I censimenti degli uccelli acquatici svernati in Lombardia 2002-2013

Disegno originale di Guerino Morselli
Citazione bibliografica raccomandata:
Longoni V., Rubolini D., Pinoli G. e Fasola M. 2014. I censimenti degli uccelli
acquatici svernanti in Regione Lombardia, 2002 - 2013. Regione Lombardia,
Milano.
Stampato presso Bonazzi grafica, dicembre 2014
Indice
Premessa .....................................................................................................................................1
1. Introduzione ......................................................................................................................6
1.2. Gli scopi dei censimenti IWC .............................................................................................8
1.3. L’interpretazione dei trend demografici .........................................................................10
1.4. IWC in Lombardia: dodici anni di dati (2002-2013) ......................................................11
2. Metodi ...................................................................................................................................13
2.1. Le modalità di censimento, i dati di censimento e le categorie di specie .................13
2.2. Le zone umide IWC in Lombardia ...................................................................................16
2.2.1. Le tipologie ambientali .........................................................................................18
2.2.2. Il livello di protezione ...........................................................................................21
2.3. L’analisi dei dati ..................................................................................................................22
2.3.1. Lista delle specie censite .......................................................................................22
2.3.2. Individuazione delle
popolazioni importanti a livello nazionale ed
internazionale ..........................................................................................................24
2.3.3. Definizione del trend di popolazione ................................................................25
2.3.4. Analisi dei fattori ambientali influenzanti l’idoneità delle zone umide ad
ospitare avifauna acquatica svernante .................................................................26
3. Risultati................................................................................................................................28
3.1. Lo sforzo di censimento .....................................................................................................28
3.2. La comunità di uccelli acquatici svernanti: consistenza numerica, categorie
fenologiche e diversità .........................................................................................................29
3.3. Importanza nazionale ed internazionale dei contingenti di avifauna acquatica
svernanti in Lombardia ........................................................................................................34
3.4. Le zone umide IWC in Lombardia: caratteristiche, livello di protezione ed
importanza per lo svernamento dell’avifauna acquatica ...............................................37
3.5. Gli effetti delle caratteristiche delle zone umide sull’avifauna acquatica svernante
...................................................................................................................................................44
3.6. Gli andamenti demografici delle popolazioni svernanti ............................................49
4. Commento .........................................................................................................................52
5. Schede descrittive per specie.............................................................................59
Tuffetto ............................................................................................................................................60
Svasso maggiore .............................................................................................................................62
Svasso piccolo .................................................................................................................................64
Codone .............................................................................................................................................66
Mestolone ........................................................................................................................................68
Alzavola ...........................................................................................................................................70
Fischione ..........................................................................................................................................72
Germano reale ................................................................................................................................74
Canapiglia .......................................................................................................................................76
Moriglione.......................................................................................................................................78
Moretta .............................................................................................................................................80
Moretta tabaccata ...........................................................................................................................82
Cormorano.......................................................................................................................................84
Folaga ...............................................................................................................................................86
Opere citate e bibliografia di riferimento ...................................................89
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Premessa
Gli uccelli acquatici percorrono ogni anno migliaia di chilometri nelle loro migrazioni,
incuranti dei confini politici e delle frontiere, sfidando con caparbietà i cambiamenti che
l’Uomo impone all’ambiente e che rendono spesso imprevedibile quel viaggio che,
immutato per millenni, ha plasmato le rotte, le soste e le destinazioni delle loro
popolazioni. Le loro grandi aggregazioni in laghi, paludi e sul mare, li rendono tanto
visibili e carismatici che la loro presenza viene registrata fin dalle prime testimonianze di
letteratura scritta. A distanza di più di due millenni ancora ci affascinano.
L’avifauna acquatica va valorizzata e protetta, in quanto parte integrante ed irrinunciabile
della cultura e delle tradizioni umane, per la sua bellezza, ricchezza di specie, diversità di
comportamenti, per la sua importanza ecologica e per le risorse che offre dal punto di vista
economico e ricreativo. Queste motivazioni hanno indotto a realizzare in questo volume
1
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una sintesi dei censimenti compiuti dal 2002 al 2013 in Regione Lombardia, proseguendo
un lavoro iniziato nel lontano 1975 insieme al compianto Francesco ‘Checco’ Barbieri,
professore di Zoologia presso l’Università di Pavia fino alla sua prematura scomparsa nel
2001. I censimenti sono stati compiuti in campo da centinaia di rilevatori, con enorme
impegno, perizia, e passione, sfidando la nebbia e i rigori del clima invernale. A loro è
dedicato questo volume. Un ringraziamento particolare va inoltre a tutti i coordinatori
locali che negli anni hanno contribuito, con puntualità ed efficienza, a garantire un
eccellente grado di copertura dei censimenti. In particolare, ringraziamo Arturo –EzioGargioni, Maurizio Sighele, Claudio Torboli e Gilberto Volcan (Lago di Garda), Roberto
Bertoli (Lago d’Idro e Garda), Lorenzo Maffezzoli (Parco Oglio Sud) e Cesare Martignoni
(GMO, Provincia di Mantova), Walter Guenzani (Provincia di Varese e Lago Maggiore),
Mauro Della Toffola, Gianfranco Alessandria, Radames Bionda e Roberto Lardelli (Lago
Maggiore), Giuliana Pirotta, Francesco Ornaghi, Piero Bonvicini (CROS Varenna) ed
Enrico Viganò (Provincia di Lecco), i volontari del GROL (Provincia di Lodi), Eugenio Tiso
e il gruppo di censitori del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (ex
Dipartimento di Biologia Animale) dell’Università di Pavia (Fiume Ticino), e Michele
Sorrenti (ACMA).
Si ringraziano tutti gli Enti e le Amministrazioni Provinciali che hanno, a vario titolo,
contribuito alla realizzazione dei censimenti, A.P. Bergamo, A.P. Brescia, A.P. Lecco, A.P.
Sondrio, A.P. Como, GEV Parco Adda Nord, Parco Agricolo Sud Milano, Parco del Ticino.
La loro collaborazione è dovuta all’attiva partecipazione di responsabili di servizio e di
settore, che hanno messo a disposizione mezzi e personale per l’organizzazione e la
realizzazione dei censimenti: tra questi, ricordiamo Adriano Bellani, Enzo Carlo Beltrami,
Alberto Di Cataldo, Carlo Caromani, Alberto Cigliano, Roberto Facoetti, Maria Ferloni,
Daniele Moroni, Dario Saleri, Fabrizio Scelsi, Walter Serpellini, Marco Testa, Luciano
Tovazzi.
Si ringraziano infine Nicola Baccetti e Marco Zenatello (ISPRA ex INFS, Ozzano Emilia)
per il supporto e per aver fornito le informazioni relative al catasto delle zone umide ed i
dati relativi ai censimenti nazionali aggiornati al 2010.
Il coordinamento regionale dei censimenti e la realizzazione del presente volume sono stati
resi possibili dal supporto costante, attivo dal 2002 ad oggi, della Direzione Generale
Agricoltura di Regione Lombardia, inizialmente nelle persone di Vittorio Vigorita e Laura
Cucè, ed in seguito con il supporto di Anna Bonomo e del suo Staff, in particolare Guido
Pinoli e Andrea Pirovano. I risultati dei censimenti sono stati divulgati tramite i resoconti
annuali, disponibili sul sito http://ecoeto.unipv.it/attivita/censimenti-acquatici
I rilevatori che hanno partecipato ai censimenti IWC nel corso di tutti questi anni sono:
Adami I, Agapito A, Agostani G, Agostini G, Aguzzi A, Aguzzi S, Alberici A, Alberti P,
Albertini G, Albertini R, Aldi D, Alessandria G, Aletti R, Aliprandi L, Allegri M, Allen M,
Allevi R, Amarotti R, Ambrosi R, Anni N, Antonini A, Antonini G, Armanasco J, Arrigoni
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F, Arrigoni G, Assandri G, Attanasio G, Azzalin D, Azzolini M, Baccai E, Baccalini F,
Bacchi E, Baglioni D, Baietto M, Balbo S, Balducci C, Balestra A, Ballardini G, Ballerio G,
Balocco M, Bandini M, Baratelli D, Barattieri M, Barezzani G, Barezzani R, Baroni C,
Barozzi G, Bartesaghi M, Bartesaghi S, Bartesaghi V, Baruffaldi G, Bassi E, Battaglia A,
Bazzi G, Bazzi L, Belardi M, Bellani A, Bellati A, Bellintani S, Beltrami A, Bergamaschi L,
Beltramo M, Benazzo M, Bengi W, Benini S, Benoldi C, Beretta M, Bernardara E, Bernini D,
Bernini F, Berselli C, Bertella M, Bertini P, Bertoli R, Bezzone E, Bigi S, Binari U, Binda D,
Bionda R, Biscontini P, Boano G, Boaretto M, Boccafoli M, Bogliani G, Bonardi A, Bonati R,
Bonazzi P, Boncompagni E, Boncoraglio G, Bondioli M, Bonetti A, Bonetti F, Bonetti M,
Bonetti P, Bonetti R, Bonfanti R, Bongini R, Bongiolatti G, Boni A, Bonicelli F, Bonvicini P,
Boschetti C, Boto A, Botta P, Bottelli A, Bozzetti A, Braghiroli S, Brembilla R, Brambilla M,
Brambilla O, Brangi A, Bresciani E, Bresciani M, Bresesti A, Bressan P, Brichetti P, Bricolo
F, Brigo M, Busetti G, Buzzi Franzoso L.C, Cabassa M, Caccia M, Cairo E, Calvi G, Canova
L, Canovi N, Capelli A, Capelli S, Cappelli M, Carabella M, Cardarelli E, Carlo P,
Carminati A, Carminati O, Carpegna F, Carraro R, Carugati C, Casale F, Casali L, Casali P,
Casola D, Cassinis M, Castellucchio E, Castioni C, Castrini M, Cattaneo A, Cattaneo F,
Cavalletti E, Cavalli G, Cavalli M, Cavallini E, Cavallini M, Cavenati I, Cecere F, Centore L,
Cesaris C, Chemollo M, Chesini L, Chiappisi C, Chiarei C, Chiarei I, Chiarei L, Chiari C,
Ciapessoni G, Ciceri L, Cimolin A, Ciocca S, Cirolo A, Cittadini F, Claudia R, Clemente F,
Clementi F, Clerici E, Codurri M, Cola S, Colantonio M, Colaone S, Colnago F, Cologni F,
Colombo A, Colombo C, Colombo F, Colombo I, Colombo L, Colombo P, Colombo S,
Comalini A, Comincioli G, Comploj E, Comploj K, Conca G, Confalonieri A, Consonni F,
Contini A, Cordioli G, Corgatelli G, Corgatelli M, Corso A, Cortellazzi L, Cortesi O, Costa
G, Costanzo A, Crespi I, Crippa G, Crivellari L, Cucchi P, D’Offria M, Dalle Vedove D,
Dalle Vedove G, Dalmass F, Danielli S, De Biasi M, , De Pascalis F, De Stefan E, Degrandi
A, del Togno R, Del Vecchio A, Del Vecchio M, Del Vecchio P, Dell’Acqua C, Della Toffola
M, Della Valle F, Dell'Avo F, Delle Vedove G, Detan D, Di Castro M, Di Tolla M, Diliddo
G, Facoetti R, Dotti D, Erba A, Falco I, Fanelli V, Falgari L, Fanchin B, Fantacci A, Farina F,
Farina M, Farina S, Fasola M, Fasoli A, Fasoli G, Favaron M, Ferando E, Ferlini F, Ferrario
C, Ferloni M, Fernando E, Ferrari C, Ferrari G, Ferrario E, Ferrario F, Fiozzi A, Ferraro A,
Ferri D, Festari L, Ficetola F, Foglini C, Foina G, Foina L, Folladori A, Forlani E, Formenton
G, Fracasso C, Franchin B, Fredi M, Fumagalli C, Fusi F, Gagliardi A, Galeazzi L, Galbiati
L, Galdi E, Galeotti P, Galimberti A, Galimberti B, Gamba G, Gambarini D, Garavaglia R,
Gargioni A, Gariboldi A, Garilli C, Garzetti G, Gatti F, Gatti L, Gentilli A, Ghezzi D,
Ghezzi M, Ghidoni A, Ghilardi C, Ghioni F, Giavara S, Ghirardi P, Ghisolfi M, Giani E,
Gilardi C, Gilberti M, Giliani F, Gilio N, Giordano M, Girola R, Giulini B, Giulini R,
Giussani E, Giussani L, Giusti A, Giusti D, Giusti F, Giusto A, Gobbi G, Gnecchi M, Gossi
M, Gottardi G, Gotti R, Grattini N, Grossi M, Grippo V, Guerrini M, Gubbi G, Guenzani W,
Ilahiane L, Imberti A, Imperiali C, Inaudi S, Incao G, Introzzi M, Izzo C, Janni O, Kleiber
A.M, Laddaga L, Lampugnani D, Lavezzi F, Landoni S, Lanfranconi C, Leandri F, Leonelli
M, Lerco R, Levert R, Levi L, Lietti A, Linternone S, Lisi I, Locatelli S, Lodde L, Lometti N,
3
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Longhi D, Longo A, Longo L, Longoni V, Lucca L, Lucca M, Lucchinetti G, Luciani F, Lui
F, Luoni G, Luoni B, Lupi G, Luraschi G, Madella A, Maffezzoli L, Mancuso L, Magagna
M, Magatti I, Maggi D, Magistrelli L, Magrone S, Mainetti A, Mandarini E, Manovali M,
Mantovani R, Mantovani S, Marchesi M, Marchini C, Marinelli L, Marocchi L, Maroni V,
Martignoni C, Martinoli A, Maruzza D, Maspes D, Maspes G, Massaini M, Massari S,
Massimino D, Massimo C, Mastrorilli M, Mattiolo U, Mauri P, Maurizio M, Mazzaracca S,
Mazzetti E, Mazzoleni R, Mazzotti S, Medici C, Mellone U, Mendi M, Merga M, Merga P,
Meriggi A, Merli E, Mervic C, Mezzomo L, Micheli A, Migliavacca L, Migliore L, Milesi S,
Minessi S, Mingarelli L, Mogavero F, Mognari A, Moiola M, Moioli G, Molinari A, Monaco
G, Monicelli U, Montagna A, Montecchio D, Monti F, Movalli C, Musatti M, Montini F,
Montini N, Morbioli M, Mosconi A, Mosele A, Mosini A, Mossi G, Motta M, Mozzetti E,
Mutti A, Mutti G, Naritelli E, Naritelli I, Naritelli L, Natta G, Nava A, Nava C, Nava G,
Negrelli G, Nelli L, Nerlani E, Nervi L, Nespoli D, Nicastro M, Nevola A, Nicoli A,
Nicolodi S, Noris F, Nova M, Novelli F, Omassi A, Oppio C, Orlandi C, Orlandi F, Orlandi
M, Orlandi R, Ornaghi F, Orsenigo F, Ortodossi E, Ortodossi S, Paccini C, Pacini C, Panzeri
M, Paolini A, Parnell A, Papale G, Parnel A, Parnel C, Pasini M, Pasqua A, Pasquali M,
Pasquaretta C, Pasquariello G, Passarella M, Passarotto A, Pastore L, Pastorello G, Peri A,
Pavan P, Pedrelli M, Peduzzi C, Peduzzi M, Peieri R, Pella F, Pelliccelli F, Pellini P,
Pellitteri Rosa D, Penavaire C, Perbellini M, Perin V, Perlini S, Persichini C, Peruz A,
Pianezza F, Pianezza M, Piazzi B, Piazzi I, Piazzi J, Pigozzi G, Pigozzo A, Pilon N, Piotti G,
Pirola S, Pirotta G, Pisapia A, Poli G, Poli H, Polini A, Poli L, Polta G, Pompilio L, Poppi A,
Porta G, Poretti A, Prosdocimi E, Pozzi A, Pozzi D, Prada L, Prada P, Prada S, Prigioni C,
Primavesi M, Provini I, Prugger I, Pupin F, Puricelli E, Purpura G, Quadrio V, Quaranta D,
Quirini R, Raineri G, Rampoldi P, Ramponi A, Ranaglia M, Ratano S, Ratti G, Ravara S,
Ravasio M, Ravasio S, Ravizza L, Razzetti E, Realini G, Rebagliati C, Redaelli G, Repetto L,
Riboni B, Rigamonti E, Rigon R, Rinaldi P, Riservato E, Riva C, Riva G, Riva L, Riva S,
Rizzi R, Rizzoli A, Romagnoli G, Romagnoni G, Romano C, Romanò L, Romano M,
Romanoni L, Ronchi C, Ronconi A, Roscelli F, Rossetti L, Rossetti S, Rossi A, Rossoni M,
Rossoni S, Rosti R, Rota D, Rota R, Roveda D, Rovedatti B, Rovelli C, Roverselli A,
Roverselli C, Roverselli G, Rubolini D, Rukalski G.P, Rutigliano A, Sacchetti A, Sacchi O,
Sacchi R, Saija A, Saino N, Sala R, Santinelli R, Santoro G, Saporetti F, Sarzi L, Sarzi Sartori
D, Saveri C, Savino L, Savio C, Savio S, Sbravati C, Scalzotto F, Scandolara C, Scazza S,
Scelsi F, Scherini G, Schlagenauf P, Scialò F, Scipioni R, Scortaioli M, Serrano S, Severi C,
Sguazzi G, Sighele G, Sighele M, Siliprandi M, Simonazzi M, Simonazzi S, Solieri V, Sorato
R, Sorrenti M, Sozzi M, Spinelli D, Spinelli S, Stagni E, Stefanelli G, Strada A, Sutti P,
Tascio S, Tenedini G, Stroppiana D, Sudati F, Superti G, Tabarelli de Fatis K, Tabarelli de
Fatis T, Telò C, Tenti F, Terzaghi M, Testa M, Testolino G, Tiberti R, Tiso E, Tognon G,
Tomasi M, Tommasi M, Tonelli A, Toninelli V, Tonino S, Tonolli E, Torboli C, Torniai S,
Tosi F, Trevisan D, Trotti P, Tului R, Turri A, Ubbiali A, Usubelli F, Vaghi G, Vailati D,
Vailati M, Vanetti G, Vanossi S, Vanotti E, Vassula D, Vaudo S, Vavallini E, Verdelli A,
Vezzoli D, Vicini G, Vidolini A, Vidus A, Viganò A, Viganò E, Viganò M, Viganò W, Vigo
E, Vignola R, Villa G, Villa S, Villani M, Volcan G, Zampatti A, Zanardini F, Zanaboni G,
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Zanetti A, Zanetti G, Zanetti P, Zanichelli A, Zanini C, Zanni M, Zara M, Ziboni L, Ziliani
U, Zarbo A, Zarbo T, Zevio A, Ziboni L, Ziboni R, Zilioli M, Zorzi A, Zorzi M, Zucconelli
M, Zuffi E..
Considerando l’elevato numero di persone ed enti coinvolti nel progetto dal 2002 ad oggi
(il totale è pari a quasi 700 censitori), nonostante tutti gli sforzi, è possibile che qualche
partecipante possa essere sfuggito alla nostra attenzione. Ci scusiamo pertanto per tutti gli
eventuali errori od omissioni.
Ringraziamo sentitamente per la concessione delle immagini presenti in questo volume i
fotografi Giuseppe Bogliani, Gianni Conca, Giorgio DiLiddo e Maurizio Ravasini, nonché
le organizzazioni The East Asian-Australasian Flyway Partnership e Wings over Wetlands
project.
Pavia, Ottobre 2014
Gli Autori
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1. Introduzione
L’avifauna acquatica, intesa genericamente come gruppo polifiletico di specie che
frequentano le zone umide, tra i quali anatidi, rallidi, limicoli e svassi (Baccetti et al. 2002),
costituisce una delle componenti biologiche più importanti degli ambienti acquatici. Le
varie specie che la compongono partecipano in modo significativo ai cicli ecosistemici,
fungendo da trasformatori e da vettori di nutrienti e micro-organismi tra le zone umide ed
il territorio circostante, e partecipano al mantenimento dell’equilibrio delle altre
componenti biotiche, regolando ad esempio la crescita delle idrofite e delle popolazioni di
invertebrati o vertebrati di cui si nutrono. I loro effetti positivi sull’ambiente e il loro
contributo alla biodiversità producono benefici sia indiretti che diretti anche per le
popolazioni umane, quali la limitazione di organismi infestanti e la fertilizzazione del
terreno, e la presenza di numerosi popolamenti di uccelli che costituiscono una risorsa
culturale per il pubblico o possono essere disponibili per il prelievo venatorio (Green e
Elmberg 2014).
Lo stretto legame tra gli uccelli acquatici e le condizioni ecologiche delle zone umide che li
ospitano li rende inoltre possibili indicatori dello stato di conservazione naturalistica di
questi siti, utili per valutare l’adeguatezza della morfologia di bacino e delle sponde a
ospitare un buon grado di biodiversità, e per individuare particolari condizioni
patologiche o di alterazione chimico-fisica dell’ambiente.
La conservazione dell’avifauna acquatica, intesa come diversità di specie e come
abbondanza d’individui, risulta particolarmente importante per la pianificazione
territoriale, a causa delle implicazioni ecologiche, culturali ed economiche associate.
Le popolazioni di uccelli acquatici vengono censite mediante conteggi esaustivi nelle aree
di svernamento (Baccetti et al. 2002, Delany et al. 2008, van Roomen et al. 2011). Durante lo
svernamento, infatti, molte specie di uccelli acquatici mostrano una forte tendenza
all’aggregazione in bacini lacustri, fluviali o paludi, condizione che facilita notevolmente i
conteggi e rende relativamente agevole un’efficace quantificazione della dimensione totale
delle popolazioni. Ciò sarebbe estremamente difficoltoso durante altre fasi del ciclo vitale,
come ad esempio durante il periodo riproduttivo, quando molte di queste specie risultano
disperse in aree vaste e spesso remote.
I censimenti delle popolazioni di uccelli acquatici svernanti (International Waterbird Census,
in seguito IWC) in Eurasia si svolgono in gennaio, quando gli spostamenti di individui tra
zone umide sono minimi (Serra et al. 1997, Delany et al. 1999, Baccetti et al. 2002, Delany et
al 2008, van Roomen et al. 2011). Questi censimenti vengono coordinati a livello
internazionale da Wetlands International (ex International Waterfowl and Wetlands Research
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Bureau, IWRB), e a livello italiano dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca
Ambientale (ISPRA, ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica, INFS) che si occupa di
raccogliere, validare ed analizzare i dati inviati da coordinatori regionali (Serra et al. 1997,
Baccetti et al. 2002, van Roomen et al. 2011). In Lombardia il coordinamento è stato
condotto, su incarico della Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia, dal
Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente (ex Dipartimento di Biologia
Animale) dell’Università di Pavia, che si avvale della collaborazione di numerosi
coordinatori e rilevatori locali in larga misura volontari.
Smergo maggiore (G. Conca)
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1.2. Gli scopi dei censimenti IWC
Gli scopi dei censimenti invernali dell’avifauna acquatica sono (Baccetti et al. 2002):
1)
stabilire annualmente la dimensione delle popolazioni presenti nel mese di gennaio;
2)
identificare variazioni nella dimensione e distribuzione delle popolazioni;
3)
determinare l’importanza a livello internazionale e nazionale dei diversi siti censiti;
4)
contribuire ad iniziative nazionali ed internazionali volte alla conservazioni degli
uccelli acquatici e dei loro ambienti.
I monitoraggi a lungo termine come l’IWC costituiscono una fonte di dati fondamentale
per la definizione delle tendenze demografiche delle popolazioni animali. La vastità del
progetto IWC permette di confrontare le tendenze (trend) locali con gli andamenti a scala
superiore, da locale, regionale, nazionale fino a coprire l’intera area interessata dagli
spostamenti di una popolazione di uccelli migratori (la cosiddetta flyway). I censimenti
infatti sono condotti nella quasi totalità dei paesi inclusi nell’area geografica che sottende
al sistema migratorio afro-paleartico che include Africa, Europa ed Asia occidentale (Fig.
1.1).
Figura 1.1. Principali flyway a livello mondiale. L’Italia è inclusa nella flyway del Mar
Nero/Mediterraneo. Immagine gentilmente concessa da The East Asian-Australasian Flyway
Partnership http://www.eaaflyway.net/
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Nell’ambito delle flyway principali (vedi Fig. 1.1) è possibile individuare flyway a livello di
specie ed ancora più in dettaglio di popolazione biogeografica (vedi Fig 1.2).
Figura 1.2. Flyway di oca selvatica Anser anser (a sinistra) e moretta Aythya fuligula (a destra)
nell’ambito della flyway del Mar Nero/Mediterraneo (da http://wow.wetlands.org/).
Le popolazioni di una stessa specie possono occupare areali differenti, totalmente distinti
oppure intersecanti (cfr. le flyway di oca selvatica Anser anser e moretta Aythya fuligula in
Fig. 1.2). Alla definizione di flyway fa riferimento il protocollo d’intesa internazionale
AEWA (African Eurasian Waterbird Agreement (AEWA) 2012), ratificato nel 2006 dall’Italia, che
individua la necessità di utilizzare la popolazione biogeografica di riferimento come base
per la conoscenza e la salvaguardia dell’avifauna acquatica migratrice, ed il successivo
progetto Wings over Wetlands (Wings over Wetlands 2011).
I risultati dei censimenti IWC sono resi pubblici da Wetlands International attraverso un
portale web (http://www.wetlands.org) che fornisce, attraverso strumenti interattivi, dati
numerici e mappe relative alla distribuzione delle specie e alle rotte migratorie a scala di
popolazione biogeografica e nazionale. Fino ad oggi, i dati IWC hanno permesso di
elaborare stime di popolazione per ben 510 delle 522 specie di uccelli acquatici coinvolte
nel protocollo AEWA (Agreement on the conservation of African-Eurasian Migratory
Waterbirds) e di ottenere informazioni sui trend demografici per il 71% delle specie,
ottenendo dati sempre più precisi ed attendibili col passare degli anni, e permettendo di
formulare strategie di conservazione a livello locale e di rete ecologica transnazionale.
L’importanza di continuare in questa direzione risulta quindi evidente, considerando,
inoltre, che i risultati per l’intero sistema afro-paleartico (Delany et al 2008, Wings over
Wetlands 2011) indicano un numero di specie con trend negativo (41%) quasi doppio
rispetto a quelle con trend positivo (21%) e comunque superiore a quelle con trend stabile
(37%).
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1.3. L’interpretazione dei trend demografici
Il confronto tra le tendenze di popolazione rilevati a più livelli permette una corretta
interpretazione degli andamenti in atto, poiché queste tendenze possono essere guidate sia
da fattori locali che sono indipendenti dall’andamento globale della popolazione lungo la
flyway, sia da fattori estrinseci alle condizioni della singola zona umida (Wings over
Wetlands 2011, van Roomen et al 2011, 2012). La coerenza o meno degli andamenti a scala
locale rispetto agli andamenti a scala più ampia, ad esempio, permette di valutare
l’importanza ed il peso di ciascuna zona umida per la conservazione globale di una
determinata specie. Pertanto, nel caso di popolazioni con andamento stabile o positivo in
Regione Lombardia, la loro conservazione sarà particolarmente importante se a livello
nazionale o di intera flyway la specie risulti in declino, in particolare per le specie con
popolazioni numericamente più importanti (>1% della popolazione di riferimento secondo
i criteri Ramsar).
Nel caso di popolazioni regionali in declino, invece, l’analisi dell’andamento delle
popolazioni su scala più ampia può essere indicativa di differenti situazioni. Se a scala più
ampia la popolazione risultasse in calo, allora la minaccia sarà presumibilmente distribuita
sull’intero areale, oppure sarà localizzata in particolari aree di passaggio obbligato per
l’intera popolazione. Se invece la popolazione globale risultasse stabile o in aumento, le
cause del declino andrebbero ricercate nelle caratteristiche delle zone umide regionali. Le
possibili interpretazioni del trend di popolazione regionale rispetto ai trend su scala più
ampia è riassunto in Tab. 1.1
Dal momento che permettono di individuare lo stato di conservazione delle specie ed i siti
importanti per la salvaguardia delle loro popolazioni, i dati i censimento degli uccelli
acquatici svernanti sono stati storicamente utilizzati per i fini previsti dalla Convenzione di
Ramsar, oltre che per il protocollo d’intesa AEWA e per la designazione delle Zone di
Protezione Speciale (ZPS) nell’ambito della Direttiva Uccelli (2009/147/CE) (Baccetti et al.
2002, Delany et al 2008).
I censimenti e lo studio degli andamenti di popolazione degli uccelli acquatici svernanti
rivestono in definitiva una notevole importanza dal punto di vista gestionale, e
costituiscono uno strumento fondamentale per l’impostazione di adeguate strategie di
conservazione e sfruttamento sostenibile delle popolazioni di uccelli acquatici e delle zone
umide a diversa scala geografica, dal livello di singolo sito, a scala regionale e nazionale
fino al livello internazionale di regione biogeografica (Delany et al 2008, Baccetti et al. 2002,
Wetlands International 2012).
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Tabella 1.1. Valutazione dello stato di conservazione locale delle popolazioni di uccelli acquatici e
dell’importanza della popolazione lombarda nella conservazione della specie a livello globale
ottenuta dal confronto tra l’andamento a scala regionale e quello a livello di flyway (rielaborato da
van Roomen et al. 2012).
Flyway – Declino
Flyway – Stabilità
Flyway - Crescita
Lombardia
- Declino
Sfavorevole per cause
generali a livello
internazionale
Sfavorevole per cause
locali. Iimportanza
prevalentemente locale,
contenuta a livello globale.
Molto sfavorevole per cause
locali. Importanza
prevalentemente locale, assai
ridotta a livello globale.
Lombardi
- Stabilità
Favorevole, importanza
sia locale che
internazionale
Favorevole
Favorevole. Importanza
prevalentemente locale,
ridotta a livello globale.
Lombardi
- Crescita
Favorevole, importanza
locale e di grande
interesse a livello
internazionale
Favorevole, importanza
locale e di interesse a livello
internazionale
Favorevole
1.4. IWC in Lombardia: dodici anni di dati (2002-2013)
Scopo principale di questa relazione è fornire una sintesi della grande quantità di
informazioni sulle popolazioni di uccelli acquatici svernanti, raccolte per la Regione
Lombardia dal gruppo di ricerca in biologia ambientale (Dipartimento di Scienze della
Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia) nell’ambito dello International Waterbird
Census (IWC) dal 2002 ad oggi. Annualmente i risultati dei censimenti sono stati resi
disponibili attraverso la pubblicazione on line sul sito dell’Università di Pavia
(http://ecoeto.unipv.it/attivita/censimenti-acquatici) di resoconti dettagliati circa la
consistenza delle popolazioni e la loro distribuzione tra le diverse zone umide regionali,
ma un’analisi d’insieme non era ancora stata realizzata. I dati utilizzati in questa
pubblicazione sono stati raccolti tra il 2002 e il 2013. In particolare, i dati dal 2004 al 2013
sono omogenei come copertura geografica e metodologia di archiviazione, di conseguenza
possono fornire informazioni dettagliate e consentono elaborazioni statistiche. Per alcune
località della Lombardia esistono serie storiche particolarmente lunghe di censimenti
invernali, ad esempio per il Parco del Ticino (1981-2013, Rubolini 2007, Longoni et al. 2013)
o per la provincia di Varese (Saporetti e Carabella 2012), ma ad oggi non era ancora stata
effettuata una analisi dettagliata degli andamenti e dei fattori ambientali influenzanti la
distribuzione dell’avifauna acquatica su scala regionale. Pur essendo il periodo di
censimento (2003-2013) piuttosto breve, un periodo di nove anni è considerato sufficiente
11
_____________________________________________________________________________________________________
per definire realisticamente i trend di popolazione, almeno sul breve-medio periodo (van
Roomen et al. 2011). I trend delle popolazioni in Lombardia sono stati calcolati per 20
specie, presenti in Regione con numeri significativi o ritenute di particolare interesse a
livello regionale per la gestione o la conservazione. Per queste specie sono state inoltre
redatte schede descrittive con informazioni dettagliate relative ad abbondanza, trend di
popolazione, distribuzione e stato di conservazione.
Gli scopi di questo lavoro sono:
 individuare i siti prioritari per l'avifauna acquatica sul territorio della Regione
Lombardia;
 definire la consistenza delle popolazioni di uccelli acquatici svernanti sul territorio
regionale;
 definire il trend demografico delle popolazioni di uccelli acquatici svernanti sul
territorio regionale;
 fornire un quadro generale delle conoscenze tecniche quale base oggettiva utile a
formulare disposizioni amministrative-legislative relative alla gestione e conservazione
delle zone umide e delle specie di avifauna acquatica sul territorio regionale.
Codoni
Ravasini)
(M.
___________________________________________________________________________________________
2. Metodi
2.1. Le modalità di censimento, i dati di censimento e le
categorie di specie
I conteggi effettuati in Regione Lombardia sono stati condotti con modalità simili in tutti
gli anni, pur tenendo conto delle difficoltà di censimento di un’area tanto vasta,
caratterizzata da notevole complessità ambientale, e di difficile accesso in molte zone. Ciò
rende possibile l’analisi delle variazioni interannuali di abbondanza. I metodi adottati
producono risultati attendibili e sono standardizzate per tutti i rilievi IWC a livello
internazionale, rendendo quindi possibili i confronti tra regioni e nazioni differenti
(Glissen et al. 2002, Wings over Wetlands 2011, Musilova et al. 2014).
I conteggi avvengono da sempre con modalità standard e sono relativamente semplici da
effettuare (Serra et al. 1997, Delany et al. 1999, Baccetti et al. 2002, Glissen et al. 2002), ma
necessitano da parer degli osservatori una’ottima esperienza nel riconoscimento in natura
di tutte le specie da censire, esperienza certificata da appositi test. Il metodo prevede che
uno o più osservatori conducano una singola sessione di censimento per ciascuna zona
umida codificata nel catasto ISPRA nel mese di gennaio di ogni anno (Baccetti et al 2002,
Glissen et al 2002), dove effettuano un conteggio complessivo degli uccelli acquatici
presenti nell’area (look-see survey, Bibby et al. 2000).
Vengono effettuati per ogni zona umida conteggi diurni e, qualora il sito ospiti dei
dormitori, anche conteggi al tramonto. I conteggi vengono realizzati tramite osservazione
diretta sia a piedi, che in automobile o da natante, in aree campione o coprendo l’intera
superficie di ogni sito. I conteggi possono essere molto accurati, nel caso di contingenti
inferiori al centinaio di individui, oppure sotto forma di stima.
Sono oggetto di rilievo le specie appartenenti alle Famiglie di uccelli acquatici Gaviidae,
Podicipedidae, Pelecanidae, Phalacrocoracidae, Ardeidae, Ciconiidae, Threskiornithidae,
Phoenicopteridae, Anatidae, Gruidae, Rallidae, Haematopodidae, Recurvirostridae,
Burhinidae, Glareolidae, Charadriidae, Scolopacidae, Laridae e Sternidae (Rose e Scott
1994), oltre a quattro specie di rapaci diurni (Pandion haliaetus, Haliaeetus albicilla, Circus
aeruginosus, Aquila clanga) e una specie di gufo (Asio flammeus) particolarmente associate
alle zone umide.
Nella determinazione delle specie viene tenuto conto di alcune situazioni particolari.
Vengono conteggiati come ‘germano reale’ tutti i soggetti di anatre non distinguibili
visivamente da questa specie, anche se hanno comportamento confidente, mentre vengono
13
_____________________________________________________________________________________________________
segnati come ‘Anatra domestica/germanata’ individui simili ad Anas platyrhynchos che
siano distinguibili per piumaggio o dimensioni da individui selvatici di germano reale
(anatre completamente bianche o nere, germanate con macchie, germani reali di
dimensioni anomale). Per ‘oche domestiche’ si intendono solo le oche selezionate a partire
dall’oca selvatica e distinguibili da questa per colorazioni, forme o dimensioni anomale. Le
oche di altre specie di chiara origine ferale (es. Cygnopisis cygnoides) vengono invece
indicate tramite la specie di appartenenza mentre i soggetti con ali tarpate all’interno di
collezioni non vengono in alcun modo censiti in quanto non considerati parte del
popolamento faunistico regionale
Aironi bianchi maggiori (M. Ravasini)
I dati dei censimenti invernali degli uccelli acquatici presentano un grado di accuratezza e
precisione variabile in base all’ecologia e al comportamento delle diverse specie (Baccetti et
al. 2002, Delany et al. 2008). Per alcune specie il censimento può essere ritenuto accurato
(es. svassi, anatre di superficie, anatre tuffatrici, folaga), mentre per altre specie,
caratterizzate da comportamento elusivo (es. limicoli), elevata mobilità e dispersione sul
territorio (es. cormorano, ardeidi, laridi, rapaci), i dati presentati vanno considerati in
termini di ordine di grandezza. Soprattutto nel caso dei limicoli e di alcuni rallidi
(gallinella d’acqua, porciglione), i conteggi sono necessariamente delle sottostime. Si
ritiene tuttavia utile presentare i dati per dovere di completezza e perché utili ai fini di
definire almeno la presenza o l’assenza di una specie in un determinato sito. Inoltre, è
___________________________________________________________________________________________
possibile ritenere che ciascuna specie sia soggetta allo stesso errore di campionamento in
ciascun anno, perciò i risultati dei censimenti possono essere indicativi, se non del numero
di individui presenti sul territorio, almeno della variazione proporzionale della
popolazione nel corso degli anni. A livello globale, esistono stime di popolazione per il
98% delle 522 specie appartenenti ai paesi AEWA e per il 71% è stato possibile ottenere dei
trend (Delany et al 2008).
Ai fini del presente lavoro, le specie di avifauna acquatica sono stati distinte in categorie,
come specificato nello schema seguente (le specie incluse in ciascuna categoria sono
elencate nell’Appendice I
 Le diverse categorie di avifauna acquatica considerate nelle analisi:
 Specie selvatiche: specie appartenenti all’avifauna acquatica autoctona, ad esclusione
quindi delle specie esotiche
 Specie target:.
specie di avifauna acquatica le cui caratteristiche ecologiche e di
comportamento permettono un conteggio accurato e forniscono stime attendibili della
numerosità delle loro popolazioni, cioè le specie deel Famiglie Gaviidae, Podicipedidae,
Anatidae, oltre alla Folaga Fulica atra.
 Specie di interesse conservazionistico: specie di avifauna acquatica che ricadono in
una delle categorie SPEC 1-3 (secondo BirdLife International 2004).
 Specie di interesse venatorio: specie di avifauna acquatica cacciabili ai sensi della
Legge 157/92..
Combattenti e Pavoncelle (M. Ravasini)
15
_____________________________________________________________________________________________________
2.2. Le zone umide IWC in Lombardia
Le zone umide oggetto di censimento sono codificate da ISPRA in un catasto nazionale,
comprendente le zone umide più importanti, i maggiori corsi d’acqua e bacini, oltre ad
aree che possono ospitare importanti dormitori o zone di riposo diurno (es. zone aperte
aeroportuali) o siti che durante la stagione riproduttiva ospitano garzaie.
Ai 216 siti IWC codificati per la Lombardia nel 2002 all’inizio del periodo considerato in
questa relazione, nel corso degli anni ne sono stati aggiunti 5, di cui 4 relativi ai diversi
tratti del torrente Staffora (Fig. 2.1). In considerazione dell’unità biogeografica dei laghi, il
Lago Maggiore ed il Lago di Garda vengono censiti integralmente come unico sito IWC
senza che vengano distinte le sponde di regioni differenti, in collaborazione con rilevatori
delle regioni confinanti (Piemonte, Veneto e Trentino-Alto Adige), e risultano ascritti al
catasto lombardo in virtù della maggior superficie di bacino ricadente in Regione
Lombardia.
Confluenza tra i fiumi Po e Ticino (G. Bogliani)
___________________________________________________________________________________________
Figura 2.1. Zone umide della Lombardia incluse nel catasto nazionale IWC.
Le superfici in azzurro rappresentano zone umide censite nel periodo 2002-2013, mentre In rosso
sono le superfici che non sono mai state censite. E’ evidente l’alto grado di copertura regionale.
17
_____________________________________________________________________________________________________
2.2.1. Le tipologie ambientali
Le zone umide lombarde incluse nel catasto IWC sono riconducibili a sette principali
tipologie ambientali principali, i fiumi (codice FIU in Appendice VI), i canali artificiali
(CAN), i bacini di cava (CAV), i laghi naturali (LAG), i laghi artificiali (ART), le zone
palustri (PAL).
Di seguito viene fornita una descrizione sintetica delle loro caratteristiche salienti. Sono
inoltre incluse nel catasto IWC le zone aeroportuali (ALT), poiché localmente possono
ospitare un numero significativo di uccelli acquatici legati agli ambienti terrestri aperti,
come oche, gabbiani e limicoli. In Lombardia sono scarsi i dati raccolti in queste aree (sono
presenti solo alcuni dati per l’aeroporto di Linate), principalmente perché non sono
I Boschi del Ticino creano un
complesso ecomosaico di zone
umide, canali, lanche e morte,
un’alternanza di acque lentiche e
lotiche particolarmente ricche di
biodiversità, in grado di ospitare
specie con esigenze ecologiche
diversificate. La presenza di
ambienti diversi protetti dal
disturbo, tra cui lo stesso corpo
principale del fiume in tutta la sua
estensione sublacuale, fa del
Ticino una risorsa inestimabile
nella
conservazione
della
biodiversità lombarda, avifauna
acquatica compresa.
Nell’immagine un ramo laterale in
località San Varese (PV). Foto G.
Bogliani
___________________________________________________________________________________________
presenti significativi contingenti di uccelli acquatici, ma anche per le difficoltà di accesso.
I fiumi
In Lombardia scorrono alcuni dei più importanti fiumi italiani, in primis il Po, il più lungo
fiume italiano ed il maggiore anche per portata. Il Ticino, secondo in Italia per portata, è
protetto lungo il suo corso da un Parco Fluviale tra i più estesi della nazione.
I canali artificiali
In Lombardia sono presenti numerosi canali artificiali, costruiti prevalentemente per
derivare acqua dai fiumi e distribuirla nella capillare rete irrigua lombarda. Alcuni canali,
come il Naviglio Pavese, hanno storicamente svolto anche funzione di trasporto. Il loro
valore ecologico è estremamente contenuto data l’artificialità delle sponde e del fondale, le
limitate larghezza e profondità.
I bacini di cava
Nella pianura lombarda, l’attività estrattiva di sabbia e ghiaia origina spesso ambienti
particolari, i bacini di cava, costituiti da invasi allagati, di profondità variabile, localizzati
laddove non sarebbero naturalmente presenti. Questi ambienti creano zone umide talvolta
in contesti urbani o periurbani. Sono stati condotti rilievi sia in bacini di cava parzialmente
attivi che inattivi, questi ultimi in condizioni molto variabili per quanto riguarda lo stato
ecologico e naturalistico.
I laghi naturali
La Lombardia è la regione italiana più ricca
di laghi naturali. Ospita infatti gran parte
degli ampi invasi prealpini, di origine
morenica post-glaciale, quali il Verbano
(Lago Maggiore), il Ceresio (Lago di
Lugano), il Lario (Lago di Como), il Sebino
(Lago d’Iseo) ed il Benaco (Lago di Garda).
Quest’ultimo, in particolare, risulta essere il
più esteso lago regionale ed anche d’Italia.
Lago di Mezzola (G. Bogliani)
laghi artificiali
Appartengono a questa categoria i laghi ottenuti dallo sbarramento artificiale di fiumi e
torrenti e quelli scavati artificialmente.
19
_____________________________________________________________________________________________________
Le zone palustri
Le zone palustri, caratterizzate da bassa profondità, eutrofia, variazioni estreme dello stato
di inondazione nel corso dell’anno e colonizzate da una vegetazione e fauna spesso
esclusive di questi ambienti, sono una delle categorie ambientali più a rischio a livello
globale. Anche in Lombardia risultano fortemente ridotte e spesso in condizioni ecologiche
inadeguate. In taluni casi le zone palustri derivano dalla rinaturalizzazione di bacini di
cava.
Con il gelo le acque basse sono le prime a ghiacciare, creando condizioni difficili per la
sopravvivenza degli uccelli. Il ghiaccio rende indisponibile la maggior parte delle risorse trofiche,
l’acqua stessa e la possibilità di sfruttare l’immersione per aiutare nella termoregolazione. Germani
reali alla Cassinazza (sito IWC PV0203), gennaio 2012.
Foto G. Diliddo
___________________________________________________________________________________________
2.2.2. Il livello di protezione
Per ciascun sito è stato individuato il livello di protezione vigente rispetto alla pratica
venatoria. A tal fine sono stati sovrapposti alla cartografia delle zone umide IWC, tramite
software GIS (Esri, ARCGIS 9.3), i tematismi regionali relativi alle aree protette (Parchi
naturali, Riserve Regionali e Nazionali) e i confini delle Oasi di Protezione e delle di Zone
di Ripopolamento e Cattura istituite a livello provinciale (Fig. 2.2).
Figura 2.2. Esempio di sovrapposizione dei confini delle zone umide del catasto IWC con i confini di
zone protette dall’attività venatoria (in azzurro: zone umide IWC; in verde: riserve naturali; in
rosso: oasi di protezione provinciali).
Una zona umida è stata definita come ‘protetta’ (codice PRO in Appendice VI e nelle
tabelle nel testo) nel caso in cui la sua intera superficie ricadesse all’interno di uno degli
istituti di tutela indicati sopra. Una zona umida è stata invece definita come ‘non protetta’
(codice NON in Appendice VI) nel caso in cui la sua intera superficie fosse interessata da
attività venatoria. Infine, le zone umide ricadenti solo in parte in aree protette sono state
codificate come zone umide a ‘regime di protezione misto’ (codice MIS in Appendice VI).
Inoltre, per definire la presenza o meno di attività venatoria, per alcune zone umide sono
state utilizzate informazioni di dettaglio indipendenti dall’indirizzo gestionale legislativo
del sito (ad esempio, Cassinazza di Baselica PV0203, oppure Medio Lago di Garda
BS0102). Per le successive analisi statistiche, tali aree, in cui la caccia è consentita ma non
praticata in tutta o in una significativa parte della sua superficie, sono state assimilate alla
categoria ‘aree protette’ o ‘regime di protezione misto’.
21
_____________________________________________________________________________________________________
2.3. L’analisi dei dati
2.3.1. Lista delle specie censite
E’ stata realizzata una lista di tutte le specie censite nei dodici anni di monitoraggio, dal
2002 al 2013, distinguendo le specie autoctone di sicura origine selvatica dalle specie
esotiche, di origine ferale certa o probabile. Gli uccelli acquatici si prestano infatti ad un
facile allevamento amatoriale ed è comune sia riscontare la presenza di individui esotici
stanziali (es. oche o anatre a distribuzione neartica allevate presso stagni urbani) che
individui aufughi sfuggiti da zoo o collezioni private.Nel presente studio si è deciso di
considerare come specie selvatica l’ibis sacro Threskiornis aethiopicus poiché non è
riconducibile a nessuna delle due categorie e poiché, nonostante sia di origine alloctona,
risulta ormai naturalizzato e la sua presenza sul territorio della Regione Lombardia è in
larga parte costituita da individui nati in natura.
Per tutte le specie è stato valutato lo stato delle presenze presso le zone umide regionali
(vedi Tab. 3.1 ed Appendice I), individuando specie regolarmente o irregolarmente
presenti (Tab 2.1), ed è stata riportata la stima di popolazione, valutata come valore medio
dei conteggi annuali nel decennio 2002-2013, il numero di anni di presenza, lo stato di
conservazione e le condizioni legislative che ne normano la gestione (presenza negli
allegati della Direttiva Uccelli 2009/147/CE) e la possibilità di prelievo venatorio ai sensi
della Legge 157/92.
L’importanza conservazionistica delle specie è stata valutata attraverso le categorie SPEC
di BirdLife International (BirdLife International 2004) (Tab 2.2). Le categorie SPEC
individuano le popolazioni che mostrano un declino attuale o che hanno subito un declino
consistente nei decenni passati e che, pur mostrando attualmente popolazioni stabili o in
crescita, non hanno raggiunto tuttora livelli di popolazione precedenti al declino. Queste
categorie sintetizzano lo stato di conservazione delle specie a livello globale, individuando
l’importanza delle popolazioni europee nel sostenere una determinata specie. Inoltre,
risultano particolarmente adatte per gli scopi di questo lavoro dato che la componente
principale dell’avifauna acquatica svernante è costituita da migratori che utilizzano la
Lombardia solo durante il periodo invernale. Al contrario, la Lista Rossa Italiana (Peronace
et al. 2012), in questo frangente avrebbe fornito una visione limitata sulle specie in esame
dato che si riferisce esclusivamente alle popolazioni riproduttive.
Il criterio utilizzato per definire le categorie fenologiche delle specie, ovvero la regolarità
con cui occorrono in regione, è simile a quello utilizzato da Tinarelli et al. (2010), con la
differenza che i valori di riferimento (numero di anni di osservazione di una specie) sono
rapportati ad un periodo di dodici anni invece che di dieci e che abbiamo scelto di non
attribuire una categoria fenologica alle specie ferali.
___________________________________________________________________________________________
Tabella 2.1. Categorie SPEC (Species of European Conservation Concern) secondo BirdLife
International (2004) e categorie della Lista Rossa italiana seocndo Peronace et al 2011.
Categoria
Descrizione
SPEC 1
Specie con popolazioni in declino a livello globale
SPEC 2
Specie con status di conservazione europeo sfavorevole , con popolazioni concentrate in
Europa
SPEC 3
Specie con status di conservazione sfavorevole , non concentrata in Europa
W
Popolazioni solo svernanti
Non SPEC
Specie con status di conservazione europeo favorevole
Tabella 2.2 Categorie fenologiche delle specie tra il 2002 ed il 2013.
Categoria
Presenza
Descrizione
Regolare
Almeno 7 anni/12 anni
Svernante regolare in Lombardia
Irregolare
Da 3 a 7 anni/12 anni
Svernate irregolare in Lombardia
Accidentale
1 o 2 anni/12 anni
Svernante accidentale in Lombardia
Moretta codona (G.Conca)
23
_____________________________________________________________________________________________________
2.3.2. Individuazione delle popolazioni importanti a livello nazionale ed
internazionale
Abbiamo considerato come stima della dimensione della popolazione di una determinata
specie a livello regionale, la media dei totali annuali per il periodo 2004-2013, includendo
nel computo il valore 0 per gli anni senza osservazioni. La media, relativa ai conteggi
diurni, è stata calcolata solo per le specie considerate regolari. Sono state considerate di
importanza nazionale e internazionale, rispettivamente, le popolazioni di specie selvatiche
che costituiscono almeno l’1% della popolazione svernante in Italia e almeno l’1% della
popolazione biogeografica di riferimento, ovvero la popolazione relativa alla flyway che
insiste sul territorio regionale (Criterio 6 della convenzione di Ramsar), a condizione che
siano presenti un minimo di 50 individui (Musgrove et al. 2001, Baccetti et al. 2002).
Abbiamo inoltre tenuto in considerazione il Criterio 5, che individua come importanti per
la conservazione dell’avifauna acquatica le zone umide che ospitano almeno 20.000
individui. I Criteri 5 e 6 sono quelli utilizzati a livello globale per l’individuazione dei siti
di importanza critica per la conservazione delle specie(Critical Site Network, Wings over
Wetlands 2011).
La presentazione dei dati è stata resa il più possibile uniforme con le pubblicazioni di
riferimento per agevolare i confronti, in particolare con i report annuali delle Regione
Lombardia e con il più recente resoconto nazionale già pubblicato (Baccetti et al. 2002).
Alzavole (M. Ravasini)
___________________________________________________________________________________________
2.3.3. Definizione del trend di popolazione
Per le 20 specie presenti in Regione Lombardia con numeri significativi o ritenute di
particolare interesse a livello regionale dal punto di vista gestionale/conservazioni stico,
sono stati calcolati gli indici di popolazione relativi agli 11 anni dal 2003 al 2013. Questi
indici permettono di individuare eventuali variazioni nella dimensioni delle popolazioni
nel tempo.
Gli indici di popolazione sono stati calcolati utilizzando il software TRIM (Trends and Indices
for Monitoring data; Pannekoek e van Strien 2005) che permette di minimizzare gli effetti
dovuti alla sovradispersione dei dati, caratteristica tipica dei dataset derivati da
monitoraggi ad ampia scala come i conteggi IWC, ed alla eventuale autocorrelazione
temporale, ovvero la dipendenza dei valori registrati in un dato momento dal valore
registrato nei conteggi precedenti. Inoltre, l’utilizzo di TRIM permette un valido confronto
con gli andamenti ottenuti da altri studi relativi ai conteggi degli acquatici svernanti che
hanno utilizzato la stessa metodologia (Baccetti et al. 2002, Tinarelli et al. 2010, Curcó e
Bigas 2012, Wetlands International e van Roomen 2012, M. Zenatello, com. pers. per i trend
su scala nazionale aggiornati al 2010). Il software TRIM permette di evidenziare le
variazioni tra singoli anni, e di valutare l’andamento nell’intero periodo considerato,
stimando gli indici per le zone umide non censite in base alla variazione interannuale tra le
altre zone effettivamente censite nelle varie coppie di anni successivi. In questo lavoro, è
stato utilizzato un modello TRIM con effetto sito e tempo (time effect). I trend demografici
sono stati categorizzati secondo il criterio suggerito da Pannekoek e van Strien (2005) ed
utilizzato anche da ISPRA per definire gli andamenti a scala nazionale (Baccetti et al. 2002;
vedi anche Curcó e Bigas 2012, van Roomen et al 2011):
 Aumento/diminuzione forte: trend significativamente diverso da zero ed entità della
variazione significativamente superiore al 5% annuo.
 Aumento/diminuzione moderato: trend significativamente diverso da zero e entità della
variazione significativamente inferiore al 5% annuo.
 Aumento/diminuzione: trend significativamente diverso da zero e entità della variazione
non significativamente diversa dal 5% annuo.
 Stabile: trend non significativamente diverso da zero e entità della variazione
significativamente inferiore al 5% annuo.
 Indeterminato: trend non significativamente diverso da zero e entità della variazione non
significativamente diversa dal 5% annuo.
25
_____________________________________________________________________________________________________
2.3.4. Analisi dei fattori ambientali influenzanti l’idoneità delle zone
umide ad ospitare avifauna acquatica svernante
Considerato che uno degli scopi principali dei censimenti a lungo termine è fornire dati
utili alla pianificazione territoriale, risulta importante riuscire ad individuare i fattori
ambientali che influenzano i popolamenti animali oggetto di studio, in particolar modo
per quanto riguarda variabili legate all’azione umana e quindi potenzialmente modificabili
al fine di potenziarne oppure di mitigarne gli effetti.
Abbiamo quindi valutato l’importanza di alcune caratteristiche delle zone umide nel
determinarne l’idoneità ad ospitare avifauna svernante, in particolare la tipologia
ambientale, l’estensione, e il regime di protezione. Per effettuare l’analisi statistica
dell’effetto di queste caratteristiche, abbiamo trasformato nel loro logaritmo naturale
(log10) i valori delle variabili la cui distribuzione mostrava un evidente scostamento dalla
normalità (abbondanza ed estensione delle zone umide). Ciò ha consentito anche di
ridurre l’impatto dei valori estremi sull’esito delle analisi, e di approssimare la
distribuzione delle variabili alla distribuzione gaussiana, in modo da applicare tecniche di
analisi statistica parametrica. Per eliminare l’effetto di non-indipendenza dei dati dovuta ai
censimenti ripetuti negli anni negli stessi luoghi, le analisi sono state effettuate sulla media
dei valori annuali (periodo 2004-2013) dell’abbondanza complessiva delle specie target che
chiameremo d’ora in poi “abbondanza delle specie target”, e del numero di specie
selvatiche d’ora in poi “ricchezza di specie”, per ciascuna zona umida del catasto IWC.
___________________________________________________________________________________________
Sono stati calcolati i valori medi per ciascuna zona umida separatamente per l’insieme
delle specie di interesse venatorio (cacciabili) e per quelle non di interesse venatorio (non
cacciabili).Per verificare l’effetto del livello di protezione sull’abbondanza delle specie
target e sulla ricchezza di specie, è stato sviluppato un modello lineare misto in cui il livello
di protezione (area non protetta; area a regime misto; area protetta) è stato inserito come
fattore fisso a tre livelli. Come già accennato, zone umide non protette in cui non è
praticata, o non è praticabile, l’attività venatoria sono state assegnate alla categoria ‘area
protetta’ o a ‘regime di protezione misto’ nel caso vi fosse all’interno della stessa zona
umida un’alternanza di aree protette e aree dove è praticata l’attività venatoria. Il grado di
tutela delle specie è stato incluso nelle analisi come fattore fisso a due livelli (specie di
interesse venatorio vs. specie non di interesse venatorio). Le zone umide sono state inoltre
codificate come elementi lineari e con acque lotiche (fiumi e canali) oppure come superfici
con acque lentiche (laghi, bacini di cava e zone umide), come variabile ‘tipologia della
zona umida’, considerata come fattore fisso nei modelli. L’estensione della zona umida,
espressa in ettari, è stata inserita come covariata per tener conto dell’effetto della superficie
della zona umida sulle stime di abbondanza, poiché aree di dimensione maggiore sono
attese ospitare un maggior numero di individui. Il codice della zona umida è stato inserito
come fattore casuale per tener conto del fatto che per ogni zona umida erano disponibili
due valori, uno riferito alle specie di interesse venatorio e uno alle specie non di interesse
venatorio. Nei modelli sono state incluse le interazioni a due vie tra i fattori fissi. Sono
state saggiate (e mantenute nel modello se statisticamente significative) le interazioni a due
vie tra i fattori fissi e la covariata. Il test di Kolmogorov-Smirnov, applicato ai residui dei
modelli, non ha infatti mostrato uno scostamento significativo da una distribuzione
gaussiana, confermando la bontà delle trasformazioni applicate ai dati.
In totale, nelle analisi sono state incluse 158 zone umide (è stata esclusa l’area aeroportuale
di Linate), delle quali 29 non protette, 39 a regime misto e 90 protette (Appendice VI).
27
3. Risultati
3.1. Lo sforzo di censimento
Tra il 2004 e il 2013, le zone umide censite almeno una volta sono state complessivamente
159, in media 128 zone censite annualmente. Considerando che il numero complessivo
rappresenta circa il 70% delle zone codificate da ISPRA per la Lombardia, pari a più del
98% della superficie totale delle zone umide, e che la totalità delle più importanti zone
viene visitata con continuità, la copertura regionale si può considerare molto buona. Il
numero di zone umide censite si è mantenuto costante fino al 2011 (Fig. 3.1). Nel 2012 e
2013 numerose zone umide, in prevalenza bacini di cava della provincia di Milano, non
sono più stati visitate. Da un punto di vista regionale questo calo non ha grande influenza
sulla copertura e sul confronto con gli anni precedenti poiché le zone non più censite, pur
numerose, coprono una limitata estensione del totale delle zone umide lombarde, come
evidenziato dal fatto che la superficie delle zone umide censite rimane pressoché invariata
negli anni (Fig. 3.1), e ospitano solo una frazione limitata dell’avifauna svernante (cfr.
Appendice VI). A livello locale, tuttavia, risulta estremamente negativa la perdita di una
serie continua nel tempo di dati faunistici che può concorrere a formare una base
conoscitiva utile alla pianificazione territoriale e alla valorizzazione della biodiversità, in
particolare per una provincia fortemente urbanizzata come quella di Milano.
160
140
Zone umide censite
ate.
_____________________________________________________________________________________________________
134
133
132
131
133
127
125
132
100
98%
98%
97.7%
97.8%
118
116
120
97.2%
98.1%
98.6%
97.6%
97.9%
97.1%
80
60
40
20
0
2004
2005
2006
2007
Numero di zone
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Percentuale sul totale
Figura 3.1. Sforzo di censimento dal 2004 al 2013, comel numero totale di zone umide censite (in
azzurro), e come percentuale di superficie delle zone umide censite (in verde) sul totale delle zone
umide lombarde comprese nel catasto IWC.
___________________________________________________________________________________________
3.2. La comunità di uccelli acquatici svernanti: consistenza
numerica, categorie fenologiche e diversità
Durante il periodo 2004-2013, il totale dei conteggi dell’avifauna acquatica svernante è
sempre stato compreso tra 115.000 e 135.000 individui circa (valore minimo 114.674 nel
2013, massimo 137.015 nel 2007), con una media annua pari a 125.980 individui.
Considerando le specie target, il valore minimo è stato registrato nel 2012 con 78.525
individui, mentre il valore massimo è riferito ai conteggi del 2006 con 93.160 individui. La
media per anno è pari a 86.135. Le specie di interesse conservazionistico hanno avuto una
media di 10.672 individui con un massimo di 15.322 nel 2004 ed un minimo di 7.619 nel
2013, mentre le specie di interesse venatorio, hanno avuto una media di 77.210 con un
massimo di 86.883 nel 2007 ed un minimo di 28.244 nel 2012.
Per quanto riguarda la ricchezza di specie, nel corso dei censimenti IWC condotti in
Lombardia, sono state osservate 103 specie di uccelli acquatici (periodo 2002-2013). Di
queste, 17 sono di origine domestica probabile o certa, non essendo accidentali noti per
l’Italia, e perché erano individui stanziali o recavano marcature tipiche degli allevamenti
amatoriali. Alle specie selvatiche e alle specie esotiche vanno aggiunte le anatre germanate
e domestiche, le oche domestiche e gli ibridi di anatidi (dal 2002 al 2013 sono stati
riconosciuti, dalle caratteristiche morfologiche, tre probabili ibridi; cfr. report annuali dei
censimenti IWC in regione Lombardia)
160000
Abbondanza (n ind)
140000
120000
100000
80000
60000
40000
20000
0
2004
2005
2006
2007
2008
Specie selvatiche
2009
2010
2011
2012
2013
Specie target
Figura 3.2. Totali annuali dei censimenti IWC in Lombardia per le specie selvatiche (in azzurro) e le
specie target (in verde) dal 2004 al 2013.
29
Abbondanza (n ind)
_____________________________________________________________________________________________________
100000
90000
80000
70000
60000
50000
40000
30000
20000
10000
0
2004
2005
2006
2007
2008
Specie di interesse conservazionistico
2009
2010
2011
2012
2013
Specie di interesse venatorio
Figura 3.3. Totali annuali dei censimenti IWC in Lombardia per le specie di avifauna acquatica
svernante di interesse conservazionistico (in viola) e di interesse venatorio (in arancione).
Delle 86 specie selvatiche censite, 55 (64%) risultano regolari (presenti almeno sette anni su
dodici), 16 (19%) sono irregolari (presenti tra tre e sette anni) e 15 (17%) vanno considerate
accidentali (presenti in meno di tre anni) (Fig. 3.4).
Figura 3.4. Categorie fenologiche delle specie censite in Lombardia durante i censimenti IWC nel
periodo 2002-2013. Sono considerate regolari (Reg) le specie contattate 7 anni su 12, irregolari (Irr)
tra i 3 ed i 7 anni ed accidentali (Acc) le specie contattate in meno di 3 anni.
___________________________________________________________________________________________
Tabella 3.1. Specie osservate durante i censimenti IWC in Regione Lombardia dal 2002 al 2013. Viene indicata la categoria
fenologica della popolazione svernante [specie regolare (Reg): >7 anni di presenza; irregolare (Irr): 3-7 anni di presenza;
accidentale (Acc): <3 anni di presenza], il conteggio medio 2002-2013 (per le sole specie regolari), il numero di anni in cui la
specie è stata osservata, il valore minimo e quello massimo. Le specie sono elencate in ordine tassonomico.
Nome scientifico
Specie
Categoria Media N° anni
Gavia immer
Gavia arctica
Gavia stellata
Tachybaptus ruficollis
Podiceps grisegena
Podiceps cristatus
Podiceps auritus
Podiceps nigricollis
Phalacrocorax carbo
Ardea cinerea
Ardea purpurea
Casmerodius albus
Egretta garzetta
Bubulcus ibis
Nycticorax nycticorax
Ixobrychus minutus
Botaurus stellaris
Platalea leucorodia
Threskiornis aethiopicus
Ciconia ciconia
Ciconia nigra
Anser anser
Anser albifrons
Anser fabalis fabilis
Anser fabalis rossicus
Cygnus olor
Cygnus cygnus
Cygnus bewickii
Tadorna tadorna
Anas penelope
Anas strepera
Anas crecca
Anas platyrhynchos
Anas acuta
Anas querquedula
Anas clypeata
Netta rufina
Aythya ferina
Aythya nyroca
Aythya fuligula
Aythya marila
Aythya collaris
Clangula hyemalis
Somateria mollissima
Melanitta nigra
Melanitta fusca
Strolaga maggiore
Strolaga mezzana
Strolaga minore
Tuffetto
Svasso collorosso
Svasso maggiore
Svasso cornuto
Svasso piccolo
Cormorano
Airone cenerino
Airone rosso
Airone bianco maggiore
Garzetta
Airone guardabuoi
Nitticora
Tarabusino
Tarabuso
Spatola
Ibis sacro
Cicogna bianca
Cicogna nera
Oca selvatica
Oca lombardella
Oca granaiola della taiga
Oca granaiola della tundra
Cigno reale
Cigno selvatico
Cigno minore
Volpoca
Fischione
Canapiglia
Alzavola
Germano reale
Codone
Marzaiola
Mestolone
Fistione turco
Moriglione
Moretta tabaccata
Moretta
Moretta grigia
Moretta dal collare
Moretta codona
Edredone
Orchetto marino
Orco marino
31
Irr
Reg
Reg
Reg
Reg
Reg
Irr
Reg
Reg
Reg
Acc
Reg
Reg
Reg
Reg
Acc
Reg
Acc
Reg
Reg
Reg
Reg
Irr
Acc
Acc
Reg
Reg
Acc
Reg
Reg
Reg
Reg
Reg
Reg
Irr
Reg
Reg
Reg
Reg
Reg
Reg
Acc
Irr
Reg
Irr
Reg
69
2
1597
10
10897
1948
6295
1643
418
224
312
17
37
37
7
1
21
1072
1
4
138
238
2497
34427
7
58
68
3121
21
2862
7
2
32
3
12
10
12
12
12
5
12
12
12
2
12
12
12
11
1
12
2
11
10
7
11
6
2
1
12
10
1
9
12
12
12
12
12
4
12
12
12
12
12
10
1
4
8
6
12
Min
Max
0
2
12
160
0
4
1134 2058
1
28
6708 13676
0
2
645
5307
4596 7419
1203 2090
0
1
159
549
113
480
26
748
0
40
0
1
24
75
0
3
0
110
0
23
0
2
0
60
0
36
0
4
0
1
973
1159
0
3
0
3
0
18
31
407
126
415
1801 3154
27065 41924
1
34
0
36
26
122
15
143
1992 6010
7
38
2044 3781
0
19
0
1
0
3
0
6
0
11
2
153
_____________________________________________________________________________________________________
Nome scientifico
Bucephala clangula
Mergus albellus
Mergus serrator
Mergus merganser
Grus grus
Rallus aquaticus
Gallinula chloropus
Porzana parva
Fulica atra
Charadrius dubius
Himantopus himantopus
Pluvialis apricaria
Vanellus vanellus
Numenius arquata
Philomachus pugnax
Tringa nebularia
Tringa erythropus
Calidris alpina
Tringa glareola
Tringa ochropus
Actitis hypoleucos
Scolopax rusticola
Gallinago gallinago
Lymnocryptes minimus
Limosa limosa
Larus canus
Larus argentatus
Larus michahellis
Larus cachinnans
Larus fuscus
Larus marinus
Larus melanocephalus
Larus ridibundus
Hydrocoleus minutus
Chlidonias hybridus
Haliaeetus albicilla
Aquila clanga
Circus aeruginosus
Circus cyaneus
Asio flammeus
Specie
Quattrocchi
Pesciaiola
Smergo minore
Smergo maggiore
Gru
Porciglione
Gallinella d'acqua
Schiribilla
Folaga
Corriere piccolo
Cavaliere d'Italia
Piviere dorato
Pavoncella
Chiurlo maggiore
Combattente
Pantana
Totano moro
Piovanello pancianera
Piro piro boschereccio
Piro piro culbianco
Piro piro piccolo
Beccaccia
Beccaccino
Frullino
Pittima reale
Gavina
Gabbiano reale nordico
Gabbiano reale mediterraneo
Gabbiano reale orient.
Zafferano
Mugnaiaccio
Gabbiano corallino
Gabbiano comune
Gabbianello
Mignattino piombato
Aquila di mare
Aquila anatraia maggiore
Falco di Palude
Albanella reale
Gufo di palude
Specie di origine ferale
Chen caerulescens
Alopochen aegyptiacus
Anser indicus
Branta leucopsis
Branta canadensis
Cygnopisis cygnoides
Branta bernicla
Tadorna ferruginea
Cygnus atratus
Pelecanus crispus
Oca delle nevi
Oca egiziana
Oca indiana
Oca facciabianca
Oca del Canada
Oca cignoide
Oca colombaccio
Casarca
Cigno nero
Pellicano riccio
Categoria Media N° anni Min
Max
Reg
41
12
13
65
Reg
2
7
0
9
Reg
7
12
2
22
Reg
81
12
10
219
Reg
24
7
0
247
Reg
131
12
95
175
Reg
3364
12
2291 4643
Acc
1
0
2
Reg
27265
12
22783 42272
Acc
2
0
3
Acc
1
0
1
Irr
3
0
35
Reg
3171
12
459
7201
Reg
2
10
0
8
Irr
6
0
6
Irr
4
0
5
Acc
1
0
2
Irr
3
0
2
Acc
1
0
2
Reg
26
12
7
55
Reg
23
12
9
45
Reg
3
11
0
6
Reg
150
12
55
337
Irr
6
0
3
Acc
1
0
1
Reg
825
12
370
1914
Reg
4
11
0
11
Reg
1614
12
622
2272
Reg
12
9
0
77
Reg
3
10
0
12
Irr
3
0
1
Acc
1
0
1
Reg
20203
12
16035 26131
Irr
6
0
6
Irr
4
0
1
Acc
1
0
1
Irr
6
0
1
Reg
31
12
24
45
Reg
26
12
18
40
Irr
4
0
1
Acc
Reg
Irr
Reg
Reg
Reg
Acc
Reg
Reg
Acc
2
2
1
8
3
5
-
1
11
4
9
8
11
1
10
10
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
5
2
6
4
16
1
9
20
2
___________________________________________________________________________________________
Nome scientifico
Aix galericulata
Aix sponsa
Chairina moschata
Chenonetta jubata
Oxyura jamaicensis
Anas sibilatrix
Balearica regulorum
Specie
Anatra mandarina
Anatra sposa
Anatra muta
Anatra dalla criniera
Gobbo della Giamaica
Fischione del Cile
Gru coronata
Categoria Media N° anni
Reg
25
12
Reg
2
9
Reg
4
7
Acc
1
Irr
3
Acc
1
Irr
4
Forme domestiche e ibride
Anas sp.
Anser sp.
Anatre germanate e domestiche
Oche domestiche
Reg
Reg
742
17
12
9
Min
1
0
0
0
0
0
0
Max
51
4
15
1
5
1
1
316
0
1680
57
3
9
SPEC 1
SPEC 2
SPEC 3
48
24
SPEC 3W
Non SPEC
2
Figura 3.5. Categorie SPEC (Species of European Conservation Concern; BirdLife International
2004) delle specie osservate durante i censimenti IWC dal 2002 al 2013
Di tutte le specie contattate nel periodo considerato il 40% risulta avere un particolare
interesse conservazionistico, ricadendo in una delle categorie SPEC (Fig. 3.5; cfr.
Appendice I). Le specie regolari in Regione Lombardia sono quelle per cui le zone umide
lombarde rappresentano maggiormente una risorsa per la conservazione delle popolazioni
svernanti. All’interno di questa categoria, il 34% rientra in una delle categorie SPEC. Sul
totale delle 103 specie censite, 18 sono cacciabili e 85 specie risultano protette (vedi
Appendice I).
33
_____________________________________________________________________________________________________
Tarabuso (M. Ravasini)
3.3. Importanza nazionale ed internazionale dei contingenti
di avifauna acquatica svernanti in Lombardia
Delle 54 specie selvatiche di avifauna acquatica regolarmente svernanti in Lombardia
(l’ibis sacro è stato escluso per mancanza di dati di riferimento), 40 soddisfano il Criterio 6
della convenzione di Ramsar (vedi paragrafo 2.3.2), in quanto mostrano un conteggio
medio superiore all’1% del totale della specie a livello nazionale, anche se solo 25 di queste
superano la soglia dei 50 individui presenti in media sul territorio regionale (Tab. 3.2).
Particolarmente rilevanti, a livello nazionale, risultano essere i contingenti dello svasso
maggiore (41% del totale nazionale), dello smergo maggiore (40% del totale nazionale) e
della moretta (35% del totale nazionale). Superiori al 20% del totale nazionale anche i
contingenti svernanti di cigno reale, fistione turco, strolaga mezzana e svasso piccolo (Tab.
3.2).
Per alcune specie rare o accidentali la presenza in Lombardia rappresenta la quasi totalità
delle osservazioni in Italia (ad es. strolaga minore, svasso collorosso) (Tab. 3.2).Infine, è da
segnalare che per svasso maggiore e germano reale le popolazioni svernanti in Regione
___________________________________________________________________________________________
superano la soglia dell’1% del contingente svernante a livello di flyway (Tab. 3.2),
indicando popolazioni rilevanti a livello internazionale. Gli individui di cormorano e
tarabuso svernati appartengono a due diverse popolazioni afro-europee poiché la
Lombardia si situa in una regione dove i due areali risultano intersecanti.
Tabella 3.2. Contingenti delle specie selvatiche regolarmente svernanti in Lombardia (in ordine
tassonomico, media 2002-2013, 54 specie; l’ibis sacro è escluso per assenza di dati di riferimento).
Soglia dell'1% della popolazione svernante nazionale (relativa alla media 2006-2010, dati ISPRA
non pubblicati) ed internazionale (Wetlands International 2012), popolazione biogeografica di
riferimento (Flyway) delle specie censite (Wings over wetlands 2011, Wetlands International 2012).
Sono segnati con + i valori <1, in grassetto le specie che superano la soglia nazionale dell’1%, con *
le specie con soglia dell’1% ma con totale < 50 individui, sottolineate le specie con soglia >1% a
livello di flyway.
Specie
Strolaga mezzana
Strolaga minore*
Tuffetto
Svasso collorosso*
Svasso maggiore
Svasso piccolo
Cormorano
Airone cenerino
Airone bianco
maggiore
Garzetta
Airone guardabuoi
Nitticora*
Tarabuso
Cicogna bianca*
Cicogna nera*
Oca selvatica
Cigno reale
Cigno selvatico*
Volpoca
Fischione
Canapiglia
Alzavola
Germano reale
Codone
Mestolone
Fistione turco*
Moriglione
Moretta tabaccata*
Moretta
Moretta grigia*
Edredone*
Lombardia
% Italia
1% Italia
1% Flyway
Flyway
69
2
1597
10
10897
1948
6295
1643
23%
7%
14%
26%
41%
21%
9%
12%
3
+
110
+
265
93
680
139
3500
100
3900
660
3500
2100
3900+4000
2700
N Europe, W Siberia/Europe
Caspian Black sea, E Mediterranean
Europe, NW Africa
Black Sea, Mediterranean
NW, W Europe
Europe/South, W Europe, N Africa
N, C Europe, Black sea, Mediterr.
N, W Europe, Central, E Europe
418
6%
73
460
W, C, SE Europe, Black Sea, Mediterr.
224
312
17
37
3%
4%
4%
3%
78
76
4
11
1300
2900
770
65+820
W Europe, NW Africa
SW Europe
W Europe, NW Africa
W, E Europe, NW Africa, Black Sea, E Medit.
7
3%
2
1600
SW , W Europe, NW, Sub-Saharan Africa
1
21
1072
1
4
138
238
2497
34427
7
58
68
3121
21
2862
7
2
25%
<1%
26%
<1%
<1%
2%
2%
14%
<1%
<1%
23%
10%
4%
35%
3%
2%
+
128
41
?
177
1213
102
1540
2420
119
253
3
320
6
81
2
1
15
560
2500
220
3000
3000
1100
10200
10000
7500
4500
500
8000
25
6000
3100
9800
SW Europe
C Europe/N Africa
NW Mainland, C Europe
NW Mainland Europe
NW Europe
W Siberia, NE Europe/Black Sea, Medit.
NE Europe/Black Sea, Mediterranean
W Siberia, NE Europe/Black Sea, Medit.
N Europe/W Mediterranean
W Siberia, NE, E Europe/S Europe, W Africa
W Siberia, NE, E Europe/S Europe, W Africa
SW, C Europe/W Mediterranean
C, NE Europe/Black Sea, Mediterranean
W Mediterranean/N, W Africa
C Europe, Black Sea, Mediterranean
N Europe/W Europe
Baltic Denmark, Netherlands
35
_____________________________________________________________________________________________________
Specie
Orco marino*
Quattrocchi*
Pesciaiola
Smergo minore
Smergo maggiore
Gru*
Porciglione
Gallinella d'acqua
Folaga
Pavoncella
Chiurlo maggiore
Piro piro culbianco*
Piro piro piccolo*
Beccaccia*
Beccaccino
Gavina
Gabbiano reale
nordico
Gabbiano reale
mediterraneo
Gabbiano reale
orientale
Zafferano
Gabbiano comune
Falco di palude*
Albanella reale
Lombardia
33
41
2
7
81
24
131
3364
27265
3171
2
26
23
3
150
825
% Italia
16%
3%
<1%
<1%
40%
6%
2%
20%
10%
6%
<1%
2%
<1%
10%
5%
16%
1% Italia
2
15
6
12
2
4
79
168
2639
506
71
17
38
+
30
50
1% Flyway
4500
11400
400
1700
2700
900
10000
37100
17500
72300
8400
15500
17300
158100
25000
16400
Flyway
W Siberia, N Europe/NW Europe
NW, C Europe
NW, C Europe
NW, C Europe
NW, C Europe
NE, C Europe/N Africa
Europe, N Africa
Europe, N Africa
Europe, N Africa
W Asia/SW Asia, Europe, W Asia
Europe/Europe N, W Africa
N Europe/S, W Europe, West Africa
W, C Europe/W Africa
Europe/S, W Europe, N Africa
Europe/S, W Europe, NW Africa
NW, C Europe/Atlantic coast, Mediterr.
4
-
?
20100
N, NW Europe
1614
1%
1355
7000
Mediterranean Iberia, Morocco
12
?
?
20000
Black Sea, W Asia/SW Asia, NE Africa
3
20203
31
26
<1%
8%
3%
<1%
8
2616
10
28
5500
42100
-
W Europe/Mediterranean, W Africa
W Europe/W Europe W Medit., W Africa
-
___________________________________________________________________________________________
3.4. Le zone umide IWC in Lombardia: caratteristiche, livello
di protezione ed importanza per lo svernamento
dell’avifauna acquatica
In termini di superficie, l’85% delle zone umide lombarde censite è costituito dai laghi
naturali, seguita dai fiumi con il 10.6%. Le altre tipologie di zone umide nel complesso non
superano il 5% della superficie totale (Tab. 3.3). Dal punto di vista del livello di protezione,
gran parte della superficie delle zone umide (57%) è costituita da aree ove l’attività
venatoria è consentita sulla totalità della superficie o su una sua frazione (aree a regime di
protezione misto). Nel complesso, la superficie di zone umide lombarde in cui l’attività
venatoria non è consentita o non è praticata costituiscono il 43% del totale.
La capacità delle zone umide di attrarre l’avifauna è estremamente variabile: questa deriva
dalla tipologia della zona umida, dalla sua superficie e dalle caratteristiche intrinseche di
ogni sito, quali l’intensità del disturbo, la batimetria, la struttura del bacino o della
vegetazione spondale. La variabilità si esprime attraverso la ricchezza di specie che hanno
frequentato il sito e la dimensione del contingente svernante, in termini di abbondanza
complessiva o di densità per unità di superficie.
Tabella 3.3. Estensione in ettari delle superfici e numero (tra parentesi) di zone umide censite
appartenenti alle diverse tipologie ambientali in base al livello di protezione (esclusa la categoria
‘Altro’, comprendente una sola zona).
N zone
Aree
protette
Aree non
protette
Regime
misto
Totale
%
superficie
totale
Fiumi
50
2933 (14)
3691 (16)
3717 (20)
10342
10.6%
Canali
3
-
58 (2)
13 (1)
71
0.1%
Bacini di cava
40
673 (28)
147 (3)
105 (9)
924
0.9%
Laghi naturali
37
35807 (9)
2012 (3)
45110 (25)
82929
85.0%
Laghi artificiali
4
104 (3)
25 (1)
-
128
0.1%
Zone palustri
24
2649 (20)
541 (4)
-
3190
3.3%
Totale
158
42165
6474
48945
97584
43%
7%
50%
Tipologia
% superficie totale
.
37
_____________________________________________________________________________________________________
Considerando la media per zona umida dal 2004 al 2013 ed escludendo dal computo le
specie ferali e domestiche, l’unico sito che si avvicina a soddisfare il quinto criterio Ramsar
per l’identificazione di aree di importanza internazionale, cioè la capacità di sostenere
almeno 20000 individui svernanti, è il Basso Lago di Garda (BS0103). Il Lago di Garda, nel
suo complesso, con una media di 25980 individui per anno, soddisfa ampiamente questo
requisito (cfr. Baccetti et al. 2002).
Il lago di Garda è anche l’unico sito che ospita una frazione superiore all’1% del
contingente totale regionale, arrivando a soddisfare anche il criterio Ramsar dell’1% sul
totale regionale per la definizione di zone importanti per la conservazione, corrispondente
per la Lombardia a 16.536 individui (ISPRA, dati non pubblicati). L’unico altro sito che si
avvicina a questo valore è il fiume Ticino con una media di 14261 uccelli acquatici
svernanti per anno (Tab. 3.4).
Tabella 3.4. Numero medio di individui di specie selvatiche, di specie di interesse conservazionistico
e di interesse venatorio ospitati nei principali bacini lacustri e nelle principali aste fluviali della
Lombardia, in ordine di estensione (valori medi di abbondanza per zona umida 2004-2013).
Selvatiche
% sul totale
Interesse
conservazionistico
Interesse
venatorio
Lago di Garda
25990
20%
1555
14892
Lago Maggiore
8965
7%
360
2370
Lario
7855
6%
205
2810
Sebino
3726
3%
30
1567
14416
11%
258.2
3067.3
Fiume Po
539
0%
415
11116
Fiume Oglio
2224
2%
362
1736
Fiume Adda
4437
3%
26
327
Fiume Lambro
1991
1%
26
1159
Zona umida
Laghi naturali
Fiumi
Fiume Ticino
Le zone umide che ospitano le frazioni più significative dell’intera popolazione svernante
lombarda sono i grandi laghi e i maggiori fiumi, unitamente ad alcune zone umide e laghi
minori protetti e gestiti a fini naturalistici (Tab. 3.5 e Fig. 3.6). In particolare, le zone umide
comprese nella categoria dei laghi naturali ospitano il 48% dell’avifauna acquatica
svernante, tra cui emerge il lago di Garda che ospita da solo il 20% del totale regionale. Tra
i fiumi, in cui si concentra il 29% degli uccelli acquatici svernanti (Tab. 3.5), è evidente
l’importanza del fiume Ticino che accoglie l’11% del totale della Lombardia (Tab. 3.4; vedi
anche Appendice VI). Le zone palustri, pur costituendo solo il 3.3% della superficie totale
___________________________________________________________________________________________
delle zone umide IWC in Lombardia, ospitano il 17% dell’avifauna svernante totale (Tab.
3.5) e una ricchezza specifica pari a quella di fiumi e laghi (Tab 3.7), dimostrando una
elevata idoneità ambientale nel sostenere le comunità di uccelli acquatici in regione. Anche
la densità media nelle zone palustri risulta superiore (doppia) a quella registrata nei bacini
di cava e sui fiumi (21 individui per ettaro contro, rispettivamente, 13 e 11 individui per
ettaro) anche se l’estrema variabilità dei valori all’interno delle singole categorie non
permette di ottenere una differenza a livello statistico. Tra i siti che mostrano le maggiori
densità in tutta la regione, infatti, molte sono zone palustri, anche di piccola estensione,
alcune delle quali gestite ai fini di attrarre e conservare l’avifauna acquatica e la
biodiversità (Tab 3.6; cfr. Appendice VI). Per contro, i laghi naturali mostrano densità
considerevolmente più basse rispetto a tutte le altre tipologie ambientali (Tab. 3.6). In
queste aree, infatti, la gran parte della superficie è costituita da acque profonde e poco
produttive, non idonee ad ospitare alte densità di avifauna acquatica, che si concentra
invece lungo le sponde, in particolare se ricche di vegetazione naturale (fragmiteto, idrofite
ed elofite) e con acque poco profonde. Tuttavia, l’elevata variabilità dei valori di densità
complessiva entro ciascuna tipologia ambientale non consente di evidenziare differenze
statisticamente significative di densità tra tipologie ambientali.
La ricchezza media di specie è dipendente sia dalla superficie delle zone umide che dalla
eterogeneità ambientale. Questo spiega l’ elevata ricchezza di specie riscontrata nelle zone
palustri, paragonabile a quella dei laghi naturali, nonostante la superficie media di questi
ultimi sia di un ordine di grandezza superiore rispetto alle zone palustri. La minore
ricchezza di specie dei bacini di cava rispetto ai laghi naturali sembra essere invece
ascrivibile prevalentemente ad un effetto delle differenze di superficie. Anche in questo
caso, l’elevata variabilità dei valori di ricchezza di specie entro ciascuna tipologia
ambientale preclude la possibilità di evidenziare differenze statisticamente significative tra
tipologie ambientali. In ogni caso, le zone umide che mostrano i più elevati valori delle
diverse variabili che descrivono la comunità di avifauna acquatica svernante (numero di
specie, abbondanza e densità) sono anche le zone i cui valori si discostano maggiormente
dalla media (es: Basso Lago di Garda, con una media di 28 specie per anno contro la media
regionale dei laghi di 10 specie) (cfr. Appendice VI con Tab. 3.4, 3.5 e 3.6).
Sia tra le zone che ospitano il maggior numero di uccelli che tra quelle che mostrano le
maggiori densità, è evidente una prevalenza di aree ove l’attività venatoria non è
consentita (cfr. Tab. 3.5 e 3.6). Questa tendenza risulta particolarmente evidente se si
osservano i dati in Fig. 3.8, confrontando le percentuali di individui svernanti nelle zone
umide con diverso livello di protezione con la superficie relative di tali aree. Infatti,
considerando le specie selvatiche, il 54% della popolazione svernante si concentra nelle
zone protette, che costituiscono tuttavia solo il 43% della superficie delle zone umide IWC.
Tale concentrazione è ancora più evidente se si considerano altre tipologie di specie, le
specie di interesse conservazionistico (73% nelle aree protette) e le specie di interesse
venatorio (61% nelle aree protette).
39
_____________________________________________________________________________________________________
Tabella 3.5. Numero medio di individui conteggiati per tipologia di zona umida, suddivisa in base al
livello di protezione (è esclusa la categoria ‘Altro’, comprendente una sola zona) (valori medi di
abbondanza per zona umida 2004-2013, media per per tipologia ambientale).
N zone
Protetto
Non protetto
Regime
misto
Totale
% regionale
Fiumi
50
19305 (14)
5406 (16)
13294 (20)
38005
29%
Canali
3
-
291 (2)
264 (1)
555
0.4%
Bacini di cava
40
6435 (28)
137 (3)
1610 (9)
8181
6%
Laghi naturali
37
26053 (9)
1785 (3)
35349 (25)
63188
48%
Laghi artificiali
4
459 (3)
32 (1)
-
491
0.3%
Zone palustri
24
19522 (20)
2942 (4)
-
22464
17%
Totale
158
71809
10592
50516
132918
Categoria ambientale
Fiumi
Canali
16.9%
0.4%
28.6%
Bacini di cava
Laghi naturali
6.2%
Laghi artificiali
0.4%
47.5%
Zone palustri
Figura 3.6. Ripartizione percentuale media del contingente svernante tra le diverse categorie di
zone umide (valori medi di abbondanza per zona umida 2004-2013, media per per tipologia
ambientale).
___________________________________________________________________________________________
Figura 3.7. Distribuzione del contingente svernante dell’avifauna acquatica tra le zone umide IWC
della Lombardia (escluse specie esotiche e domestiche) (valori medi di abbondanza per zona umida
2004-2013). Per ogni zona è indicato il livello di protezione: blu = aree protette; rosso = aree non
protette; verde = aree a regime misto)
41
_____________________________________________________________________________________________________
Tabella 3.6. Densità (ind/ha) media di individui [limiti fiduciali 95%] per tipologia di zona umida in
base al livello di protezione (è esclusa la categoria ‘Altro’, comprendente una sola zona) (valori
medi di abbondanza per zona umida 2004-2013, media per per tipologia ambientale).
Categoria ambientale
N zone
Protetto
Non protetto
Regime misto
Totale
Fiume
50
21.2 [1.7-144.1]
2.8 [0.1-12.1]
8.2 [0.4-45.5]
10.1 [0.2-33.5]
Canale
3
-
6.9 [4.5-9.4]
20.1 [-]
11.3 [4.5-20.1]
Cava
40
13.5 [1.3-34.6]
3.0 [0.3-8.3]
14.9 [1.8-41.5]
13.0 [0.6-38.4]
Lago naturale
37
6.3 [0.3-38.2]
0.7 [0.5-1.2]
0.8 [0.3-1.7]
4.5 [0.3-38.2]
Lago artificiale
4
8.8 [2.5-20.8]
1.3 [-]
-
6.9 [1.3-20.8]
Zona palustre
24
20.3 [0.4-98.7]
23.1 [1.7-64.0]
-
20.8 [0.7-90.6]
Tabella 3.7. Ricchezza media di specie [limiti fiduciali 95%] di avifauna acquatica svernante nelle
diverse tipologie ambientali, suddivise per livello di protezione (è esclusa la categoria ‘Altro’,
comprendente una sola zona) (valori medi di ricchezza di specie per zona umida 2004-2013, media
per per tipologia ambientale).
Categoria ambientale
N zone
Protetto
Non protetto
Regime misto
Totale
Fiume
50
11.5 [3.3-22.2]
8.9 [1.7-14.4]
9.6 [3.5-18.0]
9.9 [3.0-19.5]
Canale
3
-
4.6 [2.5-6.7]
10.0 [-]
6.4 [2.5-10.0]
Bacini di cava
40
6.5 [0.3-14.8]
4.9 [1.3-9.0]
4.9 [2.5-7.6]
6.0 [0.7-14.7]
Lago naturale
37
10.2 [1.6-18.1]
9.9 [8.0-12.4]
16.4 [10.8-28.5]
11.7 [1.6-20.2]
Lago artificiale
4
5.3 [3.5-8.0]
2.2 [-]
-
4.5 [2.2-8.0]
Zona palustre
24
11.5 [2.3-23.2]
8.3 [4.8-13.6]
-
11.0 [2.9-21.5]
___________________________________________________________________________________________
Superficie complessiva
7%
43%
50%
Specie di interesse
conservazionistico
7%
Tutte le specie
Specie di interesse
venatorio
20%
73%
Figura 3.8. Superficie complessiva (in %) delle zone umide in base al livello di protezione (in alto) e
ripartizione (in %) del contingente svernante dell’avifauna acquatica svernante (valori medi nel
periodo 2004-2013) per tutte le specie, per le specie di interesse conservazionistico e per le specie di
interesse venatorio in base al livello di protezione. Sono escluse le specie esotiche e domestiche.
43
_____________________________________________________________________________________________________
3.5. Gli effetti delle caratteristiche delle zone umide
sull’avifauna acquatica svernante
Il modello lineare misto relativo alla variazione di abbondanza delle specie target,
cacciabili e non cacciabili, ha evidenziato un effetto statisticamente significativo del livello
di protezione sul numero medio di individui presenti in una zona umida (Tab. 3.8). In
particolare, è emersa una minore abbondanza nelle zone umide non protette rispetto a
quelle a regime di protezione misto e a quelle protette (Tab. 3.8, Fig. 3.9),
indipendentemente dal fatto che si considerino i conteggi di specie di interesse venatorio o
non di interesse venatorio (interazione non significativa livello di protezione × specie di
interesse venatorio, Tab. 3.8).
I test post-hoc hanno mostrato una differenza statisticamente significativa tra tutti i livelli
del fattore ‘livello di protezione’ (p < 0.05). Nel complesso, l’abbondanza media delle
specie target, pari a 45.5 (± 10.4 e.s.). sia di specie cacciabili che non cacciabili, nelle aree
protette è risultata essere 2.5 volte maggiore rispetto alle aree a regime misto (18.9 ± 4.9) e
6.8 volte maggiore rispetto alle aree non protette (6.7 ± 2.1),vedi anche Fig. 3.9. La maggior
parte di specie target, cioè quelle che forniscono stime affidabili, sono specie di interesse
venatorio la cui abbondanza risulta quasi 20 volte maggiore rispetto alle specie target non
di interesse venatorio (4.1 ± 0.7 vs. 78.5 ± 14.2). La maggior parte degli anatidi, il gruppo
tassonomico più abbondante di specie target, è infatti cacciabile, come anche la folaga,
mentre gli svassi e le strolaghe contano poche specie spesso poco abbondanti.
Il modello ha inoltre messo in evidenza alcuni altri effetti statisticamente significativi ma
di limitato interesse dal punto di vista ecologico e gestionale (Tab. 3.8), brevemente
commentati di seguito. Le specie di interesse non venatorio, ma non quelle di interesse
venatorio, sono risultate più abbondanti nelle zone umide con acque lentiche (laghi, bacini
di cava e zone palustri) rispetto ai fiumi e canali (interazione statisticamente significativa
interesse venatorio × tipologia di zona umida, Tab. 3.8). L’abbondanza è inoltre risultata
significativamente superiore nelle zone umide con acque lentiche rispetto ai fiumi e canali,
ma solo per le aree a regime di protezione misto (interazione statisticamente significativa
livello di protezione × tipologia di zona umida, Tab. 3.8).
Infine, l’incremento di abbondanza per unità di superficie della zona umida è risultato
maggiore per le specie non di interesse venatorio rispetto a quelle di interesse venatorio
(interazione statisticamente significativa superficie × interesse venatorio, Tab. 3.8, Fig
3.10).
___________________________________________________________________________________________
Tabella 3.8. Modelli lineari misti dell’abbondanza delle specie target e della ricchezza di specie (n =
158 zone umide) in funzione del livello di protezione (area non protetta, area a regime di
protezione misto, area protetta), della tipologia di zona umida (acque lentiche vs. acque lotiche),
dell’interesse venatorio (specie di interesse venatorio vs. specie non di interesse venatorio) e
dell’estensione del sito. I gradi di libertà sono stimati mediante il metodo di Sattertwhaite.
Variabile
Gradi di libertà
F
p
Livello di protezione
2, 151
15.86
<0.001
Interesse venatorio
1, 153
248.59
<0.001
Tipologia della zona umida
1, 151
1.44
0.23
Superficie della zona umida
1, 151
194.39
<0.001
Livello di protezione × interesse venatorio
2, 153
0.18
0.84
Livello di protezione × tipologia zona umida
2, 151
3.69
0.027
Interesse venatorio × tipologia zona umida
1, 153
4.89
0.028
1, 153
16.18
<0.001
Livello di protezione
2, 151
6.79
0.002
Interesse venatorio
1, 153
248.97
<0.001
Tipologia della zona umida
1, 151
0.49
0.49
Superficie della zona umida
1, 151
103.10
<0.001
Livello di protezione × interesse venatorio
2, 153
6.10
0.003
Livello di protezione × tipologia zona umida
2, 151
0.86
0.43
Interesse venatorio × tipologia zona umida
1, 153
2.11
0.15
1, 153
149.25
<0.001
Abbondanza delle specie target
Effetti principali
Interazioni
a
Superficie × interesse venatorio
Ricchezza di specie
Effetti principali
Interazioni
b
Superficie × interesse venatorio
a: stima del parametro: specie di interesse venatorio, 0.61 ± 0.07; specie non di interesse
venatorio, 0.93 ± 0.07
b: stima del parametro: specie di interesse venatorio, 0.98 ± 0.21; specie non di interesse
venatorio, 2.94 ± 0.21
45
_____________________________________________________________________________________________________
1000
Interesse venatorio
90
Abbondanza (n ind)
Non di interesse venatorio
39
100
29
10
1
Aree non protette
Aree a regime misto
Aree protette
Livello di protezione
Figura 3.9. Abbondanza media (+ e.s.; valori predetti dal modello mostrato in Tab. 3.X per una zona
umida di dimensioni medie, pari a 68.6 ha) di specie target di interesse venatorio e non venatorio in
base al livello di protezione della zona umida. Notare la scala logaritmica dell’asse delle ordinate.
Numeri sopra la barre: numero di zone umide per ciascun livello di protezione.
100000
Interesse venatorio
Non di interesse venatorio
Abbondanza (n ind)
10000
1000
100
10
1
0
0
1
10
100
1000
10000
Superficie della zona umida (ha)
100000
Figura 3.10. Relazione tra abbondanza delle specie target ed estensione del sito per specie di
interesse venatorio e non (notare la scala logaritmica degli assi; n = 158 zone umide).
___________________________________________________________________________________________
Per quanto riguarda invece le variazioni nella ricchezza di specie per zona umida, il
modello lineare misto ha evidenziato un effetto statisticamente significativo del livello di
protezione (Tab. 3.8), il quale tuttavia differisce tra specie cacciabili e non cacciabili (Fig.
3.11, interazione statisticamente significativa livello di protezione × specie di interesse
venatorio in Tab. 3.8). In particolare, il numero medio di specie di interesse venatorio è
significativamente maggiore nelle aree protette (4.9 ± 0.3 e.s.) rispetto a quelle a regime
misto (3.5 ± 0.4) e non protette (3.1 ± 0.5) (Fig. 3.11). Per le specie non di interesse
venatorio, invece, il numero medio di specie osservate nelle aree protette (7.1 ± 0.3) non
differisce significativamente da quello riscontrato nelle aree a regime misto (6.8 ± 0.4),
mentre il numero medio di specie nelle aree non protette (5.2 ± 0.5) è significativamente
inferiore rispetto ai valori riscontrati sia nelle aree a regime misto che in quelle protette
(Fig. 3.11). Nel complesso, il numero medio di specie di interesse non venatorio per zona
umida è risultato significativamente superiore al numero medio di specie di interesse
venatorio (6.0 ± 0.2 vs. 3.4 ± 0.2). Come per l’abbondanza, l’incremento di ricchezza di
specie per unità di superficie della zona umida è risultato maggiore per le specie non di
interesse venatorio rispetto a quelle di interesse venatorio (interazione statisticamente
significativa superficie × interesse venatorio, Tab. 3.8) ovverosia, all’aumentare della
superficie aumenta il numero di specie presenti, in particolare di quelle protette (Fig. 3.12).
In sintesi, le zone umide protette ospitano una maggiore abbondanza di individui e
mostrano una maggiore ricchezza di specie rispetto alle zone umide non protette, mentre
le zone umide a regime di protezione misto si collocano ad un livello intermedio, sia per
quanto riguarda l’abbondanza che la ricchezza di specie. L’effetto del livello di protezione
sull’abbondanza complessiva è simile per specie di interesse venatorio e specie non
cacciabili, ad indicare che la pratica dell’attività venatoria ha un effetto non solo sulle
specie cacciabili, oggetto diretto di prelievo, ma anche sulle specie non interessate dal
prelievo venatorio.
Non sono invece emerse differenze statisticamente significative di abbondanza e ricchezza
di specie in base alla tipologia di zona umida, nonostante siano state considerate tipologie
ambientali semplificate, a conferma del risultato dei confronti riportati nel paragrafo
precedente.
47
_____________________________________________________________________________________________________
10
Interesse venatorio
9
Non di interesse venatorio
Ricchezza di specie
8
90 d
39 d
7
6
29 c
b
5
4
a
a
3
2
1
Aree non protette Aree a regime misto
Aree protette
Livello
di protezione
Livello
di protezione
Figura 3.11. Ricchezza media di specie d’interesse venatorio e non, in base al livello di protezione
della zona (+e.s.; valori predetti dal modello mostrato in Tab. 3.8 per una zona umida di dimensioni
medie, pari a 68.6 ha). Le barre sovrastate dalla stessa lettera (a-a, d-d) indicano medie non
significativamente differenti, quelle con lettere diverse (a-b; c-d) indicano invece a valori medi
differenti (p <0.01, test ost-hoc). I numeri sopra la barre indicano il numero di zone umide.
25
Interesse venatorio
Non di interesse venatorio
Ricchezza di specie
20
15
10
5
0
0
1
10
100
1000
10000
Superficie della zona umida (ha)
100000
Figura 3.12. Relazione tra ricchezza di specie ed estensione del sito per specie di interesse venatorio
e non (notare la scala logaritmica dell’asse delle ascisse; n = 158 zone umide).
___________________________________________________________________________________________
3.6. Gli andamenti demografici delle popolazioni svernanti
Le analisi dei trend di popolazione per il periodo 2003-2013 sono state effettuate sui
conteggi relativi alle 20 specie riportate in Tab. 3.9. Solo per 4 specie (garzetta, airone
guardabuoi, codone e moretta tabaccata) non è stato possibile definire l’andamento delle
popolazioni svernanti. I trend sono stati calcolati per le popolazioni lombarde (stima
espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend), per le
popolazioni nazionali (ISPRA, dati in corso di pubblicazione) e a livello di popolazione
biogeografica (diagnosi di trend 1997-2007 della flyway di riferimento, Wetlands
international e SOVON 2011, Wetlands International 2012).
In generale gli andamenti sono risultati stabili o in aumento, ad eccezione di 3 specie,
svasso piccolo, folaga e moriglione. Lo svasso piccolo mostra un preoccupante declino, con
una declino medio annuo del 13% del contingente svernante, che ha determinato un
allarmante calo degli indici di popolazione pari al 71.5% in dieci anni in Regione
Lombardia, in accordo con il declino registrato a livello nazionale (corrispondente a circa 7% annuo), mentre il trend della popolazione europea risulta di difficile interpretazione,
avendo andamenti contrapposti in diverse regioni della medesima flyway di riferimento e
in diversi periodi (incerto o in declino sul breve periodo (Wetlands International 2012,
Wetlands International e SOVON 2011) e in aumento sul lungo periodo, (Wetlands
International e SOVON 2011), a suggerire una redistribuzione dell’areale di svernamento
europeo di questa specie e una forte sensibilità a condizioni ecologiche locali. La
Lombardia ospita circa il 20% della popolazione nazionale e dato che il suo contingente
svernante ha mostrato un declino più marcato di quello italiano si può ragionevolmente
presumere che la perdita a livello nazionale sia strettamente correlata al calo in Regione
Lombardia. Il moriglione e la folaga mostrano entrambi un calo moderato, il primo in
accordo con un declino generalizzato delle sue popolazioni nazionali e a livello di flyway,
mentre per la seconda i trend su scala più ampia mostrano una sostanziale stabilità od
incremento dei contingenti svernanti. Nonostante la folaga sia diffusa in gran parte delle
zone umide, l’entità della popolazione in Regione è maggiore nei grandi laghi. Tutte e tre
le popolazioni in declino sono legate alle acque lentiche dei laghi lombardi, come lo sono
anche la moretta e lo smergo maggiore, le due specie che mostrano un trend positivo a
fronte di un declino della popolazione europea. Mentre lo smergo maggiore è presente con
pochi individui, che attualmente non incidono sull’andamento globale delle popolazioni
nazionali di riferimento, la moretta ha contingenti significativi a livello nazionale. Sarebbe
quindi auspicabile, data l’importanza della regione Lombardia nel concorrere alla
conservazione di queste specie, prevedere lo studio e la messa in atto di adeguate misure
di conservazione atte a favorire le anatre tuffatrici, la folaga e lo smergo maggiore.
49
_____________________________________________________________________________________________________
Tabella 3.9. Trend di popolazione di 15 specie target (più 4 specie di ardeidi e il cormorano)
regolari nel periodo 2003-2013. Viene mostrato il trend per le popolazioni lombarde, per le
popolazioni nazional , e a livello di popolazione biogeografica. Sono segnati i trend che la cui
variazione raggiunge la significatività statistica (* p <0.05; ** p < 0.01). E’ indicato con ‘n’ il
numero di zone umide che hanno fornito serie di dati per ciascuna specie e il numero medio di
individui della specie nel periodo 2002-2013 (cfr.Tab. 3.1).
Specie
Tuffetto
n
media
Stima
e.s.
Diagnosi di trend
Trend Italia
2001-2010
Trend flyway
105
1597
1.0180
0.0150
Stabile
Incremento mod.*
Incremento
Incremento
mod.**
Incerto
Svasso maggiore
118
10897
1.0235
0.0063
Incremento
mod.**
Svasso piccolo
37
1948
0.8713
0.0123
Rapido declino**
Rapido declino*
Incerto
Incremento
Cormorano
145
6295
1.0202
0.0081
Incremento mod*
Incremento
mod.**
Airone cenerino
156
1643
1.0017
0.0080
Stabile
Stabile
Incremento
Airone bianco
maggiore
107
418
1.0378
0.0123
Incremento
mod.**
Incremento
mod.**
Incremento
Garzetta
86
224
0.9663
0.0194
Incerto
Declino
moderato*
Incerto
Airone guardabuoi
55
312
1.0246
0.0367
Incerto
Incerto
Incremento
Cigno reale
85
1072
1.0145
0.0090
Stabile
Incremento
mod.**
Incremento
Fischione
45
138
1.1986
0.0431
Incremento
marcato*
Stabile
Stabile
Canapiglia
46
238
1.0514
0.0236
Incremento
moderato*
Incremento
mod.**
Incremento
Alzavola
80
2497
0.9885
0.0124
Stabile
Incremento
marcato*
Incremento
Germano reale
154
34427
1.0148
0.0064
Incremento
moderato**
Incremento
moderato**
Incremento
Codone
22
7
1.2052
0.1150
Incerto
Incremento
moderato*
Incerto
Mestolone
34
58
1.0812
0.0338
Incremento
moderato*
Incremento
moderato*
Incremento
Moriglione
65
3121
0.9346
0.0109
Declino
moderato**
Decino
moderato**
Declino
Moretta tabaccata
16
21
1.0643
0.0568
Incerto
Incremento
marcato*
?
Moretta
61
2862
1.0313
0.0107
Incremento
moderato**
Incremento
moderato**
Declino
Smergo maggiore#
24
81
1.2921
0.0504
Incremento
marcato**
Incremento
marcato*
Declino
Folaga
121
27265
0.9792
0.0060
Declino
moderato**
Stabile
Incremento
#trend dal 2004, anno di comparsa dello smergo maggiore tra le specie svernanti
___________________________________________________________________________________________
Mestoloni (M. Ravasini)
51
_____________________________________________________________________________________________________
4. Commento
La Lombardia ospita significative quantità di uccelli acquatici svernanti, molte delle quali
soddisfano il sesto criterio della convenzione di Ramsar, per cui vengono definite di
importanza conservazionistica le popolazioni superiori all’1% del totale nazionale. Se per
alcune specie le osservazioni rivestono solo un carattere aneddotico poiché si tratta di
specie accidentali in Italia, per molte altre viene soddisfatto anche il criterio dei 50
individui, ad indicare popolazioni che contribuiscono alla conservazione delle specie a
livello nazionale (Baccetti et al. 2002). Tra queste si annoverano sia specie ittiofaghe, come
la strolaga mezzana (23% del totale nazionale), lo smergo maggiore (40%), gli svassi
(tuffetto, 15%, svasso maggiore, 41% e svasso piccolo, 21%) e il cormorano (9%), sia
numerosi anatidi di superficie, quali canapiglia (2%), alzavola (2%) e germano reale (14%)
che tuffatrici, la moretta (35%) e il moriglione (10%). A questi va aggiunta la folaga, la cui
presenza sui laghi lombardi è pari al 10% della popolazione nazionale, e il cigno reale
(26%).
Gli ardeidi essi raggiungono comunque percentuali significative a livello nazionale per
quasi tutte le specie, con percentuali comprese tra il 3% della garzetta e il 12% dell’airone
cenerino, nonostante i conteggi assoluti probabilmente sottostimino le popolazioni
svernanti in Lombardia perché la loro distribuzione non è strettamente legata alle zone
umide censite. Le stesse considerazioni valgono per le popolazioni di pavoncella (6%),
gallinella d’acqua (20%) e porciglione (2%), nonostante quest’ultima specie sia strettamente
legata alle zone palustri, particolarmente scarse sul territorio regionale (vedi sotto). Inoltre,
per svasso maggiore e germano reale le popolazioni svernanti lombarde sono importanti
anche a livello della flyway di riferimento, con numeri superiori all’1% della stima totale
della flyway stessa (Wetlands Intrenational 2012).
La popolazione di cormorano svernante in Lombardia appartiene a due diverse
popolazioni biogeografiche e non è nota la proporzione tra gli individui stanziali e quelli
provenienti dai due diversi areali di nidificazione. La popolazione non raggiunge
comunque percentuali significative rispetto alle due popolazioni di riferimento. Tutte le
specie che rivestono una importanza a livello nazionale sono legate ai grandi laghi naturali
e alle aste fluviali, e in particolare si concentrano sul Lago di Garda e sul fiume Ticino, che,
nel loro complesso ospitano rispettivamente il 20% e il 11% degli uccelli svernanti censiti a
livello regionale. Inoltre, uno di questi due siti, il Lago di Garda, soddisfa il 5 criterio
Ramsar per la definizione di sito di importanza internazionale per l’avifauna delle zone
umide, che prevede la presenza di almeno 20000 individui (numero totale di uccelli
acquatici svernanti, media 2002-2013: 25990 individui).
___________________________________________________________________________________________
La distribuzione emersa dal monitoraggio riflette la particolare idrografia delle zone
umide presenti sul territorio regionale, le quali sono in gran rappresentate da laghi
naturali e fiumi, che costituiscono rispettivamente l’85% e l’11% della superficie totale
regionale delel zone umide. Per contro, le zone palustri costituiscono solo poco più del 3%
della superficie regionale delle zone umide, a causa delle estese bonifiche a scopo agricolo
realizzate nel corso degli ultimi secoli e dell’elevato grado di urbanizzazione del territorio.
In questo lavoro vengono analizzati per la prima volta gli andamenti di popolazione di
medio periodo (2003-2013) degli uccelli acquatici svernanti a livello regionale. Tra le venti
specie considerate nelle analisi, la maggior parte mostra livelli di popolazione che
permangono stabili o risultano in incremento nel decennio, ad eccezione dello svasso
piccolo (-13% per anno), del moriglione (-7% per anno) e della folaga (-2% per anno). Lo
svasso piccolo mostra lo stesso andamento di declino a livello nazionale sul breve periodo,
pari al 7% per anno (2001-2010; ISPRA, dati non pubblicati). Una tendenza di declino
simile si osserva anche per un’altra importante popolazione svernante italiana, quella delle
zone costiere del Delta del Po (Tinarelli et al. 2010). A livello di flyway il trend più recente
(2003-2007) rimane incerto (van Roomen 2012). Localmente, per quanto riguarda il Lago di
Garda, i fattori che hanno causato il decremento della specie non sono noti, anche se
sembrano essere coerenti con un trend generale di decremento recente, probabilmente
legato ad un declino della popolazione nidificante (Wetlands International 2012, BirdLife
International 2014). Il concomitante incremento dello svasso maggiore nello stesso sito
sembra suggerire che il trend locale dello svasso piccolo sia in parte indipendente dalle
condizioni ecologiche locali, oppure che siano in atto fenomeni di competizione per le
risorse trofiche tra le due specie.
Anche per il moriglione, l’andamento regionale è coerente con gli andamenti a scala più
ampia (nazionale 2001-2010, -4% per anno; flyway 1997-2007, decremento di entità non
specificata). I fattori di minaccia che agiscono sulla popolazione di moriglione sono la
distruzione e frammentazione degli habitat, sia di nidificazione che di svernamento, e il
disturbo sulle popolazioni svernanti, tra cui il disturbo causato dall’attività venatoria e le
attività ricreative non regolamentate sui bacini lacustri che sono noti diminuire la
disponibilità di ambienti per le anatre (Fox e Madsen 1997, Madsen 1998, Tamisier et al
2003, Bregnballe et al 2004, Dalby et al 2013, Le Corre et al 2013). Le cause del decremento
non sono ancora state del tutto chiarite, ma potrebbero essere legate ad un prelievo
venatorio sbilanciato verso le femmine (Carbone e Owen 1995). Infatti, durante l’inverno,
le femmine tendono a svernare più a sud dei maschi, in regioni dove il prelievo venatorio
su questa specie è più elevato. Un eccesso di prelievo sulle femmine svernanti in Europa
meridionale o una maggior densità di predatori (Guillemain et al 2007) potrebbe essere alla
base del rapporto sessi sbilanciato a favore dei maschi che si osserva nella popolazione
nidificante, e che potrebbe causare un declino del successo riproduttivo (Carbone e Owen
1995).
53
_____________________________________________________________________________________________________
Le popolazioni di folaga mostrano una lieve tendenza al declino, a fronte di una relativa
stabilità delle popolazioni a scala più ampia. La presenza della folaga, sia come nidificante
che come svernante, è legata alla presenza di vegetazione riparia e di idrofite lungo le
sponde dei bacini lacustri, dove la gran parte della popolazione svernante regionale è
concentrata (82%). E’ pertanto di fondamentale importanza, per garantire la presenza di
popolazioni cospicue di questa specie, incentivare misure di conservazione che
favoriscano il mantenimento o il miglioramento dello stato ecologico delle sponde lacustri
e delle praterie di idrofite, azioni di cui potrebbero beneficiare molte altre specie, quali ad
esempio il tuffetto, lo svasso maggiore e il fistione turco.
La moretta mostra un incremento dell’1% sia livello regionale che nazionale, in contrasto
con la popolazione biogeografica di riferimento che viene valutata in declino significativo.
Le cause di questo decremento non sono note ma, considerando che le altre popolazioni
paleartiche mostrano una tendenza contraria, è possibile che sia in atto una redistribuzione
a scala globale che potrebbe essere guidata dagli effetti del cambiamento climatico
(Lehikoinen et al. 2013) a cui la specie sembra essere sensibile (Guillemain et al. 2013), e
alla diffusione del mollusco Dreissena polymorpha nella rete idrografica europea (Werner et
al. 2005). Pertanto, variazioni nelle temperature nelle aree di svernamento e una aumentata
disponibilità trofica conseguente all’incremento di D. polymorpha potrebbero aver
provocato sensibili variazioni nei pattern di distribuzione invernale della specie (come
rilevato in Spagna , SEO/BirdLife 2012).
Morette (M. Ravasini)
___________________________________________________________________________________________
Di particolare interesse è il caso dello smergo maggiore, che mostra un incremento a livello
regionale e nazionale contrastante con un decremento della popolazione a livello di flyway.
La popolazione nazionale di smergo maggiore risulta in costante aumento dagli anni ‘90
quando ha iniziato una prima colonizzazione della regione paleartica subalpina sia come
svernante che come nidificante, diventando una presenza regolare negli anni 2000. In
Lombardia la prima nidificazione è stata accertata nel 2005 (Viganò et al. 2006) La
consistenza del contingente svernante italiano è però inferiore ai 200 individui e inferiore
ai 100 in regione Lombardia, mentre il numero di coppie nidificanti è attualmente
dell’ordine di poche decine (Zenatello et al. 2009). La popolazione italiana di smergo
maggiore riveste quindi attualmente una importanza relativamente poco significativa nella
conservazione della specie a livello globale (BirdLife International 2014).
Le analisi dei fattori che influenzano la distribuzione e l’abbondanza dell’avifauna
evidenziano che l’esercizio dell’attività venatoria è da annoverarsi tra i fattori influenzanti
la distribuzione e l’abbondanza dell’avifauna acquatica in Regione Lombardia (crf Madsen
1998, Bregnballe et al 2004, Dalby et al 2013). Una prima analisi, di carattere quantitativo,
ha evidenziato come l’avifauna sia concentrata per oltre il 50% nelle zone umide protette,
in particolare per quanto riguarda le specie di interesse conservazionistico ( oltre 70%),
nonostante le zone umide protette rappresentino il 43% delle zone umide lombarde
censite. Le zone umide a regime misto, in parte protette e in parte non protette, pur
rappresentando in termini di superficie la gran parte delle zone umide lombarde (50%),
ospitano il 38% dell’avifauna complessiva, il 31% dell’avifauna di interesse venatorio e
solo il 21% dell’avifauna svernante di interesse conservazionistico. L’analisi quantitativa
ha confermato questi risultati, evidenziando che i siti interessati da attività venatoria, pur
tenendo conto dell’effetto della superficie del sito e della tipologia di corpo idrico,
mostrano una minore densità di specie target rispetto ai siti protetti. Nel complesso, le zone
umide protette mostrano una densità di uccelli quasi sette volte superiore rispetto a quelle
interessate da attività venatoria, mentre le zone a regime misto ospitano una densità di
uccelli intermedia. Oltre agli effetti sulla densità complessiva di avifauna acquatica,
l’attività venatoria ha effetto sulla ricchezza di specie, che è risultata essere di oltre il 30%
inferiore nelle zone umide non protette rispetto a quelle protette, indicando un effetto
indiretto dell’attività venatoria non solo sull’abbondanza, ma anche sulla struttura della
comunità di uccelli acquatici svernanti, legato verosimilmente sia ad effetti diretti (prelievo
su specie cacciabili) che indiretti (disturbo provocato dalla presenza umana sulle sponde e
dai colpi di arma da fuoco sia sulle specie cacciabili che su quelle non cacciabili). A fronte
di ciò, non sorprende che, nelle classifiche regionali per densità, abbondanza, numero di
specie e numero di specie di interesse conservazionistico, la prevalenza di siti protetti tra i
primi 30 sia evidente.
Nel complesso, è interessante evidenziare come la compresenza di zone protette e non
protette nel contesto della stessa zona umida, situazione che si manifesta nelle aree a
regime di protezione misto, sia in grado di mitigare l’effetto dell’attività venatoria
55
_____________________________________________________________________________________________________
sull’abbondanza delle popolazioni e sulla ricchezza di specie. Dal punto di vista
gestionale, per aree di dimensioni sufficienti, tale forma di gestione pare favorire il
mantenimento di adeguate condizioni utili alla tutela delle specie.
Il mantenimento di un network di aree protette e non protette, è quindi funzionale alla
sostenibilità dell’esercizio dell’attività venatoria, oltre a favorirla direttamente in quanto le
aree protette ospitano una significativa frazione dell’avifauna acquatica svernante di
interesse venatorio costituendo un bacino sorgente sia di individui cacciabili al di fuori di
tali aree sia come fonte primaria di riproduttori necessari al mantenimento delle
popolazioni a livelli vitali. Inoltre, le aree protette sono supposte non perdere di
importanza nel lungo periodo anche considerando significative variazioni di popolazione
degli uccelli acquatici svernanti dovute al cambiamento climatico (Johnston et al 2013).
In un contesto di network di aree a diverso regime di protezione, effetti positivi si possono
ottenere anche con altri strumenti che non siano l’esclusione dell’attività venatoria ma
attraverso una sua gestione che generi un disturbo maggiormente sostenibile. L’analisi dei
dati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle zone umide della vicina Regione
Emilia-Romagna, ha evidenziato come la riduzione del numero di giornate in cui viene
praticata la caccia presenta effetti positivi sull’avifauna acquatica (Tinarelli et al. 2010). La
densità di uccelli acquatici risulta infatti superiore nei siti dove l’attività venatoria viene
praticata una volta alla settimana rispetto a quelli dove si caccia due o più giorni alla
settimana, con un impatto positivo particolarmente evidente tra gli anatidi e le specie di
interesse conservazionistico (Tinarelli et al. 2010).
Inoltre, risulta fondamentale la salvaguardia dei primi individui in movimento migratorio
(Spina e Volponi 2009, ISPRA 2010) che tipicamente rappresentano i riproduttori migliori
(Newton 2008, Elmberg et al 2005) e che quindi possono incidere in modo significativo
sulla produttività della specie nei quartieri di nidificazione, considerando sia il prelievo
diretto degli individui appartenenti alle specie cacciabili, sia il disturbo che viene arrecato
alle specie protette, alle specie cacciabili ma che a causa di una diversa fenologia hanno
calendari venatori differenti ed alla possibilità di confusione tra le specie. La definizione
dei periodi di chiusura della caccia in periodo pre-riproduttivo andrebbe calibrata anche in
base alla possibilità di variazioni dei periodi di migrazione dovuti ai cambiamenti climatici
(Guillemain et al. 2013).
La possibilità di avere dati su altre componenti delle zone umide (come dati riguardanti le
caratteristiche fisico-chimiche di acque e sponde, la struttura della vegetazione o le altre
comunità biotiche, tra cui l’ittiofauna) permetterebbe di individuare altri fattori che
insistono sulle comunità di uccelli e di sviluppare così ulteriori indicazioni di tipo
gestionale (Poysa et al 2012).
In conclusione, i risultati di questo lavoro decennale, derivati da un enorme quanto
capillare sforzo di censimento, come testimoniato dall’ottimo grado di copertura del
territorio regionale e dalla eccellente continuità temporale dei censimenti, evidenziano la
___________________________________________________________________________________________
grande rilevanza delle zone umide lombarde per le popolazioni di avifauna acquatica
svernante nel contesto nazionale, ed in alcuni casi (es. svasso maggiore) anche nel contesto
della flyway di riferimento. Nel complesso, benché in presenza di poche ma significative
eccezioni (svasso piccolo, moriglione), i trend di popolazione di breve-medio periodo
indicano un andamento favorevole per gran parte delle specie di avifauna acquatica,
suggerendo uno stato di conservazione nel complesso positivo delle popolazioni di uccelli
acquatici svernanti sul territorio regionale e un stato ecologico delle zone umide che non
ha subito, in media, gravi degradi nell’ultimo decennio. Tuttavia, alcune semplici misure
di conservazione, volte a migliorare le condizioni ecologiche delle zone umide, come il
grado di naturalità delle sponde o del fondale, e la limitazione del disturbo antropico, in
particolare sui grandi laghi e sui bacini di cava, potrebbero certamente avere effetti positivi
sulle comunità di uccelli acquatici svernanti e sulla densità di alcune specie.
La necessità di mitigare il disturbo non si riferisce però alla sola pratica venatoria poichè
anche altre attività ricreative possono risultare impattanti sulle popolazioni di avifauna
acquatica (Le Corre et al. 2013) e andrebbero tenute in considerazione nella pianificazione
della gestione delle zone umide regionali individuando, ove necessario, delle aree di
attenzione, onde consentire l’alimentazione ed il riposo dei nuclei di acquatici svernanti e
permettendo una fruizione più completa ed appagante anche per il pubblico, che potrebbe
osservare ed apprezzare molte più specie ed ambienti. In considerazione della ricchezza
specifica ed abbondanza riscontrata nelle zone umide anche il ripristino o la creazione exnovo di zone palustri andrebbe ad aumentare considerevolmente la ricettività della
regione per l’avifauna svernante, in particolare per quelle specie strettamente legate alle
caratteristiche ecologiche di questi ambienti (es: moretta tabaccata, tarabuso) con ricadute
positive anche sulle popolazioni di avifauna migratrice e nidificante.
Questo lavoro svolto a livello regionale permette ora un confronto con le popolazioni locali
a livello di singolo sito, in cui l’andamento delle popolazioni di avifauna acquatica
svernante può essere confrontato con l’andamento in Lombardia, in Italia ed a livello di
flyway, fornendo così una migliore possibilità di interpretazione dei trend della zona umida
e di formulare ipotesi e misure di conservazione mirate sul sito (cfr cap 1.3).
Il prosieguo delle attività di censimento dell’avifauna acquatica svernante nei prossimi
anni sarà di fondamentale importanza per confermare le tendenze riscontrate in questa
analisi decennale ed arrivare a stabilire trend sul lungo periodo. Inoltre l’eventuale
possibilità di raccogliere ed analizzare dati ambientali potrà integrare le conoscenze attuali
dando una visione più complessa della situazione e la possibilità di individuare strategie
gestionali sempre più mirate ed adeguate.
57
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_________________________________________________________________________________________________
5. Schede descrittive per specie
TUFFETTO
SVASSO MAGGIORE
SVASSO PICCOLO
CODONE
MESTOLONE
ALZAVOLA
FISCHIONE
GERMANO REALE
CANAPIGLIA
MORIGLIONE
MORETTA
MORETTA TABACCATA
CORMORANO
FOLAGA
59
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Tuffetto
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
1890
Media 2004-2013
1597
Media nazionale 2006-2010
11021
Siti occupati dal 2003 al 2013
105
Biologia
In Italia la specie è concentrata nelle regioni
settentrionali con popolazioni prevalentemente stanziali.
La migrazione autunnale si sviluppa tra luglio e dicembre
e porta individui provenienti dall’Europa nord-orientale;
questi ritornano poi nei quartieri di svernamento tra
febbraio ed Aprile (Spina e Volponi 2008). E’ legato ad
acque ferme o debolmente correnti, anche nei pressi di
grandi fiumi, od in contesti più isolati e frammentati,
come cave estrattive dismesse, anche se sempre in un
contesto di sufficiente conservazione naturalistica e
riduzione del disturbo. L’intera popolazione regionale ed
alcuni singoli siti sono importanti a livello nazionale
(14%).
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
Non in allegati
Non SPEC
LC
favorevole
no
14.6
43.4
36.5
5.1
Fiume
Cava
Lago artificiale
Canale
Lago naturale
Zona palustre
Distribuzione della popolazione svernante (percentuale
della popolazione regionale) tra le diverse categorie
ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in base al regime di
protezione
Il tuffetto si concentra prevalentemente in zone naturali,
sia nelle lanche e anse dei fiumi che nei laghi naturali e
nelle zone umide.
La popolazione di tuffetto lombarda è prevalentemente
concentrata nei siti protetti ed in minor parte in quelli a regime
misto.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di tuffetto nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
TREND
105
1.0180
0.0147
Stabile
TREND IT 2001-2010
Incremento
moderato*
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
TRIM corretti per i dati reali
TREND AEWA
Incremento
Flyways di riferimento
Siti importanti a livello regionale per la presenza di tuffetto svernante (siti con media >16 importanti a livello regionale, con
media >110 a livello nazionale).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
F. Ticino - tratto 1
187.9
4
346
Fiume
Protetto
Basso Lago di Garda
177.9
0
305
Lago naturale
Regime misto
F. Adda, Olginate - Paderno
153.8
0
226
Fiume
Regime misto
Vasche Torrente Arno
122.6
0
354
Zona palustre
Protetto
Lago di Olginate
116.2
0
195
Lago naturale
Protetto
Lago di Garlate
101.5
0
137
Lago naturale
Protetto
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
73.8
20
203
Fiume
Protetto
La Vallazza
73.4
2
658
Zona palustre
Protetto
F. Adda, Paderno - Brembo
69.7
0
150
Fiume
Regime misto
F. Mincio, Peschiera del Garda - Valeggio
57.9
0
189
Fiume
Protetto
Lago di Varese
42.3
0
148
Lago naturale
Protetto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di
Mezzola
41.1
0
113
Fiume
Protetto
Lario Nord
37.4
0
81
Lago naturale
Regime misto
Sebino Sud
37.2
0
82
Lago naturale
Regime misto
F. Mera, Lago di Como - Ponte del Passo
36.8
0
63
Fiume
Protetto
Bacini di Goito
32.5
0
350
Bacino di cava
Protetto
F. Ticino, Vigevano - Po
32.2
3
151
Fiume
Protetto
L. Maggiore - tratto 5
26.6
0
62
Lago naturale
Regime misto
Alto Lago di Garda
26.6
0
43
Lago naturale
Protetto
F. Oglio, Urago - Lago d'Iseo
21.4
0
73
Fiume
Non Protetto
Parco S. Lorenzo
18.7
2
125
Bacino di Cava
Protetto
Riserva Naturale Reg. di Monticchie
18.2
0
164
Zona palustre
Protetto
61
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Svasso maggiore
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
10260
Media 2004-2013
10897
Media nazionale 2006-2010
26508
Siti occupati dal 2003 al 2013
118
Biologia
La popolazione italiana, ed anche lombarda, è sia
svernante che migratrice e stanziale. Ha periodi
migratori piuttosto ampi (luglio-dicembre e febbraiomaggio) (Spina e Volponi 2008) ed anche riproduttivi
(febbraio-luglio). E’ legato a zone umide con abbondante
vegetazione durante il periodo riproduttivo ed a acque
più libere ed aperte durante lo svernamento.
L’intera popolazione regionale risulta importante sia a
livello nazionale (41%) che internazionale (n>3500). Il
Basso Lago di Garda ha valori medi che si avvicinano
all’importanza internazionale, superando il valore soglia
in alcuni degli anni di rilievo.
1.7
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
Non in allegati
Non SPEC
Non disponibile
favorevole
no
3.7
23.4
2.2
92.3
Fiume
Cava
Lago artificiale
63.3
Canale
Lago naturale
Zona palustre
Distribuzione della popolazione svernante (percentuale
della popolazione regionale) tra le diverse categorie
ambientali.
Le popolazioni di svasso maggiore che si concentrano sui
grandi laghi lombardi risultano i principali contingenti
regionali.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
protetto
13.3
non protetto
protetto in parte
Distribuzione della popolazione svernante in base al regime di
protezione
Gli svassi maggiori si concentrano prevalentemente in zone a
regime di protezione misto poiché i grandi laghi rientrano
prevalentemente in questa categoria. In ogni caso la specie
frequenta sia zone protette che non.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di svasso maggiore nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni
lombarde (slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a
livello di popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
TREND
TREND IT 20012010
0.0062
Incremento
moderato **
Incremento
moderato **
TREND AEWA
Incremento
118
1.0235
Incerto
16000
14000
12000
10000
8000
6000
4000
2000
0
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello TRIM
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti a livello regionale per la presenza di svasso maggiore (siti con media > 108 importanti a livello regionale, con
media > 265 a livello nazionale, la soglia per l’importanza internazionale è 3500 individui).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
Basso Lago di Garda
3022.8
1059
5799
Lago naturale
Regime misto
Medio Lago di Garda
1010.7
349
1703
Lago naturale
Protetto
L. Maggiore - tratto 5
916.3
184
1408
Lago naturale
Regime misto
Sebino Nord
693.3
324
1102
Lago naturale
Regime misto
L. Maggiore - tratto 2
543.4
46
1231
Lago naturale
Regime misto
Lario SE
486.1
205
744
Lago naturale
Non protetto
L. Maggiore - tratto 3
450.2
167
902
Lago naturale
Regime misto
L. Maggiore - tratto 4
429.3
112
674
Lago naturale
Regime misto
L. Maggiore - tratto 1
342.3
182
686
Lago naturale
Regime misto
Lago Ceresio, ramo comasco
329.9
75
593
Lago naturale
Non protetto
Lago d'Idro
310.3
32
516
Lago naturale
Non protetto
Lario SW
225.8
25
422
Lago naturale
Regime misto
Sebino Sud
213.1
76
606
Lago naturale
Regime misto
F. Ticino - tratto 1
203.6
122
353
Fiume
Protetto
Lario Centro
202.2
86
336
Lago naturale
Non protetto
Lario Nord
199.4
98
311
Lago naturale
Regime misto
Alto Lago di Garda
198.3
93
543
Lago naturale
Protetto
Lago di Varese
134.5
23
612
Lago naturale
Protetto
Lago di Annone
116.6
8
352
Lago naturale
Non protetto
63
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Svasso piccolo
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
1040
Media 2004-2013
1948
Media nazionale 2006-2010
9308
Siti occupati dal 2003 al 2013
37
Biologia
La popolazione italiana, ed anche lombarda, è
prevalentemente svernante e migratrice essendo le
nidificazioni rare ed episodiche. (Spina e Volponi 2008,
Gustin et al 2010). E’ legato a zone umide con
abbondanti prede tipicamente in acque aperte e libere.
La popolazione svernante lombarda rappresenta l’11% di
quella nazionale e fino al 2005 superava la soglia per
essere definita di importanza internazionale (n>2100).
Distribuzione della popolazione svernante (percentuale
della popolazione regionale) tra le diverse categorie
ambientali.
La popolazione di svasso piccolo è interamente
concentrata sui grandi laghi con una minima parte sui
fiumi e in zone palustri
*conteggio arrotondato alla decina superiore
** non applicabile in quanto specie non nidificante
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
Non in allegati
Non SPEC
NA
N-a**
no
Distribuzione della popolazione svernante in base al regime di
protezione
La distribuzione prevalente in zone a regime di protezione
misto deriva dalla sua concentrazione nel basso lago di Garda.
Al di fuori di questo sito le zone maggiormente frequentate
sono protette completamente o in parte.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di svasso maggiore nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni
lombarde (slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a
livello di popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
TREND IT 20012010
ES
TREND
0.0141
Declino
marcato **
TREND AEWA
Incremento
37
0.8713
Declino marcato **
Incerto
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
TRIM corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti a livello regionale per la presenza di svasso piccolo (siti con media > 108 importanti a livello regionale, con
media > 265 a livello nazionale, la soglia per l’importanza internazionale è 2100 individui).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
Basso Lago di Garda
1252.5
314
3657
Lago naturale
Regime misto
Lago di Garlate
90.5
38
140
Lago naturale
Protetto
Medio Lago di Garda
69.4
0
185
Lago naturale
Protetto
Lago di Varese
51.6
27
140
Lago naturale
Protetto
Lago di Mezzola
29.1
0
70
Lago naturale
Protetto
Lago di Pusiano
26.5
0
120
Lago naturale
Protetto
Sebino Sud
25.8
3
47
Lago naturale
Regime misto
Lario Nord
19.2
4
40
Lago naturale
Regime misto
Più del 60% della popolazione di svasso piccolo è concentrata nel Basso Lago di Garda; nel
complesso i siti che superano la soglia dell’1% della media regionale sono 7, mentre la
maggioranza delle zone umide ospita solo pochi individui. La conservazione dello svasso piccolo in
Regione Lombardia deve quindi necessariamente essere diretta al mantenimento dei siti di
maggior concentrazione.
65
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Codone
Anas acuta
Status in Regione
Regolare
Conteggio nel 2013
9
Media 2004-2013
7.3
Media nazionale 2006-2010
11966
Siti occupati dal 2003 al 2013
22
Biologia
In Italia la specie è migratrice e svernante poco
abbondante dove frequenta zone umide con acque basse,
principalmente
salmastre.
In
Lombardia
è
prevalentemente migratore essendo poco rappresentata
la componente svernante. La migrazione primaverile ha
inizio nella terza decade del mese di gennaio (Pellitteri
Rosa et al. 2008; ISPRA 2010). In media è presente in zone
palustri (comprensive delle cave ben rinaturalizzate) e
fiumi con 2-4 individui. Data l’esiguità del campione il
trend di popolazione non ha alcun valore statistico e viene
segnalato a solo scopo descrittivo.
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
all. II/1, III/2
3
NA
n.a.*
si
Distribuzione della popolazione svernante (num individui
medio) tra le diverse categorie ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in base al regime di
protezione
I bassi numeri con cui si rileva il codone in Lombardia non
permettono di valutare correttamente la distribuzione tra
ambienti che sembra, comunque, essere coerente con la
biologia della specie
Le osservazioni di codone si sono distribuite tra le varie
categorie di protezione con una preponderanza di contatti
nei siti protetti.
* non applicabile in quanto specie non nidificante
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di codone nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
TREND
22
1.2052
0.1150
Incerto
TREND IT 2001-2010
Incremento
moderato*
TREND AEWA
Declino
40
30
20
10
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello TRIM
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
L’aumento delle osservazioni di codone in gennaio in Lombardia non ha valore statistico data
l’esiguità del campione ma è possibile che non sia casuale tenendo conto dell’incremento
moderato registrato a livello nazionale.
Siti di presenza di codone svernante in Lombardia (media > 1).
Nome sito
media
minimo
massimo
F. Adda, Berbenno - Talamona
1,8
0
Parco Sovracomunale Le Folaghe
1,6
0
Cassinazza di Baselica
11,2
1
La Vallazza
67
categoria
protezione
18
Fiume
Regime misto
8
Zona palustre
Protetto
0
4
Zone palustre
Protetto
0
8
Zona palustre
Protetto
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Mestolone
Anas clypeata
Status in Regione
Regolare
Conteggi nel 2013
95
Media 2004-2013
58
Media nazionale 2006-2010
25296
Siti occupati dal 2003 al 2013
34
Biologia
In Italia la specie è migratrice, svernante e nidificante
scarsa e localizzata. Frequenta zone umide con acque
basse, prevalentemente dolci e ricche di organismi
planctonici. In Lombardia è prevalentemente migratore
essendo poco rappresentata la componente svernante. La
migrazione primaverile ha inizio nel mese di febbraio e
raggiunge il suo picco tra marzo ed aprile (Pellitteri et al.
2008; ISPRA 2010).
Distribuzione della popolazione svernante (num individui
medio) tra le diverse categorie ambientali.
In Lombardia il mestolone mostra meno selettività
ambientale di altre specie; le osservazioni risultano
distribuite tra le categorie di zone umide maggiormente
rappresentate.
Foto G.Diliddo
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
all. II/1, III/2
3
VU
Inadeguato
si
Distribuzione della popolazione svernante in base al regime
di protezione
Nonostante la maggior parte di contatti con la specie sia
avvenuta in zone protette, una parte delle osservazioni di
mestolone è avvenuta anche in zone aperte alla caccia.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di mestolone nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
34
1.0812
0.0338
TREND
Incremento
moderato*
TREND IT 2001-2010
Incremento
moderato*
TREND AEWA
Incremento
150
100
50
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
TRIM corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti di presenza di mestolone svernamento in Lombardia (media > 1).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
Laghetto del Frassino
16.3
0
30
Lago naturale
Protetto
T.Staffora, tratto 4
9.0
0
18
Fiume
Non protetto
Parco Sovracomunale Le Folaghe
8.9
0
60
Zona palustre
Protetto
Cassinazza di Baselica
5.4
0
17
Zona palustre
Protetto
Laghetto di Castellaro Lagusello
4.6
0
25
Bacini di cava
Protetto
Lago di Alserio
3.8
0
20
Lago naturale
Protetto
Lago Superiore
2.3
0
9
Lago naturale
Protetto
Lago di Varese
2.3
0
21
Lago naturale
Protetto
Lago di Pusiano
2.1
0
13
Lago naturale
Protetto
Cave di Bosco Fontana e Soave
1.5
0
7
Zona palustre
Protetto
Lago Boscaccio
1.5
0
10
Zona palustre
Protetto
La Vallazza
1.3
0
7
Zona palustre
Protetto
F. Ticino, Vigevano - Po
1.1
0
8
Fiume
Protetto
Torbiere d'Iseo
1.1
0
8
Zona palustre
Protetto
Basso Lago di Garda
1.0
0
7
Lago naturale
Regime misto
Lago di Sartirana Lomellina
1.0
0
1
Zona palustre
Non protetto
69
protezione
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Alzavola
Anas crecca
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
2700
Media 2004-2013
2389
Media nazionale 2006-2010
154.814
Siti occupati dal 2003 al 2013
105
Biologia
In Italia ed in Lombardia la specie è migratrice e svernante
(rare e poco significative le nidificazioni) dove frequenta
zone umide con acque basse ed eutrofiche ricche di
vegetazione e invertebrati del suolo, prevalentemente
non disturbate. La migrazione autunnale inizia a fine
agosto, quella primaverile ha il suo picco nel mese di
febbraio con i primi spostamenti tra l’ultima decade di
gennaio e la prima di febbraio (Pellitteri et al. 2008; ISPRA
2010).
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
all. II/1, III/2
Non - SPEC
EN
Cattivo
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
I contingenti di alzavola sono concentrati lungo l’asta dei
fiumi e nelle zone palustri dove trova condizioni
La protezione dal disturbo influisce positivamente su questa
specie che concentra più del 90% della popolazione
svernante in aree protette.
ecologiche adeguate.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di alzavola nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
80
Slope
0.9885
ES
0.0124
TREND
Stabile
TREND IT 2001-2010
Incremento marcato*
TREND AEWA
Incremento
Andamento di popolazione secondo gli indici del modelloTRIM
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
La popolazione di alzavola in Lombardia si è mantenuta costante nel decennio nonostante in Italia
ed in Europa si registri un incremento significativo. Questo potrebbe essere indice che in Regione
sussistono fattori ecologici limitanti che non permettono l’aumento del contingente svernante o
l’occupazione di nuovi siti. La specie è infatti estremamente selettiva per la tipologia ambientale e
sensibile al disturbo, come confermato dalle distribuzione delle osservazioni in Regione.
Siti importanti per lo svernamento dell’alzavola in Lombardia (siti con media > 24 importanti a livello regionale, con media >
1540 a livello nazionale).
Nome sito
media
minimo
F. Ticino, Vigevano - Po
643.0
412
Cassinazza di Baselica
399.9
20
La Vallazza
280.5
57
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
234.7
Cave di Daiano
categoria
protezione
949
Fiume
Protetto
1000
Zona palustre
Protetto
705
Zona palustre
Protetto
1
565
Fiume
Protetto
157.6
26
272
Bacini di cava
Protetto
F. Lambro, Salerano - Vidardo
117.3
37
230
Fiume
Protetto
Parco Sovracomunale Le Folaghe
101.4
0
470
Zona palustre
Protetto
Vasche Torrente Arno
99.4
12
308
Zona palustre
Protetto
Lago di Mezzola
71.7
5
125
Lago naturale
Protetto
Palude Brabbia
57.4
0
193
Zona palustre
Protetto
F. Adda, Serio - Pizzighettone
53.9
20
90
Fiume
Protetto
Paludi di Ostiglia - Busatello
50.7
0
160
Zona palustre
Protetto
F. Adda, Olginate - Paderno
42.2
12
101
Fiume
Regime misto
AFV Cascina Villarasca
30.3
0
70
Zona palustre
Non protetto
71
massimo
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Fischione
Anas penelope
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
310
Media 2004-2013
138
Media nazionale 2006-2010
121.323
Siti occupati dal 2003 al 2013
45
Biologia
In Italia la specie è migratrice, svernante e nidificante rara
ed occasionale. Gli areali di svernamento sono vastissimi e
comprendono le regioni mediterranee e l’area subsahariana. In Italia frequenta prevalentemente le lagune
costiere tanto che la Lombardia risulta un’area di
svernamento secondaria e frequentata principalmente
durante la migrazione. Gli spostamenti prenuziali hanno
inizio tra la fine di gennaio ed il mese di febbraio (Pellitteri
et al. 2008; ISPRA 2010).
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
all. II/1, III/2
3
n.e.
n.a.*
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
La specie risulta concentrata sui fiumi e nelle zone palustri.
La specie risulta sensibile al disturbo concentrando i
contingenti svernanti nelle zone protette.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di fischione nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
45
1.1986
0.0431
TREND
Incremento
marcato*
TREND IT 2001-2010
TREND AEWA
stabile
Incremento
500
400
300
200
100
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello corretti
per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti per lo svernamento di fischione in Lombardia (media > 1).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
F. Ticino, Vigevano - Po
55.9
0
252
Fiume
Protetto
Valli del Mincio
24.4
0
78
Zona palustre
Protetto
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
11.1
0
91
Fiume
Protetto
F. Po, Ticino - Mezzana Corti
7.6
0
27
Fiume
Regime misto
T.Staffora, tratto 4
6.0
0
12
Fiume
Non protetto
Parco Sovracomunale Le Folaghe
5.6
0
30
Zona palustre
Protetto
Vasche Torrente Arno
5.4
0
23
Zona palustre
Protetto
Cassinazza di Baselica
4.6
0
11
Zona palustre
Protetto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di
Mezzola
4.6
0
30
Fiume
Protetto
Paludi di Ostiglia - Busatello
3.9
0
21
Zona palustre
Protetto
La Vallazza
3.9
0
24
Zona palustre
Protetto
Laghetto del Frassino
3.2
0
13
Lago naturale
Protetto
F. Ticino - tratto 1
2.4
0
10
Fiume
Protetto
Lago Superiore
2.4
0
12
Lago naturale
Protetto
Lago di Mezzola
1.8
0
10
Lago naturale
Protetto
Lario Nord
1.7
0
13
Lago naturale
Regime misto
Basso Lago di Garda
1.3
0
7
Lago naturale
Regime misto
Lago Boscaccio
1.1
0
5
Zona palustre
Protetto
73
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Germano reale
Anas plathyrhynchos
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
33230
Media 2004-2013
34427
Media nazionale 2006-2010
242022
Siti occupati dal 2003 al 2013
154
Biologia
In Italia la specie è migratrice, svernante e stanziale. Il
germano reale mostra una elevata capacità di adattamento
ecologico compresa una sensibilità al disturbo antropico
inferiore rispetto alle altre specie. Risulta essere l’anatide
più abbondante e diffuso sul territorio nazionale anche se
risulta complesso avere stime attendibili della popolazione
selvatica a causa dell’inquinamento genetico dovuto alle
frequenti immissioni di esemplari di allevamento. Alcuni
siti lombardi risultano importanti a livello nazionale.
La compresenza di individui stanziali e migratori rende
complessa la valutazione fenologica anche se vi sono
evidenze di migrazione prenuziale già dagli inizi di gennaio
(Pellitteri et al. 2008; ISPRA 2010). Alcune popolazioni del
Nord Europa risultano in declino (Wetlands International).
Foto G.Conca
TUTELA E CONSERVAZIONE
Dir 2009/147/CE
Categoria SPEC
Lista Rossa IT
Stato conservaz. IT
Cacciabile in Italia
all. II/1, III/2
non - SPEC
LC
favorevole
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
Il germano reale si dimostra più ubiquitario delle altre
specie, confermando una maggior tolleranza e adattabilità
ad ambienti e condizioni differenti
Pur essendo meno sensibile al disturbo delle altre specie
anche per il germano reale le maggiori concentrazioni si
registrano nelle zone protette
*conteggio arrotondato alla decina superiore
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di germano reale nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni
lombarde (slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a
livello di popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
154
1.0148
0.0064
TREND
Incremento
moderato**
TREND IT 2001-2010
Incremento
moderato**
TREND AEWA
Incremento
50000
40000
30000
20000
10000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello corretti
per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti per lo svernamento di germano reale in Lombardia (siti con media > 340 importanti a livello regionale, con
media > 2420 a livello nazionale, la soglia per l’importanza internazionale è 10000 individui).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
F. Ticino, Vigevano - Po
5445.2
2765
Cassinazza di Baselica
3522.0
1844
7604
Fiume
Protetto
5500
Zona palustre
Valli del Mincio
2586.2
Protetto
542
4469
Zona palustre
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
Protetto
1863.4
87
3604
Fiume
Protetto
La Vallazza
1570.7
427
3364
Zona palustre
Protetto
AFV Cascina Villarasca
1409.4
145
2650
Zona palustre
Non protetto
F. Ticino - tratto 1
1330.4
1012
1881
Fiume
Protetto
Basso Lago di Garda
1128.9
926
1401
Lago naturale
Regime misto
Lago Boscaccio
1125.5
649
1980
Zona palustre
Protetto
F. Po, Ticino - Mezzana Corti
805.8
300
2559
Fiume
Regime misto
F. Po, Borgoforte - Dosolo e confl. F. Oglio
746.5
187
1351
Fiume
Regime misto
AFV San Massimo
690.0
300
1500
Zona palustre
Non protetto
Lario SW
680.9
18
913
Lago naturale
Regime misto
Parco S. Lorenzo
618.2
243
1050
Bacini di cava
Protetto
F. Oglio, Bozzolo - Isola Dovarese
536.3
134
1347
Fiume
Regime misto
F. Lambro, Salerano - Vidardo
474.7
29
1061
Fiume
Protetto
Lago Scuro e bacini di Pieve d'Olmi
384.5
0
750
Zona palustre
Protetto
Lago di Basiglio
371.3
144
954
Bacini di cava
Protetto
F. Oglio, Isola Dovarese - Seniga
346.2
127
650
Fiume
Regime misto
75
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Canapiglia
Anas strepera
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
360
Media 2004-2013
238
Media nazionale 2006-2010
10173
Siti occupati dal 2003 al 2013
46
Biologia
In Italia la specie è migratrice, svernante e nidificante con
una popolazione inferiore al centinaio di coppie. Predilige
acque lentiche con ampie zone aperte quali laghi, grandi
stagni e ampie lanche di fiume. I primi movimenti migratori
preriproduttivi sono individuabili dal mese di gennaio
(Pellitteri et al. 2008; ISPRA 2010) mentre quelli autunnali a
partire dal mese di agosto.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
La canapiglia si equidistribuisce tra le zone palustri, i fiumi
e i laghi naturali.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
Foto G.Conca
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
all. II/1,
Categoria SPEC
3
Lista Rossa IT
VU
Stato conservaz. IT
cattivo
Cacciabile in Italia
si
Distribuzione della popolazione svernante (n individui) in
base al regime di protezione
La distribuzione estremamente concentrata nelle zone
protette conferma la sensibilità al disturbo della canapiglia
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di canapiglia nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
46
1.0514
0.0236
TREND
Incremento
moderato*
TREND IT 2001-2010
TREND AEWA
Incremento mod.**
Incremento
400
300
200
100
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Primi dieci siti importanti per lo svernamento di canapiglia in Lombardia (siti con media > 3 importanti a livello regionale).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
La Vallazza
32.3
2
78
Zona palustre
Protetto
Valli del Mincio
27.2
0
83
Zona palustre
Protetto
F. Ticino, Vigevano - Po
26.4
0
94
Fiume
Protetto
Lago di Mezzola
25.1
0
64
Lago naturale
Protetto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di Mezzola
22.1
0
89
Fiume
Protetto
Parco Sovracomunale Le Folaghe
13.6
0
50
Zona palustre
Protetto
Lago di Pusiano
13.5
3
22
Lago naturale
Protetto
T.Staffora, tratto 4
10.0
0
20
Fiume
Non protetto
Lago Superiore
9.2
0
81
Lago naturale
Protetto
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
8.1
0
49
Fiume
Protetto
Cassinazza di Baselica
6.8
0
30
Zona palustre
Protetto
Vasche Torrente Arno
6.5
0
31
Zona palustre
Protetto
Laghetto del Frassino
4.1
0
19
Lago naturale
Protetto
Lago di Varese
4.1
0
18
Lago naturale
Protetto
F. Adda, Olginate - Paderno
3.5
0
7
Fiume
Regime misto
77
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Moriglione
Aythya ferina
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
2390
Media 2004-2013
3121
Media nazionale 2006-2010
32002
Siti occupati dal 2003 al 2013
65
Biologia
In Italia la specie è prevalentemente migratrice e
svernante, con un numero di coppie nidificanti nell’ordine
delle decine. Il moriglione è legato ad ampie zone di acqua
libera con alternanza di zone più o meno profonde dove
può pasturare alla ricerca di invertebrati acquativi e
vegetazione igrofila. In Lombardia si concentra sui grandi
laghi o nei tratti di fiume dove la corrente superficiale è
ridotta. Esistono diverse indicazioni per stabilire l’inizio
della migrazione prenuziale gli ultimi giorni di gennaio
(Pellitteri et al. 2008; ISPRA 2010) quantunque il grosso dei
movimenti migratori si concentri tra febbraio e marzo.
Foto G.Conca
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
all. II/1, III/2
Categoria SPEC
2
Lista Rossa IT
EN
Stato conservaz. IT
cattivo
Cacciabile in Italia
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
La quasi totalità dei moriglioni viene osservata sui grandi
laghi
I contingenti di moriglione si concentrano nei siti protetti e
nei grandi laghi che hanno un regime di protezione misto
*conteggio arrotondato alla decina superiore
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di moriglione nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
65
0.9346
0.0109
TREND
Declino
moderato**
TREND IT 2001-2010
TREND AEWA
Declino moderato**
Declino
5000
4000
3000
2000
1000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti per lo svernamento di moriglione in Lombardia (siti con media > 31 importanti a livello regionale, con media
> 320 a livello nazionale).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
Laghetto del Frassino
Lago di Olginate
731.0
6
1800
Lago naturale
Protetto
592.1
296
1011
Lago naturale
Protetto
Basso Lago di Garda
441.4
67
1188
Lago naturale
Regime misto
L. Maggiore - tratto 5
160.3
0
524
Lago naturale
Regime misto
Lario Nord
123.2
65
204
Lago naturale
Regime misto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di Mezzola
116.6
39
200
Fiume
Protetto
F. Adda, Olginate - Paderno
112.0
55
207
Fiume
Regime misto
Lago di Garlate
82.6
0
262
Lago naturale
Protetto
Torbiere d'Iseo
66.1
0
371
Zona palustre
Protetto
Alto Lago di Garda
62.0
0
200
Lago naturale
Protetto
Medio Lago di Garda
47.8
6
88
Lago naturale
Protetto
F. Ticino - tratto 1
37.6
0
88
Fiume
Protetto
F. Mera, Lago di Como - Ponte del Passo
37.5
8
95
Fiume
Protetto
Lago di Mezzola
37.2
2
111
Lago naturale
Protetto
Lago di Pusiano
36.4
5
100
Lago naturale
Protetto
79
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Moretta
Aythya fuligula
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
2630
Media 2004-2013
2862
Media nazionale 2006-2010
8078
Siti occupati dal 2003 al 2013
61
Biologia
In Italia la specie è migratrice e svernante regolare mentre
le nidificazioni si riducono a poche coppie poiché l’Italia è
situata al limite meridionale dell’areale riproduttivo. La
specie utilizza zone umide caratterizzate da ampi specchi
d’acqua con corrente ridotta come laghi e ampie anse dei
fiumi mentre non la si ritrova in acque lentiche poco
profonde o chiuse dalla vegetazione. I movimenti migratori
primaverili si rendono evidenti nel mese di febbraio
quando i primi riproduttori lasciano l’Europa meridionale
per recarsi a nidificare più a nord. (Pellitteri et al. 2008;
ISPRA 2010) mentre quelli autunnali a partire dal mese di
agosto.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
La quasi totalità delle morette svernanti in Lombardia
utilizza i laghi naturali
*conteggio arrotondato alla decina superiore
Foto G.Conca
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
all. II/1, III/2
Categoria SPEC
3
Lista Rossa IT
VU
Stato conservaz. IT
cattivo
Cacciabile in Italia
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
Nonostante le morette utilizzino i grandi laghi, per lo più
gestiti con un regime misto di protezione, la maggiori
concentrazioni si trovano nelle zone protette a indicare una
selezione per le aree poco disturbate
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di moretta nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
61
1.0313
0.0107
TREND
Incremento
moderato**
TREND IT 2001-2010
Incremento
moderato**
TREND AEWA
Declino
5000
4000
3000
2000
1000
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello corretti per
i dati reali
Flyways di riferimento
La popolazione di Moretta registra in Lombardia ed in Italia un incremento dei contingenti
svernanti mentre a livello globale la specie appare in declino. L’incremento delle popolazioni locali
di Moretta si configura quindi come importante per la conservazione della specie.
Siti importanti per lo svernamento di moretta in Lombardia (siti con media > 29 importanti a livello regionale, con media >
81 a livello nazionale).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
Laghetto del Frassino
1,742.2
34
2650
Lago naturale
Protetto
Basso Lago di Garda
259.4
13
1335
Lago naturale
Regime misto
Lago di Olginate
250.5
78
419
Lago naturale
Protetto
Alto Lago di Garda
182.2
70
365
Lago naturale
Protetto
F. Ticino - tratto 1
107.4
2
172
Fiume
Protetto
F. Adda, Sant'Agata - Lago di Como
91.9
34
165
Fiume
Protetto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di Mezzola
65.9
2
208
Fiume
Protetto
Lago di Mezzola
61.3
18
193
Lago naturale
Protetto
L. Maggiore - tratto 5
50.5
0
311
Lago naturale
Regime misto
Torbiere d'Iseo
30.1
0
74
Zona umida
Protetto
81
protezione
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Moretta
tabaccata
Aythya nyroca
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013
38
Media 2004-2013
21
Media nazionale 2006-2010
571
Siti occupati dal 2003 al 2013
16
Biologia
In Italia la specie è principalmente migratrice e svernante,
con nidificazioni localizzate e di poche coppie. E’ legata alle
zone palustri con acque basse non inquinate, ricche di
vegetazione spondale e non disturbate. La migrazione
primaverile ha inizio nel mese di gennaio e procede a
picchi successivi (Spina e Volponi 2008).
Foto G.Conca
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
all. I
Categoria SPEC
1
Lista Rossa IT
EN
Stato conservaz. IT
inadeguato
Cacciabile in Italia
no
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
La popolazione svernante di moretta tabaccata svernante
in Lombardia si ritrova nei fiumi, nei laghi e nelle zone
palustri.
Data l’esiguità del campione e l’impossibilità a definire dove
si concentri la specie nei siti protetti in parte non si riesce a
definire il livello di sensibilità.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di moretta tabaccata nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni
lombarde (slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a
livello di popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
16
Slope
1.0643
ES
0.0568
TREND
Incerto
TREND IT 2001-2010
Incremento marcato*
TREND AEWA
?
50
40
30
20
10
2013
2012
2011
2010
2009
2008
2007
2006
2005
2004
2003
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti per lo svernamento di moretta tabaccata in Lombardia (siti con media >1).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
F. Adda, Olginate - Paderno
13.8
0
Lago di Olginate
2.0
0
25
Fiume
Regime misto
5
Lago naturale
Parco Sovracomunale Le Folaghe
2.0
Protetto
0
13
Zona palustre
T.Staffora, tratto 4
Protetto
2.0
0
4
Fiume
Non protetto
Lago di Varese
1.5
0
7
Lago naturale
Protetto
Parco palustre di Lungavilla
1.3
0
10
Zona palustre
Protetto
83
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Cormorano
Phalacrocorax carbo
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
6980
Media 2004-2013
6294
Media nazionale 2006-2010
68059
Siti occupati dal 2003 al 2013
145
Biologia
Il Cormorano è una specie strettamente ittiofaga legata a
una molteplicità di tipologie di zone umide purchè siano
presenti sufficienti risorse alimentari e vegetazione
arborea utilizzata come posatoio. Le popolazioni svernanti
italiane sono composte da individui stanziali e migratori
provenienti dal centro-nord europea.Per questi individui. la
migrazione di ritorno ai quartieri riproduttivi inizia nella
prima decade di gennaio. (Spina e Volponi 2008).
I dati presentati fanno riferimento ai conteggi diurni.
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
Tra tutte le specie analizzate in dettaglio il cormorano
appare quella più ubiquitaria.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
Foto G.Diliddo
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
-
Categoria SPEC
non - SPEC
Lista Rossa IT
LC
Stato conservaz. IT
favorevole
Cacciabile in Italia
no
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
Anche per quanto riguarda la tolleranza al disturbo il
cormorano dimostra una capacità di adattamento superiore
alle altre specie.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di cormorano nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde
(slope espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
145
1.0202
0.0081
TREND
Incremento
mod*
TREND IT 2001-2010
TREND AEWA
Incremento mod.**
Incerto
10000
8000
6000
4000
2000
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Primi venti siti importanti per lo svernamento di cormorano in Lombardia (i siti di importanza regionale con media >63,
risultano in tutto 29, valore soglia pe l’importanza nazionale media > 680).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
Basso Lago di Garda
865.7
338
1619
Lago naturale
Regime misto
F. Ticino - tratto 1
396.0
180
755
Fiume
Protetto
Palude Brabbia
280.7
0
758
Zona palustre
Protetto
F. Ticino, Vigevano - Po
262.9
91
541
Fiume
Protetto
Lario SW
261.0
42
432
Lago naturale
Regime misto
L. Maggiore - tratto 5
241.7
73
527
Lago naturale
Regime misto
Medio Lago di Garda
221.1
151
329
Lago naturale
Protetto
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
218.8
57
517
Fiume
Protetto
F. Oglio, Soncino - Urago
218.6
26
506
Fiume
Regime misto
Lago Boscaccio
186.1
84
249
Zona palustre
Protetto
L. Maggiore - tratto 2
170.2
70
279
Lago naturale
Regime misto
F. Po, Borgoforte - Dosolo e confl. F. Oglio
164.0
70
478
Fiume
Regime misto
Lago Ceresio, ramo comasco
157.6
0
520
Lago naturale
Non protetto
L. Maggiore - tratto 3
120.9
56
198
Lago naturale
Regime misto
Torbiere d'Iseo
119.0
0
296
Zona palustre
Protetto
Lambro - San Donato
110.5
46
177
Fiume
Protetto
Laghetto del Frassino
108.8
0
317
Lago naturale
Protetto
La Vallazza
91.3
14
335
Zona palustre
Protetto
Lago di Pusiano
88.9
36
139
Lago naturale
Protetto
L. Maggiore - tratto 4
87.4
32
222
Lago naturale
Regime misto
85
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
__________________________________________________________________________________________
Folaga
Fulica atra
Status in Regione
Regolare
Stima nel 2013*
22790
Media 2004-2013
27265
Media nazionale 2006-2010
263976
Siti occupati dal 2003 al 2013
121
Biologia
La folaga frequenta zone umide interne e costiere,
caratterizzate da acque eutrofiche ricche di vegetazione
flottante e subemergente. Le popolazioni svernanti in
Lombardia sono composte sia da individui stanziali che da
migratori provenienti dall’Europa settentrionale i quali
iniziano a colonizzare le acque regionali a partire da
ottobre per poi compiere la migrazione di ritorno a partire
dalla fine di gennaio, avendo il suo picco nel mese di
febbraio (Pellitteri et al. 2008, ISPRA 2010).
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale
tra le diverse categorie ambientali.
La folaga occupa prevalentemente i laghi naturali anche se
osservazioni sono state fatte anche nelle altre categorie
ambientali ad eccezione dei canali artificiali.
*conteggio arrotondato alla decina superiore
Foto G.Diliddo
Tutela e conservazione
Dir 2009/147/CE
all. II/1, III/2
Categoria SPEC
non SPEC
Lista Rossa IT
LC
Stato conservaz. IT
favorevole
Cacciabile in Italia
si
Distribuzione della popolazione svernante in percentuale in
base al regime di protezione
I grandi laghi concentrano la frazione più importante del
contingente svernante e presentano una compresenza di
zone protette e zone dove la caccia è consentita, rendendo
difficile stabilire la sensibilità al disturbo.
_________________________________________________________________________________________________
Variazione degli indici di popolazione di folaga nel periodo 2003-2013. Viene dato il trend per le popolazioni lombarde (slope
espressa in fattore moltiplicativo con errore standard e diagnosi di trend) e per le popolazioni nazionali e a livello di
popolazione biogeografica (diagnosi di trend).
Andamento di popolazione
n
Slope
ES
121
0.9792
0.0060
TREND
Declino
moderato**
TREND IT 2001-2010
TREND AEWA
Stabile
Stabile
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
40000
35000
30000
25000
20000
15000
10000
5000
0
Andamento di popolazione secondo gli indici del modello
corretti per i dati reali
Flyways di riferimento
Siti importanti per lo svernamento di folaga in Lombardia (siti con media > 273 importanti a livello regionale, con media >
2639 a livello nazionale).
Nome sito
media
minimo
massimo
categoria
protezione
Basso Lago di Garda
10169.8
6554
16253
Lago naturale
Regime misto
Lago di Garlate
1918.8
1372
3065
Lago naturale
Protetto
Alto Lago di Garda
1340.2
813
1815
Lago naturale
Protetto
Medio Lago di Garda
1327.1
517
1816
Lago naturale
Protetto
Sebino Sud
1286.8
392
3128
Lago naturale
Regime misto
F. Adda, Olginate - Paderno
1018.0
559
1710
Fiume
Regime misto
Lario Nord
1005.7
344
1849
Lago naturale
Regime misto
Lago di Varese
887.3
182
1741
Lago naturale
Protetto
L. Maggiore - tratto 5
864.6
426
1229
Lago naturale
Regime misto
F. Ticino - tratto 1
742.6
191
1477
Fiume
Protetto
Lago di Olginate
607.5
172
990
Lago naturale
Protetto
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di Mezzola
560.8
17
2332
Fiume
Protetto
Lago d'Idro
458.7
0
1165
Lago naturale
Non protetto
Lago di Mezzola
416.7
0
1221
Lago naturale
Protetto
Valli del Mincio
345.6
177
747
Zona palustre
Protetto
Lago di Pusiano
275.8
143
514
Lago naturale
Protetto
T.Staffora, tratto 4
228.5
197
260
Fiume
Non protetto
87
IWC Lombardia 2002-2013 – Schede specie
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Appendici
I. Status legislativo delle specie svernanti
II. Classifica prime 30 zone umide per ricchezza specifica
III. Classifica prime 30 zone umide per abbondanza
IV. Classifica prime 30 zone umide per densità
V. Classifica prime 30 zone umide per ricchezza specie di interesse conservazionistico
VI. Risultati dei censimenti nelle zone umide IWC della Lombardia
VII. Elenco zone umide IWC della regione Lombardia dal catasto ISPRA
0
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
________________________________________________________________________________________________
APPENDICE I.
Status legislativo delle specie censite durante i rilievi IWC dal 2002 al 2013. Viene indicata l’appartenenza agli allegati
della Direttiva 2009/147/CE (c.d. “Uccelli”), agli allegati AEWA, le categorie SPEC (SPEC 1: Specie con popolazioni in
declino a livello globale; SPEC 2: Specie con status di conservazione europeo sfavorevole , con popolazioni concentrate
in Europa; SPEC 3: Specie con status di conservazione sfavorevole , non concentrata in Europa; W: Popolazioni solo
svernanti; Non SPEC: Specie con status di conservazione europeo favorevole), le categorie della lista Rossa Italiana
2011 (Peronace et al 2012)(DD: Dati insufficienti; LC: Minor preoccupazione; NT: Quasi minacciato; VU: Vunerabile; EN:
In pericolo; CR: In pericolo critico; RE: Estinto in Regione (n.b.: si riferisce all’Italia); NA: Non applicabile) e la possibilità
di prelievo venatorio ai sensi della legge italiana 157/92.
Nome latino
Gavia immer
Gavia arctica
Gavia stellata
Tachybaptus ruficollis
Podiceps grisegena
Podiceps cristatus
Podiceps auritus
Podiceps nigricollis
Phalacrocorax carbo
Ardea cinerea
Ardea purpurea
Egretta alba
Egretta garzetta
Bubulcus ibis
Nycticorax nycticorax
Ixobrychus minutus
Botaurus stellaris
Platalea leucorodia
Threskiornis aethiopicus
Ciconia ciconia
Ciconia nigra
Anser anser
Anser albifrons
Anser fabalis fabilis
Anser fabalis rossicus
Cygnus olor
Cygnus cygnus
Cygnus bewickii
Tadorna tadorna
Anas penelope
Anas strepera
Anas crecca
Anas platyrhynchos
Anas acuta
Specie
Strolaga maggiore
Strolaga mezzana
Strolaga minore
Tuffetto
Svasso collorosso
Svasso maggiore
Svasso cornuto
Svasso piccolo
Cormorano
Airone cenerino
Airone rosso
Air. bianco maggiore
Garzetta
Airone guardabuoi
Nitticora
Tarabusino
Tarabuso
Spatola
Ibis sacro
Cicogna bianca
Cicogna nera
Oca selvatica
Oca lombardella
Oca granaiola taiga
Oca granaiola tundra
Cigno reale
Cigno selvatico
Cigno minore
Volpoca
Fischione
Canapiglia
Alzavola
Germano reale
Codone
Dir.Uccelli
SPEC
Lista
Rossa
IT
Cacciabile
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All I
All II-a/All III-b
All II-b
All II-b
All I
All I
All II-a/All III-b
All II-a
All II-a/All III-b
All II-a/All III-a
All II-a
N-S
3
3
N-S
N-S
N-S
3
N-S
N-S
N-S
3
N-S
N-S
N-S
3
3
3
2
N-S
2
2
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
3W
N-S
N-S
3
N-S
N-S
3
NA
NA
NA
LC
NA
LC
NA
NA
LC
LC
LC
NT
LC
LC
VU
VU
EN
VU
LC
LC
VU
LC
NA
NA
NA
NA
NA
NA
VU
NA
VU
EN
LC
NA
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
SI
SI
SI
SI
SI
1
Nome latino
Anas querquedula
Anas clypeata
Netta rufina
Aythya ferina
Aythya nyroca
Aythya fuligula
Aythya marila
Aythya collaris
Clangula hyemalis
Somateria mollissima
Melanitta nigra
Melanitta fusca
Bucephala clangula
Mergus albellus
Mergus serrator
Mergus merganser
Grus grus
Rallus aquaticus
Gallinula chloropus
Porzana parva
Fulica atra
Charadrius dubius
Himantopus himantopus
Pluvialis apricaria
Vanellus vanellus
Numenius arquata
Philomachus pugnax
Tringa nebularia
Tringa erythropus
Calidris alpina
Tringa glareola
Tringa ochropus
Actitis hypoleucos
Scolopax rusticola
Gallinago gallinago
Lymnocryptes minimus
Limosa limosa
Larus canus
Larus argentatus
Larus michahellis
Larus cachinnans
Larus fuscus
Larus marinus
Larus melanocephalus
Larus ridibundus
Hydrocoleus minutus
Chlidonias hybridus
Haliaeetus albicilla
Aquila clanga
Circus aeruginosus
2
Specie
Dir.Uccelli
SPEC
Marzaiola
Mestolone
Fistione turco
Moriglione
Moretta tabaccata
Moretta
Moretta grigia
Moretta dal collare
Moretta codona
Edredone
Orchetto marino
Orco marino
Quattrocchi
Pesciaiola
Smergo minore
Smergo maggiore
Gru
Porciglione
Gallinella d'acqua
Schiribilla
Folaga
Corriere piccolo
Cavaliere d'Italia
Piviere dorato
Pavoncella
Chiurlo maggiore
Combattente
Pantana
Totano moro
Piovanello pancianera
Piro piro boschereccio
Piro piro culbianco
Piro piro piccolo
Beccaccia
Beccaccino
Frullino
Pittima reale
Gavina
Gabbiano reale nordico
Gabbiano reale mediter.
Gabbiano reale orient.
Zafferano
Mugnaiaccio
Gabbiano corallino
Gabbiano comune
Gabbianello
Mignattino piombato
Aquila di mare
Aquila anatraia maggiore
Falco di Palude
All II-a
All II-a
All II-b
All II-a
All I
All II-a
All II-b/All III-b
All II-b
All II-b/All III-b
All II-b/All III-b
All II-b
All II-b
All I
All II-b
All II-b
All I
All II-b
All II-b
All I
All II-a/All III-b
All I
All I
All II-b
All II-b
All I/All II-b
All II-b
All II-b
All I
All II-a/All III-b
All II-a/All III-b
All II-a/All III-b
All II-b
All II-b
All II-b
All II-b
All II-b
All II-b
All I
All II-b
All I
All I
All I
All I
3
3
N-S
2
1
3
3W
N-S
N-S
N-S
N-S
3
N-S
N-S
N-S
N-S
3
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
2
2
2
N-S
3
3
3
N-S
3
N-S
3
3
2
2
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
N-S
3
3
1
1
N-S
Lista
Rossa
IT
VU
VU
EN
EN
EN
VU
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
LC
RE
LC
LC
DD
LC
NT
LC
NA
LC
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NA
NT
DD
NA
NA
EN
NA
NA
LC
NA
NA
NA
LC
LC
NA
NA
NA
NA
VU
Cacciabile
SI
SI
SI
SI
NO
SI
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
SI
SI
NO
SI
NO
NO
NO
SI
NO
SI
NO
NO
NO
NO
NO
NO
SI
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
________________________________________________________________________________________________
Nome latino
Circus cyaneus
Asio flammeus
Specie
Albanella reale
Gufo di palude
Dir.Uccelli
SPEC
All I
All I
3
3
Lista
Rossa
IT
NA
NA
Cacciabile
NO
NO
3
APPENDICE II.
Zone umide IWC in Regione Lombardia (primi 30) con maggior ricchezza specifica di uccelli acquatici svernanti per il
periodo 2004-2013. Riportata la ricchezza specifica media (sp), l’abbondanza media di individui (abb) e la densità
(dens) delle specie selvatiche, l’abbondanza media di specie di interesse conservazionistico (n cons) e di specie
cacciabili (n ven), la categoria ambientale (cat.) e il regime di protezione (pro).
sito
nome sito
cat.
pro
sp
abb
dens
n cons
n ven
1
BS0103
Basso Lago di Garda
LAG
MIS
28.5
19168.7
5.7
1014.6
11484.1
2
MN0504
Valli del Mincio
ZUM
PRO
24.9
4911.3
99.9
1029.7
4265.8
3
PV0101
F. Ticino, Vigevano - Po
FIU
PRO
22.2
7322.1
165.3
111.2
6450.1
ZUM
PRO
21.5
3172.3
48.0
682.7
2682.6
4
MN0604
La Vallazza
5
VA0405
L. Maggiore - tratto 5
LAG
MIS
20.2
3590.5
503.0
268.9
1393.2
6
PV0203
Cassinazza di Baselica
ZUM
PRO
20.1
4697
75.1
495.7
4618.1
7
CO0107
Lago di Olginate
LAG
PRO
19.8
2101.2
5.1
850.9
1604.5
BG0801
F. Adda, Olginate - Paderno
FIU
MIS
19.8
1995.5
0.4
139.1
1513.1
VA0501
F. Ticino - tratto 1
FIU
PRO
19.5
3814.3
86.8
142.1
2246.3
PV0901
Parco Sovracomunale Le
Folaghe
ZUM
PRO
19.2
659.8
160.4
60.2
617.0
11 VA0301
Lago di Varese
LAG
MIS
18.2
2458.2
253.3
38.2
1390.8
12 CO0403
Lago di Pusiano
LAG
PRO
18.1
812.4
2.0
70.9
444.4
13 CO0102
Lario Nord
LAG
MIS
17.7
2365.7
25.7
152.4
1443.2
14 MI0101
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
FIU
PRO
17.6
3279.9
11.0
162.1
2419.3
15 BS0403
Torbiere d'Iseo
ZUM
PRO
16.6
504.7
3.1
96.2
213.8
16 SO0201
Lago di Mezzola
LAG
PRO
16.4
1182.2
60.0
128.1
910.0
17 MN0701
Paludi di Ostiglia - Busatello
ZUM
PRO
16.3
485.6
11.7
58.5
392.7
18
F. Po, Borgoforte - Dosolo e
confl. F. Oglio
FIU
MIS
16.2
1414.7
49.5
92.6
974.9
19 BS0102
Medio Lago di Garda
LAG
PRO
16.2
3924.1
4.4
264.3
1751.6
20 MN1101
Parco S. Lorenzo
CAV
PRO
15.8
860.4
1612.9
62.9
784.1
21 MI0404
Lago Boscaccio
ZUM
PRO
15.8
1531.375
25.9
66.0
1266.0
22 BS0105
Laghetto del Frassino
LAG
PRO
15.7
2712.5
4.9
2490.3
2574.4
23 BS0101
Alto Lago di Garda
LAG
PRO
15.6
2897.1
15.2
275.9
1656.3
24 VA0404
L. Maggiore - tratto 4
LAG
MIS
14.9
1316.7
40.1
20.9
289.1
25 CR0406
Cave di Daiano
CAV
PRO
14.8
764.5
1.7
48.8
645.0
26 CO0106
Lago di Garlate
LAG
PRO
14.8
2648.6
2.1
94.5
2153.6
27
Cave di Montirone e Bagnolo
Mella
CAV
PRO
14.5
661.5
0.2
3.5
253.5
8
9
10
MN0905
BS0903
28 PV0705
F. Po, Corana - Scrivia
FIU
NON
14.4
450.5714
18.1
27.1
263.5
29 MN0402
Bacini di Goito
CAV
PRO
13.9
577.6
10.4
75.8
449.8
30 PV0202
AFV Cascina Villarasca
ZUM NON
13.6
1862.375
30.2
146.8
1792.6
4
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
________________________________________________________________________________________________
APPENDICE III.
Zone umide IWC in Regione Lombardia (primi 30) con maggior abbondanza di uccelli acquatici svernanti per il periodo
2004-2013. Riportata la ricchezza specifica media (sp), l’abbondanza media di individui (abb) e la densità (dens) delle
specie selvatiche, l’abbondanza media di specie di interesse conservazionistico (n cons) e di specie cacciabili (n ven), la
categoria ambientale (cat.) e il regime di protezione (pro).
sito
nome sito
cat.
pro
sp
abb
dens
n cons
n ven
1
BS0103
Basso Lago di Garda
LAG
MIS
28.5
19168.7
5.7
1014.6
11484.1
2
PV0101
F. Ticino, Vigevano - Po
FIU
PRO
22.2
7322.1
165.3
111.2
6450.1
3
MN0504
Valli del Mincio
ZUM
PRO
24.9
4911.3
99.9
1029.7
4265.8
4
PV0203
Cassinazza di Baselica
ZUM
PRO
20.1
4697
75.1
495.7
4618.1
5
BS0102
Medio Lago di Garda
LAG
PRO
16.2
3924.1
4.4
264.3
1751.6
6
VA0501
F. Ticino - tratto 1
FIU
PRO
19.5
3814.3
86.8
142.1
2246.3
7
BS0801
F. Oglio, Soncino - Urago
FIU
MIS
9.6
3695.4
50.2
35.8
68.4
VA0405
L. Maggiore - tratto 5
LAG
MIS
20.2
3590.5
503.0
268.9
1393.2
MI0101
8
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
FIU
PRO
17.6
3279.9
11.0
162.1
2419.3
10 MN0604
La Vallazza
ZUM
PRO
21.5
3172.3
48.0
682.7
2682.6
11 BS0101
Alto Lago di Garda
LAG
PRO
15.6
2897.1
15.2
275.9
1656.3
12 BS0105
Laghetto del Frassino
LAG
PRO
15.7
2712.5
4.9
2490.3
2574.4
13 CO0106
Lago di Garlate
LAG
PRO
14.8
2648.6
2.1
94.5
2153.6
14 VA0301
Lago di Varese
LAG
MIS
18.2
2458.2
253.3
38.2
1390.8
15 BS0402
Sebino Sud
LAG
MIS
12.5
2416.3
386.5
17.6
1349.9
16 CO0102
Lario Nord
LAG
MIS
17.7
2365.7
25.7
152.4
1443.2
17 CO0105
Lario SE
LAG
PRO
12.4
2352.8
34.2
41.9
434.3
18 CO0104
Lario SW
LAG
PRO
9.6
2268.9
0.6
1.5
729.0
19 CO0107
Lago di Olginate
LAG
PRO
19.8
2101.2
5.1
850.9
1604.5
20 BG0801
F. Adda, Olginate - Paderno
FIU
MIS
19.8
1995.5
0.4
139.1
1513.1
21 PV0202
AFV Cascina Villarasca
ZUM NON
13.6
1862.375
30.2
146.8
1792.6
22 VA0402
L. Maggiore - tratto 2
LAG
MIS
13.2
1643
56.5
27.7
291.2
23 MI0404
Lago Boscaccio
ZUM
PRO
15.8
1531.375
25.9
66.0
1266.0
F. Po, Borgoforte - Dosolo e confl.
F. Oglio
FIU
MIS
16.2
1414.7
49.5
92.6
974.9
25 BS0201
Lago d'Idro
LAG
NON
9.4
1348.9
3.9
27.6
729.3
26 VA0403
L. Maggiore - tratto 3
LAG
PRO
11.9
1333.6
183.6
19.1
230.8
27 VA0404
L. Maggiore - tratto 4
LAG
MIS
14.9
1316.7
40.1
20.9
289.1
28 BS0401
Sebino Nord
LAG
MIS
10.8
1309.2
0.3
12.2
216.8
29 SO0201
Lago di Mezzola
LAG
PRO
16.4
1182.2
60.0
128.1
910.0
30 VA0401
L. Maggiore - tratto 1
LAG
MIS
11.9
1080.8
17.7
23.1
166.0
9
24
MN0905
5
APPENDICE IV
Zone umide IWC in Regione Lombardia (primi 30) con maggior densità di uccelli acquatici svernanti per il periodo
2004-2013. Riportata la ricchezza specifica media (sp), l’abbondanza media di individui (abb) e la densità (dens) delle
specie selvatiche, l’abbondanza media di specie di interesse conservazionistico (n cons) e di specie cacciabili (n ven), la
categoria ambientale (cat.) e il regime di protezione (pro).
sito
nome sito
cat.
Pro
sp
abb
dens
n cons
n ven
SO0203
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di
Mezzola
FIU
PRO
12.80
967.40
144.12
3.20
6.60
PV0203
Cassinazza di Baselica
PAL
PRO
20.10
4697.00
106.86
6.80
10.50
VA0503
Vasche Torrente Arno
PAL
PRO
11.13
646.38
90.54
2.25
7.13
BS0105
Laghetto del Frassino
LAG
PRO
15.70
2712.50
82.67
5.30
8.40
MN0402
Bacini di Goito
CAV
PRO
13.90
577.60
79.51
3.30
4.70
PV0202
AFV Cascina Villarasca
PAL
NON
13.63
1862.38
63.99
2.75
6.13
BS0801
F. Oglio, Soncino - Urago
FIU
MIS
9.60
3695.40
60.51
0.70
2.20
BG0603
Cava Pesenti
CAV
MIS
6.20
468.50
41.46
0.70
2.30
CO0107
Lago di Olginate
LAG
PRO
19.80
2101.20
38.18
5.30
8.20
PV0614
Valpometto
PAL
PRO
6.60
166.00
36.97
0.00
3.20
MI0601
Cave di Figino
CAV
MIS
5.78
342.78
35.32
0.11
2.33
MN1101
Parco S. Lorenzo
CAV
PRO
15.80
860.40
34.56
3.00
6.70
MN0604
La Vallazza
PAL
PRO
21.50
3172.30
33.76
6.00
9.10
CR0304
T. Morbasco
FIU
PRO
8.00
84.00
33.52
1.50
4.00
PV0501
F. Lambro Meridionale, Magherno
FIU
MIS
6.40
199.20
30.56
0.20
2.80
MI0305
F. Lambro, Salerano - Vidardo
FIU
PRO
11.33
764.33
30.29
1.78
5.00
MI0209
Cava di Peschiera Borromeo
CAV
PRO
4.50
190.63
28.83
0.25
1.63
CR0302
Lago Scuro e bacini di Pieve d'Olmi
PAL
PRO
11.38
526.88
28.64
1.63
5.63
MI0403
Lago di Basiglio
CAV
PRO
9.00
538.00
27.29
0.63
3.63
MI0404
Lago Boscaccio
PAL
PRO
15.75
1531.38
26.80
3.88
6.63
MI0214
Vasca Volano
CAV
PRO
3.33
52.33
24.77
0.67
2.33
CR0103
Marzale
PAL
NON
7.00
183.00
23.96
0.00
3.00
MI0206
Lago Malaspina
CAV
PRO
6.25
180.13
23.84
0.25
2.38
MI0702
Cava Bellasio
CAV
PRO
6.13
131.13
21.39
0.25
2.38
MI1207
Parco di Monza
ART
PRO
4.33
222.00
20.85
0.00
1.89
CR0303
Dugale Delmona, Pieve S. Giacomo
- Voltido
CAN
MIS
10.00
263.50
20.06
1.38
3.00
MI0301
Milano Sud
CAV
MIS
6.63
459.38
19.38
0.00
2.50
MI1203
Laghetto di Giussano e Stagno del
Lazzaretto
CAV
PRO
1.00
15.50
18.35
0.00
1.00
PV0401
F. Olona, Vistarino
FIU
MIS
4.75
75.00
18.24
0.00
2.50
CO0108
F. Breggia
FIU
PRO
3.33
141.00
16.59
0.00
2.00
SO0203
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di
Mezzola
FIU
PRO
12.80
967.40
144.12
3.20
6.60
6
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
________________________________________________________________________________________________
APPENDICE V
Zone umide IWC in Regione Lombardia (primi 30) con maggior abbondanza di uccelli acquatici svernanti appartenenti
a specie di interesse conservazionistico per il periodo 2004-2013. Riportata la ricchezza specifica media (sp),
l’abbondanza media di individui (abb) e la densità (dens) delle specie selvatiche, l’abbondanza media di specie di
interesse conservazionistico (n cons) e di specie cacciabili (n ven), la categoria ambientale (cat.) e il regime di
protezione (pro).
sito
nome sito
cat.
Pro
sp
abb
1
BS0103
Basso Lago di Garda
LAG
PRO
28.5
2
MN0504
Valli del Mincio
ZUM
PRO
24.9
3
PV0203
Cassinazza di Baselica
ZUM
MIS
20.1
4
PV0901
Parco Sovracomunale Le Folaghe
ZUM
PRO
19.2
5
PV0101
F. Ticino, Vigevano - Po
FIU
PRO
22.2
7322.1
6
BG0801
F. Adda, Olginate - Paderno
FIU
PRO
19.8
7
MN0604
La Vallazza
ZUM NON 21.5
8
BS0105
Laghetto del Frassino
PRO
9
LAG
dens
n cons
n ven
19168.7
5.7
1014.6
11484.1
4911.3
99.9
1029.7
4265.8
4697
75.1
495.7
4618.1
659.8
160.4
60.2
617.0
165.3
111.2
6450.1
1995.5
0.4
139.1
1513.1
3172.3
48.0
682.7
2682.6
15.7
2712.5
4.9
2490.3
2574.4
1604.5
CO0107
Lago di Olginate
LAG
MIS
19.8
2101.2
5.1
850.9
10 CO0403
Lago di Pusiano
LAG
PRO
18.1
812.4
2.0
70.9
444.4
11 VA0501
F. Ticino - tratto 1
FIU
PRO
19.5
3814.3
86.8
142.1
2246.3
12 VA0301
Lago di Varese
LAG
MIS
18.2
2458.2
253.3
38.2
1390.8
13 VA0405
L. Maggiore - tratto 5
LAG
NON 20.2
3590.5
503.0
268.9
1393.2
14 BS0102
Medio Lago di Garda
LAG
PRO
16.2
3924.1
4.4
264.3
1751.6
15 MI0101
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
FIU
PRO
17.6
3279.9
11.0
162.1
2419.3
16 CO0102
Lario Nord
LAG
MIS
17.7
2365.7
25.7
152.4
1443.2
17 BS0101
Alto Lago di Garda
LAG
PRO
15.6
2897.1
15.2
275.9
1656.3
18 BS0403
Torbiere d'Iseo
ZUM
MIS
16.6
504.7
3.1
96.2
213.8
19 CR0406
Cave di Daiano
CAV
PRO
14.8
764.5
1.7
48.8
645.0
20 MN0701
Paludi di Ostiglia - Busatello
ZUM
PRO
16.3
485.6
11.7
58.5
392.7
21 MI0404
Lago Boscaccio
ZUM
PRO
15.8 1531.375
25.9
66.0
1266.0
22 SO0201
Lago di Mezzola
LAG
PRO
16.4
1182.2
60.0
128.1
910.0
23 PV1004
T. Staffora, tratto 4
FIU
PRO
13.0
443.5
41.6
47.5
429.0
24 CO0404
Lago di Alserio
LAG
MIS
12.1
221.2
8.2
29.8
143.5
25 MN0905
F. Po, Borgoforte - Dosolo e confl.
F. Oglio
FIU
MIS
16.2
1414.7
49.5
92.6
974.9
26 MN0402
Bacini di Goito
CAV
PRO
13.9
577.6
10.4
75.8
449.8
27 SO0203
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di
Mezzola
FIU
PRO
12.8
967.4
146.3
205.3
866.1
28 PV0705
F. Po, Corana - Scrivia
FIU
MIS
14.4 450.5714
18.1
27.1
263.5
29 MN1101
Parco S. Lorenzo
CAV
PRO
15.8
860.4
1612.9
62.9
784.1
30 MN0201
Cave di Bosco Fontana e Soave
ZUM
PRO
12.6
484.4
3289.7
22.8
376.9
7
APPENDICE VI
Valori descrittivi dei siti IWC (n = 159) che hanno ospitato almeno una specie selvatica, appartenete alle popolazioni di avifauna acquatica svernante in Regione Lombardia, nel periodo
2004-2013. Vengono dati: la ricchezza specifica media (n specie), l’abbondanza media di individui (abb) e la densità (densità) delle specie selvatiche (tutte le specie meno le esotiche e
gli ibridi), la ricchezza specifica media di specie di interesse conservazionistico (n cons) e l’abbondanza di individui appartenenti a specie di interesse conservazionistico (abb cons) , la
ricchezza specifica media di specie di interesse venatorio (n ven) e l’abbondanza di individui appartenenti a specie di interesse venatorio (abb ven), la categoria ambientale e il regime di
protezione (vedi paragrafi 2.2.1 e 2.2.2) , l’estensione espressa in ettari (Area (ha)) ed il numero di anni in cui la zona umida è stata censita nel periodo considerato.
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
BG0501
BG0502
BG0601
BG0602
BG0603
Lago di Piangaiano
Lago di Endine
F. Serio, Seriate - Ghisalba
F. Serio, Ghisalba - Mozzanica
Cava Pesenti
F. Brembo, Villa d'Almè - ponte
A4
Lago Grande di Brembate
F. Adda, Olginate - Paderno
F. Adda, Paderno - Brembo
Confluenza Adda - Brembo
Cave Pontirolo Nuovo
Cave di Ponte Serio
Alto Lago di Garda
Medio Lago di Garda
Basso Lago di Garda
Laghetto del Frassino
Lago d'Idro
Sebino Nord
Sebino Sud
Torbiere d'Iseo
F. Oglio, Soncino - Urago
F. Oglio, Urago - Lago d'Iseo
Cave di San Polo
LAG
LAG
FIU
FIU
CAV
PRO
PRO
MIS
MIS
MIS
5.7
9.6
5.2
12.9
6.2
FIU
NON
9.3
CAV
FIU
FIU
FIU
CAV
CAV
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
PAL
FIU
FIU
CAV
PRO
MIS
MIS
MIS
PRO
MIS
PRO
PRO
MIS
PRO
NON
MIS
MIS
PRO
MIS
NON
PRO
5.1
19.8
11.6
10.1
2.3
4.7
15.6
16.2
28.5
15.7
9.4
10.8
12.5
16.6
9.6
11.1
8.5
BG0701
BG0703
BG0801
BG0802
BG0803
BG0804
BG0901
BS0101
BS0102
BS0103
BS0105
BS0201
BS0401
BS0402
BS0403
BS0801
BS0802
BS0901
8
abb
57.1
315.8
374.0
556.7
468.5
802.8
16.5
1995.5
880.5
230.8
27.8
92.0
2897.1
3924.1
19168.7
2712.5
1348.9
1309.2
2416.3
504.7
3695.4
687.0
213.0
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
0.2
2.9
10.1
4.9
0.1
1.0
1.3
1.1
1.9
1.0
2.0
1.7
2.0
16.7
7.0
2.9
3.8
2.3
4.1
2.3
26.3
205.0
63.1
200.3
205.8
375.70
107.34
37.00
113.90
3301.11
10
10
9
10
10
0.1
1.3
6.5
2.8
84.6
14644.83
10
0.0
0.4
1.9
3.8
0.0
0.7
15.2
4.4
5.7
4.9
3.9
0.3
386.5
3.1
50.2
15.0
0.1
1.0
6.2
1.6
1.7
1.0
0.0
3.9
4.2
8.5
5.3
1.6
1.2
1.7
3.9
1.2
1.2
2.0
2.0
139.1
12.3
8.3
1.0
0.0
275.9
264.3
1014.6
2490.3
27.6
12.2
17.6
96.2
35.8
2.0
4.0
1.9
9.2
4.6
3.0
1.0
2.1
5.2
4.6
9.2
8.4
3.9
2.7
3.2
6.2
2.2
3.4
4.0
6.2
1513.1
539.2
127.7
20.0
48.3
1656.3
1751.6
11484.1
2574.4
729.3
216.8
1349.9
213.8
68.4
218.3
163.0
4012.36
4662.34
464.79
61.19
5049.65
129.64
190.39
892.56
3387.41
549.62
348.82
4520.66
6.25
160.22
73.591
45.88
2068.45
10
10
10
10
9
9
10
10
10
10
10
10
10
10
10
10
2
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
BS0902
Cave di Borgosatollo
Cave di Montirone e Bagnolo
Mella
F. Adda, Sant'Agata - Lago di
Como
Lario Nord
Lario Centro
Lario SW
Lario SE
Lago di Garlate
Lago di Olginate
F. Breggia
Lago di Piano
Lago Ceresio, ramo comasco
Lago del Segrino
Lago di Annone
Lago di Pusiano
Lago di Alserio
Lago di Montorfano
Torbiera di Albate
Cave di Baggero
Lago di Sartirana
F. Serio, Mozzanica - Crema
F. Serio, Crema - Montodine
Marzale
Canale Milano - Po
Bacini di Gerre Borghi
Lago Scuro e bacini di Pieve
d'Olmi
Dugale Delmona, Pieve S.
Giacomo - Voltido
T. Morbasco
F. Oglio, Bordolano - Soncino
F. Oglio, Isola Dovarese - Seniga
F. Oglio, Bozzolo - Isola Dovarese
CAV
PRO
8.0
CAV
PRO
14.5
FIU
PRO
9.4
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
FIU
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
PAL
CAV
LAG
FIU
FIU
PAL
CAN
CAV
MIS
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
NON
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
NON
NON
NON
NON
NON
17.7
11.2
9.6
12.4
14.8
19.8
3.3
9.1
8.1
4.3
12.4
18.1
12.1
3.2
5.3
2.3
4.3
9.7
9.7
7.0
6.8
9.0
PAL
PRO
11.4
CAN
MIS
10.0
FIU
FIU
FIU
FIU
PRO
MIS
MIS
MIS
8.0
11.4
9.3
12.8
BS0903
CO0101
CO0102
CO0103
CO0104
CO0105
CO0106
CO0107
CO0108
CO0201
CO0301
CO0401
CO0402
CO0403
CO0404
CO0405
CO0406
CO0407
CO0501
CR0101
CR0102
CR0103
CR0201
CR0301
CR0302
CR0303
CR0304
CR0401
CR0403
CR0404
abb
201.7
661.5
197.3
2365.7
867.8
2268.9
2352.8
2648.6
2101.2
141.0
129.1
1043.2
53.6
266.4
812.4
221.2
17.5
47.7
21.0
48.0
748.8
180.3
183.0
230.8
90.7
526.9
263.5
84.0
286.4
610.9
855.4
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
0.8
1.5
2.5
5.0
115.0
257.79
3
0.2
2.5
3.5
6.5
253.5
3522.90
2
4.8
2.2
119.8
4.3
174.6
40.90
10
25.7
0.3
0.6
34.2
2.1
5.1
1.2
0.3
0.1
1.6
1.8
2.0
8.2
0.0
4.1
0.0
7.9
0.3
4.5
0.5
5.6
0.2
4.0
1.4
1.0
1.5
2.9
5.3
0.0
1.8
1.5
0.0
2.0
5.3
3.4
1.5
2.0
1.0
1.0
2.0
2.3
0.0
1.5
1.3
152.4
9.5
1.5
41.9
94.5
850.9
0.0
6.3
6.0
0.0
5.8
70.9
29.8
18.5
2.3
4.0
1.0
549.2
18.0
0.0
3.0
2.7
5.8
2.7
3.1
2.9
5.5
8.2
2.0
4.6
2.4
2.5
3.1
7.1
5.8
1.7
3.6
1.8
3.5
4.0
4.0
3.0
1.7
3.3
1443.2
203.8
729.0
434.3
2153.6
1604.5
98.3
106.9
276.9
45.8
27.0
444.4
143.5
25.7
53.3
19.8
45.7
620.3
82.0
177.0
11.3
35.0
91.99
3183.72
3783.54
68.88
1286.68
409.63
115.85
403.83
18432.86
32.77
146.59
416.05
26.90
1113.45
12.98
1899.46
6.11
2728.00
40.16
350.53
41.00
569.86
10
10
10
10
10
10
3
10
10
10
10
10
10
10
10
4
10
6
3
1
4
6
21.4
1.9
28.3
5.6
475.0
24.67
8
0.3
1.6
8.4
3.0
193.0
963.83
8
0.4
0.8
1.2
3.8
1.5
2.3
1.1
1.9
12.0
148.2
125.4
73.6
4.0
4.0
2.5
4.7
68.0
176.4
493.5
692.9
214.57
349.04
527.27
225.29
2
7
10
10
9
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
CR0405
CR0406
MI0101
MI0201
MI0202
MI0203
MI0204
MI0206
MI0207
MI0208
MI0209
MI0210
MI0211
MI0212
MI0213
MI0214
MI0301
MI0302
MI0303
MI0304
MI0305
MI0401
MI0402
MI0403
MI0404
MI0405
MI0501
MI0502
MI0601
MI0602
MI0603
MI0701
MI0702
F. Oglio, Bocca Chiavica - Bozzolo
Cave di Daiano
F. Ticino, Turbigo - Vigevano
Idroscalo
Aeroporto di Linate
Laghetto di Redecesio
Laghetto di Lavanderie
Lago Malaspina
Sorgenti della Muzzetta
Cave di Mezzate
Cava di Peschiera Borromeo
Cava di San Martino Olearo
Cava Cascina Galanta
Lago di Liscate
Canale Muzza
Vasca Volano
Milano Sud
Lambro - San Donato
Lambro Meridionale
Laghetti di Tolcinasco
F. Lambro, Salerano - Vidardo
Cave di Zìbido San Giacomo
Lago Santa Maria
Lago di Basiglio
Lago Boscaccio
Pasturago
Cava di Trezzano sul Naviglio
Cava di Ronchetto sul Naviglio
Cave di Figino
Parco delle Cave
Cave di Cusago
Oasi WWF Bosco di Vanzago
Cava Bellasio
F. Adda, Fara Gera d'Adda Bisnate
FIU
CAV
FIU
ART
ALT
CAV
CAV
CAV
PAL
CAV
CAV
CAV
CAV
CAV
CAN
CAV
CAV
FIU
FIU
ART
FIU
CAV
CAV
CAV
PAL
CAV
CAV
CAV
CAV
CAV
CAV
PAL
CAV
NON
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
MIS
PRO
NON
NON
PRO
MIS
PRO
PRO
PRO
PRO
MIS
PRO
PRO
PRO
NON
PRO
MIS
MIS
PRO
PRO
PRO
PRO
9.7
14.8
17.6
8.0
1.8
2.7
6.2
6.3
3.3
6.4
4.5
2.6
6.5
1.3
2.5
3.3
6.6
7.9
6.6
3.5
11.3
7.6
5.3
9.0
15.8
4.4
7.1
5.7
5.8
8.8
9.2
6.0
6.1
FIU
NON
11.8
MI0802
10
abb
471.6
764.5
3279.9
207.4
34.3
11.1
287.0
180.1
37.4
100.8
190.6
9.9
235.4
3.3
60.3
52.3
459.4
662.0
365.1
30.0
764.3
99.1
257.0
538.0
1531.4
42.8
166.0
100.3
342.8
424.2
369.6
159.4
131.1
350.4
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
3.6
1.7
11.0
0.1
0.1
0.1
53.3
1.7
7.6
1.6
0.4
0.3
0.6
0.0
0.7
1.2
62.5
65.0
3.8
0.2
0.8
3.5
4.5
48.1
25.9
6.6
15.4
4.1
7.8
45.4
9.3
11.8
0.7
1.1
3.9
4.0
1.0
0.0
0.0
0.0
1.0
1.0
1.3
1.0
0.0
1.3
0.0
0.0
1.0
0.0
1.0
1.0
1.0
2.0
2.0
1.0
1.3
3.8
1.0
1.0
1.0
1.0
1.3
1.0
2.0
1.0
15.3
48.8
162.1
1.2
0.0
0.0
0.0
1.0
1.0
1.3
1.0
0.0
1.3
0.0
0.0
1.5
0.0
2.0
2.0
1.0
21.1
41.0
1.0
1.8
66.0
1.0
1.0
2.0
2.0
1.5
1.3
5.0
2.0
2.6
7.2
7.5
3.6
1.0
1.0
2.4
2.4
1.7
2.5
1.9
1.6
2.4
1.0
1.3
2.3
2.5
2.5
2.8
1.4
5.0
2.3
2.6
3.6
6.6
2.1
2.3
2.0
2.3
3.9
2.9
2.9
2.4
373.2
645.0
2419.3
114.0
5.0
5.5
170.8
122.6
32.2
60.3
91.6
9.0
140.4
4.0
4.0
50.7
247.5
142.3
217.3
20.6
674.4
55.6
131.3
427.1
1266.0
36.0
101.1
36.9
153.4
283.1
151.8
142.8
61.3
132.74
462.67
298.80
1415.12
279.42
117.67
5.39
107.99
5.59
62.48
544.09
36.77
390.32
232.80
82.76
41.97
7.34
10.18
95.65
141.57
961.08
28.43
57.59
11.19
59.12
6.50
10.80
24.61
43.91
9.34
39.71
13.48
196.68
10
10
10
8
4
7
5
8
8
8
8
8
8
4
4
3
8
8
9
8
9
8
7
8
8
8
9
7
9
9
9
8
8
6.8
1.7
11.7
4.3
174.6
51.41
10
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
MI0803
MI0804
MI0805
MI0806
F. Adda, Bisnate - Lodi
F. Adda, Lodi - Serio
F. Adda, Serio - Pizzighettone
F. Adda, Pizzighettone - Po
Riserva Naturale Regionale di
Monticchie
Oasi di Lacchiarella
Oasi di Cesano Maderno
Laghetti di Carpanea
Cariggi - Fornacetta - Laghi verdi
Laghetto di Giussano e Stagno
del Lazzaretto
Laghetti di Beldosso ed ex cava
di Agliate
Stagno della ex cava di Calò
Stagno di Castelletto
Parco di Monza
Laghetto di Castellaro Lagusello
Cave di Bosco Fontana e Soave
F. Mincio, Peschiera del Garda Valeggio
Bacini di Goito
Lago Inferiore
Lago di Mezzo
Lago Superiore
Valli del Mincio
F. Mincio, La Vallazza Governolo
La Vallazza
Paludi di Ostiglia - Busatello
Torbiere di Marcaria
F. Po, Sermide - Ostiglia
F. Po, Borgoforte - Dosolo e
confl. F. Oglio
Parco S. Lorenzo
FIU
FIU
FIU
FIU
MIS
NON
PRO
MIS
8.7
10.6
13.2
4.0
PAL
PRO
9.6
CAV
PAL
CAV
CAV
PRO
PRO
MIS
MIS
5.9
5.0
2.5
2.5
CAV
PRO
1.0
CAV
PRO
2.5
CAV
CAV
ART
CAV
PAL
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
1.0
1.0
4.3
5.8
12.6
FIU
PRO
11.3
CAV
LAG
LAG
LAG
PAL
PRO
PRO
PRO
PRO
PRO
13.9
7.4
9.0
11.9
24.9
FIU
PRO
9.0
PAL
PAL
PAL
FIU
PRO
PRO
PRO
NON
21.5
16.3
10.3
8.3
FIU
MIS
16.2
CAV
PRO
15.8
MI0901
MI1001
MI1101
MI1201
MI1202
MI1203
MI1204
MI1205
MI1206
MI1207
MN0102
MN0201
MN0301
MN0402
MN0501
MN0502
MN0503
MN0504
MN0601
MN0604
MN0701
MN0801
MN0902
MN0905
MN1101
abb
84.0
344.0
506.0
46.0
381.3
84.4
39.0
26.0
12.3
15.5
3.7
0.3
0.3
222.0
43.2
484.4
609.1
577.6
154.1
198.1
517.6
4911.3
209.9
3172.3
485.6
252.7
341.1
1414.7
860.4
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
1.0
2.7
0.5
0.7
0.0
1.4
2.4
0.0
0.0
8.8
46.8
0.0
2.3
4.4
5.6
1.5
36.3
211.0
423.1
54.0
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9
9
3
2.8
2.1
125.4
4.1
280.3
134.04
8
9.2
0.8
139.7
0.0
1.0
1.0
0.0
0.0
1.5
11.0
0.0
0.0
2.8
3.5
1.8
3.0
76.1
34.0
24.8
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9.16
47.50
0.19
445.50
8
2
4
4
0.5
0.0
0.0
1.0
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33.50
4
2.8
0.0
0.0
2.0
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0.0
0.0
4.4
0.4
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0.0
0.0
0.0
1.0
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0.0
0.0
0.0
12.8
22.8
1.0
0.0
1.9
3.0
5.1
1.0
0.0
211.4
31.2
376.9
37.58
31.29
51.03
123.09
0.15
4
3
9
10
10
5.4
1.1
1.4
3.9
212.0
112.22
8
10.4
0.3
18.1
0.6
99.9
3.3
1.3
1.3
2.1
7.1
75.8
1.3
2.0
35.6
1029.7
4.7
3.2
3.1
4.8
8.8
449.8
69.7
89.8
433.2
4265.8
55.47
462.60
10.97
871.31
49.14
10
10
10
10
10
2.9
1.0
3.0
3.9
191.0
72.22
9
48.0
11.7
39.5
32.7
6.0
3.8
1.3
1.6
682.7
58.5
2.7
10.6
9.1
6.7
4.6
2.3
2682.6
392.7
189.3
128.3
66.05
41.41
6.41
10.42
10
10
10
10
49.5
3.3
92.6
6.1
974.9
28.57
10
1612.9
3.0
62.9
6.7
784.1
0.53
10
11
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
PV0101
PV0104
PV0202
PV0203
PV0401
F. Ticino, Vigevano - Po
AFV San Massimo
AFV Cascina Villarasca
Cassinazza di Baselica
F. Olona, Vistarino
F. Lambro Meridionale,
Magherno
Valpometto
F.Po, Mezzano - Arena Po
F. Po, Arena Po - Ticino
F. Po, Ticino - Mezzana Corti
F. Po, Mezzana Corti - Corana
F. Po, Corana - Scrivia
Parco palustre di Lungavilla
Parco Sovracomunale Le Folaghe
T.Staffora, tratto 1
T.Staffora, tratto 2
T.Staffora, tratto 3
T.Staffora, tratto 4
F. Adda, Stazzona - Piateda
F. Adda, Piateda – Berbenno
F. Adda, Berbenno - Talamona
F. Adda, Talamona - Sant'Agata
Invaso di Sernio
Lago di Mezzola
F. Mera, Lago di Como - Ponte
del Passo
F. Mera, Ponte del Passo - Lago
di Mezzola
Pian di Spagna
Pozzo di Riva
F. Mera, Gordona - Lago di
Mezzola
Lago di Ghirla
Lago di Ganna
Lago di Varese
FIU
PAL
PAL
PAL
FIU
PRO
NON
NON
PRO
MIS
22.2
4.8
13.6
20.1
4.8
PV0501
PV0614
PV0701
PV0702
PV0703
PV0704
PV0705
PV0801
PV0901
PV1001
PV1002
PV1003
PV1004
SO0101
SO0102
SO0103
SO0104
SO0105
SO0201
SO0202
SO0203
SO0204
SO0205
SO0206
VA0201
VA0202
VA0301
12
FIU
MIS
6.4
PAL
FIU
FIU
FIU
FIU
FIU
PAL
PAL
FIU
FIU
FIU
FIU
FIU
FIU
FIU
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LAG
PRO
NON
MIS
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NON
NON
PRO
PRO
NON
NON
MIS
NON
NON
NON
MIS
MIS
NON
PRO
6.6
10.5
13.2
12.4
10.6
14.4
6.7
19.2
3.0
5.0
6.0
13.0
1.9
3.4
6.0
8.4
2.5
16.4
FIU
PRO
9.4
FIU
PRO
12.8
PAL
PAL
PRO
NON
2.4
8.0
FIU
MIS
4.3
LAG
LAG
LAG
PRO
PRO
MIS
2.3
1.7
18.2
abb
7322.1
780.3
1862.4
4697.0
75.0
199.2
166.0
373.5
818.2
909.2
144.0
450.6
326.8
659.8
6.5
19.0
57.0
443.5
13.4
29.8
64.7
97.8
31.6
1182.2
383.0
967.4
9.4
116.0
42.1
21.0
5.6
2458.2
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
165.3
14.0
30.2
75.1
5.9
6.3
0.0
2.5
6.8
0.0
111.2
0.0
146.8
495.7
0.0
9.3
2.8
6.1
10.5
2.5
6450.1
765.3
1792.6
4618.1
62.3
44.30
55.70
61.69
62.54
12.80
10
4
8
10
4
27.9
1.0
1.0
2.8
125.2
7.14
5
5.9
19.5
5.7
34.0
3.2
18.1
38.5
160.4
7.7
0.8
4.3
41.6
2.4
3.9
8.5
46.3
0.6
60.0
0.0
2.0
2.6
2.0
2.2
3.1
2.0
6.4
1.0
1.0
0.0
3.5
2.0
1.0
1.3
2.0
1.0
3.6
0.0
6.0
56.8
27.8
10.5
27.1
6.8
60.2
1.0
1.0
0.0
47.5
6.0
1.0
9.3
23.3
1.5
128.1
3.2
3.0
4.4
4.4
3.9
5.7
3.9
10.5
1.0
2.0
3.0
7.0
1.5
1.4
2.3
3.3
1.8
6.9
157.8
154.5
283.8
846.0
89.2
263.5
281.9
617.0
1.0
12.0
35.0
429.0
9.5
14.1
39.9
52.4
45.2
910.0
28.10
19.17
142.94
26.74
45.18
24.89
8.50
4.11
0.84
23.70
13.13
10.65
6.13
7.56
7.64
2.11
57.14
19.72
5
4
5
5
9
7
10
10
2
2
1
2
10
10
10
10
9
10
20.8
1.7
45.8
4.5
309.5
18.40
10
146.3
3.2
205.3
6.6
866.1
6.61
10
0.5
17.8
1.5
1.5
2.0
5.8
1.6
3.9
9.9
49.4
25.23
6.52
10
10
16.8
1.0
2.0
1.8
11.0
2.51
9
0.3
0.3
253.3
0.0
0.0
4.5
0.0
0.0
38.2
1.7
1.4
6.7
29.5
7.7
1390.8
93.97
24.89
9.70
10
10
10
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
ID sito
nome sito
cat
pro
n specie
VA0303
VA0304
VA0305
VA0401
VA0402
VA0403
VA0404
VA0405
VA0501
VA0503
Palude Brabbia
Lago di Monate
Lago di Comabbio
L. Maggiore - tratto 1
L. Maggiore - tratto 2
L. Maggiore - tratto 3
L. Maggiore - tratto 4
L. Maggiore - tratto 5
F. Ticino - tratto 1
Vasche Torrente Arno
PAL
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
LAG
FIU
PAL
PRO
PRO
NON
MIS
MIS
PRO
MIS
MIS
PRO
PRO
6.6
8.1
8.0
11.9
13.2
11.9
14.9
20.2
19.5
11.1
abb
482.7
170.3
169.8
1080.8
1643.0
1333.6
1316.7
3590.5
3814.3
646.4
densità
n_cons
abb_cons
n ven
abb ven
Area (ha)
n. anni
107.5
3.1
15.0
17.7
56.5
183.6
40.1
503.0
86.8
96.3
1.8
1.0
1.8
1.5
2.2
1.2
1.7
4.4
5.0
2.6
6.8
3.3
3.0
23.1
27.7
19.1
20.9
268.9
142.1
28.4
4.0
2.7
2.0
2.2
2.1
3.1
3.6
5.9
8.3
7.1
216.8
75.3
20.8
166.0
291.2
230.8
289.1
1393.2
2246.3
442.0
4.49
55.03
11.30
61.08
29.10
7.26
32.81
7.14
43.95
6.71
10
10
10
10
10
10
10
10
10
8
13
APPENDICE VII
Elenco delle zone umide IWC della Lombardia dal catasto ISPRA.
Codice
Nome località
Descrizione
Comuni
Coordinate
= Lago di Gaiano
Carona
Valbondione
Cassiglio
Gorno
Endine Gaiano
Endine Gaiano, Ranzatico,
Spinone dei Castelli,
Monasterolo del Castello
Seriate, Grassobbio, Zanica,
Cavernago, Urgnano, Ghisalba
46.01N09.47E
46.01N09.59E
45.58N09.36E
45.52N09.53E
45.47N09.59E
45.46N09.56E
Cologno al Serio, Martinengo,
Morengo, Romano di Lombardia,
Fornovo San Giovanni,
Mozzanica, Caravaggio
45.33N09.44E
Covo
F. Brembo da ponte di Almenno San Salvatore,
Villa d'Almè a ponte A4 Almenno San Bartolomeo,
Brembate di Sopra, Ponte San
Pietro, Treviolo, Bonate Sotto,
Filago
Almenno San Salvatore
Brembate
F. Adda dal Lago di
Calolziocorte, Olginate CO,
Olginate (escl.) al
Monte Marenzo, Brivio CO,
ponte di Paderno
Cisana Bergamasco, Villa d'Adda,
Imbersaghe Robbiate CO,
45.30N09.46E
45.42N09.35E
Provincia di Bergamo
BG0101
BG0201
BG0301
BG0401
BG0501 G
BG0502 G
Lago di Carona
Lago di Dossi
Lago di Cassiglio
Lago di Riso
Lago di Piangaiano
Lago di Endine
BG0601
F. Serio, Seriate – Ghisalba
BG0602
F. Serio, Ghisalba – Mozzanica
BG0603
BG0701
Cava Pesenti
F. Brembo, Villa d’Almè - ponte A4
BG0702
BG0703
BG0801
Laghetti di Almenno
Lago Grande di Brembate
F. Adda, Olginate – Paderno
14
F. Serio da ponte di
Seriate, SS 42 a ponte
di Ghisalba
F. Serio da ponte di
Ghisalba a ponte di
Mozzanica, SS 11 (incl.
bacini lungo il Serio);
Roggia Rognola di
Caravaggio
45.39N09.44E
45.45N09.36E
45.43N09.34E
45.44N09.26E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
Descrizione
BG0802
F. Adda, Paderno - Brembo
F. Adda da ponte di
Paderno d'Adda a
confl. F. Brembo (escl.)
BG0803
Confluenza Adda – Brembo
Incl. F. Adda fino a
ponte di Fara Gera
d'Adda e F. Brembo
fino a ponte A4
BG0804
BG0901
Cave Pontirolo Nuovo
Cave di Ponte Serio
Comuni
Calusco d'Adda, Paderno d'Adda
CO
Paderno d'Adda CO, Calusco
d'Adda, Riviera d'Adda, Suisio,
Cornate d'Adda MI, Bottanuco,
Trezzo sull'Adda MI, Brembate,
Vaprio d'Adda MI, Canonica
d'Adda, Cassano all'Adda MI,
Capriate San Gervasio
Canonica d'Adda, Capriate San
Gervasio, Fara Gera d'Adda, Osio
Sotto, Brembate, Vaprio d'Adda
MI
Pontirolo Nuovo
Mozzanica
Coordinate
45.37N09.29E
45.34N09.32E
45.34N09.34E
45.28N09.42E
Provincia di Brescia
BS0101
Alto Lago di Garda
BS0102
Medio Lago di Garda
BS0103
Basso Lago di Garda
BS0104
BS0105
BS0106
BS0107
Laghi di Sovenigo
Laghetto del Frassino
Laghetti di Ponti sul Mincio
Palude Mantellina
Lago di Garda a nord di Tremosine sul Garda, Malcesine
Malcesine e Pieve
VR, Nago-Torbole TN, Riva TN,
Molina di Ledro TN
Lago di Garda fra
Tremosine, Tignale, Gargnano,
Malcesine - Pieve e San Toscolano Maderno, Gardone
Virgilio - Isola di Garda Riviera, Salò, San Felice del
Benaco, Malcesine VR, Brenzone
VR, Torri del Benaco VR, Garda
VR
Lago di Garda a sud di San Felice del Benaco, Manerba
San Virgilio e Isola di
del Garda, Moniga del Garda,
Garda; incl. F. Mincio
Padenghe sul Garda, Desenzano
fino ponte A4
del Garda, Sirmione, Peschiera
del Garda VR, Lazise VR,
Bardolino VR, Garda VR
Puegnago sul Garda
Peschiera del Garda VR
Ponti sul Mincio
Pozzolengo
45.48N10.49E
45.40N10.41E
45.31N10.38E
45.34N10.30E
45.26N10.39E
45.24N10.40E
45.23N10.37E
15
Codice
Nome località
Descrizione
BS0201
Lago d'Idro
= Lago Eridio
BS0301
BS0401
Lago di Valvestino
Sebino Nord
BS0402
Sebino Sud
BS0403
BS0501
BS0601
BS0701
BS0702
BS0703
BS0704
Torbiere d'Iseo
Lago di Lova
Lago di Case Giallo
Bacino di Scianica
Laghetto di San Michele
Lago Moro
F. Oglio, Piancogno - Lago d'Iseo
BS0801
F. Oglio, Soncino - Urago
BS0802
F. Oglio, Urago - Lago d'Iseo
BS0901
BS0902
Cave di San Polo
Cave di Borgosatollo
BS0903
Cave di Montirone e Bagnolo Mella
BS0904
Bacini di Flero
16
Comuni
Coordinate
Bagolino, Anfo, Idro, Bondone
TN
Valvestino, Gargnano
Lago d'Iseo a nord di
Sulzano, Monte Isola, Sale
Sulzano
Marasino, Marone, Pisogne,
Costa Volpino BG, Lovere BG,
Castro BG, Riva di Sotto BG,
Parzanica BG, Tavernola
Bergamasca BG
Lago d'Iseo a sud di
Sulzano, Iseo, Paratico, Sarnico
Sulzano
BG, Predore BG
Iseo, Provaglio d'Iseo
Borno
Borno
Sellero
Berzo
Darfo, Angolo Terme
F. Oglio da stazione
Artogne, Gianico, Darfo,
ferroviaria Cogno-Esine Piancogno, Esine, Rogno BG,
a Lago d'Iseo (escl.)
Costa Volpino BG
F. Oglio dal ponte di
Orzinuovi, Roccafranca, Rudiano,
Soncino al ponte di
Urago d'Oglio, Soncino CR, Torre
Urago d'Oglio
Pallavicina BG, Pumenengo BG,
Calcio BG
F. Oglio dal ponte di
Urago d'Oglio, Pontoglio,
Urago d'Oglio al Lago
Palazzolo sull'Oglio, Capriolo,
d'Iseo (escl.)
Paratico, Calcio BG, Civitate al
Piano BG, Palosco BG, Castelli
Calepio BG, Credaro BG, Sarnico
BG
23 bacini
Brescia
6 bacini
Borgosatollo, Castenedolo,
Montirone
2 bacini Loc. Montana Montirone, Bagnolo Mella
e Nassina; 3 bacini Loc.
Poncarale
6 bacini Loc. Santella
Flero
Colorne e Cascina
45.46N10.30E
45.42N10.36E
45.45N10.03E
45.40N10.02E
45.38N10.01E
45.57N10.12E
45.56N10.08E
46.03N10.21E
45.56N10.16E
45.52N10.09E
45.53N10.11E
45.27N09.53E
45.37N09.53E
45.29N10.15E
45.28N10.14E
45.26N10.12E
45.29N10.09E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
Descrizione
Comuni
Coordinate
Fanelli
Provincia di Como
CO0101
F. Adda, Sant'Agata - Lago di Como
CO0102
Lario Nord
CO0103
Lario Centro
CO0104
Lario SW
CO0105
Lario SE
CO0106
Lago di Garlate
CO0107
CO0108
Lago di Olginate
F. Breggia
CO0201
CO0301
Lago di Piano
Lago Ceresio, ramo comasco
CO0401
CO0402
Lago del Segrino
Lago di Annone
F. Adda da ponte di
Sant'Agata, SS 36 al
Lago di Como (escl.)
Lago di Como a nord di
Dervio (escl. Foce
Mera e Piano di
Spagna; incl. Laghetto
di Piona)
Lago di Como tra
Dervio - Rezzonico e
Bellagio - Griante
Ramo sud-occidentale
del Lago di Como, a
sud di Griante Bellagio
Sorico, Gera Lario, Colico
46.09N09.23E
Dervio, Dorio, Colico, Gera Lario,
Domaso, Gravedona, Dongo,
Musso, Pianella del Lario,
Cremia, Santa Maria Rezzonico
46.08N09.18E
Dervio, Bellano, Perledo,
Varenna, Sant'Abbondio,
Menaggio, Griante
Bellagio, Lezzeno, Nesso,
Pognana Lario, Faggeto Lario,
Torno, Blevio, Como, Cernobbio,
Moltrasio, Carate Urio, Laglio,
Brienno, Argegno, Colonno, Sala
Comacina, Ossuccio, Lenno,
Mezzegra, Tremezzo
Ramo sud-orientale del Varenna, Lierna, Mandello del
Lago di Como (= Lago
Lario, Abbadia Lariana, Lecco,
di Lecco)
Malgrate, Valmadrera, Valbrona,
Oliveto Lario, Bellagio
Incl. F. Adda, tratto
Garlate, Olginate, Galbiate,
urbano Lecco
Pescate, Lecco, Vercurago BG
Olginate, Calolziocorte BG
Da confine di Stato a
Cernobbio, Como
foce nel Lago di Como
(escl.)
Bene Lario, Carlazzo
Porlezza, Valsolda, ClainoOsteno
Canzo, Eupilio
Civate, Galbiate, Oggiono,
46.01N09.15E
45.54N09.08E
45.55N09.17E
45.49N09.24E
45.48N09.25E
45.50N09.03E
46.02N09.09E
46.01N09.04E
45.49N09.16E
45.49N09.20E
17
Codice
Nome località
CO0403
Lago di Pusiano
CO0404
Lago di Alserio
CO0405
CO0406
CO0407
CO0501 G
Lago di Montorfano
Torbiera di Albate
Cave di Baggero
Lago di Sartirana
Descrizione
Comuni
Annone in Brianza, Suello
Pusiano, Bosisio Parini, Rogeno,
Merone, Erba, Eupili
Erba, Monguzzo, Alserio,
Albavilla
Montorfano
Como
Merone
Merate
Coordinate
45.48N09.16E
45.47N09.12E
45.47N09.08E
45.47N09.05E
45.46N09.14E
45.43N09.25E
Provincia di Cremona
CR0101
F. Serio, Mozzanica - Crema
CR0102
F. Serio, Crema - Montodine
CR0103
CR0201
Marzale
Canale Milano - Po
CR0301
CR0302 G
CR0303
Bacini di Gerre Borghi
Lago Scuro e bacini di Pieve d'Olmi
Dugale Delmona, Pieve S. Giacomo - Voltido
CR0304
Torrente Morbasco
CR0401
F. Oglio, Bordolano - Soncino
18
F. Serio da ponte di
Mozzanica, SS 11 a
pont. ferrov. di Crema;
incl. Palata
Menasciutto
F. Serio da ponte
ferrov. Crema a ponte
di Montodine
= Lanche Cascina Frati
Canale Milano - Po,
tratto da Acquanegra
Cremonese a confl. Po
(escl.)
Tratto da Pieve S.
Giacomo a Voltido
Tratto in comune di
Paderno Ponchielli
F. Oglio da ponte di
Bordolano a ponte di
Soncino; Lanche di
Azzanello (= Lanche di
Acqualunga e
Villagana)
Castel Gabbiano, Casale
Cremasco, Sergnano, Ricengo,
Pianengo, Crema
45.25N09.42E
Madignano, Ripalta Cremasca,
Ripalta Guerina, Ripalta Arpina,
Montodine
Madignano, Ripalta Cremasca
Acquanegra Cremonese,
Spinadesco, Cremona
45.19N09.42E
Cremona
Pieve d'Olmi, Stagno Lombardo
Pieve S. Giacomo, Derovere, Ca'
D'Andrea, Voltido
Paderno Ponchielli
45.06N10.03E
45.05N10.06E
45.05N10.14E
Bordolano, Castelvisconti,
Azzanello, Genivolta, Soncino,
Quinzano d'Oglio BS, Borgo San
Giacomo BS, Villachiara BS,
Orzinuovi BS
45.21N09.54E
45.19N09.41E
45.09N09.57E
45.15N09.57E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
Descrizione
Comuni
Coordinate
CR0402
F. Oglio, Seniga - Bordolano
F. Oglio da ponte
Seniga a ponte di
Bordolano
45.15N10.04E
CR0403
F. Oglio, Isola Dovarese - Seniga
CR0404
F. Oglio, Bozzolo - Isola Dovarese
F. Oglio, Bocca Chiavica - Bozzolo
CR0406 G
Cave di Daiano
Calvatone, Piadena, Drizzona,
Isola Dovarese, Bozzolo MN,
Acquanegra sul Chiese MN,
Canneto sull'Oglio MN
Marcaria MN, Bozzolo MN, San
Martino dell'Argine MN,
Gazzuolo MN
Soncino
45.08N10.23E
CR0405
F. Oglio da ponte Isola
Dovarese a ponte
Seniga; Lanca di
Gabbioneta
F. Oglio da ponte SS 10
di Bozzolo a ponte
strada prov. di Isola
Dovarese; Le Bine
F. Oglio da Ponte di
Gazzuolo a ponte SS 10
di Bozzolo
= Cave Danesi
Scandolara R. d'Oglio, Corte de'
Frati, Robecco d'Oglio, Corte de'
Cortesi, Bordolano, Seniga BS,
Alfianello BS, Pontevico BS,
Verolavecchia BS, Quinzano
d'Oglio BS
Volongo, Ostiano, Pessina
Cremonese, Gabbioneta, Seniga
BS
Turbigo, Cameri NO, Rocchetta
Induno, Galliate NO, Cuggiono,
Romentino NO, Bernate Ticino,
Trecate NO, Boffalora Sopra
Ticino, Magenta, Cerano NO,
Robecco sul Naviglio, Cassolnovo
PV, Abbiategrasso, Vigevano PV,
Morimondo, Besate
Romentino NO
Abbiategrasso
45.26N08.48E
Segrate, Peschiera Borromeo
Peschiera Borromeo
Segrate, Cologno Monzese,
Sesto San Giovanni, Milano
45.27N09.17E
45.27N09.16E
45.28N09.16E
45.12N10.15E
45.04N10.34E
45.24N09.52E
Provincia di Milano
MI0101
F. Ticino, Turbigo – Vigevano
MI0103
MI0104
Cava Teodora
Cave di Abbiategrasso
MI0201
MI0202
MI0203
Idroscalo
Aeroporto di Linate
Laghetto di Redecesio
F. Ticino da ponte SS
341 di Turbigo a ponte
ferrov. di Vigevano
Incl. Cave Canova e
Cave Cascina Scocca
Barozzi
45.27N08.46E
45.24N08.53E
19
Codice
Nome località
MI0204
MI0205
Laghetto di Lavanderie
Laghetto di San Giuliano Monzese
MI0206
MI0207
MI0208
Lago Malaspina
Sorgenti della Muzzetta
Cave di Mezzate
MI0209
MI0210
Cava di Peschiera Borromeo
Cava di San Martino Olearo
MI0211
Cava Cascina Galanta
MI0212
MI0213
Lago di Liscate
Canale Muzza
MI0214 G
MI0301
Vasca Volano
Milano Sud
MI0302
F. Lambro, San Donato - Ceregallo
MI0303
Lambro Meridionale
MI0304
MI0305
Laghetti di Tolcinasco
F. Lambro, Salerano - Vidardo
20
Descrizione
incl. Cave di S. Bovio
Cava Cascina
Bellingera; Bacino
Centro Sportivo
Fontanelle; Cave
presso Roggia Lirone;
Laghetto Azzurro
= Cava F.lli Manara
= Macero di San
Martino Olearo
Loc. Bisentrate, incl.
Macero di Cascina
Galanta
Loc. C.na Nuova
tratto comune di
Conterico
Cava Castello
Macconago, Cava C.na
Tecchione e Laghetto
di San Donato, Testa
della Visconta
Tratto da San Donato
Milanese a Ceregallo,
incl. Cava Monteverde,
Cava di Robbiano,
Colatore Addetta
F. Lambro Meridionale,
tratto nel territorio del
-; incl. Laghetti di
Assago
loc. Tolcinasco
tratto nei comuni da
Salerano a Vidardo;
Comuni
Coordinate
Segrate
Vimodrone, Cernusco sul
Naviglio
Pioltello, Peschiera Borromeo
Rodano, Settala
Peschiera Borromeo
45.29N09.16E
45.31N09.17E
Peschiera Borromeo
Mediglia
45.26N09.19E
45.25N09.19E
Melzo
45.30N09.25E
Liscate
45.28N09.25E
45.25N09.24E
Agrate Brianza
Milano, San Donato Milanese
45.57N09.32E
45.24N09.15E
San Donato Milanese, San
Giuliano Milanese, Mediglia,
Melegnano, San Zenone al
Lambro
45.23N09.18E
Milano, Assago, Opera, Pieve
Emanuele, Locate di Triulzi
45.22N09.11E
Pieve Emanuele
Salerano sul Lambro, Castiraga
Vidardo
45.21N09.11E
45.16N09.24E
45.28N09.19E
45.27N09.22E
45.26N09.17E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
MI0401
Cave di Zìbido San Giacomo
MI0402
MI0403
MI0404
Lago Santa Maria
Lago di Basiglio
Lago Boscaccio
MI0405
MI0501
MI0502
MI0601
Zona umida di Pasturago
Cava di Trezzano sul Naviglio
Cava di Ronchetto sul Naviglio
Cave di Figino
MI0602
Parco delle Cave
MI0603
Cave di Cusago
MI0701
MI0702
Oasi WWF Bosco di Vanzago
Cava Bellasio
MI0703
Cave di Sedriano e Arluno
MI0704
Cave Olona-Villoresi
Descrizione
incl. Lanca C.na
Pagnana
Incl. cava Molino
Cusico, cave Europa
Azzurra, Laghetto di
Gudo Gambaredo,
Laghetti di C.na
Cassinazza
Loc. Buccinasco
Incl. cave Inerti Beton
Incl. Cava Sannovo
loc. Pasturago
Incl. Lago dei Cigni
Incl. Cava Bossi; Bosco
in Città
Incl. Cava Ongari e
Cava Casati
Incl. Laghetto di
Monzoro; Cava
Manara; Cava Platti;
Laghetto di Cusago;
Bosco di Riazzolo
Loc. Mantegazza; incl.
Laghetti C.na
Gattinara, Laghetto
Pregnana, Laghetto
Caldara
Incl. 5 bacini principali
in località Sedriano,
Arluno e Cascina San
Giacomo
Incl. 5 bacini in località
Cantone, Nerviano,
Ponte Villoresi, San
Comuni
Coordinate
Zìbido San Giacomo
45.22N09.06E
Buccinasco
Basiglio
Zìbido San Giacomo, Gaggiano,
Trezzano sul Naviglio
Vernate
Trezzano sul Naviglio
Milano
Milano, Pero
45.23N09.05E
45.21N09.09E
45.24N09.04E
Milano
45.27N09.06E
Milano, Cusago
45.27N09.02E
Vanzago
Vanzago, Sedriano
45.31N08.59E
45.30N08.58E
Sedriano MI, Arluno MI
45.30N08.57E
San Vittore Olona MI, Parabiago
MI, Nerviano MI, Pogliano
Milanese MI
45.34N08.58E
45.19N09.04E
45.25N09.04E
45.26N09.08E
45.29N09.04E
21
Codice
Nome località
Descrizione
Comuni
Coordinate
Lorenzo
MI0801
MI0802
Maceri di Cascina Roccolo e Cascina Calcagna
F. Adda, Fara Gera d’Adda – Bisnate
MI0803
F. Adda, Bisnate – Lodi
MI0804 G
F. Adda, Lodi – Serio
MI0805
F. Adda, Serio – Pizzighettone
MI0806
F. Adda, Pizzighettone – Po
MI0807
MI0901
Ramelli
Riserva Naturale Regionale di Monticchie
22
F. Adda da ponte di
Fara Gera d’Adda a
ponte di Bisnate, SS
415; Lanca di Comazzo;
Macero di Cascina
Torretta; lancone
presso ponte di
Bisnate
F. Adda da ponte di
Bisnate a ponte di
Lodi, SS 472; Mortone;
Lanca delle due Acque
F. Adda da ponte di
Lodi, SS 472 a confl. F.
Serio (I); La Zerbaglia
(incl. Garzaia); Lanca di
Soltarico; Adda Morta
di Bertonico
F. Adda da confl. F.
Serio (escl.) a ponte
ferrov. di
Pizzighettone; Lanca
della Rotta; Tenuta
Boscone di Camairago;
Adda Morta di
Castiglione d’Adda
F. Adda da ponte
ferrov. di Pizzighettone
a confl. F. Po (escl.);
Adda Morta di
Pizzighettone; Palude
Caselle; Torbiera Pra
Marzi, Palude Ca’ del
Biscio
= La Morta
Garzaia di Somaglia
Treviglio BG
Cassano d’Adda MI, Truccazzano
MI, Comazzo LO, Fara Gera
d’Adda BG, Rivolta d’Adda CR,
Merlino LO, Zelo Buon Persico
LO
45.31N09.34E
45.28N09.29E
Zelo Buon Persico LO,
Galgagnano LO, Montanaso
Lombardo LO, Spino d’Adda CR,
Boffalora d’Adda LO, Lodi LO
Lodi LO, Corte Palasio LO,
Abbadia Cerreto LO, Cavenago
d’Adda LO, Turano LO, Bertonico
LO, Credera Rubbiano CR,
Moscazzano CR, Montodine CR
45.21N09.28E
Bertonico LO, Castiglione d’Adda
LO, Camairago LO, Cavacurta LO,
Montodine CR, Ripalta Arpina
CR, Gombito CR, Formigara CR,
Pizzighettone CR
45.13N09.14E
Maleo LO, Cornovecchio LO,
Meleti LO, Maccastorna LO,
Castelnuovo Bocca d’Adda LO,
Pizzighettone CR, Crotta d’Adda
CR
45.09N09.51E
Credera Rubbiano CR
Somaglia LO
45.17N09.42E
45.08N09.38E
45.17N09.38E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
MI0902
MI1001
MI1101
MI1201
Garzaia di Cascina Mirandola
Oasi di Lacchiarella
Oasi di Cesano Maderno
Laghetti di Carpanea
MI1202 G
Cariggi - Fornacetta - Laghi verdi
MI1203
MI1204 G
MI1205
MI1206 G
MI1207
Laghetto di Giussano e Stagno del Lazzaretto
Laghetti di Beldosso ed ex cava di Agliate
Stagno della ex cava di Calò
Stagno di Castelletto
Parco di Monza
Descrizione
Incl. C.na Decima
Incl. Laghetto dell'ex
cava Giussani (o
Molteni)
Stagni della
Fornacetta, Laghi verdi
e Palude dei Cariggi
incl. F. Lambro nel
tratto del parco e
Laghetto della villa
reale di Monza
Comuni
Coordinate
Codogno LO
Lacchiarella
Cesano Maderno
Inverigo CO
45.09N09.40E
45.19N09.08E
45.37N09.07E
45.45N09.14E
Inverigo CO, Briosco MI, Renate
MI
45.44N09.14E
Giussano MI
Carate Brianza MI
Besana Brianza MI
Triuggio MI
Monza MI
45.42N09.13E
45.42N09.14E
45.41N09.16E
45.39N09.17E
45.36N09.16E
Solferino, Castiglione delle
Stiviere
Monzambano, Cavriana
45.22N10.32E
Marmirolo, Porto Mantovano
Ponti sul Mincio, Monzambano,
Peschiera del Garda VR, Valeggio
sul Mincio VR
Volta Mantovana, Roverbella,
Goito, Valeggio sul Mincio VR
45.11N10.43E
45.23N10.42E
Goito, Rivalta sul Mincio, Porto
Mantovano
45.12N10.41E
Goito
Goito
45.16N10.39E
45.14N10.39E
Provincia di Mantova
MN0101
Laghetti Barche di Solferino
MN0102
Laghetto di Castellaro Lagusello
MN0201
MN0301
Cave di Bosco Fontana e Soave
F. Mincio, Peschiera del Garda - Valeggio
MN0302
F. Mincio, Valeggio - Goito
MN0303
F. Mincio, Goito - Rivalta
MN0401
MN0402
Bacini di Cerlongo
Bacini di Goito
Entro i confini della
riserva naturale
F. Mincio da ponte A4
di Peschiera del Garda
a ponte di Valeggio
F. Mincio da ponte di
Valeggio a ponte SS
236 di Goito
F. Mincio da ponte SS
236 di Goito a Rivalta
sul Mincio (escl.)
45.23N10.38E
45.18N10.42E
23
Codice
Nome località
MN0403
MN0501
Lago San Pietro e Cave Marsiletti
Lago Inferiore
MN0502
Lago di Mezzo
MN0503
Lago Superiore
MN0504
Valli del Mincio
MN0601
F. Mincio, La Vallazza - Governolo
MN0602
Canal Bianco
MN0603
MN0604
Corte Barchessina
La Vallazza
MN0605
MN0606
MN0701
MN0801 G
Il Ginepro
Valli di Barbasso
Paludi di Ostiglia – Busatello
Torbiere di Marcaria
MN0901
F. Po, Ficarolo - Sermide
MN0902
F. Po, Sermide - Ostiglia
MN0903
F. Po, Ostiglia - Camatta e confl. F. Mincio
24
Descrizione
Da ponte di San
Giorgio a ponte Diga
Masetti
Da ponte dei Mulini a
ponte di San Giorgio
Da confine ovest della
Riserva Naturale Valli
del Mincio a ponte di
San Giorgio
Valli del Mincio; F.
Mincio da Rivalta sul
Mincio (incl.) a
Curtatone; entro i
confini della Riserva
Naturale
F. Mincio da ponte A22
a ponte di Governolo
Canal Bianco da confl.
F. Mincio a Governolo
F. Mincio da ponte
Diga Masetti a ponte
A22; entro i confini
della Riserva Naturale
Incl. Garzaia di
Marcaria
F. Po da ponte di
Ficarolo a ponte di
Sermide
F. Po da ponte di
Sermide a ponte SS 12
di Ostiglia; Garzaia di
Isola Boscone
F. Po da ponte di
Comuni
Coordinate
Goito
Mantova
45.14N10.41E
45.09N10.48E
Mantova
45.10N10.47E
Mantova, Curtatone, Porto
Mantovano
45.09N10.46E
Rivalta sul Mincio, Porto
Mantovano, Rodigo, Curtatone
45.09N10.42E
Mantova, Virgilio, Bagnolo San
Vito, Roncoferraro
Mantova, Roncoferraro
45.06N10.52E
Mantova
Mantova
45.06N10.54E
45.08N10.49E
Roncoferraro
Roncoferraro
Ostiglia, Gazzo Veronese VR
Marcaria
45.07N10.54E
45.07N10.56E
45.06N11.05E
45.07N10.32E
Felonica, Sermide, Ficarolo RO,
Salara RO, Calto RO, Castelmassa
RO, Castelnovo Bariana RO
Sermide, Carbonara di Po,
Borgofranco sul Po, Ostiglia,
Revere, Castelnovo Bariano RO,
Bergantino RO, Melara RO
Revere, Ostiglia, Serravalle a Po,
44.58N11.21E
45.06N10.55E
45.02N11.14E
45.03N11.02E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
MN0904
F. Po, Camatta – Borgoforte
MN0905
F. Po, Borgoforte – Dosolo e confl. F. Oglio
MN0906
F. Po, Dosolo – Viadana
MN1001
F. Secchia, San Siro – Bondanello
MN1101
Parco S. Lorenzo
Descrizione
Comuni
Ostiglia a ponte SS 413
di Camatta; F. Secchia
da confl. Po a ponte
San Siro; F. Mincio da
confl. Po a ponte di
Governolo
F. Po da ponte SS 413
di Camatta a ponte
ferrov. Borgoforte
F. Po da ponte ferrov.
Borgoforte a Dosolo; F.
Oglio da confl. Po a
Ponte di Gazzuolo;
Fossola; Lanche di
Cizzolo
F. Po da Dosolo a
ponte di Viadana;
Garzaia di
Pomponesco; Golena
di Gualtieri
F. Secchia da ponte
San Siro a ponte di
Bondanello
F. Secchia da ponte
San Siro a ponte di
Bondanello
Pieve di Coriano, Quingentole,
Sustinente, Bagnolo San Vito,
Quistello, San Benedetto Po
Coordinate
San Benedetto Po, Bagno San
Vito, Motteggiana, Borgoforte
45.03N10.52E
Borgoforte, Motteggiana,
Marcaria, Viadana, Suzzara,
Dosolo, Luzzara RE
45.02N10.39E
Dosolo, Pomponesco, Viadana,
Luzzara RE, Guastalla RE,
Gualtieri RE, Borello RE
44.56N10.38E
San Benedetto Po, Quistello,
Moglia
44.59N10.58E
San Benedetto Po, Quistello,
Moglia
44.59N10.52E
Provincia di Pavia
PV0101
F. Ticino, Vigevano – Po
PV0103
PV0104
PV0201
Garzaia di Cascina Portalupia
AFV San Massimo
Naviglio di Pavia
F. Ticino dal ponte
ferrov. di Vigevano a
confl. F. Po (escl.)
Vigevano, Motta Visconti MI,
Gambolo, Bereguardo, Zarbolo,
Torre d’Isola, Carbonara al
Ticino, Pavia, Mezzanino, Valle
Salimbene
Vigevano
Gropello Cairoli
Naviglio di Pavia, tratto Binasco MI, Casarile MI,
45.14N09.00E
45.18N08.51E
45.10N08.59E
45.15N09.07E
25
Codice
Nome località
PV0202
PV0203
PV0301
PV0302
PV0401
AFV C.na Villarasca
Cassinazza di Baselica
Garzaia di Carola
Garzaia di C.na Porta Chiossa
F. Olona, Vistarino
PV0501
F. Lambro, Magherno
PV0601
PV0602
AFV La Favorita - Celpenchio
Garzaia di Verminesca
PV0603
PV0604
PV0605
Garzaia di Cascina Isola
Garzaia di Cascina Notizia
Garzaia di Villa Biscossi
PV0606
PV0607
PV0608
PV0609
PV0610
PV0611
PV0612
PV0613
PV0614 G
Garzaia di Cascina Sant'Alessandro
Palude Loja
Garzaia di Cascina Rinalda
Garzaia di Cascina Bocchi
Garzaia di Cascina Bosco Basso
Lago di Sartirana Lomellina
Garzaia di Abbazia Acqualunga
Garzaia di Galliavola
Valpometto
PV0701
F. Po, Mezzano - Arena Po
PV0702
F. Po, Arena Po - Ticino
PV0703
F. Po, Ticino - Mezzana Corti
26
Descrizione
Comuni
da Binasco a confl. F.
Ticino (escl.)
Rognano, Vellezzo Bellini,
Certosa di Pavia, Borgarello,
Pavia
Rognano
Giussago
San Genesio e Uniti
San Genesio e Uniti
Vistarino
45.18N09.05E
45.17N09.07E
45.14N09.10E
45.14N09.11E
45.13N09.16E
Magherno
45.13N09.20E
Cozzo
Sant'Angelo Lomellina,
Castelnovetto, Cozzo
Langosco
Mede
Villa Biscossi
45.13N08.35E
45.13N08.37E
Zeme Lomellina
Zeme Lomellina
Candia Lomellina
Candia Lomellina
Sartirana Lomellina, Breme
Sartirana Lomellina
Frascarolo
Galliavola
Robbio
45.11N08.41E
45.11N08.40E
45.08N08.35E
45.10N08.36E
45.07N08.39E
45.05N08.40E
45.04N08.44E
45.05N08.50E
45.29N08.62E
Pieve Porto Morone, Arena Po,
Zerbo, San Zenone al Po, Spessa
45.06N09.23E
Spessa, Portalbera, Belgioioso,
San Cipriano Po, Linardo,
Albaredo Annaboldi, Mezzanino
Mezzanino, Travaco Siccomario,
Verrua Po, Rea, Cava Manara,
45.07N09.15E
F. Olona, tratto in
comune di Vistarino
F. Lambro, tratto in
comune di Magherno
Incl. Garzaia
= Garzaia di Cavo
Solero
Incl. Garzaia
Plis Valpometto:
laghetti e area umida
naturale
F. Po da ponte SS 412
di Mezzano al ponte di
Arena Po
F. Po dal ponte di
Arena Po a confl.
Ticino (incl.)
F. Po da confl. F. Ticino
(escl.) al ponte di
Coordinate
45.13N08.32E
45.05N08.44E
45.06N08.46E
45.08N09.10E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
PV0704
F. Po, Mezzana Corti - Corana
PV0705
F. Po, Corana - Scrivia
PV0706
PV0801
PV0901
Garzaia di Roggia Torbida
Parco Palustre di LungavillaG
Parco le Folaghe di Casei GerolaG
PV1001
PV1002
T. Staffora, Casanova Staffora - Bagnaria
T. Staffora, Bagnaria - Godiasco
PV1003
T. Staffora, Godiasco – Voghera centro
PV1004
T. Staffora, Voghera centro – F. Po
Descrizione
Comuni
Mezzana Corti
F. Po dal ponte di
Mezzana Corti al ponte
A7 di Corana
Bastida Pancarana
Bastida Pancarana, Pancarana,
Mezzana Rabattone, Zinasco,
Cervesina, Pieve Albignola,
Corana. Incl. Cave di Mezzana
Rabattone
Pieve Albignola, Silvano Pietra,
Sannazzaro, Mezzana Bigli,
Bastida de' Dossi
Bressana Bottarone
Lungavilla
Casei Gerola
F. Po dal ponte A7 di
Corana a confl. T.
Scrivia (incl.)
Ex-cave di Lungavilla
Loc. I Dossi; = Cave
Enal-Pesca; = Parco
Sovracomunale Le
Folaghe
cave di Oriolo e di San
Gaudenzio
Coordinate
45.06N09.06E
45.04N08.56E
45.04N09.07E
45.02N09.04E
44.59N08.55E
S.Maria Staffora, Varzi, Bagnaria
Bagnaria, Ponte Nizza, Cecima,
Pozzol Groppo, Godiasco
Godiasco, Rivanazzano Terme,
Retorbido, Voghera
Voghera, Cervesina, Zinasco
44.82N09.20E
44.86N09.08E
Villa di Tirano, Teglio, Castello
dell'Acqua, Chiuro, Piateda,
Montagna in Valtellina
Montagna in Valtellina, Sondrio,
Albosaggia, Castione
Andevenno, Caiolo, Cedrasco,
Postadesio, Fusine, Berbenno
Valtellina
Colorina, Forcola, Ardenno,
Talamona
46.09N10.04E
44.94N09.02E
45.02N09.03E
Provincia di Sondrio
SO0101
F. Adda, Stazzona - Piateda
SO0102
F. Adda, Piateda - Berbenno
SO0103
F. Adda, Berbenno - Talamona
F. Adda da ponte di
Stazzona a ponte di
Piateda
F. Adda da ponte di
Piateda a staz. ferrov.
di Berbenno Valtellina
F. Adda da staz. ferrov.
di Berbenno Valtellina
a ponte ferrov. di
Talamona
46.09N09.50E
46.09N09.42E
27
Codice
Nome località
Descrizione
Comuni
SO0104
F. Adda, Talamona - Sant'Agata
F. Adda da ponte
ferrov. di Talamona al
ponte SS 36 di
Sant'Agata
Morbegno, Cosio Valtellina,
Traona, Cercino, Mantello,
Dubino, Delebio
46.08N09.31E
SO0105
SO0201
Invaso di Sernio
Lago di Mezzola
46.14N10.12E
46.12N09.25E
SO0202
F. Mera, Lago di Como - Ponte del Passo
Sernio
Novate Mezzola, Verceia, Sorico
CO
Sorico CO
SO0203
F. Mera, Ponte del Passo - Lago di Mezzola
Sorico CO
46.10N09.24E
SO0204
SO0205
SO0206
Pian di Spagna
Pozzo di Riva
F. Mera, Gordona – Lago di Mezzola
Sorico CO, Gera Lario CO
Novate Mezzola
Gordona, Samolaco, Sorico CO
46.10N09.23E
46.13N09.26E
46.15N09.23E
Maccagno
Valganna
Valganna
Varese, Buguggiate, Azzate,
Galliate Lombardo, Bodio
Lomnago, Cazzago, Biandronno,
Bardello, Gavirate
Biandronno
Cazzago, Inarzo, Casale, Varano
Borghi
Osmate, Canezzate, Comebbio,
Travedona-Monate
Comabbio, Ternate, Varano
Borghi, Vergiate, Mercallo
Pino sulla Sponda del Lago
46.05N08.45E
45.54N08.49E
45.53N08.49E
45.49N08.44E
F. Mera dal Lago di
Como (escl.) a Ponte
del Passo
F. Mera da ponte del
Passo a Lago di
Mezzola (escl.); incl.
Pozza di Dascio
F. Mera da ponte di
Gordona al Lago di
Mezzola (escl.)
Coordinate
46.10N09.23E
Provincia di Varese
VA0101
VA0201
VA0202G
VA0301
Lago di Delio
Lago di Ghirla
Lago di Ganna
Lago di Varese
VA0302
VA0303G
Lago di Biandronno
Palude Brabbia
VA0304
Lago di Monate
VA0305 G
Lago di Comabbio
VA0401
L. Maggiore – tratto 1
28
Incl. Torbiera di
Cazzago
Lago Maggiore dal
45.49N08.41E
45.47N08.43E
45.48N08.39E
45.48N08.41E
46.03N08.43E
Resoconto IWC 2002-2013 Lombardia - Appendici
______________________________________________________________________________________________________________________________________________________
Codice
Nome località
VA0402
L. Maggiore – tratto 2
VA0403
L. Maggiore – tratto 3
VA0404
L. Maggiore – tratto 4
VA0405
L. Maggiore – tratto 5
VA0406
VA0501
Lago di Mercurago
F. Ticino - tratto 1
VA0502
VA0503
Aeroporto di Malpensa
Vasche Torrente Arno
Descrizione
Comuni
confine di Stato a
Luino – Barbe
Montagna; incl. Isola
Castello di Cannero
Lago Maggiore da
Luino – Barbe
Montagna a Punta San
Michele – Punta della
Castagnola
Lago Maggiore ramo a
ovest di Punta della
Castagnola
Lago Maggiore da
Punta San Michele –
Punta della Castagnola
ad Ispra – Lesa
Maggiore, Tronzano, Maccagno,
Luino, Cannoio NO, Cannero
Riviera NO, Oggebio NO
Coordinate
Germignaga, Brezzo di Bedero,
Porto Valtraglia, Castelvaccana,
Laveno Mombello, Verbania NO,
Ghiffa NO, Oggebbio NO
45.57N08.37E
Verbania NO, Baveno NO, Stresa
NO
45.55N08.31E
Laveno Mombello, Leggiuno
Sangiano, Monvalle, Besozzo,
Brebbia, Ispra, Verbania NO,
Stresa NO, Belgirate NO, Lesa
NO
Lago Maggiore da Lesa Ispra, Ranco, Angera, Sesto
– Ispra a ponte SS 33 di Calende, Castelletto sopra Ticino
Sesto Calende
NO, Dormelletto NO, Arona NO,
Meina NO, Lesa NO
Arona NO, Oleggio NO
F. Ticino da ponte SS
Sesto Calende, Castelletto Sopra
33 di Sesto Calende a
Ticino NO, Golasecca, Veralla
ponte SS 341 di
Pombia NO, Somma Lombarda,
Turbigo
Pombia NO, Vizzola Tidino,
Marano Ticino NO, Lonate
Pozzolo, Oleggio No, Bellinzago
Novarese No, Nosate MI, Cameri
NO, Castano Primo MI, Turbigo
MI
Gallarate
Castano Primo (MI), Lonate
Pozzolo (VA)
45.51N08.35E
45.46N08.33E
45.44N08.33E
45.36N08.41E
45.37N08.43E
45.34N08.45E
29