della pietra - Lapidei Culturali

Prof. Geol. Massimo Coli
LEGGERE LE PIETRE
LA NOSTRA E’ UNA CIVILTA’ DELLA PIETRA
LA PIETRA QUALE RISORSA
PRIMARIA NEL NOSTRO MONDO
CIVILTA’ DELLA PIETRA
 LA NOSTRA E’ UNA CIVILTA’ DELLA PIETRA
 DIETRO AD OGNI LITOCOSTRUITO C’ E’ UNA CAVA
 LA CAVA E’ UN LUOGO CULTURALE
 CONOSCENZA DEL TERRITORIO
 CONOSCENZA DEI MATERIALI
 CONOSCENZA DELLE TECNICHE DI LAVORAZIONE
 CONOSCENZA DELLE TECNICHE DI TRASPORTO
 CONOSCENZA DELLE TECNICHE DI MESSA IN OPERA
CIVILTA’ DELLA PIETRA
 L’ATTIVITA’ ESTRATTIVA STORICA LOCALE E’ UN
CARATTERE DISTINTIVO E CARATTERIZZANTE DI
UN TERRITORIO, DI UNA CULTURA DI UNA CIVILTA’
 LA PRESENTE TENDENZA AD UNA GENERALE
GLOBALIZZAZIONE TENDE AD OBLIARE QUESTE
RADICI CULTURALI, STORICHE ED ECONOMICHE DI
UN TERRITORIO
 VALENZA DEL RECUPERO SCIENTIFICO E TECNICO
DELLA CONOSCENZA DELLE PROPRIE RADICI
CIVILTA’ DELLA PIETRA
 CONOSCENZA DEL TERRITORIO
 CARATTERIZZAZIONE DEI MATERIALI LAPIDEI
 RECUPERO DELLE MODALITA’ D’OPERA
 CONOSCENZA DEI MANUFATTI
 DIAGNOSTICA DEL LORO STATO D’ESSERE
 PROGETTAZIONE DEL RECUPERO/CONSERVAZIONE
 RIUSO/VALORIZZAZIONE CAVE STORICHE
ORIGINE DELL’ATTIVITÀ ESTRATTIVA
La materia prima litica entra nella storia
dell’Uomo sin dalle origini, nella fase di
passaggio dalla natura alla cultura
Le prime esperienze di astrazione e di
progettualità, tipiche del genere Homo e che lo
differenziano dal mondo animale, riguardano la
manipolazione della pietra, come materia da
elaborare per le strutture monumentali e per i
manufatti destinati alle attività quotidiane
attraverso tecnologie che vedono uno specifico
sviluppo e affinamento durante la preistoria (da
2 Ma sino all’età del Ferro) e nelle varie epoche
storiche
Il reperimento di risorse lapidee nel territorio,
con la sua valenza culturale, storica ed
ambientale, va intesa in un’ampia accezione
che include varie fonti di approvvigionamento
Durante la preistoria, infatti, l’Uomo ha
dapprima raccolto materiali in alveo e in
affioramento, come in una sorta di cava atipica,
per un loro uso diretto, e solo successivamente
ha aperto cave a cielo aperto e miniere
LA PIETRA QUALE MATERIALE
In epoca protostorica vi fu il passaggio
all’estrazione razionale della pietra, ora intesa
come materia prima da elaborare per un uso
successivo, e quindi alla sua coltivazione ed
all’apertura di cave
Questo processo comportò la creazione di un
ciclo lavorativo completo: scelta della pietra
giusta, sua coltivazione, estrazione, sbozzatura,
trasporto, messa in opera, rifinitura
Quindi tutta una serie di azioni coordinate,
finalizzate, operate con mezzi e tecniche adeguate
al raggiungimento del fine:
- I Menhir di Carnac in Bretagna, provenienti da
decine di chilometri di distanza
- Stonehenge (2.200-1.600 a.C.) con i suoi Triliti
costituiti da blocchi arenaria azzurra pesanti
circa 26t l’uno e cavati a 240km di distanza!
- l’Egitto (III Millennio a.C.) con le Grandi Piramidi
costruite con blocchi di granito di diverse
tonnellate cavati ad Assuan e trasportati prima
per nave e poi per terra per oltre 2.000km
- Le misteriose piramidi Azteche, Maya e Birmane
- Le perfette costruzioni in pietra degli Incas a
Machu Picchu ad oltre 2.400m di altitudine
LA PIETRA
QUALE
MATERIA
PRIMA
Fu con gli Egizi e con le civiltà
Cicladiche, Minoiche ed
Anatoliche e soprattutto Greca
e Romana che la pietra
cominciò ad essere usata
anche per il suo valore
estetico, divenendo la materia
prima per i monumenti
celebrativi e religiosi e nelle
costruzioni civili
L’uso della pietra come
materiale da costruzione, sia
povero per costruzioni misere
e di uso comune, sia pregiato
per templi, sepolcri ed edifici di
pregio è pertanto legato alla
storia stessa dell’uomo:
 Le cave come luogo di
estrazione della materia prima,
poi elevata alla dignità di
monumento, sono intimamente
legate alla storia dell’uomo ed
alla sua azione sulla natura
Le risorse lapidee rappresentano
anche un elemento culturale in
quanto impiegate come materia
prima per realizzare i capolavori della
scultura e dell’architettura che fanno
ormai parte del patrimonio culturale
dell’umanità, che costituisce uno
strumento formidabile di
trasmissione di testimonianze, e
quindi di collegamento culturale fra
le generazioni passate e quelle future
Pertanto, la conoscenza culturale
delle risorse lapide, del loro uso,
delle loro tecniche di coltivazione,
delle loro caratteristiche intrinseche,
dall’epoca romana ad oggi, può
fornire un ampio panorama del
significato storico e culturale di
questi materiali, sottolineando
l’importanza di un’attività economica
assai rilevante nella storia e nelle
tradizioni dei popoli
Vi sono pietre il cui pregio non dipende
dall’attuale domanda di mercato:
si tratta delle “pietre storiche”, e cioè
delle pietre, spesso non più in
coltivazione, che si trovano in opera nei
monumenti, nelle opere d’arte, nei siti
archeologici e come manufatti di uso
comune, e che fanno parte del patrimonio
culturale e in particolare di quello storicoartistico-architettonico-archeologico di
una società
In questi casi il pregio della risorsa
lapidea risiede non solo nel significato
che essa assume ai fini della
salvaguardia e della conservazione,
attraverso il restauro, di tale patrimonio,
ma, più in generale, nel fatto che le pietre
costituiscono un retaggio culturale di
un’attività talora assai rilevante nella
storia e nelle tradizioni locali e culturali di
una civiltà, ormai troppo spesso perso
MODI D’USO DEI MATERIALI LAPIDEI
 USO STRUTTURALE
Il materiale lapideo viene usato con funzione di
componente strutturale, quale colonne, trabeazioni,
muri a conci, anche non facciavista
 USO FUNZIONALE
Il materiale lapideo viene usato in maniera funzionale,
quale pietrame nei muri, soglie, cornici, lastrici, piani,
pavimentazioni, a volte anche con funzione “estetica”
 USO INDUSTRIALE
Il materiale lapideo viene usato per scopi industriali ed
entra a fare parte di un processo lavorativo finalizzato
a realizzare un prodotto di vario genere, quali mattoni,
CLS, cemento, vetro, filler, slurry, etc…
 USO ORNAMENTALE
Il materiale lapideo viene usato con funzione primaria
prettamente ornamentale, quale balaustre, facciavista,
pannellature, rivestimenti, tombe, lapidi, etc…
L’USO DEI MATERIALI LAPIDEI
I MATERIALI LAPIDEI IN BASE ALLE MODALITA’ D’USO HANNO
AVUTO NEL TEMPO TRATTAMENTI DIVERSIFICATI:
 USI FUNZIONALI: sfruttamento ed uso dai materiali locali più prossimi fino
all’attuale globalizzazione totale
 USI ORNAMENTALI: ricerca di materiali rari, preziosi, di remota provenienza
per esaltare la potenza mediatica e la funzione pubblica/religiosa dell’opera e/o
la grandezza del committente; uso in modo povero, copiativo ed “estetico” con
gli stessi obiettivi di esaltazione, fino alla “pietra dipinta”
 USI INDUSTRIALI: ricerca ed uso dei materiali locali, commercializzazione dei
prodotti “industriali” di resulta in un mercato segmentato e protetto;
commercializzazione del prodotto grezzo in un mercato unificato ed aperto
 USI STRUTTURALI: ricerca ed uso appropriato dei materiali migliori per gli usi
strutturali, a volte anche con valenza ornamentale e funzionale
LE EPOCHE D’USO
LA CONOSCENZA E LE CAPACITA’ D’USO DEI MATERIALI LAPIDEI
HANNO AVUTO VARI MOMENTI NEI SECOLI:
 EPOCA CLASSICA: ottima conoscenza dei materiali, uso e sfruttamento dai
materiali locali più prossimi fino a materiali remoti di forte impatto mediatico
 EPOCA BARBARICA: perdita di conoscenza, riuso di materiali da demolizioni
di edifici di epoca classica
 EPOCA MEDIOEVALE E GOTICA: recupero della conoscenza dei materiali e
del loro corretto uso e sfruttamento, dopo la peste nera del Boccaccio (1300)
perdita di gran parte delle conoscenze, specie a livello costruttivo
 EPOCA RINASCIMENTALE E BAROCCA: perdita di gran parte delle
conoscenze, uso di materiali alla rinfusa, privilegio della funzione estetica
globale di edifici intonacati o rivestiti
 EPOCA NEOCLASSICA: tendenza all’uso prevalente di murature piene di
sostegno e di imponenti apparati lapidei di rivestimento
 EPOCA ATTUALE: uniformazione globale all’insegna dell’uso del CLS e di
prodotti lapidei di larga disponibilità a facile commercializzazione
CAVA E UTENZA
IL RAPPORTO TRA LA RISORSA LAPIDEA, LA SUA ESTRAZIONE ED
IL SUO USO HANNO AVUTO VARI ASPETTI NEI TEMPI:
 RADUNA E USA: si radunava il materiale lapideo presente sul terreno
e con questo si erigevano ripari, costruzioni, fortezze, …  Nuraghi,
Giordania, …
 SCAVA E USA: si scavavano i materiali lapidei “morbidi” per ricavarne
ripari e rifugi, con un sottouso degli sfridi di scavo  abitazioni
trogloditiche, Petra, Sassi di Matera, …
 TAGLIA E USA: si usava il materiale disponibile in loco, anche con uso
diretto sul luogo del taglio  mura etrusche e teatro romano di Fiesole,
cave di Pietraforte a Boboli e Palazzo Pitti, …
 TAGLIA E TRASPORTA: il materiale lapideo del territorio contermine
veniva tagliato e trasportato “in comodo” per la sua messa in opera 
cave di Pietra Serena sui colli di Fiesole e suo uso in Firenze, cave di
Pietraforte sui colli a sud di Firenze e suo uso in Firenze, …
CAVA E UTENZA
 TAGLIA E SPEDISCI: il materiale lapideo di particolare pregio veniva tagliato,
trasportato/spedito a distanza dove acquisiva valenza estetica o mediatica o
funzionale  Arenarie di Stonehenge, Verde Prato, Marmo di Carrara, basolati
romani
 TAGLIA E COMMERCIA: il materiale lapideo viene cavato e commercializzato
al miglior offerente anche con lunghi trasporti  graniti africani come piani di
bar, …
… ma anche:
 SPOLIA E RIUSA: in mancanza di una organizzazione sociale, o in presenza di
situazioni di povertà e di degrado, e di abbondanza di ruderi/resti precedenti si
“cava” e si usa materiale lapideo già in opera in epoche precedenti per le nuove
costruzioni  Colosseo, Circo Massimo, Bosra, …
SVILUPPO STORICO
Nella preistoria prevaleva il concetto del raccatta ed usa, poi passato a
raccatta, sbozza ed usa
Quindi si passa al concetto dell’estrarre i blocchi già naturalmente separati in
loco per usarli direttamente o con poca sbozzatura
La coltivazione intesa come estrarre blocchi dal masso e poi dimensionarli,
trasportarli ed usarli appare per prima nell’antico Egitto e poi da lì si diffonde
nelle civiltà Cicladica, Minoica, Micenea, Ittita e Greca
Incrementi tecnici vengo apportati da Ittiti e Greci e poi si trasferiscono alle
altre civiltà, anche con migrazione/ingaggio di manodopera specializzata
Fino a Roma Imperiale (I secolo d.C.) i materiali venivano cavati a necessità
per specifici progetti, con Roma Imperiale si cavano a priori blocchi di misure
standard e si stoccano per una futura vendita sul mercato globale; per
monumenti specifici rimane la coltivazione a domanda
Indipendentemente dai materiali le tecniche “classiche” di taglio definite dal
mondo Egizio, Greco e Romano sono sempre state le stesse, salvo poche
variazioni, giù fino al Medioevo e ai tempi recenti
SVILUPPO STORICO
 Paleolitico inferiore
(1000÷100 ka a.C.):
Homo erectus, primi
strumenti di pietra
scheggiata raccolta dal
terreno
 Paleolitico medio
(100÷35 ka a.C.): Homo
sapiens di Neanderthal,
strumenti specializzati
in pietra scheggiata
 Sviluppo di cave
atipiche per la
raccolta/ricerca di selci
 Paleolitico superiore
(35÷10 ka a.C.): Homo
sapiens sapiens,
tecniche di
scheggiatura della
pietra, oggetti in pietra
incisi
SVILUPPO STORICO
 Mesolitico (9÷7 ka a.C.): Uso di
strumenti in pietra di piccole
dimensioni
 Neolitico inferiore (7÷5 ka a.C.):
Passaggio da economia nomade
di caccia ad economia stanziale
di allevamento ed agricoltura con
sviluppo di insediamenti stabili;
scheggiatura e levigatura della
pietra, ceramica
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ CICLADICA
 Neolitico medio e tardo
(5÷4,5 ka a.C.)
 Uso di blocchi già lavorati
dal mare, i manufatti sono di
piccole dimensioni
 Vengono usati utensili in
pietra Diaspro, Dolerite e
Ossidiana per incidere;
sabbia e pomice per lucidare
 Queste tecniche si ritrovano
anche in Egitto e
Mesopotamia
 3,0 ka a.C.: Introduzione
utensili in rame
 2,7÷2,1 ka a.C.: Introduzione
utensili in bronzo e del
Palanchino per smassare i
blocchi da affioramento
secondo le fratture naturali
SVILUPPO STORICO
ANTICO EGITTO
Periodo Arcaico (3.100÷2.686 a.C.)
 Prime cave vere: granito
(Assuan) e calcare
 Uso di utensili di pietra (Dolerite,
Diaspro, Ossidiana) e fuoco con
acqua (shock termico)
IV Dinastia (2.613÷2.494 a.C.)
 Trasporto dei blocchi di granito
lungo il Nilo da Assuan a Giza
per costruire le Piramidi
 Appare la tecnica dello scavo di
trincee laterali (cesure)
 Viene introdotto dal mondo
Minoico l’uso di subbie di rame
indurite a martellate (tracce
corte e irregolari) e cunei di
legno poi bagnati
SVILUPPO STORICO
ANTICO EGITTO
Regno di Amenemhet III (ca.1.810 a.C.)
 Meri, capospedizione allo Wadi
Hammamat, introduce le vie di Lizza per il
trasporto al piano dei blocchi
Nuovo Regno (1.500 a.C. )
 Subbie di bronzo (tracce lunghe a spina
pesce)
XIX Dinastia (XIII secolo a.C.)
 Subbie di bronzo più lunghe e forti, tracce
oblique ben organizzate e con riseghe
VII÷VI secolo a.C.
 Introduzione degli strumenti in ferro
nell’attività di cava (ferro già usato per
armi ed altri usi sin dal II millennio a.C.)
Periodo Tolemaico e Romano
 Introduzione della Brocca in ferro dal
mondo greco
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ MINOICA
XIX secolo a.C. – Isola di Creta
 Si lavorano solo rocce
tenere: calcareniti eoliche
costiere ed arenarie
 Uso della cesura (tecnica
importata dall’Egitto) ed
utensili in rame e bronzo
 Introduzione della Brocca in
bronzo a manico lungo a
punta e taglio
 Cave prossime al mare per
facilitare il trasporto dei
blocchi per nave
 Prime cave organizzate il
modo sistematico
 Prime cave in sotterraneo ?
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ MICENEA
XIV  XII secolo a.C.
 Primo uso in Grecia di
blocchi per costruire
 Inizialmente uso di
blocchi erratici o
residuali sbozzati
 Calcari e conglomerati
 Poi cave vere e proprie
con estrazione, trasporto,
taglio e messa in opera
complessa: Tholos
 Uso di strumenti in rame
 Si cominciano ad usare i
Marmi policromi del
Peloponneso, ma in
manufatti di piccole
dimensioni da blocchi
raccolti, no estratti!
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ ITTITA
Si sviluppò nel II millennio a.C. a partire
dall’Anatolia centrale
 Grandi blocchi di calcare, conglomerati e
basalto da raccolta sul terreno e smassatura
 Grandi complessi murari a blocchi di pietra
 Uso di strumenti di pietra (Dolerite),
 Introduzione della cesura dal mondo Egizio
1400÷1150 a.C. – Nuovo Regno, Impero Ittita
 Uso di strumenti di bronzo indurito e
introduzione dal mondo Miceneo della
Brocca
 In epoca tarda introduzione degli
strumenti in ferro e del palanchino
 Apertura di cave vere e proprie
Data la loro posizione a cerniera tra il mondo Egizio e quello Cicladico e Minoico da una
parte e quello Mesopotamico dall’altra gli Ittiti hanno avuto principalmente il ruolo di
trasferitori di conoscenze e tecnologie
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ GRECA
 1500 a.C. : Blocchi estratti da rocce tenere
(calcari e arenarie) tramite la Brocca di bronzo
 IX secolo a.C. : Introduzione della statuaria
dalla Siria e dal mondo Neo-Ittita
 VII secolo a.C.: Introduzione del ferro e della
sua ottima lavorazione dal mondo Assiro 
introduzione della Brocca in ferro
 VII÷VI secolo a.C.: Inizio coltivazione a blocchi
dei Marmi policromi e bianchi
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ GRECA
 VI secolo a.C.: Introduzione dello stacco tramite
cunei di ferro
 Uso sistematico della piccozzetta, tracce di taglio
a festone con approfondimento progressivo
 Specializzazione strumenti di taglio e finitura
 VI secolo a.C. : Cave ben sviluppate, ma
disperse sul territorio e non grandi, si coltiva per
l’opera e non per commerciare
 Solo per le grandi città (Atene, Siracusa) si
sviluppano grandi cave di servizio, poi riusate
come prigioni (es. Latomie)
 Prime cave in galleria (Marmo Paros) per seguire
i livelli migliori
SVILUPPO STORICO
CIVILTA’ ROMANA E BIZANTINA
 I romani "scoprono" la coltivazione e l’uso della
pietra con la conquista di Grecia ed Egitto
 I secolo a.C.: I Romani introducono la
coltivazione con stoccaggio per successivo uso o
commercio
 Coltivazione di blocchi e colonne a dimensioni
standard da immettere sul mercato
 Si aprono cave in tutto l’Impero per cercare i
materiali migliori e si trasportano e commerciano
ovunque in un mondo globalizzato
 I secolo d.C.: Introduzione della Mazza due punte
 più velocità di estrazione, più detrito, più mano
d’opera (schiavi); tracce a festoni e cesure più
larghe (circa 70÷120 cm)  industrializzazione
 Pochi cavatori esperti liberi lavoratori a dirigere e
controllare e massa di schiavi per lavori grezzi e
movimentazione blocchi e detriti
 Ampio sviluppo di cave in galleria, anche di
grande estensione
SVILUPPO STORICO
 Nell’Impero Romano le Pietre Ornamentali ebbero grande importanza
 I Romani fecero una sistematica ricerca di Pietre Ornamentali in tutto l’Impero
 I Romani sfruttarono e commercializzarono Pietre Ornamentali per tutto l’Impero
ATTIVITA’ ESTRATTIVA
INIZIALE E CLASSICA
I PRIMORDI
 L’inizio dell’attività estrattiva fu legato
alla raccolta dal suolo di pezzame e
sassi di naturale disfacimento ed al
loro uso per la costruzione di ripari,
focolari e attrezzi
 Usi iniziali sono ad esempio le
capanne dell’ homo abilis, quelle
neolitiche sarde e delle tribù dancale
attuali
LA SELCE
LA SELCE di Monte Arci, Sardegna
Nell’Età della Pietra la Selce è stata un elemento
primario per la storia e l’evoluzione dell’Uomo
La selce è stata oggetto di grande diffusione e
di ampio commercio nel mondo antico
ASSETTO GEOLOGICO E DIFFUSIONE
Legenda:
1. Perlite e Ossidiana
2. Riolite e Riodacite
3. Andesite e Dacite
4. Trachite e Trachiriolite
LA COLTIVAZIONE
DELL’OSSIDIANA DI
MONTE ARCI E’ DATATA
AL NEOLITICO
(VI-II millennio a.C.)
5. Basalto
6. Lave basiche sottomarine
7. Sedimenti alluvionali
8. Sedimenti marini
LA SUA COLTIVAZIONE
“INDUSTRIALE” E
DIFFUSIONE E’ ASCRITTA
AL TARDO NEOLITICO
(II millennio a.C.)
RACCATTA E USA
I PRIMI USI PROGETTATI SONO LE STELE, I DOLMEN, LE TOMBE …
 Sardegna: mazza a
mano di basalto per
lavorare le quarziti
RADUNA E USA
In seguito, al momento del passaggio da pastorizia nomade
ad agricoltura stanziale, tale attività fu razionalizzata
radunando tramite forza animale i grandi blocchi residuali
presenti sul territorio ed arrivando alla costrizione di
ripari/rifugi/edifici complessi ed articolati, con minima
lavorazione del materiale lapideo, spesso accumulato
sfruttando anche affioramenti rocciosi naturali o blocchi
maggiori
Tale attività fu anche funzionale alla ripulitura del terreno
per l’agricoltura
LE TORRI MEGALITICHE GIORDANE
TIPICO ESEMPIO DEL RADUNA ED USA, CON MINIMA LAVORAZIONE
FUNZIONALE ALLA BISOGNA
I NURAGHI
NE E’ DA RIVALUTARE IL VALORE CULTURALE INTESO COME PUNTO
FORTE DI UN VILLAGGIO E LUOGO DI DIFESA ESTREMA E DI CONTROLLO
DEL TERRITORIO
MICENE
Tre fasi costruttive:
I) 1350 a.C. – palazzo reale
in blocchi raccolti ed
appena sbozzati di
calcare locale
II) 1250 a.C. – porta dei
Leoni, porta nord e zona
delle Tombe Reali in
conci di conglomerati
III) 1200 a.C. – mura della
zona NE in blocchi
raccolti ed appena
sbozzati alla bisogna di
calcari locali
Non
conoscenza
dell’arco; volte
a tumulo come i
Nuraghi
Gallerie scavate
con volta a
camino
I CELTI IN GALIZIA: SANTA TECLA
 Tipico villaggio Celtico
 Capanne circolari con muri
a pietra e fango e tetto in
legno e paglia
 Muro di circonvallazione
spesso 1,6 m no difensivo
ma di perimetrazione
 Pietre raccolte in zona e
messe in opera con un
minimo di sbozzatura per
adattarle all’uso
Questa
tipologia
costruttiva è
dei primi
secoli a.C., ma
perdura anche
sotto la
dominazione
romana dopo
il I secolo a.C.
SCAVA E USA
CAPPADOCIA
I SASSI DI MATERA
PETRA
Lo scava e usa implica un negativo del
costruito, si scava in materiali teneri e si
ricava in vuoto quanto serve
- Cappadocia: solo scavo utilitaristico
del necessario, senza uso in
costruzione del materiale scavato
- Matera: inizialmente solo scavo
utilitaristico, poi anche riuso dello
scavato per costruire
- Petra: solo scavo, ma con pregevole
arricchimento estetico esterno e misure
interne di scavo predefinite
CAPPADOCIA
Regione centrale dell’altopiano
anatolico è caratterizzata da estesi
depositi di ceneri, tufi e lave dei vulcani
Erciyes, Keciboyduran, Develi, Göllü
Dagi e Melendiz datate a circa 10 Ma,
poi erose
Abitata sin dal Paleolitico fu occupata
da Hatti, Ittiti, Persiani, Macedoni; fu poi
regno indipendente e dominio Romano
L’uso del sottosuolo cominciò in epoca
antica, ne parla Senofonte nell’Anabasi
Nel IX secolo, in epoca Bizantina, fu
usato per scopi monastici, in seguito le
popolazioni locali intensificarono
questo uso per difesa dalle incursioni
arabe
Il massimo sviluppo dell’uso del
sottosuolo fu legato alla difesa dalle
invasioni Selgiuchide nel XII-XIV secolo
CAPPADOCIA
Città sotterranee
Le città sotterranee si sviluppano
per piani orizzontali sottoposti fino
a profondità di circa 80-90 m dove
raggiungono la falda acquifera
locale
Nei livelli sotterranei sono presenti
intere abitazioni divise tra loro e
collegate da corridoi (strade !)
Sono presenti sale da pranzo,
chiese, cucine annerite dalla
fuliggine, presse per il vino e olio,
cantine, botteghe di alimentari,
scuole, saloni e locali di ritrovo
La falda sottostante garantiva
l’approvvigionamento idrico
Erano stati realizzati anche ottimi
sistemi di ventilazione (sono stati
scoperti 52 fonti di aerazione)
CAPPADOCIA
Insediamenti rupestri
I paesaggi della Cappadocia sono pieni di
cavità, grotte e pinnacoli (Camini delle Fate)
I tufi sono abbastanza teneri da consentire
un facile scavo per uso abitativo, dando
vita a insediamenti rupestri, piuttosto che a
edifici innalzati da terra
I SASSI DI MATERA
Matera ha origini risalenti al Paleolitico (1,5 Ma) e presenta
un iter evoluzionistico dello sfruttamento delle risorse
lapidee della zona che è possibile seguire fino ai giorni
nostri
Matera sorge su un alto morfologico, tettonicamente
rappresentato da un horst; tale struttura degrada verso
ovest nell’avanfossa Bradanica, mentre ad est è delimitata
dalla gravina di Matera, una profonda incisione dalle pareti
scoscese alte decine di metri lungo le quali affiora con
continuità la successione sedimentaria: alla base sono
presenti i Calcari di Altamura (Cretaceo Superiore) a cui
seguono in discordanza le Calcareniti di Gravina (Pliocene
Superiore-Pleistocene Inferiore), le Argille
Subappenniniche (Pleistocene Inferiore) e quindi i Depositi
terrazzati continentali (Pleistocene Inferiore e Medio)
LO SCAVO DEI SASSI
Le Calcareniti hanno scarsa
durezza e facile lavorabilità,
ed è lì che quindi si sono
sviluppati i primi insediamenti
rupestri
a) Sin dall’epoca preistorica
si scavava la calcarenite per
ricavarne ripari e rifugi; in
questo modo si otteneva un
negativo del costruito con lo
scarto del materiale estratto a
testimonianza di un uso
ancora primitivo della risorsa
lapidea
b) Successivamente, al fine di
ampliare gli spazi abitativi e
renderli più confortevoli si
cominciò a sfruttare il
materiale estratto con uso
diretto sul luogo di taglio; in
un primo tempo, furono
proprio le grotte occupate a
fornire tale materiale per
completare e tamponare
l’entrata; si ha ancora un uso
funzionale del materiale
lapideo
c) Infine l’area abitativa fu
ingrandita all’esterno con il
“lamione”
I SASSI DI MATERA
Lo scavo interno veniva
proseguito con numerose
diramazioni; in ogni caso
valeva il principio generale
per cui, mentre per le zone
più a valle lo scavo
avveniva pressoché in
piano, per tutte le altre,
veniva realizzato in leggera
discesa, mediante la
realizzazione di più piani
terrazzati e, anche e
soprattutto, seguendo
un’inclinazione tale per cui i
raggi solari estivi non
superassero l’entrata della
grotta, mentre quelli
invernali più bassi,
potessero giungere sino al
fondo di quest’ultima,
portando luce e calore
Dal periodo greco si passo
all’estrazione in blocchi da
vere e proprie cave, attive in
zona fino ad oggi
raggi
solari
cisterne
Il Mannarello
I SASSI DI MATERA
Al totale svuotamento concluso negli
anni 1960, seguirono decenni di
abbandono e degrado; pur senza alcuna
separazione fisica fra i Sassi ed il resto
della città, questi erano completamente
avulsi dalla vita della città e dei suoi
cittadini
Le nuove generazioni non li hanno
conosciuti, e pur se in teoria erano il
centro storico della città, la quasi totalità
delle persone non vi si recava mai
Dagli anni 1980 è cominciato il recupero
culturale e fisico dei Sassi, inseriti nel
1993 nella lista UNESCO, con
finanziamenti e interventi legislativi mirati
Oggi i Sassi sono nuovamente un luogo
di vita e di attrazione turistica e mediatica
(The Passion di Mel Gibson) e si avviano
ad una seconda vita
PETRA
Petra one of the most outstanding UNESCO World Heritage Site
Petra had been an important trading point since 6th century B.C., here the
caravan routes from Egypt, the Red Sea and Arabia met to proceed to Syria
PETRA
Petra, the “Rose City”, was carved in the
Ram Sandstone
The Siq first passes through the white Disi
Sandstone and then across the underlying
thick Umm Ishrin Sandstone (Cambrian), a
reddish quartzite of eolian origin, into
which most of the monuments of Petra
were carved
PETRA
Petra is one of the best examples in the world of “rock-cut architecture”, every
room, column and façade was directly carved into the rock, like a sculpture
There was no chance of making mistakes in “building” it, the architectural
design only took into account how and how much rock was to be cut away
Interiors were carved out by starting from the
roof and then working downward
PETRA
The Romans built their Petra using the
natural stone from quarries that were
opened in the same rock of the carved town
Blocks and column stems were placed with
sedimentary layers horizontally, in order to
have the best rock-strength vertically,
according to the main stress induced by
the buildings
PETRA
The Romans used natural stone of
external provenance but with a
high mediatic impact for a few
columns made of granite of remote
provenance and for the stonepaving of the Siq made with
limestone coming from 35km away
COLTIVA, TRASPORTA E USA
Questa fase è legata all’uso classico
della risorsa lapidea, con sviluppo di
una intera catena operativa che prevede:
 individuazione nel territorio del
migliore materiale disponibile per
quei particolari usi e scopi
 la sua coltivazione razionale,
organizzata e finalizzata
 il suo trasporto-commercio
 la sua messa in opera in monumenti
progettati a priori secondo misure e
canoni precisi
SPOLIA E RIUSA
Il generale crollo demografico e
delle interrelazioni sociali post
caduta dell’Impero Romano e fino
al Medioevo ed oltre, fece si che
nelle grandi ex città ci fosse
sovrabbondanza di materiale
lapideo, anche di pregio, in opera
su costruzioni non più in uso, ma
di facile reperibilità per le nuove
esigenze costruttive, specie ove
fossero richiesti materiali non
facilmente reperibili il loco
(marmi, graniti, …)
Questo portò alla sistematica
spoliazione degli edifici
precedenti, ora usati come “cava”
di materiali lapidei di pregio
facilmente disponibili
 Quod non fecerunt barbari fecit
Barberini!
GLI STRUMENTI
GLI STRUMENTI
Nella pratica di coltivazione gli strumenti erano semplici ma ben
specializzati, ed erano usati con maestria, privilegiando non l’uso
della forza ma quello della tecnica, sfruttando i peli naturali della
roccia e la forza di gravità di impatto dei martelli
Sono disponibili svariati studi che correlano i vari strumenti al
loro uso ed alle relative tracce lapicidee
GLI STRUMENTI
UTENSILI E TRACCE
LAPICIDEE
GLI STRUMENTI
GLI STRUMENTI
Gli strumenti di coltivazione e lavorazione a
mano sono sostanzialmente rimasti gli
stessi dal mondo classico fino ad ora
L’uso di alcuni è perdurato nel tempo, altri
invece hanno avuto uso in periodi alterni a
secondo delle lavorazioni richieste
LE TECNICHE DI TAGLIO
 Pulizia della superficie dal terreno
vegetale
 Isolamento di un blocco sui quattro
lati per mezzo di tagli/cesure fino
alla profondità di stacco
 Possibile realizzazione di un
grigliato di tagli/cesure profondo
fino alla profondità di stacco
 In caso di lavorazione a piano:
approfondimento di un piano
 realizzazione di cave a fossa con
problemi di evacuazione del detrito;
allargamento laterale della cava
 In caso di lavorazione a fronte:
avanzamento del fronte con
eventuale scoperchiatura o
sbassamento del piano cava ed
accumulo del detrito alle spalle;
allargamento laterale della cava o,
dopo una certa altezza del fronte,
proseguimento in galleria
LE TECNICHE DI TAGLIO
 La Brocca, introdotta dai Greci nel VI
secolo a.C., penetrava poco e
obbligava il cavatore a muoversi
lungo il taglio; ne risultavano tracce di
lavorazione corte allineate
orizzontalmente
 L’uso della Brocca consentiva tagli
accurati e la realizzazione di fronti
verticali senza grande produzione di
detriti durante la lavorazione
 La Brocca consentiva di estrarre
blocchi già a dimensione; in caso di
blocchi dell’ordine decimetrico il
taglio poteva essere largo fino a 10 cm
e profondo alcune decine di cm; in
caso di blocchi metrici il taglio poteva
essere largo fino a 50÷60 cm e
profondo fino al paio di metri
 La Brocca implicava pochi cavatori
esperti oppure cave con grandi
superfici lavorabili, ma comunque con
operai che lavoravano singolarmente
LE TECNICHE DI TAGLIO
 Verso la fine del I secolo d.C. venne
introdotta dai Romani la Mazza a due punte,
pesante e leggera
 L’uso della Mazza a due punte implicava la
creazione di profonde cesure larghe fino a
50÷60 cm e profonde anche oltre il metro, ma
consentiva la lavorazione contemporanea di
più operai
 L’uso della Mazza a due punte produceva
profondi solchi a festoni, leggibili nella loro
orientazione di lavoro, in genere alternata
 La Mazza a due punte implicava l’uso di una
grande forza lavoro (schiavi) e grandi
produzioni, anche di detrito, ma brevi tempi
di produzione  industrializzazione
LE TECNICHE DI TAGLIO
STACCO DEI BLOCCHI
 Tramite l’uso di una superficie naturale di
discontinuità  spacco naturale regolare
 Tramite cunei di legno (Sicomoro in Egitto)
inseriti in appositi alloggi e poi bagnati 
spacchi irregolari
 Tramite tronchi inseriti nelle cesure e poi
bagnati  spacchi irregolari
 Tramite taglio a tergo od alla base se con
disponibilità di spigoli liberi  blocchi
regolari
 Tramite cunei di ferro inseriti in appositi
alloggi e poi battuti a forzare  spacchi
irregolari
 Tramite cunei di ferro inseriti in appositi
alloggi collegati da puntate e poi battuti a
forza  spacchi regolari
 Tramite cunei ferro forzati tra lamine di ferro
inserite in brevi cesure  spacchi regolari
 Tramite punciottatura  spacchi regolari
IL TRASPORTO
Il materiale, già sbozzato, veniva trasportato a spalla o
per mezzo di carri speciali, trainati da buoi, o per mezzo
di slitte (Lizze) tirate o frenate per mezzo di funi, in
situazioni speciali per mezzo di appositi “imballi”
IL TRASPORTO
Anche per quanto riguarda il trasporto le tecniche ed i mezzi sono rimasti gli
stessi dagli Egiziani, ai Greci, ai Romani, al Medioevo, fino alla prima metà del
XX Secolo d.C., dopo furono introdotti in massa i mezzi motorizzati
IL TRASPORTO
Il materiale lapideo era sbozzato in
cave alle misure finali e poi
trasportato grezzo in modo da
evitare trasporto di peso inutile e
graffi alla superficie finale, la finitura
era poi fatta in posto, in cantiere o
una volta in opera
Il trasporto per nave (Navi Lapidarie)
consentiva economie e trasporti su
lunghe distanze lungo fiumi e
nell’area mediterranea
LA LAVORAZIONE
Gli scalpellini hanno
sempre lavorato i loro
pezzi singolarmente,
ma con una quasi
identità di stile
In antico, l'orario di
lavoro comprendeva
tutte le ore di luce e
liberi cittadini, meteci e
schiavi, lavoravano
l'uno accanto all'altro
di comune accordo
secondo un piano
prestabilito
Tutt’oggi in Etiopia ed in
Egitto si lavora in modo
identico a quello classico
LA LAVORAZIONE
IL LAVORO
Atene, 409-407 a.C.:
 Salario di una giornata di lavoro: 1 dracma
(€ 25,00)
 Cannellatura di una colonna a cinque
operai: 90 dracme (€ 2.700)
 Scultura di una statua: 60 dracme (€ 1.500)
 Scultura di un fregio di un tempio:
3.300 dracme (€ 80.000)
 Schiavo: 115÷240 dracme (€ 2.800÷6.000)
 Schiava: 135÷220 dracme (€ 3.300÷5.500)
 Schiavo bambino 72 dracme (€ 1.800)
LA MOVIMENTAZIONE - in verticale
Per sollevare il materiale
venivano usati argani e gru
con varie serie di carrucole per
moltiplicare la forza applicata,
che in genere era di natura
umana
LA MOVIMENTAZIONE - in orizzontale
Per movimentare il materiale
venivano usati argani, leve e
rulli per ridurre l’attrito e
moltiplicare la forza
applicata, che in genere era
di natura umana
LA MOVIMENTAZIONE - l’aggancio
L’aggancio dei blocchi poteva essere
per imbracatura diretta oppure tramite
uncini a forbice, bozze laterali, incavi di
ritenuta dei canapi o di agganci metallici