A rrivato a Maranello con gli squilli di tromba, il pilota

n.
278
1 luglio
2014
A rrivato a Maranello
con gli squilli di tromba,
il pilota finlandese
non riesce ad uscire
dalla crisi in cui sembra
essere precipitato.
E qualcuno parla già
di ultima spiaggia
KIMI
AIUTA?
Registrazione al tribunale Civile di Bologna
con il numero 4/06 del 30/04/2003
Direttore responsabile:
Massimo Costa
([email protected])
Redazione:
Stefano Semeraro
Marco Minghetti
Collaborano:
Carlo Baffi
Antonio Caruccio
Marco Cortesi
Alfredo Filippone
Dario Lucchese
Claudio Pilia
Guido Rancati
Dario Sala
Silvano Taormina
Filippo Zanier
Tecnica:
Paolo D’Alessio
Produzione:
Marco Marelli
© Tutti gli articoli e le immagini
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a riproduzione riservata
ai sensi dell'Art. 7 R.D.
18 maggio 1942 n.1369
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2
Il graffio di Baffi
FORMULA
1
LA CRISI
Raikkonen, regolarmente battuto da Alonso e in crisi di fiducia,
non riesce proprio a trovare la chiave per “domare” la F14T.
Il problema sta nella fatica di gestire gli inserimenti in curva e le nuove gomme,
e rischia di rovinare del tutto la stagione del finlandese. E qualcuno inizia a parlare
di ultima spiaggia e di un raffreddamento fatale nei rapporti con il team
QUEL GHIACCIO
CHE NON SI ROM
4
MPE
5
FORMULA
1
LA CRISI
Stefano Semeraro
Battuto, anzi, umiliato. E messo in discussione. «Se non è più in grado di guidare in
F.1 dovrebbe andarsene a casa». Il giudizio più crudo sul difficile momento di Kimi
Raikkonen viene da Jacques Villeneuve,
uno che non ha mai peli sulla lingua. Che
spesso dice quello che dicono i tifosi. E che
i dirigenti pensano ma non possono dire.
Il finlandese è un campione, questo non
ammette repliche. E' anche un uomo schivo, che sa come farsi capire dal team, ma
ha poco o nessuno interesse a “comunicare”, a farsi pubblicità, a dare spiegazioni
estese. «Never complain, never explain»,
mai lamentarsi, mai spiegarsi, il motto dei
reali inglesi gli sta a pennello. Solo che
quest'anno Kimi, che a 34 anni è il veterano del Circus, ha iniziato a lamentarsi.
Soprattutto della F14T, una vettura (scarsa) con cui non riesce proprio a trovare il
feeling, come dimostrano le gare deludenti e il divario di punti in classifica nei confronti del suo compagno di squadra Fernando Alonso, 79 a 19.
6
IL DISAGIO
IN CURVA
Che qualcosa non andasse si era già capito in inverno, nei test in Bahrain, e allora
dall'esterno si era pensato ad un ritardo di
preparazione di Kimi, reduce da una operazione alla schiena. Poi, i problemi in frenata, i bloccaggi troppo ripetuti in gara per
essere casuali, avevano spostato l'attenzione sul sistema di frenaggio elettronico, il
«brake by wire» della Rossa. La verità,
come è emerso più chiaramente negli ultimi tempi, è che Raikkonen non si trova a
suo agio con l'inserimento in curva della
vettura. Alla Lotus, dove poteva contare su
grande trazione e carico aerodinamico,
Kimi gestiva da maestro l'inserimento in
curva e si scatenava in sorpassi e inseguimenti a ritmi folli. Con la Ferrari invece,
non riesce a sentire l'anteriore, e questo lo
disturba, gli fa perdere fiducia, lo costringe ai bloccaggi di cui sopra, favoriti anche
dalla poca stabilità in curva della Ferrari
che potrebbe essere legato anche alla
sospensione di tipo “pull-rod” e da gomme
più dure rispetto a quelle dello scorso
anno. Risultato: la sua monoposto non
solo appare nervosa e imprevedibile nell'inserimento in curva, ma anche decisamente lenta, fuori ritmo.
FERRARI SI INTERROGA
PER IL FUTURO
In Austria Iceman ha spiegato che negli
ultimi giri gli era stato chiesto di rallentare per non compromettere i freni e poi che
la power-unit non era in grado di erogare
tutta la potenza prevista. «Sono problemi
che dobbiamo risolvere», aveva sbuffato
nel dopo gara. «Ma se sei un campione del
mondo non è accettabile andare così piano – ha infierito Villeneuve - Non puoi
accampare scuse». Può essere che a volte
a disturbare Raikkonen ci sia messa anche
una strategia sbagliata o azzardata, come
quella del pit-stop anticipato al Red Bull
Ring che lo ha poi costretto a chiedere
troppo alle gomme nel tentativo di distri-
carsi nel traffico, ma il problema ormai
va oltre le singole questioni. Ed è preoccupante per Maranello, che aveva
ingaggiato Raikkonen silurando Massa
proprio per non lasciare troppi punti
per strada nel confronto con le altre scuderie, e che ora si ritrova alle prese con
una “seconda guida” che rende decisamente meno della prima – Alonso fino
ad ora lo ha sempre battuto – e che in
gara ha un piazzamento medio in nona
posizione, contro la quinta dello spagnolo. Il giudizio durissimo di Villeneuve va sicuramente oltre i demeriti di
Kimi, ma sicuramente a Maranello, specie dopo l'arrivo di Marco Mattiacci (che
Raikkonen ha pubblicamente elogiato)
si sta riflettendo se sia il caso di confermare il secondo anno di contratto del
finlandese nel 2015. Fra Silverstone e il
Nurburgring dovrebbero arrivare novità studiate anche per mettere Kimi più
a suo agio con l'handling della vettura,
ma il tempo scorre veloce in F.1. Per la
Ferrari, e anche per Raikkonen, campione in crisi.
La differenza in qualifica
tra i due piloti Ferrari
Circuito
Alonso Raikkonen
Melbourne
Sepang
Sakhir
Shanghai
Montmelò
Monte Carlo
Montreal
Spielberg
5°
4°
9°
5°
7°
5°
7°
4°
11°
6°
5°
11°
6°
6°
10°
8°
La differenza in gara
tra i due piloti Ferrari
Circuito
Alonso Raikkonen
Melbourne
Sepang
Sakhir
Shanghai
Montmelò
Monte Carlo
Montreal
Spielberg
4°
4°
9°
3°
6°
4°
6°
5°
7°
12°
10°
8°
7°
12°
10°
10°
Differenza punti
Alonso
79
Raikkonen
19
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FORMULA
1
DANIEL RICCIARDO
L’ANTI V
L’australiano ha messo in crisi il quattro volte
campione del mondo ed è stato l’unico pilota
non Mercedes ad avere conquistato
un GP iridato quest’anno. Andiamo allora
a ripercorrere la carriera del pilota Red Bull
Massimo Costa
Da Perth a Vidigulfo, hinterland
milanese, il salto deve essere stato notevole. Soprattutto a 17
anni. Sbattuto dall’Australia alla cittadina
dove ha la propria
sede la RP
Motorsport,
squadra di
F a b i o
Pampado
che nel
8
2007 lo ha schierato nella
F.Renault Italia, Daniel Ricciardo
ha cominciato così la propria
avventura europea nel motorsport.
L’anno precedente, il riccio ragazzo dalle origini italiane aveva corso nella F.BMW asiatica piazzandosi al terzo posto e guadagnandosi l’accesso alle finali mondiali di
Valencia dove aveva stupito non
poco accedendo alle finali e ottenendo il quinto posto. Ma come
mai Ricciardo era arrivato in Italia? Il merito è stato di Marco Zecchi, ex diesse Ferrari F.1, già manager di Gianni Morbidelli, che tramite amici comuni aveva conosciuto la famiglia di Daniel. All’epoca,
Zecchi si occupava di Robert
Doornbos, terzo pilota Red
Bull e, alla fine del
2006, si era accordato con Joe Ricciardo, padre di
Daniel, per la
gestione
managerial e
VETTEL
del figlio. Joe premeva per far correre l’erede in Gran Bretagna, ma
Zecchi era riuscito a convincerlo a
scegliere l’Italia perché vi si disputava il miglior campionato di
F.Renault dopo quello europeo.
Con un budget non eccezionale e
contro i piloti Junior Red Bull e
Toyota, su piste mai viste prima,
Ricciardo si era piazzato al sesto
posto finale, battendo gli Junior
Toyota (Plowman, Waldschmidt e
Caldarelli) e, in gara, mettendosi
dietro più di una volta i redbullini
Maki, Alguersuari ed Hartley, così
classificatisi a stagione terminata
nelle prime tre posizioni. Sempre
nel 2007, Ricciardo ha fatto anche
due uscite europee, ma con risultati non particolarmente apprezzabili. Eppure l’ottimo lavoro svolto
nell’italiano aveva permesso a Zecchi di “portare” il nome Ricciardo
presso Helmut Marko, gran capo
del programma Junior Red Bull.
Alla fine di ogni annata agonistica,
Marko organizzava una seduta di
test a Estoril per verificare nuovi
talenti. Zecchi aveva spinto forte
per farvi accedere Ricciardo, “ci
lavorai un anno intero” ha sempre
detto. Soltanto tre giorni prima del
test, arrivò l’ok. Toccava dunque a
Daniel lasciare il segno e ovviamente non si è lasciato sfuggire l’occasione della vita.
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FORMULA
1
DANIEL RICCIARDO
10
L’INGRESSO NELLO
JUNIOR RED BULL
Marko lo ha inserito nel programma Junior
e nel 2008 ha corso con SG Formula nella
Eurocup Renault e nel Renault WEC. L’annata è stata indimenticabile. Campione del
WEC, nell’europeo dopo 6 vittorie e 5 pole ha
perso il titolo all’ultimissima gara a Montmelò, al termine di un campionato tiratissimo.
Sapete chi lo ha battuto? Un certo Valtteri
Bottas. Tanto per spiegare il livello di quella
stagione, che aveva visto classificarsi terzo
Andrea Caldarelli, quarto Roberto Merhi e
sesto Jean-Eric Vergne. Ancora oggi, viene
ricordato come uno dei più bei duelli della
storia della serie quello che Bottas e Ricciardo misero in piedi a Silverstone. Una serie di
sorpassi infiniti, al limite, ma con estrema
correttezza. Per la cronaca, a imporsi fu Ricciardo. Dopo la perdita del titolo in quel finale emozionante di Montmelò, l’australiano
aveva perso il suo tradizionale sorriso, ma lo
ricordiamo sempre affabile e disponibile. Nel
2009, la Red Bull lo ha portato in Gran Bretagna per correre nella F.3 nazionale oltre che
al Masters di Zandvoort e a Macao. E’ stata
una cavalcata verso il trionfo battendo Grubmuller, Van der Zande e Chilton. Ma prima
dell’avvio del campionato era arrivata la rottura con Zecchi. Ormai di Daniel si occupava
in tutto e per tutto la Red Bull e Joe non vide
più la necessità di avere un uomo al fianco del
figlio. Sempre nel 2009 vi era stata una toccata e fuga in World Series Renault, a Portimao, con Tech 1. Debutto difficile.
IL DEBUTTO IN WSR
E IN F.1 CON HRT
Nel 2010 invece, l’ingresso come si deve in
WSR sempre con Tech 1. Da debuttante, Ricciardo ha fatto una gran stagione: 4 vittorie,
8 pole, 8 podi. E, come nel 2008, ancora la
pista di Montmelò, all’ultimissima corsa, ha
decretato la perdita del campionato. A batterlo, con pista bagnata e a pochissimi giri dal
traguardo, il russo Mikhail Aleshin (ex Red
Bull che si prese una bella rivincita), ora
impegnato in Indycar. Ricciardo nello stanzino che porta al podio era affranto, cercammo
tutti di consolarlo, di dirgli che nella sconfitta era stato un signore nel non cercare un contatto (in quelle condizioni di pista scivolosa ci
poteva pure stare) che gli avrebbe portato il
titolo. Sorrise e ringraziò. Marko andò su tutte le furie accusando la squadra di pessimo
gioco di strategia con il compagno Vergne, che
in qualche modo involontariamente gli fece
perdere tempo. L’anno seguente, la Red Bull
lo ha tenuto in WSR, ma col team ceco ISR.
Marko però, aveva cominciato a portarlo in
F.1, con la Toro Rosso (otto prove libere del
venerdì disputate) e gli ha fatto saltare la prima tappa World Series. La concentrazione di
Ricciardo quell’anno non è stata il massimo,
sballottato tra F.1 e Renault 3.5. Una sola vittoria a Monte Carlo, poi a metà luglio, l’ingresso nel mondiale con HRT voluto da Marko. Continuando a correre in World Series. In
ISR non erano contenti, Marko faceva e disfava, non curandosi del team di Salaquarda,
atteggiamento poco serio. Ma tant’è. Quell’anno, Ricciardo ha chiuso quinto senza gloria una stagione che ha visto il duello perenne tra altri due piloti Red Bull: Wickens e Vergne, finiti in quest’ordine. Ricciardo era divenuto il terzo uomo Red Bull quindi? No, Marko aveva già disegnato la sua carriera in F.1 e
l’anno dopo eccolo in Toro Rosso, con Vergne.
IL PASSAGGIO
IN RED BULL
Un ingresso in F.1 che aveva traumatizzato
l’ambiente Red Bull. Per far posto a Ricciardo e al francese, Marko e Dieter Mateschitz
presero la decisione di tagliare Jaime Alguersuari e Sebastien Buemi che col team faentino aveva disputato una ottima stagione 2011.
Ma non ci fu niente da fare. Lo spagnolo è
addirittura uscito dall’ambiente di Milton
Keynes divenendo poi tester per la Pirelli
mentre Buemi ha accettato di rimanere come
tester e riserva trovando poi un dignitosissimo ruolo nella Toyota per il campionato WEC
e la 24 Ore di Le Mans. Ricciardo con la Toro
Rosso non ha mai disputato la cosiddetta gara
della vita, non si è mai inventato una vittoria
come accadde con Sebastian Vettel quando
vinse a Monza segnando anche la pole. Il suo
trend è stato costante, ma normale. Eppure,
nelle prove svolte con la Red Bull ha sempre
convinto lasciando intendere che con una
macchina vincente, il suo passo poteva essere ben diverso. Questo lo pensava anche Vergne, e difatti, quando è stato deciso che il sedile vacante di Mark Webber doveva essere di
un altro australiano, il francese non l’ha proprio presa bene. Ed ora a vedere le eccezionali prestazioni di Ricciardo con la Red Bull,
Alguersuari e Buemi hanno non pochi rimpianti perché anche loro avrebbero sicuramente meritato una promozione nella squadra principale. Magari silurando prima Webber… Ma la storia è andata diversamente e
oggi è Ricciardo a godere del ruolo di compagno di Vettel riuscendo a metterlo subito in
grande difficoltà e regalando alla Red Bull la
prima e fino ad ora unica vittoria stagionale,
unica anche non Mercedes.
11
FORMULA
1
NUOVE REGOLE
FALSA RIP
Fa discutere la nuova norma regolamentare che prevede
ripartenze da fermo dopo l'ingresso della safety-car. Piloti e
pubblico erano contrari, ma lo strategy-group l'ha comunque
deliberata, nonostante l'allarme per la sicurezza, le
controindicazioni sportive, e i rischi di una grande confusione
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PARTENZA
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FORMULA
1
NUOVE REGOLE
Stefano Semeraro
E' una debolezza comune a molti sport: cambiare spesso le regole nella speranza di adattarsi ai tempi e catturare l'interesse del
pubblico. La F.1 però, batte tutta la concorrenza. Non fa che rivoluzionare i regolamenti, cambiare norme e procedure, dando spesso l'impressione di avanzare a tentoni. Buttando lì idee che poi si
rivelano dei boomerang. Le ultime novità studiate dal (famigerato?) Strategy Group per il 2015 comprendono ad esempio un pacchetto di variazioni studiate per ridurre i costi (l'allargamento del
parco fermo, le limitazioni nell'uso della galleria del vento e dei
test che dal 2015 torneranno tutti europei) ma che difficilmente
potranno soddisfare le richieste, molto più drastiche, dei piccoli
team già stroncati dall'ultimo cambio dei regolamenti. Una novità molto condivisibile è quella che riguarda il disegno delle vetture, per evitare che in pista vadano gli obbrobri visti negli ultimi
anni, fra proboscidi e nasi camusi; la più controversa sicuramente quella che riguarda le ripartenze da fermo dopo la safety-car.
L'esempio di una norma inserita per aumentare lo spettacolo – in
fondo gli start dei GP sono quelli più seguiti dal pubblico in tv, no?
- ma che rischia di creare confusione, pericolo, e ingiustizie nei
confronti di chi si è guadagnato un vantaggio e in gara se lo vede
improvvisamente azzerato o messo a rischio dall'aleatorietà di un
re-start.
ROSBERG E RICCIARDO
POCO CONVINTI
La norma è stata approvata, fra l'altro, nonostante i fan e i piloti
si fossero largamente schierati contro, a partire dal leader del
Mondiale Nico Rosberg. «Capisco che la partenza sia uno dei
14
momenti più eccitanti per gli spettatori – aveva detto il tedesco –
ma è veramente un'idea estrema, e ultimamente con queste cose
si sta esagerando un po'». Ricciardo dal canto suo aveva fatto notare che la ripartenza da fermo: «Può creare spettacolo, ma anche
sfavorire chi si è costruito un vantaggio di, diciamo, 10 secondi, e
se lo vede distrutto dalla safety car. Spero trovino un'idea migliore...». Pare di no, Daniel. La nuova regola però, non scatterà nel
caso la safety-car entri in pista nei primi due giri o negli ultimi cinque di un GP. Per Lewis Hamilton, dubbioso in merito («certe idee
a volte funzionano, altre no»), l'importante «sarebbe chiedere
anche a noi piloti come la pensiamo, prima di decidere. Per noi è
impossibile spiegare del tutto cosa succede in pista agli stewards,
visto che siamo guidando, e per loro credo sia altrettanto difficile
non essendo alla guida: serve lavorare insieme».
ALONSO AGNOSTICO
BOULLIER CRITICO
Fernando Alonso in materia è agnostico («non ho preferenze, con
i kart è normale ripartire da fermi»), mentre Eric Boulier ha fatto notare che dal punto di vista dei team ci sono delle controindicazioni. «Credo che Charlie Whiting dovrebbe riflettere molto prima di prendere certe decisioni, che possono avere molte implicazioni e non funzionare affatto. Ad esempio a volte potremmo avere appena due giri, forse solo uno per avvertire i piloti e spiegare
loro dove si devono schierare sulla griglia». Confusione, svantaggi, gli inevitabili rischi legati ad ogni partenza. Senza contare il
rischio di un allungamento nei tempi e di accavallamento delle
procedure nel caso la safety-car dovesse entrare più volte in pista
nello stesso GP». Ma davvero c'era bisogno di cambiare? Per una
volta, invece di far ripartire tutto, non si poteva stare... fermi?
IL GIALLO
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Alla fine della stagione 1961, col titolo mondiale in tasca,
Enzo Ferrari licenziò tutto il gruppo dirigenziale.
Scopriamo i retroscena di quella clamorosa mossa
Carlo Baffi
Maranello, 30 ottobre 1961: un comunicato proveniente dalla Sefac,
ovvero la Società Esercizio Fabbriche e Automobili Ferrari annuncia
che otto dirigenti hanno interrotto il loro rapporto con l’azienda. Sono:
Ermanno della Casa (direttore amministrativo), Gerolamo Gardini
(direttore commerciale), Federico Giberti (direttore della produzione), l’ingegner Fausto Galassi (direttore della fonderia), Enzo Selmi
(direttore del personale), Romolo Tavoni (direttore sportivo) e gli
ingegneri Giotto Bizzarrini e Carlo Chiti. Praticamente le teste pensanti del Cavallino, sia per quanto concerne la produzione di serie, che
la squadra corse. Un autentico terremoto a Maranello; e perché mai?
Per comprendere meglio i fatti che hanno portato a questa presa di
posizione durissima da parte di Enzo Ferrari, è bene fare un salto
indietro nel tempo. La Ferrari è reduce dalla conquista del titolo mondiale piloti in F.1 con l’americano Phil Hill dopo il tragico GP d’Italia
a Monza, in cui il tedesco Wolfgang Von Trips, nonché compagno di
Hill, ha perso la vita insieme a 11 spettatori (ferendone 20) in un terribile incidente nei primi giri della corsa. La Ferrari 156, che ha dominato tra i costruttori, monta per la prima volta il motore posteriore
V6, grazie ad un opera di convincimento da parte di Chiti, padre del
progetto, nei confronti di Ferrari, restio a sposare questa novità: ”Iil
bue non spinge il carretto col muso” – continua a sostenere il Commendatore, con saggezza contadina.
LA SIGNORA
DELLE CORSE
L’atmosfera ai box però, non è delle più serene. A volte viene disturbata dalla presenza della moglie del grande capo, la signora Laura. La
sua assidua presenza alle corse, è un modo per cercare di riprendersi
e distrarsi dopo la scomparsa del figlio Dino, deceduto in seguito ad
una lunga malattia. Secondo alcuni testimoni dell’epoca, la mancanza totale di raziocinio porta spesso la signora Ferrari ad intromettersi nella vita della scuderia, anche in modo pesante, creando malumori tra il personale. La goccia che fa traboccare il vaso, pare sia un ceffone rifilato dalla signora a Gerolamo Gardini nel corso di una discussione degenerata in lite. Da qui la necessità di risolvere al più presto
il problema, ma come? Più volte i vertici della scuderia cercano di
affrontare la questione con Ferrari, ma il Drake intuendo il tutto, è
abilissimo ad evitare l’argomento. Da qui l’iniziativa di far scrivere una
lettera dall’avvocato Cuoghi, che in modo molto garbato comunica per
iscritto a patron Enzo, la richiesta da parte dei quadri dirigenziali di
tenere la signora Laura lontana dalle piste. Una soluzione che in un
primo momento pare azzeccata, ma che avrà un effetto boomerang
sui mandanti. Passa una settimana e nel corso di una delle tante riunioni tecniche, Ferrari si presenta nella sala dei bottoni con la lettera
ben in vista, al fine di dimostrare ai “congiurati” di averla ricevuta e
letta. Tutto procede secondo il copione abituale, con i vari interventi
dei responsabili dei settori aziendali. Ma la calma piatta del Drake alimenta non poca apprensione tra i presenti, che si aspettano da un
momento all’altro la sfuriata. Invece, non accade nulla, Ferrari continua a tenere la busta in mezzo alla sua agenda, senza farne un minimo accenno e la tensione sale ancora di più. E’ ormai una partita che
si gioca sul piano psicologico, in cui il Drake sfodera tutta la sua abi-
lità di attore. Una volta terminata la riunione, i presenti escono dalla
stanza spaesati ed ecco che ad attenderli c’è il vice capo del personale, il ragionier Redighieri con tante buste in mano. Sono le lettere di
licenziamento in tronco per ognuno dei firmatari della lettera! E’ il colpo di teatro, con cui Ferrari è solito spiazzare gli avversari .
LA GRANDE OFFESA
CAVALLINO DECAPITATO
Tavoni racconterà più tardi, resosi conto dell’errore, di essersi precipitato nell’ufficio del Commendatore, che chiuso nella sua stanza
risponde che non è disponibile per nessuno. Tavoni insiste ed il Drake gli concede solo 60 secondi. L’ormai ex direttore sportivo del Cavallino, riconosce l’errore e chiede umilmente di essere riassunto con la
stessa qualifica e stipendio di quando è stato assunto undici anni prima. Ma Ferrari è inamovibile. L’aver scelto un canale ufficiale, con la
lettera raccomandata, per comunicare con lui, l’ha umiliato. La notizia fa ovviamente il giro di tutti i giornali che parlano di “grande fuga”
e sono in molti a chiedersi quale futuro potrà avere un Cavallino decapitato. Ferrari non parla di licenziamento, bensì di divorzio complice
ad una… congiura di palazzo e risponde giocando d’azzardo: promuove come dice lui stesso, “i caporali al grado di generali”. Tra questi c’è
pure un giovane 27enne ingegnere modenese, Mauro Forghieri, che
da quel momento diventa il responsabile di tutte le attività sportive e
sperimentali, al posto di Chiti. “Fai il tuo mestiere che al resto ci penso io”, lo rincuora il Drake. Sorte simile anche per Franco Gozzi, che
oltre all’ufficio stampa diviene il segretario personale di Ferrari.
FUTURO SFORTUNATO
PER GLI 8 ‘TRADITORI’
Scelte che alla lunga si dimostreranno vincenti, mentre il destino degli
otto fuoriusciti non sarà altrettanto fortunato. Sei di loro, tra cui Chiti, Bizzarrini e Tavoni entreranno a far parte dell’organigramma della Automobili Turismo Sport Serenissima, la ATS. La nuova scuderia
con sede a Pontecchio Marconi vicino a Bologna, nata nel febbraio del
’62, per volontà di tre ricchissimi imprenditori: il conte Giovanni Volpi di Misurata, Jaime Ortiz Patino nipote di Antenor Patino, il re dello stagno e l’ingegner Giorgio Billi. Una realtà che punta a produrre
vetture sport, gran turismo e che si schiera nel mondiale di F.1 con
una squadra, rappresentata da due ex-ferraristi: Phil Hill e Giancarlo
Baghetti, vincitore con la rossa al suo esordio nel GP di Francia del
1961. Dunque un concorrente diretto del Cavallino, deciso a dar vita
ad un vero e proprio derby emiliano dei motori. La ATS “tipo 100”
però, riuscirà a prendere parte a solo a sei GP, con molti ritiri e senza
mai prendere punti. I sopravvenuti guai societari faranno il resto e
decreteranno la fine del progetto. Il Drake aveva quindi vinto la sua
ennesima battaglia. E sedici anni dopo, stupirà ancora il mondo delle corse con un nuovo azzardo; al posto del due volte campione del
mondo Niki Lauda, attirato dall’offerta miliardaria della Brabham di
Bernie Ecclestone, ingaggerà un giovane canadese, sconosciuto e al
tempo stesso spericolato, Gilles Villeneuve. Un pilota che pur avendo
vinto poco, è tutt’ora presente nel cuore degli appassionati per aver
regalato emozioni allo stato puro. Ma questa è un’altra storia.
17
MONDIALE
RALLY
POLONIA
OGIER VA DI
In una gara corsa a medie pazzesche, il nuovo cannibale dei rally
vince la ventunesima gara in carriera e si avvicina velocemente
alla riconquista del suo secondo titolo iridato
18
FRETTA
Il massimo per un pilota:
poter gareggiare tra due ali di folla.
E Anche Seb Ogier ha apprezzato
il pubblico assiepato ai bordi
delle prove speciali polacche
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MONDIALE
RALLY
POLONIA
Guido Rancati
Dice che in cima ai suoi pensieri c'è sempre la
corsa al titolo e vien voglia di credergli. Primo
con appena nove decimi su Andreas Mikkelsen,
dopo il secondo dei quattro giorni di gara sulla
terra velocissima dell'est, Sébastien Ogier ricorda a tutti che il suo primo obiettivo è chiudere
davanti a Jari-Matti Latvala e le sue parole
lasciano supporre che non è disposto a fare follie per vincere il duello con il vichingo che nelle
tre speciali del giovedì e nelle quattro del venerdì lo ha costretto a rimboccarsi le maniche. Che
in un paio di occasioni è stato pure più veloce di
lui e che con lui ha dato vita a un duello da brividi.
Il primo verdetto del sabato pare confermare
che il francese badi più a tenere a bada il finlandese, quarto in una classifica che vede Mads
Ostberg sul gradino basso del podio virtuale,
che a contrastare il più che probabile tentativo
di rimonta del norvegese: già infimo, il suo vantaggio si riduce ulteriormente. Poi, inattesa, la
svolta. Sui quattordici chilometri e quattro di
Stare Juchy. Mikkelsen lascia in un colpo una
decina di secondi al suo capitano e di fatto la
sfida fra i due finisce lì. “E' stato solo un dannato equivoco”, informa il biondino. Spiegando
di aver perso tutto in una curva sola. E' vero.
Ma la disavventura dell'unico che fin lì lo ha fatto soffrire convince il transalpino a rinunciare
definitivamente a pensare soltanto al titolo. Ha
nel mirino la ventunesima vittoria in carriera e
decide che vale la pena provare a conquistarla.
A costo di correre qualche rischio. Questione di
temperamento. E il suo non è quello del ragioniere. Prende atto che Ostberg non è più un
pericolo, assesta in rapida successione qualche
altro colpo. Chiude la penultima frazione con
poco più di un minuto sul suo scudiero, due
minuti e venti su Thierry Neuville che è braccato da Mikko Hirvonen e due e quarantacinque
su Juho Hanninen e Jari-Matti Latvala. Ha la
situazione in pugno e nelle prime tre piesse della domenica se la prende relativamente comoda. L'ascia di guerra torna a brandirla nella
power stage e per gli altri sono ancora dolori.
La festa finale è ancora una volta tutta per lui.
“Julien (Ingrassia n.d.r.) e io abbiamo vissuto un
fine settimana perfetto”, conferma prima ancora
che le mille bollicine si posino a terra. Spiega: “Da
pilota ho apprezzato ogni chilometro di questa
gara incredibilmente veloce e oggi ho dovuto farmi violenza per non continuare ad andare al massimo: evidentemente non volevo e non potevo
buttare via l'occasione di rastrellare altri punti
pesantissimi, però mi è costato assai non sfruttare alcuni tratti davvero fantastici per aggiungere
piacere al piacere”. L'ultima sua nota è per il pubblico: “Vedere tanta gente ai bordi delle strade –
osserva – è stato fantastico. Di più: è stato geniale!”.
“
Da pilota ho apprezzato ogni chilometro di questa gara
incredibilmente veloce e oggi ho dovuto farmi violenza
per non continuare ad andare al massimo: evidentemente
non volevo e non potevo buttare via l'occasione di rastrellare altri
punti pesantissimi, però mi è costato assai non sfruttare alcuni tratti
davvero fantastici per aggiungere piacere al piacere
SÉBASTIEN OGIER
20
”
Bravissimo e velocissimo per tutta la gara
Andreas Mikkelsen non è riuscito ad impedire
l’ennesima vittoria al compagno Ogier
L'ORDINE DI ARRIVO
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1. Ogier-Ingrassia (VW Polo Wrc) in 2.34’02”0
2. Mikkelsen-Floene (VW Polo Wrc) a 1’07”7
3. Neuville-Gilsoul (Hyundai i20 Wrc) a 2’13”5
4. Hirvonen-Lehtinen (Ford Fiesta RS Wrc) a 2’32”4
5. Latvala-Anttila (VW Polo Wrc) a 2’33”1
6. Hanninen-Tuominen (Hyundai i20 Wrc) a 2’49”9
7. Meeke-Nagle (Citroen DS3 Wrc) a 4’27”9
8. Paddon-Kennard (Hyundai i20 Wrc) a 4’10”3
9. Solberg-Minor (Ford Fiesta RS Wrc)a 4’59”0
10. Prokop-Tomanek (Ford Fiesta RS Wrc) a 6’11”3
Il campionato Piloti
1.Ogier 166; 2.Latvala 116; 3.Mikkelsen 83; 4.Ostberg 66; 5.Hirvonen 52, 6. Neuville 46; 7.Meeke 38; 8.Evans 36; 9.Prokop 31; 10.Solberg 24.
Il campionato Costruttori
1.Volkswagen Motorsport 262; 2.Citroen Total Abu Dhabi 115; 3.M-Sport WRT 90;
4.Volkswagen Motorsport II 82; 5.Hyundai Motorsport 80; 6 Jipocar Czech NT 34;
7.RK M-Sport 19; 8.Hyundai Motorsport N 8.
MEDIE DA BRIVIDO!
Media del vincitore: centodiciotto e otto. Sono numeri da brivido quelli con
cui va in archivio l'appuntamento polacco. E da brivido è la media con la quale Andreas Mikkelsen s'è imposto nel secondo passaggio sulla Wieliezki: centotrentasei e nove. Roba da cuori forti e piedi pesantissimi. Roba da uomini
veri, avrebbe detto il grande Juha Kankkunen. All'est – e ormai non solo all'est
– si va sempre più di fretta. E il solco che separa il rallismo internazionale da
quello italiano si fa sempre più profondo. Prima o poi anche gli esperti, presunti, assoldati da Angelo Sticchi Damiani saranno costretti ad accorgersi che
dall'altra parte delle Alpi si disputa uno sport diverso. La speranza che quando succederà non sia troppo tardi.
21
MONDIALE
RALLY
POLONIA
22
LA HYUNDAI
CRESCE BENE...
Un altro podio, il nono in carriera. E il secondo in questa sua prima stagione con la Huyndai. Thierry Neuville si conferma stella di prima grandezza nel firmamento mondiale e sfrutta come meglio non sarebbe stato possibile il potenziale della i20 realizzata da Michel Nandan, uno dei
pochi tecnici in attività a essere sempre riuscito a firmare progetti interessanti senza disporre di budget enormi. La compatta coreana rivista
in Germania non è – forse non ancora – la più bella del reame. Ma è
quello che l'Accent assemblata bel Regno Unito non era mai stata: è già
una bella realtà. Il ventiseienne belga l'ha confermato sulla velocissima
terra del Rally di Polonia. Da dove segnali incoraggianti sono arrivati
anche da Juho Hanninen, sesto a un niente da Jari-Matti Latvala, il vero
sconfitto del fine settimana. E pure da Hayden Paddon, ottavo.
Mikko Hirvonen ancora una volta lontano dal podio
...PER LA FORD
INVECE È CRISI
Thierry Neuville
ottimo terzo
Ancora un fine settimana senza grandi squilli. Mikko Hirvonen chiude
in crescendo, ma archivia la trasferta con quarto posto poco sapido. E
senza essere riuscito a firmare neppure una prova. Colpa di note mal
prese, dice. Sarà. Intanto, però, la sua crisi si riverbera in quella di risultati della M-Sport. Anche per colpa di Robert Kubica che con un paio
di errorini raccoglie assai poco pure nella gara di casa.
23
MONDIALE
RALLY
POLONIA
TANAK SI RILANCIA NEL WRC2
“Ci voleva”. Otto Tanak incassa la prima vittoria stagionale in Wrc2 e conferma che il risultato
lo ripaga delle tante, troppe delusioni rastrellate fin qui. Più veloce in diciassette delle ventidue
prove a disposizione, l'estone dal piede pesante vince abbastanza nettamente il testa a testa con
Jari Ketomaa, l'unico che almeno per un po' tenta di rovinargli la festa. “E' stato un avversario
tosto, almeno per un po'”, osserva il protetto di Markko Martin. Poi spiega di aver badato soprattutto a controllare la situazione. Non poteva fare altro, per cercare di rilanciarsi.
24
LEFEBVRE UN PREDESTINATO
MA TEMPESTINI MERITA APPLAUSI
Il regalo confezionatogli da Sébastien Loeb l'ha scartato alla vigilia. Scoprendo di avere fra le mani
una DS3 R3 decorata con il logo Red Bull. Quella che suona come una investitura gli ha ovviamente fatto un gran piacere, ma gli ha soprattutto messo in corpo una voglia ancora maggiore di non
deludere chi – e ormai sono in tanti, a cominciare dai vertici della federazione francese – mostra
concretamente di credere in lui. Coi fatti e non con le parole. Carico il giusto, Stéphane Lefebvre
non ha perso tempo. Ha preso subito il pallino e non l'ha più mollato. Pur se quella sulla terra da
piedoni dell'est era solo la sua seconda esperienza su strade bianche con la compatta della Doppia
Spiga curata dalla PhSport. A tenergli testa, almeno per le prime dodici speciali, è stato Simone
Tempestini. Vent'anni da qui a un mese, il figlio d'arte nato nel Bel Paese è stato quanto meno strepitoso. E l'errore che lo ha costretto alla resa è uno di quelli da archiviare come inevitabili per tutti quelli che vogliono crescere davvero: tanto va la gatta al lardo, eccetera eccetera. Ma i temponi
firmati restano e rendono ancor meno comprensibile la scelta del pool di esperti dell'Aci di non
inserirlo fra le “magnifiche venti” promesse del rallismo tricolore. Non è l'unico dei misteri di una
selezione dai contorni quanto mai fumosi: come la sua, pure la non convocazione di Alessandro Re
resta un mistero che esperti e comunicatori, c'è da scommetterci, eviteranno di spiegare. Per i due
ragazzi resta inevitabile un po' d'amarezza, ma anche la certezza che in fondo, tagliandoli fuori,
hanno loro reso un piacere: se la banda dei quattro diretta da Daniele Settimo li avesse ritenuti
meritevoli almeno quanto chi ancora non ha disputato un rally, l'unica certezza è che avrebbero
dovuto sborsare qualche migliaia di eurini per slalomeggiare a Vallelunga e, magari, per seguire un
corso di marketing tenuto da chi da anni è remunerato per non trovare uno straccio di sponsor al
Rally d'Italia...
25
NASCAR
GARA A KENTUCKY
IMPLACABILE KESELOW
Partito dalla pole il pilota del team Penske
ha imposto la sue legge per tutta la gara
Marco Cortesi
Una settimana dopo le lamentele nei confronti del Penske Racing che vedeva “una
stagione indietro” rispetto all’Hendrick
Motorsport in quanto a gestione dei motori, Brad Keselowski è stato implacabile
dominatore della Quaker State 400 in Kentucky. Dopo aver conquistato la pole, Keselowski ha trovato proprio in quella bistrattata Ford Fusion una compagna perfetta
per la sua marcia. Sempre in testa quando
ha potuto, l’uomo del Capitano ha velocemente recuperato la vetta ogni qualvolta,
per motivi strategici o di velocità ai box, gli
altri lo sopravanzavano. Una prova come
quella di Sparta non solo ha cementato la
sua posizione nella Chase For The Cup, ma
ha anche messo a nudo come sia lui il vero
avversario di Jimmie Johnson e compagni.
26
KENSETH SENZA VITTORIE
EDWARDS IMPALPABILE
D’altronde, in casa Joe Gibbs Racing, Matt
Kenseth, forse il pilota più temibile del
gruppo, non ha ancora conquistato una
vittoria e deve solo sperare che non ci siano più di 16 diversi vincitori a portargli via
un posto. Poi, nonostante i successi di Bristol e Sonoma, per Carl Edwards sembra
sempre più impalpabile, o meglio ectoplasmaitco, nonostante corra per il Roush
Fenway Racing dalle grandi possibilità
che però - nessuno sa perché - non vengono sfruttate.
In Kentucky, la seconda e la terza posizione sono andate a Kyle Busch e Ryan Newman, mentre Kevin Harvick si è tenuto con
un settimo posto a ridosso delle posizioni
che contano. La sua vettura è la migliore parola di Johnson - e con un talento così
al volante lui sì che sarà un osso duro. I
compagni allo Stewart-Haas Racing, non
si sa.
STEWART IN RISALITA
BUSCH APPREZZATO
Tony Stewart sembra pian piano in risalita
dopo un avvio ancora penalizzato dai
postumi dell’infortunio del 2013. Undicesimo posto per lui sotto le luci di Sparta
davanti al compagno Kurt Busch. Sempre
più apprezzato dal pubblico anche grazie
all’esperienza positiva ad Indianapolis, e
già ai playoff, il pilota di Las Vegas dovrà
imbroccare una serie di gare positive per
sperare nel titolo.
WSKI
L'ORDINE DI ARRIVO
SABATO 28 GIUGNO 2014
 HIGHLIGHTS
1 - Brad Keselowski (Ford) – Penske - 267 giri
2 - Kyle Busch (Toyota) – Gibbs - 267
3 - Ryan Newman (Chevy) – Childress - 267
4 - Matt Kenseth (Toyota) – Gibbs - 267
5 - Dale Earnhardt Jr (Chevy) – Hendrick - 267
6 - Jeff Gordon (Chevy) – Hendrick - 267
7 - Kevin Harvick (Chevy) – Stewart/Haas - 267
8 - Kasey Kahne (Chevy) – Hendrick - 267
9 - Joey Logano (Ford) – Penske - 267
10 - Jimmie Johnson (Chevy) – Hendrick - 267
11 - Tony Stewart (Chevy) – Stewart/Haas - 267
12 - Kurt Busch (Chevy) – Stewart/Haas - 267
13 - Marcos Ambrose (Ford) – Petty - 267
14 - Greg Biffle (Ford) – Roush/Fenway - 267
15 - Paul Menard (Chevy) – Childress - 267
16 - Austin Dillon (Chevy) – Childress - 267
17 - Carl Edwards (Ford) – Roush/Fenway - 267
18 - Michael Annett (Chevy) – Baldwin - 267
19 - Martin Truex Jr (Chevy) – Furniture Row - 267
20 - Casey Mears (Chevy) – Germain - 267
21 - Danica Patrick (Chevy) – Stewart/Haas - 267
22 - AJ Allmendinger (Ford) – JTG - 267
23 - Clint Bowyer (Toyota) – Waltrip - 266
24 - Justin Allgaier (Chevy) – Hscott - 266
25 - Ricky Stenhouse (Ford) – Roush/Fenway - 266
26 - Brian Vickers (Toyota) – Waltrip - 266
27 - Reed Sorenson (Chevy) – Baldwin - 265
28 - Cole Whitt (Toyota) – BK Racing - 264
29 - Josh Wise (Chevy) – Parsons - 263
30 - David Gilliland (Ford) – Front Row - 263
31 - David Ragan (Ford) – Front Row - 262
32 - Landon Cassill (Chevy) – Hillman - 262
33 - Ryan Truex (Toyota) – BK Racing - 261
34 - Travis Kvapil (Chevy) – XXXtreme - 259
35 - David Stremme (Chevy) – Circle Sport - 257
36 - Alex Bowman (Toyota) – BK Racing - 255
37 - Jamie McMurray (Chevy) – Ganassi - 350
38 - Joe Nemechek (Toyota) – Nemco - 239
39 - Aric Almirola (Ford) – Petty - 175
40 - Kyle Larson (Chevy) – Ganassi - 75
41 - Mike Bliss (Toytota) – Nemco - 30
42 - Denny Hamlin (Toyota) – Gibbs - 27
Qualificati per la Chase For The Cup
3 vittorie
Johnson
2 vittorie
Logano, Harvick, Earnhardt, Edwards, Keselowski
1 vittoria
Gordon, Kyle Busch, Hamlin, Kurt Busch
Classifica
Kenseth, Newman, Menard, Larson, Biffle, Bowyer
Keselowski mostra
la ferita ad una mano nel dopo gara
27
DTM
GARA A NORIMBERGA
28
TRE PUNTE
APPUNTITE
Finalmente la Mercedes è uscita dal groviglio in cui si era cacciata nella prima parte
della stagione ed è tornata al sucesso con Wickens. Dietro al canadese,
un gruppetto di Audi, solo settimo il leader del campionato Wittmann con la BMW
Wickens ha portato alla vittoria la Mercedes
29
DTM
GARA A NORIMBERGA
Claudio Pilia
Oltre ad una gara ad alto tasso spettacolare, il
weekend sul circuito cittadino del Norisring,
ormai tradizionale appuntamento urbano del
DTM, ha dato tanti spunti e indizi sul fatto che
ci sarà ancora tanto da vedere e gustarsi nella stagione 2014. Innanzitutto ha dato una
bella iniezione di fiducia in casa Mercedes,
che dopo la vittoria-spot in quel di Oschersleben (scaturita più che altro da una strategia
azzardata) ha trovato in quel di Norimberga
un rendimento costante per tutto il fine settimana. E ha dato una bella carica anche al
canadese “Rob” Wickens, poleman e artefice
del successo della Casa di Stoccarda. “Non
avrei potuto desiderare una giornata migliore, tutto ciò è arrivato dopo un avvio di stagione molto difficile”, ha sentenziato Wickens.
Ha gestito tutto bene: pioggia, safety-car,
sosta ai box e pressing degli avversari.
Quarto in gara e secondo in
campionato il nostro Mortara
MORTARA PILOTA
LEADER AUDI
E proprio in casa Audi non hanno potuto fare
altro che accontentarsi. Diciamo un bell’accontentarsi, con un Jamie Green in piena rimonta
dal fondo della classifica, finitoci per una “bussata” ai danni di Paul di Resta, e un regolare
Mattias Ekstrom. Ma soprattutto con Edoardo
Mortara, sempre più uomo-squadra dell’Audi,
ora anche numericamente, essendo secondo in
campionato con 39 punti! Quella del pilota italiano dell’Audi, sicuramente, è stata una gara
da applausi. Il quarto posto conquistato, oltre
che molto prezioso, ha assunto un valore ancora più importante per come è maturato, avendo rimontato la classifica a suon di sorpassi,
grazie a un’ottima strategia che, in un tracciato col quale è sempre andato d’accordo, ha funzionato alla perfezione. “Questa, per me, è stata una gara folle. Da ventesimi a quarti, sono
entusiasta e non vedo l’ora di andare a Mosca”.
WITTMANN
SPERA IN MOSCA
Chi non vede l’ora di andare a correre nel circuito disegnato e costruito alle porte di Mosca,
ma per riscattarsi al più presto, è la BMW. La
grande assente del weekend del Norisring,
con il capoclassifica Marco Wittmann appena
settimo con la prima delle M4, è un motivo
sufficiente per cercare il riscatto nel tracciato
russo. Dove, però, nel 2013 a vincere fu l’Audi. Anche se basterebbe tornare nelle parti
medio-alte per riscoprirsi, in fondo, non così
lenti…
30
Terzo gradino
del podio
per Ekstrom,
sopra.
Seconda piazza
per Green,
a destra
L'ORDINE DI ARRIVO
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1 - Robert Wickens (Mercedes C-Coupe) - HWA - 82 giri in 1.15'21"118
2 - Jamie Green (Audi RS5) - Rosberg - 23"906
3 - Mattias Ekstrom (Audi RS5) - Abt - 25"922
4 - Edoardo Mortara (Audi RS5) - Abt - 32"875
5 - Adrien Tambay (Audi RS5) - Abt - 44"661
6 - Pascal Wehrlein (Mercedes C-Coupe) - HWA - 44"788
7 - Marco Wittmann (BMW M4) - RMG - 46"050
8 - Joey Hand (BMW M4) - RBM - 47"991
9 - Mike Rockenfeller (Audi RS5) - Phoenix - 48"803
10 - Timo Scheider (Audi RS5) - Phoenix - 1 giro
11 - Bruno Spengler (BMW M4) - Schnitzer - 1 giro
12 - Gary Paffett (Mercedes C-Coupe) - HWA - 1 giro
13 - Daniel Juncadella (Mercedes C-Coupe) - HWA - 1 giro
14 - Augusto Farfus (BMW M4) - RBM - 1 giro
15 - Paul Di Resta (Mercedes C-Coupe) - HWA - 1 giro
16 - Timo Glock (BMW M4) - MTEK - 2 giri
17 - Antonio Felix Da Costa (BMW M4) - MTEK - 2 giri
18 - Maxime Martin (BMW M4) - RMG - 2 giri
19 - Nico Muller (Audi RS5) - Rosberg - 2 giri
20 - Vitaly Petrov (Mercedes C-Coupe) - Mucke - 2 giri
Giro più veloce: Mattias Ekstrom in 48"610
Ritirati
73° giro - Christian Vietoris
71° giro - Miguel Molina
58° giro - Martin Tomczyk
Il campionato
1.Wittmann 56 punti; 2.Mortara 39; 3.Tambay 36; 4.Ekstrom 35; 5.Rockenfeller 33;
6.Molina 26; 7.Vietoris e Wickens 25; 9.Green 24; 10.Spengler 23.
Solo settimo al Norisring il tedesco Wittmann, leader del campionato
31
CIVM
COPPA TEODORI
LA PROVA D
Con il nono successo personale, Faggioli
avvicina il capoclassifica tricolore Merli, che
non si arrende e dà appuntamento a Trento.
Duelli mozzafiato in tutte le categorie, che
premiano Leogrande, Magliona, Ragazzi e
Gramenzi. Debutta in crescendo la nuova Wolf
dopo le difficoltà in prova
32
Gianluca Marchese
Foto Moretti
Sarà stata anche per la concomitanza con
il campionato europeo, ma ad Ascoli il
CIVM ha dato spettacolo fino all'ultimo
metro. E' stata lotta dura in ogni gruppo,
dove i protagonisti non si sono mai risparmiati e, anzi, a volte sono andati quel filo
oltre (quanto basta per un record o, quando va male, per commettere un errore), alla
ricerca di punti pesanti ora che il Tricolore è al giro di boa e già domenica prossima
è in programma la Trento-Bondone. Alla
DEL 9
Coppa Teodori, Faggioli fa di nuovo tornare i conti dopo già la doppia vittoria dello
Spino. Fa tornare i conti perché alla “prova del 9” non si smentisce e: uno, suona la
nona nella salita marchigiana; due, fa il pieno nel CEM, dove finora è imbattuto; tre,
idem nel CIVM, dove in classifica è a caccia di Merli, sempre più nel mirino. Ormai
la Norma M20 Fc Zytek del pluricampione
toscano lo asseconda ai massimi livelli e
quando non va esattamente così è lui che
cerca di “ascoltare” quello che gli dice la
biposto francese. Proprio come accaduto
ad Ascoli, dove “ho capito quanto fosse
importante salire il più pulito possibile”, ha
spiegato.
Il leader tricolore ha cercato una nuova e
strenua difesa, anche riuscendo a contenere i distacchi, ma alla fine dovendo cedere
ulteriori punti all'inseguitore. Merli e
l'Osella PA2000 Honda sono sempre lì,
comunque, e il round casalingo del trentino, gara che sogna da una vita, chissà che
non torni a segnare una nuova inversione
di tendenza delle sorti tricolori, visto che al
momento Christian è in testa, ma il vento
in poppa ora spinge chiaramente dalla parte di Simone. Sono attese contromosse,
Il vincitore Faggioli
insomma, e questo fa ben sperare gli appassionati che immaginano un campionato in
bilico fino all'ultimo. Mentre dietro ai due
contendenti al titolo assoluto Scola jr, che
ad Ascoli colse il primo successo nel 2012,
festeggia un positivo podio dopo l'assenza
allo Spino e continua a “studiare” da grande con la PA2000 (con la quale anche un
Cubeda in palla si è messo in evidenza
all'esordio assoluto sul tracciato marchigiano), di certo fino all'ultimo rimarranno
aperte le lotte nei gruppi E2/M, CN ed E1,
che hanno segnato un nuovo capitoloshow..
33
CIVM
COPPA TEODORI
LA RIMONTA
DI LEOGRANDE
Nel gruppo delle monoposto a caccia della
rimonta sul leader Bottura si è rimesso Leogrande. Dopo quasi due mesi di assenza, rimontando in gara-2, dove ha colto pure il terzo posto
assoluto, il pugliese ha conquistato la vittoria di
categoria al volante dell'Osella FA30 regolando
sulla distanza, in una battaglia sempre sul filo
dei decimi, le Reynard guidate da due piloti italianissimi ma impegnati nell'Europeo: l'esperto
Fausto Bormolini (che ormai sempre più spesso si porta dietro il nipote Andrea, in “apprendistato” con un CN1 del Team Faggioli) e il giovane Federico Liber, al primo anno, finora con
buona progressione, su una monoposto 3000.
TESTA A TESTA
NELLA CLASSE CN
Di scena il fair-play tra Magliona e Iaquinta tra i
prototipi CN. La loro è una rivalità molto sentita
e c'è da giurare che a Trento daranno tutto per
superarsi. Intanto, però, si fanno i complimenti
e gli “in bocca al lupo” a vicenda dopo l'1 a 1 di
Ascoli, dove il campione in carica ha riagganciato la vetta della classifica: ora i due sono a pari
punti a quota 92,5. Una mano al sardo accasato
nella siciliana Cst Sport gliel'ha data anche il fato.
La Coppa Teodori non aveva mai portato particolare fortuna a Magliona, ma stavolta, dopo il
secondo posto di gara-1, quando il rivale calabrese lo aveva preceduto per soli 6 decimi in un duello mozzafiato, Omar ha potuto aggiudicarsi gara2 quasi in scioltezza alla luce del testacoda che ha
costretto al ritiro l'alfiere della Scuderia Vesuvio.
Palla al centro e si ricomincia da capo sul Bondone, dove non ci sarà la sorpresa ascolana di
gruppo, impegnato a Morano in TIVM: Giuseppe Corona. Ad Ascoli il giovane catanese è terzo
dietro a Conticelli jr. con tempi che alla sola quarta apparizione su un'Osella CN2 fanno ben sperare lo staff della Cubeda Corse.
Ragazzi vince con la Ferrari
e la Superchallenge fa debuttare la seconda 458
BENE RAGAZZI
E GRAMENZI
Scendendo da prototipi e formula, ecco un
altro 1 a 1 in GT con il leader Ragazzi che domina la prima salita con la Ferrari 458 ma poi si
arrende, per soli 2 decimi, alla positiva verve
mostrata da Cannavò in gara-2, che da par suo
sulla Lambo Gallardo vuole prolungare la sfida. In gruppo è da segnalare l'esordio con
podio della seconda 458 portata in CIVM dalla Superchallenge e condotta dal rientrante
Bruno Jarach: “In prova mi è sembrata una
sorta di astronave - ha detto il veneto al debutto dopo le esperienze sulla F430 -, ma abbiamo iniziato presto a prendere le misure e siamo molto soddisfatti del terzo posto, soprattutto guardando i distacchi che abbiamo ridotto”.
I pareggi hanno caratterizzato anche i duelli
tra le Turismo, con l'eccezione del gruppo E1,
dove il campione in carica Giuliani, con un terzo e un secondo posto sulla Delta by Fluido
Corse, ma soprattutto il dominatore Gramenzi con l'Alfa 155, per il quale Ascoli è gara di
casa, hanno riavvicinato la vetta complice
anche l'assenza di Nappi (impegnato alla Pikes
Peak). Insomma, tutto è riaperto e al Bondone si annuncia “guerra” aperta.
HAUSER PORTA ALL’ESORDIO LA WOLF
Lo aveva detto al venerdì di dover lavorare “in progressione”. Forse però David Hauser si
aspettava un esordio europeo e tricolore un po' più agevole per la Wolf GB08 F1. Che poi è
stato quasi un debutto assoluto, in realtà, come lo stesso lussemburghese ha sottolineato,
visto che l'aveva provata in gara soltanto a Eschdorf, salita casalinga di due chilometri. Dopo
alcuni inconvenienti di “gioventù” (il prototipo-monoposto varato dalla Avelon Formula è
nuovo di zecca), nella settimana di Ascoli Hauser l'aveva testato in pista a Franciacorta, ma
poi, nelle prove ufficiali di sabato, i metri percorsi sul tracciato marchigiano, dove tra l'altro esordiva anche il pilota, sono stati appena 200, causa inconvenienti elettronici. Tutto
sistemato per domenica, quando il giovane driver è davvero andato in progressione, riuscendo ad agguantare la top-ten in gara-2 a 6 secondi dal podio. La sensazione condivisa
dai più è che davvero il potenziale ci sia tutto.
34
Magliona aggancia la leadership di Iaquinta
53^ COPPA BRUNO TEODORI - ASCOLI,
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
Gramenzi super ad Ascoli
Leogrande riavvicina la vettaRagazzi
tra le monoposto
porta in alto la Ferrari 458
Classifica assoluta: 1. Faggioli (Norma M20 Fc Zytek) in 4’23”817; 2. Merli (Osella
PA2000 Honda) a 3”836; 3. Scola (Osella PA2000 Honda) a 12”450;; 4. Leogrande (Osella FA30 Zytek) a 13”567; 5. Bormolini (Reynard K02 Mugen) a 14”575; 6.
Liber (Reynard K02 Cosworth) a 16”716; 7. Cubeda (Osella PA2000 Honda) a
17”114; 8. Kramsky (Reynard K14) a 19”815; 9. Conticelli V. (Osella PA30 Zytek) a
22”856; 10. Magliona (Osella PA21 Evo Honda) a 25”969.
Gara-1: 1. Faggioli (Norma M20 Fc) in 2’11”765; 2. Merli (Osella PA2000) a 1”853;
3. Scola (Osella PA2000) a 6”086; 4. Bormolini (Reynard K02) a 6”990; 5. Liber
(Reynard K02) a 7”300; 6. Leogrande (Osella FA30) a 7”340; 7. Cubeda (Osella
PA2000) a 8”483; 8. Kramsky (Reynard K14) a 10”862; 9. Iaquinta (Osella PA21
Evo Honda) a 11”128; 10. Conticelli V. (Osella PA30) a 11”631..
Gara-2: 1. Faggioli (Norma M20 Fc) in 2’12”052; 2. Merli (Osella PA2000) a 1”983;
3. Leogrande (Osella FA30) a 6”227; 4. Scola (Osella PA2000) a 6”364; 5. Bormolini (Reynard K02) a 7”585; 6. Cubeda (Osella PA2000 Honda) a 8”631; 7. Kramsky (Reynard K14) a 8”953; 8. Liber (Reynard K02) a 9”416; 9. Conticelli V. (Osella PA30 Zytek) a 11”225; 10. Hauser (Wolf GB08 F1) a 12”637.
Classifica dei gruppi. Racing Start: 1. Scappa (Renault Clio Rs) in 6’08”797; 2. Chiavaroli (Renault Clio Sport) a 3”548; 3. Pomozzi (Citroen Saxo Vts) a 15”504; 4. Taddeo (Peugeot 106 S16) a 17”703; 5. Loconte (Peugeot 106 S16) a 18”093. RS turbo:
1. Pezzolla (Mini Cooper S) in 5’56”857; 2. Marchesani (VW Polo) a 4”483; 3. Montanaro (Mini Cooper S) a 5”373; 4. Loffredo (Opel Corsa Opc) a 6”891; 5. Tacchini
(Mini Cooper S) a 22”939. Gr. N: 1. Stefanovski (Mitsubishi Lancer Evo) in 5’28”630;
2. Hafner (Mitsubishi Lancer Evo) a 0”538; 3. Jerman (Mitsubishi Lancer Evo) a 7”571;
4. Benes (Mitsubishi Lancer Evo) 15”195; 5. Blaho (Mitsubishi Lancer Evo) a 16”214.
Gr. A: 1. Bicciato (Mitsubishi Lancer Evo) in 5'21”770; 2. Maly (Mitsubishi Lancer
Evo) a 3”443; 3. Caprioni (Alfa Romeo 156 WTCC) a 15”367; 4. D'Amico (Renault New
Clio) a 23”834; 5. Scarafoni (Citroen Saxo Vts) a 24”547. E1: 1. Gramenzi (Alfa Romeo
155 DTM) in 5’05”260; 2. Giuliani (Lancia Delta Evo) a 9”276; 3. Gabrielli (Ford Escort
Csw Gabat) a 10”853; 4. Cimarelli (Alfa Romeo 156) a 28”983; 5. Pelorosso (Renault
Clio Proto) a 31”388. GT: 1. Ragazzi (Ferrari 458 Challenge) in 5'27”259; 2. Cannavò (Lamborghini Gallardo) a 2”379; 3. Jarach (Ferrari 458 Challenge) a 10”775; 4.
Perchinunno (Ferrari F430 Challenge) a 27”304; 5. Pierdomenico (Porsche Cayman)
a 43”173. CN: 1. Magliona (Osella PA21 Evo) in 4’49”786; 2. Conticelli F. (Osella PA21
Evo Honda) a 5”937.; 3. Corona (Osella PA21/S Honda) a 7”369; 4. Capucci (Osella
PA21/S Honda) a 15”907; 5. Greco S. (Osella PA21 Evo Honda) a 24”245. E2/B: 1.
Faggioli (Norma M20 Fc) in 4’23”817; 2. Merli (Osella PA2000) a 3”836; 3. Scola
(Osella PA2000) a 12”450; 4. Cubeda (Osella PA2000) a 17”114; 5. Conticelli V. (Osella PA30) 22”856. E2/M: 1. Leogrande (Osella FA30) in 4'37”384; 2. Bormolini (Reynard K02) a 1”008; 3. Liber (Reynard K02) a 3”149; 4. Kramsky (Reynard K14) a
6”248; 5. Hauser (Wolf GB08 F1) a 15”259.
Hauser sulla Wolf al debutto in CIVM e CEM
35
INDYCAR
GARE A HOUSTON
36
COLOMBIA
CONNECTION
Trascinati dalle grandi prestazioni della nazionale nei mondiali di calcio,
i tre piloti del Paese sudamericano, Huertas, Montoya e Munoz,
hanno ottenuto una storica tripletta nella prima corsa.
Nella seconda frazione è stato invece Pagenaud a conquistare il primo posto.
Due incidenti per Filippi
37
INDYCAR
GARE A HOUSTON
Marco Cortesi
Carlos Huertas e Simon Pagenaud. Ovvero
la sorpresa e la conferma per l’IndyCar ad
Houston. In gara 1, il giovane colombiano
ha evitato insidie ed errori e, pur non stupendo mai per velocità, ha conservato il
comando conquistato grazie ad una strategia fortunata. E pur lasciando ad altri i giri
record, tenendo collegata la testa si è messo tutti alle spalle. A partire dai due connazionali Juan Pablo Montoya e Carlos
Munoz. Una tripletta storica per un movimento che sta puntando moltissimo sulle
ruote scoperte americane. Peccato per il
ritiro all’inizio di una gara 2 dominata da
Pagenaud. Il francese, out al sabato per un
problema ai freni, si è rifatto con gli interessi ed indipendentemente da cambi gomme e rifornimenti è sempre stato il più veloce, e mentre Power continua a comandare
la Indycar con quasi 40 punti su Helio
Castroneves e Ryan Hunter-Reay, lui non è
molto più lontano anche se ormai alla fine
mancano solo tre appuntamenti. Tra i
“buoni” va elencato Mikhail Aleshin. Nonostante si sia sentito dare dell’idiota da AJ
Foyt per aver tentato di sdoppiarsi su Takuma Sato ed essere stato stretto nel muro dal
giapponese (chissà che avrebbe fatto Foyt
al volante), il russo ha terminato gara 2 dietro a Pagenaud, dando al Sam Schmidt
Motorsport una bella doppietta.
IL FLOP
DEI BIG
Per i top-driver della categoria è continuato il solito gioco, ovvero quello a chi si complica di più la vita da solo. Will Power è partito dal fondo in gara 1 prima di finire in
testacoda, mentre Scott Dixon è andato a
muro all’ultima curva prima di fermarsi per
un guaio ai freni. Stesso discorso per
Castroneves: penalizzato dalla strategia, si
è cacciato da solo nelle protezioni, mentre
Power ha sofferto la rottura di una sospensione nelle fasi conclusive. Di tutto questo
avrebbe potuto e dovuto approfittare Ryan
Hunter-Reay che invece, con due anonimi
piazzamenti, non è veramente riuscito a
recuperare anche a causa dei tanti ritiri che
hanno comunque dato qualche punto ai
rivali “incidentati”.
38
Luca Filippi
 HIGHLIGHTS
L'ORDINE DI ARRIVO GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
Il vincitore di gara 2
Simon Pagenaud
1 - Carlos Huertas (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 80 giri
2 - Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 0"0975
3 - Carlos Munoz (Dallara DW12-Honda) Andretti - 2"3433
4 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – KV - 3"0878
5 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 4"7101
6 - Jack Hawksworth (Dallara DW12-Chevy) – Herta - 5"5127
7 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 6"2853
8 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 7"1638
9 - Helio Castroneves (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 8"2181
10 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 9"4366
11 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal - 30"8792*
12 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 33"2884*
13 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 35"0789
14 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 1 giro
15 - Sebastian Saavedra (Dallara DW12-Chevy) – KV - 1 giro
16 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 6 giri
* Penalizzati per contatti evitabili
Giro più veloce: Simon Pagenaud - 1’00”6391
Ritirati
56° giro - Mike Conway
55° giro - Charlie Kimball
47° giro - Scott Dixon
42° giro - Josef Newgarden
37° giro - Luca Filippi
33° giro - Takuma Sato
32° giro - Mikhail Aleshin
FILIPPI VELOCE, MA
OCCASIONE PERSA
Per quanto riguarda l’approdo di Luca
Filippi al Rahal Letterman Lanigan
Racing, il pilota piemontese chiude il suo
primo appuntamento in programma con
un po’ di delusione dopo le ottime cose
mostrate nelle prove. Pur essendo sempre
e nettamente più veloce del compagno di
squadra (e di buona parte degli altri), un
errore in fase di ripartenza nella prima corsa ed una tipica situazione da circuito cittadino nella seconda (è stato mandato ‘lungo’ fuori linea da Power e Montoya) l’hanno messo fuori dai giochi. Anche se per
gara 1 consola che la stessa imperfezione
sia stata commessa anche da Dixon, pesa
il fatto che, in una gara in cui era fondamentale finire sia arrivato uno zero quando anche un podio o una vittoria sarebbero state possibili. E forse avrebbero cambiato la vita. Rimane la bella prestazione in
qualifica 1 e non va comunque dimenticato che Filippi si è presentato a Houston con
zero chilometri di test.
ì
L'ORDINE DI ARRIVO GARA 2
DOMENICA 30 GIUGNO 2014
1 - Simon Pagenaud (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 90 giri
2 - Mikhail Aleshin (Dallara DW12-Honda) – Schmidt - 7.2622
3 - Jack Hawksworth (Dallara DW12-Chevy) – Herta - 17.0208
4 - Charlie Kimball (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 18.5927
5 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Chevy) – KV - 20.2366
6 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 25.3920
7 - Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 30.2312
8 - Ryan Briscoe (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 30.5917
9 - Marco Andretti (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 31.3259
10 - Tony Kanaan (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 50.3098
11 - Will Power (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 1:12.7735
12 - Justin Wilson (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 1 giro
13 - Mike Conway (Dallara DW12-Chevy) – Carpenter - 1 giro
14 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 1 giro
15 - Luca Filippi (Dallara DW12-Honda) - - Rahal - 2 giri
16 - Graham Rahal (Dallara DW12-Honda) – Rahal - 3 giri
17 - Sebastian Saavedra (Dallara DW12-Chevy) – KV - 6 giri
18 - Scott Dixon (Dallara DW12-Chevy) – Ganassi - 12 giri
Giro più veloce: Simon Pagenaud - 59”8964
Ritirati
74° giro - Takuma Sato
62° giro - Josef Newgarden
49° giro - Helio Castroneves
41° giro - Carlos Munoz
3° giro - Carlos Huertas
39
RENAULT
3.5
GARE A VOLOKOLAMSK
Gran vittoria in gara 2 di Merhi
40
ARIA DI
CASA…
Sul circuito che sorge a 100 km dalla sua Mosca, Sirotkin ha raccolto
la prima vittoria nella categoria mentre il team Zeta Corse di proprietà russa
ha festeggiato il primo successo con Merhi. Weekend negativo per Sainz
41
RENAULT
3.5
GARE A VOLOKOLAMSK
Massimo Costa
Foto DPPI
A Monza, dopo che aveva segnato il diciottesimo tempo in qualifica causa
noia al motore ed aveva concluso gara 1 in settima posizione al termine di
una bella rimonta, Sergey Sirotkin ci disse: “Si grazie, ma io voglio vincere
il campionato e dei complimenti per il recupero che ho fatto non so che farmene. E’ poi arrivato il podio in gara 2, terzo posto, poi il buio totale ad Alcaniz, solo una volta al traguardo in ottava posizione, il ritiro nella seconda
corsa al Motorland Aragon, il ritiro a Monte Carlo dopo aver stallato al via
dalla terza fila pare per colpe forse non sue, il doppio ritiro di Spa che gli
aveva procurato una gran dose di nervosismo. E’ vero, Sirotkin doveva lottare per la vittoria per il titolo. Lo diceva lui, lo pensava il team Fortec che
lo ha voluto con grande tenacia, lo dicevamo tutti noi. Il russo doveva essere il grande rivale dell’altro favorito, Carlos Sainz. Ma mentre lo spagnolo ha
tenuto fede ai pronostici, Sirotkin è precipitato in una spirale negativa che
avrebbe stroncato anche il più forte dal punto di vista caratteriale. In mezzo a tutto ciò, va ben precisato, il rapporto con la Sauber F.1, il test in Bahrain,
ma un ruolo non ben chiaro e un futuro in seno al team svizzero ancora tutto da decifrare. Situazione che ha portato altro nervosismo a questo ragazzone che a soli 18 anni si è trovato a gestire questo immenso doppio peso:
campionato WSR e F.1.
SIROTKIN E LA SVOLTA
AL MOSCOW RACEWAY
Ma Sirotkin è un ragazzo intelligente e al Moscow Raceway in un colpo solo
ha cancellato tutto ciò che di negativo gli era capitato. Saranno stati i cartelloni pubblicitari sparsi lungo l’autostrada, e nelle varie tangenziali della capitale russa, che lo ritraevano col casco, sarà stata la rabbia che aveva in corpo, sarà stata una Dallara finalmente libera dai problemi elettronici e meccanici, fatto sta che Sergey ha segnato la pole in qualifica 1 ed ha vinto in
maniera autoritaria la prima corsa. E in qualifica 2 poteva anche ripetersi se
non avesse incontrato un traffico, all’imbocco dell’ultima curva, da centro
città come ha detto lui stesso che gli ha rovinato il suo giro finale e costretto al quinto posto in piazzola. In gara 2 è poi arrivato quarto a compendio
di un weekend comunque positivo se si guarda a ciò che gli era accaduto nei
precedenti appuntamenti. Sirotkin ha così vinto la sua prima gara in World
Series Renault, categoria nella quale ha debuttato giovanissimo lo scorso
anno con ISR, e acchiappato un bel po’ di punti in classifica che lo rilanciano al sesto posto in classifica generale.
Niente punti per Ghiotto in Russia
42
Sirotkin al via della gara 1 che ha vinto
IL CAPOLAVORO
DI MERHI
Merhi sul podio di gara 2
Ma l’aria di casa non ha fatto bene soltanto a Sirotkin. Zeta Corse è una squadra
che da italiana, proprietario Giancarlo Zampieri dal 2011 al 2013, è divenuta russa alla fine dello scorso anno. A manovrare il tutto, il padre del pilota Roman
Mavlanov e un socio, i quali hanno dato in gestione la squadra al management
della RDD con sede a Mosca. Appoggiati dalla spagnola Porfesa, cambiate numerose persone della pur competitiva Zeta targata 2013 (team manager era Claudio
Corradini, piloti Sainz e Buller costantemente a punti), si è puntato tutto su Roberto Merhi. Una vera scommessa perché lo spagnolo, che ricordiamo fortissimo tra
F.Renault 2.0 e FIA F.3 nella quale ha vinto il titolo 2011, negli ultimi due anni
aveva ottenuto risultati molto deludenti nel DTM come pilota ufficiale Mercedes.
Merhi era dunque il classico pilota di talento da ricostruire. Al suo fianco gli hanno poi messo Mavlanov, un rookie (come Roberto del resto) con poca esperienza. Quando Merhi ad Alcaniz ha svolto il primo test, sembrava un pesce fuor d’acqua. Lo diceva con molta onestà anche lui tanto che sembrava sul punto di non
proseguire questa esperienza. Era molto dubbioso Merhi, anche perché la squadra era in ristrutturazione, però aveva il grande vantaggio di non dover portare il
budget pieno solitamente richiesto. Ebbene, test dopo test, Merhi ha ritrovato il
ritmo dei bei tempi, nella prima gara a Monza si è piazzato secondo, poi tanti altri
piazzamenti importanti. Ma la consapevolezza che mancava ancora qualcosina
per puntare alla vittoria. Al Moscow Raceway, Merhi in gara 1 è partito settimo
perché penalizzato di quattro posizioni per somma di cartellini “gialli” (e qui lo
spagnolo dovrebbe farsi qualche esame di coscienza), ma in gara si è piazzato in
un ottimo quarto posto. In qualifica 2, il capolavoro, con la pole conquistata con
gran sicurezza, poi la tanto agognata vittoria al termine di una gara 2 perfetta. “Se
mi avessero detto, al termine della prima giornata di test ad Alcaniz, che avrei
vinto una corsa, avrei pensato che fossero tutti matti”, diceva sorridendo Merhi.
E invece, ecco il suo bel bottino 2014: nove gare, una vittoria, un secondo posto,
in totale sette piazzamenti a punti e quinta posizione in campionato.
43
RENAULT
3.5
GARE A VOLOKOLAMSK
Terzo Fantin per la Draco in gara 1
SAINZ A PICCO
GASLY NON SCHERZA
Al Moscow Raceway, Carlos Sainz e il team Dams hanno conosciuto la prova peggiore dell’annata. Sbagliata la qualifica 1, faceva un gran freddo e l’assetto è stato sbagliato, Sainz durante la prima gara quando era ultimo ha
rimediato anche una penalità per la qualifica 2 per un contatto con Oliver
Rowland. Erano ultimo e penultimo, entrambi avevano stallato in griglia di
partenza… e si sono urtati. Meglio è andata la domenica con Sainz che ha
concluso sesto aumentando i punti in classifica. Un fine settimana negativo
ci può stare per il madrileno della Red Bull, ora sarà importante vedere se
tra due settimane al Nurburgring tornerà nelle posizioni abituali delle prime file o dovrà giocarsela con i nuovi rivali Sirotkin e Merhi. Che vanno ad
aggiungersi a Rowland (poi quinto in gara 2) e Pierre Gasly. Il francesino
della Red Bull, del team Arden, aveva guadagnato la prima fila, ma pure lui
ha stallato in partenza. Non si è dato per vinto e in gara 2 ha conquistato un
bel secondo posto che lo tiene alle spalle di Sainz in classifica generale.
PRIMO PODIO PER
AMBERG E FANTIN
Tra gli altri protagonisti, Zoel Amberg del team AVF ha conquistato il suo
miglior risultato in carriera col secondo posto nella prima corsa. Lo svizzero ha costantemente messo pressione a Sirotkin disputando un weekend
veramente molto positivo considerando anche l’ottavo posto di gara 2. Sul
podio per la prima volta è salito anche Pietro Fantin. Il brasiliano della Draco è stato bravissimo nella prima frazione portando la prima coppa stagionale alla squadra tutta tricolore benché di proprietà del brasiliano Guto
Negrao. Peggio è andata in gara 2: Fantin è partito ultimo per un errore in
qualifica 2 e si è ritirato per guasto tecnico. Luca Ghiotto invece, con l’altra
Dallara della Draco, non ha mai avvicinato la top ten, né in qualifica né in
gara. Un passo indietro dopo la gran gara 1 di Spa. Bene Richie Stanaway
della Lotus Charouz, che ha conquistato un buon terzo posto in gara 2. Il
neozelandese sta veramente impressionando e riscattando quel 2012 che lo
vide costretto ad abbandonare la WSR per l’incidente di Spa. Dovrà però
lasciare il posto a Matthieu Vaxiviere quando il francese si riprenderà dall’infortunio subìto a Monte Carlo.
44
L'ORDINE DI ARRIVO GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
1 - Sergey Sirotkin - Fortec - 29 giri 40'17"408
2 - Zoel Amberg - AVF - 0"829
3 - Pietro Fantin - Draco - 5"749
4 - Roberto Merhi - Zeta - 8"099
5 - Jazeman Jaafar - ISR - 11"993
6 - Will Stevens - Strakka - 22"267
7 - Marlon Stockinger - Lotus Charouz - 25"074
8 - Matias Laine - Strakka - 25"552
9 - Richie Stanaway - Lotus Charouz - 27"339
10 - Oscar Tunjo - Pons - 31"303
11 - William Buller - Arden - 35"015
12 - Roman Mavlanov - Zeta - 45"748
13 - Beitske Visser - AVF - 52"322
14 - Carlos Sainz - Dams - 52"753
15 - Marco Sorensen - Tech 1 - 53"216
16 - Luca Ghiotto - Draco - 54"137
17 - Norman Nato - Dams - 1'11"925
18 - Pierre Gasly - Arden - 1 giro
19 - Meindert Van Buuren - Pons - non classificato - 14 giri
Giro più veloce: Meindert Van Buuren 1'22"378
Ritirato
6° giro - Oliver Rowland
Un perplesso Sainz
Secondo posto in gara 2 per Gasly
L'ORDINE DI ARRIVO GARA 2
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1 - Roberto Merhi - Zeta - 30 giri 41'58"433
2 - Pierre Gasly - Arden - 6"748
3 - Richie Stanaway - Lotus Charouz - 11"549
4 - Sergey Sirotkin - Fortec - 16"428
5 - Oliver Rowland - Fortec - 18"960
6 - Carlos Sainz - Dams - 26"171
7 - Matias Laine - Strakka - 26"962
8 - Zoel Amberg - AVF - 29"092
9 - Will Stevens - Strakka - 29"647
10 - William Buller - Arden - 32"634
11 - Marlon Stockinger - Lotus Charouz - 34"778
12 - Jazeman Jaafar - ISR - 46"598
13 - Beitske Visser - AVF - 53"111
14 - Luca Ghiotto - Draco - 53"793
15 - Marco Sorensen - Tech 1 - 54"150
16 - Norman Nato - Dams - 54"697
17 - Oscar Tunjo - Pons - 57"004
18 - Meindert Van Buuren - Pons - 1'03"468 **
** Penalizzato di 20"
Giro più veloce: Roberto Merhi 1'22"122
Ritirati
28° giro - Roman Mavlanov
24° giro - Pietro Fantin
Primo podio di Amberg in gara 1
Il campionato
1.Sainz 132; 2.Gasly 99; 3.Rowland 84; 4.Stevens 78; 5.Merhi 75; 6.Sirotkin 62; 7.Jaafar 56; 8.Amberg 54; 9.Nato 46; 10.Stockinger 38; 11.Martsenko 36; 12.Sorensen,
Laine 29; 14.Stanaway 21; 15.Fantin, Ghiotto 20.
45
AUTO
GP
GARE A IMOLA
La ragazza della Super Nova ha vinto la seconda corsa
al termine di una prova spettacolare divenendo così
la prima donna ad essersi imposta
in una competizione internazionale europea
con monoposto di una certa potenza
CERRUTI
NELLA STORIA
46
47
AUTO
GP
GARE A IMOLA
Antonio Caruccio
Photo 4
Michela Cerruti entra nella storia. Già messasi in luce
negli ultimi anni come una delle donne più indiavolate al
volante, andando a cogliere il podio nel Blancpain Endurance, la vittoria nel GT Italiano ed anche nell’Auto GP a
Monza poche settimane fa, “Miki” ha scritto nello scorso
weekend una nuova pagina della storia del motorsport,
prendendosi la vittoria. Dopo che Danica Patrick aveva
vinto a Motegi nel 2008, sono passati sei anni prima che
una donna riuscisse ad imporsi in un campionato internazionale. Precedentemente bisogna arrivare sino a Desirèè Wilson che vince in Formula Aurora nel Regno Unito.
Michela è andata oltre ogni più rosea aspettativa conquistando una vittoria che potrebbe segnare la svolta della
sua stagione e forse anche della sua carriera. In qualifica,
la Super Nova aveva dimostrato di essere molto competitiva con Markus Pommer in pole position con quasi mezzo secondo di vantaggio su Kimiya Sato, al rientro in campionato dopo aver saltato Monza, ma Michela era però stata costretta a doversi accontentare del settimo tempo a
causa di un problema al cambio in scalata. In gara 1, per
la Cerruti il podio è sfumato quando, dopo il pit-stop il suo
motore ha iniziato ad accusare delle perdite di potenza.
Nella prima parte della corsa però, Miki, una volta districatasi nel traffico, con la pista libera aveva rimontato ben
12 secondi sugli avversari in pochi giri, uscendo dalla pitlane in lotta con Andrea Roda e Pal Varhaug per il podio.
In gara 2 poi, dopo un sorpasso al terzo passaggio ai danni del compagno Francesco Dracone e la contemporanea
uscita di Giuseppe Cipriani mentre era primo, la pilota
lombarda è salita in vetta alla corsa costruendosi un margine di vantaggio nei confronti di Kevin Giovesi divenuto
incolmabile per l’alfiere FMS. Una vittoria pulita, che ha
dimostrato come la superiorità di Super Nova potesse
essere sì un grande bonus nelle mani di Pommer, ma di
come sia diventata un’arma micidiale messa a disposizione di Michela.
POMMER “CADE”
SATO VINCE SEMPRE
Chi invece esce con le ossa rotte da Imola è Pommer. Autore della pole, non ha terminato nemmeno il primo giro per
un’avaria al propulsore, completando una bella rimonta
domenica, concludendo quinto, ma vedendosi agganciato da Giovesi in seconda posizione di campionato a quota 115 punti. Kevin, grazie a due secondi posti, risale la china e si candida come maggior avversario di Sato, che salterà il prossimo round in Austria data la concomitanza con
la GP2 in Germania. Il giapponese, che in gara 2 per la
prima volta in stagione non è salito sul podio, ha ottenuto però la quarta vittoria stagionale nella prima corsa ed
ha 36 punti di vantaggio. Brutta battuta d’arresto invece,
per Tamas Pal Kiss. L’ungherese ha sofferto di problemi
al propulsore nelle prove libere di venerdì, sostituendo
l’unità per le qualifiche. Ottenuta la sesta piazzola in griglia di partenza di gara 1, Tamas ha poi pagato in entrambe le corse due pessimi pit-stop che l’hanno portato a raccogliere due soli punti.
48
Michela Cerruti in azione,
e sotto, sul podio di Imola
 HIGHLIGHTS
Giovesi sempre protagonista
49
AUTO
GP
GARE A IMOLA
IL RITORNO
DI VARHAUG
Weekend in chiaroscuro per Andrea Roda. Il
comasco, a podio in gara 1, si è dovuto arrendere
ad una doppia rottura degli scarichi in gara 2 che
gli è costata ben cinque posizioni, dalla terza all’ottava. Poco male per il team Virtuosi UK, che ha
visto comunque Varhaug ereditare la terza piazza
di Roda, al suo rientro in campionato dopo avervi
corso, proprio con la compagine anglosassone, nel
2012. Varhaug continuerà comunque a correre in
GP3 con il team Jenzer, ma non è esclusa una futura partecipazione nei round del Nurburgring o
Estoril.
50
Subito a podio Varhaug
nel rientro in Auto GP
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
1 - Kimiya Sato – Euronova - 20 giri
2 - Kevin Giovesi - FMS Racing - 7”938
3 - Andrea Roda - Virtuosi UK - 15”118
4 - Pal Varhaug - Virtuosi UK - 16”023
5 - Michela Cerruti - Super Nova - 20”176
6 - Francesco Dracone - Super Nova - 27”179
7 - Christof Von Grunigen – Zele - 27”600
8 - Giuseppe Cipriani – Ibiza - 53”686
9 - Tamas Pal Kiss – Zele - 55”202
10 - Vittorio Ghirelli – FMS - 1'06”216
11 - Salvatore De Plano – Euronova - 1 giro
12 - Michele La Rosa - MLR 71 - 8 giri
Giro più veloce: Kimiya Sato – 1'33”147
Ritirati
1° giro – Markus Pommer
Il podio di gara 1
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
Sato guida il gruppo alla Tosa
1 - Michela Cerruti - Super Nova - 17 giri
2 - Kevin Giovesi - FMS Racing - 0”529
3 - Pal Varhaug - Virtuosi UK - 3”330
4 - Kimiya Sato – Euronova - 5”368
5 - Markus Pommer - Super Nova - 9”872
6 - Vittorio Ghirelli – FMS - 15”022
7 - Christof Von Grunigen – Zele - 21”879
8 - Andrea Roda - Virtuosi UK - 25”398
9 - Tamas Pal Kiss – Zele - 26”076
10 - Francesco Dracone - Super Nova - 26”652
11 - Michele La Rosa - MLR 71 - 45”057
12 - Salvatore De Plano – Euronova - 1'44”830
Giro più veloce: Kimiya Sato – 1'32”189
Ritirati
4° giro - Giuseppe Cipriani
Il campionato
1. Sato 151; 2. Pommer, Giovesi 115; 3. 4. Pal Kiss 105; 5° Roda 98; 6. Cerruti 85.
51
LA
CURIOSITÀ
STORIA IN ROSA
DONNE DA CORSA
GIOIE ED ONORI
52
Alfredo Filippone
Lo storico successo di Michela Cerruti, il recente test
di Susie Stoddard-Wolff con la Williams F.1 a Barcellona, dove ha girato con tempi di rilievo, e le continue voci su un possibile debutto di Simona De Silvestro in F.1, sembrano rilanciare le pilotesse e
l’eterno tormentone su una presenza femminile stabile nella massima categoria. Oggi le ragazze nelle
corse non sono più una rarità, ma sono in poche ad
aver raggiunto i livelli più elevati. Eppure, la loro
competitività è potenzialmente maggiore da quando la tecnologia e l’elettronica hanno annullato
l’unico presunto handicap che potevano avere
rispetto agli uomini: la minor forza fisica per domare bolidi fisicamente impegnativi. Uno sguardo al
passato s’impone e ci permette di capire tante cose.
TRE QUALIFICHE
PER LA DE FILIPPIS
In Formula 1, le donne sono state sinora mosche
bianche: ci hanno provato in cinque e hanno effettivamente corso almeno un GP soltanto due,
entrambe italiane. Maria Teresa De Filippis (napoletana, nata nel 1926) partecipò a mezza dozzina di
GP (qualificandosi 3 volte) fra il 1958 e il 1959, su
Maserati e Porsche della Scuderia Centro-Sud.
Miglior risultato: un 10° posto al GP de Belgio a Spa
nel 1958. La chiamavano ‘Pilotino’ per il fisico minuto, eppure non ebbe problemi a guidare gli autocarri che erano le F.1 di allora, guadagnandosi il rispetto di tutti.
LA LOMBARDI
SIGLÒ MEZZO PUNTO
Lella Lombardi (all’anagrafe Maria Grazia, alessandrina, nata nel 1941 e morta prematuramente di
cancro nel 1992) è la donna che ha corso più GP (12
su 17 tentativi) fra il 1974 (Brabham), il 1975
(March) e 1976 (Brabham). Nel 1975 disputò praticamente l’intera stagione con un March ufficiale, al
fianco di Vittorio Brambilla, conseguendo il 6° posto
al GP di Spagna al Montjuich e dunque un punto,
anzi un mezzo punto visto che la gara fu interrotta
prima della metà per l’incidente di Stommelen
costato la vita a quattro persone. Forse più probante ancora è il 7° posto ottenuto al GP di Germania
sul Nürburgring ‘grande’ ma a quel tempo andavano a punti i primi sei. Agli inizi, Lella si era distinta
in F.3 italiana e aveva vinto il Trofeo Ford Mexico.
Era poi emigrata in Inghilterra, dove ottenne un
validissimo 4° posto (ma senza vittorie di gara) nel
campionato inglese di F.5000 (che erano in pratica
telai di F.1 con motori 5 litri, macchinoni più pesanti e potenti delle F.1, e che ebbero grande seguito in
UK, America e Australia). Dopo la F.1, Lella ha vinto parecchio con le Sport (3 vittorie nel Mondiale) e
nell’Europeo Turismo.
53
LA
CURIOSITÀ
STORIA IN ROSA
WILSON LA
MIGLIORE DI TUTTE
Quelle che non si qualificarono furono tre
e tutte avrebbero meritato chance migliori. Divina Galica (inglese, classe 1946), excampionessa britannica di sci nella discesa libera, ci provò tre volte nel 1977-78 con
Hesketh e Surtees. Si distinse nel campionato Shellsport inglese, dove correvano F.1
e F.5000, centrando una decina di podi,
ma mai la vittoria e giungendo quarta in
classifica nel 1977. Per molti osservatori, la
miglior pilotessa del secolo scorso è stata
Desiré Wilson, sudafricana, nata nel 1953.
Si era fatta notare vincendo il titolo sudafricano di F.Ford, che le aprì le porte dell’Inghilterra. Tentò la qualificazione al GP
di Gran Bretagna 1980 con una Williams
privata, ma le andò male. Ci riprovò in
Sudafrica nel 1981, con una Tyrrell, con
ben altri risultati: sulla pista che la vide
crescere, Kyalami, si qualificò 19esima e in
gara, fu addirittura sesta prima del ritiro.
Purtroppo, il GP aveva perso la titolazione
mondiale alla vigilia, per la vertenza politica sorta fra FIA e FOCA durante le prove, e nelle statistiche ufficiali è sparito... La
Wilson è passata alla storia, comunque,
come l’unica donna ad aver vinto una gara
di F.1, nel British Formula 1 Championship
(noto anche come Aurora dal nome dello
sponsor) che succedette allo Shellsport e
vedeva in lizza monoposto di F.1 e F.2,
dopo il tramonto delle F.5000. Successe a
Brands Hatch il 7 aprile 1980, alla guida di
una Wolf WR4 di Teddy Yip, battendo Eliseo Salazar e Norman Dickson. Desiré fu
una delle protagoniste fisse nei tre anni
dell’Aurora (78-80) finendo spesso sul
podio (ma una sola volta prima). Vinse
54
anche due gare del Mondiale Sport (Silverstone e Monza 1980) e corse poi una decina di gare Indycar. Oggi vive negli USA
dove gestisce una scuola di pilotaggio col
marito, Alan Wilson (lei, da nubile, faceva
Randall).
L’ULTIMA ITALIANA
È STATA L’AMATI
Giovanna Amati (romana, classe 1963)
giunse sino alla F.3000, senza grossi risultati, prima di tentare senza successo la
qualificazione nei primi 3 GP del 1992, su
una Brabham. Da allora, nella massima
formula, è stato il vuoto, sebbene abbiano
svolto test (prima di quello della Wolff quest’anno) Sarah Fisher (McLaren, 2002),
Katherine Legge (Minardi, 2005), e María
De Villota (Renault 2012, Marussia 2013).
Ricorre proprio in questi giorni il secondo
anniversario del terribile incidente subito
dalla spagnola, che ne provocò il decesso
quindici mesi dopo.
MULLER BRAVA
E VINCENTE IN F.3
Nella F.3 del passato, ricordiamo come più
promettenti Cathy Muller (sorella di Yvan)
che vinse una gara del campionato francese nel 1984 e corse poi nel British, nell’Europeo e anche in F.3000 e IndyLights. In
Germania, ci furono Ellen Lohr e Claudia
Hürtgen, poi ricalate nel DTM e nel GT.
Nella World Series Renault recente vi ha
corso Pippa Mann ottenendo discreti risultati, per due stagioni fra il 2007 e 2008
mentre ricordiamo Rahel Frey nella
F.Master e anche nel DTM e Cyndie Alle-
Giovanna Amati
Divina Galica
Michèle Mouton con Maria De Villota
Desiré Wilson a Brands Hatch nel 1980
sul podio della F. Aurora
con Norman Dickson ed Eliseo Salazar
mann nella F.3 europea mentre Vicky Piria
ha corso nella F.3 spagnola e in GP3.
PATRICK E FISHER
LE STAR USA
E’ andata diversamente in America. Nel
continente delle opportunità, le donne
hanno avuto più spazio. In F.Indy, la prima
a correre la 500 Miglia di Indianapolis, nel
1977, fu Janet Guthrie, che tornò a Indy
altre due volte, e fu anche la prima donna
a correre in NASCAR e alla 500 miglia di
Daytona. Per lei, mito delle gare USA, si
dovette cambiare, dopo parecchie assurde
polemiche, la celebre frase dello starter,
che divenne: “Lady and gentlemen, start
your engines!”. A Indy, la seguì Lynn SaintJames (sette partecipazioni fra 1992 e
2000, miglior risultato: 11°). Da allora,
oltre alla già citata Desiré Wilson, ci sono
state Sarah Fisher (oggi proprietaria di un
team Indycar), Danica Patrick (che ha ottenuto i risultati migliori: vittoria a Motegi
2008 e 3° posto a Indy 2009), Katherine
Legge, Pippa Mann, Milka Duno, Ana Beatriz e Simona De Silvestro.
MOUTON E MOSS
REGINE DEI RALLY
Pat Moss con il fratello Stirling
Va notato, però, che i maggiori successi
femminili nell’ automobilismo sono stati
conseguiti nei rally. La francese Michèle
Mouton, oggi presidentessa della Commissione Women in Motorsport della FIA, ha
vinto quattro gare del Mondiale (e sei dell’Europeo) ed è stata vice-campione del
mondo nel 1982. E’ senza dubbio la pilotessa più titolata della storia. In precedenza,
Pat Moss (sorella di Stirling) aveva ottenuto podi assoluti a Montecarlo, al Safari e al
RAC negli anni 50 e vinto una grande corsa stradale come la Liegi-Roma-Liegi del
’59. Di caratura simile può essere considerata la vittoria assoluta di Jutta Kleinschmidt alla Parigi-Dakar del 2001. Proprio
la Mouton ha di recente dato una sua personale ed interessante spiegazione sul perché le donne si sono affermate di più sugli
sterrati che sulle piste: “Uomini e donne
siamo diversi e quello che ci contraddistingue di più è l’aspetto emozionale. Noi donne abbiamo forse un maggior istinto di conservazione. Abbiamo la stessa capacità di
sfrecciare velocemente e in sbandata a
pochi centimetri da un burrone, perchè è
questione di abilità tecnica, ma forse abbiamo una reticenza intrinseca a rischiare tutto per andare a cercare l’ultimo millesimo
di secondo su una pista...” .
10 DONNE ALLA
LE MANS DEL 1935
In Endurance, invece, le donne ci sono sempre state e, quasi paradossalmente, più
numerose e più brave nei tempi più lontani. Tanto per dire, vi furono ben dieci donne al via della 24 Ore di Le Mans del 1935!
Un exploit mai rivisto dopo, così come il
miglior risultato ottenuto da una donna nella classica francese, un quarto posto assoluto firmato da Odette Siko nel lontanissimo
1932. I nostri bisnonni, invece, ricordano
ancora con ammirazione Elizabeth Junek,
la bella e raffinata nobildonna cèca, che fu
quinta alla Targa Florio del 1928 dopo aver
condotto la gara. Vinse anche il GP di Germania nel 1927, unica donna ad imporsi in
un GP ante-formula 1. Forse a quei tempi
eroici dell’automobilismo (come successe
anche nell’aviazione) era più facile venir
accettate fra gli intrepidi pionieri? Fatto sta
che oggi, a Le Mans o nelle grandi classiche
di durata, le donne sono meno numerose e
meno in vista, anche rispetto agli anni ’70’80, che videro tante ragazze fra i protagonisti, anche su macchine ufficiali: tanto per
fare qualche nome, ricordiamo AnnieCharlotte Verney (10 partecipazioni a Le
Mans), Marie-Claude Beaumont, la belga
Christine Beckers, Desiré Wilson e le nostre
Lella Lombardi e Anna Cambiaghi. Lella e
la Wilson sono peraltro le uniche donne ad
aver vinto gare mondiali Sport, con tre e due
successi rispettivamente. E non va scordata infine l’elvetica Lilian Bryner nelle GT,
vincitrice della 24 Ore di Spa nel 2004.
55
FIA
F.3
GARE A NORIMBERGA
Tre vittorie a Spa, altrettante
sul circuito cittadino di Norimberga.
L’olandese sta iniziando a far sempre
più paura al leader di campionato Ocon
che sta resistendo al meglio mentre
Blomqvist ha perso il passo
Claudio Pilia
Due pole position, ma soprattutto tre vittorie. Il biglietto da visita stampato da Max Verstappen, nell’appuntamento “cittadino” di Norimberga del FIA F.3 European,
è decisamente esplicativo circa le velleitarie intenzioni
per il campionato. Il figlio del funambolico ex pilota di
F.1 Jos, ancora una volta e dopo il tris di successi agguantati a Spa-Francorchamps, ha fatto capire a tutti che, per
la corsa al titolo, c’è anche lui. Pur appena sceso dai kart
e al volante della monoposto del team Van Amersfoort,
il giovanissimo 16enne olandese ha nuovamente dimostrato una maturità ben superiore alla sua vera età, dando l’impressione di avere il pieno controllo delle dinamiche di gara e di squadra, ma soprattutto dando prova di
essere molto, molto agguerrito.
VERSTAPPEN
56
6 SU 6
Sempre più impressionante
il ruolino di marcia di Verstappen
57
FIA
F.3
GARE A NORIMBERGA
Punti rincuoranti per Fuoco
OCON RESISTE
E TIENE LA TESTA
Almeno quanto Esteban Ocon, che si è visto rosicchiare qualche
punto di troppo in gara 2, ma ha tenuto l’avversario sotto controllo con due preziose medaglie d’argento in gara 1 e 3, conservando
la leadership di campionato con un margine di 74 lunghezze. Il
francese del team Prema ha tenuto un buon ritmo nel corso del
weekend, tranne che nella già citata seconda corsa, condizionata
da un drive-through affibiatogli dai commissari, per una manovra
un po’ troppo forzata sull’altro figlio d’arte (dell’ex iridato rally
Stig) Tom Blomqvist, finito a bordo pista con la sospensione anteriore-destra kappaò. Grande sfortuna per l’anglo-svedese, fuori
gioco anche in gara 3 per uno “strike” di Jake Dennis in partenza.
FERRUCCI MERAVIGLIA
PECCATO BERETTA
E proprio delle disgrazie del portacolori di casa Carlin, ne ha
approfittato Lucas Auer per confermarsi sempre più il terzo incomodo. Pur senza nessun particolare squillo, il tedesco ha incamerato altri punti pesanti, abbastanza da superare proprio Blomqvist
in campionato, per 14 punti. E nella graduatoria generale, nonostante un fine settimana difficile, ha cercato di mettere una pezza
anche Antonio Fuoco, trovando un settimo e un nono posto, dopo
essersi “incastrato” con Gustavo Menezes nel quinto giro di gara
1, in un tentativo di sorpasso finito non proprio bene. Qualche punto l’ha raccolto anche Antonio Giovinazzi (Carlin) e così avrebbe
potuto fare pure Michele Beretta con la monoposto dell’Eurointernational, se non fosse stato per il “kamikaze” Jules Szymkowiak,
che l’ha buttato fuori al tornantino quando mancavano 5 minuti
alla bandiera a scacchi, che gli avrebbe portato in dote un importante piazzamento in top-10. Grande prestazione globale di Santino Ferrucci. Dopo aver debuttato nel FIA F.3 a Spa, l’americano
della Eurointernational al Norisring ha lasciato tutti stupefatti col
quinto e quarto posto di gara 2 e gara 3. Complimenti ad Antonio
Ferrari che ha scoperto questo ragazzino di 16 anni che si è subito inserito tra i grandi della categoria con grande autorità.
Ocon si difende dal ciclone Verstappen
Giovinazzi davanti a Fuoco
58
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
1 - Max Verstappen (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 37 giri in 35'15"791
2 - Esteban Ocon (Dallara-Mercedes) - Prema - 1"125
3 - Lucas Auer (Dallara-Mercedes) - Mucke - 3"432
4 - Nicholas Latifi (Dallara-Mercedes) - Prema - 6"464
5 - Jake Dennis (Dallara-VW) - Carlin - 7"013
6 - Felix Rosenqvist (Dallara-Mercedes) - Mucke - 7"687
7 - Roy Nissany (Dallara-Mercedes) - Mucke - 9"229
8 - Felix Serralles (Dallara-Mercedes) - West Tec - 11"065
9 - Sean Gelael (Dallara-VW) - Carlin - 12"216
10 - Tom Blomqvist (Dallara-VW) - Carlin - 12"878
11 - Mitchell Gilbert (Dallara-Mercedes) - Fortec - 15"400
12 - Santino Ferrucci (Dallara-Mercedes) - Eurointernational - 21"832
13 - Hector Hurst (Dallara-Mercedes) - West Tec - 22"002
14 - Sandro Zeller (Dallara-Mercedes) - Zeller - 22"482
15 - John Bryant-Meisner (Dallara-Mercedes) - Fortec - 22"826
16 - Alexander Toril (Dallara-Nissan) - T Sport - 32"776
17 - Richard Goddard (Dallara-Nissan) - T Sport - 33"968
18 - Jules Szymkowiak (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 4 giri
Giro più veloce: Max Verstappen 48”168
Ritirati
30° giro - Michele Beretta
27° giro - Jordan King
16° giro - Tatiana Calderon
15° giro - Antonio Giovinazzi
5° giro - Gustavo Menezes
5° giro - Antonio Fuoco
1° giro - Dennis van de Laar
1° giro - Felipe Guimaraes
Due ottimi risultati per Ferrucci
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1 - Max Verstappen (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 32 giri 45'44"818
2 - Jordan King (Dallara-VW) - Carlin - 8"827
3 - Lucas Auer (Dallara-Mercedes) - Mucke - 15"436
4 - Jake Dennis (Dallara-VW) - Carlin - 16"804
5 - Santino Ferrucci (Dallara-Mercedes) - Eurointernational - 18"057
6 - Felix Rosenqvist (Dallara-Mercedes) - Mucke - 19"037
7 - Antonio Fuoco (Dallara-Mercedes) - Prema - 20"247
8 - Nicholas Latifi (Dallara-Mercedes) - Prema - 22"608
9 - Antonio Giovinazzi (Dallara-VW) - Carlin - 24"952
10 - Gustavo Menezes (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 26"845
11 - Felix Serralles (Dallara-Mercedes) - West Tec - 27"291
12 - Dennis Van de Laar (Dallara-Mercedes) - Prema - 29"275
13 - John Bryant-Meisner (Dallara-Mercedes) - Fortec - 31"523
14 - Esteban Ocon (Dallara-Mercedes) - Prema - 35"245
15 - Hector Hurst (Dallara-Mercedes) - West Tec - 37"318
16 - Sandro Zeller (Dallara-Mercedes) - Zeller - 42"089
17 - Sean Gelael (Dallara-VW) - Carlin - 1 giro
18 - Alexander Toril (Dallara-Nissan) - T Sport - 1 giro
19 - Roy Nissany (Dallara-Mercedes) - Mucke - 2 giri
20 - Mitchell Gilbert (Dallara-Mercedes) - Fortec - 2 giri
Giro più veloce: Max Verstappen 49"788
Ritirati
21° giro - Tom Blomqvist
19° giro - Michele Beretta
15° giro - Tatiana Calderon
2° giro - Jules Szymkowiak
1° giro - Richard Goddard
1° giro - Felipe Guimaraes
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 3
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
Beretta ha mancato la zona punti
per colpa di Szymkowiak
1 - Max Verstappen (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 40 giri in 35'02"795
2 - Esteban Ocon (Dallara-Mercedes) - Prema - 4"761
3 - Jordan King (Dallara-VW) - Carlin - 7"529
4 - Santino Ferrucci (Dallara-Mercedes) - Eurointernational - 21"187
5 - Gustavo Menezes (Dallara-VW) - Van Amersfoort - 21"779
6 - Sean Gelael (Dallara-VW) - Carlin - 23"563
7 - Antonio Giovinazzi (Dallara-VW) - Carlin - 25"319
8 - Lucas Auer (Dallara-Mercedes) - Mucke - 25"910
9 - Antonio Fuoco (Dallara-Mercedes) - Prema - 26"394
10 - Tatiana Calderon (Dallara-Mercedes) - Zeller - 26"931
11 - Felix Rosenqvist (Dallara-Mercedes) - Mucke - 26"986
12 - Alexander Toril (Dallara-Nissan) - T Sport - 30"513
13 - Felix Serralles (Dallara-Mercedes) - West Tec - 30"901
14 - Richard Goddard (Dallara-Nissan) - T Sport - 34"358
15 - John Bryant-Meisner (Dallara-Mercedes) - Fortec - 38"043
16 - Hector Hurst (Dallara-Mercedes) - West Tec - 41"697
17 - Mitchell Gilbert (Dallara-Mercedes) - Fortec - 42"543
18 - Sandro Zeller (Dallara-Mercedes) - Zeller - 43"743
19 - Michele Beretta (Dallara-Mercedes) - Eurointernational - 46"411
Giro più veloce: Max Verstappen 48"377
Ritirati
14° giro - Nicholas Latifi
9° giro - Felipe Guimaraes
1° giro - Tom Blomqvist
1° giro - Jules Szymkowiak
1° giro - Jake Dennis
1° giro - Roy Nissany
Il campionato
1.Ocon 304 punti; 2.Verstappen 230; 3.Auer 189; 4.Blomqvist 175; 5.Fuoco 121;
6.Rosenqvist 112; 7.Dennis 107; 8.King 106; 9.Giovinazzi 89; 10.Latifi 81.
59
EUROCUP
RENAULT 2.0
GARE A VOLOKOLAMSK
DE VRIES ALL
Non ha vinto, a quello ci hanno pensato Panis e Joerg, ma
l’olandese ha guadagnato 18 punti sul rivale Bonifacio che al
Moscow Raceway ha vissuto una specie di incubo
60
LUNGA
De Vries leader del campionato e secondo in gara 2
Panis è alla prima vittoria europea
61
EUROCUP
RENAULT 2.0
GARE A VOLOKOLAMSK
Massimo Costa
Sei gare, sei vincitori. Può quindi esserci un
dominatore? Difficile, ma Nyck De Vries ci
sta comunque provando. In Russia ha
rischiato parecchio quando in gara 1 si è
subito ritirato, colpito nella ruota posteriore da Matthew Parry. Buon per lui che Bruno Bonifacio, che al Moscow Raceway si era
presentato dividendo la leadership a quota
70 punti proprio con De Vries, si era qualificato male per una crisi globale del team
Prema. Bonifacio così, partendo diciannovesimo non ha preso punti in gara 1. Le cose
per i due leader sono andate diversamente: De Vries si è piazzato secondo dopo aver
realizzato la pole, Bonifacio non ha scritto
neanche un tempo sui monitor, fermato da
un guasto tecnico che gli ha anche impedito di partire per gara 2. Disastro totale per
Bonifacio che ha perso 18 punti da De
Vries. A goderne, ma non troppo, di queste
difficoltà dei due primi classificati della
Eurocup, sono stati gli inseguitori. Dennis
Olsen qualche punto lo ha comunque rime-
diato con la seconda vettura Prema (nono
e quinto) ed ora è a soli 9 punti da Bonifacio mentre Kevin Joerg ha detto la sua con
autorità in gara 2 andando a vincere la sua
prima prova in Eurocup per il team Kaufmann mentre in gara 1 si era piazzato settimo. Il bravo svizzero è ora quinto nella
classifica generale. Nella giornata di sabato si è registrato il dominio, a sorpresa, di
Aurelien Panis. Il francese della ART
Junior ha ottenuto la prima pole e la prima vittoria avendo sempre guidato il gruppo. In gara 2 invece, ha concluso ottavo.
Panis è ora sesto in campionato. Dunque,
cambiano i vincitori, volti nuovi si mostrano, ma nonostante De Vries e Bonifacio
abbiano raccolto in due appena 18 punti (e
solo l’olandese) la situazione globale del
campionato è rimasta di fatto invariata.
Così come non si è modificata la classifica
di Ignazio D’Agosto, sempre in difficoltà
con lo stile di guida richiesto dalla monoposto del team Koiranen. Il barese non ha
preso neanche un punto in Russia soffrendo molto in qualifica.
Due volte nella top ten Isaakyan della JD
I vincitori delle sei gare
Alcaniz 1 – Nyck De Vries
Alcaniz 2 – Andrea Pizzitola
Spa 1 – Dennis Olsen
Spa 2 – Bruno Bonifacio
Volokolamsk 1 – Aurelien Panis
Volokolamsk 2 – Kevin Joerg
62
Joerg riceve i complimenti per la prima vittoria
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
1 - Aurelien Panis - ART Junior - 18 giri 27'56"379
2 - Andrea Pizzitola - Manor MP - 2"575
3 - Matthew Parry - Fortec - 4"899
4 - Levin Amweg - ART Junior - 5"653
5 - Callan O'Keefe - ART Junior - 7"135
6 - Egor Orudzhev - Tech 1 - 8"738
7 - Kevin Joerg - Kaufmann - 11"811
8 - Matevos Isaakyan - JD - 12"193
9 - Dennis Olsen - Prema - 13"487
10 - Anthoine Hubert - Tech 1 - 13"537 **
11 - Alexander Albon - KTR - 15"003
12 - Ryan Tveter - Kaufmann - 18"237
13 - Ignazio D'Agosto - Koiranen - 19"075
14 - Gustav Malja - Kaufmann - 20"114
15 - George Russell - Koiranen - 22"198
16 - Bruno Bonifacio - Prema - 22"330
17 - Hans Villemi - Prema - 24"399
18 - Simon Gachet - ARTA - 27"353
19 - Denis Korneev - JD - 29"057
20 - Vasily Romanov - Tech 1 - 29"520
21 - Steijn Schothorst - Manor MP - 31"954
22 - Martin Rump - Fortec - 33"227
23 - Semen Evstigneev - BVM - 34"251
24 - Gregor Ramsay - KTR - 35"106
25 - Nick Cassidy - Koiranen - 36"880
26 - Danylo Pronenko - BVM - 48"851
Secondo posto di Pizzitola in gara 1
** Penalizzato di 10"
Giro più veloce: Egor Orudzhev 1'32"535
Ritirati
4° giro - Jack Aitken
1° giro - Nyck De Vries
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1 - Kevin Joerg - Kaufmann - 18 giri 28'01"419
2 - Nyck De Vries - Koiranen - 0"768
3 - Alexander Albon - KTR - 2"558
4 - Matthew Parry - Fortec - 3"237
5 - Dennis Olsen - Prema - 4"174
6 - Andrea Pizzitola - Manor MP - 4"651
7 - Matevos Isaakyan - JD - 5"782
8 - Aurelien Panis - ART Junior - 6"424
9 - Egor Orudzhev - Tech 1 - 7"007
10 - Callan O'Keefe - ART Junior - 7"883
11 - Ryan Tveter - Kaufmann - 16"349
12 - Jack Aitken - Fortec - 17"550
13 - Anthoine Hubert - Tech 1 - 17"702
14 - Ignazio D'Agosto - Koiranen - 18"996
15 - Hans Villemi - Prema - 22"678
16 - Steijn Schothorst - Manor MP - 25"592
17 - Gustav Malja - Kaufmann - 26"378
18 - Denis Korneev - JD - 31"910 **
19 - Martin Rump - Fortec - 33"455
20 - Semen Evstigneev - BVM - 35"460
21 - Gregor Ramsay - KTR - 37"267
22 - George Russell - Koiranen - 37"791 **
23 - Levin Amweg - ART Junior - 39"101 **
24 - Vasily Romanov - Tech 1 - 39"305
25 - Nick Cassidy - Koiranen - 43"069
26 - Danylo Pronenko - BVM - 44"746
** Penalizzati di 10"
Giro più veloce: Callan O'Keefe 1'32"913
Ritirato: 13° giro - Simon Gachet
Non partito: Bruno Bonifacio
Il campionato
1.De Vries 88; 2.Bonifacio 70; 3.Olsen 61; 4.Joerg 55; 5.Pizzitola 53; 6.Panis 45;
7.Albon, Orudzhev, Amweg 42; 10.Parry 34.
La tristezza di D'Agosto
63
F.4
GARE A IMOLA
IL PREDESTIN
Stroll continua a mietere successi nella piccola formula propedeutica
che vuol lanciare i giovanissimi in arrivo dal karting. Bella vittoria di
Drudi, sempre positivo Pulcini mentre Russo si conferma tra i migliori
64
ATO
Marco Cortesi
Photo 4
Lance Stroll è il predestinato della prima edizione del
Campionato Italiano di Formula 4. Il quindicenne pilota
canadese non ha lasciato che le briciole agli avversari,
uscendo dal secondo appuntamento del 2014 con già
un’importante leadership in classifica. Stroll ha dominato sin dalle qualifiche, in cui ha ripetuto la stessa doppia
pole di Adria, ma stavolta ha eliminato ogni minimo errore conquistando gara 1 e gara 3 su un circuito diverso, e
sicuramente più tecnico, dell’impianto veneto. Oltre che
in occasione delle vittorie, il suo potenziale si è messo in
mostra anche nella seconda gara quando, partito dall’ottava piazza per l’inversione della griglia, è riuscito a farsi
spazio sino al secondo posto. Dalla sua ha giocato un Brandon Maisano in versione perfetto scudiero. Il francese è
giunto al traguardo per tre volte alle spalle di Stroll, senza per altro figurare in campionato per motivi di età.
Stroll ha vinto due gare a Imola
65
F.4
GARE A IMOLA
Sempre veloce e regolare Pulcini
DRUDI AL TOP
RUSSO RECRIMINA
Oltre a Stroll, che può contare dalla sua sull’invidiatissima ”armata Prema”, a festeggiare sul gradino più alto del podio è stato Mattia Drudi, bravo a passare con autorevolezza la vettura di
Andrea Russo, che gli era davanti e a controllare
il finale di gara 2. Il milanese, entrato da leader
della classifica, ha comunque molto da recriminare. Due contatti, entrambi in situazioni di bagarre
con Maisano, gli hanno fatto perdere tempo nella
prima frazione, in cui è arrivato comunque a
podio, e in gara 3. Ora, l’alfiere della DieGi è già
chiamato a dover rispondere con un recupero alla
fuga del più pericoloso rivale.
CAIROLI A PODIO
TROPPI INCIDENTI
Sul podio è finito anche Matteo Cairoli, che ha centrato il terzo posto in gara 3. Se le due prime sfide
erano state da incorniciare per quanto riguardava
il comportamento in pista, la terza ha proposto un
pacchetto nervoso ed incline agli errori. Stroll e
Maisano a parte, si intende. Tra i vari piloti coin-
66
volti, Keith Camilleri ha spedito in via di fuga Alain
Valente al Tamburello, mentre Giovanni Altoè ha
centrato in frenata Jonathan Giudice. Un contatto è arrivato anche tra Gustavo Bandiera e lo stesso Valente mentre Camilleri e Andrea Fontana
sono stati protagonisti di una situazione tesa al
Tamburello costata a Fontana una penalità e a
Camilleri una squalifica per aver continuato la corsa con la bandiera nera più disco arancio.
PULCINI REGOLARE
E INTELLIGENTE
Tra i più bravi a tenersi lontano dai guai e a correre con efficacia è stato Leonardo Pulcini, autore
di tre top-5 compreso un quarto posto in gara 1.
Anche se il podio è mancato, le potenzialità sembrano esserci tutte. Un discorso simile riguarda
Takashi Kasai, vero samurai per come ha recuperato posizioni su posizioni durante le corse.
L’obiettivo ora è quello di partire più in avanti. La
F.4 Abarth si prepara ad andare in pista al Mugello il prossimo weekend. Alle spalle ci si lascia una
tappa interessante ma soprattutto valida dal punto di vista organizzativo, con il pacchetto
Tatuus/Abarth by Autotecnica Motori che si è
ancora distinto per qualità.
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 2
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
Mattia
Drudi
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 1
SABATO 28 GIUGNO 2014
1 - Lance Stroll – Prema - 17 giri
2 - Brandon Maisano – Prema - 0”614
3 - Andrea Russo – Diegi - 16”109
4 - Leonardo Pulcini – Euronova - 17”559
5 - Keith Camilleri – Malta - 26”791
6 - Alain Valente – Jenzer - 27”763
7 - Zackary Dante – Malta - 30”733
8 - Mattia Drudi – Cram - 41”209
9 - Takashi Kasai – Prema - 42”778
10 - Gustavo Bandeira – DAV - 42”295
11 - Andrea Fontana – Euronova - 46”209
12 - Lucas Mauron – Jenzer - 46”460
13 - Ivan Matveev – Euronova - 46”935
14 - Mahaveer Raghunathan – F&M - 51”935
15 - Ali Al Khalifa – Jenzer - 59”591
16 - Nico Rindlisbacher – Jenzer - 1'09”318
17 - Joao Vieira – Antonelli - 1'09”720
18 - Edi Haxhiu – Cram - 1'13”377
19 - Giovanni Altoè – Cram - 1'25”300
20 - Jonathan Giudice – Antonelli - 1'41”526
21 - Matteo Cairoli – Antonelli - 6 giri
Giro più veloce: Brandon Maisano - 1’50”124
Ritiri
11° giro - Bar Baruch
1 - Mattia Drudi – Cram - 11 giri
2 - Lance Stroll – Prema - 2”361
3 - Brandon Maisano – Prema - 8”313
4 - Alain Valente – Jenzer - 11”392
5 - Leonardo Pulcini – Euronova - 14”246
6 - Ivan Matveev – Euronova - 14”498
7 - Takashi Kasai – Prema - 15”609
8 - Gustavo Bandeira – DAV - 22”311
9 - Andrea Fontana – Euronova - 22”818
10 - Andrea Russo – Diegi - 23”283
11 - Ali Al Khalifa – Jenzer - 24”631
12 - Bar Baruch - 33”706
13 - Giovanni Altoè – Cram - 39”606
14 - Joao Vieira – Antonelli - 40”950
15 - Jonathan Giudice – Antonelli - 1'06”847
16 - Matteo Cairoli – Antonelli - 3 giri
17 - Mahaveer Raghunatan – F&M - 4 giri
18 - Edi Haxhiu – Cram - 4 giri
Giro più veloce: Lance Stroll - 1’46”394
Ritirati
7° giro - Keith Camilleri
3° giro - Nico Rindlisbacher
1° giro - Jonathan Giudice
1° giro - Lucas Mauron
L'ORDINE DI ARRIVO DI GARA 3
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
1 - Lance Stroll - Prema - 17 giri 30'30"139
2 - Brandon Maisano – Prema - 3"461
3 - Matteo Cairoli – Antonelli - 15"473
4 - Ivan Matveev – Euronova - 22"250
5 - Leonardo Pulcini – Euronova - 30"739
6 - Edi Haxhiu – Cram - 39"811
7 - Alain Valente – Jenzer - 48"233
8 - Mahaveer Raghunatan – F&M - 48"515
9 - Lucas Mauron - Jenzer - 50"285
10 - Bar Baruch - Isarael - 55"101
11 - Andrea Fontana – Euronova - 1'13"071*
12 - Joao Vieira – Antonelli - 1'15"434
13 - Nico Rindlisbacher – Jenzer - 1'34"189
14 - Mattia Drudi - F&M - 1 giro
15 - Gustavo Bandeira – DAV - 6 giri
*Penalizzato di 25"
Giro veloce: Mattia Drudi 1'46"569
Ritirati
10° giro - Zackary Dante
9° giro - Jonathan Giudice
9° giro - Giovanni Altoè
5° giro - Andrea Russo
2° giro - Ali Al Khalifa
0 giri - Takashi Kasai
Escluso
Keith Camilleri
Combatte bene Russo
Il campionato
1. Stroll 119; 2. Russo 68; 3. Pulcini 66; 4. Valente 52; 5. Cairoli 33; 6. Matveev, Drudi 32; 8. Kasai 27; 9. Sasahara 25; 10. Mauron 13.
67
KARTING
EUROPEO
68
NIELSEN
HA CAMPO LIBERO
Il danese ha vinto la classe KF e sembra ben avviato
verso la conquista del titolo, ma dovrà vedersela con gli inglesi
Joyner e Illiott. Gran prova di Ardigò nella KZ
Con l’apertura del Campionato Europeo della classe con il cambio, la KZ, il
karting ha assistito al primo confronto di altissimo livello mondiale. Sulla pista
belga di Genk il circus del karting, gestito dall’italiana WSK Promotion di Luca
De Donno, ha visto scendere in pista la già citata KZ, la KZ2 e la KF. Le categorie con il cambio di velocità (KZ e KZ2) hanno disputato il primo, dei tre
round, continentali. La KF era già al terzo, dei quattro, appuntamenti
Nielsen vincitore KF
Foto Formula K
69
KARTING
EUROPEO
Marco Ardigò vincitore KZ
Foto Formula K
ARDIGÒ MOSTRA
I MUSCOLI NELLA KZ
L’entry-list della categoria, come previsto, straboccava
di top driver quali Marco Ardigò (Tony Kart-VortexBridgestone), Jonathan Thonon (Praga-Parilla- Bridgestone), Arnaud Kozlinski (Intrepid-TM-B'stone), Ben
Hanley (ART GP-TM-Bridgestone), Davide Forè (CRGTM- Bridgestone), Paolo De Conto (Birel-TM- Bridgestone), Bas Lammers (Formula K-Parilla- Bridgestone),
Jordon Lennox-Lamb (CRG-Maxter- Bridgestone), Flavio Camponeschi (Tony Kart-Vortex- Bridgestone), solo
per citare coloro che hanno vinto un campionato del
mondo, una coppa del mondo e/o un campionato europeo. La pattuglia di super professionisti è scesa in pista
per prendersi il titolo lasciato vacante dal talentuoso
Max Verstappen, già diventato star nella F.3 Internazionale. I pronostici della vigilia sono stati rispettati in pieno con l’italiano Marco Ardigò che ha sbaragliato il campo vincendo con merito la finale dopo una breve, ma
intensa lotta, con il belga Thonon. Tra i protagonisti attesi di Genk che non hanno deluso vi è stato il padrone di
casa Rick Dreezen (Zanardi-Parilla- Bridgestone), un
pilota giovane (ma non giovanissimo) in cerca di un primo, grande successo internazionale.
70
Sul podio è salito anche il britannico Lennox-Lamb, fortunato ed attento ad approfittare delle disgrazie altrui che
hanno colpito, in modo particolare, il poleman Kozlinski
e, soprattutto, l’altro italiano De Conto (Birel-Tm Bridgestone), fermatosi quando si stava prendendo un meritatissimo podio, al culmine di una gara grintose e caparbia.
Protagonista a metà è stato Lammers, autore di un buon
recupero in finale, che lo ha portato a chiudere ottavo, ma
meno bravo nelle manche, fase in cui si è complicato enormemente la vita impantanandosi nelle retrovie. Un altro
italiano che si è comportato positivamente, ma dal quale
è lecito attendersi di più, è Torsellini (ART GP-TM-Bridgestone), che ha preceduto l’ostico transalpino Anthony
Abbasse (Sodi-TM- Bridgestone), ma che è rimasto, ancora, dietro al tostissimo compagno Hanley.
Un applauso lo merita Massimo Aceto (Righetti-ParillaBridgestone), nono in mezzo a leoni supportati da grandi case ufficiali. Aceto, che difende i colori di un marchio
importante come Righetti, ma meno altisonante degli
altri, ha fatto un gran bel lavoro assieme al suo team. Lo
show della categoria con il cambio proseguirà questo fine
settimana con la seconda prova dell’Euro. La pista in cui
si corre è la tedesca Wakesrdorf, un tracciato non certo
all’altezza delle nostre meravigliose Sarno e La Conca e,
probabilmente, inferiore a molti circuiti di seconda
fascia che troviamo in Italia.
BUON MOMENTO
DI NIELSEN NELLA KF
Il danese dell’italiana Kosmic Kart, Nicklas Nielsen
(Kosmic-Vortex-Dunlop), ha confermato di gradire
in modo particolare il tecnico circuito belga, vincendo e consolidando la prima posizione in classifica.
Nielsen ha ritrovato il successo, nel 2014, proprio sulla pista in cui prese una brusca accelerazione la sua
carriera di kartista l’anno passato. A Genk, Nielsen
vinse la prova WSK e si trasformò in un cecchino
infallibile. Lennox–Lamb e Verstappen furono
costretti a fermarlo con le sportellate. Con Verstappen in F.3 ed il britannico in KZ, questo potrebbe
essere un buon momento per il biondo della Kosmic.
A puntare verso il titolo ci sono due britannici costanti e veloci, Tom Joyner e Callum Illiott, entrambi piloti dello Zanardi-Parilla-Dunlop.
Joyner ed Illiot in Belgio hanno centrato il podio e
conservano intatte le possibilità di successo ed il
round finale, a settembre, sulla pista “amica” di PF
International (Inghilterra), li rende pericolosissimi.
Nel round conclusivo sarà temibilissimo un altro
pilota inglese, il “puffetto“ Lando Norris (FA KartVortex-Dunlop), autore di una gara poco fortunata a
Genk, ma terzo in classifica a pari merito con Joyner.
Tra gli osservati speciali ci sarà anche Niko Kari
(Tony Kart-Vortex-Dunlop), incappato, anche lui, in
un pessimo weekend a Genk, ma da non sottovalutare, vista la capacità di restare nelle prime posizioni
che ha avuto quest’anno.
Tagliati fuori dalla corsa al titolo ci sono i due italiani Felice Tiene (CRG-Parilla-Dunlop) ed il campione
del mondo di KFJ Alessio Lorandi (Tony Kart-Parilla-Dunlop). Alla prima stagione in KF, Lorandi non
è stato costante come i primi della classe, ma ha fatto vedere che possiede velocità e grinta per far sventolare il tricolore altissimo già nelle prossime gare.
All’ultima stagione nel karting, prima del salto in
monoposto, il più grande dei Lorandi è motivato ed
in possesso dei numeri per lasciare un bel segno.
DALÈ E FEDERER
BENE NELLA KZ2
Fabian Federer terzo in KZ2
Nella GP2 del karting, sul podio sono saliti due ottimi italiani, Andrea Dalè (CRG-Maxter- Bridgestone)
e Fabian Federer (CRG-Maxter- Bridgestone), rispettivamente, primo e terzo. Tra i due alfieri CRG si è
inserito il danese Andreas Sebastian Hansen (Tony
Kart-Vortex- Bridgestone). Quest’ultimo è stato veloce, ma non in grado di impensierire l’italiano Dalè.
Nel round di Wakersdorf ci attendiamo che la situazione di campionato s’infiammi, magari, con l’arrivo
di nomi come Simone Brenna (TB Kart-Modena
Engines-Bridgestone), Alessio Piccini (Tony KartVortex- Bridgestone), Marco Zanchetta (MaranelloTm- Bridgestone) e Luca Corberi (Kosmic Kart-Vortex- Bridgestone). Quest’ultimo è rimasto estromesso dalla finalissima un po’ a sorpresa, nonostante un
buon sesto tempo in qualifica.
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IDOMENICA
CALENDARI
2014
PER DOMENICA
Test FIA F.3
7-8 ottobre a Imola
Test World Series Renault
21-22 ottobre a Jerez
3-4-5 novembre ad Alcaniz
...........................................
6 luglio
F.1 a Silverstone
GP2 a Silverstone
GP3 a Silverstone
Indycar a Pocono
Indy Lights a Pocono
F.3 Masters a Zandvoort
Blancpain GT Sprint a Zandvoort
GT Open a Budapest
F.3 Open a Budapest
F.Renault ALPS a Monza
Clio Cup a Monza
Coppa Italia a Monza
Targa Tricolore Porsche a Monza
RS Cup a Monza
Nascar a Daytona
Nascar Euro Series a Tours
V8 Supercars a Townsville
Italiano Rally San Marino
Trofeo Rally Terra San Marino
CIVM Trento-Bondone
13 luglio
Moto GP al Sachsenring
Indycar a Iowa
USCC a Mosport
World Series Renault 3.5 al Nurburgring
Eurocup Renault 2.0 al Nurburgring
F.Renault NEC Junior al Nurburgring
Super Formula al Fuji
FIA F.3 European a Mosca
DTM a Mosca
Nascar a Loudon
GT Italia al Mugello
CITE al Mugello
CIP al Mugello
F.4 Italia al Mugello
F.Renault 1.6 Nordic a Falkenberg
72
20 luglio
F.1 a Hockenheim
GP2 a Hockenheim
GP3 a Hockenheim
Indycar a Toronto (2)
Indy Lights a Toronto
Auto GP a Spielberg
ELMS a Spielberg
Super GT a Sugo
GT Open a Silverstone
F.3 Open a Silverstone
Coppa Italia a Magione
RS Cup a Magione
2000 Light a TBA
Nascar Euro Series al Nurburgring
Europeo Rally in Estonia
CIVM Coppa Selva di Fasano
27 luglio
F.1 a Budapest
GP2 a Budapest
GP3 a Budapest
British F.3 a Spa
F.Renault NEC a Spa
Blancpain Endurance Spa (24 Ore)
Trofeo Lamborghini a Spa
USCC a Indianapolis
Nascar a Indianapolis
CIP a Magione
3 agosto
Mondiale Rally in Finlandia
Indycar a Lexington
Indy Lights a Lexington
FIA F.3 European a Spielberg
DTM a Spielberg
F.Renault NEC Junior ad Assen
F.4 Italia a Magione
WTCC a Rio Hondo
Nascar a Pocono
V8 Supercars a Ipswich
Stock Car Brazil a San Paolo
CIVM Cronoscalata del Reventino
10 agosto
Moto GP a Indianapolis
USCC a Elkhart Lake
Super GT al Fuji
Adac GT al Slovakia Ring
F.Renault 1.6 Nordic a Parnu
Nascar a Watkins Glen
17 agosto
Moto GP a Brno
Indycar a Milwaukee
Indy Lights a Milwaukee
Auto GP al Nurburgring
FIA F.3 al Nurburgring
DTM al Nurburgring
Nascar a Michigan
Stock Car Brazil a Cascavel
24 agosto
F.1 a Spa
GP2 a Spa
GP3 a Spa
Mondiale Rally in Germania
Indycar a Sonoma
Indy Lights a Sonoma
Super Formula a Motegi
USCC a Danville
Blancpain GT Sprint al Slovakia Ring
Nascar a Bristol
V8 Supercars a Ipswich
F.Renault 1.6 Nordic a Knutstorp
CIVM Trofeo Fagioli
31 agosto
Moto GP a Silverstone
Indycar a Fontana
Super GT a Suzuka
Formel 3 al Nurburgring
Adac GT al Nurburgring
British F.3 a Brands Hatch
F.Renault NEC a Most
F.Renault NEC Junior a Zolder
Nascar ad Atlanta
Stock Car Brazil a Curitiba
GT Italia a Le Castellet
Europeo Rally in Repubblica Ceca
Italiano Rally Friuli
7 settembre
F.1 a Monza
GP2 a Monza
GP3 a Monza
Blancpain GT Sprint a Portimao
GT Open a Spa
F.3 Open a Spa
EuroGTSprint a Magny-Cours
F.Renault ALPS al Mugello
Clio Cup al Mugello
Coppa Italia al Mugello
Targa Tricolore Porsche al Mugello
RS Cup al Mugello
F.Renault 1.6 Nordic a Solvalla
CIP a Varano
F.Junior a Varano
Nascar a Richmond
Trofeo Rally Terra Costa Smeralda
CIVM Coppa Carotti
14 settembre
Mondiale Rally in Australia
Moto GP a Misano
World Series Renault 3.5 a Budapest
Eurocup Renault 2.0 a Budapest
Super Formula ad Autopolis
ELMS a Le Castellet
DTM al Lausitzring
Formel 3 al Lausitzring
WTCC a Sonoma
Formula E a Pechino
British F.3 a Donington
Nascar a Chicago
V8 Supercars a Victoria
Stock Car Brazil a Nova Santa Rita
F.4 Italia a Vallelunga
GT Italia a Vallelunga
CITE a Vallelunga
Italiano WRC San Martino di Castrozza
21 settembre
F.1 a Marina Bay
Formel 3 al Sachsenring
Adac GT al Sachsenring
Euro V8 Series al Sachsenring
Blancpain Endurance al Nurburgring
(1000 Km)
Trofeo Lamborghini al Nurburgring
F.Renault NEC al Nurburgring
WEC ad Austin
USCC ad Austin
Nascar a Loudon
Europeo Rally a Cipro
Italiano Rally Adriatico
CIVM Pedavena Croce
28 settembre
Moto GP ad Alcaniz
World Series Renault 3.5 a Le Castellet
Eurocup Renault 2.0 a Le Castellet
Super Formula a Sugo
DTM a Guangzhou
GT Open a Monza
F.3 Open a Monza
F.4 Italia a Monza
2000 Light a Monza
F.Renault 1.6 Nordic a Mantorp Park
CITE a Pergusa
Nascar a Dover
Stock Car Brazil a Salvador
5 ottobre
F.1 a Suzuka
Mondiale Rally in Francia
USCC a Braselton
Super GT a Buriram
Formel 3 a Hockenheim
Adac GT a Hockenheim
Euro V8 Series a Hockenheim
F.Renault ALPS a Jerez
F.Renault NEC Junior a Spa
Nascar a Kansas City
Coppa Italia a Imola
Targa Tricolore Porsche a Imola
12 ottobre
F.1 a Sochi
GP2 a Sochi
GP3 a Sochi
Moto GP a Motegi
WEC al Fuji
Blancpain GT Sprint a Zolder
FIA F.3 European a Imola
GT Italia a Imola
CIP a Imola
EuroGTSprint a Imola
WTCC a Shanghai
Nascar a Charlotte
Nascar Euro Series a Le Mans
V8 Supercars a Bathurst
Stock Car Brazil a Curitiba
Europeo Rally in Romania
Italiano Rally Due Valli
19 ottobre
Moto GP a Phillip Island
World Series Renault 3.5 a Jerez
Eurocup Renault 2.0 a Jerez
FIA F.3 European a Hockenheim
DTM a Hockenheim
Blancpain GT Sprint a Zolder
Auto GP a Estoril
ELMS a Estoril
GT Open a Montmelò
F.3 Open a Montmelò
F.4 Italia a Montmelò
F.Renault NEC Junior a Zandvoort
Formula E a Putrajava
Nascar a Talladega
Italiano WRC Como
2 novembre
F.1 ad Austin
WEC a Shanghai
Blancpain GT Sprint a Baku
Nascar a Fort Worth
Stock Car Brazil a Taruma
9 novembre
F.1 a San Paolo
Super Formula a Suzuka
Moto GP a Valencia
Nascar a Phoenix
F.Junior a Varano
Europeo Rally in Corsica
16 novembre
Mondiale Rally in Gran Bretagna
WEC ad Al Sakhir
Super GT a Motegi
WTCC a Macao
F.3 a Macao
Nascar a Miami
V8 Supercars a Phillip Island
Stock Car Brazil a Brasilia
23 novembre
F.1 a Yas Marina
GP2 a Yas Marina
GP3 a Yas Marina
Finali Mondiali Trofeo Lambo a Sepang
30 novembre
WEC a San Paolo
7 dicembre
V8 Supercars a Sidney
13 dicembre
Formula E a Punta del Este
10 gennaio 2015
Formula E a Buenos Aires
26 ottobre
Mondiale Rally in Spagna
Moto GP a Sepang
WTCC a Suzuka
Nascar a Martinsville
V8 Supercars a Surfers Paradise
GT Italia a Monza
CITE a Monza
Clio Cup a Vallelunga
Coppa Italia a Vallelunga
RS Cup a Vallelunga
F.Junior a Franciacorta
Europeo Rally in Svizzera
73
Una nuova avventura
ci aspetta!
Per tutto lo scorso anno Cuore nelle Corse, la nostra
rubrica di cultura e passione sportiva curata in collaborazione
da Italiaracing e dall’ing Andrea Toso della
Dallara, ci ha tenuto compagnia esplorando l’articolatissimo
e affascinante mondo del motorsport in tutti i suoi aspetti.
Da questo numero Cuore nelle Corse torna sotto forma di
appuntamento per tutti coloro che hanno una curiosità, un
dubbio, un ricordo, una proposta da sottoporre e condividere
all’ingegner Toso e alla comunità dei lettori di Italiaracing.
Con questo nuovo formato ci proponiamo di essere multimediali
e interattivi, sterzando con agilità fra le pagine del nostro
Magazine e la rete di internet e dei social network, e
vi invitiamo quindi a visitare i nostri account Twitter
e Facebook CUORE NELLE CORSE e ad inviare le vostre
domande e le vostre proposte all’indirizzo mail
[email protected]