N° 2 - Comune di Reggio Emilia

IL FUNGO
Periodico del Gruppo Micologico e Naturalistico “Renzo Franchi” di Reggio Emilia - Associazione di Volontariato - ONLUS
Sito Internet: http://space.comune.re.it/micologico - E-mail: [email protected] - Anno XXXII - n° 2 - settembre 2014
Sped. in abb. post. 70% DBC - Reggio E. Tassa riscossa - Taxe perçue (contiene inserto redazionale)
Reg. Trib. Reggio E. N° 531 del 15/11/1982. Direttore responsabile: Paolo Vecchi. Proprietario: Ulderico Bonazzi. Periodico del
Gruppo “Renzo Franchi” di R.E. (A.M.B.) - Via Amendola, 2 - 42122 R.E (I) - Tipografia: Grafitalia (0522 511251)
Comitato di Redazione: U. Bonazzi, L. Cocchi, G. Donelli, F. Franceschetti, G. Borgatti, G. Valentini
COME OGNI ANNO PREPARIAMOCI AGLI IMPEGNI AUTUNNALI
Certo che anche quest’anno la stagione è stata strana: mai avuto, a mia memoria,
un’estate così piovosa e con temperature ben al di sotto della media. Sicuramente
le bizzarrie climatiche hanno scombussolato anche la crescita dei funghi che è
stata alquanto imprevedibile. Ci sono stati momenti in cui i boschi, sia quelli
caldi della fascia altitudinale della quercia e del castagno che quelli più alti della
fascia del faggio e dell’abete, erano pieni di funghi, in modo particolare di
Cantharellus cibarius (il galletto) ma anche, e questa è una «stranezza» in questa
stagione, di Craterellus cornucopioides (la trambetta da morto). In certe zone c’è
stata anche una discreta crescita di «porcini» (non però di Boletus pinophilus, il
cosiddetto «porcino rosso»). Anche altre specie del Genere Amanita (come A.
rubescens, che ha avuto crescite spettacolari, A. caesarea, A. phalloides) e del
Genere Russula hanno avuto una buona presenza. Ma nei boschi in generale la
varietà delle Specie (la biodiversità micologica) è stata molto interessante. Solo
ultimamente i carpofori che si stanno raccogliendo (porcini compresi) sono
spesso invasi da larve e, ai fini delle nostre Mostre, poco «presentabili» e subito
deperibili. Speriamo bene! Se la stagione si aggiusta è sperabile che per i nostri
impegni autunnali i funghi ci siano numerosi e con carpofori «belli» e
significativi. Comunque l'esperienza degli anni passati ci ha insegnato che anche
in periodi poveri di funghi siamo sempre riusciti ad organizzare Mostre più che
decorose: quante volte abbiamo sentito i visitatori pronunciare, piacevolmente
sorpresi loro e soddisfatti noi, parole del tipo: «Ma come avete fatto a trovare
tanti funghi quando tutti dicono che non ce n'è...». Naturalmente questo va a
merito dei Soci più attivi che hanno sostenuto tutti i carichi di lavoro ottenendo
sempre lusinghieri risultati. Anche quest'anno ci auguriamo, visto il successo di
partecipazione al Corso di Micologia, che si aggiungano nuovi Soci pronti a
collaborare per cercare di rendere più efficace e, dobbiamo dirlo, meno faticoso
per i Soci più «vecchi», il carico degli impegni. Anche questa volta mi ripeto
volentieri riportando le parole già scritte gli anni scorsi: «Questo invito alla
partecipazione all'attività del Gruppo non vuole essere il solito moralistico
richiamo all'impegno, ma ha una motivazione didattica importante. La finalità
ultima della nostra attività è la crescita della conoscenza micologica, il che vuol
dire fare interessare ed appassionare soprattutto i nuovi Soci allo studio della
“Scienza dei Funghi”. Le Mostre sono occasioni speciali perché un “novizio”
che affianca un micologo vero (e nel Gruppo ne abbiamo, per fortuna, di molto
validi e di lunga esperienza) nell'organizzazione di una Mostra (dalla raccolta
dei funghi alla loro determinazione) ha opportunità più uniche che rare per
essere avviato lungo un percorso che ognuno, liberamente, potrà poi percorrere
per quanto e come vuole. Per questo, per ogni Mostra, sarà organizzata dal
Gruppo, normalmente il venerdì precedente, un'uscita di raccolta materiale con
guide esperte». Abbiamo definito, finora, l'organizzazione delle seguenti Mostre
nella nostra provincia:
20-21 sett. 2014: XXXIX Mostra Reggiana del Fungo in Via Roma presso la
manifestazione VIAROMAVIVA - Via Roma (in città)
27-28 sett. 2014: Mostra del Fungo presso la Manifestazione “Piante e
Animali Perduti” a Guastalla
28-29 sett. 2014:Mostra del Fungo a Praticello di Gattatico
4-5 ott 2014: Mostra del Fungo a Cerreto Laghi - Collagna nell’ambito della
manifestazione «Campionato mondiale del Fungo»
12 ott. 2014: XII Giornata Nazionale della Micologia (iniziativa da definire)
25-26 ott. 2014:Giornate micologiche – naturalistiche a Fola di Albinea con
Mostra conclusiva
8-9 nov. 2014:Mostra del Fungo presso la “Sagra del Tartufo” a Viano
Chiuderemo la nostra “campagna autunnale” domenica 16 nov. con la
tradizionale polentata a Regnano presso la casa del nostro Presidente: tutti sono
invitati e gli ospiti saranno tanto più graditi se contribuiranno con leccornie varie
per soddisfare i tanti golosi…
Potremo valutare, se ci saranno ulteriori richieste, la «fattibilità» caso per caso di
altre iniziative. Naturalmente sarà comunicata ai Soci ogni variazione di
programma. L'invito che rivolgiamo a tutti i Soci è, a questo punto, quasi
scontato: abbiamo bisogno del contributo di tutti e ognuno è libero di scegliere le
forme e le modalità del suo impegno.
Il Responsabile dell’Organizzazione delle Mostre
Luigi Cocchi
Strada dei Vini e dei Sapori Colline di Scandiano e Canossa: grazie per l'ottimo successo della
manifestazione a Cervarezza (17 agosto 2014)
Due immagini del nostro stand a Cervarezza. Le
foto sono dell’Arch. Giuliano Bianchini
(www.altamedia.net) che ringraziamo
Come dimostra il comunicato stampa riportato sotto, la partecipazione del Gruppo
«R. Franchi» alla manifestazione di Cervarezza ha avuto un ottimo gradimento di
pubblico. La Mostra di funghi, seppur in dimensioni ridotte, ha sollevato interesse
e stimolato curiosità e domande. Questi sono il nostro successo ed il nostro
obiettivo: parlare alla gente e diffondere sempre più le conoscenze sul mondo dei
funghi, la prevenzione dalle intossicazioni, la sensibilizzazione ed il rispetto
ambientale in particolare del bosco. Grazie ai soci Ulderico Bonazzi (Presidente
del Gruppo), Miriam Borgogni, Aldo Carpi con la moglie Mirka, Luigi Cocchi,
William Orlandini che hanno organizzato e gestito lo stand del Gruppo.
Domenica, il caratteristico centro di Cervarezza Terme si è animato di un folto pubblico che,
nell'arco di tutta la giornata, con curiosità e interesse, ha partecipato alla manifestazione “Sapori
e Profumi d'Appennino”, di cui sono stati protagonisti assoluti i prodotti tipici
dell'enogastronomia locale, dalle colline reggiane fino ai territori di Lunigiana. L'evento è stato
organizzato dalla Strada dei Vini e dei Sapori delle Colline di Scandiano e Canossa, in
collaborazione con il Comune di Busana, con la Strada del Vino dei Colli di Candia e Lunigiana,
con l'ente Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, con il Gruppo Micologico e
Naturalistico «R.Franchi» di Reggio Emilia (AMB), con la Confraternita dell'Aceto Balsamico
Tradizionale e con l'Associazione Culturale Gusto Sapiens. “Sapori e Profumi d'Appennino”
rappresenta un importante momento di conoscenza e valorizzazione degli elementi storici,
ambientali, culturali dei territori di produzione dei prodotti locali d'eccellenza. Grazie alle oltre 30
aziende presenti, alla cordialità, professionalità e disponibilità delle associazioni, delle guide
turistiche e degli animatori tutti, anche quest'anno la manifestazione ha ottenuto un ottimo
successo. Vista quindi la soddisfazione e i riscontri positivi dei visitatori, vogliamo porgervi i
nostri più sentiti ringraziamenti.
Il Presidente Luigi Benassi
Varie - pag. 2
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
Nella speranza che non si ripetano quest’anno i tragici episodi di avvelenamento da
funghi successi nell’autunno 2012 diamo le «ultime notizie» sull’argomento
La Provincia Pavese, 15/08/2014 - Rischio funghi, già 80 intossicati
Sono i casi registrati al Centro Anti Veleni (CAV)(*) della Maugeri in un mese e
mezzo, provenienti da tutta Italia. Due anche in provincia di Pavia (di Anna
Ghezzi).
PAVIA. Estate con pioggia da record, e i boschi si sono riempiti di funghi. Ottima
notizia per gli appassionati, ma con un effetto collaterale: è boom di
intossicazioni estive. Ottanta in un mese e mezzo, tra luglio e agosto, sono solo
quelle di cui si è occupato il Centro Anti veleni della Fondazione Maugeri di
Pavia, struttura di riferimento di livello nazionale. E mentre la Coldiretti prevede
un bilancio finale di 30 mila tonnellate di funghi, i tossicologi iniziano a fare la
conta degli avvelenamenti. Secondo i dati raccolti dell'Irccs fondazione Maugeri
di Pavia, in appena un mese e mezzo il dato sfiora le ottanta richieste di aiuto, che
spesso corrispondono a molte più persone, in quanto i funghi si mangiano in
famiglia o tra amici, e spesso per ogni chiamata di soccorso gli intossicati sono
più d'uno: soltanto in agosto, a 22 richieste di consulenza corrispondevano 55
pazienti intossicati. Più del doppio. Il bilancio? Il CAV pavese ha seguito 3
avvelenamenti accertati da amanita, famiglia di funghi tra i più insidiosi per gli
effetti che il composto alfa-amanitina produce soprattutto sul fegato, con
scompensi potenzialmente mortali. E delle 3 intossicazioni da amanita, una è
finita con il decesso del paziente, un uomo di Modena. Due intossicazioni, non
gravi, anche in provincia di Pavia, una a Pavia e l'altra a Varzi: avrebbero
mangiato principalmente funghi crudi, porcini, in gran quantità. Quantità che
possono determinare sintomi gastroenterici anche di una certa rilevanza.
«Ottanta casi in un mese e mezzo sono molti. – spiega il professor Carlo
Locatelli, responsabile del CAV di Pavia – Nel nostro laboratorio abbiamo fatto i
test relativi ai pazienti intossicati da amanita. Il paziente deceduto a Modena
tuttavia era arrivato tardivamente in ospedale». Proprio per evitare questo
pericolo gli esperti del centro avvertono: «Meglio evitare l'automedicazione –
dice Locatelli – perché facendo diminuire i sintomi dell'intossicazione può
indurre a ritardare l'arrivo in pronto soccorso e le possibilità di intervenire in
tempo». I primi segnali dell'intossicazione emergono anche 12-24 ore dopo il
consumo dei funghi, essere tempestivi è fondamentale per evitare i danni agli
organi: in particolari danni epatici, con le transaminasi che si innalzano, ma
anche danni renali. La proteina tossica, contenuta nei funghi, aggredisce le
cellule ed è molto resistente. I primi sintomi a comparire sono nausea, vomito,
dissenteria, a volte febbre alta. Il pericolo è quello della disidratazione. Ma il
trascorrere del tempo non gioca a favore della prognosi. Una sottovalutazione del
problema può condurre a esiti infausti, alla necrosi del fegato e persino alla
(*)I dati sono confermati dal CAV dell’Ospedale Niguarda-Cà Granda di Milano
Gazzetta di Modena, 15/08/2014 - Mangia funghi velenosi, muore
79enne
Serramazzoni. Rolando Rubini si è sentito male sabato, è spirato nella notte tra
lunedì e martedì. Si tratterebbe di Amanita phalloides
SERRAMAZZONI. È morto dopo avere mangiato per errore funghi velenosi
scambiati per funghi commestibili. A perdere la vita è stato un 79enne di
Serramazzoni, Rolando Rubini. L'uomo si è sentito male sabato sera scorso ed è
stato portato all'ospedale di Pavullo. Una volta qui, i sanitari hanno saputo dai
familiari che Rubini aveva mangiato funghi e hanno inviato i campioni al
laboratorio specializzato a Parma; quando sono arrivati gli esiti positivi per
avvelenamento, il 79enne è stato subito trasferito al Policlinico di Modena nel
reparto di terapia intensiva. Ma purtroppo le sue condizioni sono andate
peggiorando ed è sopraggiunta la morte nella notte tra lunedì e martedi. Nella
giornata di mercoledì è stato celebrato il funerale nella chiesa di San Dalmazio
con tantissime persone per l'ultimo saluto. Pare che ad
(continua a pag. 5)
Intossicazione da funghi: in 19 finiscono all'ospedale. Mandò:
“Evento senza precedenti” (di Claudia Failli)
Sono in tutto 19 le persone intossicate dopo aver ingerito un chilo circa di funghi.
E' quanto successo la scorsa notte all'interno di un agriturismo di Pieve Santo
Stefano. Un episodio senza precedenti per la provincia di Arezzo che ha messo a
dura prova l'organizzazione del 118. “Un grande lavoro di squadra – spiega
Massimo Mandò, Direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza della Asl 8 –
abbiamo risposto a questa emergenza nel migliore dei modi senza alcun
sovraccarico per la centrale operativa e, soprattutto, senza lasciare il territorio
senza copertura per le emergenze. In questo senso dobbiamo ringraziare i tanti
volontari delle varie associazioni di volontariato che stanotte ci sono stati vicini
e ci hanno dato manforte”. Una lunga notte di lavoro durante la quale sono stati in
tutto dieci le ambulanze impiegate nei soccorsi. “Abbiamo avuto la possibilità di
utilizzare anche un pulmino – spiega Saverio Dragoni, medico 118 Arezzo – vista
la quantità di persone interessate dall'evento è stato utile potersi avvalere anche
di questo mezzo per i trasporti. Inoltre, per evitare di gravare troppo su un'unica
struttura, abbiamo deciso di smistare le persone intossicate nei pronto soccorso
dell'ospedale San Donato, Sansepolcro, Fratta e Bibbiena”. Ma veniamo ai fatti.
Alle 23,30 circa di ieri sera è arriva la richiesta di soccorso direttamente alla
centrale 118 di Arezzo. Diciannove persone, tra i 13 e i 67 anni, hanno accusato
un forte malore qualche ora dopo aver terminato una cena a base di tagliatelle ai
funghi. A partire per prima è stata un'ambulanza con medico a bordo. Giunti sul
(continua a pag. 5) posto i sanitari si sono ritrovati davanti ad un scenario particolarmente
SERVIZIO SANITARIO REGIONALE
EMILIA-ROMAGNA
Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia
Ispettorato Micologico dell’AUSL di R.E.
(continua a pag. 5)
Dal Bosco alla Tavola
Raccolta e Consumo di Funghi in Sicurezza
Sedi dell’Ispettorato Micologico in provincia
?
Reggio Emilia - Via Amendola, 2 - Tel 0522 335718
?
Castelnovo né Monti - Via Roma, 26 - Tel 0522 617341/2
?
Scandiano - Via Martiri della Libertà, 8 - Tel 0522 850389
IN CASO DI INTOSSICAZIONE DA FUNGHI
RIVOLGERSI AL PIÙ VICINO PRONTO
SOCCORSO O TELEFONARE AL 118 E
CONSEGNARE ALLA STRUTTURA
OSPEDALIERA I RESTI DELLA PULIZIA DEI
FUNGHI E GLI AVANZI DEL PASTO
Il riconoscimento funghi (senza certificazione)
avviene anche presso la sede del Gruppo Micologico
e Naturalistico «R. Franchi» (A.M.B.), Via
Amendola 2 (RE), tutti i lunedì sera dalle 21,00 alle
23,00 e durante le iniziative (Mostre, serate, ecc.)
organizzate dal Gruppo. Si raccomanda di portare,
per il riconoscimento, tutti i funghi raccolti e non
solo un «campione»
Immagine tratta da pubblicazioni dell’AUSL di Reggio Emilia
SONO APERTE PER L’ANNO 2014 LE ISCRIZIONI AL GRUPPO MICOLOGICO E NATURALISTICO
“R. FRANCHI” DI REGGIO EMILIA (ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA)
SE AMATE LA NATURA VENITE A CONOSCERLA CON NOI ATTRAVERSO LA MICOLOGIA
Micologia - pag. 3
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
UN FUNGO AL MESE
a cura di Ulderico Bonazzi
Russula olivacea (Schaeff.) Pers.
Cappello: 7-16 (20) inizialmente subgloboso, poi piano con depressione
centrale, sodo ma non duro. Cuticola opaca, asciutta, sottile, separabile per un
terzo, con caratteristiche screpolature che si intravedono lungo il bordo, colore
molto variabile dal verde al bruno-viola, grigio olivastro.
Imenio: lamelle smarginate o leggermente adnate leggermente arrotondate, a
volte forcate verso il gambo, unite da nervature sul fondo (anastomizzate), fitte,
poi spaziate, piuttosto larghe, lamellule spesso assenti, prima crema poi gialloocraceo.
Gambo: 0,5-11 x 1,8- 3,5 cm, cilindrico, leggermente arrotondato alla base,
rastremato all'apice, biancastro o con sfumature rosa tendente a macchiarsi di
fulvastro-ruggine alla base, glabro, duro, non molto pieno, poi farcito a
maturità, più o meno rugoloso.
Carne: da bianca a giallastra, sfumata di rosso sotto la cuticola, spessa,
compatta inizialmente poi flaccida, odore quasi nullo, sapore gradevole.
Microscopia: 8,5-11x 7,5-9,0 µm, spore subglobose o ovoidali, con aculei
isolati, non reticolate, ornamentazione amiloide.
Sporata: giallo ocra.
Habitat: boschi di faggio in estate-autunno.
Commestibilità: commestibile anche gradevole (dopo prolungata cottura).
Note:Russula alutacea, pure commestibile è molto simile, ma non è mai col
cappello rugoso e il gambo presenta sfumature rosate solo verso la base, il suo
habitat preferito è la quercia.
Nomi volgari e dialettali di Russula olivacea (Schaeff.) Pers. - Non esistono
nomi popolari riferiti alla specie, ma a «gruppi» di russule sulla base grossolana
dei colori della cuticola del cappello. R. olivacea potrebbe appartenere alle:
Russula olivacea (Schaeff.) Pers. - Foto di G. Bramini
Russule commestibili rosse e viola = Cumbetta: nome dialettale ligure;
Rusciolo: nome dialettale di Collepino di Spello (Perugia); Fungo rosso: nome
dialettale di Montefalco (Perugia); Paonazza: nome dialettale di Piegaro
(Perugia) e Papigno di Terni.
Russule commestibili viola = Morella: nome dialettale delle frazioni di Pàvana,
Castello di Sambuca, S. Pellegrino del comune di Sambuca Pistoiese.
RUBRICA “ FUNGHI - METALLI - RADIOATTIVITA’ ”
a cura di Luigi Cocchi & Luciano Vescovi
Scheda 59: Russula olivacea (Schaeff.) Pers.
E' importante conoscere bene questa specie, che è considerata
commestibile ma lo è solo da cotta: infatti mangiata cruda o poco cotta
può creare un'intossicazione che non è pericolosa per la vita ma è
comunque molto fastidiosa. Qualche anno fa capitò, proprio nella nostra
provincia, un episodio di intossicazione collettiva provocata dal
consumo di cappelli carnosi (caratteristica di questa specie) cucinati alla
griglia: questa è una pratica molto insidiosa con i funghi perché la griglia
“strina” in superficie ma non cuoce bene all'interno dove eventuali
tossine termolabili possono permanere. Presentiamo, come al solito, le
seguenti tabelle:
?
Tab. 1: Dati per tutti i campioni (10301 camp.)
?
Tab. 2: Dati Genere Russula (658 camp.)
?
Tab. 3: Dati Russula olivacea (14 camp.)
Per quanto riguarda i metalli pesanti tradizionalmente oggetto delle
nostre considerazioni, cadmio (Cd), piombo (Pb) e mercurio (Hg) il
confronto fra le colonne grigie intitolate “Med” (mediana dei valori) delle
Tab. 1 e 3, mostra che questa specie, per questo aspetto, non presenta
problemi. Ricordiamo che, dal punto di vista legislativo, i riferimenti
sono i “tenori massimi”, negli alimenti del commercio, di questi metalli
pesanti stabiliti dalla regolamentazione comunitaria. Il Reg. (CE) N.
466/2001, che stabiliva i tenori massimi di Cd e Pb (rispettivamente 0,2 e
0,3 mg/kg di sostanza fresca) solo per i funghi coltivati, è stato abolito e
superato dal Reg. N. 629/2008 che ha rivisto tali tenori massimi
introducendo, per Cd, limiti anche per i funghi selvatici. Per Pb non è
cambiato nulla (viene mantenuto il limite di 0,3 mg/kg di sostanza fresca
per i funghi coltivati e non viene posto nessun limite per i funghi selvatici)
mentre per Cd viene abbassato il limite a 0,05 per i funghi coltivati (ad
eccezione di Agaricus bisporus, Pleurotus ostreatus e Lentinus edodes
per i quali viene mantenuto il limite di 0,2) e viene introdotto il limite di 1
mg/kg di sostanza fresca per i funghi selvatici. Anche per mercurio (Hg)
non cambia nulla (non vengono stabiliti limiti né per i funghi coltivati né
per i selvatici). Ricordiamo che l'unità di misura dei valori delle nostre
tabelle è milligrammo per chilogrammo di sostanza secca, in sigla mg/kg
s.s.: perciò, per potere confrontare i dati delle tabelle con i limiti della CE,
bisogna moltiplicare tali limiti per dieci contenendo i funghi,
mediamente, il 90% d'acqua. Facendo riferimento al nostro ”fungo di
riferimento” (Tab. 1, colonna grigia intitolata Med) questa specie si
caratterizza per avere concentrazioni di elementi chimici in generale con
valori più bassi, ma non di molto. Anche per questa specie sono
interessanti i valori di fosforo (P), magnesio (Mg), potassio (K) , zinco
(Zn) e zolfo (S) per i relativamente bassi valori delle deviazioni standard:
ancora una volta abbiamo la conferma che questa considerazione ha
valore generale, come ripetiamo da tempo, in quanto riteniamo tali
elementi fisiologici per tutti i funghi.
Conclusioni
Per gli aspetti che noi studiamo questa specie può essere considerata
pulita. Sottolineiamo che tale specie va consumata solo ben cotta (non
alla griglia o ai ferri). Ricordiamo comunque che in generale tutti i funghi
non sono mai da considerare “alimento” e vanno quindi consumati con
parsimonia. Un ulteriore consiglio è quello di non consumare funghi
crudi perché, oltre al caso qui considerato (ci sono molte altre specie che
contengono tossine termolabili), il consumo di funghi crudi può più
facilmente provocare fenomeni di intolleranza. Comunque sia noi
consideriamo sempre la commestibilità dei funghi ben cotti.
Per motivi di spazio rimandiamo alla Bibliografia presentata nei
numeri precedenti de «Il Fungo».
(continua a pag. 7)
Il Volume, pubblicato nel 2010, é scaricabile dal sito della CE al link
http://eusoils.jrc.ec.europa.eu/ESDB_Archive/eusoils_docs/doc_other.html
Varie - pag. 4
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
I rifiuti sommergeranno il mondo?
I BOSCHI DETURPATI
«Tanti anni fa, la gente, prima di entrare nel bosco a cercare i funghi, si toglieva il cappello, si inginocchiava e recitava una
preghiera. Oggi i boschi vengono deturpati dall'uomo, gli alberi intristiscono e muoiono prima del tempo.»
(R. Battaglia - 1999: La capanna incantata. Collana SuperBUR. Bibilioteca Univ. Rizzoli)
di Luciano Ponzoni & Stefano Balestreri (*)
I boschi deturpati! A nessuno è stata risparmiata la scena di un sacco per questo i nostri boschi soffrono. Un tempo l'uomo si occupava dei boschi
dell'immondizia, di un materasso, di un lavandino, di un mobile, di un perché da lì traeva frutti e materiali per il proprio vivere quotidiano. Per
ammasso di macerie, di una latta di tempera o di vernice scaricati ai margini ottenere il massimo dei benefici, li frequentava spesso, ne seguiva la crescita
del bosco o al suo interno, lungo il viottolo solitamente percorso dai trattori, e interveniva nei tempi e nei modi più appropriati. Oggi non più o almeno non
dove è più facile liberarsi dei propri rifiuti senza essere scoperti. Ma il rifiuto più con le stesse attenzioni, le stesse premure, la stessa perizia. Chi entra nel
è lì e ci rimane, effetto di un atto scriteriato compiuto da individui che hanno bosco per trarne un vantaggio economico, lo sfrutta per quello che esso può
come unico scopo quello di allontanare da casa propria ciò che non serve più. dare al momento, senza preoccuparsi se il suo modo di agire può
Egoisti e senza un briciolo di coscienza! Sì, perché i servizi di raccolta e di compromettere in tutto o in parte le sue caratteristiche fondamentali, il suo
smaltimento dei rifiuti che le Amministrazioni comunali offrono oggi al futuro. È lo scempio dell'ambiente naturale che l'uomo moderno mette in atto
cittadino sono, anche se non dappertutto, abbastanza ben organizzati che solo con una superficialità e una bramosia che certo non gli fanno onore. Da
persone di quel tipo si permettono di compiere simili gesti. E il danno questa superficialità e da questa bramosia non sono esenti certi cercatori di
provocato non è di poco conto. Innanzi tutto il bosco cambia aspetto: funghi che entrano nel bosco senza pensare all'equilibrio instabile su cui si
l'oggetto estraneo non è mai in sintonia con ciò che lo circonda, spesso guasta regge quest'ambiente tanto ricco e complesso. C'è modo e modo di cercare e
notevolmente la bellezza dell'ambiente naturale, è un pugno nell'occhio. Ma raccogliere i frutti che il bosco ci elargisce gratuitamente. Se non siamo
il danno maggiore sta nella difficoltà che ha il bosco a “digerire” questi corpi attenti a rispettarlo, c’è il serio pericolo che la sua offerta ad un certo punto si
estranei: alcuni sono talmente nocivi che gli procurano subito piccole, ma possa esaurire. Una piccola parte di bosco muore.
significative lesioni permanenti; altri sono tanto indigesti che richiedono
*** *** ***
decine, se non centinaia di anni per essere assimilati, quando la mano (*) Stefano Balestreri è il curatore dell’ottimo sito web
provvida dell'uomo coscienzioso non interviene a prelevarli e a destinarli www.appuntidimicologia.com che consigliamo di visitare a tutti gli
altrove. Un gesto inconsulto, un ambiente imbruttito e guastato. Ma non solo appassionati, in particolare ai «principianti».
Tempi di degradamento «spontaneo»:
ö
Scarti di cucina, vegetali: poche settimane - alcuni
mesi
ö
Carta - Cartone: alcuni mesi
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Sigaretta con filtro: 2 anni
ö
Gomma da masticare: 5 anni
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Lattina d’allumino: 20 - 100 anni
ö
Oggetti di plastica: 100 - 1000 anni
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Pannoloni: 450 anni
ö
Carta telefonica: 1000 anni
ö
Bottiglia di vetro: 4000 anni
In questa immagine (foto di L. Cocchi) si vede il cumulo di rifiuti che furono
raccolti (siamo attorno al 1990) nei boschi di Marola (comune di Carpineti)
in una delle numerose iniziative della campagna «Bosco Pulito» allora
promossa dal Gruppo Franchi. Purtroppo i mass media diedero poco spazio a
tali iniziative che, poi, furono prese, con ben altra risonanza mediatica, da
altre Associazioni come, per es., Lega Ambiente. Ovviamente la cosa ci ha
fatto piacere e auspichiamo che tali azioni collettive di «pulizia»
dell’ambiente siano prese dal maggior numero possibile di Associazioni,
Gruppi Micologici, ecc. In casi come questi non ha senso rivendicare
«paternità»!!! A noi resta la soddisfazione di essere stati precursori di tali
iniziative e tra i primi a denunciare la deturpazione dell’ambiente naturale
provocata dall’abbandono irresponsabile dei rifiuti. Per quanto ci riguarda il
nostro auspicio è che il Gruppo ritrovi le forze per riprendere l’attività di
sensibilizzazione e di raccolta dei rifiuti abbandonati dai troppi maleducati
che frequentato i boschi. Nella tabella riportata sopra (elaborata dal CAI)
vengono indicati i tempi di «autodistruzione naturale» di alcuni fra i più
frequenti rifiuti che vengono stupidamente lasciati nei boschi.
MORTE - DECOMPOSIZIONE - RINASCITA
Un ceppo marcescente è una piccola ma affascinante società a sè stante, che mette chiaramente in
luce i processi della successione ecologica, cioè un gruppo di specie succede ad un altro gruppo e,
così via, finché non viene raggiunto un termine stabilizzato e stabile (in questo caso, il ritorno al
suolo dei «butterati» resti del tronco). Un esperto naturalista può dire da quanto tempo è morto un
ceppo osservando le particolari specie che già vi si trovano.
Ceppo appena caduto: gli «amanti dell’umidità», come lumache e porcellini di terra, sono tra i
primi a trovarvi rifugio, nutrendosi di notte sui circostanti vegetali putridi. Sono poi seguiti dai
centopiedi e dai ragni carnivori. La vorace disdera uccide poi i porcellini di terra con le sue forti
mandibole.
L’anno dopo: appena riconoscibile, il ceppo è ora profondamente segnato dai fori di vari coleotteri
e ricoperto di muschi e funghi. Frattanto le cimici dei boschi schiacciano i loro piatti corpi sotto la
scorza scagliosa degli alberi, la larva della criocera si alimenta con il legno putrescente, mentre
l’insetto adulto si nutre di nettare.
Ancora un anno dopo: il ceppo è ora crivellato dalle gallerie praticate da insetti trivellatori, le cui
larve sono ricercate dai picchi. Le mutille sono vespe che depongono le uova entro i nidi delle vespe
del legno. Gli sfecidi frattanto riempiono i loro nidi di mosche e zanzare. Le larve del cervo volante
impiegano anni per svilupparsi in adulto
Morale della Storia Naturale: La Natura non produce rifiuti. Una sostanza di «scarto» di un
essere vivente è sempre risorsa per un altro essere vivente. L’uomo ha ancora molto da imparare.
Varie - pag. 5
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
(continua da pag. 2)
Rischio Funghi, già 80 intossicati
morte. L'anno scorso, a novembre, in una sola settimana erano state più di dieci le
vittime di intossicazione curate e ricoverate al pronto soccorso del San Matteo.
Due di loro erano finite in Rianimazione, sotto stretta osservazione. A Gerenzago
aveva accusato malori di diversa intensità un'intera famiglia: sette persone che
avevano cucinato dei funghi, forse della famiglia dell'Armillaria Mellea, raccolti
nel giardino della loro abitazione. Tra questi si nascondeva probabilmente un
esemplare non commestibile.
(continua da pag. 2)
Mangia funghi velenosi, muore 79enne
avvelenare Rubini siano stati alcuni esemplari di Amanita phalloides, che,
secondo gli esperti, in alcuni stati vegetativi assomiglierebbe a funghi
commestibili inducendo pare in errore più facilmente. Stando ad una prima
ricostruzione, pare che lo stesso Rubini avesse raccolto i funghi che poi ha
cucinato e mangiato. La moglie ha preferito quella sera non mangiarne e il resto
della famiglia non c'era; quindi solo il 79enne ha consumato il cibo avvelenato
con conseguente immediato ricovero all'ospedale. Rubini ha lasciato la moglie
Francesco, i figli, la sorella, i nipoti e i tanti amici e conoscenti che mercoledì gli
hanno reso omaggio per l'ultima volta. L'Azienda Usl ricorda che prima di
mangiare funghi spontanei raccolti nel sottobosco o nei prati in pianura è sempre
opportuno verificarne la commestibilità presso uno dei centri dell'Ispettorato
Micologico del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Azienda Usl. I
controlli sono gratuiti. Per il controllo dei funghi non è necessaria la
prenotazione ed è possibile contattare l'Ispettorato Micologico in caso di bisogno
anche al di fuori degli orari prestabiliti. Il servizio è rivolto anche ai
commercianti e ristoratori. Informazioni: [email protected] È possibile
consultare orari e sedi dei punti di controllo dell'Ispettorato micologico sul sito
web www.ausl.mo.it/funghi
(continua da pag. 2)
Intossicazioni da funghi: in 19 finiscono all’ospedale
complicato. Dieci adulti e tre bambini lamentavano un fortissimo senso di nausea
e disturbi gastro intestinali evidenti. Dopo aver compreso che il malore era dovuto
all'ingerimento di un chilo circa di funghi si è messa in moto tutta la macchina
dell'emergenza. Sul posto è arrivata anche l'esperta in micologia Daniela Donati
che, grazie all'aiuto del collega Bruno Tredici è riuscita a comprendere quale
specie di fungo avessero ingerito. “Sospettiamo che si tratti di Boletus satanas –
spiega la dottoressa Donati – Lo abbiamo dedotto dopo aver parlato con la
signora che ha raccolto il fungo la quale ha riconosciuto la foto dell'esemplare sul
libro che avevo portato con me. Si tratta di una specie molto simile al porcino e
che, ad un primo sguardo può ingannare i raccoglitori inesperti. Fortunatamente
non si tratta di un fungo con tossicità letale. La raccomandazione è comunque di
evitare di somministrare funghi a persone affette da varie patologie e a bambini”.
Gli intossicati sono cittadini di nazionalità italiana, tedesca e svizzera. Tutti hanno
ricevuto lo stesso identico trattamento terapeutico. La maggior parte di loro è stata
dimessa fatta eccezione per due ragazzini e tre adulti che sono attualmente
ricoverati ad Arezzo e alla Fratta in osservazione. “Abbiamo collaborato come
meglio possibile – commenta il dr. Antonio Sallese – vogliamo cogliere questa
occasione per ricordare a tutti che la Asl 8 mette a disposizione un puntuale
servizio di analisi dei funghi raccolti. Invitiamo tutti coloro che non sono certi
della specie a fare visita ai nostri micologi. Solo in questo modo possiamo riuscire
a prevenire eventi di questa portata”.
L’opuscololo del Ministero della Salute
«I Funghi: Guida alla Prevenzione delle
Intossicazioni» (a cura della Dr.ssa Francesca Assisi,
Dirigente Medico del Centro AntiVeleni - CAV dell’Ospedale Niguarda - Cà Granda di Milano) è
scaricabile, in formato pdf, al link:
www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_149_alle
gato.pdf
Si ricorda a tutti i Soci e a tutti gli amici
appassionati amanti della Natura che la sede
del Gruppo (Via Amendola, 2 - RE) è aperta
tutti i Lunedì sera (dalle 21,00 alle 23,00 eccetto i periodi festivi) per il controllo dei
funghi raccolti e per approfondire la La soluzione del Rebus (5 11 - A. Paveto) pubblicato nel
numero precedente del «FUNGO» è:
conoscenza della Micologia e della Botanica
F atto in C R edibile = Fatto incredibile
Siti WEB Gruppo «Franchi»: http://space.comune.re.it/micologico/index.htm
http://it-it.facebook.com/profile.php?id=100000945364455
Sito WEB AMB : www.ambbresadola.org
Varie - pag. 6
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
F U N G H I M I S T I
Questa non vuole essere una rubrica vera e propria con una rigorosa periodicità e a tema fisso, ma una sorta di libero
spazio dove scrivere curiosità, stranezze, informazioni particolari sul mondo dei funghi e dintorni. Mi capita spesso,
infatti, navigando nel WEB e leggendo libri, riviste e pubblicazioni diverse (soprattutto in riferimento al lavoro di
ricerca nel quale sono impegnato) di incappare in notizie strane e curiose, a volte di interesse scientifico, altre volte
solo note di colore e folklore, ogni tanto vere e proprie superstizioni legate ad usanze e credenze di popoli anche molto
lontani, nel tempo e nello spazio, da noi. Ho allora pensato che potrebbe essere gradevole, utile e divertente, per i
nostri lettori, ritrovare su “Il Fungo” tali notizie. Naturalmente sarebbe anche simpatico se ogni lettore, a sua volta,
mi comunicasse notizie strane sul mondo dei funghi trovate durante le sue letture o sentite raccontare, in modo da
portarle a conoscenza di tutti. In questa puntata pubblichiamo due notizie: la 1° è tratta dal sito www.meteoweb.eu; la 2° dalle
«Newsletters» di «Le Scienze» del 3 luglio 2014.
Perché alcuni funghi sono velenosi e altri no?
Giovedì 14 agosto 2014 - Perché in natura esistono funghi nocivi? Ce lo
spiega in un interessantissimo articolo Anna Maria Carchidi
dell'Almanacco del CNR, col contributo di Antonio Moretti,
dell'Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (Ispa) del Cnr di Bari.
«Le micotossine, sostanze tossiche per uomo e animali, sono un prodotto
del metabolismo secondario e, quindi, al contrario dei prodotti del
metabolismo primario (proteine, zuccheri, grassi, etc.), non sono
essenziali per la crescita e lo sviluppo dei funghi» spiega l'esperto.
«Alcune di esse, in particolare quelle prodotte dai funghi macroscopici
quali Amanita phalloides e Amanita virosa, sono responsabili dei più
frequenti avvelenamenti mortali da funghi nell'uomo I livelli di tossicità
presenti possono provocare da un lieve problema digestivo o allergico,
ad allucinazioni, fino a gravi danni di organi (spesso il fegato)». «I funghi
non vivono isolati, ma interagiscono da sempre con l'ambiente
circostante in cui esiste una quantità innumerevole di altri organismi
vitali (altri funghi microscopici, batteri, insetti, acari, e animali di
piccola e grande taglia etc.) potenzialmente interessati a nutrirsi dei
succosi carpofori fungini, cioè dell'insieme del gambo e del cappello»
continua il ricercatore. «La produzione di tali tossine, dunque, potrebbe
essere stato uno strumento con cui i funghi si sono difesi dalle minacce
dell'ambiente in cui crescono e con il quale, dunque, tengono lontani i
predatori». Ma anche l'evoluzione entra in gioco. «Serve a spiegare per
quale ragione i funghi commestibili come Agaricus campestris (il
Prataiolo) non possiedono alcuna arma pericolosa» precisa Moretti. «In
origine esisteva un solo fungo progenitore che poteva possedere o meno
queste armi letali. Con la differenziazione delle varie specie, alcune di
esse a causa dell'ambiente in cui si sono sviluppate sono diventate
velenose, dotandosi, attraverso mutazioni, del patrimonio genetico
necessario a produrre le micotossine» conclude Moretti. «Le specie eduli
invece non si sono mai dotate di queste 'armi'. Oppure, durante la loro
storia evolutiva, potrebbero avere deciso di perdere la capacità di
produrre sostanze velenose perché troppo dispendioso rispetto ai
vantaggi che ne potevano derivare”.
I funghi magici e l'espansione della mente
La psilocibina, principale principio attivo di alcuni funghi allucinogeni,
blocca la sincronizzazione fra le aree di pensiero superiori, ma potenza
l'attività e la sincronizzazione delle regioni più arcaiche del cervello,
quelle che presiedono all'emotività, in modo molto simile a quello che si
osserva quando si sogna. L'attivazione contemporanea di un eccesso di
circuiti che creano percorsi di pensiero insoliti può spiegare la
descrizione dell'esperienza psichedelica come espansione della mente
(red)
Gli effetti allucinogeni della psilocibina, il principio attivo dei “funghi
magici”, ovvero funghi con sostanze psicoattive, sono legati a un
potenziamento dell'attività nelle parti evolutivamente più antiche del
cervello, come l'ippocampo e il giro del cingolo anteriore, fortemente
legate alla modalità emotiva di pensare, e a una contemporanea
disorganizzazione delle aree che presiedono al pensiero di alto livello.
Ma non solo: oltre a questo schema di attività che ricorda molto quello
che si osserva durante il sogno, le diverse aree cerebrali entrano in
comunicazione fra loro lungo percorsi che normalmente non vengono
attivati, o quanto meno non vengono attivati tutti nello stesso momento.
Una circostanza, questa, che potrebbe dar conto della descrizione
dell'esperienza psichedelica come di una “espansione della mente”. La
scoperta - pubblicata su “Human Brain Mapping” - è opera di un gruppo
di neuroscienziato della Goethe-Universität di Francoforte, dell'Imperial
College di Londra e dell'argentino Consejo Nacional de Investigaciones
Cientificas y Tecnologicas. “Conoscere i meccanismi alla base di quello
che accade sotto l'effetto di droghe psichedeliche può anche aiutare a
capire i loro possibili usi. Attualmente stiamo studiando l'effetto dell'LSD
sul pensiero creativo e la possibilità che la psilocibina possa essere
d'aiuto nell'alleviare i sintomi della depressione, consentendo ai pazienti
di cambiare i loro modelli rigidamente pessimistici di pensiero. Tentativi
di sfruttare le sostanze psichedeliche a fini terapeutici erano stati
effettuati già negli anni cinquanta e sessanta, ma ora stiamo finalmente
cominciando a capire la loro azione sul cervello e come eventualmente
farne un buon uso”, osserva Robin Carhart-Harris, uno degli autori. Per
chiarire le basi biologiche dell'esperienza con le sostanze psichedeliche, i
ricercatori hanno analizzato i dati di imaging cerebrale di 15 volontari ai
quali è stata iniettata per via endovenosa la psilocibina mentre erano
sottoposti a risonanza magnetica funzionale (fMRI). Dai dati raccolti
sembra che una delle principali azioni della psilocibina, come
verosimilmente di altre sostanze allucinogene, sia di far “saltare” la
sincronizzazione generale fra le attività delle diverse aree cerebrali
superiori. Al contrario, diverse aree sottocorticali legate all'emotività e
alla memoria mostravano di lavorare in modo più sincronizzato e più
intenso. Successivamente i ricercatori hanno analizzato i dati
modellandoli come un sistema dinamico, calcolandone l'entropia, una
misura che permette di quantificare il livello di casualità nell'evoluzione
di un sistema. In questo modo hanno rilevato che nel sottosistema
costituito dalla parte più primitiva del cervello si verificava un notevole
incremento dell'entropia, interpretabile come un aumento del numero di
tipi di attività possibili sotto l'influenza della psilocibina. Per esempio, in
uno stato di coscienza normale i diversi circuiti che collegano il giro del
cingolo dell'emisfero sinistro e di quello destro, l'ippocampo sinistro e
quello destro, si possono attivare in rapida successione, ma non in
contemporanea, cosa che invece avviene sotto lo stimolo della
psilocibina. Precedenti ricerche hanno tra l'altro suggerito che ci sia un
numero ottimale di reti dinamiche contemporaneamente attive nel
cervello, che permette di ottimizzare l'equilibrio tra la stabilità e la
flessibilità della coscienza, un requisito importante dal punto di vista
evolutivo. Se il numero di questi circuiti supera quel punto critico
ottimale, osservano gli autori, la mente passa a operare come un sistema
dinamico sempre più caotico, con l'apertura di “percorsi di pensiero”
imprevedibili e potenzialmente pericolosi.
A cura di Luigi Cocchi; e-mail: [email protected]
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Micologia - pag. 7
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
(continua da pag. 3)
Scheda 59: Russula olivacea
UNA RICETTA AL MESE
a cura di U. Bonazzi
Cous cous del Boscaiolo
da http://www.appuntidimicologia.com/2014/07/cous-cous-delboscaiolo.html (di Stefano Balestreri)
Ingredienti per 4 persone: 300 gr di cous cous; 4
piccoli porcini; 300 gr di Cantharellus cibarius; 2
Russula cyanoxantha; aglio, olio, sale, erbe e aromi
profumati qb;
Preparazione: pulite e lavate accuratamente i funghi e
affettateli a piacere. Preparate una padella con olio,
insaporite con uno spicchio d'aglio, che in seguito
toglierete, ed aggiungete i funghi. Fateli saltare a fuoco
vivace per qualche minuto, poi continuate la cottura per
15-20'salando a piacere. Nel frattempo preparate in una
comoda terrina il cous cous, come da indicazioni
riportate sulla confezione e conditeli con il preparato
fungino.
AGEVOLAZIONI PER I SOCI
In seguito ad accordi con il nostro Gruppo verranno concessi
sconti a tutti i soci A.M.B. in regola con il pagamento della quota
sociale annuale da:
?
BAR LOCANDA Tini - Ospitaletto di Ligonchio (RE) - Tel
0522 899138; Fax 0522 899639
Eventuali altre ditte disponibili ad agevolazioni per i soci
A.M.B. sono reperibili sul nostro sito web alla pagina
http://space.comune.re.it/micologico/AGEVOLAZIONI.htm
TESSERAMENTO 2014
Le quote sociali 2014 sono: Soci € 30,00 (+ € 4,00 per
spese postali per i residenti all’estero); Familiari € 1,60;
Soci sostenitori oltre € 30,00. Il versamento della quota
potrà essere fatto direttamente in sede o sul C.C.P. N°
10550424 intestato a "Il Fungo” o sul C.C.B. N.
000100232113 intestato a Gruppo Micologico “R.
Franchi”, Unicredit Banca S.p.A., Agenzia 5 Reggio
Emilia - Via Gandhi, 4 - 42123 R.E.
Codice IBAN: IT 38 J 02008 12813 000100232113.
I Gruppi, gli Enti, le Associazioni interessati a ricevere
regolarmente "Il Fungo" dovranno versare € 8,00 per
rimborso spese postali. I soci di altri Gruppi A.M.B.
potranno, in base allo statuto, divenire anche nostri
soci, ricevendo in tal modo regolarmente sia “IL
FUNGO” che “IL FUNGO REGGIANO”, versando la
quota di € 15,00 (per i residenti all’estero vanno aggiunti
€ 7,00 per spese postali)
E’ on line il Sito WEB dell’Ufficio Turistico della Provincia di RE «www.funghieturismo.it». Il
Gruppo «Franchi» collabora con l’invio di materiale didattitico-scientifico e iconografico sul Regno
dei Funghi e cura una piccola Rubrica settimanale sulla situazione della presenza dei funghi sul
territorio provinciale. Tutti i Soci sono invitati a visitare il Sito ed a diffonderne la conoscenza.
A. Montecchi e M. Sarasini
si sono formati all'interno
dell'A.M.B. La simbiosi tra
due personalità molto
diverse ha fatto nascere
un’opera di livello
assoluto.
Prezzi di cessione:
Soci A.M.B.: € 70
Non Soci : € 95
(+ spese di spedizione)
La Redazione invita i lettori a
contribuire a “IL FUNGO” con
articoli, idee, materiale vario. E’
preferibile che tali contributi ci
pervengano su supporto
elettronico o per e-mail entro il
mese precedente la pubblicazione
(giugno, settembre, dicembre).
Sono comunque graditi anche
contributi in altri formati: in
questo caso contattare il numero
348 3125968
e-mail: [email protected]
Il volume (528 pag.)
rilegato contiene 290
fotocolor e 343
micrografie degli autori
(H. Ladurner & G.
Simonini), 21 tavole a
colori di E. Rebaudengo
e di F. Boccardo. Chiavi
di determinazione in
inglese, italiano, francese
e tedesco.
Prezzo: € 56,00
Micologia/Varie - pag. 8
IL FUNGO n. 2 - settembre 2014
I FUNGHI DELLA CALIFORNIA
(traduzione e commenti di U. Bonazzi)
Diversi funghi, creduti per lungo tempo esclusivi di altri continenti, in seguito sono stati reperiti anche in Europa ed anche nella nostra
provincia: questa rubrica continua a presentare funghi reperibili in Nord America e fino ad oggi non segnalati nelle nostre zone, nella
speranza che qualche amico possa smentire questa affermazione, documentandone la presenza.
Clitocybe albirhiza Bigelow & Smith
Cappello: 2,0-9,0 cm di larghezza, convesso che tende a divenire da
pianeggiante a piano, a volte depresso al centro o addirittura
infundibuliforme a completa maturità; margine involuto, poi devoluto,
con zone ondulate volgenti verso l'alto; la cuticola è igrofana, color
cannella-brunastro-marrone a tratti ricoperta con un colore biancastro a
volte distribuito in zonature; superficie della cuticola a maturità da più o
meno glabra a finemente screpolata, da alutacea a brunastra.
Lamelle: subdecorrenti, dentellate, fitte, color crema nel carpoforo
giovane fino a diventare decisamente marroni a maturazione, a volte
anastomizzate con intercalate tre o quattro serie di lamellule.
Gambo: 2,0-6,0 x 0,5-1,2 cm, più o meno cilindrico, cartilagineo, cavo,
non fragile; nel carpoforo giovane il gambo si presenta pruinoso bianco
su uno fondo alutaceo-brunastro, a volte con fibrille appressate; presenta
alla base un cospicuo ciuffo bianco di ife rizomorfe; il velo parziale è
assente.
Carne: spessore della carne del cappello sottile, 1,0-2,0 mm, morbida,
pallida, immutabile; odore, indistinto; sapore leggermente amaro
Clitocybe albirhiza Bigelow & Smith
astringente. delicato
(Foto di Michael Wood)
Spore: 5,0-6,0 x 2,5-3,5 µm, ellittiche, lisce, a parete sottile, non cappello colore biancastro, si presenta però grigio-argenteo da giovane,
non zonato, e il gambo ha micelio bianco ma non rizomorfe alla base.
amiloidi.
Altre
Clitocybe fruttificano in primavera in montagna: Clitocybe
Sporata: bianca.
squamulosa
e Clitocybe inversa. Clitocybe squamulosa si distingue per
Habitat: carpofori sparsi a ciuffi in boschi di conifere montane;
una colorazione dal rosato-bruno all’arancio-marrone, il cappello
fruttificazione poco dopo scioglimento delle nevi.
imbutiforme, squamoso al centro e fibrilloso al margine, mentre
Commestibilità: commestibile, di buon sapore ma con poca Clitocybe inversa presenta un colore rosato-bruno più o meno glabro e il
consistenza.
cappello imbutiforme.
Commenti: Clitocybe albirhiza è igrofana, color cannella-bronastro- Bibliografia:
marrone a tratti ricoperto con un colore biancastro a volte distribuito in Gregory, D. - 2007: The genus Clitocybe of California. Masters
zonature e rizomorfe bianche cospicue alla base del gambo. La sua simile Thesis. San Francisco State University.
ugualmente comune, Clitocybe glacialis, è più robusta, ma ha pure un Bigelow H.E. - 1982: North American Species of Clitocybe. Part II.
Cramer.Vaduz, Liechtenstein.
Peck C.H. - 1897: New species of fungi, in Bull. Torrey Bot.
Club 24(3): 137-147.
FUNGHI MARA
Via Libertà, 63 - San Giorgio di Piano (BO)
Tel 051 892049 -WWW.FUNGHIMARA.IT
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