Manfredini Gasparetto Ml - Area Marina Protetta Capo Caccia / Isola

Maria Luisa Manfredini Gasparetto
Aspetti geografici dello sviluppo di Fertilia
in L’Universo, Rivista dell’Istituto Geografico Militare
Anno XLII N. 3 – maggio-giugno 1962
La posizione di Fertilia, oggi che la malaria è solo un triste ricordo, si rivela quanto mai felice e
promettente.
Diciamo Fertilia e in questa denominazione comprendiamo anche Maristella, la nuova borgata
agricola, e i suoi vigneti, che hanno sostituito la macchia mediterranea nella località «Lazzaretto» e
che costituiscono un tutto unitario con il centro principale.
Fertilia è situata sulla costa nord-occidentale della Sardegna e precisamente nel punto ove la costa
inizia la sua inclinazione a ovest, racchiudendo la rada di Alghero. È una frazione del comune di
Alghero, dal quale dista circa 6 km. Essa è stata di recente collegata al suo capoluogo da una
comoda strada asfaltata, che la unisce alla rete delle grandi comunicazioni del sud e, attraverso il bel
rettilineo Fertilia-aeroporto-Sassari, del nord e del centro dell’isola.
La ridente cittadina si adagia tra lo sbocco dello stagno Calich, che forma un piccolo porto naturale,
e vaste aree di interesse turistico. Lo stagno di recente è stato attraversato da un ponte moderno, che
costituisce il normale prolungamento dell’arteria principale e si affianca a un ponte medievale.
Dalla sua via principale si diparte l’arteria Fertilia-Sassari, mentre tutto intorno una vasta area è
riservata al rimboschimento in gran parte già attuato. Oltre le zone di verde, a sud, si estende
l’azienda agricola Maria Pia (dell’ETFAS) e alle sue spalle altri appoderamenti del medesimo ente a
carattere agro-zootecnico.
Verso nordovest, mentre la fascia costiera dovrà essere anche essa rimboschita o dovrà conservare
per esigenze turistiche l’originaria macchia mediterranea, a pochi chilometri dall’abitato ha inizio il
recentissimo appoderamento di Maristella (che occupa la località «Lazzaretto», situato in un
avvallamento che si insinua tra le pendici degradanti del monte Doglia e le alture, che occupano in
parte la penisoletta che si protende in mare con la punta del Giglio. Esso si affaccia in tal modo da
un lato alla rada di Alghero e dall’altro allo specchio di Porto Conte, ove si allineano le casette e il
centro di Maristella, al margine di quella suggestiva e promettente zona turistica del Faro, che si
estende fino a Capo Caccia.
Dal punto di vista della riforma generale il settore fa parte del centro di colonizzazione di Alghero
(comprendente terreni dei comuni limitrofi di Alghero, Sassari, Olmedo, Uri, Putifari e Villanova
per 13.757 ha) il primo dei 14 centri, in cui opera la ETFAS.
La località «Lazzaretto» occupa una superficie di 1.295 ha, dei quali circa 600, non passibili di
messa a coltura, sono stati dati in concessione alla Forestale, perché vi attui un razionale
rimboschimento. Si tratta della zona tra Fertilia e Punta Negra, ove gli affioramenti calcarei
divengono eccessivamente frequenti su un terreno molto accidentato, e delle nuove alture, che
occupano la penisoletta del Giglio, in gran parte destinata ad area di valorizzazione turistica. Il
rimanente della superficie è stato messo a coltura con un vasto e razionale appoderamento, la cui
caratteristica principale è di essere costituito unicamente da vigneti. Esso si estende completamente
alla sinistra della S.S. 127 bis, che ne segna il limite orientale.
È qui che si accentra oggi l’interesse principale dell’insediamento giuliano, dal momento che ormai
gran parte dei pescatori ha disertato Fertilia, ridotta essenzialmente a un centro amministrativo,
nella speranza di ottenere un reddito più sicuro dalla coltivazione della vite.
I terreni non dissodati, tuttora ricoperti dalla macchia mediterranea e disseminati di pietrame,
pongono in rilievo con tutta evidenza le difficoltà che si sono presentate nella trasformazione
fondiaria.
II substrato litologico dell’area denominata «Lazzaretto» non si discosta da quello in genere della
piana di Fertilia (in senso lato). Eppure qui gli elementi che si opponevano a una trasformazione
della zona diretta alla sua utilizzazione agricola, sembravano acquistare una maggiore gravità. I
calcari cretacei presentano frequenti fenomeni carsici, facilmente visibili nei rilievi non ricoperti,
come gli avvallamenti e i dolci declivi, da depositi quaternari di origine eolica. La fertilità del suolo
dipende dalla profondità di codesti depositi, costituiti prevalentemente da argille e materiali
sabbiosi. Sono presenti anche placche di trachiti e alluvioni ciottolose, che disseminate tra la
macchia mediterranea hanno contribuito notevolmente ad accrescere le difficoltà della messa a
coltura delle nuove terre.
(pagg. 310- 313)