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E C O N O M I A & L AV O R O
pianeta
verde
di andrea zaghi
C
resce il consumo di prodotti biologici in Italia. Il dato è importante.
In un periodo di difficoltà persistenti soprattutto sul mercato interno, il fatto che
uno dei comparti più significativi dell’agricoltura nazionale guadagni comunque spazi di mercato, è un fatto confortante. Che sia il risultato di una sempre
più diffusa moda alimentare, oppure di
un’attenzione particolare agli aspetti sa-
Domenica
24 Agosto 2014
L’agricoltura biologica raccoglie nel 2014 un +17%
lutistici dell’alimentazione, la crescita del
mercato dei prodotti alimentari biologici fa ben sperare per le sorti dell’intero
settore agricolo. A indicare gli ultimi movimenti di mercato, ci ha pensato il panel famiglie Ismea-Gfk/Eurisko reso noto nell’ambito dell’anteprima "Bio in cifre 2014" apparsa qualche giorno fa. L’Ismea dice dunque che nei primi cinque
mesi di quest’anno è stato osservato «un
forte aumento degli acquisti di prodotti
biologici in Italia: più 17% in valore su ba-
se annua, un risultato in netta controtendenza rispetto alla dinamica dei consumi alimentari, scesi dell’1,4%». In forte aumento – secondo Ismea –, le vendite nei reparti «pasta, riso e sostituti del
pane» e «zucchero, caffè e tè». Incrementi,
altrettanto significativi, si registrano per
gli ortofrutticoli freschi e trasformati, biscotti, dolciumi e snack. Positivi i riscontri anche per le uova, che si confermano
il prodotto bio più venduto, i lattiero-caseari e le bevande. Continuano intanto a
crescere la quantità di prodotti proposti
e le linee di prodotto.
A conti fatti, il consistente incremento
del biologico risulta essere il più alto degli ultimi dodici anni: solo nel 2002 vi era stato un aumento più elevato. Si tratta di un balzo in avanti registrato nell’ambito della Grande distribuzione organizzata (oltre che nei discount), e quindi probabilmente dovuto ad una attenzione maggiore di questo canale di vendita. Ma l’accelerazione è comunque im-
portante. Anche perché è stata preceduta, nel 2013, da una crescita dei produttori e dei trasformatori (oltre 52mila) e da
una diminuzione degli importatori (260
unità); oltre che da un aumento della superficie coltivata che ormai oltrepassa il
milione e 300mila ettari. Il significato di
queste dinamiche? Il comparto – viene
spiegato –, sembra quindi ancora andare in netta controtendenza rispetto al cosiddetto settore food nel suo complesso,
oltre che mostrare un promettente tasso
di incremento che, dice l’Ismea, «apre
speranze su un possibile ampliamento
della quota di mercato nell’ambito dei
consumi nazionali«. È evidente che non
è l’agricoltura biologica la panacea di tutti i mali di cui soffre l’agricoltura nazionale, ma ugualmente il buon andamento del mercato e quindi della produzione del comparto, possono fornire indicazioni importanti per orientare le scelte produttive delle imprese agricole.
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Expo, ultima chiamata per il turismo
Previsti 20 milioni di viaggiatori. L’occasione del rilancio. Da non perdere
GIUSEPPE MATARAZZO
sino in giornata. E se le polemiche non mancano, fra inchieste, lavori e l’ultimo dibattito sul trasporto eccezionale
dei Bronzi di Riace, il turismo proverà a far leva sull’Expo per
ripartire. In una visione decisamente internazionale, prel’occasione delle occasioni. L’Expo per il turismo isentandosi forse per la prima volta come Paese. Lontano da
taliano è un appuntamento da non perdere. Lungo
quelle logiche localistiche che fino a oggi hanno caratterizsei mesi. Dall’1 maggio al 31 ottobre del 2015 si atzato la promozione dell’Italia nel mondo.
tendono a Milano 20 milioni di turisti: 12-14 di italiani, 6-8
L’attesa per l’evento cresce. E si comincia a "misurare" l’inmilioni di stranieri, secondo alcune stime e indagini di imteresse. «Sono oltre 5 milioni i biglietti di ingresso a Expo
portanti istituti statistici, come Gfk Eurisko. Dall’Europa e
Milano 2015 già venduti – ha dichiarato
da mete lontane. Si calcola che 2,7il Commissario Unico per Expo Milano
3,6 milioni arriveranno in particolare
2015, Giuseppe Sala –. È importante che
da Australia, Cina, Brasile, Nuova Zedi questi cinque milioni siano stati
landa, ma anche India e Paesi Arabi.
Da maggio a ottobre Milano tre
venduti in Oriente. Siamo ormai viciL’Expo sarà un evento davvero globale. Per Milano (con buona pace di chi sarà una «vetrina» planetaria nissimi al traguardo del milione di bivenduti in Cina». Così, mentre i
considera la città meneghina addiritSala: «Già venduti 5 milioni glietti
lavori in cantiere continuano a ritmo sertura "ostile" per i turisti, almeno per i
di biglietti. Tre in Oriente» rato e le 147 delegazioni partecipanti solettori della nota rivista americana
specializzata Condé Nast Traveller), e Impulso anche per il mercato no in fermento per realizzare i loro spazi, la politica ostenta sicurezza. «L’Expo
per tutta l’Italia. Una vetrina che ininterno bloccato dalla crisi sarà un grande motivo di orgoglio per il
teresserà molti giovani «dinamici», fanostro Paese e i tempi saranno rispettamiglie, appassionati di eventi ed estiti»», ha assicurato il presidente del conmatori del nostro Paese. Una kersiglio Matteo Renzi, visitando il cantiemesse per vivere una esperienzare a Ferragosto.«Il nostro obiettivo è arrivare a 24 milioni di
educational sui temi del cibo e della sostenibilità, ma anche
biglietti. Nel mondo c’è una grandissima fame di Italia - ha
per conoscere nuove culture e buttare l’occhio verso il fuaggiunto il premier -. Expo è una delle chiavi di ripartenza
turo. Certamente porterà in Italia più turisti stranieri del sodell’Italia, non lasceremo il nostro futuro ai gufi». Gufi a parlito. Quella importante fetta di viaggiatori che già permette, resta molto da fare non solo per l’Expo, ma il sistema Itono al settore di tenere. Perché di fronte al calo del turismo
talia. Che con l’exposizione universale sente probabilmeninterno i viaggiatori globali, nonostante le tante faglie del site l’ultima chiamata per il rilancio del turismo. Per riconstema Italia, vengono (sono circa 50 milioni) per visitare le
quistare la grandeur d’altri tempi che anni di immobilismo,
bellezze del nostro Paese. Una bellezza "decadente" ma
pressapochismo e assenza di lungimiranza hanno condansempre "attraente". L’Expo sarà in ogni caso una potente canato alla decadenza. Con l’Expo ci giochiamo tutto. Proibilamita attrattiva anche per gli italiani, che – grazie all’alta veto sbagliare.
locità ferroviaria – potranno agevolmente raggiungere Milano e godere di questa straordinaria esperienza globale per© RIPRODUZIONE RISERVATA
MILANO
Fiera. La Bit si rinnova
È
in chiave business
Una nuova formula per la 35esima Bit in Italia e lo sbarco del turismo italiano in Cina.
È questa la rivoluzione proposta dalla Borsa Internazionale del Turismo in programma
a Fiera Milano a Rho dal 12 al 14 febbraio
2015 e al Gitf, la fiera del turismo cinese di
Guangzhou (6-8 marzo 2015) partecipata al
49% da Fiera Milano. Due appuntamenti
che faranno da preludio all’Expo. Bit vuole
sostenere al massimo l’ipotesi di ripresa del
turismo in Italia e dall’Italia verso il mondo e
si è attrezzata con un innovativo approccio
al mercato diviso per segmenti di business
specializzato e non più per aree geografiche.
MILANO. L’attesa per l’Esposizione universale 2015
«È ora di parlare come Paese»
La spinta di Iorio (Accor): basta con i localismi
MILANO
sta il Paese più desiderato, ma non sa essere concreto.
È pessimista sul futuro?
Expo è una grande occasioNo. Anzi: vediamola in maniera positiva,
ne. Ma non basta per rilandell’opportunità. Sfruttiamo questo mociare il nostro settore e farlo
mento come occasione per fare sistema,
diventare quell’asset di crescita da tutti
riportando al centro le politiche di settore…
troppo spesso evocato senza mai essere
sperando poi di avere le persone giuste e
consequenziali nelle scelte e nelle politipreparate per portare avanti un progetto
che». Renzo Iorio, presidente e Ad per l’Itacomune. La delega sul terlia della catena alberghiera
ritorio, purtroppo, ha siinternazionale Accor e pregnificato una gestione del
sidente di Federturismo,
settore troppo legata al
anche di fronte a un evenconsenso elettorale, ha
to di questa portata non cebloccato la crescita di un
de al "romanticismo". E
tessuto imprenditoriale
con la franchezza che lo
forte che credesse nel luncontraddistingue, va subigo periodo. Mentre noi dito al cuore delle questioni.
scutiamo, Spagna e Grecia
Cosa serve allora?
ACCOR. Renzo Iorio
hanno rivoluzionato i loro
Interventi realmente strutPaesi, attuando interventi
turali. A cominciare dalla
forti, riforme autentiche
riforma del Titolo V, che dosul lavoro, sul credito e sulpo un primo passaggio in
L’Ad
della
catena
la spesa pubblica. InterParlamento mi auguro
alberghiera crede venti anche impopolari dal
viaggi spedita, per riflettedi vista politico e
re su una visione aggreganella riforma del punto
dolorosi economicamenta di Paese. Non un modello di dirigismo sovietico, Titolo V. «Ok l’Expo, te per la popolazione. Ma
ma almeno uno straccio di ma subito riforme» non credo che aver triplicato le imposte sulla casa
piano e di logica nella decome accaduto negli ultifinizione di priorità e inmi anni in Italia sia stato
terventi che possano assiun piacere... Solo che non abbiamo visto né
curare uno sviluppo armonico. Senza esbenefici né visioni di futuro.
sere schiavi di corporazioni o gruppi terriCi sono esempi da seguire?
toriali; permettere la proliferazione di aeTorino e Genova, a livello territoriale, hanroporti, centri congressi, porti senza criteno saputo pensare in un’ottica di lungo peri razionali; senza sperperare risorse per inriodo. Dovremmo riuscire a farlo come Paevestimenti inutili che non reggono rispetse. L’Italia ha il privilegio di essere posto più
to al mercato.
desiderato? Sfruttiamo questo vantaggio.
Anche perchè il mercato aumenta, menL’Expo è l’occasione per farlo. Insieme.
tre l’Italia…
Quanto varrà l’Expo per il turismo?
L’Italia perde quote. La ripresa che ha avuLa cifra stimata, la più ragionevole, è di 20
to la Spagna è largamente superiore a quelmilioni di turisti attesi. Sei, otto milioni sala nostra… Eppure nel 2008-2010 ha seranno stranieri. Circa la metà da destinagnato la nostra stessa flessione. La Francia
zioni lontane. L’afflusso più forte sarà però
è riuscita a passare indenne e si conferma
italiano. Per questo un ruolo importante lo
la prima destinazione mondiale. L’Italia re-
«L’
giocherà l’alta velocità: la fermata direttamente sul sito renderà indifferente il
fatto di essere a Torino, in prossimità di
Porta nuova o Susa, oppure a Bologna o
a Firenze, rispetto a chi parte da Milano
in zona Città studi… Questo consentirà
di spalmare l’effetto Expo in buona parte del Nord Italia.
Come si prepara Accor a questo evento?
Nuove aperture e una piattafroma di supporto per i clienti. Mercoledì aprirà l’Ibis di
Lainate, attaccato al sito espositivo, ideale
per il soggiorno di una clientela familiare e
personale. Fra dicembre e gennaio, apriremo un nuovo MGallery in zona Centrale.
Poi abbiamo completato la ristrutturazione dell’Ibis di viale Tunisia e rinnovato i Novotel di Linate e Milano Ca’ Granda. In termini di prodotto siamo apposto. Quello su
cui ci stiamo attrezzando è una piattaforma di pricing e prenotazione per le strutture del network Accor che gravitano nell’area del Nord Italia.
Voi rappresentate un’importante antenna dell’evento. Qual è l’interesse al momento?
Da un paio di mesi – e mi aspetto fino alla fine dell’anno – il grosso della domanda è, sarà professionale, legata a delegazioni, agli allestitori degli stand, alle
imprese partner e all’attività congressuale che si svolgerà in quel periodo. L’aspetto della domanda del visitatore finale è ancora debole, ma è normale. Crescerà mese dopo mese.
È ipotizzabile che sarà un Salone del Mobile lungo sei mesi?
Sarebbe utopico. Ci saranno picchi come
il Salone del Mobile, ma è francamente impensabile mantenere quei livelli per tutto
il tempo. Mi auguro non ci sia l’ansia del settore di approfittare troppo dell’evento. Non
si darebbe una buona impressione. E si scoraggerebbero i visitatori. In questo ci giochiamo anche la faccia.
Giuseppe Matarazzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
(Ansa)
Chi investe
Uvet scommette su accoglienza e Web
«Riportiamo a casa gli italiani all’estero»
Numeri
1 miliardo
I VIAGGIATORI
GLOBALI
NEL 2013
49 milioni
GLI ARRIVI
TURISTICI
STRANIERI NEL
2013 IN ITALIA
8 milioni
I TURISTI
STRANIERI
ATTESI A
MILANO PER
L’ESPOSIZIONE
147
I PAESI
ADERENTI
A EXPO
MILANO
siness travel, con l’organizzazione – tanto per fare un esempio – del BizTravel Forum e l’ideazione persino di uno specihiamiamolo pure «turismo di
fico Travel Index con The European
ritorno». Per gli italiani che viHouse Ambrosetti che misuri la variavono nel mondo, emigrati, figli
zione del Pil in base all’andamento dei
di emigrati e i loro familiari, l’Expo è l’ocviaggi d’affari, si passa al leisure e alla
casione più ghiotta per venire o tornacreazione del marchio Clubviaggi per
re in Italia. La terra dei padri. Della progestire agenzie o direttamente struttupria storia. E tuffarsi in quell’italian styre (come il Santo Stefano Resort nelle che oggi tutto il mondo apprezza e ci
l’Arcipelago della Maddalena in Sardeinvidia. Nasce con questo obiettivo «Magna o il Resort Abu Dabbab di Marsa Ade of Italians» il progetto di Expo che velam, nel Mar Rosso). Ora la nuova sfida
de Uvet American Express in prima li– targata Expo – è sulnea e guarda agli 80 mil’incoming. In vista dellioni di oriundi che vivol’esposizione milanese
no nel mondo. Con l’amil vulcanico Patanè si
bizione di "catturarne"
muove su più fonti per
almeno un milione nei
attirare turisti e visitasoli mesi dell’Expo, sotori, e promuovere l’Iprattutto con il lavoro
talia nel mondo. Una
che Uvet sta compiendo
grandissima scommescon il padiglione Usa,
sa che «passa anche e
l’Ambasciata e la Came- UVET. Luca Patanè
soprattutto dal Web».
ra di Commercio ameriL’idea-progetto si chiacana in Italia. L’investima «TripItaly.it». È un
mento del gruppo leader
portale dedicato finandella distribuzione turiL’impegno per il
ziato e lanciato da Uvet,
stica con un giro d’affari
progetto Made of Digital Magics e Confdi 2,2 miliardi, è eccezionale. Di quelli che fanno
Italians e il portale turismo-Confcommercio per fornire ai turisti
scuola. Luca Patanè, Ad
di Uvet (e presidente di di servizio TripItaly.it stranieri informazioni,
Federviaggio e di Conf- Patanè: «Io ci credo» servizi e offerte commerciali. «Un hub digiturismo), ha messo sul
tale per promuovere e
piatto di Expo ben 9 misostenere le imprese ilioni di euro per acquitaliane che operano nell’incoming turistare 500mila biglietti, prenotando già
stico, realizzato con le startup innovatitremila camere d’albergo a Milano per i
ve del settore», spiega Patanè. Il sito Web
sei mesi della kermesse. «Io ci credo»,
sarà affiancato da una App che permetdice Patanè, imprenditore affascinato
terà al turista, fissata la meta, di avere
dalle novità e dalle innovazioni che vetutti i servizi possibili a portata di
de nell’esposizione universale la «gransmartphone: per ogni città saranno inde occasione per scrivere una nuova stodicati itinerari turistici, escursioni, riria del turismo italiano e parlare finalstoranti, i musei più belli, le specialità
mente di destinazione Italia». Perché
enogastronomiche e gli eventi di rilievo.
«mentre su scala mondiale si moltipliCon la possibilità di acquistare i biglietcano gli spazi e le possibilità di travel,
ti di autobus, treni e aerei, o di usufruicon i viaggiatori che crescono in mare di servizi aggiuntivi come il noleggio
niera straordinaria, aumentando la docon conducente o la bicicletta. Un tramanda di ospitalità, in Italia non si rievel assistant virtuale sempre al fianco.
sce a intercettare nuovi flussi turistici. Il
Un servizio, ma ovviamente anche un
settore paga errori e ritardi che oggi non
business per l’impresa. L’iniziativa, sepossiamo più accettare». E se la politica
condo Patanè, «ha ottime possibilità di
non risponde, latita, non è capace di
fare un miliardo di fatturato». Numeri,
mettere attorno allo stesso tavolo i proma con un anima. E una passione. Per
tagonisti del settore e realizzare un piail viaggio. E la promozione del Paese. Eno strategico serio, ecco che l’imprensempio concreto di come «il turismo
ditore ci prova lo stesso: «Non ci piace
possa essere la leva della crescita».
chiedere, ci piace fare». E definisce il suo
percorso di viaggio. Fra sperimentazioGiuseppe Matarazzo
ni e nuovi progetti. Dal mondo del bu© RIPRODUZIONE RISERVATA
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