A.C. n. 1962 La figura del ricercatore in Francia, Germania e Spagna Note informative sintetiche N° 10 - 29 aprile 2014 Francia In Francia la qualifica di ricercatore "con dottorato di ricerca" (chercheur post-doctoral) riguarda tutti i ricercatori titolari di una tesi di dottorato (in genere da meno di dieci anni), che possono essere assunti in un laboratorio di ricerca con contratto a tempo determinato (contrat à durée déterminée CDD) di durata variabile da uno a dieci anni, a seconda del progetto di ricerca al quale sono legati. Nel settore pubblico esistono più figure professionali collegate alla funzione di ricercatore, tra le quali quelle di "docente-ricercatore" nelle università, di "ingegnere-ricercatore" negli enti e imprese pubbliche (établissements publics à caractère industriel et commercial – EPIC) e di "incaricato per la ricerca" negli istituti pubblici per la ricerca (établissements publics à caractère scientifique et technologique – EPST). Questi ultimi, tra i quali il CNRS francese (Centre national de la recherche scientifique), prevedono, di norma, nel loro organico soltanto posti di ricercatore assunti come "dipendenti" (fonctionnaires) dedicati alla ricerca (cfr. a titolo di esempio: Ministero dell'insegnamento superiore e della ricerca, pagine web su Les inseignants chercheurs, Les chercheurs e Les ingénieurs de recherche; CNRS, Devenir chercheur). La Revisione delle politiche pubbliche francesi, avviata nel 2008, ha portato alla soppressione dei posti per giovani dottori (circa 800) creati dal Ministero per la ricerca nei suoi istituti di ricerca tra il 2003 e il 2009. Attualmente i posti di ricercatore sono creati dagli istituti di insegnamento superiore e di ricerca, unicamente su richiesta dei docenti-ricercatori e dei ricercatori fonctionnaires, e sono finanziati dall'Agence nationale de la recherche – ANR o da altri organismi di finanziamento. L'Agenzia nazionale (cfr. il sito ufficiale dell'ANR) ha sostituito i fondi per la ricerca preesistenti e finanzia direttamente i progetti e le equipes di ricerca pubbliche e private, sotto forma di contratti a tempo determinato. I ricercatori a contratto possono essere reclutati con tre tipi di contratto differenti: «CDD postdottorato» (per coloro che hanno il titolo di dottore da meno di due anni, al momento della loro prima assunzione), «CDD "ricercatore"» e «CDD "ingegnere"». Anche nel settore industriale privato i servizi di ricerca delle imprese prevedono posti di incaricato alla ricerca, qualificati come "ingegneri-ricercatori" (ingénieurs de recherche). Il ruolo dell'Agence nationale de la recherche (cfr. il sito ufficiale dell'ANR), come degli organismi equivalenti europei, è quello di fornire un supporto finanziario ai ricercatori nelle diverse fasi della loro carriera, sotto forma di borse di studio o di contratti a tempo determinato, prima che essi possano essere assunti in via definitiva da un'università o da un ente di ricerca. Gli strumenti finanziari e i programmi " per ricercatori" servono a finanziare il ricercatore stesso, fornirgli gli strumenti per la sua attività di ricerca e aiutarlo nelle sue esigenze di mobilità internazionale e intersettoriale, attraverso lo sviluppo della collaborazione a livello internazionale ed europeo. La carriera del ricercatore si costruisce infatti in più fasi e implica, di norma, anche una certa "mobilità" all'interno e all'esterno del Paese. Dopo diversi anni di carriera, l'incaricato per la ricerca può diventare "direttore di ricerca" (equivalente al senior research fellow o al research professor dei sistemi anglosassoni) con il compito di gestire i progetti di ricerca più importanti e occupare posizioni amministrative di "capo" dell'équipe, del gruppo, del dipartimento, dell'unità di ricerca. La Commissione europea e le diverse Agenzie nazionali di finanziamento hanno assunto diverse misure, quali la Carta europea del Ricercatore del 2005 e il Codice di condotta per il reclutamento dei ricercatori (cfr. la relativa brochure della Commissione europea), per assicurare ai ricercatori una struttura-quadro omogenea della loro carriera e facilitarne l'assunzione e la mobilità in tutti gli Stati membri dell'Unione europea. Germania In Germania, la libertà di ricerca, la libertà accademica e la libertà di insegnamento sono diritti costituzionali garantiti, ai sensi dell'articolo 5, comma 3, della Legge fondamentale, che stabilisce: "L'arte e la scienza, la ricerca e l'insegnamento sono liberi. La libertà d'insegnamento non dispensa dalla fedeltà alla Costituzione". La ricerca può essere svolta nelle università, negli istituti di ricerca non universitari (oltre alle quattro importanti organizzazioni, rinomate a livello internazionale e in larga parte finanziate dal Governo - Fraunhofer-Gesellschaft, Helmholtz Association, Leibniz Association e il Max Planck Institut – vi sono numerosi centri pubblici e privati),e nel settore industriale. Il sistema tedesco della ricerca è imperniato su una fitta rete di strutture e di centri diffusi capillarmente su tutto il territorio federale; questi centri spesso sono impegnati in partnership con le più importanti industrie e aziende del paese. Tale sistema offre una grande scelta in fatto di ambiti disciplinari e può contare su docenti molto qualificati e strutture ben organizzate. Le università rappresentano la base del sistema tedesco. A queste si affiancano i centri di ricerca a sé stanti, finanziati spesso congiuntamente dallo Stato e dai privati: si tratta di realtà nelle quali sono condotte ricerche di base ad ampio spettro o ricerche finalizzate a risultati applicativi. In Germania, la cultura e l'istruzione, inclusi gli studi superiori, rientrano tradizionalmente nella competenza dei Länder, che disciplinano autonomamente lo status giuridico ed economico del personale accademico. Ciononostante, un filo conduttore comune può essere individuato nelle tappe che si devono percorrere per essere ammessi a partecipare a una selezione per l'ottenimento di una cattedra. Per entrare nei ruoli dei professori universitari sono previsti due livelli di selezione: il dottorato di ricerca e l'abilitazione alla docenza. Il dottorato di ricerca (Promotion) post laurea deve concludersi con una tesi (lavoro scientifico originale). I dottorandi, durante gli anni di studio (da 3 a 5 anni), sono considerati "collaboratori". In Germania non è presente una struttura standard del dottorato di ricerca; sono possibili forme e percorsi differenti. Ciò dipende soprattutto dal fatto che le università tedesche negli ultimi anni hanno dato il via ad un profondo processo di rinnovamento, in cui coesistono attualmente tanto i vecchi quanto i nuovi modelli. La Promotionè considerata tradizionalmente come la prima fase di un'attività professionale nell'ambito dell'università o della ricerca in generale.Esistono i seguenti tipi di dottorato: il dottorato "libero" tradizionale. Si tratta della forma di dottorato ancora oggi più diffusa in Germania. Non prevede alcun concorso o selezione pubblica, ma solo che lo studente interessato al dottorato trovi un professore disposto a fargli da tutor o supervisore/relatore (Doktorvater/Doktormutter). Il candidato deve dunque essere convincente nelle sue motivazioni e presentare un valido progetto di ricerca. Questa forma di dottorato non prevede pertanto un vero e proprio curriculum, né una durata fissa, né l'erogazione di una borsa di studio. Il compito principale del dottorando è la produzione di una tesi dottorale (Dissertation); il dottorato "strutturato". E' l'altraforma principale di dottorato: si basa su programmi di Promotion istituiti presso le università o i centri di ricerca. Programmi di questo tipo sono offerti da varie istituzioni e prevedono: domanda di ammissione tramite presentazione del proprio curriculum studiorum e di un progetto di ricerca attinente al programma; durata già fissata (di solito in 3 anni); di norma 2 tutor tedeschi; corsi, seminari e colloqui con cadenza intensa e regolare; profilo interdisciplinare; borsa di studio (nella maggior parte dei casi); il dottorato nell'industria. Questa possibilità offre ai dottorandi una combinazione tra teoria e prassi. Molti rinomati gruppi industriali tedeschi cooperano con le università e gli altri istituti superiori attraverso specifici progetti di ricerca. Normalmente, con i giovani ricercatori è stipulato un contratto a tempo determinato, in modo da garantire loro le risorse necessarie a svolgere il dottorato. In cambio, i dottorandi sono tenuti a lavorare in un reparto dell'azienda in questione. Per il post-dottorato vi è sia la possibilità di compiere una ricerca in proprio, finanziata da borse di studio, sia quella di entrare in specifici programmi strutturati, che normalmente sono finanziati dalla Fondazione di ricerca tedesca(Deutsche Forschungsgemeinschaft – DFG). Nel primo caso, il candidato interessato deve prendere contatto con istituzioni o professori e deve far richiesta di finanziamento ai diversi enti e fondazioni appositamente preposti. Nel secondo caso, invece, occorre prendere visione dei programmi di ricerca già istituiti presso le università e i numerosi centri attivi in 2 Germania, presentando la propria candidatura secondo la modalità prevista (normalmente è richiesto un progetto di ricerca coerente con il programma che interessa e un buon numero di pubblicazioni). Per l'accesso alla docenza nelle università tedesche il percorso più classico è l'abilitazione (Habilitation). Si tratta di una qualifica con la quale è attribuita la facoltà di insegnamento. Attraverso l'abilitazione, il candidato deve dare prova della sua capacità di condurre autonomamente ricerche e di insegnare a livello universitario. Presupposti per l'ottenimento dell'abilitazione sono normalmente: il dottorato di ricerca, la redazione di un corposo studio monografico (tesi di abilitazione Habilitationsschrift), che sarà oggetto di valutazione da parte della commissione di esame, una certa esperienza nell'insegnamento universitario e/o una serie di lezioni dimostrative. Attualmente, questa è la prassi nelle facoltà giuridiche e umanistiche, anche se in determinate discipline, come nelle scienze economiche e sociologiche, si sta diffondendo l'utilizzo di pubblicazioni cumulative in luogo del lavoro monografico. Questo secondo periodo dura almeno 6 anni, nel corso dei quali le università offrono agli aspiranti al titolo posti come assistente o collaboratore accademico (Wissenschaftlicher und künstlischer Mitarbeiter). Superata positivamente la seconda prova, il soggetto può concorrere per un posto di professore con contratto indeterminato. Dal 2006, il sistema della Habilitation convive, nei singoli Länder, con il sistema del professore junior (Juniorprofessur). Si tratta di una figura accademica introdotta da pochi anni per venire incontro alle esigenze dei migliori giovani ricercatori. La docenza junior permette a questi ultimi di poter accedere senza Habilitation all'insegnamento e alla ricerca universitaria e li qualifica, al contempo, per una docenza classica. Si tratta di un contratto a termine (3 + 3 anni) che prevede gli stessi diritti-doveri dei docenti di ruolo e rende più agevole l'ingresso per i giovani nel mondo accademico. In questo modo è possibile portare avanti entrambe le attività, ciò che la vecchia formula dell'abilitazione non consentiva. L'intento è ridurre significativamente i tempi della carriera accademica e snellire le modalità di reclutamento. Infine, oltre alle docenze junior vi è la possibilità di diventare responsabile di un gruppo di giovani ricercatori (Leiter einer wissenschaftlichen Nachwuchsgruppe). La procedura di reclutamento, le condizioni di riferimento e la dotazione di mezzi variano molto da caso a caso. Alla posizione di responsabile non è sempre connessa una docenza. Ci sono anche casi di ricercatori che durante l'abilitazione guidano un gruppo di ricerca presso una cattedra. Questi tipi di Leiter hanno buone possibilità di essere chiamati a ricoprire una cattedra una volta terminato il progetto[1]. [1] Per maggiori informazioni sul tema si rimanda al sito ufficiale del Centro informazioni DAAD, nonché al Portale Research in Germany. Spagna In Spagna nel 2011 è stata approvata la Ley 14/2011, de 1 de junio, de la Ciencia, la Tecnología y la Innovación. Questo provvedimento ha stabilito un quadro generale per la promozione e il coordinamento della ricerca scientifica e tecnica al fine di contribuire allo sviluppo sostenibile e al benessere sociale attraverso la generazione e la diffusione della conoscenza e dell'innovazione. Il testo si compone di quattro titoli, preceduti da un titolo preliminare (artt. 1-5) in cui sono contenuti l'oggetto e le finalità della legge, in particolare l'art. 3 definisce il Sistema spagnolo della scienza, tecnologia e innovazione (Sistema Español de Ciencia, Tecnología e Innovación), come l'insieme di operatori, pubblici e privati, che svolgono funzioni di finanziamento, di esecuzione, o di coordinamento, così come l'insieme di relazioni, strutture, misure e azioni destinate a promuovere, sviluppare e sostenere la politica di ricerca, lo sviluppo e l'innovazione in tutti i campi dell'economia e della società. Tale sistema è composto dalle politiche pubbliche dell'Amministrazione generale dello Stato e, nel loro ambito, da quelle delle Comunità autonome. Il titolo I (artt. 6-11) concerne la competenza di coordinamento generale dell'Amministrazione generale dello Stato attribuita dalla Costituzione, senza tralasciare il ruolo svolto dalle Comunità autonome per l'attuazione della politica di ricerca. Il coordinamento si basa su una Strategia spagnola di scienza e tecnologia (Estrategia Española de Ciencia y Tecnología) e su una Strategia spagnola di innovazione (Estrategia Española de Innovación), che costituiscono il quadro pluriennale per il raggiungimento degli obiettivi condivisi da tutte le amministrazioni[1]. Il titolo II (artt. 12-32) disciplina le risorse umane dedicate alla ricerca, con l'obiettivo di creare un quadro per lo sviluppo professionale dei ricercatori. Tra le novità principali sono da segnalare la regolamentazione della mobilità tra settore pubblico e privato, la creazione di contratti di lavoro specifici per i ricercatori e la particolare disciplina del personale di ricerca al servizio degli organismi 3 pubblici di ricerca dell'Amministrazione generale dello Stato. Nello specifico l'art. 13 definisce il personale ricercatore (personal investigador); si considera personale ricercatore quello che, essendo in possesso dei titoli richiesti caso per caso, conduce un'attività di ricerca, intesa come il lavoro creativo realizzato in forma sistematica per incrementare il volume delle conoscenze, incluse quelle relative all'essere umano, alla cultura e alla società, l'uso di tali conoscenze per creare nuove applicazioni, e relativi trasferimento e divulgazione. È considerato personale ricercatore il personale docente e ricercatore definito nella Legge organica 6/2001, del 21 dicembre, delle Università (Ley Orgánica 6/2001, de 21 de diciembre, de Universidades), tra le cui funzioni vi sia quella di condurre attività di ricerca. Il personale ricercatore può essere legato ad un'università pubblica o all'organismo presso il quale presta servizio mediante un rapporto soggetto al diritto amministrativo o al diritto del lavoro, e può comprendere funzionari di carriera, funzionari interni o personale a contratto fisso o temporaneo (funcionario de carrera, funcionario interino o personal laboral fijo o temporal). A tale proposito, la legge organica 6/2001 ha avviato una profonda riforma del sistema universitario spagnolo attraverso la creazione di organi di gestione, l'elezione di nuovi rappresentanti, la valutazione del lavoro svolto, l'adeguamento agli accordi europei, la previsione di altre figure di docenti e la conseguente introduzione di un nuovo sistema di accesso all'università per questi ultimi. La sua selezione si ispira ai principi di uguaglianza, merito e capacità, sia per i docenti di ruolo (profesorado funcionario) che per quelli a contratto (profesorado contratado). Tale selezione poggia, al suo primo livello, su un sistema nazionale di abilitazione preventiva, organizzato per categorie di docenti e per aree di conoscenza, che assegna priorità ai meriti dei candidati nei campi della docenza e della ricerca. Al suo secondo livello, la legge dispone l'autonomia delle università nello stabilire i procedimenti di accesso degli abilitati alla docenza, secondo la propria programmazione e le proprie necessità. La stessa autonomia viene riconosciuta alle università per pianificare in modo adeguato i propri fabbisogni e le proprie esigenze in materia di insegnamento e ricerca. Compete alle Comunità autonome dettare il regime giuridico e retributivo dei docenti e dei ricercatori a contratto. L'intero personale a contratto non può tuttavia superare il 49% del totale dei docenti e dei ricercatori di ciascuna università. La contrattazione avviene mediante concorsi pubblici. Le categorie di docenti a contratto, denominate figuras, in spagnolo, sono: ayudante, profesor ayudante doctor, profesor contratado doctor, profesor asociado e profesor visitante (oltre ai professori emeriti: profesores eméritos). L'ayudante può essere reclutato tra i soggetti ammessi a un dottorato o che abbiano i requisiti per accedervi e il suo contratto è a tempo determinato ed a tempo pieno; il profesor ayudante doctor deve essere invece in possesso di un dottorato e deve essere valutato positivamente dall'Agencia Nacional de Evaluación de la Calidad y Acreditación o da un organo esterno di valutazione deciso dalla Comunità autonoma, e anche nel suo caso il contratto è a tempo determinato ed a tempo pieno; il profesor contratado doctor deve essere scelto tra dottorati e deve essere valutato positivamente dall'Agencia Nacional de Evaluación de la Calidad y Acreditación o da un organo esterno di valutazione deciso dalla Comunità autonoma, ma il contratto nel suo caso è a tempo indeterminato ed a tempo pieno. Le categorie di docenti di ruolo, definite in spagnolo cuerpos docentes, sono: catedráticos de universidad e profesores titulares de universidad (fino al 2007 vi erano anche i catedráticos de escuelas universitaria ed i profesores titulares de escuelas universitarias). La loro disciplina è dettata, oltre che dalla legge organica 6/2001, dalle sue disposizioni di attuazione, dalla legislazione generale sul pubblico impiego, in quanto applicabile, e dagli statuti delle singole università. [1] In quest'ambito operano: il Consiglio di politica scientifica, tecnologica e dell'innovazione (Consejo de Política Científica, Tecnológica y de Innovación), formato dai titolari dei dipartimenti ministeriali designati dal Governo e da rappresentanti delle Comunità autonome competenti in materia; il Consiglio consultivo per scienza, tecnologia e innovazione (Consejo Asesor de Ciencia, Tecnología e Innovación), in cui sono presenti membri della comunità scientifica e tecnologica di riconosciuto prestigio internazionale e le associazioni imprenditoriali e i sindacati maggiormente rappresentativi; il Comitato spagnolo per l'etica della ricerca (Comité Español de Ética de la Investigación), con funzioni consultive in materia. 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