Relazione Piano Cave - Provincia Monza Brianza

PIANO PROVINCIALE CAVE
(Legge Regionale 8 agosto 1998 n.14)
RELAZIONE TECNICA
febbraio 2014
Dott. Geol. Piercarlo Cattaneo
Ordine dei Geologi della Lombardia n. 283
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Il presente documento “Piano Provinciale Cave - Relazione tecnica” (CON_02_12) è stato realizzato dal Centro Studi
PIM su incarico della Provincia di Monza e della Brianza, Settore Ambiente
Il gruppo di lavoro che ha curato la realizzazione del rapporto è composto da:
Centro Studi PIM: dott. Franco Sacchi (Direttore Responsabile), Francesca Boeri (capo progetto), Valentina Gambirasio
(collaboratore esterno)
Dott. Geol. Piercarlo Cattaneo
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
INDICE
1 Obiettivi, criteri, metodologia e articolazione generale della proposta di Piano Cave
della Provincia ............................................................................................................................. 5
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
Riferimenti normativi ................................................................................................................... 5
Obiettivi del Piano ....................................................................................................................... 6
Individuazione di priorità ............................................................................................................. 6
Metodologia ................................................................................................................................ 7
Contenuti del Piano .................................................................................................................... 7
2 Fase di analisi .............................................................................................................................. 9
2.1 Analisi del territorio provinciale ................................................................................................... 9
2.2 Analisi dello stato di fatto .......................................................................................................... 10
2.3 Analisi dei fabbisogni ................................................................................................................ 10
3 Fase di progetto ........................................................................................................................ 13
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
Progetti di ATE.......................................................................................................................... 13
Sostenibilità del fabbisogno ...................................................................................................... 13
Perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi ...................................................................... 13
Definizione dei criteri generali per il progetto di coltivazione e recupero ................................. 14
Definizione dei bacini territoriali estrattivi e dei bacini di utenza .............................................. 14
4 Contenuti del Piano ................................................................................................................... 15
5 Giacimenti sfruttabili ................................................................................................................. 16
5.1
5.2
5.3
5.4
5.5
Riferimenti normativi ................................................................................................................. 16
Quadro complessivo dei giacimenti sfruttabili individuati per il settore ghiaie e sabbie ........... 16
Valutazione e localizzazione dei residui di piano per ciascun ATE.......................................... 16
Valutazione e delimitazione di ulteriori disponibilità individuabili negli ambiti di cava attuale .. 17
Determinazione delle risorse necessarie per il completamento delle disponibilità per il
decennio ................................................................................................................................... 18
6 Valutazione delle risorse alternative ........................................................................................ 19
6.1 Materiali di recupero da terre di scavo, stima degli inerti ricavati............................................. 19
6.2 Materiali di recupero da inerti di demolizione, stima degli inerti riutilizzabili ............................ 19
7 Perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE) ........................................................ 20
7.1 Definizione dei singoli ambiti (ATE) .......................................................................................... 21
7.2 Criteri generali per il progetto di recupero ................................................................................ 22
8 Individuazione di aree di riserva per opere pubbliche ........................................................... 25
9 Identificazione delle aree cessate, tra quelle censite da sottoporre a recupero .................. 25
10 Bilancio di piano ........................................................................................................................ 26
10.1 Settore ghiaia e sabbia ............................................................................................................. 26
10.2 Settore argilla............................................................................................................................ 26
ALLEGATI
Schede A
Schede B
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Schede D
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1
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Obiettivi, criteri, metodologia e articolazione generale della proposta di Piano Cave della
Provincia
1.1
Riferimenti normativi
La L.R. 8 agosto 1998 n. 14 "Nuove norme per la disciplina della coltivazione di sostanze minerali di cava"
prevede, fra l’altro, la redazione dei piani cave provinciali, da cui il piano vigente.
Sul tema sono stati emanati disposizioni e criteri, di cui i più recenti sono:
•
D.g.r. 8/11347 del 10/02/2010 Revisione dei “Criteri e direttive per la formazione dei Piani delle Cave
Provinciali di cui al primo comma dell’art. 2 e al primo comma dell’art. 5 della l. r. n. 14/1998 in
materia di cave;
•
D.g.r. n. IX/2752 del 22 dicembre 2011 - Revisione della normativa tecnica di riferimento per la
formazione dei piani provinciali delle cave, ai sensi del terzo comma dell’art. 2 e del secondo
comma, lettera g), dell’art. 6 della l.r. 8 agosto 1998, n. 14.
Rispettivamente la prima fissa le procedure ed i contenuti dei redigendi piani, la seconda il contenuto della
normativa allegata.
Di seguito si riportano in sintesi gli elementi che secondo normativa devono costituire il piano:
Relazione tecnica:
•
individuazione dei giacimenti sfruttabili;
•
indicazione dei bacini di utenza;
•
analisi dei fabbisogni e stima quantitativa dei materiali da estrarre;
•
definizione dei bacini di produzione
•
definizione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE);
•
determinazione dell’assetto finale dell’area estrattiva e destinazione finale dell’ATE;
•
identificazione delle cave cessate;
•
identificazione di aree di riserva di materiale per opere pubbliche.
Normativa tecnica di attuazione con allegati
•
allegato A - schede e carte degli ATE (scala 1:10.000)
•
allegato B - schede e carte delle Cave di recupero (scala 1:10.000)
•
allegato C - schede e carte delle Cave di riserva (scala 1:10.000)
•
allegato D - schede e carte dei giacimenti sfruttabili (scala 1:10.000)
Elementi istruttori
a) relazione dei fabbisogni e relative produzioni
b) relazione geologico-mineraria con allegati:
•
Carta idrogeologica in scala 1:50.000
•
Carta delle risorse in scala 1:50.000
c) Relazione illustrativa dell’uso del suolo e della vegetazione con allegato:
•
Carta dell’uso del suolo e della vegetazione in scala 1:10.000
d) Relazione ambientale e vincoli con allegato:
•
Carta dei vincoli in scala 1:10.000
e) Studio d’incidenza e Valutazione d’incidenza
f)
elementi istruttori e pareri finali in materia di Valutazione Ambientale Strategica.
La costruzione del piano procede quindi attraverso la elaborazione degli elementi istruttori, la individuazione
degli ambiti estrattivi e dei giacimenti disponibili, la compilazione della normativa di attuazione.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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1.2
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Obiettivi del Piano
La Legge Regionale ed i relativi criteri, nell’elencare le finalità dei Piani provinciali, pongono in risalto
l’importanza della determinazione dei giacimenti in cui sia possibile o in atto lo sfruttamento, indicando le
priorità dei parametri che condizionano la individuazione e le scelte degli Ambiti Territoriali Estrattivi, intesi
come il complesso delle aree interessate dalla coltivazione di cava, dagli impianti, dai servizi e
comprendente “l’area circostante necessaria a garantire un corretto rapporto tra l’area di intervento ed il
territorio circostante”
L’obiettivo del Piano provinciale, secondo tali criteri, si accentra nella localizzazione di aree estrattive attigue
a quelle già esistenti, piuttosto che nuove aree, nell’individuare situazioni di cave cessate ove sia possibile
recuperare risorse giacimentologiche, nel contesto di un intervento di riqualificazione ambientale, nel fornire
indicazioni generali sulle modalità di coltivazione e/o di recupero delle aree di cava.
Nell’ottica dello sfruttamento integrale del giacimento si devono comunque perseguire due obiettivi:
•
la ricerca di ambiti a minor impatto sull’ambiente, sia per gli ampliamenti di cave esistenti, sia per
eventuali nuove aperture o riprese di attività passate,
•
la ricerca delle condizioni per rendere più compatibile l’attività già in essere o in progetto costituendo
i presupposti per il riuso delle aree individuate nell’ATE.
In tale ottica la costruzione del Piano procede dalla individuazione degli ambiti in cui l’attività estrattiva è in
corso o è stata svolta in passato, ne inquadra la potenzialità generale in relazione alle caratteristiche
giacimentologiche in termini di qualità e di potenza, ne analizza il rapporto con i vincoli urbanistico-ambientali
esistenti, ricerca e valuta gli elementi che impattano sull’ambiente inducendo degrado, indirizza le attività
indicando le tipologie generali di intervento adottabili per minimizzare l’impatto morfologico paesistico delle
cave, prescrive le condizioni minime a cui subordinare le autorizzazioni.
In tal senso si richiamano gli obbiettivi principali che il Piano intende perseguire quali:
•
esigenza di pianificare l’area complessivamente interessata dall’attività di cava (il progetto deve
interessare tutto l’ATE) e non soltanto l’area interessata dalla coltivazione più recente;
•
necessità di sfruttamento integrale del giacimento, compatibilmente con le caratteristiche ed i vincoli
•
opportunità di realizzare fasi di coltivazione e di recupero determinati e compatibili con gli obbiettivi
insistenti sul sito, ottimizzando il rapporto volume estratto/area compromessa;
di riuso delle aree, coerentemente con le destinazioni finali programmate;
•
necessità di valorizzazione della risorsa, prediligendo gli utilizzi più nobili degli inerti ed il recupero di
•
necessità di armonizzare i criteri di formulazione delle convenzioni con Comuni ed Enti Parco anche
risorse alternative;
attraverso la Normativa Tecnica di Piano.
1.3
Individuazione di priorità
Fatti salvi i principi generali di salvaguardia dell’ambiente e gli obbiettivi sopra descritti, il Piano assume
come priorità quella di attingere ai giacimenti identificati per soddisfare, nella misura sostenibile dal contesto
territoriale, il fabbisogno provinciale, assunto come quantitativo di materia prima necessaria a garantire la
produzione degli inerti e dei prodotti derivati, secondo il calcolo teorico, le previsioni degli operatori e le
produzioni verificate nel corso del passato decennio, prudenzialmente contenute secondo una verifica delle
condizioni di mercato e di previsione.
La priorità successiva è quella che impone di programmare in generale l’attività estrattiva nelle aree già
interessate da attività.
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Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Infine, per gli ambiti estrattivi finalizzati al recupero, si assume come priorità il subordinare la realizzazione
dell’intervento alla efficacia e fattibilità del recupero ambientale stesso vincolato ad un progetto di riuso
effettivo del territorio.
Si deve comunque tenere in larga considerazione il fatto che il Piano Cave vigente è uno stralcio, per il
territorio competente, di quello redatto dalla Provincia di Milano approvato con DCR n. VIII-166 del 16
maggio 2006 e come tale è fortemente condizionato dalla distribuzione delle attività in equilibrio con un
sistema improntato su un vasto territorio.
Anche la redazione del nuovo piano, che si può considerare una revisione del piano vigente, non può che
prendere atto di un sistema produttivo che è maturato nell’arco di diversi decenni e che difficilmente potrà
assumere connotazioni originali.
1.4
Metodologia
La costruzione del Piano, con gli obbiettivi sopra enunciati, si articola in due fasi riconducibili a:
•
una fase iniziale di analisi delle componenti territoriali, del settore produttivo in oggetto, del
fabbisogno, con produzione di elaborati propedeutici. Nel caso del presente piano si tratta di un
aggiornamento delle analisi effettuate per il vigente piano;
•
una successiva fase progettuale di confronto e valutazione delle ipotesi di piano, quali la valutazione
della Sostenibilità del fabbisogno, definizione dei criteri generali per il progetto di coltivazione e
recupero, definizione dei bacini territoriali estrattivi e dei bacini di utenza, con la produzione degli
elaborati specifici del piano stesso, rappresentati dalla Perimetrazione degli Ambiti Territoriali
Estrattivi, e dalle attribuzioni di piano.
Poiché il territorio in esame è stato ampiamente studiato nella fase di predisposizione del Piano Cave della
Provincia di Milano, tutte le analisi effettuate in quella sede sono state recepite ed ampiamente utilizzate per
l’elaborazione del nuovo piano. Alcuni tematismi sono stati riproposti con gli aggiornamenti necessari.
La scelta degli ambiti estrattivi e le disponibilità giacimentologiche si rifanno necessariamente alle
individuazioni fatte con il metodo oggettivo di selezione messo a punto nella redazione del piano precedente.
In particolare la intensa urbanizzazione e la densità di vincoli esistenti sul territorio avevano già imposto
drastiche limitazioni.
1.5
Contenuti del Piano
Il Piano obbedisce alle prescrizioni derivanti dalla recente normativa in merito ai contenuti fondamentali qui
riassunti:
• individuazione dei giacimenti sfruttabili;
•
individuazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE);
•
definizione dei bacini territoriali di produzione, con la acquisizione di quanto già in atto;
•
individuazione di aree di riserva per opere pubbliche (attualmente non previste);
•
identificazione delle aree cessate da sottoporre a recupero;
•
definizione delle aree da ricomprendere nell’ATE su cui progettare le possibili destinazioni d’uso
delle aree durante e dopo la coltivazione;
•
determinazione dei tipi e delle quantità estraibili per ciascun ATE in rapporto ai diversi parametri
considerati;
•
indicazione dei criteri generali di coltivazione e recupero per ciascun bacino di produzione in
rapporto alle caratteristiche idrogeologiche, geotecniche e giacimentologiche determinate.
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Tali contenuti sono rappresentati negli elaborati prescritti dalla legge, come elementi costitutivi del Piano
quali:
Relazione tecnica degli Elementi Istruttori, propedeutica alle scelte di piano e costituente un documento
separato, contenente tra l’altro:
•
relazione dei fabbisogni e relative produzioni
•
relazione geologico-mineraria con allegati
•
•
Carta idrogeologica in scala 1:50.000, opportunamente suddivisa per tematismi
•
Carta delle risorse in scala territoriale (1:50.000);
relazione illustrativa dell’uso del suolo e della vegetazione con allegato
•
Carta dell’uso del suolo e della vegetazione in scala territoriale (1:50.000) e stralci a scala di
dettaglio (1:10.000), relativamente alle zone di interesse giacimentologico
•
relazione ambientale e vincoli con allegato
•
Carta dei vincoli in scala 1:50.000 e stralci a scala di dettaglio (1:10.000), relativamente alle
zone di interesse giacimentologico
Relazione tecnica di Progetto, contenente:
•
Individuazione dei giacimenti sfruttabili
•
Analisi dei fabbisogni
•
Definizione degli Ambiti Territoriali Estrattivi
•
Identificazione delle cave cessate
Non sono state prodotte, per le ragioni più avanti specificate, elaborazioni relative a:
•
Indicazione dei bacini di utenza
•
Definizione dei bacini di produzione
•
Identificazione delle aree di riserva
•
Carta dei bacini di produzione e dei bacini di utenza alla scala 1:100.000
• Carta dei flussi di viabilità in relazione ai bacini d’utenza alla scala 1:100.000
Normativa Tecnica di attuazione con gli allegati:
•
A - schede e carte degli ATE (scala 1:10.000)
•
B - schede e carte delle Cave di recupero (scala 1:10.000)
•
D - schede e carte dei giacimenti sfruttabili (scala 1:10.000)
L’allegato C non è stato prodotto per l’inesistenza di cave di riserva.
Di seguito si riportano sinteticamente le risultanze della fase di analisi già trattata nella Relazione degli
Elementi Istruttori a cui fa seguito la trattazione della fase progettuale.
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2.1
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Fase di analisi
Analisi del territorio provinciale
Consiste nella raccolta delle fonti di informazione e dei dati disponibili presso gli enti, in forma informatizzata,
e nella loro elaborazione e semplificazione in funzione delle tematiche da sviluppare, finalizzate alla
caratterizzazione dei parametri determinanti per le scelte di piano.
I filoni di ricerca e di analisi riguardano da un lato l’aspetto fisico del territorio, da un altro l’aspetto
vincolistico, derivato dalla normativa o da servitù esistenti ed infine la destinazione d’uso del territorio, nelle
forme più sensibili ai possibili impatti rispetto alla attività estrattiva.
Una prima linea di indagine ha riguardato i dati relativi alla situazione geologica ed idrogeologica, ricavate
dalle precedenti elaborazioni a loro volta derivate dalle cartografie tematiche pubblicate (carte ERSAL), dalla
banca dati e dalle elaborazioni del Sistema Informativo Falda (SIF) della Provincia di Milano, nonché dalle
pubblicazioni della Provincia. Le informazioni di base relative alla litologia di superficie, alla geomorfologia
ed alle unità di pedopaesaggio, sono supportate da elaborazioni di dati stratigrafici dedotti dalla banca dati
dei pozzi pubblici, scelti, semplificati ed omogeneizzati in funzione della classificazione delle possibili risorse.
Per l’immutabilità delle caratteristiche geologiche, sono state utilizzate le carte già prodotte e stralciate per
l’area in esame.
Dalla carta delle risorse si rileva la esiguità della superficie provinciale caratterizzata da risorse
giacimentologiche interessanti rispetto alla preponderanza dell’urbanizzato e delle aree non interessanti dal
punto di vista giacimentologico.
Si deve considerare che l’interesse del piano ricade esclusivamente sul settore merceologico ghiaia e
sabbia, non essendo di interesse, al relativo settore, il giacimento di argilla disponibile.
Le informazioni di base relative alla piezometria ed alla soggiacenza della base dell’acquifero sono ricavate
anch’esse dagli elaborati della Provincia di Milano. Queste sono state integrate da elaborazioni dei dati
piezometrici più recenti al fine di convalidare le determinazioni precedenti quale strumento per la
determinazione dei rapporti tra attività estrattiva e falda.
Nello studio sono state considerate le situazioni significative di minimo e massimo livello misurate nello
stesso anno (2001) e quella di massimo livello significativo nel lungo periodo considerato.
A riprova della situazione piezometrica determinata nel precedente studio, sono stati presi in esame i dati
piezometrici relativi ai pozzi della maglia fondamentale siti in provincia di Monza e Brianza, per il periodo
2001-2013, così da confrontare la situazione determinata in precedenza con la situazione attuale.
Nel territorio in esame si passa da una soggiacenza dell’ordine delle decine di metri a nord, a soggiacenze
dell’ordine di pochi metri nella parte a sud, con oscillazioni stagionali proporzionali.
La superficie piezometrica, aldilà delle variazioni stagionali e di lungo periodo, è caratterizzata da una
pendenza sostanzialmente uniforme da nord a sud, per tutto il territorio provinciale, confermata anche
dall’aggiornamento al 2013, come illustrato nella tavola.
Gli studi effettuati nel precedente piano hanno permesso di identificare zone aventi condizioni piezometriche
confrontabili (in termini di trend ed oscillazioni piezometriche), che mostrano quindi un comportamento
omogeneo per gradiente e soggiacenza, utili per lo studio delle possibili interferenze con le potenziali attività
estrattive.
La elaborazione si è fondata sull’analisi dei dati piezometrici registrati nell’ultimo ventennio nell’ambito
territoriale della Provincia di Milano ed in particolare su 50 piezometri, aventi serie storica ventennale
pressoché completa e distribuzione omogenea sul territorio provinciale di Milano.
Ai fini del redigendo Piano Provinciale è stata ripresa la zonazione proposta dalla Provincia di Milano
limitatamente alle aree di pertinenza, rappresentate nella carta idrogeologica e descritte nella Relazione
degli Elementi Istruttori.
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Un ulteriore dettaglio derivato dall’analisi territoriale è fornito dalla carta dell’uso del suolo e della
vegetazione, derivata da tematismi già elaborati in sede regionale e provinciale, riprodotti e strutturati in
categorie funzionali all’utilizzo in sede di pianificazione dell’attività estrattiva e descritti nella Relazione degli
Elementi Istruttori.
2.2
Analisi dello stato di fatto
Secondo quanto disposto dalla normativa regionale, le aree attualmente interessate da attività costituiscono
un obiettivo preferenziale per l’individuazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi.
Questo è particolarmente valido per il territorio della Provincia, in cui sono difficilmente reperibili nuovi spazi
da destinare all’attività estrattiva.
Per questo l’aggiornamento dello stato di fatto delle attività presenti ha avuto lo scopo di valutare i residui di
giacimento ancora disponibili e quelli potenzialmente utilizzabili per il Piano, tenuto conto dell’andamento del
mercato e delle limitate prospettive di ripresa.
Sono state prese in considerazione le attività presenti e già individuate nel vigente piano, indipendentemente
dalla consistenza della produzione attuale e dallo stato di attuazione del progetto di coltivazione.
Per il settore argilla i due ambiti estrattivi potenzialmente attivabili, rispettivamente nei comuni di Seveso e
Limbiate, individuati nello schema d’intesa tra Provincia di Milano e Consorzio Parco delle Groane, non sono
stati interessati da progetto di gestione produttiva. È parere dell’Amministrazione non riproporre tali
disponibilità, stante la assenza di domanda. Nel piano quindi il settore argille non verrà considerato.
Per il settore sabbia e ghiaia sono contemplati sette ambiti estrattivi e cinque ambiti di recupero come di
seguito specificato, su cui si è verificata la possibilità di continuazione.
Ambiti estrattivi (denominazione del Piano cave della Provincia di Milano)
•
ATEg12 C1-2, ATEg17, ATEg23, ATEg24-C1 interessano 5 attività estrattive già in corso, di cui le
due ultime solo marginalmente poste nel territorio provinciale;
•
ATEg13 interessa una attività già in essere, ma cessata anticipatamente senza completare la
coltivazione;
•
ATEg14 interessa un’attività estrattiva esistente in altra provincia, con aree di recupero in provincia
di Monza e Brianza;
•
ATEg36 interessa una nuova attività estrattiva per la quale è stato approvato il Progetto di gestione
produttiva ai sensi dell’art. 11 della L.R. 14/98, di cui è già stato autorizzato un piano attuativo.
Per tutti gli ATE di piano, ad eccezione dell’ATEg36, debbono essere predisposti i “Progetti di gestione
produttiva” ai sensi dell’art. 11 della L.R. 14/98, di cui alcuni in itinere.
Di tutte le cave elencate viene riproposta una nuova scheda, aggiornata alle situazioni contingenti.
Ambiti di recupero (denominazione del Piano cave della Provincia di Milano)
•
Rg1, Rg2, Rg3,Rg4, Rg12.
Di queste, solo l’ambito Rg2 ha attivato un progetto in attesa di attuazione.
Nel corso dell’istruttoria del Piano è stata avanzata una ulteriore richiesta in Comune di Triuggio.
2.3
Analisi dei fabbisogni
Il fabbisogno di sabbia e ghiaia è stato stimato, secondo i criteri individuati dalla Regione Lombardia con
DGR n.8/11347 del 10 febbraio 2010, sulla base dei comparti di utilizzo finale così distinti:
1. edilizia residenziale e non residenziale;
2. manutenzione ordinaria di tutta la rete viaria pubblica su territorio provinciale (strade comunali,
provinciali e statali);
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3. grandi opere pubbliche infrastrutturali;
4. attività produttive legate a peculiarità locali;
5. esportazione extraprovinciale e/o estera.
La
stima
deve
soddisfare
il
fabbisogno di materiali inerti per il
periodo di validità del Piano pari a 10
anni.
La determinazione del fabbisogno
relativo al comparto edilizio è basata
innanzitutto sui dati ISTAT relativi alle
denunce comunali dei permessi di
costruire; tali dati, disponibili fino
all’anno 2010, sono relativi ai volumi lordi costruiti espressi in metri cubi vuoto per pieno (mc v/p) forniti
annualmente dall’ISTAT sulla base delle comunicazioni dei Comuni. I dati ISTAT, infatti, non tengono conto,
però, di alcuni settori dell’edilizia, tra cui volumi al di sotto del piano terra e al di sopra del piano di gronda,
servizi esterni del fabbricato, spazi esterni quali piazzali e parcheggi, volumi per manutenzione ordinaria e
straordinaria, volumi per sistemazioni esterne ed interne, volumi di edificazione non soggetto a concessione
edilizia. A partire dai dati ISTAT, è, pertanto, possibile stimare i volumi realmente costruiti mediante
applicazione di coefficienti correttivi.
I criteri regionali stabiliscono di prendere in considerazione il massimo volume riscontrato nel decennio
precedente, suddiviso tra residenziale e non residenziale. Tali dati denotano uno scostamento piuttosto
evidente dai reali fabbisogni riscontrati negli anni più recenti; pertanto la stima dei fabbisogni calcolata a
partire da tali dati potrebbe risultare sovrastimata rispetto al trend evolutivo che caratterizza il mercato
dell’edilizia negli ultimi anni. Alla luce di questa considerazione, si ritiene importante affiancare a tale metodo
di calcolo anche un’analisi di tipo statistico già adottata nella redazione di altri piani cave delle regioni
Lombardia e Veneto. Il metodo statistico dello smorzamento esponenziale consiste nell’effettuare una
previsione dei fabbisogni futuri che dà maggiore importanza agli ultimi dati a disposizione rispetto ai
precedenti della serie storica di partenza.
Tabella 2.1 – Calcolo dei volumi di inerti consumati nella provincia di Monza e Brianza
Volume annuo
realmente costruito
Coefficienti di
assorbimento
Volume di inerti
consumati
Volume di inerti
annuo totale
mc
mc
mc v/p
Previsione basata su
criteri Regione
Lombardia
Previsione basata su
metodo statistico
Edilizia residenziale
5.258.216
0,33
1.735.211
Edilizia non residenziale
5.793.702
0,22
1.274.615
Edilizia residenziale
3.599.885
0,33
1.187.962
Edilizia non residenziale
3.283.232
0,22
722.311
3.009.826
1.910.273
Come si evince dalla tabella, i volumi di inerti annui così calcolati portano a quantificare i seguenti fabbisogni
per l’edilizia per il periodo di validità del Piano Cave:
•
30.098.260 mc seguendo il criterio indicato dalla DGR n.8/11347 del 10 febbraio 2010;
•
19.102.730 mc applicando il metodo statistico già sperimentato in altri Piani Cave.
Gli altri comparti utilizzati per il calcolo del fabbisogno provinciale sono:
•
manutenzione ordinaria di tutta la rete viaria pubblica su territorio provinciale (strade comunali,
provinciali e statali);
•
grandi opere pubbliche infrastrutturali;
•
attività produttive legate a peculiarità locali;
•
esportazione extraprovinciale e/o estera.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Nella stima della disponibilità estrattiva provinciale di sabbia e ghiaia devono inoltre rientrare i materiali
aventi utilizzo analogo agli inerti derivanti però da fonti alternative all’estrazione negli Ambiti Territoriali
Estrattivi di ghiaia e sabbia (interventi estrattivi sui fondi agricoli, terre e rocce da scavo provenienti da opere
pubbliche, rifiuti edili trattati).
La necessità di approvvigionamento di inerti (settore merceologico di sabbia e ghiaia) si ottiene dunque
sottraendo dal fabbisogno, determinato secondo le modalità elencate in precedenza, la quantità di materiale
proveniente dalle fonti alternative.
Tabella 2.2 - Stima del fabbisogno dei materiali da estrarre per il decennio 2012-2022 (volume in mc)
Scenario 1
Scenario 2
Previsione basata su criteri
Regione Lombardia
Previsione basata su
metodo statistico
Stima del fabbisogno complessivo
Quantitativi provenienti da fonti alternative
Fabbisogno dei materiali da estrarre
31.089.163 mc
20.093.633 mc
3.398.540 mc
3.398.540 mc
27.690.623 mc
16.695.093 mc
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
3
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Fase di progetto
Questa fase riguarda tutte le elaborazioni di confronto dei dati rilevati e delle sintesi cartografiche prodotte, al
fine di giungere alla perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi, alla valutazione del potenziale da questi
estraibile, del potenziale derivabile dalle cave di recupero, ed alla produzione di tutti gli elaborati della
proposta di piano, dopo aver effettuato le valutazioni della compatibilità degli interventi proposti e della
sostenibilità del fabbisogno individuato.
Come s’è detto in precedenza gli ambiti considerati sono quelli già individuati nel piano vigente e con i limiti
imposti dalla situazione territoriale contingente, caratterizzata da un intenso consumo di suolo e
conseguente indisponibilità di nuove aree.
3.1
Progetti di ATE
Consiste nel tracciare, attorno alle situazioni di cava preesistenti, possibili scenari di espansione della attività
estrattiva o ripresa della stessa per ulteriore sfruttamento del giacimento, nei diversi contesti territoriali. La
delimitazione deriva da una serie di parametri, individuati secondo criteri di oggettività, che sono funzione
delle caratteristiche giacimentologiche, urbanistiche, vincolistiche, della disponibilità delle aree, delle
concrete possibilità di realizzazione, secondo progetti finalizzati, di recupero ambientale o d’uso.
La delimitazione progettata consente di calcolare, in linea generale, la potenzialità dell’ambito, in relazione
alla attività della ditta, e valutare il contributo che ciascun ambito fornisce al fabbisogno di piano.
Progetti di ambito riguardano anche situazioni di cave cessate e di recupero, per le quali si può calcolare il
relativo contributo al soddisfacimento del fabbisogno.
3.2
Sostenibilità del fabbisogno
I dati previsionali calcolati secondo il metodo descritto, pur con le limitazioni prudenziali introdotte, in
funzione della oggettiva osservazione dell’andamento del settore, portano ad un quantitativo decennale pari
a circa 17.000.000 mc. Il valore, oltre che smisurato rispetto alle potenzialità delle aziende, non trova
corrispondenza nella disponibilità giacimentologica del territorio.
Come descritto in precedenza, lo sviluppo dell’urbanizzato e del tessuto infrastrutturale è tale da non
consentire nuovi insediamenti e nel contempo da limitare anche gli insediamenti produttivi esistenti.
Un calcolo preliminare delle disponibilità teoriche di giacimento (indipendenti cioè dalle potenzialità delle
aziende) porta a stimare un volume di circa 7.000.000 mc, considerando anche l’apporto dagli ambiti di
recupero.
Al fabbisogno potrà contribuire un volume stimabile in circa 150.000 mc/anno derivabile da scavi (fonte
operatori) oltre al modesto contributo degli inerti da riciclo.
3.3
Perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi
L’elaborazione finale della fase progettuale del piano si esplica con la perimetrazione degli ambiti, intesi
come il complesso delle aree interessate dall’attività estrattiva.
La perimetrazione, influenzata dalla situazione consolidata dalle attività in essere, comprende tutte le aree
coinvolte direttamente o indirettamente dalla attività estrattiva, così da fissare da un lato le potenzialità
estrattive e dall’altro il limite minimo di comparto territoriale in cui dovrà essere sviluppato il progetto
d’ambito, lasciando a quest’ultimo ed alle necessarie ulteriori indagini, i dettagli della coltivazione e
soprattutto del recupero ambientale e del riuso.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
3.4
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Definizione dei criteri generali per il progetto di coltivazione e recupero
Il progetto di gestione produttiva e quindi il progetto attuativo che ne consegue ha il compito di definire modi,
tempi, quantità di materiali interessati dalla attività di coltivazione e del recupero ambientale. Tali contenuti
sono necessariamente condizionati dalla situazione esistente ed influenzati dal momento economico
contingente.
Il progetto sarà sviluppato secondo le esigenze imprenditoriali e dell’ente territoriale di competenza,
attraverso la Convenzione, secondo la norma; nelle schede di piano vengono invece fissate le condizioni
generali, a cui attenersi quali profondità di scavo, superficie estrattiva, condizioni di recupero, per quanto
possibile.
Indicazioni specifiche vengono date
per quegli Ambiti che ricadono a cavallo di due provincie, la cui
gestione amministrativa risulta complessa.
In particolare si verificano tre casi in cui il giacimento di competenze della Provincia di Monza e Brianza è
esiguo o addirittura nullo, ma non può essere stralciato dalla scheda per ragioni strategiche o di opportunità.
Per queste situazioni, che verranno descritte individualmente, il progetto di gestione produttiva dovrà essere
sviluppato in subordine e coordinato al più vasto progetto della provincia attigua.
La sintesi degli elementi elaborati nella perimetrazione degli ambiti e nella definizione dei criteri si riversa nel
documento della Normativa Tecnica, che, insieme alle schede di ciascun ATE, costituiscono lo strumento di
gestione del Piano.
3.5
Definizione dei bacini territoriali estrattivi e dei bacini di utenza
La distribuzione delle attività nel territorio provinciale non risponde ad un criterio di omogeneità, sia per
quanto riguarda i bacini estrattivi, sia per quanto riguarda i bacini di utenza.
La situazione esistente e che si profila essere quella dell’immediato futuro è frutto di un sintema che si è
consolidato nel tempo, in funzione della disponibilità dei giacimenti, molto più consistenti nella parte sud del
territorio, sia per la presenza di grandi bacini di produzione nei territori contermini.
Le attività che interessano il piano sono in numero limitato, disposte per lo più in porzioni marginali della
provincia e con uno stretto legame con la Provincia di Milano.
Ne deriva che sia impossibile definire bacini di produzione e di utenza.
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4
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Contenuti del Piano
Nella formulazione del Piano sono stati elaborati tutti i documenti tesi a soddisfare i requisiti annoverati nei
provvedimenti specifici regionali (D.g.r. 8/11347 del 10/02/2010 e D.g.r. n. IX/2752 del 22 dicembre 2011).
Di seguito si ripercorrono gli argomenti trattati e specificatamente:
l’individuazione dei giacimenti sfruttabili;
-
l’individuazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE);
-
la identificazione delle aree cessate da sottoporre a recupero;
-
la definizione delle aree da ricomprendere nell’ATE su cui progettare le possibili destinazioni d’uso
delle aree durante e dopo la coltivazione;
la determinazione dei tipi e delle quantità estraibili per ciascun ATE in rapporto ai diversi parametri
-
considerati;
la indicazione dei criteri generali di coltivazione e recupero per ciascun bacino di produzione in
-
rapporto alle caratteristiche idrogeologiche, geotecniche e giacimentologiche determinate.
Per inconsistenza del tema e per carenza di giacimento, non sono stati trattai gli argomenti relativi a:
la definizione dei bacini territoriali di produzione;
la individuazione di aree di riserva per opere pubbliche.
Sono elementi costituivi del Piano :
Relazione tecnica degli Elementi Istruttori, propedeutica alle scelte di piano e costituente un documento
separato, contenente tra l’altro:
•
relazione dei fabbisogni e relative produzioni
•
relazione geologico-mineraria con allegati
•
•
Carta idrogeologica in scala 1:50.000, opportunamente suddivisa per tematismi
•
Carta delle risorse in scala territoriale (1:50.000);
relazione illustrativa dell’uso del suolo e della vegetazione con allegato
•
Carta dell’uso del suolo e della vegetazione in scala territoriale (1:50.000) e stralci a scala di
dettaglio (1:10.000), relativamente alle zone di interesse giacimentologico
•
relazione ambientale e vincoli con allegato
•
Carta dei vincoli in scala 1:50.000 e stralci a scala di dettaglio (1:10.000), relativamente alle
zone di interesse giacimentologico
Relazione tecnica di Progetto, contenente:
•
Individuazione dei giacimenti sfruttabili
•
Analisi dei fabbisogni
•
Definizione degli Ambiti Territoriali Estrattivi
• Identificazione delle cave cessate
Normativa Tecnica di attuazione con gli allegati:
•
schede e carte degli ATE (scala 1:10.000)
•
schede e carte delle Cave di recupero (scala 1:10.000)
•
schede e carte dei giacimenti sfruttabili (scala 1:10.000)
Gli strumenti di Piano rappresentati dalla Normativa, dalle tavole e schede di progetto, sono propedeutici allo
sviluppo dei progetti di ambito di cui all’art. 11 della L.R.14/98, entro i limiti di piano, non condizionati a rigidi
schemi geometrici e forniscono all’Ente gestore del piano gli strumenti per valutare le compatibilità e le
opportunità operative.
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Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Giacimenti sfruttabili
5.1
Riferimenti normativi
I giacimenti sfruttabili, secondo “I criteri e le direttive per la formazione dei piani provinciali delle cave”
emanati dalla Regione Lombardia si intendendo “quelle parti del territorio provinciale interessate dalla
presenza di risorse minerali di cava priva di vincoli non eliminabili e ostacoli che ne impediscano lo
sfruttamento”.
Per le ragioni espresse precedentemente non si è ritenuto possibile reperire aree di giacimento interessanti
al di fuori delle zone in cui già sia presente una attività.
In particolare, pur verificando l’esistenza di giacimenti sfruttabili di argilla, non si è manifestata alcuna
sollecitazione a disporne la presenza nel piano.
L’attenzione si è rivolta pertanto ai soli giacimenti di ghiaia e sabbia disponibili presso le zone in cui lo
sfruttamento è in atto.
In particolare la perimetrazione, approntata per il settore merceologico, ha interessato le aree
già
individuate nel piano vigente, unitamente ad eventuali aree contigue e/o adiacenti per le quali fosse
presumibile la disponibilità
5.2
Quadro complessivo dei giacimenti sfruttabili individuati per il settore ghiaie e sabbie
Negli elaborati di piano sono stati individuati tutti i contributi possibili per il soddisfacimento, se pur parziale,
del fabbisogno.
Tali contributi derivano dalla ricerca di tutte le aree di giacimento già individuate nel corso della capillare
selezione effettuata per la redazione del vigente piano.
In particolare sono state cartografate tutte le superfici accorpabili agli ambiti esistenti, indipendentemente
dalla potenzialità degli operatori e quindi dalla effettiva possibilità di estrazione nel periodo di validità del
piano.
In tal senso i giacimenti sfruttabili sono distinti in giacimenti destinati ad essere aree estrattive e giacimenti
che costituiscono una riserva potenzialmente utilizzabile con il potenziamento della capacità produttiva.
I primi sono cartografati nella scheda di piano di cui all’allegato A, i secondi, limitati, sono cartografati nella
scheda di cui all’allegato D alla Normativa Tecnica.
I giacimenti disponibili per il piano sono costituiti in parte da residui di giacimento localizzati all’interno delle
aree estrattive, ma non coltivati, in parte da aree adiacenti già individuate come giacimento nel vigente
piano.
5.3
Valutazione e localizzazione dei residui di piano per ciascun ATE
Il vigente piano, stralcio di quello della Provincia di Milano, è stato monitorato dalla Provincia di Monza e
Brianza dal maggio 2006, ad oggi.
Nel corso di tale periodo l’attività estrattiva è stata praticamente nulla, pertanto le previsioni di piano sono
state disattese ampiamente, così da lasciare inalterata buona parte dei giacimenti assegnati.
Il primo passo per la valutazione dei giacimenti disponibili per il nuovo piano è costituito dalla stima dei
volumi già destinati alla coltivazione ma ancora in posto e disponibili per l’attività futura.
Il quadro generale di raffronto tra attribuzioni di piano ed effettiva coltivazione è riassumibile nella tabella
seguente.
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Provincia di Monza e della Brianza
ATE
ATEg12C1
ATEg12C2
ATEg13
ATEg14
ATEg17
ATEg23
ATEg24C1
ATEg36
totale
volume di
piano
Provincia di
Milano
mc
1.000.000
650.000
360.000
1.800.000
890.000
1.960.000
1.780.000
2.000.000
10.440.000
volume effettivo
in Provincia di
Monza e Brianza
mc
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Produttività
media annua
mc/anno
1.000.000
650.000
360.000
0
390.000
30.000
100.000
2.000.000
4.530.000
Produzione nel
periodo
mc
71.000
13.000
36.000
1.000
0
89.000
196.000
89.000
200.000
694.000
127.000
0
0
0
128.000
Residuo teorico
di giacimento
mc
716.000
597.000
360.000
0
263.000
30.000
100.000
2.000.000
4.066.000
Nella tabella sono riportati i volumi di giacimento assegnati dal Piano cave di Milano, rapportati ai volumi
effettivamente giacenti in provincia di Monza e Brianza, le potenzialità delle ditte espresse in fase di raccolta
dati per la formazione del piano, i quantitativi di giacimento cavati nel corso del periodo di osservazione
(ATEg12C2 e ATEg17).
Nell’ultima colonna sono riportati i volumi residui, ancora a disposizione per il piano, teoricamente calcolati,
al netto dei volumi probabilmente cavati nel corso della gestione del Piano di Milano.
Il dato immediatamente recepibile è la corrispondenza tra residuo disponibile ed assegnazione iniziale. I
giacimenti provinciali sono rimasti praticamente integri.
5.4
Valutazione e delimitazione di ulteriori disponibilità individuabili negli ambiti di cava attuale
A complemento della valutazione dei residui di piano, nell’osservanza del principio della L.R. 14/98 di
massimo utilizzo del giacimento sfruttabile, sono state esaminate le possibilità di reperire ulteriori risorse
entro gli ambiti già coltivati o nelle aree già comprese nella scheda del piano vigente, attraverso integrazioni
proponibili di escavazione come completamenti, approfondimenti anche parziali dei siti di cava.
Questa ricerca ha consentito di individuare una ulteriore quota di giacimento che, dietro condizioni di ulteriori
verifiche, contribuisce ad incrementare le disponibilità per il fabbisogno.
Data la disomogeneità della distribuzione delle attività e l’esiguo numero di attività significative, la
disponibilità di giacimento si concentra nei pochi ambiti, con la conseguente difficoltà di essere coltivati nel
periodo di validità del piano.
In particolare gli incrementi sono stati reperiti come segue:
•
ATEg12C1 – approfondimento e coltivazione di aree sottoposte a vincolo di tutela dei pozzi,
subordinata alla ridefinizione delle fasce di rispetto;
•
ATEg12C2 – incremento di superficie verso ovest ed approfondimento, da coltivare in collaborazione
con C1; coltivazione di aree sottoposte a vincolo di tutela dei pozzi, subordinata alla ridefinizione
delle fasce di rispetto;
•
ATEg13 – estensione dell’area verso est;
•
ATEg17 – estensione della superficie estrattiva verso terreni in disponibilità ad ovest;
La tabella precedente può quindi essere integrata con i rispettivi valori ottenuti, con un incremento del
volume disponibile di mc 2.430.000 circa.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
ATEg12C1
volume di piano
vigente in Provincia
di Monza e Brianza
mc
1.000.000
ATEg12C2
ATE
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Residuo teorico
di giacimento
mc
Incremento di
volume
mc
volume
totale
mc
Incremento
%
716.000
1.125.000
1.841.000
84,1
650.000
597.000
375.000
972.000
49,5
ATEg13
360.000
360.000
240.000
600.000
66, 7
ATEg14
0
0
-
-
ATEg17
390.000
263.000
953.000
144,4
ATEg23
690.000
30.000
30.000
30.000
-
100.000
100.000
100.000
-
ATEg36
2.000.000
2.000.000
2.000.000
-
totale
4.530.000
4.066.000
6.496.000
43,4
ATEg24C1
2.430.000
Le anomalie che si rilevano nella tabella si riferiscono ai numerosi casi particolari:
•
ATEg14 – ambito a cavallo di due provincie di cui una (MB) interessata solo da recupero ambientale;
•
ATEg23 - ambito a cavallo di due provincie di cui una (MB) interessata solo da una piccola porzione
•
ATEg24 C1 - ambito a cavallo di due provincie di cui una (MB) interessata solo da una porzione di
di completamento;
completamento;
•
ATEg36 – ambito già approvato nella sua totalità.
Gli ATE g14, g23, g24C1 corrispondono ad attività numericamente presenti nel territorio provinciale, ma con
potenzialità giacimentologica nulla o trascurabile.
5.5
Determinazione delle risorse necessarie per il completamento delle disponibilità per il
decennio
Il calcolo teorico di fabbisogno, seppur prudenzialmente ridotto a mc 17.000.000 per il decennio rimane un
traguardo irraggiungibile, stante la difficoltà di reperire giacimenti e soprattutto per l’esiguità del numero di
attività esistenti ed operanti nel territorio provinciale.
La disponibilità giacimentologica del redigendo piano soddisfa, in linea teorica, solo il 39% del fabbisogno
calcolato. Tale deficit però è in buona parte compensato dalla attività estrattiva esercitata dalle cave
posizionate a cavallo delle provincie, che hanno grande potenzialità nel territorio vicino e buona parte del
loro bacino di utenza nel territorio di Monza e Brianza.
Ciò è evidente per gli ambiti ATEg14, ATEg23 e ATEg24C1, che dispongono di un cospicuo giacimento in
provincia di Milano.
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Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Valutazione delle risorse alternative
Al soddisfacimento del fabbisogno, con le limitazioni derivanti dalla difficoltà di programmazione di un settore
in crisi, si provvede con apporti riconducibili a inerti provenienti da scavi diversi e quindi destinabili al ciclo
produttivo e inerti da attività di recupero o riciclati, destinati ad un mercato parallelo.
6.1
Materiali di recupero da terre di scavo, stima degli inerti ricavati
Come già verificato nel corso degli anni trascorsi, esiste una disponibilità di materiale di scavo proveniente
da interventi edificatori di piccola e grande scala che confluiscono negli impianti di selezione e produzione di
inerti per costruzioni.
Generalmente sono materiali provenienti da Piani scavo programmati, anche per opere pubbliche e
costituiscono una buona fetta di mercato dell’inerte.
È difficile prevedere quale sia il quantitativo di inerte effettivamente disponibile, sia per la impossibilità di
conoscere le effettive collocazioni delle opere di scavo, sia per la difficoltà di conoscere i tempi di
realizzazione. Tale apporto risulta quindi statisticamente provato, ma difficilmente testimoniabile.
Da testimonianze raccolte nel corso della stesura del precedente piano, ma confermate nelle recenti
consultazioni, le singole aziende possono contare su apporti dell’ordine di mc 30.000 all’anno. Per le cave in
esercizio nel territorio provinciale, negli anni più recenti, il fabbisogno è stato sopperito principalmente da tali
fonti di approvvigionamento. È lecito stimare in almeno 150.000 mc/anno il contributo al fabbisogno.
Un ulteriore contributo al fabbisogno è rappresentato dalle attività di trattamento e lavorazione di inerti (terre
e rocce da scavo) in impianti siti in aree di cave dismesse, non censite nel piano, la cui produzione entra nel
mercato dell’inerte senza passare attraverso le determinazioni del piano quindi totalmente non valutabili e
contabilizzabili.
6.2
Materiali di recupero da inerti di demolizione, stima degli inerti riutilizzabili
Il prodotto riciclato dai materiali di rifiuto inerti provenienti da demolizioni, pur non entrando nel ciclo di
lavorazione diretto degli inerti naturali di cava, sta acquistando progressivamente porzioni di mercato
complementari a quelle relative a questi ultimi.
Tuttavia esso non rappresenta una quota importante del fabbisogno, soprattutto per le limitazioni d’uso, in
funzione della qualità (impieghi meno nobili quali la formazione di sottofondi stabilizzati e di riempimenti o
rilevati).
Impianti di recupero di inerti da demolizione siti nelle cave della provincia sono solo tre, altri sono collocati in
cave che operano quasi totalmente in Provincia di Milano.
Il contributo al fabbisogno può ritenersi trascurabile; valutazioni effettuate nel periodo di studio del Piano di
Milano si era valutato un contributo teorico inferiore al 5% del coltivato.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Perimetrazione degli Ambiti Territoriali Estrattivi (ATE)
La situazione territoriale descritta in precedenza ha condizionato pesantemente le scelte del redigendo
piano. Due fattori determinano l’impossibilità di creare un piano organico per tutto il territorio, come da
principio ispiratore della normativa. Impossibile prevedere una distribuzione omogenea delle attività ed una
corrispondente divisione in bacini di produzione ed utenza.
Da una parte la imponente urbanizzazione e la scarsità di aree di interesse giacimentologico, dall’altra la
presenza stabilizzata di aziende che operano da lungo tempo nel territorio, impongono scelte quasi
obbligate, legate cioè alla effettiva disponibilità di spazi ancora vergini nelle immediate vicinanze delle aree
di attività.
La perimetrazione degli ambiti pertanto comprende le aree in cui si ritiene possa essere esercitata la
coltivazione di inerti, consci che, salvo limitatissimi casi, non si possa prevedere alcuna altra espansione.
Le previsioni di piano per il decennio tendono ad esaurire le disponibilità giacimentologiche, o quantomeno a
ridurle a residui di attività futura.
Il perimetro dell’ambito, riportato sulla scheda di cui all’allegato A della normativa, delimita l’area entro la
quale si dovrà sviluppare il “Progetto di gestione produttiva”, col quale si definiranno le operazioni di scavo,
di recupero, di attività connesse, con tempi e modi che saranno oggetto di valutazione ed approvazione da
parte degli organismi competenti.
In generale gli ambiti proposti ricalcano gran parte degli ambiti già definiti nel vigente piano, con le poche
integrazioni consentite dalle disponibilità giacimentologiche ed areali.
Di seguito si richiamano i termini identificati dalla normativa per definire le entità del piano.
a) Cava: unità produttiva caratterizzata da omogeneità di conduzione dell’attività estrattiva, costituita da:
a1) Area estrattiva: area in cui è prevista l’estrazione di sostanze minerali di cava.
a2) Eventuale area impianti e di stoccaggio: area adibita ad attività di lavorazione e deposito
temporaneo del materiale estratto e/o lavorato.
a3) Eventuale area per le strutture di servizio: area adibita a strutture connesse all’attività estrattiva
(uffici, autorimesse, magazzini, strade di accesso, piste perimetrali ecc.). Le aree di servizio possono
essere individuate sia all’interno sia all’esterno dell’area estrattiva.
a4) Eventuale area di Rispetto: area riportata in progetto, non interessata dalle attività di cui ai punti
precedenti.
a5) Eventuale area di Riassetto ambientale: area degradata, da sottoporre esclusivamente a recupero
ambientale.
b) Ambito territoriale estrattivo (ATE): unità territoriale di riferimento per l’attuazione delle esigenze di
Piano, in cui è consentita l’attività estrattiva nel periodo di validità del Piano cave stesso; è costituito da
una o più cave. È costituito da:
b1) Area estrattiva: area in cui è prevista l’estrazione di sostanze minerali di cava. Esse sono al lordo
delle distanze di rispetto derivanti dalla normativa vigente.
b2) Area impianti e di stoccaggio: area adibita ad attività di lavorazione e deposito temporaneo del
materiale estratto e/o lavorato.
b3) Area per le strutture di servizio: area inclusa nell’ATE, adibita a strutture connesse all’attività
estrattiva (uffici, autorimesse, magazzini, strade di accesso, piste perimetrali ecc.). Le aree di servizio
possono essere individuate sia all’interno sia all’esterno dell’area estrattiva.
b4) Area di Rispetto: area circostante le aree definite in precedenza, necessaria a garantire un corretto
rapporto tra l’area d’intervento e il territorio adiacente. Può essere dotata di impianti o strutture atte a
diminuire la percezione dell’attività estrattiva.
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Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
b5) Area di Riassetto ambientale: area degradata, inclusa nell’ATE, da sottoporre esclusivamente a
recupero ambientale.
c) Cava di recupero: cava cessata in cui è consentita la temporanea ripresa dell’attività estrattiva, al solo
fine di consentirne il recupero ambientale, secondo tempi e modalità stabiliti nel progetto di sistemazione
ambientale.
d) Cava di riserva: cava destinata alla produzione di materiali inerti da utilizzare esclusivamente per le
occorrenze di opere pubbliche.
e) Giacimento sfruttabile: porzione del territorio provinciale interessata dalla presenza di una risorsa da
tutelare in quanto risorsa naturale non rinnovabile; essa deve essere potenzialmente sfruttabile, ossia
oggettivamente raggiungibile e priva di vincoli ineliminabili e ostacoli che ne impediscano lo sfruttamento
(nel presente piano sono stati inclusi totalmente nella perimetrazione definitiva, salvo due casi limitati di
giacimento, di cui all’allegato D della Normativa).
La scheda dell’ambito è composta da una planimetria riportante le perimetrazioni sopra descritte ed una
tabella in cui sono riassunti dati relativi alle aree, alle quote, alla falda, alle caratteristiche della coltivazione
proposta, quali modalità e profondità di scavo, e volumi.
7.1
Definizione dei singoli ambiti (ATE)
Con riferimento alle singole schede di cui all’allegato A della Normativa, vengono di seguito elencate le
connotazioni principali di ciascun ambito.
La denominazione degli ambiti riprende quella vigente, derivata dal Piano Cave della Provincia di Milano.
ATEg12C1
La perimetrazione dell’ambito non ha subito variazioni, anche se alcune aree in comune di Giussano sono
state recuperate a piano campagna. Tali aree però costituiscono un collegamento con la sottostante cava
C2 con cui si opereranno scavi comuni.
La particolarità della perimetrazione riguarda le aree di rispetto dei pozzi potabili che determinano una
importante riduzione della disponibilità di giacimento. Nella scheda tali volumi sono destinati alla coltivazione
in subordine alla nuova definizione delle fasce di rispetto secondo criteri idrogeologici (auspicabili).
L’area estrattiva comprende tutta la porzione meridionale della cava in cui una parte in approfondimento e
l’altra di espansione.
ATEg12C2
Il perimetro ha subito una sostanziale variazione in merito allo stralcio delle aree ad est, completamente
recuperate a piano campagna e restituite ad un uso temporaneamente agricolo.
L’area estrattiva è in parte subordinata alla nuova definizione delle fasce di rispetto dei pozzi potabili.
Rispetto alla scheda del piano vigente viene aggiunta una porzione di territorio ad ovest, in parte nel comune
di Giussano.
Tale porzione in ampliamento verrà coltivata in collaborazione tra le due ditte e consentirà l’approfondimento
di una porzione di area già cavata.
Viene inoltre stralciata una piccola area a sud, interclusa tra altre proprietà e difficilmente cavabile.
ATEg13
L’ambito esistente contiene una porzione di giacimento non coltivato. La perimetrazione riprende quella già
identificata, lasciando all’esterno una ulteriore porzione di giacimento, non assegnata e cartografata in
allegato D della Normativa (G13).
L’area è parzialmente riempita e riportata a piano campagna.
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
ATEg14
La perimetrazione dell’ambito ricalca quella vigente, di cui peraltro è già stato approvato il Progetto di
gestione produttiva con provvedimenti congiunti delle Provincie di Milano e di Monza e Brianza.
Non è indicata alcuna area estrattiva e l’area è destinata esclusivamente al recupero ambientale secondo
convenzione con il Comune di Nova.
ATEg17
Si tratta di un ambito posto a cavallo del limite provinciale, da qualche tempo inattivo.
La perimetrazione proposta riguarda esclusivamente l’area di pertinenza provinciale e comprende parte
dell’area già scavata, parte di area scavata parzialmente e potenzialmente approfondibile, a cui è stata
aggiunta una porzione di giacimento, già individuata dal vigente piano ed ora disponibile.
Viene proposto anche lo spostamento degli impianti, in un’area già recuperata, in fregio alla via Gorki, così
da creare un accesso meno impattante sull’abitato.
ATEg23
Anche questo ambito è posto a cavallo del limite provinciale, ed è interessato da una piccola porzione di
giacimento.
È stata mantenuta la perimetrazione proposta dalla Provincia di Milano in cui si sviluppa la quasi totalità del
progetto.
La porzione posta nel comune di Brugherio costituisce una appendice al piano di scavo funzionale
soprattutto al recupero ambientale, che sarà coordinato dal piano di gestione produttiva da approvare in
coordinamento con la Provincia di Milano.
ATEg24C1
Come nell’ATE precedente, la porzione di territorio di Brugherio si colloca al margine di una vasta area
estrattiva in provincia di Milano, già inclusa nel vigente piano. È stata mantenuta la stessa perimetrazione,
anche se la coltivazione dell’area in oggetto non rappresenta una soluzione strategica per l’attività. Tuttavia
vige una convenzione con il Comune per l’istallazione di nuovi impianti, dopo l’escavazione.
ATEg36
Si tratta di un ambito individuato ex novo dal Piano cave di Milano, per il quale, nel periodo di vigenza del
piano per la Provincia di Monza e Brianza è stato approvato un progetto di gestione produttiva ed è stata
rilasciata una autorizzazione per un primo piano esecutivo. L’ambito è posto nel margine meridionale del
territorio provinciale ed è attiguo ad una ex cava di prestito, in via di recupero ambientale attraverso
riempimento.
L’area estrattiva indicata in scheda occupa tutta la superficie, in quanto il progetto prevede, nella fase
terminale, anche la coltivazione dell’area impianti.
7.2
Criteri generali per il progetto di recupero
La situazione territoriale più volte richiamata e la posizione di alcune cave nel contesto urbanizzato
impongono alcune condizioni nel progetto di recupero.
Fermo restando il principio che la destinazione urbanistica finale dell’area debba essere oggetto di
convenzionamento con il comune interessato, si ritiene necessario fissare alcuni principi base su cui dirigere
le scelte progettuali.
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Le cave provinciali si collocano in due contesti: urbanizzato fitto e/o aree agricole, per lo più residue. La
riconquista di aree da restituire ad usi coerenti con il contesto deve essere l’obbiettivo prioritario. Le soluzioni
generalmente proposte sono per funzioni pubbliche (parchi, zone a verde, insediamenti di attività sportive,
ecc.) o per insediamenti produttivi, o per usi agricoli. Speso la scelta è condizionata dalla morfologia finale
della cava e soprattutto dalla presenza di emergenza di falda o dalla profondità dello scavo.
In funzione di ciò, considerata la tipologia di coltivazione, che prevede per la totalità lo scavo a secco, il
recupero di superfici attraverso il ritombamento appare la soluzione ideale.
Tuttavia, per ottenere realisticamente in tempi accettabili tale obbiettivo è necessario individuare alcune
priorità, indicando le aree che preferenzialmente debbano essere riportate a piano campagna.
Di seguito vengono proposte le soluzioni tipo più realisticamente accettabili.
ATEg12C1
Trattandosi di una area ribassata molto vasta ed occupata nella parte settentrionale da impianti di cava ed
annessi, sembra improponibile un riempimento totale.
Potrebbe essere mantenuta una zona ribassata, per insediamenti produttivi e prediligere il riempimento
almeno di fasce attigue ai due assi viari principali e della porzione meridionale, in continuità con la cava
sottostante.
ATEg12C2
Analoga considerazione vale per quest’area che potrebbe conservare la funzione agricola, almeno in parte,
attraverso il riempimento, come già operato per vaste aree cavate.
ATEg13
Il contesto impone un riempimento totale a piano campagna, sia per il mantenimento di una fascia agricola,
sia per eventuali espansioni urbanistiche.
ATEg14
La destinazione dell’area è già stata individuata come fruizione pubblica previo rimodellamento a piano
ribassato, secondo una convenzione con il Comune di Nova Milanese.
ATEg17
Il contesto impone un riempimento totale a piano campagna, sia per il mantenimento di una fascia agricola
eventuale, sia per eventuali espansioni urbanistiche.
È necessario un coordinamento per il recupero dell’area in provincia di Milano, ed una soluzione per la
viabilità durante il periodo di attività.
ATEg23
Il recupero ambientale avverrà, secondo il Piano cave di Milano, con la creazione di un vasto parco pubblico
che integrerà l’esistente Parco delle Cave. La piccola porzione di competenza del Comune di Brugherio sarà
oggetto di rimodellamento morfologico funzionale al progetto generale.
ATEg24C1
La porzione di competenza del Comune di Brugherio, secondo convenzione, una volta ribassata, ospiterà
nuovi impianti di cava.
ATEg36
Il progetto di gestione produttiva approvato prevede il ritombamento totale.
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
CON_02_12_ELA_TE_05
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Provincia di Monza e della Brianza
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
È opportuno che venga effettuato il riempimento prioritariamente nell’area a nord della Cascina Bertagna,
dopo le prime fasi di coltivazione, per restituire l’area all’uso agricolo.
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
CON_02_12_ELA_TE_05
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Provincia di Monza e della Brianza
8
Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Individuazione di aree di riserva per opere pubbliche
Come già anticipato, non sono state individuate opere pubbliche che necessitino di approvvigionamenti, né
tantomeno si ravvisa la necessità di reperire nuove aree estrattive, stante la carenza di giacimento già
manifestata.
9
Identificazione delle aree cessate, tra quelle censite da sottoporre a recupero
Nel vigente piano sono individuate 5 aree indicate come cave di recupero, di cui solo due sono state oggetto
di progettazione e di cui una sola è stata autorizzata, ma non avviata.
Nel corso della predisposizione del piano è pervenuta una richiesta da parte del comune di Triuggio per la
proposta di inserimento di una nuova area.
Nel redigendo piano vengono riproposte, nell’allegato B della Normativa Tecnica, le schede del piano
vigente, aggiornate, con l’aggiunta di una nuova area.
Complessivamente si stima la possibilità di recuperare un volume di inerti pari a circa mc 1.000.000.
Il recupero ambientale dovrà essere condotto secondo le vocazioni delle aree con le caratteristiche di
seguito riassunte:
•
Rg1 - recupero morfologico, a verde, compatibile con Art. 19 delle NTA del Parco Regionale Valle
Lambro
•
Rg2 - recupero morfologico, a verde, compatibile con Art. 19 delle NTA del Parco Regionale Valle
Lambro, eventualmente coordinato con il precedente;
•
Rg3 - recupero a piano campagna;
•
Rg4 - recupero a piano campagna, previa conclusione del procedimento in essere di cui al titolo V -
•
Rg5 - recupero morfologico, a verde, compatibile con Art. 19 delle NTA del Parco Regionale Valle
D.lgs 152/06
Lambro;
•
Rg6 - recupero a piano campagna;
Nelle schede vengono riproposte le perimetrazioni del vigente piano con la sola modifica del Rg2, ove il
perimetro viene esteso alla strada provinciale, per razionalizzare le possibilità di intervento, pur introducendo
un vincolo di rispetto della stessa, e con l’aggiunta dell’Rg5.
La scheda Rg12 del Piano cave vigente prende il nome Rg6.
L’elenco delle cave di recupero rappresentate è il seguente:
Sigla
Volume
mc
Cava
Comune
Rg1
Beldosso
Carate Brianza
300.000
Rg2
Agliate
Carate Brianza
300.000
Rg3
Cappella dei Boschi
Desio
100.000
Rg4
Luciano Manara
Limbiate
100.000
Rg5
Cava Castelletto
Triuggio
100.000
Meda
100.000
Rg6
TOTALE
1.000.000
L’attivazione di tali escavazioni è subordinata ad un progetto la cui finalità sia quella di recupero ambientale
dell’area indicata con definitiva trasformazione dell’area stessa, come da indicazioni sopra riportate, in
accordo con gli enti locali competenti.
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f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
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Piano Cave provinciale - Relazione tecnica
Bilancio di piano
10.1 Settore ghiaia e sabbia
Le attività previste per il decennio, con le produzioni e le riserve giacimentologiche stimate, non assicurano
le quantità di inerte necessario al fabbisogno di previsione.
In tutti gli ambiti di attività prevalente nel territorio provinciale, la disponibilità giacimentologica garantisce la
continuazione per il decennio, secondo le produttività teoriche; è probabile che in alcuni casi si possano
residuare limitati volumi per il decennio successivo.
10.2 Settore argilla
Non è stato rilevato fabbisogno per il settore, né sono state avanzate richieste di utilizzo dei giacimenti già
disposti nel vigente piano, né sono pervenute richieste di nuovi giacimenti.
Il settore argilla viene pertanto escluso dal presente piano.
SINTESI VOLUMI DI PIANO – settore ghiaia e sabbia
ATE
cava
comune
denominazione
Volume
mc
ATE
Provincia di
Monza e Brianza
cave in esercizio
ATEg12 C1-C2
C1
Verano - Carate
Traversera
ATEg12 C1-C2
C2
Carate-Giussano
Campo dell’oca
972.000
ATEg13
Desio
Valassina
600.000
ATEg14
Nova M.
Vallette
ATEg17
Limbiate
Castelletto
953.000
ATEg23
Brugherio
Torriana G.
30.000
Brugherio
Ginestra
Caponago
Vitali
ATEg24 C1-C2
ATEg36
C1
1.841.000
0
100.000
2.000.000
totale
6.496.000
cave di recupero
Rg1
Carate -Briosco
300.000
Rg1
Rg2
Carate
300.000
Rg2
Rg3
Desio
100.000
Rg3
Rg4
Limbiate
100.000
Rg4
Rg5
Triuggio
100.000
Rg5
Rg6
Meda
100.000
Rg6
totale
1.000.000
inerti da scavi
1.500.000
riciclati
300.000
totale
1.800.000
TOTALE
9.296.000
f.to il Direttore Settore Ambiente dott.ssa Elisabetta Confalonieri
f.to il Segretario Generale dott. Riccardo Nobile
CON_02_12_ELA_TE_05
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