A2_f - Provincia di Cuneo

REGIONE PIEMONTE
PROVINCIA DI CUNEO
COMUNE DI VILLAFALLETTO
COMMITTENTE
FIRMA
MARTINO
P. & D. srl
CAP 12020, VILLAFALLETTO (CN)
P. IVA 08446250014
IMPIANTO IDROELETTRICO "MAIRA"
CONCESSIONE DI DERIVAZIONE
PER USO IDROELETTRICO
TORRENTE MAIRA
OGGETTO:
COMPATIBILITA' CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO
IDROGRAFICO DEL FIUME PO
Versione
Descrizione
Data
1
RELAZIONE
Maggio 2014
Codice dell'opera
I_026
Lotto
Livello progettazione
Numero elaborato
0
D
A2_f
Disegnatore
Approv.
AD
Tipo documento
DATA:
26/05/2014
SCALA:
STUDIO DI INGEGNERIA
ALEX DRUETTA
EMANUELE GRANERO
DOTT. ING.
GEOM.
Tel./Fax 0121.900.215 - e-mail: [email protected]/[email protected]
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
INDICE
INDICE
I
1
PREMESSA...........................................................................................................................................1
2
INQUADRAMENTO ..............................................................................................................................1
2.1
Stato ecologico delle acque superficiali ..........................................................................................3
2.2
Stato chimico delle acque superficiali ............................................................................................4
3
PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO ..............................................5
3.1
Sintesi delle misure necessarie per attuare la normativa comunitaria sulla protezione delle acque
(punto 7.1 All. VII Dir. 2000/60/CE)...........................................................................................................6
3.2
Altre Direttive comunitarie inerenti le finalità della Direttiva 2000/60/CE....................................9
3.3
Sintesi delle misure di cui ai punti da 7.2 a 7.11 All. VII della Dir. 2000/60/CE.........................13
3.4
Il Po piemontese............................................................................................................................18
4
IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE................................................................................................19
4.1
Generalità ......................................................................................................................................19
4.2
Caratteristiche del bacino t. Maira ................................................................................................20
4.3
Le interazioni delle opere in progetto con gli obiettivi del PTA e il sistema dei prelievi.............25
5
INQUADRAMENTO TERRITORIALE ..................................................................................................26
5.1
Caratteri generali del paesaggio naturale e antropizzato...............................................................26
5.2
Inquadramento ambientale ............................................................................................................27
5.3
Il bacino del t. Maira .....................................................................................................................27
5.4
Caratteristiche fisiche e idrologiche del bacino ............................................................................28
5.5
Stato attuale dei luoghi..................................................................................................................28
5.6
Natura dei beni e dei servizi offerti ...............................................................................................28
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
II
6
DESCRIZIONE SINTETICA DELLE OPERE IN PROGETTO ................................................................ 29
6.1
Opere in progetto.......................................................................................................................... 29
6.2
Aspetti legati alle attività di cantiere ............................................................................................ 33
6.3
Attività di monitoraggio ............................................................................................................... 34
7
CONTRIBUTO DELL’IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRAA» ALL’INTERNO DEL PDG DEL PO.. 35
8
CONCLUSIONI .................................................................................................................................. 49
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
1
PREMESSA
La presente relazione intende valutare come la realizzazione dell’impianto idroelettrico «Maira» proposto dalla Società Martino P. & D. s.r.l. (previsto sul corso d’acqua denominato t. Maira, nel Comune di
Villafalletto) possa influire sul raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla DIRETTIVA
2000/60/CE e dimostrare la compatibilità di tali interventi con il Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po (adottato con Deliberazione n°1 del 24.02.2010 dell’Autorità di Bacino del fiume Po e
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della repubblica Italiana n. 82 del 09.04.2010).
2
INQUADRAMENTO
La Direttiva 2000/60/CE, Direttiva Europea Quadro sulle Acque (DQA), nasce dall’esigenza di sviluppare una politica comunitaria integrata in materia di acque. In particolare è necessario integrare maggiormente la protezione e la gestione delle acque in altre politiche comunitarie come la politica energetica,
dei trasporti, la politica agricola, la politica della pesca, la politica regionale e in materia di turismo. In
questo senso la DQA mira a rappresentare la base per un dialogo continuo e per lo sviluppo di strategie
tese ad ottenere una maggiore integrazione tra le varie politiche.
Le diverse condizioni ed esigenze riscontrabili all’interno della Comunità richiedono l’adozione di soluzioni specifiche. È indispensabile tener conto di tale diversità nella programmazione di misure atte a garantire la protezione ed un utilizzo sostenibile delle acque nell’ambito di bacino idrografico. Le decisioni
possono così essere adottate al livello più vicino possibile ai luoghi di utilizzo effettivo o di degrado delle
acque, privilegiando le azioni che rientrano tra le competenze degli Stati Membri, attraverso programmi
di misure adeguati alle condizioni regionali e locali.
In tutti gli Stati Membri della Comunità Europea si tratta di:
-
impedire il deterioramento, migliorare e ripristinare le condizioni dei corpi idrici superficiali,
comprese le acque di transizione e quelle marino - costiere, fare in modo che raggiungano un
buono stato chimico ed ecologico e ridurre l’inquinamento dovuto agli scarichi e alle emissioni
di sostanze pericolose;
-
proteggere, migliorare e ripristinare le condizioni delle acque sotterranee, evitarne l’inquinamento e il deterioramento e garantire un equilibrio fra l'estrazione e il ravvenamento;
1
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
-
agevolare un utilizzo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili;
2
-
preservare le aree protette;
-
mitigare gli effetti delle inondazioni e siccità.
Per raggiungere tali obiettivi, la DQA prevede per ogni distretto idrografico, individuato dagli Stati
Membri partendo dai limiti dei bacini idrografici, la predisposizione di un Piano di Gestione delle acque
e di un programma di misure.
Già nel 1995, l’Agenzia europea per l’ambiente, di fronte ad uno scenario normativo dei singoli Stati
Membri che, essendo molto variegato, non garantiva un’uniforme applicazione delle normative comunitarie, affermava la necessità di una politica coerente per la tutela delle acque comunitarie. Le preoccupanti relazioni sullo stato di salute del patrimonio idrico europeo confermavano la necessità di stabilire i
principi di base per una politica sostenibile delle acque a livello comunitario, allo scopo di integrare
all’interno di un unico quadro i diversi aspetti gestionali ed ecologici.
Dalla necessità di dare una risposta alle esigenze di cui sopra nasce l’adozione della DQA, approvata il
23 ottobre 2000, il cui obiettivo è, infatti, quello di fornire i principi comuni e il quadro “trasparente efficace e coerente” in cui inserire gli interventi volti alla protezione delle acque (superficiali interne, di
transizione, costiere e sotterranee).
Il provvedimento (che doveva essere trasposto sul piano nazionale dagli Stati Membri entro il 2003)
promette, dunque, di innovare lo scenario normativo in materia. Ciò avverrà attraverso un sofisticato
meccanismo di interventi, che culminerà al termine del 2013 con l’abrogazione di ben sette direttive comunitarie attualmente vigenti:
-
direttiva 16 giugno 1975, n. 75/440/CEE;
-
decisione 12 dicembre 1977, n. 77/795/CEE;
-
direttiva 18 luglio 1978, n. 78/659/CEE;
-
direttiva 9 ottobre 1979, n. 79/869/CEE;
-
direttiva 10 ottobre 1979, n. 79/923/CEE;
-
direttiva 17 dicembre 1979, n. 80/68/CEE;
-
direttiva 4 maggio 1976, n. 76/464/CEE.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Ai sensi della legge 27 febbraio 2009, n. 13 di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto
legge 30 dicembre 2008, n. 208, recante misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione
dell'ambiente”, l’adozione dei piani di gestione di cui all’articolo 13 della Direttiva 2000/60/CE, doveva
essere effettuata, sulla base degli atti e dei pareri disponibili, entro il 22 dicembre 2009, dai Comitati Istituzionali delle Autorità di bacino di rilievo nazionale, integrati dai componenti designati dalle regioni il
cui territorio ricade nel distretto idrografico al quale si riferisce il Piano di Gestione non già rappresentate
nei medesimi Comitati Istituzionali. Il termine del 22 dicembre 2009 é in seguito stato differito al 28
febbraio 2010 dall’articolo 8, comma 1, del D.L. 194/2009.
Per il Distretto del fiume Po la fase di consultazione si è conclusa il 22 gennaio 2010.
Le osservazioni e correzioni pervenute durante la fase di consultazione del Progetto di Piano, e gli approfondimenti svolti da parte di Autorità di Bacino e Regioni, portano ad una modifica di alcuni Elaborati
del Progetto di Piano.
2.1
Stato ecologico delle acque superficiali
Il concetto di stato ecologico e il metodo per la sua classificazione assumono un ruolo chiave ai fini
dell’applicazione della politica europea delle acque.
La DQA stabilisce che lo stato ecologico delle acque superficiali dipende dai valori degli elementi qualitativi, cioè di indicatori biologici, idromorfologici e fisico-chimici, oltre che dalla presenza di inquinanti
specifici.
Di questi indicatori viene fornito un elenco completo, dando la massima importanza agli elementi biologici, mentre gli indicatori idromorfologici e fisico-chimici sono definiti “a sostegno“ di quelli biologici;
quelli biologici vengono considerati di importanza primaria, in quanto identificano la componente ambientale che è il bersaglio dei fattori di pressione, creanti un impatto, caratterizzati proprio mediante gli
indicatori idromorfologici e fisico-chimici.
Le classi di stato ecologico sono cinque: elevato, buono, sufficiente, scarso, cattivo. Tuttavia la DQA si
limita a definire i primi tre livelli, evidenziando le differenze tra stato elevato e buono, tra stato buono e
sufficiente. L’eventuale definizione dei due livelli inferiori è lasciata alla competenza dei singoli Stati
Membri.
3
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Nell’All. V, per ciascun indicatore, o elemento qualitativo di tipo biologico, idromorfologico, e fisicochimico, vengono fornite le condizioni generali per l’attribuzione del giudizio di stato “elevato”, “buono”, e “sufficiente” alle diverse categorie di corpo idrico.
4
I limiti tra le classi sono stabiliti sulla base dei risultati del monitoraggio biologico. Essi sono espressi
tramite il “rapporto di qualità ecologica”, definito tra i valori osservati degli elementi di qualità biologica
del corpo idrico e i valori degli stessi elementi nelle condizioni di riferimento, cioè nelle condizioni di
qualità elevata, applicabili a quel corpo idrico. L’RQE (rapporto di qualità ecologica) è un valore normalizzato a 1, dove 1 indica che il corpo idrico è in classe elevata e 0 indica che è in classe cattiva. È così
possibile confrontare le valutazioni derivanti dai sistemi di monitoraggio biologico in esercizio nei diversi Stati Membri, anche attraverso operazioni di intercalibrazione, compiute basandosi sulla rete europea
dei siti di monitoraggio, dalle quali sono tratte le definizioni operative comuni dei valori di RQE, che dividono tra loro le prime 3 classi di stato di qualità ecologica.
Gli elementi di qualità idromorfologica sono richiesti per la determinazione dello stato elevato, mentre
per essere classificati nelle classi inferiori essi devono essere in condizioni coerenti con il raggiungimento dei valori degli elementi di qualità biologica descritti per la classe corrispondente (es. per essere in stato “sufficiente”, gli elementi idromorfologici devono essere alterati, rispetto alla piena naturalità, in modo tale da creare un impatto sugli elementi biologici che li faccia classificare in stato “sufficiente”, secondo la definizione di stato sufficiente data dall’All. V, punto 1.2 della DQA).
Gli elementi specifici di qualità fisico-chimica sono richiesti sia per stabilire lo stato elevato sia per quello buono; per le altre classi si opera come per gli elementi di qualità idromorfologica.
Sono di conseguenza le componenti biologiche che controllano l’assegnazione dello stato di qualità ecologica, quelle idromorfologiche e fisico-chimiche svolgono un ruolo subordinato, sebbene esse possano
abbassare il giudizio espresso tramite l’RQE.
2.2
Stato chimico delle acque superficiali
Lo stato chimico si riferisce soltanto a quelle sostanze per cui è stato definito a livello europeo lo “standard di qualità ambientale” (EQS – environmental quality standard), e sono previste le due classi “buono” e “non buono”.
Le sostanze per cui è stato definito l’EQS, e che vengono quindi utilizzate per la definizione dello stato
chimico, non vengono più considerate per la classificazione dello stato ecologico.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
3
PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO DEL FIUME PO
All’interno dell’Allegato 7.2 all’Elaborato 7 del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po
sono riportate le misure attuate in Regione Piemonte, ed in particolare:
-
la sintesi delle misure, a scala regionale, necessarie per attuare la normativa comunitaria sulla
protezione delle acque (punto 7.1 dell’Allegato VII della Dir. 2000/60/CE), distinte in:
o
direttive di cui alla Parte A dell’Allegato VI,
o
direttive non ricomprese nella Parte A dell’Allegato VI, ma comunque inerenti le
finalità della Direttiva 2000/60/CE;
-
la sintesi delle misure, a scala regionale, di cui ai punti da 7.2 a 7.11 dell’Allegato VII della
Dir. 2000/60/CE.
L’Allegato 7.2 è stato redatto a cura dell’Autorità di bacino del fiume Po, mentre i contenuti sono stati
forniti dalla Regione Piemonte, con chiaro riferimento al Piano di tutela delle acque (PTA) approvato
dal Consiglio Regionale, con D.C.R. n. 117-10731.
Il PTA ha definito l’insieme degli interventi per mezzo dei quali conseguire gli obiettivi generali del
D.Lgs. n. 152/1999.
Nelle pagine successive sono riportate le tabelle contenenti le sintesi delle misure necessarie per attuare
la normativa comunitaria sulla protezione delle acque estratte dall’Allegato sopracitato (tabelle che possono riguardare, direttamente o indirettamente, la realizzazione dell’impianto idroelettrico «Maira»).
5
3.1
Sintesi delle misure necessarie per attuare la normativa comunitaria sulla protezione delle acque (punto 7.1 All. VII Dir. 2000/60/CE)
3.2
Altre Direttive comunitarie inerenti le finalità della Direttiva 2000/60/CE
3.3
Sintesi delle misure di cui ai punti da 7.2 a 7.11 All. VII della Dir. 2000/60/CE
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
3.4
Il Po piemontese
All’interno del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po sono contenute, nell’Elaborato
18
13, le indicazioni per ogni sottobacino, con i dati riguardanti i corsi d’acqua presenti in esso, i relativi determinanti, pressioni ed impatti.
Il t. Maira non è riportato, quindi è necessario riferirsi esclusivamente alla monografia e ai documenti prodotti all’interno del Piano di Tutela della Acque, Regione Piemonte.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
4
IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE
Le tabelle contenute nell’Allegato 7.2 all’Elaborato 7 del Piano di Gestione del distretto idrografico del
fiume Po e riportanti le misure attuate in Regione Piemonte contengono norme che si riferiscono al Piano
di tutela delle acque adottato (PTA).
I paragrafi successivi contengono quanto è indicato nel PTA in riferimento al bacino del t. Maira, codice
AI06.
4.1
Generalità
In data 13/03/2007 è stato approvato dal Consiglio Regionale, con D.C.R. n. 117-10731, il Piano di tutela delle acque (PTA).
Il PTA definisce l’insieme degli interventi per mezzo dei quali conseguire gli obiettivi generali del
D.Lgs. n. 152/1999:
-
prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;
-
migliorare lo stato delle acque ed individuare adeguate protezioni di quelle destinate a particolari
usi;
-
perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche;
-
mantenere la capacità naturale di autodepurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere
comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.
Oltre ad attenersi alle prescrizioni del D.Lgs. 152/1999, il PTA si ispira alle Linee Guida messe a punto
dai gruppi di esperti della Commissione europea per la costruzione di una comune strategia per la tutela
delle acque da parte dei Paesi membri, in applicazione della Direttiva Quadro in materia di acque
2000/60/CE.
4.1.1
Elaborazioni del PTA: obiettivi, caratteristiche generali e vincoli
Per le elaborazioni del PTA, il territorio piemontese è stato diviso in sottobacini idrografici e nelle corrispondenti aree idrografiche. L’area idrografica cui appartengono le aree interessate dal progetto è la
AI06, coincidente con il bacino del t. Maira (Figura 4.1).
19
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Nelle tabelle successive vengono riportati i sottobacini idrografici delle aree idrografiche interessate
dall’intervento.
I corpi idrici del territorio regionale sono distinti in:
a. corpi idrici significativi;
20
b. corpi idrici che, per le loro caratteristiche qualitative e quantitative, possono avere un’influenza rilevante sui corpi idrici significativi;
c. corpi idrici che, per valori naturalistici o paesaggistici, hanno rilevante interesse
ambientale.
Figura 4.1 – PTA, stralcio della carta delle unità sistemiche di riferimento delle acque superficiali,
Aree idrografiche
4.2
Caratteristiche del bacino t. Maira
Il t. Maira è descritto all’interno della monografia codice AI06; la sezione all’interno del Comune di Villafalletto, poco a valle della sezione oggetto di intervento, compare all’interno delle seguenti tabelle con
codice 3006-3.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Tabella 4.1 – Sottobacini idrografici (monografia AI06)
21
Tabella 4.2 – Classificazione dello stato di qualità del corso d’acqua (monografia AI06)
Tabella 4.3 – Trend evolutivo stato qualità corpi idrici significativi
Tabella 4.4 – Obiettivi per corpi idrici superficiali significativi
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Come si evince dalla tabelle precedentemente riportate il t. Maira presso la sezione di Villafalletto presenta uno stato ecologico “buono” e ambientale “buono”, con stato complessivo “buono”; dovrà mantenere lo stato di “buono” entro il 2016.
22
In particolare si nota un trend positivo nel corso degli anni 1999÷2002.
Lungo il corso d’acqua, all’interno del tratto di pianura, sono comunque riscontrate criticità qualitative:
-
nella falda superficiale a causa di prodotti fitosanitari, solventi organoalogenati (localizzata),
-
nella falda profonda a causa di facies idrochimiche particolari (localizzata).
-
opere per il prelievo delle acque (uso civile, industriale, irriguo).
Per questo motivo sono state rilevate alterazioni della qualità biologica e della qualità chimico-fisica delle acque.
l livello di compromissione quantitativa della risorsa idrica superficiale si può stimare come alto, in relazione agli altri bacini regionali: nel settore di pianura, si riscontrano moderate condizioni locali di disequilibrio del bilancio idrogeologico, riferibili ad un elevato tasso di prelievo dall'acquifero.
Figura 4.2 – Stralcio della Tavola 3 “Vincoli esistenti”, AI06 Maira PTA
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
23
Figura 4.3 – Stralcio della Tavola 4 “Rete di monitoraggio ambientale e stato di qualità dei corpi idrici
a specifica destinazione”, AI06 Maira PTA
4.2.1
Sintesi dei risultati delle analisi
In sintesi dalle analisi del PTA per tutto il bacino del t. Maira alla confluenza Po, emerge quanto segue:
-
il livello di compromissione quantitativa della risorsa idrica superficiale si può stimare come
alto, in relazione agli altri bacini regionali,
-
nel settore di pianura, si riscontrano moderate condizioni locali di disequilibrio del bilancio
idrogeologico, riferibili ad un elevato tasso di prelievo dall’acquifero,
-
nella porzione di bacino montano, si segnalano temporanee e localizzate situazionidi crisi di
approvvigionamento idropotabile riferibili alla fase di esaurimento dei deflussi sorgivi,
-
la qualità dello stato dell’ecosistema è molto bassa, le pressioni sono nel complesso alte e la
fascia fluviale del Maira presenta situazioni di degrado estremamente alto e diffuso,
-
nel settore di pianura le criticità qualitative riscontrate nella falda superficiale riguardano la
compromissione da prodotti fitosanitari, solventi organoalogenati (localizzata), criticità qualitative nella falda profonda: facies idrochimiche particolari (localizzata),
-
nella porzione di bacino montano, le situazioni di criticità potenziale sono riferibili alla insufficiente protezione sanitaria delle fonti di approvvigionamento idropotabile da acque sorgive,
o alla vulnerabilità degli acquiferi di fondovalle alluvionale.
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Il PTA della Regione Piemonte, per il tratto di t. Maira interessato dalla derivazione proposto in progetto,
presenta criticità quantitativa “alta”, a causa della presenza di periodi maggiori di 100 giorni/anno con
portate in alveo inferiori al DMV.
24
Figura 4.4 – Stralcio della Tavola 10 “Criticità quali-quantitative”, AI06 Maira PTA
Tabella 4.5 – Stralcio della scheda di sintesi relativa alle specifiche misure di prevenzione
dall’inquinamento e di risanamento, AI06 Maira PTA
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
4.3
Le interazioni delle opere in progetto con gli obiettivi del PTA e il sistema dei
prelievi
Gli interventi in progetto non risultano in contrasto con gli obiettivi del Piano di Tutela, in quanto
l’impianto idroelettrico utilizza una quantità di risorsa idrica rilasciando durante l’anno il DMV con mo25
dulazione, come normato; nei giorni in cui la risorsa idrica è quantitativamente scarsa l’impianto osserverà un periodo di chiusura ed eventuale manutenzione.
Nel tratto sotteso non sono presenti derivazioni ad uso irriguo o altro.
Inoltre si rileva che presso la stazione di Villafalletto (PTA) le condizioni ecologiche ed ambientali del
torrente sono state valutate buone, e la presenza dell’opera non potrà comportare variazioni negative.
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
5
INQUADRAMENTO TERRITORIALE
Il bacino del Maira ha una superficie complessiva di circa 1.210 km2 (2% del bacino del Po), di cui il
26
59% in ambito montano. Il torrente ha origine presso l’Aiguille de Chambeyron, a quota 3.471 m s.m..
L’asta principale del t. Maira è suddivisibile in tratti distinti per caratteristiche morfologiche, morfometriche e per comportamento idraulico: il tratto montano, fino a Tetti, che si sviluppa per circa 41 km, e il
tratto di pianura, fino alla confluenza in Po, per 64 km.
5.1
Caratteri generali del paesaggio naturale e antropizzato
La valle del t. Maira si incunea tra rilievi elevati quali il massiccio Pelvo d’Elva-Chersogno e l’arco terminale delle Alpi Cozie. Ampia nel primo tratto, coltivata a viti e folta di castagneti, si restringe quindi in
gole intercalate da piccoli bacini coperti da boschi; numerosi valloni vi confluiscono dai crinali laterali,
alcuni di notevole interesse paesaggistico per la loro asprezza, l’ampiezza dei pascoli, la ricchezza della
vegetazione. Lungo il fondovalle sono concentrati i nuclei abitati e le principali vie di traffico. Pur essendo una delle più belle valli del Piemonte, ricca anche di preziosi manufatti artistici, è anche una delle
più povere, non sviluppata turisticamente a eccezione di qualche centro nella parte alta.
L’elevata altimetria ha consentito il mantenersi di condizioni naturali in buona parte del territorio montano che, in corrispondenza del primo tratto del corso d’acqua, vede la presenza di ambienti steppici calcarei con entità animali e vegetali di grande rilievo.
Di particolare valore, in Val Maira, le foreste di pino silvestre e abete bianco, il più importante rappresentante delle resinose alpine di questo tratto di Alpi, nelle quali forma notevoli boschi di produzione:
vale la pena di ricordare quello di Stroppo, tra i più interessanti per l’alto incremento unitario. Anche il
larice è largamente diffuso nelle Alpi cuneesi e interessa sia la fascia montana superiore che la fascia subalpina.
Nei tratti planiziali delle valli la componente naturale viene decisamente ridimensionata a causa
dell’elevata attività agricola; in questo ambito si rileva un’elevata captazione idrica che provoca periodi
di prosciugamento anche totale, bilanciata parzialmente dalla presenza, più a valle, di risorgive che alimentano nuovamente la rete idrica superficiale a livelli accettabili (quali l’area in esame).
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «GRISELDA»
In prossimità di Casalgrasso compie un’ampia conversione verso nord prima di confluire nel Po. A Cavallermaggiore il torrente riceve le acque dell’affluente principale, il torrente Mellea (il Mellea a monte
di Centallo assume la denominazione di Grana).
27
5.2
Inquadramento ambientale
Il bacino del t. Maria presenta al suo interno alcune aree di elevato pregio ambientale.
La confluenza tra Po e Maira si trova nei pressi dell’abitato di Lombriasco ed è inserita nel Sistema regionale delle aree protette della Fascia fluviale del Po torinese ed è stata riconosciuta SIC (codice:
IT1110016). Il paesaggio è quello caratteristico dell’ambiente fluviale, con presenza di una fascia pressoché continua di bosco ripario ed alcune ridotte aree di greto
che, dove consolidato, ospita lembi di
vegetazione erbacea xerofila. Il resto dell’area del SIC, come del resto tutto il territorio circostante, è occupato da estesi seminativi e pioppeti. Sono presenti cave per l’estrazione di ghiaia.
Inoltre, nel bacino considerato, le aree di interesse naturalistico sono le seguenti:
-
la Riserva regionale Ciciu del Villar,
-
i Biotopi di rilevanza naturalistica quali le sorgenti del torrente Maira-Bosco SarettoRocca Provenzale, stazione di muschi calcarizzanti di Pradleves, Parco di Racconigi e boschi lungo il torrente.
Le opere in progetto non interferiscono con nessuna delle aree citate.
5.3
Il bacino del t. Maira
Il bacino presenta caratteristiche idrologiche intermedie tra bacini pedemontani e bacini interni: i primi
sono sensibilmente protetti rispetto alle piogge dai rilievi alpini e, in ragione della quota,sono sede per
buona parte dell’anno di precipitazioni nevose; i secondi sono direttamente esposti alle correnti umide
provenienti da sud o da ovest, e sono sede di precipitazioni più intense e di portate specifiche più elevate.
Nel bacino idrografico le precipitazioni medie di lungo periodo variano da 800 mm/anno in pianura a
1100 mm/anno.
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
5.4
Caratteristiche fisiche e idrologiche del bacino
Il bacino imbrifero sotteso dal t. Maira è stato tracciato su base cartografica di dettaglio (Carta Tecnica
Regionale a scala 1:10.000) e successivamente facendo riferimento ai documenti contenuti nel PTA della
28
Regione Piemonte. Le caratteristiche di tale bacino sono riportate in Tabella 5.1.
Tabella 5.1 – Dati fisiografici del bacino
superficie
bacino
quota
massima
quota
minima
quota
media
lunghezza
asta
pendenza
media asta
[km2]
[m s.m.]
[m s.m.]
[m s.m.]
[km]
[%]
587,00
3.310
431
1.703,50
69
3,0
Per ciò che riguarda la pluviometria nell’area in esame, è stata considerata la stazione pluviometrica della
Regione Piemonte situata nel Comune di Dronero: le precipitazioni medie annue registrate tra il 1999 e il
2012 sono pari a 837,38 mm.
5.5
Stato attuale dei luoghi
Come visibile nella documentazione fotografica allegata A2_B, il tratto di t. Maira interessato dalle opere
presenta una sponda destra rivegetata con presenza di fascia fluviale continua ed una sponda sinistra con
presenza di forte erosione; l’alveo è composto da ciottoli di medie dimensioni e, a monte della briglia esistente ed oggetto di ripristino, è presente un accumulo di materiale solido che ha permesso la crescita di
specie vegetali selvatiche, che, ai fini della sicurezza idraulica del corso d’acqua, verranno eliminate.
5.6
Natura dei beni e dei servizi offerti
La finalità delle opere previste nel presente progetto è consentire un razionale utilizzo della risorsa idrica
per la produzione energetica da fonti rinnovabili, attraverso la definizione di dati caratteristici di concessione, in funzione delle esigenze di rilascio del deflusso minimo vitale modulato e delle analisi naturalistiche, ambientali e paesaggistiche condotte. L’energia in tal modo prodotta potrà essere immessa nella
rete nazionale.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
6
DESCRIZIONE SINTETICA DELLE OPERE IN PROGETTO
6.1
Opere in progetto
29
Il presente progetto propone la realizzazione di una centrale idroelettrica composta da:
-
un’opera di presa, costruita in sponda destra a monte della briglia esistente (Figura 6.1),
che consenta la derivazione delle acque ed al contempo permetta il deflusso nel t. Maira
della portata da rilasciare come Deflusso Minimo Vitale attraverso la scala di risalita
dell’ittiofauna posta al centro della briglia esistente (o della portata totale in caso di fermo-impianto per eventi accidentali o manutenzione delle macchine);
-
una scala di risalita dell’ittiofauna secondo la tipologia “close to nature”, sotto-tipologia
“fish ramp”;
-
un canale di derivazione , risultante completamente interrato, di dimensioni interne pari a
3,40 x 3,80 m ed una lunghezza pari a 266 m con pendenza del fondo pari a 0,002 %
(Figura 6.2);
-
un fabbricato-centrale interrato di dimensioni esterne pari a circa 12,00 x 16,00 m, realizzato all’interno dell’area di proprietà, atto ad ospitare tutte le apparecchiature elettromeccaniche che compongono la centrale di produzione (Figura 6.3);
-
le principali apparecchiature, contenute all’interno del fabbricato-centrale, che saranno
composte dai gruppi turbina-generatore (con n. 2 turbine di tipo Kaplan ad asse verticale), una valvola per lo scarico del canale di derivazione ad impianto fermo, la quadristica
di controllo e gestione i quadri e le attrezzature necessarie alla connessione rete, centraline oleodinamiche ed apparecchiature varie;
-
un canale di scarico di dimensioni interne pari a 6,00 x 3,00 m e che si estende per circa
165 m dal fabbricato centrale sino all’alveo del t. Maira, collegandosi allo stesso, con una
pendenza del fondo pari a 0,002 % ;
-
interventi presso la cabina esistente per il conferimento dell’energia elettrica prodotta
sulla rete ENEL DISTRIBUZIONE secondo le modalità illustrate all’interno della Soluzione Tecnica Minima Generale.
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
30
Figura 6.1 – Briglia esistente (vista da sponda destra)
Figura 6.2 – Percorso canale di derivazione
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
31
Figura 6.3 – Area fabbricato centrale
Figura 6.4 – Canale di restituzione interrato
Si riportano nella seguente tabella i dati caratteristici dell’impianto
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Tabella 6.1 – Dati caratteristici dell’impianto idroelettrico in progetto
Portata massima turbinabile
m3/s
22,00
Portata media di concessione
m3/s
3,92
Quota di presa
m s.l.m.
431,36
Quota di restituzione
m s.l.m.
424,26
Salto geodetico = salto netto
m
7,10
Potenza di concessione
kW
273
Potenza effettiva
kW
223
Producibilità media annua
GWh
1,79
Ore/anno funzionamento medio impianto
n.
8.040
32
6.1.1
Inserimento territoriale dell’opera
Allo scopo di contenere l’impatto sulla vegetazione (già limitato), nelle zone direttamente coinvolte dalle
opere si provvederà, al termine dei lavori, al ripristino vegetazionale.
In corrispondenza delle aree da rivegetare si procederà alle necessarie lavorazioni di arieggiamento (attrezzi discissori tipo ripper) allo scopo di rimediare agli effetti del compattamento, dovuto al passaggio
dei mezzi, ed al riporto di un congruo strato di terreno agrario precedentemente accantonato (almeno 20
cm).
Le superfici saranno quindi inerbite con un miscuglio erbaceo plurispecifico di cui si riporta la composizione nella seguente tabella.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Tabella 6.2 – Miscuglio adatto per prati di fondovalle e pianura
(fonte: F. Florineth , comunicazione personale)
Specie
6.2
%
Specie
%
Festuca rubra (2-3 cv diverse)
3
Trifolium repens
5
Festuca pratensis
10
Trifolium pratense
15
Phleum pratense
10
Achillea millefolium
4
Dactylis glomerata
25
Sanguisorba minor
2
Lolium perenne
5
Anthriscus silvestris
0,4
Poa pratensis
10
Daucus carota
0,3
Agrostis tenuis
3
Carum carvi
0,3
Arrenatherum elathius
5
Lotus corniculatus
2
Aspetti legati alle attività di cantiere
Negli elaborati A8 “Cronoprogramma” e A11 “Piano di gestione”, è riportata una descrizione della cantierizzazione prevista per la realizzazione delle opere in progetto.
In tale relazione e nel cronoprogramma sono state individuate complessivamente 3 aree di intervento
quasi a sé stanti per l’impianto in progetto: le opere saranno quindi realizzate con sovrapposizioni temporali delle attività previste.
La fase di cantierizzazione, definita nella successiva fase di progettazione esecutiva, sarà caratterizzata
da:
-
la pianificazione delle fasi di intervento;
-
la predisposizione di tutti gli impianti di cantiere necessari (elettrici, fognari, acquedottistici, illuminanti, di messa a terra, ecc);
-
la predisposizione dell’accesso all’aree e delle piste di viabilità interna;
-
l’installazione delle recinzioni,ove necessario il confinamento delle aree di intervento;
-
la dotazione del cantiere dei baraccamenti e delle attrezzature igienico-assistenziali.
33
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
A valle della descrizione delle attività previste per ogni sito, alla relazione suddetta sono allegate due tavole grafiche in cui sono indicate:
34
6.3
-
le superfici di cantiere interessate ai lavori;
-
la via di accesso all’area dalle strade principali;
-
le piste di cantiere per la viabilità interna;
-
i siti di deposito materiali e allestimento cantiere,
-
note specifiche eventuali.
Attività di monitoraggio
Per la definizione delle attività di monitoraggio ambientale si rimanda all’elaborato A11 “Piano di gestione e manutenzione delle opere”, in cui vengono riportate le azioni di monitoraggio durante il cantiere
e il periodo di attività dell’impianto per le diverse componenti ambientali cui può essere arrecato impatto
dagli interventi previsti.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
7
CONTRIBUTO DELL’IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRAA» ALL’INTERNO
DEL PDG DEL PO
Obiettivo della presente parte dello studio è quello di identificare i benefici e le eventuali esternalità negative apportati dalla realizzazione dell’impianto idroelettrico “Maira” nei riguardi degli obiettivi di qualità ambientale contenuti all’interno del Piano di Gestione del distretto idrografico del fiume Po per ciò
che riguarda il t. Maira.
All’interno delle singole tabelle si farà riferimento in particolare alle misure previste dal Piano di Tutela
della Acque della Regione Piemonte riferibili all’opera in oggetto; le suddette misure del PTA richiamano le azioni previste per ogni criticità rilevata, includendo già i vari regolamenti regionali emanati.
35
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI – Prodotti fitosanitari
Norme di Piano di Tutela. L’art. 22 recepisce la designazione di aree vulnerabili da fitosanitari istituite
36
per proteggere le risorse idriche e l’ambiente dall’inquinamento dovuto all’uso di taluni principi attivi;
l’art. 33 prevede un testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali
con lo scopo di migliorare la biodiversità e trattenere l’inquinamento diffuso
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio
-
R.1.4.5/3 Analisi dei prodotti di degradazione dei fitosanitari nei corpi idrici e studi di genotossicità su organismi non bersaglio
Infrastrutturazione
-
R.4.1.3 Progetti operativi di riqualificazione-protezione fluviale
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque: realizzazione di
indagini in situ volte a verificare lo stato e l’evoluzione dell’ambiente acquatico ante-operam e in seguito
all’attivazione della derivazione; il piano di monitoraggio include analisi chimico-fisiche e biologiche
(macrobenthos) delle acque ed è svolto in un punto a monte ed in uno a valle della traversa di presa. Il
monitoraggio è realizzato a partire dalla situazione attuale (allegato al presente progetto), durante la fase
di cantiere e per ulteriori due anni ad impianto funzionante.
Tali indagini forniscono un contributo importante perché permettono di approfondire le conoscenze relative allo stato ecologico - ambientale del corso d’acqua, in particolare nel tratto a monte della derivazione, con possibilità informativa e divulgativa.
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI – Nitrati
Norme di Piano di Tutela. L’art. 21 recepisce le disposizioni del Regolamento9/R del 2002, previgente
al PTA, prevede l’aggiornamento e la revisione del piano d’azione e delle aree; l’art. 33 prevede un testo
normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la
biodiversità delle rive e trattenere l’inquinamento diffuso
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio
Informazione e divulgazione
-
R.2.1.2 Informazione/divulgazione verso il settore agricolo
Infrastrutturazione
-
R.4.1.3 Progetti operativi di riqualificazione-protezione fluviale
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque: realizzazione di
indagini in situ volte a verificare lo stato e l’evoluzione dell’ambiente acquatico ante-operam in seguito
all’attivazione della derivazione; il piano di monitoraggio include analisi chimico-fisiche e biologiche
(macrobenthos) delle acque ed è svolto in un punto a monte ed in uno a valle della traversa di presa. Il
monitoraggio è realizzato a partire dalla situazione attuale (allegato al presente progetto), durante la fase
di cantiere e per ulteriori due anni ad impianto funzionante.
Tali indagini forniscono un contributo importante perché permettono di approfondire le conoscenze relative allo stato ecologico - ambientale del corso d’acqua, in particolare nel tratto a monte della derivazione, con possibilità informativa e divulgativa.
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità
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IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI – Habitat
Norme di Piano. L’art. 23 delle Norme di Piano dispone la tutela degli ecosistemi acquatici di maggior
38
pregio tra cui sono compresi quelli ricadenti nei Siti di Interesse Comunitario (SIC) e l’art. 33 prevede un
testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la biodiversità delle rive e trattenere l’inquinamento diffuso
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.4.5/7 Ulteriore individuazione e disciplina aree a elevata protezione
Regolamentazione
-
R.3.1.1/2 Deflusso minimo vitale (DMV di 2a fase)
Infrastrutturazione
-
R.4.1.3 Progetti operativi di riqualificazione-protezione fluviale
Contributo positivo “Griselda”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Criticità “Griselda”
Si rimarca che l’area oggetto di intervento non presenta Siti di Interesse Comunitario limitrofi (cfr. elaborato A10) e l’impianto garantisce il DMV ambientale; non si rilevano criticità
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI – Acque idonee alla vita dei pesci
Norme di Piano di Tutela. L’art. 17 rientra nel Capo I dedicato agli obiettivi di qualità e riporta
l’impegno della Regione in merito alla raccolta dei dati funzionali alla classificazione e alla elaborazione delle misure e provvede all’aggiornamento delle reti anche sulla base delle nuove disposizioni europee; l’art. 19 designa le acque a specifica destinazione e prevede la individuazione di misure
specifiche per il conseguimento degli obiettivi.
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio
Regolamentazione
-
R.3.1.1/2 Deflusso minimo vitale (DMV di 2a fase)
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Realizzazione di una scala di risalita dell’ittiofauna: l’opera permetterà la riattivazione di una continuità fluviale ora assente e il ripristino di condizioni ambientali idonee alla presenza di specie acquatiche; inoltre sarà possibile verificare la presenza delle varie specie monitorando il loro passaggio
Criticità “Maira”
Non si rilevano criticità
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IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvione
40
Piano di gestione dei sedimenti PGS. Accordo sottoscritto in data 20/02/2007 tra RegionePiemonte,
Autorità di Bacino del fiume Po e AIPO in attuazione di deliberazione regionale del 2002 e della Direttiva dell’Autorità di bacino, approvato con D.G.R. n. 29-5268 del 12 febbraio 2007, nel quale vengono individuate le attività necessarie all’elaborazione del “Piano di manutenzione o Programma generale di gestione dei sedimenti” per la Regione Piemonte.
Piano Strategico Speciale Valle del Po (PSS). Il Progetto si propone, in un’ottica territoriale fortemente integrata (ossia coinvolgendo tutti i soggetti pubblici e privati), di sostenere il raggiungimento di obiettivi qualificanti per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle popolazioni insediate
nella valle, la tutela delle fasce fluviali, il potenziamento della rete ecologica e la conservazione
quali-quantitativa della risorsa idrica, promuovendo, al contempo, la fruizione delle risorse ambientali e storico/culturali e il turismo fluviale.
Misure del Piano di Gestione dei sedimenti
Il PGS si propone di effettuare l’analisi e la sintesi dell’assetto del corso d’acqua per evidenziare le criticità con particolare riferimento al trasporto solido; la definizione di obiettivi e gli interventi strutturali.
Misure del Piano Strategico Speciale Valle del Po
Linea di azione 1: Il riassetto idraulico, l’aumento della capacità di laminazione nelle fasce fluviali e la
ricostruzione morfologica dell'alveo di piena.
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e prevedendo la realizzazione di indagini delle acque
con conseguente controllo particolare del torrente (trasporto solido), non si rilevano criticità rilevanti.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Direttiva 98/8/CE sui biocidi
Norme di Piano di Tutela: l’art. 33 prevede un testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la biodiversità e trattenere l’inquinamento diffuso.
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio
Regolamentazione
-
R.3.1.1/14 Norme tecniche per la gestione e la tutela delle aree di pertinenza fluviale (art.41 del
D.Lgs. 152/99)
Infrastrutturazione
-
R.4.1.3 Progetti operativi di riqualificazione-protezione fluviale
-
R.4.2.3 Ricondizionamento (con chiusura selettiva dei filtri) o chiusura di pozzi multi-filtro
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione opere di compensazione ambientale lungo la fascia fluviale C
Criticità “Maira”
Non si rilevano criticità.
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IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque
42
Norme di Piano di Tutela. L’art. 5 prevede al comma 4 che il rilascio di provvedimenti di autorizzazione, concessione, nulla osta, permessi o altro atto similare sia subordinato al rispetto delle finalitàe degli
obiettivi del Piano. L’art. 17 stabilisce che l’acquisizione dei dati per la classificazione avviene tramite le
attività di monitoraggio, progressivamente integrata nel tempo a fronte di nuove necessità e modifiche
normative; l’art. 18 riporta gli obiettivi di qualità stabiliti per le acque. L’art. 22 tutela dal rischio di taluni principi attivi le aree designate come vulnerabili rispetto ai fitosanitari, dove si applicano le relative
proposte di intervento ed i Codici di buona pratica. L’art. 28 riguarda la raccolta di dati sulla qualità ed i
volumi scaricati. L’art. 33 prevede un testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo
le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la biodiversità e trattenere l’inquinamento diffuso; l’artt. 35 e
36 sono rivolti agli utilizzatori dei principi fitosanitari
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.1. Gestione e sviluppo inventario prelievi e scarichi - corpi idrici superficiali e sotterranei -
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio
-
R.1.4 Stati, trend e processi: sostanze pericolose in laghi e acque correnti
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Realizzazione di una scala di risalita dell’ittiofauna
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità rilevanti.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Misure volte a garantire un impiego efficiente e sostenibile dell'acqua, per non compromettere la
realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 4
Norme di Piano di Tutela. Il Titolo III – Misure di tutela quantitativa – riprende le azioni strategica in
materia di sostenibilità degli usi. L’art. 39 è la norma relativa al rilascio del deflusso minimo vitale
(DMV) in cui vengono trattate le modalità di calcolo e di applicazione i criteri di deroga e di controllo ed
incentiva la sperimentazione volontaria. L’art. 42 riporta le misure di risparmio che la Regione si propone di attuare per ridurre i consumi e migliorare la sostenibilità degli usi sia nel comparto civile che industriale che agricolo.
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.4.4/3 Progetto finalizzato “livello piezometrico sostenibile”
-
R.1.4.5/2 Sperimentazione di tecniche di risparmio idrico in agricoltura
Informazione
-
R.2.2 Attività di sensibilizzazione e esternalità/azioni-driver mirate a incidere su modelli culturali e comportamentali specifici
Regolamentazione
-
R.3.1.1/5 Risparmio idrico e uso razionale dell’acqua
-
R.3.1.1/10 Revisione regole operative invasi
-
R.3.1.1/17 Sostenibilità dell’uso idroelettrico
Infrastutturazione
-
R.4.1.7 Progetti operativi di ridestinazione e riuso acque reflue trattate
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Criticità “Griselda”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità rilevanti.
43
MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Misure utilizzate per i controlli sull'estrazione e l’arginamento delle acque
44
Norme del Piano di Tutela. L’art. 41 indica le motivazioni che rendono necessario tale obbligo, rinviando ad una disposizione attuativa la specifica dei soggetti tenuti all’obbligo e le modalità di trasmissione dei dati.
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.1. Gestione e sviluppo inventario prelievi e scarichi – corpi idrici superficiali e sotterranei
Completamento e aggiornamento catasti
Verifica/ottimizzazione dei meccanismi di autodenuncia delle letture di contatore (criteri-soglia,
modalità di aggiornamento-flusso-archiviazione dei dati)
Regolamentazione
-
R.3.1.1/9 Misura delle portate e dei volumi prelevati
Contributo positivo “Maira”
Presso l’opera di presa e il canale di scarico installazione e manutenzione di dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua derivati e restituiti, e trasmissione dei risultati delle misurazioni, ai sensi del Regolamento 7 R del 2007
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Misure volte a garantire condizioni idromorfologiche del corpo idrico adeguate al raggiungimento
dello stato ecologico prescritto
Norme del Piano di Tutela. L’art. 23 dispone la tutela degli ecosistemi acquatici di maggior pregio
ambientale e naturalistico posti nelle aree ad elevata protezione (SIC, ZPS, Parchi, altre aree specificatamente designate) attraverso la identificazione di misure di limitazione degli usi, con l’eccezione del soddisfacimento idropotabile. L’art. 33 prevede un testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la biodiversità delle rive e trattenere
l’inquinamento diffuso. Il titolo II delle Norme di Piano è dedicato alla tutela quantitativa tramite il Deflusso minimo vitale (art. 39), il riequilibrio del bilancio idrico (art. 40, obblighi di installazione dei misuratori di portata (art. 41 e misure per il risparmio idrico (art. 42).
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.1. Gestione e sviluppo inventario prelievi e scarichi – corpi idrici superficiali e sotterranei
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio: Integrazione e finalizzazione della rete idrometrica/piezometrica e della rete di rilevamento delle caratteristiche qualitative
-
R.1.4.2/1 Indicatori ecosistemici funzionali all’applicazione del DMV: tipologia e standard di riferimento
Regolamentazione
-
R.3.1.1/1 Deflusso minimo vitale (DMV di base)
-
R.3.1.1/2 Deflusso minimo vitale (DMV di 2a fase)
-
R.3.1.1/5 Risparmio idrico e uso razionale dell’acqua
-
R.3.1.1/14 Norme tecniche per la gestione e la tutela delle aree di pertinenza fluviale (art.41 del
D.Lgs. 152/99)
-
R.3.1.1/17 Sostenibilità dell’uso idroelettrico
Infrastrutturazione
-
R.4.1.2 Interventi strutturali per razionalizzazione prelievi a scopo industriale/idroelettrico
-
R.4.1.3 Progetti operativi di riqualificazione-protezione fluviale
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IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Presso l’opera di presa e il canale di scarico installazione e manutenzione di dispositivi per la misu46
razione delle portate e dei volumi d’acqua derivati e restituiti, e trasmissione dei risultati delle misurazioni, ai sensi del Regolamento 7 R del 2007
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Realizzazione di una scala di risalita dell’ittiofauna: l’opera permetterà la riattivazione di una continuità fluviale ora assente e il ripristino di condizioni ambientali idonee alla presenza di specie acquatiche
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità rilevanti.
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Misure adottate per il controllo e la riduzione dell'immissione delle sostanze prioritarie
nell’ambiente idrico
Norme del Piano di Tutela. L’art. 5 prevede al comma 4 che il rilascio di provvedimenti di autorizzazione, concessione, nulla osta, permessi o altro atto similare sia subordinato al rispetto delle finalità e
degli obiettivi del Piano. L’art. 17 stabilisce che l’acquisizione dei dati per la classificazione avviene
tramite le attività di monitoraggio, progressivamente integrata nel tempo a fronte di nuove necessità e
modifiche normative; l’art. 18 riporta gli obiettivi di qualità stabiliti per le acque. L’art. 22 tutela dal rischio di taluni principi attivi le aree designate come vulnerabili rispetto ai fitosanitari, dove si applicano
le relative proposte di intervento ed i Codici di buona pratica. L’art. 28 riguarda la raccolta di dati sulla
qualità ed i volumi scaricati. L’art. 33 prevede un testo normativo per la disciplina degli usi e degli interventi lungo le fasce fluviali con lo scopo di migliorare la biodiversità e trattenere l’inquinamento diffuso
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Conoscenza
-
R.1.1. Gestione e sviluppo inventario prelievi e scarichi - corpi idrici superficiali e sotterranei -
-
R.1.2 Gestione e sviluppo del sistema regionale delle reti di monitoraggio:
-
R.1.4 Stati, trend e processi: sostanze pericolose in laghi e acque correnti
Contributo positivo “Maira”
Realizzazione indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque
Presso il canale di carico e il canale di scarico installazione e manutenzione di dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua derivati e restituiti, e trasmissione dei risultati delle misurazioni, ai sensi del Regolamento 7 R del 2007
Applicazione del DMV ambientale secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2
Criticità “Maira”
Essendo il tratto sotteso del corso d’acqua limitato, e trattandosi di impianto che non prevede l’utilizzo di
prodotti inquinanti, non si rilevano criticità.
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MARTINO P. & D. S.R.L.
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
ANALISI DEGLI IMPATTI –
Misure supplementari ritenute necessarie per il raggiungimento degli obiettivi fissati
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Norme del Piano di Tutela. L’art. 10 delle norme di piano elenca gli strumenti di cui il Piano dispone
per la sua attuazione (disposizioni di attuazione della Giunta Regionale, strumenti di pianificazione ed
atti di programmazione, adeguamento dei PRGC, direttive di indirizzo della Giunta verso gli Enti Locali,
procedure negoziate, Contratti di Fiume). L’art. 39 chiarisce la definizione di DMV e le condizioni di rilascio, rimandando ad una norma attuativa la disciplina di dettaglio; l’art. 42 sono volti ad ottimizzare la
tutela quantitativa della risorsa tramite una migliore gestione e individua strumenti di risparmio idrico.
Le misure di area di cui all’art. 43 affrontano le specifiche criticità di ogni area idrografica in cui è suddiviso il territorio regionale
Misure del Piano di Tutela delle Acque
Regolamentazione
-
R.3.1.1/2 Deflusso minimo vitale (DMV di 2a fase)
Contributo positivo “Maira”
Applicazione del DMV ambientale (secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2)
Criticità “Maira”
Non si rilevano criticità
COMPATIBILITÀ CON IL PIANO DI GESTIONE DEL DISTRETTO IDROGRAFICO PO
IMPIANTO IDROELETTRICO «MAIRA»
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CONCLUSIONI
Le analisi e le elaborazioni condotte nell’ambito del presente studio hanno permesso di delineare gli effetti prevedibili dalla realizzazione e gestione delle opere, secondo le varie aree analizzate, e di predefinire il livello di compatibilità dell’intervento con il piano di Gestione del distretto idrografico del
fiume Po.
In sintesi:
1. il progetto prevede la realizzazione di indagini in situ con analisi chimico-fisiche e biologiche delle acque;
2. presso l’opera di presa e il canale di scarico vi sarà l’installazione e la manutenzione di dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua derivati e restituiti, e trasmissione dei risultati delle misurazioni, ai sensi del Regolamento 7 R del 2007;
3. a valle della derivazione vi sarà il rilascio di DMV ambientale, cioè modulato secondo il Regolamento 8/R del 2007 art. 3 comma 2;
4. è prevista la realizzazione di una scala di risalita dell’ittiofauna, che permetterà la riattivazione di una continuità fluviale ora assente e il ripristino di condizioni ambientali idonee alla presenza di specie acquatiche
Considerato quanto esplicitato nel presente documento che il tratto sotteso del corso d’acqua risulta essere fortemente compromesso da un punto di vista ecologico - ambientale, l’impianto idroelettrico proposto può rappresentare un ulteriore strumento di controllo dell’ambiente idrico e dell’andamento
idrologico del t. Maira, in grado di garantire miglioramenti da un punto di vista ecologico – ambientale, ripristinando e/o tutelando gli ecosistemi acquatici e la fauna acquatica presente, promuovendo
un ripristino ambientale (come richiesto dalla Legge regionale 37/2006), e incrementando la rete ecologica (come esplicitato nel Piano Strategico Speciale Valle del Po).
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