ENERGY coltà del Ministro di requisire il naviglio mercantile da inserire nel naviglio ausiliario dello Stato. Pertanto la maggior parte delle navi fu requisita per scopi di guerra e trasformate in incrociatori ausiliari, vedette, dragamine, navi ospedale. La guerra navale dell’ultimo conflitto fu per lo più per l’Italia una guerra di convogli destinati al rifornimento di uomini e materiali agli eserciti impegnati all’estero (Africa settentrionale ed Albania). La conseguenza di questo tipo di guerra fu che insieme alla marina militare che subì la perdita di 30.000 uomini in tutti i mari la mercantile subì un enorme sacrificio sia in vite umane che in materiali trasportati . Fra il 10 giugno del 40’ e il 10 maggio del 45’ furono affondate o autoaffondate più di 800 navi . Alla fine rimasero solo 95 navi al di sopra delle 500 tonnellate. Distrutta per 9/10mi del suo tonnellaggio, oltre 7000 morti di cui 500 nei campi di concentramento, migliaia di feriti, tre medaglie d’oro al valor militare di cui una alla bandiera e centinaia di decorazioni provano il contributo di sacrificio e di sangue che gli equipaggi della mercantile hanno pagato durante l’ultimo conflitto. Uno per tutti : Capitano di lungo corso Cacace Antonino - Medaglia D’Argento (alla memoria ) “Al comando di piroscafo carico di truppe facendo parte del convoglio scortato da unità da guerra, organizzava con alto spirito di abnegazione e con serena perizia marinaresca l’opera di salvataggio delle truppe stesse quando il bastimento, colpito da siluro, era in procinto di affondare. Lasciato per ultimo la nave e raggiunto il porto di destinazione a bordo di una unità da guerra, si reimbarcava subito su altro piroscafo per rimpatriare. Durante la navigazione di ritorno, colpito da offesa nemica anche questo bastimento, si prodigava con alto sentimento del dovere al salvataggio del personale imbarcato e scompariva con l’affondamento della nave.” Mare Adriatico, 24 dicembre 1940 - Piroscafo Firenze. Contrariamente a quanto voluto far credere in seguito,le due marine svolsero il loro compito in modo esemplare. Su 4.199.370 tn. di merci imbarcate solo 449.225 non giunsero a destinazione, cioè il 10,5 %. I soldati imbarcati furono 1.266.172 ne scomparvero in mare 23.443 cioè il 2 % molti ma numericamente pochi rispetto al totale. Quindi per tutti i 36 mesi che durò la battaglia essa fu caratterizzata da una alternanza di risultati dipendenti dalla scorta che si riusciva a dare Vorrei infine poter trasmettere, senza essere tacciato di sterile retorica, il senso di gratitudine e di orgoglio ispirato da chi ci ha preceduti in mare scrivendo, nel tempo, una pagina di storia fatta di onore, abnegazione e coraggio. Ma ben più di me, autorevolmente quanto scritto dal Generale Mario Battaglieri ,a suo tempo, Ispettore delle Capitanerie di Porto: ”Si parla poco di questi uomini e la loro storia è ancora da scrivere. Uomini inermi sono passati per l’acqua e per il fuoco e hanno valicato i confini della vita terrena affrontando una realtà crudele senza esitare e senza tremare. Non erano fatalisti pronti a sottomettersi al destino e non erano nemmeno assillati da sogni di gloria o da speranze di carriera, sapevano soltanto che quello era il loro lavoro e che doveva essere fatto; il Paese attendeva che fosse fatto ed essi lo hanno compiuto con esemplare semplicità.” Termino questo richiamo di memoria storica con uno spunto del dottor Giorgerini, uno dei più accreditati studiosi di strategia marittima e dottrina navale, tratto dal suo intervento nel Convegno di Napoli il 1993 sulla ”Battaglia dei Convogli “ La Lezione della Storia :….Omissis…………….la Battaglia dei Convogli è un valido contributo alla costruzione di una tradizione nazionale come essa lo è già , nei suoi episodi e nei suoi esiti quantitativi nell’ancor giovane tradizione della marina, consolidatasi, con la seconda guerra mondiale, proprio grazie alle vicende degli uomini dei convogli, a quelle dei sommergibilisti e degli assaltatori” . Onore ai caduti della marina militare,onore ai caduti della marina mercantile e delle forze armate. Viva L’Italia.# (A CURA DI VINCENZO ASTARITA) Mastervolt, seconda generation di batterie agli ioni di litio M astervolt, una delle aziende italiane all’avanguardia nella produzione di sistemi per l’indipendenza energetica, ha recentemente presentato la nuova serie di batterie agli ioni di litio, specifica per sistemi di accumulo ad uso ciclico con elevata profondità di scarica per servizi di bordo, sistemi emergenza e navigazione. Questa seconda generazione di batterie al litio, la MLI Ultra, è dotata delle più innovative caratteristiche del BMS Mastervolt per la gestione elettronica dell’energia: è altamente efficiente, ha un’ elevata densità di energia e le sue caratteristiche, prestazioni e durata sono largamente superiori a quelle di qualsiasi batteria al piombo liquido/AGM o Gel equivalente. «Mastervolt - si legge in un comunicato dell’azienda - è stata la prima azienda ad introdurre sul mercato la batteria agli ioni di litio FoFE 24V, un prodotto che non solo rende disponibili le caratteristiche di leggerezza e profondità di scarica degli Ioni di Litio, ma è dotato anche dell’elettronica Mastervolt che incrementa ulteriormente efficienza e durata della batteria stessa». La nuova serie Ultra ha migliorato in particolare il bilanciamento celle BAC. Tenere tutte le celle allo stesso livello di carica è infatti fondamentale per aumentare la durata della batteria, mentre i prodotti concorrenti utilizzano un processo denominato bilanciaLithium Ion Ultra di Mastervolt mento passivo, nel quale le celle in sovraccarico rilasciano il loro surplus sotto forma di calore.Invece il BAC , rivoluzionario sistema di bilanciamento celle attivo di Mastervolt, sposta energia dalle celle più cariche a quelle meno cariche; risultato: ricaricamento molto veloce e più di 2000 cicli di carica della batteria all’80% di profondità di scarica, in assoluta sicurezza. Un’altro vantaggio della serie Ultra è costituito dal fatto che ogni batteria può essere ripetutamente scaricata all’80% della sua capacità totale senza alcun ‘effetto memoria’, rispetto al solo 50% di una batteria al piombo; inoltre, grazie alla densità estremamente bassa degli Ioni di Litio fosfato, il peso è inferiore del 70% rispetto a un equivalente banco al piombo liquido/AGM/GEL Mastervolt è specializzata in sistemi integrati: ogni batteria può essere collegata all’impianto di monitoraggio di bordo grazie alla rete MasterBus CANBus; un solo cavo di rete che permette alla batteria di ‘dialogare’ anche con le varie fonti di ricarica disponibili. La serie Ultra è compatibile, attraverso un apposito convertitore, con altri protocolli di comunicazione come NMEA2000 e ModBus. «Nel passato - conclude la nota - sostituire una installazione di batterie di tipo convenzionale con un sistema agli Ioni di Litio, significava installare una serie di componenti supplementari, ma la seconda generazione delle batterie al litio ha incorporato al suo interno quasi tutti questi dispositivi; shunt digitale, monitoraggio e gestione allarmi/sicurezza, semplificando l’installazione stessa e riducendo i costi. Le batterie possono essere collegate in serie e in parallelo, con settaggio automatico del sistema di gestione».# Tecnologie Trasporti Mare Maggio-Giugno 2014 81
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