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Verso una nuova economia dei dati
TECH-FOCUS
La virtualizzazione hw migliora
il parallelismo delle unità di calcolo
GIUGNO 2014 - N° 437 - € 4,50
Mensile di elettronica professionale, componenti,
strumentazione e tecnologie
in questo numero uomini
& iimprese
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MORE EFFICIENCY … LESS CONSUMPTION
COVER STORY
VERSO UNA NUOVA
ECONOMIA DEI DATI
L’economia mondiale è davanti a una radicale trasformazione dei modelli di
business, legata alla massiva digitalizzazione dei dati in corso negli ultimi
anni. Eurotech, come racconta il suo Presidente e AD Roberto Siagri in questo
incontro con EO, è pronta ad affrontare le nuove sfide grazie ai notevoli sforzi
investiti in ricerca e sviluppo, che hanno portato a prodotti innovativi, capaci di
interconnettere facilmente ed economicamente dispositivi intelligenti tra di loro
e con l’infrastruttura cloud, e di elaborare grosse masse di dati
A cura della redazione
S
iamo alla vigilia di una vera e propria
rivoluzione dei modelli di business. Ne è
convinto Roberto Siagri, Presidente e AD di Eurotech (www.eurotech.com), secondo cui “al fianco
dell’economia degli atomi si svilupperà una grande economia dei dati digitali, i bit. Così come nel
mondo degli atomi lo sviluppo su scala globale
è stato abilitato dalla logistica delle merci, alla
stessa stregua, nel mondo dei bit, lo sviluppo
su scala globale di una nuova economia dei dati
sarà legato alla disponibilità di una logistica dei
dati stessi. E se nel mondo dei beni fisici la movimentazione avviene tramite l’uso di piattaforme
di logistica degli operatori nazionali e internazionali specializzati in questo tipo di servizi, nel
Fig. 1 – CPU-301-16, con
processore Freescale i.MX6
mondo cibernetico dei bit la logistica dei dati
sarà affidata a piattaforme software residenti nel
cloud, come quella proposta da Eurotech, capaci
di far parlare macchine con macchine e macchine con umani, mantenendo distinti e indipendenti
i produttori di dati da un lato e i consumatori
di dati dall’altro, il tutto in modo rapido, sicuro,
affi dabile”.
La combinazione di infrastruttura di comunicazione capillare e a banda larga, di infrastruttura
di calcolo e di archiviazione dati come utility, di
oggetti smart diffusi nell’ambiente e di piattaforme SW di integrazione dati creerà nuovi modi di
fare business: non solo nasceranno nuovi servizi
e nuove imprese, ma verranno trasformati anche
i business tradizionali. “Potremmo dire, con una
frase a effetto, che solo chi saprà mutare potrà
avere il passaporto per entrare in questo nuovo
mondo,” ha scritto Siagri nella lettera inviata agli
azionisti lo scorso 17 marzo. “È davvero una trasformazione radicale quella che si preannuncia.
Stiamo andando verso l’era della ‘servitization’:
dei prodotti se ne comprerà sempre di più l’uso e
ci sarà sempre meno interesse a possederli”.
Molti settori ad alta digitalizzazione hanno già
intrapreso questa strada. In un recente studio,
McKinsey dice che almeno l’80%, se non il 100%,
delle aziende sarà impattato dalla Internet of
Things. “Come la macchina a vapore ha dato il
via alla rivoluzione industriale, così le tecnologie
della IoT daranno il via a una nuova rivoluzione,
con la quale assisteremo alla nascita di una nuova
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EUROTECH
forma di economia dei bit che affiancherà e stravolgerà, nei modelli di business, quella degli atomi in cui abbiamo finora vissuto”, continua Siagri.
Anche in questa nuova economia la logistica
sarà l’elemento chiave e, nel mondo dei dati, sarà
fatta dalle piattaforme machine-to-machine, che
dovranno essere disponibili sotto forma di commodity e in modalità as-a-service. E proprio in
questa direzione ha investito Eurotech, multinazionale italiana con quartier generale ad Amaro
(UD), che integra hardware, software, servizi e
competenze per fornire piattaforme di calcolo e
sottosistemi embedded a OEM, integratori di sistemi e clienti diretti.
Discorso fra macchine
Da oltre vent’anni la tecnologia embedded fa
parte del DNA di Eurotech. L’azienda ha iniziato
affrontando la sfida del controllo di macchine
e impianti in tempo reale e continua a innovare
la propria offerta in questo settore. Ma non si è
fermata lì: mentre continuava a sviluppare nuovi
prodotti nell’ambito del controllo di dispositivi e
di processi in tempo reale, sin dal 2009 ha iniziato a sviluppare una piattaforma software M2M
(Machine-to-Machine) per collegare facilmente
dispositivi intelligenti e distribuiti anche su base
planetaria e per creare un flusso di informazioni
tra tali dispositivi che fosse facilmente utilizzabile
indipendentemente da dove ci si trovi. Tra i primi
a livello mondiale, Eurotech ha imparato a elaborare i dati provenienti da processi del mondo
reale e a trasmetterli in modo rapido, efficiente e
sicuro nel cloud, per consentire ai propri partner
e clienti di costruire facilmente sistemi distribuiti
flessibili e scalabili, in grado di supportare applicazioni di monitoraggio di asset e nuovi servizi a
valore aggiunto.
“Attorno a questa massiva digitalizzazione sta
nascendo un nuovo mondo di applicazioni e un
mercato che, per dimensioni e potenzialità, non
ha mai avuto precedenti – spiega Roberto Siagri
–. C’è chi stima che entro il 2015 ci saranno 25
miliardi di dispositivi intelligenti collegati a Internet (più di tre per ogni essere umano) e che per
il 2020 tale cifra sarà salita a 50 miliardi (circa
sette a testa).
Questa gigantesca popolazione di dispositivi produrrà un’enorme quantità di dati che andranno
raccolti ed elaborati. Perché tutto ciò possa produrre ricadute positive in termini economici e di
sostenibilità, sarà necessario disporre di soluzioni in grado di semplificare e rendere economica la realizzazione di queste nuove applicazioni.
Questo è esattamente ciò che Eurotech ha rea-
lizzato con i suoi prodotti, che interconnettono
facilmente ed economicamente dispositivi intelligenti tra di loro e con l’infrastruttura del cloud
e permettono anche di elaborare grosse masse
di dati”.
Opportunità da cogliere: il cloud
L’enorme crescita del numero di dispositivi connessi pone nuove sfide agli sviluppatori e agli
integratori: aspetti come la gestione dei dispositivi remoti, la raccolta dati, l’integrazione delle
informazioni provenienti dal campo con le applicazioni degli utenti, e altri ancora, devono essere
affrontati su una scala mai sperimentata prima.
Appare sempre più chiaro che è necessario trovare delle risposte che siano complete, ovvero in
cui hardware, software e servizi si possano facilmente combinare insieme secondo le necessità
di ciascuna applicazione.
Eurotech è uno dei rari casi in cui vengono effettivamente offerti tutti gli elementi costitutivi: a par-
Fig. 2 – CPU-570-10, scheda che prevede l’opzione di raffreddamento liquido
tire da hardware embedded per le applicazioni
sul campo, server rugged e supercomputer per
l’aggregazione e l’elaborazione di enormi quantità di dati, fino ad arrivare a Everyware Cloud (EC)
ed Everyware Software Framework (ESF).
La combinazione ESF ed EC è particolarmente
interessante: ESF è un framework di programmazione per device embedded basato su Java ed
OSGi, mentre EC è la piattaforma cloud che eroga
servizi specifici per device e applicazioni.
Le piattaforme per un mondo connesso
Eurotech ha ampliato ulteriormente l’offerta di
prodotti hardware per applicazioni IoT e M2M. Le
nuove famiglie di schede e sistemi supportano
Everyware Software Framework ed Everyware
Cloud, che le rendono delle piattaforme embedded, facilmente scalabili, connesse e di semplice
installazione.
Ad esempio, la scheda CPU-301-16 è un recente
prodotto basato su architettura ARM. Con un pro-
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cessore Freescale i.MX6 da uno a quattro core, la
CPU-301-16 garantisce elevate prestazioni in un
fattore di forma di appena 67 x 85 mm. La piattaforma raggiunge velocità fino a 1,2 GHz e consumi di appena 1-2 watt o meno in molte applicazioni, combinando caratteristiche come l’innovativa
tecnologia di Eurotech per la gestione dei consumi, il consumo ridotto in modalità suspend e la
memoria DDR3L. Per questo motivo, la piattaforma
è ideale per dispositivi a batteria e applicazioni in
cui è disponibile una quantità ridotta di energia.
La scheda ha una caratteristica peculiare: è disponibile sia come Single Board Computer (SBC)
sia come Computer-on-Module (COM). In modalità
SBC, la creazione di un sistema con la piattaforma
CPU-301-16 è semplicissima: basta collegare alimentazione, cavi e inserirla in un contenitore, poiché non risulta necessario l’impiego di alcun modulo carrier. In modalità COM, ovvero accoppiata
a un modulo carrier, la piattaforma CPU-301-16
supporta in modo nativo una gamma ancora più
ampia di periferiche e funzionalità.
Un altro vantaggio del sistema è il ciclo di vita
esteso del prodotto. L’ingombro ridotto e un design meccanico robusto offrono un’affidabilità
superiore in presenza di vibrazioni; inoltre, la piattaforma CPU-301-16 supporta il range di temperatura estesa, rendendola ideale per applicazioni
in condizioni ambientali gravose e semplificando
il design dei sistemi sigillati e senza ventole.
La marcia dei supercomputer
Il supercalcolo è ormai una risorsa sempre più
importante, se non irrinunciabile, in molti processi industriali e per la competitività delle imprese.
“Si sta assistendo a un dilagare delle applicazioni
di supercalcolo al di fuori del tradizionale ambito
dei centri di ricerca e, vista la mole di dati in forte
aumento a breve in virtù delle applicazioni IoT, ci
saranno presto esigenze di analisi di grandi masse di dati per estrapolare informazioni in essi celate: il cosiddetto “big-data,” si legge ancora nella
lettera di Roberto Siagri. “Anche in Europa il mercato dell’HPC sta prendendo vigore, grazie alla
spinta che l’Unione Europea sta dando al settore”.
Già nel 2011 Eurotech è stata tra i fondatori, insieme ai più prestigiosi centri europei per la ricerca
e ai principali fornitori europei di tecnologie HPC,
della Piattaforma Tecnologica Europea dedicata all’High Performance Computing (ETP4HPC).
“Questa iniziativa è un passo importante per incoraggiare e rafforzare la posizione dell’industria
europea nel settore HPC,” racconta Siagri. “L’impressionante apporto di competenze da parte dei
membri di questa iniziativa dimostra che, per gli
anni a venire, l’Europa ha la possibilità concreta
di conquistare una posizione d’avanguardia nel
settore HPC. La nascita di un ecosistema HPC vitale e competitivo rispetto a quello americano o
asiatico sarà chiaramente legata a doppio filo agli
investimenti pubblici che l’Unione Europea saprà
erogare: a tale proposito, a dicembre 2013 è stata firmata una Partnership Pubblico-Privato tra la
ETP4HPC e la Commissione Europea nella forma
di un accordo contrattuale (cPPP) con il quale la
Commissione e i rappresentati del settore forniranno finanziamenti vitali per attività di ricerca e
innovazione nel campo dell’High Performance Computing.”
L’attenzione dell’Unione Europea verso
il supercalcolo e la
creazione di un’industria europea nel
campo del calcolo ad
alte prestazioni apre
prospettive interessanti per Eurotech
che, oltre alla famiglia di supercomputer Aurora, ha nel
proprio portafoglio
anche una gamma
completa di prodotti
HPEC (High Performance Embedded
Computing). Questa
accoppiata di prodotti è particolarmente interessante
Fig. 3 – ACPU-20-10, scheda che
perché da un lato copuò raggiungere picchi di 3,4
TFlop/s a 900W di picco
pre le esigenze delle
grandi utenze, dove
enormi risorse di calcolo sono concentrate in siti
dedicati e in condizioni operative ideali, mentre
dall’altro consente di eseguire sul campo gli stessi algoritmi, seppur su scala ridotta. La possibilità
di portare il centro di calcolo all’interno di veicoli,
nelle foreste e nei deserti, cosí come nelle fabbriche e nelle miniere, è un raro esempio di capacità
tecnologica e innovazione. Sebbene i supercomputer da campo siano ovviamente molto diversi
da quelli da centro di calcolo, in entrambi i casi
abbiamo delle caratteristiche comuni: processori
Intel Xeon abbinati a GPU Nvidia Kepler per la
parte grafica oltre che FPGA per l’accelerazione
di particolari algoritmi. Un altro elemento comune
è il raffreddamento liquido diretto, che ottimizza
la dissipazione di calore e l’efficienza energetica.
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EUROTECH
Il modello CPU-570-10 è una scheda dual socket
con memoria saldata (fino a 64 GB standard, 128
GB espandibile) e FPGA opzionale, disponibile in
due configurazioni: quella di fascia alta ad alta
potenza fornisce prestazioni fino a 520 GFlop/s
di picco a 380 W, mentre quella a bassa potenza è idonea per regimi di alimentazione fino a
100 W. La scheda prevede l’opzione di raffreddamento liquido e può essere montata in uno chassis compatibile con rack da 19”, oltre a essere
disponibile in versione “ruggedized”. La CPU570-10, attualmente la migliore soluzione sul
mercato per efficienza
energetica, offre prestazioni elevate e alta
densità in applicazioni
HPC e HPEC, calcolo parallelo, carichi computazionali pesanti, simulazione ed elaborazione
di segnale. Il modello
ACPU-20-10 aggiunge
a queste applicazioni
l’elaborazione grafica e
il rendering più sofisticato, sfruttando la potenza delle proprie GPU
per offrire prestazioni
superiori con un minore consumo energetico.
La ACPU-20-10 è una
scheda dual socket con
memoria saldata (fino a
64 GB standard, 128 GB
espandibile), provvista
di due slot GPGPU PCIe
e FPGA opzionale. Nella
configurazione ad alta
potenza questa scheda
raggiunge picchi di 3,4 TFlop/s a 900 W di picco,
mentre la configurazione “eco” offre prestazioni
fino a 2,5 TFlop/s a 400 W. Per applicazioni con
potenza disponibile limitata, infine, la scheda
può essere configurata a bassa potenza per un
assorbimento medio inferiore a 100 W. Oltre alle
caratteristiche di architettura, raffreddamento,
prestazioni e densità analoghe alla CPU-570-10,
la scheda ACPU-20-10 si differenzia per le capacità grafiche, con accelerazioni notevoli garantite dalla GPGPU Nvidia Tesla K20 and K40 e dagli
Acceleratori Intel Phi opzionali.
Traguardi importanti
Il grande potenziale di Eurotech è confermato da
importanti riconoscimenti che l’azienda ha otte-
nuto nel corso del 2013 per l’innovatività dei
propri prodotti.
Ad aprile è stata nominata da Gartner come
“Cool Vendor” nel report “2013 IT/OT Alignment
and Integration”. Il riconoscimento è stato conferito per il contenuto innovativo della sua soluzione EDC (Everyware Device Cloud), che
è la combinazione della piattaforma software
Everyware Cloud per l’integrazione di oggetti
intelligenti, che fa uso delle tecnologie di programmazione del cloud computing, e di ESF
(Everyware Software Framework), un middleware per lo sviluppo di applicazioni su dispositivi embedded, sia di Eurotech che di terze parti,
da connettere alla piattaforma.
A giugno due supercomputer di Eurotech hanno
ottenuto il primo e il secondo posto della “Green
500”, la classifica dei supercalcolatori più effi cienti al mondo, con le installazioni di Eurora al
CINECA ed Aurora Tigon presso Selex ES, l’azienda del gruppo Finmeccanica specializzata
in sicurezza informatica. Eurora si è classificato
al primo posto con 3210 MFlop/s per Watt (un
Watt per un secondo è circa l’energia richiesta
per sollevare una tazzina di caffè), mentre il sistema Aurora Tigon si è classificato in seconda
posizione con un valore di 3180 MFlop/s per
Watt. Per dare un’idea dell’importanza del risultato, il terzo classificato della Green 500 era un
sistema con 2450 MFlop/s per Watt, ovvero una
prestazione del 25% inferiore a quella dei calcolatori di Eurotech.
A settembre, infine, l’azienda è stata protagonista insieme ad Oracle, Hitachi Communication
Technologies America e Hitachi Consulting di
una dimostrazione di “Internet of Things in Motion” alla conferenza congiunta JavaONE / Oracle OpenWorld a San Francisco, il grande evento planetario di Oracle che, una volta l’anno, si
impossessa letteralmente di un pezzo della città
e riunisce per cinque giorni circa 60 mila persone da oltre 140 nazioni.
La dimostrazione live della soluzione di conteggio dei visitatori, che utilizzava la tecnologia
EDC di Eurotech per la connessione di dispositivi e la raccolta dei dati e il contapersone
DynaPCN di Eurotech, è stata protagonista sia
nella Strategy Keynote di JavaONE il primo giorno, sia nella Keynote di OpenWorkd l’ultimo
giorno, dando grande visibilità alla tecnologia
di Eurotech per l’Internet delle cose. “Tutti questi sono traguardi importanti che confermano
sia la qualità del personale dedicato alla ricerca
e sviluppo, sia la bontà della visione di Eurotech
dei trend tecnologici”, conclude Roberto Siagri.
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