Parte B - The Sisternet

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UNITÀ DI LAVORO 2 Nella cultura della comunicazione I MODELLI DI COMUNICAZIONE CHE FONDANO TEORICAMENTE LA MULTIMEDIALITÀ Parte B EB0410 Antropologia e Comunicazione Caterina Cangià Copyright -­‐ Caterina Cangià 1 Copyright -­‐ Caterina Cangià 2 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La comunicazione interpersonale Si è, sul piano del sé, ciò che si dona sul piano della relazione. Questo non accade però nel regime della massa, ma nell’esperienza dell’incontro, sia esso direWo che mediato dalla tecnologia. Ripresa e integrazione dal primo capitolo del volume Saltare a slide 101 Copyright -­‐ Caterina Cangià 3 Copyright -­‐ Caterina Cangià 4 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Ci costruiamo mediante la comunicazione, in conYnua aWesa di risposte. È la comunicazione, data e ricevuta, a qualificarci. «All’inizio è la relazione» Il luminoso della nostra esistenza è essere in relazione con gli altri consegnandoci reciprocamente il faWo di esistere. Nell’evento-­‐relazione veniamo resYtuiY a noi stessi dagli altri e, a nostra volta, resYtuiamo gli altri a sé. Copyright -­‐ Caterina Cangià 5 Copyright -­‐ Caterina Cangià 6 1
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Dicendo: «Relazione è reciprocità» Buber (1993, p. 63) soWolinea che si traWa di volgersi verso un altro, qualsiasi altro, per dire a lui “tu”. Infag: «Il mio tu opera su di me, come io opero su di lui. I nostri allievi ci formano, le nostre opere ci costruiscono. Come veniamo educaY dai bambini [...]!» (Buber 1993, p. 70). Buber ha superato il conceWo tradizionale di incontro e ha reso i partner della relazione interpersonale realmente capaci di ascoltarsi l’un l’altro. Copyright -­‐ Caterina Cangià 7 Copyright -­‐ Caterina Cangià 8 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Se nella dimensione interpersonale dell’io-­‐tu il fondamento della relazione è il dialogo, nella dimensione comunitaria del “noi” il fondamento è la tensione dialogica tra comunità diverse, verso la realizzazione della communitas communitatum. Una tensione che da oggi potrebbe essere vivacemente aWualizzata dalle potenzialità della Rete. Se pensiamo alle prime stagioni del suo esistere, il cucciolo d’uomo è un conYnuo appello alla relazione, indispensabile perché egli cresca e maturi. Nelle stagioni successive, ogni persona, segnata in maniera irripeYbile, è un sistema aperto, in interazione con l’ambiente e con gli altri, tesa al dialogo e disponibile allo scambio. Copyright -­‐ Caterina Cangià 9 Copyright -­‐ Caterina Cangià 10 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Un’altra relazione, totalmente gratuita, è quella che ci immerge in contesY vivi, intrisi di credenze, usi, codici, isYtuzioni, tecniche, opere d’arte, rituali e cerimonie: la nostra e le altre culture. Persone, famiglie, clan, tribù, associazioni, comunità, popoli. Insiemi straordinari di persone in relazione. Copyright -­‐ Caterina Cangià 11 Copyright -­‐ Caterina Cangià 12 2
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La relazione si rende tangibile nella comunicazione, questo processo olisYco che meWe in agvità posture del corpo, gestualità, mimica facciale, sensi, organi della parola e dell’ascolto e che avvolge tug gli esseri vivenY. Non comunichiamo solo aWraverso il linguaggio verbale; le emozioni che raduniamo all’interno di noi ci sfuggono aWraverso silenziosi, minuscoli e sorprendenY ag di comunicazione. Diciamo senza parlare, perché siamo in relazione; quando poi usiamo le parole, queste vengono rivesYte di suono, d’intonazione e di accento, e vengono confermate o smenYte dai gesY, dagli sguardi, dalle pause. Copyright -­‐ Caterina Cangià 13 Copyright -­‐ Caterina Cangià 14 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Anche quando le parole si frantumano nel silenzio, non smegamo di comunicare in altri linguaggi che le soWolineano, le rafforzano, le sosYtuiscono. Un contenuto interno, mentale nel caso umano e isYnYvo nel caso animale, può, nell’esprimersi, vesYrsi di innumerevoli codici. Due esempi: la danza delle api e la direzione di un’orchestra. Copyright -­‐ Caterina Cangià 15 Copyright -­‐ Caterina Cangià 16 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Ogni linguaggio è un parYcolare Ypo di sistema semioYco (dal greco sema = segno), è una raccolta di segni sui quali ci si meWe d’accordo per esprimere, manifestare, rendere noto o comunicare, un contenuto interno. Questo è comunicare: trasformare un contenuto interno in espressione esterna. I codici cosYtuiscono una classe vasYssima, praYcamente illimitata; tra le esemplificazioni più comuni si citano il sistema di segnalazione stradale, la lingua dei segni per i sordomuY, il sistema di numerazione arabo o romano, ma anche quello binario. Copyright -­‐ Caterina Cangià 17 Copyright -­‐ Caterina Cangià 18 3
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Più importante del codice uYlizzato è la certezza che la comunicazione ci consente di manifestare ciò che siamo e pensiamo e senYamo, in un viavai conYnuo dalla forma nascosta dei contenuY alla forma di superficie dell’espressione. Alla comunicazione non serve la parola! Abbiamo un costante bisogno di “disegnare”, con i gesY e con la mimica, ciò che le nostre parole dicono. Comunichiamo con il corpo più dei due terzi delle nostre idee e dei nostri senYmenY, riuscendo a produrre circa 5.000 gesY della mano e 250.000 espressioni facciali diverse (Axtell, 1991; McNeill, 1992). Copyright -­‐ Caterina Cangià 19 Copyright -­‐ Caterina Cangià 20 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Quando comunichiamo, molto significato è veicolato dalla nostra espressione facciale, dal tono della voce, dai movimenY e dalle posture del corpo e specialmente delle mani. Il contributo dei gesY al significato totale della comunicazione è rilevante. Le principali risposte emoYve vengono sollecitate dall’udito, che caWura il tono, il ritmo, il colore e il calore della voce, e dalla vista, che coglie le soWolineature quasi impercegbili di ogni espressione facciale a conferma o smenYta di quanto viene deWo. Copyright -­‐ Caterina Cangià 21 Copyright -­‐ Caterina Cangià 22 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Suoni prodog vocalmente, come le risate, i gridi di gioia o di paura, le espressioni di disgusto o di soddisfazione, che non fanno parte di nessuna lingua, ma sono usate in tuWe le lingue, aiutano nel comunicare e nell’esprimere senYmenY. TuWo comunica. Anche lo spazio abitato. Ci senYamo diversi quando entriamo in una cappella silenziosa o in uno stadio affollato. Nello spazio che abiYamo ci dipaniamo in comunicazione aWraverso gli elemenY decoraYvi che preferiamo, aWraverso le nostre musiche, il pot-­‐pourri agli agrumi, gli oggeg che scegliamo e disponiamo. La casa parla e l’agglomerato di case parla. Copyright -­‐ Caterina Cangià 23 Copyright -­‐ Caterina Cangià 24 4
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Nella cultura della comunicazione Questa è comunicazione, come lo sono i confini invisibili che stabiliamo e manteniamo quando interagiamo con gli altri, dichiarando il livello di inYmità che ci lega a essi. Come lo è la relazione tagle, che agra l’aWenzione, che esprime condivisione, compagnia e conforto o aggressività e invadenza. Copyright -­‐ Caterina Cangià 26 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione All’interno dei processi comunicaYvi, gli occhi hanno una loro funzione importante sia come riceWori che come emiWenY di informazioni: lo sguardo può infag definire il rapporto che instauriamo con il nostro interlocutore, un rapporto di simpaYa, anYpaYa, collaborazione o soWomissione. Comunica l’insieme armonico di gesY che è la danza, individuale o coreografica, streWamente legata a forme di comportamento simbolico. Comunicano i costumi e i vesYY, estensori semioYci del nostro corpo. Comunica il ritmo del comportamento verbale, cioè la velocità con la quale si interviene nel discorso e che tradisce emozioni e staY d’animo. Comunicano la voce, il canto, il pianto e la risata. Copyright -­‐ Caterina Cangià 27 Copyright -­‐ Caterina Cangià 28 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Così come le interruzioni, le sovrapposizioni di parlata tra due interlocutori, i falsi avvii, le pause di esitazione, i rumori involontari. Comunicare: la cosa più bella che ci possa accadere, non necessita di parole (Knapp -­‐ Hall, 2009; Argyle, 1988). Comunicare aWraverso la parola ricevuta e donata. Oltre al corredo di elemenY non verbali abbiamo a disposizione, per comunicare, la nostra lingua materna. Copyright -­‐ Caterina Cangià 29 Copyright -­‐ Caterina Cangià 30 5
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Illustrare la complessità, bellezza e varietà che si possono incontrare in ogni lingua, sia essa parlata da milioni di persone o da poche cenYnaia, richiederebbe una serie infinita di volumi. Tale varietà invita a gustare la saggezza del cinese, a riconoscere i meriY del greco e del laYno, a immergersi nella ricchissima leWeratura orale delle isole polinesiane o a servirsi della praYcità dimostraYva dell’inglese. La magia delle lingue che ci servono per esprimerci e per capire. Copyright -­‐ Caterina Cangià 31 Nella cultura della comunicazione Richiamiamo i processi di comprensione e di produzione della comunicazione verbale! Copyright -­‐ Caterina Cangià Copyright -­‐ Caterina Cangià 32 Nella cultura della comunicazione Spazio alla semioYca 33 Copyright -­‐ Caterina Cangià 34 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Il nostro è un mondo di segni, radunaY in messaggi, per esprimere significaY. Scopo della semioYca è capire i vari Ypi di messaggi e scoprire come e perché li mandiamo. La semioYca “ci” studia, proprio noi, esseri in relazione, in quanto “arYgiani” di messaggi. La semioYca = scienza dei segni. Il segno è perciò qualsiasi cosa – una parola, un oggeWo, un gesto o altro – che sta al posto di qualcosa d’altro o di qualcun altro. Copyright -­‐ Caterina Cangià 35 Copyright -­‐ Caterina Cangià 36 6
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La semioYca studia perciò prima di tuWo i significaY e, in secondo luogo, la comunicazione. È orientata allo studio delle diverse varietà di segni, verso i codici nei quali quesY segni sono organizzaY e verso la cultura all’interno della quale quesY codici operano. TraWa di un campo immenso la semioYca: di tug gli artefag che produciamo, in quanto persone in relazione, e che scelgo di chiamare “tesY”. Copyright -­‐ Caterina Cangià 37 Copyright -­‐ Caterina Cangià 38 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La funzione principale dei segni è quella di aiutarci a rappresentare il mondo che ci circonda, per capirlo, ma i segni esistono perché c’è stato qualcuno che li ha fag, e perché c’è chi li interpreta. La seconda funzione dei segni è allora quella di aiutarci a comunicare il nostro “fare-­‐pensare-­‐senYre-­‐
progeWare-­‐sognare”. La comunicazione viene soddisfaWa aWraverso la creazione di messaggi che coprono una Ypologia molto diversificata. Copyright -­‐ Caterina Cangià 39 Copyright -­‐ Caterina Cangià 40 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Prendiamo a presYto da Danesi (1994) un termine unico e generico che racchiude e generalizza i messaggi. Si traWa dell’accezione “testo”, valida per indicare tug i Ypi di messaggi: verbali, scrig, gestuali, mimici, oggeWuali, audiovisivi, massmediali e mulYmediali. L’autore ha esteso il termine, dal testo formato solo da parole, a tuWo ciò che veicola significato. Così i “tesY” di vari Ypi che noi costantemente produciamo sono finestre di uguale valore, spalancate sul paesaggio della consapevolezza, della conoscenza e della cultura. Non solo espressi con le parole. Copyright -­‐ Caterina Cangià 41 Copyright -­‐ Caterina Cangià 42 7
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Difag ci muoviamo in un mondo orientato visivamente. Con questo s’intende che siamo più portaY a produrre e a scegliere tesY visivi come primi tesY che inviano messaggi, e che oggi, vivendo in una cultura sempre più mediata dalla vista e dall’udito, codifichiamo e inviamo e trasmegamo “tesY” aWraverso mezzi tecnologici basaY sul visivo e sull’udiYvo, raggiungendo così l’altro in maniera mulYsensoriale. L’avvicinamento o la giustapposizione del dialogo, della musica, dell’azione e dell’immagine, rende alcuni “tesY” parYcolarmente efficaci e coinvolgenY, oltre che veicoli eccezionali di significaY. Copyright -­‐ Caterina Cangià 43 Copyright -­‐ Caterina Cangià 44 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Un testo come la fotografia, altra magia che caWura il momento che passa e lo incornicia nel flusso del conYnuum spazio-­‐tempo, può comunicare a volte meglio degli stessi conceg. L’abilità del cervello di fabbricare immagini è più importante, per la conoscenza, della stessa presenza delle struWure verbali che uYlizziamo per lavorare con il pensiero. Copyright -­‐ Caterina Cangià 45 Copyright -­‐ Caterina Cangià 46 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Riassumendo: ogni “testo” può usare uno o più codici. Il modo di guardare, sorridere, gesYcolare, muoversi, avvicinarsi, vesYrsi e truccarsi; di annusare, gustare, vedere, ascoltare e senYre; di colorare a voce o a mano parole, frasi e discorsi; di raccontare con lo spazio e la materia, con i disegni, con le foto, con la musica, con il cinema e la mulYmedialità. Segnali, segni, icone, indici, simboli e codici La differenza principale tra segno e segnale è che un segno (la stella dello sceriffo) conYene significaY di natura intrinseca, mentre un segnale (un grido) è semplicemente un disposiYvo aWraverso il quale vengono formulaY significaY di natura estrinseca. Copyright -­‐ Caterina Cangià 47 Copyright -­‐ Caterina Cangià 48 8
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione MolY Ypi di animali rispondono a segnali, mentre pochi animali “intelligenY”, come i cani e le scimmie, rispondono a segni semplici. I segnali vengono sparYY dall’umanità tuWa, mentre il bouquet di segni per la comunicazione, di cui fanno parte le parole, è vanto di ogni disYnta cultura. I segni e i segnali producono il cambiamento, anche di un solo faWore ambientale, per veicolare significato. Segnale è stata, per lungo tempo, l’interruzione, in un campo di trasferimento costante di energia, faWa di punY e di linee che aprono e chiudono il campo eleWromagneYco di un circuito telegrafico per dire: “ ... -­‐-­‐-­‐ ...”, “ ovvero “Salvateci!”. Copyright -­‐ Caterina Cangià 49 Copyright -­‐ Caterina Cangià 50 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La più piccola interruzione di un campo quieto ha un potenziale di significato immenso. Segno è il picchiego di una maYta sul tavolo in una stanza silenziosa. Dice l’impazienza di qualcuno, la sua disapprovazione o la richiesta di aWenzione. L’indice è un segno che ha una connessione direWa ed esistenziale al proprio referente: il fumo è indice del fuoco. La manifestazione plasYca più Ypica e più comune dell’indicizzazione è il dito indice puntato, di cui fanno larghissimo uso i bambini. Copyright -­‐ Caterina Cangià 51 Copyright -­‐ Caterina Cangià 52 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione L’indice è il processo del localizzare oggeg, esseri ed evenY nell’ambiente; implica a volte l’uso di codice linguisYco quale “qui”, “lì”, “sopra”, “soWo”, eccetera, termini tug che definiscono la localizzazione spaziale. L’indice è un faWo immediatamente percepibile, che ci fa conoscere qualcosa a proposito di un’altra che immediatamente percepibile non è. L’indice si oppone sia all’icona, che meWe in gioco una relazione di somiglianza, sia al simbolo che è fondato su una convenzione sociale. Copyright -­‐ Caterina Cangià 53 Copyright -­‐ Caterina Cangià 54 9
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Nella cultura della comunicazione L’icona è un segno che assomiglia in qualche modo, per il suono o per l’aspeWo, al suo referente. Per parlare come farebbe de Saussure, è un segno dove il significante (la foto di Sonia) assomiglia al significato (Sonia in carne e ossa). Esempio di icona visiva sono le mappe e i gesY. “Splash!”, “Swish!”, “Gulp!” sono invece icone sonore inglesi e oggi internazionali. Copyright -­‐ Caterina Cangià 56 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione I simboli sono più difficili da capire perché, diversamente dai segni, dai segnali, dagli indici e dalle icone, s’intrecciano con la nostra percezione e filosofia del mondo, personale e collegva. Perché i simboli sono in relazione convenzionale o arbitraria con daY referenY. Infine il codice è, nella sua forma semplice, un linguaggio arYficiale composto da un inventario di simboli e da un insieme di regole che li governano. In questo senso, ogni lingua può essere considerata un codice. Copyright -­‐ Caterina Cangià 57 Nella cultura della comunicazione Copyright -­‐ Caterina Cangià 58 Nella cultura della comunicazione Come il linguaggio parlato e scriWo, anche il gesto e l’abbigliamento sono esempi di codici. Dai codici viene fuori il conceWo di cultura definita anche come un macro-­‐codice che un gruppo o alcuni individui abitualmente usano per muoversi nel mondo e per interpretarlo. Copyright -­‐ Caterina Cangià 59 Copyright -­‐ Caterina Cangià 60 10
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La comunicazione si è sempre servita di codici, tra loro tecnologicamente molto diversi, impossibili spesso da integrare (la stampa di massa e la televisione, la radio, la fotografia, eccetera). Da alcuni anni viene uYlizzato un codice straordinario che rende possibile farli convergere tug per traWarli e distribuirli. Si chiama codice binario. Grazie a esso, informazioni di Ypo diversissimo come un’immagine fotografica, una poesia o un brano di musica, vengono codificate o scriWe aWraverso il linguaggio dei bit, ovvero lunghe catene di “0” e di “1”, e traWate con lo stesso strumento, a volte arricchito da periferiche: il computer. Copyright -­‐ Caterina Cangià 61 Copyright -­‐ Caterina Cangià 62 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Così la comunicazione mulYmediale offline, che riposa all’interno di un CD-­‐Rom o sul disco rigido del nostro computer, pronta per viaggiare su Internet e diventare online, è, in realtà, tuWa digitale. TesY e immagini e musica si intrecciano e comunicano grazie alla convergenza dei vari media al digitale. Oggi è realtà una straordinaria integrazione, nuova e mai pensata prima, fra codici e linguaggi, che si incammina lungo senYeri appena tracciaY che ci potrebbero regalare un vivace potenziamento della comunicazione interpersonale. Copyright -­‐ Caterina Cangià 63 Copyright -­‐ Caterina Cangià 64 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione IMPORTANZA DEL C O N T E S T O DELLA COMUNICAZIONE È fondamentale tener conto del CONTESTO nei processi di produzione e di comprensione dei significaY! Copyright -­‐ Caterina Cangià 65 Copyright -­‐ Caterina Cangià 66 11
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Sviluppi recenY e orientamenY futuri Il punto di partenza e di arrivo di ogni “testo” che produciamo e di ogni “testo” di cui fruiamo è la comunicazione. Comunichiamo, spesso, con ENUNCIATI più che con FRASI: “AspeWa!” “Taxi!” ….. Copyright -­‐ Caterina Cangià 67 Copyright -­‐ Caterina Cangià 68 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Se, nel senso tradizionale del termine, la frase è un’unità di linguaggio, allora l’enunciato è un’unità di comunicazione. Gli enunciaY vengono emessi dalla persona che parla perché svolgono una chiara funzione ogni volta che vengono uYlizzaY nell’interscambio linguisYco. Ci sono enunciaY che “danno”, o asserzioni, ed enunciaY che “chiedono”, o appelli, e sulla base di queste due categorie elementari si possono costruire reY estese e raffinate di interscambi. Copyright -­‐ Caterina Cangià 69 Copyright -­‐ Caterina Cangià 70 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Qui sta la rivoluzionaria vitalità dell’enunciato: non è necessario dire frasi per comunicare! Gli enunciaY possono essere brevi come un grugnito di fasYdio o lunghi come un romanzo. Enunciato è la foto di una montagna dorata che mando in aWach a un amico aggiungendo: “Volevo dirY questo”. Enunciato è un emoYcon così :-­‐) che comunica quanto sono contenta oggi. Copyright -­‐ Caterina Cangià 71 Copyright -­‐ Caterina Cangià 72 12
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Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione NUOVA VITA DELL’ENUNCIATO e del T E S T O NELLA COMUNICAZIONE Il “testo” è un complesso apparato di comunicazione. Ogni discorso significaYvo, scriWo o parlato, è un testo, ovvero un “qualcosa” composto di frasi, ma collocato a un livello superiore, sopraWuWo un insieme fortemente in relazione. Copyright -­‐ Caterina Cangià 73 Copyright -­‐ Caterina Cangià 74 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione Dal laYno textus, cioè “intessuto”, il testo è formato da frasi che compongono un mega-­‐
enunciato. Il testo è coeso, ovvero collegato in ogni sua parte a livello di superficie; è coerente, ossia ha una certa stabilità e conYnuità di significato. Se la coesione di un testo fa appello alle sue caraWerisYche linguisYche, la coerenza fa appello alle conoscenze previe di chi lo legge. La stessa cosa vale per un “testo” mulYmediale, sia esso consumato sul proprio CD-­‐Rom o realizzato sul proprio disco rigido e lanciato sulla Rete per chi ci sarà interlocutore. Copyright -­‐ Caterina Cangià 75 Copyright -­‐ Caterina Cangià 76 Nella cultura della comunicazione Nella cultura della comunicazione La società della conoscenza nella quale siamo immersi ci sovraccarica talmente di informazioni che diventa indispensabile essere capaci di operare un’analisi del discorso, scriWo e/o mulYmediale, raffinata per poter scegliere e orientarsi (Gee, 2010; Raju, 2010). Cosa dire dell’analisi di un discorso composto da media, testo e simboli? E realizzato in teleconferencing? Copyright -­‐ Caterina Cangià 77 Copyright -­‐ Caterina Cangià 78 13
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Nella cultura della comunicazione Ogni comunicazione prende forma, quasi biologicamente, nel dialogo fra due o più persone, occasione nella quale insiemi di parole, emozioni e sensazioni vengono scambiaY, riscoperY, capiY e ridefiniY. Copyright -­‐ Caterina Cangià 79 14