MANUALE DELLE PROCEDURE

MANUALE DELLE PROCEDURE
(integrazione precedente manuale e aggiornato alla data 15/10/2014)
S.O.S. di
ANATOMIA PATOLOGICA
Responsabile: Dott. Francesco Pontieri
Spoke Corigliano-Rossano
ASP di COSENZA
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
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SCHEDA ORGANIZZATIVA DEL SERVIZIO DI ANATOMIA
PATOLOGICA
Missione
Area di attività
L’attività diagnostica si esplica in quattro principali settori:
1. Istologia chirurgica e criostati;
2. Citopatologia clinica;
3. Citologia da screening.
A supporto dell’attività diagnostica operano, come articolazioni tecniche interne:
• il laboratorio di allestimento istologico;
• il laboratorio di allestimento citologico;
• il laboratorio di immunoistochimica.
Per l’attività di prelievo di facile esecuzione (apposizione e agoaspirato non
ecoguidato), quando non direttamente effettuata dai sanitari richiedenti, può essere
effettuata direttamente nel Servizio di Anatomia Patologica dal medico anatomo
patologo; il medico anatomo patologo avrà cura di fare firmare al paziente il consenso
informato per l’esecuzione del prelievo citologico.
Utenza
Il Servizio di Anatomia Patologica effettua istituzionalmente o per convenzione le
prestazioni previste dall’elenco delle prestazioni per le strutture pubbliche e private
della Regione Calabria e per utenti pubblici o privati che, convenzionati o meno con il
S.S.N., si rivolgono direttamente o indirettamente al Servizio medesimo.
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Obiettivo
Le attività diagnostiche comprendono:
• una fase di prelievo che, in prevalenza eseguita dai sanitari richiedenti, può
essere eseguita dai sanitari del Servizio di Anatomia Patologica, previa firma
del consenso informato;
• una fase tecnica, in cui il materiale viene valutato e allestito per l’ottenimento
di preparati microscopici;
• una fase cognitivo-analitica, in cui i reperti macro e microscopici vengono
correlati con i dati clinici e tradotti in un risultato finale rappresentato da un
referto diagnostico scritto;
• una fase documentale e di comunicazione, che permette il trasferimento
del referto al richiedente e la razionale archiviazione dei dati.
“Obiettivo fondamentale del Servizio di Anatomia Patologica è fornire diagnosi
accurate, complete, tempestive e clinicamente rilevanti, basate sull’osservazione di
reperti e di preparati allestiti secondo procedure tecniche ottimali.”
Visione
“Il Servizio di Anatomia Patologica è teso ad ottenere la piena soddisfazione del
Cliente finale rappresentato dall’Assistito o Paziente e dal Cliente intermedio
rappresentato dal sanitario che richiede per l’Assistito o Paziente le prestazioni
del Servizio stesso.
La Direzione del Servizio intende realizzare tale obiettivo attraverso l’adozione
delle tecnologie più aggiornate ed affidabili per efficienza ed efficacia, la migliore
organizzazione procedurale interna ed il coinvolgimento di tutto il personale,
favorendo la integrazione della attività diagnostica e clinica.
La Direzione del Servizio tenderà al raggiungimento di una perfetta sintonia tra
tutti i collaboratori, interni ed esterni alla struttura, ed al rispetto delle
procedure operative, non trascurando, anzi favorendo suggerimenti e proposte
migliorative da parte di ciascun componente, volti al miglioramento del
sistema.”
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
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INDICE
CAPITOLO 1
• Accettazione dei campioni………………………………………………………
• Inserimento dei campioni………………………………………………………
• Conservazione dei campioni……………………………………………………
pag.5
pag.6
pag.7
CAPITOLO 2
• Campionamento…………………………………………………………………. pag.8
CAPITOLO 3
• Processazione dei tessuti………………………………………………………
• Inclusione ………………………………………………………………………
pag.11
pag.12
CATIPOLO 4
• Taglio al microtomo ……………………………………………………………
• Allestimento dei vetrini…………………………………………………………
pag.13
pag.14
CAPITOLO 5
• Esame estemporaneo…………………………………………………………….
pag.15
CAPITOLO 6
• Colorazione vetrini………………………………………………………………
• Montaggio vetrini………………………………………………………………
pag.16
pag.17
CAPITOLO 7
• Archiviazione dei vetrini………………………………………………………
• Archiviazione dei blocchetti…………………………………………………….
pag.19
pag.20
CAPITOLO 8
• Refertazione…………………………………………………………………. pag.20
CAPITOLO 9
• Consegna referti ……………………………………………………………
• Archiviazione referti ……………………………………………………….
pag.23
pag.23
CAPTILO 10
• Settore immunoistochimica ………………………………………………
• Smascheramento per test ER/PR Dako ……………………………………
• Smascheramento per test HER-2 Dako ……………………………………
• Smascheramento per test EGFR Dako ……………………...………………
• Inserimento nuovo reagente o anticorpo ………………………………….
• Biologia Molecolare ………………………………………………………
pag.24
pag.28
pag.29
pag.30
pag.31
pag.32
APPENDICE ………………………………………………………………………….
pag.32
Manuale delle Procedure
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CAPITOLO 1
ACCETTAZIONE DEI CAMPIONI
La fase di accettazione è di competenza tecnica con il supporto del medico o del
responsabile del Servizio di Anatomia Patologica.
Tutti i campioni citologi e istologici provenienti dai reparti o servizi o
direttamente consegnati dal paziente devono essere sottoposti a tale procedura:
a) Accertare l’integrità del contenitore che contiene il campione da esaminare;
generalmente i campioni istologici sono contenuti in appositi contenitori con
tappo a pressione o tappo a vite;
b) Controllare l’integrità dei vetrini inviati per gli esami citologici (pap-test o
citologia non cervico-vaginale); vetrino o vetrini pervenuti in parte o
totalmente rotti devono essere segnalati al medico o al responsabile che
valuterà caso per caso;
c) Controllare che i campioni siano stati inviati correttamente in formalina
tamponata al 10%; segnalare sempre al medico o al responsabile il o i
campioni inviati non correttamente; sarà cura del medico informare il reparto o
servizio che ha inviato il campione non correttamente fissato; comunque il
tecnico provvederà immediatamente a immergere il o i campioni in formalina
tamponata al 10% in dotazione al servizio;
d) Accertare sempre che la quantità di fissativo (formalina) sia sufficiente per le
dimensioni del campione e che ricopri integralmente il campione stesso
contenuto nel contenitore;
e) Controllare che i dati anagrafici, tipo di campione e reparto di provenienza
siano trascritti sul contenitore e che ci sia corrispondenza tra dati riportati sul
contenitore e dati trascritti su “modulo di richiesta esame
citologico/istologico/estemporaneo”; segnalare sempre al medico o al
responsabile eventuali discordanze riscontrate; si provvederà quindi ad
informare il reparto che ha inviato il campione e a richiedere formalmente per
iscritto la correzione dei dati erroneamente trascritti; controllare sempre anche
il timbro del medico richiedente e che la firma risulti essere leggibile, per
determinare la tracciabilità del campione;
f) Controllare che le richieste esami di citologia, istologia e pap-test siano
correttamente compilate, facendo sempre particolare attenzione ai dati
anagrafici, al tipo di campione da esaminare, al reparto o servizio di
provenienza e il numero di Cartella Clinica, APA o PAC; le richieste per
pazienti esterni devono riportare il numero di telefono o altro recapito, in modo
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da poter contattare il paziente se necessario; qualsiasi anomalia riscontrata
dovrà essere comunicata al medico o al responsabile del servizio;
g) Controllare per gli esami esterni (paziente non ricoverati) che unitamente al
modulo di richiesta ci sia anche la richiesta del medico su ricettario del SSN
correttamente compilata, riportando la tipologia della o delle prestazioni
richieste; tale richiesta deve essere debitamente vidimata dall’Ufficio Ticket
dove viene riportato il numero SGP.
La fase denominata “Accettazione dei campioni” è una procedura post-analitica.
Non è responsabile il personale tutto dell’Anatomia Patologica del PO di Rossano
della fase pre-analitica. Questa fase presuppone da parte degli operatori sanitari la
corretta individuazione del campione da esaminare, i dati del pazienti, la sua
corretta identificazione e il corretto invio al Servizio di Anatomia Patologica
secondo le procedure vigenti e redatte dall’ASP di Cosenza.
INSERIMENTO DEI CAMPIONI
La fase di inserimento dei campioni è di competenza tecnica con il supporto del
medico o responsabile del Servizio di Anatomia Patologica.
Tutti i campioni citologici non cervico-vaginali e istologici che hanno superato la
procedura di accettazione devono essere successivamente inseriti secondo la seguente
procedura:
a) Il Servizio di Anatomia Patologica è dotato del Sistema Informatico di
Gestione Windopath (Società Noemalife) a cui si fa riferimento per il corretto
inserimento degli esami istologici e citologici non cervico-vaginali;
b) L’accesso al sistema di gestione avviene tramite un ID e una password
personalizzati per ogni tecnico e medico, questo comporta inevitabilmente una
tracciabilità di tutte le operazioni eseguite con l’ausilio di tale sistema di
gestione; sarà quindi cura di ogni tecnico o medico chiudere il programma al
termine di qualsiasi attività, onde evitare che altri possano manomettere o
alterare i dati già inseriti.
c) L’inserimento del campione è associato all’inserimento del paziente al quale il
campione è riferito;
d) Nella fase si inserimento prestare attenzione ai dati anagrafici, all’ospedale e al
reparto di provenienza, al numero di cartella clinica (deve essere sempre
riportato in riferimento nota 0030325/2014)), al patologo al quale il caso è
stato assegnato (fare riferimento ai turni settimanali), al medico richiedente (in
assenza digitare assente/non specificato), alle sede del prelievo e alla
procedura per la corretta assegnazione della tariffa (questo dato deve
essere sempre controllato dal patologo al momento della firma);
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e) Controllare la nazionalità del paziente; nello spazio tp paz specificare ITA
(italiano) o STR (straniero);
f) Quando si inserisce un paziente controllare sempre la lista in basso (nome) per
verificare che non sia stato già inserito (stesso paziente con uguale data di
nascita), in tal caso cliccare sul nome presente nella lista, controllore ospedale
e reparto di provenienza e da file cliccare nuovo-successivo e procedere come
caso nuovo e non come nuovo paziente.
g) Fare attenzione al tipo di esame: citologico, istologico, estemporaneo,
veterinario, autopsia prima di cliccare su salva campione;
h) Qualsiasi variazione fatta dopo modifica deve sempre essere seguita da file e
salva.
i) Inserire allo voce reparto2 il reparto richiedente se diverso dal reparto dove il
pz risulta essere ricoverato;
j) In citologia inserire tanti blocchi quanti sono i vetrini colorati e sulla tendina
TIPO cliccare CITO e segnare 0 su pezzi;
k) Completata la fase si inserimento dati nel sistema informatico di gestione,
registrare il paziente su apposito registro “esami istologici e citologici”,
riportando numero e data di accettazione, cognome e nome e reparto di
provenienza;
Al momento, salvo successive variazioni, i pap-test vengono direttamente
registrati sul Registro Pap-test in ordine di arrivo, dando loro un numero progressivo
seguito dal numero dell’anno in corso (es. 001/09, 002/09); registrare la paziente su
apposito registro “esami pap-test”, riportando numero e data di accettazione,
cognome e nome e reparto di provenienza; successivamente registrare i pap-test nel
PC dell’accettazione su apposito file creato, dove vengono trascritti cognome e nome,
data di nascita e numero pap-test.
CONSERVAZIONE DEI CAMPIONI
La conservazione dei campioni è di competenza tecnica con il supporto del
medico o responsabile del Servizio di Anatomia Patologica.
a) I campioni correttamente accettati e inseriti vanno conservati in apposito
armadietto chiuso con aspiratore per la formalina in attesa di essere
campionati;
b) Accertarsi sempre che il o i contenitori sia correttamente chiusi;
c) Sistemare il o i campioni sui relativi piani dell’armadietto su menzionato in
ordine di accettazione in modo da facilitarne la loro identificazione;
d) Collocare invece il o i campioni già esaminati in piani differenti appositamente
etichettati in modo da facilitarne il loro successivo smaltimento secondo le
modalità e tempi in riferimento alle norme vigenti; i campioni esaminati
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devono essere stoccati per un periodo non inferiore a 90 (novanta) gg dalla data
della diagnosi definitiva. Il tecnico è tenuto a controllare sul programma
Windopath la data di refertazione, prima di provvedere allo smaltimento dei
campioni come rifiuti speciali ospedalieri. Per quanto riguardi i feti e le parti
anatomiche identificabili fare riferimento alla Normativa Vigente di Polizia
Mortuaria ed ad eventuali disposizioni Regionali o Aziendali.
e) Utilizzare sempre i DPI (guanti, mascherine, ecc.) ogni qualvolta si accede
all’armadietto di stoccaggio campioni e controllare che l’aspirazione sia
ottimale all’apertura delle ante;
f) Limitare il più possibile di tenere le ante aperte e chiuderle immediatamente
dopo avere preso o conservato i campioni;
g) I campioni citologici, non direttamente strisciati e fissati su vetrino, vanno
accuratamente conservati in frigorifero, in attesta di essere processati il giorno
stesso di accettazione con la citocentrifuga (versamenti delle sierose) o con la
tecnica della filtrazione su membrana (urine); in alternativa possono essere
fissati con soluzioni di pari quantità al 50% di alcool etilico, conservati in
frigorifero e essere così processati il giorno successivo all’accettazione;
CAPITOLO 2
CAMPIONAMENTO
Il campionamento è una procedura che viene espletata dal medico anatomo
patologo in collaborazione con un tecnico; esso rappresenta le fasi di valutazione
macroscopica del campione in esame, del suo sezionamento e il prelievo di parte di
esso, necessarie a giudizio del medico nel poter formulare correttamente la diagnosi
istopatologia; gli operatori devono utilizzare sempre i DPI (guanti, mascherine, ecc.)
prima di iniziare il campionamento; tale procedura prevede una fase iniziale di
preparazione tecnica di seguito specificata:
a) Il tecnico provvederà a posizionare sul banco di lavoro i campioni da
esaminare muniti di relativa “richiesta esame istologico” in ordine progressivo
di accettazione, prestando particolare attenzione alla concordanza tra campione
e “richiesta esame istologico”; qualsiasi discordanza o anomalia riscontrata
informare il medico al quale quel o quei campioni sono stati assegnati nella
fase di accettazione;
b) Avvia il programma informatico di gestione Windopath dal PC collocato nella
locale del campionamento tramite la propria ID e password, in modo da
registrare tutte le informazioni fornite dal medico nelle fasi del
campionamento; sarà cura naturalmente da parte del tecnico uscire dal
programma di gestione alla fine del campionamento, onde evitare che altri
possano variare o manomettere i dati già inseriti;
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c) Avviare l’aspirazione della cappa aspirante (EcoFlux V180) i vapori di
formalina e constatarne il suo funzionamento; qualsiasi anomalia riscontrata
informare il medico o il responsabile del servizio;
d) Il medico anatomo patologo che si avvia al campionamento deve sempre
utilizzare i DPI in dotazione, abbassare il vetro della cappa aspirante onde
evitare che i vapori di formalina possano saturare l’ambiente di lavoro e
valutare se il tecnico ha espletato correttamente le fasi iniziali di preparazione
al campionamento.
Successivamente si procede alla fase del campionamento che prevede la seguente
procedura:
e) Il tecnico consegnando al medico il campione da esaminare avrà cura di
controllare che ci sia corrispondenza tra il numero del caso inserito nel sistema
di gestione, i dati anagrafici del paziente riportati sulla richiesta e il campione
da esaminare; il medico a sua volta verbalmente ricontrolla che vi sia
corrispondenza tra i dati forniti dal tecnico e il campione che sta esaminando;
f) Il tecnico provvederà a trascrivere sulle biocassette con una matita il numero
del caso seguito dal numero dell’anno in corso; prepara volta per volta su
indicazioni del medico le biocassette corrispondenti al numero dei prelievi fatti
dal medico stesso;
g) Il medico anatomo patologo svolgerà il campionamento facendo riferimento
alle procedure dettate dalla SIAPEC e alle linee guida internazionali; presterà
particolare attenzione ai campioni di piccole dimensioni (biopsie, frustoli, ecc.)
che possono essere facilmente in parte lasciati nel contenitore o persi e
verificare sempre la corrispondenza tra il numero dei frammenti bioptici inviati
e quelli effettivamente riscontrati; qualsiasi variazione di numero o altre
anomalie riscontrate devono essere sempre riportate nel “modulo di richiesta” e
darne comunicazione al medico che ha inviato il o i campioni bioptici; il
tecnico a sua volta trascrive sul modulo di richiesta il numero dei frustoli o
delle biopsie riscontrate dal medico, indicazione che sarà utile nella fase di
inclusione, qualora non vi sia corrispondenza tra il numero dei frammenti
trascritto e quello effettivamente riscontrato nella biocassetta al termine della
processazione;
h) Tutti i campioni bioptici o di piccole dimensioni devono essere sistemati nelle
biocassette con l’aggiunta di spugnette, onde evitare che vadano persi durante
la fase di processazione dei tessuti;
i) Tutti i dati di valutazione macroscopica (es. dimensioni, caratteristiche del
campione, ecc.) che vengono fornite dal medico anatomo patologo devono
essere trascritte dal tecnico cliccando su macroscopica del sistema informatico
di gestione Windopath; nella “tendina” tipo inserire EE per i campioni di
routine, DIGER per le biopsie del tratto esofago-gastro-duodenale e BOM per
le B.O.M.; inserire tanti blocchi per quanti sono il numero di prelievi e
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specificare il numero di pezzi corrispondenti al numero dei frammenti presenti
in ogni biocassetta;
j) Ogni qual volta il medico anatomo patologo lo ritenga necessario, in
riferimento sempre alle procedute dettate dalla SIAPEC e alle linee guida
internazionali, provvederà ad inchiostrare con inchiostro di china nero o di altri
colori i margini di resezione dei campioni in esame, per valutare l’integrità
dell’escissione chirurgica; è consigliabile asciugare il campione prima e dopo
l’inchiostratura con successiva sua immersione nel fissativo di Bouin (se
disponibile); sarà cura sempre del medico anatomo patologo orientare
correttamente i campioni di piccole dimensioni (es. cute) con l’utilizzo delle
spugnette, che mantengono il campione nella posizione corretta durante tutta la
fase di processazione, primi della fase di inclusione;
k) Il medico anatomo patologo avrà cura di sistemare accuratamente in ordine
crescente di numero di accettazione le biocassette negli appositi cestelli che
andranno successivamente avviati al processatore automatico dei tessuti;
l) Il medico anatomo patologo dopo ogni singolo campionamento dovrà
accuratamente pulire e lavare i ferri chirurgici utilizzati per i prelievi e
sezionamento, onde evitare inquinamento con parte di materiale del o dei
campioni successivamente esaminato/i;
m) Il medico, completato il campionamento, avrà cura di rimettere nel contenitore,
con il quale il campione è stato inviato, le parti di esso che non sono state
utilizzate e controllare la corretta chiusura del contenitore onde evitare che i
vapori di formalina possano disperdersi nell’ambiente di lavoro; i contenitori
vuoti devono essere sempre chiusi e riposti nel contenitore dei rifiuti speciali;
la formalina in eccesso va riposta nel contenitore dei rifiuti speciali liquidi
alloggiato sotto la cappa;
n) Il medico al termine del campionamento avrà cura di togliere dal piano di
lavoro le lame e i bisturi utilizzati e riporle nell’apposito contenitore collocato
sul piano di lavoro; in tecnico invece avrà cura di riordinare il piano di lavoro,
collocare i contenitori con i campioni non utilizzati (resti) nell’armadietto di
stoccaggio, di abbassare completamente il vetro della cappa e di uscire dal
programma di gestione Windopath;
o) Il campionamento del materiale citologico prevede procedimenti diversi
rispetto al materiale istologico e comunque differente per tipo di prelievo e
materiale citologico da esaminare; il Servizio di Anatomia Patologica esegue i
seguenti esami citologici:
1) Esame citologico delle urine che prevede il campionamento delle cellule
urinarie con la tecnica della filtrazione su membrana a pressione positiva;
essa consiste nel filtrare il campione urinario con membrana “millipore”
con fori di 6-7 µm di diametro e riportare le cellule trattenute sulla
membrana direttamente sul vetrino, che fissato sarà avviato alla colorazione
e montaggio;
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2) Esame citologico dei versamenti che prevede il campionamento dei
versamenti pleurici, peritoneali, pericardici e articolari tramite
citocentrifuga, con l’allestimento dei vetrini secondo le modalità specifiche
della citocentrifuga utilizzata; i vetrini ottenuti saranno avviati alla
colorazione e montaggio;
3) Esame citologico su agoaspirato che prevede il campionamento del
materiale aspirato con ago sottile secondo le linee guida dettate dalla
SIAPEC e dalle società scientifiche internazionali; i vetrini ottenuti con le
modalità su menzionate o inviati direttamente dal medico richiedente già
strisciati, vanno avviati alla colorazione e montaggio;
4) Esame citologico da apposizione su secrezione o da screping che prevede il
campionamento di materiale secreto (es. mammella) o con “grattamento” di
superficie cutanea o delle mucose; i vetrini allestiti vanno immediatamente
fissati e successivamente avviati alla colorazione e montaggio.
CAPITOLO 3
PROCESSAZIONE DEI TESSUTI
La processazione dei tessuti rappresenta la fase successiva al campionamento ed è
di competenza del tecnico; tale procedura viene svolta prevalentemente dal
processatore automatico dei tessuti collocato nella stanza contrassegnata con il N. 3;
il tecnico che avvia i campioni alla processazione deve attenersi alla seguente
procedura:
a) Controllare il corretto funzionamento del processatore automatico dei tessuti
modello Leica ASP 300; qualsiasi anomalia di funzionamento riscontrata deve
essere comunicata al medico o al responsabile del servizio;
b) Accertarsi che il processatore abbia eseguito il ciclo di lavaggio prima di
procedere ad una nuova fase di processazione;
c) Riporre nella camera sottovuoto il o i cestelli contenenti le biocassette e
controllare che le stesse siano collocate adeguatamente e che ogni cestello sia
dotato di coperchio; successivamente chiudere con accortezza la camera
sottovuoto portando la leva fino in fondo; dotarsi sempre dei sistemi DPI in
dotazione.
d) Avviare il programma specifico facendo riferimento al tempo di processazione:
rapido per biopsie, normale per campioni non bioptici; impostare il programma
giornaliero “notturno” se la processazione dovrà terminare il giorno
successivo, il programma giornaliero”diurno” se invece sono previsti uno o più
giorni festivi e impostare di conseguenza la data e l’ora di termine del
programma (es. programma lungo con inizio venerdì e termine lunedì mattina);
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e) Controllare che il test di verificare del processatore sia andato a buon fine
prima di avviare definitivamente il programma di processazione; qualsiasi
anomalia di funzionamento riscontrata deve essere comunicata al medico o al
responsabile del servizio;
f) Il processatore dei tessuti utilizza del materiale di consumo (alcool 95, alcool
assoluto, paraffina e sostituto dello xilolo) che serve per la processazione e per
il ciclo di lavaggio a fine processo; in base al numero di biocassette processate,
la sostituzione dei solventi e della paraffina avviene mediamente ogni due
settimane; sarà cura tuttavia da parte del tecnico valutare l’efficienza del
processatore e variare di conseguenza il tempo di intervallo dei ricambi dei
solventi e della paraffina; il tecnico avrà il compito di sostituire i solventi e la
paraffina utilizzando gli appositi contenitori per lo smaltimento dei rifiuti
speciali; il ricambio dei solventi deve essere eseguito con la mascherina per i
solventi e gli occhiali in dotazione (DPI) nel primo pomeriggio; dopo non
sostare nella stanza di taglio ed inclusione ed accedervi il giorno successivo;
g) Al termine di ogni processo avviare il ciclo di lavaggio.
INCLUSIONE
La fase di inclusione comprende la preparazione dei blocchetti di paraffina con i
relativi campioni che saranno successivamente avviati alla taglio con il microtomo; è
di competenza tecnica con il supporto ed assistenza da parte del medico anatomo
patologo; lo strumento utilizzato per l’inclusione dei campioni istologici in paraffina
è la Centralina di Inclusione modello Bio-Optica; la fase di inclusione non richiede
l’accesso al sistema informatico di gestione Windopath e sarà il tecnico di turno
responsabile di tale procedura; gli operatori devono utilizzare sempre i DPI (guanti,
mascherine, ecc.) prima di iniziare l’inclusione dei campioni.
La fase di inclusione dei campioni prevede la seguente procedura:
a) Constatare il corretto funzionamento della centralina di inclusione, facendo
particolare attenzione alla temperatura della paraffina (+ 62 C°), alla
temperatura della piastra refrigerante PF100 (-15 C°) e alla temperatura (+
62C°) delle camere di alloggiamento delle biocassette e delle formine
metalliche dell’unità termica UT200; qualsiasi anomalia di funzionamento
riscontrata deve essere comunicata al medico o al responsabile del servizio;
b) Controllare che la camera DT500 contenete la paraffina liquida sia piena;
c) Posizionare le biocassette, che hanno ultimato la processazione, in ordine
crescete di numero di accettazione, nell’apposita unità termica della centralina
di inclusione;
d) Riempire in parte di paraffina liquida le formelle di metallo, prelevate dalla
camera termica a +62C°, utilizzando il dispensatore di paraffina DT500; la
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e)
f)
g)
h)
i)
j)
dimensione della formella deve corrispondere alla dimensione del campione da
includere;
Posizione il campione da includere sul fondo piatto della formella facendo
particolare attenzione al suo orientamento; per il corretto orientamento si deve
fare riferimento al piano di taglio durante il campionamento o al piano di taglio
che il campione subirà al microtomo, questo per garantire un visione ottimale
del campione al microscopio; per i campioni di piccole dimensione il corretto
orientamento dovrebbe essere facilitato dalla presenza della/e spugnetta/e
all’interno della biocassetta; qualsiasi dubbio o difficoltà che potrà presentarsi
per il corretto orientamento del o dei campioni, il tecnico dovrà richiedere
l’assistenza del medico o del responsabile del servizio;
Controllore sempre la corrispondenza del numero dei frammenti o delle biopsie
registrate nelle fasi di accettazione e campionamento e quello riscontrato
effettivamente nella fase di inclusione; si verifica a volte che minuti frammenti
possono restare attaccati alle spugnette e quindi gettati via se non individuati;
discordanze evidenziate devono essere segnalate sempre al medico o al
responsabile del servizio;
Pressare adeguatamente il campione per consentire un’adeguata adesione
dell’intera superficie dello stesso sul fondo della formella, in modo da ottenere
una sezione omogenea e continua del campione nella fase di taglio al
microtomo;
Prestare attenzione nell’utilizzare la biocassetta con il numero di accettazione
corrispondente al campione già posizionato nella formella; la biocassetta stessa
va adeguatamente collocata sopra la formella in acciaio con la parte vuota
rivolta verso l’alto e riempirla completamente di paraffina;
Le biocassette completate vanno posizionate sulla piastra refrigerante (-15C°) e
lasciate raffreddare per almeno ½ ora prima di essere avviate alla fase di taglio
con il microtomo;
Alla fine della fase di inclusione verificare il livello della paraffina ed
eventualmente provvedere a versare la quantità necessaria di paraffina solida
precedentemente consumata;
CAPITOLO 4
TAGLIO AL MICROTOMO
Il taglio dei campioni inclusi in paraffina rappresenta una fase di particolare
difficoltà tecnica e richiede una adeguata preparazione e attenzione; è di competenza
del tecnico con il supporto del medico anatomo patologo o del responsabile del
servizio; il Servizio di Anatomia Patologica è dotato di N. due microtomi
semiautomatici Leica RM2245 collocati su bancone; gli operatori devono utilizzare
sempre i DPI (guanti, mascherine, ecc.) prima di iniziare il taglio; prestare attenzione
Manuale delle Procedure
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alle lame che possono provocare ferite da taglio alle dita; nell’eventualità che questo
possa verificarsi informare immediatamente il responsabile del servizio.
La fase di taglio dei campioni inclusi in paraffina prevede la seguente procedura:
a) Constatare il corretto funzionamento del microtomo; qualsiasi anomalia di
funzionamento riscontrata deve essere comunicata al medico o al responsabile
del servizio;
b) Posizionare la biocassetta fredda con la parte smussa rivolta verso l’alto;
c) Procedere nella fase iniziale di sgrossamento (sezioni di 10-20 µm) del
blocchetto di paraffina fino ad ottenere una superficie di taglio che comprenda
l’intera sezione del campione;
d) Eseguire quindi dei tagli di 3-4 µm per ottenere le sezioni utili per le fasi
successive (allestimento e colorazione dei vetrini);
e) Al termine della fase di taglio al microtomo sarà cura del tecnico pulire e
eliminare i residui di paraffina ottenuti durante lo sgrossamento dei blocchetti,
riponendo gli scarti negli appositi contenitori dei rifiuti speciali;
ALLESTIMENTO VETRINI
L’allestimento dei vetrini rappresenta anch’essa come il taglio una fase di
particolare difficoltà tecnica e che richiede parimenti al taglio una adeguata
preparazione e manualità che si acquisisce con il tempo; sarà cura quindi del medico
o del tecnico già esperto provvedere alla formazione e controllo del personale tecnico
inesperto o che abbia una esperienza e manualità non adeguata alle procedure su
menzionate.
L’allestimento dei vetrini istologici prevede la seguente procedura:
a) Constatare il corretto funzionamento del bagno stendifette; il Servizio di
Anatomia Patologica è dotato di N. due stendifette modello Bio-Optica 1770
collocate su bancone a lato dei microtomi nella stanza contrassegnata con il N.
3; qualsiasi anomalia di funzionamento riscontrata deve essere comunicata al
medico o al responsabile del servizio;
b) Portare la temperatura dell’acqua a +38-40 C°; temperature superiori sciolgano
la paraffina e disperdono il campione in acqua, viceversa temperature inferiori
non consentono una corretta distensione della fetta tagliata, lasciando così delle
pieghe sulla sezione che daranno problemi nella lettura del preparato al
microscopio ottico;
c) La sezione di 3-4 µm appena tagliata va posizionata sull’acqua dello stendifette
e attendere il tempo necessario (1 minuto circa) prima di riportare la stessa sul
vetrino;
d) Sulla banda sabbiata del vetrino trascrivere a matita il numero di accettazione
del campione facendo attenzione che ci sia corrispondenza tra il numero del
Manuale delle Procedure
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blocchetto e quello trascritto sul vetrino; per facilitare tale controllo è
consigliabile tagliare i blocchetti in ordine crescente di accettazione;
e) Asciugare l’acqua in eccesso presente sul bordo del vetrino con della carta
bibula e lasciare asciugare il vetrini allestiti sulla piastra termica dello
stendifette per circa ½ ora; tuttavia per una migliore adesione delle sezioni sui
vetrini portaoggetti è preferibile fare stazionare gli stessi in stufa a 60-62 C°
per almeno 12 ore;
f) I vetrini asciugati possono essere avviati alle fasi successive (colorazione e
montaggio);
g) Le sezioni istologiche che saranno sottoposte alle colorazioni di istochimica o
di immunoistochimica devono essere posizionate su vetrini polisinati o
polarizzati; per queste si rende obbligatorio il passaggio in stufa a 60-62 C°
per un tempo non inferiore a 12 ore, al fine di garantire una corretta adesione
della sezione sul vetrino ed evitare che la stessa si possa staccare durante le fasi
di colorazione;
CAPITOLO 5
ESAME ESTEMPORANEO
L’esame estemporaneo consiste nell’eseguire un test diagnostico istologico rapido;
trova la sua precipua applicazione nel valutare le caratteristiche istologiche del
campione in esame generalmente in fase intraoperatoria, fornendo indicazioni al
medico richiedente sul comportamento terapeutico da adottare, in base alla natura
benigna o maligna della neoformazione in esame; è consigliabile non eseguire tale
procedura su campioni di dimensioni inferire al cm, in quanto gran parte del
campione stesso potrebbe essere persa durante la fase di taglio, non consentendo
quindi una valutazione ottimale delle stesso nella formulazione di una diagnosi
corretta; si utilizza il criostato congelatore modello MEV collocato nella stanza
contrassegnata con il N. 2; l’esame estemporaneo è di competenza del medico
anatomo patologo con l’assistenza del tecnico di laboratorio e prevede la seguente
procedura:
a) Constatare il corretto funzionamento del criostato congelatore; qualsiasi
anomalia di funzionamento riscontrata deve essere comunicata al medico o al
responsabile del servizio;
b) Portare a temperatura (generalmente ½ ora prima) la camera refrigerante
facendo riferimento al manuale d’uso, che indica la temperatura di utilizzo in
base al campione da esaminare;
c) Accertarsi che il campione inviato non sia fissato in formalina, ma “a fresco”
senza aggiunta di alcuna soluzione fisiologica o fissativo;
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
15
d) Controllare la corrispondenza dei dati trascritti sul “modulo di richiesta esame
estemporaneo” e quelli riportati sul contenitore del campione; dati contrastanti
devono essere comunicati immediatamente al medico richiedente e richiedere
la correzione della richiesta o l’invio di una nuova richiesta esame
estemporaneo;
e) I campioni correttamente inviati vanno registrati e inseriti con le stesse
modalità dei campioni citologici/istologici convenzionali;
f) Il campione o i campioni inviati per l’esame estemporaneo vanno campionati
con le medesime modalità riportate nel Capitolo 2;
g) Il campione da esaminare viene collocato su apposito porta campioni con
l’applicazione di una soluzione gel specifica per il taglio al criostato,
h) Il portacampione viene sistemato sulla barra refrigerante in attesa del suo
congelamento, che generalmente richiede qualche minuto; il tempo di
congelamento del campione può essere ridotto utilizzando uno spray
refrigerante;
i) Le sezioni al criostato congelatore si ottengono con le stesse modalità illustrate
nel Capitolo 4, taglio al microtomo;
j) I vetrini allestiti con le sezioni criostatate (6-7µm) vengono colorate
immediatamente secondo la procedura standard di colorazione in EE per
sezioni ottenute al criostato.
CAPITOLO 6
COLORAZIONE DEI VETRINI
La colorazione dei vetrini rappresenta la fase dove i campioni istologici e
citologici collocati sul vetrino vengono colorati; ciò consente, tramite la visione al
microscopio, la “lettura” del preparato, nella finalità di formulare la diagnosi. Tale
procedura è di competenza tecnica con l’ausilio e il supporto da parte del medico
anatomo patologo.
La colorazione può essere fatta in modalità semi-automatica o manuale; la
colorazione semi-automatica utilizza il coloratore automatico; il Servizio di Anatomia
Patologica è dotato di N. 2 coloratori automatici Leica ST5020: uno dedicato alla
colorazione dei campioni istologici tramite le metodiche di EE (ematossilina/eosina)
e PAS, l’altro dedicato alla colorazione dei campioni citologici non cervico-vaginali
tramite la metodica EE e i citologici cervico-vaginali (pap-test) tramite la metodica
Papanicoloau.
La colorazione semi-automatica dei vetrini prevede la seguente procedura:
a) Prima di avviare il coloratore automatico togliere i coperchi delle vaschette
contenti i reagenti e coloranti;
Manuale delle Procedure
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16
b) Constatare il corretto funzionamento del coloratore automatico; qualsiasi
anomalia di funzionamento riscontrata deve essere comunicata al medico o al
responsabile del servizio;
c) Verificare che le vaschette siano piene, viceversa provvedere al rabbocco del
reagente o colorante corrispondente;
d) Avviare la colorazione dei vetrini utilizzando i cestelli specifici per tipo di
colorazione; si desume ciò verificando il colore visualizzato sullo schermo
posizionato sulla parte destra del coloratore; la colorazione avviene
automaticamente seguendo le impostazioni fornite al coloratore automatico;
e) Al termine di ogni colorazione l’operatore sarà avvisato con un segnale
acustico;
f) Per tutto il tempo tenere sempre abbassato il coperchio del coloratore, onde
evitare che i vapori dei reagenti possano saturare l’ambiente lavorativo;
g) Il coloratore dei vetrini utilizza del materiale di consumo (coloranti, alcool 95,
alcool assoluto e sostituto dello xilolo); in base al numero dei vetrini colorati,
la sostituzione dei solventi e dei coloranti avviene mediamente ogni settimana;
sarà cura tuttavia da parte del tecnico con l’assistenza del medico anatomo
patologo valutare la qualità della colorazione e variare di conseguenza il tempo
di intervallo dei ricambi dei solventi e dei coloranti; il tecnico avrà il compito
di sostituire i solventi e i coloranti utilizzando gli appositi contenitori per lo
smaltimento dei rifiuti speciali.
La colorazione eseguita in modalità manuale prevede invece l’utilizzo di kits per
le colorazioni speciali o di istochimica; vengono eseguite dal tecnico e si fa
riferimento alla procedura trascritta dalla casa produttrice; viene sempre eseguita
utilizzando i PDI (guanti, mascherine, eee.) e sotto cappa aspirante.
Le colorazioni manuali eseguite manualmente sono le seguenti:
1. May-Grünwalg Giemsa per gli strisci da agoaspirato midollare;
2. Giemsa per la ricerca HP su biopsie endoscopiche;
3. Tricromica di Mallory;
4. Impregnazione argentica (reticolo);
5. Rosso Congo;
6. Alcian blu;
7. Colorazione di Gram;
8. Perls;
9. Ziehl-Neelsen;
MONTAGGIO VETRINI
Il montaggio dei vetrini citologici ed istologici rappresenta la fase conclusiva
dell’intera procedura che porta il campione da esaminare alla visione microscopica da
Manuale delle Procedure
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17
parte dell’anatomo patologo; è di competenza del tecnico e viene sempre eseguita
sotto cappa aspirante e utilizzando i DPI; il Servizio di Anatomia Patologica è dotato
di N. due cappe aspiranti modello Asalair 1200 collocate nella stanza centrale; il
montaggio dei vetrini prevede la seguente procedura (montaggio manuale):
a) Constatare il corretto funzionamento della cappa aspirante; qualsiasi anomalia
di funzionamento riscontrata deve essere comunicata al medico o al
responsabile del servizio;
b) Completata la colorazione i vetrini vanno posizionati con tutto il cestello
portavetrini in una vaschetta contenente sostituito dello xilolo (bio-clear), che è
alloggiata sul piano di lavoro della cappa aspirante; se utilizzato xilolo non
spostare il contenitore da sotto la cappa aspirante e usare sempre la mascherina
in dotazione;
c) Con una pinzetta prelevare dal cestello i vetrini colorati e posizionarli sulla
carta assorbente collocata sul piano di lavoro della cappa aspirante;
d) Versare su ogni vetrino una o due gocce di montante (tipo eukitt) e comunque
sufficiente nel consentire la completa adesione del vetrino coprioggetto sul
vetrino portaoggetto (o porta campione);
e) Immergere il vetrino coprioggetto nello sostituto dello xilolo (bio-clear) o
xilolo e posizionarlo con accortezza sul vetrino portaoggetto; fare attenzione
alla formazione di bolle d’aria che si possono formare tra i due vetrini, in tal
caso premere delicatamente sul vetrino portaoggetto contendendo
l’eliminazione della bolla d’aria;
f) Eliminare l’eccesso di montante presente sul o sui bordi del vetrino;
g) Lasciare asciugare i vetrini montati per circa 3-4 ore sul piano di lavoro della
cappa aspirante (non prima);
h) Applicare sulla banda sabbiata l’etichetta adesiva con il numero corrispondente
trascritto sul vetrino stesso; prestare attenzione che ci sia sempre
corrispondenza tra il numero scritto sull’etichetta e quello trascritto sulla banda
sabbiata del vetrino;
i) I vetrini asciutti vanno collocati su appositi contenitori piani o “vassoi” in
ordine crescente di numero e con lo stesso orientamento; va lasciato uno spazio
vuoto tra un caso e l’altro;
j) Ad ogni “vassoi” vanno allegati i moduli di richiesta, prestando attenzione che
ci sia corrispondenza tra il numero scritto sull’etichetta dei vetrini e il numero
riportato sulle richieste;
k) Dividere su “vassoi” diversi i casi citologici ed istologici;
l) Consegnare i “vassoi” allestiti con i relativi casi assegnati ad ogni anatomo
patologo;
m) I casi contrassegnati come “urgente” dal medico richiedente o dall’anatomo
patologo hanno priorità sugli altri e quindi il tecnico deve consegnare gli stessi
prima degli altri e su “vassoi” diversi;
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
18
n) Attualmente dato che il Servizio di Anatomia Patologica è dotato di un
montavetrini automatico Leica CV5030, i passaggi che vanno da b) ad f) sono
automatizzati, senza l’intervento del tecnico; tuttavia priva di avviare i vetrini
colorati al montaggio con il montavetrini automatico è opportuno immergere
gli stessi per pochi minuti nello xilolo sempre sotto la cappa aspirante ed
indossando la mascherina in dotazione, al fine di garantire una corretta
compatibilità con la soluzione montante attualmente utilizzata (solubile in
xilolo e non nei suoi sostituti).
CAPITOLO 7
ARCHIVIAZIONE VETRINI
L’archiviazione dei vetrini citologici ed istologici consiste nella conservazione dei
preparati che sono stati esaminati da parte dell’anatomo patologo nel formulare la
diagnosi conclusiva; è di competenza del tecnico; l’archiviazione dei vetrini prevede
la seguente procedura:
a) I vetrini utilizzati per la diagnosi conclusiva vengono riposti negli appositi
“vassoi” e consegnati al tecnico per la loro archiviazione;
b) Il tecnico avrà cura di controllare l’integrità dei vetrini prima di procedere alla
loro archiviazione;
c) I vetrini vengono conservati in appositi moduli dotati di cassetti in ordine
crescente di accettazione;
d) Riporre un’etichetta su entrambi i lati di ogni cassetto che indica il numero più
basso di accettazione da una parte e il numero più alto di accettazione dall’altra
parte; questo per facilitare la loro individuazione ogni qualvolta è necessario
(revisione dei casi o casi inviati in consulenza);
e) I vetrini possono essere richiesti dal paziente per essere utilizzati in eventuali
consulti presso altre strutture di anatomia patologica; la richiesta deve essere
fatta direttamente dal paziente o da altra persona su apposita delegata firmata; i
vetrini secondo le normative vigenti sono di proprietà del paziente e il Servizio
di Anatomia Patologica ne è solamente il custode, al pari di una “banca di
tessuti”;
f) All’atto della consegna del o dei vetrini il paziente o suo delegato dovrà
firmare il “modulo di consegna” blocchetti/vetrini; il modulo sarà archiviato e
la consegna dei vetrini deve essere registrata su apposito registro “Consegna
blocchetti/vetrini”; all’atto della consegna del o dei vetrini sul “modulo di
consegna” deve essere posta la data e la firma di chi ritira, che attesta
l’avvenuta consegna del materiale preso in visone.
Manuale delle Procedure
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19
ARCHIVIAZIONE BLOCCHETTI
L’archiviazione dei blocchetti consiste nella conservazione dei preparati
istologici che sono stati utilizzati per il taglio al microtomo; è di competenza del
tecnico; l’archiviazione dei blocchetti prevede la seguente procedura:
g) Il tecnico avrà cura di controllare l’integrità dei blocchetti in paraffina prima di
procedere alla loro archiviazione;
h) I blocchetti vengono conservati in appositi moduli dotati di cassetti in ordine
crescente di accettazione;
i) Riporre un’etichetta su entrambi i lati di ogni cassetto che indica il numero più
basso di accettazione da una parte e il numero più alto di accettazione dall’altra
parte; questo per facilitare la loro individuazione ogni qualvolta è necessario
(ulteriori ritagli per revisione dei casi o casi inviati in consulenza);
j) I blocchetti possono essere richiesti dal paziente per essere utilizzati in
eventuali consulti presso altre strutture di anatomia patologica; la richiesta
deve essere fatta direttamente dal paziente o da altra persona su apposita
delegata firmata; i blocchetti secondo le normative vigenti sono di proprietà del
paziente e il Servizio di Anatomia Patologica ne è solamente il custode, al pari
di una “banca di tessuti”;
k) All’atto della consegna del o dei blocchetti il paziente o suo delegato dovrà
firmare il “modulo di consegna” blocchetti/vetrini; il modulo sarà archiviato e
la consegna dei blocchetti deve essere registrata su apposito registro
“Consegna blocchetti/vetrini”;all’atto della consegna del o dei blocchetti sul
“modulo di consegna” deve essere posta la data e la firma di chi ritira, che
attesta l’avvenuta consegna del materiale preso in visone;
CAPITOLO 8
REFERTAZIONE
La refertazione rappresenta la fase conclusiva ed è di esclusiva competenza del
medico anatomo patologo; la refertazione fa riferimento alle linee guida
internazionali validate, con il supporto della letteratura nazionale e internazionale; i
testi di riferimento maggiormente utilizzati sono:
Manuale delle Procedure
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20
1) Sargical Pathology, Rosai IX edizione;
2) WHO Classification of tumours;
3) Diagnostic Histopathology of Tumours, Fletcher Second Edition;
4) Diagnosis of Endometrial Biopsies and Curettings, Kurman Second Edition;
5) Bone Marrow Diagnosis, Brown, etc., Second edition;
6) Gastrointestinal Pathology, Chandrasoma;
7) Atlante di Dermatopatologia, Guido Massi;
8) Bollettino scientifico SIAPEC Pathologica.
Il servizio di Anatomia Patologica dispone inoltre di testi-atlante di citopatologia,
di patologia linfonodale, da patologia prostatica, di patologia mammaria, etc; testi di
patologia fetale e placentare, ecc.
Prima di iniziare a leggere il vetrino al microscopio il medico anatomo patologo
dovrà eseguire la seguente procedura:
a) Accede al sistema di gestione Windopath inserendo la propria ID e password;
b) Apre i casi che gli sono stati assegnati e che devono essere refertati;
c) Dovrà sempre controllare la corrispondenza tra i dati inseriti nel sistema di
gestione, i dati trascritti sul “modulo di richiesta” e il numero riportato sul
vetrino; qualsiasi discordanza riscontrata deve essere comunicata al tecnico
responsabile del procedimento di colorazione e montaggio vetrini, facendo
riferimento ai turni di servizio settimanali;
d) È consigliabile procedere con la refertazione dei casi in ordine crescente di
accettazione, che fa riferimento alla data di consegna del campione;
e) I casi inviati con urgenza dal medico richiedente devono avere la priorità e
refertati prima degli altri;
f) Sarà comunque a giudizio dell’anatomo patologo dare le priorità dei casi da
esaminare che gli sono stati assegnati (es. patologie neoplastiche dovrebbero
avere la precedenza su casi di sicura patologia non neoplastica e che comunque
non rappresentano rischio o pericolo per il paziente);
g) L’anatomo patologo generalmente referta i casi che gli sono stati assegnati
nella fase di accettazione, che fa riferimento ai turni settimanali; in assenza del
patologo (ferie, permessi o malattia) il caso urgente viene refertato dal o dagli
altri patologi presenti in servizio;
h) La refertazione è di competenza dell’anatomo patologo che utilizza le proprie
conoscenze e esperienza professionale nell’intento di formulare una diagnosi
corretta e definitiva;
i) La refertazione di casi complessi o di particolare difficoltà diagnostica può
richiedere la visione collegiale;
j) Casi di particolare difficoltà diagnostica e che possono determinare rischio o
danni per il paziente devono essere sottoposti sempre alla visione e giudizio del
Responsabile del Servizio di Anatomia Patologica; su tali referti va apposta la
doppia firma, che attesta la visione di entrambi gli anatomi patologi; inoltre il
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
21
Responsabile del Servizio di Anatomia Patologica è sempre a disposizione dei
colleghi anatomi patologici (dirigenti medici) nella valutazione o revisione
collegiale dei preparati cito/istologici con l’ausilio del microscopio a multiteste
di cui il Servizio di Anatomia Patologica è dotato;
k) Sempre a giudizio del medico anatomo patologo o del responsabile del
servizio, il caso o i casi di particolare difficoltà diagnostica o di dubbia
interpretazione possono essere sottoposti a visione e consulenza (second
opinion) presso altri servizi di anatomia patologica con l’invio dei
vetrini/blocchetti o di immagini e vetrini digitali; questo nell’intento di
formulare una diagnosi corretta o comunque compatibile con il caso in esame;
l) Il tempo di refertazione fa riferimento alle indicazione date dalla SIAPEC e
dalle società scientifiche internazionali; il tempo medio necessario alla
refertazione utilizzato dal Servizio di Anatomia Patologica è di 6-7 giorni
lavorativi, dal momento dell’accettazione all’atto della stampa e firma del
referto stesso; tempi più lunghi possono essere richiesti per la soluzione di casi
di particolare difficoltà diagnostica, qualora necessiti l’impiego di metodiche
ancillari (tipo istochimica, immunoistochimica, biologia molecolare, ecc.), o se
il caso deve essere sottoposto a consulenza esterna;
m) All’atto della firma il medico anatomo patologo deve controllare la esatta
corrispondenza della tariffa del caso con la procedura utilizzata; se
corrispondenza cliccare su OK, altrimenti dovrà trovare dall’elenco in basso la
tariffa corrispondenza e cliccarci sopra con il tasto sinistro del mouse;
n) Completato di scrivere il referto il medico anatomo patologo deve controllare
tutti i dati trascritti cliccando su “anteprima referto”; verificata la correttezza
dei dati può avviare il processo di stampa;
o) Stampare un referto in originale che va firmato e consegnato; un secondo
referto stampato come “copy” viene archiviato secondo le normative vigenti;
p) I referti firmati vanno imbustati o raccolti in appositi contenitori modulari e
collocati nel settore dell’accettazione; il tecnico provvederà a controllare la
corrispondenza tra il reparto o servizio richiedente e la busta o modulo dove i
referti andranno collocati;
q) La raccolta dei referti per pazienti ricoverati o in regime ambulatoriale viene
fatta facendo riferimento al P.O. o Ambulatorio di provenienza e al reparto
richiedente;
r) In altro modulo vengono raccolti i referti per i pazienti esterni, non ricoverati;
s) Dal 01/03/2012 è stata avviata la procedura di controllo di qualità interno per
la lettura dei pap-test; essa prevede la revisione casuale di circa 15
vetrini/mese; i casi da revisionare saranno indicati volta per volta durante il
mese in corso dal Responsabile del Servizio; ogni anatomo patologo avrà cura
di compilare segretamente apposita scheda mensile personale, riportando la
propria valutazione citologica (NEG, ASC-US, ASC-H, L-SIL, H-SIL, AGUS
e CA); i dati saranno successivamente riportati su una scheda mensile che
comprenderà le valutazioni citologiche complessive; eventuali discordanze
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
22
prevedono obbligatoriamente la revisione collegiale del/i pap-test ed
eventualmente il rinvio di un nuovo referto, giustificando le motivazioni della
revisione del pap-test; dopo ogni revisione mensile la scheda deve essere
firmata dai medici del Servizio di Anatomia Patologica; a fine anno sarà stilato
un verbale conclusivo in riferimento a quanto riportato al punto s); in
considerazione del fatto che il Servizio di Anatomia Patologica del P.O. di
Rossano (CS) esegue la lettura, come screening della cervice uterina, di circa
5.500/6.000 pap-test/anno, saranno sottoposti a revisione circa il 8-10% dei
casi esaminati. Per l’anno 2014 è prevista una drastica riduzione dei pap-test
esaminati pari a circa 1500-2000 pap-test/anno; per tale motivo si è
collegialmente deciso di sottoporre a revisione interna 15 vetrini al mese.
CAPITOLO 9
CONSEGNA REFERTI
Il referto rappresenta il prodotto finale della procedura analitica, che ha avuto
inizio con la fase di accettazione del campione; la consegna dei referti consiste nel far
recapitare il prodotto finale (referto) al richiedente, rappresentato dal reparto/servizio
ospedaliero o ambulatoriale o dal diretto interessato, il paziente stesso; la consegna
dei referti è di competenza del tecnico, con il supporto qualora necessario del medico
anatomo patologo; deve essere seguita la seguente procedura:
a) I referti dei PP.OO. di Corigliano, Cetraro, Praia a Mare, Cariati e Trebisacce
vengono consegnati in unica busta chiusa al corriere o messo e inviati
direttamente alla relativa Direzione Sanitaria, che provvederà a far recapitare i
referti ai reparti o ai servizi richiedenti del medesimo P.O.;
b) I referti del P.O. di Rossano vengono consegnati direttamente ai reparti o ai
servizi richiedenti tramite il messo (infermiere o ausiliare) incaricato dal
medico o dal direttore dell’U.O. stessa;
c) I referti dei pazienti esterni devono essere necessariamente consegnati al
diretto interessato o a persona di fiducia con apposita delega secondo le
normative vigenti;
d) Il paziente che ritira il proprio referto deve essere riconosciuto da chi consegna
il referto tramite documento valido di riconoscimento o per conoscenza diretta;
e) All’atto del ritiro del o dei referti deve essere firmato il registro degli esami
citologici, istologici e pap-test trascrivendo la data del ritiro e la firma.
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
23
ARCHIVIAZIONE REFERTI
L’archiviazione dei referti è di competenza del tecnico, con il supporto qualora
necessario del medico anatomo patologo; deve essere seguita la seguente procedura:
a) La copia referto va spillata al “modulo di richiesta” esame
citologico/istologico/ estemporaneo;
b) Il tecnico avrà cura di controllare la corrispondenza tra il modulo di richiesta e
la copia referto;
c) I referti vanno archiviati in appositi distinti raccoglitori, separando i citologici,
dagli istologici e dai pap-test;
d) I raccoglitori completi vanno conservati nella stanza archivio ubicata al piano
terra del PO di Rossano;
e) La copia referto, che rappresenta il materiale cartaceo, viene conservata
facendo riferimento alla normativa vigente.
CAPITOLO 10
SETTORE IMMUNOISTOCHIMICA
Il Servizio di Anatomia Patologica è dotata di apparecchiature di sistemi semiautomatici di immunoistochimica; essi constato di un immunocoloratore automatico
Autostainer Link 48 Dako con relativo PT Link, di una pentola a pressione per la
determinazione dei recettori ER-PR e di “bagno termostatato” dotazione DAKO per
la determinazione dell’HER-2.
La maggior parte degli anticorpi viene testata con l’immunocoloratore automatico
e si utilizza la procedura standard di seguito specifica:
1) Inserire i vetrini da testare utilizzando il programma specifico Autostainer
DAKO cliccando sull’icona “nuovi vetrini” dove viene riportato il numero del
caso, il patologo di riferimento, il tecnico e l’anticorpo da testare sulla voce
protocollo; il programma dà l’elenco di tutti gli anticorpi caricati nel database e
di quelli inseriti dall’utente: fare quindi attenzione al corretto inserimento
dell’anticorpo (quelli pronti all’uso e già diluiti hanno la banda verde; quelli
preparati dall’utente sono contenuti nelle normali bottigliette in plastica privi di
banda colorata e recanti sul dorso l’etichetta che indica il nome dell’anticorpo
dato dall’utente e la data di scadenza); per ogni anticorpo cliccare il numero di
bande “gialle” da una a tre massimo (bande di dispersione), facendo
riferimento all’estensione della fetta sul vetrino e alla sua collocazione;
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
24
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
cliccare successivamente su “aggiungi vetrino” e ripetere l’operazione per ogni
vetrino da inserire dello stesso caso;
Al termine dell’inserimento di ogni caso si clicca su “stampa tutte le etichette”
e si stampano tutte le etichette da applicare sui vetrini corrispondenti; subito
dopo si clicca su “caso completato” al fine di procedere all’inserimento di un
nuovo caso;
Completato l’inserimento di tutti i casi si separano i vetrini che utilizzano il
LOW o HIGT pH per lo smascheramento che viene effettuato al PT Link;
collocare i vetrini separati per pH in rack diversi per un massimo di 12 vetrini
per rack; l’immunocoloratore può testare un massimo di 48 vetrini;
Per i vetrini dove non è richiesto nessuno trattamento con il pH, questi vanno
sparaffinati, lavati in acqua distillata e avviati all’immunocoloratore
Autostainer Link 48 con gli altri vetrini precedentemente trattati;
Immergere i vetrini separati per pH nel liquido specifico del PT Link (rosso per
pH basso o acido e blu per pH alto o basico) e accendere lo strumento; sul
display comparirà una videata che indica il livello dei liquidi (in alto a sinistra)
qualora lo stesso non è sufficiente; successivamente premere su RUN due
volte; apparirà sul display Warmup che indica l’inizio dello smascheramento;
Il PT Link è dotato di due vasche a diversi pH; la procedure si avvia a
coperchio chiuso premendo su RUN due volte per ogni vasca; nel caso venga
utilizzata una sola vasca (solo vetrini a unico pH) è sufficiente cliccare sul
RUN corrispondente, evitando che la vasca vuota faccia il ciclo di
smascheramento;
Il corretto funzionamento del PT Link deve essere controllato sul monitor del
PC dell’immunocoloratore, facendo riferimento al programma specifico PT
Link DAKO; viene infatti indicata la fase di riscaldamento che porta la
temperatura delle soluzioni a 97-98 C° e le vasche presenti sulla videata
diventano rosse, la fase di smascheramento che dura 15 minuti e la fase di
raffreddamento, in questo caso le vasche presenti in videata cominciano a
perdere l’intensità del colore rosso;
Ritornare nuovamente sul programma principale Autostainer e cliccare
sull’icona “in sospeso” e sarà visibile sul monitor l’elenco dei vetrini da
testare; cliccando su “reagenti” apparirà l’elenco degli reagenti che saranno
utilizzati per la seduta programmata, con relative quantità; controllare quindi
che i reagenti abbiano il volume di reagente necessario per i test, utilizzando il
barcode e cliccando sul Qr code del flacone del reagente da controllare; per
fare questo è necessario uscire dalla videata “reagenti”
La DAB va sempre preparata al momento della seduta secondo la seguente
procedura: sulla videata “reagenti” sarà evidenziata o evidenziare la riga DAB;
prendere una bottiglietta vuota da 5-12-25 ml in base alla soluzione necessaria
da preparare (è opportuno preparare sempre 2-3 ml in più della quantità
richiesta in quanto bisogna tener conto del volume morto, che sarà sempre
indicato sulla videata); cliccare sul Qr code con il barcode e apparirà sul
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
25
monitor la videata per riempire la bottiglia; inserire il volume da preparare, il
numero del lotto (presente sulla soluzione solvente della DAB e la data di
scadenza a 5 (cinque) giorni; stampare l’etichetta e chiudere la videata; in
seguito prendere dal frigo il solvente (flacone grande contrassegnato con il
colore marrone) e la soluzione madre (flacone piccolo contrassegnato sempre
con il colore marrone); prelevare tanti ml quanti richiesti e aggiungere una
goccia di soluzione madre per ogni ml; agitare delicatamente la soluzione per
renderla omogenea evitando la formazione di bolle d’aria; le bolle d’aria vanno
sempre aspirate con una pipetta;
10)
Preparati il rack o i rack con i reagenti, in attesa del completamento dello
smascheramento con il PT Link, riporre i rack nell’immunocoloratore;
11)
Il PT Link al termine del processo emette un suono di allarme; al
secondo suono di allarme della seconda vasca (se attivata), il coperchio è
sbloccato; spegnere lo strumento dall’interruttore principale collocato in basso
in fondo a destra ed aprire il coperchio;
12)
Immergere immediatamente i vetrini con il rack direttamente nelle
soluzioni tampone (buffer) preparate contrassegnate con il colore rosso per pH
basso e con il colore blu per pH alto e lasciare i vetrini nel tampone per almeno
20 minuti; le soluzioni tampone si preparano diluendo il Buffer X20 con acqua
distillata 1:19 (es. 100 cc di buffer e 1900 cc di acqua distillata) o diluendo il
Buffer senza contrassegno (che si intende 10X) con acqua distillata 1:9 (es.
100 cc di Buffer e 900 cc di acqua distillata);
13)
Trascorsi 20-22 minuti togliere i vetrini con tutto il rack dal tampone,
lavare i vetrini con tampone e collocarli nell’immunocoloratore, inserendo
correttamente il rack nel suo alloggiamento (fori di ancoraggio); bagnare i
vetrini con tampone per evitare che si possano asciugare le fette di tessuto;
14)
Ritornare sulla videata principale di Autostainer DAKO, cliccare si
“strumenti” e su “avvio” e dare OK;
15)
Lo strumento con il barcode del braccio automatico andrà a testare i Qr
code dei vetrini e dei reagenti; al termine dell’operazione se tutto è andato a
buon fine i vetrini sul monitor saranno di colore giallo e i reagenti nei rack di
colore verde; successivamente lo strumento fornirà la quantità di tampone e di
acqua distillata necessari per la procedura (1-2 minuti); controllore quindi che i
liquidi richiesi presenti nei bidoni collocati sotto lo strumento siano sufficienti;
quindi premere OK ed avviare la procedura; al termine della proceda lo
strumento emetterà un suono di fine;
16)
I vetrini testati vanno tolti dal rack o dai rack, disidratati con soluzioni di
alcool crescenti, diafanizzati nello sostituto dello xilolo/xilolo e montati
manualmente o con il montavetrini automatico (vedi procedura “montaggio
vetrini”); i vetrini invece che utilizzano l’AEC non vanno disidrati in alcool,
ma montati con un montante acquoso, questo a fine di evitare che il sistema di
rivelazione AEC vada perso con le soluzione alcooliche;
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
26
17)
La soluzione tampone o buffer presente nel bidone collocato sotto
l’immunocoloratore è la stessa di quella utilizzata nelle vasche di colore grigio
con coperchio trasparente e si preparano allo stesso modo utilizzando le stesse
quantità di diluizione;
18)
Le soluzioni invece presenti nel PT Link si preparano nel seguente
modo: diluire in 1.500 ml di acqua distillata un flacone di 30 ml di Target
Retrieval Solution a Ph alto (colore azzurro) e versare nella vaschetta
contrassegnata con il bollino azzurro; diluire in 1.500 ml di acqua distillata un
flacone di 30 ml di Target Retrieval Solution a Ph basso (colore rosso) e
versare nella vaschetta contrassegnata con il bollino rosso; aprire la schermata
del PT Link sul PC, cliccare su PT1, cliccare su Fluido TR, cliccare su data
miscelazione, cliccare su Today e poi su salva; ripetere l’operazione sull’altro
fluido TR. Le soluzione così preparate hanno una durata massima di tre cicli; al
terzo ciclo il numero 3/3 posto sotto Fluido TR diventerà di colore rosso. Non
chiudere mai il programma PT Link col la X, ma cliccare sul segno col la barra
in basso posto alla sinistra del segno X che serve per chiudere il programma; la
chiusura del programma comporta l’azzeramento della data di miscelazione. Il
PT Link si accenda con il tasto posto in basso a destra dello strumento; sulla
display comparirà in alto a destra un eventuale segnale di allarme se il livello
del liquido non è sufficiente; per avviare il PT Link premere due volte su RUN
a sinistra e due volte su RUN a destra (sempre se entrambe le vaschette
contengono i vetrini da smascherare); alla fine del processo il PT Link da un
segnale di allarme; attendere entrambi i segnali di allarme che confermano la
fine dei processi delle due vaschette; spegnere il PT Link dall’interruttore
principale, aprire il coperchio, togliere i vetrini e collocarli immediatamente
nelle vaschette di buffer contrassegnate con il colore rosso (acido) e con il
colore azzurro (basico); lasciare il vetrini nel buffer per almeno 20 minuti e poi
avviare alla processazione nell’immunocoloratore; non lasciare mai asciugare i
vetrini nell’immunocoloratore, che vanno lavati con il buffer contenuto nella
spruzzetta; coprire sempre i vetrini con il buffer contenuto nella spruzzetta.
19)
Il programma Autostainer DAKO è dotato di sistemi di controllo e
sicurezza che garantiscono la corretta esecuzione della procedura di
immunocolorazione; infatti al termine del controllo dei vetrini e dei reagenti
eseguito dall’immunocoloratore possono essere individuati i seguenti segnali di
allarme: reagente/i non posizionato/i correttamente nel rack, reagente/i
scaduto/i, livello del reagente basso e non sufficiente; sulla videata al termine
della mappatura dei reagenti potrebbero evidenziati tali segnali di allarme e
vengono date le indicazioni di correzione da eseguire dettagliatamente; a volte
alcuni reagenti non vengono riconosciuti dal barcode dell’Autostainer anche se
correttamente posizionati nel rack, per evitare questa anomalia è necessario
abbassare il pannello opaco dell’Autostainer e passare un pezzo di carta
asciugamani sul Qd code del flacone/i non mappato/i dal barcode; se la
Manuale delle Procedure
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27
mappatura è completa e senza segnali di allarme comparirà sulla videata il
segnale di OK che cliccato darà inizio alla procedura programmata;
20)
Nel caso in cui uno o più anticorpi sono scaduti e non si ha la possibilità
di sostituirli, la corsa programmata può essere avviata eliminando o
sospendendo il caso o i casi programmati; rifare nuovamente la stampa della
nuova mappa eliminando sempre la precedente come illustrato al punto 9 e
avviare la mappatura dei vetrini e dei reagenti;
21)
Sempre sul Programma Autostainer Link cliccando su “completato” si
possono evidenziare l’elenco dei casi completati, che possono essere ricercati
per data, patologo e tipo di protocollo.
SMASCHERAMENTO PER TEST ER/PR DAKO
1) Sparaffinare i vetrini da testare inseriti nella procedura con il coloratore
automatico;
2) Lavare i vetrini sparaffinati in acqua distillata;
3) Preparare la soluzione di smascheramento del Kit Test ER/PR DAKO che va
versata nella vaschetta di colore verde in dotazione con il “bagno
termostatato”: diluire 25 ml di soluzione Epitope Retrieval Solution (10X) in
225 ml di acqua distillata;
4) Immergere il rack con i vetrini da testare nella soluzione; gli spazi vuoti del
rack vanno occupati con vetrini normali;
5) Nel frattempo versare 500 ml di acqua distillata nella pentola a pressione e
seguire la seguente procedura: collocare nella soluzione del contenitore verde il
rack con i vetrini da testare, mettere il contenitore verde con i vetrini senza
coperchio nella pentola a pressione a temperatura ambiente e posizionare sopra
la cartina di controllo; chiudere la pentola a pressione, accendere la pentola a
pressione utilizzando il tasto ON/OFF posto in basso e sul lato destro e
premere il tasto STRAT/STOP presente sul pannello digitale; aspettare il
primo suono di allarme emesso dalla pentola a pressione e cliccare sul tasto
STRAT/STOP presente sul pannello digitale; aspettare il secondo suono di
allarme emesso dalla pentola a pressione e cliccare nuovamente il tasto
STRAT/STOP presente sul pannello digitale; aspettare che la pressione della
pentola arrivi a zero e aprire il coperchio, controllare la striscia che deve essere
di colore nero, attestante la corretta procedura di smascheramento; lasciare
raffreddare la vaschetta verde senza coperchio fuori dalla pentola a pressione
per circa 15 minuti;
Manuale delle Procedure
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6) Immergere i vetrini montati sul rack dell’immunocoloratore nella vaschetta
grigia e lasciare a bagno nel tampone per circa 5 minuti; fare sempre attenzione
a non fare asciugare i vetrini;
7) Trascorsi 5 minuti togliere i vetrini con tutto il rack dal tampone, lavare i
vetrini con tampone e collocarli nell’immunocoloratore, inserendo
correttamente il rack nel suo alloggiamento (fori di ancoraggio); bagnare i
vetrini con tampone per evitare che si possano asciugare le fette di tessuto;
8) Completata la procedura di smascheramento avviare i vetrini con l’Autostainer
DAKO secondo il protocollo impostato;
9) Il protocollo impostato prevede l’inserimento del vetrino da testare e del
vetrino di controllo per ogni caso da valutare; fare tale operazione sia per ER
che per PR (in totale tre vetrini complessivi per ogni caso);
10)
Gli anticorpi da inserire al momento della programmazione sono i
seguenti: cliccando su protocollo inserire ER Test Dako per gli estrogeni, PR
Test Dako per il progesterone NCR Test Dako per il controllo negativo;
inserire ad ogni seduta le linee cellulari ER Dako controll cell e PR Dako
controll cell, che attesta la corretta esecuzione della procedura.
11)
La DAB per ER e PR si prepara utilizzando una goccia di soluzione
madre diluita in 1 ml di soluzione presenti nella confezione per ER/PR Kit;
preparare tanta DAB per quanto richiesta con le stesse modalità come al punto
8 del Settore Immunoistochimica.
SMASCHERAMENTO PER TEST HER-2 DAKO
12)
Sparaffinare i vetrini da testare inseriti nella procedura con il coloratore
automatico;
13)
Lavare i vetrini sparaffinati in acqua distillata;
14)
Preparare la soluzione di smascheramento del Kit Test HER-2 DAKO
che va versata nella vaschetta di colore verde in dotazione con il “bagno
termostatato”: diluire 25 ml di soluzione Epitope Retrieval Solution (10X) in
225 ml di acqua distillata;
15)
Immergere il rack con i vetrini da testare nella soluzione; gli spazi vuoti
del rack vanno occupati con vetrini normali;
16)
Nel frattempo accendere il “bagno termostato”; se il livello dell’acqua è
basso lo strumento darà un segnale di allarme e bisogna aggiungere acqua di
fonte nella vaschetta;
17)
Quando la temperatura sarà di 98 C° immergere la vaschetta verde con il
coperchio e relativo supporto nella vasca del bagnetto, chiudere lo sportello a
lasciare a bagno per 40 minuti esatti;
18)
Trascorsi i 40 minuti esatti togliere la vaschetta verde dal bagnetto,
togliere il coperchio verde e lasciare raffreddare il tutto per 20 minuti;
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
29
19)
Immergere i vetrini montati sul rack dell’immunocoloratore nella
vaschetta grigia e lasciare a bagno nel tampone per circa 5 minuti; fare sempre
attenzione a non fare asciugare i vetrini;
20)
Trascorsi 5 minuti togliere i vetrini con tutto il rack dal tampone, lavare i
vetrini con tampone e collocarli nell’immunocoloratore, inserendo
correttamente il rack nel suo alloggiamento (fori di ancoraggio); bagnare i
vetrini con tampone per evitare che si possano asciugare le fette di tessuto;
21)
Completata la procedura di smascheramento avviare i vetrini con
l’Autostainer DAKO secondo il protocollo impostato;
22)
Il protocollo impostato prevede l’inserimento di due vetrini per ogni caso
da valutare;
23)
Aggiungere alla seduta programmata un vetrino di controllo con le linee
cellulari, come test di controllo per la corretta esecuzione di tutta la procedura;
24)
Gli anticorpi da inserire al momento della programmazione sono i
seguenti: cliccando su protocollo inserire HT Test Dako; cliccando su
“inserisci i vetrini” vengono automaticamente inseriti due vetrini per ogni caso
(uno per l’anticorpo e l’altro per il controllo negativo); per la linea cellulare HT
Dako control cell;
25)
La DAB per HER-2 si prepara utilizzando 25 µl di soluzione madre
diluito in 1 ml di soluzione presenti nella confezione per HER-2; preparare
tanta DAB per quanto richiesta con le stesse modalità come al punto 8 del
Settore Immunoistochimica.
SMASCHERAMENTO PER TEST EGFR DAKO
Non è richiesto alcuno smascheramento per il test di EGFR Dako comunemente
fatto per gli altri anticorpi (PT Link, pentola a pressione o bagno termostatato); in
sostituzione viene utilizzata la Proteinasi K inserita nel programma Autostainer
DAKO per la procedura della determinazione ummunoistochimica per le EGFR.
La procedura è la seguente:
1) Sparaffinare i vetrini da testare inseriti nella procedura con il coloratore
automatico e sciacquare i vetrini sparaffinati in acqua distillata;
2) Innestare i vetrini da testare nel rack nero della’Autostainer e immergerli nella
soluzione tampone (buffer) contenuta nella vaschette grigie con il coperchi
trasparante per almeno 10 minuti;
3) In seguito inserire il rack nell’immunocoloratore (fare attenzione sempre ai fori
di ancoraggio) e coprire gli stessi con tampone per evitare che si asciugano;
4) Avviare il programma impostato per EGFR Dako come da protocollo;
5) Il protocollo per EGFR prevede la seguente procedura: inserire i numero del
vetrino e del patologo come gli altri casi; successivamente su protocollo
cliccare su EGFR-KIT e su EGFR-CONTR-NEG-KIT per il vetrino da testare
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
30
e il vetrino di controllo di ogni singolo caso; per ogni seduta inserire nel
“numero caso” Controllo EGFR e cliccare su protocollo EGFR-KIT per testare
le due linee cellulari (una negativa e l’altra positiva) che attestano la corretta
esecuzione di tutta la procedura.
6) La DAB per EGFR si prepara con le stesse modalità come al punto 8 del
Settore Immunoistochimica (1 goccia per ogni ml).
Il Kit EGFR Dako è costituito dai seguenti reagenti: Proteinasi K, Blocco della
Perossidasi, EGFR-KIT, EGFR-CONTR-NEG-KIT, polimero-HRP-EGFR, DAB e
l’ematossilina.
INSERIMENTO NUOVO REAGENTE O ANTICORPO
Alcuni anticorpi sono concentrati e quindi vanno diluiti, o diluiti ma sono
contenuti in flaconi che non possono essere inseriti nel rack dell’Autostainer; quindi è
necessario riversare il contenuto del reagente nelle apposite bottiglie; la procedura è
la seguente:
1) Sul programma Autostainer Dako cliccare su amministrazione e su reagenti;
2) Cliccare su “definisci nuovo reagente”;
3) Compare una videata dove bisogna inserire l’abbreviazione, il nome
dell’anticorpo e cliccare su OK;
4) Sulla videata richiesta reagenti IHC il reagente o l’anticorpo appena creato sarà
evidenziato con la banda blu;
5) Prendere una bottiglia vuota da 5-12-25 ml in base alla quantità di anticorpo
preparato;
6) Cliccare con il barcode su Qr code della bottiglia e compare la videata
“bottiglia di riempimento”;
7) Digitare la quantità di ml da preparare, il numero del lotto del reagente e la
data di scadenza riportata sulla confezione del reagente (6 mesi invece per gli
anticorpi concentrati e diluiti);
8) Cliccare su salva bottiglia, stampa etichetta e chiudi;
9) Applicare l’etichetta stampata sul dorso della bottiglia e riempire la bottiglia
con l’anticorpo diluito o preparato in base alle concentrazioni riportate sul
foglio illustrativo;
10)
Sulla videata del programma Autostainer Dako, cliccando su
amministrazione e protocolli e su regola anticorpi primari, bisogna definire il
protocollo dell’anticorpo appena preparato e precisamente il tempo di
incubazione (20 minuti), il trattamento del Ph basso, Ph alto o nessuno
(recupero-bersaglio) e del sistema di rilevazione FLEX con o senza link; questi
dati sono forniti dal foglietto illustrativo di ogni singolo anticorpo.
Manuale delle Procedure
Anatomia Patologica – Spoke Corigliano-Rossano
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BIOLOGIA MOLECOLARE
Attualmente il Servizio di Anatomia Patologica non dispone di un Settore di
Biologia Molecolare; tuttavia vengono eseguite le indagini per la valutazione
mutazionale del gene RAS per il carcinoma del colo-retto metastatico e del gene
EGFR per il carcinoma del polmone presso altri centri; il compito svolto presso il
nostro servizio consiste nell’allestire il campione biologico da testare secondo le
raccomandazioni del Gruppo di Lavoro AIOM-SIAPEC-IAP; in riferimento al gene
K-RAS/N-RAS è compito del Responsabile o degli anatomi patologi del Servizio di
Anatomia Patologica richiedere la sua valutazione anche nelle condizioni cliniche di
paziente ad alto rischio, tipo N1 (anche un solo linfonodo regionale metastatico).
APPENDICE
Di seguito allegati i fac-simile dei moduli utilizzati dal Servizio di Anatomia
Patologica del P.O. di Rossano:
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
Modulo richiesta esame citologico/istologico/estemporaneo;
Modulo richiesta pap-test;
Modulo richiesta ritiro vetrini/blocchetti;
Modulo richiesta esame della placenta;
Modulo delega per ritiro esami cito-istologci;
Scheda mensile “Controllo Qualità” pap-test;
Consenso informato agoaspirato tiroideo;
Consenso informato agoaspirato mammella;
Consenso informato agoaspirato ghiandola salivare;
Consenso informato agoaspirato organo NAS.
I suddetti modelli sono allegati nelle versioni precedenti alle quali si rimanda.
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Il presente “Manuale delle Procedure” è composto di N. 33 pagine numerate dal
N. 1 al N. 33, con esclusione del “Moduli richiesta esami”; è stato consegnato a tutto
il personale dell’UOS di Anatomia Patologica del PO di Rossano, letto, accettato e
sottoscritto:
Dott. Francesco Pontieri: ________________________
Dott.ssa Gabriella M.A. D’Amico: ________________________
Dott.ssa Maria Pia Sciacca: _________________________
Inf. Sig.ra Parise Franca: ___________________________
Tec. Sig.ra Rossella Trivilini: ___________________________
Tec. Sig. Giovanni Fiorino: ___________________________
Rossano 15/10/2014
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