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Venerdì 28.11.2014
IL COMMENTO
di Andrea Schianchi
23
IN EUROPA LEAGUE
ITALIA PADRONA
L’Inter sceglie un modo
piuttosto insolito per fare gli
auguri di buon compleanno a
Roberto Mancini. Prima lo fa
arrabbiare, e parecchio,
andando sotto contro il
Dnipro; poi chiede a
Handanovic di evitare il
tracollo, e meno male che il
portiere ci mette le manone e
respinge l’ennesimo rigore;
infine con Kuzmanovic e
Osvaldo sigilla la vittoria e si
presenta davanti all’allenatore
con il regalo-qualificazione.
L’ARTICOLO A PAGINA 23
CONTENUTO
PREMIUM
1 BOXE DA FILM
Rourke, 62 anni
Il sex symbol
risale sul ring
Anno 118 - Numero 281
TANTI BRIVIDI E UNA FESTA A SAN SIRO
QUANTI REGALI
PER MANCINI
Nel giorno del 50°
compleanno del tecnico
l’Inter in 10 rimonta
col Dnipro (2-1) e vince
il girone. Handanovic
super, para anche
un rigore.
Decide Osvaldo
€1,40
19
PELÈ SI AGGRAVA
E VA IN DIALISI
POI VIA TWITTER
RASSICURA TUTTI
O Rei ha un’infezione alle vie
urinarie: è in un’unità speciale
VERNAZZA
A PAGINA 19
24
FORMULA 1
Blitz di Vettel
a Maranello:
proverà in pista
la Ferrari F2012
CRIVELLI
A PAGINA 33
Il tedesco atteso in fabbrica:
«Chissà che emozione...»
Mickey Rourke pugile a Mosca
9 771120 506000
41 1 2 8>
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
2 RE DEL CICLISMO
Nibali edizione 2015
«Punto sul Tour
Il Giro? Vedremo»
GHISALBERTI
A PAGINA 29
PERNA
A PAGINA 24
SU SPORTWEEK
BREGA, CECERE, DALLA VITE, PIERELLI
DA PAGINA 2 A PAGINA 5
SEB E LA ROSSA
CHE STORIA SARA’?
NAPOLI AVANTI CON LO 0-0, IL TORINO NO
Benitez soffre a Praga, granata fermati dal Bruges. La Fiorentina passa a Guingamp: 1° posto sicuro
BRAMARDO, CALAMAI, D’ANGELO, MALFITANO ALLE PAGINE 6-7
Vincenzo Nibali, 30 anni
3 RACCONTI DI BASKET
Storico Messina
Così un eurocoach
rompe il tabù Nba
CHIABOTTI, PRATESI
A PAGINA 30
w
IL ROMPIPALLONE
di GENE GNOCCHI
Preoccupazione durante la
festa di compleanno
di Mancini. Il regalo
di Mazzarri era collegato
ad un timer.
13
TOTO’ BOOM
«ECCO COME
ALLENEREI
L’UDINESE»
8
18
DERBY E MERCATO
L’ESONERO
Agnelli e Cairo
si stuzzicano
Juve, in difesa
Kjaer o Schär
Il 2014 terribile
di Prandelli:
dal flop azzurro
al bagno turco
BRAMARDO, GRAZIANO, LAUDISA,
RUSSO ALLE PAGINE 8 E 9
FROSIO E MANAV
A PAGINA 18
Di Natale tra i 200 gol,
Baggio, Insigne e
il 4-3-3: «Avrei voluto
giocare con Zeman»
VELLUZZI
A PAGINA 13
Domani a
1,90
con la
Gazzetta
Europa League R Gruppo F
2
INTER
2
DNIPRO
1
1
MARCATORI Rotan (D) al 16’,
Kuzmanovic (I) al 30’ p.t.; Osvaldo
(I) al 5’ s.t.
INTER (4-4-2) Handanovic;
Nagatomo (dal 37’ p.t.
Campagnaro), Ranocchia, Juan
Jesus, Dodò; Hernanes (dal 16’ s.t.
Obi), Guarin, Medel, Kuzmanovic;
Osvaldo, Icardi (dal 10’ s.t.
Andreolli) PANCHINA Carrizo,
Palacio, Khrin, Bonazzoli
ALLENATORE Nuciari (Mancini
squalificato).
ESPULSI Ranocchia al 1’ s.t. per
gioco scorretto (secondo giallo)
AMMONITI Ranocchia,
Hernanes, Guarin per gioco
scorretto
CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t.
4-3-2; dal 10’ s.t. 4-4-1
BARICENTRO MOLTO BASSO
42,4 metri
2
DNIPRO (4-2-3-1) Boyko;
Fedetskiy (dal 25’ s.t. Matheus),
Douglas, Mazuch (dal 37’ s.t.
Seleznyov), Vlad; Kravchenko
(dal 28’ s.t. Bruno Gama),
Cheberyachko; Luchkevych,
Rotan, Konoplyanka; Kalinic
PANCHINA Lastuvka, Leo Matos,
Shakhov, Politylo ALLENATORE
Markevych. AMMONITI nessuno
CAMBI DI SISTEMA dal 25’ s.t. 41-4-1, dal 37’ s.t. 4-3-3
BARICENTRO MOLTO ALTO 56,4
metri
ARBITRO Madden (Scozia)
NOTE paganti 29.150. Tiri in porta
3-6. Tiri fuori 4-2. Angoli 3-3. In
fuorigioco 4-5. Recuperi 1’ e 4’.
● 1-2 I due gol dei nerazzurri: il pareggio firmato da Kuzmanovic
e il 2-1 di Osvaldo; 3 Uno dei momenti cruciali della partita di San
Siro: Samir Handanovic para il rigore di Konoplyanka ed evita così
il pericolosissimo raddoppio degli ucraini ACTION IMAGES/LAPRESSE
Handa leva l’Inter dall’inferno
e Osvaldo la porta in paradiso
1Festa di compleanno sofferta per Mancini. Lo sloveno para un rigore ed evita
il 2-0 Dnipro, poi ci pensano Kuzmanovic e l’italoargentino: nerazzurri avanti da primi
Nicola Cecere
MILANO
P
er aspera ad astra. Il motto liceale dei padri
latini sintetizza alla perfezione la serata
nerazzurra: si passa il girone da primi ma
attraverso 95’ di grandi sofferenze. Soprattutto
nel primo tempo, il Dnipro è stato superiore all’Inter, ma di brutto... E se Handanovic non avesse parato l’ennesimo rigore della
IL 2° ESORDIO
sua straordinaria
serie, dopo 27’ Roberto Mancini, 50
minuti Mancini
si sarebbe ritro- anni ieri, ha debuttato
vato sullo 0-2: al- per la seconda volta
tro che festa di con l’Inter a S. Siro
compleanno...
Ma Handanovic Ma era squalificato
ha sventato il
peggio e così tre e ha dovuto seguire
minuti dopo, in la gara in uno skybox
mischia, Kuzma- del Meazza
novic col primo tiro in porta della squadra ha pescato l’angolino giusto, riportando i suoi in rotta
qualificazione. Altro momento topico a inizio ripresa, quando Ranocchia, pasticciando un disimpegno non complicato, invece di calciare il
pallone ha preso in pieno il ginocchio di Rotan,
che quel pallone gli aveva soffiato: secondo inevitabile giallo e Inter in dieci.
AZZARDO E qui entra in ballo la mentalità (ac-
Roberto Mancini in tribuna a San Siro PEGASO
compagnata dalla buona sorte) del nuovo tecnico nerazzurro. Perché tutti a quel punto (Mazzarri compreso, naturalmente) avrebbero tolto
subito una punta per inserire il difensore mancante e attrezzarsi alla difesa del prezioso pareggio. Invece il Mancio ha aspettato, ordinando di
arretrare Medel sull’ultima linea con un centrocampo a tre dove Hernanes a un certo punto ha
avuto l’intuizione giusta e spostandosi da destra
verso il centro ha mandato in gol Osvaldo: rimonta completata! E soltanto adesso, sul 2-1, il
Mancio toglie Icardi per inserire Andreolli dando
vita al classico 4-4-1 di queste emergenze.
ESPERIMENTI Il nuovo allenatore, affrontando
la partita con grande serietà e quindi senza turnover (Kovacic e Palacio i soli sacrificati) ha provato a far coesistere Guarin e Hernanes in un
centrocampo che prevedeva Medel nella posizione del mediano metodista davanti alla difesa con
Guarin e non Hernanes, come si pensava, vertice
di un rombo che per la verità si è visto raramente. La linea era per lo più a tre: Hernanes in fascia
destra, Guarin centrale e Kuzmanovic sulla sini-
LA MOVIOLA
di MATTEO
PIERELLI
GIUSTO ANNULLARE
IL GOL AGLI UCRAINI
Partita impeccabile dello scozzese Madden. Che
non sbaglia nulla nei momenti chiave del match.
Al 27’ p.t. c’è il rigore per il Dnipro: Guarin tocca
Cheberyachko in area. Giusta anche la seconda
ammonizione dell’ingenuo Ranocchia a inizio
secondo tempo: è da giallo il fallo dell’interista
su Rotan, così come era giusto il primo
cartellino che aveva preso al 21’ p.t. per aver
steso Konoplyanka. Bravo anche l’assistente
Chambers a segnalare il fuorigioco millimetrico
di Seleznyov che al 90’ aveva segnato il pari.
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
3
3
fIL PROTAGONISTA
HANDANOVIC
Con Samir mani di fata
non si passa di rigore
1Il portierone neutralizza il sesto tiro dal dischetto di fila tra A ed Europa: «Parare
è il mio lavoro. La difesa a 4 non è un problema, ma non dobbiamo partire molli»
Matteo Brega
MILANO
A
stra. Beh la formula non ha funzionato. Il brasiliano in questo momento non ha la forma
fisica che gli permetta di sdoppiarsi fra centrocampista che rientra e attaccante aggiunto
per gli inserimenti sulla destra. E’ uscito anzitempo oltre che per esigenze tattiche, per un
fastidio muscolare ma in assoluto non è pensabile che questo cocktail possa essere riproposto domenica all’Olimpico contro la Roma.
ICARDI FLOP Oltretutto tale assetto ha comportato il varo di un secondo esperimento:
mettere assieme due punte centrali come
Osvaldo e Icardi, al quale veniva chiesto però
di sacrificarsi sull’esterno sinistro. Mancini ha
disegnato un 4-3-3 in fase di attacco che veniva sostituito, attraverso il ripiegamento di
Hernanes, in un 4-1 (Medel davanti all’area)
3-2 quando il pallone ce l’avevano gli avversari. Beh, Icardi largo a sinistra non si può proprio vedere... Aggiungiamo che la difesa era
quella titolare, ma ha scricchiolato in diverse
circostanze.
BEL DNIPRO Questi esperimenti non hanno
funzionato anche perché il Dnipro ha confermato di essere un osso duro (ma non è la Roma, sia chiaro...). Gli ucraini hanno giganteggiato per la prima mezz’ora e la loro supremazia anzitutto atletica (sempre primi sulla palla) è sfociata al 16’ nella rete del vantaggio,
con tap in da due passi di Rotan. Proseguendo
nel loro dominio, gli ospiti mandavano poi il
solito Rotan in area palla al piede e lì Guarin,
ingenuamente, lo metteva giù. Sant’Handanovic si sostituiva a San Siro, per fortuna. Ma
un minuto dopo il pareggio, lo stopper Douglas, di testa, falliva un altro rigore. Questo in
movimento. Insomma, primo tempo da incubi, avvio di ripresa da brividi, e poi si è addirittura vinto con gli sviluppi favorevoli di una
partita che ha richiamato al proscenio la pazza Inter ben nota ai suoi sostenitori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ll’oratorio si giocava così:
ogni tre calci d’angolo, ci
si meritava un rigore.
Ora che Samir Handanovic ha
parato il sesto penalty consecutivo («Una statistica che comincia a non essere più normale:
quando ci danno un rigore contro abbiamo quasi buone sensazioni, ha scherzato il d.t. Ausilio), gli avversari chiederanno il
cambio della regola non scritta.
Ogni rigore, dateci tre calci
d’angolo. Il portiere sloveno ha
sistemato anche Yevhen Konoplyanka, il gioiellino ucraino
che pure l’Inter vorrebbe. Con
quello di ieri sono sei rigori parati di fila: il quarto in questa
stagione sommati ai due dell’anno scorso. Riavvolgiamo il nastro: prima del Dnipro ci sono
stati il Verona (Toni), il Cagliari
(Cossu), il Torino (Larrondo), il
Parma (Cassano) e la Sampdoria (Maxi Lopez). Il giro d’Italia
dei rigori parati da Samir, isole
comprese.
IPNOTIZZATORE «Parare è il
mio lavoro e comunque se un attaccante tira bene un rigore, un
portiere non lo para mai», così
riassume Samir a fine partita.
Sembra semplice. Eppure di
queste cose lui non vuole parlare. Perché i rigori si parano, di
rigori non si discute. È un po’
questo il suo mantra nello spogliatoio. Chi glielo chiede, anche scherzando, riceve la solita
risposta. Lavoratore silenzioso,
uno dei primi ad arrivare ad Appiano ogni giorno, uno dei maggiori fruitori di filmati per osservare, studiare i tiratori avversari.
CAMBIO MENTALITÀ In Serie A
ne ha parati 20. Meglio di lui solo un ex interista, Pagliuca, che
ne ha bloccati 24. La percentuale è altissima, 36%, 20 rigori su
55 sono tornati indietro. Funziona da stimolante per i suoi e
da demoralizzante per gli altri.
Pacato, introverso, timido,
quando arrivò all’Inter nell’esta-
DATI TECNICI
IL PARA RIGORI NERAZZURRO
AI RAGGI X
Samir Handanovic, 30 anni,
agione con la magl
terza stagione
maglia
dell’Inte
dell’Inter
20
7 6
Nagatomo
(spalla lussata) e
Hernanes (recidivo
all’adduttore)
te 2012 dall’Udinese schivò le
telecamere con sguardo innocente. Passa inosservato fuori
dal campo, non dentro. Con il
Rimini in B non perse contro la
Juve: 1-1 in casa e 0-0 a Torino,
vincendo il duello a distanza
con Buffon. Quando deve parla-
Il portiere nerazzurro
nerazzur ha
h parato
20 penalty in Serie A: solo Pagliuca
ne ha neutralizzati di più (24)
I RIGORI PARATI DI FILA
LE PARATE COL DNIPRO
ROra preoccupano
I rigori parati in Serie A
re, però, non dice cose banali:
«Non ci sono problemi con il
nuovo modulo, con la difesa a 4.
Non dipende da questo se siamo
partiti molli: non dobbiamo più
sbagliare l’approccio – ha commentato a ieri sera –. Sbagliamo
cose semplici, è una questione
psicologica». Proprio lui, che
abbatte l’autostima dei rigoristi.
Adesso la priorità dell’Inter è
quella di accelerare per il rinnovo. Il contratto scadrà nel 2016 e
su di lui potrebbero esserci movimenti interessanti all’estero.
Un nuovo incontro tra l’agente
di Handanovic e il d.t. Ausilio è
avvenuto nei giorni scorsi. Il
Torino Cagliari
Parma
Samp
Dinipro Verona
club ha ribadito la volontà di
rinnovare. Il portiere aspetta. La
voglia di giocare la Champions
lo lascia per ora nel limbo dell’indecisione. «Non so nulla del
rinnovo, se ne occupa il mio procuratore». Chiudiamo con uno
sguardo all’infermeria nerazzurra, dove finiscono in due:
lussazione alla spalla destra
per Nagatomo, al 4° infortunio all’articolazione e ora indeciso se operarsi; risentimento all’adduttore destro
per Hernanes, che è recidivo e
dunque anche lui rischia uno
stop tutto da verificare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Samir
Handanovic
FOTOPRESS
4
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Europa League R Gruppo F
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
fZONA MISTA
LE PAGELLE di MATTEO DALLA VITE
INTER
DNIPRO
6
5
OSVALDO BENE
ANCHE DIETRO
ICARDI NON TOCCA
UN PALLONE
IL TECNICO
NUCIARI
6
In panca Nuciari, in piedi
Salsano, Mancio in tribuna:
Inter a tratti antica e irritante.
Hernanes sulla fascia?
Mah: fa l’assist da
trequartista. Poi: orgoglio e
sedicesimi in 10.
IL MIGLIORE
HANDANOVIC
7,5
Presenza numero 100, sesto
rigore parato di fila. Imbusta
Konoplyanka e salva
quell’attimo che poteva fuggire
a casa-Ucraina. Poi, altre due
parate più una davvero
miracolosa su Kalinic. Totem.
● PARATE 7 ● RINVII 8
● PRESE ALTE 5
IL PEGGIORE
RANOCCHIA
4,5
Dice che non l’ha visto, ma
il calcione a Rotan mancando
il pallone dopo nemmeno un
minuto della ripresa e da
ammonito è piuttosto grave.
Prima? In barca spesso ma
anche per coprire i buchi altrui.
● PASSAGGI 17 ● CROSS 1
● CONTRASTI 1
7
5,5
6
5,5
NAGATOMO
Poi esce con la
spalla lussata ma
prima è di una
mollezza
disarmante e
sempre in ritardo
(1-1 compreso
visto che va
Guarin a coprire
Konoplyanka).
JUAN JESUS
Gioca sempre, e
se al Mancio
comprano un
centrale sinistro
è meglio: perché
JJ è per forza
imbambolato.
Regala l’avvio
dello 0-1, almeno
salva il 2-2.
DODÒ
Col labbrone e
con la voglia di
ribaltare
qualcosa che sa
di avvii antichi e
mazzarriani: ha
addosso
Luchkevych e
soffre, ma sa
battagliare.
HERNANES
Incatenato in
fascia, a fare
anche da tappo:
roba non per lui.
E infatti fa
l’assist dalla zolla
più centrale,
prodezza che
alza il voto.
● PASSAGGI 12
● CROSS 1
● CONTRASTI 1
● PASSAGGI 34
● CROSS 0
● CONTRASTI 1
● PASSAGGI 28
● CROSS 2
● CONTRASTI 2
● TIRI 1
● RECUPERI 4
● PASSAGGI 19
5,5
6
6,5
5
GUARIN
In differita, come
se fosse tornato
dalla Colombia
un minuto prima:
procura il rigore
ucraino, fa errori
da scuola-calcio.
Almeno
guerreggia.
MEDEL
Nel p.t. è uno dei
meno peggio:
sbaglia sì, ma
davanti e ai suoi
fianchi passa di
tutto. Minisalvagente. Una
domanda:
perché va quasi
mai d’anticipo?
KUZMANOVIC
Prima dell’1-1
(piattone
importantissimo
e che riscatta
quei primi minuti
difficili) vaga un
po’ come se
fosse privato dei
razzi da derby.
ICARDI
Non vede una
palla e nemmeno
riesce a
combattere per
conquistarsene
una decente,
giocabile: esce
per manifesta
impossibilità di
incidere.
● TIRI 1
● RECUPERI 5
● PASSAGGI 33
● TIRI 0
● RECUPERI 2
● PASSAGGI 29
● TIRI 3
● RECUPERI 2
● PASSAGGI 27
● TIRI 0
● DRIBBLING 0
● SPONDE 0
6,5
5
6
6
6
OSVALDO
Una palla un gol:
ed è quello che
sa fare meglio.
Ma anche una
chiusura in
difesa quando
tutti gli altri
dormono nel daie-vai. Terzo gol
in EL.
CAMPAGNARO
Si mette al posto
di Yuto e si vede
che la ruggine
inchioda: due
palloni regalati.
Dopo,
sciocchezza
dannosa da
quasi Kalinic-gol.
Ma resiste.
ANDREOLLI
Si mette centrale
di destra dopo
che l’Inter
rimane in 10: non
va su un pallone
che si dovrebbe
mangiare ma
alla fine
sparecchia nel
caldo finale.
OBI
Largo e stretto a
sinistra, deve
fare il suo e cioè
da mastice e da
elastico per
sopperire
all’inferiorità
numerica. E sì, ci
riesce.
● TIRI 1
● DRIBBLING 2
● SPONDE 1
● PASSAGGI 11
● CROSS 0
● CONTRASTI 0
● PASSAGGI 3
● CROSS 0
● CONTRASTI 0
● TIRI 0
● RECUPERI 3
● PASSAGGI 7
MADDEN Vede bene il rigore dato, l’espulsione di Ranocchia, il rigore da non dare per il presunto fallo
di Juan Jesus ed è ben assistito dal guardalinee Chambers sul gol annullato nel finale agli ucraini
6
CHEBERYACHKO
E’ UN OSSO DURO
KONOPLYANKA
ERRORE PESANTE
IL TECNICO
MARKEVYCH
6,5
Comunque bella squadra,
che sa fare possesso
dinamico, nasconderti la palla
e creare. Squadra che
s’avvicina al sogno di vincere a
San Siro con la faccia bella
scoperta. Bravi.
IL MIGLIORE
ROTAN
7
Ruba e va a concludere l’1-0.
E quasi mette dentro il 2-2 con
una punizione bastardissima.
E’ centrale dei tre dietro a
Kalinic, è giocatore di idee e
tecnica. Applausi.
● TIRI 2 ● RECUPERI 4
● PASSAGGI 78
IL PEGGIORE
DOUGLAS
5,5
Dei due centrali della difesa
a 4 è quello che sbarella
un po’ di più: altrove in varie
occasioni, fa una bella
chiusura su Osvaldo
ma ha di testa la palla
del 2-1 e la butta via.
● PASSAGGI 31 ● CROSS 1
● CONTRASTI 2
CHAMBERS 6,5 (assistente)
ROSS 6 (assistente)
BOYKO 5,5 Il piattone di Kuzmanovic
lo vede già fuori fase per il flipper
appena precedente. Osvaldo lo frega
con un diagonale chic ma lui è già
per terra prima.
FEDETSKIY 6 Bella spinta, arrivando
fino a Dodò col quale c’è una bella
battaglia. Esce spompato ma anche
sicuro di aver fatto una gara di
sostanza e rendimento.
MATHEUS 5,5 Ha subito un pallone
per marchiare la serata: anche lì c’è
Handanovic.
MAZUCH 6 Forse fa un fallo da
rigore ma due attimi prima del gol di
Kuzmanovic. Resistente e bravo a
chiudere su Osvaldo nella ripresa.
SELEZNYOV 5,5 Una punta in più
per offendere col tridente. Si mette
nel calderone ma dai e ridai non
incide.
VLAD 6 Terzino sinistro che si
affianca spesso a Konoplyanka per
creare superiorità e disorientare
Nagatomo: dura tanto.
KRAVCHENKO 6 Il primo tempo lo
vede più attento e rombante che nel
secondo. E in quel p.t. sfrutta le
dormite variegate dei centrocampisti
interisti.
BRUNO GAMA 5,5 Non finisce nella
storia della partita, anche se
qualcosa tenta di fare.
CHEBERYACHKO 6,5 Un bell’osso: è
affidata a lui la regia ma è uno di quei
tipi anche anarchici e fisici che trovi
in altre parti. E infatti prende lui il
rigore fallito da Konoplyanka.
LUCHKEVYCH 6 Tampinamento
costante su Dodò che nel primo
tempo si trova frecce saettanti su
ogni zolla. Tipo scattoso e che sa
lasciare tracce buone.
KONOPLYANKA 6 Conferma di
essere un bravo giocatore ed è di
quelli che ti stancano a forza di finte,
controfinte e anche buona
concretezza. Ma quel rigore fallito,
che poteva decretare
l’inabissamento dell’Inter, è errore
pesantissimo.
KALINIC 5,5 Potrebbe dare un
timbro sicuro alla serata. Quando?
Nel momento in cui Campagnaro fa
una sciocchezza e lui è lì, in spaccata
e a un passo dal metterla dentro.
Invece c’è Handa. Comunque, buon
giocatore.
BEATON 6 (arbitro di porta)
DALLAS 6 (arbitro di porta)
STRANO COMPLEANNO
I NERAZZURRI
QUESTA
VITTORIA
E’ UN REGALO
PER MANCINI
JUAN JESUS
DIFENSORE
IN CAMPIONATO
IL 3° POSTO
È A 5 PUNTI:
SI PUÒ FARE
ROBERTO MANCINI
ALLENATORE
IL MIO
INFORTUNIO?
FORSE NIENTE
DI GRAVE
HERNANES
CENTROCAMPISTA
Mancio in esilio, Konoplyanka: contatto
1Il tecnico, squalificato, trova una torta
nello spogliatoio. Incontro tra il padre
dell’ucraino e gli emissari nerazzurri
Matteo Brega
MILANO
I
ngabbiato, limitato, trattenuto. Roberto Mancini ha
festeggiato il 50° compleanno in uno skybox riscaldato
del Meazza. L’esatto opposto di
dove sarebbe voluto essere, al
freddo, con il naso arrossato, a
tenere svegli i suoi. È la strana
serata del Mancio, che non spe-
Giulio Nuciari, 54, in panchina FORTE
gne candeline (anche se nello
spogliatoio ha trovato una torta
al cioccolato con la frutta sopra
e la scritta «Buon compleanno
Mancio» sempre al cioccolato)
e nemmeno svolge in prima
persona il suo lavoro. Si prende
gli auguri da mezzo mondo, da
Kolarov ad Ancelotti, da Dzeko
al Bologna e la Samp. E infine
proprio dal suo club, con lo speaker del Meazza che richiama
gli spettatori per unirsi al
«buon compleanno Mancio».
Con il Dnipro si ferma dove le
regole Uefa lo consentono, lontano dagli spogliatoi, in una
stanza con Fassone e Ausilio. In
panchina ci è andato Giulio Nuciari, cuffia bassa fin sugli oc-
chi e baffoni neri che spuntano.
Resta nel bunker della panchina per tutta la partita a dare indicazioni. Riportate, a sua volta, da Fausto Salsano. Il vice del
Mancio è ancora da scegliere,
in lizza sempre Larguet, Candela e Bollini più mister X.
VISITA KONOPLYANKA L’occasione arrivava in casa, a Milano. Non si poteva non coglierla.
Oleg Konoplyanka, padre di Yevhen e suo procuratore, è stato
due giorni nel capoluogo lombardo seguendo il figlio per Inter-Dnipro. E così si è creato
una lunga lista di appuntamenti nella due giorni milanese, in
primis con i nerazzurri. L’ala va
a scadenza e non ha intenzione
di rinnovare. Lontano dal centro di Milano, il padre Oleg ha
parlato in albergo con un paio
di emissari interisti. Facile immaginare il contenuto della
chiacchierata: il progetto interista e il futuro con Mancini. Il
problema dell’Inter è che lo
stesso discorso al padre di Oleg
tra mercoledì e ieri è stato fatto
dalla Fiorentina, dalla Roma e
dal Milan. E in Premier League
hanno pronti assegni pesanti.
«Konoplyanka è un buon giocatore», ha commentato ieri sera
ancora Ausilio. Ma in cima alle
preferenze restano Lavezzi e
Cerci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONTAVA
VINCERE
PER CHIUDERE
LA QUESTIONE
PIERO AUSILIO
DIRETTORE TECNICO
6
Europa League R Le altre italiane
Il Napoli avanti piano
Ora caccia al primo posto
1Lo Sparta colpisce due traverse, gli azzurri raccolgono il punto
che serviva per entrare nei sedicesimi. Ma il gioco di Benitez latita
SPARTA PRAGA 0
NAPOLI
L’ALLENATORE
Rafa: «Contava
qualificarsi»
Michu operato
0
SPARTA PRAGA (4-2-3-1)
Stech; Kaderabek, Brabec, Holek,
Costa; Marecek, Matejovsky (dal
45’ s.t. Vacek); Dockal, Husbauer
(dal 28’ s.t. Prikryl), Krejci; Lafata.
PANCHINA Vorel, Pamic, Svejdik,
Kovac, Schick.
ALLENATORE Lavicka.
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Brabec e Matejovsky
per gioco scorretto.
● PRAGA Non una prova
esaltante, ma alla fine
l’obiettivo è stato centrato e
Rafa Benitez guarda al
bicchiere mezzo pieno:
«Abbiamo provato a vincere
la partita nonostante le
assenze. L’idea era
controllare nel primo tempo
per poi vincerla nella ripresa,
non ci siamo riusciti ma è
stata comunque una
prestazione buona. Siamo
contenti per la qualificazione
raggiunta con un turno di
anticipo. Bravo Rafael, ma
tutta la fase difensiva è stata
buona». Poche idee invece
davanti, dove Hamsik ala non
convince, così come
Jorginho trequartista:
«Chiaro, Marek fa meglio
dietro la punta perché è il
suo ruolo. Stiamo cercando
soluzioni nuove, senza
Insigne e Mertens è
ovviamente più difficile».
Il brasiliano Rafael si esalta:
«Siamo forti mentalmente.
Per indossare questa maglia
bisogna esserlo».
NAPOLI (4-2-3-1)
Rafael; Mesto, Albiol, Koulibaly,
Britos; Gargano, David Lopez;
Callejon, Jorginho (dal 32’ s.t.
Ghoulam), Hamsik; Higuain (dal
23’ s.t. Zapata).
PANCHINA Andujar, Henrique,
Maggio, De Guzman, Inler.
ALLENATORE Benitez.
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Britos per gioco
scorretto.
ARBITRO Marinner (Inghilterra).
NOTE spettatori 16.111. Tiri in
porta: 6-2. Tiri fuori: 3-5. Angoli:
4-3. In fuorigioco: 0-0. Recuperi:
1’ p.t., 3’ s.t.
Mimmo Malfitano
INVIATO A PRAGA (REP.CECA)
A
ndiamo al concreto: il
Napoli giocherà i sedicesimi di finale di Europa League. L’ultima gara, contro lo Slovan Bratislava, al San
Paolo, servirà soltanto per confermare il primo posto nel girone. Fin qui, nulla da eccepire, il
passaggio del turno rientrava
nei piani del club e l’obiettivo è
stato raggiunto. Tuttavia, il pa-
JORGINHO TREQUARTISTA
Stavolta, il turnover disposto
da Rafa Benitez è abbastanza
limitato. In campo, ci sono sia
Higuain sia Callejon, mentre
De Guzman siede in panchina.
Sul piano tattico, la novità vera
è rappresentata dalla posizione di Jorginho, schierato da
centrale nella linea dei tre attaccanti alle spalle del Pipita. A
centrocampo, l’allenatore spagnolo ripropone Gargano in
coppia con David Lopez.
L’esperimento, in ogni modo,
DIFESA ATTENTA L’avvio dello
Sparta Praga è veemente, Albiol e Koulibaly subiscono la
pressione di Dockal e Husbauer, mentre Lafata si propone in fase propositiva. La serata, in ogni modo, è tutta di Rafael, protagonista in positivo,
stavolta, dopo le critiche subite
per le tre reti incassate contro il
Cagliari. Il portiere brasiliano,
dopo 5’, deve respingere in angolo la conclusione di Dockal,
mentre tocca ad Albiol salvare
sula linea sulla conclusione
ravvicinata di Krejci (40’).
PRECARIETÀ La qualificazione, certo, è al di sopra di ogni
altra considerazione. Ma ci si
aspettava un rendimento migliore, in Europa, dopo la precarietà evidenziata contro il
Cagliari. Le perplessità avanzate domenica pomeriggio sulla prestazione, sono state confermate ieri sera. Il Napoli non
è mai stato incisivo, non è mai
riuscito a infilare tre passaggi
di seguito e ha tirato in porta
una sola volta: troppo poco per
una squadra qualitativamente
più forte dell’avversario.
MICHU SOTTO I FERRI
Intanto, a proposito di
indisponibili, non c’è pace per
Michu. Ieri infatti l’attaccante
spagnolo ex Swansea si è
dovuto sottoporre a una
artroscopia di pulizia alla
caviglia destra in una clinica
di Vitoria in Spagna. I tempi
di recupero dell’attaccante
sono ancora da valutare, ma
è ormai chiaro che il Napoli,
lì davanti, ha bisogno di nuovi
innesti.
v.d’a.
DIFFICOLTA’ HAMSIK Il capitano fa fatica a ritrovarsi, anche
contro lo Sparta Praga la sua
prestazione è stata deludente.
Qualcosa è cambiato negli ultimi 15 minuti, quando Benitez
ha riportato Marek Hamsik
nella posizione di centrale.
Nulla di particolare, in ogni
modo, per uno come lui che
dovrebbe assicurare qualità alla manovra. Il pressing asfissiante dello Sparta, poi, ha
contribuito a rendere ancora
tutto più difficile, non solo per
il centrocampista slovacco, ma
anche per Higuain (nemmeno
un tiro in porta) e per Callejon,
anticipato regolarmente dagli
avversari. Qualificazione in archivio, dunque. Prossima tappa, Marassi, per lo scontro diretto con la Sampdoria in programma lunedì. Benitez non
vuole altri errori in campionato, dopo quelli commessi contro il Cagliari.
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Kalidou Koulibaly, 23 anni, impegnato in un contrasto aereo EPA
reggio ottenuto contro lo Sparta Praga è stato poco esaltante.
Sul piano della prestazione, il
Napoli ha dovuto subire il gioco degli avversari, correndo il
rischio di capitolare in almeno
due occasioni: la prima, con la
traversa di Husbauer (18’), nel
primo tempo. La seconda, invece, nella ripresa (30’), con
un’altra traversa centrata da
Matejovsky. Di contro, Stech
ha dovuto compiere una sola
parata su un tiro debole e dalla
distanza di Gargano (17’).
non entusiasma, il giovane mediano si muove con lentezza,
rinuncia a inserirsi e affiancare
Higuain. Deludente anche la
prestazione di Marek Hamsik,
confinato sulla fascia sinistra
e, dunque, lontano dall’area di
rigore.
LE PAGELLE
di VINCENZO D’ANGELO
RAFAEL PRODIGIOSO
JORGINHO MALE
FANTASMA HIGUAIN
NAPOLI
5,5
IL MIGLIORE
RAFAEL
7
Due prodezze qualificazione:
mostruoso su Lafata, reattivo
e fortunato nel deviare
sulla traversa la botta
di Matejovsky sporcata da Mesto.
MESTO 6 Difende con ordine
e quando può si propone.
ALBIOL 6 Attento, sbroglia
una mischia pericolosa.
KOULIBALY 6 Parte con
un appoggio sbagliato, residuo
del post Cagliari. Poi cresce
e si fa apprezzare anche in avanti.
BRITOS 5 I pericoli arrivano
dalla sua parte. Benitez lo vede
bene terzino. Forse solo lui.
DAVID LOPEZ 6 Diga affidabile
in mezzo, fa sentire i muscoli.
GARGANO 6 Solito sacrificio
in pressione.
CALLEJON 5 La convocazione
in nazionale sembra averlo
distratto. Seconda gara
consecutiva senza guizzi. Il Napoli
di oggi non può permetterselo.
JORGINHO 5 Da trequartista
soffre, costretto a giocare quasi
sempre spalle alla porta.
Ha il corridoio buono per Higuain,
ma sbaglia la misura
(Ghoulam s.v.).
HAMSIK 5,5 Fischiato dai cechi,
lui capitano slovacco, si deprime lì
solo sulla fascia. Quando
va a fare il trequartista diventa
pericoloso.
HIGUAIN 5,5 Tanto freddo, pochi
palloni giocabili. Serata no.
ZAPATA 6 Ha sulla testa il match
ball al 90’. Di poco fuori.
ALL. BENITEZ 5,5 Urge una
soluzione a sinistra, in attesa
che torni Mertens.
SPARTA PRAGA 6,5
Stech 6; Kaderabek 6, Brabec 6,
Holek 6,5, Costa 6; Marecek 6,5,
Matejovsky 6,5 (Vacek s.v.);
Dockal 6, Husbauer 6,5
(Prikryl s.v.), Krejci 6; Lafata 5,5.
Allenatore Lavicka 6.
MARRINER
Gestisce la gara
senza problemi.
CHILD 6-KIRKUP 6;
MASON 6–FRIEND 6.
6
LA SITUAZIONE DEI GIRONI
GRUPPO APARTITE GIOCATE
BORUSSIA MÖNCH.-VILLARREAL
APOLLON LIM.-ZURIGO
ZURIGO- BORUSSIA MÖNCH.
VILLARREAL-APOLLON LIM.
VILLARREAL-ZURIGO
BORUSSIA MÖNCH.-APOLLON LIM.
ZURIGO-VILLARREAL
APOLLON LIM.- BORUSSIA MÖNCH.
VILLARREAL- BORUSSIA MÖNCH.
ZURIGO-APOLLON LIM.
CLASSIFICA
PT G
BORUSSIA MÖNCH. 9
VILLARREAL
8
ZURIGO
7
APOLLON LIM.
3
5
5
5
5
V
N
GRUPPO BPARTITE GIOCATE
1-1
3-2
1-1
4-0
4-1
5-0
3-2
0-2
2-2
3-1
P GF GS
2 3 0 11 4
2 2 1 13 7
2 1 2 10 11
1 0 4 4 16
BRUGES-TORINO
COPENAGHEN-HELSINKI
HELSINKI-BRUGES
TORINO-COPENAGHEN
TORINO-HELSINKI
BRUGES-COPENAGHEN
HELSINKI-TORINO
COPENAGHEN-BRUGES
TORINO-BRUGES
HELSINKI-COPENAGHEN
CLASSIFICA
PT G
V
BRUGES
TORINO
HELSINKI
COPENAGHEN
9
8
6
4
2 3 0
2 2 1
2 0 3
1 1 3
5
5
5
5
GRUPPO CPARTITE GIOCATE
0-0
2-0
0-3
1-0
2-0
1-1
2-1
0-4
0-0
2-1
N
P GF GS
8
4
4
4
1
2
9
8
PARTIZAN-TOTTENHAM
BESIKTAS-ASTERAS TRIP.
ASTERAS TRIP.-PARTIZAN
TOTTENHAM-BESIKTAS
TOTTENHAM- ASTERAS TRIP.
PARTIZAN-BESIKTAS
ASTERAS TRIP.-TOTTENHAM
BESIKTAS-PARTIZAN
TOTTENHAM-PARTIZAN
ASTERAS TRIP.-BESIKTAS
GRUPPO DPARTITE GIOCATE
0-0
1-1
2-0
1-1
5-1
0-4
1-2
2-1
1-0
2-2
CLASSIFICA
PT G
V
TOTTENHAM*
BESIKTAS*
ASTERAS TRIP.
PARTIZAN
11
9
5
1
3 2 0 9 3
2 3 0 10 5
1 2 2 7 10
0 1 4 1 9
5
5
5
5
N
P GF GS
SALISBURGO-CELTIC
DINAMO ZAG.-ASTRA GIURGIU
ASTRA GIURGIU-SALISBURGO
CELTIC-DINAMO ZAG.
CELTIC-ASTRA GIURGIU
SALISBURGO-DINAMO ZAG.
ASTRA GIURGIU-CELTIC
DINAMO ZAG.-SALISBURGO
CELTIC-SALISBURGO
ASTRA GIURGIU-DINAMO ZAG.
CLASSIFICA
PT G
V
SALISBURGO*
CELTIC*
ASTRA GIURGIU
DINAMO ZAG.
13
8
4
3
4 1 0 16 7
2 2 1 7 7
1 1 3 5 10
1 0 4 8 12
5
5
5
5
N
2-2
5-1
1-2
1-0
2-1
4-2
1-1
1-5
1-3
1-0
P GF GS
GRUPPO EPARTITE GIOCATE
GRUPPO FPARTITE GIOCATE
PSV-ESTORIL PRAIA
PANATHINAIKOS-DINAMO MOSCA
DINAMO MOSCA-PSV
ESTORIL PRAIA- PANATHINAIKOS
ESTORIL PRAIA-DINAMO MOSCA
PSV- PANATHINAIKOS
DINAMO MOSCA-ESTORIL PRAIA
PANATHINAIKOS-PSV
DINAMO MOSCA-PANATHINAIKOS
ESTORIL PRAIA-PSV
QARABAG-ST ETIENNE
DNIPRO-INTER
ST ETIENNE-DNIPRO
INTER-QARABAG
INTER-ST ETIENNE
DNIPRO-QARABAG
QARABAG-DNIPRO
ST ETIENNE-INTER
INTER-DNIPRO
ST ETIENNE-QARABAG
CLASSIFICA
PT G
V
DINAMO MOSCA*
PSV
ESTORIL PRAIA
PANATHINAIKOS
15
7
3
1
5 0 0
2 1 1
1 0 3
0 1 4
5
4
4
5
N
1-0
1-2
1-0
2-0
1-2
1-1
1-0
2-3
2-1
SOSPESA
P GF GS
8 3
5 4
3 4
5 10
0-0
0-1
0-0
2-0
0-0
0-1
1-2
1-1
2-1
1-1
CLASSIFICA
PT G
V
INTER*
ST ETIENNE
QARABAG
DNIPRO
11
5
5
4
3 2 0
0 5 0
1 2 2
1 1 3
5
5
5
5
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
11 DICEMBRE
BORUSSIA MÖNCH.-ZURIGO
APOLLON LIM.-VILLARREAL
11 DICEMBRE
BRUGES-HELSINKI
COPENAGHEN-TORINO
11 DICEMBRE
PARTIZAN- ASTERAS TRIP.
BESIKTAS-TOTTENHAM
11 DICEMBRE
SALISBURGO- ASTRA GIURGIU
DINAMO ZAG.-CELTIC
11 DICEMBRE
PSV-DINAMO MOSCA
PANATHINAIKOS-ESTORIL PRAIA
11 DICEMBRE
DNIPRO-ST ETIENNE
QARABAG-INTER
GRUPPO GPARTITE GIOCATE
STANDARD LIEGI-RIJEKA
SIVIGLIA-FEYENOORD
FEYENOORD-STANDARD LIEGI
RIJEKA-SIVIGLIA
RIJEKA-FEYENOORD
STANDARD LIEGI-SIVIGLIA
FEYENOORD-RIJEKA
SIVIGLIA-STANDARD LIEGI
RIJEKA-STANDARD LIEGI
FEYENOORD-SIVIGLIA
CLASSIFICA
PT G
V
FEYENOORD*
SIVIGLIA
RIJEKA
STANDARD LIEGI
9
8
7
4
3 0 2
2 2 1
2 1 2
1 1 3
5
5
5
5
GRUPPO HPARTITE GIOCATE
2-0
2-0
2-1
2-2
3-1
0-0
2-0
3-1
2-0
2-0
N
P GF GS
7
7
7
4
6
5
7
7
LILLA-KRASNODAR
EVERTON-WOLFSBURG
KRASNODAR-EVERTON
WOLFSBURG-LILLA
KRASNODAR-WOLFSBURG
LILLA-EVERTON
WOLFSBURG-KRASNODAR
EVERTON-LILLA
KRASNODAR-LILLA
WOLFSBURG-EVERTON
GRUPPO IPARTITE GIOCATE
1-1
4-1
1-1
1-1
2-4
0-0
5-1
3-0
1-1
0-2
CLASSIFICA
PT G
V
EVERTON*
WOLFSBURG
LILLA
KRASNODAR
11
7
4
3
3 2 0 10 2
2 1 2 11 10
0 4 1 3 6
0 3 2 6 12
5
5
5
5
N
P GF GS
YOUNG BOYS-SL. BRATISLAVA
NAPOLI-SPARTA PRAGA
SPARTA PRAGA-YOUNG BOYS
SL. BRATISLAVA-NAPOLI
SL. BRATISLAVA-SPARTA PRAGA
YOUNG BOYS-NAPOLI
SPARTA PRAGA-SL. BRATISLAVA
NAPOLI-YOUNG BOYS
SL. BRATISLAVA-YOUNG BOYS
SPARTA PRAGA-NAPOLI
CLASSIFICA
PT G
V
NAPOLI*
SPARTA PRAGA
YOUNG BOYS
SL. BRATISLAVA
10
10
9
0
3 1 1 8 3
3 1 1 11 4
3 0 2 11 7
0 0 5 1 17
5
5
5
5
N
GRUPPO JPARTITE GIOCATE
5-0
3-1
3-1
0-2
0-3
2-0
4-0
3-0
1-3
0-0
P GF GS
STEAUA B.-AALBORG
RIO AVE-DINAMO KIEV
DINAMO KIEV- STEAUA B.
AALBORG-RIO AVE
AALBORG-DINAMO KIEV
STEAUA B.-RIO AVE
DINAMO KIEV-AALBORG
RIO AVE-STEAUA B.
AALBORG-STEAUA B.
DINAMO KIEV-RIO AVE
GRUPPO KPARTITE GIOCATE
6-0
0-3
3-1
1-0
3-0
2-1
2-0
2-2
1-0
2-0
CLASSIFICA
PT G
V
DINAMO KIEV*
AALBORG
STEAUA B.
RIO AVE
12
9
7
1
4 0 1 10 4
3 0 2 5 8
2 1 2 11 7
0 1 4 3 10
5
5
5
5
N
P GF GS
PAOK-DINAMO MINSK
FIORENTINA-GUINGAMP
GUINGAMP-PAOK
DINAMO MINSK-FIORENTINA
DINAMO MINSK-GUINGAMP
PAOK-FIORENTINA
GUINGAMP-DINAMO MINSK
FIORENTINA-PAOK
DINAMO MINSK-PAOK
GUINGAMP-FIORENTINA
N
P GF GS
2
2
5
5
GRUPPO LPARTITE GIOCATE
6-1
3-0
2-0
0-3
0-0
0-1
2-0
1-1
0-2
1-2
METALIST-TRABZONSPOR
LEGIA VARSAVIA-LOKEREN
LOKEREN-METALIST
TRABZONSPOR-LEGIA VARSAVIA
METALIST-LEGIA VARSAVIA
TRABZONSPOR-LOKEREN
LOKEREN-TRABZONSPOR
LEGIA VARSAVIA-METALIST
TRABZONSPOR-METALIST
LOKEREN-LEGIA VARSAVIA
PT G
V
N
P GF GS
CLASSIFICA
PT G
V
FIORENTINA*
GUINGAMP
PAOK
DINAMO MINSK
13
7
7
1
4
2
2
0
1
1
1
1
0 10 2
2 5 5
2 9 5
4 1 13
LEGIA VARSAVIA*
TRABZONSPOR*
LOKEREN
METALIST
12
10
7
0
4 0 1
3 1 1
2 1 2
0 0 5
5
5
5
5
N
1-2
1-0
1-0
0-1
0-1
2-0
1-1
2-1
3-1
1-0
CLASSIFICA
5
5
5
5
6
2
3
3
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
LE PROSSIME PARTITE
11 DICEMBRE
STANDARD LIEGI-FEYENOORD
SIVIGLIA-RIJEKA
11 DICEMBRE
LILLA-WOLFSBURG
EVERTON-KRASNODAR
11 DICEMBRE
YOUNG BOYS-SPARTA PRAGA
NAPOLI- SL. BRATISLAVA
11 DICEMBRE
STEAUA B.-DINAMO KIEV
RIO AVE-AALBORG
11 DICEMBRE
PAOK-GUINGAMP
FIORENTINA-DINAMO MINSK
11 DICEMBRE
METALIST-LOKEREN
LEGIA VARSAVIA-TRABZONSPOR
P GF GS
5
8
3
3
2
4
4
9
*GIÀ QUALIFICATE AI SEDICESIMI DI FINALE
REGOLAMENTO Le prime due di ciascun girone passano ai sedicesimi, insieme alle terze nei gironi di Champions League. In caso di parità sono decisivi nell’ordine: a) gli scontri diretti; b) la differenza reti negli scontri diretti; c) il numero di gol segnati negli scontri diretti;
d) il numero di gol in trasferta negli scontri diretti; e) la differenza reti complessiva; f) le reti totali segnate; g) i punti accumulati per il coefficiente Uefa nelle ultime 5 stagioni
7
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
LE PAGELLE di F.BRA.
BENE EL KADDOURI,
MA GLI ATTACCANTI
NON SEGNANO
PADELLI DECISIVO
TORINO
6,5
IL MIGLIORE
OMAR
EL KADDOURI
7
Regista mascherato che prova
a invescare in tutti i modi Amauri
e Martinez e prova anche la
soluzione personale: Ryan
gli nega il gol
PADELLI 6,5 Decisiva la sua
parata nel primo tempo
su Castillo.
BOVO 6 Fa buona guardia
e ha pure il piede caldo sui calci
d’angolo.
JANSSON 6,5 Gioca da vice Glik
al centro della difesa
e non fa mai rimpiangere
il capitano.
MORETTI 6 Gli toccano
gli straordinari, sbroglia bene
ogni matassa.
DARMIAN 6 Ha il compito
non facile di frenare Gedeoz
e insieme di cercare la testa
di Amauri.
BENASSI 6,5 Nervoso, un paio
di entrate dure su Fernando
gli costano il giallo.
(Vives s.v.).
GAZZI 6 Lavoro di rottura a tutto
campo, corre per due.
MOLINARO 5,5 Alterna buoni
affondi a vistose imprecisioni
nei traversoni.
AMAURI 6 L’impegno non manca,
la fortuna sì: neppure un rimpallo
vinto.
MARTINEZ 6,5 Una conclusione
velenosa di piede, un’altra di testa,
poi troppo spesso a terra,
un fringuellino.
(Larrondo s.v.).
ALL. VENTURA 6 Rianima
la squadra, ma non riesce a fare
altrettanto con le punte.
BRUGES
1Ryan, portiere del Bruges, fa il fenomeno e congela lo 0-0
La qualificazione si gioca in Danimarca: potrebbe bastare un pari
TORINO
0
BRUGES
0
NIJHUIS Lascia
giocare quando
è il caso.
VAN DE VEN 6-SCHAAP 6;
GÖZÜBÜYÜK 6-JOCHEM 6
L’ALLENATORE
Ventura: «È
mancato il gol»
Scontri in città
TORINO (3-5-2)
Padelli; Bovo, Jansson, Moretti;
Darmian, Benassi (dal 33’ s.t.
Vives), Gazzi, El Kaddouri,
Molinaro; Amauri, Martinez
(dal 42’ s.t. Larrondo).
PANCHINA Gillet, Maksimovic,
Glik, Sanchez Mino, Quagliarella.
ALLENATORE Ventura.
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Benassi, Moretti,
Gazzi, Jansson e Molinaro
per gioco scorretto.
● TORINO «Siamo vivi,
abbiamo fatto una
grandissima partita e ci è
mancato soltanto il gol,
merito di Ryan che ha parato
tutto». È la sintesi del match
di Amauri, che guarda avanti:
«Ora abbiamo una partita
fondamentale. Eccome se
vorrei giocare il derby... » è la
sfida che l’attaccante lancia
alla Juve. Sulla stessa linea
anche Ventura: «Peccato non
aver vinto: abbiamo fatto
un’ottima partita ma stavolta
abbiamo trovato un portiere
come Ryan che ha fatto
almeno quattro parate
straordinarie — dice il tecnico
granata —. La nostra partita
mi ha rinfrancato, contro una
buona squadra non abbiamo
concesso nemmeno un tiro. Il
derby? Affrontiamo i più forti
del campionato – risponde
Ventura -: vorrei vedere la
stessa convinzione che ho
visto col Bruges».
BRUGES (4-3-3)
Ryan; Meunier, Mechele, Duarte,
De Bock; F. Silva (dal 17’ s.t.
Vormer), Simons, Fernando;
Castillo (dal 42’ s.t. De Sutter),
Vazquez (dal 17’ s.t. Rafaelov),
Gedeoz.
PANCHINA Dioudis, De Fauw,
Izquierdo, Storm.
ALLENATORE Preud’homme.
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Castillo, De Bock,
Ryan e Mechele per gioco
scorretto.
ARBITRO Nijhuis.
NOTE spettatori 10.705, per un
incasso di 312.298 euro; abbonati
4.397. Tiri in porta: 8-3. Tiri fuori:
7-3. In fuorigioco: 2-2. Angoli: 8-3.
Recuperi: 1’ p.t., 4’ s.t.
Amauri, 34 anni, stacca di testa: per lui al Toro 11 gare e 0 gol GETTY
6
Ryan 7,5; Meunier 5,5, Mechele
6, Duarte 6, De Bock 6;
F.Silva 5,5 (Vormer s.v.), Simons
6, Fernando 6; Castillo 6
(De Sutter s.v.), Vazquez 6
(Rafaelov s.v.), Gedeoz 5.
Allenatore Preud’homme 6.
6,5
Il Toro sbatte sul muro
Ma vede i sedicesimi
Francesco Bramardo
TORINO
U
n brodino per un Toro
convalescente. Finisce
senza reti come all’andata, ma questa volta rispetto a
Bruges il Toro avrebbe meritato
i tre punti per il gioco espresso,
la pressione e le occasioni create. Protagonista della serata il
portiere dei belgi, Ryan, migliore in campo che ha chiuso la
porta a tutti i tentativi degli av-
LA GUIDA
La pioggia ferma Estoril-Psv
Tottenham, tripla invasione
GRUPPO A
Villarreal-Borussia Moench. 2-2 Vietto (V) 26’ p.t.;
Raffael (B) 10’, Cheryshev (V) 18’, Xhaka (B) 22’ s.t.
Zurigo-Apollon 3-1 Farley (A) 23’, Djimsiti (Z) 32’ p.t.;
Chikhaoui (Z) rig. 39’ p.t. (r) e rig. 14’ s.t.
GRUPPO B
Helsinki-Copenaghen 2-1 Baah (H) 29’ p.t.; Nilsson (C)
45’, Kandji 48’(H) s.t.
GRUPPO C
Tottenham-Partizan 1-0 Stambouli 4’ s.t. Asteras
Trip.-Besiktas 2-2 Ba (B) 15’ p.t.; Gökhan Töre (B) su
rig. 16’, Barrales (A) 27’, Parra (A) 38’ s.t.
GRUPPO D
Celtic-Salisburgo 1-3 Alan (S) 8’ e 13’, Johansen (C) 30’
p.t.; Keita (S) 47’ s.t. Astra Giurgiu-D. Zagabria 1-0
Bukari 5’ s.t.
GRUPPO E
Dinamo-Mosca-Panathinaikos 2-1 Berg (P) 14’ p.t.; aut.
Triantafyllopoulos (P) 10’, Ionov (D) 16’ s.t. Estoril-Psv
sospesa al 1’ s.t. sul 3-2. Si recupera oggi alle 16.
GRUPPO F
St. Etienne-Qarabag 1-1 Nadirov (Q) al 15’, Van
Wolfswinkel (S) al 21’ p.t.
GRUPPO G
Rijeka-Stand. Liegi 2-0 Moises 26’, Kramaric rig 34’ pt
Feyenoord-Siviglia 2-0 Toornstra 11’, El Ahmadi 38’ s.t.
GRUPPO H
Krasnodar-Lilla 1-1 Ari (K) 35’ p.t.; Roux (L) 34’ s.t.
Wolfsburg-Everton 0-2 Lukaku 43’ p.t.; Mirallas 30’ s.t.
GRUPPO I
Sl. Bratislava-Young Boys 1-3 Hoarau (Y) rig. 9’,
Soumah (S) 11’ p.t.; Kubo (Y) 18’ p.t. e 18’ s.t.
GRUPPO J
Aalborg-Steaua Bucarest 1-0 Enevoldsen 27’ s.t.
Dinamo Kiev-Rio Ave 2-0 Lens 8’, M. Veloso 33’ s.t.
GRUPPO K
Dinamo Minsk-Paok 0-2 Athanasiadis 37’ e 43’ s.t.
GRUPPO L
Trabzonspor-Metalist 3-1 Belkalem (T) 36’ p.t.;
Homenyuk (M) 23’, Ekici (T) 41’, aut. Goryainov (M) 50’
s.t. Lokeren-Legia Varsavia 1-0 Vanaken 7’ p.t
versari. A turno ci hanno provato tutti, è mancato solo il tiro di
Padelli, dalla difesa in su il tiro
al bersaglio non ha regalato la
certezza di una qualificazione
ingarbugliata dopo la vittoria
dell’Helsinki.
NIENTE CALCOLI Servirà vincere a Copenaghen per approdare
ai sedicesimi. Ma potrebbe bastare anche un pari o addirittura perdere, sempre che il Bruges non cada in casa contro i
finlandesi, perché a quel punto
bisognerebbe fare i conti, tra
scontri diretti e differenza reti.
IMBATTIBILITÀ Sul piano del
gioco i granata, reduci da tre
sconfitte consecutive, hanno
dato un segno di risveglio ma
l’attacco continua a non buttarla dentro anche in Europa, 4 gol
nella fase a gironi, 2 al Copenaghen, 1 con l’Helsinki in casa e
uno in Finlandia. Si allunga la
striscia di imbattibilità granata
- alla 90a partita di Coppa - in
casa, Toro che non subisce gol
Luca Calamai
INVIATO A GUINGAMP (FRANCIA)
S
arà anche la Fiorentina B
ma in Europa League non
sbaglia un colpo. La squadra di Montella vince pure in
Bretagna chiudendo il girone al
primo posto con un turno di anticipo. E con un bilancio quasi perfetto: quattro successi e un pareggio. Montella raccoglie indicazioni importanti da questa cavalcata europea: Marin va a
segno al suo debutto da titolare;
Babacar (ottavo giocatore viola
che entra nel tabellino dei marcatori in Coppa) non fa rimpiangere Gomez realizzando un gran
gol; Aquilani pilota il centrocampo con grande disinvoltura e
Vargas dimostra di poter recitare
un ruolo prezioso sulla corsia di
sinistra. Quattro candidature
forti anche in prospettiva campionato. La Fiorentina domina la
gara nei primi quaranta minuti.
Due reti e tanto possesso palla.
Poi, l’arbitro russo Eskov «regala» un rigore al Guingamp per un
inesistente fallo di Basanta su
Marveaux. E in più espelle anche
il difensore argentino. Dal dischetto trasforma Beauvue.
EUROPA AMICA Un particolare
La rabbiosa
esultanza del
tedesco Marko
Marin, 25 anni,
al suo primo gol
con la
Fiorentina, dove
è in prestito dal
Chelsea A.I.
SENZA GOL Nulla di fatto dopo
45’ anche se nel primo tempo il
Torino meriterebbe il vantaggio per la mole di gioco costruita e le palle gol scodellate in
area. Manca ancora il cecchino
per metterla dentro. Dovrebbe
essere Martinez, per velocità, il
rapinatore d’area, ma l’attaccante venezuelano è troppo
leggero e finisce affossato in
mezzo ai difensori del Bruges.
Amauri fa a sportellate ma non
trova la deviazione vincente. Il
Bruges gioca di rimessa e in
un’occasione si trova a tu per tu
con Padelli ma il portiere granata si oppone con un guizzo a
Castillo. La botta al 21’, la risposta granata al 26’ con Ryan che
devia in angolo un destro di
Martinez ed al 40’ la replica su
El Kaddouri.
INCIDENTI Due tifosi del
Bruges di 37 e 41 anni
residenti in Spagna sono stati
arrestati per lesioni e
danneggiamento a seguito di
una rissa in un pub, nella
notte di mercoledì. Altri due
sostenitori belgi sono rimasti
feriti in un altro locale
cittadino nel corso di un’altra
rissa che avrebbe visto
protagonisti, oltre ai belgi,
anche un gruppo di ultras
granata. Più di 2000 i tifosi
arrivati da Bruges, alcuni dei
quali ubriachi per le vie del
centro fin dal mattino.
f.bra.
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In Coppa è Fiorentina d’autore
Marin, primo sorriso: girone vinto
segnano Babacar
e il trequartista
tedesco, subito in rete
al debutto da titolare
DUE PUNTE Granata in campo,
maglia azzurro Savoia, con la
formazione preannunciata,
Gazzi preferito a Vives in mezzo
al campo, Martinez e Amauri le
punte. Bruges rivoluzionato in
vista del match contro l’Anderlecht per la vetta del campionato, modulo più accorto (4-32-1) con Vazquez che in fase
d’attacco agisce da centrale e riporta gli arancioni al classico 43-3.
MIRACOLI Nella ripresa il Toro
prova a caricare. Con l’Helsinki
che sta vincendo contro il Copenaghen, una vittoria consegnerebbe i sedicesimi con un turno
di anticipo, eppure l’assedio risulta vano grazie alle prodezze
di Ryan. Il portiere di origini
australiane, anni 22, fa i miracoli anche nella ripresa. Prima
nega il gol a Martinez, colpo di
testa ravvicinato, poi devia in
angolo un missile di Benassi al
20’. Ventura prova a inserire Vives a centrocampo, un po’ di sale per imbeccare gli attaccanti
ma è dagli esterni che il Toro
continua a premere per la testa
di Amauri stretto nella morsa
degli avversari. Nel finale il tecnico granata prova il tutto per
tutto con l’ingresso di Larrondo. Molinaro scalda ancora i
guantoni di Ryan prima dell’ultimo tentativo dell’attaccante
argentino, che appena entrato
mira all’incrocio ma trova ancora il guizzo del portiere del Bruges sulla sua strada.
GRUPPO K
1Davanti a Platini,
da 792’, l’ultima rete in casa
dallo scozzese Jess al 23’ di Torino-Aberdeen (3-2), 20 ottobre 1993, Coppa delle Coppe.
curioso: in tribuna c’era il presidente dell’Uefa Platini («la Juve
vincendo a Malmoe ha fatto un
gran passo avanti e la Roma può
qualificarsi battendo il City all’Olimpico, il calcio italiano si sta
difendendo bene» ha detto prima della gara). L’ultima volta
che il dirigente francese aveva
seguito in Coppa una gara della
Fiorentina era stato nel 2010, all’Allianz Arena quando i viola furono battuti da un clamoroso gol
in fuorigioco di Klose. A livello
arbitrale la presenza di Platini
non porta fortuna alla squadra
del patron Della Valle. Stavolta
comunque la formazione di
Montella porta a casa il risultato
con una ripresa giocata tutta in
fase difensiva. Il Guingamp brucia la palla del pareggio con un
colpo di testa di Yatabarè che
centra la traversa. Un’occasione
propiziata da un’uscita maldestra di Tatarusanu. Per la prima
volta deludente. Un brutto segnale considerato che il futuro di
Neto era e resta un grande punto
interrogativo.
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GUINGAMP
1
FIORENTINA
2
MARCATORI Marin (F) al 6’,
Babacar (F) al 13’, Beauvue (G) su
rigore al 44’ p.t.
GUINGAMP (4-4-2)
Lossl 6; Sankoh 6, Kerbrat 5,
Sorbon 5, Jacobsen 6; Diallo 6,
Yatabarè 5,5, Mathis 6, Beauvue
6,5; Pied 6 (dal 33’ s.t. Schwartz
6), Marveaux 6 (dal 47’ s.t. Giresse
s.v.).
PANCHINA Guichard, Angoua,
Baca, Sankharè, Mandanne.
ALLENATORE Gourvennec 5,5.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI nessuno.
FIORENTINA (3-5-2)
Tatarusanu 5; Richards 6,5,
Tomovic 6,5, Basanta 5,5; Kurtic 6,
Aquilani 6,5, Badelj 6,5 (dal 25’ s.t.
Alonso 6), Lazzari 6 (dal 7’ s.t.
Cuadrado 5,5), Vargas 6,5; Marin
6,5 (dal 7’ s.t. Savic 6), Babacar
6,5.
PANCHINA Neto, Borja Valero,
Mancini, Ilicic.
ALLENATORE Montella 6,5.
ESPULSI Basanta al 44’ p.t. per
fallo su chiara occasione da gol.
AMMONITI Tomovic, Aquilani e
Babacar per gioco scorretto.
ARBITRO Eskov (Russia) 4.
NOTE spettatori paganti 12.539.
Tiri in porta: 5-4. Tiri fuori: 6-2.
Angoli: 6-2. In fuorigioco: 7-2.
Recuperi: p. t. 1’; s. t. 3’.
8
Serie A R
Tra Agnelli e Cairo
è già febbre derby
«Toro, non vinci più»
«Ci pensa Amauri»
1Il presidente Juve ironizza sui granata, a digiuno
dal 1995. Il rivale: «Ho attaccanti super motivati»
Francesco Bramardo
Mirko Graziano
19 ANNI DI BUIO
TORINO
«L’
ironia non deve mai
venire meno nel calcio, è il divertimento di questo
sport». La premessa del presidente Andrea Agnelli arriva
dal palco allestito presso la
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per la presentazione
di «Torino 2015 - Capitale europea dello sport». Accanto al
presidente della Juventus c’è il
collega granata Urbano Cairo.
E domenica è Juve-Toro! Allora
Agnelli alla premessa fa seguire la stoccata, ironica naturalmente: «Noi giochiamo sempre
per i tre punti, loro sono 15 anni che non vincono e non segnano un gol nei derby». Diciamo che il presidente juventino
ha fatto una media: in realtà i
granata non vincono dal 1995
(2-1, doppietta di Rizzitelli) e
PARTITA
DATA RISULTATO
1. JUVENTUS-TORINO 9/4/95
1-2
2. JUVENTUS-TORINO 3/12/95
5-0
3. TORINO-JUVENTUS 6/4/96
1-2
4. TORINO-JUVENTUS 7/11/99
0-0
5. JUVENTUS-TORINO 19/3/00
3-2
6. JUVENTUS-TORINO 14/10/01
3-3
7. TORINO-JUVENTUS 24/2/02
2-2
8. TORINO-JUVENTUS 17/11/02
0-4
9. JUVENTUS-TORINO 5/4/03
2-0
10. TORINO-JUVENTUS 30/9/07
0-1
11. JUVENTUS-TORINO 26/2/08
0-0
12. JUVENTUS-TORINO 25/10/08
1-0
13. TORINO-JUVENTUS 7/3/09
0-1
14. JUVENTUS-TORINO 1/12/12
3-0
15. TORINO-JUVENTUS 28/4/13
0-2
16. TORINO-JUVENTUS 29/9/13
0-1
17. JUVENTUS-TORINO 23/2/14
1-0
non vanno a rete dal 2002 (2-2,
reti di Ferrante e Cauet).
CAREZZA A PRISCO «Quello
che bisogna eliminare dagli
stadi sono la violenza e il razzismo, non i sani sfottò che sono
il sale di questo sport», ribadisce l’artefice numero uno della
rinascita juventina, che a questo proposito ricorda pure la figura dello storico vicepresidente interista Peppino Prisco,
«un personaggio che con la sua
intelligente ironia manca parecchio a questo calcio».
E CAIRO... Nel frattempo, Cairo
metabolizza le battute di
Agnelli e riordina la difesa, ma
evita di contrattaccare con
un’altra frecciata, anche perché preso soprattutto dalla
partita che poche ore dopo il
suo Toro avrebbe affrontato
contro il Bruges. «Il derby? La
voglia di fare una grande prestazione c’è, eccome - dice il
presidente granata - Purtroppo
Andrea Agnelli, 38 anni, con Urbano Cairo, 57, ieri alla presentazione di Torino 2015 ANSA
RAsamoah verso
l’operazione:
dovrebbe stare
fermo un paio
di mesi
fino a oggi questa partita non
ci ha regalato grandi gioie. La
speranza, comunque, è che con
il ritorno in Europa le cose possano cambiare. Certo, facciamo pochi gol di questi tempi e
forse nemmeno questo sarà
l’anno giusto per portare a casa
il derby... Però sono fiducioso
vedendo come lavorano i ragazzi. Uomo-derby? Voto gli
attaccanti, Amauri e Quagliarella avranno grandi motivazioni».
TERMOMETRO Juventus galvanizzata, padrona del campionato e con un piede negli ottavi
di Champions League, Torino
che si lecca invece le ferite per
un mercato estivo che ha tradito le aspettative, in attacco in
particolare, dove le polveri sono bagnate e il solo Quagliarella (ex Juve, 4 gol) si è caricato
sulle spalle l’eredità ingombrante di Immobile e Cerci (35
reti in due). Insomma, se in casa Juve c’è euforia, la sponda
granata vive un momento di
depressione in Italia. Il cambio
di modulo (dal 3-5-2 ai tentativi con il 3-4-2-1 per creare
maggior fantasia in zona gol)
non ha portato a risultati significativi in campionato, dove comunque c’è ampio spazio per
recuperare, magari grazie a un
«aiuto» importante in sede di
mercato invernale. Il timore di
un derby a senso unico è confermato dalla prevendita al
botteghino: complice forse anche il prezzo (40 euro per la
curva), più della metà dei tagliandi riservati ai tifosi del Torino sono infatti a oggi invenduti. Verso il tutto esaurito il
resto dello Stadium. Domenica, intanto, le squadre scenderanno in campo con le maglie
«Torino 2015».
ASAMOAH Ieri la Juve è atterrata a Torino a ora di pranzo,
quindi allenamento leggero
per i protagonisti di Malmoe e
seduta a pieno regime per il resto della banda Allegri. Oggi
prime prove tattiche in vista di
domenica, mentre sul fronte
Asamoah è atteso un consulto
decisivo con lo staff medico. Il
tuttofare ghanese è alle prese
da tempo con un ginocchio minato da qualche problema alla
cartilagine, e ha fatto ogni tipo
di terapia per allontanare lo
spettro dell’operazione. Ma
ora club e giocatore sarebbero
orientati all’intervento chirurgico per risolvere il problema.
Va detto che i campioni d’Italia
avrebbero comunque perso
l’esterno tra gennaio e febbraio
per la Coppa d’Africa.
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VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
L’esultanza
provocatoria
di Maresca nel
derby 2002 AP
9
Juve a un bivio per gennaio
Kjaer o Schär per la difesa
1In attesa che ritorni Barzagli, contatti per il danese ex del Palermo e
per lo svizzero del Basilea. Il Tottenham si fa avanti per il croato Kramaric
15-2
Carlo Laudisa
Alessandro Russo
Fabian Schär,
22 anni,
difensore del
Basilea: è
cresciuto nel
Wil
TORINO CAPITALE DELLO SPORT 2015
Il numero 1 bianconero
vuole l’Italia allo Stadium
ma c’è il nodo-Calciopoli
● TORINO (f.bra.) L’Olimpiade 2006 cambiò la
città, Torino 2015 è un’opportunità per
modificare la cultura dello sport cittadino. Il
c.t. dell’Italvolley, il torinese Mauro Berruto,
riassume così lo spirito di Torino, prossima
Capitale europea dello sport. Ieri la presentazione
davanti al Sottosegretario alla presidenza Delrio,
al presidente del Coni Malagò e al sindaco
Fassino. Prevista la World League di pallanuoto
(20 gennaio), la partenza dell’ultima tappa del
Giro (31 maggio), il test match di rugby ItaliaScozia (22 agosto) e gli Europei maschili di
pallavolo (12/14 ottobre), oltre agli azzurri di
Conte (Italia-Inghilterra il 31 marzo). All’Olimpico,
ma Agnelli spinge per lo Juve Stadium: la Figc
vorrebbe prima risolvere il contenzioso con il club
bianconero (444 milioni di risarcimento chiesti
per Calciopoli dalla Juve).
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C’
è un bivio a gennaio per
la Juve. Puntare con decisione sul danese Simon Kjaer o affondare per lo
svizzero Fabian Schär? In ogni
caso la priorità bianconera resta
un difensore. Ed è un’esigenza legata al recupero di Andrea Barzagli. In attesa dei responsi medici per il centrale toscano, il
duo Marotta-Paratici si sta
guardando intorno in mezza Europa alla ricerca della soluzione migliore.
IL VICHINGO Il gigante
danese conosce bene il
nostro campionato, visto che il suo arrivo al
Palermo risale al 2008.
L’ascesa è immediata,
tanto è vero che nel 2010
il Wolfsburg lo acquista
per 12,5 milioni di euro. In
Bundesliga, però, non si
ambienta. E nel 2012 Sabatini lo porta in prestito alla Roma.
Poi, nel 2013 si sistema al
Lille e in Francia ritrova serenità. Così adesso, a soli 25
anni, ha i requisiti per tornare in Serie A e giocarsi al meglio
la nuova chance. Gli osservatori
juventini lo stanno seguendo con
attenzione, a dimostrazione del
fatto che la candidatura sta pren-
● Il conto delle reti fatte e
subite dalla Juve con la difesa
a 4 (dal 3-2 all’Olympiacos del
4 novembre). La squadra ha
preso gol solo in quella gara
0,47
Simon Kjaer, 25 anni, con la maglia della nazionale danese ACTION
dendo corpo. È vero che è sotto
contratto sino al 2017, ma la sua
valutazione ormai non va oltre i
4 milioni di euro.
SVINCOLATO È differente il profilo del centrale del Basilea con il
contratto in scadenza a giugno.
Schär non ha ancora compiuto
23 anni e ha già bruciato le tappe, conquistandosi un posto da
protagonista anche nella Svizzerra. Perciò ha molti pretendenti, considerando che in estate
può trasferirsi a costo zero. In
passato l’Inter lo ha seguito con
grande attenzione, ma poi ha allentato la presa. Al contrario la
Juve ha lavorato sotto traccia con
il suo agente. Il problema è che il
Basilea è ancora in corsa per la
qualificazione in Champions o in
Europa League. Così è dura che si
privi del suo centrale subito, a costo di perderlo a zero.
VALUTAZIONI Anche per questo
i dirigenti bianconeri giocano su
due tavoli prima di arrivare alla
scelta definitiva, senza mai dimenticare che tutto è sempre
vincolato alla promozione della
squadra di Allegri agli ottavi di
Champions. E comunque i piani
societari prevedono che gli investimenti più importanti saranno
● La media-gol al passivo
della squadra di Allegri (8
reti in 17 partite stagionali).
In attacco 35 gol, con una
media di 2,05
soprattutto in funzione dell’estate.
PISTA CROATA Un discorso a
parte merita l’attaccante Andrej
Kramaric del Rijeka per il quale la
Juve ha fatto un’offerta due mesi
fa intorno ai 2 milioni. Ma il club
croato aveva altre idee e ora spera
si scateni un’asta in Premier per
una quotazione intorno ai 10 milioni. Sulle sue tracce ci sono già
Tottenham e Qpr, ma non è escluso che compaiano altri pretendenti. Insomma il destino del goleador del Rijeka appare lontano
dalla Serie A.
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Serie A R
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Garcia alla Mourinho:
Roma sola contro tutto
1L’allenatore parla alla squadra dopo le foto allo strip club di Mosca:
vuole creare motivazioni extra. E Sabatini: «I ragazzi si sono compattati»
Andrea Pugliese
LO STRIP CLUB?
I GIORNALISTI NON
VEDEVANO L’ORA
CHE SUCCEDESSE
QUALCOSA
ROMA
N
oi soli contro tutti. Il
copyright è di Mourinho,
rigorosamente suo, come
sua fu la mano del Triplete dell’Inter del 2010. Il concetto, invece, è quello che gira nella testa di
Rudi Garcia da un po’, lui che in
17 mesi ha conquistato l’amore
di Roma e la stima di un po’ tutta
Italia. Nonostante qualche ultimo scricchiolio, qualche passo
falso, qualche scivolata inattesa.
E nonostante quel «noi contro
tutti» che gli frulla nella testa e
che ieri ha espresso ai suoi giocatori. Così.
NEL MIRINO La scintilla sono
state le foto dei calciatori giallorossi nello strip club di Mosca,
pubblicate sulla stampa russa e
rimbalzate in Italia. Potere di Internet, proprio dove Borriello ha
chiarito: «Una serata per il solo
piacere di stare col gruppo, per
fortuna non ho bisogno di locali
per fare altro!». Garcia di quelle
foto ne è venuto a conoscenza
strada facendo, ma non gli è piaciuto che i giornali italiani le abbiano riprese, quasi ci fosse un
dovere di censura. Troppo spazio, troppo risalto ad una ragazzata. Così Rudi ha toccato l’argomento alla fine del rebriefing
post-Cska, a Trigoria. «Non ho
RUDI GARCIA
ALLENATORE ROMA
LO SCUDETTO? NON È
UNA LOTTA A TRE, MA
UNA LOTTA DI UNA
SQUADRA CONTRO
TANTE ALTRE COSE
Rudi Garcia, 50 anni, seconda stagione sulla panchina della Roma LAPRESSE
nulla di particolare da dirvi, sapete come la penso — ha detto
—. Se dovrò parlare con qualcuno lo farò di persona. Ma sappiate che la stampa italiana non vedeva l’ora che succedesse». Eccolo lì, nel mirino i giornalisti,
lui che da bambino sognava di
esserlo. Ma Rudi è intelligente,
scaltro, la sua è una mossa studiata. Una molla per allentare la
tensione, sgravare il gruppo di
responsabilità e ridargli motivazioni extra in vista del mini-ciclo
(da qui a Natale) di 5 partite. Un
passaggio importante per la Roma, che può entrare tra le prime
16 d’Europa o restare per un po’
JOSÉ MOURINHO
ALLENATORE INTER 2010
in purgatorio. Come importanti
sono stati i colloqui con alcuni
giocatori, tra cui De Rossi e Pjanic, due giocatori ripresi nelle
foto incriminate.
CORAGGIO ED ACCUSE Del resto, il «noi soli contro tutti» per
Garcia è un modo come un altro
GUARDIAMO OLTRE
PERCHÉ QUALCOSA
C’È SEMPRE.
BETTER STARTS NOW
RADIOCONTROLLATO
PRECISIONE ASSOLUTA
SISTEMA ECO-DRIVE
ENERGIA INESAURIBILE
SUPERTITANIUM
IL PIÙ LEGGERO, IL PIÙ RESISTENTE
L’orologio riceve, con trasmissione via onde
radio, il segnale generato da un orologio
atomico: la sua precisione ha una tolleranza
di 1 sec. ogni 10 milioni di anni.
Basta una minima esposizione alla luce
naturale o artificiale per accumulare
una grande quantità di energia e garantire
il funzionamento dell’orologio, senza pila.
Molto più dell’acciaio e del normale titanio,
sia per leggerezza che per resistenza
alla corrosione e all’usura: il Super Titanio
viene utilizzato anche nell’industria aerospaziale.
per compattare ancora di più il
gruppo ed evitare sfilacciamenti
inattesi. Fa parte del suo modo
di agire, di gestire le cose, di vivere la vita e il campo sempre in
prima persona, a testa alta,
pronto a sfidare la prossima sfida con il coraggio che gli appartiene. Come è successo con il
Bayern, quando dopo l’1-7 fu accusato di presunzione («Ma che
c’è di brutto ad esserlo? Io ammiro chi vuole vincere — la difesa di Pep Guardiola —. È coraggioso, positivo»). O a Mosca,
quando ha lanciato nella mischia Strootman. Nonostante
tutto, a cominciare da quel campo lì. Ma Rudi è fine psicologo,
pensava ai famosi due piccioni
con una fava: era sicuro di vincere e voleva dare un’iniezione di
fiducia senza fine a Kevin, un
modo per dirgli «vedi, ti considero già pronto anche per queste
battaglie qui...».
DIFESA D’UFFICIO Del resto, su
Strootman il francese ha incassato anche la difesa di Sabatini:
«Tutto ciò è irriverente verso lui
e Kevin, che deve recuperare
giocando partite vere, non sul
3-0 in casa. Ha sbagliato un passaggio, non ha fatto autogol». Il
d.s. ha poi indicato il vero problema («L’1-7 con il Bayern ha
minato la nostra autostima»),
giustificando i ragazzi per la bravata allo strip club: «Avessi avuta la tuta... Avevano il permesso
per stare fuori due ore». Qualcuno è andato più in là. «Ma siamo
una società liberale, i ragazzi dovevano distrarsi, ne hanno approfittato per compattarsi». Già,
la compattezza ed ecco che si
torna a quel «noi soli contro tutti». Tanto che ieri De Sanctis si è
scusato un’altra volta per la frasi
post-Cska: «Non volevo addossare la colpa a nessuno». Per
Garcia invece la colpa è dei giornalisti. Ma è una mossa sottile.
In perfetto stile Mourinho.
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11
TRIGORIA E MERCATO
Ora Maicon
punta l’Inter
E si avvicina
Chiriches
Davide Stoppini
ROMA
M
aicon per l’oggi,
Chiriches per domani. Il brasiliano s’è
desto: ieri mattina è tornato
in campo, una porzione di
allenamento con i compagni
e il resto a parte. Non accadeva da un mese e mezzo:
l’idea è rimetterlo in piedi
per la sfida con l’Inter e in
prospettiva Manchester City. Tutto dipende, come al
solito, dal giocatore: non che
il ginocchio destro stia molto
meglio rispetto alla vigilia
del Cska, ma lo spirito stavolta sembra quello giusto.
Buon per Garcia, che ha perso pure Torosidis: lesione di
primo grado al gemello della
gamba destra, possibile rientro col Genoa il 14 dicembre.
MERCATO A gennaio, invece,
sarà mercato. «Faremo qualcosa di visto, controllato e
certificato», ha detto il d.s.
Sabatini a Roma Radio. Gli
indizi portano a Chiriches,
centrale del Tottenham nel
mirino da due anni, buono
(anche) per sostituire Castan: un emissario a Londra
ha ottenuto l’ok del romeno,
si tratta per un prestito con
diritto di riscatto, affare non
lontano dalla conclusione.
Poi si penserà al terzino. E al
sogno Darmian.
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Serie A R
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Milan, l’enigma centravanti
Tra Torres-Pazzini c’è Menez
L’EX CAPITANO
1I dubbi di Inzaghi per il modulo con l’Udinese: il Niño non si sblocca e il Pazzo
è indietro nelle gerarchie. Ma il francese punta nel 4-3-3 non piace a Berlusconi
Alessandra Gozzini
MILANO
U
n attaccante in campo domenica a San Siro ha
scritto una storia di gol
partendo da Empoli e arrivando
fino all’Udinese. L’attaccante in
questione è Antonio Di Natale,
ultimo arrivato nell’esclusivissimo circolo dei bicentenari (del
gol). Anche Fernando Torres, fin
qui una tradizione molto meno
ricca per quanto riguarda le gioie italiane, vorrebbe seguire la
traiettoria: nello stadio dell’Empoli ha segnato il primo e finora
unico gol in campionato e nel fine settimana si troverà davanti
proprio l’Udinese. Condizione
necessaria per bissare il colpo di
Empoli è però trovarsi a centro
area, piuttosto che defilato in
panchina. Per far crescere il
Niño, Inzaghi le ha provate tutte: nei minuti che precedevano
l’avvio del derby anche un singolo ripasso tattico e motivazionale. La cura però deve ancora dare i suoi frutti e ristabilire pienamente Fernando: una
medicina alternativa potrebbe
essere concedere allo spagnolo
un turno di riposo ma niente è
ancora deciso. L’unica certezza è
il desiderio di Pippo di tornare a
esibire un attacco scoppiettante,
visto che nel frattempo i botti in
zona gol si sono un po’ ridotti, e
Fernando
Torres, 30
anni, prima
stagione al
Milan: finora
lo spagnolo ha
giocato 10
partite, per
un totale di
610 minuti,
segnando
un gol FORTE
Maldini incorona
De Sciglio:
«È il mio erede»
il reparto dall’essere il più prolifico del torneo è sceso al terzo
posto, sempre sul podio ma al
gradino meno nobile e per di più
condiviso con Roma e Lazio.
MODULO UNO Il punto è che dopo dodici giornate il dubbio dell’antivigilia, prima ancora degli
interpreti, riguarda la disposizione. Se Inzaghi orchestrerà il
modulo con due attaccanti e due
esterni (le sigle, che sia 4-4-2 o
4-2-3-1, interessano meno) ci
sarebbero più spazi da coprire,
con la quasi certezza per Torres
di vedersi assegnato uno spartito. Non è però escluso che, anche con questo sistema di gioco,
una maglia venga consegnata a
Pazzini e non a lui, ma appunto è
evento da non escludere: le
maggiori probabilità di sbucare
dall’inizio le ha ancora l’ex del
Chelsea. «Se non ora, quando?»
è allora la legittima questione
che il Pazzo può porsi: magari
da gennaio in poi, quando potrebbe trasferirsi altrove, anche
se sull’opportunità il Milan non
ha ancora sciolto le riserve, anzi.
MODULO DUE Se invece la squadra dovesse essere targata 4-3-3
ecco che Torres entrerebbe in un
complicatissimo ballottaggio
con Menez, e dei tre esterni in
corsa (El Shaarawy, Bonaventura e Honda) ne resterebbero sul
campo solo due. Rieccoci al-
Javier Zanetti, 41 anni, e Paolo Maldini, 46 BUZZI
MILANO
L
Jeremy Menez, 27 anni LAPRESSE
Giampaolo Pazzini, 30 anni FORTE
l’idea della medicina alternativa
per Torres: sistemarlo per una
domenica in panchina ad assistere ai movimenti da centravanti moderno di Menez. La soluzione di Pippo (che ritroverà
anche Montolivo, difficilmente
dall’inizio) avrebbe però effetti
collaterali significativi: con una
sola mossa piazzerebbe a sedere
i due centravanti in rosa, appunto Torres e Pazzini (che ieri con
alcuni compagni si sono allenati
assieme a venti ragazzini degli
oratori di Cernusco nell’ambito
della Junior Tim Cup), trattamento che risulta allergico a
Berlusconi, atteso per oggi a Milanello, che da sempre ama vedere un attaccante di fisico piazzato nell’area avversaria. Senza
dover riscomodare i duecento
gol di Di Natale, il Milan si accontenterebbe di qualcosa in
meno: basterebbe fossero golvittoria, che mancano ormai dal
19 ottobre, viaggio a Verona: ah,
lì il modulo era 4-3-3, con Torres
titolare.
a parola d’ordine è «rispetto». Dentro
l’auditorium dell’Assolombarda ci sono
450 studenti e con loro Maldini e Zanetti, avversari di una vita di derby all’insegna
del... rispetto. Oggi i due sono testimonial
della campagna «Rispetta il mio stile», avviata
da Braun e Fondazione Milan Onlus per aiutare i giovani a stabilire corrette relazioni interpersonali, a rispettarsi. E’ qui che viene chiesto a Maldini quanto si sia sentito «rispettato»
il giorno della sua uscita di scena da San Siro.
«La contestazione della Curva il giorno del
mio addio? È stato un momento non facile e
anche inaspettato, c’erano settantamila spettatori ma ricordiamo solo quella piccola frangia di tifosi. Sono una persona pensante, ho
detto le cose come stavano. Con il tempo ho
capito che quello è stato un successo perché
ha marcato una linea ancora più grossa tra me
e quel tipo di calcio, non penso che quello sia
il futuro dello sport». Un futuro luminoso può
invece essere scritto da De Sciglio, che da
Maldini riceve la più nobile delle investiture:
«Mi auguro che possa fare un percorso simile
al mio. Ovvio che dipenda anche dal momento: ora le prospettive non sono proprio rosee,
ma lui può farcela, può essere il mio erede».
a.g.
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Sacchi a Milanello, uno che non se n’è mai andato
1Arrivò al Milan nel 1987 e vinse tutto
con lavoro frenetico e applicazione.
E se in futuro dovesse ritornare?
Andrea Masala
S
acchi a Milanello, ci risiamo. Arrigo, come ripete Adriano Galliani, è uno della famiglia. Uno
che non se n’è mai andato. Ora è un seguitissimo opinionista, ma resta il tecnico che ha riportato il
Milan al top. Nel club di Silvio Berlusconi è tra gli immortali: nessuno si è stupito quando di recente è stato
contattato per fare il supervisore. Prospettiva che potrebbe tornare d’attualità e magari concretizzarsi in
tempi non troppo lunghi. L’orchestra del primo Sacchi
resta indimenticabile, il flop del bis nel 1998 è stato
un peccato veniale. Arrigo nel 1987 realizzò davvero
la rivoluzione. A Parma si era esercitato come innovatore, trovò terreno fertile a Milanello. A partire dalle
faccende quotidiane. Sacchi l’innovatore, per i più
maliziosi e invidiosi l’eretico, cominciò dal metodo:
allenamenti di mattina, «perché si è più reattivi e ricettivi», dieta ferrea, studio e ripasso di tattica e tecnica. Il Milan sacchiano imparò a vincere con la «strategia dell’attenzione», messa in pratica da giocatori come Baresi, Tassotti, Maldini, Costacurta, Donadoni,
Ancelotti, Gullit, Van Basten, Rijkaard. Un mantra di
una forza micidiale, diffuso da simili discepoli, ha trasformato la cronaca in storia. Quando Arrigo teneva le
sue lezioni tutti, dai Palloni d’oro alle riserve, si abbeveravano. Oddio, non proprio tutti. A Rijkaard capitava di addormentarsi seduto sul pallone, di spalle. E
Arrivo urlava «Frank, mi ripeti che cosa ho detto?!?».
L’olandesone, destato dal torpore, beccato in flagrante s’alzava di scatto e spazzava via il pallone, per far
vedere che era sveglio. Arrigo lo perdonava: Rijkaard
era talmente avanti da annoiarsi, come lo studente
che manda i concetti a memoria.
LO PSICOLOGO Il Sacchi grande allenatore milanista era anche un fine psicologo. Veniva bollato come
«cenatore a vita»: pranzava con giocatori, preparatori, staff, dirigenti. A volte fingeva di mangiare, dato
che le cene si accavallavano. Usava stratagemmi come
i bigliettini sotto il piatto al ristorante, ognuno con
una consegna personalizzata. Ogni tanto c’era chi li
scambiava: capitava così che Van Basten ricevesse i
compiti di Tassotti, che Baresi leggesse ciò che toccava
a Gullit… Sacchi si imbestialiva: «Non mi seguono…».
I risultati rimettevano tutto a posto.
L’AFFABULATORE A Milanello, ogni tanto Arrigo intratteneva amici e giornalisti. E giù aneddoti sui derby
di C, su una provincia che non ha mai rinnegato. E non
insegnava soltanto ai suoi giocatori: con i bicchieri
spiegava la diagonale difensiva, la sovrapposizione. E
poi di Gullit immarcabile nelle serate libere, di Massaro che ti distraeva con le miccette… Esigeva serietà e
sacrificio, ma aveva ironia da vendere. Durante una
trasferta di Supercoppa a Barcellona, l’aereo con
squadra e stampa al seguito subisce un tremendo vuoto d’aria. Panico sul volo, c’è chi piange di paura. C’è
anche chi scrive. Arrigo s’aggira tra i sedili, punta un
giornalista: «Che fai, tanto domani non esce!». Si ride,
si atterra. E si vola alto. E a Milanello si vinceva tutto.
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INTANTO FA IL PROF
AL SETTORE GIOVANILE
● A Milanello, come una volta. Ieri ad
attendere Sacchi c’erano Galliani, Inzaghi,
Gandini, il d.s. Maiorino e Filippo Galli.
Motivo: l’esposizione del progetto tecnico
del settore giovanile ad Arrigo. Erano
presenti tutti gli staff tecnici. Sacchi ha
fatto un intervento, con consigli pratici e il
video di Milan-Real dell’aprile ‘89, e poi ha
assistito al lavoro della prima squadra BUZZI
Serie A R
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
I MITI DEL GOL
13
CONTENUTO
PREMIUM
DALLE ORIGINI ALLA GLORIA EMPOLI, UDINESE E NAZIONALE: UN BOMBER CHE NON SI FERMA MAI
DEBUTTA IN A CON L’EMPOLI
● LA GAVETTA IN PROVINCIA
Di Natale, 37 anni, ha esordito in Serie A con
l’Empoli il 14 settembre 2002, dopo aver giocato
in C2 con l’Iperzola e il Viareggio e in C1 con il
Varese: al debutto, è andato subito in gol AP
TOTÒ E LO STORICO
TRAGUARDO DEI
200 GOL IN A: «HO
PENSATO A MAMMA
E PAPÀ CHE NON CI
SONO PIÙ. IL MIO
EREDE? MI PIACE
MOLTO INSIGNE»
INTERVISTA
di FRANCESCO VELLUZZI
INVIATO A UDINE
«H
a fatto in tempo a vedere la doppietta
col Parma, il 29 settembre. Poi è salito
in cielo». Come la mamma Giovanna,
sette anni fa. Totò Di Natale ha perso papà Salvatore, colpito a 68 anni da un male incurabile, il 1°
ottobre. Da allora tutti i gol li dedica ai genitori.
Che stavano a Pomigliano d’Arco, e con i quali aveva un rapporto speciale: «Li ho sempre sentiti. È
stata più dura quando se n’è andata mamma. Lei
soffriva di diabete. Per papà ero più preparato. Stava male da un po’. Eppure ha lavorato per 40 anni
all’ospedale di Napoli».
IL LEGAME CON GUIDOLIN
● ADOTTATO DA UDINE
Totò ha trovato la definitiva consacrazione a Udine,
dove è arrivato nell’agosto 2004. Con Francesco
Guidolin in panchina il top è stato il terzo posto
raggiunto nella stagione 2011-12 SPORT IMAGE
L’APPRODO IN NAZIONALE
● QUEL GOL ALLA SPAGNA
Di Natale ha giocato 42 partite con la maglia della
Nazionale: ha debuttato il 20 novembre 2002 e ha
segnato 11 gol. Qui sopra quello all’Europeo 2012
alla Spagna, nell’1-1 della fase a gironi REUTERS
Di Natale
«FESTEGGIO
CON BAGGIO
POI ALLENERÒ
ALLA ZEMAN»
Lei ha dedicato a loro il gol 200 di domenica?
«Certo. Guardo lassù. Sono per loro, oltre che per
mia moglie e miei figli. Papà e mamma: i primi a
cui ho pensato. Hanno lasciato 5 figli, 4 fratelli e
una sorella che sta con due bambini nella casa in
cui c’era papà. Ho 6 nipoti. Sono l’unico che è emigrato. Forse ragionavo un po’ di più. Gli altri sono
rimasti giù, solo un mio fratello provò ad andare a
Brescia, ma dopo poco tornò».
FINALMENTE I 200
● L’ULTIMA GIOIA
Antonio felicissimo dopo la rete numero 200
in Serie A, segnata domenica al Friuli contro il
Chievo: il magazziniere Tades, suo grande amico,
gli porge la maglietta celebrativa AP
«A Brunner, ero all’Empoli contro il Como, nel
2002: sinistro sul primo palo».
Il più importante?
«Quelli contro la Lazio quando andammo ai preliminari di Champions League».
Il più significativo?
«Quello numero 200 contro il Chievo».
Il più prestigioso?
«Quello a Casillas all’Europeo 2012, in Italia-Spagna. Sono l’unico che gli ha fatto gol in quel torneo
e mi sono rifatto dell’errore su rigore, sempre con
la Spagna, nel 2008».
L’obiettivo?
«Lo ripeto: raggiungere Roberto Baggio a 205 gol.
L’ho incontrato a Coverciano e gli ho detto che vorrei facessimo una grande festa insieme, magari
proprio qui a Udine».
E qui continua a festeggiare per i 200?
«Ieri siamo andati a cena con i compagni, ma organizzerò appena saremo più sereni».
Allora ha deciso: nel nuovo stadio ci sarà anche lei
come desidera patron Pozzo?
«L’accordo c’è. Ora cerco di fare sei mesi alla grande e poi parliamo».
Lei gioca da 15 anni con la stessa scarpa in pelle, con
i 13 tacchetti. E suo figlio Filippo?
«Lui vuole quelle di Cristiano Ronaldo, le mie ho
provato a dargliele. Se le colora su Internet. E da
domenica mi sfotte perché lui con l’Udinese 2003
ha battuto la Donatello, la mia scuola calcio, e ha
vinto la scommessa».
Torniamo al suo calcio: che differenze ci sono tra
Guidolin e Strama?
«Guidolin ha 30 anni di panchina e di carriera.
Stramaccioni mi sembra Spalletti giovane. Ci parlo. Ha Stankovic che è importante, ci mancava uno
così».
Li vede?
«A volte vado senza dirlo a nessuno. O quando gioco a Roma ci troviamo. Adesso spero di tornare due
volte: in campionato e, se battiamo il Cesena, per
la Coppa Italia».
Oggi viene Conte a trovarvi: le sembra strano non
essere in Nazionale?
«No, largo ai giovani. Facciamoli crescere. Conte fa
molto bene a chiedere uno stage di due giorni al
mese. Okaka mi piace, sembra Vieri».
La Coppa è un obiettivo, ma prima e dopo ci sono
due trasferte a San Siro: Milan e
Inter. Questa settimana si è ripetuto che il Milan di Inzaghi deve
vincere...
«Anche noi. Siamo pari. È una
grande squadra, con qualità davanti, ma deve fare la partita e se
noi ripartiamo bene possiamo
metterla in difficoltà. Con l’Inter
sarà dura: Mancini ha un effetto
positivo».
E chi le assomiglia?
«Insigne, un peccato che si sia fatto male. E all’Udinese tenete d’occhio Zapata».
ADESSO CERCO
DI FARE 6 MESI
ALLA GRANDE,
POI PARLIAMO
DEL FUTURO
Non state giocando tanto bene.
«Con quelle che si chiudono, tipo Cesena e Chievo, facciamo fatica, e un paio di volte abbiamo
pagato il fatto che i nazionali sono tornati il venerdì».
Alla Zeman?
«Avrei voluto farmi allenare da Zeman...».
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SAREI FELICE
DI DIVENTARE
IL TECNICO
DELL’UDINESE,
MA COL 4-3-3
Però, c’è lei che segna, soprattutto in casa, dicono i numeri e i maligni.
«Io ne ho fatti 200. Guardiamo i
numeri e scopriremo che ne ho fatti tanti in trasferta. Fuori hai meno spazi. Ma fatica non ne ho mai
fatta».
Rivediamoli questi 200 gol: i più belli?
«Al Chievo, alla Reggina e un pallonetto a De Sanctis contro il Napoli».
Il primo?
Il suo futuro: Pozzo la vuole allenatore a Udine.
«Le sfide mi piacciono, sarei felice di allenare l’Udinese ma giocando come piace a me, col 4-3-3».
E CONTRO IL MILAN
CALZERÀ IL... 200
● Ieri nella sede dell’Udinese Totò Di Natale
stato premiato dall’Asics con una scarpa
speciale, «Totò 200», che indosserà domenica
pomeriggio a San Siro contro il Milan
14
Serie A R L’incontro
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Zeman e Conte firmano
la pace della bottarga
1Il c.t. in visita a Cagliari si riconcilia a tavola con il suo «nemico» storico:
«Zdenek è l’arte del lavoro al servizio delle idee. Dybala? Non l’ho convinto»
Mario Frongia
CAGLIARI
L
a stretta di mano è solida,
lo sguardo pure. Antonio
Conte e Zdenek Zeman si
ritrovano in una mattinata tiepida. Il Cagliari si allena a cento
all’ora. Mister «martello» guarda, annuisce, mentre il boemo
sussurra alla sua maniera. Ma
niente sigarette. L’allenatore
della nazionale e il tecnico rossoblù, faccia a faccia: storie,
scontri, esperienze e concetti
spesso opposti. Da ieri - e forse
fin già dal 2013 quando presero
Panchina d’oro e d’Argento a
Coverciano - sono molto più vicini. Insieme ad Asseminello,
ad applaudire la stessa sinfonia: «Zeman mette l’arte del lavoro a supporto dell’idea di calcio. Mi piace l’organizzazione e
l’approccio alle gare del Cagliari». Lontani i tempi aspri dei
tempi della Juve, tra accuse,
querele, processi.
PACE «Con Zeman non avevo
nulla da chiarire», taglia però
corto il tecnico dell’Italia. L’intesa tra i due cresce a tavola:
scaglie di bottarga e carciofi,
cozze gratinate, sarago al sale,
polpo alla cagliaritana, sorbetto e caffè. Niente carboidrati,
concordano anche su questo. Il
Zdenek Zeman, 67 anni, chiacchiera in panchina ad Asseminello con Antonio Conte e Lele Oriali LAPRESSE
RGli obiettivi sardi
del tecnico azzurro
«Sau e Rossettini
rientrano
nei nostri piani»
clou di una giornata intensa. Si
chiude con due dita di mirto
ghiacciato. D’altronde, la visita
si è aperta alle 9.37. Per Conte e
Lele Oriali, con Giulini fuori città, l’accoglienza è del d.s. Marroccu e del segretario Stagno.
«Trovo un ambiente sano, attenzione e responsabilità. Mi
piace la disponibilità del club:
significa che, come a Palermo,
si coglie il messaggio. Lo meritano i tifosi e la nazionale. Dybala? Purtroppo non l’ho convinto» dice con un mezzo sorriso. Conte segue la seduta. Parlotta con Zeman. Cossu e soci
vanno a mille. Il gruppo è concentrato. Si respira un’aria che
coinvolge. «Stiamo costruendo
un percorso che deve avvicinare tutti. Tecnici, club, calciatori
e tifoseria. Ciascuno deve fare
la sua parte». Per il c.t. la missione è chiara: «Il calcio italiano merita il massimo impegno.
L’Europa? Siamo distanti, lavoriamo meno intensi e veloci degli altri». Zeman sorride. Per il
boemo la musica è proprio questa: profondità, organizzazione, propensione offensiva. A
ritmi da formula Uno. «Ho chiamato tutte le componenti in
causa, il momento non è facile
ma avrò incontri diretti con gli
allenatori». Conte indica la
nuova tribunetta. «Per i tifosi?»
«No, i gradoni li usa Zeman per
allenare i ragazzi» spiega il d.s.
TROPPI GOL A NAPOLI Atmosfera da campus. Lavoro e responsabilità, in parti uguali. Alle 13.15 colazione di lavoro. Sapori di mare. Più tattica, cultur a s p o r t i v a , p r o get to .
All’aeroporto, Conte rilancia:
«Zeman lavora su un progetto
solido con una società all’altezza: ha scommesso su di lui e lo
lascia operare in serenità. Napoli-Cagliari? L’ho vista, divertente. Forse, qualche gol però si
poteva evitare». Risate. Si entra
nel vivo: il club di Giulini ha otto pedine nel circuito azzurro.
«Rossettini, che conoscevo da
Siena, e Sau rientrano nei nostri piani. Seguiamo anche Crisetig, Murru, Longo e Cragno».
Mentre in passato andare in nazionale significava non allenarsi, adesso - è grosso modo il
concetto della dirigenza isolana - nei raduni si lavora sodo. In
breve, braccia aperte all’azzurro. Conte rilancia: «Il Cagliari
mostra scrupolo e rigore. Frutto di un lavoro serio e assennato
che parte dalle idee di Zeman».
L’aereo per Roma attende mister «martello». Oriali firma autografi. Conte fa i selfie. Un tifoso lo invita in vacanza: «Le
spiagge sarde sono bellissime,
ma il mio Salento non scherza».
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TACCUINO
CAGLIARI
Eriksson saluta
Torna in Svezia
● (g.ada.) L’avventura di
Sebastian Eriksson a Cagliari
sta per concludersi. Il 25enne
svedese ha chiesto la cessione.
«Sono stati 3 anni difficili per
me – ha detto il centrocampista
al quotidiano svedese
Aftonbladet –, mentalmente e
fisicamente. A gennaio compirò
26 anni e voglio tornare a
giocare con regolarità».
Acquistato dal Cagliari
nell’estate 2011, pochi giorni
dopo la firma del contratto
Eriksson si era rotto i legamenti
del ginocchio sinistro.
Nell’ultimo anno ha collezionato
20 presenze, e il 29 maggio ha
avuto un nuovo grave infortunio
ial ginocchio destro. Il Göteborg
ha chiesto al cagliari il prestito
con diritto di riscatto.
VERONA
Pronto il tridente
Toni, Lopez e Gomez
● VERONA (m.f.) Emergenza
sulla fascia destra, in difesa:
out Martic, Sorensen e Sala. In
avanti, con Toni, Lopez e
Gomez. Beneficenza: raccolti, in
favore della Protezione Civile di
Carpi, 10379 euro.
LEGA
Assemblea
Si parla di diritti tv
● MILANO Oggi alle 12
assemblea di Lega A a Milano.
Si parlerà dei diritti tv 2015-18,
in particolare dei bandi per il
chiaro e il mobile, dopo la
vendita di pay tv ed estero.
Verranno approvati i bilanci
della Lega.
CALCIOSCOMMESSE
COSTANO 1,6 MILIONI
Pedopornografia
nel computer
di Zamperini
Tagli del Coni,
arbitri di porta
nel mirino
● Nuovi guai per Alessandro
Zamperini, indagato a
Cremona nell’inchiesta sul
calcioscommesse e
considerato, dagli inquirenti,
figura centrale delle presunte
combine di due gare di
campionato: Lazio-Genoa
e Lecce-Lazio. Nel suo
computer (che fu sequestrato
al momento dell’arresto
nel dicembre 2011) è stato
trovato materiale
pedopornografico. Si tratta
di un archivio imponente di
video con bambini e altri
filmati effettuati di nascosto
con una microcamera
piazzata in bagni, o spogliatoi,
riservati alle donne. Tutto
è stato depositato in
cancelleria ai margini
dell’incidente probatorio su
precisa richiesta degli
avvocati dell’ex giocatore,
nonostante l’invito in senso
opposto del gip Guido Salvini
e del pm Roberto di Martino.
Per competenza i nuovi reati
contestati a Zamperini
potrebbero passare alla
Procura di Roma. Intanto ieri
a Cremona si è chiuso
l’incidente probatorio:
nessuna indicazione dal
telefono preso a Mauri che
era stato poco utilizzato dal
capitano laziale. Il pm Di
Martino dovrebbe, entro
Natale o al massino ai primi
di gennaio, depositare tutti
gli atti dell’inchiesta ai sensi
del 415 bis. Poi interrogatori
(richiesti) e patteggiamenti.
Udienza preliminare in
primavera: sono oltre
100 i giocatori coinvolti.
Francesco Ceniti
● Gli arbitri di porta
potrebbero scomparire, ed
è un’ipotesi molto realistica.
Anche ieri a Torino il
presidente federale Carlo
Tavecchio ha ribadito di essere
per la tecnologia in campo
«ma per il gol-non gol, e per
determinare se un evento è
avvenuto in area o no». Non la
moviola in campo, insomma,
ma un aiuto che farebbe
perdere solo «23 secondi».
Nulla di nuovo, ma mercoledì
sera a un incontro della
Fondazione Roma Europea di
Cesare San Mauro era andato
oltre. Tavecchio è favorevole
alla tecnologia perché gli
arbitri di porta potrebbero
essere presto «rottamati».
Solo un’ipotesi al momento,
ma che renderebbe
necessaria la sostituzione dei
due assistenti con la
tecnologia. E il presidente
dell’Uefa, Michel Platini, se ne
dovrà fare una ragione, del
resto la Fifa ci sta già
ragionando. Sicuramente le
spese devono essere
contenute e la Federcalcio,
con il d.g. Michele Uva in testa,
sta provando le strade di una
spending review che passano
anche per la cancellazione
degli arbitri di porta, che oggi
costano al sistema 1,6 milioni
ogni stagione. Al settore
arbitrale vanno la maggior
parte dei soldi che arrivano
dal Coni come contributi, e
probabilmente solo una
rivisitazione di quelle spese
può aiutare la cura
dimagrante necessaria,
imposta dai tagli del Coni.
ma.gal.
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Serie A R La guida
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
DOMENICA Ore 20.45
Stadio Olimpico di Roma
OCCHI PUNTATI SU...
13a
ARBITRO Mazzoleni di Bergamo
ASSISTENTI Vuto, Meli
IV Passeri ADD Rizzoli, Damato
TV Sky Calcio 1 HD, Sky Supercalcio
HD, Sky Sport 1 HD, Premium Calcio
INTERNET www.gazzetta.it
25. HOLEBAS
26. DE SANCTIS 23. ASTORI
I numeri sorridono all’Inter
Su 162 incroci in A, 69 vittorie
1Totti vede nerazzurro e segna: finora sono 11 i gol realizzati dal
GIORNATA
4. NAINGGOLAN
44. MANOLAS
13. MAICON
16. DE ROSSI
15. PJANIC
capitano della Roma. La squadra di Mancini è però superiore in
fatto di reti realizzate negli scontri diretti: 262 contro 206
24. FLORENZI
7. OSVALDO
10. TOTTI
88. HERNANES
55. NAGATOMO
27. GERVINHO
10. KOVACIC
8. PALACIO
SQUADRE
JUVENTUS
ROMA
NAPOLI
SAMPDORIA
GENOA
LAZIO
MILAN
UDINESE
INTER
FIORENTINA
SASSUOLO
VERONA
PALERMO
EMPOLI
TORINO
CAGLIARI
ATALANTA
CHIEVO
CESENA
PARMA
PT
31
28
22
21
20
19
18
18
17
16
15
14
14
13
12
11
10
9
8
6
90. M'VILA
Gol contro l’Inter
CLASSIFICA
Pareggi
Vittorie
Roma
47
PARTITE
46
RETI
G
V
N
P
F
S
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
12
10
9
6
5
5
6
4
5
4
4
3
3
3
3
3
2
2
2
1
2
1
1
4
6
5
1
6
3
5
4
6
5
5
4
3
5
4
3
5
0
1
2
2
1
2
5
2
4
3
4
3
4
4
5
6
5
6
7
6
10
28
21
23
15
16
21
21
15
18
12
11
14
13
14
7
20
5
9
9
14
4
7
15
9
12
16
17
15
15
11
15
20
19
19
13
20
13
17
19
30
CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS
EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI
PROSSIMO TURNO
VENERDI’ 5 DICEMBRE
FIORENTINA-JUVENTUS (ore 20.45)
SABATO 6 DICEMBRE
ROMA SASSUOLO (ore 18)
TORINO-PALERMO (ore 20.45)
DOMENICA 7 DICEMBRE
NAPOLI-EMPOLI (ore 12.30)
ATALANTA-CESENA (ore 15)
GENOA-MILAN (ore 15)
PARMA-LAZIO (ore 15)
INTER-UDINESE (ore 20.45)
LUNEDI’ 8 DICEMBRE
CAGLIARI-CHIEVO (ore 19)
VERONA-SAMPDORIA (ore 21)
MARCATORI
9 RETI Tevez (2, Juventus).
8 RETI Callejon (Napoli).
7 RETI Icardi (2, Inter);
Higuain (1, Napoli); Di Natale (Udinese).
6 RETI Djordjevic (Lazio);
Honda (Milan).
5 RETI Matri (Genoa);
Menez (3, Milan); Dybala (1, Palermo);
Cassano (1, Parma).
4 RETI Ekdal e Sau (Cagliari);
Babacar (Fiorentina);
Osvaldo (Inter); Morata (Juventus);
Destro e Ljajic (Roma);
Gabbiadini (Sampdoria);
Quagliarella (Torino); Thereau
(Udinese); Nico Lopez (Verona).
GAZZAWEB
www.gazzetta.it
Vittorie
Inter
69
Roma
262
206
11
ROMA
4-3-3
3
LJAJIC E FLORENZI
Gol contro la Roma
PALACIO E HERNANES
3
1
(4-3-3)
CHIEVO
(4-4-2)
CAGLIARI
VERONA
(4-3-3)
LAZIO
(4-3-3)
FIORENTINA (3-5-2)
DOMANI Ore 20.45 ARBITRO Banti
47
CONSIGLI
19
TAIDER
4
7
MAGNANELLI MISSIROLI
25
BERARDI
99
FLOCCARI
21
J. GOMEZ
17
SANSONE
9
TONI
10
HALLFREDSSON
17
NICO LOPEZ
TACHTSIDIS
77
20
CHRISTODOULOPOULOS
18
MORAS
33
AGOSTINI
31
PELUSO
40
4
MARQUEZ ALE. GONZALEZ
21
FREY
13
IZCO
3
DAINELLI
8
56
RADOVANOVIC HETEMAJ
6
S. MAURI
5
BRAAFHEID
23
BIRSA
43
PALOSCHI
9
F. DJORDJEVIC
87
CANDREVA
20
BIGLIA
23
ONAZI
16
PAROLO
26
RADU
3
DE VRIJ
INTER
4-3-1-2
PANCHINA 30 Carrizo, 46 Berni,
6 Andreolli, 14 Campagnaro, 15 Vidic,
22 Dodò, 13 Guarin, 20 Obi, 44 Krhin, 18 Medel,
9 Icardi, 97 Bonazzoli. ALL. Mancini.
BALLOTTAGGI Osvaldo-Icardi 60-40%,
M’Vila-Medel 60-40%.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Jonathan.
ALTRI Mbaye, Donkor.
CESENA
(4-3-1-2)
GENOA
(3-4-3)
DOMENICA Ore 15 ARBITRO Russo
27
CRAGNO
5
87
GAMBERINI ZUKANOVIC
69
MEGGIORINI
(4-3-3)
DOMENICA Ore 15 ARBITRO Calvarese
1
BIZZARRI
15
ACERBI
8
BASTA
21
BALZANO
14
PISANO
4
CRISETIG
5
CONTI
20
EKDAL
23
IBARBO
17
FARIAS
7
COSSU
33
GOMEZ
EMPOLI
(4-3-1-2)
ATALANTA
(4-4-1-1)
DOMENICA Ore 15 ARBITRO Peruzzo
1
LEALI
32
15
CEPPITELLI ROSSETTINI
11
CUADRADO
2
G.RODRIGUEZ
5
GIORGI
14
VOLTA
7
CARBONERO
27
ALMEIDA
40
TOMOVIC
33
SEPE
15
KRAJNC
34
CASCIONE
11
BRIENZA
24
IAGO
BORJA VALERO
AQUILANI
28
20
7
10
17
ALONSO
PIZARRO
JOAQUIN
15
SAVIC
1. HANDANOVIC
33. D'AMBROSIO
SASSUOLO
11
28
VRSALJKO CANNAVARO
5. JUAN JESUS
PANCHINA 28 Skorupski, 1 Lobont,
3 Cole, 82 Emanuelson, 32 Paredes,
20 Keita, 6 Strootman, 48 Uçan, 22 Destro,
8 Ljajic, 7 Iturbe, 91 Sanabria. ALL. Garcia.
BALLOTTAGGI Holebas-Cole 80-20%, Pjanic-Keita
80-20%, Florenzi-Ljajic 70-30%.
SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Astori.
INDISPONIBILI Curci (7 giorni), Balzaretti (3 mesi), Castan
(da stabilire), Torosidis (15 giorni), Yanga-Mbiwa (15 giorni).
ALTRI Somma, Calabresi.
ICARDI E OSVALDO
8
DE FEUDIS
19
GRECO
15
MARCHESE
10
PEROTTI
91
21
BERTOLACCI EDENILSON
8
BURDISSO
23
HYSAJ
26
TONELLI
88
VECINO
24
RUGANI
6
VALDIFIORI
21
MARIO RUI
11
CROCE
18
VERDI
92
DEFREL
32
MATRI
13
ANTONELLI
3
MAZZOTTA
14
RONCAGLIA
20
PUCCIARELLI
19
DENIS
10
GOMEZ
17
CARMONA
7
MACCARONE
11
MORALEZ
21
CIGARINI
77
RAIMONDI
93
29
2
22
DRAMÉ BENALOUANE STENDARDO ZAPPACOSTA
1
RAFAEL
22
MARCHETTI
1
NETO
1
PERIN
57
SPORTIELLO
PANCHINA 1 Pomini, 16 Polito, 3
Longhi, 5 Antei, 13 Ariaudo, 23
Gazzola, 26 Terranova, 6 Chibsah, 8
Biondini, 33 Brighi, 14 Pavoletti, 83
Floro Flores. ALL. Di Francesco.
BALLOT. Acerbi-Terranova 60-40%,
Taider-Biondini 60-40%. SQUAL. Zaza
(1). DIFF. Magnanelli, Vrsaljko, Zaza.
INDISP. Pegolo (2 mesi), Manfredini (1
mese). ALTRI Bianco, Gliozzi, Sereni.
PANCHINA 25 Bardi, 90 Seculin, 20
Sardo, 12 Cesar, 34 Biraghi, 14 Cofie,
84 Manganì, 63 Bellomo, 24 Schelotto,
7 Lazarevic, 31 Pellissier, 10 Maxi
Lopez. ALL. Maran. BALL. PaloschiMaxi Lopez 55-45%, MeggioriniPellissier 55-45%. SQUAL. nessuno.
DIFF. Zukanovic, Hetemaj, Frey,
Dainelli. INDISP. Botta (7 giorni).
ALTRI Puggioni, Kupisz, Edimar.
PANCHINA 28 Carboni, 3 Murru, 33
Capuano, 24 Benedetti, 12 Capello, 16
Dessena, 30 Donsah, 10 Joao Pedro, 13
Caio Rangel, 9 Longo. ALL. Zeman.
BALLOT. Pisano-Murru 60-40%;
Crisetig-Dessena 70-30%; Farias–
Longo 70-30%. SQUAL. nessuno. DIFF.
Balzano. INDISP. Avelar (2gg), Colombi
(7 gg), Sau (20 gg), Eriksson (40 gg).
ALTRI Muroni, Giorico, Barella, Loi.
PANCHINA 30 Agliardi, 81 Bressan, 2
Nica, 6 Lucchini, 17 Magnusson, 4
Valzania, 10 Coppola, 23 Tabanelli, 9
Rodriguez, 18 Djuric, 19 Succi, 61
Garritano. ALL. Bisoli. BALLOTT.
Krajnc-Lucchini 55-45%, De FeudisCoppola-Tabanelli 50-30-20%. SQUAL.
Capelli (1). DIFF. nessuno. INDISP.
Perico (20 giorni), Marilungo (45),
Renzetti (7). ALTRI Cazzola, Pulzetti.
PANCHINA 1 Pugliesi, 28 Bassi,
4 Perticone, 19 Barba, 22 Bianchetti,
5 Moro, 8 Signorelli, 13 Laxalt,
27 Zielinski, 10 Tavano, 9 Mchedlidze,
99 Aguirre. ALL. Sarri.
BALLOTTAGGI nessuno. SQUAL.
nessuno. DIFF. Vecino, Tonelli.
INDISP. Guarente (da valutare),
Laurini (10 giorni). ALTRI Shekiladze,
Biggeri, Rovini.
PANCHINA 95 Gollini, 22 Benussi, 25
Marques, 2 Gu. Rodriguez, 16 Luna, 28
Brivio, 23 Ionita, 27 Valoti, 30
Campanharo, 7 Saviola, 99 Nenè. ALL.
Mandorlini. BALLOT. Ale. GonzalezMarques 70-30%. DIFF. Marquez,
Hallfredsson, Ionita. SQUAL. nessuno.
INDISP. Sorensen (40 giorni), Obbadi
(30) Martic, Jankovic e Sala (da
valutare). ALTRI Fares, Cappelluzzo.
PANCHINA 1 Berisha, 77 Strakosha,
85 Novaretti, 13 Konko, 39 Cavanda,
27 Cana, 15 Alv. Gonzalez, 24 Ledesma,
10 Ederson, 7 F. Anderson, 14 Keita,
11 Klose. ALL. Pioli. BALL. Onazi-Alv.
Gonzalez 70-30 %. SQUAL. Lulic (1).
DIFF. Cavanda, Marchetti, Parolo.
INDISP. Cataldi e Pereirinha (10 gg),
Ciani (2 mesi), Gentiletti (5 mesi).
ALTRI Sculli, Tounkara.
PANCHINA 12 Tatarusanu, 19 Basanta,
55 Hegazi , 25 Brillante, 32 Lazzari, 6
Vargas, 72 Ilicic, 14 Mati Fernandez, 5
Badelj, 16 Kurtic, 30 Babacar, 8 Marin.
ALL. Montella. BALLOT. Aquilani- Mati
Fernandez 60-40%. SQUAL nessuno.
DIFF. Savic; Cuadrado INDISP. Rossi,
Bernardeschi, Pasqual, Lupatelli ALTRI
Iakovenko, El Hamdaoui, Octàvio,
Lezzerini,
PANCHINA 23 Lamanna, 39
Sommariva, 40 Prisco, 33 Kucka, 3
Antonini, 87 Rosi, 38 Mandragora, 92
Mussis, 16 Lestienne, 9 Pinilla, 18
Fetfatzidis. ALL. Gasperini. BALLOTT.
Roncaglia-Antonini 60-40%, MatriPinilla 60-40%. SQUAL. Sturaro. DIFF.
De Maio. INDISP. De Maio (25 giorni),
Rincon (5). ALTRI Izzo, Parente,
Panico, Santana.
PANCHINA 1 Avramov, 33 Cherubin,
20 Biava, 6 Bellini, 3 Del Grosso, 8
Migliaccio, 16 Baselli, 95 Grassi, 31
Molina, 25 Spinazzola, 7 D’Alessandro,
9 Bianchi. ALL. Colantuono.
BALLOTTAGGI Zappacosta-Cherubin
70-30%. SQUALIFICATI Boakye (2).
DIFFIDATI Dramé. INDISPONIBILI
Estigarribia (5 mesi), Rosseti (2).
ALTRI Frezzolini, Scaloni.
MILAN
(4-3-3)
UDINESE
(4-3-2-1)
DOMENICA Ore 15 ARBITRO Valeri
PALERMO
(3-5-2)
JUVENTUS (4-3-1-2)
SAMPDORIA (4-3-3)
PARMA
(3-5-2)
TORINO
NAPOLI
DOMENICA Ore 15 ARBITRO Irrati
23
DIEGO LOPEZ
13
RAMI
Il calcio italiano è in crisi e
non è una novità. Oltre ai
problemi tecnici ed
economici ce ne sono altri
strutturali: stadi vecchi e
tribune semivuote, ogni
weekend è la solita storia.
Su Gazzetta.it abbiamo
realizzato un’inchiesta per
approfondire questi
problemi: «Quanto costa
essere tifoso? Tutta la Serie
A in ordine di prezzo».
Un’infografica che mette in
relazione i prezzi di biglietti e
abbonamenti con l’affluenza
allo stadio delle 20 squadre
di Serie A e l’interfaccia
interattiva permette ai nostri
lettori di confrontarle tra
loro. Ne viene fuori
un’istantanea interessante,
che evidenzia non solo le
differenti strategie di
marketing ma traccia anche
i contorni del fenomeno degli
stadi vuoti.
17. KUZMANOVIC
DE ROSSI
Reti fatte
DOMANI Ore 18 ARBITRO Doveri
23. RANOCCHIA
TOTTI
2
Inter
15
5
MEXES
2
DE SCIGLIO
21
VAN GINKEL
15
ESSIEN
28
BONAVENTURA
10
HONDA
7
MENEZ
92
EL SHAARAWY
10
33 DI NATALE 19
KONE
GUILHERME
7
BADU
26
PASQUALE
6
ALLAN
5
DANILO
75
HEURTAUX
31
KARNEZIS
DOMENICA Ore 18 ARBITRO Orsato
66
PINZI
89
PIRIS
PANCHINA 32 Abbiati, 1 Agazzi,
81 Zaccardo, 25 Bonera, 27 Armero,
16 Poli, 18 Montolivo, 4 Muntari,
8 Saponara, 19 Niang, 9 Torres,
11 Pazzini. ALL. Inzaghi. BALL. EssienMontolivo 80-20%, Bonaventura-Torres
70-30%. SQUAL. nessuno. DIFF.
nessuno. IND. Abate, Alex, De Jong (da
valutare). ALTRI Albertazzi, Mastour.
PANCHINA 1 Brkic, 22 Scuffet,
11 Domizzi, 18 Bubnjic, 14 Belmonte,
3 Alhassan, 21 Hallberg, 8 Bruno
Fernandes, 95 Evangelista, 13 Zapata,
82 Geijo, 77 Thereau. ALL.
Stramaccioni. BALL. Pasquale-Domizzi
60-40%. SQUAL. nessuno. DIFF. B.
Fernandes, Allan. IND. Muriel (25 gg),
Gabriel Silva (15), Widmer (da valutare).
ALTRI Meret, Faraoni, Coda, Jadson,
Wague.
6
MUNOZ
12
4
G. GONZALEZ ANDELKOVIC
RIGONI
BARRETO
89
27
25
8
7
MORGANELLA
MARESCA
LAZAAR
20
VAZQUEZ
9
DYBALA
10
BELFODIL
99
CASSANO
GALLOPPA
11
14
21
DE CEGLIE
LODI
15
COSTA
6
LUCARELLI
10
TEVEZ
J. MAURI
8
33
ROMERO
19
33
26
3
LICHTSTEINER BONUCCI CHIELLINI EVRA
37
8
6
PEREYRA
MARCHISIO
POGBA
23
VIDAL
9
MORATA
19
FELIPE
22
IACOBUCCI
PANCHINA 1 Ujkani, 19 Terzi,
23 Feddal, 3 Pisano, 2 Vitiello,
13 Emerson, 21 Quaison, 17 Ngoyi,
14 Della Rocca, 18 Chochev, 10 Joao
Silva, 99 Belotti. ALL. Iachini.
BALLOT. Rigoni-Chochev 60-40%.
SQUAL. nessuno. DIFF. Vazquez.
INDISP. Bolzoni (da valutare). ALTRI
Fulignati, Bamba, Milanovic, Daprelà,
Makienok.
PANCHINA 92 Coric, 1 Cordaz, 4
Mendes, 27 Santacroce, 29 Paletta, 18
Gobbi, 13 Ristovski, 70 Lucas, 40 Sarr,
31 Mariga, 17 Palladino, 9 Pozzi. ALL.
Donadoni. BALLOT. De Ceglie-Gobbi
55-45%. SQUAL. Acquah (1). DIFF.
Gobbi. INDISP. Cassani e Jorquera
(10 giorni), Coda (100 gg.), Mirante,
Ghezzal e Biabiany (da verificare).
ALTRI Jeraldino e Biadoui.
8
36
20
DARMIAN FARNERUD VIVES
24
MORETTI
25
GLIK
1
GILLET
14
GAZZI
33
PERES
19
MAKSIMOVIC
PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 2
Romulo, 5 Ogbonna, 41 Romagna, 38
Mattiello, 21 Pirlo, 7 Pepe, 11 Coman, 12
Giovinco, 14 Llorente. ALL. Allegri.
BALLOTTAGGI Pereyra-Pirlo 55-45%;
Morata-Llorente 55-45%. SQUAL.
Padoin (1).DIFF. Marchisio,
Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini.
INDISP. Barzagli (45 giorni), Marrone
(7), Caceres e Asamoah (da valutare).
ALTRI Motta.
PANCHINA 30 Padelli, 13 Castellazzi,
5 Bovo, 18 Jansson, 21 Silva, 3
Molinaro, 94 Benassi, 6 Perez, 28
Sanchez Miño, 22 Amauri, 9 Larrondo,
17 Martinez. ALL. Ventura.
BALLOTTAGGI nessuno. SQUAL.
nessuno. DIFF. Gazzi. INDISP. Basha
(da valutare), Masiello (25 giorni),
Nocerino (30). ALTRI Barreto.
DAI CAMPI
LE ULTIME
IN PILLOLE
29
26
28
19
DE SILVESTRI SILVESTRE GASTALDELLO REGINI
21
SORIANO
17
PALOMBO
14
OBIANG
11
GABBIADINI
9
OKAKA
23
EDER
9
HIGUAIN
27
7
QUAGLIARELLA
EL KADDOURI
33
RISPOLI
(4-2-3-1)
LUNEDI’ Ore 21 ARBITRO Rocchi
1
BUFFON
70
SORRENTINO
17
ZAPATA
(3-5-1-1)
14
MERTENS
19
D. LOPEZ
5
BRITOS
17
HAMSIK
7
CALLEJON
8
JORGINHO
26
KOULIBALY
33
ALBIOL
1
RAFAEL
11
MAGGIO
PANCHINA 2 Viviano, 1 Da Costa, 5
Romagnoli, 86 Cacciatore, 6 Duncan,
32 Marchionni, 22 Rizzo, 12 Sansone,
7 Fedato, 18 Bergessio, 77 Wszolek,
10 Krsticic. ALL. Mihajlovic. BALLOT.
Romero-Viviano 60-40%, GastaldelloRomagnoli 60-40%. SQUAL. nessuno.
DIFF. De Silvestri, Obiang, Soriano.
INDISP. nessuno. ALTRI Massolo, De
Vitis, Fornasier, Djordjevic.
PANCHINA 45 Andujar, 15 Colombo,
16 Mesto, 4 Henrique, 31 Ghoulam, 88
Inler, 22 Radosevic, 91 Zapata, 77
Gargano, 6 De Guzman. ALL. Benitez.
BALLOT. Jorginho-Gargano 60-40%,
Mertens-De Guzman 60-40%.
SQUAL. nessuno. DIFF. Maggio,
Koulibaly. INDISP. Zuniga (4
settimane), Insigne (5 mesi), Michu.
ALTRI Rosati, Palma.
SAMPDORIA
Rizzo, rinnovo fino al 2019
● Un novembre d’oro per Luca Rizzo:
a inizio mese il primo gol in Serie A,
ieri il rinnovo del contratto con la
Samp (squadra in cui è cresciuto) sino
al 2019, davanti al d.s. blucerchiato
Osti. In serata, poi, bagno di folla per il
difensore in mezzo ai tifosi della Samp
a Chiavari, dove è andato insieme a
De Silvestri in un punto-vendita di uno
sponsor. A Genova, intanto, torna
l’incubo-maltempo. Oggi le scuole
sono chiuse, e lo stadio Ferraris sarà
osservato speciale in vista del
posticipo di lunedì con il Napoli, a
causa dei timori legati al vicino
torrente Bisagno, anch’esso
monitorato dopo l’allerta meteo di
livello 2 (la più grave) in vigore
dalle 21 di ieri alle 18 odierne.
PARMA
Un nuovo stop per Mirante
● Già costretto ai box per una
lombosciatalgia nella gara contro
l’Empoli, ieri ci si è messo anche un
problema alla schiena a fermare
nuovamente il portiere del Parma,
Antonio Mirante. Sembra invece
vedere la luce Paletta: il terzino si sta
lentamente aggregando al gruppo e
potrebbe rientrare già tra i convocati
per la gara di domenica contro il
Palermo. E proprio in vista di questo
impegno, gli emiliani proseguono la
preparazione nel ritiro di Roma.
16
Nazionale femminile R Ritorno playoff Canada 2015
ITALIA
1
OLANDA
2
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
LA GUIDA
La fase finale del Mondiale di
calcio femminile si giocherà in
Canada dal 6 giugno al 5 luglio
2015. Per la prima volta, il torneo
sarà composto da 24 squadre
e non più da 16.
PRIMO TEMPO 0-2
MARCATORI Miedema (O) al 9’
e al 43’ p.t.; autorete Van der
Gragt (O) all’8’ s.t.
SORTEGGIO
Il sorteggio della fase finale si
svolgerà il 6 dicembre a Ottawa.
Le 52 partite si giocheranno in sei
città: Vancouver (sede della
finale), Edmonton, Winnipeg,
Ottawa, Montreal e Moncton.
ITALIA (4-3-1-2)
Giuliani 5,5; Gama 6, D’Adda 4,5,
Salvai 5, Manieri 5; Rosucci 5
(dal 27’ s.t. Tuttino 6), Stracchi
5,5, Cernoia 5,5; Girelli 5,5;
Panico 6 (dal 38’ s.t. Piemonte
s.v.), Gabbiadini 6,5.
PANCHINA Camporese,
Marchitelli, Brumana, Carissimi,
Di Criscio.
ALLENATORE Cabrini 6.
LE SQUADRE QUALIFICATE
Queste le squadre già qualificate,
in attesa del ritorno del playoff tra
Ecuador e Trinidad & Tobago.
Europa: Inghilterra, Francia,
Germania, Norvegia, Spagna,
Svezia, Svizzera, Olanda.
Asia: Australia, Cina, Giappone
(campione in carica), Corea del
Sud, Thailandia.
Africa: Camerun, Costa d’Avorio,
Nigeria.
Centro-Nord America: Canada
(padrone di casa), Costarica,
Messico, Stati Uniti.
Sudamerica: Brasile, Colombia.
Oceania: Nuova Zelanda.
OLANDA (4-2-3-1)
Geurts 6; Van Lunteren 6, Van
der Gragt 5,5, Van den Berg 6,
Worm 6,5; Dekker 6, Spitse 6,5;
Melis 6,5, Van de Donk 7,
Martens 6,5; Miedema 8 (dal
45’ s.t. Van den Ven).
PANCHINA Middag, Van
Veenedaal, Bito Dyanne, Bakker,
Van den Heilligenberg, Roord.
ALLENATORE Reijners 7.
ARBITRO Steinhaus (Ger) 6,5
NOTE Spettatori 5 mila. Amm.
Manieri (I), Van Lunteren O) per
gioco scorretto, Cernoia (I) per
proteste, Panico (I) per c.n.r..
Angoli 5-3. Recuperi p.t. 1’ s.t. 3’
Da giocare: Ecuador/Trinidad &
Tobago (andata 0-0, ritorno il 2
dicembre a Port Of Spain).
La delusione di Melania Gabbiadini e Cristiana Girelli e, sullo sfondo, la festa olandese : l’Italia femminile non gioca il Mondiale dal 1999 LIVERANI
Il Mondiale resta tabù
Italia, il sogno è già finito
1Davanti a Tavecchio e al c.t. Conte le azzurre regalano un tempo
Non basta un’autorete, in Canada va l’Olanda del fenomeno Miedema
Francesco Velluzzi
INVIATO A VERONA
I
l sogno di una notte di quasi inverno svanisce dopo 43
minuti, quando Vivianne
Miedema, diciottenne stella del
Bayern, il Lewandowski in gonnella, scarta Laura Giuliani e
deposita in rete il 2-0. Buonanotte all’Italia e addio Mondiale. Non ci andiamo dal ’99, ma
sarà dura tornarci. Perché la
differenza è enorme. Ci siamo
illusi dopo il gran primo tempo
e il pareggio dell’Aja, ma non
siamo pronti. Le ragazze del
bell’Antonio Cabrini piangono
sotto la pioggia in un Bentegodi
triste, dove manca pure un tabellone luminoso, arricchito
solo da cinquemila temerari
che credono in loro e in un movimento che rispetto all’Olanda
è depresso. Non sono solo le
120 mila tesserate contro le nostre ventimila a fare la differenza. Altri dati emergono vedendo le squadre in campo: l’Italia
è ancora nelle mani di Patrizia
Panico, 39 anni, e Melania Gabbiadini 31. Sono quattro le azzurre sopra i 30 anni. Due sole
sono del ’93. La più vecchia
olandese ha 28 anni. Sono in
tre le ventottenni, le altre, che
corrono a tutta, stanno tra il ’90
e il ’96.
te: «Non dobbiamo deprimerci,
siamo arrivati a un risultato,
dobbiamo proseguire e investire su questo movimento. Abbiamo 30 milioni di donne, non
possiamo averne così poche che
giocano a calcio. Gli italiani sono troppo maschilisti, bisogna
credere nel movimento». Accanto a lui c’è Antonio Conte,
più nelle vesti di uomo immagine. E’ in tour... da Palermo a Cagliari, a Verona. Oggi sarà a
Udine dove, però, è zeppo di
stranieri. Neppure la sua grinta
basterebbe.
TAVECCHIO Per la grande occasione era arrivato pure Carlo
Tavecchio, il presidente federale, che mantiene lo spirito di
quando era a capo dei Dilettanti dove le donne sono accorpa-
PARTITA La notte dei miracoli
comincia in salita perché dopo
qualche minuto senza gioco e di
studio le olandesi sfruttano il
primo vero errore delle nostre
sulla fascia sinistra e partono a
RFatale il divario di
età: 4 over 30 per
Cabrini. Il numero
uno Figc: «Ora si
investa ancora»
tutta con l’agilissima Van de
Donk. Gama è dietro che la rincorre, lei è già in area libera di
servire il totem Vivianne Miedema che controlla, da attaccante consumato, e non dà
scampo a Laura Giuliani. E’ lei il
pericolo numero uno per D’Adda e Salvai che la seguono a turno senza mollarla mai. Perché
se ti distrai o sbagli sei rovinato
e le distrazioni non sono poche.
E infatti è un errore a metà cam-
po a mettere Martens nelle condizioni di partire a razzo tra le
linee e servire l’irresistibile Madame Miedema. L’Italia non
riesce a far gioco e a servire le
sue bocche da fuoco, Girelli
non trova mai il guizzo, solo
Gabbiadini si sbatte e serve la
Panico che prova l’unico tiro
senza pretese. Reijners ha messo due dighe davanti alla difesa, e tre brevilinee dietro Miedema, con Martens che si abbassa e quando prende palla
mette paura come Van de Donk.
L’Italia combatte ma la tedesca
Bibiana Steinhaus, il Rizzoli
della femminile, stronca ogni
tentativo ammonendo Manieri
alla prima scorrettezza.
RIPRESA L’Italia si scuote dopo
l’intervallo e dopo 8’ un cross di
Gama trova la maldestra deviazione di Van der Gragt che anticipa Girelli. C’è l’orgoglio da difendere. E le azzurre l’orgoglio,
il cuore e l’anima ce l’hanno.
Gama sulla destra finalmente
va, tutte spingono e guadagnano calci d’angolo e illusioni, ma
l’Olanda sembra quasi alle corde ma riesce a contenere la sfuriata delle azzurre che salvano
la faccia sfiorando il pareggio.
Non c’è da piangere, per andare
in Canada ci voleva un miracolo.
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LA MIGLIORE
6,5
● GABBIADINI
Nella sua Verona lotta come
una leonessa e non si
arrende. E’ l’unica che crea
qualche vero pericolo.
LA PEGGIORE
4,5
● D’ADDA
Troppo incerta e pasticciona.
Va spesso in affanno e soffre
le pene dell’inferno con la
terribile Miedema.
Panico, che amarezza: l’addio è più vicino?
E tra i nuovi d.s.
spicca Katia Serra
unica con 110 e lode
1L’attaccante delusa dopo il k.o.: «Ma
● FIRENZE Si è concluso
martedì a Coverciano il
corso per i direttori sportivi
e la valutazione massima tra
i diplomati è stata ottenuta
proprio da una ex calciatrice
azzurra. Si tratta di Katia
Serra, che dopo aver smesso
di giocare ha ottenuto anche
il patentino da allenatore ed
è diventata opinionista
televisiva in Rai (ieri sera ha
commentato la partita
proprio per Rai Sport 1): per
lei un bel 110 e lode. La tesi
che ha discusso (con dvd
allegato) è stata una
simulazione tra finzione e
realtà, con l’arrivo di una
manager in una società di B
a stagione in corso con un
programma da seguire sia al
calciomercato che nelle aree
di competenza del d.s. Sui 51
corsisti (tra i quali anche
Braschi, Protti, Binotto,
Nuciari, Rubino e Samaden)
c’erano altre tre donne.
della maglia azzurra. Nessuno
gliela toglie, ma bisogna avere il
coraggio di ripartire. Come ha
fatto Antonio Conte, che ieri è
venuto ad ammirare lei, le sue
splendide compagne e il tecnico
Antonio Cabrini che ha un grande merito: ha capito tutto delle
ragazze che ha portato a un passo dal miracolo mondiale.
non so niente del mio futuro». Cabrini:
«È già un miracolo essere arrivati qui»
INVIATO A VERONA
T
riste e solitario è il finale.
Patrizia esce mestamente
dal prato del Bentegodi al
minuto 38 della ripresa per far
spazio a Martina Piemonte,
classe ‘97 dell’Unione Sportiva
Zaccaria. E’ l’ultimo atto azzurro di una carriera straordinaria? Un passaggio di consegne
tra grandezza e futuro? «Non lo
so, non so niente ancora» il
commento della Panico a fine
partita. Un Mondiale a 40 anni
Patrizia l’avrebbe meritato. Ha
incantato in tutti i campi, ha segnato ovunque, è testimonial e
donna immagine di un movimento che non dovrà perderla,
ma dovrà coinvolgerla. Leggete
e segnate queste cifre: 230 partite in azzurro con 110 reti. Una
media pazzesca. L’8 febbraio saranno 40, Patrizia farà ancora
faville nel Verona, ma il movimento azzurro dovrà immediatamente ripartire innovando,
cambiando, mutando, cercando nuove eroine, guidate e supportate da Patrizia. Ieri c’erano
due attaccanti davanti alle aree
avversarie: una è Vivianne Miedema, ha 18 anni, è andata a
giocare al Bayern e faceva ammattire D’Adda e Salvai; l’altra
ne ha 39 e non le arrivava un
pallone. Faceva tenerezza la nostra immensa Panico. Questo
non è un tributo pietistico, è
una considerazione che arriva
dopo l’amarezza di una notte.
Patrizia deciderà lei cosa fare
Patrizia Panico, 39 anni PLPRESS
ONESTO E infatti è davvero onesto il nostro ct a fine partita sotto la pioggia di Verona: «Non è
bastato il cuore, ma va dato all’Olanda il merito di essersi guadagnata la qualificazione al
Mondiale del 2015 in Canada.
Per quello che hanno fatto vedere qui a Verona in questa serata, le ragazze di Roger Reijners sono state davvero superiori rispetto a noi». Non cerca
alibi il bell’Antonio e gli va dato
atto: «Abbiamo incontrato una
squadra che gioca bene, provando a centrare questo grande
traguardo. A questo punto si va
avanti, il progetto del calcio
femminile in Italia deve assolutamente continuare. Con questa partita abbiamo capito che
fuori dal nostro paese le avversarie sono molto forti. Sullo 0-2
che ci ha tagliato le gambe non
c’è molto da dire. Dovevamo
avere una certa dignità in campo, nel secondo tempo abbiamo
adottato un 4-2-4 - di contiana
memoria - e abbiamo giocato
meglio. Io credo in queste ragazze e nelle loro qualità, mi
baso su questo per scegliere i
moduli. Peccato. Volevamo fare
un bel regalo all’Italia, fare un
grande risultato, ma già abbiamo fatto un piccolo miracolo ad
arrivare fin qui». Vedendo il primo tempo del Bentegodi, bisogna dire che ha assolutamente
ragione. E ha diritto di ripartire
di slancio, sostenuto sul serio
dalla Federazione: «Perché noi
non molliamo mai».
fr.vell.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Magic +3 R Champions
17
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Immobile capro espiatorio in Germania
1Le 4 di Champions perdono tutte e i tedeschi se la prendono con l’italiano: «Lento, non capisce il gioco»
possibile l’Inghilterra nel
ranking Uefa. E delle quattro
sconfitte delle tedesche ben tre
sono arrivate contro club inglesi. Non basta: il Leverkusen ha
vinto solo 3 delle ultime 10 partite di campionato, evidenziando un calo preoccupante. E poi
il Borussia: la sconfitta con l’Arsenal non fa di certo bene al
morale per uscire dalla crisi. Insomma, è giusto rallegrarsi per
l’accesso agli ottavi, ma quel
bicchiere di spumante può esser riempito ancora per metà.
Elmar Bergonzini
A
Gary Lineker sarà scappato da ridere. Quando
l’ex attaccante diceva
che «il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un
pallone per 90 minuti e alla fine
vincono i tedeschi», non poteva
immaginare che, paradossalmente, perfino perdendo in
Germania potessero festeggiare per i traguardi raggiunti. Per
la prima volta quattro club su
quattro della Bundesliga sono
stati battuti in Champions, ma
in tre (Bayern, Dortmund e ora
anche il Leverkusen) hanno la
certezza matematica di giocare
gli ottavi. La squadra di Guardiola è sicura di essere prima,
Dortmund e Leverkusen affronteranno l’ultima partita del girone da capolista. Poco più di
un mese fa (alla terza giornata)
alle tedesche riuscì l’en plein: 4
vittorie su 4. Ora le mattonelle
del domino sono cadute nel
verso opposto. Perdere non è
mai bello, ma magari le sconfitte fossero sempre così indolori.
PORTIERI
Gruppo
A
A
A
A
A
A
B
B
B
B
B
B
B
B
C
C
C
C
C
C
C
C
D
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D
D
D
D
D
E
E
E
E
E
E
E
F
F
F
F
F
F
G
G
G
G
G
G
G
H
H
H
H
H
H
Sq.
Cod.
(ATM) 128
(ATM) 132
(JUV) 104
(JUV) 145
(MAL) 134
(OLY) 140
(BAS) 150
(LIV) 120
(LIV) 127
(LUD) 111
(LUD) 146
(LUD) 153
(RMAD) 106
(RMAD) 130
(BEN) 102
(BEN) 121
(BEN) 155
(BLEV) 124
(MON) 144
(MON) 147
(ZEN) 125
(ZEN) 126
(AND) 137
(AND) 154
(ARS) 135
(ARS) 148
(BDOR) 123
(BDOR) 151
(GAL) 129
(BAY) 131
(BAY) 139
(CSKA) 101
(MCITY)105
(MCITY)118
(ROMA) 112
(ROMA) 143
(AJAX) 109
(APO) 136
(BAR) 103
(BAR) 149
(PSG) 113
(PSG) 142
(CHE) 107
(CHE) 110
(MAR) 117
(MAR) 133
(SCH) 115
(SCH) 152
(SPO) 141
(ATB) 119
(BATE) 108
(POR) 114
(POR) 116
(SHA) 122
(SHA) 138
Nome
MOYA
OBLAK
BUFFON
STORARI
OLSEN
ROBERTO
VACLIK
JONES
MIGNOLET
CVOROVIC
STOYANOV
BORJAN
CASILLAS
NAVAS K.
ARTUR
JULIO CESAR
PAULO LOPES
LENO
STEKELENBURG
SUBASIC
LODYGIN
MALAFEEV
PROTO
ROEF
OSPINA
SZCZESNY
LANGERAK
WEIDENFELLER
MUSLERA
NEUER
REINA
AKINFEEV
CABALLERO
HART
DE SANCTIS
SKORUPSKI
CILLESSEN
PARDO
BRAVO
TER STEGEN
DOUCHEZ
SIRIGU
CECH
COURTOIS
HANDANOVIC
OBRADOVIC
FAHRMANN
WETKLO
RUI PATRICIO
IRAIZOZ
CHERNIK
FABIANO
FERNANDEZ
KANIBOLOTSKY
PYATOV
Costo
15
1
15
1
4
7
9
1
12
1
6
1
17
4
1
10
1
11
1
13
13
1
6
1
1
11
1
16
5
18
1
6
2
12
7
1
6
6
11
7
1
15
5
15
6
1
6
1
9
10
1
12
1
1
13
Punti
6
6,5
4
0
5,5
3
4,5
7
5
5
6,5
6,5
6,5
4
4,5
2,5
5,5
4
4
3
2
6
5,5
6
3
-0,5
5
6,5
3
6
4,5
Costo
6
4
16
3
14
11
8
7
8
6
12
8
12
4
1
4
2
2
3
5
7
6
4
4
6
4
2
4
3
5
4
6
1
6
10
4
9
5
9
6
7
5
3
2
6
5
Punti
7
6,5
6,5
8,5
6,5
7
7
5
4
5
5
4,5
4
4,5
4
5,5
6
5
4,5
5
6
6
5,5
6
5,5
DIFENSORI
Gruppo
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
Sq.
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LIV)
(LUD)
(LUD)
(LUD)
(LUD)
Cod.
209
274
276
291
298
340
383
221
231
234
244
266
311
352
279
280
293
303
367
395
203
232
264
310
330
382
417
255
286
369
372
378
390
270
294
297
316
322
344
371
384
398
208
219
236
339
Nome
ANSALDI
GIMENEZ
GODIN
JESUS GAMEZ
JUANFRAN
MIRANDA
SIQUEIRA
BARZAGLI
BONUCCI
CACERES
CHIELLINI
EVRA
LICHTSTEINER
OGBONNA
HAMMAR
HELANDER
JOHANSSON
KONATE
RICARDINHO
TINNERHOLM
ABIDAL
BOTIA
ELABDELLAOUI
LEANDRO SALINO
MASUAKU
SIOVAS
GIANNOULIS
DEGEN
IVANOV
SAFARI
SAMUEL
SCHAR
SUCHY
FLANAGAN
JOHNSON
JOSE' ENRIQUE
LOVREN
MANQUILLO
MORENO
SAKHO
SKRTEL
TOURE' K.
ANGULO
BARTHE
CAICARA
MINEV
Un’occasione sciupata da Ciro Immobile, 24 anni, nel match perso dal Borussia Dortmund con l’Arsenal GETTY
AHI DI MATTEO L’ultima volta
che in Champions tutte le tedesche (all’epoca erano tre) vennero battute era il 2007. Alla fine passò il turno solo lo
Schalke. Curioso, perché questa volta l’unica a non essersi
ancora qualificata è proprio la
squadra di Di Matteo, che, anzi, rischia grosso: nel Gruppo G
il Chelsea è già passato come
primo. Lo Sporting, secondo,
col vantaggio degli scontri diretti può permettersi di pareg-
giare contro i Blues per far «retrocedere» lo Schalke in Europa League. Sia chiaro però, in
Germania nessuno ha preso bene nemmeno i risultati delle altre tre. L’obiettivo dei tedeschi
è quello di scavalcare il prima
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
D
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B
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E
E
E
E
E
E
E
E
E
E
E
E
(LUD) 345
(LUD) 393
(LUD) 419
(RMAD) 212
(RMAD) 238
(RMAD) 246
(RMAD) 324
(RMAD) 347
(RMAD) 357
(RMAD) 365
(RMAD) 405
(BEN) 201
(BEN) 223
(BEN) 265
(BEN) 288
(BEN) 313
(BEN) 317
(BEN) 334
(BEN) 415
(BLEV) 228
(BLEV) 260
(BLEV) 289
(BLEV) 354
(BLEV) 386
(BLEV) 396
(BLEV) 410
(MON) 202
(MON) 239
(MON) 263
(MON) 267
(MON) 307
(MON) 362
(ZEN) 210
(ZEN) 248
(ZEN) 272
(ZEN) 314
(ZEN) 349
(ZEN) 385
(AND) 258
(AND) 336
(AND) 350
(AND) 351
(AND) 404
(ARS) 242
(ARS) 254
(ARS) 273
(ARS) 304
(ARS) 338
(ARS) 343
(BDOR) 262
(BDOR) 275
(BDOR) 283
(BDOR) 355
(BDOR) 359
(BDOR) 380
(BDOR) 389
(BDOR) 416
(GAL) 207
(GAL) 243
(GAL) 278
(GAL) 299
(GAL) 375
(GAL) 413
(BAY) 205
(BAY) 217
(BAY) 222
(BAY) 226
(BAY) 227
(BAY) 251
(BAY) 308
(BAY) 361
(CSKA) 224
(CSKA) 225
(CSKA) 284
(CSKA) 325
(CSKA) 346
(CSKA) 379
(MCITY)233
(MCITY)245
(MCITY)256
(MCITY)301
(MCITY)302
(MCITY)320
(MCITY)348
(MCITY)370
(MCITY)412
(ROMA) 213
(ROMA) 240
(ROMA) 247
(ROMA) 281
(ROMA) 319
(ROMA) 321
(ROMA) 397
(ROMA) 411
(AJAX) 229
(AJAX) 257
(AJAX) 312
(AJAX) 342
(AJAX) 401
(AJAX) 403
(AJAX) 406
(APO) 237
(APO) 292
(APO) 326
(APO) 356
(APO) 368
(BAR) 204
(BAR) 220
MOTI
TERZIEV
ALEKSANDROV A.
ARBELOA
CARVAJAL
COENTRAO
MARCELO
NACHO
PEPE
RAMOS S.
VARANE
ALMEIDA
BENITO
ELISEU
JARDEL
LISANDRO LOPEZ
LUISAO
MAXI PEREIRA
CESAR
BOENISCH
DONATI
JEDVAJ
PAPADOPOULOS
SPAHIC
TOPRAK
WENDELL
ABDENNOUR
CARVALHO
ECHIEJILE
FABINHO
KURZAWA
RAGGI
ANYUKOV
CRISCITO
GARAY
LOMBAERTS
NETO
SMOLNIKOV
DESCHACHT
MBEMBA MANGULU
N'SAKALA
NUYTINCK
VANDEN BORRE
CHAMBERS
DEBUCHY
GIBBS
KOSCIELNY
MERTESACKER
MONREAL
DURM
GINTER
HUMMELS
PAPASTATHOPOULOS
PISZCZEK
SCHMELZER
SUBOTIC
KIRCH
ALEX TELLES
CHEDJOU
HAKAN BALTA
KAYA
SARI
ZAN
ALABA
BADSTUBER
BENATIA
BERNAT
BOATENG J.
DANTE
LAHM
RAFINHA
BEREZUTSKI V.
BEREZUTSKI A.
IGNASHEVICH
MARIO FERNANDES
NABABKIN
SCHENNIKOV
BOYATA
CLICHY
DEMICHELIS
KOLAROV
KOMPANY
MANGALA
NASTASIC
SAGNA
ZABALETA
ASTORI
CASTAN
COLE
HOLEBAS
MAICON D.
MANOLAS
TOROSIDIS
YANGA-MBIWA
BOILESEN
DENSWIL
LIGEON
MOISANDER
VAN DER HOORN
VAN RHIJN
VELTMAN
CARLAO
JOAO GUILHERME
MARIO SERGIO
PAPAZOGLOU
RIISE
ADRIANO
BARTRA
6
5
2
6
7
8
15
5
11
14
9
5
3
5
4
5
8
7
2
4
6
5
6
6
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5
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6
5
7
12
6
4
5
6
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7
10
7
7
4
7
6
13
10
12
8
12
3
3
6
6
3
5
2
16
5
10
7
14
7
16
7
6
4
4
6
4
4
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6
5
11
12
8
5
7
7
4
7
5
4
11
8
5
4
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2
5
2
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4
4
3
4
2
5
7
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6
6
5,5
6,5
5,5
4,5
4
5,5
6
5,5
6
6
6,5
5,5
6
6
6
5
6
6
5,5
6,5
14
5,5
6,5
6,5
6,5
6,5
5,5
5,5
6
5,5
5,5
5,5
6
4
6
6,5
6
5,5
9
5,5
6
5,5
5,5
6,5
6
5
6
5,5
6
6,5
5
5
5
4,5
4
4
6
6
(BAR)
(BAR)
(BAR)
(BAR)
(BAR)
(BAR)
(BAR)
(PSG)
(PSG)
(PSG)
(PSG)
(PSG)
(PSG)
(PSG)
(CHE)
(CHE)
(CHE)
(CHE)
(CHE)
(CHE)
(MAR)
(MAR)
(MAR)
(MAR)
(MAR)
(SCH)
(SCH)
(SCH)
(SCH)
(SCH)
(SCH)
(SCH)
(SPO)
(SPO)
(SPO)
(SPO)
(SPO)
(SPO)
(ATB)
(ATB)
(ATB)
(ATB)
(ATB)
(ATB)
(BATE)
(BATE)
(BATE)
(BATE)
(BATE)
(POR)
(POR)
(POR)
(POR)
(POR)
(POR)
(POR)
(SHA)
(SHA)
(SHA)
(SHA)
(SHA)
(SHA)
(SHA)
249
261
295
329
331
358
407
214
252
259
327
335
394
402
216
235
268
287
392
414
337
363
388
391
408
211
271
282
332
374
400
420
241
290
333
353
377
418
218
253
277
285
309
373
269
300
341
360
399
206
250
296
318
323
328
366
215
305
306
364
381
387
421
DANI ALVES
DOUGLAS
JORDI ALBA
MASCHERANO
MATHIEU
PIQUE'
VERMAELEN
AURIER
DAVID LUIZ
DIGNE
MARQUINHOS
MAXWELL
THIAGO SILVA
VAN DER WIEL
AZPILICUETA
CAHILL
FILIPE LUIS
IVANOVIC
TERRY
ZOUMA
MEJAC
RAJCEVIC
STOJANOVIC
SULER
VILER
AOGO
FUCHS
HOWEDES
MATIP
SANTANA
UCHIDA
AYHAN
CEDRIC
JEFFERSON
MAURICIO
OLIVEIRA P.
SARR M-N.
GERALDES
BALENZIAGA
DE MARCOS
GURPEGI
IRAOLA
LAPORTE
SAN JOSE'
FILIPENKO
KHAGUSH
MLADENOVIC
POLYAKOV
TUBIC
ALEX SANDRO
DANILO
JOSE' ANGEL
MAICON
MARCANO
MARTINS INDI
REYES
AZEVEDO
KRYVTSOV
KUCHER
RAKITSKY
SHEVCHUK
SRNA
ORDETS
14
4
11
9
6
13
6
5
15
5
8
9
13
10
7
10
11
14
16
5
3
6
3
2
3
8
4
10
6
5
5
4
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9
4
5
6
2
7
8
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3
6
6
4
2
3
4
2
9
11
3
6
5
6
4
5
4
5
6
6
10
2
7,5
6,5
6
6
6,5
6
7
6,5
6,5
6,5
6,5
7
10
6
5,5
5,5
4
4
4
4
5,5
6
6
6,5
6
6
5,5
9,5
5,5
5,5
5,5
6,5
5,5
6,5
5
5
6
5,5
-
Costo
16
11
11
18
15
4
5
7
6
4
11
3
3
2
6
15
16
4
14
7
5
4
3
3
5
8
10
4
6
9
6
7
4
5
6
9
8
10
3
5
6
Punti
8,5
8
6,5
10
6
6,5
8
6,5
7
7,5
6,5
5,5
5,5
5
4
5,5
5
5
4,5
4,5
6
6,5
6
7
5,5
CENTROCAMPISTI
Gruppo
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
A
B
B
B
B
B
B
B
B
Sq.
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(MAL)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(OLY)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(BAS)
(LIV)
Cod.
511
535
575
608
672
678
692
705
712
537
621
624
654
658
659
661
663
681
722
744
502
572
586
610
710
503
548
549
552
602
619
644
741
547
558
574
577
580
696
737
507
Nome
ARDA TURAN
CERCI
GABI
KOKE
RAUL GARCIA
RODRIGUEZ C.
SAUL
SUAREZ MAR.
TIAGO
COMAN
MARCHISIO
MARRONE
PADOIN
PEPE S.
PEREYRA
PIRLO
POGBA
ROMULO
VIDAL
ASAMOAH
ADU
FORSBERG
HALSTI
KROON
THERN
AFELLAY
DOMINGUEZ
DOSSEVI
DURMAZ
KASAMI
MANIATIS
N'DINGA
FUSTER
DIAZ
ELNENY
FREI
GASHI
GONZALEZ
SEREY DIE
XHAKA
ALLEN
(LIV) 540
(LIV) 559
(LIV) 579
(LIV) 588
(LIV) 613
(LIV) 617
(LIV) 622
(LIV) 703
(LIV) 740
(LUD) 504
(LUD) 553
(LUD) 561
(LUD) 620
(LUD) 727
(LUD) 728
(LUD) 745
(RMAD) 515
(RMAD) 594
(RMAD) 597
(RMAD) 611
(RMAD) 634
(RMAD) 679
(RMAD) 742
(BEN) 541
(BEN) 576
(BEN) 648
(BEN) 660
(BEN) 688
(BEN) 690
(BEN) 708
(BLEV) 519
(BLEV) 525
(BLEV) 529
(BLEV) 533
(BLEV) 673
(BLEV) 680
(MON) 514
(MON) 568
(MON) 609
(MON) 637
(MON) 647
(MON) 716
(ZEN) 512
(ZEN) 542
(ZEN) 563
(ZEN) 599
(ZEN) 685
(ZEN) 699
(ZEN) 718
(ZEN) 734
(AND) 538
(AND) 546
(AND) 607
(AND) 639
(AND) 664
(AND) 714
(AND) 749
(ARS) 513
(ARS) 534
(ARS) 539
(ARS) 570
(ARS) 652
(ARS) 653
(ARS) 671
(ARS) 683
(ARS) 733
(BDOR) 518
(BDOR) 521
(BDOR) 584
(BDOR) 585
(BDOR) 600
(BDOR) 601
(BDOR) 603
(BDOR) 633
(BDOR) 686
(GAL) 501
(GAL) 509
(GAL) 526
(GAL) 555
(GAL) 564
(GAL) 595
(GAL) 612
(GAL) 701
(BAY) 578
(BAY) 583
(BAY) 591
(BAY) 674
(BAY) 676
(BAY) 677
(BAY) 694
(BAY) 698
(BAY) 711
(BAY) 735
(CSKA) 554
(CSKA) 557
(CSKA) 560
(CSKA) 631
(CSKA) 642
(CSKA) 715
(CSKA) 730
(MCITY)543
(MCITY)565
(MCITY)566
(MCITY)614
(MCITY)632
(MCITY)641
(MCITY)643
(MCITY)717
COUTINHO
EMRE CAN
GERRARD
HENDERSON
LALLANA
LUCAS LEIVA
MARKOVIC
STERLING
SUSO
ALEKSANDROV
DYAKOV
FABIO ESPINHO
MARCELINHO
VURA MISIDJAN
WANDERSON
DANI ABALO
BALE
ILLARRAMENDI
ISCO
KROOS
MODRIC
RODRIGUEZ J.
KHEDIRA
CRISTANTE
GAITAN
OLA JOHN
PEREZ
SALVIO
SAMARIS
TALISCA
BENDER L.
BRANDT
CALHANOGLU
CASTRO
REINARTZ
ROLFES
BAKAYOKO
FERREIRA CARRASCO
KONDOGBIA
MOUTINHO
OCAMPOS
TOULALAN
ARSHAVIN
DANNY
FAIZULIN
JAVI GARCIA
RYAZANTSEV
SHATOV
TYMOSHCHUK
WITSEL
CONTE
DEFOUR
KLJESTAN
NAJAR
PRAET
TIELEMANS
KAWAYA
ARTETA
CAZORLA
COQUELIN
FLAMINI
OXLADE-CHAMBERLAIN
OZIL
RAMSEY
ROSICKY
WILSHERE
BENDER S.
BLASZCZYKOWSKI
GROSSKREUTZ
GUNDOGAN
JOJIC
KAGAWA
KEHL
MKHITARYAN
SAHIN
ADIN
ALTINTOP
BRUMA
DZEMAILI
FELIPE MELO
INAN
KURTULUS
SNEIJDER
GAUDINO
GOTZE
HOJBJERG
RIBERY
ROBBEN
RODE
SCHWEINSTEIGER
SHAQIRI
THIAGO
XABI ALONSO
DZAGOEV
ELM
EREMENKO
MILANOV
NATCHO
TOSIC
WERNBLOOM
DAVID SILVA
FERNANDINHO
FERNANDO
LAMPARD
MILNER
NASRI
NAVAS J.
TOURE' Y.
10
6
14
12
7
6
7
16
4
6
6
5
9
3
2
9
25
6
9
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14
18
6
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7
6
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6
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18
5,5
9,5
6,5
7,5
5,5
7
6,5
6
6
6
9,5
6,5
6
6
6
6
5,5
5,5
6
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5
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6
6
6
6
6
6,5
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10
6,5
10
6
6
5,5
6
6
6
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8
6,5
6
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8
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7
6
6
6
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6
4,5
6
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3,5
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6
9
4,5
6,5
6
6,5
6,5
6,5
6
6
7
-
Se pure Mbemba
può far vincere
i fantallenatori
CRITICHE In casa Dortmund
poi a doversi preoccupare della
sconfitta è soprattutto Immobile, titolare (in Champions o in
Bundesliga) per la prima volta
dal 18 ottobre, Ciro non ha convinto. Anzi, per tutti i più importanti media tedeschi è lui il
peggiore in campo. I giornali lo
hanno descritto come «sempre
un passo indietro, lento e incapace di capire il gioco». Proprio
a dare ragione a Lineker. A vincere sono solo i tedeschi, le
sconfitte travolgono i giocatori
stranieri.
● Quando si dice che al
fantacalcio ci vuole fortuna.
Stefano Pauletto aveva preso
Mbemba giusto per rifinire
la rosa, ma mai avrebbe
pensato di vincere il premio di
giornata di Magic Champions
grazie a una doppietta del
difensore dell’Anderlecht.
Perché in squadra ha
Mandzukic, Messi e Ronaldo,
ma a far la differenza è stato
l’ingresso di Mbemba:
schierato come secondo
cambio in panchina, ma finito
negli 11 per le defezioni di
Siqueira e Kurzawa.
Quattordici fanta-punti inattesi
e gli altri Magic allenatori
stracciati. Persino Gianluca
Coviello, terzo
di giornata, che aveva l’attacco
dei sogni Aguero- MandzukicMessi: 9 gol in tre, ma non
sufficienti per battere il
collega Stefano.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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(ROMA) 544
(ROMA) 571
(ROMA) 604
(ROMA) 638
(ROMA) 655
(ROMA) 662
(ROMA) 704
(ROMA) 719
(AJAX) 556
(AJAX) 606
(AJAX) 693
(AJAX) 695
(AJAX) 723
(AJAX) 739
(AJAX) 746
(APO) 508
(APO) 545
(APO) 618
(APO) 646
(APO) 713
(APO) 724
(BAR) 527
(BAR) 596
(BAR) 668
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(BAR) 697
(BAR) 736
(PSG) 528
(PSG) 536
(PSG) 616
(PSG) 627
(PSG) 636
(PSG) 656
(PSG) 721
(CHE) 562
(CHE) 587
(CHE) 626
(CHE) 630
(CHE) 651
(CHE) 670
(CHE) 687
(CHE) 732
(MAR) 523
(MAR) 569
(MAR) 593
(MAR) 628
(MAR) 726
(SCH) 516
(SCH) 522
(SCH) 551
(SCH) 582
(SCH) 590
(SCH) 605
(SCH) 629
(SCH) 645
(SCH) 689
(SPO) 530
(SPO) 531
(SPO) 625
(SPO) 640
(SPO) 682
(SPO) 700
(SPO) 731
(SPO) 743
(SPO) 748
(ATB) 517
(ATB) 592
(ATB) 598
(ATB) 635
(ATB) 675
(ATB) 707
(ATB) 720
(BATE) 505
(BATE) 581
(BATE) 615
(BATE) 649
(BATE) 657
(BATE) 725
(BATE) 738
(BATE) 747
(POR) 524
(POR) 532
(POR) 589
(POR) 650
(POR) 665
(POR) 666
(POR) 684
(POR) 709
(SHA) 506
(SHA) 520
(SHA) 550
(SHA) 567
(SHA) 573
(SHA) 623
(SHA) 702
(SHA) 729
DE ROSSI
FLORENZI
KEITA
NAINGGOLAN
PAREDES
PJANIC
STROOTMAN
UCAN
EL GHAZI
KLAASSEN
SCHONE
SERERO
VIERGEVER
ZIMLING
ANDERSEN
ALONEFTIS
DE VINCENTI
MANDUCA
NUNO MORAIS
TIAGO GOMES
VINICIUS
BUSQUETS
INIESTA
RAFINHA A.
RAKITIC
SERGI ROBERTO
XAVI
CABAYE
CHANTOME
LUCAS
MATUIDI
MOTTA
PASTORE
VERRATTI
FABREGAS
HAZARD
MATIC
MIKEL
OSCAR
RAMIRES
SALAH
WILLIAN
BOHAR
FILIPOVIC
IBRAIMI
MERTELJ
VRSIC
BARNETTA
BOATENG K.P.
DRAXLER
GORETZKA
HOGER
KIRCHHOFF
MEYER
NEUSTADTER
SAM
CAPEL
CARRILLO
MARTINS
NANI
ROSELL
SILVA
WILLIAM CARVALHO
HELDON
JOAO MARIO
BENAT
IBAI GOMEZ
ITURRASPE
MORAN
RICO
SUSAETA
UNAI LOPEZ
ALEKSIEVICH
GORDEYCHUK
LIKHTAROVICH
OLEKHNOVICH
PAVLOV
VOLODKO
YAKOVLEV
KARNITSKI
BRAHIMI
CASEMIRO
HERRERA
OLIVER
QUARESMA
QUINTERO
RUBEN NEVES
TELLO
ALEX TEIXEIRA
BERNARD
DOUGLAS COSTA
FERNANDO L.M.
FRED
MARLOS
STEPANENKO
WELLINGTON NEM
8
10
6
12
2
13
8
3
6
10
12
6
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4
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7
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7
17
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19
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9
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5,5
6
5
5
5
5
6
5,5
7
6,5
6
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6
8
8,5
8,5
7
7
10
12
5,5
5,5
6
6
5
4
3,5
2
5,5
4
5
12
6,5
6,5
6
7
5,5
6
6
5
6
5,5
6
5,5
6,5
6,5
13
7
6
9,5
6
5,5
6
5,5
5,5
6
5
-
Costo
20
9
32
10
20
13
24
8
Punti
6,5
6
17
10
5
10
5,5
ATTACCANTI
Gruppo
A
A
A
A
A
A
A
A
Sq.
(ATM)
(ATM)
(ATM)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(JUV)
(MAL)
Cod.
833
843
857
830
855
866
902
827
Nome
GRIEZMANN
JIMENEZ
MANDZUKIC
GIOVINCO
LLORENTE
MORATA
TEVEZ
ERIKSSON
A
A
A
A
A
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
B
C
C
C
C
C
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C
C
C
C
C
C
C
C
C
C
D
D
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(MAL) 903
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(OLY) 863
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(BAS) 896
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(LIV) 813
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ROSENBERG
THELIN
CIBICKI
DIAMANTAKOS
MITROGLOU
KAKITANI
SIO
STRELLER
EMBOLO
BALOTELLI
BORINI
LAMBERT
STURRIDGE
BEZJAK
YOUNES
BENZEMA
HERNANDEZ
JESE'
RONALDO
DERLEY
LIMA
OLIVEIRA N.
PIZZI
BEBE'
BELLARABI
DRMIC
KIESSLING
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BERBATOV
GERMAIN
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TRAORE'
HULK
KERZHAKOV
RONDON
ACHEAMPONG
KABASELE
MITROVIC
SUAREZ MAT.
CAMPBELL
GIROUD
PODOLSKI
SANCHEZ
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AUBAMEYANG
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RAMOS A.
REUS
PANDEV
UMUT BULUT
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LEWANDOWSKI
MULLER
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DOUMBIA
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VITINHO
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SHERIDAN
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PEDRO
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18
Mondo R Allenatori italiani all’opposto
Alex Frosio
Selcuk Manav
L’AMAREZZA DI ISTANBUL DOPO LA DELUSIONE DI NATAL
L’
1
anno nero di Cesare
Prandelli si conclude davanti alla tv in una ingloriosa serata turca di fine novembre. Poco più di cinque mesi fa, era un allenatore di primissima
fascia:
nel
quadriennio azzurro aveva dato un’identità di gioco (e non
solo) alla Nazionale, aveva
sfiorato il successo all’Europeo
del 2012, stava per affrontare
con legittime ambizioni un
Mondiale, e l’aveva pure cominciato bene battendo l’Inghilterra. Cinque mesi dopo, è
un allenatore che probabilmente dovrà ricostruirsi reputazione e carriera. Il 24 giugno
la sconfitta con l’Uruguay, l’eliminazione dal Mondiale, le
conseguenti dimissioni. Ieri,
l’ex c.t. ha dovuto aggiungere
l’esonero dal Galatasaray.
TURCHIA AMARA Sul Bosforo
già da settimane il vento gli soffiava contro. Ieri è arrivata l’ufficialità, diffusa ai media dai
dirigenti del club giallorosso in
uscita dalla riunione di 4 ore
del comitato esecutivo, ma non
al tecnico. Nessuno si è preoccupato di avvisarlo. Cesare l’ha
saputo dalla tv, dopo aver diretto quello che sarebbe stato suo
ultimo allenamento turco. Fatale la sconfitta in Champions la quarta in 5 partite, con un solo pari - in casa dell’Anderlecht,
che ha eliminato il Gala dall’Europa. I risultati, altalenanti
e non del tutto soddisfacenti (il
Gala è terzo in campionato, a -1
dalla coppia Besiktas-Fenerbahce), sono però solo la punta
dell’iceberg. A conti fatti, la
scelta estiva di Prandelli si è rivelata affrettata. Puntando sulla sua voglia di rivincita, i dirigenti del Gala erano riusciti a
convincerlo con uno stipendio
dimezzato rispetto al suo predecessore, Roberto Mancini.
Come ha rivelato lo stesso allenatore nei giorni scorsi, il presidente di allora Unay Asal, poi
dimessosi, gli aveva promesso
almeno due campioni. Non sono mai arrivati. Al suo sbarco
sul pianeta Galatasaray, soprattutto, Cesare aveva trovato
uno spogliatoio comandato dal
clan turco, capeggiato da Selcuk Inan e Burak Yilmaz, mal
disposti soprattutto verso
Sneijder e il suo ingaggio. Proprio i rapporti più volte tesi tra
Prandelli e il folletto olandese
hanno contribuito ad alimentare le spaccature: assecondando
la parte turca, e non gli alti e
bassi di Sneijder (che però nei
giorni di buona era ed è in grado di far vincere le partite, come il derby con il Fener, steso
da una sua doppietta), il tecnico ha perso parte della propria
credibilità con gli altri stranieri
di peso dello spogliatoio, come
Felipe Melo e Muslera. Il Man-
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
2
REAL, 15 VITTORIE DI FILA
Ancelotti sul trono
L’ex indesiderato
ora è Carlo Magno
Filippo Maria Ricci
CORRISPONDENTE DA MADRID
Twitter @filippomricci
S
● 1 Cesare Prandelli, 57 anni, si sgola in panchina con l’Anderlecht: il tecnico italiano non ha centrato
neanche il terzo posto nel Gruppo D, che sarebbe valso l’Europa League EPA ● 2 L’ex c.t. si dispera in
Brasile: dopo un buon avvio con l’Inghilterra, la sua Italia ha perso con Costa Rica e Uruguay ANSA
Cesare, anno nero:
pure il Galatasaray
scarica l’ex c.t.
1Prandelli scopre l’esonero a fine allenamento
dalla tv. Dopo il Mondiale, è il secondo flop di fila
cio, più furbo e scafato di Prandelli, l’anno scorso era almeno
riuscito a creare una convivenza tra le varie anime dello spogliatoio. Fatto sta che di esonero si è cominciato a parlare a
inizio ottobre. In questo periodo, Prandelli ha dovuto pure
subire le bordate a distanza di
Mario Balotelli («Non è un vero
uomo, ha parlato male di me
con i giornalisti, non mi ha detto le cose in faccia») e assistito
alle nuove elezioni alla presidenza del club, dopo le dimissioni di Asal. Il nuovo eletto,
Duygun Yarsuvat, alla vigilia
delle presidenziali si era schierato a favore di Prandelli. Le
voci sulla sua panchina traballante hanno però continuato a
rincorrersi, comprendendo an-
che l’ipotesi di affiancargli un
tutor turco come Hasan Sas dopo uno 0-4 con il Basaksehirspor a fine ottobre, e lo 0-3 con
il Trabzonspor nell’ultima giornata di campionato.
IL FUTURO Ora il Galatasaray
cerca un nuovo allenatore. Sabato con il Gaziantepspor andrà in panchina Taffarel, poi
toccherà a qualcun altro. La
stampa turca ha fatto i nomi
dell’ex centrocampista giallorosso Tugay Kerimoglu e di
Hikmet Karaman, tecnico turco
di modesto curriculum. Prandelli, invece, avrà tutto il tempo
per riflettere meglio sulle prossime scelte. E poi, almeno il
2014 sarà finito.
1
● Prandelli ha ottenuto un
solo punto in 5 partite di
Champions: Galatasaray già
eliminato e senza chance di
rientrare in Europa League
8
● Il tecnico italiano ha perso
8 partite su 16, vincendone 6,
tra campionato, Champions
e Supercoppa turca (persa
contro il Fenerbahçe)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
abato 13 settembre. Il
Real Madrid dopo
aver perso ad Anoeta
con la Real Sociedad cade
in casa con l’Atletico e al
Bernabeu tira aria di funerale. Una vittoria e 3 sconfitte in 5 partite fanno scattare l’allarme e nel palco il
barometro del volubile Florentino Perez segna tempesta. Il vuoto lasciato da Di
Maria e Xabi Alonso sembra
incolmabile, dalla Casa
Blanca passano ai giornalisti fidati veline minacciose,
anche se ufficialmente la
parola d’ordine è «Pazienza». Due mesi e mezzo dopo, Carlo Ancelotti è diventato Carlo Magno: gli elogi
per come ha saputo ricostruire a tempo di record la
squadra sono unanimi, si
parla apertamente di rinnovo, la trasformazione podistica di talenti borghesi come Isco e James Rodriguez
pare sovrannaturale. Il tutto suggellato, simboleggiato, sottolineato dalle 15 vittorie consecutive, con la
possibilità di arrivare a 16
domani a Malaga.
IL CONFRONTO È la terza
volta che il Madrid infila 15
successi di fila: la prima volta con il 38enne Miguel
Muñoz tra il 27 novembre
del 1960 e il 12 marzo del
1961, la seconda con José
Mourinho tra il 27 settembre e il 7 dicembre del 2011.
Muñoz fu fermato da uno
0-0 a Oviedo, Mou da un
3-1 al Bernabeu contro il
Barça di Guardiola. In tutti
e 3 i casi il Madrid ha segnato 57 reti, incassandone 8
con Muñoz e Ancelotti, 10
con Mou. Nel 1960 le vittorie furono tutte in Liga e i
gol furono segnati da appena 5 giocatori: Di Stefano,
Puskas, Del Sol, Gento e il
brasiliano Canario. Nel nostro secolo i gol sono arrivati sempre da 13 calciatori
diversi, la serie di Mou è
sparsa tra Liga e Champions, quella di Ancelotti ha
anche una partita di Coppa
del Re.
DA DI STEFANO A CR7 Con
Muñoz il capocannoniere
delle 15 vittorie fu Di Stefano
con 16 reti, seguito da Puskas
(poi pichichi della Liga) con 15.
Con Mou e Ancelotti il re del
mambo è ovviamente Ronaldo, passato però tra le due serie da 16 a 22 reti. Alle sue spalle 3 anni fa c’era Higuain (13
gol), oggi Benzema (11). In entrambi i precedenti il Madrid
vinse la Liga, con Mou arrivando al record dei 100 punti e dei
121 gol segnati (nel 1961 furono 52 e 89), ma perse la Champions.
SACRIFICIO DI TUTTI Curiosamente, la serie positiva di
Muñoz partì esattamente dopo
l’eliminazione negli ottavi di
Coppa Campioni da parte…
del Barcellona. Una doppia sfida piena di polemiche e veleni
che segnò la prima prematura
eliminazione del Madrid nella
storica competizione dopo 5
trionfi consecutive. Mou fu invece eliminato dal Bayern in
semifinale. Ancelotti dopo
aver messo le mani sulla Decima nel maggio scorso è alla ricerca di un doblete che da
quando la competizione ha
cambiato nome non è stato ancora fatto da nessuno. Prima
però re Carlo ha voglia di tenersi il record tutto per sé: «È
bello poter partecipare alla storia del Madrid ma questo primato è importante perché dà
valore al sacrificio di tutti. Una
cosa così si ottiene solo lavorando come stiamo facendo
noi». Unità, spirito di corpo,
stelle milionarie che lavorano
per il bene comune, semplicità,
dedizione, serenità. La ricetta
di Ancelotti, semplice genio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
15
● Il Real Madrid di Ancelotti
ha ottenuto 15 vittorie di fila,
come quello di Muñoz
nel 1960-61 e di Mourinho
nel 2011-12
22
● Cristiano Ronaldo è il
capocannoniere della striscia
vincente: in 15 partite ha
segnato 22 gol. Dietro di lui,
Benzema con 11 reti
Chi fa cantare il Velodrome? Yassin, capo ultrà di 8 anni
1Dopo la morte del padre in trasferta,
squadra del cuore. A tenerlo
d’occhio non solo la mamma,
ma anche i capi del gruppo per
evitare pericoli in caso di «pogo», festeggiando i gol della
squadra prima di Ligue 1 con il
miglior attacco. Gente appassionata che fino a qualche anno
fa condivideva l’amore del Marsiglia con Lached, il papà di
Yassin, morto il 23 agosto 2008
in un incidente stradale. Il pullman su cui viaggiava per seguire una trasferta a Le Havre si
schiantò contro un pilone di un
ponte dell’autostrada.
la curva del Marsiglia l’ha adottato: a casa
parolacce vietate, ma quando lancia i cori...
Alessandro Grandesso
PARIGI
Twitter @agrandesso
C’
è chi deve fare i conti
con Ivan il Terribile.
Oppure con Genny a’
Carogna. A Marsiglia invece
una delle voci che fanno vibrare
il Velodrome, urlando cori per
Marcelo Bielsa e i suoi giocatori, è quella di un bambino di otto anni. Si chiama Yassin Lazeb
e lo stadio è come fosse casa
sua. Come lo era stato per suo
papà, tifoso deceduto sei anni
fa seguendo il Marsiglia in trasferta.
ADOTTATO Così, il piccolo Yassin è stato «adottato» dal gruppo «Marseille trop puissant»,
fondato nel 1994, che sovrasta
il campo dall’alto di uno spicchio della curva nord. Gente
tranquilla che ha Bob Marley
come simbolo. Yassin ne è la
mascotte e anche qualcosa di
più quando prende il microfono
e senza timidezza inizia a intonare quelle che sono diventate
le filastrocche della sua infanzia: cori e slogan per la sua
Yassin Lazeb, 8 anni, da «Le Parisien» sugli spalti del Velodrome DR
MAMMA E GIGNAC Mamma
Caroline non ha mai spezzato il
legame con la curva: «Suo padre – racconta a Le Parisien –
l’avrebbe di sicuro portato allo
stadio, anche se lui era meno
espansivo e non cantava come
un pazzo». Come invece fa Yassin che tra l’altro va pure a scuola a due passi dal Velodrome. E
in camera, tra poster, maglie e
bandiere del Marsiglia, conserva i pantaloncini del bomber
Gignac come una reliquia: «Mai
lavati». In casa le regole sono
chiare: niente parolacce. Unica
eccezione della vita da stadio
dove Yassin sa farsi rispettare:
«Certa gente ride quando mi
vede con il microfono in mano,
ma poi mi viene dietro. Chi non
canta dovrebbe cambiare posto». Gli è pure capitato di accendere qualche fumogeno, ma
davanti alla sede del gruppo. E
una volta nel garage di casa: «È
scattato l’allarme anti incendio.
Non lo farò mai più».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mondo R
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
#
Tutti in ansia per Pelé
«Condizioni instabili»
1Per «O Rei» infezione alle vie urinarie: trasportato in un’unità speciale
e sottoposto a dialisi. In serata il suo tweet: «Sto bene, nulla di serio»
Sebastiano Vernazza
Twitter @GazzaVernazza
L
a salute di Pelé peggiora, il
Brasile e il mondo sono in
ansia per o Rei. Il più grande calciatore di tutti i tempi Maradona e Di Stefano permettendo - è ricoverato da quattro
giorni nell’ospedale Albert Einstein di San Paolo. Ieri è stato
trasferito in una unità «di cure
particolari» perché soffre di una
grave infezione alle vie urinarie.
Nel momento in cui scriviamo
non è in pericolo di vita, non si
trova in rianimazione per intenderci, ma i medici hanno definito «instabile» il quadro clinico e
il paziente è sotto costante monitoraggio. Nell’ambiente del
Santos, l’ex squadra di o Rei, si
parla di un «piccolo tumore»,
però l’indiscrezione per ora non
ha trovato conferme ufficiali. La
famiglia ha chiesto riservatezza.
ANTEFATTO E RICADUTA Il 12
novembre il 74enne Pelé si era
sentito male durante la presentazione di un libro sul museo del
Santos, accusava forti dolori addominali. Trasportato all’Einstein, era stato operato per rimuovere dei «calcoli renali, vescicali e uretrali» che ostruivano
il flusso urinario. Dimesso, era
ritornato a casa. Lunedì scorso il
ricovero-bis. Adesso per via en-
dovenosa gli vengono somministrati antibiotici: c’è da combattere un’infezione batterica alle
vie urinarie. I reni sono in difficoltà e l’ex campione è sottoposto a dialisi. La pressione arteriosa di Pelé non è nella norma e
la decisione di spostarlo in un reparto per malati sotto stretta osservazione ha creato allarme e
preoccupazione. Il suo assistente personale, José Fornos Rodrigues, spiega però che i motivi sono altri: «Pelé non è così grave, è
cosciente e lucido. Il passaggio a
un’altra unità è soltanto un modo per garantirgli più privacy e
tranquillità. Prima riceveva
troppe persone e si sedeva, si alzava, si agitava. Ora è più sereno. Il nuovo trattamento dovrebbe durare 8 giorni». Un portavoce dell’Einstein ha confermato la versione di Rodrigues:
Pelé non è in terapia intensiva e
può ricevere i familiari. I dubbi
però rimangono. Fonti differenti affermano che le condizioni di
Pelé si sarebbero aggravate, da
qui la decisione di alzare il livello di guardia. Comunque Pelé
intorno alle 24 italiane tramite il
suo profilo twitter ha rassicurato sul proprio stato di salute:
«Ciao a tutti, volevo cogliere
quest’opportunità per farvi sapere che sto bene. Non sono stato messo in terapia intensiva oggi, mi hanno solo portato in una
stanza speciale dell’ospedale
Pelé, 74 anni, dopo l’intervento a un’anca effettuato nel 2012 IPP
per motivi di privacy: apprezzo
tutti i visitatori che sono venuti a
trovarmi, ma ho davvero bisogno di continuare le mie cure in
pace. Sono fortunato ad avere il
vostro amore e il vostro supporto, e grazie a Dio non ho nulla di
serio. Sto già pensando alle
prossime vacanze con la mia famiglia e a ricominciare l’anno
nuovo con rinnovata salute e
tanti viaggi internazionali già
RNegli ultimi tempi
fatica anche
a camminare
e a volte si aiuta
con un bastone
programmati». E sempre nella
notte, tramite un bollettino ufficiale, l’ospedale ha comunicato
il «miglioramento delle condizioni di Pelé», che comunque resta sotto osservazione.
ALTRI GUAI Pelé soffre anche di
problemi alle gambe: cammina
a volte con l’aiuto di un bastone,
si muove con una certa difficoltà, è claudicante. Nell’autunno
del 2012 è stato operato per la
sostituzione di un’anca con una
protesi al titanio. All’inizio del
2013 si è sottoposto a un intervento alla colonna vertebrale, su
una radice nervosa. I calcoli e
l’infezione alle vie urinarie hanno complicato il già difficile quadro clinico di o Rei, che però non
ne vuole sapere di rallentare i
ritmi frenetici della sua vita di
ambasciatore universale del calcio e dello sport. Continua a girare per il mondo, è proiettato
sull’Olimpiade di Rio 2016, progetta di andare in Russia per il
Mondiale del 2018. Alcuni medici ritengono che Pelé dovrebbe curarsi meglio, con più continuità. Per esempio, i fastidi nella
deambulazione sarebbero imputabili al fatto che trascura le
sedute di fisioterapia a causa dei
troppi impegni.
IN DEPRESSIONE Chi lo conosce
racconta poi come sia caduto in
depressione per la situazione di
uno dei suoi sette figli, il 44enne
Edson, meglio conosciuto come
Edinho. Ex portiere di discreto
livello, Edinho ha precedenti penali per droga e di recente è stato condannato a 33 anni di carcere per riciclaggio. Secondo
l’accusa, contribuiva a ripulire i
soldi di un clan di narcotrafficanti. Per o Rei è stata una mazzata, tanto più che Edinho è stato arrestato durante l’ultimo
Mondiale in Brasile. Povero
Pelé: tanti malanni, troppi pensieri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TACCUINO
BRASILE
Atletico vince Coppa
Un tifoso muore
RIO (m.can.) L’Atletico Mineiro
conquista la Coppa del Brasile
qualificandosi alla
Libertadores 2015. I
neocampioni, in cui giocano
Datolo (ex Napoli) e Maicosuel
(ex Udinese), hanno battuto 10, con gol di Diego Tardelli, i
rivali cittadini del Cruzeiro
(nell’andata aveva vinto
l’Atletico per 2-0). Durante i
festeggiamenti è morto un
tifoso 25enne dell’Atletico: ha
sbattuto la testa contro un
albero mentre cercava di
salire sul tetto di un autobus.
SPAGNA
Il presidente federale
sotto indagine Fifa
Angel Maria Villar, presidente
della Federcalcio spagnola, è
sotto indagine da parte della
Commissione etica della Fifa
per non aver collaborato
nell’ambito dell’inchiesta
sull’assegnazione dei Mondiali
del 2018 e del 2022. Secondo
il quotidiano tedesco «Die
Welt», Villar - che è anche
vicepresidente della stessa
Federazione internazionale e
membro dell’Esecutivo - si
sarebbe rifiutato di
rispondere alle domande.
Secondo l’emittente inglese
Sky Sports, nel mirino della
commissione etica della Fifa ci
sarebbero altri membri
dell’Esecutivo:
Franz Beckenbauer, il belga
Michel D`Hooghe, il
thailandese Worawi
Makudi e il cileno Harold
Mayne-Nicholls.
Brandao condannato
a un mese di galera
per la testata a Motta
1L’attaccante del
Bastia punito così dalla
giustizia ordinaria
per la premeditazione
dopo Psg-Bastia
Brandao, 34 anni ACTION IMAGES
Alessandro Grandesso
PARIGI
Twitter @agrandesso
P
remeditazione. Violenza.
Sono le parole chiave che
hanno definito penalmente l’aggressione di Brandao a Thiago Motta della sera
del 16 agosto, dopo Psg-Bastia.
Una testata che era già costata
al brasiliano della squadra corsa sei mesi di squalifica sportiva. A cui ormai si aggiunge un
mese di carcere. Senza condizionale. Sentenza dura, esemplare, anche se in appello potrebbe essere ammorbidita, ma
ieri il legale del giocatore ha lasciato intendenre che potrebbe
non fare ricorso.
19
I MOTIVI Il colpo di testa di
Brandao, che provocò la frattura non scomposta al naso a
Motta, era stato ripreso dalle
telecamere di sicurezza del
Parco dei Principi, facendo
scattare anche l’inchiesta della
polizia locale, nonostante il
centrocampista azzurro non
avesse sporto denuncia, preferendo limitare il caso alla sola
giustizia sportiva. Il 19 settembre la commissione disciplinare della Lega aveva sentenziato
la sospensione fino al 22 febbraio. Confermata il 20 novembre in sede federale, ma
dove era stata respinta la tesi
della premeditazione sollevando perplessità nell’entourage
di Motta. Anzi, i giudici della
Lega avevano avallato l’idea di
una reazione agli insulti dell’azzurro. Ieri, invece, è emerso
che gli insulti sono stati reciproci e per i tre giudici della 30a
Camera del tribunale di Parigi
c’è stata anche premeditazione
evidente da parte di Brandao.
Così la condanna è andata oltre la richiesta del pubblico ministero che sperava in 18 mesi,
ma con la condizionale, e
15mila euro di multa. Il brasiliano, che con Motta non si è
mai scusato personalmente e
assente perché operato alla coscia destra, dovrà pagarne
20mila, scontando un mese
dietro le sbarre. A meno che,
nel possibile ricorso, non venga attenuato, nonostante i giudici abbiano evidenziato la
gravità dell’aggressione in un
contesto di lotta alla violenza
negli stadi.
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Azienda di produzione e vendita di tecnologie
applicate per la casa e per l’ambiente,
ricerca su tutto il territorio nazionale
VENDITORI/VENDITRICI
Sono richiesti estrema serietà, determinazione
a perseguire importanti compensi e disponibilità
a muoversi nella propria città.
Non sono richiesti particolari titoli di studio
o precedenti esperienze lavorative.
Stage formativi si terranno nei capoluoghi di regione.
Scrivere a: [email protected]
allegando curriculum o note informative sulla propria persona.
20
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Serie B R Il caso
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Brescia e Varese: adesso
è corsa contro il tempo
1E’ una stagione condizionata dai debiti e dalle penalizzazioni
Ecco come le due società stanno cercando di evitare il fallimento
Il Brescia è al 13o posto in classifica con 18 punti come il Modena LAPRESSE
BRESCIA
Sagramola
e la proposta
di salvezza
«Unica seria»
Gian Paolo Laffranchi
BRESCIA
S
ono ore decisive per il futuro del Brescia. Ubi
Banca ha ricevuto una
lettera con una proposta concreta, presentata da Rinaldo
Sagramola, per salvare il club e
traghettarlo verso acque più
tranquille. All’istituto (sponsor
e nel contempo creditore principale) sarebbe garantita, dal
gruppo rappresentato dall’ex
dirigente di Palermo e Sampdoria, una somma che si aggira
sui 9 milioni di euro. Ma il tempo stringe: il 15 dicembre bisogna pagare gli stipendi, c’è
l’esigenza di evitare ulteriori
penalizzazioni (dopo il -4 ormai in arrivo). Per questo Ubi
ha tempo fino a venerdì 5 dicembre per accettare o meno.
Il gruppo di Sagramola, pronto
a subentrare da subito a Gino
Corioni nella proprietà, porta
in dote un importante accordo
di partnership con Infront per
la valorizzazione degli spazi
commerciali, un po’ come a Bari. L’intesa col colosso internazionale del marketing sportivo
può garantire ricavi consistenti
per i prossimi 5 anni. La società
fiduciaria che ha portato avanti la proposta è la Profida Italia.
Ha sede a Milano e appartiene
al gruppo Co.mo.i. Il gruppo
deciso ad accollarsi la gestione
del Brescia non opererà da solo, ma col sostegno di imprenditori locali chiamati a sostenere questa delicata fase di
passaggio con la regia della
banca.
PROGETTO «Il progetto del
gruppo che rappresento vuole
garantire la continuità aziendale alla società - spiega Sagramola - ed è una proposta seria,
concreta, credo l’unica pervenuta nelle mani della banca,
che dovrà valutarla. Ma è una
corsa contro il tempo. Sono da
evitare altre penalizzazioni, bisogna gestire questa fase di
passaggio per poi impostare
una fase di rilancio in una prospettiva ambiziosa. La piazza
di Brescia merita di ritrovare il
calcio di alto livello». Nella lettera inviata a Ubi, fra le altre
cose, è riconosciuto a Corioni
di aver onorato, negli anni, impegni per 40 milioni.
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Il Varese è 15o con 17 punti come il Vicenza, a +1 sulla zona playout LAPRESSE
VARESE
Uno sponsor
«colossale»
incoraggia
Laurenza
Filippo Brusa
VARESE
L
e maglie per la trasferta di Coppa Italia all’Olimpico, martedì
contro la Lazio, sono già state preparate dal magazziniere del Varese, che ha dovuto però recuperare i calzoncini usati ad agosto. Il
guardaroba s’è impoverito:
mancano abiti e indumenti
di rappresentanza per cui la
squadra andrà con la tuta di
allenamento, a cui solo ieri
si sono aggiunti i giubbotti
invernali. L’abito non fa il
monaco ma rende l’idea di
quanto sia complicata la stagione del Varese, iscrittosi
all’ultimo ritardando la fideiussione di 800 mila euro
e i versamenti Irpef di marzo e aprile. Per questo il club
è stato deferito e riceverà
due punti di penalizzazio-
ne, dopo quello per i ritardi di
gennaio e febbraio e quello atteso in seguito per aver posticipato l’Irpef di maggio e giugno,
regolarizzata grazie a un nuovo sponsor. Il presidente Nicola Laurenza sa che «il Varese
naviga a vista» ma è convinto
di aver trovato «l’asso nella manica»: «L’accordo con Unendo
Energia ci fa ben sperare: un
colosso crede in noi. Le voci di
cordate interessate alla società
sono i bluff e stiamo lavorando
con B Futura perché il Varese
abbia uno stadio di proprietà».
RIENTRO Intanto il 17 dicembre vanno pagati gli stipendi e i
contributi di settembre e ottobre: «Superato l’ultimo scoglio
– dice Laurenza – la strada sarà
in discesa anche perché stiamo
già pianificando la campagna
trasferimenti di gennaio». Una
squadra molto giovane, in cui
hanno debuttato quattro ragazzi di 19 anni (Capezzi, Scapinello, Simic e Tamas), due
ventenni (La Gorga e Petkovic)
e un diciottenne (Cornacchia),
potrebbe sacrificare sul mercato qualche talento. Ma il Varese, che ha oltre 9 milioni di debito e sta cercando di definire
un piano di rientro, deve badare al centesimo per evitare il rischio (alto) di fallimento: i ritiri prima delle gare casalinghe
sono stati cancellati.
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21
TACCUINO
ASSEMBLEA DI LEGA
Abodi alle squadre: «Meno violenza»
Msc Crociere diventa partner della B
● MILANO (m.br.) La riforma
dei campionati è partita e la
Lega di Serie B ha ribadito la
necessità di avere un
campionato a 20 squadre. In
via ufficiosa il tavolo di
confronto tra A, B e Lega Pro
è già aperto e si discute per
arrivare alla modifica il prima
possibile, magari già dalla
prossima stagione. Una corsa
contro il tempo che passerà
dal Consiglio federale. Si
tenterà di accelerare almeno
il primo accordo, quello con la
Lega Pro, per poi rivolgersi
alla A. Equilibri difficili perché
sul tavolo ci sono anche la
distribuzione delle risorse
economiche provenienti dalla
mutualità e dai diritti tv (l’accordo
in essere scade a fine stagione).
Ieri il presidente Andrea Abodi
ha affrontato anche la questione
dell’incremento di espulsioni e
rigori rispetto al passato
richiamando alla responsabilità i
calciatori, gli allenatori e i
dirigenti. Infine è stato
annunciato un nuovo sponsor
per tutte le 22 squadre: si tratta
di MSC Crociere con la quale è
stata siglata una partnership fino
al termine della stagione.
L’ANTICIPO
IL PROGRAMMA
Pescara, derby Domani il clou
dell’ex Baroni ll Carpi è in casa
con il Lanciano con il Frosinone
PESCARA
(4-4-2)
LANCIANO
(4-3-3)
● Ecco gli arbitri delle altre
partite della 16a giornata, che
sarà disputata tra domani e
domenica dopo l’anticipo.
OGGI ore 20.30 PREZZI 10-55 euro
18
ARESTI
17
COSIC
5
PESOLI
11
ZAMPANO
15
SALAMON
33
GRILLO
6
32
7
APPELT MEMUSHAJ POLITANO
9
25
MELCHIORRI PASQUATO
28
8
10
GATTO MONACHELLO PICCOLO
24
20
17
DI CECCO PAGHERA VASTOLA
3
19
5
2
MAMMARELLA FERRARIO TROEST AQUILANTI
12
NICOLAS
PESCARA Emergenza per l’ex
Baroni, che conferma il 4-4-2 con la
coppia Pasquato-Melchiorri davanti.
PANCHINA 12 Aldegani, 21 Bunoza,
37 Vitturini, 16 Selasi, 8 Bjarnason,
14 Sowe, 34 Torreira, 29 Pogba,
26 Da Silva. ALLENATORE Baroni.
SQUALIFICATI Lazzari, Maniero,
Pucino e Zuparic. DIFFIDATI Appelt,
Cosic, Grillo, Melchiorri e Memushaj.
LANCIANO Thiam squalificato per la
sesta volta: gioca Monachello.
PANCHINA 1 Aridità, 18 Conti,
6 Amenta, 21 Nunzella, 23 Grossi,
25 Bacinovic, 32 Pinato, 7 Turchi,
11 Fioretti. ALLENATORE D’Aversa.
SQUAL. Thiam. DIFFIDATI Aquilanti.
ARBITRO Fabbri di Ravenna.
GUARDALINEE Citro-Di Vuolo.
TV Sky Sport 1 e Calcio 1; Premium C.
COSI’ DOMANI (ore 15)
Carpi-Frosinone: Abisso di
Palermo.
Cittadella-Brescia: Manganiello
di Pinerolo.
Crotone-Modena: Saia di
Palermo.
Entella-Avellino: Pezzuto di
Lecce.
Latina-Pro Vercelli: La Penna di
Roma;.
Livorno-Perugia: Baracani di
Firenze.
Ternana-Catania: Candussio di
Cervignano del Friuli.
Trapani-Spezia: Di Paolo di
Avezzano.
Varese-Vicenza: Abbattista di
Molfetta.
DOMENICA (ore 12.30)
Bologna-Bari: Mariani di Aprilia.
CLASSIFICA
La situazione in Serie B dopo 15
giornate e in attesa del recupero
tra Entella e Modena del 16
dicembre: Carpi p. 29; Frosinone
28; Spezia 25; Livorno e Avellino
24; Lanciano e Bologna 23;
Perugia e Trapani 22; Pro Vercelli
20; Catania e Bari 19; Modena* e
Brescia 18; Varese (-1) e Vicenza
17; Pescara e Ternana 16; Entella*
15; Crotone 14; Cittadella e Latina
13. (* una partita in meno).
Lega Pro R Via alla 15a giornata
GLI ANTICIPI
In campo quattro big
Novara-Mantova
e poi Spal-Pisa in tv
Due anticipi con quattro squadre
importanti aprono questa sera la 15a
giornata di Lega Pro. Ecco il quadro
delle partite in programma e le
probabili formazioni.
GIRONE A - ORE 19.30
E’ un Novara carico e sempre
impeccabile in casa (bel poker
nell’ultima gara con l’AlbinoLeffe) ma
ancora decimato in difesa e a
centrocampo quello che riceve stasera
un Mantova in ascesa (nel turno
precedente c’è stata la prima vittoria
esterna contro la Giana) ma privo di
alcuni leader importanti come Scalise
(stagione finita), Zanetti (rientra a
gennaio), Paro e lo squalificato Caridi.
NOVARA (3-5-2) Tozzo; Martinelli,
Vicari, Beye; Dickmann, Bianchi,
Miglietta, Pesce, Garofalo; Evacuo,
Corazza. (Montipò, Barlocco, Peverelli,
Schiavi, Gonzalez, Pivkovski, Manconi).
All. Toscano.
MANTOVA (3-4-3) Festa; Trainotti,
Siniscalchi, Scrosta; Gonzi, Di
IL PROGRAMMA
Santantonio, Raggio Garibaldi, Blaze;
Boniperti, Said, Tomicic. (Paleari,
Todisco, Menini, Pondaco, Zammarini,
Sartore, Novothny). All. Juric.
ARBITRO Luciano di Lamezia Terme
(Scarpa-Bianchini).
GIRONE B - ORE 20.45
La Spal non vince in casa da due mesi
e ritrova Gasparetto dopo 9 giornate e
forse anche Togni, che era stato
escluso a sorpresa nell’ultima partita
persa a Forlì: di fronte un Pisa
piuttosto agitato dopo aver perso i
contatti con la vetta e anche il
secondo posto dopo la sconfitta
casalinga nell’ultimo turno nel derby
contro la Carrarese.
SPAL (5-3-1-1) Menegatti; Lazzari,
Gasparetto, Capece, Giani, Legittimo;
Filippini, Togni, Landi; Germinale;
Fioretti. (Albertoni, Aldrovandi,
Silvestri, Gentile, Di Quinzio, Finotto, De
Cenco). All. Brevi.
PISA (3-5-2) Pelagotti; Lisuzzo, Rozzio,
Sini; Dicuonzo, Morrone, Mandorlini,
Misuraca, Cozza; Stanco, Giovinco.
(Moschin, Benedini, Iori, Finocchio,
Frediani, Beretta, D’Angina). All.
Braglia.
ARBITRO Dei Giudici di Latina
(Fraschetti-Pellegrini).
TV Diretta su Rai Sport 1.
Derby a Venezia:
il Bassano rischia
L’Ascoli è in casa
Questo il programma delle altre
partite della 15a giornata in questo
weekend dopo i due anticipi che si
giocano stasera:
COSI’ DOMANI
ORE 14.30 Cremonese-Arezzo (A);
Santarcangelo-Pro Piacenza (B);
Messina-Catanzaro (C).
ORE 15 Südtirol-Pordenone (A);
Lucchese-Teramo e Prato-Ancona
(B); Casertana-Foggia (C).
ORE 16 Como-Lumezzane (A);
Paganese-Vigor Lamezia (C).
ORE 17 Monza-Alessandria (A);
Pontedera-Forlì (B); RegginaBenevento (C).
ORE 19.30 Ascoli-Grosseto (B);
Lecce-Melfi (C).
COSI’ DOMENICA
ORE 11 Savona-Tuttocuoio (B)
ORE 12.30 AlbinoLeffe-Giana (A);
Juve Stabia-Savoia (C).
ORE 14.30 Real Vicenza-Torres
(A); Carrarese-Reggiana e
L’Aquila-Pistoiese (B); Lupa Roma-
LA PRESENTAZIONE
Salernitana (C).
ORE 16 Feralpi Salò-Pro Patria (A);
Gubbio-San Marino (B); BarlettaAversa Normanna (C).
ORE 18 Renate-Pavia e VeneziaBassano (A); Cosenza-Ischia (C).
COSI’ LUNEDI’
ORE 20.45 Matera-Martina (C).
LE TRE CLASSIFICHE
GIRONE A Bassano* p. 28; Pavia 27;
Real Vicenza 26; Novara 25; Como*,
Alessandria*, Monza* e Feralpi Salò
23; Arezzo 22; Venezia e Südtirol 19;
Mantova 17; Torres*, Giana e Renate
16; Cremonese* e Lumezzane 13; Pro
Patria 11; AlbinoLeffe 10; Pordenone 5.
(* una gara in meno).
GIRONE B Ascoli p. 29; L’Aquila 24;
Pisa 23; Reggiana, Pistoiese e Teramo
22; Pontedera e Spal 21; Grosseto e
Tuttocuoio 20; Gubbio 19; Carrarese,
Ancona, Forlì e Savona 18; Prato 16;
Lucchese 15; Santarcangelo 9; San
Marino 8; Pro Piacenza (-8) 3.
GIRONE C Salernitana p. 31;
Benevento e Juve Stabia 29; Lecce 28;
Casertana 24; Catanzaro 23; Matera,
Foggia (-1) e Vigor Lamezia 22; Lupa
Roma 21; Melfi e Paganese 16;
Messina 14; Martina 13; Barletta e
Cosenza 12; Ischia 10; Savoia 9;
Reggina (-4) e Aversa Normanna 6.
Cipollini nuovo d.g.
«Bisogna lavorare
come una squadra»
FIRENZE Renato Cipollini, nuovo
direttore generale della Lega Pro,
è stato presentato ieri mattina
presso la sede della Lega Pro.
Prende il posto di Francesco
Ghirelli, dopo il burrascoso e
polemico divorzio delle scorse
settimane. Cipollini è stato
ptesentato dal presidente Mario
Macalli e dai suoi vice Archimede
Pitrolo e Antonio Rizzo, che
nell’occasione hanno anche avuto
il primo incontro operativo.
Cipollini ha dichiarato: «Sono
onorato di essere in Lega Pro, per me
questa è una sfida inedita e
stimolante e l’ho accettata con la
voglia di rimettermi in gioco. Metto a
disposizione il mio bagaglio di
esperienza. Ringrazio la Lega Pro. Ci
aspetta molto lavoro, ma siamo pronti
ad affrontarlo con la competenza di
tutti e con unità di intenti come in una
squadra. Proseguiremo in un
percorso già tracciato». Macalli ha
presentato così il neo-direttore:
«Abbiamo scelto una persona di
calcio, che conosciamo, competente,
che si metterà al servizio. Abbiamo
ancora molte tappe da percorrere e,
soprattutto, aree da potenziare come
sviluppare nuove sinergie e nuove
strategie di marketing».
GIUDICE SPORTIVO
Coppa Italia: quattro squalificati
FIRENZE Dopo le prime quattro gare
degli ottavi di finale di Coppa Italia, il
giudice della Lega Pro ha squalificato
per una giornata Pino e Mercadante
(Matera), Bianco (Casertana) e
Tortolano (Cosenza). Ricordiamo che
si sono qualificati Renate, Juve Stabia,
Casertana e Cosenza e che la
prossima settimana si giocano le altre
quattro sfide degli ottavi.
22
Calcio R Libri
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
COLLOQUI IN GAZZETTA
CONTENUTO
PREMIUM
Il Pibe de oro senza freni
dopo la vittoria sul Perù
Il 10 ottobre 2009 a Buenos Aires l’Argentina
batte il Perù con un gol all’ultimo secondo di Palermo
e continua a sperare nella qualificazione mondiale.
Il c.t. Maradona esulta scivolando sull’erba fradicia AFP
«MARADONA,
PALERMO
E QUEL GOL
NEL DILUVIO»
perché la prima volta in cui ho avuto l’opportunità
di esteriorizzarla l’ho fatto».
L’INTERVISTA di PAOLO CONDO’
Una parte magnifica di questo lavoro sono i «tempi
supplementari», dove racconti che fine hanno fatto i
protagonisti delle tue storie.
«La loro necessità nasce dal fatto che alle storie ti
affezioni. Con Carlo stendiamo i temi da sviluppare
per riempire una puntata; poi io vado davanti alla
telecamera, e ogni volta sbrodolo finendo lungo di
venti minuti... A parte due casi, non ho mai voluto
rivedere montate le storie mondiali perché non
avevo il coraggio di scoprire cosa avessero tolto.
Carlo chiamava il giorno dopo e mi diceva “Caszely”. E io “no, Caszely no”...».
L
e dieci puntate di «Storie mondiali» andate in
onda su Sky la scorsa primavera hanno introdotto in Italia un genere già classico nella televisione anglosassone: lo storytelling, ovvero il racconto in prima persona a cavallo tra giornalismo e
letteratura. Il successo della serie, dovuto al talento
narrativo di Federico Buffa, ha prodotto un libro
dal titolo analogo nel quale il protagonista, assieme
al suo autore Carlo Pizzigoni, ripropone storie e
personaggi dei dieci Mondiali analizzati, con l’aggiunta delle parti tagliate in sede di montaggio e
l’approfondimento su cosa sia successo ad alcuni
degli attori una volta spente le luci del palcoscenico. «Storie mondiali» è un’opera innovativa perché
nella sua struttura ricorda un film di Altman: molti
personaggi sulla scena, a volte si intersecano e a
volte no, e tutti assieme compongono un coro che
la tua abilità nell’unire i puntini trasforma nella
storia dei Mondiali, e quindi del calcio, e quindi
dell’ultimo secolo. «Giuro che non ci siamo messi
d’accordo. Quando mi chiedono quale sia il film decisivo della mia vita la risposta è Nashville, di Robert Altman. Quando lo vidi rimasi folgorato dalla
sua capacità di tenere vive trenta storie contemporaneamente. Tutte portavano un contributo, e l’armonia dell’assieme mi è rimasta da qualche parte
VIDEO
Guarda l’intervista-video su
www.gazzetta.it
Certo che no. Infatti Caszely è rimasto.
«Non tutta la storia, e ci stetti troppo male. Il senso
dei tempi supplementari è quindi quello di dare
qualcosa in più dei personaggi andati perduti».
all’ultimo momento l’altro fronte rovescia le attese
e Caszely, che nel film non si vede, risulta fondamentale. E’ ancora un giocatore importante, oltre
che un oppositore storico del regime; quando dice,
a urne ormai quasi aperte, che sua madre è stata
una perseguitata politica, l’impatto è potente. E
sposta quel che basta per il sorpasso».
Carlos Caszely è la stella del Cile che nel 1973, poche
settimane dopo il golpe di Pinochet, gioca allo stadio
Nazionale di Santiago. Lo spareggio mondiale oppone il Cile alla Russia, che dopo aver giocato la gara In questi anni ci è capitato di vedere una sola partita
d’andata a Mosca si rifiuta di disputare il ritorno nel fianco a fianco. Una partita metafisica...
Paese di una dittatura fascista. Il Cile si qualifica per «Inolvidable, indimenticabile. Argentina-Perù 2009
abbandono, ma vuole celebrare la cosa con una par- allo stadio Monumental di Buenos Aires, quello del
tita-farsa, undici contro zero, nello stadio che sino a River. Qualificazioni a un altro Mondiale, commispochi giorni prima era stato campo di concentra- sario tecnico Diego Armando Maradona, partita da
mento e di tortura.
vincere contro quello che dovrebbe essere
«Il capitano della squadra, El Chamaco
un avversario comodo. Invece il Perù gioca
Valdes, l’uomo che segnerà nella porta
la sua partita, va in svantaggio ma nel finavuota il gol dell’1-0, in realtà sta guardanle pareggia, la situazione si fa tragica perdo in tribuna perché uno dei suoi compaché l’Argentina a quel punto dovrebbe vingni del Colo Colo era un detenuto politico.
cere l’ultima in Uruguay, e se l’Uruguay
E proprio lui, Valdes, va da Pinochet a
può farlo ti lascia a casa molto volentieri».
chiedergli di salvarlo, forte del suo carisma di capitano della nazionale. Pinochet
Scoppia allora la più grande tempesta, bugli risponde “se è un attivista, non lo rive- «Storie Mondiali» fera... non so nemmeno come definirla per
drai mai più”, ma il Chamaco giura che è esce dalla tv ed
rendere l’idea.
soltanto un simpatizzante. “Allora prendi entra in libreria: «Il diluvio universale. L’arca di Noé».
questo lasciapassare a vai allo stadio a cer- altri racconti di
carlo, ma io non ti dico dov’è perché non lo calcio con
Ecco. Dovremmo rifugiarci in sala stampa,
so e non mi interessa”. Nei giorni prece- Federico Buffa e in Italia è notte e nessuno aspetta gli articodenti la partita Valdes alterna gli allena- Carlo Pizzigoni.
li, eppure il fascino della situazione è mamenti alle ore di ricerca dell’amico dentro
gnetico. Restiamo lì completamente fradici,
allo stadio. Lo trova, lo mette in tribuna e prima di lavati da capo a piedi.
segnare il gol della vergogna lo guarda; quello gli fa «Entra in scena uno dei tanti giocatori irripetibili
un cenno “avanti, segna questo gol e facciamola fi- del calcio argentino, Martin Palermo. Figurati che
nita”. Ecco, queste sono le storie per le quali hai quando si è ritirato il suo club, il Boca Juniors, gli
voglia di parlare del secolo del calcio».
ha regalato una porta. I pali e la traversa, voglio
dire, chissà cosa se ne è fatto. Palermo segna quanCi siamo persi Caszely...
do la partita è ormai finita, al primo pallone che
«Altra storia incredibile narrata in un film, I giorni tocca. Ricordo che io e te ci siamo abbracciati come
dell’arcobaleno con Gael Bernal che interpreta il se l’Italia avesse vinto il Mondiale e Maradona ha
creativo che nel 1988 ribalta l’esito del referendum fatto l’acquaplano per dieci metri sull’erba viscida
per mantenere Pinochet al potere. Il generale ha del Monumental».
dalla sua l’appoggio della borghesia e un benessere Che storie...
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migliore rispetto al resto dell’America Latina, ma
DALLA «RETE DELLA VERGOGNA»
DEL CILENO VALDES ALL’ACQUAPLANO
DI DIEGO NEL 2009: BUFFA RACCONTA
LE MAGIE DI UN SECOLO DI CALCIO
CAMPIONATO ITALIANO | A1PALLANUOTO
NONA GIORNATA
VENERDÌ 28 NOVEMBRE
DIRETTA ALLE 20:30
RN vs DESPAR
BOGLIASCO MESSINA
FEMMINILE
VENERDÌ 28 NOVEMBRE
Bogliasco
AN BRESCIA vs OLYMPIAKOS
PIREO GRE
20:30
RN BOGLIASCO
DESPAR MESSINA
SABATO 29 NOVEMBRE
Rapallo
Piscina Comunale
15:00
RAPALLO
ORIZZONTE CATANIA
Firenze
Piscina Nannini
15:00
PRATO
MEDITERRANEA IMPERIA
Padova
Piscina Plebiscito
15:00
PLEBISCITO PADOVA
SIS ROMA
Cosenza
Piscina Campagnano
15:00
CITTÀ DI COSENZA
FIRENZE
CHAMPIONS LEAGUE - PRIMA GIORNATA
SABATO 29 NOVEMBRE
Brescia
Piscina Mompiano
15:00
AN BRESCIA
OLYMPIAKOS PIREO GRE
18:00
RADNICKI (SRB)
PRO RECCO
DOMENICA 30 NOVEMBRE
Kragujevac
SABATO 29 NOVEMBRE
DIRETTA ALLE 15:00
Piscina Comunale
CLASSIFICA
Piscina Comunale
EURO CUP - ANDATA QUARTI DI FINALE
SABATO 29 NOVEMBRE
Napoli
Piscina Scandone
20:00
CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA
OLYMPIC NIZZA (FRA)
Kazan
Piscina Stadio del nuoto
16:00
SINTEZ KAZAN (RUS)
CN POSILLIPO
Spalato
Piscina Poljudu
20:00
MORNAR BRODOSPAS (CRO)
CARISA SAVONA
Plebiscito Padova
21
Despar Messina
19
Mediterranea Imperia **
15
RN Bogliasco *
13
Orizzonte Catania *
12
Prato
10
Rapallo *
9
Città di Cosenza
3
SIS Roma *
3
Firenze
3
* una partita da recuperare
** due partite da recuperare
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
OPINIONI
www.gazzetta.it
TUTTE LE NOTIZIE SUL NOSTRO SITO
La vignetta
La puntura
di Valerio Marini
di Roberto Pelucchi
Twitter
f
IERI CONTE È STATO A
VEDERE L’ALLENAMENTO
DEL CAGLIARI. IL C.T. È
FORTUNATO: CON ZEMAN
SEMPRE PORTE APERTE.
GIGI DATOME
Ala dei Pistons
● Grazie per gli auguri! Il
tempo vola! 27 anni, età
critica per noi rock star.
@GigiDatome
SOPRA LA PANCA
di ARRIGO SACCHI
L
a Juve di Allegri si dimostra
superiore al Malmoe e vince
con merito: la tecnica e
l’organizzazione dei bianconeri
hanno fatto la differenza. La
tensione per la posta in palio, il
campo non in buone condizioni, un
passato non brillante e il pressing
degli svedesi hanno impedito nel
primo tempo ai campioni d’Italia di
esprimersi al massimo. Dopo
l’intervallo gli juventini hanno da
subito aumentato ritmo e velocità
segnando con Llorente. Il gol di
Tevez ha sentenziato la netta e
sospirata vittoria. Da elogiare il
buon secondo tempo e le prestazioni
di Marchisio, Tevez e Pirlo, così
come l’impegno di tutti. È stata una
vittoria liberatoria, che si spera
possa sbloccare il team bianconero
anche in Europa. È vero che a livello
internazionale si gioca un calcio
diverso, ma troppa è la differenza
tra la Juve in campionato rispetto
alle balbettanti prestazioni
continentali. Allegri starà lavorando
tatticamente e psicologicamente per
dare convinzione e un gioco più
aggressivo. Una vittoria con 2 gol di
scarto contro l’Atletico non solo
farebbe arrivare prima la squadra di
Allegri, ma confermerebbe i
progressi mentali e tattici. La
convinzione, l’organizzazione di
squadra, il giocare da protagonisti, il
rendere pan per focaccia ai forti
spagnoli potrebbero essere i
propellenti necessari per passare da
leader nazionali a leader europei. In
bocca al lupo.
La Roma è stata raggiunta al 93’ dal
Cska, complicandosi la
qualificazione. Psicologicamente un
colpo difficile da assorbire anche
perché si somma alla vittoria al 91’
del City. Il destino sembra aver fatto
la propria scelta, ora tocca ai ragazzi
di Garcia smentirlo. Purtroppo la
sconfitta con il Bayern non è stata
ancora assorbita. In quella tremenda
serata si è persa la bella Roma,
veloce e imprendibile, di Gervinho e
Iturbe con la regia illuminata del
totem Totti. La squadra ha perso
sicurezza e fantasia. A Mosca i
giallorossi, dopo un primo tempo
discreto, hanno giocato una ripresa
rinunciataria. Quando si sta tanto
tempo nella propria area, tutto può
diventare letale. I giallorossi
dovranno reagire e ci riusciranno
solamente attraverso il gioco, il
lavoro e l’autocritica. Troppa euforia
prima del Bayern, troppa
preoccupazione ora. Dovranno
dimostrare più spirito e
compattezza, senza ammassarsi al
limite dell’area in balia degli eventi
e nella speranza di un contropiede
salvifico o di una difesa eroica. La
squadra di Garcia, pur con troppi
individualismi, ci aveva abituati a
ben altri spettacoli: il possesso si
alternava a ripartenze mozzafiato.
Tutti speriamo di rivedere quella
Roma con il Manchester City. In
bocca al lupo.
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Tre squadre già qualificate, una quasi
IN EUROPA LEAGUE CI SENTIAMO A CASA
l’abitudine. Dove c’è Inter, non c’è
serenità. È così dal tempo dei
tempi.
L’ANALISI
di ANDREA
SCHIANCHI
Su www.gazzetta.it
Inter sceglie un modo
piuttosto insolito per fare gli
auguri di buon compleanno a
Roberto Mancini. Prima lo fa
arrabbiare, e parecchio, andando
sotto contro il Dnipro; poi chiede a
Handanovic di evitare il tracollo, e
meno male che il portiere ci mette
le manone e respinge l’ennesimo
rigore; infine con Kuzmanovic e
Osvaldo sigilla la vittoria e si
presenta davanti all’allenatore con
il regalo-qualificazione. Diciamo
che l’obiettivo minimo è centrato,
ma in capo a novanta minuti di
sofferenza. D’altronde, questa è
l’Inter e questo è il suo modo di
fare gli auguri. Mai una volta che
la vita sia tranquilla e rilassata, una
specie di vacanza al sole insomma:
ansia e fatica sono elementi che
appartengono da sempre al Dna
nerazzurro, e bisogna farci
Mancini, comunque, apprezza il
regalo per i suoi cinquant’anni e
ringrazia. Quando ha accettato di
sedersi sulla panchina nerazzurra,
mica credeva di sbarcare al Real
Madrid e fare una passeggiata:
sapeva che ci sarebbe stato tanto
lavoro da fare e che l’opera alla
quale era chiamato, dopo il
periodo di Mazzarri, era un vero e
proprio «piano di ricostruzione».
Adesso l’importante è aver messo
in tasca la qualificazione: anche
l’Europa League è un trampolino
di lancio per la Champions,
obiettivo che il Mancio si è posto
appena ha firmato il contratto.
Chiaro che non sarà semplice
proseguire l’avventura,
soprattutto perché le escluse dalla
Champions arriveranno a
riempire il tabellone. Ma l’Inter ha
le qualità tecniche per tentare
l’impresa, a patto che tutti si
sintonizzino in fretta sulle
frequenze di Mancini.
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
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VICEDIRETTORI
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Stefano Cazzetta
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Andrea Di Caro
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dello Sport s.r.l.” - A. Bonacossa © 2014
WIMBLEDON
Il torneo di tennis
● Ricordate il primo
campione di Wimbledon
che si è arrampicato?
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Lettere alla Gazzetta
JUVE ALLA SVOLTA, ROMA INSICURA
DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
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MERCEDES AMG F1
Team di Formula 1
● Siamo veramente grati!
La nostra famiglia lavora
sodo a Brackley e Brixworth!
@MercedesAMGF1
RAFAEL NADAL
Campione di tennis
● Sconvolto dalla morte di
Hughes. Il mio pensiero alla
famiglia e ai fan del cricket.
@RafaelNadal
Dopo la Champions
L’
23
PRESIDENTE
Angelo Provasoli
VICE PRESIDENTE
Roland Berger
AMMINISTRATORE DELEGATO
Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Fulvio Conti,
Teresa Cremisi,
Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri,
Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri
A conti fatti, e considerando che
l’Europa League è la manifestazione
alla quale l’Italia deve guardare con
maggiore interesse (non siamo al
livello delle big del continente), le
nostre squadre danno risposte
positive. Oltre all’Inter vanno ai
sedicesimi anche il Napoli e la
Fiorentina. E il Torino ha buone
possibilità di arrivarci, se non si farà
male nell’ultima partita del girone.
Rispetto alle stagioni precedenti, e
osservando con attenzione le
prestazioni delle italiane, si può
tranquillamente affermare che le
lezioni del passato sono state
«digerite»: non si tratta più l’Europa
League come se fosse una
manifestazione di Serie B, ci
s’impegna, si lotta e, soprattutto, gli
allenatori non schierano le riserve.
Grazie a questa consapevolezza
forse riusciremo a ridurre lo spread
con le superpotenze (Germania,
Spagna e Inghilterra) e a scalare
qualche posizione nel ranking Uefa.
C’è una sola strada per tornare
grandi, e questa strada passa
dall’Europa League.
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QUELLI CHE GIOCANO
DALLA PARTE SBAGLIATA
PORTOFRANCO
RI
di FRANCO ARTURI
email: [email protected]
twitter: @Arturifra
Ero già depresso per conto mio,
come tifoso milanista di lunga
data: questo inizio campionato
non ha fatto altro che confermare
i limiti della mia squadra. Poi è
arrivata la battuta di
Confalonieri a darmi il colpo di
grazia. Nel senso che è tutto vero,
ma nell’accezione opposta al
vostro bel titolo «mondiale»: qui
ogni cosa è di basso profilo, dai
protagonisti al gioco. E quel
Torres che non segna più: ne
vogliamo fare una malinconica
canzoncina alla Jannacci? Ma
dico, se hai un centravanti così, lo
vogliamo nutrire anche di cross o
è proibito dal fair play non-so-che
cosa? Che l’Inter non sia messa
molto meglio di noi non mi
consola proprio. Ogni turno di
Champions mi viene il magone.
Anche perché comincio a vedere
una Juve europea, accidenti a lei.
Scusate se non sono molto
corretto.
L
Adalberto Germiani
ei mi fornisce davvero tanti
spunti. Quello per me più
stimolante è proprio la
carenza di cross dal fondo
nel gioco del Milan. Risale
in massima misura al fatto che ci
sono due «monopiede» dalla parte
sbagliata. Honda non va verso
destra nemmeno se ha due metri di
vantaggio, El Shaarawy si comporta
allo stesso modo sull’altro versante.
Non mi sembra affatto un caso che
sull’unico traversone al volo di
sinistro che ricordi di Stephan negli
ultimi tre anni è venuto il gol di
Menez. So bene naturalmente che è
frequente questa dislocazione
tattica: molti allenatori sfruttano
l’accentramento degli esterni di
attacco per farli andare alla
conclusione col piede «giusto» in
azione individuale o con una
sponda. Ma se i terzini ti marcano
platealmente da una parte sola e tu
devi fermarti 10 volte su 10, non
vedo il guadagno, onestamente.
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Qui non parliamo di Robben o
Messi, fenomeni che con un piede
solo fanno quello che i comuni
mortali producono con due. Ma di
giocatori che possono fare un salto
di qualità, oppure rimanere in un
limbo di incompiuti, proprio se
almeno un paio di volte a partita
vanno a calciare, e discretamente,
con l’altro piede. Certo, l’ideale
sarebbe l’ambidestrismo di un
Donadoni o di un Brehme, ma in
mancanza di quello, almeno la
capacità di un mancino come Cerci
di crossare qualche volta di destro.
Anche perché, parliamoci chiaro, i
terzini non riescono ad andare sul
fondo in modo costante e spesso
soffrono dello stesso problema.
Quanto all’assetto in campo del
Milan, col passare delle giornate
non si è modificato il giudizio: la
squadra si affida alla fase difensiva e
spera che i due-tre giocolieri davanti
portino a conclusione il contropiede
giusto. È un gioco onesto, che ha il
difetto di essere vecchio di 35-40
anni. Questa mi sembra una scelta
più significativa (e dannosa) delle
limitatezze del budget: Inzaghi mi è
simpatico, però è vero che a un
Allegri questo tipo di anticaglia
sarebbe costato il posto in quattro
giornate. Prima o poi mi aspetto che
il Milan organizzi un pressing
decente oppure che si spieghi
perché non può farlo. Questo
organico non mi sembra valere solo
tre punti più del Sassuolo.
Anche a Mancini solo il fresco
ritorno ha in parte evitato la
valanga di critiche che sarebbero
piovute su uno Stramaccioni o su un
Mazzarri se avessero presentato un
Kovacic nell’improponibile ruolo di
esterno sinistro e una squadra con
una sola punta di fatto, in una
situazione di classifica dove la
vittoria era l’unica opzione. Ma sono
curioso di vedere dove porterà il
cambiamento del nuovo allenatore.
La Juve, diceva? Ha proprio
ragione: a Malmoe ha dimostrato di
essere finalmente una squadra
europea. Continua, intensa,
generosa e secondo me con un bel
gioco, fatto anche di variazioni.
Però, contrariamente a lei, la
considero un’eccellente notizia.
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raggi X N. 6 6,39 - con Guida Serie A Basket 3,90 - con
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Collection N. 14 11,39 - con Blueberry N. 14 5,29 - con
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Vintage Edition N. 30 14,39 - con Le Grandi Storie Disney N.
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24
Formula 1 R Il nuovo corso
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Blitz di Vettel
a Maranello
Girerà in pista
TACCUINO
DOMANI SPORTWEEK
Tutti gli uomini
del Cavallino
● Dodici classifiche su tutti i
piloti della storia della Ferrari
in F.1 per dare il benvenuto a
Sebastian Vettel, appena
arrivato a Maranello, e
provare a capire in quale
categoria finirà... Il servizio di
copertina di SportWeek,
domani in edicola, propone
una serie di «Top 5» sui
protagonisti dei GP al volante
delle rosse. Un lungo viaggio,
iniziato nel 1950 e ricco di
personaggi unici. Dai più
amati ai più vincenti, dai belli
agli scontrosi, dai generosi ai
delusi, dai più giovani agli
sfortunati. Per ricordare, far
discutere, appassionare,
com’è nella tradizione del
Cavallino.
1Il tedesco atteso in fabbrica: proverà
una F2012 e farà sviluppo al simulatore
ATMOSFERA Nell’occasione Vettel potrà visitare
più a fondo i reparti della Gestione Sportiva, che
si appresta a traslocare nella nuova sede a fine
twitter@pernagazzetta
gennaio. Quasi certamente incontrerà il team
on sta nella pelle. Muore dalla voglia di principal Maurizio Arrivabene, subentrato a
incontrare la rossa per la prima volta e Marco Mattiacci, e chissà che non possa parlare
vedere l’effetto che fa. Sebastian Vettel anche con il presidente Sergio Marchionne. Il
dovrà aspettare poco, pochissimo. Secondo i tedesco respirerà l’atmosfera unica di Maranelpiani, la sua prima visita da pilota ufficiale della lo, proseguendo l’affiatamento con la squadra,
Ferrari a Maranello sarà nei prossimi giorni, do- vero motivo della sua presenza martedì ai box
po le indiscrezioni secondo cui
per seguire il test del futuro
avrebbe fatto un blitz in fabbricompagno Kimi Raikkonen, anca tempo fa per modellare il seche lui atteso a breve in fabbri«Se guidare una
dile, cosa mai confermata dalla
Un’apparizione che da sola
Ferrari da strada ca.
squadra. L’apparizione a sorè bastata a contrariare Helmut
presa martedì agli ultimi test
è favoloso, non so Marko, boss della Red Bull. Ma
2014 ad Abu Dhabi ha fatto
vita bisogna voltare pagiimmaginare cosa nella
crescere l’attesa di vederlo inna. E, visto che oggi scadono i
dossare la tuta del Cavallino,
si provi su una F.1» famosi cinque giorni dall’ultianche fra i tifosi. E l’ex pupillo
ma gara, nulla vieta a Vettel di
della Red Bull, a cui Adrian
poter consumare il matrimonio
Newey ha vietato di provare la F14 T, potrebbe con la rossa. «Se guidare una Ferrari da strada è
togliersi comunque lo sfizio: l’intenzione della favoloso, non oso immaginare che cosa si possa
Ferrari sarebbe infatti quella di farlo salire su provare su quella da corsa», ha detto Sebastiano
un’auto recente (il regolamento lo consente a in un’intervista a Die Wielt. «La Ferrari è una vetpartire dalla F2012) sulla pista di Fiorano, per tura che vive, che ha un’anima. Più che i soldi,
poi iniziare il lavoro di sviluppo al simulatore di ho scelto il marchio». Un assaggio l’aveva già
Maranello con il modello virtuale della vettura avuto a fine maggio a Zeltweg, durante un serviturbo di quest’anno e quella prevista per il zio per la tv austriaca di Dietrich Mateschitz,
2015.
quando girò sulla Red Bull RB8 affiancato da
Gerhard Berger al volante della Ferrari di F.1 del
1988. A un certo punto Vettel e Berger si scambiarono le macchine e Seb provò l’emozione di
guidare uno dei «mostri» della prima era turbo,
con il cambio manuale e nessun aiuto elettronico, uscendo dall’abitacolo con un sorriso grosso
così. La Red Bull all’inizio vietò la diffusione delle foto. E a pensarci, come si è scoperto poi, era
proprio il periodo in cui la Ferrari aveva contattato Vettel, avendo capito che Alonso sarebbe
andato via.
Luigi Perna
N
CON LA PORSCHE
Hülkenberg a Le Mans
● Nico Hülkenberg correrà
la 24 Ore di Le Mans 2015, in
programma il 13 e 14 giugno,
su una Porsche 919 Hybrid. Il
tedesco della Force India
R
QUEL GIORNO A ZELTWEG
SULLA ROSSA DI BERGER
● Lo scorso 27 maggio, Vettel ha assaggiato
il fascino della Ferrari guidando a Zeltweg,
in un evento promozionale, la F1/88C con cui
Gerhard Berger vinse il GP d’Italia 1988
COME SCHUMI Quel primo contatto, quel bacio
rubato, sono stati un incontro fra promessi sposi. Sei mesi dopo, è l’ora per Sebastian di tuffarsi
nel futuro. «Sarei sciocco a dire che l’anno prossimo arriveremo a competere con la Mercedes
— afferma con realismo il quattro volte iridato
—. Sono consapevole che in Ferrari mi attende
un grande lavoro, che comporterà del tempo.
Ma le prospettive che vedo mi danno fiducia.
Sono cresciuto guardando Michael Schumacher
vincere sulla rossa e forse anche per questo alla
fine ho ascoltato il cuore. Darò l’anima». Seguire le orme di Schumi, riportare la Ferrari ai
trionfi degli Anni 2000, è l’ambizione segreta di
Vettel, cresciuto sulla pista di Kerpen come il
suo idolo. Stessi numeri da record, stesso carattere tenace, stessa dedizione e anche stessa durezza. Pure Vettel è uno esigente, che non risparmia critiche, ma ha cultura del lavoro e spirito da uomo squadra come pochi. Il fatto che
abbia rinunciato a volare subito in vacanza in
qualche isola esotica, preferendo conoscere la
gente del team e visitare la Ferrari, dice tutto del
suo coinvolgimento nel progetto di rilancio della Scuderia. Se ad Abu Dhabi ha ritrovato Riccardo Adami, suo ex ingegnere di pista in Toro
Rosso, e Massimo Rivola, in passato suo direttore sportivo, a Maranello vedrà facce che gli erano familiari a Milton Keynes, come il responsabile del simulatore Ben Ferrey o il progettista
Thomas Chepe, arrivati nell’ambito di un piano
di assunzioni che sta portando nuovi tecnici alla
Ferrari. Ma altri seguiranno presto Seb dalla
Red Bull. Il regno di Vettel è appena cominciato.
Sebastian
Vettel, 27
anni, in
carriera
ha vinto 4
Mondiali e 39
gran premi
OLYMPIA
(ha collaborato Filippo Cataldo)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RALLY DI MONZA
Citroën DS3 Wrc:
«L’obiettivo è
divertirsi, ma una
volta in gara...»
Giovanni Zamagni
MONZA
L’
elenco degli iscritti è come sempre prestigioso.
Dal 9 volte iridato Valentino Rossi, alla ex grande promessa della F.1, passata ai rally
dopo l’incidente di tre anni fa,
Robert Kubica. Dal re delle
evoluzioni mozzafiato Ken
Block, al miglior rallista italiano Gigi Galli. Sono tanti i campioni al via del 34° Monza Rally Show, per un totale di ben 27
Wrc. E per domenica, nelle vesti di apripista, è annunciato il
fresco campione del mondo di
F.1, Lewis Hamilton.
CAMPIONISSIMO Ma avrà
mille occhi puntati addosso
anche Tony Cairoli, 8 Mondiali
cross in bacheca, uno dei più
grandi specialisti di sempre.
Cairoli è sempre stato attratto
dai rally («fin da bambino») e
dopo il debutto dell’anno scorso (8°) rieccolo al via con una
Citroën DS3 Wrc. «L’obiettivo è
finire nei cinque, provando e in
qualche speciale stare vicino a
Rossi, anche se batterlo sarà
difficile, perché lui è al massimo livello in tutto: macchina,
gomme, esperienza». Tony non
guida queste auto dall’anno
scorso, così è con qualche apprensione che si sale al suo
fianco per un giro pubblicitario. Ma Cairoli ci mette un attimo a riprendere confidenza
con la Citroën e con l’asfalto reso insidioso dalla pioggia.
ANALOGIE «Sicuramente il feeling che hai con l’aderenza
delle ruote accomuna il rally al
motocross, ma per me che non
faccio mai test, che non conosco gli assetti da bagnato, sarebbe meglio non piovesse».
TEST MOTOGP A JEREZ
Pirro re della pioggia
● (p.g.) A Jerez (Spa) il tester
Ducati Michele Pirro è stato il
più veloce in 1’51”8 (21 giri) nei
test bagnati MotoGP. Andrea
Dovizioso, primo mercoledì
con 1’38”9, non è uscito. Solo
pochi passaggi e tempi alti
per Andrea Iannone. L’Aprilia
continua lo sviluppo del
motore con distribuzione a
valvole pneumatiche: Alvaro
Bautista 1’52”769 (11), Marco
Melandri 1’54”711 (17).
LA GUIDA
«Corro per l’adrenalina
Su 2 o 4 ruote non conta»
1Cairoli su una
disputerà anche la 6 Ore di
Spa (2 maggio). È dal 2009,
con Bourdais, che un pilota
non corre nella stessa
stagione il Mondiale F.1 e la 24
Ore di Le Mans. Alla Porsche
starebbero provando ad
allestire un equipaggio
interamente composto da
piloti o ex di F.1: con Webber e
Hülkenberg già assoldati,
basterebbe chiudere il
cerchio con Vergne o Button.
Oggi si inizia alle 16
Vale e Kubica i top
Hamilton allo show
Tony Cairoli, 29 anni, 8 volte iridato motocross, sulla Citroën DS3 NICOLÒ PACE
PASSIONE PURA Anche se ha
già iniziato la preparazione per
il 2015, quando si troverà a sfidare Ryan Villopoto, il più forte e vincente crossista americano degli ultimi anni («Per il
cross in generale è un bene che
sia venuto in Europa, ma non
perdo il sonno: ci saranno anche altri avversari che corrono
solo con l’obiettivo di battere
Cairoli»), Tony non rinuncia a
questa sfida a quattro ruote.
«L’obiettivo è divertirsi, anche
se quando sei in pista diventa
una competizione come un’altra. Quando non faccio cross,
cerco sempre qualcosa che mi
carichi: a me la dà solo un mezzo a motore, indipendentemente dal numero di ruote».
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PROGRAMMA
Oggi
● dalle 8.30 ricognizioni in pista con
vetture da strada
● dalle 14.50 Grid Exhibition, con
ingresso di tutte le auto in pit lane
● ore 16.01 via alla PS1 «Autodromo 1»
(ovvero, parte la prima prova speciale)
● ore 18.24 PS2 «Monza 1»
Domani
● ore 8.30 PS3 «Autodromo 2»
● ore 18.16 partenza ultima prova di
giornata PS7 «Monza 2»
Domenica
● ore 8.10 PS8 «Pit Lane 2»
● ore 10.23 PS9 «Grand Prix 2»
● ore 13.30 «Masters’ Show» sul
rettifilo centrale
BIGLIETTI
Oggi 10 euro
Domani e domenica Interi 20 euro,
ridotti 14, gratis gli under 11
ALBO D’ORO RECENTE
2006-07 V.Rossi (Ford Focus); 2008
Capello (Ford Focus); 2009 Capello
(Citroën C4); 2010 Sordo (Citroën
C4); 2011 Loeb (Citroën DS3); 2012
V.Rossi (Ford Fiesta); 2013 Sordo
(Citroën DS3)
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
25
26
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
27
28
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
Ciclismo R In ritiro a Montecatini Terme
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
I FENOMENI
29
CONTENUTO
PREMIUM
Nibali
CLAUDIO GHISALBERTI
INVIATO A MONTECATINI TERME (PISTOIA)
O
ra è tutto più chiaro: finalmente Vincenzo Nibali ha in mano il calendario
per essere al top della condizione al
Tour de France, dove andrà a caccia
di un bis che lo imporrebbe tra le leggende dello sport mondiale. «Sì, il Tour è la mia
grande priorità per la prossima
stagione». Il primo numero sulla
schiena lo attaccherà il 4 febbraio
al Dubai Tour, la corsa organizzata dalla Gazzetta. In forse l’Oman,
sicure Strade Bianche e TirrenoAdriatico: qui troverà Fabio Aru,
al debutto stagionale. Poi le classiche: Sanremo (22 marzo) e le Ardenne, con la Liegi-Bastogne-Liegi (26 aprile) dove la vittoria sfumata nel 2012 non l’ha ancora digerita. Prima del Tour, Delfinato e
ritiro sul San Pellegrino, come
quest’anno. Tra 218 giorni, il via
della Grande Boucle, sabato 4 luglio a Utrecht, in Olanda, con un
numero 1 grande così.
IL RE GIALLO
PUNTA AL BIS
«GIRO? VEDREMO»
E SUL DOPING
ALL’ASTANA:
«CI TOLGONO
LA LICENZA?
NON ME
NE VADO.
STO BENE
QUI»
Francia. Comunque il Giro è sempre il Giro e nel
mio cuore ha una parte grande. Ho un conto
aperto e, anche per la gente, devo ritornare. Posso stare due anni senza correrlo, ma poi ci devo
essere». Paolo Slongo, l’allenatore, antepone la
scienza alle emozioni: «Giro e Tour? Significherebbe dovere tenere un periodo di forma elevata
per quasi tre mesi. Impossibile».
E allora, visto che sarà lotta per la maglia gialla,
mettiamo in fila i rivali. «Contador è il più scaltro, il più furbo, il più esperto. Ha
uno stile di corsa simile al mio, sa
inventare l’azione, anche se forse
è più riflessivo. Froome ha vinto
specialmente grazie alla squadra.
Quintana è giovane, 2° al Tour e 1°
al Giro, ma lo vedo un gradino sotto». Al suo fianco Vincenzo ritrova
Valerio Agnoli, al quale però tira
le orecchie. «Finalmente s’è risolta la questione, e sono davvero felice. Gli voglio bene, sapete quanto ci tengo a lui. Però ora deve fare un salto avanti dal punto di vista professionale. Anche se non
farà il mio programma, che è la
cosa che lo ha fatto “saltare”, voglio che arrivi alle corse pronto».
«ARU FORA E IO
GLI CAMBIO LA
CAMERA D’ARIA.
MAGARI DIVENTA
COME COPPI
E BARTALI»
Vincenzo Nibali,
30 anni: relax
con gli scacchi
FOTO ROBERTO BETTINI
«NON
SONO SOTTO
SCACCO:
SI’ AL TOUR»
IMMAGINE E il Giro? Vincenzo
non chiude la porta: «Non ho un
programma definitivo, quello attuale lo definirei flessibile anche
in base al mio estro. No al Giro? Vedremo. Io
una porta la voglio tenere aperta, poi dipende
anche dalla squadra». E qui l’Astana vuole per
forza Nibali al Tour. Questione pure di immagine. Un corridore così, spendibile e credibile, fa
enormemente comodo. Ancora di più in un team
sballottato dalle onde violente del doping. Una
situazione che, in questo ritiro, ha caricato oltremodo di tensione lo staff, ieri molto impegnato
alla caccia di possibili spie sulle decisioni interne. «Facciamo chiarezza — riprende Vincenzo
—. Astana e Astana2, ovvero ProTeam e Continental, sono due cose diverse. Abbiamo avuto
due casi, i fratelli Iglinskiy, ma quella è stata una
questione familiare. Gli altri tre, che non so neppure che faccia abbiano, sono stati degli scemi.
Non conosco la loro realtà, faccio solo un’ipotesi, forse sono stati attratti dalla possibilità di
strappare un contratto qui e guadagnare dei bei
soldi. Ma sono fatti loro. La squadra ha già reagito. La Continental è stata sospesa, Sedoun (il team manager, ndr) è stato tolto».
SULLA MTB Al fianco di Vincenzo
c’è un corridore straordinario,
Lars Boom, vincitore ad Arenberg
al Tour. «Un campione come lui,
specialmente per le classiche del
Nord, ci mancava. E potrebbe diventare fondamentale per il Tour. Rispetto alla squadra con la
quale ho vinto, gli unici inserimenti potrebbero
essere quello di Agnoli e il suo». Fuori quindi
Aru, che pure vorrebbe provare il debutto in
Francia. Ma ieri mattina tra i due, mentre si allenavano con Tiralongo e Rosa in mountain bike,
c’è stato un divertente siparietto. «Ha forato lui e
io l’ho aiutato. Mentre gli cambiavo la camera
d’aria, lui ha tolto le spine dal copertone. Dai,
(sorride), magari diventerà una storia, come la
borraccia di Coppi e Bartali».
Stesso divano, stessa occasione di un anno fa.
Ma è un altro Nibali: «Allora ero più stanco, più
stressato, più teso e anche più grasso di due chili». La straordinaria normalità di un uomo che
ha vinto Vuelta, Giro e Tour. E che forse non
comprendiamo appieno nella sua grandezza.
IL GRUPPO Vincenzo non è percorso dal
dubbio di avere sbagliato squadra. «Sono
convinto di avere fatto la scelta giusta. All’interno dello staff c’è il mio gruppo.
Sono sicuro che non accadrà che non
ci diano la licenza, ma se per assurdo dovesse accadere io non
me ne andrei, seppure avrei le
possibilità a termini regolamentari. Qui non ci sono solo io, c’è un gruppo come
minimo di 6-7 persone. Dove
vado? L’Astana su di noi ha fatto un investimento e noi stiamo bene qua. Io
credo in loro, e loro in me».
E la doppietta Giro-Tour? «Comporterebbe problemi enormi. Il rischio è
quello di arrivare in Francia alla terza
settimana, quella dove si decide la corsa, senza gambe. Poi nel periodo del
Giro bisogna costruire il gruppo per la
IMMUNO
© RIPRODUZIONE RISERVATA
IL SUO 2015
Così la prima parte della stagione
2015 di Vincenzo Nibali, 30 anni:
pro’ dal 2005, ha vinto la Vuelta
2010, il Giro d’Italia 2013 e il Tour
de France 2014 (foto BETTINI)
● 4-7 febbraio: Dubai Tour
● 17-22 febbraio: Tour of Oman
● 7 marzo: Strade Bianche
● 11-17 marzo: Tirreno-Adriatico
● 22 marzo: Milano-Sanremo
● 28 marzo-11 aprile: ritiro in
quota a Tenerife sul vulcano Teide
● 19 aprile: Amstel Gold Race
● 22 aprile: Freccia Vallone
● 26 aprile: Liegi-Bastogne-Liegi
● 18 maggio-2 giugno: ritiro in
quota a Tenerife sul vulcano Teide
● 7-14 giugno: Giro del Delfinato
● 15-24 giugno: ritiro in quota sul
passo San Pellegrino (Trento)
● 27 giugno: campionato italiano
● 4 luglio: partenza del Tour de
France da Utrecht (Olanda)
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30
Basket R In America
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
ITALIANS
CONTENUTO
PREMIUM
UNA SCALATA INTERNAZIONALE LUNGA 24 ANNI
● 1990
Ettore Messina a 31 anni è il
più giovane coach italiano a
vincere una coppa europea
(Coppe) , la prima della Virtus
● 1998
Vincendo l’Eurolega Fiba con la
Virtus diventa il primo (e unico)
italiano a conquistare l’ex coppa
Campioni nel nuovo formato
● 2001
Nasce la nuova Eurolega Uleb,
quella attuale: Messina la vince
con la Virtus e resta il solo
italiano che l’ha conquistata
● 2006
Diventa campione d’Europa col
Cska Mosca, primo e solo coach
italiano a vincerla su una
panchina all’estero
● 2011
E’ il primo italiano nello staff di
una squadra Nba, i Los Angeles
Lakers. Col Cska ha battuto 2
volte, anche negli Usa, team Nba
● 2014
Dopo un “assaggio” in una
amichevole precampionato, è
il primo italiano e europeo
head coach in una gara Nba
L'ANALISI
di LUCA
CHIABOTTI
UN’EMOZIONE
E UNA GIOIA
PIU’ GRANDE
DELL’ITALIA
Q
Messina
PRIMA NOTTE
DA COACH NBA
IL MITO POPOVICH NON STA BENE
IL TECNICO ITALIANO NELLA STORIA
E’ IL PRIMO EUROPEO IN PANCHINA
«DEVO A GINOBILI UN’ALTRA VITTORIA»
LA STORIA di RICCARDO PRATESI
SAN ANTONIO (TEXAS)
E
ttore Messina è il primo coach europeo ad
aver allenato una squadra Nba. I campioni, i San Antonio Spurs. Contro Indiana,
nella notte che portava al Thanksgiving Day
americano. Un orgoglio italiano. Coach Popovich, la leggenda alla guida degli Speroni texani, non stava bene. Nulla di grave, ma non poteva andare in panchina. E così tra i sei assistenti (nello staff ci sono Boylen, Udoka, Engelland, Forcier e la Hammon), proprio come
in precampionato, a Phoenix, è stato «promosso» lui. Ma allora era un’amichevole, stavolta
si faceva sul serio. Si faceva la storia. Messina
ha fatto un figurone. Come immagine, impressionando i media locali. Come risultato, è arrivata la vittoria per 106-100, ancor più bella
perché sofferta. Come carisma. I big nel finale
hanno fatto la differenza, legittimandolo. Ginobili ha messo sul parquet l’anima, per il suo
allenatore a Bologna.
L’ORA X Sono le 17.30 locali, mezzanotte è passata, in Italia. In sala stampa c’è appeso il programma per i media: alle 17.45 incontro pregara con Popovich. Ma non ci sarà. L’ufficio
stampa Spurs annuncia: signori, vi aspetta
Messina. Allena lui stasera, Pop non sta bene.
E Messina azzecca subito la risposta giusta, per
rompere il ghiaccio con i media di casa. «Se
sono teso? Tremendamente spaventato. Mediamente spaventato. O per nulla preoccupato. Scegliete voi il mio stato d’animo». Si ride.
Il resto lo fanno un inglese fluente, la disponibilità ad andare oltre la riposta secca (con Pop
prepartita di 3’, stavolta oltre 8’), l’ironia italiana: «Basta che non chiami tutti i giochi per
Ginobili...». A fine partita sarà felice di averne
chiamati abbastanza...Poi la sicurezza che gli
garantisce la sua storia professionale: «Sarò
me stesso, in panchina, non una brutta imitazione di Popovich». Senza voler stravincere:
«Se per Manu ho chiamato uno schema che
utilizzavamo a Bologna? No, qui si usano gli
schemi di Pop».
IN SCENA Scatta la caccia dei media americani
al retroscena del coach «from Italy». Come si
traduce Ettore in inglese, Hector? Come nel
film Troy? Ma Belinelli (appena rientrato da
un infortunio muscolare, pedina chiave) è stato allenato da Messina? E Ginobili era forte,
allora? Qui c’è scritto Mvp di Eurolega... Il vostro cronista italiano embedded diventa il collega più ricercato alla mensa Spurs (c’è la pasta, ma non l’hanno fatto apposta, giurano).
Messina mette l’abito di scena: passa dalla tuta
al completo. Becky Hammon, che scala in panchina (possono andare 3 assistenti, gli altri si
siedono dietro) sfoggerà scarpe rosse col tacco, giusto per passare inosservata come prima
donna di sempre su una panchina Nba...AT&T
Center, gremito. Come sempre. Gli Spurs sono
una fede, qui. Lo speaker annuncia i giocatori,
poi il Coach. Pubblico sgomento. Messina?
Non lo conoscono ancora. Impareranno a farlo. Una signora addobbata con parrucca Spurs
chiede allarmata: «Cos’ha Popovich? Ah, ma
sei italiano? Parlami nella tua lingua». Qua lo
spagnolo è norma. E l’italiano si ascolta con
simpatia... Gli Spurs sono strafavoriti. Indiana
è meno forte, e le manca più di mezza squadra.
Però è in un buon momento, in serata di grazia
di tiro e gli Spurs hanno una «partenza falsa —
come dirà Messina — forse legata alla stranezza dell’assenza di Pop». All’intervallo sono sotto. Il maxischermo mostra l’immagine di Messina: intenso, teso. Preoccupato. Non può, non
deve finire così. Ma lo vediamo parlare con
Duncan, Parker. Lo ascoltano, annuiscono. I
texani giocano bene quando escono dai suoi
time out. Leonard non parla, ma accumula
rimbalzi. Segnali positivi. Poi Ginobili.
IL REGALO DI MANU La grandezza di un allenatore non è data solo dalle X&O, come qui chiamano la tattica. Ma anche da quanto i giocatori, specie i professionisti milionari, sono disposti a spendersi per lui. Ginobili ha giocato
per Messina a Bologna dal 2000 al 2002.
Vittorie in Italia, in Europa. Hanno un
rapporto speciale. Le cose si mettono male, ma Manu si rifiuta di perdere. 28 punti. Massimo stagionale. Canestri, rimbalzi, assist, mazzate subite. Contagioso. Gli
Spurs vincono in carrozza. «Ho ringraziato Manu verso la fine. Gli devo un’altra
vittoria» racconterà poi Messina. L’argentino: «Ho avuto flashback di 13 anni fa,
con lui che urlava ai giocatori, con carattere, mica è facile sostituire Pop. Sono
felice per lui». Bella storia. Inconsueta,
nel mondo iperprofessionista Nba. Stasera il coach «from Italy» contro i Sacramento Kings avrà probabilmente (a
meno di un recupero lampo di Pop)
l’occasione di aggiungere una seconda
W al fianco del risultato. Lui ne minimizzerà ancora la portata storica: «Per
raccontare questi ricordi ai nipotini ci sarà tempo». Allungare la serie è probabilmente
solo questione di tempo. E non più da sostituito capoallenatore, da head coach. Succederà,
a San Antonio o altrove. E sarà un altro pezzo
di storia Nba made in Italy.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ettore
Messina, 55
anni, a
colloquio con
Tony Parker
nella gara
vinta contro
Indiana. Sotto,
Ginobili REUTERS
uando ieri mattina,
aprendo
Gazzetta.it, è
comparso il video
Ettore Messina dopo la
prima partita, e il primo
successo, da capo
allenatore Nba, ci siamo
emozionati. Sono più di
20 anni che siamo
abituati a vederlo vincere
in situazioni ben più
significative, ma bisogna
ammettere che stavolta è
diverso, è una conquista,
è l’abbattimento di un
altro pezzo del muro tra
chi il gioco l’ha inventato
e chi lo ha studiato,
imparato, reinterpretato.
E’ un pioniere, è Drazen
Petrovic, è Sarunas
Marciulonis. Resterà per
sempre. Chiaro, i San
Antonio Spurs sono la
squadra di coach
Popovich e il tecnico più
vincente della nostra
storia ha fatto solo il suo
dovere di assistente in
una situazione di
emergenza, con l’effetto
domino di aver promosso
tra i vice in panchina
Becky Hammon, prima
donna «a referto» in una
gara ufficiale Nba. Sono
anni che Messina viene
pronosticato da tutti
come il primo allenatore
europeo tra i pro’, è stato
associato a molte
panchine Nba (ma solo
nel 2013 ad Atlanta è
arrivato davvero vicino a
firmare come capo
allenatore al posto di
Budenholzer) ma il fatto
che dovesse accadere
prima o poi non toglie
nulla alla soddisfazione e
alla gioia di vederlo sulla
panchina più prestigiosa,
quella dei campioni,
ascoltato e apprezzato. Il
fatto che negli Stati Uniti
questa prima volta abbia
fatto spendere solo un
paio di righe su qualche
sito o giornale, ci riporta
coi piedi per terra. Come
la considerazione che
Messina da 10 anni alleni
lontano dall’Italia. La cui
scuola tecnica resta di
alto livello, più del
movimento da cui nasce.
Ettore è più in alto, è un
coach europeo, anzi
internazionale. Da Nba.
Basket R America e Europa
fLA PAURA
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
fLA SENTENZA
NELLA NBA
31
fL’ASSENZA
IN SERIE A
IN EUROLEGA
Che brivido!
Gallo si ferma
Non è grave
Gentile non c’è
A Barcellona
serve l’impresa
1Gioca 9’ per un problema al ginocchio
1Milano: il capitano a casa a curarsi
operato: due gare in 24 ore sono troppe
Sassari a Istanbul per rimanere in corsa
Gianmarco Pozzecco, 42 anni. Prima stagione a Varese da coach CIAM
Ahi, Pozzecco
Confermato
lo stop: 2 turni
1La Corte d’Appello ribadisce: niente
panchina con Cremona e a Brindisi
Danilo Gallinari, 26 anni, era reduce da tre gare positive AFP
Simone Sandri
L
o spavento è stato grande, anche se l’infortunio è
apparso subito di lieve
entità. Il giorno dopo ha sciolto l’apprensione: Danilo Gallinari, che mercoledì notte ha
giocato solo 9 minuti nella gara persa da Denver a Phoenix
per un problema al ginocchio
sinistro operato, sta bene. Ma i
Nuggets devono ancora capire
come gestire i «back to back»,
le due partite in 24 ore, già difficili da digerire per chi è al
massimo della forma, pericolose per chi, come Gallo, è reduce da un lungo infortunio.
Così, quando l’azzurro ha sentito un fastidio al ginocchio,
d’accordo con coach Shaw, ha
deciso di stare in panchina per
il resto della gara, la prima
sconfitta di Denver dopo 5 vittorie consecutive.
LA SVOLTA Danilo, dopo un
inizio difficile, venerdì scorso
aveva svoltato realizzando 17
punti in 23’ a New Orleans.
Domenica ne ha giocati 31
contro i Lakers, due giorni dopo ancora 29. Troppi, nonostante gli ottimi risultati (14
punti di media in tre gare, come prima dell’infortunio): la
quarta partita in sei giorni ha
fatto suonare l’allarme: Denver torna in campo stasera,
contro Detroit, e se Danilo sarà disponibile sarà valutato
oggi.
THUNDER Ieri notte non s’è
giocato: la sosta per il Thanksgiving ha certificato il primato di Toronto a Est e di Memphis a Ovest (ambedue con un
bilancio di 13 vinte e 2 perse).
Ma stasera la storia della stagione potrebbe cambiare: Kevin Durant e Russell Westbrook dovrebbero rientrare
contro New York se le ultime
visite daranno l’o.k. Senza di
loro, Oklahoma City è 4-12,
lontano dalle prime. Ma la sua
stagione comincia adesso.
●
Risultati di mercoledì: CharlottePortland 97-105 (Roberts 24; Matthews 28); Cleveland-Washington 11387 (James 29; Butler 23); Orlando-Golden State 96-111 (Harris 16; Curry 28);
Philadelphia-Brooklyn 91-99 (Wroten,
McDaniels 18; Johnson 21); Atlanta-Toronto 115-126 (Teague 24; DeRozan 27);
Dallas-New York 109-102 (Nowitzki 30;
Calderon 21); Detroit-LA Clippers 98104 (Augustin 19; Crawford 25); Houston-Sacramento 102-89 (Harden 26;
Cousins 29); Minnesota-Milwaukee
86-103 (Brewer 19; Sanders, Knight
15); Oklahoma City-Utah 97-82 (Jackson 22; Hayward 24); San Antonio-Indiana 106-100 (Ginobili 28; Stuckey
22); Phoenix-Denver 120-112 (Green 24;
Chandler 19); LA Lakers-Memphis 9399 (Bryant 22; M.Gasol, Conley 19).
Alessandro Gentile, 22 anni: 10 punti di media in Eurolega CIAMILLO
Vincenzo Di Schiavi
S
qualifica confermata.
Gianmarco Pozzecco
non potrà sedere sulla
panchina di Varese domenica contro Cremona e nella
trasferta di Brindisi. La Corte Sportiva d’Appello ha rigettato il ricorso del club
lombardo contro i due turni
di stop inflitti al coach varesino dopo l’espulsione nel
derby contro Milano.
DERBY Il fattaccio si è consumato in appena 18 minuti:
al 7’ il primo tecnico per proteste, poi il bis e l’allontanamento dal campo con annesso show: Pozzecco agita le
braccia caricando il pubblico e se ne va strappandosi la
camicia. Una sequenza che è
ormai un cult sul web. «Non
mi pento di quello che ho
fatto e lo rifarei. Non ho problemi con gli arbitri, molti di
loro li conosco personalmente, sono amici. Chiedo
però più dialogo tra loro e i
giocatori» ha poi detto a caldo, prima della mazzata disciplinare «per essersi trattenuto in campo insultando
gli arbitri e fomentando platealmente il pubblico». Due
turni di squalifica, in seguito
confermati in appello. Tutto
documentato e incontestabile,
arduo pensare a uno sconto,
anche se resta difficile scrollarsi di dosso la sensazione che
suoni pure come un avvertimento. Una chiave di lettura
l’ha data proprio Pozzecco dopo il derby, prima di far calare il
silenzio: «Non mi sento preso
di mira, semplicemente sono
nell’occhio del ciclone dal primo momento in cui ho messo
piede nel basket».
PRECEDENTI Da quando si è seduto in panchina,a quanto pare, la musica non è cambiata:
tre espulsioni in due anni. L’anno scorso, in Dna Gold, alla
guida di Capo d’Orlando fu cacciato dal campo a Casale Monferrato, dopo tre giornate, sempre per proteste. Anche allora
prese due turni e minacciò: «Se
non mi tolgono la squalifica
smetto di allenare». Il ricorso fu
accolto ma rimase la recidiva
che gli costò un turno di squalifica durante i playoff contro Verona quando, in gara-3, fu invitato nuovamente a lasciare il
parquet. Ora soffrirà in tribuna, nelle prossime due delicatissime gare in cui Varese deve
interrompere una striscia di
cinque k.o. consecutivi. Urge
svoltare. In tutti i sensi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
D
i solito, in Eurolega,
dicembre è mese di
calcoli. Milano comincia con un pelo di anticipo risparmiando ad Alessandro Gentile la trasferta in
Catalogna. Il Barcellona
trotta che è una meraviglia:
7-1 nella Liga e 6-0 in Europa dopo aver dimostrato,
nella gara di andata, di appartenere a un’altra galassia. In più, con Kleiza non al
meglio e Moss in arrivo all’ultimo momento da Chicago, puntare anche due eurini sulla vittoria milanese pare un gesto smodatamente
avventato. Meglio dunque
preservare capitan Gentile,
assillato dai problemi alla
schiena, per averlo al meglio
nelle sfide interne con
Bayern e Panathinaikos,
snodi cruciali (e più abbordabili) verso le Top 16. «Sfida dura, ma stimolante —
avverte Banchi —. A causa
delle assenze, la preparazione alla gara non è stata semplice ma la determinazione
non mancherà».
IN TURCHIA Sassari invece è
volata in Turchia alla ricerca
di un colpo di teatro, contro
l’attrezzato Efes, per sparigliare il tavolo e soffocare i
mugugni della tifoseria nei
confronti di Dyson, fischiato
contro Avellino, prassi inedita
sull’isola e subito bacchettata
dal presidente Sardara e Meo
Sacchetti che vuole rimanere
aggrappato all’Europa che conta: «Andiamo là per vincere cercando di esprimere il nostro
basket migliore. All’andata ci
abbiamo provato ma non eravamo al top della condizione.
Le chiavi dell’incontro saranno
l’intensità e la difesa».
PROGRAMMA Settima giornata.
GIRONE A Ieri: Real Madrid-Kazan
75-85 (Rodriguez 12; Langford 14).
Oggi: Novgorod-Kaunas, Efes-Sassari
(ore 18.45, dir. Fox Sports 2). Class.:
Real Madrid 5 vinte-2 perse; Efes 4-2;
Kaunas, Novgorod 3-3; Kazan 3-4;
Sassari 1-5.
GIRONE B Ieri: Maccabi Tel Aviv-Cska
61-84 (Smith 14; Weems 19), Alba
Berlino-Malaga 79-78 (Redding 17;
Toolson 15). Oggi: Cedevita ZagabriaLimoges. Class.: Cska 7-0; Malaga,
Maccabi Tel Aviv 4-3; Alba Berlino 3-4;
Cedevita, Limoges 1-5.
GIRONE C Ieri: Fenerbahce-Turow
89-74 (Goudelock 21; Moldoveanu 16).
Oggi: Panathinaikos-Bayern Monaco,
Barcellona-Milano (ore 20.45, diretta
Fox Sports 2). Class.: Barcellona 6-0;
Fenerbahce 5-2; Panathinaikos 4-2;
Milano 2-4; Bayern 1-5; Turow 1-6.
GIRONE D Ieri: Stella Rossa Belgrado-Neptunas Klaipeda 79-62 (Marjanovic 24; Gailius 18), Vitoria-Olympiacos
89-70 (Heurtel 18; Spanoulis 27). Oggi:
Valencia-Galatasaray. Class.: Olympiacos 6-1; Stella Rossa 4-3; Galatasaray
3-3; Neptunas, Vitoria 3-4; Valencia 1-5.
Pallavolo R Mercato
Piacenza prova Poey e aspetta gli euro stranieri
1Giorni decisivi per il club emiliano che
sta trattando il cubano. Domani al
palazzo anche gli emissari dei nuovi soci
MATTEO MARCHETTI
PIACENZA
T
empo di cambiamenti in
casa Piacenza. Dopo l’addio di qualche giorno fa
del francese Kevin Le Roux.
trasferitosi in Sud Corea e capace all’esordio di battere 3-0 il
suo ex compagno di squadra
Robertlandy Simon, ecco che
in palestra arrivare un altro cubano, Raydel Poey. Il bomber
caraibico che aveva iniziato la
stagione in Turchia (con un
passato a Roma con Giani co-
me allenatore), da ieri si allena
in palestra con il Copra; al momento (ufficialmente) è solo
un giocatore in prova, nei prossimi giorni verrà presa una decisione definitiva sul suo eventuale approdo in biancorosso,
per la parte restante della stagione.
INFORTUNATI Intanto in vista
della gara di domani contro la
Sir Safety Perugia (riedizione
della finale di Coppa Italia dello scorso anno e di una palpitante semifinale scudetto) la
squadra di Radici dovrebbe re-
cuperare Ostapenko e Vermiglio. Il centrale russo era rimasto fermo per un problema a un
ginocchio, mentre il regista siciliano si era bloccato durante
il riscaldamento dell’amichevole contro la Powervolley Milano per una distorsione a una
caviglia; entrambi sono sulla via della guarigione e
potrebbero essere schierati nell’anticipo di Superlega contro la squadra di
Nikola Grbic.
ANTICIPO Ma la vera novità,
quella probabilmente più importante in questa fase della
stagione, è l’arrivo a Piacenza
degli emissari dei famosi fondi
di investimento interessati a
entrare in società come soci e
come sponsor, portando ossigeno puro alle casse del sodalizio emiliano. Pare che alcuni
rappresentanti saranno in tribuna già domani e quindi si
fermeranno in città per un paio
di giorni. Bocche cucite da parte dei dirigenti biancorossi sui
possibili sviluppi di questa trattativa , ma è probabile che una
Raydel permanenza così lunga porterà a una decisione definitiva. A
Poey
32 anni inizio della prossima settimana dunque verranno tolti tutti i
veli sul futuro di Piacenza. E’
certo che la squadra del presidente Guido Molinaroli terminerà il campionato, dalla decisione degli emissari dei famosi
fondi (dopo tutte le disavventure occorse alla società in questa stagione e
di cui si stanno occupando gli avvocati) dipenderà
con quali giocatori e soprattutto con quale ruolo in questa prima Superlega.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Lucia Bosetti a Istanbul
ma l’esordio sarà nel 2015
● (al.fr.) L’azzurra Lucia Bosetti era ieri a
Istanbul dopo l’infortunio che le ha negato i
Mondiali. Ma ha concordato con il Fenerbahce
che tornerà in Italia per completare la
riabilitazione. L’esordio in campionato
dovrebbe avvenire nel 2015.
IN POLONIA (a.a.) Turno infrasettimanale in
Russia e Polonia. Il Belgorod di Travica vince il
bigmatch con il Novosibisk 3-0 e rimane
imbattuto dopo 11 giornate. Il Kazan di Totolo
batte la Dinamo Mosca di Zaytsev (3, 15%) 3-0,
mentre il Nizhny Novgorod di Martino è stato
rimontato 3-2 a Orenburg. Il Danzica di
Anastasi e Falaschi (3 muri) vince la sfida tra
allenatori italiani in Polonia 2-3 in casa dello
Jastrzebski di Piazza e Lasko (19, 46%).
IN CHAMPIONS (a.a.) Ieri in Champions nel
girone C: Salo (Fin)-Dresdner (Ger) 2-3.
Classifica: Dresdner, Mosca 4; Busto 3; Salo 1.
P.t. 10/12 Busto-Dresdner.
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l’ordine e la sequenza delle singole uscite, comunicando con adeguato anticipo gli eventuali cambiamenti che saranno apportati al piano dell’opera. Le immagini hanno il solo scopo di rappresentare i modelli della collezione. Forme e colori potranno essere diversi da quanto rappresentato. Immagini non contrattuali.
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Boxe R Il ritorno
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
IL PERSONAGGIO
33
CONTENUTO
PREMIUM
IL RACCONTO
di RICCARDO CRIVELLI
3 DOMANDE A...
F
GIANFRANCO
ROSI
issando negli occhi l’avversario prima dell’ultimo
match, Johnny Walker si
lascia sopraffare dalla malinconia e gli rivolge una frase che è il
compendio definitivo di un’esistenza bruciata: «Riuscirò mai
ad essere un bravo ragazzo?». A
volte, il cinema lascia nella storia piccole perle misconosciute,
capolavori minimali in cui l’arte
e la vita si mescolano e si intrecciano in un copione da brividi.
E’ il caso di «Homeboy», film del
1988 in cui Mickey Rourke, anche sceneggiatore, interpreta il
ruolo di un pugile/cowboy che
declina lento e inesorabile verso l’autodistruzione nelle mani
di un manager senza scrupoli.
LA SALVEZZA Solo tre anni dopo, la disperazione e la rassegnazione tratteggiate con vigore e talento di attore di gran vaglia, e che fecero scrivere a Bob
Dylan «ogni volta che Mickey
entra in scena è un colpo al cuore», diventarono compagne
perverse di una tragica quotidianità. Era passato solo un lustro da «Nove settimane e mezzo», la pellicola che aveva reso
Rourke il sex symbol più cool
degli spumeggianti anni 80, invidiato da almeno un paio di generazioni di uomini che sognavano quel loft a New York, le camicie bianche tutte in ordine
nell’armadio e Kim Basinger in
camera da letto: «Eppure io non
avevo più rispetto di me stesso e
della mia professione, accettavo bruttissimi film solo per guadagnare qualche soldo, sono
tornato a Miami e sono diventato un nomade senza meta. Mi
hanno salvato i miei cani e la
boxe».
UNA PROMESSA Già, il pugilato. La redenzione attraverso la
rabbia più nera. Un faccia a faccia con sé stessi prima ancora
che con un altro uomo. Così, è il
1991, Mickey decide di tornare
sul ring, su quel quadrato che
non è solo uno spazio fisico, ma
anche un luogo della mente. Da
ragazzino, in Florida, è stato dilettante di ottimo livello. Cresciuto a Liberty City, un quartiere nero di Miami, deve imparare presto a difendersi, lui che
a scuola è tra i pochi bianchi.
Soprattutto, in palestra, può
sublimare l’avversione verso il
patrigno, che picchia spesso lui
e l’amatissimo fratello Joey.
Esordisce a 12 anni con il nome
vero, Philip, e grazie alle indubbie doti gli si schiudono le porte
della 5th Street Gym, la palestra più celebre di South Beach,
dove si è allenato anche
EX CAMPIONE IRIDATO
Rourke in allenamento a Mosca IPP
«Nella sfida
in albergo
non mi sembrò
un fenomeno»
Rourke
Fausto Narducci
BELLO, DANNATO
E UN SOLO AMORE
STASERA A MOSCA IL SEX
SYMBOL DI UN’EPOCA
RITROVA IL RING
A 62 ANNI: DA GIOVANE
FU OTTIMO PUGILE, POI
LA BOXE LO HA SALVATO
DALLA PERDIZIONE
Muhammad Ali. A 17 anni, fa
da sparring a Luis Rodriguez,
che sta preparando il match
con Benvenuti per il Mondiale
dei medi. Insomma, la boxe
sembra davvero una strada lastricata di gloria verso il futuro,
ma ai Florida Golden Gloves
del 1971 il giovane Rourke subisce una commozione cerebrale. Sta fermo un anno, poi
disputa altri tre match, però i
medici gli consigliano di smettere: dopo 30 incontri con 27
vittorie, finisce la carriera di
promessa tra le 16 corde e comincia quella di attore.
RISPOSTE Ma quando la vita
sta per metterlo k.o., Mickey
conosce qual è la via dolorosa
del riscatto: «Cercavo delle risposte, solo il ring con le sue regole poteva tornare a darmele». In tre anni, disputa 8 incontri, vincendone 6 e pareggiandone 2 e portando la sua fama
graffiata in giro per il mondo.
Combatte da massimo leggero,
contro avversari che sostanzialmente sono figuranti del quadrato. I media non gli perdonano quelle esibizioni kitsch, tanto che la rivista World Boxing
arriva a chiedersi se sia un atto-
re che recita come un pugile o
un pugile che si batte come un
attore. Il fatto, però, è che è sbagliato e ingiusto applicare per
lui le categorie dell’agonismo:
«Mi sarei sentito un mezzo uomo se non avessi reagito con
violenza alla guerra che avevo
dentro la mia testa». La nuova
carriera non è senza prezzo:
ancora oggi, lui tende a perdere
l’equilibrio e, soprattutto, i pugni presi gli hanno devastato il
volto. Eppure, arrivato sull’orlo
della perdizione e rimesso in riga dall’antico amore, il bello e
dannato degli anni 80 si ricostruisce pian piano una verginità esistenziale e lavorativa, fino
all’apoteosi del 2008, con il
ruolo da protagonista nel film
«The Wrestler», che gli vale una
nomination agli Oscar come
miglior attore. E il percorso iniziato con «Homeboy» si completa: c’è sempre un ring, anche
se non c’è la boxe. Ma, sopra
ogni altra cosa, c’è ancora il duro tentativo di rinascere aggrappandosi al legame mai
spento con lo sport che ti ha segnato la vita. Una vita da film.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'IDENTIKIT
MICKEY
ROURKE
NATO A: SCHENECTADY, NY
QUANDO: IL 16/9/1952
PROFESSIONE: ATTORE
VERO NOME: PHILIP ANDRE’
Philip André Rourke Jr dopo
una buona carriera da pugile
dilettante, nel 1973 inizia a
recitare in piccole parti. Il
successo arriva a metà degli
anni 80 con «Nove settimane
e mezzo» e «Angel Heart», che
lo trasformano nel sex symbol
di una generazione. Dopo una
crisi esistenziale risolta grazie
alla boxe (8 match dal 1991 al
1994), torna a recitare e nel
2008 con il film «The
Wrestler» sfiora l’Oscar.
Stasera torna sul ring dopo
vent’anni nei superwelter
(limite 69.85 chili, è diminuito
15 kg) sfidando a Mosca Elliott
Seymour (1-9) su 5 round da 2
minuti e mezzo.
● Gianfranco Rosi, lei è stato
il pugile italiano con più
match iridati e ed ora è il
tecnico azzurro al seguito di
Picardi a Novosibirsk. Lo sa
che a Mosca c’è il suo vecchio
amico Mickey Rourke che
torna a combattere a 62 anni?
«Non ci credo, allora è
proprio vero. Avevo sentito il
suo nome sulla televisione
russa ma poi avevo guardato
quel biondone col ciuffo in
volto e non lo avevo
riconosciuto».
● Ci racconti di quella
mitica sfida in albergo
dell’89 a Milano. Quasi un
incontro vero…
«In luglio mi aveva visto a
bordo ring riconquistare il
Mondiale dei superwelter ad
Atlantic City contro Van Horn
e quando a fine anno venne a
Milano come ospite del
“Gioco del Nove” di Raimondo
Vianello su Canale 5 mi
propose la sfida. Ero un suo
fan e non mi tirai indietro»
● Come andò il match?
«Arrivai apposta da Assisi e
ci trovammo in un albergo di
Milano. Buttammo gli
asciugamani sul pavimento e
simulammo un match di 4
riprese. Io giocavo ma lui
faceva sul serio. Colpiva duro
e mi invitava a picchiare con
forza perché il dolore lo
stimolava a reagire. Non mi
sembrò un fenomeno, era il
classico fighter dilettante.
Alla fine gli alzai il braccio e
gli dissi “Ti faccio un regalo e
ti do il pari”».
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La tragedia R In Australia
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
IL CAMPIONE DI SCI
MAX BLARDONE È
AMBASCIATORE DI EXPO 2015
La sequenza dell’incidente accaduto martedì a Sydney. In tutta la storia di questo sport era successo solo un’altra volta GETTY IMAGES
Expo Milano 2015 Ambassador è una rete internazionale di
opinion leader pronti a veicolare i principi legati al tema cardine dell’Esposizione Universale: Nutrire il Pianeta, Energia per
la Vita. Un network che si è arricchito anche della presenza di
Massimiliano Blardone, campione di sci piemontese, invitato a
testimoniare attraverso la sua vita e la sua professione come questi
ideali rappresentino, a maggior ragione nella vita di uno sportivo, i
principi fondanti di una carriera di successo e longeva come la sua.
I valori che incarna e trasmette Max Blardone, giunto alla sua
quindicesima stagione in Coppa del Mondo, sono indiscutibili.
Gran parte derivano dalla grinta e dallo spirito di sacrificio che
lo contraddistinguono.
Il rapporto con
l’alimentazione è
da sempre stato
fondamentale
per lui: la relazione con il proprio
corpo e la conoscenza che ogni
atleta acquisisce
di se stesso porta
ad un profondo
rispetto delle regole, tradotte sia
in termini di dieta specifica che di
esercizio fisico.
Cosa non manca
mai nella dieta di
Max, buongustaio ed estimatore dei prodotti tipici del territorio,
inteso sia come la Val d’Ossola dove è nato e cresciuto, ma anche
come Italia con le sue straordinarie eccellenze culinarie? Confida:
“In viaggio con la famiglia, ricerco le tipicità gastronomiche. In
generale, amo i sapori genuini, sono il classico estimatore della
dieta mediterranea: pochi sughi e intingoli vari, ma pasta fatta
in casa condita anche solo con olio e parmigiano, carne e pesce
appena scottati per apprezzarne meglio i sapori e pochi dolci. Naturalmente pizza e quando torno a casa … gnocchi all’ossolana!”
Dichiara infatti Blardone ai microfoni di Expo 2015: “Penso che
sia indiscutibile il valore culinario dell’Italia a livello mondiale
quindi perché non sfruttare quest’occasione unica? Aver avuto la
possibilità di organizzare un evento di questo genere dal momento
che siamo i maestri in questo ambito penso sia davvero un’occasione irripetibile. Abbiamo prodotti tipici senza eguali, spero quindi
di poter valorizzare in questo modo l’Italia intera nelle trasferte
internazionali ed il mio territorio in particolare”.
Ecco la visione di Massimiliano Blardone per Expo 2015: sana
alimentazione e territorio. E se per uno sportivo è innegabile l’estrema importanza che riveste il cibo, il tema interessa tutta la popolazione ed il ruolo che gli Ambassador rivestono è proprio quello di
fungere da esempio, ciascuno nel proprio ambito di competenza,
per promuovere un messaggio sano e sostenibile per il pianeta.
A partire dalla promozione dell’acqua che è vita e, travestita da
candida neve dall’altitudine delle vette, accompagna un campione
di sci come lui nel suo lavoro quotidiano.
Il suo contributo è visibile al link http://www.expo2015.org/
it/massimiliano-blardone
a cura di RCS MediaGroup Pubblicità
Il cricket sotto shock
E’ morto Hughes
colpito da una pallina
1Il battitore australiano (25 anni) era stato ricoverato martedì e
non ha mai ripreso conoscenza. Fatalità, ma si aprono inchieste
Stefano Boldrini
CORRISPONDENTE DA LONDRA
U
na tragedia assurda, choccante e rara. Il
giocatore australiano di cricket Philipp
Hughes, 25 anni, è morto ieri mattina in
un letto del St. Vincent’s hospital senza aver mai
ripreso conoscenza dopo essere stato colpito da
una palla scagliata a 145 km/h durante il match
South Australia-Nuovo Galles del Sud, giocato
martedì nel Sydney Cricket Ground. Philipp è
deceduto, come ha affermato il dottor Peter
Brukner, ex medico del Liverpool, per la «dissecazione dell’arteria vertebrale». Un evento rarissimo, come ha spiegato Brukner: «Nella letteratura medica, sono riportati appena un centinaio
di casi. E solo uno è legato alla pratica del cricket. Il colpo, durissimo, ha provocato una vasta
perdita di sangue e nonostante l’intervento chirurgico e le cure successive, Phil è morto per
un’emorragia cerebrale». Accanto alla vittima,
fino all’ultimo, i genitori, Greg e Virginia, e la
sorella, Megan.
POLEMICHE La notizia ha sconvolto non solo
l’ambiente del
cricket, discipliLA FAMIGLIA
na tra le più praticate nei Paesi Padre, madre e sorella
dell’ex Impero
Britannico, ma al suo capezzale:
l’intero universo «Il cricket era tutta la
dello sport. Il sua vita»
mondo ha scoperto che anche Il secondo dramma:
un’attività considerata quasi sa- quello del lanciatore
lottiera come il anche lui sconvolto
cricket può rive- dalla tragedia
larsi invece pericolosa, nonostante l’introduzione, negli ultimi
trent’anni, dei caschi. Phil è stato colpito da una
palla in una zona laterale del cranio non protetta. Ha barcollato, poi è crollato a terra, privo di
conoscenza. Per far ripartire le funzioni vitali è
stata necessaria la respirazione bocca a bocca. I
soccorsi sul campo sono durati quaranta minuti
e c’è stata polemica per il ritardo dell’arrivo dell’ambulanza. Solo alla terza chiamata telefonica
è stato stabilito il contatto e sono poi trascorsi
altri quindici minuti prima che il mezzo arrivasse nello stadio. E’ stata fatta notare anche l’assenza di una struttura di pronto intervento nell’impianto di cricket, a differenza di altri sport
dove invece sono sempre presenti a bordo campo ambulanze e macchinari. Trasportato in
ospedale, Phil è stato operato d’urgenza, ma dopo 48 ore di agonia, ieri mattina, l’emorragia fatale.
IL LUTTO Dopo l’annuncio, è cominciata una
processione di parenti, amici e colleghi di cricket. Migliaia di messaggi su twitter hanno reso
omaggio a Phil Hughes, un vero campione di
questa disciplina, un talento sbocciato giovanis-
simo: 26 test match, 32,65 media punti battuta,
due grandi partite con la sua nazionale contro il
Sudafrica nel 2009 e contro Sri Lanka nel 2013.
Anche il primo ministro australiano, Tony Abbott, ha voluto ricordare Phil Hughes: «Un giovane strappato ai suoi sogni. La sua morte è molto triste per il cricket». Su tutti i campi di cricket,
non solo in Australia, sarà osservato un minuto
di silenzio.
L’ALTRO DRAMMA Ma in questa storia si sta consumando un altro dramma ed è quello di Sean
Abbott, 22 anni, il lanciatore che ha scagliato la
palla mortale. Sean, presente ieri in ospedale
quando è stato annunciato il decesso di Hughes,
è sotto choc. Il mondo del cricket si sta stringendo attorno a lui perché, come è stato fatto notare
da alcuni vecchi campioni, «quando vivi un trauma come questo, puoi non riprenderti più». E’
stato ricordato un precedente, quando fu sfiorata un’altra tragedia: il giocatore Ewen Chatfield
colpito da Peter Lever in un match test ad Auckland nel 1975, quando ancora non erano stati
introdotti gli elmetti protettivi. Chatfield, colpito in pieno viso, crollo a terra e rischiò di morire
per soffocamento, provocato dal rovesciamento
PALLA DI 160 GR
La palla ha colpito
Hughes di lato, sul collo, sotto
il casco. L’impatto ha compresso
l’arteria vertebrale causandone
la rottura. Prima di questo si aveva
notizia di un solo precedente causato
da una palla da cricket
IL BOUNCER
Hughes è stato colpito
da un bouncer, un lancio
ad alta velocità in cui
la palla rimbalza
sul terreno e va alta.
La velocità della palla
è stata stimata
in 145 km/h.
Il record nel baseball
è di circa 160 km/h
La prima pagina del Sydney Morning Herald di oggi
della lingua, ma riuscì a sopravvivere. Lever, dopo il grande spavento, non tornò però più ad essere il lanciatore di un tempo e dopo un anno
abbandonò il cricket. «Daremo tutto il supporto
psicologico possibile – la dichiarazioni di compagni di squadra e del club di Sean Abbott – perché non ha responsabilità in questa tragedia.
Purtroppo la morte di Hughes è stata provocata
da una serie di incredibili fatalità».
INCHIESTA La magistratura di Sydney ha aperto
un’inchiesta, “dovuta” come fanno notare nell’ambiente per ricostruire l’accaduto. Si vuole
verificare non solo l’esatta dinamica dell’incidente, ma anche riscontrare eventuali carenze
nel sistema dei soccorsi. L’azienda che produce i
caschi, la Masuri, ha invece avviato un’indagine
interna per capire che cosa non abbia funzionato nel sistema di protezione. E’ probabile che dopo questo dramma gli elmetti saranno prodotti
con una specie di collare in grado di salvaguardare anche la parte bassa del cranio. Phil è stato
colpito in questa zona, come dimostrano le immagini tv. La palla è stata devastante come un
proiettile. Una fucilata a distanza ravvicinata.
TECNICA DEL LANCIO
Il lanciatore prende la
rincorsa e fa roteare il
braccio in senso orario
dietro il corpo
LA PALLINA
La palla è di legno
ricoperto di cuoio.
Circonferenza:
da 22,4-22,9 cm.
Peso: 150-165 g
RCS
Sci R Coppa del Mondo in Nord America
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«Resta una pista
da donne: ho vinto
ma non mi piace»
1Paris trionfò nella discesa di Lake Louise 2013
«Non ho cambiato idea. Ma per iniziare va bene»
Massimo Lopes Pegna
INVIATO A ASPEN (COLORADO, USA)
@Pegnarol
L’
unico successo della passata stagione, partita benissimo e poi deragliata
in tante sfumature di grigio, era
stato qui, a Lake Louise, dodici
mesi fa, sulla pista che meno gli
piace e che una volta definì «da
donne». Nessun sessismo, solo
il suo modo franco per sintetizzarne la facilità.
Dominik Paris ha cambiato idea
su questa discesa dove ha centrato la sua ultima vittoria?
Ride. «No, la penso ancora così:
non mi ci trovo. E credo che in
molti siano d’accordo con me.
Magari per iniziare va pure bene una gara così tranquilla».
Che cosa è accaduto l’anno scorso? Partenza razzo con trionfo e
poi solo tre top 10. Colpa dell’infortunio al polpaccio a fine dicembre?
Sospira. «La stagione passata
mi è andato un po’ tutto storto.
Sono caduto e per tre settimane
non ho potuto mettere gli sci.
Però quando ho ricominciato
avevo ripreso sicurezza. Avevo
puntato su Wengen per testare
le mie condizioni, ma prima
della gara mi è saltata la schiena: un male tremendo che mi
ha condizionato. Mi sono abbattuto e non c’era tempo prima
di Sochi. Anche da un punto di
vista fisico non riuscivo a tirare
lo sci come volevo: nelle prove
della discesa olimpica beccavo
3” e mezzo. Mi sono detto:
“Fuori forma così, che cosa ci
faccio qua?”. Poi in gara non è
IN ESTATE HO PERSO
DUE CHILI. POCO PER
ME. E HO FATTO
DIETA: NIENTE PASTA
DELLA MAMMA
FARE PUBBLICITA’ IN
MUTANDE COME
INNERHOFER? MEGLIO
DI NO, NON SONO
COSI’ ELEGANTE
DOMINIK PARIS
DISCESISTA AZZURRO
andata neppure così male: 11°
in discesa, 16° in superG, 18° in
super combinata».
Sa cosa dice Svindal? Che quando Paris si renderà conto di
quanto è forte, diventerà diffici-
le batterlo.
«Non lo sapevo. Però non so se
ha ragione. Diciamo che ho iniziato più tardi degli altri e dunque è possibile che rispetto ai
big abbia margini di miglioramento. E forse non ho ancora la
sicurezza necessaria».
Svindal e Bode Miller sono fuori,
il campione olimpico Matthias
Mayer non è al meglio. Partiamo
fra i favoriti?
«Non si sa ancora quanto e come abbiano lavorato le altre
squadre. Per ora è tutto top secret. Credo che quelle due assenze non cambino gli equilibri. Ci sono almeno 15 colleghi
con cui devi comunque sgomitare per arrivare sul podio».
A proposito, chi va sul podio a
Lake Louise?
«Noi azzurri siamo pronti. Vedo
bene Peter Fill, che qui ha già
vinto, e Werner Heel, che è veloce sui piani. Io mi metto subito lì dietro».
Ha sempre avuto l’ossessione
della bilancia, è vero che ce l’ha
fatta a dimagrire?
«Sì, qualche etto. Scherzo. Sarò
calato un paio di chili, che in
percentuale sul mio fisico non è
moltissimo. Eppure ho fatto il
bravo in cucina: alla sera ho ri-
Dominik Paris, 25 anni: in Coppa ha vinto tre discese, l’ultima delle quali a Lake Louise 2013 ARCHIVIO FISI
nunciato alla pasta della mamma. Mica facile. Comunque sono più tonico, grazie al lavoro in
palestra d’estate».
«Per alcuni anni ho creduto che
l’avrei fatto. Invece non ci sono
mai riuscito. Durissima trovare
il tempo».
Promette di centrare un top 10
nel superG? Possibile che non le
sia mai riuscito?
«È persino incredibile, perché è
una specialità che amo, fin da
quando ero bambino. Ma è anche difficile: tanta tecnica, con
la velocità della discesa. Diciamo che non sono mai stato fortunato. Una volta sciavo male,
una partivo con i numeri alti,
una sono uscito. Sempre una
magagna. Non prometto, ma
chissà che quest’anno non combini qualcosa di buono».
Innerhofer si fa vedere in mutande nelle vetrine di 1200 negozi in giro per il mondo. E lei?
«In mutande preferisco di no.
Magari con gli sci. Non sono un
tipo fashion come Inner. A lui
piace molto ed è bravissimo a
dedicare del tempo a queste cose. Io non so se riuscirei».
Il suo idolo è Aamodt, fenomeno
in tutte le discipline. Ha mai pensato di fare il polivalente?
C’è qualcosa che invidia a un calciatore?
«Niente. Solo che si possano migliorare i premi nelle gare. Ogni
volta che usciamo dal cancelletto, noi discesisti rischiamo la vita: ecco, mi piacerebbe ci fosse
più rispetto per il nostro sport».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Trenta cm di neve
Salta 2a prova
Domani la gara
● Ieri a Lake Louise (Can),
una fitta nevicata (30 cm) ha
imposto l’annullamento della
seconda prova della discesa
maschile di domani. Oggi alle
19.30 è in programma la
terza prova. La prima è stata
fatta mercoledì, quindi la
gara si potrà disputare.
● AZZURRE Ad Aspen (Usa),
Italia al lavoro verso il
gigante di domani e lo slalom
di domenica. Oggi è previsto
un allenamento in pista. Agli
ordini del responsabile Livio
Magoni ci sono Bassino,
Brignone, Costazza, Pardeller,
Moelgg, Curtoni e Agnelli.
SCI NORDICO
Chenetti: «Due anni per tornare a sorridere»
1Torna al fondo il tecnico di Pittin: «Lo alleno al telefono. Basta con quelli che pensano “sono stanco e mollo”. Pellegrino ha lavorato sulla resistenza»
Stefano Arcobelli
U
n rivoluzionario silenzioso. Giuseppe Chenetti, per tutti Sepp, torna
al fondo azzurro nel momento
più nero. L’ultimo allenatore
con il quale Di Centa, Piller
Cottrer e Zorzi (ora suo collaboratore) hanno raccolto ori
dal 2005 al 2007 tra Mondiali
e Giochi. Poi l’Italia della fatica, a parte i soliti, Follis e Longa, e qualche sporadico podio
di Coppa, è rimasta nella mediocrità. Zero medaglie agli ultimi Mondiali in casa, zero ai
Giochi. Chenetti si era rifugiato nella combinata nordica diventando il mentore di Pittin
col quale ha conquistato un
bronzo olimpico, 3 vittorie di
Coppa e un 4° posto a Sochi.
Adesso che è diventato il gran
capo del fondo, si dovrà dedicare al gruppo Pellegrino senza perdere il combinatista.
Chenetti, come farà a gestire
Pittin a distanza?
«Con Alessandro c’è affetto: io
preparo i suoi programmi e ci
sentiamo una volta al mese. Sa
cosa voglio e si fida, al telefono
è sempre “tutto a posto”. Sì, almeno a febbraio ai Mondiali
riuscirò a vederlo».
Quanti anni le serviranno per
far rivincere il fondo italiano?
«Qualcosa di buono faremo in
un paio di anni. In tecnica clas-
sica prendiamo ancora un minuto dagli stranieri».
Domani a Kuusamo
una sprint tc
e combinata nordica
Peggio di così, se l’immaginava?
«Ho trovato un disastro ma
non dico di chi è la colpa: nel
2007 lasciai un’ambiente che
aveva una mentalità, e l’ho trovato diverso. I più giovani hanno la mentalità giusta ma devono incrementare i volumi.
Accelerare troppo sarebbe rischioso. Quelli più collaudati
come Clara, Hofer hanno bisogno di conoscersi meglio. Devono toccare il loro fondo, non
si può più andare avanti sperando nel miracolo».
Tornerà ad allenare con i birilli?
«L’allenamento deve essere stimolante, diverso, intenso,
estremo: vedo che mancano
abilità di base, coordinamento. Poi passeremo a tecnica e
dettagli».
Con le donne va peggio o meglio?
«Le donne sono più predisposte a cambiare, sono più precise. Quando gli sciatori arrivano in nazionale si vede subito
la scuola diversa di provenienza, mentre gli obiettivi devono
essere identici. Con me ci sarà
un unico metodo italiano. Perciò ho chiesto aiuto ai Di Centa
e Zorzi: io ci credo, ma non
dobbiamo farci la guerra».
Una volta si poteva aspettare i
A sinistra Alessandro Pittin, 24 anni, combinatista di bronzo a Vancouver 2010; a destra Federico Pellegrino, 24
Il tecnico
Giuseppe
Chenetti
30 anni per vincere, adesso gli
altri vincono a 20: e noi?
«Sto apprezzando Giorgio per
come trasmette ai giovani certi
concetti: cioè spingere, andare
oltre la routine del “sono stanco e mollo”. Voglio stravolgere
di nuovo la logica, fare ciò che
adesso sembra illogico».
solo ai Mondiali».
Uno come Pellegrino come ha
reagito?
«Ha lavorato più da fondista
che da sprinter, non deve fare
cose particolari, ha margini.
Bisogna imparare ad andar
forte da subito, non puntare
Domani si parte.
«C’è il rischio di non vincere
nulla subito, ma bisogna accelerare questo processo. Vorrei
rivivere i grandi momenti di
Torino».
Cosa farà col Tour de ski?
«Non l’ho mai amato come format perché è illogico gareggiare tutti i giorni, non si scia bene se non hai la freschezza, è
come correre in F.1 con le
gomme antineve».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● La Coppa del Mondo di
fondo (detentori i norvegesi
Sundby e TherseJohaug)
scatta domani da Kuusamo
con una sprint tc e domenica
con una 10 e 15 km tc (Clara,
Di Centa, Defabiani,
Pellegrino, Rastelli e
Noeckler, donne Laurent,
Vuerich, De Martin e
Brocard). Anche la Coppa di
combinata nordica scatta
domani a Kuusamo con gli
azzurri Pittin, Bauer, Costa e
Maierhofer. La stagione
nordica è finalizzata sui
Mondiali di Falun a febbraio.
Per il fondo anche il Tour de
ski tra Dobbiaco e Val di
Fiemme dal 7 all’11 gennaio.
Nel salto, nessun azzurro nei
40 dopo le qualificazioni per
la Coppa di salto di domani a
Kuusamo (Colloredo 42°,
Bresadola 46°, Morassi 54°).
● BIATHLON Il biatleta russo
Alexander Loginov, 22 anni e
4 ori iridati juniores, è stato
sospeso per essere stato
trovato positivo a una
sostanza non specificata. Il
test fallito risale al novembre
2013: Loginov rischia di
perdere un primo posto in
una gara di staffetta di Coppa
del Mondo e i piazzamenti ai
Giochi (30° nella 10 km.
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VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
TUTTENOTIZIE
RUGBY
Pro 12, 9° turno
Treviso stasera
gioca a Cardiff,
campo imbattuto
(e.sp.) Treviso oggi (ore 20.35
italiane, diretta Nuvolari), per
il 9° turno di Pro12, è a
Cardiff, terreno inviolato in
stagione. Casellato promuove
quasi per intero il XV che
domenica ha pareggiato col
Leinster. Unici cambi lo
spostamento di Budd n. 8 per
Luamanu, con Swanepoel
flanker ed Esposito all’ala per
Pratichetti. In panchina si
rivedono Pavanello e Minto.
Tra i gallesi esordio dell’
estremo argentino Tuculent,
assente l’ex Vosawai.
Treviso: Esposito, Bacchin,
Christie, Nitoglia; Carlisle,
Lucchese; Budd, Swanepoel,
Barbini; Van Zyl, Vallejos;
Harden, Giazzon, Zanusso. A
disp.: Kudin, Muccignat,
Acosta, Fuser, Pavanello,
Minto, Pratichetti, Ambrosini.
Oggi: Cardiff-Treviso;
Munster-Ulster. Domani:
Zebre-Edimburgo; LeinsterOspreys; Connacht-Scarlets.
Domenica: Glasgow-Dragons.
Classifica: Ospreys, Ulster
30; Munster 28; Glasgow 27;
Leinster 24; Connacht 23;
Scarlets 22; Edimburgo 15;
Cardiff 8; Dragons 7; Zebre 5;
Treviso 4.
● CIAO FOURIE Il Sudafrica,
dopo Bakkies Botha, perde
Jaque Fourie: il trequarti ha
annunciato l’addio alla
Nazionale (73 caps, 32 mete).
CURLING
L’Italia oggi
per il podio
degli Europei
Felicità azzurra agli Europei
Niente accesso diretto alla
finale per l’oro per la
Nazionale maschile agli
Europei di Chempery (Svi). Gli
azzurri del Trentino Curling di
Cembra, secondi nel girone
con 7 vittorie e 2 sconfitte, ieri
sera, nel match di playoff
contro l’imbattuta Svezia (90), sono stati superati 6-2. Il
discorso per una possibile
medaglia, di qualsiasi colore,
resta però apertissimo. Joel
Retornaz e compagni, infatti,
oggi alle 13 (diretta
Eurosport), disputano la
semifinale contro la Norvegia
iridata in carica (domenica
superata 9-5 in qualificazione),
che ieri sera, nell’altra partita
di playoff, dopo aver battuto in
mattinata la R.Ceca 6-4, ha
superato la Svizzera padrona
di casa 5-2. L’Italia, in caso di
successo, domani (ore 15)
disputerà la finale per il 1°
posto contro la stessa Svezia,
viceversa già stasera (ore
19.30, diretta Eurosport 2)
sfiderà gli elvetici per il bronzo
(sabato scorso battuti 7-4). Si
è intanto arrestato il tentativo
della Nazionale femminile di
tornare in gruppo A: le
azzurre ieri sono state
superate 11-3 dall’Ungheria
nell’incontro di playoff.
1ATLETICA: GOLDEN GALA 2015 Definito il programma-gare dei meeting dela Diamond
League 2015: al Golden Gala di Roma del 4 giugno 100, 800, 5000, 400 hs, asta, triplo,
peso e giavellotto maschili e 200, 400, 1500, 3000 sp, 100 hs, alto, lungo e disco femminili.
vice presidenti. Ma il britannico parte sin da ora favorito.
ATLETICA
Coe si candida
alla presidenza Iaaf
«Serve dinamismo»
1Il 58enne britannico favorito per il dopo-Diack
Lo sfiderà Bubka? Si vota il 18 agosto 2015
Sebastian Coe, 58 anni, oro olimpico nei 1500 nel 1980 e nel 1984 GETTY
Andrea Buongiovanni
L’
annuncio non sorprende. Era atteso da
tempo. Ma, di fatto,
apre una nuova era dell’atletica mondiale. SebastianCoe, Lord Sebastian Coe, si
candida alla presidenza della Iaaf. Potrà essere lui a raccogliere il testimone dall’81enne senegalese Lamine
Diack che, tra nove mesi, si
SCHERMA
Da oggi a Torino
c’è il Grand Prix
col Dream Team
● (f.t.) Al via stamattina a
Torino il Gran Prix Inalpi di
fioretto maschile e femminile.
Eliminatorie sulle pedane del
Centro Sisport, domani e
domenica gare nella sede
tradizionale del PalaRuffini,
con tutti i big, a partire dalle
campionesse del Dream
Team, Errigo, Vezzali e Di
Francisca. «Ero giovanissima
quando venni a Torino per la
prima gara che mi fece
entrare nelle prime otto –
dice la Vezzali – e in Coppa
del Mondo, a Torino, ho colto
tre successi individuali
consecutivi, dal 2009 al 2011».
Si comincia alle 9: 177 iscritti
maschili, 135 femminile. «La
prova di Torino è importante
– dice il c.t. azzurro Andrea
Cipressa – un test da
sfruttare al meglio». La tappa,
che apre il calendario di
Torino Capitale Europea dello
Sport 2015, inaugura il nuovo
World Grand Prix Fie. Un
programma rinnovato, che
prevede nove appuntamenti
in tutto il mondo per le tre
armi e la disputa in
contemporanea delle prove
maschili e femminili; per il
fioretto tre tappe a Torino,
Shanghai e L’Avana.
Valentina Vezzali, 40 anni LAPRESSE
37
farà da parte dopo 15 lunghi
anni. L’elezione avverrà a Pechino il 18 agosto durante il
Congresso della federazione
internazionale che precederà i
Mondiali. A sfidare il 58enne
due volte campione olimpico
dei 1500 (Mosca 1980 e Los
Angeles 1984, dodici primati
del mondo nel mezzofondo) ci
sarà con ogni probabilità
l’ucraino Sergei Bubka, lo zar
di tutte le aste, di otto anni più
giovane. Sono entrambi attuali
IPPICA
Sportivo 2014
Kihlstrom contro
Ibrahimovic
Orjan Kihlstrom, 52 anni
● Lo svedese Orjan
Kihlstrom è un grandissimo
guidatore, che ha vinto quasi
tutte le corse più importanti
del mondo, ma ora si troverà
davanti l’avversario più
difficile: il connazionale Zlatan
Ibrahimovic. Entrambi sono
in lizza per il «Jerringpriset
2014», premio per il miglior
sportivo dell’anno in Svezia (i
candidati sono 13) che verrà
assegnato il 19 gennaio.
Nessun ippico ha mai avuto
questo riconoscimento nato
nel 1979, anche se nel 2012
vinse il cavaliere di salto
ostacoli Rolf-Göran
Bengtsson. Ibrahimovic è già
stato premiato nel 2007,
mentre Kihlstrom è tra i
candidati soprattutto per la
splendida vittoria nel Prix
d’Amerique in coppia con
Maharajah, successo che ha
avuto molta eco in Svezia.
Kihlstrom ha anche vinto una
settimana fa la Bredders
Crown negli Usa in coppia
con Commander Crowe.
● OSIRIDE SECONDA Ieri a
Parigi-Vincennes secondo
posto della Varennina Osiride
Grif (P. Levesque) nel Prix de
Camargue (m 2700) vinto in
1.14.7 da Udo’s Older (D.
Locqueneux).
ATLETICA
IL MANIFESTO Coe renderà
pubblico il proprio manifesto a
breve, ma le sue idee sono già
note. E, nell’ambito di uno
sport che certo non naviga in
acque tranquille, la maggioranza sono rivolte ai giovani.
«Ci aspettano tante sfide – dice
l’attuale n. 1 del comitato olimpico britannico, già a capo del
comitato organizzatore dell’Olimpiade di Londra 2012 e,
in precedenza, della relativa
candidatura, nonché ex membro del Parlamento tra le file
dei Conservatori tra il 1992 e il
1997 –: servono visione e ambizione. Soprattutto molta innovazione. Per esempio, occorre più dinamismo: nove giorni
per una rassegna iridata sono
troppi, come troppi sono i 14
meeting di Diamond League.
L’offerta del nostro prodotto
dev’essere più flessibile, fatta
di scontri diretti tra i migliori
(come i suoi, leggendari, contro Steve Ovett e Steve Cram) e
da eventi organizzati in luoghi
particolari, in piazza e nelle
strade. Globalmente dobbiamo ritrovare appeal televisivo.
E il primo passo sarà vincere la
battaglia contro il doping.
Dobbiamo essere credibili».
● CENTROAMERICANI (si.g.) Così a
Veracruz (Mes). Uomini. 200 (sf,
-0.4): Mena (Cuba) 20”50. 400: Acea
(Cuba) 45”36; Lescay (Cuba) 45”56.
Donne. 400: Veitia (Cuba) 51”72. 400
hs: Rodriguez 56”79. Disco: Caballero
(Cuba) 64.47.
BASEBALL
●
CHIARINI A SAN MARINO Colpo
del San Marino, che strappa al Rimini
Mario Chiarini (che arriverà insieme
a Jack Santora). L’esterno azzurro,
33 anni, è stato una colonna della
squadra con tre scudetti (1999, 2000
e 2006) e quattro Coppe Italia (2001,
2002, 2013 e 2014) con una media di
278 e 65 fuoricampo, 442 pbc. Il
capitano azzurro vanta anche due
Europei vinti.
BOXE
PICARDI STASERA
IN RUSSIA PER L’APB
(r.g.) A Novosibirsk, in Siberia,
secondo turno dell’APB: nei 52 kg
l’italiano Vincenzo Picardi, battuto
nella prima giornata dal doppio
campione del mondo, il russo Alojan,
torna a combattere affrontando
Daniel Martinez, argentino di 21 anni,
già Wsb, superato la volta scorsa dal
messicano Emigidio. Picardi deve
vincere per restare in corsa per il
pass olimpico. Gli altri incontri:
Aloian (Rus) c. Aleksandrov (Bul);
Asloum (Fra) c. Latipov (Uzb); Flissi
(Alg) c. Suleimanov (Kaz).
● RIUNIONE RUSSA (r.g.) A Mosca
(Rus) grande riunione allestita dal
promoter Andrej Ryabinsky. Debutta
in patria il mediomassimo Egor
Mekhontsev (6), oro di Londra,
mondiale nel 2009 a Milano, contro
Joey Vegas (Uga, 17-9-1). Il cruiser
Rakhim Chakhkiev (20-1), europeo a
spese di Giacobbe Fragomeni,
affronta Hamilton Ventura (Bra, 14-11), mentre l’ex iridato massimi
leggeri, il cubano Juan Carlos Gomez
(55-3), affronta Dmitry Kudryashov,
15 vittorie tutte per ko. Passano
professionisti il massimo Kuzmin,
due volte campione russo ed
europeo 2010, battendo Cammarelle
nei quarti e il mediomassimo Dmitri
Bivol, campione nazionale 2012-2014.
Il primo contro Jorge Olivera (Uru,
25-10), il secondo con Buule (Uga, 3),
sui 6 round.
IL FUTURO Coe, che quindi rinuncia definitivamente alla
possibilità di diventare sindaco
di Londra, conosce l’atletica
come pochi altri, la vive ad
sempre e l’ha interpretata in
vari ruoli. Ha passione, curriculum ed esperienze. Basterà
per sollevare le sorti di un
mondo all’asfissia?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
VELA
Conti e Clapcich
partono bene
ad Abu Dhabi
● (al.fr.) Ad Abu Dhabi nella
prima giornata delle finali di
Coppa del Mondo (con oltre
270 atleti al via e un
montepremi in denaro di 200
mila dollari, situazione
abbastanza anomala per la
vela olimpica) in evidenza gli
azzurri. Nei 49er Conti e
Clapcich, bronzo ai Mondiali
partono alla grande con una
vittoria e due secondi, sono
seconde dietro le
neozelandese MaloneyMeech. Nei Nacra dominio
francese gli iridati BessonRiou sono in testa davanti ad
altre due equipaggi
transalpini Bissaro e Sicouri,
quinti. Francesco Marrai,
terzo nella seconda prova, è
undicesimo nei Laser. Nei
Finn nono posto per Poggi
(10-9), decimo invece per
Flavia Tartaglini (9-6-18),
seguita in classifica da Laura
Linares, undicesima (8-8-7)
nelle tavole . «Giornata
perfetta, in condizioni ideali:
ci siamo divertite molto,
abbiamo ottenuto dei buoni
risultati e questo è il motivo
per cui ci siamo divertite…»,
ha dichiarato una sorridente
Giulia Conti. Le finali si
chiudono domenica.
GHIACCIO
NHK TROPHY FIGURA
CON HANYU E RIGHINI
Osaka (Giap) ospita, da oggi (diretta
Eurosport 2, ore 6.45) a domenica,
l’Nhk Trophy, sesta e ultima tappa del
Grand Prix di figura, prima delle
finali di Barcellona. Fari sul nipponico
oro olimpico Yuzuru Hanyu, dopo il
clamoroso incidente di Shanghai,
sulla statunitense Gracie Gold, sui
russi Yuko Kavaguti-Alexander
Smirnov e i canadesi Meagan
Duhamel-Eric Radford e, nella danza,
sui canadesi Kaitlyn Weave-Andrew
Poje. In gara, dopo l’11° posto di
Mosca, anche l’azzurro Ivan Righini.
HOCKEY GHIACCIO
●
NAZIONALE MILANESE (m.l.) La
Nazionale tornerà a Milano dopo sei
anni: il 19-20 dicembre, doppia
amichevole con la Polonia.
● COPPA ITALIA (m.l.) Così ieri in
gara-1 dei quarti di Coppa Italia al
meglio delle 3: Asiago-Milano 2-3 rig.;
Renon-Appiano 5-1; Val PusteriaGardena 4-0; Valpellice-Cortina 4-1.
IPPICA
●
IERI 14-13-5-3-9 A Bologna (m
NUOTO
●
MULTE RECORD E’ Federica
Pellegrini, con 28.000 euro detratte
da premi per gli ori e anche dalla
borsa di studio, a guidare la
classifica degli azzurri che si sono
visti recapitare dalla Fin le multe per
l’uso dei costumi con i marchi non
dello sponsor tecnico utilizzati agli
Europei di Berlino. Finora i premi per
le medaglie non sono stati liquidati
agli azzurri. Seguono Arianna
Barbieri (14.000), Stefania Pirozzi
(10.000) e Magnini (7000).
llenarsi a Madrid con Kizierowski.
OLIMPIADE
SAPPORO PER IL 2026
Sapporo ha annunciato l’intenzione
di candidarsi per ospitare l’Olimpiade
invernale 2026. «È la migliore
opportunità per noi,i insieme
vogliamo condividere un sogno e
unire gli sforzi verso un unico
obiettivo» ha detto il sindaco Fumio
Ueda. La città nipponica ha già
organizzato i Giochi invernali 1972 (a
Nagano quelli del 1998, a Tokyo
l’edizione estiva 2020). Costo stimato:
3,5 miliardi dollari. La candidatura
non è stata ancora formalizzata e
toccherà al comitato olimpico
nazionale presentarla nel 2017 al Cio
che nel 2019 indicherà la sede. La
prossima Olimpiade invernali sarà a
Peyongchang (S.Cor), nel 2018.
PALLAMANO
●
ITALDONNE K.O. (an.gal.)
Qualificazione ai Mondiali femminili
di Danimarca 2015 più lontana per
l’Italia che a Chieti perde 26-17 (13-8)
con l’Islanda la sfida valida per la
terza giornata del gruppo 3 delle
qualificazioni. Domenica si replica a
Reykjavik. Classifica: Italia* 4;
Islanda** 2; Macedonia 0 (*una in
più; **una in meno).
PALLANUOTO
●
DONNE Oggi, alle 20.30 (diretta
RaiSport 2), anticipo della 9a
giornata, Bogliasco-Messina.
TENNIS
I PIÙ FORTI DEL MONDO
DA OGGI NELLA IPTL
Scatta oggi a Manila (Filippine) la
prima tappa della International
Premier Tennis League, l’evento tra
competizione ed esibizione con i
migliori giocatori del mondo. Si
affrontano quattro squadre: Manila
Mavericks, Singapore Slammers,
Micromax Indian Aces e Uae Royals
che si sfidano in quattro tappe (dopo
Manila, Singapore il 2-4 dicembre,
New Delhi 6-8 dicembre, Dubai (11-13
dicembre) con un singolare
maschile, uno femminile, doppio
misto, doppio maschile e singolare
delle leggende). I Mavericks hanno
ingaggiato Andy Murray, Jo-Wilfried
Tsonga e Maria Sharapova ; gli
Slammers Serena Williams, Tomas
Berdych e Andre Agassi;gli Aces
Roger Federer (al posto di Nadal),
Pete Sampras, Gael Monfils e Ana
Ivanovic; e i Royals Novak Djokovic,
Caroline Wozniacki e Goran
Ivanisevic.
Estratto bando di gara
AMMINISTRAZIONE AGGIUDICATRICE: 1000 Miglia Srl - Via Enzo Ferrari, 4/6, 25134 Brescia - Tel. 0302318211 - Fax 0302319288.
II. OGGETTO DELL’APPALTO: Affidamento di specifici servizi strumentali allo svolgimento
della gara automobilistica di regolarità con partecipazione di vetture storiche, denominata
“Mille Miglia”, nonché della connessa manifestazione denominata “Tribute” - edizione 2015.
CIG 6019314F09 - Importo dell’appalto € 730.000.
III. CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE: La partecipazione è rivolta agli operatori economici che
svolgono attività di organizzazione e realizzazione di eventi sportivi.
IV. DURATA DELL’APPALTO O TERMINE DI ESECUZIONE: Dalla sottoscrizione del contratto al
31 maggio 2015.
V. PROCEDURA DI GARA: Ristretta accelerata ai sensi dell’art. 55 D.Lgs. 163/2006.
VI. CRITERI DI AGGIUDICAZIONE: Offerta economicamente più vantaggiosa. Offerta tecnica
max punti 40 - offerta economica max punti 60.
VII. TERMINE DI PRESENTAZIONE DOMANDE: 11 dicembre 2014 - ORE 12:00.
VIII. ALTRE INFORMAZIONI: Bando integrale di gara su www.1000miglia.it - avvisi pubblici e
presso la stazione appaltante.
Il Responsabile del Procedimento - Dr Marco Makaus
I.
Abu Dhabi ha le finali per 4 anni
1660): 1 Renè Palle Bigi (T. Di
Lorenzo) 1.14.7; 2 Renzorosso Treb; 3
Radenska d’Aghi; 4 Rea Valm; 5 Rio di
Roberto; Tot.: 4,09; 1,90, 2,02, 3,58
(25,07). Quinté: n.v. Quarté: 1.656,73.
Tris: 128,93.
● OGGI QUINTÉ A MONTEGIORGIO
Al San Paolo (inizio convegno alle
15.25) scegliamo Pietro di Jesolo (12),
Perimetro Bar (11), Prime Team (13),
Pelé del Pino (10), Olin Allmar (5) e
No Way Bi (14). Si corre anche Trotto: Firenze (13.25) e Padova
(15.20). Galoppo: Roma (14.10).
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AltriMondi R
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
3
IL FATTO
DEL GIORNO
L’UOMO
NUOVO
Matteo Salvini, 41 anni, milanese: dal 2013 ricopre il ruolo di segretario federale della Lega Nord ANSA
Ma uno come Salvini
è davvero in grado
di unire il centrodestra
e tener testa a Renzi?
1Il leader della Lega punta a raccogliere l’eredità di Berlusconi
A suo favore il ritorno degli estremismi. Ma il Sud è il vero ostacolo
di GIORGIO DELL’ARTI
[email protected]
Occupiamoci di Salvini.
1
Le ultime su Salvini sono
che ha telefonato all’Agenzia Italia per rilasciare la seguente dichiarazione: «Una squadra che vince
non ha Alfano in campo».
Un’altra notizia è che a Napoli un buontempone s’è messo
a girare con la maschera del
capo della Lega e il commen-
to più entusiastico che ha raccolto è stato «Si’ ‘na chiavica».
Infatti la Lega, che ha preso il
18 per cento in Emilia, in Calabria non s’è presentata proprio. Questo è il problema. Il
passato la accusa e convincere i
meridionali sembra impossibile.
2
Tutto questo ragionare è
perché a destra pare che
l’uomo della Provvidenza
sia proprio lui.
E le televisioni lo pompano,
perché il personaggio c’è, da-
NOTIZIE TASCABILI
IN AFGHANISTAN ATTACCATA PURE UNA ONG USA
Kabul, diplomatici inglesi
colpiti da kamikaze: 5 morti
● Ancora sangue a Kabul, dove i
talebani intensificano la loro campagna di terrore: ieri un kamikaze
a bordo di un’auto imbottita di
esplosivo si è lanciato contro un
mezzo dell’ambasciata britannica.
Cinque i morti, tra loro anche un
inglese addetto alla sicurezza e
un altro dipendente afgano della
sede. Oltre 30 i feriti, tra cui 4
bimbi. Poi, in serata, il tentativo di
attaccare con i giubbotti esplosivi
una ong umanitaria Usa è terminata con la morte di 3 kamikaze.
I talebani hanno prontamente
rivendicato gli attentati, promettendo che «fino a quando continuerà l’invasione americana,
continuerà anche la sacra Jihad».
Il ministro degli Esteri britannico
Philip Hammond, in visita a Roma,
ha condannato con forza «lo spaventoso attacco contro innocenti».
Il luogo dell’attacco suicida a Kabul
vanti alle telecamere ci sa stare, è spigliato e intelligente,
ha ritirato su il Carroccio dopo le paurose figuracce dei
diamanti in Tanzania e delle
avventure del Trota, fa l’opposizione dura a Renzi, parla
contro i clandestini e, soprattutto, fa campagna contro
l’euro, e in questo è quasi solo
perché l’antieuropeismo di
Forza Italia è parecchio sfumato e problematico. Mentre
Salvini dalla sua posizione si
può permettere di spararle
grosse.
Un po’ di biografia.
Milanese e milanista, 41
anni, eurodeputato, a
lungo consigliere comunale,
come l’altro Matteo è andato
a rispondere ai quiz in televisione (Doppio slalom, con
Corrado Tedeschi, era il
1985, ha fatto un figurone),
s’è diplomato bene, ma è stato studente di Storia all’Università per 16 anni, senza laurearsi. Bossiano della prima
ora, consigliere comunale,
sempre sulle tv locali, senza
peli sulla lingua, slogan spudorati tipo «Napoli merda,
Napoli colera», slogan che
adesso gli costano cari. Ha
fatto parecchie volte coppia
con Borghezio, da giornalisti
e intellettuali è collocato volentieri nel girone degli impresentabili (è andato a votare alle Europee in bermuda,
l’hanno visto con la cravatta
due sole volte), all’epoca del
cerchio magico si schierò però con Maroni e contro il suo
vecchio idolo, salvo scoppiare a piangere il giorno della
caduta di Bossi. Ha lavorato
da Burghy, ha effettivamente
la passione degli hamburger..
È piuttosto semplice riassumere le sue idee: «Sono abituato a vedere le cose senza
chiaroscuri: il bianco è bianco, il nero è nero», «A Milano,
alle dieci di mattina, ci sono
oggi tette e culi in vista davanti alle scuole materne.
Tassare la prostituzione porterebbe 4 miliardi di euro», «I
delinquenti debbono restare
in galera. È brutto dirlo? Siamo brutti. Preferisco essere
brutto e cattivo che coglione», «La Merda d’artista di
Piero Manzoni è solo cacca
sottovuoto», «“Populista” è
un complimento, mi sono fatto la maglietta con la scritta
“sono un populista”». La Lega
di Salvini, oltre ad avversare
l’euro, è convinta sostenitrice
di alcuni capisaldi del pensiero di destra: niente aborto,
niente matrimoni omosessuali...Questo la iscrive in
uno schieramento europeo
piuttosto ampio, che va da
Marine Le Pen, con cui Salvini fa asse, a Putin... Quando
s’è saputo che Marine Le Pen
aveva ottenuto da una banca
russo-ceca una linea di credito di 9 milioni di euro, Salvini
ha subito detto che un po’ di
soldi russi avrebbero fatto comodo anche a lui. La Lega è in
effetti in bolletta, la Padania
sta per chiudere, il segreta-
rio, su questo punto, ha parlato chiaro a tutti.
4
Ma i soldi di Putin, scusi,
sono ammissibili?
Qui inseriamo le vicende della Lega nella strategia
più generale dello zar russo,
strategia ormai chiara, che è
quella di aiutare i partiti antieuro dovunque si trovino, in
modo da destabilizzare i nemici di Strasburgo e Bruxelles. Mosca li considera nemici
perché, dopo aver tirato dalla
loro parte Lituana, Estonia e
Lettonia, hanno tentato di
prendersi pure l’Ucraina e
questa mossa ha scatenato la
reazione di Mosca, con le
conseguenze che sappiamo.
La Lega è contraria alle sanzioni, che — dice, e non ha
torto —costano più a noi che
a loro, e appoggia in genere
la linea putiniana in Ucraina,
sì alla Crimea russa, sì alle legittime aspirazione dei russi
d’Oriente... Se ci pensa, è coerente con le posizioni della
Lega, specie con le posizioni
d’un tempo. Al congresso federale che ha incoronato Salvini Putin ha inviato due osservatori. Il leghista Claudio
D’Amico, già parlamentare
del Carroccio e sindaco di
Cassina de’ Pecchini, è sempre ospite della tv russa.
5
Può però un uomo così
unificare il centrodestra? Essere l’avversario di Renzi?
Giuliano Ferrara l’ha definito
«un brillante attaccamanifesti». Ma forse non ha completamente ragione. L’epoca
sembra incline a una rinascita degli estremismi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
SALVINI È UN
AVVERSARIO
POLITICO E VA
RISPETTATO, MA
NON MI FA PAURA
MATTEO RENZI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
39
REFERENDUM IN RETE
M5S: espulsi
Pinna e Artini
E i dissidenti
vanno da Grillo
Paola Pinna e Massimo Artini
A
decidere, ancora una
volta, è stata la Rete.
Grillo ieri pomeriggio
ha chiamato a raccolta gli
iscritti al Movimento 5 Stelle
per votare l’espulsione dei deputati Massimo Artini e Paola
Pinna, colpevoli — a detta del
leader del partito — di non
aver restituito parte dello stipendio, come prevede il regolamento pentastellato. «Hanno
partecipato alla votazione di
oggi 27.818 iscritti certificati.
Ha votato Sì il 69,8%, pari a
19.436 voti. Ha votato No il
30,2%, pari a 8.382 voti», si
legge sul suo blog. I due sono
quindi fuori dal Movimento
che a Montecitorio sarà rappresentato da 102 deputati anziché 104. I deputati hanno comunque respinto tutte le accuse. «Io le regole le ho sempre
rispettate, i soldi li ho restituiti
come previsto. Sono loro che le
stanno violando visto che per
l’espulsione non stanno passando per l’assemblea come
previsto da Statuto M5S: è una
votazione assurda» ha detto la
Pinna. E Artini: «Le dichiarazioni sulla mia rendicontazione sono false e del tutto tendenziose». Dure critiche per il
comportamento di Grillo sono
arrivate anche dal sindaco di
Parma Pizzarotti: «Spero che
qualcuno riprenda lucidità e si
fermi in tempo. Pretendiamo il
rispetto delle regole». In serata
proprio Artini si è recato sotto
casa di Grillo a Marina di Bibbona in cerca di chiarimenti.
Con lui un centinaio di attivisti
delusi. Segno che, così come
emerge chiaramente anche dai
commenti della tanto potente
Rete, il Movimento è sempre
meno compatto.
GIÙ LO SPREAD ITALIANO
GUERRA PER L’INTERNET SUPERVELOCE
Draghi avverte:
«La Bce da sola
non può bastare»
Vodafone lancia la rete mobile 4G+
Telecom replica: «L’abbiamo già»
● La Banca centrale europea è
pronta a nuove misure «visti i
rischi sugli scenari di crescita
nell’Eurozona», mentre il calo
dell’inflazione in Spagna e
Germania avvicina sempre più il
«quantitative easing», ovvero
l’acquisto massiccio di titoli con
denaro di nuova emissione. Ma
il presidente Mario Draghi ieri ha
anche chiamato governi e Ue a
«fare la loro parte» perché la Bce
«da sola non basta» e ha lanciato
l’«Unione di bilancio» e la condivisione di sovranità che anche Berlino invoca da tempo. A stretto
giro il nostro sottosegretario,
Graziano Delrio, ha replicato che
«il governo italiano è pronto a
fare la sua parte se ci si convincerà che l’austerità deve cambiare
e trasformarsi in politiche di
crescita». Intanto, i mercati
azionari sono rimasti positivi, ma
incerti in attesa di interventi Bce.
E i titoli di Stato europei hanno
respirato, soprattutto quelli dei
Paesi «periferici», con lo spread
italiano, dopo l’asta dei Btp a
minimi record (2,05%), a 135.
Patrizia D’Addario ieri in aula ANSA
PROCESSO ESCORT A BARI
La D’Addario svela
«Evitai un’orgia
con Berlusconi»
● Patrizia D’Addario trema mentre racconta per la prima volta ai
giudici del Tribunale di Bari particolari inediti e piccanti sulle due
serate a Palazzo Grazioli nell’autunno 2008. La escort dice di essere fuggita dal letto di Berlusconi per «evitare un’orgia» con 3 ragazze, racconta di donne arrivate
a una cena «senza slip» o di una
sala «allestita con farfalle, simbolo
della parte intima delle donne». In
aula Giampaolo Tarantini, imputato per associazione a delinquere
finalizzata al favoreggiamento e
all’induzione della prostituzione:
«Tutto falso, la querelo», ha detto.
● È guerra di annunci sul 4G+, la
rete mobile di nuova
generazione. Vodafone ieri ha
annunciato il lancio della rete
superveloce basata su tecnologia
LTE Advanced e con prestazioni
raddoppiate rispetto alle attuali.
Il servizio è disponibile in 80 città
italiane che diventeranno più
di 100 entro marzo. Subito ha
replicato il concorrente Telecom
Italia, rivendicando la primogeni-
tura del servizio Internet superveloce, chiamato 4G Plus, che
sarà esteso a 120 città, dalle 60
attuali. Entrambi i servizi toccano
i 225 megabit al secondo.
Tornando a Vodafone, il lancio si
accompagna al debutto di un
cellulare, lo Smart 4G Turbo e di
un tablet, lo Smart Tab 4G, ideati
per il nuovo servizio e a prezzi
contenuti: il primo costa solo 99
euro con 6 mesi gratuiti di 4G+.
IL PROGETTO DELL’OSSERVATORIO GIOVANI EDITORI
Firenze dà il via a «Young Factor»:
la finanza spiegata ai giovani
● Inaugurata ieri a Firenze la
prima edizione di Young Factor, il
progetto promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani Editori
con il sostegno di Intesa
Sanpaolo, Monte dei Paschi di
Siena e Unicredit e che ha
l’obiettivo di diffondere una
maggior cultura economicofinanziaria tra i giovani. «L’ignoranza economico finanziaria sta
costando un prezzo altissimo al
nostro Paese», ha sottolineato il
Presidente dell’Osservatorio
Andrea Ceccherini. L’incontro,
condotto dal direttore del
Corriere della Sera Ferruccio de
Bortoli, ha visto come protagonista Jean-Claude Trichet, ex
governatore della Bce: «È importante che i giovani abbiano una
percezione chiara di una finanza
solida, progetti come quelli di
Young Factor sono un bene».
40
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VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
RITIRATI DUE LOTTI
Tre morti sospette
Bloccati i vaccini
dell’anti-influenzale
I due autocarri e l’auto, bruciati e messi di traverso, sulla A1 all’altezza di Pieve Fissiraga (Lodi). A desta, il camion dato alle fiamme all’altezza di Livraga ANSA
Fuoco, spari, chiodi a terra
Fallita a Lodi rapina da film
1Un commando di 15 uomini blocca le due carreggiate sulla A1
Ma il portavalori assaltato riesce a fuggire: trasportava 5 milioni
L’AGGUATO
Lodi
Milano
A1
LOMBARDIA
Il luogo
dell’assalto
Casalpusterlengo
GDS
Filippo Conticello
@filippocont
A
utostrada del Sole, mattina fredda d’autunno,
mezzi pesanti, tutto come ogni
giorno. Poi alle 6.40 è iniziato il
kolossal: i banditi hanno indossato i passamontagna e sono
entrati in azione al chilometro
34, direzione sud. Hanno dato
fuoco a due autocarri e a un’auto, messi di traverso. Un altro
camion è andato in fiamme sulla carreggiata opposta, circa 7
chilometri più in basso, altezza
Livraga. Una trappola infernale: per qualche minuto quel
pezzo di A1 è diventato il set di
un western, mentre andava in
scena una rapina hollywoodiana, per fortuna mancata e senza
feriti. Il commando, quindici
uomini presumibilmente italiani con compiti diversi, ha provato ad assaltare un furgone portavalori per poi garantirsi la fuga col malloppo nella strade del
Lodigiano: sul furgone del
Gruppo Battistolli oltre 5 milioni in contanti, rimasti intatti.
SI INDAGA La prima barriera di
Livraga per assaltare il portavalori, la seconda in zona Pieve
Fissiraga per garantirsi la fuga:
la banda era organizzata a puntino, tanto che, per la Mobile di
Lodi, alcuni si occupavano di
bloccare il traffico, altri di assaltare senza farsi scrupoli con i
proiettili. I banditi hanno spara-
to con armi pesanti, ma solo i
mezzi della scorta sono rimasti
bloccati dalla barriera di fuoco
e dai chiodi lasciati sull’asfalto.
La security, ben addestrata, non
ha risposto agli spari, ma rimanendo ferma ha permesso al
blindato coi valori di sgusciare
e arrivare in una delle basi del
gruppo Battistolli intorno alle
9. Fallito il colpo, i banditi hanno scavalcato la barriera autostradale e sono fuggiti sulla carreggiata opposta: via su cinque
auto (testimoni parlano di tre
uomini su una macchina nera),
sfruttando un varco nella recinzione per arrivare a una strada
provinciale e seminare i caselli.
Tappa successiva a Borghetto
Lodigiano: hanno fermato e ra-
RI banditi hanno
usato armi
da guerra prima
di scappare. Caso
simile nel 2013
pinato dell’auto una donna, abbandonando poi le vetture usate per il colpo nella zona di
Graffignana. Alla fine dei conti,
nessuno si è fatto male, un mezzo miracolo vista la sparatoria.
A soffrire parecchio è stato solo
il traffico, impazzito sulla A1
per tutta la mattina: tra Lodi e
Casalpusterlengo è stata chiusa
in entrambi i sensi già alle 7 e
solo a metà mattinata è stato
riaperto anche il tratto tra Fiorenzuola e l’Allacciamento A1/
A21, in direzione Milano, dopo
il completamento dei rilievi della Polizia. Intanto, gli agenti
provano a braccare il commando al Nord. Indagano e fanno
collegamenti: per modalità e
tecnica di assalto, subito è venuto in mente agli investigatori
quell’altro blindato della Battistolli attaccato nel 2013 lungo
l’A9. Per il colpo dell’anno scorso due sono finiti in manette,
ma allora il kolossal andò a
buon fine: 10 milioni di bottino
in banconote e lingotti più una
cinquantina di proiettili a terra.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
FEMMINICIDIO
L’
a notizia ha comprensibilmente creato subito forte preoccupazione. L’Agenzia del Farmaco, infatti, ieri ha deciso di
vietare la vendita di due lotti
del vaccino antinfluenzale
Fluad dopo la morte di tre
persone a cui era appena
stato somministrato il farmaco. Un altro paziente si è
sentito male ed è in gravi
condizioni. I due lotti sottoposti a divieto sono il
«142701» e il «143301» del
vaccino antinfluenzale prodotto dalla Novartis Vaccines and Diagnostics. L’Aifa
invita quindi i pazienti che
abbiano in casa confezioni
del vaccino Fluad a verificare sulla confezione il numero di lotto e, se corrispondente a uno di quelli per i
quali è stato disposto il divieto di utilizzo, a contattare
il proprio medico per la va-
lutazione di un’alternativa vaccinale. In ogni caso, il rapporto
causa-effetto è ancora tutto da
dimostrare: «Prima di allarmarsi e di puntare il dito sul
vaccino antinfluenzale, bisogna capire bene quali sono le
cause dei quattro eventi avversi
segnalati dall’Aifa», ha detto
Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive
dell’Istituto superiore della sanità. In serata è arrivata anche
una nota di Novartis, produttrice del vaccino: l’azienda farmaceutica «ha piena fiducia nella
sicurezza ed efficacia dei propri vaccini anti-influenzali e si
è immediatamente adoperata
in una revisione preliminare
dei lotti di vaccino interessati.
L’esito di tale revisione ha già
riconfermato la qualità e la
conformità del vaccino Fluad».
IN SICILIA E MOLISE Due dei
decessi sospetti sono avvenuti
in Sicilia, il terzo in Molise: erano tutti anziani, tra i 70 e gli 80
anni. Sono ancora in corso le
analisi per accertare la correlazione con l’uso del vaccino ritirato. Nei tre casi si sarebbero
verificati sintomi diversi. I pazienti avrebbero avuto, poche
ore dopo essersi sottoposti al
vaccino, febbre alta e dolori
muscolari. Le morti sarebbero
avvenute in un caso per problemi cardiaci e in un altro per
problemi encefalici.
Cura anti-Ebola: ok i primi test
● Mentre in Liberia e Sierra
Leone si continua a morire,
la caccia ad un vaccino contro
l’ebola inizia a dare i primi
risultati positivi. Si tratta di un
vaccino sviluppato alle porte
di Roma negli stabilimenti
di Okairos, azienda biotech
acquistata da GlaxoSmithKline lo scorso anno. Testato
su 20 soggetti sani, non ha
dato effetti collaterali gravi
e ha suscitato una buona
risposta immunitaria. Ma
per gli esperti servono mesi
prima che sia disponibile. Per
il medico italiano di Emergency
contagiato dall’ebola e ricoverato
allo Spallanzani di Roma sta
utilizzando «un farmaco antivirale e plasma di convalescente,
ovvero di persone che hanno
avuto l’ebola e l’hanno superata».
Intanto per paura del contagio
il sindaco di Telgate (Bergamo)
Fabrizio Sala ha emesso
un’ordinanza con cui vieta
la dimora in qualsiasi struttura
di accoglienza a chi non ha
documento e certificato medico.
SCANDALO IN SPAGNA
Roma, il compagno
le spara in faccia
A 22 anni in fin di vita
Una vittima di abusi
chiede aiuto al Papa
Incriminati tre preti
1La giovane donna
1Francesco ha spinto
è in condizioni
disperate: l’uomo
l’avrebbe colpita
durante un litigio
A
desso è in condizioni
disperate e i medici del
Policlinico Sant’Andrea di Roma temono di non
riuscire a salvarla. Il colpo di
fucile da caccia esploso dal
suo compagno è entrato nella
nuca di Gloria Boemia, una
ragazza di 22 anni mercoledì
sera, al termine di una lite tra
i due. L’uomo, Ignazio Serata,
42 anni e la giovane donna si
trovavano in una villetta di
Sacrofano, un comune a nord
est della Capitale. Gloria ha
ferite devastanti al volto e alla
testa e nella notte tra mercoledì e giovedì è stata sottoposta
a un delicato intervento chirurgico. Il compagno della
donna è stato arrestato dai carabinieri che lui stesso aveva
chiamato con l’accusa di tentato omicidio, ma le ragioni
del suo gesto sono ancora tutta da chiarire e anche quella
della lite terminata in maniera così violenta è soltanto
un’ipotesi investigativa, anche se la più probabile. Nella
casa di Sacrofano è stato trovato il fucile con matricola
abrasa da cui sarebbe partito
il colpo. Ignazio Serata sarebbe sprovvisto di un regolare
porto d’armi.
L’ERRORE Inizialmente l’ospedale romano aveva annunciato il decesso di Gloria, ma era
stato un errore di cui la direzione sanitaria si è scusata
con i parenti: «La giovane «è
in gravissime condizioni ma il
suo cuore batte ancora».
il ragazzo a denunciare
la violenza durata anni.
Tra i fermati anche
un “prof” di religione
A
TORNA IL MALTEMPO AL CENTRO
● Di nuovo maltempo in Centro Italia con bombe d’acqua e
allagamenti in Toscana e nel Lazio. Lungo l’elenco dei disagi:
a Castiglione della Pescaia sono state evacuate le scuole, a
Santa Marinella, vicino Roma, la gente si è rifugiata sui tetti
(oltre 200 gli interventi dei vigili del fuoco: uno di questi nella
foto Ansa), mentre a Punta Ala due persone sono rimaste
bloccate in un campeggio. In particolar modo, proprio a Santa
Marinella è esondato un canale e l’Aurelia è stata chiusa, in due
ore sulla zona sono caduti 100 millimetri di pioggia.
veva scritto al Papa per
trovare il coraggio di dire la verità. Un giovane
spagnolo aveva chiesto a Francesco come fare perché gli abusi subiti dai 7 ai 18 anni, quando era chierichetto, non fossero dimenticati. «Ho ricevuto dir et t a m e n t e l a n ot i z i a
indirizzata a me — ha raccontato il Pontefice —. Così ho
chiamato il ragazzo e gli ho detto: “Domani vai dal vescovo”. E
ho scritto al vescovo di raccogliere la denuncia e cominciare
l’indagine». Un’indagine che ieri a Granada, in Spagna, ha
portato all’incriminazione di
tre preti e un insegnante di religione per abusi sessuali su minori. La magistratura è giunta a
formalizzare l’accusa di pedofilia grazie alla denuncia del
chierichetto, oggi 24enne. E
come purtroppo spesso accade
in questi casi, dopo le sue stanno arrivando altre accuse. Due
giorni fa un altro chierichetto,
amico del primo, ha dichiarato
di essere stato vittima dello
stesso incubo, con abusi che
andavano dai massaggi alla
masturbazione ai baci sulla
bocca. La Chiesa spagnola nei
giorni scorsi ha espresso la propria indignazione sul caso,
confermando che è stato «proprio il Papa la persona più agguerrita nel portare alla luce la
vicenda». E un altro scandalo
sta scoppiando a Saragozza,
dove l’arcidiocesi ha aperto
un’indagine sulle accuse rivolte
da un ex diacono a un sacerdote che avrebbe abusato di lui.
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VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
La rabbia di Fo
«La Callas era
un esempio,
non le ladylike»
IL NUOVO CANALE
Dalle moto ai funerali
È nata «Explora»,
la tv tutta al maschile
È
1Il Nobel torna a teatro stasera a Milano
con uno spettacolo sulla mitica soprano
lui magnificamente illustrato.
Ma la scomparsa di lei aveva
fermato tutto. Fino a oggi.
Elisabetta Esposito
I
nterrompiamo Dario Fo
durante le prove dello spettacolo. «Una cortesia, mancano dieci pagine, potremmo
risentirci tra un quarto d’ora?».
È rispettoso e gentile. Come se
un premio Nobel, in fondo, non
è che cambi granché. Come se
alla fine a contare davvero non
è quello che si fa, ma quello che
si è. Lui, 89 anni da compiere a
marzo, di cose ne ha fatte tante
davvero: attore, regista, scrittore, illustratore, pittore. Ma se
oggi è uno degli italiani più
amati è per il suo impegno sociale, la voglia di verità. Dario
Fo è amato perché è rispettoso
e gentile. Verso tutti. Lo è stato
sempre anche verso la moglie,
la sua Franca Rame. Ed è a lei
che penserà questa sera quando al teatro Arcimboldi di Milano debutterà con lo spettacolo
Una Callas dimenticata. Avrebbe dovuto recitarlo con Franca.
Insieme avevano scritto la sceneggiatura, diventata poi un libro toccante e divertente e da
L’HO SCRITTO
CON FRANCA,
È DURA FARLO
SENZA DI LEI
DAI FEMMINICIDI
AI PESTAGGI,
È LA CADUTA DEL
RAPPORTO CIVILE
Che effetto le fa portarlo in scena adesso?
«È un po’ dura. Ma sono contento del risultato. Ci sarà una
sequenza di quadri nella scenografia sui passaggi più importanti della vita di Maria, ci sarà
un proiettore con immagini gigantesche e ci saranno le canzoni, le nostre e quelle della
Callas. La Warner ha messo a
punto un sistema di enorme
precisione: sarà come se Maria
fosse qui con noi. Spero davvero che venga fuori uno spettacolo originale, qualcosa che
non abbia la solita forma melodrammatica».
Perché avete voluto raccontare
la Callas?
«Avevamo ricevuto un invito a
fare uno spettacolo su di lei da
Verona, dove aveva iniziato. La
conoscevamo, ma abbiamo voluto andare a vedere che cosa ci
fosse dietro i racconti dei giornali dell’epoca. E abbiamo scoperto che c’era stata una vera
censura: a quei tempi si voleva
nascondere l’umanità dei divi
per farli diventare dei miti nell’immaginario della gente. Maria era una donna davvero fuori
dal comune, ma nessuno prima
d’ora aveva messo in luce il suo
lato più folle e quello più ironico. Pensate alla storia del dimagrimento: 50 chili in pochi mesi
e tutti che dicevano che avesse
volontariamente preso il verme
solitario. Lei non ha mai smentito, magari era pure vero!».
A proposito di donne, sua moglie ha sempre lottato in loro difesa. I numeri sui femminicidi
sono spaventosi. Stiamo davve-
DARIO FO
SCRITTORE, ATTORE
Dario Fo, 88 anni, premio Nobel per la letteratura nel 1997 ANSA
Il libro scritto
con Franca Rame
ora va in scena
● «Una Callas dimenticata», il
libro scritto da Dario Fo e
Franca Rame, è uscito il 15
ottobre (Franco Cosimo
Panini, 22 euro). La Rame
avrebbe dovuto interpretare
la Callas all’Arena di Verona,
spettacolo annullato poi per la
sua scomparsa, il 29 maggio
del 2013. Fo lo porta in scena
questa sera agli Arcimboldi di
Milano e il 6 dicembre al
Forum Monzani di Modena.
OROSCOPO LE PAGELLE di ANTONIO CAPITANI
21/4 - 20/5
TORO
21/5 - 21/6
GEMELLI
22/6 - 22/7
CANCRO
23/7 - 23/8
LEONE
24/8 - 22/9
VERGINE
7
6+
8
7+
6-
6-
La Luna storta
non vi fa produrre
quanto e come
vorreste.
Switchate la mente
sull’ottimismo,
evitate i fallocefali:
vincerete voi.
Fornicazionona!
IL MIGLIORE. La
Luna è in modalità
sollevamento
zebedei. E porta
consensi super al
vostro lavoro. Il
fiuto, poi, fa
miracoli, anche sul
piano suino.
La giornata appare
densa di impegni e
di compiacimenti
lavorativi, economici, amorosi. E
siete così fighi che
davanti al
sudombelico avete
la fila. Uau.
La gente intorno
vi trasforma gli
zebedei in un pesto
di noci. E voi
quagliate poco.
È solo una giornata
un po’ no. Pure
suinamente. Ma
poi passa.
Il vostro ph
caratteriale si
acidifica, la voglia
di impanare e
friggere certi
colleghi e familiari
cresce: rabbonitevi.
Vigore (pure suino)
in recupero.
23/9 - 22/10
BILANCIA
23/10 - 22/11
SCORPIONE
23/11 - 21/12
SAGITTARIO
22/12 - 20/1
CAPRICORNO
21/1 - 19/2
ACQUARIO
20/2 - 20/3
PESCI
7,5
5,5
7+
7-
7,5
7
L’esplosione di
vitalità made in
Luna vi fa sbrigare
alla grande ogni
impegno. Anche
peccaminos(u)ino.
Il lavoro premia
i meriti,
economically too.
Luna sortarella: il
lavoro rompe un
cicinìn, la serenità
scarseggia. Non
decidete d’impulso.
L’amor e la
fornicazione
paiono un’orticaria
zebedeica.
Venerdì sotto il
segno della Luna,
portatrice di
conferme al vostro
valore. Pure a
quello suino. Uau.
Viaggi, trasferte e
pr procurano
vantaggi super.
I successi nel
lavoro confortano
tanto. E gli svaghi
del venerdì sera
riescono, in un
mood amoroso
giubilante. Ma il
sudombelico giubila
più di tutti.
ro peggiorando?
«È aumentata la violenza verso
i diversi. Per alcuni uomini le
donne sono solo un’aggiunta a
loro stessi, da poter amare o disprezzare. Ma fanno paura anche i pestaggi in ospedale, con i
medici che coprono reati tanto
gravi. Sono tempi duri, stiamo
assistendo alla caduta del rapporto civile».
Come ci si salva?
«Con la rivoluzione. Non quella
armata, sia chiaro, ma una rivoluzione culturale, una rivoluzione della mente, che parta
dalla politica. Quella che c’è
proprio non si può accettare».
Ha sentito le parole della Moretti e lo stile “ladylike” delle donne
del Pd?
«Un melodramma triviale. Preferisco pensare al successo di libri come La figlia del Papa e
questo sulla Callas, spero si
prenda esempio da personaggi
positivi come questi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
CONSIGLI
21/3 - 20/4
ARIETE
Il lavoro «rende»
in soldi e in
prestigio. Ergo:
l’espressione sul
genere lapide, che
molti di voi hanno,
è ingiustificata.
Lo slancio suino
cresce.
41
Bella Luna,
che vi dà lustro.
Serenità e buone
idee vi fanno
crear capolavori,
voi siete blanditi e
fornicati. Mucho.
È il vostro
tanksuiningday…
Da soli andrete alla
grande, nel lavoro
e in altri ambiti.
Certo, Mercurio
storto chiede più
vivacità dei
neuroni, ma
vincerete. Slanci
suini multipli.
vero che oramai c’è un
reality per tutto, ma il
mondo delle pompe funebri in Italia non era mai
stato messo sotto i riflettori.
Il genere “funeral”, che ha
un suo seguito in Inghilterra,
sbarca anche da noi: a sfatare il tabù dell’aldilà ci ha
pensato DeASapere HD di
De Agostini che da lunedì diventa Explora HD (sempre al
415 di Sky). Il nuovo canale
— rivolto al pubblico maschile — lancia infatti Morti
e stramuorti, il primo docureality italiano che segue
un’agenzia napoletana di
pompe funebri. «Abbiamo
fatto casting in tutta Italia,
ma al Sud c’è un approccio
diverso alla morte — racconta Massimo Bruno, direttore
dei canali tv di De Agostini
Editore —. Quando abbiamo
visto un bambino che giocava con un carro funebre anziché con delle macchinine,
abbiamo capito che eravamo
nel posto giusto». E non è finita qui: dalla Bbc arriva La
morte ti fa boss, altra serie
“macabra” dedicata al lavoro
di impresario di pompe funebri. Ma nel nuovo canale al
maschile non potevano mancare i motori: ecco allora al-
FINALISSIMA:
SI SFIDANO
I CAMPIONI
Si conclude stasera con la
finalissima «Tale e Quale
Show», il programma di
Carlo Conti che per tutta la
stagione ha fatto ascolti
record. A sfidarsi i primi sei
classificati dell’edizione 2014
(vinta da Serena Rossi,
seguita da Valerio Scanu,
Matteo Becucci, Roberta
Giarrusso, Alessandro Greco
e Rita Forte) e i sei
migliori del 2013 (Amadeus,
Fiordaliso, Attilio Fontana,
Clizia Fornasier, Fabrizio
Frizzi e Silvia Salemi).
STASERA SU RAI 1 ORE 21,15
cuni titoli come A Tutto Gas, con
protagonista Michael Ballard,
proprietario del più grande locale per motociclisti d’America,
oppure Repo Game - Giù le mani
dalla mia macchina, reality game dove i due conduttori offrono agli automobilisti che non
sono in regola con i pagamenti
di bollo, assicurazione e multe,
la possibilità di riscattare la propria auto accettando di partecipare a un quiz di cultura generale. Infine, tra le produzioni
originali, martedì parte Cafe’
Racer”, il programma che fa della moto una filosofia di vita e
che farà entrare il pubblico in
un’officina molto particolare.
Addio alla giallista P.D. James
● Per gli inglesi era l’erede di
Agatha Christie e Arthur
Conan Doyle. Per il resto del
mondo una delle più grandi
gialliste dell’era moderna. Si
è spenta ieri nella sua casa di
Oxford, P.D. James, nota
anche come «lady thriller».
Aveva 94 anni. Autrice di una
trentina di libri di successo,
deve la sua fortuna
soprattutto al personaggio di
Adam Dalgliesh, un
poliziotto-poeta di Scotland
Yard che fece la sua
comparsa nel primo
romanzo della James,
«Copritele il volto» del 1962.
I suoi romanzi sono sempre
stati caratterizzati da
protagonisti forti: ha parlato
prima degli altri di droga,
abusi sui minori e contaminazione nucleare. Figlia di un
esattore fiscale e di una
maestra, lascia gli studi a 16
anni per indigenza familiare.
Ma è riuscita comunque a
far emergere il suo talento.
Eletta alla Camera dei Lord,
nel 1991 la regina Elisabetta
l‘ha insignita del titolo di
baronessa di Holland Park,
per trent’anni ha lavorato in
vari settori del British Civil
Service, tra cui il dipartimento di polizia e diritto penale
del ministero dell’Interno.
LO SPORT IN TV
TALE E QUALE
SHOW
I protagonisti di «Café Racer»
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42
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT
GAZZA GOLOSA
1«L’uomo è ciò che mangia»
Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco (1804-1872)
Pagina a cura di Pier Bergonzi e Daniele Miccione
IL RE DEI PANETTONI
VIENE DA POTENZA
Pier Bergonzi
I
l mondo incantato del Panettone non finisce di stupirci. Per il secondo anno
Gazza Golosa, in collaborazione con la manifestazione «Re
Panettone», ha organizzato un
concorso per scegliere il miglior panettone artigianale
d’Italia e dopo una mattina di
assaggi, la nostra «giuria di
qualità» ha scelto quello di Vincenzo Tiri, 33 anni, pasticcere
di Acerenza, un piccolo centro
in provincia di Potenza. Lo
scorso anno ha vinto Pepe (di
Salerno) davanti al bravissimo
Maurizio Bonamomi (della pasticeria Merlo di Pioltello) che
questa volta sono comunque
saliti sul podio al 2° e 3° posto.
Vincenzo Tiri lavora nel panificio-biscottificio di
famiglia fondato nel 1957 ad Acerenza. Ha
studiato alla scuola Cast di Achille Zoia a Brescia
LA RASSEGNA Ci siamo affidati
alla regia di Stanislalo Porzio,
1Vincenzo Tiri ha studiato con Zoia e
Massari per realizzare un sogno da bambino:
«Riconoscimento che non mi fa dormire»
ideatore della rassegna «Re Panettone», e abbiamo assaggiato
alcuni dei dolci natalizi (in realtà si mangia tutto l’anno...) che
potrete degustare direttamente
domani e domenica, dalle 11
alle 19, nell’area dell’ex Ansaldo di via Bergognone a Milano.
L’ingresso è gratuito e sarà possibile acquistare i panettoni artigianali al prezzo «politico» di
20 euro al chilo (costerebbero
dai 30 euro in su).
LA GIURIA Nella nostra giuria,
oltre al gruppo storico di collaboratori di Gazza Golosa, figurano anche Paolo Marchi (anima di Identità Golose) e tre super chef come Giancarlo Morelli (del Pomiroeu), Alessandro
Negrini (il Luogo di Aimo e Nadia dove cucina con Fabio Pisani) e Cesare Battisti (del Ratanà). Considerando l’aspetto
esterno e interno, il profumo e
il gusto, il giudizio ampiamente
condiviso è che il numero uno
dei panettoni 2104 (abbiamo
considerato soltanto artigianali
e tradizionali) è quello di Vincenzo Tiri. Una sorpresona! Ma
relativa una volta che si conosce il volto e la storia di chi sta
dietro quel dolce spettacolare.
IL VINCITORE «Dopo averlo saputo non ho dormito per tutta
la notte, ci tenevo moltissimo dice Vincenzo -. Per essere sicuro che il panettone arrivasse in
Gazzetta l’ho mandato a Milano su un autobus. Un amico è
andato a ritirarlo alle 6 del mattino ma i vostri uffici erano ancora chiusi. Ha perso un’ora di
lavoro però quando mi ha assicurato che era stato consegnato
mi sono sentito felice». Vincenzo lavora nella panetteria-pasticceria di famiglia, ma ha
sempre avuto il pallino del panettone ed ha studiato alla
scuola dei grandi maestri. «Ero
piccolissimo, quando la zia Caterina si presentò per le feste
natalizie con un Galup. Rimasi
incantato e giurai a me stesso
che da grande il panettone sarebbe stato la mia specialità.
Ho fatto poi un corso al Cast di
Brescia con Achille Zoia e Iginio
Massari e ho lavorato per 5 mesi come aiutante da Rolando
Morandin che mi ha insegnato
la tecnica di mantenimento del
lievito madre. Per i miei panettoni uso solo ingredienti d’eccellenza, faccio la tripla lievitazione per oltre 40 ore e la particolarità che caratterizza il gusto sta nelle scorze di arance di
Tursi che candisco personalmente. Il fatto che il mio Panettone sia piaciuto così tanto mi
riempie d’orgoglio e mi fa pensare che a volte credere nei sogni ha davvero un senso».
1
TIRI
1120 punti
Acerenza (PZ)
2
PEPE
1105 punti
Sant’Egidio (SA)
3
MERLO
1085 punti
Pioltello (MI)
IL VINO
di
LUCA GARDINI
IL PASSITO BEN RYÈ
ORO DI PANTELLERIA
L
i chiamano, anche, vini da
meditazione. Sono i passiti che ti
conquistano per profumi, sapori e
intensità. Tra questi un posto in prima
fila lo merita il Ben Ryè di Donnafugata,
tra i migliori vini dolci del mondo. In
assoluto. E’ il frutto di uve Moscato di
Alessandria baciate dal sole di
Pantelleria. Si abbina in modo
straordinario ad alcuni formaggi
erborinati e in genere ai dolci delle feste
Di colore ambrato brillante ha profumi
spettacolari di albicocca secca,scorze di
arancia candita con tocchi balsamici ad
esaltare il finale. Al palato è ricco e
morbido con una dolcezza ben
bilanciata e una bella nota che esalta
una fantastica nota fresca e fruttata. La
persistenza è infinita...
BEN RYE, società agricola
DONNAFUGATA. UVE: Zibibbo
(Moscato d’Alessandria).
PREZZO: circa 35 euro.
h
***** K
3
$
IL VOTO
94/100
RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La giuria di
GazzaGolosa: da
sinistra Cesare
Battisti (Ratanà),
Lorenzo Astori,
Paolo Marchi,
Giancarlo Morelli
(Pomiroeu), Bibi
Velluzzi,
Umberto
Zapelloni, Daniele
Miccione, Giorgia
Cannarella,
Alessandro
Negrini (Il Luogo
di Aimo e Nadia),
Lydia Capasso,
Jean Marc
Vezzoli, Alessia
Cruciani, Pier
Bergonzi e
Matteo Dore
LA CLASSIFICA
TRIONFA IL SUD
NEL NOSTRO CONCORSO
43
4. De Riso (Tramonti, SA) punti 1073; 5. Martesana (Milano) 1033;
6. Comi (Missaglia, LC) 1032; 7. Dolciarte (Avellino) 1010; 8. Natale
(San Cesareo, LE) 1006; 9. Posillipo (Gabicce Monte PU) 982; 10.
Servi (Roma) 968.
Hanno partecipato anche: Di Biase (Eboli, SA), Ernesto (Pieve E.,
MI), Lorenzetti (San Giovanni L., VR), Macellaro (Piaggine, SA),
Mamma Grazia (Nocera S., SA), Mazzali (Governolo, MN),
Quagliotti (Fornovo, PR), Viganò (Desio, MB), Vignola (Solofra, AV).
Albo d’oro 2013: 1. Pepe 1104; 2. Merlo 1073; 3. Martesana 1072.
SI ABBINA ALLA GRANDE CON
TORTA SBRISOLONA
DEGUSTARE ASCOLTANDO
LOUIS ARMSTRONG
«WHAT A WONDERFUL WORLD»
LA GAZZETTA COME PREMIO
La storia «disegnata»
di una pubblicità
Emanuele
Rabotti
● Nella pagina accanto c’è
una pubblicità particolare... E’
il premio lanciato da Monte
Rossa, l’azienda di Emanuele
Rabotti, che in Franciacorta
produce uno dei più
prestigiosi spumanti italiani.
L’idea è quella di un concorso
tra giovani disegnatori per un
fumetto dedicato al tema:
«Non dosare il talento, non
dosare le emozioni». Il
vincitore Stefano Grassi, 23
anni, bergamasco, studente di
Belle Arti a Bologna, ha avuto
in premio una pagina del
nostro giornale.
Ma com’è dura fare il panetun tutto lombardo!
1L’idea del pasticcere
Vezzoli: un anno di lavoro
per centrare l’obiettivo
Daniele Miccione
J
ean Marc Vezzoli è un pasticcere francobrianzolo con una passione inarrestabile per il panettone. Lo produce tutto
l’anno nel Panificio Longoni di Carate Brianza con una pasta madre di 70 anni. Un giorno
gli è venuta voglia di lanciare una sfida: un
panettone tutto lombardo. Un’avventura gastronomica, presentata in Gazzetta, durata
un anno. Un anno di viaggi, telefonate, segnalazioni, assaggi. Chilometri e parole. Per
fare alla fine 18 panettoni. Ma ne valeva la
pena? «Certo - racconta Vezzoli - perché nell’anno dell’Expo volevo lanciare un messaggio. Si può fare un panettone del territorio, ci
sono tanti produttori che hanno fantasia e
qualità ma vanno messi in rete, va creata una
filiera. Altrimenti il prodotto più italiano che c’è
alla fine si fa con l’uvetta australiana, la farina
canadese, il burro francese. Che senso ha?».
IL VIAGGIO Il panettone di Jean Marc ha coinvolto produttori di tutta la regione. I limoni per
i canditi sono arrivati dall’ultima limonaia del
Garda, «Pra della Fam» di Tignale, grazie a Paola
Cademartiri, la presidente della Pro Loco. A candirli ci hanno pensato Cristina Bovati e Massimiliano Belotti della Fredo, coppia di cantanti lirici
(si sono conosciuti all’Orchestra Verdi) che ha
appena lanciato una eccellente «mostarda da
panettone». La fantasiosa Cristina ha anche trovato la soluzione per sostituire lo zucchero: «In
Lombardia non se ne produce e allora ho pensato: perché non usare il miele di rododendro?».
Le uova arrivano da Morbegno dove Massimo
Rapella ha inventato le galline di selva, libere
nel bosco di castagni. La vera impresa è stata
l’uvetta. «L’avevo chiesta a Manuele Biava - racconta Jean Marc - che produce un gran passito a
Scanzo. Ma la pioggia ha fatto marcire tutto! Alla fine è stato Luca Padroggi, che produce vino
nel Pavese con l’etichetta La Piotta, a regalarmi
qualche cassetta di moscato che teneva ad asciugare per fare il passito». In Lombardia si producono 2,2 milioni di quintali di uva all’anno: eppure il progetto rischiava di saltare per 10 chili
di uvetta. Quando si dice una filiera che «funziona»...
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il «team» del panettone lombardo: da sinistra Luca
Padroggi (uvetta), Paola Cademartiri (limoni), Jean Marc
Vezzoli, Cristina Bovati e Massimiliano Belotti (canditi),
Massimo Rapella (uova). Il miele era dell’azienda
Dell’Orto (Besana Brianza), il burro di Baccanelli di
Berzo (BS), farina del Molino Braga di Ponterosso (BS).
44
VENERDÌ 28 NOVEMBRE 2014 LA GAZZETTA DELLO SPORT