REBUS DI NATALE

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REBUS DI NATALE
Il Fli passa all’opposizione, acquistando un uomo
in più: Pennata. Il Vicesindaco Garzia critica il
Piano Regolatore e viene allontanato dalla Giunta
dal Sindaco Bruschini. De Angelis (bontà sua) si
rende disponibile per una nuova candidatura a
Sindaco di Anzio (il Senato non lo soddisfa?).
Questo è il rebus che i nostri amministratori hanno composto per il
Natale di Anzio. La soluzione aiuterebbe l’inconcludente alleanza
di centro destra a salvare capre e cavoli, dopo quattordici anni di
amministrazione svolti nel completo disinteresse per la città e per
i cittadini. Rotonde a parte.
Il PDL a livello nazionale perde consenso e decoro; pertanto i
cuginetti di Anzio hanno bisogno di illudere i cittadini della
nascita di alternative valide ad un’amministrazione che comincia
ad avere numeri molto bassi, avendo seminato poco e male e
raccolto solo insoddisfazione da parte dei residenti. In questo
modo, con la nascita di una Alleanza di Centro (il possibile terzo
polo), pensano loro (e solo loro ovviamente) che le persone
possano dimenticare magicamente che la condizione attuale della
città sia stata voluta dai personaggi citati, protagonisti del vecchio
che crolla e che vorrebbero riverniciare a nuovo con stratagemmi
da camaleonti.
La soluzione del rebus visto all’inizio non può che essere la
seguente:
Faranno Palla Domani alle Amministrative Garantendosi
Sostegno al Ballottaggio.
Dato che il centro sinistra in questi anni sta seminando bene e
raccogliendo sempre maggiori simpatie, e si prevede che il suo
candidato potrà andare al ballottaggio.
Tuttavia non possiamo escludere un’altra remota soluzione:
Fli e Partito Democratico Amici si Garantiscono Sostegno al
Ballottaggio.
Tanto si starebbe sempre tra cugini! Ma poi come la metteremmo
con il Piano Regolatore voluto dal duo De Angelis-Bruschini e
con il progetto del grande-porto ammazza-città, partorito sempre
dallo stesso duo?
Andrea Mingiacchi
INTERVISTA A GARZIA:
“Il piano regolatore deve essere come un’orchestra armoniosa”
INTERVISTA A GARZIA:
IL PUNTO SUL PRG
“Il piano regolatore deve essere come un’orchestra armoniosa”
LA PACE SBARCA AL MUSEO DELLA GUERRA
Parla Colantuono:
la mostra a Roma sullo sbarco e il punto sul museo
MARATONA DI NEW YORK:
IL SOGNO DI OGNI ATLETA
Anche Anzio e Nettuno alla corsa della Grande Mela
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La crisi ridimensiona le abitudini nel periodo delle feste. Aspettative nere per i negozianti
NATALE: SOTTO L’ALBERO SOLO CARBONE?
In queste ultime settimane, leggere le
statistiche delle varie indagini di settore è
sempre uno shock. L’ultimo della serie è
quello diramato dalla Confesercenti-Swg,
dal titolo ‘Il lavoro sotto l’albero’, dove si
evince che il 64% degli italiani, quest’anno
spenderanno meno per le feste natalizie. La
paura della crisi, le possibili ripercussioni
della manovra finanziaria del Governo,
spingono ad una prudenza ancora maggiore
di quella mostrata negli ultimi anni. Più di
un italiano su cinque pensa addirittura di
tagliare le spese del 50%. Se il Natale 2010 è
stato all’insegna dell’attesa di tempi migliori,
quello 2011 sembra confermare la difficile
situazione economica delle famiglie italiane.
Secondo questi dati, delle tanto sospirate
tredicesime (circa 41 miliardi di euro),
dovrebbero essere destinati ai regali solo
5 miliardi.
Chi percepisce una tredicesima mensilità
la userà principalmente (36%) per le spese
per casa e famiglia: ma quasi un quarto
verrà destinata al risparmio. Una quota
significativa servirà invece a coprire quelle
spese già sostenute e non ancora saldate
(27%), tra cui i mutui. A questo punto viene
da domandarci, come sarà il Natale 2011, e
soprattutto nel nostro piccolo, come sarà ad
Anzio?
Quando questo numero di Anzio-Space
andrà in stampa, non potremmo avere la
situazione definitiva sull’effettiva ‘corsa ai
regali’ o ‘sull’abbuffata dei cenoni di Natale
o di Capodanno’, ma fin da ora possiamo
fare ugualmente delle previsioni anche
in base alle aspettative dei negozianti. In
poche parole, nell’attesa della tredicesima,
saranno così fiduciosi da riempire i propri
negozi di prodotti o si terranno sul chi va
là, sperando di non ritrovarsi a gennaio con
le botteghe ancora piene di mercanzia da
riciclare con i saldi? È fuori di dubbio che poi
nel periodo natalizio la fanno da padroni i
centri commerciali che possono giocare sulla
possibilità di offrire merce (soprattutto quella
tecnologica) ad un miglior prezzo, portando
ancora più crisi al settore del piccolo
commercio, ma la parola d’ordine per tutti è
ormai una sola: risparmiare!
Abbiamo parlato di tutto ciò con alcuni
negozianti di Anzio, tutti concordi nel
dire che la crisi non solo c’è, ma la si vede
chiaramente col fatto che i loro negozi
risultano praticamente vuoti. Piero Stefani,
titolare di ‘Centolire’ ci accoglie nel suo
negozio, pressoché deserto. “Come vede, il
negozio parla da solo. Non c’è un’anima…”
Ci dice, poi, che spera ancora nel miracolo
del Natale, delle spese dell’ultimo momento,
ma è pur vero che “Sperare, però, con la
situazione di oggi, non è facile. Le previsioni
sono brutte, siamo così stanchi e avviliti che
da una parte non sappiamo neanche più in
cosa sperare. Purtroppo non c’è la mentalità
del turismo. Se tutti i negozi fossero sempre
aperti, la gente sarebbe più attirata ad
uscire, a spendere. Per esempio, qui dietro
l’angolo (piazza Garibaldi) hanno aperto
la pista di pattinaggio sul ghiaccio per le
festività. Mentre i figli vanno sui pattini, i
genitori potrebbero farsi una passeggiata,
fare shopping. Invece in certe giornate sono
l’unico negozio ad avere le saracinesche
tirate su. Con questa mentalità non si va da
nessuna parte”.
Altro negozio ‘storico’ di Anzio centro
è ‘Il Bazar’, aperto da quasi cent’anni su
Piazza Pia; Ennio Colantuono ci dice
apertamente che per i piccoli negozianti
di giocattoli come lui, è un Natale come gli
altri. Ormai la gente è abituata a comprare i
giocattoli ‘pubblicizzati’, quelli che vanno per
la maggiore, nei grandi centri commerciali.
“Io ormai sono anni che mi dedico a vendere
giocattoli più a buon mercato, che non
costano una barca di soldi, perché meno di
‘moda’. Se non li vendo a Natale, lo faccio
durante l’anno. Il commercio ad Anzio,
purtroppo non è più come prima. Adesso
devi centellinare ogni ordine che fai, perché
rischi di vendere un determinato genere di
articolo a discapito di un altro. Così facendo,
rischi che tutto quello che guadagni da una
parte, lo perdi con il mancato guadagno di
quello invenduto. Dopotutto ad Anzio centro
siamo rimasti pochi, sì e no 1.800 persone.
Il nostro lavoro sta diventando come quello
della stazione Termini, ‘di passaggio’. Aspetti
la persona che viene da fuori, che fa la
passeggiata sul lungomare, che va a farsi la
mangiata nei ristoranti sul porto e che poi si
fa il giretto in piazza. E tu stai lì, ad aspettare
che entri nel negozio e compri qualcosa…”.
Cambiamo settore e proviamo a vedere se
almeno, in tempo di vacanze, il business
legato ai viaggi riesce ancora a tirare; in questo
campo il sondaggio della Confesercenti, è
molto chiaro. Il settore a livello nazionale
sembra tenere, cambiano però le abitudini,
infatti coloro che decideranno di passare le
feste in viaggio, lo faranno in modo massiccio
all’estero (+9% rispetto al 2010), sicuramente
alla ricerca di prezzi più convenuti rispetto
alle località e agli alberghi italiani.
Siamo andati all’agenzia di viaggio ‘Le
rotte di Cousteau’ di Lavinio, per vedere
se la tendenza nazionale si rispecchia con
quella locale. “La crisi nel settore c’è” –ci
dice il titolare- “ed è tanta. Nonostante il
periodo delle feste e le moltissime offerte che
proponiamo, soprattutto per quanto riguarda
i pacchetti esteri, siamo pressoché fermi. Già
l’anno scorso c’era stato un sensibile calo negli
affari, ma quest’anno stiamo viaggiando
ad una media che sfiora il 20% in meno di
richieste. Il che per un settore come il nostro
è tantissimo”.
Niente! Qui siamo decisamente in
controtendenza. La crisi, ad Anzio,
sembra colpire un po’ tutti e a questo
punto non resta che sperare che a Natale
avvenga, oltre al miracolo della nascita
del Salvatore, anche quello della ‘rinascita’
dell’e conomia.
Maurizio D’Eramo
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PRG: “COME UN’ORCHESTRA ARMONIOSA”
Parla l’Assessore Garzia che sull’edilizia risponde:
“Anzio non è terra di conquista, serve qualità”
Assessore quali sono i correttivi da
apportare al piano regolatore e dove c’è
più urgenza?
“In questi giorni ho presentato una delibera
di salvaguardia e indirizzo che prevede
alcuni punti fondamentali:un censimento
dello stato di attuazione dell’edificazione,
cioè a quanto siamo arrivati come sviluppo
del piano regolatore, per poi da qui partire
con uno stato di rilevazione, vedere i servizi
primari e secondari che dovevano essere
fatti e non lo sono stati, l’approvazione di
un regolamento edilizio che non è stato
ancora portato in consiglio comunale per
una serie di motivi burocratici e la richiesta
di portare la Bucalossi (tassa pagata
dal cittadino per ottenere un permesso
a costruire) all’impiego totale del 100 %,
mentre oggi il Comune ha destinato, per le
opere di urbanizzazione, la tassa al 50%
e l’altra metà in altri capitoli di spesa.
Queste sono una serie di situazioni che
prevedo come correttivi propedeutici per
reimpostare il piano che è partito troppo
veloce e serviva per dare sviluppo alla città.
Nella delibera c’è lo studio approfondito
dei piani quadro: il nostro territorio è
diviso in 13 piani con i sottopiani dove
ci sono, nel dettaglio, le aree di servizio e
sottoservizio. Ogni tecnico sa come quella
zona dovrà essere progettata e sviluppata,
il piano nel 2004 è stato approvato, ma
con l’auspicio e la raccomandazione che
i piani quadro si sarebbero dovuti fare in
modo dettagliato e analitico. Questi sono
elementi di correzione fondamentale: come
per un pilota di formula uno lo è impostare
una strategia della corsa prima della gara.
Io sono un assessore della città di Anzio
e quindi sono in dovere di denunciare le
carenze e non fare faziosità politiche; in
questo senso la mia posizione non è vista
di buon grado ma vado avanti”. Esordisce
così l’assessore, che prosegue illustrandoci
le carenze presentate dal Prg: “È stata
fatta una grande polverizzazione in fase
progettuale dove andava più esteso il
discorso dei comparti, cioè fare dei maxi
comparti e non polverizzare a macchia di
leopardo tutte le aree. I correttivi principali
erano quelli propedeutici per l’attuazione
del piano:oggi siamo ancora in tempo per
fare alcuni correttivi ma bisogna serrare le
file e correre ai ripari”.
Problemi anche sull’organico degli
uffici:“Ho fatto una richiesta al sindaco
per intensificare l’organico; mi ha risposto
che non si può fare perché c’è mancanza
di fondi; io mi attengo a quello che lui
dispone: se ritiene giusto mandare avanti
così l’ufficio io alzo le mani, perchè
diventa veramente difficile farlo. Le risorse
tecnico-umane sono scarse e perciò diventa
difficile anche fare controlli che è la cosa
più importante. Bisognava prevederne un
impiego maggiore per svolgere un lavoro
di verifica a priori di quello che doveva
essere realizzato. Questo è stato un aspetto
trascurato, è stata una grossa lacuna
attuare un piano così senza strumenti di
sicurezza e di controllo. Si tratta di una
mancanza di responsabilità”. Poi continua
sul regolamento edilizio “la sua funzione
è quella di regolamentare quello che oggi
viene interpretato in modo favorevole o
dubbioso secondo le esigenze. Io credo che
in una civiltà evoluta e democratica ci
debbano essere regole chiare per tutti che
vanno rispettate e applicate, non regole
vincolate da rapporti di simpatia. Ci deve
essere uno strumento di lettura che regoli in
modo preciso come debba essere progettato
e costruito un immobile. Un piano
regolatore deve iniziare la costruzione
come un’orchestra, in maniera armoniosa,
oggi è carente in tanti quartieri la persona
che vive la realtà quotidiana subisce
delle mancanze che vanno a deficitare
la vita ordinaria. È fondamentale ridare
un’armonia di sviluppo al Prg così che nel
giro di qualche anno vengano risolte queste
problematiche: bisogna iniziare a costruire
i servizi, ciò che non è stato fatto in questi
anni.” Agganciandosi poi al discorso su
come tutelare chi costruisce: “Si tratta di
una legge di mercato che stiamo vivendo
anche con la borsa: quando c’è differenza
tra domanda e offerta si creano degli
squilibri di prezzo. Bisogna stabilire quale
delle due sia più importante; noi abbiamo
prodotto un’eccessiva offerta a quella che
era la necessità e quindi si sono venute
a creare condizioni in cui il prezzo al
mq dell’immobile viene ridotto in modo
drastico. In altri comuni limitrofi il prezzo
è quasi il doppio. Occorre are un’edilizia
di qualità altrimenti si va a discapito della
popolazione”.
Infine conclude facendo due battute sulla
vicenda, riguardante proprio il piano
regolatore, che ha visto coinvolti i consiglieri
Monti e Godente: “Con il regolamento
edilizio approvato l’incomprensione non si
sarebbe verificata: loro non hanno fatto tre
villini in più, c’è stata solo una discordanza
sulla distanza tra un edificio e l’altro che,
applicando una teoria si poteva fare,
interpretandola in un altro modo no. In
mezzo c’era l’interpretazione corretta di
un dispositivo che diceva cosa si doveva
fare. Ecco perchè mi batto affinché ci sia
al più presto un regolamento chiaro”. E
proprio in conclusione ci tiene a chiarire
che, sotto l’aspetto edilizio, Anzio non è
terra di conquista: “ La mancanza di un
regolamento non significa che ognuno
che viene costruisce in modo banditesco.
Esistono leggi del codice civile, poi
ogni Comune applica i loro aspetti. Il
regolamento edilizio ha la funzione di
mettere i puntini sulle i”.
Alcune voci parlano di critiche
che le sono arrivate proprio dalla
maggioranza.
“Io faccio politica perché credo nel principio
della nostra città: viene prima di tutto il
rispetto del bene comune. Mi sono sentito
in dovere di denunciare un problema che
esiste realmente, ho messo in luce in modo
responsabile il fatto con lettere al sindaco e
al direttore generale, ma non ho avuto un
riscontro che sia stato positivo o negativo;
quindi ho deciso di rapportarmi con tutti i
cittadini parlando ai giornali. La delibera
rimane agli atti poi qualcuno si assumerà
le responsabilità di tutto questo”.
Leonardo Tardioli
Anzio Space
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Un consiglio comunale sempre più diviso e la nomina del nuovo assessore all’urbanistica
PIANO CASA: LA MAGGIORANZA SI SPACCA
Tempo di feste: a Natale diventano tutti
più buoni e a Capodanno si fanno i botti.
Ad Anzio quest’anno i botti si sparano
un mese prima del solito: il Fli esce
dalla maggioranza e il sindaco Luciano
Bruschini toglie le deleghe all’assessore
all’urbanistica Ruggero Garzia.
Procediamo con ordine: è il 25 novembre
scorso e siamo in pieno svolgimento del
consiglio comunale, tema all’ordine del
giorno la discussione del piano casa. Mario
Pennata, consigliere recentemente passato
al Fli, dopo essere stato eletto nelle file del
Pdl chiede la verifica del numero legale
al presidente del consiglio comunale,
abbandonandolo successivamente seguito
dagli altri rappresentanti di futuro e
libertà. Il motivo? Sembra che non gli
sia stata concessa la parola per ben due
volte dato che voleva spiegare il motivo
del suo cambio di partito. Lo stesso
Pennata, oltre che dai suoi, viene seguito
anche dai consiglieri del Pd e del Prc, i
quali lasciando la seduta non permettono
al consiglio di continuare visto che la
maggioranza non ha il numero legale.
Dopo pochi giorni si svolge un altro
consiglio comunale, con vari temi
all’ordine del giorno, ma ci sono altri
cambiamenti: Garzia non è più l’assessore
all’urbanistica, il sindaco Bruschini gli
ha ritirato le deleghe, inoltre lo stesso
sindaco annuncia che la maggioranza
è a 17 consiglieri e la coalizione è
composta da: Pdl, Lista Bruschini, Udc
e La Destra. Infine afferma che non ha
nessuna intenzione di dimettersi e che si
ricandiderà alle prossime elezioni.
Dunque sembra esserci una vera e propria
spaccatura, cosa che viene confermata dal
consigliere (sempre di Fli) Giulio Godente,
il quale dice che il partito non si sente più
rappresentato dalla maggioranza e dalla
quale ha annunciato ufficialmente l’uscita.
Intanto il 3 dicembre il Pd ha tenuto un
incontro presso l’hotel Lido Garda per
parlare proprio del piano casa. All’e vento
hanno partecipato i vari consiglieri del
Pd di Anzio, oltre al vice sindaco di
Nettuno Alberto Andolfi. Secondo il
partito anziate ci sono alcuni punti da
modificare prima di riportare questo
argomento in consiglio, su tutti l’articolo
3 ter, che prevede la demolizione di
fabbriche e la ricostruzione di residenze
sulle stesse aree con un aumento di
cubatura del 30%. Presente anche il neo
assessore all’urbanistica del comune di
Anzio Sebastiano Attoni, il quale si è
detto d’accordo con il Pd e ha dichiarato
di avere in programma una riunione
sull’argomento con tutte le forze politiche
in consiglio comunale concludendo il suo
intervento con una riflessione: “L’aumento
di cubatura previsto dal piano casa porta
anche ad un incremento abitativo, ma
siamo in grado di sostenerlo non avendo i
servizi?”. La priorità ai servizi d’altro canto
era stato anche un cavallo di battaglia di
Garzia: allora viene spontaneo chiedere
se esista una differenza di vedute tra il
vecchio ed il nuovo assessore e se sì quale
sia. Buon Natale.
Leonardo Tardioli
Il punto sulla richiesta di alcuni parlamentari Pd di una commissione d’accesso antimafia
IL SINDACO BRUSCHINI INCONTRA IL PREFETTO PECORARO
Si è svolto martedì 22 novembre il tanto atteso
incontro tra il sindaco di Anzio Luciano
Bruschini e il prefetto di Roma Giuseppe
Pecoraro. Il tema principale dell’incontro è
stato la richiesta, di cinque parlamentari del
Pd, di inviare ad Anzio una commissione
d’accesso antimafia, per verificare eventuali
condizionamenti,
dell’amministrazione
e del consiglio comunale, da parte della
criminalità organizzata. Il sindaco, dopo aver
ringraziato il prefetto per la sua disponibilità,
si è detto molto preoccupato e perplesso da
tale richiesta, aggiungendo che sulla base
delle sue conoscenze, politiche e personali,
nessuno è condizionato. A conforto della tesi
del primo cittadino c’è anche il prefetto che
alla commissione antimafia ha dichiarato
che non si evidenziano coinvolgimenti
dell’amministrazione pubblica.
In prefettura non è ancora arrivata una vera
e propria richiesta dal Viminale (anche per
l’avvicendamento tra Roberto Maroni e il
neo Ministro Anna Maria Cancellieri). Da
considerare ci sono anche i tempi burocratici:
il prefetto dovrà inviare una relazione, sulla
base della quale il ministro dell’interno
risponderà in Parlamento a coloro che hanno
posto l’interrogazione. Successivamente i due
si incontreranno personalmente e sulla base
di tale incontro il prefetto deciderà se inviare
o meno la commissione d’accesso.
Ma che cos’è la commissione d’accesso
e come procede? La commissione
viene nominata per accertare “elementi
su collegamenti diretti o indiretti degli
amministratori
con
la
criminalità
organizzata o forme di condizionamento tali
da compromettere la libera determinazione
degli organi elettivi, oltre che il buon
andamento delle amministrazioni e dei
servizi ad esse affidati”. Viene istituita come
misura di prevenzione; se nominata viene
guidata dal prefetto e da rappresentanti
delle forze dell’ordine o del ministero che
presentano una relazione dopo tre o sei
mesi. Sulla base di tale relazione il prefetto
propone lo scioglimento del consiglio
comunale oppure indica, sanzionandoli,
coloro che sono condizionati. La proposta
di scioglimento è votata dal consiglio dei
ministri. Chiudiamo con una precisazione:
con la legge numero 136 del 23 agosto 2010
i finanziamenti sono monitorati per legge;
cioè il protocollo d’intesa sui flussi finanziari,
che riguardano la costruzione del nuovo
porto di Anzio, dovrà essere sottoscritto per
legge, al fine di garantire la tracciabilità dei
soldi e prevenire le possibili infiltrazioni di
associazioni mafiose allo scopo di riciclare
denaro sporco.
L.T.
Space - Città
dicembre 2011_n.35
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Le vie fatte dagli antichi romani sono ancora resistenti. Le nostre, invece, sono piene di buche
STRADE PERICOLOSE ANCHE PER CHI VA IN MOTO.
LA PRUDENZA NON BASTA
Nelle vie del Quartiere Europa, nel corso
degli anni si sono formate delle buche, che
mettono a rischio chi percorre le strade
ogni giorno, motociclisti compresi. Per
questo mi domando: perché i motociclisti
pur andando piano devono farsi male?
Quando si rinnovano le strade, le ditte
preposte e incaricate non potrebbero
adoperare materiali più resistenti oppure
mettere qualche centimetro in più di
bitume?
Magari così facendo saremmo tutti più
contenti: non ci sarebbero più le lamentele
degli utenti della strada, i motociclisti
vivrebbero senza il rischio di cadere anche
nel fango e gli automobilisti di rompere
qualche componente della vettura.
Le strade fatte dai romani, messe in
opera due mila anni fa, oggi sono ancora
resistenti a testimonianza di come gli
antichi, pur non avendo nulla, usassero
l’ingegno e la volontà per far bene le cose.
Invece oggi, anche avendo il conforto di
tutte le possibilità tecnologiche, si fanno
strade che dopo un mese cadono a pezzi
con le conseguenze facilmente intuibili.
Eppure se venissero realizzate in maniera
consona i vantaggi sarebbero doppi:
l’amministrazione comunale otterrebbe un
risparmio notevole nel caso d’incidenti di
un certo livello, mentre gli automobilisti e
tutti gli altri utenti della strada guiderebbero
e viaggerebbero con più tranquillità.
I cittadini dovrebbero aver diritto ad avere
strade non magari lisce come un biliardo
ma neanche avere “trappole” più o meno
a vista, come tombini a volte troppo alti o
affossati che costringono chi guida a fare
quasi un rodeo. Perciò chiediamo agli uffici
preposti che quando si fa la gara d’appalto
si dovrebbe includere nel capitolato tutto
quello che occorre per avere un lavoro
ben fatto e più duraturo. Perché di strade
dissestate, ad Anzio, ce ne sono in quantità:
via della Fornace, via Ardreatina vicino Tor
Caldara, via Nerone, Viale Roma e tante
altre.
Marzio Flavio Baldoni
MARE E AMBIENTE COSTANTEMENTE MONITORATI
AD ANZIO UNA NUOVA STAZIONE METEO MARINA
Nei primi giorni di dicembre sul molo
Pamphili della città neroniana è stato
installato un rilevatore meteo a finalità
pubblica e di notevole interesse scientifico.
Il ministero dell’ambiente tramite l’Ispra,
(Istituto Superiore Protezione Ricerca
Ambientale), ha sviluppato il progetto della
Rete Mareografica Nazionale (RMN). Il
servizio del tutto autonomo delle stazioni
invia i dati in tempo reale via umts
fornendosi dell’energia necessaria tramite
un pannello solare. L’impianto è formato
da un palo installato sul molo, denominato
unità meteo, che rileva la direzione e la
velocità del vento tramite un anemometro
installato a 10 metri dal suolo, la temperatura
e l’umidità dell’aria tramite sensori; mentre
l’unità mareografica è composta dall’asta
idrometrica, un tubo alto tre metri e dal
diametro di 40 centimetri semisommerso
nel mare che rileva con appositi sensori
l’altezza delle onde, la temperatura del mare
e la pressione atmosferica.
Tutti i dati sono trasmessi via internet sul
sito www.mareografico.it dove si trovano
i dati di oltre 30 stazioni meteomarine in
tutto il Paese, coordinate dalla RMN che,
a brevissimi intervalli, quasi in tempo
reale, forniscono tutte le caratteristiche
citate. Il sito, inoltre, ha una tabella della
previsione delle maree e una mappa delle
zone a rischio di onde anomale dovute
a minitsunami per l’effetto di fenomeni
sismici locali sottomarini, per questa
ragione vi sono nove stazioni in Italia
con rilevatori più specifici a questo tipo
di fenomeno. L’analisi dei dati è a fini
progettuali e scientifici e sarà confrontata
con quella relativa ai dati storici. Il mare
e l’ambiente di Anzio verranno dunque
monitorati costantemente e in futuro
potranno essere collegati altri sensori, a
controllare la qualità delle acque.
Alessandro Tinarelli
Anzio Space
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Barriere, pennelli, incomprensioni
Dopo mesi di ruspe e eventi finalmente una luce. ma qualcuno, ritardatario, si sveglia
L’ultimo mese ci eravamo lasciati con un po’
di amarezza, visto il prosieguo dei lavori, ma
anche con un barlume di speranza, essendo
stati, un mese fa, in attesa di un ennesimo
incontro chiarificatore con Amministrazione
(nella persona del sindaco Bruschini), Sib
(sindacato balneari), associazioni e tecnici
dell’ARDIS (l’agenzia regionale redattrice
del progetto). Le associazioni legate al mare
ed in particolare alla pratica degli sport
acquatici, ma anche i sostenitori dell’istanza
ambientale, da febbraio, mese di inizio dei
lavori, hanno osteggiato in particolar modo
la barriera soffolta che avrebbe creato, di
fatto, un’interdizione del mare aperto a tutti
e tutto senza soluzione di continuità per
quattro chilometri e mezzo. L’incontro c’è
stato e qualcosa nel panorama di questi lavori,
almeno da questo punto di vista è cambiato.
La barriera, inutile e dannosa, verrà, nel
primo stralcio dei lavori (quello, per capirci,
in corso d’opera dal Tortuga a Tor Caldara)
abbassata ad almeno un metro e mezzo
sotto il livello del mare con aperture di non
meno di 20-30 metri al centro. Per quanto
riguarda i lavori che riguarderanno la parete
a sud, quindi dal Tortuga a Capo d’Anzio,
l’ARDIS ha assicurato che verranno progettati
i soli pennelli longitudinali, soluzione
adottata in gran parte del mondo.
Rimane comunque un intervento che
seriamente cambierà i connotati di una
costa e che lascia feriti e sconfitti gli amanti
dell’ambiente e i sostenitori del rispetto per il
mare, ma qualcosa, come più volte affermato,
bisognava fare per proteggere la costa
dall’erosione, e queste modifiche possono
essere un compromesso accettabile.
Rimane il senso di impotenza di fronte ad una
macchina messa in moto senza il controllo ed
il parere di tutti gli interessati da simili opere.
Come sia stato possibile che nessuno prima
dell’inizio dei lavori si sia fatto venire un
dubbio? Da anni si parlava di questi lavori,
nessuno ne sapeva nulla? E soprattutto, come
è possibile che, a parte sparuti sostenitori di
cause perse, nessuno si sia dato da fare per
capire quello che stava succedendo e solo
ora dopo mesi pare svegliarsi un minimo di
interesse?
Ancora oggi dopo articoli sui giornali,
interviste su radio e tv, manifestazioni, c’è
ancora un gran pasticcio di notizie, per lo
più false su questi famigerati lavori a mare….
Sembra incredibile!
Eppure qualcuno, piano piano, qualcosa,
seppur poco, ha ottenuto e questo è
comunque una buona notizia.
Occorre ora rimane in vedetta e controllare
ogni singolo passo, ogni singolo masso
posto in mare, perché, forse non si è capito,
ma la questione è troppo importante!
Bruno Pepe
PROTEGGERSI DAI LADRI D’IDENTITÀ
Il convegno della 00042 ha analizzato le frodi nel settore dei finanziamenti
Chi conosce qualcuno a cui è stato clonato un
bancomat, una carta di credito o a cui è stato
intestato inconsapevolmente un contratto
telefonico o di altro tipo? In Italia una persona
su quattro è vittima del furto d’identità, una
frode in forte aumento anche a causa della
scarsa informazione e disattenzione. Eppure
imparare a conoscere il fenomeno e difendersi
dai “ladri d’identità” è semplice, come è emerso
nel convegno “Il credito al clonatore. Il rischio
del furto d’identità nel settore del credito
al consumo”, organizzato dall’Associazione
Culturale 00042 e tenutosi sabato 26 novembre
ad Anzio.
Il furto d’identità consiste nell’ottenere
indebitamente le informazioni personali di un
soggetto (persona o azienda) al fine di sostituirsi
in tutto o in parte al soggetto stesso compiendo
azioni illecite in suo nome o ottenere credito
tramite false credenziali. Molto spesso
spuntano improvvisamente somme addebitate
in conto corrente o bollettini con rate da pagare
per acquisti non fatti; il consumatore è così
costretto a dimostrare la propria estraneità e
spesso rischia di essere bollato come “cattivo
pagatore” nelle liste nere del credito, con enormi
problemi nelle future richieste di finanziamento.
Riportare alla normalità la propria situazione
può richiedere anche mesi.
L’amministrazione centrale sta costruendo
un valido strumento, il cosiddetto “sistema
informatico” (illustrato nel corso del
convegno), che consentirà finalmente agli
operatori finanziari di accertare l’identità
di chi hanno di fronte, il tutto a proprio
vantaggio e a quello del cittadino che richiede
un finanziamento o un servizio. Ma tutto
ciò sarà sufficiente? Possiamo difenderci
ulteriormente? Di sicuro sì: questo grande
sistema informatico (che speriamo sia
operativo al più preso) deve essere affiancato
da una condotta responsabile da parte del
consumatore per esporsi il meno possibile alle
azioni criminali dei “ladri di identità”. Le regole
da seguire sono semplici: proteggere al meglio
i propri dati personali come le credenziali di
accesso al sito della propria banca e ai diversi siti
dove si è registrati; conservare in luoghi sicuri i
documenti quali buste paga, dichiarazioni dei
redditi ecc. Ad esempio, se si deve cestinare
qualche documento o delle fotocopie di esso,
conviene distruggerlo. Tra le altre regole da
seguire: fornire i propri dati solo ad aziende
conosciute e di buona “reputazione”; utilizzare
sui propri pc e smartphone antivirus e
firewall costantemente aggiornati; controllare
frequentemente le operazioni sul conto
bancario o postale in modo da intercettare in
breve tempo i movimenti anomali; infine in
caso di smarrimento o furto di documenti,
provvedere alla denuncia il prima possibile.
Dopotutto prevenire è meglio che curare!
Fabio Monosi
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Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
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Anzio Space
TUTTI PAZZI PER IL PARKOUR
La disciplina nata in Francia è sempre più diffusa in Italia e dalle nostre parti
Sappiamo dai ricordi di scuola che la via più breve tra due punti
è una linea retta. Da A a B si prende la riga e via. Sappiamo però
che nella vita di tutti i giorni arrivare dal punto A al punto B è un
compromesso con sensi unici, strade chiuse, muri, pareti. E ci sembra
ovvio che sia così. Ebbene, non tutti la pensano allo stesso modo,
in particolare coloro che praticano il Parkour, una disciplina che
nasce in Francia negli anni ottanta e che da pochi anni si è spostata
anche in Italia dove si va lentamente diffondendo, finanche dalle
nostre parti. Eros, un TRACEUR (così si dicono i praticanti della
disciplina) e istruttore in una palestra di Aprilia, definisce il Parkour
come “L’andare da un punto iniziale A ad un punto finale B nella
maniera più fluida e col minore dispendio di energie possibile, in
una corsa lineare, cercando di bruciare il percorso col minor numero
di pause possibile”. Sembrerebbe semplice, ma questo vuol dire che
quello che comunemente è un ostacolo, per chi fa Parkour è invece
un appiglio per andare da un’altra parte, in maniera più o meno
acrobatica a seconda della necessità. Peculiare di questa disciplina
è che non nasce in una palestra, ma ci arriva solo successivamente.
L’origine e destinazione del Parkour è l’ambiente circostante nella
più vasta accezione possibile: la città, la spiaggia, ovunque. Difatti
dice Eros: “questo sport è nato per strada e l’allenamento in palestra
aiuta, permette di capire quello che puoi fare e non fare, ma se in
palestra riesci a fare cose particolari e poi fuori no, vuol dire che ti
stai allenando male”. Ecco, continua Eros, questo è l’essenziale del
Parkour: “In un certo senso il Parkour è simile alle arti marziali, la
competizione non è prevista se non solo con noi stessi perché, con
ogni ostacolo che non riusciamo a superare, vediamo i nostri limiti e
gradualmente tentiamo di superarli, crescendo sia mentalmente che
fisicamente, in modo che quell’ostacolo diventi poi una cosa facile,
allargando pian piano il nostro orizzonte”. Uno sport da solitari
quindi? No di certo, anzi: “soprattutto è condivisione, non sto mai
in competizione con gli altri. Certo, la sfida riguarda te stesso, però
la condivisione ti aiuta a progredire perché ci si aiuta a vicenda”.
Alla fine Eros ci spiega che “dire” cos’è il Parkour ad un’altra persona
si può soltanto in termini molto generali, ma per quanto riguarda
cos’è veramente bisognerebbe viverlo. Date un’occhiata al canale
Youtube dell’Associazione 00042 (http://www.youtube.com/user/
Associazione00042) per scoprire in cosa consiste questa peculiare
disciplina!
Gino Querini
Due podisti di Anzio e uno di Nettuno alla corsa della Grande Mela
MARATONA DI NEW YORK: IL SOGNO DI OGNI ATLETA
Il fascino di New York, la bellezza del ponte di Verrazzano uniti all’energia
della corsa. È la maratona di New York, la gara podistica più amata e
attesa al mondo, che anche quest’anno nel primo week-end di novembre
ha accolto circa 47mila runners provenienti da tutto il mondo. La nazione
che ha avuto più partecipanti è stata l’Italia con 3500 corridori, di cui due
atleti di Anzio e uno di Nettuno. Per l’atletica Anzio sono scesi in campo
Simona Croce e Gianluigi Guido, che per il loro decimo anniversario di
matrimonio hanno deciso di regalarsi una “romantica maratona”. Invece
per l’Olimpia Nova Athletica Nettuno ha gareggiato Fabio Serafinelli.
Amici di corsa e nella vita, compagni di viaggio in un’avventura che
è il sogno di ogni atleta. Una corsa emozionate ma difficile: 42 km da
percorrere lungo i cinque quartieri della città, Staten Island, Brooklyn,
Queens, Manhattan e Bronx. I due coniugi hanno già partecipato
ad altre gare di questo tipo, sanno cosa vuol dire correre per tutti quei
kilometri, mantenere la calma, gestire il tempo e non mollare, anche
quando si va in crisi con le gambe che diventano pesanti e il cervello che
ti dice di fermarti. Gianluigi ha alle spalle tre maratone di Roma e una
di Berlino. Sua moglie, invece, ha esordito in quella di Berlino. “ La gara
nella capitale tedesca è stata veramente difficile – racconta Simona l’ho finita con una tale sofferenza da ripromettermi di non fare più i 40
km. Invece mai dire mai”. I due coniugi, infatti, hanno preso il volo per
New York, destinazione la maratona della Grande Mela. Per entrambi è
stata la prima 42 km sul terreno newyorkese; mentre per Fabio è stato il
debutto assoluto su questa distanza. Simona e GianLuigi hanno chiuso
rispettivamente in 4h19’11’’e 3h21’19’’, Fabio in 3h11’07’’.
“New York è una città unica - continua la podista dell’Atletica Anzio
- quando sei lì ti sembra di essere al centro del mondo. Quando corri
riesci a cogliere le sfaccettature della metropoli e la cosa che ti rimane
nel cuore, oltre ai panorami mozzafiato, è il calore della gente che ti
trascina come un’onda dall’inizio alla fine. Così nonostante il percorso
difficile, le manine e i sorrisi dei bimbi, le urla di incitamento, le persone
che, nonostante gravi handicap, come protesi o cecità, sono lì felici di
non mollare, ti danno un’energia incredibile. Mi sono emozionata,
commossa, non lo dimenticherò mai. E un ringraziamento speciale va al
nostro compagno di viaggio, Fabio Serafinelli”. Anche l’atleta della società
nettunese è soddisfatto: “Ho deciso di fare la mia prima maratona a New
York per il fascino della città, per il numero di partecipanti, non so se
tornerò ancora e se migliorerò il tempo, l’importante è aver dato tutto me
stesso”. La prossima sfida per i podisti di Anzio e Nettuno sarà la mezza
maratona Roma-Ostia, in programma a febbraio. La corsa continua,
pronta per regolare nuove emozioni e tanta energia. L.C.
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Arch. Giuseppe NICOLO’:
“NON FACCIAMO COME GLI STRUZZI”
Grande successo di partecipazione all’assemblea dei dissidenti del Consorzio
Domenica 6 novembre, presso la Multisala
Lido, si è tenuta l’assemblea dei socisostenitori del Comitato dei Dissenzienti
del Consorzio di Lavinio per illustrare le
ultime novità sulla querelle che va avanti da
molti mesi. Tra le oltre duecento persone che
hanno risposto all’invito degli organizzatori,
era presente anche il consigliere comunale
Pennata che alcuni mesi fa, quando ricopriva
la carica di capogruppo del PDL al Comune,
aveva fatto un’interrogazione al sindaco
Bruschini per avere ragguagli sulle modalità
della convenzione stipulata tra Comune e
Consorzio.
La prima novità illustrata da Riccardo Brio,
addetto stampa del Comitato e presidente
dell’assemblea, è stata l’apertura da parte
del Capo Procuratore della Repubblica di
Velletri, dottor Silverio Piro, di un fascicolo
sul Consorzio, atto a verificare la possibilità
di reati amministrativi e penali.
Subito dopo vi è stato l’intervento del
Presidente del Comitato arch. Nicolò, che
ha ripercorso la storia del Consorzio privato
e volontario di Lavinio, diventato negli
anni pubblico e obbligatorio, senza però la
minima traccia di documenti a riguardo,
attraverso la proiezione sullo schermo
cinematografico di tutta la documentazione
comprovante le ragioni dei dissidenti. La
relazione si è soffermata, poi, sulla validità
o meno dell’azione della Gerit Equitalia.
Nicolò ha spiegato, mostrando leggi e
sentenze di Cassazione, che questo ente
non può compiere azioni repressive (fermo
amministrativo, ipoteca degli immobili)
per i reati consortili (per legge si intendono
volontari) che non sono equiparabili ai
tributi (tasse obbligatorie) per i quali
queste azioni sono invece previste. Proprio
per questi motivi ha invitato i presenti e i
cittadini associati a non avere alcun timore
per le cartelle che eventualmente dovessero
pervenire soprattutto se si riferiscono ad
addebiti relativi ad un periodo superiore ai
cinque anni.
Dopo la relazione si è aperto il dibattito
nel quale hanno preso la parola molte delle
persone presenti in sala. La maggior parte si
è lamentata delle modalità con cui vengono
spedite le cartelle esattoriali; “perché –hanno
chiesto in tanti- “a me arriva e al mio vicino
di casa no?”
Come più volte è stato detto in passato, la
mancata trascrizione pregiudizievole sui
rogiti notarili che informa gli acquirenti che
sull’immobile grava un tributo consortile
(oltre ad essere indicatore del fatto che forse
il tributo non spetta), ha portato col tempo
a non avere una precisa mappatura di chi e
di quanti siano i ‘soci’ del Consorzio; proprio
questa mancanza e il tentativo di ‘ricostruirla’,
aveva portato il Presidente del Consorzio
Antinori (come lui stesso ci ha spiegato
nell’intervista rilasciataci e pubblicata sul
numero di giugno) a chiedere una ‘prorogatio’
al suo mandato, che sarebbe dovuto scadere
alla fine del 2010, anche se tale opportunità
amministrativa sembrerebbe non essere
contemplata nello Statuto del Consorzio.
Quasi tutti gli intervenuti (proprietari di
seconde case) hanno chiesto chiarezza e
trasparenza sulle spese e sull’operato del
Consorzio, mentre qualcuno se l’è presa
direttamente col Comune, reo di aver
abdicato al Consorzio una serie di attività e
lavori per i quali i cittadini pagano già.
A corollario dell’assemblea, c’è stata anche
la presentazione dei membri del Comitato;
il Presidente dell’Assemblea ha chiesto
la votazione per ratificare la validità e la
rappresentatività degli stessi in relazione alla
finalità dello Statuto e al conseguimento dello
scopo sociale che è la chiusura del Consorzio.
Il Comitato votato ed eletto all’unanimità
è composto: Arch. Giuseppe Nicolò,
(presidente), signor Lanci (vicepresidente),
avv. Rinaldi (consulente legale), Signor Valeri
(tesoriere), Riccardo Brio (addetto stampa),
e dai signori Bugnatelli, Piacente, Cericola e
Boscardini in qualità di consiglieri.
“Sul manifesto che ha invitato i cittadini
all’Assemblea - ha spiegato Nicolò - c’è la
figura di uno struzzo che mette la testa nella
sabbia. È arrivato il momento di tirarla fuori
perché solo così possiamo difendere i nostri
diritti”.
Maurizio D’Eramo
UMBERTO SPALLOTTA NUOVO
SEGRETARIO CITTADINO DEL
P.R.C.
A novembre si è svolto l’ottavo Congresso del
Circolo ‘Ernesto Che Guevara’ del Partito di
Rifondazione Comunista – Federazione
della Sinistra di Anzio, convocato per
rinnovare le cariche. Le votazioni che hanno
sancito la vittoria con il 75% delle preferenze
del primo documento, e la creazione del
nuovo Comitato Direttivo nelle persone di
Battistini, Busiello, Capomaggi, Carbone,
Cofini, Macrì, Pesci, Spallotta, Teramani,
Ubertini e Zecchinelli.
A succedere a Roberto Busiello, chiamato
quale nuovo Segretario del Circolo, è stato
indicato all’unanimità Umberto Spallotta.
Quarant’anni, professore, iscritto al partito
dal 2006, il nuovo eletto ha subito voluto
indicare la linea del suo mandato che sarà:
“consequenziale a quella condotta negli
anni passati con il Compagno Busiello, con
il quale abbiamo condiviso ogni azione o
iniziativa. Continuare nelle lotte fin qui
intraprese per portare avanti i diritti dei
lavoratori e le battaglie sociali che ci hanno
caratterizzato in questi anni, come quelle
dell’acqua pubblica. Insomma, essere un
valore aggiunto alla vita politica di Anzio”.
M.D’E.
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Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
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La replica del direttore didattico del III circolo ai genitori che rinunciano al servizio di refezione
“I BIMBI CHE NON VANNO ALLA MENSA,
DEVOno PRANZARE A CASA”
La pubblicazione sul numero di dicembre
di una lettera di un genitore della scuola
Collodi, che parlando a nome di 45 famiglie,
chiedeva di non voler usufruire della mensa
scolastica, ma di avere a disposizione, da parte
della scuola, di un’aula per i propri figli, ha
provocato la reazione del dirigente scolastico,
dott.ssa Maria Teresa D’Orso, che ha chiesto
la possibilità di un contraddittorio sulla
questione.
Dottoressa, quali sono le motivazione
della lettera che non la trovano concorde?
“In quella lettera si fanno una serie di
affermazioni alquanto discutibili. Prima di
tutto va detto che gli alunni di cui si parla
sono iscritti al cosiddetto Modulo (27 o 30 ore
settimanali di lezione), che prevede anche la
possibilità, qualora ci siano i locali e una ditta
di ristorazione esterna, della fruizione di una
mensa, arrivando così a 31 ore didattiche. Nel
momento in cui il genitore decide di non far
mangiare il bambino a scuola, al bambino
spettano solo le 30 ore, quindi per giusta
regola, i bambini dovrebbero andarsene a
casa e poi rientrare a scuola. Ora alcuni
genitori che non hanno optato per la fruizione
del pasto hanno chiesto di usufruire di uno
spazio per far mangiare i propri bambini
con i cibi portati da casa, vigilati dai docenti.
Ma gli spazi che noi abbiamo sono spazi
destinati ad aule. Nel momento in cui il
docente accompagna la propria classe in
mensa, contestualmente non può vigilare
su nessun altro. Anche perché non essendo
tempo scolastico, avendo i genitori scelto una
opzione diversa, non c’è alcuna responsabilità
da parte della scuola nella vigilanza. E io non
posso mettere a disposizione, in orario non
scolastico, dell’altro personale per vigilare sui
bambini che non sono in mensa”.
I genitori sembra abbiano richiesto di
poter far mangiare i propri figli in mensa,
insieme agli altri, in tavoli separati. Non è
possibile questa ipotesi?
“Non è possibile perché c’è una precisa nota da
parte dell’Ente Locale, nella quale si chiariva,
già dallo scorso anno, che i bambini che non
fruiscono del pasto non possono avere un
tavolo a parte. L’anno scorso eravamo riusciti
ad avere una deroga, con un tavolo posto più
lontano dagli altri, ma quest’anno ciò non è
più possibile. Non lo è sia per motivi di spazio,
che per il numero elevato degli alunni, ma
soprattutto per il fatto che la ditta che eroga il
servizio è tenuta al rispetto di alcune norme.
Tutto quello che si consuma nello spazio mensa
deve essere il pasto cucinato da loro, anche per
evitare qualsiasi eventuale ingerenza tra il
pasto di un alunno e quello di un altro. Tenga
presente che c’è un’alta percentuale di alunni
che hanno pasti differenziati per via delle
intolleranze alimentari. Chi si assumerebbe
la responsabilità del malore di un bambino
qualora uno degli intolleranti assaggiando
un cibo portato da fuori si sentisse male? Il
Comune è diventato più drastico sul rispetto di
queste norme, così anche la ditta ‘Serenissima’
perché verrebbero meno quelle che sono delle
precise norme di tipo igienico e di tutela della
salute dei minori. Non è possibile che ci siano
pasti forniti da una ditta, contestualmente
a quelli portati dai genitori, che non hanno
il controllo e la certificazione HCCP. Quei
bambini non possono stare in quello spazio
per una precisa disposizione dell’Ente Locale
e della ditta che è depositaria di quello spazio,
avendo lì una cucina e del proprio personale.
Noi non abbiamo neanche le chiavi della
mensa, così come non siamo i padroni dello
stabile che è di proprietà comunale; anche
noi siamo degli ospiti e come tali, dobbiamo
attenerci a delle regole. Le decisioni spettano
al proprietario dell’immobile. L’alternativa
presentata dai genitori è quella di avere uno
spazio a disposizione, ma io lo spazio non
ce l’ho, non ho neanche un buco. E poi la
richiesta dovrebbero farla, ad ogni modo, non
a me, ma al Comune. Per esempio quando
noi concediamo la palestra in uso esterno, la
richiesta arriva a noi e al Comune. A noi, come
Consiglio di Circolo, spetta dare solo un parere
all’Ente Locale; dobbiamo solo controllare se la
cosa è fattibile, e può esserlo solo se l’utilizzo
avviene al di fuori dell’orario scolastico. La
decisione finale spetta al Comune”.
Quindi, per concludere?
“Devo solo dire che non è possibile mettere
a disposizione, come richiesto dai genitori,
le stesse aule, perché mentre i bambini sono
in mensa, esse vengono ripristinate con lo
svuotamento dei cestiti ed areate. Così come
non può esserci alcun tipo di commistione tra
l’attività didattica e la presenza di estranei in
tale orario, anche se in questo caso parliamo
dei genitori che effettuano attività di vigilanza.
Presenza di estranei che richiederebbe una
copertura assicurativa; ci stanno una marea
di problemi piccoli, ma che di fatto rispondono
a delle norme e a delle regole”.
Maurizio D’Eramo
IL PARERE DI TULLI,
PRESIDENTE COMMISSIONE MENSA
“Non posso che dar ragione alla
dottoressa D’Orso. Purtroppo il
genitore che rinuncia alla mensa deve
andare a scuola, prendersi il bambino
e poi riportarlo un’ora dopo. Purtroppo
funziona così. Però devo pur dire a
questi genitori che invece di fare delle
iniziative, per così dire estemporanee,
si rivolgessero direttamente alla
commissione mensa, che sta cercando
di fare il proprio lavoro con molta
fatica, osteggiata dall’amministrazione
comunale, o rivolgendosi direttamente
con un esposto ai NAS o alle ASL”,
spiega Paride Tulli, presidente della
commissione mensa. “In questo caso
renderebbero un servizio sicuramente
maggiore ai propri figli. Il problema
non si risolve con una mini-mensa, il
problema coinvolge i 3.500 bambini che
usufruiscono del servizio mensa che,
spesso, mangiano male. Questi genitori
devono trovare il coraggio di denunciare
delle situazione circostanziate: ‘quel
giorno è successo questo… quel giorno
i bambini non hanno mangiato perché
la frutta era marcia, o perché la pasta
era scotta…’ Purtroppo fermarsi alla
richiesta di uno spazio per una minimensa non porta a niente, anche perché
la dirigente scolastica, giustamente
dal suo punto di vista, non può
autorizzarla. La commissione mensa sta
cercando di fare qualcosa ed è l’unico
dei tre organi previsti dal capitolato
d’appalto che agisce, anche se troviamo
una serie di ostacoli da parte della
dirigenza comunale, che ci vieta anche
di assaggiare i cibi. Non mi era mai
capitato, in tanti anni di commissione.
Sembra quasi che si facciano più gli
interessi della ‘Serenissima’ che del
comune. Ai bambini non rimane che
la difesa nostra e dei genitori. Se i
genitori si organizzassero meglio e
si collegassero con la Commissione,
avrebbero delle indicazioni più precise
su come muoversi e fare qualcosa di
utile, invece di intraprendere iniziative
che purtroppo non arrivano da nessuna
parte”. ”. M.D’E.
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Space - Politica
n.35_dicembre 2011
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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LA POLITICA CAMBIA ANNO
CAMBIA PASSO
ALLA VIGILIA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE, LA DESTRA PREPARA I SUOI CANDIDATI. LA SINISTRA
PUNTA SUL PROGRAMMA E IL CONFRONTO CON I CITTADINI
La politica ad Anzio è in fermento.
Ormai alla vigilia di una nuova campagna
elettorale le incognite e le sorprese saranno
uno dei pensieri dominanti dei prossimi
candidati. La rottura del FLI dovuta alle
dimissioni dalla maggioranza di cinque
consiglieri, l’allontanamento dell’assessore
Ruggero Garzia - perchè il rapporto
fiduciario è venuto meno si giustifica il
sindaco Luciano Bruschini, dopo che
l’assessore aveva rimesso le sue deleghe
dell’edilizia - non aprono un quadro chiaro
e certo su chi sarà il vincitore nelle prossime
elezioni. Si rompe una consuetudine, grazie
al quadro politico nazionale molto simile a
quello locale, all’aumento esponenziale dei
residenti che rendono più disomogenea la
vecchia maggioranza e al palese fallimento
dei grandi progetti come il nuovo porto che
invecchia precocemente e la coriandolata
di villette senza strutture, negozi, servizi,
senza una strada decentemente asfaltata
che rende la periferia tra le peggiori della
provincia. A scanso di equivoci il sindaco
Bruschini e il senatore Candido De Angelis
si offrono disponibili a ricandidarsi
uno contro l’altro e ci mettono la faccia.
Dall’altra parte il partito democratico non
ha personaggi condivisi da mettere sul
piedistallo, ma una grande e perlomeno
interessante idea sviluppatasi al suo
interno e che verrà spiegata il 15 gennaio,
al Lido Garda, alle ore 09,30 durante un
incontro pubblico programmatico dal
titolo: “Il Partito democratico incontra
la città, idee e progetti a confronto per il
futuro di Anzio”. L’obiettivo è quello di
trovare gli spunti oggettivi giusti del nuovo
programma da presentare agli anziati.
All’incontro parteciperanno attivamente
alcuni relatori che daranno le indicazioni
a grandi linee per poi ascoltare le idee e
le proposte dei rappresentanti di tutti i
comitati di quartiere della città, delle forze
di centrosinistra e di molte associazioni
che contribuiranno a pianificare su quale
futuro Anzio dovrà essere protagonista.
Dunque se a destra ci mettono la faccia, a
sinistra si cerca di comprendere quali siano
gli interessi e le proposte dei cittadini. Il
segretario del Pd Ivano Bernardone e la
vicesegretaria Maria Cupelli, tra i tanti,
portano avanti con entusiasmo questo
progetto e sostengono che dopo aver
partorito il programma della e per la città,
ci si confronterà con tutte le altre forze
politiche che ne condivideranno i punti
salienti per formare eventuali alleanze senza
pregiudizi ideologici. Inoltre ribadiscono
che: “questo sarà il primo di una serie di
incontri attraverso i quali il PD intende
costruire il proprio programma elettorale”.
Tra gli invitati all’incontro del Lido Garda
vi è l’Associazione 00042, rappresentata
dal presidente Andrea Mingiacchi, che
suggerirà delle proposte che hanno al
centro la cultura, intesa come incentivo
al cambiamento profondo di un modo
di pensare, muoversi, respirare, parlare
della cittadina.
Le proposte culturali della 00042
coinvolgono direttamente i cittadini
affinché tutti siano consapevoli del
proprio valore e pensiero, interagiscano
con le proprie virtù al bene della città
promuovendo la priorità nel sentirsi
partecipi, responsabili e realizzati della
bellezza emotiva e panoramica di Anzio
in modo che il turismo non sia più una
chimera ma una meritata realtà. Una
proposta impegnativa a cui l’Associazione
crede fermamente perchè causa della sua
stessa esistenza. Infatti il primo punto delle
proposte insiste su un sogno: lo sviluppo
del progetto del centro polivalente per i
giovani. Una struttura che possa accogliere
e stimolare i giovani nell’apprendimento
e nello sviluppo, attraverso attività
espressive, creative, educative, orientative
e di sostegno psicologico. Tra le altre
proposte c’è l’integrazione degli attuali
musei di archeologia e dello sbarco con gli
altri riguardanti la storia, le tradizioni
del territorio, il lavoro e gli artisti locali.
L’Associazione 00042 proporrà come punti
del programma, inoltre, la creazione di un
centro sperimentale di Biologia Marina,
la promozione di un teatro comunale, la
creazione di una sala delle esposizioni
della città. L’apertura di UNO SPECIFICO
ufficio comunale della cultura che faccia
riferimento a tutte le associazioni e realtà
culturali del territorio. La realizzazione di
tale programma sarà possibile attraverso
il recupero di complessi architettonici
già esistenti e attraverso la costruzione di
nuove strutture.
Alessandro Tinarelli
Qui
Radio
Nerone
Lucianus et Pavo
La coerenza è una caratteristica importante
Sindacus! Quando questa viene meno,
qualcosa bolle in pentola! Caro Lucianus, i tuoi
cari compagni di banchetti festosi e rigogliosi,
stanno tutti scivolando sotto il tavolo strisciando
via lontano da te! Hanno visto qualcosa di più
appetitoso dei tuoi banchetti!
Hanno puntato un Candido pavone che
cammina fuori l’aia di Villa Sarsina. Caro
Lucianus, il pavone in tempi antichi era simbolo
di rinascita, e qui tanti sono ormai abbagliati
dalla purezza della sua ruota del posteriore.
Ma non scoraggiarti Sindacus, sai bene che i
rettili sono golosi di uccelli, magari questa è la
volta buona che rimani Imperatore a vita.
Grande il mio Lucianus! Nerone è con te!
Space - Giovani
dicembre 2011_n.35
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di Anzio e Nettuno
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Space-Politica
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Il confronto con i colleghi dei grandi Paesi dell’Unione Europea
LAUREATI ITALIANI: STIPENDI TRA I PIÙ BASSI D’EUROPA
I salari sono bassi, soprattutto quelli dei
giovani laureati italiani. Il primo a parlarne
è stato il nuovo presidente di Bankitalia,
Ignazio Visco: una situazione tragicomica,
se si considera che siamo anche uno dei
paesi con meno laureati ma con maggiore
richiesta di laureati nelle aziende. La crisi
economica si rispecchia nella condizione
sempre più difficile delle nuove generazioni.
Non tutti sono brillanti, temerari, o più
semplicemente fortunati da poter tentare una
carriera all’estero; ma questa resterebbe una
soluzione individuale che non
può eliminare un problema
collettivo.
Lo stipendio medio iniziale di
un neolaureato in Italia si attesta
intorno ai 14 mila euro, l’83% in
meno di un omologo tedesco. Se
si potesse stilare una classifica,
infatti, l’Italia si troverebbbe
al 23° posto, superando solo
Portogallo, Repubblica Ceca,
Turchia, Polonia, Slovacchia,
Ungheria e Messico. Tra i
primi posti si classificano invece Corea del
Sud, Regno Unito, Svizzera, Lussemburgo,
Giappone, Norvegia, Australia, Irlanda, Paesi
Bassi e Usa. A seguire: Germania, Francia e
Spagna.
Volendo fare un paragone con gli altri
cittadini europei, il lavoratore italiano
percepisce un compenso salariale che è
inferiore del 44% rispetto al dipendente
inglese, guadagna il 32% in meno di quello
irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il
19% in meno di un greco, il 18% in meno del
cittadino francese e il 14% in meno di quello
spagnolo. Le brutte notizie non finiscono
qui: il divario iniziale non diminuisce
neppure dopo 5 anni. Quindi fare carriera
non basta per colmare il gap, sempre che
questo non peggiori ulteriormente dato che
il potere d’acquisto di un laureato italiano è
sempre e comunque il più basso. Molte tra
le debolezze italiane, seguendo l’opinione
espressa dal governatore della banca centrale,
dipendono da un’inadeguata gestione delle
risorse umane. Come riprendersi? Ecco
la ricetta: maggiore rigore nei conti, lotta
agli sprechi, una più elevata efficienza del
fiscale (principi cui sono ispirate le ultime
manovre finanziarie e che guidano il nuovo
governo). Secondo quanto affermato da
Visco, l’Italia “ha investito nell’istruzione
il 2.4 % del Pil, mentre la media degli altri
paesi si attesta al 4.9 %. Senza incentivare lo
sviluppo e l’aggiornamento del patrimonio di
conoscenza, il nostro Paese non sarà in grado
di innovare e di tenersi al passo con quanto
avviene attorno”.
Melania Maranesi
Molti danno la colpa ai social network, ma è veramente così?
I GIOVANI LEGGONO POCO, MA PIÙ DEI GENITORI
I ragazzi italiani leggono poco, questo
è un dato di fatto. Ci viene ripetuto in
continuazione da giornali, tv, professori,
ma nessuno sembra ancora aver ben capito
di chi sia la colpa. Da quando spopolano
su internet i social network, molti hanno
trovato il loro capro espiatorio su cui gettare
tutte le colpe: Facebook (come se prima i
giovani italiani fossero ai primi posti nelle
classifiche mondiali sulla lettura)! Secondo i
dati Istat, nel 2010 il 46,8% della popolazione
ha letto almeno un libro nel corso dell’anno
e la quota di lettori più alta (oltre del 59%)
si riscontra tra i giovani di età compresa
tra gli 11 e i 17 anni. Nonostante ciò, il
Belpaese si colloca agli ultimi posti a livello
europeo: i ragazzi italiani che leggono sono
circa il 53,8% contro il 60% della Francia
e il 73% della Spagna. Va aggiunto che in
Gran Bretagna ben il 90% delle madri legge
ai propri figli fiabe e racconti avvicinandoli
fin da piccoli alla lettura, contro una
percentuale assai più bassa in Italia (solo il
41%).
In Europa siamo inoltre agli ultimi posti non
solo nella lettura ma anche nella produzione
di libri per bambini e ragazzi. Senza fare i
moralisti e senza dare tutte le colpe ai media
e a Facebook, cerchiamo di analizzare il
problema a monte. Le statistiche dicono
che i giovani soprattutto in Italia non sono
accaniti lettori, ma affermano anche che i
ragazzi leggono più dei genitori. Sarebbe
quindi più appropriato che fossero questi
ultimi a dare il buon esempio ai figli
avvicinandoli alla lettura fin da bambini,
per non farli ritrovare da adolescenti senza
aver mai aperto un libro, evitando così che
diventino dipendenti di tv, computer o
videogiochi.
Altro tasto dolente
sono i costi. Se un
giovane
amante
della lettura volesse
comprare
almeno
5/6
libri
l’anno,
si troverebbe in
difficoltà dati i prezzi
di listino delle nuove
uscite in libreria,
a meno che non
disponga di grandi
possibilità economiche. Ciò rende la lettura,
ormai, quasi un lusso! E dulcis in fundo,
dal 1° settembre 2011 è entrata in vigore la
legge Levi, per la gioia degli editori (un po’
meno dei consumatori), che regolamenta gli
sconti sui libri. Le librerie non potranno più
apportare sconti liberamente, ma dovranno
rispettare il tetto massimo del 15% (20% in
casi eccezionali). I giovani italiani leggono
poco, questo è un dato di fatto. Il vero
responsabile pare sia ancora sconosciuto, nel
frattempo, però, diamo la colpa a Facebook!
Jessica Quaranta
Anzio Space
Space - Cultura
n.35_dicembre 2011
Space
/Associazioni
Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
Space-Politica
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Dal 13 gennaio a Nettuno le mostre personali delle artiste Elisabetta Di Sopra e Wei Lenyuan
SHINGLE22J “SBARCA” AL FORTE SANGALLO
Sessantotto anni fa, il 22 gennaio 1944, gli
alleati americani sbarcavano ad Anzio e
Nettuno. Nome in codice dell’operazione
militare: Shingle. In occasione di
questa ricorrenza, venerdì 13 gennaio
2012 Shingle22j, la Biennale d’Arte
Contemporanea di Anzio e di Nettuno,
“sbarca” nuovamente al Forte Sangallo
di Nettuno. La manifestazione artistica
rinnova il suo impegno culturale e sociale
con l’inaugurazione delle mostre personali
di Elisabetta Di Sopra e Linyuan Wei, le due
artiste terze classificate alla sezione concorso
Internazionale “Eco-Arte” della Biennale
2011. Per l’occasione saranno esposte le loro
opere, premiate lo scorso maggio, insieme ad
altri lavori da loro scelti.
Il concorso Shingle22j
2011 ha visto in gara trenta
opere provenienti da tutto
il mondo: grandi lavori che
hanno raccontato, ognuno
in modo diverso, nuove
e interessanti prospettive
sull’ecosistema e il difficile
rapporto che esiste oggi
tra l’uomo e la natura. Le
due artiste vincitrici, terze
classificate a pari merito,
sono: la veneta Elisabetta
di Sopra e la cinese Linyuan
Wei. Elisabetta Di Sopra, con il video “Sugar
Dead”, opera finalista nella sezione scultura
al PremioArteLaguna 2009 Venezia,
propone una metafora sulla necessità della
morte intesa come proseguimento della
vita. Lo spettatore assiste al deterioramento
del corpo di zucchero esposto agli agenti
atmosferici e che, alla fine di questo
processo, è riassorbito dalla madre terra.
Non c’è dramma in questo processo perché
il candore dello zucchero attenua l’idea
del disfacimento facendo riconsiderare
il concetto stesso di una natura che sta
morendo e creando così le premesse per una
rinascita. Invece la cinese Linyuan Wei, con
il video “Rhythm No. 7”, ricorda quei primi
film dove era sperimentata l’immagine
cinetica. Il concetto spazio-tempo è
annullato da un’interferenza dello sguardo:
le rotaie riprese nel filmato, simbolo di
viaggio ma anche parte della vita quotidiana
di tutti noi, si avvicinano, si separano,
s’incrociano creando uno straordinario blu
di una bellezza diversa rispetto al solito. Il
messaggio che l’artista vuole comunicare è
che la bellezza è presente intorno a noi nella
vita di tutti i giorni, sta a noi scoprirla e
riuscire a vederla con i nostri occhi.
Elisabetta Civitan
Alle funzionarie del ministero dei beni culturali piace il polo museale della città neroniana
AL MUSEO ARCHEOLOGICO LA VISITA UFFICIALE DEL MIBAC
Il Museo Civico Archeologico (MCA) di
Anzio il 9 dicembre ha ricevuto, per la
prima volta nella sua storia, la visita ufficiale
di due funzionarie del ministero dei Beni
Culturali (Mibac) Annamaria Dolciotti e
Claudia Scardazza, accompagnate dalla
sopraintendente per i beni archeologici del
Lazio Marina Sapelli Ragni. Gli ospiti illustri
sono stati accolti dalla responsabile del MCA
Giusi Canzoneri e dal direttore generale del
comune di Anzio Franco Pusceddu.
L’incontro è iniziato con un breve tour
guidato delle sale espositive, durante il quale
le funzionarie hanno potuto visionare i reperti
archeologici qui conservati. La Canzoneri ha
illustrato l’organizzazione interna e le attività
del MCA. Le funzionarie sono state colpite
dall’aspetto elegante del luogo, ma soprattutto
dal modo di concepirlo. Un museo che non
aspetta i suoi visitatori, ma li “va a cercare”
coinvolgendoli nelle sue numerose attività,
spesso anche spostandosi dalla sua sede
istituzionale come nel caso dei “Presidi di
cultura museale”.
I PCM, definiti dalla Canzoneri “luoghi
nomadi”, sono organizzati in strutture
elementari e mobili, che s’inseriscono
all’interno degli spazi simbolo della modernità,
legati alla circolazione veloce delle persone
(centri commerciali, stazioni, stabilimenti
balneari ecc) per promuovere la collezione
archeologica permanente e per instaurare un
feedback diretto con le persone.
Il progetto anche quest’anno è tra le iniziative
dell’anno culturale 2012, inaugurato il 16
dicembre a Villa Sarsina, ideato e realizzato
dalla Canzoneri e dai suoi collaboratori per
il MCA di Anzio. L’anno culturale 2012,
promosso dall’assessore alle politiche culturali
Umberto Succi, è dedicato al tema della
“Donna” e s’ispira alle parole del medico G.
F. Brunelli secondo cui “ una buona cultura
è una dimensione fondamentale dell’essere:
è l’apprendimento dei comportamenti che
aiutano a mantenere quell’equilibrio stazionario
che è la salute e con ciò il ben-essere”. Le due
funzionarie del Mibac e la Sovraintendente BALazio sono sembrate molto interessate e hanno
deciso d’inserire il programma dei corsi (info
Segreteria Museo 0698499484) all’interno del
sito web del Mibac. L’ultima parte dell’incontro
è stata dedicata alla definizione di un progetto
a cui il MCA di Anzio sta collaborando
insieme al SSA-Roma e al SBA-Lazio, per i
direttori e i responsabili dei musei civici della
Regione. Si tratta di quattro giornate dedicate
all’approfondimento dei problemi legati
all’organizzazione di esposizioni temporanee
in ambito archeologico.
Manuela Vela
Space - Cultura
dicembre 2011_n.35
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di Anzio e Nettuno
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Anzio Space
Fino al 7 gennaio alcuni spazi espositivi sono aperti dalle ore 20 fino all’1di notte
I MUSEI DI ROMA APRONO ANCHE IL SABATO SERA
Dopo il successo dell’edizione estiva, tornano
le aperture serali straordinarie del sabato di
alcuni spazi espositivi civici della Capitale. Fino
al 7 gennaio cittadini e turisti potranno così
trascorrere il sabato sera visitando diversi spazi
museali ammirando le grandi mostre previste
in questo periodo.
I musei civici che aderiscono all’iniziativa sono
la Centrale Montemartini, il Macro di via Nizza,
il Macro Testaccio, i mercati di Traiano, i musei
Capitolini, il museo dell’Ara Pacis, il museo di
Roma Palazzo Braschi, e il museo di Roma in
Trastevere. Tutti sono aperti al pubblico ogni
sabato sera (escluso sabato 24 e sabato 31
dicembre) dalle 20 all’una (ultimo
ingresso alle 24), con la consueta
bigliettazione. Il Macro Testaccio
invece è aperto invece fino alle 24
(ultimo ingresso alle 23.30).
Oltre alle mostre temporanee e
permanenti, l’iniziativa si sposa con
“Roma in Scena”, che offre eventi
musicali,
performance
teatrali,
spettacoli di danza allestiti nei musei,
sia il sabato sia gli altri giorni della
settimana. Alcune delle attività
culturali in programma sono quelle
risultate vincitrici di un apposito bando
pubblico promosso dalla commissione cultura
di Roma Capitale, altre invece sono promosse
dalle associazioni partecipanti. Le aperture
straordinarie riguardano anche i Musei di villa
Torlonia (Casino Nobile, Casina delle Civette),
il museo delle Mura, il Planetario e il museo
Astronomico. Il sabato sera si paga il normale
ingresso al museo e, se è in programma uno
spettacolo, il relativo biglietto comprende
anche la visita al museo. Informazioni e
prenotazioni al Contact Center 060608 (tutti
i giorni dalle 9 alle 21), www.060608.it, www.
museincomuneroma.it
Silvia Arena
Natale insieme
Anche Anzio
si veste a festa
Segnaliamo gli eventi organizzati
dall’Amministrazione
Comunale
in
occasione del Natale:
Dal 5 dicembre al 10 gennaio: Piazza
Garibaldi, pista natalizia in ghiaccio con
animazione;
22-23-27-28-29-30 dicembre: Piazza
Pia dalle ore 16 alle 19, animazione per
bambini, a cura dell’Ass. Lilliput;
5 gennaio: Piazza Pia dalle ore 16 alle ore
19, “Spettacoli di Natale per bambini”, a
cura dell’Ass. Lilliput;
Dal 25 dicembre al 9 gennaio: Basilica
di Santa Teresa “Presepe Artistico”, a cura
della Pro Loco Città di Anzio;
26 dicembre e 6 gennaio: Piazza Pia dalle
14 alle 21 “Presepe vivente”, a cura della Pro
Loco Città di Anzio
6 gennaio: Piazza Pia, Chiesa SS Pio e
Antonio, ore 18.30 “Concerto d’Epifania”.
Dal 13 gennaio al cinema l’horror tratto da un telefilm degli anni ‘70
“NON AVERE PAURA DEL BUIO”
Film prodotto da Guillermo del Toro, come
altre sue opere anche questa racconta il
mondo reale e irreale dal punto di vista di una
bambina. Un mondo irreale che appare subito
oscuro e crudele.
La piccola Sally, solitaria e introversa, si
trasferisce in una vecchia villa di Rhode Island
per vivere con suo padre e con la sua compagna.
Il padre è architetto e sta restaurando l’antica
costruzione. Un giorno, facendo un giro
nel giardino della casa, scopre una cantina
sigillata. Aperta involontariamente la porta
(proibita) ne fuoriescono creature sinistre che
attaccano Sally. Da quel momento, uno dopo
l’altro si susseguono fenomeni misteriosi e
grotteschi, ma né il padre, né la sua compagna,
credono ai racconti della bambina.
Fino verso la metà del film ci sono due tipi
di persone. Chi non può vedere le creature
e chi può vederli. Gli adulti distinguono
il mondo reale da quello fantasioso e non
possono vedere i mostriciattoli. Sally invece
vive ancora nell’infanzia, al confine tra il
mondo reale e quello irreale. Questo le dà
la possibilità di vederle. La storia va avanti
con tale struttura. Ma man mano questa
dicotomia si trasforma.
Nei film dell’orrore le creature o i fantasmi
appaiono come una sostanza estranea. A
volte rappresentano convenzione e tradizione
rifiutate dagli uomini che vivono nel mondo
moderno. Tutto quello che la gente ha perso
con lo sviluppo industriale diventa creatura o
fantasma, a rappresentare una sfida tra tempo
pre-moderno e tempo moderno. Per risolvere
la situazione c’è bisogno di comprensione. Se
vi si arriva, le creature o i fantasmi mettono
fine all’attacco. In caso contrario rimarranno
per sempre sotto forma di una maledizione
proveniente dal passato.
In questo film le creature sono mostrate
assolutamente come una sostanza estranea.
Non si possono comprendere e neppure c’è
bisogno di avvicinarsi per provare a farlo.
Non sono più metafora di qualcosa ed
esistono soltanto come rappresentazione
dell’oscurità del mondo reale.
Yoshiro Izumi
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n.35_dicembre 2011
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RITRATTI DI DONNA
PATRIZIA
Immobile e cupa sulla porta una donna compagna
del suo sguardo, del suo passato del suo nome.
Fuma. Sulle labbra rosse un riso fermo, fisso.
Sulle spalle una mantellina usaegetta. In testa un
colore. Il suo. Parla una lingua che non capisco,
di persone che non conosco. Dolenze sottrazioni
disgregazioni. Silenzi vuoti nullità. La guardo negli
occhi con aria interrogativa. Lei si ricorda di me. Io
non mi ricordo di lei. Né di lei, né dei suoi pensieri
resistenti, né delle sue angosce incipienti. Stare in
piedi sulla porta a vetri di fronte a pensieri testardi
mi rende inquieta. Stare in piedi sulla porta a vetri
di fronte a pensieri sciacalli mi rende irrequieta. Io
non aspettavo nessuno sulla porta oggi. Guardo
la donna un istante in più e trovo il coraggio di
entrare.
‘Ho freddo. Sono senza sciarpagiaccascarpe. Ho
freddo. Sono senza allegria. Ho freddo. Sono senza
pelle. Ho freddo. Ho freddo. Sono triste. Ho freddo. Ho freddo. Sono sola.
Solasolasolasolasolasolasolasolasolaaaaaa.
Ho freddofreddofreddo. Ho freddooooooooooooooooooo’.
Dentro gran parlotti. Tutte donne e un giovane uomo. Giuseppe. E’
sabatodiciottonove-mbreduemilaeundici. Entro con fatica nel fantastico
mondo de ‘il salotto delle vanità’ di Cristina e Marina. Tre grandi stanze e
tantissime donne. Piccolegrandimedie e piccolissime. L’universo mondo
femminile. Saluto. Bacio. Abbraccio. Cerco subito Cristina, la persona che
si prende cura di me e dei miei capelli indomiti. ‘Il salotto delle vanità’ è
un luogo speciale. Luogo di vacanza. Vacanza da tutto e da tutti. Fughe
responsabili. Quando trovo tempo, energie sufficienti e avverto il bisogno di
fermare la testa, le preoccupazioni, le angosce telefono e chiedo: - C’è posto
per me? - Mi rispondono sempre si. Mi accolgono. Mi coccolano e viziano
senza eccezione. Da Cristina e Marina è sempre festa anche quando Natale
è scorso e Pasqua non sai ancora se sarà ‘alta’ o ‘bassa’. Gran movimento.
Capelli tirati. Capelli arricciati. Capelli corti. Capelli lunghi. Capelli medi.
Odori. Rumori. Calori e colori. Mi Siedo. Racconto. Nessuno parla di
nessuno. Non si fanno pettegolezzi. Si parla punto. Di libri, psicoanalisi,
film e figli. Appena nati o che stanno per nascere. Prendo il tè uno, due e
tre. Patrizia si siede. Occhi neri, grandi, profondi. Vestita di tutto punto. Lei
si ricorda di me. Io non mi ricordo di lei. Comincia il suo racconto. ‘Una
questione di vita o di morte’. La sua questione. La sua vita. D’improvviso
lacrime salse scivolano silenziose sul volto scosso da ricordi improvvisi che
la seguono ed inseguono. Un volto bello nonostante la morte, quella che ti
aspetta sulla porta di casa. - Non sono pronta - le aveva risposto la prima
volta e viaaaaaaaaaaaaaa verso l’amore. - Non sono pronta - le risponde
ogni giorno anche se l’amore l’ha tradita e viaaaaaaaaaaaaaaaa verso la
solitudine. Ho freddo. Sono senza allegria. Patrizia è una donna forte.
Discende da quella genia di donne che hanno costruito Anzio, sostenuto
padri, fratelli, mariti e figli. Donne che hanno saputo prendersi cura degli
uomini arsi dal sole giaguaro, piegati alla fatica e al mare. Quel mare che
sa essere generoso anche quando non regala e non nasconde nulla. Era il
seilugliomillenocentosessantadue il mattino aveva da poco fatto luce sulle
case di via Matteotti. Il sonno stranamente teneva ancora prigioniera la
famiglia nella grande casa. - Mia sorella era stata la prima ad alzarsi, vestirsi
e scendere giù fino al bar del cinema Astoria a comprare i cornetti per tutti.
Un comportamento insolito, fuori da ogni consuetudine, lei non si alzava
mai presto. Avevo 14 anni quando arrivò la mobile di Roma a prendere
mio padre colpevole di contrabbando di sigarette. Gli agenti furono brutali.
Gli misero le manette e lo portarono via trattenuto invano dallo strazio di
mia madre e dalla mia disperazione . Fu un dolore
insopportabile incommensurabile. Le immagini di
quei momenti sono ancora stampigliate davanti ai
miei occhi e non sbiadiscono né si trasformate in
ricordi. Ogni giorno quando l’orologio segna le sei
trattengo il fiato e mi irrigidisco mentre si diffonde
e confonde nella stanza l’odore della paura quella
che mi
aspetta ogni giorno sulla porta di casa. Dopo che
mio padre fu portato via rimasi, giorni e giorni, con
il suo orologio in mano e la sua radiolina accesa.
Papà cantava sempre ‘Scalinatella’ di Sergio Bruni.
Era bello, alto, moro e aveva occhi grandi e neri.
Come i miei. Si comprava il profumo Atkinson e
quando scendeva le scale di casa lasciava una scia
inconfondibile. Giocava a carte soprattutto a poker.
Gli piacevano le donne e con il baccalà e patate
beveva sempre champagne, ‘una virtù senza altari’.
Viaggiava molto e al ritorno da ogni viaggio mi portava sempre un regalo,
un gallo di piume o un paio di pantaloni elasticizzati. Fu condotto subito
a Regina Coeli e poi a Rebibbia. Lo multarono di 48.000.000 milioni di
lire. La grazia arrivò troppo tardi oramai non potevo più impedire che mi
accadesse quello che mi era accaduto. Il dolore si era impadronito di me e
io non ero riuscita ad impedirlo. La mia adolescenza spensierata era stata
violata. E’ vero, avevo tanti amici e ricordo la festa dei miei diciotto anni a
casa di nonna e il carnevale organizzato da Giorgio Pasetto, Santino Criserà,
Luciano Mingiacchi e tanti altri ragazzi. Vivevo in un paese comprensivo.
Anzio a quei tempi era una città ospitale. Ci conoscevamo tutti. Ma io
ero ormai cambiata e pian piano cambiarono anche le cose intorno a me.
A volte non le riconoscevo e non mi riconoscevo più. Oggi riconosco
soltanto la mia solitudine. I miei dolori quando la mente vaga e si svaga.
Ho lavorato poco solo qualche anno nel ristorante di mia madre. Poi mi
sono sposata con uomo che ho amato. Ho due figlie e quattro nipoti. Ogni
giorno è uguale all’atro. La mattina faccio la spesa, poi vado al bar. Alcuni
pomeriggi incontri i miei nipotini. Spesso gioco a carte, preferisco giocare
a stoppa e a burraco. Detesto il poker. Sopporto momenti tristi e dentro
ho tantatantatanta voglia di vivere e di ritrovare la forza di ricominciare.
Quella forza e quella speranza che ho perduto all’età di quattordici anni -.
Un racconto tutto d’un fiato. Un racconto non richiesto che non mi lascia il
tempo di legare gli spazi ai luoghi e i luoghi alle persone. Una storia fatta di
storie. Una voce narrante. Una voce fuori campo, la stessa della protagonista
che racconta e si racconta in una reiterazione di vissuti mai trasformati in
esperienze. Patrizia, la protagonista del racconto, suo malgrado, prigioniera
di una malìa della vita e in balìa degli eventi, sottratta per scelte non sue ad
una adolescenza agiata e ricca di affetti.
‘Ho freddo. Sono senza speranza. Ho freddo. Sono senza energia. Ho
freddo. Sono senza appetito. Ho freddo. Ho freddo. Sono distratta. Ho
freddo. Ho freddo. Sono sola. Solasolasolasolasolasolasolasolasolaaaaaa.
Ho freddofreddofreddo. Ho freddooooooooooooooooooo’.
Giusi Canzoneri
dicembre 2011_n.35
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Menù per la Vigilia di Natale
Antipasto:
Coni di salmone affumicato
Secondo:
Tagliata di Tonno al Pistacchio
Ingredienti per 6
persone:
- 6 fette di salmone
affumicato
- 250 gr di formaggio
spalmabile
- 2 cucchiai di panna
- sale q.b.
- pepe q.b.
- erba cipollina
Ingredienti:
- tonno (filetti alti
almeno 4 cm)
- pistacchi
- pepe nero
- sale
- olio extravergine di
oliva
PrOCEDIMENTO:
mescolate in una ciotola il formaggio con 2 cucchiai di panna.
Aggiungete poi l’erba cipollina tritata finemente, il sale, il pepe
e amalgamate bene. Prendete le fette di salmone affumicato,
dividetele a metà per il lato corto e formate dei piccoli coni che
riempirete con la crema di formaggio aiutandovi con la tasca da
pasticciere. Conservate in frigorifero fino al momento di servire.
PrOCEDIMENTO:
tritate i pistacchi (non troppo, l’impanatura dovrà risultare
grossolana), naturalmente la quantità necessaria, calcolate bene che
il filetto deve essere ricoperto interamente con uno strato importante.
Aggiungete ai pistacchi un pizzico di sale e un pizzico di pepe nero
e mescolate bene. Accendete il forno a 200°, quindi prendete i vostri
filetti di tonno (potete anche tagliare i filetti a pezzi più piccoli in modo
da farne dei bocconcini), oliateli con le mani in modo omogeneo e
su tutta la carne, quindi rotolateli nell’impanatura di pistacchi e fate
attecchire bene da tutti i lati e su tutta la superficie del pesce, perché
non devono rimanere parti scoperte. Prendete una teglia e posate
all’interno i filetti di tonno pronti, quindi infornate a 200° e fate
cuocere 3 minuti e non oltre: il tonno dentro deve rimanere crudo
naturalmente. A questo punto tirate fuori dal forno e servite caldi.
Primo:
Gnocchi mare e monti
Ingredienti per 8
persone:
- 1 kg gnocchi
- 400 gr di moscardini
- 1 kg di vongole
- 3 pomodori maturi
- 400 gr di gamberetti
- 400 gr di funghi
champignon (o altri a
vostra scelta)
- prezzemolo
- 1 bicchiere di vino
bianco secco
- olio di oliva
- sale
- pepe
PrOCEDIMENTO:
lavate e pulite i moscardini, i champignon, e i gamberetti; fate
aprire le vongole. Una volta che avete tutti gli ingredienti pronti
all’uso, tagliate a fettine sottili (non troppo) i funghi champignon,
scaldate l’olio d’oliva e metteteli in cottura, dopo circa 2 minuti
aggiungete i gamberetti, i moscardini, e fate cuocere per circa 10
minuti a fuoco alto mescolando spesso, sfumate il tutto con il vino
bianco, salate e pepate abbondantemente; aggiungete i pomodori
tagliati a pezzetti. Cuocete gli gnocchi. Appena tornano a galla
nell’acqua di cottura, toglieteli e fateli amalgamare nel ‘sugo’
preparato per 2-3 minuti, aggiungendo il prezzemolo tritato.
Servite.
Dolce:
I Ricciarelli
Ingredienti:
- 400 gr mandorle
sgusciate
- 250 gr zucchero
- 200 gr zucchero a
velo
- vanillina 1 bustina
- ostie
- 2 albumi
PrOCEDIMENTO:
prendete le mandorle e 150 gr di zucchero e frullate il tutto fino ad
ottenere un composto il più sottile possibile. Aggiungete il resto dello
zucchero (100 gr), la vanillina, e 100 gr di zucchero a velo; aggiungete
gli albumi montati a neve, e mescolate energicamente fino ad ottenere
un composto omogeneo. Non rimane adesso che dare forma ai
biscotti, quindi con la ‘pasta’ formate dei rombi di una lunghezza di
circa 6-7 cm e appoggiateli sopra le ostie. Metteteli sulla placca del
forno dove resteranno per 24 ore. Passate 24 ore tagliate le parti di
ostie che sporgono dai biscotti, accendete il forno a 60° e infornate
per 15 minuti circa, giusto il tempo per asciugarli. A questo punto
spolverate con zucchero a velo.
Buon Appetito!
Elisabetta Civitan
Anzio Space
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Menù per la Vigilia di capodanno
Antipasto:
Rösti di zucca, patate e zenzero
Ingredienti:
- 250 gr di patate
- 250 gr di zucca
- 60 gr di zenzero
- 1 cucchiaio di amido
di mais
- sale e pepe
- olio
PrOCEDIMENTO:
pelate la zucca con il pelapatate, eliminate i semi e i filamenti
e grattugiatela con la grattugia a fori larghi. Pelate le patate e
grattugiate anch’esse. Pelate lo zenzero e grattugiatelo finemente.
Mischiate il tutto, aggiungete l’amido di mais, salate e pepate.
Scaldate dell’olio in una padella antiaderente e friggete i rösti
finché non saranno belli croccanti.
Primo:
Tagliatelle di castagne ai funghi
porcini
Ingredienti per 3-4
persone:
- 100 gr di farina di
castagne
- 100 gr di farina 00
- 2 uova
- 1 presa di sale
- poca acqua tiepida
se necessario
- 2-3 porcini mediograndi
-un rametto di
rosmarino
- olio d’oliva
- 50 gr di burro
- sale e pepe
- parmigiano per condire (a piacere)
PrOCEDIMENTO:
mescolate gli ingredienti della pasta fino ad ottenere un impasto
elastico. Lasciate riposare per mezz’ora, poi stendete con il
matterello oppure con la macchina sfogliatrice e ricavatene delle
tagliatelle.
Per il condimento scaldate in un tegame un po’ d’olio e il burro
con il rametto di rosmarino. Rosolatevi i porcini puliti e tagliati
a fettine sottili. Salate e pepate. Cuocete la pasta, scolatela e
conditela con i porcini. Servite a piacere con del parmigiano.
.
Secondo:
Pollo all’arancia
Ingredienti per 6
persone:
- 1 pollo
- succo di 3 arance
- qualche rametto di
rosmarino
- 100 g di olive nere
- olio di oliva
- sale
- pepe
PrOCEDIMENTO:
tagliate il pollo a pezzi, lavatelo bene e fatelo riposare per 4 ore in
una marinata preparata emulsionando il succo filtrato di 2 arance,
mezzo bicchiere di olio di oliva, una presa di sale e un pizzico di
pepe. Trascorso questo tempo, scolate il pollo e ponetelo in una teglia
leggermente unta di olio senza sovrapporre i pezzi. Condite con una
presa di sale e bagnate con la marinata, cui avrete aggiunto anche
il succo dell’ultima arancia. Distribuite sui pezzi di pollo qualche
rametto di rosmarino e le olive nere. Passateli in forno a 180° per 40
minuti circa, voltandoli spesso. Sfornate il pollo e fatelo riposare per
qualche minuto prima di portarlo in tavola.
Dolce:
Coppe di panettone e fragoline
Ingredienti:
- 250 g di mascarpone
- 50 g di zucchero
- 2 uova + 1 tuorlo
- 30 ml di crema di
limoncello
- fette di panettone
- fragoline sciroppate
PrOCEDIMENTO:
in una ciotola sbattete i tuorli con lo zucchero fino a rendere il
composto spumoso, montate le chiare a neve e a parte lavorate il
mascarpone con un cucchiaio di legno aggiungendo il liquore e
mescolando bene. Aggiungete il composto dei tuorli e infine le chiare
a neve ferma amalgamando delicatamente. Tagliate due fette di
panettone non molto alte e adagiate metà fetta sul fondo di una coppa;
bagnate il panettone con la crema di limoncello e versate la crema
di mascarpone sul panettone bagnato. Adagiate sopra l’altra metà
di fetta di panettone, bagnate leggermente di crema al limoncello e
andate a coprire con le fragoline sciroppate. Mettete la coppa in frigo
fino al momento di servire.
Buon Appetito!
EC
Space - Ambiente
dicembre 2011_n.35
Mensile di Informazione
di Anzio e Nettuno
Lavinio-Space
Space-Politica
12
20
Anzio Space
Alberi tipici dell’area mediterranea, fanno parte del ricco patrimonio vegetale della riserva
LO SPLENDORE DEI GRANDI LECCI DI TOR CALDARA
Albero simbolo dell’area mediterranea, il
leccio è un’essenza autoctona del nostro
territorio. Ad Anzio abbiamo la fortuna di
ammirare un’estesa lecceta all’interno della
riserva naturale regionale di Tor Caldara,
dove il Quercus ilex, nome scientifico del
leccio, si mostra in tutto il suo splendore.
Nella riserva, in un habitat a conservazione
integrale, il bosco di lecci regala al visitatore
un suggestivo spaccato della selva tipica dei
litorali tirrenici, così come appariva prima
della cementificazione selvaggia degli ultimi
decenni.
Il leccio è un sempreverde con un fusto di
rado dritto, a volte singolo o diviso alla base,
e può arrivare a un’altezza di 20-25 metri. A
Tor Caldara ne esistono numerosi esemplari
notevoli, ma anche in residuali aree verdi del
territorio anziate, se ne possono ammirare di
isolati e imponenti. La corteccia dei giovani
lecci è liscia e grigia, poi col tempo diventa
dura e scura, screpolata in piccole placche di
forma quasi quadrata. Anche i rami nuovi
sono grigi, per poi assumere col crescere della
pianta una colorazione grigio-verdastra. Le
foglie sono semplici, a lamina coriacea con
margine intero o dentato, da lanceolate a
ellittiche, a base cuneata o arrotondata. La
pagina superiore della foglia è verde scuro e
lucida, mentre quella inferiore è grigiastra.
Le foglie, lunghe fino a otto centimetri, sono
larghe da un centimetro a tre e mezzo con una
nervatura centrale dritta e da sette a undici
paia di nervature laterali. Il picciolo della
foglia è breve, peloso, provvisto di stipole
marroni, lineari e caduche. La fioritura del
leccio avviene in tarda primavera, tra aprile
e giugno. I suoi frutti sono ghiande attaccate
singolarmente, o a gruppi fino a cinque
unità, ad un peduncolo lungo in media un
centimetro e mezzo. Le ghiande maturano in
autunno assumendo un colore castano scuro
con striature evidenti e sono coperte, per un
terzo o metà della loro lunghezza, da una
cupola provvista di squame ben distinte, con
punte libere non divergenti.
Il leccio ha radici forti che si sviluppano
rapidamente già dai primi anni di vita
dell’albero, fino a penetrare per diversi metri
nel terreno. In forza di queste radici, che
cercano l’acqua in profondità, il leccio ha
una notevole resistenza alla siccità, ma anche
problemi di trapianto, cui questa specie,
infatti, si presta poco. Queste caratteristiche
ne fanno un albero che ben si adatta ai terreni
litoranei come quello di Anzio, sui quali può
capitare che non piova per lunghi periodi,
e dove ancora cresce spontaneo se non è
minacciato dall’invasiva presenza dell’uomo.
Il mese prossimo osserveremo un altro
stupendo albero, caratteristico della macchia
Filippo Valenti
mediterranea: la sughera.
Noi della redazione di Anzio-Space con L’Associazione Culturale 00042 vogliamo inviare i nostri più Sinceri Auguri a tutte attività
commerciali che durante questo anno 2011 ci hanno accordato la loro fiducia permettendoci di dare voce ai piccoli e gradi temi
che riguardano il nostro territorio.
In un anno abbiamo incontrato tante, tantissime persone, con le loro storie, la loro vita e il loro impegno nel lavoro e in tutti loro
abbiamo visto la convinzione delle proprie scelte, dei loro sacrifici per portare avanti il progetto cui si sono dedicati.
A tutti loro vogliamo dire Grazie.
Grazie per essere così positivi, caparbi, pieni di iniziativa in un periodo questo che certo non spingerebbe ad esserlo naturalmente.
Con la speranza di avervi ancora con noi, di aiutarci reciprocamente nel crescere auguriamo a Voi e ai Vostri cari un Sereno Natale
e un Prospero Anno Nuovo.
B u o n N ata l e e F e l i c e 2012!!!
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AGRIZETA
ANGELS CAMICERIA
ARTE E VETRO GALLERY
B&B DI FINIZIO
BAR DEI GRAZIOSI
BETTER LIFE
BUFFETTI
CENTOLIRE
COCCOLE
ENOTECA DEL GATTO
FEDERICO FASHION
FERRAMENTA FLAVIA
FOTOSTUDIO EFFE
GIUSIN SPOSA
I SAPORI DELL’ARCO MUTO
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IL BOCCALE PUB
IL DIAVOLETTO PIZZERIA
IL GIOCATTOLO
IL GUSTO DEL DOLCE
IL PAPIRO CARTOLERIA
IL PORTONCINO
IL TEMPIO DEGLI ANIMALI
IMMOBILIARE MINGIACCHI
IPEROTTICA
LE DELIZIE DEL MARE
LE GROTTE CAFE’
LIBRERIA FAHRENEIT
MAMHUT KEBAB
MARCONI GOMME
MODACAPELLI
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MONDO CASA IMMOBILIARE
PALM BEACH PIZZERIA
PESCHERIA TRENTACINQUE
PESCHERIA TUILLIO
PIZZERIA BOCCIONE
POLIGRAF SRL
POLLASTRINI ARREDAMENTI
POLVERINI CENTRO CASA
PROFUMERIA PUCCI
RADIO ENEA
REMIDA GIOIELLERIA
SALSA CREW ACADEMY
SERVIZIO FACILE
SOLIDO ABBIGLIAMENTO
UNIPOL ASSICURAZIONI
Grazie a tut ti Amici!
e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e
e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e
b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e
b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e b e
Anzio Space
Rubriche
n.35_dicembre 2011
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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Spor t e ambiente
TOLFA
UN PAESE DALLE MILLE SORPRESE
A Nord di Roma un gioiello naturalistico,
archeologico e mineralogico
DETTI PORTODANZESI
“Finchè dura fa verdura” detto in rima
senza apparente significato vuol dire che
quando qualcosa resiste, tipo un rapporto
interpersonale o un’automobile, tiriamo a
sfruttarla.
“Vope, vope , pijane tante e magnane
poche”, un detto molto comune tra i pescatori. Le Vope sono un
pesce di terza categoria vendibile ma non eccellente a tavola.
“Cor tempo e co’ la paija se matureno le nespole e la canaija”,
significa che scoprire gli inganni di truffatori e furbetti è solo una
questione di tempo, basta aspettare come si attende che maturino
le nespole e un tempo questo frutto era molto diffuso nel centro di
Anzio.
“Vorrei esse’ come te e ceco a ‘n’occhio”, frase da invidiosi. Si
vede una persona talmente benestante che si farebbe a meno di un
occhio pur di essere nella sua condizione.
“Me sembri er fio der cane de nsignore...” detto ad una persona
ben vestita e tirata a lucido, per derisione.
“Stamo in ventre de vacca” questo detto è molto comune ad Anzio
che grazie alla sua posizione geografica ha condizioni climatiche
favorevoli. Si usa anche come metafora per una situazione
personale o di gruppo vantaggiosa e solida.
“Chi magna da solo se strozza” si dice quando una persona
mangia senza offrire nulla a chi gli è vicino.
“Ha fatto sciacqua Rosa evviva Agnese” di qualcuno che ha
sperperato tutto il denaro che aveva in breve tempo.
“Fai prima a sartacci sopra che a giracci ‘ntorno” per descrivere
una persona più larga che alta.
Dal gruppo facebook:”Detti popolari portodanzesi”.
amministrato da Pina Salustri e Alessandro Tinarelli
SMS - Space
Anzio-Space dà
spazio ai lettori
Scriveteci un sms
al: 3337350189
“Bravi i ragazzi dell’Anzio-Surf che
hanno organizzato qui ad Anzio
la finale del campionato junior di
surf! Se ne parla poco, ma Anzio
è un luogo amato da molti ragazzi
proprio per le sue onde” Be
Cari lettori, oggi vi parleremo di Tolfa, un piccolo paese a soli 70
km da Roma, circondato da una natura incontaminata, boschi e
pascoli; ma anche da interessanti siti archeologici dei periodi etrusco,
romano, medioevale. Senza dimenticare l’artigianato artistico di
legnami, pellami, ceramica, lavori in ferro battuto. Lo sviluppo
urbano del paese di Tolfa ci permette di seguire chiaramente le fasi
storiche ed economiche che hanno determinato questa espansione
urbanistica, anche se sono scarse le notizie su chi fece costruire i
palazzi più belli ed esattamente quando vennero edificati. Poco si sa
del periodo medioevale e degli edifici più importanti di quell’epoca:
il Castello, il Palazzo Baronale e la Chiesa di Sant’Egidio. Del periodo
Rinascimentale abbiamo una descrizione di Tolfa tutt’altro che
lusinghiera del poeta Annibalcaro, che si dice abbia abitato nel Palazzo
Baronale e sappiamo che Agostino Chigi, appaltatore delle cave di
allume dal 1501 al 1520 fece costruire la chiesa della Sughera, ma non
sappiamo dove abitasse nei suoi soggiorni a Tolfa né tantomeno se
uno dei palazzi rinascimentali sia stato fatto costruire da lui.
Vivendo in un territorio che ha visto il susseguirsi di tutte le
civilizzazioni dalla preistoria ai giorni nostri, i tolfetani hanno sempre
avuto un’innata passione per l’archeologia. Nel 1866 fu fondata la
prima associazione archeologica tolfetana denominata: “Onorevole
società dei cittadini della Tolfa” ne facevano parte: Alessandro Bartoli
storico locale, Benedetto Pergi segretario comunale, il Dott. Valeriani
medico condotto del paese e Giovanni Antomarchi un corso ufficiale
dell’esercito francese di stanza a Tolfa. Alessandro Bartoli ottenne
dalle autorità pontificie un permesso di scavo e i soci rinvennero
alcuni reperti etruschi di notevole importanza che in parte furono
portati al Museo Gregoriano (oggi Musei Vaticani) ed in parte furono
venduti a vari musei europei quali: il Louvre, l’Hermitage e il British
Museum. Con loro prese contatto l’archeologo tedesco Otto Bendorf
e il suo collega Wolfgang Helbig. La moglie di quest’ultimo, Nadeja
Schakowskoy ricchissima nobildonna russa, mediò l’acquisto di
alcuni reperti, in particolar modo quelli denominati del ‘Maestro
della Tolfa’, per l’Università di Mosca e per il Museo di Karlsruhe.
Negli anni ‘50 il Prof. Angelo Stefanini, ispettore onorario delle Belle
Arti, istituì all’interno del Palazzo Comunale il primo nucleo del
museo.
Il territorio del comune di Tolfa, situato tra il mare e l’alta collina,
fa parte di una più ampia area geografica dell’antiappennino laziale
situata in provincia di Roma e denominata “Monti della Tolfa”. L’area
riveste un’enorme importanza naturalistica e ciò è dovuto sia alla
particolare posizione geografica, al centro della penisola dove il clima
continentale si incontra con quello mediterraneo, sia alla gestione
collettiva a proprietà indivisa secondo le leggi sugli usi civici, di
buona parte del territorio. Mi raccomando, non soffermatevi solo nel
paese di Tolfa, ma visitate anche i Monti della Tolfa ricchi di splendidi
boschi, cave di allume e miniere abbandonate; ci sono poi molti
sentieri percorribili anche semplicemente per un bel Picnic.
Per informazioni consultare: www.comuneditolfa.it
Per domande e curiosità potete scrivere alla mail:
[email protected]
http://blogasan.blogspot.com
dicembre 2011_n.35
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n.35_dicembre 2011
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Le new-entry: il terzino Colantoni, il laterale offensivo Agate, i centrocampisti Peri e Fanelli
CALCIOMERCATO:
NUOVI ACQUISTI PER L’ANZIOLAVINIO
Gennaio si sa, è il mese del calciomercato ed
è proprio con le notizie riguardanti il mercato
che apriamo questo numero di AnzioSpace. A fare le valigie in questo mercato
di riparazione sono stati in 4, il difensore
ciociaro Fabio Pessia, i laterali Cinelli e Di
Stefano ma soprattutto il forte centrocampista
anziate Rocco Giannone che, di comune
accordo con la società e l’allenatore, ha deciso
di rescindere il contratto che lo legava al team
del patron Franco Rizzaro. Una decisione
strana e sofferta visto che parliamo di uno dei
più forti giocatori che abbiano mai calcato
il Massimo Bruschini. Ma non c’è stato solo
mercato in uscita, ad Anzio sono sbarcati in
4 e si sta cercando un difensore centrale in
età di lega da affiancare al duo FioravantiPannozzo.
I 4 volti nuovi sono: Francesco Colantoni,
terzino sinistro classe ‘85 che è già stato alle
dipendenze di mister Lanza quando allenava
il Pomezia, il laterale offensivo Vincenzo
Agate, classe ‘92 che arriva dal Messina ma con
all’attivo diverse presenze in lega pro con la
maglia del Celano, il centrocampista Roberto
Peri, classe ‘85 ex Cecchina e il centrocampista
centrale Fabio Fanelli, calciatore siciliano
classe 1985 proveniente dal Terracina con
alle spalle numerose presenze in lega pro con
le maglie di Foggia, Sambenedettese, Juve
Stabia, Celano e Avellino.
Come detto precedentemente il mercato in
entrata non dovrebbe essere chiuso, la società
ha intenzione di rafforzare il reparto arretrato
con l’innesto di un giovane difensore centrale.
Passando al campo, andiamo ad analizzare
i 4 turni di campionato in cui la compagine
biancazzurra è riuscita a racimolare solamente
4 punti grazie al pari interno contro il
Monterotondo, con l’undici anziate bravo a
recuperare lo svantaggio iniziale con la solita
rete del bomber Antonelli (salito a quota 303)
al 46 s.t. e con la vittoria di Pomigliano, un 3-0
in terra campana che annichilisce i padroni
di casa e lancia i biancazzurri. Le reti portano
la firma di Amassoka e di Gallaccio autore di
una doppietta. Pomigliano è stata la prima
delle 3 partite disputate in una settimana.
Difatti il giovedì successivo c’è stata un’altra
trasferta contro la forte Salernitana, match
disputato all’Arechi davanti a 4500 spettatori,
con un buon numero di Ultras Anziati che
hanno raggiunto Salerno in pullman e hanno
tifato per tutti e 90 i minuti ricevendo i
complimenti degli ultras avversari. Purtroppo
è arrivata una sconfitta (3-2) in cui i ragazzi
hanno dato tutto e tenuto testa alla squadra
che vincerà il campionato. Nell’ultimo turno,
come sta accadendo spesso in casa in questa
stagione, prova maiuscola dei biancazzurri
culminata con una sconfitta (0-2) contro il
Marino. L’augurio è che il nuovo anno possa
portare qualche punto in più.
Fabrizio Tirocchi
IL NETTUNO ARRANCA,
IL FALASCHE VIVE IL SUO MOMENTO D’ORO
Campionato di promozione, il punto sulle 2 squadre. Nel prossimo turno il derby tra le due
C’è stata una brusca frenata nel campionato del
Nettuno, i ragazzi di mister Cesarini mancano la
vittoria da quasi un mese e negli ultimi 3 turni
di campionato hanno raccolto un solo punto.
Aggiungiamo anche la pesante sconfitta (30) rimediata nell’andata degli ottavi di Coppa
Italia che vedeva i verdeblu impegnati nella
difficile trasferta contro il Cerreto Laziale.
Concentriamoci sul campionato, dopo 15
giornate il Nettuno è scivolato al 5° posto
con 28 punti (scavalcato anche dal Falasche).
Come detto prima, negli ultimi tre match di
campionato registriamo 2 sconfitte e un pari.
Le sconfitte sono arrivate in trasferta. Contro
il Palocco (1-0) un arbitraggio discutibile ha
condizionato l’andamento del match con 4
espulsioni (2 per parte) e 10 ammonizioni. È un
momento sfortunato in casa nettunese visti i tanti
infortuni che ogni domenica fanno stravolgere la
formazione al mister. E in piena emergenza si è
giocato il match casalingo contro il Morandi, in
cui è arrivato un buon punto che lascia le distanze
invariate (3 punti) dalla terza piazza, posto
ultimo per accedere ai playoff. L’ultimo turno
almeno sulla carta doveva essere abbordabile e
invece fuori casa contro il Genazzano, penultima
in classifica, è arrivata una pesante sconfitta (42). Nel prossimo turno ci sarà il derby contro il
Falasche, scontro diretto che dirà chi delle due ha
più birra in corpo per restare aggrappato al treno
di testa. Non saranno della partita perché espulsi
nell’ultimo turno Montella e Bastianelli.
In casa Falasche si sta vivendo un momento
magico. La squadra ha scavalcato il Nettuno e
dopo 15 giornate è quarta con 29 punti, uno
in più dei cugini. Sarà un derby bellissimo,
appassionante e speriamo ricco di emozioni e
goal. Il nostro augurio è che sia una bella giornata
di sport. I bianco verdi sono in un ottimo
momento di forma supportato dai risultati. Negli
ultimi 3 match 2 vittorie contro il fanalino di coda
Rocca di Papa (6-1) in casa e in trasferta contro la
Pescatori Ostia (1-2) squadra ostica che i ragazzi
di mr. Bindi hanno tenuto a bada portando a
casa i 3 punti grazie alla doppietta di Fortunato
Rito e un pari (0-0) rimediato nell’ultimo turno
contro il Morandi. Con il morale alto e la rosa
al completo il Falasche si appresta a vivere
intensamente la settimana decisiva che li porterà
al derby che si disputerà domenica 18 dicembre
al Comunale di Villa Claudia alle ore 11:00.
F.T.
dicembre 2011_n.35
Space-Lettere a [email protected]
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Anzio lì 30/11/2011
Egr. Sig.
Luciano Bruschini
Sindaco di Anzio
Sede
Oggetto: revoca del mandato assessorile
Ill.mo Sig. Sindaco di Anzio,
finalmente oggi si compie in modo ignobile, dopo quattro anni di vani
tentativi, il progetto di eliminarmi dalla scena politica. Si è partiti dagli
attacchi nei miei confronti dalla stessa mia parte politica, poi con artifizi
si è tentato di sminuire il mio operato di assessore arrivando, da ultimo,
addirittura all’attacco personale, attraverso l’invio di una lettera anonima,
colpendomi negli affetti più cari. Infine l’ultimo proditorio atto, senza che
vi sia stato neppure il coraggio di chiamarmi e guardarmi negli occhi,
facendomi notificare ieri sera a casa, in mia assenza, la lettera con la quale
mi veniva revocato il mandato da tutte le cariche ricoperte in seno alla
Giunta Comunale.
Oggi Sig. Sindaco Lei è venuto meno ad un principio democratico
tutelato dalla carta costi-tuzionale, ovvero la libertà di pensiero e di parola,
specialmente se a professarla è una persona legit-timata dall’investitura
popolare. Infatti con tale atto, che sancisce la mia esclusione dall’ambito
am-ministrativo, Lei ha tradito la fiducia degli oltre 630 cittadini
che esprimendomi la loro preferenza mi hanno deputato a svolgere
legittimamente un ruolo di indirizzo e controllo di questa città.
Cittadini che mi hanno accordato la loro fiducia nonostante ritenessero, in
larga parte, non rappresentativa per la città la sua figura di Sindaco, ma che,
obtorto collo, hanno digerito tale scelta imposta in ragione del fatto che si
ritenevano tutelati dalla mia presenza.
Ciò tengo a precisare in considerazione che nella premessa all’atto di
revoca del mandato si cerca di far passare il messaggio che sia stato Lei ad
investirmi della carica, tralasciando la circo-stanza del successo elettorale
personale ottenuto, non dovendo Lei dimenticare che mentre gli elet-tori
hanno trovato stampato il suo cognome sulla scheda elettorale, il mio
cognome lo hanno dovuto scrivere di proprio pugno.
Senza volerlo con la revoca del mandato, esautorandomi dalle funzioni, Lei
mi ha tolto dal serio imbarazzo di essere ritenuto connivente rispetto ad
una politica di sfruttamento del territorio alla quale non ho contribuito ma
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che, anzi, ho tentato di morigerare apportando il mio contributo di idee tese
alla salvaguardia di quello che ritengo essere un’ulteriore scempio in via di
attuazione.
Mi stupisce come nella Sua lettera venga menzionata che la revoca
dell’incarico scaturisce da una diversa visione del programma con
conseguenziale perdita di fiducia nei miei confronti. Debbo ritenere quindi
che mettere in evidenza fatti reali e andare incontro alle necessità dei
cittadi-ni, suggerire dei correttivi, svolgere correttamente il proprio lavoro
all’interno dell’assessorato di appartenenza e chiedere il rispetto del ruolo,
per Lei significhi venir meno alla fiducia accordata, mentre, ai più, può
appare come un atto d’imperio, rientrante nelle Sue facoltà, teso a far tacere
la voce fuori dal coro.
Con la revoca notificata nottetempo assistiamo al calpestamento dei
principi democratici, attuando attraverso la mia cacciata l’eliminazione di
un personaggio scomodo, colpevole solo di chiedere il rispetto delle regole
e, che, ha già dato ampia prova di rettitudine morale quando, colpito da
una vicenda famigliare artatamente orchestrata, ha subito fatto un passo
indietro rimettendo nelle Sue mani il mandato assessorile.
Nessuno pertanto può fare la morale nei miei confronti, dovendo con
rammarico verificare come i valori e gli ideali politici debbano considerarsi
morti, servendo tra l’altro la mia esclusione per acquietare coloro che, adusi
al ricatto politico, la tengono sotto scacco. Ora potrà fare ampio ricorso al
manuale Cencelli per tamponare la crisi, neppure latente, acquisendo
qualche yes men che alzi la mano senza attivare mai il proprio cervello.
Ora troverà sicuramente personaggi che in ragione dell’occupazione della
poltrona, dopo a-verLa denigrata e criticata in ogni sede, diventeranno i
Suoi più fedeli collaboratori ed ammiratori personali. Non abbiamo bisogno
di tali personaggi tipici del sottobosco politico, pronti all’inciucio come da
ben note rimembranze da prima Repubblica, ma piuttosto che focalizzare
l’interesse sul mio tentativo di apportare qualcosa di costruttivo che però
non aggrada al Suo volere, dovrebbe rendersi conto dell’immobilismo
totale in cui Anzio versa da tempo.
Abbiamo riempito il territorio di inutili case invendute e disabitate,
restando miopi rispetto a quello che doveva essere l’unico indirizzo da dare
alla nostra città, ovvero favorire lo sviluppo turi-stico.
In ogni caso da comune cittadino Le rivolgo la preghiera, per quel poco
tempo rimasto fino allo spirare della legislatura, di fare qualcosa per Anzio,
non ci faccia sentire cittadini di un luogo tornato venti anni indietro nel
tempo.
Ruggero Garzia
LA FERRAMENTA DI LUCIO
Via Flavia, 17 è l’indirizzo dove si trova la ferramenta di Lucio che
con la sua famiglia gestisce il fornitissimo negozio dal 2006.
Cominciano prestissimo la mattina, l’orario d’apertura è 7,30! E
l’offerta dei prodotti è veramente vasta per l’idraulica, l’elettricità, il
giardinaggio, la duplicazioni delle chiavi e il “servizio tintometrico”.
Che cos’è? Semplice, ogni colore o tonalità, da qualsiasi tipo di
materiale provenga, viene analizzato da un macchinario che indica
l’esatta composizione dei toni per riprodurlo.
Privati ma anche ditte edili si rivolgono con fiducia a Lucio per
consulenze ed assistenza. Qui trovano tutte le soluzioni e la cortesia
di persone che amano quello che fanno.
Sui volantini che periodicamente vengono distribuiti troverete
le migliori offerte delle più importanti marchi, Maurer, Bosch,
Yamato, Eurovernici, Calce del Brenta.
Il negozio è aperto dal lunedì al sabato con orario 7,30-13,00
e 15,30-19,30, senza giorno di chiusura settimanale. Se poi la
domenica avete voglia di dedicarvi ai piccoli lavori in casa o
sistemare quel rubinetto che perde Lucio e i suoi vi aspettano anche
la domenica dalle 9,30, solo la mattina però…
Anzio Space
Space-Lettere a [email protected]
n.35_dicembre 2011
Mensile di Informazione di Anzio e Nettuno
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Nuovo Regime dei Contribuenti Minimi
da 01/01/2012
a cura di Marco Minoccheri
Dal 1° gennaio 2012 entrerà in vigore il nuovo regime dei contribuenti
minimi, come previsto dall’art.27 del D.L. 198/2011. Ecco i requisiti per
l’accesso al nuovo regime dei minimi
- essere in possesso dei requisiti oggettivi e soggettivi di cui alla Legge
244/2007, art.1, commi 96 e 99;
- non aver esercitato attività artistica, professionale ovvero di impresa
(anche in forma associata o familiare) nel triennio precedente l’inizio
attività;
- che l’attività da esercitare non costituisca mera prosecuzione di altra
attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente
o autonomo (ad esclusione dei casi in cui l’attività precedente sia
riconducibile al periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di
arti o professioni);
- che l’ammontare di eventuali ricavi, derivanti dalla prosecuzione di
un’attività svolta in precedenza da altro soggetto e prodotti nel periodo
d’imposta precedente a quello di adesione al regime, siano inferiori ad
euro 30.000,00.
- il regime potrà essere usufruito per il periodo d’imposta in cui è
iniziata l’attività e per i 4 anni successivi, ma non oltre il compimento
del 35simo anno di età del contribuente stesso. Potranno pertanto
usufruire del regime agevolato le persone fisiche che iniziano l’attività
nel 2012 ovvero coloro che ne proseguono una iniziata dal 1.1.2008.
Dal 1° gennaio 2012, quindi, solamente le persone fisiche che
rispettano tali requisiti, potranno avvalersi del Nuovo Regime dei
Minimi, godendo della nuova imposta sostitutiva ridotta del 5%, della
non applicazione dei redditi all’IVA, IRAP ed agli Studi di Settore
e dell’esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture
contabili
Invece per coloro che non avendo tali requisiti fuoriescono dal vecchio
regime dei minimi, viene istituito un nuovo regime semplificato, che in
realtà riguarda solo alcune semplificazioni e molti nuovi adempimenti,
di cui riassumiamo gli aspetti fondamentali:
•
esonero dagli obblighi di registrazione e tenuta delle scritture
contabili;
•
non assoggettamento dei redditi all’IRAP;
•
il reddito di impresa o di lavoro autonomo verrà tassato
secondo le aliquote IRPEF ordinarie e non verrà assoggettato ad
imposta sostitutiva;
•
non c’è più l’esenzione all’IVA, tuttavia, tali contribuenti
saranno esonerati dalle liquidazioni e dai versamenti periodici previsti
dal D.P.R. 100/1998 (versamento dell’IVA in sede di dichiarazione
annuale);
•
i contribuenti saranno soggetti agli Studi di Settore.
Vogliamo contribuire a rendere Anzio una città che sia:
• vivibile e interessante per i giovani
• viva culturalmente
• all’avanguardia nell’ecologia e la preservazione del territorio
• arricchita dalla diversità etnica che la contraddistingue
Non siamo convinti di avere la risposta a tutte le domande o di
essere i migliori, siamo semplicemente un gruppo di persone
giovani (chi di corpo, chi di spirito) che vogliono darsi da fare per
migliorare il territorio in cui vivono.
Al momento abbiamo tre iniziative:
• Anzio Space, che puoi scaricare su www.anziospace.com
• Shingle22J, Biennale d’Arte Contemporanea di Anzio e di
Nettuno, info su www.shingle22j.com
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Anzio-Space - Mensile di cultura e politica
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