Copia di DomiNews_nr8

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M a r z o
N E W S L E T T E R
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1 — N u m e r o
A n n o
Domi News
Eravamo dei pulcini … ora siamo i 2001!
Il primo anno della categoria Esordienti, che per questa stagione vede impegnati i nati nel 2001, è un’altro di
quelli che normalmente vengono indicati come “di passaggio”. Fino alla stagione trascorsa questi ragazzi, ancora
pulcini, hanno giocato e si sono allenati in un modo decisamente diverso a quello cui sono stati rapidamente
abituati dai loro attuali mister.
Per approfondire questo tema, con l’obbiettivo dichiarato di passare alcuni messaggi direttamente ai ragazzi,
abbiamo chiesto a mister Cambiaghi, che con mister Lissoni compone il team di allenatori di questa categoria, di
raccontarci la sua esperienza con questi ragazzi. Qui di seguito riportiamo le sue considerazioni :
Luca : Il gruppo che stiamo seguendo è numeroso, 28 ragazzi di 12 anni con caratteristiche fisiche, caratteriali e
famigliari assai variegate. Proprio per questo motivo il nostro compito non si limita a formare l’atleta ma anche e
soprattutto quello che poi dovrà diventare un adolescente ed un uomo, cercando di trasmettere quei valori
indispensabili per la crescita di un ragazzo che in questa età inizia a confrontarsi con varie problematiche tipiche
della crescita sia fisica che mentale. In considerazione di questo, nei nostri allenamenti cerchiamo di essere
molto attenti sia alla parte tecnica, che a quella tattica, che all’aspetto comportamentale.
L’ideale assoluto sarebbe poter seguire tutti gli atleti in modo più personalizzato per migliorarne le caratteristiche di eccellenza e correggerne invece le debolezze, tuttavia, sia il tempo a disposizione che la dimensione del
gruppo, non ci consentono di perseguire meglio questo obiettivo; quei livelli di perfezione, con il conseguente
stress fisico e mentale nel ragazzo che indubbiamente ne sono la naturale conseguenza, sono pertinenza delle
sole società professionistiche. In ogni caso, tenere sotto controllo questo gruppo durante l’allenamento non è
impresa disperata: con Claudio (Lissoni) siamo in buona sintonia (nonostante sia di fede neroazzurra..), anche
se a volte ci capita di fare “la voce grossa” per riportare la truppa all’ordine. Cerchiamo di insegnare che concentrazione, grinta, determinazione ed impegno non devono mai mancare se si ha la volontà di crescere, sia nel
calcio che nella vita di tutti i giorni.
Una delle mie convinzioni è che nel calcio senza grinta non si raggiungono risultati: nei miei discorsi ai ragazzi in
allenamento e prima delle partite penso di essere una persona che “carica” in modo positivo, trasmettendo
grinta e la giusta dose di “cattiveria agonistica”.
Ragazzi, non è facile rincorrere un sogno e se, come è accaduto al sottoscritto alla vostra età, il sogno è di poter
diventare un giorno calciatore professionista e calcare i campi di squadre importanti, allora dovete crederci ed
impegnarvi con costanza, senza abbattervi alle prime difficoltà. Lottando sempre e cercando di prendere il
meglio da ogni istruttore ed allenatore che cambierete, senza mai crollare o demotivarsi se qualcuno di questi
magari non vi farà giocare molto, avendo però la sicurezza di aver dato sempre il massimo … e magari a volte di
più.
Luca Cambiaghi ha 44 anni, tifa Juventus, tre figli, il maggiore dei quali è parte della rosa degli Allievi 97 della
Dominante. Ha giocato a calcio da quando aveva 5 anni, cosa secondo lui obbligatoria avendo un padre che ha
giocato da professionista; dopo qualche anno è passato alla giovanili del Monza.
Di quel periodo scrive: “ho nutrito il sogno di poter calcare il grande calcio, ma poi come spesso succede non
tutte le cose vanno come si vorrebbe”; a 17 anni la sua carriera di calciatore lo porta verso altre società con le
quali, però, arriva fino a giocare nel campionato Interregionale per due stagioni. A 36 anni decide di provare a
mettere la sua esperienza al servizio dei giovani calciatori, iniziando ad allenare con l’Agrate Brianza per poi
passare ai Pulcini 97 del Monza. Dopo questa ed altre esperienze, coronate da alcune vittorie nei campionati
Pulcini ed Esordienti, entra a far parte dello staff tecnico de La Dominante. Oggi allena,in team con Claudio
Lissoni,gli Esordienti 2001.
Claudio Lissoni, 32 anni, è tifoso interista,
nessun figlio ma tante fidanzate ed ha
iniziato ad allenare in Pro Lissone con i
Pulcini e la Scuola Calcio. Ha fatto poi
esperienza presso la Fiamma Monza come
responsabile della Scuola Calcio, per poi
accasarsi al Vis Nova per due anni come
preparatore atletico della Juniores. Da tre
anni è parte dello staff tecnico della Domi,
come responsabile della Scuola Calcio ed in
aggiunta, da questa stagione, allena gli
Esordienti 2001, insieme a Luca Cambiaghi.
Luca Cambiaghi Claudio Lissoni
P a g . 1
La rosa ufficiale
In alto,da sin.:Sassi, Cairoli, Pacifico, Schiavo, Gentile, Zinna, Costa, Chiantini,
Cornettone, Briccola, Iannantuoni.
In mezzo,da sin.:mister Lissoni, Caredda, D’Apice, Rossi, Vescia, Patanè, mister
Cambiaghi, Ciocchetta, Recalcati, Peroni, Radaelli, Verdalay.
In basso,da sin.: Sadino, Oya, Baini, Gavioli, Vitale, Femia, Camisasca, Boccolini,
La Bollita, Paganelli.
Domi News
Roberto Baggio racconta il suo calcio ai giovani.
In occasione dello scorso Festival di Sanremo, Roberto Baggio ha avuto uno spazio che ha sfruttato per leggere a
tutti un suo testo, nel quale racconta di sé e attraverso quel racconto prova a far arrivare alcuni messaggi ai nostri giovani ragazzi. Chi sia Roberto Baggio e quale sia stata la sua carriera calcistica è noto a tutti; per i giovani
che non lo conoscono ricordiamo che, oltre ad aver vestito le maglie di Fiorentina, Juve, Inter, Milan e della
Nazionale, ha vinto il Pallone D’Oro nel 1993. La Dominante condivide in pieno i valori contenuti nel suo racconto
e per questo motivo lo riporta integralmente in questo numero di Domi News, affinchè possa essere ulteriormente divulgato. Ecco il testo : A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei figli. Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare.Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.
La prima è passione. Non c’e’ vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a
chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.
La seconda è gioia. Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco
di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. E’
proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi stà vivendo pienamente la propria vita.
La terza è coraggio. E’ fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è
sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.
La quarta è successo. Se seguite gioia e passione, allora si può
parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma
cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo
vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.
La quinta è sacrificio. Ho subito da giovane
incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito
a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo
della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per
questo gli anni che state vivendo sono così impotanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la
realtà. Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e
andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante
vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono
sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli
che danno sempre il massimo nella vita.
Ed è proprio questo che auguro a Voi ed ai miei figli.
Ciao Gianfranco!
Un saluto ad un amico della Domi
Qualche giorno fa ci ha lasciati il sig. Brusati. Le sue figlie hanno contattato Giorgio Fontana per informarlo che
uno degli ultimi desideri espressi dal loro papà era quello di portare con sé, nella sua ultima dimora, un gagliardetto della squadra che tante volte aveva seguito come semplice tifoso ed appassionato. Il suo desiderio è stato
prontamente accontentato. Questa inaspettata testimonianza di amicizia ha lasciato in noi una sensazione di
aver lasciato qualcosa di incompiuto, per non aver apprezzato appieno, quando ancora era fra di noi, la vicinanza
del sig. Brusati alla nostra Domi. “Sicuramente ti avremo ancora come tifoso, anche se da una diversa tribuna, a
tutte le partite della tua amata Domi”.
Ciao Gianfranco!
Di tutto un po’ … (news, curiosità, eventi)
Photo Community :
Per pubblicare sul sito de La Dominante le foto che avete fatto ai
vostri ragazzi, impegnati nelle imprese sportive, inviatele in allegato
ad una mail indirizzata a:
[email protected]
Indicando categoria, avversario e data.
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Roberto Baggio