Mercoledì 29 febbraio 2012

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Reggio Emilia, venerdì 30 gennaio 2015
Una palestra di vita, alla conquista dell’autonomia
Il progetto - nato dalla collaborazione fra Amministrazione, Fondazione 'Durante e
dopo di noi', AUSL di Reggio Emilia e Asp OSEA - intende avviare una sperimentazione
all'interno del quartiere Rosta Nuova per favorire l'autosufficienza di adulti
diversamente abili e la loro inclusione nella vita pubblica
E' stato presentato oggi in sala rossa 'Palestra di vita e di autonomia', il progetto
ideato da Comune di Reggio Emilia, Fondazione 'Durante e dopo di noi', Ausl e Asp Osea
che intende sperimentare all'interno del quartiere Rosta Nuova, percorsi per favorire
l'autosufficienza degli adulti diversamente abili e prepararli ad una vita che consenta la
massima autonomia possibile.
Alla presentazione, assieme al vice-sindaco Matteo Sassi e alla consigliera con delega al
progetto 'Reggio Città Senza Barriere' Annalisa Rabitti, sono intervenuti Massimo Giaroli
presidente della Fondazione 'Durante e dopo di noi', Laura Mauri responsabile del
servizio Disabili Adulti del distretto AUSL di Reggio Emilia e Carlo Menozzi direttore
dell'Asp Osea.
Hanno detto – “Si tratta di un progetto ambizioso e innovativo. Per la prima volta
infatti, oltre alle famiglie e agli operatori, l'intera comunità è chiamata a misurarsi con
il tema della disabilità” ha detto Massimo Giaroli.
“Questo progetto non è soltanto un sogno, è un'azione concreta e un'esperienza
importante non solo per i ragazzi che potranno sperimentare la loro autonomia, ma per
tutto il quartiere e il tessuto sociale in cui questa esperienza è inserita. Sarà un progetto
che si apre al quartiere e a tutta la città, creando un ponte con la differenza” ha
aggiunto Annalisa Rabitti.
“ E' un progetto importante, che ha intercettato le risorse massime disponibili messe a
disposizione dal bando del Ministero, proprio perché sono state riconosciute le
potenzialità e il valore di questa esperienza” ha concluso l'assessore Sassi.
Il progetto - Cosa succede quando un intero quartiere di una città si trasforma in un
luogo “ponte” dove le persone con disabilità possono sperimentare le regole del
vivere sociale? La risposta è: l’inclusione sociale, in tutte le sue sfumature, può
prendere forma e diventare realtà.
La città è Reggio Emilia, il quartiere è la Rosta Nuova. La sperimentazione, fortemente
voluta dalla Fondazione durante e dopo di noi, si chiama “Palestra di vita e di
autonomia”.
Perché è verso l’autonomia che la Fondazione, in collaborazione con il Comune, l’Asp
Osea e l’Azienda Usl di Reggio Emilia, vuole guidare le 20 persone con disabilità che
prenderanno parte al progetto.
Potenziare l’autonomia e le abilità relazionali, lavorative e domestiche sarà possibile
grazie al coinvolgimento diretto della famiglia, dei servizi del territorio e delle reti
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formali e informali con cui le persone con disabilità si relazionano quotidianamente nel
quartiere e non solo.
Ma in cosa consiste “Palestra di vita e di autonomia”?
Dopo una prima fase di conoscenza e progettazione individualizzata – condotta da
un’équipe multidisciplinare composta da personale sociosanitario, dai familiari e da
altre figure significative nel progetto di vita – finalizzata ad ascoltare esperienze,
impressioni, disponibilità e desideri di ciascun partecipante, viene formulato un piano di
interventi dove tutti gli attori saranno coinvolti in un cammino comune verso
l’autonomia.
Venti persone con disabilità, selezionate dall’Unità di Valutazione Handicap dell’Ausl,
saranno suddivise in piccoli gruppi omogenei per obiettivi e formati da massimo 4/5
componenti: ciascun gruppo, una volta a settimana, potrà sperimentare la
permanenza, anche notturna, di qualche giorno al di fuori dell’ambiente domestico
convivendo in un appartamento messo a disposizione da Asp Osea in via Martiri di
Belfiore, appositamente predisposto e allestito per le esigenze delle persone che lo
abiteranno.
Grazie a un team di animatori - che sarà presente durante tutto il processo formativo di
accompagnamento - e alla collaborazione del personale dei supermercati, dei negozi,
della biblioteca e di tutti i luoghi di aggregazione del quartiere che decideranno di
aderire al progetto, i componenti di ciascun gruppo potranno essere coinvolti appieno in
“prove generali di vita” e svolgere tutte quelle attività quotidiane utili a potenziare la
loro autonomia.
Il team degli operatori avrà anche il compito di monitorare la sperimentazione in ogni
fase e, nel caso in cui fosse necessario, rimettere a punto il progetto in base alle
esigenze che man mano potranno emergere.
Una sperimentazione ambiziosa che, oltre a permettere alle persone con disabilità di
costruire un proprio progetto di vita autonomo al di fuori del contesto familiare, vuole
misurare la capacità dell’intera comunità di prendersi in carico i soggetti più deboli.
Un progetto innovativo che vuole portare un importante cambio di paradigma: superare
il concetto di assistenza per arrivare ad un’educazione all’autonomia.
Una vera e propria palestra di vita che alleni i servizi, i familiari e tutti gli enti pubblici
e privati del territorio per raggiungere la piena inclusione mettendo a punto prassi e
metodologie di lavoro condivise.