Don Paolo un dono per la Chiesa Don Paolo un dono per la Chiesa

DOMENICA 29 GIUGNO 2014
FESTA DEL GIUBILEO
SACERDOTALE DI
MONS. SILVANO MOTTA
Cinquant’anni di felice ministero
a servizio di Dio e della Chiesa
Venerdì 27 giugno - ore 20.30
al Santuario della Madonna dei
Vignoli Rosario Eucaristico
nel giorno anniversario
dell’Ordinazione Sacerdotale
di mons. Silvano Motta
Concerto con le Corali
“S. Cecilia” e
“Don Luigi Fari”
in onore di
mons. Silvano
e pro-restauro
dell’organo
Domenica 29 giugno
ore 8.30 S. Messa di
mons. Silvano nella
Chiesa di S. Salvatore
ore 10 S. Messa
solenne in Basilica
ore 11.15 Aperitivo
aperto a tutti nel cortile
della Casa Prepositurale
con la presenza del
“Corpo Musicale S. Cecilia”
anno XCII - n. 6-7-8 Giugno-Luglio-Agosto 2014 - periodico delle comunità cristiane di Seregno
Sabato 28 giugno
ore 21 in Basilica
Don Paolo
un dono
per la Chiesa
Il S. Rocco fa 150
Stampa & Grafica Sarigraphic -Seregno
Il 50° di mons. Motta
L’eredità del patriarca
ORARIO ESTIVO DELLE SANTE MESSE FESTIVE NELLA CITTA’ DI SEREGNO
SS. MESSE VIGILIARI (sabato pomeriggio e sera)
16.30
17.30
18.00
18.30
19.00
20.00
20.30
Don Gnocchi
Don Orione
Basilica - S. Ambrogio - S. Carlo - Abbazia
S. Valeria
Ceredo - Ospedale
S. Salvatore
Lazzaretto
SS. MESSE FESTIVE (domenica e festivi)
7.00
7.30
8.00
8.30
8.45
9.00
9.30
9.45
10.00
10.30
11.00
11.30
17.00
17.30
18.00
18.30
20.30
Don Orione
S. Valeria (sospesa ad agosto) - Basilica
S. Ambrogio - Lazzaretto - Ceredo - Abbazia
Sacramentine
Basilica
Ospedale - Istituto Pozzi
S. Valeria - Don Orione
Abbazia
Basilica - Lazzaretto
S. Ambrogio - S. Carlo - Ceredo - S. Salvatore
S. Valeria - Don Orione - Abbazia
Lazzaretto (sospesa ad agosto) - Basilica
Don Gnocchi
Don Orione
Ceredo (sospesa ad agosto) - Basilica - S. Carlo - Abbazia
S. Valeria
S. Ambrogio
In copertina: Don Paolo Confalonieri festeggiato dopo la sua prima messa nel santuario di
S. Valeria. (foto Volonterio)
ECCO LE VARIAZIONI ESTIVE NELLE SINGOLE PARROCCHIE:
«L’AMICO DELLA FAMIGLIA», PERIODICO DELLE COMUNITÀ CRISTIANE DI SEREGNO
anno XCII, 22 Giugno 2014, numero 6-7-8
S. Salvatore
dal 5 luglio la S. Messa del sabato anziché al mattino sarà celebrata alle ore 20.00; dal 6 luglio è sospesa la S. Messa festiva delle 8.30
Direttore responsabile: Luigi Losa; in redazione: Franco Bollati, Paolo Cova, Enrica Dell’Orto, Patrizia Dell’Orto,
Nicoletta Maggioni, Giovanni Marelli, Patrizia Mariani, Sabrina Parravicini, Elisa Pontiggia, Mariarosa Pontiggia,
Samuele Tagliabue e Paolo Volonterio; e-mail: [email protected]; amministrazione: Riccardo Ballabio;
abbonamenti: Buona Stampa San Paolo - c/o segreteria parrocchia S. Giuseppe - Piazza Libertà 6 - 20831 Seregno (MB)
telefono 0362 231308 o presso le segreterie delle altre parrocchie;
Stampa & Grafica: Sarigraphic E. Riva di M. Riva & C. snc, Via Gandhi, 10 - 20831 Seregno MB;
Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 93 dell’1/12/1987
Il prossimo uscirà domenica 7 settembre 2014
Basilica
dal 22 giugno al 28 settembre è sospesa la Messa delle 10.30 al S. Cuore in oratorio (riprenderà il 5 ottobre);
dal 21 giugno è sospesa la Messa vigiliare delle 20 ai Vignoli
S. Valeria
nel mese di agosto è sospesa la Messa festiva delle 7.30
Ceredo
dal 27 luglio a fine agosto è sospesa la Messa festiva delle 18.00
S. Ambrogio
dal 22 giugno a fine agosto le SS. Messe delle 9.45 e delle 11.15 sono sostituite da un’unica Messa alle 10.30
dal 6 luglio è sospesa la Messa delle 18.00
Lazzaretto
nei mesi di luglio e agosto è sospesa le Messa festiva delle 18.30 nel mese di agosto è sospesa la Messa festiva delle 11.30
1964: Il San Rocco compie 100 Anni
Giugno 1964, festa di san Luigi, monsignor Luigi Gandini, nella chiesa del Sacro Cuore addobbata a festa
celebra la messa del centenario.
GIUGNO2014
2014: Le feste per i 150 anni
Gli animatori della Zorama evento, durante un pomeriggio della festa del 150mo di fondazione dell'oratorio
San Rocco. (foto Volonterio)
Gli oltre 500 partecipanti alla terza edizione della
"San Rock ten" che si è disputata sabato 14 giugno,
sotto una pioggia battente. (foto Volonterio)
Don Samuele Marelli, responsabile diocesano degli
oratori a colloquio con monsignor Bruno Molinari
nella sacrestia del Sacro Cuore. (foto Volonterio)
Grande successo ha riportato l'iniziativa delle "Fate
Stralunate" con il giro in Fantamobile. (foto Volonterio)
Monsignor Armando Cattaneo, già assistente, è tornato
sui suoi "passi" a festeggiare il 150mo anniversario
dell'oratorio San Rocco circondato dai tanti amici.
(foto Volonterio)
Don Ferdy Mazzoleni, domenica 15 giugno, dopo la celebrazione dell'eucaristia nella chiesa del Sacro Cuore, ha
ritrovato i suoi giovani di quando era assistente prima
al maschile e poi al femminile Maria Immacolata.
GIUGNO2014
Editoriale
San Rocco, una storia infinità di gioventù
Il “miracolo” di un luogo dove non si è mai soli
Un mezzo e mai un fine sulla stada della fede
A Seregno praticamente da che mondo e mondo se dici
oratorio non puoi non pensare subito, in automatico, al
San Rocco anche se poi la festa che lo ha reso famoso è
quella di San Luigi.
E’ così da generazioni, anzi sono le generazioni ad avere
scritto la sua storia che ora arriva alla soglia dei 150 anni,
un traguardo storico per una autentica istituzione che
conserva intatto e quanto mai attuale il suo grande,
unico, inimitabile valore: quello educativo.
Sì perché al San Rocco, e lo posso testimoniare e confermare in prima persona, si impara ad essere bambini, poi
ragazzi, poi giovani e infine anche adulti, padri e madri
di famiglia e persino nonni.
Il San Rocco è un unicum di Seregno e praticamente di
tutta la Brianza se non dell’intera diocesi per la sua capacità di essere sempre nuovo e al contempo di non
saper perdere mai il filo della sua storia di luogo, anzi di
punto di riferimento per una vita cristiana che si dipana
dall’iniziazione alla fede alla sua maturazione e impegno,
attraverso chiamate vocazionali tra le più disparate, spirituali, lavorative e professionali, caritative e sportive, comunicative ed espressive.
Tutto questo lo si deve, è fuori di dubbio, alla Provvidenza che in ogni epoca, più o meno fortunata, ha sempre saputo creare le condizioni per cui al San Rocco ci
fosse sempre un prete ‘faro’, capace anzitutto di affascinare ragazzi e giovani, ormai senza distinzione di età ma
anche di sesso. Preti che hanno continuamente ‘innovato’ e ‘rinnovato’ con una dedizione totale che li ha oltremodo fatti crescere insieme a padri, madri e
soprattutto ‘figli’ e ‘figlie’ che a loro si sono affidati.
Il segreto di una così importante longevità che pare non
conoscere limiti e confini è forse proprio quello di essere una sorta di ‘miracolo’, nel senso di essere sempre
evento e luogo dello straordinario nella più assoluta normalità e quotidianità, di un campo di pallone o di basket,
di un bar o di un’aula di catechismo, di una chiesetta storica e silenziosa di riflessione e meditazione e di una
chiesona che risuona di canti e preghiere gioiose e piene
di vita, di un teatro e di un cinema, di una radio e di una
scuola, insomma di un posto dove si scopre che la vita è
bella, e che non si è mai soli.
L’oratorio San Rocco compie centocinquanta anni. Solo tre
anni di storia in meno dell’Italia. Non si sa bene come fosse
tanti anni fa. Oggi è un luogo splendido, dinamico, aggiornatissimo, uno degli oratori più grandi e più belli della diocesi. Pullula di proposte, di attività, di eventi, di formazioni,
di laboratori, di vacanze insieme per ragazzi e le loro famiglie. Negli ultimi anni le iscrizioni agli oratori estivi hanno
sfiorato e forse superato i settecento iscritti. La festa di San
Luigi è stata come sempre un successo di partecipazione. La
gente si è divertita, si è incontrata, è stata insieme. Sì, ma che
differenza c’è allora tra un bell’oratorio e un bel centro ricreativo qualsiasi? Qual è lo scopo dell’oratorio? Sulla porticina del tabernacolo della chiesa del Sacro Cuore è
raffigurato Gesù attorniato dai bambini e c’è una frase del
Vangelo: “Sinite parvulos ad me venire”, lasciate che i bambini vengano a me. Ecco, questo è il vero compito dell’oratorio: lasciare che i bambini - che nella logica evangelica sono
coloro che non contano nulla, gli emarginati e i senza diritti,
non i viziati che comandano i genitori - vadano a Lui. Lo
scopo dell’oratorio è di non trattenere i ragazzi perché la
strada della fede deve portare al Signore Gesù (e quanto nelle
nostre feste e nei nostri oratori - pure nelle catechesi - viene
pronunciato questo nome?). L’oratorio è un mezzo, mai un
fine. I giovani che vengono all’oratorio «ce li manda il Signore perché noi ci interessiamo delle loro anime. Tutto il
resto deve essere considerato come mezzo» scriveva Don
Bosco. Se lo scopo del nostro educare, del nostro raccogliere
soldi, del nostro offrire un servizio diventa per l’istituzione
stessa - che rischia di diventare un’azienda, una s.p.a. - e non
per Gesù Cristo combineremo ben poco. «Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori». Se si è soli
nell’impresa dell’educazione e dell’animazione, si farà poco
o nulla. Don Bosco scriveva ancora: «Diedi il nome di Oratorio a questa casa per indicare chiaramente come la preghiera
sia la sola potenza sulla quale dobbiamo fare assegnamento». Nell’oratorio si fa esperienza di Dio. Come il credente
si rivolge a Lui dicendogli “Padre nostro”, così un figlio ammirando il suo papà sporcarsi le mani mentre prepara sorridendo un panino alla salamella senza essere pagato,
impara cosa sia la gratuità, impara Dio.“Ha radici qui il mio
cuore” dice l’inno dell’Oratorio Estivo di quest’anno. Radici
non per essere statici e immobili, ma radicati nella terra
buona perché si possa essere agili e slanciati verso l’Alto il
cui nome è, ricordiamolo ancora, Gesù Cristo.
Luigi Losa
Samuele Tagliabue
GIUGNO2014
123
Chiesa Locale
Dalle origini ad oggi il S. Rocco ha visto molti avvicendamenti e trasformazioni
Un ambiente attivo e vitale, dal contatto con la realtà
sociale di fine '800 all'attenzione per le nuove generazioni
Nel 1864 prende avvio l'oratorio festivo per bambini, attiguo alla chiesetta dei SS. Rocco e
Sebastiano; l'attuale chiesa del Sacro Cuore risale al 1906 e la casa dell'assistente al '53
Le vicende dell'oratorio maschile San
Rocco sono strettamente legate a
quelle della chiesetta da cui prende il
nome. L'oratorio maschile è il punto di
riferimento di tanti eventi di Seregno.
L'istruzione popolare e professionale,
ne sono strettamente legate perché da
lí hanno preso origine.
Il primo nucleo della casa monastica
Olivetana e l'oratorio femminile hanno
avuto nell'oratorio maschile la loro culla.
Non ultimo evento la scelta dell'oratorio come luogo di riunione di tutte le
forze cattoliche che incominciavano
verso la fine dell'Ottocento, con don Albertario e Ludovico Necchi, a prendere
coscienza dei compiti sociali che lo attendevano.
L'unione diocesana milanese raccolse
tutte le associazioni operaie e agricole.
Per tali incontri non vi era luogo migliore dell'oratorio maschile, dove tanta
gioventù, venendo a contatto con
nuovi problemi sociali e politici, sentiva sottolineata da tanto entusiasmo la
necessità di pensare non solo a sé, ma
anche alla società in cui viveva.
L'oratorio era così direttamente innestato nel movimento sociale e politico
e diveniva sorgente di forze cattoliche
militanti e campo di addestramento
per le future responsabilità.
Il luogo, reso sacro dalle tombe di tanti
antenati, divenne nel 1867, il primo
temporaneo ospedale seregnese, dove
i colpiti dalla grave epidemia di colera
ebbero un'assistenza più degna di
quella riservata agli appestati nei tempi
precedenti.
E' nell'estate del 1864 che incominciarono i lavori di trasformazione dell'antica sede di San Rocco in locali idonei
ad ospitare la gioventù, organizzata in
oratorio festivo.
In precedenza, dopo l’inaugurazione
124
GIUGNO2014
Don Antonio Cantù.
della chiesa di S. Giuseppe del 1871, il
luogo scelto per il nuovo cimitero furono le vicinanze della chiesa di San
Rocco, che monsignor Verri chiamava
"interior" e che era sempre stato riser-
Don Giuseppe Cantù.
vato alla Scuola dei Disciplinati. Venne
ricavato un sotterraneo, nel quale per
un ventennio, attraverso cinque bocche ricoperte di marmo, venivano introdotti i cadaveri in altrettante
sepolture riservate al clero, ai confratelli, agli uomini, alle donne e ai bambini.
Chi ha assistito agli scavi delle fondamenta dell'attuale casa dell'assistente
ha ricordato di quanti resti vennero riportati alla luce.
L'ultima trasformazione anteriore all’inizio dell'oratorio festivo per bambini (1864) avvenne nel 1855. Il salone,
che un secolo prima era servito, secondo le informazioni lasciate da monsignor Verri, come chiesa interna ad
esclusivo uso dei Confratelli, fu diviso
in due locali-magazzeno. Sopra venne
ricavato un salone, destinato a diventare il luogo di riunione e di preghiera
per le giovani dell'oratorio femminile.
Sempre nel 1864 fu abbassato il livello
del cortile inferiore (parte sud) per liberare la chiesa e il fabbricato dall'eccesso di terra a tutto scapito
dell'integrità dei muri perimetrali dell'edificio. La traccia è ancora evidente
a nord dell'attuale cortile inferiore.
L'abbassamento si rilevò, per certe considerazioni, utile alla conservazione e
all'igiene dell'edificio, ma divenne
anche origine di gravi inconvenienti,
specie durante le copiose precipitazioni, per l'accumularsi di acque e di
fango che costituirono un ostacolo al
normale svolgesi dell'attività dell'oratorio.
Alle conseguenze ovviava nel 1959
monsignor Bernardo Citterio che diede
al grande cortile la definitiva sistemazione e alle acque il regolare deflusso
fino ad incanalarsi nei condotti di via
San Rocco.
Una delle date più importanti per la
vita dell'oratorio è quella del 20 feb-
Chiesa Locale
Don Silvio Corti.
braio 1865. In quell’anno il sacerdote
don Giuseppe Silva cedette un ampio
spazio di terreno attiguo ai locali dell’oratorio.
Fin dalla fondazione l'asilo festivo dell'adolescenza
ebbe
come
protettori, e lo
sono tuttora, la
Beata Vergine
Maria Immacolata e San
Luigi.
L'11 novembre
1864
venne inaugurato il nuovissimo oratorio.
Nel vasto cortile messo geDon Adolfo Masini. nerosamente a
disposizione
dalla liberalità dei benefattori si muovevano 300 giovani, che in precedenza
avevano a disposizione una piccola
aula concessa in via Paradiso. Per chiesetta veniva usato l'antichissimo oratorio dedicato ai santi Rocco e
Sebastiano.
Nel 1867 lo spazio e i locali dell'oratorio furono occupati per la violenza del
colera. Un'epidemia che cessò nel 1868
e, dopo aver ripulito e disinfettato i locali, furono riaperte le porte dell'oratorio, la cui vita iniziò più intensa. Alle
ragazze fu assegnato il salone inferiore
dietro l'altare e nel 1868 quello superiore, dopo che fu aperta una finestra a
mezzaluna, dalla quale poter partecipare alle funzioni religiose.
Nei 1868 vennero ampliati i locali del
fabbricato verso est.Al piano superiore
venne realizzato il primo teatro e in
quello inferiore la scuola festiva per
fanciulle. Nel 1872 venne avvertita la
necessità di un custode e sempre in
quell'anno l’oratorio si arricchì di altri
due saloni che vennero adattati a falegnameria e a dormitorio.
Altro problema era l'acqua per la presenza di 800 tra maschi e femmine. Il
20 febbraio 1875 dopo circa tre mesi
di ricerca si trovò la falda d'acqua. Nel
1877 venne costruita la casa dell'assistente, una costruzione che resistette
fino al 1950 e che si trovava nella posizione dell'attuale atrio del teatro San
Rocco.
L'oratorio San Rocco è stato anche il
primo nucleo di una casa Olivetana, nel
1884. Nel 1887 le ragazze lasciavano la
sede di San Rocco. Come assistente, a
don Antonio Cantù, subentrò il nipote
don Giuseppe Cantù, quindi don Carlo
Perego. Nel 1906 tra le contraddizioni,
soprattutto per il terreno scelto per la
sua erezione, nasceva la nuova chiesa
all’interno dell’oratorio dedicata al
Cuore del SS.Redentore, voluta dall’attivissimo don Antonio Girotti. Nel 1953
monsignor Ratti iniziava la costruzione
della casa dell’assistente, nel 1954 i lavori per la costruzione del cine-teatro
inaugurato il 2 febbraio 1957, nell’ottobre di quell’anno monsignor Bernardo
Citterio faceva abbattere il vecchio salone del cinema per edificare la scuola
arti e mestieri inaugurata il 1 gennaio
1959. All’inizio del 1966 monsignor
Luigi Gandini completava il salone del
cine-teatro con l’edificazione del palcoscenico; all’inizio degli anni ’90 decise
di riportare all’antico splendore la
chiesa del Sacro Cuore, benedetta nel
giugno 1995. Dieci anni dopo monsignor Silvano Motta rimetteva a norma
l’edificio di via Cavour.
GLI ASSISTENTI SAN ROCCO
1864-1890
don Antonio Cantù
1890 (pochi mesi)
don Giuseppe Cantù
1890-1892
don Carlo Perego
1893-1902
don Carlo Gianola
1903-1917
don Pietro Berra
1917-1919
don Carlo Maderna
1919-1929
don Silvio Corti
1929 (pochi mesi)
don Alberto Ghiringhelli
1929-1937
don Giuseppe Rimoldi
1937-1942
don Giuseppe Busnelli
1942-1954
don Adolfo Masini
1954-1960
don Giuliano Sala
1960-1964
don Pino Caimi
1964-1974
don Ferdinando Mazzoleni
1974-1988
don Armando Cattaneo
1988-1989
don Mauro Magugliani
1990-1998
don Maurizio Mottadelli
1998-2004
don Gaudenzio Santambrogio
2004-2009
don Stefano Perego
2009
don Gianmario Poretti
Paolo Volonterio
GIUGNO2014
125
Chiesa Locale
Per molti è stata la prima esperienza, per tutti un ricordo indelebile: sono i preti dell'oratorio
Un luogo educativo con una finestra aperta sul mondo
I 150 anni del “San Rocco” raccontati dai suoi assistenti
Il cine-teatro e il Sessantotto, gli intellettuali e i lavoratori, le feste di San Luigi e le Quaresime giovani.
E poi il restauro della chiesa, la fusione col Maria Immacolata: semplicemente, la storia di una comunità viva
DON GIULIANO SALA
(1954 - 1960)
“L’oratorio San Rocco è stato fondamentale per la mia vita sacerdotale. E’
stato il mio primo incarico dopo l’ordinazione e devo dire che è stata
un’esperienza molto positiva attraverso la quale ho potuto conoscere il
mondo dei ragazzi.
Ora i ragazzi che ho conosciuto sono cresciuti, sono diventati
uomini, ma penso che l’esperienza dell’oratorio non l’hanno
dimenticata.
Ricordo con piacere anni belli, seppur faticosi, frequentavano
l’oratorio più di mille ragazzi, una presenza assidua e costante. Ricordo che un inverno era venuta tanta neve che abbiamo perfino sciato in oratorio.
Poi accanto all’oratorio è sorto il cinema che è stato complementare alle varie attività perché tante cose si organizzavano
anche sfruttando la sala che si prestava a diverse iniziative.
L’oratorio San Rocco lo porto ancora oggi nel mio cuore e
non lo dimenticherò mai!”
126
DON PINO CAIMI (1960 - 1964)
Don Pino Caimi è giunto all’oratorio
San Rocco nel 1958, subito dopo l’ordinazione sacerdotale, affiancando
l’allora assistente don Giuliano Sala
fino al giugno 1960 quando mons.
Luigi Gandini gli affidò l’incarico di assistente dell’oratorio. Sacerdote brillante e innovativo, don Pino prese
molto a cuore l’educazione dei ragazzi e dei giovani per i
quali si spese a piene mani. Un sacerdote che non stava rinchiuso nel recinto dell’oratorio, ma la domenica pomeriggio
andava per le strade della città con la mitica “lambretta” a
raccogliere i ragazzi che “marinavano” l’oratorio.Tante le iniziative che promosse perché l’educazione cristiana dei ragazzi fosse il fulcro attorno alla quale ruotava l’intera attività
dell’oratorio.Tanto per citarne alcune: la Repubblica Ragazzi,
il Circolo Giovanile, il Palio dei ragazzi, l’oratorio estivo, le
varie attività formative e ricreative, le vacanze nei campeggi,
i diversi concorsi… Molti giovani, ora uomini, lo ricordano
ancora oggi, per i grandi insegnamenti di vita che da lui
hanno ricevuto.”
DON FERDINANDO MAZZOLENI
(1964 - 1974)
DON ARMANDO CATTANEO
(1974 - 1988)
“Sono stati anni veramente indimenticabili anche perché sono coincisi con
quelli della mia giovinezza.Già conoscevo l’oratorio San Rocco perché per
due anni vi ero stato mandato dal seminario la domenica pomeriggio per
dare una mano a don Pino. Per cui
quando il 31 luglio 1964 sono ufficialmente entrato come
nuovo assistente non mi sono trovato spaesato: già conoscevo
alcuni giovani e ragazzi. Quando tutto sembrava ormai avviato
fummo investiti da quel fenomeno che prese il nome di ‘68.
Ne assaggiammo le avvisaglie in occasione dell’inaugurazione
del teatro il 4 dicembre 1967, assediatati da una contestazione
che mai dimenticherò per tutta la vita.Di lì a poco la contestazione esplose e fu necessario serrare i ranghi per non crollare, ma l’oratorio fu il baluardo contro tutti e non crollò. Si
era creata tra i giovani e i ragazzi con il loro assistente una
compattezza, che mi ha dato modo di vivere anni splendidi,
che ho sempre più apprezzato, soprattutto quando ho dovuto
andarmene da Seregno: porto tutti ancora nel cuore.”
“Per chi lo frequenta gli anni dell’oratorio
sono tra i più intensi della vita!
Di questi 150 anni io ne ho vissuti 14 da assistente dell’oratorio Li abbiamo vissuti insieme. Io trascinato dentro dall’entusiasmo
e dalla generosità di tanti adolescenti, giovani,mamme e papà, nonni… Mi ricordo
che i giovani erano divisi in due gruppi: gli intellettuali che esigevano
contenuti e incontri e i lavoratori che schivavano la catechesi e preferivano costruire e organizzare. Per accontentarli tutti si arrivò a
riempire di contenuti le feste e si riusciva ad esprimere in modo concreto e talvolta clamoroso i concetti. I giovani erano di tale valore
che in 14 anni abbiamo avuto 12 prime messe! Il grande desiderio
era quello di arrivare ai “lontani”, cioè anche a chi in oratorio e in
parrocchia non veniva. Per arrivare a tutti s’è fatto prima la Polisportiva San Rocco, poi il Cinema, il Teatro, la Radio, la Quaresima Giovani
in TV. E le vacanze, in tenda, le facevamo a Parigi, in Grecia… perché
non volevamo davvero che i giovani cresciuti al San Rocco fossero
chiusi o sulla difensiva: eravamo una squadra tutta di attaccanti. Con
una squadra così magari non si vince, ma ci si diverte un sacco!”
GIUGNO2014
Chiesa Locale
DON MAURO MAGUGLIANI
(1988 - 1990)
DON MAURIZIO MOTTADELLI
(1990 - 1998)
“Quando un prete novello giunge in
una comunità cristiana, vi arriva con
tutto il bagaglio del proprio entusiasmo, ma anche dei suoi comprensibili
timori… La freschezza e le energie
degli inizi del ministero sono state
anche per me ciò che hanno determinato i miei primi passi da prete al San Rocco, unitamente,
però, alla trepidazione per una realtà oratoriana dalla grande
tradizione e con un intenso percorso di attività, iniziative,
organizzazione e percorsi educativi. Ricordo con tanto affetto i ragazzi e gli adolescenti dell’epoca e ripenso con gioia
ai momenti della preghiera della domenica pomeriggio nella
stracolma chiesetta di S. Rocco, pigiati e seduti anche per
terra perché la grande chiesa interna all’oratorio era allora
non agibile. Così pure la grande festa di S. Luigi, ma anche il
cammino ordinario durante l’anno, attraverso il quale anch’io sono cresciuto insieme ai “miei” ragazzi. Tutto questo
un prete non lo dimentica mai, statene certi; e i volti e le
persone ti rimangono sul cuore e ti cambiano la vita!”
“Agli otto anni trascorsi in oratorio San
Rocco sono legati alcuni ricordi molto
belli: la catechesi e le iniziative per i ragazzi con eventi che si ripetevano
quasi mensilmente, tanto per citarne
alcune (festa d’apertura, Corteo dei
Magi, l’oratorio feriale, il campeggio
per i ragazzi, gli incontri per le giovani coppie di sposi…) e,
in sintonia con tutto ciò, l’attività del Teatro San Rocco e le
altre associazioni. Ma tutto ciò è la normale vita di un oratorio. La cosa che mi ha coinvolto maggiormente però è stato
il lavoro per la stesura di un Progetto educativo dell’oratorio.
Perchè non basta frequentarlo, bisogna capire che cosa deve
essere e quale obiettivi educativi si prefigge. L’iniziale esperienza di una comunità che si riscopriva educante e la collaborazione di tante persone che credevano in quei principi
restano i ricordi più significativi. L’icona di tutto ciò rimane
la Chiesa del Sacro Cuore: pensata e voluta da sempre come
il cuore dell’oratorio e restaurata, soprattutto per volontà e
impulso di mons. Luigi Gandini.”
DON GAUDENZIO SANTAMBROGIO
(1998 - 2004)
DON STEFANO PEREGO
(2004 - 2009)
“Il san Rocco è stato il mio primo oratorio, nella parrocchia alla quale sono
stato destinato da prete novello. Sono
arrivato in un pomeriggio dell'oratorio
feriale: quei primi momenti me li ricordo benissimo, sono uno dei passaggi
più intensi della mia vita. Ebbi l'impressione di una grande “industria”, con molte attività, realtà, associazioni legate al S. Rocco. Mi resi conto anche della presenza
di tante persone attente e desiderose di collaborazione. Senza
la presenza e l'affetto dimostrato da subito, mi sarei facilmente
spaventato per le tante attività che richiedevano la mia presenza. 150 anni dicono una storia lunga costruita da tanti “pezzetti” di vita e di energia spesa perché le giovani generazioni
possano ricevere la cura della comunità cristiana, che vuole testimoniare la fede nel Signore Gesù e favorire l'incontro personale con Lui. È un compito mai finito! A tutte le persone che il
S. Rocco “contiene” va il mio augurio e la mia preghiera perché
possano essere strumento per insegnare ai giovani ad amare il
Signore. Coraggio, fede, avanti sempre!”
“150 anni di San Rocco: il ricordo indietreggia d’una decina d’anni, quando
prete novello giunsi tra gli amici che
mi avrebbero tirato grande, mentre io
li avrei visti crescere in fede e carità,
insieme animati dalla certa speranza di
chi segue Gesù. C’era un tale intreccio
di storie – e di storia, come quella che insegnerò in Seminario
– da rimanere a bocca aperta. Trovai quella “casa” un poco a
soqquadro per i lavori di ristrutturazione che mons. Motta
presentò al Vescovo Dionigi in un’eucarestia traboccante di
gioventù e famiglie. Il Cardinale la ricorda ancora, al pari delle
orme sul pavimento del Sacro Cuore. Su ogni orma c’era la
preghiera di un bimbo, di un adolescente, di un giovane, di
un papà e di una mamma accanto ai quali stare con timore e
stupore, scoprendo i passi per il cammino di ciascuno. E se,
al pari del ragazzo del Vangelo, seppi dar loro i miei cinque
pani e due pesci – Cos’è questo per tanta gente?- il Signore
Gesù fu sempre in mezzo a noi, pronto ad amare chi dona
con gioia.”
GIUGNO2014
127
Chiesa Locale
Dall’ordinazione in Duomo alla prima messa a Santa Valeria la festa di una intera comunità
Il “Magnificat” di don Paolo Confalonieri in santuario:
“Mamma prega per me perchè sia un prete santo”
Monsignor Bruno Molinari e don Lino Magni hanno sottolineato il valore e l’importanza
del dono del sacerdozio. L’abbraccio gioioso dei parrocchiani al loro novello
Con il cuore pieno di gratitudine e
di grande gioia, la comunità parrocchiale di Santa Valeria ha festeggiato
la prima Messa di don Paolo!
Sabato 7 giugno, una nutrita rappresentanza di seregnesi, guidati da don
Giuseppe, ha partecipato alla cerimonia dell’ordinazione nel Duomo
di Milano, per accompagnare nella
preghiera e nell’affetto i ventisei diaconi, tra i quali il nostro don Paolo,
che venivano eletti e ordinati presbiteri per il servizio del Popolo di Dio.
L’Arcivescovo card. Scola, durante la
sua omelia, ci ha ricordato che, tramite il loro ministero, lo stesso Gesù
Cristo nello Spirito si fa presente sacramentalmente nell’oggi della storia. I gesti, propri del sacramento
dell’ordine, dell’imposizione delle
mani, della vestizione degli abiti sacerdotali, dell’unzione delle mani e
dell’obbedienza al Vescovo, ha reso
tutti consapevoli di quanto stava avvenendo, aiutati anche dalla profusione dello Spirito Santo, sceso
abbondantemente sui candidati al
sacerdozio.
Al termine della cerimonia abbiamo
accolto don Paolo all’uscita dell’Arcivescovado, con striscioni e con il
tradizionale “lancio in aria” del sacerdote novello, (a significare che con
l’ordinazione è lanciato verso nuove
avventure ma sempre con il sostegno di qualcuno) rivolgendo a lui calorosi saluti, carichi di affetto e di
gratitudine.
Poi, insieme a don Paolo, siamo ritornati a Seregno, dove nel santuario di
Santa Valeria ci aspettavano tante
altre persone.Accolto sul piazzale da
una folla festante e da don Lino, don
Paolo ha presieduto un breve e in-
128
GIUGNO2014
tenso
momento comunitario
di
preghiera, aiutato dagli altri
due seminaristi
di Seregno, Simone e Giovanni. Il calice
di don Paolo
(con incisa l’immagine della
Madonna di S.
Valeria), portato all’altare da
papà Ambrogio, è stato ben e d e t t o . Don Paolo con, da sinistra, don Simone Arienti, Giovanni
Insieme
ab- Calastri e Simone Sormani.
biamo ringraziato il Signore
cantando il Te
Deum per il
nuovo sacerdote e ci siamo
affidati a Maria
perché lo custodisca e lo
protegga.
In serata, presso
l’oratorio di via
Wagner, i giovani hanno organizzato una
cena con don
Paolo e, poi, Da sinistra mons. Bruno Molinari, don Piero Maria Mastroviti,
hanno accolto don Paolo e don Lino Magni.
tutta la comunità con un rinfresco e un intrattenimento nel la figura del sacerdote. Attraverso
salone teatrale. Lo spettacolo, in l’uso di video, giovani, adulti di ogni
onore di don Paolo, ha voluto trac- età e sacerdoti hanno cercato di riciarne la sua biografia e la storia spondere a domande quali chi è il
della sua vocazione, e approfondire prete, come dovrebbe agire, cosa ci
Chiesa Locale
si aspetta da lui, quali sono gli aspetti
positivi e negativi della vita sacerdotale. E’ stata una serata divertente ma
molto seria nei suoi contenuti, che
non solo ha strappato la risata o l’applauso, ma anche la riflessione.
Domenica 8 giugno alle ore 11 la
prima Messa solenne di don Paolo
ha visto la presenza di numerosi sacerdoti concelebranti, seminaristi,
chierichetti e un santuario straripante di fedeli.
Monsignor Bruno Molinari, a nome
della comunità di S.Valeria, insieme a
tutta la città di Seregno, rappresentata
dalle sue istituzioni e dai rappresentanti delle associazioni presenti, ha introdotto la celebrazione manifestando
la gioia di tutti per il dono del sacerdozio di don Paolo e si è augurato che
tanti altri giovani, accogliendo il dono
dello Spirito, possano, con il suo esempio, rispondere alla chiamata del Signore.
Durante l’omelia, don Lino, ricordando la sua prima Messa, avvenuta
più di sessant’anni fa, ha cercato di indovinare i pensieri e le domande di
don Paolo in quel momento. La tanta
emozione rende difficile l’immediata
consapevolezza della portata del mistero che si sta celebrando, l’Eucaristia. Con il tempo verrà una migliore
comprensione. Perché il Signore ha
chiamato proprio me? Don Lino non
riesce a dare una risposta neppure
dopo tanti anni. Perché la mia
mamma non è qui oggi? Pensando
alle figure evangeliche di Marta e
Maria, mamma Maria Rita non è qui
con noi affaccendata come Marta, ma
sarà in contemplazione presso Dio
come Maria, a sostenere il cammino
sacerdotale di don Paolo. Don Lino
ha, poi, espresso quanto ha capito
dalla sua esperienza di sacerdote. Il
prete è un uomo di Dio che ha liberamente scelto di ascoltare la sua
chiamata, ha affidato la sua vita a Dio
e, senza rimpianto, ogni giorno si riaffida a Dio come strumento di comunione e di comunicazione dei
messaggi di Dio. Gli è risultato difficile far capire che il bravo prete non
è quello più organizzato, ma quello
che crede nella misericordia di Dio e
la dona ogni giorno.
A conclusione della celebrazione don
Paolo ha voluto esprimere gratitudine scrivendo il suo Magnificat. Ha
reso grazie a Dio che lo ha scelto fin
dal grembo di sua madre: “Mamma,
prega per me perché sia un prete
santo”; ha pregato perché il Signore
custodisca papà Ambrogio il più possibile. Ha ringraziato la comunità di
Santa Valeria che ha nel cuore e don
Lino che gli ha insegnato che il prete
è soprattutto un uomo. Ha voluto ricordare la comunità del seminario
che gli insegnato molto e tutti i sacerdoti che lo hanno sostenuto nel suo
cammino. Ha, infine, chiesto di pregare perché vi sia il dono di tante
altre vocazioni.
Poi, è seguito sul piazzale il rinfresco
e presso il Buffet del Pellegrino il
pranzo comunitario con oltre trecento persone.
Nel pomeriggio don Paolo ha celebrato la Messa vespertina (“la mia seconda Messa”) con la celebrazione di
due battesimi. In serata la processione
per le vie della parrocchia con l’effigie della Madonna di S.Valeria, che ha
visto una grande partecipazione di
popolo. Al termine, in santuario, don
Paolo ha affidato nuovamente il suo
cammino di sacerdote alla Madonna.
Lunedì 9 giugno, con la presenza
anche del vicario di zona monsignor
Patrizio Garascia, don Paolo ha celebrato la Messa in ricordo di tutti i defunti della parrocchia. Ha ricordato
le tante persone sia della sua famiglia, sia della comunità, che non
sono più tra noi e che lo hanno sostenuto, in particolare il sagrestano
Carlo, a cui deve l’aver imparato
cosa vuol dire servire all’altare.
La comunità di Santa Valeria è grata
a don Paolo per il grande dono della
sua ordinazione sacerdotale e per
averle fatto vivere, in queste giornate
intensissime di emozioni, una “forte
esperienza” di Chiesa.
Le mie radici tra di voi
Paola Landra
vostro don Paolo
Carissimi amici di S.Valeria,
domenica scorsa, al termine della
mia prima messa, vi ho detto che
un prete nel suo armadio dovrebbe
sempre avere una veste, segno della
fedeltà a una tradizione, e uno
zaino di montagna, segno del desiderio di puntare sempre in alto. Venerdì sono andato a celebrare la
messa in cima al Resegone. Dall’alto
guardavo la pianura e pensavo che
ho donato la vita all’intera chiesa
ambrosiana. La vita di un prete,
l’ho già intuito e sperimentato negli
anni di seminario, comporta inevitabilmente degli arrivi e delle partenze nonché la fatica del distacco.
Ma le proprie radici non si dimenticano. Senza radici, senza memoria
non si può andare avanti. E non dimenticherò mai la mia infanzia, la
mia adolescenza e i miei anni di seminario passati all’ombra del nostro campanile e sotto lo sguardo
della nostra Madonna. E soprattutto
non potrò mai dimenticare gli
scorsi giorni di festa, unici nella
loro bellezza, nei quali tutti abbiamo reso grazie al Signore per il
grande dono di un figlio chiamato
a diventare sacerdote. Ho visto una
comunità ricca, viva, grata. Vorrei
ringraziare davvero con tutto il mio
affetto tutti coloro che hanno partecipato alle celebrazioni e ai festeggiamenti e soprattutto i tanti amici
che hanno speso tempo ed energia
per la buona riuscita di tutta la
festa. Cari amici, inizia per me un
nuovo cammino a tempo pieno
nella comunità di Vedano ma vi
prometto che mi ricorderò sempre,
in ogni eucaristia, con tanta gratitudine, della comunità che mi ha
generato alla fede e che ha accompagnato la mia vocazione.
Con tanta commozione nel cuore vi
auguro ogni bene e vi benedico!
GIUGNO2014
129
Chiesa Locale
Don Sergio Dell’Orto, prima parroco e ora vicario riflette sul senso dell’anniversario
Ceredo: la memoria di comunità attraverso figure di preti
e laici che hanno lasciato un segno in 50 anni di storia
La parrocchia di San Giovanni Bosco elemento portante di tutto il quartiere a cavallo tra Meda
e Seregno pur nella consapevolezza di essere una periferia dove i problemi non mancano
“Pensando all’anniversario che ci apprestiamo a celebrare mi sono ritrovato a considerare come in fondo
cinquant’anni per una parrocchia
non sono poi tanti ma comunque un
tempo sufficiente per guardare con
attenzione al cammino fatto e al contempo a quello da compiere. Voglio
dire che seppure non siamo di fronte
a secoli di storia, si incomincia a formare una memoria di comunità con
un susseguirsi di figure non soltanto
di preti ma anche di laici che hanno
lasciato un segno in tutti questi
anni”.
Don Sergio Dell’Orto, da otto anni
alla guida della parrocchia di San Giovanni Bosco al Ceredo dapprima
come parroco e da un triennio come
vicario della comunità pastorale
Maria Madre della Chiesa riflette così
sul significato del 50° di consacrazione della chiesa e di istituzione
della parrocchia medesima in programma sabato 28 e domenica 29
giugno.
“Quando sono arrivato al Ceredo prosegue don Sergio - mi ha molto
colpito il senso di appartenenza al
quartiere e alla parrocchia sia da
parte delle famiglie per così dire storiche che di quelle di più recente formazione a seguito dello sviluppo
urbanistico a partire dagli anni ’80.
Qui tutti si sentono parte per davvero di una comunità coesa, omogenea, al di là della stessa frequenza alle
attività parrocchiali e questo al di là
del fatto che la parrocchia insiste su
due comuni, Seregno e Meda. Il confine proprio non viene percepito,
tutti si sentono prima di tutto del Ceredo. Il che non significa che non si
sia consapevoli di essere comunque
una realtà di periferia, tanto che
130
GIUGNO2014
Don Sergio Dell'Orto. (foto Volonterio)
spesso e volentieri si sente dire ‘vado
a Seregno’, piuttosto che ‘vado a
Meda’”.
Una identità forte dunque che nemmeno l’istituzione della comunità pastorale ha messo in discussione.
“Senza dubbio - osserva il vicario l’essere entrati a far parte di una comunità pastorale più ampia ha rappresentato e rappresenta una svolta,
se non altro perché sollecita a pensare in un modo diverso, a rapportarsi con altre parrocchie e realtà
conseguenti.Tutto questo è per molti
versi un aiuto ma anche un impegno
ulteriore che sta però dando i suoi
frutti.”
La parrocchia si sente insomma
quanto mai corroborata dalla sua crescita e maturazione spirituale che i
suoi pastori hanno via via saputo guidare, a partire dai compianti don
Paolo Farina, il padre-fondatore, e don
Giorgio Mondonico, e quindi don
Giuseppe Galbusera, tutti ancora
molto presenti nella memoria dei fedeli, sino a don Sergio Dell’Orto.
“La caratteristica che più contraddistingue la vita ma anche e soprattutto
le iniziative come le celebrazioni - riprende don Sergio - è una sorta di
giovialità contagiosa. Mi ha molto colpito in proposito un episodio riferitomi una domenica mattina dopo la
messa da uno dei laici più impegnati:
era stato avvicinato da due persone
capitate in chiesa per caso che gli
avevano chiesto se per caso ci fosse
una festa particolare o se la partecipazione corale e gioiosa fosse proprio e sempre la stessa tutte le
domeniche”.
Certo i problemi non mancano
anche al Ceredo e il vicario non ne fa
mistero.
“La crisi colpisce duro anche qui e
sempre più gente viene a chiedere
aiuto alla nostra Caritas - sottolinea e poi come detto l’essere una periferia si vede e si tocca con mano in più
situazioni, dalla carenza di collega-
Chiesa Locale
menti allo stato di strade e marciapiedi, alle condizioni delle scuole elementare e media. In più ci si metta il
fatto che i due comuni di Meda e Seregno proprio non dialogano: talune
scelte e situazioni viabilistiche ne
sono la riprova”.
La solidità della parrocchia costruita
in 50 anni di impegno e fedeltà si misura comunque nella vivacità di iniziative,
nella
frequenza
e
partecipazione, nelle stesse strutture.
“Nel nostro piccolo non ci manca
niente - dice don Sergio - anche se, ad
esempio con l’oratorio feriale ci ritroviamo a corto di spazi e siamo praticamente costretti a dire che non
abbiamo più posto: 250 ragazzi e 50
educatori sono una massa non indifferente che certo mi piacerebbe vedere frequentare la parrocchia anche
nel resto dell’anno. Con i giovani si
lavora bene e soprattutto in collaborazione con altre parrocchie. Lo
stesso gruppo sportivo, pur se autonomo, è una bella realtà e presenza.
Eppoi abbiamo la compagnia teatrale, un vero fiore all’occhiello non
solo per la sua bravura e i suoi successi ma anche per la scuola di teatro
che ha voluto e saputo avviare per i
bambini dai quattro anni in su: è un
elemento di aggregazione molto importante per lo stesso oratorio”.
Luigi Losa
La messa solenne celebrata dal vicario generale mons. Mario Delpini
La sera di sabato 28 un documentario sulle prime origini della chiesa
Due appuntamenti molto importanti e significativi costituiranno il
cuore delle celebrazioni per il 50°
di consacrazione della chiesa dedicata a San Giovanni Bosco e al contempo della istituzione della
omonima parrocchia.
La celebrazione eucaristica di domenica 29 giugno, alle 10,30, sarà
presieduta dal vicario generale della
diocesi, monsignor Mario Delpini, a
ricordo della consacrazione della
chiesa per mano dell’allora arcivescovo di Milano Giovanni Colombo.
La sera del giorno precedente, sabato
28 giugno, data della ricorrenza del
cinquantenario, in oratorio dopo la
consueta attività conviviale, alle 21
sarà presentato il documentario “Che
cosa c’è al Ceredo?” 1917-1964 - Il Ceredo prima della nascita della parrocchia. Si tratta di un paziente lavoro di
raccolta e ricerca di documenti
sulle origini della costruzione della
chiesa voluta dalla gente del luogo
e perseguita per decenni attraverso
carteggi, donazioni, raccolte di
fondi.
A settembre un dvd raccoglierà invece la storia dei 50 anni della parrocchia dalla posa della prima pietra
della chiesa sino ai giorni nostri.
GIUGNO2014
131
Chiesa Locale
Nel giorno di Pentecoste monsignor Bruno Molinari ha annunciato l'imminente nascita della nuova realtà
Sei parrocchie unite nel nome di San Giovanni Paolo II
a settembre prende vita la Comunità pastorale cittadina
Responsabile sarà il prevosto, gli altri sacerdoti saranno vicari territoriali o con incarichi pastorali
Scelto anche il logo: raffigura il volto sorridente di Papa Wojtyla con la Torre del Barbarossa sullo sfondo
Ormai è ufficiale: il prossimo settembre avrà inizio il cammino
dell’unica Comunità Pastorale Cittadina “San Giovanni Paolo II” formata dalle sei parrocchie della
città.
Mons. Bruno Molinari ha scelto di
rendere partecipe l’intera comunità seregnese di questa nuova realtà nella solennità di Pentecoste
distribuendo un pieghevole in
tutte le parrocchie che illustra i tratti caratteristici
della nuova comunità
pastorale.
“La Pentecoste - ha
sottolineato mons.
Molinari - è la festa
in cui accogliamo
il dono dello Spirito Santo che di
molti fa una cosa
sola, che aiuta a
valorizzare le diversità fondendole
in
una
autentica comunione per la missione.“
“Responsabile” della
nuova comunità pastorale sarà mons. Bruno
Molinari, parroco, prevosto e coordinatore di tutto
quello che riguarda la pastorale
della città.
Gli altri sacerdoti saranno “vicari”
territoriali della comunità pastorale
cioè vicari della parrocchia in cui
risiedono e/o “vicari” con incarichi
di settore pastorale.
La comunità pastorale sarà guidata
da alcuni organismi in parte già
sperimentati in questi anni nelle
due comunità pastorali: il Consiglio
132
GIUGNO2014
Pastorale, la Diaconia, il Consiglio
per gli Affari Economici, le commissioni pastorali cittadine (pastorale
giovanile, familiare, carità, liturgia,
evangelizzazione, missione e cultura), le consulte parrocchiali .
Che cosa cambierà? “A prima vista sot-
tolinea mons. Molinari - si potrebbe
dire che cambierà poco… ma forse
perché molto è già cambiato in
questi ultimi anni. Diverse sono infatti le esperienze di pastorale cittadina condivisa a livello cittadino:
gli esercizi spirituali, le giornate eucaristiche, le catechesi per gli
adulti, il coordinamento della Caritas, della pastorale giovanile, dei
percorsi di preparazione al matrimonio e alla Cresima per gli adulti,
i percorsi dei gruppi parrocchiali di
Azione Cattolica, del Movimento
Terza Età e delle Confraternite.
Sicuramente potranno nascere
nuove proposte soprattutto in ordine ad una pastorale più missionaria e ad una maggior
valorizzazione dei carismi
laicali presenti nella comunità, con un maggior
coordinamento delle
proposte pastorali
comuni sull’intera
città.”
La Comunità Cittadina avrà anche
un nuovo logo
opera del graphic
designer Lugi Belicchi. E’ un tondo
nel quale campeggia il volto sorridente di San
Giovanni Paolo II,
patrono di questa
nuova realtà pastorale.
Sullo sfondo vi è la torre
del Barbarossa che è il simbolo dell’intera città di Seregno.
A fianco un ramo d’ulivo, segno di
pace e di comunione tra le parrocchie, di bellezza e di fecondità di
una Chiesa aperta al mondo. I frutti
simboleggiano le sei parrocchie
che formano la Comunità Pastorale,
nutrite dall’unica linfa del Vangelo.
Patrizia Dell’Orto
Chiesa Locale
Domenica 29 giugno ricorderà in Basilica il suo giubileo d’oro di ordinazione sacerdotale
Monsignor Silvano Motta, prete da cinquant’anni:
“Ho sempre ricevuto molto di più di quanto ho dato”
Consacrato il 27 giugno del 1964 dal cardinale Colombo ne divenne, dopo dodici anni a Seveso,
il segretario per quasi un quinquennio e fu quindi parroco a Valmadrera e prevosto a Seregno
“In cinquant’anni di sacerdozio è sicuramente più quel che ho ricevuto
che quel che ho dato e mi rendo
conto che è stata soprattutto una grazia straordinaria che il Signore mi ha
donato”.
Monsignor Silvano Motta, per 17 anni
prevosto di Seregno, dal 1995 al
2012, si appresta a ricordare il giubileo della sua ordinazione, il 27 giugno
del 1964 per mano del cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano da poco meno di un anno e che
dodici anni dopo l’avrebbe chiamato
al suo fianco quale segretario per
quasi un quinquennio.
“Di quel giorno ricordo davvero
poco - ricorda mons. Motta - perché,
a differenza di quanto accade oggi
con i preti novelli che sono al centro
di tante attenzioni e festeggiamenti,
anch’io come i miei compagni di
messa eravamo un po’‘imbambolati’.
Per la verità ero invece pienamente
consapevole che il protagonista, il festeggiato non ero io ma un altro,
Gesù Cristo, al cui servizio affidavo la
mia vita. E debbo confessare che la
mia più grande soddisfazione dopo
tutti questi anni, anche nell’incarico
che mi è stato affidato ora della cura
dei sacerdoti anziani e malati, è quella
di aver sempre creduto che il Signore
si è sempre servito di me per ruoli e
compiti che mi erano scelti da altri”.
Monsignor Motta, che tornerà a Seregno domenica 29 giugno per festeggiare con la comunità che l’ha avuto
per ultima come pastore, si è ritrovato a vivere esperienze e avvenimenti diversi e insieme straordinari
nel segno di quella che è stata la
‘cifra’ del suo sacerdozio: l’obbedienza.
“Sognavo di fare il coadiutore, nel
Monsignor Silvano Motta.
modo più classico, in un oratorio e in
una parrocchia e in realtà non l’ho
mai fatto - confida -. Dopo l’ordinazione i superiori mi chiesero di occuparmi come economo e quindi come
rettore del seminario di Seveso. E nel
1976 quando il cardinal Colombo mi
chiese di fargli da segretario scoppiò
la vicenda dolorosa della diossina che
vide l’arcivescovo di Milano particolarmente vicino alle popolazioni colpite.Al suo fianco ho avuto poi modo
di essere testimone dei due conclavi
del 1978 con l’elezione prima di Giovanni Paolo I,Albino Luciani, e quindi
di Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla
che era tanto legato a Seregno. Ricordo bene le due ‘fumate bianche’
viste con i miei occhi in piazza San
Pietro. E se a Seveso ho avuto la fortuna di poter vivere con la comunità
del seminario e di maturare appieno
la mia vocazione, gli anni passati con
il cardinale mi hanno consentito di
vivere da vicino la dimensione della
Chiesa universale”.
Ma sono senza dubbio le successive
esperienze come parroco a Valmadrera e prevosto a Seregno ad avere
lasciato il segno più grande nella vita
sacerdotale di monsignor Motta.
“A Valmadrera - sottolinea infatti - ho
imparato cosa fosse per davvero una
comunità parrocchiale, a Seregno ho
vissuto pienamente l’evoluzione ecclesiale e pastorale che ha portato
alla formazione delle nuove comunità pastorali, il tutto passando attraverso tre grandi figure di arcivescovi
come Martini,Tettamanzi e Scola”.
Di Seregno, ultima tappa del suo cammino come pastore, Motta ha un ricordo sempre vivissimo: “Una realtà
di Chiesa viva, dinamica, di gente ancora ben radicata nella fede e dove
ho trovato una sorta di tranquillità
umana e spirituale”.
Ed ora? “Sto vivendo un sorta di
quarto tempo del mio sacerdozio,
bellissimo, che mi fa sentire valorizzato e ancora utile, sono contento,
anzi felice, e non mi posso nemmeno
concedere troppo alle nostalgie e ai
rimpianti, anzi”.
Luigi Losa
GIUGNO2014
133
Chiesa Locale
Luoghi e istituzioni legate alla figura del patriarca che per trent'anni ha vissuto a Seregno
La presenza attiva e lungimirante del cardinal Ballerini,
cuore e fondamento di realtà ancora vive e presenti in città
Dai monasteri benedettini alla posa della prima pietra ai Vignoli, dal Circolo S. Giuseppe
al collegio Ballerini, l'impronta di una significativa attenzione alla nostra comunità
Si avvicina poco alla volta il mese
di settembre, che come abbiamo
annunciato sarà ricco di eventi e
di novità. Uno dei momenti importanti è rappresentato dalle celebrazioni per il bicentenario della
nascita del Patriarca Paolo Angelo
Ballerini, di cui nei numeri precedenti abbiamo anticipato le iniziative nei loro vari aspetti.
Ma perché è così necessario ricordarci di celebrare questa ricorrenza? Cosa ci lega ancora oggi a
questo personaggio così singolare
e prezioso per la nostra città?
La risposta più evidente e più chiara è rappresentata da tutte quelle
realtà che sono presenti a Seregno,
e che per la loro storia sono fortemente legate alla figura del Ballerini, perché da lui volute, fondate,
e a lui dedicate.
La prima e più antica di queste realtà è quella delle Benedettine
dell’Adorazione perpetua del Santissimo Sacramento. Il Patriarca,
come scrive madre Thérèse Lamar,
è la risposta alla sua preghiera di
una casa che le permettesse di rimanere nella diocesi milanese. L’incontro tra i due avviene nel maggio
1880, e poco dopo madre Lamar e
due consorelle si stabiliscono a
Seregno. La comunità cresce, ricevendo dall’arcivescovo Calabiana
l’autorizzazione ad accettare novizie. Ma l’impegno del patriarca
in favore della nuova comunità è
appena iniziato. Nel 1886 acquista
un terreno per poter costruire un
vero e proprio monastero da donare alle benedettine. Il suo sostegno, economico e non solo, è documentato da una lunga lista di
spese e azioni, datate dal 1881 al
134
GIUGNO2014
1895; persino la
somma raccolta
dai cittadini di Seregno in occasione del Giubileo
sacerdotale del
patriarca venne
destinata a questa
opera. Tuttavia
questa prima comunità nel 1910
si trasferì a Ghiffa, a causa dei
problemi economici, e il monastero fu trasfor- L’Abbazia di S. Benedetto all’inizio del XX secolo,
mato in caserma prima degli ampliamenti ad opera dell’architetto Otdopo essere stato tavio Cabiati.
acquistato dal
Governo. La realtà religiosa per
cui il Patriarca si
era tanto speso
sembrava apparentemente chiudersi, ma una
nuova comunità,
proveniente originariamente da
Milano, subito
dopo la Prima
Guerra mondiale
occupò nuovamente questo
luogo, riuscendo
a riacquistare il
monastero; la Il Collegio Ballerini poco dopo il trasferimento nella
nuova comunità nuova sede di via Verdi.
delle Adoratrici
Perpetue vi ha riportato la vita re- schile, quella dei monaci olivetani,
ligiosa, facendolo tornare ciò a cui il cui monastero nacque grazie
era stato destinato fin dall’inizio. alla mediazione della madre reveAlla comunità femminile benedet- renda delle benedettine e l’appogtina fu affiancata anche una co- gio del Ballerini. Su sua sollecitamunità monastica benedettina ma- zione, nel 1884 l’abate Camillo Se-
Chiesa Locale
Di antica fondazione
balleriniana è anche
il “Circolo Cattolico
Seregnese”, nato il 1
gennaio 1888 per volontà del patriarca
sotto “la speciale protezione di San Giuseppe”; la sua data
di fondazione rende
il circolo la più antica
associazione di Seregno, oltre ad essere
il più antico circolo
culturale cattolico
della diocesi di Milano. Lo scopo dell’associazione, espresso
nei primi statuti, era
“promuovere il benessere religioso, Il Santuario della Madonna dei Vignoli.
morale e civile del
borgo, mediante una
vita privata e pubgelo pensò di intitolare a lui il
blica sinceramente cattolica”.
Ultima in ordine di costituzione, nuovo istituto. Il collegio che anma direttamente legata al nome cora oggi da prestigio a Seregno,
del Patriarca è la realtà del Collegio grazie all’arcivescovo Andrea Carlo
Arcivescovile “Ballerini”. Il Collegio Ferrari poté fregiarsi del titolo di
iniziò il suo percorso nel 1898 “arcivescovile”; successivamente,
per iniziativa del giovane sacerdote nel 1901, si trasferì nella nuova
seregnese don Angelo Longoni, sede di via Verdi, dove ancora oggi
che grazie al si trova.
sostegno mora- Infine è giusto ricordare un altro
le ed economi- luogo caro alla devozione dei seco della comu- regnesi, il Santuario della Madonna
nità cittadina dei Vignoli. Il Santuario nacque
brianzola riuscì prima dall’ampliamento di una picad avviare le at- cola cappella dedicata alla “Beata
tività didattiche Vergine della Vigna” e dalla sucpresso la prima cessiva ricostruzione di questa
sede, che si tro- chiesetta dopo che ne era avvenuto
vava in un edi- il crollo. La chiesa, che continuava
ficio del centro a celebrare e ringraziare il dono
storico di Sere- divino della fertilità terrestre e
gno, dove c’era spirituale, fu infatti inaugurata il 2
stato in prece- settembre 1876 dal patriarca Baldenza un altro lerini alla presenza del prevosto
Il monastero delle adoratrici perpetue in un’immagine convitto, che Comelli, che lo aveva accolto in
don Longoni città pochi anni prima.
di inizio del ‘900.
acquistò
in
blocco con tutElisa Pontiggia
gato della curia Arcivescovile per te le attrezzature. Essendo morto
l’anno prima il Patriarca, don Angli esami ai monaci ordinandi.
riolo visitò Seregno e incontrò
don Antonio Cantù, che nel frattempo dava assistenza e accoglienza presso l’oratorio S. Rocco ad alcuni giovani che avevano scelto
di fare vita celibe e comune. Questo
fu il cuore della fondazione a cui
diede vita il giovane padre Mauro
Maria Parodi, inviato nell’agosto
1884 dall’abate Seriolo. Inizialmente erano stanziati presso l’oratorio
poi, grazie all’interessamento del
Ballerini, furono acquistate 28 pertiche di terreno nella zona del Lazzaretto, dove nel 1889 si iniziarono
i lavori per la costruzione del monastero che dal luglio 1890 iniziò
ad accogliere i religiosi. La prima
pietra della chiesa monastica, che
ancora oggi è uno dei luoghi di
cultura e spiritualità di riferimento
per la nostra città, fu posta il 12
maggio 1892 da mons. Ballerini,
che nel 1894 la benediceva e dedicava l’altare della Vergine di Pompei, in attesa che il 23 ottobre
1895 venisse solennemente consacrata dal card. Ferrari. Il Ballerini
continuò il suo aiuto e sostegno
alla comunità curando la formazione teologica dei primi studenti
olivetani, come insegnante e dele-
GIUGNO2014
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Chiesa Locale
L’Ottolina Silva già a metà degli anni Sessanta all’avanguardia con l’insegnamento della lingua francese
Posato un alberello d’ulivo per ricordare i 50 anni
di una materna che è stata molto più di una scuola
E’ stato per anni centro e luogo vitale di aggregazione per il quartiere San Salvatore, con
oratorio, scuola di cucito, catechismo grazie alle suore dell’Adorazione del Sacro Cuore
Una luminosa e soleggiata giornata di
sole, sabato 24 maggio, ha fatto da
splendida cornice ai festeggiamenti
per il cinquantesimo anniversario della
fondazione della scuola d’infanzia Ottolina-Silva. Un evento ricordato in maniera semplice ed essenziale, senza alcuno sfarzo, inserito all’interno delle
attività di fine anno scolastico. Una
gran folla di genitori, nonni e parenti
s’è riversata all’interno del salone della
materna per assistere alla rappresentazione dei piccoli dal titolo “C’era
una volta Pollon” a cui è seguita la cerimonia di incoronazione dei remigini,
al termine le insegnanti Emanuela Mariani, Antonietta D’Errico e Chiara
Sgambellone attorniate dai bambini,
nell’ampio e verdeggiante giardino,
hanno messo a dimora un ulivo a ricordo della commemorazione del cinquantesimo. È seguito un intrattenimento musicale con la band “L’altra
generazione” e alle 19 grande pizzata
con bambini e genitori, mentre alle
20.30 è stata concelebrata una messa
di ringraziamento presieduta dal prevosto monsignor Bruno Molinari con
dom Giovanni Brizzi. La festa, sempre
sulle note delle più celebri canzoni
italiane eseguite dalla band, si è conclusa a notte fonda, tra la soddisfazione
dei numerosissimi partecipanti. Nato
e pensato nel 1961 come centro parrocchiale per la gioventù, l’edificio di
via Montello, è diventato dopo l’inaugurazione del 18 ottobre 1964, sede
della scuola materna Ottolina-Silva.
Meglio, dal 1964 al 1970-71, è stato
anche un centro di notevole aggregazione per tutto il popoloso quartiere.
La presenza delle quattro suore dell’Adorazione del Sacro Cuore di Gesù:
suor Ida, Marta, Maria Rosa e Maria
Margherita è stata polarizzante, in
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GIUGNO2014
Per ricordare il cinquantesimo di fondazione della materna Ottolina Silva i
bambini con le insegnanti hanno messo a dimora in giardino una giovane
pianta di ulivo. (foto Volonterio)
quanto oltre a svolgere la funzione di
educatrici per i bambini della materna,
la sera tenevano corsi di catechismo
(suor Marta) e taglio e cucito (suor
Maria Rosa), e la domenica l’edificio
si trasformava in oratorio. Ogni venerdì
mattina, poi, nella cappellina allestita
all’interno dell’abitazione delle religiose
veniva celebrata una santa messa, a
cui assistevano anche i fedeli del luogo.
La materna Ottolina-Silva, quand’erano
presenti le suore dell’Adorazione, svolgeva già un’attività didattica all’avanguardia. Le suore, infatti, insegnavano
ai bambini della materna il francese,
perché la loro congregazione era stata
fondata a Lione. Da lì si spiega anche
il perché la popolazione le conosceva
o le ricorda ancora oggi come “suore
francesi”.
“In quei primi anni di attività della
materna - ha ricordato Viviana Villa
Consonni - la nostra comunità di San
Salvatore era molto viva e le attività
erano ferventi, era un polo di attrazione
e di riferimento per tutti. Quell’aggregazione attualmente ci manca, sembriamo un popolo disperso incapace
di aggregarsi e di fare comunità nonostante le diverse iniziative organizzate.
Il quartiere si è molto popolato con le
costruzioni di nuove case, ma sembra
che ognuno faccia da sé e manchi del
senso di unione, compartecipazione
alla vita della zona. Negli anni Sessanta
la nostra chiesetta pullulava di fedeli,
tanto che avevano pensato di allungarne un pezzo, attualmente i fedeli
rimasti sono pochi rispetto ai residenti”.
Regge, invece, la materna OttolinaSilva che visto il crescere della domanda, avrebbe forse bisogno di altri
spazi per potersi espandere e soddisfare
le richieste. Attualmente le insegnati
sono tre Emanuela Mariani, in servizio
dal 1990; Antonietta D’Errico, in servizio dal 1993 e Chiara Sgambellone
presente dal settembre 2004.
Paolo Volonterio
Chiesa Locale
Numerose le proposte per le vacanze estive comunitarie all’insegna dell’autogestione
Tempo estivo per crescere in responsabilità e autonomia,
ritemprare il fisico e offrire allo spirito nuove motivazioni
Non solo mete e itinerari offerte a bambini, ragazzi e giovani: anche adulti e famiglie
possono condividere esperienze significative e porre le basi per future collaborazioni
Terminate le scuole, si apre un
tempo di vacanze ristoratrici. La
prima e più immediata proposta è
l’oratorio estivo, tempo di svago,
amicizia, gioco e tempo libero, ma
anche occasione di crescita, confronto e, perché no, di riflessione
e preghiera in un clima più sereno e disponibile. Da alcune settimane i bambini, e con loro un
folto gruppo di animatori generosi e motivati, “abitano” una
nuova casa, l’oratorio, e di essa si
prendono cura come se fosse la
loro stessa abitazione; ma il percorso proposto, “Piano terra”, invita a riflettere su un ospite
illustre delle nostre case, Dio che
è venuto ad abitare in mezzo a
noi.
E mentre le settimane scivolano
veloci, all’orizzonte si profilano le
vacanze proposte da oratori e comunità pastorali, rivolte a bambini, ragazzi, giovani, ma anche
agli adulti e alle famiglie che intendono vivere le ferie in una dimensione comunitaria. Le mete e
le modalità di gestione sono varie,
per lo più improntate all’autogestione e alla condivisione, all’assunzione
di
piccole
ma
significative responsabilità, che
aiutino nel cammino di crescita e
alla conquista della propria autonomia. Diverse le proposte di animazione e gli spunti di
riflessione, perché la vacanza diventi anche un tempo privilegiato
e ricco di esperienze interiori.
Ecco nel dettaglio, le proposte
dell’estate 2014.
Oratorio S. Rocco e Lazzaretto
Dove?
A Colere in Val di Scalve (Bg)
presso l’Hotel Plan del Sole (formula autogestione) - a 1500 m di altitudine
Quando e chi?
1° turno da domenica 13 a domenica 20 luglio per i bambini di
terza, quarta e quinta elementare;
2° turno da domenica 20 luglio a
domenica 27 luglio per i ragazzi
delle scuole medie.
Dove?
Pianosa, sull’omonima isola
Quando e chi?
Da lunedì 28 luglio a lunedì 4 agosto per gli adolescenti (1-2-3 superiore)
Dove?
Pellegrinaggio in Terra Santa:“Ti seguirò, Signore”- otto giorni itineranti sulle orme di Gesù
Quando e chi?
Dal 7 al 14 agosto, proposto ai
18/19enni e giovani in comunione
con tutti i giovani della Lombardia.
Oratorio S. Valeria e Ceredo
Dove?
A Casere di Cremeno in Valsassina
(Lc) presso la Casa Alpina Artigianelli (formula autogestione) - a 900
m di altitudine
Quando e chi?
Da domenica 13 luglio a giovedì 17
luglio per i bambini di terza e
quarta elementare.
Dove?
A Mezzoldo in val Brembana (Bg)
presso il rifugio Madonna delle
Nevi (formula autogestione) - a
1350 m di altitudine
Quando e chi?
1° turno da sabato 19 a sabato 26
luglio per i bambini di quinta elementare, prima e seconda media; 2°
turno da sabato 26 luglio a domenica 2 agosto per i ragazzi di terza
media, 1-2-3 superiore.
Oratorio S. Ambrogio e S. Carlo
Dove?
A Valledorizzo di Bagolino (Bs) (formula autogestione) - a 1200 m di altitudine
Quando e chi?
Da sabato 19 a sabato 26 luglio, per
bambini e ragazzi a partire dalla
terza elementare.
Da sabato 9 a sabato 16 agosto la
comunità parrocchiale del Ceredo organizza una vacanza comunitaria per le famiglie a Madonna di
Campiglio, località Campo Carlo
Magno (Tn) presso l’hotel Catturanino (pensione completa), a 1650
m di altitudine.
Un gruppo di famiglie dell’oratorio s. Rocco trascorrerà le vacanze dal 23 al 30 agosto in località
Malga Ciapéla, Rocca Pietore (BL),
presso l’hotel Principe (pensione
completa), a 1450 m di altitudine ai
piedi della Marmolada.
Infine, per una vacanza alternativa,
esiste anche la possibilità di un pellegrinaggio cittadino in Francia da lunedì 18 a sabato 23 agosto
al santuario del la Sallette, con
tappe a Briancon, Notre Dame del
Laus, Lione, Paray le Monial, Nevers,
Cluny e Ars.
Mariarosa Pontiggia
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Basilica San Giuseppe
Importanti appuntamenti di festa per la comunità nelle ultime domeniche di giugno
Dal novello don Paolo ai cinquant’anni di mons. Motta
in basilica è l’ora dei festeggiamenti… poi le vacanze
Sabato 28 giugno si terrà un concerto in Basilica in onore di mons. Motta, che il giorno dopo celebrerà
la solenne Eucarestia E a luglio la festa di San Salvatore, con la Messa celebrata dal padre Abate
Pur addentrandoci nel pieno tempo
dell’estate il cammino della vita parrocchiale propone ancora importanti
occasioni di festa.
Oggi, in Basilica, la comunità si stringerà attorno a don Paolo Confalonieri,
sacerdote novello, che celebrerà la
Messa delle 10.
Domenica 29 giugno sarà con noi
mons. Silvano Motta che ricorderà il
cinquantesimo di sacerdozio.
I festeggiamenti saranno preceduti venerdì 27 giugno, anniversario della
sua ordinazione sacerdotale, dalla recita del santo Rosario alle 20.30 nel
santuario della Madonna dei Vignoli.
Sabato 28 giugno alle 21 in Basilica
ci sarà un concerto in onore di mons.
Motta tenuto dalle corali “S. Cecilia” e
“Don Luigi Fari”.
Domenica 29 giugno alle 8.30
mons. Motta celebrerà la S. Messa
nella chiesa di San Salvatore; alle 10
presiederà la solenne celebrazione eucaristica in Basilica; seguirà alle 11,15
l’aperitivo aperto a tutti nel giardino
della casa prepositurale.
Un altro appuntamento sarà la tradizionale festa di San Salvatore che si celebrerà domenica 6 luglio con la
Messa alle 10 presieduta dall’Abate
dom Michelangelo Tiribilli.
In serata alle 20.30 compieta mentre
lunedì 7 luglio alle 20.30 S. Messa per
i defunti del rione S. Salvatore. Come
tradizione nei locali della scuola dell’infanzia sarà allestita la pesca di beneficenza e sarà in funzione la tavola
calda.
E’ questo un importante momento di
aggregazione e condivisione per gli
abitanti di questo quartiere che ogni
anno vivono con intensità e devozione questo momento di festa.
Tra gli appuntamenti dei mesi estivi ri-
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La cappella musicale Santa Cecilia, nella foto dello scorso anno durante i
festeggiamenti a dom Giovanni Brizzi, anche per l'imminente festa del
quartiere accompagnerà con i canti liturgici la messa solenne.
cordiamo la festa del Perdono d’Assisi
con l’acquisto della Santa Indulgenza
dal 1° agosto alla sera del 2 agosto, ci
sarà la possibilità di confessioni .
Nel mezzo del mese di agosto, sabato
16, ricorre la memoria di San Rocco
con le Messe celebrate nella chiesina
alle 7.30 e alle 9.
A luglio inizieranno anche i lavori di
restauro dell’organo della Basilica per
il quale la somma raccolta finora ammonta a circa 50mila euro. Si confida
ancora sulla generosità dei fedeli.
Ma l’estate è anche tempo di vacanze,
di riposo per una sana ricarica fisica
e spirituale.
“La sapienza antica del Qoélet - scrive
mons. Bruno Molinari nel suo augurio - dice che c’è un tempo per lavorare e un tempo per riposare. E
prima ancora c’è l’indicazione che risale addirittura alla creazione: “il settimo giorno Dio si riposò”.
Allora significa che le vacanze in qualche modo sono un “dovere”, una fonte
di rigenerazione e di crescita spiri-
tuale.
Per questo dobbiamo tutti augurarci
qualche spazio e tempo che sia vero
riposo, che ci permetta di fermare almeno un poco la frenesia di ogni
giorno e la “dittatura dell’agenda”, che
ci aiuti a ritrovare la ricchezza della dimensione interiore, che ci faccia gustare la gioia e la gratuità degli affetti
familiari e dell’amicizia, che ci renda
capaci di guardare con grata meraviglia la bellezza del creato.
Se il riposo è una grazia - e lo è davvero! - sentiamoci responsabili di
come vivremo il periodo più o meno
lungo delle ferie.
E ai molti che di questi tempi non potranno permettersi una vacanza - per
le ristrettezze economiche, per l’età,
per la salute propria o dei propri cari
- vorrei augurare, nonostante tutto,
presenze amiche che rendano meno
difficile la solitudine.
Felice riposo a tutti!”
Patrizia Dell’Orto
Parrocchia S. Ambrogio
Una festa molto particolare nella solennità di Pentecoste sottolinea la continuità educativa
La “staffetta” di comunione dello Spirito Santo:
la scuola chiude, l’oratorio spalanca le sue porte
Davanti a insegnanti, studenti e genitori da un lato e agli educatori del ‘feriale’ dall’altro si
è celebrato il passaggio di consegne tra le due realtà che è proseguito con la ‘camminata’
Domenica 8 giugno – solennità di
Pentecoste – si è svolta presso la
nostra parrocchia una bella giornata
di festa, significativamente intitolata
“La scuola va in vacanza; l’oratorio
continua la sfida educativa”.Abbiamo
infatti voluto festeggiare tutti insieme
sia la fine dell’anno scolastico, con
un particolare pensiero alla nostra
scuola parrocchiale, sia l’inizio delle
attività estive dell’oratorio.
La giornata si è aperta con la celebrazione della Messa delle 9.45. Era
presente – al completo – tutta la
nostra scuola parrocchiale (insegnati,
studenti e genitori), così come facevano bella mostra di sé, nelle prime
file, gli animatori dell’oratorio feriale
che, in tale circostanza, sono stati ufficialmente presentati alla comunità.
Ed è stato proprio bello vedere –
quando tutti gli adolescenti si sono
portati sull’altare per ricevere il loro
mandato educativo – come i ragazzi li
indicassero e li chiamassero, segno di
un affetto reale e per nulla scontato.
Nell’omelia ho voluto sottolineare
come uno dei primi doni dello Spirito
Santo sia la comunione. Mentre a Babele la superbia dell’uomo portò solo
all’insorgere della violenza e della divisione, a Gerusalemme – cinquanta
giorni dopo la Pasqua – tutti gli
uomini si ricomposero in unità nell’unico linguaggio dell’amore. Potessero le nostre scuole, i nostri oratori
e tutte le nostre comunità essere limpido riflesso di questo dono dello
Spirito!
La celebrazione è stata poi conclusa,
dopo la benedizione, dalla proiezione
di un breve video realizzato dai nostri
animatori. In modo originale e simpatico – come fosse la diretta di un
telegiornale – hanno provato a rac-
contare una giornata tipo di oratorio, mettendone in
luce i momenti
principali e le situazioni più particolari.
Terminata la celebrazione dell’Eucarestia, ci siamo
tutti ritrovati in
oratorio per dare
il via alla XXI
“Camminiamo insieme”, marcia non
competitiva lungo
le vie del quartiere. Sì è trattata di
una piacevole passeggiata di 3,5 km,
a cui hanno partecipato proprio tutti: bambini (anche
molto piccoli), ragazzi,
giovani,
mamme, papà e
anziani.
Una volta ritornati
in oratorio si era
già all’ora del pranzo, anche questo
condiviso insieme,
grazie all’opera di
molti papà e mamme che hanno Due momenti della giornata dedicata alla chiusura delle
sfoggiato le loro scuole e all’avvio delle attività estive dell’oratorio.
migliori doti culinarie.
E nel pomeriggio la festa è continuata. E così si è arrivati a sera, stanchi ma
Caccia al tesoro, trucca bimbi, pal- insieme anche pronti… pronti per
loncini, tornei di calcio fra genitori e iniziare bene – il giorno dopo – l’avfigli…; tutto ha contribuito a rafforzare ventura dell’oratorio feriale estivo!
quel clima di serenità e amicizia che
ci ha accompagnato lungo l’intera
Don Gabriele Villa
giornata.
Vicario C.P.
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Parrocchia Beata Vergine Addolorata
al Lazzaretto
L'opera, ricollocata nella chiesa, è stata benedetta durante la Messa vigiliare dell'Ascensione
Tornata al suo posto la statua della Madonna Addolorata
Sorpresa dopo il restauro: è stata realizzata nel ‘600
Nel segno di Maria anche il pellegrinaggio a Caravaggio, dove mons. Vincenzo Di Mauro
si è soffermato sulla vita della Madonna: il suo racconto l’ha fatta apparire più vicina
Durante la solenne messa vigiliare
dell’Ascensione è stata ricollocata
nel suo altare la statua originale
della Madonna Addolorata. Il lungo
e paziente lavoro di restauro ha
permesso di riportarla allo splendore iniziale, consentendo inoltre
di appurare che essa risale al 1600
e non al 1700 come si pensava.
Sotto il manto attuale, infatti, ne è
venuto alla luce uno più antico di
colore azzurro con stelle dorate.
La solenne benedizione e il canto
del Magnificat con don Norberto,
(che come lo canta lui non c’è
nessuno), hanno trasmesso ai presenti una piacevole emozione.
La sera dopo a Caravaggio, quasi
come un proseguo, il Vescovo
mons. Vincenzo Di Mauro ha tenuto una tenera omelia sulla Madonna che ce l’ha fatta sentire
ancora più vicina.
Appartengo serenamente, ma
anche orgogliosamente, al genere
femminile, lo dico intanto che ancora si può parlare di generi, e il
sentir raccontare la vita della Madonna come fosse la vita di una
qualsiasi di noi ai nostri tempi, mi
ha un po’ turbato. Poter paragonare il tuo quotidiano a quello di
Maria, rendersi conto che le tue
gioie e le tue difficoltà Lei le ha
provate tutte e anche di più, ti
concede la speranza che, se con
l’aiuto di Dio ce l’ha fatta lei, col
suo aiuto e con quello di suo Figlio puoi farcela anche tu.
Il racconto della vita di Maria ha
in vario modo colpito le signore
presenti. In pratica, una giovane
ragazza madre che deve affrontare
a testa alta i pregiudizi della gente
per aver avuto fiducia nell’annun-
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cio di un angelo. Le difficoltà quotidiane che deve affrontare con
Giuseppe, sostenuta da un’incrollabile fiducia in quel figlio che
spesso umanamente non comprende, ma che ama immensamente. Personalmente, sentendo
di quando Gesù a 30 anni se n’è
andato, non ho potuto fare a meno
di ricordare quando uno dei miei
figli si è trasferito all’estero a cercare, come tanti ragazzi di questi
tempi, un’opportunità per il suo
futuro. Ho risentito forte e straziante il dolore che avevo provato
il giorno della sua partenza, quasi
uno strappo nelle viscere mentre
cercavo di convincermi che era
giusto così. Ma poi me ne sono
vergognata, quando il Vescovo ha
descritto l’immagine della Madre
sul Calvario. Ho pensato a tutte le
mamme che non potranno mai
più né vedere né sentire i loro figli
e ho capito quanto sono fortunata!
Mi è tornata alla mente anche una
frase che sento spesso dire dai sacerdoti sulle donne che entrano in
chiesa e vanno dirette davanti alla
Madonna ad accendere la candela
senza nemmeno dare uno sguardo
al Santissimo. Fermo restando che
hanno ragione, mi permetto di
fare una battuta.
Fra donne nei momenti di bisogno
scatta una solidarietà che a parole
non si riesce a descrivere. Andare
direttamente dalla Madonna per
noi non significa scavalcare suo Figlio, ma solo chiedere una raccomandazione, un occhio in più
verso problemi della gente, a quel
Figlio che lei certamente ha vicino
e che noi magari in quel momento
sentiamo un po’ lontano.
E questo i preti non possono capirlo, semplicemente perché sono
uomini.
Che la Madonna ci protegga tutti
e ci avvolga nel suo manto stellato.
Nicoletta Maggioni
Parrocchia San Carlo
Riflessioni a margine dell’intervento di papa Francesco sull’importanza dello sport
Attraverso lo sport la Chiesa si fa vicina ad ogni persona,
per aiutarla a diventare migliore e ad incontrare Gesù
Il gruppo sportivo San Carlo si appresta a festeggiare il XXV di attività, sostenuto
dal messaggio del Papa, una forte valorizzazione dello sport come fattore di crescita
Torniamo a parlare da queste righe
delle persone del gruppo sportivo oratoriano San Carlo, non solo per simpatia
verso di loro o perché fra qualche mese
taglieranno il prestigioso traguardo dei
venticinque anni di attività sportiva: lo
facciamo perché di sport ha parlato
Papa Francesco pochi giorni fa durante
l’incontro con i cinquantamila del C.S.I.
per i settant’anni del grande promotore
italiano di sport a matrice cattolica, a
San Pietro. Le parole di Francesco
hanno generato una ventata di entusiasmo nelle migliaia di persone che regalano con passione il proprio tempo ai
ragazzi degli oratori. “Io trovo tre
strade” ha detto il Papa “per i giovani,
per i ragazzi, per i bambini: la strada dell’educazione, la strada dello sport, la
strada del lavoro”. Immaginatevi la gioia
di coloro che, a San Carlo, sui campi di
calcio e pallavolo, almeno quaranta persone, seguono da vicino i ragazzi. Lo
sport con la stessa dignità di educazione e lavoro! Lo sport che “ti porta
avanti come la scuola e il lavoro ” dice
ancora Francesco. E poi “Se ci sono queste tre strade io vi assicuro che non ci
saranno le dipendenze: niente droga,
niente alcol”. Per chi, nelle società sportive oratoriane, tende a scoraggiarsi perché ci sono sempre meno soldi e
sempre più burocrazia, perché le difficoltà sono in continuo aumento, perché in alcune realtà lo sport è
abbandonato a sé stesso, queste parole
sono un’iniezione di fiducia, un ricostituente, una molla per proseguire. Papa
Francesco invita le società sportive ad
accogliere e l’accoglienza è per il
G.S.O. San Carlo un punto fermo del
proprio progetto educativo. Invita i piccoli atleti a non “mangiarsi” il pallone
ma a fare gioco di squadra, a respingere
ogni forma di egoismo e isolamento, in-
Una squadra del gruppo sportivo oratoriano San Carlo con lo sfondo del
campo sportivo della Parrocchia, uno dei pochi a Seregno adatti per il
gioco del calcio a undici.
contrare, stimare ed aiutare gli altri, crescere nella fraternità.Tutto questo è nel
dna di ogni educatore sportivo a San
Carlo. Ma ecco la frase del Papa che più
deve fare riflettere: “Se non c’è il
gruppo sportivo in Parrocchia manca
qualcosa… Lo sport nella comunità
può essere un ottimo strumento missionario, dove la Chiesa si fa vicina ad ogni
persona per aiutarla a diventare migliore e ad incontrare Gesù Cristo” Se
lo dice Francesco… A San Carlo, come
credo in moltissimi altri gruppi sportivi
oratoriani, ormai hanno più a che fare
con il commercialista che con il Sacerdote ma tirano avanti: con il loro nuovo
progetto educativo che si basa sull’alleanza con l’Oratorio, con l’idea di inserire nuovi sport, con il chiodo fisso di
cercare di migliorare le strutture ormai
molto datate, per mettersi al passo con
ciò che la comunità chiede loro.“… Ma
questo gruppo sportivo deve essere impostato bene, in modo coerente con la
comunità cristiana, se non è coerente è
meglio che non ci sia!” Davvero il
gruppo sportivo di San Carlo è coerente con la comunità cristiana, da
quasi venticinque anni. Sosteniamolo.
Non sono tanto importanti le coppe
che ben figurano in bacheca e testimoniano tante vittorie sportive, ma sono
più importanti le persone che in questi
anni hanno giocato, sono cresciute nel
divertirsi, senza la pretesa di diventare
campioni e che nelle vittorie e nelle
sconfitte hanno orgogliosamente portato la loro bellissima maglia nera-arancio. Sono tantissime queste persone e
molti di loro ora cercano di trasmettere
ciò che hanno imparato ai più piccoli.
Facciamo in modo che il gruppo sportivo di San Carlo, ora che è forte della
benedizione di Francesco, oltre al venticinquesimo, l’anno prossimo, possa
poi festeggiare anche il cinquantesimo.
Come? Portiamogli i nostri figli, saranno
in un luogo sicuro e divertente e qualcuno di loro certamente si appassionerà e porterà avanti il testimone.
Franco Bollati
GIUGNO2014
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Le notizie
La figura di mons. Salvatore Colombo, vescovo
martire in Somalia nel 1989, sarà al centro di una
predicazione straordinaria durante i mesi estivi
L’estate è tradizionalmente un tempo di
sospensione degli impegni comunitari e
già si pensa alle vacanze.
Quest’anno luglio ci ricorda il 25° anniversario dell’uccisione a Mogadiscio di
mons. Salvatore Colombo, un brianzolo
martire della carità. Nativo di Carate Brianza, venne ordinato sacerdote nel 1946,
entrando nell’ordine dei Frati minori; partì
missionario per la Somalia, dove nel 1976
fu nominato vescovo di Mogadiscio; si
adoperò per il popolo somalo e, in un
contesto quasi totalmente musulmano, attivò una serie di opere caritative disinteressate, per lenire le sofferenze di quella
popolazione devastata dalla violenza e da
calamità naturali.
La sua figura sarà al centro di una predicazione straordinaria durante le s. Messe domenicali di luglio per quanto riguarda la
Comunità pastorale dedicata a Maria ma-
dre della Chiesa e di settembre per quella
di s. Luca.
Il predicatore sarà il francescano padre
Massimiliano Taroni (nella foto), che nel
mese di marzo aveva condotto le predicazioni degli esercizi cittadini. Appartenente
anch’egli all’ordine dei frati minori, padre
Taroni è sacerdote dal 1992 e attualmente
è direttore delle Missioni Francescane
Lombarde. Ha condiviso, durante gli anni
degli studi e della preparazione sacerdotale, un’intensa esperienza missionaria
con mons. Colombo; proprio in quel periodo
e il giorno della sua morte si trovava a
Mogadiscio per coadiuvarlo nei numerosi
progetti caritativi.
Sarà l’occasione per approfondire la figura
di mons. Colombo e, prendendo spunto
da questa figura di martire, dai brani evangelici e dalle letture di ogni domenica,
padre Massimiliano inviterà i fedeli a ri-
flettere sulla forza e sul valore della Parola
di Dio nel dare senso alla propria vita e
riuscire a tradurla nell’agire quotidiano.
Questi gli appuntamenti nelle diverse parrocchie cittadine:
- domenica 13 luglio in Basilica
- domenica 20 luglio al Ceredo
- domenica 27 luglio a S. Valeria
- domenica 31 agosto a S. Carlo
- domenica 7 settembre al Lazzaretto
- domenica 21 settembre a S. Ambrogio
“Testimoniare la gioia del Vangelo”: una serie d’incontri per
operatori pastorali per dare nuova linfa all’annuncio evangelico
Proposta da tutte le parrocchie della
città, ha preso il via lo scorso sabato
una serie d’incontri di formazione e aggiornamento per laici visitatori delle famiglie, animatori dei gruppi di ascolto,
catechisti battesimali e dell’iniziazione
cristiana, oltre che tutti gli operatori pastorali. Un’iniziativa che acquisisce maggior significatività per il fatto di collocarsi
nel mezzo del cammino verso l’Unita
Pastorale Cittadina, passaggio che le
sei parrocchie di Seregno intendono effettuare nel segno dell’unità e della testimonianza.
Al centro delle riflessioni la “Evangeli
Gaudium” con il suo messaggio cardine:
siamo tutti invitati a testimoniare nei
nostri ambienti di vita e di lavoro, nella
quotidianità di ogni giorno il Vangelo
della gioia, del buon annuncio.
L’iniziativa punta quindi a “recuperare
e ad accrescere il fervore di essere
142
GIUGNO2014
evangelizzatori”, come dice l’enciclica
in oggetto, a rinnovare la motivazione e
la forza della nostra personale testimonianza, consapevoli che un messaggio
gioioso non può essere tenuto nascosto:
il Vangelo incide così radicalmente nelle
nostre vite da farsi annuncio e spingerci
ad intraprendere un cammino di missionarietà.
Nel corso del primo appuntamento di
sabato 14 giugno è stata proposta una
riflessione di don Francesco Scanziani
sul tema: “La gioia del Vangelo: il contenuto dell’annuncio a partire dalla Evangeli Gaudium”; gli incontri successivi,
guidati dallo stesso relatore e dalla
dott.ssa Cecilia Pirrone, seguiranno il
seguente calendario:
- sabato 28 giugno ore 15-18 presso i
Saveriani di Desio ritiro spirituale con
i Consigli Pastorali; la riflessione verterà
su: “Lo stile e il profilo spirituale del-
l’evangelizzatore nella Evangeli Gaudium”;
- mercoledì 24 settembre ore 21 in Sala
Minoretti presso il Centro Pastorale di
via Cavour 25: “Li mandò a due a due.
Lavorare insieme, uno stile di chiesa”;
- mercoledì 15 ottobre ore 21 in Sala
Minoretti: “L’accoglienza. Operatori
pastorali e famiglie si incontrano”;
- mercoledì 5 novembre ore 21 in Sala
Minoretti: “Il Vangelo della quotidianità.
Il buon annuncio dentro le pareti di
casa”.
Preghiera mensile per
i defunti al cimitero
Sabato 5 luglio, nei due cimiteri
della città alle ore 11 ci sarà la recita del santo rosario e una preghiera di suffragio a ricordo dei
defunti del mese di giugno.
Le notizie
La visita al monastero S. Maria del Monte Carmelo a Concenedo
mette il sigillo ad un altro anno di intensa attività
Con una gita a Concenedo di Barzio
(Lc) il Movimento Terza Età della città
ha concluso un anno denso di attività,
incontri e riflessioni spirituali. Favorito dal bel tempo e dall'aria frizzantina della Valsassina, il folto gruppo
composto quasi esclusivamente da
donne, ha potuto conoscere ed apprezzare quanto di agreste, turistico
e spirituale è ancora presente in questi caratteristici paesi.
Il programma prevedeva infatti due
"momenti" ben distinti: la visita del Monastero S. Maria del Monte Carmelo a
Concenedo e la sosta nella piazza
principale della cittadina di Barzio.
Suor Cristiana Maria dell'Ordine delle
Carmelitane Scalze, una persona brillante e molto simpatica, è stata la
protagonista del "primo momento":
con semplicità e grande disponibilità,
nella moderna cappella costruita
sotto il monastero, ha spiegato l'origine del Carmelo,la figura di Rosa
Ambrogina Bonfanti di Belforte ideatrice e benefattrice del Carmelo, la
vita quotidiana delle quindici mona-
che che attualmente lo abitano, il rapporto con le altre consorelle sparse
nel mondo, gli eventi e le pubblicazioni che riguardano Santa Teresa
Benedetta della Croce, al secolo
Edith Stein, che da ebrea si convertì
alla fede cattolica e diede inizio all'Ordine stesso. La sua spiegazione
ha davvero incuriosito tanto che
molte donne hanno chiesto ulteriori
dettagli sulla comunità di Concenedo.
Dopo una sosta per la consueta foto
ricordo e per l'acquisto di oggetti
confezionati dalle suore, il gruppo ha
Pronti a ripartire con l'aiuto della “Provvidenza”
dopo il Consiglio Centrale di maggio
Per la prima volta il Consiglio Centrale
della S. Vincenzo di Monza e Brianza
si è riunito a Seregno. L'incontro, avvenuto sabato 17 maggio dalle 15
presso la sala Minoretti del Centro Pastorale "E. Ratti", si è svolto con la partecipazione di ben 22 Conferenze su
un totale di 25 esistenti, alla presenza
del Presidente Roberto Capellini e
dello staff di Monza; in rappresentanza
della Federazione regionale è intervenuta invece Patrizia Candian.
Dopo il saluto della presidente, che ha
voluto presentare la "squadra" di Seregno, è seguito l'intervento di mons.
Molinari, che ha posto in risalto l'importanza della S. Vincenzo nell'ambito delle
attività parrocchiali per il suo valore nell'immediatezza delle risposte alle molteplici povertà che stanno emergendo. La
presentazione del Bilancio Sociale ha
stupito tutti, a partire dal tesoriere che
ce lo ha presentato, Augusto Longoni.
Lo stupore si è trasformato in meraviglia,
man mano i numeri svelavano una realtà
in controtendenza. Infatti, il totale dei
conti vincenziani - cioè dell'insieme di
tutte le conferenze - per il 2013 rivelava
la cifra di 1.187.810,00 €, con un incremento di oltre 100.000,00 € alla voce più
raggiunto Barzio e, nella piazza principale, ha goduto del meritato relax
assaggiando i "caviadini" tipici biscotti barziesi ed altri dolci. Un piccolo gruppo ha anche raggiunto,
dopo una breve salita, la chiesa patronale dedicata a Sant'Alessandro
con un bell'ingresso a gradoni, diversi affreschi e un pregevole portale.
L'appuntamento ora è per settembre
prossimo con altri "momenti" di riflessione e svago che tanto aiutano le
persone anziane a vivere con serenità, curiosità ed armonia
significativa, le "donazioni da privati",
che nel 2013 sono diventate 482.077! A
questo punto il sig. Longoni non poteva far altro che attribuire tanta generosità, nonostante la crisi, alla
"Provvidenza", proprio quella di manzoniana memoria!
Si è quindi fatto il programma per i
mesi a venire, in particolare per le
giornate vincenziane del 27 e 28 settembre prossimo con la vendita del
"Pan Tranvai".
Alla ex presidente Mariacarla Colombo, per ricordare la recente assegnazione del "Premio Mimosa", è stato
dedicato l'ultimo applauso della giornata, che si è piacevolmente conclusa
con un rinfresco nel giardino del Centro Pastorale.
GIUGNO2014
143
Le notizie
circolo culturale
s. giuseppe
FONDATO NEL 1888
Giugno e le vacanze sono qui! Per il
fortunato gruppo di persone, soci e
non, che ha approfittato della "passeggiata 2014" di inizio mese con il
Giro delle Puglie c’è già stato l’incontro
con il solare sud Italia, e rimangono
nella memoria il barocco delle chiese,
dei palazzi e la bellezza dei borghi attraversati.
Archiviato il mese della cultura 2014
altre iniziative si stanno delineando
con le lunghe serate estive: i nostri
spazi all’aperto sono l’ideale per ritrovarsi. Dopo la Pizzata delle donne
del 18 giugno ecco il nostro programma: domenica 29 giugno, alle 21, concerto del coro il Rifugio di Seregno;
giovedì 3 luglio alle 21, concerto della
Tutte le proposte per passare le serate
estive a fare... Circolo!
Paper Moon orchestra; domenica 6
luglio alle 21 serata con il complesso
Altra Generazione, con musica anni 60
e 70; domenica 13 luglio finale dei mondiali; domenica 20 luglio Giochi in Famiglia, per una serata in allegria con un’anguriata beneaugurante per le ferie.
A settembre è prevista la Rassegna dei
Pittori Seregnesi, ma prima avremo l’ufficializzazione della nuova Comunità
Pastorale San Giovanni Paolo II domenica 14 settembre; con un’unica comunità pastorale siamo invitati ad una
maggiore concertazione, e il Circolo è
a disposizione di tutti gli amici delle
parrocchie cittadine e dei gruppi per
una programmazione comune.
Il giorno precedente si terrà il convegno
per i 200 anni dalla nascita del nostro
fondatore Mons. Angelo Ballerini cui
tutti siamo invitati a partecipare.
Settembre vedrà anche l’utilizzo della
sala Minoretti con una mostra fotografica sulla Terrasanta, con spunti
dal reportage del pellegrinaggio cittadino dell’aprile 2013.
Inoltre tutti i giorni il Circolo riapre
per i Soci ed i loro amici e familiari;
l’attività quotidiana deve affiancare
momenti non solo ricreativi e di svago
ma anche occasioni per fare… Circolo,
e non bar. Per questo la presenza
fisica dei soci si deve basare sul passa-parola, per stare bene assieme tra
amici, ritrovandoci in via Cavour 25,
specie con la bella stagione.
SCUOLA DI ITALIANO PER STRANIERI “CULTURE SENZA FRONTIERE”
Tirando le somme di fine anno, dopo la festa e la mostra
dedicata al Senegal
L’anno scolastico si è concluso con la
festa di fine anno di domenica 1° giugno nel cortile della scuola e con la
mostra sul Senegal dal titolo “Khadylaye, una vita a Camberene”, curata
anche dall’associazione Jhankarlo di
Besana Brianza e ospitata presso il
Centro pastorale Ratti.
In questo anno 2013/2014 abbiamo registrato 281 presenze totali di adulti
per i corsi del pomeriggio e per quelli
serali, oltre a 55 ragazzi che abbiamo
aiutato per il sostegno didattico del
pomeriggio.
37 nazioni sono rappresentate attraverso i nostri alunni, a partire da Pakistan, Marocco, Ucraina, Perù,
Romania ed Egitto.
Successo anche per il corso di cucito
"Il filo di ...Ana", con 10 donne che
hanno partecipato al corso della nostra brava insegnante brasiliana.
144
GIUGNO2014
Una bella soddisfazione è arrivata
dagli studenti che hanno frequentato
il corso per la preparazione dell'esame di conoscenza della lingua
italiana, valevole per il rinnovo dei
documenti. Per il livello A2 (base) per
la parte scritta, su 11 alunni che
hanno effettuato l'esame il 16 dicembre 2013, 10 promossi e 1 rinviato; i 10
che hanno portato a termine la se-
conda parte dell'esame il 3 giugno
sono stati tutti promossi. Per il livello
B1 (intermedio) 3 studenti hanno sostenuto il 5 giugno, e siamo in attesa
dei risultati dall'Università per gli
Stranieri di Siena. Tutti gli esami si
sono svolti presso la sede del Centro
Territoriale Permanente di Desio con
cui la scuola ha firmato un Accordo
di Collaborazione.
L'inaugurazione della mostra sul Senegal. (foto Dell'Oro).
Le notizie
“Diamoci la mano” e una festa
in giardino prima delle vacanze
Il mese di maggio ci
viene offerto per dedicarlo alla Madonna, per offrirle preghiere e il nostro cuore. In questo mese di
devozione, durante il quale abbiamo
partecipato nelle nostre chiese alle
celebrazioni serali, non è mancato il
nostro impegno per organizzare e
rendere agevole la partecipazione ai
pellegrinaggi nei santuari mariani di
Lourdes e Loreto; così negli ultimi
giorni del mese un discreto numero di
pellegrini è stato accompagnato
verso queste mete.
Domenica 1 giugno abbiamo invece
partecipato ad una momento di festa
ed allegria, denominata “Diamoci la
mano”, organizzata dagli Amici dell’Unitalsi di Vedano al Lambro. È stata
una giornata di solidarietà e di comunione con tutti i disabili che hanno voluto prendervi parte, durante la quale
hanno potuto provare l’emozione di
una salita in mongolfiera, fare giri in
moto su apposite piste, partecipare a
giochi, fare una passeggiata nel
parco di Monza accompagnati dai carabinieri a cavallo e, non da ultimo,
gustare anche un ricco pranzo e merenda.
Durante il mese di maggio è continuata la raccolta dei nomi di volontari
e disabili che vogliono trascorrere
quindici giorni di vacanze marine a
Borghetto S. Spirito e possiamo ormai
considerare completamente definito
l’elenco dei partecipanti.
Per domenica 15 giugno si avrà un
pomeriggio di festa con i disabili per
la chiusura dell'anno prima delle ferie
estive; ci ritroveremo nel giardino
messo a disposizione dai nostri amici
unitalsiani Ester e Franceschino,
sempre molto disponibili e generosi
con tutti.
Stiamo sempre raccogliendo i nominativi di coloro che vogliono recarsi
a Lourdes e Loreto nei prossimi mesi.
Per informazioni: 349 2935093 - 0362
235943 oppure ci trovate ogni mercoledì in via Cavour 25 presso il Centro
Pastorale Ratti, dalle 16 alle 17.
Il gruppo sportivo del S. Valeria a Roma
col Papa, pensando a don Paolino
Sabato 7 giugno atleti, allenatori e dirigenti del gruppo sportivo dell'oratorio
Santa Valeria, con grande entusiasmo,
hanno partecipato all'incontro tra Papa
Francesco e tutti gli sportivi, a Roma in
piazza S. Pietro. Giunti a mezzogiorno,
e' iniziata l'attesa del Santo Padre: per
tutti era il primo incontro con Papa
Francesco, e per molti era anche la
prima volta in piazza S. Pietro. Al suo
arrivo e per quasi due ore, l'entusiasmo
ha lasciato spazio all'emozione. E'
stato veramente bello condividere lo
stupore dei nostri piccoli atleti e le riflessioni che le parole del Santo Padre
hanno suscitato in noi. Ci siamo sentiti
sostenuti quando ha sottolineato la bellezza di avere un gruppo sportivo in
oratorio: se non c'è manca qualcosa, e
deve essere impostato in modo coerente con la vita della comunità cristiana. È proprio questo lo sforzo che
ci vede costantemente impegnati. La
serata conviviale e la visita di Roma
prima del rientro di domenica sera
hanno concluso felicemente una due
giorni perfettamente organizzata dai
collaboratori del gruppo sportivo. Non
e' mancato un pensiero, anche sullo
striscione, al nostro don Paolo che riceveva l'ordinazione sacerdotale.
GIUGNO2014
145
Le notizie
Il Gruppo Solidarietà Africa in Assemblea fa il punto della
situazione e si prepara a ripartire per nuovi progetti
Una conferma al
completo per il Consiglio direttivo del
Gruppo Solidarietà Africa dopo l’Assemblea del 12 giugno che ha visto i soci
confrontarsi su quanto realizzato e gettare
le basi per il prossimo biennio.
La conferma del Consiglio direttivo vede
protagonisti Agostino Silva, Mariapia
Ferrario e Paolo Viganò; Giuseppe Tagliabue, Alberto Confalonieri e Emanuele
Camisasca per gli aspetti organizzativi e
logistici; Francesco Viganò, Maria Silva
e Jacopo Sala si occuperanno comunicazione e promozione. La gestione economico finanziaria è affidata a Giuliano
Turati, Stefano Confalonieri e Andrea
Turla, la cui esperienza garantisce una
corretta gestione dei fondi messi a disposizione con generosità e non poca
fatica. L’Abbazia benedettina ha fatto da
cornice sia all’incontro conviviale che
all’Assemblea introdotta dal saluto entusiasta dell'abate dom Michelangelo,
alla sua prima esperienza con la realtà
associativa del GSA. La dr.ssa Ferrario,
segretaria e responsabile dei progetti di
emergenza sanitaria, ha presentato le
attività che hanno visto in questi anni il
GSA affrontare i temi della “salute per
tutti” e del “diritto alla vita” per ogni essere umano.
Le difficoltà dell’ospedale di Afagnan in
Togo, che ha raggiunto i 50 anni di attività,
stanno richiedendo un intervento straordinario del personale religioso e laico
dell’ospedale; il GSA è impegnato per la
ristrutturazione della diagnostica di laboratorio e per lo sviluppo del settore di
microbiologia, fondamentale per la diagnosi delle malattie infettive.
In Ghana l’obiettivo è il sostegno al
reparto di maternità e neonatologia nell’ospedale di Weme che il missionario
seregnese P. Angelo Confalonieri ha particolarmente sostenuto negli ultimi anni
della sua missione e della sua vita.
A Tanguiéta, in Bénin, si stanno sviluppando importanti attività di ricerca in
ambito medico per migliorare l'efficacia
dei programmi di cura per molte malattie,
grazie a “La Sapienza” di Roma e all’Università dell’Insubria che hanno trovato
nel GSA un punto di riferimento efficiente
e qualificato.
Si è conclusa invece la realizzazione del
Centro per ustionati pediatrici a Porto
Novo, in Bénin, grazie a Lions Bénin,
Lions Seregno e Lions International (LCIF);
si stanno cercando nuove collaborazioni
per il drammatico problema della carenza
di sangue per le trasfusioni.
Riparte, quindi, l’azione del GSA con rinnovato slancio e con il desiderio di essere
espressione viva della volontà e dell’impegno dei tanti che rendono possibile
l’azione di chi, in prima linea, incontra
tante persone e tanti amici decisi, in
Africa come in Italia, a percorrere un
pezzo di strada con chi è meno fortunato.
Pellegrinaggio delle comunità pastorali cittadine in Francia
Vogliamo ricordare che per la settimana dal 18 al 23 di agosto le comunità pastorali cittadine di “Maria Madre della
Chiesa” e “San Luca” organizzano un pellegrinaggio in Francia, che prevede tra le varie tappe La Salette, Lione, Nevers, Velazy e Cluny. Un viaggio culturale e spirituale, che attraversa luoghi caratterizzati da una forte presenza religiosa, con il Santuario de La Salette a 1770 mt, la visita al luogo che conserva le spoglie di Bernadette, e due
importanti monasteri come Velazy e Cluny, con i resti dell'abbazia benedettina dove nacque l'ordine cluniacense.
La quota di partecipazione è di 820,00 €, per il programma dettagliato con tutte le informazioni e le iscrizioni ci si
può rivolgere alle segreterie delle parrocchie.
146
GIUGNO2014
Le notizie
Rinnovamento dopo il convegno nazionale,
iniziative per ripartire durante l'estate
Anche quest'anno il Rinnovamento nello
Spirito Santo ha invitato i suoi membri a
partecipare al convegno nazionale del
movimento 1 e 2 giugno allo stadio Olimpico di Roma. Anche il nostro gruppo ha
avuto la gioia di accogliere il santo Padre
nell'abbraccio dei 52 mila presenti, con
una vera esplosione di gioia, amore e gratitudine. È stata una esperienza che ha
superato ogni aspettativa: lo stupore ha
accompagnato ogni parola e gesto che
Papa Francesco ci ha donato; siamo stati
toccati profondamente dalla sua forza,
sapienza e tenerezza. Consapevoli della
bellezza della chiamata abbiamo condiviso tra canti, musica e danze quello che
lo Spirito Santo ha operato con potenza
d'amore, e siamo ripartiti col fuoco nel
cuore per essere strumenti che porteranno questo fuoco fino agli estremi confini della terra.
Tra le molte iniziative, segnaliamo i corsi
sulla Famiglia e sulla Spiritualità carismatica che si tengono alla Casa Famiglia di
Nazareth a Loreto nel periodo giugno-ottobre 2014. Sono rivolti a giovani, famiglie,
fidanzati e sacerdoti, in un’oasi di spiritualità e di accoglienza utile a rafforzare
la fede, per ritrovare il gusto dell’amicizia
e la gioia di condividere in semplicità.
Un’altra iniziativa è il VII Pellegrinaggio
Nazionale per la Famiglia a Pompei, che
si svolgerà partendo da Scafati il 13 settembre 2014, per testimoniare la gioia e
l’originalità dell’essere famiglia.
Appuntamento fisso da oltre 10 anni è
anche il Campeggio Giovani, che quest’anno si terrà dal 25 al 30 agosto a Policoro (MT). E’ una settimana per vivere
un’esperienza di fraternità, di amicizia e
di servizio in un clima di semplicità evangelica.
Chi fosse interessato a qualcuna di queste iniziative può contattare i membri del
gruppo Osanna, che si ritrovano a pregare nella Chiesa del Ceredo il giovedì
sera alle ore 21.00 oppure visitare il sito
www.rns-italia.it.
Gr.ani.s Un “quadrifoglio portafortuna” per far conoscere i GR.ANI.S
Alla fine di questo anno pastorale ed alla
vigilia della nuova Comunità Pastorale cittadina vogliamo focalizzare cosa sono, o
dovrebbero essere, i GRuppi di ANImazione Sociale.
Per conoscerci meglio è importante partire da un “quadrifoglio” (che porta fortuna
a chi lo trova!) di attenzioni:
1. Il servizio alla Pastorale sociale e del lavoro
Questo è un primo ambito operativo fondamentale per tradurre sul territorio le
varie proposte che nell’arco dell'anno
sono portate avanti dal servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro. In modo sintetico, proponiamo: giornata del creato a
settembre; mezza giornata di spiritualità
per gli impegnati nell’ambito sociale e politico (anche gli amministratori pubblici)
durante il tempo di Avvento; mese della
pace a gennaio; giornata della Solidarietà e Convegno legato a questa giornata; mezza giornata di spiritualità per gli
impegnati nell’ambito sociale e politico
(anche gli amministratori pubblici) durante
il tempo di Quaresima; veglia per il Lavoro.
Promuovere all’interno dei nostri territori
questi momenti è già un primo umile ma
prezioso servizio.
2. La visione del territorio
La domanda che ci guida non può che essere: cosa sta accadendo attorno a noi?
Quali implicazioni ha con quello che accade nel resto del paese e più in generale
in questo mondo globale? Il livello del vedere per “giudicare” alla luce del Vangelo
e della Dottrina Sociale della Chiesa è sempre più urgente. D’altro canto la pedagogia
del vedere - giudicare - agire continua a rimanere attuale e necessaria per non lasciare che gli eventi accadano in modo
fatalistico.
3. La comunicazione
Il Granis ha la necessità di comunicare,
dando un’informazione corretta e trasparente che di per sè è già l’inizio di un per-
corso di formazione. Dove comunicare?
Tre sono gli strumenti principali: i giornali locali - i bollettini parrocchiali in
particolare (quanto spazio c’è oggi per
il sociale?), il Foglio della Pastorale Sociale e per il Lavoro, ed il sito della Diocesi. Ma ve ne possono essere anche
altri.
4. Il lavorare insieme.
Che il lavoro di rete sia importante è
oggi sempre più ripetuto, ma non sempre è facile da realizzare. Eppure appare una delle priorità metodologiche
del Granis, per poter coordinare al meglio le attività dei vari enti e associazioni, e soprattutto per mettere insieme
sensibilità diverse per un fine comune.
E la nuova Comunità Pastorale e il riassetto del Decanato sono un nuovo
punto di partenza.
Tutti i riferimenti su:
chiesadimilano.it/pastoralesociale
GIUGNO2014
147
Le notizie
Rimanere, andare, gioire: Papa Francesco dona tre verbi all'Azione
Cattolica come guida per il cammino da intraprendere
“Persone nuove in Cristo Gesù, corresponsabili della gioia di vivere”
questo il titolo dell’Assemblea Nazionale dell’Azione Cattolica svoltasi
a Roma dal 30 aprile al 3 maggio.
Momento importantissimo per 3 motivi: l'indicazione della direzione del
cammino per i prossimi 3 anni, la
proposta ai vescovi italiani di una
terna di nomi tra i quali scegliere il
nuovo presidente nazionale, e l’incontro con il Papa.
Il professore Matteo Truffelli, docente di Storia delle Dottrine politiche presso l’Università di Parma, è il
nuovo Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana fino al
2017. La nomina è stata comunicata
il 21 maggio dal card. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, nel corso
dei lavori dell’Assemblea generale
dei vescovi italiani. Matteo Truffelli,
44 anni, nel salutare tutta l’Associazione ha voluto richiamare alcuni
punti del documento finale dell’assemblea dove viene chiaramente
espresso l’impegno dell’AC: «noi ci
siamo, nei piccoli centri di mare o di
montagna, come nei grandi conglomerati urbani, nei quartieri dove
straripa il malaffare e nelle cittadine
operose e produttive. Ci siamo per
sostenere la ricerca di senso e speranza che alberga nel cuore di ciascuno. Ci siamo per costruire
“sentieri di gioia” con i ragazzi, i giovani e gli adulti dei nostri territori. Ci
siamo per testimoniare l’amore privilegiato di Dio verso chi si sente
vinto dalle difficoltà, in particolare i
giovani senza lavoro, le famiglie in
148
GIUGNO2014
crisi, gli anziani soli, gli immigrati
sfruttati, i poveri senza speranza». E’
l’impegno che caratterizza, da sempre, l’AC e che con rinnovato impegno, rinforzato dalle parole del Papa,
verrà tradotto nella vita delle nostre
comunità. Nell’udienza agli oltre
6.000 rappresentanti dell’associazione, Papa Francesco, con il suo
parlare semplice ed efficace, ha
spronato tutti in questo modo: “siate
asinelli, ma mai statue di museo, per
favore, mai!”. Inoltre ha consegnato
3 verbi come guida per il cammino:
“Il primo è: rimanere. Ma non rimanere chiusi, no. Rimanere in che
senso? Rimanere con Gesù, rimanere a godere della sua compagnia.
Per essere annunciatori e testimoni
di Cristo occorre rimanere anzitutto
vicini a Lui. È dall’incontro con Colui
che è la nostra vita e la nostra gioia,
che la nostra testimonianza acquista
ogni giorno nuovo significato e
nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù.
Secondo verbo: andare. Mai
un’Azione Cattolica ferma, per favore! Non fermarsi: andare! Andare
per le strade delle vostre città e dei
vostri Paesi, e annunciare che Dio è
Padre e che Gesù Cristo ve lo ha
fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da
fratelli, portando dentro una speranza che non delude. Ci sia in voi il
desiderio di far correre la Parola di
Dio fino ai confini, rinnovando così il
vostro impegno a incontrare l’uomo
dovunque si trovi, lì dove soffre, lì
dove spera, lì dove ama e crede, lì
dove sono i suoi sogni più profondi,
le domande più vere, i desideri del
suo cuore. Lì vi aspetta Gesù. Questo significa: andare fuori. Questo significa: uscire, andare uscendo.
E infine, gioire. Gioire ed esultare
sempre nel Signore! Essere persone
che cantano la vita, che cantano la
fede. Questo è importante: non solo
recitare il Credo, recitare la fede, conoscere la fede ma cantare la fede!
Ecco. Dire la fede, vivere la fede con
gioia, e questo si chiama "cantare la
fede". E questo non lo dico io! Questo lo ha detto 1600 anni fa sant’Agostino: "cantare la fede"! Persone
capaci di riconoscere i propri talenti
e i propri limiti, che sanno vedere
nelle proprie giornate, anche in
quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il
Signore vi ha chiamato ad essere
corresponsabili della missione della
sua Chiesa. Gioire perché in questo
cammino non siete soli: c’è il Signore che vi accompagna, ci sono i
vostri Vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le vostre comunità parrocchiali, le vostre comunità
diocesane con cui condividere il
cammino. Non siete soli!”
Rimanere, andare, gioire, verbi che
risuoneranno, con il linguaggio tipico per ogni età, nei vari settori
della nostra associazione.
Per conoscere di più, anche le varie
iniziative dell’estate – tempo di riposo ma anche di incontri e riflessioni nella bellezza del creato –
visita il sito
www.azionecattolicamilano.it
ORARIO ESTIVO DELLE SANTE MESSE FESTIVE NELLA CITTA’ DI SEREGNO
SS. MESSE VIGILIARI (sabato pomeriggio e sera)
16.30
17.30
18.00
18.30
19.00
20.00
20.30
Don Gnocchi
Don Orione
Basilica - S. Ambrogio - S. Carlo - Abbazia
S. Valeria
Ceredo - Ospedale
S. Salvatore
Lazzaretto
SS. MESSE FESTIVE (domenica e festivi)
7.00
7.30
8.00
8.30
8.45
9.00
9.30
9.45
10.00
10.30
11.00
11.30
17.00
17.30
18.00
18.30
20.30
Don Orione
S. Valeria (sospesa ad agosto) - Basilica
S. Ambrogio - Lazzaretto - Ceredo - Abbazia
Sacramentine
Basilica
Ospedale - Istituto Pozzi
S. Valeria - Don Orione
Abbazia
Basilica - Lazzaretto
S. Ambrogio - S. Carlo - Ceredo - S. Salvatore
S. Valeria - Don Orione - Abbazia
Lazzaretto (sospesa ad agosto) - Basilica
Don Gnocchi
Don Orione
Ceredo (sospesa ad agosto) - Basilica - S. Carlo - Abbazia
S. Valeria
S. Ambrogio
In copertina: Don Paolo Confalonieri festeggiato dopo la sua prima messa nel santuario di
S. Valeria. (foto Volonterio)
ECCO LE VARIAZIONI ESTIVE NELLE SINGOLE PARROCCHIE:
«L’AMICO DELLA FAMIGLIA», PERIODICO DELLE COMUNITÀ CRISTIANE DI SEREGNO
anno XCII, 22 Giugno 2014, numero 6-7-8
S. Salvatore
dal 5 luglio la S. Messa del sabato anziché al mattino sarà celebrata alle ore 20.00; dal 6 luglio è sospesa la S. Messa festiva delle 8.30
Direttore responsabile: Luigi Losa; in redazione: Franco Bollati, Paolo Cova, Enrica Dell’Orto, Patrizia Dell’Orto,
Nicoletta Maggioni, Giovanni Marelli, Patrizia Mariani, Sabrina Parravicini, Elisa Pontiggia, Mariarosa Pontiggia,
Samuele Tagliabue e Paolo Volonterio; e-mail: [email protected]; amministrazione: Riccardo Ballabio;
abbonamenti: Buona Stampa San Paolo - c/o segreteria parrocchia S. Giuseppe - Piazza Libertà 6 - 20831 Seregno (MB)
telefono 0362 231308 o presso le segreterie delle altre parrocchie;
Stampa & Grafica: Sarigraphic E. Riva di M. Riva & C. snc, Via Gandhi, 10 - 20831 Seregno MB;
Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 93 dell’1/12/1987
Il prossimo uscirà domenica 7 settembre 2014
Basilica
dal 22 giugno al 28 settembre è sospesa la Messa delle 10.30 al S. Cuore in oratorio (riprenderà il 5 ottobre);
dal 21 giugno è sospesa la Messa vigiliare delle 20 ai Vignoli
S. Valeria
nel mese di agosto è sospesa la Messa festiva delle 7.30
Ceredo
dal 27 luglio a fine agosto è sospesa la Messa festiva delle 18.00
S. Ambrogio
dal 22 giugno a fine agosto le SS. Messe delle 9.45 e delle 11.15 sono sostituite da un’unica Messa alle 10.30
dal 6 luglio è sospesa la Messa delle 18.00
Lazzaretto
nei mesi di luglio e agosto è sospesa le Messa festiva delle 18.30 nel mese di agosto è sospesa la Messa festiva delle 11.30
DOMENICA 29 GIUGNO 2014
FESTA DEL GIUBILEO
SACERDOTALE DI
MONS. SILVANO MOTTA
Cinquant’anni di felice ministero
a servizio di Dio e della Chiesa
Venerdì 27 giugno - ore 20.30
al Santuario della Madonna dei
Vignoli Rosario Eucaristico
nel giorno anniversario
dell’Ordinazione Sacerdotale
di mons. Silvano Motta
Concerto con le Corali
“S. Cecilia” e
“Don Luigi Fari”
in onore di
mons. Silvano
e pro-restauro
dell’organo
Domenica 29 giugno
ore 8.30 S. Messa di
mons. Silvano nella
Chiesa di S. Salvatore
ore 10 S. Messa
solenne in Basilica
ore 11.15 Aperitivo
aperto a tutti nel cortile
della Casa Prepositurale
con la presenza del
“Corpo Musicale S. Cecilia”
anno XCII - n. 6-7-8 Giugno-Luglio-Agosto 2014 - periodico delle comunità cristiane di Seregno
Sabato 28 giugno
ore 21 in Basilica
Don Paolo
un dono
per la Chiesa
Il S. Rocco fa 150
Stampa & Grafica Sarigraphic -Seregno
Il 50° di mons. Motta
L’eredità del patriarca