Il programma

UN RINNOVATO IMPEGNO PER LA CATEGORIA
Programma per il Consiglio Nazionale
dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro – 2014/2017
“UN RINNOVATO IMPEGNO PER LA CATEGORIA”: UN MOTTO CHE VIENE DA LONTANO. Il motto scelto per il rinnovo del Consiglio Nazionale per il triennio 2014‐2017 è lo stesso scelto per caratterizzare la precedente consigliatura. La scelta non è casuale e in essa vi sono racchiuse tutte le indicazioni per affrontare un nuovo percorso di responsabilità in seno al massimo organismo di rappresentanza istituzionale dei Consulenti del Lavoro. RINNOVARE – IMPEGNO – CATEGORIA: tre elementi che sono la sintesi di un pensiero politico e di una proposizione che guarda all’IMPEGNO costante come all’elemento caratterizzante dell’azione politica a sostegno dei valori professionali della CATEGORIA che, ogni giorno, opera al servizio dei cittadini italiani. L’azione e l’attività quotidiana non possono che RINNOVARE quelli che sono i presupposti su cui, 9 anni fa, abbiamo iniziato a lavorare ad un PROGETTO che, attraverso alcuni passaggi fondamentali quali l’acquisizione di nuove competenze professionali, desse corpo e vita ad una figura professionale di CONSULENTE DEL LAVORO che rispondesse alle mutate esigenze del contesto socio‐economico in cui siamo chiamati ad operare. I 15.801 Consulenti del Lavoro iscritti nel 1979, erano 20.000 nel 2005 e, oggi, sono circa 28.000. Una grande famiglia professionale che, nel crescere, ha interiorizzato la sua funzione sociale di punto di riferimento nel mercato del lavoro. Oggi, le aziende con dipendenti gestite sono circa 1.250.000; i lavoratori assistiti sono oltre 7.000.000. 1
I numeri, spesso freddi, in questo caso parlano di impegno, serietà, professionalità, formazione, umanità. I Consulenti del Lavoro sono ben consci che dietro ogni cedolino paga non c’è solo la sintesi di un processo informatico; in uno schema di sintesi, vi è la storia di un lavoratore, della sua famiglia, del suo presente e del suo futuro. A chi vorrebbe anteporre alla storia e ai valori del mondo professionale italiano, la logica del mercato e della concorrenza rispondiamo convintamente che, quando sono in gioco i diritti fondamentali dell’individuo e della collettività, è imprescindibile affidarne la tutela a soggetti che siano consapevoli della delicatezza e preziosità del loro ruolo. Negli anni è cresciuta la conoscenza esterna del nostro ruolo, è cresciuta la nostra capacità di comunicare e di entrare in contatto con la gente. Nel corso dell’ultimo triennio (2011‐2014) i Consulenti del Lavoro, insieme alle altre professioni ordinistiche, hanno vissuto una stagione di cambiamenti sul fronte delle regole che disciplinano la professione. L’articolo 3, comma 5, del D.L. 138/2011 ha fissato i principi della Riforma delle Professioni, poi dettagliati nel D.P.R. 137/2012. Praticantato, Formazione Continua Obbligatoria (FCO), Assicurazione per la responsabilità civile, Commissioni di Disciplina: questi, in sintesi, i punti cardine della riforma su cui il Consiglio Nazionale ha predisposto i passaggi attuativi e ha predisposto regolamenti e convenzioni. I Regolamenti per il Praticantato, la Formazione Continua Obbligatoria e per l’istituzione delle Commissioni di Disciplina territoriali e nazionale hanno recentemente ottenuto il parere vincolante dei ministeri vigilanti ed entreranno in vigore a breve. La crisi economica con cui si sono confrontate le imprese e le famiglie italiane negli ultimi anni, non ha risparmiato il comparto professionale e ne ha talvolta minato la solidità, con una riduzione dei volumi d’affari prodotti e delle 2
prospettive di crescita future. È una crisi che arriva da lontano, che obbliga alla conoscenza della realtà economica mondiale e alla individuazione degli scenari futuri. Lo sguardo deve essere posto sui Paesi Europei, del Basso Mediterraneo e dell'Est ma anche sulle Nazioni emergenti che in questi anni stanno dimostrando di sapere orientare i mercati e l'economia. Per questo motivo è necessario ripensare al modello di esercizio della professione, comprendendo che per i nuovi iscritti sarà sempre più difwficile pensare di ritagliarsi spazi all’interno del contesto professionale, insediandosi in studi che fanno capo al singolo Consulente del Lavoro. La responsabilità politica di un programma del Consiglio Nazionale sta anche nel farsi carico di questi problemi e nell’indicare i percorsi che facilitino il ricorso alla condivisione dell’attività lavorativa e delle responsabilità, potenziando la rete e le collaborazioni multidisciplinari. Condurre una categoria tutta a modificare il proprio approccio al lavoro ed alla professione ed attivare un processo significativo di crescita ed elevazione delle competenze, richiede l'apporto corale e convinto di tutte le istituzioni nazionali e territoriali, che possono e debbono concorrere a creare stimolo, riferimento, supporto per il singolo. A supporto di questo importante processo saranno sviluppati adeguati sostegni per la Categoria attraverso la predisposizione di nuovi strumenti formativi e operativi, che tengano conto della crisi esistente negli studi e che dotino i consulenti del lavoro di mezzi utili alla tutela dei propri crediti e al finanziamento delle attività anche attingendo a fondi comunitari. È prioritario infatti prevedere azioni mirate alla tutela del mercato professionale, anche intervenendo sulla Legge 12/1979 per ammodernare le norme che regolano l’esercizio della professione. L’aver scelto il medesimo motto della passata consigliatura è frutto della 3
convinzione che non vi debba essere alcuna soluzione di continuità con l’azione sin qui svolta e che, anzi, molte delle strategie elaborate nel passato triennio, troveranno compiuta definizione in quello che si apre. Anche non si può celare la necessità di APRIRE UN NUOVO CICLO della storia della categoria, un nuovo capitolo che sia ancor più aderente ai cambiamenti epocali di cui siamo attenti osservatori e attivi protagonisti. Nella direzione di una nuova sfida da affrontare non si potrà prescindere dal mantenere dritta la barra del timone sulla serenità, che ormai da anni regna al nostro interno. Lontani gli anni dello sterile antagonismo, siamo tutti impegnati nella condivisione dei percorsi con le altre componenti della categoria. Azione imprescindibile per dare concreta attuazione quotidiana a quella UNITÀ DI INTENTI, tanto agognata in passato e oggi da preservare con attenta applicazione. Le sfide sono tante e tali che la Categoria ha necessità di un Consiglio Nazionale che operi in coerenza con il passato, con lo sguardo attento al presente e la mente rivolta al futuro. LA COSTRUZIONE DEL NUOVO PERCORSO DEL CONSULENTE DEL LAVORO  Dall’amministrazione del personale alla gestione delle risorse umane e delle relazioni industriali Diventare Consulenti Strategici d'azienda. Questo è l’obiettivo dei Consulenti del Lavoro per cogliere i bisogni e dare risposte adeguate ad un mercato che cerca professionisti altamente qualificati e specializzati, che si occupino a 360° della gestione delle risorse umane e non solo. Conoscendo quali sono i fabbisogni in termini di servizi professionali delle piccole e medie imprese, dobbiamo saperli promuovere e sostenere con 4
politiche che mirano ad accrescere le competenze professionali dei consulenti del lavoro affinché essi diventino una figura insostituibile o comunque strategica per le piccole imprese. Sono infatti le piccole e medie imprese che nei prossimi anni saranno quelle col maggiore potenziale nei settori legati all’innovazione e con una forte propensione all’esportazione, che determineranno l’attesa crescita dell’occupazione e quindi il principale target dei Consulenti. Infatti, chi meglio del Consulente del lavoro può essere in grado di offrire all’impresa ed al mercato una consulenza efficace e completa in tema di gestione del capitale umano? Tutto ciò va declinato tenendo conto delle diverse sfaccettature della nostra attività che spazia dalle pratiche amministrative, alle competenze giuslavoristiche ed economiche fino alle relazioni industriali. Il Consulente del lavoro ha dunque l’opportunità di proporsi al mercato sotto una luce nuova, sintetizzata efficacemente col termine di consulente strategico, ovvero del professionista che è in grado di promuovere nei confronti delle imprese un’azione che va oltre il supporto amministrativo (attività di staff esterno), per andare a colmare quel gap di attenzione all’innovazione ed al cambiamento delle priorità gestionali.  Le competenze strategiche L'azione politica del Consiglio Nazionale dell’Ordine deve proseguire nel solco della tutela e dalla valorizzazione delle funzioni e delle competenze che il legislatore ha progressivamente riconosciuto e riservato alla Categoria. Va però detto che ancora molto deve essere fatto affinché le funzioni acquisite negli ultimi anni diventino patrimonio della categoria. 5
Infatti, in tema di certificazione dei contratti, conciliazione e arbitrato, intermediazione e selezione del personale, rappresentanza per le procedure di conciliazione nei casi di licenziamento, molto lavoro vi é da fare perché sia pienamente valorizzata la componente strategica delle stesse. Va però rimarcato che, oggi, si tratta delle medesime attività per le quali il nostro ruolo è via via sempre più apprezzato dal mercato. Oggi altre professioni hanno compreso l'importanza di tali funzioni e vorrebbero riconosciute analoghe prerogative già affidate ai consulenti del Lavoro. Dunque, dobbiamo accrescere la cultura della professione che veda in tali competenze professionali una reale opportunità.  Contrastare la concorrenza nel mercato della consulenza del lavoro Si sta consolidando all’interno del contesto professionale dell’area giuridico ed economica una attenzione alle nostre riserve di legge. Le stesse riserve che, come detto in precedenza, forse non abbiamo ancora completamente metabolizzato e valorizzato ma che sono determinanti nel processo di evoluzione del nostro ruolo di assistenza alle piccole e medie imprese italiane e ai lavoratori delle stesse. In tale ottica sarà sempre alta la guardia anche nei confronti dei Patronati, e in particolare per ciò che concerne la presunta esclusiva nella gestione dei rapporti previdenziali dei lavoratori dipendenti. Il CNO, oltre che presidiare costantemente le competenze acquisite valorizzandone la diffusione presso l’opinione pubblica, salvaguarderà in ogni sede la valenza sociale e pubblicistica delle stesse, riconosciuta dal legislatore in una pluralità di norme e interpretazioni. 6
 Il Comitato Unitario Delle Professioni: il nostro ruolo. I Consulenti del Lavoro, dal 2009, hanno visto riconosciuto il loro costante impegno nella diffusione dei valori rappresentati dal mondo delle professioni, con l’attribuzione della presidenza del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali Italiani. Nel corso degli ultimi anni, il CUP è diventato l’interlocutore delle istituzioni sui vari temi di interesse generale per le professioni. Dal 2011 ha proseguito il percorso di attuazione della riforma delle professioni proponendo modifiche normative e interpretazioni. Il Comitato è costantemente impegnato nell’ambito dei tavoli tecnici istituiti presso i vari ministeri e nel promuovere il valore sociale delle professioni anche attraverso la rete dei CUP territoriali. Recentemente, l’attività propositiva del Comitato è stata rafforzata con l’istituzione del Dipartimento Legislativo a cui partecipano i tecnici delle singole professioni aderenti e a cui il Consiglio Nazionale destina di volta in volta i migliori esperti che la categoria possa mettere a disposizione. Oggi ancor più che negli anni appena trascorsi, Il ruolo del CUP si conferma di fondamentale importanza nel presentare alla politica ed alle Istituzioni una voce unica e condivisa delle professioni. L’attuale presidenza del Comitato ci consente di esprimere direttamente quei valori di unità professionale che da tanto tempo ormai contraddistinguono il nostro percorso di categoria e che costituiscono uno stimolo anche per le altre professioni nel promuovere azioni condivise e per evitare che prevalgano quelle situazioni in cui le professioni possono avere interessi contrapposti e concorrenziali. 7
 La capacità di comunicare Le professioni sono in grado di valutare e prevedere gli effetti e la ricaduta delle norme nel contesto sociale già prima della relativa attuazione; ciò consente di poter formulare proposte anche quando i provvedimenti sono ancora nella fase di stesura. Oggi ad incidere in maniera determinante nel dibattito è un'adeguata capacità comunicativa. In questo il Consiglio Nazionale dell’Ordine rappresenta un'eccellenza all’interno del panorama delle professioni italiane. Basti pensare, ad esempio, a: un sito internet con più di 6 milioni di accessi all’anno; la presenza costante di interventi dei rappresentanti della Categoria sulle più importanti testate giornalistiche, nei TG e nei programmi politici ed economici televisivi; il Festival del Lavoro catalizzatore dei mass media. Questi sono solo alcuni dei risultati che abbiamo costruito negli ultimi anni. E da questa base bisogna proseguire per mantenere ed accrescere il ruolo centrale dei Consulenti del Lavoro quali professionisti di riferimento del mondo del lavoro.  Fare rete, una necessità Lo spunto arriva dalla nuova disciplina dell’attività professionale in forma societaria per il tramite delle Società Tra Professionisti (STP), introdotte nel nostro ordinamento dalla Legge 183/2011, che ne ha previsto il pieno riconoscimento ordinistico con l'iscrizione negli Albi territoriali. Obbligo indispensabile per il controllo del legittimo utilizzo della nuova figura professionale, sia ai fini ordinamentali che previdenziali. 8
Le STP, se correttamente disciplinate, potranno costituire un elemento di innovazione utile a integrare le esperienze professionali dei singoli e a favorire la creazione di reti e network professionali. Per questo sarà necessario un grande sforzo applicativo da parte dell'intera categoria, anche con modifiche regolamentari che ne agevolino la diffusione.  I rapporti esterni Nell’ambito dell’esercizio delle sue funzioni istituzionali, il Consiglio Nazionale intrattiene costanti rapporti con il mondo istituzionale e politico. I rapporti di collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che vigila sulla Categoria, sono improntati al confronto su tutte le materie di nostro interesse. Il ruolo assolto dalla categoria, di natura strettamente tecnica e non politica, fa della stessa un interlocutore atto al confronto in ambiti differenti da quelli ideologici. Sono intensi i rapporti con l’INPS, l’INAIL, l’AGENZIA DELLE ENTRATE, EQUITALIA. In questi casi, unitamente al profilo tecnico, la relazione con i vari soggetti è improntata alla ricerca di una soluzione alle varie problematiche rappresentate dai colleghi che operano nelle diverse province. Talvolta, il ruolo si trasforma anche in azione di denuncia di disfunzioni organizzative che compromettono il regolare svolgimento dell’attività dei nostri studi professionali. Per questo saranno attivate e incentivate tutte le iniziative, nonché la prosecuzione nella partecipazione ai tavoli tecnici, mirate a raggiungere la semplificazione delle regole sia in materia di lavoro che tributario, compresa la riorganizzazione e la razionalizzazione del calendario delle scadenze. 9
 Nuove regole per una nuova dimensione ordinistica I Consulenti del Lavoro nel tempo sono cambiati e cresciuti nei numeri degli iscritti agli ordini provinciali. Nel tempo è variata anche la composizione di genere della professione, con un forte incremento della componente femminile (il 47% degli iscritti), nonché di quella giovanile (il 46% degli iscritti). Ecco perché il Consiglio Nazionale ha e avrà il dovere di continuare a promuovere, di concerto con l'Enpacl, nuovi strumenti e misure che tengano conto di questo mutamento demografico della professione creando un welfare professionale adatto alle nuove esigenze.  Orientamento scolastico ed universitario Il tema dell’orientamento diviene strategico in un Paese come il nostro che ha una percentuale impressionante di giovani che non studiano e non lavorano. Oggi, in Italia, un giovane su due non lavora e, spesso, tale condizioni consegue ad un percorso scolastico od universitario che ha portato al conseguimento di un titolo di studio poco ricercato nel mondo del lavoro. Mentre altri Paesi europei come la Germania, hanno migliaia di operatori pubblici incaricati della funzione dell’orientamento nell’ambito delle scuole secondarie e dei percorsi universitari, in Italia sono poche le occasioni in cui i giovani possono attingere a strumenti ed esperienze che li accompagnino a fare le giuste scelte per il loro futuro. Per questo motivo, vari Consigli Provinciali dei consulenti del lavoro hanno da tempo avviato una interlocuzione con le scuole e le università dei loro territori, finalizzate a spiegare agli studenti le complessità del mondo del 10
lavoro e le opportunità offerte loro dal mondo delle professioni e dalla nostra in particolare. Nel corso della consigliatura 2011‐2014, il Consiglio Nazionale ha ampliato la delega in materia di Università per ricomprendere anche l’orientamento scolastico, al fine di predisporre progetti e azioni unitarie che possano poi essere messe in condivisione con i consigli provinciali e replicate sul territorio. Su questo fronte, anche nell’ambito della consigliatura 2014‐2017 sarà riconfermato il medesimo impegno e sarà creata un'apposita area di delega con il compito di approntare progetti, supporti ad hoc e iniziative da condividere con gli ordini territoriali, partendo dalla valorizzazione delle buone prassi già implementate a livello locale. L’orientamento in ambito universitario riveste poi una importanza strategica per la crescita e lo sviluppo della categoria. L’elevazione del titolo di accesso alla professione e la crisi degli ultimi anni, hanno ridotto il numero dei praticanti iscritti ai registri dei consigli provinciali. Si rende pertanto necessario intensificare l’azione di promozione dei principi della categoria, anche nell’ottica della divulgazione delle nuove convenzioni universitarie che consentono di anticipare i tempi di svolgimento del tirocinio professionale.  Praticantato e accesso alla professione La riforma del tirocinio per l’accesso alla professione di Consulente del Lavoro ha ottenuto il parere favorevole del Ministero competente e sarà presto operativa. Si tratta di un nuovo strumento regolamentare che attua tutte le disposizioni di cui al DPR 137/2012 di attuazione della riforma delle professione. 11
E’ anche uno strumento che, predisposto dal Consiglio Nazionale, recepisce le modifiche introdotte nel 2007 al nostro sistema di accesso alla professione e si rivolge ad una platea di giovani universitari che potranno iniziare la frequenza del praticantato nell’ultimo semestre di studi. La riforma delle professioni consente al professionista di ospitare contemporaneamente presso il proprio studio professionale 3 praticanti e, qualora ne ricorrano le condizioni espressamente previste nel regolamento predisposto dal Consiglio Nazionale e approvato dal Ministero vigilante, ben 5 praticanti. Da un esame degli iscritti ai registri dei praticanti tenuti dai Consigli Provinciali, si evince che i numeri dei tirocinanti sono ben inferiori alle previsioni di legge. Il Consiglio Nazionale, di concerto con i Consigli Provinciali e l'Ente di Previdenza, predisporrà tutte le azioni e le iniziative necessarie a sensibilizzare i colleghi ad ospitare i giovani presso i loro studi per l’effettuazione del tirocinio professionale, anche con la previsione di misure compensative. Va infatti sottolineato che la stabilità di una categoria professionale nel tempo è determinata dalla sua capacità di attrarre nuove energie lavorative in grado di sostituire chi esce per quiescenza dal circuito professionale. A questo proposito, dovranno essere valorizzate tutte quelle esperienze già presenti sul territorio che consentano l’incontro tra i professionisti e gli aspiranti praticanti. In questo è determinante il ruolo dei consigli provinciali, presso i quali potranno essere predisposte delle attività di matching attraverso l’implementazione di una apposita banca dati contenente le disponibilità dei giovani universitari ad iniziare il praticantato. Tali dati saranno poi messe in relazione con le offerte dei professionisti e gestiti attraverso una azione di matching sostenuta dall’Ordine. In questo modo, sarà possibile dare una risposta organizzata ed efficace al tema del ricambio generazionale attraverso il reclutamento e la formazione adeguata dei professionisti del futuro. 12
Il Consiglio Nazionale, nell’area di delega relativa all’accesso alla professione, si farà carico di valorizzare le singole esperienze territoriali e di predisporre linee di azione nazionali che siano da supporto ai consigli provinciali nell’azione di sensibilizzazione dei colleghi e degli aspiranti praticanti. A fronte di una nuova regolamentazione del praticantato, resta però da modificare l’esame di stato per l’accesso alla professione. La riforma del titolo di accesso e la nuova organizzazione delle sedi periferiche del Ministero del Lavoro, richiedono una revisione completa delle prove d’esame e della localizzazione delle stesse. Il Consiglio Nazionale, di concerto con i consigli provinciali, ha da tempo predisposto un progetto di riforma dell’esame con lo spostamento dello stesso in sede universitaria e l’istituzione della prova unica nazionale.  Formazione della Categoria, un nuovo regolamento Il nuovo Regolamento sulla Formazione Continua Obbligatoria è stato approvato da poche settimane ed a breve saranno pubblicate le nuove modalità attuative che decorreranno dal 1° gennaio 2015. Al di là dell’obbligatorietà del percorso di formazione e aggiornamento professionale a cui i Consulenti del Lavoro sono abituati sin dal lontano 1997, la scommessa per il futuro è quella di costruire percorsi formativi e che consentano alla Categoria di intercettare e sostenere i continui cambiamenti che stanno investendo l'Italia e il mondo intero. Questo deve avvenire anche attraverso la costituzione di ulteriori percorsi specialistici, con l’ausilio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e della sua Scuola di Alta Formazione. È, perciò, opportuno ripensare ad un sistema di formazione avanzata: non più solo Formazione Continua Obbligatoria, ma percorsi specialistici finalizzati a 13
sostenere la figura del Consulente del Lavoro come consulente strategico delle piccole e medie aziende italiane. Il Consiglio Nazionale, nel raccogliere le sollecitazioni pervenute dalla componente sindacale della categoria, nel corso del triennio 2011‐2014 nell’ambito della commissione Università, ha previsto una delega per la definizione di un percorso di specializzazioni professionali che sia in linea con le aree di interesse degli iscritti. E’ notorio, infatti, che i Consulenti del Lavoro hanno competenze che spaziano dalle materie afferenti all’area giuslavoristica e delle risorse umane a quelle riconducibili alla fiscalità d’impresa. Nel corso del triennio 2014‐2017, dopo un primo periodo di analisi congiunta con le varie componenti della categoria di tutte le condizioni necessarie per l’introduzione della figura del “Consulente del Lavoro Specialista”, sarà creata una specifica area di delega che dovrà gestire la fase progettuale e di implementazione del percorso di verifica del possesso da parte dei colleghi dei titoli e delle competenze professionali che costituiranno la precondizione per il rilascio del titolo di “Specialista”. L’obiettivo non è quello, infatti, di aggiungere un altro titolo professionale a quello che la Legge 12 regolamenta dal 1979 ma di fornire uno strumento utile alla riconoscibilità sul mercato dei servizi professionali delle tante peculiarità dell’attività professionale dei Consulenti del Lavoro.  Attività disciplinare, supporto ai CPO Il Regolamento dei Consigli di Disciplina è stato approvato da poche settimane dai ministeri vigilanti. Ruolo fondamentale del Consiglio Nazionale dell’Ordine sarà quello di dare il pieno supporto tecnico ai Consigli Provinciali per rendere operativo questo nuovo e delicato strumento, anche attraverso un'adeguata informazione e formazione. 14
 La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro : da organismo tecnico e gestore di servizi ad istituto di ricerca, punto di riferimento internazionale La Fondazione Studi costituisce il partner strategico del Consiglio Nazionale per le attività di natura scientifica e tecnico‐professionale. Nel corso del 2014, la Fondazione Studi ha siglato un protocollo d’intesa con gli istituti di ricerca del Consiglio Nazionale del Notariato, del Consiglio Nazionale Forense e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, finalizzato allo sviluppo di attività scientifiche nell’ambito di argomenti di interesse comune afferenti all’area giuridico‐economica. Si tratta di un importante riconoscimento del livello qualitativo dell’attività svolta dalla nostra Fondazione le cui analisi tecniche sono diventate anche punto di riferimento nelle materie lavoristiche per i media nazionali. Ad essa è affidata la gestione del portale www.consulentidellavoro.it e della rivista Il Consulente del Lavoro, nonché di tutti gli eventi organizzati dal Consiglio Nazionale. Il Consiglio Nazionale ha individuato nella Fondazione Studi il soggetto gestore della procedura telematica per il rilascio della Asseverazione della Responsabilità Contributiva e Contrattuale delle Aziende (ASSE.CO.). La fase di test della piattaforma tecnologica è in fase di ultimazione e la procedura di asseverazione diventerà operativa entro il mese di dicembre 2014. Un'ulteriore attività della Fondazione Studi sarà quella di fornire informazione e formazione dettagliata e capillare sulle funzioni che un consulente del lavoro puó svolgere con particolare riferimento all’assistenza dei clienti nelle controversie stragiudiziali in materia di lavoro; alla mediazione civile e commerciale; all’assistenza ai clienti nelle relazioni sindacali; al ricorso agli 15
ammortizzatori sociali; alla certificazione dei Contratti. Attività che qualificano e tipicizzano la nostra professione. Inoltre, sarà dato spazio ad attività legate all'internalizzazione delle aziende nonché alle problematiche della gestione dei rapporti di lavoro transfrontalieri.  Fondazione Consulenti per il Lavoro – una nuova dimensione Un nuovo ruolo anche per la Fondazione Consulenti per il Lavoro. L'importante risultato ottenuto nell'ultimo triennio, promuovendo circa 45.000 tirocini, va implementato verso molti altri segmenti di attività tipici delle Agenzie per il Lavoro, puntando soprattutto alle politiche attive, vera necessità del mercato del lavoro di oggi. In tal modo Fondazione lavoro potrà farle diventare un nostro patrimonio, presente capillarmente sul territorio. Per la definizione del nuovo ruolo, fondamentali diverranno le attività di orientamento, formazione e comunicazione dei delegati. È questa una funzione che ci viene invidiata da altre professioni e organizzazioni. Per questo non dovrà mancare l'impegno di tutti per dare sempre e maggiore impulso alle attività della Fondazione Consulenti per il Lavoro.  Mediazione – ancora possibile dopo il decreto Giustizia? La Mediazione civile e commerciale rimane un utilissimo mezzo per la deflazione del contenzioso. Il ruolo dell’organismo di mediazione di Categoria va però ripensato anche alla luce del Decreto Giustizia in discussione in Parlamento, che prevede altre forme deflative del contenzioso. 16
 ASSE.CO. – Nuove opportunità per aziende e consulenti del lavoro Asse.Co, un percorso volontario di regolarità certificata che favorisce le imprese sane ed accresce soprattutto il ruolo dei Consulenti del Lavoro. Così può essere definito l'innovativo ed importante istituto dell’Asse.Co. ottenuto esclusivamente dalla Categoria attraverso la sottoscrizione di un protocollo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Si tratta di uno strumento che consente di delineare una differenziazione tra le aziende sulla base di una competizione virtuosa basata sul rispetto delle regole. Strumento che eliminando la burocrazia, ingombrante presenza nella vita quotidiana dei datori di lavoro italiani, rappresenta anche una nuova specializzazione della professione che potrà fornire una consulenza tangibile di alto spessore, oltre a permettere l'acquisizione di nuove attività professionali.  Dipartimento giuridico del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nuove proposte di legge Per rafforzare il ruolo dei Consulenti del Lavoro è fondamentale l’istituzione di un dipartimento legislativo che abbia come compito il presidio di tutta l’attività parlamentare svolta dalle varie commissioni, affinché vengano tempestivamente predisposte proposte di legge ed emendamenti sulle attività che sono di diretto interesse dell’Ordine, oltre ovviamente alle predisposizione degli atti propedeutici alle Audizioni parlamentari. Le competenze conseguite e l'esperienza acquisita dai Consulenti del lavoro in questi ultimi anni saranno ulteriormente messe a disposizione del legislatore in favore della collettività e nell'ottica della semplificazione delle norme. 17
INIZIATIVE A SUPPORTO DELLA CATEGORIA E DEL CONSOLIDAMENTO DEL VOLUME D’AFFARI PROFESSIONALE Il Consiglio Nazionale dell’Ordine, in sinergia con l’ANCL e l’ENPACL, dovrà fare un’attenta riflessione per mettere in campo iniziative concrete per supportate la Categoria che è costretta a convivere con la crisi che sta colpendo da troppi anni l’intero settore produttivo italiano. È fondamentale valorizzare il nostro circuito professionale e le competenze acquisite creando strumenti che consentano agli iscritti di operare in sinergia tra loro condividendo le conoscenze strategiche della professione. E’ altresì indispensabile individuare azioni concrete finalizzate al passaggio generazionale e al trasferimento degli studi professionali all’interno della categoria. A tal proposito, la nuova piattaforma WORK‐LAB predisposta dalla Fondazione Consulenti per il Lavoro costituirà un aiuto strategico nel favorire la mobilità interna dei professionisti. Riforma della legge 12/1979: strategie condivise con l’ANCL e l’ENPACL Pur nell’auspicio di addivenire alla riforma complessiva della Legge 12/79, nelle more il Consiglio Nazionale si adopererà per creare le condizioni a livello istituzionale per effettuare gli interventi necessari a ridefinire i percorsi di accesso alla professione e la ridefinizione delle competenze tra i vari soggetti indicati all’articolo 1 della legge ordinamentale. Sarà poi costantemente ricercata e attuata una politica di contrasto all’abusivismo professionale anche attraverso la migliore puntualizzazione delle materie oggetto di attività riservata. 18
Work‐lab e PHINKING: le piattaforme di Categoria Il Consiglio Nazionale dell’Ordine, nell’intento di favorire i legami tra gli iscritti, ha promosso la realizzazione di due piattaforme: Work‐lab, che supporta e favorisce la mobilità professionale e l’incrocio tra la domanda e l’offerta professionale, e Phinking, che ha la finalità di comprendere come mettere a frutto il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, osservare come cambia la Categoria, e soprattutto individuare azioni positive per la piena integrazione lavorativa anche della componente femminile della professione. Nel Jobs Act attualmente all’esame del Parlamento, sono previsti interventi in tema di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro oltre ad un tax credit esteso anche alle lavoratrici autonome. Su questi temi, per il tramite della Commissione Pari Opportunità, il Consiglio Nazionale opererà una attenta azione istituzionale al fine di garantire l’inclusione dei liberi professionisti nelle azioni che il Governo, sulla base della delega parlamentare, sarà chiamato a predisporre in sede di emanazione dei decreti attuativi della delega. Rapporti con il territorio La centralità dei Consigli Provinciali è la direttrice di marcia del Consiglio Nazionale da nove anni a questa parte. E la strada sarà ulteriormente battuta e implementata. È di fatti imprescindibile per il bene operare amministrativo e politico avere un rapporto intenso e proficuo con i Consigli Provinciali e le Consulte Regionali. Al fine di rendere questa sinergia quanto più operativa saranno incrementati e arricchiti i Corsi per dirigenti territoriali che tanto successo hanno riscosso in questi mesi appena trascorsi. Inoltre, sarà avviato un processo di automatizzazione delle procedure utilizzate dai Consigli Provinciali utile a supportare le attività particolarmente delle piccole realtà, molto spesso 19
impossibilitate a dotarsi delle collaborazioni necessarie a ben presidiare questa gestione. Che poi vanno a ricadere nella sfera operativa dei dirigenti territoriali. A titolo di esempio, non esaustivo delle intero coacervo di attività necessarie, si citano la gestione dei praticanti, dei verbali consiliari, delle delibere, della formazione continua. 20