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GIORNALINO SCOLASTICO
DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO CARMAGNOLA 2
ANNO XVI, NUMERO 1—MAGGIO 2014
EDITORIALE DEL DIRIGENTE
L’anno che volge al termine per il nostro istituto è
stato foriero di grandi novità e di gradite conferme.
Non è così frequente inaugurare in un solo anno
due nuovi edifici; a noi è successo! Gli alunni della
scuola dell’infanzia di Virle P.te e della scuola secondaria di 1° grado di Pancalieri, rispettivamente
da settembre e da gennaio, svolgono l’attività in
moderne strutture dove la tecnologia, il rispetto per
l’ambiente e confort trovano la sintesi perfetta.
In tema di edifici, non posso non citare il caso Salsasio, che ampia eco ha trovato sulle pagine dei
giornali. L’apprensione, che ha tenuto tutti con il
fiato sospeso, è completamente superata: l’edificio
è stato scandagliato in ogni sua componente, ha
superato tutti i test e può dirsi, usando un linguaggio tipico della scuola, che è stato promosso a pieni
voti.
Sul piano progettuale, gli insegnanti si sono adoperati per affiancare la consueta prassi didattica a
proposte innovative; accanto alle attività oramai
tradizionali legate all’avvicinamento alle pratiche
sportive, ai meeting di atletica, ai concorsi letterari e
matematici, alle iniziative della continuità e
dell’orientamento, il nostro istituto si è distinto nei
campionati nazionali di Rugby, si è candidato per il
Progetto Erasmus Plus per quanto attiene alle lingue straniere, ha partecipato a numerosi bandi
ministeriali, regionali e provinciali per l’ambiente,
l’integrazione degli stranieri, l’aiuto alle fasce deboli, la lotta alla dispersione …
Tutto questo mi restituisce l’immagine di un
corpo docente vitale, che sa mettersi in gioco
con idee originali, alla continua ricerca di nuove prospettive.
È tuttavia doveroso da parte mia evidenziare il
sostegno che le famiglie hanno offerto attraverso una partecipazione costante ed interessata alla vita della scuola.
È dalle colonne di questa pubblicazione che
voglio ringraziare tutti i genitori per la collaborazione offerta: siate consapevoli che solo la
convergenza degli sforzi della scuola e della
famiglia consente di raggiungere gli obiettivi,
anche i più ambiziosi. Senza di voi, quindi,
nessuna scuola potrebbe portare avanti con
successo alcun tipo di progetto educativo.
Agli alunni dell’istituto rivolgo il mio pensiero
conclusivo: ogni giorno vi viene proposta una
sfida, quella dell’apprendere, che significa
rimettere in discussione continuamente le
conoscenze che già possedete per risistemarle ed accrescerle. Non è sempre facile e non è
sempre divertente. Ma anche in questo sta il
bello dell’avventura!
Buone vacanze a tutti!
SOMMARIO
SO MMA R IO
UNO SGUARDO INTORNO
A NOI
SUCCEDE A
SCUOLA
2
5
BIBLIOTECA
DI SCUOLA
10
GALLERIA
D’ARTE
15
SCIENZE
16
Dott.ssa Rosalinda Rambaldi
LE PAROLE PER ...
Il Giornalino della scuola è la testimonianza scritta della
molteplicità delle attività proposte a scuola, è una fotografia
scattata in più occasioni e da più angolature. Nasce grazie
al contributo di tutti, quando è urgente il desiderio di scrivere, impellente la voglia di raccontare, vivo il desiderio che
anche gli altri sappiano quello che è successo a noi, nella
nostra scuola o vicino a noi. Può esistere solo se sostenuto
dai valori insostituibili della convinzione, della passione e
dell'entusiasmo. Ha bisogno di parole che sappiano raccontare, di pensieri che infondono certezze, di sogni che mostrano traguardi, di poesie che trasmettono ottimismo e
voglia di futuro.
Per dirlo, con le parole di una lirica di Alda Merini, …
Non ho bisogno di denaro
Ho bisogno di sentimenti
Di parole scelte sapientemente
Di fiori detti pensieri
Di rose dette presenze
Di sogni che abitino gli alberi
Di canzoni che facciano danzare le statue.
BUONA LETTURA A TUTTI!
La Redazione
UNO SGUARDO INTORNO A NOI
Pagine di cronaca locale
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30 novembre 2013: memorabile momento per l’intero paese
INAUGIRAZIONE DEL PLESSO DI SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO DI PANCALIERI
multimediali non sono ancora state istallate, perché sono
delicate, ma ogni classe ne avrà una a fianco di quella di
ardesia. Anche gli spazi esterni sono ampi e curati. Infine,
abbiamo festeggiato al buffet, molto ricco di leccornie,
quasi come un pranzo.
Riportiamo alcuni commenti dei visitatori:
_E' molto interessante!
_E' bella e molto spaziosa.
Il 30 Novembre 2013 si è inaugurata la Scuola Media di Pancalieri,
intitolata a “Roberto Clara“, in onore di questo ragazzo di Pancalieri, morto tragicamente in un incidente stradale nel 2011. Alle ore
10:00 è stato scoperto il nome della nuova scuola, mentre gli
allievi della Scuola hanno cantato e suonato l'inno di Mameli e
l'inno alla Gioia.
Il nastro è stato tagliato dalla Dirigente Scolastica, Rosalinda Rambaldi, e dal Sindaco di Pancalieri, Fiorenzo Gamna, che ha provato
sicuramente un grande onore, che rimarrà per tutta la sua vita.
Successivamente, tutti hanno potuto entrare all'interno dell'edificio, per assistere al discorso della Dirigente Rosalinda Rambaldi,
del Sindaco Fiorenzo Gamna, dell'assessore Signora Claudia Virano, dello zio e della zia di Roberto Clara, accompagnati dagli alpini
pancalieresi e dal parroco Don Luciano. La Dirigente ha dichiarato
di essere contenta di dirigere questa scuola e di fare in modo che
funzioni al meglio .
_Wow!!!!!.
_E' bellissima!
_Calda e accogliente!
_Grazie!
_Osservando il prato verde, pensiamo che l'intervallo sarà
bellissimo!
_Stupenda e molto sofisticata............Grazie,Grazie!
_Sono appena entrata e non ho ancora visitato l'edificio,
comunque la prima impressione è assolutamente positiva.
Spero che questo ambiente così ospitale, vi faccia venire
“buona” volontà di studiare! (Prof.ssa Delfino).
_Bella e moderna!( Prof. Tocalli).
Sc. Sec. 1° grado di Pancalieri
Successivamente, la zia di Roberto Clara ha raccontato di quanto
piaceva a suo nipote andare a scuola, per imparare cose nuove;
anche lo zio ha affermato di essere felice che tutti abbiano la possibilità di studiare in questa nuova scuola .
In seguito, sono state date delle informazioni tecniche su com'è
stata costruita la scuola, ad esempio, sulla scelta dell'orientamento e dei materiali. Poi, il Parroco ha benedetto i locali. Quindi, noi
ragazzi ci siamo diretti a visitare le nostre future classi e laboratori.
Le aule sono ampie e spaziose, così come i laboratori; le lavagne
LO SPETTACOLO DI NATALE
Tradizionale appuntamento natalizio a Pancalieri
Il 19 dicembre 2013, presso il Palazzetto dello Sport di Pancalieri si è
svolto il tradizionale spettacolo natalizio.
I ragazzi del Laboratorio Teatrale, seguiti dalle professoresse Delfino,
Galliano e Borsero, hanno messo in scena “Mamma, raccontami una
storia!”, che racconta di una mamma, la quale, costretta per motivi di
lavoro a stare lontana dal figlio per una settimana, gli racconta per
telefono una storia ogni sera, per addormentarlo. Dopo la rappresenta-
zione, i ragazzi della scuola, diretti dalla Professoressa
Toselli, hanno suonato e cantato brani musicali Natalizi. Al
termine, ci sono stati gli scambi di auguri di Buon Natale e
di felice Anno Nuovo. Speriamo che questo Anno Nuovo ci
porti molta fortuna e arrivino dei bei voti a tutti noi studenti! Buon Natale e Buon Anno Nuovo!
Suha e Manuel
Sc. Sec. 1° grado di Pancalieri
UNO SGUARDO INTORNO A NOI
Pagine di cronaca locale
L'EVENTO DELLA SETTIMANA!
VOLONTARI DEL CAI INCONTRANO I RAGAZZI DELLA SCUOLA
MEDIA DI PANCALIERI
Il 6 novembre 2013 dalle ore 12:00 alle 13:00 i ragazzi
della Scuola Media di Pancalieri hanno incontrato i volontari
del C.A.I. che hanno illustrato attività proposte dal C.A.I per i
ragazzi dall'età compresa dagli otto ai diciassette anni. Hanno presentato a tutte le classi la loro associazione, spiegando che il C.A.I è un'associazione che si interessa di Alpinismo anche Giovanile, Arrampicata Libera, Sci, Alpinismo ed
Escursionismo. Hanno presentato l'argomento in modo semplice ma ben esposto, illustrando le attività che svolgeranno
con i ragazzi nell'arco dell'anno; tali attività iniziano a Novembre, quando si imparano le nozioni basilari prima di fare
uscite. Prima di ogni uscita è meglio partecipare alle lezioni
teoriche serali. A Dicembre si fanno uscite in zona, con racchette o con gli sci; a Gennaio si osserva l'ambiente e il paesaggio e si impara a comunicare con la natura . A Febbraio
si esce per fare qualche arrampicata semplice oppure quelle difficili. A Marzo si fanno le passeggiate tra i fiori, prati,
alberi a contatto con la natura; ad Aprile si esplorano le
grotte in due giornate diverse. A Maggio e Giugno non si
fanno uscite perché e tempo di cresime, comunioni o esami
scolastici , a Luglio vanno tutti al mare a divertirsi. In ultimo,
i volontari hanno risposto alle domande dei ragazzi. Io ho
chiesto se loro mantengono la calma nelle situazioni di infortunio e loro mi hanno risposto che non è affatto semplice,
ma necessario. La frase che mi ha colpita di più è stata:"Un
"Un
vero alpinista non è quello che compie grandi imprese,ma
un vero alpinista è quello che aiuta gli altri in quello che fa”!
E' stato un incontro naturale e molto amichevole. Sarebbe
stupendo che un giorno tutti insieme potessimo fare una
bella gita in montagna.
Sc. Sec. 1° grado di Pancalieri
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LAV: LEGA ANTI VIVISEZIONE
L’IMPORTANZA DI DIFENDERE GLI ANIMALI
Nel mese di novembre sono venute a farci visita due signore
che lavorano alla LAV (Lega Anti Vivisezione) di Carmagnola.
Questa associazione, fondata nel 1982, si occupa di evitare lo
sfruttamento di animali a fini scientifici. Nei primi anni ha lavorato principalmente contro gli esperimenti sugli animali, poi ha
incrementato le attività riguardanti i diritti animali.
L'associazione ha portato all'attenzione del pubblico le crudeltà compiute quotidianamente sugli animali attraverso campagne costanti e iniziative particolari. Ad esempio raccoglie milioni di firme per fermare la vivisezione e l’utilizzo di pellicce,
oppure per chiudere zoo, circhi o delfinari; altre volte cerca di
convincere le famiglie ad adottare animali abbandonati.
Le nostre amiche della LAV ci hanno detto di essere gratificate
dall’attività che svolgono perché, anche se faticosa, le fa sentire più pulite dentro.
Ci hanno raccontato molte cose e noi abbiamo fatto loro molte
domande.
È stato molto interessante! Alla fine della giornata hanno chiuso il loro discorso dicendoci di allestire dei cartelloni a gruppi,
parlando di ciò di cui loro si occupano, cioè degli animali, e di
esporre le nostre riflessioni.
Noi per istinto siamo portati a difendere i più deboli, i famigliari e i nostri amici; tale istinto è presente anche negli animali,
ma cosa porta l'uomo a tenerli? Gli animali ci insegnano a
essere più responsabili, ma soprattutto ci insegnano, così
diversi da noi, a convivere con la diversità, a capirla ed accettarla. Quando un nostro amico sta male lo capiamo subito
perché esprime i suoi sentimenti tramite la voce, ma anche se
gli animali non possono parlare noi capiamo comunque che
non stanno bene perché li conosciamo a fondo e cerchiamo di
consolarli. Il più delle volte anche loro capiscono quando noi
non stiamo bene e cercano di consolarci: questo è un esempio
del legame che si può instaurare tra l’uomo e l’animale.
A febbraio le nostre animatrici sono tornate ed ogni gruppo ha
presentato il proprio lavoro. Loro sono state molto contente e
a volte ci facevano delle domande per chiarire alcuni punti. È
stata un’esperienza molto bella e ci piacerebbe ripeterla.
Laura Guido, Andrea Donetto, Gabriele Libra
Classe 2B – secondaria di 1° grado di Pancalieri
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LA COLLEGIATA SECONDO ME…
UN COMPLEANNO ECCEZIONALE: LA COLLEGIATA SPEGNE 500 CANDELININE!
Il 25 marzo 2014 la nostra amata Collegiata ha compiuto 500 anni dalla sua consacrazione. Il 19 maggio 1492, è stata poggiata la
prima pietra e da lì sono partiti i lavori.
Ma come mai è nata questa chiesa?
I canonici evidenziarono il bisogno di erigere una chiesa nel centro di Carmagnola perché l’unica chiesa era quella di piazza
Sant’Agostino utilizzata dai frati agostiniani e tutti i Carmagnolesi erano costretti ad andare nelle chiese di periferia.
Data la mancanza di fondi, i canonici chiesero agli Agostiniani la possibilità di usufruire della loro chiesa e, dopo il loro rifiuto, ebbero l’idea di istituire un collegio per raccogliere i fondi necessari con cui si riuscì a costruire la chiesa che ancora oggi noi tuti frequentiamo.
In occasione del cinquecentenario sono state organizzate molte iniziative: il 23 marzo è stato consacrato il nuovo altare, venerdì 14
marzo è stata fata una presentazione della storia della Collegiata, il 25 marzo è stata celebrata una messa per festeggiare questo
compleanno molto speciale!
Se andiamo in piazza Sant’Agostino possiamo osservare una riproduzione floreale della Collegiata, fatta per sottolineare la bellezza
e la vitalità della chiesa che tutti noi formiamo. Inoltre, per animare questi importanti appuntamenti è stato fondato un coro sotto la
guida della professoressa Sabrina Appendino.
In onore del cinquecentenario della Collegiata, le scuole di Carmagnola hanno aderito al progetto “La Collegiata secondo me…”
proposto allo scopo di avvicinare bambini e ragazzi alla chiesa, simbolo della città. Per iniziare, le scuole elementari e medie si
sono recate in visita alla chiesa, dove alcuni allievi delle scuole superiori hanno illustrato la storia e l’architettura della collegiata. È
stato molto interessante poter scoprire così tanti segreti e aspetti importanti della storia carmagnolese, come per esempio il ruolo
che la chiesa ha assunto durante il periodo delle due pesti che hanno colpito la città.
Noi alunni della scuola secondaria di primo grado abbiamo deciso di produrre un calendario realizzato con delle fotografie di un
particolare della collegiata, successivamente stampate e personalizzate. Alla realizzazione del progetto hanno partecipato tutti gli
allievi del II e III Istituto Comprensivo, ma una giuria ha scelto soltanto dodici disegni aumentando ancora di più il gusto della competizione.
Perché 500 anni non si compiono mica tutti i giorni!!!
Lamberto Aurora, Mirabello Letizia Classe II C Scuola Sec. 1° grado di Carmagnola
Carando Rebecca, Naso Cecilia, Classe III A Scuola Sec. 1° grado di Carmagnola
Succede a scuola
Pagine di cronaca della scuola
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VISITA DIDATTICA AL MUSEO EGIZIO DI TORINO
Le classi in visita, hanno raccontato la loro esperienza
Mercoledì diciotto dicembre ci siamo ritrovati alla stazione di
Carmagnola alle ore 8,15. Abbiamo aspettato un po’ il treno per
andare a Torino Porta Nuova; quando è arrivato siamo saliti, ma
non è subito ripartito ci è voluto un po’. Durante il viaggio abbiamo giocato, guardato fuori dal finestrino…Siamo arrivati a Torino Porta Nuova alle ore 9 siamo scesi dal treno e ci siamo incamminati verso il Museo; durante il percorso abbiamo osservato le vetrine, visto delle statue,delle enormi piazze e….. finalmente siamo arrivati in una piazzetta davanti al Museo Egizio
ed abbiamo fatto una piccola merenda. Dopo siamo passati in
un vicoletto dove c’era l’ingresso, siamo entrati in una sala
d’attesa e c’erano la biglietteria e il negozietto del museo. Mentre la maestra è andata in biglietteria noi e la quarta B abbiamo
aspettato facendo fotografie, giocando, guardando il negozietto
e un piccolo gruppetto con un’altra maestra sono andati a comprare dei ricordi del museo. Dopo tutto questo abbiamo conosciuto la guida di nome Claudia e cominciato la visita. Prima di
iniziare il percorso siamo andati a posare le giacche e gli zaini in
una saletta. Prima di tutto ci ha fatto vedere i sarcofagi delle
mummie e ci ha spiegato che per vivere nell’aldilà avevano
bisogno di levare gli organi più grandi che contengono gran
parte di acqua: i polmoni, il fegato ed il cervello; il cuore però
rimaneva al suo posto perché gli egizi pensavano che gli sarebbe servito nell’aldilà. Abbiamo visto delle statuette che servivano per aiutare i defunti a lavorare nella vita ultraterrena, ed
ognuna di esse aveva un proprio compito: c’era chi faceva il
pane, chi remava le barche…Dopo ci ha fatto osservare un foglio di papiro che serviva per aiutare il defunto a passare
nell’aldilà. In seguito abbiamo visto la mummie senza l’ultima
falange delle dita e gli mancavano i piedi. Mummificavano i gatti
come i faraoni, perché si riteneva che fossero animali sacri.
Siamo andati a vedere la tomba dell’architetto Kha, era stato
messo in tre sarcofagi così era più protetto. Nel sarcofago di
Kha sono stati trovati degli alimenti: focacce, frutta secca..; sua
moglie Merit aveva un cofanetto portatrucchi, le piaceva truccarsi. Dopo siamo andati allo statuario dove abbiamo visto la
sfinge che rappresenta un uomo con il corpo da leone. Abbiamo
anche visto un sarcofago con sotto scritte delle formule magiche in geroglifico. Conclusa la visita abbiamo fatto gli acquisti,
io ho comprato la statua di Sekhmet, la dea della guerra. Poi
siamo usciti per andare a fare pranzo in una scuola di Torino, la
“Tommaseo”; lì abbiamo mangiato in un salone. Ci siamo seduti
con la classe quarta B e abbiamo consumato il pranzo, dopo
aver mangiato un gruppetto è andato in bagno, poi siamo usciti
dalla scuola. Per andare alla stazione abbiamo fatto una passeggiata in Torino e abbiamo visto com’era addobbata, siamo
anche andati in Piazza S. Carlo. Arrivati alla stazione abbiamo
visto un grande albero addobbato con delle preghiere. Dopo un
po’ è arrivato il treno per Carmagnola; siamo saliti e ci siamo
seduti al secondo piano, ma abbiamo dovuto aspettare un po’
prima della partenza. Siamo arrivati alla stazione di Carmagnola, siamo scesi dal treno e ci aspettavano i nostri genitori.
Albertino Davide classe IV A Salsasio
Mercoledì 16 aprile , al mattino, siamo andati alla stazione per
prendere il treno per andare a visitare il museo Egizio, insieme a
noi c’era la quarta di San Michele.
Saliti sul treno ci siamo seduti; lungo il viaggio la maestra ci ha
detto di osservare fuori e noi abbiamo visto la catena montuosa
delle Alpi.
Arrivati a Porta Nuova ci siamo incamminati, siamo passati in via
Roma: era piena di negozi.
Giunti al museo la maestra è andata a fare i biglietti mentre noi
abbiamo mangiato colazione.
Subito dopo è arrivata la guida e abbiamo iniziato subito la visita.
Per primo abbiamo visto una mummia, degli oggetti e del pane
conservato da 4.000 anni. Più avanti ci ha fatto vedere che, quando una persona moriva, costruivano delle statuine che andassero a
lavorare al posto dell’anima; c’era un foglio di papiro lungo 12 metri e l’altro lungo 14 metri; c’era un sarcofago con disegni e scritte
conservate molto bene. Saliti al piano superiore abbiamo visto la
tomba di Kaa; c’erano tre mummie sorelle e una aveva il volto scoperto e si vedevano i suoi capelli! Finita la visita siamo andati al
negozio del Museo e abbiamo comprato qualcosina. Usciti siamo
andati a mangiare i panini sulle panchine di piazza San Carlo. Le
maestre ci hanno fatto prendere il gelato; dopo abbiamo fatto una
foto di gruppo sul monumento della piazza.
Ritornati al Museo siamo andati al laboratorio; la guida ci ha fatto
vedere al Lim delle foto ci ha riferito degli approfondimenti. Divisi
in gruppetti ci ha dato da colorare, fare i vasi canopi con la creta e
altri oggetti. A fine laboratorio abbiamo letto delle formule magiche
per il rito funerario.
Quando siamo usciti siamo andati alla stazione. Lì abbiamo mangiato merenda. Infine siamo saliti sul treno e arrivati a Carmagnola
siamo andati con i nostri genitori.
Questa giornata è stata davvero molto bella e divertente.
Michela Ferreno cl 4^ B San Bernardo
Succede a scuola
Pagine di cronaca della scuola
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IL LABORATORIO DI COMPOSTAGGIO
LA GITA AL MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA DI RIVOLI
ALCUNI BUONI MOTIVI PER RICICLARE
INDIMENTICABILE VISITA IL 15 GENNAIO
Giovedì 6 marzo, durante il laboratorio di compostaggio, la signora Claudia ci ha spiegato l'importanza del riciclo.
Il simbolo del COVAR 14 è la rana perché questo è un animale
che vive solo nei posti puliti.
Il quindici gennaio siamo andati al castello di Rivoli al Museo di
Abbiamo capito che i rifiuti organici si riciclano facendo compo-
arte contemporanea. Ci siamo fermati a mangiare la colazione
staggio. Siamo andati nell'orto della scuola e abbiamo deposi-
sul piazzale e da là si vedeva tutta Rivoli.
tato in una compostiera dei rifiuti organici tagliati a pezzi. Con
Appena entrati abbiamo visto la prima opera: un tappeto ovale
l'aiuto dei lombrichi i rifiuti si trasformano in un concime orga-
con disegnata l'Italia e un signore.
nico molto buono per la terra.
Dopo siamo andati a vedere una ciambella disegnata con il fango
Il riciclo organico è molto importante perché aiuta a mantenere
e vicino c'era una stella di vetro che si teneva con due matite
il mondo più pulito.
giganti di color oro. Poi siamo andati in una stanza tutta colorata
con i colori primari e si sentiva il rumore dell'acqua. Dopo siamo
Cristian Ciuperca . Cl. 3^ Virle P.te
andati in una camera profumata e sul muro c'erano delle foglie di
alloro e vicino dei polmoni fatti di foglie finte che sembravano
d'oro. Successivamente siamo andati in una stanza dove c'era
uno specchio diviso in quattro parti: se andavi indietro sembrava
di scendere. In un'altra stanza c'erano due specchi che si riflettevano e sembrava di cadere in un pozzo senza fondo. Dopo abbiamo visto una specie di tappeto fatto con i fili delle lampadine.
Infine siamo andati su su e abbiamo visto tutto il castello.
Nel laboratorio abbiamo decorato un tappeto tutti insieme.
LA GITA ALLA "GRACCHIA"
TESTIMONIANZA DI DUE VISITATORI IN GITA SCOALSTICA IL 12
MAGGIO 2014
Lunedì 12 maggio siamo andati alla Gracchia a Cambiano. Due
ragazzi che si chiamavano Luca e Davide ci hanno detto che la
Gracchia una volta era una scuola. Dopo ci hanno divisi in due
gruppi. Siamo andati nel bosco e abbiamo visto i vestiti dei
folletti. Nel bosco abbiamo fatto tre giochi: il gioco di Pollicione,
quello dell'alfabeto e la corsa ad ostacoli.
Al pomeriggio, durante il laboratorio, ho fatto un fossile con la
polvere di gesso e la creta, poi ho preparato un sacchetto con
un disegno.
In seguito abbiamo ballato
con Luca e Iacopo che suonavano la chitarra. Infine abbiamo visto la cornacchia Adelaide e le abbiamo fatto molte
domande.
Mattia Nardi—
Nardi—CL 3^ Virle P.te
Mi è piaciuto vedere il castello e vorrei ritornaci subito.
Andreea Barsan . Cl. 3^ Virle P.te
Lunedì 12 maggio siamo andati In gita alla Gracchia. Abbiamo
conosciuto Luca e Davide che ci hanno raccontato che La Gracchia prima era una scuola.
Dopo abbiamo fatto merenda e poi ci hanno diviso per andare
nel bosco,.
Nel bosco Luca ci ha detto il nome degli alberi. Poi ci hanno messo del trucco. Abbiamo fatto tre percorsi: uno a ostacoli, nel secondo dovevamo trovare gli oggetti di Pollicione, il terzo consisteva nel dire le cose che abbiamo visto in ordine alfabetico.
In seguito abbiamo cantato al canzone dei folletti.
Successivamente io ed Ana abbiamo disegnato e gli altri giocavano a nascondino.
Dopo abbiamo fatto un laboratorio. Ci hanno fatto raccogliere
alcune foglie, pietre e fiori. C’erano tre pozioni: due erano coloranti e una era acqua., dopo veniva fuori una fotografia strana.
Infine abbiamo cantato una canzone per Adelaide, la cornacchia.
Io mi sono divertita perché non avevo ami visto un bosco.
.Medea
Medea Sereno —CL 4^ Virle P.te
Succede a scuola
Pagine di cronaca della scuola
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IL MUSEO TIPOGRAFICO DI CARMAGNOLA
Per scoprire tutto quello che non sapete sul mondo della stampa
Ieri siamo andati al Museo Tipografico Rondani di Carmagnola, in occasione della mostra del
libro.
Questo Museo si trova in via Santorre di Santarosa, 12.
La guida ci ha accolti all’entrata e ci ha portato in una sala dove ci ha spiegato e fatto vedere
parecchie cose.
Ci ha raccontato che un uomo di nome Gutenberg, tedesco, ha inventato la stampa. La tipografia
di Carmagnola è stata costruita tra le prime in Italia; essa è stata chiusa nel 2002 e dopo la chiusura è stato allestito il museo. Un tempo solo i ricchi si potevano permettere i libri perché erano
molto costosi. Chi li voleva si sceglieva la copertina, la scrittura, le illustrazioni e le immagini. Si
stampava un solo libro per tipo.
Nella bottega tipografica comandava il tipografo che decideva cosa faceva ognuno. I compositori ordinavano i tipi, cioè le lettere, che
si mettevano all’incontrario sul compositoio. Dopo venivano immerse nell’inchiostro nero e sistemate sul vantaggio che a sua volta
veniva legato al torchio e sopra messo un foglio fatto di stracci pressati. Se si voleva una figura, con l’inchiostratoio, si inchiostrava
l’immagine.
Infine, dopo questa spiegazione tecnica, abbiamo cercato anche noi di imitare il tipografo. Ogni bambino aveva un compito e si è messo al lavoro. Alla fine si è stampato un attestato con questa frase: “ Si attesta che gli alunni della classe 4 B hanno ottenuto la qualifica di apprendisti tipografi”. L’abbiamo firmato tutti con il pennino intinto nell’inchiostro.
Questa esperienza ci ha aiutato a scoprire una parte della nostra storia ed è stata molto interessante. Alunni 4^ B di San Bernardo
NOTE DI LIBRI
Gli alunni della classe seconda di Salsasio alle prese con i libri
della Biblioteca
Da quando abbiamo imparato a leggere, ogni settimana in
classe scegliamo un libro della biblioteca da portare a casa.
Per noi è un appuntamento atteso e importante.
Quando l’abbiamo letto ci scambiamo delle opinioni e delle
idee sui libri scelti.
Alcuni ci piacciono, altri no.
Alcune volte quando ho finito tutti i compiti, leggo il mio libro.
LUCA BARBATANO
Mi piace un sacco leggere, quando leggo ci sono storie belle.
HAJAR O.
Mi piacciono i libri che raccontano di regine, i libri di fantasia;
non mi piacciono i libri paurosi. I libri che ho letto non li leggo
più. CAROLINA
Io penso che i libri mi facciano venire la fantasia, a volte mi
fanno commuovere. I libri che non mi piacciono sono quelli che
non capisco. FIORELLA
Io me lo dimentico in cartella, ma mi piace leggere. Ma questa
volta lo leggo. VERONICA
A me piace leggere i libri della biblioteca e mi appassionano
molto, alcune storie sono molto divertenti perché fanno molto
ridere. EROS
A me non piacciono i libri noiosi, ma quelli divertenti. A casa,
quando non ho niente da fare, leggo. A me piace tanto leggere.
HAJAR
Adesso trovo passione nel leggere, quando ne prendo uno non
vedo l’ora di andare a casa e vedere com’è e leggerlo. ALESSANDRO
A me piace leggere i libri dell’orrore, anche spessi e lunghi. li
leggo anche scritti in piccolo, con poche immagini e molta scrittura. Non voglio libri corti! GIUSEPPE G.
L’anno scorso che non sapevo ancora leggere bene, ho provato
a leggere qualche libro e mi è piaciuto molto. In terza vorrei
rifarlo. Mi è piaciuto leggere perché ho imparato tante cose.
ALESSIA
Mi piace leggere perché ci sono dei libri brutti e belli, però a
casa mi impegno e li leggo tutti. LUCA MAROCCO
Io leggo i libri con mamma e papà, le storie sono molto belle,
però mi annoio un po’ perché ci sono delle parole che non
capisco. Mi piacciono i libri scritti grandi e con molti disegni.
GIADA
Mi piacciono i libri con le figure, con tante pagine, tante storie
e con tanti capitoli. JOSUE’
Quando prendo il libro inizio a leggerlo, poi mentre lo leggo mi
addormento, ma non perché sia noioso ma perché sono stanca. I libri belli ti fanno cambiare atteggiamento, comportamento. CECILIA
A leggere un libro ti viene la sensazione di essere dentro il
libro! DARIUS
A me piacciono molto i libri di animali. Comunque i libri sono
molto istruttivi e ti fanno crescere la mente. MATTEO
I libri mi piacciono molto. Anche se non mi piacciono, devo
andare avanti per vedere se c’è qualcosa di bellissimo.
E’ un emozione bella, anche se non mi interessano, mi interessa leggerli. CHRISTIAN
I libri mi piacciono e non mi piacciono. Ho imparato che
all’inizio un libro è noioso, ma poi è più bello. Quando ero malato la maestra mi ha dato un libro che dal titolo sembrava
brutto, ma era bello. DENIS
A me piacciono molto i libri scientifici che parlano di animali,
perché si imparano tante cose. Infatti il prossimo anno mi
piacerebbe fare la biblioteca con tanti più libri di natura, così
potrò sapere tutto sulla natura e gli animali. SIMON
Io ho una passione per i libri di animali e di avventure. Mi piace essere dentro il libro, perché è emozionante. LUCA BUDA
Mi piacciono tanto i libri soprattutto quelli senza figure, così
posso immaginare i personaggi e il protagonista. Io amo i libri
fin da quando ero piccola, fin da quando mia mamma ha iniziato a leggermeli. REBECCA
Succede a scuola
Pagine di cronaca della scuola
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LA MOSTRA DEL LIBRO DI CARMAGNOLA: “ ENGLISH SNACK” CHE BONTA’ !
Parola degli alunni della classe 1^ B SAN BERNARDO
Mi è piaciuto quando ci ha
fatto vedere come si scriveva
plumcake.
A me è piaciuto fare le tre
magie con il the alla pesca
e la cannuccia blu.
A me è piaciuta la magia con il
bicchiere.
Susanna Aleotti cl. 1^ B
Marta Tirante
cl. 1^B
Mi è piaciuto quando Gianni
spiegava come mangiare la
colazione inglese
Michelle Ippolito cl. 1^ B
E’ stato divertente stare insieme ai miei compagni sul pulmino.
Rebecca Corseri cl. 1^ B
Gianni ci ha fatto giocare a
Twister..
Alessia Russo cl. 1^ B
Nicola Carcione cl 1^ B
La cosa più bella esprimere
un desiderio insieme ai miei
compagni.
Stiamo cantando con Gianni .
Demian Bresciani cl. 1^ B
Giulia Rebola cl. 1^ B
Mi è piaciuto quando facevo la magia con il bicchiere.
Mi è piaciuto quando abbiamo fatto la magia.
Ceratto Emma cl. 1^B
Anh Gerbino cl. 1^B
Veronica Nicola cl. 1^ B
Federico Piovano cl. 1^B
Mi è piaciuto quando ho fatto
colazione.
Giulia Scanu cl. 1^ B
Ho provato una bellissima
emozione sul pulmino.
A me è piaciuto quando giocavamo con il Twister.
Mi è piaciuto quando abbiamo giocato a Twister.
Arianna Garolla cl. 1^ B
Sto mangiando il plumcake..
Giulia Quaranta cl. 1^B
SUCCEDE A SCUOLA
Pagine di cronaca della scuola
Pagina 9
PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA PRIMARIA - Gli alunni del plesso di San Bernardo palano della loro scuola
LETTERA APERTA DELLA CLASSE 5^B AI FUTURI ALUNNI DELLA CLASSE PRIMA
Cari futuri “primini”…
a settembre occuperete le nostre aule e lavorerete con i nostri insegnanti, la scuola di San Bernardo è molto grande con una palestra, un
pitturone, un’aula di informatica, una mensa, un bel cortile dove potrete giocare quando c’è il sole.
A scuola si svolgono tante materie alcune più impegnative, altre di
meno. Nei primi giorni di scuola, della classe prima, farai soprattutto
italiano, le altre materie in seguito.
La scuola primaria sarà bellissima però bisogna impegnarsi, rispettare
le regole, stare attenti durante le lezioni… insomma è un po’ dura però
con i compagni vi divertirete un mondo; con il passare dei giorni saprete un miliardo di cose e diventerete bravissimi in tutte le materie.
A scuola bisogna imparare a convivere con i compagni ed essere tolleranti, gentili, generosi, simpatici e allegri… Insieme agli amici che vi
farete, fuori dalla scuola potrete fare uno sport insieme o invitarli a
casa vostra.
Durante l’anno si faranno delle gite: ricordo ancora la nostra uscita alla
Cascina Bricco e al museo Egizio; le attività di gioco/sport in palestra.
Vi do un consiglio, godetevi questi cinque anni insieme ai vostri compagni!
Quello che mi è piaciuto di più è di essermi divertita con i miei amici.
Io sono pronta a lasciarvi il posto e passare alle medie, ma non a lasciare i miei amici, i miei insegnanti e questa scuola.
Le maestre che avrete, ti assicuro, saranno le migliori del mondo e
quando insistono o vi sgridano da voi vogliono il massimo.
Al mattino entrerete a scuola alle 8,05 ed inizierete la lezione. Quando
sentirete una campanella suonare forte non vi spaventate perché vuol
dire che si fa l’intervallo e mangerete la merenda, quando suonerà di
nuovo si ricomincia… Ricordatevi che prima di mangiare dovete lavarvi le mani! Quando la campanella dispettosa suona ancora vuol dire
che si va a mangiare pranzo in mensa oppure a casa. Dopo pranzo
lavatevi i denti!
Fate attenzione perché a scuola ci sono delle regole da rispettare:
alzare la mano per avere la parola, rispettare i compagni e le maestre,
avere rispetto delle persone che puliscono l’aula, usare poco sapone,
non lasciare i rubinetti del bagno aperti e fare ciò che dice la maestra.
Io mi sono trovata bene perché le mie maestre sono speciali e lasciarle
mi costerà molto. Anche con i compagni mi sono trovata bene nonostante i litigi che alle volte si creavano.
Mi dispiace lasciare la mia scuola dove ho trascorso cinque anni con i
miei amici e le mie maestre che mi hanno insegnato, sgridata, aiutata
e soprattutto incoraggiata.
Alla scuola primaria dovete studiare, in prima non lo farete tanto, ma
pian piano aumenterà, non vi spaventate perché vi abituerete e tutto
sarà bellissimo.
Alcuni anni, se vi divertirete, voleranno e alla fine vi avvicinerete sempre più alle medie e alla “vecchiaia”. La scuola primaria è uno
“sballo”e ve la ricorderete per sempre.
Quando si lascia la scuola primaria è bruttissimo perché non passerete
più delle ore con le maestre che dopo cinque anni fanno parte di voi.
Ricordatevi sempre che se in seconda o in un’altra classe arriva un
compagno nuovo dovete accoglierlo, se è straniero non dovete ignorarlo, le differenze non contano, aiutatelo ancora di più. Non dovete mai
escludere nessuno o prendere in giro un compagno.
Vi auguro un buon anno scolastico e vi raccomando impegnatevi e
mettetecela tutta per avere bei voti. Se a scuola ci andate con interesse il vostro futuro sarà magnifico!
Io ho una classe meravigliosa con compagni straordinari che mi sostengono sempre. Spero capiti anche a voi. Buona fortuna! Godetevi
questi cinque anni, sarà un’avventura fantastica!
LA PALESTRA DELLA SCUOLA
La palestra è un locale ampio e luminoso. Ha il pavimento tutto
nero, di gomma, con delle strisce gialle che formano dei campi
e il contorno giallo un po’ rovinato; ha le pareti azzurre con una
striscia tutto attorno verde con disegnati dei “ghirigori” carini; il
soffitto è bianco.
Ha delle finestre molto in alto e molto grandi, con degli stampi
di pallonate.
Noi, ogni venerdì, andiamo un’ora in palestra: ci cambiamo
subito le scarpe tutti frettolosi o per stare sulla panchina o per
arrivare in fretta sulla porta: lì si che non c’è un buon odore!
Dopo andiamo in palestra e cominciamo a parlare, così Alessandro si ferma e noi smettiamo e ci dice di fare riscaldamento: corsa veloce, salti laterali, camminare, corsa con ginocchia
in alto e tante altre cose. Infine facciamo il vero e proprio esercizio, un po’ difficile, ma divertente. Impariamo tante cose divertendoci. La nostra maestra ha scelto un bravo istruttore!
Quando andiamo in palestra si sentono molti rumori: il battito
di piedi “pum pum”, le grida “iii”. Se qualcuno vince gli applausi
e le urla e soprattutto incoraggiamenti.
Verso le dodici meno cinque andiamo nello spogliatoio, salutiamo Ale e ci cambiamo le scarpe tutti sudati: che odore!
È molto bello fare ginnastica. Grazie maestra Margherita, ci fai
divertire!
Martina Bresciani cl 4^B
LA MENSA DELLA SCUOLA
La mensa scolastica è un bel locale abbastanza ampio e luminoso. Quando scendiamo le scale per andare in mensa sentiamo già l’odore del menù che ci sarà quel giorno. Appena entrati sentiamo il rumore delle altre classi che chiacchierano tra di
loro, ci sediamo e iniziamo anche noi a chiacchierare.
I tavoli sono di colore giallo e sono di laminato come le sedie
che sono grigie.
Mentre tutti chiacchierano, le maestre ci dicono di stare zitti
perché a loro fanno male le orecchie e le cuoche non possono
servire. Le signore che servono sono vestite tutte in bianco con
una cuffia in testa per non far cadere i capelli nel piatto del
cibo. A me piace tanto un piatto: le lasagne. Hanno uno strato
di sugo e carne, poi pasta, poi di nuovo sugo e carne e poi di
nuovo pasta. Sono veramente deliziose!
Quando usciamo le sedie fanno il rumore di una moto da cross
con la marmitta all’indietro come una Ktm.
Questa mensa mi piace veramente tanto!
Leonard Maraciuc cl 4^ B
…Quando abbiamo finito il pasto, impiliamo i piatti in mezzo al
tavolo ma, quando ci sono tutti, sembrano la torre di Pisa. Alla
fine del secondo piatto la cuoca dice:”Chi vuole il bis?” Dopo
queste parole si forma una fila lunga da qui a lì, come se la
posto del bis ti dessero soldi a palate! All’uscita, quando ci
alziamo, si sente un terribile scricchiolio perché al posto di
alzare le sedie, le facciamo strisciare.
Nicolò Lo Bianco cl 4^ B
…Noi bambini, a volte, mentre siamo in attesa di mangiare,
facciamo dei disastri, ad esempio rovesciamo l’acqua.
Alla fine, quando dobbiamo uscire, la maestra ci dice sempre:”Mettete le sedie sotto il tavolo, alzandole, mi raccomando!”.Ma quasi nessuno obbedisce.
A me piace molto questa mensa perché è un momento dove
posso sentirmi in compagnia.
Costea Melisa cl 4^ B
BIBLIOTECA DELLA SCUOLA
Pagine di poesie e racconti
IL CARNEVALE
Il Carnevale è un festa colorata
quanto la marmellata,
i coriandoli colorati
sono dai bambini molto amati.
Le materie in poesia
Se saggio vorrai diventare
le materie dovrai studiare!
Matematica, italiano e storia
bisogna avere una grande
memoria.
Il Carnevale è divertente
e ogni anno c’è tanta gente,
tanti carri sfilan per la città
regalando felicità!
Arlecchino e Pulcinella
rendono la festa molto più bella!
Tanto dolci son le bugie
Regalando amore alle zie!
Maria Costa, Enrico Alforno,
Davide Albertino, Elisa Benedicenti,
Chiara Brossa, Kevin Cisse
classe IV A Salsasio
SENTIAM L'AUTUNNO
Sentiam l'autunno.
Le foglie verdi
diventano foglie rosse,
a poco a poco
cadono morte.
Sentiam l'autunno.
Il bel sole
cocente su di noi
si trasforma in un sole debole
divorato da una nube
scura e forte.
Sentiam l'autunno
buio e freddo
dirigersi
verso il gelo assoluto.
Pagina 10
Intervista a Caio Giulio Cesare
-Buongiorno Signor Giulio Cesare
-Buongiorno anche a voi
Quale fu il suo mestiere?
-Ero un condottiero valoroso
-Fece costruire dei monumenti?
-Sì. Ponti, acquedotti, strade…
-I gossip romani dicono che lei abbia avuto una storia
d’amore con Cleopatra, è vero?
-Sì, è vero
-E’ vero che fece parte del triumvirato?
-Sì, è vero, feci parte del triumvirato insieme a Gneo
Pompeo e Marco Licinio Crasso
- E’ vero che aveva dodici ville soltanto a Roma?
-Non è assolutamente vero! I gossip romani rivelano
un sacco di dicerie
-Lei sviluppò una grande amicizia con il Senato?
-Grrr!!! Il Senato era un gruppo di_ _ _ _ _ _ _ e di _ _ _
_ _ _ (parole latine troppo brutte per il pubblico)
-Come si è sentito quando è stato ucciso?
-Mi sono un po’ arrabbiato ma poi è finita bene perché
il mio Ottaviano è salito al trono
Alberto Ferrero Classe 2B –
secondaria di 1° grado di Pancalieri
In geografia abbiamo studiato
l’Italia completa che è il nostro
Stato.
In storia invece ci hanno insegnato
i Greci ed i Romani e la loro
vita nel passato.
Se l’italiano vorrai imparare
attento dovrai stare.
Cento, mille,diecimila
di vocaboli ce n’è una fila.
Se la scienza apprendere vorrai
il corpo umano sapere dovrai:
pianoforte, chitarra e bassi
in musica son degli assi.
Addizioni e sottrazioni
ce ne sono a milioni.
Se le cose vuoi contare
le moltiplicazioni e le divisioni
devi applicare.
Per riassumere alla fine
le materie son davvero carine.
Classe 5^5^-San Michele
Classe 5^5^- San Michele
… TUTTI NOI …
Insieme, in questi cinque anni, ci siamo conosciuti, abbiamo stretto amicizie e abbiamo anche “litigato”, ma abbiamo imparato un
“sacco” di cose: lezioni riguardanti le diverse materie ma anche lezioni di vita…
Per non dimenticare… stralci da alcune “chicche”
Simone, un campione nel gioco del pallone,
Simone
Chiara,
Chiara scolara che impara e nei giochi non bara,
Federico,
Federico un vero amico e sinceramente ve lo dico,
Ermanno,
Ermanno che non sa cosa sia l’affanno,
Ale,
Ale geniale, crea un finale fenomenale,
Amedeo vincerà un trofeo per il torneo sul Galateo,
Lorenzo,
Lorenzo che io influenzo, fa i compiti con Vincenzo,
Sara,
Sara zanzara rara, ma anche Perla rara,
Sophia ama la geometria, la filosofia, l’ortografia…,
Samuele,
Samuele briccone, boicotta il fedele Gioele,
Dennis,
Dennis sempre nel “pallone”…, gioca a tennis,
Giada controlla e bada che non riaccada…
Marta,
Marta ammaliante, con il suo sguardo convince persino il re di Sparta,
racconta dell’amica Enrica di Martinica,
Veronica ,“elettrica”,
,
Gaia,
Gaia golosa, s’ingozza di papaia gustandola sull’assolata baia,
Eleonora “seriosa” diventerà suora o nuora?
Martina,
Martina carina e precisina, non ha bisogno di un’aggiustatina,
Andrea sposerà una Dea che profuma di orchidea,
Pietro,
Pietro simpatico, un “Grande”, ma non proprio trasparente come il
vetro,
Giulia,
Giulia è Speciale, perché trasmette allegria anche a zia Lia,
Chiara fa “caciara” quando gioca con Sara,
Sofia studia la topografia ma non ama l’ortografia.
Classe V AA- San Bernardo
BIBLIOTECA DELLA SCUOLA
Pagine di poesie e racconti
Pagina 11
STORIE DI MAGHI, PRINCIPESSE, FATE…
MA ANCHE STREGHE, DRAGHI ED ORCHI!!!
LA REGINA E IL TROLL DISPETTOSO
C'erano una volta, in un bellissimo palazzo con ben trentacinque
stanze, una regina ed un re che si amavano moltissimo. I due si
erano appena sposati e dopo nove mesi la regina Charlot diede
alla luce una bambina carina e simpatica che fu chiamata Mary. A
undici anni Mary era una bellissima bambina che sognava di salire al trono e fare un discorso ... era una sognatrice.
Intanto in una grotta sotterranea una strega si lamentava perché
tutti ammiravano la principessa e non lei; allora chiamò il suo
assistente, il troll Grong, e gli ordinò di infestare tutto il castello
con le pulci del suo pelo.
Esso bussò al castello, Mary lo fece entrare e lui si mise a grattarsi sui mobili, sul letto, sul tavolo, nella
vasca da bagno, ...
Mary gli ordinò di fermarsi e intanto si ricordò che una fata le aveva regalato una monetina finta. La donò al
troll, ma gli disse: "Ti regalo la moneta solo se torni a casa tua". Il troll accettò e tornò dalla strega che lo
sgridò, ma non lo mandò mai più nel castello della principessa e gli abitanti vissero per sempre felici e
contenti.
LA PRINCIPESSA ANNA
Marta Taverna—
Taverna—cl 3^ Virle P.te
C’era una volta una principessa di nome Anna che
viveva in un castello splendente. Un giorno incontrò una brutta strega con un brufolo sul naso che
fece diventare il castello bruttissimo e pieno di
rovi. La principessa disperata scappò nel bosco.
Qui incontrò il suo amico Nano e gli racconto quello che era successo. Nano le disse:”Prendi questa
bacchetta e distruggi l’incantesimo”. La principessa prese la bacchetta e riuscì a rompere
l’incantesimo e visse per sempre felice.
Gabriele, Sara, Alessia Cl. Prima San Michele
LA PRINCIPESSA IN PERICOLO
Tanto tempo fa, in un villaggio, c'era un castello dove abitava una principessa di
nome Serena che indossava un vestito di velo fuxia, aveva i capelli pieni di fiori
e gli occhi verdi. Era molto gentile. Una sera, mentre il sole scendeva, lei era
seduta sul terrazzo e vide arrivare un grosso e brutto lupo; cercò di nascondersi
dietro un cespuglio di rose, ma l'animale la prese.
Proprio quella settimana la fata amica della principessa venne a trovarla. La
cercò dappertutto, ma niente; allora decise di andare nel bosco e trovò una
caverna, entrò e vide una luce: la principessa era lì. Con la sua bacchetta magica fece apparire una piuma magica che faceva il solletico persino ai muri. Così
la principessa fece il solletico al lupo, intanto la fata rubò la chiave. Poi, per il
solletico, il lupo svenne e la fata fece uscire la ragazza dalla gabbia e andarono
al palazzo a festeggiare. Così vissero per sempre felici e contente.
Eleonora Antal—
Antal—cl 3^ Virle P.te
BIBLIOTECA DELLA SCUOLA
Pagine di poesie e racconti
Pagina 12
LA FATINA DEL BOSCO
Era un nuovo giorno d'estate come tutti gli altri, Marco Gigi, come al solito, stavano
guardando la televisione, quando Gigi esclamò: - Se restiamo un altro giorno rinchiusi
in casa mi esploderà la testa!
Marco allora propose: - Perché non andiamo a visitare il bosco? E' bello osservare la
natura!”
Allora felici si incamminarono verso il bosco. Arrivati lì, sentirono una vocina dolce che
li chiamava per nome: - Gigi, Marco, venite!
Loro, un po' spaventati, chiesero: - Chi sei?
La vocina rispose: - Sono la fata dei boschi!
Era una fatina piccola poco più di una mano; indossava un vestito di foglie lungo fino
ai piedi, stretto in vita da una cintura decorata con fiori di orchidea. In testa portava
una coroncina di rose e ai piedi delle deliziose scarpine di lavanda.
La fatina regalò ai bambini due bacchette magiche e raccomandò loro: - Non abusate del potere che vi ho appena conferito.
Ad un tratto del cammino notarono che il bosco era grigio, nel senso che non aveva colori.
Marco disse a Gigi: - Osserva attentamente – e lanciò un colpo di bacchetta ad un albero che diventò subito colorato. I due bambini
continuarono a colorare il bosco fino a quando la natura si risvegliò.
Francesca Ravigan Classe IVB Salsasio
MAGO MERLINO
C’era una volta un mago di nome Merlino che aveva una bella
casetta in mezzo al bosco. Un giorno arrivò un gigante cattivo
che voleva distruggere tutto il bosco. Mago Merlino non sapeva cosa fare, allora chiamò la fata Merlina e insieme fecero
una magia e mandarono il gigante in un paese lontano. Gli
animali del bosco ringraziarono la fata e il mago con una bella
festa.
Tommaso, Cristian D., Marzia Cl. Prima San Michele
LA PRINCIPESSA E L’UNICORNO
C’era una volta in un castello una principessa molto bella che possedeva un unicorno. Il Re,
suo padre, odiava gli unicorni per questo motivo, la principessa nel cuore della notte andava a
trovare il suo amico. Una notte l’orco rapì l’unicorno per ordine del re. Quando la principessa
andò a trovarlo era scomparso. Vide le sue impronte e vicino impronte grandissime e gocce
di sangue. Seguì le impronte che la portarono davanti ad una porta. La aprì e trovò un calice
d’oro che illuminava una strada. Camminò molto e alla fine arrivò in una grotta. Sentì il re che
diceva all’orco di uccidere l’unicorno, allora si mise a
piangere. L’orco vide la principessa e la rapì.
L’unicorno riuscì a liberarsi, si avvicinò al re e all’orco
e… PATAPUM! Con un calcio li spedì così lontano che
non li videro più. La principessa e l’unicorno vissero
felici e contenti.
Cristian E., Giorgia, Lucia, Luca Cl. Prima San Michele
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Pagine di poesie e racconti
Pagina 13
IL PRINCIPE CORAGGIOSO
C'era una volta un principe coraggioso, aveva la più bella spada del mondo perché era
fatta tutta di diamanti. Gliel'aveva data suo nonno Marco. Aveva anche un gigantesco
castello sulle nuvole con un cortile fiorito ed accogliente.
Purtroppo aveva un nemico troll che lanciava acido, era fortissimo e voleva distruggere il
castello. Per fortuna il suo aiutante mago fece diventare il castello invisibile. Il mago aiutò
il principe a rinforzare i poteri magici della spada. Il principe si scontrò con il cattivo. Dopo
una lunga battaglia vinse il principe.
Qualche tempo dopo egli vide una principessa e fecero amicizia. Successivamente i due
si sposarono e vissero felici e contenti. Giovanni Ghinet—
Ghinet—cl 3^ Virle P.te
IL PASTORE MICHELE
C’era una volta, tanto tempo fa, un pastore di nome Michele. Abitava in una bella casetta in mezzo al bosco e
ogni giorno andava a portare al pascolo le sue pecore. Un brutto giorno una pecora si era allontanata dal suo
gregge. Mentre mangiava l’erba, incontrò un cattivo serpente che le iniettò il suo veleno e poi se la mangiò
pezzo per pezzo. Alla sera Michele contò le sue pecore e si accorse che ne mancava una. Allora andò a cercarla
ma incontrò il brutto serpente. Il pastore allora andò a chiedere coniglio al saggio gnomo del bosco. Lui gli disse
una parola magica: ABRACADABRA che serviva a far scomparire i cattivi. Il giorno dopo Michele portò al pascolo
le sue undici pecorelle e questa volta le teneva sempre d’occhio. Quando vide il serpente disse la parola magica e lo fece sparire per sempre.
Simone Chiavazza, Matteo Accastello Cl. Prima Virle P.te
CAPPUCCETTO AZZURRO
C’era una volta una bambina di nome Cappuccetto Azzurro perché era amica dei
delfini e indossava vestiti sempre azzurri. La sua mamma si chiamava Celestina.
Un giorno la mamma le chiese di portare al nonno un cestino pieno di acqua frizzante, gelato al puffo, mirtilli, una sciarpa celeste e le pantofole turchesi. Il nonno
viveva dall’altra parte del mare, su un’isola abitata da tartarughine e gabbiani. La
bambina prese la sua barchetta e cominciò a remare. All’improvviso arrivò uno
squalo. ma per fortuna i suoi amici delfini la salvarono.
Cappuccetto arrivò dal nonno, fecero merenda in riva al mare, poi il nonno entrò
in casa e provò quello che la bambina gli aveva portato. Lo squalo non si fece
mai più vedere da quelle parti e tutti vissero felici e contenti.
Elisa Lena, Evan Spallone, Sarah Accastello Classe Seconda Virle P.te
LA BACCHETTA DELLA PRINCIPESSA
C’era una volta una principessa che viveva in
un bellissimo castello e aveva una bacchetta
magica. Una strega cattiva voleva rubare la
bacchetta. Un giorno ci riuscì trasformandosi
in un coniglietto. Quando la principessa se
ne accorse, iniziò a piangere disperata. Venne ad aiutarla una simpatica fatina che la
trasformò in un’aquila. La principessa volò
velocissima e riuscì ad entrare nella casa
della strega e a prendere la bacchetta. Prima
di uscire trasformò la strega in una fata buona. Tornò al suo castello e visse felice.
Martina, Giada D., Giada F., Elisabetta Cl. Prima San Michele
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Pagine di poesie e racconti
Pagina 14
SVEVA E GLI STIVALI VOLANTI
C'era una volta una famiglia molto ricca. Di questa famiglia facevano parte: il padre, la madre,
due gemelle e una sorella che si chiamava Sveva.
Il padre la faceva dormire nella stalla con i cavalli, perché voleva bene solo alle altre sorelle.
Invece la madre le voleva bene.
Un giorno il padre, per non far vedere che la disprezzava, le comprò un paio di stivali con sopra
delle pietre preziose e della ali messe lì per bellezza.
Quando arrivò a casa li buttò davanti alla bambina dicendo con tono seccato: “Sono per te” e
subito Sveva ringraziò. Li provò e appena se ne mise uno esso si alzò da terra e le ali iniziarono
a muoversi su e giù.
La bambina stupita si mise anche l'altro. Così facendo si alzò in volo e volò via, sempre più in
alto, finché arrivò sopra le nuvole.
Poi volò a casa e andò dal padre e dalle sorelle e chiese: “Sapete fare questo?”, così dicendo
volò fuori. Il padre e le sorelle cercarono di rincorrerla ma era troppo veloce e, distratti , finirono
sotto un macchina.
Chiara Lo Conte—
Conte—cl 3^ Virle P.te
STORIE DI BAMBINI, DI ANIMALI , DI FIORI, DI CASE ….
LA STORIA DI BERRY
C'era una volta un bambino di nome Berry. Era basso,
ma intelligente, aveva i capelli castani e gli occhi verdi. Un giorno d'inverno egli andò a prendere della
legna, ma si perse nel bosco.
Dopo un po' di tempo arrivò un troll che lo prese e lo
portò nella sua grotta. Improvvisamente venne un
cavallo che portò via Berry. Questo cavallo gli diede
una piuma magica che aveva il potere di realizzare un
desiderio. Il bambino allora espresse il desiderio
di trasformare il troll in pietra. Così accadde e Berry
poté tornare a casa sua con il cavallo.
Da quel giorno i due vissero per sempre insieme felici e contenti.
Tommaso Martino—
Martino—cl 3^ Virle P.te
LA STORIA DI BILLI.
C'era una volta in un paese di campagna, Billi, un cucciolo di pastore tedesco. Era un cagnolino dolce e
gli piacevano le coccole. Un giorno andò nel bosco per fare una passeggiata, ma dopo poco tempo si
fece buio e non riuscì a trovare la strada di casa. Era tutto solo e impaurito. Ad un certo punto vide un
bambino di nome Marco che lo portò a casa per dargli da magiare e bere.
Il giorno dopo Marco mise dei volantini per tutto il paese. Dopo qualche giorno arrivò una telefonata che
diceva che il padrone di Billi sarebbe andato a prenderlo. Più tardi suonò il campanello ed entrò il padroncino di Billi, Luca.
Billi lo vide e gli andò incontro felicissimo. Infine Luca ringraziò Marco e tornò a casa con il suo cagnolino.
Rebecca Germinara cl 3^ Virle P.te
IL RAGNO GIGANTE
Un giorno, io e i miei compagni abbiamo trovato un ragno gigante. Come ogni martedì mattina siamo andati a fare motoria nella palestra della scuola dell'infanzia, ma prima di iniziare
la lezione, uscendo dallo spogliatoio ho avuto una brutta sorpresa: ho visto per primo un
ragno gigante sul muro. Così l'ho detto a tutti. Io e i miei compagni, vedendo quanto era
grande, ci siamo messi a urlare dallo spavento.
Dopo un po' è arrivato il maestro per vedere cosa stesse succedendo. Ci ha fatto stare in
silenzio, ha osservato il ragno, è andato a prendere una scopa e una paletta dalla bidella.
Lo ha raccolto ed è andato a buttarlo nella toilette.
Finalmente, dopo questo brutto incontro, tutto è tornato tranquillo e così abbiamo potuto
fare ginnastica in santa pace!
Alberto Gennero—
Gennero—cl 3^ Virle P.te
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Pagine di poesie e racconti
Pagina 15
LA ROSA ROSSA
Fui svegliata solamente dalla voce e dagli scossoni di mia madre, che mi invitava ad uscire dall'auto perché il nostro viaggio era terminato.
Mi ci vollero alcuni minuti prima di constatare che eravamo effettivamente arrivati. Ero ancora in quella dimensione tra sogno e realtà,
quella in cui sei sveglio ma ti ricordi che stavi sognando e cerchi di finire il sogno, con la fantasia.
Eravamo partiti alle prime luci dell'alba, e ora il cielo era già rosato e i suoi colori ricordavano il calore del fuoco. Il sole all'orizzonte era
infuocato, ma si poteva tranquillamente guardare con gli occhi ben aperti, era giunta la sera.
Avevo ancora quella canzone nelle orecchie, quella che avevo scelto di ascoltare alla mattina e che avevo ascoltato per tutto il viaggio,
senza accorgermene. Forse aveva influenzato i miei sogni, per questo erano stati così belli. Mi ricordava tanto Dalia... era la nostra canzone quella. Ci eravamo accordate per scegliere una canzone che ci rappresentasse, che rappresentasse me e lei, insieme, come un'unica persona, per sempre.
Lei era davvero speciale, l'unica amica che mi avesse mai fatta sentire veramente bene. La nostra amicizia durava da nove anni, e ogni
giorno si rafforzava, e avrebbe continuato a rafforzarsi, anche se tristemente.
Scesi dall'auto con movimenti lenti, avevo ancora gli occhi socchiusi. Non feci caso al paesaggio che mi circondava, ero troppo concentrata sul mio sogno. Camminai fissando i miei piedi per tutto il lungo tratto di strada. Il terreno era roccioso e pieno di pietruzze appuntite. Nelle fessure si intravedevano piccoli ciuffi d'erba verdeggiante. Arrivammo davanti ad una casa che sembrava abbandonata. Non
sapevo perché fossi lì... o forse sì, ma non lo ricordavo. Era tutto così strano...
Mio padre si avvicinò alla porta dell'abitazione e dalla tasca della giacca estrasse una chiave arrugginita che infilò nello sgangherato
buco della serratura. Un tanfo di muffa mi avvolse poi dalla testa ai piedi. Mi coprii il naso e la bocca con le mani, poi mi passò la voglia
di entrare lì dentro e decisi che sarei rimasta sulla soglia. Mi sedetti a terra contro il muro e presi in mano il cellulare. Questo mi abbandonò, spegnendosi, senza nemmeno lasciarmi il tempo di controllare l'ora, era stremato dal continuo ripetersi della canzone.
Non potevo usare il cellulare, non potevo entrare in casa, così decisi di esplorare il posto. Davanti all'abitazione si estendeva un grande
prato verde, al di là di questo iniziava un bosco di pini molto fitto, che saliva su per la montagna. Solo a guardare i monti lassù mi venivano le vertigini. Il prato era trapunto di fiori gialli che si allungavano verso il cielo, come per guardarlo, tanto per non annoiarsi. Decisi di
farlo anch'io, decisi di fare il fiore giallo. Avanzai verso il centro del prato e mi sdraiai lì, sull'erba, a guardare il cielo. Le nuvole sembravano scappare, erano veloci e correvano verso il sole. Scappava anche lui, era un inseguimento, un gioco, come quello che facevamo da
piccole io e Dalia. Le nuvole adesso erano più veloci e quelle davanti erano riuscite a coprire il sole. Un lieve venticello iniziò ad accarezzare tutti i fiori, compresa me. Mi accarezzava le guance, come per darmi il benvenuto. Gli altri fiori si agitavano. La brezza delle nuvole li
aveva sconvolti. Cominciavo a sentire freddo, così mi alzai da terra. Volsi lo sguardo verso la casa, ma questa sembrava essere sparita,
non c'era più. Mi guardai intorno ma non la vidi da nessuna parte. Ero agitata, non sapevo cosa fare. Poi la mia attenzione si fermò su
una macchiolina rossa ai margini del bosco, in mezzo ai fiori gialli. Sembrava un fiore e spiccava con il suo colore acceso. Mi incuriosì, e
decisi di avvicinarmi.
Dalia adorava i fiori rossi, soprattutto le rose, ne aveva il giardino pieno! Se quel fiore fosse stato una rosa, avrei potuto coglierlo per lei
e portarglielo. Ne sarebbe stata felice.
Ora non poteva più ammirare il suo giardino, nella nuova casa... avrei potuto aiutarla ad adattarla in modo che fosse simile a quella
precedente, perché lì dentro ora stava molto stretta...
Mi avvicinai al fiore... sì, era proprio una rosa, ma era strana. Mi chinai per coglierla, quando mi accorsi di avere le mani sporche di sangue. La rosa era bianca, ma ricoperta di sangue che la colorava di rosso. Un brivido di terrore mi attraversò la schiena. Non ebbi il tempo
di pensare a nulla, perché sentii la voce di Dalia venire dal bosco. Ripeteva il mio nome, lo ripeteva molte volte. Alzai lo sguardo; in lontananza, tra i pini, vedevo qualcosa muoversi. Poi la vidi. Era lì, davanti ai miei occhi, i vetri conficcati nel collo e nella testa, le ferite
sanguinanti, i capelli e i vestiti colorati di rosso.
I suoi occhi azzurri fissarono i miei per un tempo molto lungo. La mia voce era sparita e non riuscivo a parlare. Poi si mise a cantare la
nostra canzone. La sua voce era armoniosa e dolce, come sempre. Dalla sua bocca colavano gocce di sangue. Mi guardava, ripeteva il
mio nome e sorrideva. Poi la sua voce cambiò e assunse un timbro simile a quello di mia madre. Tutto svanì in un istante, fu tutto molto
veloce.
Mia madre vicino a me mi chiamava, io ero nel letto dell'ospedale. Era tutto un sogno.
Non volevo finisse così, volevo vederla ancora una volta. Non l'avevo più vista dalla sera dell'incidente. Erano passati circa due giorni.
Lei era lì, stesa sulla barella vicino alla mia, con i vetri dell'auto conficcati nel collo e nella testa, le ferite sanguinanti, i capelli e i vestiti
colorati di rosso. Non ce la facevo a vederla così, ma non riuscivo a parlare, come nel sogno. La gamba mi doleva, ma io non sanguinavo. Non avevo nulla di grave e, dopo averla vista, caddi in un sonno profondo durante il quale, appunto, sognai. Mi svegliai solo due giorni dopo. Mi dissero che Dalia non ce l'aveva fatta, ma prima di morire aveva ripetuto il mio nome infinite volte. E due giorni dopo il mio
risveglio dovetti prepararmi per andare al suo funerale. Non riuscivo neanche a piangere, volevo stare da sola con lei, lontano da tutta
quella confusione. Da allora iniziai a recarmi alla sua nuova casa, al cimitero, ogni giorno. Un mese dopo sulla sua tomba nacque una
rosa rossa.
Atena Pagliarin Classe 3C – secondaria di 1° grado di Pancalieri
GALLERIA D’ARTE
Pagina di disegni curate dalle scuole dell’infanzia
HARRY POTTER
Pagina 16
SCIENZE
Pagina dedicata all’approfondimento scientifico
SCIENZIATI IN AZIONE…
Pagina 17
velocemente il bicchiere e… “Ohhh!!,
che MAGIA!”: la cartolina è rimasta
incollata al bicchiere, per effetto della
pressione dell'aria interna.
Succede nelle classi terze di San Bernardo
Quest’anno, noi alunni delle classi terze, ci siamo
improvvisati piccoli scienziati, facendo alcuni
esperimenti nel laboratorio di scienze.
Dopo ha messo dell'acqua molto
calda dentro un pentolino, ha attaccato un palloncino al collo di una bottiglietta e l’ha messa dentro il pentolino di acqua calda. Immediatamente il
palloncino si è gonfiato, per effetto
dell’aria calda che sale verso l’alto.
Togliendola, il palloncino si è sgonfiato.
Esperimenti sull'acqua....
Abbiamo preso lo stampo per i ghiaccioli, l'abbiamo riempito d’acqua e messo nel congelatore
della scuola. Il giorno dopo siamo andati a controllare ed abbiamo visto che al posto dell'acqua
si era formato il ghiaccio. L'acqua quando sta al
freddo, congela, cioè solidifica. Ognuno di noi ha
toccato i ghiaccioli che erano davvero molto freddi. Dopo abbiamo preso un pentolino, l'abbiamo
riempito di acqua bollente e abbiamo immerso il
ghiaccio all'interno. Piano piano i cubetti di ghiaccio si sono rimpiccioliti, fino a sciogliersi ed il
livello dell'acqua si è alzato. Questa trasformazione del ghiaccio in acqua è detta fusione.
Sono state proprio delle bellissime
esperienze.
classi terze AA-B di S.Bernardo
Esperimenti sull'aria...
Abbiamo preso una siringa senza ago ed abbiamo tappato il foro con il dito, dopo aver tirato
indietro lo stantuffo. Quando lo stantuffo è stato
spinto in avanti si è mosso, ma non di molto,
perché l'aria, pur compressa, era presente
all’interno.
Un altro esperimento è stato quello del bicchiere
e di una cartolina. Abbiamo messo dell'acqua in
un bicchiere (non troppa) e abbiamo messo una
cartolina sopra il bicchiere. La maestra ha girato
Una lezione di zoologia
IL CONIGLIO FULVO
Giovedì 20 marzo siamo andati a vedere un allevamento di conigli fulvi a casa della nostra compagna Michela.
Hanno il pelo di colore marroncino chiaro e un po’ rossastro, che d’inverno si infoltisce;
le orecchie sono lunghe e appuntite, la coda piccola e rotonda. Hanno gli occhi rotondi
come le biglie e rossi come le ciliegie. Appena nati sono senza pelo e la mamma si toglie
il pelo dalla pancia per scaldarli; li allatta per un mese perché poi possono essere staccati dalla mamma.
Dopo il primo mese mangiano: fiocchi d’orzo, carote, fieno, frutta e verdura; bevono da
una bottiglia da cui l’acqua scende a gocce. Non possono mangiare l’insalata perché gli
fa male.
Il papà viene separato dalla mamma e dai cuccioli per evitare che li uccida; anche la
mamma può essere aggressiva nei confronti dei suoi cuccioli, soprattutto quando non
sente più il loro odore naturale perché sono stati presi in braccio dagli uomini.
La coniglia ha una gravidanza di trenta giorni; in questo periodo prepara il nido
all’interno della gabbia. Quando partorisce li lecca per lavarli, a volte può succedere che
gli strappi le orecchie. Appena nati vengono vaccinati perché potrebbero prendere delle
malattie.
La visita si è conclusa con una buona merenda.
Michela, Asia, Leonard, Alessio 4 B San Bernardo
Siamo su Internet
Pagina 18
www.iccarmagnola2.gov.it
INDOVINELLI
ISTITUTO COMPRENSIVO
CARMAGNOLA 2
Via MARCONI 20
tel. 011. 97.7 10 20
e-mail: [email protected]
Li usa chi ha problemi di vista _ _ _ _ _ _ _ _
Se non suona si continua a dormire _ _ _ _ _ _ _
E’ l’unica parola con due Q _ _ _ _ _ _ _ _ _
E’ una preziosa pietra verde-azzurra _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Disseta e serve per lavare _ _ _ _ _
Striscia ed è velenoso _ _ _ _ _ _ _ _
Vive nell’acqua ed è muto _ _ _ _ _
Rotola e rimbalza _ _ _ _ _
Brilla e riscalda _ _ _ _
E’ candida e lieve _ _ _ _
Classe 2^2^- San Michele
DATE DA RICORDARE
CONSEGNA SCHEDE DI VALUTAZIONE
TERMINE LEZIONI
Scuola dell’infanzia: venerdì 27 giugno 2014 alle ore 11,30
Scuola primaria: venerdì 6 giugno
2014 alle ore 12,00
Scuola secondaria di 1° grado: venerdì 6 giugno 2014 (orario normale)
SCUOLA PRIMARIA:
19 giugno 2014 dalle 16,30 alle 18,30
SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO:
13 giugno dalle ore 15,30 alle ore 17,30
LA PREMIAZIONE
DEL COCORSO LETTERARIO
E DELLA GARA DI MATEMATICA AAA..PITAGORA CERCASI!
SARA’ IL 5 giugno 2014
alle ore 17,00 in Via Marconi 20