SPECIALE AGLIO BIANCO POLESANO DOP

Anno LXX - n. 03 - Marzo 2014 - Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa
mensile dell’associazione
polesana coldiretti rovigo
n.03/14
marzo
SPECIALE
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n.03/14
marzo
editoriale
Obiettivo, progetto
economico di filiera....................................... pag. 4
piano speciale
Aglio polesano Dop,
scalata ai mercati........................................... pag. 6
report nazionale
Ue.Coop,
prima assemblea nazionale........................ pag. 10
mensile dell’associazione
polesana coldiretti rovigo
n.03/14
Anno LXX - n. 03 - Marzo 2014 - Direzione, Redazione e Amministrazione - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo - Pagamento assolto tramite vesamento della quota associativa
marzo
Gardoni, una donna
al comando....................................................... pag. 12
SPECIALE
AGLIO BIANCO
POLESANO DOP
Campagna assicurativa,
Asnacodi in allarme....................................... pag. 15
ASSEMBLEA
NAZIONALE
GIOVANI IMPRESA
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foto Lorenza Bellettato
Direzione, Redazione e Amministrazione
© Coldiretti Rovigo
Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo - Tel. 0425.2018 - Fax 0425.423538
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Proprietario Editore
Ass. Polesana Coltivatori Diretti
Rapp. legale - Mauro Giuriolo - Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo
Direttore
Silvio Parizzi
Direttore Responsabile
Beatrice Tessarin
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fare impresa/ambiente
Il Pan, piano nazionale
sui fitosanitari................................................... pag. 16
fare impresa/sicurezza
Macchine agricole,
abilitazione e revisione................................. pag. 18
fare impresa/colture
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le variabili negative........................................ pag. 22
Ortofrutta, flessione
di tutti i listini di Lusia................................... pag. 24
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Prezzi dei prodotti venduti
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Stampa
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nocciole turche................................................ pag. 26
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Responsabilità
La riproduzione delle fotografie, illustrazioni e articoli pubblicati dalla
rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione di
Coldiretti Rovigo. I manoscritti, le fotografie e le illustrazioni inviati alla
redazione non saranno restituiti, anche se non unici. Coldiretti Rovigo
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Periodicità
Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.
353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n. 46) art. 1 comma 1 - DCB Rovigo
Registrazione
Tribunale di Rovigo - n. 7 - 28 Maggio 1948
Iscrizione al Registro Nazionale della Stampa
n. 6117 - 17 Dicembre 1997
Iscrizione al ROC - Registro Operatori di Comunicazione
n. 5139 - 30 Novembre 2001
Tiratura
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certificata Ecolabel (100% Riciclata)
Costo
Abbonamento annuo Euro 5,50, assolto con quota associativa annuale.
fare impresa/fiscale
Tasi, non si paga
sui terreni agricoli........................................... pag. 27
ogm free
Ogm, anche gli Usa
chiedono l’etichettatura............................... pag. 28
economia in rete
Assemblea di bilancio
del Consorzio Insalata.................................. pag. 29
territorio polesine
Celiaci sì,
ma con gusto................................................... pag. 30
vetrina dei soci ....................... pag. 32
sommario
mensile dell'associazione
polesana coldiretti rovigo
editoriale
Obiettivo, progetto
economico di filiera
“Siamo legati indissolubilmente
al nostro percorso di sviluppo”
> Mauro Giuriolo, presidente Coldiretti Rovigo
Coldiretti è una grande organizzazione
nelle idee e nei fatti concreti e dobbiamo
coltivare l'orgoglio di appartenenza
come un pilastro importante del nostro
agire imprenditoriale. Quest'anno in cui
ricorrono i primi 70 anni di storia di Coldiretti (fu fondata da Paolo Bonomi il 31
ottobre 1944) è importante ricordare da
dove è partita. Il riscatto sociale di mezzadri, affittuari e piccoli proprietari è nel
nostro Dna, insieme alla voglia di crescita, di cambiamento, di migliorare le nostre condizioni economico-sociali. Con
questo spirito che ci accompagna e che
fa parte di noi, siamo diventati fautori di
riscatto per l'intero Paese, grazie al nostro
progetto economico per la valorizzazione dei prodotti Made in Italy nelle
filiere produttivo-distributive. Questo
nostro progetto è un percorso ormai indispensabile che tutto il Paese dovrà fare
proprio e percorrere.
La vera forza della nostra grande Coldiretti sono i soci. Proprio per coinvolgere
maggiormente la base sociale nelle attività sindacali, nella conoscenza del progetto economico e
per condividere il tanto lavoro profuso dall'organizzazione a tutti i livelli per cambiare l'agricoltura
italiana, nei prossimi mesi verranno organizzate
ben cinque assemblee in giro per l'Italia, sul modello di quella estiva che si svolge annualmente al
Palalottomatica di Roma, col coinvolgimento previsto di 30 mila soci.
Chi rappresenta Coldiretti, in questi tempi, lo deve
fare con orgoglio e con coerenza in tutte le sedi. È
intollerabile che qualcuno anche solo pensi di rappresentare l'Organizzazione a corrente alternata,
quando fa più comodo. Facciamo in modo che Coldiretti continui a crescere nella sua forza rappresentativa, a tutti i livelli, e continui a dare un esempio di onestà, positività, trasparenza e lungimiranza
al Paese Italia. Siamo una forza sociale dirompente
nelle idee e lo abbiamo dimostrato col nostro pro-
4
Mauro Giuriolo
getto di valorizzazione delle filiere agricole italiane,
che è l'unico progetto economico sostenibile per
questo Paese. Il nostro obiettivo primario, ormai lo
conosciamo bene, è di modificare le filiere andando ad aumentare la trasparenza e, soprattutto, perseguendo una ripartizione più equa all'interno
della filiera stessa. Questo percorso, portato avanti
con Consorzi agrari d'Italia ed il marchio "Firmato
dagli agricoltori italiani", è l'unico modo che abbiamo per valorizzare il nostro lavoro e le nostre produzioni. Un passo in più è di arrivare a certificare
i nostri prodotti come "Ogm free", dando un maggior valore alle nostre specificità.
Siamo veri imprenditori, che tutti i giorni rischiano
e “si sporcano le mani” per vivere dei lavoro dei
campi e non di rendite di posizione, legate alla
proprietà invece che al rischio d’impresa. Coldiretti
è una squadra forte, coesa, e se riuscirà ad essere
sistema, senza far sconti a nessuno, potrà ottenere
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5
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RISERVA AI PROPRI ISCRITTI per il 2014
piano speciale
Aglio bianco polesano Dop,
scalata ai mercati
Più 20 per cento di Plv per le aziende certificate.
Ecco tutte le azioni del consorzio
> A cura di Consorzio di promozione e tutela dell’Aglio bianco polesano Dop e di Il Polesine soc.
coop. agricola
Il Consorzio a Caseus veneti Treviso
IL CONSORZIO E LA PROMOZIONE NEL 2013
Il Consorzio di tutela dell’Aglio bianco polesano
Dop ad oggi conta 32 soci, suddivisi in 7 confezionatori e 25 produttori. Nel corso del 2013 il consorzio ha svolto diverse azioni per la promozione, in
forme diverse, rivolte sia ai consumatori che agli
operatori del settore.
Tra i più rilevanti eventi cui il consorzio ha partecipato si possono sicuramente ricordare:
- febbraio, la tavola rotonda alla Cciaa, dal titolo
“Essere Dop, attese e prospettive della filiera dell’Aglio bianco polesano a confronto”, che ha suscitato un ottimo coinvolgimento degli operatori e
delle istituzioni;
- marzo, a Porto Viro, La giornata del tartufo del delta del Po;
- 7-10 aprile, Verona, Vinitaly, quattro giorni molto
intensi con degustazioni;
- 9 maggio, Arzerello di Piove di Sacco (Pd), Festival
delle Dop venete, organizzato da Veneto agricoltura;
6
- 16-19 settembre, Mosca, World food Moscow, la
prima partecipazione extra Ue del Consorzio è
avvenuta nello stand collettivo della Regione Veneto;
-25-27 settembre, Pievesestino di Cesena (Fc),
Macfrut, in co-partecipazione nello stand collettivo “Piazza Lusia”;
- 28-29 settembre, Fanzolo di Vedelago (Tv), Caseus veneti, concorso regionale dei formaggi del
veneto;
-6 ottobre, Rovigo, Agricoltura in città con le
aziende di Campagna amica;
- 26-29 ottobre, Venezia terminal passeggeri, Gusto/Biennale dei sapori e dei territori, in collaborazione con la Pro loco di Lusia;
- 7-10 novembre, Verona, Fieracavalli, nello stand
collettivo della Regione Veneto;
- 5-7 febbraio 2014, Berlino, Fruit logistic.
Oltre a queste partecipazioni, che hanno permesso
di incontrare moltissimi consumatori e comunicare loro le qualità dell’Aglio bianco Dop, il consorzio
ha commissionato cinque cartelloni pubblicitari
6 metri per 3, che sono stati affissi in tre città venete: Rovigo, Padova e Verona.
Inoltre, il consorzio ha creato il sito istituzionale
www.agliodop.it, nuovo strumento che darà la
possibilità a chiunque, in modo semplice, di comunicare e ricevere informazioni col e dal consorzio.
Sempre nel 2013, l’ente di tutela ha collaborato con
la Camera di commercio polesana e l’Università di
Padova per un progetto sulla caratterizzazione
qualitativa e nutrizionale dell’Aglio bianco polesano Dop, che andrà a terminare nel 2014.
Ancora molti altri progetti sono stati avviati, insieme a Consvipo ed Ascom che si andranno a concludere nel corso dell’anno.
Il consorzio è legalmente riconosciuto dal
ministero delle Politiche agricole ed ha anche l’incarico di vigilanza per la tutela della
denominazione d’origine: per questo, ha
provveduto a nominare due agenti vigilatori. Questi controllori sono iscritti all’albo nazionale e tramite un programma dei
controlli, lavoreranno a stretto contatto col
consorzio e con l’Ufficio territoriale di Conegliano.
IL PUNTO SUL PRODOTTO
L’Aglio bianco polesano Dop viene commercializzato principalmente nelle confezioni da tre teste di differente grammatura,
che varia dai 150 ai 200 grammi; e nelle tradizionali trecce, che variano dai 500 ai 1000
grammi. Un’alta percentuale delle vendite
avviene tramite la grande distribuzione a
livello nazionale nell’area nord. Sbocchi minori sono, ad oggi, i dettaglianti e la risto-
razione. Si registrano le prime vendite in Germania
e Svizzera.
Nel 2013 sono stati seminati circa 404 ettari di
aglio convenzionale, mentre ne sono stati riconosciuti come investiti a prodotto Dop circa 70 ettari.
La produzione, seguendo correttamente le tecniche colturali, si attesta sulle 10 ton/ha, con una Produzione lorda vendibile che può variare dai 17.000
ai 20.000 euro. Le imprese agricole produttrici
certificate Dop, oltre che fornire un prodotto di
più elevata qualità ed uniformità, hanno realizzato
un incremento di circa il 20 per cento della Plv.
La produzione 2013, a causa della piovosità eccessiva in primavera, non è stata secondo le aspettative, ed ha fatto registrare una pezzatura mediamente più piccola, anche se varia da zona a zona.
Normalmente la produzione media si attesta sulle
10 tonn/ha, ma quest’anno, per il prodotto secco,
si è arrivati alle 8 ton/ettaro.
Nel corso dell’anno sono stati commercializzati
con marchio Dop circa 230.000 chili di prodotto,
con un incremento di oltre il 30 per cento rispetto al 2012: segno evidente che l’aglio polesano sta
trovando un notevole favore da parte del consumatore.
«Molto è stato il lavoro promozionale - commenta il presidente del Consorzio di tutela, Massimo
Tovo. - Moltissime sono le azioni che sono in essere
e che quindi ci fanno pensare ad un futuro certamente impegnativo, ma nella convinzione di aver
intrapreso un giusto percorso che può portare ad
una gratificazione anche economica per le nostre
aziende produttrici. Ricordo che solamente tre
anni fa, tutto questo non esisteva».
L’AGLIO SUI MERCATI
Nella storia agricola economica della provincia di
Rovigo, la coltura dell’aglio è sempre stata pre-
Il Consorzio a World food Moscow
7
piano speciale
Produttori polesani alla Biennale gusto Venezia
piano speciale
Il Consorzio a Fruit logistic Berlino
sente, con risultati economici soddisfacenti per i
produttori ed anche dal punto di vista qualitativo,
grazie al quale si è fatto conoscere in tutta Italia ed
anche oltre i confini nazionali.
Attualmente nel panorama mondiale la Cina è il
primo produttore con circa 19.220.000 tonnellate (84 per cento), ma esporta solo, si fa per dire, la
metà di quello che produce (dati Fao 2012); segue
l’India, con circa 1.057.000 tonnellate (4 per cento),
mentre il primo produttore in ambito Unione europea è la Spagna con 139.000 tonnellate che è però il
secondo esportatore mondiale (95.000 tonnellate),
insieme all’Argentina. Cina, Argentina e Spagna rappresentano oltre il 90 per cento delle esportazioni
mondiali di aglio. Fra i produttori europei, dopo la
Spagna seguono l’Italia con circa 31.000 tonnellate
e la Francia con 19.400 tonnellate.
8
L’ultimo dato relativo all’anno 2012 riporta per l’Italia una superficie coltivata ad aglio pari a circa
3.000 ettari, per una produzione di circa 27.000
tonnellate.
La provincia di Rovigo contribuisce per circa 300
ettari ed una produzione di circa 3.000 tonnellate.
La coltura dell’aglio ha sempre rappresentato per
le aziende medio - piccole un investimento fondamentale per il bilancio aziendale, tenendo conto
del non eccessivo costo per realizzare tale investimento ed l’elevata Plv in proporzione alla superficie investita.
La dinamica degli investimenti in Polesine ha avuto un trend in aumento, soprattutto dal momento
del riconoscimento del marchio Dop.
piano speciale
Le imprese certificate dop hanno incrementato
la produzione lorda vendibile del 20%
LA COOP IL POLESINE
La società cooperativa Il Polesine, la più grande
aggregazione privata di produttori di aglio Dop,
che è nata proprio per promuovere e seguire
l’iter del riconoscimento del marchio europeo
(avvenuto nel 2010), conta oggi 25 soci e coltiva circa 20 ettari di aglio all’anno. Produce circa
300 ettari di prodotto certificato.
La cooperativa nasce nei primi anni 2000, dalla
volontà di alcuni produttori di aglio della provincia di Rovigo, scaturita dall’esigenza di concentrare l’offerta di un prodotto di alta qualità da porre
sul mercato. È gestita da un Consiglio di amministrazione, che ogni tre anni viene rinnovato.
La coop Il Polesine, nel corso di questi anni, ha
contribuito ad elevare la professionalità dei produttori grazie ad un supporto di assistenza tecnica, e soprattutto grazie alla concentrazione di
prodotto. Rappresenta un punto di riferimento
sul mercato di commercializzazione della provincia di Rovigo ed ha sviluppato diverse sinergie che hanno portato all’iscrizione della varietà
Avorio tra le sementi dell’ecotipo polesano.
Il Polesine ha consolidato rapporti commerciali
con i principali grossisti della provincia di Rovigo
ed imprese presenti nella Grande distribuzione
organizzata. Recentemente la coop ha effettuato
investimenti logistico-strutturali, contando su un
magazzino nel comune di Crespino di circa 700
metri quadri, dotato di due nuove celle frigorifere e nuove macchine calibratrici e confezionatrici,
atte a soddisfare le più svariate tipologie di confezionamento e garantire continuità di fornitura per
i clienti.
Una curiosità. Nel corso del 2013 la cooperativa
Il Polesine, grazie ad una serie di relazioni per
promuovere il prodotto Dop, ha effettuato una
serie di forniture di Aglio bianco polesano alle
cucine del Quirinale di Roma, che nei giorni
scorsi ha confermato la richiesta di prodotto anche per il 2014.
Negli ultimi anni i produttori di aglio si sono trovati a confrontarsi con nuovi scenari di mercato,
il marchio Dop, il prodotto confezionato, le vendite dilazionate e diversificate.
La cooperativa Il Polesine mette a disposizione
di tutti i produttori di aglio della nostra provincia la propria esperienza sia dal punto di vista
dell’assistenza tecnico-colturale, che per la commercializzazione del prodotto.
9
report nazionale
Ue.Coop,
prima assemblea nazionale
Losapio eletto presidente
di mezzo milione di associati
Gianpietro Losapio
Gianpietro Losapio di 43 anni, impegnato professionalmente da oltre 15 anni nel mondo della
cooperazione sociale, è stato eletto dall’Assemblea
nazionale, presidente di Uecoop, Unione europea
delle cooperative, che rappresenta oltre 4000 coop.
Losapio ricopre attualmente il ruolo di presidente
della coop sociale Comunità oasi 2 San Francesco onlus, attiva in Puglia sin dal 1986, e di direttore del consorzio nazionale di cooperative sociali
Nova onlus, una delle realtà italiane maggiormente impegnate sui temi dell’innovazione nel campo
delle politiche sociali e del welfare comunitario.
Sposato, con due figli, Losapio ha ricoperto incarichi come fundraiser in primarie organizzazioni nazionali e come project manager di azioni comunitarie, nazionali e regionali nelle diverse tematiche
del sociale, con esperienze anche nel campo della
gestione di servizi pubblici locali.
«Rivoluzionare una rappresentanza fatta tutta di
quantità, numeri, crescita a tutti i costi, con l’ansia
di occupare e coprire spazi per l’auto mantenimento, che ha spesso dimenticato i principi alla base
10
della mutualità e della cooperazione». Come ha
annunciato Losapio, è uno degli obiettivi del neo
presidente di Uecoop, il quale ha anche promosso
davanti all’assemblea nazionale l’adozione di un
codice etico di autoregolamentazione, ispirato al rigoroso rispetto dei principi costituzionali e
normativi alla base della mutualità.
«L’etica che si chiede alla politica e alla pubblica
amministrazione deve essere innanzitutto etica
di impresa - ha precisato Losapio. - La brutta cooperazione non ha fatto male a se stessa meno di
quanto non ne abbia fatto al sistema intero».
«La cooperazione deve fare dell’innovazione una
pillar strategy, non semplicemente con l’adozione
di nuove tecnologie, ma introducendo nei processi
organizzativi un approccio permanente di apertura a ciò che è nuovo. In altre parole - ha puntualizzato il neo presidente - fare cooperazione deve
significare “saper fare cose antiche in modo nuovo”. La cooperazione a cui penso - ha continuato
Losapio - è quella che neanche si concepisce al di
fuori del rapporto col suo territorio di riferimento e che sa ri-connettersi alle nuove generazioni. Il
passaggio dal welfare state al welfare community
di questi anni, che ha tagliato del 75 per cento le
risorse, si è consumato a suon di tagli del governo centrale, sulla pelle degli enti locali e in ultima,
grave violenta battuta, sulla pelle dei cittadini, in
particolare di quelli esclusi e in povertà che sono
saliti a 5,8 milioni». «Cade di fatto l’universalità dei
diritti costituzionalmente sanciti (scuola di qualità,
sanità, sicurezza, tutele, assistenza) - ha chiarito Losapio - mentre esistono varchi enormi di spreco e
inefficienza dei sistemi, pubblico e privato. Ciascuno dovrà predisporsi a fare la sua parte (istituzioni
pubbliche, mercato, società, no profit), perché il
come si sostiene il welfare del futuro sarà la cifra
della tenuta del tessuto democratico e del futuro
stesso del nostro paese. Uecoop - ha concluso - ha
il dovere di elaborare un pensiero lungo e disegnare possibili scenari per ricostruire il filo della fiducia
sociale, senza la quale nessuna attività è possibile
(economica, politica, sociale)».
Si è svolta a Roma l’assemblea nazionale elettiva
del movimento Giovani impresa
ROMA - Si è tenuta lo scorso 25 febbraio, al centro
congressi di Palazzo Rospigliosi, a Roma, sede della Confederazione Coldiretti, l’assemblea elettiva
di rinnovamento del movimento under 30 Giovani
impresa. L’assise recava il titolo “Costruiamo oggi
il futuro” ed è stata teatro della presentazione della nuova indagine Coldiretti/Ixè su “Crisi: i giovani
italiani e il lavoro”. L’assemblea ha rinnovato la
direzione del movimento: nuova delegata nazionale è stata eletta la marchigiana Maria Letizia
Gardoni; l’esecutivo è composto da otto delegati,
abbastanza equamente rappresentativi per sesso
e provenienza: Maria Serena Minunni (Puglia), Erika Pedrini (Trentino Alto Adige), Valentina Binno
(Piemonte), Elena Tortoioli (Umbria), Ignazio Gibiino (Sicilia), Paolo Giorgi (Toscana), Daniele Perrone
(Calabria), Andrea Barbetta (Veneto, di Padova).
I giovani di Rovigo erano presenti e rappresentati
dal delegato provinciale Paolo Sartori e dal segretario Romeo Boaretto.
All’assemblea è stato, inoltre, lanciata l’idea di un
nuovo portale di Coldiretti “Lavoro in campagna”,
per favorire l’incontro tra domanda e offerta di
lavoro, che è ancora in corso di autorizzazione da
parte del ministero del Lavoro. Infine, un open space su “Il lavoro possibile nel tempo della crisi”, una
vetrina che ha evidenziato la grande creatività che
offre il settore agricolo.
IL BELLO DELLA SOCIETÀ
«Partendo dal presupposto che continuerò ad essere un’imprenditrice, che in più ha deciso di mettersi
in gioco per portare un contributo a questo Paese,
- ha annunciato la neo delegata Maria Letizia Gardoni - è senz’altro un grande onore per me poter rappresentare e guidare Coldiretti Giovani impresa: ad
oggi l’unica vera forza giovane italiana. Sono davvero orgogliosa di sentirmi portavoce di tutti quei
giovani che, come me, hanno deciso di investire il
loro futuro nelle campagne italiane. Un orgoglio
che nasce dalla consapevolezza che Coldiretti Giovani impresa rappresenta lo spaccato di società
più bello dei nostri tempi. Una società - ha conti-
Maria Letizia Gardoni identikit
UN’AZIENDA MACROBIOTICA
Maria Letizia Gardoni è il nuovo leader dei giovani agricoltori
italiani. Ha raccolto il testimone da Vittorio Sangiorgio (eletto il 24 marzo 2010). La Gardoni, venticinque anni, di Osimo
(Ancona), coltiva ortaggi con metodo macrobiotico.
I suoi genitori sono entrambi funzionari pubblici, ma fin da
piccola aveva l’idea di fare l’imprenditrice agricola. A 19 anni
ha acquistato un terreno con un mutuo ed ha aperto la sua
azienda: nove ettari nelle campagne di Osimo. All’inizio ha
provato a coltivare ortaggi per l’industria, rendendosi conto
che non era questa la sua “dimensione”, non tanto produttiva, quanto mentale. La svolta è arrivata poco dopo, grazie a
un’autentica folgorazione per la Policoltura Ma-Pi, dal nome
del marchigiano Mario Pianesi, l’uomo che ha portato il macrobiotico in Italia. La tecnica colturale in questione si basa
principalmente sull'auto riproduzione spontanea dei semi e
sul recupero di antiche ed autoctone varietà di cereali, ortaggi e legumi, coltivate senza prodotti chimici di sintesi. È una
tecnica che si rifà ad una più generale filosofia di vita di origine orientale. La Gardoni ha iniziato così a coltivare cavoli, insalata, carote e finocchi e rifornire i punti macrobiotici della
provincia di Ancona, cioè la catena di ristoranti che seguono
la cucina macrobiotica. Un mercato in crescita, tanto che Maria Letizia sta aumentando la produzione.
Nel frattempo, si è laureata in Scienze e tecnologie agrarie
all’Università politecnica delle Marche, con una tesi sullo
spopolamento degli alveari. Il suo prossimo obiettivo è aprire un centro agricolo di ippoterapia, sviluppando un progetto di agricoltura sociale.
11
report nazionale
Gardoni, una donna
al comando
report nazionale
La proclamazione di Letizia Gardoni
nuato Gardoni - che è la prova di un’Italia che ce la
fa e che si rimbocca quotidianamente le maniche
per vivere un presente migliore e per costruire le
basi per un futuro più roseo. Un orgoglio arricchito
di senso di responsabilità ed entusiasmo, assolutamente necessari per poter ricoprire al meglio questo incarico. Incarico che io non potrei portare avanti senza il preziosissimo supporto e contributo dei
membri dell’esecutivo nazionale e di tutti i delegati
regionali e provinciali, che con costanza e senso di
appartenenza promuovono e valorizzano il progetto di Coldiretti su tutto il territorio nazionale».
UNA GENERAZIONE
DI TRENTENNI POVERI
Più della metà dei trentenni italiani nel 2014 vive
con la paghetta dei genitori (51 per cento) o di
nonni e altri parenti (3 per cento), i quali sono costretti ad aiutare i giovani fino ad età avanzata. È
quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè su “Crisi: i
giovani italiani e il lavoro nel 2014”, rivolta ai ragazzi di età compresa tra i 30 ed i 34 anni.
In una situazione come questa non stupisce che
ben il 75 per cento dei giovani italiani viva con i
genitori in casa, dove cerca però di rendersi utile,
tanto che il 76 per cento fa la spesa, il 73 per cento
cucina e il 60 per cento fa piccole riparazioni.
«La famiglia è diventata una rete di protezione sociale determinante che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno - ha
commentato il presidente della Coldiretti Roberto
Moncalvo. - La struttura della famiglia italiana in
generale, e di quella agricola in particolare, considerata in passato superata, si è invece dimostrata, nei
fatti, fondamentale per non far sprofondare nelle
difficoltà della crisi moltissimi cittadini. La famiglia
deve tornare ad essere un punto di riferimento
delle politiche di sviluppo perché se al suo interno
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ha le risorse per sopportare meglio la crisi dal punto
di vista economico - ha continuato Moncalvo - è soprattutto in Italia un presidio di imprenditorialità
diffusa, che il paese non può perdere. Questo vale
anche nelle campagne e non per nulla l’Assemblea
generale delle Nazioni unite ha dichiarato il 2014
Anno internazionale dell’agricoltura familiare (Iyff).
Nel 2014 quasi un giovane su quattro (23 per cento)
accetterebbe un posto da spazzino, il 27 entrerebbe in un call center ed il 36 per cento, pur di lavorare, farebbe volentieri il pony express. Si evidenzia
una grande flessibilità delle giovani generazioni
nel tempo della disoccupazione record. Forse anche troppo, come conferma il fatto che un giovane su tre pur di lavorare è disposto ad accettare
un orario più pesante con lo stesso stipendio (33
per cento), ma anche, in alternativa, uno stipendio
inferiore a 500 euro a parità di orario (32 per cento). Nonostante tutto, però, resta solido l’obiettivo
italico del posto fisso, che se si potesse scegliere
sarebbe preferito dal 46 per cento dei giovani, in
calo del 7 per cento rispetto allo scorso anno. In
questo ambito tiene il mito del dipendente pubblico, al quale ambisce il 34 per cento dei giovani.
Tra chi ha già trovato un lavoro si registrano livelli
molto alti di soddisfazione anche per il confronto
con le difficoltà dei coetanei. Il 63 per cento è tutto
sommato soddisfatto perché il lavoro lo appassiona (25 per cento), perché offre opportunità di crescita professionali (22 per cento), perché consente
di curare altri interessi (16 per cento) e appena l‘11
per cento è soddisfatto del lato economico.
È critico il rapporto tra scuola e mondo del lavoro:
solo il 30 per cento dei giovani fa un lavoro totalmente coerente con gli studi, mentre il 23 per cento
lo fa solo in parte.
«C’è un forte spirito di sacrificio nelle nuove generazioni, ma anche la consapevolezza di grandi
IL PORTALE “LAVORO IN CAMPAGNA”
Arriva la banca dati di aziende agricole che assumono. Nel corso dell’assemblea elettiva è stato
aperto il portale della Coldiretti “Lavoro in campagna”, per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che però, non è ancora operativo.
Si tratta di un sistema informatico che opera attraverso un apposito sito web nazionale nel quale
verranno acquisite, archiviate e rese disponibili in
forma pubblica, le richieste di manodopera delle
imprese ed i curricula e le disponibilità dei lavoratori. Il servizio sarà rivolto anche al sistema della
famiglia che potrà essere assistito nella ricerca di
colf o badanti, al giovane che ricerchi la possibilità
di effettuare uno stage aziendale, allo studente a
caccia di un’occupazione durante il periodo delle
vacanze estive o invernali attraverso un’offerta di
lavoro occasionale accessorio (voucher) e al pensionato che voglia integrare il proprio reddito da
pensione sempre tramite i buoni lavoro.
Lo strumento informatico sarà accessibile presso
ogni sede e sportello territoriale della struttura
Coldiretti con personale qualificato che provvede
anche a rendere un vero e proprio servizio di accompagnamento ed assistenza a imprese e lavoratori, sia
nel compito di caricamento e aggiornamento dei
dati, sia soprattutto nella vera e propria fase di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. È infatti previsto
che tale fase di incontro tra impresa e lavoratori non
sia gestita in automatico dal sistema, ma sia accompagnata e guidata dai servizi Coldiretti che provvederanno a segnalare all’impresa l’esistenza nell’archivio del sistema web di candidature compatibili con
le necessità espresse provvedendo, se di interesse
dell’impresa, ai necessari contatti con i candidati.
L'assemblea elettiva Giovani impresa
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giovani in movimento
difficoltà da superare che non devono trasformarsi
in rassegnazione - ha dichiarato Moncalvo. - Una
spinta decisiva deve partire dalla scuola che deve
saper alimentare una nuova cultura imprenditoriale e del lavoro, fondata su bisogni veri e su asset
vincenti su cui il paese può contare».
Nel paese più bello del mondo la maggioranza dei
giovani (51 per cento) nel 2014 è pronta ad espatriare per motivi di lavoro, mentre il 64 per cento
è disponibile a cambiare città. La maggioranza assoluta dei giovani italiani, che sono stati chiamati
choosy, bamboccioni o privi di ambizioni, ha in
realtà la valigia in mano. Il motivo principale che
spinge i giovani ad emigrare è che il 19 per cento considera l’Italia un paese fermo, in cui non si
prendono mai decisioni; una percentuale del 18
per cento punta il dito sulle tasse e il 17 per cento
chiama in causa la mancanza di lavoro a pari merito con la mancanza di meritocrazia. C’è tuttavia
una minoranza del 27 per cento di giovani che
pensa ancora che l’Italia possa offrire un futuro
per il valore del Made in Italy (23 per cento) che si
classifica alla pari con le competenze e la creatività (23 per cento) e le risorse ambientali e culturali
(23 per cento). «In un paese vecchio come l’Italia la
prospettiva di abbandono evocata dalla maggioranza dei giovani italiani è una perdita di risorse
insopportabile se si vuole tornare a crescere - ha
affermato il presidente della Coldiretti Roberto
Moncalvo. - Negli ultimi cinque anni in Italia sono
aumentati percentualmente, tra gli occupati, gli
over 55 mentre sono calati i lavoratori più giovani
a differenza di quanto è avvenuto in tutti gli altri
paesi industrializzati secondo il rapporto “Global
employment trends 2014”».
report nazionale
Il gruppo dei delegati del Veneto
LAVORI AGRICOLI CREATIVI
Dall’agritata all’agriscultore, dal muratore ecologico
all’erborista 2.0, dal tutor dell’orto in città al tintore
naturale di tessuti anallergici, dall’affinatore di formaggi fino a chi ha recuperato la canapa in tutte le
sue molteplici possibilità di impiego. Sono alcune
delle nuove figure professionali che, in una drammatica situazione di crisi e disoccupazione record, sono
nate e sono state presentate nell’ambito dell’open
space “Il lavoro possibile nel tempo della crisi”.
Nell’agricoltura italiana il 7,2 per cento dei titolari di
impresa ha meno di 35 anni ed è alla guida di 58.663
aziende. Di queste, circa il 70 per cento opera in attività multifunzionali: agriturismo, fattorie didattiche,
vendita diretta dei prodotti tipici e del vino, trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in
vino, delle olive in olio, e della produzione di pane,
birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
C’è chi, come Sara Beccaria di Montelupo Albese
in Piemonte, ha deciso di diventare un’agritata ed accogliere nella sua azienda bambini dai 3
mesi ai 3 anni, seguendo un progetto pedagogico specifico che porta alla riscoperta della natura,
della stagionalità e delle eccellenze dell’agricoltura italiana. I bambini sono affidati ad una specifica
agritata, scelta dagli stessi genitori, con la quale si
instaura un rapporto di completa fiducia. L’affidamento esclusivo ad un’unica agritata consente di
offrire percorsi educativi personalizzati per ogni
bimbo, nei modi e nei tempi più giusti.
Mirko Raguso di Gravina in Puglia, invece, ha deciso
di diventare un muratore ecologico, sperimentando
con successo la prima mattonella di paglia. Partendo dal riutilizzo di scarti dell’agricoltura, Mirko realizza un prodotto tecnologico e innovativo costituito
da un sistema di coibentazione di ridotte dimensioni, che riescono a garantire le più elevate prestazioni
energetiche previste dalle vigenti norme di legge.
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E ancora Luca Romiti di Pistoia è diventato un
agriscultore attraverso l’arte topiaria (la tecnica di
potare le piante per dargli forme particolari). Dal
primo seme all’ultima sforbiciata è tutto un intrecciarsi di rami e di foglie che si personificano. Dal
primo innesto fino alla scultura impiega circa tre
anni, ma queste opere continuano a vivere e ad essere modellate.
Daniela Carofiglio di Casamassima in provincia di
Bari, invece, ha scelto di diventare un tintore naturale di tessuti anallergici, utilizzando al meglio
i prodotti della sua azienda agricola: ortaggi, frutta
e piante tintorie.
Federica Ioanna di Biccari in provincia di Foggia ha
deciso di abbandonare il suo lavoro da veterinario
per diventare affinatrice di formaggi, trasformandosi in un abile mastro casaro che concia il formaggio con spezie, aromi e gustosissime miscele.
Fabio Bizzarri in Toscana, ha scelto di diventare un
vero e proprio tutor dell’orto, collaudando con
grande successo il suo primo kit, un po’ gioco, un
po’ passatempo, davvero strepitoso per realizzare
in poco spazio un piccolo orto fuori suolo adattabile a tutte le situazioni abitative, a casa come a
scuola, anche in assenza di un giardino.
Salvatore Satanassi a Quarto di Sarsina in provincia di Forlì-Cesena, è un bravissimo agrierborista.
Produce circa 250 specie di piante officinali e aromatiche con cui vengono preparati oltre 1000 manufatti erboristici di qualità.
Daniele Mandarello nel Lazio ha rispolverato un
antico mestiere che oggi sta ritornando prepotentemente di moda, quello del potatore.
Pasquale Polosa in Basilicata ha deciso di coltivare
canapa a fini alimentari. Dalla spremitura a freddo del seme ricava olio e farina, dalla trasformazione della farina diversi prodotti, dai biscotti al pane,
dalla pasta al cioccolato.
Le compagnie propongono soluzioni contrattuali
del tutto inadeguate
ROMA - Asnacodi, l’Associazione nazionale
dei consorzi di difesa, sta ripetutamente
chiedendo al ministro delle Politiche agricole di intervenire nel rapporto con le compagnie assicurative e chiedere loro di rispettare il piano assicurativo agricolo 2014,
«al fine di impedire speculazioni sull’uso
delle risorse pubbliche destinate dall’Unione europea, non a migliorare i bilanci
delle compagnie, ma a salvaguardare il
reddito degli agricoltori».
Il mondo assicurativo, infatti, nonostante
le continue richieste dei consorzi di difesa,
parti contraenti delle polizze collettive per
conto degli agricoltori associati, non offre
ancora le relative coperture o propone
condizioni inadeguate.
«Nonostante la riassicurazione pubblica sia
disponibile dall’inizio del mese di febbraio e
il piano assicurativo sia stato approvato con
largo anticipo dal ministero con la piena
condivisione dei rappresentanti degli agricoltori e del settore assicurativo, nonché gli
sforzi sostenuti per adeguarsi agli indirizzi e
ai vincoli posti dall’Unione europea - segnala Albano Agabiti, presidente dell’Associazione nazionale condifesa - le imprese di assicurazione non danno dimostrazione di mantenere
gli impegni assunti».
«Non è più possibile attendere oltre - dichiarano da
Asnacodi - e per questo abbiamo chiesto un urgente incontro con il ministro Martina per affrontare la
grave situazione della campagna assicurativa 2014
e individuare le misure correttive straordinarie che
offrano agli agricoltori la possibilità di sottoscrivere coperture agevolate come negli scorsi anni».
«Siamo di fronte ad una finta apertura della campagna - puntualizza Albano Agabiti. - Ad oggi, con le
colture esposte alle avversità del periodo, le caratteristiche delle coperture proposte sono inaccettabili
così come i costi a carico degli agricoltori - ribadisce
Agabiti. - Tale situazione non può che generare sdegno: le condizioni contrattuali inviate ai condifesa
dalle compagnie non tengono conto e non sono
giustificate dall’andamento tecnico e presentano
elementi di uniformità e scarsa differenziazione».
«Occorre - sottolinea il presidente di Asnacodi - un
intervento immediato che consenta di sbloccare una
trattativa che, facendo leva anche sul termine di sottoscrizione del 31 marzo, rende di fatto impossibile
agli agricoltori di mettere in copertura le produzioni
esposte alle avversità di questo periodo e ogni giorno che passa aumenta il rischio potenziale di perdere
parte del reddito dell’anno». «Appare del tutto evidente - conclude Agabiti - che l’intervento pubblico
non possa dipendere unicamente dalle strategie
commerciali delle imprese di assicurazioni, ma deve
essere realizzato all’interno di un quadro di regole
che tendano al perseguimento dell’interesse generale di dare stabilità ai redditi dell’impresa agricola».
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report nazionale
Campagna assicurativa,
Asnacodi in allarme
fare impresa/ambiente
Il Pan, piano nazionale
sui fitosanitari
Dal 26 novembre 2015 nuove regole sui patentini.
Obbligo di controllo e taratura delle attrezzature
> A cura del Caa Impresa verde Rovigo
La direttiva sull’uso sostenibile dei prodotti sanitari
2009/128/Ce è stata prevista per ridurre l'utilizzo degli agrofarmaci, tenuto conto del fatto che è impossibile prescindere dal loro uso, ma che è necessario
tenere in maggiore considerazione i rischi connessi
all'uso dei prodotti fitosanitari.
L'approccio che la direttiva indica per affrontare questo tema è diversificato, cioè non prevede una sola
modalità d'azione, ma più iniziative che vengono attuate attraverso il Piano di azione nazionale (Pan)
recentemente approvato.
Il Pan detta le regole e le scadenze previste per l’attivazione delle azioni che mirano alla riduzione
dell’uso dei prodotti fitosanitari e dei rischi ad
essi connessi.
Di seguito si riassumono per punti le azioni, i tempi previsti per l’adeguamento agli obblighi da parte
degli agricoltori ed i principali contenuti delle azioni.
Prima di passare all’esame delle azioni, si ricorda che
l’obbligo di compilazione del registro dei trattamenti, pur essendo previsto da un’altra fonte
comunitaria, assume un ruolo centrale nell’uso
sostenibile dei prodotti fitosanitari, essendo il
mezzo attraverso il quale l’agricoltore riesce a dimostrare all'acquirente, sia esso un grossista, un dettagliante o un consumatore finale, quali sono i prodotti che ha usato. È quindi uno strumento di maggiore
sicurezza per il consumatore finale.
RICORDA. Impresa verde Rovigo ha organizzato un
sistema di consulenza per la compilazione del Registro dei trattamenti. Tale servizio viene fornito alle
imprese che ne facciano espressa richiesta ai vari
sportelli di zona, pianificandone l’assistenza.
L’AUTORIZZAZIONE ALL’ACQUISTO E ALL’USO
DEI PRODOTTO FITOSANITARI (IL PATENTINO)
Il Certificato di abilitazione all’uso (patentino) servirà in futuro per acquistare tutti i prodotti ad uso
professionale, quindi anche i prodotti classificati
come irritanti e quelli non classificati. Al momento
attuale invece è obbligatorio solo per chi acquista
prodotti molto tossici, tossici e nocivi.
L'obbligo del patentino per tutti i prodotti ad uso
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professionale prenderà il via dal 26 novembre 2015.
Da quella data, tutti i prodotti saranno quindi distinti
“per uso professionale” e “per uso non professionale”.
Questi ultimi potranno essere usati solo sui giardini
o orti domestici.
LA FORMAZIONE PER ACQUISIRE
E RINNOVARE IL PATENTINO
Con il Pan cambia anche il sistema di formazione in
grado di garantire che ognuno dei soggetti coinvolti
siano a conoscenza dei rischi e pericoli per l’ambiente dell’uso dei prodotti fitosanitari.
La Regione del Veneto, entro la fine del 2014, dovrà
approvare i provvedimenti per dettagliare il rilascio
dei patentini. Il nuovo sistema formativo dovrà essere applicato dal 26 novembre 2015.
Le ore di formazione del nuovo sistema sono pari a
20 nel caso di acquisizione del certificato di abilitazione all’uso; mentre, nel caso di aggiornamento (il
patentino rimane valido per 5 anni), le ore di formazione sono pari a 12.
In ambedue i casi varranno anche i crediti formativi,
ovvero saranno riconosciute le ore di aggiornamento effettuate indipendentemente dal corso. Al termine della formazione è prevista la verifica.
IL CONSULENTE
Una novità della direttiva 128/2009/Ce e del Pan è
rappresentata dai consulenti. Questi soggetti devono accompagnare gli agricoltori nell’uso dei prodotti fitosanitari, sia per l’agricoltura integrata obbligatoria o volontaria, sia per il biologico. Il consulente
non è quindi un soggetto abilitato ad emettere delle
”ricette”; anzi, queste non sono previste in nessun
punto del Pan.
Il consulente è, invece, un soggetto che offre una
consulenza per attuare la lotta integrata o la lotta
biologica. Il consulente dispone di titoli di studio o
esperienza in materia agricola ed è formato in modo
specifico per lo svolgimento dell'attività. I consulenti saranno operativi entro il 26 novembre 2015.
RICORDA. Coldiretti Rovigo, tramite la sua società di
servizi Impresa Verde Rovigo, da tempo è accreditata dalla Regione Veneto per il servizio di verifica
del controllo funzionale e taratura delle attrezzature per la distribuzione dei fitofarmaci con un proprio cantiere identificato con codice VE 08CP.
Il controllo funzionale delle attrezzature, che viene
svolta con personale specializzato ed abilitato dalla
Regione Veneto, è obbligatoria per tutte le aziende
che hanno aderito a mis. agro ambientali e, con l’applicazione della direttiva 128, sarà obbligatoria per
tutte le aziende agricole entro il 26 novembre 2016.
Invitiamo pertanto tutti i soci interessati a fare domanda per prenotare per tempo la verifica della
propria attrezzatura compilando la scheda di adesione presente in tutti gli uffici zona di Coldiretti.
Ad ogni verifica verrà rilasciato specifico attestato
di conformità dell’attrezzatura controllata.
LE TECNICHE DI DIFESA DELLE COLTURE
Le tre tecniche di difesa delle colture che possono
essere adottate dalle aziende agricole sono:
a) difesa integrata obbligatoria;
b) difesa integrata volontaria;
c) difesa biologica.
A - Difesa integrata obbligatoria
In questa modalità produttiva non ci sono limitazioni
nei prodotti impiegabili, rispetto a quanto autorizzato dal ministero della Salute e riportato in etichetta.
C’è l'obbligo di conoscere, disporre o avere accesso
a dati meteo, bollettini territoriali, soglie di intervento, materiale informativo e manuali, strategie
antiresistenza, risultati delle reti di monitoraggio. In
pratica, l’agricoltore dovrà dimostrare di essere informato (Sms, bollettini, internet ecc.), in particolare
grazie alla rete, sulle previsioni meteo, sulle caratteristiche e sui rischi insiti nei prodotti, sul monitoraggio delle avversità.
Quindi, obbligo di conoscenza.
L'agricoltore può avvalersi del consulente ma, qualora non abbia a disposizione le predette informazioni
necessarie, deve ricorrere al consulente.
Per quest'anno alle aziende che saranno sottoposte ai
controlli (ad esempio sulla condizionalità), non verranno effettuate verifiche su questo punto, visto il ritardo
accumulato e la necessità di rendere disponibili le informazioni necessarie agli agricoltori.
B - Difesa integrata volontaria
La difesa integrata volontaria prevede l’applicazione di norme tecniche di coltura con vincoli relativi a
limitazioni nei prodotti utilizzabili, limitazioni nel
numero degli interventi, obbligo di applicare soluzioni antiresistenza, alcune soglie di intervento, alcuni monitoraggi. In pratica, vanno rispettati su base
volontaria i Disciplinari di produzione integrata
annualmente approvati dalla Regione (Lmtd),
nonché l'obbligo di taratura presso il Centro prova.
C - Difesa biologica
Il Pan prevede l’aumento dell’estensione dell’agricoltura biologica. Oggi in Italia, la Sau interessata
al biologico è di circa 1 milione di ettari e interessa
approssimativamente 50.000 aziende. Il nostro paese è leader in Europa per numero di operatori e secondo per Sau dopo la Spagna. Ai fini pratici resta in
vigore la precedente normativa e per gli agricoltori
non cambia nulla.
L'ATTIVITÀ CONTO-TERZI
Per l'attività dei contoterzisti il Pan prevede una diversa scansione dei tempi per i controlli funzionali, che
devono essere effettuati entro il 26 novembre 2014
e rinnovati ogni due anni, ma anche nuove possibilità
rispetto alla gestione pratica dei trattamenti.
Ora il contoterzista può specificare sulla fattura, oltre
al servizio, il costo del prodotto che ha utilizzato. Pertanto, può acquistare direttamente il prodotto fitosanitario che utilizza per i clienti. Qualora si avvalga
di questa facilitazione deve disporre di un registro
carico e scarico per i prodotto acquistati e distribuiti
presso i clienti, nonché di un deposito a norma di
legge per i prodotti fitosanitari acquistati.
Il Pan prevede anche altre azioni. Per brevità le tralasciamo in questo momento, anche perché molte
non sono ancora attivate. Mancano infatti le linee
guida, ad esempio, per le azioni di tutela nelle aree
Natura 2000 o per la definizione della fascia di rispetto dai corsi d'acqua. Una misura invece che merita
di essere ricordata è quella che dispone il divieto di
trattamento con prodotti molto tossici, tossici o nocivi nella fascia di 30 metri da aree frequentate da
soggetti vulnerabili (bambini e anziani), ovvero da
asili, scuole, ospedali e simili, parchi pubblici, ecc. La
fascia è ridotta a 10 metri in determinate condizioni
operative che consentono di ridurre la deriva.
17
fare impresa/ambiente
CONTROLLO FUNZIONALE
DELLE ATTREZZATURE E LORO TARATURA
Il controllo funzionale delle attrezzature è obbligatorio, e tutte le macchine agricole destinate alla distribuzione di prodotti fitosanitari dovranno essere verificate presso i centri prova autorizzati (attualmente
sono 20 in Veneto) entro il 26 novembre 2016.
L'intervallo tra i controlli non deve superare i 5 anni
fino al 31/12/2020 e i 3 anni fra i controlli successivi
a tale data. Le attrezzature nuove acquistate dopo il
26/11/2011 vanno sottoposte a controllo funzionale
entro 5 anni dalla data di acquisto.
Il controllo funzionale di un’attrezzatura richiede
del tempo e sono ancora pochi i centri abilitati per
quest'attività. È questo un aspetto da non sottovalutare, considerate le migliaia di attrezzature presenti
nelle aziende agricole e, pertanto è opportuno provvedere per tempo, per non trovarsi in difficoltà a ridosso della scadenza.
Oltre al controllo funzionale delle attrezzature è
pure obbligatoria la taratura (regolazione). Questa
operazione può essere effettuata volontariamente
presso un Centro prova oppure in azienda, ma con
l'onere di dimostrare l'avvenuta taratura.
fare impresa/sicurezza
Macchine agricole,
abilitazione e revisione
> Guido Sacchetto, capo settore Sicurezza e certificazioni Impresa verde Rovigo
ABILITAZIONE ALL’USO
DELLE MACCHINE AGRICOLE
PROROGA
Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha
fornito tramite la circolare n. 45 del 24 dicembre
2013 alcuni chiarimenti in merito all’Accordo del
22 febbraio 2012 della Conferenza stato-regioni.
L’accordo concerne l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica
abilitazione degli operatori e le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, nonché i soggetti
formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.
I chiarimenti previsti dalla circolare del ministero
definiscono:
1. per quali attrezzature utilizzate dai lavoratori del settore agricolo e forestale è differito il
termine per l’entrata in vigore dell’obbligo di
abilitazione al 22 marzo 2015. Nello specifico
si tratta di: piattaforme di lavoro mobili elevabili, carrelli elevatori semoventi con conducente a
bordo, carrelli semoventi a braccio telescopico,
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carrelli industriali semoventi, carrelli/sollevatori/
elevatori semoventi telescopici rotativi, trattori
agricoli o forestali, escavatori idraulici, pale caricatrici frontali, terne, autoribaltabile a cingoli,
gru per autocarro;
2. il riconoscimento dei corsi effettuati nel rispetto di quanto previsto dall’accordo (punto
9.1) e fino alla data del 22 marzo 2015, limitatamente alle sole “macchine agricole”; i corsi
effettuati prima di tale data, ma di durata inferiore a quelli previsti dall’accordo e i corsi di
qualsiasi durata, ma non completati da verifica
finale, varranno come formazione pregressa a
condizione che siano integrati tramite un modulo di aggiornamento della durata minima
di 4 ore, da effettuarsi entro 24 mesi a partire
dal 22 marzo 2015;
3. l’esperienza documentata, almeno pari a 2
anni, deve essere posseduta alla data del 22
marzo 2015 ed il conseguente corso di aggiornamento previsto al punto 6 dell’accordo (minimo 4 ore) dovrà essere effettuato entro il 12
marzo 2017;
4. i lavoratori incaricati dell’uso delle sole
“macchine agricole” alla data del 22 marzo
2015 devono effettuare gli specifici corsi di formazione entro 24 mesi da detta data (22 marzo 2017).
REVISIONE MACCHINE AGRICOLE
POSTICIPO AL 1° GENNAIO 2015
Il Codice della strada ha previsto la revisione periodica dei mezzi agricoli che è stata spostata al
1° gennaio 2015. La Gazzetta ufficiale n. 304 del
30 dicembre 2013 ha pubblicato il decreto legge
di fine anno recante “Proroga di termini previsti da
disposizioni legislative” (Dl 150/2013), conosciuto
come “decreto mille proroghe 2013”. Fra le proroghe previste il legislatore ha inserito al comma 2
dell’art. 5 anche quelle relative all’art. 111 comma
1 del Codice della strada, in materia di revisione
delle macchine agricole. In particolare viene previsto il differimento del termine per l’emanazione
del decreto con cui disporre la revisione dal 28
febbraio 2013 al 30 giugno 2014 (differimento di
6 mesi); e contemporaneamente il differimento
del termine di avvio del processo di revisione dal
1° gennaio 2014 al 1° gennaio 2015 (differimento
di 12 mesi).
Riportiamo di seguito l’estratto del comma 1
dell’art 111 del Codice della strada, così come ri-
sulta modificato dal decreto mille proroghe 2013.
“Al fine di garantire adeguati livelli di sicurezza nei
luoghi di lavoro e nella circolazione stradale, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto da adottare entro e non oltre il 30
giugno 2014, dispone la revisione obbligatoria delle
macchine agricole soggette ad immatricolazione a
norma dell’articolo 110, al fine di accertarne lo stato di efficienza e la permanenza dei requisiti minimi
di idoneità per la sicurezza della circolazione. Con il
medesimo decreto è disposta, a far data dal 1° gennaio 2015, la revisione obbligatoria delle macchine
agricole in circolazione soggette ad immatricolazione in ragione del relativo stato di vetustà e con precedenza per quelle immatricolate antecedentemente al
1° gennaio 2009, e sono stabiliti, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
i criteri, le modalità ed i contenuti della formazione
professionale per il conseguimento dell’abilitazione all’uso delle macchine agricole, in attuazione di
quanto disposto dall’articolo 73 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.”
Non appena in possesso delle disposizioni operative che saranno contenute nel decreto interministeriale ne daremo tempestiva informazione.
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Laboratorio
Analisi Terreni
Servizio per i soci
Coldiretti Rovigo
Coldiretti Rovigo, con la sua società Casa del
coltivatore polesano srl, possiede un laboratorio
di analisi per terreni ed acque situato a Fiesso
Umbertiano, dove opera il dottor Federico
Ganzerla.
Tutti i soci che desiderano avvalersi di questo
servizio per effettuare analisi nelle aziende
dovranno accordarsi su date e modalità
contattando gli uffici Coldiretti provinciali, rag.
Franco Baruffa, tel. 0425.201939.
Listino Prezzi Servizio Laboratorio Analisi
Analisi Terreni
• Analisi Minima comprendente i seguenti
parametri: pH acqua, salinità, tessitura (3 fasi),
carbonati totali, calcare attivo,
sostanza organica, azoto totale (da frazione
organica), fosforo ass., potassio scamb.,
magnesio scamb. .............................. euro 72,00
• Analisi Completa comprendente i parametri
dell'analisi semplificata più calcio scab., sodio
scamb., ferro ass., zinco ass., manganese ass.,
rame ass., boro ass. ........................... euro 100,00
Analisi NPK comprendente azoto, fosforo e
potassio ............................................... euro 45,00
Progetto Mantenimento per seminativi
ed orticole con la determinazione di: sostanza
organica, azoto totale, fosforo assimilabile, potassio
scambiabile.......................................... euro 48,00
Progetto Mantenimento per frutteti con la
determinazione di: pH, calcare attivo, sostanza
organica, azoto totale, fosforo assim., potassio e
magnesio scamb., ferro assim., manganese assim.,
boro ass. .............................................. euro 80,00
Analisi Base per Tartuficoltura comprendente
tessitura, pH in acqua, pH in KCI, carbonati totali,
calcare attivo, sostanza organica ........ euro 40,00
20
Analisi Base Tipo KWS comprendente i seguenti
parametri: pH in acqua, tessitura (3 fasi), calcare
attivo, sostanza organica, azoto totale (da frazione
organica), fosforo ass., potassio scamb.
............................................................. euro 52,00
Determinazione sui terreni, fanghi,
compost, di quanto necessita dai
regolamenti per lo smaltimento in
agricoltura dei seguenti metalli pesanti:
cromo, cadmio, arsenico, mercurio, piombo,
nichel, rame, zinco totali (ad elemento)
............................................................. euro 18,00
Ricerca dei Singoli Parametri
preparazione del campione
(tutti) ................................................... euro 8,00
pH in acqua ......................................... euro 5,00
salinità ................................................. euro 5,00
tessitura 3 componenti
(argilla, sabbia, limo) .......................... euro 12,00
tessitura 5 componenti
(argilla, 2 sabbie, 2 limo) .................... euro 14,00
carbonati totali.................................... euro 8,00
calcare attivo ....................................... euro 15,00
sostanza organica ................................ euro 14,00
azoto totale
(da fase organica o ammoniacale) ...... euro 15,00
azoto scambiabile minerale ammoniacale
+ nitrico ............................................... euro 25,00
fosforo assimilabile ............................. euro 15,00
potassio scambiabile ........................... euro 16,00
magnesio scambiabile ......................... euro 16,00
calcio scambiabile ............................... euro 16,00
sodio scambiabile ................................ euro 16,00
ferro assimilabile ................................. euro 16,00
manganese assimilabile....................... euro 16,00
zinco assimilabile ................................ euro 16,00
rame assimilabile................................. euro 16,00
boro assimilabile ................................. euro 16,00
zolfo da solfati ..................................... euro 14,00
cloruri solubili in acqua ...................... euro 14,00
Analisi Acque
Analisi acque per irrigazione comprendente
i seguenti parametri: pH, salinità, durezza totale,
bicarbonati, cloruri, solfati, calcio, magnesio, sodio,
ferro, sar .............................................. euro 66,00
Ad integrazione dell'analisi precedente,
per utilizzare l'acqua in colture eseguite
in idroponica o fuori-suolo, è possibile
inserire i seguenti parametri: ammonio, nitrati,
fosfati, boro, potassio, manganese, rame, zinco
............................................................. euro 120,00
Analisi acque per controllo potabilità,
comprendente i seguenti parametri:
- microbiologica: enterococchi, coli totali,
esch. coli, clostridium perfrigens
- chimico-fisica; pH, salinità, solfati, ossidabilità,
cloruri, sodio, magnesio, calcio, ferro, ammonio,
nitrati ............................................... euro 70,00
Analisi dei Concimi Solidi e Liquidi,
ricerca dei parametri dichiarati dal produttore
preparazione campione....................... euro 8,00
azoto, ogni determinazione ................ euro 18,00
fosforo, ogni determinazione ............. euro 20,00
potassio, solubili in acqua .................. euro 22,00
altri elementi (zolfo, magnesio, microelementi, ecc.)
............................................................. euro 18,00
Analisi delle soluzioni nutritive
(per ogni elemento) ............................ euro 18,00
Diagnostiche fogliari su frutteto, con ricerca dei
seguenti parametri: azoto, fosforo, potassio, calcio,
magnesio, ferro, manganese, zinco, rame, boro
............................................................. euro 80,00
Altre determinazioni non a listino, verranno valutate
secondo le richieste, una volta ritenute tecnicamente
fattibili.
Eventuali sconti possono essere concordati in base al
numero di campioni che vengono presentati. Lo sconto
è, comunque, accordabile a partire da un minimo di 5
campioni consegnati contemporaneamente.
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21
fare impresa/colture
Campagna pere,
le variabili negative
Milani (Op Co.Fru.Ta): “Buone produzioni, stock
importanti, crollo dei consumi e prezzi al ribasso”
> Beatrice Tessarin
La pera è uno dei prodotti che ancora si coltivano
negli ormai ridotti frutteti sparsi per il medio-alto
Polesine. L’Op Cofruta di Giacciano con Baruchella, che da cooperativa è diventata organizzazione di produttori proprio quest'anno, è la realtà
associativa che maggiormente rappresenta il settore in Polesine, coi suoi 80-100 mila quintali medi
di pere prodotte e conferite ogni anno, nelle varietà Abate, Conference, Williams e Kaiser.
La stagione della pera è ormai in dirittura d'arrivo:
Abate e Kaiser si commercializzano ancora fino ad
aprile, Conference fino a maggio. Dal suo speciale
punto di osservazione, il direttore commerciale di
Cofruta Massimo Milani, traccia il quadro del mercato: «Nell'annata 2013 le produzioni in generale,
sia in Italia che in Europa, sono state superiori del
25-30 per cento rispetto al 2012, che comunque è
stato un anno deficitario - spiega Milani. - Tutti ci si
aspettava un'annata più facile, invece le maggiori
quantità hanno influito sull'andamento dei prezzi,
che saranno complessivamente più bassi». Olanda,
Belgio e Spagna hanno tutti incrementato la produzione; la Spagna, per esempio, che è una diretta
22
concorrente della pera italiana, soprattutto nella
varietà Conference, ha aumentato la produzione
del 30 per cento e riesce ad esportare a prezzi inferiori a quelli italiani.
L’Op Cofruta esporta soprattutto in Germania, paesi nordici, Regno Unito, Polonia, Repubblica Ceca e
Austria; per i piccoli calibri di Abate vende bene in
Libia, Algeria ed Egitto; mentre le grosse pezzature
sono richieste nei paesi ex Unione sovietica.
«Le produzioni superiori alle aspettative - aggiunge Milani - si assommano ad un calo generalizzato dei consumi un po' ovunque. I mercati russo e
dell'est europeo sono altalenanti, con qualche problema di solvibilità dei compratori. Tutto questo ha
fatto sì che a dicembre 2013 gli stock di prodotto
erano superiori del 50-60 per cento rispetto all’anno prima e i prezzi di vendita risultano inferiori di
15-20 centesimi al chilo rispetto al 2012».
Alla crisi dei prezzi, in un anno in cui la produzione
di pere si presentava mediamente buona, nell'area
alto polesana si aggiunge il danno alla beffa, perché
la grandinata e annessa tempesta tropicale del Ferragosto 2013 si è portata via frutteti e frutticini, causando una perdita pari alla metà della produzione.
«Mettiamoci anche che siamo al primo anno col
divieto di uso dell'etossichina - puntualizza Milani
- ed il quadro è completo».
L'etossichina è un presidio fitosanitario che veniva
nebulizzato fino al 2012 su pere e mele in postraccolta per evitarne l’ossidazione e migliorarne la
conservazione; senza questo conservante la pera
si deteriora più velocemente. «Il ministero italiano
della Salute - chiarisce il direttore Milani - ha vietato l'impiego di etossichina. Questo divieto non
è presente in Spagna e Portogallo da dove l'Italia
importa pere. Le tecniche alternative all'etossichina sono costose e ancora poco sperimentate. In
realtà - conclude Milani - sarebbe auspicabile la
possibilità di un reintegro dell’utilizzo di tale prodotto perché a farne le spese, purtroppo ancora
una volta, sono i redditi delle aziende agricole già
abbastanza in difficoltà».
23
fare impresa/colture
Ortofrutta, flessione
di tutti i listini di Lusia
Bene prezzemolo e radicchio.
Arriva il prodotto dal meridione per colmare
il gap di offerta dovuto al maltempo
> a cura del Mercato ortofrutticolo di Lusia
La grande piovosità degli ultimi mesi ha inevitabilmente creato disagi e ritardi in tutte le operazioni
in campagna. Il livello di allarme nel settore orticolo si è alzato notevolmente per l’impossibilità ad
accedere nei campi, in quanto febbraio sarebbe il
mese in cui produttori, oltre alla raccolta degli ultimi prodotti invernali, iniziano i lavori di sistemazione del terreno e i successivi impianti produttivi.
Questa difficoltà ad accedere in campagna creerà
un vuoto d’offerta verso la fine di marzo e un’abbondante concentrazione di prodotto verso la
metà/fine di aprile che comporterà sicuramente
una flessione dei prezzi di vendita.
Il vuoto d’offerta del prodotto locale, che si è venuto a creare a causa del maltempo, è stato parzialmente colmato con prodotti di provenienza
meridionale.
L’andamento commerciale dei prodotti trattati
nel mese si può così riassumere: i listini per l’aglio
hanno registrato un lieve aumento delle quotazioni e un consistente calo delle quantità conferite.
La qualità in determinate partite di prodotto non
ha risposto ai parametri normali a causa del lungo
periodo di conservazione. In ribasso le quotazioni
per la bianca di Milano che per tutto il mese non
ha trovato una richiesta adeguata. Il forte aumento dei volumi per la bieta da costa e per la catalogna, in prevalenza di provenienza meridionale,
ha creato problemi di vendita e una conseguente
riduzione dei listini.
Contenuta la flessione dei prezzi per le carote. È un
prodotto che, anche nei momenti di crisi, riesce a dare
soddisfazioni economiche ai produttori. Parte delle
carote conferite provenivano dalla zona di Latina.
24
Compare il segno meno nelle quotazioni di tutte le
varietà di cavolfiori: bianco, romano, rosso e verde.
Il prodotto ha suscitato poco interesse da parte della domanda. Anche i cavoli cappucci e i cavoli verza hanno segnato pesanti flessioni dei prezzi, sempre dovute ad uno scarso interesse della domanda.
I finocchi, provenienti per la maggiore parte dal
sud Italia, hanno subito un ribasso dei prezzi e una
diminuzione delle quantità commercializzate.
Quotazioni in ribasso pure per la lattuga cappuccia e gentile. Ad ogni tentativo di aumento dei
prezzi, la domanda sospendeva l’acquisto; pertanto il produttore era costretto ad abbassare il prezzo di vendita. Le due varietà di lattuga presenti nel
mercato non sempre rispondevano ai parametri
standard di qualità.
Mese negativo pure per il porro. Diminuzione sia
delle quantità commercializzate sia del prezzo di
vendita.
Prezzi in aumento per il prezzemolo. Il prodotto,
totalmente di provenienza meridionale, ha sempre incontrato interesse da parte della domanda,
anche se la qualità del prodotto è risultata molto
scarsa, con presenza di un gambo lungo e di grosse dimensioni.
Altalenanti le quotazioni per il radicchio, in funzione della maggiore o minore disponibilità di prodotto. Buone le quotazioni mensili registrate dal tipo
rosso di Verona, mentre sono state sottotono le
quotazioni per il radicchio da campo, il tipo lungo,
il variegato di Lusia e il rosso tondo. Molto interessanti i prezzi di vendita per il radicchio rosa che,
dopo tanti anni di assenza dal mercato, è tornato
nuovamente ad essere coltivato. Le quantità finora
commercializzate sono state esigue, ma risultano giornalmente in costante aumento.
Si registra per il sedano verde un leggero
aumento delle quantità commercializzate,
mentre i prezzi di vendita sono stati in ribasso.
Anche la frutta (mele e pere) ha subito ribassi delle quotazioni rispetto a quelle registrate a febbraio 2013; la flessione è stata
più contenuta per le mele.
Secondo l’Istat, il trend negativo sta rallentando
Nel quarto trimestre del 2013, secondo l’Istat, l’indice
dei prezzi dei prodotti venduti dagli agricoltori è diminuito dello 0,9 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2 per cento rispetto allo stesso trimestre
del 2012. Nello stesso periodo, l’indice dei prezzi dei
prodotti acquistati dagli agricoltori, è diminuito dello
0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e dell’1,7
per cento rispetto allo stesso periodo del 2012.
L’Istat rileva che a livello mensile, confrontando lo
stesso periodo del 2012, i prezzi di acquisto mostrano tassi tendenziali sempre meno negativi, passando
dalla diminuzione dell’1,8 per cento di ottobre all’1,6
per cento di dicembre. La variazione media annua
dell’indice dei prezzi dei prodotti acquistati è pari a
+2,1 per cento.
Tra i prodotti acquistati i prezzi dei beni e servizi intermedi (quelli consumati o trasformati dai produttori
nel processo produttivo, ndr) diminuiscono dello 0,3
per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,8
per cento rispetto allo stesso periodo del 2012; quelli
dei beni di investimento segnano un incremento congiunturale dello 0,1 per cento e tendenziale dell’un
per cento.
Gli indici mensili dei prezzi dei prodotti venduti mostrano un netto ridimensionamento della flessione
tendenziale, che passa dal 3,9 per cento di ottobre allo
0,4 per cento di dicembre. La variazione media annua
dell’indice dei prezzi dei prodotti venduti segna un
aumento del 3,9 per cento. Nel quarto trimestre, fra i
prodotti venduti dagli agricoltori, i prezzi dei prodotti
vegetali registrano su base tendenziale una diminuzione del 3 per cento e quelli degli animali e dei prodotti da animali dello 0,5 per cento.
prodotti agricoli
A GENNAIO,
QUOTAZIONI IN CALO (-4,4%)
Prezzi in calo nelle campagne. A gennaio 2014
le quotazioni alla produzione agricola si sono
ridotte del 4,4 per cento nel confronto con lo
stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto
emerge dai dati Istat e Ismea.
È dunque deflazione nei campi, con un avvio
d’anno negativo che a gennaio ha portato un
calo dei prezzi generale: vino (-16,8 per cento),
olio di oliva (-13,2 per cento), ortaggi (-11,3 per
cento). A diminuire pesantemente sono stati
anche i cereali che perdono il 16,7 per cento
mentre più contenuti sono i cali per frutta (-5,6
per cento) e colture industriali (-6,2 per cento).
Segno positivo, invece, per il comparto degli
allevamenti che registra un incremento delle
quotazioni del 3 per cento, seppur con situazioni differenti: aumentano i prezzi del pollame
(+6,9 per cento), conigli (+6,2 per cento), lattiero caseari (+5,8 per cento), ovini e caprini (+5,5
per cento) e, seppur di poco, anche carne suina
e salumi (+1,5 per cento). Calano invece le uova:
meno 8,9 per cento.
A pesare è l’andamento stagionale, ma anche
la diminuzione del potere di acquisto che ha
provocato una riduzione dei consumi degli italiani e una spending review nella spesa.
25
fare impresa/colture
Prezzi dei prodotti venduti
meno 2%, acquistati -1,7%
fare impresa/colture
È record di import
nocciole turche
Sempre più nocciole turche nei dolci italiani,
verso il record delle importazioni Le statistiche relative alle importazioni dei primi 11
mesi dello scorso anno, mostrano come il 2013, se
non ci saranno sorprese nei dati relativi a dicembre, risulterà l’anno record per le importazioni
di nocciole verso l’Italia da oltre 10 anni. Infatti
tra gennaio e novembre 2013 sono stati importati
oltre 33 milioni di chilogrammi di nocciole sgusciate, di cui più di 29 milioni di chili sono provenienti dalla Turchia, il principale produttore mondiale di nocciole.
Era dal 2002 che non si registrava un livello così
elevato di importazioni, quando si erano superati
di poco i 34 milioni di chilogrammi. Nel complesso, si stima che un terzo delle nocciole utilizzate
in Italia nei dolci, nelle creme e nei gelati, sia di
importazione. Una situazione che non consente di
valorizzare appieno le nocciole italiane di qualità
nei prodotti trasformati, non essendoci l’obbligo di
informare il consumatore sull’origine delle nocciole utilizzate.
Solo in alcuni casi i trasformatori evidenziano volontariamente la provenienza delle nocciole impiegate nei prodotti.
L’Italia è il primo produttore europeo di nocciole, il secondo mondiale, e può vantare ben tre
denominazioni di origine riconosciute dall’Unione
europea, la Nocciola del Piemonte Igp, la Nocciola
di Giffoni Igp, la Nocciola romana Dop.
LE IMPORTAZIONI DI NOCCIOLE
VALORI IN EURO, DATI CUMULATI CUMULATI
PAESI
IMP2011
IMP2012
IMP2013
EXP2011
EXP2012
EXP2013
Azerbaigian
7.143.116
559.783
2.487.815
0
0
0
Georgia
6.442.263
13.754.640
8.326.160
0
0
0
Spagna
803.596
596.069
1.011.600
3.286.139
2.550.253
2.293.881
Turchia
136.631.955
117.038.870
174.837.808
0
0
0
[MONDO]
153.159.834
134.937.373
189.700.809
68.082.354
75.148.937
77.790.206
QUANTITÀ IN KG, DATI CUMULATI
PAESI
IMP2011
IMP2012
IMP2013
EXP2011
EXP2012
EXP2013
Azerbaigian
1.362.000
109.840
523.896
0
0
0
Georgia
1.420.000
2.655.600
1.785.088
0
0
0
Spagna
164.108
115.574
201.543
615.343
461.633
415.569
Turchia
26.353.313
20.647.548
29.939.435
0
0
0
[MONDO]
29.763.798
24.167.893
33.089.413
12.639.681
12.998.821
14.660.593
Fonte: Istat, elaborazione Coldiretti
26
fare impresa/fiscale
Tasi, non si paga
sui terreni agricoli
Aliquota ridotta sui fabbricati rurali
Niente Tasi sui terreni agricoli. Lo ha stabilito il
Consiglio dei Ministri del 28 febbraio scorso, che
ha ratificato l’esenzione dal pagamento del nuovo
Tributo sui servizi indivisibili. Scongiurato anche
il pericolo di un aumento dell’aliquota fino all’8 per
mille sui fabbricati rurali (strumentali), per i quali si
continuerà ad applicare quella ridotta dell’un per
mille. I Comuni possono inoltre stabilire riduzioni
ed esenzioni per talune categorie di immobili, tra
cui i fabbricati rurali ad uso abitativo.
La Tasi è collegata alla erogazione dei servizi comunali (fognature, pubblica illuminazione, manutenzione delle strade...) e riguarda il possesso o la
detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, compresa l’abitazione principale, di aree scoperte, nonché
di aree edificabili a qualsiasi uso adibiti. La base imponibile per il calcolo della tassa è il valore dell’immobile rilevante ai fini Imu. La Tasi, assieme all’Imu,
che ha come presupposto il possesso dell’immobile, e alla Tari (Tassa rifiuti), diretta al finanziamento
dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei
rifiuti, fa parte della nuova Imposta unica comunale (Iuc), entrata in vigore dal 1° gennaio scorso con
l’obiettivo di riorganizzare la tassazione comunale.
A livello generale, il Consiglio dei ministri ha stabilito che, per consentire le detrazioni sulla prima
casa di cui hanno beneficiato le famiglie italiane
nel 2012, l’aliquota massima della Tasi (tributo
sui servizi indivisibili) per l’anno 2014 per ciascuna tipologia di immobili può essere aumentata
complessivamente fino ad un massimo dello 0,8
per mille complessivo (con l’esclusione, lo ripetiamo dei fabbricati rurali). L’incremento può essere
deliberato dai Comuni a condizione che il gettito
relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre
misure relative all’abitazione principale in modo
tale che gli effetti sul carico dell’imposta Tasi siano
equivalenti a quelli dell’Imu prima casa.
Secondo quanto comunicato, il versamento della
Tasi avverrà mediante modello F24 e/o bollettino
di conto corrente postale (per consentire all’amministrazione finanziaria di disporre dei dati in tempo
reale non è possibile utilizzare servizi elettronici di
incasso e di pagamento interbancari e postali). Il
Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tasi e della Tari prevedendo almeno due rate a
scadenza semestrale. È consentito il pagamento
in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun
anno.
rifiuti agricoli
SISTRI, ESONERO IN VISTA,
MA MANCANO I DECRETI ATTUATIVI
Niente Sistri per le imprese agricole che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di un circuito organizzato di raccolta. Così dispone lo
schema di decreto trasmesso dal gabinetto del
ministero dell’Ambiente nell’ambito dei lavori
del Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del Sistri. La semplificazione in corso di
approvazione, premia il lavoro svolto in questi
anni da Coldiretti, con le istituzioni nazionali e
con le amministrazioni locali, per la definizione
di un sistema di raccolta e tracciabilità dei rifiuti
agricoli, che risponda a criteri di adeguatezza,
semplificazione e tutela dell’ambiente e della
salute. Il decreto annunciato è attualmente all’esame del ministero dello Sviluppo economico e
del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti
per i relativi pareri. Siamo fiduciosi sul futuro
esonero.
27
ogm free
Ogm, anche gli Usa
chiedono l’etichettatura
Cresce la pressione su Obama
per una legislazione federale
Negli Stati Uniti cresce la diffidenza verso le colture ed i prodotti Ogm. Alcuni stati stanno pensando
all’etichettatura obbligatoria per tali produzioni. Lo
riferisce l’agenzia Associated press che scrive: “In assenza di una normativa a livello federale, alcuni stati,
dal Rhode Island alle Hawaii, stanno prendendo in
considerazione di rendere obbligatoria per legge l’etichettatura di prodotti contenenti ingredienti geneticamente modificati. Ad oggi, solo il Connecticut ed il
Maine possiedono leggi che richiedono etichette per
alimenti geneticamente modificati. Tuttavia questi requisiti non entreranno in vigore finché altri stati (più
di 24) non adotteranno regole proprie in materia”.
Secondo l’agenzia americana gli studi scientifici non
hanno evidenziato una maggiore pericolosità degli alimenti Ogm rispetto a quelli non Ogm, ma chi
spinge per il requisito di etichettatura punta sul valore insito nell’informazione stessa. “Non so se sia
pericoloso o non sano, ma è un’informazione che le
persone hanno il diritto di avere”, avrebbe dichiarato il democratico Dennis Canario, rappresentante del
Rhode Island, che sta promuovendo la legge sull’etichettatura. “Sulla confezione mettono le calorie e
il contenuto di grassi - ha detto. - Se gli ingredienti
sono stati geneticamente alterati, non dovrebbe esservi scritto anche quello?” Ad opporsi alle proposte
sono le compagnie di biotecnologia e molti gruppi
agricoli, che affermano che l’ingegneria genetica ha
fornito un’agricoltura più sostenibile, economica e
produttiva in tutto il mondo. I gruppi societari temono che i requisiti di etichettatura possano aumentare i
costi per i produttori alimentari e, quindi alla fine, per
i consumatori. I legislatori di California, Washington e
New Hampshire si sono opposti all’etichettatura, fra
l’altro, per evitare sfide legali. Sempre secondo l’Associated press, “la questione potrebbe essere risolta
a Washington, dove entrambe le parti spingono per
uno standard federale sull’etichettatura degli alimenti Ogm. La Fda (Food and drug administration),
che prevede che tutti gli alimenti geneticamente modificati debbano soddisfare gli stessi requisiti dei cibi
tradizionali, consente ora ai produttori di etichettare
volontariamente i loro prodotti come geneticamente modificato o meno”.
28
Intanto, una coalizione di produttori di alimenti biologici, di critici degli Ogm e di loro sostenitori al Congresso, avrebbero scritto al presidente Barack Obama
sollecitando la Fda a richiederne l’etichettatura.
Sul versante opposto, la Grocery manufacturers association, l’associazione che rappresenta la Monsanto
company, la Mcdonald’s, la Procter & Gamble e centinaia di altre compagnie, avrebbe scritto alla Fda chiedendo se gli alimenti “derivanti dalla biotecnologia”
possano essere etichettati come “naturali”, sulla scorta
del fatto che gli Ogm sono presenti sul mercato da
vent’anni.
Pare che alcune aziende non intendano aspettare
un’azione del governo. L’agenzia Associated press riferisce che la Whole foods ha annunciato che prevede
di etichettare i propri prodotti Ogm in tutti i suoi negozi negli Stati Uniti e in Canada entro cinque anni;
la General mills, invece, ha annunciato recentemente
che non intende più utilizzare Ogm nella sua ricetta
originale dei Cheerios.
Scott Faber, direttore esecutivo dell’organizzazione
pro-etichettatura Ogm, “Just label it”, crede che gli Stati Uniti seguiranno la linea dell’etichettatura, a seguito
delle pressioni degli stati che per primi hanno adottato i propri requisiti di etichettatura. “Chiaramente
la Fda possiede l’autorità di richiedere l’etichettatura,
ma sono gli stati ad aprire la strada,” ha dichiarato Faber. “In definitiva, nel momento in cui un numero sufficiente di stati avranno agito, lo farà anche il governo
federale”.
Si segnala l'impegno ad incrementare
la produzione certificata
> A cura del Consorzio dell’Insalata di Lusia Igp
Durante la serata del 25 febbraio si è tenuta l’assemblea dei soci del Consorzio di tutela dell’Insalata di
Lusia Igp, alla sede che è all’interno del Mercato ortofrutticolo di Lusia.
L’incontro, partecipato e sentito, si è aperto con l’introduzione entusiasta del presidente del consorzio
Alessandro Braggion. Dalle sue parole trapelavano
l’impegno e la cura di molte persone e il coinvolgimento di enti come Regione Veneto, Comune di Lusia, Camera di commercio di Rovigo, Veneto agricoltura e Consvipo, che hanno permesso una promozione
travolgente del marchio.
Braggion si è soffermato sul fatto che ora più che mai
è necessario continuare a lavorare soprattutto sulla produzione: la promozione, infatti, non basta a sé
stessa, ma dovrà viaggiare parallelamente alla garanzia del prodotto. Ha proseguito dicendo: «L’obiettivo è
la piena collaborazione con la rete di commercializzazione, al fine di potenziare la vendita, ma soprattutto il
valore del prodotto». Ed ancora: «Bisogna aumentare
le produzioni certificate, far capire al consumatore il
vero valore del marchio: ovvero la garanzia di controllo e salubrità del prodotto».
L’incontro è poi proseguito con l’approvazione del
bilancio dell’anno 2013 grazie all’attento e meticolo-
so Roberto Mottaran di Impresa verde Rovigo; per
mezzo del segretario del consorzio Rossano Fontan
si è potuto ricordare il percorso fatto nel 2013, anno
fiorente per il marchio dell’Insalata di Lusia e ricco di
eventi e fiere a cui si è partecipato. Il Macfrut a Cesena,
ad esempio, che attraverso Piazza Lusia ha rappresentato la vetrina più grande e rilevante, ma anche la fiera
di Lusia e il concorso Insalata di Lusia promosso in collaborazione con Comune di Lusia; la presenza presso
Fieracavalli a Verona e le prove in campo, presso le
aziende produttrici dell’insalata che hanno permesso
di migliorare la qualità del prodotto. Anche per il 2014
le opportunità sono tante ed è necessario continuare
la promozione in tutte le fiere di settore e nella Gdo
con l’ausilio di tutte le risorse disponibili.
L’incontro si è concluso con gli interventi di Giacomo De Stefani, segretario generale Cciaa di Rovigo
e direttore di Azienda mercati, il quale ha rinnovato
l’appoggio e il sostegno della Camera di commercio a
questo progetto, e del sindaco Luca Prando, che sagacemente ha ricordato le parole di Paolo De Castro,
presidente della commissione Agricoltura e sviluppo
del Parlamento europeo, esortando ad una maggiore
organizzazione e ricordando la necessità di fare rete e
squadra per affrontare sempre meglio il commercio.
29
economia in rete
Assemblea di bilancio
del Consorzio Insalata
territorio polesine
Celiaci sì,
ma con gusto
Dal 7 marzo, alle Clementine, menù
per intolleranti al glutine, al lattosio e vegetariani
> Beatrice Tessarin
Luciana e Beppe con la famiglia di Chiara e la collega Maria Moro
BADIA POLESINE (RO) - Tutti celiaci per una sera, con
gusto e senza patemi. È partita venerdì 7 marzo e
si protrarrà per tutti i primi venerdì di ogni mese, la
nuova proposta enogastronomica dell’agriturismo
Le clementine, storico socio Terranostra Coldiretti di
Badia Polesine.
Una serata in cui il menù è improntato alle regole alimentari delle persone intolleranti al glutine (celiaci)
ed intolleranti al lattosio; inoltre è programmata una
serie di alternative vegetariane.
Ad assaggiare personalmente i piatti, tutti preparati
con sostitutivi delle farine di grano e del latte animale, c’erano soprattutto persone curiose della buona
cucina, senza particolari problemi alimentari, ma
c’era anche qualche vero celiaco con vere esigenze
di menù alternativo. Fra queste, la giovane Chiara di
Ceregnano, con tutta la famiglia che è diventata celiaca per empatia.
«Ho apprezzato molto gli gnocchetti di pasta - ha
commentato. - In Polesine non c’è molta offerta per
celiaci, soprattutto non c’è un bar dove fare colazione o una gelateria. Per motivi di salute, io non sgarro mai. Quando esco per mangiare fuori, frequento
30
solo ristoranti informati sulla celiachia del circuito Aic (Associazione italiana celiachia) che sanno come trattare gli alimenti,
dalla conservazione alla tavola,
per non creare contaminazioni.
Sono sempre io che propongo i miei locali agli amici e loro
scelgono fra le mie possibilità».
Già, perché non tutti sanno che i
celiaci devono stare attenti non
solo al glutine, ma anche a tutti
quei cibi che pur non contenendone potrebbero averlo, per
così dire, assorbito, da altri cibi o
dai contenitori di cucina. Chiara,
come tanti nella sua stessa condizione, sono diventati esperti
di alimentazione, conoscono
bene cosa c’è dentro ai cibi, se lo
preparano da sé e per la famiglia e, nel dubbio, non
mangiano.
Una problematica che vive personalmente la stessa
Luciana Clementina, titolare dell’agriturismo e che,
per questo motivo, ha ideato il menù speciale. «In
queste serate, propongo quello che cucino per me
stessa - ha detto Luciana - ed anche con più accorgimenti, perché ci sono diversi gradi di intolleranza
e desidero che tutti i miei ospiti passino una serata
rilassata e serena, mangiando cose di qualità, senza
preoccupazioni».
Durante la cena, Luciana spiegava gli ingredienti
delle varie portate ai commensali e rispondeva alle
domande molto interessate. Ad apprezzare i sapori
di verdura e farine di riso, la leggerezza del pasticcio
di radicchio preparato col latte di soia, gli gnocchetti
di grano saraceno, c’erano anche il dirigente locale di
Coldiretti Franco Rivarollo, il vice sindaco di Badia
Polesine con delega alle Attività produttive, Gianni
Stroppa, e l’assessore al Turismo e cultura, Idana
Casarotto, i quali hanno molto gradito l’iniziativa,
concedendo il patrocinio del comune.
TOUR DI 6 GIORNI
SICILIA OCCIDENTALE
E ISOLE EGADI
DAL 4 AL 9 MAGGIO 2014
VIAGGIO APERTO A TUTTI, GIOVANI E PENSIONATI
1° giorno:
Rovigo-Palermo-Selinunte
Partenza con pullman Gt per l’aeroporto Catullo di Verona:
da Adria, ore 6.00; da Rovigo, ore 6.30; da Giacciano, ore 7.00
Volo Volotea Verona-Palermo, ore 9.55. Un bagaglio in stiva kg 20.
Palermo e Selinunte. Sistemazione in hotel Admeto 4 stelle, a Selinunte.
Pensione completa bevande incluse.
2° giorno:
SCIACCA-MARSALA-MAZARA
3° giorno:
ISOLE EGADI
4° giorno:
CAVE DI CUSA-SEGESTA
5° giorno:
AGRIGENTO
6° giorno:
SELINUNTE-ERICE-ROVIGO
Volo Volotea Palermo-Verona, ore 16.10.
Arrivo Verona Catullo ore 17.40.
ULTIMI POSTI
DISPONIBILI
INFORMAZIONI E ADESIONI
Coldiretti Rovigo - Ufficio Provinciale EPACA
Via A. Mario 19 - 45100 Rovigo
Tel. 0425.201911 - 0425.201909
(Da Lunedì a Venerdì — ore 8.30-13.00)
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Escursione facoltativa. Euro 35,00.
vetrina dei soci
vetrina
IL PATRONATO EPACA
TI VIENE INCONTRO
Dal 3 marzo,
nuovo recapito a Rosolina
ROSOLINA (RO) - Il patronato Epaca Coldiretti è
arrivato a Rosolina. Da lunedì 3 marzo è operativo un nuovissimo ufficio di recapito all’interno
della Centrale ortofrutticola, in via Po Brondolo
43. L’ufficio sarà aperto tutti i lunedì mattina,
dalle 10 alle 12, da un operatore Epaca specializzato nelle consulenze in materia previdenziale
ed assistenziale.
È un servizio interamente gratuito e aggiuntivo,
che il patronato di Coldiretti, primo fra i patronati della provincia per rappresentatività presso
l’Inail ed il terzo per rappresentatività Inps, offre
a tutti i cittadini, a qualsiasi settore economico
appartengano: lavoratori autonomi o dipendenti, stranieri e pensionati, del commercio, dell’agricoltura o dell’artigianato.
Pratiche per la pensione, per gli assegni sociali,
per le malattie professionali, per la disoccupazione, per i congedi parentali ed ogni attività
connessa col welfare, vengono trattate senza
sosta dagli otto uffici Epaca già dislocati in tutto
il territorio provinciale, nelle sedi di zona della
Coldiretti polesana.
RECAPITO EPACA ROSOLINA
c/o Centrale ortofrutticola
via Po Brondolo 43
Apertura: lunedì, ore 10-12
100 di questi giorni!
Adria, Baricetta
OLGA ROSINA GIRIBUOLA
Il 28 novembre 2013, nonna Olga Rosina
ha festeggiato i suoi primi 100 anni di vita,
attorniata da parenti ed amici della frazione di Baricetta. Un traguardo non da
tutti: la signora Olga Rosina Giribuola ha
vissuto le due guerre mondiali, la tragedia
dell'alluvione e innumerevoli altre vicissitudini, così come anche innumerevoli
gioie durante la sua centenaria esistenza.
La signora Olga Rosina è mamma della
nostra associata Maria Gabriella Cavicchio
e nonna del socio Giampietro Cavicchio,
tutti di Baricetta.
Salara
MARIA “ROSINA” SANDRI
Il 4 gennaio 2014 la signora Maria
Sandri, conosciuta dai compaesani come Rosina, ha compiuto 100
anni. La più anziana del paese.
Rosina, nonna del nostro associato Alberto Furini, è nata a Salara
il 4 gennaio 1914. Gode di buona
salute, è lucida di mente e di memoria, autosufficiente, ma sempre
aiutata ed assistita dalla figlia Gabriella Furini.
32
LORENZO
VENTAGLIO
Il 22 aprile 2013 è nato il
piccolo Lorenzo Ventaglio,
figlio di mamma Isabella e
papà Alessandro. Grande
la felicità dei nonni Carla
e Francesco Gilioli, nostri
associati di Bellombra.
Benvenuto Lorenzo tra chi
ti vuole bene! Un grandissimo augurio che la gioia
e la serenità ti sorridano
sempre.
DAVIDE
GHISELLINI
La Coldiretti si rallegra con
papà Andrea Ghisellini e mamma Katarzina, soci di Calto, per
l'arrivo di Davide (nella foto insieme al fratellino Alessandro),
nato il 20 giugno 2013.
Bimbi che nascono, nuovi semi
alla vita, che vanno piantati in
un buon terreno affinché possano fare forti radici. Congratulazioni per il lieto evento.
mercatino
VENDESI
terreno agricolo in Concadirame di ettari 2.5.
Rovigo, telefonare al numero 339-1433261
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un bancosega a cardano con attacco, con terzo punto
a trattore, con disco da legna nuovo, denti stretti diametro 35 cm; una motosega Valpadana con barretta
pieghevole da fossi e prati lunghezza 80 cm., motore
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ruota, un Bcs motore a benzina colorata a nuovo.
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terreno agricolo in comune di San Martino di Venezze, di ettari 2.20 circa. Euro 45.000,00.
San Martino di V., telefonare in orario serale al numero
349-8728962.
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riduttore, semi-cabinato e 2 attacchi di prese rapide
idrauliche; trattrice agricola Om 750 con freni omologati aria Patergnani per rimorchio 80 q.li; rimorchio
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numero 0425-740033.
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la raccolta dell’aglio.
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33
vetrina dei soci
benvenuto a...
soci vivi nei nostri cuori
La poesia non è fatta di queste lettere che pianto come chiodi, ma del bianco che resta sulla carta.
Paul Claudel, poeta, drammaturgo e diplomatico francese (Villeneuve-sur-Fère, 1868 - Parigi, 1955)
Taglio di Po
LUIGI
CREPALDI
Anni 87
Fiesso Umbertiano
Cav. ADELINO
BIGHETTI
Anni 99
Occhiobello
LUIGI
GUERZONI
Anni 89
Crespino
MARA
DONELLO
ved. DE AGOSTINI
Anni 61
Da giovanissimo ha
conosciuto le tristissime
esperienze dei lager
nazisti e poco dopo,
la tremenda alluvione
del '51. Tutto questo lo
ha reso sempre sereno
nelle visioni del futuro
ed egli ha trasmesso
tanta sicurezza ai
figli nell'affrontare
ogni questione di
vita. Assieme ai figli,
in particolare Renzo
nostro affezionatissimo
socio, esprimiamo
un solenne cordoglio
ringraziando per questo
grande dono che ha
lasciato in eredità
a quanti lo hanno
conosciuto e stimato.
Occhiobello
ALFREDO
PIVA
Anni 79
Loreo
MARIO
CROCCO
Anni 80
È mancata
prematuramente. Lascia
i figli Michela e Michele
Castelmassa
ANNA
CANOLA
ved. MARANGONI
Anni 94
Madre di Maria Elena
Marangoni
34
Fiesso Umbertiano
VELIO WILLIAM
TAMASELLI
Anni 92
Badia Polesine
ELDA
MARCHESIN
in CESTARO
Anni 84
Moglie del socio Pietro
Cestaro
Porto Tolle, Cassella
GINA
FURLAN
ARNALDO
BELLAN
Ad un anno dalla scomparsa dei coniugi Gina Furlan ed Arnaldo
Bellan, nostri associati di Cassella di Porto Tolle, li ricordano
caramente i figli, il nipote Andrea Furlan ed i parenti tutti.
TUFFATI NEL MARE
DEI NOSTRI
PATRONATO
EPACA
SERVIZI
• Ricongiunzioni
• Pensioni invalidi civili
• Indennità
di accompagnamento
• Riconoscimento handicap
• Infortuni sul lavoro
e malattie professionali
• Consulenza medico-legale
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e per motivi familiari
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agricole, requisiti ridotti
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I NOSTRI UFFICI:
PROVINCIALE ROVIGO Via A. Mario, 19 - tel. 0425.201949
ROVIGO Viale Porta Po, 94/F - tel. 0425.403935
ADRIA Via Monsignor F. Pozzato, 45/A - tel. 0426.21104
BADIA POLESINE Via G. Piana, 67 - tel. 0425.594691
CASTELMASSA Piazza della Repubblica, 34 - tel.0425.201990
FICAROLO Via E. Sarti, 100 - tel. 0425.708069
FIESSO UMBERTIANO Via G. Matteotti, 7 - tel. 0425.754250
LENDINARA Piazza Risorgimento, 15 - tel. 0425.201967
PORTO TOLLE Via G. Matteotti, 417 - tel. 0426.81161
PORTO VIRO Piazza G. Matteotti, 1 - tel. 0426.364207
TAGLIO DI PO Via C. Grotto, 13 - tel. 0426.660148
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privati e pubblici
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in convenzione internale
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iscritti alla gestione separata
(collaboratori a progetto)
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