alzheimer nasce alleanza fra lilly e astrazeneca

ALZHEIMER NASCE ALLEANZA FRA LILLY E
ASTRAZENECA
16 settembre 2014
L’unione fa la forza, cosa particolarmente importante per combattere una patologia così difficile
come la malattia di Alzheimer. E’ di oggi la notizia che Eli Lilly e AstraZeneca hanno siglato un
accordo per lo sviluppo congiunto e la successiva commercializzazione (sempre che il farmaco
venga approvato) di AZD3293, un farmaco che blocca la beta secretasi (BACE), un enzima che si
ritiene sia coinvolto nell’eziopatogenesi della malattia.
La progressione dell’Alzheimer è caratterizzata dall’accumulo cerebrale di placche di beta amiloide.
L’enzima BACE è associato allo sviluppo della placca e la sua inibizione potrebbe pertanto
rallentare la malattia.
AZD3293 è un inibitore orale e potente dell’enzima BACE che in studi di Fase 1 ha dimostrato di
poter ridurre i livelli di beta - amiloide nel fluido cerebro -spinale di pazienti affetti da Alzheimer e
volontari sani. AstraZeneca aveva già annunciato in precedenza l’intenzione di far progredire
AZD3293 in studi di registrazione.
Secondo i termini dell'accordo, Lilly pagherà ad AstraZeneca fino a 500 milioni di dollari per lo
sviluppo e la milestone regolatorie. Lilly riconoscerà ad AastraZeneca un pagamento inziale di $50
milioni (al lordo delle imposte).
AstraZeneca e Lilly mirano a far rapidamente progredire AZD3293 in un trial clinico di fase 2/3 in
pazienti con malattia di Alzheimer precoce. Lilly guiderà lo sviluppo clinico, lavorando con i
ricercatori della divisione di Astrazeneca di Innovative Medicines Unit, mentre AstraZeneca sarà
responsabile per la produzione.
Secondo alcuni analisti, il farmaco potrebbe arrivare a realizzare fino a $ 5 miliardi di fatturato
annuo, ma ha tasso di successo di solo il 9%.
Le aziende avranno la responsabilità congiunta per la commercializzazione di AZD3293. Le
aziende si divideranno anche tutti i costi futuri necessari per lo sviluppo e la commercializzazione
di AZD3293, così come i ricavi globali post-lancio.
Molte proteine hanno bisogno di essere messe in forma, piegate e tagliate dopo la loro sintesi per
indurle ad assumere la loro forma funzionale. Questo compito complesso è svolto da un insieme di
chaperon e di specifiche proteasi. La beta-secretasi, anche conosciuta come BACE1, è una proteasi
che fa tagli specifici alla catena di alcune proteine durante il loro processo di maturazione.
Sfortunatamente, la beta-secretasi ha anche un lato negativo. Fa un taglio specifico nella proteina
precursore della beta-amiloide, tagliando la proteina e rilasciando un lungo tratto di catena. Poi una
seconda proteasi fa un altro taglio che libera un piccolo, ma pericoloso peptide. In piccole quantità,
questo è importante per la normale funzione delle sinapsi. Però, se la beta.secretasi è iperattiva, il
peptide si accumula e può aggregarsi formando un groviglio di fibre intrecciate. Quando queste
fibre si formano nelle cellule nervose, bloccano la trasmissione dell'impulso nervoso e portano al
morbo di Alzheimer. Di qui l0’interese a studiare molecole in grado di bloccare ka beta secretasi.
La demenza - di cui la malattia di Alzheimer è la forma più comune - colpisce attualmente 44
milioni di persone in tutto il mondo, un numero già molto elevato che potrebbe però raggiungere i
135 milioni entro il 2050, secondo le Alzheimer Disease International, un gruppo di
sensibilizzazione non-profit.
Diversamente dalle malattie cardiache e dal cancro, nella terapia dell’Alzheimer non è stato fatto
nessun passo avanti significativo dall’approvazione, nel 1993, del primo farmaco da parte delle
autorità regolatorie americane.
Gli attuali farmaci contro l’Alzheimer, hanno un’efficacia limitata e possono solo in parte aiutare i
pazienti contro la perdita di memoria e della capacità di portare a termine le comuni attività
quotidiane.
I farmaci che agiscono inibendo l’enzima BACE sono visti come un nuovo e promettente approccio
per combattere la condizione di perdita di memoria e hanno preso il centro della scena dopo il
sostanziale fallimento degli anticorpi monoclonale anti beta- amiloide che hanno fallito in tutto o in
parte nel corso degli studi condotti da Pfizer ed Eli Lilly. Il solo rimasto in gara è solanezumab di
Lilly, per il quale l’azienda ha comunicato l’inizio di un altro studio di fase III in pazienti con
malattia in fase molto precoce.
Anche altre aziende hanno in sviluppo farmaci BACE inibitori, tra esse Eisai (E2609), Merck and
Co (MK-8931) e Roche (RG7129). Recentemente, a causa di problemi di safety, Eli Lilly ha
interrotto lo sviluppo di LY2886721, un farmaco che aveva lo stesso bersaglio farmacologico.
Merck & Co è attualmente in testa nel campo inibitore BACE, con i primi dati del programma di
Fase III che potrebbero essere disponibili nel 2017. AstraZeneca spera di essere tra le aziende che
contribuiranno all'avanzamento delle cure per questa devastante malattia. L’accordo con Lilly, già
esperta in questo settore, dovrebbe rendere più spedito lo sviluppo del farmaco.