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ALLEGATI ALLA RELAZIONE DEPOSITATA PRESSO LA COMMISSIONE OTTAVA E
LA COMMISSIONE TREDICESIMA DEL SENATO
IN OCCASIONE DELL’AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA,
DEL SINDACO DI GENOVA E DEL CAPO DEL DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE
CIVILE NAZIONALE
I tweet della Protezione Civile di Genova tra il 9 e il 10 ottobre 2014
GE
@ProtCivileGE
Protezione Civile Comune di Genova
10 ottobre
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 21:00] #Genova - PROROGATA ALLERTA 2 ALLERTA 2 prorogata fino alle ore 12:00 di domani 11
ottobre.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 13:50] #Genova SITUAZIONE Incidente Ferroviario a causa di una frana zona Fegino - deragliato un
Freccia... http://fb.me/3DeaKG0f6
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 12:10] #Genova SITUAZIONE Si ricordano le norme di autoprotezione: - non scendere in cantine,...
http://fb.me/1n3WiSvVG
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 12:00] #Genova - VIGILANZA METEOROLOGICA ARPAL ALLERTA 2 emesso dalla Regione Liguria
con validità fino... http://fb.me/3EHkk3Rzg
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 08:00] #Genova - SITUAZIONE I Servizi Demografici di C.so Torino 11 oggi restano chiusi al pubblico
per... http://fb.me/1hHcWXnBj
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 08:00] #Genova - SITUAZIONE Servizio AMT: Linea 15 limitata Nervi - P.zza Tommaseo Linea 13
limitata a... http://fb.me/2IJTKQL0Q
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 07:30] #Genova - SITUAZIONE Al momento forti #piogge stanno nuovamente interessando i
Municipi Medio... http://fb.me/6M4mu81dw
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 04:00] #Genova - SITUAZIONE VIABILITA' Vengono riaperti i caselli autostradali di Genova Ovest e
Genova... http://fb.me/4sMT5mHiC
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 10 ott
[10/10 - 03:00] #Genova - SITUAZIONE Permangono condizioni di elevata criticità. Il sistema precipitativo
si... http://fb.me/3j6OrTyzv
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[10/10 ] #Genova - CHIUSURA SCUOLE Il giorno 10 ottobre 2014 le scuole di ogni ordine e grado
rimarranno chiuse.
9 ottobre
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 ] #Genova - MISURE DI AUTOPROTEZIONE si ricorda di: - non scendere in cantine, seminterrati o
garage - non... http://fb.me/3oZJPKQom
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 23:50] #Genova - SITUAZIONE Le forti #piogge stanno interessando anche il Levante cittadino.
Evitare se... http://fb.me/3GOr77z0z
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 23:30] #Genova - SITUAZIONE ATTENZIONE se possibile non transitare in Val Bisagno. Prestare la
massima attenzione.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 23:00] #Genova - SITUAZIONE ATTENZIONE forti temporali Massima prudenza in tutta la Valle
del Bisagno
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 21:30] #Genova - SITUAZIONE Parziale allagamento via Adamoli altezza civico 43. Deviazioni della...
http://fb.me/2lcS3ptbV
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 21:00] #Genova - SITUAZIONE Aggiornamento incidente autocisterna. Fonte Autostrade per l'Italia:
Sulla... http://fb.me/1MdIFQOHW
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 18:50] #Genova - SITUAZIONE Alle ore 19:00 sarà disattivato il Servizio Numero Verde di
Protezione Civile.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 18:15] #Genova - SITUAZIONE Permane moderata instabilità. Al momento i pluviometri della rete
civica... http://fb.me/3FQkc8jmk
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 18:00] #Genova - SITUAZIONE Sulla A10 Genova-Savona verso Genova è stato riaperto il tratto tra
Celle... http://fb.me/3yfWne8Pe
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 14:40] #Genova - SITUAZIONE Tratto autostradale A10, tra Arenzano e Bivio A26 in direzione
Genova,... http://fb.me/1DXQyu0AR
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 13:30] #Genova - COMUNICATO STAMPA http://fb.me/77DKHTYD4
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 12:20] #Genova - SITUAZIONE Via Bernardini, a seguito di bonifica, è stata riaperta al traffico.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 12:10] #Genova - SITUAZIONE Al momento si rileva una temporanea attenuazione dei fenomeni.
Seguire aggiornamenti
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 11:50] #Genova - SITUAZIONE I #temporali interessano attualmente i settori di levante dove i
pluviometri... http://fb.me/2K2OxQgtS
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 11:30] #Genova - SITUAZIONE #Allagamenti stradali diffusi in tutta l'area della Val Bisagno. Via
Bernardini chiusa al traffico.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 11:20] #Genova - SITUAZIONE #Piogge a carattere di forte rovescio interessano attualmente il
centro, il... http://fb.me/3DHjvpxJm
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 10:55] #Genova - SITUAZIONE Intensa attività temporalesca attualmente in atto nel Golfo di
Genova. Le... http://fb.me/3zMW7eXJO
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 10:20] #Genova - SITUAZIONE #Allagamenti in zona Val Polcevera (via Natale Gallino) e zona Val
Bisagno... http://fb.me/1tcHen2oy
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 10:00] #Genova - SITUAZIONE #Piogge a carattere di forte rovescio interessano i municipi di Centro
e Val... http://fb.me/3rB4bjepS
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 09:00] #Genova - SITUAZIONE #Piogge a carattere di forte rovescio interessano porzioni del
territorio... http://fb.me/72VkJVv2N
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 9 ott
[09/10 - 08:00] #Genova - SITUAZIONE Rovesci intermittenti, di forte intensità, interessano dalle prime ore
del... http://fb.me/7dKBrGLIV
8 ottobre
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 8 ott
[08/10 - 23:00] #Genova - SITUAZIONE Mappa delle precipitazioni cumulate dalle ore 00:00 odierne - (Rete
meteo... http://fb.me/1zFzos66x
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 8 ott
[08/10 - 21:30] #Genova - SITUAZIONE In atto #precipitazioni diffuse e moderate sul Levante cittadino e...
http://fb.me/3hpu7GeHd
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 8 ott
[08/10 - 12:00] #Genova -AVVISO METEOROLOGICO REGIONALE Domani alta probabilità #temporali forti
con quantità di pioggia significativa.
Protezione Civile GE @ProtCivileGE · 8 ott
[08/10 - 11:50] #Genova - SITUAZIONE Forti #rovesci in atto in Alta Val Bisagno e Levante in lento
movimento verso il centro.
Dal sito Arpal
http://www.arpal.gov.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=113:mnews&id=1109:news-monitoraggio-meteo-del-10102014-delle-ore-845-locali&Itemid=585
NEWS - monitoraggio idro del 09/10/2014 delle ore 14:55 locali
La struttura temporalesca ha trovato un nuovo punto di equilibrio e permane stazionaria da
oltre un'ora, posizionata in direzione SudOvest-NordEst, provocando piogge di intensità
forte o molto forte sulla direttrice tra il Golfo Paradiso, la Val Fontanabuona e la zona di
spartiacque Scrivia/Trebbia (Torriglia, Lago del Brugneto).
Le ultime osservazioni pluviometriche mostrano valori prossimi ai 100 mm nelle ultime 3 ore,
con massimi orari superiori ai 50 mm in zona Fontanabuona.
Mentre i livelli idrometrici dei torrenti nel genovese sono in fase decrescente, nelle prossime
ore sono attesi innalzamenti decisi dei torrenti costieri nell'area compresa tra i Comuni di
Sori, Recco, Camogli, Santa Margherita e Rapallo, e soprattutto del torrente Lavagna con
tutti i suoi affluenti della Val Fontanabuona.
Data la caratteristica dei bacini coinvolti, sono possibili innalzamenti molto rapidi dei bacini
costieri, mentre per il Lavagna/Entella il colmo di piena è previsto più tardi nel pomeriggio.
Seguire il prossimo aggiornamento alle ore 16:30
Da sito Arpal
http://www.arpal.gov.it/index.php?option=com_flexicontent&view=items&cid=113:mnews&id=1109:news-monitoraggio-meteo-del-10102014-delle-ore-845-locali&Itemid=585
NEWS - monitoraggio idro del 09/10/2014 delle ore 18:10 locali
Il sistema perturbato che interessa la Liguria da oltre 24 ore sta iniziando a dare segnali di
graduale indebolimento.
Nell'ultima ora la precipitazione massima osservata ha superato di poco i 10 mm, sia
nell'entroterra chiavarese (pluviometro di Cichero) che nelle immediate alture del levante
genovese (pluviometro di Premanico).
Complessivamente, nelle ultime 24 ore, le piogge hanno raggiunto valori localmente
compresi tra i 100 e i 200 mm, in diverse località delle Zone B,C,E, centrandosi in prevalenza
sul genovese, sul Golfo Paradiso, sul Tugullio e nei rispettivi entroterra (alta Valle Scrivia,
alta Val Trebbia, Val Fontanabuona e alta Val d'Aveto).
Nel torrente Lavagna e nel fiume Entella, fino allo sbocco a mare, il colmo della piena è
transitato intorno alle 17.00 locali, e la portata è stata contenuta in alveo senza dar luogo ad
esondazione.
Al momento, considerando anche la prevista evoluzione meteorologica, non sono
attese criticità sui d'acqua nelle prossime ore.
Tweet della protezione civile ore 18.50
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1
Il Sindaco
Sms protezione civile, 9 ottobre ore 23.22
Sms protezione civile, 10 ottobre ore 01.38
AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE LIGURE
VIA BOMBRINI, 8 - 16149 GENOVA
P.IVA 01305930107
Ai sensi dell'art. 6 della legge 25 febraio 1987 n. 67, si pubblicano i dati relativi al Bilancio dell'esercizio 2013 ,
decreto ARPAL n. 74 del 29/04/2014, approvato con deliberazione Giunta Regionale n. 691 del 06/06/2014.
STATO PATRIMONIALE
CONTO ECONOMICO
ATTIVITA'
A) IMMOBILIZZAZIONI
l Immobilizzazioni immateriali
ll Immobilizzazioni materiali
lll Immobilizzazioni finanziarie
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI
B) ATTIVO CIRCOLANTE
l Rimanenze
ll Crediti
lll Attività finanz.che non costituiscono immobilizzazioni
lV Disponibilità liquide
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE
814.396
27.188.857
10.451
28.013.703
A) VALORE DELLA PRODUZIONE
1) Contributi in c/esercizio
2) Proventi e ricavi per prestazioni
3) Concorsi, recuperi,rimborsi per attività tipiche
4) Altri proventi
5) Costi capitalizzati
TOTALE A)
PASSIVITA'
B) COSTI DELLA PRODUZIONE
349.237 1) Acquisti di beni
12.458.459 2) Acquisti di servizi :
0 a) servizi generali
3.251.844 b) servizi appaltati
16.059.539 3) Manutenzione e riparazione
4) Godimento di beni di terzi
4.371 5) Personale sanitario
6) Personale professionale
44.077.613 7) Personale tecnico
8) Personale amministrativo
9) Oneri diversi di gestione
10)Ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali
990.551 11)Ammortamenti di fabbricati strumentali
12)Ammortamenti delle altre immobilizzazioni materiali
13)Variazioni delle rimanenze di materie prime e consumo
14)Accantonamenti dell'esercizio
TOTALE B)
A) PATRIMONIO NETTO
l Fondo dotazione iniziale
ll Contributi in c/c indistinti da Regione
lll Contributi in c/c vincolati da Regione
lV Contributi in c/c diversi
VlI Risultato dell'esercizio
VIII Fondi di riserva
TOTALE A) PATRIMONIO NETTO
25.852.228
82.421
35.810
764.450
-1.218.620
2.366.567
27.882.857
C) RATEI E RISCONTI ATTIVI
TOTALE ATTIVO
CONTI D'ORDINE
DIFFER. FRA VALORE E COSTI PROD. (A-B)
C)PROVENTI E ONERI FINANZIARI
1) Interessi attivi
2) Altri proventi
3) Interessi passivi
4) Altri oneri
TOTALE C)
D) RETTIFICHE DI VALORE ATTIVITA' FIN.
B) FONDI RISCHI E ONERI
C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
D) DEBITI
E) RATEI E RISCONTI PASSIVI
TOTALE PATRIMONIO NETTO E PASSIVO
20.763.832
3.465.058
562.493
425
1.428.906
26.220.714
845.705
3.017.109
617.968
2.393.260
320.371
7.446.825
1.806.865
5.578.152
1.981.464
472.334
277.812
724.629
1.190.186
51.564
7.000
26.731.242
-510.528
100.437
0
0
2.776
97.661
0
7.311.972
E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
1) Sopravvenienze attive
0 2) Plusvalenze
3) Sopravvenienze passive
4) Minusvalenze
TOTALE E)
7.241.217
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE
681.925
0
245.404
436.521
23.654
1.641.567 IMPOSTE E TASSE
44.077.613 1) Imposta regionale sulle attività produttive
2) Imposta sul reddito d'esercizio
TOTALE
CONTI D'ORDINE
990.551 RISULTATO DELL'ESERCIZIO
f.to IL DIRIGENTE RESPONSABILE
SETTORE BILANCIO E PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA
(dott. Andrea Emilio Gotelli)
f.to IL DIRETTORE GENERALE
(Avv. Roberto GIOVANETTI)
1.145.170
97.105
1.242.275
-1.218.620
mercoledì, 29 ottobre 2014
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IMPERIA
GENOA
SAMPDORIA (http://www.primocanale.it/sport/calcio/sampdoria.html)
POLITICA
Paita: "Alluvione, non sono l'assessore competente", ma
Galletti la smentisce
giovedì, 16 ottobre 2014
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La Regione Liguria ha "piena responsabilità dell'attività di allertamento, nella emissione sia degli avvisi meteo che degli avvisi di criticità idrogeologica e
idraulica per quanto riferito al territorio regionale". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente nell'informativa alla Camera sull'alluvione di Genova.
(http://video.primocanale.it:8081/video/mobile/2014101615042716_10_ONE_NEWS_ministro_Galletti.mp4.flv.mp4)
415
GENOVA - Alla ne è rientrata in scena anche lei, da una settimana a questa parte - nonostante il suo ruolo non proprio
di secondo piano, quello di assessore regionale alla Protezione civile - relegata al semplice ruolo di ancheggiatrice di
Claudio Burlando.
12
Raffaella Paita ha parlato ai microfoni di Primocanale, ovviamente per negare qualsiasi responsabilità diretta. Risposte,
quelle dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Protezione civile, che di fatto sono state smentite dal ministro
all'Ambiente Galletti durante l'informativa alla Camera sull'alluvione di Genova.
Quando questa mattina il ministro Galletti nella sua informativa alla Camera ha detto che la regione Liguria è la sola
responsabile dell'allerta, si è sentita chiamata in causa?
In questo caso le competenze sono diverse, in giunta si incrociano più deleghe e non le ho tutte io. Comunque, come è stato detto l'Arpal
all'interno del suo meccanismo non ha previsto quello che è accaduto e questo ha determinato una conseguenza nella valutazione delle
allerte. E' stato un limite del sistema. Arpal in tane altre occasioni ha fatto bene però noi faremo veri che puntuali per vedere se ci sono
responsabilità.
Ma lei si sente responsabile?
Secondo lei dovevo fare io le previsioni del tempo?
Le ho chiesto se si sente responsabile?
Mi sento responsabile di aver attivato procedure corrette di protezione civile, come ho detto non ho fatto io le previsioni, c'è un
calcolatore che ha emesso dei dati che sono stati poi valutati da persone. Ripeto, chiariremo se esistono responsabilità.
Quindi lei non ha mai pensato di dimettersi...
Non vedo perché avrei dovuto
Perché se fosse successo ad una giunta di centrodestra sareste stati i primi a chiedere le dimissioni dell'assessore competente
Non credo proprio, e poi non sono io l'assessore competente, si informi
Dunque lei non è competente?
Sono competente della Protezione civile e non dell'Arpal.
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Approfondimenti
LEGGI - Alluvione, Galletti: "Regione Liguria responsabile dell'allerta" (http://www.primocanale.it/notizie/alluvione-galletti-regione-liguria-responsabile-dellallerta--147258.html)
Video
(http://www.primocanale.it/video/il-ministro-galletti-alla-camera-la-regione-responsabile-dell-allerta--64951.html)
IL MINISTRO GALLETTI ALLA CAMERA: "LA REGIONE È RESPONSABILE DELL'ALLERTA" (http://www.primocanale.it/video/il-ministro-galletti-alla-camera-la-regione-responsabile-dellallerta--64951.html)
Articolo a cura della Redazione di Primocanale
© PRIMOCANALE, RIPRODUZIONE RISERVATA.
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§ 4.7.46 - L.R. 4 agosto 2006, n. 20. Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per l... Page 1 of 35
§ 4.7.46 - L.R. 4 agosto 2006, n. 20.
Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente Ligure e riorganizzazione delle attività e degli organismi
di pianificazione, [...]
Settore: Codici regionali
Regione: Liguria
Materia: 4. assetto del territorio
Capitolo: 4.7 tutela dall'inquinamento
Data:
04/08/2006
Numero: 20
Sommario
Art. 1. (Finalità)
Art. 2. (Funzioni della Regione)
Art. 3. (Funzioni della Provincia)
Art. 4. (Funzioni, attività e compiti istituzionali dell’ARPAL)
Art. 5. (Attività non istituzionali)
Art. 6. (Interconfronti con laboratori)
Art. 7. (Rapporti ARPAL-ASL)
Art. 8. (Rapporti tra il Centro Funzionale Meteoidrologico – Protezione Civile e la Regione)
Art. 9. (Rapporti con gli Enti locali)
Art. 10. (Comitato provinciale di coordinamento)
Art. 11. (Strutture e funzioni dell'ARPAL)
Art. 12. (Unità funzionale operativa dell’Autorità Ambientale Regionale)
Art. 13. (Organi dell'ARPAL)
Art. 14. (Direttore Generale)
Art. 15. (Decadenza del Direttore Generale)
Art. 16. (Direttore Scientifico e Direttore Amministrativo)
Art. 17. (Collegio dei Revisori)
Art. 18. (Direttore di Dipartimento)
Art. 19. (Regolamento)
Art. 21. (Riserva di posti nei concorsi pubblici)
Art. 23. (Vigilanza e controllo)
Art. 24. (Potere generale di annullamento)
Art. 25. (Potere sostitutivo)
Art. 26. (Fonti di finanziamento)
Art. 26 bis. (Controlli in campo ambientale)
Art. 27. (Programma regionale triennale ed annuale dei controlli e dei monitoraggi ambientali)
Art. 28. (Programmi di controllo ambientale e monitoraggi provinciali)
Art. 29. (Sistema informativo regionale ambientale)
Art. 33. (Sistema informativo regionale idrogeologico - SIRID)
Art. 34. (Osservatorio permanente dei corpi idrici)
Art. 36. (Osservatorio regionale sui rifiuti)
Art. 38. (Centro funzionale meteoidrologico di protezione civile)
Art. 41. (Piano di tutela dell’ambiente marino e costiero)
Art. 42. (Programmi triennali di finanziamento degli interventi inerenti la difesa del suolo, la tutela delle
risorse idriche e la difesa della costa)
Art. 43. (Programmi annuali degli interventi)
Art. 45. (Norma transitoria)
Art. 46. (Modifiche)
Art. 47. (Abrogazione di norme)
http://www.edizionieuropee.it/data/html/120/li4_07_046.html?jdHZsCBn
15/01/2013
§ 4.7.46 - L.R. 4 agosto 2006, n. 20. Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per l... Page 2 of 35
Art. 48. (Dichiarazione d’urgenza)
§ 4.7.46 - L.R. 4 agosto 2006, n. 20.
Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure e
riorganizzazione delle attività e degli organismi di pianificazione, programmazione, gestione e
controllo in campo ambientale.
(B.U. 9 agosto 2006, n. 12)
TITOLO I
PRINCIPI GENERALI E RIPARTO COMPETENZE
Art. 1. (Finalità)
1. La presente legge, nel rispetto di quanto stabilito dall’articolo 117 della Costituzione e delle norme
comunitarie e nazionali, disciplina il nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente Ligure (ARPAL), stabilisce il riparto delle competenze e riorganizza le procedure di
pianificazione e programmazione in materia ambientale, nonché le strutture e gli organismi preposti alla
programmazione, gestione e controllo in campo ambientale ed alla prevenzione e promozione della salute
e della sicurezza collettiva, perseguendo l’obiettivo della massima integrazione programmatica e tecnicooperativa nell’individuazione e nella rimozione dei fattori di rischio per l’uomo e per l’ambiente, nonché per
la promozione della qualità ambientale del territorio.
2. Per il raggiungimento dell’obiettivo di cui al comma 1, si provvede in particolare a disciplinare:
a) un nuovo ordinamento dell’ARPAL;
b) l’attribuzione ad ARPAL di nuove funzioni in materia ambientale, di gestione reti osservative e di
previsione meteoidrologica, ferma restando la competenza prioritaria alla vigilanza e al controllo sul
territorio;
c) le diverse modalità di programmazione dei controlli ambientali;
d) i contenuti e le modalità di approvazione dei seguenti piani:
1) piano di tutela dell’acqua;
2) piano di tutela della qualità dell’aria;
3) piano di tutela dell’ambiente marino e costiero;
e) l’organizzazione del sistema dell’educazione ambientale;
f) l’organizzazione del Sistema Informativo Ambientale Ligure (SIRAL);
g) il sistema di governo e gestione del servizio idrico integrato e del servizio
di gestione dei rifiuti urbani nel rispetto dei principi stabiliti dalle norme
comunitarie e da quelle nazionali;
h) l’organizzazione del sistema di valutazione e gestione della qualità
dell’aria;
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i) l’organizzazione di un sistema di monitoraggio dei fenomeni di dissesto di
versante - Rete Monitoraggio dei Versanti Regionali (REMOVER);
j) le attività di gestione del Centro Funzionale Meteoidrologico della Regione
Liguria - Protezione Civile (CFMI-PC) e di integrazione operativa con le strutture
regionali che concorrono al sistema regionale di protezione civile;
k) il supporto tecnico all’attività di vigilanza in materia di cave, verifica e
controllo in materia ambientale, le attività tecniche di analisi, con particolare
riferimento ai siti estrattivi con potenziale rischio amianto.
Art. 2. (Funzioni della Regione)
1. La Regione, per le finalità di cui all’articolo 1, definisce le linee di indirizzo strategico ed esercita le
seguenti funzioni e competenze:
a) predisposizione ed approvazione dei piani di propria competenza;
b) definizione degli obiettivi generali delle attività di prevenzione e di controllo ambientale;
c) assunzione di atti d’indirizzo e coordinamento per l’integrazione delle funzioni fra ARPAL, Azienda
Sanitaria Locale (ASL) e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per
l’esercizio delle funzioni trasferite in materia ambientale;
d) definizione delle modalità di esercizio della dipendenza funzionale dei Dipartimenti provinciali
dell’ARPAL dalle Province;
e) definizione degli indirizzi per la redazione del regolamento di organizzazione di cui all’articolo 19;
f) definizione dei criteri e delle modalità, anche di partecipazione economica, con le quali Comuni e
Comunità Montane si avvalgono di ARPAL;
g) emanazione di linee guida sulle modalità di effettuazione delle istruttorie in materia di rifiuti e
bonifiche;
h) definizione del programma triennale dei controlli, dei monitoraggi ambientali e di versante, dello
sviluppo delle reti di rilevamento e monitoraggio e degli Osservatori regionali;
i) emanazione degli indirizzi per la definizione delle tariffe e loro
approvazione;
j) promozione della collaborazione e dell’integrazione con tutti i soggetti pubblici operanti nel settore
della prevenzione collettiva e dei controlli ambientali;
k) coordinamento del sistema informativo ambientale regionale mediante:
1) approvazione del piano triennale ed annuale dello sviluppo del sistema e definizione delle sue linee
evolutive nell’ambito del sistema informativo regionale;
2) definizione delle tipologie di dati e informazioni raccolti dagli Enti locali da rendere
obbligatoriamente a disposizione del sistema;
3) emanazione di direttive sulla modalità di raccolta e messa a disposizione dei dati ambientali;
l) direzione e coordinamento delle attività di scambio di informazioni di interesse ambientale sulla base
di quanto previsto dalla normativa nazionale vigente;
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m) coordinamento del sistema regionale dell’educazione ambientale, approvazione e predisposizione
dei progetti di interesse regionale;
n) definizione delle azioni regionali per assicurare l’accesso del pubblico all’informazione ambientale in
attuazione della normativa comunitaria e nazionale vigente;
o) vigilanza e controllo sull’attività dell’ARPAL;
p) redazione, in collaborazione con ARPAL, della relazione sullo stato complessivo dell’ambiente ligure o
sui vari comparti, comprensiva della relazione consuntiva sulle attività di controllo effettuate da ARPAL nel
periodo di riferimento;
q) redazione, in collaborazione con ARPAL, della valutazione annuale della qualità dell’aria;
r) definizione ed aggiornamento della zonizzazione del territorio regionale in funzione dei livelli
nell’ambiente dei vari inquinanti dell’aria;
s) definizione dei contenuti della dipendenza funzionale del CFMI-PC dalla struttura regionale
competente in materia di Protezione civile;
t) controllo sull’efficacia delle attività dell’ARPAL e sulla coerenza tra il programma annuale di cui
all’articolo 27 e le linee di indirizzo strategico di cui al medesimo articolo.
2. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente e dell’Assessore alla Sanità definisce,
nell’ambito degli strumenti di programmazione e pianificazione previsti dalla normativa vigente, gli
obiettivi generali e le priorità strategiche delle attività di promozione e prevenzione della salute collettiva,
di vigilanza e di controllo ambientale.
3. Al fine di promuovere azioni d’integrazione programmatica con altri organismi che si occupano di
promozione e tutela dell'ambiente e per elaborare proposte e programmi da sottoporre alla Giunta
regionale, l’Assessore all’Ambiente convoca, almeno una volta all'anno, un'apposita Conferenza regionale,
stimolando il contributo di enti, associazioni ambientaliste, organizzazioni imprenditoriali e organizzazioni
sindacali.
Art. 3. (Funzioni della Provincia)
1. La Provincia è l’ente di riferimento per lo svolgimento delle funzioni amministrative e di controllo
ambientale sulla base della normativa vigente e dei criteri e delle linee guida definite dalla Regione.
2. La Provincia, in particolare, formula proposte in ordine ai programmi dei controlli regionali e approva
il programma provinciale di cui all’articolo 28.
TITOLO II
FUNZIONI E ASSETTO ORGANIZZATIVO DELL’ARPAL
Art. 4. (Funzioni, attività e compiti istituzionali dell’ARPAL)
1. L’ARPAL, già istituita con legge regionale 27 aprile 1995 n. 39 (istituzione dell’agenzia regionale per
la protezione dell’ambiente ligure), ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotata di autonomia
tecnico - giuridica, amministrativa e contabile ed è sottoposta agli indirizzi ed alla vigilanza della Regione
secondo quanto previsto dall’articolo 23.
2. L’ARPAL svolge i compiti e le attività tecnico-scientifiche di interesse regionale di cui all’articolo 1
della legge 21 gennaio 1994 n. 61 (conversione in legge, con modificazioni, del decreto – legge 4 dicembre
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1993 n. 496, recante disposizioni urgenti sulla riorganizzazione dei controlli ambientali e istituzione
dell’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente) e a supporto della Regione e degli Enti locali per la
protezione dell’ambiente e della natura, per la tutela delle risorse idriche, della difesa del suolo, per la
protezione civile, nonché per la prevenzione e promozione della salute collettiva e della sicurezza. In tale
ambito, ad essa sono attribuite, in particolare, le seguenti funzioni:
a) controllo e vigilanza ambientale;
b) supporto tecnico alle emergenze ambientali e sanitarie e partecipazione ai piani di emergenza;
c) gestione dei catasti e delle reti di monitoraggio ambientale;
d) gestione della rete laboratoristica per la tutela dell’ambiente;
e) elaborazioni di istruttorie tecniche nei confronti delle amministrazioni richiedenti e procedenti;
f) supporto tecnico-scientifico ai livelli istituzionali competenti;
g) supporto per l’espletamento delle attività connesse alle funzioni di prevenzione collettiva proprie del
Servizio Sanitario;
g bis) verifiche periodiche di cui all’articolo 71 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione
dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei
luoghi di lavoro) e successive modificazioni e integrazioni, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali 11 aprile 2011 (Disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di
aui all’All. VII del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di
cui all’articolo 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo). Per l’effettuazione di tali verifiche le ASL
si avvalgono di ARPAL, ai sensi dell’articolo 71, comma 12, del d.lgs. 81/2008 e successive modificazioni e
integrazioni, nell’ambito della programmazione annuale di cui all’articolo 7 [1];
h) attività relativa alla sicurezza impiantistica in ambiente di vita e di lavoro;
i) attività relative a programmi di formazione in materia ambientale e nelle ulteriori materie in cui ha
maturato competenza tecnica.
3. L’ARPAL collabora con l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici
secondo quanto stabilito dal comma 5 dell’articolo 3 del decreto legge 4 dicembre 1993 n. 496 convertito
con modificazioni dalla legge 61/1994 garantendo il flusso dei dati e delle informazioni di carattere e
qualità ambientale.
4. Presso l’ARPAL sono, altresì, svolte le attività meteoidrologiche del CFMI-PC che dipende
funzionalmente dalla struttura regionale competente in materia di Protezione civile.
5. Nell’allegato A alla presente legge sono indicate le attività istituzionali obbligatorie e nell’allegato B
quelle da effettuarsi a richiesta inerenti le funzioni di cui al comma 2.
6. La Giunta regionale provvede ad apportare agli allegati A e B gli aggiornamenti e le modifiche che si
rendano necessarie, anche a seguito di variazioni delle normative di riferimento, fermo restando il rispetto
delle funzioni istituzionali dell’ARPAL e dei necessari equilibri economico-finanziari.
Art. 5. (Attività non istituzionali)
1. L’ARPAL, in subordine ai compiti istituzionali, può svolgere funzioni ed azioni nelle materie relative
alle competenze tecniche in essa presenti nei confronti degli enti territoriali, delle imprese e del mondo
delle professioni relativamente a:
a) formazione;
b) assistenza tecnica e supporto;
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c) ricerca, valutazione e validazione di tecnologie e processi tecnologici.
A tal fine può stipulare contratti e convenzioni.
2. Gli introiti derivanti dall’esercizio delle attività di cui al comma 1 concorrono al finanziamento delle
spese istituzionali.
Art. 6. (Interconfronti con laboratori) [2]
(Omissis)
Art. 7. (Rapporti ARPAL-ASL)
1. L'ARPAL e le ASL, sulla base degli atti di indirizzo e coordinamento di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera c), esercitano in modo integrato e coordinato le funzioni e le attività di protezione e controllo
ambientale nonché di prevenzione collettiva di rispettiva competenza di cui all’allegato C, che può essere
oggetto di aggiornamento e di modifica secondo le modalità di cui al comma 6 dell’articolo 4.
2. Le ASL si avvalgono dell'ARPAL per il supporto e la consulenza tecnica in materia ambientale,
nonché per le prestazioni analitiche - laboratoristiche finalizzate all'espletamento delle attività connesse
con le funzioni di prevenzione collettiva.
3. Nell’ambito del piano sanitario regionale di cui alla legge regionale 24 marzo 2000 n. 25 (disciplina
dell’organizzazione del Servizio sanitario regionale) viene disciplinato il ruolo di ARPAL. Sulla base di
quanto disposto nel piano, ARPAL e ASL definiscono su base annuale il proprio programma di attività.
4. Ferme restando le competenze delle ASL in materia impiantistica ed antinfortunistica in ambiente di
lavoro le stesse, per l’espletamento delle attività, si avvalgono di ARPAL secondo le modalità stabilite al
comma 3.
4 bis. Per l’espletamento delle attività relative alle verifiche periodiche di cui all’articolo 4, lettera g bis)
la Regione definisce su base annuale indirizzi e criteri per la programmazione, da effettuarsi ai sensi dei
commi 3 e 4 [3].
Art. 8. (Rapporti tra il Centro Funzionale Meteoidrologico – Protezione Civile e la Regione)
1. IL CFMI-PC organizzato all’interno di ARPAL è una componente del Servizio nazionale di protezione
civile ed è posto alle dipendenze funzionali della competente struttura regionale.
2. Il CFMI-PC esercita le funzioni e le attività di previsione, monitoraggio e sorveglianza del rischio
meteoidrologico ai fini di protezione civile.
3. Le funzioni e le attività di cui al comma 2, attribuite al CFMI-PC, sono svolte in modo integrato su
tutto il territorio regionale ed in connessione operativa con le altre strutture del Servizio nazionale di
protezione civile.
Art. 9. (Rapporti con gli Enti locali)
1. Per l'esercizio delle funzioni tecniche di cui all’articolo 3, le Province si avvalgono delle strutture
provinciali dell'ARPAL poste funzionalmente alle proprie dipendenze.
2. La Giunta regionale, sulla base delle proposte delle Province, definisce i contenuti della dipendenza
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funzionale di cui al comma 1.
3. I Comuni singoli o associati o consorziati ovvero le Comunità montane, nell'esercizio delle funzioni in
materia ambientale attribuite ai sensi delle vigenti normative, si avvalgono delle strutture dell'ARPAL, sulla
base dei criteri e con le modalità definite dalla Giunta regionale e del tariffario delle prestazioni
dell’Agenzia salvo che non sia operativa una convenzione tra la stessa e l’ente o gli enti territoriali
interessati. Le convenzioni sono a titolo oneroso per gli enti territoriali e riguardano le ulteriori prestazioni
dell’ARPAL rispetto al piano triennale regionale.
Art. 10. (Comitato provinciale di coordinamento)
1. Al fine di garantire il necessario coordinamento tecnico delle attività dei Dipartimenti provinciali
dell'ARPAL con i Servizi delle rispettive Amministrazioni provinciali e comunali, nonché con i Dipartimenti di
prevenzione delle ASL, presso ciascuna Provincia è costituito un Comitato tecnico provinciale di
coordinamento con il compito di:
a) elaborare proposte relative al programma attuativo annuale delle attività del dipartimento
provinciale;
b) formulare proposte e pareri in ordine ai programmi di controllo ambientale di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera h);
c) effettuare periodiche verifiche sullo svolgimento delle attività programmate e sui risultati conseguiti.
2. Il Comitato è composto da:
a) un Dirigente del Dipartimento Ambiente nominato dall’Amministrazione provinciale, che lo presiede;
b) il Direttore del dipartimento provinciale dell’ARPAL;
c) un Dirigente dei servizi competenti per materia di un Comune del territorio provinciale di riferimento
individuato dall'A.N.C.I.;
d) il Direttore del dipartimento di prevenzione delle ASL competenti per territorio;
e) un Dirigente di una Comunità Montana del territorio provinciale di riferimento individuata
dall’UNCEM;
f) un Direttore di Ente Parco, nominato dal Coordinamento Parchi Liguri;
g) un Dirigente della Struttura competente in materia di ambiente della Regione senza diritto di voto.
3. Il Comitato provinciale di coordinamento è convocato dal Presidente almeno tre volte l'anno ovvero
su motivata richiesta dell'Amministrazione provinciale o del Direttore provinciale dell'ARPAL o di uno dei
suoi componenti.
Art. 11. (Strutture e funzioni dell'ARPAL)
1. L'ARPAL è articolata in una struttura centrale, costituita dalle Direzioni Generale, Amministrativa e
Scientifica e in quattro strutture dipartimentali provinciali, alle quali è attribuita autonomia gestionale nei
limiti delle risorse loro assegnate, economiche, umane, strumentali.
2. E’istituita l’unità tecnica complessa di livello regionale.
3. I Dipartimenti provinciali assicurano l'espletamento delle attività di laboratorio tecnico - strumentali,
svolgono attività di controllo e vigilanza sul territorio, nonché di supporto tecnico alla Provincia ed agli Enti
locali dell'ambito territoriale di competenza. I Dipartimenti garantiscono in modo coordinato le attività
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tecnico - laboratoristiche in campo ambientale nei confronti delle Amministrazioni ed in materia di
prevenzione collettiva nei confronti delle ASL. I Dipartimenti svolgono ulteriori compiti assegnati o delegati
sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 19.
4. L’unità complessa di livello regionale assicura, in particolare, l’espletamento delle seguenti attività
d’interesse della Regione e di quelle con carattere interdipartimentale o di eccellenza:
a) gestione del Centro Regionale di Educazione Ambientale (CREA);
b) gestione del SIRAL per le parti di competenza secondo le direttive della Regione;
c) gestione dell’Osservatorio Permanente dei Corpi Idrici;
d) attività relative alla geologia ed idrogeologia ambientali alle quali afferisce la lettura strumentale e
manutenzione rete di monitoraggio REMOVER e le verifiche nell’ambito delle attività estrattive;
e) gestione dati delle reti di monitoraggio funzionali alla valutazione annuale della qualità dell’aria della
Regione;
f) coordinamento e gestione dati dei monitoraggi di qualità ambientale;
g) gestione dell’Osservatorio regionale sui rifiuti;
h) gestione della rete ondametrica regionale;
i) attività relativa alla sicurezza impiantistica in ambienti di vita e di lavoro;
j) compiti in materia di incidenti rilevanti;
k) funzioni di supporto alla Autorità ambientale regionale.
5. Presso il Dipartimento provinciale di Genova opera, altresì, il Centro di riferimento regionale per il
controllo della radioattività ambientale (CRR), di cui all’articolo 109 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964 n. 185 (sicurezza degli impianti e protezione sanitaria dei lavoratori e delle
popolazioni contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti derivanti dall’impiego dell’energia nucleare).
6. Le funzioni dell’unità complessa di livello regionale possono essere decentrate all’interno dei singoli
dipartimenti provinciali sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 19. Per tali funzioni, nonché per le
attività ad alto contenuto tecnologico e a rilevante impegno di risorse alle quali assegnare valenza
multizonale, il regolamento garantisce la funzione di direzione e coordinamento della direzione generale e
della direzione scientifica così come per le funzioni di cui al comma 5.
Art. 12. (Unità funzionale operativa dell’Autorità Ambientale Regionale)
1. E’ istituita, presso la struttura complessa regionale dell’ARPAL, la struttura funzionale operativa
dell’Autorità Ambientale Regionale, che costituisce lo strumento operativo per lo svolgimento delle funzioni
attribuite all’Autorità Ambientale della Regione Liguria.
2. I compiti dell’Unità sono programmati dall’autorità ambientale, in accordo con la Direzione generale
ARPAL che definisce le attività relative a:
a) supporto tecnico all’Autorità Ambientale per lo svolgimento delle funzioni e compiti a questa
attribuite, nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali comunitari;
b) fornitura dei dati necessari e dell’appropriato supporto tecnico per
l’elaborazione del Rapporto Ambientale ai fini della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), di cui
alla direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la
valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente;
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c) supporto alla elaborazione e monitoraggio dei piani e programmi ai fini dell’integrazione della
componente ambientale in tutte le fasi degli stessi;
d) partecipazione alle attività della Rete Nazionale delle Autorità Ambientali e delle Autorità della
Programmazione, sede di coordinamento e confronto tra Stato, Regioni e Province autonome.
3. Per le finalità di cui al comma 1, ARPAL procede ad indire concorso pubblico per titoli ed esami,
riconoscendo adeguato punteggio per il personale già appositamente formato e selezionato attraverso
procedura di evidenza pubblica, ed in servizio presso l’Autorità Ambientale Regionale dal gennaio 2003.
Art. 13. (Organi dell'ARPAL)
1. Sono organi dell’ARPAL:
a) il Direttore Generale;
b) il Collegio dei Revisori.
Art. 14. (Direttore Generale)
1. Il Direttore Generale ha la rappresentanza legale dell'ARPAL, adotta tutti gli atti necessari a
garantirne la gestione, definisce gli obiettivi ed i programmi da attuare, verifica la corretta ed economica
gestione delle risorse, nonché l'imparzialità ed il buon andamento dell'azione amministrativa, sulla base
delle indicazioni programmatiche e delle linee d’indirizzo della Giunta regionale. Il Direttore verifica,
inoltre, il raggiungimento degli obiettivi assegnati specificatamente alle singole unità complesse ed ai
Dipartimenti Provinciali e invia alla Regione, entro il 31 marzo di ogni anno, un rapporto sull’attività
dell’Agenzia relativo all’anno precedente che deve informare circa la realizzazione del programma annuale
di cui all’articolo 27, nonché sul livello di realizzazione e funzionamento dei diversi sistemi informativi, reti
di monitoraggio e osservatori di cui al Capo II, Titolo III.
2. Sono di esclusiva competenza del Direttore Generale:
a) l’adozione del regolamento di cui all’articolo 19;
b) la nomina del Direttore amministrativo e del Direttore Scientifico;
c) la nomina dei Direttori e dei Responsabili di strutture complesse;
d) l’adozione del bugdet annuale redatto sulla base dei programmi di cui alla presente legge e del
bilancio di esercizio;
e) la predisposizione del programma annuale dei controlli di cui all’articolo 27;
f) l’adozione degli atti di amministrazione straordinaria o che, comunque, comportano variazioni allo
stato patrimoniale dell’ARPAL.
3. Il Direttore Generale è nominato, a seguito di avviso pubblico, dalla Giunta regionale fra i soggetti in
possesso dei seguenti requisiti:
a) età non superiore a sessantacinque anni;
b) diploma di laurea;
c) specifici e documentati requisiti, coerenti rispetto alle funzioni da svolgere ed attestanti qualificata
formazione ed attività professionale di direzione tecnica o amministrativa in enti o strutture pubbliche o
private desumibile dallo svolgimento di mansioni di particolare rilievo e professionalità con esperienza
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dirigenziale acquisita per almeno cinque anni ovvero desumibile dal conseguimento di una particolare
specializzazione professionale, culturale e scientifica ricavabile dalla formazione universitaria e post
universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da documentate esperienze lavorative protrattesi per almeno
cinque anni [4].
4. Non possono essere nominati Direttore generale coloro che incorrono nei casi di esclusione previsti
per i Direttori generali delle Aziende sanitarie dall’articolo 3, comma 11, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della l. 23
ottobre 1992, n. 421) e successive modificazioni ed integrazioni. Per tale nomina non si applica la legge
regionale 14 dicembre 1993, n. 55 (Norme in materia di nomine di competenza della Regione) e
successive modificazioni ed integrazioni [5].
5. Il rapporto di lavoro del Direttore Generale è esclusivo e a tempo pieno, regolato da contratto di
diritto privato di durata quinquennale, rinnovabile per un totale di due mandati [6].
6. La retribuzione annua lorda non può eccedere l’importo della retribuzione annua media lorda
riconosciuta dalla Regione Liguria ai Direttori Generali delle ASL .
7. La Giunta regionale definisce gli obiettivi annuali del Direttore Generale e ne verifica il
raggiungimento, anche ai fini delle conseguenti determinazioni sulla corresponsione della componente
variabile della retribuzione annua e in relazione alla risoluzione del contratto.
8. Il Direttore Generale con proprio atto individua il personale che, ai fini dell’espletamento delle
attività di istituto, deve disporre della qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria e ne fa proposta al
competente Prefetto.
Art. 15. (Decadenza del Direttore Generale)
1. La Giunta regionale, previa diffida, risolve il contratto di lavoro del Direttore Generale prima della
scadenza per giusta causa ai sensi dell’articolo 2119 del Codice Civile, nel caso di valutazione negativa
della prestazione da parte della Giunta regionale e negli altri casi espressamente previsti da disposizioni
legislative o regolamentari della Regione dichiarandone la decadenza e provvedendo alla sua sostituzione.
2. Con le modalità previste al comma 1 si procede altresì alla risoluzione del contratto ed alla
dichiarazione di decadenza del Direttore Generale, nel caso in cui siano venute meno le condizioni previste
dalla legge per la nomina o sussistano le condizioni di cui al comma 5 dell’articolo 14.
Art. 16. (Direttore Scientifico e Direttore Amministrativo)
1. Il Direttore Generale di norma si avvale, per l'espletamento delle funzioni di competenza, del
Direttore Scientifico e del Direttore Amministrativo [7].
2. Il Direttore Generale nomina:
a) il Direttore Scientifico, tra i soggetti che, in possesso del diploma di laurea in discipline tecnico scientifiche e di età inferiore ai sessantacinque anni, abbiano svolto per almeno cinque anni qualificata
attività di direzione tecnica in materia di tutela ambientale a livello dirigenziale presso Enti o strutture
pubbliche nonché presso soggetti privati;
b) il Direttore Amministrativo tra i soggetti che, in possesso del diploma di laurea in discipline
giuridiche o economiche e di età inferiore ai sessantacinque anni, abbiano svolto per almeno cinque anni
qualificata attività in materia di direzione amministrativa a livello dirigenziale presso Enti o strutture
pubbliche nonché presso soggetti privati.
2 bis. Il Direttore Generale, su autorizzazione della Giunta regionale, non procede alla nomina del
Direttore Scientifico o del Direttore Amministrativo, qualora egli stesso sia in possesso dei requisiti previsti
dal comma 2 per la nomina del Direttore Scientifico o del Direttore Amministrativo [8].
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2 ter. Nella fattispecie prevista dal comma 2bis, il Direttore Generale svolge le funzioni che le
disposizioni vigenti affidano al Direttore Scientifico o al Direttore Amministrativo, senza ulteriori oneri per
l’Ente. In tali casi i pareri obbligatori di cui ai commi 4 e 5 non devono essere acquisiti [9].
3. Il Direttore Amministrativo e il Direttore Scientifico sono preposti per la parte di rispettiva
competenza alla direzione ed alla organizzazione dei servizi, garantendo il conseguimento degli obiettivi
fissati dalla programmazione regionale e dell’ARPAL.
4. Il Direttore Amministrativo sovrintende gli aspetti economici, finanziari ed amministrativi dell’ARPAL,
coordina le attività amministrative dei Direttori dei Dipartimenti provinciali e fornisce parere obbligatorio al
Direttore Generale sugli atti inerenti la gestione economico-finanziaria dell’ente.
5. Il Direttore Scientifico presiede alle attività tecnico scientifiche dell’ARPAL ed alla qualità ed
appropriatezza delle prestazioni erogate, coordina le attività dei Direttori di Dipartimento provinciale e
fornisce parere obbligatorio al Direttore Generale sugli atti per quanto di competenza.
6. Il Direttore Scientifico e i Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende unità sanitaria
locale raccordano le attività di rispettiva competenza anche attraverso la costituzione di appositi gruppi di
lavoro sulla base degli atti di indirizzo e coordinamento previsti dalla lettera c), comma 1, dell’articolo 2.
7. Nello svolgimento delle attività di competenza le strutture dell'ARPAL privilegiano
l'interdisciplinarietà e il lavoro per obiettivi.
8. Il Direttore Amministrativo ed il Direttore Scientifico decadono entro tre mesi dalla data di
decadenza del Direttore Generale.
Art. 17. (Collegio dei Revisori)
1. Presso l'ARPAL è previsto un revisore dei conti nominato dalla Giunta regionale e scelto tra i revisori
contabili iscritti nel registro previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 88
(attuazione della Direttiva CEE n. 253/84 relativa alla abilitazione delle persone incaricate del controllo di
legge dei documenti contabili) [10].
2. La Giunta regionale procede alla nomina del revisore di cui al comma 1 e del relativo supplente, fra
coloro che hanno presentato domanda [11].
3. Si osservano, in quanto applicabili, le norme in materia di incompatibilità e di decadenza previste
dall’articolo 2399 del Codice Civile.
4. Il revisore dei Conti resta in carica tre anni. Il revisore può essere revocato per giusta causa e può
rinunziare all'incarico; in tal caso la rinuncia è comunicata al Direttore Generale dell'ARPAL e alla Giunta
regionale [12].
5. Il Collegio dei Revisori dei Conti delibera con la presenza della maggioranza dei componenti [13].
6. Il revisore dei Conti esercita il controllo sulla gestione contabile e finanziaria dell'ARPAL, valutandone
la conformità dell'azione e dei risultati alle norme che disciplinano l'attività dell'Agenzia, ai programmi, ai
criteri e alle direttive della Regione e ai principi di buon andamento della pubblica amministrazione
principalmente per quanto attiene alle esigenze di efficacia e di economicità [14].
7. In particolare, il revisore [15]:
a) verifica, di norma almeno ogni trimestre, la situazione di cassa nonché l'andamento finanziario e
patrimoniale dell'Agenzia;
b) esprime un parere sul bilancio di previsione che deve essere presentato entro il 31 dicembre
dell’anno precedente a quello di riferimento;
c) redige la relazione ai bilanci;
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d) vigila anche attraverso l'esame amministrativo - contabile degli atti sulla regolarità
dell'amministrazione.
8. Il revisore comunica i risultati delle verifiche di cassa e dell'attività di vigilanza prevista dal comma
7, lettere a) e d) al Direttore Generale e alla Giunta regionale [16].
9. La Giunta regionale determina l’indennità spettante al revisore dei Conti all'atto della nomina. Si
applicano le disposizioni della legge regionale 3 gennaio 1978 n. 1 (rimborso spese ai componenti di organi
collegiali non elettivi della Regione o le cui spese di funzionamento sono a carico della stessa) [17].
Art. 18. (Direttore di Dipartimento)
1. Ad ogni Dipartimento provinciale è preposto un Direttore che ha la responsabilità della struttura,
scelto tra i Dirigenti dell’ARPAL con incarico di direzione di struttura complessa; il Direttore di Dipartimento
rimane titolare della struttura complessa cui è preposto.
2. Il Direttore di Dipartimento è nominato con atto motivato dal Direttore Generale dell’ARPAL.
3. Al Direttore di Dipartimento è attribuita autonomia gestionale nei limiti delle risorse finanziarie ed
umane assegnate.
4. L’incarico è quinquennale, rinnovabile e cessa alla scadenza del Direttore Generale.
5. Il Direttore del Dipartimento in particolare:
a) promuove le verifiche di qualità;
b) rappresenta il Dipartimento nei rapporti con la Direzione generale;
c) definisce il Piano annuale dipartimentale delle attività per la predisposizione del programma annuale
dei controlli.
Art. 19. (Regolamento)
1. Il Direttore Generale definisce, con regolamento, l'assetto organizzativo dell'ARPAL, i compiti, le
dimensioni, le forme di direzione e di coordinamento delle strutture di cui all’articolo 11, nonché
l’istituzione di servizi territoriali. Il Regolamento definisce, in particolare, le dotazioni organiche dei
Dipartimenti territoriali al fine di consentire l’espletamento delle attività di vigilanza e controllo sul
territorio determinate sulla base della programmazione triennale di cui all’articolo 27.
2. Il regolamento è redatto sulla base degli indirizzi emanati dalla Giunta regionale e nel rispetto delle
disposizioni statali e regionali in materia di razionalizzazione e contenimento della spesa pubblica.
Art. 20.
(Trattamento del personale)
1. Al personale dell’ARPAL si applica lo stato giuridico ed il trattamento economico e normativo dei
contratti collettivi nazionali del comparto di riferimento, in attuazione dell’articolo 40 del decreto legislativo
30 marzo 2001 n. 165 (norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni
pubbliche).
2. L’ARPAL può avvalersi di personale trasferito o in posizione di comando dalla Regione, dalle ASL o da
altre Amministrazioni pubbliche.
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Art. 21. (Riserva di posti nei concorsi pubblici)
1. Nei concorsi pubblici indetti dall’ARPAL per il personale non dirigente trovano applicazione le
disposizioni di cui all’articolo 8 della legge regionale 24 gennaio 2006 n. 1 (disposizioni collegate alla legge
finanziaria 2006) anche a favore di lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato o con contratto
di collaborazione coordinata e continuativa, in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Il presente articolo si applica esclusivamente ai concorsi pubblici banditi entro e non oltre tre anni
dall’entrata in vigore della presente legge.
Art. 22. (Disposizioni sul personale addetto alle attività di ispezione e
vigilanza)
1. Il personale dell’ARPAL addetto allo svolgimento dei controlli ambientali,
munito di documento di riconoscimento rilasciato dall’ARPAL, può accedere alle
sedi di attività degli impianti ed agli impianti, nonché richiedere i dati, le
informazioni ed i documenti necessari per l’espletamento dei controlli stessi.
2. Al personale addetto ai controlli non può essere opposto il segreto
industriale per evitare od ostacolare le attività di verifica e controllo.
3. Il regolamento di cui all’articolo 19 recepisce modalità e termini delle
procedure definite dalla Giunta regionale per l’individuazione da parte di ARPAL
del proprio personale da adibire a funzione di controllo ambientale.
Art. 23. (Vigilanza e controllo)
1. Ai fini dell'esercizio della vigilanza di cui all'articolo 3, comma 1 del d.l. 496/1993 convertito con
modificazioni con l. 61/1994, il Direttore Generale dell'ARPAL fornisce alla Giunta regionale e ai competenti
Dipartimenti regionali, nei termini dalla stessa stabiliti, tutte le informazioni, i dati e le notizie richieste.
2. Sono soggetti al controllo preventivo della Giunta regionale i seguenti atti:
a) il budget annuale redatto sulla base dei programmi di cui alla presente legge;
b) il bilancio di esercizio;
c) il regolamento di organizzazione;
d) la dotazione organica;
e) il programma annuale dei controlli di cui all’articolo 27.
3. Ai fini del controllo gli atti di cui al comma 2 sono inviati entro dieci giorni dalla loro adozione alla
Giunta regionale.
4. La Giunta regionale può annullare gli atti di cui al comma 2 entro sessanta giorni dal ricevimento.
Trascorsi tali termini gli atti diventano esecutivi.
5. I termini di cui al comma 4 sono interrotti per una sola volta se prima della loro scadenza sono
richiesti chiarimenti o elementi integrativi di giudizio all'ARPAL. In tal caso il termine per l'annullamento
decorre dal momento della ricezione degli atti richiesti.
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Art. 24. (Potere generale di annullamento)
1. La Giunta regionale può annullare in ogni momento, d'ufficio o su segnalazione, atti amministrativi
ritenuti illegittimi. A tal fine il Presidente della Giunta regionale può richiedere all'ARPAL l'invio di atti non
soggetti a controllo.
Art. 25. (Potere sostitutivo)
1. In caso di ritardo o di inadempimento da parte dell'ARPAL nell'attuazione di atti di indirizzo, di
direttive vincolanti regionali, nonché in tutti i casi di inadempienza ad obblighi di legge, la Giunta
regionale, previa diffida, provvede in via sostitutiva anche mediante la nomina di commissario "ad acta".
Art. 26. (Fonti di finanziamento)
1. Al finanziamento delle attività dell’ARPAL di cui alla presente legge si provvede mediante:
a) finanziamento ordinario annuale a valere sulle risorse del fondo regionale sanitario di parte
corrente;
b) trasferimenti dal bilancio regionale per la realizzazione di programmi regionali in materia
ambientale;
c) finanziamenti delle Province e dei Comuni per attività ulteriori non ricomprese nei programmi
regionali;
d) i proventi dei privati a fronte di prestazioni dell’ARPAL;
e) le entrate poste a carico dei titolari di impianti o attività soggette ad autorizzazioni e procedure di
bonifica o di VIA.
TITOLO III
CONTROLLI AMBIENTALI E SISTEMA INFORMATIVO AMBIENTALE
CAPO I
PROGRAMMI DEI CONTROLLI AMBIENTALI
Art. 26 bis. (Controlli in campo ambientale) [18]
1. La Regione, in attuazione del disposto dell’articolo 14, comma 5, del decreto-legge 9 febbraio 2012,
n. 5 (Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 aprile 2012, n. 35 e nel rispetto delle linee guida ministeriali di cui al medesimo comma 5,
definisce i programmi dei controlli in campo ambientale ispirandosi ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) proporzionalità dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi al rischio inerente all'attività
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controllata, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici;
b) eliminazione di attività di controllo non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici;
c) coordinamento e programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni, in modo da assicurare
la tutela dell'interesse pubblico evitando duplicazioni e sovrapposizioni e da recare il minore intralcio al
normale esercizio delle attività dell'impresa, definendo la frequenza e tenendo conto dell'esito delle
verifiche e delle ispezioni già effettuate;
d) collaborazione con i soggetti controllati al fine di prevenire rischi e situazioni di irregolarità;
e) informatizzazione degli adempimenti e delle procedure amministrative, secondo la disciplina del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale) e successive modificazioni e
integrazioni;
f) razionalizzazione, anche mediante riduzione o eliminazione di controlli sulle imprese, tenendo conto
del possesso di certificazione del sistema di gestione per la qualità ISO o altra appropriata certificazione
emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di
accreditamento designato da uno Stato membro dell'Unione europea ai sensi del Regolamento
2008/765/CE, o firmatario degli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento (IAF MLA).
2. In applicazione dei criteri di cui al comma 1, ARPAL sottopone al controllo previsto dalla normativa in
materia di autocertificazioni, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445
(Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa e
successive modificazioni e integrazioni, le imprese in possesso di certificazione del sistema di gestione per
la qualità ISO 14000 o registrate Emas, qualora le stesse trasmettano autocertificazioni annuali, che
attestino la validità della certificazione ambientale nonché gli opportuni riscontri circa gli autocontrolli
effettuati a norma dei relativi sistemi di gestione ambientale, con particolare riferimento al superamento
degli eventuali controlli periodici previsti dalle autorizzazioni.
Art. 27. (Programma regionale triennale ed annuale dei controlli e dei monitoraggi ambientali) [19]
1. Ai fini della programmazione annuale delle attività di ARPAL, la Giunta regionale approva, sulla base
delle risorse complessivamente disponibili, il programma triennale che individua obiettivi ed attività
prioritarie volti al mantenimento di adeguati livelli di tutela ambientale nei diversi settori di intervento in
attuazione delle scelte effettuate nei piani e programmi di settore.
2. Il programma triennale definisce:
a) l’attività di controllo e di monitoraggio con l’indicazione della localizzazione delle reti per i controlli,
nonché delle quantità minime dei controlli e delle ispezioni da effettuarsi sul territorio;
b) i controlli periodici cui sottoporre gli impianti e le attività soggette ad autorizzazioni ambientali;
c) i monitoraggi da effettuare sul territorio nei vari comparti ambientali;
d) le reti di rilevamento e di monitoraggio.
3. Il programma annuale dei controlli predisposto dal direttore generale di ARPAL, in conformità alla
programmazione di cui al comma 1, costituisce piano operativo di tutte le attività di competenza di ARPAL
ed individua i costi e le fonti di finanziamento in modo da rendere trasparente la definizione degli oneri
economici conseguenti alle attività da svolgere.
4. Il programma annuale è trasmesso da ARPAL, entro il 30 novembre, alla Giunta regionale che ne
verifica la conformità con la programmazione triennale entro i successivi trenta giorni; qualora non vi sia
conformità la Giunta può richiedere al direttore generale di ARPAL di apportare modifiche e integrazioni.
5. Gli oneri relativi ai controlli ed agli accertamenti tecnici finalizzati all’emanazione di provvedimenti
autorizzativi in campo ambientale, di procedure di valutazione di impatto ambientale e di bonifiche ed i
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monitoraggi relativi a procedure di VIA, VAS e IPPC, nonché gli oneri dei controlli periodici degli impianti
indicati nei programmi di cui al comma 1 sono a carico dei soggetti richiedenti titolari degli impianti.
6. Qualora su richiesta degli enti locali o di privati vengano effettuati controlli ulteriori rispetto a quelli
definiti nei programmi di cui al comma 1, i relativi costi sono posti a carico:
a) dei titolari o gestori degli impianti o delle attività nel caso in cui vengano accertate irregolarità o
superamento dei limiti fissati dalle normative vigenti o inosservanza di prescrizioni indicate nei
provvedimenti autorizzativi o di valutazione di impatto ambientale. Sono, altresì, a carico dei medesimi
soggetti i costi relativi agli eventuali controlli e monitoraggi decisi dalla Pubblica Autorità a seguito
dell’accertamento di irregolarità nella conduzione o gestione degli impianti per un periodo non superiore a
sei mesi;
b) degli enti locali qualora siano controlli specifici aggiuntivi rispetto alle scelte dei programmi regionali,
con l’esclusione delle situazioni di emergenza ambientale verificate dalla Regione limitatamente ai comuni
non costieri con meno di 15.000 abitanti;
c) dei privati richiedenti qualora sia rilevata l’infondatezza e la reiterazione delle richieste.
7. Le attività di cui al presente articolo sono a carico delle risorse di cui all’articolo 26.
Art. 28. (Programmi di controllo ambientale e monitoraggi provinciali)
1. Le Province, acquisite le proposte e le esigenze dei Comuni singoli o
associati e delle Comunità montane, formulano annualmente le proposte
inerenti i programmi regionali ed i propri programmi di controllo ambientale,
comprensivi dell’indicazione della propria quota di cofinanziamento.
2. I provvedimenti di cui al comma 1 devono essere trasmessi all’ARPAL
entro il 31 ottobre di ogni anno per l’anno successivo.
3. Le Province possono comunque richiedere, per situazioni di emergenza o
per eccezionali esigenze, accertamenti tecnici specifici anche al di fuori dei
programmi di cui al comma 1.
CAPO II
SISTEMA INFORMATIVO REGIONALE AMBIENTALE E OSSERVATORI
Art. 29. (Sistema informativo regionale ambientale)
1. Il Sistema informativo regionale ambientale della Liguria (SIRAL) è
costituito dall’insieme delle banche dati ed informazioni, anche georiferite, di
interesse ambientale e dalle funzionalità di gestione, elaborazione e fruizione
connesse, finalizzate a:
a) conoscere lo stato dell’ambiente ligure, i fattori che determinano pressione
sullo stesso e l’entità delle pressioni;
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b) prevedere possibili scenari ambientali;
c) consentire ai diversi livelli istituzionali, in base agli elementi di cui alle
lettere a) e b), la definizione di piani, programmi ed interventi volti al
miglioramento della qualità ambientale;
d) fornire adeguata informazione a tutti i soggetti singoli o associati
interessati in merito agli elementi di cui alle lettere a) e b) ed alle misure
assunte per il miglioramento ambientale;
e) fornire servizi ad Enti locali ed imprese in relazione alle competenze da
esercitare, alle autorizzazioni da richiedere od agli adempimenti ambientali da
assolvere;
f) fornire i dati e le informazioni in ottemperanza agli obblighi comunitari e
nazionali.
2. Fanno parte del SIRAL le banche dati ed informazioni ambientali, anche
georiferite, sviluppate dalla Regione e da ARPAL, ed, in particolare, il sistema
informativo di governo del comparto aria, il sistema informativo dei dati
ambientali marini (SISEA), i sistemi informativi a supporto dell’osservatorio
permanente corpi idrici e dell’osservatorio sui rifiuti, il sistema informativo
regionale idrogeologico (SIRID).
3. Sono, inoltre, parte del SIRAL i dati ed informazioni ambientali che altri
Enti locali e territoriali condividono nell’ambito del Sistema, condizione
necessaria per usufruire dei contributi regionali in materia.
4. Il SIRAL è integrato nel Sistema Informativo Regionale per quanto
concerne le funzionalità informatiche ed informative ed è reso disponibile
secondo il disposto di cui al decreto legislativo 24 gennaio 2006 n. 36
(attuazione della Direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo di documenti nel
settore pubblico).
5. Gli Enti locali sono tenuti a mettere a disposizione del sistema le tipologie
di dati ed informazioni definiti dalla Giunta regionale ai sensi all’articolo 2,
comma 1, lettera l) ed, in ogni caso, i dati relativi:
a) alle reti di monitoraggio ed ai controlli della qualità ambientale;
b) ai monitoraggi in continuo delle emissioni;
c) alla biodiversità;
d) all’anagrafe di siti contaminati;
e) alla pericolosità e rischio idrogeologico della pianificazione di bacino di
rilievo regionale;
f) ai movimenti franosi ai fini dell’aggiornamento dell’Inventario dei fenomeni
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franosi d’Italia (IFFI).
6. I dati inseriti nel SIRAL sono posti a base della pianificazione e
programmazione dei vari comparti ambientali e sono gli unici validi ai fini delle
rilevazioni, trasmissioni ed elaborazioni da effettuare in ottemperanza alle
normative europee e nazionali.
Art. 30. (Realizzazione e gestione del sistema)
1. La Regione pianifica e coordina la realizzazione, l’aggiornamento, lo
sviluppo e l’evoluzione del sistema informativo regionale e delle banche dati
ambientali, provvedendo al reperimento ed all’integrazione delle necessarie
risorse. In particolare la Regione definisce le direttive tecniche e le specifiche
informatiche relative alla realizzazione del sistema, alla condivisione dei dati e
delle informazioni ed alla messa a disposizione della rete SINAnet dei dati ed
informazioni dovuti.
2. L’ARPAL supporta la Regione nella realizzazione e gestione del sistema,
secondo le modalità definite dalla Giunta regionale. La Regione può delegare ad
ARPAL specifiche funzioni sulla gestione del sistema informativo regionale
mantenendo il coordinamento e i poteri di indirizzo.
Art. 31. (Sistema informativo di governo del comparto aria)
1. L’insieme degli strumenti a supporto della valutazione e gestione della
qualità dell’aria ambiente, da effettuarsi secondo le disposizioni normative
nazionali e comunitarie, costituisce il sistema informativo di governo del
comparto aria, che, in particolare comprende:
a) l’inventario regionale delle emissioni in atmosfera;
b) le banche dati relative alle reti di monitoraggio della qualità dell’aria e dei
fenomeni meteoclimatici;
c) le banche dati relative alle campagne di monitoraggio di qualità dell’aria
effettuate ad integrazione dei risultati ottenuti tramite le reti di monitoraggio;
d) le banche dati relative alle emissioni degli impianti sottoposti a controllo in
continuo dei parametri inquinanti;
e) la modellistica per la stima delle emissioni;
f) la modellistica per la stima della qualità dell’aria;
g) la modellistica per la previsione delle emissioni.
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2. La Regione provvede in particolare:
a) alla tenuta ed aggiornamento dell’inventario regionale delle emissioni in
atmosfera;
b) a definire, in accordo con le Province e l’ARPAL, lo sviluppo delle reti di
monitoraggio funzionali alla valutazione e gestione della qualità dell’aria
ambiente ed in particolare ad individuare l’ubicazione delle stazioni ed a
stabilire le loro dotazioni strumentali;
c) alla pianificazione nel tempo dell’aggiornamento informativo e funzionale
degli altri strumenti di supporto alla valutazione e gestione della qualità dell’aria
ambiente, anche mediante la definizione di proposte rivolte ad altri Enti che
gestiscono dati o sistemi informativi funzionali a tali strumenti;
d) al coordinamento dell’effettuazione di studi di modellistica di diffusione
tradizionale e, in particolare, fotochimica.
3. ARPAL cura l’acquisizione delle letture della strumentazione facente parte
delle reti pubbliche di monitoraggio funzionali alla valutazione e gestione della
qualità dell’aria ambiente e garantisce la continuità di funzionamento delle reti
stesse, provvedendo in particolare:
a) alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle dotazioni strumentali delle reti;
b) ad effettuare la validazione dei dati monitorati;
c) alla verifica dei flussi dei dati verso il SIRAL.
4. La Regione e le Province forniscono all’ARPAL le risorse necessarie per i costi di manutenzione della
rete.
5. ARPAL, inoltre, provvede:
a) ad effettuare le campagne di monitoraggio funzionali alla valutazione
annuale della qualità dell’aria, integrative delle informazioni ottenute con le reti
di rilevamento;
b) a fornire supporto alla Regione in relazione alla tenuta ed aggiornamento
dell’inventario delle emissioni ed alla effettuazione di studi di modellistica
diffusionale e fotochimica.
6. Le Province possono cedere od affidare ad ARPAL le dotazioni strumentali
delle reti di rilevamento provinciali, comprese le dotazioni informatiche dei
Centri Operativi Provinciali (COP) o, comunque, devono consentire ad ARPAL
l’accesso alle proprie dotazioni ed il loro utilizzo per l’espletamento delle
funzioni ad essa affidate in relazione alla valutazione annuale della qualità
dell’aria ambiente.
Art. 32. (Rete di monitoraggio dei versanti regionali – REMOVER)
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1. La rete di monitoraggio regionale dei versanti monitora i fenomeni di
instabilità di versante ai fini della programmazione e del controllo degli
interventi di difesa del suolo.
2. La rete è costituita dalla strumentazione di monitoraggio presente sul
territorio installata dagli Enti attuatori degli interventi di difesa del suolo e dalla
strumentazione prevista nei programmi regionali di cui all’articolo 27.
3. La rete è gestita da ARPAL i costi di gestione e sviluppo della rete sono
posti a carico di ARPAL nell’ambito delle disponibilità di bilancio sulla base dei
finanziamenti di cui all’articolo 26.
4. Gli Enti attuatori degli interventi di difesa del suolo partecipano al
REMOVER, fornendo ad ARPAL i dati relativi ai monitoraggi in corso e pregressi
ed i dati conoscitivi correlati funzionali alla gestione ed ottimizzazione della rete.
5. ARPAL trasferisce i dati della rete alla Regione, nei modi e nei tempi
definiti dal programma regionale annuale, per la programmazione degli
interventi di difesa del suolo e per la verifica dell’efficacia di quelli realizzati.
6. La rete di monitoraggio è integrata nel Sistema Informativo Regionale
Idrogeologico (SIRID), di cui all’articolo 33, che ne costituisce lo strumento
informatico di raccolta e diffusione dei dati.
Art. 33. (Sistema informativo regionale idrogeologico - SIRID)
1. Il Sistema informativo regionale idrogeologico costituisce lo strumento
informatico di raccolta e diffusione dei dati regionali di carattere idrogeologico,
con particolare riferimento a quelli di pericolosità e di rischio derivanti dalla
pianificazione di bacino, al censimento dei movimenti franosi di cui al Progetto
IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi d’Italia), agli interventi di sistemazione
idrogeologica nonché di monitoraggio dei versanti.
2. Le Province partecipano al SIRID, fornendo alla Regione, nei modi e nei
tempi definiti dal programma regionale annuale, i dati di aggiornamento,
prodotti nelle fasi di gestione dei piani di bacino di rilievo regionale, dei seguenti
tematismi:
a) fasce fluviali;
b) suscettività al dissesto;
c) regimi normativi;
d) rischio idrogeologico.
3. Le Province e le Comunità Montane inviano alla Regione i dati relativi agli
aggiornamenti dei movimenti franosi siti nel territorio di competenza ai fini
dell’aggiornamento dell’inventario dei fenomeni franosi (Progetto IFFI).
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4. Gli Enti locali attuatori degli interventi di sistemazione idrogeologica
forniscono alla Regione le informazioni relative alla tipologia, allo stato di
avanzamento ed alle fonti di finanziamento delle nuove opere realizzate.
Art. 34. (Osservatorio permanente dei corpi idrici) [20]
1. (Omissis).
2.
(Omissis).
3.
(Omissis).
4.
(Omissis).
4 bis. Per le attività inerenti il controllo e la vigilanza dell’ambiente marino e
costiero ARPAL può avvalersi dell’Osservatorio Ligure marino per la Pesca e
l’ambiente (OLPA) [21].
Art. 35. (Collegamento dell’Osservatorio dei corpi idrici con ulteriori reti di
rilevamento)
1. La Regione individua criteri per la realizzazione di ulteriori reti di
rilevamento e di controllo della qualità delle acque diverse da quelle di cui
all'articolo 33 da parte di soggetti pubblici e privati nel rispetto delle prescrizioni
di cui all'articolo 15, comma 1, lettera z), della legge regionale 28 gennaio 1993
n. 9 (organizzazione regionale della difesa del suolo in applicazione della legge
18 maggio 1989 n. 183). I dati di tali reti di rilevamento confluiscono
nell'Osservatorio permanente dei corpi idrici secondo standard informatici
approvati dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera k).
2. La Provincia può richiedere ai gestori di impianti che con i loro scarichi
possono provocare inquinamenti, di installare e gestire a proprie spese
apparecchiature di controllo continuo delle qualità ambientali. I dati così
acquisiti sono trasmessi all'Osservatorio secondo gli standard informatici
approvati dalla Giunta regionale.
3. I soggetti di cui al comma 2, che già posseggono apparecchi di controllo
continuo, si collegano con l'Osservatorio.
Art. 36. (Osservatorio regionale sui rifiuti)
1. E’ istituito, presso la Direzione regionale competente in materia di
ambiente, l'Osservatorio regionale sui rifiuti che realizza le proprie finalità in
collaborazione con le Province, i Comuni e gli enti gestori.
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2. L’Osservatorio fornisce il supporto per la predisposizione degli atti di
programmazione regionale in materia di gestione dei rifiuti assicurando
efficacia, continuità ed omogeneità alla analisi e verifica dei flussi di rifiuti.
3. Il funzionamento dell’Osservatorio è disciplinato da un regolamento, da
emanarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
elaborato di concerto con le Province.
Art. 37. (Sistema regionale di educazione ambientale)
1. Il sistema regionale di educazione ambientale si articola in un centro
regionale, in centri provinciali e in centri locali.
2. Il Centro regionale di educazione ambientale (CREA) svolge funzioni di:
a) coordinamento e promozione della collaborazione di tutti i soggetti
operanti nell’ambito dello sviluppo sostenibile;
b) progettazione e realizzazione dei progetti regionali, anche in
collaborazione con gli altri soggetti del sistema regionale, di iniziative di
educazione ambientale rivolte alle istituzioni scolastiche e ai cittadini e di
processi di sostenibilità locale;
c) sviluppo di azioni di ricerca di nuovi metodi e strumenti per l’educazione
ambientale;
d) monitoraggio dei progetti e delle azioni di educazione ambientale in atto
sul territorio regionale ai fini della definizione della programmazione;
e) cura della comunicazione all’interno del sistema regionale dell’educazione
ambientale;
f) monitoraggio e realizzazione di interventi per soddisfare i bisogni formativi
dei soggetti operanti nel sistema;
g) promozione di comportamenti e stili di vita sostenibili attraverso il Centro
di Educazione al Consumo Sostenibile.
3. I Centri provinciali di educazione ambientale (CEAP) sono promossi dalle
Province.
4. I Centri di Educazione Ambientale (CEA) sono promossi da Enti locali ed
Enti Parco e svolgono in particolare i seguenti compiti:
a) realizzazione a livello locale di progetti di educazione ambientale;
b) promozione della sostenibilità ambientale presso le comunità locali nei
processi che ritardano lo sviluppo del territorio.
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5. La Giunta regionale, sentite le Province e la rete dei Centri di educazione
ambientale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, stabilisce con proprio provvedimento:
a) le modalità di organizzazione del sistema di educazione ambientale;
b) i criteri di qualità cui devono rispondere i centri ai fini dell’accreditamento
e della certificazione;
c) i criteri per la concessione di finanziamenti a progetti di educazione
ambientale.
TITOLO IV
PREVISIONE METEOIDROLOGICA DEGLI EVENTI ESTREMI,
MONITORAGGIO E SORVEGLIANZA PER LA PROTEZIONE CIVILE
Art. 38. (Centro funzionale meteoidrologico di protezione civile)
1. Il CFMI-PC costituisce lo strumento operativo per lo svolgimento delle
funzioni attribuite al Presidente della Giunta regionale dalla Direttiva del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004.
2. Il CFMI-PC, attraverso le procedure operative stabilite d’intesa con il
Dipartimento della Protezione Civile nazionale, è inserito nella rete nazionale dei
Centri Funzionali di Protezione Civile ed è posto sotto la direzione organizzativa
e funzionale della Regione Liguria in quanto struttura essenziale per le
competenze di protezione civile negli ambiti della previsione e gestione degli
eventi meteoidrologici estremi e della gestione della rete di monitoraggio
meteoclimatico.
3. Ai fini della condivisione dei dati di utilità per le funzioni di competenza
ambientale, i rilevamenti meteo - climatici effettuati dal CFMI-PC sono resi
disponibili mediante l’inserimento nel SIRAL e la pubblicazione degli annali
idrologici.
4. L’ambito delle attività del CFMI-PC definite ai sensi della Direttiva di cui al
comma 1 e secondo quanto stabilito della legge regionale di Protezione civile
prevede tre aree deputate alla:
a) raccolta, concentrazione, elaborazione, archiviazione e validazione dei dati
meteoidrologici rilevati sul territorio regionale;
b) interpretazione e utilizzo dei dati rilevati e dei modelli numerici per fini previsionali;
c) gestione del sistema informatico e informativo di elaborazione dei dati e modelli e cura
dell’interscambio dei flussi informativi tra i Centri Funzionali.
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5. L’organizzazione operativa del CFMI-PC deve garantire gli adeguati livelli di operatività straordinaria
in situazioni di rischio meteoidrologico e di eventi estremi previsti o in corso, secondo le esigenze proprie
del sistema di protezione civile.
TITOLO V
PIANI E PROGRAMMI AMBIENTALI
Art. 39. (Piano regionale di tutela della qualità dell’aria)
1. Il Piano regionale di tutela della qualità dell’aria, è lo strumento di
orientamento di tutta l'attività legata alla tutela del comparto aria ed in
particolare:
a) è supporto del processo di “valutazione e gestione della qualità dell’aria
ambiente”, disposto dalla vigente normativa di settore nazionale e comunitaria;
b) detta prescrizioni vincolanti per i soggetti pubblici e privati che esercitano
funzioni ed attività inerenti la tutela della qualità dell’aria;
c) costituisce riferimento per le procedure di Valutazione Impatto Ambientale
(VIA), di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di rilascio
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ad impianti esistenti e nuovi;
d) rappresenta l’indirizzo e il supporto della pianificazione territoriale
regionale, provinciale e comunale, nonché degli atti di pianificazione e
programmazione dei trasporti, dell’energia, dell’edilizia, dello smaltimento dei
rifiuti e, per gli aspetti legati alla prevenzione, della pianificazione della lotta agli
incendi boschivi.
2. Il Piano contiene:
a) i risultati delle attività conoscitive inerenti:
1) le caratteristiche dei fattori di pressione sul comparto aria, le fonti di
emissione e l’influenza dei fattori meteorologici;
2) la valutazione della qualità dell’aria ambiente per l’intero territorio
regionale;
3) la zonizzazione del territorio regionale, in relazione ai livelli di qualità
dell’aria ambiente misurati o stimati nelle diverse zone o agglomerati per i
diversi inquinanti;
b) la definizione degli scenari tendenziali di qualità dell’aria;
c) le misure volte a:
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1) garantire il raggiungimento o il mantenimento degli obiettivi di cui al
decreto legislativo 4 agosto 1999 n. 351 (attuazione della Direttiva 96/62/CE in
materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente) e al decreto
legislativo 21 maggio 2004 n. 183 (attuazione della Direttiva 2002/3/CE relativa
all’ozono nell’aria);
2) concorrere al raggiungimento degli impegni di riduzione delle emissioni di
inquinanti e di gas ad effetto serra, derivanti dalla normativa comunitaria o
sottoscritti dall’Italia in accordi internazionali;
3) favorire un miglioramento generalizzato dell’ambiente e della qualità della
vita, evitando il trasferimento dell’inquinamento tra i diversi settori ambientali;
d) i soggetti obbligati alla predisposizione di Programmi degli interventi, atti
a conseguire gli obiettivi indicati al precedente punto, o ad effettuare altre
specifiche attività finalizzate alla tutela della qualità dell’aria;
e) i criteri per l’organizzazione di un sistema di monitoraggio della qualità
dell’aria efficiente, ma semplificato ed aderente alle disposizioni delle normative
nazionali e comunitarie;
f) i provvedimenti e le procedure da adottare da parte della Giunta regionale
per l’attuazione del piano ed in particolare per la valutazione dell’efficacia degli
interventi programmati, la definizione del calendario di attuazione ed il
monitoraggio.
Art. 40. (Piano di tutela delle acque)
Il Piano di tutela delle acque ha gli effetti dei Piani di bacino e i contenuti
previsti dalla normativa regionale e nazionale.
1.
Art. 41. (Piano di tutela dell’ambiente marino e costiero)
1. Il Piano di tutela dell'ambiente marino e costiero che ha gli effetti dei Piani
di bacino viene redatto e adottato anche per unità fisiografica, in accordo con
quanto stabilito dai piani di bacino e dal piano di tutela delle acque, ed ha come
finalità il miglioramento della qualità ambientale della fascia costiera, con
particolare riferimento al riequilibrio dei litorali, alla stabilizzazione della costa
alta, al miglioramento della qualità delle acque costiere, alla difesa e
valorizzazione degli habitat marini. Esso contiene [22]:
a) il quadro conoscitivo relativo alle condizioni di dissesto della costa alta e
del livello erosivo degli arenili, la tendenza evolutiva e il livello di rischio
associato;
b) le opere esistenti di difesa della costa ed il livello di manutenzione ed
efficacia;
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c) l’indicazione degli interventi strutturali e manutentivi ed il relativo livello di
priorità;
d) la normativa e gli interventi di estrazione di materiale litoide dal demanio
fluviale e marittimo finalizzato al ripascimento degli arenili;
e) l’aggiornamento dei dati meteo-marini disponibili nell’ambito del paraggio
relativo all’unità fisiografica, con particolare riferimento ad eventi estremi
pregressi;
f) la individuazione delle misure, delle azioni volte a tutela degli habitat
costieri e delle biodiversità;
g) il monitoraggio della qualità delle acque costiere e delle acque a specifica
destinazione.
1 bis. Nelle more dell’approvazione del Piano, la Regione adotta misure di salvaguardia con particolare
riferimento alla difesa degli habitat e delle coste e degli abitati costieri dall’erosione marina. Le misure di
salvaguardia sono immediatamente vincolanti e restano in vigore sino all'approvazione del Piano e
comunque per un periodo non superiore a tre anni [23].
Art. 42. (Programmi triennali di finanziamento degli interventi inerenti la difesa del suolo, la tutela
delle risorse idriche e la difesa della costa)
1. Per la concessione dei finanziamenti regionali, nazionali e comunitari in materia di difesa del suolo,
di difesa della costa e di tutela delle risorse idriche si applica la procedura prevista nei commi seguenti,
fatti salvi termini o procedure speciali dettate da normative statali o comunitarie di finanziamento.
2. La Giunta regionale approva i Programmi triennali degli interventi nei settori di cui al comma 1,
anche per stralci funzionali e per singoli tematismi, sulla base dei contenuti dei piani di bacino e dei loro
stralci, del piano regionale di tutela delle acque, del piano regionale di tutela dell’ambiente marino e
costiero e dei programmi di intervento approvati dalle Autorità d’Ambito in base alle priorità indicate nei
Piani d’Ambito.
3. I Programmi triennali di finanziamento sono relativi a:
a) interventi strutturali;
b) interventi di manutenzione;
c) studi, monitoraggi e progettazioni.
Art. 43. (Programmi annuali degli interventi)
1. La Giunta regionale approva i programmi annuali degli interventi da realizzarsi nei settori di cui
all’articolo 42, anche per stralci funzionali e per singoli tematismi, sulla base dei criteri di priorità e degli
indirizzi dei programmi triennali e delle relative previsioni, nonché delle risorse nazionali, comunitarie,
regionali o private.
2. I programmi annuali sono articolati nelle seguenti sezioni:
a) interventi strutturali da finanziarsi sulla base dei progetti preliminari di cui al comma 4;
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b) interventi di manutenzione ordinaria;
c) interventi di manutenzione straordinaria;
d) studi, progettazioni e monitoraggi.
3. I programmi annuali degli interventi in materia di tutela delle risorse idriche e di difesa della costa,
compresi quelli di manutenzione straordinaria, sono formulati sulla base della seguente procedura:
a) i soggetti proponenti l’attuazione di interventi strutturali e di manutenzione straordinaria conformi al
programma triennale fanno pervenire istanza di finanziamento corredata del progetto preliminare
dell’opera redatto sulla base dei criteri ed indirizzi generali emanati dalla Regione, delle specificazioni
contenute nei programmi di cui al comma 1 dell’articolo 42, e dell’entità delle risorse del proponente
destinate al cofinanziamento dell’opera;
b) viene definita la graduatoria degli interventi, tenendo conto della coerenza degli interventi proposti
con i criteri e gli indirizzi emanati e con la pianificazione di settore vigente.
4. Il programma annuale di difesa del suolo viene formulato anche tenuto conto delle proposte delle
Province secondo le modalità attuative definite attraverso specifici criteri ed indirizzi approvati dalla Giunta
regionale.
5. I programmi annuali destinano la quota di risorse finalizzata agli studi, progettazioni e monitoraggi
sulla base dei criteri indicati nel programma triennale.
6. La Giunta regionale, in caso di inerzia nella realizzazione degli interventi inseriti nei Programmi
annuali da parte dei soggetti attuatori, può disporre, previa diffida, la revoca anche parziale del contributo
concesso.
7. Qualora l'attuazione dei programmi richieda l'intervento coordinato con lo Stato o con altri soggetti
pubblici o privati, si procede rispettivamente con intesa, accordo di programma o convenzione.
Art. 44. (Norma finanziaria)
(Omissis)
TITOLO VI
NORME TRANSITORIE E FINALI
Art. 45. (Norma transitoria)
1. Fino all’emanazione dei criteri e delle modalità della dipendenza funzionale di cui all’articolo 9,
commi 2 e 3 da parte della Giunta regionale valgono le convenzioni in essere tra ARPAL ed Enti locali che,
in caso di scadenza, possono essere prorogate.
2. Fino all’insediamento del Collegio dei Revisori di cui all’articolo 17, comma 2, da nominarsi a seguito
di avviso pubblico emanato dalla Giunta regionale entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge continua ad operare il Collegio in carica.
3. Fino al completamento del trasferimento dall’Azienda Mediterranea Gas e Acqua Genova S.p.A.
(AMGA) ad ARPAL dei beni e delle attrezzature di proprietà regionale inerenti la funzione dell’Osservatorio
permanente dei corpi idrici di cui all’articolo 34, continua ad applicarsi il regime convenzionale in essere
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tra le parti alla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Nelle more di approvazione del piano di tutela delle acque di cui all’articolo 40 rimane in vigore il
piano regionale di risanamento delle acque previsto dall’articolo 87 della l.r. 18/1999.
5. Nelle more dell’approvazione del piano di tutela dell’ambiente marino e costiero di cui all’articolo 41,
la Giunta regionale, previa definizione dei criteri di riparto, assegna i finanziamenti in materia di difesa
della costa sulla base di un programma di interventi, che tiene conto del quadro ricognitivo delle esigenze,
segnalate e trasmesse dagli enti competenti alla Regione entro il 31 marzo di ogni anno.
6. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Direttore Generale predispone la
revisione della dotazione organica che tenga conto anche delle nuove competenze individuate nella
presente legge, che verrà approvata dalla Giunta Regionale entro i successivi trenta giorni.
7. Con l’anno finanziario 2007, ARPAL adotta in via definitiva un regime di contabilità generale
economico - patrimoniale ed analitica per centri di costo.
8. Nell’avviamento a selezione per le assunzioni di lavoratori da inquadrare nelle qualifiche e nei profili
per i quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo ai sensi dell’articolo 16 della legge 28
febbraio 1987 n. 56 (norme sull’organizzazione del mercato del lavoro) è prevista una precedenza per i
soggetti che abbiano prestato servizio presso ARPAL con le mansioni attinenti la qualifica di riferimento per
almeno un biennio di attività maturato nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della
presente legge o entro la data di pubblicazione del bando. In attesa che vengano espletate le procedure di
cui all’articolo 21, comma 1 e al fine di soddisfare esigenze organizzative di ARPAL i contratti di lavoro a
tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore
della presente legge, proseguono ininterrottamente fino al 31 dicembre 2008.
9. Nelle more dell’approvazione dei criteri di cui all’articolo 42, la Giunta regionale destina i
finanziamenti in materia di difesa del suolo mediante il primo programma annuale.
10. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale
definisce i contenuti della dipendenza funzionale del CFMI-PC dalla struttura regionale competente in
materia di Protezione civile.
Art. 46. (Modifiche)
1. [24].
Art. 47. (Abrogazione di norme)
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) la legge regionale 27 aprile 1995, n. 39 (istituzione dell’Agenzia regionale per la protezione
dell’ambiente ligure);
b) gli articoli 37 e 38 della legge regionale 16 agosto 1995, n. 43 (norme in materia di valorizzazione
delle risorse idriche e di tutela delle acque dall’inquinamento);
c) il Titolo I della legge regionale 23 ottobre 1996, n. 46 (norme finanziarie in materia di difesa del
suolo ed ulteriori modifiche alla legge regionale 28 gennaio 1993 n. 9 (organizzazione regionale della
difesa del suolo in applicazione della legge 18 maggio 1989 n. 183). Modifiche alla legge regionale 16
aprile 1984 n. 22 (legge forestale regionale));
d) la legge regionale 20 marzo 1998, n. 11 (disposizioni relative alla gestione dell’Osservatorio
permanente dei corpi idrici);
e) il comma 2 dell’articolo 91 della legge regionale 21 giugno 1999, n. 18 (adeguamento delle
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discipline e conferimento delle funzioni agli enti locali in materia di ambiente, difesa del suolo ed energia).
2. Sono, altresì, abrogate le norme in vigore che risultino incompatibili con la presente legge.
Art. 48. (Dichiarazione d’urgenza)
(Omissis)
ALLEGATO A
ATTIVITÀ ISTITUZIONALI OBBLIGATORIE
1. Controllo e vigilanza ambientale:
a) sopralluoghi, campionamenti, misure, acquisizione di notizie e documentazioni tecniche ed altre forme
di accertamento "in loco", ai fini del controllo dei fattori fisici, chimici, geologici, idrogeologici, biologici, di
inquinamento acustico ed elettromagnetico, dell'aria, dell'acqua e del suolo, ivi compresi quelli sull'igiene
ambientale;
b) controlli inerenti le sorgenti di radiazioni ionizzanti e la radioattività ambientale anche in rapporto a
fattori causali quali quelli geologici ed antropici;
c) controlli elettromagnetismo;
d) controllo delle operazioni di risanamento e di recupero dell'ambiente, delle aree naturali protette, delle
aree Rete Natura 2000, dell'ambiente marino e costiero e più in generale sul rispetto delle prescrizioni
delle autorizzazioni ambientali e dei provvedimenti di VIA o di screening;
e) verifica della congruità e della efficacia tecnica degli interventi in materia ambientale con particolare
attenzione alle misure atte alla salvaguardia ed alla bonifica del suolo, sottosuolo, acque superficiali e
sotterranee;
f) attuazione delle attività di controllo nell’ambito delle attività estrattive;
g) controlli della stabilità dei versanti, del dissesto idrogeologico, della costa alta e dell’erosione degli
arenili.
2. Gestione amministrativa delle attività del CFMI-PC concernenti:
a) gestione della rete di rilevamento meteoidrologico su territorio regionale;
b) previsione metereologica su territorio regionale;
c) gestione dei sistemi informatici e informativi necessari per l’acquisizione, elaborazione, archiviazione e
diffusione dei dati e dei modelli meteoidrologici;
d) elaborazioni meteoclimatiche e diffusione dei dati rilevati e degli annali idrologici;
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e) previsione e gestione del rischio meteoidrologico nel caso di eventi estremi secondo procedure condivise
con la competente struttura della Regione Liguria.
3. Supporto tecnico – scientifico in materia di VIA e di VAS e di Valutazione di incidenza [25].
4. Gestione delle emergenze ambientali:
a) servizio di pronta disponibilità per interventi necessari per eventi imprevisti che possono arrecare un
danno ambientale o sanitario;
b) collaborazione in caso di necessità con le strutture regionali e locali competenti in materia di protezione
civile;
c) identificazione degli agenti inquinanti nelle diverse matrici ambientali, alimentari e biota con misure in
situ e/o in laboratorio;
d) valutazione di presenza e diffusione dei contaminanti ai fini della individuazione delle zone di
contaminazione e di hot spot;
e) partecipazione ai piani provinciali di Difesa Civile (NBCR);
f) partecipazione a piani di emergenza per eventi di carattere radiologico, chimico.
5. Gestione dei catasti e delle reti di monitoraggio ambientale:
a) gestione rete ondametrica regionale;
b) gestione Osservatorio Corpi idrici;
c) lettura strumentale e manutenzione rete di monitoraggio REMOVER;
d) gestione catasto dei rifiuti;
e) gestione catasto delle sorgenti di radiazioni ionizzanti;
f) gestione catasto delle sorgenti fisse di inquinamento elettromagnetico e degli elettrodotti;
g) raccolta sistematica anche su supporto informatico dei dati relativi alla situazione ambientale e
meteoidrologica comprensiva dei dati quantitativi relativi ai corpi idrici superficiali e sotterranei, comprese
le acque marine e costiere, del suolo naturale e contaminato, ed elaborazione degli annali idrologici;
h) gestione reti monitoraggio qualità aria;
i) gestione del SIRAL per le parti di competenza secondo le direttive della Regione.
i bis) gestione dell’Osservatorio regionale della biodiversità [26]
6. Gestione delle prestazioni analitiche e laboratoristiche:
a) analisi di laboratorio dei materiali campionati ed elaborazione delle misure effettuate;
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b) campionamenti ed analisi finalizzati alla tutela dell'ambiente fisico e degli ecosistemi;
c) applicazione dei criteri di campionamento e di analisi dei limiti di accettabilità e degli standard di qualità
stabiliti dalla normativa statale;
d) adozione delle metodologie per il rilevamento dello stato dell'ambiente e per il controllo dei fenomeni di
inquinamento e dei fattori di rischio;
e) controlli analitici di tipo chimico, fisico, microbiologico e radiometrici sulle diverse matrici ambientali;
f) controlli analitici di elevata specializzazione su specifici inquinanti come amianto, microinquinanti,
pesticidi;
g) controllo analitico delle acque destinate al consumo umano, delle acque di balneazione, degli alimenti e
dei materiali che vengono in contatto con gli alimenti anche in riferimento all’eventuale presenza di
organismi geneticamente modificati.
7. Compiti di educazione ambientale:
a) raccolta dei dati ambientali in possesso di ARPAL e loro pubblicizzazione, secondo le modalità ed i tempi
concordati con la Regione, anche in forma di sintesi, modelli e statistiche, alle diverse tipologie di utenza,
da effettuarsi tramite l’URP e il Centro di documentazione ambientale, da aprirsi alla pubblica fruizione;
b) elaborazione di dati e di informazioni di interesse ambientale e loro diffusione;
c) relazione annuale sui controlli effettuati.
8. Attività relative alla sicurezza impiantistica in ambiente di vita e di lavoro.
Ambienti di lavoro:
supporto tecnico specialistico alle funzioni delle ASL in materia impiantistica ed antiinfortunistica che si
avvalgono di ARPAL per l’espletamento delle omologazioni di impianti elettrici con pericolo di
esplosione/direttiva ATEX e per le verifiche periodiche di cui all’articolo 71 del d.lgs. 81/2008, ai sensi del
decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 11 aprile 2011 [27].
Ambienti di vita:
funzioni di vigilanza e controllo in materia impiantistica ed infortunistica in ambienti di vita con riguardo
all’espletamento delle verifiche periodiche su impianti termici ed a pressione di cui al decreto legislativo 25
febbraio 2000 n. 93 (attuazione della direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione) ed al
decreto ministeriale 1° dicembre 2004 n. 329 (regolamento recante norme per la messa in servizio ed
utilizzazione delle attrezzature a pressione e degli insiemi di cui all’articolo 19 del d.lgs 25 febbraio 2000 n.
93).
ALLEGATO B
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ATTIVITA’ A RICHIESTA
1. Supporto tecnico- scientifico ai livelli istituzionali competenti:
a) consulenza tecnica e pareri tecnici in merito alle istanze presentate;
b) (Omissis) [28];
c) supporto per l’esame interdisciplinare della documentazione tecnica relativa alle domande di
approvazione e di autorizzazione in materia ambientale;
d) partecipazione alle istruttorie sulle bonifiche di siti contaminati di interesse nazionale, regionale e
comunale;
e) redazione di piani di caratterizzazione dei siti pubblici o in presenza di azione pubblica in danno;
f) parere su utilizzo rocce e terre di scavo;
g) supporto tecnico alla Regione o all'Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente e per i servizi
tecnici (APAT) in relazione all'istruttoria per l'accertamento della valutazione di impatto ambientale;
h) supporto per la predisposizione dei piani e dei programmi ambientali e sanitari;
i) supporto quantificazione danno ambientale con verifica entità danno e individuazione operazioni
necessarie per il ripristino dei luoghi e ipotesi di costi;
j) supporto alle attività di promozione di sistemi di gestione ambientale;
k) supporto tecnico-scientifico nelle istruttorie per la valutazione e prevenzione dei rischi di incidenti
rilevanti;
l) cooperazione a livello tecnico e scientifico con l’APAT ed altri enti ed istituzioni operanti nel settore della
prevenzione ambientale e igienico-sanitaria;
m) verifiche periodiche su impianti elettrici;
n) verifiche periodiche su ascensori e montacarichi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30
aprile 1999 n. 162 (regolamento recante norme per l’attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e
di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi, nonché
della relativa licenza di esercizio).
ALLEGATO C
RIPARTO DELLE COMPETENZE IN MATERIA DI PREVENZIONE COLLETTIVA E CONTROLLI AMBIENTALI TRA
AZIENDE UNITA' SANITARIE LOCALI E AGENZIA REGIONALE PER L'AMBIENTE LIGURE
DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE DELL’ASL
DIPARTIMENTI PROVINCIALI DELL'ARPAL
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- U.O. Igiene e sanità pubblica
Attività di prevenzione e controllo
ambientale con riferimento a:
Con particolare riferimento alle attività di:
Profilassi diretta e indiretta delle malattie
infettive e diffusive, Medicina legale, Igiene
edilizia, Igiene delle strutture ad uso collettivo,
Coordinamento di programmi di prevenzione
secondaria;
a) acqua,
b) aria,
c) suolo,
d) rifiuti (solidi e liquidi);
Rete laboratoristica per la tutela
dell'ambiente e per l’esercizio delle funzioni
di sanità pubblica;
Radioattività ambientale;
- U.O. Prevenzione e sicurezza negli ambiti di
lavoro con particolare riferimento alle attività
relative ai controlli impiantistici e periodici in
ambienti di lavoro, all’inquinamento acustico
negli ambienti di lavoro, alla tutela della salute
dei lavoratori;
Controlli impiantistici preventivi e periodici;
Inquinamento acustico degli ambienti di
vita;
Grandi rischi industriali.
- U.O. Igiene degli alimenti e della nutrizione
con particolare riferimento alle attività di igiene
degli alimenti, della nutrizione e delle acque
per il consumo umano;
- U.O. Sanità animale ed igiene degli
allevamenti e delle produzioni zootecniche, con
particolare riferimento alle attività dei due
nuclei operativi sanità animale ed igiene degli
allevamenti e delle produzioni zootecniche;
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- U.O. Igiene della produzione, trasformazione,
commercializzazione e trasporto degli alimenti
di origine animale e loro derivati.
29
[1] Lettera inserita dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[2] Articolo abrogato dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[3] Comma aggiunto dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[4] Lettera così sostituita dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[5] Comma così sostituito dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[6] Comma così modificato dall'art. 6 della L.R. 27 giugno 2012, n. 22.
[7] Comma così modificato dall'art. 6 della L.R. 27 giugno 2012, n. 22.
[8] Comma inserito dall'art. 6 della L.R. 27 giugno 2012, n. 22.
[9] Comma inserito dall'art. 6 della L.R. 27 giugno 2012, n. 22.
[10] Comma così modificato dall'art. 6, comma 4, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12,
della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "1. Presso
l'ARPAL è istituito un Collegio dei Revisori dei Conti composto da tre membri, di cui un presidente e due
componenti, nominati dalla Giunta regionale e scelti tra i revisori contabili iscritti nel registro previsto
dall'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992 n. 88 (attuazione della Direttiva CEE n. 253/84
relativa alla abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili).".
[11] Comma così modificato dall'art. 6, comma 5, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12,
della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "2. La
Giunta regionale procede alla nomina dei revisori di cui al comma 1 e dei relativi supplenti, fra coloro che
hanno presentato domanda.".
[12] Comma così modificato dall'art. 6, comma 6, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12,
della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "4. Il
Collegio dei Revisori dei Conti resta in carica tre anni. I membri del Collegio possono essere revocati per
giusta causa e possono rinunziare all'incarico; in tal caso la rinuncia è comunicata al Direttore Generale
dell'ARPAL e alla Giunta regionale.".
[13] Comma abrogato dall'art. 6 , comma 7, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12, della
L.R. 27 giugno 2012, n. 22.
[14] Comma così modificato dall'art. 6, comma 8, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12,
della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "6. Il
Collegio dei Revisori dei Conti esercita il controllo sulla gestione contabile e finanziaria dell'ARPAL,
valutandone la conformità dell'azione e dei risultati alle norme che disciplinano l'attività dell'Agenzia, ai
http://www.edizionieuropee.it/data/html/120/li4_07_046.html?jdHZsCBn
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§ 4.7.46 - L.R. 4 agosto 2006, n. 20. Nuovo ordinamento dell’Agenzia Regionale pe... Page 35 of 35
programmi, ai criteri e alle direttive della Regione e ai principi di buon andamento della pubblica
amministrazione principalmente per quanto attiene alle esigenze di efficacia e di economicità.".
[15] Alinea così modificato dall'art. 6, comma 9, a decorrere da quanto previsto al successivo comma 12,
della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "7. In
particolare, il Collegio:".
[16] Comma così modificato dall'art. 6, comma 10, a decorrere da quanto previsto al successivo comma
12, della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "8. Il
Presidente del Collegio comunica i risultati delle verifiche di cassa e dell'attività di vigilanza prevista dal
comma 7, lettere a) e d) al Direttore Generale e alla Giunta regionale.".
[17] Comma così modificato dall'art. 6, comma 11, a decorrere da quanto previsto al successivo comma
12, della L.R. 27 giugno 2012, n. 22. Il testo vigente fino a tale decorrenza differita è il seguente: "9. La
Giunta regionale determina l’indennità spettante al Presidente e ai componenti del Collegio dei Revisori dei
Conti all'atto della nomina del Collegio. Si applicano le disposizioni della legge regionale 3 gennaio 1978 n.
1 (rimborso spese ai componenti di organi collegiali non elettivi della Regione o le cui spese di
funzionamento sono a carico della stessa).".
[18] Articolo inserito dall'art. 18 della L.R. 21 dicembre 2012, n. 50.
[19] Articolo così sostituito dall'art. 18 della L.R. 21 dicembre 2012, n. 50.
[20] Articolo abrogato dall'art. 12 della L.R. 28 ottobre 2008, n. 39.
[21] Comma inserito dall'art. 15 della L.R. 11 maggio 2009, n. 16, che ha inserito il comma 4 bis all'art. 9
della L.R. 39/2008, con cui è stato inserito il comma 4 bis all'art. 34 della L.R. 20/2006.
[22] Comma così modificato dall'art. 9 della L.R. 28 ottobre 2008, n. 39.
[23] Comma inserito dall'art. 9 della L.R. 28 ottobre 2008, n. 39.
[24] Sostituisce il comma 5 dell’art. 101 della L.R. 21 giugno 1999, n. 18.
[25] Punto così modificato dall'art. 20 della L.R. 10 luglio 2009, n. 28.
[26] Lettera aggiunta dall'art. 20 della L.R. 10 luglio 2009, n. 28.
[27] Capoverso così modificato dall'art. 13 della L.R. 27 dicembre 2011, n. 38.
[28] Lettera soppressa dall'art. 20 della L.R. 10 luglio 2009, n. 28.
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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 febbraio 2004
Pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale dell’11 marzo 2004 n. 59
Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e
regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile.
(Testo coordinato con le modifiche introdotte dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2005 pubblicata sulla
G.U. 8 marzo 2005, n. 55)
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'articolo 5, comma 2, del decreto 7 settembre 2001, n.343, convertito con modificazioni dalla legge 9 novembre
2001, n. 401, in cui e' previsto che il Presidente del Consiglio dei Ministri predisponga gli indirizzi operativi dei
programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonché i programmi nazionali di soccorso ed i piani per l'attuazione
delle conseguenti misure di emergenza, d'intesa con le Regioni e gli Enti locali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 dicembre 1998, recante l'approvazione del programma di
potenziamento delle reti di monitoraggio meteo-idropluviometrico mirato alla realizzazione di una copertura omogenea
sul territorio nazionale;
Visto il progetto per la realizzazione dei centri funzionali approvato nella seduta del 15 gennaio 2002 dal Comitato
tecnico di cui alla legge 1998, n. 267 e al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sopra richiamato, nonché
quanto stabilito in merito dall'ordinanza di protezione civile n. 3134 del 10 maggio 2001, così come modificata
dall'ordinanza di protezione civile n. 3260 del 27 dicembre 2002;
Vista la circolare 7 agosto 2003 del Dipartimento della protezione civile indirizzata alle Regioni ed alle Province
autonome di Trento e di Bolzano, alle Province ed agli Uffici territoriali di Governo, che evidenzia la necessità di una
cura continua ed adeguata dei corsi d'acqua, al fine di garantirne il regolare scorrimento per il migliore deflusso delle
acque, soprattutto in occasione del verificarsi di eventi meteorologici intensi e che, inoltre, indica come fondamentali la
sorveglianza e la manutenzione ordinaria degli argini e delle infrastrutture che potrebbero influire sul deflusso delle
acque durante un evento di piena;
Vista la nota del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 settembre 2003, indirizzata ai Presidenti delle Regioni e
delle Province autonome di Trento e di Bolzano, all'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), all'UPI (Unione
Province d'Italia), all'UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), contenente gli «Indirizzi operativi
per fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici», in cui vengono evidenziate le
problematiche urgenti da affrontare ed individuate le iniziative da porre in essere per ridurre il rischio per la
popolazione legato agli eventi idrogeologici;
Considerata l'urgenza di individuare le autorità competenti ed i soggetti responsabili, a livello statale e regionale,
dell'allertamento nelle diverse fasi del sistema di protezione civile in previsione oppure in caso di eventi della medesima
natura che determinino situazioni di rischio per la popolazione ed i beni;
Considerata, inoltre, la necessità di identificare i soggetti istituzionali e gli organi territoriali che devono essere coinvolti
nelle attività di previsione e prevenzione del rischio e di gestione dell'emergenza, nonché i legami funzionali tra i citati
soggetti per affiancare le autorità di protezione civile;
Considerata, altresì, l'urgenza e la necessità di chiarire e disciplinare, nell'ambito del quadro legislativo vigente, i
rapporti tra i soggetti e le attività in materia di difesa del suolo e di protezione civile;
Ritenuto di dover disciplinare i rapporti funzionali e di collaborazione tra il sistema di protezione civile statale e
regionale e gli altri soggetti istituzionali preposti;
Ritenuto, inoltre, di dover definire gli strumenti e le modalità per regolare il flusso delle informazioni relative al
manifestarsi ed all'evolversi dei rischi idrogeologici ed idraulici conseguenti ad eventi meteoidrogeologici
particolarmente intensi che possono costituire elemento di pericolosità per la popolazione ed i beni;
Acquisita l'intesa con le Regioni e le Province Autonome nella riunione dell'8 gennaio 2004;
Adotta
i seguenti indirizzi operativi
per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale distribuito, statale e regionale, per il
rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile.
1. Finalità e compiti generali
Il presente atto ha lo scopo di:
- individuare le autorità a cui compete la decisione e la responsabilità di allertare il sistema della protezione civile ai
diversi livelli, statale e regionale, e nelle diverse fasi dell'eventuale manifestarsi, nonché del manifestarsi, di calamità,
catastrofi e altri eventi che possano determinare o che determinino situazioni di rischio;
- definire i soggetti istituzionali e gli organi territoriali coinvolti nelle attività di previsione e prevenzione del rischio e
di gestione dell'emergenza, nonché i loro legami funzionali ed organizzativi al fine di sostenere le autorità di protezione
civile, sia in tale decisione ed assunzione di responsabilità che nella organizzazione ed attuazione di adeguate azioni di
contrasto del rischio stesso;
- stabilire gli strumenti e le modalità con cui le informazioni relative all'insorgenza ed evoluzione del rischio
idrogeologico ed idraulico, legate al manifestarsi di eventi meteoidrologici particolarmente intensi tali da generare nelle
diverse aree del Paese situazioni di dissesto per il territorio, nonché di pericolosità per la popolazione, devono essere
raccolte, analizzate e rese disponibili alle autorità, ai soggetti istituzionali ed agli organi territoriali individuati e
coinvolti nel sistema e nelle attività di protezione civile;
- sancire i rapporti funzionali e le relazioni di leale collaborazione tra il sistema della protezione civile, sia nazionale
che regionale, e le altre autorità, i soggetti istituzionali e gli organi territoriali, preposti, ancorché con altre finalità e
strumenti, ma comunque ordinariamente, alla valutazione e mitigazione del rischio in materia;
- organizzare il sistema di allerta nazionale distribuito, ferme restando le prerogative in materia di legislazione
concorrente e nel rispetto delle competenze delle Regioni a statuto ordinario e quelle autonome a statuto speciale.
Al governo del sistema di allerta nazionale distribuito concorrono responsabilmente:
- la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento della protezione civile;
- le Presidenze delle Giunte regionali, attraverso soggetti e strutture a tal fine individuati e/o delegati, in attuazione di
quanto specificato dalla circolare del 30 settembre 2002, n. DPC/CG/0035114 e di quanto previsto dalla legge 183/1989
e successive modificazioni, dalla legge n. 225/1992, dal decreto legislativo n.112/1998 e dalla legge n. 401/2001 e dalle
normative regionali di riferimento.
La gestione del sistema di allerta nazionale e' assicurata dal Dipartimento della protezione civile e dalle Regioni
attraverso la rete dei Centri Funzionali, nonché le strutture regionali ed i Centri di Competenza chiamati a concorrere
funzionalmente ed operativamente a tale rete, così come stabilito dall'ordinanza n. 3134 del 10 maggio 2001, e così
come modificata dall'ordinanza n.3260 del 27 dicembre 2002, e realizzata secondo il progetto approvato, nella seduta
del 15 gennaio 2002, dal Comitato tecnico di cui alla legge n. 267/1998 e al DPCM 15/12/1998.
Le Province autonome aderiscono alla gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale
distribuito per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile, tramite apposita convenzione da stipulare
con il Dipartimento della protezione civile ferme restando le competenze riconosciute alle stesse dallo Statuto di cui al
DPR del 31 agosto 1971, n. 670.
L'architettura istituzionale, il quadro dei compiti e delle funzioni, nonché le modalità di gestione, interscambio e
condivisione delle informazioni previste nell'ambito del progetto citato in precedenza e tese al governo non solo della
rete dei Centri Funzionali ma del sistema della protezione civile nazionale, statale e regionale, da parte delle Autorità
competenti, sono da intendersi modificate ed integrate ai sensi del presente atto; il che vale anche per i contenuti del
programma richiamato dal DPCM 15/12/1998.
Ciascuna Regione avrà quindi cura di indirizzare e/o stabilire le procedure e le modalità di allertamento del proprio
sistema di protezione civile ai diversi livelli, regionale, provinciale e comunale ai sensi del dal decreto legislativo
n.112/1998, della legge n. 401/2001 e della normativa regionale in materia di protezione civile, nonché secondo le
indicazioni del presente atto ed i criteri di massima per la pianificazione d'emergenza già emanati dal Dipartimento della
protezione civile.
A tal fine il sistema di allerta nazionale prevede:
una fase previsionale costituita dalla valutazione, sostenuta da una adeguata modellistica numerica, della situazione
meteorologica, nivologica, idrologica, idraulica e geomorfologica attesa, nonché degli effetti che tale situazione può
determinare sull'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente;
una fase di monitoraggio e sorveglianza, articolata in:
i)
osservazione qualitativa e quantitativa, diretta e strumentale, dell'evento meteoidrologico ed
idrogeologico in atto,
ii)
previsione a breve dei relativi effetti attraverso il now casting meteorologico e/o modelli afflussideflussi inizializzati da misure raccolte in tempo reale.
Le precedenti fasi attivano:
la fase di prevenzione del rischio, attraverso sia azioni, anche di contrasto dell'evento, incluse nei Programmi regionali
di previsione e prevenzione, che interventi urgenti anche di natura tecnica, così come previsto dall'art. 108 del decreto
legislativo n. 112/1998;
le diverse fasi della gestione dell'emergenza, in attuazione dei Piani d'emergenza regionali, provinciali e comunali,
redatti sulla base di indirizzi regionali, relativi anche all'organizzazione funzionale degli stessi interventi urgenti.
I Programmi regionali di previsione e prevenzione, oltre a recepire le funzioni, i compiti e l'organizzazione delle fasi
di previsione, monitoraggio e sorveglianza, devono altresì promuovere l'organizzazione funzionale ed operativa del
servizio di piena e di pronto intervento idraulico, di cui al R.D. n. 523/1904 e al R.D. n. 2669/1937 e successive
modifiche ed integrazioni, nell'ambito dei presidi territoriali, così come stabilito dal presente atto.
Tuttavia, qualora tale organizzazione sia stata già in tal senso predisposta ed adottata dalle Regioni, essa dovrà essere
recepita nei Programmi regionali di previsione e prevenzione e adeguatamente armonizzata con l'organizzazione dei
presidi territoriali stessi.
I Piani d'emergenza devono quindi collegarsi organicamente e funzionalmente ai Programmi di previsione e
prevenzione, individuando, tra l'altro e se del caso, le procedure per l'azione dei presidi territoriali anche a scala
comunale.
Altresì i Piani d'emergenza regionali e/o provinciali devono contemplare o recepire i Piani di emergenza relativi alle
dighe, predisposti anche ai sensi della legge 3 agosto 1998, n. 267.
Ai fini di assicurare il compiuto ed efficace svolgimento dei compiti e delle funzioni indirizzati e coordinati dal presente
atto, l'attività tecnico-operativa del Dipartimento, i Programmi regionali di previsione e prevenzione, nonché i Piani
provinciali e comunali di emergenza devono garantire l'unitaria considerazione delle problematiche, degli interventi e
delle attività afferenti a ciascun bacino idrografico, così come definito anche ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della legge
n. 183/1989.
Assunto che le Regioni, in quanto titolari, in forma singola o associata, dei poteri di Autorità di bacino agiscano ai
sensi del comma 2 dell'art. 3 della predetta legge, cioè "secondo criteri, metodi e standards, nonché modalità di
coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici, comunque competenti, al fine di garantire omogeneità di
condizioni di salvaguardia della vita umana e del territorio, ivi compresi gli abitati ed i beni", dovrà altresì essere
garantito un efficace e proficuo coordinamento tra le attività di protezione civile nel tempo reale e quelle di
pianificazione e prevenzione nel tempo differito.
A tal fine si può definire:
il tempo reale come quel periodo misurabile ancora in mesi, in cui deve svilupparsi e determinarsi l'efficacia
dell'azione urgente e generalmente non permanente di protezione civile. Tale periodo comprende:
- i) la previsione del manifestarsi di un evento, ancorché complesso, sia esso di origine naturale e/o antropica
- ii) il contrasto ed il contenimento dei conseguenti effetti soprattutto sulla popolazione ed i suoi beni,
- iii) la gestione, quando del caso, dello stato di emergenza
- iv) il ripristino delle condizioni di vita preesistenti all'evento stesso, perseguendo anche, ove possibile e
attraverso opportuni interventi, la riduzione della pericolosità;
il tempo differito come quel periodo misurabile non più in mesi, ma in anni, decenni e secoli, in cui le azioni di studio
e previsione, nonché di pianificazione, programmazione e realizzazione di interventi, sono volte a garantire condizioni
permanenti ed omogenee sia di salvaguardia della vita umana e dei beni, che di tutela ed uso sostenibile delle risorse
ambientali.
2. Zone d'allerta, soglie, livelli di criticità e livelli d'allerta.
Ai fini delle attività di previsione e prevenzione, le Regioni, anche cooperando tra loro e d'intesa con il Dipartimento
della protezione civile, suddividono e/o aggregano i bacini idrografici di propria competenza, o parti di essi, in ambiti
territoriali significativamente omogenei per l'atteso manifestarsi nel tempo reale della tipologia e della severità degli
eventi meteoidrologici intensi e dei relativi effetti.
Tali ambiti territoriali sono denominati Zone di allerta. Le zone di allerta sono quindi identificate e delimitate tenendo
in considerazione:
- le possibili tipologie di rischio presenti;
- il naturale evolversi nello spazio e nel tempo degli eventi e dei relativi effetti;
- le relazioni ed i vincoli geologici, idrologici, idraulici, infrastrutturali, amministrativi e socio-ambientali tra i diversi
ambiti territoriali e tra i diversi bacini;
- le indicazioni e risultanze presenti nei piani stralcio per la tutela dal rischio idrogeologico di cui all'art. 1, comma 1,
del decreto-legge n. 180/1998;
- la più generale pianificazione nazionale, regionale e provinciale in materia.
In ogni zona e per ciascuna tipologia di rischio le Regioni devono identificare adeguate grandezze e relativi valori, quali
precursori ed indicatori del probabile manifestarsi di prefigurati scenari d'evento, nonché dei conseguenti effetti
sull'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente, qualora non intervenga nessuna azione di contrasto
e contenimento, ancorché temporanea e provvisoria, dell'evento stesso.
Tale identificazione deve essere ottenuta sulla base, sia della conoscenza storica del manifestarsi e dell'evolversi nel
tempo e sul territorio di eventi significativi e dei relativi effetti, sia di modellazioni, anche speditive, degli eventi e degli
effetti ritenuti più probabili.
In generale, la valutazione degli effetti, oltre alla loro estensione e consistenza quantitativa, deve riguardare con
crescente priorità ed importanza quelli relativi:
- all'ambiente;
- alle attività;
- agli insediamenti ed ai beni dislocabili e non dislocabili;
- alle infrastrutture ed agli impianti per i trasporti, per i servizi pubblici locali e collettivi, per i servizi sanitari;
- alla salute ed alla vita degli esseri viventi in generale ed umani in particolare;
definendo così una gerarchia degli elementi esposti alla pericolosità dell'evento stesso.
Si definisce rischio, in una data zona, la probabilità che un evento prefigurato, atteso e/o in atto, nonostante le azioni di
contrasto, determini un certo grado di effetti gerarchicamente e quantitativamente stimati, sugli elementi esposti in tale
zona alla pericolosità dell'evento stesso.
Si definisce scenario di rischio, l'evoluzione nello spazio e nel tempo dell'evento e dei suoi effetti, cioe' della
distribuzione degli esposti stimati e della loro vulnerabilità anche a seguito di azioni di contrasto.
Si definisce quindi scenario d'evento, l'evoluzione nello spazio e nel tempo del solo evento prefigurato, atteso e/o in
atto, pur nella sua completezza e complessità.
Le Regioni, anche cooperando tra loro e d'intesa con il Dipartimento, stabiliscono un insieme di valori degli indicatori
che, singolarmente o concorrendo tra loro, definiscono, per ogni tipologia di rischio,
un sistema di soglie articolato almeno sui due livelli di moderata ed elevata criticità, oltre che un livello base di
situazione ordinaria, in cui le criticità possibili sono ritenute comunemente ed usualmente accettabili dalle popolazioni.
Poiché lo scenario d'evento previsto, monitorato e sorvegliato nel tempo reale potrebbe manifestarsi in modo ben
differente da quanto descritto dal relativo prefigurato scenario d'evento, i valori assunti nel sistema di soglie, nonché i
relativi livelli di criticità, devono precauzionalmente ed adeguatamente includere una quota di "non conoscenza", cioè
di incertezza nella valutazione dei prefigurati scenari di rischio, da associare alle stime fatte in tale ambito valutativo.
Sarà cura delle Regioni far sì che al raggiungimento e/o superamento di tali soglie, ancorché semplicemente previsto,
siano pianificati e fatti corrispondere i livelli di allerta del sistema della protezione civile preposti:
- prima del manifestarsi dell'evento temuto , alle fasi di attivazione dei sistemi di contrasto preventivo degli eventi e
dei conseguenti effetti, nonché di preparazione all'emergenza;
- durante e dopo il manifestarsi dell'evento, alla fase di governo e superamento dell'emergenza.
La relazione tra i livelli di criticità e i livelli di allerta, le azioni di protezione civile da attivare progressivamente
nell'ambito di tali livelli di allerta al crescere della criticità, le funzioni di supporto ed i soggetti responsabili di tali
funzioni, devono essere dalle Regioni univocamente stabiliti, funzionalmente rappresentati e comunicati al
Dipartimento della protezione civile.
L'adozione e la dichiarazione dei diversi livelli di allerta del sistema della protezione civile da parte delle Regioni sulla
base dei raggiunti livelli di criticità, e quindi di attivazione delle diverse fasi dei Piani provinciali e comunali di
emergenza, compete al Presidente della Giunta regionale o a soggetto da lui a tal fine delegato sulla base della
legislazione regionale in materia.
La valutazione dei livelli di criticità, attesi o in atto, in rapporto ai predefiniti scenari di evento compete al Centro
Funzionale.
A tali fini e' definito un Avviso di criticità, in cui e' esposta una generale valutazione della criticità degli effetti. Tale
valutazione e' fondata, sia sul raggiungimento da parte dei valori assunti nel tempo reale dagli indicatori dello scenario
d'evento atteso delle soglie relative al livello di criticità minimo, sia sulla percentuale di avvicinamento tendenziale di
tali indicatori alle soglie definite per il livello di criticità successivo.
L' adozione dell' Avviso e' di competenza del Presidente della Giunta regionale o dal soggetto da lui a tal fine delegato
sulla base della legislazione regionale in materia.
L'evoluzione nello spazio e nel tempo della criticità, cioè dello scenario di criticità, e' valutata in successivi
aggiornamenti esposti in un Avviso, oppure in bollettini, secondo quanto a tal fine e preventivamente stabilito dalle
Regioni.
Gli scenari di moderata ed elevata criticità, nonché quello di ordinaria criticità, a cui può corrispondere uno stato di
generica attenzione da parte dei Centri Funzionali interessati, devono essere riferiti almeno alle 24 ore successive
all'emissione dell'Avviso di criticità.
A prescindere dalla definizione sia dei livelli di criticità che della relazione tra questi ed i livelli d'allerta e permanendo
comunque nella responsabilità del Presidente della Giunta regionale o del soggetto da questi delegato, la dichiarazione
dei livelli di allerta e l'attivazione dei piani di emergenza, qualora richiesto e concordato con la Regione, oppure
imposto da giustificati motivi, la responsabilità relativa alla valutazione e dichiarazione dei livelli di criticità
raggiungibili e/o raggiunti sul territorio regionale può essere assunta dal Dipartimento della protezione civile.
3. Compiti, funzioni ed organizzazione della rete dei Centri Funzionali per le finalità di protezione civile e dei Centri
di Competenza.
L'architettura di base del sistema dei Centri Funzionali
Compito della rete dei Centri Funzionali e' quello di far confluire, concentrare ed integrare tra loro:
- i dati qualitativi e quantitativi rilevati dalle reti meteoidro-pluviometriche, dalla rete radarmeteorologica nazionale,
dalle diverse piattaforme satellitari disponibili per l'osservazione della terra;
- i dati territoriali idrologici, geologici, geomorfologici e quelli derivanti dai sistemi di monitoraggio delle frane;
- le modellazioni meteorologiche, idrologiche, idrogeologiche ed idrauliche.
La finalità di tale compito e' di fornire un servizio continuativo per tutti i giorni dell'anno e, se del caso, su tutto l'arco
delle 24 ore giornaliere che sia di supporto alle decisioni delle autorità competenti per le allerte e per la gestione
dell'emergenza, nonché assolva alle necessità operative dei sistemi di protezione civile.
La Regione garantirà il raccordo tra il Centro Funzionale e le sale operative regionali e/o provinciali, nonché con ogni
altra struttura preposta alla sintesi di tutte le informazioni necessarie all'attività decisionale ed operativa ai fini di
protezione civile, dandone successiva informazione al Dipartimento.
Ai fini delle funzioni e dei compiti valutativi e decisionali, nonché delle conseguenti assunzioni di responsabilità, la rete
dei Centri Funzionali e' costituita dai Centri Funzionali regionali, o decentrati, e da un Centro Funzionale statale, o
centrale, presso il Dipartimento della protezione civile.
La rete dei Centri Funzionali opera secondo criteri, metodi, standard e procedure comuni ed e' componente del Servizio
nazionale della protezione civile.
Il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento della protezione civile e' organizzato come i Centri Funzionali
decentrati ed assolve, tra l'altro, ai compiti ed alle funzioni di:
- indirizzo e coordinamento generale della rete dei Centri Funzionali; su esplicita richiesta delle Regioni stesse e/o per
giustificati motivi, il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento potrà sostituire nei compiti e nelle funzioni uno
o più Centri Funzionali decentrati;
- generale sorveglianza idropluviometrica e radarmeteorologica, anche di singoli territori regionali, provinciali e
comunali, affiancando i Centri Funzionali decentrati o se del caso in loro sostituzione;
- predisposizione per tutta la rete dei Centri Funzionali della mosaicatura delle informazioni prodotte dagli impianti
radar meteorologici esistenti sul territorio nazionale;
- mantenimento di rapporti operativi con il Registro italiano dighe e con il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica
Militare, oltre che con l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, nonché con gli organi
internazionali competenti in materia;
- promozione di studi e ricerche, nonché dello sviluppo di prodotti per l'ottimale funzionamento della rete dei Centri
Funzionali e per far progredire complessivamente le capacità di previsione e prevenzione del sistema della protezione
civile nel tempo reale.
Ciascun Centro Funzionale decentrato e' un sist ema generalmente organizzato in tre grandi aree , a cui possono
concorrere per lo svolgimento delle diverse funzioni, unitariamente dirette e coordinate a tal fine, altre strutture
regionali e/o Centri di Competenza.
La prima area e' dedicata alla raccolta , concentrazione, elaborazione, archiviazione e validazione dei dati rilevati nel
territorio di competenza che dovranno quindi essere trasmessi al Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento,
nonché, qualora ciò sia previsto da intese o accordi tra A mministrazioni diverse, alla raccolta di dati provenienti da altre
reti di rilevamento e sorveglianza dei parametri meteo -pluvio-idrometrici.
La seconda area e' dedicata all'interpretazione nonché all'utilizzo integrato dei dati rilevati e delle informazi oni
prodotte dai modelli previsionali relativi al dominio territoriale di competenza di ciascun Centro Funzionale decentrato,
nonché a fornire pieno supporto alle decisioni delle Autorità di protezione civile competenti per gli allertamenti.
La terza area e' dedicata alla gestione del sistema di scambio informativo che garantisce il funzionamento dei sistemi
di comunicazione, cura l'interscambio dei dati, anche in forma grafica e della messaggistica tra i Centri Funzionali
anche ai fini dell'esercizio dei compiti nazionali, di cui all'art. 2 della legge n. 183/1989 ed all'art. 88 del decreto
legislativo n. 112/1998 ed é la sede di connessione tra i Centri Funzionali ed i Centri di Competenza laddove esistenti.
Il servizio svolto dalla rete dei Centri Funzionali nel tempo reale assume in sé, sia la fase di previsione che la fase di
monitoraggio e sorveglia nza.
La fase di previsione e' articolata in tre funzioni.
- La prima e' relativa alla assimilazione dei dati osservati e/o all'elaborazione della previsione circa la natura e
l'intensità degli eventi meteorologici attesi.
- La seconda e' relativa alla previsi one degli effetti che il manifestarsi di tali eventi dovrebbe determinare sul
dominio territoriale attribuito a ciascun Centro Funzionale.
- La terza e' relativa alla valutazione del livello di criticità complessivamente atteso nelle zone d'allerta, ottenuto
anche
confrontando le previsioni elaborate con i valori delle soglie adottate.
Mentre la prima funzione può essere assolta anche con il concorso di Centri di Competenza, la seconda e la terza
funzione devono essere assolte in via prioritaria da ogni Centr o Funzionale, presso cui devono comunque risiedere le
necessarie competenze e le specifiche attività tecniche di supporto alle decisioni.
La fase di monitoraggio e sorveglianza ha lo scopo, tramite la trasmissione, la raccolta e la concentrazione nei Cent ri
Funzionali dei dati rilevati per le diverse finalità dalle diverse tipologie di sensori, nonché tramite le notizie non
strumentali reperite localmente, di rendere disponibili informazioni che consentano sia di formulare e/o di confermare
gli scenari pre visti che di aggiornarli a seguito dell'evoluzione dell'evento in atto.
Tale attività di reperimento locale di informazioni anche non strumentali dovrà essere contemplata tra i compiti
principali da attribuire ai presidi territoriali di cui ai punti succes sivi.
Tale fase e' articolata in quattro funzioni:
- la prima e' relativa alla composizione e rappresentazione di dati meteo -climatici rilevati sia da piattaforme
satellitari, radiosonde e sonde aerostatiche, che da stazioni strumentali e reti a terra;
- la seconda e' relativa alla composizione e rappresentazione di dati idropluviometrici;
- la terza e' relativa alla previsione a brevissimo termine sia dell'evoluzione dell'evento che dei relativi effetti
attraverso il now casting meteorologico, cioè l'uso di mode lli meteorologici ad area limitata inizializzati sulla base
delle informazioni radarmeteorologiche e pluvioidrometriche raccolte in tempo reale, e quindi di modelli
idrologici-idraulici-idrogeologici, oppure attraverso il solo uso dei modelli idrologici - idraulici-idrogeologici
inizializzati dalle misure pluvioidrometriche raccolte in tempo reale;
- la quarta e' relativa alla verifica del livello di criticità in essere e previsto, attraverso il confronto delle misure
rilevate con le soglie adottate e/o con ev entuali notizie fornite da osservatori locali debitamente istruiti.
Mentre la prima, la seconda e la terza funzione possono essere assolte anche con il concorso di Centri di Competenza, la
quarta funzione deve essere assolta esclusivamente da ciascun Centr o Funzionale, presso cui devono risiedere le
necessarie competenze e le specifiche attività tecniche di supporto alle decisioni, nonché tutte le altre informazioni
provenienti dal territorio.
Il servizio svolto dalla rete dei Centri Funzionali comprende, altresì, sia la gestione della rete stessa e il continuo
controllo della sua corretta operatività tanto nel tempo reale quanto nel tempo differito che una attività di progettazione
e realizzazione degli adeguamenti e degli ampliamenti necessari, nonché la permanente attività di studio, definizione ed
aggiornamento delle zone, delle soglie di allerta e dei relativi scenari.
Il Dipartimento della protezione civile e le Regioni garantiscono, anche attraverso soggetti esterni e secondo programmi
comuni e conco rdati, la formazione continua e permanente del personale tecnico ed amministrativo coinvolto nel
sistema di allertamento, necessaria a garantire l'efficacia e l'efficienza del servizio prestato.
Disposizioni operative
Il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento e' operativo per tutti i giorni dell'anno su un arco delle 12 ore e
garantisce sussidiarietà operativa e funzionale nel caso in cui uno o più Centri Funzionali siano nella giustificata
impossibilità di effettuare il servizio.
I Centri Funzi onali devono essere operativi, in caso di necessità, su tutto l'arco delle 24 ore, secondo le proprie
procedure.
Nel caso di eventuale mancanza, ritardo o temporanea sospensione nella fornitura del servizio determinata da cause
tecniche di forza maggiore o dalle necessità di assolvere prioritariamente ad esigenze, anche riconnesse a compiti
d'Istituto, la Regione ne darà immediata e laddove possibile preventiva comunicazione al Dipartimento della protezione
civile, il cui Centro Funzionale sostituirà il Cen tro Funzionale decentrato, per quanto possibile e d'intesa con la Regione
stessa.
Ogni Centro Funzionale decentrato e' altresì impegnato a comunicare al Centro Funzionale centrale presso il
Dipartimento, ogni sistematico mal funzionamento di parti del serv izio e/o del sistema, ovvero eventuali modifiche ad
essi apportate.
Le Regioni accentrano presso il proprio Centro Funzionale i dati rilevati dalle reti di monitoraggio ricadenti nel proprio
territorio, comprese quelle ad esse trasferite ai sensi del DPCM 24 luglio 2002 o gestite da altri soggetti.
I Centri Funzionali decentrati trasferiscono al Centro di Competenza nazionale, sito presso l'Agenzia per la prot
ezione
dell'ambiente e per i servizi tecnici, i dati meteoidro - pluviometrici della rete nazionale integrata di cui all'art. 9, comma
1 lettera b), del DPCM 24 luglio 2002.
I Centri Funzionali decentrati trasferiscono "in prima istanza" al Centro Funzionale sito presso il Dipartimento della
protezione civile, almeno i dati meteo -idro-pluviometrici della rete nazionale integrata di cui all'art. 9, comma 1, let tera
b), del DPCM 24 luglio 2002. In seguito il Dipartimento concerterà con le Regioni le ulteriori modifiche, potenziamenti
ed ampliamenti che si rendessero necessari affinché, sulla base di tale rete nazionale integrata, si definisca una rete
fiduciaria nazionale per le finalità di protezione civile che tenga conto, operando con criteri di efficacia ed efficienza,
delle specifiche necessità anche di monitora ggio e sorveglianza in tempo reale delle aree a rischio.
Il Dipartimento della protezione civile e le Regioni stabiliscono d'intesa criteri, metodi e standard di raccolta,
acquisizione, elaborazione e consultazione dei dati d'interesse per la fase di moni toraggio e sorveglianza svolta dai
Centri Funzionali per le finalità di protezione civile.
Tali standard devono essere tali da garantire al Dipartimento della protezione civile le funzionalità minime necessarie
per svolgere, se richiesto, le funzioni di s upporto e sussidiarietà.
A tal fine devono essere posti in essere tutti i provvedimenti necessari per assicurare la funzionalità del sistema,
soprattutto in condizioni ambientali avverse, prevedendo sistemi di ridondanza dei vettori trasmissivi e degli ele menti
nodali delle reti di telemisura, nonché la continuità operativa degli impianti anche in caso di interruzione
dell'alimentazione elettrica di rete per un periodo di almeno 12 ore.
Tale sistema deve altresì essere in grado di consentire al Dipartimento l'acquisizione dei dati meteo -pluvioidrometrici
misurati per le finalità del tempo reale con un ritardo massimo definito dal Dipartimento d'intesa con le Regioni.
Per garantire la continuità e funzionalità del sistema ai fini di protezione civile, le Regi oni ed il Dipartimento della
protezione civile individuano le apparecchiature e le parti delle reti di rilevamento, esistenti o in corso di realizzazione o
di trasferimento, di interesse per la fase di monitoraggio e sorveglianza svolta dai Centri Funziona li e concorrono alla
loro manutenzione, al loro ampliamento ed adeguamento nel tempo, facendo ricorso al fondo nazionale di protezione
civile nelle modalità da stabilirsi caso per caso e comunque con criteri di uniformità.
Il Dipartimento e le Regioni gara ntiscono reciprocamente la continua disponibilità:
- del flusso dei dati meteo -pluvioidrometrici, satellitari e radarmeteorologici, nonché di previsione degli eventi e dei
relativi effetti, attraverso il sistema di scambio informativo dei Centri Funzionali ;
- delle informazioni e segnalazioni di natura non strumentale, né modellistica, provenienti direttamente dal territorio e/o
comunicate, attraverso i diversi Centri Operativi, anche dai presidi territoriali.
Ciascuna Amministrazione coinvolta nel sistema di scambio informativo dei Centri Funzionali non può utilizzare i dati
resi disponibili da altri per finalità diverse da quelle istituzionali e non può diffonderli a terzi senza preventiva
autorizzazione da parte dell'Amministrazione proprietaria.
Nel caso in cui tali finalità non siano riconducibili ai compiti ed alle funzioni proprie del sistema della protezione civile,
dovranno comunque essere rese note e preventivamente concordate con il Dipartimento stesso.
Centri di Competenza
Sono definiti Centri di Competenza, quei soggetti che forniscono servizi, informazioni, dati, elaborazioni e contributi
tecnico-scientifici in ambiti specifici. Essi possono coincidere con i Centri Funzionali stessi, oppure essere rappresentati
da soggetti, pubblici e privati, e sterni alla rete dei Centri Funzionali, ma ad essa connessi, organizzativamente ed
amministrativamente, attraverso la stipula di convenzioni.
Qualora si tratti di soggetti fornitori di servizi la convenzione di affidamento deve essere accompagnata da uno
specifico disciplinare tecnico.
Sono Centri di Competenza nazionale:
- l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici ;
- il Servizio Meteorologico dell' Aeronautica Militare per il tramite del proprio CNMCA di Pratica di Mare.
Con provvedimento del Capo Dipartimento verranno individuati altri Centri di Competenza, anche su proposta delle
Regioni.
Il Centro di Competenza nazionale presso l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, avrà la stessa
architettura di un Centro Funzionale ed assolverà, in stretto rapporto con il Centro Funzionale centrale presso il
Dipartimento della protezione civile, ai compiti ed alle funzioni convenute con il Dipartimento come dettato dal comma
2 dell'art. 4 dell'OPCM n. 3260/02 ai sensi del comma 2 dell'art. 4 del decreto -legge n. 343/01, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 401/01.
Tra tali compiti e funzioni, prioritariamente riguardanti il rischio idrogeologico ed idraulico nell'ambito del tempo
differito, ai fini della protezione civile e' contemplato lo svolgimento:
- di analisi degli eventi idroge ologici, idraulici e costieri utili per la definizione e l'aggiornamento sia delle Zone di
allerta e delle relative soglie di criticità che del rischio residuo persistente, in particolare nell'ambito di fenomeni
gravitativi di versante;
- di analisi e rico struzione delle serie storiche pluvioidrometriche, se non altrimenti provveduto dai Centri Funzionali
decentrati, utili per la definizione e l'aggiornamento delle Zone di allerta e le relative soglie di criticità;
- del monitoraggio e dell'analisi, anche n el breve periodo, di eventi e/o evoluzioni di grandezze climatologiche ed
ambientali, nonché dello stato del mare, utili anche alla modellistica previsionale nel tempo reale di eventi marittimi e
costieri a scala locale;
- della sorveglianza del buon funzi onamento delle reti fiduciarie pluvioidrometriche, ondametriche e mareali, anche per
il tempo reale, secondo gli indirizzi e gli standard stabiliti dal Dipartimento della protezione civile d'intesa con le
Regioni.
Sarà cura dell'Agenzia per la protezione d ell'ambiente e per i servizi tecnici informare, per quanto di competenza, il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sull'evolversi degli eventi in atto.
Il Centro di Competenza nazionale presso il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare garantirà i rapporti con
i diversi centri europei in materia e sarà responsabile, in particolare:
- della disponibilità e della distribuzione, anche nell'ambito della rete dei Centri Funzionali, dei prodotti del Centro
europeo di previsioni meteorolo giche a medio termine e di EUMETSAT;
- di promuovere, favorire e sostenere, di concerto con il Dipartimento della protezione civile e le Regioni interessate,
anche attraverso i Centri di Competenza, lo sviluppo di nuo vi metodi di analisi meteorologica e meteoclimatica, nonché
di applicazioni nell'ambito della modellistica ad area limitata, nell'assimilazione dei dati, anche satellitari, e nella
mosaicatura meteoradaristica di interesse per le attività di protezione civ ile.
I rapporti tra la rete dei Centri Funzionali ed il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare, saranno regolati e
garantiti dalle convenzioni stipulate dal Dipartimento della protezione civile con il Servizio stesso.
Nell'ambito di tali convenz ioni, tra l'altro, il Dipartimento dovrà, d'intesa con le Regioni, promuovere la definizione e
stabilire le modalità di:
- erogazione al Dipartimento ed alle singole Regioni dei risultati di modellazione degli eventi meteorologici a scala
sinottica e, se d el caso, a scala locale per fini istituzionali, sia in forma numerica che grafica, nonché delle informazioni
e dei dati ottenuti attraverso il Global Telecomunication System, il World Weather Watch ed i servizi satellitari;
- partecipazione ai costi sosten uti dal Servizio Meteorologico dell' Aeronautica Militare e/o da altro Centro di
competenza per nome e per conto del Servizio stesso nello svolgimento delle attività di interesse istituzionale del
Dipartimento della protezione civile e delle Regioni;
- accesso del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare ai dati pluvioidrometrici rilevati dalle reti fiduciarie
delle Regioni;
- partecipazione alle attività per la mosaicatura nazionale delle informazioni ottenute sia dagli impianti radar
meteorologici già operativi che da quelli che saranno predisposti nell'ambito del progetto della copertura
radarmeteorologica del territorio nazionale e/o adeguati a tal fine;
- condivisione ed interscambio, attraverso il Dipartimento, delle informazioni anche non tra ttate ottenute dai singoli
impianti sia militari che civili, anche ai fini dello sviluppo di prodotti innovativi;
- partecipazione del Dipartimento della protezione civile, di Centri Funzionali e di Centri di Competenza alle attività
promosse e/o sostenute dal Servizio presso l'Unione Europea quale rappresentante nazionale in materia ed, in
particolare, la condivisione dei risultati di tali attività nell'ambito della rete dei Centri Funzionali.
4. Previsioni meteorologiche, Avvisi e Bollettini
Considerato che:
- la modellazione a scala sinottica degli eventi meteorologici interessa contemporaneamente ed unitariamente tutta la
rete dei Centri Funzionali e rappresenta condizione irrinunciabile per la modellazione ad area limitata, in particolare a
scala regionale e provinciale, di tali eventi;
- le previsioni meteorologiche numeriche e gli Avvisi meteo rappresentano, rispettivamente, il primo passo verso la
predisposizione della previsione deterministica degli effetti al suolo ed una prima manifesta affermazio ne della loro
possibile criticità;
- la funzione relativa alla previsione della natura e dell'intensità degli eventi meteorologici ai fini della protezione civile,
può essere assicurata alla rete dei Centri Funzionali anche da Centri di Competenza quali, t ra gli altri:
a) le aree di previsione meteorologica dei Centri Funzionali, i servizi meteorologici ed agrometeorologici
regionali con qualificate competenze, nonché dimostrata esperienza ed adeguate capacità operative;
b) la Veglia Meteo del Dipartimento della protezione civile;
c) il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare;
- sono mantenute allo Stato ai sensi dell'art. 107 del decreto legislativo n. 112/98 , sia le fu nzioni e i compiti di rilievo
nazionale relativi
i)
agli indirizzi per la predisposizione e l'attuazione dei Programmi di previsione e prevenzione in
relazione alle varie ipotesi di rischio, la cui realizzazione comunque compete alle Regioni
ii)
all'indirizzo, pr omozione e coordinamento delle attività delle Amministrazioni statali, centrali e
periferiche, delle regioni, delle province, dei comuni, delle comunità montane, degli enti pubblici
nazionali e territoriali e di ogni altra istituzione ed organizzazione pub blica e privata presente sul
territorio nazionale in materia di protezione civile;
e' costituito presso il Dipartimento della protezione civile, Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi,
che ne assume il coordinamento, un Gruppo Tecnico composto da un rappresentante della Veglia Meteo del
Dipartimento della protezione civile, da un rappresentante del Servizio Meteorologico dell' Aeronautica Militare e da un
rappresentante per ciascuna delle Regioni i cui servizi meteorologici, o aree di previsione meteorologica dei rispettivi
Centri Funzionali, siano stati selezionati dal Dipartimento della protezione civile, anche in base a criteri predisposti di
concerto con il Servizio Meteorologico dell' Aeronautica Militare, in ragione dei livelli d i competenza, esperienza,
capacità operative e strumentali espresse.
Le previsioni meteorologiche a scala sinottica ai fini della protezione civile
Il Gruppo Tecnico predispone e comunica formalmente al Capo Dipartimento delle protezione civile entro le o re 12:00
di ogni giorno, effettuate le necessarie verifiche con i rispettivi servizi e sentiti, se del caso, i Centri Funzionali ai quali
sia stata riconosciuta la possibilità di emettere Avvisi, come meglio specificato al punto successivo, le previsioni
meteorologiche a scala sinottica ai fini della protezione civile per le successive 24, 48 e 72 ore.
A tal fine, il Gruppo Tecnico adotta ogni strumento utile alla valutazione e collaborazione in tempo reale con i propri
servizi, comprese la teleconferenza e la firma elettronica.
Il Dipartimento della protezione civile renderà disponibili gli spazi ed i mezzi a tal fine necessari.
Tali previsioni, rappresentate in forma numerica da modelli adeguatamente commentati almeno a scala regionale o in
forma descritti va e grafica, sono predisposte al fine di consentire:
- ai singoli servizi meteorologici o alle aree di previsione meteorologica dei Centri Funzionali decentrati di produrre ed
interpretare efficacemente le proprie previsioni ad area limitata e quindi ai C entri Funzionali decentrati di procedere alla
modellazione dei diversi effetti al suolo;
- al Dipartimento di emettere, quotidianamente , successivamente o contestualmente alla adozione delle previsioni
meteorologiche a scala sinottica, un Bollettino di vi gilanza meteorologica giornaliera nazionale ai fini di protezione
civile, di seguito Bollettino di vigilanza meteo;
- al Dipartimento, per le Regioni dove non sia operativo il Centro Funzionale, nonché alle restanti Regioni, di emettere,
successivamente, s e del caso e secondo proprie procedure, Avvisi di avverse condizioni meteorologiche sempre ai fini
della sola protezione civile, di seguito Avvisi meteo.
Il Dipartimento della protezione civile rende disponibili, a partire dalle ore 12:00 di ogni giorno, l e previsioni
meteorologiche a scala sinottica adottate dal Capo Dipartimento, che ne assume la responsabilità, alle Regioni ed ai
diversi Uffici del Dipartimento stesso per l'espletamento dei conseguenti compiti e funzioni di previsione e prevenzione.
Gli Avvisi meteo nazionali e regionali
Le Regioni presso le quali, oltre ad essere stata preventivamente riconosciuta e concordata dal Dipartimento della
protezione civile l'esistenza delle necessarie competenze, esperienze, capacità operative e strumentali n ell'ambito delle
previsioni meteorologiche, sia operativo anche il Centro Funzionale decentrato, sulla base delle previsioni
meteorologiche a scala sinottica predisposte dal Gruppo Tecnico ed adottate dal Dipartimento, emetteranno
Avvisi
meteo regionali.
Tali Avvisi meteo avranno efficacia, a meno di specifici accordi tra le Regioni limitrofe, solo sul territorio regionale in
cui ha sede il Centro Funzionale decentrato e verranno trasmessi dalle Regioni agli Uffici territoriali di Governo, alle
Province ed ai Comuni interessati secondo proprie procedure, nonché al Dipartimento della protezione civile.
Gli avvisi meteo regional i dovranno quantomeno contenere indicazioni circa il periodo di validità, la tipologia di evento
atteso e/o in atto, il relativo tempo di avvento, durata ed evoluzione a scala regionale, nonché una valutazione anche
solo aggettivale delle grandezze meteoidrologiche attese, con riferimento alle zone d'allerta interessate ed indicate in
forma singola e/o aggregata;
Nel caso di più Avvisi meteo regionali e/o di eventi stimati dal Dipartimento della protezione civile di riconosciuta
rilevanza a scala sovra regionale, il Dipartimento stesso provvederà ad emettere un Avviso meteo nazionale, costituito
dall'integrazione degli Avvisi meteo regio nali pervenuti e dalle valutazioni effettuate dal Dipartimento stesso
relativamente alle Regioni presso le quali il Centro Funzionale decentrato non sia ancora stato attivato, oppure
sia di fatto o sia stato dichiarato dal Presidente della Giunta regionale non operativo.
L'Avviso meteo nazionale e' predisposto nell'ambito dell'Ufficio pianificazione valutazione e prevenzione dei rischi
dalla Veglia Meteo di concerto con il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento che, a tal fine, procederà ad una
ricognizione e, se del caso, ad un'analisi speditiva su tutto il territorio nazionale della possibile criticità degli effetti
indotti dall'intensità e dalla persistenza degli eventi meteorologici, idrogeologici ed idraulici attesi anche a scala
regionale.
L'Avviso meteo nazionale oltre a prendere atto degli avvisi meteo regionali emessi, analogamente a questi contiene
indicazioni circa il suo periodo di validità e le Regioni interessate. Tali indicazioni saranno, altresì, accompagnate da
una breve sintesi d ella situazione meteorologica in atto e prevista dal Gruppo Tecnico, da una descrizione sintetica del
tipo di evento atteso, da una valutazione del suo tempo di avvento e della durata della sua evoluzione spazio -temporale,
nonché da una valutazione anche solo aggettivale delle grandezze meteoidrologiche attese.
Il Dipartimento della protezione civile renderà tempestivamente disponibile l'Avviso meteo nazionale adottato dal Capo
Dipartimento,che ne assume la responsabilità per le Regioni in cui non sia operativo il Centro Funzionale decentrato,
notificandolo:
- alle Regioni;
- agli Uffici territoriali di Governo interessati dalle probabili criticità affinché, se richiesto e se del caso, si rendano
tempestivamente disponibili, anche alle sole azi oni di informazione e prevenzione, decise e poste in essere dalle
Regioni stesse e/o dal Dipartimento;
- al Ministero dell'interno, al Ministero per le politiche agricole e forestali, al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, al Ministero dell'amb iente e della tutela del territorio.
Le Regioni interessate dall'Avviso nazionale, alle quali non sia stata preventivamente riconosciuta la capacità di
emettere Avvisi meteo regionali, oppure nelle quali il Centro funzionale decentrato non sia operativo, provvederanno,
nei modi ritenuti più opportuni ed adeguati, a trasmettere tale Avviso alle Province ed ai Comuni, nonché a prendere
contatto con gli Uffici territoriali di Governo interessati, ai fini di indirizzare e predisporre le attività di coordinamen
to e
le iniziative ritenute necessarie.
L'effetto di un avviso meteo nazionale e' quello di far conoscere e condividere con tutte le regioni una prima speditiva
valutazione previsionale del possibile manifestarsi di criticit à almeno a scala regionale, nonché di suggerire a ciascuna
delle regioni interessate dalle criticità, ed il cui centro funzionale decentrato non sia operativo, anche sulla base di
precedenti specifiche intese, di richiedere il supporto del centro funzionale centrale presso il Dipartimento della
protezione civile, sia per valutare i livelli di criticità nelle zone di allertamento che per svolgere, se del caso, le attività
di monitoraggio e sorveglianza degli eventi e dei conseguenti effetti sul territorio regionale.
L'effetto di un Avviso meteo regionale, é quello di attivare presso il Centro Funzionale decentrato le attività di
presidio e sorveglianza, secondo le procedure adottate autonomamente dalla Regione stessa.
I Centri Funzionali interessati dall'Avviso meteo si attiveranno per estendere, secondo i propri disciplinari, il servizio a
tutto l'arco delle 24 ore e, per le 48 ore successive o, comunque, sino a quando
i)
autonomamente non valutino c essate le condizioni di rischio
oppure
ii)
non sia stato dichiarato dall'Autorità di protezione civile competente il superamento della fase emergenziale
in atto
L'effetto di tali Avvisi meteo sia regionali che nazionali è comunque quello di attivare il Cen
presso il Dipartimento della protezione civile e di avviarne le attività di presidio e sorveglianza.
tro Funzionale centrale
Gli Avvisi di criticità nazionali e regionali
Nelle Regioni in cui sia operativo il Centro Funzionale decentrato, all'emissione di un Avviso meteo regionale, lo
stesso Centro Funzionale:
- valuta gli scenari di rischio probabili e, anche sulla base della classificazione del territorio regionale in zone di allerta
e delle relative soglie, si esprime sui livelli di criticità raggiungib ili in ciascuna di esse, rispetto alle diverse tipologie di
rischio;
- dichiara le proprie valutazioni in un Avviso di criticità idrogeologica ed idraulica regionale, in seguito
Avviso di
criticità regionale , in cui riporta per ciascuna zona d'allerta il t ipo di rischio, il livello di criticità, nonché, se possibile,
le previsioni sintetiche relative ad alcuni indicatori di criticità e lo scenario d'evento atteso per le successive 24 ore;
- assunto lo stato di attenzione, ancorché relativo ad uno scenario d i criticità ordinaria, trasmette l'Avviso di criticità
regionale alla Presidenza della Giunta regionale o al soggetto da questi delegato che, dopo averlo adottato, lo dirama
agli Uffici territoriali di Governo ed ai soggetti interessati, nonché ai Centri F unzionali decentrati o, in loro assenza, alle
Presidenze delle giunte delle Regioni dei bacini idrografici interregionali con cui sono in vigore accordi per la gestione
integrata dei bacini idrografici ai sensi dell'Accordo del 24 maggio 2001 ed al Centro
Dipartimento, secondo le procedure stabilite dalla Regione stessa.
Funzionale centrale presso il
Tali procedure autonomamente adottate devono altresì contemplare le azioni da porre in atto quando il livello di criticità
atteso e/o riconosciuto dal Centro Funzionale stesso sia stimato moderato o elevato. In tal caso dovrà essere:
- rafforzato il servizio secondo adeguati disciplinari;
- predisposta una informativa di maggior dettaglio relativa a ciascuna delle zone a cui e' attribuito tale livello di critic ità,
in cui, se possibile, sarà riportato per ciascuno dei bacini idrografici coinvolti dall'evento, almeno le soglie relative ai
livelli di moderata ed elevata criticità ed i livelli attuali raggiunti dagli indicatori.
Nelle Regioni presso le quali non e' operativo un Centro Funzionale decentrato, il Dipartimento, acquisita una intesa
formale con la Regione, opera in regime di sussidiarietà attraverso il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento
e più dettagliatamente secondo quanto di seguito ind icato.
In questi casi il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento, d'intesa con la Regione stessa:
- valuta, per quanto e' possibile sulla base delle proprie strutture e conoscenze, nonché delle informazioni ottenute
anche attraverso altre struttu re del Dipartimento stesso, gli scenari d'evento attesi
e/o in atto e si esprime sui livelli di criticità relativamente ai diversi tipi di rischio, anche sulla base della suddivisione
del territorio regionale in zone di allerta e delle relative soglie stab ilite, qualora disponibili;
- dichiara le proprie valutazioni in un Avviso di criticità regionale per la Regione interessata, in cui riporta, se
possibile per ciascuna zona di allerta, altrimenti per tutto il territorio regionale, il tipo di rischio, il li vello di criticità,
nonché, se possibile, le previsioni sintetiche e relative ad alcuni indicatori e lo scenario d'evento atteso per le successive
24 ore;
- trasmette l'Avviso di criticità regionale così predisposto al Presidente della Giunta per l'adozion e e l'ufficializzazione
dello stesso, nonché al responsabile del Centro Funzionale decentrato;
- il responsabile del Centro Funzionale decentrato dà comunicazione al Dipartimento, se e quando l'Avviso e'
adottato
dal Presidente della Giunta regionale e, se adottato, lo dirama agli uffici territoriali di Governo ed ai soggetti
interessati, nonché ai Centri Funzionali decentrati o, in loro assenza, alle Presidenze delle Giunte delle Regioni dei
bacini idrografici interregionali con cui sono in vi gore accordi per la gestione integrata dei bacini idrografici ai sensi
dell' Accordo del 24 maggio 2001, ed al Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento, secondo le procedure
stabilite dalla Regione stessa.
Quotidianamente il Dipartimento della pr otezione civile emetterà entro le ore 16:00 un Bollettino di criticità
idrogeologica ed idraulica nazionale, in seguito Bollettino di criticità nazionale, in cui raccoglierà in forma sintetica:
- il bollettino di vigilanza meteorologica gior naliera nazionale, contenente una sintesi delle previsioni a scala sinottica
predisposte dal Gruppo Tecnico ed adottate dal Dipartimento;
- gli Avvisi meteo emessi sia a livello nazionale che regionale;
- gli Avvisi di criticità emessi dalle Regioni in cui e' attivo il Centro Funzionale decentrato pervenuti, nonché quelli
predisposti dal Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento per le Regioni in cui il Centro Funzionale decentrato
non e' ancora attivo.
Il Dipartimento della protezione civile rende rà tempestivamente disponibile il bollettino di criticità nazionale:
- alle Regioni;
- al Ministero dell'interno, al Ministero per le politiche agricole e forestali, al Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, al Ministero dell'ambiente e de lla tutela del territorio.
5. Misure di previsione e prevenzione non strutturale finalizzate alla riduzione del rischio idrogeologico ed idraulico
elevato e molto elevato ai sensi del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto1998, n. 267, ed al governo delle piene.
Ai fini di una pratica attuazione si delineano le azioni e le procedure di intervento da promuovere nelle aree a
rischio
elevato (R3) e rischio molto elevato (R4), originato sia da movimenti gravi tativi di versante (rischio idrogeologico)
che da eventi alluvionali (rischio idraulico) presenti nelle zone di allerta.
Nelle aree a rischio idrogeologico ed idraulico elevato e molto elevato, le Regioni, le Province ed i Comuni, qualora
non ancora provve duto in tal senso, dovranno individuare e dettagliare i punti critici del territorio, la popolazione, le
infrastrutture e gli insediamenti esposti a tali rischi, nonché promuovere ed organizzare:
- un adeguato sistema di osservazione e di monitoraggio dei movimenti franosi e delle piene, attesi e/o in atto in tali
aree ed in particolare nei punti critici già identificati;
- i necessari servizi di contrasto nel tempo reale, cioè di pronto intervento e prevenzione non strutturale. Quanto sopra
dovrà essere fa tto sulla base:
- delle linee guida e dei programmi regionali di previsione e prevenzione di cui alla legge n. 225/92;
- dei piani di bacino e/o dei piani di bacino stralcio di cui alla legge n. 183/89;
- dei piani di tutela delle acque di cui al decreto l egislativo n. 152/99;
- dei piani per l'assetto idrogeologico di cui alla legge n. 267/98;
- dei piani territoriali di coordinamento provinciale.
Ai fini di una migliore individuazione, conoscenza e conseguente previsione dei possibili effetti, gli Enti p ubblici, le
Province ed i Comuni potranno, secondo le direttive e di concerto con la Regione stessa, potenziare il sistema di
monitoraggio meteo -pluvioidrometrico afferente al Centro Funzionale decentrato per l'osservazione di eventi localizzati
e particolarmente intensi e la migliore definizione delle potenzialità previsionali a breve termine rese disponibili dalla
rete radarmeteorologica nazionale.
I livelli di criticità
Per il rischio idrogeologico, i livelli di moderata ed elevata criticità dovranno es sere stabiliti, speditivamente, almeno in
base al superamento da parte delle precipitazioni, previste e/o strumentalmente osservate, delle corrispondenti soglie
pluviometriche, differenziate nelle diverse zone di allerta sulla base di criteri che tengon o conto, tra l'altro, del numero
di aree a rischio elevato o molto elevato per unità di superficie presenti in ciascuna zona di allerta e dell'estensione di
territorio da queste coinvolto relativamente all'estensione della zona d'allerta stessa.
Per quanto riguarda il rischio idraulico, i livelli di moderata e di elevata criticità dovranno essere stabiliti,
speditivamente, almeno in base al superamento delle soglie idrometriche relative, rispettivamente, alla piena ordinaria
ed alla piena straordinaria da p arte dal livello idrico del corso d'acqua, previsto e/o osservato.
Tuttavia la definizione dei livelli di moderata ed elevata criticità per le aree esposte a rischio elevato e molto elevato, e'
stabilita sulla base degli scenari d'evento che nel tempo real e dovessero manifestarsi a scala locale, anche a seguito di
cause diverse, così come descritto e differenziato per il rischio idrogeologico ed il rischio idraulico ai punti successivi.
Scenari d'evento e di criticità idrogeologiche
La difficoltosa prevedi bilità dei fenomeni franosi, anche a causa di una non necessariamente immediata
consequenzialità temporale tra l'evento meteoidrologico intenso e l'innescarsi del movimento gravitativo di versante,
impone di dedicare la massima attenzione sia alle fasi che precedono e accompagnano l'evento, tra le quali e' da
intendersi la previsione delle situazioni locali oltre a quelle generali di area vasta, sia a quelle che e' necessario protrarre
anche dopo la fine dell'evento stesso.
Gli scenari di rischio e la loro evoluzione nel tempo reale dovranno quindi, e per quanto possibile, essere formulati
anche sulla base di specifiche e dettagliate osservazioni effettuate sul campo, le quali potranno essere opportunamente
affidate ed organizzate anche nell'ambito dei piani comunali d'emergenza.
Gli scenari di moderata ed elevata criticità, stabiliti per le zone d'allerta interessate, devono essere localmente
confermati o modificati sulla base dell'osservazione anche speditiva di:
- sintomi quali fessure, lesioni, variazioni della superficie topografica connessi a piccoli movimenti franosi diffusi e/o ai
maggiori corpi di frane attive e quiescenti;
- evidenze connesse a movimenti franosi già diffusamente innescati e/o in atto.
Tali scenari possono essere determinati, altresì , da altri eventi non dominati dalla piovosità, quali, in presenza
d'innevamento consistente e diffuso, dall'innalzamento repentino delle temperature medie anche in presenza di forti
venti, con il conseguente e rapido scioglimento degli accumuli nevosi, op pure, da eventi sismici, primari e/o secondari,
superiori ad una individuata soglia di magnitudo e tali da manifestare risentimenti anche nelle aree ad elevato e molto
elevato rischio idrogeologico.
Il presidio territoriale idrogeologico
Attivata una fase di attenzione e quindi una generale sorveglianza dell'evento da parte del Centro Funzionale decentrato,
nel caso in cui la criticità cresca rapidamente verso livelli moderati e/o sia stata dichiarata aperta una fase almeno di
pre-allarme da parte dell'Aut orità a tal fine competente, si devono avviare le attività di ricognizione e di sopralluogo
delle aree esposte a rischio soprattutto molto elevato, attivando il presidio a vista dei potenziali e/o manifesti
movimenti franosi.
Nel caso di criticità rapidame nte crescente verso livelli elevati e/o sia stata dichiarata aperta una fase di allarme da parte
dell'Autorità a tal fine competente, tali attività di presidio territoriale idrogeologico dovranno essere:
i. intensificate, specializzate ed estese anche alle aree esposte e rischio elevato;
ii. mantenute in essere, anche in forma ridotta e nelle sole aree ritenute potenzialmente esposte a maggiore
rischio, per le 24 ore successive al dichiarato esaurimento dell'evento meteoidrologico stesso.
A tali attività p ossono partecipare i Corpi dello Stato ed il Volontariato, organizzati anche su base regionale,
provinciale e comunale, gli enti pubblici e privati preposti alla bonifica, alla difesa del suolo e del territorio, nonché alla
gestione della viabilità stradal e e ferroviaria e, se del caso, dell'energia.
Le Regioni provvederanno ad organizzare un efficace ed efficiente servizio di presidio territoriale idrogeologico
individuando i soggetti responsabili del coordinamento e della gestione del servizio stesso.
Scenari d'evento e di criticità idraulica
La prevedibilità dei fenomeni alluvionali e' generalmente possibile quando essi siano legati ad eventi di piena che
interessano le aste dei principali corsi d'acqua.
Per i corsi d'acqua secondari, quali quelli che s ottendono bacini idrografici di dimensioni inferiori ai 400 Kmq, la
prevedibilità può al più avvenire in senso statistico e, comunque, la disponibilità di misure idrometriche in tempo reale
consente soltanto la validazione dei modelli previsionali ed il mo nitoraggio e la sorveglianza degli eventi in atto.
Quando gli eventi di piena interessano corsi d'acqua a carattere torrentizio, non arginati, facenti parte del reticolo
idrografico secondario e, in particolare, di sub -bacini montani e collinari caratteriz zati da tempi di corrivazione molto
brevi, da fenomeni di sovralluvionamento che possono significativamente modificare l'evoluzione dell'evento e da più
limitata densità delle reti di monitoraggio, la previsione del fenomeno alluvionale e' difficoltosa e m eno affidabile.
Analogamente, allo stato attuale, non sono prevedibili con sufficiente accuratezza ai fini dell'allertamento, gli eventi
pluviometrici intensi di breve durata, che riguardano porzioni di territorio limitate a poche decine di chilometri quad rati
e che risultano critici per il reticolo idrografico minore e per le reti fognarie.
In tali casi l'attività del Centro Funzionale si esplica nella fase di monitoraggio e sorveglianza che, con l'ausilio dei radar
meteorologici e delle reti pluvioidromet riche e mediante procedure di "now casting" per la previsione dell'evoluzione
dell'evento a brevissimo termine, deve cercare di condurre all'immediata localizzazione territoriale e circoscrizione
dell'evento in atto.
Ai fini della pianificazione d'emergenz a, tra le aree da considerarsi esposte a un rischio idraulico elevato e molto
elevato, oltre a quelle perimetrate ai sensi della legge n. 267/1998 e successive modificazioni e suscettibili di
inondazione in caso di eventi alluvionali, sono da considerarsi quelle derivabili dal calcolo dell'onda di sommersione
conseguente all'ipotetico collasso delle opere di ritenuta o ad una errata manovra delle opere di scarico delle stesse a i
sensi delle circolari del Ministero dei Lavori Pubblici, n. 352 del 4 dicembre 1987 e n. 1125 del 28 agosto 1986.
Governo delle piene
Al fine di predisporre, con maggior cura e dettagliatamente, le attività necessarie alla prevenzione ed alla riduzione del
rischio idraulico nel caso di eventi di piena, anche i n presenza di opere trasversali e di invasi di ritenuta in alveo e di
criticità significative lungo i corsi d'acqua, le Regioni, con il concorso, se del caso, del Dipartimento della protezione
civile, devono assolvere ad un adeguato governo delle piene, a cui devono concorrere le attività di:
- previsione, monitoraggio e sorveglianza poste in essere attraverso la rete dei Centri Funzionali;
- presidio territoriale idraulico posto in essere attraverso adeguate strutture e/o soggetti regionali e/o
provinciali che, se non altrimenti già regolato e predisposto dalle Regioni stesse, inglobano le attività degli
attuali servizi di piena e di pronto intervento idraulico e ne estendono l'efficacia a tutti i corsi d'acqua di
qualsiasi categoria che presentino criticit à tali da originare aree a rischio elevato o molto elevato;
- regolazione dei deflussi, oggi affidate al solo documento di protezione civile di cui alla Circolare
DSTN/2/7019 del 19 marzo 1996 e prive di un reale governo organizzato alla luce del nuovo quadro legislativo
vigente.
Le Regioni, in forma singola oppure d'intesa tra loro, esercitano le funzioni ed i compiti di
Autorità di protezione
civile per la g estione delle piene nel caso di eventi che coinvolgano bacini idrografici di interesse rispettivamente
regionale, oppure,interregionale e nazionale e che per loro natura ed estensione comportino l'intervento coordinato di
più enti o amministrazioni compete nti in via ordinaria.
Nel caso di eventi di piena che, per l'intensità e l'estensione anche degli effetti, presentino la possibile necessità di dover
essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari, alle funzioni ed ai compiti di tale Autorità concorre
anche il
Dipartimento della protezione civile.
Nel caso di eventi di piena che coinvolgano bacini di interesse interregionale e/o nazionale, il Dipartimento della
protezione civile promuove ed indirizza comunque, anche attraverso la rete dei Centri Funzio nali, l'interscambio e la
condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti interessati al governo della piena.
Anche a tal fine, le Regioni interessate, d'intesa tra loro e sentito il Dipartimento della protezione civile, dovranno
stabilire tra i Centr i Funzionali interessati e per ciascun bacino idrografico, un accordo per la gestione e la condivisione
delle informazioni e dei dati, della previsione e della sorveglianza nel tempo reale sia a scala di bacino che a scala
regionale e provinciale.
Altresì alle attività dell'Autorità di protezione civile per il governo delle piene concorrono, se del caso, e quale
affiancamento tecnico - scientifico, oltre al Centro Funzionale di riferimento:
- l'Autorità di bacino interessata sia per la pianificazione che pe r la caratterizzazione delle criticità idrauliche
e del rischio residuo persistente a scala di bacino;
- il Registro italiano dighe per la sicurezza e la funzionalità delle dighe.
Il presidio territoriale idraulico
Il servizio di piena e di pronto interve nto idraulico, disciplinati dal R.D. n. 523/1904 e dal R.D. n. 2669/1937, per i
tronchi fluviali classificati di prima e seconda categoria, è una attività prevalent emente di monitoraggio osservativo e
non strumentale nel tempo reale, nonché di contrasto della pericolosità e degli effetti conseguenti al manifestarsi di un
evento di piena che potrebbe dare origine ad un evento alluvionale.
Per l'evidente consequenziali tà degli effetti che, generandosi a monte si ripercuotono nelle zone vallive, ne consegue
che il servizio di piena e di pronto intervento idraulico non può essere limitato ai soli tronchi ove siano presenti opere
idrauliche classificate di I e II categoria , ma deve essere esteso a tutte le situazioni di acclarata criticità e possibile
pericolosità idraulica presenti nell'ambito dell'intero reticolo idrografico del bacino.
Qualora il servizio di piena e di pronto intervento idraulico, trasferito alle Regioni dal decreto legislativo n. 112/98 , non
sia stato ancora definito nell'ambito di piani e programmi dalle Autorità di bacino territorialmente competenti, ne'
altrimenti regolato ed organizzato dalle Regioni, dovrà venire predisposto all'interno di una più generale attività di
presidio territoriale idraulico, secondo la normativa regionale in materia, sia di protezione civile che di difesa ed uso del
suolo e delle acque, nonché se condo le indicazioni del presente atto ed i criteri di massima per la pianificazione
d'emergenza già emanati dal Dipartimento della protezione civile.
Complessivamente, il presidio territoriale idraulico, esteso alle aree classificate ad elevato e molto el evato rischio
idrogeologico ed idraulico pertinenti il reticolo idrografico, consiste in attività di:
- rilevamento, a scadenze prestabilite, dei livelli idrici del corso d'acqua agli idrometri regolatori, se non
altrimenti e funzionalmente organizzato da parte del Centro Funzionale decentrato, al fine di rilevare il livello
di criticità dell'evento di piena in atto;
- osservazione e controllo dello stato delle arginature, se presenti,e ricognizione delle aree potenzialmente
inondabili, soprattutto nei punt i definiti preventivamente "idraulicamente critici", anche al fine di rilevare
situazioni di impedimento al libero deflusso delle acque;
- pronto intervento idraulico ai sensi del R.D. n. 523/1904 e primi interventi urgenti ai sensi della legge n.
225/1992, tra cui la rimozione degli ostacoli, anche causati da movimenti franosi, smottamenti spondali,
accumuli detritici, che possono impedire il rapido defluire delle acque, la salvaguardia delle arginature e la
messa in sicurezza delle opere idrauliche danneg giate.
A tali attività e' auspicabile partecipino i Corpi dello Stato ed il Volontariato, organizzati anche su base regionale,
provinciale e comunale, gli enti pubblici e privati preposti alla bonifica, alla difesa del suolo e del territorio, alla
gestione di opere idrauliche e per l'irrigazione e la regolazione delle acque, nonché alla gestione della viabilità.
Il presidio territoriale idraulico e' auspicabile sia affidato dalle Regioni interessate a soggetti responsabili del
coordinamento e della gestione del servizio stesso in ambiti territoriali provinciali.
Le Regioni, in forma singola o associate tra loro, garantiranno l'organizzazione e lo svolgimento funzionale del presidio
territoriale idraulico nel rispetto del criterio di conservazione dell'unitar ietà del bacino idrografico.
Attivata una fase di attenzione e quindi una generale sorveglianza dell'evento da parte del Centro Funzionale decentrato,
nel caso di criticità rapidamente crescente verso livelli moderati e/o sia stata dichiarata aperta una fa se di pre -allarme
del sistema della protezione civile da parte dell'Autorità a tal fine competente, il gestore del presidio territoriale
idraulico, informato dal Centro Funzionale e definitivamente allertato dall'Autorità a tal fine responsabile, si predis pone
ad avviare le attività del servizio ed in particolare avvia il rilevamento a scadenze prestabilite dei livelli idrici dei corsi
d'acqua già interessati da criticità moderate.
Nel caso lo scenario d'evento evolva verso una elevata criticità e/o sia stata dichiarata aperta una fase di allarme
del sistema della protezione civile da parte dell'Autorità a tal fine competente, il soggetto responsabile del
presidio
territoriale idraulico , informato tempestivamente in tal senso dal Centro Funzionale dovrà:
- intensificare e rafforzare il controllo dell'evolversi dei livelli idrici lungo il corso d'acqua per assicurarsi
che un evento intenso nelle zone montane e/o collinari non abbia conseguenze pericolose sui tratti vallivi, sia
per sormonto e/o rottura arginal e o di infrastrutture trasversali, sia per ostruzione delle luci di ponti a causa
dell'eccessivo materiale trasportato;
- attivare il pronto intervento idraulico ed i primi interventi urgenti, qualora, si manifestino dei
danneggiamenti delle opere idraulic he di difesa, oppure degli elementi significativi di disturbo della corrente di
piena quali frane in alveo ed ostruzioni temporanee.
Qualora gli scenari di criticità siano stabiliti sulla base dei livelli di guardia indicati dagli idrometri regolatori, e,
conseguentemente, la sequenza delle specifiche procedure per il servizio di piena e pronto intervento idraulico si
attivino al loro raggiungimento, tali "guardie" devono essere preventivamente rese note ai Centri Funzionali e alle
Autorità preposte alla fo rmazione dei piani di emergenza provinciali e comunali potenzialmente interessati dall'evento
di piena da monte verso valle e, quindi, adeguatamente ed univocamente relazionati sia alle soglie ed ai livelli di
criticità utilizzati dai Centri Funzionali che ai livelli d'allerta dei piani d'emergenza stessi.
Ulteriori procedure operative e linee guida per i presidi territoriali
Sia nel caso di presidio territoriale idrogeologico che idraulico, valgono le seguenti procedure operative e linee guida.
I soggetti responsabili del presidio territoriale saranno tempestivamente allertati dalla Regione secondo proprie
procedure, che auspicabilmente coinvolgeranno almeno le Autorità responsabili dei piani d'emergenza provinciali e/o
comunali.
A tal fine e per le più ge nerali finalità del presidio territoriale, le Regioni predispongono delle linee guida, definendo
anche le procedure, le modalità e i contenuti delle comunicazioni tra i soggetti responsabili e coinvolti nell'attivazione
dei piani d'emergenza comunali e pro vinciali ed i soggetti responsabili del presidio territoriale.
Sulla base di tali linee guida il soggetto responsabile del presidio territoriale:
- predispone il servizio, la cui organizzazione funzionale ed operativa dovrà essere resa nota, oltre che alla
Regione ed al Centro Funzionale decentrato, al Dipartimento della protezione civile ed all'Autorità di bacino
territorialmente competente, nonché essere recepita per quanto di interesse nei piani d'emergenza provinciali e
comunali;
- gestisce in piena aut onomia tutte le attività del presidio, informandone tuttavia con continuità la stessa
Autorità responsabile del suo allertamento ed il Centro Funzionale decentrato;
- garantisce che tutte le osservazioni strumentali e non, provenienti da personale speciali zzato dei Corpi dello
Stato, delle Regioni, degli Enti locali e dal Volontariato, siano trasmesse anche alla Regione ed in particolare al
Centro Funzionale decentrato.
Il gestore del presidio territoriale può, per l'espletamento delle proprie attività, ri chiedere personale ai Comuni ed al
Volontariato, rispettivamente, ai sensi dell'art. 108 del decreto legislativo n. 112/1998 e del decreto del Presidente della
Repubblica n. 194 del 2001
La regolazione dei deflussi
Al fine di individuare le misure per contrastare gli effetti delle piene in un bacino idrografico nel quale sono presenti
invasi artificiali, ancorche' destinati alla produzione di energia e/o all'approvvigionamento primario di risorsa idrica,
nonché al fine di rendere quanto più compatibili possibile i legittimi interessi dei gestori con le finalità di protezione
civile, deve e ssere organizzata una adeguata attività di regolazione dei deflussi.
L'Autorità responsabile del governo delle piene dovrà assicurare, con il concorso dei Centri Funzionali, delle
Autorità di Bacino, del Registro italiano dighe, degli Uffici territoriali d i Governo, delle Autorità responsabili dei piani
d'emergenza provinciali, dei soggetti responsabili del presidio territoriale ed attraverso i gestori di opere idrauliche, sia
di ritenuta che di regolazione, presenti nel bacino idrografico, se possibile, la massima laminazione dell'evento di piena,
atteso o in atto, e lo sversamento in alveo di portate non pericolose per i tratti del corso d'acqua a valle delle opere stesse
e/o compatibili con i piani d'emergenza delle province coinvolte dall'evento stesso.
A tal fine deve essere primariamente valutata, attraverso studi specifici, l'influenza che possono esercitare i volumi
accumulabili nei suddetti invasi sulla formazione e propagazione dell'onda di piena a valle; in base ai risultati di tali
valutazioni ed alle condizioni di esercizio delle singole dighe, devono essere individuati quegli invasi che potrebbero
essere effettivamente utili alla laminazione delle piene e quindi ad una riduzione del rischio idraulico a valle degli
invasi stessi.
Piano di laminazione
Per tali invasi le Regioni, con il concorso tecnico dei Centri Funzionali decentrati, dell'Autorità di bacino e del
Registroitaliano dighe, d'intesa con i gestori, sotto il coordinamento del Dipartimento della protezione civile,
predisporranno ed adot teranno un piano di laminazione preventivo.
Per diversi e possibili prefigurati scenari d'evento e per ciascuna diga, il piano di laminazione deve prevedere le misure
e le procedure da adottare che, pur definite tenendo in buon conto sia la mitigazione deg li effetti a valle dell'invaso, sia
la sicurezza delle opere, sia l'esigenza di utilizzazione dei volumi invasati, non possono comunque non essere
finalizzate alla salvaguardia della incolumità della vita umana, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente
territorialmente interessati dall'evento.
Vista la circolare DSTN/2/22806 del 13 dicembre 1995 che stabilisce a carico dei concessionari o proprietari delle
opere di sbarramento l'obbligo di valutare la massima portata di piena transitabile in alveo a valle dello sbarramento e
contenuta nella fascia di pertinenza fluviale come delimitata dalla competente Autorità di bacino, possono essere
individuate due dive rse procedure, definite per brevità programma statico e programma dinamico, che consentano di
rendere disponibile con un adeguato anticipo i volumi preventivamente definiti o comunque utili ai fini della
laminazione della piena.
Il programma statico, di br eve periodo, prevede il mantenimento, con continuità e durante i periodi dell'anno valutati
critici per il verificarsi di eventi di piena, di una quota di invaso minore della quota d'esercizio autorizzata.
Il programma dinamico, cioè nel tempo reale, preve de l'esecuzione di manovre preventive e/o nel corso dell'evento in
atto da attivare sulla base di previsioni quantitative delle precipitazioni sul bacino a monte e dei conseguenti deflussi
attesi all'invaso, nonché sulla base dello stato dell'invaso e dell a portata territorialmente sostenibile a valle dello stesso.
Tali manovre, come già ricordato, potrebbero rendere necessaria comunque l'attivazione del piano di emergenza a valle
della diga stessa.
I documenti di protezione civile già redatti ai sensi dell a circolare DSTN/2/7019 del 19 marzo 1996 devono intendersi
modificati ed integrati con le disposizioni del presente atto.
L'Unità di comando e controllo
Tenuto conto che nei bacini dichiarati di interesse interregionale e nazionale ai sensi della
legge 18 maggio 1989, n.
183, in cui siano presenti opere di ritenuta iscritte nel Registr o italiano dighe, il governo e la gestione dei deflussi
durante un evento di piena comporta il concorso di molte amministrazioni statali, regionali e locali afferenti al bacino, e
che tale evento, per i possibili e conseguenti effetti, e' altresì da ritene rsi di livello nazionale, il Dipartimento, le Regioni
interessate costituiranno una Unità di comando e controllo che si rappresenterà come l'Autorità di protezione civile
per il governo delle piene.
Le Regioni interessate, d'intesa tra loro, sentito il Dip artimento della protezione civile, dovranno decidere la sede e la
procedura di costituzione, convocazione e funzionamento dell'Unità di comando e controllo, presso la quale potranno
altresì delegare unitariamente ad un unico soggetto la propria rappresenta nza.
Quindi, tra l'altro, tale Unità potrà anche concretizzarsi in specifici accordi tra le parti che individuino i soggetti e i
recapiti di volta in volta competenti, stabilendo il flusso delle informazioni e le modalità di formazione della decisione.
Alle attività di tale Unità concorreranno, secondo quanto stabilito dalle Regioni d'intesa tra loro, sentito il Dipartimento:
- il Centro Funzionale di riferimento per la condivisione delle informazioni e dei dati, la previsione e la
sorveglianza nel tempo re ale sia a scala di bacino che a scala regionale e provinciale;
- l'Autorità di bacino interessata sia per la pianificazione che per la caratterizzazione delle criticità idrauliche e
del rischio residuo persistenti a scala di bacino;
- il Registro italiano dighe per la sicurezza e la funzionalità delle dighe.
Nel caso in cui emergano in seno all'Unità pareri tra loro discordanti, il Dipartimento, espletato ogni possibile tentativo
per individuare in tempo reale con l'evolversi dell'evento una condivisa sinte si operativa, eserciterà le funzioni di
sussidiarietà e/o i poteri sostitutivi dello Stato.
Al fine di garantirne l'operatività, attraverso il Centro Funzionale di riferimento, all'Unità di comando e controllo
dovranno pervenire tutte le informazioni in po ssesso dei Centri Funzionali, dei gestori del presidio territoriale idraulico
e degli invasi e degli Uffici territoriali di Governo di riferimento, cioè quelli nel cui territorio ricadono le dighe
interessate dalle misure adottate per contrastare l'evento di piena atteso e/o in atto.
I gestori degli invasi sono tenuti a trasmettere in tempo reale i dati di monitoraggio dell'invaso e delle manovre
effettuate sugli organi di scarico, non già trasmessi alle Regioni competenti. Il Dipartimento li renderà tempes tivamente
disponibili al Registro italiano dighe, al Centro Funzionale di riferimento secondo procedure concordate e stabilite
d'intesa tra il Dipartimento stesso, il Registro italiano dighe e le Regioni interessate.
Le manovre previste dal documento di pr otezione civile e/o dal programma statico e dal piano di laminazione potranno
essere direttamente eseguite dal gestore dopo averne data comunicazione all'ufficio compartimentale dal Registro
italiano dighe ed all'ufficio territoriale del Governo di riferim ento che, presone atto, ne dar à comunicazione all'unit à di
comando e di controllo e vigiler à, se del caso, sulla attivazione dei piani di emergenza a valle della diga stessa, anche
interagendo con l'autorit à preposta al governo del piano d'emergenza provin ciale e ne darà comunicazione al
Dipartimento della protezione civile ed alla regione interessata
Nel caso in cui il gestore, anche ai fini di salvaguardare l'opera, le popolazioni ed i beni a valle della diga, proponga d i
operare sia una manovra preventiva contemplata dal programma dinamico del piano di laminazione che una manovra in
difformità a quanto rappresentato nel documento di protezione civile e/o nel piano di laminazione stesso, dovrà darne
comunicazione all'Unit à di comando e controllo attraverso l'Ufficio territoriale del Governo di riferimento.
L'Unità di comando e controllo, valutata in tempo reale la legittimità e/o la sostenibilità della proposta con il concorso
tecnico del Centro Funzionale di riferimento, dell'Autorità di bacino e del Registro italiano dighe, trasmetterà il suo
consenso all'Ufficio territoriale del Governo di riferimento, che, presone atto, autorizzerà anche amministrativamente il
gestore dell'invaso a procedere.
Nel caso l'Unità di comando e controllo dissenta dalla proposta fatta, attraverso il Centro Funzionale di riferimento e
con il concorso tecnico dell'Autorità di bacino e del Registro italiano dighe, concerterà con il gestore una nuova
proposta, sino a quando, pervenuta ad un giudizi o favorevole,anche in questo caso trasmetterà il suo consenso
all'Ufficio territoriale di Governo di riferimento.
L'Ufficio territoriale di Governo di riferimento ricevuto e preso atto del consenso espresso dall'unit à di comando e
controllo, ne darà tempestiva comunicazione al gestore e vigilerà sulla attivazione dei piani di emergenza a valle della
diga stessa, interagendo, se del caso, con l'autorit à preposta al governo dal Piano d'emergenza provinciale
I gestori degli invasi informeranno, tempestivamente e direttamente, i gestori del presidio territoriale idraulico della
manovra autorizzata e da attuarsi.
L'Ufficio territoriale del Governo di riferimento informerà della manovra autorizzata e da attuarsi, gli Uffici territoriali
del Governo interessati a v alle.
Per i bacini di interesse regionale l'Autorità regionale di protezione civile per il governo delle piene, se del caso, potrà
chiedere il concorso del Dipartimento per la costituzione dell'Unità di comando e controllo.
6. Indicazioni transitorie e temporanee
Quando un Centro Funzionale decentrato non sia stato ancora attivato, la Regione interessata stabilisce ed indica al
Dipartimento della protezione civile, alle Province ed agli Uffici territoriali di Governo, i soggetti e/o le strutture
regionali preposte comunque allo svolgimento, anche parziale, dei compiti e delle funzioni che competerebbero al
Centro Funzionale stesso.
Altresì, il Presidente della Giunta regionale, d'intesa con il Capo del Dipartimento della protezione civile, può dichiarare
attivo il proprio Centro Funzionale decentrato qualora presso le strutture indicate al Dipartimento siano presenti e
stabilmente operativi:
-la prima area funzionale dedicata i) alla raccolta, concentrazione, elaborazione, archiviazione e validazione
dei dati rilevati nel territorio di competenza e la parte della seconda area funzionale dedicata ii)
all'interpretazione nonché all'utilizzo integrato dei dati rilevati;
- la suddivisione in zone di allertamento del territorio regionale e il relativo sistema di s oglie, predisposte
anche sulla base delle analisi e dei prodotti resi disponibili dal Dipartimento della protezione civile per la rete
dei Centri Funzionali;
- un organigramma funzionale del personale assegnato a tali attività, professionalmente adeguato a i compiti
di sorveglianza e monitoraggio, e sufficiente a garantire le attività h 24 conseguenti ad un possibile
allertamento nazionale, sia esso regionale o statale.
Il Dipartimento della protezione civile informerà di tali indicazioni e/o attivazioni le altre Regioni, nonché provvederà
ad assistere la Regione nei compiti e nelle funzioni mancanti secondo quanto stabilito d'intesa, oppure recepito in un più
generale accordo di programma, con la Regione stessa.
Sino a quando non sarà formalmente attivato i l Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento della protezione
civile, il Servizio rischio idrogeologico ed idrico del Dipartimento sarà comunque responsabile dei relativi compiti e
funzioni.
Il Dipartimento, nonché le Regioni il cui Centro Funzional e sia stato dichiarato attivo, dovranno dare avvio immediato e
progressiva attuazione alle direttive di cui al presente atto.
Tale attuazione comunque non potrà protrarsi per un periodo di oltre 12 mesi dall'entrata in vigore dell'atto stesso.
Per le riman enti Regioni il termine di cui sopra e' fissato non oltre la data del trasferimento definitivo nella proprietà
della Regione del Centro Funzionale previsto e realizzato secondo il progetto approvato nella seduta del 15 gennaio
2002, dal Comitato tecnico di cui alla legge n. 267/1998 e al DPCM 15/12/1998, così come stabilito dall'O rdinanza n.
3134 del 10 maggio 2001.
Nel caso della rete radarmeteorologica nazionale, il Dipartimento della protezione civile assolverà il compito di Centro
primario per il recepimento e la rappresentazione dei dati rilevati e la loro trasmissione ai Centri Funzionali e ai Centri
di competenza sino a quando non altrimenti deciso e concordato tra le Amministrazioni interessate ed il Dipartimento
stesso.
Tale compito e' svolto con il concorso dei Centri di competenza e secondo criteri, metodi e standard che, oltre a recepire
quanto già rappresentato nelle convenzioni relative all'adeguamento ed alle modalità di trasmissione degli impianti
esistenti ed alla realizzazio ne dei Centri Funzionali, di cui all'ordinanza n. 3134/01, potranno considerare le ulteriori
ineludibili esigenze che dovessero presentarsi.
Sino a quando non sia costituito il Gruppo Tecnico di cui al punto "Previsioni meteorologiche, Avvisi e Bollettini", la
Veglia Meteo, sotto il coordinamento dell'Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi del Dipartimento,
i)
entro le ore 12:00, predispone, utili zzando prioritariamente il modello del Centro europeo e concertando con
il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare, le Regioni indicate direttamente dal Dipartimento,
una previsione a scala sinottica per le successive 24, 48 e 72 ore;
ii)
entro le ore 15:00 diffonde un bollettino di vigilanza meteorologica giornaliera, come precedentemente
illustrato al punto "Previsioni meteorologiche, Avvisi e Bollettini".
Sulla base i) dei risultati numerici a 24, 48 e 72 ore del modello del Centro europeo e dei ri sultati numerici a 24 e 48 ore
del modello ad area limitata LAMI, sviluppato e reso disponibile congiuntamente dal Servizio Meteorologico
dell'Aeronautica Militare e dalle Arpa delle Regioni Piemonte ed Emilia - Romagna e ii) delle previsioni
meteorologich e predisposte dalla Veglia Meteo per il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento sotto il
coordinamento dell'Ufficio pianificazione, valutazione e prevenzione dei rischi, valuterà gli effetti conseguenti e le
criticità relative alle zone di allert amento ed ai sistemi di soglie predisposti secondo le metodologie sviluppate
nell'ambito della convenzione con l'ARPA Piemonte n. 391 del 19/12/2001 almeno per le successive 24 ore, utilizzando
prioritariamente modelli speditivi.
Tali prodotti saranno via via approfonditi e migliorati nell'ambito della leale cooperazione tra Stato e Regioni.
Il Dipartimento della protezione civile provvederà ad avviare tempestivamente i rapporti con le Regioni ritenute, anche
sulla base di precedenti intese, nella disponibi lità dei requisiti di cui ai punti "Gli Avvisi meteo nazionali e regionali" e
"Gli Avvisi di criticità nazionali e regionali", verificando la loro volontà a predisporre, adottare ed emettere
autonomamente e sotto la loro diretta responsabilità l'Avviso met eo e/o di criticità regionale.
Quindi la Veglia meteo ed il Centro Funzionale centrale presso il Dipartimento della protezione civile emetteranno, se
del caso, rispettivamente l'Avviso di avverse condizioni meteo e/o il Bollettino di criticità naz ionale secondo le
procedure di cui al punto "Previsioni meteorologiche, Avvisi e Bollettini".
Roma 27 febbraio 2004
Il Presidente: Berlusconi
Atti Parlamentari
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XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
I
—
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
16
OTTOBRE
2014
RESOCONTO STENOGRAFICO
311.
SEDUTA DI GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2014
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LUIGI DI MAIO
INDI
DEL PRESIDENTE LAURA BOLDRINI
E DEL VICEPRESIDENTE ROBERTO GIACHETTI
INDICE
RESOCONTO STENOGRAFICO ....................
1-116
PAG.
Sul processo verbale ......................................
1
Presidente .....................................................
1
Busin Filippo (LNA) ...................................
Missioni ............................................................
PAG.
1
Proposta di legge: Disposizioni in materia di
emersione e rientro di capitali detenuti
all’estero (A.C. 2247-A ed abbinata) (Seguito della discussione ed approvazione) .
1
1
Preavviso di votazioni elettroniche ..............
2
N. B. Il RESOCONTO SOMMARIO è disponibile on line già nel corso della seduta, alla pagina “Resoconti”
del sito della Camera dei deputati. Il Resoconto Sommario è corredato di collegamenti ipertestuali
verso il Resoconto Stenografico (Vedi RS) ed ai documenti di seduta (Vedi All. A).
N. B. Sigle dei gruppi parlamentari: Partito Democratico: PD; MoVimento 5 Stelle: M5S; Forza Italia - Il Popolo
della Libertà - Berlusconi Presidente: (FI-PdL); Scelta Civica per l’Italia: SCpI; Sinistra Ecologia Libertà:
SEL; Nuovo Centrodestra: (NCD); Lega Nord e Autonomie: LNA; Per l’Italia (PI); Fratelli d’Italia-Alleanza
Nazionale: (FdI-AN); Misto: Misto; Misto-MAIE-Movimento Associativo italiani all’estero-Alleanza per
l’Italia: Misto-MAIE-ApI; Misto-Centro Democratico: Misto-CD; Misto-Minoranze Linguistiche: MistoMin.Ling; Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) - Liberali per l’Italia (PLI): Misto-PSI-PLI; Misto-Libertà e
Diritti-Socialisti europei (LED): Misto-LED.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
II
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
PAG.
PAG.
Informativa urgente del Governo sui recenti
eventi alluvionali .........................................
(La seduta, sospesa alle 9,10, è ripresa alle
9,30) ...............................................................
2
Ripresa discussione – A.C. 2247-A .............
2
(Intervento del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare) ................
31
(Ripresa esame articolo 3 – A.C. 2247-A) ...
2
Presidente .....................................................
31
Presidente .....................................................
2, 5
Busin Filippo (LNA) ...................................
5
Galletti Gian Luca, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare ........
31
Capezzone Daniele (FI-PdL), Presidente
della VI Commissione .................................
5
Guidesi Guido (LNA) ..................................
3
Marazziti Mario (PI) ...................................
4
Paglia Giovanni (SEL) ................................
6
Rosato Ettore (PD) ......................................
2, 3
Sibilia Carlo (M5S) .....................................
4
31
(Interventi) ........................................................
37
Presidente .....................................................
37
Biasotti Sandro (FI-PdL) ............................
39
Binetti Paola (PI) ........................................
45
Capelli Roberto (Misto-CD) ........................
49
Fedriga Massimiliano (LNA) ......................
44
Lavagno Fabio (Misto-LED) .......................
48
Mariani Raffaella (PD) ...............................
37
(La seduta, sospesa alle 9,50, è ripresa alle 10) ..
6
Oliaro Roberta (SCpI) ................................
42
Presidente .....................................................
6
Pastorelli Oreste (Misto-PSI-PLI) ..............
49
Alberti Ferdinando (M5S) ..........................
18
Quaranta Stefano (SEL) .............................
43
Rampelli Fabio (FdI-AN) ...........................
47
Segoni Samuele (M5S) ................................
38
Tancredi Paolo (NCD) ................................
40
(La seduta, sospesa alle 13,25, è ripresa alle
14) ..................................................................
49
Barbanti Sebastiano (M5S) ..................
Bonafede Alfonso (M5S) .......
9, 11, 17
11, 12, 13, 21, 23
Busin Filippo (LNA), .................................. 11, 25
Capezzone Daniele (FI-PdL) ..........
6, 10, 22, 25
Chiarelli Gianfranco Giovanni (FI-PdL) ..
14
Di Lello Marco (Misto-PSI-PLI) ................
18
Missioni (Alla ripresa pomeridiana) ............
50
Ferranti Donatella (PD) ..............................
12
Ferraresi Vittorio (M5S) .............................
7, 17
Informativa urgente del Governo sugli sviluppi delle iniziative in materia di gestione
dei flussi di migranti nel Mediterraneo ..
50
Longo Piero (FI-PdL) ..........................
10, 12, 14
19
(Intervento del Ministro dell’interno) ............
50
Paglia Giovanni (SEL) ............................. 8, 9, 13
15, 17, 21, 24
Presidente .....................................................
50
Alfano Angelino, Ministro dell’interno ......
50
Pagano Alessandro (NCD) ..........................
Pesco Daniele (M5S) .......................
8, 12, 15, 20
(Interventi) ........................................................
54
7, 10, 21
Presidente .....................................................
54
Ruocco Carla (M5S) .................................... 11, 16
Campana Micaela (PD) ...............................
54
Tancredi Paolo (NCD) ................................
Cicchitto Fabrizio (NCD) ............................
59
Di Stefano Manlio (M5S) ...........................
55
Pisano Girolamo (M5S) ........................
23
(Esame articolo 4 – A.C. 2247-A) ................
25
Locatelli Pia Elda (Misto-PSI-PLI) ............
68
Presidente .....................................................
25
Marazziti Mario (PI) ...................................
64
Molteni Nicola (LNA) .................................
62
(Esame ordini del giorno – A.C. 2247-A) ....
26
Palazzotto Erasmo (SEL) ...........................
61
26, 27, 28
Piazzoni Ileana Cathia (Misto-LED) .........
67
Rabino Mariano (SCpI) ..............................
60
Rampelli Fabio (FdI-AN) ...........................
65
Ravetto Laura (FI-PdL) ..............................
57
Tabacci Bruno (Misto-CD) .........................
68
(La seduta, sospesa alle 15,20, è ripresa alle
19,50) .............................................................
69
Missioni (Alla ripresa notturna) ....................
69
Presidente ..............................................
Casero Luigi, Viceministro dell’economia e
delle finanze ..................................................
26
Di Battista Alessandro (M5S) ....................
31
Lombardi Roberta (M5S) ...........................
28
Lorefice Marialucia (M5S) .........................
29
Mantero Matteo (M5S) ...............................
30
(La seduta, sospesa alle 11,55, è ripresa alle
12,05) .............................................................
31
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
III
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
PAG.
Commissione parlamentare di inchiesta sul
fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (Modifica nella composizione) ........................
69
Commissione parlamentare per l’indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (Modifica nella composizione) ......
69
Ripresa discussione – A.C. 2247-A .............
69
(Ripresa esame ordini del giorno – A.C.
2247-A) ..........................................................
69
Presidente ................................
69, 73, 75, 79, 81
PAG.
(Dichiarazioni di voto finale – A.C. 2247-A) .
Presidente .....................................................
Lavagno Fabio (Misto-LED) .......................
Maietta Pasquale (FdI-AN) ........................
Marazziti Mario (PI) ...................................
Molteni Nicola (LNA) .................................
Paglia Giovanni (SEL) ................................
Sottanelli Giulio Cesare (SCpI) .................
Tancredi Paolo (NCD) ................................
Capezzone Daniele (FI-PdL) ......................
Pesco Daniele (M5S) ...................................
Causi Marco (PD) ........................................
91
91
91
91
91
91
91
94
94
94
94
96
Alberti Ferdinando (M5S) ..........................
83
(Coordinamento formale – A.C. 2247-A) ......
97
Artini Massimo (M5S) ................................
78
Presidente .....................................................
97
Baroni Massimo Enrico (M5S) ..................
79
Bechis Eleonora (M5S) ...............................
80
Benedetti Silvia (M5S) ................................
81
(Votazione finale ed approvazione – A.C.
2247-A) ..........................................................
97
Brugnerotto Marco (M5S) ..........................
82
Presidente .....................................................
97
Carinelli Paola (M5S) .................................
84
Dall’Osso Matteo (M5S) ..............................
71
Sul calendario dei lavori dell’Assemblea ....
97
D’Ambrosio Giuseppe (M5S) ......................
72
Presidente .....................................................
97
De Lorenzis Diego (M5S) ...........................
72
Del Grosso Daniele (M5S) .........................
73
Sull’ordine dei lavori e per la risposta ad uno
strumento del sindacato ispettivo .............
98
Della Valle Ivan (M5S) ...............................
73
Presidente .....................................................
98
Ferraresi Vittorio (M5S) .............................
79
Amoddio Sofia (PD) ....................................
98
Nesci Dalila (M5S) ......................................
70
De Lorenzis Diego (M5S) ...........................
101
Parentela Paolo (M5S) ................................
74
Giordano Silvia (M5S) ................................
101
Pesco Daniele (M5S) ...................................
74
Rampelli Fabio (FdI-AN) ...........................
100
Prodani Aris (M5S) .....................................
75
Spadoni Maria Edera (M5S) .....................
99
Rostellato Gessica (M5S) ............................
76
Ordine del giorno della seduta di domani .
102
Testo integrale delle dichiarazioni di voto
finale dei deputati Fabio Lavagno, Pasquale Maietta, Mario Marazziti, Nicola
Molteni, Giulio Cesare Sottanelli, Paolo
Tancredi e Marco Causi sulla proposta di
legge (A.C. 2247-A ed abbinata) ...............
102
Organizzazione dei tempi di esame delle
comunicazioni del Presidente del Consiglio
dei ministri in vista del Consiglio europeo
del 23-24 ottobre e della mozione n. 100602 .............................................................
115
Ruocco Carla (M5S) ....................................
76
Segoni Samuele (M5S) ................................
77
Sibilia Carlo (M5S) .....................................
77
Zolezzi Alberto (M5S) ................................
83
(La seduta, sospesa alle 20,45, è ripresa alle
20,50) .............................................................
84
Presidente .......................................
84, 86, 87, 89
Carinelli Paola (M5S) .................................
84
Caso Vincenzo (M5S) ..................................
85
Chimienti Silvia (M5S) ...............................
85
Cominardi Claudio (M5S) ..........................
86
Turco Tancredi (M5S) ................................
88
Votazioni elettroniche (Schema) .... Votazioni I-LII
N. B. I documenti esaminati nel corso della seduta e le comunicazioni all’Assemblea non lette in aula sono
pubblicati nell’Allegato A.
Gli atti di controllo e di indirizzo presentati e le risposte scritte alle interrogazioni sono pubblicati
nell’Allegato B.
SEDUTA PRECEDENTE: N. 310 — MERCOLEDÌ 15 OTTOBRE 2014
PAGINA BIANCA
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
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1
Camera dei Deputati
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SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
LUIGI DI MAIO
La seduta comincia alle 9.
RAFFAELLO
VIGNALI,
Segretario,
legge il processo verbale della seduta di
ieri.
Sul processo verbale (ore 9,01).
FILIPPO BUSIN. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FILIPPO BUSIN. Signor Presidente, volevo fare una rettifica ad una mia dichiarazione a pagina 72 del resoconto stenografico: alla riga 9, prima del punto,
sostituire « è depenalizzato » con « ha rilevanza penale ».
PRESIDENTE. Non è proprio una modifica, se chiarisce un attimo il suo pensiero mi aiuta nel recepire la sua osservazione.
FILIPPO BUSIN. Sì, intendevo dire che,
a differenza di quanto avviene nei maggiori Paesi europei, in Italia ha rilevanza
penale la dichiarazione infedele, mentre
questo non è previsto nei Paesi europei.
Da come è scritto si capisce l’inverso.
PRESIDENTE. Quindi intendeva dire
questo ?
FILIPPO BUSIN. Sì.
PRESIDENTE. La ringrazio.
Se non vi sono ulteriori osservazioni, il
processo verbale si intende approvato.
(È approvato).
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi
dell’articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Adornato, Bindi, Michele
Bordo, Casero, Di Lello, Di Salvo, Epifani,
Ferranti,
Fico,
Giancarlo
Giorgetti,
Guerra, Mannino, Pes, Pisicchio, Portas,
Rampelli, Ravetto, Schullian, Sisto, Tabacci, Valeria Valente e Vargiu sono in
missione a decorrere dalla seduta odierna.
I deputati in missione sono complessivamente 98, come risulta dall’elenco depositato presso la Presidenza e che sarà
pubblicato nell’allegato A al resoconto
della seduta odierna.
Ulteriori comunicazioni all’Assemblea
saranno pubblicate nell’Allegato A al resoconto della seduta odierna.
Seguito della discussione della proposta di
legge: Causi ed altri: Disposizioni in
materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il
potenziamento della lotta all’evasione
fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio (A.C. 2247-A); e dell’abbinata proposta di legge: Capezzone (A.C.
2248).
PRESIDENTE. L’ordine del giorno
reca il seguito della discussione della
proposta di legge, d’iniziativa dei deputati
Causi ed altri, n. 2247-A: « Disposizioni
in materia di emersione e rientro di
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
2
SEDUTA DEL
capitali detenuti all’estero nonché per il
potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio » e dell’abbinata proposta di
legge Capezzone n. 2248.
Ricordo che nella seduta di ieri è stato
da ultimo approvato l’emendamento Pagano 3.158, come riformulato.
Avverto che a seguito dell’approvazione
di tale proposta emendativa risultano preclusi gli emendamenti Busin 3.157 e 3.8,
Capezzone 3.5 e 3.6, Alberti 3.7 e Paglia
3.160 e 3.161.
Preavviso di votazioni elettroniche
(ore 9,09).
PRESIDENTE. Poiché nel corso della
seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di
preavviso di cinque e venti minuti previsti
dall’articolo 49, comma 5, del Regolamento.
Per consentire il decorso del termine
regolamentare di preavviso, sospendo la
seduta che renderà le ore 9,30.
La seduta, sospesa alle 9,10, è ripresa
alle 9,30.
Si riprende la discussione.
(Ripresa esame dell’articolo 3 – A.C.
2247-A)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione
dell’emendamento Pesco 3.9.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Rosato. Ne ha
facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente,
ieri abbiamo fatto un ottimo lavoro su
questo provvedimento, in particolare, anche sui punti che tocca questo emendamento, su cui io credo che il Parlamento
abbia ragionevolmente approfondito materie particolarmente delicate. Questa del
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
rientro dei capitali è una vicenda che
riguarda in maniera importante l’Italia, in
quanto i capitali che sono usciti nel corso
degli anni hanno impoverito il nostro
Paese. E questa consapevolezza che l’impoverimento causato da scelte che noi
giudichiamo inaccettabili è un elemento
comune rispetto alle valutazioni che sono
state fatte in quest’Aula.
Pur prendendo in considerazione soluzioni diverse per il loro rientro, per la
tassazione, per il reato che è stato impostato sull’autoriciclaggio, c’è un punto che
io credo vada valorizzato: questo elemento
è la valutazione che il rientro dei capitali
in Italia sia un elemento importante per la
nostra economia, sia per un fatto di merito, cioè la necessità di riportare queste
risorse a contribuire allo sviluppo del
nostro Paese, sia per un fatto di sostanza,
che è quello relativo anche al messaggio
che vogliamo dare di nuova fiducia rispetto ad un Paese che sa mettere a
disposizione risorse per le sue imprese,
per le famiglie che hanno voglia di costruire un lavoro e un’occupazione, in
Italia, senza dover andare via.
Rispetto a questo, le proposte che sono
state fatte dalla Commissione, dal relatore,
sono frutto di un gran lavoro non solo di
mediazione politica, anzi, prima che di
mediazione politica, di approfondimento
tecnico, nel merito di quanto abbiamo
bisogno di avere. Il reato di autoriciclaggio
che è stato introdotto – ce lo ha detto
bene il relatore nel suo intervento, nella
sua relazione nell’ambito della discussione
sulle linee generali – è un reato che ha
bisogno di fattispecie ben precise per poter
essere applicato in maniera consona, che
consenta un suo esame nella fattispecie in
chi fa la scelta di riportare il denaro in
Italia, ma, soprattutto, nella disponibilità
dei magistrati, che possano fare bene il
loro lavoro senza avere dal legislatore
motivi di intoppo. Io credo che questo
lavoro sia stato fatto con grande puntualità e precisione.
Questo è il senso degli emendamenti
che sono stati presentati dalla Commissione, che, poi, sono stati oggetto di un
approfondimento anche con il Ministero
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
3
SEDUTA DEL
della giustizia: hanno raggiunto un punto
di equilibrio e di approfondimento che io
credo sia costruttivo, utile, che consente
effettivamente di dire che il testo che oggi
noi andremo a votare è un testo adeguato,
è un testo fatto bene, è un testo la cui
applicazione immediata, che ci auguriamo
possa trovare anche nell’ambito della sua
valutazione al Senato, una rapida applicazione: perché i benefici che ne sono
indotti, sia sul versante del rientro dei
capitali, sia con l’introduzione del reato
sull’autoriciclaggio, che era un impegno
che il PD ha assunto, sono evidentemente
dei benefici chiarissimi.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
ETTORE ROSATO. Quindi, ho veramente difficoltà a comprendere come non
ci sia su questo una maggiore compattezza
di questo Parlamento, riconoscendosi e
autoriconoscendosi di aver fatto un lavoro
utile dopo un periodo in cui questo tema
non era stato mai affrontato con la dovuta
attenzione, di aver fatto un lavoro utile di
cui tutto il Parlamento può vantarsi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Avverto che è stata chiesta la votazione
nominale mediante procedimento elettronico.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Pesco 3.9, con il parere contrario
del relatore e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Sberna, Scuvera, Morani, Malpezzi,
Carrozza, Ventricelli, Gelli, Giuseppe Guerini, Chiarelli, Nizzi, Fragomeli (Commenti)... Colleghi, allora, calmatevi, per
favore !
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la
Camera respinge (Vedi votazioni).
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
(Presenti ............................. 250
Votanti ............................... 249
Astenuti ..............................
1
Maggioranza ..................... 125
Hanno votato sì ..
13
Hanno votato no .. 236).
Sono in missione 88 deputati.
(I deputati Capodicasa, Gnecchi e D’Incecco hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario. Il deputato Alberto Giorgetti ha segnalato che non
è riuscito ad astenersi).
ETTORE ROSATO. Chiedo di parlare
per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ETTORE ROSATO. Signor Presidente,
siamo nella prima votazione, la collega
Cardinale stava entrando: gli urli dei colleghi del MoVimento 5 Stelle (Commenti
dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle
e Lega Nord e Autonomie), che come ogni
santa mattina cercano di far mancare
inutilmente il numero legale, non possono
influenzare la scelta del Presidente di non
consentire ad un deputato in Aula di
votare (Applausi dei deputati del gruppo
Partito Democratico) !
PRESIDENTE. Collega Rosato, la collega Cardinale non ha alzato la mano, ed
era l’ultima persona, l’ultima persona
(Commenti dei deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Lega Nord e Autonomie).
Comunque, con calma, con calma: avete
votato, con calma. Colleghi, se continuiamo con queste urla sospendo la seduta. Grazie, collega Rosato.
GUIDO GUIDESI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUIDO GUIDESI. Signor Presidente,
solo per dirle (Commenti dei deputati del
gruppo Partito Democratico)...
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
4
SEDUTA DEL
EMANUELE FIANO. Spegnete la macchina fotografica !
PRESIDENTE. Colleghi ! Colleghi ! Collega Cristian Iannuzzi, la richiamo all’ordine ! Ricordo che non è consentito fare
fotografie in Aula. Andiamo avanti, facciamo parlare il collega Guidesi adesso per
favore. Grazie.
GUIDO GUIDESI. Presidente, solo per
riferirle a nome del nostro gruppo che il
fatto che lei presieda quest’Aula o che
presieda un membro del Partito Democratico per noi non cambia: abbiamo lo stesso
identico rispetto. E io credo che se rispettiamo e tuteliamo le decisioni degli altri
Presidenti, oggi dobbiamo tutelare le sue.
L’Aula, collega Rosato, era convocata alle
ore 9: l’opposizione ha tutto il diritto, se
manca la maggioranza di far mancare il
numero legale. Questo è un diritto dell’opposizione. Io non credo – e lo dico in
tutta franchezza – che l’intervento del
collega Rosato aiuti una discussione pacata all’inizio di questa mattinata. Per cui
le ribadisco, Presidente, che come noi ieri
abbiamo rispettato le decisioni della Presidente Boldrini, oggi rispettiamo le sue
(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord
e Autonomie).
CARLO SIBILIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Concederò un solo intervento per gruppo.
CARLO SIBILIA. Signor Presidente, innanzi tutto io la ringrazio per la sua
azione, perché è stata veramente precisa e
corretta: non ha impedito a nessuno di
votare.
Infatti la votazione si è svolta in maniera regolare e mi sembrano strane alcune lamentele, anzi le faccio i complimenti dato che riesce a essere sempre
composto nonostante gli urlacci di qualcuno in questa Aula (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico) che
contestano delle decisioni assolutamente
legittime e all’interno del Regolamento, a
differenza di qualcun altro.
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Inoltre, approfitto di questo intervento
per non reintervenire nel momento successivo, per richiedere, come ho fatto ieri
sera con la Presidente Boldrini, il ritorno
in Commissione della proposta di legge in
questione e vorrei che fosse messo a
verbale che ciò che è successo ieri sera,
cioè il fatto che la Presidente Boldrini
abbia negato una cosa prevista dal Regolamento – cioè la votazione del ritorno in
Commissione a seguito di un intervento
contro e di uno a favore – non costituisca
precedente. Ovviamente il richiamo è all’articolo 41 del Regolamento e chiedo che
questa cosa venga messa ai voti a seguito
di un intervento a favore ed uno contro.
PRESIDENTE. Se per lei va bene concludo prima gli interventi su questo punto.
MARIO MARAZZITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIO MARAZZITI. Signor Presidente, volevo fare solo due osservazioni.
La prima è una richiesta preventiva: siccome il collega Iannuzzi ha fatto un video
e non ha fatto una fotografia e poi ad un
certo punto ha preso l’apparecchio e lo ha
messo sotto il banco, preventivamente dico
che se quel video, qualunque cosa ci sia
nel video e chiunque sia inquadrato, essendo vietato dal nostro Regolamento, andasse in circolazione in rete, io credo che
dovremmo prendere le sanzioni più gravi
e quindi consiglierei ai nostri colleghi di
non mandare in giro nessun video e di
rispettare tutti noi le stesse regole (Applausi dei deputati dei gruppi Per l’Italia e
Partito Democratico).
Punto secondo: senz’altro inavvertitamente ma posso testimoniarlo dal banco
che era un certo tempo che il collega
Ginoble del Partito Democratico stava con
la mano alzata perché non poteva votare,
e anche l’onorevole Monchiero qui davanti
a me. Quindi intendo dire che dovremmo
tutti ritrovare un po’ la calma, dovremmo
dare tutti un po’ più di tempo come
accade in genere all’inizio della mattina.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
5
SEDUTA DEL
PRESIDENTE. Grazie collega. Se non
ci sono altri interventi vorrei solo chiarire
che per la questione del deputato Cristian
Iannuzzi, se volete formalizzare qualcosa
che riguarda l’Ufficio di Presidenza me lo
potete formalizzare.
Poi vorrei chiarire un’altra cosa: io qui
dal mio monitor ho in tempo reale la
possibilità di vedere se l’Aula è in numero
legale o meno e quando io ho chiuso la
votazione era già in numero legale quindi
non c’era nessuna altra intenzione su
questa questione se non quella di chiudere
la votazione nei tempi consoni che ci
diamo sempre (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle). Mi scuso se
qualcuno non l’ho visto, succede spesso e
quindi credo che possiamo andare avanti
con questa seduta.
Adesso Sibilia mi aveva formalizzato
una richiesta. Qualcun altro chiedeva di
intervenire ? Busin a che titolo ?
FILIPPO BUSIN. Chiedo di parlare sull’ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Il suo gruppo ha già
parlato sull’ordine dei lavori.
FILIPPO BUSIN. Per segnalare che ha
saltato un emendamento che a me non
risulta ritirato: il mio emendamento 3.8.
Controlli per favore perché a me non
risulta ritirato.
PRESIDENTE. È precluso dall’ultima
votazione che abbiamo fatto ieri sera. L’ho
detto in apertura della seduta.
DANIELE CAPEZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Per il parere sul rinvio
in Commissione ? Prego.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, no, sul punto sollevato dal collega
Busin e lo pongo alla sua sensibilità politica ed alla sensibilità politica della maggioranza che ha numeri, peraltro, saldi e
conosce ad esempio la mia opinione, che
è minoritaria e diversa ma credo sempre
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civile e rispettosa. E credo che la maggioranza abbia l’interesse ad andare velocemente al traguardo ma in una situazione
chiara in cui ciascuno possa esprimere
fino in fondo la propria opinione. È vero,
ieri è stata votata la riformulazione dell’emendamento Pagano che porta dentro,
variamente combinati, i verbi impiega, trasferisce ecc.
Credo che nessuno in quest’Aula ieri –
sarà colpa, ma colpa di tutti – ha preso in
considerazione l’ipotesi che quella riformulazione, giusta o sbagliata che fosse,
potesse precludere singoli emendamenti
che, lo dico per la maggioranza, saranno
probabilmente respinti ma che sono politicamente significativi, presentati dalle
forze di minoranza e che vanno su questioni precise e specifiche, su ognuno di
quei singoli verbi (impiega, eccetera). Mi
permetto di dire alla maggioranza, non
come presentatore di emendamenti che
saranno probabilmente da voi bocciati, ma
nel vostro stesso interesse, che credo che
sia opportuno che vengano posti in votazione – si tratta di due, tre emendamenti
– e che non passi l’idea che due o tre
emendamenti significativi sulle questioni
più calde, sull’auto-impiego vengano di
fatto travolti senza che nessuno nell’Assemblea ne fosse ieri pienamente consapevole. Mi sembra un punto su cui, se fossi
nei panni della maggioranza, avrei un
approccio tollerante e lungimirante.
PRESIDENTE. Approfitto per chiederle, visto che ci troviamo, il parere sulla
richiesta di Sibilia del rinvio in Commissione.
DANIELE
CAPEZZONE,
Presidente
della VI Commissione. La mia opinione è
che non ci siano i termini per il ritorno in
Commissione, perché comunque – e le
parla un insospettabile, ossia contrario al
provvedimento, che presenta emendamenti
sul provvedimento – ciascuno ha potuto
esprimere la propria opinione e credo che
si possa arrivare all’assunzione della responsabilità, a mio avviso sbagliata, di chi
vota il provvedimento così, ma la maggioranza ha il diritto di poter compiere le sue
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
scelte senza che con ciò siano preclusi i
diritti della minoranza ma, visto che le
dico questo, le dico anche che sarebbe a
mio avviso un gravissimo errore – invito la
Presidenza a non fare summum ius,
summa iniuria – legarsi a un tecnicismo
che dimentica il dato politico: evitare di
porre in votazione degli emendamenti politicamente significativi.
GIOVANNI PAGLIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
anch’io per distrazione, come il collega
Busin, immagino siano stati preclusi anche
due emendamenti a mia firma. Faccio
fatica a vederne le ragioni, nel senso che
« economico » e « finanziario » sono esattamente lì dov’erano, quindi non capisco
per quale ragione siano stati preclusi;
dopodiché, ne approfitto per dire che li
avrei ritirati, la prendo come una forma di
preveggenza, diciamo così, se non di preclusione, perché ritengo che comunque la
soluzione trovata dalla maggioranza forse
è perfettibile ma va nella direzione giusta;
il fatto di aggiungere gli aggettivi « speculativo » e « imprenditoriale » all’attività
economica e finanziaria allarga abbastanza il campo da ricomprendervi tutte le
possibili attività di impiego e di sostituzione o di trasferimento. Sulla questione
del rinvio in Commissione, si interviene
adesso o interveniamo dopo ? Tanto per
capire, qui ormai pare che l’ordine dei
lavori abbia preso una strana piega.
PRESIDENTE. Adesso le rispondo su
questi emendamenti, tra cui ci sono anche
i suoi 3.160 e 3.161. Poiché stavamo facendo delle valutazione con gli uffici e
l’intenzione della Presidenza è garantire il
massimo dibattito su questo tema, se per
voi va bene, sospendo per 5 minuti, il
tempo di valutare alcune questioni con gli
uffici.
La seduta, sospesa alle 9,50, è ripresa
alle 10.
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PRESIDENTE. Per rispondere al presidente Capezzone, dopo di che procediamo
alla votazione sulla richiesta avanzata dal
deputato Sibilia, ho cercato di approfondire insieme agli uffici il più possibile
questo tema, in modo da dare le massime
garanzie a chi chiedeva di poter discutere
gli emendamenti, ma la questione è procedurale e le procedure sono a garanzia di
tutti.
Se abbiamo sostituito delle parole, a cui
si riferivano questi emendamenti, io capisco la questione politica, ma la Presidenza
si attiene esclusivamente a quelle che sono
le procedure. Sostituendo quelle parole,
decadono anche gli emendamenti riferiti a
quelle parole. È questa la questione.
DANIELE CAPEZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, lei conosce il mio rispetto nei suoi
confronti, nei confronti della Presidenza e
nei confronti dei funzionari che fanno un
lavoro sempre egregio e difficile, nei confronti delle istituzioni parlamentari, però
esistono delle situazioni in cui attaccarsi
in modo – vorrei dire – burocratico a dei
formalismi rischia di farci perdere non
solo la sostanza, ma la stessa forma vera
delle questioni.
Che si faccia una legge sull’autoriciclaggio, di fatto, precludendo il voto su emendamenti peraltro già bocciati in Commissione, ma rilevanti sull’autoimpiego, cioè
sulla questione più delicata, arrivando di
fatto ad una bocciatura in diretta di quegli
emendamenti alla luce dell’emendamento
di ieri, a me sembra francamente surreale.
Lo dico con grande franchezza: alzi la
mano chi, tra i 630, quanti siamo, ieri
aveva la consapevolezza che la riformulazione di quell’emendamento fosse preclusiva di cinque o sei emendamenti politicamente così rilevanti. Se abbiamo commesso un errore, lo abbiamo commesso
tutti – maggioranza e opposizione – ma
francamente mi pare veramente un atto
politico non lungimirante che compiamo.
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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PRESIDENTE. A questo punto, sulla
richiesta fatta dal deputato Sibilia ai sensi
dell’articolo 41 del Regolamento darò la
parola a un deputato a favore e ad uno
contro.
Ha chiesto di parlare a favore della
richiesta di rinvio in Commissione il deputato Pisano. Ne ha facoltà.
GIROLAMO PISANO. Signor Presidente, intervengo a favore. Credo sia ormai evidente per tutti i colleghi, in particolare in seguito a quanto è accaduto ieri
sera con la discussione sull’articolo 3, che
i dubbi interpretativi su questo articolo
sono estremamente fondati. Tutte le parti
– credo – che abbiano lavorato su questo
provvedimento hanno consultato, per chiarirlo, per capirlo meglio e per essere certi,
vista la delicatezza dell’argomento, professori, esponenti della magistratura e dell’avvocatura italiana e tutti hanno verificato ieri sera che i risultati di questa
consultazione sono tali per cui è dubbia
l’interpretazione della norma dell’articolo
3, così com’è formulata oggi.
So che c’è la preoccupazione che un
provvedimento così delicato abbia un arresto nell’altro ramo del Parlamento e che
possa essere rallentato dai lavori della
sessione di bilancio. Io credo che, nonostante tutto questo, noi, come rappresentanti del popolo italiano, non possiamo
esimerci dal svolgere ulteriori approfondimenti che, a mio avviso, debbano coinvolgere tutte le personalità che noi stessi e
tutte le altre parti di questo Parlamento
hanno consultato per far sì che – attraverso un confronto proficuo che può essere fatto anche in una sessione simile a
quella che abbiamo fatto ad esempio per
le accise sui tabacchi, in una sessione
comune, invitando tutte le parti in causa
a discutere apertamente in maniera congressuale sull’interpretazione di questo articolo – questo approfondimento possa
portare ad una riformulazione ben vista
da tutte le parti e che possa passare con
maggiore serenità, di queste parti, all’interno del Parlamento.
Sinceramente non credo che questo
approfondimento possa essere fatto al Se-
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nato, perché l’impegno che noi abbiamo
profuso, in otto mesi di lavoro su questo
dispositivo di legge, non può essere replicato in 35 giorni di pausa dalla sessione di
bilancio al Senato e, quindi, credo che
sarebbe un’occasione persa.
Noi diamo la nostra disponibilità, come
gruppo parlamentare, a non fare più modifiche in sede di Commissione, qualora
questo progetto di legge fosse rinviato in
Commissione, sui due articoli, l’1 e il 2, e
quindi lasciando aperta la discussione soltanto sull’articolo 3.
Alla luce di questo, noi chiediamo seriamente alla maggioranza di valutare
l’opportunità di riaprire la discussione in
Commissione (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Prendo atto che nessuno
intende parlare contro.
Passiamo, dunque, ai voti.
Pongo in votazione, mediante procedimento elettronico, senza registrazione di
nomi, la richiesta, avanzata dal deputato
Sibilia, di rinvio del provvedimento in
Commissione ai sensi dell’articolo 41 del
Regolamento.
(È respinta).
La Camera respinge per 199 voti di
differenza.
Passiamo alla votazione dell’emendamento Cancelleri 3.10, sul quale la Commissione ed il Governo hanno espresso
parere contrario, mentre il relatore di
minoranza ha espresso parere favorevole.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Ferraresi. Ne ha facoltà.
VITTORIO FERRARESI. Presidente, intanto voglio dirle che sottoscrivo l’emendamento Cancelleri 3.10. Ritornando alla
discussione di ieri, posso solo dire che il
MoVimento 5 Stelle vota gli emendamenti,
prescindendo da chi li ha presentati. L’importante – è chiaro – è non fare alleanze
con i partiti che si combattono e che
hanno ideali totalmente diversi; non fare
la legge elettorale, non fare le riforme, ma
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certo non vuole dire andare d’amore e
d’accordo se si vota un emendamento che
nel merito si ritiene giusto, come questo.
Questo emendamento vuole togliere
una parte che, di fatto, comporterà solo un
aggravio nei confronti del pubblico ministero per accertare questo tipo di reato,
perché è un vincolo alla condotta, che non
serve. È solo un aggravio probatorio
enorme. La condotta c’è, il dolo c’è, e
quindi non si capisce perché, se il riciclo
magari sia fatto in modo palese, senza
ulteriori fatti che possano ostacolare in
maniera molto più forbita, diciamo, il
fatto punito, non si debba punire e deve
essere, dunque, il PM ad andare a dimostrare ogni volta concretamente le modalità che siano di fatto atte ad ostacolare,
quando il dolo c’è e la condotta c’è.
Quindi, sarà semplicemente un aggravio
probatorio. Faccio anche un’altra proposta: se non volete votare l’emendamento
così com’è, almeno togliete quel « concretamente ». Io penso che sia un emendamento di buon senso e che possa essere
accettato anche con una riformulazione
dal Governo o dal relatore, che però vedo
che non c’è.
mesi sia difficile sostenere il contrario,
cioè che il riciclaggio non abbia nulla a
che fare con la volontà di occultare. Il
riciclaggio ha a che fare con la volontà di
occultare. Quindi, ragioniamo sul « concretamente » dopo e in questa fase almeno
noi voteremo contro l’emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
noi voteremo contro questo emendamento,
pur seguendo il ragionamento appena
fatto dal collega Ferraresi. Il problema è
che gli emendamenti corretti dal punto di
vista di quel ragionamento sono quelli
successivi. Esistono emendamenti in quest’Aula che propongono di eliminare la
parola « concretamente », ne parleremo
poi diffusamente e credo ci sia anche un
più vasto consenso su questo. Togliere
completamente l’intera frase, cioè la previsione « in modo da occultare... » eccetera
ci pone davanti ad un altro tema, cioè se
noi riteniamo che l’occultamento, anche
l’occultamento, non solo quel « concretamente », sia o meno parte della fattispecie
di reato. Io credo che anche rispetto al
ragionamento che abbiamo fatto in questi
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Cancelleri 3.10, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Murer, Latronico, Covello, Di Lello,
Carinelli, Marti, Prataviera, Altieri, Calabrò, Pagano, Martella, Brescia...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 411
Maggioranza .................. 206
Hanno votato sì ....... 63
Hanno votato no ... 348
(Il deputato Distaso ha segnalato che
avrebbe voluto astenersi; il deputato Airaudo ha segnalato che non è riuscito ad
esprimere voto contrario).
Passiamo alla votazione degli identici
emendamenti Paglia 3.12 e Barbanti 3.13,
con il parere contrario della Commissione
e del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
ed eccoci arrivati ad uno dei punti più
critici inseriti dalla maggioranza apposta
per rendere questo nuovo reato inutilizzabile. Tutto sta in una parolina, la parolina si chiama « concretamente ». « Concretamente » è arrivata in quest’Aula, è
arrivata in quest’Aula all’interno di un
reato nuovo che questa maggioranza non
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vorrà fare utilizzare ai giudici e ai pubblici
ministeri per volontà sappiamo benissimo
di chi. E questo è vergognoso (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Facciamo finta, facciamo gli slogan, ma
vediamo che gli slogan vengono anche fatti
in quest’Aula. È uno slogan il fatto di fare
un reato e renderlo inapplicabile nelle
aule dei tribunali, è uno slogan ! E noi non
vogliamo fare slogan in quest’Aula, in
quest’Aula vogliamo fare cose vere, cose
serie. Presidente, mi appello anche a lei,
non possiamo fare in modo che quest’Aula
produca degli strumenti giudiziari fatti
così male, dobbiamo veramente impegnarci tutti, metterci la mano sulla coscienza, fare un favore ai cittadini italiani,
fare un favore a tutti, e fare delle proposte
di legge che funzionino veramente. Questa
così non funziona (Applausi dei deputati
del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
di dare un’indicazione su come agire alla
magistratura, ma questa non è una motivazione. Noi mon possiamo in una legge
consigliare ai magistrati come interpretarla, introducendo un avverbio.
Ecco la ragione per cui riteniamo che
sia molto più chiaro dire che qualsiasi tipo
di occultamento, così come ricompreso
nella fattispecie prima descritta, costituisca reato. Non credo che quest’Aula non
possa essere d’accordo con questa ipotesi,
che poi è l’ipotesi di fondo della norma. Se
qualcuno, qui dentro, è in grado di spiegarmi esattamente, con un certo grado di
precisione, cosa la parola « concretamente » significhi all’interno del reato, io
sono disposto a ritirare l’emendamento,
devo però riflettere sul fatto che in circa
un mese di discussione in Commissione
questa spiegazione non mi è stata da data
e un motivo ci sarà.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Approfitto per avvertire
che il gruppo Sinistra Ecologia Libertà ha
esaurito i tempi previsti dal contingentamento, se ne è fatta la richiesta, la Presidenza concederà a tale gruppo un aumento dei tempi pari ad un terzo di quelli
originariamente stabiliti.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto, a titolo personale, il deputato
Barbanti. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
come dicevo prima, siamo arrivati ad un
punto del dibattito che ritengo interessante, d’altronde anche all’interno della
Commissione è stato a lungo approfondito
e, visto che la parola « concretamente » è
ancora qui, ritengo non risolutivo. Perché
chiediamo sostanzialmente di togliere il
termine « concretamente » ? Perché ritenevamo, al di là di ogni altra considerazione,
che contribuisca a rendere ambigua e
aleatoria la definizione di questo reato,
lasciando un margine di interpretazione
eccessivo nelle mani dei pubblici ministeri
e dei giudici. Cosa significa « ostacolare
concretamente » ? Io credo che chiunque
capisca cosa significa « ostacolare ». Credo
che se la maggioranza avesse voluto definire in modo più puntuale e limitare
l’ambito di applicazione di quell’ « ostacolare », avrebbe potuto produrre una terminologia giuridica più precisa e che meglio indirizzasse la magistratura. Alla domanda perché è stata inserita la parola
« concretamente », è stato risposto in Commissione che si trattava, tra le altre cose,
SEBASTIANO BARBANTI. Signor Presidente, è da circa un anno e mezzo che
sentiamo parlare, almeno da quando noi
siamo qua, di certezza del diritto e questi
particolari casi sono esattamente il contrario di quello che stiamo cercando di
combattere; la previsione di questo avverbio è l’incertezza del diritto ! Non riesco a
capire, è come se io con la macchina
passassi con il giallo, ma mi facessero una
multa perché « concretamente » sarei passato con il rosso. Dà un ampio margine
discrezionale al giudice, in questo caso,
per poter individuare la norma. E come
stiamo dicendo anche per altre fattispecie
che vedremo dopo, mi riferisco sempre al
comma 3, in sostanza, stiamo depotenziando questa arma, perché laddove c’è un
margine troppo ampio di discrezionalità si
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rende, di fatto, inefficace una norma che
invece dovrebbe essere una delle pietre
miliari del nostro ordinamento.
PRESIDENTE. Prendo atto che il deputato Ferraresi chiede di sottoscrivere
l’emendamento.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Longo. Ne ha facoltà.
PIERO LONGO. Signor Presidente, l’avverbio « concretamente », contenuto nell’articolo 3, che introduce l’articolo 648ter, è esattamente quanto è previsto in
linea generale nel nostro codice penale dal
principio di necessaria offensività.
Per essere più chiari, ogni attività per
essere penalmente rilevante deve concretamente portare ad un risultato, altrimenti
non esiste il nesso di causalità. Allora, in
sintesi, al postutto l’avverbio « concretamente » è forse superfluo, perché comunque il giudice dovrà accertare che il comportamento vietato ha avuto concretamente un certo risultato. Ma, anche se è
inutile, potrebbe non apparire superfluo
nel ribadire un principio generale che vale
per qualsiasi reato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Capezzone. Ne ha facoltà.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, intervengo velocemente per esprimere anch’io parere contrario su questi
identici emendamenti, nel senso che quest’avverbio è ormai l’ultima barriera rimasta per evitare un’interpretazione sempre,
per così dire, giustizialista della norma.
Però – e mi rivolgo ai garantisti della
maggioranza, perché ci sono i garantisti
nella maggioranza – sappiate che questa
barriera, che pure anche noi vogliamo
difendere votando contro questi identici
emendamenti, è una barriera di cartapesta, perché ditemi voi se sarà lineare o no,
facile o no, univoca o no, l’interpretazione
che daranno migliaia di pubblici ministeri
diversi in giro per l’Italia sul fatto che un
medesimo comportamento ostacoli o ostacoli concretamente e via dicendo.
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Mi spiego con un esempio, richiamandomi a quanto diceva ottimamente un
istante fa l’onorevole Longo e richiamandomi ai principi generali. Pensate in materia penale alla custodia cautelare – e
concludo –: quali sono le ragioni ? Inquinamento, pericolo di fuga, reiterazione del
reato in concreto. Eppure quante sono le
interpretazioni diverse che i pubblici ministeri danno sul fatto che quel cittadino
concretamente stia inquinando le prove o
no ?
PRESIDENTE. Deve concludere, Capezzone.
DANIELE CAPEZZONE. Ecco il punto,
ecco perché è una barriera di cartapesta,
purtroppo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pisano. Ne ha facoltà.
GIROLAMO PISANO. Signor Presidente, nelle interpretazioni che abbiamo
avuto e negli studi che abbiamo fatto – è
anche riscontrabile nei rapporti e nelle
relazioni che sono arrivate alla maggioranza – è palese che viene ritenuto superflua non solo la parola « concretamente », ma l’intera dizione e l’intera
locuzione sull’occultamento. Infatti, siccome vige l’impunibilità doppia dello
stesso reato, il cosiddetto ne bis in idem, il
magistrato da solo, autonomamente, deve
già fare la valutazione dell’occultamento e
deve già fare a maggior ragione, come già
è stato accennato, la valutazione sul « concretamente ». È proprio per questo motivo
che noi stiamo cercando di correggere la
norma, cioè di lasciare con maggiore chiarezza alla giurisprudenza...
PRESIDENTE.
sano.
Deve
concludere,
Pi-
GIROLAMO PISANO. ... il naturale
corso di valutazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Filippo Busin. Ne ha facoltà.
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DISCUSSIONI
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FILIPPO BUSIN. Signor Presidente, il
parere è contrario a questi identici emendamenti, perché, per quanto poco, comunque tende – e questo va nella direzione da
noi auspicata – a ridurre gli ambiti di
discrezionalità per gli illeciti che hanno
una rilevanza penale, cosa che, come abbiamo già più volte ribadito, in questo
articolo 3 non viene spesso rispettata.
Quindi, il parere è contrario sugli identici
emendamenti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bonafede. Ne ha facoltà
– ricordo i tempi – per un minuto.
ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, c’è un’evidente discriminazione giuridica tra il riciclaggio e l’autoriciclaggio,
perché la formulazione viene praticamente
riproposta nel riciclaggio, solo che nel
riciclaggio manca l’avverbio « concretamente ». Non si capisce, invece perché, se
per il riciclaggio non è necessario che vi
sia un ostacolo concreto, invece, per l’autoriciclaggio sia necessario. Qualcuno dovrebbe spiegarmi il trattamento di favore
che quest’Aula sta assecondando nei confronti di chi fa autoriciclaggio rispetto a
chi, invece, fa riciclaggio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, la deputata Ruocco. Ne ha facoltà,
per un minuto.
CARLA RUOCCO. Signor Presidente,
leggiamo un attimo il punto: « in modo da
ostacolare concretamente l’identificazione
della loro provenienza delittuosa ».
Allora io ribalto la domanda anche alle
persone che ovviamente, come tutti quanti,
noi sono intenzionate a garantire la chiarezza del testo. Chi è che astrattamente
può generare un ostacolo alla provenienza
delittuosa ?
Che significa che uno in astratto ostacola la provenienza delittuosa ? Allora, noi
cerchiamo soltanto di togliere questa locuzione, questo avverbio, che proprio lì
genererebbe confusione. Infatti, con que-
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sto rimedio avverrebbe proprio che la
persona forte a quel punto si potrebbe
avvalere di questo avverbio, mentre, invece, in un processo il debole verrebbe
travolto dalla situazione avversa.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sugli identici
emendamenti Paglia 3.12 e Barbanti 3.13,
con il parere contrario della Commissione
e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Murer, Di Lello, Carra, Boccuzzi, Abrignani, Faraone, Sandra Savino, Gadda,
Rossomando, Distaso, Ferranti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 415
Votanti ............................ 412
Astenuti ..........................
3
Maggioranza ........... 207
Hanno votato sì .....
88
Hanno votato no .. 324.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Ferranti ha segnalato di
essersi erroneamente astenuta e che avrebbe
voluto votare contro. Il deputato Chaouki
ha segnalato di non essere riuscito ad
esprimere voto contrario. Il deputato Airaudo ha segnalato che non è riuscito ad
esprimere voto favorevole).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Barbanti 3.165, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Barbanti. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO BARBANTI. Signor Presidente, abbiamo parlato di certezza del
diritto e se prima abbiamo voluto soltanto
escludere dal novero la parola « concretamente », per cercare di ridare un po’ meno
di aleatorietà all’interpretazione che qualunque giudice poteva fare, con questo
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emendamento andiamo un po’ più nello
specifico. Infatti, non solo chiediamo di
eliminare la parola « concretamente », ma
specifichiamo anche che l’ostacolo venga
effettuato anche sull’accertamento della
fattispecie delittuosa in questo caso.
Pertanto, stiamo effettivamente andando incontro a quella esigenza di chiarezza delle norme e di eliminazione dei
dubbi interpretativi, specificando per bene
quella che deve essere la norma e quello
che deve essere il delitto da certificare, da
verificare. Stiamo sostanzialmente dando
la certezza del diritto e dell’individuazione. Mi sembra un emendamento assolutamente di buon senso che va a introdurre una delle modifiche di cui parlavamo ieri, che sono quanto meno doverose
per il cittadino contribuente che si deve
trovare ad avere la certezza di ciò che gli
viene contestato.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente, in
pratica questo emendamento va, secondo
noi, a migliorare il testo. Va a togliere
innanzitutto quella parola « concretamente », come tentavamo di fare prima,
ma appunto abbiamo capito che la maggioranza non intende farlo e preferisce
avere uno strumento legislativo che non
funziona.
In più abbiamo aggiunto l’accertamento, al posto della parola « concretamente ». In questo modo la persona per
commettere autoriciclaggio dovrà ostacolare l’accertamento e l’identificazione della
provenienza del provento illecito.
Ci sembra veramente già tantissimo. Ci
sembra un passo avanti anche verso un po’
di garanzia delle persone che magari potrebbero essere incriminate in modo erroneo e ci sembra un atto dovuto per
avere comunque uno strumento che possa
funzionare nelle aule dei tribunali. Se
viene lasciato così – e veramente mi
appello alla clemenza e alla coscienza
della maggioranza –, questo strumento
sarà difficilmente utilizzabile nelle aule
dei tribunali.
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bonafede. Ne ha facoltà.
ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, io non mi appello alla coscienza
perché dovrei pensare che la maggioranza
ha una coscienza e, siccome non lo penso,
non ho niente a cui appellarmi. Per
quanto riguarda l’emendamento all’articolo in questione, noi siamo ancora in
attesa di capire come mai la maggioranza
ha ritenuto di dover inserire questo avverbio « concretamente ». Aggiungo anche
che l’emendamento va in una direzione
non solo di contestazione rispetto alla vera
e proprio porcata che sta andando in
porto, ma si tratta semplicemente di una
proposta: l’emendamento propone una
formulazione migliore. Ora il punto è se
questa Camera vuole dare un messaggio
netto di lotta all’autoriciclaggio o meno
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto la deputata Ferranti. Ne ha facoltà.
DONATELLA FERRANTI. Signor Presidente, mi meraviglio molto da parte
dell’onorevole Bonafede perché in realtà la
proposta del « concretamente » esce dal
parere della Commissione giustizia dopo
un accurato esame ed audizioni effettuate,
tra l’altro con pareri di esperti che inseriscono la determinazione della fattispecie.
Quindi, che non sappia da dove esce mi
meraviglia molto perché è un parere che
è stato discusso e approvato in Commissione giustizia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato
Longo. Ne ha facoltà.
PIERO LONGO. Signor Presidente, fallisce il fine di questo emendamento per la
semplice ragione che si pretende di sostituire l’espressione « concretamente » con
« l’accertamento e l’identificazione ». Se
fosse stato scritto « l’accertamento o
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
l’identificazione » allora la finalità degli
illustri proponenti di questo emendamento
sarebbe rispettata; così invece si fa carico
al pubblico ministero di accertare e di
identificare. Quindi, con raddoppio di lavoro.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Barbanti 3.165, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Piepoli... Piccolo... Ferranti... Pisano...
Iannuzzi Cristian... Giorgetti Alberto... Romele... Crimi.... Bianconi...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 419
Votanti ............................ 418
Astenuti ...................
1
Maggioranza ........... 210
Hanno votato sì .....
74
Hanno votato no .. 344.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Camera dei Deputati
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due anni sono il minimo ovvio e necessario
perché con un anno, in queste condizioni,
rischi di far scattare la messa alla prova
ed estinzione del reato per tutti. Quindi
fondamentalmente si rischia di dire che
l’autoriciclaggio per i reati fiscali è una
norma di fatto assolutamente inapplicabile.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Bonafede. Ne ha facoltà.
ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, innanzitutto, una precisazione: io
avevo chiesto alla maggioranza, nel mio
precedente intervento, di spiegarci perché
qui si aggiunge la parola « concretamente »
rispetto alla fattispecie di riciclaggio. La
collega Ferranti è intervenuta dicendo che
è stata inserita non per quali motivazioni,
ma perché qualcuno lo avrebbe detto in
audizione. Tra l’altro, non è nemmeno
bello che un reato del genere sia passato
in Commissione giustizia soltanto in sede
consultiva, quindi, c’è poco da essere contenti se abbiamo ascoltato qualcuno in
audizione...
Passiamo alla votazione dell’emendamento Paglia 3.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Collega Bonafede, atteniamoci all’emendamento in questione,
Paglia 3.14.
GIOVANNI PAGLIA. Solo per dire una
parola: noi riteniamo che dal momento
che una parte consistente dei reati di
origine fiscale sono sotto quei cinque anni
che prevedono la pena originaria e vanno
invece ad essere colpiti in caso di autoriciclaggio sul reato connesso di natura
fiscale, di fatto siamo sempre in questa
categoria, quelli puniti da uno a quattro
anni con la norma attuale. Non condividiamo in particolare il minimo di un anno,
sempre per il ragionamento che vogliamo
che questa norma abbia un minimo di
deterrenza e, quindi, anche un minimo
concreto di rischiare il carcere, non dico
di prevedere la carcerazione di massa. Ma
se vogliamo che almeno si rischi il carcere
ALFONSO BONAFEDE. Benissimo. Superando questa precisazione, Presidente,
riguardo all’emendamento in questione è
evidente che il Parlamento deve dare,
rispetto ai reati di corruzione o, comunque, legati alla corruzione, un messaggio
chiaro e netto. E questo messaggio chiaro
e netto deve passare necessariamente attraverso l’inasprimento delle pene, perché
c’è un punto su cui tutti dobbiamo essere
d’accordo: finché i ladri sapranno che in
Italia non si va in galera quando si ruba
o quando si commette un reato come
questo, continueranno ad esserci corrotti,
politici corrotti e ladri a trecentosessanta
gradi (Applausi dei deputati del gruppo
MoVimento 5 Stelle).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
Allora, quello che noi chiediamo è un
cambio di marcia rispetto all’andazzo che
c’è stato fino a questo momento, perché è
importante citare qualche dato ogni tanto.
In Italia, c’è il 50 per cento della corruzione che c’è in tutta Europa. Bene: quanti
detenuti ci sono per reati legati alla corruzione in Italia ? Vogliamo prendere un
esempio ? La Germania ha circa 8.600
detenuti per corruzione; in Italia, ce ne
sono 168. È una vergogna (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Noi dobbiamo dare una risposta chiara
e netta, altrimenti, continueranno ad esserci corrotti, i politici corrotti e, quasi,
quasi, a qualcuno verrà il sospetto che, se
si continua a votare e ad assecondare
questo andazzo, vuol dire che qualcuno
qui dentro ha interesse ad assecondarlo
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole
Longo. Ne ha facoltà.
PIERO LONGO. Signor Presidente, l’ultimo comma dell’articolo 648-ter va letto
necessariamente in questa maniera: « (...)
provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito » significa punito
in concreto. Se la punizione in concreto è
stata inferiore a cinque anni, si applica il
terzo comma; se, invece, c’è stata una
punizione con pena superiore, si transita
immediatamente nel primo comma.
Avete sbagliato a scrivere questo testo,
perché avrebbe un senso se fosse scritto:
« non colposo punibile con la reclusione »,
ma siccome è scritto « punito », se è punito
con pena inferiore, rimane da uno a
quattro anni, ed è giusto; se è punito con
pena superiore, si va immediatamente nel
primo comma, da due a otto anni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole Chiarelli. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO
GIOVANNI
CHIARELLI. Signor Presidente, io voglio fare
solo un’osservazione. Condivido in parte il
Camera dei Deputati
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ragionamento fatto dal collega Bonafede,
però devo anche rilevare che queste osservazioni che lo stesso fa non possono
essere la mattina in un senso e la sera in
un altro. Sostanzialmente, io ritengo che
questo articolo andasse esaminato in Commissione, però vorrei anche dire all’Aula:
stiamo attenti a dove noi stiamo andando,
perché se ci dobbiamo basare sulle dichiarazioni e sugli interventi che ha fatto la
presidente della nostra Commissione, che
si dice soddisfatta e gratificata di questa
norma per il semplice motivo che l’ha
condivisa con il Procuratore nazionale
antimafia, con i procuratori aggiunti, fra
cui il dottor Greco della procura di Milano, io penso che noi non facciamo
un’opera buona se non coinvolgiamo in
una norma così importante tutte le categorie che fanno parte della giustizia, e ci
limitiamo solo ed esclusivamente ad ascoltare e a prendere ordini dalla magistratura.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
GIANFRANCO
GIOVANNI
CHIARELLI. Per cui, nel momento in cui una
norma del genere non l’abbiamo esaminata approfonditamente in Commissione,
è evidente che ci troveremo di fronte ad
un vulnus che si troverà quando sarà
approvato – e io mi auguro in Senato
venga completamente sradicata –, perché
non è la prima volta che questo Parlamento fa delle leggi che nulla hanno a che
vedere con il buon senso e, soprattutto,
con il diritto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Paglia 3.14, con parere contrario di
Commissione e Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregori, Taricco, Di Lello, Tancredi,
Cozzolino, Rizzetto, Cimbro...
Dichiaro chiusa la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 419
Votanti ............................ 418
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 210
Hanno votato sì .....
88
Hanno votato no ... 330.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Bindi 3.162.
Prendo atto che il presentatore dell’emendamento accetta la riformulazione
proposta dal Governo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Bindi 3.162, così come riformulato,
accettato dalla Commissione e dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Di Lello, Gregori, Ciracì...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 422
Votanti ............................ 420
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 211
Hanno votato sì ..... 372
Hanno votato no ..... 48.
La Camera approva (Vedi votazioni).
(Il deputato Manfredi ha segnalato che
non è riuscito a votare).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Paglia 3.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
questo emendamento mira a risolvere alla
radice il problema delle pene, ricomprendendo, questa volta sì, tutti i reati di
natura fiscale, la truffa, l’appropriazione
indebita, all’interno del perimetro della
Camera dei Deputati
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OTTOBRE
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punibilità di serie A: quindi lasciando a
pena ridotta soltanto i reati che non
hanno a che fare con questo tipo di natura
del reato medesimo. Quindi inviterei l’Aula
a prenderlo seriamente in considerazione,
anche per evitare che si possa dire che per
l’ennesima volta in questo Paese, anche
quando si va ad introdurre una nuova
fattispecie di reato, quando si guarda dalla
parte dei reati cosiddetti dei colletti bianchi, dei reati fiscali, si abbia sempre un
occhio di riguardo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
anche noi siamo a favore di questo emendamento. Il fine è quello che ha detto
prima il mio collega Bonafede. I dati lo
dicono in modo chiaro: in Italia non va
nessuno in galera per aver commesso reati
di questo tipo. In Italia abbiamo un grosso
problema legato anche alla prescrizione
dei reati. In Italia abbiamo veramente
troppi problemi, che ci impediscono di
mandare in galera persone che commettono reati uguali a questo. Presidente,
dobbiamo veramente fare qualcosa in più !
Dobbiamo fare delle leggi che funzionino,
delle leggi che permettano alle persone, ai
cittadini di essere tranquilli, perché in giro
ci siano meno persone dedite a commettere questo tipo di reati: e ci riferiamo al
riciclaggio, ma anche alla corruzione, alle
tangenti, alle mazzette, a tutte queste cose.
Probabilmente in quest’Aula in qualche
modo si cerca di riuscire a difendere e a
proteggere queste persone (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) !
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Paglia 3.15, con il parere contrario
di Commissione, Governo e del relatore di
minoranza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Caso, Cristian Iannuzzi, Artini, Portas,
Chimienti, Misuraca, Catanoso...
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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16
SEDUTA DEL
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 419
Maggioranza .................. 210
Hanno votato sì ....... 93
Hanno votato no ... 326
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Il deputato Manfredi ha segnalato che
non è riuscito a votare).
Prendo atto che il presentatore accetta
la riformulazione dell’emendamento Bindi
3.163.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Bindi 3.163, nel testo riformulato,
con il parere favorevole di Commissione,
Governo e del relatore di minoranza.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Di Gioia, Villecco Calipari, Fusilli, Valente Valeria...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 421
Votanti ............................ 417
Astenuti ..........................
4
Maggioranza ........... 209
Hanno votato sì ..... 366
Hanno votato no .... 51.
La Camera approva (Vedi votazioni).
(Il deputato Manfredi ha segnalato che
non è riuscito a votare).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Pesco ed altri 3.17.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
mi dispiace ma alla fine ci troviamo a
ripetere sempre un po’ le stesse cose. In
questo Aula si fanno delle cose, si fanno
Camera dei Deputati
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gli slogan, si fanno i titoli, ma alla fine
concretamente non si riesce a far nulla di
buono, concretamente.
Il fatto è questo: abbiamo un terzo
comma all’interno di questo articolo che
praticamente è superfluo. Per molti è un
atto di garanzia ma secondo noi no, secondo noi se uno commette un autoriciclaggio lo fa per averne dei vantaggi personali, lo fa per mettere soldi da parte, per
intascarsi qualcosa. Il reale godimento
secondo noi va tolto. Cosa vuol dire « reale
godimento » in questo caso ? Siete anche
riusciti a farci confondere le idee, tant’è
che abbiamo fatto anche emendamenti che
in seguito ritirerò, perché sono arrivati a
confonderci le idee. Ma il reale godimento
va tolto, l’utilizzo personale va tolto, nel
senso che se una persona utilizza questi
soldi che ha riciclato, di cui ha nascosto la
provenienza, che arrivano da attività illecita, se li utilizza a titolo personale per
trarne vantaggio, va punito (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle ).
Va punito perché sono soldi fatti con il
malaffare, va punito perché sono soldi
fatti con le tangenti, va punito perché sono
soldi che non ha diritto di spendere. E in
questo caso i reati tributari sono anche
soldi degli italiani.
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo
MoVimento 5 stelle ha esaurito i tempi
previsti dal contingentamento. Se ne sarà
fatta richiesta la Presidenza concederà a
tale gruppo un aumento dei tempi pari ad
un terzo di quello originariamente stabilito. Siccome devo dare la parola alla
collega Ruocco chiedo a Sibilia se ne fate
richiesta. Sì ? Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto, a titolo personale, l’onorevole
Ruocco. Ne ha facoltà.
CARLA RUOCCO. Signor Presidente, io
volevo semplicemente dire che la maggioranza dovrebbe essere grata, molto grata
al MoVimento 5 Stelle, perché sta cercando di chiarire una norma che potrebbe
portare nelle casse dello Stato molti miliardi di euro derivanti dalla lotta ai
grandi reati fiscali. Io leggo che stanno
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
scrivendo una legge di stabilità dove devono trovare 3 miliardi e 800 milioni di
euro dalla lotta proprio, dal contrasto
all’evasione fiscale. Allora se scrivono
norme così ambigue significa che ancora
una volta li cercheranno tra le fasce deboli
della popolazione.
Noi qui stiamo dando la possibilità, con
la soppressione di questo ambiguo comma,
di riuscire veramente a realizzare le coperture che serviranno nella legge di stabilità (Applausi dei deputati del gruppo
MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
questo comma 3 ha avuto una storia
abbastanza travagliata. Io lo dissi in Commissione e lo ripeto qui, credo che questa
formulazione – quella che attualmente ci
troviamo a votare – sia una formulazione
che in realtà ci mette al riparo dai rischi
di svuotamento del reato, cosa che non
sarebbe stata possibile con la formulazione originaria. Rimane un problema:
come per tutte le formule che in qualche
modo vogliono negare affermando o viceversa, la loro permanenza anziché la loro
sottrazione dal dibattito, il che avverrebbe
con questo emendamento, può comunque
creare – sulla stampa ci sono stati anche
articoli in questi giorni – per il solo fatto
di permanere alcuni problemi interpretativi al magistrato, al giudice e alla persona
stessa, che poi si trovi a incorrere eventualmente nel reato; « fuori dai casi » dal
mio punto di vista significa che fuori dai
casi di cui ai commi precedenti, cioè quelli
che definiscono l’autoriciclaggio, non è
punito. L’autoriciclaggio è definito da quei
commi, quindi parrebbe che questo articolo in qualche modo c’entri poco con il
resto della norma. Questa è la ragione per
cui io continuo a proporre di abolirlo, è
una questione di pulizia. Non si vuole
fare ? Si lascia lì, anche qui non se ne
capisce la ragione, se non forse politica, di
non avere il coraggio di fare un passo fino
in fondo ma di farlo solo in modo laterale,
Camera dei Deputati
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OTTOBRE
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N.
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e tuttavia credo che nel momento in cui si
punta a produrre una norma, questo non
sia un atteggiamento corretto e quindi io
inviterei la maggioranza a rivederlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Ferraresi. Ne ha facoltà.
VITTORIO FERRARESI. Signor Presidente, anche per specificare che, chiuse le
risorse provenienti dal delitto per proprio
godimento, non sarà punito né per riciclaggio né per autoriciclaggio. È ridicola e
superflua questa ulteriore precisazione,
perché chiaramente l’uso personale non
può mai costituire riciclaggio. L’identificazione della provenienza del reo non può
costituire nemmeno quindi autoriciclaggio,
se comprassi una Porsche, per esempio, e
prelevassi dal conto dei soldi appunto, non
compierei un’operazione idonea a nascondere questo nero, sarebbe già comunque
molto chiaro e limpido. Quindi questa è
un’ulteriore precisazione che come al solito, come ho già detto prima, non fa che
aggravare appunto questa norma di una
cosa superflua ed inutile, quindi si può
tranquillamente togliere senza alcuna
preoccupazione (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Barbanti. Ne ha facoltà.
SEBASTIANO BARBANTI. Signor Presidente, parlando di certezza del diritto,
non sembra ben chiaro cosa significhi il
« fuori dai casi di cui ai commi precedenti ». Sembra di capire che l’importante
e discussa appunto esimente contenuta nel
comma 3 si applichi esclusivamente ai casi
di autoriciclaggio non descritti nei commi
1 e 2 della norma. Ma allora, ci sono casi
di autoriciclaggio non contenuti nei commi
1 e 2 ? E se sì, quali sono questi casi ?
Infatti leggendo la locuzione utilizzata appunto nella norma sembra potersi ipotizzare che si abbia un’ulteriore e diversa
situazione nella quale si configuri l’autoriciclaggio, peccato però che si tratterebbe
Atti Parlamentari
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Camera dei Deputati
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SEDUTA DEL
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di un reato che non vedrebbe esplicitati i
propri elementi costitutivi, cioè una sorta
di autoriciclaggio implicito, applicabile in
non si sa quali casi, ma per il quale vige
l’esimente della destinazione personale
dell’utilità, cioè sarebbe insomma il primo
caso conosciuto di un’esimente espressa ad
una norma, ad una condotta di reato
inespressa. Siamo di nuovo nella totale
incertezza del diritto (Applausi dei deputati
del gruppo MoVimento 5 Stelle).
mento non è proprio in linea con la nostra
filosofia e quindi lo vorremmo ritirare.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco
la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Pesco 3.17, con il parere contrario della
Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
MARCO DI LELLO. Signor Presidente,
questo emendamento mira a circoscrivere
e a semplificare la condotta da sanzionare.
Il testo in discussione ci dice che è sanzionata l’attività di « chi sostituisce, trasferisce, ovvero impiega in attività economiche o finanziarie (...) ». Il comma 3, che
poi è oggetto degli identici emendamenti
all’articolo 648-ter.1 di cui stiamo discutendo dice: « fuori dai casi di cui ai commi
precedenti non sono punibili le condotte
(...) ». Allora, cosa vuol dire « fuori dai
casi » ? Io ha ascoltato: sono tutti preoccupati della necessità di andare a centrare
e delimitare la condotta da sanzionare. Se
« fuori dai casi » significa perché c’è un’attività finalizzata all’arricchimento personale, allora questo è esattamente il senso
del nostro emendamento, che esclude la
punibilità nelle ipotesi in cui « denaro,
beni o altre utilità vengano destinati all’utilizzazione o al gradimento personale ».
Se non dovesse essere così – e temo che
non sia così –, allora noi avremmo una
soglia di punibilità talmente ampia da
lasciare e considerare assolutamente residuale l’esenzione prevista, la non punibilità. Il che significa che noi accediamo
all’idea di un bis in idem.
D’altra parte, perché gli articoli 648-bis,
648-bis e 648-ter vigenti hanno sempre
previsto: « fuori dai casi di concorso » ? Se
non è filantropia del crimine – per la
quale cioè io faccio un reato per fare un
favore a un amico –, tendenzialmente il
reato è sempre commesso per fini personali. Allora, noi oggi stiamo aumentando
l’area della punibilità, ma dobbiamo fare
uno sforzo per trovare il giusto punto di
equilibrio, evitare la genericità della
(Segue la votazione).
Tancredi, Zardini, Tinagli, Grassi, Ferranti, Di Salvo, Iacono, Marti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 424
Votanti ............................ 421
Astenuti ....................... 3
Maggioranza ........... 211
Hanno votato sì ....... 82
Hanno votato no .. 339.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Il deputato Manfredi ha segnalato che
non è riuscito a votare, il deputato Fossati
ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Alberti 3.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il collega Alberti. Ne ha facoltà.
FERDINANDO ALBERTI. Signor Presidente, con questo emendamento in realtà
volevamo andare un po’ incontro alla
maggioranza, cioè proponendo uno sconto
di pena per quanto riguarda il comma 3,
cioè per quanto riguarda l’autoimpiego di
proventi derivanti da un illecito, ma riflettendoci bene forse questo emenda-
PRESIDENTE. A questo punto, decade
anche la richiesta di intervento del deputato Paglia.
Passiamo alla votazione degli identici
emendamenti Busin 3.166, Pagano 3.167 e
Di Lello 3.168.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Di Lello. Ne ha facoltà.
Atti Parlamentari
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SEDUTA DEL
norma e rispettare un principio scritto e
sancito da leggi, trattati e sentenze. L’articolo 649 del codice di procedura penale,
la Cassazione a sezioni unite, l’articolo 54
della Convenzione di Schengen, la Corte di
giustizia europea, la Corte penale internazionale, per gli amanti dei telefilm americani, anche gli sceriffi del V emendamento, i latini ce lo hanno insegnato
duemila anni fa: nemo debet bis puniri pro
uno delicto.
E, allora, consapevole della povertà
delle mie parole – mi avvio a concludere
–, a quanti tra noi sono particolarmente
sensibili alla cosiddetta opinione pubblica,
leggo di seguito il testo dell’audizione di un
autorevole e prestigioso magistrato in
Commissione antimafia, poi vi dirò chi è:
« Ricordo un’esperienza vissuta al massimario della Cassazione. Facemmo una
ricerca su tutti i casi di riciclaggio per i
quali era intervenuta sentenza definitiva.
Più dell’80 per cento delle contestazioni di
riciclaggio riguardava il taroccamento di
autoveicoli ». Ma che c’entra il taroccamento di autoveicoli con il riciclaggio ? La
norma dell’articolo 648-bis era stata introdotta per un altro fine e, all’interno di
quel 20 per cento, penso che meno della
metà riguardasse episodi di riciclaggio...
PRESIDENTE. Collega, ha finito il suo
tempo. Dovrebbe concludere.
MARCO DI LELLO. Quindi, solo il 10
per cento riguardava il riciclaggio.
Allora, io mi domando: quella sull’autoriciclaggio è una norma utilissima, purché tenda ad avere un obiettivo chiaro.
Una norma troppo generica « finirebbe per
punire per l’autoriciclaggio il ladro del
motorino...
Camera dei Deputati
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Platone, la colpa non sarebbe delle leggi
ma degli uomini, che le hanno volute.
ALESSANDRO
parlare.
PAGANO.
Chiedo
di
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO PAGANO. Presidente,
intervengo solo per preannunziare che
ritiro il mio emendamento 3.167.
PRESIDENTE. Sta bene. A questo
punto poniamo in votazione gli identici
emendamenti Busin 3.166 e Di Lello 3.168.
L’emendamento Pagano 3.167 è stato ritirato.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sugli identici
emendamenti Busin 3.166 e Di Lello 3.168.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Casellato, Monchiero, Colaninno. Chi
altro non ha votato ? Minnucci. Ha votato
qualcun altro ? Mi pare che hanno votato
tutti. Malpezzi intende votare...Ruocco sta
andando a votare. Cimbro. Mi pare che
abbiano votato tutti...no, De Maria, Schirò;
Schirò e De Maria hanno votato. Sembra
che abbiano votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 422
Votanti ............................ 421
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 211
Hanno votato sì ....... 68
Hanno votato no ... 353.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
PRESIDENTE. Collega...
MARCO DI LELLO. ...che cambia la
targa o la usi per se stesso. Questo servirebbe ? (...) No ! » Firmato: Raffaele Cantone.
Allora, onorevoli colleghi, evitiamo di
approvare norme inutili o dannose. Come
ci insegna Socrate, nel dialogo Critone di
(Il deputato Manfredi ha segnalato che
non è riuscito a votare).
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Pagano 3.169, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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20
SEDUTA DEL
ALESSANDRO PAGANO. Signor Presidente, volevo ritirare l’emendamento...
Camera dei Deputati
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N.
311
DANIELE PESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Revoco l’indizione della
votazione sull’emendamento Pagano 3.169.
Prego, deputato Pagano.
ALESSANDRO PAGANO. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 3.169.
PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Ruocco 3.20, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Carra, Di Lello, Matarrelli. Chi altro
non ha votato ? Ferranti, Rampi, Matarrelli, che ha votato. Manfredi, sta votando;
ecco, ha votato. Qualcun altro non ha
votato ? Mi pare che abbiano votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ........... 412
Maggioranza .................. 207
Hanno votato sì ....... 59
Hanno votato no ... 353.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Il deputato Cassano ha segnalato che
non è riuscito ad esprimere voto contrario).
DANIELE PESCO. Signor Presidente, il
mio intervento è sempre nello stesso
senso. Ritiro anche questo emendamento.
PRESIDENTE. Sta bene. Vuole indicare
qualche altro emendamento che ritira, per
caso ?
DANIELE PESCO. No, signor Presidente, nient’altro.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Colletti 3.172, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Minardo, Gasparini. Chi altro non ha
votato ? Spadoni e Del Grosso stanno andando a votare. Mi pare che abbiano
votato tutti; sembra di sì. De Micheli, sta
votando...ha votato. Mi pare che abbiano
votato tutti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ........... 422
Maggioranza .................. 212
Hanno votato sì .......... 62
Hanno votato no ... 360.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Villarosa 3.171.
DANIELE PESCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
ritiro l’emendamento Villarosa 3.171.
PRESIDENTE. Sta bene. L’emendamento Villarosa 3.171 è ritirato.
Passiamo all’emendamento Villarosa
3.21.
L’emendamento Colletti 3.173 è stato
ritirato.
Passiamo alla votazione dell’emendamento Villarosa 3.174.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
per come è stato formulato il reato di
autoriciclaggio, alcune condotte illecite sarebbero escluse dall’essere considerate dei
reati presupposti per poter essere poi
incriminati per autoriciclaggio. Una di
queste condotte è proprio il falso in bi-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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21
SEDUTA DEL
lancio. Con questo emendamento, visto
che tutti i cittadini pensano che il falso in
bilancio sia un reato grave, anche se non
è considerato reato, si chiede che anche il
falso in bilancio possa essere un atto
presupposto per poi essere incriminati per
autoriciclaggio, nel momento in cui si
riutilizzano i proventi fatti con il falso in
bilancio di cui è tenuta nascosta la provenienza al fisco e di cui si fa anche un
utilizzo personale. Quindi noi chiediamo
che il falso in bilancio venga aggiunto alle
condotte per le quali si può essere incriminati per autoriciclaggio (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Bonafede. Ne ha facoltà.
ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, l’emendamento in questione offre
una grande occasione alla maggioranza,
l’occasione di essere, per la prima volta,
coerente rispetto agli annunci e ai proclami. Si è parlato tante volte di lotta
all’illegalità; si è parlato tante volte di
reintroduzione del falso in bilancio, ora è
l’occasione giusta. Con questo emendamento, diamo la possibilità, attraverso
l’autoriciclaggio, di fare entrare in qualche
modo una lotta al falso in bilancio. È
l’occasione buona per fare un blitz di
legalità, rispetto a tutti gli altri blitz che
vengono fatti. Io invito la maggioranza a
fare il primo blitz di legalità nella sua
storia (Applausi dei deputati del gruppo
MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
farò una domanda stupida. Ogni tanto mi
succede, mi perdonerà.
PRESIDENTE. Non la sentiamo bene,
Paglia.
GIOVANNI PAGLIA. Farò una domanda stupida ai colleghi del MoVimento
5 Stelle e vorrei una risposta...
Camera dei Deputati
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PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza.
GIOVANNI PAGLIA. ...ai colleghi del
MoVimento 5 Stelle per suo tramite. Nel
momento in cui io produco un falso in
bilancio e, di conseguenza, mi metto a
disposizione una provvista, nel momento
in cui quella viene sottratta, non produco
anche un reato fiscale, oltre al falso in
bilancio ? Parlo ai fini dell’autoriciclaggio.
Non ho già un reato presupposto ? È
questo che io mi chiedo. È una domanda
che faccio a me stesso e anche a voi, se
avete una risposta da darmi. Perché è
chiaro che il falso in bilancio è escluso, ma
il falso in bilancio, rispetto alla provvista
che io ho, produce anche un’evasione
fiscale o no ? Chiedo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Pisano. Ne ha facoltà.
GIROLAMO PISANO. Signor Presidente, l’interpretazione di questo caso è
dubbia. Per questo noi chiediamo che sia
esplicitamente inclusa. In questa fase, visto
che stiamo introducendo il reato di autoriciclaggio, ricordo che autoriciclaggio ed
evasione fiscale partirono insieme in questa legislatura e hanno avuto sfortuna in
Commissione giustizia al Senato. Quindi,
visto che noi stiamo accogliendo il reato di
autoriciclaggio, io direi che sarebbe opportuno anche prendere in considerazione, pur senza modificare la fattispecie
di reato del falso in bilancio o il suo
inquadramento penale, di includere esplicitamente in questo momento anche
quella tipologia di condotta tra quelle
presupposte ai fini del reato di autoriciclaggio.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Villarosa 3.174, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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22
SEDUTA DEL
Sottanelli, Brandolin...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 420
Maggioranza .................. 211
Hanno votato sì .....
81
Hanno votato no ... 339
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Villarosa 3.175, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Tidei, D’Alia, Galperti, Matarrelli,
Chaouki...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 425
Maggioranza .................. 213
Hanno votato sì ....... 82
Hanno votato no ... 343
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Pellegrino ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Passiamo alla votazione dell’emendamento Capezzone 3.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Capezzone. Ne ha
facoltà.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, intervengo per l’ultimo emendamento, ma anche, mi permetto di dire, per
l’ultima chiamata, per l’ultimo appello di
ragionevolezza che facciamo alla maggioranza, con delusione, perché tutti i nostri
emendamenti sulla parte penale sono stati
direttamente o indirettamente respinti. La
norma è, a nostro avviso, ora preoccupante in sé, e preoccupante per l’interpretazione difforme che rischia di esserci.
Allora, l’invito è: l’avete scritta così, va
bene, noi non siamo d’accordo ma vi siete
Camera dei Deputati
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assunti la vostra responsabilità, almeno,
però, decidete l’entrata in vigore in parallelo logico e cronologico con il decreto di
prossima emanazione in materia fiscale e
penale, in materia penale e tributaria, di
delega fiscale che il Governo sta preparando e che è quasi pronto. Almeno riservatevi un tempo di riflessione e di
sguardo sinottico, altrimenti sarà la solita
cosa italiana – si accettano scommesse –
per cui un mese si fa una cosa, il mese
dopo se ne fa un’altra, e il terzo mese ci
si accorge della sfasatura tra la prima e la
seconda. Quindi, come vedete, è un emendamento ragionevolissimo – mi permetto
di dire – con approccio di Governo. C’è
una delega fiscale che il Parlamento ha
dato a voi, Governo e maggioranza, usatela
per uno sguardo d’insieme, evitando di
mettere oggi una toppa da una parte, e poi
una toppa di segno diverso, in un disegno
del quale, io spero naturalmente di sbagliarmi da cittadino, ma temo fortemente,
vi pentirete e ci pentiremo tra qualche
mese.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’emendamento Capezzone 3.25, con il parere contrario della Commissione e del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Mura, Misiani, Baruffi, Paola Bragantini, Palma, Terzoni...
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 425
Votanti ............................ 424
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 213
Hanno votato sì .....
61
Hanno votato no ... 363
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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23
SEDUTA DEL
Passiamo alla votazione dell’articolo 3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto il deputato Tancredi. Ne ha facoltà.
PAOLO TANCREDI. Signor Presidente,
intervengo per dichiarazione di voto a
nome del mio gruppo per esprimere il voto
favorevole a quest’articolo – nonostante i
dubbi che pure nella discussione abbiamo
sollevato – comunque acquisendo qualche
risultato ottenuto, soprattutto grazie all’emendamento Pagano.
Vorrei precisare appunto, Presidente,
che votiamo favorevolmente anche perché,
pur avendo dei dubbi sull’articolo 3, non
lo consideriamo dannoso. Consideriamo,
purtroppo, se i nostri peggiori timori si
realizzassero, quantomeno renderebbe
inutile la normativa sul rientro dei capitali
all’estero. Questo è il problema che attribuiamo a questa norma così introdotta.
Secondo noi poteva essere fatta in maniera
più attenta.
Per tornare un po’ – ma molto velocemente – anche al dibattito di ieri sera e
anche a quella un po’ penosa contrapposizione tra chi pretendeva di difendere
imprenditori onesti e chi invece veniva
accusato di difendere imprenditori disonesti, aggiungo che, purtroppo, gli imprenditori, come persone, sono sottoposte alla
legge e chi deve decidere della loro onesta
è un giudice: è un percorso affidato alla
giustizia penale.
Credo che, quando scriviamo norme
come queste, ci dovremmo occupare – e
questo è lo spirito del Nuovo Centrodestra
– di difendere le aziende, che sono un
patrimonio, che sono la ricchezza e la vita
di tante persone, di chi ci lavora, dei
fornitori, dei clienti e del mondo che sta
intorno alle aziende. Quando distruggiamo
un’azienda, distruggiamo il percorso di
tante vite, che poi è difficile da ricostruire.
Ebbene, il rischio è che le norme che
abbiamo scritto mettano sotto una spada
di Damocle delle aziende, perché io sono
assolutamente ammirato nel sentire fare
disquisizioni tecnico-giuridiche sull’efficacia di alcune norme: sono terrorizzato
dalla discrezionalità che diamo ai pubblici
ministeri. Oggi, Presidente, esiste, oltre
Camera dei Deputati
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all’arresto, uno strumento famigerato, che
è il sequestro per equivalente, che prescinde dai limiti che noi mettiamo sulle
multe che scriviamo nelle norme. Ma è un
sequestro che va sulla quantità che si
presuppone di avere fatto di danno e che
praticamente fa fallire aziende e fa piombare nella povertà vite, salvo poi riabilitarle con assoluzioni successive.
Questo era il senso della nostra battaglia fatta ieri e oggi e con queste riflessioni, comunque, votiamo a favore di questo articolo 3 (Applausi dei deputati del
gruppo Nuovo Centrodestra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Bonafede. Ne ha facoltà.
ALFONSO BONAFEDE. Signor Presidente, abbiamo già espresso le nostre
critiche rispetto al contenuto di quest’articolo. Riteniamo che, come al solito, la
maggioranza utilizzi delle battaglie giuste,
per poi però concretamente svuotarle,
quindi per utilizzarle solo per ripulirsi
l’immagine pubblica e dire che è stato
introdotto il reato di autoriciclaggio. Nella
realtà dei fatti quel reato viene svuotato
completamente e diventa una scatola, che
non è piena di sostanza e di messaggi di
legalità, ma è una scatola piena di cavilli,
in cui la trappola, la porcata, si annida
dietro un avverbio, dietro un « concretamente », o dietro un « ovvero » tolto all’ultimo minuto. Ciò darà spazio agli avvocati
penalisti nelle aule di tribunale di dire che
il legislatore, togliendo l’ « ovvero » all’ultimo minuto rispetto alla formulazione
originaria, ha voluto che la condotta riguardasse tutte e tre le ipotesi e non quella
semplicemente di sostituire, trasferire o
investire il denaro.
È una norma che, purtroppo, non avrà
quella carica d’innovazione importante, né
sotto il profilo giuridico né sotto il profilo
economico, perché evidentemente chi faceva autoriciclaggio continuerà a farlo.
Ribadiamo le perplessità non solo rispetto al « concretamente », ma anche rispetto alle pene da uno a quattro anni, che
noi abbiamo chiesto di aumentare, perché
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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24
SEDUTA DEL
l’inasprimento delle pene è fondamentale.
Guardate, il passaggio anche alla pena
massima dei cinque anni implica tutta una
serie di cambiamenti da un punto di vista
anche processuale del regime processuale
a cui sottostà il reato che sono importanti
e che qui vengono, invece, completamente
ignorati, ovviamente.
Per quanto riguarda, ancora, il riferimento al godimento personale, noi abbiamo espresso già le nostre perplessità. E
voglio aggiungere che, visto che addirittura
ieri il collega Ermini ha detto che si
stupiva che certe parole arrivassero da un
avvocato, ci sono stati PM che hanno
spiegato che con questa formula non potremo perseguire chi crea un fondo nero
all’estero per poi pagare una tangente o
addirittura pagare un killer. Pensate un
po’ ! E ancora, per quanto riguarda il
godimento personale, noi siamo di fronte
ad una situazione in cui un soggetto che
farà transitare su altri conti dei soldi e poi
li sfrutterà per comprarsi la villa lussuosa
non potrà essere punito per autoriciclaggio.
Insomma, è la solita pappetta rispetto
alla quale, senza se e senza ma, il MoVimento 5 Stelle esprime nella sostanza
totale contrarietà. Ma c’è un solo « ma » e
cioè che noi non possiamo votare contro
l’inserimento del reato di autoriciclaggio,
questo non lo possiamo fare. E allora
semplicemente per questo – e deve essere
chiaro che è soltanto per questo – noi ci
asterremo rispetto a tutto l’articolo perché
siamo certamente favorevoli all’inserimento dell’autoriciclaggio, ma non di questo autoriciclaggio.
Ancora il bicameralismo dà l’opportunità al Parlamento in seconda lettura di
migliorare il provvedimento, cosa che noi
crediamo che non accadrà, perché qui
stiamo rivivendo il dejà vu del 416-ter,
rispetto al quale voi vi siete stracciati le
vesti, rispetto al quale voi avete detto che
era finalmente la norma che andava contro la mafia, norma che è stata poi considerata dalla Corte di cassazione praticamente inapplicabile: parliamo del voto di
scambio politico mafioso (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Camera dei Deputati
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Allora, quello che vogliamo fare noi è
migliorare la disposizione al Senato. Se ci
sarà una disponibilità della maggioranza
noi coglieremo quella disponibilità. Sappiamo che non ci sarà, ma l’importante è
che si sappia che il voto di astensione del
MoVimento 5 Stelle ha soltanto questa
unica motivazione (Applausi dei deputati
del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Paglia. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
va innanzitutto valutato positivamente il
fatto che finalmente anche nel nostro
ordinamento venga inserito il reato di
autoriciclaggio. È una richiesta storica anche recente, peraltro, di movimenti, associazioni. Penso a Libera. È un impegno
che molti di noi avevano preso in campagna elettorale. Può essere uno strumento
utile per contrastare alcuni fenomeni,
come credo sia stato abbastanza chiaro
dal dibattito.
Resta il fatto, almeno dal nostro punto
di vista, che, al di là di alcune questioni
formali che – ne abbiamo già parlato –
possono aprire dei dubbi e rendere più
difficile l’interpretazione in alcune fattispecie, per noi il limite vero rimane soprattutto nella questione delle pene. Pene
che rischiano in qualche modo per il
momento di rendere questo reato un reato
più simbolico che reale, almeno dal punto
di vista dell’effettività.
Questo è il motivo per cui ci asterremo,
riconoscendo il fatto positivo che finalmente il reato entri nell’ordinamento italiano, riconoscendo che molti passi in
avanti sono stati fatti anche rispetto alla
formulazione e riconoscendo il fatto che
noi personalmente avremmo preferito
l’ipotesi originaria, così come formulata
all’interno della Commissione finanze, che
ritenevamo più precisa e anche più diretta
e più utilizzabile per colpire effettivamente
il fenomeno. Tuttavia non si può fare finta
che oggi non sia successo nulla.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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25
SEDUTA DEL
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Busin. Ne ha facoltà.
FILIPPO BUSIN. Signor Presidente, noi
voteremo contro questo articolo e sinceramente ce ne dispiace anche perché riteniamo sia comunque necessario disciplinare questa fattispecie dell’autoriciclaggio,
per le evidenti storture che questo reato,
questo illecito crea nei meccanismi che
regolano importanti settori industriali, basti pensare al settore del movimento terra
in Italia, come altri che sono facilmente
identificabili anche dal grande pubblico.
Certo, scritta così, non rende chiaro
qual è l’esimente, perché ci sono dei
presupposti e io ho fatto un esempio
specifico; mi dispiace, ma non sono d’accordo con quanto ha dichiarato ieri il
collega Causi, non sono d’accordo che nel
caso in cui per un errore contabile io mi
detragga un costo superiore ai 50 mila
euro – la soglia della dichiarazione infedele – e lasci i soldi in azienda, per me
non è pacifico che questo non costituisca
un presupposto per l’autoriciclaggio.
Quindi, voteremo contro e me ne dispiace perché bastava poco per convincermi, perché ritengo necessario disciplinare questa fattispecie.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Capezzone. Ne ha facoltà.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, rapidamente ricollegandomi a
quello che diceva, molto opportunamente,
il collega Busin, voteremo contro questo
articolo con dispiacere e con preoccupazione. Crediamo sia prevalsa la voglia di
piantare una bandierina e non invece
l’analisi di come la norma doveva essere
chirurgica, circoscritta, precisa senza equivoci. Teniamo, ripeto, spero di sbagliarmi,
ma temiamo di non sbagliarci e temo che
vi stiate sbagliando voi, che questa rischi
di diventare, nonostante le ottime intenzioni di chi la vota, un’altra delle norme
anti impresa di cui, purtroppo, questo
Paese non aveva bisogno.
Camera dei Deputati
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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’articolo 3,
nel testo emendato.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Crimi, Capua, Tidei, Piepoli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 431
Votanti ............................ 342
Astenuti ..........................
89
Maggioranza .................. 172
Hanno votato sì ..... 275
Hanno votato no ..
67.
La Camera approva (Vedi votazioni).
(Esame dell’articolo 4 – A.C. 2247-A)
PRESIDENTE. Passiamo all’esame dell’articolo 4 (vedi l’allegato A – A.C. 2247-A),
al quale non sono state presentate proposte emendative.
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’articolo 4.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Capua, Paris, Venittelli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 426
Votanti ............................ 355
Astenuti ..........................
71
Maggioranza .................. 178
Hanno votato sì ..... 274
Hanno votato no ..
81.
La Camera approva (Vedi votazioni).
(Il deputato Prataviera ha segnalato che
non è riuscito ad esprimere voto contrario.
Il deputato Buttiglione ha segnalato di aver
erroneamente espresso voto contrario e che
avrebbe voluto votare a favore).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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26
SEDUTA DEL
(Esame degli ordini del giorno
– A.C. 2247-A)
PRESIDENTE. Passiamo all’esame degli
ordini del giorno presentati (vedi l’allegato
A – A.C. 2247-A).
Se nessuno chiede di intervenire per
illustrare gli ordini del giorno, invito il
rappresentante del Governo ad esprimere
il parere.
LUIGI CASERO, Viceministro dell’economia e delle finanze. Signor Presidente, il
parere del Governo su tutti gli ordini del
giorno è fondamentalmente di accoglimento come raccomandazione per tutti,
esclusi alcuni che poi elencherò che non
possono essere neanche accolti come raccomandazione perché o dicono il contrario
di norme che sono state appena approvate
o sono in corso di approvazione, vi faccio
un esempio: l’ordine del giorno Di Battista
n. 9/2247-A/2 prevede che le comunicazioni black list siano senza alcun limite di
importo. La Commissione finanze darà
oggi, per la terza volta, un parere confermativo sul fatto che è stato stabilito un
nuovo importo annuo con una certa cifra.
Alcuni ordini del giorno poi riprendono
una parte degli emendamenti già approvati
in quest’Aula in questo provvedimento e
chiedono al Governo di cambiare parti che
sono state già approvate relativamente, ad
esempio, ai soggetti passivi in ordine ai
vantaggi relativi alla voluntary, o perché
introducono nuovi reati penali o discussioni sui reati penali che non riguardano
questo provvedimento ma riguardano altri
provvedimenti in discussione o che verranno in discussione qui alla Camera o al
Senato.
Pertanto, il Governo li accoglie come
raccomandazione tutti, esclusi gli ordini
del giorno Di Battista n. 9/2247-A/2,
D’Incà n. 9/2247-A/9, D’Uva n. 9/2247-A/
10, Fantinati n. 9/2247-A/11, Fico n. 9/
2247-A/12, Fraccaro n. 9/2247-A/13, Silvia
Giordano n. 9/2247-A/17, Paolo Nicolò
Romano n. 9/2247-A/47, Ruocco n. 9/
2247-A/48, Rostellato n. 9/2247-A/49, Segoni n. 9/2247-A/51, Sibilia n. 9/2247-A/
Camera dei Deputati
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OTTOBRE
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N.
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52, Villarosa n. 9/2247-A/53, Sorial n. 9/
2247-A/54, Basilio n. 9/2247-A/58, Cecconi
n. 9/2247-A/76, Colletti n. 9/2247-A/96,
Tripiedi n. 9/2247-A/97, Vacca n. 9/2247A/98, Simone Valente n. 9/2247-A/100,
Tofalo n. 9/2247-A/104. Per quanto riguarda l’ordine del giorno Paglia n. 9/
2247-A/110 il parere lo accoglie come
raccomandazione purché il dispositivo sia
riformulato, nella parte finale, nel modo
seguente: « rivedere la disciplina della prescrizione dei reati tributari ».
PRESIDENTE. Quindi, accolto come
raccomandazione con riformulazione.
LUIGI CASERO, Viceministro dell’economia e delle finanze. Sì, con quella riformulazione.
PRESIDENTE. Le chiedo un’altra cosa:
per quelli che mi ha indicato il parere è
invito al ritiro o parere contrario, vero ?
LUIGI CASERO, Viceministro dell’economia e delle finanze. Sì.
PRESIDENTE. Va bene.
Passiamo all’ordine del giorno Dell’Orco n. 9/2247-A/1, accolto come raccomandazione. Chiedo prima di tutto se è
presente in Aula il deputato Dell’Orco, che
non vedo. Dell’Orco non c’è: o è accolto
come raccomandazione oppure...va bene.
Passiamo all’ordine del giorno Di Battista
n. 9/2247-A/2, sul quale vi è un invito al
ritiro o parere contrario. Non c’è Di Battista. Passiamo all’ordine del giorno Di
Benedetto n. 9/2247-A/3, accolto come
raccomandazione. Va bene ? Di Benedetto
non la vedo. Non c’è. Di Battista s’intende
che abbia rinunziato, Di Benedetto accolto
come raccomandazione. Ordine del giorno
Luigi Di Maio n. 9/2247-A/4 accolto come
raccomandazione...non posso chiedere altro. Ordine del giorno Manlio Di Stefano
n. 9/2247-A/5 accolto come raccomandazione: prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione del suo ordine del
giorno accolto come raccomandazione.
Ordine del giorno Di Vita n. 9/2247A/6 accolto come raccomandazione. Di
Vita non c’è in Aula.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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27
SEDUTA DEL
Passiamo all’ordine del giorno Gallinella n. 9/2247-A/7. Constato l’assenza
dell’onorevole Gallinella.
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Dieni n. 9/2247-A/8, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno D’Incà
n. 9/2247-A/9, sul quale il Governo ha
formulato un invito al ritiro, altrimenti il
parere è contrario. Constato l’assenza dell’onorevole D’Incà: s’intende che vi abbia
rinunciato.
Passiamo all’ordine del giorno D’Uva
n. 9/2247-A/10, sul quale il Governo ha
formulato un invito al ritiro, altrimenti il
parere è contrario. Constato l’assenza dell’onorevole D’Uva: s’intende che vi abbia
rinunciato.
Prendo atto che il presentatore dell’ordine del giorno Fantinati n. 9/2247-A/11
accede all’invito al ritiro formulato dal
Governo e non insiste per la votazione.
Prendo atto che il presentatore dell’ordine del giorno Fico n. 9/2247-A/12 non
accede all’invito al ritiro formulato dal
Governo ed insiste per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Fico n. 9/2247-A/12, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Passiamo all’ordine del giorno Fraccaro
n. 9/2247-A/13, sul quale il Governo ha
formulato un invito al ritiro, altrimenti il
parere è contrario. Constato l’assenza dell’onorevole Fraccaro: s’intende che vi abbia rinunciato.
Passiamo all’ordine del giorno Frusone
n. 9/2247-A/14, sul quale il Governo ha
formulato un invito al ritiro, altrimenti il
parere è contrario. Constato l’assenza dell’onorevole Frusone: s’intende che vi abbia
rinunciato.
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Gagnarli n. 9/2247-A/15, accolto
dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Luigi Gallo n. 9/2247-A/16, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Luigi Gallo n. 9/2247-A/16, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Piepoli... Gregori... Di Lello... Bragantini Paola... collega Bianconi, sentiamo
tutto quello che dice. Non credo che,
anche per una questione di privacy, sia il
caso di urlare... Duranti... Terzoni... Sibilia... Businarolo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
La Marca... Bragantini Paola... Paris...
Amodio... Ricciatti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 414
Maggioranza .................. 208
Hanno votato sì .....
94
Hanno votato no .. 320.
Presenti .......................... 379
Votanti ............................ 378
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 190
Hanno votato sì .....
74
Hanno votato no .. 304.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Piccione ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Prendo atto che il presentatore dell’ordine del giorno Silvia Giordano n. 9/2247A/17 non accede all’invito al ritiro formulato dal Governo ed insiste per la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Silvia Giordano n. 9/2247-A/17,
con il parere contrario del Governo.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Bossa... Arlotti... Paglia... Paris... Bragantini Paola...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 415
Maggioranza .................. 208
Hanno votato sì .....
78
Hanno votato no .. 337.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Il deputato Marcon ha segnalato che
non è riuscito ad esprimere voto favorevole).
Passiamo all’ordine del giorno Grande
n. 9/2247-A/18, accolto come raccomandazione: constato l’assenza della collega
Grande.
DANIELE PESCO. Chiedo di parlare...
PRESIDENTE. Onorevole Pesco... non
può intervenire, è accolto come raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Grillo
n. 9/2247-A/19, accolto come raccomandazione: constato l’assenza della collega
Grillo, quindi, s’intende che non insiste
per la votazione.
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Cristian Iannuzzi n. 9/2247-A/20,
accolto dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
L’Abbate n. 9/2247-A/21, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno L’Abbate n. 9/2247-A/21.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
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N.
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Chi non ha votato ancora ? Terzoni,
Carrozza, Busto, Della Valle. Chi altro non
ha votato ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 431
Maggioranza .................. 216
Hanno votato sì ..... 107
Hanno votato no .. 324.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Liuzzi
n. 9/2247-A/22, accolto come raccomandazione: constato l’assenza della collega
Liuzzi.
Passiamo all’ordine del giorno Lombardi n. 9/2247-A/23, accolto come raccomandazione. Ha chiesto di parlare per
dichiarazione di voto l’onorevole Lombardi. Ne ha facoltà.
ROBERTA LOMBARDI. Signor Presidente, volevo brevemente illustrare l’ordine del giorno, cioè dare la possibilità di
riflettere...
PRESIDENTE. È una dichiarazione di
voto.
ROBERTA LOMBARDI. Sì. Con questo
ordine del giorno, noi facciamo innanzitutto una serie di premesse, quindi affermiamo che la proposta di legge in esame
introduce una procedura di volontaria
collaborazione preventiva in materia fiscale. La finalità perseguita è quella di
favorire il rientro in Italia di capitali e
attività finanziarie detenute all’estero e
non dichiarate, consentendo di sanare la
posizione fiscale nei confronti dell’Erario.
In pratica, il contribuente dovrà denunciarsi al fisco, beneficiando del pagamento
in misura ridotta delle sanzioni amministrative pecuniarie, nonché della non punibilità per i reati fiscali relativi agli
obblighi dichiarativi.
Altra premessa che ci premeva sottolineare era che il testo approvato all’esito
dell’esame in Commissione, prevede altresì
che la procedura di volontaria collabora-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
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29
SEDUTA DEL
zione preventiva possa essere utilizzata
anche per sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte
sui redditi e relative addizionali, delle
imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività
produttive e dell’imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla
dichiarazione dei sostituti d’imposta, commesse fino al 30 settembre 2014, beneficiando del medesimo trattamento sanzionatorio, cioè, la riduzione delle sanzioni
per le violazioni sostanziali e formali,
nonché l’esclusione della punibilità.
Altra premessa: al fine di favorire
l’emersione di capitali e potenziare la lotta
all’evasione, quindi, si introducono procedure volte a stimolare l’autodenuncia da
parte dei contribuenti inadempienti agli
obblighi dichiarativi, riconoscendo loro
una significativa riduzione delle sanzioni
amministrative
pecuniarie
applicabili,
nonché la totale esclusione della punibilità
per i reati tributari di cui agli articoli 2,
3, 4, 5, 10-bis e 10-ter del decreto legislativo n. 74 del 2000.
Oltre ad incentivare la collaborazione
spontanea dei contribuenti non in regola,
con conseguente inevitabile rinuncia da
parte dello Stato all’applicazione di sanzioni penali e amministrative, è auspicabile che la lotta all’evasione fiscale venga
perseguita anche attraverso il rafforzamento degli strumenti di controllo e di
accertamento esistenti, nonché l’introduzione di nuove misure di contrasto.
Con questo ordine del giorno, su cui,
ovviamente, voteremo a favore, noi impegniamo il Governo a riferire alle Camere
con cadenza trimestrale in ordine all’attuazione delle nuove disposizioni introdotte per favorire il rientro dei capitali
dall’estero, all’entità delle entrate conseguite, delle sanzioni eventualmente comminate e per quali violazioni, nonché in
ordine alla ripartizione di cui all’articolo 1
del provvedimento in esame.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Camera dei Deputati
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N.
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Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Lombardi n. 9/2247/23, con parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Mazziotti di Celso, Gadda, Di Lello,
Locatelli, Ferranti, Pagano, Pastorelli, Verini...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 432
Maggioranza .................. 217
Hanno votato sì ..... 105
Hanno votato no .. 327.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Lorefice
n. 9/2247/24, accolto dal Governo come
raccomandazione.
MARIALUCIA LOREFICE. Signor Presidente, con questo ordine del giorno si
chiede di inserire tra le attività a cui
verranno destinate le entrate derivanti
dall’applicazione della legge in questione
anche quelle a cui...
PRESIDENTE. Collega Bianconi ! Collega Bianconi, la collega ha chiesto di
metterlo in votazione, quindi sta facendo
una dichiarazione di voto nei tempi contingentati che le spettano.
MARIALUCIA LOREFICE. Dicevo, con
questo ordine del giorno si chiede di
inserire tra le attività cui verranno destinate le entrate derivanti dall’applicazione
della legge in questione, anche quella necessaria al contrasto di uno dei problemi
più urgenti del nostro Paese, il dissesto
idrogeologico.
Si discute molto, soprattutto negli ultimi giorni, dopo i fatti che hanno interessato Genova, del problema della fragilità del nostro territorio e dell’esposizione al rischio di frane e alluvioni che
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
riguarda molte aree della nostra penisola:
in ben seimila 6.633 comuni italiani sono
presenti aree a rischio idrogeologico, che
comportano ogni anno un bilancio economico pesantissimo e intollerabile,
quando è pagato con la vita. A Genova
un abitante su sei vive o lavora in zone
alluvionabili, e di fatto la popolazione
convive con il rischio idrogeologico, in
una città insicura e pericolosa come difatti si è dimostrata.
Per capire la vastità, e conseguentemente la gravità del fenomeno del dissesto, è sufficiente leggervi un dato: 486
mila delle 700 mila frane in tutta
l’Unione europea si sono verificate nei
comuni italiani; di queste, 2.940 a livello
di attenzione molto elevato. Troppi gli
episodi di cronaca anche nera che hanno
coinvolto grandi e popolati comuni italiani: la piena di Genova nell’ottobre
2010, oltre a quello degli ultimi giorni,
prevista ma non monitorata abbastanza;
l’alluvione e le frane nel Sarno, nel 1998,
che hanno causato la morte di 160 persone; per non parlare del fiume Seveso,
che negli ultimi trent’anni ha causato
centinaia di milioni di danni per le
alluvioni tra Milano e i comuni dell’hinterland. Non dimentichiamo che l’estate
2014 ha registrato ben sei esondazioni
anche in pieno centro di Milano.
Dai pochissimi esempi citati è evidente
l’assoluta necessità di maggiori investimenti, oltre che in termini di prevenzione
attraverso cui affermare una nuova cultura dell’impiego del suolo, che metta al
primo posto la sicurezza della collettività
e ponga fine, da un lato, ad usi speculativi
ed abusivi del territorio, dall’altro al suo
completo abbandono anche in termini
economici. In un contesto in cui sono
sempre più evidenti gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, che comportano
fenomeni meteorologici estremi, caratterizzati da piogge intense, concentrate in
periodi di tempo sempre più brevi, la
gestione irrazionale del territorio porta a
conseguenze disastrose.
Alla luce del fatto che finora gli interventi, o in alcuni casi i non interventi, del
Governo, sono risultati essere concausa
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delle tragedie generate dal dissesto idrogeologico, e considerato che anche il decreto-legge sblocca-Italia, con la previsione
di inceneritori, trivellazioni, privatizzazioni e quant’altro, genera ulteriori danni
all’ambiente, oltre che ovviamente alla
salute dei cittadini, chiediamo con questo
ordine del giorno che venga maggiormente
finanziata l’attività di contrasto del dissesto idrogeologico del territorio nazionale
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Avverto che il gruppo
MoVimento 5 Stelle ha esaurito anche i
tempi aggiuntivi concessi dalla Presidenza.
La Presidenza, come già fatto in precedenti analoghe circostanze, consentirà ai
deputati appartenenti a tale gruppo lo
svolgimento di brevi interventi della durata di un minuto da imputare ai tempi
previsti dal contingentamento per gli interventi a titolo personale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto, a titolo personale, il deputato
Mantero. Ne ha facoltà. Seguiamo i nuovi
parametri, quindi lei ha un minuto.
MATTEO MANTERO. Signor Presidente, rapidamente a questo punto volevo
chiedere di votare l’ordine del giorno della
collega perché il problema del dissesto
idrogeologico è importantissimo. Abbiamo
l’Italia sommersa dall’acqua in questi
giorni; a Genova è successa la stessa
identica cosa che è successa quattro anni
fa quando sono morte sei persone e quest’anno ne è morta una. Non è stato fatto
nulla in quattro anni, noi ieri eravamo a
Genova con alcuni colleghi per dare una
mano e là c’erano solo i cittadini genovesi
che si sono rimboccati le maniche per
dare una mano e per rimettersi in piedi.
Non c’erano le istituzioni, non c’era la
Protezione civile, non c’era la Polizia, non
c’era l’Amiu, c’erano solo i cittadini genovesi e i cittadini da tutta Italia. Quindi i
cittadini italiani sono completamente abbandonati dalle istituzioni, dal Governo e
dalle amministrazioni locali rispetto a
questa emergenza quindi è importante che
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DISCUSSIONI
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Camera dei Deputati
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SEDUTA DEL
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su questo si prendano provvedimenti rapidi (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
LAURA BOLDRINI
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto, a titolo personale, il deputato Di Battista. Ne ha facoltà.
Informativa urgente del Governo
sui recenti eventi alluvionali.
ALESSANDRO DI BATTISTA. Signor
Presidente anche io mi associo alle parole
del mio collega Mantero e invito l’Aula a
votare questo ordine del giorno dando
anche una informazione all’Aula. In questo momento i cittadini del X municipio lo
hanno occupato fino a che non arriveranno risposte concrete e fatti da parte di
Marino e di Zingaretti in quanto i cittadini
dei quartieri Infernetto, Bagnoletto, Stagni
e Saline – e già i nomi sono una dimostrazione – temono che le prossime piogge
possano causare disastri e tragedie anche
in quella zona. Per cui chiediamo all’Aula
di votare il nostro ordine del giorno e di
impegnarsi sul serio contro il dissesto
idrogeologico.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca
lo svolgimento di un’informativa urgente
del Governo sui recenti eventi alluvionali.
Dopo l’intervento del rappresentante
del Governo, interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente,
secondo la rispettiva consistenza numerica, per cinque minuti ciascuno. Un
tempo aggiuntivo è attribuito al gruppo
Misto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Lorefice n. 9/2247-A/24, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
GIAN LUCA GALLETTI, Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo l’occasione per manifestare innanzitutto il cordoglio mio personale e
dell’intero Governo – e penso anche di
rappresentare il sentimento di voi tutti –
per tutte le vittime del maltempo che
continua a imperversare ancora sulla nostra penisola. Il nostro pensiero va anche
a tutti coloro che vivono il dramma derivante dai danni ingenti occorsi in questi
giorni durante il nubifragio che ha imperversato sul nostro Paese, i danni alle
strutture abitative, commerciali e industriali che ha provocato.
La problematica del dissesto idrogeologico, connessa, com’è noto, a quella dei
cambiamenti climatici, riveste particolare
delicatezza, perché dalla risoluzione di
essa dipende il futuro del nostro Paese e
la stessa sicurezza in termini di qualità di
vita di tutti i cittadini del nostro Paese.
È noto che la notte fra il 9 e il 10
ottobre scorso una pioggia ininterrotta ha
investito le regioni settentrionali, tra cui la
(Segue la votazione).
Crimì, Taranto...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 426
Maggioranza .................. 214
Hanno votato sì ..... 108
Hanno votato no .. 318.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
A questo punto, colleghi, sospendo la
seduta per cinque minuti che riprenderà
con l’informativa del Ministro Galletti. La
seduta è sospesa.
La seduta, sospesa alle 11,55, è ripresa
alle 12,05.
(Intervento del Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il
Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, Gian Luca Galletti.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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32
SEDUTA DEL
Liguria e, in particolare, la città di Genova. Cercherò, in questa mia relazione, di
dettagliare l’accaduto sulla base delle informazioni acquisite dal mio Ministero,
dalla locale prefettura, dalla regione Liguria e dalla competente ARPAL.
Il Dipartimento della protezione civile,
attraverso il Centro funzionale centrale,
svolge – vi ricordo – un ruolo di indirizzo
e coordinamento generale della rete dei
centri funzionali e regionali e può sostituire nei compiti e nelle funzioni i centri
decentrati non attivi su richiesta delle
regioni interessate. La regione Liguria, nel
caso specifico, dispone di un Centro funzionale decentrato attivo, che svolge attività operative di previsione, monitoraggio e
sorveglianza. È gestito dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della
Liguria, ai sensi della legge regionale n. 20
del 2006, ed è dipendente funzionalmente
dalla struttura regionale competente in
materia di protezione civile. La regione ha
quindi piena responsabilità dell’attività di
allertamento nell’emissione sia degli avvisi
meteo che negli avvisi di criticità idrogeologica e idraulica per quanto riferito al
proprio territorio regionale di competenza.
In base alla procedura regionale –
questi sono i fatti sopra descritti – il
Centro funzionale meteo-idrogeologico di
protezione civile ha emesso e pubblicato il
giorno 8 ottobre 2014 alle ore 10,24 un
avviso meteorologico con decorrenza a
partire dal giorno successivo per « elevata
probabilità di temporali forti, organizzati
in strutture temporalesche estese e diffuse,
e conseguenti effetti al solo diffusi ». Questo era il testo del bollettino. Lo scenario
dell’evento, con i relativi possibili effetti e
danni, riportato nel testo dell’avviso meteorologico regionale, associato ad una
criticità ordinaria, prevedeva inoltre: « allagamenti ad opera di piccoli canali, bacini, con possibili piene improvvise di
piccoli rii, fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque piovane
con coinvolgimento delle aree urbane più
depresse, possibili allagamenti e danni ai
locali interrati, provvisoria interruzione
della viabilità, specie nelle zone più de-
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OTTOBRE
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N.
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presse, scorrimento superficiale nelle sedi
stradali urbane ed extraurbane ». Il bollettino continuava: « eventuale innesco di
locali smottamenti superficiali dei versamenti, possibili disagi alla viabilità e danni
localizzati a strutture provvisorie e vegetazione per locali forti colpi di vento,
trombe d’aria, grandine e fulmini, occasionale pericolosità per l’incolumità delle
persone e dei beni ». Altri due avvisi
metrologici regionali, sempre per la medesima fenomenologia, sono stati emessi
dal Centro funzionale meteo-idrogeologico
di protezione civile in data 9 e 10 ottobre
2014.
Il centro funzionale meteo-idrogeologico di protezione civile ha emesso e
pubblicato il giorno 8 ottobre 2014, alle
ore 10,24 un avviso metereologico con
decorrenza a partire dal giorno successivo
per elevata probabilità di temporali forti
organizzati in strutture temporalesche
estese e diffuse e conseguenti effetti al
suolo diffusi. Questo era il testo del bollettino.
Lo scenario dell’evento, con i relativi
possibili effetti e danni riportati nel testo
dell’avviso meteorologico regionale, associato ad una criticità ordinaria, prevedeva
inoltre allagamenti ad opera di piccoli
canali e bacini e con possibili piene improvvise di piccoli rii, fenomeni di rigurgito del sistema di smaltimento delle acque
piovane con coinvolgimento delle aree urbane più depresse, possibili allagamenti e
danni ai locali interrati, provvisorie interruzioni alla viabilità, specie nelle zone più
depresse e scorrimento superficiale nelle
sedi stradali urbane ed extraurbano. Continuava il bollettino: « eventuale innesco di
locali smottamenti superficiali dei versamenti, possibili disagi alla viabilità e danni
localizzati a strutture provvisorie e vegetazione per locali forti colpi di vento,
trombe d’aria, grandine e fulmini, occasionale pericolosità per l’incolumità delle
persone e dei beni ». Altri due avvisi
meteorologici regionali, sempre per la medesima fenomenologia, sono stati emessi
dal Centro funzionale Meteo Idrogeologico
di protezione civile in data 9 e 10 ottobre
2014. Il Centro funzionale centrale del
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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33
SEDUTA DEL
Dipartimento della Protezione civile, preso
atto dell’avviso della regione Liguria dell’8
ottobre 2014, ha emesso nella medesima
giornata, un avviso di condizioni meteorologiche avverse nazionali, a partire dalla
serata dell’8 ottobre e per le successive 24
e 36 ore, prevedendo sulla Liguria – cito
testualmente – precipitazioni a prevalente
carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di
forte intensità, frequente attività elettrica e
forti raffiche di vento. Il suddetto avviso è
stato rinnovato sempre per la regione
Liguria nel pomeriggio, sera del 10 ottobre
e per le successive ventiquattro ore, prevedendo sulla Liguria precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale.
« I fenomeni » – continuava il bollettino –
« saranno accompagnati da rovesci di forte
intensità, frequente attività elettrica e forti
raffiche di vento ». Dal punto di vista delle
criticità idrogeologiche e idrauliche, il
Centro funzionale meteo idrogeologico di
protezione civile ha valutato l’8 ottobre
uno scenario di criticità ordinaria per la
giornata successiva nelle zone d’allerta
centro orientale della regione e quindi
anche per il territorio del comune di
Genova. Tali valutazioni idrologiche e
idrauliche sono state trasmesse al Centro
funzionale centrale del dipartimento della
Protezione civile che, ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio del 27
febbraio 2004, le ha recepite e pubblicate
sul Bollettino di criticità nazionale.
Nella serata del 9 ottobre 2014, in
particolare dalle ore 20 alle ore 24, sono
state registrate precipitazioni particolarmente intense ma molto localizzate che,
per le caratteristiche temporali e spaziali
risultava ad oggi non prevedibili attraverso
i modelli metereologici disponibili. In particolare, si evidenzia che la massima cumulata oraria è stata registrata a Genova
e che ha superato i 130 millimetri. Le
suddette precipitazioni hanno provocato il
rapidissimo innalzamento di tutti i corsi
d’acqua della provincia di Genova causandone l’esondazione in più punti nella
stessa serata. Gli incrementi più significativi e repentini si sono registrati sul fiume
Bisagno che, in circa due ore, dalle 22 alle
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24, ha registrato un incremento del livello
idrometrico superiore ai tre metri e
mezzo, superando la massima soglia d’allerta pari a 4,2 metri e raggiungendo la
quota idrometrica di 5,6 metri, con la
conseguente esondazione in area cittadina.
In generale, sulle 36 ore, dalla mezzanotte del 9 ottobre fino alle 12 del 10
ottobre le cumulate massime registrate,
sempre nella medesima località, hanno
raggiunto i 543 millimetri. Inoltre, quasi
tutti i bacini padani e marittimi all’interno
della provincia di Genova sono state interessate da piogge dell’ordine di 150/200
millimetri, che hanno provocato varie
esondazioni.
Mi soffermerò adesso sui rapporti –
come da vostra richiesta – che sono intercorsi al riguardo tra la Protezione civile
e l’ARPAL della Liguria. La Protezione
civile regionale garantisce la reperibilità
nell’intero arco delle ventiquattro ore per
qualsiasi tipo a rischio. L’attivazione della
sala operativa regionale e dei diversi conseguenti livelli di attivazione che sono il
volontariato locale, gestione reti dati e
dislocazione sul territorio più altre attività
è decisa sulla base dell’evento atteso o per
eventi in corso.
Le previsioni meteorologiche emesse
nella giornata del 9 ottobre prevedevano
un avviso per alta probabilità di temporali
forti organizzati e persistenti, come detto
prima. Pertanto, sulla base della procedura sopra evidenziata, il settore Protezione civile ed emergenza ha iniziato a
gestire la situazione in regime di reperibilità, prevedendo al monitoraggio strumentale delle precipitazioni in collegamento con i reperibili idrologi e meteorologici del Centro funzionale.
L’ultimo aggiornamento del Centro funzionale precedente l’evento, emesso alle
ore 18,10 e pubblicato sul sito ARPAL
Liguria comunicava – cito testualmente –
« sistema perturbato che interessa la Liguria da altre ventiquattro ore sta iniziando a dare segnali di graduale indebolimento ». A fronte di ciò, considerato
l’intensificarsi delle piogge, già delle ore
22,30 del 9 ottobre, presso la prefettura
del Governo è stata convocata un’unità di
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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34
SEDUTA DEL
crisi che ha mantenuto continui e costanti
contatti in relazione dell’evolversi della
situazione, con la regione e i sindaci dei
comuni interessati alla perturbazione.
Alle ore 11,10 del 10 ottobre, a seguito
di un messaggio di allerta meteo emanato
dal settore di protezione civile della regione Liguria, l’unità di crisi veniva allargata ai rappresentanti delle amministrazioni ed alle istituzioni coinvolte a vario
titolo nella gestione dell’emergenza, con
costituzione del centro coordinamento dei
soccorsi. Faceva seguito l’attivazione di
sette centri operativi misti, istituiti per il
coordinamento delle emergenze sovra-comunali nei comuni di Recco, Lavagna,
Campo Ligure, Campomorone, Busalla,
Torriglia e Moconesi, diretto da dirigenti
prefettizi.
L’attività del centro coordinamento
soccorsi si è svolta ininterrottamente fino
alla tarda sera del 14 ottobre dopodiché i
contatti, specialmente con la componente
tecnica dell’organismo, sono proseguiti
fino a cessate esigenze. Attesa l’elevata
situazione di criticità in numerose zone
della città, il sindaco di Genova ha adottato un’ordinanza di chiusura degli istituti
scolastici per i giorni 10, 11 e 13 ottobre,
al fine di tutelare l’incolumità pubblica,
limitando al massimo gli spostamenti di
persone e di veicoli sul territorio. Analoghi
provvedimenti, nel frattempo, venivano
emanati dai sindaci degli altri comuni
della provincia.
Gli avvisi meteorologici regionali sono
diramati direttamente dal centro funzionale a tutti i comuni, con valenza di
comunicazione di protezione civile e pubblicati sul sito dell’ARPAL. La sala operativa regionale è stata presidiata dalle ore
23 del 9 ottobre, rimanendo attiva per
l’intero arco delle 24 ore, fino alle 18 del
14 ottobre. Imponente il dispiego di forze
sui territori interessati, che dall’11 ottobre
ha visto anche il concorso di militari
dell’esercito i quali, su indicazione della
prefettura, sono stati destinati a supportare direttamente l’attività dei vigili del
fuoco. In particolare, dette forze, unitamente al corpo forestale dello Stato,
hanno proceduto al monitoraggio dei corsi
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d’acqua e dei ponti nelle zone esposte
maggiormente a rischio, al fine di individuare le situazioni necessitanti di immediato intervento.
Preziosissimo è stato il contributo delle
forze dell’ordine, che hanno posto in
campo circa 150 pattuglie sulle 24 ore.
Tale dispiegamento di forze ha reso anche
possibile lo svolgimento di una capillare
attività antisciacallaggio che, tra l’altro, ha
condotto all’arresto di 22 soggetti colti in
flagranza di reato. Permettetemi di ringraziare tutte le forze dell’ordine e anche
tutti i cittadini volontari che, nel periodo
più difficile dell’inondazione, hanno svolto
un contributo eccezionale, hanno salvato
vite umane e hanno contributo a ripristinare la situazione nel più breve tempo
possibile (Applausi).
In seguito ai danni causati agli immobili dalle forti piogge, sono state evacuate
224 persone, di cui 56 hanno trovato
ricovero presso strutture messe a disposizione dalle amministrazioni comunali; le
altre presso parenti. È attualmente in
corso l’iter, avviato dalla regione Liguria,
per il riconoscimento dello stato d’emergenza.
L’intervento per aumentare la capacità
e, quindi, la sicurezza del tratto coperto
del Bisagno alla foce è stato deciso con
ordinanza della Protezione civile del 19
marzo 2004, per fronteggiare uno stato di
emergenza dichiarato il 29 novembre
2002. Tale ordinanza individuava le risorse
da utilizzare, 70 milioni di euro, e assegnava le responsabilità dell’intervento al
presidente della regione Liguria. Tale
primo lotto di lavori di adeguamento della
copertura del Bisagno, appaltato nel 2005,
è stato realizzato.
Con accordo tra Presidente del Consiglio dei ministri, presidente della regione
Liguria, presidente della provincia di Genova e sindaco di Genova del 20 marzo
2007 è stato finanziato, con 15,5 milioni di
euro a valere sui fondi residui delle colombiane, un primo stralcio del secondo
lotto di lavoro per l’adeguamento di un
altro tratto di copertura del Bisagno. L’accordo di programma con la regione Liguria del 2010, per gli interventi di mitiga-
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zione del rischio idrogeologico, ha destinato 35 milioni 730 mila euro, di cui 30
milioni 730 mila a carico del bilancio del
Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e i residui 5 milioni
a carico della regione, al secondo stralcio
del secondo lotto dell’intervento di adeguamento idraulico sul torrente Bisagno.
Nell’ottobre 2011, a valere su queste
ultime risorse l’apposito Commissario
straordinario delegato aveva indetto una
gara aperta per l’affidamento dell’appalto
integrato. Gli atti di aggiudicazione sono
stati impugnati innanzi al TAR Liguria con
due ricorsi presentati da ditte le cui offerte erano state valutate inammissibili e
conseguentemente, erano state escluse
dalla gara. Con sentenza depositata il 21
febbraio 2013, il TAR Liguria ha accolto i
ricorsi annullando gli atti del procedimento di gara, con invalidità derivata del
provvedimento di aggiudicazione definitiva. Dopo aver acquisito il parere favorevole dell’Avvocatura dello Stato, l’amministrazione ha proposto appello innanzi al
Consiglio di Stato, che ha rimesso la
competenza al TAR Lazio; quest’ultimo,
con sentenza notificata il 2 ottobre 2014,
ha respinto i ricorsi, riconoscendo la legittimità dei provvedimenti impugnati. Il
Presidente della regione Liguria, proprio
ieri, ha attivato le procedure per la realizzazione dei lavori. Si prevede che i
lavori saranno ultimati in ventotto mesi.
Il completamento dell’integrale adeguamento del tratto coperto – dalla Foce alla
stazione Brignole – richiede un impegno
finanziario di ulteriori 95 milioni di euro.
Tenendo conto di una portata duecentennale di 1.300 metri cubi al secondo, per l’
integrale messa in sicurezza del sistema
idrico in questione è prevista anche la
realizzazione di un canale scolmatore.
L’opera garantirà il deflusso in sicurezza
di una portata massima di 450 metri cubi
al secondo del torrente Bisagno, con un
impegno di spesa previsto di circa 221
milioni di euro. Tale opera potrà essere
rivalutata, tuttavia, a seguito dell’integrale
adeguamento della copertura del Bisagno
e della realizzazione dei previsti interventi
sul Fereggiano. Infatti, l’intervento nel Bi-
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sagno prevede l’eliminazione di tutti i
sottoservizi e l’aumento delle sezioni; interventi che potrebbero rendere non più
necessaria la realizzazione del citato canale scolmatore. In tale evenienza, il celere
completamento degli interventi sul Bisagno comporterebbero anche un significativo risparmio per le finanze pubbliche.
Parte delle risorse necessarie potranno
essere reperite, in base all’articolo 7,
comma 8 del decreto-legge n. 133 del
2014, cosiddetto sblocca Italia, nell’assegnazione alle regioni di 110 milioni di euro
per le aree metropolitane interessate da
fenomeni alluvionali. Di essi il Governo
intende assicurare per le finalità di cui
sopra una parte significativa pari a 25
milioni di euro, utilizzando anche le procedure di emergenza. In tale modo, con 18
milioni potrà essere avviato il completamento dei lavori dell’intero sistema di
messa in sicurezza del torrente Bisagno –
del valore complessivo di 95 milioni – e
con 7 milioni il completamento della sistemazione idraulica del torrente Chiaravagna. Le ulteriori risorse potranno essere
reperite a valere sulla prossima programmazione. È stato concordato infine che il
Presidente della regione, Commissario di
Governo, provveda alla individuazione
delle opere per il completamento della
messa in sicurezza del torrente Bisagno
che saranno finanziate a valere sui nuovi
accordi di programma per il ciclo 20142020 dei Fondi per lo sviluppo e la coesione.
Il tema del contrasto al dissesto idrogeologico è al centro dell’agenda politica
del Governo sin dal suo insediamento. Il
25 maggio 2014 ha il Governo ha istituito
presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri una apposita Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per
lo sviluppo delle infrastrutture idriche, con
il compito specifico di imprimere un’accelerazione all’attuazione degli interventi
di messa in sicurezza del territorio e di
supportare la nuova programmazione
delle risorse per il ciclo 2014-2020. Per la
stessa finalità il cosiddetto decreto competitività, il decreto-legge n. 91 del 2014,
ha affidato la responsabilità della realiz-
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zazione degli interventi ai presidenti delle
regioni in qualità di « Commissari straordinari delegati », attribuendo loro la titolarità delle relative contabilità speciali oltre che importanti poteri sostitutivi e di
deroga. Il decreto legge n. 133 del 2014 ha
reso ordinaria l’attribuzione ai presidenti
di regione di funzioni per gli interventi di
mitigazione del rischio idrogeologico e,
contemporaneamente, ha avviato un procedimento di ricognizione dello stato di
attuazione di tutti gli interventi finanziati
anche in data antecedente al 2009 per
procedere alla revoca delle risorse economiche non ancora utilizzate con l’obiettivo
di canalizzare le stesse su interventi altrettanto urgenti ma immediatamente cantierabili.
Per quanto concerne in dettaglio
l’aspetto finanziario, l’azione del Governo
segue due linee di intervento: in primo
luogo, il recupero di risorse assegnate a
partire dal 1998 a vari livelli di governo,
finalizzate al dissesto idrogeologico e non
ancora utilizzate; in secondo luogo, la
programmazione di nuove risorse a valere
sul nuovo ciclo del Fondo per lo sviluppo
e la coesione 2014-2020. Anche in tal caso,
l’obiettivo è di dare una significativa ed
effettiva accelerazione alle opere in tale
settore. Al giugno di quest’anno, le risorse
programmate, ma non ancora completate,
avviate a cantiere ammontavano a 2 miliardi 312 milioni di euro, di cui 308
milioni per gli interventi programmati
prima del 2009, 785 milioni per i Piani
operativi regionali e un miliardo e 219
milioni provenienti dagli accordi di programma 2009-2010. In sede di programmazione dei Fondi per lo sviluppo e la
coesione 2014-2020, sulla base delle indicazioni degli interventi immediatamente
cantierabili che soddisfano i requisiti della
legge n. 147 del 2013 inseriti dalla regione
nel sistema informatico RENDIS, per un
importo complessivo stimato in circa 7
miliardi di euro, il Ministero dell’ambiente
ha fatto una richiesta di oltre 4,5 miliardi
con previsione di cofinanziamento regionale del residuo importo di circa 2,5
miliardi di euro. È stato altresì richiesto
un importo di circa un miliardo 100
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milioni di euro per interventi di difesa del
suolo coordinati con infrastrutture verdi.
A queste somme si aggiunge la richiesta di
138 milioni di euro previsti per gli interventi di difesa del suolo inseriti negli
accordi di programma sottoscritti con le
regioni del centro-nord nel 2010, che ad
oggi non sono stati stanziati con delibera
CIPE e sono stati solo in parte già anticipati per l’importo di 50 milioni di euro
con risorse di bilancio proprie del Ministero dell’ambiente. La nuova Programmazione settennale, legata al nuovo ciclo dei
Fondi di sviluppo e Coesione 2014-2020,
sarà articolata attraverso un sistema di
accordi di programma quadro fra lo Stato
e le singole regioni, con una governance
che prevede, anche per i prossimi anni, i
presidenti delle regioni come commissari
di Governo. Ciò garantirà la necessaria
trasparenza e operatività sia nella fase di
messa a punto degli accordi di programma, con particolare riferimento alle
attività di raccolta, validazione e selezione
dei progetti, monitoraggio finanziario e
tecnico, sia nella fase di gestione. Con la
riforma delle Autorità di bacino e l’istituzione dei distretti idrografici, che il Governo considera una priorità, si punta a
rafforzare il ruolo delle Autorità dei bacini
idrografici come punto di riferimento per
la ricerca e lo studio tecnico e tecnologico
svolto nelle diverse sedi scientifiche, interne ed esterne alla pubblica amministrazione, in stretta collaborazione e integrazione con l’ISPRA, e, quindi, come autorità
di validazione della progettazione degli
interventi contro il rischio idrogeologico.
Anche con riferimento alla nuova programmazione, sono in corso di elaborazione le linee guida per la raccolta dei
progetti proposti dalla regione e, quindi,
per una selezione tecnica che tenga conto
delle analisi costi-benefici dei singoli interventi, secondo quanto previsto dalla
direttiva europea sulle alluvioni.
Onorevoli colleghi, in questi mesi abbiamo assistito in tante parti d’Italia a
eventi drammatici. Nelle città invase dal
fango tanti cittadini si sono rimboccati le
maniche, hanno aiutato il prossimo in
difficoltà, hanno dato a tutti noi una
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grande lezione di dignità, una dimostrazione del coraggio e della generosità di cui
sono capaci gli italiani nei momenti più
complessi. Di fronte a disgrazie come
quelle di Genova, del Gargano, di Refrontolo, di Parma, del grossetano, di Senigallia, della Sardegna, il Governo c’è. I cittadini ci chiedono risposte, e la nostra
reazione non deve essere lo scaricabarile.
La nostra reazione deve essere una reazione di responsabilità, di chi sa che
governare significa risolvere, prima di
tutto, un problema come questo, che l’Italia si trascina dietro storicamente per
colpe antiche che non possiamo permettere si ripetano.
Il dissesto idrogeologico è un male al
quale non possiamo rassegnarci; è una
malattia da cui l’Italia deve essere curata
a tutti i costi. Lo stiamo facendo dal primo
giorno con serietà, consapevoli che l’impegno per mettere in sicurezza il Paese
richiede tempo. Cambiare le regole, semplificare le procedure, eliminare le cattive
burocrazie, spendere tutti e subito i fondi
disponibili fermi, programmandone di
nuovi, secondo i bisogni della comunità, è
il lavoro che abbiamo davanti e per il
quale chiedo anche al Parlamento il massimo sforzo. Questo è un tema troppo
importante per dividersi, per fare prevalere le polemiche e le logiche di parte alle
risposte, che abbiamo il dovere morale di
dare tutti, come rappresentanti a vario
titolo dello Stato, a questo nostro Paese,
all’Italia (Applausi dei deputati del gruppo
Partito Democratico).
(Interventi)
PRESIDENTE. Passiamo agli interventi
dei rappresentanti dei gruppi.
Ha chiesto di parlare la deputata Mariani. Ne ha facoltà.
RAFFAELLA MARIANI. Signor Presidente, signor Ministro, esprimo la nostra
vicinanza alle famiglie delle vittime e a
tutti i cittadini italiani che, negli ultimi
giorni, hanno subito gli effetti disastrosi di
calamità naturali. L’onorevole Tullo mar-
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tedì ha parlato di Genova, ma hanno fatto
seguito a quell’evento disastri a Modena,
nel parmense, nell’alessandrino, nel Friuli
e in Maremma e vi sono state altre vittime.
La nostra vicinanza, come dicevo, deve
tradursi in azioni concrete e non rimane
più tempo per discussioni, conflitti di
competenze tra istituzioni e strumentalizzazioni. Non è questo il tempo. Serve solo
rimboccarsi le maniche e dare concretamente una mano, come hanno fatto centinaia di volontari di giovani che, per la
loro parte, come sempre, dimostrano
quanto di buono vi sia nella nostra comunità.
A noi tocca dare seguito agli impegni
molto seri che Governo e Parlamento
hanno preso con gli italiani riguardo ad
alcuni punti fondamentali. In primo luogo,
una maggiore vicinanza ed assistenza economica agli enti locali, ai cittadini ed alle
imprese colpite nella prima delicatissima
fase di emergenza. Servono risorse certe,
in tempi molto brevi. Il sistema di protezione civile chiede continuità di risorse ed
un quadro di regole certe ed omogenee per
tutto il Paese.
In secondo luogo, dobbiamo poter contare su fondi strutturali e pluriennali,
destinati alla pianificazione di opere per la
riduzione del rischio idraulico ed idrogeologico.
In terzo luogo, dobbiamo dare concretezza alle soluzioni progettuali, anche a
partire dalla semplificazione delle procedure, dalla netta distinzione delle responsabilità, senza abbassare la guardia rispetto a trasparenza, anticorruzione e
concorrenza. Il contenzioso giurisdizionale
tra imprese non deve più essere la causa
del blocco degli interventi urgenti a tutela
della pubblica incolumità. Si proceda !
Stiamo inserendo in questo senso, nel
decreto-legge « sblocca Italia », misure adeguate che speriamo siano efficaci, senza
ledere il diritto costituzionale e giurisdizionale delle imprese e delle istituzioni.
A lei, Ministro ed al suo Dicastero
chiediamo di portare a termine con rapidità – sottolineo « con rapidità » – l’attuazione della Strategia di adattamento ai
cambiamenti climatici, avviata dal Mini-
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stro Orlando, e di affiancare il Parlamento
nella definitiva – e di nuovo sottolineo
« definitiva » – approvazione del disegno di
legge sul consumo di suolo.
In queste ore, si è sentito parlare molto
spesso di un ritardo del Parlamento. In
questo senso vogliamo riaffermare, invece,
che il Parlamento è pronto. Occorre che il
Governo completi con i suoi pareri una
procedura e un iter che sono solo da
approvare definitivamente. Noi dobbiamo
dare risposte molto concrete a quei cittadini e a quelle imprese che non hanno più
fiducia nelle istituzioni. Lo dobbiamo fare
nel rispetto di quelle vittime, lo dobbiamo
fare nel rispetto del valore che diamo agli
enti locali, che ogni giorno affrontano, a
volte a mani vuote, emergenze più grandi
di loro e che si ritrovano nei contenziosi
a dovere soccombere, per così dire, rispetto a responsabilità non definite.
In questo senso, avremo modo, nelle
prossime settimane anche di semplificare
e di parlare di quella che è la madre di
tutti i problemi: la revisione del codice
degli appalti. Infatti, è indubbio che noi
non possiamo più mettere, per così dire,
piccole toppe a procedure che hanno in
questi anni provocato e manifestato vuoti
assurdi e molto pericolosi nella risposta
data ai cittadini e agli enti locali.
In questo senso, mi auguro che Parlamento e Governo potranno dare un segnale di efficienza e di efficacia in tempi
davvero molto brevi. Non c’è più tempo
per le parole (Applausi dei deputati del
gruppo Partito Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Samuele Segoni. Ne ha facoltà.
SAMUELE SEGONI. Signor Presidente,
cercherò di essere calmo stamani, lo devo
alle vittime di queste sciagure che sono
state ricordate sia dal Ministro sia dalla
deputata che ha parlato prima di me.
Voglio concentrarmi in questo intervento soprattutto sulle soluzioni. Individuare le soluzioni è la cosa principale che
dobbiamo alle vittime. Vorrei prima, però,
far presente che i luoghi flagellati in questi
ultimi giorni sono tutti luoghi che sono già
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stati colpiti molto recentemente da eventi
analoghi e in cui paradossalmente già
erano state costruite delle opere, magari
anche con slogan del tipo: « Affinché questo non succeda più ». E ci risiamo.
Questo, secondo me, induce a pensare
che la soluzione di questo problema non
risiede soltanto nel fare nuove opere, che
spesso si traducono in ulteriori colate di
cemento. Io vorrei far presente che soprattutto le opere devono essere progettate, programmate con una visione di
insieme a scala di bacino. Molto spesso
assistiamo ad opere che risolvono il problema in un punto semplicemente, trasferendo il problema soltanto più a valle o
più a monte. Il caso del Bisagno è uno di
questi casi.
Accolgo con piacere il fatto che alcuni
concetti che stiamo cercando da tempo di
portare avanti noi del MoVimento 5 Stelle
siano stati ripresi dal Ministro Galletti, ad
esempio quello della doverosa analisi dei
costi-benefici quando si va a programmare
le opere. Per carità, non è una cosa dei 5
Stelle, lo dice l’Europa che andrebbe fatto
così. Però è una pratica che molto spesso
non viene fatta.
E soprattutto l’analisi del rapporto tra
costi e benefici dovrebbe essere estesa
anche a progetti alternativi in cui si
prende sempre in considerazione l’ipotesi
di andare verso la rinaturalizzazione dei
corsi d’acqua, oppure la demolizione degli
edifici a rischio per ricostruire in area
sicura. A volte in alcune situazioni non ci
sono opere che tengano. L’unica soluzione
è quella di andare a buttare giù quello che
a volte è stato costruito o per abusi edilizi
o per una pianificazione territoriale scriteriata. Questo è ancora peggio; a volte, si
costruisce in posti rischiosi in maniera
perfettamente legale e questa è una cosa
assurda. In certi casi, non c’è opera che
tenga, si rade al suolo e si ricostruisce in
zona sicura, se l’analisi costi benefici mi
dice che è l’intervento migliore.
Lei, Ministro, penso sia stato messo al
corrente che ieri, durante il question time,
ho lanciato una sfida al Governo. Il MoVimento 5 Stelle presenterà una propria
proposta di legge per le alluvioni e per le
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frane e ha sfidato il Governo ad adottare
un provvedimento altrettanto risolutivo e a
farlo in tempi altrettanto tempestivi.
Io la metto al corrente – e con lei tutta
l’Aula – che proprio stamani ho ricevuto
una telefonata da fonti governative, con la
quale venivo invitato a collaborare. Questo
è un tema su cui si può collaborare
sicuramente, certamente. Lo spirito del
MoVimento 5 Stelle è sempre stato questo:
quello, se una cosa non va in una determinata direzione, di spingere, cercare di
spingere la maggioranza. Quindi, quando
noi depositeremo questa proposta di legge
a 5 Stelle sarà a disposizione di tutte le
altre forze politiche e del Governo; potrà
essere tranquillamente copiata e incollata
in atti del Governo.
PRESIDENTE. Ministro, per favore può
prestare attenzione ?
SAMUELE SEGONI. Ecco, infatti, Ministro presti attenzione, anche perché le
volevo ricordare che, proprio in vista di
questa collaborazione, il MoVimento 5
Stelle circa dieci giorni fa aveva organizzato un convegno a Roma proprio sull’« Italia dissestata » a cui lei era stato
invitato. Questa era una valida occasione
per poter collaborare insieme. Sono intervenuti esperti, scienziati, tecnici anche delle
istituzioni. Era un ottimo momento per
fare in modo che la politica si mettesse al
passo con le conoscenze della comunità tecnico-scientifica, che sono molto avanzate.
Quindi, noi siamo disposti a fornire le
nostre soluzioni, lo faremo a breve. Alcune
le ho già enunciate nel corso del question
time, anche oggi e nell’interpellanza di
domani. Però sarebbe di buon gusto, secondo me, che questa classe politica facesse prima di tutto autocritica. È evidente, Genova è il classico esempio: è stato
costruito troppo e in posti scriteriati. Questo è un mea culpa che la classe politica
attuale deve assolutamente fare, altrimenti
non andiamo da nessuna parte.
Un’altra mea culpa potrebbe essere
quella di non aver investito assolutamente
sulla cultura del rischio. I sistemi di previsione a volte fanno cilecca, sicuramente,
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non sono sfere di cristallo, sono modelli
matematici e statistici che non funzionano
se non si investe in ricerca.
PRESIDENTE. Deputato Segoni, concluda.
SAMUELE SEGONI. Mi avvio a concludere, ho ancora un po’ di tempo.
Quindi, se tagliate i fondi alla ricerca in
questo campo è normale che poi non
funzionino e, soprattutto, i piani di emergenza esistono ? Sono efficaci, sono conosciuti dalla popolazione ? Perché, e concludo con questo invito, il vero punto di
svolta è la conoscenza del piano di emergenza. Se la popolazione sa cosa fare e
dove andare in caso di eventi calamitosi,
questo fa la differenza tra vivere e morire.
Quindi, investiamo soprattutto in questo
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Sandro Biasotti. Ne ha facoltà.
SANDRO BIASOTTI. Signora Presidente, signor Ministro, con tutto il rispetto
e ringraziandola per la sua preziosa presenza a Genova, però sono totalmente
insoddisfatto della sua relazione. Se lei la
facesse leggere a chi gliel’ha scritta e la
sentisse con attenzione lo licenzierebbe
immediatamente, perché facendo la cronologia degli eventi atmosferici lei non ha
detto la cosa più importante; sì, ha detto
che la piena responsabilità è della regione,
ma la regione non ha previsto e non ha
dato allerta. Bastava guardare fuori, come
ha detto lei, pioveva a dirotto, veniva giù
un diluvio, il giorno prima, ma il giorno
dopo, il giorno dell’alluvione, che era giovedì, la regione, con venti dipendenti,
senza un dirigente – quindi c’è anche una
responsabilità su cui la prego di intervenire – non ha dato l’allarme. Quello che
noi non possiamo accettare, capendo che
c’è un dissesto idrogeologico in tutta Italia,
nella regione Liguria e su Genova soprattutto, è che questa alluvione sia capitata
nello stesso identico punto di quella del
2011 – nello stesso – colpendo le stesse
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aziende, le stesse imprese, gli stessi commercianti. In questi tre anni, signor Ministro non è stato fatto nulla, nulla !
Questo problema del Bisagno, questa
strada che copre il Bisagno, che va dalla
stazione Brignole alla Fiera del mare, è
oggetto di attenzione europea e nazionale
dagli anni Settanta e in questi ultimi tre
anni non è stato fatto nulla, un muretto di
contenimento. Il primo lotto e il secondo
lotto li ha fatti, io ero presidente della
regione, il Governo Berlusconi, con i 70
milioni di euro e poi con i 30 milioni di
euro con il Ministro Prestigiacomo. Questo
è stato fatto. Cerchiamo di finirli questi
lavori, ma ci sono delle responsabilità. Io
non voglio fare polemiche, ma la responsabilità della regione è eclatante, non lo
dico io, oggi su tutti i giornali lo dice il
sindaco Sansa, sempre di maggioranza PD.
Burlando e il PD hanno distrutto la nostra
città, la governano da trent’anni. Sono
stati fatti male i bandi di gara, signor
Ministro. Certo il TAR interviene, ma il
TAR non ha dato la sospensiva.
La responsabilità è del sindaco, almeno
ci ha messo la faccia. Lei dice che è
arrivato l’esercito. L’esercito è arrivato due
giorni dopo, perché non è stato chiamato
e quando è arrivato non gli hanno dato
nessuna disposizione. La protezione civile
del Piemonte, che voleva intervenire, è
stata bloccata per burocrazia, perché gli
hanno detto che prima doveva intervenire
la protezione civile della Liguria. Non
c’erano i vigili urbani, signor Ministro,
c’erano solo i cittadini che spalavano
senza pale, senza guanti. La polizia e i
vigili urbani davano le multe agli angeli
del fango che andavano nelle zone a
spalare il fango. La mattina dopo il comune ha mandato quei camioncini che
levano le cicche per le strade nella zona
bella di Genova, anziché mandarli a spalare il fango; li ho visti io, dove abito io,
questi camioncini che puliscono le zone
belle della città. Ma ci vuole un po’ di sale
in zucca !
Veniamo al Governo, lei dice che il
Governo c’è, ma dov’è ? « Super Renzi
man », ma dov’è ? Dice che non è venuto
a Genova perché era una passerella, ma se
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c’è una televisione al mondo lui ci va, se
c’è una trasmissione in cui si parla lui ci
va e poi non viene a Genova (Applausi dei
deputati dei gruppi Forza Italia – Il Popolo
della Libertà – Berlusconi Presidente e
MoVimento 5 Stelle) ? Signor Ministro lei
c’era, ma perché Renzi è venuto a Genova
quando c’era da festeggiare la Concordia
un mese fa ? Lì è venuto perché c’era da
festeggiare. Ma insomma, lui dice che fa
l’unità di missione; ha detto: lei ha fatto
l’unità di missione, per accelerare ? Abbiamo fermi due miliardi di euro per i
dissesti idrogeologici e cosa ha fatto « super Renzi man » ? Ha fatto l’unità di
missione. Mi dica cosa ha fatto questa
unità di missione.
Siamo in Ottobre-Novembre, c’è il dissesto in tutta Italia; ma che fa ? E, mi
scusi, ma in questa legge di stabilità quanti
soldi mette per il dissesto idrologico ?
Zero ? Non ho sentito una parola sui veri
danneggiati, che sono i commercianti, gli
artigiani. Una parola. Questi aspettano
ancora, che sono gli stessi colpiti, i rimborsi del 2011; quelli di Olbia, del mio
amico Nizzi, ancora dall’anno scorso
aspettano che dicano loro come fare.
Allora io le chiedo solo – e concludo,
Presidente –, per cortesia, in questo caso
autorizzate che con autocertificazione vengano dati quattro soldi – ho parlato di 10
mila euro – per potersi ricomprare il
magazzino, di avere il coraggio, per vedere
che il Governo c’è, in questa dimostrazione, non in discorsi del tutto inutili e,
secondo me, anche fuori luogo (Applausi
dei deputati del gruppo Il Popolo della
Libertà-Berlusconi Presidente – Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Tancredi. Ne ha facoltà.
PAOLO TANCREDI. Signor Presidente,
signor Ministro, onorevoli Colleghi, i gravi
fatti che hanno colpito le città di Genova,
di Parma ed altre vaste zone dell’Italia
settentrionale e centrale, hanno riproposto
all’attenzione di tutti la grave realtà del
dissesto idrogeologico del nostro Paese: un
vero e proprio flagello che provoca lutti,
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distruzioni, dissesti territoriali e socioeconomici di immensa portata.
Non fosse sufficiente la storia passata e
recente a dimostrare l’entità e la gravità
del fenomeno, ricordiamo che solo tra il
2002 ed 2014 si sono contati 293 morti a
seguito di eventi direttamente riconducibili
alla condizione di dissesto del territorio
italiano. Dal 2002 ad oggi, poi, annoveriamo ben 2 mila episodi di dissesto; solo
il 2013 ha chiuso con il triste primato di
351 eventi franosi ed alluvionali.
Sappiamo, peraltro, che 1’82 per cento
dei comuni italiani si trova esposto a
rischio idrogeologico: milioni, quindi, di
cittadini sono costantemente esposti ai
pericoli derivanti dall’insicurezza delle
aree geografiche in cui vivono e lavorano.
Le condizioni meteorologiche che si
riflettono sul nostro territorio, si sono
modificate
in
maniera
consistente,
creando difficoltà previsionali e di intervento. Fatto sta, comunque, che gli eventi
catastrofici legati al dissesto idrogeologico
sono sì risultati in aumento esponenziale
negli ultimi anni, ma costituiscono un
problema che l’Italia si ritrova a fronteggiare da oltre un secolo – non è un fatto
nuovo o di questo decennio – periodo
durante il quale si sono registrate 12.600
vittime, tra morti, feriti e dispersi.
Davanti a cifre tanto drammatiche, appare chiaro che questa situazione di pericolosità e precarietà territoriale comporta anche altissimi costi riconducibili ai
danni che, ogni volta, abitazioni private,
edifici pubblici ed infrastrutture viarie
riportano: per non parlare del danno
enorme che provoca alle attività lavorative
ed alla stessa occupazione. Ricordiamo
che dal 1994 ad oggi i danni causati dal
dissesto idrogeologico del nostro Paese
sono stimati in circa 240 miliardi di euro.
È evidente che tra i fattori del rischio
idrogeologico rientra senza dubbio la conformazione del nostro territorio: che, comunque, è anche fortemente condizionato
dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche di intere aree. La verità è che, nel
nostro Paese, manca del tutto la cultura di
previsione e prevenzione imperniata sull’individuazione delle condizioni di rischio
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e volta all’adozione di misure finalizzate
alla minimizzazione dell’impatto degli
eventi. È evidente, quindi, che la persistenza e l’aggravarsi di tale fenomeno
postulano una legislazione il più possibile
univoca, esaustiva, in grado di fornire una
efficace tutela e messa in sicurezza del
territorio e della popolazione residente.
Preservare la vocazione agricola del
suolo per evitare di snaturarne e stravolgerne le connotazioni naturalistiche attraverso l’eccessiva urbanizzazione e cementificazione risultano, pertanto, questioni
non rinviabili. A nostro avviso, e ad avviso
di studiosi, esperti di tale fenomeno, appare particolarmente opportuno riprendere l’esame del disegno di legge concernente il consumo del suolo De GirolamoCatania, che potrebbe assicurare un giusto
equilibrio sul piano dell’assetto territoriale
in modo da evitare nuovi, tragici eventi
calamitosi.
Va peraltro dato atto al Governo di
aver stanziato anche risorse economiche
per i cittadini colpiti dalle calamità naturali di questi giorni: una misura che si è
resa indispensabile per gli ingenti danni
che hanno subito singoli ed aziende e che,
quindi, consentirà la ripresa delle attività,
anche occupazionali in una zona duramente colpita dall’evento.
C’è poi un punto essenziale che va
affrontato e risolto: la necessità di poter
escludere dal Patto di stabilità gli enti
territoriali, le regioni che abbiano dichiarato lo stato di emergenza e che debbono
affrontare il duro impegno del rilancio
economico ed occupazionale e della ricostruzione delle strutture ed infrastrutture,
sia private che pubbliche, distrutte dalla
calamità. Si tratta di provvedimenti già
attuati per calamità purtroppo accadute
negli anni precedenti in vaste zone d’Italia.
È, questa, una fase particolarmente
impegnativa, infatti, per gli enti territoriali
che debbono adottare misure di messa in
sicurezza, manutenzione e consolidamento
dei territori esposti ad eventi calamitosi,
nonché di interventi finalizzati ad agevolare la riduzione del rischio idrogeologico
minimizzando, pertanto, l’impatto sulla
popolazione di ulteriori eventi calamitosi.
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In un momento così difficile per il
Paese non possiamo non valutare, oltre ai
danni provocati da eventi straordinari, il
dato negativo di una burocrazia esasperata
che ostacola, frena, rende complicato ogni
intervento, ogni azione di risanamento.
Anche per questo motivo sosteniamo
l’azione del Governo. Perché non c’è alcun
dubbio che, al di là del fatto specifico,
vada affrontato con decisione e spirito
riformatore il problema delle regole e
delle strutture amministrative che debbono risultare snelle, agili, utili per quella
che molti hanno definito la politica del
fare e non costituire, al contrario, un
ostacolo sulla via del rilancio e del rinnovamento del Paese (Applausi dei deputati
del gruppo Nuovo Centrodestra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la
deputata Oliaro. Ne ha facoltà.
ROBERTA OLIARO. Signor Presidente,
signor Ministro, ho ascoltato con molto
interesse la sua relazione e da genovese le
dico che l’ho ascoltata con un pizzico di
rabbia. Questa è una politica che parla ed
è una politica che purtroppo non sempre
decide. Intanto a Genova ci risiamo: di
nuovo fango, distruzione, mancata prevenzione, fondi bloccati o mai arrivati, case ed
esercizi commerciali danneggiati se non
distrutti ed è continuamente la gente a
trovarsi con il fango alla vita. Non è
possibile, signor Ministro, che ogni anno si
ripeta questa drammatica situazione: oggi
Genova, domani chissà chi altro. Intanto
cambiano i Governi, cambiano le persone
ma non cambia la situazione. Abbiamo
vissuto tanti episodi che poi esplodono
nelle grandi città come Genova o nei
piccoli centri come le Cinque Terre in un
recente passato. Ma alle spalle di questi
tragici fenomeni, che sono anche dovuti ad
inerzie locali, a lungaggini burocratiche
nel realizzare progetti elaborati, perfino
finanziati e pronti quindi ad essere realizzati, ma alle spalle di tutto questo c’è
anche purtroppo l’incuria nei confronti di
un patrimonio boschivo e forestale e nella
mancata sistemazione dei corsi d’acqua e
dei fossati.
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È vero il clima è cambiato ma il rischio
idrogeologico del nostro Paese è in gran
parte imputabile all’azione dell’uomo nella
trasformazione ed edificazione dei territori. La progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’edificazione in aree a rischio, il disboscamento e
la mancata o carente manutenzione dei
corsi d’acqua, dei pendii a rischio di
instabilità hanno sicuramente aggravato la
situazione e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano,
aumentandone l’esposizione ai rischi di
dissesto idrogeologico. Questo rappresenta
un problema estremamente diffuso nel
nostro Paese che risulta soggetto a rapidi
processi che ne alterano il territorio e
producono conseguenze spesso devastanti.
Si tratta di fenomeni connessi al defluire
delle acque libere in superficie e nel
sottosuolo che causano l’instabilità dei
terreni e dei pendii o l’esondazione dei
corsi d’acqua per rilevanti e repentini
aumenti di portata. Questi fenomeni si
manifestano sottoforma di erosioni, frane
od alluvioni. Ovviamente tutto questo incide sulla vita umana e provoca evidenti
alterazioni ambientali dei territori che si
ripercuotono su tutte le attività dell’uomo.
La dimensione, signor Ministro, appare
evidente. Negli ultimi anni dal dopoguerra
gli eventi di dissesto idrogeologico gravi
sono stati oltre quattromila ed hanno
provocato ingenti danni a persone, case,
infrastrutture ma soprattutto hanno provocato morti, circa 12.600, mentre il numero dei dispersi, dei feriti e degli sfollati
supera i 700 mila. La popolazione residente nelle aree ad elevato rischio idrogeologico è invece pari a 5,8 milioni di
persone ed in queste aree si trovano 1,2
milioni di edifici tra cui tantissimi relativi
alle attività produttive.
Signor Ministro, alla luce di tutto questo, il Governo deve darsi una mossa:
basta scaricabarili. Non è concepibile, non
c’è più il rispetto delle persone e dei
luoghi, leggere che i dirigenti che dovevano
occuparsi della messa in sicurezza del
territorio sono stati premiati. Ma che
Paese è questo ?
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Chiediamo subito i fondi per le città dei
paesi colpiti; via dal Patto di stabilità le
opere relative alla prevenzione del dissesto
idrogeologico; sospensione di tutte le imposte e di tutte le scadenze; subito gli aiuti
per le imprese che devono ripartire; basta
con la burocrazia e con le montagne di
carta.
Pur ritenendo positiva la decisione assunta dal Governo di conferire al presidente della regione poteri commissariali in
materia di realizzazione delle opere, chiediamo di valutare l’opportunità di nominare un commissario ad acta per un
periodo di tempo determinato che, in
qualità di soggetto con poteri speciali,
coordini in modo efficace e vigili, soprattutto, sulla realizzazione degli interventi
necessari per la messa in sicurezza e,
soprattutto, che questi vengano implementati in tempi certi.
Ministro, basta chiacchiere: ora i fatti e
via ai progetti per la sicurezza del nostro
ancora bel Paese (Applausi dei deputati del
gruppo Scelta Civica per l’Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Quaranta. Ne ha facoltà.
STEFANO QUARANTA. Signor Presidente, signor Ministro, abbiamo chiesto
questa informativa su Genova, sapendo
che in questi giorni sono state coinvolte in
maniera drammatica altre comunità – la
Maremma, Trieste, Parma, il basso Piemonte –, perché abbiamo voluto sottolineare come il caso di Genova sia un caso,
in realtà, eclatante del territorio nazionale.
Ora, io penso che occorrano due cose:
articolare una risposta immediata alla comunità genovese e fare, poi, un ragionamento, invece, di più ampio respiro che
riguarda il territorio nazionale.
La prima cosa che occorre fare è per la
comunità genovese: io lo dico da membro
di un partito di opposizione e di forte
opposizione alle politiche che il Governo
ha condotto su questi temi, ma occorre
l’unità delle istituzioni in questo momento.
Non ci servono né gli sciacalli né gli
ambientalisti dell’ultima ora (Applausi dei
deputati del gruppo Sinistra Ecologia Li-
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bertà), perché ho sentito anche in quest’Aula persone, che fino a due giorni fa
pensavano solo alle infrastrutture, improvvisamente scoprirsi una coscienza ambientalista insospettabile.
Occorrono finanziamenti immediati, a
partire dal finanziamento integrale del
terzo lotto dei lavori sul Bisagno, perché
quella è un’opera assolutamente prioritaria; occorre sbloccare quei cantieri che
sono fondamentali per mettere in sicurezza la salute dei cittadini.
Ovviamente, c’è anche il tema della
mancata allerta, che non può esser ovviamente liquidato con le frasi che lei ha
citato rispetto a cosa ha detto ARPAL. Qui
c’è un problema che riguarda, evidentemente, anche le tecnologie del nostro
Paese, ma di cui dobbiamo farci carico:
non possiamo più, mesi dopo mesi, registrare la nostra inadeguatezza e non fare
nulla. E questo è un settore su cui, tra
l’altro, ci sono aziende italiane, e genovesi,
che, se potessero investire dei soldi, potrebbero fare un lavoro utilissimo per il
nostro Paese. Penso, ad esempio, ad Ansaldo nella nostra realtà genovese.
Poi, però, occorre una riflessione più di
fondo, che non riguarda l’emergenza. Noi
continuiamo a dire che siamo di fronte ad
eventi climatici anomali: in realtà, non
sono anomali – ormai lo abbiamo capito
–, perché sono ordinari. E qui occorre
ragionare sulla prevenzione, che in questo
Paese non è stata fatta. A partire dall’alluvione di Messina del 2009, ci siamo
rincorsi con logiche esclusivamente emergenziali, questa è la verità, senza rintracciare le profonde cause della situazione
del nostro Paese. Negli ultimi dieci anni
abbiamo avuto quasi trecento morti, dispersi, feriti, sfollati; c’è un dato economico che fa impressione: nel dopoguerra
sono stati spesi 243 miliardi di euro per
far fronte alle catastrofi ambientali. Vuol
dire 3 miliardi e mezzo all’anno per inseguire le emergenze.
Tra ottobre del 2013 e aprile del 2014
abbiamo avuto venti stati di emergenza
richiesti dalle regioni, che vuol dire che è
una situazione strutturale del nostro
Paese, frutto di una politica miope, fatta di
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cementificazione e urbanizzazione selvaggia, in particolare delle zone agricole. Devo
dire che uno dei problemi è anche il
monitoraggio del territorio e dei corsi
d’acqua: veniva ricordato il Bisagno, ma
c’è il Sarno, c’è il Seveso, ci sono tantissime altre realtà. Del resto, l’82 per cento
dei comuni italiani è a rischio idrogeologico; 6 milioni di cittadini vivono in aree
di potenziale pericolo e, tra gli edifici a
rischio, vi sono molti edifici pubblici,
scuole e ospedali, innanzitutto.
E a Genova, com’è noto, un cittadino su
sei vive o lavora in zone a rischio alluvionale: questa è una cosa intollerabile per
un Paese civile !
Una nostra mozione, lo scorso anno,
segnalava come negli ultimi dieci anni
sono stati spesi solo 2 miliardi di euro per
la prevenzione, quando solo negli ultimi
tre abbiamo speso un miliardo per far
fronte alle emergenze. Questo è un dato
emblematico dell’insufficienza delle politiche del nostro Paese ! E sappiamo benissimo che il fabbisogno per mettere in
sicurezza il nostro territorio è intorno ai
40 miliardi di euro: allora questa è la
grande opera del nostro Paese, questo
sarebbe da fare per dare sicurezza ai
cittadini e per risolvere anche i problemi
dell’occupazione e della cura del territorio.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
STEFANO QUARANTA. Ovviamente –
e vado a concludere – il ragionamento
sarebbe ampio, e riguarderebbe i vari
livelli di intervento, la sicurezza degli interventi e la tutela degli amministratori e
dei sindaci che devono poter intervenire,
la sicurezza dei cittadini; il fatto però è
che bisogna stare attenti, perché nel nostro Paese esistono le infiltrazioni mafiose
negli appalti. E quindi non è neanche
possibile una deregolamentazione totale
(Applausi dei deputati del gruppo Sinistra
Ecologia Libertà).
E allora lo « sblocca Italia » non dà
queste risposte, non indica una strategia
generale: anzi, ora rischiamo di usare una
« roba » che era fatta tutta per le infrastrutture, per dargli una « riverniciata » di
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verde e far credere che è un intervento a
favore di Genova. Questo non ce lo possiamo più permettere !
E quindi concludo davvero dicendo
questo: si tratta ora di togliere le tasse ai
cittadini genovesi, si tratta di dare velocemente risarcimenti alle famiglie, cassa
integrazione in deroga per le imprese
colpite; e infine bloccare le infrastrutture
inutili: ce ne sono anche nel territorio
genovese, visto che oggi siamo tutti ambientalisti. Facciamolo, perché questa è
l’ultima possibilità per le istituzioni di
essere credibili rispetto a cittadini che
sono in gravissima sofferenza (Applausi dei
deputati del gruppo Sinistra Ecologia Libertà – Congratulazioni).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Massimiliano Fedriga. Ne ha facoltà.
MASSIMILIANO FEDRIGA. Signor
Presidente, ringrazio il Ministro per l’informativa che ci ha voluto dare oggi. Però,
Ministro, tengo a sottolineare che non
possiamo accontentarci di una lettura di
un bollettino meteo quando avvengono
fatti così drammatici su gran parte del
territorio nazionale. Non possiamo accontentarci di responsabilità inesistenti, perché esiste un Governo, esistono degli amministratori locali, che hanno operato ed
operano male.
Il Governo doveva venire in quest’Aula
a dire quali erano le criticità, come intende intervenire e quali sono le responsabilità di persone che hanno il dovere e
sono stipendiati anche per garantire la
sicurezza idrogeologica del nostro territorio. È inaccettabile quando un dirigente
della regione Liguria risponde che lei non
è pagata per bloccare l’acqua con le mani.
È inaccettabile verso quelle persone che
hanno perso la vita, verso quelle imprese,
quelle famiglie che hanno visto spezzato il
loro futuro lavorativo ed economico.
Mi sarebbe piaciuto, Ministro, che anche oggi, capisco che l’informativa era
ristretta alla città di Genova, però, visti i
fatti avvenuti nei giorni successivi, avesse
parlato degli altri fatti gravissimi avvenuti
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sul territorio nazionale. Non ha accennato
nulla su quanto è avvenuto a Trieste e
nelle altre aree del Friuli, a Parma, ad
Alessandria, nella Maremma. Evidentemente esiste un’emergenza, che per voi,
evidentemente, emergenza non è, ma
drammaticamente è la stagionalità quotidiana del nostro territorio, alla quale non
avete messo mano.
E se permette, ritengo inaccettabile che
ci siano alcuni sindaci che invece di fare
la battaglia, come la sta facendo la Lega
Nord, di escludere dal Patto di stabilità le
spese per la messa in sicurezza del territorio, fanno le battaglie col Governo per
riconoscere le unioni civili ! Ritengo che
sia inaccettabile che alcune amministrazioni locali del Partito Democratico invece
di battersi per difendere il proprio territorio, semplicemente l’unica voce che
hanno alzato in questo momento è per
temi che penso riguardino poco la vita
concreta dei nostri cittadini.
Inoltre, vorrei sottolineare al Governo
– ovviamente mi auguro che lei si faccia
portavoce col Ministro referente – che in
mezzo a questa tragedia, in mezzo ad
aziende chiuse, a persone che rischiano il
posto di lavoro e a persone che hanno
perso la vita, si è lasciata, nell’abbandono
totale, la città di Genova, senza un presidio del territorio e una sicurezza.
Sono stati presi dieci sciacalli albanesi
e rumeni che andavano a rubare dentro
case e capannoni abbandonati, vista la
drammaticità degli eventi atmosferici, e
dopo pochi giorni, allo stato attuale, sono
liberi di circolare sul nostro territorio
nazionale. Non si può colpire per l’ennesima volta quelle persone che hanno subito tali drammi con una inefficienza, ed
è anzi una negligenza, ed anzi una colpevole negligenza da parte le istituzioni. Non
possiamo pensare che questi cittadini vengano abbandonati, non soltanto al maltempo, non soltanto a quanto abbiamo
visto in questi giorni ma addirittura dalla
sicurezza che penso gli sia dovuta, penso
ci debba essere un presidio del territorio
e penso che chi venga preso a compiere
atti di questo tipo sopra un dramma
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umano non possa essere concepibile, non
possa essere ammissibile che venga lasciato libero in così pochi giorni.
Dunque la esorto a far sì che il Presidente del Consiglio Renzi, e vado a
concludere signor Presidente, presenti
qualche slide in meno e magari faccia
uscire veramente queste spese dal Patto di
stabilità. Perché le ricordo Ministro Galletti, che i fiumi in piena, che le piogge
torrenziali non si arginano con power
point ma con delle azioni concrete da
parte del Governo(Applausi dei deputati del
gruppo Lega).
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire la deputata Paola Binetti. Ne ha
facoltà.
PAOLA BINETTI. Signor Presidente,
signor Ministro, intervenire quasi al termine di una lunga discussione tra i colleghi ci permette davvero di tirare come
dire alcuni punti di contatto singolarmente
convergenti in tutti quanti gli schieramenti. Il primo, che mi permetto di segnalare, è la evidente mancanza di una
cultura della prevenzione. L’evidente incapacità ancora da parte della nostra
classe dirigente a tanti livelli, non solo di
quella politico-parlamentare o di quella
dell’Esecutivo di Governo ma anche di
quella proprio delle dirigenze locali, ma
anche quella degli organismi tecnici locali,
di una vera cultura che sappia mettere al
centro dell’attenzione il tema del rischio.
Riuscire oggi a controllare il rischio, a
prevedere il rischio, anche se non so
ancora quale sarà il rischio concreto in cui
mi imbatterò oggi, ma sapere che il rischio
è sempre in agguato diventa un equivalente di quel valore che è la prudenza
nell’arte di Governo che ti permette di
essere costantemente vigile, costantemente
attento.
Non c’è dubbio che alcuni degli eventi
che si creano e alcuni degli eventi che in
questi giorni hanno profondamente colpito
e addolorato tutta l’opinione pubblica italiana sono legati a eventi drammatici che
noi non controlliamo; non siamo ancora in
grado di controllare la pioggia, non siamo
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in grado di controllare quelle che potrebbero essere le famose bombe d’acqua che
si riversano sulle nostre città, però noi
possiamo sapere già molto bene quali sono
gli effetti che ogni volta si creano e possiamo sapere molto bene perché quegli
effetti sono più drammatici in un luogo
piuttosto che in un altro. Noi possiamo
avere una cultura che se non può intervenire a monte sull’evento può però intervenire a valle per ridurre il danno fino
al punto da, in qualche modo, cancellare
il danno.
Questa mattina io mi trovavo in una
piazzetta romana, una delle piazzette piccole più graziose che ci sono a Roma,
davanti all’Ara Pacis, quella che è concretamente tra le due chiese di San Girolamo
e di San Rocco, una piazzetta con una
fontana davanti, un luogo molto piacevole,
e guardando in alto vedevo quasi al limite
della chiesa il segno delle inondazioni che
avevano colpito Roma fino a qualche decennio fa, fino a quando cioè non ci si è
decisi a costruire gli argini del Tevere.
Quello era il porto di Ripetta sostanzialmente, lì arrivavano i barconi, lì c’erano
luoghi concreti di disagio, di dolore e di
sofferenza e lì però si è intervenuti con un
intervento tecnologicamente che oggi appare sofisticato ma soprattutto che appare
profondamente rispettoso della qualità di
vita di quei cittadini. E ci sono, ci sono, la
città di Roma segna molti di questi punti
ma segna anche un’esperienza molto importante che noi facciamo: non ci sono più
le inondazioni.
Ricordo qualche anno fa, un paio di
anni fa, quando c’era il rischio dell’inondazione da parte del Tevere all’altezza di
ponte Milvio, il monitoraggio costante e
continuo e il bisogno di pulire il fiume,
perché evidentemente se si ostruivano –
nel caso specifico erano gli archi – il
rischio che i quartieri limitrofi fossero
invasi dall’acqua era molto alto. A noi ci
manca la cultura di un intervento preciso,
puntuale e concreto, ma questa cultura ci
manca molte volte non perché oggi noi
non disponiamo delle competenze tecnologiche più sofisticate che ci possano essere, competenze che pongono un limite,
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competenze che fanno argine, competenze
che sono in grado di avere degli indicatori
di processo molto raffinati e molto attenti.
Ci mancano, qualche volta si dice, le
risorse e questa è una delle cose paradossali che avviene. Forse l’opinione pubblica
italiana è rimasta particolarmente colpita
anche da alcuni dei suoi interventi fatti al
telegiornale, Ministro, in cui diceva: le
risorse le abbiamo messe, non siamo riusciti a spenderle per una serie di inghippi
– chiamiamoli così – di natura burocratica, ma anche quello è il livello di controllo e di evidenza del rischio. Se io so
che ci sono risorse che non si spendono –
il Ministero sa che ci sono risorse che non
si spendono – evidentemente quello è un
indicatore di rischio su cui è fondamentale
intervenire, perché poi, come è stato detto
ripetutamente dai colleghi qui, alla fine si
stanno spendendo molti soldi concretamente e se ne dovranno spendere ancora
di più, prima per riparare il danno, poi
per costruire le misure di prevenzione.
Allora, Ministro, non è possibile una vita
così, non ci possiamo trovare ad ogni
calamità che si crea nel Paese qui tutti
insieme, tutti d’accordo a ripetere le stesse
cose. Il dissesto idrogeologico non può
diventare una scusa comoda tanto quanto
da farci dire: questo l’ho già sentito, quasi
come un gesto di noia, perché sono frasi
fatte, sono espressioni ripetute. Noi abbiamo bisogno davvero di vedere i fatti,
abbiamo la cultura, abbiamo le competenze. Quei giovani che lei ha ringraziato,
che tutti abbiamo ringraziato e che, con
un ossimoro del tutto particolare, sono
stati definiti gli « angeli del fango », quei
giovani cercano anche un lavoro.
PRESIDENTE. Concluda, per favore.
PAOLA BINETTI. Concludo subito.
Quei giovani sono disposti anche ad un
impegno sociale concreto, hanno dimostrato spirito di iniziativa, intelligenza
creativa, capacità di lavoro in equipe, coesione. Forse il modo migliore è di mettere
mano a quella risorsa come la vera risorsa
del nostro futuro.
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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Rampelli. Ne ha facoltà.
FABIO RAMPELLI. Signor Presidente,
signor Ministro, colleghi deputati, intanto
penso che sia opportuno – e noi lo vogliamo fare davvero con il cuore aperto –
ringraziare gli « angeli del fango » per il
lavoro che hanno svolto, a maggior ragione
perché si sono trovati in questi giorni a
Genova, come tanti altri volontari che
sono entrati in soccorso in altre zone
d’Italia martoriate dalle alluvioni e dal
maltempo, si sono trovati davvero a mani
nude ad affrontare questa emergenza.
Questo, se da un certo punto di vista è
decisamente un fatto negativo, da altro
punto di vista comunque ci aiuta a capire
che c’è davvero gente che si mette a
disposizione, che ha spirito di altruismo,
su cui possiamo fondare in questa fase
difficile anche la ripresa morale del nostro
popolo. Però, al di là di questa premessa,
io penso che sia indispensabile – perché
sarebbe un atto di irresponsabilità non
farlo – cercare di chiamare le responsabilità che ci sono. Fino ad oggi non è
accaduto, ed è stato giusto così, perché
comunque gli eventi calamitosi erano ancora freschi e quindi era giusto far prevalere il senso di solidarietà e amicizia
rispetto a qualunque tipo di polemica.
Oggi sarebbe invece chiamarsi in una
posizione di complicità se non lo facessimo. Quindi penso che sia indispensabile
cercare di capire cosa non ha funzionato.
La relazione del Ministro al riguardo, dal
nostro punto di vista, è stata molto dettagliata in termini di dati ma insufficiente
nell’analisi appunto delle responsabilità.
Penso che la prima responsabilità che
dobbiamo qui sottolineare è quella del
governatore della Liguria, Burlando, intanto perché sono dieci anni che fa il
governatore e prima ha fatto il sindaco
della città di Genova, del capoluogo della
Liguria, e ha avuto tutto il tempo possibile
per affrontare i problemi del torrente
Bisagno e del rio Fereggiano. Non lo ha
potuto fare, non lo ha voluto fare e non lo
ha saputo fare: penso che questa sia una
ragione sufficiente oggi per fare autocri-
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tica comunque, piuttosto che per venirci a
dire che adesso sarebbe pronto a superare
gli ostacoli del TAR, anzi dei ricorrenti al
giudizio del TAR del Lazio che, a sua
volta, aveva annullato la sentenza di sospensione del TAR, a cui si erano rivolti le
aziende che avevano perso la gara d’appalto.
Questa è una prima responsabilità. Una
seconda responsabilità, a nostro giudizio, è
quella del Governo perché comunque
l’esercito si poteva muovere con maggiore
tempestività, la qual cosa non è accaduta.
Non so se qui c’è una sorta di derby, in
questo caso anche irresponsabile e tristissimo, viste le circostanze, tra il Ministro
Pinotti e il governatore Burlando, di cui
comunque parla tutto il nord Italia e
soprattutto parla la Liguria. Non si sa
perché Burlando non abbia immediatamente chiesto l’intervento dell’esercito e
non si sa perché il Ministro Pinotti non
abbia immediatamente messo a disposizione l’esercito perché gli Angeli del fango,
per quanto siano persone e ragazzi di
grande sensibilità e generosità, non potevano certamente fare il loro lavoro a mani
nude appunto, come abbiamo detto all’inizio, ma si sono dovuti procurare con le
proprie risorse i secchi, le pale, gli stivali
di gomma, materiale indispensabile per
poter essere attivi nei soccorsi.
Poi abbiamo il problema della Protezione civile, che è un problema serio che
andrebbe affrontato tempestivamente, visti
i numeri: il 10 per cento delle aree ad
elevata criticità, il 4,1 per cento delle aree
sottoposte ad alluvione, le 6000 scuole a
rischio, i 550 ospedali e comunque l’assetto geomorfologico dell’Italia.
La Protezione civile deve essere messa
nelle condizioni di intervenire tempestivamente a livello centrale. Non possiamo
pensare che 19 eccellenze possano esistere,
più due province autonome, in Italia. Anche questo non ha funzionato e penso che
il Governo debba « calare » una proposta
di riforma e il Parlamento la debba riesaminare in maniera puntuale.
Queste ragioni ci inducono a dire –
Presidente, concludo, Ministro, colleghi –
che oggi il Governo ha una occasione
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irripetibile anche per supplire alle deficienze del comune di Genova e delle
istituzioni che sono state sin qui elencate.
Bisogna non sospendere le tasse, ma bisogna azzerarle perché rinviarle a data da
destinarsi, o comunque a dicembre, non è
sufficiente. Le imprese, le attività produttive e le associazioni aspettano un segnale
chiaro. Ricordo che non hanno avuto un
euro nella precedente circostanza, nell’alluvione del 2011 e quindi l’unica cosa che
si può fare per evitare la desertificazione
sociale è dare un segnale di azzeramento
delle tasse per far riprendere l’economia e
non far morire Genova.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto il deputato Lavagno. Ne ha facoltà.
FABIO LAVAGNO. Grazie Presidente,
signor Ministro, lei ci ha descritto in
maniera puntuale quanto avvenuto nella
zona di Genova nei giorni scorsi ed è
tragicamente simile a quanto molte volte
abbiamo ascoltato in questa Aula e a
quanto potremmo attribuire ad altre aree
geografiche interessate da maltempo particolarmente insistente, con situazioni
drammatiche, se non tragiche, in altre
zone del basso Piemonte, della Maremma
e del resto della pianura padana.
Ebbene, io credo che noi dobbiamo
fare una riflessione seria rispetto alle
parole che ci ha detto, rispetto a quello
che ho sentito in quest’Aula e rispetto
all’inevitabilità di determinate condizioni
meteorologiche, ma anche sulla necessità
di mettere in campo una forte capacità di
previsione che invece abbiamo, una capacità di allerta adeguata.
Tra tutti questi casi che hanno tipicità
uguali, ma carattere morfologico diverso,
abbiamo avuto anche esiti fortemente diversi tra quello che è avvenuto a Genova
e, pochi giorni dopo, nella provincia di
Alessandria.
Nella provincia di Alessandria l’allerta
è stata data, è stata diramata attraverso la
prefettura. Non c’è un sindaco, con il
quale io abbia parlato della provincia di
Alessandria, che non fosse stato bene
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informato e non si aspettasse quello che
sarebbe avvenuto.
Dobbiamo, quindi, intervenire su questo campo e dobbiamo anche fare nostra
una riflessione più generale, visto che
quella del dissesto idrogeologico è una
criticità tipica italiana, che investe gran
parte del territorio nazionale, sia esso
urbano, antropizzato o meno, sia esso con
caratteristiche orografiche di un tipo piuttosto che di un altro. Quindi, noi lo
dobbiamo fare all’interno di un piano, un
piano che manca nella prevenzione, nella
gestione delle opere in maniera seria e
trasparente, nel finanziamento delle opere,
che deve essere un finanziamento certo
mentre, invece, molto spesso rincorriamo
finanziamenti, che non vengono spesi o
che non possono essere spesi. Questo noi
lo dobbiamo fare con una seria attenzione
e non con un rimpallo di responsabilità
tra i livelli istituzionali, ma con il rispetto
del ruolo e delle funzioni che i ruoli
istituzionali hanno. Se noi andiamo verso
una riforma di carattere istituzionale dobbiamo tenere ben conto di quello che è il
governo delle aree vaste, la programmazione, quali sono i compiti della regione e
delle regioni e qual è il compito dello
Stato, perché solo una visione generale
può tenere in considerazione tutto questo.
Vado a concludere, Presidente, facendo
un appello al Ministro, visto che a questo
piano non ci siamo arrivati e a questa
visione non ci siamo arrivati, che quanto
meno i comuni, che sono in prima fila
rispetto alla gestione delle criticità, possano essere esentate dal Patto di stabilità
le spese sostenute per il dissesto idrogeologico, quanto meno le spese per la messa
in sicurezza a seguito di eventi alluvionali,
mentre è assolutamente apprezzabile
quanto già fatto dal Governo rispetto al
procrastinamento del pagamento di tasse e
tributi centrali per le zone, appunto, che
hanno subito eventi alluvionali (Applausi
dei deputati del gruppo Misto-Libertà e
Diritti-Socialisti europei (LED)).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Oreste Pastorelli. Ne ha facoltà.
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
ORESTE PASTORELLI. Signora Presidente, signor Ministro, mi associo nel
ringraziare i cittadini, i volontari, i vigili
del fuoco, le forze dell’ordine che hanno
lavorato per sopperire all’emergenza. Ho
ascoltato con attenzione quanto annunciato e apprezzo la nuova strategia di
Governo ispirata alla prevenzione del rischio idrogeologico.
Le tragedie che hanno colpito Genova,
la Maremma, Trieste, Parma, rappresentano solo l’ultimo episodio nel nostro territorio e del rischio a cui il nostro Paese
è esposto ogni giorno, soprattutto in una
terra complessa per la sua conformazione
come quella italiana, dove nulla può essere
frutto di improvvisazione. Il territorio non
può essere trascurato o lasciato al caso.
Più volte ho espresso, con convinzione,
che la parola d’ordine deve essere prevenzione e non tardiva gestione dell’emergenza, molto più costosa e carica di rischi.
Ciò che è stato alla base dei danni delle
recenti alluvioni è l’inefficienza del sistema, il ritardo della burocrazia, la trascuratezza del territorio. Bisogna investire
più risorse per salvare i comuni che sono
a rischio alluvioni e frane, senza che
vengano più rinviate le opere e i cantieri,
e semplificare le procedure per il trasferimento e la spesa dei fondi. La tutela del
territorio deve prevedere anche sanzioni
pesanti per chi il territorio lo distrugge.
L’impegno tra noi deve essere: mai più
condoni !
Non possiamo più permetterci di farci
trovare impreparati. Mi ritrovo quindi a
ribadire, con maggiore convinzione, che la
parole d’ordine deve essere prevenzione e
non tardiva gestione dell’emergenza, costosa e carica di rischi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Capelli. Ne ha facoltà.
ROBERTO CAPELLI. Signor Presidente, la ringrazio soprattutto per l’equivoco che si è creato per la mia mancata
iscrizione precedente. Io ho assistito a
tutte le dichiarazioni e alle dichiarazione
del Ministro Galletti. Mi permetto di uscire
fuori dal programma. Signor Ministro,
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guardi quest’Aula. Io non so se quest’Aula
vuota, dopo che ognuno ha fatto il suo
compito, il suo compito da palinsesto...negli interventi tutti ci diciamo cose assolutamente condivisibili, ripetitive purtroppo
nei mesi e negli anni, dalle soluzioni alle
cause, agli effetti del dissesto idrogeologico
nel nostro Paese, alla burocrazia che
blocca gli interventi, agli interventi anche
delle associazioni criminali negli appalti
del bisogno. Ci diciamo di tutto, ma ci
dimentichiamo che il nostro ruolo, quello
del Parlamento non è quello di andare a
spalare il fango e la gente non ce lo
chiede; ci chiede di essere parlamentari, ci
chiede di trovare le soluzioni, ci chiede
che ciò che è avvenuto in questi giorni non
avvenga mai più, ci chiede di essere efficienti ed efficaci, di recuperare quella
credibilità e quel senso di responsabilità
che è dovuto al Parlamento e ai parlamentari e io non credo che l’immagine di
quest’Aula risponda alle esigenze del
Paese. Forse dobbiamo recuperare prima
noi per poter chiedere quella credibilità e
fiducia perché si possa intervenire sugli
altri. Concludo certo ringraziando i cosiddetti « angeli del fango », concludo ringraziando la solidarietà del nostro Paese che
non finirà mai. Richiamo per l’ennesima
volta a tenere gli impegni che ripetutamente si esprimono in quest’Aula. Dobbiamo fare qualcosa di più, qualcosa di
meglio, non saprei cosa aggiungere a
quello che hanno detto i colleghi, ma
chiedo soltanto un atto di responsabilità, e
lo chiedo prima a me stesso e lo chiedo a
quest’Aula.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento dell’informativa urgente del Governo. Sospendo a questo punto la seduta,
che riprenderà alle ore 14 con l’informativa urgente del Governo sugli sviluppi
delle iniziative in materia di gestione dei
flussi di migranti nel Mediterraneo. In
quell’occasione è prevista anche la ripresa
televisiva diretta.
La seduta, sospesa alle 13,25, è ripresa
alle 14.
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SEDUTA DEL
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi
dell’articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Bindi, Michele Bordo,
Brunetta, Casero, De Girolamo, Di Gioia,
Di Lello, Di Salvo, Fedriga, Ferranti, Fico,
Fontanelli, Giancarlo Giorgetti, Losacco,
Mannino, Antonio Martino, Nicoletti,
Pinna, Portas, Rampelli, Rossomando,
Speranza, Tabacci, Valeria Valente, Vargiu
e Venittelli sono in missione a decorrere
dalla ripresa pomeridiana della seduta.
I deputati in missione sono complessivamente centotrè, come risulta dall’elenco
depositato presso la Presidenza e che sarà
pubblicato nell’allegato A al resoconto
della seduta odierna.
Informativa urgente del Governo sugli sviluppi delle iniziative in materia di gestione dei flussi di migranti nel Mediterraneo.
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca
lo svolgimento di un’informativa urgente
del Governo sugli sviluppi delle iniziative
in materia di gestione dei flussi di migranti
nel Mediterraneo.
Dopo l’intervento del rappresentante
del Governo, interverranno i rappresentanti dei gruppi in ordine decrescente,
secondo la rispettiva consistenza numerica, per cinque minuti ciascuno. Un
tempo aggiuntivo è attribuito al gruppo
Misto. È prevista la ripresa televisiva diretta.
(Intervento del Ministro dell’interno)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il
Ministro dell’interno, Angelino Alfano.
ANGELINO ALFANO, Ministro dell’interno. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a sei mesi di distanza, a sei mesi esatti
dalla mia precedente informativa sull’emergenza derivante dagli eccezionali
flussi migratori che stanno interessando il
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nostro Paese, sono nuovamente davanti a
questa Assemblea, per riferire sugli sviluppi della situazione nel Mediterraneo,
consapevole dell’importanza di fornire
puntuali aggiornamenti su un tema di così
grande delicatezza e rilievo. Il mio intervento cade nei giorni immediatamente
successivi all’incontro dei Ministri degli
affari interni e della giustizia, tenutosi a
Lussemburgo, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito del semestre di Presidenza italiana dell’Unione. Come avrò
modo di specificare nel prosieguo, in tale
occasione, e ho il piacere di renderne
partecipe questa Assemblea, ho potuto
registrare un clima di disponibilità ad
affrontare i temi dell’immigrazione in maniera coesa e collaborativa, e di fiduciosa
apertura alle proposte dell’Italia.
Venendo ai contenuti del mio intervento, mi soffermerò, in adesione alla
specifica sollecitazione, su Mare nostrum e
sullo stato delle iniziative portate avanti
dal Governo per il superamento dell’operazione Mare nostrum, in connessione con
l’impegno da parte dell’Unione europea di
farsi carico del presidio delle proprie frontiere esterne. Tra due giorni Mare nostrum
compirà un anno e per evidenziare la
straordinarietà di questa iniziativa che
coniuga l’alto valore umano con l’efficacia
della delle attività di contrasto dei mercanti di morte sono sufficienti alcune
cifre: poco meno di 100 mila migranti
soccorsi in mare e messi in salvo, di cui
circa 9 mila minori non accompagnati,
non si è riusciti ad evitare tanti morti e di
questo siamo dispiaciuti e non si è riusciti
ad evitare tanti dispersi, nel totale fa un
po’ meno di 3000 secondo il racconto dei
superstiti; sono stati arrestati più di 500
scafisti; sono state sequestrate tre navi
madre, cioè quelle che trasportano i barconi stipati di migranti a una certa distanza dalla costa per poi abbandonarli.
Questi dati sono l’eloquente testimonianza
di una missione che ha guadagnato all’Italia l’apprezzamento della comunità internazionale, compreso l’Alto commissariato
dell’ONU per i rifugiati. Apprezzamento
che mi sento in dovere di estendere ai veri
artefici di questa operazione, cioè agli
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SEDUTA DEL
uomini e alle donne delle Forze armate,
della Guardia costiera, delle Forze di polizia e di tutti gli altri corpi che partecipano al dispositivo aeronavale di soccorso.
Farei un torto se non elogiassi in questa
sede anche tutte le componenti del sistema
che sta operando a valle di Mare nostrum
e mi riferisco a quelle esemplare mix di
istituzioni statali e territoriali che, in cooperazione con la società civile, si fa carico
dell’accoglienza dei migranti una volta
sbarcati nel nostro territorio.
Prima di arrivare al post Mare nostrum,
svolgo un’annotazione su un aspetto
spesso evocato in questi mesi nel dibattito
parlamentare e nella pubblica opinione,
un aspetto di geopolitica, cioè che il flusso
migratorio è aumentato a dismisura in
corrispondenza con la primavera araba e
la connessa disgregazione dei regimi nordafricani, innanzitutto quello libico, con
l’inasprimento dei conflitti in Siria, Iraq e
nei paesi dell’Africa Subsahariana, in particolare Eritrea e Sudan.
Questa è la verità che ci consegna
questo tempo della storia. E in un contesto
del genere, che si traduce per centinaia di
migliaia, se non per milioni di persone, in
forme inaccettabili di sofferenza e di negazione dei diritti fondamentali e, quindi,
nell’ineluttabilità della ricerca dell’approdo verso l’Europa, l’unico e inconfutabile effetto di Mare Nostrum è di avere
evitato di trasformare il Mediterraneo in
un immenso cimitero.
Se questi sono i meriti di Mare Nostrum, devo anche ribadire con chiarezza
e con forza che essa è stata fin dall’inizio
un’operazione di natura emergenziale ed a
termine, decisa in via di urgenza dal
Governo dopo la strage di Lampedusa,
dopo i 366 morti di Lampedusa, con
l’obiettivo di impedire altre sciagure di
quella portata nel Mar Mediterraneo. Da
qui, cioè dalla sua natura emergenziale,
dalla sua strutturale transitorietà, nasce la
sua inadeguatezza, cioè l’inadeguatezza di
quest’operazione, a fronteggiare il carattere strutturale assunto dalle correnti migratorie a causa dei duraturi conflitti etnici e religiosi e delle disgregazioni statuali, cui ho fatto riferimento poc’anzi.
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È un orientamento, quello che ho appena presentato, che condivido con l’intero
Governo e che trova riscontro anche negli
atti parlamentari. Ricordo, infatti, che il
Senato della Repubblica, nello scorso mese
di giugno, ha approvato una mozione che,
nel definire Mare Nostrum una misura
tampone, ha impegnato il Governo – leggo
testualmente tra virgolette – « a verificare
ogni necessaria iniziativa che possa consentire il superamento dell’operazione
stessa ». Finito il virgolettato.
In ragione della natura transitoria della
missione, oltre che della sua onerosità, il
Governo ha chiesto con forza e a più
riprese che l’Italia fosse adeguatamente
sostenuta nel suo sforzo dall’Unione europea, in applicazione del principio di
burden sharing, interpretato anche nel
senso di equa ripartizione degli oneri
finanziari, nonché dei principi di solidarietà alla base della costruzione europea.
In coincidenza con il semestre italiano
di Presidenza dell’Unione, le nostre pressioni hanno sortito finalmente dei risultati
tangibili e molto, molto positivi. Già nel
vertice tenutosi a Bruxelles lo scorso 27
agosto, avevo iniziato a delineare con il
commissario europeo per gli affari interni
Cecilia Malmström un percorso di graduale superamento dell’operazione. Nel
Consiglio di giustizia e affari interni della
scorsa settimana da me presieduto a Lussemburgo – ovviamente per la parte dedicata agli affari interni – , è stata finalmente accolta la nostra richiesta che sia
l’Unione europea a scendere in mare e a
presidiare la frontiera del Mediterraneo.
Ovviamente questo non spoglia l’Italia dei
propri doveri rispetto alla propria frontiera, ma scende in mare l’Europa. È un
evento senza precedenti, in questi termini.
E a questo scopo il prossimo 1o novembre avrà inizio un’operazione di Frontex, che assorbirà due missioni europee già
in atto, che si chiamano Hermes ed Enea.
La regia unitaria della nuova iniziativa
sarà affidata all’agenzia Frontex, che ha
deciso di chiamarla Tritone (o pronunciata
in inglese Triton). Il budget verrà opportunamente incrementato – il budget di
Frontex – con uno stanziamento aggiun-
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tivo di 20 milioni di euro per l’anno 2015.
L’operazione, quest’operazione di Frontex
alla frontiera mediterranea, del Mediterraneo centrale in primo luogo, anche in
ragione del suo più vasto raggio di azione
– che non sarà limitato al canale di Sicilia
– richiederà la più ampia compartecipazione degli Stati membri. E allora ho il
piacere di riferire a quest’Aula che sono
19, oltre l’Italia, gli Stati che hanno già
dato la disponibilità a partecipare all’operazione Triton, governata da Frontex. Significa che si sta per realizzare un’operazione alle frontiere europee, da parte
dell’agenzia Frontex, che ha una partecipazione di Stati senza precedenti. Non ci
sono precedenti di missioni che abbiano
avuto questo consenso e questa partecipazione degli Stati (Applausi dei deputati dei
gruppi Partito Democratico e Nuovo Centrodestra).
Alcuni Stati hanno dato la loro disponibilità con assetti aerei, altri con assetti
navali e altri ancora con il personale e
altri ancora fornendo propri esperti. È
definito il panel degli Stati partecipanti.
Poi si è passati alla predisposizione del
piano operativo della missione di Frontex,
che proprio in queste ore l’agenzia sta
mettendo a punto, sulla scorta delle disponibilità offerte in termini di risorse
umane e strumentali e tenendo conto dei
costi dell’operazione, stimati in 3 milioni
di euro, ossia meno di un terzo di quanto
è costata Mare Nostrum, e non certo pagati
solo dall’Italia.
La missione di Frontex avrà regole di
ingaggio diverse da Mare Nostrum e avrà
l’obiettivo principale di contrastare l’immigrazione irregolare e le attività di traffico di esseri umani. La missione principale sarà, dunque, quella di contrastare la
immigrazione irregolare e le attività di
traffico di esseri umani. Le sue navi fisseranno la linea di pattugliamento a 30
miglia dalle coste italiane e un’ulteriore
novità consisterà nel fatto che le imbarcazioni utilizzate per il trasporto illegale
degli stranieri potranno essere distrutte
per impedirne il possibile reimpiego.
Rimane ovvio che, anche dopo la dismissione di Mare Nostrum, l’Italia conti-
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nuerà ad adempiere il dovere di search
and rescue, di ricerca e salvataggio, a cui
sono tenuti tutti gli Stati sulla base del
diritto internazionale della navigazione e
sulla base delle elementari regole del diritto umanitario. Ma è altrettanto ovvio
che non avremo e non potremo avere due
linee di difesa sulle nostre frontiere. Non
potremo avere due linee di difesa, una più
avanzata verso la costa nordafricana e una
a 30 miglia, cioè sul confine di Schengen. Ed è per questo che l’operazione Mare
Nostrum non conviverà con l’operazione di
Frontex e l’operazione Mare Nostrum sarà
chiusa. Ovviamente la chiusura non compete all’Europa: come non è stata l’Europa
a stabilire di dare avvio all’operazione
Mare nostrum, non potrà essere l’Europa
a definire la conclusione dell’operazione
Mare Nostrum. Dovrà essere il Governo
italiano a chiudere Mare Nostrum e sono
già d’accordo in questo senso con il Presidente del Consiglio per la convocazione
di un prossimo Consiglio dei Ministri nel
corso del quale sarà stabilita e deliberata
la conclusione della operazione Mare Nostrum (Applausi dei deputati del gruppo
Nuovo Centrodestra).
Voglio sottolineare che il rafforzamento
dei controlli delle frontiere esterne dell’Unione, attraverso l’azione di Frontex, è
solo uno dei punti cardine della nuova
strategia europea di gestione dei flussi
migratori. Adesso se ne affiancheranno
altri due: uno è il miglioramento della
cooperazione con i Paesi terzi di origine e
transito dei flussi e l’altro è la piena
attuazione del sistema comune europeo di
asilo.
Quanto al primo, il Governo ritiene di
fondamentale importanza gli strumenti dei
partenariati di mobilità, dei programmi di
protezione regionale e dei processi regionali e informo che, in aggiunta ai partenariati con il Marocco e la Tunisia, già
operativi, la settimana scorsa è stato firmato anche quello con la Giordania. Mi
permetto di fare una considerazione a
molti colleghi che sulle agenzie fanno
presente al Governo italiano l’opportunità
di interloquire con la Libia. Faccio presente anche che non è esattamente un
Atti Parlamentari
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compito facile trovare un’interlocuzione
stabile con la Libia. Quindi, pregherei tutti
di fare esercizio di onestà e anche di
realismo rispetto a un tema così delicato.
Il fattore di instabilità della Libia è uno
dei fattori principali che causano tanti dei
problemi a cui stiamo facendo fronte.
Per quanto attiene poi ai processi regionali, un ulteriore impulso potrà venire
dalla quarta conferenza ministeriale euroafricana su immigrazione e sviluppo, nel
quadro del processo di Rabat, che l’Italia
ospiterà a Roma il prossimo 27 novembre.
Il Governo italiano sta, inoltre, promuovendo l’avvio e lo sviluppo di un analogo
dialogo sui temi migratori, e in primis la
lotta al traffico di esseri umani, con i Paesi
dell’Africa orientale, nell’ambito del cosiddetto processo di Khartum.
Vengo rapidamente al terzo asse, cioè
all’attuazione del sistema comune europeo
di asilo. In proposito, le conclusioni del
recente Consiglio di Lussemburgo contengono due indirizzi precisi agli Stati membri volti, da un lato, alla costruzione di
sistemi di accoglienza flessibili in grado di
rispondere ai flussi migratori improvvisi e,
dall’altro, alla intensificazione delle attività di identificazione dei migranti. E l’Italia ritiene di avere le carte in regola su
entrambi gli aspetti. Abbiamo in corso una
profonda revisione del sistema di accoglienza, che ci consentirà di affrontare i
flussi migratori al di fuori di una logica
emergenziale e, quindi, come attività ordinaria, strutturata e programmabile. Il
sistema sarà organizzato in tre fasi ed
articolato in modo da consentire il rapido
passaggio dall’una all’altra.
Le prime due fasi, quelle del soccorso
e della prima accoglienza, verranno gestite
dallo Stato attraverso appositi centri governativi; la terza, definita della seconda
accoglienza, sarà gestita dallo SPRAR con
il coinvolgimento diretto degli enti locali.
Sul secondo versante abbiamo dato
luogo, già da qualche mese, a un vigoroso
giro di vite nel nostro sistema di sicurezza,
per rispondere in modo ancora più efficace alle esigenze del fotosegnalamento,
della registrazione e della raccolta delle
impronte dei migranti, ciò anche al fine di
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contrastare i tentativi di aggirare il sistema
Eurodac, perpetrati dalla rete dei trafficanti.
Nella stessa ottica di attenzione al contrasto degli interessi criminali si colloca,
anche, l’operazione Mos Maiorum che si
sta svolgendo con il coordinamento italiano e il contributo di Frontex e che è
destinata a concludersi entro questo mese.
L’iniziativa, che coinvolge varie polizie europee, è finalizzata a mettere sotto la lente
i punti di passaggio, per così dire, caldi
delle frontiere esterne e i movimenti secondari e cioè quelli che avvengono all’interno degli Stati membri, con l’obiettivo di
monitorare nell’area Schengen i flussi di
transito dell’immigrazione clandestina.
L’operazione, che è del tutto analoga a
quelle pianificate dagli altri Stati membri
nel loro turno di presidenza dell’Unione
europea, è finalizzata, in particolare, a
ottenere una migliore conoscenza e una
mappatura delle attività di trafficking che
ricostituisca tutte le rotte, consentendone
la ricostruzione, che siano seguite dalle
organizzazioni criminali, i mezzi di trasporto utilizzati e i principali luoghi di
rintraccio.
Non mi sfugge che nell’ambito della
richiesta di chiarimenti sulla nuova operazione di Frontex sia stata sollevata la
questione che l’avvio di questo intervento
lascerebbe comunque sul campo il problema dell’accoglienza e delle sue onerose
conseguenze per l’Italia. Si tratta di un
problema sul quale voglio essere estremamente chiaro: il varo dell’operazione di
Frontex, a cui si ricollegano cospicui e
immediati risparmi per il Paese, è un
punto di arrivo di una lunga politica di
sollecitazione ad un maggiore sforzo delle
istituzioni europee che si è concretizzato
con la decisione dell’Europa, attraverso
Frontex, di presidiare la frontiera del
Mediterraneo. Allo stesso tempo, però, è
anche un punto di partenza verso un
traguardo che è ancora più impegnativo e
che non richiede solo un più forte coinvolgimento operativo degli Stati membri e
di Frontex, ma una rivisitazione non superficiale delle politiche europee nei con-
Atti Parlamentari
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SEDUTA DEL
fronti del problema dei rifugiati, nel più
generale contesto dei rapporti tra il nord
e il sud del mondo.
Preso atto che l’eccezionale ondata migratoria verso il nostro Paese riguarda in
gran parte persone che chiedono protezione internazionale, ritengo che l’approntamento di tutte le misure necessarie all’accoglienza di questa peculiare tipologia
di migrante sia un compito che spetti
all’Europa, come soggetto politico ed istituzionale, e, quindi, non spetti ad un
singolo Paese. Tuttavia, per adesso, dobbiamo fare i conti con il principio base del
regolamento di Dublino che limita l’ambito
di radicamento del richiedente asilo allo
Stato di primo approdo; ho detto « per
adesso », perché il commissario designato
Avramopoulos ha fatto delle significative
aperture sul regolamento di Dublino, nel
corso della sua audizione di fronte alle
Commissioni parlamentari.
Ed è per questa ragione, per ottenere
questi obiettivi, che i nostri sforzi, durante
il semestre italiano di presidenza dell’Unione, si sono concentrati su un’applicazione flessibile del regolamento di Dublino che tenga conto, ai fini della determinazione dello Stato competente, di fattori
familiari,
e
mi
riferisco
ai
ricongiungimenti, e dell’interesse dei minori. Inoltre, abbiamo messo in campo la
proposta del mutuo riconoscimento delle
decisioni di asilo, a suo tempo elaborata
proprio dalla Commissione europea.
È una partita aperta ed ardua e solo
chi non vuol vedere non vede che noi
stiamo trattando uno dei delicati problemi
di questo momento del mondo, di questo
tempo della storia. È un problema strutturale che investe i rapporti tra un pezzo
del mondo e cioè il sud, dove non c’è
libertà, dove non c’è democrazia, dove non
c’è benessere e un nord del mondo verso
il quale puntano migranti e rifugiati. È un
problema strutturale che noi stiamo affrontando con realismo e con concretezza.
La scorsa settimana abbiamo segnato un
grande risultato, l’Europa è scesa in mare
a presidiare la frontiera. Questo ci metterà
nelle condizioni di chiudere l’emergenza di
Mare Nostrum e di dedicarci in modo
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proficuo a una gestione dell’immigrazione
irregolare in Europa che sia orientata al
rispetto del diritto della sicurezza dei
cittadini e, al tempo stesso, alle regole
dell’umanità e dell’accoglienza che non
hanno mai visto l’Italia in seconda linea
nel mondo. Crediamo di avere fatto un
lavoro serio e concreto e speriamo nell’onestà e nella buona fede di tutti per il
riconoscimento di quanto abbiamo fatto in
questi mesi di duro lavoro (Applausi dei
deputati dei gruppi Partito Democratico,
Scelta Civica per l’Italia e Nuovo Centrodestra).
(Interventi)
PRESIDENTE. Adesso passiamo agli interventi dei rappresentanti dei gruppi. Ha
chiesto di parlare la deputata Campana.
Ne ha facoltà.
MICAELA CAMPANA. Presidente, Ministro, onorevoli colleghi, 366 morti e più
di 20 dispersi presunti in mare sono i
numeri che contraddistinguono la più
grande catastrofe marina del Mediterraneo.
Lo Stato italiano, però, ha deciso di
non stare a guardare, ma di reagire con
interventi umanitari forti e concreti, al
fine di evitare il verificarsi di un prossimo
futuro di tragedie, come quella di Lampedusa dello scorso anno.
L’operazione Mare Nostrum è frutto
degli eventi precedentemente citati e figlia
di una politica che ha portato alla consapevolezza della presa in carico, da parte
del nostro Governo, della situazione che si
stava per affrontare. Permettetemi di ringraziare, anche a nome del Partito Democratico, gli uomini della Marina militare
(Applausi dei deputati del gruppo Partito
Democratico). Dal 18 ottobre 2013, la Marina militare ha assicurato, nell’ambito
dell’operazione, il costante pattugliamento
aeronavale del Mediterraneo e dello
Stretto di Sicilia: 5 unità navali, circa 5
mila uomini impegnati, uomini e donne
che hanno assistito direttamente 149 mila
migranti, recuperato a bordo di navi che
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
stavano affondando 93 mila persone e che
hanno consegnato alla giustizia più di 500
scafisti. A loro, come agli uomini della
Capitaneria di porto e della Guardia di
finanza, un grazie per aver portato l’Italia
e gli italiani ad essere orgogliosi di esserlo.
Un grazie a tutti i cittadini siciliani, agli
amministratori italiani, eroi civici che quotidianamente hanno provato a dare risposte ad un’emergenza, nei numeri, totalmente nuova rispetto al passato.
L’immigrazione economica, che spingeva chi non aveva nulla a sognare un
mondo migliore, ha lasciato il posto ad
una migrazione che forse si può dire
ancora più drammatica, una migrazione
per la sopravvivenza di intere generazioni,
che scappano da guerre, dalla negazione
totale dei diritti.
La Primavera araba si è trasformata in
un cupo inverno e l’instabilità politica dei
Paesi di provenienza, come anche dei
Paesi di partenza, è drammatica. Pensiamo soltanto alla situazione libica e a
quello che succede a poche miglia da noi.
Più di 100 mila arrivi dal primo gennaio.
L’Italia ha permesso, sulla base di 25 mila
pratiche esaminate, la concessione di 3
mila richieste di asilo e più di 12 mila di
protezione umanitaria: questo per dire con
forza che respingiamo l’idea che la maggior parte dei migranti che arrivano nel
nostro Paese siano gente da consegnare
alla giustizia o, peggio ancora, che rappresentanti nazionali, che hanno il compito più alto di legiferare, possano pensare
che la parte migliore dei migranti è quella
in fondo al mare.
L’Italia – lo ha detto ieri il Capo dello
Stato e riconosciuto dal Consiglio di Lussemburgo – ha fatto tanto, tantissimo: ha
permesso la presa in carico dell’accoglienza in un sistema nazionale, più di 50
mila persone sono ospitate in strutture
temporanee e negli SPRAR. Abbiamo aumentato le commissioni territoriali da 10
a 30 per abbreviare i tempi. Abbiamo
iniziato la discussione, lunedì, per istituire
una Commissione di inchiesta, della durata di un anno, perché si verifichi il
rispetto dei diritti umani e la trasparenza
delle pratiche amministrative nei centri.
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L’Italia ha fatto presto ed anche tanto.
Abbiamo chiesto però all’Europa di non
girare la testa dall’altra parte, di non
essere un convitato di pietra.
Nei momenti più drammatici della sua
storia, l’Europa ha saputo creare le cose
migliori, le convenzioni e gli organismi
che, ancora oggi, sono alla base del rispetto del mutuo soccorso, della condivisione e della presa in carico della storia
comune. Oggi abbiamo chiesto all’Europa
e abbiamo indicato una strada: quella
della corresponsabilità, della rispondenza
con strumenti di oggi ad un’emergenza di
questo secolo, che non aveva paragoni
rispetto ad altre. Abbiamo chiesto il superamento di Berlino 2003, attraverso un
sistema di mutuo riconoscimento tra i
Paesi membri e che non imprigioni chi
sogna il nord dell’Europa, nel rimanere
invece in Italia. Abbiamo chiesto l’utilizzo
di hub regionali nei Paesi di primo transito attraverso corridoi umanitari, l’utilizzo di sedi diplomatiche, per iniziare nei
Paesi terzi già il riconoscimento.
Tra poco più di due settimane, come ha
detto il Ministro, prenderà il via Triton,
un’operazione sotto il coordinamento di
Frontex, un’operazione coordinata a livello
europeo. Auspichiamo che l’operazione
europea possa recuperare ed assorbire
conoscenze, capacità e soprattutto la parte
di sostanza di Mare Nostrum.
Per il Partito Democratico rimane necessario e condizione fondamentale la salvaguardia della vita umana, insieme alla
ricerca di soluzioni migliori (Applausi dei
deputati del gruppo Partito Democratico). Il
Mediterraneo è l’Europa e l’Europa è il
Mediterraneo: questa è l’unica strada, non
ce ne sono di alternative. Perdere tempo
significa condannare migliaia di uomini e
donne e condannare l’umanità alla mancanza di un pezzo significativo della sua
storia (Applausi dei deputati del gruppo
Partito Democratico).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Manlio Di Stefano. Ne ha facoltà.
MANLIO DI STEFANO. Signor Presidente, Frontex, Frontex Plus, Mare No-
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strum, mos maiorum, ius soli, ius sanguinis, no, non siamo tornati al liceo classico,
siamo solo di fronte all’Europa menefreghista e a un Governo, quello italiano, che
non ha un briciolo di idea e di coraggio
per affrontare con serietà il problema dei
flussi migratori. Così, per confondere ancora di più le idee ai cittadini, parlate
latino. Ministro, parliamoci chiaro, lei non
ha idea di quello che sta succedendo. Le
do anche una notizia: mentre lei era qui
si sono dimenticati di dirle, la sua agenzia
probabilmente, che Gil Arias Fernandez, il
direttore di Frontex, l’ha appena smentita,
dicendo chiaramente che Mare Nostrum
deve proseguire perché Frontex sarà soltanto di aiuto all’Italia (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
ANGELINO ALFANO, Ministro dell’interno. Ma che stai dicendo !
MANLIO DI STEFANO. Ha detto un’altra menzogna, Ministro ! Ha detto un’altra
menzogna dicendo che diciannove Paesi
collaboreranno. Sono otto i Paesi, e glieli
enuncio anche: Finlandia, Spagna, Portogallo, Islanda, Olanda, Lettonia, Malta e
Francia. Lei mente dentro quest’Aula, si
dimetta, Ministro, non è capace di ricoprire il suo ruolo (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle) !
Partiamo da un concetto basilare: in
questo Parlamento siamo tutti d’accordo
sul fatto che i diritti umani e, quindi, le
vite dei migranti vadano tutelati; siamo
tutti d’accordo che i flussi migratori siano
un fenomeno naturale, ma su una cosa
non saremo mai d’accordo, sulla vostra
passiva schiavitù ai diktat europei (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento
5 Stelle – Commenti della deputata De
Girolamo).
L’Europa, quell’entità sovranazionale
che ci impone di accogliere a braccia
aperte tutti, ci sanziona quando le cose
vanno storte, però si rifugia dietro la
Convenzione di Dublino quando urliamo
la disperazione dei nostri cittadini che
dicono una cosa semplice: noi non siamo
razzisti, ma l’Italia non ce la fa più.
Ministro, saremo forse troppo romantici,
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ma per noi i nostri datori di lavoro
restano i cittadini italiani e, quindi, le loro
idee politiche sono le nostre idee politiche.
Ministro, lei conosce la Convenzione di
Dublino, ha appena dichiarato. Parliamo,
quindi, di che cosa ? Di quell’Accordo
malato che prevede che il primo Paese che
identifica il migrante debba poi gestirlo,
sostenendone, ovviamente, i costi amministrativi, legali e sociali che questo comporta. Ora, basta aprire Google Maps per
capire che, per un Paese come il nostro,
porto dell’Europa, firmare un accordo così
strutturato è da pazzi. E chi sono questi
pazzi, allora, che hanno acconsentito a
questo Accordo ? 1990, Convenzione di
Dublino, siglata dal Governo Andreotti,
Democrazia Cristiana; 2003, Convenzione
di Dublino II, siglata dal Governo Berlusconi del PdL in coalizione con Lega Nord
e Alleanza Nazionale, quindi destra, o
presunta tale; 2013, Convenzione di Dublino III, siglata dal Governo Letta del PD,
quindi sinistra, o presunta tale. PD e PdL,
tanto per cambiare ci troviamo davanti a
questo siparietto del partito unico della
disgrazia.
Ministro Alfano, lo ammetta, il suo
Governo, il Governo Renzi, brancola nel
buio, ma noi non demordiamo, siamo
sognatori. Così com’è avvenuto anche per
lo « sblocca Italia », per il quale abbiamo
presentato la nostra alternativa, ovvero
l’« attiva Italia », vi presentiamo oggi una
lista di sette cose che farebbe il MoVimento 5 Stelle se fosse al Governo, sette
proposte condivise dai cittadini. Uno: superamento della cosiddetta Convenzione di
Dublino, un Accordo che sfavorisce tutti,
l’Italia perché è il primo Paese di approdo,
e i migranti che non hanno alcuna intenzione di trattenersi nel nostro Paese. È
risaputo, infatti, che i migranti si rechino
nei Paesi più ricchi, come Germania e
Svezia, e frequentissimi sono gli episodi di
autolesionismo pur di non farsi identificare. Esseri umani disposti a bruciarsi le
mani pur di non farsi identificare, questo
avete creato.
Due: iniziative nei confronti dei Paesi
di origine e di transito per contrastare le
organizzazioni criminali che lucrano sul
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traffico di esseri umani. Il fenomeno degli
scafisti è una delle cause del problema e
le cronache recenti ci raccontano addirittura di tassisti del nord intenti a trafficare
clandestini in Germania. Una misura efficace potrebbe essere la stipula di accordi
bilaterali per il controllo delle tratte.
Tre: istituzione di quote massime di
migranti per Paese – perfino la democratica America ce l’ha – definite sulla base
di indici demografici ed economici così da
ottenere un’equa distribuzione tra gli
stessi e favorire le logiche di ricongiungimento familiare, etnico, religioso e linguistico, fondamentali per una reale integrazione sociale.
Quattro: istituzione di punti di richiesta
di asilo finanziati dall’Europa anche al di
fuori del territorio europeo e in collaborazione con le Nazioni Unite per permettere a chi ne ha diritto di raggiungere i
Paesi di accoglienza in modo sicuro e a noi
di gestire le domande di protezione internazionale e di contenere il numero di
flussi migratori indistinti.
Cinque: revisione di tutti i bandi interministeriali destinati alla prima accoglienza e alla gestione dei servizi connessi,
con particolare riguardo ai criteri di spesa.
Razionalizzate o bloccate i finanziamenti
finché non avrete le idee chiare e magari,
già che ci siete, toglieteli al controllo delle
cooperative rosse come il consorzio Sisifo
già al centro di scandali come quello di
Lampedusa dove i migranti venivano denudati e lavati con l’idrante: questa è
opera vostra (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle).
Sei: trasferimento a Lampedusa degli
uffici dell’agenzia Frontex e dell’ufficio
europeo di sostegno per l’asilo al fine di
coordinare meglio le operazioni di salvataggio ed assistenza dei migranti. Sette:
dulcis in fundo...
PRESIDENTE. Deve concludere.
MANLIO DI STEFANO. Ho finito, Presidente, grazie. Sette: concessione di beni
e servizi per le famiglie italiane in difficoltà per evitare tensioni tra italiani e
migranti. Un Paese in crisi economica è
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meno tollerante e ricettivo: occorre garantire agli italiani le condizioni di benessere
necessarie...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Di
Stefano, concluda.
MANLIO DI STEFANO. ... affinché vivano al meglio le relazioni con i migranti.
Ho finito, manca un capoverso, Presidente.
PRESIDENTE. Il suo tempo è già scaduto, è oltre di 30 secondi. Concluda.
MANLIO DI STEFANO. Va bene, concludo immediatamente. Vi abbiamo vista
all’opera, caro Ministro, da vicino in questi
due anni e ora siamo certi: senza di voi
potremmo realizzare i sogni di tanti italiani. Noi siamo pronti a costruire il
mattone (Applausi dei deputati del gruppo
MoVimento 5 Stelle)...
PRESIDENTE. La ringrazio.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Ravetto. Ne ha facoltà.
LAURA RAVETTO. Presidente, Ministro, come immaginavamo lei è venuto oggi
a dirci che l’operazione Mare Nostrum è
stata un successo e che Traiton – o Triton
per chi ama gli studi classici – lo sarà
anche di più. Però, vede, quanto a Mare
Nostrum, se è vero che dalla fine dell’operazione sono stati tratti in salvo circa 150
mila migranti, è anche vero che il costo
dell’operazione è arrivato a sfiorare i 9,5
milioni al mese con l’impiego di 920 militari dislocati su cinque navi impegnate
ogni giorno in attività di search and rescue,
con due elicotteri pesanti, due velivoli da
ricognizione e il supporto della rete costiera radar. È un’operazione umanitaria
che dal punto di vista delle spese a carico
della sola Italia risulta insostenibile. Oltre
al danno, la beffa: lo scorso 9 ottobre il
Ministro degli interni tedesco ha rimarcato
come le organizzazioni criminali di traffico dei migrati sfruttino le nostre navi per
salvare i migranti. Vogliamo continuare a
spendere 9 milioni di euro al mese per
esporci a questo tipo di critiche ?
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Quanto a Triton che dovrebbe partire il
1 novembre l’operazione – l’ha detto lei
– ha un budget mensile di 2,9 milioni di
euro cioè meno di un terzo di quanto Mare
Nostrum costa all’Italia ma per noi non è
una buona notizia perché non fa che
confermarci la parziale operatività dell’operazione Triton. Il budget previsto per
Triton è previsto per il solo anno 2014 e
soprattutto si affida alla generosità degli
Stati membri in ordine alla disponibilità di
uomini e mezzi. E in che cosa si è
sostanziata questa generosità ? Che all’appello lanciato lo scorso 26 settembre
hanno risposto 15 Paesi. Oggi Arias Fernandez dice no, sono 26. Ma ci risulta,
Ministro, che solo 8 Paesi si siano offerti
di fornire mezzi. Ci risulta che non ci sia
l’Inghilterra sui mezzi, che non ci sia la
Germania. Ci risulta che la Germania
abbia dato disponibilità di solo esperti. Lei
ci ha parlato di esperti, ma noi non ce ne
facciamo niente di esperti, abbiamo bisogno di mezzi, Ministro.
Quanto all’operatività il mandato di
Triton sembra essere il solo controllo dei
confini e non il salvataggio in mare. Le
navi e gli aerei impiegati potranno spingersi solo trenta miglia oltre le coste
italiane, e non fin davanti alle coste libiche, dove sarebbe necessario e dove risulta
essere la maggior parte dei naufragi. Non
potranno essere garantite operazioni di
prevenzione come finora sono state fatte
su Mare Nostrum. Il personale impiegato
non potrà infatti, come fa la nostra Marina militare, operare screening sanitari a
bordo. Allora, ci chiediamo quali sarà il
deterrente alla diffusione delle epidemie
quali l’Ebola, di cui tanto si parla in questi
giorni. Quanto all’interazione tra l’operazione Mare Nostrum e Triton lei oggi ha
dichiarato – l’aveva già dichiarato – che
Triton porterà alla progressiva chiusura di
Mare Nostrum. Oggi ci parla di una delibera. Aspettiamo la delibera. Ma allora,
Ministro, perché nel recente decreto-legge
stadi sono stati stanziati ulteriori 62 milioni di euro per finanziarlo ? Perché,
Ministro, senza scomodare Fernandez, il
suo sottosegretario Manzione, in una recente intervista ha dichiarato che Mare
o
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Nostrum deve continuare ? Il Governo
Renzi intende chiudere o no Mare Nostrum ? Ministro, ipotizziamo un mondo
fantastico dove Triton prende il posto di
Mare Nostrum, dove tutti gli Stati membri
prendono parte all’operazione, un mondo,
dove, come ha detto lei, scende in mare
l’Europa: che succederà realmente ?
Quando le navi degli altri Paesi europei
accoglieranno a bordo i migranti, questi
stessi migranti si considereranno approdati nel Paese europeo a cui la nave
appartiene o come, mi pare di capire, le
navi europee si limiteranno a trasferirli
ancora sulle nostre coste e ancora una
volta toccherà all’Italia gestire e finanziare
le pratiche di identificazione e accoglienza ?
Lo volevo chiedere a lei, Ministro, ma
oggi ci ha risposto il direttore di Frontex,
che ha precisato, pochi minuti fa, che i
migranti saranno salvati e portati nello
Stato che ospita Triton, cioè l’Italia, Ministro, e solo in parte a Malta. Allora,
Triton cos’è ? È Mare Nostrum che cambia
nome ?
Ministro, vogliamo essere propositivi,
capiamo che non si possano respingere
sulle coste libiche delle persone che sono
sotto le bombe, capiamo che parliamo di
guerre e del contesto storico che lei ci ha
detto, ma allora le formuliamo un’altra
proposta, attesi gli insuccessi di queste
pseudo-operazioni solidaristiche a livello
europeo, che vedono, poi, l’Italia agire
sempre da sola: faccia applicare la direttiva n. 2001/55/CE. Si riconosca protezione temporanea a tutti i migranti che
arrivano sulle nostre coste e si consenta
loro l’esercizio del legittimo diritto alla
circolazione verso tutti i Paesi europei.
Perché lei sa benissimo, Ministro, che
arrivano sulle nostre coste per entrare in
Europa; lei sa benissimo, Ministro, che, se
venisse loro garantita la libertà di circolazione, in pochi si fermerebbero sul nostro territorio.
Da mesi invochiamo un sostegno adeguato da parte dell’Unione europea e,
proprio in coincidenza del semestre di
Presidenza europeo, ci aspettavamo di più.
Ministro, diamo un consiglio al suo Go-
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verno: agisca in Europa, agisca in fretta,
perché, in caso contrario, qualcuno, anche
quest’Aula, motivandolo con ragioni di
sicurezza pubblica nazionale, vi chiederà
di chiudere le frontiere Schengen, come
fece la Francia nel 2011 (Applausi dei
deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo
della Libertà – Berlusconi Presidente).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Cicchitto. Ne ha facoltà.
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sentendo alcuni
interventi che già sono stati pronunciati in
quest’Aula dai colleghi Manlio Di Stefano
e Laura Ravetto e di quelli che sentiremo
dagli amici della Lega, sembra che una
parte di questo Parlamento viva su Marte,
nel senso cioè che non si rende conto che
il Mediterraneo non è più quello che
veniva chiamato un mare di pace: purtroppo, il Mediterraneo oggi è un crogiolo
di guerre, di guerriglie e di catastrofi
economiche e sociali, di gente che abbandona quegli Stati e quelle nazioni che sono
in crisi, attraversati da guerriglie e dal
terrorismo dell’ISIS, che fa fare un salto di
qualità al terrorismo, e sfuggono da questi
scontri cruenti: per un verso, milioni di
persone si sono trasferite in Libano, in
Giordania, in Turchia e, per altro verso,
altre vengono verso l’Italia.
Dimenticare questo dato, cancellarlo è
un atto di irresponsabilità e di demagogia,
comunque non si dice che cosa si dovrebbe fare: forse, dovremmo fare i respingimenti e affondare centinaia di migliaia di persone ? Qual è la linea che si
dovrebbe seguire ? Quindi, noi ci troviamo
di fronte ad una demagogia assoluta, che
fa dello sciacallaggio su una tragedia che
sta investendo il mondo (Applausi dei deputati dei gruppi Nuovo Centrodestra, Partito Democratico e Per l’Italia).
D’altra parte, voglio ricordare che ben
diverso fu il comportamento, nel 2011, del
Ministro dell’interno Maroni, il quale fece
i conti con ben 63 mila immigrati, fece i
conti con quella realtà e non li respinse,
ma li trattò nel modo in cui noi oggi
stiamo trattando questa vicenda. Ne ab-
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biamo molti di più, perché è crollata la
Libia, è crollata la Siria, è crollato l’Iraq.
Se voi dimenticate e cancellate questo
dato, non fate i conti con la realtà, ma vi
misurate con un mondo che non esiste e
lo fate unicamente – perché queste cose le
sapete benissimo – per basse ragioni di
polemica politica, in una situazione e in
una realtà che richiederebbero ben altro
senso di responsabilità.
Detto questo, è indubbio che c’è un
confronto fra noi e il resto dell’Europa,
ma, d’altra parte, noi siamo in prima
linea, perché il dissennato intervento – su
questo va fatta una critica e un’autocritica
– che ci fu in Libia ha fatto sì che noi non
abbiamo più una controparte, come aveva
in quel tempo il Ministro dell’interno Maroni. In Libia, oggi, è in corso una sorta di
guerriglia, che ci auguriamo che non debordi in guerra civile, perché, altrimenti,
la situazione diventerà ancora peggiore di
quella con la quale noi ci stiamo misurando oggi.
Malgrado questo, noi abbiamo fatto
una linea di prima resistenza e avrei
voluto vedere quale sarebbe stata l’alternativa a Mare nostrum in quella situazione
di emergenza. Oggi il Ministro degli interni
ci ha spiegato che l’operazione di seconda
fase, che inizia dal 1o di novembre, cioè
l’operazione Triton, è un’operazione che fa
fare un salto di qualità alla situazione e,
rispetto ad esso, il Governo italiano farà
una sua riflessione e farà le sue scelte.
L’ha detto in modo inequivocabile e non
c’è dichiarazione di direttore generale di
Frontex che sia superiore alla sovranità del
Governo italiano. Questo è il punto e
questa è la questione che sta davanti a
questo Parlamento.
Altra cosa poi è la propaganda per una
manifestazione che la Lega dovrà fare
domenica e rispetto alla quale può agitare
magliette... (Commenti dei deputati del
gruppo Lega Nord e Autonomie).
GIANCARLO GIORGETTI. Sabato !
PRESIDENTE. Colleghi !
FABRIZIO CICCHITTO. ... e fare altre
considerazioni ma, consentitemi, queste
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non sono cose in grado di fare i conti con
il dramma che stiamo vivendo. Queste
buffonate come l’esibizione di magliette
non sono all’altezza della situazione drammatica con la quale tutti noi dobbiamo
fare i conti perché nessuno è in grado di
spostare l’Italia dalla sua posizione geografica (Applausi dei deputati del gruppo
Nuovo Centrodestra).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Mariano Rabino.
MARIANO RABINO. Signor Presidente,
signor vicepresidente del Consiglio, onorevoli colleghi, il 3 ottobre di un anno fa,
ben 366 migranti hanno perso la vita a
solo 800 metri dalle coste di Lampedusa.
Erano diretti in Europa alla ricerca di
protezione. Hanno trovato esclusivamente
morte.
Si tratta di drammi che dovrebbero
suscitare la ribellione morale di chiunque
abbia senso civico, rispetto della dignità
umana, perché ci sono circostanze in cui
l’indifferenza non è ammessa. Del resto,
dal Mediterraneo viene la nostra storia e
ancora oggi ciò che li accade ci riguarda
direttamente. Negli ultimi anni il Mare
nostrum, per millenni culla di civiltà, si è
trasformato nell’epicentro di una silenziosa catastrofe umana. Dall’inizio di quest’anno, sono annegati o risultati dispersi
almeno tremila persone, quasi quattro
volte il numero di tutto il 2013.
L’impossibilità per molti dei migranti di
potersi trasferire liberamente in altri Paesi
dell’Unione europea, ove spesso risiedono
familiari e parenti, già da tempo integrati
ed insediati, ha portato all’ulteriore conseguenza per la quale molti potenziali
beneficiari di protezione internazionale rifiutano di farsi riconoscere, una volta
giunti in Italia, nella speranza di poter,
magari, di nuovo clandestinamente raggiungere i parenti nei Paesi del nord
Europa, come è avvenuto con i profughi
siriani accampati nella stazione di Milano.
Negli ultimi anni, si è determinato un
profondo cambiamento dei flussi migratori
– è stato ricordato – sempre più legati
all’instabilità politica di alcuni Paesi della
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sponda sud del Mediterraneo, sempre più
caratterizzati da migranti spinti dalla necessità di fuggire da luoghi devastati da
guerre e persecuzioni. È un dovere morale
dell’Europa fermare quanto sta accadendo
perché essa non può più rappresentare
solo uno spettatore inerme sulla sponda
battuta dalle ondate del popolo dei barconi.
L’incapacità di concordare politiche europee e coerenti in materia di immigrazione e asilo nonché il nostro mancato
impegno fino ad ora, lo riconosciamo, al
Vicepresidente del Consiglio Alfano, nella
realizzazione di una politica euro mediterranea a pieno titolo, offrono terreno
fertile agli odiosi crimini perpetrati da
trafficanti violenti e privi di scrupoli. Luoghi come l’isola italiana di Lampedusa o
Malta sono allo stremo ma la soluzione è
che altri Paesi membri e l’Unione europea
intera facciano di più, applicando i principi di equa distribuzione del carico e di
solidarietà. È necessario un impegno maggiore a lungo termine nei luoghi di origine
attraverso programmi di ricostruzione
congiunti a livello europeo nonché una
corretta politica per i richiedenti asilo e i
rifugiati fatta di regole chiare, giuste come
quelle vigenti in altri Stati a forte migrazione come gli Stati Uniti e il Canada con
l’indicazione di alcune limitazioni e priorità che garantiscano protezione a chi ne
ha maggiormente bisogno.
Occorre al più presto stipulare intese
per la gestione delle migrazioni con le
nazioni di origine e di transito per far sì
che i trafficanti non godano della libertà
che hanno al momento di agire indisturbati a largo di alcuni Paesi del nord
Africa.
Il 1o luglio l’Italia ha assunto la Presidenza del Consiglio dei ministri europei.
È davvero l’ultima occasione a disposizione del nostro Paese per farsi valere e
pretendere che il problema dei flussi migratori diventi una questione da affrontare
tutti insieme perché la gestione delle centinaia di migliaia di persone che fuggono
dalla miseria e dalle guerre non rimanga
di nostra esclusiva competenza.
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Se infatti l’Italia rappresenta geograficamente la porta verso l’Africa dell’Unione
europea, è giusto che sia quest’ultima ad
assumersi la responsabilità di fronteggiare
un fenomeno epocale che coinvolge non
solo il nostro Paese ma tutto il continente.
Sul piano programmatico, è necessario
rivedere l’intero sistema di ingressi, di
riconoscimento del diritto d’asilo e di
protezione internazionale, partendo proprio dal trattato di Dublino del 2003, che,
in questi anni, ha fortemente penalizzato
gli Stati più esposti agli sbarchi, i quali,
oltre a dover far fronte a misure di
soccorso e prima accoglienza, devono procedere all’esame di tutte le domande presentate al momento dell’arrivo sul territorio nazionale con un notevole aggravio
di adempimenti e di impiego di risorse, in
attesa di definizione delle pratiche attivate. Per una più equa redistribuzione
anche del carico di procedure, basterebbe
un’interpretazione più elastica del trattato
che permetta, già al momento dell’avvio
della richiesta di protezione, la possibilità
di inserire, accanto al Paese d’arrivo, anche il Paese dell’Unione dove già vivono
membri dello stesso nucleo familiare e nel
quale il richiedente vorrebbe legittimamente ottenere asilo.
Signor Vicepresidente del Consiglio,
non prende avvio sotto i migliori auspici
l’operazione Triton con la quale l’Unione
europea dovrebbe, almeno secondo lei,
sostituirsi all’Italia nel difendere le frontiere marittime nel Mediterraneo. Prendiamo atto delle novità, sono diventati 19
i membri su 28 dell’Unione europea ad
aderire a questo programma. La situazione che abbiamo di fronte richiede soluzioni immediate che proteggano coloro
che sono in pericolo, che rispondano ai
nostri bisogni economici e ai problemi
demografici e che siano di sostegno ai
Paesi in prima linea nell’accoglimento
della maggioranza degli arrivi.
PRESIDENTE. Deve concluderà,
tempo è scaduto, per favore.
il
MARIANO RABINO. Si, mi avvio alla
conclusione, Presidente. Proprio un mese
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fa esatto, in visita a New York, sono stato
ad Ellis Island, la porta di accesso agli
Stati Uniti alla fine e all’inizio del secolo
scorso. Oltre 12 milioni di immigrati entrarono negli USA da Ellis Island, oggi
diventata museo.
PRESIDENTE. Onorevole Rabino, la
prego di concludere. Collabori, perché il
tempo è scaduto.
MARIANO RABINO. Mi sto avviando
alla conclusione. Oggi oltre 100 milioni di
americani possono trovare lì le ragioni e
gli elementi delle loro origini. Gli immigrati sono persone...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rabino, molte gentile. Ha chiesto di parlare
l’onorevole Palazzotto. Ne ha facoltà.
ERASMO PALAZZOTTO. Signora Presidente, io affronto questo dibattito con
profondo imbarazzo, un imbarazzo per il
modo con cui noi discutiamo di un fenomeno complesso come quello dei flussi
migratori e un imbarazzo anche per l’intervento del Ministro dell’interno, che ci
porta in quest’Aula un’informativa confusa, tesa a nascondere l’inconsistenza
politica del nostro Paese in Europa. Signor
Ministro, gli attuali flussi migratori non
sono un fenomeno naturale ed ineluttabile, ma sono il frutto di scelte di politica
estera e militare che il nostro Paese ha
assunto negli anni passati, con Governi di
cui lei faceva parte. Sono il frutto della
scelta del nostro Paese di partecipare a
quella insensata guerra in Iraq, che oggi
ha dato la possibilità a una banda di
assassini come l’Isis di esistere per l’instabilità che noi abbiamo creato in quel
Paese. Sono i frutti della scelta politica del
Governo, di cui lei era Ministro, di intervenire in Libia, creando quel disastro che
oggi permette ai trafficanti di esseri umani
di costruire il loro business sulle spalle di
gente che fugge dalle guerre, dalla miseria
e dalla povertà che noi abbiamo contribuito a creare in quei Paesi, ed è l’ipocrisia del nostro dibattito che mi fa più
impressione. Noi parliamo di eroi quando
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parliamo dei cristiani, degli yaziti che
dalla Siria fungono sotto la persecuzione
dell’Isis, e poi li chiamiamo clandestini,
pericolosi criminali, quando arrivano qui
in cerca di una vita migliore. Ecco, noi
abbiamo bisogno di dire la verità e la
verità è che ci sono 10 milioni di cittadini
siriani che stanno scappando da una
guerra assurda e che, di quei 10 milioni,
appena 100-150 mila sono arrivati in Europa. E noi stiamo facendo una tragedia
mentre Paesi come il Libano, l’Iran, accolgono ogni giorno milioni e milioni di
profughi dall’Afghanistan, dalla Siria, dall’Iraq. Ecco, noi dobbiamo parlare di cosa
sta accadendo, delle condizioni di instabilità e disgregazione sociale, economica e
istituzionale dei Paesi del continente africano, che noi abbiamo contribuito a
creare. Gli esseri umani fuggono e si
spostano con mezzi di fortuna in mano ai
trafficanti di esseri umani.
L’ebola, che cresce come minaccia in
quei Paesi, proprio per le condizioni di
disgregazione istituzionale che hanno,
viaggia in business class e arriva nel nostro
Paese con gli aerei, non – come qualcuno
utilizza speculativamente, come fa la Lega
– con i migranti.
Ecco, noi abbiamo bisogno di parlare di
cosa è stato Mare nostrum. Ministro, lei
non ci ha spiegato cosa farà Triton. Lei,
quando parla di Mare nostrum dice che
noi abbiamo la missione di salvare vite
umane nel Mediterraneo. Quando dice
che, con Triton l’Europa scende in mare,
dice che deve presidiare le frontiere. Ha
parlato di due linee di difesa, ma noi non
dobbiamo difenderci da esseri umani
inermi che arrivano nel nostro Paese per
salvare la propria vita. Noi abbiamo bisogno invece di creare un sistema di
accoglienza europeo. Noi abbiamo bisogno
di andare in Europa non a chiedere qualche soldo o qualche mezzo per aiutarci a
salvare le vite umane. Questo l’Europa lo
dovrebbe fare perché è scritto nella sua
carta fondativa. Ma noi abbiamo bisogno
di chiedere di rivedere gli accordi di
Dublino, di creare un asilo europeo e di
dire che, chi arriva nel continente europeo, in qualunque Paese, ha la possibilità
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di avere un asilo politico europeo e di
muoversi liberamente su tutto il contenente, provando qui a ricostruirsi una vita.
L’altro imbroglio: Mos maiorum; noi
abbiamo cominciato a costruire questa
operazione, l’Italia guiderà Mos maiorum
– e chiudo, Presidente – perché ci hanno
chiamato a fare i compiti a casa, perché ci
stanno rimandando indietro un sacco di
rifugiati che non sono stati identificati e lei
forse dovrebbe spiegarci qui su quale base
i rifugiati non identificati vengono rimpatriati in Italia senza avere nessuna prova
che questo è stato il primo Paese di
approdo.
Su questi temi, signor Ministro, su
questi temi, onorevoli colleghi si misurerà
la civiltà dell’Europa. In questo momento,
si sta misurando soltanto l’assenza della
civiltà dell’Europa, l’assenza dell’Europa
sotto il profilo della politica estera, sotto il
profilo di una politica di difesa comune,
sotto il profilo di una politica di integrazione comune. Noi abbiamo bisogno di più
Europa, l’Europa non può essere unica
solo quando si tratta di imporre l’austerità
e di fare la politica a favore delle banche
ed essere invece spezzettata quando si
tratta di salvare le vite umane. Noi siamo
orgogliosi degli uomini della nostra Marina
militare e dei comuni che stanno accogliendo i migranti. Non siamo orgogliosi di
questa Europa e delle sue classi dirigenti
(Applausi dei deputati del gruppo Sinistra
Ecologia Libertà).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Molteni. Ne ha facoltà.
NICOLA MOLTENI. Signor Presidente,
Ministro, pochi minuti fa il direttore esecutivo di Frontex, in una conferenza
stampa, ha annunciato che, nel 2014, il
numero di immigrati clandestini, non di
migranti o di profughi, che hanno attraversato il Mediterraneo e sono sbarcati in
Italia, sono 144 mila; 144 mila immigrati
clandestini che, a causa dell’operazione
Mare nostrum un’operazione sciagurata,
scellerata e fallimentare, sono giunti sul
nostro territorio.
Ancora: sempre in conferenza stampa,
il direttore di Frontex ha annunciato che
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Triton non subentrerà mai a Mare nostrum: lei non può raccontare menzogne al
Paese e non può raccontare menzogne agli
italiani (Applausi dei deputati del gruppo
Lega Nord e Autonomie).
ANGELINO ALFANO, Ministro dell’interno. Ma è così !
NICOLA MOLTENI. Non le può raccontare lei, ma non le possono raccontare
neanche i colleghi del MoVimento 5 Stelle
perché i cittadini devono sapere che il
reato di immigrazione clandestina è stato
cancellato dal MoVimento 5 Stelle, che
l’ordine del giorno della Lega per chiedere
la cancellazione di Mare nostrum non è
stato votato dal MoVimento 5 Stelle e che
quindi anche il MoVimento 5 Stelle è
complice del Ministro Alfano, è complice
della sinistra per questa operazione invasione.
Lei, Ministro, è entrato in quest’Aula
per vendere due successi: il successo di
Mare nostrum e il successo di Triton. Lei
non può raccontare, non può vendere
balle, non può vendere bugie ai cittadini
italiani perché l’operazione Mare nostrum
non è stata un grande successo, l’operazione Mare nostrum non è motivo di vanto
e di orgoglio. L’operazione Mare nostrum
è stata un’operazione criminale, è stata
un’operazione fallimentare, è stata un’operazione di invasione.
Siamo l’unico Paese al mondo che utilizza le navi della Marina militare per
farci invadere (Applausi dei deputati del
gruppo Lega Nord e Autonomie), che andiamo a prendere immigrati clandestini
perché i numeri dicono che la stragrande
maggioranza di coloro i quali sbarcano sul
nostro territorio non sono profughi o
migranti, come piace chiamarli alla Presidente Boldrini, la sacerdotessa degli immigrati, ma sono immigrati clandestini.
Raccontatelo, raccontatelo ai cittadini che
ci stanno ascoltando, raccontate la bontà
dell’operazione Mare Nostrum ai dieci milioni di cittadini italiani che vivono sotto la
soglia di povertà, raccontate che Mare
Nostrum, a 1.200 euro al mese per ogni
immigrato, è un grande successo; raccon-
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tatelo ai sette milioni di pensionati che
prendono meno di 1.000 euro al mese, ai
2 milioni di pensionati che prendono
meno di 500 euro al mese (Applausi dei
deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie), raccontatelo che date 1.200 euro al
mese, vitto, alloggio, ospitalità; raccontate
che avete dato, con l’operazione Mare
Nostrum, ospitalità in alberghi a quattro
stelle, garantendo ogni tipo di beneficio, ai
tre milioni e mezzo di disoccupati italiani
che sono in questo momento alla televisione, che non hanno un lavoro, che non
hanno probabilmente neanche una casa
(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord
e Autonomie). Andate a raccontare i successi di Mare Nostrum a questa gente che
ci sta ascoltando.
È stata un’operazione di invasione. Noi
facciamo esattamente il contrario di quello
che fanno gli altri Paesi. In Austria, in
Spagna, a Malta, in Grecia attuano la
politica dei respingimenti, esattamente
quella politica che lei, da Ministro della
giustizia, quando Maroni era il Ministro
dell’interno e Berlusconi il Presidente del
Consiglio, avete attuato. Allora andava
bene, ma oggi no ! Oggi non va bene
perché lei è l’unico Ministro, all’interno di
questo Governo, che dice e fa ancora cose
di sinistra. Il Nuovo Centrodestra, il suo
partito, è la costola della sinistra (Applausi
dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie) ! Avete preso i voti a destra e li
avete portati a sostenere le politiche filoimmigratorie, le politiche di invasione.
Ministro, lei non ha citato due problemi che l’immigrazione clandestina si
porta dietro, problemi di ordine pubblico
– e li abbiamo poc’anzi citati – e problemi
di ordine sanitario. Sull’ebola siamo
l’unico Paese al mondo che non sta facendo nulla. E poi c’è il terrorismo, il
terrorismo islamico.
Ministro, ci sarebbero tante altre cose
da dire. Non le possiamo dire perché il
tempo è limitato. Quello che non diciamo
qui lo diremo sabato 18, alla manifestazione di Milano, che non è né uno yogurt
scaduto né una buffonata, presidente Cicchitto (Applausi dei deputati del gruppo
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Lega Nord e Autonomie). Abbiate rispetto,
abbiate rispetto per un grande esempio di
democrazia...
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cartelli in quest’Aula (Gli assistenti parlamentari ottemperano all’invito del Presidente).
Prego, onorevole Marazziti.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
NICOLA MOLTENI. ... concludo, Presidente. In quella piazza non ci saranno
solo leghisti, razzisti, rozzi. In quella
piazza ci saranno tanti cittadini, uomini,
donne, disoccupati, cassaintegrati, che si
sentono discriminati da questo Governo.
Non è la Lega ad essere razzista, siete voi
che state facendo della discriminazione al
contrario nei confronti dei cittadini italiani (Applausi dei deputati del gruppo Lega
Nord e Autonomie).
Ministro, faccia il Ministro degli italiani
e non degli immigrati (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie –
Congratulazioni)...
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole
Molteni. È scaduto il suo tempo (I deputati
del gruppo Lega Nord e Autonomie indossano magliette recanti la scritta: « STOP
INVASIONE. Milano 18 ottobre 2014 »).
Non fate pagliacciate, mettete queste giacche. Ma smettetela (Proteste dei deputati
del gruppo Lega Nord e Autonomie) !
CRISTIAN INVERNIZZI. Pagliacciate ?
Ma come si permette ?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Marazziti. Ne ha facoltà (Proteste
dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).
CRISTIAN INVERNIZZI. Le pagliacciate le fa lei ! Si vergogni !
PRESIDENTE. Questo è un argomento
serio, lasciate perdere (Proteste dei deputati
del gruppo Lega Nord e Autonomie) !
Andiamo avanti. Prego, onorevole Marazziti (I deputati del gruppo Lega Nord e
Autonomie mostrano cartelli recanti la
scritta: « STOP INVASIONE. Milano 18
ottobre 2014 »).
Intervengano i commessi, intervengano
a togliere i cartelli. Non sono consentiti i
MARIO MARAZZITI. Presidente, devo
dire che è con dolore che intervengo a
questo punto...se i colleghi potessero fare
silenzio sarebbe meglio (Commenti dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie)...
KHALID CHAOUKI. Ascoltate e imparate (Proteste dei deputati del gruppo Lega
Nord e Autonomie) !
PRESIDENTE. Prego, proceda ! Lasciamo parlare l’onorevole Marazziti. Noi
abbiamo tutti ascoltato gli altri interventi,
adesso l’onorevole Marazziti ha diritto al
suo intervento. Prego.
MARIO MARAZZITI. Presidente, è con
dolore che prendo la parola perché, purtroppo, il tema dell’immigrazione, delle
trasformazioni epocali, delle guerre che
stanno creando una nuova frontiera di
guerra e di pace nel Mediterraneo, meriterebbe di essere affrontato non nella
propaganda e non per parlare ai bassi
istinti degli italiani, ma per cercare di
trovare soluzioni. Qui, quello che si gioca
è una scelta di civiltà ed è una scelta di
umanità.
Io ero a Lampedusa, lei anche era a
Lampedusa. Eravamo lì, davanti alle bare,
e in quel momento noi percepivamo che
quelle persone non dovrebbero mai morire.
Quando si dice non più un solo immigrato in Italia, quando si dice invasione,
quando si chiamano 142 mila persone
salvate dal mare immigrati clandestini e
sono gli stessi che sono perseguitati dai
terroristi islamici, dalle guerre, dalle persecuzioni in Eritrea, dalla scomparsa della
Libia, dall’implosione della Siria, ebbene
quando noi ascoltiamo le persone che
chiamano questi esseri umani immigrati
clandestini, noi capiamo che c’è una frontiera; è la frontiera tra esseri umani e
forse non esserlo più o per un po’ dimenticarlo per motivi di propaganda politica.
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A pochi giorni di distanza da quella
tragedia di Lampedusa Papa Francesco
disse semplicemente: dov’è tuo fratello ?
Caino, dov’è tuo fratello ? E poi parlò di
globalizzazione dell’indifferenza. Ecco noi
stiamo cercando di toglierci di dosso
quella globalizzazione dell’indifferenza.
C’è chi non vuole fare questo. I colleghi
del MoVimento 5 Stelle hanno detto: in
questo Parlamento nessuno è contro i
diritti umani, noi siamo a favore degli
immigrati con alcune proposte. Ma fuori
da questo Parlamento il leader di quel
movimento ripetutamente si è detto contro
gli immigrati. La Lega e Forza Italia
stanno usando argomenti che non hanno
nulla a che vedere con la realtà perché la
grande crescita del numero di persone che
attraversano il Mediterraneo è avvenuta
prima di Lampedusa, perché il 240 per
cento in più di crescita nel trasferimento
nel Mediterraneo era già prima dell’ottobre del 2013. Da allora è cambiata una
sola cosa: Mare Nostrum ha salvato più
persone. Allora oggi abbiamo un Mediterraneo che è anche un cimitero, 25 mila
persone sono già morte. Dobbiamo decidere se debbono essere molte di più:
decine di migliaia o no. Per questo, signor
Ministro Alfano, io chiedo ufficialmente, a
nome del gruppo Per l’Italia, come democrazia solidale, che non si chiuda Mare
Nostrum finché non è dimostrato che
Triton ha la stessa efficacia nel salvare le
persone, perché in realtà noi dobbiamo
salvare questa civiltà. Questa civiltà e
questa frontiera europea, trenta chilometri
a sud dell’Italia, è trenta chilometri a sud
di Lampedusa. Se noi lasciamo un mare
molto più vasto in preda al nulla, noi
avremo molte più vittime. Allora noi abbiamo fatto alcune proposte concrete. Le
proposte sono: Mare Nostrum da non
sospendere finché Triton non acquisti la
stessa efficacia, trenta chilometri sotto
Lampedusa; l’istituzione di un’Agenzia europea per l’asilo e l’immigrazione al di
fuori del territorio dell’Unione europea;
abbiamo chiesto di utilizzare le sedi diplomatiche nei Paesi africani e in Medio
Oriente e nei Paesi di transito per raccogliere lì ed esaminare lì le domande di
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protezione internazionale, perché poi si
possano organizzare viaggi sicuri, non in
mano ai trafficanti umani. Abbiamo proposto la creazione di un campo europeo di
accoglienza sul territorio italiano, che può
essere fatto anche in collaborazione con
l’ONU perché così si può favorire la circolazione in Europa dei rifugiati. Allora,
noi abbiamo richiesto l’asilo temporaneo
per motivi umanitari almeno per i richiedenti provenienti dalla Siria, dall’Eritrea e
dall’Iraq – sono quelli di cui leggiamo sui
giornali – in base ad una direttiva europea
che esiste dal 2001, la n. 55/CE, che in
caso di massiccio afflusso di sfollati permette di farlo. Allora, signor Ministro, io
ringrazio lei e ringrazio il Governo di Mare
Nostrum e ringrazio lei del lavoro fatto in
Europa perché ci sia un coinvolgimento
europeo su questa materia, ma l’Italia non
può smettere di essere la frontiera avanzata di questa civiltà e di questa umanità.
Qui si gioca chi siamo e chi non siamo. Io
credo che dobbiamo stare non dalla parte
di Caino; male che vada, dalla parte di
Papa Francesco (Applausi dei deputati del
gruppo Per l’Italia e di deputati dei gruppi
Partito Democratico e Sinistra Ecologia
Libertà).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il
deputato Rampelli. Ne ha facoltà.
FABIO RAMPELLI. Signor Presidente,
colleghi deputati, Ministro Alfano, siamo
sinceramente sconcertati. Sì, vediamo, Ministro Alfano, il suo impegno in Europa
per tentare di assicurare un coinvolgimento adeguato da parte degli altri Paesi
che si sono fino adesso disinteressati, che
noi abbiamo più e più volte definito complici di tutto quello che accade nel nord
Africa, in modo particolare, ma anche di
questo traffico sconsiderato e abietto di
uomini, donne e bambini a cui assistiamo
ormai da oltre un decennio tra le coste
della Libia e il sud d’Italia.
Ma siamo sconcertati, perché oggi, comunque, se non ho capito male, lei ci
viene ad annunciare che tra breve, tra
qualche ora, tra qualche giorno, verrà
cancellata l’operazione Mare Nostrum da
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un Consiglio dei ministri, che, quindi, dirà
esattamente l’opposto di quello che ha
detto più o meno un anno fa, posto che il
18 di ottobre, tra due giorni, ricade esattamente il primo anniversario di Mare
Nostrum.
Se questa operazione è esattamente
come lei ce l’ha descritta, significa, e non
si può certo venire qui a dare smentite,
che Mare Nostrum è stata un fallimento, se
non fosse stato un fallimento, nessuno
avrebbe immaginato di abolirla; è un fallimento ! Io voglio venire proprio ai vostri
ragionamenti: fermo restando che tutti
noi, lo abbiamo detto in tante circostanze,
fortunatamente, siamo in un Paese che
non è razzista, che, anzi, ha una cultura
della solidarietà, una chiara sensibilità
umanitaria (probabilmente, anche questi
anticorpi hanno impedito che il razzismo
e la xenofobia attecchissero in Italia), ma,
attenzione Ministro Alfano, colleghi della
maggioranza, noi non ravvediamo alcun
risultato significativo dal punto di vista
della tutela, intanto per cominciare, delle
vite umane.
Se sono veri i dati che lei ci ha
riportato, e cioè che, tra morti e dispersi,
abbiamo quasi triplicato i numeri dal 2013
al 2014, significa che l’obiettivo principale
è stato fallito. Quindi, è una bugia che da
un punto di vista umanitario noi abbiamo
avuto dei risultati apprezzabili. Dal 2011,
anno in cui sono scoppiate le « primavere
arabe », sono passati anni e c’è una significativa implementazione di immigrati che
vengono per ragioni economiche, e non
perché fuggono da guerre come ci riportano tutti i dati statistici e tutti gli studi
che sono probabilmente anche in suo
possesso.
Facendo vedere a tutta l’Africa, a cominciare da quella più povera, le navi
rassicuranti della Marina militare che facevano la giusta opera di soccorso, abbiamo fatto vedere che c’era la possibilità
di arrivare, attraverso la porta dell’Italia,
in Europa e nel mondo occidentale. È
questo che è assolutamente molto significativo e molto grave, perché è demagogia
allo stato puro. Noi non abbiamo la forza
e, purtroppo, le nostre città del nostro
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territorio lo stanno a dimostrare quotidianamente, di assorbire un numero illimitato di immigrati, il che non significa
essere contrari all’immigrazione regolare:
noi siamo favorevoli all’immigrazione regolare, normata, dove si mette un tetto al
numero di immigrati che possano essere
assorbiti dall’Italia nel corso di un anno,
siamo favorevoli ovviamente ad una politica d’integrazione. Siamo contrari, contrarissimi all’immigrazione clandestina, all’immigrazione irregolare, e se non vado
errato, l’Europa, in qualche maniera, ha
bacchettato il Governo italiano, perché se
è vero che questa nuova operazione cosiddetta « Tritone » parte dal presupposto
che va contrastata l’immigrazione irregolare, si fa una operazione che è l’esatto
opposto di quello che ha fatto l’Italia in
questo anno. Quindi, voi avete sbagliato,
non lo dice soltanto Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, ve lo deve dice anche
l’Europa. Non si può pensare di destinare
risorse praticamente illimitate all’accoglienza. Noi siamo per fare accoglienza,
siamo per destinare fondi alla beneficenza,
all’aiuto e alla solidarietà, ma con un
numero limitato, perché è ovvio che non si
può reggere una sorta di solidarietà che
non abbia una capienza prescritta.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
FABIO RAMPELLI. Tant’è, caro Presidente, che sul territorio, la sofferenza, e
anche l’insofferenza dei ceti sociali più
deboli, sono sotto gli occhi di tutti.
I raffronti che vengono fatti, che vengono riportati legittimamente in quest’Aula tra il pensionato sociale, che
prende meno di 450 euro, e un immigrato
irregolare e clandestino, anche se il reato
d’immigrazione clandestina voi, insieme al
MoVimento 5 Stelle, al Nuovo Centrodestra e ad altri partiti l’avete voluto abolire,
è evidente. I 1.200 euro, che sono il costo
di un immigrato, che arrivano a 1.700
euro per un bambino, rispetto ai 458 euro
di un pensionato sociale, sono un’evidente
iniquità che comunque crea malumore.
Noi non possiamo assolutamente consentire, quando dobbiamo garantire l’integrazione sociale...
Atti Parlamentari
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PRESIDENTE. Concluda.
FABIO RAMPELLI. ... l’integrazione tra
etnie e tra culture, non possiamo, certamente, partire da un dato di squilibrio, da
un dato d’ingiustizia profonda.
PRESIDENTE. Concluda.
FABIO RAMPELLI. Concludo, dicendo,
lo ricordo a me stesso e a voi, che noi
abbiamo un 8 per cento soltanto di immigrazione regolare e, quindi, l’8 per cento
di immigrazione regolare, in quella percentuale, e non un numero in più, deve
poter accedere ai servizi sociali, alle case
popolari, agli asili nido, perché la informo...
PRESIDENTE. La ringrazio.
FABIO RAMPELLI. ... e concludo davvero, che gli italiani non possono andare
più negli asili nido e non possono più
accedere alle case popolari. E questo...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rampelli, il suo tempo è scaduto, la ringrazio.
Ha chiesto di parlare la deputata Piazzoni. Ne ha facoltà.
ILEANA CATHIA PIAZZONI. Signor
Presidente, signor Ministro, io esprimo
apprezzamento per lo sforzo fatto dal
Governo per ottenere un impegno europeo
e anche per i risultati ottenuti, certo
ancora modesti. Del resto la questione
delle migrazioni, più di tante altre, dimostra quanto siano fuori dal mondo le
posizioni antieuropeiste, che qui, in questo
consesso, chiedono soluzioni rapide, durature, per i fenomeni migratori, che chiaramente possano essere ottenute solo ed
esclusivamente attraverso la costruzione di
una forte politica europea coesa.
Noi abbiamo bisogno di cambiare il
Trattato di Dublino e ottenere un vero
diritto di asilo europeo. Abbiamo bisogno
di un forte impegno europeo nella politica
estera e nella cooperazione internazionale.
Abbiamo bisogno di un’operazione Mare
Nostrum più estesa e più integrata, su cui
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ritornerò tra poco. Abbiamo bisogno di
trovare soluzioni, che evitino la via del
mare nei Paesi di transito, quindi di cambiare completamente strategia per potere
garantire il diritto alla vita.
Lo dico ai colleghi che sono intervenuti
prima di me del MoVimento 5 Stelle, della
Lega Nord e di Fratelli d’Italia: al di là
veramente delle frasi inaccettabili che vengono dette, andando nel merito, io dubito
che tutte queste soluzioni auspicate possano essere ottenute in Europa, alleandosi,
per esempio, con Farage o comunque con
tutte le forze di stampo nazionalista e
razzista, che non farebbero altro che aggravare la nostra situazione, seppure considerassimo tutto questo al di là di quello
che dovrebbe essere, invece, il fondamento
del nostro agire, che è il rispetto dei diritti
umani.
Ecco, solo un appunto, Ministro, però.
Lei ha parlato di straordinarietà dell’operazione Mare Nostrum. Io sono assolutamente d’accordo sul fatto che Mare Nostrum sia un’operazione straordinaria. Ho
avuto l’opportunità, la grande opportunità,
di potere vedere da vicino, attraverso una
delegazione parlamentare che è stata ospitata sulla nave San Giusto, qual è l’operato
della nostra Marina e tutto quanto è stato
costruito intorno all’operazione Mare Nostrum, con l’intervento anche di associazioni di volontariato, di organizzazioni e di
persone che si mettono a disposizione ogni
giorno per un’operazione veramente
straordinaria. Però, siccome credo che lei
la definisse « straordinaria » in termini di
temporaneità, faccio presente che lei ha
giustamente detto che il fenomeno delle
migrazioni non è legato a qualche evento
particolare, ma alla disgregazione generale
dell’assetto geopolitico di interi continenti.
Quindi, se di emergenza parliamo, è sicuramente un’emergenza che andrà avanti
per tanto, tanto tempo.
Noi abbiamo bisogno sicuramente di un
apporto dell’Europa per potere allargare
l’impegno di Mare Nostrum. Credo che sia
sicuramente necessario andare ad integrare l’operazione Triton con la nostra
operazione. Possiamo sicuramente rimo-
Atti Parlamentari
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dularla, ma, Ministro, innanzitutto orgoglio, orgoglio per quello che questo Paese
ha fatto in quell’operazione !
Guardi, solo una cosa, e concludo,
Presidente, concludo subito. Quando lei è
venuto l’altra volta ad aprile a riferire
sull’operazione...
PRESIDENTE. Deve concludere.
ILEANA CATHIA PIAZZONI. Concludo
subito.
PRESIDENTE. Non abbiamo tempo.
ILEANA CATHIA PIAZZONI. Lei disse
una cosa molto bella, ovvero che lei non
avrebbe barattato, per i voti, 19 mila
morti. Ecco, io non penso che possa cambiare questa prospettiva, quando i morti
sono molti, molti di più. E, quindi, la
prego: lasci le assurdità ad altri... (Applausi
dei deputati del gruppo Misto-Libertà e
Diritti-Socialisti europei(LED) e di deputati
del gruppo Partito Democratico e di deputati del gruppo Per l’Italia).
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Piazzoni, la ringrazio, il suo tempo è scaduto.
Ha chiesto di parlare il deputato Tabacci.
Ne ha facoltà.
BRUNO TABACCI. Signora Presidente,
caro Ministro, forse ho sbagliato ad iscrivermi a questa discussione. Io condivido il
suo giudizio su Mare Nostrum, ma resto
sconcertato di fronte al dibattito, a cui
abbiamo assistito oggi in quest’Aula. Forse
sarà la ripresa televisiva, ma da un lato si
contesta a lei il fatto che l’operazione
« Tritone » avrebbe solo otto Paesi, il che
evidenzierebbe il fatto che altri venti Paesi
ragionano come hanno ragionato molti
nostri altri colleghi: se ci sono questi che
spingono, respingiamoli.
La soluzione politica è il respingimento.
Con una politica così non si va da nessuna
parte, si capisce perché l’Europa sia ai
minimi termini e sia diventata ormai il
« secondo mondo ». Infatti, non vedere
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cosa c’è sotto di noi vuol dire non avere la
percezione esatta di qual è il fenomeno
che si agita su scala mondiale.
Allora io mi auguro – ed ho concluso
– che lei e l’Italia possa concorrere a
superare le lacerazioni europee e convincere che il realismo sui temi dell’immigrazione risponde a una esigenza di buona
politica e soprattutto di lungimiranza. Dei
100 presunti clandestini che arrivano in
Italia solo 15 si fermano nel nostro Paese,
la spinta è di andare altrove.
L’Europa non può non farsi carico di
questo problema complessivo. Diversamente, finirà come è finito l’impero romano. Anche lì, li consideravano barbari
quelli che premevano alle frontiere (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Centro
Democratico e di deputati dei gruppi Partito
Democratico, Scelta Civica per l’Italia e Per
l’Italia).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la
deputata Locatelli. Ne ha facoltà.
PIA ELDA LOCATELLI. Signor Presidente, gli immigrati costano, gli immigrati
ci rubano lavoro, gli immigrati godono di
privilegi che noi non abbiamo, gli immigrati trasmettono malattie, sono terroristi,
vanno fermati. Mare Nostrum è un fallimento, Mare Nostrum è un’operazione
criminale. Sono frasi che si sentono e si
leggono in questi giorni, purtroppo anche
in quest’Aula.
Abbiamo il dovere di smentire falsità
che hanno l’obiettivo di scatenare paure e
di mettere le persone le une contro le
altre. Mare Nostrum non è qualcosa di cui
vergognarsi, ma un’operazione che ha permesso di soccorrere e salvare oltre 100
mila vite. Ne dobbiamo andare fieri. Mare
Nostrum è costata 2 euro per ogni italiano,
2 caffè all’anno per salvare 100 mila
persone.
Il Ministro Alfano ci dice che « Tritone » sostituirà Mare Nostrum. Noi socialisti diciamo che non possiamo, non dobbiamo smantellare Mare Nostrum e chiediamo che il Governo mantenga attive
quelle, fra le funzioni di Mare Nostrum,
che non sono sovrapponibili con quelle di
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« Tritone », ricercando piuttosto una complementarietà tra i due programmi e non
disperdendo, ma valorizzando le competenze acquisite (Applausi del deputato Marazziti).
Chiediamo anche che l’ultimo periodo
del semestre italiano di Presidenza sia
impegnato a convincere tutti i partner
europei che è necessario modificare il
regolamento « Dublino III » al fine di facilitare la mobilità dei rifugiati riconosciuti, affinché per ragioni familiari, umanitarie, di opportunità economica possano
stabilirsi anche in Paesi della UE diversi
dal primo in cui sono approdati. E mi
pare che si vada in questa direzione dalle
sue parole.
Si dovrà poi costruire un sistema europeo di asilo accompagnato dall’istituzione sul territorio della sponda meridionale del Mediterraneo, proprio lì prima
che da noi, di sedi di screening delle
richieste di accesso, che contrasti nei fatti
l’attività dei trafficanti, che vanno sempre
perseguiti severamente, pur nella consapevolezza che purtroppo questo fenomeno
continuerà ad esistere.
Lavoriamo su questi fronti e lasciamo
da parte facili populismi per conquistare
qualche voto in più. Alimentando l’odio e
la paura del diverso non si blocca l’immigrazione, clandestina o regolare che sia,
si dà solo spazio a pericolose derive razziste che vanno bloccate sul nascere prima
che degenerino in qualche cosa di molto
peggio.
PRESIDENTE. È così esaurita l’informativa urgente.
Sospendo la seduta, anche per consentire l’installazione delle cabine di voto
perché, come sapete, abbiamo la riunione
del Parlamento in seduta comune prevista
per le ore 16.
La seduta riprenderà dopo lo svolgimento di tale riunione con il seguito
dell’esame delle proposte di legge in materia di emersione e rientro di capitali
detenuti all’estero.
La seduta, sospesa alle 15,20, è ripresa
alle 19,50.
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PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE
ROBERTO GIACHETTI
Missioni.
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi
dell’articolo 46, comma 2, del Regolamento,
l’onorevole Boccia è in missione a decorrere dalla ripresa notturna della seduta.
I deputati in missione sono complessivamente centouno, come risulta dall’elenco depositato presso la Presidenza e
che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna.
Modifica nella composizione della Commissione parlamentare di inchiesta sul
fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte
della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle
altre associazioni criminali, anche straniere, il senatore Salvatore Tomaselli in
sostituzione del senatore Miguel Gotor,
dimissionario.
Modifica nella composizione della Commissione parlamentare per l’indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Senato ha chiamato a far parte
della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi
radiotelevisivi il senatore Miguel Gotor in
sostituzione del senatore Salvatore Tomaselli, dimissionario.
Si riprende la discussione.
(Ripresa esame degli ordini del giorno
– A.C. 2247-A)
PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito
della discussione della proposta di legge
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SEDUTA DEL
n. 2247-A: Disposizioni in materia di
emersione e rientro di capitali detenuti
all’estero nonché per il potenziamento
della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni
in materia di autoriciclaggio. E dell’abbinata proposta di legge n. 2248.
Ricordo che nella parte antimeridiana
della seduta è stato da ultimo respinto l’ordine del giorno Lorefice n. 9/2247-A/24.
Avverto, inoltre, che l’ordine del giorno
Turco n. 9/2247-A/95, a pagina 66 del
fascicolo, è da intendersi a firma Toninelli
anziché Turco.
Passiamo all’ordine del giorno Lupo
n. 9/2247-A/25, accolto dal Governo come
raccomandazione. La deputata Lupo non è
in Aula, quindi si intende che non insista
per la votazione del suo ordine del giorno.
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Mannino n. 9/2247-A/26, accolto
dal Governo come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Mantero n. 9/2247-A/27, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Mantero n. 9/2247-A/27, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Colleghi, non aspetto troppo, quindi vi
pregherei di prendere posto e di votare. Di
Gioia, Capua, Oliaro, Mattiello... Colleghi,
sto per chiudere la votazione. Onorevole
Invernizzi, la prego di accelerare. Sottanelli, Famiglietti... Onorevole Oliaro, la
prego di votare rapidamente. Biancofiore,
Tancredi, Busto. Quando ha votato l’onorevole Biancofiore chiudo la votazione.
Onorevole Lainati, noi siamo con la votazione aperta da alcuni minuti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 252
Votanti ............................ 249
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 125
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Hanno votato sì .....
13
Hanno votato no .. 236.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Marzana
n. 9/2247-A/28, accolto dal Governo come
raccomandazione. La deputata Marzana
non è in Aula, quindi si intende che non
insista per la votazione del suo ordine del
giorno.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Micillo n. 9/2247-A/29, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Micillo n. 9/2247-A/29, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Capua, Colaninno, Luigi Gallo, Crippa...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 315
Votanti ............................ 312
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 157
Hanno votato sì ....... 65
Hanno votato no .. 247.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Mucci
n. 9/2247-A/30 accolto dal Governo come
raccomandazione. Constato l’assenza dell’onorevole Mucci: s’intende che abbia rinunziato alla votazione del suo ordine del
giorno n. 9/2247-A/30.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Nesci
n. 9/2247-A/31, accolto dal Governo come
raccomandazione.
DALILA NESCI. Signor Presidente,
questo ordine del giorno vuole impegnare
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
71
SEDUTA DEL
il Governo ad introdurre strumenti di
condivisione di banche dati con le autorità
fiscali estere nonché favorire la creazione
di una unità di intelligence per la lotta
all’evasione fiscale internazionale. Su questo, ovviamente, è doveroso anche leggere
la premessa dell’ordine del giorno, perché
si comprenderà poi meglio l’impegno che
si chiede al Governo. La proposta di legge
in esame introduce la procedura di volontaria collaborazione preventiva in materia
fiscale.
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 340
Votanti ............................ 337
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 169
Hanno votato sì .....
70
Hanno votato no .. 267.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
PRESIDENTE. Onorevole Nesci, concluda.
(Il deputato Oliverio ha segnalato che
non è riuscito ad esprimere voto contrario).
DALILA NESCI. La finalità perseguita è
quella di favorire il rientro in Italia di
capitali e attività finanziarie detenute all’estero e non dichiarate, consentendo di
sanare la posizione fiscale nei confronti
dell’erario. In pratica, il contribuente dovrà autodenunciarsi al fisco beneficiando
del pagamento in misura ridotta delle
sanzioni amministrative pecuniarie nonché della non punibilità per i reati fiscali
relativi agli obblighi dichiarativi.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Dall’Osso
n. 9/2247-A/32, accolto dal Governo come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Nesci,
abbiamo concluso il tempo. Onorevole Nesci, ha concluso il tempo. Può chiudere.
DALILA NESCI. Il testo approvato all’esito dell’esame in Commissione, prevede
altresì che la procedura di volontaria
possa essere utilizzata...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Nesci.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Nesci n. 9/2247-A/31, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
MATTEO DALL’OSSO. Signor Presidente, grazie, sono appena le 8, non c’è
problema... secondo l’ordine del giorno
che ho proposto, la proposta di legge in
esame introduce la procedura di volontaria collaborazione preventiva in materia
fiscale (la cosiddetta voluntary disclosure).
Consentendo di sanare la posizione fiscale
nei confronti dell’erario. Vorrei impegnare
il Governo a predisporre una piattaforma
online gestita direttamente dall’Agenzia
delle entrate che consenta la liquidazione
e il pagamento delle imposte dovute. Ha
visto, Presidente, mancano ancora 30 secondi, potrei mettermi a ballare il tip tap.
PRESIDENTE. Ne ha dieci, onorevole
Dall’Osso, grazie.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Dall’Osso n. 9/2247-A/32, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
(Segue la votazione).
Pesco, Ruocco, Colaninno, Giulietti,
Gribaudo, Massa, Vignaroli, Brugnerotto...
Dichiaro chiusa la votazione.
Di Gioia, Gnecchi ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
72
SEDUTA DEL
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 342
Votanti ............................ 338
Astenuti ..........................
4
Maggioranza .................. 170
Hanno votato sì ....... 59
Hanno votato no .. 279.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Albanella ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno D’Ambrosio n. 9/2247-A/33, accolto dal Governo
come raccomandazione.
GIUSEPPE D’AMBROSIO. Signor Presidente, il mio ordine del giorno è un
qualcosa a cui il MoVimento 5 Stelle da
sempre è vicino e cioè in qualche modo
impegnerebbe il Governo ad utilizzare, nel
controllo degli obblighi fiscali per le dichiarazioni del versamento delle imposte
dovute generalmente alle locazioni, soprattutto a quelle di periodo breve, gli strumenti informatici. Questo magari per agevolare la trasparenza, che a noi è una cosa
che tanto piace, perché avendo gli strumenti tutti su Internet è più facile anche
per i cittadini potervi accedere e logicamente anche per rendere più snello il
procedimento.
Termino, Presidente: logicamente so
che quello che riguarda la trasparenza a
questo Governo fa tanto piacere, quindi
sono certo che questo ordine del giorno
verrà accolto (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno D’Ambrosio n. 9/2247-A/33, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Covello, Grassi, Monchiero, Labriola,
Tancredi, Taranto ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 343
Votanti ............................ 339
Astenuti ..........................
4
Maggioranza .................. 170
Hanno votato sì ....... 72
Hanno votato no .. 267.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno De Lorenzis n. 9/2247-A/34, accolto dal Governo
come raccomandazione.
DIEGO DE LORENZIS. Signor Presidente, anch’io voglio usare questo minuto
per cercare di convincere l’Aula ed il
Governo a fare qualcosa di buon senso,
qualcosa che abbiamo scritto in questo
impegno, che vado a leggere a beneficio di
tutti i colleghi: noi chiediamo un impegno
del Governo al fine di migliorare la tax
compliance e ridurre i rischi di evasione e
a prevedere quindi l’invio ai contribuenti
di bollettini postali precompilati per il
pagamento dei tributi dovuti.
Quindi niente di trascendentale, semplicemente una buona amministrazione,
che favorisca i cittadini nel pagamento
delle tasse.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno De Lorenzis n. 9/2247-A/34, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gribaudo, Dieni, Covello, Taricco, Malpezzi, Piccoli Nardelli ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
73
SEDUTA DEL
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 348
Votanti ............................ 344
Astenuti ..........................
4
Maggioranza .................. 173
Hanno votato sì .......... 72
Hanno votato no .. 272.
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
pegno è talmente tanto semplice che addirittura potrebbe aiutare tutte quelle persone che si ritrovano una casa con vista
Colosseo a capire magari chi gliel’ha pagata (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Ecco perché riteniamo
che il Governo, dopo tutti gli scandali che
ci sono stati, accoglierà questo ordine del
giorno senza alcun dubbio.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Terzoni ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto favorevole).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno De
Rosa n. 9/2247-A/35, accolto dal Governo
come raccomandazione.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno De Rosa n. 9/2247-A/35, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Saltamartini, Covello, Galperti ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 349
Votanti ............................ 345
Astenuti ..........................
4
Maggioranza .................. 173
Hanno votato sì ....... 73
Hanno votato no .. 272.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Del
Grosso n. 9/2247-A/36, accolto dal Governo come raccomandazione.
DANIELE DEL GROSSO. Signor Presidente, questo ordine del giorno impegna il
Governo per la lotta all’evasione fiscale nel
settore immobiliare a prevedere l’obbligo
per i comuni di acquisire il titolo di
proprietà o occupazione dell’immobile in
caso di cambio di residenza. Questo im-
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Del Grosso n. 9/2247-A/36, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gadda, Covello, Paola Bragantini, Rampelli, Di Gioia...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 354
Votanti ............................ 353
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 177
Hanno votato sì ....... 74
Hanno votato no .. 279.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Della Valle
n. 9/2247-A/37, accolto dal Governo come
raccomandazione.
IVAN DELLA VALLE. Signor Presidente, con questo ordine del giorno pensiamo di incentivare la collaborazione
spontanea dei contribuenti non in regola,
con conseguente inevitabile rinuncia da
parte dello Stato all’applicazione di sanzioni penali e amministrative. È auspicabile che la lotta all’evasione fiscale venga
perseguita anche attraverso il rafforzamento degli strumenti di controllo e di
accertamento esistenti, nonché l’introduzione di nuove misure di contrasto. Quindi
impegniamo il Governo a introdurre l’obbligo delle agenzie immobiliari di segna-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
74
SEDUTA DEL
lare i contratti di locazione immobiliare
conclusi per il loro tramite, nonché copia
del contratto concluso ai fini della registrazione. Quindi, anche con questo ordine
del giorno chiediamo maggiore trasparenza.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Della Valle n. 9/2247-A/37, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Marco Di Stefano, Carra, Baruffi, Paola
Bragantini, Vignaroli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 356
Votanti ............................ 353
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 177
Hanno votato sì ....... 68
Hanno votato no .. 285.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Nuti n. 9/
2247-A/38, accolto dal Governo come raccomandazione. Non vedo l’onorevole Nuti
in Aula, quindi presumo che abbia accolto
la raccomandazione.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Parentela
n. 9/2247-A/39, accolto dal Governo come
raccomandazione.
PAOLO PARENTELA. Signor Presidente, al fine di favorire l’emersione di
capitali e potenziare quindi la lotta all’evasione, con questo provvedimento si
introducono procedure volte a stimolare
l’autodenuncia da parte dei contribuenti
inadempienti agli obblighi dichiarativi, riconoscendo loro una significativa riduzione delle sanzioni amministrative pecuniarie applicabili, nonché la totale esclusione della punibilità per i reati tributari
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 10-bis e 10-ter
del decreto legislativo n.74 del 2000. Presidente, è auspicabile quindi che la lotta
all’evasione fiscale venga perseguita anche
attraverso il rafforzamento degli strumenti
di controllo.
Per questo motivo l’ordine del giorno
impegna il Governo a prevedere lo sviluppo e l’utilizzo di software per accertare
in tempo reale (verificando le esportazioni/cessioni intracomunitarie effettive) le
illecite dichiarazione di plafond (che consente di non pagare l’IVA all’importazione).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Parentela n. 9/2247-A/39, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Abrignani... Gadda... Covello... Tancredi... Monchiero... Segoni... Casellato...
Ferranti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 356
Votanti ............................ 353
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 177
Hanno votato sì ....... 73
Hanno votato no .. 280.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Petraroli
n. 9/2247-A/40. Constato l’assenza dell’onorevole Petraroli: si intende che abbia
accolto la raccomandazione.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Pesco
n. 9/2247-A/41, accolto dal Governo come
raccomandazione.
DANIELE PESCO. Signor Presidente,
con il provvedimento che a breve approverete in quest’Aula, in pratica non si fa
lotta all’evasione fiscale: si dà un incentivo
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
75
SEDUTA DEL
economico a chi per anni ha nascosto
proventi al fisco e si dà praticamente una
bella pacca sulle spalle.
Con questo ordine del giorno chiedo
che la lotta all’evasione fiscale venga fatta
sul serio. Non sono io a chiederlo: tutti i
miei colleghi in questo momento stanno
chiedendo questo al Governo. Ebbene, in
questo ordine del giorno in particolare si
chiede che vengano intensificati i controlli
per le aziende che facilmente possono
evadere l’IVA trattando commercialmente
con aziende al di fuori dell’Italia e dell’Europa. Queste aziende utilizzano questo
sistema per creare tantissimi e ingenti
proventi illeciti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Pesco n. 9/2247-A/41, non accettato dal Governo.
Dichiaro aperta la votazione. Onorevole
Fontana, vada a votare.
(Segue la votazione).
Gregori... Bossa...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 350
Votanti ............................ 347
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 174
Hanno votato sì ....... 73
Hanno votato no .. 274.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Pinna
n. 9/2247-A/42. Constato l’assenza dell’onorevole Pinna in Aula: presumo che
abbia accolto la raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Pisano
n. 9/2247-A/43. Constato l’assenza dell’onorevole Pisano in Aula: presumo che
abbia accolto la raccomandazione.
Onorevole Prodani, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2247A/44, accolto dal Governo come raccomandazione ?
Camera dei Deputati
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OTTOBRE
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ARIS PRODANI. Signor Presidente, al
fine di prevenire l’evasione di accise, vogliamo impegnare il Governo a costituire
uffici nazionali dell’Agenzia delle dogane
dedicati all’analisi dei dati ed alla ricerca
delle anomalie per effettuare controlli mirati sul territorio e presso i depositi fiscali,
nell’ambito di programmi straordinari,
d’intesa con l’Agenzia delle entrate e
Guardia di finanza.
PRESIDENTE. Onorevole Prodani, per
capire, ma insiste per la votazione ?
ARIS PRODANI. Si, signor Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Prodani n. 9/2247-A/44, con il parere contrario Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Rizzetto... Capua... Segoni...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 351
Votanti ............................ 348
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 175
Hanno votato sì ....... 62
Hanno votato no .. 286.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Rizzetto n. 9/2247-A/45, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Rizzetto n. 9/2247-A/45, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Casellato.
Dichiaro chiusa la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
76
SEDUTA DEL
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 349
Votanti ............................ 346
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 174
Hanno votato sì ....... 72
Hanno votato no .. 274.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Rizzo
n. 9/2247-A/46: constato l’assenza dell’onorevole Rizzo: s’intende, quindi, che
abbia accolto la raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Paolo
Nicolò Romano n. 9/2247-A/47: constato
l’assenza dell’onorevole Paolo Nicolò Romano: s’intende, quindi, che abbia accolto
la raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Ruocco
n. 9/2247-A/48: onorevole Ruocco insiste
per la votazione ? Intende intervenire ? Ha
un minuto per intervenire in dichiarazione
di voto. Prego.
CARLA RUOCCO. Signor Presidente,
con questo ordine del giorno noi chiediamo al Governo di valutare l’opportunità
di prevedere termini di accertamento più
ampi rispetto a quelli ordinari: il cosiddetto raddoppio dei termini che si ha
quando, per esempio, si configura una
fattispecie di evasione che, sforando determinate soglie di importo, arriva nel
campo penale. E quando l’evasione fiscale,
superando, appunto, determinate soglie e
configurandosi come frode interessa il
campo penale, l’accertamento si può avvalere del cosiddetto raddoppio dei termini, cioè si può andare a ritroso.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
CARLA RUOCCO. Noi chiediamo al
Governo l’opportunità – l’avevamo chiesto
anche in sede emendativa – di prevedere
termini di accertamento più ampi rispetto
a quelli ordinari, tenendo conto proprio
delle esigenze operative dell’Agenzia delle
entrate.
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
PRESIDENTE. Abbiamo finito il tempo,
onorevole Ruocco.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Ruocco n. 9/2247-A/48, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Blažina, Gregori, Di Gioia, Carloni,
Palma, Carrozza, Piccoli Nardelli, Rotta,
Vignaroli. Qualcuno non riesce a votare ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 357
Votanti ............................ 353
Astenuti ..........................
4
Maggioranza .................. 177
Hanno votato sì ....... 72
Hanno votato no .. 281.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Rotta ha segnalato che non
è riuscita ad esprimere voto contrario).
Devo fare una rettifica, mi rivolgo in
particolare al gruppo del MoVimento 5
Stelle, onorevole Sibilia: il Presidente ha
sbagliato prima, perché sull’ordine del
giorno Paolo Nicolò Romano n. 9/2247A/47 c’era un parere contrario, quindi, è
del tutto evidente che non si può considerare accolto come raccomandazione, ma
s’intende che, non essendoci il presentatore...ci siamo intesi. Grazie.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Rostellato
n. 9/2247-A/49.
GESSICA ROSTELLATO. Signor Presidente, con questo ordine del giorno, vogliamo impegnare il Governo semplicemente a valutare l’opportunità di escludere dalla volontaria collaborazione coloro
che hanno riportato delle condanne passate in giudicato per reati tributari – quei
reati tributari che sono indicati nel decreto legislativo n. 74 del 2000 –, conse-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
—
77
SEDUTA DEL
guenti alla violazione degli obblighi di
dichiarazione previsti dal decreto-legge
n. 167 del 1990. Questa, ovviamente, è una
richiesta che deriva da ragioni di etica
sociale ed anche di un senso di legalità,
quindi, poiché l’impegno è solo « a valutare l’opportunità », mi sembra che dovrebbe essere, per ovvie ragioni, accolto.
PRESIDENTE. Passiamo dunque ai
voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Rostellato n. 9/2247-A/49, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
chiediamo al Governo di valutare perlomeno l’opportunità di escludere, per ragioni sia di etica sociale che di senso di
legalità, coloro che abbiano già beneficiato
dell’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, quelle di cui
all’articolo 13-bis del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
PRESIDENTE. Passiamo dunque ai
voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Segoni n. 9/2247-A/51, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregori, Capua, Rotta, Covello, Ferranti, Mauri, Palese, Piccoli Nardelli, Monchiero, Carloni...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 361
Votanti ............................ 358
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 180
Hanno votato sì ....... 74
Hanno votato no .. 284.
Gregori, Dall’Osso, Terzoni, Duranti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 360
Votanti ............................ 357
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 179
Hanno votato sì ....... 71
Hanno votato no .. 286.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Scagliusi
n. 9/2247-A/50 accolto dal Governo come
raccomandazione. Constato l’assenza dell’onorevole Scagliusi: s’intende che abbia
rinunziato alla votazione del suo ordine
del giorno n. 9/2247-A/50. Chiedo al presentatore se insista per la votazione dell’ordine del giorno Segoni n. 9/2247-A/51,
con il parere contrario del Governo.
SAMUELE SEGONI. Signor Presidente,
riteniamo opportuno e auspicabile che la
lotta all’evasione fiscale venga perseguita,
tra le altre forme, anche attraverso il
rafforzamento degli strumenti di controllo
e di accertamento esistenti nonché attraverso l’introduzione di nuove misure di
contrasto. Pertanto con questo impegno
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Sibilia
n. 9/2247-A/52, con il parere contrario del
Governo. Non vuole parlare ? Le ho dato
la parola, non si distragga con il tabellone !
CARLO SIBILIA. Signor Presidente, vedevo il tabellone ancora acceso per il voto,
quindi ho avuto un attimo di ripensamento. Comunque noi con questo ordine
del giorno auspichiamo che la lotta all’evasione fiscale venga perseguita anche
attraverso il rafforzamento degli strumenti
di controllo e accertamento esistenti, però
vorremmo che si valutasse anche l’introduzione di nuove misure di contrasto.
Quindi vorremmo impegnare il Governo a
valutare l’opportunità di escludere la ri-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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78
SEDUTA DEL
duzione delle sanzioni amministrative pecuniarie, prevista in caso di adesione all’invito di cui all’articolo 5, comma 1 del
decreto legislativo n. 218 del 1997 (è prevista infatti la riduzione ad un sesto delle
sanzioni irrogate), considerate le riduzioni
già concesse dalla proposta di legge in
esame a favore dei contribuenti che intendano accedere alla procedura di volontaria collaborazione.
Detto questo, non ricordo qual è il
parere.
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Cinzia Fontana, Tancredi, Covello...onorevole Garofani la richiamo all’ordine !
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 361
Votanti ............................ 358
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 180
Hanno votato sì ....... 72
Hanno votato no .. 286.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
PRESIDENTE. Detto questo, ha terminato. Il parere è contrario, onorevole Sibilia.
CARLO SIBILIA. Proprio perché il parere è contrario, vorrei proporre alla Presidenza se è possibile magari...
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sul dispositivo
dell’ordine del giorno Sibilia n. 9/2247/52,
sul quale il Governo ha espresso parere
contrario.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
PRESIDENTE. Dovrebbe farlo in un
centesimo di secondo però.
CARLO SIBILIA. Sì, di votare per parti
separate la premessa e l’impegno, perché
magari può cambiare...
PRESIDENTE. Benissimo, onorevole
Sibilia, come l’altra volta votiamo prima il
dispositivo e, nel caso in cui venga respinto
il dispositivo...
CARLO SIBILIA. Direi che in questo
caso, siccome è una richiesta singola, forse
sarebbe meglio votare prima la premessa
e poi gli impegni.
PRESIDENTE. Guardi, onorevole Sibilia, le vengo incontro: votiamo prima la
premessa e poi il dispositivo, va bene ?
Passiamo dunque ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Sibilia n. 9/2247-A/52, limitatamente alla premessa, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Di Gioia, Gregori, Villecco Callipari,
Zardini, Miotto, Vignaroli, Pesco, Della
Valle...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 358
Votanti ............................ 355
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 178
Hanno votato sì ....... 60
Hanno votato no .. 295.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Prendo atto che i presentatori degli
ordini del giorno Villarosa n. 9/2247/53 e
Sorial n. 9/2247/54, non accettati dal Governo, non sono in Aula.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Artini
n. 9/2247/55, accolto dal Governo come
raccomandazione.
MASSIMO ARTINI. Signor Presidente,
io chiedo con questo ordine del giorno che
il Governo valuti l’opportunità, peraltro
non peregrina, di destinare i suddetti introiti che si riferiscono al comma 7, in
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
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79
SEDUTA DEL
quanto dispone in merito all’utilizzo delle
entrate derivanti dalle disposizioni di cui
agli articoli da 5-quater a 5-septies del
decreto-legge n. 167 del 1990, che tali
introiti vadano finalizzati a progetti di
sviluppo di start-up innovative, ovverosia
di « incubatori certificati » di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18
ottobre 2012, n. 179, convertito peraltro
con modificazioni dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221.
Signor Presidente, chiedo che venga
posto in votazione.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Ferraresi. Ne ha facoltà.
VITTORIO FERRARESI. Signor Presidente, senz’altro questo ordine del giorno
è un’ottima proposta perché praticamente
vuole spostare gli introiti derivanti da una
lotta all’evasione del crimine verso quell’economia pulita che può sorgere dai
nostri giovani e dai nostri nuovi imprenditori con questo progetto.
Io penso che sia veramente un buon
esempio, un esempio che può far veramente risplendere, una norma come questa che...
PRESIDENTE. Onorevole Saltamartini,
il suo posto non è quello.
Prego, onorevole Ferraresi.
VITTORIO FERRARESI. ...può veramente dare un senso ancora più positivo e
di esempio ai nostri cittadini, ai nostri
giovani e ai nostri imprenditori e trasferire
gli introiti da un lato criminale di evasione
a nuove possibilità per lo sviluppo del
nostro Paese.
PRESIDENTE. Vorrei semplicemente
informare i colleghi del MoVimento 5
Stelle che sono rimasti quattro o cinque
minuti per le dichiarazioni di voto a titolo
personale, tempo al quale la Presidenza,
come di prassi, aggiungerà un terzo qualora venga richiesto e sicuramente sarà
richiesto.
Camera dei Deputati
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OTTOBRE
2014 —
N.
311
Però è del tutto evidente che – i
numeri parlano chiaro – non ci sarà lo
spazio per le dichiarazioni di voto per tutti
gli ordini del giorno. Segnalo solo che, se
parlano in più persone su un solo ordine
del giorno, magari altri che vorrebbero
parlare poi non potranno farlo. Lo dico
solo per informazione. Onorevole Di Battista, è la somma che fa il totale, come
diceva Totò...
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Artini n. 9/2247/55, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Di Gioia, Capua...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 347
Votanti ............................ 344
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 173
Hanno votato sì ....... 70
Hanno votato no .. 274.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(I deputati Cassano e Covello hanno
segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario e il deputato Marcon
ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto favorevole).
L’onorevole Baldassarre non è presente
in Aula. Si intende, dunque, che il presentatore non insiste per la votazione
dell’ordine del giorno Baldassarre n. 9/
2247-A/56, accolto dal Governo come raccomandazione.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Baroni
n. 9/2247-A/57, accolto dal Governo come
raccomandazione.
MASSIMO ENRICO BARONI. Presidente, con questo ordine del giorno noi
impegniamo il Governo già a valutare
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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DISCUSSIONI
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80
SEDUTA DEL
l’opportunità di. Quindi, chiediamo che
venga semplicemente votato perché la formulazione « a valutare l’opportunità di »
questa volta preventivamente l’abbiamo
messa noi. Quindi, se mettiamo una doppia opportunità non si arriva a fare
giorno.
È interessante perché chiediamo un
impegno, in questo caso nelle intenzioni,
per incentivare la promozione e la tutela
del lavoro autonomo e del cofinanziamento degli interventi adottati in ambito
territoriale, a valere dalle risorse stanziate
nell’ambito dei bilanci regionali sulle risorse del Fondo sociale europeo, con particolare riguardo alle seguenti attività:
operazioni di acquisto di macchinari, ai
sensi della legge 28 novembre 1965,
n. 1329; prestazioni di garanzie per l’accesso al credito, ovvero operazioni di consolidamento a medio termine di passività
a breve nei confronti del sistema bancario...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Baroni.
MASSIMO ENRICO BARONI. ...in correlazione alla presentazione di programmi
di sviluppo e innovazione; infine, investimenti per la ricerca industriale, l’innovazione tecnologica, organizzativa e commerciale per la tutela ambientale e la
messa in sicurezza sui luoghi di lavoro...
PRESIDENTE. La ringrazio.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno 9/2247-A/57, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Ci siamo ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 342
Votanti ............................ 339
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 170
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Hanno votato sì ....... 71
Hanno votato no .. 268.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Le deputate Nicchi e Pellegrino hanno
segnalato che non sono riuscite ad esprimere voto contrario).
Passiamo alla votazione dell’ordine del
giorno Basilio n. 9/2247-A/58. L’onorevole
Basilio non è presente in Aula. Quindi, si
intende decaduto.
Passiamo alla votazione dell’ordine del
giorno Battelli n. 9/2247-A/59. C’è l’onorevole Battelli ? Sì. Prego...
MIRELLA LIUZZI. Presidente...
PRESIDENTE. No, onorevole Liuzzi
aspetti. Devo sapere se c’è l’onorevole
Battelli, perché altrimenti lei non può
parlare. S’intende che l’ordine del giorno
Battelli n. 9/2247-A/59 è accolto come
raccomandazione.
Onorevole Bechis, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2247A/60, accolto dal Governo come raccomandazione ?
ELEONORA BECHIS. Presidente, con
questo ordine del giorno si chiede al
Governo di assumersi ogni iniziativa volta
a sviluppare e implementare gli strumenti
telematici di acquisizione dei dati da parte
delle pubbliche amministrazioni, eliminando l’utilizzo di documenti cartacei al
fine di favorire la loro trasmissione e
consultazione e, dunque, di aumentare la
mole di informazioni effettivamente utilizzabili per l’accertamento e il controllo
della posizione fiscale dei contribuenti.
Rendiamo comunque noto che, all’interno del testo di questo ordine del giorno,
sottolineiamo che la finalità perseguita è
quella di favorire il rientro in Italia di
capitali e attività finanziarie detenute all’estero e non dichiarate, consentendo di
sanare la posizione fiscale nei confronti
dell’erario. In pratica, il contribuente do-
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
—
81
SEDUTA DEL
vrà autodenunciarsi al fisco, beneficiando
del pagamento in misura ridotta delle
sanzioni amministrative pecuniarie, nonché della non punibilità per i reati fiscali
relativi a obblighi dichiarativi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Bechis n. 9/2247-A/60, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Ci siamo ? Mura ha votato. Onorevole
Rizzetto, ho capito; spero che non sia una
forma ostruzionistica. Mi pare che abbiano votato tutti...onorevole Fossati,
prego.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 351
Votanti ............................ 348
Astenuti ..........................
3
Maggioranza .................. 175
Hanno votato sì ....... 72
Hanno votato no .. 276.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Covello ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Benedetti
n. 9/2477-A/61, accolto dal Governo come
raccomandazione.
SILVIA BENEDETTI. Signor Presidente, in sostanza c’è una proposta in
questo ordine del giorno, perché proponiamo una diversa destinazione degli introiti, di cui al comma 7 del provvedimento che stiamo appunto esaminando.
Che cosa vogliamo fare ? Proponiamo
una diversa destinazione d’uso di questi
introiti e vogliamo usarli come sgravio,
uno sgravio fiscale, che possa aiutare i
soggetti pubblici e privati che investono
nell’avviamento, nella creazione e nella
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
riconversione tecnologica e ambientale
delle micro, piccole e medie imprese.
Quindi in sostanza andiamo anche a varare una misura che potrebbe aiutare le
imprese e che potrebbe aiutare anche a
creare occupazione.
Se eventualmente il Governo volesse
rivedere la propria decisione in merito,
sarebbe cosa saggia.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole
Benedetti, il Governo era attentissimo,
però non mi pare che dia segni di cambiamento di opinione. Quindi lo poniamo
in votazione con il parere contrario del
Governo a fronte di un’indisponibilità ad
accoglierlo come raccomandazione.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Benedetti n. 9/2247-A/61, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregari, Rizzetto, Blažina... Giulietti...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 341
Votanti ............................ 339
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 170
Hanno votato sì ....... 59
Hanno votato no .. 280.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Massimiliano Bernini n. 9/2247-A/62, accolto dal
Governo come raccomandazione. Non mi
pare di vederlo in Aula e quindi si intende
che il suo ordine del giorno sia accolto
come raccomandazione.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Paolo Bernini n. 9/2247-A/63, accolto dal Governo
come raccomandazione. Paolo Bernini
c’è ? Quindi anche il suo ordine del giorno
si intende sia accolto come raccomandazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
—
82
SEDUTA DEL
Constato l’assenza dell’onorevole Nicola
Bianchi: s’intende che il suo ordine del
giorno 9/2247-A/64 sia accolto come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Brescia n. 9/2247-A/65, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo, dunque, ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Brescia n. 9/2247-A/65, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
politiche incentivanti, quali la defiscalizzazione e la decontribuzione, questo ordine del giorno impegna il Governo a
valutare l’opportunità di utilizzare le predette risorse per attuare misure promozionali, concernenti la riduzione dagli
oneri assicurativi in misura non superiore
al 60 per cento per l’anno successivo
all’intervento, per le imprese che comprovino lo svolgimento di attività di formazione in materia di salute e sicurezza sul
lavoro, ulteriori rispetto a quelle imposte
da norme di legge...
PRESIDENTE.
Brugnerotto.
Concluda,
onorevole
Murer, Centemero, Patriarca, Amendola... Ci siamo ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
MARCO BRUGNEROTTO. ... che riguardino almeno la metà della forza lavoro o l’acquisto di materiali o servizi
innovativi.
Presenti .......................... 341
Votanti ............................ 340
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 171
Hanno votato sì ....... 65
Hanno votato no .. 275.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Brugnerotto n. 9/2247-A/66, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo scusa non ho visto che l’onorevole Chimienti non aveva potuto votare.
Lo lasciamo agli atti, però scusate, siamo
alla quarantaseiesima votazione, stiamo
tutti tranquilli. Onorevole Abrignani, vada
al suo posto.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Brugnerotto n. 9/2247-A/66, accolto dal Governo
come raccomandazione. Onorevole Abrignani... grazie.
MARCO BRUGNEROTTO. Signor Presidente, leggo l’ordine del giorno che presento. Considerato che con riguardo al
mercato del lavoro, alle regole e alle
procedure della contrattazione, le esigenze
di cambiamento devono chiarire l’impegno
all’adozione di misure volte a premiare la
produttività, disponendo di risorse certe e
continuative per il finanziamento delle
(Segue la votazione).
Murer, Cani, Carloni, Gribaudo... Ferranti ha votato... Patriarca... Bene, mi pare
che abbiano votato tutti... anzi, la votazione non è chiusa perché l’onorevole Cani
non riesce... ha votato. Bene !
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 343
Votanti ............................ 341
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 171
Hanno votato sì ....... 68
Hanno votato no .. 273.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Ordine del giorno Busto n. 9/2247-A/
67. L’onorevole Busto c’è ? No, quindi,
s’intende che il suo ordine del giorno è
accolto come raccomandazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
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—
DISCUSSIONI
—
83
SEDUTA DEL
Ordine del giorno Cariello n. 9/2247A/68. Prendo atto che il presentatore non
accoglie la raccomandazione ed insiste per
la votazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Cariello n. 9/2247-A/68, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
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16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
tutti gli ordini del giorno che derivano da,
ripeto, una relazione del Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento
5 Stelle).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Alberti n. 9/2247-A/69, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Ghizzoni, Sgambato, Piccoli Nardelli,
Caso, Vignaroli, Rabino...onorevole Rabino
ho visto il tempo che lei ha impiegato per
andare alla sua postazione, questa è
l’unica eccezione che farò...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 346
Votanti ............................ 344
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 173
Hanno votato sì ....... 67
Hanno votato no ... 277
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Ordine del giorno Alberti n. 9/2247-A/
69. Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Alberti. Ne ha facoltà.
FERDINANDO ALBERTI. Signor Presidente, approfitto di questo minuto per
denunciare una cosa abbastanza singolare.
In questo momento sta avvenendo una
sorta di sfiducia da parte della maggioranza nei confronti del Governo. Dico ciò
perché – forse la maggioranza non lo sa,
ma sicuramente il Governo lo sa – gli
ordini del giorno che abbiamo scritto –
Presidente, magari se mi ascolta, grazie –
sono tutti derivanti da una relazione specifica sul tema dell’evasione fiscale; una
relazione che è stata scritta non dal MoVimento 5 Stelle ma dal Governo e dal
MEF. La cosa singolare, quindi, è che il
MEF ha dato intanto non un parere favorevole ad una cosa scritta da se stesso,
in più la maggioranza sta votando contro
Murer...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 338
Votanti ............................ 336
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 169
Hanno votato sì ....... 64
Hanno votato no ... 272
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Ordine del giorno Barbanti n. 9/2247A/70. C’è l’onorevole Barbanti ? No,
quindi, è accolto come raccomandazione.
Ordine del giorno Cancelleri n. 9/2247-A/
71. C’è ? No, quindi, è accolto come raccomandazione.
Ordine del giorno Zolezzi n. 9/2247-A/
72. Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Zolezzi. Ne ha facoltà.
ALBERTO ZOLEZZI. Signor Presidente, trovo lo spunto di questo ordine del
giorno per ricordare che manca ancora il
decreto attuativo per aprire il Fondo del
microcredito su cui stiamo versando le
eccedenze dei nostri stipendi, oltre 7 milioni di euro (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle), visto che
cercate sempre coperture e vi eravate
impegnati ad aprire.
Infatti, in questo ordine del giorno si
parla di chiedere per i piccoli contribuenti,
così come per il microcredito diamo ai
piccoli impresari un aiuto, semplificazioni
fiscali sia nella fase della tenuta delle
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
84
SEDUTA DEL
scritture contabili che nell’adempimento
dichiarativo. Per cui spero che il Governo
possa accoglierlo in tutto e per tutto.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Zolezzi n. 9/2247-A/72.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregori..., colleghi volevo tranquillizzarvi, c’è stato un problema, ma la situazione in questo momento credo che sia
sotto controllo.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 330
Votanti ............................ 328
Astenuti .......................... 2
Maggioranza .................. 165
Hanno votato sì ....... 56
Hanno votato no .. 272.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Onorevole Sibilia, onorevole Sibilia, mi
dica..., se può venire qui... Nel frattempo
che parlo con l’onorevole Sibilia, trattiamo
l’ordine del giorno Carinelli n. 9/2247-A/
73. Prego, onorevole Carinelli, così mi dà
la possibilità di parlare anche con l’onorevole Sibilia.
PAOLA CARINELLI. Grazie Presidente,
noi abbiamo saputo adesso che un nostro
collega non si è sentito bene qua dietro
all’aula, per questo eravamo un po’ agitati,
volevamo chiederle anche se fosse possibile sospendere solo per qualche minuto la
seduta per poterci accertare che il nostro
collega stia bene.
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
rimanere gentilmente in aula; tra cinque
minuti precisi, cioè alle 20,50, riprendiamo
la seduta.
La seduta, sospesa alle 20,45, è ripresa
alle 20,50.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la
seduta. Il collega che non si è sentito bene
è stato assistito, la situazione al momento
è assolutamente sotto controllo. Non appena avremo notizie più fresche ve le
daremo.
A questo punto, riprendiamo l’esame
dell’ordine del giorno Carinelli n. 9/2247A/73, accolto come raccomandazione dal
Governo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Carinelli. Ne ha facoltà.
PAOLA CARINELLI. Signor Presidente,
non è facile andare avanti e continuare a
stare qui a discutere quando c’è un collega
che non sta bene, ma lo faremo anche per
lui, perché so che è quello che lui vorrebbe, visti il suo impegno e la dedizione
che ci mette, e le ore che passa qui in
Aula, sfidando anche la sua salute (Applausi).
L’ordine del giorno che porta la mia
firma impegna il Governo ad assumere
ogni iniziativa volta a rafforzare l’attività
ispettiva dell’ispettorato del lavoro, nonché
a introdurre l’obbligo di segnalazione dei
dati all’amministrazione finanziaria. Questo al fine di contrastare l’evasione fiscale
e contributiva su redditi di lavoro dipendente irregolare o di lavoro autonomo
occasionale.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Carinelli n. 9/2247-A/73, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Carinelli, allora facciamo così: sospendiamo
per cinque minuti la seduta per capire
meglio la situazione. Pregherei i colleghi di
Colleghi, vi pregherei di prendere posto
rapidamente... La Marca, Giovanna Sanna,
Di Salvo...
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
85
SEDUTA DEL
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 310
Votanti ............................ 309
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 155
Hanno votato sì .....
57
Hanno votato no .... 252.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Caso
n. 9/2247-A/74, accolto come raccomandazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Caso. Ne ha facoltà.
VINCENZO CASO. Signor Presidente,
con questo ordine del giorno vogliamo
impegnare il Governo ad assumere ogni
iniziativa volta a prevedere forme di partecipazione dei comuni all’accertamento,
nonché incrementare lo scambio di informazioni e di dati tra le agenzie e le
amministrazioni locali. Ciò in quanto riteniamo che sia importante rendere partecipi anche i comuni in questo caso e
perché riteniamo che le informazioni debbano essere il più possibile condivise in
modo tale che ci sia poi, anche da parte
dei comuni, un rafforzamento anche alla
lotta all’evasione. Per questo speriamo che
il Governo modifichi il proprio parere in
positivo, altrimenti chiediamo che l’ordine
del giorno sia posto in votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Caso n. 9/2247-A/74, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Murer, Vignaroli...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 322
Votanti ............................ 321
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 161
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Hanno votato sì .....
60
Hanno votato no .... 261.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Nicchi ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto contrario).
Passiamo all’ordine del giorno Castelli
n. 9/2247-A/75: non vedo in Aula l’onorevole Castelli, quindi l’ordine del giorno si
intende accolto come raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Cecconi
n. 9/2247-A/76. Non vedo in Aula l’onorevole Cecconi: in questo caso l’ordine del
giorno si intende decaduto poiché vi era il
parere contrario del Governo.
Passiamo all’ordine del giorno Chimienti n. 9/2247-A/77.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Chimienti. Ne ha facoltà.
SILVIA CHIMIENTI. Signor Presidente,
la proposta di legge in esame introduce la
procedura di volontaria collaborazione
preventiva in materia fiscale. La finalità
perseguita è quella di favorire il rientro in
Italia di capitali e attività finanziarie detenute all’estero e non dichiarate, consentendo di sanare la posizione fiscale nei
confronti dell’Erario. In pratica, il contribuente dovrà autodenunciarsi al fisco beneficiando del pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative pecuniarie nonché della non punibilità per i
reati fiscali relativi agli obblighi dichiarativi.
Con questo ordine del giorno impegniamo il Governo al fine di incentivare la
compliance con il contribuente e a provvedere all’invio annuale ad ogni lavoratore
della propria posizione contributiva.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Chimienti n. 9/2247-A/77, con il
parere contrario del Governo.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
86
SEDUTA DEL
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregori, Simoni, Rotta, Martella, Greco.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 332
Votanti ............................ 331
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 166
Hanno votato sì .....
50
Hanno votato no .... 281.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Ciprini
n. 9/2247-A/78, accolto dal Governo come
raccomandazione. La deputata Ciprini non
è in Aula, quindi si intende che non insista
per la votazione del suo ordine del giorno.
Passiamo all’ordine del giorno Colonnese n. 9/2247-A/79, accolto dal Governo
come raccomandazione. La deputata Colonnese non è in Aula, quindi si intende
che non insista per la votazione del suo
ordine del giorno.
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Cominardi
n. 9/2247-A/80, accolto dal Governo come
raccomandazione.
CLAUDIO COMINARDI. Signor Presidente, con questo ordine del giorno si
impegna il Governo a incentivare l’utilizzo
di sistemi di pagamento alternativi al contante e un maggiore utilizzo dei POS,
prevedendo, però, l’assenza di spese sia
per le imprese e per i lavoratori autonomi
che per i titolari del rapporto finanziario.
Questa proposta di legge introduce la
procedura di volontaria collaborazione
preventiva in materia fiscale. La finalità
perseguita è quella di favorire il rientro in
Italia di capitali e attività finanziarie detenute all’estero e non dichiarate, consentendo di sanare la posizione fiscale nei
confronti dell’Erario. In pratica, il contribuente dovrà autodenunciarsi al fisco beneficiando del pagamento in misura ridotta delle sanzioni amministrative pecu-
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
niarie nonché della non punibilità per i
reati fiscali relativi agli obblighi dichiarativi.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Cominardi n. 9/2247-A/80, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti e votanti ......... 330
Maggioranza .................. 166
Hanno votato sì .....
60
Hanno votato no .... 270.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Corda
n. 9/2247-A/81, accolto dal Governo come
raccomandazione. La deputata Corda non
è in Aula, quindi si intende che non insista
per la votazione del suo ordine del giorno.
Passiamo all’ordine del giorno Cozzolino n. 9/2247-A/82, accolto dal Governo
come raccomandazione. Il deputato Cozzolino non è in Aula, quindi si intende che
non insista per la votazione del suo ordine
del giorno.
Passiamo all’ordine del giorno Crippa
n. 9/2247-A/83, accolto dal Governo come
raccomandazione. Il deputato Crippa non
è in Aula, quindi si intende che non insista
per la votazione del suo ordine del giorno.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Currò n. 9/2247-A/84, accolto dal Governo
come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Currò n. 9/2247-A/84, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Di Benedetto.
Dichiaro chiusa la votazione.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
87
SEDUTA DEL
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 333
Votanti ............................ 332
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì .....
50
Hanno votato no .... 282.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno Da
Villa n. 9/2247-A/85, accolto dal Governo
come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Da Villa n. 9/2247-A/85, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Carloni, Di Gioia, Carfagna.
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 323
Votanti ............................ 322
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 162
Hanno votato sì .....
50
Hanno votato no .... 272.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(Le deputate Pellegrino, Piccoli Nardelli
e Valeria Valente hanno segnalato che non
sono riuscite ad esprimere voto contrario).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Dadone n. 9/2247-A/86, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Dadone n. 9/2247-A/86, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Bossa, Tancredi, Fantinati...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 333
Votanti ............................ 332
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì ....... 51
Hanno votato no .. 281.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Daga n. 9/2247-A/87, accolto dal Governo
come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Daga n. 9/2247-A/87, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Ravetto, Capua...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 336
Votanti ............................ 335
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 168
Hanno votato sì ....... 60
Hanno votato no .. 275.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Bonafede n. 9/2247-A/88 accolto dal Governo
come raccomandazione. Constato l’assenza
dell’onorevole Bonafede: s’intende che non
insista per la votazione del suo ordine del
giorno.
Passiamo all’ordine del giorno Sarti
n. 9/2247-A/89 accolto dal Governo come
raccomandazione. Constato l’assenza dell’onorevole Sarti: s’intende che non insista
per la votazione del suo ordine del giorno.
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
88
SEDUTA DEL
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Spadoni n. 9/2247-A/90, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Spadoni n. 9/2247-A/90, con il parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Rosato, Carfagna, Brescia, Baruffi...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 332
Votanti ............................ 331
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 166
Hanno votato sì ....... 58
Hanno votato no .. 273.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
(La deputata Pellegrino ha segnalato che
non è riuscita ad esprimere voto favorevole).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Businarolo n. 9/2247-A/91, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Businarolo n. 9/2247-A/91, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Carrozza...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 334
Votanti ............................ 332
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì ....... 58
Hanno votato no .. 274.
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Terzoni
n. 9/2247-A/92 accolto dal Governo come
raccomandazione. Constato l’assenza dell’onorevole Terzoni: s’intende che non insista per la votazione del suo ordine del
giorno.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Spessotto n. 9/2247-A/93, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Spessotto n. 9/2247-A/93, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Capua, Rosato, Rotta...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 334
Votanti ............................ 333
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì ....... 60
Hanno votato no .. 273.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Chiedo al presentatore se insista per la
votazione dell’ordine del giorno Turco
n. 9/2247-A/94, accolto dal Governo come
raccomandazione. Ha un minuto.
TANCREDI TURCO. Signor Presidente,
sarò giocoforza molto breve in questa mia
dichiarazione di voto. Questo ordine del
giorno ha lo stesso argomento di una mia
interrogazione a cui tra l’altro non ho
ancora ricevuto risposta e quindi ne approfitto per sollecitarla. Con questo ordine
del giorno si impegna il Governo ad adottare ogni provvedimento idoneo destinato
a disciplinare compiutamente le metodologie di reclutamento del personale dirigente dell’Agenzia delle entrate di modo
da consentire l’assunzione della posizione
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
89
SEDUTA DEL
dirigenziale attraverso un trasparente sistema di avanzamento meritocratico solo
al personale dell’amministrazione che abbia superato un concorso pubblico.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Turco n. 9/2247-A/94, con il parere
contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Baruffi, Rosato, Bossa, Brescia, Carloni...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 339
Votanti ............................ 338
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 170
Hanno votato sì ....... 61
Hanno votato no . 277.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Toninelli
n. 9/2247-A/95, accolto come raccomandazione dal Governo. Constato l’assenza
dell’onorevole Toninelli: il suo ordine del
giorno s’intende accolto come raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Colletti
n. 9/2247-A/96, su cui vi è il parere contrario del Governo. Constato l’assenza dell’onorevole Colletti: il suo ordine del
giorno s’intende decaduto.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Tripiedi n. 9/2247-A/97, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti. Indìco la votazione
nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Tripiedi n. 9/
2247-A/97, con il parere contrario del
Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Gregori, Fanucci, Brescia ?
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 338
Votanti ............................ 337
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 169
Hanno votato sì ....... 61
Hanno votato no .. 276.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Passiamo all’ordine del giorno Vacca
n. 9/2247-A/98, su cui vi è il parere contrario del Governo. Constato l’assenza dell’onorevole Vacca: il suo ordine del giorno
si intende decaduto.
Passiamo all’ordine del giorno Agostinelli n. 9/2247-A/99, accolto come raccomandazione dal Governo. Constato l’assenza dell’onorevole Agostinelli: il suo ordine del giorno si intende accolto come
raccomandazione.
Passiamo all’ordine del giorno Simone
Valente n. 9/2247-A/100, su cui vi è il
parere contrario del Governo. Constato
l’assenza dell’onorevole Simone Valente: il
suo ordine del giorno s’intende decaduto.
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Ferraresi n. 9/2247-A/101, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Ferraresi n. 9/2247-A/101, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Grassi, Bianchi ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 337
Votanti ............................ 336
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 169
Hanno votato sì ....... 62
Hanno votato no .. 274.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
90
SEDUTA DEL
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Vallascas n. 9/2247-A/102, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Vallascas n. 9/2247-A/102, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Tofalo n. 9/2247-A/104, su cui vi è il
parere contrario del Governo.
Passiamo ai voti. Indìco la votazione
nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Tofalo n. 9/
2247-A/104, con il parere contrario del
Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
(Segue la votazione).
Bossa, Gregori, Capua, Rosato ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Bossa, Gutgeld ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 333
Votanti ............................ 332
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì ....... 60
Hanno votato no .. 272.
Presenti .......................... 342
Votanti ............................ 341
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 171
Hanno votato sì ....... 63
Hanno votato no .. 278.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Prendo atto che il presentatore insiste
per la votazione dell’ordine del giorno
Vignaroli n. 9/2247-A/103, accolto dal Governo come raccomandazione.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante
procedimento elettronico, sull’ordine del
giorno Vignaroli n. 9/2247-A/103, con il
parere contrario del Governo.
Dichiaro aperta la votazione.
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Bindi n. 9/2247-A/105, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non
insistono per la votazione dell’ordine del
giorno Basso n. 9/2247-A/106, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore, pur
obtorto collo, non insiste per la votazione
dell’ordine del giorno Capezzone n. 9/
2247-A/107, accolto dal Governo come
raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non
insistono per la votazione dell’ordine del
giorno Tullo n. 9/2247-A/108, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Prendo atto che i presentatori non
insistono per la votazione dell’ordine del
giorno Melilla n. 9/2247-A/109, accolto dal
Governo come raccomandazione.
Prendo atto che il presentatore accetta
la riformulazione e non insiste per la
votazione dell’ordine del giorno Paglia
n. 9/2247-A/110, accolto dal Governo
come raccomandazione se riformulato.
(Segue la votazione).
Pastorelli, Lavagno, Vignaroli, Galperti ?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
Presenti .......................... 334
Votanti ............................ 333
Astenuti ..........................
1
Maggioranza .................. 167
Hanno votato sì ....... 61
Hanno votato no .. 272.
La Camera respinge (Vedi votazioni).
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
91
SEDUTA DEL
Prendo atto che il presentatore non
insiste per la votazione dell’ordine del
giorno Busin n. 9/2247-A/111, accolto dal
Governo come raccomandazione. La ringrazio, presidente Giorgetti, lei è sempre
così collaborativo con la Presidenza.
È così esaurito l’esame degli ordini del
giorno presentati.
(Dichiarazioni di voto finale
– A.C. 2247-A)
PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Di Lello, ma, non
essendo in Aula, si intende che vi abbia
rinunciato. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Lavagno.
Ne ha facoltà.
FABIO LAVAGNO. Signor Presidente,
chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto (La Presidenza lo consente,
sulla base dei criteri costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole
Maietta. Ne ha facoltà.
PASQUALE MAIETTA. Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi
la pubblicazione in calce al resoconto della
seduta odierna del testo della mia dichiarazione di voto (La Presidenza lo consente,
sulla base dei criteri costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Marazziti. Ne ha facoltà.
MARIO MARAZZITI. Signor Presidente, il voto del gruppo Per l’Italia è
favorevole e chiedo che la Presidenza
autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo
della mia dichiarazione di voto (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri
costantemente seguiti).
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Molteni. Ne ha facoltà.
NICOLA MOLTENI. Signor Presidente,
intervengo per esprimere il voto contrario
da parte della Lega Nord e chiedo che la
Presidenza autorizzi la pubblicazione in
calce al resoconto della seduta odierna del
testo della mia dichiarazione di voto (La
Presidenza lo consente, sulla base dei criteri
costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Paglia. Ne ha facoltà.
GIOVANNI PAGLIA. Signor Presidente,
è un piacere prendere la parola in Aula.
Partiamo dal principio, che esistono degli
studi che quantificano nel 10 per cento
della ricchezza mondiale le somme che
attualmente....
PRESIDENTE. Colleghi,
favore, stiamo procedendo
nostre previsioni e abbiamo
e il dovere di ascoltare chi
venire, grazie.
vi prego, per
ben oltre le
tutto il diritto
intende inter-
GIOVANNI PAGLIA. Stavo dicendo a
quest’Aula che circa il 10 per cento della
ricchezza mondiale, da quanto prevedono
alcuni studi, attualmente sarebbe detenuta
sotto anonimato nei paradisi fiscali. Se ci
pensate è una cifra immensa, tanto più
scandalosa quanto più il mondo oggi è
immerso nella retorica dei sacrifici, in
particolar modo in Europa, e nella materialità quotidiana di disuguaglianze che
appaiono a tutti crescenti e scandalose. In
mezzo a quel mare di denaro, che è
sottratto persino alla vista della collettività, navigano corruzione, traffici di ogni
sostanza illecita, persino crimini contro
l’umanità. Noi italiani contribuiamo pare a
questo panorama con non meno di 250
miliardi di euro, anche se la cifra potrebbe
essere approssimata per difetto, se è vero
che il 10 per cento del nostro PIL, stando
all’ISTAT a questo punto, deriva ogni anno
dal sommerso, e che le attività illegali,
Atti Parlamentari
XVII LEGISLATURA
—
—
DISCUSSIONI
—
92
SEDUTA DEL
sempre stando all’ISTAT, valgono a loro
volta almeno l’11,5 per cento. In altre
parole, produciamo ricchezza con mezzi
illegali o con merce illegale e lo facciamo
più, molto più di ogni altro Paese europeo.
Oggi siamo anche costretti ad ammetterlo,
o almeno vogliamo ammetterlo, perché,
grazie alle nuove regole Eurostat, più si
ammette la propria diffusa illegalità, più si
è premiati in termini di PIL e, quindi, di
conseguenza sulla finanza pubblica. Sappiamo, tuttavia, che è un sollievo di poca
durata, perché il Presidente del Consiglio
dovrebbe spiegarci quale investitore estero
vorrebbe avere a che fare con un Paese
che si autorappresenti così, anziché insistere con la brutta storia quotidiana della
compressione salariale e della cancellazione dei diritti dei lavoratori. Però, si sa,
cancellare diritti è sempre più facile che
combattere l’evasione fiscale e attaccare il
sindacato è più semplice che lottare contro
l’economia criminale, anche con misure
coraggiose come per esempio potrebbe
essere la legalizzazione delle droghe leggere, che darebbe un colpo in una volta
sola a criminalità e mancanza di gettito
potenziale.
Vi chiederete perché abbia voluto iniziare da questa premessa. Perché credo sia
fondamentale avere tutti piena coscienza
del contesto in cui va ad inserirsi un
provvedimento sul rientro volontario dei
capitali illecitamente detenuti all’estero.
Lo dico, mi scuserete, anche sul piano
morale, perché una cosa è avere a che fare
con fenomeni di dimensione relativamente
modesta sul piano quantitativo, come è il
caso di Francia o Germania, altra con
fenomeni che rischiano di informare di sé
la tutta struttura economica di un Paese,
come pare essere anche il nostro caso.
Ricordiamo, d’altronde, e ne abbiamo ancora memoria, lo scudo fiscale di Tremonti, che grazie a una tassazione scandalosamente bassa e alla promessa di
anonimato portò in un diverso aspetto 100
miliardi di euro, realizzando, pare, la più
grande voluntary della storia, non solo in
termini relativi, ma assoluti.
Allora, la prima domanda che noi dovremmo farci è se in questo quadro sia
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
accettabile approvare una norma che, in
cambio di un sostanziale condono tombale
dei reati penali, almeno di quelli di natura
fiscale, proponga una sorta di ravvedimento operoso, in cui si vada a ricostruire
la storia del denaro sporco, o meglio di
quello ancora nei termini, per poi tassarlo
come sarebbe stato fatto se non fosse
fuggito. Se valga la pena fare un passo
indietro sul piano del rispetto della legalità
per approfittare del momento storico che
ci pone davanti l’uscita della Svizzera e di
altri Paesi dallo stato di paradiso fiscale.
Parliamo infatti di questo.
La Svizzera, dove risiedevano il 50 per
cento circa dei soldi espatriati illegalmente
(stando alle fonti), ha già sottoscritto con
altri Paesi accordi bilaterali sul piano
fiscale e della trasparenza, e avrebbe di
recente introdotto nel proprio ordinamento leggi abbastanza stringenti sul
piano della trasmissibilità di informazioni
finanziarie sensibili.
Questo ci darebbe un’occasione, se non
fosse che io vedo con forza il rischio che
il tempo lasciato passare dal Governo in
questi mesi abbia dato la possibilità di
fuga a tutti coloro che ne abbiano voluto
approfittare.
Dobbiamo infatti sapere che la storia di
questa norma è lunga. Parte in gennaio, al
tempo del Governo Letta, con alcuni articoli in un decreto omnibus, da cui viene
giustamente stornata per permettere a
tutti noi un adeguato intervento parlamentare. Soprattutto si sarebbe trattato di
chiudere prima un accordo con la Svizzera, introdurre il reato di autoriciclaggio
e contestualmente approvare questo provvedimento.
Gli articoli stornati si trasformano
quindi allora nella proposta di legge Causi
e la Commissione Finanze della Camera
prova a fare il suo lavoro, anche se sempre
rallentata dal Governo.
A luglio finisce, con un buon testo, dove
compare un nitido e forte reato di autoriciclaggio, mentre si vagheggia di un accordo con la Svizzera imminente e mentre
comunque la stessa Svizzera lancia ultimatum unilaterali ai propri clienti coperti,
dimostrandosi più affidabile dell’Italia.
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Ma qui interviene, a nostra opinione, il
patto del Nazareno e il provvedimento si
inabissa.
Qual è il problema ? Ovviamente il
reato di autoriciclaggio, ovvero l’unico
strumento che possa rendere vagamente
efficace la misura, che rischierebbe altrimenti di essere, oltre che problematica sul
piano etico, anche del tutto vuota su
quello del risultato.
Vuota, perché qui si tratta di convincere soggetti che hanno esportato illecitamente capitali, ragionevolmente certi di
potersi assumere questo rischio, a riportarli in patria o almeno a denunciarne
l’esistenza, anziché trasferirli in uno dei
tanti Paesi ancora disposti a garantire il
segreto bancario. Dovrebbero pagare forti
oneri reali in cambio del condono penale,
per reati di facile prescrizione e dalle
sanzioni spesso ridotte. Pare difficile vederci un vantaggio immediato e concreto.
Chi si dovesse esporre non è d’altronde
garantito dall’anonimato e può quindi attendersi accertamenti sugli anni precedenti e forse anche su quelli successivi a
quelli coperti dalla voluntary.
Né può dirsi in anticipo certo del livello
degli oneri, perché questi andranno determinati sulla base di un rapporto con
l’Agenzia delle entrate, che dovrà ricostruire la storia fiscale del soggetto.
Tutti elementi che noi di principio
condividiamo, ma proprio per questo solo
una forte sanzione del trasferimento, impiego e sostituzione ai fini di occultamento, ovvero l’autoriciclaggio, avrebbe
costituito e potrebbe costituire una vera
spinta a fare scelte sgradite fino al giorno
prima. Dico di più. Io credo che se la
maggioranza avesse avuto la forza di fare
ciò che era necessario sotto questo aspetto,
forse non avremmo avuto nemmeno bisogno di introdurre misure premiali a favore
di delinquenti, perché sarebbe stata sufficiente la minaccia di più gravi conseguenze.
Ma non si è voluto agire in questo
modo e, alla fine, è uscito un autoriciclaggio per molti aspetti simbolico, con pene
ridotte per la maggior parte dei reati
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fiscali allo spazio di 1-4 anni, insufficienti
anche solo a far pensare che possano
aprirsi le porte del carcere.
D’altronde anche per i reati più gravi si
parla di 2-8 anni e questo significa « no »
all’arresto in flagranza, « no » alle intercettazioni, « no » alla custodia cautelare,
« si » alle pene alternative al carcere.
Badate bene che parliamo di un reato
connesso non solo ai reati fiscali, su cui
finora ci siamo soffermati, ma di portata
generale, così come è evidente che all’estero non si troveranno solo soldi sporchi frutto di evasione, ma anche di reati
collegati alla criminalità organizzata e alla
corruzione, anche se fortunatamente non
coperti in nessun modo dalla voluntary
disclosure.
D’altra parte a chiarire una volontà
non ferma da parte della maggioranza su
questa materia interviene anche il dibattito che abbiamo avuto in Commissione e
in Aula su quell’avverbio « concretamente » che accompagna l’occultamento.
Noi avremmo voluto cancellarlo, come
credo è stato chiaro dal dibattito, e in
questo modo affermare in modo inequivoco che l’occultamento, comunque realizzato, definisce la sfera del reato.
Siamo invece soddisfatti che si sia inserito un principio che ritenevamo fondamentale, ovvero che l’occultamento possa
certo realizzarsi nell’acquisizione di attività economiche o finanziarie, ma anche
con altri tipi di investimento, soprattutto
quelli tipici dei beni di lusso, come gioielli,
opere d’arte o altro, senza che sia il
giudice a dover determinare se un diamante conservato nella cassaforte di casa
sia o meno un’attività economica e sia o
meno concretamente occultato.
Cose apparentemente piccole ma che in
realtà contribuiscono a fare la differenza
fra una norma realmente applicabile o
meno.
Infine torniamo alla Svizzera. Noi arriviamo a questo appuntamento senza un
accordo bilaterale concluso e sottoscritto,
a quanto è dato di sapere. Ce l’hanno altri
Paesi, che hanno goduto di risultati importanti sul piano del rientro, come Stati
Uniti e Germania, ma l’Italia no.
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Va inoltre sottolineato che questi Paesi
hanno adottato la voluntary come finestra
anticipata in attesa che la Svizzera includesse nel proprio ordinamento le adeguate
previsioni in termini di trasparenza e
collaborazione.
Bene, a quanto pare la Svizzera nelle
settimane scorse avrebbe finalmente agito
in tal senso, tanto che la Francia avrebbe
già ottenuto una prima lista di 300 nominativi, con tanto di cifre e destinazione del
denaro eventualmente trasferito. Se così
fosse, verrebbe da chiedersi perché l’Italia
sia qui ad approvare la voluntary, anziché
lì ad esigere un suo diritto confermato
dalla normativa elvetica. E questa è esattamente la domanda che lascio al Governo
nel confermare il nostro voto contrario
(Applausi dei deputati del gruppo Sinistra
Ecologia Libertà).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Sottanelli. Ne ha facoltà.
GIULIO CESARE SOTTANELLI. Signor
Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto (La
Presidenza lo consente, sulla base dei criteri
costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
PAOLO TANCREDI. Signor Presidente,
annuncio il voto favorevole del Nuovo
Centrodestra e chiedo che la Presidenza
autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo
integrale della mia dichiarazione di voto
(La Presidenza lo consente, sulla base dei
criteri costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole Capezzone. Ne ha facoltà.
DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, tra i tanti pregi dell’onorevole Pa-
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glia c’è quello del senso dell’umorismo e,
quindi, mi perdonerà la battuta: il suo
ampio intervento meriterebbe, per punizione, un mio ampio intervento di segno
contrario, ma non lo meritereste voi.
Quindi, mi limito ad annunciare il voto
contrario del gruppo di Forza Italia per le
ragioni lungamente spiegate (Applausi).
PRESIDENTE. Lei sa sempre come trovare un momento di popolarità, onorevole
Capezzone.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione
di voto l’onorevole Pesco. Ne ha facoltà.
DANIELE PESCO. Grazie, signor Presidente, io intervengo. Io e i miei colleghi
possiamo tranquillamente affermare di essere esausti. L’analisi e la discussione di
questo, benedetto da voi e maledetto da
noi, provvedimento, chiamato falsamente
rientro dei capitali o, in modo più sexy,
voluntary disclosure, ci ha letteralmente
asciugato: non l’avremmo mai immaginato,
glielo dico con il cuore. Peccato che abbiamo impegnato tante energie e tanta
fatica per arrivare, alla fine, a niente, se
non essere riusciti ad informare, forse,
qualche italiano in più sulla misura di
bassa qualità che state attuando.
Ed è un peccato, perché ci sarebbe
piaciuto veramente tanto riuscire a migliorare, anche solo po’, questo provvedimento, quanto meno nell’unica parte interessante per il MoVimento 5 Stelle: mi
riferisco all’introduzione del reato di autoriciclaggio, un reato che l’Italia e gli
italiani onesti aspettano da almeno
vent’anni. Poveri illusi gli italiani ! Magari
molti penseranno, tra questi italiani, che
ora c’è il reato di autoriciclaggio o che, a
breve, ci sarà, ma, nella realtà, non sarà
così, e ora vi spiego il perché.
Il perché sta nel fatto che, se vuoi far
vedere di essere l’autore di qualcosa, ma,
in realtà, vuoi che quella cosa non funzioni, il modo per riuscire nel tuo intento
è facile: costruisci quell’oggetto, quella
macchina o quello strumento in modo che
non funzioni. In parole povere, Presidente,
l’autoriciclaggio dovrebbe punire i malfattori che creano proventi illeciti non per
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aver compiuto il reato utile per creare
quel bottino – quindi, spaccio, corruzione,
evasione fiscale, falso in bilancio; falso in
bilancio no, perché questa maggioranza
non ha voluto –, ossia i cosiddetti reati
presupposti, per i quali esiste già una pena
e per i quali i colpevoli vengono già
condannati.
L’autoriciclaggio dovrebbe punire lo
stesso malfattore nel momento in cui ricicla autonomamente il denaro, ossia lo
rimette nel ciclo economico, nascondendone la provenienza. Ebbene, è una cosa
facile direi, abbastanza facile da scrivere.
E, invece, no: questa maggioranza, secondo
noi, ha troppi amici che verrebbero presi
con le mani nella marmellata (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle) e,
quindi, fa finta di costruire il reato di
autoriciclaggio, lo costruisce apposta male,
apposta per non farlo funzionare, ricco
nei contenuti di significati e interpretazioni ambigue, in modo tale che magistrati
e pubblici ministeri andranno incontro a
mille difficoltà nell’incriminare i malfattori e, tra questi, soprattutto, i soliti colletti bianchi disonesti, quelli che, davanti
al banco degli imputati, guarda caso,
quando ci arrivano, la fanno sempre
franca. Tra i pochi contenti, poi, ci saranno gli avvocati, i professionisti della
giustizia: sì perché, scritto così, l’autoriciclaggio per loro è una manna, facilmente
plasmabile, diversamente interpretabile, in
parole povere aggirabile (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Sul resto, signor Presidente, sull’altra
parte della proposta di legge, abbiamo solo
cercato di limitare i danni, ma non i danni
per i beneficiari di questa misura e, cioè,
per i grandi evasori che accederanno a
questo, ormai famigerato, condono fiscale,
pardon, voluntary disclosure; grandi evasori fiscali che hanno, addirittura, usato
uno strumento così ignobile, così bieco e
deplorevole, come le false fatture, per
evadere il fisco e prendersi gioco dello
Stato e di tutti gli italiani. Per loro avete
già fatto tutto, mille attenzioni gli avete
riservato: in pratica, i grandi evasori sono
diventati dei cucciolotti, buoni, teneri, da
accudire.
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Passo dopo passo, con tanto impegno,
siete arrivati a regalargli l’impunità totale,
un atto ignobile e vergognoso ! Penso che
sia la prima volta che viene attuata una
cosa del genere, un atto singolare che
infanga il diritto, l’onestà, l’identità di
quest’Aula, dei cittadini onesti e del nostro
Paese (Applausi dei deputati del gruppo
MoVimento 5 Stelle).
I danni, come dicevo prima, sono quelli
a carico della nazione intera, che grazie a
voi sta subendo danni incalcolabili causati
dalla politica nefasta, incondivisa, fatta di
slogan e sfottò, di dialetto fiorentino twittato, danni causati da una politica a senso
unico, sorda, basata sull’asse Firenze-Arcore e controllata da Berlino, la politica
concretamente sbagliata del vostro segretario, Presidente Matteo Renzi (Applausi
dei deputati del gruppo MoVimento 5
Stelle).
Presidente, non ci avete lasciato spazio
per modificare o, meglio, per impedire la
nascita dell’ottantunesimo condono fiscale
dall’unità d’Italia ad oggi, condono ormai
diventato un compagno di merende dell’evasore fiscale medio italiano, condono
che una volta ogni due, tre o al massimo
quattro o cinque anni si fa vivo e permette
al furbo di risparmiare un po’ di soldi, di
frodare alla luce del sole, di farla franca
verso quelle teste di cocomero, magari
lavoratori dipendenti onesti, che hanno
sempre pagato tutte le tasse fino all’ultima
lira, pardon, fino all’ultimo cent.
Ma Matteo Renzi è per l’innovazione, la
tecnologia, è andato fino a Silicon Valley,
è un precursore e ha capito che un
condono fiscale non basta !
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pesco.
Colleghi, potrei pregarvi, essendo questo il
penultimo o ultimo intervento, di abbassare un po’ il tono della voce ? Poi votiamo, abbiamo avuto una giornata faticosa, ma l’onorevole Pesco ha diritto di
parlare senza faticare per farlo.
DANIELE PESCO. Me lo vedo, il Presidente Renzi, tutto concentrato arrivare a
chiedere alle forze della maggioranza e
della finta opposizione, lo vedo, lo vedo
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che dice: voi che state alla Camera, certo,
mica io che sono al Governo (che sennò
danno la colpa a me), voi alla Camera
dovete fare di più; non basta fare sconti
sulle sanzioni, ci vuole un’idea nuova, una
di quelle appena sfornate dall’Enrico
Letta, sì, che l’aveva messa nel decreto a
inizio anno, sì, proprio quella maggioranza, tu mi devi fare uno scudo penale !
Ed eccoci, qui arrivati in Aula con
questo bel condono penale per evasori e
malfattori del fisco, che si ritrovano una
totale impunità per tutte le loro malefatte,
le cattive condotte fiscali; tutti coloro che
hanno fatto delle false dichiarazioni dei
redditi inventate, falsificate o impoverite
grazie a false fatturazioni e altri stratagemmi, reati per i quali ci sono condanne
che arrivano fino a sei anni.
Ebbene, tutti questi signori saranno
salvi, neanche mezz’ora di fermo nella
prigione del « Monopoli » senza passare
dal via, niente di niente in cambio dell’imposta che avrebbe dovuto pagare al
momento della creazione del bottino (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento
5 Stelle).
Ma lo volete capire colleghi, o no, che
agire così non serve, che il cambiamento
culturale non ci sarà mai se continuate
così, se continuate con i condoni, uno via
l’altro, se continuate a martoriare il territorio con trivelle e rigassificatori, discariche e inceneritori, cementifici e cementificatori, con questa politica del mordi e
fuggi che programma alla giornata ? Sì
perché a programmare fino a un anno non
ce la fate, i numeri del DEF lo dimostrano,
ma neanche a sei mesi arrivate a programmare. Non lo dicono i grillini, lo
dicono i numeri del DEF che a ogni
cambio di stagione cancellate e riscrivete
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Onorevole Di Battista,
ho richiamato per tre volte, io le assicuro
che si sente, però lei comprenda che...
grazie. Prego, onorevole Pesco. Se è possibile per i tecnici alzare un pochino il
volume dell’oratore, così conciliamo le due
cose. Grazie. Pregherei i colleghi, ultimi
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minuti, se è possibile abbassare la voce !
Grazie.
DANIELE PESCO. Presidente, lo dicono
i numeri e lo dicono i fatti e le dichiarazioni, sì perché anche le dichiarazioni
contano. Ad esempio, una persona vicino
a noi, a maggio 2014, disse: la luna di
miele di Matteo Renzi finirà in autunno,
quando farà una manovra da 40 miliardi.
A vedere i fatti sembra che la persona che
ha detto questa frase è proprio un veggente professionista. Invece Renzi, a luglio
2014, disse: in autunno non faremo nessuna manovra, non ce ne sarà bisogno.
Non date ascolto ai gufi.
Renzi sempre, ad agosto 2014, disse:
nella legge di stabilità faremo una manovra da 20 miliardi. Per arrivare poi a fine
settembre, quando Renzi disse: la manovra
sarà di 30 miliardi. Oggi, invece, cosa ha
detto ? Che la manovra sarà di 37 miliardi,
sulle spalle degli italiani (Applausi dei
deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle –
Proteste dei deputati del gruppo Partito
Democratico) !
PRESIDENTE. Scusi, onorevole, se
qualcuno è in tema o meno lo decido io.
Grazie. Prego, onorevole Pesco.
DANIELE PESCO. Ebbene, con queste
vision, con queste misure e con questo
pressappochismo politico, con i condoni
camuffati da voluntary disclosure, che la
gente comune e onesta non comprende
neanche nel nome, il cambiamento culturale non lo raggiungerete mai.
A pensarci bene mi sa tanto che alla
fine è proprio questo il vostro obbiettivo.
Ebbene, Presidente, se ancora i colleghi
non l’hanno capito, noi voteremo contro
(Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare
per dichiarazione di voto l’onorevole
Causi. Ne ha facoltà.
MARCO CAUSI. Signor Presidente,
consegnerò il testo della mia dichiarazione
di voto, dove chi vorrà troverà le risposte
a chi mi ha preceduto.
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Devo però fare qualche ringraziamento:
innanzitutto, ringraziare tutta la Commissione Finanze – maggioranza, opposizione,
uffici, presidente – per cinque mesi di
lavoro, ringraziare Giovanni Sanga, che è
stato relatore di un provvedimento molto
complicato e ha lavorato tantissimo (Applausi), ringraziare il Viceministro Casero,
il Ministro Padoan, gli uffici del MEF e
dell’Agenzia delle entrate, che ci hanno
aiutato per la parte fiscale del provvedimento. Poi voglio ringraziare in modo
sentito la Commissione giustizia di questa
Camera che ha lavorato con noi per l’articolo 3 sull’autoriciclaggio, ringraziare il
Governo Renzi, che ha accettato una
grande sfida molto innovativa di prendere
questo reato e di collegarlo alla lotta
all’evasione fiscale e alla lotta ai movimenti oscuri del capitale. Questa è una
rivoluzione culturale anche nell’ambito di
come queste cose sono state viste tradizionalmente dalla politica giudiziaria italiana e il Governo ha avuto molto coraggio
ad accettare questa rivoluzione e lo ringrazio. Infine, devo ringraziare il mio
gruppo, il gruppo del Partito Democratico,
che ha accettato questo provvedimento tra
le sue priorità e che ha tenuto l’Assemblea
con grande coraggio anche nella giornata
di oggi (Applausi dei deputati del gruppo
Partito Democratico – Congratulazioni).
Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce
al resoconto della seduta odierna del testo
della mia dichiarazione di voto (La Presidenza lo consente, sulla base dei criteri
costantemente seguiti).
PRESIDENTE. Colleghi, prima di passare al voto, vorrei informarvi che il
collega Dall’Osso è stato ricoverato al
policlinico Gemelli ed è in condizioni stabili. Credo di interpretare il sentimento di
tutti noi facendogli un grandissimo in
bocca al lupo e dicendogli che la settimana
prossima lo vogliamo assolutamente rivedere qui a battagliare (Applausi).
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al coordinamento formale del testo approvato.
(Così rimane stabilito).
(Votazione finale ed approvazione
– A.C. 2247-A)
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione
finale.
Indìco la votazione nominale finale,
mediante procedimento elettronico, sulla
proposta di legge n. 2247-A, di cui si è
testé concluso l’esame.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
Piepoli, Piccolo...
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
« Disposizioni in materia di emersione e
rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia
di autoriciclaggio » (2247-A):
Presenti .......................... 328
Votanti ............................ 326
Astenuti ..........................
2
Maggioranza .................. 164
Hanno votato sì ..... 250
Hanno votato no .... 76.
La Camera approva (Vedi votazioni).
(Il deputato Boccuzzi ha segnalato che
non è riuscito ad esprimere voto favorevole).
Dichiaro così assorbita la proposta di
legge n. 2248.
Colleghi, come preannunciato nella
Conferenza dei presidenti di gruppo,
l’esame degli altri argomenti iscritti all’ordine del giorno è rinviato ad altra seduta.
(Coordinamento formale – A.C. 2247-A)
Sul calendario dei lavori dell’Assemblea.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito
della riunione di oggi della Conferenza dei
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presidenti di gruppo, si è convenuto che
nel pomeriggio di mercoledì 22 ottobre
avranno luogo le comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista
del Consiglio europeo del 23-24 ottobre
(tempo contingentato 4 ore e 30 minuti).
È stato altresì stabilito che lunedì 20
ottobre avrà luogo la discussione sulle
linee generali della proposta di legge
n. 275 ed abbinate – Norme in materia di
conflitti di interessi dei titolari delle cariche di Governo. Delega al Governo per
l’emanazione di norme in materia di conflitti di interessi di amministratori locali,
dei presidenti delle regioni e dei membri
delle giunte regionali e della mozione Di
Gioia, Morassut, Di Salvo ed altri n. 100602 concernente iniziative per l’impiego
di parte del risparmio previdenziale per
interventi a favore dell’economia, dopo
quella degli argomenti già previsti. Non
avrà invece luogo, su richiesta della Commissione, la discussione sulle linee generali
della proposta di legge n. 1803 – Istituzione della Giornata nazionale in memoria
delle vittime dell’immigrazione, iscritta
con la formula ove conclusa dalla Commissione.
A partire da martedì 21 ottobre, come
da calendario, avrà luogo il seguito dell’esame degli argomenti ivi previsti, secondo l’ordine già definito, cui si aggiungerà il seguito dell’esame della mozione Di
Gioia, Morassut, Di Salvo ed altri n. 100602.
L’organizzazione dei tempi per le comunicazioni del Presidente del Consiglio
dei ministri e per l’esame della mozione Di
Gioia, Morassut, Di Salvo ed altri n. 100602 sarà pubblicata in calce al resoconto stenografico della seduta odierna.
Sull’ordine dei lavori e per la risposta ad
uno strumento del sindacato ispettivo
(ore 21,40).
SOFIA AMODDIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SOFIA AMODDIO. Presidente, intervengo per sottolineare la drammatica situazione...
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PRESIDENTE. Colleghi ! Attenda un attimo, onorevole Amoddio. Colleghi, se gentilmente vi affrettate a uscire dall’Aula,
qualora non interessati all’intervento dell’onorevole Amoddio. Così l’onorevole
Amoddio può intervenire serenamente.
Prego, onorevole Amoddio.
SOFIA AMODDIO. Presidente, dicevo
che intervengo per sottolineare la drammatica situazione relativa all’ inquinamento atmosferico che colpisce da tre
giorni, in maniera continuativa, le città di
Siracusa, Priolo, Augusta, Melilli, zona
dichiarata di interesse nazionale nel 1998
perché sede degli stabilimenti...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Amoddio. Onorevoli, vi pregherei di uscire dall’Aula; non so come lo devo dire. Se
gentilmente uscite dall’Aula, consentiamo
alla vostra collega di parlare. Onorevole
Morani, ce l’ho anche con lei; se gentilmente si approssima all’uscita... grazie,
molto gentili.
Prego, onorevole Amoddio.
SOFIA AMODDIO. Presidente, dicevo
Priolo, Augusta, Melilli, Siracusa, dove vi è
una zona di interesse nazionale, un sito di
interesse nazionale. Queste città si trovano
a convivere ogni giorno con un odore acre,
proveniente dal polo industriale. Già nel
2013 l’Organizzazione mondiale della sanità, con il suo rapporto, ha parlato della
zona industriale di Priolo esclusivamente
in termini di inquinamento.
Oggi a Siracusa l’aria era completamente irrespirabile. Nei giorni del 13 e 14
ottobre, ed anche stamattina, numerosissime telefonate sono arrivate ai vigili e
all’ARPA di Siracusa, perché si sono sforati di gran lunga i valori di sostanze
tossiche, come gli idrocarburi non metanici, l’idrogeno solforato e preoccupanti
concentrazioni di idrogeno solforato. Si
pensi che secondo il decreto legislativo
n. 152 del 2006 il valore limite è di 30
microgrammi. Nei giorni 13 e 14 si sono
sfiorati i 60 microgrammi.
Inoltre, gli idrocarburi non metanici
hanno superato la soglia di quattro volte i
limiti di legge. Si è arrivati ad una...
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DISCUSSIONI
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PRESIDENTE.
Onorevole
Bonomo,
onorevole Bonomo, onorevoli, se gentilmente potete uscire così la collega può
parlare.
SOFIA AMODDIO. ... si è arrivati ad
una soglia di oltre 800 microgrammi per
metro cubo sui 200 tollerati.
Mentre il 13 ottobre a Siracusa si
sforavano i valori limite, a Roma, presso il
Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, si teneva il tavolo
tecnico per il riesame delle autorizzazioni
integrate ambientali, ovvero le prescrizioni
a cui devono adeguarsi le imprese.
Il comune di Siracusa ha chiesto di
partecipare al riesame AIA, ma non è stato
ammesso. Il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare ha
negato la partecipazione diretta del comune...
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole !
SOFIA AMODDIO. Sto concludendo.
Ha addotto motivazioni formali, dicevo,
mentre nel territorio di Siracusa insistono...
PRESIDENTE. Onorevole Manfredi, se
gentilmente la conversazione può terminare fuori dall’Aula.
SOFIA AMODDIO. ... insistono la maggioranza degli impianti.
PRESIDENTE.
Onorevole
Covello.
Scusi, abbia pazienza un attimo...
SOFIA AMODDIO. Il polo petrolchimico di Siracusa ha delle serie problematiche ambientali. Tra un’esplosione di serbatoio, l’immissione in atmosfera di sostanze pericolose...
PRESIDENTE. Adesso, però, deve concludere, onorevole !
SOFIA AMODDIO. Sto concludendo,
Presidente.
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PRESIDENTE. Le ho dato 40 secondi in
più.
SOFIA AMODDIO. Sono stata interrotta tante volte. Concludo. Il piano di
monitoraggio regionale manca. Siracusa è
veramente allo stremo da questo punto di
vista. Chiedo al...
PRESIDENTE. La ringrazio molto, la
ringrazio, onorevole Amoddio.
Onorevole Covello, se gentilmente la
conversazione può terminare fuori dall’Aula, così i colleghi che devono intervenire lo possono fare.
Ha chiesto di parlare l’onorevole Buttiglione, che però non vedo in Aula.
Quindi, s’intende che vi abbia rinunziato.
MARIA EDERA SPADONI. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARIA EDERA SPADONI. Presidente,
intervengo riguardo a ebola. Al momento
il bilancio è di 4 mila morti e, più o meno,
8 mila contagiati. Al momento abbiamo
dei casi in Spagna, Stati Uniti e un possibile caso in Francia (questa è una notizia
di oggi). Sempre oggi Gino Strada ha
dichiarato che il virus arriverà attraverso
i voli.
La settimana scorsa la Ministra Lorenzin è venuta nelle Commissioni affari
esteri e affari sociali, quindi in un’audizione congiunta, e, appunto, le abbiamo
chiesto quali fossero effettivamente le misure che si stavano adottando al momento.
La risposta è stata zero, cioè non ci
sono misure al momento per contrastare il
virus Ebola, se non l’avere mandato una
qualche circolare, spiegando agli assistenti
di volo quello che sanno già fare. Infatti,
come assistente di volo, posso confermare
che noi sappiamo perfettamente cosa fare
in caso di contagio a bordo.
Ora chiediamo che le seguenti questioni
vengano risolte: se c’è un cambiamento di
procedura nella profilassi e una profilassi
certa anche per gli aeroporti internazionali in Europa. Al momento la profilassi
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DISCUSSIONI
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vuole che vi sia il controllo della temperatura nei Paesi a rischio, quali Guinea,
Liberia e Sierra Leone. Sappiamo perfettamente i contesti geopolitici di questi tre
Paesi. Quindi, qualcuno dovrebbe spiegarci
e dovrebbe spiegare anche agli assistenti di
volo, che devono fari dei voli in questi
Paesi oppure anche in Nigeria – come ho
fatto notare a Lorenzin ci sono voli diretti
in Nigeria, visto che lei non ne era a
conoscenza –, effettivamente quali controlli vengono fatti.
Chiediamo anche quali verifiche e misure stiano adottando per proteggere gli
equipaggi che, attraverso il contatto con
centinaia di passeggeri al giorno, vengono
esposti concretamente al rischio di contagio e chiediamo lo stesso anche per i
cooperanti e per tutte quelle persone che
stanno facendo, per così dire, il loro
dovere in questi Paesi a rischio.
Quindi, noi chiediamo tutto ciò e chiediamo anche che fine hanno fatto i medici
a Fiumicino e Malpensa, visto che avete
dichiarato che c’erano i medici, ma Le
Iene sono andate e non ne hanno visti.
Chiediamo che vengano, appunto, i ministri competenti a parlare di questo e a
svolgere un’informativa urgente direttamente in Aula (Applausi dei deputati del
gruppo MoVimento 5 Stelle).
FABIO RAMPELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FABIO RAMPELLI. Signor Presidente,
volevo rendere edotta l’Aula di una piccola
discussione che c’è stata anche in sede di
Conferenza dei presidenti di gruppo e che
riguarda in modo particolare il comportamento tenuto dalla Presidenza della Camera dei deputati, non la sola tra le
istituzioni italiane, perché analoga circostanza è valida per il Capo dello Stato,
Giorgio Napolitano, e per il Presidente del
Consiglio, Matteo Renzi.
Mi riferisco ai grandi onori tributati al
Capo del Governo cinese. Ricordo che
trattasi di una dittatura sanguinaria comunista, con la quale si può discutere –
perché in politica estera si discute in
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buona sostanza con tutti –, verso la quale
non è ammissibile, non è possibile, non è
dignitoso prostrarsi. Ed è esattamente
quello che è accaduto anche ieri qui,
presso Montecitorio, dove il nostro Paese,
attraverso la Presidenza della Camera dei
deputati, ha riverito il Capo del Governo
di Pechino, senza spendere una sola parola di preoccupazione, almeno, nei confronti delle centinaia di migliaia di studenti che a Hong Kong, con la « rivoluzione degli ombrelli », una rivoluzione pacifica, stanno cercando di difendere il loro
diritto a continuare ad esercitare democrazia e libertà, come è accaduto in questi
decenni.
Penso che sia davvero vergognoso
quello che è accaduto, perché si possono
tenere vari atteggiamenti nei confronti di
personalità di questo tipo. Si può avere la
sfrontatezza di contrastarli, anche con
dichiarazioni pubbliche o magari moderate, per così dire, come è accaduto da
parte di tanti Capi di Stato e da parte di
tante autorità occidentali, quando si è per
esempio...
PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Rampelli.
FABIO RAMPELLI. ... posto il problema della richiesta di libertà, autonomia
e indipendenza del popolo tibetano. Si può
fare finta di nulla, ma io penso che quello
che è accaduto, appunto addirittura sottolineando in maniera...
PRESIDENTE. Deve concludere.
FABIO RAMPELLI. ... sto concludendo,
Presidente.
PRESIDENTE. No, deve concludere: è
diverso.
FABIO RAMPELLI. Sto concludendo.
PRESIDENTE. Bene.
FABIO RAMPELLI. Se mi fa esercitare
il diritto a dire l’ultima frase, forse concludo. Come dicevo, c’è stato lo spazio per
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fare i complimenti al Capo del Governo
cinese per la sua lotta e la lotta del popolo
cinese alla fame del mondo, che è una
cosa veramente – ripeto per la terza volta
– vergognosa.
PRESIDENTE. La ringrazio. Lei ha anticipato che queste considerazioni le ha
fatte in Conferenza dei presidenti di
gruppo. In sede di Conferenza dei presidenti di gruppo il Presidente le ha risposto
e ovviamente io non ho nulla da aggiungere a quanto le ha risposto il Presidente
della Camera.
SILVIA GIORDANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVIA GIORDANO. Signor Presidente,
purtroppo, è l’ennesima volta che mi ritrovo sempre a riproporre qui lo stesso
argomento. Stiamo parlando della Terra
dei fuochi e delle affermazioni che fa la
Lorenzin dicendo, ogni volta che va in
Campania, che noi moriamo e abbiamo un
cancro, perché in realtà mangiamo male.
Ora, il fatto che noi l’abbiamo sempre
considerata una pura menzogna, è chiaro:
l’abbiamo sempre detto. Adesso a contraddirla non è il MoVimento 5 Stelle o i
cittadini campani, ma è l’Istituto superiore
di sanità, e ripeto la frase: i dati dell’Istituto superiore di sanità sono che nei siti
a rischio, quindi, affetti da una contaminazione ambientale a lungo termine, c’è
un aumento delle patologie. La correlazione tra siti a rischio ed aumento delle
patologie è evidente ed è dimostrata da
dati scientifici incontrovertibili.
Presidente, il problema non è più politico ma vorremmo capire chiaramente
che cosa sta accadendo e quali sono questi
dati scientifici, e, soprattutto perché la
Lorenzin, se il suo Istituto superiore di
sanità dice una cosa del genere, continua
ad andare in questi territori, ormai del
tutto martoriati, a continuare a dire queste falsità. Chiarezza l’ho richiesta in Commissione e la richiedo qui in Aula perché
veramente non se ne può più ad avere
queste contraddizioni perenni...
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PRESIDENTE. Onorevole Rampelli, se
lei consente, grazie.
SILVIA GIORDANO. ... dalle stesse istituzioni che si sentono offese continuamente dai loro rappresentanti (Applausi
dei deputati del gruppo MoVimento 5
Stelle).
DIEGO DE LORENZIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIEGO DE LORENZIS. Signor Presidente, mi scusi cercavo i riferimenti normativi di un atto. La cosa grave che è
successa è che io ho presentato un atto il
4 ottobre 2013, è passato più di un anno,
sono passati 370 giorni. Ora mi chiedo
cosa possa fare un cittadino italiano che
faccia richiesta in quest’Aula, più volte, di
avere risposta ad un’interrogazione, come
anche ho detto ieri, in cui sono implicate
le società delle Coop rosse, sono implicate,
a vario titolo, alcune persone che oggi
ricoprono anche incarichi importanti: dicevo ieri, il presidente di ACI, piuttosto
che alcune altre personalità che sono nel
gruppo che si occupa di anticorruzione. Ci
sono ormai tutti gli ingredienti per avere
delle risposte, perché ci sono delle indagini, anche in corso, della Finanza sui
rifiuti tombati, su questo santo tracciato
che collega Maglie con Leuca e, a distanza
di 370 giorni, ancora gli italiani non hanno
risposta. Mi sembra assolutamente impossibile far finta di niente. Impossibile che il
Ministero non abbia queste risposte dagli
enti preposti, dalla magistratura, da tutto
quello che dovrebbe essere un meccanismo
ormai consolidato per dare risposte ai
cittadini. E tutto questo invece non avviene e siamo soltanto immersi in un
silenzio che non è più accettabile, perché
evidentemente sono stati commessi degli
illeciti, degli abusi. La magistratura sta
indagando e c’è ancora qualcuno in quest’Aula che dice che quella strada va fatta,
quando è ampiamente dimostrato che non
c’è alcuna utilità a farla e che, anche se ci
fosse l’utilità, è impossibile farla perché su
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quel tracciato sono stati commessi dei
crimini, dei reati ambientali. Quindi, per
tutela degli italiani, degli abitanti di quei
posti, io pretendo trasparenza da questa
amministrazione e da tutte quelle che
sono in qualche modo impegnate a dover
dare quelle risposte (Applausi dei deputati
del gruppo MoVimento 5 Stelle).
Ordine del giorno
della seduta di domani.
PRESIDENTE. Comunico l’ordine del
giorno della seduta di domani.
Venerdì 17 ottobre 2014, alle 9:
Svolgimento di interpellanze urgenti.
La seduta termina alle 21,50.
TESTO INTEGRALE DELLE DICHIARAZIONI DI VOTO FINALE DEI DEPUTATI
FABIO LAVAGNO, PASQUALE MAIETTA,
MARIO MARAZZITI, NICOLA MOLTENI,
GIULIO CESARE SOTTANELLI, PAOLO
TANCREDI E MARCO CAUSI SULLA
PROPOSTA DI LEGGE N. 2247-A ED
ABBINATA.
FABIO LAVAGNO. Signor Presidente,
onorevoli Colleghi, vogliamo fin da subito
comunicare il voto favorevole che la componente Libertà e Diritti – Socialisti Europei esprimerà su questo provvedimento.
Occorre ricordare la proposta di legge
sul rientro di capitali che andiamo a
votare trae la sua origine da un articolo,
il primo di un decreto dell’allora Governo
Letta. Si trattava del decreto-legge 28
gennaio 2014 n. 4 che recava Disposizioni
urgenti in materia di emersione e rientro
di capitali detenuti all’estero, nonché altre
disposizioni urgenti in materia tributaria e
contributiva e di rinvio di termini relativi
ad adempimenti tributari e contributivi, Il
decreto-legge, in sostanza, si concentrava
sulla materia del rientro dei capitali, ma
pure sul rinvio dei termini in materia
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fiscale per quelle zone che erano state
colpite nel recente passato da eventi sismici e calamità naturali.
Ancora una volta il ricorso reiterato
alla decretazione d’urgenza costringeva ad
una discussione di argomenti eterogenei
fra loro, impedendo che singoli temi di
notevole importanza venissero affrontati,
in modo serio, approfondito; e al Parlamento di fare le leggi secondo tempi
congrui e svolgendo appieno il proprio
lavoro anche in sede di Commissione.
In modo lungimirante, in questo caso,
la Camera dei deputati decise di stralciare
questa parte e, provvedendo alla conversione del decreto solo le parti attinenti al
rinvio termini.
Quella stralciata è diventata una proposta di legge di iniziativa parlamentare,
che ha impegnato il lavoro in Commissione in modo costruttivo attraverso un
dibattito articolato e serrato.
Questo rappresenta un passaggio formale, ma non scontato, rispetto alla nostra
decisione di voto favorevole. È in questo
modo infatti che si stabilisce una giusta
distinzione di ruoli e di rispetto tra Parlamento e Governo.
Questa iniziativa legislativa ben definisce l’istituto della collaborazione volontaria, la cosiddetta voluntary disclosure, al
fine di regolarizzare la posizione di chi
detiene illecitamente capitali all’estero. È
una procedura che sta dentro le migliori
pratiche internazionali, raccomandata dall’OCSE e adottata in altri importanti Paesi
europei come la Germania, la Francia, la
Spagna e la Gran Bretagna.
Rispetto alle esperienze passate, degli
scudi e dei condoni siamo di fronte, in
questo caso ad una seria e netta inversione
di tendenza. È evidente, e ci trova anche
in questo caso concordi, la discontinuità
rispetto alle esperienze passate, deludenti
rispetto le aspettative, e caratterizzate da
eccessiva indulgenza rispetto a veri e propri evasori.
Indulgenza che prevedeva l’anonimato
e una percentuale forfettaria. Il provvedimento prevede che il contribuente, per
rientrare nella legalità, dovrà autodenunciarsi presso l’Agenzia delle entrate e,
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quindi, pagare le imposte evase, gli interessi e le sanzioni, queste ultime ridotte. A
questo si aggiunga che la collaborazione
volontaria non è ammessa se la richiesta è
presentata dopo che l’autore della violazione ha avuto conoscenza di accessi,
ispezioni, verifiche e avvio di attività di
accertamento.
È evidente come rispetto le squallide
esperienze del passato siamo di fronte ad
un orgoglio di legalità richiesto e necessario nel Paese.
Non sfugge come tutto ciò si inserisca
e sia frutto di un mutato clima internazionale basato sulla collaborazione in
senso fiscale e basato su accordi bilaterali.
Accordi bilaterali fondamentali per far
emergere proventi leciti, o meno, detenuti
all’estero. In questo senso apprezziamo
che il Ministro Padoan, in questi giorni
abbia alzato il livello della polemica con il
suo omologo elvetico. È troppo tempo che
attendiamo che la Svizzera, sottoscriva con
il nostro Paese l’accordo sulle informazioni bancarie, così come ha già fatto
proficuamente con Germania e Stati Uniti.
Non è irrilevante che si giunga presto a
questo risultato perché secondo studi
Banca d’Italia rispetto ai capitali detenuti
all’estero si parla di valori compresi tra
124 e i 194 miliardi di euro a fine 2008,
ma analisi più recenti ci dicono di circa
220 miliardi, di cui 1’80 per cento custoditi
proprio in Svizzera.
Un accordo bilaterale con la Svizzera
potrà forse inaugurare una nuova stagione, della quale andrei fiero, quella cioè
in cui i capitali, in base ai dati e le
informazioni, vengono effettivamente recuperati e non « su base volontaria ». Offriremmo così uno strumento serio a chi
intende perseguire una lotta contro l’evasione fiscale e l’illegalità.
Tra le novità più rilevanti introdotte nel
lavoro parlamentare vi è indubbiamente
l’introduzione del reato di autoriciclaggio.
Tema che esula il tema specifico della
Commissione Finanze e sconfina direttamente sul campo della Giustizia. Se non vi
fosse stato lo stralcio dal Decreto originario questo importante risultato non sarebbe stato raggiunto. Anche in questo
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caso dobbiamo sottolineare come il lavoro
emendativo in commissione abbia permesso di uscire da una indeterminatezza
inaccettabile, che lasciava spazio ad interpretazioni future della Magistratura e che
fondamentalmente, grazie al cosiddetto
godimento personale, non avrebbe colpito
nessuno.
Con queste semplici considerazioni, ma
che ci paiono improntate al buon senso e
riconoscendo un’apprezzabile inversione
di rotta rispetto al passato intendiamo
esprimere il nostro voto favorevole.
PASQUALE MAIETTA. Onorevoli colleghi, oggi, alla fine di un iter lungo e
complesso, ci troviamo finalmente, ad approvare, le norme sul rientro volontario
dei capitoli dall’estero. Questa norma,
dapprima, contenuta in un decreto-legge, è
stata poi stralciata, ed inserita in un
provvedimento di iniziativa parlamentare,
con l’intento, credo, di dare alle Camere la
possibilità di effettuare un esame più approfondito e per consentire ai tecnici del
Ministero dell’economia, di elaborare la
soluzione migliore, per realizzare, le stime
di gettito sperate.
Ed in effetti in sede parlamentare il
provvedimento è stato sostanzialmente
modificato, attraverso l’introduzione di
norme che da un lato ampliano le fattispecie condonabili e dall’altro aumentano
le fattispecie di reati penali; in ambito
penale coperte da condono. Sì perché di
condono si tratta e invero fa un po’
sorridere il fatto che chi, un tempo, alla
presentazione dei precedenti condoni da
parte dei governi di centrodestra ha gridato allo scandalo, al delitto contro lo
Stato e le sue leggi oggi se ne fa promotore.
Ma volendo fare un po’ di ordine,
diciamo, che la prima parte del provvedimento, così come è concepito, disciplina le
procedure per l’emersione volontaria in
materia fiscale, prevedendo, che i soggetti
che detengono attività e beni all’estero
senza averli dichiarati, potranno sanare la
propria posizione nei confronti dell’erario
pagando le imposte dovute e pagando una
quota ridotta di sanzioni, ricevendo in
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cambio impunità penale e tranquillità
massima nei rapporti con il fisco.
A questo punto, va detto, che tale
provvedimento, così come inizialmente
concepito, ha trovato e trova sostanzialmente il nostro consenso, soprattutto, se,
si pensa al contesto nazionale, e, internazionale di riferimento.
Abbiamo, infatti, a livello internazionale, un contesto in cui sempre più incisivo, è l’impegno, nella lotta all’evasione
fiscale internazionale, e, ai paradisi fiscali.
Recentemente, il nostro Paese e numerosi Paesi europei e non, si sono impegnati, per una rapida introduzione dello
standard globale OCSE per lo scambio
automatico delle informazioni fiscali adottato a seguito della richiesta avanzata dai
leader del G 20 nel caso dell’incontro
tenutosi in Russia a Settembre 2013.
La delicata fase economica, non solo
italiana, spinge, infatti i governi di tutto il
mondo, ad, elaborare strategie sempre più
efficaci; per combattere, la pratica di trasferire in paradisi fiscali esteri, ingenti
somme di denaro, sottraendole così al
pagamento delle imposte nel Paese di
residenza e danneggiando le casse di stato
di appartenenza. Tanto per avere un’idea
della dimensione del fenomeno basta ricordare che, a oggi, secondo l’agenzia delle
entrate nella vicina Svizzera, giacciono,
qualcosa come 125 milioni di euro, di
proprietà di contribuenti italiani. Ecco
proprio un Paese come la Svizzera dall’inserimento di siffatta norma, unita agli
accordi bilaterali in fase di definizione,
potrebbe diventare un partner importante
per la lotta all’evasione uscendo così dalla
cosiddetta lista nera dei paradisi fiscali.
Quindi grazie all’attuale contesto internazionale ed all’inserimento di questa
norma potremmo trarre un triplice vantaggio: rimpinguare le casse dello Stato,
far ritornare enormi capitali in Italia e
soprattutto gettare finalmente le bai per
una futura collaborazione con alcuni Paesi
come la Svizzera al fine di combattere il
fenomeno dell’evasione fiscale internazionale.
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Come detto questo provvedimento così
come inizialmente concepito, ha avuto in
nostro assenso anche alla luce del contesto
nazionale di riferimento, quando si è annunciato l’obiettivo primario fosse quello
del miglioramento del rapporto tra contribuente e fisco, questo non solo ai fini
del miglioramento degli indici di legalità
fiscale o ai fini del potenziamento della
capacità di contrasto all’evasione. Noi crediamo che un aspetto importante, centrale
di questo rapporto stia infatti in quello
che il cittadino vuole in cambio dal pagamento delle imposte. Allora lo Stato ha
un preciso obbligo di garantire e rendere
sempre più efficienti i suoi servizi al
cittadino-contribuente; ad esempio vanno
garantite le prestazioni sanitarie e soprattutto, ne va resa certa l’erogazione in
tempi rapidi; e non, in base, a liste di
attesa di diversi mesi; bisogna garantire la
sicurezza, sia sotto il profilo dell’incolumità delle persone che sotto il profilo della
certezza del diritto e l’elenco potrebbe
essere ancora lungo.
Lo Stato deve profondere ogni sforzo in
questa direzione.
Tale testo di legge però così come da
noi condiviso, o parzialmente condiviso, ha
subito delle modifiche in sede di lavori
parlamentari sul quale esprimiamo qualche perplessità.
Infatti in questa sede la procedura di
collaborazione volontaria è stata estesa
anche ai contribuenti autori di violazioni
riguardanti attività detenute in Italia, nonché alle violazioni in materia di imposte
sui redditi, IRAP e IVA.
Ecco, la nostra perplessità, nasce dal
fatto, che, al di là di quello che possono
essere le idee che ciascuno ha sull’opportunità di emettere un condono oppure no,
pare che in questa situazione ci troviamo
innanzi ad un condono, che però non ha
il coraggio di esserlo compiutamente. Mi
spiego meglio, con questo provvedimento
lo Stato si prefigge l’obiettivo di non
sfondare il parametro del 3 per cento nel
rapporto deficit/PIL attraverso l’incasso di
due miliardi di euro, ma presenta un
provvedimento che per somme da pagare
da un lato e coperture attese dal contri-
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buente dall’altro, lo rende poco attendibile, allora noi crediamo, che se condono
doveva essere, bisognava avere il coraggio
di farlo fino in fondo, senza mezze misure
che, si sa, disorientano il contribuente e gli
fanno sentire il rischio di poter essere
successivamente richiamati dal fisco per
altre concessioni.
Un’altra perplessità che abbiamo è sul
voto di antiriciclaggio contemplato all’interno di questo testo, perché scritto male
e non preciso nelle sue indicazioni che di
fatto ampliano da un lato la discrezionalità dei poteri e dall’altro l’incertezza nel
diritto dei nostri contribuenti.
Per esempio nella lettura della norma
di comprende che il nuovo reato si ha
quando sussistono contemporaneamente
tre fattispecie: sia creata o si concorre a
formare attraverso un reato una provvista
di denaro di beni o altre utilità; si sostituisca, si trasferisca o si impieghi questa
provvista attraverso un comportamento
ulteriore e autonomo, in attività economico finanziarie; si crei ostacolo all’identificazione della provenienza delittuosa
della provvista.
Quello che però non si comprende è
che il 3o comma del nuovo articolo prevede testualmente che fuori dai casi di cui
ai commi precedenti, non sono punibili
altre condotte, facendo pensare che vi
siano condotte illecite di autoriciclaggio
non contemplate e se così fosse ci piacerebbe sapere quali siano.
Infine, un’ultima perplessità che ci
anima è quella relativa alla destinazione
delle somme incassate.
Non si capisce perché gli incassi derivanti dalle procedure di cui alla presente
legge, che sono propriamente il frutto
della lotta all’evasione non debbono essere
interamente trasferite al fondo per la
riduzione della pressione fiscale, dove invece ne viene destinata una parte, non
sufficiente a garantire una riduzione della
pressione fiscale come in realtà ce ne
sarebbe bisogno.
Perché è evidente che l’alto tasso di
evasione fiscale è l’altra faccia della medaglia rispetto alla tassazione eccessivamente elevata cui sono sottoposti nel no-
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stro Paese famiglie e soprattutto imprese,
che non ce la fanno a sostenerne i costi.
È anche per questo che abbiamo proposto
l’introduzione in Costituzione di un tetto
al prelievo fiscale, che ci sembra una
norma di civiltà che mette i contribuenti al
riparo dall’infernale meccanismo di aumento e inefficienza della spesa pubblica
che viene drammaticamente ogni volta
scaricato sulle spalle dei contribuenti
quando c’è qualche buco da tappare.
Alla luce di tutte le considerazioni
esposte questo provvedimento nasce con
buoni propositi, ma lascia dei vuoti che ci
inducono a non poter darne un giudizio
positivo, pertanto il nostro voto sarà di
astensione.
MARIO MARAZZITI. Onorevoli colleghi, come sottolineato dallo stesso relatore
questo è un provvedimento che si discosta
dai precedenti cui spesso si è fatto erroneamente riferimento. Non si tratta cioè di
una riedizione aggiornata dei condoni di
Tremonti che nel corso dei sui mandati
come ministro dell’economia ne fece ben
tre, nonostante avesse scritto nel 1991 che
il condono è comunque una forma di
prelievo fuorilegge che in Sudamerica si fa
dopo il golpe mentre in Italia lo si fa
prima delle elezioni.
La voluntary disclosure non è uno
scudo fiscale con cui si condonavano delle
irregolarità pagando una sanzione comprensiva di interessi con aliquote minime
e si metteva il contribuente nelle condizioni di non essere più oggetto di accertamenti futuri, mantenendo per giunta
l’anonimato.
Nel provvedimento al nostro esame
l’approccio è diverso, basandosi su una
confessione del contribuente evasore e
sull’accertamento del quantum evaso.
Le procedure che andiamo ad approvare oggi sono coerenti con le linee guida
tracciate dall’OCSE che, già nel 2010,
sottolineava l’efficacia dei programmi di
voluntary disclosure adottati da diversi
paesi, nei quali la collaborazione dei soggetti passivi coinvolti ha consentito notevoli risparmi, anche in termini di contenzioso, compreso quello penale. Ma sull’ar-
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gomento si sono pronunciati ufficialmente,
in più occasioni, il G20 e l’Unione europea
e in quest’Aula sono già stati ratificati
importanti accordi internazionali.
La crescente adozione e diffusione di
tali programmi negli ultimi anni dipende
fondamentalmente da due ordini di ragioni. Il primo riguarda la necessità di
accelerare il recupero del gettito perso a
causa dell’evasione per far fronte alle
necessità di consolidamento dei conti pubblici. Il secondo è nel radicale mutamento
che sta avvenendo al livello internazionale
nello scambio di informazioni.
Ricordo a me stesso che è all’esame
delle Commissioni la ratifica dell’accordo
con gli Stati Uniti per applicare le normative FACTA che consentiranno di migliorare la tax compliance internazionale
attraverso lo scambio automatico di informazioni tra i due Paesi in relazione ai
conti detenuti negli Stati Uniti da soggetti
residenti in Italia e quelli detenuti in Italia
da cittadini e residenti americani, analogamente a quanto già contenuto negli
accordi che gli Usa hanno definito con
Francia, Germania, Spagna, Regno Unito.
Sull’onda
dell’accordo
americano,
l’Ocse ha pubblicato lo scorso gennaio un
report per lo scambio automatico di informazioni fiscali cui hanno aderito quarantaquattro paesi, fra cui l’Italia, che si
sono impegnati ad adottare lo standard
Ocse entro il 2017.
In linea generale ogni accordo volontario del contribuente, per essere efficiente
deve eliminare i costi relativi dell’accertamento, e a maggior ragione del contenzioso, e deve risultare conveniente senza
diventare un premio o incoraggiare l’evasione, quello che poi in definitiva è stata
la logica implicita dei vari scudi fiscali che
si sono succeduti, dove a fronte di un
incasso immediato si sapeva di accettare
una riduzione strutturale delle entrate.
L’iter di questa norma non è stato
semplice, già era stralciata in un precedente provvedimento. Oggi questo testo
appare più bilanciato: da una parte si
inaspriscono le sanzioni in caso di evasione, attraverso l’estensione del reato di
riciclaggio ai casi di reimpiego di denaro
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sottratto al fisco (cosiddetto autoriciclaggio), dall’altra aumentano gli « sconti » in
caso di collaborazione volontaria.
Con questo provvedimento si consente
ai soggetti che detengono patrimoni all’estero non dichiarati al fisco sotto forma
di conti correnti, polizze assicurative,
trust, fondi comuni, depositi di metalli
preziosi, partecipazioni, immobili, in relazione alle violazioni commesse sino al 30
settembre 2014 e che non abbiano avuto
formale conoscenza di accessi, ispezioni,
verifiche o dell’inizio di qualunque attività
di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, di presentare, entro il 30
settembre 2015, una apposita richiesta di
accesso alla procedura di collaborazione
volontaria fornendo spontaneamente all’Amministrazione finanziaria i documenti
e le informazioni per la determinazione
dei maggiori imponibili agli effetti delle
imposte relative a tutti i periodi per i
quali, alla data di presentazione della
richiesta, non sono scaduti i termini per
l’accertamento.
Come detto non si tratta né di uno
scudo con anonimato né di un condono. In
quanto il cittadino paga le imposte, gli
interessi e le sanzioni, anche se in misura
ridotta ed il pagamento di quanto dovuto
avverrà in una unica rata e l’adesione alla
procedura comporterà l’esclusione della
punibilità per i reati tributari ma non,
come detto, per l’autoriciclaggio.
Questo nuovo reato, cioè il trasferimento, o l’impiego, di fondi derivanti da
un reato non colposo da parte di chi ha
commesso il reato, e non solo, da parte
degli intermediari ha lo scopo di agevolare
ulteriormente l’emersione dei capitali
esportati puntando sugli sconti e le facilitazioni monetarie a fonte di sanzioni
severe per gli evasori e non solo per gli
eventuali reati tributari.
Si tratta di disposizioni che miglioreranno l’attrattività della intera procedura
e farà emergere quella massa di denaro
sfuggita ai controlli del fisco e che secondo
alcune stime ammonta ancora ad oltre
cento miliardi di euro e ci auguriamo che
a questo provvedimento si affianchi presto
la revisione del sistema sanzionatorio pre-
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visto dalla delega fiscale al fine di graduare le sanzioni all’effettiva gravità dei
comportamenti.
Per questi motivi dichiaro il voto favorevole del Gruppo « Per l’Italia ».
NICOLA MOLTENI. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, una normativa sul rientro dei capitali detenuti all’estero che non
sia di tipo condonistico è resa possibile da
recenti sottoscrizioni di Accordi intergovernativi che, attraverso un sempre più
ampio accesso e scambio di dati, tendono
a colpire l’evasione fiscale su scala internazionale. Basti pensare, in ambito europeo, al potenziamento della direttiva n. 16
del 2011 sullo scambio delle informazioni
e della direttiva n. 24 del 2010 sull’assistenza alla riscossione. In ambito internazionale, al recente Accordo intergovernativo tra il Governo italiano e quello statunitense finalizzato a migliorare la compliance fiscale internazionale – la
cosiddetta normativa FATCA – insieme
alla firma, da parte del nostro Paese, di
numerosi accordi bilaterali di scambio di
informazioni con Paesi a bassa fiscalità.
Quindi, oggi vi sono tutte le condizioni,
anzi le necessità, di colmare una lacuna
giuridica in modo da regolamentare il
rientro di capitali con il pagamento delle
imposte precedentemente evase, ma questo
deve essere fatto secondo due criteri. Il
primo deve essere quello della chiarezza
normativa, che non lasci spazio a dubbi
interpretativi, che la renderebbero di difficile applicazione. Il secondo criterio deve
invece ispirarsi ad una effettiva riduzione
della penalità, introducendo tangibili vantaggi al fine di incoraggiare i contribuenti
ad auto-denunciarsi. In questo senso si
ritiene opportuno accennare all’iter di
questo provvedimento. In un primo tempo,
le disposizioni in oggetto erano state ricomprese nell’articolo 1 del decreto legislativo 4. Si è preferito sopprimere questo
articolo e ripresentarlo in forma di proposta di legge, sia in considerazione del
fatto che è il Parlamento a doversi occupare di una legislazione che abbia così
importanti ripercussioni sociali ed economiche, ma soprattutto per recepire una
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serie di contributi da parte di soggetti
auditi, che ne avevano sottolineato le criticità ed incongruenze.
Dobbiamo registrare, purtroppo, ed è
questo il motivo della presentazione di un
testo alterativo, che molti degli aspetti
emersi durante la fase istruttoria non sono
stati recepiti nella stesura del testo elaborato dalla maggioranza, ripresi invece
nella proposta di testo alternativo da me
presentato oggi in Aula. Vorrei illustrarvi
quelli che ritengo essere i principali punti
introdotti nel mio testo che possano portare ad un pieno successo della voluntary
disclosure. Anzitutto è nostro intendimento individuare con precisione i soggetti
coinvolti. In questo senso abbiamo deciso
di escludere esplicitamente dall’accertamento eventuali soggetti terzi, come ad
esempio società o enti partecipati da cui
provengano le somme espatriate, questo
perché l’eventuale coinvolgimento delle società facenti capo o riferibili al soggetto
che si avvale della procedura potrebbero
comportare accertamenti fiscali in capo
alla società non solo ai fini IRES e IRAP,
ma anche IVA, con conseguenze difficilmente quantificabili. Si consideri inoltre
che alcune direzioni provinciali potrebbero non applicare la tassazione del 49,72
per cento degli utili distribuiti in capo al
percettore nel caso in cui la società non
abbia pagato correttamente le imposte sul
reddito successivamente distribuito. Si
tratta di rischi che non possono essere
corsi da coloro che abbiano la volontà di
fare emergere le proprie disponibilità all’estero. Ecco il perché della riscrittura
dell’articolo 5-quater e 5-quinquies. Lo
scopo è, come detto, quello di limitare
l’accertamento alla sola imposta sul reddito riferibile al soggetto che si avvale
della procedura. Sempre con lo scopo di
rendere più chiara la norma, abbiamo
escluso l’obbligo in capo al soggetto aderente della ricostruzione dei redditi che
derivano dalla dismissione o utilizzo della
attività finanziarie patrimoniali detenute
all’estero, questo per l’oggettiva difficoltà
di ricostruire la destinazione degli eventuali prelevamenti nel caso, molto probabile, di spese non documentate, senza
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SEDUTA DEL
contare l’ulteriore complicazione generata
dal successivo versamento di tutta, o parte,
della somma prelevata nel caso in cui
l’acquisto pianificato non fosse andato a
buon fine. Ancora sull’oggetto della definizione, abbiamo voluto specificare meglio
l’esclusione dell’ipotesi di raddoppio dei
termini dell’accertamento in alcune fattispecie penalmente rilevanti che per effetto
della stessa voluntary venivano depenalizzate. Allo scopo di rendere conveniente la
voluntary ci è sembrato quantomeno opportuno evitare l’obbligo di comunicazione
all’autorità giudiziaria in automatico, così
come previsto, anche per le definizioni che
non hanno alcun rilievo penale.
Infine abbiamo voluto sanare quella
che consideravamo un’eclatante violazione
dell’articolo 24 della Costituzione, contenuta nel testo proposto dalla maggioranza,
garantendo una giusta tutela giurisdizionale nel caso in cui la pretesa dell’amministrazione finanziaria sia ritenuta dal
contribuente palesemente infondata o erronea, così come abbiamo ritenuto adeguato consentire a chi aderisce alla voluntary il diritto di rateizzare e compensare il suo debito fiscale in considerazione
della natura non condonistica del provvedimento.
GIULIO CESARE SOTTANELLI. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Scelta civica
si dichiara favorevole a qualsiasi provvedimento che sia utile per dare efficaci
risposte in materia di emersione e di
rientro dei capitali detenuti all’estero ovvero per individuare strumenti e soluzioni
che ne possano facilitare il percorso. Per
questo preannuncio che Scelta Civica voterà a favore del provvedimento.
Dobbiamo però dire che, pur costituendo un passo nella giusta direzione,
questo provvedimento, così come è stato
configurato, presenta una serie di criticità
che Scelta Civica ha sollevato in commissione e nei propri emendamenti. Abbiamo
dovuto purtroppo riscontrare una chiusura del Governo nell’introdurre tali modifiche, che riproporremo al Senato per
migliorare il testo nella forma e nella
sostanza.
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Il provvedimento in esame, come è
noto, riproduce in sostanza il testo dell’articolo 1 del decreto-legge n.4/2014, soppresso durante la discussione presso la
Commissione finanze della Camera, e introduce, quindi, nel nostro ordinamento la
disciplina della « collaborazione volontaria » (voluntary disclosure) per consentire,
ai soggetti che detengono attività e beni
all’estero, di dichiararli e di sanare così la
propria posizione nei confronti dell’erario
italiano.
Nel corso dell’esame in sede referente il
provvedimento ha subito varie modifiche e
la procedura è stata estesa ai contribuenti
autori di violazioni concernenti attività
detenute in Italia, alle violazioni in materia di imposte sui redditi, di imposte
sostitutive, di IRAP e di IVA, nonché alle
violazioni relative alla dichiarazione dei
sostituti di imposta. Il Governo è intervenuto con un proprio emendamento in
ordine all’introduzione nel nostro Codice
Penale dell’articolo 648 ter 1 per punire il
reato di « autoriciclaggio ».
Vorrei ricordare alcuni punti salienti
del provvedimento:
la procedura di collaborazione volontaria, relativa alle violazioni commesse
fino al 30 settembre 2014, può essere
attivata fino al 30 settembre 2015;
si stabilisce che il contribuente è
tenuto al versamento, in un’unica soluzione o, in alternativa, in tre rate mensili
di pari importo anche grazie al recepimento di un nostro emendamento delle
somme dovute, comprensive di sanzioni,
senza possibilità di utilizzare crediti in
compensazione;
non possono accedere alla collaborazione volontaria i soggetti che abbiano
avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualsiasi
attività di accertamento amministrativo o
procedimenti penali relativi alle attività
oggetto di richiesta, anche se rivolte a
soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o soggetti concorrenti nel reato;
i periodi d’imposta relativamente ai
quali si può richiedere la procedura di
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collaborazione volontaria sono quelli non
prescritti;
entro 30 giorni dal versamento,
l’Agenzia delle entrate comunica all’autorità competente la conclusione della procedura di collaborazione volontaria;
i soggetti che aderiscono al programma di collaborazione volontaria beneficiano di alcune riduzioni delle sanzioni amministrative e penali;
coloro che detengono all’estero patrimoni inferiori a 2 milioni di euro (valore
medio per anno di imposta accertabile)
possono richiedere una procedura semplificata in base alla quale le imposte da
versare sono calcolate con un’aliquota del
27 per cento in base ad un rendimento
presunto del capitale del 5 per cento;
qualora l’autore della violazione presenti, nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, atti o documenti
falsi ovvero fornisca dati e notizie non
rispondenti al vero, è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni;
si dispone circa la destinazione delle
entrate derivanti dall’attuazione delle disposizioni in materia di collaborazione
volontaria ad un apposito capitolo d’entrata per essere destinate al pagamento dei
debiti commerciali scaduti in conto capitale, anche in deroga al patto di stabilità
interno;
infine, una particolare disciplina è
prevista per i residenti nel comune di
Campione d’Italia, poiché esentati in base
alla normativa vigente dall’obbligo di dichiarazione in relazione alle disponibilità
detenute in Svizzera derivanti da reddito
di lavoro o trattamenti pensionistici.
In relazione alla procedura sopra discussa, Scelta Civica ha proposto alcuni
emendamenti migliorativi e di coordinamento. In particolare, ha proposto di eliminare la segnalazione alle procure per le
ipotesi che non costituiscono reato, perché
una simile segnalazione non ha ragione di
essere e finisce per mischiare in modo
discutibile i ruoli della procura e dell’am-
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ministrazione finanziaria. Abbiamo anche
proposto, ed è ancora più importante, un
coordinamento tra i periodi di imposta per
i quali non sono scaduti i termini di
accertamento ai fini della collaborazione
volontaria e quelli che sarebbero accertabili se fosse in vigore la delega fiscale.
Anche qui abbiamo riscontrato una chiusura del Governo e dei relatori che non
troviamo ragionevole, visto che il nostro
emendamento aveva come effetto un’evidente razionalizzazione del testo. Lo riproporremo al Senato.
Nell’ambito poi del potenziamento degli
strumenti istituzionali preposti ai controlli
ed alla gestione dei tributi, non siamo
pienamente favorevoli ad assunzioni di
nuovo personale. Riteniamo, infatti, che,
prima di effettuare nuove assunzioni, vi
siano ampie possibilità di attingere od
intervenire sullo strumento della piena
mobilità tra enti pubblici, senza causare
ulteriori oneri a carico dello Stato. Lo
stesso dicasi per l’Agenzia delle dogane e
dei monopoli.
In tema di conti correnti e depositi
esteri, con l’articolo 2, si eleva da 10.000
a 15.000 euro il valore massimo complessivo (raggiunto nel corso del periodo d’imposta) al di sotto del quale non sussistono
gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi per i depositi e conti
correnti bancari costituiti all’estero. Andrebbe, forse, valutata la possibilità che la
norma, nella sua attuale formulazione,
possa dar luogo a comportamenti elusivi.
Infine, con l’articolo 3 si inserisce nel
codice penale il nuovo articolo 648-ter.1
che introduce il reato di autoriciclaggio.
Attualmente il nostro codice penale
prevede, all’articolo 648-bis, solo il riciclaggio, che punisce chi ricicla denaro o
altre utilità provenienti da un reato commesso da un altro soggetto, mentre non
punisce chi ricicla in prima persona, cioè
sostituisce o trasferisce denaro, beni o
altre utilità che ha ricavato commettendo
un altro delitto doloso. L’introduzione del
reato di autoriciclaggio è sicuramente necessaria, anche se a nostro giudizio sa-
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rebbe stato meglio introdurla nell’ambito
di una revisione generale dei reati finanziari, incluso il falso in bilancio.
Nella nuova figura di reato, si prevedono due soglie di punibilità: si applica la
pena della reclusione da due a otto anni
e della multa da 5.000 a 25.000 euro a
chiunque, avendo commesso o concorso a
commettere un delitto non colposo, sostituisce, trasferisce ovvero impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni
o altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare
concretamente l’identificazione della loro
provenienza delittuosa, mentre si applica
la pena da 1 a 4 anni se il denaro, i beni
o le altre utilità provengono dalla commissione di un delitto non colposo punito
con la reclusione inferiore nel massimo a
5 anni. La pena aumenta quando i fatti
sono commessi nell’esercizio di un’attività
bancaria, finanziaria o di altra attività
professionale, mentre è ridotta, fino a
dimezzarla, se ci si adopera per evitare
che le condotte siano portate a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove
del reato. Non sono punibili le condotte
per cui il denaro, i beni o le altre utilità
vengono destinate alla utilizzazione o al
godimento personale.
Questa nuova figura di reato di « autoriciclaggio » si potrebbe tradurrebbe in
un surplus di repressione delle microcondotte dalle azioni criminali a vasto
raggio in considerazione delle difficoltà di
non poter distinguere facilmente le due
fattispecie. Una modesta appropriazione
indebita od una circoscritta infedeltà patrimoniale potrebbero trascinare con sé
una ben più grave accusa per auto-riciclaggio od auto-reimpiego. Lo stesso dicasi
per i reati fiscali di limitata entità. Una
dichiarazione fiscale infedele penalmente
rilevante ma non macroscopica, accompagnata da qualsiasi successivo trasferimento
o impiego delle somme non dichiarate,
potrebbe far scattare la doppia incriminazione e innalzare vertiginosamente i
livelli di pena.
Anche la norma scritta nel modo più
corretto può creare disfunzioni in sistema
che ha difficoltà a tradurla nei fatti.
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Figuriamoci una norma sulla quale già ora
esistono pareri molto discordanti e autorevoli perplessità da parte di numerosi
esperti.
Si è arrivati così a fare della procedura
di collaborazione volontaria il veicolo per
forzare i tempi e la discussione sull’introduzione di una fattispecie di reato estremamente complessa con il rischio di rendere meno efficaci e certi gli strumenti che
stiamo votando con l’obiettivo di favorire
un massiccio rientro dei capitali dall’estero ai fini del loro impiego nell’economia nazionale.
Su questi temi continueremo ad insistere nel percorso futuro del provvedimento che ci auguriamo venga migliorato
e che ha, comunque, una finalità che
condividiamo. Ed è per questo che, nonostante le perplessità sopra illustrate, Scelta
Civica voterà a favore di questo provvedimento.
PAOLO TANCREDI. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la procedura di collaborazione volontaria in sostanza prevede
che i soggetti che detengono attività e beni
all’estero ed hanno omesso di dichiararli
possono sanare la propria posizione nei
confronti dell’erario pagando l’intera misura delle imposte dovute e le sanzioni
(queste ultime in misura ridotta).
Non si tratta quindi di un condono
fiscale, ma di una sorta di autodenuncia,
attraverso una procedura di collaborazione pienamente aderente ai principi
Ocse in materia: non viene garantito l’anonimato, le tasse omesse vengono pagate
per intero, si ottiene la piena tracciabilità
delle attività finanziarie. Già altri Paesi
quali gli Stati Uniti, la Francia la Germania, la Spagna e il Regno Unito hanno
realizzato programmi analoghi a quello in
esame oggi.
Nel corso dell’esame parlamentare il
testo è stato modificato per raggiungere un
equilibrio tra le esigenze di lotta all’evasione fiscale e l’obiettivo di migliorare
l’adesione spontanea agli obblighi fiscali
nel lungo periodo per inaugurare un
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nuovo rapporto tra fisco e contribuente,
basato su principi di parità tra le parti e
leale collaborazione.
Sono inoltre rispettati i principi comunitari di semplificazione degli oneri a
carico dei contribuenti e proporzionalità
del regime sanzionatorio.
Per garantire la parità di trattamento
tra i contribuenti, la procedura è stata
estesa ai contribuenti autori di violazioni
riguardanti attività detenute in Italia nonché alle violazioni commesse dagli enti e
società di capitali, cd. soggetti Ires, anche
per violazioni di carattere sostanziale e
non solo dunque derivanti da obblighi
dichiarativi.
È stata estesa la non punibilità per
alcuni reati fiscali relativi agli obblighi
dichiarativi e garantito il pagamento in
misura ridotta delle sanzioni.
Non si applica il raddoppio dei termini
per l’accertamento, sono ampliati i tempi
per la procedura di adesione. Si favoriscono i piccoli contribuenti con procedure
semplificate.
È ampliato il termine per aderire alle
violazioni commesse sino al 30 settembre
2014, con possibilità di aderire fino al 30
settembre 2015.
Si introduce il reato di autoriciclaggio,
ma se ne sospende l’applicazione per coloro che aderiscono alla procedura.
Di rilievo la norma che consente il
pagamento del dovuto in 3 rate, ma il
mancato pagamento di « una delle rate »
farà venir meno gli effetti della procedura
di voluntary disclosure.
Sono infine previste norme in materia
di personale delle Agenzie fiscali consentendo nuove assunzioni.
Per queste ragioni a nome di NCD
esprimo voto favorevole.
MARCO CAUSI. Lo scambio automatico di informazioni finanziarie – e quindi
la fine del segreto bancario – sta diventando il nuovo standard globale a livello
internazionale, per effetto dell’azione esercitata dopo la crisi del 2008-2009 da G20,
OCSE e Unione Europea – in Europa in
particolare con la nuova Direttiva sul
risparmio, e con le nuove decisioni assunte
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l’altro ieri all’Ecofin di Milano, su spinta
decisiva della presidenza italiana del semestre europeo, per l’interscambio informativo fra le giurisdizioni fiscali all’interno dell’Unione.
A partire dal 2017-2018, sulla base di
regole e trattati ormai in vigore, cadrà il
segreto bancario in Svizzera e in tanti altri
paesi (Singapore, Lussemburgo, San Marino, ecc.). Sono già 84 i paesi firmatari
della convenzione OCSE in materia. I
correntisti italiani di banche svizzere
hanno già ricevuto lettere in cui si chiede
di dichiarare la « pulizia » fiscale delle
somme detenute, e in assenza di questa
dichiarazione si annuncia la chiusura del
conto corrente o del conto titoli. Dentro
questo quadro di riferimento all’Italia conviene anticipare la scadenza del 20172018, prevedendo una voluntary disclosure, e cioè un procedimento di collaborazione volontaria, che consenta agli italiani che non hanno dichiarato capitali
detenuti all’estero di regolarizzare la loro
posizione con il fisco italiano, pagando
l’imposta dovuta con sconti sulle sanzioni
amministrative e su eventuali reati fiscali.
Conviene anche, in particolare, concludere con la Svizzera un accordo bilaterale
– in fase di avanzata negoziazione – che
consenta la « riemersione » delle ingenti
somme depositate da residenti italiani
nelle banche di quel paese. In questo senso
si è espresso anche il Presidente Napolitano durante la sua visita ufficiale a Berna
il 20 maggio scorso. C’è un interesse anche
da parte della Svizzera, così come di altri
paesi, che possono preferire l’opzione di
uscire dalla black list – e cioè dalla lista
di paesi che non riconoscono l’interscambio informativo – per non perdere la
clientela italiana.
I paletti politici dell’operazione sono
stati disegnati in un decreto emanato dal
Governo Letta, ma poi non convertito dal
Parlamento in conseguenza della crisi che
ha portato al passaggio di testimone da
Letta a Renzi: la « riemersione » deve avvenire applicando le regole OCSE, e cioè
con una voluntary disclosure, una collaborazione volontaria (CV) nominativa e
trasparente da parte dei contribuenti.
Atti Parlamentari
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DISCUSSIONI
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Questo elemento si contrappone nettamente agli scudi e ai condoni varati in
passato dai governi italiani di centrodestra, che garantivano anonimato e bassissimo costo. Si contrappone anche agli
accordi del tipo « Rubik », come quello
siglato con la Svizzera dal Governo federale tedesco ma poi non ratificato dal
Parlamento per l’opposizione della SPD,
che facevano pagare di più ma garantivano
comunque l’anonimato.
Oltre al fatto che la CV deve passare
per una dichiarazione nominativa, il procedimento prevede il pagamento integrale
delle imposte eventualmente evase sulle
somme esportate e di quelle sui flussi di
reddito (interessi, dividendi, ecc.) guadagnati durante gli anni di esportazione. Per
rendere l’operazione efficace, l’OCSE consiglia di inserire un mix opportuno di
elementi di incentivo. In particolare:
a. incentivi « in positivo », con sconti
– anche consistenti – su sanzioni e interessi di carattere amministrativo;
b. altri incentivi « in positivo », con
sconti sulle sanzioni penali eventualmente
comminabili se all’origine dell’esportazione dei capitali è stato commesso un
reato di tipo tributario (una problematica,
questa, che non esisteva con i condoni
Tremonti, poiché l’anonimato faceva da
scudo alle eventuali responsabilità penali);
c. incentivi « in negativo », con il
rafforzamento delle norme relative al
reato di riciclaggio – punto, questo, molto
rilevante per l’Italia, a cui tutti gli organismi internazionali chiedono da anni di
riformare la norma del codice penale
relativa al riciclaggio, prevedendo l’autoriciclaggio. Infatti, nel nostro paese viene
escluso dalla fattispecie del riciclaggio il
soggetto che ha commesso il reato presupposto da cui sono derivate le somme di
denaro che vengono trasferite o utilizzate
in modo da nasconderne la provenienza
delittuosa.
Le norme contenute nel decreto LettaSaccomanni sono state trasformate in pro-
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getto di legge parlamentare e incardinate
nella Commissione finanze di Montecitorio.
Il testo originario è stato significativamente innovato, con tre principali novità:
a. accanto al procedimento di CV per
chi ha esportato i capitali all’estero, è stata
introdotta una parallela CV per chi ha
nascosto i capitali in Italia, in tutto e per
tutto analoga, e cioè senza anonimato, con
pagamento integrale, con modello di dichiarazione dettagliato e sottoposto al vaglio dell’Agenzia delle entrate;
b. il sistema degli sconti – amministrativi e penali – è stato rafforzato;
c. è stata introdotta, in origine con
un emendamento presentato dal PD, a cui
è seguito un importante e dettagliato parere della Commissione giustizia e poi un
testo formulato dal Governo, la riforma
del reato di riciclaggio, prevedendo l’autoriciclaggio.
La CV italiana, in questo modo, punta
sulla carota degli sconti – chi riemerge
entro il 15 settembre 2015 ha gli sconti e
non rischia di essere imputato per autoriciclaggio – e sul bastone del nuovo reato
– chi non dovesse riemergere e decidesse
invece di spostare i soldi dalla Svizzera, o
dal Lussemburgo o da San Marino, ovvero
da altri paesi che si stanno adeguando ai
nuovi standard internazionali di trasparenza finanziaria, verso paradisi fiscali che
mantengono il segreto bancario, deve sapere che non rischia solo per gli eventuali
reati tributari che stanno all’origine dell’esportazione dei capitali ma anche per il
reato di autoriciclaggio. Lo stesso vale,
naturalmente per i contribuenti che hanno
tenuto nascoste le somme in Italia.
Un ulteriore obiettivo perseguito dalla
legge è di incentivare la firma di accordi
con i paesi che ancora non garantiscono lo
scambio di informazioni, ma sono ormai
sulla strada per farlo, come la Svizzera.
Accordi bilaterali di questo tipo sono già
stati firmati dalla Confederazione elvetica
con la Francia e la Spagna.
Atti Parlamentari
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L’incentivo viaggia così: l’adesione all’accordo di scambio di informazioni con
l’Italia comporterà l’applicazione, agli italiani che faranno la CV, delle sanzioni –
più morbide – che si pagano provenendo
da paesi white list. In questo modo le
banche svizzere avrebbero convenienza a
fare aderire i loro clienti alla CV, anche
per non perderli.
In uno studio del 2011, i capitali non
dichiarati detenuti all’estero dagli italiani
oscillavano a fine 2008 fra 124 e 194
miliardi. Non ci sono stime più recenti, ma
si può pensare a cifre che oscillano fra 200
e 250 miliardi. A cui vanno aggiunti i
capitali occultati in Italia. E dedotti però
i capitali ripuliti dagli scudi Tremonti,
coperti dall’anonimato. La riemersione di
queste disponibilità – oltre a portare risorse all’erario – potrebbe avere un effetto
molto favorevole sulle imprese italiane e
sulla loro patrimonializzazione.
Non a caso il Ministro dell’economia,
Piercarlo Padoan, ha commentato positivamente il lavoro in corso in Parlamento,
affermando che l’introduzione del reato di
autoriciclaggio è un « passo avanti molto
importante verso una regolarizzazione degli scambi internazionali e in linea con le
migliori pratiche », aggiungendo anche che
« si tratta di uno strumento fondamentale
per migliorare il contrasto all’evasione
fiscale » e che l’attuazione di questa legge
« porterà un contributo tangibile al Paese
e permetterà di concludere accordi sullo
scambio di informazioni ».
Dopo le decisioni Ecofin di ieri, il
Ministro dell’economia ha detto: « Senza
segreto bancario e con l’autoriciclaggio, la
CV riporterà capitali in Italia. Con la
cancellazione del segreto bancario sarà
sempre più difficile evadere il fisco portando i soldi all’estero ».
Dalla legge che stiamo per approvare in
prima lettura deriveranno risorse, potenzialmente tante risorse, anche se il Governo tiene ferma la decisione prudenziale
di non azzardare alcuna previsione quantitativa. Esse saranno destinate al pagamento dei debiti commerciali della P.A.,
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ad investimenti pubblici e al finanziamento del Fondo per la riduzione della
pressione fiscale.
Ma deriverà qualcosa di più: con la
regolarizzazione molti capitali oggi inerti
potranno essere di nuovo messi in circolo
nell’economia e nelle imprese italiane;
nuova base imponibile emergerà in modo
permanente. Per i contribuenti che oggi –
a fronte della fine del segreto bancario –
potrebbero essere spinti a portare i loro
capitali in contesti esotici che, pur garantendo ancora la scarsa trasparenza, comportano però anche elevati rischi, lo Stato
offre un’altra strada: una strada che, governando in modo sensato la transizione
verso la fine del segreto bancario, consente
a questi soggetti di uscire dall’area grigia
dell’illegalità e di partecipare invece proattivamente ad una sorta di « anno zero »
nei rapporti fra Stato e contribuenti.
L’articolo 3 del progetto di legge contiene una rilevante innovazione legislativa,
con l’introduzione nel codice penale del
nuovo articolo 648-ter.1 « autoriciclaggio ».
Si tratta di un’innovazione più volte sollecitata all’Italia dal Fondo monetario internazionale, dal Gafi (Gruppo di Azione
Finanziaria Internazionale) e dal G20, per
consentire al nostro paese di aderire più
compiutamente alle nuove regole internazionali in materia di trasparenza dei movimenti di capitale e di regolazione della
globalizzazione finanziaria, anche ai fini
anti evasione fiscale. In questo senso, peraltro, l’Italia si era già impegnata due
anni fa, nel momento in cui ha ratificato
la Convenzione di Strasburgo del 1999.
Sul testo del nuovo reato si è svolto un
ampio dibattito pubblico, soprattutto grazie all’iniziativa della Commissione giustizia della Camera la quale – nell’espressione del prescritto parere alla Commissione finanze – ha organizzato una serie
di pubbliche audizioni e ha proposto un
testo che successivamente il Governo ha
sostanzialmente utilizzato come base di
riferimento per il suo emendamento.
Io voglio ringraziare la Commissione
giustizia e, soprattutto, il Governo, per
avere aderito alla visione che mette l’autoriciclaggio in connessione logica e ope-
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rativa, nel breve termine e cioè fino al 30
settembre 2015, con il procedimento di CV
e, a regime, con le politiche di deterrenza
dell’evasione fiscale e di incentivo alle
buone pratiche di trasparenza e tracciabilità dei movimenti finanziari.
Il testo contenuto nella proposta di
legge è frutto quindi di un’importante
collaborazione fra Ministero della giustizia
e Ministero dell’economia, che ha preso
spunto dal contributo costruttivo della
Commissione giustizia di Montecitorio. Si
tratta di un testo equilibrato e puntuale:
ciò che si vuole colpire sono le condotte di
occultamento e ostacolo concreto frapposte all’identificazione dei proventi illeciti,
specificando per inverso che non sono
punibili le condotte di mera utilizzazione
o di godimento personale attuate in forme
agevolmente ricostruibili e trasparenti, che
rappresentano soltanto la prosecuzione del
delitto presupposto, peraltro già punito.
Riprendendo alcuni dei ragionamenti
esposti in audizione dal Prof. Piergallini,
dell’Università di Macerata, non si contravviene allora con questa norma alla
categoria del post-fatto non punibile. La
deroga al ne bis in idem sostanziale può
giustificarsi solo in presenza di atti che
non si traducono nel mero godimento o
nella trasparente disposizione del provento. Ciò che va punito è il comportamento che trasmuta in condotte artificiose, non « naturali » ma autenticamente
frappositive, idonee cioè a recare ostacolo,
e a recarlo concretamente, alla identificazione del provento illecito.
È l’occultamento (l’ostacolo concretamente posto all’identificazione della provenienza delittuosa delle somme) il cuore
del nuovo reato, non il « reinvestimento »
o « reimpiego » puro e semplice. In altri
termini, sono del tutto infondati e immo-
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tivati i timori palesati ad arte dagli esponenti di Forza Italia, e rilanciati in una
campagna stampa da alcuni giornali della
destra, in quanto è certo che la norma non
consente di punire a titolo di autoriciclaggio quanti ad esempio utilizzino i proventi
di un reato di infedele dichiarazione all’interno dell’ordinario capitale circolante
di un’azienda.
In conclusione, con questa legge – che
noi auspichiamo possa essere esaminata
dal Senato nel corso del prossimo mese,
mentre la Camera sarà impegnata nella
prima lettura della legge di stabilità per il
2015, anche in vista degli ingenti incassi
erariali che potranno prodursi nel corso
del prossimo anno – l’Italia si prepara al
nuovo mondo in cui il segreto bancario
sarà sempre più confinato a pochi e rischiosi paradisi fiscali, ben lontani non
solo dall’Unione europea ma anche dagli
altri paesi europei non aderenti all’Unione.
In questo nuovo mondo le possibilità di
elusione delle regole di tracciabilità dei
movimenti finanziari e di evasione fiscale
si ridurranno e i rischi connessi a comportamenti illeciti sul piano della movimentazione dei capitali e dell’occultamento di somme al fisco si moltiplicheranno.
Nella fase di transizione verso questo
nuovo mondo, lo Stato offre una finestra
per l’emersione dei capitali nascosti dai
contribuenti italiani. Una finestra che
nulla ha a che vedere con scudi e condoni,
ma che potrà essere utilizzata per chi
vuole mettersi al riparo dai rischi e in
regola con le nuove norme internazionali,
e che produce effetti ampiamente positivi
sul patrimonio delle imprese italiane oltre
che sui proventi dell’erario. Ed è per
questo che il Partito Democratico esprime
con convinzione il suo voto favorevole.
Atti Parlamentari
—
—
XVII LEGISLATURA
DISCUSSIONI
—
115
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI DI ESAME DELLE COMUNICAZIONI DEL
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI IN VISTA DEL CONSIGLIO
EUROPEO DEL 23-24 OTTOBRE E DELLA MOZIONE N. 1-00602
COMUNICAZIONI
DEL
PRESIDENTE
DEL
CONSIGLIO DEI MINISTRI
23-24 OTTOBRE
IN VISTA DEL
CONSIGLIO
EUROPEO DEL
Tempo complessivo per la discussione e per le dichiarazioni di voto: 4 ore e 30 minuti.
Governo
Interventi a titolo personale
Gruppi
45 minuti
21 minuti (con il limite massimo di 3 minuti
per ciascun deputato)
1 ora e 44 minuti
(per la discussione)
1 ora e 40 minuti
(per le dichiarazioni
di voto)
Partito Democratico
30 minuti
10 minuti
MoVimento 5 Stelle
13 minuti
10 minuti
Forza Italia – Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente
11 minuti
10 minuti
Nuovo Centrodestra
7 minuti
10 minuti
Scelta civica per l’Italia
7 minuti
10 minuti
Sinistra Ecologia Libertà
7 minuti
10 minuti
Lega Nord e Autonomie
7 minuti
10 minuti
Per l’Italia
6 minuti
10 minuti
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale
6 minuti
10 minuti
Misto:
10 minuti
10 minuti
Libertà e Diritti – Socialisti europei (LED)
2 minuti
2 minuti
Minoranze Linguistiche
2 minuti
2 minuti
Centro Democratico
2 minuti
2 minuti
MAIE – Movimento Associativo
italiani all’estero – Alleanza per
l’Italia (API)
2 minuti
2 minuti
Partito Socialista Italiano (PSI)
– Liberali per l’Italia (PLI)
2 minuti
2 minuti
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
MOZIONE
N.
—
DISCUSSIONI
—
116
SEDUTA DEL
1-00602 – IMPIEGO
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 —
N.
311
DI PARTE DEL RISPARMIO PREVIDENZIALE
PER INTERVENTI A FAVORE DELL’ECONOMIA
Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).
Governo
25 minuti
Richiami al Regolamento
10 minuti
Tempi tecnici
5 minuti
Interventi a titolo personale
1 ora (con il limite massimo di 7 minuti
per il complesso degli interventi di ciascun deputato)
Gruppi
4 ore e 20 minuti
Partito Democratico
1 ora e 13 minuti
MoVimento 5 Stelle
35 minuti
Forza Italia – Popolo della Libertà –
Berlusconi Presidente
28 minuti
Nuovo Centrodestra
19 minuti
Scelta civica per l’Italia
19 minuti
Sinistra Ecologia Libertà
19 minuti
Lega Nord e Autonomie
17 minuti
Per l’Italia
17 minuti
Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale
15 minuti
Misto:
18 minuti
Libertà e Diritti – Socialisti europei
(LED)
6 minuti
Minoranze Linguistiche
3 minuti
Centro Democratico
3 minuti
MAIE – Movimento Associativo italiani
all’estero – Alleanza per l’Italia (API)
3 minuti
Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l’Italia (PLI)
3 minuti
(*) Al tempo sopra indicato si aggiungono 5 minuti per l’illustrazione della mozione.
IL CONSIGLIERE CAPO
DEL SERVIZIO RESOCONTI
ESTENSORE DEL PROCESSO VERBALE
DOTT. VALENTINO FRANCONI
Licenziato per la stampa
alle 0,15 del 17 ottobre 2014.
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni I
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
VOTAZIONI QUALIFICATE
EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO
INDICE ELENCO N. 1 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
1
Nom. Pdl 2247-A e abb. - em. 3.9
250
249
2
Nom. em. 3.10
411
411
3
Nom. em. 3.12, 3.13
415
412
4
Nom. em. 3.165
419
5
Nom. em. 3.14
6
Ast
1
Magg
Fav Contr Miss
125
13
236
88 Resp.
206
63
348
83 Resp.
3
207
88
324
82 Resp.
418
1
210
74
344
81 Resp.
419
418
1
210
88
330
81 Resp.
Nom. em. 3.162
422
420
2
211
372
48
81 Appr.
7
Nom. em. 3.15
419
419
210
93
326
81 Resp.
8
Nom. em. 3.163
421
417
4
209
366
51
81 Appr.
9
Nom. em. 3.17
424
421
3
211
82
339
80 Resp.
10
Nom. em. 3.166, 3.168
422
421
1
211
68
353
80 Resp.
11
Nom. em. 3.20
412
412
207
59
353
80 Resp.
12
Nom. em. 3.172
422
422
212
62
360
79 Resp.
13
Nom. em. 3.174
420
420
211
81
339
79 Resp.
F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in
missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui e` mancato
il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene
fino a 13 votazioni. Agli elenchi e` premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l’oggetto, il risultato e l’esito di ogni singola votazione.
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni II
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
INDICE ELENCO N. 2 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
14
Nom. em. 3.175
425
425
15
Nom. em. 3.25
425
424
16
Nom. articolo 3
431
17
Nom. articolo 4
18
Ast
Magg
Fav Contr Miss
213
82
343
79 Resp.
1
213
61
363
79 Resp.
342
89
172
275
67
78 Appr.
426
355
71
178
274
81
78 Appr.
Nom. odg 9/2247-A/ 12
379
378
1
190
74
304
77 Resp.
19
Nom. odg 9/2247-A/ 16
414
414
208
94
320
77 Resp.
20
Nom. odg 9/2247-A/ 17
415
415
208
78
337
76 Resp.
21
Nom. odg 9/2247-A/ 21
431
431
216
107
324
76 Resp.
22
Nom. odg 9/2247-A/ 23
432
432
217
105
327
76 Resp.
23
Nom. odg 9/2247-A/ 24
426
426
214
108
318
75 Resp.
24
Nom. odg 9/2247-A/ 27
252
249
3
125
13
236
92 Resp.
25
Nom. odg 9/2247-A/ 29
315
312
3
157
65
247
90 Resp.
26
Nom. odg 9/2247-A/ 31
340
337
3
169
70
267
89 Resp.
INDICE ELENCO N. 3 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
Ast
Magg
Fav Contr Miss
27
Nom. odg 9/2247-A/ 32
342
338
4
170
59
279
89 Resp.
28
Nom. odg 9/2247-A/ 33
343
339
4
170
72
267
89 Resp.
29
Nom. odg 9/2247-A/ 34
348
344
4
173
72
272
88 Resp.
30
Nom. odg 9/2247-A/ 35
349
345
4
173
73
272
88 Resp.
31
Nom. odg 9/2247-A/ 36
354
353
1
177
74
279
87 Resp.
32
Nom. odg 9/2247-A/ 37
356
353
3
177
68
285
87 Resp.
33
Nom. odg 9/2247-A/ 39
356
353
3
177
73
280
87 Resp.
34
Nom. odg 9/2247-A/ 41
350
347
3
174
73
274
87 Resp.
35
Nom. odg 9/2247-A/ 44
351
348
3
175
62
286
87 Resp.
36
Nom. odg 9/2247-A/ 45
349
346
3
174
72
274
87 Resp.
37
Nom. odg 9/2247-A/ 48
357
353
4
177
72
281
87 Resp.
38
Nom. odg 9/2247-A/ 49
361
358
3
180
74
284
87 Resp.
39
Nom. odg 9/2247-A/ 51
360
357
3
179
71
286
87 Resp.
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni III
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
INDICE ELENCO N. 4 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
Ast
Magg
Fav Contr Miss
40
Nom. odg 9/2247-A/ 52 I p.
361
358
3
180
72
286
87 Resp.
41
Nom. odg 9/2247-A/ 52 II p.
358
355
3
178
60
295
87 Resp.
42
Nom. odg 9/2247-A/ 55
347
344
3
173
70
274
87 Resp.
43
Nom. odg 9/2247-A/ 57
342
339
3
170
71
268
87 Resp.
44
Nom. odg 9/2247-A/ 60
351
348
3
175
72
276
87 Resp.
45
Nom. odg 9/2247-A/ 61
341
339
2
170
59
280
87 Resp.
46
Nom. odg 9/2247-A/ 65
341
340
1
171
65
275
87 Resp.
47
Nom. odg 9/2247-A/ 66
343
341
2
171
68
273
87 Resp.
48
Nom. odg 9/2247-A/ 68
346
344
2
173
67
277
87 Resp.
49
Nom. odg 9/2247-A/ 69
338
336
2
169
64
272
87 Resp.
50
Nom. odg 9/2247-A/ 72
330
328
2
165
56
272
87 Resp.
51
Nom. odg 9/2247-A/ 73
310
309
1
155
57
252
86 Resp.
52
Nom. odg 9/2247-A/ 74
322
321
1
161
60
261
86 Resp.
INDICE ELENCO N. 5 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
53
Nom. odg 9/2247-A/ 77
332
331
54
Nom. odg 9/2247-A/ 80
330
330
55
Nom. odg 9/2247-A/ 84
333
332
56
Nom. odg 9/2247-A/ 85
323
57
Nom. odg 9/2247-A/ 86
58
Ast
1
Magg
Fav Contr Miss
166
50
281
86 Resp.
166
60
270
86 Resp.
1
167
50
282
86 Resp.
322
1
162
50
272
86 Resp.
333
332
1
167
51
281
86 Resp.
Nom. odg 9/2247-A/ 87
336
335
1
168
60
275
86 Resp.
59
Nom. odg 9/2247-A/ 90
332
331
1
166
58
273
86 Resp.
60
Nom. odg 9/2247-A/ 91
334
332
2
167
58
274
86 Resp.
61
Nom. odg 9/2247-A/ 93
334
333
1
167
60
273
86 Resp.
62
Nom. odg 9/2247-A/ 94
339
338
1
170
61
277
86 Resp.
63
Nom. odg 9/2247-A/ 97
338
337
1
169
61
276
86 Resp.
64
Nom. odg 9/2247-A/ 101
337
336
1
169
62
274
86 Resp.
65
Nom. odg 9/2247-A/ 102
333
332
1
167
60
272
86 Resp.
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni IV
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
INDICE ELENCO N. 6 DI 6 (VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68)
Votazione
Risultato
O G G E T T O
Num
Tipo
Esito
Pres
Vot
Ast
Magg
Fav Contr Miss
66
Nom. odg 9/2247-A/ 103
334
333
1
167
61
272
86 Resp.
67
Nom. odg 9/2247-A/ 104
342
341
1
171
63
278
86 Resp.
68
Nom. Pdl 2247-A e abb. - voto finale
328
326
2
164
250
76
86 Appr.
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni V
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
ABRIGNANI
ADORNATO
AGOSTINELLI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
C C C C C C C C
DEPUTATI
BAZOLI
M M M M M M M M M M M M M BECATTINI
F F F F F F F F
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
F BECHIS
F F F F F F F F C
F
AGOSTINI LUCIANO
C C C C C F C F C C C C C BELLANOVA
AGOSTINI ROBERTA
C C C C C F C F C C C C C BENAMATI
C C C C F C F C C C C C
AIELLO
C C C C
F F F F F F F F C F F F
AIRAUDO
M M M M M M M M M M M M M
BENEDETTI
C F F F F F C C C F BENI
ALBANELLA
C C C C F C F C C C C C BERGAMINI
ALBERTI
F F F F F F F F C F F F BERLINGHIERI
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
ALBINI
C C C C C F C F C C C C C BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI PAOLO
F F F F F F F F C F F F
ALFREIDER
M M M M M M M M M M M M M BERRETTA
C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C F C C C BERSANI
C C C C F C F C C C C C
ALLASIA
ALLI
ALTIERI
C C C C C F C F C C C C C
BIANCHI DORINA
C C
C C C C F C F
C C C C C F C C C BIANCHI MARIASTELLA
F
C F C C C C C
AMATO
C C C C C F C F C C C C C BIANCHI NICOLA
F F F F F F F F C F F F
AMENDOLA
C C C C C F C F C C C C C BIANCOFIORE
C C C C C C C C F C C C
AMICI
M M M M M M M M M M M M M BIANCONI
C C C C C C C C F C C C
AMODDIO
C C C C C F C F C C C C C BIASOTTI
C C C
ANGELUCCI
BINDI
C
C C C F C C C
C C F C F C C C C C
ANTEZZA
C C C C C F C F C C C C C BINETTI
C C C C C F C F C C C C C
ANZALDI
C C C C C F C F C C C C C BINI
C C
ARCHI
BIONDELLI
C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
ARGENTIN
C C C C C F C F C C C C C BLAŽINA
C C C C C F C F C C
ARLOTTI
C C C C C F C F C C C C C BOBBA
M M M M M M M M M M M M M
ARTINI
F F F F F F
F BOCCADUTRI
ASCANI
C C C C F C F C C C C C BOCCI
ATTAGUILE
BOCCIA
BALDASSARRE
BOCCUZZI
BALDELLI
M M M M M M M M M M M M M BOLOGNESI
BARBANTI
F F F F F F F F C F F F BOMBASSEI
BARETTA
M M M M M M M M M M M M M BONACCORSI
BARGERO
C C C C C F C F C C C C C BONAFEDE
BARONI
BARUFFI
BASILIO
BONAVITACOLA
C C C C C F C F C C C C C BONIFAZI
BONOMO
BASSO
C C C C C F C F C C C C C BORDO FRANCO
BATTAGLIA
C C C C C A C F C C C C C BORDO MICHELE
BATTELLI
BORGHESE
C C
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M
C C C F C F C
C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F C F F F
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M
C C C C F C F C C C C C
C F C F F F F F C C C F
C C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni VI
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
BORGHESI
BORGHI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
DEPUTATI
C C C C F C F C F C C C CARBONE
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C C C CARDINALE
C C C C F C F C C C C C
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M M M M M M M M M M M CARELLA
BOSCHI
M M M M M M M M M M M M M CARFAGNA
C C C C C
BOSCO
C C C C C F C F C
F F F F F F F F C F F F
BOSSA
C C C C C F C F C C C C C CARINELLI
BOSSI
C C C C F C F C F C
BRAGA
BRAGANTINI MATTEO
CARIELLO
F F F F F F F F C F F F
CARLONI
CARNEVALI
C C C C F C F C F C C C CAROCCI
C C F C C C
C C C C F
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
BRAGANTINI PAOLA
C C C C C F C F C C C C C CARRA
C C C C C F C F C C C C C
BRAMBILLA
M M M M M M M M M M M M M CARRESCIA
C C C C C F C F C C C C C
BRANDOLIN
C C C C C F C F C C C C C CARROZZA
C
BRATTI
M M M M M M M M M M M M M CARUSO
C C C F C F C C C C C
BRAY
C C C C F C F C C C C C CASATI
C C C C C F C F C C C C C
BRESCIA
F F F F F F F F C F F F CASELLATO
C C C C C F C F C C C C C
BRESSA
BRUGNEROTTO
M M M M M M M M M M M M M CASERO
C C C C C F C F C C
C C
F F F F F F F F C
F F
F F F F F F F F C F F F CASO
BRUNETTA
M M M M M M M M M M M M M CASSANO
BRUNO
C C C C C F C F
BRUNO BOSSIO
C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C CASTELLI
F F F F F F F F C F F F
CASTIELLO
BUENO
CASTIGLIONE
C C C C C C F C C C
M M M M M M M M M M M M M
BURTONE
C C C C C F C F C C C C C CASTRICONE
C C C C C F C F C C C C C
BUSIN
C C C C C F C F C F C C C CATALANO
C
BUSINAROLO
F F F F F F F F C F F F CATANIA
BUSTO
BUTTIGLIONE
CALABRIA
CALABRO’
CAMANI
F F C F F F CATANOSO GENOESE
C C C C F C F C C C C C CAUSI
C C C C C C F C C C CAUSIN
C C C C F C A C C C C C CECCONI
C C C C C F C F C C C C C CENNI
C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C
C C C F C C C
C C C C C F C F C
C C C
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C
C
CAMPANA
CENSORE
M M M M M M M M M M M M M
CANCELLERI
CENTEMERO
C C C C C C C C C F C C C
CANI
C C C C F
CAON
C C C C F C F C F C C C CESARO ANTIMO
F C C C C C CERA
C C C C C F C F C C C C C
CAPARINI
M M M M M M M M M M M M M CESARO LUIGI
C C C C C C C C F C C C
CAPELLI
C C C C C F F F C F C C F CHAOUKI
C
CAPEZZONE
C C C C C C C C C F C C C CHIARELLI
CAPODICASA
CAPONE
CAPOZZOLO
CAPUA
C C F C F C C C
C C C C C C C
C F C C C
C C C C F C F C C C C C CHIMIENTI
F F F C F F F
C C C C C F C F C C C C C CICCHITTO
M M M M M M M M M M M M M
C C C C F C
C C C C C CIMBRO
C C C C C F C F C C C C C CIMMINO
C C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni VII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
CIPRINI
CIRACI’
C C C C F C C
DEPUTATI
DE GIROLAMO
M M M M M M M M M M M M M
DEL BASSO DE CARO
M M M M M M M M M M M M M
CIRIELLI
M M M M M M M M M M M M M DEL GROSSO
CIVATI
C C F C C F C F C C C C
COCCIA
COLANINNO
F F F F F F C
F F
M M M M M M M M M M M M M
DELL’ARINGA
C C C C C F C F C C C C C
DELL’ORCO
COLONNESE
M M M M M M M M M M M M M DE LORENZIS
COMINARDI
F F F F F F F F C F F F DE MARIA
COPPOLA
F
DELLAI
C C C C F C F C C C C C DELLA VALLE
COLLETTI
COMINELLI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C C C C C DE MENECH
C C
DE MICHELI
CORDA
F F F F F F F F C F F F DE MITA
CORSARO
C C C C C C C C F C C C DE ROSA
C C C C F C F C
C C
C C C C C C C F C C C C C
COSCIA
C C C C C F C F C C C C C DI BATTISTA
F F F F
COSTA
M M M M M M M M M M M M M DI BENEDETTO
F F F F F F F F C F F F
COSTANTINO
DIENI
F F F C F F F
F F F F F F F F
F F
COVA
C C C C C F C F C C C C C DI GIOIA
M C C C C C C C C F C C C
COVELLO
C C C
C C C C C F C F C F C C C
COZZOLINO
CRIMI’
CRIMI
F F F F F
DI LELLO
C F F F DI MAIO LUIGI
T T T T T T T T T T T T T
C C C C C F C F C C C C C DI MAIO MARCO
C C C F C F C C C C C
C C C C C C C C F F C C D’INCA’
CRIPPA
F F F C F F F D’INCECCO
CRIVELLARI
DI SALVO
CULOTTA
C C C C C F C F C C C C C DISTASO
CUPERLO
C C C C C F C F C C
CURRO’
DADONE
C C DI STEFANO FABRIZIO
DI STEFANO MANLIO
F F F F F F F F C F F F DI STEFANO MARCO
DAGA
DI VITA
D’AGOSTINO
DONATI
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
D’ALIA
C C C C F C F C C C C C DURANTI
DALLAI
C C C C F C F C C C C C D’UVA
DALL’OSSO
F F F F F F F F C F F F EPIFANI
DAL MORO
D’AMBROSIO
F F F F F F F F C F F F
C C C C F C F C C C C C
M C F F F F F F C C C C C
C
C C C C C F C C C
C C C C C C C C F C C C
F F F F F F F F C F F F
C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F
C C C F C F C C
C C C C F C F C C C C C
F C F C F F F F F C C C F
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C C C ERMINI
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F FABBRI
C C C C C F C F C C C C C
DAMBRUOSO
M M M M M M M M M M M M M FAENZI
DAMIANO
M M M M M M M M M M M M M FALCONE
D’ARIENZO
C C C C C F C F C C C C C FAMIGLIETTI
D’ATTORRE
C C C C F
DA VILLA
F F F F F F F F C F F F FANUCCI
FANTINATI
C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F
C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni VIII
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
DEPUTATI
FARAONE
C C C C C F C F C C C C C GALLINELLA
FARINA DANIELE
F C F C F F F F F C C C C GALLO LUIGI
FARINA GIANNI
M M M M M M M M M M M M M GALLO RICCARDO
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
F F F F F F F F C F F F
C C C C C C C C C F C C C
FASSINA
C C C C F C F C C C C C GALPERTI
C C C C C F C F C C C C C
FAUTTILLI
C C C C F C F A C C C C GANDOLFI
C C C C F C F C C C C C
FAVA
C F F F F F F C C C C C GARAVINI
C C C C C F C F C C C C C
FEDI
C C C C C F C F C C C C C GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
M M M M M M M M M M M C C GAROFALO
C C C C C F C A C C C C C
FERRANTI
M C A C C F C F C C C C C GAROFANI
C C C C C F C F C C C C C
FERRARA
GASPARINI
FERRARESI
FERRARI
F F F F F F F F C F F F GEBHARD
C C C C C F C F C C C C C GELLI
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
FERRO
C C C C F C F C C C C C GELMINI
FIANO
C C C C C F C F C C C C C GENOVESE
FICO
M M M M M M M M M M M M M GENTILONI SILVERI
C
FIORIO
C C C C C F C F C C C C C GHIZZONI
C C C C C F C F C C C C C
FIORONI
M M M M M M M M M M M M M GIACHETTI
FITZGERALD NISSOLI
GIACOBBE
FOLINO
C C C C F C F C C C C C GIACOMELLI
C C C C C C C F C C C
C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
FONTANA CINZIA MARIA
C C C C C F C F C C C C C GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M M M M M M M M M M M GIAMMANCO
FONTANELLI
M C C C C F C F C C C C C GIGLI
C C C C C F C F C C C C C
FORMISANO
M M M M M M M M M M M M M GINATO
C C C C C F C F C
FOSSATI
C
FRACCARO
M M M M M M M M M M M M M GINOBLE
FRAGOMELI
C C C C C F C F C C C C C GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M M M M M M M M M M M GIORDANO SILVIA
C C C C GINEFRA
FRATOIANNI
GIORGETTI ALBERTO
C C C C C F C C C
C C
C C C C F C F C C C C C
C C C C F
F F F F F F
F C C C C C
F C F F F
C C C C C C C C F C C
FREGOLENT
C C C C C F C F C C C C C GIORGETTI GIANCARLO
M M M M M M M M C F C C C
FRUSONE
M M M M M M M M M M M M M GIORGIS
C C C C C F C F C C C C C
FUCCI
C C C C C C C C F C C C GITTI
C C C C C F C F C C C
C
FURNARI
A C A C C F C F C F C C C GIULIANI
C C C C C F C F C C C C C
FUSILLI
C C
C C C C C F C F C C C C C
GADDA
C C C C C F C F C C C C C GNECCHI
GAGNARLI
C C F
F C C C C C GIULIETTI
F F F F F F F F C F F F GOZI
GALAN
GALATI
C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
GRANDE
C C
C C C C C C
GRASSI
C C C C C F C F C C C C C
GALGANO
C C C C C F C F C C C C C GRECO
C C C C C F C F C C C C C
GALLI CARLO
C C C C C F C F C C C C C GREGORI
C C C C C F C F C C C C C
GALLI GIAMPAOLO
C C
C F C F C C C C C GRIBAUDO
C C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
Votazioni IX
—
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
GRILLO
LOSACCO
GRIMOLDI
GUERINI GIUSEPPE
C F C F C F C C C LOTTI
C C C C C F C F C C C C C LUPI
GUERINI LORENZO
GUERRA
GUIDESI
DEPUTATI
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M
LUPO
M M M M M M M M M M M M M MADIA
C C C C F C F C F C C C MAESTRI
GULLO
C C C C C F C F C C C C C MAGORNO
GUTGELD
C C C C C F C F C C C C C MAIETTA
IACONO
C C C C C F C F C C C C C MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C C C F C C C
C C C C C F
F C C C C C
F F F F F F F F C F F F MALPEZZI
C C C C C F C F C C C C C
IANNUZZI TINO
C C C C C F C F C C C C C MANCIULLI
M M M M M M M M M M M M M
IMPEGNO
C C
INCERTI
C C C C
INVERNIZZI
C MANFREDI
F C F C C C C C MANNINO
C C C C F C F C F C C C MANTERO
C C C
M M M F
F F F F F F F F C F F F
IORI
C C C C C F C F C C C C C MANZI
C C C C C F C F C C C C C
KRONBICHLER
F C F C F F F F F C C C F MARANTELLI
C C C C C F C F C C C C C
L’ABBATE
F F F F F F F F C F F F MARAZZITI
LABRIOLA
C C F F F F F F C C C C C MARCHETTI
LACQUANITI
C F F F F F F C C C C C MARCHI
LAFFRANCO
C C C C
C C C F C C C MARCOLIN
C C C C C F C F A C C C C
C C
C F C F C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C F C C C
LAFORGIA
C C C C C F C F C C C C C MARCON
F C F C F F F F F C C C F
LAINATI
C C C C C C C C C F C C C MARGUERETTAZ
C C C C C F C F C C C C C
LA MARCA
C C C C F C F C C C C C MARIANI
C C C C C F C F C C C C C
LA RUSSA
MARIANO
C C C C C F C F C C C C C
LATRONICO
C C C C C C C C F C C C MAROTTA
C C C C C C C C C F C C C
LATTUCA
C C C C F C F C C C C C MARROCU
LAURICELLA
C C C C F C F C C
LAVAGNO
C F F F F F F C C C C C MARTELLA
C C MARRONI
LENZI
C C C C C F C F C C C C C MARTELLI
LETTA
C C C C F C F C C C C C MARTI
LEVA
LIBRANDI
LODOLINI
LOMBARDI
LO MONTE
LONGO
LOREFICE
LORENZIN
C
C C C C C
C C C
C C C C C F C C C
MARTINELLI
C C C C F C F C C C C C MARTINO ANTONIO
LIUZZI
LOCATELLI
C C C C C F C F C C C
MARTINO PIERDOMENICO
C C C C F C F C C C C C
C C C C F F F C F C C C MARZANA
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F C F C C C C C MARZANO
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F
C F F F MASSA
MATARRELLI
C C C C C C C C F C C C MATARRESE
F F F F F F F F C F F F MATTIELLO
M M M M M M M M M M M M M MAURI
F C F C F F F F F C C C
C C C C F
F C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni X
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
DEPUTATI
C C C C C F C F C C C C C NICOLETTI
MAZZOLI
C F C F C C C C C NIZZI
MELILLA
F C F C F F F F F C C C F NUTI
MELILLI
C C C C C F C F C C C C
MELONI GIORGIA
MELONI MARCO
OCCHIUTO
OLIARO
C C C C F C F C C C C C OLIVERIO
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C C C C C F C C C
C C C C C C C C F C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C
MERLO
M M M M M M M M M M M M M ORFINI
META
M M M M M M M M M M M M M ORLANDO
M M M M M M M M M M M M M
MICCOLI
C C C C C F C F C C C C C OTTOBRE
C C C C C C C C C C C C C
MICILLO
F F F F F F F F C F F F PAGANI
C C C C C F C F C C C C C
MIGLIORE
PAGANO
MILANATO
C C C C C C C C C F C C C PAGLIA
MINARDO
C C C C C F C A C C C C C PALAZZOTTO
MINNUCCI
C C C C F C F C C
C PALESE
C C C C F C F C C C C C
C C C C
C
C C C C C
F C F C F F F F F C C C F
F C C C F
C C C C C C C C C F C C C
MIOTTO
C C C C C F C F C C C C C PALMA
C C C C C F C F C C C C C
MISIANI
C C C C C F C F C C C C C PALMIERI
C C C C C C C C C F C C C
MISURACA
MOGHERINI
MOGNATO
MOLEA
C F C
PALMIZIO
M M M M M M M M M M M M M PANNARALE
C C C C F C F C C C C C PARENTELA
M M M M M M M M M M M M M PARIS
C F C F F F F
F F F F F F F F
F F F
C C C C C F C F C C C C C
MOLTENI
C C C C F C F C F C C C PARISI
C C C C C C C C C F C C C
MONACO
C C C C C F C F C C C C C PARRINI
C C C C C F C F C C C C C
MONCHIERO
C C C C C F C F C C C C C PASTORELLI
C C C C C F C F C F C C C
MONGIELLO
PASTORINO
C C C C C F C F C C
C C
MONTRONI
C C C C C F C F C C C C C PATRIARCA
C C C C F C C C C C C C
MORANI
C C C C C F C F C C C C C PELILLO
C C C C F C F C C C C C
MORASSUT
M M M M M M M M M M M M M PELLEGRINO
C F C F F F F F C C C
MORETTO
C C C C C F C F C C
MOSCATT
C C C C C F C F C C C C C PES
MOTTOLA
C C C C C C C C C F C C C PESCO
PELUFFO
MUCCI
F F F F F F F F C F F F PETITTI
MURA
C C C C C F C F C C C C C PETRAROLI
MURER
C C C C C F C F C C C C C PETRENGA
NACCARATO
C C C C C F C F C C C C C PETRINI
NARDI
C F F
F F F C C C C C PIAZZONI
NARDUOLO
C C C C C F C F C C C C C PICCHI
NASTRI
C C C C C C C C C F C C C PICCIONE
NESCI
NESI
NICCHI
F F F F F F F
M M M M M M M M M M M M M
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F C F C C C C C
C F F F F F F C C C C C
C C C C C F C F
C C C C
PICCOLI NARDELLI
C C C C C F C F C C C C C
PICCOLO GIORGIO
C C C C C F C F C C C C C
F C F C F F F F F C C C F PICCOLO SALVATORE
C C C C C F C F C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XI
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
PICCONE
PIEPOLI
ROCCHI
C F F F F F F C C C C C ROMANINI
PINI GIANLUCA
ROMANO PAOLO NICOLO’
F F F F F F F F C F F F RONDINI
M M M M M M M M M M M M M ROSATO
C C C C F C
F C C C C ROSSI DOMENICO
M M M M M M M M M M M M M ROSSI PAOLO
PIZZOLANTE
F C F C
F F F F C C C F ROSTAN
C
C C C C ROSTELLATO
POLIDORI
F F F F F F F F C F F F
C
C C C C F C C C
C C C C F C F C F C C C
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C C C
C C C F C F C C C C C
C C C C F C F
C C C C
F F F F F F F F C F F F
ROTONDI
POLLASTRINI
ROTTA
C C C C C
C C C C C C C C C F C C C RUBINATO
C C C C C F C F C C C C C
RUGHETTI
M M M M M M M M M M M M M
PORTA
PORTAS
C C C C C C F C C C
ROSSOMANDO
PLANGGER
POLVERINI
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M ROMELE
PISO
PLACIDO
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C ROMANO FRANCESCO SAVE.
PISANO
PISTELLI
F
ROMANO ANDREA
PINNA
PISICCHIO
F F F F
C C A A A A C A A F C C C ROCCELLA
PILOZZI
PIRAS
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
RIZZO
PILI
PINI GIUDITTA
DEPUTATI
C C C C C F C F C C C C C RUOCCO
F F F F F F F F C F F F
PRATAVIERA
C C C C F C F C F C C C RUSSO
C C C C C C C C C
PRESTIGIACOMO
C C C C C
C C C C C F C F C C C C
C C F C C C SALTAMARTINI
PREZIOSI
C C C C C F C F C C C C C SAMMARCO
PRINA
C C C C C F C F C C C C C SANGA
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F SANI
M M M M M M M M M M M M M
PRODANI
C C C C C F C F C C C C C
QUARANTA
F C F C F F F F F C C C F SANNA FRANCESCO
C C C C C F C F C C C C C
QUARTAPELLE PROCOPIO
C
C C C C C F C F C C C C C
QUINTARELLI
RABINO
C C C C C SANNA GIOVANNA
C C C F C F F C C C C SANNICANDRO
F C
C C F F F F
C
C C C C C F C F C C C C C SANTELLI
RACITI
SANTERINI
RAGOSTA
SARRO
C C C C C F C F C C C C C
RAMPELLI
M C C C C C C C C F C C C SARTI
RAMPI
C C C C C F C F C C C C C SAVINO ELVIRA
RAVETTO
M M M M M M M M M M M M M SAVINO SANDRA
C C C C C C C C C F C C
REALACCI
M M M M M M M M M M M M M SBERNA
C C C C C F C F C C C C C
RIBAUDO
C C C C C F C F C
C C C C C F C F C C C C C
RICCIATTI
F C F C F F F F F C C C F SCAGLIUSI
RICHETTI
C C C C C F C F C C C C C SCALFAROTTO
RIGONI
M M M M M M M M M M M M M SCANU
RIZZETTO
C C SBROLLINI
F F F F F F F F C F F F SCHIRO’
C
F F F F F F F F C F F
M M M M M M M M M M M M M
C C C C F C F C C C C C
C C C C F C F
C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 1 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13
DEPUTATI
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
DEPUTATI
SCHULLIAN
M M M M M M M M M M M M M TULLO
SCOPELLITI
C C C C C F C F C C C C C TURCO
SCOTTO
M M M M M M M M M M M M M VACCA
SCUVERA
C C C C C F C F C C C C C VACCARO
SEGONI
F F F F F F F F C F F F VALENTE SIMONE
SENALDI
C C C C C F C F C C C C C VALENTE VALERIA
SERENI
M M M M M M M M M M M M M VALENTINI
SGAMBATO
C C C C C F C F C C C C C VALIANTE
SIBILIA
F F F F F F F F C F F F VALLASCAS
SIMONETTI
C C C C F C F C F C C C VARGIU
1 1 1 1
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3
C C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C
F
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F C F
C C C C
M M C C C F C F C C C C C
C C C C F C F C C C C C
F F F F F F F F C F F F
C C C C C F
SIMONI
C C C C C F C F C C C C C VAZIO
SISTO
M M M M M M M M M M M M M VECCHIO
SORIAL
M M M M M M M M M M M M M VELLA
C C C C C C C C C F C C C
SOTTANELLI
C C C C C F C F C C C C C VELO
M M M M M M M M M M M M M
SPADONI
SPERANZA
F
C C C C C F C
SPESSOTTO
SQUERI
F F F F F F C
F F VENITTELLI
C C C C C VENTRICELLI
F F F F F F F F C F F
VERINI
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F
C C C C C
C C C C C C C C C F C C C VEZZALI
STUMPO
C C
VIGNALI
TABACCI
C C C C C F C F C A
TACCONI
C
TAGLIALATELA
M M M M M M M M M M M M M VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C VIGNAROLI
C C C C VILLAROSA
C C C C
F C C C C C
C C C C F C F C C C C C VITELLI
TARANTO
C C C C C F C F C C C C C VITO
M M M M M M M M M M M M M
TARICCO
C C C C C F C F C C C C C ZACCAGNINI
F C F C F F F F F C C C F
TARTAGLIONE
ZAMPA
TENTORI
C C C C C F C F C C C C C ZAN
TERROSI
C C C C C F C F C C C C C ZANETTI
TERZONI
TIDEI
ZANIN
C C C
F C F C C C C C ZAPPULLA
TINAGLI
C C C C C F C F C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C F C F C C C C C
C C C C C ZARATTI
F C F F F F F C C C F
TOFALO
F F F F F F F F C F F F ZARDINI
C C C C C F C F C C C C C
TONINELLI
F F F F F F F
TOTARO
C F F F ZOGGIA
C C C C C C C C C F C C C ZOLEZZI
TRIPIEDI
*
*
*
Atti Parlamentari
— Votazioni XIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
ABRIGNANI
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
BAZOLI
C C F F C C C C C C C C C
ADORNATO
M M M M M M M M M M
BECATTINI
C C F F C C C C C C C C C
AGOSTINELLI
F C A A F F F F F F
BECHIS
F C
AGOSTINI LUCIANO
C C F F
AGOSTINI ROBERTA
C C F F C C
C C C C C C C BELLANOVA
AIELLO
A F F F F F F
F F
M M M M M M M M M M M M M
C C C BENAMATI
C C F F C C C C C C C C C
C C C BENEDETTI
F C A A
F F F F F F BENI
F F F
F F
AIRAUDO
F C A C
ALBANELLA
C C F F C C C C C C
ALBERTI
F C A A F F F F F F
ALBINI
C C F F C C C C C C C C C BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI PAOLO
F C A A F F F F F F
ALFREIDER
M M M M M M M M M M M M M BERRETTA
C C F F C C C C C C C C C
ALLASIA
C F C C C F C F F F
BERSANI
C C F F C C C C C C C C C
BIANCHI DORINA
C C F F C C C C
BIANCHI MARIASTELLA
C C F F C C C C C C
ALLI
C C F F C C C C C C C C C
BERGAMINI
F F BERLINGHIERI
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C
ALTIERI
C F C C C C C C C C
AMATO
C C F F C C C C C C C C C BIANCHI NICOLA
F C A A F F F F F F
AMENDOLA
C
C F C C C C C C C C
AMICI
M M M M M M M M M M M M M BIANCONI
C F C C C C C C C C
AMODDIO
C C F F C C
C F C
F F
C C C C C C C C BIANCOFIORE
C C C C C C BIASOTTI
ANGELUCCI
BINDI
C C F F
C C C
C C
C C
C C C C C F
C C C C C M M M
ANTEZZA
C C F F C C C C C C C C C BINETTI
C C F F C C C C C C C C C
ANZALDI
C C F F C C C C C C C C C BINI
C C F F
ARCHI
BIONDELLI
C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
ARGENTIN
C C F F C C C C C C C C C BLAŽINA
C C F F C C C C C C C C C
ARLOTTI
C C F F C C C C C C C C C BOBBA
M M M M M M M M M M M M M
ARTINI
F C A A F F F F F F
C C F F C C C C C C C C C
ASCANI
C C F F C C C C C C C C C BOCCI
F F BOCCADUTRI
M M M M M M M M M M M M M
ATTAGUILE
BOCCIA
M M F F C C C C C C M M M
BALDASSARRE
BOCCUZZI
C C F F C C C C C C C C C
BALDELLI
M M M M M M M M M M M M M BOLOGNESI
C C F F C C C C C C C C C
BARBANTI
F C A A F F F F F F
BARETTA
M M M M M M M M M M M M M BONACCORSI
C C F F C C C C C C
C C
BARGERO
C C F F C C C C C C C C C BONAFEDE
F C A A F F F F F F
F
BARONI
BARUFFI
C C F F C C C C C C
BASILIO
BOMBASSEI
F F BONAVITACOLA
M M M M M M M M M M M M M
C C BONIFAZI
M M M M M M M M M M M M M
BONOMO
C C F F
C C C C C C C C
BASSO
C C F F C C C C C C C C C BORDO FRANCO
F C A C F F F F F F
BATTAGLIA
C C F F C C C C C C
C C F F C C C C C C M M M
BATTELLI
BORDO MICHELE
BORGHESE
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XIV
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
DEPUTATI
BORGHESI
C F C C C F C F F F
CARBONE
BORGHI
C C F F C C C C C C C C C CARDINALE
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M M M M M M M M M M M CARELLA
BOSCHI
M M M M M M M M M M M M M CARFAGNA
BOSCO
BOSSA
F F C C C C C C C C C CARIELLO
C C F F C C C C C C C C C CARINELLI
BOSSI
C C C F C F F F
BRAGA
BRAGANTINI MATTEO
C F C C C F C F F F
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
M M M M M M M M M M M M M
C C F F C C C C C C C C C
C F C C C
C C C
F C A A F F F F F F
F F
F C A A F F F F F F
CARLONI
C C C
CARNEVALI
C C F F C C C C C C C C C
CAROCCI
C C F F C C C C C C C C C
BRAGANTINI PAOLA
C C F F C C C C C C C C C CARRA
C C F F C C C C C C C C C
BRAMBILLA
M M M M M M M M M M M M M CARRESCIA
C C F F C C C C C C C C C
BRANDOLIN
C C F F C C C C C C C C C CARROZZA
C C F F C C C C C C C C C
BRATTI
M M M M M M M M M M M M M CARUSO
BRAY
C C F F
BRESCIA
F C A A
BRESSA
M M M M M M M M M M M M M CASERO
C
BRUGNEROTTO
F C A A F F F F F F
F C A A F F F F F F
BRUNETTA
M M M M M M M M M C M M M CASSANO
BRUNO
F C C C C C C C CASATI
F F F
F F CASELLATO
F CASO
C F F C C C C C C C C C CASTELLI
C C F F C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
F F C
C C C C C C C
F
C C F F C C C C C C C C C
F C A A F F F F F F
BRUNO BOSSIO
CASTIELLO
C F C C C C C C C C C C C
BUENO
CASTIGLIONE
M M M M M M M M M M M M M
BURTONE
C C F F C C C C C C C C C CASTRICONE
C C F F C C C C C C
BUSIN
C F C C C F C F F F
C C F
CATALANO
C C C C C C
BUSINAROLO
F C A A
F F F F F
BUSTO
F C A A
F F F
BUTTIGLIONE
C C C C C C C C C C
CALABRIA
C F C C C C C C C C C C C CAUSIN
M M M M M M M M M M
CALABRO’
C C F F C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
CAMANI
C C F F C C C C C C C C C CENNI
CAMPANA
F F CATANIA
C C
C F C C C C C C C C
CAUSI
C C F F C C C C
CECCONI
C C C CENSORE
CANCELLERI
M M M M M M M M M M M M M
CATANOSO GENOESE
CENTEMERO
C C C C
C C F F C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C F C C C C C C C C C C C
CANI
C C F F C C C C C C C C C CERA
CAON
C F C C C F C F F F
CAPARINI
M M M M M M M M M M M M M CESARO LUIGI
C F C
CAPELLI
C C F F C C C C C C C C C CHAOUKI
C C F F C C C C C C C C C
CAPEZZONE
C F C C C
C F C C C C C C C C C C C
CAPODICASA
C
CAPONE
C C F F C C C C C C C C C CICCHITTO
CAPOZZOLO
CAPUA
C C C
C C C C C C C C
C F F C C C C C C
CESARO ANTIMO
C C C CHIARELLI
CHIMIENTI
CIMBRO
C C F F C C C C C C C C C CIMMINO
C C F F C C C C
C
C C
C C C C C C
F C A A F F F F F F
M M M M M M M M M M M M M
C C F
C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XV
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
CIPRINI
CIRACI’
C F C C C C C C C C
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
DE GIROLAMO
M M M M M M C C
M M M
DEL BASSO DE CARO
M M M M M M M M M M M M M
CIRIELLI
M M M M M M M M M M M M M DEL GROSSO
F C A A F F F F F F
CIVATI
C C F F C
M M M M M M M M M M M M M
C C C
C C C DELLAI
COCCIA
COLANINNO
DELL’ARINGA
C C F F C C C C C C C C C DELLA VALLE
COLLETTI
F F
C C F F C C C C C C C C C
F C A A F F F F F F
DELL’ORCO
F F
F
COLONNESE
M M M M M M M M M M M M M DE LORENZIS
F C A A F F F F F F
COMINARDI
F C A A F F F F F F
C C F F C C C C C C C C C
COMINELLI
C C F F C C C C C C C C C DE MENECH
COPPOLA
F F C C C C C C
F DE MARIA
DE MICHELI
C C F F C C C C C C
F F
CORDA
F C A A F F F F F F
DE MITA
C C F F C C C C C C C C C
CORSARO
C F C C C C C C C C
C C DE ROSA
F F
COSCIA
C C F F C C C C C C C C C DI BATTISTA
F C A A
F F F
F F
COSTA
M M M M M M M M M M M M M DI BENEDETTO
F C A A
F F
F F
F C A A F F F F F F
F F
COSTANTINO
COVA
DIENI
C C F F C C C C C C C C C DI GIOIA
COVELLO
C C F F C C C C
C C C
DI LELLO
C C F F C C C C C C M M M
DI MAIO LUIGI
T T T T T T T T T T M M M
C C C C DI MAIO MARCO
C C F F C C C C C C C C C
COZZOLINO
F C A A F F F F F F
CRIMI’
C C F F C C C
CRIMI
C F C C
CRIPPA
F
D’INCA’
A A F F F F F F
CRIVELLARI
F F D’INCECCO
DI SALVO
F C A A
F F
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C M M M
CULOTTA
C C F F C C C C C C C C C DISTASO
C F C C C C C C C C
CUPERLO
C C F F C C
C C C DI STEFANO FABRIZIO
C F C C C C C C C C
F F DI STEFANO MANLIO
F C A A F F F F F F
F F DI STEFANO MARCO
C C F F
F F DI VITA
F C A A
CURRO’
DADONE
F C A A F F F F F F
DAGA
F F
C C C C C C C C
F F F
F F
D’AGOSTINO
DONATI
C C C C C C C C
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
C C F F C C C C C C C C C
DURANTI
F C A C
D’ALIA
C C
DALLAI
C C F F C C C C C C
DALL’OSSO
F C A A
DAL MORO
C C F F C C C C C C C C C ERMINI
C C F F C C C C C C C C C
D’AMBROSIO
F C A A F F F F
C C F F C C C C C C C C C
DAMBRUOSO
M M M M M M M M M M M M M FAENZI
DAMIANO
M M M M M M M M M M M M M FALCONE
C C F F C C C C C C
D’ARIENZO
C C F F C C C C C C
C C F
F F F
F
D’ATTORRE
DA VILLA
D’UVA
F F EPIFANI
F F FABBRI
C FAMIGLIETTI
C C C FANTINATI
F C A A F F F F F F
F F F F F F F F
F FANUCCI
M M M M M M M M M M M M M
C C
C
C C C C C C
F C A A F F F F F F
F F
C C F F C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XVI
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
DEPUTATI
FARAONE
C C F F C C C C C C C C C GALLINELLA
FARINA DANIELE
F C A C F F F F F F
GALLO LUIGI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
F C A A F F F F F F
F F
FARINA GIANNI
M M M M M M M M M M M M M GALLO RICCARDO
C F C C C C C C C C
FASSINA
C C F F C C C C C
C C F F C C
FAUTTILLI
C C
FAVA
C
FEDI
C C F F C C C C C C C C C GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
C F C C C F C F F F M M M GAROFALO
C C F F C C C C C C
FERRANTI
C C F F C C C C C C C C C GAROFANI
C C F F C C C C C C C C C
C GALPERTI
C C C C GANDOLFI
F
C F F F F A A A GARAVINI
FERRARA
GASPARINI
F F GEBHARD
C C F F C C C
C C C C C C
C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
FERRARESI
F C A A F F F F F F
FERRARI
C C F F C C C C C C C C C GELLI
C C F F C C C C C C C C C
FERRO
C
C F
FIANO
C
FICO
M M M M F F F F F F M M F GENTILONI SILVERI
C C F F C C C C C C C C C
FIORIO
C
C C F F C C C C C C C C C
FIORONI
M M M M M M M M M M M M M GIACHETTI
C C C GELMINI
F F C C C C C
F C C C C C
C C F F C C C C C C
C C C C C C
C C C GENOVESE
C C C GHIZZONI
FITZGERALD NISSOLI
GIACOBBE
C C F F C C C C C C T T T
C C F F C C C C C C C C
FOLINO
C C F F C C C C C C C C C GIACOMELLI
FONTANA CINZIA MARIA
C C F F C C C C C C C C C GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M M M M M M M M M M M GIAMMANCO
C F C C C C C C C C
FONTANELLI
C C F
C C F F C C C C C C
FORMISANO
M M M M M M M M M M M M M GINATO
C C F F C C C C C C C C C
FOSSATI
C C F F C C C C C C C C C GINEFRA
C C F F C C C C C C C C C
FRACCARO
M M M M M M M M M M M M M GINOBLE
C C F F C C C C C C
FRAGOMELI
C C F F C C C C C C C C C GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M M M M M M M M M M M GIORDANO SILVIA
C C C C C C M M M GIGLI
FRATOIANNI
GIORGETTI ALBERTO
C C C C C C C C C GIORGETTI GIANCARLO
M M M M M M M M M M M M M
F C A A F F F F F F
F F
C F C C C C C C C C
FREGOLENT
C C
FRUSONE
M M M M M M M M M M M M M GIORGIS
C C F F C C C C C C C C C
FUCCI
C F C C C C C C C
C C F F C C C C C C
FURNARI
C
FUSILLI
C C F F C C C C C C C C C GIULIETTI
C C F F C C C C C C C C C
GADDA
C C F F C C C C C C C C C GNECCHI
C C F F C C C C C C C C C
GAGNARLI
F C A A F F F F F F
M M M M M M M M M M M M M
GITTI
A A A C C C C C C C C GIULIANI
GALAN
F F GOZI
C F C C C F C F F C M F C
C F F C C C C C C
C C
GRANDE
GALATI
C C
C C C C C
C C C C C C
GRASSI
C GRECO
C C F F C C C C C C C C C
GALGANO
C C
GALLI CARLO
C C F F C C C C C C C C C GREGORI
C C F F C C C C C C C C C
GALLI GIAMPAOLO
C C F F
C C F F C C C C C C C C C
C C C C C C C GRIBAUDO
C C F F C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
Votazioni XVII
—
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
GRILLO
DEPUTATI
LOSACCO
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
C C F F C C C C C C M M M
GRIMOLDI
C F C C C F C F F F F F C LOTTI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI GIUSEPPE
C C F F C C C C C C C C C LUPI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI LORENZO
LUPO
GUERRA
M M M M M M M M M M M M M MADIA
M M M M M M M M M M M M M
GUIDESI
C F C C C F C F F F
C C F F C C C C C C C C C
GULLO
C C F F C C C C C C C C C MAGORNO
GUTGELD
C C F F C C C C C C
IACONO
C C F F C C C C C C
MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
F C A A F F F F F F
F F MALPEZZI
IANNUZZI TINO
C C F F C C C C C C C C C MANCIULLI
M M M M M M M M M M M M M
IMPEGNO
C C F F C C C C C C C C C MANFREDI
C C F F C C C C C C C C C
INCERTI
C C F F C C C C C C C C C MANNINO
INVERNIZZI
C F C C C F C F F F
IORI
C C F F C C C C C C
MANZI
C C F F C C C C C C C C C
KRONBICHLER
F C A C F F F F F F
MARANTELLI
C C F F C C C C C C C C C
L’ABBATE
F C A A F F F F F F
LABRIOLA
C C F F
LACQUANITI
C C F F C C C F F F A A A MARCHI
C C F F C C C C C C C C C
LAFFRANCO
C F C C C C C C C C
C F C C C F C F F F
LAFORGIA
C C F F C C C C C C C C C MARCON
F C A C
LAINATI
C F C C C C C C C C C C C MARGUERETTAZ
C C F F C C C C C C C C C
LA MARCA
C C F F C C C C C C C C C MARIANI
C C F F C C C C C C C C C
MARIANO
C C F F C C C C C C C C C
MAESTRI
C MAIETTA
F C MANTERO
F F MARAZZITI
F F F A A A MARCHETTI
LA RUSSA
MARCOLIN
LATRONICO
C F C C C C C C C C
C MAROTTA
LATTUCA
C C F F C C C C C C
MARROCU
LAURICELLA
C C F F
MARRONI
LAVAGNO
C
LENZI
C C F F C C
LETTA
C C F F C C C C C C
C C
C C
F F C C C F F
C C
LEVA
LIBRANDI
MARTELLA
C MARTELLI
MARTI
C F C C C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
F F M F F
F C A A F F F F F F
F
C C F F C C
C C C C C C
C C F F
C C C C C C
C F C C
F F F F F F
C C C C C
C C C
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C
C F C C
C
C C C C C
MARTINELLI
C
F F C C C C C C
LIUZZI
C C MARTINO ANTONIO
F F MARTINO PIERDOMENICO
LOCATELLI
C C F F C C C C C C
LODOLINI
C C F F C C C C C C C C C MARZANO
LOMBARDI
F C A A F F F F F F
LO MONTE
MARZANA
MASSA
MATARRELLI
LONGO
C F C C
C C C C C C C MATARRESE
LOREFICE
F C A
LORENZIN
M M M M M M M M M M M M M MAURI
F F F F F F
MATTIELLO
C C F F C C C C C C C C C
F C A A F F F F
C C F F C C C C C C
C
F C A C F F F F F F F F F
C C C
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XVIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
C C F F C C C C C C
MAZZOLI
C C F F C C C C C C C C C NIZZI
MELILLA
F C A C F F F F F F F F F NUTI
MELILLI
C C NICOLETTI
C F F C C C C C C C C C OCCHIUTO
MELONI GIORGIA
OLIARO
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
C C F F C C C C C C M M M
C F C C C C C C C C
C F C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
MELONI MARCO
C C F F C C C C C C C C C OLIVERIO
MERLO
M M M M M M M M M M M M M ORFINI
C C F F
META
M M M M M M M M M M M M M ORLANDO
M M M M M M M M M M M M M
MICCOLI
C C F F C C C C C C C C C OTTOBRE
MICILLO
F C A A F F F F F F
MIGLIORE
C
C C F C C C C C C
F F PAGANI
C C F F C C C C C C
PAGANO
C C F F C C C C C C
MILANATO
C F C C
C C C C C C C C PAGLIA
MINARDO
C C F F C C C C C C
MINNUCCI
C C F F
MIOTTO
C C F F C C C C C C C C C PALMA
C C F F C C C C C C
MISIANI
C C F F C C C C C C C C C PALMIERI
C F C C C C C C C C C C C
PALAZZOTTO
C C C C C C C C PALESE
MISURACA
F C A C F F F F F F F F F
F C A C F F F F F F
C F C C C C C C C C C C C
C
PALMIZIO
MOGHERINI
M M M M M M M M M M M M M PANNARALE
MOGNATO
C C F F C C C C C C C C C PARENTELA
F C A A F F F F F F
MOLEA
M M M M M M M M M M M M M PARIS
C C F C C C C C C C
MOLTENI
C F C C C F C F F F
C F C C C C C C C C C C C
MONACO
C C F F C C C C C C C C C PARRINI
C C F F C C C C C C C C C
MONCHIERO
C C F F C C C C C C C C C PASTORELLI
C C F F C C C C C
MONGIELLO
F C PARISI
F F F
F F
C C C
C C C PASTORINO
C C F F C C C C C C C C C
MONTRONI
C C F F C C C C C C C C C PATRIARCA
C C F F C C C C C C C C C
MORANI
C C F F C C C C C C C C C PELILLO
C C F F C C C
MORASSUT
M M M M M M M M M M M M M PELLEGRINO
MORETTO
C A C
C C C C C
F F F F F F
C C C C C C C C PELUFFO
C C C
MOSCATT
C C F F C C C C C C C C C PES
M M M M M M M M M M M M M
MOTTOLA
C F C C C C C C C C C C C PESCO
F C A A F F F F F F
MUCCI
F C A A F F F F F F
C C F F C C C C C C C C C
MURA
C C F F C C C C C C C C C PETRAROLI
MURER
C C F F C C C C C C C C C PETRENGA
NACCARATO
C C F F C C C C C C
PETRINI
C C F F C C C C C C C C C
NARDI
C C F F
PIAZZONI
C C F F
NARDUOLO
C C F F C C C C C C C C C PICCHI
NASTRI
C C C C C C C C C C C C C PICCIONE
NESCI
NESI
NICCHI
C C
C C
A A F F F F F F
PETITTI
F F PICCOLI NARDELLI
PICCOLO GIORGIO
F C A C F F F F F F F F F PICCOLO SALVATORE
F C A A F F F F
C C F F
F F
F
C C
C
C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XIX
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
PICCONE
PIEPOLI
RIZZO
C A F F C C C C C C
PILI
PILOZZI
C C F F
F F F
PINI GIANLUCA
PINI GIUDITTA
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
F C A A F F F F F F
ROCCELLA
C
ROCCHI
C C F F C C C C C C C C C
ROMANINI
C C F F C C C C C C
ROMANO ANDREA
C
F F C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C ROMANO FRANCESCO SAVE. C F C C C C C C C C
PINNA
M M M ROMANO PAOLO NICOLO’
F C A A F F F F F F
PIRAS
M M M M M M M M M M M M M ROMELE
C F C C C C C C C C
PISANO
F C A A F F F F F
C F C C
RONDINI
F C F F F
F C
PISICCHIO
M M M M M M M M M M M M M ROSATO
C C F F C C C C C C C C C
PISO
C C F F F C C C C C C C C ROSSI DOMENICO
M M M M M M M M M M M M M
PISTELLI
M M M M M M M M M M M M M ROSSI PAOLO
C C F F
PIZZOLANTE
C
C C C C
ROSSOMANDO
C C C C
C
C C F F C C C C C C M M M
PLACIDO
F C A C F F F F F F F F F ROSTAN
C C F F
C C C C C
C
PLANGGER
C C
F C A A F F F F F F
F F
C C C C
ROSTELLATO
POLIDORI
ROTONDI
POLLASTRINI
POLVERINI
ROTTA
C F C C C C C C C C C C C RUBINATO
PORTA
RUGHETTI
C C F F C C C C C C
C
M M M M M M M M M M M M M
PORTAS
C C F F C C C C
PRATAVIERA
C F C
PRESTIGIACOMO
C F C C C C C C C C
PREZIOSI
C C F F
C C C C C C C C SAMMARCO
PRINA
C C F F
C C C C C
PRODANI
F C A A F F F F F F
QUARANTA
F C A C F F F F C F F F F SANNA FRANCESCO
C C F F C C C C C C C C C
QUARTAPELLE PROCOPIO
C C F F
C C F F
QUINTARELLI
C C F F F C C C C C C C C SANNICANDRO
RABINO
C C F F C C C C C C C C C SANTELLI
RACITI
C M M M RUOCCO
C C F F C C C C C C
C F C F F F
F F F F F
F
RUSSO
SALTAMARTINI
C SANGA
F F SANI
C C C C C C C C SANNA GIOVANNA
C C C C C C SANTERINI
RAGOSTA
F C A A
C C F F
C C F F
C C C C C C C
C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C
C A C F F F F C F
C C F F
C C C C C C C C
SARRO
RAMPELLI
C F C C C C C C C
RAMPI
C C F F C C C C C C C C C SAVINO ELVIRA
C F C C C C C C C C
RAVETTO
M M M M M M M M M M C C C SAVINO SANDRA
C F C C
REALACCI
M M M M M M M M M M M M M SBERNA
C C F F C C C C C C
RIBAUDO
C C F F C C C C C C C C C SBROLLINI
C C F F C C C C C C
RICCIATTI
F C A C F F F F C F
RICHETTI
C C F F C C C C C C C C C SCALFAROTTO
M M M M M M M M M M M M M
RIGONI
M M M M M M M M M M M M M SCANU
C C F F
RIZZETTO
F C
C C F F C C C C C C C C C
F
M M M SARTI
SCAGLIUSI
F F SCHIRO’
C C C C C
C A A F F F F F F
C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XX
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 2 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
DEPUTATI
1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 2
4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5 6
SCHULLIAN
M M M M M M M M M M M M M TULLO
C C F F C C C C C C C C C
SCOPELLITI
C C F F C C C C C C C C C TURCO
F C A A F F F F F F
F F
SCOTTO
M M M M M M M M M M M M M VACCA
F C A A F F F F F F
F F
SCUVERA
C C F F
C C
SEGONI
F C A A F F F F F F
SENALDI
C C F F C C C C C C C C C VALENTE VALERIA
SERENI
M M M M M M M M M M M M M VALENTINI
SGAMBATO
C
SIBILIA
F C A A
C C C C C C C C VACCARO
C C C C
F F VALENTE SIMONE
F F C C C C C C C C C VALIANTE
F F F F F
VALLASCAS
C C F F C C C C C C C C C
C C F F
C C C C C
F C A A F F F F F F
SIMONETTI
C F C C C F C F F F
SIMONI
C C F F
SISTO
M M M M M M M M M M M M M VECCHIO
SORIAL
M M M M M M M M M M M M M VELLA
C F C C C C C C C C C C C
SOTTANELLI
C C F F C C C C C C C C C VELO
M M M M M M M M M M M M M
SPADONI
F C A A F F F F F F
C C
SPERANZA
C C F F C C C C C C C C C VENTRICELLI
SPESSOTTO
SQUERI
VARGIU
F F
C C C C C VAZIO
F F VENITTELLI
A A
F VERINI
C F C C C C C C C C
F C C C C C C M M M
C C F F C C C C C C C C C
C C F F C C C C C C C C C
VEZZALI
STUMPO
VIGNALI
TABACCI
C C F F C C C C C C C C C VIGNAROLI
TACCONI
C C A A C C C C C C
TAGLIALATELA
M M M M M M M M M M M M M VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C F F C C C C C C C C C VITELLI
TARANTO
C C F F
TARICCO
C C F F C C C C C C C C C ZACCAGNINI
C C
F C C C C C
C A A F F F F F F
C C C
F F
VILLAROSA
C C C C C C C C VITO
TARTAGLIONE
ZAMPA
TENTORI
C C F F C C C C C C C C C ZAN
TERROSI
C C F F C C C C C C C C C ZANETTI
TERZONI
C C C
C C F F C C C C C C C C C
C A A F F F F F F
ZANIN
C C F F
C C C C C
C C
M M M M M M M M M M M M M
F C A C F F F F F F
C C F F C C C C C C
C C
M M M M M M M M M M M M M
C C F F
C C C C C C C C
TIDEI
C C F F C C C C C C C C C ZAPPULLA
C C F F C C C C C C
TINAGLI
C C F F C C C C C C C C C ZARATTI
F C A C
TOFALO
F C A A F F F F F F
C C C F C C C C C C C C C
TONINELLI
F C A A F F F F F F
TOTARO
C F C C C C C C C F C C C ZOLEZZI
TRIPIEDI
F F ZARDINI
ZOGGIA
F F
*
*
*
C
F F F F F F F F
C F F C C C C C C C C C
F F
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXI
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
ABRIGNANI
DEPUTATI
C C C C C C C BAZOLI
ADORNATO
AGOSTINELLI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
C C C C C C C C C C C C C
BECATTINI
C C C C C C C C C C C C C
BECHIS
F F F F F F F F F F F F F
AGOSTINI LUCIANO
C C C C C
AGOSTINI ROBERTA
C C C C C C C C C C C C C BENAMATI
C C C C C C C C C C C C C
AIELLO
C C C C C C C C C C C C C BENEDETTI
F F F F F F F F F F F F F
AIRAUDO
C F F F F C F F C F F F F BENI
C C C C C C C C C C C C C
ALBANELLA
C C C C C C BELLANOVA
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C BERGAMINI
ALBERTI
F F F F F F F F F F F F F BERLINGHIERI
ALBINI
C C C C C C C C C C C C C BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI PAOLO
ALFREIDER
M M M M M M M M M M M M M BERRETTA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
ALLASIA
BERSANI
C C C C C C C C
ALLI
BIANCHI DORINA
C C C C C C C C C C C C C
ALTIERI
BIANCHI MARIASTELLA
C C C C C C C C C C C C C
AMATO
C C C C C C C C C C C C C BIANCHI NICOLA
AMENDOLA
C C C C C C C C C C C C C BIANCOFIORE
AMICI
M M M M M M M M M M M M M BIANCONI
AMODDIO
C C C C C C C C C C C C C BIASOTTI
ANGELUCCI
BINDI
C C
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
ANTEZZA
C C C C C C C C C C C C C BINETTI
C C C C C C C C C C C C C
ANZALDI
C C C C C C C C C C C C C BINI
C C C C C C C C C C C C C
ARCHI
BIONDELLI
M M M M M M M M M M M M M
ARGENTIN
C C C C C C C C C C C C C BLAŽINA
C C C C C C C C C C C C C
ARLOTTI
C C C C C C C C C C C C C BOBBA
M M M M M M M M M M M M M
ARTINI
F F F F F F F F F F F F F BOCCADUTRI
C
ASCANI
C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C BOCCI
C C C C C C C C C C C
ATTAGUILE
BOCCIA
M M M M M M M M M M M M M
BALDASSARRE
BOCCUZZI
C C C C C C C C C C C C C
BALDELLI
BARBANTI
M M M M M M M M M M M M M BOLOGNESI
C C C C C C C C C C C C C
BOMBASSEI
BARETTA
M M M M M M M M M M M M M BONACCORSI
C C C C C C C C C C C C C
BARGERO
C C C C C C C C C C C C C BONAFEDE
F F F F F F F F F F F F F
BARONI
F F F F F F F F F F F F F BONAVITACOLA
M M M M M M M M M M M M M
BARUFFI
C C C C C C C C C C C C C BONIFAZI
M M M M M M M M M M M M M
BASILIO
BASSO
BONOMO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C BORDO FRANCO
BATTAGLIA
BORDO MICHELE
BATTELLI
BORGHESE
M M M M M M M M M M M M M
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXII
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
BORGHESI
BORGHI
DEPUTATI
CARBONE
C C C C C C C C C C C C C CARDINALE
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
M M M M M M M M M M M M M
C
C C C C C C C C C C C
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M M M M M M M M M M M CARELLA
BOSCHI
M M M M M M M M M M M M M CARFAGNA
BOSCO
C C C C C C C C C C C C C CARIELLO
F F F F F F F F F F F F F
BOSSA
C C C C C C C C C C C C C CARINELLI
F F F F F F F F F F F F F
BOSSI
CARLONI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGA
CARNEVALI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI MATTEO
CAROCCI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI PAOLA
C C C C C C C C C C C C C CARRA
C C C C C C C C C C C C C
BRAMBILLA
M M M M M M M M M M M M M CARRESCIA
C C C C C C C C C C C C C
BRANDOLIN
C C C C C C C C C C C C C CARROZZA
C C C C C C C C C C C C C
BRATTI
M M M M M M M M M M M M M CARUSO
BRAY
C C C C C C C C C C C C C CASATI
BRESCIA
F F F F F F F F F F F F F CASELLATO
C C C C C C C C C C C C C
BRESSA
M M M M M M M M M M M M M CASERO
C C C C C C C C C C C C C
BRUGNEROTTO
F F F F F F F F F F F F F CASO
F F F F F F F F F F F F F
BRUNETTA
M M M M M M M M M M M M M CASSANO
C C C C C C C C C C C C C
BRUNO
C C C C C C C C C C
CASTELLI
BRUNO BOSSIO
CASTIELLO
C C C C C C C C C C C C C
BUENO
CASTIGLIONE
M M M M M M M M M M M M M
BURTONE
BUSIN
BUSINAROLO
C C C C C C C C C C C C C CASTRICONE
CATALANO
F F F F F F F F F F F F F CATANIA
BUSTO
CATANOSO GENOESE
BUTTIGLIONE
CAUSI
CALABRIA
CALABRO’
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C CAUSIN
CECCONI
M M M M M M M M M M M M M
CAMANI
C C C C C C C C C C C C C CENNI
C C C C C C C C C C C C C
CAMPANA
C C C C C C C C C C C C C CENSORE
M M M M M M M M M M M M M
CANCELLERI
CANI
CAON
CENTEMERO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C CERA
CESARO ANTIMO
C C C C C C C C C C C C C
CAPARINI
M M M M M M M M M M M M M CESARO LUIGI
CAPELLI
C C C C C C C C C C C C C CHAOUKI
C C C C C C C C C C C C C
CAPEZZONE
C C C C C C C C C C C C C CHIARELLI
C C C C C C C C
CAPODICASA
CAPONE
CAPOZZOLO
CAPUA
CHIMIENTI
F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C CICCHITTO
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C CIMBRO
C C C C C C C C C C C C C CIMMINO
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
CIPRINI
DE GIROLAMO
M M M M M M M M M M M M M
CIRACI’
DEL BASSO DE CARO
M M M M M M M M M M M M M
CIRIELLI
M M M M M M M M M M M M M DEL GROSSO
F F F F F F F F F F F F F
CIVATI
C C C C C C C C C C C C C DELLAI
M M M M M M M M M M M M M
COCCIA
COLANINNO
DELL’ARINGA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C DELLA VALLE
F F F F F F F F F F F F F
COLLETTI
DELL’ORCO
F F F F F F F F F F F F F
COLONNESE
M M M M M M M M M M M M M DE LORENZIS
F F F F F F F F F F F F F
COMINARDI
F F F F F F F F F F F F F DE MARIA
C C C C C C C C C C C C C
COMINELLI
C C C C C C C C C C C C C DE MENECH
COPPOLA
DE MICHELI
CORDA
DE MITA
C C C C C C C C C C C C C
DE ROSA
F F F F F F
CORSARO
C C
C C
COSCIA
C C C C C C C C C C C C C DI BATTISTA
F F F F F F F F F F F F F
COSTA
M M M M M M M M M M M M M DI BENEDETTO
F F F F F F F F F F F F F
COSTANTINO
COVA
COVELLO
DIENI
C C C C C C C C C C C C C DI GIOIA
C C C C C C C C C C C C DI LELLO
COZZOLINO
CRIMI’
DI MAIO LUIGI
C C C C C C C C C C C C C DI MAIO MARCO
CRIMI
CRIPPA
F F
F F F
F F F F F F F F F F F F F
C
C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C
C C C C C
D’INCA’
F F F F F F
CRIVELLARI
D’INCECCO
C C C C C C C C C C C C C
DI SALVO
M M M M M M M M M M M M M
CULOTTA
C C C C C C C C C C C C C DISTASO
CUPERLO
C C C C C C C C
CURRO’
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MANLIO
F F F F F F F F F F F F F
DADONE
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MARCO
C C C C C C C C C C C C C
DAGA
F F F F F F F F F F F F F DI VITA
F F F F F F F F F F F F F
C C C C DI STEFANO FABRIZIO
D’AGOSTINO
DONATI
C C C C C C C C C C C C C
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
C C C C C C C C C C C C C
D’ALIA
DURANTI
C F F F F C F F C F F F F
DALLAI
C C C D’UVA
DALL’OSSO
F F F F F F F F F F F F F EPIFANI
M M M M M M M M M M M M M
DAL MORO
C C C C C C C C C C C C C ERMINI
C C C C C C C C C C C C C
D’AMBROSIO
F F F F F F F F F F F F F FABBRI
C C C C C C C C C C C C C
DAMBRUOSO
M M M M M M M M M M M M M FAENZI
DAMIANO
M M M M M M M M M M M M M FALCONE
C C C C C C C C C C C C C
D’ARIENZO
C C C C C C C C C C C C C FAMIGLIETTI
C C C C C C C C C C C C C
D’ATTORRE
C C C C C C C C C C C C C FANTINATI
F F F F F F F F F F F F F
DA VILLA
F F F F F F F F F F F F F FANUCCI
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXIV
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
FARAONE
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
C C C C C C C C C C C C C GALLINELLA
FARINA DANIELE
GALLO LUIGI
F F F F F F F F F F F F F
FARINA GIANNI
M M M M M M M M M M M M M GALLO RICCARDO
FASSINA
C C C C C C C C C C C C C GALPERTI
C C C C C C C C C C C C C
FAUTTILLI
C C C C C C C C C C C C C GANDOLFI
C C C C C C C C C C C C C
FAVA
A A A A
C C C C C C C C C C C C C
FEDI
C C C C C C C C C C C C C GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
M M M M M M M M M M M M M GAROFALO
FERRANTI
C C C C C C C C C C C C C GAROFANI
A A A A A A A A GARAVINI
FERRARA
GASPARINI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
FERRARESI
F F F F F F F F F F F F
FERRARI
C C C C C C C C C C C C C GELLI
FERRO
C C C C C C C C C C C C C GELMINI
FIANO
C C C C C C C C C C C C C GENOVESE
FICO
F F F F F F F F F F F F F GENTILONI SILVERI
C C C C C C C C C C C C C
FIORIO
C C C C C C C C C C C C C GHIZZONI
C C C C C C C C C C C C C
FIORONI
M M M M M M M M M M M M M GIACHETTI
FITZGERALD NISSOLI
GEBHARD
GIACOBBE
C C C C C C C
C C C C C
T T T T T T T T T T T T T
C C C C C C C C C C C C C
FOLINO
C C C C C C C C C C C C C GIACOMELLI
FONTANA CINZIA MARIA
C C C C C C C C C C C C C GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M M M M M M M M M M M GIAMMANCO
FONTANELLI
M M C C C C C C C C C C C GIGLI
FORMISANO
M M M M M M M M M M M M M GINATO
C C C C C C C C C C C C C
FOSSATI
C C C C C C C C C C C C C GINEFRA
C C C C C C C C C C C C C
FRACCARO
M M M M M M M M M M M M M GINOBLE
FRAGOMELI
C C C C C C C C C C C C C GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M M M M M M M M M M M GIORDANO SILVIA
FRATOIANNI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C
C C C C
C C C
F F F F F F F F F F F F F
GIORGETTI ALBERTO
FREGOLENT
C C C C C C C C C C C C C GIORGETTI GIANCARLO
C C C C C F C C C C C C C
FRUSONE
M M M M M M M M M M M M M GIORGIS
C C C C C C C C C C C C C
FUCCI
GITTI
FURNARI
C C C C C C C
FUSILLI
C C C C C C C C
C C C C C GIULIANI
GADDA
C C C C C C C C C C C C C GNECCHI
C C C C C C C C C C C C C
GAGNARLI
F F F F F F F F F F F F F GOZI
M M M M M M M M M M M M M
C C C GIULIETTI
GALAN
GRANDE
GALATI
GRASSI
C C C C C
C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
GALGANO
C C C C C C C C C C C C C GRECO
C C C C C C C C C C C C C
GALLI CARLO
C C C C C C C C C C C C C GREGORI
C C C C C C C C C C C C C
GALLI GIAMPAOLO
C C C C C C C C C C C C GRIBAUDO
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXV
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
GRILLO
DEPUTATI
LOSACCO
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
M M M M M M M M M M M M M
GRIMOLDI
C C C C C F C C C C C F C LOTTI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI GIUSEPPE
C C C C C C C C C C C C C LUPI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI LORENZO
GUERRA
LUPO
M M M M M M M M M M M M M MADIA
GUIDESI
MAESTRI
GULLO
C C C C C C C C C C C C C MAGORNO
GUTGELD
C C C C C C C C C C C C C MAIETTA
IACONO
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
F F F F F F F F F F F F F MALPEZZI
C C C C C C C C C C C C C
IANNUZZI TINO
C C C C C C C C C C C C C MANCIULLI
M M M M M M M M M M M M M
IMPEGNO
C
C C C C C C C C C C C C C
INCERTI
C C C C C C C C C C C C C MANNINO
INVERNIZZI
C C C C C F C C C C C C C MANTERO
C C C C C
C C C C C MANFREDI
F F F F F
F F F F F F F F F F F F F
IORI
MANZI
C C C C C C C C C C C C C
KRONBICHLER
MARANTELLI
C C C C C C C C C C C C C
L’ABBATE
F F F F F F F F F F F F F MARAZZITI
C C C C C C C C C C C C C
LABRIOLA
A A A A C A A A A A A A A MARCHETTI
C C C C C C C
LACQUANITI
A A A A C C C C C C C C C MARCHI
C C C C C C C C C C C C C
LAFFRANCO
C C C C
MARCOLIN
LAFORGIA
C C C C C C C C C C C C C MARCON
C F F F F C F F C F F F F
LAINATI
C C C C C C C C C C C C C MARGUERETTAZ
C C C C C C C C C C C C C
LA MARCA
C C C C C C C C C C C C C MARIANI
C C C C C C C C C C C C C
MARIANO
C C C C C C C C C C C C C
LA RUSSA
LATRONICO
C C C
C C C C C C C C C MAROTTA
LATTUCA
C C MARROCU
LAURICELLA
MARRONI
LAVAGNO
LENZI
C C C C C C C C MARTELLA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C MARTELLI
C C C C C C C C C C C C C
LETTA
MARTI
LEVA
MARTINELLI
LIBRANDI
C C C C C C C C C C C C C MARTINO ANTONIO
LIUZZI
F F F F F F F F F F F F F MARTINO PIERDOMENICO
LOCATELLI
LODOLINI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
MARZANA
C C C C C C C C C C C C C MARZANO
LOMBARDI
MASSA
C C C C C C C C C C C C C
LO MONTE
MATARRELLI
C F F F F C F F C F F F F
LONGO
LOREFICE
LORENZIN
C C C
C C C C
C C C MATARRESE
MATTIELLO
M M M M M M M M M M M M M MAURI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXVI
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
C C C C C C C C C
MAZZOLI
C C C C C C C C C C C C C NIZZI
MELILLA
C F F F F C F F C F F F F NUTI
MELILLI
C C C C C C C C C C C C C OCCHIUTO
MELONI GIORGIA
C C C NICOLETTI
OLIARO
MELONI MARCO
C C C C C C C C C C C C C OLIVERIO
MERLO
M M M M M M M M M M M M M ORFINI
META
M M M M M M M M M M M M M ORLANDO
MICCOLI
C C C C C C C C C C C C C OTTOBRE
MICILLO
F F F F F F F F F F F F F PAGANI
MIGLIORE
PAGANO
MILANATO
C C C C C C C C C C C C C PAGLIA
MINARDO
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C F F F F C F F C F F F F
PALAZZOTTO
MINNUCCI
C C C C C C C C C C C C C PALESE
C C C C C C C C C C C C C
MIOTTO
C C C C C C C C C C C C C PALMA
C C C C C C C
MISIANI
C C C C C C C C C C C C C PALMIERI
C C C C C C C C C C C
MISURACA
C C C C C
PALMIZIO
MOGHERINI
M M M M M M M M M M M M M PANNARALE
C F F F F C F F C F F F F
MOGNATO
C C C C C C C C C C C C C PARENTELA
F F F F F F F F F F F F F
MOLEA
M M M M M M M M M M M M M PARIS
MOLTENI
C C C C C F F F F F
MONACO
C C C C C C C C C C C C C PARRINI
C C C C C C C C C C C C C
MONCHIERO
C C C C C C C C C C C C C PASTORELLI
C C C C C C C C C C C C C
MONGIELLO
C C C C C C C C C C C C C PASTORINO
C C
MONTRONI
C C C C C C C C C C C C C PATRIARCA
C C C C C C C C C C C C C
MORANI
C C C C C C C C C C C C C PELILLO
C C C C C C C C C C C C C
MORASSUT
M M M M M M M M M M M M M PELLEGRINO
C F F F F C F F C F F F F
MORETTO
C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
MOSCATT
C C C C C C C C C C C C C PES
M M M M M M M M M M M M M
MOTTOLA
C C C C C C C C C C C C C PESCO
F F F F F F F F F F F F F
MUCCI
F C PARISI
C C C C C C PELUFFO
PETITTI
MURA
C C C C C C C C C C C C C PETRAROLI
MURER
C C C C C C C C C C C C C PETRENGA
NACCARATO
PETRINI
NARDI
C C C C C C C C PIAZZONI
C C C
C C C C C C C C C C C C C
C
C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
NARDUOLO
C C C C C C C C C C C C C PICCHI
NASTRI
C C C C C C C C C C C C C PICCIONE
C C C C C C C C C C C C C
NESCI
F F F
C C C C C C C C C C C C C
NESI
NICCHI
F F F F F F F F F PICCOLI NARDELLI
PICCOLO GIORGIO
C F F F F C F F C F F F F PICCOLO SALVATORE
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXVII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
DEPUTATI
PICCONE
RIZZO
PIEPOLI
ROCCELLA
PILI
A A A A A A A A A A A A A ROCCHI
PILOZZI
F F F F C C C C ROMANINI
PINI GIANLUCA
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
ROMANO ANDREA
PINI GIUDITTA
C C C C C C C C C C C C C ROMANO FRANCESCO SAVE.
PINNA
M M M M M M M M M M M M M ROMANO PAOLO NICOLO’
PIRAS
M M M M M M M M M M M M M ROMELE
PISANO
RONDINI
C C C C C F C C C C
C C
PISICCHIO
M M M M M M M M M M M M M ROSATO
C C C C C C C C C C C C C
PISO
C C C C C C C C C C C C C ROSSI DOMENICO
M M M M M M M M M M M M M
PISTELLI
M M M M M M M M M M M M M ROSSI PAOLO
C C C C C C C C C C A C C
PIZZOLANTE
PLACIDO
C C C C C C C C C C C ROSSOMANDO
C F F F F C F F C F F F F ROSTAN
PLANGGER
C C C C C C C C C C C C ROSTELLATO
POLIDORI
F F F F F F F F F F F F F
ROTTA
C C C C C C
C C
C C C C C C C C C C C C C RUBINATO
C C C C C C C C C C C C C
RUGHETTI
M M M M M M M M M M M M M
PORTA
PORTAS
C C C C C C C C C C C C C
ROTONDI
POLLASTRINI
POLVERINI
M M M M M M M M M M M M M
M M M M M M M M M M M M M RUOCCO
PRATAVIERA
F F F F F F F F F F F F F
RUSSO
PRESTIGIACOMO
C C C SALTAMARTINI
C C C C C C C
C C C
C C C
PREZIOSI
C C C C C C C C C C C C C SAMMARCO
PRINA
C C C C C C C C C C C C C SANGA
C C C C C C C
PRODANI
F F F F F F F F F F F F F SANI
M M M M M M M M M M M M M
QUARANTA
C F F F F C F F C F F F F SANNA FRANCESCO
C C C C C C C C C C C C C
QUARTAPELLE PROCOPIO
C C C C C C C C C C C C C SANNA GIOVANNA
C C C C C C C C C C C C C
QUINTARELLI
C C C C C C C C C C C C C SANNICANDRO
RABINO
C C C C C C C C C C C C C SANTELLI
RACITI
C C C C C C C C C C C C C SANTERINI
RAGOSTA
SARRO
RAMPELLI
M M M M C C C C C C C C C SARTI
RAMPI
C C C C C C C C C C C C C SAVINO ELVIRA
RAVETTO
C C C C C C C C C C C C C SAVINO SANDRA
REALACCI
M M M M M M M M M M M M M SBERNA
RIBAUDO
C
RICCIATTI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C SBROLLINI
SCAGLIUSI
RICHETTI
C C C C C C C C C C C C C SCALFAROTTO
RIGONI
M M M M M M M M M M M M M SCANU
RIZZETTO
F F F F F F F F F F F F F SCHIRO’
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXVIII
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 3 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
DEPUTATI
2 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3
7 8 9 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
SCHULLIAN
M M M M M M M M M M M M M TULLO
C C C C C C C C C C C C C
SCOPELLITI
C C C C C C C C C C C C C TURCO
F F F F F F F F F F F F F
SCOTTO
M M M M M M M M M M M M M VACCA
F F F F F F F F F F F F F
SCUVERA
C C C C C C C C C C C C C VACCARO
C C C C C C C C C C C C C
SEGONI
F F F F F F F
SENALDI
C C C C C C C C C
SERENI
M M M M M M M M M M M M M VALENTINI
SGAMBATO
C C C C C C C C C C C C C VALIANTE
SIBILIA
F F F F F F F F F F F F F VALLASCAS
F F F F F VALENTE SIMONE
C C C VALENTE VALERIA
SIMONETTI
VARGIU
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C
SIMONI
C C C C C C C C C C C C C VAZIO
SISTO
M M M M M M M M M M M M M VECCHIO
SORIAL
M M M M M M M M M M M M M VELLA
C C C C C C C C C C C C C
SOTTANELLI
C C C C C C C C C C C C C VELO
M M M M M M M M M M M M M
SPADONI
F F F F F F F F F F F F F VENITTELLI
M M M M M M M M M M M M M
SPERANZA
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
SPESSOTTO
F F F F F F F F F F F F F VERINI
C C C VENTRICELLI
SQUERI
VEZZALI
STUMPO
VIGNALI
TABACCI
C C C C C
C C C C C C C VIGNAROLI
TACCONI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
VILLAROSA
TAGLIALATELA
M M M M M M M M M M M M M VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C C C C C C C C C C C C VITELLI
TARANTO
C C C C C C C C C C C C C VITO
TARICCO
C C C C C C C C C C C C C ZACCAGNINI
TARTAGLIONE
ZAMPA
TENTORI
C C C C C C C C C C C C C ZAN
TERROSI
C C C C C C C C C C C C C ZANETTI
TERZONI
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F ZANIN
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
TIDEI
C C C C C C C C C C C C C ZAPPULLA
C C C C C C C C C C C C C
TINAGLI
C C C C C C C C C C C C C ZARATTI
C F F F F C F F C F F F F
TOFALO
F F F F F F F F F F F F F ZARDINI
TONINELLI
ZOGGIA
TOTARO
C C C C C C C C C C C C C ZOLEZZI
TRIPIEDI
F F F F F F F F F F F F F
*
*
*
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXIX
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
ABRIGNANI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
C C C C C C C C C C C C C BAZOLI
ADORNATO
AGOSTINELLI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
C C C C C C C C C C C C C
BECATTINI
C C C C C C C C C C C
BECHIS
F F F F F F
C
F F F F F F
AGOSTINI LUCIANO
C C C C C C C C C C C C C BELLANOVA
M M M M M M M M M M M M M
AGOSTINI ROBERTA
C C C C C C C C C C C C C BENAMATI
C C C C C C C C
AIELLO
C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
AIRAUDO
F C F F F
ALBANELLA
C C C C C C C C C C C C C BERGAMINI
ALBERTI
F F F F F F F F F F F F F BERLINGHIERI
ALBINI
C C C C C C C C C C C C C BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI PAOLO
ALFREIDER
M M M M M M M M M M M M M BERRETTA
C C C BENEDETTI
BENI
C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C
ALLASIA
BERSANI
C
ALLI
BIANCHI DORINA
C C C C C C C C C C C
ALTIERI
BIANCHI MARIASTELLA
C C C C C C C C C C C
AMATO
C C C C C C C C C C C C C BIANCHI NICOLA
AMENDOLA
C C C C C
AMICI
M M M M M M M M M M M M M BIANCONI
AMODDIO
C C C C C C C C C C C C C BIASOTTI
C C C C C C C BIANCOFIORE
ANGELUCCI
BINDI
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
ANTEZZA
C C C C C C C C C C C C C BINETTI
C C C C C C C C C C C C C
ANZALDI
C C C C C C C C C C
C C C C C C C
ARCHI
C C BINI
C C
C
BIONDELLI
M M M M M M M M M M M M M
BLAŽINA
C C C C C C C C C C C C C
ARGENTIN
C C C C C C C
ARLOTTI
C C C C C C C C C C C C C BOBBA
M M M M M M M M M M M M M
ARTINI
F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C
ASCANI
C C C C C C C C C C C C C BOCCI
F F BOCCADUTRI
M M M M M M M M M M M M M
ATTAGUILE
BOCCIA
M M M M M M M M M M M M M
BALDASSARRE
BOCCUZZI
C C C C C C C C C C
BALDELLI
M M M M M M M M M M M M M BOLOGNESI
BARBANTI
C C
C C C C C C C C C C C C C
BOMBASSEI
BARETTA
M M M M M M M M M M M M M BONACCORSI
C C C C C C C C C C C C C
BARGERO
C C C C C C C C C C C C C BONAFEDE
F F F
BARONI
F F F F F
M M M M M M M M M M M M M
BARUFFI
C C C C C C C C C C
BASILIO
BASSO
F F F F F F BONAVITACOLA
C C BONIFAZI
BONOMO
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C BORDO FRANCO
BATTAGLIA
BORDO MICHELE
BATTELLI
BORGHESE
M M M M M M M M M M M M M
Atti Parlamentari
— Votazioni XXX
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
BORGHESI
BORGHI
DEPUTATI
CARBONE
C C C C C C C C C C C C C CARDINALE
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M M M M M M M M M M M CARELLA
BOSCHI
M M M M M M M M M M M M M CARFAGNA
BOSCO
C C C C
BOSSA
C C C C C C C
C C C C C C C C CARIELLO
C C C
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
C CARINELLI
F F F F F F F F F F F F F
BOSSI
CARLONI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGA
CARNEVALI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI MATTEO
CAROCCI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI PAOLA
C C C C C C C C C C C C C CARRA
C C C C C C C C C C C C C
BRAMBILLA
M M M M M M M M M M M M M CARRESCIA
C C C C C C C C C C C C C
BRANDOLIN
C C C C C C C C C C C C C CARROZZA
C C C C C C C C C C C C C
BRATTI
M M M M M M M M M M M M M CARUSO
BRAY
C C C C C C C C C C C C C CASATI
BRESCIA
F F F F F F F F F F F F F CASELLATO
C C C C C C C C C C C C C
BRESSA
M M M M M M M M M M M M M CASERO
C C C C C C C C C C C C C
BRUGNEROTTO
F F F F F F F F F F F F F CASO
F F F F F F F F F F F F F
BRUNETTA
M M M M M M M M M M M M M CASSANO
C C
BRUNO
C C C C C C C C C C C C C CASTELLI
BRUNO BOSSIO
C C C C C C
BUENO
BURTONE
CASTIGLIONE
C C C C C
C C C
C C CASTRICONE
BUSIN
BUSINAROLO
C CASTIELLO
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
CATALANO
F F F F F F F
F F F F F CATANIA
BUSTO
CATANOSO GENOESE
BUTTIGLIONE
CAUSI
CALABRIA
C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
CALABRO’
M M M M M M M M M M M M M
C C
C C C C C C C C C C
CAUSIN
CECCONI
M M M M M M M M M M M M M
CAMANI
C C C C C C C C C C C C C CENNI
C C C C C C C C C C C C C
CAMPANA
C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
CANCELLERI
CANI
C C C CENSORE
CENTEMERO
CESARO ANTIMO
CAPARINI
M M M M M M M M M M M M M CESARO LUIGI
CAPELLI
C C C C C C C C C C C C C CHAOUKI
CAPEZZONE
C C C C
CAPONE
C C C C C
C C C C C C C C C C C C C CERA
CAON
CAPODICASA
C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
C C C C C C CHIARELLI
CHIMIENTI
F F F F F F
F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C CICCHITTO
M M M M M M M M M M M M M
CAPOZZOLO
C C C C C C C C C C C C C CIMBRO
C C C C C C C C C C C C C
CAPUA
C C C C C C C C C C C C C CIMMINO
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXXI
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
CIPRINI
DE GIROLAMO
M M M M M M M M M M M M M
CIRACI’
DEL BASSO DE CARO
M M M M M M M M M M M M M
CIRIELLI
M M M M M M M M M M M M M DEL GROSSO
F F F F F F F F F F F F F
CIVATI
C C C C C C C C C C C C C DELLAI
M M M M M M M M M M M M M
COCCIA
COLANINNO
DELL’ARINGA
C C
C C C C DELLA VALLE
COLLETTI
DELL’ORCO
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F
F F F F
F F F
F F
F F F F F F F F
COLONNESE
M M M M M M M M M M M M M DE LORENZIS
F F F F F F F F F
COMINARDI
F F F F F F F F F F F F F DE MARIA
C C C C C C C C C C C C C
COMINELLI
C C C C C C C C C C C C C DE MENECH
COPPOLA
DE MICHELI
CORDA
DE MITA
C C
CORSARO
DE ROSA
F F F
F
F F F
F F F F F F F
COSCIA
C C C C C C C C C C C C C DI BATTISTA
F F F F F F F F F F
COSTA
M M M M M M M M M M M M M DI BENEDETTO
F F F F F F F F F F F
COSTANTINO
DIENI
F F
F
F F F F F F F F F F F F F
COVA
C C C C C C C C C C C C C DI GIOIA
C C C C C C C C C C C
COVELLO
C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C DI LELLO
COZZOLINO
CRIMI’
C
DI MAIO LUIGI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C DI MAIO MARCO
C C C C C C C C C C C C C
CRIMI
D’INCA’
CRIPPA
D’INCECCO
C C C C C C C C C C C C C
CRIVELLARI
DI SALVO
M M M M M M M M M M M C C
CULOTTA
C C C C C C C C C C C C C DISTASO
CUPERLO
C C C C C C C C C C C C C DI STEFANO FABRIZIO
CURRO’
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MANLIO
F F F F F F F F F F F F F
DADONE
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MARCO
C C C C C C C C C C C
DAGA
F F F F F F F F F F F F F DI VITA
F F F F F F F F F F
D’AGOSTINO
DONATI
C C C C C C C C C C C C C
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
C C C C C C C C C C C C C
D’ALIA
DURANTI
F C F F F C F F F F F F F
DALLAI
C C C
DALL’OSSO
F F F F F
C C C C C C C C C D’UVA
DAL MORO
C C C C C C C C C C C C C ERMINI
C C C C C
D’AMBROSIO
F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C
DAMBRUOSO
M M M M M M M M M M M M M FAENZI
DAMIANO
M M M M M M M M M M M M M FALCONE
C C C C C C C
D’ARIENZO
C C C C C C C C C C C C C FAMIGLIETTI
C C C C C C C C C C C
EPIFANI
FABBRI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C
C C C C C
C
D’ATTORRE
C C C C C C C C C C C C C FANTINATI
F F F F F F F F F F F F F
DA VILLA
F F F F F F F F F F F F F FANUCCI
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
FARAONE
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
C C C C C C C C C C C C C GALLINELLA
FARINA DANIELE
GALLO LUIGI
F F F F F F F F F F F F F
FARINA GIANNI
M M M M M M M M M M M M M GALLO RICCARDO
FASSINA
C C C C C C C C C C C C C GALPERTI
C C C C C C C C C C C C C
FAUTTILLI
C C
C C C GANDOLFI
C C C C C C C C C C C C C
FAVA
A A A A A
GARAVINI
C C C C C C C C C C C C C
FEDI
C C C C C C C C C C C C C GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
M M M M M M M M M M M M M GAROFALO
FERRANTI
C C
C C C C C C
C C C C C C
FERRARA
C C C GAROFANI
GASPARINI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
FERRARESI
F F F F F F F F F F F F F GEBHARD
FERRARI
C C C C C C C C C C C C C GELLI
FERRO
C C C C C C C C C C C C C GELMINI
FIANO
C C C C C C C C C C C C C GENOVESE
FICO
F F F F F F F F F F F F F GENTILONI SILVERI
C C C C C C C C C C C C C
FIORIO
C C C C C C C C C C C C C GHIZZONI
C C C C C C C C C C C C C
FIORONI
M M M M M M M M M M M M M GIACHETTI
FITZGERALD NISSOLI
GIACOBBE
C C C C C C C C C C
C C
T T T T T T T T T T T T T
C C C C C C C C C C C C C
FOLINO
C C C C C C C C C C C C C GIACOMELLI
FONTANA CINZIA MARIA
C C C C C C C C C C C C C GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M M M M M M M M M M M GIAMMANCO
FONTANELLI
C C C C C C C C C C C C C GIGLI
FORMISANO
M M M M M M M M M M M M M GINATO
C C C C C C C C C C C C C
FOSSATI
C C C C C C C C C C C C C GINEFRA
C C C C C C C C C C C C C
FRACCARO
M M M M M M M M M M M M M GINOBLE
C C C C C C C C C C C C
FRAGOMELI
C C C C C C C C C C C C C GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M M M M M M M M M M M GIORDANO SILVIA
FRATOIANNI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F
GIORGETTI ALBERTO
FREGOLENT
C C C C C C C C C C C C C GIORGETTI GIANCARLO
C C C F C C C C C C C C C
FRUSONE
M M M M M M M M M M M M M GIORGIS
C C C C C C C C C C C C C
FUCCI
GITTI
FURNARI
C C C C C C C C C C C C C GIULIANI
C C C C C C
FUSILLI
C C C C C C C C C C C C C GIULIETTI
C C C C C C C C C C C C C
GADDA
C C C C C C C C C C C C C GNECCHI
C C C C C C C C C C C C C
GAGNARLI
F F F F F F F F F F F F F GOZI
M M M M M M M M M M M M M
GALAN
GRANDE
GALATI
GRASSI
C C C C C C C C C GRECO
C C C C C C
C C C C C C C C C C C
GALGANO
C C C
GALLI CARLO
C C C C C C C C C C C C C GREGORI
C C C C C C C C C C C C C
GALLI GIAMPAOLO
C C C C C C C C C
C C C
C C C GRIBAUDO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XXXIII
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
GRILLO
DEPUTATI
LOSACCO
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
M M M M M M M M M M M M M
GRIMOLDI
C C C F C F F C C C C C C LOTTI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI GIUSEPPE
C C C C C C C C C C C C C LUPI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI LORENZO
GUERRA
LUPO
M M M M M M M M M M M M M MADIA
GUIDESI
MAESTRI
GULLO
C C C C C C C C C C
C
GUTGELD
C C C C C C C C C C C C C MAIETTA
IACONO
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
MAGORNO
C C C C C C C C C C C C C
MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
F F F F F F F F F
IANNUZZI TINO
C C C C C C C C C C C C C MANCIULLI
MALPEZZI
M M M M M M M M M M M M M
IMPEGNO
C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
INCERTI
C C C C C C C C C C C C C MANNINO
INVERNIZZI
C C C F F
C
MANFREDI
F C C C C C MANTERO
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F
IORI
MANZI
C C C C C C C C C C C C C
KRONBICHLER
MARANTELLI
C C C C C C C C C C C C C
L’ABBATE
F F F F F F F F F F F F F MARAZZITI
C C C C C C C C C C C C C
LABRIOLA
A A A A A A A A A A A
C C C C C C C C C C C C C
LACQUANITI
C C C C C C C C C C C C C MARCHI
LAFFRANCO
C MARCHETTI
C C C C C C C C C C C C C
MARCOLIN
LAFORGIA
C C C C C C C C C C C C C MARCON
F C
LAINATI
C C C C C C C C C C C C C MARGUERETTAZ
C C C C C C C C C C C C C
LA MARCA
C C C C C C C C C C C C C MARIANI
C C C C C C C C C C C C C
LA RUSSA
MARIANO
LATRONICO
C C C C C C C C C C C C C MAROTTA
LATTUCA
C C C C C C C C C C C C C MARROCU
LAURICELLA
MARRONI
F F C F F F F F
F
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
LAVAGNO
C C C C C C C C C C C C C MARTELLA
C C C C C C C C C C C
LENZI
C C C C C C C C C C C C C MARTELLI
C C C C C C C C C C C C C
LETTA
MARTI
LEVA
MARTINELLI
LIBRANDI
C C C C C C C C C C C C C MARTINO ANTONIO
LIUZZI
F F F F F F F F F F F F F MARTINO PIERDOMENICO
LOCATELLI
LODOLINI
C C C C C C C C C C C
C
MARZANA
C C C C C C C C C C C C C MARZANO
LOMBARDI
MASSA
C C C C C C C C C C C C C
LO MONTE
MATARRELLI
F C F F F C F F F F F
LONGO
LOREFICE
LORENZIN
C C C C C C C C C C C C C MATARRESE
MATTIELLO
M M M M M M M M M M M M M MAURI
F
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXIV
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
C C C C C C C C C C C C C NICOLETTI
MAZZOLI
C C C C C C C C C C C C C NIZZI
MELILLA
F C F F F F F F F F F F F NUTI
MELILLI
C C C C C C C C C C C C C OCCHIUTO
MELONI GIORGIA
OLIARO
MELONI MARCO
C C C C C C C C C C C C C OLIVERIO
MERLO
M M M M M M M M M M M M M ORFINI
META
M M M M M M M M M M M M M ORLANDO
MICCOLI
C C C C C C C C C C C C C OTTOBRE
MICILLO
F F F F F F F F F F
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
F F PAGANI
MIGLIORE
C C PAGANO
MILANATO
C C C C C C C C C C C C C PAGLIA
MINARDO
F C F F F C F F F F F F F
PALAZZOTTO
MINNUCCI
C C C C C C C C C C
C C PALESE
MIOTTO
C C C C C C C C C C C C C PALMA
MISIANI
C C C C C C C C C C C C C PALMIERI
MISURACA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
PALMIZIO
MOGHERINI
M M M M M M M M M M M M M PANNARALE
F C F F F C F F F F F F F
MOGNATO
C C C C C C C C C C C C C PARENTELA
F F F F F F F F F F F F F
MOLEA
M M M M M M M M M M M M M PARIS
C C C C C C C C C C C
MOLTENI
C C C F F
C C C
MONACO
C C C C C C C C C C C C C PARRINI
C C C
MONCHIERO
C C C C C C C C C C C C C PASTORELLI
C C C C C C C C C C C C C
MONGIELLO
C C C C C C C C C C C C C PASTORINO
C C C C C C C C C C C C C
MONTRONI
C C C C C C C C C C C C C PATRIARCA
C C C C C C C C C C C C C
MORANI
C C C C C C C C C C C
C C C
C C C C C C C C C
MORASSUT
M M M M M M M M M M M M M PELLEGRINO
F
F F F F F F F F F
MORETTO
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
MOSCATT
C C C C C C C C C C C C C PES
M M M M M M M M M M M M M
MOTTOLA
C C C C C C C C C C C C C PESCO
F F F F F F F F F F
C C C C PARISI
MUCCI
C PELILLO
C PELUFFO
PETITTI
MURA
C C C C C C C C C C C
MURER
C C C C C C C C C C C C C PETRENGA
NACCARATO
NARDI
C C C C C C C C C C C C C PIAZZONI
NARDUOLO
C C C C C C C C C C C C C PICCHI
NASTRI
C C
NESCI
F F F
F
F C F
F C F F F F F F
NICCHI
C C C
F F
C C C C C C C C C C C C C
C PETRAROLI
PETRINI
PICCIONE
F F F F F F F PICCOLI NARDELLI
NESI
C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C
C C C C C C C C C
PICCOLO GIORGIO
C C C C C C C C C C C C C
PICCOLO SALVATORE
C C C C C C C
C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXV
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
PICCONE
RIZZO
PIEPOLI
ROCCELLA
PILI
A A A A A A
PILOZZI
C C C C C C C C C C C
A A A A A A ROCCHI
PINI GIANLUCA
ROMANINI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C
C C
ROMANO ANDREA
PINI GIUDITTA
C C C C C C C C C C C C C ROMANO FRANCESCO SAVE.
PINNA
M M M M M M M M M M M M M ROMANO PAOLO NICOLO’
PIRAS
M M M M M M M M M M M M M ROMELE
PISANO
RONDINI
C C C F C C C C C C C C C
PISICCHIO
M M M M M M M M M M M M M ROSATO
C C C C C C C C C
PISO
C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
PISTELLI
M M M M M M M M M M M M M ROSSI PAOLO
C C C C C C C C C C
PIZZOLANTE
C C C C C C C C C C C C C ROSSOMANDO
M M M M M M M M M M M M M
PLACIDO
F C F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C
PLANGGER
C C C
C C
C C C C ROSSI DOMENICO
C C C C
POLIDORI
ROTTA
C C C C C C C C C C C C C RUBINATO
PORTA
PORTAS
ROSTELLATO
C C
C
F F F F F F F F F F F F F
ROTONDI
POLLASTRINI
POLVERINI
F ROSTAN
C C C
RUGHETTI
M M M M M M M M M M M M M RUOCCO
PRATAVIERA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
F F F F F F F F F F F F F
RUSSO
PRESTIGIACOMO
C C C C C C C C C C C C C SALTAMARTINI
PREZIOSI
C C
PRINA
C C C C C C C C C C C C C SANGA
C C C C C
PRODANI
F F F F F F F F F F F F F SANI
M M M M M M M M M M M M M
QUARANTA
F C F F F F F F F F F F F SANNA FRANCESCO
C C C C C C C C C C C C C
QUARTAPELLE PROCOPIO
C C C C C C C C C C C C C SANNA GIOVANNA
C C C C C C C C C C C C C
QUINTARELLI
C C F C F C C C C C C C C SANNICANDRO
RABINO
C C C C C C C C C C C C C SANTELLI
RACITI
C C C C C C C C C C C C C SANTERINI
C C C C C C C C
RAGOSTA
C C C C C
SAMMARCO
C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C
SARRO
RAMPELLI
C
RAMPI
C C C C C C C C C C C C C SAVINO ELVIRA
RAVETTO
C C C C C C C
REALACCI
M M M M M M M M M M M M M SBERNA
RIBAUDO
C C C C C C C C C C C C C SBROLLINI
RICCIATTI
C C C C C C C
C C C C C C C C C C C SARTI
C C C C C SAVINO SANDRA
SCAGLIUSI
RICHETTI
C C C C C C C C C C C C C SCALFAROTTO
RIGONI
M M M M M M M M M M M M M SCANU
RIZZETTO
F F F F F F F F F F F F F SCHIRO’
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C
C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXVI
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 4 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 52
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
DEPUTATI
4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 5 5 5
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0 1 2
SCHULLIAN
M M M M M M M M M M M M M TULLO
C C C C C C C C C C C C C
SCOPELLITI
C C C C C C C C C C C C C TURCO
F F F F F F F F F F F F F
SCOTTO
M M M M M M M M M M M M M VACCA
F F F F F F F F F F F F F
SCUVERA
C C C C C C C C C C C C C VACCARO
C C C C C C C C C C C C C
SEGONI
F F F F F F F F F F F F F VALENTE SIMONE
SENALDI
C C C C C C C C C C C C C VALENTE VALERIA
SERENI
M M M M M M M M M M M M M VALENTINI
SGAMBATO
C C C C C C C C C C C C C VALIANTE
C C C C C C C C C C C C C
SIBILIA
F F F F F F F F F F
F F F F F F F F F F F F F
F F VALLASCAS
SIMONETTI
VARGIU
C VAZIO
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
SIMONI
C C C C C C C C C C C
SISTO
M M M M M M M M M M M M M VECCHIO
SORIAL
M M M M M M M M M M M M M VELLA
C C C C C C C C C C C C C
SOTTANELLI
C C C C C C C C C C C C C VELO
M M M M M M M M M M M M M
SPADONI
F F F F F F F F F F F F F VENITTELLI
M M M M M M M M M M M M M
SPERANZA
C C C C C C C C C C C C C VENTRICELLI
C C C C C C C C C C C C C
SPESSOTTO
F F F F F F F F F F F F F VERINI
C C C
SQUERI
VEZZALI
STUMPO
VIGNALI
TABACCI
C C C C C C C C C C C C C VIGNAROLI
TACCONI
VILLAROSA
TAGLIALATELA
M M M M M M M M M M M M M VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C C C C C C C C C C C C VITELLI
TARANTO
C C C C C C C C C C C C C VITO
TARICCO
C C C C C C C C C C C C C ZACCAGNINI
TARTAGLIONE
ZAMPA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C
C C C C
C
C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
C C
C C C C C C C C
C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
TENTORI
C C C C C C C C C C C C C ZAN
TERROSI
C C C C C C C C C C C C C ZANETTI
M M M M M M M M M M M M M
TERZONI
F F
C C
TIDEI
C C C C C C C C C
TINAGLI
C C C C C C C C C C C
TOFALO
F F F F F F F F F F
ZANIN
C C C ZAPPULLA
ZARATTI
F F ZARDINI
TONINELLI
TOTARO
C C C C
TRIPIEDI
F F F F F F F F F F F F F
*
*
C C C C C C C
C
C C C C C C C C C C C C C
F C F F F C F F
C C C C C C C C C C C C C
ZOGGIA
C C C C C C C C C C C C C
ZOLEZZI
F F F F F F F F F F F
*
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXVII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
ABRIGNANI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
C C C C C C C C C C C C C BAZOLI
ADORNATO
AGOSTINELLI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
C C C C C C C C C C C C C
BECATTINI
C C C C C C C C C C C C C
BECHIS
F F F F F F F F F F F F F
AGOSTINI LUCIANO
C C C C C C C C C C C C C BELLANOVA
M M M M M M M M M M M M M
AGOSTINI ROBERTA
C C C C C C C C C C C
C C C
AIELLO
C C C C C C C C C C C C C BENEDETTI
AIRAUDO
C BENAMATI
BENI
ALBANELLA
C C C
ALBERTI
F F F F F F F F F F F F F BERLINGHIERI
ALBINI
C C C C C C C C C C C C C BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M M M M M M M M M M M BERNINI PAOLO
ALFREIDER
M M M M M M M M M M M M M BERRETTA
F F F F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C BERGAMINI
ALLASIA
BERSANI
ALLI
BIANCHI DORINA
ALTIERI
BIANCHI MARIASTELLA
AMATO
C C C C C C C C C C C C C BIANCHI NICOLA
AMENDOLA
C C C C C C C C C C C C C BIANCOFIORE
AMICI
M M M M M M M M M M M M M BIANCONI
AMODDIO
C C C
ANGELUCCI
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
C
C C C C C C C C C BIASOTTI
BINDI
ANTEZZA
C C C
C C C C C C C C C BINETTI
ANZALDI
C C C C C C C C C C C C C BINI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
ARCHI
BIONDELLI
M M M M M M M M M M M M M
ARGENTIN
BLAŽINA
C C C C C C C C C C C C C
ARLOTTI
C C C C C C C C C C C C C BOBBA
M M M M M M M M M M M M M
ARTINI
F
C C C C C C C C C C C C C
ASCANI
C C C C C C C C C C C C C BOCCI
F F F F F F F F F F F BOCCADUTRI
M M M M M M M M M M M M M
ATTAGUILE
BOCCIA
M M M M M M M M M M M M M
BALDASSARRE
BOCCUZZI
C C C C C C C C C C C C C
BALDELLI
BARBANTI
M M M M M M M M M M M M M BOLOGNESI
C C C C C C C C C C C C C
BOMBASSEI
BARETTA
M M M M M M M M M M M M M BONACCORSI
BARGERO
C C C C C C C C C C C C C BONAFEDE
BARONI
F F F F F F F F F F F F F BONAVITACOLA
M M M M M M M M M M M M M
BARUFFI
C C C C C C C C C C C C C BONIFAZI
M M M M M M M M M M M M M
BASILIO
BASSO
BONOMO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C BORDO FRANCO
BATTAGLIA
BORDO MICHELE
BATTELLI
BORGHESE
M M M M M M M M M M M M M
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXVIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
16
Camera dei Deputati
—
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
BORGHESI
BORGHI
C C C C C C C C C C C C
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
CARBONE
M M M M M M M M M M M M M
CARDINALE
C C C C C C C C C C C C C
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M M M M M M M M M M M CARELLA
BOSCHI
M M M M M M M M M M M M M CARFAGNA
C C C C C C C C C C
BOSCO
C C C C C C C C C C C C C CARIELLO
F F F F F F F F F F F F F
BOSSA
C C C C C C C C C C C C C CARINELLI
F F F F F F F F F F F F F
BOSSI
CARLONI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGA
CARNEVALI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI MATTEO
CAROCCI
C C C C C C C C C C C C C
BRAGANTINI PAOLA
C C C C C C C C C C C C C CARRA
C C C C C C C C C C C C C
BRAMBILLA
M M M M M M M M M M M M M CARRESCIA
C C C C C C C C C C C C C
BRANDOLIN
C C C C C C C C C C C C C CARROZZA
C C C C C C C C C C C C C
BRATTI
M M M M M M M M M M M M M CARUSO
BRAY
C C C C C C C C C C C C C CASATI
BRESCIA
F F F F F F F F F F F F F CASELLATO
C C C C C C C C C C C C C
BRESSA
M M M M M M M M M M M M M CASERO
C C C C C C C C C C C C C
BRUGNEROTTO
F F F F
F F F F F F F F F F F F F
BRUNETTA
M M M M M M M M M M M M M CASSANO
BRUNO
C C C C C C C C C C C C C CASTELLI
BRUNO BOSSIO
C C C C C C C C C C C C C CASTIELLO
F F F F F F F CASO
BUENO
BURTONE
CASTIGLIONE
C C C
C C C C C C C C C CASTRICONE
BUSIN
BUSINAROLO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
CATALANO
F F F F F F
F F F
F F CATANIA
BUSTO
CATANOSO GENOESE
BUTTIGLIONE
CAUSI
CALABRIA
CAUSIN
CALABRO’
CECCONI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
CAMANI
C C C C C C C C C C C C C CENNI
C C C C C C C C C C C C C
CAMPANA
C C C C C C C C C C C C C CENSORE
M M M M M M M M M M M M M
CANCELLERI
CANI
CAON
CENTEMERO
C C C C C C C C C C C C C CERA
CESARO ANTIMO
CAPARINI
M M M M M M M M M M M M M CESARO LUIGI
CAPELLI
C C C C C C C C C C C C C CHAOUKI
CAPEZZONE
C C C C C C C C C C C C C CHIARELLI
CAPODICASA
C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
CHIMIENTI
F F F F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C CICCHITTO
M M M M M M M M M M M M M
CAPOZZOLO
C C C C C C C C C C C C C CIMBRO
C
CAPUA
C C C C C C C C C C C C C CIMMINO
CAPONE
C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XXXIX
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
CIPRINI
DE GIROLAMO
M M M M M M M M M M M M M
CIRACI’
DEL BASSO DE CARO
M M M M M M M M M M M M M
CIRIELLI
M M M M M M M M M M M M M DEL GROSSO
F F F F F F F F F F F F F
CIVATI
C C C C C C C C C C C C C DELLAI
M M M M M M M M M M M M M
COCCIA
COLANINNO
DELL’ARINGA
C C C C C C C C C C C C C DELLA VALLE
COLLETTI
DELL’ORCO
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F
F F F F F F F F F F F F F
COLONNESE
M M M M M M M M M M M M M DE LORENZIS
F F F F F F F F F F F F F
COMINARDI
F F F F F F F F F F F F F DE MARIA
C C C C C C C C C C C C C
COMINELLI
C C C C C C C C C C C C C DE MENECH
COPPOLA
DE MICHELI
CORDA
DE MITA
CORSARO
DE ROSA
F F F F F F F F F F F F
COSCIA
C C C C C C C C C C C C C DI BATTISTA
F
COSTA
M M M M M M M M M M M M M DI BENEDETTO
F F F F F
COSTANTINO
DIENI
F F F F F
F F F F
F F F F F F F
F F F F F F F F F F F F F
COVA
C C C C C C C C C C C C C DI GIOIA
C C C C C C C
COVELLO
C C C C C C C C C C C C C DI LELLO
M M M M M M M M M M M M M
COZZOLINO
CRIMI’
C
DI MAIO LUIGI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C DI MAIO MARCO
C C C C C C C C C C C C C
CRIMI
D’INCA’
CRIPPA
D’INCECCO
C C C C C C C C C C C C C
CRIVELLARI
DI SALVO
C
CULOTTA
C C C C C C C C C C C C C DISTASO
CUPERLO
C C C C C C C C C C C C
CURRO’
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MANLIO
DADONE
F F F F F F F F F F F F F DI STEFANO MARCO
DAGA
F F F F F F F F F F F F F DI VITA
C C C C C C C
DI STEFANO FABRIZIO
F F
F F F F F F F F F F
F F F F F F F F F F F F
D’AGOSTINO
DONATI
C C C C C C C
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
C C C C C C C C C C C C C
D’ALIA
DURANTI
C F C C C F F F F F F F F
DALLAI
C C C C C C C C C C C C C D’UVA
DALL’OSSO
DAL MORO
D’AMBROSIO
C C C C C
EPIFANI
M M M M M M M M M M M M M
ERMINI
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F FABBRI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C
F
F F F
C
DAMBRUOSO
M M M M M M M M M M M M M FAENZI
DAMIANO
M M M M M M M M M M M M M FALCONE
C C C C
D’ARIENZO
C C C C C C C C C C C C C FAMIGLIETTI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C
D’ATTORRE
C C C C C C C C C C C C C FANTINATI
F F F F F F F F F F F F F
DA VILLA
F F F F F F F F F F F F F FANUCCI
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XL
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
FARAONE
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
C C C C C C C C C C C C C GALLINELLA
FARINA DANIELE
GALLO LUIGI
F F
FARINA GIANNI
M M M M M M M M M M M M M GALLO RICCARDO
FASSINA
C C C C C C C C C C C C C GALPERTI
C C C C C C C C C C C C C
FAUTTILLI
C C C C C C C C C C C C C GANDOLFI
C C C C C C C C C C C C C
GARAVINI
C C C C C C C C C C C C C
FAVA
FEDI
C C C C C C C C C C C C C GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
M M M M M M M M M M M M M GAROFALO
FERRANTI
C C C C
C
C C C C C
FERRARA
GAROFANI
C C C C C C C C C C C C C
GASPARINI
C C C C C C C C C C C C C
FERRARESI
F F F F F F
F F F F F F GEBHARD
FERRARI
C C C
FERRO
C C C C C C C C C C C C C GELMINI
FIANO
C C C C C C C C C C C C C GENOVESE
FICO
F F F F F F F F F F F F F GENTILONI SILVERI
C C C C C C C C C C C C C
FIORIO
C C C C C C C C C C C C C GHIZZONI
C C C C C C C C C C C C C
FIORONI
M M M M M M M M M M M M M GIACHETTI
C C C C C C C C C GELLI
FITZGERALD NISSOLI
GIACOBBE
C C C C C
C C C C C C C
T T T T T T T T T T T T T
C C C C C C C C C C C C C
FOLINO
C C C C C C C C C C C C C GIACOMELLI
FONTANA CINZIA MARIA
C C C C C C C C C C C C C GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M M M M M M M M M M M GIAMMANCO
FONTANELLI
C C C C C C C C C C C C C GIGLI
FORMISANO
M M M M M M M M M M M M M GINATO
C C C C C C C C C C C C C
FOSSATI
C C C C C C C C C C C C C GINEFRA
C
FRACCARO
M M M M M M M M M M M M M GINOBLE
C C C C C C C C C C C C C
FRAGOMELI
C C C C C C C C C C C C C GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M M M M M M M M M M M GIORDANO SILVIA
FRATOIANNI
M M M M M M M M M M M M M
C C C
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C
GIORGETTI ALBERTO
FREGOLENT
C C C C C C C C C C C C C GIORGETTI GIANCARLO
C C C C C C C C C C C C C
FRUSONE
M M M M M M M M M M M M M GIORGIS
C C C C C
FUCCI
C C C C C C C
GITTI
FURNARI
C C C C C C C C C C C C C GIULIANI
C
FUSILLI
C C C C C C C C C C C C C GIULIETTI
C C C C C C C C C C C C C
GADDA
C C C C C C C C C C C C C GNECCHI
C C C C C C C C C C C C C
GAGNARLI
F F F F F F F F F F F F F GOZI
M M M M M M M M M M M M M
GALAN
GRANDE
GALATI
GRASSI
C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
GALGANO
C C C C C C C C C C C C C GRECO
C C C C C C C C C C C C C
GALLI CARLO
C C C C C C C C C C C C C GREGORI
C C C C C C C C C C C C C
GALLI GIAMPAOLO
C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C
C C C GRIBAUDO
Atti Parlamentari
— Votazioni XLI
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
GRILLO
DEPUTATI
LOSACCO
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
M M M M M M M M M M M M M
GRIMOLDI
C C C C C C C C C C C C C LOTTI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI GIUSEPPE
C C C C C C C C C C C C C LUPI
M M M M M M M M M M M M M
GUERINI LORENZO
GUERRA
LUPO
M M M M M M M M M M M M M MADIA
GUIDESI
MAESTRI
GULLO
C C C C C C C C C C C C C MAGORNO
GUTGELD
C C C C C C C C C C C C C MAIETTA
IACONO
IMPEGNO
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C
C C C C
MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
IANNUZZI TINO
M M M M M M M M M M M M M
MALPEZZI
C C C C C C C C C C C
C
C C C C C C C C C C C C C MANCIULLI
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C A C C C C C MANFREDI
C C C C C C C C C C C C C
INCERTI
C C C C C C C C C C C C C MANNINO
INVERNIZZI
C C C C C C C C C C C C C MANTERO
F F F
IORI
MANZI
C C C C C C C C C C C C C
KRONBICHLER
MARANTELLI
C C C C C C C C C C C C C
L’ABBATE
F F F F F F F F F F F F F MARAZZITI
C C C C C C C C C C C C C
LABRIOLA
C C C C C C C C C C C C C MARCHETTI
C C C
LACQUANITI
C C C C C C C C C C C C C MARCHI
C C C C C C C C C C C C C
LAFFRANCO
C C C C C C
MARCOLIN
LAFORGIA
C C C C C C C C C C C C C MARCON
C F C C C F F F F F F F F
LAINATI
C C C C C C C C C C C C C MARGUERETTAZ
C C C C C C C C C C C C C
LA MARCA
C C C C C C C C C C C C C MARIANI
C C C C C C C C C C C C C
LA RUSSA
MARIANO
LATRONICO
C C C C C C
LATTUCA
C C C
C C C C C C C C C
C
C C C C C C MAROTTA
C C C C C C C C C MARROCU
LAURICELLA
MARRONI
C C C C C C C C C C C C
LAVAGNO
C C C C C C C C C C C C C MARTELLA
C C C C C C C C C C C C C
LENZI
C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C MARTELLI
LETTA
MARTI
LEVA
MARTINELLI
LIBRANDI
C C C C C C C C C C C C C MARTINO ANTONIO
LIUZZI
F F F F F F F F F F F F F MARTINO PIERDOMENICO
LOCATELLI
LODOLINI
C C C C C C C C C C C C C
MARZANA
C C C C C C C C C C C C C MARZANO
LOMBARDI
MASSA
C C C C C C C C C C C C C
LO MONTE
MATARRELLI
C F C C C F F F F F F F F
LONGO
LOREFICE
LORENZIN
C C C C C C C
C C C C C MATARRESE
MATTIELLO
M M M M M M M M M M M M M MAURI
C C C C
C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XLII
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
C C C C C C C
C C C C C NICOLETTI
MAZZOLI
C C C C C C C C C C C C C NIZZI
MELILLA
C F C C C F F F F F F F F NUTI
MELILLI
C C C C C C C C C C C C C OCCHIUTO
MELONI GIORGIA
OLIARO
MELONI MARCO
C C C C C C C C C C C C C OLIVERIO
MERLO
M M M M M M M M M M M M M ORFINI
META
M M M M M M M M M M M M M ORLANDO
MICCOLI
C C C C C C C C C C C C
MICILLO
F F F F F F F F F F F F F PAGANI
MIGLIORE
C C C C C C C C C C C C C PAGANO
MILANATO
C C C C C C C C C C C C C PAGLIA
MINARDO
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
OTTOBRE
C F C C C F F F F F F F F
PALAZZOTTO
MINNUCCI
C C C
C C C C C C C C C PALESE
MIOTTO
C C C C C C C C C C C C C PALMA
MISIANI
C C C C C C C C C C C C C PALMIERI
MISURACA
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C
PALMIZIO
MOGHERINI
M M M M M M M M M M M M M PANNARALE
C F C C C F F F F F F F F
MOGNATO
C C C C C C C C C C C C C PARENTELA
F F
MOLEA
M M M M M M M M M M M M M PARIS
C C C C C C C C C C C C C
MOLTENI
C C
MONACO
C C C C C C C C C C C C C PARRINI
C C C C C
MONCHIERO
C C C C C C C C C C C C C PASTORELLI
C C C C C C C C C C C C C
MONGIELLO
C C C C C C C C C C C C C PASTORINO
C C C C C C C C C C C C C
MONTRONI
C C C C C C C C C C C C C PATRIARCA
C C C C
MORANI
C C C C C C C C C C C C C PELILLO
C C C C C C
C C C C C C
MORASSUT
M M M M M M M M M M M M M PELLEGRINO
C F C
F F F F F F
MORETTO
C C C C C C C C C C C C C PELUFFO
C C C C C C C C C C C C C
MOSCATT
C C C C C C C C C C C C C PES
M M M M M M M M M M M M M
MOTTOLA
C C C C C C C C C C C C C PESCO
F F F F F F F
MUCCI
C C C
C C C C C C PARISI
PETITTI
MURA
C C C C C C C C C C C C C PETRAROLI
MURER
C C C C C C C C C C C C C PETRENGA
NACCARATO
PETRINI
NARDI
C C C C C C C C C C C C C PIAZZONI
NARDUOLO
C C C C C C C C C C C C C PICCHI
NASTRI
NESCI
NESI
NICCHI
F F F F F F F F F
PICCIONE
F F F F F F F F F F F F F PICCOLI NARDELLI
PICCOLO GIORGIO
C F C C C F F F F F F F F PICCOLO SALVATORE
C C
C C C C
C C C C C C C C
C F
F F F F F
C C C C C C C C C C C C C
C C
C C C
C C C C
C C C C C
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XLIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
PICCONE
RIZZO
PIEPOLI
ROCCELLA
PILI
A
PILOZZI
C C C C C C C C C C C C C ROMANINI
A A A A A A A A A A A ROCCHI
PINI GIANLUCA
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
C C C
C C C C C C C C C
ROMANO ANDREA
PINI GIUDITTA
C C C C C C C C C C C C C ROMANO FRANCESCO SAVE.
PINNA
M M M M M M M M M M M M M ROMANO PAOLO NICOLO’
PIRAS
M M M M M M M M M M M M M ROMELE
PISANO
RONDINI
C C C C C C C C C C C C C
PISICCHIO
M M M M M M M M M M M M M ROSATO
C C C C C C C C C C C C C
PISO
C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
PISTELLI
M M M M M M M M M M M M M ROSSI PAOLO
C C C C C C C C C C C C C
PIZZOLANTE
C C C C C C C C C C C C C ROSSOMANDO
M M M M M M M M M M M M M
PLACIDO
C F C C C F F F F F F F F ROSTAN
C C C C C C C C C C C C C
PLANGGER
C
F F F F F F F F F F F F F
C C C C
C C C C C C ROSSI DOMENICO
C C C C C C ROSTELLATO
POLIDORI
ROTONDI
POLLASTRINI
ROTTA
POLVERINI
RUBINATO
C C C C C C C C
PORTA
RUGHETTI
M M M M M M M M M M M M M
PORTAS
M M M M M M M M M M M M M RUOCCO
PRATAVIERA
PRESTIGIACOMO
PREZIOSI
C
C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
RUSSO
C C C C C C C C C C C C C SALTAMARTINI
C C C C C C C C
C C C C
C C C C C C C C C C C C SAMMARCO
PRINA
C C C C C C C C C C C C C SANGA
C C C C C C C C C C C C C
PRODANI
F F F F F F F F F F F F F SANI
M M M M M M M M M M M M M
QUARANTA
C F C C
C C C C C C C C C C C C C
QUARTAPELLE PROCOPIO
C C C C C C C C C C C C C SANNA GIOVANNA
QUINTARELLI
C C C C C C C C C C C C C SANNICANDRO
RABINO
C C
RACITI
C C C C C C C C C C C C C SANTERINI
F F F F F F F F SANNA FRANCESCO
C C C C C C C C C C SANTELLI
RAGOSTA
C C C C C C C C C C C C C
SARRO
RAMPELLI
C C C C C C C C
RAMPI
C C C C C C C C C C C C C SAVINO ELVIRA
RAVETTO
C C C C C C C C C C C C C SAVINO SANDRA
REALACCI
M M M M M M M M M M M M M SBERNA
RIBAUDO
C C C C C C C C C C C C C SBROLLINI
RICCIATTI
C C C C C C C C C C C C C
C C C C SARTI
SCAGLIUSI
RICHETTI
C C C C C C C C C C C C C SCALFAROTTO
RIGONI
M M M M M M M M M M M M M SCANU
RIZZETTO
F F F F F F F F F F F F F SCHIRO’
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XLIV
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 5 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 53 AL N. 65
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
DEPUTATI
5 5 5 5 5 5 5 6 6 6 6 6 6
3 4 5 6 7 8 9 0 1 2 3 4 5
SCHULLIAN
M M M M M M M M M M M M M TULLO
C C C C C C C C C C C C C
SCOPELLITI
C C C C C C C C C C C C C TURCO
F F F F F F F F F F F F F
SCOTTO
M M M M M M M M M M M M M VACCA
F F F F F F
SCUVERA
C C C C C C C C C C C C C VACCARO
C C C C C C C C C C C C C
SEGONI
F F F F F F F F F F F F F VALENTE SIMONE
SENALDI
C C C C C C C C C C C C C VALENTE VALERIA
SERENI
M M M M M M M M M M M M M VALENTINI
SGAMBATO
C C C C
SIBILIA
C C C C C C C C VALIANTE
F F F F F F F F F F F F VALLASCAS
SIMONETTI
VARGIU
C C C C C C C C C VAZIO
C C C
C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C
SIMONI
C C C
SISTO
M M M M M M M M M M M M M VECCHIO
SORIAL
M M M M M M M M M M M M M VELLA
C C C C C C C C C C C C C
SOTTANELLI
C C C C C C C C C C C C C VELO
M M M M M M M M M M M M M
SPADONI
F F F F F F F F F F F F F VENITTELLI
M M M M M M M M M M M M M
SPERANZA
C C C C C C C C C C C C C VENTRICELLI
C C C C C C C C C C C C C
SPESSOTTO
F F F F F F F F F F F F F VERINI
C C C C C C C C C C C C C
SQUERI
VEZZALI
STUMPO
VIGNALI
TABACCI
C C C C C C C C C C C C C VIGNAROLI
TACCONI
VILLAROSA
TAGLIALATELA
M M M M M M M M M M M M M VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C C C C C C C C C C C C VITELLI
TARANTO
C C C C C C C C
TARICCO
C C C C C C C C C C C C C ZACCAGNINI
C C C C VITO
TARTAGLIONE
ZAMPA
TENTORI
C C C C C C C C C C C C C ZAN
TERROSI
C C C C C C C C
C C C C ZANETTI
TERZONI
TIDEI
ZANIN
C C C C C C C C C C C C C ZAPPULLA
TINAGLI
TOFALO
C
C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
M M M M M M M M M M M M M
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
ZARATTI
F F F F F F F F F F F F F ZARDINI
TONINELLI
ZOGGIA
TOTARO
ZOLEZZI
TRIPIEDI
C C C C C C C C C C C C C
F F F F F F F F F F F F F
*
*
*
C C C C C C C C C C C C C
C C C C C C C C C C C C C
Atti Parlamentari
— Votazioni XLV
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
ABRIGNANI
6 6 6
6 7 8
C C
ADORNATO
AGOSTINELLI
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
BAZOLI
C C F
BECATTINI
C C F
BECHIS
F F C
AGOSTINI LUCIANO
C C F
BELLANOVA
M M M
AGOSTINI ROBERTA
C C F
BENAMATI
C C F
AIELLO
C C F
BENEDETTI
F F C
BENI
C C F
AIRAUDO
ALBANELLA
C C F
BERGAMINI
ALBERTI
F F C
BERLINGHIERI
ALBINI
C C F
BERNARDO
ALFANO ANGELINO
M M M
BERNINI MASSIMILIANO
ALFANO GIOACCHINO
M M M
BERNINI PAOLO
ALFREIDER
M M M
BERRETTA
C C F
ALLASIA
BERSANI
C C F
ALLI
BIANCHI DORINA
ALTIERI
BIANCHI MARIASTELLA
AMATO
C C F
BIANCHI NICOLA
AMENDOLA
C C F
BIANCOFIORE
AMICI
M M M
BIANCONI
AMODDIO
C C F
BIASOTTI
ANGELUCCI
C C F
C C F
BINDI
M M M
ANTEZZA
C C F
BINETTI
C C F
ANZALDI
C C F
BINI
C C F
ARCHI
BIONDELLI
M M M
ARGENTIN
BLAŽINA
C C F
ARLOTTI
C C F
BOBBA
M M M
ARTINI
F F C
BOCCADUTRI
C C F
ASCANI
C C F
BOCCI
M M M
ATTAGUILE
BOCCIA
M M M
BALDASSARRE
BOCCUZZI
C C
BOLOGNESI
C C F
BALDELLI
M M M
BARBANTI
BOMBASSEI
BARETTA
M M M
BONACCORSI
BARGERO
C C F
BONAFEDE
BARONI
F F C
BONAVITACOLA
M M M
BARUFFI
C C F
BONIFAZI
M M M
BONOMO
C C F
BASILIO
BASSO
C C F
C C F
BORDO FRANCO
BATTAGLIA
BORDO MICHELE
BATTELLI
BORGHESE
M M M
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XLVI
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
BORGHESI
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
CARBONE
M M M
C C F
CARDINALE
C C F
BORLETTI DELL’ACQUA
M M M
CARELLA
BOSCHI
M M M
CARFAGNA
C C
BOSCO
C C F
CARIELLO
F F C
BOSSA
C C F
CARINELLI
F F C
BOSSI
CARLONI
C C F
BRAGA
CARNEVALI
C C F
BRAGANTINI MATTEO
CAROCCI
C C F
BORGHI
BRAGANTINI PAOLA
C C F
CARRA
C C F
BRAMBILLA
M M M
CARRESCIA
C C F
BRANDOLIN
C C F
CARROZZA
C C F
BRATTI
M M M
CARUSO
BRAY
C C
CASATI
BRESCIA
F F C
CASELLATO
C C F
BRESSA
M M M
CASERO
C C F
BRUGNEROTTO
F F C
CASO
F F C
BRUNETTA
M M M
CASSANO
C C F
BRUNO
C C F
CASTELLI
BRUNO BOSSIO
C C F
CASTIELLO
BUENO
BURTONE
C F
BUSIN
BUSINAROLO
CASTIGLIONE
M M M
CASTRICONE
C C F
CATALANO
F F C
CATANIA
M M M
BUSTO
CATANOSO GENOESE
BUTTIGLIONE
CAUSI
CALABRIA
CAUSIN
CALABRO’
CECCONI
M M M
C C F
CAMANI
C C F
CENNI
C C F
CAMPANA
C C F
CENSORE
M M M
CANCELLERI
CANI
CENTEMERO
C C F
CAON
CERA
CESARO ANTIMO
CAPARINI
M M M
CESARO LUIGI
CAPELLI
C C F
CHAOUKI
CAPEZZONE
C C C
CHIARELLI
CAPODICASA
C C F
CHIMIENTI
F F C
C C F
CICCHITTO
M M M
CAPOZZOLO
C C F
CIMBRO
C C F
CAPUA
C C F
CIMMINO
CAPONE
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XLVII
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
CIPRINI
DE GIROLAMO
M M M
CIRACI’
DEL BASSO DE CARO
M M M
CIRIELLI
M M M
DEL GROSSO
F F C
CIVATI
C C F
DELLAI
M M M
DELL’ARINGA
C C F
DELLA VALLE
F F C
DELL’ORCO
F F C
COCCIA
COLANINNO
C C F
COLLETTI
COLONNESE
M M M
DE LORENZIS
F F C
COMINARDI
F F C
DE MARIA
C C F
COMINELLI
C C F
DE MENECH
COPPOLA
DE MICHELI
CORDA
DE MITA
CORSARO
DE ROSA
F F C
COSCIA
C C F
DI BATTISTA
F F C
COSTA
M M M
DI BENEDETTO
F F C
COSTANTINO
DIENI
F C
COVA
C C F
DI GIOIA
C
COVELLO
C C F
DI LELLO
M M M
DI MAIO LUIGI
M M M
DI MAIO MARCO
C C F
COZZOLINO
CRIMI’
C C F
CRIMI
CRIPPA
D’INCA’
F F C
CRIVELLARI
D’INCECCO
C C F
DI SALVO
C C F
CULOTTA
C C F
DISTASO
CUPERLO
C C F
DI STEFANO FABRIZIO
CURRO’
F F C
DI STEFANO MANLIO
DADONE
F F C
DI STEFANO MARCO
DAGA
F F C
DI VITA
F F C
D’AGOSTINO
DONATI
C C F
D’ALESSANDRO
D’OTTAVIO
C C F
D’ALIA
DURANTI
F F C
DALLAI
C C F
DALL’OSSO
F F C
D’UVA
EPIFANI
M M M
DAL MORO
C C F
ERMINI
C C F
D’AMBROSIO
F F C
FABBRI
C C F
DAMBRUOSO
M M M
FAENZI
DAMIANO
M M M
FALCONE
C C F
D’ARIENZO
C C F
FAMIGLIETTI
C C F
D’ATTORRE
C C F
FANTINATI
F F
DA VILLA
F F C
FANUCCI
C C F
Atti Parlamentari
— Votazioni XLVIII
XVII LEGISLATURA
—
DISCUSSIONI
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SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
FARAONE
6 6 6
6 7 8
C C F
FARINA DANIELE
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
GALLINELLA
GALLO LUIGI
FARINA GIANNI
M M M
GALLO RICCARDO
FASSINA
C C F
GALPERTI
C C F
FAUTTILLI
C C F
GANDOLFI
C C F
GARAVINI
C C F
FAVA
FEDI
C C F
GARNERO SANTANCHE’
FEDRIGA
M M M
GAROFALO
FERRANTI
C C F
GAROFANI
C C F
GASPARINI
C C F
FERRARA
FERRARESI
F F C
GEBHARD
FERRARI
C C F
GELLI
FERRO
C C F
GELMINI
FIANO
C C F
GENOVESE
FICO
F F C
GENTILONI SILVERI
C C F
FIORIO
C C F
GHIZZONI
C C F
FIORONI
M M M
GIACHETTI
T T T
GIACOBBE
C C F
M M M
FITZGERALD NISSOLI
C C F
FOLINO
C C F
GIACOMELLI
FONTANA CINZIA MARIA
C C F
GIACOMONI
FONTANA GREGORIO
M M M
GIAMMANCO
FONTANELLI
C C F
GIGLI
FORMISANO
M M M
GINATO
C C F
FOSSATI
C C F
GINEFRA
C C F
FRACCARO
M M M
GINOBLE
C C F
FRAGOMELI
C C F
GIORDANO GIANCARLO
FRANCESCHINI
M M M
GIORDANO SILVIA
FRATOIANNI
C C C
C
GIORGETTI ALBERTO
FREGOLENT
C C F
GIORGETTI GIANCARLO
C C
FRUSONE
M M M
GIORGIS
C C F
FUCCI
GITTI
FURNARI
C C C
GIULIANI
C C F
FUSILLI
C C F
GIULIETTI
C C F
GADDA
C C F
GNECCHI
C C F
GAGNARLI
F F C
GOZI
M M M
GALAN
GRANDE
GALATI
GRASSI
C C F
GALGANO
C C F
GRECO
C C F
GALLI CARLO
C C F
GREGORI
C C F
GALLI GIAMPAOLO
C C F
GRIBAUDO
C C F
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni XLIX
DISCUSSIONI
—
SEDUTA DEL
Camera dei Deputati
—
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
GRILLO
DEPUTATI
LOSACCO
M M M
LOTTI
M M M
M M M
GRIMOLDI
C C
GUERINI GIUSEPPE
C C F
LUPI
F
LUPO
GUERINI LORENZO
GUERRA
M M M
GUIDESI
6 6 6
6 7 8
MADIA
M M M
MAESTRI
C C F
GULLO
C C F
MAGORNO
F
GUTGELD
C C F
MAIETTA
C C A
IACONO
MALISANI
IANNUZZI CRISTIAN
MALPEZZI
C C F
IANNUZZI TINO
C C F
MANCIULLI
M M M
IMPEGNO
C C
MANFREDI
C C F
INCERTI
C C F
MANNINO
F F C
INVERNIZZI
C C
MANTERO
C
IORI
MANZI
C C F
KRONBICHLER
MARANTELLI
C C F
L’ABBATE
F F C
MARAZZITI
C C F
LABRIOLA
C C F
MARCHETTI
C C F
LACQUANITI
C C F
MARCHI
C C F
LAFFRANCO
MARCOLIN
LAFORGIA
C C F
MARCON
F F C
LAINATI
C C C
MARGUERETTAZ
C C F
LA MARCA
C C F
MARIANI
C C F
MARIANO
C F
LA RUSSA
LATRONICO
C C C
MAROTTA
LATTUCA
C C F
MARROCU
LAURICELLA
MARRONI
C C F
LAVAGNO
C C F
MARTELLA
C C F
LENZI
C C F
MARTELLI
C C F
LETTA
MARTI
LEVA
MARTINELLI
LIBRANDI
C C
MARTINO ANTONIO
LIUZZI
F F C
MARTINO PIERDOMENICO
LOCATELLI
LODOLINI
C C F
MARZANA
C C F
MARZANO
LOMBARDI
MASSA
C C F
LO MONTE
MATARRELLI
F F C
MATARRESE
C C F
LONGO
C C C
LOREFICE
LORENZIN
M M M
MATTIELLO
C C F
MAURI
C C F
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni L
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
DEPUTATI
MAZZIOTTI DI CELSO
C C F
NICOLETTI
MAZZOLI
C C F
NIZZI
MELILLA
F F C
NUTI
MELILLI
C C F
OCCHIUTO
MELONI GIORGIA
C C F
C C F
C C F
OLIVERIO
MERLO
M M M
ORFINI
META
M M M
ORLANDO
MICCOLI
C C F
OTTOBRE
MICILLO
F F C
PAGANI
MIGLIORE
C C F
PAGANO
MILANATO
C C
PAGLIA
MINNUCCI
M M M
OLIARO
MELONI MARCO
MINARDO
6 6 6
6 7 8
M M M
F F C
PALAZZOTTO
C F
PALESE
C C C
C C
MIOTTO
C C F
PALMA
MISIANI
C C F
PALMIERI
MISURACA
PALMIZIO
MOGHERINI
M M M
PANNARALE
F F C
MOGNATO
C C F
PARENTELA
F F C
MOLEA
M M M
PARIS
C C F
MOLTENI
C C
PARISI
MONACO
C C F
PARRINI
C C F
MONCHIERO
C C F
PASTORELLI
C C
MONGIELLO
C C F
PASTORINO
C C F
MONTRONI
C C F
PATRIARCA
C C F
MORANI
C C F
PELILLO
C C F
MORASSUT
M M M
PELLEGRINO
F F C
MORETTO
C C F
PELUFFO
C C F
MOSCATT
C C F
PES
M M M
MOTTOLA
C C C
PESCO
F F C
PETITTI
C C F
MUCCI
MURA
C C F
PETRAROLI
MURER
C C F
PETRENGA
NACCARATO
PETRINI
C C F
C C F
NARDI
C C F
PIAZZONI
NARDUOLO
C C F
PICCHI
NASTRI
NESCI
F C
NESI
NICCHI
F F C
PICCIONE
C C F
PICCOLI NARDELLI
C C F
PICCOLO GIORGIO
C C F
PICCOLO SALVATORE
C C F
Atti Parlamentari
—
XVII LEGISLATURA
—
Votazioni LI
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
PICCONE
RIZZO
PIEPOLI
ROCCELLA
C C F
PILI
A A C
ROCCHI
C C F
PILOZZI
C C F
ROMANINI
C C F
PINI GIANLUCA
ROMANO ANDREA
PINI GIUDITTA
C C F
ROMANO FRANCESCO SAVE.
PINNA
M M M
ROMANO PAOLO NICOLO’
PIRAS
M M M
ROMELE
PISANO
RONDINI
C C
PISICCHIO
M M M
ROSATO
C C F
PISO
C C F
ROSSI DOMENICO
M M M
PISTELLI
M M M
ROSSI PAOLO
C C F
PIZZOLANTE
C C F
ROSSOMANDO
M M M
PLACIDO
F F C
ROSTAN
C C F
ROSTELLATO
F F C
PLANGGER
C F
POLIDORI
ROTONDI
POLLASTRINI
ROTTA
C C F
POLVERINI
RUBINATO
C C F
PORTA
RUGHETTI
M M M
RUOCCO
F F C
PORTAS
M M M
PRATAVIERA
RUSSO
PRESTIGIACOMO
C C
SALTAMARTINI
PREZIOSI
C C F
SAMMARCO
PRINA
C C F
SANGA
C C F
PRODANI
F F C
SANI
M M M
QUARANTA
F F C
SANNA FRANCESCO
C C F
QUARTAPELLE PROCOPIO
C C F
SANNA GIOVANNA
C C F
QUINTARELLI
C C F
SANNICANDRO
RABINO
C C F
SANTELLI
RACITI
C C F
SANTERINI
RAGOSTA
C C F
C C F
SARRO
RAMPELLI
C C A
SARTI
RAMPI
C C F
SAVINO ELVIRA
RAVETTO
C C
SAVINO SANDRA
REALACCI
M M M
SBERNA
RIBAUDO
C C F
SBROLLINI
RICCIATTI
SCAGLIUSI
RICHETTI
C C F
SCALFAROTTO
RIGONI
M M M
SCANU
RIZZETTO
F F C
SCHIRO’
M M M
C C F
Atti Parlamentari
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—
Votazioni LII
DISCUSSIONI
—
Camera dei Deputati
—
SEDUTA DEL
16
OTTOBRE
2014 — N. 311
ELENCO N. 6 DI 6 - VOTAZIONI DAL N. 66 AL N. 68
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
DEPUTATI
6 6 6
6 7 8
SCHULLIAN
M M M
TULLO
C C F
SCOPELLITI
C C F
TURCO
F F C
SCOTTO
M M M
VACCA
SCUVERA
C C F
VACCARO
SEGONI
F F C
VALENTE SIMONE
SENALDI
C C F
VALENTE VALERIA
SERENI
M M M
VALENTINI
SGAMBATO
C C F
VALIANTE
C C F
SIBILIA
F F C
VALLASCAS
F F C
SIMONETTI
C C F
C C F
VARGIU
C C F
SIMONI
C C F
VAZIO
C C F
SISTO
M M M
VECCHIO
SORIAL
M M M
VELLA
C C C
SOTTANELLI
C C F
VELO
M M M
SPADONI
F F C
VENITTELLI
M M M
SPERANZA
C C F
VENTRICELLI
C C F
SPESSOTTO
F F C
VERINI
C C F
SQUERI
VEZZALI
STUMPO
TABACCI
F
C C
TACCONI
VIGNALI
C C C
VIGNAROLI
F F C
VILLAROSA
TAGLIALATELA
M M M
VILLECCO CALIPARI
TANCREDI
C C F
VITELLI
TARANTO
C C F
VITO
TARICCO
C C F
ZACCAGNINI
TARTAGLIONE
ZAMPA
C C F
M M M
C C F
TENTORI
C C F
ZAN
TERROSI
C C
ZANETTI
M M M
ZANIN
C C F
ZAPPULLA
C C F
TERZONI
TIDEI
C C F
TINAGLI
TOFALO
ZARATTI
F F C
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*17STA0003150*
Alluvione Genova: D'Angelis, prima in Italia
per rischio idraulico
13:48 13 OTT 2014
(AGI) - Genova, 13 ott. - "Genova e' per noi la citta' piu' a rischio
idraulico d'Italia per errori idraulici commessi nel passato
nell'espansione della citta'. Oggi dobbiamo assolutamente ridurre
questo rischio". Cosi' Erasmo D'Angelis, coordinatore della struttura
#Italiasicura presso Palazzo Chigi, a conclusione di una riunione
presso la Regione Liguria.(AGI) Ge2/Mav
29/10/2014
Notizie di scienze del Corriere della Sera
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DOPO L’ENNESIMA ALLUVIONE
Bisagno, la ribellione del fiume «condannato all’oblio»
Renzo Rosso, docente di ingegneria idraulica: «L’intero sistema idraulico di Genova sta
andando in tilt. Il progetto del canale scolmatore è inadeguato»
Paolo Virtuani
«È l’intero sistema idraulico di
Genova che sta andando in tilt». È
sconsolato (e stanco, dopo essere
stato alzato fino alla 4,30 del mattino
per seguire le drammatiche notizie
della nuova ed ennesima alluvione di
Genova) Renzo Rosso, genovese e
professore di idrologia e ingegneria
idraulica al Politecnico di Milano. Un
esperto di fiumi e torrenti del territorio
genovese, che ha appena dato alle stampe il libro Bisagno, il fiume nascosto
(Marsilio), il fiume che è di nuovo esondato e che Rosso chiama «il fiume che i
genovesi hanno condannato all’oblio.
«SCOLMATORINO»
Dopo tre anni siamo ancora qui a contare i morti. Le stesse
parole del 4 novembre 2011 usate per commentare l’alluvione del 1970 (avvenuta
quasi negli stessi giorni 7-8 ottobre nel 1970, 9-10 ottobre nel 2014) e poi ancora
quella del novembre 2000. Si potrebbe usare un articolo per l’altro e nessuno
noterebbe la differenza. Tre anni fa il prof. Rosso accusava: «Il piano di bacino del
Bisagno, che prevedeva la realizzazione di un canale scolmatore per portare l’acqua
direttamente in mare, non è mai stato realizzato». E ora professore, è stato attuato?
«Non è stato fatto nulla, e il progetto prevede solo uno scolmatorino che serve
soltanto una piccola parte del bacino del Bisagno».
http://www.corriere.it/scienze/14_ottobre_10/bisagno-ribellione-fiume-condannato-all-oblio-d06bfc6c-5056-11e4-a586-66de2501a091_print.html
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29/10/2014
Notizie di scienze del Corriere della Sera
«Il Bisagno è un fiume che i genovesi hanno
condannato all’oblio», scrive il prof. Rosso nel suo libro. «Fiorentini e romani,
UN FIUME CONDANNATO ALL’OBLIO
parigini e londinesi sono fieri della nobiltà dei loro grandi fiumi. Genova invece si
vergogna del suo misero torrente, tanto da nasconderlo, dalla foce ai monti. Edificò
la foce negli anni Trenta del Novecento, e verso la fine degli anni Ottanta fabbricò
alla chetichella le piastre davanti alla stadio, continuando a incanalarlo nel cemento,
coprirne gli affluenti e mandarne in malora i terrazzi, con una progressione pervicace
quanto ostinata. Pagando un prezzo altissimo in vittime per le ricorrenti alluvioni».
Soprattutto non chiamatelo «fiume maledetto»: il Bisagno, lui, non ha alcuna colpa.
10 ottobre 2014 | 12:07
© RIPRODUZIONE RISERVATA
http://www.corriere.it/scienze/14_ottobre_10/bisagno-ribellione-fiume-condannato-all-oblio-d06bfc6c-5056-11e4-a586-66de2501a091_print.html
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Foglio
27-10-2014
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La Giunta comunale
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La Giunta comunale
(http://www.liguriacivica.it)
liberi di pensare liberi di parlare
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Liguria Civica (Http://Www.Liguriacivica.It) / Temi (Http://Www.Liguriacivica.It/Temi)
/ Politica Regionale (Http://Www.Liguriacivica.It/Temi/Politica-Regionale)
/ Maurizio Rossi (Senatore Gruppo Misto / Liguria Civica): “La Liguria Va Commissariata”
(Http://Www.Liguriacivica.It/Notizie/Maurizio-Rossi-Senatore-Gruppo-Misto-Liguria-Civica-La-Liguria-Va-Commissariata2384.Html)
Maurizio Rossi (senatore gruppo Misto / Liguria Civica):
“La Liguria va commissariata”
(http://www.liguriacivica.it/notizie/maurizio-rossisenatore-gruppo-misto-liguria-civica-la-liguria-vacommissariata-2384.html)
martedì, 14 ottobre 2014 | 1 commento
Maurizio Rossi, intervistato da Sky Tg 24 dopo l’ennesima alluvione che ha distrutto Genova,
sostiene che in Liguria non esiste nessun politico in grado di risolvere i problemi della regione,
problemi che esistono da 30 anni e che hanno attraversato irrisolti tante giunte comunali e regionali.
Nell’intervento a Sky ha letto alcuni passaggi di un disegno di legge che risale al 1988 a rma
Cerofolini, Biondi e Sanguineti (vai al disegno di legge (http://www.liguriacivica.it/notizie/ecco-laproposta-di-legge-del-1988-che-avrebbe-risolto-i-problemi-di-genova-2376.html)), nel quale si
spiegano con precisione le problematiche del sistema idrogeologico del Bisagno e degli altri torrenti
che avevano già devastato o avrebbero potuto devastare in futuro Genova e provincia.
“I lavori per lo scolmatore del Fereggiano” ricorda Rossi “iniziati nel 90, e fermati da Tangentopoli, non
solo non sono mai ripresi, ma la fresa montata all’interno del tunnel, che poteva solo muoversi in
avanti, è stat smontata, con costi anche rilevanti, per poi lasciare il primo tratto di tunnel
abbandonato, tanto che no a poco tempo fa era utilizzato come ricovero per surf e windsurf!”
Rossi ha condannato tutta la classe politica incapace: “Non possiamo accettare che le colpe siano
scaricate su Corte dei Conti, TAR e magistratura: la classe politica incapace che ha governato la città
di Genova e la regione Liguria negli ultimi 30 anni è la vera colpevole di quello che sta subendo la
popolazione.” Sulla base di questo, Rossi sostiene che la Liguria vada commissariata e che tutte le
opere vadano gestite da un commissario non ligure, perché in Liguria non esiste una gura in grado di
affrontare i problemi del territorio. “Infatti”, prosegue Rossi, “sono un convinto sostenitore delle
macroregioni: la Lguria dovrebbe essere accorpata in una macroregione che abbia maggiore forza a
Roma e pari dignità nei confronti delle altre grandi regioni.” “Non a caso”, ribadisce, “nella riforma del
Senato la Liguria avrebbe solo due senatori, come la Valle d’Aosta, senza però i privilegi di una regione
a statuto speciale.”
A conferma di quanto detto, Rossi denuncia inoltre come della Liguria si parli solo quando c’è un
disastro. Il primo treno ad alta velocità avrebbe dovuto collegare Genova e Milano, mentre i lavori
sono iniziati, a rilento, e solo ora. Ha inoltre ricordato il caso del treno deragliato ad Andora, e le
promesse del ministro Lupi di nanziare i lavori di raddoppio della ferrovia al con ne tra Italia e
Francia, su binario unico dal dopoguerra, promesse poi rimangiate dal ministro, mentre la
quadruplicazione della tratta Torino Lione continua a ricevere nanziamenti. “La Liguria”, conclude
“evidentemente non è capace di gestire i propri interessi, nemmeno quando coincidono con gli
interessi nazionali.”
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29/10/2014
Alluvione Genova, Napolitano: "Inerzie locali, lungaggini burocratiche e incuria" - Il Fatto Quotidiano
IlFattoQuotidiano.it / Politica & Palazzo
Alluvione Genova, Napolitano: “Inerzie
locali, lungaggini burocratiche e
incuria”
di RQuotidiano | 14 ottobre 2014
Politica & Palazzo
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Il presidente della Repubblica: "In Liguria fatti
sbalorditivi e sconvolgenti". Il presidente della
Regione Burlando: "Sblocchiamo i cantieri del
Bisagno". Doria: "Grillo? Ha fatto una passata veloce.
Ma le istituzioni non le dobbiamo picconare, le
lasciamo ad altri"
Il disastro di Genova è dovuto anche a inerzie locali, a
lungaggini burocratiche e incuria nei confronti del
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/14/alluvione-genova-napolitano-inerzie-locali-lungaggini-burocratiche-e-incuria-per-lambiente/1154917/
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29/10/2014
Alluvione Genova, Napolitano: "Inerzie locali, lungaggini burocratiche e incuria" - Il Fatto Quotidiano
patrimonio ambientale. Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano incontra gli allievi degli istituti di
formazione del Corpo forestale e diventa il pretesto perfetto
per parlare dell’alluvione in Liguria: “Credo di dover
condividere, all’indomani dei fatti così sbalorditivi e
sconvolgenti di Genova, l’accento messo sull’importanza
che ha la tutela del patrimonio forestale anche per prevenire
rischi derivanti dal dissesto idrogeologico di cui
purtroppo il nostro Paese soffre endemicamente”. Non
bastano motivazioni vaghe delle responsabilità o delle
cause, prosegue il capo dello Stato: “Ho sentito un rischio
anche di riferimenti generici, troppo generici, a proposito di
quello che è accaduto di recente a Genova da ultimo, a
burocrazie lente o a interventi giudiziari impropri.
Bisogna essere molto circostanziati”. La necessità è essere
“molto circostanziati” nel vedere “dove ci sono stati dei
comportamenti che hanno provocato danni”. “E – prosegue il
presidente – bisogna allargare il discorso e far risalire
l’impegno a un complessivo quadro di responsabilità per la
tutela del nostro territorio, patrimonio forestale, patrimonio
boschivo, patrimonio naturale in genere, perché questo,
oltretutto, è il modo anche di salvaguardare la vita dei
cittadini, di salvaguardare la normalità della vita urbana in
fasi che sono anche molto rischiose – non possiamo non
prenderne atto – dal punto di vista del cambiamento
climatico“.
Intanto nella stessa giornata in cui Beppe Grillo visita la
sua città “ferita” dall’invasione di acqua e di fango, il
presidente della Regione Claudio Burlando, che è anche
commissario per i lavori di messa in sicurezza del torrente
Bisagno (la cui esondazione ha provocato la gran parte dei
danni) annuncia che domani, 15 ottobre, firmerà il decreto
per incaricare Regione e Comune che chiameranno l’impresa
e stipuleranno il contratto” per i lavori di rifacimento della
copertura del canale. “L’avvocatura – ha detto Burlando – ha
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/14/alluvione-genova-napolitano-inerzie-locali-lungaggini-burocratiche-e-incuria-per-lambiente/1154917/
2/6
29/10/2014
Alluvione Genova, Napolitano: "Inerzie locali, lungaggini burocratiche e incuria" - Il Fatto Quotidiano
scritto che non ci sono ragioni ostative per fare il contratto
con la ditta che ha vinto la gara anche in considerazione della
ben nota situazione di emergenza di Genova. La ditta avrà
massimo cento giorni per fare il progetto esecutivo anche se
ci auguriamo serva meno tempo poi potremo consegnare i
lavori tra gennaio e marzo. Il cantiere dovrà chiudere in due
anni e mezzo”.
E’ anche il giorno del primo consiglio comunale dopo
l’alluvione. Il primo a intervenire è stato il sindaco Marco
Doria che in una parte del suo discorso si è anche riferito,
senza nominarlo, a Grillo: “Ci sono persone – ha detto – che
hanno fatto una passata veloce a dire la propria, ma la
responsabilità della politica è cambiare radicalmente il
sistema di regole e controlli che ha impedito la messa in
sicurezza del torrente Bisagno”. Per il primo cittadino “c’è chi
da anni è in parlamento senza aver ottenuto risultati. Le
istituzioni devono funzionare meglio, non le dobbiamo
picconare, le picconate le facciamo dare ad altri”. Doria, tra
l’altro, ha dichiarato di aver “provato sofferenza” e “dolore,
come sindaco e come cittadino ma non oso paragonarlo a
quello che ha subito chi ha avuto danni. Il dolore che hanno
sulla loro pelle i genovesi passa anche sulla mia. Non si può
cancellare il dolore e la tristezza per quello che è avvenuto”.
Ambiente & Veleni
Massa Carrara, commissariata Provincia appena rieletta:
“Mai spesi fondi dissesto”
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Ebola, speculatore di Las Vegas mette in vendita
Ebola.com per 150mila dollari
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/14/alluvione-genova-napolitano-inerzie-locali-lungaggini-burocratiche-e-incuria-per-lambiente/1154917/
3/6
(http://www.liguriacivica.it)
liberi di pensare liberi di parlare
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Liguria Civica (Http://Www.Liguriacivica.It) / Notizie (Http://Www.Liguriacivica.It/Notizie)
/ Un Coro Unanime: Basta Scaricabarile, La Colpa È Di 40 Anni Di Inerzia Della Sinistra Al Potere
(Http://Www.Liguriacivica.It/Notizie/Un-Coro-Unanime-Basta-Scaricabarile-La-Colpa-E-Di-40-Anni-Di-Inerzia-Della-Sinistra-AlPotere-2455.Html)
Un coro unanime: Basta scaricabarile, la colpa è di 40
anni di inerzia della sinistra al potere
(http://www.liguriacivica.it/notizie/un-coro-unanimebasta-scaricabarile-la-colpa-e-di-40-anni-di-inerzia-dellasinistra-al-potere-2455.html)
mercoledì, 15 ottobre 2014 | 0 commenti
Da molte parti si levano voci di denuncia che confermano quanto sosteniamo.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano afferma che non bastano motivazioni vaghe delle
responsabilità o delle cause e invita a piantarla con i “riferimenti troppo generici a burocrazie lente o a
interventi giudiziari impropri”: vai all’articolo (http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegnastampa/alluvione-genova-napolitano-inerzie-locali-lungaggini-burocratiche-e-incuria-2431.html).
Gino Paoli, ai microfoni di Radio 2, non condivide la richiesta di dimissioni del sindaco Doria, perché è
l’ultimo arrivato: “Se si devono dare delle colpe, si diano a chi è lì da più tempo”: vai all’articolo
(http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegna-stampa/genova-gino-paoli-doria-dice-stronzata-chivuole-mandarlo-via-2423.html).
Lo stesso concetto, anche se espresso con la consueta, e in questo caso amara, ironia, anche da
Maurizio Crozza (guarda il video (http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegna-stampa/alluvionegenova-crozza-come-fai-a-prendertela-con-la-sinistra-sono-solo-40-anni-che-governa-genova2437.html)): il comico ligure da Giovanni Floris se la prende con la sinistra, che da 40 anni governa
Genova, e che ha saputo solo premiare i dirigenti comunali incaricati al dissesto idrogeologico.
Carlo Stagnaro sul blog dell’IBL spiega perché la mancanza delle opere di messa in sicurezza del
territorio NON dipenda né della burocrazia, né della mancanza di soldi, e accusa i politici liguri “che
preferiscono pagare stipendi a fare investimenti” e dove “l’aver sistematicamente dato la precedenza
a spese correnti di dubbia utilità è un clamoroso fallimento collettivo delle classi dirigenti genovesi e
liguri.” Vai all’articolo (http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegna-stampa/genova-shit-happens-maqui-unintera-classe-dirigente-ha-fallito-di-carlo-stagnaro-2434.html).
Anche Enrico Musso (vai all’articolo (http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegna-stampa/mussosindaco-inadeguato-ma-le-responsabilita-maggiori-sono-di-altri-2440.html)) racconta che la Paita la
sera dell’alluvione stava facendo una serata elettorale a Finale Ligure, molto più presa dalle primarie
che dai compiti che il suo ruolo istituzionale le avrebbero imposto, e spiega come non sia stato il Tar a
non far partire i lavori, ma la politica e il commissario per i corsi d’acqua, ossia proprio Claudio
Burlando!
Marco Menduni sul Secolo smaschera la “copertura” data da Burlando alla Paita, “tenuta sotto teca
come una reliquia”, e cita Adriano Sansa sulla sinistra ligure: “quell’apparato, purtroppo, è ancora tutto
lì a occupare posti dirigenziali che si tramandano, con familismo amorale, marito e moglie, gli, sorelle
e parenti”: vai all’articolo (http://www.liguriacivica.it/notizie/rassegna-stampa/il-fereggiano-eleterno-duello-sansa-burlando-2427.html).
L’ultimo ad aggiungersi al coro è stato Aldo Grasso, che in prima pagina del Corriere scrive: “Eppure
se c’è un uomo che da più di trent’anni regna da Levante a Ponente, ricoprendo varie cariche
(assessore, sindaco, ministro dei Trasposti, governatore), è proprio lui, l’ing. Burlando. Possibile che
sia sempre colpa degli altri? Possibile che uno che guida la Regione dal 2005 non senta il peso di
qualche responsabilità? L’inferno sono gli altri, diceva Sartre. L’alluvione sono gli altri, ripete
Burlando.” Vai all’articolo. (http://www.corriere.it/opinioni/14_ottobre_19/fango-senso-potere-reclaudio-8779760c-5758-11e4-8fc9-9c971311664f.shtml)
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Protezione civile
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Foglio
16-10-2014
3
1
La Giunta comunale
1 – DANNI PATITI DALLA
CITTA’ DI GENOVA
COMUNE DI GENOVA
EVENTI ALLUVIONALI DEL 4 OTTOBRE 2010
Descrizione dell’Area interessata:
Nella giornata del 4 ottobre 2010 i quartieri del ponente cittadino tra Pegli, Sestri Ponente e la val Polcevera sono stati interessati da eccezionali eventi meteoidrologici avversi, che hanno determinato diverse situazioni di danno grave e di pericolo per la pubblica incolumità. A seguito dei predetti fenomeni meteorologici,
si è verificata l’esondazione di numerosi corsi d’acqua con conseguenti allagamenti di centri abitati, movimenti franosi e fenomeni di dissesto idraulico, danni alle
COMUNE
DI GENOVA
infrastrutture, agli edifici pubblici e privati ed ai beni mobili, nonché
l’interruzione
di collegamenti viari, ferroviari e aerei; i summenzionati eventi hanno reso
necessario evacuare numerose abitazioni.
EVENTI ALLUVIONALI DEL 4 OTTOBRE 2010
DANNI ALLUVIONALI
€ 63.694.500
Interventi di
somma urgenza:
€ 12.232.940
Lavori urgenti di
messa in sicurezza
e ripristino:
€ 2.674.740
redatto da Ufficio Controllo Progetti
Interventi di
sistemazione
definitiva:
€ 48.786.820
Descrizione dei danni:
Nel corso dell’evento che ha concentrato l’intensità delle precipitazioni intorno alle ore 14 e che si è protratto, spostandosi verso levante, fino in serata, si sono
verificati numerosi danni sul tutto il territorio genovese, con esondazione dei principali corsi d’acqua del Ponente cittadino, quali il rio Cantarena e i torrenti Ruscarolo
e Chiaravagna. Le principali criticità alle strutture pubbliche riguardano l’interruzione di percorsi stradali a causa di movimenti franosi, cedimenti di carreggiata e
allagamenti della sede stradale. L’area interessata dall’evento, oltre ad essere densamente popolata, è caratterizzata dalla presenza di numerosi insediamenti produttivi,
anche di notevole importanza. L’episodio ha comportato numerosi danni anche alle proprietà private (allagamenti di appartamenti e scantinati, box, fondi in genere),
alle attività commerciali (allagamenti di negozi, magazzini e depositi), nonché interruzione dell’attività produttiva (Fincantieri, Ansaldo, Piaggio).
IMMAGINI ALLUVIONE 4 OTTOBRE 2010
COMUNE DI GENOVA
EVENTI ALLUVIONALI DEL 4-8 NOVEMBRE 2011
Descrizione dell’Area interessata:
Nelle giornate del 4-5-6-7-8 novembre 2011 la città di Genova è stata nuovamente interessata da eccezionali eventi meteo-idrologici avversi, che hanno
determinato situazioni di danno grave e di pericolo per la pubblica incolumità. A seguito di tali fenomeni meteorologici, che hanno provocato la tragica morte di sei
persone, si sono verificati gravi eventi quali l’esondazione di numerosi corsi d’acqua (torrenti Bisagno, Fereggiano, Sturla e loro affluenti) con conseguenti danni alle
infrastrutture pubbliche (strade, muri di contenimento, ponti, passerelle, parapetti, versanti interessati da movimenti franosi e smottamenti) e agli immobili pubblici
(edifici scolastici, edifici residenziali, impianti sportivi, altri edifici istituzionali).
DANNI ALLUVIONALI
€ 126.436.744,64
Interventi di
somma urgenza:
€ 18.991.672,53
Lavori urgenti di
messa in sicurezza e
ripristino:
€ 106.339.368,21
Interventi di
sistemazione
definitiva:
€ 1.105.703,90
Descrizione dei danni:
L’evento alluvionale ha interessato ampie aree della città in corrispondenza dei bacini del Bisagno, del Fereggiano, dello Sturla e loro affluenti, comportando
danni a infrastrutture e immobili. Relativamente alle infrastrutture sono pervenute oltre 85 segnalazioni rispetto alle quali sono stati attivati oltre 40 interventi
di somma urgenza ordinando l’esecuzione immediata dei lavori ritenuti indispensabili per rimuovere lo stato di pregiudizio della pubblica incolumità. Con
riferimento agli immobili di proprietà comunale 26 scuole hanno subito allagamenti e/o da danni agli impianti con particolare riferimento alle centrali termiche.
L’allagamento di Piazzale Adriatico ha comportato gravi danni in tutti gli edifici Erp ivi collocati, in particolare i 5 edifici abitativi comunali nei piani bassi
ospitanti 16 alloggi, oltre ai locali comunali ai piani terra delle 4 palazzine in fregio alla viabilità lungo il Bisagno. Si sono inoltre verificati allagamenti e
criticità presso il Museo di Storia Naturale, il palazzo ex-Poste in zona Brignole e in 5 complessi sportivi (impianto della Sciorba, stadio Luigi Ferraris, palestra
via Cagliari, palestra Carlini, piscina San Fruttuoso). Alcuni interventi urgenti diretti a fronteggiare e rimuovere situazioni di rischio hanno riguardato aree
private (via Ventotene e via Tanini).
IMMAGINI ALLUVIONE 4-8 NOVEMBRE 2011
COMUNE DI GENOVA
INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA TRA IL 2012 E IL 2014
Descrizione dell’Area interessata:
Nel triennio 2012-2014 il territorio cittadino ha manifestato la propria fragilità sotto l’aspetto idrogeologico. A seguito di eventi meteo- idrogeologici in
diversi quartieri cittadini si sono manifestate situazioni di danno grave e di pericolo per la pubblica incolumità che hanno reso necessario attivare interventi
di somma urgenza per circa 5.300.000 di euro interamente finanziati dal Comune di Genova.
Descrizione dei danni:
Le principali criticità alle opere pubbliche riguardano l’interruzione di percorsi stradali a causa di movimenti franosi e cedimenti di muri di sostegno.
Tra i principali interventi figurano:
- Via Emery: messa in sicurezza muro di contenimento
- Via Nuova di Crevari: rifacimento muro di sostegno cimitero
- Salita Chiappa di Struppa: ricostruzione di un tratto di muro e strada franati
- Via Linneo: consolidamento strutturale di un tratto del muro di sottoscarpa
- Rio Brocca: sgombero tombinatura Piazza Grosso a San Desiderio
COMUNE DI GENOVA
EVENTI ALLUVIONALI DEL 9-13 OTTOBRE 2014
Descrizione dell’Area interessata:
Nelle giornate del 9-10-11-12-13 ottobre 2014, i quartieri di val Bisagno, val Polcevera, Levante e Medio Levante sono statti interessati da eccezionali eventi
meteo-idrologici avversi, che hanno determinato diverse situazioni di danno grave e di pericolo per la pubblica incolumità. A seguito dei predetti fenomeni
meteorologici, che hanno provocato la tragica morte di una persona; si sono verificati gravi eventi quali l’esondazione di numerosi corsi d’acqua con conseguenti
allagamenti di centri abitati, movimenti franosi e fenomeni di dissesto idraulico, danni alle infrastrutture, alle abitazioni pubbliche e private ed ai beni mobili,
nonché l’interruzione di collegamenti viari, ferroviari e del trasporto pubblico locale.
DANNI ALLUVIONALI
IN VIA DI
QUANTIFICAZIONE
Interventi di
somma urgenza:
Importo stimato
€ 30.000.000
Lavori urgenti di
messa in sicurezza
e ripristino:
da quantificare
Interventi di
sistemazione
definitiva:
da quantificare
Descrizione dei danni:
Nel corso dell’evento si sono verificati numerosi danni su tutto il territorio genovese e in particolare nei quartieri di val Bisagno, val Polcevera, Levante e Medio
Levante. Le principali criticità alle strutture pubbliche riguardano l’interruzione di percorsi stradali a causa di movimenti franosi, cedimenti di carreggiata, allagamenti
della sede stradale e gravi danni al sistema di trasporto pubblico locale, con particolare problematicità alla linea metropolitana genovese.
L’episodio ha comportato numerosi danni anche alle proprietà private (allagamenti di appartamenti e scantinati, box, fondi in genere) e alle attività commerciali
(allagamenti di negozi, magazzini e depositi).
IMMAGINI ALLUVIONE 4-13 OTTOBRE 2014
2 – LA CITTA’ DI GENOVA
CONFORMAZIONE E SVILUPPO
LA CITTA DI GENOVA – CONFORMAZIONE E SVILUPPO
L’ambiente naturale genovese è molto peculiare, disposto ad anfiteatro sul porto, attorno al quale è situato l’abitato, cinto da successive cerchia di mura ma già
compiutamente definito nell’assetto generale in età medioevale: la città, pur con il rinnovo dei nuovi grandi palazzi in età rinascimentale e moderna, rimane
racchiusa entro la cerchia muraria del XIV secolo, anche se l’ultima cerchia del XVI secolo si inerpica sulle colline con bastioni articolati agli snodi e baluardi
fortificati.
Non esisteva neppure un percorso di attraversamento carrabile della città: lungo la costa il trasporto avveniva via mare, all’interna mediante la viabilità di
impianto romano tangente alle mura, connessa oltre Bisagno con la viabilità nazionale, lungo la quale si attestavano antichi nuclei abitati, come il Borgo
Incrociati.
Il primo piano di espansione al di fuori dalle mura storiche è il piano per l’ingrandimento della città dell’arch. Barabino nel 1825 e riguarda le direttrici di
Carignano, via S. Vincenzo, Acquasola: negli anni 30 dell’Ottocento si realizza finalmente il primo attraversamento carrabile mediante la strada carrettiera che
taglia l’antico centro.
In connessione allo sviluppo economico si assiste alla prima espansione collinare della città, che rappresenta il primo esempio della nuova città borghese, con la
realizzazione di assi di espansione rettilinei che si inerpicano sulle colline immediatamente a nord del centro (vie Assarotti e Caffaro). I nuovi assi stradali
vengono connessi, a seguito di un piano di ingrandimento civico del 1863, mediante una strada di costa denominata Circonvallazione a Monte.
Nella seconda metà dell’800, contemporaneamente al rinnovo della potenza produttiva del porto a seguito della donazione del Duca di Galliera, si fa strada una
nuova zonizzazione urbana della città: mentre il ponente si va sempre più connotando in senso industriale e popolare, il levante viene scelto per l’espansione
della città borghese.
Nel 1876 il Comune adotta il Piano di annessione delle frazioni orientali della città (Foce, S. Fruttuoso, S. Francesco d’Albaro, S. Martino, Marassi e Staglieno),
che si vanno urbanizzando con la costruzione di grandi caseggiati su tracciati ortogonali. All’annessione segue il Piano di ampliamento, che prevede un intenso
sfruttamento della sponda sinistra del Bisagno, mentre in sponda destra c’è ancora lo storico confine delle mura, le cosiddette Fronti Basse. Nel 1890 le fronti
basse vengono demolite e viene realizzata la stazione Brignole, a servizio del levante cittadino. Il disegno di espansione verso levante si completa con
l’edificazione tra Otto e Novecento della via XX Settembre, che sanziona la nuova dimensione della città ormai uscita dalle storiche mura.
Nel 1926 si attua l’annessione dei comuni contermini dando luogo alla grande Genova, un sistema insediativo che si estende per oltre 20 km lungo la costa,
stretto tra il mare e le colline retrostanti, caratterizzato dall’edificazione lungo la costa e dall’urbanizzazione concentrata lungo le due vallate, perpendicolari alla
costa, dei torrenti Polcevera e Bisagno.
Per quanto riguarda la piana del Bisagno, nel 1923 la Giunta comunale dichiara vincitore del concorso per la sistemazione della Spianata del Bisagno il progetto
denominato di Marcello Piacentini. Nel 1928 hanno inizio i lavori di canalizzazione e copertura del torrente Bisagno.
che terminano nel 1930. Nel 1932 viene approvato piano regolatore di alcune zone del centro città e nel 1935 il piano particolareggiato per l’urbanizzazione
anche delle nuove aree in copertura del torrente.
Nel secondo dopoguerra lo sviluppo urbano si concentra sulle vallate del Polcevera e del Bisagno, una densa espansione edilizia che aggredisce anche le alture,
supportato dal Piano Regolatore del ‘59 che estende l’edificabilità sull’intero territorio comunale. Solo con il Piano Regolatore del 1976 si assiste ad una
inversione di tendenza, con l’incremento dei servizi e la drastica riduzione delle previsioni di espansione, pur prefigurando ancora uno sviluppo della città fino
a 1 milione di abitanti: questo errore di valutazione ha dato origine prosecuzione della realizzazione dei quartieri di edilizia economico-popolare con massicci
insediamenti sulle colline.
In quegli stessi anni viene realizzato il centro direzionale di Corte Lambruschini, che prende il nome da un enorme caseggiato a corte ottocentesco, adibito a
mercato ed abitazioni popolari, che sorgeva nell'allora Borgo Pila: il nuovo complesso ha le fondamenta e i piani utilizzati a garages al di sotto del livello del
Bisagno, andando a creare un situazione fortemente critica ogni volta che il torrente si alza per le precipitazioni.
Il risultato delle caratteristiche del territorio, di difficile accessibilità e caratterizzato dalla presenza di aree di dissesto e da una diffusa e capillare presenza di
rivi, e di politiche urbanizzative errate, la città è caratterizzata, in particolare in alcune aree, da tessuti abitativi ad altissima densità, con assoluta mancanza di
spazi liberi, edifici residenziali collocati in zone assolutamente inidonee e senza adeguati servizi infrastrutturali o frammisti a zone ad uso produttivo.
In particolare alla Valbisagno, una delle due principali vallate cittadine perpendicolari alla costa attestata sull’omonimo torrente, che vede l’inizio della sua
trasformazione da zona rurale con l’annessione al Comune di Genova nel 1876, è stato assegnato un ruolo particolare, con la localizzazione dei servizi logistici
principali come il cimitero, il mercato generale, la rimessa dei tram, il gasometro, il deposito della nettezza urbana, le carceri e lo stadio. Dagli anni ’50
l’espansione residenziale ha interessato le zone collinari con una massiccia urbanizzazione, caotica e incontrollata, in totale assenza di una adeguata
infrastrutturazione. La massiccia utilizzazione del territorio, gli interventi edilizi lungo i corsi d’acqua e l’instabilità naturale dei versanti hanno dato luogo a
fenomeni di dissesto idrogeologico e alla vulnerabilità delle aree di fondovalle, fortemente soggette a rischio di esondazione.
Sempre nel lato orientale della città lo stesso intasamento subisce il quartiere di S. Fruttuoso, che si sviluppa con l’insediamento a grandi palazzi a blocco in
corrispondenza della piana del Bisagno fino a risalire alle aree poste alla confluenza dei rii Rovare e Noce, mentre si assiste ad una massiccia urbanizzazione
della parte collinare sfruttando le strade di cantiere.
Lo stesso andamento caratterizza il quartiere di Marassi, connotato da un’urbanizzazione ottocentesca in sponda destra e sinistra del Bisagno e nel fondo vale
del rio Fereggiano. Negli anni 60/70 il quartiere subisce l’aggressione delle aree collinari, specie nella valle del rio Fereggiano, con una crescita incontrollata
senza infrastrutture adeguate, creando un situazione pericolosa dal punto di vista idraulico a causa della presenza del rivo ristretto e parzialmente coperto.
Per quanto riguarda il ponente particolarmente delicata è la situazione di Sestri: l’abitato di Sestri, comune autonomo fino all’annessione alla grande Genova nel
1926, era un borgo storico caratterizzato nei secoli dalla presenza dei cantieri navali. Alla metà del XIX secolo si assiste al primo sviluppo industriale in senso
contemporaneo della città, che si esplica nelle aree di ponente, in connessione con l’apertura della linea ferroviaria Genova Torino nel 1853: con la realizzazione
della ferrovia, che separa gli antichi nuclei abitativi lungo la costa dal mare, si dà il via allo sviluppo industriale del Ponente genovese, relativo soprattutto
all’industria siderurgica.
Lo sviluppo economico vede il potenziamento dei cantieri navali, che intasano l’area tra i torrenti Molinassi e Cantarena, e dell’industria meccanica, che va a
occupare l’arenile tra il Cantarena e il Chiaravagna (ferriera Raggio, industrie Piaggio). Sestri subisce progressive espansioni regolamentate da un Piano
regolatore del 1890 e da uno successivo nel 1920: l’abitato assume, progressivamente, soprattutto in seguito allo sviluppo industriale del secondo dopoguerra
(polo tecnologico di Sestri: San Giorgio, Ansaldo, Marconi), le caratteristiche che lo connotato attualmente, legate alla commistione tra residenza ed attività
produttive.
Una situazione insediativa intricata, connotata, in particolare nelle aree attorno al torrente Chiaravagna, da una altissima densità, dall’insufficienza delle
urbanizzazioni e dei servizi e da una grave compromissione ambientale, in quanto le strutture edilizie, frammiste ad attività industriali incompatibili con la
residenza, sono addossate o costruite sopra i corsi d’acqua, che sono stati regimentati in maniera molto costretta.
3 – AZIONI DI SISTEMAZIONE
IDROGEOLOGICA DAL 2012 AD OGGI
3. AZIONI DI SISTEMAZIONE IDROGEOLOGICA DAL 2012 A OGGI
Bacino del torrente Chiaravagna
Per quanto riguarda l’area di Sestri, a seguito dell’evento alluvionale del 4 ottobre 2010, che ha provocato gravi danni in termini di allagamenti, movimenti
franosi e dissesti idraulici, con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3903 del 22.10.2010 sono stati disposti i primi interventi di protezione
civile ed è stato nominato Commissario Straordinario per l’emergenza il Presidente della Regione Liguria, per provvedere all’approvazione degli interventi di
messa in sicurezza del tratto terminale del torrente Chiaravagna. Il Commissario Delegato ha approvato il 5 luglio 2011 il “Piano di utilizzo delle risorse
disponibili per le attività prioritarie”.
Con decreto commissariale n. 175 dell’agosto 2011 sono stati localizzati a favore del Comune di Genova 3.000.000 di Euro al fine di avviare le attività relative
alla delocalizzazione del civico 15 di via Giotto, tristemente famoso in quanto costruito a cavallo del torrente e quindi di elevata criticità. Con delibera della
Giunta Regionale 1353 del 11/11/2011 è stato attivato il PRIS (Programma Regionale di Intervento Strategico) ed è stato approvato il progetto preliminare per
la messa in sicurezza del tratto terminale del torrente Chiaravagna. Con decreto n. 210 del 15.12.2011 sono stati erogati altri 1.570.000 euro a favore del Comune
di Genova e successivamente con DPCM n. 123 del 29.05.12 ulteriori 1.406.515 euro.
Il Comune, in qualità di soggetto attuatore individuato il 21 giugno 2011, ha proceduto a rilievi e stime finalizzati all’avvio delle procedure espropriative e ha
approvato, con delibera di Giunta Comunale 351 del 17.11.2011, il progetto preliminare per la sistemazione idraulica del tratto terminale del torrente. In seguito
allo svolgimento delle trattative bonarie e all’attivazione delle procedure di esproprio il 5.4.2012 è stato emanato il decreto: il 21.03 è stata approvata la determina
a contrarre per l’esecuzione dei lavori di demolizioni. I lavori sono stati consegnati il 25.10.2012 e sono stati completati il 30.11.2013.
Il 15 dicembre 2011 il Comitato di Bacino Regionale ha esaminato la proposta di sistemazione del torrente subordinando l’approvazione dei progetti definitivi
ad ulteriori verifiche oltre che ad accordi con RFI e imprese Piaggio e ILVA, per il riassetto dell’asta terminale.
Con decreto DC n. 227/2012 del 31.10.2012 sono stati assegnati al Comune di Genova finanziamenti al per 4 interventi sul Chiaravagna (ILVA, PIAGGIO,
ponte di Via Giotto, ponte obliquo Via Chiaravagna), 1 intervento sul rio Fegino, 2 interventi di sistemazione dei versanti (Rio Nan e Sant’Alberto).
Nell’agosto 2013 sono stati accertati e impegnati sul Bilancio Comunale 2013 i fondi ex OPCM a seguito dell’approvazione del Bilancio stesso.
Nel settembre sono stati affidati gli incarichi della progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi finanziati ex OPCM 3903/2010 e sono stati avviati i
procedimenti per l’approvazione e l’appalto degli interventi.
Bacino del Torrente Bisagno
L’ area a più forte rischio idrogeologico della città di Genova è il bacino del Bisagno, che attraversa il centro della città, con i suoi affluenti, Fereggiano in primis,
che causò nel 2011 la morte di sei persone.
Dal '98 ad oggi sono investiti oltre 280 MLN di euro in interventi di risanamento idrogeologico che hanno consentito di ridurre il rischio in numerosi bacini.
Oggi nel tratto coperto dalla stazione ferroviaria di Brignole alla Foce (sede del Salone Nautico internazionale) transita in sicurezza una portata addirittura
inferiore alla cinquantennale. Gli interventi effettuati sul tratto più a mare della copertura hanno consentito di elevare la portata massima da 450 mc/sec a 650
mc/sec, a fronte di previsioni del Piano di Bacino di una portata duecentennale di 1300 mc/sec (la portata cinquantennale è pari a 790 mc/sec).
Per riparare in modo strutturale una così forte criticità sono necessari interventi strutturali complessi e costosi.
Opere in corso di realizzazione:
1) Rifacimento della copertura terminale (è già stato ultimato il primo lotto e il secondo lotto-primo stralcio) secondo lotto - secondo stralcio per un importo
di 35 MLN, già finanziato, aggiudicato definitivamente nel marzo 2012.
Il 16.09.2010 è stato approvato l’Accordo di Programma tra Ministero dell’Ambiente e Regione Liguria finalizzato alla programmazione e al finanziamento
dell’intervento e il 11/10/2010 è stato nominato il Commissario Delegato Dr. Giuseppe Romano.
Il 28.01.2011 è stato comunicato al Sindaco di Genova da parte del Commissario delegato l’intenzione di avvalersi delle strutture regionali, comunali e del
Provveditorato Interregionale alle OO.PP. della Liguria per le attività tecnico-amministrative inerenti l’appalto in oggetto mediante sottoscrizione di specifico
Protocollo d’Intesa.
Il 16.09.2011 è stato consegnato da parte dei progettisti incaricati il progetto definitivo aggiornato da porre a base di gara, il cui bando è stato pubblicato il
28.10.2011
L’aggiudicazione definitiva lavori è avvenuta il 28 marzo 2012, efficace dal 11 luglio 2012.
Nel marzo del 2012 sono stati depositati ricorsi ai TAR Liguria e TAR Lazio, che hanno respinto le domande cautelative (sospensive) nel maggio e luglio 2012;
Il 21 febbraio 2013 è stata emessa la sentenza del TAR Liguria per l’annullamento della gara, con successivo appello al Consiglio di Stato della Stazione
Appaltante e dell’Impresa aggiudicatrice nel marzo.
Nel giugno il Commissario del dr. Romano si è dimesso.
La Sentenza del Consiglio di Stato (incompetenza del TAR Liguria) ha stabilito l’udienza di merito per il 15 ottobre 2013, la pubblicazione della sentenza per il
20 gennaio 2014.
Nell’aprile del 2014 i ricorsi sono stati riunificati presso il TAR Lazio.
Il 2 maggio 2014 è stata comunicata la conferma della nomina del Sindaco a Commissario straordinario, revocato nel giungo 2013, cui è subentrato il Presidente
della Regione il 24 giugno 2014: dal mese di giugno 2013 al mese di maggio 2014 il ruolo di Commissario delegato è risultato vacante.
Il 17 luglio 2014 il TAR Lazio ha respinto i 4 ricorsi, depositando le motivazioni della sentenza il 3 ottobre 2014.
La durata dei lavori è prevista in 28 mesi.
2) Galleria scolmatrice del Bisagno e suoi affluenti in sponda sinistra (Fereggiano, Rovare e Noce):
Per la messa in sicurezza rispetto alla portata duecentennale (1300 mc/sec), oltre al sopracitato intervento di rifacimento della copertura, è necessario realizzare
un canale scolmatore, del costo complessivo di circa 265 MLN di euro.
Per quanto riguarda il tema del riassetto idrogeologico del bacino del Bisagno il Comune di Genova, in data 20 giugno 2012, in una preliminare formulazione di
proposta di “Piano della città”, a seguito di sollecitazione proveniente dall’ANCI Nazionale e antecedente alla pubblicazione del cosiddetto “Decreto Sviluppo”,
ha presentato un insieme coordinato di interventi di riqualificazione urbana, miglioramento delle dotazioni infrastrutturali e adeguamento tecnologico, con
riferimento in particolare all’area urbana della Valbisagno, comprendente interventi relativi alla realizzazione dello scolmatore del Bisagno per 230.000.000, al
completamento della copertura del Bisagno per 100.000.000, all’asse protetto Staglieno-Gavette per 24.500.000.
Il totale della proposta, estesa anche ad altri ambiti urbani, ammontava a più di 800 milioni di Euro, per una richiesta di finanziamento pari a oltre 750 milioni.
Il contratto di valorizzazione
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha promosso, nell’ambito del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012, recante “Misure urgenti per la crescita del
Paese”, in seguito convertito con Legge n. 134 del 7 agosto 2012, un “Piano Nazionale per le Città” (articolo 12 del D.L. n. 83/2012), dedicato alla riqualificazione
di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate.
Il Comune di Genova, con Delibera di Giunta Comunale n. 247 del 2/10/2012, ha quindi approvato una proposta relativa ad interventi di riqualificazione e
rigenerazione urbana concentrando la programmazione all’ambito urbano della Valbisagno.
Tale proposta, approvata con la citata deliberazione della Giunta Comunale n. 247 del 2 ottobre 2012, contiene al suo interno, quale opera portante del Progetto
Integrato, la realizzazione di un primo lotto di intervento dello scolmatore del torrente Bisagno-Fereggiano, per un importo stimato in euro 59 milioni, di cui
euro 49 milioni a valere sui fondi del Piano Città, 5 milioni di euro di fondi regionali e 5 milioni di euro di fondi propri del Comune di Genova.
Tale soluzione tecnica, conforme al vigente Piano di Bacino, prevede in sintesi di utilizzare la galleria di servizio di valle, parzialmente già realizzata, come
galleria scolmatrice delle portate derivate dai rivi Fereggiano, Rovare e Noce, consentendo in tal modo, attraverso una parziale e limitata variante al progetto
definitivo dello scolmatore del torrente Bisagno, di sviluppare un’opera tale da soddisfare la prioritaria necessità di messa in sicurezza dei suddetti bacini, con
un costo complessivo sensibilmente inferiore e ridotti tempi di esecuzione.
L’8 novembre 2012 è stato approvato da parte della Giunta Comunale il finanziamento dei costi per la rielaborazione del progetto definitivo del canale scolmatore
del Bisagno ai fini della predisposizione dei progetti definitivi dei lotti e stralci in argomento.
A seguito dell’istruttoria tecnica, al Comune di Genova è stato assegnato l’8 febbraio 2013 da parte del MIT l’importo complessivo di Euro 25 milioni di Euro,
il finanziamento più alto concesso alle città partecipanti al bando, a valere quale cofinanziamento per la realizzazione dell’intervento denominato “Scolmatore
Bisagno – I lotto (opere di captazione rivi Noce, Rovare, Fereggiano)”: il valore del lotto è pari a 45 milioni di Euro, di cui 25 a valere sul “Fondo per l’attuazione
del Piano nazionale per le città”, 5 concessi dalla Regione Liguria mediante la riprogrammazione dei fondi del Programma Attuativo Regionale P.A.R. F.A.S.
(2007-2013) e ben 15 a carico dell’Amministrazione Comunale.
Il 9 maggio 2013 è stato sottoscritto da parte del MIT, della Regione Liguria, della Provincia di Genova e del Comune di Genova uno specifico Accordo
denominato “Contratto di Valorizzazione Urbana” regolante i rapporti tra le parti per il finanziamento e l’esecuzione dei lavori.
Il 24 maggio 2013 è stato sottoscritto da parte del Comune, della Provincia e della Regione uno specifico Atto integrativo del Protocollo d'intesa sottoscritto in
data 05.10.1998 e regolante i rapporti tra le parti in merito alle iniziative da adottarsi per la messa in sicurezza idraulica del bacino del torrente Bisagno, atto
integrativo in base al quale la Civica Amministrazione subentra nel contratto relativo alla progettazione definitiva del canale scolmatore del Bisagno.
Il 15 luglio 2013 è stato sottoscritto da parte del R.T. TECHNITAL S.p.A. (Capogruppo)/ ARTELIA GROUP S.A. /SGI STUDIO GALLI INGEGNERIA
S.p.A./STUDIO MAIONE INGEGNERI ASSOCIATI l’atto di impegno per la redazione del progetto definitivo del 1° lotto, progetto consegnato il 28 agosto
2013.
Il 1 ottobre 2013 sono state approvate in Consiglio Comunale le connesse varianti urbanistiche al P.U.C. comportanti apposizione del vincolo preordinato agli
espropri necessari per l’esecuzione delle opere nonché della dichiarazione di pubblica utilità delle opere ai sensi del D.P.R. 327/2001, con contestuale rilascio
di specifico parere in merito al progetto definitivo del 1° lotto di opere, progetto approvato con chiusura della seduta deliberante della Conferenza dei Servizi
indetta nell’ambito della procedura di Intesa Stato-Regione l’ 8 novembre 2013.
Nello stesso periodo (19 novembre) la Regione Liguria ha approvato l’introduzione dell’intervento nella programmazione PAR-FAS 2007/2013 nonché
confermato il cofinanziamento regionale di euro 5.000.000,00 a favore del Comune di Genova.
Il 22 novembre è stato rilasciato da parte del Consiglio Superiore dei LL.PP. il parere favorevole, con prescrizioni, sia in merito al progetto definitivo del 1° lotto
di lavori sia in merito all’appalto integrato del progetto definitivo del 1° stralcio di opere. Il 17 febbraio 2014 è stato consegnato ai civici Uffici da parte dei
progettisti il progetto definitivo del 1° stralcio, recepente le prescrizioni e indicazioni rilasciate dagli Enti in sede di approvazione.
E’ stata stipulata apposita Convenzione (Prot.n. MIT 1981 del 12.03.2014) tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Liguria e Comune di Genova
(con Determinazione Dirigenziale della Ragioneria – Settore Contabilità e Finanza (n.53 del 2/12/2013), il Comune di Genova ha provveduto a porre in essere
tutte le attività finalizzate alla formalizzazione del contratto di prestito con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A.).
Con proprio Decreto Prot. n. 3110 del 5/5/2014 il Ministero delle Infrastrutture ha provveduto ad approvare e rendere esecutiva la Convenzione sottoscritta con
Regione Liguria e Comune di Genova. In data 24/6/2014 è sopravvenuta la registrazione della Corte dei Conti – Ufficio controllo sugli atti del Ministero delle
Infrastrutture, in base alla quale è stata riconosciuta la copertura finanziaria del Decreto stesso.
Il 12 marzo 2014 è stata avviata da parte dei civici uffici l’esecuzione dei decreti di esproprio e il 27 marzo è stato approvato da parte della Giunta Comunale il
progetto definitivo del 1° lotto 1° stralcio dei lavori.
Grazie alla registrazione alla Corte dei Conti, di cui il Comune ha avuto comunicazione solo il 6 agosto, si è potuto procedere, in data 7/8/2014, con
provvedimento del Responsabile del Procedimento, all’approvazione dei lavori e delle modalità di gara a procedura aperta per l’affidamento della progettazione
esecutiva e l’esecuzione dell’intervento, che verrà aggiudicato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
E’ in corso la procedura per l’affidamento di un primo stralcio del costo di 45 MLN di euro, di cui 25 finanziati dallo Stato (Piano Città), 15 a carico del Comune
e 5 a carico della Regione. Prevede la realizzazione della galleria, le opere di sbocco a mare e l'opera di presa sul Fereggiano.
Le procedure di gara sono in fase conclusiva. I lavori partiranno entro maggio 2015. Durata complessiva 4-5 anni.
In data 14/10/2014 si è svolta la prima seduta pubblica di apertura delle offerte, pervenute entro il termine ultimo per la presentazione delle proposte, fissato al
10/10/2014. Hanno presentato offerta 6 ditte, di cui due Raggruppamenti temporanei di impresa.
Secondo il cronoprogramma approvato, l’aggiudicazione provvisoria è prevista entro l’anno, mentre la consegna dei lavori si prevede a maggio 2015.
4 – INTERVENTI DA REALIZZARE
4- GLI INTERVENTI DA REALIZZARE
Bacino del torrente Bisagno:
1.
rifacimento della copertura terminale secondo lotto - terzo e ultimo stralcio:
sono interamente da finanziare 90 MLN di euro. I lavori sarebbero immediatamente cantierabili, la durata è prevista in 6 anni.
La prima fase di lavori riguarda la realizzazione di due cunicoli tecnologici in subalveo (per le sottoutenze attualmente presenti in alveo) per 24 MLN di euro e
può essere appaltata immediatamente anche in parallelo ai lavori al punto già in corso. La seconda fase riguarda invece il rifacimento dell'impalcato fino
all'imbocco della copertura.
Ultimati i lavori di rifacimento della copertura l'asta terminale del Bisagno, ossia quella che ha prodotto esondazioni sia nel 2011 sia il 9 ottobre scorso, consentirà
il transito di una portata di 850 mc/sec in condizioni di sicurezza, di 950-1000 mc/sec con la messa in pressione della copertura.
Si noti che, se fossero stati ultimati i lavori per il rifacimento della copertura, l'evento del 09/10 scorso, per cui e' stata stimata una portata di circa 1000 mc/sec,
avrebbe prodotto fenomeni localizzati, del tutto imparagonabili con quelli osservati.
2. galleria scolmatrice del Fereggiano:
Primo lotto - secondo stralcio
L’importo dell’opera è di 10 MLN di euro, da finanziare. Consiste nella realizzazione delle opere di presa sui rii Rovare e Noce. E’ stato già approvato il progetto
definitivo per l’appalto integrato.
Secondo lotto:
Resta al momento del tutto privo di copertura finanziaria il secondo lotto, consistente nella galleria scolmatrice principale e relativa opera di presa del Bisagno,
del costo di circa 210 MLN di euro. L’opera è stata progettata al livello definitivo dalla Provincia di Genova, ma necessita di un aggiornamento e della relativa
approvazione del progetto definitivo, che possono essere conclusi in circa 6 mesi a valle della conferma del finanziamento. Per accorciare i tempi i lavori possono
essere eseguiti anche durante l'esecuzione dei lavori del primo lotto.
Realizzazione di galleria by-pass del Rio Noce nel tratto compreso tra Salita sup. Noce e il pozzo di Viale Benedetto XV, secondo lotto, del costo di 9 milioni
di euro: l’opera sarebbe cantierabile in 6 mesi dalla conferma del finanziamento.
Per maggiore chiarezza si allega la sottostante tabella:
TABELLA
Intervento
Importo
Cantierabilità
Durata dei lavori
95.000.000,00
Immediata
72 mesi
10.000.000,00
Entro 6 mesi circa dalla
conferma del finanziamento
18 mesi
210.000.000,00
Entro 6 mesi circa dalla
conferma del finanziamento
96 mesi
9.000.000,00
Entro 6 mesi circa dalla
conferma del finanziamento
24 mesi
Bacino torrente Bisagno
Adeguamento strutturale copertura tratto
terminale del torrente Bisagno: 2° lotto
–3° e ultimo stralcio.
Galleria scolmatrice del Bisagno - 1°
lotto 2° stralcio: opere di presa su rivi
Noce e Rovare
Galleria scolmatrice del Bisagno - 2°
lotto: galleria principale e opera di presa
su torrente Bisagno
Realizzazione di galleria by-pass del
Rio Noce nel tratto compreso tra Salita
sup. Noce e il pozzo di Viale Benedetto
XV
TOTALE
324.000.000,00
Bacini dei Torrenti Chiaravagna e Ruscarolo,
I bacini sono caratterizzati da elevatissime criticità per estrema insufficienza delle sezioni d’alveo nel tratto a valle del viadotto autostradale. L’alveo è pulito ma
è caratterizzato da un notevole trasporto solido.
E’ stata ultimata nel 2000 la progettazione preliminare della sistemazione idraulica del tratto di valle ed avviata la progettazione definitiva ed esecutiva dei
singoli lotti funzionali.
Di detta progettazione risultano ultimati i primi cinque lotti di lavori (realizzazione della vasca alla foce Chiaravagna; allargamento dell’alveo in corrispondenza
dell’area ELSAG e di parte dell’area ILVA; realizzazione del terzo fornice dei ponti ferroviari; rifacimento del ponte stradale di via Giotto sul Ruscarolo;
demolizione parziale dell’immobile civ. n. 20 di via Giotto posto alla confluenza dei due corsi d’acqua e demolizione del civ. 15 di via Giotto).
Sono stati approvati e aggiudicati i seguenti ulteriori lotti: realizzazione della vasca di monte e 1° stralcio dei lavori di adeguamento del ponte stradale di via
Manara e dell’edificio ex ELSAG (il cantiere di quest’ultimo intervento è stato aperto a luglio 2014).
Sono stati approvati in Conferenza dei Servizi i progetti definitivi dei seguenti ulteriori lotti di lavori a seguito dell’avvenuto finanziamento degli stessi con
DCD3903 n. 227/2012 in data 31.10.2012: adeguamento del ponte di via Chiaravagna; adeguamento del ponte di via Giotto sul Chiaravagna; allargamento
dell’alveo in corrispondenza delle aree ILVA; realizzazione del terzo fornice in corrispondenza del piazzale PIAGGIO.
Di detti interventi sono in fase di redazione i progetti da porre a base di gara e le procedure per l’acquisizione dei sedimi interessati dai lavori.
Relativamente invece all’intervento di adeguamento idraulico del rio Ruscarolo nel tratto urbanizzato, già approvato a livello di progetto preliminare, è in corso
di approvazione il progetto definitivo per l’adeguamento idraulico dei due ponticelli stradali di passo Ruscarolo p. Manca la copertura finanziaria dei rimanenti
lavori.
Bacini dei torrenti Sturla e Vernazza
Sono stati ultimati e collaudati il 1° lotto – 1°/3° stralcio dei lavori di adeguamento idraulico del tratto terminale del torrente Sturla dal ponte ferroviario allo
sfocio a mare, oltre il 4° e 5° stralcio del 1° lotto degli interventi di messa in sicurezza dello Sturla nel tratto compreso tra l’Università ed il ponte ferroviario.
A inizio del 2013 sono stati collaudati il 4° e il 5° stralcio (dal viadotto ferroviario all’Università) dei lavori di adeguamento idraulico del tratto di valle del
torrente Sturla, completando così le opere del 1° lotto di lavori (dalla passerella pedonale dell’Università fino allo sbocco a mare), per un importo complessivo
di 15,68 milioni di euro.
Attualmente è all’esame della Provincia, per il rilascio del relativo nulla osta, il progetto definitivo del 2° lotto di lavori, per un importo complessivo di quadro
economico pari a 1.900.000,00 euro, prevedente la realizzazione di un nuovo muro d’argine in sponda sinistra nel tratto compreso tra l’edificio dell’Università
e Via Franchi, nonché la realizzazione di un primo tratto (circa 80 m) del nuovo muro d’argine in sponda destra a monte del ponte di Via delle Casette.
Parallelamente la Regione ha inviato alla Provincia, sempre per l’ottenimento di un preventivo parere, il progetto preliminare delle opere di adeguamento
idraulico dello Sturla relativamente al tratto di corso d’acqua a monte del suddetto 2° lotto e fino a Via dei Luoghi Santi (intervento dotato di parziale copertura
finanziaria per circa 400.000,00 euro).
Relativamente a quest’ultimo progetto il Comune ha formalmente segnalato alla Regione la necessità prioritaria di utilizzare i fondi disponibili per l’adeguamento
del tratto di corso d’acqua in corrispondenza dell’attuale ponte carrabile tra le due caserme, al fine di consentire al Comune di avviare in successiva fase la
realizzazione della galleria scolmatrice del rio Vernazza sulla base del progetto preliminare già da tempo (1997) approvato in Conferenza dei Servizi ma non
attuabile fino al completamento degli interventi di sistemazione idraulica dello Sturla nel tratto compreso tra la sezione di sbocco della galleria scolmatrice stessa
e lo sfocio a mare (si ricorda che il progetto dello scolmatore prevede di realizzare l’opera di presa sul Vernazza in corrispondenza di Via Pontetti, esattamente
dove nel 2011 e nel 2014 si è avuto la messa in pressione e il crollo della tombinatura con conseguente tracimazione delle acque di piena, al fine di derivare
totalmente la portata in arrivo da monte in maniera da alleggerire il tratto di valle della tombinatura stessa che sbocca a mare in corrispondenza della spiaggia di
Vernazzola).
Per completare il programma di adeguamento idraulico previsto dai Piani di Bacino restano da finanziare circa 40 MLN di euro, riguardanti interventi
principalmente afferenti ai bacini dei torrenti Chiaravagna, Cantarena, Fegino e Sturla, puntualmente elencati nella tabella sottostante.
TABELLA
Intervento
Importo
Cantierabilità
Durata dei lavori
7.300.000,00
A partire da giugno 2016 a
completamento dei
precedenti lotti
24 mesi
10.000.000,00
Entro 6 mesi dalla data di
conferma del finanziamento
30 mesi
10.000.000,00
Entro 18 mesi dalla data di
conferma del finanziamento
30 mesi
Realizzazione galleria scolmatrice rio Vernazza
8.000.000,00
Entro 12 mesi dalla data di
conferma del finanziamento
24 mesi
Sistemazione idraulica del torrente Sturla nel tratto
compreso tra Via ai Luoghi Santi e Via delle Casette
2.000.000,00
Entro 6 mesi dalla data di
conferma del finanziamento
18 mesi
3.000.000,00
Entro 6 mesi dalla data di
conferma del finanziamento
18 mesi
Bacino torrente Chiaravagna
Sistemazione idraulica tratto di valle del torrente
Chiaravagna – Ultimo lotto: completamento
sottomurazione argini e abbassamento profilo alveo
Sistemazione idraulica del rio Ruscarolo nel tratto
compreso tra il Campo sportivo (escluso) ed il ponte
di Via Giotto (escluso).
Sistemazione idraulica tratto di valle del torrente
Cantarena
Bacino torrente Sturla
Bacino torrente Fegino
Torrente Fegino: 3° lotto - 2° stralcio
TOTALE
40.300.000,00
29/10/2014
IVG.it – Le notizie dalla provincia di Savona Lettera del WWF a Burlando: “Cancellare il permesso di costruire a 3 metri dai fiumi” » IVG.it
Lettera del WWF a Burlando: “Cancellare il permesso di costruire
a 3 metri dai fiumi”
Scritto da Redazione il 8 novembre 2011 @ 17:20
Liguria. Revocare la norma che permette di costruire a soli 3 metri dai corsi d’acqua e rivedere
il regolamento regionale le cui norme mettono oggettivamente a rischio le popolazioni e le loro
attività. E’ questo, in sintesi, il contenuto di una lettera aperta del presidente del WWF Italia,
Stefano Leoni, al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, che in particolare fa
riferimento ad un provvedimento, pubblicato sul Bollettino regionale del 20 luglio 2011, con cui
è stato ridotto da 10 a 3 metri il limite minimo per costruire sui corsi d’acqua.
“Caro presidente Burlando – si legge nel documento – i fatti di questi giorni hanno
drammaticamente evidenziato l’estrema vulnerabilità di un territorio come quello ligure dove i
centri urbani anche di media e grande dimensione sono notoriamente localizzati in una fascia di
terra stretta tra la montagna e il mare. La cementificazione ed impermeabilizzazione del
territorio agiscono quindi da effetto moltiplicatore degli eventi atmosferici naturali.
“Proprio perché la sappiamo consapevole della pericolosità della situazione che anche oggi vede
il capoluogo regionale prostrato dall’ennesima alluvione, le chiediamo un gesto riparatore che
possa segnare anche una svolta nella gestione del territorio regionale a cominciare
dall’immediata cancellazione delle arbitrarie riduzione delle fasce di in edificabilità lungo i corsi
d’acqua in contrasto con le disposizioni del Codice dell’ambiente.
“L’art.115 del Codice dell’ambiente, come le è noto, stabilisce che ai fini anche della
conservazione della biodiversità della stabilizzazione delle sponde e della funzionalità dell’alveo
“… le regioni disciplinano gli interventi di trasformazione e di gestione del suolo e del
soprassuolo previsti nella fascia di almeno 10 metri dalla sponda di fiumi, laghi, stagni e lagune,
comunque vietando la copertura dei corsi d’acqua che non sia imposta da ragioni di tutela della
pubblica incolumità (…)”.
“La Regione Liguria ha recentemente infranto questo precetto con l’art. 4 del Regolamento
regionale n. 3 del 14 luglio 2011, disponendo che le fasce di tutela in cui è vietato costruire in
tutta la Liguria vengano ridotte da 10 sino a 3 metri nei centri urbani per corsi d’acqua di
carattere torrentizio, che nel loro basso corso sono già storicamente costretti nelle città da
coperture (peraltro anch’esse vietate se non per tutelare l’incolumità pubblica!), plateazioni,
tombinature e canalizzazioni artificiali”.
“Il WWF Italia – conclude Leoni – ritiene che tale disposizione sia illegittima oltre che pericolosa
visto che la storia della Liguria è caratterizzata dalla ricerca ossessiva e spesso eccessiva di aree
su cui sviluppare attività e insediamenti umani. Pertanto è necessario revocare
immediatamente tale provvedimento e procedere ad una revisione del regolamento regionale
per evitare rischi alle popolazioni e alle loro attività”.
Articolo stampato da IVG.it – Le notizie dalla provincia di Savona: http://www.ivg.it
URL articolo: http://www.ivg.it/2011/11/lettera-del-wwf-a-burlando%e2%80%9ccancellare-il-permesso-di-costruire-a-3-metri-dai-fiumi%e2%80%9d/
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