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Tecnica
Testo e foto a cura di
Gianluca Macchioni, Maestro Orologiaio, titolare dell’Accademia dell’Orologio di Roma
I RUBINI E I SISTEMI
ANTIURTO
(terza parte)
Come abbiamo visto nella precedente puntata, il grande miglioramento apportato dal sistema
antiurto, a protezione degli assi di oscillazione del bilanciere, in aggiunta alla possibilità di ottimizzare le operazioni di lubrificazione, ha decretato l’adozione di questo principio da parte di tutti
i costruttori di orologi.
Sono stati progettati e costruiti decine di dispositivi, ma il
suo interno due rubini: il primo è forato, a sua volta, inserito
sistema Incabloc, prodotto inizialmente dalla Portescap
in un minuto telaio che ne faciliterà la mobilità; il secondo,
SA, ha nel tempo soppiantato tutti gli altri ed attualmente
senza foro, con una superficie piana e l’altra convessa.
equipaggia l’80% degli orologi meccanici sul mercato. I re-
Questi rubini prendono il nome, rispettivamente, secondo
stanti si avvalgono di sistemi autoprodotti, come la Rolex
l’ordine di descrizione, di pietra e contropietra (alcu-
con il suo “Paraflex”, oppure dei diversi modelli realizzati
ni manuali, più datati, chiamano quest’ultima pietra, di
dalla Kif-Parechoc.
controperno).
Vediamo più nel dettaglio il funzionamento di questo
I due rubini combaciano perfettamente tra loro e sono in-
piccolo, “grande” dispositivo chiamato Incabloc, che ha
seriti nel castone, dove, nella zona perimetrale esterna, in
contribuito a salvare migliaia di assi del bilanciere. Il nu-
un apposita scanalatura si monta una mollettina dalla
mero potrebbe sembrare troppo elevato, ma l’Inca, come
tipica forma a “lira” (antico strumento musicale), divenuto,
di norma viene chiamato dagli addetti ai lavori, è in atti-
successivamente, anche il logo dell’azienda Incabloc SA
vità da circa ottanta anni.
(creata, dalla Portescap, nel 1988). La funzione della piccola
Nel 1933, due ingegneri dell’Istituto Federale Svizzero di
molla si dimostra di fondamentale importanza per l’assorbi-
Tecnologia di Zurigo, Fritz Marti
mento degli urti che
e Georges Braunschweig, dan-
il bilanciere sostiene.
no vita ad un progetto che, oltre
Oltre al suo disegno,
alla protezione del fragile pivot
che
dell’asse del bilanciere, mira alla
molla di toccare i
creazione di una tecnologia mo-
rubini solo in alcuni
dulare perfettamente adattabile
punti strategici, fer-
ad ogni calibro: infatti, completa-
mandoli saldamente,
mente pre-assemblato in fabbri-
ma senza impedirne
ca, può essere inserito in qualsi-
l’eventuale
asi platina e ponte del bilanciere.
mento, molta della
Il blocchetto completo si compo-
sua efficacia si deve
ne di un castone che alloggia al
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Dispositivo antiurto Incabloc: molletta, pietra e contropietra.
consente
alla
sposta-
anche al materiale
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La
Pietra montata nel supporto.
Contropietre.
che le misure dei suoi componenti oscillano nell’ordine di
alcuni decimi di millimetro. Secondo i principi della fisica
newtoniana, un corpo è soggetto alla gravità, il che, semplificando notevolmente, si esprime attraverso la formula:
“G = 9.8 x P”. In breve, un oggetto, cadendo, moltiplica il
suo peso di 9.8 al metro/secondo. Prendendo, per esempio, un orologio sportivo con cassa e bracciale in acciaio,
Spaccato del dispositivo Incabloc.
il suo peso (con 12 maglie) è di 122.2 grammi: cadendo
accidentalmente dalle nostre mani, durante le operazioni
impiegato per la sua realizzazione. Si tratta, infatti, di un
di settaggio del gioco sfere, si troverebbe, considerando
acciaio molto particolare e raffinato, denominato “durni-
l’altezza media di una persona, a circa un metro dal suolo;
co”: la sua composizione, povera di carbonio, unita ad un
al suo arrivo in terra il peso sarà di 1.192.56 grammi, ossia
trattamento termico di indurimento a 480°, per tre ore e in
ben oltre un chilogrammo.
un ambiente con atmosfera neutra e sottovuoto, produce
L’azione combinata dell’antiurto, che ovviamente, è mon-
un acciaio elastico praticamente indeformabile (il suo nome
tato su entrambi gli assi, nel 90% dei casi salva il segna-
d’arte - designazione – è “X2NiCoMo18-9-5“).
tempo dal gravoso intervento della sostituzione dell’asse
L’azione anti-choc del brevetto Incabloc si svolge in due
del bilanciere, una pratica che negli orologi non equipag-
fasi ben precise:
giati da tale dispositivo era in passato molto frequente.
1) L’energia dell’urto non si trasferisce sull’asse ma viene
La normativa ISO 1413, che stabilisce quali sono gli
completamente assorbita dalla molla;
2) La medesima molla ricolloca le pietre nella corretta posizione iniziale.
standard che un orologio deve avere per essere dichiarato “Anti-choc”, prevede dei test molto severi. Il segnatempo viene inserito dentro un contenitore di polimeri
morbidi, che a sua volta è collegato ad un braccio mec-
Per meglio comprendere l’efficacia straordinaria dell’Inca,
canico robotizzato, detto il Martello; tale strumento
eseguiamo qualche semplice calcolo, tenendo presente
provvederà ad eseguire la prova battendo su un blocco
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Tecnica
Bilancieri, montati sul movimento e smontati.
in acciaio (3 cicli da cinquanta colpi suddivisi in tutte le posizioni).
L’antagonista principale dell’Incabloc è il Kif-Parechoc, presentato nel 1944,
oggi partner del gruppo Acrotec. Il principio di funzionamento ed il numero
dei componenti risulta in pratica simile all’Inca, ma i punti di contatto con il
gruppo delle pietre è minore, rendendo il sistema più elastico ma anche più
delicato. Ha utilizzato, nel corso degli anni, mollette di foggia diversa, che
producono tensioni differenti, ognuna con un proprio nome identificativo:
Trior, Satellor, Flector, Elastor, Ultraflex. Di norma il Kif è montato in esemplari di alta gamma.
Come accennato in precedenza, alcune Maison sviluppano e producono tecnologie personali come la Rolex SA, che recentemente ha inserito a protezio-
Sequenza di montaggio del sistema Kif.
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Modelli di mollette previste dal sistema
antiurto Kif.
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La
ne dei propri bilancieri il “Paraflex”, dotato
di una nuova molletta avveniristica che
assicura un sensibile miglioramento della
resistenza agli choc sul bilanciere del 50%.
Giunti a conclusione di un ciclo di articoli,
riguardanti alcuni importanti e indispensabili elementi che contribuiscono ad ottimizzare il funzionamento dell’orologio,
riprendiamo la nostra virtuale analisi del
Solotempo, cominciando ad introdurre
quello che probabilmente è in assoluto
l’apparato più importante, lo scappamento, vero e proprio cuore di questa
affascinante macchina, chiamata orologio.
Dispositivo antiurto Kif Flector montato (in alto).
Riassumendo, il calibro base si compone di:
parato consente al ruotismo di girare libero sugli assi, al
Organo di rimessa e carica; Organo motore; Treno di ruo-
primo cenno di forza generata dalla molla interna al barilet-
te. Tutti gli organi suddetti devono sicuramente esegui-
to. Il termine deriva dal francese e sta ad indicare appunto
re il proprio lavoro in maniera impeccabile, ma l’Organo
il movimento di “far scappare” un dente alla volta, della
di Scappamento comunque influisce sulla precisione di
ruota di scappamento, con un periodo ben determinato,
marcia per il 90%. Ecco la sua definizione: lo Scappamento
consentendo così con precisione il calcolo del tempo di
è un congegno meccanico che trasforma il moto continuo
rotazione di ogni singola ruota e misurando, conseguente-
in moto alternato; infatti, un meccanismo privo di tale ap-
mente, secondi, minuti ed ore. Analizzando con attenzione
l’evoluzione dell’orologio,
ci rendiamo subito conto
che la sua conformazione
nel corso dei secoli non si
è trasformata più di tanto.
Miglioramenti
nenziali
sono
espo-
avvenuti,
ovviamente, riguardo
ai
materiali impiegati ed alle
manifatture, ma gli studi
e le sperimentazioni che
hanno veramente evoluto
il segnatempo dipendono
direttamente dalle ricerche sullo Scappamento.
Dispositivo Kif Trior aperto per la manutenzione.
gi ugno
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