Gazzettino 23-07-2011

Gazzettino 23-07-2011:Gazzettino-nuovo 1 21/07/11 21:26 Pagina 1
> S E T T I M A N A L E IDG
di Giarre
ANNO XXXI • N. 26 • GIARRE, SABATO 23 LUGLIO 2011 • € 1,00 • A DIFFUSIONE REGIONALE • SPED. IN A.P.
ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 FIL. DI CATANIA • PUBBL. INF. 45% • www.gazzettinodigiarre.it
> Realtà che diventa protagonista
> Arrivano i primi spiragli di luce...
Acireale: per la Società di Mutuo Soccorso
“Agostino Pennisi” si registrano importanti
novità per la crescita del sodalizio
> a pag. 4
Riposto cerca di avanzare lungo la strada
della sua vocazione turistica, fattore
principale per un suo rilancio economico
> a pag. 5
Puliti… ripuliti… e contenti
Litorale jonico in preda ad una
tempesta di… dichiarazioni.
Ma la pulizia resta solo… sulla carta
P
ulisco io… pulisci tu…
voglio farlo io… non
farlo tu perché tocca a
me… e viceversa! Da
qualche mese sembra
essere scattata una “irrefrenabile voglia di pulire”. E se fosse così, almeno a giudicare dalle dichiarazioni, saremmo tutti felici e
contenti. E l’ambiente ed il decoro
delle nostre località ci guadagnerebbero senz’altro.
Con l’inizio della stagione estiva
si ripropone l’atavico dilemma della
pulizia delle nostre spiagge. Ed il cittadino, attento all’utilizzo dei pubblici denari, quello che paga l’esosa
Tarsu, si chiede perché si giunga ogni
anno a discutere di questo “problema” (è un problema solo dalle nostre
parti) a stagione già iniziata e non si
programmi col dovuto anticipo? Ma i
tempi d’azione politici e la burocrazia (solo dalle nostre parti), si sa, sono quelli che sono.
Sugli interventi di pulizia dei 13
km di costa, quelli che vanno da
Praiola a Calatabiano, nelle ultime
settimane si sono tenute più riunioni
e diramati comunicati che alla Nato
per la questione libica. Domenica 3
luglio, al centro della pagina dedicata
alle questioni joniche del più noto
quotidiano siciliano, veniva lanciata
l’iniziativa, promossa dall’assessore
provinciale Domenico Rotella, denominata “Spiagge pulite” che prevedeva l’impiego di unità ecologiche per i
tre mesi estivi, sorveglianza, decoro,
ecc. Il tutto illustrato alla cittadinan-
za, nella sede del Circomare di Riposto, alla presenza dei Sindaci dei Comuni interessati, della Capitaneria di
Porto, dei consiglieri provinciali locali, della Polizia municipale e provinciale. All’assessore Rotella, però,
risponde il presidente di Joniambiente, Francesco Rubbino, il quale, in
una nota, si stupiva dell’iniziativa
della Provincia e dichiarava che la
competenza delle spiagge era esclusiva della Joniambiente di cui la Provincia è socia. La stessa Joniambiente, proseguiva Rubbino, aveva già avviato la pulizia della spiaggia, dal 27
giugno, con decine di operai. E la domanda sorge spontanea? Gli operai
della cooperativa della Provincia e
quelli della Joniambiente lavorano
contemporaneamente sulle stesse
spiagge, sovrapponendosi, o si sono
spartiti compiti e territorio? Oppure,
passano prima gli uni e poi gli altri?
Boh?
Nel quotidiano del 6 luglio, stessa pagina, torna in gran risalto la questione “Spiagge pulite” con il sopralluogo effettuato sul litorale, il giorno
prima, dai vertici della Joniambiente
e dell’impresa Aimeri Ambiente. Un
sopralluogo scaturito dai telegrammi
inviati nei giorni precedenti alla Joniambiente, dai Sindaci di Mascali e
Fiumefreddo, con i quali si sollecitava l’immediata pulizia delle spiagge
ricadenti nei loro territori, evidentemente sporchi. Ma allora, le decine di
operai della Joniambiente quotidianamente in azione dal 27 giugno e
quelli della cooperativa della Provincia, che pulizia hanno fatto? Avranno
sbagliato spiaggia? Forse, erroneamente, nella “confusione” di operato-
ri ecologici creata dalla diatriba tra
Joniambiente e Provincia, avranno ripulito i litorali di Rimini e Cattolica?
Boh?
Ma non finisce qui. Venerdì 8 luglio, stessa testata, l’assessore Rotella dichiara: “La pulizia della spiaggia
spetta alla Provincia fino a quando
la Regione non deciderà di cambiare
la normativa in materia”. Ed invia
una lettera all’ATO Joniambiente
con la quale ribadisce che nessun servizio è mai stato affidato dalla Provincia alla società d’ambito e sottolinea gli elogi ricevuti dai Sindaci del
circondario (gli stessi Sindaci che si
erano lamentati il 6 luglio?) per l’ottimo lavoro svolto dagli operai della
Provincia. Invita, inoltre, i Sindaci a
predisporre una serie di servizi nella
spiagge: bagni chimici, docce, ombrelloni, ecc.
Tutto ok finalmente? Tutti contenti e ripuliti? A giudicare dalle
“trionfalistiche” dichiarazioni dovrebbe essere così. E invece no. Martedì 12 luglio, sempre a mezzo stampa, il sindaco di Calatabiano, in una
nota inviata alla Aimeri Ambiente ed
alla Joniambiente contesta una serie
di disservizi riscontrati nell’attività di
raccolta integrata di rifiuti sul litorale
di San Marco. Ma come? E le decine
di operai della Joniambiente e quelli
della Provincia? Ancora in confusione territoriale? Boh?
La risposta di Rubbino al Sindaco di Calatabiano arriva, puntuale, il
giorno dopo sullo stesso giornale. Il
presidente di Joniambiente dispone
Neanche la
memoria resta
San Pietro Clarenza assiste
all’inesorabile degrado che sta
distruggendo la casa natale
di Fra Pietro Privitera
Tra l’indifferenza generale è crollato parte del tetto della
casa natale di Fra Pietro Privitera in piazza Santa Maria delle
Grazie, angolo via Timpazza a San Pietro Clarenza. Fra Pietro
Privitera in seguito diventato Fra Pietro da San Pietro Clarenza, nacque in questa cittadina l’8 novembre 1881 da Francesco e Anna Lombardo, umili contadini della terra catanese e
battezzato quattro giorni dopo. Morì in odore di santità a Partinico (Pa), il 4 novembre 1939.
La sua modesta casa natale dapprima è stata spogliata di
tutti i poveri arredamenti e, cosa più grave, posta in vendita.
Più volte è stato lanciato l’appello all’amministrazione comunale, alla Curia catanese, alla parrocchia, agli eredi di questo
santo uomo, affinchè la casa non venisse venduta, ma ristrutturata. Adesso, dopo il crollo del tetto, con muri pericolanti, costituisce un pericolo per i passanti. Ma chi fu veramente Fra
Pietro?
Da piccolo, Pietro ricevette una formazione di vita cristia-
Michele Massimiliano Patanè
Michele Milazzo
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giarre
N. 2 6 • s aba to 23 luglio 2011
di Giarre
È ora di decollare!
Confconsumatori
presenta le sue proposte
nell’ambito del convegno
Assaereo tenutosi
a Roma
O
re ed ore di proficuo confronto e di
dibattito sono state sintetizzate, in
una singola frase, dall’avv. Carmelo Calì, nella sua veste di responsabile nazionale trasporti di
Confconsumatori e rappresentante
CNCU nel Comitato Tutela diritti del passeggero:
«Il futuro del trasporto aereo in Italia è affidato alla
capacità di tutti i soggetti del settore di avere, pur
nella distinzione dei ruoli, una visione ed un progetto unitari». L’intervento è stato fatto nel corso del
convegno, svoltosi a Roma per iniziativa di Assaereo, sul tema “Condizioni di accesso al mercato del
trasporto aereo in Italia - Giusta tutela per vettori e
passeggeri?”.
I lavori hanno fatto emergere numerose questioni importanti, sulle quali è stato registrato un approfondito dibattito. Innanzitutto, ad essere stata
messa sotto analisi è stata l’adeguatezza o meno del
sistema infrastrutturale a reggere l’aumento del traf-
fico passeggeri, previsto per i prossimi anni. Tutte
le parti intervenute sono state concordi nell’affermare che si tratta di un problema da affrontare subito per evitare che, nei prossimi anni, ci si ritrovi, prima o poi, davanti a strutture incapaci di reggere i
nuovi flussi, con il rischio di disservizi e caos. Altrettanto importante la proposta di modifica del Codice della navigazione con la previsione dell’obbligo per le compagnie aeree non italiane, che svolgo-
no servizi sul territori nazionale, di istituire una sede
secondaria in Italia, con rappresentanti abilitati al ricevimento delle richieste di assistenza, compensazione e notifiche.
«Ciò eviterebbe ai passeggeri di subire tante
vessazioni nel riconoscimento dei propri diritti – ha
dichiarato l’avv. Calì –. Esprimiamo perplessità, invece, rispetto alle auspicate modifiche da apportare
alla legislazione vigente. Se, infatti, comprendiamo
che vi sia l’esigenza di una armonizzazione sulla
base dell’esperienza di questi anni, siamo convinti
che ciò non potrà comportare un abbassamento del
livello di tutela dei passeggeri. Su questo porremo
la massima attenzione e vigilanza. Speriamo, inoltre, che sia accolta la nostra proposta e cioè che in
caso di smarrimento, ritardata consegna e danneggiamento del bagaglio, l’Enac venga individuato
come l’Organismo responsabile in Italia del rispetto di tali diritti del passeggero cosi come è previsto,
in questo momento, in relazione agli altri diritti in
caso di ritardo, cancellazione del volo, negato imbarco, assistenza e diritti delle persone con disabilità e con mobilità ridotta. Ciò, oltre a dare alla
normativa una previsione unitaria, sarebbe un utile
deterrente contro comportamenti poco virtuosi che,
purtroppo, si sono verificati, fino ad oggi, in assenza di un soggetto con poteri sanzionatori».
Una serata, un pallone
Conclusione in un’atmosfera di grande partecipazione ed amicizia
per la prima edizione del Torneo di Calcio a 5 “Duomo di Giarre”
I
l fischio finale è arrivato domenica scorsa per la prima edizione del Torneo di Calcio a 5 “Duomo di
Giarre”, appuntamento che ha portato, sull’artistica
pavimentazione della principale piazza di Giarre, ben 27
squadre. A partire dallo scorso 13 giugno tanti avvincenti incontri hanno chiamato a raccolta curiosi, tifosi di
una o dell’altra squadra, appassionati di sport.
Al termine di oltre un mese di gare ad aggiudicarsi
la vittoria finale, sotto le luci dello spettacolare scenario
di Piazza Duomo, è stata la Remember Domenico, capitanata da Massimo Russo e composta da Massimiliano
Anastasi, Gianluca Caponnetto, Riccardo Iraci, Giulio
Nirelli, Roberto Serrano, Mario Tropea e Walter Trova-
to. Presidente della squadra è Giuseppe Scuto, padre del
giovane Domenico scomparso tragicamente ed a cui è
stata dedicata la vittoria da parte dei ragazzi stessi. Il secondo posto è stato conquistato dalla Real Cavaddi, terze classificate sono state, ex aequo, la Pianeta Fodere e
La Perla Del Sud. La coppa disciplina è stata assegnata
alla squadra I Blues, il miglior attacco è stato quello della Pianeta Fodere e la miglior difesa quella dei Galacticos.
Ma, al di là dei premi, come hanno avuto modo di
sottolineare gli organizzatori Mario Chillari, Enzo Pennisi, Vito Rapisarda e Alfio Tomarchio, durante la cerimonia di chiusura del Torneo con la successiva consegna dei premi, «importante è stata l’atmosfera di grande amicizia, partecipazione e sportività che ha caratterizzato tutte le gare disputate fino alla finale. Inoltre,
vogliamo ringraziare l’assessore allo Sport, Turismo e
Spettacolo del Comune di Giarre, Giuseppe Cavallaro,
e l’assessore alle Politiche giovanili e sociali della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Pagano, le associazioni “Russo Sebastiano Calcio”, “Fare Comune” e
“Magnetia Fresh Film” e tutti gli sponsor che hanno
contribuito per la riuscita dell’evento».
Angela Di Francisca
Elisa Torrisi
Una nuova strada
È bello volare verso il mare,
con l’amore si supera anche
il vento.
Oggi per voi è un giorno caldo,
pieno di fiori e di speranza...
i vostri cuori vanno verso
una nuova strada.
L’amore nasce in silenzio,
riesce a fermare anche i battiti
del cuore.
Guardate il cielo,
perché in questo momento
stà illuminando la vostra vita.
Per il matrimonio
di Loredana e Domenico
da pagina 1 - Puliti...
subito un sopralluogo sui luoghi interessati dal disservizio
e si meraviglia, alla luce di quanto dichiarato dall’assessore
Rotella con l’operazione “Spiagge pulite”, di come ciò
possa accadere. Predispone, comunque, un servizio di pulizia straordinaria.
Quella che non manca, dunque, è la volontà. Tutti desiderosi di pulire e ripulire spiagge e zone limitrofe. E tutti si
“glorificano” definendosi bravi ed efficienti. Ma sarà così?
Lunedì 11 luglio, a mattina inoltrata, non sembrava che
il territorio fondachellese brillasse. Anzi. Oltre ai soliti sacchetti lasciati sulla spiaggia e sul lungomare dai soliti (alcuni) incivili vacanzieri della domenica, non mancavano
cartacce, lattine e pattume vario. Ma a che ora entrano in
servizio questi efficientissimi operai? E poi, a furia di discutere, tenere riunioni, pianificare e mandare telegrammi
si sono “scordati” di installare cestini portarifiuti e cassonetti a distanze accettabili. Molta gente è incivile, senza
dubbio, ma bisogna almeno dargli la possibilità di civilizzarsi un po’. O forse i signori amministratori pensano che
tutti i bagnanti del nostro litorale siano disposti a percorrere centinaia di metri sotto la calura estiva per raggiungere il
cassonetto più vicino o cercare un banalissimo “mai installato” cestino per i rifiuti? Mica possiedono le refrigerate
auto blu loro.
Come fanno, i nostri amministratori, a parlare di progetti di riqualificazione del litorale come quello di Fondachello, con interventi grandiosi, illustrati lo scorso 17 maggio al Comune di Mascali, e che vedranno la luce nei prossimi anni (seh!) se non riescono a gestire il banalissimo
“presente”?
Lunedì 18 luglio Fondachello, in alcuni punti, era una
discarica. Ma la cosa che più sorprende e non ha attenuanti
è il fatto che quei rifiuti erano lì da settimane e non dal
giorno prima. Anche le aiuole spartitraffico, ormai secche
da tempo dato che l’unica acqua che vedono è quella piovana, trasformate in pattumiere. Ed i cestini portarifiuti
sulle spiagge e sui marciapiedi? Fantascienza. Opere faraoniche che richiedono riunioni su riunioni e finanziamenti
europei. Perché le cose, dalle nostre parti, o si fanno bene o
non si fanno. E si sceglie la seconda soluzione.
Ma cosa avranno pensato i turisti, quei pochi non
“mordi e fuggi” che ancora scelgono di passare le vacanze
sulle nostre coste? Pensate che l’anno prossimo torneranno
o suggeriranno la località agli amici? Ed hanno il coraggio
di parlarci ancora di turismo e dei posti di lavoro che potranno nascere. Non hanno idea, i nostri amministratori, di
cosa voglia dire fare turismo. E lo si vede. Da Fondachello
è iniziata la grande fuga. I palazzacci venuti su come funghi, “rigorosamente” senza servizi accessori, negli anni
Novanta sono pieni di cartelli con la scritta “Affittasi” o
“Vendesi”. In piena estate, quando dovrebbero essere fruiti. E c’entra poco la crisi economica. Quello che c’entra è il
degrado e la disorganizzazione. Chissà cosa accadrà nella
settimana centrale di agosto quando “orde” di campeggiatori senza regole invaderanno il litorale.
Dichiarazioni tante, dunque, ma risultati pochi. E il cittadino? Il cittadino paga la Tarsu e si ritrova nei disservizi
e nella sporcizia a causa dell’incapacità di chi amministra e
di giochetti politici più grandi di lui. I cittadini gradirebbero qualche dichiarazione in meno e qualche intervento in
più.
In attesa di tempi migliori ci si indigna e si augura …
buona Tarsu a tutti!
Vito Cutuli
> S E T T I M A N A L E IDG
da pagina 1 - Neanche la memoria resta
na, permeata di preghiera e soprattutto di spontanea devozione alla Vergine Maria. Finiti gli studi elementari, frequentati con profitto, fu avviato al lavoro dei campi per
aiutare la famiglia, che versava in precarie condizioni economiche. Cosi trascorse la giovinezza in quel duro lavoro, fatto di stenti e di fatiche, nella tradizione della gente di Sicilia. La giornata lavorativa di Pietro si concludeva sempre con la recita del rosario e la domenica si recava alla celebrazione eucaristica, trascinando gli altri col
suo esempio. Alla vita di pietà faceva anche riscontro un impegno concreto di carità verso il prossimo, che brillò particolarmente durante il terribile terremoto di Messina. Chiamato alle armi, durante il primo conflitto mondiale, passò parte del primo anno di servizio a Monreale (Palermo), dove ebbe modo di conoscere i Cappuccini.
Nel 1916, fu inviato al Fronte e vi stette quasi due anni. Durante il suo servizio militare non trascurò mai la preghiera e la meditazione quotidiana, pregando Dio perché
cessasse il flagello della guerra, come testimoniano le lettere inviate alle sue sorelle dal fronte. Espletato il servizio militare chiese ed ottenne di essere ammesso nell’Ordine dei cappuccini. Accolto il 12 marzo 1920, vestì l’abito religioso il 15 maggio 1921, nel convento di Caccamo, con voto unanime dei confratelli, il 20 maggio 1922
fu ammesso alla professione semplice e il 13 giugno fu destinato dai superiori come questuante di campagna nel convento di Monreale, detto “Casa Santa”.
Pietro Privitera, divenuto Fra Pietro da San Pietro Clarenza, rappresenta la figura tipica del frate cappuccino umile, semplice e povero che, nel nascondimento e
nella monotonia dei giorni, ha saputo dare a tutti la testimonianza di una vita totalmente spesa nell’esercizio di una carità verso Dio e i fratelli. Vero figlio di San Francesco, visse poveramente apostolo tra i poveri, i contadini e i bisognosi di ogni genere per i quali, con i dovuti permessi dei superiori, si prodigò con carità gioiosa, dividendo da vero frate del popolo, gran parte del raccolto della questua. Morì a Partinico (Palermo), circondato dall’affetto e dalla venerazione di quanti lo avevano conosciuto e frequentato. Rimpianto da tutti, fu subito salutato come santo. La sua tomba, prima nel cimitero di Partinico e ora nella nuova chiesa “Madonna di Fatima” dei
cappuccini della stessa città, è meta di continui pellegrinaggi. Molti fedeli assicurano di avere esperimentato l’efficacia della sua intercessione presso il Signore. Il sorriso di Fra Pietro, diffuso per le strade del mondo come raggio della luce di Dio e il suo saluto caratteristico, “Sia lodato Gesú Cristo!”, ripetuto di porta in porta, nei centri di Monreale, Partinico, San Giuseppe Jato, San Cipirrello e gli altri paesi viciniori, o attraverso le campagne, sembrano ancora propagarsi e ripetere il messaggio
evangelico dell’amore e della misericordia, annuncio e presagio dei tempi nuovi da tutti invocati. Il 1° luglio 1985 hanno avuto inizio i Processi per la sua beatificazione.
È stata approntata la Positio super virtutibus.
San Pietro Clarenza cosa ha fatto per il suo figlio in odore di santità? Nulla o quasi! La sua modesta casa natale, in piazza Madonna delle Grazie, è stata spogliata
di tutti i poveri arredamenti e, cosa più grave, era stata posta in vendita. In una porta sulla pubblica via, tempo addietro, spiccava un cartello con scritto“ vendesi rustico etc”. Fu tolto dopo le nostre rimostranze. A nome di tutta la comunità clarentina, ancora una volta, gridiamo il nostro appello, alla parrocchia, all’Amministrazione comunale, alla Curia catanese ed a tutti i cittadini di buona volontà, affinché la casa natale di Pietro Privitera non venga distrutta, ma venga ristrutturata, creandovi un museo, per onorare un uomo di Dio, e non il Dio Denaro. E se come auspichiamo Fra Pietro diventasse Santo, cosa offrirà la sua terra natale? Vogliamo ricordare cosa è
successo dove è nato, passato e morto Padre Pio da Pietralcina? È nato benessere per le popolazioni, con tanti posti di lavoro.
Altro monumento in pericolo di crollo è la chiesa di San Gaetano, piccolo edificio ad una navata, con un piccolo altare, ubicata nella via omonima, che versa in uno
stato di degrado e pericolo di crollo. Nella facciata vi sono diverse crepe che tendono ad allargarsi. Nel piccolo campanile, dove sono ubicate due campane, il rischio di
crollo è maggiore in quanto le colonnine che lo sorreggono sono molto deteriorate, con i ferri arrugginiti ed il cemento sgretolato. A parte i pericoli per chi transita dalla
strada, riservata solo ai pedoni, di fronte alla chiesa vi è una fontanella, che eroga acqua fresca, e dove molte persone vanno a rifornirsi. Non è immune da pericolo il
tetto, dove c’è pericolo di crollo. Stante il pericolo la chiesa è chiusa da anni. Ogni anno, gli abitanti del quartiere, con grande devozione, festeggiavano San Gaetano,
ora non più. In merito al recupero della, chiesa cinque anni addietro abbiamo chiesto notizie al sindaco, Vincenzo Santonocito, che rispondeva dicendo che “vi è un
progetto, ed una richiesta di finanziamento da parte del Comune e della parrocchia, alla Regione Siciliana, che sta facendo il suo iter, che dovrebbe essere sulla direttiva d’arrivo”. Ancora Santonocito dice che “è stata anche informata la Soprintendenza ai Beni culturali e la Curia”. Il parroco Nunzio Caruso, confermava quanto detto
dal primo cittadino. A distanza di cinque anni nulla è cambiato (Sindaco e parroco sono tuttora in carica), permanendo sempre grave il pericolo per l’incolumità della
gente e per la perdita della chiesa. Questa piccolo luogo sacro ha una sua storia.
Come scrive Orazio Tomasello nel libro “Il casale di San Pietro Clarenza”, stampato nel 1980, “la chiesa non presenta nessuna iscrizione per risalire alla data della sua costruzione, ma è opinione corrente tra gli anziani del quartiere che essa venne edificata in tempi lontanissimi. Nel 1930, venne restaurata e al posto della piccola nicchia, che ospitava una sola piccola campana, venne realizzato incorporato nella chiesa, un modesto campanile sagomato” (quello attuale, Nda). Attraverso
uno studio che abbiamo fatto assieme ad esperti, nel posto dove ubicata la chiesetta, in tempi antichi, molto prima della colata lavica del 1669, doveva esserci uno di
quegli altarini che si incontrano in tante strade di transito in Sicilia, in quanto dista qualche decina di metri dalla strada San Pietro Clarenza-Catania. L’altarino venne risparmiato dalla lava, che creò due braccia lasciando in mezzo una striscia di terra, e questo lo si deduce che da nord a sud, nella parte destra vi è la collinetta di via
Santa Caterina, a sinistra quella di via Campanella. Dopo il prodigio l’altarino fu trasformato in una piccola chiesa che, nel corso dei secoli, avrà certamente subito cambiamenti.
di Giarre
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caleidoscopio
di Giarre
N . 26 • sa bato 2 3 luglio 2011
3
Lo scandalo della Banca Romana Alla scoperta
T
ra il 1889 ed il 1893, si
assistette al fallimento
di alcuni importanti istituti di credito, che degenerò in una crisi della
moralità politica su vasta scala, facendo cadere il primo Governo Crispi e mettendo a rischio l’ascesa politica di Giolitti. Le premesse
di questa grave crisi finanziaria sono
da ricercare nella tumultuosa fase di
urbanizzazione che ebbe luogo a seguito del trasferimento della capitale
da Torino a Firenze (1866) e poi a Roma (1870) e nell’eccesso di finanziamenti concessi al settore edilizio, in
tutta Italia, che si sommavano a quanto elargito ai politici per le campagne
elettorali. In tal modo, le banche non
solo tradivano la sana logica economica di investire le risorse nei migliori
progetti, ma commettevano abusi e si
esponevano al rischio di fallimento.
Dopo la proclamazione del Regno
d’Italia, il governo non aveva unificato gli istituti di emissione. Ben sei erano le banche autorizzate a stampare
moneta: la Banca Nazionale, la Banca
Romana, il Banco di Napoli, il Banco
di Sicilia, la Banca Nazionale Toscana
e la Banca Toscana di Credito. Con
una legge del 1874 si cercò di regolamentare le emissioni, ma gli Istituti
continuavano a farsi concorrenza tra
loro e la vigilanza era completamente
assente. La Banca Nazionale, in effetti, avvalendosi dell’abolizione delle
restrizioni sul credito, varate da Crispi
nel 1883, aumentò la sua circolazione
di carta-moneta, riducendo le sue riserve ad un terzo del totale. La cosa
non poteva durare a lungo e già all’inizio del 1889 le banche cominciano a
dare i primi segni di tracollo finanziario. Non furono più in grado di far
fronte ai propri impegni ed alcune sospesero i pagamenti. Il presidente del
Consiglio Crispi intervenne per salvare la Banca Tiberina, finanziatrice di
diversi lavori pubblici, con un prestito
di 45 milioni di lire: non fu l’unica
azione del Crispi, che anzi si adoperò
ripetutamente, generando una spirale
inflazionista.
Quando affiorarono i primi fallimenti bancari (1889), si sparse voce
che nei conti della Banca Romana,
erede dell’istituto di credito dell’ex
Stato Pontificio, vi erano gravi irregolarità. Il Ministro Francesco Miceli
promosse una commissione d’inchiesta privata, presieduta dal senatore
Giuseppe Alvisi, incaricata di stabilire
se e quali banche avessero emesso una
circolazione superiore a quella consentita, per legge, dalle loro riserve.
La commissione riscontrò un disavanzo di nove milioni di lire, che fu “miracolosamente” reintegrato il giorno
successivo e spiegato con l’“imperizia” degli inquirenti. Il (primo) Governo Di Rudinì, tuttavia si oppose a che
Alvisi riferisse in Senato i risultati dell’ispezione, “in nome dei supremi interessi del paese e della patria”. La relazione e le irregolarità rilevate, non
furono perciò pubblicate e, in sua vece, venne diffusa una dichiarazione
Nell’ancor giovane Stato unitario,
la corruzione era diffusa principalmente
nel circuito perverso che legava insieme
politica, affari e banche
ufficiale rassicurante nel tentativo di
spegnere le polemiche e tranquillizzare gli animi. In fondo si trattava solo di
“birichinate”! Quello che si voleva insabbiare era l’operato del governatore
della Banca Romana, Bernardo Tanlongo, una persona dal passato poco
limpido che aveva già partecipato a diversi tentativi di corruzione verso il
papato all’epoca di Cavour e che, sul
finire degli anni Ottanta, decise di coprire i vuoti di cassa emettendo biglietti falsi. Tanlongo utilizzò lo stratagemma di far duplicare la prima
emissione creata dalla Bradbury &
Wilkinson, commissionandone una
seconda a un’altra azienda inglese
specializzata nella fabbricazione di
cartevalori, la H.C. Sanders & Co.
Questa seconda emissione venne effettuata con le lastre di stampa originali e la stessa carta, così da risultare
identica alla precedente, di cui aveva
anche gli stessi numeri di serie.
Tali vuoti di cassa non erano frutto
di cattiva amministrazione, ma di irregolarità come i prestiti concessi a deputati, ministri e costruttori, senza interessi ed a fondo perduto. Le banche
esercitavano dunque una grandissima
influenza sulla politica e la politica
forniva loro copertura. Il banco di Napoli, ad esempio, aveva contratto debiti per circa venti milioni di lire molti
dei quali a fronte di operazioni di corruzione politica.
Come accennato, la commissione
Alvisi-Biagini aveva scoperto che per
la Banca Romana la circolazione eccedeva di 25 milioni quella autorizzata
dalla legge e che la banca aveva fatto
stampare clandestinamente 9 milioni
di biglietti, in tagli da duecento lire,
per coprire un vuoto di cassa ed un numero considerevole di crediti irrecuperabili. La relazione venne fatta sparire, ma sarebbe stato opportuno quanto meno aumentare la vigilanza e chiedere le dimissioni di Tanlongo.
Che fece invece Giolitti, divenuto
nel 1892 presidente del Consiglio?
Nominò Tanlongo senatore! Perché
mai? Il motivo più probabile era che
Tanlongo avesse elargito prestiti e fi-
nanziamenti a una buona parte della
classe politica, compresi Giolitti, Crispi e lo stesso re Umberto (a cui, tra
l’altro, aveva inviato a titolo di grazioso dono due pacchetti di azioni della
Banca Tiberina per le sue due amanti,
la duchessa Litta e la contessa di Santafiora), e quindi fosse in grado di ricattarli.
Ma la bonaccia durò poco. La relazione Alvisi-Biagini, alla morte di
questo, finì nelle mani di un giovane
economista romano, Maffeo Pantaleoni e di un deputato repubblicano siciliano, Napoleone Colajanni. Lo scandalo, da quel momento, sfuggì al controllo del governo e Tanlongo ed il suo
tesoriere Cesare Lazzaroni (nomen
omen) furono arrestati il 19 gennaio
1893 per peculato e falso in atto pubblico. All’epoca dello scandalo, molti
giornalisti si sbizzarrirono nella descrizione della biografia di Bernardo
Tanlongo (è curioso annotare come il
suo nome fosse stato anagrammato in
GRAN LADRO BEN NOTO), facendo circolare diverse differenti verità e
leggende ma, in mezzo a tante storie,
vi è un dato certo. Nato povero, si adoperò con ogni mezzo per diventare ricco. E vi riuscì.
Il Corriere della Sera del 20 gennaio del 1893, che non era certamente
un foglio estremista, così lo descrisse:
«Ventinovenne, era evoluto da garzone a spia dei francesi nella Roma di
Garibaldi. Non era affatto un venale,
ma piuttosto aveva inteso che i sederi
delle puttane che scrutava in gioventù
pei cardinali, le lettere, le smorfie d’odio che carpiva in un viso erano la segreta materia del denaro. Dunque era
leale ai gesuiti ma anche alle Logge,
giacché le diversità di idee o di partito
gli parevano del tutto insignificanti».
Il Governo, tuttavia, riuscì a insabbiare nuovamente la questione,
istituendo una commissione governativa, ma la sfiducia ormai era generale
e si rifletteva nel cattivo andamento
dell’industria edilizia o di banche, come il Credito Mobiliare, costretto a
sospendere i pagamenti per carenza di
capitali. Intanto, dal carcere Tanlongo
affermava di aver dato cospicue somme anche ai presidenti del consiglio
Giolitti e Crispi. Giolitti, in risposta ad
interrogazioni ed interpellanze parlamentari, negava, addirittura, di conoscere la relazione Alvisi-Biagini e di
aver ricevuto denaro dalla Banca. Nel
marzo 1893, fu nominato un comitato
di sette parlamentari che a novembre
presentò al presidente della camera la
relazione finale nella quale si affermava che fra i beneficiari dei prestiti vi
erano 22 parlamentari, fra cui Crispi.
Nel bel mezzo della crisi, tuttavia,
Giolitti aveva trovato la soluzione del
problema. Nell’estate del 1893, il 10
agosto, fece approvare dalla Camera
la legge 449. Con questo testo, il Parlamento metteva ordine nel settore
bancario ponendo, tra l’altro, in liquidazione la Banca Romana e sancendo
la nascita della Banca d’Italia che avvenne grazie alla fusione della Banca
Nazionale del Regno, della Banca Toscana e della Banca Toscana di Credito. (Il nuovo istituto, anch’esso privato, ebbe dallo Stato la possibilità di
emettere carta moneta insieme al Banco di Napoli e al Banco di Sicilia che
mantennero questo privilegio fino al
1926, quando con la legge 812 del 6
maggio la Banca d’Italia divenne l’unico istituto autorizzato alla stampa
delle banconote).
Alla fine del 1893 Giolitti (prima
di dimettersi), obtorto collo, dovette
consentire l’istituzione di una terza
commissione, questa volta parlamentare, presieduta da Mordini ed incaricata di fare luce sulle implicazioni politiche che man mano erano emerse.
Proprio quando sembrava che il nuovo
Presidente del Consiglio Francesco
Crispi fosse deciso a scoperchiare la
pentola, il suo predecessore Giovanni
Giolitti, che aveva sottratto alcuni documenti dell’inchiesta senatoriale, mise in atto una diabolica strategia riconsegnando quanto sottratto al Presidente della Camera ma, distrattamente, tra
quei documenti finirono anche le lettere appassionate scritte dalla moglie del
Presidente, Signora Lina Crispi, all’amante, (il maggiordomo di casa) che,
dietro lauto compenso, le aveva consegnate allo stesso Giolitti.
L’inchiesta del 1894 (come quelle
di oggi) si concluse con il proscioglimento degli imputati. Per evitare di
travolgere uomini di spicco della politica italiana, i giudici, nella sentenza,
denunciarono la sparizione di importanti documenti, necessari a provare la
colpevolezza degli imputati. Il procedimento penale venne quindi archiviato senza emettere alcuna condanna.
La celebrazione del processo si rivelò una farsa, a dimostrazione che –
ieri come oggi –, quando il velo della
politica copre gli avvenimenti, anche i
più clamorosi, nulla di chiaro traspare
da quel velo, e quello che la trasparenza lascia confusamente intravedere, è
dissimile dal vero.
Come si può notare, l’Italia unita è
nata e prospera sul malaffare. Sic!
(66. – “Sicilia postunitaria - Controlettura
del
Risorgimento”
2010/2011)
Salvatore Musumeci
Giardini Naxos: una piazza chiamata con il nome
di Karol Wojtyla, un grande Papa che ha rinnovato
l’abbraccio con il popolo dei fedeli
B
ello, ricco di emozioni, è stato il momento
quando il Cardinale De Giorgi, venuto appositamente da Roma, ha scoperto un bronzo,
raffigurante la figura del Papa polacco. Il popolo dei
credenti giardinesi si è riunito giorno otto luglio in
piazza XXIV maggio, ora chiamata Piazza Giovanni
Paolo II, per ricordare, per onorare. Si è riunito per
consegnare alla storia paesana, una piazza, intitolandola ad un Grande. Un Uomo venuto da lontano. Un
Uomo che segnò un’epoca, un secolo: Giovanni
Paolo II, il Papa operaio, il Papa polacco, l’uomo
che sconfisse l’utopia comunista.
Giovanni Paolo II nacque a Wadovice il 18 maggio del 1920. Fu ordinato sacerdote l’1 novembre
del 1946 a Cracovia e creato Cardinale nel Concistoro del 26 gennaio del 1967. Il 16 ottobre del 1978,
pochi giorni dopo la morte improvvisa del papa del
sorriso fu eletto a reggere il regno di Pietro. Papa
Giovanni Paolo II, venne dopo un altro grande: Paolo VI. Dopo la sua morte, la Chiesa visse alcune settimane durante le quali si alternarono con intensità il
dolore e la speranza. Il breve e sorridente pontificato
di Giovanni Paolo I, si era chiuso improvvisamente
il 28 settembre del 1978. Poche giorni dopo, il 16 ottobre, la grande sorpresa: la elezione di un Papa venuto da un paese lontano. Il Cardinale Karol Wojtyla, che riassunse nel nome le memorie dei suoi tre ultimi predecessori: il Papa Buono Giovanni XXIII,
Giovanni Montini e Papa Luciani.
Giovanni XXIII, un Uomo antico per un papato
nuovo. Il Papa del Concilio aperto da Lui e chiuso,
da Paolo VI il giorno otto dicembre del 1966. Gli ultimi mesi di questo grande Papa, furono contrassegnati dalla tragedia della morte di Aldo Moro e della
sua scorta. Appena eletto Giovanni Paolo II iniziò
subito i suoi viaggi in tutto il mondo e diede un impulso al dialogo con le folle e, in particolare, con i
giovani e con gli operai. Egli, infatti, non dimenticò
mai la sua giovinezza di operaio. E fu con gli operai
di Terni. Il 13 maggio del 1981, il mondo pianse
l’attentato subito dal Principe della Chiesa. La Provvidenza divina lo salvò ed il 4 ottobre del 1981 tornò
al suo magistero di Supremo Pastore.
Fu un Papa che abolì le distanze fra cristiani e
non cristiani; belle le sue parole: “L’Amore è la forza che fa nascere il dialogo. Facciamo che l’amore
Taormina Arte, nella sua sezione
“Teatro”, esplora la vita quotidiana
e le mille sfaccettature
della natura umana
sia il ponte attraverso il quale le sofferenze del mondo possano incontrarsi”. L’insegnamento di Papa
Wojtyla fu immenso. Si fondò sulla dignità dell’uomo e sulla sua libertà. Un insegnamento fatto di contatti con gli uomini, tra i sofferenti, di incontri con
tutti, di gesti, di sangue versato, di perdono. Un cammino di speranza cristiana che fece traghettare l’umanità intera verso il terzo millennio. Fu un grande
che parlò dell’uomo del suo tempo, evidenziando
che voleva essere il San Paolo dei tempi moderni;
emulare il Santo folgorato dalla fede sulle vie di Damasco, e percorrere le vie del mondo predicando l’amore. Egli dilatò, progressivamente, l’area dei suoi
viaggi al fine di parlare con tutta l’umanità, testimoniando la fede in Dio e la necessità di un dialogo,
animato di buona volontà, per costruire un mondo di
pace.
Giorno otto luglio, la città di Giardini Naxos, ha
testimoniato il suo grazie a questo grande Papa, intitolandogli una piazza come segno di riconoscenza.
A Papa Giovanni Paolo II, divenuto Santo, che siede
accanto al quel Giusto che patì il patibolo sul Golgota, la Città, attraverso la parola del suo Sindaco, ha
chiesto: “Grande Papa, veglia sui cittadini di Giardini Naxos e proteggili affinché guidati dai tuoi insegnamenti possano percorrere la via della verità,
della giustizia e della convivenza civile”.
Come ogni anno, anche questo vede ripetersi il rituale
appuntamento col teatro nell’ambito del programma “Taormina Arte 2011” che, oltre alla sezione “Cinema”, “Musica”
e “Danza”, presenta un nutrito numero di spettacoli teatrali
spalmati nei mesi di luglio e agosto, sotto la direzione artistica di Simona Celi.
Apre l’opera dal titolo significativo “Grimmless”, un nome che indica quasi un percorso: il tempo delle favole e dei
sogni è finito, guardiamo alla dura realtà e al silenzio metafisico. “Grimmless”, ovvero senza Grimm, è lo spietato
viaggio degli attori del teatro Ricci/Forte nel mondo delle
fiabe che si trasformano in vita quotidiana, reale, quasi
sempre senza lieto fine. Con quest’opera si è aperto il 7 luglio, al Palazzo dei Congressi, il cartellone teatro di Taormina Arte 2011.
Sul palcoscenico si sono esibiti Anna Gualdo, Valentina Beotti, Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori e Anna Terio.
Attori, mimi, danzatori e interpreti convincenti in uno spettacolo “forte” violento, provocatore, linguaggio crudo, corpi
nudi imbrattati di sangue e vernici dorate, e per questo, vietato ai minori di diciotto anni. Sì, la pièce è proprio vietata ai
minori di diciotto anni, perché sino a quest’età, forse, è ancora possibile credere alle fiabe dei Grimm: da Hansel e
Gretel a Cenerentola, da Cappuccetto Rosso a Biancaneve. Ma varcata la soglia della maggiore età il tocco della
bacchetta magica non apre più al meraviglioso mondo incantato. Allora, appare la cruda realtà quotidiana, narrata
con nevrotica e ossessiva litania di tutti i mali che, giorno
dopo giorno, subisce l’umanità. Già, ma anche i fanciulli,
considerati da sempre il simbolo dell’innocenza e dell’ingenuità, con la loro cinica risata, non sono scevri di malizia. Il
momento più drammatico è il silenzioso pianto davanti alla
bara ricoperta dal tricolore. Ma anche il dolore si trasforma
presto in una tragica farsa: i parenti delle vittime, presto,
spogliandosi dei panni abituali, si rivestono d’oro per abbandonarsi ad una frenetica orgia baccanale, sino a
“schiantare”.
Non meno amara è stata l’opera della serata successiva, rappresentata al Teatro Antico, facente parte del progetto “Incubatore teatrale”, che ha visto sul palco l’orchestra dei migliori allievi del Conservatorio Corelli di Messina,
con la partecipazione di Alessio Mancini (flauto dolce),
Ivan Gambini (batteria), Sonia Maurer (mandolino) e Nando Di Modugno (chitarre), diretta da Nicola Piovani, un
maestro saltellante sul suo podio e cantante insieme al soprano Susanna Rigacci, il mezzosoprano Susy Sebastiano, il tenore Pino Ingrosso e il basso Mauro Utzeri; voce
narrante: Luca De Filippo.
L’opera, musicata dal maestro, già premio Oscar, è
tratta dal poemetto “Padre Cicogna” di Eduardo De Filippo,
rimasto inedito ma scritto nel 1969. Anche qui, oltre al crudo realismo a cui Eduardo ci ha abituati, si ha l’interrogazione sul senso della vita e il rapporto metafisico con Dio,
che qui si manifesta, anzi non si manifesta, col silenzio.
Padre Cicogna, ad un certo momento della sua vita, si rende conto che la sua totale dedizione a Dio, a cui è consacrato, non lo appaga più. Allora, spoglio di qualsiasi orpello, completamente nudo, ai piedi dell’altare chiede aiuto e
consiglio a Dio, facendogli anche una solenne promessa.
Ma Dio non risponde, mentre i superiori minacciano la maledizione, qualora Cicogna abbandoni il sacerdozio. Ed anche in questo caso, come in tanti altri che la letteratura ha
tramandato, prevalgono le ragioni del cuore. Padre Cicogna, smesso l’abito sacerdotale, si dà da fare per mantenere la promessa fatta a Dio, ai piedi dell’altare: avere tre
figli maschi, ai quali dare il nome dei tre Magi, Gaspare,
Melchiorre e Baldassarre, affinché, vestiti con abiti regali, il
giorno di Natale possano cantare al Bambino Gesù: Tu
scendi dalle stelle.
Ma, man mano che i figli nascevano ed erano pronti
per il canto, improvvisamente, nei giorni precedenti il Natale, uno di loro veniva meno e, così, da tre ne restavano
due. Al funerale del primo bambino morto, Cicogna, diventato Emanuele, insieme alla moglie erano circondati da
amici e vicini di casa. Ma il sacrestano, figura maligna, che
di nascosto aveva assistito all’implorazione di Padre Cicogna, nudo, ai piedi dell’altare, rivela tutto ai partecipanti, i
quali immediatamente, abbandonano la famiglia di Cicogna/Emanuele, lasciandola nella solitudine e nella miseria.
Nonostante ciò, la coppia non si scoraggia nel procreare figli per mantenere la promessa fatta a Dio, sino al punto
che è diventato difficile tenere il conto di quanti bambini
erano deceduti col nome di Gaspare, di Melchiorre e di
Baldassarre.
Eduardo, nel suo poemetto, non dice se alla fine, in
questo complicato rapporto dell’uomo con Dio, Cicogna
riesce a compiere la sua promessa. Ma sul destino dell’uomo, forse abbandonato da un Dio silente, interviene la saggia e stoica rassegnazione: nel mondo ci sono tante persone, per cui se qualcuno muore, il mondo continua ad essere comunque sempre popolato e, infine, che il mondo è
sempre andato così! La musica magistrale sottolinea ora la
drammaticità, ora la tristezza del testo, abilmente interpretato da Luca De Filippo e raggiunge il suo apice nella “nenia”, che il soprano canta superbamente, il cui testo è stato
scritto da Eduardo per il figlio Luca bambino.
Francesco Bottari
Salvatore Statello
«Corruptissima republica plurimae leges = Quanto più è corrotto lo stato, tanto più numerose sono le leggi» (Tacitus)
Il sole della memoria
dell’essere
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> S E T T I M A N A L E IDG
acese
N . 26 • sabato 23 lug lio 2011
di Giarre
Realtà che diventa protagonista
L
a recente assemblea dei soci
della Società di Mutuo Soccorso “Agostino Pennisi” di
Acireale ha prodotto risultati più che positivi per la
vita della Società stessa. Diciamo pure che ha prodotto risultati “storici”. Con l’attuale dirigenza, che vede il
cav. Alfio Leotta (secondo da sinistra nella foto), presidente riconfermato dal 2007,
con Sebastiano Mirone, vice presidente, il
dottore Riccardo Castro (terzo da sinistra),
segretario, Mario Lombardo, Rosario Pulvirenti, Giuseppe Russo e Giacomo Trovato, consiglieri, infatti, la “storicità” dell’assemblea non è consistita nell’approvazione
del solito bilancio consuntivo/preventivo
all’unanimità, e neppure nell’approvazione di un nuovo Regolamento, che consentirà una vera “mutualità” e nuovi orizzonti
confacenti ai bisogni ed alla realtà del terzo millennio, per i soci. Quanto, invece,
per i seguenti due motivi.
Il primo è che il Consiglio direttivo ha
presentato lo Stendardo della Società, realizzato in velluto francese dagli “artigiani
del costume” dei fratelli Indelicato di Acireale. Stendardo da utilizzare in tutte le oc-
Acireale: per la Società di Mutuo Soccorso “Agostino Pennisi” si
registrano importanti novità sul piano della crescita del sodalizio
casioni di rappresentanze sociali! Il secondo motivo è questo: l’assemblea ha autorizzato il Consiglio direttivo ad organizzare ad Acireale il 2° Congresso regionale
dell’Associazione
CO.RE.SI.SOMS
(Coordinamento regionale siciliano delle
società di mutuo soccorso) nata il 14 gennaio 2009 in Nicosia (En) ad opera di 8 società di Mutuo Soccorso o di società di
Operai di Mutuo Soccorso, tra cui l’“Agostino Pennisi” di Acireale. Il cav. Alfio
Leotta, presidente della Società di Mutuo
Soccorso acese, fin dalla sua costituzione,
è consigliere della CO.RE.SI.SOMS.
Ricordiamo brevemente che il citato
Coordinamento regionale promuove e favorisce la ricerca storica sulle Società Operaie di Mutuo Soccorso siciliane
(S.O.M.S.) e sulle Società di Mutuo Soccorso siciliane (S.M.S.), al fine di “divulgare e salvaguardare il patrimonio culturale, morale e materiale che hanno rappresentato e che ancora oggi possono rappresentare”. Pertanto, potranno elaborare
e sviluppare linee programmatiche sui temi della mutualità ed essere ammessi a riconoscimenti e provvidenze, compresi
quelli di natura fiscale economica. Il Congresso avrà luogo il 22 e 23 del prossimo
ottobre, nella Sala Convegni di un noto Albergo del centro cittadino, ed il Consiglio
direttivo sta già programmando i momenti
di svago, al di fuori dei lavori congressuali,
per fare conoscere ai partecipanti la città e
il suo barocco, i suoi prodotti caratteristici,
la bellezza delle sue frazioni a mare, i luoghi tipici dove degustare il pesce dell’Jonio!
All’Assemblea sono stati presenti il
commercialista esterno della Società, il
dott. Angelo Faraci (quarto da sinistra), e
il presidente dei revisori dei conti, Alfio
Leotta (primo da destra, nella foto), omonimo del presidente, che ha letto articolo
per articolo il contenuto del nuovo Statuto.
Camillo De Martino
Un’annata da ricordare
Conclusa con un
bagno di folla,
ad Acitrezza,
la quinta edizione
della Sagra
del pesce spada
C
onclusione con un autentico bagno di folla (gli organizzatori hanno stimato le
presenze in circa 3500 persone) per
la quinta edizione della “Sagra del
pesce spada”, ospitata allo Scalo di
alaggio di Acitrezza. Si è trattato di
una tre giorni culinaria organizzata,
come da tradizione, dalla Commissione per i festeggiamenti in onore
della Madonna della Buona Nuova
con il patrocinio del Comune di Acicastello. L’appuntamento, come si
diceva, secondo le stime degli stessi
organizzatori, ha fatto registrare migliaia di presenze, provenienti da
tutta la Sicilia ed in particolare dalla
vicina base americana di Sigonella,
nonostante la concomitanza di altri
eventi nell’hinterland catanese.
A farla da padrone dell’evento
trezzoto è stato il buon pesce spada,
ben tagliato a fette dagli esperti della
ditta “Valpesce” di Acitrezza, cucinato e condito, e poi servito con un
contorno di insalata mista, offerta
dalla ditta “Bellafresca” di Acicatena, accompagnato dal buon pane di
casa dei panifici “San Giovanni Battista”, “Madonna della Buona Nuova” e “Stagnitta” di Acitrezza, e da
un fresco bicchiere di vino dell’Etna. E, nella suggestiva location del
borgo marinaro, con lo sfondo dell’Isola Lachea e dei faraglioni, i numerosi fruitori hanno potuto anche
ammirare le meravigliose creazioni
dell’artigianato e le prelibatezze dei
prodotti tipici della enogastronomia
locale.
«È stata davvero un’annata da
ricordare – hanno affermato, evidentemente soddisfatti, gli organiz-
zatori –, poiché siamo andati ben
oltre le previsioni iniziali, riuscendo a polverizzare, in tre giorni, le
prelibatezze preparate, come le circa 4.000 fettine di “spado del Mediterraneo”, i 160 Kg di insalata mista, i 4.000 panini e i circa 200 litri
di bevande. Ormai la “Sagra del
pesce spada”, organizzata in vista
dei festeggiamenti in onore della
Compatrona del borgo marinaro,
sta diventando uno degli appuntamenti principali tra le manifestazioni etnee, segno che il pubblico gradisce questa iniziativa gastronomica».
Valeria Scalisi
Appuntamenti
Lunedì 25 luglio prossimo, alle ore 10,30, nel salone di
rappresentanza di Palazzo Cantarella, si terrà la conferenza stampa di presentazione dell’undicesima edizione del
Gran Premio Karting Città di Aci S. Antonio “3° Memorial
Michelangelo Cristaldi” (circuito cittadino), organizzato dall’Associazione ACI LAB con la collaborazione del Comune
di Aci S. Antonio e il patrocinio della Provincia Regionale di
Catania e della Regione Sicilia. L’appuntamento, valido come prima prova del Trofeo Regionale, è in programma il 30
e 31 luglio prossimi. Nel corso della conferenza saranno illustrate dagli organizzatori le novità che caratterizzeranno
l’edizione.
Sono previsti gli interventi del sindaco, dott. Pippo Cutuliedella Giunta Municipale al completo; del presidente del
Consiglio comunale, dott. Nuccio Raneri; del presidente di
Aci Lab, Turi Sapienza e degli altri componenti del sodalizio
organizzatore. Prevista anche la presenza del deputato regionale, on. Nicola D’Agostino; dell’assessore provinciale al
Bilancio, Ascenzio Maesano; del direttore del Centro Commerciale Etnapolis, dott. Alfio Mosca.
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attualità
di Giarre
N. 26 • sabato 23 luglio 2011
5
Primi spiragli di luce Un tuffo nel futuro
Riposto cerca di avanzare lungo la strada della sua vocazione
turistica, fattore principale per un suo rilancio economico
N
el corso degli ultimi anni, la città di Riposto si
è resa protagonista di
un profondo cambiamento: da semplice
borgo di pescatori a vivace località con una forte vocazione turistica. Interventi strutturali sul territorio
e un’intensa attività di promozione mirata hanno fatto registrare un trend di crescita positivo, in controtendenza rispetto
ai paesi vicini. E, dunque, in poco tempo,
siamo passati da una situazione generale
di stallo ad una effettiva presa di coscienza che tanto può fare se accompagnata
dalla giusta volontà e da una seria programmazione.
Il primo importante e decisivo passo
è stato sicuramente la realizzazione del
Porto Turistico dell’Etna che, per quanto
ancora non del tutto funzionante, ha dato
il via ad una successiva opera di riqualificazione del territorio. L’Amministrazione comunale, infatti, ha avviato azioni di
tutela e salvaguardia del centro storico
ed è notizia di questi giorni che sono stati
ammessi in graduatoria tutti i progetti
presentati dall’Utc nell’ambito del bando
“Pist Etna Cost AciJonica” che, se finan-
ziati, renderanno possibili interventi per
la preservazione del territorio, per il contrasto del rischio idrogeologico e per la
riduzione dei danni sul Lungomare
Edoardo Pantano; lo studio e la progettazione di nuovi interventi per la massimizzazione dell’efficienza energetica mediante fonti energetiche rinnovabili per la
riduzione delle emissioni atmosferiche;
la creazione del museo del vino (Casa
Allegra); il completamento dei lavori di
riqualificazione del Palazzo Vigo da destinare a centro polivalente per attività
socio-culturali; il completamento del
Parco Giardino delle Kentie con la costruzione dell’edificio destinato alle
esposizioni e alle conferenze, della pensilina fotovoltaica e del parcheggio.
Il Comune di Riposto, inoltre, ha recentemente provveduto all’attuazione di
un progetto di riordino e inventario dell’archivio storico, che punta a realizzare
uno strumento di ricerca in grado di assicurare le migliori condizioni di fruizione
e valorizzazione del patrimonio documentario prodotto dall’Ente, grazie anche all’istituzione di una banca dati di
descrizioni archivistiche secondo gli
standard internazionali e all’attivazione
di laboratori di ricerca con l’Università di Catania, finalizzati all’allestimento di mostre documentarie e fotografiche. Se molto
è stato fatto a livello di ristrutturazione e riorganizzazione dei beni materiali del Comune, altrettante sono le iniziative volte alla
creazione e alla promozione dell’identità collettiva e territoriale.
Di sicuro interesse, il tentativo di caratterizzare la città di Riposto attraverso l’individuazione
delle sue tipicità quali, nello specifico, il mare e la pomelia (fiore
originario delle zone tropicali che
trova terreno fertile e clima favorevole nell’area jonica) a tal punto da meritarsi l’appellativo di
“città delle pomelie”, titolo ufficialmente riconosciuto grazie all’iscrizione nel Registro delle
Eredità Immateriali nell’ambito
della Convenzione per la Salvaguardia
del Patrimonio Culturale Immateriale,
approvata dall’Unesco il 17 ottobre
2003. Confermati, invece, per il secondo
anno consecutivo, il “Mercato di Campagna Amica”, importante iniziativa della
Coldiretti che ha come finalità quella di
abbattere i costi attraverso la formula del
km 0 e di sostenere il mercato locale e
“L’isola del gusto”, la degustazione dei
prodotti tipici siciliani nel tratto pedonale
prospiciente la pescheria, il tutto condito
da buona musica e mostre d’arte.
Sembra, quindi, che qualcosa si stia
muovendo nella direzione giusta anche
se tanto altro ancora deve essere fatto
perché Riposto possa definitivamente annoverarsi tra le città a forte vocazione turistica. Certamente, dei primi passi sono
stati compiuti, adesso ci aspettiamo che
questo possa rappresentare l’inizio di una
continua e inarrestabile crescita, sperando che impegno e collaborazione possano costituire un antidoto efficace per
contrastare l’ulteriore taglio di fondi agli
Enti locali, annunciato in questi giorni
dal governo nazionale.
Patrizia D’Agostino
Di corsa, sacrifici e gloria
Francesco Bennici vince il
“Trofeo internazionale Acsi - città
di San Pietro Clarenza”. Tatiana
Betta e Giuseppe Turco si
aggiudicano il “2° trofeo San Vito”
È
stata una vera e propria
invasione di podisti
quella avvenuta a San
Pietro Clarenza per la terza
edizione di Etnarun, la manifestazione di corsa su strada
che si è svolta nel centro etneo, organizzata dall’A.S.D.
Atletica 2001 e patrocinata
dalla Regione Siciliana, dalla
Provincia Regionale di Catania, dal Comune di San Pietro
Clarenza in collaborazione
con la Fidal Sicilia, l’Acsi Sicilia e la Fidal Catania.. La
manifestazione ha ospitato al
suo interno la 6ª prova del
Gran Prix Regionale di corsa
su Strada Amatori/Master, assegnando il 2° Trofeo San Vito e il Trofeo Internazionale
Acsi “Città di San Pietro Clarenza”, e ha dato il via al 2°
Gran premio dei tre Santi. Dopo il minuto di raccoglimento,
in memoria del militare italiano caduto in Afghanistan, ha
avuto inizio la prima batteria
riservata alle donne e agli uomini over 60. Tra le donne,
leadership indiscussa della
catanese
Tatiana
Betta
(Gioadventures Game) davanti a Graziella Bonanno
(Podistica Messina) e Maura
Tumminelli (Track Club Caltanissetta), mentre tra gli uo-
mini over 60 a tagliare per
primo il traguardo è stato Giuseppe Turco (Asd Pietro Guarino Rosolini). I due si sono
aggiudicati il 2° Trofeo San
Vito, premio consegnato dal
consigliere comunale di Mascalucia, Sebastiano Leonardi
(promotore, assieme al collega Carmelo Cantone, lo scorso anno del trofeo, costretto
quest’anno a migrare a San
Pietro Clarenza).
La seconda batteria è stata
vinta dall’ex olimpionico
Francesco Bennici (Atletica
Mazzarino), il quale ha fatto il
vuoto alle sue spalle aggiudicandosi il “Trofeo Internazionale Acsi Città di San Pietro
Clarenza” (consegnato del vicesindaco clarentino Giuseppe Bandieramonte e dal delegato ACSI Sicilia Giancarlo
La Greca), precedendo nell’ordine Vito Massimo Catania (Amatori Regalbuto) e
Carmelo Mezzasalma (Atletica Padua Ragusa). La Fidal,
presente con il presidente regionale Paolo Gozzo ed il vice Sebastiano Leonardi, assieme al presidente provinciale
Rosario Cannavò, ha presenziato alla premiazione, accanto agli assessori clarentini Andrea Cavarra e Marcello Som-
ma, al presidente della Pro
Loco Concetto Bonaccorso, a
Claudio Calì, assessore allo
Sport del comune di Camporotondo Etneo, ed al consigliere Filippo Privitera.
«Sono estremamente contento del successo della manifestazione di quest’anno – ha
commentato il presidente dell’Atletica 2001, Davide Bandieramonte –. Infatti, siamo
stati disponibili ad ospitare il
2° Trofeo San Vito all’interno
dell’EtnaRun per evitare
l’annullamento della manifestazione. Il ringraziamento va
a tutti i podisti che, nonostante il gran caldo e il periodo
estivo, hanno
voluto onorare l’impegno,
ma soprattutto un grazie
va agli Enti
pubblici
e
agli sponsor
che
hanno
creduto nella
manifestazione. Il mio unico rammarico è quello di
non poter riproporre
l’Etna Race
Walking che,
negli ultimi
anni, aveva
portato lustro
al nostro paese ospitando
medagliati
olimpici, ma
purtroppo
dobbiamo fare i conti con le
nostre disponibilità economiche”.
L’EtnaRun ha dato inizio
al “Gran Premio dei tre Santi”, la “tre tappe” etnea che
stilerà una classifica finale in
base alla sommatoria dei tempi ottenuti nelle tre singole
manifestazioni che la compogono: l’EtnaRun – 2° Trofeo
San Vito, il 2° Trofeo San Lorenzo si terrà a S. Agata li
Battiati il 9 agosto ed il 14°
Trofeo Santa Caterina, previsto per il 1° novembre, ancora
a San Pietro Clarenza.
Michele Milazzo
Entra in servizio la prima Littorina
super accessoriata
L’hanno descritta così: “la prima”, “un tuffo nel futuro”. Effettivamente, la nuova automotrice Ade 18 è dotata di ogni comfort e, a quanto pare, in grado di soddisfare ogni esigenza. La
Ferrovia Circumetnea, tempo fa, aveva avviato un programma di manutenzione su alcune littorine in servizio ed un’acquisizione di nuovi mezzi. Si sono iniziati, così, nelle officine aziendali lavori, durati ben otto mesi sull’Ade 18 (un’automotrice diesel-elettrica), che comprendevano la revisione di alcune componenti meccaniche e strutturali. Questa Littorina, negli anni
passati, era già stata sottoposta ad interventi di revisione e ad una riverniciatura completa.
Sembra che l’Ade 18, adesso, sia dotata di fari a led, impianto di climatizzazione (che fa di
questa littorina la prima nella storia della Ferrovia Circumetnea ad avere il comparto passeggeri climatizzato), finestrini dotati di tendine scorrevoli e vetrocamera per limitare le dispersioni termiche, porte interne scorrevoli, nuovi sedili passeggeri ergonomici, panche portabici,
nuovo servizio igienico monoblocco, impianto di diffusione sonoro per annunci al pubblico ed
informazioni turistiche, impianto tv, che consentirà attraverso monitor installati nelle cabine
guida, di controllare l’interno dell’intera automotrice.
Questa nuova Littorina, dunque, è a tutti gli effetti un prototipo di modernità ed efficienza,
anche se ha mantenuto l’aspetto originario nei colori verde e bianco. A quanto pare, questa littorina è possibile anche noleggiarla per eventuali viaggi d’istruzione, matrimoni ed anniversari, cerimonie e ricorrenze varie, giri turistici e storico-culturali con eventuali rinfreschi a bordo
su richiesta. Terminiamo con una frase del depliant della Ferrovia Circumetnea: “Non si può
attraversare la parte orientale di questa splendida isola senza essere attratti dal gigante che
qui vi dimora: l’Etna… Per ammirarne appieno i fantastici scenari in tutta la loro imponenza…
il turista può utilizzare il mezzo che, dal 1895, si arrampica su di esso… Questo mezzo è il treno della Circumetnea”.
Sonia Santamaria
night&day
Eventi Estate 2011 - dal 23 al 29 luglio
Settimana ricca di eventi quella che ci aspetta, adatta a tutti: appassionati di teatro, musica e
arte. Si inizia, sabato e domenica, con due appuntamenti “alternativi” all’interno del festival internazionale “Sete Sòis Sete Luas” a Mascalucia: il “vocalista” e compositore portoghese Sebastião Antunes e la band multietnica israeliana “Esta”. Più di facile impatto gli eventi proposti
all’interno di “Giarre, città della musica e dell’arte”, con i concerti al “Camposanto Vecchio” e
in Piazza Duomo (“Organizzato Trio” e “Jenny B”) e la sedicesima rassegna di teatro dialettale presso il “Parco Giardino” di Macchia. Agli appassionati di cinema segnaliamo il cineforum: “Stop Femminicidio” all’Arena Argentina di Catania, che questa settimana ci propone
“Kadosh” di “Amos Gitai” (1999), film sulla condizione della donna nel quartiere ultraortodosso
di “Mea Shearim” di Gerusalemme. Tornando alla musica, immancabile l’appuntamento di
martedì 26 a Taormina con il concerto di Joe Cocker, che si esibirà per la prima volta nella
splendida cornice del Teatro Antico. Come sempre di spessore si conferma anche “Musica
Milo”, la rassegna diretta da Franco Battiato, che ci propone questa settimana il concerto di
musiche da film del “Quartetto Dionisio” e l’irriverente folk dei “Bandabardò”. Non mancheranno poi gli eventi teatrali: si spazia dal pluripremiato musical di Tony Cucchiara “La Baronessa
di Carini” (Cortile Platamone) a “Truculentus” con Eleonora Brigliadori (Anfiteatro di Zafferana), al camilleriano “Cannibardo e la Sicilia” con Massimo Ghini (Teatro romano di Catania).
Agli appassionati d’arte, consigliamo infine le mostre “Commonplace” (Unite d'habitation) dell'artista Paolo Parisi, presso la Fondazione Brodbeck di Catania (Via Gramignani, 93) e, ancora a Catania, presso la Galleria d’Arte Moderna del Centro Culturale “Le Ciminiere”: “Made in
Sicily”, esposizione, curata da Nicolò D’Alessandro, che coinvolge opere di 176 artisti siciliani
(provenienti da circa cinquanta comuni in rappresentanza delle nove provincie siciliane) attivi
dal 1930 a oggi.
a cura di Giorgio Romeo
sabato 23:
SEBASTIAO ANTUNES
Parco Trinità Manenti
Mascalucia (CT) - h. 21.30
JOAN AS POLICE WOMAN
Mercati Generali
Catania - h. 22.30
SIKENIA ENSEMBLE
Camposanto vecchio
Giarre - h. 21.00
LA BARONESSA DI CARINI
Cortile Platamone
Catania - h. 20.00
IL GIORNO DELLA CIVETTA
Anfiteatro Comunale
Zafferana (CT) - h. 21.15
domenica 24:
FESTA
Parco Trinità Manenti
Mascalucia (CT) - h. 21.30
ORGANIZZATO TRIO
Camposanto vecchio
Giarre - h. 21.00
LA BARONESSA DI CARINI
Cortile Platamone
Catania - h. 20.00
lunedì 25:
QUARTETTO DIONISIO
COLONNE SONORE
Piazza Belvedere
Milo (CT) - h. 21.00
OTELLO E LO STREGONE
Parco comunale “Anselmi”
Nicolosi (CT) - h. 20.30
STOP FEMMINICIDIO | Kadosh
Arena Argentina
Catania - h. 20.45
martedì 26:
JOE COCKER
Teatro Antico
Taormina - h. 21.00
MAMELI DI LEONCAVALLO
Anfiteatro comunale
Zafferana (CT) - h. 21.15
mercoledì 27:
TRUCULENTUS
(con Eleonora Brigliadori)
Anfiteatro Comunale
Zafferana (CT) - h. 21.30
16A RASSEGNA DI TEATRO DIALETTALE
Parco Giardino di Macchia
Giarre - h. 21.30
giovedì 28:
ESTA SOY YO I ROSSINI
(con Jenny B)
Piazza Duomo
Giarre - h. 21.30
SEX IN THE SICILY
Anfiteatro Comunale
Zafferana (CT) - h. 21.15
venerdì 29:
GIOVANNI SOLLIMA - BAROCK CELLO
Anfiteatro comunale
Zafferana (CT) - h. 21.30
BANDABARDO’
Anfiteatro Comunale
Milo (CT) - h. 21.00
CANNIBARDO E LA SICILIA
(con Massimo Ghini)
Teatro Greco-Romano
Catania - h. 20.30
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> S E T T I M A N A L E IDG
N . 26 • sa bato 2 3 luglio 2011
catania e provincia
Arrivau ‘a fera bio
Il mercato del
commercio equo
e solidale sbarca
a Catania
C
atania si veste dei colori del mercato biologico. Artigianato ecologico, suoni e degustazioni ad animare il parco dell’Istituto per
Ciechi “Ardizzone Gioieni” dove è stato inaugurato l’appuntamento estivo
della Fiera dei prodotti biologici agroalimentari. L’iniziativa, promossa dalle
associazioni AIAB Sicilia (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), Millemondi (Cooperazione e Sviluppo Sostenibile) e Manitese Sicilia, promuove
la vendita di prodotti biologici direttamente dai produttori agricoli ai consumatori, al fine di favorire la conoscenza
e il consumo di produzioni locali. Ma
non solo. Alla fiera bio si promuove anche l’artigianato locale, il turismo responsabile e il commercio equo e solidale, per sostenere e diffondere pratiche
di solidarietà sociale. Si tratta di un
mercatino equobiolocale, un’occasione
di aggregazione sociale volto all’incontro dei produttori agricoli biologici. Fare la spesa risparmiando e sostenere il
commercio equo e solidale rende possibile incentivare progetti di promozione
sociale, attraverso la scelta di uno sviluppo sostenibile. La fiera Bio è un’opportunità per favorire i contatti diretti
tra produttori e consumatori e rafforzare le potenzialità di vendita, nell’ambi-
to del mercato locale, di piccoli e medi
produttori agroalimentari “sostenibili”.
Antonio D’Amico, rappresentante
della manifestazione, commenta: «La
fiera bio nasce dalla necessità di organizzare una vendita diretta e un contatto diretto con i consumatori. Per noi
produttori è anche un occasione di incontro: si creano collaborazioni tra
aziende, sinergie con i consumatori.
C’è chi viene per fare la spesa e c’è anche chi viene per passare una giornata
in compagnia. Il messaggio che lanciamo, attraverso il consumo dei prodotti
bio, è legato ad un profondo rispetto
per la natura: coltivare e consumare
prodotti biologici vuol dire rispettare
l’ambiente, perché non vengono utilizzati prodotti inquinanti. Consumare
prodotti biologici vuol dire rispettare
l’uomo, che ne beneficia, in primis, nell’alimentazione e nella salvaguardia
dell’ambiente. È un modo per avvicinare la gente alla terra: la vendita diretta
ti dà la possibilità di farlo perché, evitando di rivolgersi ai mercati tradizionali, si riacquista il valore del rapporto
diretto col consumatore, che conosce e
vede le mani di chi lavora la terra. Allo
stesso tempo, il produttore ha una garanzia sul fatto che i suoi prodotti vengano pagati ad un prezzo giusto e che il
lavoro svolto venga remunerato in maniera equa».
Il progetto della fiera bio è in
espansione anche sul territorio di Giarre, come anticipa il Promotore Turi Privitera: «A Giarre, abbiamo soprannominato il progetto del mercato biologico “fiera bionica”. L’iniziativa è nata
l’estate scorsa in collaborazione col
Comune di Giarre e abbiamo riscosso
un successo tale da proporne il rilancio. Il Gruppo Produttori Solidali ha
esteso e rivisitato il progetto nello spirito del multiculturalismo: insieme a
comunità di immigrati stiamo promuovendo l’agricoltura biologica come
strumento di integrazione sociale. Si
tratta di una globalizzazione positiva,
non della globalizzazione delle multinazionali, ma di una coalizione di forze
e di rapporti tra culture ed esperienze.
Inoltre, trattandosi di un gruppo di
aziende liberamente associate, abbiamo creato una lista dei nostri prodotti e
abbiamo organizzato un servizio di domicilio dei prodotti biologici».
Ad arricchire l’evento la presenza
di numerose associazioni no profit come Legambiente, Greenpeace e Amnesty International. L’associazione “Satori”, attraverso dimostrazioni di yoga
con i maestri Alfio Rizzo e Lorena Arcidiacono, ha messo in rilievo l’importanza dell’alimentazione biologica correlata ai benefici dell’equilibrio psicofisico. La Fiera Bio ha l’intento di favorire la conoscenza e il consumo di produzioni locali e, in particolare, di colture e
varietà “dimenticate”, contribuendo così a sostenere e diffondere le attività legate al turismo rurale, al turismo responsabile, all’eco-turismo ed all’artigianato tipico; un’occasione per contribuire a ridurre la distanza esistente fra
abitanti della città e territorio rurale
promuovendo iniziative che tendano al
“prendersi cura comune” del territorio.
Marzia Vaccino
Lotta all’evasione fiscale
di Giarre
Riceviamo
e pubblichiamo
La Serit dopo la chiusura
degli sportelli periferici lascia
macerie, disperazione
e code inumane in tutta
la Provincia di Catania
A Catania, nella sede principesca presa in affitto
dopo avere dismesso Giarre e Misterbianco, non bastano i totem informatici e l’elimina code; la gente è
costretta lo stesso ad iniziare la fila all’alba. Ad Acireale, dopo la chiusura dello sportello di Giarre, così
come avevo denunciato e previsto lo scorso anno in
Consiglio provinciale, la pressione degli utenti è aumentata a dismisura con problemi anche di ordine
pubblico.
A Giarre lo sportello polifunzionale frutto di mesi
di lotta e di incontri palermitani, dopo la pervicace decisione di abbandonare i locali storici di via Don Tommaso Leonardi, è aperto ancora solo due volte la settimana con un solo eroico addetto e un’altrettanto
eroica utenza che aspetta ore per il disbrigo delle pratiche. Se qualcuno non sa cosa significhi sentirsi privo
di diritti, dovrebbe fare un salto negli sportelli Serit
della provincia di Catania e ascoltare il giudizio della
gente su chi organizza il servizio. Non basteranno più
i piccati comunicati per lesa maestà della direzione
provinciale a difesa delle scelte aziendali; sarà persino inutile e grottesco, come per il passato, cercare alleanze politiche tra gli amministratori locali. Serit non
rispetta la mission, deve uscire dal palazzo e ascoltare gli utenti, giudici severissimi, che reclamano rispetto e dignità.
Arch. Salvo Patané
Consigliere provinciale PD
Vacanze tra
musica e sport
Un cartellone di
manifestazioni molto vario
per l’estate linguaglossese
Bronte: la Guardia di Finanza chiude sette esercizi
commerciali per mancata emissione degli scontrini
N
on si ferma l’attività di controllo sul
territorio affidata alla Guardia di Finanza, in accordo alle disposizioni
impartite dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, Colonnello ISSMI Francesco
Gazzani, con particolare attenzione al contrasto all’evasione fiscale. In questo ambito operativo sono stati
registrati dalle Fiamme Gialle importanti risultati, a
seguito di specifici controlli mirati per contrastare le
irregolarità relative alle emissioni dello scontrino fiscale. In tutta la provincia etnea, infatti, numerosi controlli hanno consentito di individuare, verbalizzare e
segnalare alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Catania, per la successiva sospensione
della licenza amministrativa, numerosi contribuenti
che si sono resi responsabili di reiterate mancate emissioni di scontrini fiscali e/o mancata installazione del
prescritto apparecchio misuratore fiscale.
La scorsa settimana, i finanzieri di Bronte hanno
dato corso a sette provvedimenti di chiusura nei confronti di altrettanti operatori commerciali, dislocati tra
i Comuni di Bronte, Maletto e Maniace. In particolare,
sono stati eseguiti sei provvedimenti di sospensione
dell’esercizio dell’attività commerciale, per la durata
di 15 giorni (per il periodo compreso dall’11 al 25 luglio 2011), quale sanzione accessoria dell’omessa installazione del registratore di cassa, appurata in precedenza dalle Fiamme Gialle. Un altro provvedimento
eseguito è quello disposto dall’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della Sicilia, che prevede la sospensione dell’attività commerciale, per complessivi
tre giorni lavorativi continuativi, nei confronti di un
commerciante ambulante di calzature e pelletterie di
Bronte. Il provvedimento, in questo caso specifico, è
scattato in seguito all’accertamento della mancata
emissione di scontrini fiscali. I finanzieri hanno rilevato, infatti, per ben quattro volte la mancata emissione dello scontrino fiscale, in tempi diversi ed in un arco temporale non superiore ai cinque anni e pertanto,
secondo quanto stabilito dalla legge, hanno attivato la
procedura di chiusura dell’esercizio commerciale.
Dall’inizio dell’anno, gli uomini della Tenenza di
Bronte, nel settore dei controlli sulla regolare emissione degli scontrini/ricevute fiscali, hanno effettuato
348 controlli di cui 207 con rilievi (pari al 60% dei
controlli). Sono state avanzate, all’Agenzia delle Entrate, 8 proposte di chiusura e dato seguito all’applicazione della sanzione accessoria di chiusura temporanea per 11 esercizi commerciali, in precedenza segnalati dalla Guardia di Finanza.
festazioni, infatti, sono tante le serate di musica ed an-
Giuseppe Musumeci
che sport che allieteranno i cittadini e non solo del
Il Comune di Linguaglossa per allestire gli eventi
estivi ha deciso, quest’anno, di unire la bellezza della
musica con il salutare sport. Nel cartellone delle mani-
paese. Si è cominciato il 14 luglio, in piazza dei Vespri
Siciliani, con il concerto dell’orchestra siciliana “Trinacria”, inserito all’interno del “Circuito del Mito”. Gli
Riceviamo e pubblichiamo
Di seguito un intervento del Circolo “E. Berlinguer”di Rifondazione Comunista,
di Fiumefreddo di Sicilia, in relazione ai recenti comizi in piazza
spettacoli di questo giovane sodalizio siciliano sono
un esplosivo mix di energia, musica, gag comiche e
ballo, molto carino anche grazie all’orchestra che lo
accompagna, personaggi già noti nel panorama musi-
In merito al comizio di sabato 16 luglio, tenutosi in piazza a Fiumefreddo, vogliamo chiarire alcuni passaggi. Il consigliere Caudo, che ci chiama gli amici di Rifondazione,
preferiremmo ci chiamasse Compagni di Rifondazione. In prima battuta perché, essendo lui del PD, in qualche modo dovrebbe rappresentare quella parte della Sinistra di cui
tutti siamo figli, e avendo loro ereditato il patrimonio immobiliare e non del vecchio Partito Comunista Italiano, oggi non dovrebbe provare vergogna a chiamarci “Compagni”.
Fondamentalmente, Compagni è un termine della cultura socialista, comunista, anarchica e, in generale, di sinistra. Il compagno è un soggetto, un individuo come gli altri, ma un individuo che cerca di superare la propria individualità e cerca la propria realizzazione attraverso un progetto comune di tipo solidale e collettivistico. Fonti storiche
lasciano presupporre che i gesuiti di S. Ignazio di Loyola utilizzassero il termine. L’etimologia del termine “compagno” rimanda al mangiare insieme, dal latino medievale
“companio”. “Compagno” significa cum-panis, quindi colui con cui si spezza insieme il pane, con una chiara ma probabile analogia quindi alla ritualità cristiana e all’eucarestia. Insomma, significa collaborare oltre l’idealismo, il condividere una cosa importante come il pane e concretizzare progetti comuni per il bene di tutti.
Vogliamo sottolineare che non abbiamo in alcun modo “riadottato” Currò, ma abbiamo ironicamente voluto definirlo un compagno, perché appunto, dopo anni di silenzio/assenso, ha ribadito concetti fondamentali di importanza pubblica e sociale. L’applauso al dott. Forzisi, trentennale della politica, e al dott. Torrisi, ventennale esperienza,
non ci ha minimamente sollevato e stimolato all’idea di condivisione, ma ci hanno realmente turbato e delusi per la loro poliedrica performance di politici.
Analogamente, crediamo che l’amministrazione Nucifora, in questi quasi 9 anni di navigazione con la bandiera fiumefreddese, sia riuscita a rispondere solo ad una piccola parte di quelli che potevano essere i bisogni della città, smuovendo meccanismi politico/economici ancora poco chiari, che presto potrebbero dare forti e significative risposte negative alla collettività. Inoltre, in merito alla sua dichiarazione sulle strisce blu inerenti anno 2010, crediamo che l’Amministrazione comunale abbia agito nella totale illegalità, in quanto la Provincia di Catania aveva dato comunicazione scritta e diffidato i Comuni di Mascali, Fiumefreddo e Calatabiano, sulle realizzazione di aree di sosta
a pagamento. Il sindaco dovrebbe farsi poco vanto di essersi preso la responsabilità, politica ed economica, di realizzare le strisce blu nel 2010, in quanto non è ammissibile
che un’istituzione, come egli è, possa sentenziare: “Tutti sanno che nemmeno l’anno scorso la Provincia ci ha dato l’autorizzazione. Ma questo sindaco, sulle proprie spalle,
ha fatto un’ordinanza di strisce blu, assumendosi una grande responsabilità, e le strisce blu si son fatte. Se volevano annullare l’ordinanza se ne andavano al Tar i signori della Provincia. Non ci sono andati, abbiamo fatto le strisce blu”. Questo appare come un chiaro messaggio di illegalità simile a chi effettua un abusivismo edilizio o una sosta
non consentita e riflette sul fatto che rimarrà impunito a causa dei lunghi tempi della giustizia.
Ancora una volta ci interroghiamo dove i soldi incassati dalle strisce blu siano stati reinvestiti.
Rifondazione Comunista Fiumefreddo di Sicilia
Circolo “E. Berlinguer”
cale siciliano.
Si continua con l’appuntamento culturale presentando il libro di Giuseppe Giglio dal titolo “I piaceri della conversazione”. E dal 18 al 30 luglio si prosegue
con un torneo di beach volley organizzato dal Cts
“Terranostra”, con la serata di liscio a borgata Catena
con Mommo Show, con l’appuntamento, oramai tradizionale, con il XV Trofeo San Rocco, e poi, la serata
con il Quintetto Ibert dell’Atelier Internazionale della
Musica. Ed ancora, il viaggio nella letteratura di protesta del secondo dopoguerra americano dal titolo “Protest/Contest and the American dreams” e, per finire,
sport, svago e degustazioni tipiche per l’evento “Quartiere in festa” organizzato dai residenti del quartiere
Piano Sciotto. Un mese sicuramente ricco di occasioni che, certamente, ci terranno molta compagnia. Ad
agosto poi, certamente, arriveranno altri avvenimenti
di svago per i cittadini linguaglossesi e non solo.
Sonia Santamaria
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alcantara
di Giarre
N . 26 • sa bato 23 lug lio 2011
L’arte di Murganti a Calatabiano
L’affermato scultore e pittore, originario di Francofonte, ha allestito nel centro storico
del Comune etneo l’esposizione permanente delle sue opere, apprezzate
e premiate in tutto il mondo. Un festoso “tripudio” di forme e di colori che attingono
al passato proiettandosi nel futuro
Murganti con alcune sue opere pittoriche e scultoree esposte nel nuovo atelier di Calatabiano
I
l Comune di Calatabiano, oltre che sul rinomato Castello arabo-normanno e sulla caratteristica processione di San Filippo, può contare su un’ulteriore attrattiva: da qualche mese, infatti, il suo centro storico ospita l’atelier
permanente del noto e quotato artista figurativo Giovanni Murganti, nativo di Francofonte (Siracusa), ma ormai da quasi una vita cittadino di Giardini Naxos, dove aveva sede il suo laboratorio prima
del recente trasferimento nella limitrofa cittadina etnea.
«Questo lembo di territorio a cavallo tra le province di Messina e Catania – sottolinea il maestro
Murganti – mi ha sempre affascinato. Pensate: venni
a Giardini Naxos per la prima volta da bambino in
occasione di una gita ed, alla fine di quell’indimenticabile giornata, dissi tra me e me che quando sarei
stato grande avrei sposato una donna del luogo e sarei andato a vivere definitivamente lì. Sembra incredibile, ma tutto ciò si perfettamente avverato: mentre
stavo a Roma per frequentare il Liceo Artistico ho
conosciuto una giardinese che poi è diventata mia
moglie!...».
Adesso l’affermato artista ha deciso di spostare il
suo museo-laboratorio permanente dalla prima colonia greca di Sicilia, in quanto i locali di Calatabiano,
ubicati nella centralissima arteria che costeggia la
Chiesa Madre, sono più spaziosi, ma anche più a portata di mano per il visitatore.
Ed in effetti, le opere di questo poliedrico scultore e pittore, con all’attivo mostre in tutta Italia ed all’estero e numerosi riconoscimenti conseguiti nell’ambito di prestigiosi concorsi internazionali, meritano di “arrivare” alla gente e, data l’inesauribile vena creativa del loro autore, di essere “gustate” comodamente in un ambiente adeguato che riesca a contenerle tutte.
Forte è l’impatto emozionale non appena si varca
la soglia di questa “bottega”, dove si viene accolti dal
tripudio di forme e di colori con cui Murganti ama
“vestire” i temi più svariati, ma con una particolare
predilezione per le figure mitologiche e le atmosfere
medievali.
La sua scultura si caratterizza ed affascina per la
spiccata plasticità dei corpi; spiccata a tal punto da
conferire ai soggetti il “dono” del movimento.
Il materiale più congeniale all’estro scultoreo del
Murganti si rivela la pietra lavica, «ma verso il marmo – tiene a precisare l’artista – non ho alcun pregiudizio e, quando capita, lo utilizzo; ma nella nostra Sicilia abbiamo la fortuna di avere a disposizione questo splendido materiale generato dall’Etna e, quindi,
ritengo doveroso valorizzarlo al massimo».
Il filone pittorico del maestro Murganti è un idea-
le prosieguo di quello scultoreo in quanto anche in tale ambito l’artista ama “stupire” con immagini d’impatto all’insegna di colori forti e caldi. I soggetti ritratti, dunque, sembrano “fuoriuscire” dalla tela per
andare ad “abbracciare” l’ammirato spettatore; dalle
figure femminili, in particolare, trapela un accentuato
erotismo intriso di gioiosa festosità.
L’arte di Giovanni Murganti è, pertanto, una felicissima sintesi tra tradizione ed innovazione: personaggi e scene del passato (miti greci, antichi mestieri,
culti religiosi popolari, ecc.) vengono da lui riproposti con un linguaggio futurista, ma comunque comprensibile a tutti.
L’artefice di tutto ciò, dal canto suo, è tutto l’opposto di quanto esprime attraverso il suo lavoro:
Murganti è un signore estremamente pacato ed umile
(una sorta di “gentiluomo d’altri tempi”) che, al contrario di certi altri artisti “esuberanti ed egocentrici”,
ti mette a tuo agio nel conversare e nel commentare le
sue opere, senza essere, probabilmente, pienamente
consapevole del proprio valore, riconosciuto – come
accennavamo prima – in tutto il mondo. Ma è proprio
la modestia che rende “grande” un artista e, più in generale, l’essere umano.
Rodolfo Amodeo
Gli “appunti” del Cav. Immesi
A
bbandonare, di
tanto in tanto,
la
frenesia
delle nostre
esistenze per
fermarci
q u a l c h e
istante
a
guardare al
passato ed ai
suoi protagonisti è una buona abitudine
che tutti dovremmo prendere, specie
nelle piccole comunità dove si è soliti
dimenticare facilmente personalità
esemplari e cittadini benemeriti, stimati ed ossequiati in vita, ma ingenerosamente rimossi dalla memoria una volta
trapassati.
Nella fattispecie, ci piace rievocare
la figura di un cittadino francavillese,
deceduto nel 1998, particolarmente distintosi quanto ad impegno sociale e
curiosità intellettuale: il Cavalier Salvatore Immesi, “storico” sindacalista
sempre pronto ad ascoltare e ad aiutare
chi, recandosi nel suo ufficio di Via
Regina Margherita, manifestava una
qualsivoglia esigenza.
Proprio la settimana scorsa avevamo scritto del figlio Nino, apprezzato
restauratore di opere d’arte; così, tanti
lettori dei centri viciniori a Francavilla
ci hanno chiesto se il maestro Immesi
fosse figlio del compianto Cav. Salvatore, ed alla nostra affermativa risposta
ci hanno suggerito di dedicare all’indimenticabile personaggio qualche rigo.
Siamo in grado di farlo grazie soprattutto all’abbondante materiale cartaceo
fornitoci dall’altro figlio, Filippo, stimato funzionario dell’Ufficio Circoscrizionale del Lavoro (l’altra figlia,
Maria, dirige invece a Francavilla il
Comando di Polizia Municipale).
Così, tra le mani e sotto gli occhi ci
sono passati preziosi e significativi documenti; perché, da persona sensibile
ed incline alla cultura, il Cav. Immesi
Il compianto sindacalista di Francavilla di Sicilia, deceduto tredici
anni fa, ha lasciato diari e scritti vari che si rivelano preziosi
per la memoria storica locale. Tra le tante testimonianze,
anche il suo commovente incontro con i parenti “pupari”
amava fissare su carta tutto ciò che lo
incuriosiva e che voleva inserire nel
proprio bagaglio cognitivo. Ci restano,
dunque, i suoi toccanti diari di guerra, i
suoi “amarcord” su fatti e personaggi
di Francavilla ed i suoi appunti di Lingua Francese, Geometria e Musica, tutte discipline che amava spassionatamente apprendere e che, al rientro dall’evento bellico, gli hanno consentito
di conseguire il titolo di studio di perito agrario.
Ma tra i tanti scritti di Salvatore
Immesi abbiamo rinvenuto pure romantiche lettere d’amore indirizzate
alla sua compagna di vita ed un fitto
carteggio tra lui ed i suoi parenti, che
ebbe il piacere di ritrovare nel 1963.
Del caso si occuparono persino i giornali dell’epoca; ed, in effetti, se fosse
accaduto un paio di decenni dopo, esso
sarebbe stato un “piatto forte” per popolari trasmissioni televisive quali
“Portobello” del compianto Enzo Tortora o “Carramba” della Carrà, prevalentemente incentrate su incontri tra
persone care che non avevano avuto
mai modo di conoscersi.
La vicenda venne, in particolare,
dettagliatamente riportata dal “Messaggero della Puglia” (edizione dell’1
febbraio 1963). Da quelle colonne abbiamo appreso che una mattina, mentre
Salvatore Immesi ed il fratello Giuseppe si aggiravano nelle stanze del municipio di Francavilla per il disbrigo di
alcune pratiche, un funzionario comunale venuto dalla Puglia chiese loro se
fossero parenti dei famosi marionettisti
Immesi, che a Barletta e dintorni avevano raggiunto un’enorme notorietà
grazie al particolare genere di spettaco-
lo da loro proposto. A sentire ciò, al
Cavaliere si illuminò lo sguardo: era da
tempo che desiderava risalire alle sue
radici familiari ed aveva sempre sentito parlare di questi suoi avi, originari
del Palermitano, dediti per più generazioni all’arte dei pupari, ma dei cui eredi si erano perse le tracce (ricordiamo
che non esistevano ancora Internet e
Facebook, che oggi consentono di rintracciare agevolmente una determinata
persona in qualsiasi angolo del pianeta
essa si trovi).
Salvatore e Giuseppe Immesi partirono, dunque, alla volta di Barletta
dove, grazie alla preziosa “imbeccata”
fornita casualmente loro da quell’impiegato comunale, poterono conoscere
ed abbracciare lo zio Filippo ed i cugini.
In quell’articolo del “Messaggero
della Puglia”, custodito anch’esso gelosamente tra i documenti cartacei del
Cav. Immesi, si legge pure che “nel
1890, quando in Sicilia fioriva il Teatro delle Marionette, i fratelli Michele
e Giuseppe Immesi, nativi del Comune
di Bisacquino (Palermo), essendo ormai sature le piazze dell’isola decisero
di portare in Puglia la loro Compagnia e tentare lì la fortuna. Essi arrivarono dalla Sicilia a bordo di un bastimento che veniva a scaricare arance”.
Oltre che in quell’articolo di giornale, ci siamo imbattuti anche in un’ingiallita locandina ed in un programma
di sala, dai quali si evince che in terra
pugliese i “pupari” Immesi erano assurti ad autentiche “star”: la loro
“Grandiosa Compagnia Marionettistica” (era questa la denominazione ufficiale) era stata premiata in Italia ed al-
7
Gaetano Mancuso,
da Francavilla a
Santiago di Compostela
Il musicista e tecnico
informatico si appresta
anche quest’anno ad
affrontare l’impegnativo
pellegrinaggio a piedi alla
volta del santuario
spagnolo
A Francavilla di
Sicilia e dintorni è
molto conosciuto
come musicista (è il
bassista ufficiale
degli “Aloha”, storica band francavillese che anima veglioni danzanti ed
eventi vari nella
provincia di Messina), mentre a Giardini Naxos è un apprezzato tecnico
informatico presso
la sede locale di
una
prestigiosa
azienda nazionale.
Ma in Gaetano Mancuso alberga anche il senso della spiritualità in quanto, periodicamente, ama affrontare
l’impegnativo pellegrinaggio a piedi alla volta di Santiago
di Compostela, la cittadina della Spagna che ospita le
ceneri di San Giacomo, fatto decapitare dal Re Erode
Agrippa il quale temeva che tale apostolo di Cristo potesse acquisire un eccessivo potere.
“Santiago” è il nome contratto di San Giacomo, mentre “Compostela” deriva dalla locuzione “campo di stelle”; una pioggia luminosa proveniente dal cielo avrebbe,
infatti, indicato all’eremita Pelayo il luogo di sepoltura
dell’apostolo.
«Giunto alla “veneranda” età dei quarantanove anni
– dichiara Gaetano Mancuso, che non è nuovo a tale
esaltante esperienza - ho deciso di rifare, dopo tre anni,
il Cammino di Santiago di Compostela. Ripartirò il 10
settembre dalla cittadina spagnola di Oviedo per poi
giungere alla meta dopo aver percorso a piedi trecentocinquanta chilometri in due settimane. Perché tutto ciò?
Molti lo fanno per fede, altri per il piacere di affrontare un
viaggio ed altri ancora per staccare la spina dal proprio
ambiente. I motivi, in effetti, sono tanti, ma il cammino,
alla fine, lo fai dentro di te. Intanto stai a contatto e fai
amicizia con persone di tutto il mondo e, giorno dopo
giorno, ti accorgi di come il tuo corpo migliori fisicamente. Se non sei abituato a camminare con uno zaino di dodici chili sulle spalle, la prima settimana è durissima, ma
poi prendi il volo e vai avanti come in una passeggiata.
Comunque, prima di partire alla volta di questo tipo di
viaggio, è bene allenarsi».
R.A.
Stiliste dell’Alcantara
applaudite a Randazzo
Augusta Camuglia,
di Gaggi, e Simona Gullotta,
di Giardini Naxos, hanno
presentato le rispettive
collezioni nell’ambito della
riuscita kermesse “Akesines”
l’estero, ed il suo titolare, ossia il Cav.
Filippo Immesi, era stato insignito di
prestigiose onorificenze a Parigi, Vienna e Genova. Il repertorio che proponevano andava oltre la tradizionale
Commedia dell’Arte (quella di Pulcinella ed Arlecchino) e la classica Opera dei Pupi siciliana perché spaziava
dai capolavori di Shakespeare (Amleto, Giulietta e Romeo, ecc.) alle opere
del melodramma (Cavalleria Rusticana, Vespri Siciliani, ecc.), dalle sacre
rappresentazioni (Nascita di Gesù
Bambino, Passione e Morte di Nostro
Signore, ecc.) ad altre messe in scena
particolarmente impegnative. A curare
tali allestimenti ed a manovrare le marionette dando loro la voce provvedevano tutti i membri della famiglia Immesi (Rosa, Nina, Lucia, Ada, Rosetta,
Carlo e Michele) sotto la sapiente guida, nel ruolo di direttore artistico, del
Cav. Filippo.
La “gloriosa” Compagnia Immesi,
insomma, ha rappresentato un “mito”
in questo particolare genere teatrale
popolare; ed ancora oggi, inserendo sui
motori di ricerca di Internet i termini
“Immesi” e “Marionette”, ci si può
agevolmente rendere conto del significativo ruolo avuto da questa famiglia
di origine siciliana (cui sono dedicati
musei e mostre permanenti) nell’affermazione di quest’antica forma di intrattenimento.
Non ci resta che ringraziare il Cav.
Salvatore Immesi per le significative
testimonianze da lui lasciateci, tutti
preziosi documenti su un passato e su
personaggi che hanno ancora qualcosa
da raccontare ai posteri.
La Valle dell’Alcantara è anche creatività ed eleganza, ossia moda. A dimostrarlo sono, in particolare, le stiliste Augusta Camuglia di Gaggi e la giovane Simona
Gullotta di Giardini Naxos le quali, alcune sere addietro,
hanno presentato le loro più recenti collezioni nell’ambito
della rassegna “Akesines - Moda & Spettacolo”, svoltasi
nella pittoresca cornice della Piazza Municipio di Randazzo su iniziativa dell’associazione “La Via dei Greci” e
con il patrocinio del Comune ospitante.
La Camuglia, che è docente presso l’Accademia Euromediterranea diretta a Catania da Marella Ferrera, ha
presentato una collezione estiva ed una invernale, mentre la Gullotta dei fantasiosi capi d’alta moda con richiami
tipici alla sicilianità; entrambe hanno riscosso l’apprezzamento del numeroso pubblico presente.
All’evento, ideato dal giornalista Michele La Rosa,
che l’ha condotto insieme all’affascinante modella Claudia Amante, hanno preso parte anche le stiliste catanesi
Rosita Sapienza e Valeria Polizzi e la linguaglossese
Laura La Spina, nota “griffe” di abiti da sposa.
Come hanno sottolineato gli organizzatori, la denominazione di “Akesines” data alla manifestazione fa riferimento all’originario nome greco del fiume Alcantara
(poi così chiamato dagli arabi).
R.A.
R.A.
foto Mimmo Di Guardo
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> S E T T I M A N A L E IDG
N. 26 • sabato 23 luglio 2011
speciale Mascali
di Giarre
FORME E FONTI DI FINANZIAMENTO
miglioramento della fruibilità della spiaggia;
riorganizzazione del sistema viario del lungomare
attraverso: un percorso stradale che consenta di accogliere in modo funzionale il traffico veicolare; un percorso pedonale adeguato alle attività turistiche e ricreative della zona; un percorso ciclabile che stimoli
l’uso della bicicletta con la massima sicurezza; un sistema di parcheggi in prossimità dell’asse del lungomare; un parco lineare che consenta una agevole fruibilità dello stesso e la visibilità del mare dalle zone pedonali del lungomare;
organizzazione delle attività sportive a servizio anche del sistema turistico;
rispetto degli effetti ambientali;
analisi degli aspetti economici relativi agli interventi realizzativi.
Nel progetto è stata data grande importanza all’attuale struttura residenziale che deve trovare, in tale
opera, il miglioramento delle proprie condizioni abitative.
PARZIALIZZABILTÀ DELL’OPERA IN LOTTI
FUNZIONALI
La realizzazione dell’opera potrà avvenire a stralci, tramite lotti funzionali che potrebbero trovare riferimento in quelli precedentemente descritti. In tal caso,
nella determinazione dei lotti, si dovrà tenere conto,
oltre che delle esistenti reti tecnologiche (fognatura,
rete idrica, di illuminazione, etc..), anche della possibilità di non interrompere totalmente i transiti veicolari
nella zona costiera Una ipotesi di suddivisione in lotti
L’opera comprende interventi di tipo pubblico, ma
apre anche nuove prospettive per interventi da parte di
privati, che, in regime di convenzionamento, potrebbero trovare motivo per attivare un circuito economico di
grande rilevanza.
In definitiva, la realizzazione dell’opera potrebbe
anche stimolare la realizzazione di servizi vari che
soggetti privati potrebbero offrire, creando così le basi
per una effettiva riqualificazione del turismo, attivando un forte investimento pubblico in sinergia alle risorse private.
Molte delle opere previste, in particolare quelle relative al centro sportivo, ai parcheggi, ai chioschi, ai
gazebo, alle edicole dell’asse attrezzato, potrebbero attivare risorse economiche private e/o di tipo misto
(pubblico-privato), con una veloce attuazione dell’intervento programmato.
OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE
CON L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO
La previsione di un’idonea viabilità e di attrezzature turistiche e sportive, prevalentemente a carattere ricreativo, si inserisce all’interno di un programma più
ampio di intervento progettuale. Quest’ultimo, attraverso il recupero e il potenziamento delle risorse naturali di aree siciliane di spiccato interesse, individua nel
turismo internazionale, oltre che in quello locale e nazionale, il possibile principale fattore di inversione di
tendenza al degrado, di risveglio e di sviluppo economico e sociale.
Particolarmente interessante è l’ubicazione dell’area, che risulta tra quelle che si prospettano, nel prossimo futuro, per divenire, sulla costa orientale siciliana,
fondamentali poli di attrazione e tappe obbligatorie di
itinerari di visitazione turistica straniera. Ci si riferisce
in particolare:
al centro di Riposto, con il suo moderno e
tecnologicamente avanzato Porto turistico, oltre che
peschereccio;
alla zona litoranea del Comune di Fiumefreddo
con il suo interessante programma di attrezzature turistiche di valenza internazionale;
alla Riserva del Fiumefreddo, per la quale vi è ormai in atto un programma di salvaguardia e protezione, per preservare le sue acque incontaminate ed uno
dei nuclei più rari di vegetazione spontanea di alto pregio naturalistico.
L’obiettivo centrale del progetto in questione è,
dunque, quello di attribuire alla marina di Mascali un
ruolo funzionale, non subalterno, non di semplice congiungimento dei due poli di interesse citati, ma decisamente da protagonista, come articolato continuum di
attrezzature, che, escludendo interruzioni significative, potrà conferire alla fascia costiera, da Riposto a
Fiumefreddo, i connotati di autentico “asse attrezzato”
per il turismo.
Un’operazione, quindi, dagli indiscussi effetti positivi sull’intera economia del territorio, anche a scala
regionale, che è facile collegare al noto programma
mare-monti che trova, oltre che nelle località già citate, nei centri di Catania, Taormina, Linguaglossa, nel
Parco dei Nebrodi e nel Parco dell’Etna, i cardini di un
sistema di agevoli relazioni ed un vasto settore di rinascita turistica e propulsione economica.
DIRETTRICI PRINCIPALI DEL PROGETTO
L’ intervento di recupero e restauro ambientale dovrà interessare tutta la fascia litoranea che, nel territorio comunale di Mascali, è compresa tra le aree a ridos-
so dell’attuale via Spiaggia e la battigia, per una estensione di circa quattro chilometri, comprendendo anche
un’ampia area, compresa tra la strada statale 114 e la
via Spiaggia, da destinare a centro sportivo.
La circonvallazione a scorrimento veloce, di recente realizzazione, ubicata a monte della via Spiaggia, servirà per un rapido attraversamento esterno dell’abitato di Fondachello e per il rapido congiungimento con le direttrici principali del tessuto viario del centro abitato di Mascali.
Tale viabilità, prevista quale asta drenante del traffico veloce urbano, completata delle continue connessioni con il lungomare, potrà costituire anche l’elemento indispensabile per consentire alla litoranea di
assumere una nuova e più autonoma funzione, come
sarà appresso descritto.
Il “sistema attrezzato del litorale” rappresenta un
sistema complesso di funzioni, differenti tra loro, che
necessitano di un superiore coordinamento, di una armonizzazione e di un indirizzo programmatorio generale perché la realizzazione di tutto quanto previsto,
seppur differita nel tempo ed attuabile a lotti funzionali, possa rappresentare, alla fine, il completamento di
una ordinata struttura mosaicata.
Il sistema attrezzato del litorale, che comprenderà
l’asse attrezzato del lungomare, il sistema dei parcheggi ed il centro sportivo, dovrà, quindi, costituire l’elemento integrativo delle grandi funzioni turistiche programmate per la costa Jonica. Esso dovrà integrare tale
programmazione di tutti gli elementi necessari e sinergici perché il comprensorio, nel suo insieme, possa essere inserito nei circuiti turistici internazionali.
Le direttrici principali dell’intervento progettuale,
per il raggiungimento degli obiettivi sopradescritti, sono:
funzionali, può essere la seguente:
Asse attrezzato del lungomare, suddiviso nei seguenti 5 lotti comprendenti anche 3 parcheggi:
Lotto A - (zona S. Anna ) compresi i parcheggi P1 e P2
Lotto B - (zona Artale ) compresi i parcheggi P5, P6,
P7, P10 e P11
Lotto C - (zona Fondachello Nuova )
Lotto D - ( zona Fondachello Antica ) compresi i parcheggi P22 e P23
Lotto E - (zona Gurna ) compreso il parcheggio
In ogni lotto sono comprese tutte le opere di arredo per
una corretta fruizione della spiaggia: dall’attuale lungomare alla zona di accesso alla spiaggia.
Parcheggi esterni al lungomare e relative strade di
distribuzione.
Parcheggi: P3, P4, P8, P9, P12, P13, P14, P15, P16,
P17, P18, P19, P20, P21 sono previsti nel progetto generale dell’Asse Attrezzato del Litorale.
Centro sportivo;
Centro natatorio;
Palazzetto dello sport
Campo di calcio e atletica;
Campo di Base-ball;
Campi vari minori.