Incontro tra la Presidente del Comitato parlamentare di controllo sull

Documentazione per le Commissioni
RIUNIONI INTERPARLAMENTARI
Incontro tra la Presidente del Comitato parlamentare di controllo
sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di
Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, Laura
Ravetto, e il Commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia
Malmström
Milano, 8 luglio 2014
n. 30
3 luglio 2014
Camera dei deputati
XVII LEGISLATURA
Documentazione per le Commissioni
RIUNIONI INTERPARLAMENTARI
Incontro tra la Presidente del Comitato parlamentare di
controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di
vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in
materia di immigrazione, Laura Ravetto, e il Commissario
europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmström
Milano, 8 luglio 2014
n. 30
3 luglio 2014
Il dossier è stato curato dall’UFFICIO RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA
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INDICE
SCHEDA DI LETTURA
1 PRIORITÀ DEL GOVERNO ITALIANO IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE
NELL’AMBITO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELL’UE
3 
Programma di 18 mesi del Consiglio dell’UE
3 
Programma della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione
Europea (semestre 1° luglio 2014 - 31 dicembre 2014)
4 STATISTICHE SU IMMIGRAZIONE, ASILO, E FLUSSI IRREGOLARI
5 
Flussi di immigrazione irregolare
5 
Dati generali su immigrazione e asilo
5 RISORSE FINANZIARIE DELL’UE NEL SETTORE “ASILO E IMMIGRAZIONE”
7 
Il periodo 2007-2013
7 
Il periodo 2014- 2020
10 SISTEMA COMUNE EUROPEO
DI ASILO – CEAS
12 
Procedure di asilo comune (nuova direttiva “procedure”)
12 
Condizioni minime di accoglienza (nuova direttiva “accoglienza”)
12 
Criteri di determinazione dello Stato membro competente per
l’esame di una domanda d’asilo (nuovo regolamento sistema
Dublino)
13 Nuovo regolamento sistema Eurodac
13 
FRONTEX E IL CONTROLLO DELLE FRONTIERE ESTERNE
14 
Competenze
14 
Organi
15 
Risorse
15 
Attività dell’Agenzia (operazioni congiunte, squadre di intervento,
interventi rapidi)
17 Eurosur
20 

LE
Nuovo regolamento in materia di sorveglianza delle frontiere
marittime
PROPOSTE DELLA TASK FORCE
DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO
MEDITERRANEO
21 E LE RECENTI
23 1
Scheda di lettura
2
3
PRIORITÀ DEL GOVERNO ITALIANO IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE
NELL’AMBITO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DELL’UE
Le priorità del Governo italiano in materia di immigrazione nell’ambito della
Presidenza del Consiglio dell’Ue sono contenute nel Programma di 18 mesi del
Consiglio dell’UE (1° luglio 2014 - 31 dicembre 2015) elaborato dalle Presidenze
italiana, lettone e lussemburghese) e nel Programma della Presidenza Italiana
del Consiglio dell’Unione Europea (1° luglio 2014 - 31 dicembre 2014),
presentato il 2 luglio 2014 al Parlamento europeo.
Programma di 18 mesi del Consiglio dell’UE
La sezione Affari interni del Programma contiene linee guida specifiche in
materia di frontiere, migrazione legale e irregolare, visti e asilo. Nel
documento si considerano il miglioramento e il rafforzamento della gestione
integrata delle frontiere esterne dell'Unione europea quali priorità chiave
dell’Unione europea, stabilendo come specifici obiettivi sia la piena operatività di
strumenti recentemente adottati (ad esempio, il sistema di rilevazione Eurosur, e
il regolamento in materia di operazioni di sorveglianza delle frontiere
marittime coordinate da Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della
cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione
europea: vedi infra), sia la rapida adozione di nuovi dispositivi come il pacchetto
frontiere intelligenti (vedi infra). Il Programma ipotizza, inoltre, l’avvio di un
dibattito orientativo sul futuro sviluppo di Frontex, compresa la fattibilità di un
sistema europeo di operatori di frontiera.
Il Programma prevede altresì l'ulteriore sviluppo della politica comune dei visti,
mirando in particolare alla piena messa a regime del Sistema d'informazione
visti (VIS), al conseguimento di progressi nei dialoghi e nei negoziati sugli
accordi di facilitazione del rilascio dei visti con numerosi paesi terzi del
vicinato meridionale e orientale, e all'avvio di negoziati con la Cina nel quadro
del dialogo ad alto livello sulla migrazione e la mobilità.
In materia di immigrazione irregolare le tre Presidenze si impegnano ad
incoraggiare il Consiglio dell’UE ad aggiornare la propria azione tenendo conto in
particolare della comunicazione della Commissione europea sui risultati dei
lavoro della task force "Mediterraneo" istituita dal Consiglio GAI dell'ottobre
2013 e accolta con favore dalle conclusioni del Consiglio europeo di ottobre e
dicembre 2013 (vedi infra).
Tra le priorità fondamentali in tale specifico ambito di intervento, il Programma
prevede lo sviluppo di un insieme globale di accordi di riammissione con i paesi terzi
interessati, così come il mantenimento del ritmo dei negoziati in corso e
l'individuazione di altri paesi terzi con cui occorre negoziare accordi, nonché la
promozione della cooperazione pratica con i paesi terzi nel settore del rimpatrio,
4
compreso il settore del rimpatrio volontario. Nel Programma si prevedono altresì sforzi
ulteriori per l'attuazione efficace dei partenariati per la mobilità già esistenti (paesi del
partenariato orientale, Tunisia e Marocco), nonché per l'istituzione di nuovi partenariati
per la mobilità, con altri paesi delle regioni meridionale e sudorientale. È inoltre proposto
l’avvio di un nuovo dialogo tra l'UE e i paesi dell'Africa orientale in materia di migrazione,
specialmente per quanto riguarda la lotta contro la tratta degli esseri umani.
Con riferimento alle questioni relative alla migrazione legale, il Programma
prevede che il Consiglio rivolga particolare attenzione all'attuazione del piano
d’azione sull’immigrazione legale, in particolare alle direttive sui lavoratori
stagionali e sui trasferimenti intrasocietari, nonché alla ripresa prima possibile
della negoziazione con il Parlamento europeo della proposta di modifica delle
direttive 2004/114/CE e 2005/71 relative alle condizioni di ingresso e
soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di
alunni, tirocinio retribuito o non retribuito, volontariato e collocamento alla pari.
Si ricorda, inoltre, che in occasione del Consiglio dell’Unione europea Giustizia e affari
interni del 6-7 giugno 2014, il Governo italiano ha altresì avanzato alcune proposte in
materia di immigrazione, in vista delle prossime linee guida relative al Semestre
italiano di Presidenza. In particolare, il Governo italiano ha indicato quali priorità
specifiche: l’azione diretta in Africa per evitare le partenze; una gestione diretta da
parte di Frontex dei soccorsi in mare; soluzioni per i richiedenti asilo politico.
In materia di rifugiati politici, considerata l’impossibilità nell’immediato di modificare il
Regolamento Dublino III (criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro
competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale) il Governo ha
avanzato l’ipotesi di accordi bilaterali tra i Paesi che consentano un mutuo
riconoscimento delle condizioni del diritto di asilo.
Programma della Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione
Europea (semestre 1° luglio 2014 - 31 dicembre 2014)
Nel Programma di Presidenza italiana si annuncia l’intenzione di migliorare
e rafforzare la gestione integrata delle frontiere esterne nel pieno rispetto dei
diritti fondamentali, in particolare mediante il rafforzamento delle sinergie tra i
vari organi e sistemi, istituiti sinora, quali Frontex e l’EUROSUR, operanti
nell’ambito della migrazione e della circolazione delle persone e, in termini di
sicurezza, Europol ed Eurojust, che operano nel campo della prevenzione e
repressione dei reati connessi ai transiti illegali. In tale contesto, la Presidenza
intende sostenere inoltre il rafforzamento dell’acquis di Schengen, il possibile
sviluppo di nuove norme sul riconoscimento reciproco delle decisioni in
materia di asilo e l’idea di creare un sistema europeo di guardie di frontiera.
La Presidenza ha inoltre preannunciato i suoi sforzi per promuovere in materia di
immigrazione e asilo un’autentica solidarietà a livello europeo.
5
STATISTICHE SU IMMIGRAZIONE, ASILO, E FLUSSI IRREGOLARI
Flussi di immigrazione irregolare
Secondo dati diffusi dal Ministero dell’interno, dall’inizio del 2014 sarebbero
circa 65 mila i migranti giunti via mare in Italia, dato che renderebbe reale la
stima di possibili 100 mila sbarchi nell'anno solare (il numero di sbarchi nel 2013
attesta intorno ai 43 mila).
Secondo le stime di Save the Children, dal gennaio al giugno 2014 tra tali migranti
sarebbero stati rilevati circa 9.000 i minori, di cui più di 6 mila non accompagnati.
Nella Quinta relazione semestrale sul funzionamento dello spazio
Schengen 1° novembre 2013 – 30 aprile 2014, pubblicata il 26 maggio 2014
dalla Commissione europea, si riporta che, nel periodo novembre 2013 febbraio 2014, il numero di attraversamenti irregolari di cittadini extra-UE
rilevati alle frontiere esterne (25.936 rilevamenti) sarebbe aumentato del 96%
rispetto al periodo novembre 2012 – febbraio 2013. Nello stesso periodo Italia,
Grecia, Ungheria, Spagna e Bulgaria avrebbero fatto registrare il numero più
elevato di fermi. Nella Relazione si afferma altresì che complessivamente nel
2013 sono stati rilevati 107.365 attraversamenti illegali, il 48% in più rispetto al
2012.
Il totale per il 2013 è paragonabile ai livelli del 2009-2010, anche se resterebbe in
ogni caso inferiore a quello attestato durante la primavera araba del 2011. Le
nazionalità predominanti relative a tali flussi irregolari in tutto il 2013 sarebbero quelle
siriana, eritrea, afgana e albanese.
Nel 2013 l’area del Mediterraneo centrale rappresenta la principale rotta di
flussi irregolari, con oltre 40 mila rilevamenti (volume quadruplicato rispetto al
2012).
Nei primi quattro mesi del periodo di riferimento per cui sono disponibili statistiche UE
(novembre 2013-febbraio 2014), il numero di casi è quasi quadruplicato rispetto allo
stesso periodo dell’anno precedente (9.175 rilevamenti rispetto a 2.177); inoltre, mentre a
novembre 2013 si è registrata una diminuzione dei rilevamenti rispetto al 2012, nel
dicembre 2013 il totale ha superato quello dello stesso mese del 2012 di cinque
volte, e a gennaio e febbraio 2014 di 58 e 61 volte rispettivamente rispetto agli stessi
mesi dell’anno precedente.
Dati generali su immigrazione e asilo
Secondo i dati diffusi con la V Relazione annuale sull’immigrazione e
l’asilo, pubblicata dalla Commissione europea il 22 maggio 2014, all'inizio del
2013 la popolazione dell'UE si è attestata a 503 milioni, con 20,4 milioni di
cittadini di paesi terzi, corrispondenti al 4% della popolazione complessiva.
Nel 2012 i permessi di soggiorno rilasciati a cittadini di paesi terzi sono stati 2,1
milioni, il 32% dei quali concessi per motivi familiari, il 23% per attività remunerate, il 22%
6
per motivi di studio e il 23% per motivi vari (tra cui la protezione internazionale). I paesi i
cui cittadini hanno ottenuto il numero più elevato di permessi sono stati: Stati Uniti,
seguiti da Ucraina, Cina e India (rispettivamente 163 000, 161 000 e 157 000). Un
numero significativo di permessi (tra il 5% e il 2,5% del totale dell'UE) è stato rilasciato a
cittadini provenienti dal Marocco (102 000), dalla Russia (66 000), dalle Filippine (62
000), dalla Turchia (59 000) e dal Brasile (51 000).
Il numero totale di domande di asilo nel 2013 è stato di 434.160, dato che
registra un incremento sensibile di circa 100.000 richiedenti rispetto all'anno
precedente. Il numero più consistente di richiedenti asilo è giunto dalla Siria
(50.470, vale a dire il 12% di tutte le domande), mentre gli altri paesi più
significativi sono stati Russia, Afghanistan, Serbia, Pakistan e Kosovo. Di tutti
i richiedenti asilo, 112.730 hanno ottenuto protezione in prima istanza (49.510
rifugiati, 45.540 beneficiari di protezione sussidiaria e 17.685 beneficiari di
protezione per motivi umanitari), pari al 35% circa di tutte le decisioni adottate in
prima istanza .
L’Italia nel 2013 ha gestito 27.930 richieste d’asilo, in aumento del 60.9%
rispetto allo stesso periodo del 2012 (17.352 richieste). Inoltre, in Italia su un
totale di 25.245 decisioni (incluse decisioni su casi pendenti degli anni
precedenti): 16.185 sono state positive (64%), a 3.110 (12%) è andato lo status
di rifugiato; a 5.550 la protezione sussidiaria (22%); a 7.525 ragioni
umanitarie (30%); 9.060 le respinte (36%).
7
RISORSE FINANZIARIE DELL’UE NEL SETTORE “ASILO E
IMMIGRAZIONE”
Il periodo 2007-2013
Per il periodo 2007-13 per il Programma generale "Solidarietà e gestione
dei flussi migratori" sono stati stanziati quasi 4 miliardi di euro, distribuiti tra
quattro strumenti separati:
(Fonte Commissione europea, DG Affari interni)
Totale
Programma SOLID (2007-13) –
(in milioni
Tipo di azioni finanziate
Quattro strumenti
di euro)
Sviluppo di capacità: procedure
Fondo europeo per i rifugiati
(ERF)
d'asilo; infrastrutture per la
700
ricezione; integrazione dei rifugiati;
re insediamento; misure di
emergenza.
Fondo Europeo per
l'integrazione di cittadini di
paesi terzi (EIF)
Misure dirette all’integrazione (ad
825
esempio, corsi di lingua, corsi di
orientamento civico, preparazione
alla partenza nei Paesi non UE).
Rimpatri volontari e forzati;
operazioni congiunte di rimpatrio;
Fondo europeo per i rimpatri
(RF)
cooperazione tra Stati UE Stati di
630
rimpatrio dell'UE; miglioramento
della gestione dei rimpatri;
assistenza alla reintegrazione nello
Stato ritorno.
Infrastrutture e attrezzature per le
Fondo europeo per le frontiere
esterne (EBF)
1.820
frontiere esterne dell'UE; politica
dei visti; componenti nazionali dei
sistemi SIS/VIS.
Totale
3.975
8
Si riportano di seguito tabelle comparative recanti le risorse UE articolate per
Fondo (nell’ambito del programma SOLID), destinate all’Italia, e il confronto con
alcuni Stati membri.
Fondo europeo per i rifugiati (in euro)
2008
Italia
2.821.520
2009
2010
2011
2012
2013
4.470.815
7.202.618
7.740.535
6.992.321
6.858.797
9.169.710
9.367.839
10.724.670
11.537.287
13.539.829
13.643.432
7.142.310
10.434.904
10.714.260
11.727.1960
13.972.940
15.409.818
6.868.880
15.872.002
7.951.006
8.895.463
10.971.910
14.520.721
Svezia
11.873.311
15.027.846
17.196.880
16.054.966
17.015.699
17.173.400
Grecia
1.571.280
3.313.487
4.832.783
5.042.269
4.015.377
3.163.323
Spagna
1.130.925
1.557.827
1.757.719
1.872.234
1.621.162
1.584.966
Regno
Unito
Francia
Germania
Occorre considerare che gli stanziamenti indicati sono quelli inizialmente
previsti. In ragione delle esigenze sopravvenute in presenza di situazioni di
emergenza gli stanziamenti effettivamente assegnati all’Italia risultano i
seguenti importi:
2008
2009
2010
Azioni
previste
inizialmente
2.821.520
4.470.815
7.202.618
Misure
di
emergenza
7.088.000
Totale
9.909.520
4.470.815
7.202.618
2011
2012
2013
7,740,535
6.992.321
6.858.797
12.100.000
5.000.000
12.000.000
19.840.535
11.992.321
18.858.797
9
Fondo integrazione
2008
Italia
2009
2010
8.590.945
15.062.036
20.445.052
11.570.478
13.374.840
15.138.593
5.976.341
7.096.301
10.808.668
Svezia
Grecia
Regno
Unito
Francia
Germania
Spagna
2011
27.136.905
2012
2013
34.173.524
36.956.522
17.904.293
24.283.908
29.834.692
8.130.873
9.714.302
13.007.749
15.250.915
12.388.883
13.582.676
14.535.129
16.813.650
17.258.742
1.408.301
1.913.972
2.297.641
2.825.958
3.424.985
4.199.605
2.063.575
2.653.009
2.946.352
3.280.005
4.115.432
4.178.416
11.392.323
14.764.541
14.284.794
17.815.509
22.039.481
23.542.717
2011
2012
Fondo rimpatri
2008
Italia
2009
2010
2013
5.867.478
6.029.379
6.769.510
6.921.174
9.066.985
9.155.187
7.640.785
9.273.917
12.844.301
17.414.635
23.792.029
27.947.021
5.323.948
7.006.678
9.652.232
12.530.501
15.746.260
18.621.477
Germania
4.184.171
3.703.821
3.664.850
3.859.045
5.287.660
7.609.749
Svezia
1.819.156
1.485.592
1.503.728
2.559.853
5.080.126
7.273.730
Grecia
5.379.392
7.497.847
14.389.434
24.975.339
37.357.613
35.544.340
Spagna
4.758.824
5.971.877
9.070.986
12.871.751
18.786.416
22.288.403
Regno
Unito
Francia
10
Fondo gestione frontiere
2008
2009
17.153.194
17.712.943
20.265.224
32.715.580
52.787.940
84.633.220
8.504.172
10.553.050
13.972.352
17.889.233
24.060.716
29.974.731
Germania
7.008.338
7.153.018
8.017.995
10.279.864
14.384.407
18.946.616
Svezia
1.291.343
1.428.836
1.290.490
1.320.946
1.945.364
2.285.522
Grecia
13.743.088
23.459.507
27.448.280
40.919.759
44.745.804
44.033.646
Spagna
29.934.747
32.802.046
40.099.177
44.819.607
48.154.233
61.916.627
Italia
Regno
Unito
Francia
2010
2011
2012
2013
Si ricorda che la Commissaria Malmström, rispondendo ad un’interrogazione
presentata al Parlamento europeo, ha ricordato che l’Unione europea ha
stanziato nel periodo 2007-2013 a favore dell’Italia oltre 500 milioni di euro per
le politiche di immigrazione e asilo (compresa la gestione delle frontiere); in
particolare a seguito dell’emergenza Lampedusa di ottobre 2013 l’Unione
europea ha previsto un intervento straordinario di 30 milioni di euro a sostegno
delle azioni italiane nel Mediterraneo di cui 23 direttamente a favore del nostro
paese (nell’ambito del Fondo per i rimpatri, del Fondo per le frontiere esterne, e
del Fondo per i rifugiati), e. 7,9 milioni di euro per rafforzare l’attività di Frontex.
Nella stessa occasione sono stati stanziati ulteriori 20 milioni per le politiche di
accoglienza e asilo a favore degli altri Stati membri.
Il periodo 2014- 2020
Il quadro finanziario pluriennale 2014-2020 ha operato una semplificazione
dei programmi nel settore degli affari interni, riorganizzando le voci in due fondi:
 il Fondo per l’asilo l’immigrazione e l’integrazione, focalizzato sulla
gestione sui flussi delle popolazioni migranti e sulla gestione integrata
dell’immigrazione, a sostegno delle azioni concernenti tutti gli aspetti delle
migrazioni, compresi l’asilo, la migrazione legale, l’integrazione, il rimpatrio
e il soggiorno irregolare dei cittadini extra-UE;
 il Fondo sicurezza interna, a supporto dell’attuazione della strategia di
sicurezza interna a alla cooperazione di polizia, che include la gestione
delle frontiere esterne dell’Unione, compreso la sviluppo di nuove
11
tecnologie dell’informatica come ad esempio il futuro Sistema di
entrata/uscita e il futuro Programma registrato dei viaggiatori.
Il Sistema di entrata/uscita consisterà in uno strumento di registrazione, mediante
una banca dati elettronica, della data, del luogo d'ingresso, e della durata del
soggiorno di breve durata autorizzato, in sostituzione dell'attuale sistema di
apposizione di timbri sui passaporti.
Il Programma per viaggiatori registrati mira a consentire ai cittadini di Stati terzi,
previo esame preventivo appropriato, di beneficiare di verifiche di frontiera
semplificate entrando nell'UE attraverso apposite porte automatiche.
In particolare il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, istituito con
regolamento del 16 aprile 2014, ha una dotazione globale di 3.137 milioni di
euro, articolati in 2.752 milioni di euro per i programmi nazionali degli Stati
membri, e 385 milioni di euro per le azioni dell’Unione, l’assistenza emergenziale,
la rete europea sulle migrazioni e l’assistenza tecnica della Commissione, di cui
almeno il 30 % è utilizzato per le azioni dell’Unione e la rete europea sulle
migrazioni. Il fondo sostituisce parzialmente il programma Solid del periodo di
riferimento precedente, in particolare i tre strumenti relativi al Fondo rimpatri, al
Fondo rifugiati e al Fondo integrazione, mentre lo strumento relativo alla gestione
delle frontiere è confluito in parte del Fondo di sicurezza interno.
Circa la ripartizione per Stato membro per il periodo 2014-2020, per l’Italia
sono previsti 310,3 milioni.
Per quanto riguarda alcuni degli Stati membri più esposti al fenomeno dei
flussi migratori, si ricorda che sono stati assegnati: 257 milioni alla Spagna, 259
alla Grecia, 370 milioni al Regno Unito, 208 alla Germania, 265 alla Francia,
118 alla Svezia.
Nell’ambito del Fondo sicurezza interna, con regolamento del 20 maggio 2014
l’Unione europea ha altresì istituito lo strumento di sostegno finanziario per le
frontiere esterne e i visti. Le risorse globali per l’attuazione dello strumento
ammontano a 2.760 milioni di EUR a prezzi correnti di cui 1.551 milioni di EUR
per i programmi nazionali degli Stati membri
Circa la ripartizione per Stato membro per il periodo 2014-2020 si ricorda che
all’Italia sono assegnati 156,3 milioni. Si segnala che sono inoltre stati
assegnati: 195 milioni alla Spagna, 167 alla Grecia, 51 alla Germania, 85 alla
Francia, 11 alla Svezia.
12
SISTEMA COMUNE EUROPEO
DI ASILO – CEAS
Nel giugno 2013 le Istituzioni europee hanno definitivamente approvato il
pacchetto di proposte relativo al cosiddetto nuovo Sistema comune europeo di
asilo – CEAS. Si tratta in particolare:
 della nuova direttiva “procedure” (2013/32/UE): procedure comuni ai fini
del riconoscimento e della revoca dello status di protezione
internazionale;
 della nuova direttiva “accoglienza” (2013/33/UE): norme relative
all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
 del nuovo regolamento (604/2013) circa i criteri e i meccanismi di
determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una
domanda di protezione internazionale) (sistema cosiddetto Dublino);
 del nuovo regolamento sul sistema Eurodac (603/2013): sistema di
confronto delle impronte digitali per l'efficace applicazione del nuovo
regolamento Dublino, e per le richieste di confronto con i dati Eurodac
presentate dalle autorità di contrasto degli Stati membri e da Europol a
fini di contrasto;
Appartiene a tale Sistema anche la direttiva “qualifiche” (2011/95/UE): norme
sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di
protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi
titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione
riconosciuta (rifusione) (approvata il 13 dicembre 2011).
Procedure di asilo comune (nuova direttiva “procedure”)
Rispetto al regime precedente le nuove regole applicano scadenze comuni
per la gestione delle domande di asilo (un termine generale di sei mesi,
derogabile in un numero limitato di casi); sono altresì previste norme più rigorose
in materia di formazione del personale che si occupa dei richiedenti (in
particolare, del personale dell’autorità competente per l’esame delle domande),
nonché nuove disposizioni per le esigenze particolari dei minori non
accompagnati e di altre persone vulnerabili.
Condizioni minime di accoglienza (nuova direttiva “accoglienza”)
Tra i principali miglioramenti alla direttiva del 2003 sull'accoglienza, figurano le
disposizioni relative a detenzione e condizioni di vita dignitose, a una
valutazione medica e psicologica tempestiva delle esigenze dei richiedenti
asilo e a un accesso più rapido al mercato del lavoro (nove mesi dopo la
presentazione di una domanda d'asilo). In linea generale, se i richiedenti asilo
sono detenuti, dovranno essere ospitati in appositi centri di detenzione.
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Criteri di determinazione dello Stato membro competente per l’esame
di una domanda d’asilo (nuovo regolamento sistema Dublino)
Il regolamento Dublino (III) stabilisce i criteri e i meccanismi di
determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda
di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri. I criteri per
stabilire la competenza sono, in ordine gerarchico: considerazioni di natura
familiare, il possesso recente di un visto o di un permesso di soggiorno in uno
Stato membro, l'ingresso regolare o irregolare del richiedente nell'UE.
Il regolamento Dublino III si applica dal 1º gennaio 2014 in tutti gli Stati membri,
compreso il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca (in virtù di un accordo internazionale
concluso nel 2006 tra la Comunità europea e la Danimarca), nonché nei quattro paesi
terzi che partecipano all'accordo di Schengen (Islanda, Norvegia, Svizzera e
Liechtenstein).
Secondo le nuove regole i richiedenti asilo non potranno essere trasferiti
verso Paesi dell'Unione europea in cui sussista il rischio di trattamenti inumani
o degradanti. È previsto inoltre un meccanismo di allarme rapido per far fronte
ai problemi nei sistemi nazionali d'asilo prima che si trasformino in crisi.
Si segnala che il 26 giugno 2014 la Commissione europea ha presentato una
proposta di regolamento che modifica il Regolamento Dublino III rendendo più chiare le
norme in materia di competenza per l'esame delle domande di protezione internazionale
presentate da minori non accompagnati che non hanno familiari, fratelli o parenti nel
territorio dell'UE.
Nuovo regolamento sistema Eurodac
Il Sistema Eurodac permette alle autorità nazionali di verificare, tramite una
banca dati delle impronte digitali, se una domanda di protezione internazionale
è già stata presentata in un altro Paese membro o se il richiedente e' entrato
illegalmente nell'Ue in passato. Il nuovo regolamento mira a semplificare le
procedure esistenti e a permettere agli Stati membri di determinare in modo
rapido lo Stato membro responsabile dell'esame di una domanda d'asilo. La
nuova disciplina, d’altra parte, consente (in casi determinati e a condizioni
limitate) anche la consultazione della banca dati a fini di prevenzione e per
indagare su reati di terrorismo; il Parlamento europeo ha introdotto disposizioni
più rigorose di protezione dei dati e nuove garanzie per assicurare che i dati
non siano utilizzati per altri fini.
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FRONTEX E IL CONTROLLO DELLE FRONTIERE ESTERNE
L’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle
frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea – Frontex, con sede a
Varsavia, è attiva dal 2005.
Frontex è stata istituita con il regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio del 26
ottobre 2004. Il quadro giuridico è stato modificato (ai fini del potenziamento dell’Agenzia)
attraverso i successivi regolamenti n.863/2007 dell’11 luglio 2007 e n. 1168/2011 del 25
ottobre 2011.
Competenze
Secondo il vigente assetto, Frontex ha il compito di:
 coordinare la cooperazione operativa tra gli Stati membri nella gestione
delle frontiere esterne;
 assistere gli Stati membri in materia di formazione del corpo nazionale
delle guardie di confine, anche per quanto riguarda la definizione di
standard comuni di formazione;
 effettuare analisi dei rischi, compresa la verifica della capacità degli
Stati membri di far fronte a minacce e pressioni alle frontiere esterne;
 partecipare agli sviluppi della ricerca pertinenti al controllo e alla
sorveglianza delle frontiere esterne;
 assistere gli Stati membri in circostanze che richiedono una maggiore
assistenza tecnica e operativa alle frontiere esterne, tenendo conto del
fatto che alcune situazioni possono comportare emergenze umanitarie e
il soccorso in mare;
 assistere gli Stati membri in circostanze che richiedono una maggiore
assistenza tecnica e operativa alle frontiere esterne, in particolare quelli
che fanno fronte a pressioni specifiche o sproporzionate;
 istituire squadre europee di guardie di frontiera da impiegare durante le
operazioni congiunte, i progetti pilota e gli interventi rapidi;
 offrire agli Stati membri il supporto necessario e, se richiesto, il
coordinamento o l'organizzazione di operazioni congiunte di
rimpatrio;
 inviare guardie di frontiera appartenenti alle squadre europee di guardie
di frontiera negli Stati membri per operazioni congiunte, progetti pilota o
interventi rapidi in conformità del regolamento (CE) n. 863/2007;
 sviluppare e gestire, in conformità del regolamento (CE) n. 45/2001,
sistemi informativi che consentano scambi rapidi e affidabili di
informazioni sui rischi emergenti alle frontiere esterne, compresa la rete di
informazione e coordinamento creata con decisione 2005/267/CE del
Consiglio;
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 prestare la necessaria assistenza per sviluppare e gestire un sistema
europeo di sorveglianza di frontiera e, ove opportuno, per creare un
ambiente comune di condivisione delle informazioni, compresa
l'interoperabilità dei sistemi.
Organi
La struttura di governo dell’Agenzia prevede anzitutto un consiglio di
amministrazione (eventualmente assistito da un comitato esecutivo) composto
da un rappresentante di ciascuno Stato membro e da due rappresentanti della
Commissione. Il Consiglio elegge il presidente tra i suoi membri. Tale organo
adotta i documenti e le decisioni più importanti come la relazione generale
dell'Agenzia relativa all'anno precedente e il programma di lavoro per l’anno
successivo (documenti trasmessi, in linea di massima, al Parlamento europeo, al
Consiglio e alla Commissione europea). Le decisioni relative ad attività
specifiche da effettuare alle frontiere esterne di un determinato Stato membro, o
nelle immediate vicinanze delle stesse, richiedono il voto favorevole alla loro
adozione da parte del membro del consiglio di amministrazione che
rappresenta detto Stato membro.
Tra gli organi direttivi dell’Agenzia figura altresì un direttore esecutivo,
nominato dal consiglio su proposta della Commissione, al quale – in estrema
sintesi - spettano la preparazione e l’attuazione delle decisioni, dei
programmi e delle attività adottate dal consiglio di amministrazione.
Risorse
Secondo quanto indicato nei documenti contabili pubblicati il 14 febbraio 2014
sul sito web dell’Agenzia, il bilancio di Frontex per il 2014 ammonta a circa 89,2
milioni di euro.
Ai sensi dell’articolo 29 del regolamento istitutivo di Frontex, le entrate dell'Agenzia
sono costituite, fatte salve altre entrate, da:
 un contributo della Comunità iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea
(sezione «Commissione»),
 un contributo dei paesi terzi associati all'attuazione, all'applicazione e allo
sviluppo dell'acquis di Schengen,
 compensi per i servizi forniti,
 contributi volontari degli Stati membri.
Il personale impiegato da Frontex è composto da agenti temporanei, agenti
contrattuali, ed esperti nazionali distaccati: secondo i dati riportati nel Programma
annuale 2013, Frontex disponeva nel 2011 di 304 persone (distribuito tra le figure citate),
mentre per il 2012 l’autorità di bilancio ha approvato un ammontare di 314 posti; nel 2013
sono stati approvate 318 unità di cui effettivamente impiegati 302; per il 2014 sono
state proposte 317 unità (fonte Frontex).
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Si riportano alcuni dati sull’allocazione delle risorse a disposizione dell’Agenzia nel 2013:
 distribuzione del fondi a disposizione di Frontex: il 66 per cento del bilancio è
destinato alle attività operative.
 distribuzione delle spese tra le varie tipologie di attività operative di Frontex: il
46,2 per cento è destinato alle operazioni localizzate alle frontiere marine.
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Attività dell’Agenzia (operazioni congiunte, squadre di intervento,
interventi rapidi)
Operazioni congiunte
Il regolare controllo di frontiera è normalmente di competenza esclusiva degli
Stati membri; il ruolo di Frontex si concentra invece sul coordinamento e
l’impiego di esperti e attrezzature tecniche in quelle aree di confine sotto
significativa pressione. Tale coordinamento si esplica attraverso lo strumento
delle cosiddette operazioni congiunte, ovvero missioni, cui partecipano guardie
di frontiera di diversi Stati membri, studiate e sviluppate sulla base di una analisi
dei rischi che analizza il probabile futuro rischio di migrazione irregolare e la
criminalità transfrontaliera lungo un settore della frontiera esterna dell'UE.
Durante gli incontri annuali con gli Stati membri l'Agenzia individua tra le operazioni
congiunte proposte le missioni da considerarsi prioritarie in base alla loro importanza e
alle risorse disponibili al fine di assicurare una risposta efficace.
Al riguardo si ricorda che ai sensi dell’articolo 3 del regolamento istitutivo di Frontex
(come modificato dai regolamenti successivi citati) l'Agenzia valuta, approva e
coordina le proposte degli Stati membri relative alle operazioni congiunte e ai progetti
pilota, comprese le richieste degli Stati membri riguardanti circostanze che richiedono
una maggiore assistenza tecnica e operativa, in particolare in caso di pressioni specifiche
o sproporzionate. Inoltre l'Agenzia stessa può avviare e realizzare operazioni
congiunte e progetti pilota in cooperazione con gli Stati membri interessati e di comune
accordo con gli Stati membri ospitanti. Essa può inoltre decidere di mettere le
proprie attrezzature tecniche a disposizione degli Stati membri che prendono parte
alle operazioni congiunte o ai progetti pilota.
I dettagli organizzativi delle operazioni congiunte (durata della missione, area
geografica interessata, composizione e compiti dei membri delle squadre, etc) sono
contenuti nei piani operativi, di norma stabiliti dal direttore esecutivo dell’agenzia e
concordati con gli Stati membri ospitanti (consultati gli Stati partecipanti).
Si segnala che a seguito delle modifiche introdotte al quadro giuridico di Frontex
introdotte dal regolamento n. 2007/2004 il piano operativo è diventato uno strumento
giuridico vincolante non solo rispetto agli interventi rapidi ma anche con riferimento a
tutte le operazioni coordinate dall’Agenzia.
Si ricorda che con l’adozione del regolamento (UE) n. 1168/2011 il ruolo di Frontex è
stato potenziato conferendole il potere di coordinare le operazioni congiunte, nonché
prevedendo l’obbligo a carico degli Stati membri (sulla base di negoziati preventivi) di
fornire personale per la costituzione di squadre europee di frontiera e di mettere a
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disposizione attrezzature tramite il Registro centralizzato delle attrezzature tecniche
disponibili (CRATE), è il principale risultato raggiunto attraverso l’adozione da parte
dell’Unione europea del.
Si segnala infine che l'Agenzia finanzia o cofinanzia le operazioni congiunte
e i progetti pilota con sovvenzioni dal proprio bilancio, conformemente alla
normativa finanziaria applicabile all'Agenzia.
Squadre di intervento
L’Agenzia istituisce le cosiddette “squadre europee di guardie di frontiera”
per il loro eventuale impiego nelle operazioni congiunte.
Gli Stati membri predispongono un contingente nazionale, designando le
guardie di frontiera corrispondenti ai profili richiesti. Il contributo degli Stati
membri, relativamente alle loro guardie di frontiera, a operazioni congiunte e a
progetti pilota specifici è programmato sulla base di negoziati e accordi annuali
bilaterali tra l'Agenzia e gli Stati membri. Conformemente a tali accordi, gli
Stati membri tengono a disposizione dell'Agenzia le guardie di frontiera per il loro
impiego su richiesta della stessa, salvo che si trovino a far fronte a una
situazione eccezionale che incide in misura sostanziale sull'adempimento dei
compiti nazionali.
In altre parole, l’Agenzia, insieme con il paese ospitante, opera una valutazione del
numero di agenti con competenze specifiche e la quantità e il tipo di attrezzatura
tecnica necessaria; Frontex poi indirizza una richiesta a tutti gli Stati membri e paesi
associati Schengen per gli ufficiali necessari, specificando chiaramente i loro profili
richiesti (esperti di documenti falsi, di controlli alle frontiere, esperti di sorveglianza,
esperti appartenenti a unità cinofile), nonché attrezzature specifiche necessarie per
l'operazione (ad esempio, elicotteri, aerei, auto di pattuglia, attrezzature, rilevatori di
battito del cuore termo - vision). Il CRATE - Registro centralizzato delle attrezzature
tecniche disponibili, denominato anche Toolbox, censisce le attrezzature tecniche che
gli Stati membri, su base volontaria, sono disposti a fornire, per un tempo determinato, ad
uno Stato membro che ne faccia richiesta per operazioni di controllo e sorveglianza delle
frontiere.
Frontex fornisce formazione ai membri delle squadre citate con particolare
riguardo al pertinente diritto dell’Unione europea, al diritto internazionale,
compresi di diritti fondamentali, e l’accesso alla protezione internazionale.
Attività nel Mediterraneo centrale
Secondo quanto riportato sul sito internet di Frontex, le più recenti seguenti
recenti operazioni congiunte nel bacino del Mediterraneo che hanno visto l’Italia
come Stato membro ospitante:
 “Enea”: nel mare Ionio, concernente i flussi di immigrazione irregolare
provenienti dalla Turchia, Albania ed Egitto, diretti verso le coste di Puglia
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e Calabria. Il budget della sessione di missione dal 3 giugno 2013 al 31
dicembre 2013 è risultato di oltre 2,1 milioni di euro;
 “Hermes”: localizzata nel mare di Sicilia, concernente i flussi provenienti
da Tunisia, Libia e Algeria, in particolare verso l’isola di Lampedusa.
La prima missione Hermes è stata avviata alla fine del 2011 per sostenere le
autorità italiane nella gestione dell’afflusso di migranti dal Nord Africa in direzione,
per lo più, di Lampedusa. L’operazione, a cui partecipano, oltre all’Italia come Stato
membro ospitante, anche Francia, Malta, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Austria,
Belgio, Romania e Svizzera, ha previsto il dispiegamento di unità navali ed aeree
nonché l’invio di esperti, allo scopo di: fornire assistenza nell’individuazione della
nazionalità dei migranti, prevenire attività criminali alle frontiere esterne UE,
organizzare operazioni di rimpatrio, collaborare con le autorità italiane
nell’elaborazione di analisi dei rischi. L’operazione ha coinvolto anche l’agenzia
Europol. La sessione di missione iniziata il 6 maggio scorso e terminata il 31
dicembre 2013 è stata supportata con uno stanziamento di oltre 5,6 milioni di
euro.
Tra le operazioni congiunte alle frontiere terrestri, marittime e aeree esterne
degli Stati membri sotto l’egida di Frontex si ricordano in particolare le operazioni
Hubble (finalizzata all’identificazione di migranti irregolari in arrivo nei principali
aeroporti europei); Hera (contrasto all’immigrazione illegale proveniente
dall’Africa occidentale diretta verso le Isole Canarie); Unity (operazione alle
frontiere orientali dell’UE, basata sullo scambio di informazioni tra gli Stati
Membri, Federazione Russa e Repubblica di Bielorussia e dispiegamento di
esperti di sorveglianza e controllo alle frontiere terrestri esterne dell’UE).
Squadre di intervento rapido
Si segnala infine il meccanismo per la creazione di squadre di intervento
rapido (RABIT), introdotto con il regolamento (CE) n.863/2007 dell’11 luglio
2007: le squadre RABIT, costituite da guardie di frontiera appositamente
distaccate, hanno il compito di fornire assistenza operativa rapida per un
periodo limitato allo Stato membro che ne faccia richiesta e che si trovi a fare
fronte a sollecitazioni urgenti ed eccezionali.
In tal caso, su richiesta di uno Stato membro che si trovi a far fronte a pressioni
urgenti ed eccezionali, specie in caso di afflusso massiccio alle frontiere esterne di
cittadini di paesi terzi che tentano di entrare illegalmente nel territorio di tale Stato
membro, l'Agenzia può inviare per un periodo limitato nel territorio dello Stato
membro richiedente una o più squadre europee di guardie di frontiera, per la durata
necessaria (articolo 8 bis). Il regolamento prevede altresì che in tali situazioni gli Stati
membri comunicano immediatamente, su richiesta dell’Agenzia, il numero, i nomi e i
profili delle guardie di frontiera del loro pool nazionale che possono mettere a
disposizione entro cinque giorni per far parte di una squadra; gli Stati membri mettono
a disposizione le guardie di frontiera su richiesta dell’Agenzia a meno che si trovino a far
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fronte a una situazione eccezionale che incide in misura sostanziale sull’adempimento
dei compiti nazionali. La squadra è costituita secondo le indicazioni contenute nel piano
operativo concordato tra direttore esecutivo dell’Agenzia e Stato membro ospitante.
Infine, per le guardie di frontiera che fanno parte del pool d’intervento rapido di cui
all’articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 863/2007, l’Agenzia organizza
formazioni avanzate in relazione ai loro compiti e alle loro competenze, prevedendo nel
programma di lavoro annuale anche esercitazioni periodiche.
Attività di rimpatrio
Nel mandato dell’Agenzia è inclusa anche l’attività di assistenza e, su istanza
degli Stati membri partecipanti, di coordinamento o organizzazione delle
operazioni congiunte di rimpatrio degli Stati membri. L'Agenzia finanzia o
cofinanzia le operazioni e i progetti appartenenti a tale ambito con sovvenzioni
dal proprio bilancio, ma può altresì usufruire degli strumenti finanziari dell'Unione
previsti appositamente per il rimpatrio.
Secondo quanto riportato nel Rapporto generale dell’Agenzia per il 2013, in tale
anno nell’ambito delle operazioni congiunte sono state rimpatriate 2.152 persone (con
un leggero aumento rispetto ai 2.110 del 2012); nell’ambito delle operazioni di rimpatrio
congiunte organizzate dall’Italia sono stati effettuati 175 rimpatri, tutti in Nigeria.
Secondo quanto riportato sul sito on line dell’Agenzia nel 2014 Frontex avrebbe
coordinato tre operazioni congiunte nell’ambito delle quali l’Italia figura come Stato
membro ospitante della missione, aventi ad oggetto il rimpatrio di immigrati irregolari in
Nigeria, missioni supportate da stanziamenti per un ammontare complessivo di circa
740 mila euro
Eurosur
Sulla Gazzetta ufficiale del 6 novembre 2013 è stato pubblicato il Regolamento
(UE) n. 1052/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre
2013, che istituisce il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere
(Eurosur).
Tale sistema consiste in una rete di comunicazione volta a migliorare la
gestione delle frontiere esterne dell'Unione europea, intensificando lo scambio di
informazioni tra i Paesi europei e con l'Agenzia europea per la gestione delle
frontiere Frontex. Il sistema consente la condivisione di dati, immagini e
d'intelligence di varie autorità in tempo reale, compresi strumenti di
sorveglianza, come satelliti o sistemi di notifica delle navi, tramite una rete di
comunicazione protetta. Si ricorda che, a seguito dell’intervento degli
eurodeputati, il testo (che dovrà passare al vaglio del Consiglio per l’adozione
definitiva) prevede che Eurosur sia utilizzato anche per contribuire a salvare la
vita dei migranti qualora si trovino in pericolo. Il testo, frutto della mediazione
raggiunta tra Parlamento e Consiglio, prevede che per utilizzare Eurosur i Paesi
UE debbano rispettare i diritti umani, in particolare il principio recante il divieto di
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respingimento che non permette il rimpatrio di persone minacciate di vita o
private della libertà, e il diritto alla protezione dei dati personali.
Nuovo regolamento in materia di sorveglianza delle frontiere
marittime
Il 15 maggio 2014, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato un
regolamento recante norme per quanto riguarda la sorveglianza delle frontiere
marittime esterne nel contesto della cooperazione operativa coordinata
dall'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere
esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex).
Si tratta di regole d'ingaggio comuni a tutti gli Stati membri affinché le
operazioni di soccorso in mare dei migranti si svolgano secondo procedure
condivise, indipendentemente dalla nazionalità delle unità impiegate.
La disciplina tiene conto sia degli aggiornamenti del quadro giuridico di
Frontex, sia dei principi contenuti in una recente sentenza della Corte europea
dei diritto dell’uomo (causa Hirsi Jamaa e altri contro Italia) relativi alla
necessità di chiarire i concetti di intercettazione e di soccorso. In particolare,
la decisione della Corte di Strasburgo ribadisce l’esigenza di tutelare i diritti
fondamentali dei soggetti intercettati in mare e il principio di non
respingimento nelle operazioni marittime.
Tale principio ha trovato accoglimento in particolare nell’articolo 4 del regolamento ai
sensi del quale, tra l’altro, nessuno può, in violazione del principio di non respingimento,
essere sbarcato, costretto a entrare, condotto o altrimenti consegnato alle autorità di
un paese in cui esista, tra l'altro, un rischio grave di essere sottoposto alla pena di
morte, alla tortura, alla persecuzione o ad altre pene o trattamenti inumani o
degradanti, o in cui la vita o la libertà dell'interessato sarebbero minacciate a causa della
razza,
della
religione,
della
cittadinanza,
dell'orientamento
sessuale,
dell'appartenenza a un particolare gruppo sociale o delle opinioni politiche
dell'interessato stesso, o nel quale sussista un reale rischio di espulsione, rimpatrio o
estradizione verso un altro paese in violazione del principio di non respingimento.
Il testo definitivo è frutto dell’accordo di compromesso raggiunto l’11 febbraio 2014 tra
Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea, che prevede un particolare
rafforzamento della tutela dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo.
Si segnalano in particolare i seguenti elementi chiave:
 le operazioni di sorveglianza coordinate da Frontex dovranno comprendere
procedure per garantire che le persone che necessitano di protezione
internazionale, le vittime della tratta di esseri umani, i minori non
accompagnati, e altre persone vulnerabili, siano identificati e adeguatamente
aiutati; solo a seguito dell’identificazione sarà possibile adottare eventuali
misure coercitive; le disposizioni UE sull’identificazione avranno inoltre natura
obbligatoria, mentre quelle relative alle misure coercitive saranno facoltative;
22

saranno rafforzate le disposizioni volte a garantire il rispetto del principio del non
respingimento, in particolare l’obbligo per le guardie di frontiera che decidano di
sbarcare persone intercettate o soccorse in un paese terzo di seguire
determinate procedure (ad esempio, l'identificazione, la valutazione personale, le
informazioni sul luogo dello sbarco, ecc.), nonché la possibilità che il loro
operato sia oggetto di ispezione;
 l’eliminazione dal testo originariamente proposto dalla Commissione di una
disposizione che avrebbe potuto consentire operazioni di respingimento in alto
mare; rimane come unica possibilità quella di "mettere in guardia e ordinare" alla
la nave di non entrare nelle acque territoriali di uno Stato membro;
 la previsione del divieto di sanzioni penali comminate a capitani e ad
equipaggi per il solo motivo di avere prestato soccorso a persone in difficoltà e
di averle portate in un luogo di sicuro.
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LE PROPOSTE DELLA TASK FORCE MEDITERRANEO E LE RECENTI DECISIONI DEL
CONSIGLIO EUROPEO
In seguito ai tragici naufragi di Lampedusa di settembre - ottobre 2013, anche
sotto impulso del Governo italiano, il Consiglio europeo del 24 e 25 ottobre
2013 ha discusso la questione dei flussi migratori verso l’Europa, esprimendo
l’intenzione di tornare sulle questioni dell’asilo e della migrazione in una
prospettiva più ampia e più a lungo termine nel giugno del 2014, al momento
della definizione degli orientamenti strategici per l’ulteriore programmazione
legislativa ed operativa nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
Il Consiglio europeo ha inoltre accolto con soddisfazione la creazione della
Task Force “Mediterraneo” (TFM) volta ad individuare, “sulla base dei principi
di prevenzione, protezione e solidarietà”, le azioni prioritarie per un utilizzo a
breve termine più efficiente delle politiche e degli strumenti europei.
La Commissione europea il 4 dicembre 2013 ha pubblicato una
comunicazione che illustra le proposte elaborate in seno Task force: si tratta di
trentotto azioni operative, secondo un calendario preciso indicato dalla
Commissione, articolate in cinque settori: azioni in cooperazione con paesi
terzi; protezione regionale, reinsediamento e rafforzamento delle possibilità di
immigrazione legale in Europa; lotta contro la tratta, il traffico e la criminalità
organizzata; rafforzamento della sorveglianza delle frontiere, per contribuire a
migliorare il quadro situazionale marittimo e a proteggere e salvare i migranti nel
Mediterraneo; assistenza e solidarietà nei confronti degli Stati membri che
devono affrontare forti pressioni migratorie.
Circa l’ultimo ambito di intervento citato, sono previsti finanziamenti aggiuntivi per gli
Stati membri maggiormente esposti: come accennato, all’Italia a seguito
dell’emergenza di Lampedusa di ottobre 2013 sono stati destinati finanziamenti fino a 30
milioni di euro. Per altri Stati membri sono stati stanziati circa 20 milioni di euro al fine
di affrontare la crescente pressione a livello dell’UE e la conseguente insufficienza delle
capacità nazionali. La Commissione europea ha inoltre previsto la possibilità che gli Stati
membri particolarmente interessati a flussi di migranti e richiedenti asilo possano
chiedere assistenza, “se opportuno”, al meccanismo europeo di protezione civile
(EUCPM). Inoltre, ferma restando, in base al Regolamento Dublino, la responsabilità
dello Stato membro competente all’esame e valutazione della domande di asilo, la
Commissione ha preannunciato un progetto pilota da parte dell’Ufficio europeo di
supporto all’asilo (EASO) che dovrebbe aiutare gli Stati membri nella gestione delle
domande di asilo.
24
Il Consiglio dell’Unione europea del 6-7 giugno 2014 ha preso atto del
rapporto preparato dalla Commissione europea circa l'attuazione delle azioni
concepite in seno alla Task Force Mediterraneo.
Il rapporto presenta lo stato dell’arte dei programmi finanziati dall’Ue in materia di
asilo, gestione delle frontiere e dell’immigrazione irregolare
Infine il Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014, particolarmente
incentrato sulla definizione delle linee strategiche per i prossimi anni nei settori
Giustizia e Affari interni, ha tra l’altro indicato alcuni obiettivi in materia di
immigrazione e asilo. In particolare secondo le conclusioni del Consiglio citato,
occorrono:
•
il potenziamento e l’espansione dei programmi di protezione
regionale, in particolare nelle vicinanze delle regioni di origine, in stretta
collaborazione con l'UNHCR; aumento dei contributi a favore degli
sforzi di reinsediamento a livello mondiale, considerando in particolare
l'attuale protrarsi della crisi in Siria;
•
una lotta più incisiva contro il traffico e la tratta di esseri umani,
incentrandosi sui paesi e le rotte prioritari;
•
l’istituzione di un'efficace politica comune di rimpatrio e applicazione
degli obblighi in materia di riammissione di cui agli accordi con i paesi
terzi;
•
la piena attuazione
"Mediterraneo".
delle
azioni
individuate
dalla
task
force
Per quanto riguarda specificamente la gestione delle frontiere esterne
comuni, il Consiglio europeo ha altresì concluso indicando come orientamenti
generali:
•
la modernizzazione della gestione integrata delle frontiere in particolare
mediante il sistema di ingresso/uscita e il programma per viaggiatori
registrati (strumenti tuttora all’esame delle istituzioni UE), con il sostegno
della nuova agenzia per i sistemi IT su larga scala (eu-LISA);
•
il rafforzamento di Frontex in particolare per sostenere gli Stati
membri esposti a forte pressione alle frontiere esterne, e aumentare la
reattività ai rapidi sviluppi dei flussi migratori, avvalendosi pienamente del
nuovo sistema europeo di sorveglianza delle frontiere EUROSUR;
Il sistema di sorveglianza delle frontiere Eurosur, istituito dal 2013,
consiste in una rete di comunicazione al fine di intensificare lo scambio di
informazioni tra i Paesi europei e con l'Agenzia europea per la gestione delle
frontiere Frontex. Il sistema consente la condivisione di dati, immagini e
d'intelligence di varie autorità in tempo reale, compresi strumenti di
sorveglianza, come satelliti o sistemi di notifica delle navi, tramite una rete di
comunicazione protetta. Il regolamento istitutivo prevede che Eurosur sia
utilizzato anche per contribuire a salvare la vita dei migranti qualora si trovino in
25
pericolo e che per suo utilizzo i Paesi UE debbano rispettare i diritti umani, in
particolare il principio recante il divieto di respingimento che non permette il
rimpatrio di persone minacciate di vita o private della libertà, e il diritto alla
protezione dei dati personali;
•
la possibilità, nel contesto dello sviluppo a lungo termine di Frontex, di
istituire un sistema europeo di guardie di frontiera per migliorare le
capacità di controllo e di sorveglianza alle frontiere esterne.
A seguito dell’intensificarsi degli sbarchi presso le coste italiane, nonché di
ulteriori tragici episodi di perdita di vite umane nelle acque del Mediterraneo
centrale accaduti nel mese di giugno 2014, i ambito UE sono stati annunciati
alcuni interventi volti a sostenere gli Stati esposti (in particolare l’Italia) ai flussi
irregolari attraverso Mediterraneo.
In particolare si segnala che fonti vicine a Jean-Claude Juncker (riportate sui
maggiori organi di informazione), avrebbero indicato che il prossimo Presidente
designato della Commissione starebbe pensando di inserire nella sua squadra
per il nuovo Esecutivo Ue un Commissario ad hoc, dedicato alla questione
delle migrazioni e della mobilità (allo stato competenze specifiche del
Commissario agli Affari interni), annunciando altresì che la questione dovrebbe
essere dibattuta dopo il 16 luglio giorno in cui il Presidente designato dai 28 Stati
membri dovrebbe ricevere l’investitura formale dal Parlamento europeo.
Si ricorda inoltre che secondo quanto annunciato il 30 giugno 2014 dalla
Commissaria Malmström la Commissione europea starebbe preparando un
piano UE contro il traffico di migranti, con il coinvolgimento di tutti i soggetti
interessati, in particolare Europol e Frontex, e concentrandosi su azioni
prioritarie in collaborazione con i principali paesi terzi interessati (il progetto
sarebbe finalizzato in particolare a combattere le reti criminali coinvolte in tale
attività illecita). La Commissaria uscente ha altresì annunciato che la
Commissione europea starebbe attualmente mettendo a disposizione dell'Italia 4
milioni di euro nel quadro dell’assistenza all’emergenza, e che sta cercando
ulteriori modalità per contribuire, nell'ambito delle risorse disponibili, al
finanziamento degli sforzi italiani nell’ospitalità dei migranti e dei rifugiati. La
Commissaria ha infine ribadito l’invito agli Stati membri a contribuire a fornire
posti di reinsediamento dei rifugiati in Europa, direttamente dai campi
profughi nei paesi terzi, nel quadro dei programmi in corso svolti dall'Alto
Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ciò al fine proprio di evitare a tali
persone vulnerabili di mettere la loro vita nelle mani dei trafficanti, per cercare di
raggiungere le coste europee e di ottenere la protezione internazionale.