interesse;
Pagina 2 / 3
CONSIDERATO che le acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi devono comunque essere tutelate ma con azioni di salvaguardia che
incidano il meno possibile sull’economia del territorio;
TENUTO CONTO della necessità di definire le modalità di tutela delle acque destinate al consumo
umano distribuite a terzi mediante approvvigionamenti autonomi.
CONSIDERATO che la Asl competente effettuerà i dovuti controlli sanitari con le frequenze che
riterrà opportune, in relazione alla vulnerabilità dell’acquifero;
DELIBE RA
le premesse costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento
1. di stabilire che, per le acque destinate al consumo umano distribuite a terzi mediante
approvvigionamenti autonomi, il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario
della struttura dovrà provvedere a delimitare una zona di tutela assoluta intorno alla
captazione idrica;
2. la zona di tutela assoluta dovrà essere opportunamente dimensionata in relazione alla
situazione di rischio della risorsa, adibita esclusivamente alle opere di captazione, recintata,
idoneamente protetta e provvista di opere di regimazione delle acque dilavanti, rendendo
interdetto l’accesso ai non autorizzati. Altre attività in essa esistenti, diverse da quelle
anzidette, dovranno essere rimosse;
3. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura dovrà dare
comunicazione della delimitazione realizzata a questa Regione – Area Conservazione
qualità dell’ambiente e bonifica dei siti inquinati - ed alla ASL competente per territorio,
fornendo l’esatta ubicazione della captazione e della delimitazione della zona di tutela sia su
carta C.T.R. che su planimetria catastale con l’indicazione della località, foglio e particella
e la georeferenziazione del punto con le coordinate UTM WGS84, fuso 33;
4. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura dovrà acquisire
dalla Asl competente il giudizio di potabilità dell’acqua captata e distribuita;
5. il soggetto concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura è tenuto ad
effettuare i controlli interni per la verifica della qualità dell’acqua destinata al consumo
umano ai sensi del D.Lgs.31 del 2 febbraio 2001;
6. Tutti gli interventi di tutela previsti e gli oneri da essi derivanti sono a carico del soggetto
concessionario della risorsa idrica e/o proprietario della struttura;
La presente delibera sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che risulta
approvato all’unanimità.
Pagina 3 / 3
REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N.
PROPOSTA N.
8213
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
08/05/2014
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA PRODUTTIVE
Area: INTERNAZIONALIZZ. E MARKETING TERRITORIALE
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Disposizioni regionali per l'individuazione delle modalità di attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del
13 marzo 2014 "Linee guida delle politiche regionali sull'internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma di
interventi 2014." - Criteri di valutazione e selezione delle operazioni.
(TENNENINI MASSIMO)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(TENNENINI MASSIMO)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(R. MONACHESI)
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
(R. BELLOTTI)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
___________________________
SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA' PRODUTTIVE
(Fabiani Guido)
___________________________
L'ASSESSORE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
___________________________
12/05/2014 - prot. 245
Data di ricezione ______________________
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
ISTRUTTORIA:
Pagina 1 / 4
____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
OGGETTO: Disposizioni regionali per l’individuazione delle modalità di attuazione del
Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee
guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del
Lazio. Programma di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle
operazioni.
LA GIUNTA REGIONALE
SU proposta dell’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività Produttive;
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n. 6 e successive modifiche;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni
denominato “Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale”;
VISTA la legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 recante “Norme in materia di programmazione,
bilancio e contabilità della Regione”;
VISTA la L.R. 02 Aprile 1991, n. 14 ”Disciplina e promozione delle manifestazioni fieristiche nella
Regione Lazio. Valorizzazione delle piccole e medie industrie e dell'artigianato del Lazio” e in
particolare, l’art. 12 della suddetta legge per il quale la Regione, anche in rapporto al programma
promozionale predisposto dal Ministero dello Sviluppo economico (già Ministero del Commercio
con l’Estero), può svolgere attività promozionali dirette alla realizzazione di specifici comparti
produttivi e settori merceologici e di allestire e gestire propri spazi nell’ambito delle aree di
manifestazioni fieristiche che si svolgono in Italia e all’estero;
VISTA la L.R. 10 Luglio 2007, n. 10 "Disciplina generale in materia di artigianato. Modifiche alla
legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 "Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per
la realizzazione del decentramento amministrativo" e successive modifiche ed a leggi regionali
concernenti l'artigianato" e, in particolare l’art. 77, secondo comma, “La Giunta regionale può: a)
realizzare iniziative promozionali dirette alla valorizzazione di specifici comparti produttivi, settori
merceologici ed attività artigiane; b) allestire e gestire direttamente propri spazi nell’ambito delle
aree di manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero”;
VISTA la L.R. 27 maggio 2008, n. 5 “Disciplina degli interventi regionali a sostegno
dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del Lazio” in particolare l’articolo 5
“Attuazione degli interventi” che individua Sviluppo Lazio s.p.a. quale soggetto attuatore degli
interventi in materia di internazionalizzazione delle PMI come individuati dall’articolo 3 “Interventi
indiretti” e dall’articolo 4 “Interventi diretti”;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale 12 settembre 2008, n. 641, avente ad oggetto
“Approvazione delle modalità di funzionamento del Comitato Permanente per
l'Internazionalizzazione, di cui all'art. 7 della Legge regionale n. 5 del 27 maggio 2008”,
CONSIDERATO che con nota prot. 277/SP del 20 febbraio 2014 l’Assessore per lo Sviluppo
Economico e le Attività Produttive della Regione Lazio, in qualità di Presidente del Comitato
Permanente per l'Internazionalizzazione, ha convocato il Comitato medesimo per la consultazione
d_1399546193062OTV055252405.doc
Pagina 2 / 4
prevista dall’articolo 7 della L.R. 5/2008, nonché dall’articolo 4, comma 2 dell’Allegato A della
citata DGR n. 641 del 2008;
CONSIDERATO che nelle more della convocazione del Comitato Permanente per
l'Internazionalizzazione sono state attivate, con la partecipazione di Sviluppo Lazio S.p.a., le forme
di consultazione previste dall’art. 7 comma 9, L.R. 5/2008 tramite l’organizzazione, nel corso dei
mesi di novembre e dicembre 2013, di n. 10 focus group in cui sono stati ascoltati gli stakeholder
settorialmente competenti;
VISTE le schede risultanti dall’esito degli incontri organizzativi sopracitati;
VISTO il parere della VIII Commissione Consiliare - Agricoltura, artigianato, commercio,
formazione professionale, innovazione, lavoro, piccola e media impresa, ricerca e sviluppo
economico nella seduta n. 19 del 27.2.2014 con il quale la Commissione si è espressa
favorevolmente sullo schema di deliberazione con il quale la Giunta ha successivamente definito le
linee guida delle politiche regionali e il programma d'interventi per l'anno 2014.
VISTO il parere del Comitato Permanente per l'Internazionalizzazione espresso nella seduta del
27.2.2014;
VISTA la deliberazione di Giunta regionale n. 110 del 13 marzo 2014 che ha approvato le Linee
Guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio e il
Programma di interventi 2014;
CONSIDERATO che per l’attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alle Linee Guida
delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio è necessario
individuare le modalità di attuazione cui la Regione Lazio intende attenersi;
RITENUTO di dover procedere all’approvazione delle modalità di attuazione del Programma 2014
delle Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del
Lazio e dei criteri per la valutazione e la selezione delle operazioni;
VISTO l’allegato A alla presente deliberazione recante Modalità di attuazione del Programma di
interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee guida delle politiche regionali
sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma di interventi 2014.” –
Criteri di valutazione e selezione delle operazioni.
CONSIDERATO che la convenzione disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e
Sviluppo Lazio per le attività di cui alla LR 5/2008 approvata con determina dirigenziale n. C0611
del 31/03/2009 è scaduta il 31/12/2011 e si rende pertanto necessario procedere alla sottoscrizione
di una nuova convenzione;
VISTO l’allegato B alla presente Deliberazione recante “Schema di convenzione disciplinante i
rapporti tra l’Amministrazione regionale e Sviluppo Lazio per le attività di cui alla LR 5/2008”
VISTA la legge regionale 30 dicembre 2013, n. 13, concernente: “Legge di stabilità regionale
2014”;
VISTA la legge regionale 30 dicembre 2013, n. 14, concernente: “Bilancio di previsione finanziario
della Regione Lazio 2014-2016”;
d_1399546193062OTV055252405.doc
Pagina 3 / 4
RICHIAMATA la deliberazione di Giunta regionale 13 marzo 2014 n. 110, ed in particolare
l’allegato A della suddetta deliberazione recante “Programma di interventi 2014” che prevede uno
stanziamento di € 11.400.000,00 e trova copertura negli stanziamenti di € 8.000.000,00 sul capitolo
B21101 ed € 1.469.500,87 sul capitolo B25916 E.F. 2014, a cui si aggiungono i residui finanziari
disponibili presso Sviluppo Lazio S.p.a., derivanti da precedenti affidamenti a valere sulle attività di
Internazionalizzazione, pari ad € 1.930.499,13;
DELIBERA

di approvare l’allegato A alla presente deliberazione recante Modalità di attuazione del
Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo 2014 “Linee guida delle
politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio. Programma
di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle operazioni, che forma parte
integrante della presente deliberazione;

di approvare l’allegato B alla presente deliberazione recante “Schema di convenzione
disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e Sviluppo Lazio per le attività di
cui alla LR 5/2008”, che forma parte integrante della presente deliberazione.
Il presente provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio e sul Web
regionale.
d_1399546193062OTV055252405.doc
Pagina 4 / 4
ALLEGATO A
Modalità di attuazione del Programma di interventi 2014 di cui alla DGR n. 110 del 13 marzo
2014 “Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo
del Lazio. Programma di interventi 2014.” – Criteri di valutazione e selezione delle
operazioni.
Premessa
La Regione Lazio con deliberazione di Giunta regionale n. 110 del 13 marzo 2014 ha approvato le
Linee guida delle politiche regionali sull’internazionalizzazione del sistema produttivo del Lazio ed
il relativo Programma di interventi 2014.
Il Programma prevede tre linee di intervento articolate a loro volta in azioni per un importo
complessivo di € 11.400.000,00 così come di seguito dettagliato.
Programma di interventi 2014
1 Sostegno a progetti di internazionalizzazione
€ 5.500.000
2 Azioni a regia regionale
€ 5.400.000
 Cofinanziamento di progetti promossi dal sistema imprenditoriale
 Voucher per servizi all’internazionalizzazione









Progetti integrati a regia regionale: Mediterraneo e Americhe
Diplomazie economiche: Mediterraneo allargato, Russia, Estremo Oriente
Promozione dell’artigianato artistico
Progetti interregionali: Africa Subsahariana, Cina, Russia e Emirati Arabi Uniti
Supporto ai percorsi di export management
Anno del Turismo Italia-Russia
Partecipazione a Fiere Internazionali e progetti EXPO 2015
Festival Internazionale Startup
Accordo di collaborazione con Fiera di Roma
3 Governance di sistema
 Orientamento e comunicazione
 Monitoraggio e valutazione
 Strumenti di governance: convocazione periodica di tavoli settoriali e del Comitato
Regionale per l'Internazionalizzazione
 Riforma della legislazione regionale sistema fieristico (L.R. 14/91)
Totale
€ 500.000
€ 11.400.000
Finalità del presente documento
Attraverso il presente documento la Giunta regionale intende delineare il quadro di riferimento per
l’attuazione e la gestione delle attività previste dal Programma di interventi 2014.
In particolare in merito alle modalità di:
- selezione delle operazioni;
- individuazione dei soggetti beneficiari dei contributi pubblici di cui alla LR 5/08;
- applicazione dei criteri di selezione dei soggetti beneficiari,
conformemente agli indirizzi contenuti nelle Linee guida ed in particolare nel Programma di
interventi 2014.
Modalità attuative
ALLEGATO A Criteri
1
Il Programma di interventi sarà attuato mediante le seguenti modalità:
a) Avvisi pubblici per la concessione di aiuti a P.M.I.; per la selezione di soggetti beneficiari
nell’ambito degli interventi diretti di cui all’art. 4 della LR 5/2008 e ricompresi nel punto 1 del
Programma degli interventi 2014. Gli importi degli aiuti saranno commisurati ai regimi di
riferimento applicabili, in particolare agli articoli 26 e 27 del Regolamento Generale di Esenzione
per Categoria (Reg. CE 800/2008 e successive modificazioni) che prevedono un’intensità massima
di aiuto pari al 50% della spesa ammissibile ed in pari misura ai sensi del Regime de minimis,
laddove applicato. Eventuali fattispecie di aiuti diverse da quelli indicati saranno riconosciute nei
limiti massimi di intensità applicabili dal regime di riferimento adottato.
b) Manifestazioni di interesse per il cofinanziamento di progetti a regia regionale proposti da enti
ed o organismi rappresentativi o portatori di interessi diffusi e collettivi del sistema delle imprese
regionali; per la selezione di soggetti beneficiari nell’ambito degli interventi di cui all’art. 3 della
LR 5/2008 e ricompresi nel punto 2 del Programma degli interventi 2014.
c) Voucher; per la selezione di soggetti beneficiari nell’ambito degli interventi diretti di cui all’art. 4
della LR 5/2008 e ricompresi nel punto 1 del Programma degli interventi 2014 anche tramite
soggetti intermedi.
d) Accordi di partenariato con soggetti già individuati; i soggetti sono individuati dalla Regione
Lazio nell’ambito del punto 2 del Programma di interventi 2014. La Regione Lazio, a valle di
specifiche intese - sottoscritte o da sottoscrivere - con i soggetti istituzionali di cui sopra, richiederà
a Sviluppo Lazio di elaborare una scheda progetto con il partner individuato. Un successivo
provvedimento amministrativo approverà detta scheda progetto, disporrà il trasferimento a Sviluppo
Lazio delle risorse ad essa destinate e fornirà tutte le conseguenti disposizioni attuative.
e) Attuazione diretta; la Regione Lazio, qualora valuti opportuno che alcune componenti delle
attività ricomprese nel punto 2 del Programma degli interventi 2014 vengano realizzate direttamente
da Sviluppo Lazio, approverà con specifico provvedimento amministrativo le schede progetto,
disponendo il trasferimento alla stessa Società regionale delle risorse ad essa destinate e fornirà tutte
le conseguenti disposizioni attuative. Nella realizzazione delle suddette attività Sviluppo Lazio
potrà avvalersi di fornitori esterni per l’acquisizione di beni e servizi nel rispetto delle normative di
cui al “codice appalti”, alle disposizione di controllo analogo attivati per le società in house
providing dalla Regione Lazio, e allo specifico regolamento interno a Sviluppo Lazio in materia di
acquisizione di beni e servizi.
Criteri di selezione delle operazioni
1) Avvisi pubblici e manifestazioni di interesse. I progetti saranno selezionati sulla base delle
procedure di cui al Dlgs 123/98, art. 5, comma 2 “Procedura valutativa a graduatoria”, e art. 6
“Procedura negoziale”. La prima per quanto attiene gli interventi di cofinanziamento di progetti
promossi dal sistema imprenditoriale; la seconda per quanto riguarda i progetti a regia regionale.
Nell’ambito di selezione delle operazioni, Sviluppo Lazio adotta i seguenti criteri:
Criteri di ammissibilità generali:
 Conformità dell’operazione alla normativa internazionale, comunitaria, nazionale e
regionale applicabile;
 Coerenza dell’operazione alle Linee guida e ai Programmi annuali di intervento;
 Rispetto dei requisiti soggettivi ed oggettivi dei soggetti proponenti (caratteristiche
specifiche del/i soggetto/i proponente/i previste dalle Linee guida e dai Programmi);
ALLEGATO A Criteri
2
Criteri di ammissibilità specifici:
Per i progetti individuati attraverso Manifestazioni d’interesse, la fase di negoziazione è
elemento condizionante ai fini dell’ammissibilità al contributo delle proposte progettuali,
rispetto alle quali Sviluppo Lazio è tenuta a selezionare le operazioni maggiormente coerenti
con le Linee guida e, laddove necessario, richiedere ai soggetti proponenti di conformare le
proposte progettuali a queste ultime.
ALLEGATO A Criteri
3
Criteri di selezione per gli Avvisi pubblici per aiuti alle P.M.I.:
CRITERIO
Validità tecnicoeconomica
Fattibilità tecnica
Fattibilità economica
Coerenza dimensionale
Descrizione
Coerenza interna del progetto in termini di chiarezza
nell’individuazione degli obiettivi e di coerenza con le attività
programmate con i risultati attesi; accurata descrizione dello stato
attuale e delle attività ritenute necessarie per raggiungere gli obiettivi
prefissati
Completezza e consistenza del piano finanziario previsto per la
realizzazione del progetto
Compatibilità degli obiettivi di mercato con la struttura aziendale
proponente, con i contenuti della proposta progettuale e le condizioni
dei mercati esteri target
Innovatività del
programma
Innovatività del servizio, valutato in base alla coerenza della proposta
progettuale rispetto al piano annuale
Livello di novità delle prestazioni di servizi richiesti rispetto ai servizi
utilizzati correntemente dall’impresa (ad es. inserimento di export
manager, prima realizzazione di show room all’estero)
Budget
Piano finanziario
Costi
Ammontare del cofinanziamento richiesto rispetto al piano
finanziario presentato
Congruità dei costi rispetto alle attività programmate e rispetto dei
massimali di spesa individuati nell’avviso pubblico
Priorità/Premialità
Ricomposizione di
filiera
Premialità per le proposte progettuali rivolte ai Paesi obiettivo
individuati dalle Linee Guida (richiamati al paragrafo 4.5
“Opportunità”)
Priorità per le proposte progettuali relative alle aree di
specializzazione produttiva definite dalla legge sui distretti, i distretti
tecnologici e le eccellenze regionali (richiamate nel paragrafo 3 delle
Linee Guida)
Premialità per le aggregazioni tra soggetti appartenenti alla/e
medesima/e filiera/e, anche operanti in settori differenti
Aggregazioni sotto
forma di contratti di rete
Premialità per le proposte sottoposte da aggregazioni di imprese sotto
forma di contratto di rete
Indice di aggregazione
Premialità in base alla dimensione dell’aggregazione
Premialità per i progetti che si configurano come estensione
funzionale e non routinaria di progetti già realizzati
Premialità (punteggio aggiuntivo) alle imprese in possesso del rating
di legalità
Paesi obiettivo
Concentrazione
settoriale
Continuità progettuale
Rating di legalità
ALLEGATO A Criteri
4
Criteri di selezione per le Manifestazioni di interesse per il cofinanziamento di progetti a regia
regionale:
CRITERIO
Caratteristiche del soggetto
proponente
Livello di esperienza
Capacità tecnico-organizzativa
Livello di specializzazione
relativamente al settore e/o al
paese target
Descrizione
Competenze ed esperienza del soggetto proponente nella
gestione di progetti di internazionalizzazione e del personale
assegnato al progetto (da CV)
Numero di risorse umane assegnato al progetto in rapporto alla
struttura organizzativa del soggetto proponente
Specializzazione del soggetto proponente misurata rispetto agli
anni di attività e dai progetti realizzati nel settore o nel paese
target
Caratteristiche del progetto
Qualità della proposta
progettuale
Efficacia: ricaduta dirette o
indiretta sul sistema delle
imprese
Numero di imprese coinvolte
Sinergia: grado di integrazione
con attività di altri soggetti
Livello di approfondimento e livello di declinazione delle
azioni programmate; individuazione puntuale degli obiettivi
strategici e dei risultati attesi
Individuazione delle potenzialità della proposta progettuale in
ordine alla sua capacità di conseguire risultati diretti e indiretti
a favore dei soggetti coinvolti, quali: potenziali nuovi clienti e
distributori, partner; raccolta e diffusione di informazioni del
mercato estero
Numero di imprese regionali coinvolte nelle varie fasi del
progetto a beneficio delle quali sono svolte le attività
Sinergie con partner in grado di garantire una maggiore
efficacia alla proposta progettuale e capacità del progetto di
inserirsi in contesti complessi di attività di
internazionalizzazione
Budget
Costi
Congruità dei costi rispetto alle attività programmate e rispetto
dei massimali di spesa individuati dalla manifestazione
d’interesse
Premialità
Piano finanziario
Ammontare del cofinanziamento richiesto rispetto al piano
finanziario presentato
2)Voucher; tali interventi riguarderanno servizi per l’internazionalizzazione erogati a favore delle
PMI da parte di strutture specializzate; la Regione definirà le modalità di accreditamento dei
soggetti intermedi con successivo atto amministrativo, anche nell’ambito di specifici accordi di
cooperazione con il sistema delle Camere di Commercio del Lazio.
3) Accordi di partenariato con soggetti già individuati; con la stipula degli accordi, la Regione
partecipa al cofinanziamento di attività individuate tra quelle di cui al punto 2 del Programma degli
interventi 2014 e per le quali si prevede l’elaborazione da parte di Sviluppo Lazio, congiuntamente
ALLEGATO A Criteri
5
al partner individuato dalla Regione, di schede progetto che identifichino attività, costi e modalità di
realizzazione dell’intervento.
Le schede progetto, conformi ai medesimi criteri evidenziati per le manifestazioni di interesse
relativamente a caratteristiche del progetto ed al budget, saranno soggette a specifica approvazione
regionale che disporrà il trasferimento a Sviluppo Lazio delle risorse relative.
4) Attuazione diretta; anche per le attività realizzate direttamente da Sviluppo Lazio saranno
predisposte specifiche schede progetto da elaborare utilizzando – laddove applicabili – i medesimi
criteri evidenziati per le manifestazioni d’interesse relativamente a caratteristiche del progetto ed al
budget. L’approvazione regionale di dette schede disporrà il trasferimento a Sviluppo Lazio delle
risorse relative.
Sistema di monitoraggio
Le Linee Guida della programmazione triennale regionale 2014-2016 in tema di
internazionalizzazione prevedono, tra le azioni di riforma della governance, un’attività di
monitoraggio e valutazione finalizzata a verificare sia l’effettiva realizzazione degli interventi
previsti dal Piano, sia l'impatto che tali interventi avranno sul sistema produttivo regionale
coinvolto nei progetti.
A tale scopo, Sviluppo Lazio è chiamata a costruire un sistema per la raccolta dei dati ex ante, in
itinere ed ex post propedeutica all'attività di monitoraggio per la valutazione della realizzazione
delle attività regionali e del loro impatto sul grado di internazionalizzazione del sistema produttivo
regionale. Tale sistema dovrà essere illustrato all’interno di un Piano di lavoro dell’attività di
monitoraggio degli interventi per l’intrernazionalizzazione, soggetto ad approvazione regionale.
Qualora nella realizzazione di detta attività Sviluppo Lazio debba avvalersi di fornitori esterni, si
atterrà alle stesse regole e procedure già indicate per le attività ad “Attuazione diretta”.
Risorse finanziarie
Alle azioni di cui al Programma 2014 sono destinate le seguenti risorse:





Programma di interventi 2014
Avvisi pubblici
Manifestazioni di interesse
Voucher
Accordi istituzionali
Attività dirette
Totale
ALLEGATO A Criteri
€ 5.000.000,00
€ 2.200.000,00
€
500.000,00
€ 1.200.000,00
€ 2.500.000,00
€ 11.400.000,00
6
ALLEGATO B
Schema di convenzione disciplinante i rapporti tra l’Amministrazione regionale e
Sviluppo Lazio per le attività di cui alla LR 5/2008
(Ai sensi della legge regionale 27 maggio 2008, n. 5, recante “disciplina degli interventi
regionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del Lazio”)
TRA
La Regione Lazio (di seguito denominata Regione), con sede legale in Roma, Via
Cristoforo Colombo n. 212, C.F. 80143490581, rappresentata da ___________________
nato a ______________ il _____/______/__________ C.F. ________________________
in esecuzione della delibera di giunta regionale n. ____ del_____/_______/________;
E
Sviluppo Lazio S.p.A.. - Agenzia Regionale per gli Investimenti e lo Sviluppo del Lazio –
(di seguito denominata Sviluppo Lazio) con sede legale in Roma, Via Vincenzo Bellini, n.
22 C.F. e P.I. 05950941004, rappresentata dal ………………….., nato a ________, il
___/___/______ .
PREMESSO:







che Sviluppo Lazio è stata individuata dall’art. 24 della Legge Regionale 7 giugno
1999, n. 6 (“Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della
Regione Lazio per l’esercizio finanziario 1999”) quale strumento operativo per la
gestione delle iniziative attinenti allo sviluppo di aree territoriali e di settori economici
del Lazio;
Sviluppo Lazio, è una società “in house providing” della Regione Lazio;
che la Regione, ai sensi dell’articolo 1 della Legge Regionale 27 maggio 2008, n. 5
(“Disciplina degli interventi regionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese del Lazio”), agevola e sostiene la competitività del sistema
produttivo laziale e promuove politiche a favore dell’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese (PMI) basate sul principio della responsabilità sociale, anche
attraverso la conclusione di accordi commerciali internazionali, nel rispetto dei diritti
umani, della tutela della salute, della conservazione delle risorse ambientali, della
salvaguardia dei diritti dei lavoratori e dei minori.
che l’articolo 5 comma 3 della suddetta Legge, in riferimento agli interventi diretti di
cui all’art. 4 della medesima, ha individuato Sviluppo Lazio, quale soggetto incaricato
della attività istruttoria, della redazione della graduatoria relativamente all' erogazione
dei contributi alle PMI, nei limiti degli stanziamenti di bilancio;
che l‘articolo 5 comma 1 stabilisce, inoltre, che gli interventi indiretti di cui all’art.3
della stessa Legge sono attuati dalla Direzione regionale competente in materia di
internazionalizzazione delle PMI, avvalendosi di Sviluppo Lazio S.p.A., sulla base di
uno specifico programma di attività annualmente redatto dalla stessa società;
che si rende necessario, sulla base di quanto sopra esposto, procedere alla stipula della
convenzione approvata con determinazione dirigenziale n…… del…..
che con determinazione dirigenziale n…. del ……. viene indicato l’ammontare delle
risorse trasferite a Sviluppo Lazio per la realizzazione delle attività ad essa assegnate
per l’annualità in corso e che con successive determinazioni dirigenziali verrà
ALLEGATO B Schema convenzione
1
determinato e disposto l’ammontare delle risorse da trasferire per la realizzazione delle
attività afferenti le successive annualità.
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE:
Art. 1
(Oggetto)
La presente convenzione ha per oggetto la disciplina dei rapporti tra la Regione Lazio e
Sviluppo Lazio S.p.A. relativamente allo svolgimento delle attività attinenti l’ attuazione
della Legge ….. in oggetto.
Sviluppo Lazio relativamente all’attuazione degli interventi ”indiretti”, così come definiti
dall’articolo 3 della legge regionale 27 Maggio 2008, n. 5, provvederà a:
a) supportare la Direzione Regionale …. nella predisposizione delle Linee Guida delle
politiche regionali sull’internazionalizzazione, secondo quanto stabilito all’art. 2 della
Legge 5/2008;
b) supportare la suddetta Direzione Regionale nella predisposizione del programma di
attività annuale, di cui all’art. 5, co. 1, L.R. 5/2008, che sarà trasmesso alla Direzione
Regionale ed al Comitato Permanente per l’internazionalizzazione di cui all’art. 7, per
la successiva approvazione da parte della Giunta Regionale;
c) supportare la stessa Direzione Regionale nella predisposizione degli atti e delle azioni
necessarie all’attuazione del Programma approvato sulla base dei criteri e delle
modalità di attuazione stabiliti dalla Giunta regionale;
d) redigere semestralmente una relazione sullo stato di avanzamento degli interventi
realizzati, da trasmettere alla Direzione regionale competente. Sviluppo Lazio
provvederà inoltre all’invio di uno stato di avanzamento dei progetti anche da un
punto di vista finanziario al termine di ogni annualità.
Sviluppo Lazio relativamente all’’attuazione degli interventi ”diretti”, così come definiti
dall’articolo 4 della legge regionale 27 Maggio 2008, n. 5, provvederà a:
a) predisporre appositi Avvisi pubblici che definiscano le risorse disponibili, i soggetti
beneficiari, i termini e le modalità di presentazione delle domande, le spese
ammissibili e l’ammontare del contributo concedibile, nel rispetto dei criteri di
valutazione e selezione delle domande stabiliti dalla Giunta regionale;
b) provvedere alle istruttorie dei progetti presentati, individuando le spese ammissibili,
l’ammontare del finanziamento concedibile e la relativa percentuale;
c) inoltrare al Nucleo di valutazione regionale, presso la Direzione regionale
competente, un elenco delle domande ammissibili ed un elenco delle domande non
ammissibili, specificandone i motivi;
d) attivare tutte le procedure e le azioni previste nei Bandi Avvisi pubblici, ivi
compresa la stipula degli atti d’impegno per il finanziamento dei progetti, l’analisi
della rendicontazione delle spese e per l’erogazione del saldo del relativo contributo
nei limiti della effettiva disponibilità delle risorse assegnate a Sviluppo Lazio, al
fine dell’erogazione degli incentivi;
ALLEGATO B Schema convenzione
2
e) comunicare alla Direzione regionale competente, per le determinazioni da assumere,
gli eventuali motivi di revoca delle agevolazioni concesse;
f) provvedere alla gestione del contenzioso insorto con i soggetti beneficiari di
agevolazioni, attivandosi nei modi di legge per l’eventuale recupero degli importi
erogati;
g) monitorare annualmente lo stato di attuazione dei progetti finanziati, esplicitando
eventuali motivi di revoca dei contributi concessi;
h) promuovere e divulgare, attraverso lo sportello SprintLazio e tramite gli altri
strumenti di comunicazione individuati, tutte le informative inerenti la conoscenza
della legge attivando, altresì, specifici servizi informativi in favore dei soggetti
richiedenti, per la corretta redazione delle domande di agevolazione e la conoscenza
dei successivi iter attuativi;
i) predisporre annualmente una relazione che evidenzi i progetti finanziati e gli
importi erogati nell’anno precedente nonché l’idonea documentazione contabile e/o
bancaria da cui si evincano tutti i movimenti del fondo stesso.
Sviluppo Lazio provvederà inoltre a svolgere un’attività di monitoraggio e valutazione di
tutti gli interventi previsti dai Programmi annuali finalizzata a verificare l’effettiva
realizzazione degli interventi e l'impatto che tali interventi hanno sul sistema produttivo
regionale.
Art. 2
(Compensi per attività operativa)
Le spese relative alle risorse interne ed esterne necessarie alla gestione e al coordinamento
dei Programmi annuali sono ricomprese da apposite schede inserite nel Piano annuale delle
attività di Sviluppo Lazio a valere sul Fondo di Dotazione per lo Sviluppo Regionale del
Lazio, ex art. 24, L.R. 6/99.
Art. 3
(Trasferimenti)
1. Per l’esecuzione delle attività previste dai Programmi annuali, la Regione Lazio si
impegna a trasferire a Sviluppo Lazio, anticipatamente a titolo di contributo, le risorse
finanziarie necessarie. Sviluppo Lazio è pertanto autorizzata a prelevare dal Fondo L.R.
5/2008 le risorse finanziarie necessarie al pagamento dei soggetti e degli organismi
beneficiari dei contributi, ovvero degli altri fornitori che saranno coinvolti nell’attuazione
delle attività di cui ai Programmi annuali approvati.
2. Qualora durante il corso dell'anno si configuri l'esigenza o l'opportunità di avviare
attività non previste nel Programma annuale, ovvero di apportare variazioni alle singole
attività previste superiori al 10% del valore dell'attività stessa, Sviluppo Lazio ne dà
comunicazione motivata alla Regione per le opportune verifiche e valutazioni. La Regione,
con apposita determinazione dirigenziale, assume le variazioni proposte da Sviluppo Lazio
ovvero, qualora ne ricorrano i motivi, indica a Sviluppo Lazio le eventuali ed opportune
soluzioni.
3. Eventuali economie derivanti dall’attuazione delle attività del Programma annuale degli
interventi saranno portate ad incremento della dotazione finanziaria del Programma
dell’anno successivo per ulteriori ed analoghe attività.
ALLEGATO B Schema convenzione
3
Art. 4
(Amministrazione del fondo speciale di cui alla legge regionale 05/2008)
1. Il trattamento contabile delle risorse trasferite per le finalità di cui alla L.R. 5/2008 è
effettuato da Sviluppo Lazio con apposite scritture separate e con rendiconti da trasmettere
annualmente alla Regione unitamente al Bilancio societario.
Art. 5
(Durata della convenzione)
1. La presente convenzione ha durata triennale. Essa decorre dalla data della sua
sottoscrizione e si intende automaticamente rinnovata per ulteriori tre anni, salvo disdetta
scritta di una delle due parti da comunicarsi con un preavviso di almeno 6 (sei) mesi.
Art. 6
(Assicurazioni antinfortunistiche e assistenziali)
1. Nell’ambito dello svolgimento della attività di cui alla presente convenzione, Sviluppo
Lazio osserva le norme relative alle assicurazioni obbligatorie in materia antinfortunistica,
previdenziale ed assistenziale.
Art. 7
(Inadempienze e risoluzioni)
1. Qualora Sviluppo Lazio esegua la prestazione in modo non conforme a quanto
specificato nel presente atto o con un ritardo non concordato tra le parti, ovvero nel caso di
inadempienze gravi e ripetute è fatta salva la facoltà dell’Amministrazione di procedere alla
risoluzione del contratto.
Art. 8
(Imposte di registro)
1. Le imposte di registro ed i relativi oneri accessori dovuti per la presente convenzione
sono a carico di Sviluppo Lazio.
2. Entrambe le parti chiedono l’applicazione delle agevolazioni fiscali previste per gli
interventi finanziari effettuati dalla Regione a favore delle imprese e l’applicazione
dell’imposta di registro in misura fissa a norma dell’art. 38 del D.P.R. n.634/72 e
successive disposizioni
Art. 9
(Legge applicata e foro competente)
1. La presente convenzione è regolata dalla legge italiana.
ALLEGATO B Schema convenzione
4
2. Il foro competente per qualsivoglia controversia che dovesse originarsi
nell'interpretazione o nell'esecuzione del presente atto è esclusivamente quello di Roma.
Roma, lì __________________
Per la Regione Lazio
Il ……………….
_________________________
ALLEGATO B Schema convenzione
Per Sviluppo Lazio S.p.A.
Il Presidente
_________________________
5
REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N.
PROPOSTA N.
2930
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
21/02/2014
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Area: RICERCA E INNOVAZIONE PER PROGR. REGIONALE
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Modifica ed integrazioni alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno 2011. Riapprovazione integrale dei suoi
Allegati 1 e 2 concernenti rispettivamente le "Linee guida del Nucleo di Valutazione - L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per
la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico" e "Albo dei revisori - L.R. 4 agosto 2008
n.13. Criteri di individuazione dei revisori - Costituzione dell'Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
funzionamento"
(ZOCCHI MARIA ENRICA)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(MARIA ENRICA ZOCCHI)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(C. FELCI)
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
(P. BOTTARO)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
FORMAZIONE, RICERCA, SCUOLA, UNIVERSITA
(Smeriglio Massimiliano)
___________________________
IL VICE-PRESIDENTE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
SVILUPPO ECONOMICO E ATTIVITA' PRODUTTIVE
___________________________
IL DIRETTORE
(Fabiani Guido)
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
X
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
___________________________
25/02/2014 - prot. 83
Data di ricezione ______________________
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
ISTRUTTORIA:
Pagina 1 / 4
____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
OGGETTO: Modifica ed integrazioni alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno
2011. Riapprovazione integrale dei suoi Allegati 1 e 2 concernenti rispettivamente le “Linee guida del
Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di
ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico” e “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008
n.13. Criteri di individuazione dei revisori – Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge
Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo funzionamento”
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell’Assessore alla Formazione, Università, Scuola e Ricerca
Di concerto con l’Assessore allo Sviluppo Economico e alle Attività Produttive
VISTO lo Statuto della Regione Lazio;
VISTA la L.R. 18/02/2002, n. 6 – “Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e
disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale” - e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale n. 1 del 6
settembre 2002 e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO l’art.13 della L.R. 4 agosto 2008 n. 13 – Legge sulla “Promozione della ricerca e sviluppo
dell'innovazione e del trasferimento tecnologico nella Regione Lazio” che disciplina l’attività di
valutazione in subiecta materia;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n.125 del 6 marzo 2009 che ha attuato il dettato
normativo di cui all’art.13 su indicato, con l’istituzione del Comitato strategico per la ricerca e
l’innovazione e dell’Albo dei revisori dei progetti di ricerca e con l’approvazione dei criteri operativi
relativi alle procedure di valutazione dei progetti e delle modalità di svolgimento delle attività del
Nucleo di Valutazione, dell’applicazione delle regole procedurali per la valutazione dei progetti di
ricerca nonché della definizione dei criteri per l’individuazione dei revisori e per il funzionamento
dell’Albo;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 297 del 17 giugno 2011 con la quale è stata modificata
la DGR 125/2009 citata;
VISTA la Deliberazione di Giunta Regionale n. 53 del 22 marzo 2013, concernente: “Modifiche del
regolamento regionale 6 settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi
della Giunta regionale) e successive modificazioni” con la quale si è proceduto, tra l’altro, alla
sostituzione dell’Allegato B del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 - Organigramma delle
strutture organizzative per la gestione - ;
CONSIDERATO che il suddetto allegato alla DGR 53/2013 attribuisce alla Direzione Regionale
Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio la competenza in materia
di ricerca, di innovazione e di trasferimento tecnologico, ivi compresa l’attuazione di quanto
disciplinato dalla L.R. 13/2008 succitata;
CONSIDERATO pertanto che la dicitura “Direttore della Programmazione Economica, Ricerca e
Innovazione” contenuta nella DGR 297/11 debba intendersi “Direzione Regionale Formazione, Ricerca
e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio”;
Pagina 2 / 4
RITENUTO NECESSARIO altresì procedere alla modifica della DGR 297/11 anche nella parte
relativa alla composizione del Comitato Strategico, riducendo il numero di componenti al fine di
snellirne l’attività, sostituendo la formulazione del primo capoverso del deliberato come segue:
“DI ISTITUIRE il Comitato strategico per la ricerca e l’innovazione, presieduto dall’Assessore alla
Formazione, Università, Scuola e Ricerca o suo delegato e composto da:
 tre esperti di alta qualificazione e di elevata professionalità provenienti dal settore della politica
industriale, dell’economia e della ricerca con competenze in materia di pianificazione strategica
delle attività di ricerca;
 tre consiglieri regionali indicati, tenendo conto della rappresentanza dell’opposizione.”;
RITENUTO NECESSARIO, pertanto, riapprovare integralmente gli Allegati 1 e 2, che costituiscono
parte integrante e sostanziale della presente Deliberazione;
RITENUTO NECESSARIO, altresì, modificare altresì, la DGR 297/11 sostituendo entrambi gli
allegati 1 e 2 concernenti, rispettivamente: “Linee guida del Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto
2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo, innovazione e
trasferimento tecnologico”e “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri di individuazione dei
revisori – Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
funzionamento”.
CONSIDERATO che la presente Deliberazione non è soggetta a concertazione con le parti sociali;
ACQUISITO il parere della competente Commissione Consiliare espresso nella seduta del
;
DELIBERA
Per le motivazioni illustrate in premessa che qui si intendono integralmente richiamate,
DI MODIFICARE la DGR 297/11 sostituendo il primo capoverso del deliberato, con il seguente:
“DI ISTITUIRE il Comitato strategico per la ricerca e l’innovazione, presieduto dall’Assessore alla
Formazione, Università, Scuola e Ricerca o suo delegato e composto da:
 tre esperti di alta qualificazione e di elevata professionalità provenienti dal settore della politica
industriale, dell’economia e della ricerca con competenze in materia di pianificazione strategica
delle attività di ricerca;
 tre consiglieri regionali indicati, tenendo conto della rappresentanza dell’opposizione.”;
DI APPROVARE integralmente il testo dell’Allegato 1 :“Linee guida del Nucleo di Valutazione –
L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo,
innovazione e trasferimento tecnologico” e dell’Allegato 2: “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008
n.13. Criteri di individuazione dei revisori – Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge
Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo funzionamento” , quali parti integranti e sostanziali della presente
deliberazione;
DI SOSTITUIRE entrambi gli Allegati 1 e 2 della DGR 297/11 con i sopra richiamati Allegati
concernenti:
Allegato 1 “Linee guida del Nucleo di Valutazione – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri operativi per la
valutazione dei progetti di ricerca” e
Allegato 2 “Albo dei revisori – L.R. 4 agosto 2008 n.13. Criteri di individuazione dei revisori –
Costituzione dell’Albo dei revisori ex art. 13 Legge Regionale 4 agosto 2008 n.13 e suo
funzionamento”.
Pagina 3 / 4
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di deliberazione che risulta approvato
all’unanimità
La presente deliberazione verrà pubblicata sul B.U.R. della Regione Lazio.
Pagina 4 / 4
ALLEGATO N.1
LINEE GUIDA DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE – L.R. 4 AGOSTO 2008, N. 13
CRITERI OPERATIVI PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI DI RICERCA,
SVILUPPO, INNOVAZIONE E TRASFERIMENTO TECNOLOGICO
1. PREMESSA
I criteri operativi delle procedure di valutazione dei progetti e le modalità di svolgimento delle
attività del Nucleo di Valutazione, istituito ai sensi dell’art.13 Legge Regionale 4 agosto 2008, n. 13
sono disciplinati dal presente Allegato.
2. FUNZIONAMENTO DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE
Al fine di assicurare il puntuale svolgimento dei compiti affidati al Nucleo di Valutazione ex art. 13,
comma 3, L.R. 4 agosto 2008, n.13 e di consentire l’espletamento di tutte le attività inerenti la
valutazione dei progetti di ricerca nel rispetto dei principi di trasparenza ed efficienza, il Nucleo è
composto da :
-
Direttore della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e
Università, Diritto allo Studio, o suo delegato, in qualità di Presidente;
-
Quattro esperti multidisciplinari in sistemi di valutazione dei progetti di ricerca, sviluppo e
innovazione e trasferimento tecnologico.
In casi di particolare complessità, il Nucleo può avvalersi, su proposta del Presidente, della
collaborazione di soggetti con specifiche competenze.
La segreteria del Nucleo di Valutazione è curata dalla Fi.La.S. S.p.A.
Il Nucleo di Valutazione si riunisce almeno 1 volta ogni tre mesi e ogni qualvolta il suo Presidente
ravvisi la necessità e/o l’opportunità:
In particolare si riunisce d’obbligo:
1.
per la definizione e l’approvazione della procedura di valutazione dei progetti;
2.
per l’esame delle domande di iscrizione all’albo dei revisori;
3.
per l’approvazione delle linee guida e ponderazione delle tabelle punteggi dei singoli bandi;
4.
per la verifica della rispondenza delle valutazioni dei singoli progetti alle linee guida ed alla
ponderazione delle tabelle punteggi ;
5.
per la redazione delle graduatorie finali dei progetti;
6.
per la proposta di revoca dei finanziamenti nei casi previsti dai singoli bandi.
Le riunioni del Nucleo di valutazione si intendono validamente costituite se sono presenti almeno 4
componenti; le decisioni vengono assunte a maggioranza dei presenti.
In caso di dimissioni di uno dei componenti del Nucleo, si provvederà tempestivamente alla sua
sostituzione.
Gli oneri relativi al funzionamento del Nucleo, ivi comprese le attività di segreteria, sono a valere
sul Capitolo C32501 “Fondo regionale per la promozione della Ricerca e lo Sviluppo
dell’Innovazione e del Trasferimento Tecnologico nella Regione Lazio – L.R.9/2010, art.2, comma
9, lett.c)”.
3.INDIVIDUAZIONE E ASSEGNAZIONE DEI REVISORI PER OGNI SINGOLO
PROGETTO
Fi.La.S. S.p.A. procede all’individuazione e all’assegnazione di due revisori, scelti dall’Albo,
secondo criteri predeterminati e tali da garantirne l’imparzialità e l’adeguata competenza scientifica,
per la selezione e la valutazione di ogni singolo progetto di ricerca, sviluppo e innovazione, e
trasferimento tecnologico, presentato nell’ambito delle iniziative promosse dalla Regione Lazio per
le finalità riconnesse alla Legge Regionale n.13/2008.
Un revisore scientifico valuta la qualità scientifica e la capacità innovativa dei progetti, mentre un
revisore dei costi, scelto nella “sezione di esperti in analisi dei costi”, esprime un giudizio di
sostenibilità finanziaria del progetto e di congruità del prospetto finanziario.
In sede di definizione ed approvazione della procedura di valutazione dei progetti, il Nucleo può
disporre che ciascun progetto venga assegnato a due revisori scientifici, oltre al revisore dei costi.
La scelta deve essere effettuata in modo da garantire l’anonimato e l’indipendenza dei revisori
rispetto al progetto da valutare.
I revisori esaminano il progetto e forniscono un dettagliato giudizio attenendosi alle linee guida
approvate dal Nucleo di Valutazione ed alla tabella dei punteggi predisposta per i singoli bandi.
La valutazione e i criteri ad essa sottesi deve rispettare le regole del cd. peer review, ovvero una
valutazione ispirata a principi di chiarezza, competenza e rigore metodologico.
4.FASI DELLA VALUTAZIONE
La valutazione è articolata in due fasi:
La prima fase consiste nella formalizzazione e perfezionamento degli incarichi ai revisori
individuati per la valutazione dei progetti; tale incarico dovrà necessariamente prevedere l’impegno
a terminare la valutazione entro 30 giorni dall’accettazione dello stesso.
La seconda fase consiste nella valutazione vera e propria nella quale, unitamente al progetto, è
consegnata al revisore scientifico e al revisore dei costi, una scheda di valutazione appositamente
predisposta che dovrà essere compilata attenendosi scrupolosamente alle linee guida ed alla
ponderazione dei punteggi approvata dal Nucleo di Valutazione e resa disponibile ai revisori stessi.
Al termine della disamina dei progetti, i revisori consegnano a Fi.La.S. S.p.A. le schede di
valutazione compilate e le relazioni, utili ai fini della redazione della graduatoria da parte Nucleo di
valutazione.
Le fasi di valutazione possono essere gestite anche attraverso supporti informatici, che garantiscano
il rispetto delle procedure previste nel presente Allegato.
5. ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO
La Fi.La.S. S.p.A., per conto del Presidente del Nucleo di Valutazione, assegna ogni singolo
progetto, approvato e finanziato, ad un revisore competente per materia, che ne cura
il
monitoraggio per quel che attiene la parte tecnico scientifica. Il revisore “monitore” del progetto,
che deve essere soggetto diverso da colui che ha compiuto la valutazione ex ante, assolve ai
seguenti compiti:

esamina e valuta le relazioni periodiche predisposte dai beneficiari circa l’andamento del
progetto e i risultati conseguiti;

compie verifiche presso le sedi di svolgimento delle attività progettuali;

verifica l’ammissibilità di eventuali modifiche progettuali di carattere tecnico-scientifico
richieste dai beneficiari;

valuta la congruità dei risultati tecnici intermedi e finali conseguiti;
All’esito delle attività di verifica svolte, il revisore predispone un report che consegna a Fi.La.S.
S.p.A.
Il monitoraggio degli aspetti economici e finanziari del progetto è affidata a Fi.La.S. S.p.A. che in
particolare ha il compito di :

esaminare e valutare le rendicontazioni periodiche predisposte dai beneficiari circa
l’andamento della spesa sostenuta sui progetti;

compiere verifiche,
autonomamente o su richiesta della Regione e/o del Nucleo di
Valutazione, presso le sedi di svolgimento delle attività
per la verifica della
documentazione;

valutare la congruità delle spese documentate rispetto a quelle previste nel progetto;

verificare l’ammissibilità di eventuali rimodulazioni progettuali proposte dai beneficiari, da
sottoporre al Nucleo di Valutazione;

valutare ed approvare eventuali rimodulazioni del Piano degli Investimenti.
All’esito delle attività di verifica svolte, Fi.La.S. S.p.A. predispone un report che consegna al
Nucleo di Valutazione.
Il Nucleo di Valutazione sovraintende le attività di monitoraggio dello stato di avanzamento dei
progetti, evidenziandone le eventuali criticità anche al fine della sospensione e revoca dei
finanziamenti concessi. In particolare, il Nucleo di Valutazione:

esamina i report di monitoraggio economico-finanziario e tecnico dei progetti predisposti da
Fi.La.S. S.p.A. al fine di valutare l’andamento dei progetti e i risultati conseguiti;

formula eventuali osservazioni o certifica la regolare esecuzione dei progetti sulla base dei
report di monitoraggio di cui al punto precedente;

può richiedere verifiche presso le sedi di svolgimento delle attività progettuali;

approva le rimodulazioni progettuali valutate da Fi.La.S. S.p.A.
Se nel corso dell’esecuzione del progetto si verificano irregolarità di natura tecnico-scientifica e/o
amministrativo contabile, il Nucleo di Valutazione propone la sospensione dei finanziamenti o la
revoca degli stessi, da adottarsi con Determinazione Dirigenziale.
ALLEGATO N.2
ALBO DEI REVISORI – L.R. 4 AGOSTO 2008, N.13”
CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEI REVISORI - COSTITUZIONE DELL’ALBO DEI
REVISORI EX ART.13 LEGGE REGIONALE 4 AGOSTO 2008, N.13 E SUO
FUNZIONAMENTO
1. PREMESSA
Al fine di individuare appositi revisori di comprovata competenza e indipendenza, per la
valutazione e selezione dei progetti di ricerca, sviluppo e innovazione e trasferimento tecnologico,
presentati per la concessione dei contributi nell’ambito delle finalità previste dalla Legge Regionale
4 agosto 2008, n.13, è istituito presso la Regione Lazio – Direzione Regionale Formazione, Ricerca
e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio l’elenco pubblico dei revisori dei progetti di
ricerca, di seguito denominato “Albo”.
2. DOMANDA DI ISCRIZIONE ALL’ALBO DEI REVISORI
L’iscrizione all’Albo avviene dietro presentazione di apposita domanda, redatta in base al modello
allegato all’Avviso Pubblico di cui al punto 7, con allegato un curriculum che accerti il possesso dei
requisiti di onorabilità, qualificazione scientifica e che dimostri l’esperienza professionale acquisita.
Possono presentare domanda esclusivamente persone fisiche appartenenti ad una delle seguenti
categorie:
a) professori universitari;
b) soggetti in possesso del diploma di laurea, conseguito secondo la normativa in vigore
anteriormente al D.M. 509/1999, oppure laurea specialistica o magistrale equiparata ai sensi
del D.I. del 5.5.2004 e di documentata esperienza professionale, almeno decennale, in
attività di ricerca e di valutazione di progetti di ricerca presso una struttura di ricerca
pubblica o privata. Sono inoltre ammessi i candidati che abbiano conseguito presso
un’Università straniera una laurea dichiarata “equivalente” dalle competenti Università
italiane o dal Ministero dell’Università e della ricerca Scientifica e Tecnologica e che
abbiano, comunque, ottenuto detto riconoscimento secondo la vigente normativa in materia
(art. 38, D.Lgs. n. 165/2001; art. 1, Dlgs. N. 115/1992; art. 332, Regio Decreto n.
1592/1933). E’cura del candidato dimostrare – pena l’esclusione - “l’equivalenza”
mediante la produzione del documento che la riconosca.
Per i candidati di nazionalità non italiana costituisce requisito di ammissibilità la buona conoscenza
della lingua italiana, parlata e scritta.
La selezione è volta accertare il possesso della competenza nelle diverse discipline scientificotecnologico, socio-economiche, umanistiche, artistiche e giuridiche.
All’interno dell’Albo è istituita apposita sezione – “sezione di esperti in analisi dei costi”- che
valuta la congruità dei costi dei progetti presentati. La domanda di iscrizione in predetta sezione può
essere presentata da soggetti che abbiano comprovata competenza in materia di valutazione
economica di progetti di ricerca.
E’ ammessa la contestuale iscrizione nell’area tematica prescelta e nella “sezione di esperti in
analisi dei costi” che ad essa si riferisce, per i candidati che ne facciano espressa richiesta.
Le domande ed il relativo curriculum sono valutate, previa istruttoria svolta da Filas S.p.A., dal
Nucleo master istituito presso la Regione Lazio ai sensi dell’art.13 L.R. 4 agosto 2008, n.13, che ne
verifica l’ammissibilità.
Le domande di cui al presente punto potranno essere presentate anche successivamente alla
scadenza del termine fissato dall’Avviso Pubblico di cui al successivo punto 7.
Le stesse saranno esaminate dal Nucleo di Valutazione con cadenza trimestrale.
3. ISCRIZIONE ALL’ALBO
L’inserimento nell’albo, ovvero l’esclusione, è disposta con Determinazione della Direzione
Regionale competente di cui sarà data idonea e tempestiva comunicazione agli interessati.
In caso di ammissione, il soggetto inserito nell’elenco si impegna a:

Non esprimere valutazioni nel caso in cui queste possano avere un’incidenza specifica su
interessi propri del revisore o di soggetti allo stesso collegati da qualunque genere di
rapporto personale e/o lavorativo;

Non divulgare l’intero contenuto del progetto o parte di esso, al di fuori delle finalità
connesse alle procedure di valutazione né utilizzare informazioni acquisite a causa della sua
attività di valutazione;

Non partecipare, a qualunque titolo, ai progetti sui quali sia stato incaricato di esprimere la
valutazione stessa.
Il mancato rispetto di tali obblighi comporta l’applicazione di quanto previsto al punto 5, fatte salve
eventuali azioni civili e/o penali promosse dai terzi interessati.
4. CAUSE DI ESCLUSIONE
Costituiscono cause di esclusione:

la mancanza dei requisiti di cui al punto 2;

aver riportato condanne penali .
Non costituisce causa di esclusione l’inserimento in elenchi di esperti costituiti presso altri Enti.
5. CANCELLAZIONE DALL’ALBO
La cancellazione dall’Albo, disposta con Determinazione della Direzione competente, avviene:
a. su istanza, a seguito di presentazione di apposita domanda da parte dell’interessato;
b. d’ufficio, a seguito della perdita dei requisiti previsti al punto 2 o a seguito
dell’accertamento della mancanza dei suddetti ab origine;
c. d’ufficio, nel caso di inosservanza degli obblighi di cui al punto 3.
Dell’avvenuta cancellazione viene data apposita comunicazione con lettera raccomandata con
avviso di ricevimento.
La cancellazione per le cause di cui alle lettere a. e b. non pregiudica la presentazione successiva
della domanda nel caso in cui l’interessato possegga in tale data i requisiti previsti dal punto 2 del
presente allegato.
Nel caso di cancellazione per i motivi di cui alla lettera c., la domanda non potrà essere più
ripresentata.
6. MODALITA’ TECNICHE DI TENUTA DELL’ELENCO
L’elenco è predisposto e tenuto aggiornato da FILAS ed è liberamente consultabile in via telematica
sul sito internet di FILAS e sul sito della Regione Lazio nell’area tematica Ricerca e Innovazione.
7. PUBBLICITA’
Della istituzione del predetto Albo e delle modalità di presentazione delle domande verrà data
idonea pubblicità mediante Avviso da pubblicarsi sul Bollettino Ufficiale Regione Lazio.
8. REGIME TRANSITORIO
In fase di prima applicazione, l’Albo medesimo verrà predisposto inserendo i nominativi contenuti
nell’Albo degli esperti tenuto presso il Ministero dell’Università e Ricerca, costituito ai sensi del
Dlgs. 27 luglio 1999, n.297. L’inserimento avverrà previo consenso degli interessati.
9. INDIVIDUAZIONE E ASSEGNAZIONE DEI REVISORI PER OGNI SINGOLO
PROGETTO
FILAS procede all’individuazione e all’assegnazione dei revisori, scelti dall’Albo, secondo criteri
predeterminati e tali da garantirne l’imparzialità e l’adeguata competenza scientifica per la selezione
e la valutazione di ogni singolo progetto di ricerca presentato nell’ambito delle iniziative promosse
dalla Regione Lazio per le finalità riconnesse alla Legge Regionale n.13/2008.
La scelta deve essere effettuata in modo da garantire l’anonimato e l’indipendenza dei revisori
rispetto al progetto da valutare, secondo le linee guida delineate al Punto 3. dell’Allegato 1 alla
presente delibera.
Gli oneri relativi al funzionamento dell’Albo e i compensi dei revisori sono a valere sul Capitolo
C32501 “Fondo regionale per la promozione della Ricerca e lo Sviluppo dell’Innovazione e del
Trasferimento Tecnologico nella Regione Lazio – L.R.9/2010, art.2, comma 9, lett.c)”.
REGIONE LAZIO
DELIBERAZIONE N.
PROPOSTA N.
8285
GIUNTA REGIONALE
DEL
DEL
09/05/2014
STRUTTURA
Direzione Regionale:
PROPONENTE
FORM., RICE. E INNOV., SCUOLA UNIVER., DIR. STUDIO
Area:
Prot. n. ___________________ del ___________________
OGGETTO: Schema di deliberazione concernente:
Approvazione Schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e il CNR per l'attuazione di progetti, programmi di ricerca,
sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni economici e sociali dell'Amministrazione Regionale.
(ZOCCHI MARIA ENRICA)
___________________________
L' ESTENSORE
ASSESSORATO
(DANIELA PIEMONTESE)
___________________________
IL RESP. PROCEDIMENTO
(P. BOTTARO)
___________________________
IL DIRETTORE REGIONALE
___________________________
IL DIRIGENTE RESPONSABILE
___________________________
FORMAZIONE, RICERCA, SCUOLA, UNIVERSITA
(Smeriglio Massimiliano)
___________________________
IL VICE-PRESIDENTE
PROPONENTE
DI CONCERTO
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
___________________________
IL DIRETTORE
___________________________
L' ASSESSORE
ALL'ESAME PREVENTIVO COMM.NE CONS.RE
COMMISSIONE CONSILIARE:
VISTO PER COPERTURA FINANZIARIA:
IL DIRETTORE DELLA DIREZIONE REGIONALE
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO, DEMANIO E PATRIMONIO
Data dell' esame:
con osservazioni
senza osservazioni
___________________________
12/05/2014 - prot. 244
Data di ricezione ______________________
SEGRETERIA DELLA GIUNTA
ISTRUTTORIA:
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____________________________________
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO
____________________________________
IL DIRIGENTE COMPETENTE
____________________________________
IL SEGRETARIO DELLA GIUNTA
____________________________________
IL PRESIDENTE
Richiesta di pubblicazione sul BUR: SI
OGGETTO: Approvazione Schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e il CNR per
l’attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni
economici e sociali dell’Amministrazione Regionale.
LA GIUNTA REGIONALE
Su proposta dell’Assessore alla Formazione, Ricerca, Scuola e Università;
VISTA la Legge Statutaria 11 novembre 2004, n.1 (Nuovo Statuto della Regione Lazio);
VISTA la Legge Regionale 18 febbraio 2002, n.6 (Disciplina del sistema organizzativo della
Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive
modificazioni;
VISTO il Regolamento Regionale 6 settembre 2002, n.1 (Regolamento di organizzazione degli
uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modificazioni;
CONSIDERATO che è interesse dell’Amministrazione Regionale promuovere la ricerca
scientifica e tecnologica e l'innovazione, quali motori della strategia di sviluppo economico e
sociale regionale in attuazione della Legge regionale n.13 del 4 agosto 2008 e ss.mm.ii, e
valorizzare le potenzialità scientifiche e tecnologiche del proprio territorio caratterizzato dalla
presenza di numerose università statali e non statali, di enti pubblici e centri di ricerca in linea con
gli obiettivi del Programma strategico regionale per la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
tecnologico 2011-2013, approvato con Deliberazione Consiliare n. 25 del 25 luglio 2012;
CONSIDERATO, inoltre, che l’Amministrazione Regionale, al fine di conseguire l'obiettivo dello
sviluppo della ricerca e dell'innovazione, può, secondo quanto previsto dalla normativa vigente,
stipulare convenzioni con Enti di ricerca ed è interessata altresì, a sviluppare collaborazioni di
ricerca internazionale fra imprese ed Enti di ricerca operanti nel suo territorio e analoghi organismi
internazionali;
PRESO ATTO che il CNR è un Ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica
generale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di
ricerca nei principali settori delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico,
tecnologico e sociale del Paese, perseguendo l'integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed
innovative anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati;
TENUTO CONTO, inoltre, che il CNR svolge, promuove e coordina attività di ricerca con
obiettivi di eccellenza in ambito nazionale e internazionale, finalizzate all'ampliamento delle
conoscenze nei principali settori di sviluppo, individuati nel quadro della cooperazione ed
integrazione europea e della collaborazione con le università e con altri soggetti sia pubblici che
privati.
CONSIDERATO che la Regione Lazio e il CNR ritengono opportuno con specifico riferimento
alle esigenze regionali:
- promuovere e svolgere attività di ricerca trasferimento tecnologico, al fine di accrescere lo
sviluppo del territorio regionale, attraverso la soluzione di problemi più critici sul piano
economico, sociale e ambientale;
- sostenere iniziative volte a rafforzare la collaborazione nazionale e internazionale in materia di
ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico;
- fornire a soggetti pubblici e privati servizi ad alto contenuto tecnologico, studi, ricerche, misure,
prove e valutazioni;
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CONSIDERATO, inoltre, che la Regione Lazio e il CNR intendono, in particolare, collaborare per
lo sviluppo di attività di ricerca nell’ambito della biochimica ad alto potenziale di sviluppo e
trasferimento tecnologico su tematiche di valore strategico per la ricerca italiana e per la elevata
ricaduta di natura sociale e in cui risulta carente l'investimento privato;
PRESO ATTO che la Regione Lazio e il CNR hanno svolto in passato attive e profittevoli
collaborazioni, già avviate mediante la sottoscrizione in data 16 maggio 2006 di un Accordo
Quadro, ed intendono ora rafforzare ed estendere le collaborazioni in atto attraverso la stipula di
uno specifico Protocollo d'Intesa;
RITENUTO necessario approvare l’allegato schema di Protocollo di Intesa fra la Regione Lazio e
il CNR per l’attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai
bisogni economici e sociali dell’Amministrazione Regionale;
ATTESO che il presente atto non è soggetto a concertazione con le parti sociali;
DELIBERA
in conformità alle premesse che fanno parte integrante del presente provvedimento:
-
di approvare l’allegato schema di Protocollo di Intesa (allegato n.1), parte integrante della
presente Deliberazione, tra la Regione Lazio e il CNR.
Il Protocollo di Intesa sarà sottoscritto dal Presidente della Giunta Regionale o da un suo delegato.
Il Presidente pone ai voti, a norma di legge, il suesteso schema di Deliberazione che risulta
approvato all’unanimità.
La presente deliberazione verrà pubblica sul B.U.R. della Regione Lazio.
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ALLEGATO N.1
SCHEMA DI
PROTOCOLLO DI INTESA
tra
la Regione Lazio (nel seguito denominata Regione) con sede in Roma, via Cristoforo Colombo, 212,
C.a.p. 00147 - C.F. 80143490581 - nella persona ________________, in qualità di Presidente della
Regione Lazio, domiciliato per la carica presso la sede della Regione
e
il Consiglio Nazionale delle Ricerche (di seguito denominato CNR), con sede legale in _______, via
__________________________ - C.F. ________________________ - nella persona di
___________________________________, domiciliato per la carica presso la sede dell'Ente
PREMESSO CHE:
La Regione:
 esercita i propri poteri secondo quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana e dal
proprio Statuto, in conformità agli strumenti di programmazione regionale di settore;
 nell'ambito dei poteri esercitati, assegna particolare rilevanza alla promozione della ricerca
scientifica e tecnologica e dell'innovazione, quali motori della strategia di sviluppo economico
e sociale regionale in attuazione della Legge regionale n.13 del 4 agosto 2008 e ss.mm.ii;
 valorizza le potenzialità scientifiche e tecnologiche del proprio territorio caratterizzato dalla presenza
di numerose università statali e non statali, di enti pubblici e centri di ricerca in linea con gli
obiettivi del Programma strategico regionale per la ricerca, l'innovazione ed il trasferimento
tecnologico 2011-2013, approvato con Deliberazione Consiliare n. 25 del 25 luglio 2012;
 al fine di conseguire l'obiettivo dello sviluppo della ricerca e dell'innovazione, può, secondo
quanto previsto dalla normativa vigente, stipulare convenzioni con Enti di ricerca;
 è interessata, altresì, a sviluppare collaborazioni di ricerca internazionale fra imprese ed Enti di
ricerca operanti nel suo territorio e analoghi organismi internazionali.
Il CNR:
 è un Ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale con il compito di
svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali
settori delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico e
sociale del Paese, perseguendo l'integrazione di discipline e tecnologie diffusive ed innovative
anche attraverso accordi di collaborazione e programmi integrati;
 svolge, promuove e coordina attività di ricerca con obiettivi di eccellenza in ambito nazionale e
internazionale, finalizzate all'ampliamento delle conoscenze nei principali settori di sviluppo,
individuati nel quadro della cooperazione ed integrazione europea e della collaborazione con
le università e con altri soggetti sia pubblici che privati.
CONSIDERATO CHE:
La Regione e il CNR ritengono opportuno con specifico riferimento alle esigenze regionali:
1
 promuovere e svolgere attività di ricerca trasferimento tecnologico al fine di accrescere lo
sviluppo del territorio regionale, attraverso la soluzione di problemi più critici sul piano
economico, sociale e ambientale;
 sostenere iniziative volte a rafforzare la collaborazione nazionale e internazionale in materia di
ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico;
 fornire a soggetti pubblici e privati servizi ad alto contenuto tecnologico, studi, ricerche, misure,
prove e valutazioni.
La Regione e il CNR hanno svolto in passato attive e profittevoli collaborazioni, già avviate mediante la
sottoscrizione in data 16 maggio 2006 di un Accordo Quadro, ed intendono ora rafforzare ed estendere
le collaborazioni in atto attraverso la stipula di uno specifico Protocollo d'Intesa,
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE
Art. 1
(Premesse)
Le premesse e le considerazioni formano parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d'Intesa e
si intendono integralmente riportate nel presente articolo.
Art. 2
(Oggetto)
Il CNR e la Regione, nell'ambito dei compiti e delle funzioni attribuiti loro dalle leggi, concordano di
cooperare per l'attuazione di progetti, programmi di ricerca, sviluppo e innovazione finalizzati ai bisogni
economici e sociali della Regione.
A tale fine, intendono, in particolare, collaborare per lo sviluppo di attività di ricerca nell’ambito della
biochimica ad alto potenziale di sviluppo e trasferimento tecnologico su tematiche di valore strategico
per la ricerca italiana e per la elevata ricaduta di natura sociale e in cui risulta carente l'investimento
privato.
Art. 3
(Tematiche di collaborazione)
La collaborazione tra il CNR e la Regione riguarda, nell'ambito del presente Protocollo, le seguenti
tematiche progettuali:
 sviluppo di progetti di ricerca e di piattaforme tecnologiche di rilevanza nazionale e
internazionale che abbiano ad oggetto la collezione di composti chimici e di librerie ad alta
complessità di peptidi e domini proteici costruite tramite la metodologia del Phage Display
Tecnology, con sistemi di gestione innovativi con la finalità di operare campagne di High
Throughput Screening su targets di interesse in diverse aree terapeutiche allo scopo di
identificare small molecules o agenti biologici da utilizzare per scopi diagnostici o terapeutici.
 conseguente sviluppo della ricerca di nuovi farmaci per le malattie rare, trascurate e della povertà
attraverso progetti che valorizzino il ruolo del sistema ricerca e innovazione regionale
implementando le collezioni e le relative attività di screening già attive sul territorio e ne
favoriscano l'internazionalizzazione, mediante la mobilità e lo scambio internazionale dei
ricercatori e la collaborazione con Società multinazionali, Fondazioni ed Università straniere.
Le suddette tematiche progettuali avranno altresì lo scopo di generare opportunità di crescita
professionale per i ricercatori fornendo strumenti per generare nuova ricerca applicata e per accedere a
2
collaborazioni e a finanziamenti europei.
Art. 4
(Cabina di regia)
Le Parti concordano di istituire, in relazione alle tematiche di cui al precedente art. 3, una Cabina di
regia con il compito di individuare i progetti che saranno oggetto di specifica convenzione operativa di
cui al successivo art.5.
La Cabina di regia è composta da tre membri, uno, con funzione di Presidente, designato d'intesa tra la
Regione Lazio e il CNR, uno designato dalla Giunta regionale e uno designato dal CNR.
Art. 5
(Convenzione operativa)
A seguito dell'individuazione dei progetti da parte della Cabina di regia, le Parti stipuleranno specifica
Convenzione operativa, adottata in conformità alle rispettive procedure deliberative e regolamentari.
Alla predetta Convenzione potranno aderire, su approvazione delle Parti, altri Soggetti di volta in volta
interessati. Nella Convenzione saranno descritti i singoli programmi/progetti individuati dalla Cabina di
regia, sarà indicata l'articolazione delle azioni in cui gli stessi si svilupperanno, saranno individuati gli
impegni reciproci, i tempi di esecuzione, la ripartizione degli oneri finanziari di competenza di ciascuna
delle Parti e dei Soggetti firmatari.
Inoltre, nella Convenzione verrà indicata la disciplina riguardante il regime di proprietà delle
conoscenze acquisite.
Ciascun Soggetto stipulante la Convenzione provvederà alla nomina di un proprio Responsabile, per la
corretta esecuzione delle disposizioni ivi contenute, e ne darà tempestiva comunicazione scritta agli
altri.
Il CNR, su richiesta delle Regione, potrà svolgere attività di gestione, monitoraggio e controllo di
attività di ricerca svolte da terzi e sostenute con fondi messi a disposizione dalla Regione.
Art. 6
(Durata e Recesso)
Il presente Protocollo d'Intesa avrà una durata pari a cinque anni a decorrere dalla data di sottoscrizione
dello stesso; la durata potrà essere prorogata, per un ulteriore quinquennio, previo accordo scritto tra le
Parti che dovrà intervenire prima della scadenza.
Ciascuna delle Parti potrà recedere in qualunque momento dal presente Protocollo dando un preavviso
all'altra Parte di almeno 180giorni.
Nel caso di scadenza o di recesso, gli impegni assunti nell'ambito delle Convenzioni operative, di cui al
precedente art. 5, dovranno essere portati a compimento, salvo diverso accordo tra le Parti e i Soggetti
firmatari, di volta in volta, interessati.
LETTO, APPROVATO E SOTTOSCRITTO
Roma,
Per il CNR
Per la Regione Lazio
Il Presidente
Il Presidente
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