2014 - June - Come conoscere te stesso - IT

COME “CONOSCERE TE STESSO”
F. Lovero
[Associazione Italiana Mentoring]
Prima di intraprendere il proprio percorso formativo (post-diploma, post-laurea o parallelo
all'attività lavorativa), è fondamentale rispettare la prima indicazione, a partire dalla quale
intraprendere l'iter di apprendimento: "Conosci te stesso!".
E, qui, si pone un urgente problema: come conoscere se stessi? Come può un ragazzo o un uomo
più maturo, uno studente o un lavoratore conoscere se stesso? Come si può costruire la mappa
della propria personalità, a partire dalla quale disegnare un percorso o una via (sempre ipotetici,
e da rivedere in continuazione) da seguire nell'iter formativo?
I metodi e gli strumenti – e grandi suggestioni provengono dalla psicologia, dalla psicoterapia,
dalla consulenza filosofica, dal counseling – sono molteplici: dialogare con un terapista, scrivere
un diario giornaliero, ritagliarsi uno spazio e un tempo di solitudine da dedicare all'ascolto di sé,
fare dell'attività motoria e avvertire la stanchezza corporea così da percepire pienamente la
propria fisicità, guardarsi allo specchio e chiedersi che cosa si vede riflesso, prendere il treno o
l'auto e allontanandosi dalla propria città avvertire se cambia unicamente ciò che si vede oppure
anche gli occhi che vedono.
L'elenco di forme e di modalità attraverso cui è possibile mappare la nostra persona è
potenzialmente interminabile. Ma considerare queste modalità di conoscenza personale in modo
astratto non permette ad ognuno di noi di conoscere il proprio sé.
Come fare allora? Come assumere questi strumenti in modo tale da conoscere noi stessi? Ad un
cliente che vuole intraprendere un percorso formativo quali strumenti offrirgli per mappare se
stesso?
In realtà, nessuno strumento deve essere offerto dal mentor o dal coach: tutti gli strumenti per
scoprirsi e chiarire il proprio sé sono già dentro alla persona che vuole formarsi.
Per conoscere se stesso possiamo, però, invitare lo studente o il lavoratore ad indagare sul sé,
ricordando a lui le tre dimensioni che costituiscono la persona.
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Articolo : Come “Conoscere te stesso” (F. Lovero)
Proviamo a delimitare le dimensioni1 del sé.
"Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni ".
[William Shakespeare]
"I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di
tanto. Così, alle volte, vale la pena di non dormire per star dietro ad un proprio desideri o".
[Alessandro Baricco]
" I fiumi scorrono, ma presto si asciugheranno. Abbiamo bisogno di nuovi sogni stanotte ".
[U2]
Cosa ci suggerisce, primo fra tutti, Shakespeare? Ci indica la nostra prima dimensione: noi siamo
sogni, siamo impulsi e siamo desideri. Il desiderio è velocità, forza, potenza e resistenza. Il
desiderio, che si concretizza e prende forma nei sogni, vede il nostro io proiettarsi nel futuro.
Questa proiezione non deve essere banalizzata o abbandonata nel piano dell'utopia: questa
proiezione dice qualcosa di molto importante del proprio sé. Il desiderio è una delle dimensioni
più intime, che ogni cliente – studente o lavoratore – deve esplorare e approfondire, prima di
tracciare ed intraprendere il proprio iter di formazione.
Prendere consapevolezza dei propri sogni e dei propri desideri significa comprendere e
conoscere una delle prime dimensioni del proprio sé, a partire dalla quale definire obiettivi,
tappe e strumenti della formazione scolastica, post-scolastica ed extra-scolastica.
" La tradizione è una bellezza da conservare, non un mazzo di catene per legarci ".
[Ezra Pound]
"La storia non è nulla, se non è l'esperienza e la scuola del genere umano".
[Arturo Graf]
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Ricordiamo che "dimensione" deriva etimologicamente da de-mensio e, ancor prima, da de-mensus, participio passato del verbo demetiri, che significa "misurare". "Dimensione" significa "misura" o "estensione": è l'aspetto di un ente che dice tutto l'ente, che
attraversa tutto l'ente, senza però dire tutto di quell'ente. "Dimensione" non è "parte", aspetto particolare e parziale. Così come tutto un
corpo è alto, ma quel corpo non è solo altezza, vedremo che tutto l'uomo è desiderio, ma non solo desiderio: tutto l'uomo è desiderio,
storia e conoscenza, azione. Tutto l'uomo è futuro, passato e presente.
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"La storia può essere concepita e raccontata in modo tale che, attraverso i singoli episodi di
individui, il suo significato essenziale e la sua connessione necessaria segretamente vi
traspaiano ".
[Georg Wilhelm Fiedrich Hegel]
La seconda dimensione è legata al passato, al nostro passato che deve essere riattualizzato
affinché possa dire qualcosa sul nostro sé. Il nostro passato è una storia da raccontare, che narra
episodi ed esperienze dalle quali abbiamo imparato e maturato conoscenze e competenze.
Raccontare la nostra storia – sia gli avvenimenti straordinari, accaduti una volta e mai più, sia le
nostre sane tradizioni consolidate in abitudini – permette di conoscere noi stessi. A partire dalla
propria storia, il cliente può così capire e mappare le proprie conoscenze, le proprie competenze
e le proprie abilità. Saranno proprio queste conoscenze, competenze ed abilità – raccontare la
propria storia permette di dare agli avvenimenti del passato un significato presente – gli
strumenti e le risorse a partire dalle quali intraprendere la propria formazione.
" Il saggio preferisce essere lento a parlare, ma pronto ad agire ".
[Confucio]
"Come si può conoscere se stessi? Non mai attraverso la contemplazione, bensì attraverso
l'agire ".
[Johann Wolfgang Goethe]
"La filosofia insegna ad agire, non a parlare ".
[Lucio Anneo Seneca]
La terza dimensione da indagare per conoscere se stessi è la dimensione della pratica, dell'azione,
quale luogo in cui desideri e conoscenze si uniscono in modo sinergico, si concretizzano ed
acquistano realtà. La realtà è il terreno su cui tracciare la rotta della nostra formazione e la realtà
esprime esigenze: la famiglia, il lavoro, i bisogni sociali ed economici. Le nostre azioni sono la
risposta a queste esigenze reali. Indagando le nostre azioni nel presente ognuno può capire se
stesso, ma anche come poter formare se stesso, orientando in modo differente le proprie risposte
ai bisogni della realtà.
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Ecco, dunque, le tre dimensioni da mappare e delimitare per conoscere se stessi: ascoltare la
dimensione dei propri sogni e desideri a partire dai quali orientare il proprio futuro; raccontare
la dimensione dei propri eventi passati e delle proprie esperienze a partire dalle quali prendere
consapevolezza delle conoscenze e delle competenze presenti, quali risorse da utilizzare e
promuovere; guardare alla dimensione presente delle proprie azioni e delle proprie reazioni, a
partire dalle quali individuare le risposte più spontanee, congeniali ed intelligenti per noi e per il
nostro presente.
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