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Del 01 Giugno 2014
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Villaggio Zeta: «Stanchi di essere derubati»
A quattro giorni dallo scoppio dello scandalo del Policlinico, continuano le indagini. Le accuse sono note:
presunta associazione a delinquere finalizzata a corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio.Gli indagati sono 63,
ma la lista è destinata ad allungarsi. Si parla innanzi tutto dell’ex direttore generale del Policlinico Stefano
Cencetti, insieme alla moglie Maurizia Viviani, direttrice del poliambulatorio Fkt, con sede a Carpi. Ma ci
sono anche diverse cooperative del territorio, a partire dalla Ccc di Bologna, con il direttore Giorgio Benedetti
iscritto nel registro degli indagati, la Coopservice di Reggio Emilia, che però nega ogni coinvolgimento, e poi
ancora la Cpl di Concordia e Consorzio nazionale servizi. Sette gli appalti pubblici relativi a lavori edili e
contratti di fornitura di strumentazione medica finiti sotto accusa, due edili e cinque per forniture di
apparecchiature mediche e di assistenza ospedaliera. In particolare, secondo l’accusa, i pubblici amministratori
procedevano, attraverso appalti pilotati, all’aggiudicazione di lavori e forniture di strumentazioni mediche con
la procedura dell’individuazione diretta della ditta senza rispetto dei principi della libera concorrenza e della
scelta del contraente. I soldi delle imprese private, infatti, venivano accreditati su conti correnti che facevano
capo a enti in vario modo collegati ad alcuni dei principali indagati e avevano come oggetto sociale
l’organizzazione di servizi volti alla divulgazione e promozione scientifica.Una di queste potrebbe essere la
onlus Hfm, fondata da Cencetti e con sede a Carpi, presso il Poliambulatorio Fkt. Gli enti no profit, secondo i
Nas, agivano come copertura per le rimesse di denaro, giustificate come corrispettivi per l’organizzazione di
convegni o per sponsorizzazione. In particolare sui conti correnti degli enti veniva probabilmente fatto
transitare il denaro frutto della tangente che successivamente veniva (attraverso false fatturazioni) trasferito sul
conto corrente di un poliambulatorio della Viviani, come in un sistema di scatole cinesi. Oltre alla onlus Hfm,
un percorso simile veniva realizzato anche per la Gutenberg, riconducibile all’ex deputato Ds Vasco Giannotti
e dalla Multiline di Reggio Emilia, legata invece all’imprenditore Mauro Amadei. Un maxi appalto da 130
milioni sarebbe poi nel mirino dei Nas, assegnato nel 2009, che riguardava l’affidamento di servizi alberghieri
e di supporto, oltre ai lavori per la realizzazione di edifici adibiti ai servizi stessi. L’appalto era stato poi
aggiudicato con procedura ristretta e prevedeva un canone di nove anni che scadrà nel 2018, ad
un’associazione temporanea che comprende, oltre alla Coop Service, anche Acea Costruzioni spa, Consorzio
Cooperative di Costruzioni, Coop Facchini Portabagagli, Dussmann Service, Manutencoop Facility
Management spa, Servizi Italia spa, Lavanderia Industriale Zbm srl, Cir Food. Ammontano ad oltre 1,5 milioni
i beni sequestrati, la cui convalida è attesa entro una decina di giorni. Commenti: 0 Visualizza