19Aprile 2015 - Parrocchia s. Antonio di Padova

PARROCCHIA S.ANTONIO DI PADOVA (RE)
FRATI MINORI
ANNO 32 – NUMERO 16 ANNO LITURGICO B
19 APRILE 2015
Dal Vangelo secondo Luca (24, 35-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano
con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti
e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un
fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma
poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le
cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere
le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome
saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni».
PREGHIERA
Dio nostro Padre,
tu hai glorificato tuo Figlio Gesù
in mezzo ai suoi discepoli,
che attendevano nella preghiera
comune lo Spirito da lui promesso.
Ancora oggi dona unità e perseveranza a quelli che vegliano e
pregano nella tua chiesa,
in attesa di una nuova Pentecoste per tutti gli uomini.
Tu che vivi e regni ora e nei secoli dei secoli.
SOMMARIO
Pag. 1
Vangelo della Domenica
Pag. 2
Mettere al centro Gesù Risorto
Notizie da ricordare
Pag. 3
Anno santo della misericordia
Benedizioni alle famiglie
Pag. 4
Francesco ricorda il
genocidio degli armeni
Vita Parrocchiale
PAGINA 2
METTERE AL CENTRO GESU’ RISORTO
E’ interessante notare come nei racconti delle apparizioni di Gesù risorto, i vangeli dicano
che Egli “stette” in mezzo a loro. Questo “stare in mezzo” ai discepoli da parte di Gesù è molto significativo perché si rinnova anche oggi. Infatti anche oggi Gesù risorto sta in mezzo ai
suoi discepoli che siamo noi. Di più, Egli vuole essere al centro e il centro della comunità cristiana perché tutto parte da Lui e tutto a Lui deve convergere. Ma questo non sempre avviene: anche noi, come gli apostoli, possiamo correre il rischio di considerarlo un fantasma,
cioè qualcosa di evanescente e che fa paura. Gesù risorto al contrario è una presenza reale,
corporea che possiamo vedere e toccare con mano, come avviene nel sacramento dell’Eucaristia. E non vuole farci paura, bensì darci la sua pace e la sua gioia. Gesù non è una minaccia per noi ma un dono d’amore, un dono di luce, di forza, che deve riempirci di stupore e di
gratitudine. E’ Lui che vuole riempire la nostra vita e infonderle speranza, anche in mezzo
alle prove, ai dubbi, alle contraddizioni che incontriamo ogni giorno dentro di noi e nel mondo. Per questo apre la nostra mente per comprendere la Parola di Dio e ci manda a predicare la conversione e il perdono dei peccati a tutti i popoli. Soprattutto ci rende suoi testimoni,
cioè persone che hanno sperimentato nella loro vita quello che annunciano, e lo annunciano
con coraggio perché l’incontro con Gesù risorto ha cambiato la loro vita e ogni giorno dona
loro la forza di vivere , credere, di sperare e di amare, di stupirsi e di rendere grazie, e soprattutto di portare con amore ogni giorno la propria croce insieme a Gesù.
Il Parroco
NOTIZIE DA RICORDARE
Domenica 19 Aprile
I bambini che riceveranno la
prima comunione sono a Canali per un ritiro e quelli di V
elementare a Salvarano
sempre per un ritiro. Ricordiamoli nella preghiera.
Siamo di turno nel servizio
alla mensa della caritas. Ricordarsi di portare i piatti
preparati in sagrestia e di
prestarsi per il servizio al pomeriggio.
Martedì 21 Aprile
Ore 21,00: letture della domenica in oratorio.
Mercoledì 22 Aprile
Siamo di turno nel servizio
alla casa della carità di via
fratelli Rosselli.
Domenica 26 Aprile
Ore 17,30: incontro della
fraternità dell’O.F.S.
Lunedì 27 Aprile
Giovedì 23 Aprile
Incontro del consiglio pastoOre 19,00-21,00: adorazio- rale parrocchiale, aperto a
ne eucaristica in chiesa. Pre- tutti.
ghiamo in particolare per i
cristiani perseguitati, speIL 21 MAGGIO SI TERRA’ UN
cialmente per quelli della
PELLEGRINAGGIO A MONTESiria.
BERICO (VI) . QUOTA EURO
60,00 TUTTO COMPRESO.
Sabato 25 Aprile
ISCRIVERSI QUANTO PRIMA
I ragazzi di prima e seconda DA P. CELESTINO.
media sono a Canali per un
ritiro.
Vita ecclesiale
PAGINA 3
ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA
Un Giubileo straordinario con dieci anni di anticipo. Un evento storico, a 15 anni dal Grande Giubileo
del 2000 voluto da san Giovanni Paolo II, che avrà inizio con l’apertura della porta santa della Basilica di San Pietro l’8 dicembre 2015, a 50 anni esatti dalla chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano
II, e terminerà il 20 novembre 2016, nella solennità di Cristo Re. È l’annuncio a sorpresa che Papa
Francesco ha fatto, nella Basilica Vaticana, durante l’omelia della celebrazione penitenziale, esattamente a 2 anni dalla sua elezione al pontificato. “Ho deciso di indire un Giubileo straordinario che
abbia al suo centro la misericordia di Dio. Sarà un Anno Santo della misericordia”.
È stato lo stesso Bergoglio a spiegare il significato di questo evento straordinario per la vita della
Chiesa cattolica: “Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio; tutti conoscono la strada
per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. Le sue porte permangono
spalancate, perché quanti sono toccati dalla grazia possano trovare la certezza del perdono. Più è
grande il peccato – ha sottolineato il Papa – e maggiore dev’essere l’amore che la Chiesa esprime
verso coloro che si convertono”.
Nell’annunciare l’Anno Santo, infatti, il Pontefice ha spiegato di aver “pensato spesso a come la Chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino
che inizia con una conversione spirituale”. Per questo Bergoglio vuole che i fedeli di tutto il mondo
vivano questo evento storico alla luce di una particolare parola tratta dal vangelo di san Luca: “Siate
misericordiosi come il Padre vostro celeste”. Il Giubileo è un’occasione di conversione offerta a tutti i
cristiani e a tutti gli uomini.
BENEDIZIONI ALLE FAMIGLIE
P. FRANCESCO
P. CELESTINO
P. COSTANTINO
Lunedì 31 Marzo
Lunedì 20 Aprile
Martedì 21 Aprile
Pomeriggio via Martiri 1831 nn
dispari e n 2
Pomeriggio via Mutilati del lavoro
nn 8 e 10
Pomeriggio via Poli nn pari e
dal n 1 al n 7
Martedì 21 Aprile
Mercoledì 22 Aprile
Martedì 21 Aprile
Mattino via Martiri 1831 nn 4 e 6
Mattino via Mutilati del lavoro n 12 Mattino via Poli n 9
Mercoledì 22 Aprile
Pomeriggio via Medaglie d’oro dal n
Mattino via via Menotti nn pari
1 al n 9
Mercoledì 22 Aprile
Pomeriggio via Menotti nn dispari
Mattino via Medaglie d’oro nn 11 Giovedì 23 Aprile
e 13
Mattino via Lero nn dispari
Pomeriggio via medaglia d’oro
dal n 15 al n 23
Giovedì 23 Aprile
Mattino via Popolo d'Israele
Pomeriggio via Lusenti n 1 e 1/1
Pomeriggio Via Legnano
Giovedì 23 Aprile
Mattino via Cascino nn dispari e
dal n 2 al n 6
Venerdì 24 Aprile
Pomeriggio via Cascino nn 8 e
10
Mattino via Lero nn pari
Venerdì 24 Aprile
Pomeriggio via Pellico dal n 1 al 7
Mattino Via Saccani
Vita Ecclesiale
PAGINA 4
Francesco ricorda il genocidio degli armeni
Se l’Italia ricorda quest’anno il centenario dell’entrata in guerra nel primo conflitto mondiale – l’inutile strage, il suicidio dell’Europa, come lo definì Benedetto XV -, gli Armeni fanno memoria di un altro orrendo centenario: quello dell’eccidio del loro popolo
perpetrato dall’Impero Ottomano, che nel 1915 era schierato a fianco degli Imperi Centrali.
Proprio domenica scorsa, 12 aprile, nel suo messaggio al popolo armeno Papa Francesco ha affermato: “Un secolo è trascorso
da quell’orribile massacro che fu un vero martirio del vostro popolo, nel quale molti innocenti morirono da confessori e martiri per
il nome di Cristo” – come si legge nella Dichiarazione comune di Giovanni Paolo II e Karekin II, pronunciata ad Etchmiadzin il 27
settembre 2001).
E ha agguiunto: “Non vi è famiglia armena ancora oggi, che non abbia perduto in quell’evento qualcuno dei suoi cari: davvero fu
quello il Metz Yeghern, il “Grande Male”, come avete chiamato quella tragedia. In questa ricorrenza provo un sentimento di forte
vicinanza al vostro popolo e desidero unirmi spiritualmente alle preghiere che si levano dai vostri cuori, dalle vostre famiglie, dalle vostre comunità”.
Parole che hanno scatenato le ire di Erdogan e del governo di turco, colpito nel vivo, che non ha mai voluto sentir definire quelle
stragi – centinaia di migliaia furono le vittime, uomini e donne di ogni età – “un genocidio”, anzi il primo genocidio del sec: XX.
L’occasione per tale messaggio di Bergoglio è stata la proclamazione a Dottore della Chiesa di san Gregorio di Narek, monaco
del X secolo, che più di ogni altro ha saputo esprimere la sensibilità del popolo armeno , dando voce al grido, che diventa preghiera, di un’umanità dolente e peccatrice, oppressa dall’angoscia della propria impotenza ma illuminata dallo splendore dell’amore di Dio e aperta alla speranza del suo intervento salvifico, capace di trasformare ogni cosa. La vocazione cristiana degli
Armeni è antichissima; risale al 301, anno in cui san Gregorio l’Illuminatore guidò alla conversione e al battesimo l’Armenia, la
prima tra le nazioni che nel corso dei secoli hanno abbracciato il Vangelo di Cristo. Quell’evento spirituale ha segnato in maniera
indelebile il popolo armeno, la sua cultura e la sua storia.
Papa Francesco ha aggiunto: “Questa fede ha accompagnato e sorretto il vostro popolo anche nel tragico evento di cento anni fa
che”; il papa Benedetto XV si prodigò fino all’ultimo per impedirlo, riprendendo gli sforzi di mediazione già compiuti dal Papa Leone XIII di fronte ai funesti eventi degli anni 1894-96. Egli scrisse il 10 settembre 1915 al sultano Maometto V implorando che fossero risparmiati tanti innocenti e fu ancora lui che, nel Concistoro Segreto del 6 dicembre 1915, affermò con vibrante sgomento:
Miserrima Armenorum gens ad interitum prope ducitur.
Il Santo Padre muovendo da quel genocidio richiama l’attenzione del mondo sulle odierne persecuzioni e stragi di cristiani: ”Fare
memoria di quanto accaduto è doveroso non solo per il popolo armeno e per la Chiesa universale, ma per l’intera famiglia umana, perché il monito che viene da questa tragedia ci liberi dal ricadere in simili orrori, che offendono Dio e la dignità umana. Anche oggi, infatti, questi conflitti talvolta degenerano in violenze ingiustificabili, fomentate strumentalizzando le diversità etniche e
religiose. Tutti coloro che sono posti a capo delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali sono chiamati ad opporsi a tali
crimini con ferma responsabilità, senza cedere ad ambiguità e compromessi”.
P ARROCCHIA S. A NTONIO
DI P ADOVA
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