Tari, rinvio in vista nei Comuni ancora senza la

Tassa rifiuti. L'indicazione del governo
Tari, rinvio in vista
nei Comuni ancora
senza la delibera
Gianni Trovati
MILANO
Non c'è pace per la lue,
rimposta«unica» comunale introdotta dalla legge di stabilità
del Governo Letta ora alla vigilia dell'ennesima riforma con
la nuova manovra. Tramontata la proroga (che era stata preparata ma non è mai stata approvata dal Consiglio dei ministri) chiesta dai Comuni ritardatari nell'invio delle delibere
Tasi, a preoccupare oggi un migliaio di sindaci è la componente sui rifiuti, cioè la Tari: e su
questo versante la riapertura
delle porte è in arrivo.
A confermarlo è il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, che rispondendo ieri in commissione Finanze alla
Camera a un'interrogazione di
Sandra Savino (Fi) ha spiegato
che una norma in arrivo consentirà la riscossione anche a
chi non ha definito in tempo aliquote e parametri. La riapertura dei termini arriva a tempo abbondantemente scaduto, dal
momento che anche la Tari (come l'Imu) andava approvata entro il 30 settembre scorso, ultimo giorno utile anche per il varo dei bilanci preventivi locali.
A giudicare dal censimento delle delibere prodotto dal dipartimento Finanze (ma per la Tari
questa pubblicazione non è obbligatoria), circa mille Comuni
non hanno varato i nuovi parametri, e di conseguenza rischiano di vedersibloccata ogni possibilità di riscossione.
A differenza dell'Imu, che in
caso di mancata delibera continua a funzionare con le aliquote decise l'anno prima, e della
Tasi, che senza decisioni locali
fa scattare l'aliquota standard
dell'i per mille senza detrazioni, per la Tari non esiste alcuna
soluzione-paracadute. E vero
che, grazie ai tanti elementi di
flessibilità introdotti via vianelle regole, la Tari può assomigliare moltissimo alla Tares (il
tributo del 2013) alla Tia (la tariffa d'igiene ambientale) nelle
sue varie versioni, ma il problema riguarda prima di tutto i
molti Comuni che con le deroghe degli anni scorsi sono rimasti fedeli alla vecchia Tarsu. Oggi quella tassa rifiuti non ha più
base normativa, e di conseIL PROBLEMA
Circa mille amministrazioni
non hanno approvato
le regole sul tributo
e non possono applicare
i parametri del 2013
guenza le amministrazioni locali che non hanno approvato
le nuove regole rischiano di
non aver alcuno strumento per
far pagare ai propri cittadini il
costo del servizio. Dal momento che però il servizio di igiene
ambientale non può essere
bloccato, il Governo ha deciso
di venire in aiuto a questi enti
che senza una riapertura dei
termini sarebbero costretti a
raccogliere irifiuti "gratis", senza corrispettivo dagli utenti,
creando voragini nei bilanci.
Lo strumento, che dovrebbe
trovare spazio in un decreto
legge probabilmente da far confluire nella legge di stabilità, potrebbe passare da una "resurrezione" momentanea del tributo applicato nel 2013.
©RIPRODUZIONE RISERVATA