La verità dei Verdi

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Le verità dei Verdi
comunicato stampa del 16 febbraio del 2009
“E’ stato depositato presso l’ufficio tecnico del Comune di Manduria il progetto
definitivo, completo di studio di impatto ambientale, del depuratore consortile, che
dovrebbe raccogliere i reflui provenienti dall’abitato di Manduria e di Sava…….
L’iter burocratico prevede ora che, previa pubblicazione all’albo comunale, tutti i
soggetti interessati, pubblici e privati, abbiano sessanta giorni di tempo per
formulare le proprie osservazioni, prima che il progetto venga sottoposto alla
commissione per la Valutazione di Impatto ambientale…. Per quanto riguarda
Manduria, noi Verdi ci auguriamo che, sul depuratore, l’amministrazione voglia
dare l’avvio ad una vasta campagna di informazione e di discussione, che
coinvolga il maggior numero di cittadini, di associazioni, di organizzazioni
professionali e simili ,con ampio ed illimitato accesso agli atti e alle carte
progettuali e con l’ascolto di esperti, che non siano gli stessi progettisti, ma in
contraddittorio con essi . Riteniamo, infatti, che interventi che hanno un impatto
così forte con l’ambiente vadano sempre decisi con il pieno coinvolgimento e
accordo della popolazione, la quale deve essere consapevole delle motivazioni
delle scelte, dei loro costi, ma, soprattutto, delle loro conseguenze.”
comunicato stampa del 2 agosto del 2010
“…… Da sempre e in tutte le sedi, anche quando poteva risultare “scomodo” dal
punto di vista elettorale, i Verdi di Manduria hanno espresso netta contrarietà
rispetto alle scelte compiute nella progettazione del depuratore consortile, che
l’AQP sembra intenzionato a realizzare, nonostante i pronunciamenti contrari delle
popolazioni e dei Consigli Comunali di Manduria e dei paesi limitrofi, le cui
obbiezioni sono state considerate valide anche da parte del TAR di Lecce. Pur con
rammarico, soprattutto in considerazione delle drammatiche condizioni in cui versa
la città di Sava, dobbiamo ribadire il nostro giudizio negativo, in particolar modo in
ordine alla collocazione dell’impianto, a ridosso di un’area naturalisticamente e
paesaggisticamente rilevante, e alla scelta del recapito finale dei fluidi in mare.
In data due agosto, i Consiglieri dei Verdi hanno presentato un’interpellanza al
Sindaco di Manduria, affinché illustri in Consiglio Comunale la posizione e le
iniziative in merito dell’attuale Amministrazione.”
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da un comunicato stampa agosto 2010
“………. ci troviamo in presenza di un secondo progetto prodotto da A.Q.P., a
seguito di sentenza del T.A.R. che accoglieva in parte un precedente ricorso del
Comune di Manduria. Con questo nuovo progetto A.Q.P. ritiene, evidentemente, di
aver ottemperato alle ragioni espresse in quel ricorso. E’così? Qualcuno ha preso
visione del progetto? Quali valutazioni UFFICIALI sono state presentate ai
competenti uffici regionali entro il termine previsto del 14 agosto? Sono queste le
notizie e le informazioni che il Sindaco dovrebbe dare ai cittadini”
Richiesta di convocazione di un tavolo di confronto avente a tema il
progetto di realizzazione del depuratore consortile Manduria –Savamarine di Manduria
Inviata a:
Al Presidente della Provincia di Taranto, All’Assessore all’Ambiente della Provincia,
All’Assessore alla P.I. della Provincia, Al Consigliere provinciale Cosimo Lariccia, Al
Consigliere provinciale Bartolo Punzi, Al Sindaco della Città di Manduria, Al Sindaco
della Città di Avetrana, Al Sindaco della Città di Maruggio, Al Sindaco della Città di
Torre S. Susanna, Al Sindaco della Città di Erchie.
Loro Sedi
In considerazione della contrarietà più volte espressa dalle S.S.L.L. in reiterate
occasioni pubbliche, atti amministrativi e conferenze di servizi, in merito alla
realizzazione del depuratore in oggetto; constatato che sull’argomento sembra
calato il silenzio e che le poche notizie che filtrano appaiono contraddittorie o poco
rassicuranti; ritenendo al contrario che, rispetto alla tipologia di impianto
prospettata, occorra mantenere un atteggiamento di fermo rifiuto e porre in
essere, possibilmente in modo sinergico, tutte le iniziative atte a scongiurarne la
realizzazione, proponendo nel contempo soluzioni alternative, i sottoscritti
Consiglieri comunali di Manduria per il Partito dei Verdi invitano le S.S.L.L. a
convocare al più presto un tavolo di confronto, allo scopo di verificare lo stato di
avanzamento dell’iter procedurale, ribadire presso tutte le sedi preposte la volontà
di opporsi a qualsiasi impianto che preveda lo scarico a mare, concordare iniziative
volte a mantenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica sull’argomento,
eventualmente consentendo alle popolazioni di esprimere in modo palese il proprio
dissenso.
Confidando in un benevolo e sollecito accoglimento della presente richiesta,
convinti di correttamente interpretare la volontà collettiva, cordialmente
salutiamo.
Manduria, 3 giugno 2011
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Lettera al sindaco Tommasino dopo l’intervento di Amati nel settembre
2011
“……la proposta dell’assessore Amati, il quale accetta ora (dopo quasi sei anni) la
depurazione in Tabella 4, il riutilizzo dei reflui depurati a fini irrigui, tramite le
condotte dell’Arneo, la fitodepurazione (qualora il Comune di Manduria metta a
disposizione una congrua porzione di terreno a ciò conforme), ma resta fermo
sulla necessità della condotta sottomarina, come valvola di sfogo nei periodi di
“troppo pieno”, quando ( presumibilmente nei mesi invernali) i campi non
necessitassero di acqua…… D’altronde, lo scarico in mare non sarà mai accettato
dalla popolazione e dagli ambientalisti ed anche noi Verdi continuiamo a
considerarlo inaccettabile, perché sono comunque troppo alti i rischi che la sua
presenza comporta e troppo basso il livello di controllo che si potrà esercitare sul
gestore.”
comunicato stampa del 12 novembre 2011
“Pare che invece la Regione intenda chiusa la questione. Lo si deduce da due fatti
inquietanti : primo, alle parole dell’Assessore Amati non ha fatto seguito nessuna
conferma scritta né alcuna relazione con i dati tecnici delle modifiche di progetto
da introdurre; secondo: si è dato inizio alle procedure di esproprio, iniziando
proprio dalle particelle poste in prossimità della costa, là dove la condotta
dovrebbe raggiungere il mare.”
Comunicato stampa del 28 dicembre 2011
“Certamente, al tavolo di concertazione previsto per il 4 Gennaio (2012),
l’Amministrazione manduriana potrà e dovrà rappresentare il proprio fermo
dissenso all’opera e ribadire le ragioni del “no”, potendo contare sull’unanimità del
consenso intorno ad esso emersa in Consiglio Comunale e sulla presa di posizione
dell’intera società civile. Ci auguriamo che, con altrettanta fermezza, non si lasci
coinvolgere in soluzioni di compromesso, miranti ad aggirare gli ostacoli più che a
risolvere la questione in termini definitivi. Se come tutti speriamo, si imboccherà la
strada giusta, ossia il rigetto totale del progetto e l’avvio di una nuova
progettazione che preveda l’ascolto di tutti gli Enti interessati, delle associazioni e
dei cittadini, avrà vinto il buon senso e avranno vinto tutti coloro che hanno
lavorato per unire gli intenti, al di là delle polemiche, cui pure sarebbe stato facile
lasciarsi andare.”
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all’indomani di” dirty wather” del maggio 2012
corrieredelmezzogiorno.corriere.it bat-fanghi-inquinanti-finiti-marecasodepuratori.shtml
I verdi inviano una lettera
Al Presidente della Giunta regionale, All’Assessore regionale ai LL.PP., Al
Presidente della Provincia di Taranto, Al Commissario Prefettizio Manduria, Al
Sindaco di Avetrana, Al Sindaco di Maruggio, Al Sindaco di Torricella, Al sindaco di
Lizzano, Al Sindaco di Pulsano, Al Sindaco di Oria, Al Sindaco di Erchie, Al Sindaco
di Torre S. Susanna, Al Sindaco di Porto Cesareo, Al Sindaco di Nardò.
Quanto accaduto recentemente nella BAT (sostanze inquinanti e pericolose
sversate nel mare di Trani e Barletta dai depuratori dei Comuni della costa e
dell’entroterra, con conseguente iscrizione nel registro degli indagati dei vertici di
A.Q.P. e di funzionari regionali) dovrebbe indurre ad una seria riflessione sul
funzionamento dei depuratori in generale e su quello in costruzione a Manduria in
particolare. Risulta ormai evidente che, quanto più grande è l’impianto, quanto
maggiore è la concentrazione di reflui potenzialmente inquinanti, tanto maggiore è
la probabilità che i processi di depurazione risultino inefficaci e/o incontrollabili.
Ecco allora che lo scarico in mare diventa per il gestore una comoda via d’uscita,
anche perché fuori dalla portata di occhi indiscreti …..Risulta oggi, alla luce di
quanto accaduto sulle coste di Trani e Barletta, più che mai incomprensibile la
pervicacia di voler realizzare, ad un costo esorbitante, per il 50% pagato dai
cittadini in bolletta, un mega impianto il cui buon funzionamento è una incognita.
Torniamo quindi a chiedere con forza una moratoria da parte della Giunta
regionale sulla progettazione e realizzazione di impianti la cui tecnologia non
risulta rispondente agli scopi e fallimentare dal punto di vista del rapporto costibenefici. In particolare noi Verdi riteniamo estremamente pericolosa la
concentrazione in un unico sito di una così elevata quantità di reflui e per il rischio
di sversamenti insito in una condotta lunga sedici chilometri e per l’alta probabilità
che l’impianto non riesca a depurare, sia pure per periodi brevi, tale mole.
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comunicato stampa del maggio 2014
“L’epilogo della vicenda riguardante il depuratore non desta in noi Verdi alcuno
stupore, essendo questo epilogo largamente scontato, viste le premesse e
analizzati i comportamenti dei protagonisti. Il progetto del depuratore consortile,
inserito nel Piano regionale di Tutela delle acque sin dal 2009 , senza che il
comune di Manduria nulla eccepisse nei termini previsti dalla legge, è nato con
quelle dimensioni e con quella ubicazione perché si voleva fortemente, da parte di
A.Q.P., progettista e futuro gestore, lo scarico in mare……... Che fosse in battigia o
tramite condotta sottomarina , la sua realizzazione non è mai stata messa in
discussione, né dal progettista né dal committente. I suggerimenti tecnici , di vario
tipo e provenienza, le ipotesi di lavoro, i tentativi di mediazione, proposti in questi
anni, fatta salva la buona fede dei proponenti, sono stati solo una perdita di tempo
e di energie, perché ad un osservatore attento non poteva sfuggire che, al di là di
generiche promesse, nessun passo formale veniva compiuto dal committente(
Regione Puglia) nella direzione di una rivisitazione del progetto iniziale……Come
volevasi dimostrare. In tutti questi anni noi Verdi abbiamo sempre sostenuto, tra
l’altro, che la soluzione del problema atteneva alla volontà politica e che tanto il
competente Assessorato regionale quanto l’A.Q.P. possedevano e possiedono tutte
le professionalità atte a trovarla, qualora chi detiene il potere decisionale li avesse
sollecitati a farlo.”
comunicato stampa dopo l’incontro del 21 luglio 2014 tra i tre sindaci e
l’ass. Giannini
“…….dobbiamo registrare da parte dei vertici regionali il riproporsi di una tattica
dilatoria, mirante a scaricare la responsabilità della ricerca delle soluzioni sulle
spalle di coloro che le scelte le hanno subite e che da anni , in mille forme,
protestano, senza essere ascoltati. Per l’ennesima volta infatti, come se si fosse
all’anno zero, è stato richiesto alle amministrazioni locali di fornire soluzioni
alternative allo scarico in mare e per di più in tempi brevissimi, entro il 4 di
agosto, sottolineando però, nel contempo, i limiti invalicabili costituiti da un
appalto già aggiudicato e da un progetto che non può essere modificato!”
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dopo il vertice in Regione del 4 agosto 2014
“La verità, di cui i cittadini devono prendere coscienza, è che, dal punto di vista
amministrativo, con la sottoscrizione del verbale del 4 agosto, la battaglia contro
lo scarico in mare è persa e che coloro che non intendono arrendersi sono, da
questo momento, soli, potendo contare solo su se stessi e su quelle forze
associative e politiche, come la nostra, che non hanno mai considerato i vertici
regionali come un interlocutore con cui trattare, ma come una controparte politica
presso cui far valere, nelle forme dovute, ma con forza, le proprie ragioni.”
comunicato stampa del 27 gennaio 2015
“……A nostro avviso l’amministrazione di Manduria ha considerato erroneamente
che con l’aggiudicazione dell’appalto la procedura burocratico-amministrativa della
realizzazione del depuratore fosse conclusa ed ha omesso di avvalersi dell’apporto
di figure professionali qualificate, quali un avvocato amministrativista, che
seguissero la pratica in tutte le successive fasi, che sono tante e complesse. Era
quanto il Coordinamento cittadino per la lotta contro lo scarico in mare chiese al
Sindaco di fare in una lettera (firmata da 15 tra partiti, movimenti, associazioni e
comitati, primo firmatario, insieme ai Verdi, il “Movimento Giovani per Manduria”)
inviata in data 12/09/2014. Allo stato temiamo invece che il Comune non possieda
neppure tutti gli atti relativi al procedimento.”
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