Fic Folgaria 07-08 bis - Dante

S e
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t i
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Anche quest’anno la scuola ha
organizzato, per noi alunni delle
classi terze, una settimana bianca a San Sebastiano di Folgaria,
in Trentino.
La ricordiamo così!
Dopo la colazione, i
principianti avevano
quindici minuti prima di scendere a
prendere la navetta
che li avrebbe portati alle piste, i medi e
gli esperti dovevano
invece
aspettare
mezz’ora prima di
partire.
Ogni mattina, era dura svegliarsi alle sette meno dieci!
Ma ci si alzava con allegria,
ci si vestiva e si scendeva a
fare colazione.
Prima di uscire ad
aspettare la navetta,
ci si metteva tutti gli
scarponi quindi ognuno recuperava i
propri sci e le proprie racchette, dopodiché aspettavamo
tutti che arrivasse la
navetta per portarci
a sciare.
Alla fermata d’attesa della navetta, ogni giorno c’era un ammasso di gente che si spintonava per entrare
per prima e riuscire a trovare un posto per sedersi, ma alla fine tutti riuscivamo a salire e ad arrivare alle
piste.
Arrivati agli impianti, si prendeva una seggiovia
a quattro posti e, arrivati in cima, finalmente si
poteva iniziare a sciare!
Per sciare, i professori ci avevano diviso in
tre gruppi : i principianti, i medi e gli esperti.
All’interno di questi, si erano poi costituiti
altri gruppi, in base a come sciavano le persone che ne facevano parte.
Sempre guidati dai professori o dai maestri
di sci, sciavamo dalle nove all’una. Ci si
fermava per un’ora e poi si riprendeva fino
alle quattro e mezza. Ogni gruppo faceva
le piste più adatte alle sue capacità e, con i
maestri di sci, provava anche a fare piste
più difficili.
Generalmente il tempo è stato bello, tranne due
giorni in cui c’è stato molto freddo. Era bello
sciare quando c’era il sole e, sulla seggiovia, ci
toglievamo la mascherina per prendere un po’
di abbronzatura.
Dalle piste si poteva godere la vista di un
bellissimo paesaggio e si respirava un’aria
fresca e buona!
All’una, si faceva finalmente una pausa e si andava a mangiare. Si ritrovavano i propri amici e
tutti insieme, si pranzava e si chiacchierava.
I professori ci distribuivano panini e bibite dati dall’hotel, ma c’era anche un bar
dove si poteva prendere ciò che si voleva.
Terminato il pranzo, c’era chi si accomodava su una sdraio per prendere il
sole, e chi invece preferiva giocare a
pallate di neve, cosa non sempre gradita
ai professori … timorosi che potessimo
farci male!
Alle due, si riprendeva a sciare: gli
amici venivano di nuovo divisi nei
gruppi, ci si rimettevano casco e sci e
si tornava sulle piste fino alle quattro.
Finito di sciare, con gli sci in spalla, si
scendeva fino al paese. Si aveva finalmente un po’ di tempo per fare due
chiacchiere, poi si prendeva di nuovo la
navetta, che ci avrebbe riportati agli
alberghi.
Alloggiavamo in tre alberghi diversi: il
Sole e l’Erica, che erano uno di fronte
all’ altro, e il Lycia, che si trovava invece un po’ più distante dagli altri.
Tornati in albergo, si mettevano via sci
e racchette, ci si toglieva gli scarponi e
si andava in camera per mezz’ora.
Dopo, si scendeva a “fare i compiti”,
anche se generalmente si spendeva l’ora destinata allo studio ... in altre attività ...
Ogni sera, si cenava alle 19.30. Finito di
mangiare si poteva andare negli altri alberghi a trovare i propri amici o restare
nel proprio. Si stava insieme fino alle
dieci, quando ognuno doveva tornare
nella propria stanza. Nessuno dormiva
subito, perché si voleva chiacchierare
con i compagni di stanza, ma alla fine
tutti crollavamo, esausti per l’intensa
giornata.
Per molti l’ultima sera è stata la più bella,
perché i professori ci hanno portati in discoteca! Ognuno ha potuto sfoggiare un perfetto
look da Disco-night e dare prova delle sue
abilità di ballerino. Tutti ci siamo scatenati al
suono della musica e ci siamo divertiti moltissimo.
Ringraziamo il Preside e i professori che ci
hanno permesso di vivere questa bella esperienza.
Camilla Sacca 3^C - Dante