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 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
La contrattazione collettiva di secondo livello nella Provincia Autonoma di Trento Un aggiornamento per il periodo 1996‐2012 Indice Premessa 3 I livelli della contrattazione collettiva con particolare riferimento alla contrattazione integrativa aziendale e territoriale 4 I principali step che hanno definito l’assetto della contrattazione di secondo livello a partire dall’accordo interconfederale sulla politica dei redditi del 1993 4 L’osservatorio della contrattazione collettiva aziendale e territoriale in provincia di Trento 10 La struttura del rapporto 12 Periodo dal 1996 al 2000 14 Periodo dal 2001 al 2005 23 Periodo dal 2006 al 2012 31 La contrattazione territoriale 39 La contrattazione integrativa nei settori delle costruzioni 39 La contrattazione integrativa territoriale nell’artigianato 39 La contrattazione integrativa territoriale nell’industria 41 La contrattazione territoriale nel commercio e nel turismo 41 Alcune note sul grado di copertura della contrattazione di secondo livello in Trentino Sintesi dei dati emersi dall’indagine Allegato 42 42 45 1
Premessa Nella primavera del 2012 tsm‐Trentino School of Management e CGIL CISL UIL del Trentino hanno dato vita a LaReS Laboratorio Relazioni Sindacali, frutto di una prolungata collaborazione nella progettazione e organizzazione di attività formative. LaReS rappresenta la prima esperienza di scuola di formazione sindacale unitaria in Italia. CGIL CISL UIL del Trentino lʹhanno promossa consapevoli che, in unʹepoca di profonde trasformazioni dal punto di vista politico, economico e sociale a livello globale e locale, dalla qualità delle relazioni industriali dipende una porzione decisamente importante dello sviluppo della nostra comunità e del benessere futuro dei suoi cittadini. Le relazioni industriali, come dimostrano gli esempi più avanzati dellʹEuropa settentrionale, sono un capitale inestimabile in unʹeconomia complessa e aperta poiché garantiscono l’opportunità a sindacati ed organizzazioni datoriali di contrattare le condizioni di lavoro e condividere i processi di crescita delle imprese, determinando in modo significativo la ricchezza presente e futura di una comunità. Per consolidare il capitale delle relazioni industriali, non basta però la quotidiana manutenzione dei contratti, né la gestione concreta e responsabile delle situazioni di crisi. Servono una riflessione costante sul contesto in cui si attua la contrattazione, il monitoraggio delle dinamiche sociali ed economiche che condizionano lo sviluppo a livello locale e internazionale, e quindi un aggiornamento continuo delle competenze in capo agli attori delle relazioni industriali. Tutto questo è quello che si è prefisso LaReS Laboratorio Relazioni Sindacali, fin dal primo giorno di vita, nellʹobiettivo di far crescere il più generale capitale territoriale sul quale poggia quasi interamente, dopo lʹaccordo di Milano, il destino della nostra terra, ossia la capacità di consolidare anche nel prossimo futuro il benessere della comunità. Formazione e ricerca sono i due capisaldi di questo impegno. Con lʹavvio di una proficua collaborazione con Agenzia del Lavoro, è stato aperto un primo importante filone di ricerca, quello appunto sulla contrattazione di secondo livello. Per molti anni, fino al 1995, Agenzia del Lavoro, tramite lʹarchivio della contrattazione, aveva edito un agile rapporto sulla contrattazione quale strumento di verifica dellʹandamento dellʹattività contrattuale in Trentino. Dopo aver provveduto allʹaggiornamento dellʹarchivio, LaReS e Agenzia del Lavoro hanno fissato in una convenzione gli impegni reciproci per riattivare quellʹimportante esperienza di analisi interrotta nel corso degli anni ʹ90. Questo rapporto, curato da Franco Ischia, è il primo frutto della preziosa collaborazione tra LaReS e Agenzia del Lavoro. Il rapporto viene messo a disposizione di tutti gli operatori del settore ‐ sindacati, organizzazioni imprenditoriali, istituzioni pubbliche, singole aziende ‐ che vogliano approfondire come sia realmente articolata nel tempo lʹattività di contrattazione collettiva nel nostro territorio. Lʹimpegno comune di LaReS e di Agenzia del Lavoro è quello di proseguire lungo questa strada e proporre periodicamente approfondimenti su aspetti specifici della contrattazione di secondo livello, approfondimenti che dovranno restare aperti al contributo di tutti, sia allʹinterno delle parti sociali, sia dentro il mondo della ricerca e degli studi universitari. 3
I livelli della contrattazione collettiva con particolare riferimento alla contrattazione integrativa aziendale e territoriale La contrattazione collettiva in Italia si articola a livello: interconfederale, di categoria, territoriale e aziendale. La contrattazione interconfederale coinvolge le associazioni sindacali e quelle datoriali e può articolarsi anche in accordi tripartiti con lo Stato. Questa contrattazione tende a sconfinare nella dimensione politica ed enfatizza il ruolo dell’attore pubblico. Gli ambiti disciplinati attengono a tematiche fondamentali ad es. patti sociali o rapporti tra le diverse organizzazioni e/o lo Stato o le Regioni/enti locali. Il ricorso a questa contrattazione è stato particolarmente forte in passato in tempi di crisi e di pesanti difficoltà economiche1. I contratti che hanno oggi maggiore rilevanza pratica sono i contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), conclusi a livello di categoria. Questo livello di contrattazione è gestito dalle associazioni datoriali e sindacali nazionali, i soggetti coinvolti sono categorie e settori e gli accordi hanno valenza nazionale. I CCNL determinano il contenuto essenziale dei contratti individuali di lavoro in un certo settore (commercio, industria metalmeccanica, industria chimica, ecc.), sia sotto l’aspetto economico (retribuzione, trattamenti di anzianità) che sotto quello normativo (disciplina dell’orario, qualifiche e mansioni, stabilità del rapporto, ecc.). La contrattazione integrativa di secondo livello si articola in contrattazione di tipo aziendale e contrattazione territoriale. Il contratto aziendale di lavoro è un contratto collettivo stipulato fra il datore di lavoro le rappresentanze sindacali aziendali e/o unitarie. L’ambito di validità a livello territoriale è relativo all’azienda, al gruppo, al reparto o alle qualifiche coinvolte e i soggetti coinvolti sono i dipendenti dell’azienda o loro sottogruppi. Gli ambiti sui quali può intervenire la disciplina della contrattazione aziendale sono relativi alla distribuzione dei margini di produttività; alle condizioni di impiego della forza lavoro; alle relazioni industriali e alle condizioni di lavoro. Il contratto integrativo territoriale è stipulato tra associazioni datoriali e associazioni sindacali regionali/provinciali, ha valenza regionale, provinciale o del territorio di riferimento e riguarda categorie, settori o comparti. Anche il contratto integrativo territoriale disciplina la distribuzione dei margini di produttività e di redditività e i rapporti tra le parti contraenti. I principali step che hanno definito l’assetto della contrattazione di secondo livello a partire dall’accordo interconfederale sulla politica dei redditi del 1993 L’accordo interconfederale sulla politica dei redditi e sugli assetti contrattuali del 1993 (23 luglio). La cosiddetta “concertazione” configurava un approccio alla gestione delle relazioni industriali basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche ed alla contrattazione in forma triangolare: organizzazioni sindacali, organizzazioni dei datori di lavoro e autorità pubbliche, a dire, per il livello nazionale: il governo; e per il livello decentrato: regioni e enti locali. In questa fase l’accordo interconfederale sulla politica dei redditi e sugli assetti contrattuali del 1993 ha istituzionalizzato la coesistenza e la complementarietà del livello negoziale di categoria con un 1
Osservatorio del mercato del lavoro, La contrattazione collettiva aziendale in provincia di Trento nel decennio ’80 in
Rapporto sullo stato dell’occupazione in provincia di Trento, 1990, pagg. 305-340.
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secondo livello di contrattazione integrativa (solo migliorativa) per le materie delegate dai CCNL o dalla legge2. Nel farlo ha specificato che la contrattazione aziendale poteva riguardare “materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli retributivi propri del CCNL” e che “le erogazioni del livello di contrattazione aziendale dovevano essere strettamente correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi, concordati tra le parti, aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità ed altri elementi di competitività di cui le imprese disponessero nonché ai risultati legati allʹandamento economico dellʹimpresa”. L’accordo quadro del 22 gennaio 2009 Negli anni duemila il sistema delle relazioni sindacali ha superato il metodo concertativo in favore di un nuovo modello detto del “dialogo sociale” che ha definito la partecipazione delle parti sociali nei termini di una determinazione delle politiche programmatiche del Governo nell’ambito di pareri e raccomandazioni e ha visto in più occasioni interrotta la fase dell’unitarietà sindacale nella sottoscrizione dei patti e degli accordi del periodo. Gli assetti contrattuali previsti nell’accordo interconfederale del 1993 sono stati dapprima riformati dall’accordo quadro del 22 gennaio 2009, peraltro non sottoscritto dalla CGIL e di natura sperimentale con una validità limitata a quattro anni. Questo accordo ha allungato da due a tre anni la durata dei CCNL e dei contratti di secondo livello per la parte economica, individuato in un indicatore diverso da quello dell’inflazione programmata, l’IPCA (indicatore prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia al netto della dinamica dei prezzi energetici importati), il riferimento per l’adeguamento dei livelli retributivi (inflazione prevista) e stabilito allʹart. 9 che per favorire la diffusione della contrattazione di secondo livello si potevano prevedere incentivi e sgravi anche in termini di riduzione di tasse e contributi. L’art.16 dellʹaccordo quadro ha previsto in particolare che “per consentire il raggiungimento di specifiche intese per governare, direttamente nel territorio o in azienda, situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale, si potranno definire apposite procedure, modalità e condizioni per modificare, in tutto o in parte, anche in via sperimentale e temporanea, singoli istituti economici o normativi dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria”. In pratica nei casi in cui si fossero verificate situazioni di crisi aziendale e nuovi investimenti, potevano essere stipulati “contratti in deroga anche peggiorativi al CCNL”. L’accordo quadro non aveva vigenza immediata ma stabiliva le linee guida cui avrebbero dovuto attenersi i CCNL al momento del loro rinnovo e nonostante le divisioni gran parte dei contratti nazionali in fase di rinnovo (esclusi i metalmeccanici) hanno avuto firma unitaria. I documenti adottati nel 2011: l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e l’art.8 del D.L. 13 agosto 2011 n° 138 Il sistema delle relazioni industriali ha trovato ulteriore regolamentazione nel 2011, dapprima nell’accordo interconfederale siglato tra Confindustria e CGIL, CISL e UIL il 28 giugno del 2011 e 2
Accordo interconfederale 23 luglio 1993, Art. 2 comma 1: Gli assetti contrattuali prevedono un contratto collettivo
nazionale di categoria e un secondo livello di contrattazione, aziendale o alternativamente territoriale, laddove previsto,
secondo l’attuale prassi, nell’ambito di specifici settori.
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successivamente nel D.L. 138 del 13 agosto dello stesso anno, che all’art 8 ha trattato del “sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità”. Con la firma dell’accordo interconfederale si è tornati ad una stagione di unitarietà sindacale e si nuovamente ribadita la relazione gerarchica fra la fonte collettiva nazionale e quella aziendale: per il CCNL nazionale è stata riaffermata la funzione di garantire trattamenti economici e normativi uguali per tutti i lavoratori di un settore ovunque impiegati (art. 2) e per la contrattazione aziendale gli spazi di operatività sono stati fissati entro il perimetro delle materie delegate dal CCNL nazionale o dalle legge (art. 3) dando pregnanza alle finalità delle intese modificative. E’ stata riconosciuta una possibilità di derogabilità del contratto nazionale nella parte normativa, in situazione di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico ed occupazionale dell’impresa (è esclusa la derogabilità della parte economica): gli accordi aziendali possono derogare il contratto nazionale “per la disciplina della prestazione lavorativa, gli orari o lʹorganizzazione del lavoro”, senza un limite temporale di validità (art. 7). Tuttavia, non viene meno una gerarchia tra le fonti collettive, in quanto il contratto aziendale può derogare quello nazionale soltanto con la firma dei sindacati territoriali (oltre alle RSA/RSU), che più direttamente rispondono alle rappresentanze nazionali3; inoltre si rinvia al rinnovo dei contratti collettivi nazionali, che possono introdurre altre limitazioni alla derogabilità. I rapporti fra i livelli contrattuali regolati dall’accordo del 28 giugno si rifanno in sintesi a due criteri fondamentali: gli accordi decentrati sono competenti nelle materie “delegate” dal contratto nazionale, e possono derogare a questo solo entro limiti definiti dalle parti nazionali. Tali criteri rispondono a un modello di “decentramento” controllato dal centro4. L’art. 8 del D.L. 138/2011 ha attribuito efficacia erga omnes ai contratti collettivi aziendali e territoriali rispondenti a determinate condizioni, e esteso notevolmente la capacità derogatoria dei suddetti contratti sia rispetto alla disciplina di categoria che nei confronti di gran parte della legislazione del lavoro. Questo articolo si innesta su quanto fin qui regolato dalla contrattazione introducendo la fattispecie legale dei “contratti di prossimità”, definiti dalla norma come “intese finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività”. Per questi contratti, che si realizzano attraverso la contrattazione aziendale o territoriale, il perimetro delle finalità derogatorie è molto più ampio che per il passato (fin qui le deroghe erano concesse limitatamente alla sola gestione delle condizioni di crisi o per le finalità occupazionali): si parla infatti di “contratti di scopo”. Molto più ampio che per il passato è pure il numero delle materie che nell’ambito delle finalità di scopo sopra richiamate sono oggetto di regolazione in deroga alle clausole del contratto nazionale 3
In merito alla questione della rappresentanza/rappresentatività sindacale, il contratto aziendale è valido se è firmato:
dalla maggioranza dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette (art. 4); ovvero dalle rappresentanze
aziendali (RSA) che abbiano la maggioranza delle deleghe sindacali raccolte in azienda (art. 5) e, in quest’ultimo caso,
se non è sottoposto a referendum abrogativo di tutti i lavoratori, ovvero non è raggiunto il quorum del 50%+1 degli
aventi diritto: il referendum può essere richiesto entro 10 giorni dall'accordo, da una RSA non firmataria oppure con la
firma del 30% dei lavoratori in forza (art. 5).
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Nell’accordo è introdotta anche la clausola di tregua sindacale per la quale i contratti collettivi aziendali possono
prevedere il divieto di sciopero, valido per tutta la durata fino al successivo rinnovo. La clausola di tregua sindacale
vincola i sindacati aziendali (RSA e RSU) a non indire scioperi, non i lavoratori che conservano il diritto a partecipare a
scioperi indetti dalle rappresentanze sindacali nazionali e territoriali (art. 6). I contratti aziendali per la parti economiche
e normative sono efficaci per tutto il personale in forza, e tutte le associazioni sindacali firmatarie dell'Accordo
Interconfederale operanti in azienda (art. 3).
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e/o della legge. Si tratta delle “materie inerenti l’organizzazione del lavoro e della produzione con riferimento: agli impianti audiovisivi e all’introduzione di nuove tecnologie; alle mansioni del lavoratore, alla classificazione e inquadramento del personale; ai contratti a termine, ai contratti a orario ridotto, modulato o flessibile, al regime della solidarietà negli appalti e ai casi di riscorso alla somministrazione di lavoro; alla disciplina dell’orario di lavoro; alle modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro comprese le collaborazioni coordinate e continuative a progetto e le partite IVA, alla trasformazione e conversione dei contratti di lavoro e alle conseguenze del recesso dal rapporto di lavoro fatta eccezione per il licenziamento discriminatorio e il licenziamento della lavoratrice in concomitanza del matrimonio”. Anche per questa via si conferisce alla contrattazione decentrata un potere ben più ampio di quello ammesso dall’accordo del 28 giugno: il potere di derogare alla normativa di legge su una serie di materie comprendenti tutti gli aspetti della disciplina del rapporto di lavoro salvo il rispetto della Costituzione e della normativa comunitaria e internazionale Poiché la delega alla contrattazione è senza limiti e senza criteri direttivi, si parla di un decentramento non più controllato dal centro ma “libero”. Tra lʹaltro, anche al fine di contenere il potere derogatorio concesso dalla legge, CGIL, CISL, UIL e Confindustria il 21 settembre 2011 hanno sottoscritto un verbale di intesa nel quale viene ribadito che ʺle materie delle relazioni industriali e della contrattazione sono affidate allʹautonoma determinazione delle partiʺ. Lʹintesa applicativa prosegue ribadendo lʹimpegno comune dei firmatari ʺad attenersi allʹaccordo interconfederale del 28 giugno 2011, applicandone compiutamente le norme e a far sì che le rispettive strutture, a tutti i livelli, si attengano a quanto concordato nel suddetto accordo interconfederaleʺ. L’accordo sulla produttività del 21 novembre 2012 e le leggi di sostegno alla contrattazione collettiva territoriale e aziendale Con la firma dell’accordo denominato “Linee programmatiche per la crescita della produttività e della competitività in Italia” che non è stato siglato né dalla CGIL né dalla confederazione delle piccole imprese, la contrattazione territoriale ha trovato la massima espressione in quanto tra i diversi aspetti richiamati, le parti hanno chiesto al Governo e al Parlamento di rendere stabili e certe le misure previste dalle disposizioni di legge per applicare, sui redditi da lavoro dipendente fino a 40 mila euro lordi annui5, la detassazione del salario di produttività attraverso la determinazione di un’imposta, sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, al 10%, nonché di confermare lo sgravio contributivo fino al limite del 5% della retribuzione variabile prevista dai contratti collettivi aziendali o territoriali (impegno mantenuto con l’approvazione della L. 228/2012) In cambio di questo impegno le parti si sono rese disponibili a delegare alla contrattazione collettiva territoriale o aziendale un’ampia serie di competenze (impegnandosi ad una “chiara delega al secondo livello di contrattazione delle materie e delle modalità che possono incidere positivamente sulla crescita della produttività, quali gli istituti contrattuali che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro” e a “definire che una quota degli aumenti economici derivanti dai rinnovi contrattuali sia destinata alla pattuizione di elementi retributivi da collegarsi ad incrementi di produttività e redditività definiti dalla contrattazione di secondo livello). L’accordo ha stabilito inoltre che “la contrattazione di secondo livello deve disciplinare, valorizzando i demandi specifici della legge o della contrattazione collettiva 5
Il limite massimo della retribuzione di produttività agevolabile è fissato in 2.500 euro lordi.
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interconfederale e nazionale, gli istituti che hanno come obiettivo quello di favorire la crescita della produttività aziendale”. La legge peraltro non è intervenuta per la prima volta sulla materia della detassazione nel 2012, in quanto il primo provvedimento in materia data 2008 (L. 93/2008) e la disposizione è stata reiterata nei provvedimenti degli anni successivi. Nel tempo le somme oggetto di detassazione sono peraltro state ridotte e i criteri più restrittivi sono stati adottati proprio nell’ultimo periodo con particolare riferimento a quanto contenuto nel D.P.C.M. del 22 gennaio 2013 e nella successiva circolare n. 15 del 3 aprile 2013 dell’Agenzia delle Entrate6. Al fine di agevolare l’applicazione delle misure contenute nella L. 228/2012 le parti hanno unitariamente sottoscritto un nuovo accordo il 24 aprile 2013 dando atto che l’accesso alla detassazione è ammesso in tutte le ipotesi in cui il contratto collettivo di lavoro territoriale o aziendale preveda una ridefinizione della disciplina dell’orario di lavoro tout court, superando così il meccanismo complesso previsto dal D.P.C.M. di cui in nota. Le specificità riferite all’ambito locale Tra i provvedimenti che valorizzano la contrattazione territoriale in provincia di Trento (che peraltro resta fortemente ancorata ad una logica di concertazione sociale) due sono quelli che a parere di chi scrive risultano di particolare rilevanza. La soluzione che il legislatore ha adottato nella L.P. 6 del 1999 in materia di incentivi alle imprese inserendo la contrattazione aziendale nell’ambito della procedura negoziale per l’ottenimento di ingenti contributi finanziari per l’ammodernamento e l’incremento della competitività delle imprese. Grazie a questa norma l’accordo aziendale o territoriale diventa un requisito necessario per l’ottenimento del contributo assumendo una valenza autorizzatoria del finanziamento provinciale. Le linee guida sulla produttività in Trentino sottoscritte il 5 dicembre 2012. Si tratta di un accordo tripartito tra Provincia autonoma di Trento, organizzazioni sindacali e parti datoriali, che ha aggiunto alle misure introdotte a livello nazionale le agevolazioni in materia di IRAP per le imprese. Lʹattuazione degli accordi interconfederali su rappresentanza e democrazia sindacale Il 31 maggio 2013 Confindustria, CGIL, CISL e UIL hanno siglato il protocollo dʹintesa per lʹapplicazione dellʹAccordo interconfederale del 28 giugno 2011 in materia di rappresentanza e rappresentatività per la stipula dei contratti collettivi nazionali di lavoro, fissando i principi ai 6
Il D.P.C.M. all’art. 2 definisce la “retribuzione di produttività”: o come le “voci retributive erogate, in esecuzione di
contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività redditività qualità efficienza innovazione”. o
con riferimento alle somme “erogate in esecuzione di contratti che prevedano l'attivazione di almeno una misura in
almeno tre delle aree di intervento di seguito indicate: a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con
modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all'innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati
finalizzati ad un più efficiente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttività
convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione; b)
introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione aziendale anche non continuativa
delle giornate di ferie eccedenti le due settimane; c) adozione di misure volte a rendere compatibile l'impiego di nuove
tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, per facilitare l'attivazione di strumenti informatici,
indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative; d) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle
mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica”.
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quali ispirare la regolamentazione attuativa e le necessarie convenzioni con gli enti interessati. Con questa intesa e con la successiva definizione del testo unico della rappresentanza firmata il 10 gennaio 2014, i sindacati confederali e Confindustria maggiormente rappresentativi e Confindustria hanno fissato le procedure per il riconoscimento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali e della loro titolarità a contrattare, hanno definito i requisiti per i quali i contratti collettivi nazionali e aziendali sono efficaci ed hanno disposto le modalità per la prevenzione e la sanzione di azioni di contrasto allʹapplicazione di queste stesse regole nei processi negoziali. Vengono così codificate le norme che, in applicazione dei principi della democrazia sindacale, dovranno regolare le relazioni industriali e i rapporti negoziali tra le parti. In particolare, si stabilisce che ai tavoli di contrattazione possono sedere le organizzazioni sindacali firmatarie degli accordi interconfederali che abbiano una rappresentatività non inferiore al 5%, considerando la media tra il dato associativo (iscritti certificati dallʹINPS) e il dato elettorale (le rappresentanze sindacali unitarie, RSU, che verranno votate con il proporzionale pure). Sono inoltre efficaci ed esigibili i contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentanza superiore al 50%, previa consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori, a maggioranza semplice. Per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello, a livello aziendale, questa si esercita per le materie delegate e con le modalità previste dal CCNL di categoria o dalla legge. Il testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 conferma quanto già definito dallʹaccordo interconfederale del 28 giugno 2011 e dal protocollo dʹintesa del 31 maggio 2013 in materia di intese a livello aziendale modificative del contratto collettivo nazionale di lavoro. Il testo unico stabilisce infatti che ʺi contratti collettivi aziendali possono attivare strumenti di articolazione contrattuale mirati ad assicurare la capacità di aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi. I contratti collettivi aziendali possono peraltro definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro. Ove non previste ed in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato nellʹazienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda, dʹintesa con le relative organizzazioni sindacali territoriali di categoria, espressione delle Confederazioni sindacali firmatarie del presente accordo interconfederale o che comunque tali accordi abbiano formalmente accettato, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico e occupazionale dellʹimpresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e lʹorganizzazione del lavoro. Le intese modificative così definite esplicano lʹefficacia generale come disciplinata nel presente accordoʺ. Sono quindi esigibili ed efficaci quei contratti aziendali che siano stati approvati dalla maggioranza dei componenti della RSU elette ovvero quelli approvati a maggioranza dalle rappresentanze sindacali aziendali di cui allʹarticolo 19 della legge 300 del 1970. In questʹultimo caso, però, lʹaccordo deve essere sottoposto al voto dei lavoratori se lo chiede una delle organizzazioni sindacali aderenti alle confederazioni firmatarie del testo unico o se lo richiede almeno il 30% dei lavoratori dellʹimpresa. 9
L’osservatorio della contrattazione collettiva aziendale e territoriale in provincia di Trento In provincia di Trento esiste un Osservatorio della contrattazione collettiva aziendale e territoriale del settore privato che, con aggiornamenti periodici ancorché non periodicamente regolari, viene presidiato dall’Osservatorio del mercato del lavoro incardinato presso Agenzia del Lavoro. Il riferimento normativo a questa competenza è attualmente rinvenibile nel Documento degli interventi di politica del lavoro 2011‐2013 che alla lettera f) del punto 25.2 prevede l’istituzione di un Osservatorio della contrattazione collettiva che si propone la lettura e l’archiviazione della contrattazione collettiva e integrativa monitorando: la mappa della contrattazione per contenuti e modalità; le caratteristiche distintive della negoziazione; i livelli retributivi e le dinamiche salariali relativi ai vari settori produttivi. L’attività di raccolta fa principalmente leva sulla disponibilità delle organizzazioni sindacali e delle associazioni imprenditoriali a fornire i testi degli accordi7. Questa modalità risente di alcune criticità in merito alla tempestività della acquisizione dei contratti che per problematicità varie possono di volta in volta dover essere recuperati anche a distanza di tempo. L’attuale archivio copre il periodo 1981‐2012, è in corso l’acquisizione dei contratti stipulati nel 2013 e il completamento dell’acquisizione dei contratti dell’ultimo quinquennio soprattutto in riferimento alla categoria dei metalmeccanici. Di questa attività nel tempo è stata data evidenza in più momenti e con diverse modalità di analisi fino al 1995. Successivamente è stata presidiata la raccolta dati ma non sono state predisposte relazioni di aggiornamento. Rapporti prodotti in passato Gli accordi collettivi aziendali sono stati raccolti dall’Agenzia del Lavoro dal 1981. L’analisi degli accordi veniva svolta con periodicità semestrale e pubblicata nei materiali dell’Osservatorio del mercato del lavoro; abbiamo schede fino al secondo semestre 1995. All’analisi della contrattazione collettiva aziendale veniva dedicato un apposito capitolo del Rapporto annuale sulla occupazione in provincia di Trento, si veda ad esempio l’VIII Rapporto presentato nel 1991. L’ultima analisi svolta riguarda il periodo 1990‐1995 ed è contenuta nel XIII Rapporto sull’occupazione in Trentino presentato a dicembre 1997. Presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento è presente un archivio della contrattazione aziendale in provincia di Trento per il trentennio 1950 ‐
1980 (A. Strati, 1981). Finalità del presente lavoro Il presente lavoro ha il compito di aggiornare l’analisi della contrattazione collettiva integrativa al dicembre 2012. Successivamente sarà possibile svolgere una analisi su periodi più brevi. Le difficoltà nell’attività di raccolta e inserimento dati effettuata nel 2012‐2013 Le difficoltà nella raccolta degli accordi continuano a permanere e sono sicuramente uno dei motivi che ha impedito lo svolgimento dell’analisi nel periodo dal 1996 ad oggi. 7
Gli accordi che hanno ad oggetto la contrattazione del tema premi di produttività, sono acquisiti anche dal Servizio
Lavoro presso il quale sussiste per legge l’obbligo di deposito dal 2008.
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Non essendoci una modalità definita di raccolta degli accordi con obbligo o impegno di deposito in capo ai soggetti sindacali o alle aziende stipulanti, la raccolta avviene con campagne periodiche che spesso trovano anche scarsa collaborazione da parte di alcuni dei soggetti interessati. Ovviamente la completezza o meno dei dati a disposizione si riflette sulla attendibilità della fotografia della contrattazione che scaturisce dalla analisi dei dati raccolti. Se si vuole un quadro completo e che riporti la realtà della contrattazione nel sistema produttivo trentino occorre trovare una modalità di raccolta degli accordi, non affidata solo alla buona volontà o alla disponibilità di pochi, che consenta di avere a disposizione la totalità dei contratti stipulati. Quindi occorrerebbe un impegno/vincolo in capo alle parti stipulanti al deposito presso una struttura individuata (Agenzia del Lavoro o Servizio Lavoro). Gli accordi così raccolti saranno a disposizione di chi poi procederà alla catalogazione ed all’analisi degli stessi, ovviamente con tutte le tutele di riservatezza previste oggi. Un altro limite che pesa nella lettura dei dati è la mancanza di dati disaggregati relativamente alle aziende e alla occupazione. La CCIAA non fornisce più da molto tempo il dato di occupazione relativo alle singole aziende industriali. Non sono disponibili dati relativi alla occupazione delle singole aziende degli altri settori produttivi. Quindi è difficile in generale calcolare il grado di copertura della contrattazione e dove è possibile (praticamente solo per alcuni settori dell’industria con più di 10 dipendenti e nel caso di accordi territoriali) si può fare solo per le aziende e non per i lavoratori. Chiaramente l’incidenza del grado di copertura della contrattazione, se calcolato sui lavoratori, sarebbe maggiore in quanto la diffusione della contrattazione è maggiore nelle aziende con più occupati. Per garantire la possibilità di leggere anche questo dato, sarebbe quindi opportuno che ad ogni accordo depositato fosse allegata una scheda sintetica che contenga almeno i dati occupazionali della azienda, anche qui ovviamente con tutte le tutele di riservatezza previste oggi. L’archivio L’archivio contiene accordi di secondo livello, in particolare aziendali; accordi di secondo livello territoriali per i quali abbiamo previsto una analisi a parte, che riguardano in particolare l’artigianato, l’edilizia e il terziario, dove è prevista e si è consolidata (più in edilizia e artigianato, meno nel terziario) una attività di contrattazione di categoria territoriale; accordi interconfederali tra sindacati e associazioni datoriali in particolare sui temi della formazione continua, della tutela di salute e sicurezza, degli strumenti di sostegno ai lavoratori e alle imprese. Non è invece monitorata la contrattazione di categoria di primo livello nel pubblico impiego e in settori collegati, riportata in capo a Provincia e sindacati provinciali di categoria ormai in quasi tutte le attività della pubblica amministrazione (enti locali, scuola, sanità, università, formazione professionale, ricerca ecc.). Anche la contrattazione di categoria di primo livello, diffusa nel settore privato in comparti come agricoltura, cooperazione ecc. non è contenuta nell’archivio. Lo stesso vale per la contrattazione interconfederale “trilaterale” che ha visto protagonisti le organizzazioni sindacali dei lavoratori, le associazioni imprenditoriali e la Provincia e che negli ultimi 15 anni si è molto sviluppata in particolare sui temi del sostegno a lavoratori e aziende, del welfare, delle politiche provinciali di sviluppo e di tutela della occupazione. Si potrebbe pensare, in futuro, di ricostruire un quadro della situazione della contrattazione relativa anche a questi ambiti visto che ha assunto un ruolo di notevole rilevanza. 11
Le caratteristiche del programma di raccolta e catalogazione degli accordi Il programma di raccolta e catalogazione degli accordi si struttura in un archivio denominato “archivio aziende” nel quale sono riportati i dati relativi alle aziende coinvolte negli accordi aziendali: denominazione, settore di attività, categoria contrattuale, classe dimensionale, ubicazione aziendale. Ogni “accordo” acquisito viene memorizzato in un secondo archivio, che si collega a “archivio aziende” per il tramite di un codice azienda. In questo modo per ogni azienda si possono raggruppare tutti gli accordi relativi che si riferiscono ad un determinato periodo e ottenere un tasso di negozialità, inteso come rapporto tra numero di accordi e numero di aziende dove si è contrattato. Gli argomenti trattati nell’accordo sono individuati e strutturati seguendo uno schema piramidale, che individua innanzitutto un “capitolo” contrattato; ogni capitolo è a sua volta suddiviso in “rubriche” e ogni rubrica è ulteriormente disaggregata in “indici”. I capitoli individuati sono relativi ai contenuti della contrattazione e nello specifico si articolano in occupazione, organizzazione della produzione e del lavoro, qualifiche, orario, salario, salute, servizi sociali, poteri di controllo, diritti sindacali, clausole di rinvio e altri istituti normativi8. Esistono poi altri due livelli di analisi, l’uno che attiene al grado di profondità dell’accordo riferito ai soggetti firmatari dell’accordo (interni o esterni) e l’altro alla eventuale mediazione di soggetti terzi per il raggiungimento dell’accordo. Ogni accordo viene scomposto, nella fase di codifica, in tanti record quanti sono gli argomenti trattati nell’accordo stesso: ogni argomento è codificato e memorizzato in capitolo ‐ rubrica ‐indice. In questo modo è possibile sia ricostruire il singolo accordo con tutti i dati relativi, che eseguire delle elaborazioni trasversali sugli argomenti che sono stati oggetto dei contratti. Lo schema di classificazione, pur datato, rimane ancora oggi valido se rapportato con lo schema di analoghi archivi nazionali (CNEL, confederazioni sindacali). Potrebbe però essere opportuna un’opera di manutenzione che adegui lo strumento in modo che possa registrare “la lettura e l’archiviazione della contrattazione collettiva e integrativa”, tenendo conto delle modifiche intervenute nei contenuti oggetto di contrattazione e nell’assetto e negli attori della contrattazione, sia nazionale che provinciale. Ad esempio sono intervenuti cambiamenti negli assetti contrattuali, ci sono stati accorpamenti di categorie e contratti, sono stati superati molti istituti contrattuali e nel contempo ne sono nati di nuovi, sono presenti nuovi soggetti sindacali ecc. Inoltre, se si vuole registrare anche la contrattazione di primo livello (che si è notevolmente estesa in Trentino rispetto agli anni ‘80) nel pubblico (enti locali, sanità, scuola ecc.) ma anche in attività del privato (attività di ripristino e valorizzazione ambientale, ortofrutta ecc.), dovrà essere definito un programma di classificazione necessariamente diverso dall’attuale che è stato pensato per i contratti aziendali. La struttura del rapporto Considerato il periodo molto lungo preso in esame e la mole notevole del materiale a disposizione, questo lavoro vuole essere soprattutto un censimento della documentazione e una classificazione per linee molto generali. 8
Per una disamina dei contenuti dei singoli capitoli in rubriche e indici si rinvia all’allegato di riferimento.
12
L’approfondimento dei contenuti e delle dinamiche viene rinviato, qualora richiesto, a successivi lavori più specifici. L’intervallo 1996‐2012 è stato suddiviso in tre periodi:  dal 1996 fino al 2000,  dal 2001 fino al 2005,  dal 2006 fino al 2012. Per ciascun periodo, dopo una premessa relativa ai maggiori indicatori economici relativi al periodo stesso, abbiamo riportato i dati secondo gli schemi utilizzati nei rapporti precedenti.  numero imprese che hanno contrattato, totale accordi per categoria.  propensione a contrattare (rapporto tra aziende presenti in archivio che hanno stipulato almeno un accordo e aziende operative del settore).  temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale, valori assoluti e percentuali sui temi contrattati.  temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti.  contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore industriale.  temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sui temi contrattati.  temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti.  contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore non industriale.  soggetti firmatari degli accordi. 13
Periodo dal 1996 al 2000 Situazione economica del periodo Il periodo 1996‐2000 è coinciso con una fase di crescita dell’economia trentina. Il prodotto interno lordo complessivo (prezzi concatenati al 2005) è passato da 12.928,97 milioni di euro a 14.184,17. Gli occupati 15 anni e oltre sono passati da 197 a 214 mila, mentre la disoccupazione è scesa dal 7,1% al 4,7% (dati Istat revisionati per fare salva la comparazione con la nuova serie post 20049). L’industria con più di 10 dipendenti è passata da 29.814 a 32.482 dipendenti, con una crescita anche del manifatturiero da 22.694 a 23.936 dipendenti. Il ricorso alla cassa integrazione si è costantemente ridotto (salvo un piccolo recupero nel 2000) passando da 1,4 milioni di ore del 1996 a 842 mila ore del 2000. Il numero delle persone iscritte in lista di mobilità è passato da 1.565 del 1996 a 1.785 del 2000, con una ripartizione un terzo ‐ due terzi tra quelle provenienti dal settore industriale, con diritto alla indennità nazionale di mobilità e quelle provenienti dalle aziende senza titolo alla indennità (legge 236/1993). Numero imprese che hanno contrattato ‐ totale accordi per categoria Gli accordi in archivio relativi al periodo sono 622; le aziende con le quali è stato stipulato almeno un accordo nei cinque anni sono state 258. Nelle aziende interessate da contrattazione sono stati stipulati mediamente ogni anno da 1,2 accordi per azienda del 1996 a 1,6 accordi per azienda del 1997. In media 1,5 accordi per azienda ogni anno. Nel periodo il rapporto tra numero di accordi e imprese (conteggiando le singole imprese una sola volta) è stato di 2,4 accordi per impresa. Le categorie più attive (accordi stipulati in rapporto alle imprese del settore presenti in archivio) sono:  metalmeccanici con 245 accordi raggiunti con 97 imprese;  chimici plastica vetro con 115 accordi raggiunti con 38 imprese;  grafici e cartai con 57 accordi raggiunti con 22 imprese;  trasporti con 49 accordi raggiunti con 22 imprese;  commercio e turismo con 33 accordi raggiunti con 21 imprese. Dal punto di vista delle annate più attive le migliori sono state il 2000 (185 accordi con 124 aziende), il 1998 (153 accordi con 102 aziende), il 1999 (111 accordi con 74 aziende). 9
I dati sono il risultato di ricostruzioni effettuate con modelli statistici al fine di eliminare i break nelle serie storiche
determinati dalle modifiche intervenute nella rilevazione sulle forze di lavoro nel corso degli anni.
14
Tab.1.1 – Numero imprese che hanno contrattato ‐ totale accordi per categoria in provincia di Trento (1996‐2000) ‐ valori assoluti 1996
1997
1998
1999
2000
TOTALE
Imprese Categoria di contrattazione
Imprese Imprese Imprese Imprese Imprese con con numero accordi numero con numero accordi
accordi
36
41
25
42
37
63
29
41
36
1
1
0
0
1
1
1
2
13
20
11
20
17
27
14
Alimentaristi
2
2
1
1
2
2
Commercio e turismo
4
5
1
1
11
Grafici e cartai
5
6
7
9
0
0
1
Edili‐Legno e Mobilio
3
3
Energia
0
Trasporti
con numero con numero con numero accordi accordi accordi accordi accordi accordi accordi accordi
Tasso di negozialità media periodo *
**
accordi
58
97
245
2,5
3
4
6
8
1,3
21
19
27
38
115
3,0
0
0
5
6
9
11
1,2
11
3
3
11
13
21
33
1,6
12
13
8
11
13
18
22
57
2,6
4
0
0
0
0
1
1
2
5
2,5
2
2
3
4
2
3
2
2
8
14
1,8
0
3
5
2
4
2
3
6
7
7
19
2,7
1
1
5
6
7
11
9
17
11
14
22
49
2,2
Assicurazione e Credito
0
0
1
2
5
5
3
4
6
8
12
19
1,6
Funzione Pubblica
1
1
0
0
2
5
2
4
5
14
6
24
4,0
Porfido‐Lapidei
0
0
0
0
1
1
0
0
0
0
1
1
1,0
Servizi alle imprese
0
0
1
1
2
6
1
2
6
13
7
22
3,1
TOTALE
66
80
58
93
102
153
74
111
124
185
258
622
2,4
Metalmeccanici
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐
Vetro e Pelli‐Cuoio‐Calzature
Braccianti‐Forestali‐Ortofrutta (Agricoltura)
* il tasso di negozialità è il numero di contratti stipulati mediamente per ogni azienda nel periodo ** ogni impresa è conteggiata una sola volta ne periodo
Propensione a contrattare (rapporto tra aziende presenti nell’archivio che hanno stipulato almeno un accordo e aziende operative del settore) Il dato può essere ricostruito solo per una parte dell’industria (metalmeccanici, tessili abbigliamento, chimici ecc. alimentaristi, grafici e cartai, energia), utilizzando i dati della CCIAA sulle imprese industriali con più di 10 dipendenti. Come andamento nei cinque anni, avendo dovuto escludere il settore legno (non è possibile scorporare il dato da edili e porfido), edilizia e settore lapideo (interessati da contrattazione territoriale) abbiamo un numero di imprese all’anno interessate da contrattazione che va da un minimo di 47 del 1997 a un massimo di 82 del 2000, con 60 imprese nel 1996, 54 imprese nel 1999, 71 imprese nel 1998. Con una media di 419 imprese industriali operative, abbiamo una incidenza dell’indicatore considerato che va da un minimo del 11% del 1997 a un massimo 19% del 2000. Nei tre settori più rilevanti ed attivi abbiamo:  nel settore metalmeccanico (considerata una media di 217 aziende presenti) una incidenza che va dal 11% nell’anno 1997, al 13% nell’anno 1999 e al 16% degli anni 1996 e 2000 15
 nel settore chimico plastica vetro (considerata una media di 28 aziende) una incidenza che va dal 39% del 1997 al 46% del 1996, al 50% del 1999, al 60 % del 1998, al 67% del 2000  nel grafico cartario (considerata una media di 43 aziende) una incidenza che va da 11% del 1996, al 16% del 1997 al 18% del 1999, al 27% del 1998, al 30% del 2000. La maggiore incidenza nel settore chimico e grafico cartario si spiega considerando la struttura dei settori: meno aziende e dimensione mediamente maggiore nel chimico e nel grafico cartario, più aziende anche di piccole dimensioni, considerando anche istallazione impianti e vendita e riparazione autoveicoli, nel metalmeccanico. Tab. 1.2 – Propensione a contrattare in provincia di Trento (1996‐2000) – valori percentuali media Categoria di contrattazione
1996
1997
1998
1999
2000
az. oper**
Metalmeccanici****
16
11
17
13
16
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐Vetro e Pelli‐
Cuoio‐Calzature
46
39
60
50
67
Alimentaristi
Grafici e cartai
11
16
27
18
30
Energia
TOTALE ***
totale tutti settori (compresi non industriali)
13
11
17
13
19
aziende % aziende con con almeno accordi su un accordo aziende oper. nel nel periodo
periodo
217
97
44,7
37
6
16,2
50
38
76
56
9
16,1
43
22
51,2
16
7
43,8
419
179
42,7
258
* la propensione a contrattare è il rapporto tra il numero di imprese presenti in archivio che hanno stipulato almeno un accordo e il numero di imprese operative ** media annua aziende operative nei 5 anni *** totale riferito a tutti i settori in tabella **** i metalmeccanici comprendono anche le aziende industriali di installazione di impianti e vendita riparazione autoveicoli in quanto applicano il CCNL metalmeccanici industria Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale ‐ valori assoluti e percentuali sui temi contrattati Le tematiche trattate negli accordi sono state 1.042 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2000 (301 temi), il 1998 (224 temi) e il 1999 (188 temi). Il ruolo predominante è svolto dalla contrattazione salariale che interessa il 28,5% degli argomenti trattati sia come media che su base annua (salvo una piccola caduta al 25% nel 1999). Al secondo posto i poteri di controllo (diritti di informazione, consultazioni obbligatorie ecc.) con il 15,9% medio, con una maggiore presenza nei primi quattro anni e una caduta nel 2000. Al terzo posto l’orario di lavoro con il 13% medio abbastanza costante negli anni. Al quarto posto organizzazione della produzione con il 12,6% con una punta del 21% nel 2000. 16
Al quinto posto l’occupazione con l’11,6%, con un peso maggiore negli anni 1997 e 1998 (attorno al 15%) e un peso minore negli altri anni. Tab. 1.3 – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia (1996‐2000) ‐ valori assoluti e % sui temi 1996
Temi contrattati
1997
% sul tot v.a.
temi % sul tot v.a.
contrattati
Occupazione
1998
temi 1999
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2000
% sul tot v.a.
contrattati
temi TOTALE
% sul tot v.a.
contrattati
temi % sul tot v.a.
contrattati
temi contrattati
18
10,8
26
16,0
33
14,7
22
11,7
22
7,3
121
11,6
7
4,2
17
10,5
24
10,7
19
10,1
64
21,3
131
12,6
Qualifiche
10
6,0
8
4,9
6
2,7
10
5,3
10
3,3
44
4,2
Orario
17
10,2
20
12,3
28
12,5
36
19,1
34
11,3
135
13,0
Salario
50
29,9
48
29,6
66
29,5
47
25,0
86
28,6
297
28,5
Salute
18
10,8
3
1,9
3
1,3
3
1,6
7
2,3
34
3,3
8
4,8
3
1,9
9
4,0
6
3,2
4
1,3
30
2,9
29
17,4
29
17,9
40
17,9
36
19,1
32
10,6
166
15,9
Diritti Sindacali
6
3,6
2
1,2
5
2,2
1
0,5
6
2,0
20
1,9
Clausole di rinvio
4
2,4
6
3,7
10
4,5
8
4,3
36
12,0
64
6,1
167
100
162
100
224
100
188
100
301
100
1042
100
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
TOTALE temi contrattati
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale ‐ valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti industriali è stato di 420, su un totale di 622: rappresentano quindi il 67% del totale. Gli anni migliori sono stati il 2000, con 110 contratti, poi il 1998 con 102, 1999 con 74 contratti. L’anno peggiore il 1996 con 64 contratti. Rapportando i vari temi contrattati agli accordi stipulati (e non al totale dei temi) risulta preponderante la contrattazione del salario, presente nel 70,7% degli accordi come media nei cinque anni. Nel 1996 e nel 2000 la contrattazione del salario è presente nel 78% dei contratti mentre negli altri anni oscilla tra il 63,5% e il 68,5%. Segue la contrattazione di poteri di controllo, 39,5% nel quinquennio con punte oltre il 45% nel 1996 e nel 1999. Al terzo posto il tema dell’orario di lavoro che è presente in media nel 32,1% degli accordi con una punta del 48,6% nel 1999. Poi organizzazione del lavoro presente nel 31,2% degli accordi con una punta nel 2000 al 58% e un minimo nel 1996 del 10%. 17
Il tema della occupazione è stato trattato in media nel 28,8% degli accordi con una punta del 37% nel 1997. Tab. 1.3b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia (1996‐2000) – valori assoluti e % sul totale contratti 1996
1997
1998
1999
2000
% sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot v.a.
contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a.
contratti
18
28,1
26
37,1
33
32,4
22
29,7
22
20,0
121
28,8
7
10,9
17
24,3
24
23,5
19
25,7
64
58,2
131
31,2
Qualifiche
10
15,6
8
11,4
6
5,9
10
13,5
10
9,1
44
10,5
Orario
17
26,6
20
28,6
28
27,5
36
48,6
34
30,9
135
32,1
Salario
50
78,1
48
68,6
66
64,7
47
63,5
86
78,2
297
70,7
Salute
18
28,1
3
4,3
3
2,9
3
4,1
7
6,4
34
8,1
8
12,5
3
4,3
9
8,8
6
8,1
4
3,6
30
7,1
29
45,3
29
41,4
40
39,2
36
48,6
32
29,1
166
39,5
Diritti Sindacali
6
9,4
2
2,9
5
4,9
1
1,4
6
5,5
20
4,8
Clausole di rinvio
4
6,3
6
8,6
10
9,8
8
10,8
36
32,7
64
15,2
Temi contrattati
Occupazione
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
TOTALE
% sul tot TOTALE temi contrattati
167
162
224
188
301
1042
TOTALE contratti
64
70
102
74
110
420
Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore industriale Le voci trattate relativamente al tema salario sono state 627 in tutto il periodo; le annate migliori sono state il 2000 con 174, il 1996 con 141, il 1998 con 135. Gli argomenti più trattati sono relativi agli aumenti mensili o premi annui (425, pari al 67%); le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 143 casi pari al 22,8%; le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 36 casi per il 4%. I poteri di controllo sono presenti per 340 volte: in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti 171 (50%); definizione di modalità di esercizio dei diritti 45 (13%). L’orario di lavoro è stato trattato 260 volte: 217 (83%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 42 (16%) l’orario straordinario. Il tema della occupazione è stato trattato in 196 casi con una presenza maggiore nel 1998 e 199. Le voci più significative ricorso alla CIG (57 volte pari al 29%) e il mantenimento, riduzione della occupazione (43 volte pari a 22%). 18
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale ‐ valori assoluti e percentuali sui temi contrattati Le tematiche trattate negli accordi sono state 676 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2000 (284 temi), il 1998 (160 temi) e il 1999 (116 temi). Il ruolo predominante è svolto dalla contrattazione salariale che interessa il 24% degli argomenti trattati sia come media che su base annua (salvo una punta al 28% nel 1996). Al secondo posto i poteri di controllo con il 16,3% medio, con una maggiore presenza nei primi quattro anni e una caduta nel 2000. Al terzo posto l’orario di lavoro con il 13,2% medio abbastanza costante negli anni. Al quarto posto organizzazione della produzione con l’11,4% e un minimo al 7,1% nel 1996. Al quinto posto l’occupazione al 9,5% con un peso maggiore negli anni 1997 e 1998 (10,8%) e un peso minore negli altri anni. Tab. 1.4 – Temi contrattati negli accordi aziendali dei settori non industriali in provincia di Trento (1996‐2000) – valori assoluti e % sui temi contrattati 1996
Temi contrattati
1997
% sul tot v.a.
temi % sul tot v.a.
contrattati
Occupazione
1998
temi 1999
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2000
% sul tot v.a.
contrattati
temi TOTALE
% sul tot v.a.
contrattati
temi % sul tot v.a.
contrattati
temi contrattati
3
7,1
8
10,8
17
10,6
9
7,8
27
9,5
64
9,5
3
7,1
9
12,2
16
10,0
13
11,2
36
12,7
77
11,4
Qualifiche
3
7,1
2
2,7
5
3,1
8
6,9
14
4,9
32
4,7
Orario
5
11,9
7
9,5
22
13,8
14
12,1
41
14,4
89
13,2
Salario
12
28,6
17
23,0
42
26,3
27
23,3
64
22,5
162
24,0
Salute
4
9,5
3
4,1
6
3,8
4
3,4
9
3,2
26
3,8
0
0,0
4
5,4
9
5,6
4
3,4
20
7,0
37
5,5
11
26,2
17
23,0
28
17,5
22
19,0
32
11,3
110
16,3
Diritti Sindacali
0
0,0
3
4,1
9
5,6
2
1,7
8
2,8
22
3,3
Clausole di rinvio
1
2,4
4
5,4
6
3,8
13
11,2
33
11,6
57
8,4
TOTALE temi contrattati
42
100
74
100
160
100
116
100
284
100
676
100
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti non industriali è stato di 202, su un totale di 622, rappresentano quindi il 32,7% del totale. Gli anni migliori sono stati il 2000, con 75 contratti e il 1998 con 51 contratti. L’anno peggiore il 1996 con 16 contratti. Anche nei settori non industriali rapportando i vari temi contrattati agli accordi stipulati (e non ai temi) risulta preponderante la contrattazione del salario, presente nel 80,2% degli accordi come media nei cinque anni. Nel 1998 e nel 2000 la contrattazione del salario è presente rispettivamente nel 82,4% e nel 85,3% dei contratti mentre negli altri anni oscilla tra il 73% e il 75%. 19
Segue la contrattazione di poteri di controllo 54,5% nel quinquennio con punte del 68,8% nel 1996 e del 73,9% nel 1997. Al terzo posto il tema dell’orario di lavoro che è presente in media nel 44,1% degli accordi con una punta del 55% nel 2000 e un minimo del 30,4% nel 1997. Poi organizzazione del lavoro presente nel 38,1% degli accordi con una punta nel 2000 al 48% e un minimo nel 1996 del 18,8%. Il tema della occupazione è stato trattato in media nel 31,7% degli accordi con una punta del 36% nel 2000. Tab. 1.4b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale in provincia di Trento (1996‐2000) – valori assoluti e % su totale contratti 1996
Temi contrattati
Occupazione
v.a.
1997
% sul tot contratti
v.a.
1998
% sul tot contratti
v.a.
1999
% sul tot contratti
v.a.
2000
% sul tot contratti
v.a.
TOTALE
% sul tot contratti
v.a.
% sul tot contratti
3
18,8
8
34,8
17
33,3
9
24,3
27
36,0
64
31,7
3
18,8
9
39,1
16
31,4
13
35,1
36
48,0
77
38,1
Qualifiche
3
18,8
2
8,7
5
9,8
8
21,6
14
18,7
32
15,8
Orario
5
31,3
7
30,4
22
43,1
14
37,8
41
54,7
89
44,1
Salario
12
75,0
17
73,9
42
82,4
27
73,0
64
85,3
162
80,2
Salute
4
25,0
3
13,0
6
11,8
4
10,8
9
12,0
26
12,9
0
0,0
4
17,4
9
17,6
4
10,8
20
26,7
37
18,3
11
68,8
17
73,9
28
54,9
22
59,5
32
42,7
110
54,5
Diritti Sindacali
0
0,0
3
13,0
9
17,6
2
5,4
8
10,7
22
10,9
Clausole di rinvio
1
6,3
4
17,4
6
11,8
13
35,1
33
44,0
57
28,2
TOTALE temi contrattati
42
74
160
116
284
676
TOTALE contratti
16
23
51
37
75
202
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore non industriale Le voci trattate relativamente al tema salario sono state 462 in tutto il periodo; le annate migliori sono state il 2000 con 224, il 1998 con 108, il 1999 con 52, il 1997 con 47; la peggiore il 1996 con 31. Le voci più rilevanti sono relative a aumenti mensili o premi annui (247 casi, pari al 53%). Le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 167 occasioni pari al 36%. Le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 13 casi per il 2,8%. I poteri di controllo sono presenti per 232 volte; in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti per 121 (52%); diritti di informazione, intenti 58 (17%). L’orario di lavoro è stato trattato 224 volte: 175 (78%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 39 (17%) l’orario straordinario. Il tema organizzazione del lavoro è stato trattato in 134 casi. 20
Il tema della occupazione è stato trattato in 135 casi con una presenza maggiore nel 1998 e 2000; le voci più significative accesso al lavoro (50, pari al 37%), riqualificazione professionale (42, di cui 24 nel 2000, pari al 31%); aumento dei livelli di occupazione (7, pari al 5%). Soggetti firmatari degli accordi Tab. 1.5 – Soggetti firmatari degli accordi (1996‐2000) SOGGETTI
SOGGETTI INTERNI
SOGGETTI ESTERNI
Descrizione
1996
1997
1998
1999
2000
totale
Lavoratori
71
77
130
94
135
Datori di lavoro
73
84
115
95
114
Sindacato confederale
2
2
7
1
0
Sindacato categoriale
70
85
134
93
107
489
Associazione imprenditoriale
26
34
58
50
67
235
Altri soggetti
5
3
11
3
5
Ente Locale
2
5
1
2
1
C.G.I.L.
61
59
91
56
98
365
C.I.S.L.
61
41
82
37
68
289
U.I.L.
12
8
19
7
11
57
Unione di sindacati
6
23
39
36
53
157
Altri (Sindacato Autonomo)
1
3
12
7
26
49
Ente locale
0
0
0
0
4
80
93
153
111
185
ORGANIZZAZIONI SINDACALI
MEDIAZIONE
TOTALE ACCORDI nellʹanno
622
I dati relativi ai soggetti firmatari degli accordi sono parziali e di difficile lettura, ci siamo limitati quindi a pochi indicatori:  accordi stipulati solo da rappresentanze interne all’azienda, RSU o RSA: oscillazione nei cinque anni tra il 10% e il 15% degli accordi; la media nel quinquennio è del 12,5%.  accordi stipulati con la presenza del sindacato esterno (categoria per la quasi totalità e confederazioni): oscillazione tra il 57,8% e il 92,1%; la media nel quinquennio e del 80%.  accordi stipulati con la presenza di associazioni imprenditoriali esterne: oscillazione tra il 32% e il 45 % con una media nel quinquennio del 37,7%. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie degli accordi, in ordine di numero di accordi stipulati, CGIL, CISL, Unione di sindacati (CGIL CISL UIL assieme), UIL, sindacati autonomi. 21
Accordi territoriali Totale accordi Del periodo 1996‐2000 risultano censiti 18 accordi territoriali; gli anni in cui sono stati stipulati più accordi sono il 2000 con 8 accordi, il 1998 con 5 accordi, il 1999 con 4 accordi. Temi contrattati Il salario è al primo posto, presente in 66 casi (in gran parte nel 2000), al secondo posto la gestione
dell’orario presente in 26 casi, al terzo posto organizzazione del lavoro e della produzione con 21,
poi servizi sociali e strutture di servizio, 15, occupazione e diritti sindacali, 14, e poteri di controllo,
11.
22
Periodo dal 2001 al 2005 Situazione economica del periodo Nel primo biennio del periodo considerato non si sono evidenziate condizioni di crescita. Tra 2001 e 2002 il prodotto interno lordo complessivo (prezzi concatenati al 2005) è sceso da 14.310,29 milioni di euro a 14.238,43. Successivamente l’andamento è tornato positivo e nel 2005 il prodotto interno lordo complessivo si è attestato a quota 14.427,08 milioni di euro. Anche l’occupazione stabile intorno a quota 213 mila nel 2001 e nel 2002 è successivamente cresciuta a 217 mila nel 2005 (dati Istat revisionati per fare salva la comparazione con la nuova serie post 200410). La disoccupazione rimasta stabile nel biennio 2001‐2002 intorno al 4,7% è successivamente calata al 3,6% del 2005. L’industria con più di 10 dipendenti (dati CCIAA) è passata da 32.538 dipendenti del 2001 a 32.426 del 2005, con un calo nel 2002, un ritorno ai valori 2001 nel 2003 e una successiva stabilizzazione. Il manifatturiero ha registrato una flessione degli occupati passando dai 23.749 del 2001 ai 22.752 del 2005, con un unico anno di ripresa che è stato il 2003 (23.547 occupati). Il ricorso alla cassa integrazione si è costantemente ridotto fino al 2004 passando da 798 mila ore del 2001 a 554 mila ore del 2004 per poi schizzare a 954 mila ore (in gran parte CIGS) nel 2005. Sicuramente hanno pesato le chiusure di alcuni stabilimenti tra cui Filtrona, Michelin e STL degli anni 2003 e 2004 Il numero delle persone iscritte in lista di mobilità è passato da 1.939 del 2001 a 2.414 del 2005 con una punta nel 2005. Il record per il periodo si è registrato proprio nel 2005: prima gli iscritti oscillavano tra 2.000 e 2.100. Negli anni 2002‐2004 gli iscritti provenienti dal settore industriale, con diritto alla indennità nazionale di mobilità vanno dal 52% al 47% del totale segnalando una fase di difficoltà dell’industria. Poi ritornano a crescere quelli provenienti dalle piccole aziende senza titolo alla indennità (legge 236/1993). Numero imprese che hanno contrattato, totale accordi per categoria Gli accordi in archivio relativi al periodo sono 706; le aziende con le quali è stato stipulato almeno un accordo nei cinque anni sono state 277. Nelle aziende interessate da contrattazione sono stati stipulati mediamente ogni anno da 1,3 accordi per azienda nel 2002, 2003 e 2004 a 1,4 del 2001 e del 2005. In media 1,3 accordi per azienda ogni anno. Nel periodo il rapporto tra numero di accordi e imprese (conteggiando le singole imprese una sola volta) è stato di 2,5 accordi per impresa. Le categorie più attive (accordi stipulati in rapporto alle imprese del settore presenti in archivio) sono:  metalmeccanici con 143 accordi raggiunti con 59 imprese;  chimici plastica vetro con 79 accordi raggiunti con 31 imprese;  tessili e abbigliamento con 77 accordi raggiunti con 22 imprese;  grafici e cartai con 72 accordi raggiunti con 21 imprese;  energia con 62 accordi con 15 imprese;  servizi alle imprese con 62 accordi con 28 imprese, 10
I dati sono il risultato di ricostruzioni effettuate con modelli statistici al fine di eliminare i break nelle serie storiche
determinati dalle modifiche intervenute nella Rilevazione sulle forze di lavoro nel corso degli anni.
23
 commercio e turismo con 53 accordi raggiunti con 31 imprese. Dal punto di vista delle annate più attive, le migliori sono state il 2001 (177 accordi con 122 aziende), il 2002 (150 accordi con 113 aziende), il 2004 (144 accordi con 109 aziende). Tab. 2.1 – Numero imprese che hanno contrattato, totale accordi per categoria in provincia di Trento (2001‐2005) – valori assoluti 2001
2002
2003
2004
2005
TOTALE
Imprese Categoria di contrattazione
Imprese Imprese con Imprese numero con Imprese numero con numero Imprese con con numero accordi numero con numero accordi
accordi
29
40
22
28
14
19
23
32
21
9
16
9
13
9
12
13
19
17
21
15
22
13
17
9
Alimentaristi
5
6
5
5
7
7
Commercio e turismo
8
9
10
11
9
14
24
10
12
2
2
1
Edili‐Legno e Mobilio
6
8
Energia
5
Trasporti
accordi accordi accordi accordi accordi accordi accordi accordi
Tasso di negozialità media periodo *
**
accordi
24
59
143
2,4
9
17
22
77
3,5
12
7
7
31
79
2,5
7
7
8
9
16
34
2,1
9
12
13
9
11
31
53
1,7
6
7
10
12
7
17
21
72
3,4
1
0
0
1
1
1
1
2
5
2,5
4
5
2
2
3
3
4
5
9
23
2,6
8
8
12
7
13
7
14
8
15
15
62
4,1
8
11
2
2
0
0
1
1
0
0
11
14
1,3
Assicurazione e Credito
6
9
8
11
8
8
6
8
3
4
16
40
2,5
Informazione e Spettacolo
2
2
1
1
2
2
0
0
1
1
3
6
2,0
Postali e Telefonici
0
0
2
3
0
0
2
3
1
1
2
7
3,5
Funzione Pubblica
4
11
3
6
2
3
2
3
1
1
8
24
3,0
Porfido‐Lapidei
1
2
0
0
1
1
1
1
1
1
3
5
1,7
Servizi alle imprese
6
8
13
18
6
11
12
15
7
10
28
62
2,2
122
177
113
150
86
111
109
144
88
124
277
706
2,5
Metalmeccanici
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐
Vetro e Pelli‐Cuoio‐Calzature
Grafici e cartai
Braccianti‐Forestali‐Ortofrutta (Agricoltura)
TOTALE
* il tasso di negozialità è il numero di contratti stipulati mediamente per ogni azienda nel periodo ** ogni impresa è conteggiata una sola volta nel periodo Propensione a contrattare (rapporto tra aziende presenti nell’archivio che hanno stipulato almeno un accordo e aziende operative del settore) Il dato può essere ricostruito solo per una parte dell’industria (metalmeccanici, tessili abbigliamento, chimici ecc. alimentaristi, grafici e cartai, energia), utilizzando i dati della CCIAA. Come andamento nei cinque anni, avendo dovuto escludere il settore legno (non è possibile scorporare il dato da edili e porfido), edilizia e settore lapideo (interessati da contrattazione territoriale) abbiamo un numero di imprese all’anno interessate da contrattazione che va da un 24
minimo di 56 del 2003 a un massimo di 79 del 2001, con 67 imprese nel 2002, 69 imprese nel 2004, 60 imprese nel 2005. Con una media di 389 imprese industriali operative, abbiamo una incidenza dell’indicatore considerato che va da un minimo del 14% del 2003 a un massimo del 20% del 2001. Nei tre settori più rilevanti e attivi troviamo:  nel settore metalmeccanico (considerata una media di 212 aziende presenti) una incidenza che va dal 6% nell’anno 2003 al 13% del 2001, al 10% del 2002 come 2004 e 2005;  nel settore chimico plastica vetro (considerata una media di 35 aziende) una incidenza che va dal 20% del 2005 al 48% del 2001, al 42% del 2002, al 37% del 2003, al 25% del 2004;  nel grafico cartario (considerata una media di 35 aziende) una incidenza che va da 17% del 2003, al 40% del 2001, al 28% del 2002 e 2004, al 20% del 2005. La maggiore incidenza nel settore chimico e grafico cartario si spiega considerando la struttura dei settori: meno aziende e dimensione mediamente maggiore nel chimico e nel grafico cartario, più aziende anche di piccole dimensioni, considerando anche istallazione impianti e vendita e riparazione autoveicoli, nel metalmeccanico. Tab. 2.2 – Propensione a contrattare in provincia di Trento (2001‐2005) – valori percentuali media Categoria di contrattazione
2001
2002
2003
2004
2005
az. oper**
Metalmeccanici****
13
10
6
10
10
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐Vetro e Pelli‐
Cuoio‐Calzature
48
42
37
25
20
Alimentaristi
Grafici e cartai
40
28
17
28
20
Energia
TOTALE***
totale tutti settori ( compresi non industriali)
20
17
14
17
15
aziende % aziende con con almeno accordi su un accordo aziende oper. nel periodo
nel periodo
212
59
27,8
29
22
75,9
35
31
88,6
62
16
25,8
35
21
60
16
15
93,8
389
164
42,2
277
* la propensione a contrattare è il rapporto tra il numero di imprese presenti in archivio che hanno stipulato almeno un accordo e il numero di imprese operative ** media annua aziende operative nei 5 anni *** totale riferito a tutti i settori in tabella **** i metalmeccanici comprendono anche le aziende industriali di installazione di impianti e vendita riparazione autoveicoli in quanto applicano il CCNL metalmeccanici industria 25
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale ‐ valori assoluti e percentuali sui temi contrattati Le tematiche trattate negli accordi sono state 1.289 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2001 (321 temi) il 2004 (270 temi) il 2005 (257 temi). Il ruolo predominante è svolto dalla contrattazione salariale che interessa il 27,9% degli argomenti trattati sia come media che su base annua. Al secondo posto organizzazione della produzione e del lavoro con il 22,2% medio, praticamente costante nel corso del quinquennio. Al terzo posto clausole di rinvio al CCNL, che incide per il 20,3%, con una crescita costante dal 15,9% del 2001 al 28,4% del 2005. Al quarto posto l’orario di lavoro che incide mediamente per l’8,7%. Poi poteri di controllo al 7,1% e l’occupazione al 6,8% con un peso maggiore solo nel 2002 (9,3%). Tab. 2.3 – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia (2001‐2005) – valori assoluti e % sui temi Temi contrattati
2001
2002
2003
2004
2005
TOTALE
% sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot temi temi temi temi temi temi v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati
Occupazione
20
6,2
23
9,3
6
3,1
25
9,3
14
5,4
88
6,8
71
22,1
58
23,6
44
22,6
57
21,1
56
21,8
286
22,2
7
2,2
7
2,8
9
4,6
7
2,6
4
1,6
34
2,6
Orario
33
10,3
19
7,7
19
9,7
26
9,6
15
5,8
112
8,7
Salario
93
29,0
71
28,9
55
28,2
72
26,7
68
26,5
359
27,9
Salute
7
2,2
4
1,6
5
2,6
6
2,2
10
3,9
32
2,5
6
1,9
3
1,2
0
0,0
2
0,7
1
0,4
12
0,9
29
9,0
19
7,7
10
5,1
19
7,0
15
5,8
92
7,1
4
1,2
0
0,0
1
0,5
6
2,2
1
0,4
12
0,9
Clausole di rinvio
51
15,9
42
17,1
46
23,6
50
1,5
73
28,4
262
20,3
TOTALE temi contrattati
321
100
246
100
195
100
270
100
257
100
1289
100
Organizzazione della produzione e del lavoro
Qualifiche
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Diritti Sindacali
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale ‐ valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti industriali è stato di 425, su un totale di 706; rappresentano quindi il 60% del totale. Gli anni miglior sono stati il 2001, con 110 contratti, il 2002 e il 2004 con 85 contratti. L’anno peggiore è stato il 2003 con 65 contratti. 26
Rapportando i vari temi contrattati agli accordi stipulati (e non al totale dei temi) risulta preponderante la contrattazione del salario, presente nel 84,5% degli accordi come media nei cinque anni. La percentuale attorno all’84‐85% rimane praticamente costante negli anni. Segue la contrattazione di organizzazione del lavoro e della produzione presente nel 67,3% dei contratti con una oscillazione dal 65% al 70%. Al terzo posto il tema dell’orario di lavoro che è presente nel 26,4% degli accordi con punte del 30% nel 2001 e nel 2004. Al quarto posto il tema dei poteri di controllo che è presente in media nel 21,6% degli accordi con una punta del 26,4% nel 2001. Poi l’occupazione presente nel 20,7% degli accordi con una punta nel 2004 al 29,4%. Tab. 2.3b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia di Trento (2001‐2005) – valori assoluti e % sul totale dei contratti 2001
2002
2003
2004
2005
% sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot v.a.
contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
20
18,2
23
27,1
6
9,2
25
29,4
14
71
64,5
58
68,2
44
67,7
57
67,1
7
6,4
7
8,2
9
13,8
7
Orario
33
30,0
19
22,4
19
29,2
Salario
93
84,0
71
83,5
55
Salute
7
6,4
4
4,7
6
5,5
3
29
26,4
4
Clausole di rinvio
51
TOTALE temi contrattati
321
246
195
270
257
1289
110
85
65
85
80
425
Temi contrattati
Occupazione
Organizzazione della produzione e del lavoro
Qualifiche
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Diritti Sindacali
TOTALE contratti
TOTALE
% sul tot v.a.
contratti
17,5
88
20,7
56
70,0
286
67,3
8,2
4
5,0
34
8,0
26
30,6
15
18,8
112
26,4
84,6
72
84,7
68
85,0
359
84,5
5
7,7
6
7,1
10
12,5
32
7,5
3,5
0
0,0
2
2,4
1
1,3
12
2,8
19
22,4
10
15,4
19
22,4
15
18,8
92
21,6
3,6
0
0,0
1
1,5
6
7,1
1
1,3
12
2,8
46,4
42
49,4
46
70,8
50
58,8
73
91,3
262
61,6
Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore industriale Le voci trattate relativamente al tema salario sono state 730 in tutto il periodo; le annate migliori il 2001 con 186, il 2004 con 167, il 2002 con 143, la peggiore il 2005 con 120. Gli argomenti più trattati riguardano gli aumenti mensili o premi annui (505, pari al 69%). Le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 172 casi, pari al 23,5%. Le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 26 casi, per il 3,5%. Le voci riguardanti l’organizzazione del lavoro sono presenti 361 volte. Le clausole di rinvio a CCNL sono presenti in 388 casi, in crescita nel tempo. 27
I poteri di controllo sono presenti per 153 volte; in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti per 88 (57%); definizione di modalità di esercizio dei diritti 29 (19%). L’orario di lavoro è stato trattato in 209 occasioni (con una punta nel 2001 di 70): 182 (87%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 27 (13%) l’orario straordinario. Il tema della occupazione è stato trattato in 156 casi con una presenza maggiore nel 2002; le voci più significative, ricorso alla CIG (59 volte pari al 37,8%), mantenimento, riduzione della occupazione (46 volte pari al 29%) e accesso al lavoro (24 volte pari al 15%). Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sui temi contrattati Le tematiche trattate negli accordi sono state 1.024 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2001 (239 temi) il 2002 (241 temi). Tab. 2.4 – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale in provincia di Trento (2001‐2005) – valori assoluti e % su totale e temi contrattati 2001
Temi contrattati
2002
% sul tot v.a.
temi % sul tot v.a.
contrattati
Occupazione
2003
temi 2004
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2005
% sul tot v.a.
contrattati
temi TOTALE
% sul tot v.a.
contrattati
temi % sul tot v.a.
contrattati
temi contrattati
17
7,1
14
5,8
16
9,1
28
12,1
10
7,3
85
8,3
42
17,6
43
17,8
34
19,3
40
17,3
31
22,6
190
18,6
Qualifiche
12
5,0
6
2,5
6
3,4
10
4,3
1
0,7
35
3,4
Orario
27
11,3
30
12,4
12
6,8
23
10,0
16
11,7
108
10,5
Salario
60
25,1
61
25,3
39
22,2
46
19,9
28
20,4
234
22,9
Salute
3
1,3
7
2,9
8
4,5
11
4,8
1
0,7
30
2,9
12
5,0
10
4,1
3
1,7
8
3,5
1
0,7
34
3,3
25
10,5
21
8,7
16
9,1
13
5,6
8
5,8
83
8,1
8
3,3
6
2,5
3
1,7
5
2,2
0
0,0
22
2,1
Clausole di rinvio
33
13,8
43
17,8
39
22,2
47
20,3
41
29,9
203
19,8
TOTALE temi contrattati
239
100
241
100
176
100
231
100
137
100
1024
100
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Diritti Sindacali
Il ruolo predominante è svolto dalla contrattazione salariale che interessa circa il 23% degli argomenti trattati sia come media che su base annua (salvo una punta al 25% nel 2001 e nel 2002). Al secondo posto organizzazione della produzione e del lavoro con il 18,6% medio, con una maggiore presenza nel 2005 (22,6%). Al terzo posto clausole di rinvio con il 19,8% medio in crescita e una punta al 29,9% nel 2005. Al quarto posto occupazione con l’8,3% e un minimo al 5,8% nel 2002. Al quinto posto poteri di controllo al 8,1% con un peso maggiore nel 2001 al 10,5%. 28
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti non industriali è stato di 281, su un totale di 706; rappresentano quindi il 39,9% del totale. Gli anni miglior sono stati il 2001, con 67 contratti e il 2002 con 65 contratti. L’anno peggiore è stato il 2005 con 44 contratti. Anche nei settori non industriali, rapportando i vari temi contrattati al numero degli accordi stipulati (e non ai temi), risulta preponderante la contrattazione del salario, presente nel 83,3% degli accordi come media nei cinque anni. Negli anni 2001 e 2002 la contrattazione del salario è presente rispettivamente nel 89,6% e nel 93,8% dei contratti mentre negli altri anni diminuisce costantemente fino al 63,6% del 2005. Tab. 2.4b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale in provincia di Trento (2001‐2005) – valori assoluti e % sul totale contratti 2001
Temi contrattati
Occupazione
v.a.
2002
% sul tot contratti
v.a.
2003
% sul tot contratti
v.a.
2004
% sul tot contratti
v.a.
2005
% sul tot contratti
v.a.
TOTALE
% sul tot contratti
v.a.
% sul tot contratti
17
25,4
14
21,5
16
34,8
28
47,5
10
22,7
85
30,2
42
62,7
43
66,2
34
73,9
40
67,8
31
70,5
190
67,6
Qualifiche
12
17,9
6
9,2
6
13,0
10
16,9
1
2,3
35
12,5
Orario
27
40,3
30
46,2
12
26,1
23
39,0
16
36,4
108
38,4
Salario
60
89,6
61
93,8
39
84,8
46
78,0
28
63,6
234
83,3
Salute
3
4,5
7
10,8
8
17,4
11
18,6
1
2,3
30
10,7
12
17,9
10
15,4
3
6,5
8
13,6
1
2,3
34
12,1
25
37,3
21
32,3
16
34,8
13
22,0
8
18,2
83
29,5
8
11,9
6
9,2
3
6,5
5
8,5
0
0,0
22
7,8
Clausole di rinvio
33
49,3
43
66,2
39
84,8
47
79,7
41
93,2
203
72,2
TOTALE temi contrattati
239
241
176
231
137
1024
67
65
46
59
44
281
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Poteri di controllo
Diritti Sindacali
TOTALE contratti
Al secondo posto clausole di rinvio a CCNL, presenti nel 72,2% degli accordi con punte del 93,2 % del 2005 e del 84,8% del 2003. Segue la contrattazione di organizzazione del lavoro e della produzione, al 67,6% nel quinquennio, con punte del 70% nel 2005 e del 73,9% nel 2003. Il tema dell’orario di lavoro è presente in media nel 38,4% degli accordi con una punta del 46% nel 2002. Infine il tema occupazione che è presente nel 30,2% degli accordi con una punta nel 2004 al 47,5% e un minimo nel 2002 del 21,5%. Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi dei settori non industriali Le voci riguardanti il salario sono state 606 in tutto il periodo; le annate migliori il 2001 con 162, il 2002 con 150, il 2004 con 136, la peggiore il 2005 con 59. 29
Le voci più rilevanti sono relative a aumenti mensili o premi annui (386, pari al 50%). Le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 178 casi pari al 29,3%. Le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 22 casi, per il 3,6%. Le voci riguardanti l’organizzazione del lavoro sono presenti 361 volte. Le clausole di rinvio a CCNL sono presenti in 344 casi, in crescita nel tempo. I poteri di controllo sono presenti per 133 volte; in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti per 69 (51,8%); definizione di modalità di esercizio dei diritti 36 (27,6%). L’orario di lavoro è stato trattato in 249 casi (con punte nel 2001 e 2002 di 68‐69): 222 (89%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 27 (11%) l’orario straordinario. Il tema della occupazione è stato trattato in 170 casi con una presenza maggiore nel 2004; le voci più significative riqualificazione professionale (55, pari al 32%), accesso al lavoro (36, pari al 21%) ricorso alla CIG (22 volte pari al 12,9%). Soggetti firmatari degli accordi I dati relativi ai soggetti firmatari degli accordi sono parziali e di difficile lettura, ci siamo limitati quindi a pochi indicatori:  accordi stipulati solo da rappresentanze interne all’azienda, RSU o RSA: oscillazione nei cinque anni tra il 3,6% e il 9% degli accordi; la media nel quinquennio è del 6,5%  accordi stipulati con la presenza di associazioni imprenditoriali esterne: oscillazione tra il 31% e il 41% con una media nel quinquennio del 35,9%. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie degli accordi, in ordine di numero di accordi stipulati, CGIL, CISL, Unione di sindacati (CGIL CISL UIL assieme), sindacati autonomi, UIL. Accordi territoriali Totale accordi Del periodo 2001‐2005 risultano censiti 23 accordi territoriali; gli anni in cui sono stati stipulati più accordi sono stati il 2001 con 10 accordi, il 2002 con 6 accordi, il 2004 con 3 accordi. Temi contrattati Il salario è al primo posto presente in 58 casi, al secondo posto organizzazione della produzione e del lavoro, 33, poi l’orario di lavoro, 20, clausole di rinvio al CCNL presenti in 19 casi, e infine servizi sociali e clausole di controllo presenti rispettivamente in 15. 30
Periodo dal 2006 al 2012 Situazione economica del periodo Il periodo 2006‐2012 può essere suddiviso in due parti; i primi due anni di crescita e poi la crisi intervenuta a partire dal 2008 dalla quale non siamo ancora usciti (salvo una leggera e solo temporanea ripresa nel 2011 esauritasi alla fine del primo semestre di quell’anno). Il prodotto interno lordo complessivo (prezzi concatenati al 2005) è passato da 14.686,60 milioni di euro del 2006 a 14.763,86 del 2011 (ultimo dato disponibile). Nel 2009 per effetto della crisi il prodotto interno lordo contabilizzato è stato di 14.308,74. Gli occupati sono passati da 220 a 230 mila raggiungendo il valore più elevato nel 2011 (231 mila) con crescite significative nel 2007 e nel 2008. La disoccupazione ha toccato il livello più basso nel 2007 (2,9%) e poi ha invertito la tendenza e ha cominciato a salire: 3,3% nel 2008, 3,6% nel 2008, 3,6% nel 2009, 4,4% nel 2010, 4,5% nel 2011, 6,2% nel 2012 (dati Istat). L’industria con più di 10 dipendenti è passata da 32.524 del 2006 a 31.206 dipendenti del 2011 (ultimo dato disponibile), con una perdita di 1.300 dipendenti. Anche nel manifatturiero l’occupazione si è ridotta passando da 22.772 a 21.305 dipendenti (dati CCIAA). Il ricorso alla cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) si è costantemente ridotto fino al 2008 scendendo da 0,72 milioni di ore del 2006 a 0,53 milioni di ore del 2007 e del 2008, per poi esplodere con 3,1 milioni di ore nel 2009, 3,2 milioni di ore nel 2010, 2,2 milioni di ore nel 2011, 2,5 milioni di ore nel 2012. Il 2009 ha visto un grande utilizzo di CIG ordinaria (2,5 milioni di ore e solo 0,6 milioni di ore per la straordinaria), mentre negli anni successivi è stata la CIG straordinaria a prevalere: 2,3 milioni di ore nel 2010, 1,6 milioni di ore nel 2011, 1,7 milioni di ore nel 2012. Il numero delle persone iscritte in lista di mobilità è passato da 2.495 del 2006 a 5.657 del 2012. Nella composizione della lista la ripartizione tra le persone provenienti dal settore industriale, con diritto alla indennità nazionale di mobilità e quelle provenienti dalle aziende senza titolo alla indennità (legge 236/1993), si è evoluto con un peso sempre maggiore delle persone espulse dalle piccole imprese. Gli espulsi dall’industria erano il 35% della lista nel 2008 (erano il 47% nel 2002), sono il 22% a fine 2012. Numero imprese che hanno contrattato, totale accordi per categoria Gli accordi in archivio relativi al periodo sono 776; le aziende con le quali è stato stipulato almeno un accordo nei cinque anni sono state 273. Nelle aziende interessate da contrattazione sono stati stipulati mediamente ogni anno 1,3 accordi con scarse oscillazioni annuali (da 1,2 a 1,4). Nel periodo il rapporto tra numero di accordi e imprese (conteggiando le singole imprese una sola volta) è stato di 2,8 accordi per impresa. Le categorie più attive (accordi stipulati in rapporto alle imprese del settore presenti in archivio) sono:  metalmeccanici con 175 accordi raggiunti con 64 imprese;  energia con 115 accordi raggiunti con 17 imprese;  servizi alle imprese con 77 accordi con 32 imprese;  commercio e turismo con 66 accordi raggiunti con 29 imprese;  chimici plastica vetro con 61 accordi raggiunti con 23 imprese;  grafici e cartai con 60 accordi raggiunti con 19 imprese; 31
 assicurazioni e credito con 49 accordi raggiunti con 13 imprese;  alimentaristi con 46 accordi raggiunti con 19 imprese. Dal punto di vista delle annate più attive, le migliori sono state il 2011 (141 accordi con 103 aziende), il 2009 (120 accordi con 89 aziende), il 2010 (119 accordi con 96 aziende). Tab. 3.1 – Numero imprese che hanno contrattato, totale accordi per categoria in provincia di Trento (2006‐2012) – valori assoluti 2006
Categoria di contrattazione
Imprese con accordi
Metalmeccanici
2007
numero accordi
Imprese con accordi
2008
numero accordi
Imprese con accordi
2009
numero accordi
Imprese con accordi
2010
numero accordi
Imprese con accordi
2011
numero accordi
Imprese con accordi
2012
numero Imprese TOTALE numero accordi con accordi accordi
Imprese con accordi **
*Tasso di numero accordi
negozialità media periodo
15
21
16
20
21
25
20
26
22
30
23
32
17
21
64
175
2,7
1
1
1
1
3
3
4
4
2
2
2
3
0
0
7
14
2,0
10
10
6
7
10
11
9
11
10
12
6
6
4
4
23
61
2,7
Alimentaristi
8
9
8
12
9
9
3
3
5
5
4
4
3
4
19
46
2,4
Commercio e turismo
8
8
9
11
6
7
10
11
9
11
8
12
6
6
29
66
2,3
Grafici e cartai
8
12
7
11
7
8
5
11
7
10
6
6
2
2
19
60
3,2
0
0
1
1
1
1
1
1
1
1
2
2
2
2
6
8
1,3
Edili‐Legno e Mobilio
2
2
2
3
1
1
1
2
6
7
8
13
4
6
13
34
2,6
Energia
9
18
10
16
10
18
10
18
12
14
13
15
10
16
17
115
6,8
Trasporti
2
2
0
0
1
1
4
4
2
3
5
15
2
2
10
27
2,7
Assicurazione e Credito
5
6
5
6
6
7
6
8
4
6
6
9
6
7
13
49
3,8
Informazione e Spettacolo
1
1
0
0
1
1
0
0
1
1
0
0
0
0
2
3
1,5
Postali e Telefonici
0
0
1
1
0
0
1
1
1
1
1
1
0
0
2
4
2,0
Funzione Pubblica
2
2
1
1
2
2
2
5
4
6
3
3
3
3
9
22
2,4
Porfido‐Lapidei
1
1
0
0
1
1
3
3
4
4
5
6
0
0
8
15
1,9
Servizi alle imprese
6
6
8
13
14
18
10
12
6
6
11
14
7
8
32
77
2,4
TOTALE
78
99
75
103
93
113
89
120
96
119
103
141
66
81
273
776
2,8
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐
Vetro e Pelli‐Cuoio‐Calzature
Braccianti‐Forestali‐Ortofrutta (Agricoltura)
* il tasso di negozialità è il numero di contratti stipulati mediamente per ogni azienda nel periodo ** ogni impresa è conteggiata una sola volta nel periodo Propensione a contrattare (rapporto tra aziende presenti in archivio che hanno stipulato almeno un accordo e aziende operative del settore) Il dato può essere ricostruito solo per una parte dell’industria (metalmeccanici, tessili abbigliamento, chimici ecc. alimentaristi, grafici e cartai, energia), utilizzando i dati della CCIAA relativi alle aziende con più di 10 dipendenti. Come andamento nel periodo, avendo dovuto escludere il settore legno (non è possibile scorporare il dato da edili e porfido), edilizia e settore lapideo (interessati da contrattazione territoriale), abbiamo un numero di imprese all’anno interessate da contrattazione che va da un minimo di 36 del 2012 a un massimo di 60 del 2008, con 51 imprese nel 2006, 48 imprese nel 2007, 60 imprese nel 2008, 51 imprese nel 2009, 58 imprese nel 2010, 53 imprese nel 2011, 36 imprese nel 2012. Con una media di 412 imprese industriali operative, abbiamo una incidenza dell’indicatore considerato che va da un minimo del 9% nel 2012 a un massimo del 14% nel 2008 e nel 2010. Nei tre settori più rilevanti ed attivi abbiamo: 32

nel settore metalmeccanico (considerata una media di 234 aziende presenti) una incidenza che va dal 6% nell’ anno 2006, 7% nel 2007 e 2012, 8% nel 2009, il 10% nel 2010 e 2011.  nel settore chimico plastica vetro (considerata una media di 36 aziende) una incidenza che va dal 11% nel 2012 al 27% nel 2006, 2008 e 2010, con il 16% nel 2007 e 2011.  nel grafico cartario (considerata una media di 34 aziende) una incidenza che va da 5% nel 2012, al 23% nel 2006, al 20% nel 2007 nel 2008 e nel 2010. La maggiore incidenza nel settore chimico e grafico cartario si spiega considerando la struttura dei settori: meno aziende e dimensione mediamente maggiore nel chimico e nel grafico cartario, più aziende anche di piccole dimensioni, considerando anche istallazione impianti e vendita e riparazione autoveicoli, nel metalmeccanico. Tab. 3.2 – Propensione a contrattare in provincia di Trento (2006‐2012) – valori percentuali aziende con % aziende con Categoria di contrattazione
Metalmeccanici ****
2006
6
2007
7
2008
9
2009
8
2010
10
2011
10
2012
7
Tessile‐Abbigliamento
Chimici‐Miniere‐Gomma e Plastica‐Vetro e Pelli‐
Cuoio‐Calzature
27
16
27
25
27
16
11
Alimentaristi
Grafici e cartai
23
20
20
14
20
17
5
Energia
TOTALE ***
totale tutti settori (compresi non industriali)
12
11
14
12
14
13
9
almeno un accordi su accordo nel aziende oper. periodo
nel periodo
234
64
27,4
21
7
33,3
36
23
63,9
67
19
28,4
34
19
55,9
20
17
85
412
149
36,2
media az. oper**
273
* la propensione a contrattare è il rapporto tra il numero di imprese presenti in archivio che hanno stipulato almeno un accordo e il numero di imprese operative ** media annua aziende operative nei 5 anni *** totale riferito a tutti i settori in tabella **** i metalmeccanici comprendono anche le aziende industriali di installazione di impianti e vendita riparazione autoveicoli in quanto applicano il CCNL metalmeccanici industria Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale, valori assoluti e percentuali sui temi contrattati Le tematiche trattate negli accordi sono state 1.563 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2011 (268 temi) il 2010 (245 temi) il 2008 (241 temi). Il ruolo predominante è in capo alle clausole di rinvio a CCNL che hanno interessato mediamente il 28,5% dei temi trattati. La percentuale annua oscilla tra il 24% del 2012 e il 31% del 2009. Al secondo posto la contrattazione salariale che interessa il 25,7% degli argomenti trattati come media. Su base annua incide dal 29% dei primi tre anni (2006–2008) al 22% del 2009 e del 2011, al 25% del 2010 e del 2012. Seguono i poteri di controllo (attuazione di diritti di informazione e di esami congiunti) che incidono mediamente per il 9% dei temi contrattati con un minimo del 6,6% nel 2008 e un massimo del 17,8 nel 2012. 33
Tab. 3.3 – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia (2006‐2012) ‐ valori assoluti e % sui temi contrattati Temi contrattati
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
TOTALE
% sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot temi temi temi temi temi temi temi temi v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati v.a. contrattati
4
1,9
3
1,6
9
3,7
12
5,4
20
8,2
21
7,8
3
1,6
72
4,6
45
21,2
46
25,1
51
21,2
54
24,2
47
19,2
54
20,1
47
24,6
344
22,0
Qualifiche
3
1,4
2
1,1
6
2,5
0
0,0
2
0,8
4
1,5
2
1,0
19
1,2
Orario
11
5,2
7
3,8
15
6,2
9
4,0
8
3,3
17
6,3
8
4,2
75
4,8
Salario
62
29,2
53
29,0
68
28,2
50
22,4
62
25,3
61
22,8
46
24,1
402
25,7
Salute
2
0,9
2
1,1
8
3,3
5
2,2
8
3,3
11
4,1
4
2,1
40
2,6
0
0,0
2
1,1
4
1,7
4
1,8
2
0,8
5
1,9
1
0,5
18
1,2
Poteri di controllo
20
9,4
16
8,7
16
6,6
19
8,5
18
7,3
18
6,7
34
17,8
141
9,0
Diritti Sindacali
1
0,5
1
0,5
0
0,0
1
0,4
2
0,8
2
0,7
0
0,0
7
0,4
Clausole di rinvio
64
30,2
51
27,9
64
26,6
69
30,9
76
31,0
75
28,0
46
24,1
445
28,5
TOTALE temi contrattati
212
100,0
183
100,0
241
100,0
223
100,0
245
100,0
268
100,0
191
100,0
1563
100,0
Occupazione
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti industriali è stato di 465, su un totale di 776; rappresentano quindi il 59% del totale. Gli anni miglior sono stati il 2010, con 76 contratti, il 2011 con 75 contratti e il 2008 con 71 contratti. L’anno peggiore è stato il 2007 con 58 contratti. Rapportando i vari temi contrattati agli accordi stipulati (e non al totale dei temi) risulta preponderante la contrattazione delle clausole di rinvio al CCNL presenti nel 95,7% degli accordi come media e con una oscillazione dal 87% del 2007 al 100% del 2010. Il salario è presente nel 86,5% degli accordi come media nel periodo. Nel 2006‐2008 è presente in oltre il 91% degli accordi, nel 2009 nel 71%, nel 2010 e nel 2011 nell’ 81%, nel 2012 nel 93,9% degli accordi. Poi organizzazione del lavoro presente nel 74% degli accordi con una punta nel 2012 del 95,9% e un minimo nel 2010 del 61,8%. Segue la contrattazione di poteri di controllo (attuazione di diritti di informazione e di esami congiunti), 30,3% nel quinquennio con una punta del 69,4% nel 2012. Poi il tema della occupazione che è presente in media nel 15,5% degli accordi con punte del 26% nel 2010 e del 28% nel 2011 e minimi dl 5‐6% nel 2006, 2007 e nel 2012. 34
Tab. 3.3b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore industriale in provincia (2006‐2012) – valori assoluti e % sul totale contratti 2006
Temi contrattati
v.a.
Occupazione
2007
2008
2009
2010
% sul tot % sul tot % sul tot % sul tot % sul tot contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
v.a. contratti
2011
2012
% sul tot % sul tot temi temi TOTALE
% sul tot v.a. contrattati v.a. contrattati v.a.
contratti
4
6,1
3
5,2
9
12,7
12
17,1
20
26,3
21
28,0
3
6,1
72
15,5
45
68,2
46
79,3
51
71,8
54
77,1
47
61,8
54
72,0
47
95,9
344
74,0
Qualifiche
3
4,5
2
3,4
6
8,5
0
0,0
2
2,6
4
5,3
2
4,1
19
4,1
Orario
11
16,7
7
12,1
15
21,1
9
12,9
8
10,5
17
22,7
8
16,3
75
16,1
Salario
62
93,9
53
91,4
68
95,8
50
71,4
62
81,6
61
81,3
46
93,9
402
86,5
Salute
2
3,0
2
3,4
8
11,3
5
7,1
8
10,5
11
14,7
4
8,2
40
8,6
0
0,0
2
3,4
4
5,6
4
5,7
2
2,6
5
6,7
1
2,0
18
3,9
Poteri di controllo
20
30,3
16
27,6
16
22,5
19
27,1
18
23,7
18
24,0
34
69,4
141
30,3
Diritti Sindacali
1
1,5
1
1,7
0
0,0
1
1,4
2
2,6
2
2,7
0
0,0
7
1,5
Clausole di rinvio
64
97,0
51
87,9
64
90,1
69
98,6
76
100,0
75
100,0
46
93,9
445
95,7
TOTALE temi contrattati
212
183
241
223
245
268
191
1563
TOTALE contratti
66
58
71
70
76
75
49
465
Organizzazione della produzione e del lavoro
Servizi sociali e strutture di servizio
Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore industriale Le voci trattate relativamente al salario sono state 776 in tutto il periodo; le annate migliori il 2008 con 139, il 2006 con 130, il 2010 con 113, il 2011 con 111, la peggiore il 2009 con 83. Le voci più rilevanti sono relative a aumenti mensili o premi annui (644, pari al 82%). Le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 86 casi pari al 11%. Le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 35 casi, per il 4,5%. Le voci riguardanti l’organizzazione del lavoro sono presenti 614 volte. Le clausole di rinvio a CCNL sono presenti in 441 casi, in crescita nel tempo. I poteri di controllo sono presenti per 190 volte; in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti per 99 (52%); definizione di modalità di esercizio dei diritti 82 (43%). L’orario di lavoro è stato trattato 114 volte (con una punta nel 2011 di 29: 99 (86%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 15 (13%) l’orario straordinario. Il tema dell’occupazione è stato trattato in 113 casi con una presenza maggiore nel 2010 con 31 e nel 2011 con 36; le voci più significative, ricorso alla CIG (59 volte pari al 52%), riqualificazione professionale (30 volte pari al 26,5%). Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sui temi contrattati. Le tematiche trattate negli accordi sono state 1.129 nel corso del periodo; le annate con più temi trattati il 2011 (220 temi); il 2009 ha visto 173 temi trattati mentre il 2007 ne ha visti 166. 35
Il ruolo predominante è svolto dalla contrattazione delle clausole di rinvio ai CCNL che interessa il 25,2% degli argomenti trattati come media. Su base annua abbiamo punte del 29% nel 2011 e del 27% del 2010. Al secondo posto la contrattazione salariale con il 24,9%, e oscillazioni tra il 21% e il 26% nel corso degli anni con il minimo al 21% del 2012. Il tema organizzazione della produzione e del lavoro, con un 16,8%, abbastanza costante nel periodo, si inserisce al terzo posto: Nel quinquennio evidenzia una punta di contrattazione al 20,7% nel 2010. Al quarto posto l’orario di lavoro al 9,7% medio con una punta al 12% nel 2007 e 2008. Al quinto posto poteri di controllo (attuazione di diritti di informazione e esami congiunti) al 9,6% con un peso maggiore nel 2012 (17%). Tab. 3.4 – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale in provincia di Trento (2006‐2012) – valori assoluti e % su totale temi contrattati 2006
Temi contrattati
2007
% sul tot v.a.
temi v.a.
contrattati
Occupazione
2008
% sul tot temi 2009
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2010
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2011
% sul tot v.a.
contrattati
temi 2012
% sul tot v.a.
contrattati
temi TOTALE
% sul tot v.a.
contrattati
temi % sul tot v.a.
contrattati
temi contrattati
5
4,2
5
3,0
8
4,9
14
8,1
8
5,5
12
5,5
6
4,2
58
5,1
20
16,9
29
17,5
25
15,2
25
14,5
30
20,7
33
15,0
28
19,6
190
16,8
6
5,1
4
2,4
5
3,0
6
3,5
1
0,7
6
2,7
3
2,1
31
2,7
Orario
11
9,3
20
12,0
20
12,2
14
8,1
10
6,9
21
9,5
13
9,1
109
9,7
Salario
31
26,3
42
25,3
40
24,4
44
25,4
36
24,8
58
26,4
30
21,0
281
24,9
Salute
3
2,5
4
2,4
5
3,0
4
2,3
3
2,1
5
2,3
4
2,8
28
2,5
2
1,7
6
3,6
7
4,3
3
1,7
6
4,1
4
1,8
5
3,5
33
2,9
Poteri di controllo
8
6,8
16
9,6
16
9,8
16
9,2
11
7,6
17
7,7
24
16,8
108
9,6
Diritti Sindacali
1
0,8
2
1,2
1
0,6
2
1,2
0
0,0
0
0,0
0
0,0
6
0,5
Clausole di rinvio
31
26,3
38
22,9
37
22,6
45
26,0
40
27,6
64
29,1
30
21,0
285
25,2
TOTALE temi contrattati
118
100
166
100
164
100
173
100
145
100
220
100
143
100
1129
100
Organizzazione della produzione e del lavoro
Qualifiche
Servizi sociali e strutture di servizio
Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale, valori assoluti e percentuali sul totale contratti Il totale dei contratti recensiti nei comparti non industriali è stato di 311, su un totale di 776; rappresentano quindi il 40% del totale. Gli anni migliori sono stati il 2011 con 66 contratti, il 2009 con 50 e il 2007 con 45. Anche nei settori non industriali rapportando i vari temi contrattati agli accordi stipulati (e non al totale dei temi) risulta preponderante la contrattazione delle clausole di rinvio a CCNL presenti nel 91,6% degli accordi; sempre sopra il 90% negli ultimi quattro anni; al 84% nel 2007, al 88% nel 2008. La contrattazione del salario è al secondo posto ed è presente nel 90,4% degli accordi come media nei cinque anni. Negli anni 2006, 2007, 2008 e 2012 la contrattazione del salario è presente tra il 93% e il 95% dei contratti. Nel 2010 è presente nel 83,7% dei contratti, nel 2011 nell’88% dei contratti. Segue la contrattazione di organizzazione del lavoro e della produzione al 61,1% nel quinquennio con una punta del 87,5% nel 2012 e minimi al 50% nel 2009 e 2011. Al quarto posto il tema dei poteri di controllo presente in media nel 34,7% degli accordi con una punta del 75% nel 2012 e minimi attorno al 25% nel 2006, 2010 e 2011. 36
Il tema della occupazione è stato trattato in media nel 18,6% degli accordi con una punta del 28% nel 2009. Tab. 3.4b – Temi contrattati negli accordi aziendali del settore non industriale in provincia di Trento (2006‐2012) – valori assoluti e % su totale contratti 2006
Temi contrattati
Occupazione
v.a.
2007
% sul tot contratti
v.a.
2008
% sul tot contratti
v.a.
2009
% sul tot contratti
v.a.
2010
% sul tot contratti
v.a.
2011
% sul tot contratti
v.a.
2012
% sul tot contratti
v.a.
TOTALE
% sul tot contratti
v.a.
% sul tot contratti
5
15,2
5
11,1
8
19,0
14
28,0
8
18,6
12
18,2
6
18,8
58
18,6
20
60,6
29
64,4
25
59,5
25
50,0
30
69,8
33
50,0
28
87,5
190
61,1
6
18,2
4
8,9
5
11,9
6
12,0
1
2,3
6
9,1
3
9,4
31
10,0
Orario
11
33,3
20
44,4
20
47,6
14
28,0
10
23,3
21
31,8
13
40,6
109
35,0
Salario
31
93,9
42
93,3
40
95,2
44
88,0
36
83,7
58
87,9
30
93,8
281
90,4
Salute
3
9,1
4
8,9
5
11,9
4
8,0
3
7,0
5
7,6
4
12,5
28
9,0
2
6,1
6
13,3
7
16,7
3
6,0
6
14,0
4
6,1
5
15,6
33
10,6
Poteri di controllo
8
24,2
16
35,6
16
38,1
16
32,0
11
25,6
17
25,8
24
75,0
108
34,7
Diritti Sindacali
1
3,0
2
4,4
1
2,4
2
4,0
0
0,0
0
0,0
0
0,0
6
1,9
Clausole di rinvio
31
93,9
38
84,4
37
88,1
45
90,0
40
93,0
64
97,0
30
93,8
285
91,6
TOTALE temi contrattati
118
166
164
173
145
220
143
1129
33
45
42
50
43
66
32
311
Organizzazione della produzione e del lavoro
Qualifiche
Servizi sociali e strutture di servizio
TOTALE contratti
Contenuto dei capitoli maggiormente contrattati negli accordi del settore non industriale Le voci riguardanti il salario sono state 679 in tutto il periodo; le annate migliori sono state il 2007 con 128, il 2011 con 145, il 2008 con 100, la peggiore il 2010 con 67. Le voci più rilevanti sono relative a aumenti mensili o premi annui (476, pari al 70%). Le indennità (turno, presenza ecc.) sono state trattate in 155 casi pari al 22,3%. Le trattenute sono state oggetto di contrattazione in 24 casi, per il 3,5%. Le voci riguardanti l’organizzazione del lavoro sono presenti 342 volte. Le clausole di rinvio a CCNL sono presenti in 435 casi, in crescita nel tempo. I poteri di controllo sono presenti per 165 volte; in modo particolare diritti di informazione, esami congiunti per 83 (50,3%); definizione di modalità di esercizio dei diritti 75 (45,4%). L’orario di lavoro è stato trattato in 242 casi (con punte nel 2007 e 2008 di 55‐49): 205 (84,7%) hanno riguardato la gestione dell’orario contrattuale e 37 (15,3%) l’orario straordinario. Il tema della occupazione è stato trattato in 87 casi con una presenza maggiore nel 2009; le voci più significative riqualificazione professionale (20, pari al 22,9%), mantenimento, riduzione della occupazione (17, pari al 19,5%). Soggetti firmatari degli accordi I dati relativi ai soggetti firmatari degli accordi sono parziali e di difficile lettura, ci siamo limitati quindi a pochi indicatori:  accordi stipulati solo da rappresentanze interne all’azienda, RSU o RSA: oscillazione nei cinque anni tra il 2,4% e il 11,6% degli accordi; la media nel periodo è del 7,2%. 37

accordi stipulati con la presenza di associazioni imprenditoriali esterne: oscillazione tra il 25,2% e il 35% con una media nel periodo del 27,8%. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori firmatarie degli accordi, in ordine di numero di accordi stipulati, CGIL, CISL, UIL, Unione di sindacati (CGIL CISL UIL assieme), sindacati autonomi. Accordi territoriali Totale accordi Del periodo 2006‐2012 risultano censiti 21 accordi. Gli anni con più accordi sono stati il 2009 con 6 accordi. Temi contrattati Il salario rimane al primo posto, presente in 40 casi, al secondo posto clausole di rinvio a CCNL presenti in 38, poi organizzazione della produzione e del lavoro con 33, infine poteri di controllo presenti con 31. 38
La contrattazione territoriale La contrattazione integrativa nei settori delle costruzioni Nei settori delle costruzioni, che complessivamente sono arrivati a contare fino a 25 mila addetti in provincia di Trento (dati Istat, rilevazione forze di lavoro, terzo trimestre 2008), si è consolidata negli anni una costante attività di contrattazione integrativa di livello territoriale, legata in primo luogo alla negoziazione dellʹelemento economico territoriale, così come previsto dai CCNL di settore dellʹedilizia e dei lapidei per i comparti industria ed artigianato. I trattamenti previsti dalla contrattazione territoriale sono uniformi tra industria e artigianato. In specifico, nel caso del settore porfido, esiste un contratto unico per i due comparti, mentre nel settore edile, i contratti del comparto industria e artigianato seguono il medesimo andamento sia sul piano dei contenuti che sul piano delle scadenze e delle tempistiche di rinnovo. Per questʹultimo settore, dallʹottobre 2012 è stato istituito un nuovo elemento variabile della retribuzione, E.V.R., che, legato a parametri di produttività a livello provinciale, nonostante un impianto normativo e regolamentare identico, può determinare valori economici diversificati tra industria e artigianato. Precedentemente, i rinnovi del contratto integrativo territoriale sono stati siglati nel 1997, nel 2002, nel 2006 e nel 2012 per quello che riguarda lʹindustria, mentre nel 1998, nel 2003, nel 2007, nel 2012 si è arrivati alla firma degli integrativi territoriali dellʹartigianato. Il contratto integrativo unico del settore lapideo, comparto porfido, è stato invece rinnovato nel 1992, nel 1998, nel 2004. Il CCPL, stipulato congiuntamente dalle associazioni datoriali dell’artigianato, dell’industria e della cooperazione, è vigente e produce a tuttʹoggi i propri effetti. Discorso a parte va fatto per il settore lapideo non porfido. A seguito dellʹunificazione contrattuale avvenuta a livello nazionale tra il CCNL lapidei ed il CCNL legno artigianato, nel 2012 è stato stipulato il contratto integrativo provinciale introducendo nel contratto integrativo del legno, già esistente, una parte dedicata al settore lapideo, facendo nascere così il CCPL area legno e lapidei.
La contrattazione integrativa territoriale nell’artigianato La contrattazione territoriale di categoria Il settore dell’artigianato ha una notevole rilevanza nella provincia di Trento. È composto da circa 14.000 imprese e occupa circa 36.000 addetti, dei quali poco meno di due terzi lavoratori autonomi e poco più di un terzo lavoratori dipendenti. I comparti che vedono una maggiore presenza di addetti sono quelli della impiantistica, della meccanica, delle costruzioni, della lavorazione del legno, dei lapidei (porfido in particolare) Dal punto di vista dell’assetto contrattuale la contrattazione integrativa di categoria è di livello territoriale. Fatto salvo quanto già detto per il settore delle costruzioni, negli altri comparti solo alcune categorie sono riuscite ad attivare momenti di contrattazione territoriale: i grafici, il legno (come già descritto) e i metalmeccanici. La categoria con storia contrattuale più lunga è quella dei grafici che già nel 1985 stipularono un accordo territoriale, poi rinnovato nel 1991 e nel 1994. Comunque, di massima, lʹattività di contrattazione territoriale di categoria ha preso avvio dopo l’accordo interconfederale nazionale del 1988 ed ha visto due periodi di fioritura nei quali si è arrivati alla stipula di una serie di accordi integrativi : gli anni 1995‐1996 (16 maggio1995 contratto 39
legno e arredamento, 30 settembre 1996 contratto dei metalmeccanici, 13 dicembre 1996 contratto dei grafici) e gli anni 2000‐2001 (4 dicembre 2000 contratto legno e arredamento, 29 marzo 2001 contratto dei metalmeccanici, 12 giugno 2001 contratto dei grafici). Successivamente solo per il settore del legno, con lʹaggregazione dei lapidei non porfido, si è assistito ad un rinnovo, sottoscritto il 13 giugno 2012. A partire dal 2008 e ancor più dal 2009 è iniziata una intensa attività contrattuale di confronto e consultazione su procedure di ricorso allʹintegrazione salariale (contratti di solidarietà e CIG in deroga) e sospensione con diritto alla indennità di disoccupazione (in caso di intervento in compartecipazione da parte degli Enti Bilaterali) come previsto dalle misure assunte a livello nazionale e provinciale per fronteggiare la crisi. La contrattazione territoriale interconfederale L’accordo interconfederale nazionale del 1988 ha previsto la nascita di due fondi, finanziati da contributi a carico delle aziende in rapporto ai dipendenti, per la gestione della rappresentanza dei lavoratori e per interventi per la salvaguardia dell’occupazione e del patrimonio di professionalità di aziende e lavoratori. La gestione di questi fondi è stata demandata a livello regionale (Provincia autonoma di Trento per il Trentino) dando avvio alla nascita degli Enti Bilaterali dell’artigianato. Successivamente sono state incardinate presso gli enti bilaterali, sempre in base a accordi nazionali, attività bilaterali legate a sicurezza sul lavoro e formazione continua. Rimangono fuori dal sistema Ente Bilaterale (Ebat in Trentino) i settori delle costruzioni, dell’autotrasporto, della panificazione. Accordi interconfederali provinciali sugli strumenti a tutela della professionalità e su interventi in caso di crisi della azienda o di difficoltà dei lavoratori, sono stati stipulati il 30 giugno 1995, il 4 aprile 2002 e il 29 settembre 2006. Specifiche intese in materia sicurezza sul lavoro, costituzione di organismi paritetici territoriali, regolamentazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sono stati firmati il 21 ottobre 2003, il 10 settembre 2009 e il 25 giugno 2013. Gli accordi principali in materia di formazione continua, con la costituzione della articolazione territoriale del fondo interprofessionale Fondartigianato e la condivisione di linee di intervento in materia, sono stati stipulati il 22 dicembre 2003, il 4 luglio 2007 e il 20 febbraio 2008. Negli anni 2011, 2012 e 2013 sono stati stipulati accordi su lavoro estivo, tirocini, individuazione degli elementi di salario di produttività ai fini della defiscalizzazione, fondi sanitari integrativi. Infine, pur collocandosi oltre lʹorizzonte temporale di questo rapporto, va ricordata la firma dellʹintesa interconfederale che dà vita al fondo territoriale di sanità integrativa nel settore artigiano dellʹ8 febbraio 2013, fondo che in Trentino sostituisce quello nazionale previsto da un accordo del settembre 2010. Dal 1° febbraio 2013 quindi le aziende artigiane in Trentino sono tenute a versare al fondo un contributo di 10,43 euro mensili per la copertura dellʹassistenza sanitaria integrativa di tutti i propri dipendenti. Il fondo locale, che sostituisce quello nazionale denominato San.Arti., si chiama SIA3. 40
La contrattazione integrativa territoriale nell’industria La contrattazione territoriale di categoria L’assetto contrattuale nazionale prevede che nel settore industriale la contrattazione di secondo livello si svolga di norma su base aziendale. Fanno eccezione, come già detto, il comparto dell’edilizia e in provincia quello dei lapidei comparto porfido, dove il secondo livello è previsto territoriale. In questi comparti è consolidata una tradizione storica di contrattazione (per l’importanza che hanno avuto e hanno nel sistema produttivo trentino), accanto ad un altrettanto esteso e consolidato sistema di bilateralità (nell’edilizia) che si occupa della mutualizzazione di interventi a favore dei lavoratori, di formazione professionale, di prevenzione e sicurezza sul lavoro, di regolarità attraverso il rilascio del DURC ecc. (gli enti bilaterali in edilizia sono Cassa edile e Centrofor). La contrattazione territoriale interconfederale La contrattazione interconfederale, se si escludono gli accordi “trilaterali” stipulati tra parti sociali e Provincia sui temi dello sviluppo, della tutela del lavoro e della occupazione, dell’apprendistato ha riguardato pochi temi:  la sicurezza sul lavoro con la costituzione nel 1996 dell’organismo paritetico territoriale previsto dalla legge 626/1994;  la previdenza integrativa con l’accordo istitutivo del fondo pensione territoriale Laborfonds (stipulato su base regionale però dalla rappresentanza sociale delle due province) del 19 gennaio 1998, successivamente integrato;  la formazione continua con l’accordo istitutivo della articolazione territoriale del fondo interprofessionale Fondimpresa del 2007 e una intensa attività di condivisione dei progetti formativi a valenza territoriale;  la individuazione e il riconoscimento di elementi di salario di produttività ai fini della defiscalizzazione, negli anni 2011, 2012 e 2013;  la regolamentazione di tirocini e contratti a termine estivi per giovani, negli anni 2012 e 2013;  più recentemente, il 13 gennaio 2014 è stato sottoscritto il protocollo di intesa sullo sviluppo sostenibile ed il lavoro ʺCostruire il futuro del Trentinoʺ. La contrattazione territoriale nel commercio e nel turismo In questi settori, pur essendo prevista dall’assetto contrattuale definito a livello nazionale la possibilità di un livello territoriale categoriale di contrattazione (in alternativa alla contrattazione aziendale), nel periodo considerato non è stato stipulato nessun accordo integrativo territoriale che riguardasse tutte le aziende e i lavoratori del settore. Il primo (ed unico) accordo integrativo territoriale per il settore del commercio in Trentino risale al luglio 1987. Un contratto integrativo territoriale è stato siglato nel dicembre 2002 e riguarda la vigilanza privata del dicembre 2002. Risultano accordi riguardanti le problematiche legate alla gestione dell’ampliamento degli orari di apertura dei negozi. Altre intese sono state siglate su specifici aspetti della bilateralità la cui gestione è affidata alle categorie (prestazioni degli enti bilaterali, costituzione dell’organismo 41
paritetico per la sicurezza e regolamentazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nel turismo nel novembre 1998). Risultano inoltre accordi territoriali nel 2011, 2012 e 2013 per il riconoscimento di elementi di salario di produttività ai fini della defiscalizzazione. I firmatari sono le associazioni imprenditoriali di categoria e le organizzazioni sindacali di categoria o confederali (dove la rappresentanza interessa più categorie). Alcune note sul grado di copertura della contrattazione di secondo livello in Trentino Il lavoro dipendente in Trentino Da un calcolo approssimato (dati osservatorio mercato del lavoro 2009 e dati Istat 2011) la platea di chi è potenzialmente interessato dalla contrattazione di secondo livello si può stimare in circa 136 mila lavoratrici e lavoratori dipendenti. Il dato è desunto sottraendo dal numero stimato dallʹIstat di lavoratori dipendenti (183 mila) i dipendenti del settore pubblico (circa 47 mila). La ripartizione settoriale, sempre in base ai dati Istat 2011, potrebbe risultare la seguente: 3 mila in agricoltura, 52 mila nellʹindustria e nellʹartigianato, 81 mila nei settori del commercio, del turismo e dei servizi privati. Gli unici dati a disposizione sulle aziende e sugli occupati, sono quelli della Camera di Commercio relativi all’industria con più di 10 dipendenti con una ripartizione per settore di attività. Come è già stato rilevato, non sono disponibili i dati relativi ai dipendenti delle singole aziende e quindi non è possibile sapere quanti sono i dipendenti delle aziende dove si è contrattato. È stato possibile valutare il grado di copertura riferito alle aziende solo in alcuni settori dell’industria con più di 10 dipendenti. Sintesi dei dati emersi dall’indagine La contrattazione territoriale di categoria, nei tre periodi interessati:  ha rinnovato gli accordi con regolarità per i settori dell’edilizia e del porfido;  ha rinnovato gli accordi in tre settori dell’artigianato (grafici, legno, metalmeccanici) nel 1996 e nel 2001; solo per il legno si è giunti ad un rinnovo ulteriore nel 2013. La contrattazione aziendale (tutti i settori) ha interessato (vedi tabella 2.2 sulla propensione a contrattare):  258 aziende nel periodo 1996 – 2000;  277 aziende nel periodo 2001 – 2005;  273 aziende nel periodo 2006 – 2012. Nel complesso dell’industria, considerando i settori dove i dati sono comparabili, abbiamo avuto la contrattazione in:  179 aziende nel periodo 1996 – 2000 rispetto a 419 aziende operative (42,7%);  164 aziende nel periodo 2001 – 2005 rispetto a 389 aziende operative (42 %);  149 aziende nel periodo 2006 – 2012 rispetto a 412 aziende operative (36%). Il settore metalmeccanico industria che è quello più rilevante per i contratti stipulati ha visto la contrattazione in: 42
 97 aziende nel periodo 1996 – 2000 rispetto a circa 217 aziende operative (44%);  59 aziende nel periodo 2001 – 2005 rispetto a 212 aziende operative (28%);  64 aziende nel periodo 2006 – 2012 rispetto a 234 aziende operative (27%). Le tabelle 1.2, 2.2 e 3.2 presentate nelle pagine precedenti riportano i dati annuali riferiti ai settori in cui la contrattazione è maggiore (metalmeccanici, chimici, grafici e cartai) e anche il dato totale delle aziende operative dei settori industriali (industria con più di 10 dipendenti). E’ pertanto possibile effettuare una comparazione tra aziende in cui si è contrattato e numero delle aziende operative. La percentuale di aziende che annualmente sono state interessate dalla contrattazione oscilla tra il 9% del 2012 e il 20% del 2001 (che insieme al 2.000 è stato l’anno migliore di tutto il periodo per quanto riguarda gli accordi stipulati). Mediamente ogni anno, sempre per i settori industriali per i quali è possibile la comparazione, sono state interessate dalla contrattazione il 14,6% delle aziende operative nel periodo 1996 –2000; il 16,6% nel periodo 2001–2005; il 12% nel periodo 2006–2012. Negli altri settori dell’industria (dove si possono rapportare accordi e aziende industriali operative) abbiamo una contrattazione che interessa percentuali che salgono fino all’88% delle aziende operative in particolare nei settori chimici, grafici, cartai, energia. Come il metalmeccanico anche il settore alimentare vede la presenza di piccole aziende e ha un livello di aziende interessate alla contrattazione più basso di altri settori quali il chimico, l’energia, i grafici e cartai dove le aziende sono in numero inferiore ma di maggiori dimensioni. 43
44
Allegato CAPITOLO
RUBRICA
OCCUPAZIONE
Aumento livelli occupazionali
Accesso al lavoro
INDICE
aumento numero dipendenti
assunzioni nominative con contratto a tempo
indeterminato
assunzioni nominative con contratto a tempo
determinato
assunzioni numeriche con contratto a tempo
indeterminato
assunzioni numeriche con contratto a tempo
determinato
assunzioni part-time
assunzioni con contratto formazione-lavoro
apprendistato
passaggio diretto
modalità non specificate
part-time e tempo determinato
Mantenimento, riduzione dell'occupazione
vincolo no licenziamenti
blocco/riapertura turn-over
prepensionamenti
dimissioni incentivate
alternative (contratti di solidarietà)
licenziamenti collettivi
rientri dalla cigo e cigs
revoca licenziamenti
mantenimento livelli occupazionali
interruzione rapporto di lavoro
trasformazione contratto di lavoro
CIG
CIGO a orario ridotto
CIGS a zero ore
rotazione CIGS (a orario ridotto)
proroga integrazione salariale
garanzia e anticipazione salariale
durata integrazione (nei valori min-max sono
indicati i mesi)
accordo di mobilità
Riqualificazione professionale
corsi interni di formazione professionale
ricorso a formazione ente pubblico
trattamenti agevolanti la formazione
stages
150 ore
Accesso al lavoro: tipologie nuove
assunzioni
lavoratori in lista di mobilità o cassintegrati
portatori di handicap o invalidi civili
giovani
disoccupati di lunga durata
manodopera femminile
immigrati
tipologia non specificata
Modalità di assunzione
esami di idoneità
definizione requisiti
45
CAPITOLO
RUBRICA
ORGANIZZAZIONE DELLA
PRODUZIONE E DEL LAVORO
Organizzazione del lavoro
INDICE
modalità di produzione a tempo
modalità di produzione a cottimo
gruppi di produzione
riduzione carichi/tempi di lavoro
aumento carichi/tempi di lavoro
rotazione di mansioni
mobilità interna
mobilità esterna
ricomposizione/arricchimento mansioni
organizzazione ambiente lavoro e modalità
produttive (layout, ciclo produttivo)
riorganizzazione di funzioni e servizi
controllo dei tempi di lavoro
controllo delle presenze
disciplina aziendale e regolamenti disciplinari
verifica produttività/qualità
Decentramento produttivo
rientro fase di produzione
decentramento fasi di produzione
appalti
lavoro a domicilio
CAPITOLO
RUBRICA
QUALIFICHE
Inquadramento
INDICE
definizione profili professionali
inquadramento secondo normativa nazionale
inquadramento aziendale
Modifiche dell'inquadramento
declaratorie livelli
modifiche profili professionali
livelli salariali
abolizione categorie inferiori
Gestione dell'inquadramento
passaggi di categoria con elenco nominativo
passaggi di categoria automatici
passaggi da operai a intermedi
passaggi da operai a quadri
modalità gestione apprendisti
modalità gestione C.F.L.
modalità gestione part-time
qualificazione apprendisti
trasformazione C.F.L.
46
CAPITOLO
RUBRICA
ORARIO
Orario contrattuale
INDICE
distribuzione settimanale (numero ore alla settimana)
distribuzione giornaliera (numero ore al giorno)
flessibilità oraria nell'arco della giornata
flessibilità oraria nel mese o nell'anno (per punte
stagionali)
turni (numero turni giornalieri)
turnazione solo giornaliera (ore per turno)
turnazione anche notturna (ore per turno)
turnazione notturna donne (ore per turno)
part-time orizzontale (sulla giornata)
part-time verticale (mesi nell'anno)
utilizzo ferie e festività
pause
riduzione oraria a livello aziendale
riduzione contrattuale (applic.)
riduzione per accordo solidarietà
permessi, congedi, agevolazioni
flessibilità/con consultazione
flessibilità/senza consultazione
Orario straordinario
applicazione normativa nazionale (clausole di rinvio)
ricorso allo strordinario
riposi compensativi (R.O.L.)
limitazione ore straordinarie ammesse
abolizione straordinario
47
CAPITOLO
RUBRICA
SALARIO
Salario (nei valori si trovano gli
importi in migliaia)
INDICE
aumento uguale per tutti (mensile)
aumento differenziato per qualifica (mensile)
differenziato: altri criteri (mensile)
conglobamento voci salariali (mensile)
premio di produzione (mensile)
premio ferie o equivalenti (annuale)
una tantum
cottimo
superminimo collettivo non riassorbibile (mensile)
superminimo collettivo riassorbibile (mensile)
superminimo individuale non riassorbibile (mensile)
superminimo individuale riassorbibile (mensile)
aumento di risultato di tipo micro (mensile)
aumento di risultato di tipo macro (mensile)
aumento di risultato multifattoriale (mensile)
aumento di risultato a livello collettivo (mensile)
aumento di risultato a livello individuale (mensile)
scatti di anzianità
trattamento di fine rapporto (modalità di utilizzo
liquidazione)
anticipazioni (malattia, ecc.)
contingenza (punto di contingenza)
salario iniziale (mensile)
erogazione mensilità arretrate
retribuzione straordinario
Indennità (nei valori si trovano gli
mensa (o altri servizi interni)
importi totali)
trasporto
disagio
turno
presenza
vestiario
notturna
trasferta
rischio
funzione
reperibilità
festività
Fringe benefits o pagamenti
figurativi
vestiario
veicoli
altre indennità
Trattenute (in migliaia)
servizio contrattuale (alle OO.SS.)
48
CAPITOLO
RUBRICA
SALUTE
Salute
INDICE
esigenza intervento
limitazione nocività da rumore
limitazione nocività da fumi-esalazioni
limitazione nocività da polveri
limitazione nocività da altro
interventi sulla organizzazione del lavoro
servizi igienici
interventi medicina del lavoro
visite periodiche (in convenzione o meno
con UU.SS.LL.)
dotazione materiale antinfortunistico
626
CAPITOLO
RUBRICA
SERVIZI SOCIALI E
STRUTTURE DI SERVIZIO
Servizi sociali
INDICE
servizi interni (es. mensa, spaccio)
servizi esterni (es. Ente bilaterale, trasporti,
colonie)
trattamento infortunio-malattia-maternità;
integrazione assicurazione; rimborso spese
mediche
cassa interna/fondo di solidarietà
fondo pensione integrativa
49
CAPITOLO
POTERI DI CONTROLLO
RUBRICA
INDICE
Diritti di informazione, esami congiunti:
livelli occupazionali e prospettive di incremento
intenti
livelli occupazionali con prospettive di decremento
intervento cassa integrazione e mobilità forza lavoro
organizzazione della produzione e del lavoro
qualifiche e inquadramento
ambiente e tutela della salute
programmi produttivi e investimenti
piani di riconversione/ristrutturazione aziendale
normativa: ferie, orario, produttività
verifiche stato contrattazione
prevenzione/risoluzione conflittualità aziendale
interventi pubblici (finanziari, normativi, ecc.)
controversie individuali e provvedimenti disciplinari
parte salariale
servizi sociali
formazione professionale
Diritti di informazione, esami congiunti:
livelli occupazionali e prospettive di incremento
attuazione - verbali di consultazione
livelli occupazionali con prospettive di decremento
intervento cassa integrazione e mobilità forza lavoro
organizzazione della produzione e del lavoro
qualifiche e inquadramento
ambiente e tutela della salute
programmi produttivi e investimenti
piani di riconversione/ristrutturazione aziendale
normativa: ferie, orario, produttività
verifiche stato contrattazione
prevenzione/risoluzione conflittualità aziendale
interventi pubblici (finanziari, normativi, ecc.)
controversie individuali e provvedimenti disciplinari
parte salariale
cessione attività - subentro nuovo imprenditore
servizi sociali
Investimenti (nei valori si trovano gli
importi in miliardi)
nuovi insediamenti, trasferimento sede
impianti, macchinari, attrezzature strumentali alla
produzione
investimenti volti al risparmio energetico
investimenti sull'ambiente di lavoro per la tutela della
salute
investimenti ecologici per la salvaguardia dell'ambiente
esterno
ricerca, sviluppo, marketing
Modalita' di esercizio diritto di
informazione
comitato congiunto permanente
esame periodico
assenza di procedura formalizzata
Controversie individuali e provvedimenti
assunzione provvedimento disciplinare
disciplinari
revoca provvedimento
modifica provvedimento
conferma provvedimento
50
CAPITOLO
RUBRICA
DIRITTI SINDACALI
Diritti sindacali
INDICE
riconoscimento strutture e rappresentanze
sindacali
permessi sindacali, assemblee, referendum
locali di riunione, possibilità di affissione
agibilità patronato sindacale
CAPITOLO
RUBRICA
CLAUSOLE DI RINVIO
Clausole di rinvio a C.C.N.L.
INDICE
livelli occupazionali e prospettive
intervento cassa integrazione e mobilità forza
lavoro
organizzazione della produzione e del lavoro
qualifiche ed inquadramento
ambiente e tutela della salute
servizi sociali
programmi produttivi ed investimenti
piani di riconversione/ristrutturazione
aziendale
normativa: ferie, orario, produttività
verifiche stato contrattazione
prevenzione/risoluzione conflittualità
aziendale
interventi pubblici (finanziari, normativi, ecc.)
controversie individuali e provvedimenti
disiplinari
parte salariale
Clausole di rinvio ad altri soggetti o sedi livelli occupazionali e prospettive
intervento cassa integrazione e mobilità forza
lavoro
organizzazione della produzione e del lavoro
qualifiche ed inquadramento
ambiente e tutela della salute
servizi sociali
programmi produttivi ed investimenti
piani di riconversione/ristrutturazione
aziendale
normativa: ferie, orario, produttività
verifiche stato contrattazione
prevenzione/risoluzione conflittualità
aziendale
interventi pubblici (finanziari, normativi, ecc.)
controversie individuali e provvedimenti
disiplinari
parte salariale
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Stampa: Centro Duplicazioni della Provincia autonoma di Trento, 2014