9_12_2014 - CGIL Basilicata

RASSEGNASTAMPA
RASSEGNASTAMPA
9 dicembre 2014
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
ANNO 14 - N. 339 - e 1,20
Direzione: Edizioni Proposta sud s.r.l. Via Annarumma, 39/A - 83100 - Avellino
Redazione di POTENZA,: via Nazario Sauro 102, 85100 - Potenza (PZ) - tel. 0971 69309 - fax 0971 476797 - email [email protected]
Redazione di MATERA: Piazza Mulino 15, 75100 - Matera (MT) - tel. 0835 256440 - fax 0835 256466 - email [email protected]
Martedì 9 dicembre 2014
POTENZA Annullato il trofeo organizzato nel piazzale della Regione
Investito durante lo slalom
Una gamba fratturata per un giovane spettatore di 20 anni
GIACUMMO a pagina 20
L’auto davanti al muretto dove era seduto il ragazzo
Il cantautore lucano muore sul palco, durante un concerto a Policoro
Un infarto fulminante mentre regala il suo successo più grande
L’ultimo canto
dell’usignolo
di Lagonegro
Lo strazio della moglie Laura e dei figli
e il dolore di molti artisti italiani
Polemiche per i tanti video che fermano
il momento del malore e le sue ultime parole
Domani i funerali nella sua città
La Basilicata perde
il suo cantante più grande
di ANDREA DI CONSOLI
IL più grande cantante della storia della
Basilicata è morto. L’autore delle colonne
sonore di alcune generazioni di lucani –
per non dire dell’intera Italia – se n’è andato prematuramente accasciandosi su un
palco di Policoro.
continua a pagina 9
AGATA, ALTAVISTA E FALABELLA alle pagine 6, 7, 8 e 9
VI SEGNALIAMO:
INCHIESTA CROCE ROSSA
«Volontario a Melfi?
Ma se vivo a Milano»
I testi confermano i sospetti
sui brogli alle elezioni
Un volontario della Croce rossa lucana
durante un’esercitazione
a pagina 18
SBLOCCA ITALIA
Il presidente Pittella
agli studenti:
«Anche grazie a loro
le cose cambiate»
a pagina 10
Oggi a Potenza e domani a Matera
il Quotidiano in abbinata con T>energy
Conoscere innanzitutto. Per capire e per discutere
LUCIA SERINO alle pagine 14 e 15
MATERA
Via Annunziatella
Stop ai lavori
per le festività
Aiuto al commercio
QUARTO a pagina 26
SPORT
BASKET A2 SILVER
Bawer tutto in bilico
Di Lorenzo è a rischio
Poi si guarderà al mercato
Di Lorenzo
VOLLEY A2 UOMINI
La Domar Matera
vince a Reggio Emilia
e risale la classifica
Pinelli e
Bortolozzo
41209
9
771974
617259
Marcello
Pittella
I lavori a via
Annunziatella
RASSEGNASTAMPA
Martedì 9 dicembre 2014
TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90
La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30
Con libro «Festeggiamo il Natale» A 8,00
Con Cd «Gran Concerto di Natale» A 6,00
LA GAZZETTA
DI
PUGLIA - CORRIERE
DELLE
Quotidiano fondato nel 1887
PUGLIE
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
TA R A N TO
Edisud S.p.A. - Redazione, Amministrazione, Tipografia e Stampa: Viale Scipione l’Africano 264 - 70124 Bari. Sede centrale di Bari
(prefisso 080): Informazioni 5470200 - Direzione Generale 5470316 - Direzione Politica 5470250 (direzione [email protected]) - Segreteria di Redazione 5470400 ([email protected]) - Cronaca di Bari 5470430-431
([email protected]) - Cronache italiane 5470413 ([email protected]) - Economia 5470265
([email protected]) - Esteri 5470247 ([email protected]) - Interni 5470209 ([email protected]) - Regioni 5470364 ([email protected]) - Spettacoli 5470418
(cultura.e.spettacoli@gazzettamezzogiorni,it) - Speciali 5470448 ([email protected]) - Sport
5470225 ([email protected]) - Vita Culturale 5470239 ([email protected]).
Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 127° Numero 338
FESTA ORGANIZZATA IN UN CASOLARE ABBANDONATO SULLA VIA PER ORIA
Rave party interrotto
dall’arrivo della polizia
Manduria, identificati oltre 70 partecipanti
MASSARI IN CRONACA DI TARANTO >>
RIMBORSI SPESE INCHIESTA DELLA FINANZA. LA PROCURA: TRUFFA E PECULATO
Indagato a Bari
Monteforte
l’ex manager
dell’Acquedotto
MANDURIA Interrotto un rave party
SCAGLIARINI A PAGINA 7 >>
BARI La sede dell’Acquedotto
MAFIA CAPITALE DOMANI NUOVI INTERROGATORI. IL MINISTRO ALFANO: VALUTEREMO IL DA FARSI. BERLUSCONI: NECESSARIO FARE PULIZIA POLICORO NATO A LAGONEGRO, AVEVA 60 ANNI. IL DOLORE DEI FAN
a Mango
Renzi: via i ladri da Roma Addio
stroncato sul palco
E ai giovani dem dice: «Prendere tangenti è la cosa peggiore»
Alemanno si difende: mai soldi all’estero e la Procura conferma
FUTURO IN BILICO
BISOGNA CURARE
LE CAUSE
NON I SINTOMI
DEL MALAFFARE
Vertice con la Guidi e col premier
N
SEGUE A PAGINA 33 >>
SE NE È ANDATO
CON LA CANZONE
PIÙ FAMOSA
SULLE LABBRA
Ilva, oggi e domani
incontri decisivi
di GIUSEPPE DE TOMASO
on si capisce perché
anziché iniziare l'attività di governo con i
tagli alla spesa pubblica suggeriti dal commissario alla
spending review Carlo Cottarelli,
il presidente del Consiglio abbia
scelto di esordire con la riforma
del Senato. Solo adesso Matteo
Renzi sembra orientato ad azionare le forbici per potare la foresta
inestricabile delle diecimila società pubbliche locali, ma le intenzioni del premier paiono dettate
più dall'esigenza di dire qualcosa
dopo lo scandalo di Mafia Capitale
che dalla reale convinzione di
cambiare verso nei pozzi senza
fondo della finanza pubblica italiana.
Nessuno, o quasi, all'indomani
delle rivelazioni sugli intrecci perversi tra il Comune capitolino, le
imprese che vivono di incentivi e
la criminalità organizzata, ha invocato una salutare rasoiata che
recidesse alla radice il problema.
mentre cantava
l Sarà una settimana forse decisiva per il futuro del siderurgico di Taranto. Scade il 19 dicembre la proposta d’acquisto non vincolante del
gruppo Arcelor-Mittal. E intanto occorre garantire all’azienda la liquidità per poter provvedere al
pagamento di stipendi e tredicesime. Forse ci sarà
anche il premier Renzi, oltre al commissario designato a succedere a Gnudi, Guerra, ai due vertici in calendario oggi e domani a palazzo Chigi.
SERVIZI DA PAGINA 2 A 5 >>
PUGLIA, PROTESTE
Concorso alla Regione
gli orali si fanno a Roma
A PAGINA 7 >>
MAZZA A PAGINA 6 >>
di UGO SBISÀ
I
ADDIO Mango in concerto
MELE CON ALTRI SERVIZI A PAG. 37 >>
AD UNA SVOLTA IL GIALLO DEL BAMBINO UCCISO
Loris, la madre fermata per omicidio
Il marito: se è stata davvero lei, mi cade il mondo addosso
ASL PUGLIESI
C’è la lista dei prescelti
nomine fra sette giorni
A PAGINA 9 >>
n un mondo come quello
dello spettacolo, popolato
da mille superstizioni, nessun artista confesserebbe
mai in che modo vorrebbe morire, ma più o meno tutti - pur
desiderando di essere eterni - sarebbero felici di finire come Pino
Mango: davanti al proprio pubblico, sul palcoscenico e possibilmente nel momento clou della
serata. Allo sfortunato cantante
lucano, sessant’anni da poco
compiuti, è andata proprio così:
aveva appena cantato Oro, la sua
canzone più nota, quando ha ceduto al malore che, nel giro di
pochi minuti, lo avrebbe stroncato. E il tutto è accaduto a Policoro, appunto in quella Basilicata nella quale aveva mosso i
suoi primi passi e dalla quale non
si era mai voluto allontanare,
scegliendo di risiedere con la propria famiglia nella natìa Lagonegro, per mantenere più solido
il rapporto con le proprie radici.
SEGUE A PAGINA 33 >>
OGGI CON LA «GAZZETTA»
CHAMPIONS PUNTA AL SORPASSO
Un Rapporto Sud
di sedici pagine
focus sulla Puglia
Notte della verità
per la Juve: obiettivo
battere l’Atletico
l Un Rapporto Sud puntato sulla Puglia che resiste alla crisi, pur
subendone i contraccolpi. Le sedici pagine che la Gazzetta dedica
oggi al nostro Mezzogiorno si
aprono con un’analisi dell’economista ed ex ministro degli Esteri e
della Difesa, Antonio Martino. Il
calo demografico - sostiene - ci priva di prezioso capitale umano, ma
alcune imprese meridionali hanno imparato a competere nel mercato globale.
l Gli ottavi di Champions sono
a un passo, e la Juve questa volta
non può perderli. Gioca in casa,
contro un avversario - l’Atletico
Madrid - già qualificato, anche se
deciso a non perdere il primo posto del girone. Scenario diverso da
quello di un anno fa: il campo pantano di Istanbul, la partita interrotta per la neve e ripresa il giorno
dopo, il gol-beffa di Sneijder, il Galatasaray promosso e la Juve spedita in Europa league.
DA PAGINA 15 A 29 >>
GIALLO LORIS La madre, con il capo coperto, prelevata da casa per andare in Procura a Ragusa
l Omicidio aggravato e occultamento di
cadavere: per questi reati, dopo oltre sei ore
di interrogatorio, intorno a mezzanotte è stata sottoposta a fermo la mamma del piccolo
Loris, Veronica Panarello. Troppi «buchi»,
troppe contraddizioni nella ricostruzione di
quanto avvenuto la mattina in cui il suo bimbo è stato ucciso. La donna avrebbe agito da
sola. Il marito: mi cade il mondo addosso.
SERVIZI A PAGINA 13 >>
SERVIZIO NELLO SPORT >>
RASSEGNASTAMPA
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887
Martedì 9 dicembre 2014
www.lagazzettadelmezzogiorno.it
LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATERA
Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: [email protected]
Redazione Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 0835/251311 - Fax: 080/5502350 - Email: [email protected]
Pubblicità-Mediterranea S.p.a. Potenza e Matera: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 080/5485395 - Fax: 0971/274883
Necrologie: www.gazzettanecrologie.it - Gazzetta Affari: 800.659.659 - www.gazzettaffari.com
LE ALTRE REDAZIONI
Siamo presenti a: Anzi, Brienza, Calvello,
Corleto Perticara, Francavilla in Sinni
Bari:
Barletta:
080/5470430
0883/341011
Foggia:
Brindisi:
0881/779911
0831/223111
Lecce:
Taranto:
0832/463911
099/4580211
ABBONAMENTI: tutti i giorni esclusi i festivi: ann. Euro 260,00; sem. Euro 140,00; trim. Euro 80,00. Compresi i festivi: ann. Euro 290,00; sem. Euro 160,00;
trim. Euro 90,00. Sola edizione del lunedì: ann. Euro 55,00; sem Euro 30,00. Estero: stesse tariffe più spese postali, secondo destinazione. Per info: tel.
080/5470205, dal lunedì al venerdì, 09,30-13,30, fax 080/5470227, e-mail [email protected]. Copia arretrata: Euro 2,40. Tel 080/5470213
MORTE IN SCENA SUL PALCO DI POLICORO UN INFARTO HA SPENTO LA SUA GRANDE VOCE. SU YOUTUBE IL VIDEO DEL MALORE: È POLEMICA
Addio a Pino Mango
«Oro» della Basilicata
Cordoglio per la morte del cantante. Domani i funerali a Lagonegro
LAGONEGRO L’arrivo di Pittella nella casa di Mango [foto Tony Vece]
L’ULTIMO
CANTO
DI UN ARTISTA
LUCANO
QUANDO
PORTAVI IL DISCO
PER IL JUKE BOX
DI RIVELLO
RACCONTAVA
L’ANIMA
LA BELLEZZA
E L’INCANTO
di MIMMO SAMMARTINO
di ULDERICO PESCE
di MARCELLO PITTELLA
A
ndarsene mentre si è
in scena, è il sogno degli artisti. Un modo per
rendere forse meno penosa la ferita della scomparsa. Pino Mango, 60 anni compiuti il 6
novembre, originario di Lagonegro, bandiera lucana nel mondo
della musica, ha chiuso gli occhi
così, su un palcoscenico a Policoro, mentre cantava in uno spettacolo di beneficenza.
Aveva una voce particolare,
Mango. Un canto raffinato che è
stato la cifra del suo percorso artistico (di cantante e di autore) sin
dagli anni Ottanta, quando ha raggiunto la popolarità con brani come «Lei verrà», «Bella d’estate»
(scritta con Lucio Dalla), «Il viaggio» (brano con cui, nel 1985, ottenne il premio della critica a Sanremo) e «Oro», la canzone del
congedo. Artista autentico, ma anche persona gentile e generosa,
compagno di viaggio per tanti musicisti. Sempre umano. Pronto a
sostenere le battaglie solidali: dalla ricerca contro le malattie al ricordo di qualche amico musicista
prematuramente scomparso: come il batterista Giancarlo Picerni
(2004) o il tecnico del suono (e oboista) Pasquale Trivigno (2006).
Compagni di strada e di talento.
Mango se n’è andato nel cuore
di un suo concerto. Ha lasciato la
famiglia, gli amici, i fan, e chi gli
voleva bene, senza parole. Increduli. Se n’è andato senza preavviso, con una canzone sulle labbra.
Ha lasciato per saluto una musica,
un esempio, un po’ di nostalgia.
ATTORE E REGISTA
GOVERNATORE
aro Pino, l’altra notte, mentre salivi sul
palco a Policoro e,
per raccogliere fondi
per i bambini che muoiono di
fame in Africa, cantavi «Oro»,
Nicoletta, la ragazza con cui
lavoro e con la quale condividiamo un amore viscerale
per te, mi ha telefonato per
farmi ascoltare la tua voce. In
diretta telefonica ho sentito le
tue ultime note. Poi ti sei accasciato.
Caro Pino, ero un ragazzo e
venivi al mio paese, Rivello,
poco distante dal tuo, Lagonegro, a portare il 45 giri di
«Oro» che il bar faceva risuonare nel juke-box. Imparavamo
a conoscere il mistero della tua
voce. I sacrifici che facevi con
tuo fratello Armando erano visibili. Poi imparò a conoscerti
tutta l’Italia. Qualche anno dopo uscì una canzone che mi
straziava, era appena morta
tua madre e scrivesti «Mia Madre». Era difficile non commuoversi quando la ricordavi
cantando: «Che luce sei dentro
questi anni miei». E mi dispiaceva che tua madre che ti
aveva visto lavorare e lottare
poi non aveva avuto la possibilità di assistere al tuo trionfo nazionale. Caro Pino non
credere che te ne vai, ancora
troppo giovane, nell’ombra. Resterai vivo dentro di noi, di
tanti, la tua voce rimarrà nelle
nostre ossa. Un abbraccio fortissimo alla tua famiglia
ddio Mango. Lucano
autentico, voce unica
per generazioni come
la mia ed esempio per i
talenti che verranno. Era un poeta, un uomo colto, che faceva onore alla Basilicata e a tutto quel
mediterraneo che bene aveva cantato, raccontandone l’anima, la
bellezza, l’incanto. Era incontestabilmente la voce più bella della
nostra terra e se n’è andato lasciandoci il cuore pieno di nostalgia, pur certi che un pezzetto della
sua arte rimarrà in ogni persona
che lo ha conosciuto, che delle sue
canzoni, e con le sue canzoni, si è
innamorata. La Basilicata era la
sua culla ma anche il suo porto
sicuro, ed è anche la terra in cui
ha lasciato questo mondo.
Prendo in prestito le parole dal
lucano Andrea di Consoli che di
lui, in un bellissimo pensiero di
commiato, lo definisce uno che
«Aveva saputo amare la sua terra
senza farne motivo di ideologia,
di moina psicologica, di rabbia.
Era normalmente, naturalmente
lucano». E spero che da lì possa
continuare a ispirare il cammino
dei tanti giovani lucani che sognano i palchi e sperano che la
passione per la musica possa trasformarsi in un lavoro. Alla famiglia, ai suoi amici, al suo staff
va il mio pensiero in queste ore
dove la tristezza per la scomparsa
viene accompagnata dall’incredibile affetto che stanno dimostrando per lui i suoi fan, i suoi amici
cantanti, i lucani e gli italiani tutti.
C
ARTISTA Mango aveva 60 anni. L’ultimo suo cd conteneva brani famosi reinterpretati
Mogol, Claudio Baglioni, Eros
Ramazzotti e tanti altri big della
musica leggera italiana lo
ricordano con affetto e stima
l Le prime note di «Oro», uno dei suoi brani più
famosi, poi l’interruzione, il braccio destro alzato e
uno «scusate» rivolto al pubblico prima del malore
mentre era alla tastiera. È quello a cui ha assistito
domenica sera il pubblico del «Pala Ercole» di
Policoro nei momenti precedenti all’infarto che ha
stroncato il cantante Mango, al termine di un
concerto per beneficenza intitolato «Solidarietà e
integrazione: insieme costruiremo un mondo a
colori». Molti big della canzone italiana, da Ramazzotti a Baglioni e Mogol, si sono stretti attorno
alla famiglia di Mango, a cominciare dalla moglie
e dai suoi due figli. I funerali sono in programma
domani, alle 11, a Lagonegro.
SERVIZI NELLE PAGINE II, III E IN NAZIONALE PAGINA 37 >>
L’INTERVISTA GIORNI DI INCONTRI SUL FUTURO DEL COMUNE
A
TALENTI LUCANI È UNO DEI 21 FOTOGRAFI SELEZIONATI IN ITALIA AUTOMOBILISMO FRATTURA A UNA GAMBA PER UN 20ENNE
Il sindaco Dario De Luca Le foto di Arcangelo Palese Mini-slalom a Potenza
«Un governo di rinascita» raccontano la Basilicata travolto uno spettatore
MUNICIPIO
A sinistra il
sindaco di
Potenza,
Dario De
Luca
[foto Tony Vece]
.
SERVIZIO A PAGINA V >>
IMMAGINI Arcangelo Palese
l Le istantanee di un fotografo
potentino, Arcangelo Palese, sono
state scelte, nell’ambito del progetto Discover, come racconto
della Basilicata. Il progetto «Discover the other Italy» ha promosso una mostra itinerante scegliendo 21 fotografi che propongono, con dieci loro scatti, il loro
territorio. La mostra, nello scorso agosto, è già stata allestita a
Olbia, Costa Smeralda, all’Art
Port Gallery.
SERVIZIO A PAGINA VIII >>
INCIDENTE L’auto che ha investito lo spettatore [foto Tony Vece]
SERVIZIO A PAGINA VII >>
RASSEGNASTAMPA
1,30
Anno 91 n. 201
Giovedì 31 Luglio 2014
Odio gli indifferenti. Credo che vivere
voglia dire essere partigiani. Chi vive
veramente non può non essere
cittadino e partigiano. L’indifferenza è
abulia, è parassitismo, è vigliaccheria,
non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
Alcuni piagnucolano pietosamente,
altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia
volontà, sarebbe successo ciò che è
successo?
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi
non parteggia, odio gli indifferenti.
L’Unità
è viva
Antonio Gramsci 11 febbraio 1917
RASSEGNASTAMPA
2 PRIMO PIANO
Martedì 9 dicembre 2014
POLITICA E SCANDALI
LA MAFIA NELLA CITTÀ ETERNA
«Usiamo il partito per affrontare
questioni importanti e non per
prendere uno strapuntino»
IL PREMIER
Matteo Renzi
ieri alla
«Leopoldina»
.
Renzi striglia i giovani dem
«Le tangenti sono il peggio»
Il premier non cita il sindaco ma avverte: non lasceremo Roma ai ladri
l ROMA. Per Matteo Renzi non fa
differenza se dalla «terra di mezzo»
emergerà un sistema criminale di
«tangentisti all’amatriciana o di mafiosi». L’urgenza del premier è duplice: da un lato che la giustizia «faccia rapidamente i processi e chi è
colpevole paghi fino all’ultimo centesimo e all’ultimo giorno». Dall’altro che il Pd, facendo «pulizia», dimostri la sua differenza rispetto agli
partiti. «Non lasceremo Roma in mano ai ladri», assicura il premier davanti ad una platea di giovani dem
scossi dall’inchiesta capitolina.
E' difficile per il leader Pd chiamare, proprio a Roma, al senso alto
della politica in un momento in cui
monta lo sdegno tra militanti ed elettori.
Il premier non edulcora le colpe di
dirigenti romani finiti nell’inchiesta, ma può dimostrare, dal commissariamento del Mose alle scelte sull'Expo, che il Pd è tempestivo nell’eliminare le mele marce.
Nella capitale la pulizia è affidata
a Matteo Orfini, che passerà al se-
taccio il partito, e al sindaco Ignazio
Marino, che ieri alla «Leopoldina»
dei giovani Pd, Renzi non nomina,
ma gli ha dato la piena fiducia
nell’andare avanti e far rialzare la
testa a Roma. «Non consentiremo a
nessuno nel Pd – sostiene il premier –
di mettere in discussione ciò che siamo e quanto abbiamo fatto. Teniamo
pulito perchè Roma è troppo grande
e bella per lasciarla a gentaccia là
fuori».
Essere garantisti per il presidente
del Consiglio vuol dire questo: chi ha
sbagliato «paghi», ma al tempo stesso non si può confondere una tangente, «la cosa peggiore per un politico», con un selfie, come la fotografia che ritrae il ministro Giuliano
Poletti a cena con Salvatore Buzzi.
Non fare di tutta l’erba un fascio è
l’unico modo per evitare che alla fine
nessuno paghi.
Ma per far tornare Roma «grande
e bella», Renzi chiama i dirigenti, a
partire dai giovani, a credere nella
politica sana, quella che prende di
petto i «temi grandi e veri» senza
guardare a interessi di parte o di
corrente.
«Chi se ne frega – incita - se uno è
renziano, civatiano o cuperliano,
usiamo il partito per affrontare questioni importanti e non per prendere
uno strapuntino e diventare consigliere di quartiere e via più su. La
politica o è passione o è tristezza».
Così come il premier respinge la
«demagogia» di Matteo Salvini. «Noi
abbiamo smantellato i campi rom e
ora diamo 200 milioni alle periferie, i
problemi si risolvono con il pragmatismo di chi da 20 anni ti rappresenta, ma non è stato in grado di
risolvere problemi».
E considera archiviata l’anti-politica M5S: «Grazie a noi Grillo è
tornato a fare i tour» cosa di cui «non
dico la cultura, ma lo spettacolo si
gioverà...».
Renzi, dopo un anno alla guida del
Pd e dieci mesi al governo, crede
ancora che politica significhi «cambiare le cose» e che il Pd sia «l'unico
in grado» di rialzare l’Italia.
Il premier elenca le principali ri-
forme del suo governo, dal jobs act
alla legge elettorale fino alla scuola
per la quale «ora faremo sul serio
senza ammuine». Un’agenda di riforme che per il premier certifica
l’impegno del governo a cambiare
l’Italia e anche l’Europa. «Andiamo
a testa alta – è l’altolà ad Angela
Merkel – e senza chiedere scusa se
esisto. L’Ue non è solo un insieme di
vincoli e spread, un accordo notarile,
ma prima di tutto una comunità».
Da Forza Italia la «battuta» del sen.
Francesco Giro: «Renzi non ha mai
citato il sindaco di Roma. Anzi ha
ricordato il licenziamento politico
del sindaco di Venezia Orsoni dopo
la vicenda del Mose e ha difeso solo il
ministro del lavoro Poletti senza citarne il nome per il caso della sua
fotografia insieme a Buzzi. Poletti è
senz'altro persona perbene, ma Renzi poteva fare almeno un cenno di
autocritica sul collateralismo politico fra Lega delle coop e Pd. Dopo il
discorso di oggi di Renzi prepariamoci al voto a Roma!».
Cristina Ferrulli
OGGI IN COMMISSIONE
Sciogliere la giunta?
Alfano non lo esclude
Il ministro: partiti antenne sul territorio
l ROMA. Sulla situazione in Campidoglio
all’indomani della bufera sollevata dall’inchiesta Mafia Capitale «ho parlato con il
Prefetto, che ha studiato le carte. Valuteremo il
da farsi», ha detto il ministro dell’Inter no,
Angelino Alfano. «Credo – ha aggiunto – ci
debba essere un giudizio tecnico da cui deve
nascere la proposta di sciogliere la Giunta
comunale, ma sta emergendo un quadro che
investe anche amministrazioni precedenti:
quella di Gianni Alemanno e anche la precedente».
«I partiti sul territorio devono avere antenne sensibili. Non devono essere i commissari del posto a dire che una persona è
IL CARROCCIO LA MISSIONE RUSSA DEL SEGRETARIO
LA STRATEGIA DEI 5STELLE SI TENTA IL DIALOGO CON I DISSIDENTI CHE HANNO PARTECIPATO ALL’OPEN DAY. MA RESTANO LE PORTE CHIUSE AL PD
Salvini attacca da Mosca
«La Merkel ha ragione
dal governo solo errori»
Al via i «banchetti» per il referendum sull’euro. Il 16 il leader a Strasburgo
l MOSCA. Matteo Salvini vola a Mosca per consolidare l’alleanza tra la sua Lega e lo «zar» Vladimir
Putin, che potrebbe incontrare (di nuovo) all’inizio del
prossimo anno. E dalla capitale russa il leader del Carroccio non si risparmia l’ennesimo affondo contro il
presidente del Consiglio Matteo Renzi: la Merkel – afferma in un incontro con la stampa italiana – «ha ragione quando dice che il governo Renzi non ha fatto un
accidenti».
Il numero uno della Lega coglie al balzo le critiche
fatte piovere su Italia e Francia dalla cancelliera tedesca,
secondo cui le riforme in questi due grandi Paesi Ue sono
insufficienti. Ma poi si scaglia anche – come d’abitudine
– contro l’Unione europea, sostenendo che Frau Merkel
«ha ripreso un giudizio della Commissione europea»,
che «se si facesse gli affaracci suoi sarebbe sicuramente
meglio per tutti». Salvini è ufficialmente a Mosca per un
convegno alla Duma contro le sanzioni occidentali che
hanno colpito la Russia per il suo ruolo nella crisi
ucraina: misure restrittive a cui il Cremlino ha risposto
con delle contro-sanzioni che limitano le importazioni di
prodotti alimentari dai Paesi occidentali.
E per Salvini è tutta colpa di Bruxelles e Washington:
«Le grida di aiuto di migliaia di imprenditori italiani che
rischiano di perdere tutto per colpa di queste sanzioni
sono quotidiane», ha denunciato. E sulla cancellazione
del gasdotto South Stream si dice dispiaciuto «che qualcuno non ritenga più strategici investimenti» del genere.
"E questo qualcuno – tuona – sta evidentemente in Italia
e a Bruxelles, non a Mosca".
Nella capitale russa però Salvini ha anche incontrato
il presidente della Commissione affari esteri della Duma, Alexiei Pushkov. E nel pomeriggio ha in programma
un’intervista a Sputnik, il nuovo network mediatico
della propaganda del Cremlino. I contatti tra la Lega e il
partito Russia Unita di Vladimir Putin insomma sono
sempre più fitti, e i due movimenti politici potrebbero
firmare già il prossimo anno un protocollo d’intesa a
livello internazionale: un accordo che vedrebbe Salvini
prendere davvero il posto di Silvio Berlusconi nel ruolo
di «amico italiano» del presidente russo. Del resto, il
leader del Carroccio ha già incontrato Putin a Milano in
via riservata il 17 ottobre. E un altro incontro "ci sarà",
precisa lui stesso. Anche se la data non è ancora stata
fissata. Salvini ribadisce però che dalla Russia il suo
partito non ha «mai ricevuto una lira».
Giuseppe Agliastro
Grillo lavora al dopo-Parma
l ROMA. A muso duro contro Renzi e
sullo scandalo «Mafia Capitale» e a vele
spiegate sul «firma day»: l'avvio della
raccolta di firme contro l’euro. Il M5s di
Grillo e Casaleggio guarda a queste iniziative per «deviare» l'attenzione mediatica dall’iniziativa di Pizzarotti a Parma
e cercare di rilanciare il Movimento alla
battaglia. Attaccato da Renzi, il leader
M5s replica indignato: «Solo chi non ha
mai fatto nulla in vita sua può permettersi di sbeffeggiare chi lavora».
La parola d’ordine del M5s, ora che
l’Open Day pizzarottiano è alle spalle, è
guardare avanti in vista di nuove iniziative.
Il 13 dicembre ci sarà l’apertura dei
banchetti per la raccolta delle firme e poi
il 16 Grillo andrà a Strasburgo per condividere con l’EFDD e gli altri gruppi del
Parlamento europeo le iniziative del Movimento sull'euro: «Capiranno che facciamo sul serio» avverte. Il sindaco di
Parma, però, non ci sta e il giorno dopo la
kermesse fa il suo bilancio sull'iniziativa: parla di una giornata «incredibile»,
di un «bellissimo dibattito» in cui è stata
affrontata anche «una discussione critica su cosa vuol dire stare in maggioranza».
Soprattutto, mette le mani avanti Pizzarotti: «Chi era presente non è meno
attivista di altri. Ci siamo detti che eventi di questo tipo ne servono sempre di
più». Domani pomeriggio, a Roma, deputati e senatori torneranno a riunirsi
in «congiunta» per provare, ancora una
volta, a tornare a parlare di «politica».
All’ordine del giorno ci sono ancora
temi centrali rimasti insoluti: la posizione da prendere sulle riforme e sul
prossimo voto per il Quirinale. Argomenti passati per troppe volte in secondo piano a causa delle urgenze interne
delle ultime settimane su cui probabilmente torneranno i componenti del direttorio con proposte sia sull'organiz-
zazione del territorio, sia della comunicazione sul blog.
Espulsioni permettendo (quattro deputati devono ancora rendicontare) e alla luce del dibattito parmense, c'è da
ragionare sui voti in Parlamento. Con lo
scandalo romano sullo sfondo. Anche il
«dialogo», come dimostrano i fatti di Roma, è in realtà associazione per delinquere. Diffidiamo dalla parola «dialogo
in politica!» avverte però uno dei 5 componenti del Direttorio, Luigi Di Maio.
Lo scontro tra M5s e Pd è di nuovo alle
stelle. «Grillo torna a fare i suoi tour
grazie al vostro, al nostro lavoro. E questo è un bene per lo spettacolo» ironizza
Matteo Renzi da quella «Leopoldina» dei
giovani Pd che il deputato M5s Andrea
Colletti vede come ottima occasione,
scherza, per «agevolare la Polizia per
una retata». Sullo scandalo romano
Alessandro Di Battista, altro componente del direttorio, punta l’indice su Napolitano: «Roma passa Dar Cuppolone
alla Cupola e il Presidente non dice una
parola». Il collega Giuseppe D’Ambrosio
riserva invece la sua verve polemica sui
parlamentari che sono andati a Parma:
«La porta è sempre aperta e nessuno
tiene alcuno sotto ricatto dentro una
casa nella quale non ci si ritrova». Posizione condivisa dall’ormai sempre critico Paolo Becchi che questa volta, però,
spezza una lancia a favore di Grillo, «un
uomo sotto attacco addirittura da qualche esponente (miracolato) del movimento da lui stesso fondato». La gratitudine, annota, «non è una qualità molto diffusa in questo paese».
Francesca Chiri
A STRASBURGO Il
post di Beppe Grillo
sul suo profilo
Facebook con la
quale annuncia le
prossime mosse
del Movimento per
arrivare ad un
referendum
sull’euro. Il 13
dicembre saranno
aperti i banchetti
per la raccolta
delle firme e il 16
invece il leader
sarà al parlamento
europeo
.
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 3
Martedì 9 dicembre 2014
Si studia la strategia, tra raccolta di
firme contro la giunta e un presidio
fisso davanti al Campidoglio
LA DIRETTA
Segui gli aggiornamenti sul telefonino. Le istruzioni sono a pagina 33
Berlusconi «vede» le urne
«È necessario fare pulizia»
Il Cav incontra i «fedelissimi». Gli azzurri temono l’avanzata della Lega
chiacchierata», ha aggiunto il ministro. «Lì
c'erano esponenti del Pd, Fratelli d’Italia. Mi
ha colpito – ha osservato – la continuità
nell’ambito del diverso colore politico e la
capacità di trovare un aggancio sentendosi
sempre e comunque forti».
«Come topi nel formaggio, queste persone si
annidavano in tutte le forze politiche. Il formaggio era dalla gestione delle strade, ai
campi Rom. Ci si sono buttati. Per quante leggi
vengano firmate in Italia, non c'è un livello di
consapevolezza tale – ha osservato Alfano – da
sapere che i soldi rubati ti verranno tolti.
Parlo da uomo politico e non da ministro: la
mia sensazione è che queste persone tendessero ad allargare il formaggio per mangiare di più. Per chi, come me, fa una politica
onesta, non ruba, questi soggetti – ha proseguito il ministro – fanno un enorme danno.
Noi che lottiamo per lasciare ai nostri figli un
Paese migliore, proviamo un sentimento di
indignazione grandissimo e la nostra battaglia
è la certezza della pena per chi verrà condannato».
l ROMA. Insistere nella richiesta
di elezioni anticipate e, contemporaneamente, individuare persone
nuove da «innestare» in Forza Italia. L’input di Silvio Berlusconi, per
affrontare lo scandalo di «Mafia Capitale», è chiaro e ieri sera l’ex premier ne ha discusso in summit ad
Arcore con i suoi più stretti consiglieri. Per tutto il giorno il Cavaliere ha tenuto i contatti con i
dirigenti romani del partito e la
riunione convocata a villa San Martino aveva tra i punti all’ordine del
giorno proprio la discussione sulle
eventuali nuove iniziative per fare
pressing sulla giunta capitolina e
costringere Marino a fare un passo
indietro. Tra le soluzioni che potrebbero essere prese in considerazione c'è quella di avviare una
raccolta di firme per le dimissioni
del sindaco, oppure altra possibilità, quella di far fare un passo indietro a tutti i consiglieri dell’opposizione: una «mossa», spiegano i
dirigenti azzurri, che non ha senso
se non viene messa in pratica anche
dagli altri partiti. Infine non si fare di tutto per evitare di danesclude nemmeno la possibilità di neggiare troppo l’immagine di Fororganizzare in settimana una mo- za Italia in un momento in cui a
bilitazione davanti al Campidoglio. dominare la scena sono le liti e le
Insomma, l’intenzione dell’ex capo divisioni interne. E non è un caso
del governo è quelche a parlare sia
la di «cavalcare» la
Mariarosaria Rosvicenda per evitasi, tesoriera del
re che lo spazio
partito e tra le permediatico sia ocsone più vicine al
cupato solo da
Cavaliere. In una
Matteo
Salvini:
lunga nota la senon possiamo pernatrice azzurra
mettere che la Lechiede che si torni
ga – sarebbe il raalle urne al più
gionamento – sia
presto nella Capipercepita
come
tale, ma soprattutunico partito creto punta il dito
dibile.
contro l'abolizioCerto, Berlusco- FORZA ITALIA Silvio Berlusconi ne del finanziani continua a dirsi
mento pubblico ai
garantista: fino al terzo grado di partiti e l’ipotesi di inserire le pregiudizio non bisogna puntare il dito ferenze nella legge elettorale. Due
contro nessuno, avrebbe detto ai strumenti a detta della Rossi che
suoi. L’ex premier, però, spiega chi «possono favorire la corruzione».
lo conosce bene, sa perfettamente La strategia comunicativa consiche in un momento di disaffezione gliata a Berlusconi è dunque quella
dei cittadini dalla politica bisogna di continuare a picchiare duro chia-
mando in causa anche Matteo Renzi
che «non può cavarsela con la difesa
d’ufficio di Marino», attacca ad
esempio Giovanni Toti. Ad invocare un passo indietro del sindaco
di Roma è poi Maurizio Gasparri
che bolla il primo cittadino come
«irresponsabile nel voler andare
avanti quando è evidente che anche
l’amministrazione è coinvolta a pieno titolo». Duro anche il Mattinale,
la nota politica che fa capo a Renato
Brunetta: «Matteo sceglie di essere
solo segretario del Pd, che commissaria in modo tale da lavarsi la
coscienza e mantenere in vita un
sindaco la cui inettitudine è così
esagerata che forse lo consola della
propria». A fare da eco alla richiesta
di Forza Italia di dimissioni è anche
il Nuovo Centrodestra. Angelino
Alfano da ministro dell’Interno evita di intervenire sulla questione,
ma Fabrizio Cicchitto individua come unica soluzione possibile «l'autoscioglimento del consiglio» per
«far pronunciare i cittadini».
Yasmin Inangiray
CAMPIDOGLIO SOTTO ACCUSA OGGI VERTICE AL VIMINALE ALLA PRESENZA ANCHE DEL PREFETTO PECORARO PER AFFRONTARE IL TEMA ISPETTORI
Il Papa prega per la capitale
Marino non molla: «Ora una differenziata per separare i buoni dai cattivi»
IL SINDACO Ignazio Marino e Papa Francesco
.
l ROMA. Per Roma si muoverà il
Viminale ma ci saranno anche le preghiere del Papa. Ora in Campidoglio è
il momento della pulizia. E per questo
il sindaco Ignazio Marino è in contatto
col ministro Angelino Alfano e il prefetto Giuseppe Pecoraro - che oggi incontrerà, per affrontare il tema ispettori. Marino ha intenzione di accogliere ogni proposta per fugare ogni
dubbio sulla trasparenza della sua amministrazione. E così accanto ad un
personaggio di rilievo nel mondo della
legalità, un magistrato, che darà alla
giunta la certificazione trasparenza
sarebbero benvenuti anche gli ispet-
tori sui quali sta ragionando Prefettura in accordo col Viminale che si
aggiungeranno ai tecnici dell’anticorruzione di Raffaele Cantone.
Questo perchè ora bisogna fare
«una differenziata per separare i buoni dai cattivi», dice Ignazio Marino nel
giorno dell’Immacolata. E nel giorno
della tradizionale cerimonia alla presenza del Papa alla statua dell’Immacolata a due passi da piazza di Spagna
alcuni cittadini spronano il sindaco:
«Non mollare, resisti». E anche il Santo Padre assicura il suo sostegno spirituale al chirurgo dem: «Pregherò per
Roma», confida a Marino, che riba-
disce che proprio non si dimetterà anzi semmai si ricandiderà per il secondo mandato. Al fianco del «marziano»
Marino anche il governatore del Lazio
Nicola Zingaretti e il Pd, concorde con
Marino, favorevole ad un garante legalità in giunta, che arriverà tra una
settimana circa. «A Roma nuove figure di alta moralità per ripartire»,
sottolinea Gianni Cuperlo. M5S invece
continua a battere sul chiodo dimissioni, «Roma pasa “Dal cuppolone alla
cupola”«, scrive su Fb Alessandro Di
Battista, e la stesa cosa fa Forza Italia
tramite al sua portavoce Mara Carfagna, «il sindaco compia un gesto di
coraggio e lasci che il nuovo Campidoglio sia eletto con voti non contaminati».
Marino non raccoglie e lavora al suo
«trapianto di legalità»: dal rimpasto di
giunta che vedrà l’ingresso di un assessore alla Legalità – si pensa ad un
ex della magistratura o della Corte dei
Conti, o comunque ad una figura simbolo della lotta alla mafia – alla definizione dei criteri per la rotazione
dei dirigenti capitolini fino alla task-force guidata dell’assessore al Bilancio Silvia Scozzese che sta lavorando sul dossier degli appalti «opachi».
Davide Muscillo
L’INCHIESTA IL GRUPPO CRIMINALE AVEVA STRETTO RAPPORTI E CONOSCENZE A 360 GRADI
LE INDAGINI E LA PROCURA ALMENO IN QUESTO CASO CONFERMA LA TESI DEL’EX PRIMO CITTADINO
Contatti anche con il Vicariato e la Guardia di finanza
Alemanno: «Tradito da collaboratori infedeli
in vita mia mai portato soldi all’estero»
Nelle carte gli agganci eccellenti
l ROMA. Per la sistemazione di pendenze
proprie o di questioni in sospeso i collaboratori
di Massimo Carminati non esitavano a rivolgersi anche a conoscenze che operano in istituzioni di primissimo piano. Tra queste il Vicariato e la Guardia di Finanza.
Le carte dell’inchiesta giudiziaria sulla cupola mafiosa romana rivelano i particolari di
queste «iniziative». Ad esempio l'11 settembre
2013 Luca Odevaine, membro del Tavolo nazionale sui rifugiati al Viminale, chiese telefonicamente, si legge in una richiesta di proroga delle intercettazioni, a Tiziano Zuccolo,
camerlengo dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, se ci fossero
«novità dal Vicariato» a proposito di un intervento «in favore di una società riconducibile
al gruppo Pulcini». Zuccolo rispose di aver
«deciso di fare un passaggio alto, ma proprio
alto...».
Ed anche a fronte di una verifica fiscale delle
fiamme gialle nella Cooperativa 29 Giugno Salvatore Buzzi riferì a Carminati - dicono i Ros – di
aver interessato «terze persone affinchè, tramite
il generale Spaziante (ha recentemente patteggiato 4 anni per corruzione ndr) acquisissero
informazioni circa le motivazioni sottese» all’accertamento del 12 novembre 2012.
Insomma, il gruppo criminale che faceva capo
a Carminati era in grado di «spaziare» a 360
gradi approfittando della fitta rete di rapporti e
di conoscenze a Roma: dalla malavita spicciola a
personaggi inseriti ai più alti livelli. Circostanze
vere? Millanterie? Di certo il confine non è facile
da definire alla luce di singole frasi intercettate.
Come quelle pronunciate da Luca Odevaine sui
presunti viaggi di Gianni Alemanno in Argentina con valige piene di soldi. Parole, scrivono gli stessi Ros nell’informativa alla procura,
sulle quali, al momento, non ci sono riscontri.
l ROMA. «Io avevo messo in
guardia i miei collaboratori su
Massimo Carminati, mi hanno
giurato che non avevano a che fare
con lui: gli infedeli esistono, mi
hanno tradito». Gianni Alemanno
rigetta qualsiasi contatto con la
cupola romana e tantomeno col
capo del'organizzazione, l’ex Nar
Massimo Carminati. E bolla come
infondata la circostanza emersa
da un’intercettazione «dei miei
viaggi in Argentina per portare
soldi: lo conferma anche la Procura, e lo dicono anche le carte
dell’inchiesta che su questa questione gli inquirenti non hanno
avuto riscontri».
Anzi Alemanno, che è indagato
per associazione a delinquere di
stampo mafioso, attacca proprio
la «fonte» di questa circostanza,
ovvero Luca Odevaine, già vice
capo di gabinetto di Veltroni. «E'
una persona a me evidentemente
ostile e da me allontanato dagli
incarichi con il Comune di Roma». Dei viaggi di Alemanno e del
figlio in Argentina «con valigie
piene di contanti» infatti ne parla
Odevaine in un’intercettazione allegata alle carte dell’inchiesta della Procura di Roma.
«Non solo non ho mai portato
un euro fuori dalle frontiere ma ho
dovuto, come più volte spiegato,
vendere una casa e accendere un
mutuo per pagare i miei debiti
della mia campagna elettorale»,
rilancia Alemanno. Poi spiega che
già più di un anno e mezzo fa «leggendo l'inchiesta dell’Espresso»
sui nuovi Re di Roma, ovvero Carminati e sodali, «avevo messo in
guardia i miei e mi hanno giurato
che non avevano a che fare con
lui». Dalle carte dell’inchiesta però emerge che l’ex ad di Ente Eur e
ex braccio destro di Alemanno
Riccardo Mancini, Franco Panzironi ex ad di Ama e Antonio Lucarelli, ex capo della segreteria di
Alemanno, avevano rapporti con
Carminati. «Esistono i collaboratori infedeli - dice Alemanno - non
si può pensare che un sindaco conosca tutto dei suoi uomini. Lo
stesso problema ha avuto Veltroni
con Odevaine o Marino con Italo
Politano».
RASSEGNASTAMPA
4 PRIMO PIANO
Martedì 9 dicembre 2014
PRESSING EUROPEO
Il commissario Moscovici: «tutte le
opzioni restano aperte», comprese le
GOVERNO SOTTO OSSERVAZIONE sanzioni per chi non convincerà
Debito, l’Eurogruppo
chiede «misure efficaci»
Padoan: basta attuare la Legge di stabilità perché rilancerà l’economia
l BRUXELLES. Uno sforzo in più entro complicato il target di riduzione del debito
marzo per ridurre il debito, ma non una e il rispetto della regola», ma ricorda che
manovra né misure aggiuntive: l’Euro- «l’alto debito resta motivo di preoccupagruppo appoggia i timori della Commis- zione» e servono «misure efficaci per misione europea sulla legge di stabilità ita- gliorare lo sforzo strutturale». E ricorda
liana, che rischia di non rispettare le re- anche i numeri: «Lo sforzo strutturale
gole del Patto, e chiede al Governo di italiano nel 2015 sarà di 0,1%, mentre nel
muoversi prima del nuobraccio preventivo del
vo esame straordinario
Patto è richiesto lo 0,5%».
che Bruxelles ha fissato a
Questo vuol dire che il
marzo. Ma il ministro
'gap' da colmare è di 0,4%,
Pier Carlo Padoan precispiega il presidente
sa che non c’è «nessuna
dell’Eurogruppo Jeroen
richiesta di misure agDijsselbloem, e l’Italia da
giuntive: legge di stabilità
qui a marzo può farlo in
2015 attuata in modo eftre modi: «Nuove misure,
ficace rilancerà econooppure misure più effimia italiana».
caci, oppure con un acIn sostanza, i dubbi
cordo con la Commissiodell’Europa potrebbero
ne» magari sulla valutarisolversi con l’accelerazione dell’impatto delle
zione delle riforme che IL COMMISSARIO Moscovici
misure già prese o sui
darebbero più efficacia
tempi per vederne l’efalle misure già intraprese
fetto. «Tutto è possibile –
dal Governo. Tanto che l’Eurogruppo, più ha concluso – ma qualcosa va fatto».
duro con la Francia, chiede chiaramente a
Anche il commissario agli affari ecoParigi «misure aggiuntive», mentre all’Ita- nomici Pierre Moscovici invita l’Italia e gli
lia chiede solo «misure efficaci». Una dif- altri ad agire: «Ci auguriamo che le misure
ferenza di vocabolario che però riassume il siano prese, abbiamo mostrato gli scodiverso tipo di sforzo chiesto ai due Paesi. stamenti (tra quanto fatto e gli obiettivi,
I ministri dell’Eurozona, riuniti per ap- ndr), sottolineato che vanno ridotti e fisprovare i giudizi della Commissione sulle sato un calendario. Sappiamo tutti cosa
leggi di stabilità, hanno appoggiato la scel- succederebbe se le regole non venissero
ta di rinviare Francia, Italia e Belgio a rispettate», ha chiarito al termine della
marzo, ma hanno messo nero su bianco che riunione, ricordando che nonostante abbia
il tempo in più va utilizzato per fare quanto concesso più tempo ai tre, «tutte le opzioni
basta a convincere Bruxelles a non aprire restano aperte», comprese le sanzioni per
procedure. Nel caso dell’Italia l’Eurogrup- chi non convincerà. E ha precisato che i
po riconosce «che circostanze economiche Paesi devono muoversi entro il 23 gennaio
eccezionali e inflazione molto bassa hanno se vogliono che i loro sforzi siano presi in
Il debito in Area euro
Dati Eurostat relativi al II trim. 2014. Cifre in % del Pil
(dati non disponibili per alcuni Paesi)
ITALIA
133,8
129,4
Portogallo
116,7
Irlanda
95,2
Francia
82,6
Austria
Slovenia
78,3
Germania
75,4
75
Malta
69,6
Paesi Bassi
58,9
Finlandia
41,1
Lettonia
23,1
Lussemburgo
10,5
Estonia
92,7
Area Euro
Limite del Patto Ue
60
ANSA
considerazione nelle prossime previsioni
economiche.
Il ministro Padoan non è preoccupato,
ricorda che la legge di stabilità "attuata in
modo efficace rilancerà economia italiana", che l’Eurogruppo "apprezza l’agenda
italiana delle riforme" e sottolinea che gli
effetti sulla nostra economia dipendono
dalla loro "implementazione efficace e tempestiva". E' qui che si potrebbe infatti
trovare la chiave della trattativa con Bruxelles, che è sempre in corso: con i decreti
attuativi delle riforme approvate si accelera l’impatto delle misure e dunque il
loro effetto positivo sui conti.
Chiara De Felice
DOPO LA REAZIONE ITALIANA
La sorpresa di Berlino
«Noi stiamo con l’Ue»
l BERLINO. A Berlino ci si sorprende della reazione italiana a
una frase di Angela Merkel che
tutto sommato, dal punto di vista
tedesco, ribadiva l’ovvio. Il governo federale sta con Bruxelles, e
Roma nel suo percorso di riforme
deve fare i conti con la Commissione Ue, che ha segnalato i prossimi passi da fare ritenendo il suo
percorso per ora incompleto, non
con la Germania.
In cancelleria, all’indomani
dell’intervista alla Welt am Sonntag che ha provocato l’ennesimo
botta e risposta sulla crisi dell’eurozona, e titoli allarmati sui giornali del Belpaese, si cerca di lavorare alla reciproca comprensione, di stemperare interpretazioni mediatiche ritenute smisurate – a partire da una risposta
decontestualizzata che avrebbe
fatto perdere la nuance positiva
della risposta resa su Parigi e Roma – e le conseguenze politiche.
Il dubbio che Angela Merkel
abbia invece inasprito i toni, in
vista del congresso della Cdu che
affronterà oggi, qualcuno ce l’ha.
E lo fa pure presente. Anche se si
tratta di un’occasione facile politicamente «almeno a leggere
l’analisi di Spiegel» in cui la cancelliera potrebbe fare il bis senza
problemi, riuscendo in una nuova elezione plebiscitaria alla guida del suo partito (l’anno scorso
ottenne il 97% dei voti). Alla sua
destra spingono comunque gli
antieuro, che stanno già facendo
sbandare la Csu in proclami populisti (come la trovata dell’ultim’ora di imporre il tedesco nelle famiglie degli immigrati a casa
e nei luoghi pubblici, goffamente
ritirata). Il contesto politico interno potrebbe insomma spingere la cancelliera a presentarsi nella sua veste migliore: quella della
donna intransigente, che non la
fa fare franca a nessuno. Che la
politica interna possa influenzare il suo ragionamento europeo
«COSÌ NON VA!» È LO SLOGAN ELABORATO CONTRO LA RIFORMA DEL LAVORO E LA LEGGE DI STABILITÀ
Cgil e Uil si preparano
allo sciopero generale
sciopero nazionale per chiedere il rinnovo del contratto
della Pubblica amministrazione scaduto nel 2009. Lo sciopero generale, dalla data inizialmente prevista dalla Cgil
del 5 dicembre, tra le numerose
polemiche per la contiguità
con il Ponte dell’Immacolata è
stato posticipato al 12 dicembre
con l’adesione della Uil. Alla
protesta, che sarà articolata a
livello territoriale, aderisce anche l’Ugl. A determinare la
scelta di Cgil e Uil sono state
non solo le posizioni dell’esecutivo sul Jobs Act con l’asprissima battaglia sul’articolo 18 e
la legge di stabilità ma anche
ed in maniera determinante il
rifiuto del premier Renzi di
un’interlocuzione con le rappresentanze dei lavoratori.
«Rassegnarsi ed aspettare
non è la scelta che un sindacato
può fare perché significherebbe essere parte del problema,
invece noi siamo la soluzione»,
aveva detto Camusso proclamando lo sciopero. «La Cgil
trova davvero irresponsabile
che il governo sostenga e teorizzi che tutti i luoghi della
mediazione sociali vanno cancellati»; il premier «può stare
sereno, non abbiamo il rimpianto della concertazione, oggi è meno comprensibile qual è
la visione e il sogno del Paese»
rispetto al ‘90, «ma questo non
significa poter dire che non c’è
un luogo dove si contratta con i
sindacati. Contrattare è un temine nobile».
«Facciamo lo sciopero il 12 e
speriamo che il premier ci
ascolti», è tornato a sottolineare il neo segretario della Uil
Barbagallo. Sul jobs act infatti
la partita è ancora aperta con i
decreti attuativi da emanare e
che il governo sembrerebbe intenzionato a stilare in tempi
brevissimi. Il sindacato aspetta
una convocazione. «La partita
non è ancora del tutto chiusa:
facciamo lo sciopero il 12 dicembre sperando che questo
Governo ci dia ascolto», ha
spiegato nei giorni scorsi Barbagallo, precisando che in occasione del prossimo incontro
«porremo una condizione e
cioè che all’incontro partecipi
il Presidente del Consiglio, perchè sono stato a troppi incontri
con Ministri che non possono
decidere: chi si assume le responsabilità venga a dirci cosa
vuole fare».
new
Sistemi
I
ANNO XVII re 2014
10 settemb
it
.gazeco.
a - www
li della P
ici e socia
econom
NO
LTATI SO
POSITIVI
eari
nti baln ata
e
im
il
b
alv
Sta
a si è s
la Pugli
mazione
ale di infor
Settiman
I DATI
È
economic
SICILIA E
n CON
NA I RISU
SARDEG
ESCIUTA
ED È CR
Anno 4
Quotidiano
mbre
11 sette
Giovedì
PER
LA
PUBBLICITÀ
SU
G
est
Sua ma
l’email
RKETING
I DI MA
LLE AZION
ERITO NE
O PREF
MENT
LO STRU
O
ALL’INTERN
8 PAGINE
RONICA E MECCAT
MENTARE
l ROMA. Al via la settimana
più calda per i rapporti tra
governo e sindacato con Cgil e
Uil al lavoro in vista dello sciopero generale proclamato dalle
due confederazioni per venerdì
prossimo. «Così non va!» è lo
slogan scelto per la protesta
organizzata contro la riforma
della pubblica amministrazione, il Jobs Act, la Legge di
Stabilità e la politica economica del governo di cui domani
Cgil e Uil illustreranno il dettaglio ma che sancisce una delle fratture più profonda mai
registrate nei rapporti tra un
esecutivo e le rappresentanze
dei lavoratori in un crescendo
che va avanti da mesi.
Lo sciopero del 12 dicembre
sarà in effetti solo il momento
culminante di una stagione
densa di proteste: ultima quella della settimana scorsa della
Cisl che se ha una posizione
diversa sul Jobs Act («vogliamo vedere come sono i decreti
attuativi, poi daremo il nostro
giudizio e valuteremo cosa fare») e sulla legge di stabilità
(«che comunque mette 18 miliardi di euro sul lavoro e negli
sgravi Irap»), è scesa in piazza
con i lavoratori pubblici per lo
30/14
- N.
gratuito
2014
Il Marcm
ra
DI TAG
tti
OPNCIO
NU
KSH
L’AN
VII PER
WOR
E DAL
NA RIN
DI 24 OR
LLEZIO
ania
A ME
itàNOGOVERNO CO
ibil
IL
In Germ o
e: sosten
L’IRAP,
UNCI
d’ordin
ENTI ANN
- Parola
cercan
ONCLUD
AD MAP
RO
SOLITI INC
dici
Traversa
Ango
IV te V
Spor
pagg.
alle nello
lvaggio
15se
lto
POfa20
teEXas
isano”
ri ed
Ni
Baen
iati “avv
onfo
trinz
il ie
crità
gli sc
lla medio
de
sul
anche me eri
e infermi
RESE
SIO CICCA bari.com
n DIONI
epolis
direttore@
anamo gli
nte: abbi tiamo. E’
chiarame
ci meri
Diciamolo rispettati che un’altra popolaa
nunci mai are che ci sia se sia portata
pens
difficile più di quella bare e quando non
Anch
he
d nte
BARI: 080/5485111 - BARLETTA: 080/5485391
FOGGIA: 080/5485392 - LECCE: 080/5485393
TARANTO: 080/5485394 - POTENZA: 080/5485395
a
RASSEGNASTAMPA
PRIMO PIANO 5
Martedì 9 dicembre 2014
IL MINISTRO
PADOAN
Ieri a Bruxelles
durante la riunione
dell’Eurogruppo
Prove di dialogo tra Roma e Berlino, con il
governo tedesco che riconosce il proprio
«rispetto» per le riforme del Belpaese
Il premier italiano incassa soprattutto
il plauso e l’apprezzamento per una
«riforma rilevante» come il Jobs Act
Ma dopo le bacchettate
la Merkel corregge il tiro
E Renzi ribadisce che l’Ue «non è solo insieme di vincoli e spread»
viene però negato in modo definitivo dal suo entourage. Nel
sostenere che le riforme di Parigi e Roma non fossero «sufficienti», Merkel si sarebbe limitata a ribadire quello che sostiene la Commissione, e non ci
sarebbe alcuna intenzione di indicare i compiti a casa di questo
e di quell'altro Paese: segnalare
«le priorità su come mantenere»
il patto di bilancio e di stabilità
«non è compito» di Berlino. E che
Roma debba fare altri passi
avanti, dopo l’approvazione del
Jobs Act è fatto constatato dalla
Commissione, che ha indicato i
diversi settori in cui l’Italia dovrà continuare a fare le riforme:
giustizia, amministrazione pubblica, istruzione, e la concretizzazione della riforma del lavoro,
che sortirà i suoi effetti per la
gente e per le imprese solo con i
decreti attuativi.
Italia e Francia sono perfettamente in asse, ancora una volta, in questa partita, allineati del
resto dalla stessa formulazione
della cancelliera. ieri la sorpresa
di fronte alle reazioni risentite
arrivate da Roma e Parigi è sembrata sincera. Ma restano le parole, inedite, con cui Angela
Merkel ha liquidato gli sforzi dei
due paesi.
l ROMA. Prove di dialogo tra
Germania e Italia, con il governo tedesco che corregge il tiro:
riconosce il proprio «rispetto»
per le riforme italiane e soprattutto mostra apprezzamento per
una «riforma rilevante» come il
Jobs Act. Il premier Renzi incassa il plauso per la riforma del
mercato del lavoro ma tira dritto
e torna a ribadire che «la battaglia sull’Europa non è sullo
«zero virgola» e che l’Unione europea «non è solo insieme di vincoli e spread, un accordo notarile ma prima di tutto una comunità». E tra l’altro proprio ieri lo spread è sceso a 122 punti e il
rendimento del btp decennale
tocca il minimo storico di 1,94%.
Torna a parlare anche il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio, Sandro Gozi, secondo
il quale quello della Germania è
un «passo indietro giusto», mentre il leader della Lega Matteo
Salvini «cavalca» lo scontro e dà
ragione ai tedeschi perché «il governo Renzi non ha fatto un accidenti».
Continua così il botta e risposta a distanza tra Roma e Berlino
che chiarisce la posizione tedesca all’indomani dello scontro
innescato dalla cancelliera Angela Merkel: in una intervista
alla Welt, Merkel aveva bacchettato Italia e Francia e bocciato i
rispettivi piani di riforme perchè «insufficienti».
Jobs Act, le misure principali
CONTRATTI
LA CANCELLIERA Angela Merkel
Legge delega su lavoro e contratti
LICENZIAMENTI
WELFARE
SOLIDARIETÀ
CONTRATTI STABILI
Promozione del
contratto a tempo
indeterminato, rendendolo
più conveniente rispetto ad
altri tipi di contratto in termini
di oneri diretti e indiretti
NO REINTEGRO
Per i nuovi assunti
a tempo indeterminato
la possibilità di reintegro in caso
di licenziamento disciplinare è
sostituita dal solo indennizzo,
crescente con l’anzianità
RIFORMA CIG
Sarà impossibile
autorizzare la cig in caso
di "cessazione definitiva" di
attività aziendale. Da rivedere
limiti di durata, partecipazione
aziende e aliquote ordinarie
FERIE SOLIDALI
Confermata la possibilità
per il lavoratore
che ha un plus di ferie di cederle
a colleghi che ne abbiano
bisogno per assistere figli minori
che necessitano di cure
MENO TIPOLOGIE
Drastico riordino
dei tipi di contratto,
con l’abolizione delle forme
più permeabili agli abusi
e più precarizzanti, come
i contratti di collaborazione
a progetto (Co.Co.Pro.)
SÌ REINTEGRO
Per i neoassunti torna
la possibilità di
reintegro per i licenziamenti
disciplinari “ingiustificati”,
le cui fattispecie saranno
specificate in un futuro decreto
delegato
RIFORMA ASPI
La durata
del trattamento
di disoccupazione sarà
rapportata alla "pregressa storia
contributiva". L'Aspi va estesa
ai collaboratori e prolungata
in casi di disagio economico
CONTRATTI SOLIDARIETÀ
Semplificazione del
campo di applicazione,
potenziandone l’utilizzo
in chiave “espansiva”,
per aumentare cioè l’organico,
riducendo l’orario di lavoro
e la retribuzione del personale
DEMANSIONAMENTO
ALTRI LICENZIAMENTI
Possibile in caso
Per tutti resta il solo
di riorganizzazione
indennizzo per quelli a
aziendale, ma con limiti
motivo economico e obbligo di
alla modifica dell’inquadramento reintegro per i discriminatori
ADEMPIMENTI ONLINE
Si punta a semplificare
tutti gli adempimenti a
carico di cittadini e imprese e a
svolgerli per via telematica
IL PREMIER Matteo Renzi
ANSA
Per stemperare le polemiche,
il governo tedesco ha deciso di
affidare la colomba della pace
all’autorevole e rigoroso ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble e al portavoce
della cancelleria, Steffen Seibert. Una mossa quanto mai
tempestiva che arriva proprio
mentre a Bruxelles l'Eurogruppo discute le pagelle di Italia,
Francia e Belgio e che mira a
ricucire uno strappo pericoloso
in una Europa dove monta di
giorno in giorno la protesta anti-euro che coagula malcontento
e insofferenza per l’austerity così come per i continui diktat
d’ispirazione tedesca a rigore e
disciplina.
«L'Italia ha approvato una riforma notevole del mercato del
lavoro», ha detto Schaeuble mentre entrava all’Eurogruppo. Per
supportare gli sforzi dei Paesi
impegnati nel risanamento dei
bilanci – ha poi aggiunto – «la
Commissione ha proposto di dare più tempo ad alcuni, e il tempo
deve essere usato» per rispettare
gli obiettivi di correzione del deficit.
Il Jobs Act in Italia «è un primo passo importante» per il miglioramento delle condizioni del
mercato del lavoro italiano, dice
invece Seibert che precisa come
il governo tedesco abbia «rispetto» per le riforme portate avanti
in Italia, riconoscendo anche il
contesto di grandi «difficoltà interne».
Ma Seibert risponde anche alle critiche piovute sulla Merkel
per l’indebita intrusione in materie che fanno capo solo a Bruxelles. «Non tocca al governo tedesco dare consigli ai vicini o ai
partner – spiega – su come rispettare ciò che è stato stabilito a
livello europeo». E se il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio Gozi parla di «un passo indietro giusto», non manca
però di precisare come spetti «alla Commissione europea valutare il percorso di riforme di
ogni Governo e non ai singoli
governi». «Solo con la fiducia reciproca l’Ue può rilanciarsi conclude - per uscire dalla crisi il
principale capitale è quello della
fiducia reciproca, superando la
logica di scolari e maestri».
LE MODIFICHE ALLA MANOVRA SEMBRA ORMAI TRAMONTATA LA POSSIBILITÀ DI INCLUDERE IL CANONE RAI IN BOLLETTA E LA «LOCAL TAX»
Stabilità, parte il rush finale al Senato
Nel menù Irap, Tfr e Fondi pensione
l ROMA. Parte il rush finale della
Altra partita ancora «aperta» e che
Legge di Stabilità in Senato. Il menù delle dovrebbe trovare posto nella manovra è
modifiche possibili è già fissato: dovreb- quella sulla quale si tratta ancora tra
bero interessare soprattutto il Tfr in busta Governo, Regioni e Province. Il tentativo
paga, l’aumento delle aliquote sui fondi dei governatori sarebbe quello di attepensione e la retroattività delle aliquote nuare il peso dei tagli senza però moIrap. Insomma gli argomenti indicati dallo dificare il saldo finale. Così nella ristesso relatore, Mauro Guerra del
Pd al termine dei lavori della Camera: «consegniamo al prossimo
lavoro parlamentare il compito di
intervenire per alleggerire» l’aggravio della tassazione «su fondi
pensioni, Tfr, fondazioni, casse, con
l’impegno del governo a intervenire» e anche sui minimi e sull'Irap.
L’ipotesi sul tappeto è quella di
ridurre il prelievo sugli investimenti dei fondi pensione dall’attuale 20 al 15-17%.
Ma non è esclusa anche qualche
«fuga in avanti» dei senatori e,
come noto, anche lo stesso governo
potrebbe utilizzare il veicolo della L’AULA DEL SENATO A Palazzo Madama
manovra per inserire soluzioni ad
emergenze dell’ultimo momento o
soluzione di vecchi temi. Due «partite» partizione salterebbe anche 1,5 miliardi al
importanti sembrano però ormai esterne Ssn con annesse polemiche. Ma la tratalla manovra: il tanto contestato inse- tativa è ancora da chiudere, il governo non
rimento del canone Rai in bolletta elet- vuole ridurre ma solo rimodulare il taglio
trica, che il premier Renzi non vuole, e la da 4 miliardi. Così una nuova riunione dei
nuova «local tax». Quest’ultima viaggegovernatori si terrebbe in settimana per
rebbe con un provvedimento separato. Si arrivare a consegnare un testo, se pospensa infatti ad un decreto ad hoc, più sibile condiviso, insieme agli emendaorganico, che arriverebbe a gennaio.
menti del Governo che arriverebbero alla
commissione Bilancio di Palazzo Madama
giovedì prossimo.
Resta inoltre ancora da definire il progetto annunciato da Matteo Renzi che
destina 200 milioni per il «rammendo»
delle periferie. Progetto sul quale è impegnato il senatore a vita Renzo Piano. Lo
stanziamento, che – ha annunciato
il premier – sarà inserito nella
discussione al Senato, farà partire
il progetto di recupero delle periferie urbane come risposta al
degrado e alle violenze.
Si discute infine ancora di Imu
agricola. Il governo si è impegnato
a rivedere l’intera materia. Il sistema, visto che si dovrebbe pagare
il 16 dicembre e la manovra invece
entra in vigore il primo gennaio,
sarebbe quello di un decreto «a
perdere». Cioè un intervento che
produrrebbe subito i suoi effetti ma
poi non verrebbe convertito in legge venendo invece assorbito nella
Stabilità. Un ultimo punto controverso riguarda i Comuni: la stessa relazione tecnica indica infatti che le
fusioni tra comuni che beneficeranno
dello stop per 5 anni per il Patto di
stabilità genereranno oneri per lo Stato
pari a circa 300 milioni. Norma allo stato
non coperta e quindi passibile di incagliarsi tra le «strettoie» delle ammissibilità.
Francesco Carbone
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO
ESITO DI GARA
Ente aggiudicante: Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento Affari Generali, Tecnico e per la Sicurezza - Area Appalti Pubblici di Servizi e Forniture – Bari. Tipologia e oggetto
di gara: PON Ricerca e competitività – Progetto “Laboratorio per lo Sviluppo Integrato delle
Scienze e delle Tecnologie dei Materiali Avanzati e per dispositivi innovativi” - Procedura aperta
per fornitura di apparecchiature per officina meccanica - CIG 5585345480; criterio di aggiudicazione: prezzo più basso – Esito gara: aggiudicata, Genovese Umberto srl, data aggiudicazione: 21/10/2014 – importo di aggiudicazione: € 781.183,36=oltre Iva. Risultati integrali disponibili sul sito internet: www.uniba.it – sezione bandi e gare. Inviato alla GUUE in data 17/11/2014.
Bari, 17/11/2014
F.TO IL DIRETTORE GENERALE – avv.to Gaetano PRUDENTE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO
ESITO DI GARA
Ente aggiudicante: Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento Affari
Generali, Tecnico e per la Sicurezza – P.zza Umberto I, 1 - Bari, Tel. 080.5714306.
Tipologia e oggetto di gara: PON Ricerca e competitività progetto “Bioscienze &
Salute (B&H)”– Fornitura di un “sistema di imaging in vivo”, procedura aperta secondo
D.Lgs. 163/2006 s.m.i. da aggiudicarsi secondo il criterio del prezzo più basso determinato mediante ribasso percentuale sull’importo a base d’asta. Data di aggiudicazione:
05.06.2014 – CIG 56932824EE. Esito gara: Aggiudicata - Fujifilm VisualSonics Inc.
Risultati integrali disponibili sul sito internet: www.uniba.it – sezione bandi e gare. Inviato alla GUUE in data 27.11.2014.
Bari, 21.11.2014
IL DIRETTORE GENERALE avv.to Gaetano PRUDENTE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO
ESITO DI GARA
Ente aggiudicante: Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento Affari Generali, Tecnico e per la Sicurezza - Area Appalti Pubblici di Servizi e Forniture – Bari. Tipologia e oggetto di gara: PON Ricerca e competitività – PONa3_00052 Re.Ca.S – Fornitura e manutenzione di sistemi di calcolo e storage per il data centre dell’Università degli
Studi di Bari Aldo Moro suddivisa in tre lotti. Procedura aperta secondo D. Lgs 163/2006
s.m.i.; criterio del presso più basso determinato mediante ribasso percentuale sull’importo
a base d’asta per singolo lotto. Data di aggiudicazione: 31/07/2014 - CIG 5588109D6A,
5588117407, 5588122826. Esito gara: Aggiudicata Risultati integrali disponibili sul sito
internet: www.uniba.it – sezione bandi e gare. Inviato alla GUUE in data 24/11/2014.
Bari, 21/11/2014
F.TO IL DIRETTORE GENERALE avv.to Gaetano PRUDENTE
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI 33
Martedì 9 dicembre 2014
DE TOMASO
Bisogna curare le cause
>> CONTINUA DALLA PRIMA
E
cioè riducendo al minimo le
municipalizzate. Quasi che la
questione morale, ossia immorale, dipenda dalle singole
persone e non dal Sistema di favori e
controfavori creato da una cultura politica trasversale fondata sul primato
delle mangiatoie costituite e costruite
da molte istituzioni pubbliche, centrali e
periferiche. Un atteggiamento che richiama quella medicina propensa più a
curare i sintomi della malattie che le
cause. Sì, perché curare i sintomi significa non precludersi il business legato ai farmaci (spesso inutili), mentre
curare le cause significa, oltre che fare
stare meglio il paziente aggredendo alla
sorgente la patologia, disboscare le innumerevoli ramaglie di quattrini che
girano attorno nella sanità.
La stessa cosa si verifica nel governo
della cosa pubblica. Curare i sintomi di
una patologia attraverso la semplice
sostituzione di personaggi finiti sotto il
faro della magistratura significa solo
fare spettacolo, rassicurare l'opinione
pubblica che qualcosa si sta facendo, e
che d'ora in poi nulla sarà come prima.
Salvo ribadire le stesse cose alla successiva ondata di arresti eccellenti per
cattiva gestione del pubblico denaro.
Curare, invece, le cause della degenerazione morale di un Paese significa
davvero creare le premesse quanto meno per il ridimensionamento del fenomeno o per la riduzione del relativo
fatturato.
Da questo punto doveva partire Renzi,
dalla rottamazione di tutto ciò che sfugge al principio della concorrenza tra le
imprese e al concetto di tracciabilità di
ogni atto decisionale. Le municipalizzate locali sono la negazione delle concorrenza. Sono piuttosto il ricettacolo di
politici trombati, di famigli dispensatori
di contributi elettorali, a volte di bande
criminali smaniose di fare direttamente
soldi con il controllo, cioè attraverso gli
L’ABBRACCIO Il Papa e il sindaco Marino
appalti di società pubbliche. Non è sufficiente cambiare i vertici collusi per
portare un po' di aria pulita. Bisogna
affidare al mercato, cioè alla concorrenza, anche i servizi pubblici ora gestiti da aziende di fatto eterodirette dalla
classe politica.
Si potrà obiettare. Anche tra i privati
esiste la corruzione. Ci mancherebbe.
Ma la corruzione tra privati è più
facilmente riscontrabile e perseguibile.
Un ragioniere infedele, in un’impresa
privata, ha minori possibilità di farla
franca rispetto a un collega del settore
pubblico. Il controllo quotidiano del
bilancio aziendale consente all'imprenditore di scovare con maggiore sicurezza irregolarità e illegalità. E così per
le transazioni. Difficile, per non dire
impossibile, trovare tracce tangentizie
nella vendita di un bene da un soggetto
privato a un altro soggetto privato. Ci si
adegua al prezzo di mercato, cioè alla
cifra che un acquirente è disposto a
pagare e che un venditore è disposto ad
accettare. Cifre di mercato che saltano
quasi sempre quando a vendere o a
comprare un immobile è un soggetto
pubblico. In questo caso, il prezzo di
mercato senza il doping corruttivo è un
miracolo più raro di un congiuntivo
azzeccato. Del resto, come si dice, la
cronaca è generosa di esempi in materia. Basterebbe sfogliare le collezioni
dei giornali.
Anche l'altro ieri Angela Merkel, come una zia petulante, è tornata alla
carica sulle riforme che l'Italia deve
mettere in cantiere. Ogni volta che
interviene la Cancelliera, da noi si
scatena il finimondo in difesa dell’autonomia nazionale e del prestigio da
tutelare. Ma le riforme vanno fatte non
perché ce le chiede la Merkel, ma perché
le sollecita il buon senso, le impone la
necessità di garantire un futuro migliore ai nostri figli. Dove si è mai vista
una famiglia felice, ma oberata di debiti? Forse solo sui rotocalchi.
Presidente Renzi, ci vuole molto per
avviare un radicale programma di tagli
nelle partecipate locali? Perché non
ripartire proprio dallo studio e dalle
proposte di Cottarelli? A quali livelli di
tassazione e corruzione (i rispettivi rialzi vanno di pari passo) approderà il
Paese prima che qualcuno intervenga
con la scure? Dovremo sperimentare
situazioni drammatiche di tipo greco o,
peggio ancora, sudamericano?
Purtroppo, questa è la verità, le partecipate locali servono alla nomenklatura politica come il biberon serve al
neonato. Ma la storia non può durare
all'infinito. Perché di scandalo in scandalo, di sprechi in sprechi, di decrescita
in decrescita, non saremo noi a voler
uscire dall'Europa dell'euro sognando
una fantomatica liretta, ma saranno gli
altri a licenziarci anche a costo di
pagarci un sostanzioso Tfr.
Giuseppe De Tomaso
[email protected]
SBISÀ
Se ne è andato con la canzone
>> CONTINUA DALLA PRIMA
U
n dramma come tutte le morti, aggravato stavolta
dall’essersi svolto «in diretta», davanti al pubblico
attonito, nel quale non è mancato chi ha accidentalmente ripreso gli ultimi minuti di vita dell’artista
e poi non ha resistito alla tentazione perversa di «postare» su
Youtube il video, successivamente rilanciato da più siti e fra
comprensibili polemiche di colleghi, amici e semplici fan.
Nell’era del «selfie», del mostrarsi a tutti i costi e in ogni
dove, come se l’apparire su
Internet fosse più importante
dell’esistere nel mondo reale,
evidentemente persino il clip
di un decesso può sembrare
un’occasione imperdibile, tale da andare a stuzzicare il
voyeurismo bieco che spesso
si cela nell’animo dei più incalliti cibernauti e sul quale
talvolta, si deve avere l’onestà
di ammetterlo, noi giornalisti
siamo i primi a far leva. E a
Mango, diciamolo subito, non
avrebbe fatto molto piacere:
MANGO Stroncato da un infarto
lui che intendeva la propria
condizione di artista come
l’unica necessaria per esprimere la poesia, la ricchezza dell’animo, ma che aveva scelto di vivere lontano dai clamori mediatici,
dalle «ospitate» televisive tanto care ad altri suoi colleghi e
dall’ossessione di essere a tutti i costi presente ogni anno sul
mercato con un nuovo disco. A Policoro, in quella che sarebbe
diventata la sua ultima serata, stava tenendo un concerto di
beneficenza a favore dei bambini della Guinea, per consentire
loro di avere una scuola perché, Mango lo sapeva benissimo,
Cristo non si è fermato solo a Eboli e nascere e crescere al Sud
aiuta a capire cosa siano le difficoltà vere e, soprattutto, quanto
sia importante dare una mano a chi deve affrontarne di più
grandi delle nostre.
Più musica che fotografie sui rotocalchi, allora, più sostanza
che forma, per un percorso artistico nel quale Mango aveva
saputo ritagliarsi uno spazio che facesse salve le sue radici di
uomo del Sud, di artista incline a esaltare nelle proprie canzoni
l’anima del Mediterraneo (ricordiamo, fra i tanti, i titoli di
album quali Odissea, Sirtaki, Ti porto in Africa), con le sue
predilezioni per i tempi dispari e composti, i suoi falsetti che gli
consentivano di allargare ulteriormente un’estensione vocale
già di per sè fuori dal comune e solare nel proprio lirismo e le
collaborazioni mai eccessivamente sbandierate con grandi autori quali Pasquale Panella e Mogol.
Per festeggiare i sessant’anni, compiuti appena un mese fa, il
6 novembre, aveva deciso di farsi un regalo musicale: incidere
un album con tutte le canzoni che in qualche modo avevano
accompagnato la sua esistenza, di «cover» come si dice nell’ambiente musicale, dai Beatles agli U2, da Battisti a De Andrè,
reinterpretandole ovviamente con la propria sensibilità fuori
dal comune. Si chiamava «L’amore è invisibile» e, in un’intervista pubblicata su queste pagine, aveva spiegato la scelta del
titolo in modo molto suggestivo: «L’amore è invisibile, è innanzitutto un percorso di ricerca che ci segue per tutta la nostra
esistenza. Un cammino continuo che non deve avere una fine,
ma che rappresenta un’appartenenza...». Quel cammino che
l’altra notte non si è interrotto a Policoro. Perché il cuore di
Mango continua a battere col ritmo della sua musica.
Ugo Sbisà
CHE AMBIENTE FA
di GIORGIO NEBBIA
Difesa della natura
in un libro i perché
D
ifesa della natura, dell’ambiente, del paesaggio e dei
beni culturali; sembra che ci sia tanta voglia di difendere, attraverso associazioni, movimenti, congressi, qualcosa che si potrebbe definire il «bene comune»,
la base stessa della vita: il cielo limpido, il verde, gli animali allo
stato naturale, la purezza delle acque. Il nemico è rappresentato
dalla violenza della caccia, dall’invasione turistica dei boschi e
delle coste, da inutili strade, da fabbriche che gettano nel cielo i
loro fumi tossici, da discariche di rifiuti. Tale violenza genera
frane e alluvioni, mutamenti climatici, morti premature, ma anche perdita di altri valori come la bellezza, il silenzio, il paesaggio, quello che il poeta inglese John Ruskin (1819-1900) ha
definito il Volto amato della Patria. Questa frase è anche il titolo
del libro scritto dallo storico Luigi Piccioni dell’Università della
Calabria, appena pubblicato dall’editore di Trento [email protected]. Piccioni comincia col mettere ordine fra le finalità dei
vari movimenti protezionistici focalizzando l’attenzione sui movimenti per la difesa della natura e del paesaggio, arrivati in
Italia molto presto, nella metà dell’Ottocento, sull’onda di opere
apparse in altri paesi europei e negli Stati Uniti.
I vari volumi del libro Il cosmo: descrizione fisica del mondo del
grande geografo tedesco Alexander von Humboldt (1769-1859),
apparsi nel 1845-1862, furono subito tradotti in francese e in italiano dall’editore Carlo Turati di Milano. Quasi contemporaneamente appariva la traduzione italiana del libro L’uomo e la natura scritto dall’americano George Marsh (1801-1882) che descrive
le modificazioni della natura apportate dalle attività umane, osservate nei suoi lunghi viaggi in Europa, nel Mediterraneo e
nell’amata Italia dove è morto. Piccioni parte da questi e altri
autori per esaminare gli effetti che i loro scritti hanno avuto sugli
intellettuali di un’Italia da poco riunificata. Il paese, in gran
parte ancora agricolo, è ricco di risorse naturali e di bellezze
paesaggistiche che stanno per essere assaltate da una avida modernizzazione. Per far conoscere e salvare queste bellezze si ha,
subito, dalla metà dell’Ottocento, un fervore di iniziative e pubblicazioni, come la rivista mensile L’Illustrazione Italiana (dal
1873), e il libro Il Bel Paese. Conversazioni sulle bellezze naturali,
la geologia e la geografia fisica dell’Italia (1876) dell’abate Antonio
Stoppani (1824-1891). Nel 1863 era nato il Club Alpino Italiano,
una associazione di amanti della montagna e di escursionisti, e
nel 1894 è nato il Touring Club Ciclistico Italiano, oggi Touring
Club Italiano, col proposito di far conoscere l’Italia attraverso un
turismo che sa usare la bicicletta, il nuovo agile e popolare strumento di mobilità. Il Touring Club comincia subito a pubblicare
delle guide alle varie parti d’Italia, delle carte geografiche e una
Rivista mensile, il cui numero 1 porta la data del 1895.
LA SVOLTA -Piccioni parla giustamente di questa fase come di
una «pedagogia patriottica» di una «alfabetizzazione geografica
del Paese». Con la diffusione delle conoscenze dell’Italia appare
anche che molte bellezze naturali e il paesaggio rischiano di
essere compromessi da una affrettata modernizzazione. Piccioni
passa in rassegna le molte iniziative dei primi quindici anni del
Novecento intese a sollecitare interventi legislativi per la protezione della flora e della fauna e di alcune zone sensibili e di
particolare valore come la Pineta di Ravenna.
La speranza di una legge, simile a quella del 1909 sulla tutela
dei monumenti, viene vanificata dalla prima Guerra mondiale.
Nella “nazione ferita e impoverita” che esce nel 1919 dalla guerra
studiosi e intellettuali riprendono subito a combattere in difesa
dei valori naturalistici e paesaggistici e riescono ad ottenere nel
1922 la legge che istituisce il Parco del Gran Paradiso e la istituzione dell’Ente Parco di Abruzzo. Non riesce invece a decollare
il progetto di un tanto auspicato «Catalogo delle bellezze naturali» la cui redazione è interrotta nei primi anni venti del
Novecento. Piccioni analizza poi le attività ridotte del movimento
naturalistico nel periodo fascista, una lunga agonia con barlumi
di luce, e la ripresa degli interessi naturalisti dopo la Liberazione. Il vivace fermento dei decenni precedenti ha comunque
lasciato tracce profonde tanto che nella Costituzione del 1948 è
stato inserito l’articolo 9: «La Repubblica tutela il paesaggio e il
patrimonio storico e artistico della Nazione». Con la ricostruzione, il miracolo economico e una affrettata e talvolta brutale
industrializzazione altre tempeste si sono abbattute sul “volto
amato della Patria”: inquinamenti, discariche, erosione del suolo
e sarebbe stato necessario arrivare al 2001 per avere una integrazione della Costituzione in cui figura la parola ambiente.
Viene quindi a proposito il libro di Piccioni che ricorda l’entusiasmo e l’impegno della fase pionieristica e costituisce uno
stimolo per una vivace ripresa dei grandi movimenti civili per la
difesa dei beni comuni come la natura e il paesaggio. Purtroppo
si tratta di un “libro sommerso”, di quelli che, pur avendo un alto
valore culturale e scientifico, non hanno circolazione nelle librerie commerciali, né attenzione nei chiacchiericci televisivi.
Ai lettori, specialmente agli insegnanti, posso solo raccomandare
di leggerne alcune pagine nelle loro scuole. Ci sono dentro testimonianze di rispetto e amore per la natura e per il proprio
paese e il ricordo di coloro che hanno reso più civile l’Italia.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
10
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
POLITICA
Il presidente della Regione fa la cronaca
di un primo anno di legislatura complesso
«La via del dialogo
finora è vincente»
Pittella parla di giovedì scorso: «Consiglio
e manifestazione sono state una grande occasione»
di MARCELLO PITTELLA
LO SPUNTO
Litigi “comunisti”
e aperture che
odorano di rimpasto
POTENZA - Della riunione del
Consiglio regionale di giovedì
scorso rimangono ancora ferite
aperte. E qualche certezza in più.
Dal punto di vista politico prosegue lo scontro in Sel (tra chi rimane e chi se ne va), scoppiato subito
dopo il voto sul documento redatto
dal Pd che rimanda l’impugnazione contro il Governo nazionale dopo (e solo dopo) averle tentate tutte
per convincere Renzi a modificare
di proprio pugno l’articolo 38.
Giannino Romaniello è stato
uno dei 15 a dire sì. Apriti cielo. Da
Sel hanno gridato al tradimento.
Romaniello che evidentemente già
meditava da tempo l’uscita da un
partito che non sentiva più suo ha
sbattuto la porta. Ma la polemica è
destinata ad allungarsi. Stamattina infatti, il consigliere regionale
(ex segretario Cgil) spiegherà le
proprie ragioni politiche. Ma non
finirà di certo così. La polemica è
destinata a proseguire. La sinistra
lucana (e nazionale) su questi fatti
può crearci storie dalle lunghezze
epiche. Ma di certo c’è una verità
su tutte: la sinistra in Basilicata
probabilmente non è mai stata così
“debole”. Eppure Sel alle scorse politiche (un anno e mezzo fa) ha eletto un senatore e un deputato. Ma
sembra passato un secolo. Sembra
un’altra storia.
E’ andata meglio a Franco Mollica. Il consigliere dell’Udc pure ha
cambiato idea rispetto alle dichiarazioni della vigilia e alla fine ha
votato a favore del documento del
Pd scritto in sintonia con quanto
indicato da Pittella e dal segretario
Luongo. Ma nessuno gli ha rinfacciato nulla. Almeno ufficialmente.
Sotto banco invece, qualcuno inizia a far circolare suggestioni: e se
fosse Mollica il prescelto per un ingresso in giunta? Sarebbe una sorpresa non da poco. Ma la via sembra stretta. Di certo non hanno
ambizioni di ingresso in giunta i
grillini e il Fratello d’Italia, Gianni
Rosa che dopo un intervento in
Consiglio più moderato del solito è
tornato a tuonare da vero “falco”
contro il governatore e chi gli sta
vicino. Intanto oggi il Consiglio
torna a riunirsi. Sarà interessante
capire cosa è rimasto di giovedì:
delle litigate ma anche delle aperture di fiducia.
sal.san.
POTENZA - Se per un attimo provassimo
a superare diffidenza, incredulità, invettive, disinformazione e avversità politiche, ci renderemmo conto che quella di
giovedì scorso in consiglio regionale e
nella piazza è stata una grande occasione
e vorrei provarne a ripercorre alcune tappe, con l’obiettivo di mettere tutti nella
condizione di capire ciò che accade.
Succede che cento, mille, cinquemila
giovani scendono in piazza, come da tempo non accadeva, e chiedono a gran voce
di impugnare l’articolo 38. A loro si aggiungono i cittadini, le associazioni, forze politiche. Scendono in piazza per l’articolo 38 e non solo.
A difesa di ambiente e salute, e non solo. Scendono in piazza tra gli slogan e le
urla, lì dove serpeggiano la fiducia tradita, le aspettative disattese, le speranze
mancate. E chiamano in causa una classe
politica che nel tempo non ha saputo far
compiere alla Basilicata quello scatto in
avanti che tutti si aspettavano. E’ comprensibile, è inevitabile.
Arrivato alla presidenza un anno fa, la
situazione è drammatica. Il patto ci
strangola, il Memorandum è al palo, di
investimenti nemmeno l’ombra, la riforma dell'Arpab non c'è, la carta del bonus è
a zero da mesi. Inizio da subito il dialogo
col governo, con il ministro Guidi e la sua
squadra.
Le cose sembrano iniziare ad andare
per il verso giusto: in pochi mesi la card
“elemosina” si trasforma in una social
card per gli ultimi e il patto si sblocca
dando respiro alle imprese. E poi lo Sblocca Italia, un provvedimento che sembra
restituire alla Basilicata 15 anni di disinteresse da parte dei governi nazionali. Le
ridà risorse, speranze, investimenti, all'interno di una visione.
Ma non basta. Tutti
noi vogliamo di più, vogliamo “il massimo” per
i nostri cittadini, per le
comunità, per i territori. Vogliamo, innanzitutto, poter decidere se e
dove estrarre, perché
siamo certi di poter interpretare al meglio potenzialità ed aspirazioni
dei territori (anche se
non sempre lo si è dimostrato).
E’ una richiesta corale, l’ultimo tassello per
quella che potrebbe costituire una vittoria incredibile per la Basilicata.
Siamo a giovedì. La
piazza si fa sentire. Studenti, mamme, cittadini, curiosi, scelgono di saltare la scuola, il lavoro, di impegnare tempo per dire, “per dirci”, che non
approvano, che sono stanchi, che vogliono di più, che dobbiamo impugnare lo
Sblocca Italia.
La decisione passa al Consiglio regionale che, dopo aver ascoltato maggioran-
Sopra il presidente della
Regione, Marcello Pittella. A
sinistra giovani studenti durante
una manifestazione di piazza
contro il petrolio e l’articolo 38
dello Sblocca Italia
za, opposizioni e piazza, prova a tenere
assieme realismo politico e ideali popolari, scegliendo la via della responsabilità,
quella di guidare il fermento del popolo,
pur dando fiducia al governo al quale si
chiede di modificare il fatidico articolo
38.
La via intrapresa, quella del dialogo, finora si è rivelata vincente avendoci consentito di portare a casa
altre modifiche essenziali, e si fonda su un patto
tra istituzioni e cittadini
nel quale dobbiamo ricominciare ad avere fiducia.
E’ chiaro, ed è scritto
nella risoluzione approvata in Consiglio da una
ampia maggioranza, che
se non dovessimo registrare i risultati aspettati, siamo pronti a percorrere l'unica e l'ultima
strada possibile, l'impugnativa. Per questo abbiamo allertato già uno
studio di avvocati costituzionalisti dandoci fin da
subito appuntamento a
gennaio.
Ci tengo a dire che la
storia non sarebbe stata questa senza
l’impegno dei lucani tutti, dal Parlamento alla Piazza, senza quelle urla che ci
hanno ricordato ancora di più di avere
una missione di rappresentanza. Certo,
poi sta a noi ragionare, formalizzare, assumerci le responsabilità delle scelte, raffreddando le passioni per farle diventare
«La storia non sarebbe
stata questa senza
l’impegno dei lucani
tutti, dal Parlamento
alla Piazza, senza
quelle urla che
ci hanno ricordato
ancora di più di avere
una missione
di rappresentanza»
risoluzioni, metabolizzando le idee per
farle diventare proposte.
Non possiamo venir meno agli accordi
del ‘98, né rimettere oggi in discussione
la scelta strategica di un utilizzo virtuoso
della risorsa petrolio, in disponibilità dello Stato italiano, ma siamo fermamente
convinti che al nostro contributo alla bilancia energetica nazionale, dovrà corrispondere quella ricaduta imprenditiva,
occupazionale e di sviluppo che i lucani
aspettavano da quindici anni. L'aver ottenuto, con il 30 per cento dell’Ires versata
dalle compagnie, la copertura finanziaria del famoso quanto “improduttivo”
memorandum per le infrastrutture, inseguita invano da anni, mi sembra già un
risultato che va in questa direzione.
Siamo però tutti d’accordo nel voler
adottare un modo nuovo, virtuoso e trasparente di utilizzo delle royalties che garantisca sviluppo e visione, orientando le
scelte future alle energie alternative e al
superamento del fossile.
Se vinceremo questa battaglia, e la vinceremo tutti assieme, potremo davvero
dire di essere riusciti in un miracolo, qui,
nella piccola Basilicata.
Passato qualche giorno da quelle tensioni, dobbiamo provare – come sto facendo - a tenere dentro la piazza e il Consiglio, per alcune ore più vicini di quanto si
possa immaginare.
E il vostro contributo, cari ragazzi, è
stato fondamentale per ottenere questo
risultato. Ora dobbiamo superare le divisioni e la sfiducia, mettendo a valore il
contributo straordinario che in queste
settimane ci avete consegnato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
11
Casarano, Piarulli e Mastronardi (componenti Assemblea nazionale Pd) scrivono a Renzi
«Caro Matteo, la Basilicata aspetta
l’aeroporto. Non perdiamo questo aereo»
L’INCONTRO
Scelta civica
lucana a sostegno
di Zanetti
POTENZA - “Caro Renzi ti scrivo
(...)”. Torna il “tormentone” delle
lettere scritta da lucani al presidente del Consiglio nonchè segretario nazionale del Partito democratico. In effetti era un mese che
nessuno scriveva più all’ex rottamatore. La questione dello Sblocca Italia avendo preso altre direzioni aveva “spuntato” le penne.
Ma ci pensano tre componenti
lucani dell’Assemblea nazionale
del Pd ad aggiornare l’elenco di
quanti hanno già scritto al premier dalla Basilicata.
Sono i delegati Pd, Andrea Casarano, Mirna Mastronardi e
Raffaella Piarulli. Scrivono a
Matteo Renzi (in realtà la lettera è
stata inviata per conoscenza anche ai parlamentari democratici,
al presidente dell’Assemblea nazionale Pd, Matteo Orfini) per rilanciare le ragioni della pista Mattei e per chiedere più attenzione in
materia di infrastrutture di collegamento e in particolare per “ricordare” la promessa mai mantenuta di un areoporto di Basilicata.
Casarano, Piarulli e Mastronardi quindi dopo aver rappresentato
la propria amarezza per una Basilicata troppo spesso dimenticata
scrivono: «Scriviamo da cittadini
prima che da dirigenti di partito,
da persone che si affacciano alla
politica ed al territorio con l’impegno e la dedizione che queste richiedono e con l’animo di chi ha
voglia di scommettere tutto quello
che ha su quella splendida regione che è la Basilicata. E per fortuna, non siamo i soli. Ovviamente
se abbiamo deciso di farlo è perché
riteniamo che si possa entrare
nelle dinamiche della politica
semplicemente guardando in alto
e parlando; perché riteniamo che
si possa parlare semplicemente a
chi ci rappresenta e perché crediamo che queste nostre parole possano essere di stimolo ad una ormai tanto necessaria quanto non
più procrastinabile discussione».
i tre dirigenti del Partito democratico quindi proseguono nella
lettera inviata a Matteo Renzi scrivendo e ricordando: «In questi
giorni, il Governo si appresta a varare il Piano nazionale degli Aeroporti, un piano tramite il quale
verranno identificati gli aeroporti
di interesse nazionale e regionale
(in attuazione dell’articolo 698 del
Da sinistra Andrea Casarano, Raffaella Piarulli, Mirna Mastronardi
codice della navigazione) e stan- Cultura per il 2019 di Matera,
ziate risorse finanziarie per lo svi- avrebbe dovuto maggiormente teluppo delle infrastrutture identi- nere in considerazione il nostro
ficate. Di aeroporti in Basilicata, territorio se è vero com’è vero che
se ne parla da tanto troppo tempo. gli aeroporti di interesse nazionaE fin qui , ad onor del vero, se n’è le, a norma di legge, “devono essesolo parlato. La speranza con la re identificati con riferimento anquale noi tutti guardiamo a que- che all’importanza strategica del
sto tema è notevole così come note- sito”».
vole è anche la necessità di noi LuI tre lucani che fanno parte del
cani (in questo caso parlano per massimo organismo elettivo del
noi i tanti studenti e lavoratori Partito democratico passano
fuorisede) di muoverci all’interno quindi alle domande pubbliche:
del territorio nazionale con più «C’è forse qualcuno in grado di sosemplicità e con la stessa semplici- stenere che sarebbe strategicatà ritornare alla nostra amata Ter- mente secondario un aeroporto sira».
to nel centro esatto del MezzogiorE ancora prosegue la lettera di no d’Italia? C’è forse qualcuno in
Andrea casarano, Raffaella Pia- grado di sostenere ragionevolrulli e Mirna Mastronardi: «
mente l’inutilità di un’opera di
Se da parte nostra la speranza è questo tipo per una regione comtanta, per converso invece, regi- pletamente sprovvista da tempo
striamo ancora una volta sordità di trasporti adeguati ed in attesa
da parte delle Istituzioni statali e ormai da troppo di una scintilla
poca, pochissima voglia di crede- per potere esplodere?
re nella Basilicata tanto quanto le
C’è qualcuno in grado di sostesfide del futuro imporrebbero. Re- nere che di fronte ad una sfida cogistriamo quindi e con un decisi- me quella di Matera 2019, il terrivo segno negativo, nonostante gli torio Lucano sia un territorio non
sforzi compiuti in questi anni dal- strategico per il futuro?».
le Istituzioni Regionali al fine di
Casarano, Piarullini e Mastrodare sostegno anche economico e nardi forniscono anche le rispocredibilità al progetto aeroportua- ste: «Noi, onestamente, crediamo
le, l’esclusione della Basilicata dal proprio di no. Per questo, vogliapiano nazionale. Esclusione che mo credere che, nell’attuazione
determina la continuazione di degli obiettivi strategici che il nouno stato di isolamento gravissi- stro Paese intende raggiungere
mo per il nostro territorio e che nei prossimi anni, parte integranimpedisce, al tempo stesso, di po- te sia proprio la Basilicata, se è veter affrontare in modo adeguato ro com’è vero che questa terra così
l’importante futuro che tutti spe- tanto dona e donerà, in termini di
rano ci attende. Di fronte in questi acqua e petrolio (e non senza dologiorni abbiamo un piano naziona- re), all’intero sviluppo nazionale.
le che , a maggior ragione dopo la Ed è inoltre impossibile non vedenomina a Capitale europea della re quanto inadeguata ad un even-
OGGI A VIA VERRASTRO
POTENZA Alle 18 e 30 a Potenza, presso il circolo Angilla Vecchia, il segretario provinciale, Gaetano Fierro ha
promosso un incontro per la
presentazione della mozione
congressuale “Passione Riformista” che vede come
candidato leader del partito
l’ex sotrtosegretario all’Economia Enrico Zanetti che sarà presente all’incontro. Le
principali linee di azione della
mozione sono: affermazione
dell’identità politica; reale
fondazione del movimento
politico; chiarezza nel posizionamento politico a livello
nazionale; questione meridionale.
Torna il consiglio regionale
e per una volta non si parlerà di petrolio
POTENZA - Appuntamento oggi con la riunione
del Consiglio regionale. All’ordine del giorno l’attività ispettiva, l’esame delle mozioni e la designazione di due componenti, in rappresentanza
della Regione, nel consiglio di amministrazione
e nel collegio dei revisori
dei conti dell’Istituto
zooprofilattico
sperimentale.
L’appuntamento come
consuetudine è alle 10 e
30, nel palazzo della
Giunta regionale in via
Verrastro a Potenza
Dopo l’attività ispettiva, l’analisi delle mozioni
(a partire da quella dei consiglieri Leggieri e Perrino del M5s sui “lavoratori disoccupati fuoriusciti dalla platea dei percettori di mobilità in deroga”), l’assemblea procederà, quindi, alla designazione di un componente, in
rappresentanza della Regione, nel consiglio di amministrazione dell’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata e
di un componente del collegio dei revisori dello stesso
ente. In chiusura di seduta
gli eventuali atti nel frattempo licenziati dalle Commissioni consiliari permanenti.
to così importante come la presenza di una Capitale europea della
cultura, sia la risposta di negare
alla stessa terra che quell’importante evento ospiterà, un’infrastruttura importantissima e vitale che potrebbe anzi inserirsi in
maniera a dir poco armoniosa all’interno del Mezzogiorno ed inciderne pesantemente gli sviluppi
futuri. E allora si comprende come il problema trascenda i singoli
confini della dimenticata Basilicata per inserirsi in un disegno di
insieme del Sud Italia tutto, nell’ottica di una futura esplosione
non solo del metapontino e della
Basilicata ma dell’intero Meridione. Non potrebbe essere altrimenti se davvero riteniamo di poter rilanciare adeguatamente il Sud e il
Paese, aumentando benessere e
Pil proprio grazie ad una rinascita del Meridione».
I tre lucani quindi passano nella
lettera alla parte in cui si chiede di
rispettare le regole e il buon senso: «Riteniamo fondamentale la
presenza sul nostro territorio di
un’aviosuperficie di interesse nazionale, in attuazione dell’articolo
3 comma II della nostra Costituzione che impone alla Repubblica
“di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono
il pieno sviluppo della persona
umana e l'effettiva partecipazione
di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale
del Paese” e specie considerata la
nomina a Capitale europea della
Cultura 2019 di Matera».
La conclusione della lunga lettera di Andrea Casarano, Raffaella Piarulli e Mirna Mastronardi si
sofferma sulle richieste ufficiali:
«Chiediamo al governo presieduto dal nostro segretario nazionale
del Partito democratico, Matteo
Renzi, ai membri del Pd tutti ed in
particolare ai componenti a lavoro
in commissione trasporti, nonché
all’assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture per la Regione Basilicata Aldo Berlinguer
ed alle istituzioni regionali tutte,
di adoperarsi affinché questo pericoloso stato di isolamento non si
protragga oltre. Non perdiamo
l’ultimo aereo! Diamo a questa terra carburante affinché essa possa
volare esattamente come merita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
12
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
PETROLIO
Gli attacchi
dopo gli incontri
territoriali
di Lauria e Senise
sullo Sblocca Italia
E la concorrente di Paolo Bonolis,
sbaglia risposta sulla Basilicata. Alla
domanda su cosa ci sia di prezioso
“sotto sotto, nel sottosuolo lucano”,
risponde: «Oro e diamanti»
di MARIATERESA LABANCA
ACCUSATI di aver banalizzato i temi dell’inquinamento e delle estrazioni, nel
tentativo di far digerire l’amara pillola
del petrolio.
Mario Polese e Vito De Filippo, sabato
impegnati in due differenti incontri sul
territorio (il primo a Lauria insieme al
presidente Pittella, il secondo a Senise in
un’iniziativa voluta dal Pd cittadino)
sullo Sblocca Italia, finiscono nel mirino
del fuoco nemico.
Il consigliere regione, nel suo discorso, ripreso anche in un post su facebook,
aveva evidenziato come, rispetto alle
estrazioni, «ci sono altre fonti di inquinamento ancora più incisive, come quelle ad esempio derivanti dalla zootecnia».
Neanche il tempo di pronunciare l’intervento che...
apriti cielo. Il
consigliere
provinciale di
Fratelli d’Italia,
Donato
Ramunno è
passato all’attacco, con tanto di comunicato stampa e
anche di vignetta: “Per
Polese
una
mucca inquina più di una
mucca”. Rosa
rilancia. Tanto che, a qualche ora di distanza, il consigliere
regionale, sempre da facebook, si vede
costretto
a
chiarire:
“Provo a chiudere la questione, facendo sintesi e
provando a
spiegarmi
meglio: non
penso, nè ho
mai detto che
una mucca
inquini più di
un pozzo, ci
In alto il sottosegretario De Filippo, in
mancherebbasso il consigliere Polese
be. Penso che
i pozzi inquinino ma non
siano i soli. E penso che come Regione
dobbiamo garantire tutela del territorio
e della salute come pre elementi di ogni
azione”.
Ma sabato, da un’altra parte dell’area
Sud della Basilicata, non sono state gradite a tutti nemmeno le parole, sullo
stesso argomento, del sottosegretario
alla Sanità, De Filippo. E’ il Comitato che
si è costituito contro la realizzazione dell’opificio di Senise a prendere posizione
contro le parole dell’ex governatore della Regione. «Se per il consigliere Polese
una mucca inquina più del petrolio, De
Filippo ha proposto una banale quanto
semplicistica descrizione tecnica del
processo estrattivo in Val D’Agri». Secondo quanto riferisce il Comitato, il sottosegretario avrebbe definito come trivella “un tubo di piccolo diametro che determina solo un foro sul terreno” . L’ex
presidente si è espresso a favore del documento adottato dal Consiglio regionale: l’articolo 38 va impugnato solo nel caso in cui le modifiche che la Regione proporrà al Governo non dovessero essere
La mucca di Polese
e il tubo di De Filippo
Polemiche contro il consigliere e il sottosegretario accusati
di aver banalizzato i temi dell’inquinamento e delle estrazioni
recepite. Ha ribadito che le competenze
in fatto di Valutazione d’impatto ambientale e l’Autorizzazione integrata
ambientale debbano restare «di assoluta
competenza regionale a garanzia di
quella corretta valutazione che diventando di competenza nazionale verrebbe
meno». Ma a suscitare l’indignazione del
Comitato sarebbe stato soprattutto il paragone tra la trivella e il piccolo tubo.
Segno evidente del fatto che sui territori si guarda con massima attenzione
alla questione petrolio e soprattutto alle
novità introdotte dalla Sblocca Italia, co-
me dimostrano le contestazioni a Lauria
di No Triv, sabato scorso, durante l’incontro a cui hanno preso parte il governatore Pittella e il consigliere Polese.
Tanto più che le opposizioni arrivano
dalle due aree di provenienza di ex ed attuale presidente della Regione.
Opificio di Senise, il sottosegretario
rassicura: «A mio avviso non si farà»
MA nel corso dell’incontro che si è
tenuto sabato a scorso a Senise si
è parlato anche dell’opificio di Senise la cui realizzazione è stata
autorizzata da una delibera di
Giunta regionale dello scorso
giugno e dell’articolo 35 che prevede spalanca le porte negli impianti d’Italia al trattamento dei
rifiuti provenienti da tutto il paese, che tanto preoccupa le comunità locali.
«L’opificio a Senise non è fattibile per l’assenza di un piano regionale dei rifiuti - ha dichiarato
il sottosegretario alla Sanità - E
secondo me, non si farà perché i
termini stanno per scadere e la
Via e l’Aia non sono stati ancora
emessi dal dipartimento Ambiente».
Ma anche in questo caso il Comitato
nato per opporsi alla realizzazione dell’opificio non ha commentato positivamente: «Suscitano scalpore le dichiarazioni di De Filippo - si legge nella no-
La protesta contro la realizzazione dell’opificio di rifiuti
ta stampa inviata dal locale comitato avrebbe ampiamente potuto realizzacontro la realizzazione dell’opificio - re un piano di gestione rifiuti, cosa
dal momento che proprio De Filippo in che risulta invece non essere stata mai
otto anni di presidenza regionale fatta».
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
13
Grande manifestazione collettiva per impugnare il decreto
Centro Sud, stati generali
contro lo Sblocca Italia
CONFERENZA STAMPA DI ROMANIELLO
Voto sullo Sblocca Italia
e motivazioni dell’uscita da Sel
IL consigliere regionale Giannino Romaniello ha convocato
per questa mattina una conferenza stampa che si terrà nel
palazzo del Consiglio, a partire dalle 10, per spiegare i motivi della sua uscita da Sinistra
ecologia e libertà, dopo il voto
in aula sullo Sblocca Italia.
Romaniello ha annunciato la
sua sospensione da Sel, dopo
che la coordinatrice regionale
Maria Murante, aveva preso le
distanze dal voto espresso dal
Consigliere, favorevole al documento finale con cui il Consiglio ha deciso di impugnare
l’articolo 38 dello Sblocca Italia solo se le modifiche proposte dalla Regione non dovessero essere recepite dal Governo entro il 2 gennaio. Una posizione - quella di Romaniello - «inconciliabile» con la linea del partito nazionale e
regionale. Anche per lo stesso consigliere che ha così deciso di mettere fine all’esperienza all’interno di Sinistra ecologia e libertà.
|
E LA protesta contro il decreto sul
petrolio, convertito in legge, ora
viaggia anche attraverso un nuovo
movimento, “centro sud contro lo
Sblocca Italia”.
La prima assemblea si è svolta a
Napoli, a un mese dalla mobilitazione di Bagnoli in cui ci sono stati anche
alcuni
feriti.
Seguita da numerose manifestazioni che si sono svolte su tutto il territorio del Mezzogiorno, a partire da
quella di Potenza dello scorso 4 dicembre.
Oltre una cinquantina le associazioni che si sono ritrovate a Napoli
per ribadire il “no” alle nuove previsioni legislative in fatto di rifiuti e
petrolio.
“Un primo importante momento di
confronto, con centinaia di partecipanti, tra realtà, organizzazioni,
coordinamenti, comitati e resistenze territoriali - si legge nella nota
stampa - con l’obiettivo di costruire
unitariamente una campagna contro la legge Sblocca Italia”.
“L’articolato del decreto - è la posizione dell’assemblea - è una raffica di misure per la svendita del patrimonio immobiliare pubblico, la
deregolamentazione degli interventi edilizi, il rilancio indiscriminato delle grandi opere inutili, l’incentivazione degli strumenti finanziari a servizio della speculazione,
la promozione degli impianti per
l’incenerimento dei rifiuti, commissariamenti, l’agevolazione delle
trivellazioni per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, la proliferazione di gasdotti e gassificatori”.
Passato con l’ennesima fiducia al
Senato con l’accelerazione da parte
dell’esecutivo - spiega l’assemblea il governo con lo Sblocca-Italia è
riuscito paradossalmente nell’intento di unire le tante vertenze territoriali.
L’esigenza di una campagna nazionale nasce non solo “per includere le singole vertenze in un contenitore che le rafforzi”, ma anche e soprattutto “per prefigurare un movimento effettivamente unitario
che contrasti questo decreto nella
sua interezza, essendo inserito organicamente nella logica politica
Gallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae
che ispira tutte le controriforme del
governo Renzi sul lavoro, la scuola,
la casa, il governo del territorio, i
servizi
locali”.
L’assemblea sta valutando la proposta di una mobilitazione coordinata sui territori
da
realizzarsi
entro fine dicembre,
possibilmente lo stesso
giorno, per spingere le Regioni
ad impugnare lo
Sblocca-Italia di
fronte alla Corte
Costituzionale.
Sul piano organizzativo, e’
stata condivisa
la proposta di costruire
un’assemblea nazionale attraverso
assemblee di macro
area.
Il 14 dicembre si terrà presso Pescara l’assemblea delle realtà di Abruzzo,
Molise
e
Marche.
Per quanto riguarda il Sud, si è
espressa l’esigenza di ampliare la
DOPO L’ATTO INTIMIDATORIO AL CIRCOLO DEL PD
rappresentatività dell’assemblea di
oggi, lavorando ad un nuovo momento d’incontro anche con altre
realtà meridionali; per tale incontro si e’ individuata la data del 18
gennaio, presso un luogo più baricentrico
rispetto al sud
quale la Certosa di Padula Salerno. Attraverso questo appello ed i
contatti con i
comitati attivi
del nord , si
sollecita
la
convocazione
di un’assemblea di macroarea anche nel
Nord, in modo
da arrivare ad
un’ assemblea
nazionale verso la metà di
Febbraio con la proposta all’ordine
del giorno di una mobilitazione
unitaria e nazionale contro lo
Sblocca-Italia.
|
L’assemblea: «Attacco agli ambientalisti per screditare la battaglia»
«Solidarietà a No Triv Montescaglioso»
E NEL corso dell’assemblea
delle associazioni e dei comitati
provenienti dalle regioni del
Centro e Sud Italia, impegnati
nella strutturazione e nello sviluppo della campagna “No
Sblocca Italia”, è stata espressa
solidarietà a No Triv di Montescaglioso, «accusato dal sindaco di Montescaglioso di essere
responsabile del lancio di una
bottiglia “molotov” all’esterno
della sede della locale sezione
del Pd», quando erano presenti
quadri di quel partito ed il sottosegretario agli Interni Bubbico (ex presidente della Regione Basilicata).
L’assemblea denunzia «il pericoloso quanto malcelato tentativo di criminalizzazione dell’ampio movimento che si compone di comitati, coordinamen-
ti territoriali, associazioni, studenti, cittadini, che sta lottando contro i rischi di petrolizzazione del territorio e delle devastanti conseguenze dell’attuazione del disposto normativo
della Legge “Sblocca Italia”».
«Non è sfuggita ai movimenti lucani e non solo - si legge
nella nota stampa di solidarietà a No Triv Montescaglioso l’escalation di eventi recenti costruiti ad arte al fine di screditare quanti lottano da anni per
la difesa della salute, dell’ambiente, della democrazia, in
una Regione bersaglio privilegiato delle mire della nuova
Strategia energetica nazionale, a partire dall’accusa a fantomatici ambientalisti di aver forato ad oltre un paio di metri
sottoterra un oleodotto in agro
di Marconia (evenienza in seguito smentita in sordina dalla
stessa Eni, che non riesce ancora una volta a celare la natura
acida e corrosiva del petrolio
lucano); fino alla campagna
mediatica di stampo negazionista in atto riguardante gli effetti nefasti del ciclo estrattivo,
di trattamento, di reiniezione,
sulle falde acquifere, sulla catena alimentare, sulla salute».
L’assemblea - conclude la nota - esprime pertanto piena ed
unanime solidarietà al comitato No Triv di Montescaglioso,
al coordinamento nazionale No
Triv – sezione Basilicata, «denunziando con fermezza lo
squallido tentativo di creare un
clima da caccia alle streghe e di
criminalizzazione politica e sociale in atto».
All’interno della sezione del Pd di Montescaglioso
© RIPRODUZIONE RISERVATA
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
14
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
PETROLIO
Progetto Tempa Rossa: stato dei lavori e prospettive
Parla il direttore commerciale e comunicazione Total
«Non occupiamo
la Basilicata»
Pasolini sulle paure di un territorio invaso dalle trivelle
«Timori infondati, interessato solo lo 0,1% della regione»
PROGETTO Tempa Rossa, innanzitutto possiamo spiegare in quale fase siamo? Che cosa rappresenta il
giacimento del petrolio lucano nell’ecosistema degli interessi internazionali di Total?
«Tempa Rossa è un giacimento petrolifero scoperto nel 1989 e che prevederà, a regime, una produzione di 50.000
barili/giorno con un incremento di circa il 40% rispetto all’attuale produzione
nazionale. Per questo motivo è stato
giudicato dalla Banca d’Affari Goldman Sachs fra i 128 progetti più importanti in fase di attuazione. La quota
di produzione di Total, 25.000 barili
/giorno, rappresenterà circa l’1% della
produzione globale del Gruppo ma vorrei sottolineare che un aspetto importante del progetto Tempa Rossa è la sua
collocazione geografica in Europa, in
un contesto economico, sociale e normativo piuttosto diverso rispetto a
quelli dei paesi comunemente considerati come paesi “produttori” per esempio nella penisola arabica o in Africa. A
venticinque anni dalla scoperta del giacimento il progetto è attualmente nella
fase di ingegneria di dettaglio per
quanto riguarda le infrastrutture petrolifere, mentre siamo nella fase di
cantiere per le opere di movimento terra di stabilizzazione e di preparazione
delle strade di accesso. In parallelo procediamo con la predisposizione alla
produzione dei pozzi già forati. Questi
tempi dell’ordine dei decenni sono dovuti in grandissima parte ai processi di
ottenimento delle autorizzazioni necessarie. Se da un lato può confortare l’estremo rigore di tali processi per la salvaguardia della sicurezza e dell’ambiente che essi garantiscono, dall’altro
è evidente a tutti che tali tempi biblici
mal si adattano ad un paese che pur essendo tra le più grandi potenze industriali da molti anni ormai non riesce
più a crescere».
Oltre Tempa Rossa Total ha altri
interessi in Basilicata (cioè altri permessi di ricerca). Considerati anche i
permessi di ricerca di altre compagnie non è dunque fondato il timore di
ritrovarsi a vivere in un territorio
“bucato”?
«Total E&P Italia è titolare di 5 permessi di ricerca, di cui 4 come operatore, tutti in Basilicata. Se consideriamo
il progetto Tempa Rossa, l’area interessata dalle infrastrutture che stiamo
realizzando è pari a circa 150 ettari, ovvero lo 0,015% dell’intera superficie regionale (circa un milione di ettari ). Il
centro olio occuperà 25 ettari, gli 8 pozzi circa un ettaro ciascuno, così come il
centro gpl. Il resto saranno strade e
piazzali Questi numeri possono far capire quanto siano infondati i timori di
“occupazione” del territorio. Tutte le attività delle diverse società petrolifere
messe assieme in Basilicata occupano
meno dello 0.1 % del territorio. Inoltre
va ricordato come lo sviluppo del giacimento Tempa Rossa avvenga innanzitutto all’interno del quadro normativo
europeo ed italiano, il più avanzato e rigoroso al mondo. Questo, insieme all’utilizzo delle tecnologie più moderne attualmente disponibili (quelle utilizzate
dall’industria petrolifera) permette la
massima sicurezza e il pieno rispetto
dell’ambiente e del territorio. Giusto
per fare un esempio sul livello di sicurezza dei lavoratori, in Italia il tasso di
incidentalità nell’industria petrolifera
è analogo a quello nella rete degli sportelli bancari».
La presenza di Total
in Basilicata non è stata accompagnata da
molte fortune, dalle vicende giudiziarie alle
proteste di questi mesi (che, certo, riguardano tutte le compagnie). Qual è la vostra
percezione e cosa rispondente a chi oppone ragioni di tutela
della salute e del territorio?
«Total E&P Italia
s’impegna in prima
persona nella tutela della salute dei suoi collaboratori e dei cittadini,
e nel rispetto dell’ambiente e del territorio in
cui opera. Questo impegno è al primo posto
delle nostre priorità. Per questo Total
opera agisce seguendo oltre alle normative delle procedure interne che in
diversi casi sono ancora più rigorose e
restrittive delle leggi in vigore in Italia
ed in Basilicata. E’ legittimo che le persone esprimano le loro preoccupazioni
ma questo dovrebbe portare ad un dialogo aperto e trasparente ma franco tra
le parti sociali ed economiche coinvolte.
Almeno così è come noi siamo disponibili a fare».
Pensa che il governo italiano abbia
una politica energetica che accelera
dalla parte degli interessi delle energy company? Avrà seguito le polemiche legate all’articolo 38 dello Sblocca Italia. Come valuta la discussione
attorno al soggetto legittimato a dare le autorizzazioni? In altre parole
ritiene che se lo Stato accentrerà le
scelte per voi sarà un vantaggio o è
ininfluente?
«Total applica le leggi in vigore nei
paesi in cui opera, non entra nel merito
dei dibattiti politici. Le
aziende devono fare il loro mestiere, cioè produrre reddito per i loro azionisti, per i loro dipendenti e per il territorio
dove operano, dare lavoro alle imprese ed ai lavoratori, partecipare attraverso azioni di sviluppo sostenibile alla
crescita delle comunità
che le circondano. Detto
questo, da cittadino penso che il compito delle
autorità sia quello di
promuovere il benessere
dei cittadini, e questo
anche attraverso la promozione dello sviluppo
di nuove attività economiche in grado di contribuire alla corretta crescita del Paese. L’esempio del progetto
Tempa Rossa è purtroppo paradigmatico dell’attuale situazione italiana: a
venticinque anni dalla scoperta del giacimento, ed avendo già speso più di
mezzo miliardo di euro da quando abbiamo preso con i nostri partner la decisione di lanciare il progetto nel 2012,
non abbiamo ancora una chiara visione
su quando riusciremo ad avviare la
produzione, e questo anche per le diverse problematiche che dobbiamo ancora
affrontare in termini autorizzativi.
L’enigma
autorizzazioni
«Tempi biblici
per una potenza
industriale
che non riesce
più a crescere»
Una decisa semplificazione dei processi
autorizzativi, pur nel mantenimento
dei rigorosi standard di sicurezza e di
tutela della salute e dell’ambiente, non
può che essere benefica per un corretto
sviluppo economico. Per non parlare
dell’assoluta necessità di identificare
dei tempi certi per il rilascio, o meno,
delle autorizzazioni: l’imprevedibilità
della durata dei processi autorizzativi è
oggi elevatissima e Tempa Rossa ne è
un esempio emblematico».
Che tipo di dialogo, secondo lei, occorre avere con le comunità dei luoghi interessati alle estrazioni?
«Uno dei documenti fondanti di Total
è sicuramente la Carta etica, che ispira
l’azione di tutti i collaboratori del gruppo in tutto il mondo. Tra i vari principi,
vi è quello della responsabilità sociale
che dev’essere costantemente presente
in ogni azione di Total nei confronti dei
territori in cui opera. In termini concreti l’impegno si traduce nell’ascolto e
nel dialogo costruttivo con le comunità
locali, economiche, sociali e istituzionali. Oltre al dialogo vi è poi il contributo - diretto e indiretto - allo sviluppo economico del territorio; potrei citare, tra i
numerosi esempi, il progetto Lucanica
attraverso il quale Total E&P Italia ha
supportato le aziende agroalimentari
lucane in un proficuo percorso di internazionalizzazione. Il supporto alle attività educative e formative, quali corsi
di lingua inglese, eventi sportivi e lezioni di job orienteering con programmi
personalizzati a seconda dei corsi di
studio. La tutela e la valorizzazione della biodiversità e, non ultimo, la partecipazione alla vita sociale e culturale delle comunità regionale. In termini monetari, nell’anno 2013, Total E&P Italia
ha investito 1,3 milioni di euro in progetti di sviluppo sostenibile, accanto all’oltre 1 milione di euro stanziato, su
base volontaria, nel triennio 20102012. Il tutto va aggiunto agli impegni
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Primo piano
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
|
L’EDITORIALE
15
|
CONOSCERE
INNANZITUTTO
PER CAPIRE
E PER DISCUTERE
di LUCIA SERINO
assunti con l’accordo quadro sottoscritto con la Regione nel 2006».
Sono fondati i rischi di sismicità
connessi alla produzione?
«Non è possibile dare una risposta
semplice ad una domanda complessa.
Per essere molto sintetici e comprensibili possiamo dire che gli ultimi studi
fatti a seguito del sisma che ha colpito
l’Emilia nel 2012 hanno portato esperti
di fama internazionale ad affermare
che in Italia un legame causa-effetto tra
attività petrolifere e
eventi sismici rilevabili
non esiste. Peraltro i sistemi di monitoraggio
in essere per le installazioni petrolifere esistenti e quelli previsti
per le infrastrutture da
realizzare permettono
una sorveglianza accuratissima dei fenomeni
sismici nei territori
che circondano tali installazioni».
Parliamo degli effetti sullo sviluppo di
un territorio. E’ risaputo che il petrolio
non porta occupazione, o comunque ne
comporta in misura
contenuta rispetto ai
profili professionali
richiesti. Il sostegno alle piccole imprese scompare nella voragine della
crisi che l’economia sta attraversando. E, per quanto riguarda i lavori di
Tempa Rossa, voi stessi sostenete
che il libero mercato internazionale
impedisce corsie preferenziali. Insomma c’è il rischio che alla Basilicata (al di là delle royalty, intendiamoci, e della fornitura gratuita del gas)
resti qualche convenzione per i ristoranti e qualche sponsorizzazione
estiva. I lucani non riescono a perce-
pire vantaggi e si sentono espropriati di una risorsa senza nulla in cambio. Ovviamente non è proprio così.
Ma, anche in base all’esperienza internazionale, quali sono le motivazioni recondite che accompagnano
questo sentire?
«E’ vero che l’attività petrolifera è per
sua natura “capital intensive”: ovvero
con un elevato rapporto tra capitale (installazioni/attrezzature/capitale finanziario) ed impiego di manodopera, diversamente da quanto
avviene nel settore manifatturiero. Allo stesso
tempo bisogna però considerare il notevole apporto in termini di ricchezza che il petrolio apporta grazie a royalties e
tasse: una ricchezza
enorme che, se usata correttamente, può creare
molti posti di lavoro. Negli scorsi giorni, per
quanto ci riguarda, abbiamo presentato uno
studio della Luiss che
quantifica gli impatti
che Tempa Rossa avrà in
Basilicata, valutati in
ben 7 miliardi di euro: 4
miliardi
direttamente
immessi nell’economia
lucana tramite tasse, salari, acquisti di beni e servizi, royalties
e investimenti legati allo sviluppo sostenibile; 3 miliardi generati indirettamente tramite il moltiplicatore keynesiano di redditi. Vorrei peraltro ricordare che ad oggi il numero degli occupati a Tempa Rossa, come risulta dall’ultima rilevazione dello scorso settembre, è pari a 758 unità e che per l’attività di site preparation attualmente in
corso vi è un’occupazione di personale
lucano corrispondente al 78% del totale».
Sblocca Italia
e proteste
«Il nostro caso
è paradigmatico
Semplificare
aiuta
lo sviluppo»
la copertina della
rivista. Al centro
un pozzo di Total
a Corleto
Perticara. A
sinistra Roberto
Pasolini
T COME TERRITORI, T come Total. Il gruppo
multienergetico francese prova a parlare direttamente con le comunità interessate al progetto
Tempa Rossa, la Basilicata e Taranto. Conoscere, innanzitutto. Il punto di partenza per affrontare qualunque discussione, cercando di opporre motivazioni e non semplici resistenze alle ragioni produttive. Ed è questo il motivo per il quale il Quotidiano ha accettato di veicolare l’ultimo
numero della rivista T>energy diretta da Roberto Pasolini e Massimo Dapoto. Che cos’è Tempa
Rossa? Cosa si farà a Taranto? Quali sono i rischi e quali i sistemi di prevenzione e sicurezza messi in atto da Total? Chi vi lavora?
Chi vi potrà lavorare? Per quanto tempo?
Quali sono, soprattutto, le politiche di responsabilità etica e sociale della energy
company?
Molto si è detto e si continua a dire in questi giorni attraversati da comportamenti divisivi e spesso laceranti tra cittadini e istituzioni sull’opportunità di scelte politiche legate a novazioni normative.
Ma qual è il “loro” punto di vista? Come rispondono al bisogno di trasparenza da parte della comunità locale? E’ possibile costruire relazioni costruttive e di dialogo? Il
Quotidiano contribuisce a offrirvi un primo strumento di informazione diretta.
Questo giornale, più volte nei mesi scorsi, ha posto il problema trasparenza attorno alla questione petrolio, aspetto spesso
tenuto in secondo piano dall’onda No triv
posizionata su un “no a prescindere” e originario, ancorato a un bisogno primordiale di tutela della terra. Tutela ritenuta irrimediabilmente compromessa dal sistema
di ricerca ed estrazione degli idrocarburi.
Quali sono le ragioni opposte? Nell’editoriale
che apre la rivista, Nathalie Limet, Ad di Total
E&P Italia, sottolinea, a proposito delle polemiche sull’arrivo del greggio di Tempa Rossa a Taranto, di come sia importante, per quanto ritenga infondate le preoccupazioni della gente, dare
ascolto al messaggio di un territorio che tra l’altro ha vissuto una stagione drammatica, proprio per quanto riguarda l’ambiente.
Ancora più ascolto merita la Basilicata, terra
di esplorazioni. Ascolto e possibilmente risposte
motivate e convincenti. Ma se continuiamo a
porre la questione petrolio in maniera manichea
– sì o no – non avremmo fatto un buon servizio a
una regione che se non deve “petrolizzare” la sua
economia ottiene comunque ingenti risorse dall’attività estrattiva. Distribuiamo uno strumento di conoscenza, dunque. E all’interno del giornale trovate un’intervista al Direttore Commerciale e Comunicazione della Total, Roberto Pasolini, sui temi caldi di questi giorni.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
16
Economia Italia / Mondo
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
LO STUDIO L’Unioncamere denuncia il rincaro dei servizi per famiglie e imprese
Stipendi fermi ma volano le tariffe
Crescono le bollette per i rifiuti solidi urbani (+18,2%) e quelle per l’acqua (12,7%)
ROMA - Inflazione al lumicino ma tariffe che volano, con quelle locali, rifiuti in testa, in forte accelerazione. Uno studio di
Unioncamere mette in evidenza il paradosso, ma
parla anche di un «timido» risveglio dei consumi
delle famiglie, che a fine
anno potrebbero registrare un aumento dello 0,3%.
Secondo l’Osservatorio
prezzi e mercati dell’Indis,
l’istituto di Unioncamere
specializzato in distribuzione e servizi, negli ultimi due anni (2013-2014)
le tariffe pubbliche sono
aumentate del 7,5%. I rincari sono particolarmente forti a livello locale, con un aumento
complessivo
del
9,5%, mentre lo
scenario nazionale mostra un
incremento del 5%. Tra i
vari aumenti dei servizi
assicurati dagli enti locali, spiccano la tariffa per i
rifiuti solidi urbani, che
mostra un incremento del
18,2% e quella per l’acqua
potabile (+12,7%), entrambe con un rincaro a
due cifre.
Ma sensibili sono anche
gli aumenti relativi ai trasporti
extra-urbani
(+7,5%), ai trasporti ferroviari regionali (+6,8%), ai
servizi sanitari locali
(+6,7%) e ai trasporti urbani (+6%). Più contenuti,
ma certamente si sono fatti sentire sui bilanci delle
famiglie, i rincari relativi
a musei, asili nido, auto
pubbliche, istruzione secondaria e universitaria.
Tra le tariffe decise a livello nazionale, forti gli au-
menti dei servizi postali
(+10,1%),
telefonici
(+9,9%) e i pedaggi autostradali (+8,8%).
Malgrado ciò, lo studio
di Unioncamere prevede
un piccolo miglioramento
sul fronte dei consumi:
particolarmente robusto
appare il recupero dei beni
durevoli (+2,9%). Insomma, dopo anni di risparmi
e di contenimento delle
spese l’acquisto di auto ed
elettrodomestici non appare più rinviabile. «Si
tratta - secondo il presidente di Unioncamere
Ferruccio Dardanello - di
un primissimo e ancora
debole segnale,
certo non pienamente
in
grado di far recuperare
al
Paese la strada
persa in questi
anni di recessione: sfiora infatti i 7 punti percentuali
il calo dei consumi delle
famiglie accumulato nel
2012 e 2013».
Sulla micro-ripresa, oltre tutto, pende anche la
spada di Damocle della
stangata sui beni alimentari al centro della dieta
Mediterranea, olio e pasta.
Per il primo è previsto un
aumento dei prezzi del
15% a causa della stagione disastrosa, mentre la
seconda risentirà dell’impennata delle quotazioni
del grano duro, che si tradurrà in un rincaro sullo
scaffale almeno dell’8 per
cento. Insomma, è in arrivo un altro anno difficile
che inciderà sulle capacità
d’acquisto delle famiglie,
soprattutto se non ci sarà
una riduzione delle tasse
sulle retribuizioni.
CRISI&FINANZA L’economia ancora debole sarà uno svantaggio
Banche europee, sarà un 2015 difficile
Le agenzie di rating vedono nero
Le nuove direttive dell’Unione non consentiranno più
salvataggi a carico degli Stati ma solo con capitali privati
di SABINA ROSSET
MILANO - Il nuovo anno sarà
complesso per il rating delle
banche europee, alla luce di
un’economia ancora debole nelle attese per il 2015, e in vista soprattutto dei cambiamenti nelle
regole per il sostegno pubblico
in caso di salvataggi nel comparto che rischia di pesare sui
giudizi degli istituti di credito.
E’ la diagnosi che arriva dalle
tre principali agenzie di valuta-
Nuovo anno
con aumenti
per pasta e olio
La sede della Banca centrale europea
LA NOVITA’ Spariscono le indicazioni generiche sugli oli
Titolo
Ultimo
Prezzo
A2a
86,15%
Atlantia
1973,00%
Autogrill Spa
622,00%
Azimut
1809,00%
Banco Popolare
0,00%
Bca Mps
59,40%
Bca Pop Emil Romagna 580,50%
Bca Pop Milano
59,55%
Buzzi Unicem
1144,00%
Campari
559,00%
Cnh Industrial
0,00%
Enel
394,00%
Enel Green Power
186,80%
Eni
1497,00%
Exor
0,00%
Fiat Chrysler Automobiles1097,00%
Finmeccanica
819,00%
Generali Ass
1732,00%
Gtech
1806,00%
Intesa Sanpaolo
255,40%
Luxottica Group
4423,00%
Mediaset S.p.a
334,60%
Mediobanca
741,00%
Mediolanum
545,00%
Moncler
1081,00%
Pirelli E C
1139,00%
Prysmian
0,00%
Saipem
931,50%
Salvatore Ferragamo
0,00%
Snam
424,00%
Stmicroelectronics
628,00%
Telecom Italia
0,00%
Tenaris
1256,00%
Terna
392,20%
Tod's
6780,00%
Ubi Banca
643,50%
Unicredit
585,50%
Unipolsai
228,80%
World Duty Free
7,9
Yoox
19,17
zione del merito del credito,
Standard & Poor’s, Moody’s e
Fitch.
«Dopo la crisi finanziaria globale, molti governi, specialmente nelle economie mature, hanno affermato di voler ridurre il
supporto per i creditori senior
delle banche - afferma Standard& Poor’s -. Questo è il principale fattore di cambiamento».
Con il 2016 diventerà effettiva la
Direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (Brrd) e
da quel momento
eventuali salvataggi bancari dovranno essere a carico
dei privati. Il calo
del supporto statale può dunque portare a tagli nei rating, anche se «la
crescente capacità
di assorbire perdite» a cui le banche
stanno lavorando
potrebbe
invece
«mitigare le pressioni al ribasso»
sui rating stessi.
In più, nota Standard & Poor’s «l’economia offre uno
scarso supporto alle banche» e «questo è più evidente
nell’Eurozona dove la ripresa esita
ancora e ci aspettiamo che il pil
cresca di un magro 1% nel
2015».
Simile analisi arriva dall’agenzia Moody’s, secondo la quale “le prospettive per il 2015 della maggior parte dei sistemi
bancari dell’Unione europea sono negative a causa delle nuove
regole di bail-in (l’auto-salvataggio o risoluzione delle crisi bancarie, ndr), nonostante una stabilità finanziaria in miglioramento». «Nella maggior parte
dei sistemi bancari europei la
stabilità finanziaria sta migliorando - spiega Moody’s - ma i rischi in crescita per i bail-in e i
profitti deboli rappresentano
delle sfide». «Se la nuova vigilanza europea ha rafforzato i requisiti di capitale» assicurando
un miglioramento delle «performance di lungo periodo» tuttavia sul settore pesano «le deboli
condizioni macroeconomiche»
mentre «una generale debolezza
reddituale» rende le banche europee «strutturalmente vulnerabile».
Nel 2015, nota infine l’agenzia Fitch, «molte banche dell’Unione Europea» dovranno fare i
conti con «pressioni al ribasso
sul rating» legate agli «attesi
cambiamenti del sostegno statale» in situazioni di crisi. Un supporto strutturale, viene sottolineato, arriva dalla tendenza a
costruirsi dei cuscinetti in vista
di eventuali auto-salvataggi
(bail-in), come pure per Basilea
3.
Variazione
-0,52%
-0,80%
-0,32%
-0,71%
0,18%
-1,90%
-1,11%
-0,42%
-3,46%
-0,97%
1,01%
-0,45%
0,54%
-3,42%
-0,44%
-1,79%
1,17%
-0,35%
-0,55%
1,27%
-0,83%
1,46%
0,41%
-0,64%
-1,64%
-1,81%
0,73%
0
0,67%
0
-0,08%
-0,53%
-2,48%
-0,30%
-1,95%
1,34%
-0,93%
-0,44%
1,15%
1,70%
Max
Min
0,8725
19,89
6,34
18,43
11,37
0,6055
5,85
0,5975
12,01
5,645
6,525
4,012
1,893
15,42
36,46
11,27
8,25
17,41
18,25
2,586
44,44
3,396
7,44
5,52
10,96
11,61
15,38
9,61
21,05
4,248
6,305
0,9495
12,98
3,934
69,7
6,515
5,955
2,302
7,915
19,29
0,8545
19,56
6,16
18,07
10,95
0,594
5,725
0,5865
11,41
5,585
6,37
3,926
1,85
14,97
35,77
10,96
8,02
17,26
18,03
2,486
43,94
0
7,27
5,415
10,8
11,38
0
9,28
20,79
4,194
6,24
0,937
12,54
3,894
66,55
6,255
5,845
2,266
7,73
18,63
FTSE/Nome
MIB
All-Share
Mid Cap
Small Cap
Micro Cap
STAR
AIM Italia
Valore
19.951,15
21.069,50
25.849,00
16.918,20
20.632,96
18.916,05
10.326,33
Var %
-0,68
-0,61
+0,22
+0,20
+0,05
+0,45
+0,26
di GRAZIELLA MARINO
Nome
Yoox
Mediaset
Ubi Banca
Intesa Sanpaolo
Finmeccanica
Valore
19,17
3,346
6,435
2,554
8,19
Var %
+1,70
+1,46
+1,34
+1,27
+1,17
Nome
Buzzi Unicem
Eni
Tenaris
Tod'S
Banca MPS
Valore
11,44
14,97
12,56
67,80
0,594
Var %
-3,46
-3,42
-2,48
-1,95
-1,90
Indice
Valore
NASDAQ 100 4.310,419
Dow Jones
17.937,96
FTSE 100
6.672,15
DAX 30
10.014,99
CAC 40
4.375,48
Var. %
-0,03
-0,12
-1,05
-0,72
-1,00
Nome
Acquisto
Euro/Dollaro
1,2294
Euro/Sterlina
0,78672
Euro/Franco Sv 1,20194
Euro/Yen
148,635
Vendita
1,22948
0,7868
1,20201
148,647
Nome
Petrolio
Oro
Argento
Da sabato alimenti e bibite
con etichette più trasparenti
Valore Unità di misura
€ 63,38
Barile (158,987 Litri)
€ 970,33 100 Troy Oz. (3,110 Kg)
€ 13,18 5000 Oz. (155,517 Kg)
ROMA - Mini-rivoluzione in arrivo per le etichette di alimenti e bevande. Da sabato 13 dicembre, infatti, parte anche in Italia l’applicazione del regolamento comunitario
1169/2011, che uniforma l’etichettatura degli alimenti nei paesi Ue per consentire ai
consumatori scelte consapevoli ed evitare le
contraffazioni. In sostanza da sabato prossimo tutti i prodotti alimentari dovranno avere etichette più trasparenti nel contenuto e
‘ben visibili’, con caratteri di grandezza definita in base alle dimensioni della confezione
e stampati in modo chiaro e leggibile.
Riguardo al contenuto, la nuova etichetta
europea dovrà contenere informazioni prima omesse oppure solo facoltative. E’ il caso
per esempio dei metodi di lavorazione utilizzati per alcuni prodotti, come quelli decongelati, caratteristica questa che d’ora in poi
dovrà essere chiaramente indicata in etichetta. Per quanto riguarda i prodotti ittici,
invece, dovranno essere indicate le tecniche
di cattura. Più trasparenza anche per gli oli e
i grassi vegetali: sulla confezione non si potrà più scrivere genericamente «olio vegetale» o «grasso vegetale», ma si dovrà precisare, per esempio, «olio di girasole» o «grasso
vegetale di palma».
Un’altra importante novità è quella sull’introduzione dell’obbligo in etichetta degli
eventuali ingredienti che potrebbero comportare un rischio allergenico. Andrà cioè
messa in chiaro, e con caratteri in grassetto
e con un colore diverso per renderli più evidenti, la presenza di ingredienti come il glutine, a tutela dei celiaci, e di allergeni comuni
come la frutta in guscio, i molluschi, le arachidi, la soia o il sedano.
Tali disposizioni riguardano sia gli alimenti pre-imballati sia quelli sfusi, pertanto
l’indicazione della presenza degli allergeni
negli ingredienti dovrà essere segnalata anche per i piatti del menu di ristoranti, mense,
bar ecc.
Un’altra novità della nuova etichetta europea è la dichiarazione nutrizionale, applicabile però a partire dal 13 dicembre 2016. In
sostanza diventeranno obbligatorie in etichetta le informazioni facoltative, come
quelle su zuccheri e grassi saturi. Le indicazioni relative al sodio verranno invece sostituite con quelle sul sale.
Infine, da aprile 2015, dovrà figurare sulla confezione il luogo di allevamento e macellazione anche per le carni suine, ovine, caprine ed il pollame. Al momento tale obbligo è in
vigore solo per la carne bovina, introdotto
dopo le vicende della «mucca pazza».
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
17
REDAZIONE: via Annarumma, 39/A
83100 Avellino (AV)
Tel. 0825.792424 - Fax 0825.792440
Europa Mezzogiorno
[email protected]
La Corte di Giustizia ha condannato l’Italia con sanzioni pecuniarie
Rifiuti, stangata dall’Ue
Multa di 40 milioni per numerose inadempienze commesse dal 2007
Bruxelles - La Corte di giustizia dell'Unione europea
ha condannato l'Italia a
sanzioni pecuniarie per
non avere dato esecuzione
a una sentenza della Corte
del 2007 che ha constatato
l'inadempimento alle direttive sui rifiuti. Con una prima sentenza, nel 2007, la
Corte ha dichiarato che l'Italia era venuta meno, in
modo generale e persistente, agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle direttive relative
ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti. Nel 2013, la Commissione ha ritenuto che l'Italia
non avesse ancora adottato
tutte le misure necessarie
per dare esecuzione alla
sentenza del 2007.
In particolare, 218 discariche ubicate in 18 delle 20
regioni italiane non erano
conformi alla direttiva "rifiuti"; inoltre, 16 discariche su 218 contenevano rifiuti pericolosi in violazione della direttiva "rifiuti
pericolosi"; infine, l'Italia
non aveva dimostrato che 5
discariche fossero state oggetto di riassetto o di chiusura ai sensi della direttiva
"discariche di rifiuti".
La Corte ricorda innanzitutto che la mera chiusura
di una discarica o la copertura dei rifiuti con terra e
detriti non e' sufficiente
per adempiere agli obblighi derivanti dalla direttiva "rifiuti". Pertanto, i
provvedimenti di chiusura
e di messa in sicurezza delle discariche non sono sufficienti per conformarsi alla direttiva. non si e' assi-
Rifiuti
curata che il regime di autorizzazione istituito fosse
effettivamente applicato e
rispettato. La Corte trae la
conclusione che l'Italia
non ha adottato tutte le misure necessarie a dare esecuzione alla sentenza del
2007 e che e' venuta meno
agli obblighi ad essa in-
combenti in forza del diritto dell'Unione. Di conseguenza, la Corte condanna
l'Italia a pagare una somma forfettaria di 40 milioni. La Corte rileva poi che
l'inadempimento perdura
da oltre sette anni e che, dopo la scadenza del termine
impartito, le operazioni so-
no state compiute con
grande lentezza; un numero importante di discariche abusive si registra ancora in quasi tutte le regioni italiane. La Corte condanna quindi l'Italia a versare altresi' una penalita'
semestrale a far data da oggi e fino all'esecuzione della sentenza del 2007. La penalita' sara' calcolata, per
quanto riguarda il primo
semestre, a partire da un
importo
iniziale
di
42.800.000 euro. Da tale
importo saranno detratti
400mila euro per ciascuna
discarica contenente rifiuti pericolosi messa a norma
e 200mila euro per ogni altra discarica messa a norma. Per ogni semestre successivo, la penalita' sara'
calcolata a partire dall'importo stabilito per il semestre precedente detraendo i
predetti importi in ragione
delle discariche messe a
norma in corso di semestre.
In occasione del semestre italiano all’Ue
Acquacoltura, vertice a Bari
BRUXELLES - Maxi-conferenza sull'acquacoltura a Bari in occasione del semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. L'evento, che si terrà dal 9 all'11 dicembre, farà il punto sui progressi nel settore e affronterà le principali sfide per uno
sviluppo sostenibile nel Mediterraneo e del
Mar Nero, nell'ambito della prospettiva
europea della cosiddetta 'crescita blu'. Il
principale scopo della tre giorni di lavori è
quello di rinnovare l'impegno politico di
tutti i soggetti interessati per uno sviluppo sostenibile dell'acquacoltura, che offre
un grande potenziale in termini di approvvigionamento per rispondere alla crescente domanda di risorse ittiche. Il settore è
destinato a giocare un ruolo strategico per
la regione del Mediterraneo e del Mar Nero, in termini di sicurezza alimentare, sviluppo economico e occupazione.
Una ricerca dell’Enea lancia l’allarme per il futuro
Il Sud Italia rischia di diventare
una regione dal clima Nord africano
Roma - Il Sud Italia rischia di diventare una regione dal clima piu' simile a
quello 'Nord africano', con estati e inverni sempre piu' aridi e secchi e un
impatto molto negativo sulla disponibilita' di acqua, l'agricoltura e la salute.
Lo stesso rischio minaccia Spagna
del sud, Grecia e Turchia, per effetto
dei cambiamenti climatici che potrebbero provocare lo 'spostamento' del
clima mediterraneo verso le regioni
del Nord e del Nord Est in Europa, ma
anche nel resto del Pianeta. A delineare questo scenario e' un articolo
pubblicato in questi giorni su Nature
Scientific Reports a firma del ricercatore dell'Enea Andrea Alessandri,
in collaborazione con altri prestigiosi
istituti di ricerca esteri. L'articolo dal
titolo "Evidenze solide dell'espansione e del ritiro del clima Mediterraneo
nel 21mo secolo" evidenzia per la prima volta come la 'rivoluzione climatica' in atto potrebbe impattare, gia' in
questo secolo, sulle condizioni di vita
in vaste aree del Pianeta con clima
Mediterraneo. "Tutto cio' - spiega
Terreno agricolo
Alessandri - viene mostrato grazie all'utilizzo delle piu' aggiornate proiezioni climatiche effettuate con i modelli numerici che sono in grado di
'accoppiare' le simulazioni atmosferiche con quelle degli oceani.
La novita' di quest'analisi e' che per
la prima volta viene fornita chiara
evidenza, nelle proiezioni climatiche
del 21mo secolo, della tendenza allo
'spostamento' del clima Mediterra-
neo verso le regioni del
Nord e del Nord Est ed il
progressivo inaridimento
delle attuali aree mediterranee piu' meridionali",
aggiunge il climatologo.
Lo studio evidenzia in particolare che per le sue caratteristiche, il clima mediterraneo e' particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici, ed e'
per questo che le attuali
zone Euro-Mediterranee
meridionali sono tra le
piu' minacciate, con particolare riferimento all'Italia peninsulare e al sud della Spagna,
alla Grecia e alla Turchia. In questi
Paesi, la forte riduzione delle precipitazioni estive e invernali, potrebbe
determinare un progressivo inaridimento del suolo, con impatti sugli
ecosistemi, sulla produzione agricola, sulla disponibilita' di acqua e, di
conseguenza, sulle attivita' industriali che dipendono dalla disponibilita' idrica.
Bandiera di “Libera”
Sei i punti qualificanti
L’agenda di Libera
contro la corruzione
in Europa
L'agenda europea di Libera contro mafie e corruzione prevede sei punti
per ribadire un impegno
costante in Europa sulla
necessità di costruire
una rete sociale e impegnata per un modello di
società alternativo, solidale e responsabile. "Ripartire dal contrasto concreto alla corruzione tramite la piattaforma di Restarting the Future, dalla
proposizione di una direttiva contro il Whistleblowing, dal monitoraggio per l'implementazione della direttiva europea
sul sequestro e la confisca dei beni al crimine organizzato, fino all'istituzione del 21 marzo come
data europea per i famigliari delle vittime innocenti di utte le mafie, sottolineando l'esigenza di
istituire una Procura Europea e non dimenticando i reati ambientali e il riciclaggio di denaro come
problemi che attanagliano l'Unione Europea". L'iniziativa, si legge in una
nota, arriva alla vigilia
dell'auspicata istituzione
dell'Intergruppo
''per
l'integrità e la trasparenza contro corruzione e
crimine
organizzato''
presso il Parlamento europeo, già votato come
prioritario da tre gruppi
e che dovrebbe essere approvato definitivamente
il prossimo 11 dicembre.
Salvini: Colture a
uscire rischio per
dall’Europa il freddo
Mosca. - "La mia fiducia
verso un'Europa cosi'
strutturata e' pari zero,
spero che anche Renzi si sia
reso conto che ci converrebbe uscire dall'Ue". Cosi' l'europarlamentare e segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, da Mosca, dove
e' intervenuto a un convegno organizzato alla Duma
sul tema della collaborazione economica tra Russia e
Italia. "La settimana scorsa
ho parlato a Bruxelles con
il viceministro italiano dello Sviluppo economico,
Carlo Calenda, il quale ha
riconosciuto che con queste regole e con questo sistema in Europa si riesce a
fare molto poco, anche per
difendere le produzioni locali", ha riferito il leader del
Carroccio alla platea, dove
sedevano rappresentanti
del business e delle istituzioni italiane e russe.
ROMA - "Nell'autunno piu'
caldo dal 1800 con temperature superiori alla media
di 2,1 gradi, l'arrivo improvviso del grande freddo
trova le piante impreparate
con il rischio di pesanti
danni alle coltivazioni, soprattutto se la temperatura
scendera' abbondantemente sotto lo zero come annunciato". E' l'allarme lanciato
dalla Coldiretti per l'arrivo
dell'aria fredda dal Nord
Europa con un rapido abbassamento delle temperature nel corso della settimana. "Gli effetti si faranno
sentire sulle persone ma in
generale sulla natura con
le piante che per il grande
caldo - spiega la Coldiretti non sono entrate nella fase
di riposo vegetativo caratteristico della stagione
mantenendo addirittura le
foglie e sono dunque particolarmente vulnerabili.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
18
INCHIESTA CROCE ROSSA Un testimone conferma i sospetti degli investigatori
«Volontario? Ma se vivo a Milano»
Proseguono le indagini sui presunti brogli alle elezioni per il rinnovo delle cariche sociali
POTENZA - Dalla sede regionale sostengono che le elezioni si sono svolte in
maniera regolare, e che nessuno dei testimoni sentiti dagli investigatori ha
avvalorato il sospetto di brogli. Ma c’è
chi è disposto a giurare il contrario, ed è
cascato letteralmente dalle nuvole
quando ha scoperto il suo nome tra i votanti registrati nel comitato locale di
Melfi. Ha ammesso di aver interrotto il
volontariato attivo, e il pagamento delle
quote stabilite. Anche perché vive a Milano da tempo.
Emergono nuovi particolari sulle
consultazioni per il rinnovo delle cariche sociali della Croce rossa lucana, finite al centro di un’inchiesta dei carabinieri che nei mesi scorsi hanno già acquisito le liste elettorali e l’elenco dei soci del gruppo di Forenza
e del comitato di Melfi,
“feudo” del presidente
regionale Ferdinando
Moscariello.
Di fronte ai militari
dell’aliquota di polizia
giudiziaria in servizio
nel Tribunale di Potenza
sarebbero stati diversi i
testimoni, sentiti come
persone informate sui
fatti, che hanno evidenziato irregolarità nel voto che si è svolto a dicembre del 2012.
Volontari “fantasma” iscritti nelle liste degli elettori senza averne titolo, che
hanno raccontato di essersi recati lo
stesso al seggio a esprimere una preferenza per il rinnovo delle cariche sociali. Mentre altri hanno smentito di averlo fatto nonostante risultino dai registri.
Più alcuni soci “attivi”, in regola sia
con le quote che con le ore di servizio effettivo, ma del tutto ignari di essere stati conteggiati tra i votanti.
L’inchiesta sulla principale associazione di volontariato lucana, da quest’anno non più ente pubblico ma associazione riconosciuta, è partita nel
2013 da una denuncia, dopo una serie
di segnalazioni contenute in una fitta
corrispondenza interna che qualche
mese prima aveva portato allo scioglimento del comitato di Melfi da parte del
commissario straordinario. Proprio alla vigilia delle consultazioni che in Basilicata hanno riportato alla guida dell’associazione Ferdinando Moscariello,
melfitano che condivide l’impegno nell’associazione con moglie e figli.
Ambulanze che viaggiano senza controllo, debiti inspiegabili, zero volontari
e registri scomparsi. Questi gli ingredienti dello scandalo, partito da Venosa
a cui nel giro di poco tempo sono seguite le dimissioni del commissario locale,
del provinciale e del regionale della Croce rossa. Poi è toccato a Melfi, dove a gestire tutto era la moglie del commissario regionale dimissionario. Ma prima
che toccasse anche a Rionero ci sono
state le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali. Così l’ex commissario è tornato in sella, forte di un consenso che
secondo i carabinieri sarebbe stato “dopato” da strane manovre nei seggi e nella composizione delle liste dei votanti.
Nel carteggio si parla di un debito di
16mila euro a fine 2010, e dell’impossibilità di controllare i fogli di viaggio
delle ambulanze in carico al comitato. E
ancora di «comprovata inattività protratta da oltre un anno» e dell’inesistenza di un registro inventario. Dati anche
contrastanti tra loro, perché è difficile
giustificare i costi senza che siano registrati i servizi svolti, la benzina consumata, e le cifre esigue raggiunte dai
contachilometri dei mezzi.
La denuncia
nel 2013
dopo
una serie
di segnalazioni
e vicissitudini
interne
La sede della Croce rossa lucana a Potenza
Il risultato è che a gennaio del 2012 risultavano «zero» soci attivi tra gli ex volontari del soccorso, ovvero soci con diritto di voto. Solo che nel giro di un anno il loro numero sarebbe lievitato in
maniera clamorosa fino all’exploit elettorale.
Il sospetto è che nei mesi precedenti
alle consultazioni le liste elettorali siano state “gonfiate” iscrivendo come soci
attivi, quindi con diritto di voto, dei
semplici soci ordinari. Anche quelli che
da mesi non prestavano più servizio come volontari. Ma sarebbero stati ben disposti a rispolverare la tessera per
esprimersi nella maniera “giusta”.
L’inchiesta, condotta dal pm Valentina Santoro, ha ipotizzato anche il reato
di peculato a carico di qualcuno tra i responsabili dell’associazione, che anche
in Basilicata può contare su migliaia di
volontari.
Un’accusa a cui Moscariello in persona aveva replicato garantendo per la
sua amministrazione, e scaricando di
fatto le responsabilità sul suo predecessore: il commissario Anna Maria Scalise. Dato che tra gli atti acquisiti a maggio c’erano le determine di spesa per
1.300 euro dell’organizzazione di un
evento, la “festa del sorriso” del 2012,
quando a capo della Croce rossa lucana
c’era ancora lei.
D’altra parte non si era fatta attendere nemmeno la controreplica della Scalise, che ha precisato di essere stata convocata sì dai carabinieri, ma soltanto come persone informata sui fatti.
[email protected]
MURO LUCANO
«Il sindaco non esulti per la sentenza»
L’opposizione sul voto delle amministrative
“Progetto Comune”: «Parole che suonano come una ritorsione»
«RISULTA quantomeno singolare
che il sindaco di un comune, nella fattispecie Gerardo Mariani, primo cittadino di Muro Lucano, esulti per una
sentenza del Tar, nella quale i giudici
hanno semplicemente decretato la legittimità delle operazioni elettorali
dello scorso maggio a Muro Lucano,
evidenziando però rilevanti negligenze da parte dei presidenti di seggio».
E’ quanto afferma il comitato “Progetto Comune di Muro Lucano” dopo
la decisione dei giudici di via Ridola
sul ricorso presentato all’esito delle
ultime amministrative denunciando
irregolarità nel conteggio delle schede e nella verbalizzazione delle stesse.
I rappresentanti dell’opposizione
nel consiglio comunale del Marmo
Platano giudicano «estremamente
singolare» che si faccia riferimento
«alla superficialità da parte delle autorità di seggio, rimarcando, tra le altre cose, la mancanza di malafede e
brogli».
re delle riflessioni consiste nell’aver
«La lista “Progetto Comune” - pro- voluto mettere sotto la luce dei rifletsegue la nota diffusa ietori la signora che ha
ri in serata - avendo
avuto il coraggio di ripreso atto della decisiocorrere al Tar. Questo
ne del Tribunale, intenpassaggio
assume
de sottolineare alcuni
quasi i contorni di un
passaggi che nell’artiatto ritorsivo. Scrivecolo sono stati chiarare che la signora è stamente travisati e interta condannata al papretati con estrema “algamento delle spese
legria”, come del resto
legali, lascia traspariaccade di consueto nelre un messaggio chiala gestione della cosa
ro: non ricorrete, alpubblica a Muro Lucatrimenti ne pagherete
no. Partiamo dalla conle conseguenze! Noi a
siderazione che il Tar Gerardo Mariani
questo gioco non ci
non è l’organo compestiamo e respingiamo
tente a giudicare sui
al mittente tutte le ilbrogli elettorali e che, se avessimo vo- lazioni. La ricorrente non ha mai parluto contestare la regolarità delle ele- lato, né inteso insinuare, nel ricorso,
zioni, avremmo dovuto rivolgerci alla di “malafede o brogli” (...) Intanto acProcura della Repubblica: di questo cettiamo la sentenza, perché la giustisiamo pienamente consapevoli! Il se- zia va rispettata, sempre e con un sorcondo elemento che dovrebbe suscita- riso».
«Stop al trasporto pubblico»
Domani sciopero a Potenza di Ugl e Faisa Cisal
SCIOPERERANNO domani dalle 9 di
mattina alle 17 i lavoratori di Ugl Trasporti e Faisa Cisal del trasporto pubblico integrato della città di Potenza. Lo
hanno annunciato ieri in serata le due
organizzazioni sindacali annunciando
l’iniziativa di protesta «a sostegno della
vertenza» degli operatori di autobus,
scale mobile e ascensori del capoluogo.
«Un trasporto pubblico che negli ultimi tempi ha vissuto periodi critici e
che a parere degli esperti ha influito in
modo determinante nel dissesto del Co-
mune di Potenza». Spiega la nota diffusa dai sindacati. «Pur non volendo processare nessuno restano, tuttavia i numeri impietosi che testimoniano il fallimento della gestione degli ultimi anni.
Non esiste infatti nel territorio nazionale un caso uguale o simile dove a
fronte di una spesa annuale del servizio di oltre 14 milioni di euro i ricavi
non superano il 2% del costo (... )I miseri ricavi e la mancanza di liquidità del
Comune hanno messo in crisi il sistema».
Un autobus del servizio pubblico di Potenza
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
20
REDAZIONE: via Nazario Sauro, 102
85100 Potenza
Tel. 0971.69309 - Fax 0971.601064
POTENZA
[email protected]
Il 1° Trofeo città di Potenza viene annullato quando un’auto investe uno spettatore
Incidente durante lo slalom
Frattura a una gamba per un ragazzo di 20 anni seduto su un muretto
UNA GIORNATA di festa e
di allegria che si trasforma
all’improvviso. Tragedia
sfiorata ieri, intorno alle
12.30, nel piazzale antistante la sede della Regione
Basilicata.
Nel piazzale era in corso
il 1° Trofeo città di Potenza,
una gara automobilistica di
slalom, patrocinata anche
dall’amministrazione. Una
mattinata tranquilla, pensata per le famiglie, con un
piazzale allestito con pneumatici e coni colorati per le
acrobazie delle macchine.
E alla manifestazione c’erano circa un centinaio di
persone, tanti anche i bambini.
Poi però succede l’imprevisto: una delle automobili
impegnate nella gara travolge un giovane spettatore, di circa 20 anni. E’ un attimo, ma tutti pensano al
peggio. Il giovane - questa
per il momento la ricostruzione - era seduto su un muretto, all’esterno del perimetro realizzato per la gara
nel piazzale.
Sul posto viene chiamata
immediatamente un’ambulanza del 118, che presta le
prime al ragazzo, ma anche
la polizia e i Vigili urbani,
per i necessari rilievi. E la
Sotto l’auto che ha investito lo spettatore
festa, quella iniziata la mattina con l’esibizione delle
auto, si interrompe definitivamente. Il Primo trofeo
città di Potenza viene annullato, nessuno ha più vo-
glia di continuare a divertirsi, anche perchè inizialmente la voce che si diffonde è che il ragazzo sia molto
grave, che nell’impatto abbia perso le gambe.
Poi, per fortuna, nel corso delle ore le notizie sulle
condizioni del ragazzo si rivelano diverse: l’incidente,
infatti, ha provocato una
frattura a una gamba certo,
ma nulla di così grave come
si pensava all’inizio. Dopo i
primi tempestivi soccorsi
del personale del 118, il ragazzo è stato trasportato all’ospedale San Carlo di Po-
tenza, dove è stato medicato
e sottoposto a vari controlli.
«Le condizioni del ragazzo - ha confermato poi in serata l’assessore comunale
allo Sport, Giovanni Salvia non sono gravi. Ho appreso
- ha aggiunto - con rammarico dell’annullamento del
trofeo dell’Immacolata di
minislalom in svolgimento
presso i piazzali antistanti
la Regione Basilicata. Una
giusta decisione a fronte
dell’incidente accaduto. La
manifestazione stava riscuotendo un grande successo con centinaia di spettatori che purtroppo, talvolta, vengono coinvolti in
fatali eventi. La speranza e
il mio impegno - ha concluso l’assessore - è che queste
belle esibizioni possano ripetersi anche in futuro,
sempre con il massimo rispetto dei sistemi di sicurezza».
Peccato per gli organizzatori della manifestazione, che molto si erano impegnati per regalare alla città
un’intera giornata di iniziative: le premiazioni - che
si sarebbero dovute tenere
nel pomeriggio - saranno
rinviate al prossimo anno.
an. g.
Caffè americano e specialità targate Usa, in un nuovo locale in centro
Burbaca, a Potenza arriva New York
BROWNIES, cookies, cupcake, muf- poi pranzare o cenare con i gustosi
fin, cheescake e poi hamburger e insa- hamburger. Le salse sono fatte a malate a vapore. Sfizioserie, french fries, no, dalla “mayo” classica a quella al
caffè americano e birre artigianali. Il basilico, alla senape, al ketchup, alla
tutto in un locale dal desibarbecue. Così come
gn caldo e accogliente,
tutto il resto. Perfino
elegante fast food ma anla carne viene tritata
che caffetteria. Il Burbaal momento. Unica
ca sembra essere la vera
pecca, in questi giorni
tendenza di questo Natadi festa, è stata quella
le 2014 potentino. Né ludi doversi affrettare
ci, né mercatini hanno atper poter usufruire
tratto flotte di curiosi in
dell’ampia offerta diquesto weekend dell’Imsponibile. Perché il lomacolata quanto la burcale è stato davvero
geria, bakery e caffè
preso d’assalto da
aperto appena qualche La vetrina del Burbaca
gente di tutta l’età. Fagiorno fa in via Orazio
miglie, giovani, adoPetruccelli e che ha portato nel centro lescenti. Anche i più anziani hanno
storico di Potenza un assaggio di vita preferito abbandonare almeno per un
anglosassone. Un locale dove è possi- giorno “il solito” al solito posto, per
bile gustare un’insolita colazione per provare anche solo un caffè espresso
NEL GIORNO DELL’IMMACOLATA
Luci e albero in via Pretoria
FINALMENTE aria di
Natale anche lungo via
Pretoria: ieri mattina
sono state montate le
luminarie lungo il corso principale, mentre in
piazza Prefettura torna
a troneggiare un maestoso albero di Natale.
(Foto Andrea Mattiacci)
in questo originale bar per la città di
Potenza. Ad aver colpito i potentini
specialmente il caffè americano, forse
per quel senso di internazionalità che
evoca servito, fumante, nei bicchieri
in cartone d’asporto, con la graziosa
etichetta Burbaca. L’idea è di alcuni
giovani potentini che hanno deciso di
investire nella propria città e di cogliere la doppia sfida di proporre da un lato qualcosa di nuovo – mai avrebbero
pensato di servire in un giorno 300
caffè americani – dall’altro di farlo per
di più nel centro storico, aldilà delle
polemiche e dei negozi che continuano a chiudere. Tra i progetti di Burbaca, quello di proporre variazioni al menù ogni settimana e poter sfruttare, in
estate, dello spazio esterno alle spalle
del locale che affaccia in un altro caratteristico vicolo del centro storico.
Anna Martino
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Potenza
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
21
E’ dal 2004 che non si eseguono lavori. Resta il problema della gestione
Teatro “Stabile” da ristrutturare
Diversi gli interventi da effettuare: dai rivestimenti alla carta da parati che viene giù
STRAPPI al rivestimento
in velluto rosso che ricopre le diverse sbarre dei
palchetti, pittura scorticata in alcuni punti delle pareti in platea, carta da parati che viene giù nella Sala degli specchi le cui sedie
hanno una tappezzeria ormai logora.
Il Teatro Francesco Stabile di Potenza è come una
splendida statua di marmo che da vicino mostra
tutte le sue crepe e imperfezioni.
Una sciatteria inconcepibile per un piccolo teatro
dall’indubbia bellezza architettonica e valore culturale, a maggior ragione
ora che è stato dichiarato
“teatro storico lucano” in
base alla legge regionale
sullo “spettacolo dal vivo”
approvata dal Consiglio
regionale della Basilicata
qualche giorno fa.
L’ultima ristrutturazione risale al 2004 quando
fu restaurato negli affreschi, rinnovato negli arredi e con alcune modifiche
architettoniche - come la
buca per l’orchestra e la
sala del “Ridotto” «che
permetteranno – si legge
in un documento dell’epoca pubblicato sul sito web
del Comune di Potenza –di
realizzare un progetto
ambizioso: fare del teatro
Stabile un “teatro di tradizione” e un riferimento
importante per la cultura
in città».
Viste le enormi difficoltà della casse comunali è
difficile credere di poter
trovare dei fondi, seppur
minimi, da investire in tal
senso.
Come per altri beni comuni, dai vicoli ai parchi,
si può pensare però di far
leva sulla sensibilità di cittadini, per lo più professionisti del settore, per
un’operazione di “adozione” del Teatro che parta
dal basso.
Il Teatro Stabile (Foto Mattiacci)
Coinvolgendo operatori
culturali, studenti universitari del settore, semplici
addetti ai lavori che abbiano le capacità necessarie
per restituire allo Stabile
quella dignità che un teatro storico merita.
Piccoli interventi come
ricucire gli strappi del rivestimento di velluto, in-
collare la carta da parati,
ripristinare la tappezzeria
delle sedie della Sala dagli
specchi, usata molto spesso non solo per la celebrazione civile dei matrimoni
ma anche per conferenze,
incontri, convegni.
Da ripensare, infine, la
gestione del Teatro, partendo dalla necessità per
esempio di nominare un
direttore artistico.
L’ultimo di cui si ha
traccia in rete risale allo
stesso anno dell’ultimo restauro, il 2004, con la nomina della professoressa
Imma Battista, pianista,
musicologa, diplomata in
pianoforte e laureata in
Lettere e filosofia.
La giunta comunale del
capoluogo di Regione di
allora le affidò con una delibera l’incarico per la redazione di un progetto relativo all’organizzazione
di attività artistiche per il
Teatro, per il coordinamento delle attività con
iniziative programmate
da soggetti terzi, nonché
per un supporto di consulenza all’Ente per programmi di natura artistica. Sui social c’è già chi ha
sollevato la problematica
relativa alla gestione, invocando al più presto
un’azione
dell’amministrazione comunale, proprietaria del Teatro.
Anna Martino
L’iniziativa sul campo del cavalier Fanì
Ripulita la pensilina
di piazza Matteotti
SE NON ci pensano gli addetti ai lavori ci pensa Fanì. Non è nuovo il
cavaliere poeta di Potenza a iniziative del genere. E prendendo acqua
e qualche diluente ha cercato di ripulire la pensilina di Piazza Matteotti «imbrattata - ha detto lo stesso Fanì - da affissioni selvagge dei
vandali di turno.
Il Cavalier nella mattinata di sabato 6 Dicembre, ultimo giorno della rassegna fotografica, non è ri-
masto a guardare ma ha provveduto personalmente a ripulire l’arredo urbano con il sistema “fai da
te”.
«La civiltà di un popolo - ha detto
- si misura attraverso lo stato di
conservazione dell’arredo urbano.
Le attività commerciali dei siti dove
sono ubicati gli arredi dovrebbero
contribuire a rendere la città più
bella e accogliente poiché sarà la
Fanì mentre pulisce la pensilina
bellezza che salverà il mondo».
LO SHOW
Al Giubileo l’esilarante poesia
dell’antisociale che sbeffeggia Dante
IRONIA disarmante, spontaneità e talento da versi alla Cecco Angiolieri: così Franco Ammirati (35 anni di onorata carriera da medico, con indole da grande cabarettista) ha sedotto, sabato sera, gli ospiti della cena
organizzata all’hotel Giubileo di Rifreddo, dalla padrona di casa, Maria
Luisa Giubileo e dall’imprenditore potentino Paolo Patrone. Attraverso
la reinterpretazione dissacrante di mostri sacri della letteratura quali
Dante, Leopardi e Manzoni, accompagnato dal duo strumentale in grado di riproporre atmosfere alla Fred Buscaglione, Ammirati - che ama
definirsi un anti sociale - ha regalato risate e ilarità ai commensali della
serata con uno show esilarante. Tra i presenti, il direttore dell’Apt Basilicata, Gianpiero Perri, il primario di Ginecologia del San Carlo, Sergio
Schettini, il caporedattore Rai, Oreste Lopomo e tanti altri ospiti che
hanno preso parte alla serata.
Il progetto per far rivivere il centro
Ecco il primo vicolo adottato dai potentini
IN estrema sintesi, il messaggio è questo: ogni cittadino può fare qualcosa per
migliorare quell’angolo del
centro che magari ha nel
cuore. E così, ieri, sera si è
consumata la consegna del
vicolo adottato da un gruppo di potentini. Doveva esserci anche il sindaco De
Luca, che però, influenzato,
è stato costretto a rimanere
a casa. Al suo posto, gli assessori comunali Argento,
Pepe e Percoco per questa
bella iniziativa che parte da
Porta Salza, ma che si spera
possa attecchire il più possibile in diversi punti nel capoluogo. Il progetto ha pre
obiettivo il miglioramento
della qualità del centro storico attraverso il recupero
delle facciate degli edifici, il
miglioramento dell’arredo
esistente, anche con l’installazine di fioriere.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
25
REDAZIONE: via Nazario Sauro, 102
85100 Potenza
Tel. 0971.69309 - Fax 0971.601064
LAGONEGRESE
[email protected]
MARSICOVETERE Il primo cittadino Claudio Cantiani: «Problemi tecnici»
L’impianto sciistico resta chiuso
Dopo l’atto vandalico di due anni fa, la struttura non riaprirà nemmeno quest’anno
MARSICOVETERE – Anche per
quest’anno il complesso sciistico
di Marsicovetere resterà chiuso.
Sembra proprio che non si trovi la
tanto corrispondenza tra il Volturino , la neve, l’impianto e l’apertura.
Di certo rispetto agli anni precedenti in cui l’avvio della stagione era solo collegato alle abbondanti precipitazione nevose (oltre
i trenta centimetri
per l’apertura), ora
la situazione sembra sia precipita.
«Problemi tecnici»
ha riferito il Primo
cittadino del paese,
Claudio Cantiani.
Di certo l’ultimo
episodio, l’atto vandalico subito l’anno
scorso , durante l’estate, ai danni
del complesso, con il taglio della
fune della seggiovia, non ha certo
migliorato la situazione. E per
dirla tutta le lungaggine burocratiche e procedure tecniche che
hanno prolungato la gara di appalto per l’aggiudicazione dei lavori hanno fatto il resto. Insomma se non è la neve, sono le intoppi tecnici, o le procedure burocratiche, o il fallimento della gestione o interventi troppo costosi o
scadenza di collaudi tecnici. Sta di
fatto che per il complesso sciistico, la stagione invernale è sempre
ai “blocchi” di partenza. Se un
tempo il turismo invernale, quindi, doveva rappresentare una op-
portunità per il comprensorio
valligiano - mai del tutto colta oggi rischia di essere ancora
maggiormente sotto utilizzato.
Tra timori e mille polemiche degli
appassionati della montagna e le
attese e le preoccupazioni, soprattutto, per gli operatori economici
che attendono da anni un risultato positivo ad un’operazione che
avrebbe dovuto segnare il rilancio
della montagna del
Volturino. Il complesso si trova sul massiccio del Monte Volturino, si erge maestoso
alle spalle del centro
storico, dominando
l’intera Valle dell’
Agri dall’alto dei suoi
1865 m sl. L’impianto
di risalita è dotato di
una seggiovia biposto ad attacchi
fissi ed è lunga circa 1200 metri ,
il dislivello tra la stazione motrice
e quella di rinvio è di 400 m circa ,
questa ultima si trova a quota
1848m sl. La pista, si snoda lungo
le pendici della montagna, in una
cornice di boschi, ruscelli e sentieri per un totale di circa 2600
metri. Il tracciato è stata riconosciuto dalla Fisi come pista rossa
ed è sede di gare invernali. Sulla
pista principale si immettono due
varianti: una pista nera per utenti
esperti, ed un’altra per principianti. Questa ultima è servita da
uno skilift avente una lunghezza
di circa 300metri.
Angela Pepe
NEMOLI E LAURIA
Comunità unite da Santa Barbara
Ventitreesimo anno per la festa dei minatori
LAURIA - E’ il ventitreesimo
anno che le comunità di Lauria
e di Nemoli festeggiano congiuntamente i minatori e lo
fanno nella settimana della festa in onore della loro Protettrice: Santa Barbara! Domenica
alle ore 10 si sono ritrovati
presso l’area festa dei minatori,
in contrada Rosa di Lauria, per
la benedizione delle corone che,
immediatamente dopo la cerimonia, sono state deposte nei
cimiteri di Lauria e di Nemoli
in memoria di tutti i minatori
defunti. Come ogni anno ha seguito la Santa Messa alle ore 11
presso la Chiesa al
Lago Sirino di Nemoli e alle ore 15 la
Santa Messa alla Rosa di Lauria in onore
di Santa Barbara.
Immediatamente dopo la Santa Messa
del pomeriggio, dopo le parole di Giovanni Labanca a nome degli organizzatori, hanno portato i
saluti i due assessori
Iannarella per Lauria e Ferrari per Nemoli e l’europarlamentare Gianni Pittella. A nome degli
organizzatori ad inLa messa
VILLA D’AGRI I singolari “artisti” hanno realizzato oggetti natalizi
Nel segno della solidarietà
Il mercatino è stato realizzato dai ragazzi dell’Agrario e gli ospiti di “Verso la luce”
VILLA D’AGRI – Natale è anche
solidarietà. Con questo leit –
motiv si è svolta la quattordicesima edizione del mercatino di
beneficenza “A Natale regaliamo un sorriso”.
Un’iniziativa
organizzata
dall’Istituto Tecnico Agrario e
l’associazione no profit per disabili “Verso La Luce” di Grumento Nova.
Come ogni anno l’evento ha
“traghettato” nell’avvio delle festività natalizie, lo spirito della
“partecipazione” e dello “aiutare gli altri”. Infatti l’ingrediente fondamentale è stato il “sorriso” unito ad un pizzico di solidarietà.
L’impegno e la passione degli
studenti dell’Ita, con i ragazzi
disabili dell’associazione grumentina, è stata da stimolo, per
la realizzazione di una miriade
gli oggetti natalizi : quadretti,
biglietti augurali, angeli di carta, presepi e decorazioni create
con la tecnica del découpage
che sono stati tutti esposti per
una mattinata in due stands allestiti sotto i portici di piazza
Zecchettin.
Entusiasti gli studenti che
hanno dichiarato “abbiamo capito che è bello aiutare gli altri.
Un esperienza - hanno aggiunto - da portare sempre nel nostro cuore”.
Alcune immagini dell’iniziativa
Orgogliose del progetto le insegnanti, nonché organizzatrici e ideatrici, Rita D’Ottavio,
Angela Lauria e Paola De Mase.
Soddisfazione anche da parte
della presidente dell’associazione grumentina “Verso La Luce”, Filomena Petruzzelli che ha
dichiarato «siamo di nuovo tutti insieme con l’Istituto, da sempre sensibile al disagio sociale.
Si è condiviso, come gli anni
precedenti – ha continuato - nella realizzazione dell’iniziativa,
una bella atmosfera e siamo
sempre felici di partecipare».
«L’Istituto Tecnico Agrario è
una scuola sensibile alle problematiche e in ogni occasione è
sempre presente. E’ una scuola
di educazione non solo a livello
tecnico ma anche di formazione
umana. Un fiore all’occhiello
della Valle. Quindi non possiamo – ha sottolineato - che ringraziare la scuola, il dirigente
scolastico, Robertella e le docenti, il maestro Franco Carlomagno e, naturalmente il collaboratore scolastico, Giovanni
tervenire è Giovanni Labanca
che dopo i ringraziamenti delle
autorità presenti e alla famiglia Angelo Scaldaferri che per
primo volle la festa, porta al ricordo della prima festa e dei
tanti minatori venuti a mancare che all’epoca realizzarono
l’autostrada italiana e tristemente ricorda quelli che hanno
perso la vita sul lavoro . L’assessore Iannarella ha più volte
rimarcato il fatto che in un momento difficile come questo
serve esser uniti e fare rete e,
ognuno deve sentirsi portatore
di una responsabilità nella forte condivisione sociale. L’assessore Ferrari a testimonianza
del forte impegno ha evidenziato la volontà di Nemoli nel dedicare una via ai minatori ed ha
scelto la strada che unisce i due
territori. Un atto importante
dell’amministrazione
precedente a guida Filardi. E’ intervenuto anche l’onorevole Gianni Pittella.
Mimino Ricciardi
Pascale, che come ogni edizione
hanno messo a disposizione la
loro professionalità e il loro
tempo. Un grazie – ha aggiunto
- va all’amministrazione comunale per la disponibilità del suolo».
E ad allietare anche per quest’anno la manifestazione con
canti natalizi, la presenza dei
ragazzi – Babbi Natale che con
allegria hanno intonato suoni e
canti ai passanti in cambio di
una piccola offerta.
an. pe.
MARSICO NUOVO
Tra turismo
ed economia
sostenibile
MARSICO NUOVO - Si parlerà di turismo ed
economia sostenibile nel workshop che si
terrà stamatina a Marsico Nuovo, nella sede
del Parco dell’Appennino Lucano. A un anno circa dal conferimento della Carta Europea del Turismo Sostenibile, si prova a fare il
punto su quanto fin qui realizzato del Piano
delle Azioni previsto dalla Carta e sulle strategie più appropriate per costruire nell’area
protetta un turismo a misura di Parco, che
abbia la capacità di offrire una prospettiva
di crescita economica ai tanti operatori e
stakholder che hanno voluto investire in
questo settore. Il workshop dal titolo “Parco
e turismo. La sfida per un’economia sostenibile”, vedrà un serrato confronto fra operatori, istituzioni ed esperti del settore, chiamati a confrontarsi anche sulle sinergie fra
l’adozione della Cets nelle aree protette e la
programmazione regionale in materia in
materia di sviluppo sostenibile. In merito a
questo importante nodo di discussione il
presidente del Parco dell’Appennino Lucano, e coordinatore regionale di Federparchi
Domenico Totaro, ha più volte richiamato la
necessità di intraprendere l’iter di conferimento della Cets anche per i Parchi Regionali di Gallipoli Cognato e della Murgia Materana. Considerando che il Parco del Pollino è in fase di approvazione della Carta, l’obiettivo di avere nella regione tutte le aree
protette con turismo certificato diviene tanto più vicino quanto necessario. Nell’occasione del workshop, il Parco dell’Appennino
Lucano presenterà l’ultimo numero della
sua rivista ufficiale, interamente dedicato
alla Cets e alla descrizione del processo di
approvazione che l’Ente ha seguito.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
26
REDAZIONE: piazza Mulino,15
75100 Matera
Tel. 0835.256440 - Fax 0835.256466
MATERA
[email protected]
Vetrine e luci hanno la precedenza sui marciapiedi del centro cittadino
Via Annunziatella, stop ai lavori
Trombetta: «Come chiesto dai commercianti riprenderemo dopo le feste
MATERA - Non saranno completati
entro Natale i lavori che riguardano
il rifacimento dei marciapiedi in via
Annunziatella, una delle strade di accesso al centro della città ma come
concordato tra Comune e commercianti saranno sospesi per poter proseguire dopo la pausa delle festività.
A confermarlo ieri l’assessore comunale alla viabilità Nicola Trombetta: «dobbiamo fare un altro intervento per quel che riguarda il completamento di un tratto di marciapiede ma
nel giro di qualche giorno sospendeemo i lavori. La
richiesta che era
arrivata
dai
commercianti è
stata chiara perchè invitava ad
evitare i lavori
nel periodo degli acquisti natalizi e per andare incontro a
queste esigenze
abbiamo deciso
di sospenderli.
Finirli prima?
Non è stato possibile anche se
non
abbiamo
avuto particolari intoppi tranne che un intervento necessario di verifica di
alcune tubature
che ha frenato i
lavori per qualche giorno. Ma
niente di particolari. I tempi
sono quelli previsti e penso che
alla ripresa nel
giro di qualche
settimana riusciremo a concluderlo.
Per la fine di
febbraio al massimo sarà tutto
pronto, questi
sono i tempi previsti insieme all’mpresa».
«Noi abbiamo voluto pensare ad un
progetto innovativo che non riguarderà solo via Annunziatella ma che
partirà da via Annunziatella per riguardare con un segno distintivo,
anche piccolo, tutto quanto il percorso del Carro della Bruna.
Abbiamo la disponibilità per questa
riqualificazione di un milione di euro» erano state le parole con le quali
era stata presentata l’opera che dovrà
essere ora portata a termine.
Di certo però questi sono i giorni
dello shopping e dei regali, rigorosamente in tono minore come la crisi
sembra ancora imporre e come le previsioni lasciano pensare ma certamente per i commercianti è più che
mai utile avere la possibilità di attirare il più possibile clienti per riuscire a
sfruttare queste giornate di festa nella maniera migliore.
Da anno nuovo poi si potrà pensare
a continaure i lavori che avranno anche una prosecuzione come conferma lo stesso Trombetta: «abbiamo già
avviato le procedure che possono riguardare altre aree del centro che si
avvicinano ai Sassi da via Stigliani fino a via Piave e dunque proseguiremo verso questo tipo di itinerario.
Piero Quarto
LA PRESENTAZIONE
Matera capitale parte
col Presepe Vivente
L’assessore:
«Rispettata
la tempistica
Ok per febbraio»
Presto inizieranno
anche interventi
in via Stigliani
in via Piave
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I lavori in corso in questo periodo natalizio in via Annunziatella che saranno interrotti per venire
incontro alle necessità dei commercianti (foto Cosimo Martemucci)
Presentazione di Matera città capitale
europea della cultura e del Presepe nei
Sassi. Sarà l’appuntamento che verrà in
qualche modo presentato a livello nazionale nel corso della mattinata di oggi.
Infatti alleore 11a Roma, presso laSala conferenze della Stampa Estera, in
via dell’Umiltà 83/c, si terrà la conferenza di presentazione “Matera capitale europea della cultura – Il presepe nei Sassi
inaugura il percorso”.
Un appuntamento a cui parteciperanno il sindaco di Matera Salvatore Adduce, il direttore di Matera 2019 Paolo Verri
e il direttore del Comitato promotore Luca Prisco.
L’appuntamento ha certamento acquisito una certa rilevanza nel corso degli ultimi anni diventando il punto di riferimento in questo particolare periodo
dell’anno dell’offerta turistica materana.
Quest’anno la data del Presepe è stata spostata dal 2 al 5 di gennaio.
Parte dalla Camera di Commercio l’invito a investire sulle diverse chance del territorio
«La cultura moltiplica le risorse»
Una frase di Pierre Bouchez sotto l’albero addobbato e le luminarie
Un messaggio e un invito a
investire sulle diverse opportunità della Cultura del
territorio, con uno sforzo
comune che coinvolga tutti
ma facendo girare a mille il
motore della progettualità
e degli obiettivi da raggiungere. E’ quello che parte insieme agli auguri natalizi
dalla Camera di Commercio di Matera.
E così nell’aiuola antistante la sede campeggia
sotto l’albero addobbato di
luminarie e con un basamento dedicato a Matera
capitale europea della cultura 2019, l’aforisma del
compositore e scrittore
francese Pierre Boulez, “La
cultura rende inevitabile
ciò che è altamente improbabile’’ e gli Auguri a tutti
noi’’ . E’ la frase che ha segnato una delle riflessioni
degli interventi agli “Stati
generali della Cultura ’’
promossi nel giugno scorso dal quotidiano economico Il sole 24 ore. Un invito a
essere maggiormente consapevoli sulle potenzialità,
tante,da
valorizzare
–ognuno per il proprio ruolo e per le competenze - ma
con impegno comune a dare una accelerata ai tanti
progetti da concretizzare
per far girare l’economia.
Un appello agli uomini di
buona volontà nello spirito
che simboleggia La Natività , con le statue realizzate
dall’artista Andrea Sansone, poste nell’atrio della se-
Le luminarie nel centro e alla Camera di Commercio
de di via Lucana.
“ Quella frase con la simbologia del Natale –ha detto
il presidente della Camera
di commercio, Angelo Tortorelli- è la scia di una stella
cometa, la cultura, intesa
come fatto produttivo e
moltiplicatore concreto di
risorse, che può innescare
un processo di crescita legate alle tante risorse di
una città, di una provincia
e di una regione che devono
mutare passo nelle scelte,
nei tempi e nei modi di attuazione nella programmazione e degli investimenti. Matera 2019, al quale abbiamo dato e continue-
remo a dare il nostro contributo, è una opportunità
per fare bene creando lavoro per le imprese e per coinvolgere le tante giovani
professionalità che finiscono – in assenza di opportunità- per fare la fortuna di
altre regioni e di altri Paesi’’.
RASSEGNASTAMPA
E' vietata la riproduzione. Tutti i diritti sono riservati.
PISTICCI
Martedì 9 dicembre 2014
[email protected]
28
REDAZIONE: piazza Mulino,15
75100 Matera
Tel. 0835.256440 - Fax 0835.256466
[email protected]
Nella chiesa di San Giovanni Bosco l’opera rappresenta l’unione soprattutto a Natale
Un presepe da 12 metri a Marconia
Rappresentato il territorio di Pisticci: Terra Vecchia, il dirupo e la piazza
SI COMINCIA a respirare a tutto
tondo l’aria del Natale.
I segnali in questo senso non
mancano anche perchè il conto
alla rovescia è uffiicialmente
partito con l’Immacolata e i paesi della provincia si colorano
delle immagini tipiche del Natale.
Un esempio importante in
questo senso arriva da Marconia con un presepe di oltre 12
metri quadri che appare visibile
nella chiesa di San giovanni Bosco e che costituisce il segno evidente della rappresentazione
del territorio e del rione Terra
Vecchia.
Ancora un segno di unione
del territorio viene dalla comunità di Marconia.
E’ possibile visitare, presso la
Chiesa San Giovanni Bosco, il
Presepe di 12 mq realizzato da
Cristina Piepoli, Franco Pasquale, Vincenzo Iannuzziello e
Sara Taddei, col contributo economico del Comitato Feste "Madonna delle Grazie " 2014 ed il
sostegno del Parroco Padre Giovanni Danesin e di alcuni piccoli
e grandi volenterosi.
Il presepe esposto nella chiesa di San Giovanni Bosco
Immediatamente riconoscibi- Sacra Famiglia.
le è il territorio di Pisticci del rioIl senso è l' unione, anche e sone Terra Vecchia col sottostante prattutto nel periodo di Natale.
dirupo e la piazza principale delIn questo particolare momenla frazione Marconia.
to storico il cartello che riporta
Una casa di campagna (un la nota "Sito Denuclearizzato",
vecchio casello) ospita invece la posto nei pressi del laghetto nel-
la vallata, richiama le tematiche
ambientali che il paese sta affrontando.
Coloro i quali lo hanno realizzato desiderano che agli occhi
dei visitatori riconoscere le lammie, la torre, le vie della propria
infanzia e del proprio presente
in un solo ambiente, possa far
sentire tutti i cittadini parte di
un unico territorio abbandonando inutili campanilismi.
Il Natale diventa occasione
per ribadire, ancora una volta,
la volontà di cooperare insieme
affinché questo territorio possa
vivere un prosperoso futuro.
Inoltre, una simpatica iniziativa invita tutti i visitatori del
presepe a scattare un selfie e
pubblicarlo sulla bacheca facebook Festa Madonna delle Grazie per realizzare il video di auguri per il nuovo anno "SelfieNewYear".
La rappresentazione del territorio, la ricostruzione di uno degli elementi tipici del Natale come il presepe si ripresentano in
maniera evidente e mostrano
ancora una volta tutte quante le
loro peculiarità.
POLICORO I ragazzi del Centro Smile incontrato la Comunità Padri Trinitari
Esprimere e sperimentare le novità
tra laboratori di ceramica e cartapesta
POLICORO - I ragazzi del Centro Smile di Policoro (gestito
dalla cooperativa Cress) hanno incontrato i ragazzi della
Comunità dei Padri Trinitari
di Bernalda. L’incontro è stato vissuto da tutti attraverso
più livelli di conoscenza: gli
utenti hanno socializzato con
altri ragazzi che vivono situazioni simili di disabilità e hanno scoperto un modo “diverso” di mettere fuori le proprie
risorse con laboratori di ceramica, mosaico e cartapesta.
Hanno
consapevolizzato
che ciò che apparentemente
appare impossibile è invece
facile e bellissimo da sperimentare! Come G.Q. che si è
dilettato, per la prima volta
nella sua vita, a metter le mani nella lavorazione dell’argilla e tra risi e scherni è riuscito
a formare un oggetto.
“Fede, Scienza e Amore” è il
trinomio secondo il quale i
Trinitari fondano la loro esperienza di accompagnamento
delle persone con disabilità
verso l’autonomia.
Secondo Padre Angelo Cipollone: “se il lavoro educativo fosse un mestiere come un
altro, parleremmo semplicemente di deontologia, ossia
dell’insieme di doveri che il lavoratore deve svolgere per garantire l’effettivo adempimento del proprio compito.
L’operatore dei Trinitari
considera il suo lavoro come
una missione, ossia una professione che, come tale, è risposta ad un mandato e quindi esige un impegno morale,
oltre che l’esercizio di doti per-
sonali e capacità tecniche….”.
A margine della giornata la
coordinatrice del Centro Smile, Mariangela Guerra, ha sostenuto: “La scoperta dell’ altro diverso da noi è la più bella
scoperta del mondo, e i ragazzi, quel giorno, lo hanno dimostrato con una tale semplicità che ci fa fare una grande
resa dei conti: il disagio, quello vero, è solo di chi crede di
non avere disabilità! Molto
presto un altro progetto bolle
in pentola.
Tre ragazzi con sindrome di
down sperimenteranno le
proprie risorse/competenze
nei ruoli di camerieri e aiutanti in sala presso il ristorante ‘La taverna del borgo’ probabilmente nella giornata dell’11 dicembre”.
La giornata è servita per rimarcare che un atteggiamento di chiusura, esageratamente protettivo e di difesa, nei
confronti dell’abilmente diverso ha come unica conseguenza il suo isolamento.
Tutto ciò non permette al disabile il confronto e la condivisione anche delle proprie risorse-competenze.
Viceversa tutti possiedono
risorse da poter attivare e
spendere nel contesto sociale
in cui si è inseriti: i sentimenti
e l’energia di ogni individuo
non sono soggetti a limiti e risiedono in ogni essere umano.
Quindi è stata un’esperienza incoraggiante ed importante per tutti.
Gabriele Elia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La sede della Comunità dei Padri Trinitari che
si trova a Bernalda
Stasera dibattito a Bari
sul Risorgimento
e i “briganti lucani”
ORGANIZZATO dall'Archeo Club e
patrocinato dal Comune di Bari, si
svolgerà alle 18 nella Sala Consiliare
del Comune di Bari l'incontro culturale "I Borbone e i Briganti". Risorgimento ed Unità d'Italia visti dal Sud.
Tra gli interventi previsti anche
quello del sindaco di Matera, sen.
Salvatore Adduce la cui presenza però potrebbe essere in dubbio visto il
concomitante appuntamento di Roma per la presentazione delle evento
del Presepe Vivente.
Tra le altre presenze l'assessore
comunale alla Cultura, Silvio Maselli, Pino Aprile, scrittore e giornalista, Ugo Patroni Griffi, delegato Pugla e e Basilicata Ordine Costantiniano S. Giorgio, Eugenio Bennato.
Modera Antonella Daloiso, giornalista.
MARCONIA
Venerdì evento
contro il diabete
E’ previsto per venerdì prossimo
12 dicembre a Marconia il primo
evento della Giornata Mondiale
del Diabete 2014 organizzato
dall’Associazione
provinciale
diabetici Matera onlus.
Di fatto sarà uno degli appuntamenti più importanti per studiare, approfondire, informare ulteriormente nella lotta al diabete.
Ad aprire l’appuntamento dopo i saluti del sindaco di Pisticci
Vito Di Trani il presidente dell’associazione Apd Matera Onlus
Raffaele Tammone, previsto anche un intervento del vicepresidente Domenico Troia e di Roberto Morea responsabile diabetologia dell’Ospedale di Matera.
Presente anche il direttore generale dell’azienda sanitaria del
Materano Andrea Sacco. Le
conclusioni saranno affidate al
dottor Pasquale Bellitti.
La campagna
sulla legalità domani
fa tappa a Scanzano
IN CONTINUITÀ con le iniziative promosse
dalla Cgil di Matera sul tema della legalità la
Cgil di Matera aderisce alla campagna della
CGIL nazionale “Legalità: una svolta per tutte”.
Dal 2011, la CGIL Nazionale promuove
questa campagna perché la legalità è un’urgenza, un valore capace di risollevare le sorti
di un Paese compromesso, la soluzione nella
lotta al malcostume.
La corruzione costa 60
miliardi di euro l’anno,
l’evasione 135 e il fatturato complessivo delle mafie è vicino ai 200 miliardi.
Con il “viaggio della legalità”, un camper sta attraversando l’intera penisola, facendo tappe in diversi e significativi luoghi.
È partito da Milano il 27
ottobre e farà tappa anche
a Scanzano Jonico alle ore
11 nella sala del Palazzo
Baronale.
Un viaggio per raccogliere racconti, ricordi e
storie, fatti ed esperienze
di vita che testimonino il Il segretario provinciale
rapporto vitale e indisso- Cgil, Manuela Taratufolo
lubile tra legalità e lavoro.
Anche da Scanzano e da tutta la fascia jonica arriverà un messaggio forte e chiaro contro la mafia e contro la criminalità organizzata, per inaugurare una nuova stagione di
contrattazione sulla legalità e.
Domani alle ore 11, presso il Palazzo Baronale, si terrà la conferenza stampa di presentazione del rapporto sulle azioni e sulle esperienze concrete di contrattazione per contrastare l’illegalità.
Sarà presente Carlo Baldini, responsabile
del dipartimento Legalità e Sicurezza della
CGIL Nazionale.
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I V
Martedì 9 dicembre 2014
COMUNE DI POTENZA
INTERVISTA AL SINDACO DE LUCA
MIMMO SAMMARTINO
l Giorni convulsi, giorni decisivi per
il futuro del Comune di Potenza. Dopo la
doccia gelata, ma ampiamente annunciata, della dichiarazione di dissesto, il
sindaco Dario De Luca (sindaco di minoranza, essendo il Consiglio comunale a
maggioranza di centrosinistra), sta procedendo alle consultazioni dei partiti per
giungere alla definizione di una nuova
giunta municipale.
Sindaco De Luca, potremmo definirla una giunta di emergenza?
«Preferisco parlare di governo di rinascita cittadina. Ma non solo sul versante
politico. Penso a un miglioramento delle
condizioni della città, ma anche a interventi strutturali finalizzati a rendere
la macchina amministrativa più rispondente alle odierne esigenze».
Ci arriviamo, sindaco. Cominciamo
dal principio. Sta interloquendo
con i partiti? E con quali risultati?
«Ho avviato le consultazioni già da alcuni
giorni. Ho incontrato in primo luogo il
presidente del Consiglio comunale, avvocato Luigi Petrone, con il quale ho avuto modo di riscontrare una identità di
vedute. Poi è stata la volta dei partiti del
centrodestra e dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle».
Con quali esiti?
«Esiti che definirei incoraggianti. Il centrodestra (rappresentanti di Forza Italia,
della lista Cannizzaro, quelli della lista
EMERGENZE
«Da affrontare sono le politiche miranti a
migliorare le condizioni della città, ma va
anche migliorata la macchina amministrativa»
GIUNTA IBRIDA
«Serve una squadra forte e coesa,
insieme al decisivo sostegno del
Consiglio a maggioranza di centrosinistra»
«Sorgerà a Potenza il governo
di rinascita cittadina»
Consultazioni avviate per la nuova giunta. Giovedì l’incontro col centrosinistra
«Serve certamente una squadra forte e
coesa. Ed è indispensabile il sostegno del
Consiglio comunale. Oltretutto, gran
parte di questi provvedimenti (penso, ad
esempio, alla materia regolamentare) sono di sua competenza. Complessivamente comunque sono fiducioso. Saremo capaci di trovare, nell'esclusivo interesse
della città di Potenza, una quadratura».
Da quanto ha detto, sindaco, è ancora prematuro parlare di composizione di giunta?
«Non siamo ancora a quella fase».
Un'idea se la sarà pure fatta...
«Più di un'idea, certamente».
Si può immaginare, solo per ragionarci su, che una giunta esplicitamente politica avrebbe difficoltà a
tenere insieme, ad esempio, esponenti del Pd e di Fratelli d'Italia...
«Il suo mi pare un dubbio legittimo».
Se è così allora resterebbe sostanzialmente l'ipotesi di una possibile
CONDIZIONI
AREA CRITICA
«Dopo un dissesto, è ovvio, è il
settore bilancio, entrate e gestione
del patrimonio. Ma non solo»
«Nessun interesse personale,
né dei partiti, né di alcuna
lobby. Solo della città»
civica per De Luca sindaco,, Fratelli d'Italia e Popolari per l'Italia) ha manifestato interesse per un'azione vera e propria di governo della città. Ma anche il
Movimento Cinque Stelle si è detto disponibile a sostenere i provvedimenti
che vanno nella direzione da loro auspicata. Penso alla faccenda dei rifiuti o a
quella del risanamento economico».
E sulla possibile composizione della
giunta cosa hanno detto?
«Non si è parlato di composizione di giunta. Sarebbe un argomento prematuro poiché ancora non ho potuto confrontarmi
con le forze del centrosinistra, maggioritarie nell'assemblea comunale».
E quando incontrerà queste forze?
«Il centrosinistra (Pd, lista per Petrone,
Sdi, Socialisti, la lista che fa capo a Falotico, Centro democratico, Popolari Uniti e Scelta civica) mi ha manifestato l'esigenza di tenere l'incontro nella giornata di giovedì 11 dicembre. Vuole avere
modo di discutere al proprio interno al
fine di potersi presentare dal sindaco con
giunta costituita da figure di riconosciuta autorevolezza che possano
essere appoggiate da tutti. Sindaco,
si va verso una giunta ibrida?
«Anche in questa potrebbe essere un'ipotesi. Ma oggi, ripeto, è prematuro delineare qualsiasi scenario».
Aspettando i tempi dei partiti...
«Appunto».
E il sindaco non pone sul tavolo proprie condizioni?
«Certo che le pongo».
E quali sono?
«Quattro punti sono per me irrinunciabili. Primo: nessun interesse personale.
Secondo: nessun interesse dei partiti.
Terzo: nessun interesse di alcuna lobby.
Quarto: solo ed esclusivamente l'interesse della città e dei cittadini. Anche guardando quanto accade, ad esempio, a Roma, quello che voglio fare a Potenza è una
rivoluzione culturale di prim’ordine».
E se i partiti non ci stanno?
«Senza queste condizioni io non vado
avanti».
PRIMO CITTADINO Il sindaco di Potenza, Dario De Luca [foto Tony Vece]
una posizione unitaria. Quindi, in questa
fase, ho potuto avere una prima interlocuzione di massima con le altre forze
presenti in Consiglio, riservandomi di
riconvocarle dopo l'incontro con il centrosinistra».
Ma quando lei parla di migliorare la
macchina amministrativa, a che cosa pensa concretamente?
«Penso a realizzare accorpamenti e/o divisioni dove si renderà necessario, per
evitare sovrapposizioni e confusioni di
compiti. Poi intendo istituire nuovi regolamenti e rivedere quelli che ci sono».
Qual è l'obiettivo di fondo?
«Favorire più efficienza e più trasparenza».
Pensa a particolari criticità?
«Situazioni di maggiore delicatezza e criticità, al momento, nella fase coincidente
con la dichiarazione di dissesto, si possono ovviamente individuare nel settore
bilancio, entrate e gestione del patrimonio».
E poi?
«Un passo indietro a questa situazione di
emergenza ci sono un po' tutti i settori
che meritano di essere rivisitati».
C'è la forza politica per compiere
questi passi?
le altre notizie
SCUOLA
Il decennale a Potenza
del liceo Pasolini
n Comincerà con la proiezione del
docufilm «Un intellettuale in borgata» di Enzo De Camellis la prima giornata di celebrazione del
Decennale del Liceo Scientifico
«Pier Paolo Pasolini». Appuntamento giovedì 11 dicembre alle
9.30 presso il teatro Don Bosco di
Potenza. Durante la mattinata
che sarà arricchita da un dibattito con gli studenti, interverranno il noto registra cinematografico Enzo De Camillis e il professor Angelo Favaro, docente di latino e greco nonché collaboratore
dell’Università Tor Vergata di Roma. Il Decennale dell’Istituto potentino proseguirà con la seconda
giornata-evento in programma il
10 gennaio 2015 all’interno della
stessa scuola. In quell’occasione
saranno invitati ex alunni ed ex
docenti con intrattenimenti anche musicali creati dagli studenti. Nell’occasione saranno consegnate quattro borse di studio al
merito che la Commissione avrà
individuato.
INCONTRO
Legge antiriciclaggio
convegno della Cisl
n La Basilicata è la regione in cui si
registra il maggiore incremento
di segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio nel 2013, seconda solo al Molise. È quanto
emerge da uno studio realizzato
dalla Fiba Cisl e dal Slp Cisl su
dati Bankitalia i cui principali risultati saranno presentati oggi a
Potenza, a partire dalle 18, in occasione del convegno promosso
dalle due federazioni sindacali al
ridotto del teatro Stabile sul tema
«La normativa antiriciclaggio
dal punto di vista dei lavoratori».
POTENZA L’EVENTO DI IERI SERA SARÀ REPLICATO IL 5 E IL 6 GENNAIO
NATALE IN CITTÀ IL MERCATINO STENTA A DECOLLARE. MA CONTRIBUISCE A CREARE L’ATMOSFERA
l Anche quest’anno la Parrocchia di San Michele si fa
promotrice dell’iniziativa del
Presepe Vivente. Ieri, nei pressi della chiesa di San Michele
Arcangelo di Potenza (largo
San Michele e cortile delle
absidi della chiesa), su iniziativa della comunità parrocchiale di San Michele, è
stata allestita una rievocazione del Presepe Vivente che
san Francesco realizzò a Greccio.
L’iniziativa, da subito molto
apprezzata dalla cittadinanza,
viene ripetuta per il terzo anno consecutivo. È nata dal
desiderio del Parroco, P. Antonio Emanuel Basso, frate
l Come promesso dal sindaco De
Luca, il centro storico di Potenza si è
acceso con le luminarie di Natale. In
piazza Mario Pagano è apparso anche il
tradizionale albero, più piccolo di quello mastodontico che occupava un angolo
dell’agorà potentina negli anni scorsi,
ma sempre suggestivo e capace di riscaldare i cuori di chi passeggia in via
Pretoria. Il mercatino natalizio, sempre
allestito nella piazza principale della
città, è meta di curiosi e appassionati di
oggettistica anche se di affari, per la
verità, se ne sono visti pochi. Qualche
mugugno, invece, tra i commercianti
«confinati» con le casette di legno a
Largo Pignatari. «Troppo marginali rispetto alla festa» è la loro denuncia.
Chiedono più visibilità e di informare i
cittadini sulla loro presenza.
Il primo presepe vivente
nella chiesa di S. Michele
minore francescano, di ricordare il primo presepe della
storia, pensato ed attuato da
San Francesco d’Assisi a
Greccio nella notte di Natale
del 1223.
«Col nostro Presepe Vivente
- sottolineano gli organizzatori - vogliamo contribuire alla valorizzazione di uno dei
luoghi più caratteristici del
centro storico di Potenza e,
soprattutto, ricordare a tutti
l’importanza del Santo Natale,
diventato per i più una festa
consumistica, che invece andrebbe vissuto per il suo vero
significato: l’evento di Grazia
e Salvezza in cui si realizza il
Mistero dell’incarnazione di
Il centro storico finalmente si accende
e spunta anche l’albero in piazza
EVENTO Biscotti e cioccolata
Dio nella storia con nascita
del Nostro Signore Gesù Cristo».
L’iniziativa sarà ripetuta il
5 e il 6 gennaio 2015 e arricchita con l’arrivo dei Re
Magi.
PIAZZA L’albero di Natale e, sullo sfondo, il mercatino
RASSEGNASTAMPA
VI I POTENZA CITTÀ
Martedì 9 dicembre 2014
REGIONE
NUOVE REGOLE
Con le nuove norme le funzioni non
fondamentali diventano a carico delle Regioni
che dovranno sopportarne le spese
VERSO LA FINANZIARIA 2015
RIFLESSI SUI CONTI
Inevitabili i riflessi sui conti. Tra i vari tagli ai
finanziamenti statali i la Basilicata dovrà
rinunciare ad almeno 75 milioni di euro
L’appuntamento
Istituto zooprofilattico
nomine in Consiglio
SBLOCCA ITALIA
Pittella
«Superiamo
le divisioni»
Il Consiglio regionale della
Basilicata si riunirà oggi, alle ore
10,30, nel palazzo della Giunta regionale. Dopo l’attività ispettiva,
ci sarà l’analisi delle mozioni (a
partire da quella dei consiglieri
Leggieri e Perrino del M5s sui
«lavoratori disoccupati fuoriusciti
dalla platea dei percettori di mobilità in deroga»).
L’Assemblea procederà, quindi,
alla designazione di un componente, in rappresentanza della
Regione, nel consiglio di amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata e di un componente del
collegio dei revisori dello stesso
ente. In chiusura di seduta gli
eventuali atti nel frattempo licenziati dalle Commissioni consiliari
permanenti.
La riunione del Consiglio regionale sarà trasmessa in web streaming (su pc, smartphone e tablet) dai siti internet www.consiglio.basilicata.it e www.basilicatanet.it.
PALAZZO Regione alle prese con la predisposizione della legge finanziaria
Il personale delle Province
diventa a carico della Regione
L’ultimo «regalo» del governo Renzi alla Basilicata costerà 15 milioni di euro
ANTONELLA INCISO
l È soprattutto una questione di
numeri, il destino della legge di stabilità regionale. In via Verrastro senza
avere certezza dei tagli che lo Stato
centrale ipotizza, la Giunta e le Commissioni, continuano a lavorare all’ipotesi di una legge Finanziaria dalle diverse alchimie possibili. Se i tagli verranno contenuti al minimo ipotizzato
ossia 60 milioni di euro, allora la Regione potrebbe contare su modifiche
minime e permettersi qualche investimento in più. Ma se i numeri dovessero essere in extremis di molto
superiori a quelli previsti, allora il
quadro diventerebbe realmente complesso.
In questo scenario, in attesa di capire
la reale entità delle cifre, difficile diventa sapere quali saranno le misure
PROTESTA
Regioni in subbuglio per
evitare la decurtazione,
l’ennesima, da parte dello Stato
che il governo Pittella si appresa a
varare, quali saranno i provvedimenti
che dovrà votare entro i primi di gennaio. Ed a complicare il quadro, già
abbastanza oscuro, sono le nuove misure ipotizzate dal Governo Renzi. I cui
primi effetti, ad esempio, si avranno
sulle Province. L’idea del premier è,
infatti, quella di trasferire in capo alle
Regioni le funzioni non fondamentali.
Oneri economici compresi. Il che, tradotto in numeri, significa che alle Regioni spetteranno, ad esempio, i costi
legati al personale e quelli per il trasporto. In tutto, spicciolo più spicciolo
meno, quindici milioni di euro l’anno.
Una cifra non indifferente, una cifra
che se sommata agli ulteriori tagli previsti ai finanziamenti statali rischia di
inficiare, ed anche non poco, i calcoli
che erano stati fatti per la Finanziaria
regionale. Perchè ai 15 milioni di euro
che si dovranno cacciare dalle tasche
per le Province si dovranno aggiungere
tra i 60 ed i 100 milioni di euro che,
invece, verranno tagliati nell’ambito di
una razionalizzazione più complessiva
delle spese statali. Insomma, tra una
somma e l’altra la scure oscillerà tra i 75
ed i 115 milioni di euro.
Non proprio spiccioli per un territorio alle prese con emergenze sempre
più scottanti. La legge di stabilità regionale, quindi, deve fare i conti anche
con questo. Anzi lo sta già facendo,
tanto che l’iter per i provvedimenti è
decisamente rallentato ed i tempi tecnici per la seduta del Consiglio regionale fissata per il 19 dicembre sono
già saltati. Certo, tutto dovrà essere
chiuso entri i primi di gennaio ma di
questo passo l’approvazione della legge
di stabilità si prospetta già come una
maratona.
LAVORO LA VALUTAZIONE DEL SEGRETARIO REGIONALE DELLA UIL, CARMINE VACCARO
Tessuto lavorativo fragile
temporanei 8 ingressi su 10
l «I dati sulle comunicazioni
obbligatorie, riferite al III trimestre 2014, dimostrano come
il lavoro sia ancora estremamente fragile. Infatti, 8 ingressi
al lavoro ogni 10 restano temporanei e, quindi, deboli». È
quanto evidenzia il segretario
regionale della Uil Basilicata
Carmine Vaccar. In particolare,
il segretario precisa che nella
nostra regione sono stati attivati, nel III trimestre dell’anno,
33.357 rapporti di lavoro che riguardano 25.334 lavoratori ma,
contestualmente , nei primi nove mesi del 2014, sono cessati
32.971 rapporti di lavoro che
hanno interessato 25.605 lavoratori . Dati allarmanti, dunque, soprattutto se si tiene presente che sono in aumento le
richieste di cassa integrazione.
«Invece che affrontare il tema
della crescita per la strada maestra (più consumo interno, investimenti in ricerca e innovazione, massiccia promozione di
investimenti pubblici per piccole e medie infrastrutture) –
aggiunge Vaccaro - si vuole riformare un sistema complesso
come il nostro mercato del lavoro, a costo zero, attraverso
una riduzione di tutele, un aumento della liberalizzazione
dei contratti e del facile licenziamento immotivato. Questo
non fa crescere il Paese, non va
nella direzione di restituire dignità e valore al lavoro, alle lavoratrici e ai lavoratori».
Per Vaccaro serve un «“piano
choc” con investimenti in grado di far ripartire i lavori delle
piccole e medie opere pubbliche
e una chiara ed inequivocabile
politica industriale con un mix
di investimenti pubblici e privati in grado di attirare capitali
esteri». «Con lo sciopero gene-
Basilicata ancora maglia nera sul fronte del lavoro
rale del 12 dicembre Cgil e Uil afferma Vaccaro - chiederanno
al Governoe al Parlamento di
cambiare la legge sul lavoro e la
legge di stabilità rimettendo al
centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi
in crisi, la difesa e il rilancio dei
settori pubblici e la creazione di
nuova occupazione. Saremo in
piazza il 12 dicembre - conclude
Vaccaro - per gli 80 euro ai pensionati, per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, per
una legge di stabilità che punti
realmente allo sviluppo a partire dal Mezzogiorno, perché le
tutele siano davvero crescenti»
«Passato qualche giorno da
quelle tensioni, dobbiamo provare – come sto facendo – a
tenere dentro la piazza e il Consiglio, per alcune ore più vicini
di quanto si possa immaginare. E il vostro contributo, cari
ragazzi, è stato fondamentale
per ottenere questo risultato.
Ora dobbiamo superare le divisioni e la sfiducia, mettendo
a valore il contributo straordinario che in queste settimane ci avete consegnato». Lo
scrive il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella (Pd), in una lunga nota
sulle manifestazioni dello
scorso 4 dicembre in occasione
della riunione del Consiglio regionale sul decreto Sblocca Italia. In particolare, Pittella, ricostruendo le tappe della vicenda evidenza che «tutti sono
d’accordo nel voler adottare un
modo nuovo, virtuoso e trasparente di utilizzo delle royalties
che garantisca sviluppo e visione, orientando le scelte future alle energie alternative e
al superamento del fossile. Se
vinceremo questa battaglia, e
la vinceremo tutti assieme, potremo davvero dire di essere
riusciti in un miracolo, qui,
nella piccola Basilicata». Per il
governatore «quella di giovedì
scorso in Consiglio regionale e
nella piazza è stata una grande
occasione» perchè centinaia di
persone, associazioni e forze
politiche sono scese in piazza
«chiamando in causa una classe politica che nel tempo non
ha saputo far compiere alla Basilicata quello scatto in avanti
che tutti si aspettavano».
«La via intrapresa con il Governo nazionale, quella del dialogo - aggiunge ancora Pittella finora si è rivelata vincente
avendoci consentito di portare
a casa altre modifiche essenziali, e si fonda su un patto tra
istituzioni e cittadini nel quale
dobbiamo ricominciare ad avere fiducia». «È chiaro, ed è
scritto nella risoluzione approvata in consiglio da una ampia
maggioranza, che se non dovessimo registrare i risultati
aspettati, siamo pronti a percorrere l'unica e l’ultima strada possibile, l’impugnativa commenta ancora - Ci tengo a
dire che la storia non sarebbe
stata questa senza l'impegno
dei lucani tutti, dal parlamento
alla piazza. Certo, poi sta a noi
ragionare, formalizzare, assumerci le responsabilità delle
scelte, raffreddando le passioni per farle diventare risoluzioni, metabolizzando le idee
per farle diventare proposte.
Non possiamo venir meno agli
accordi del '98, nè rimettere oggi in discussione la scelta strategica di un utilizzo virtuoso
della risorsa petrolio, in disponibilità dello Stato, ma siamo
fermamente convinti che al nostro contributo alla bilancia
energetica nazionale, dovrà
corrispondere quella ricaduta
imprenditiva, occupazionale e
di sviluppo che i lucani aspettavano da 15 anni. L’aver ottenuto, con il 30 per cento
dell’Ires versata dalle compagnie, la copertura finanziaria
del memorandum per le infrastrutture, mi sembra un risultato in questa direzione».
RASSEGNASTAMPA
POTENZA CITTÀ I VII
Martedì 9 dicembre 2014
CENTRO STORICO
MANUTENZIONE
Cancellati i graffiti, ridipinti i muri, restaurata
da un volontario una panchina a cui
mancavano alcune doghe
LA CITTÀ VIVIBILE
Portasalza torna a splendere
Grazie all’iniziativa di volontariato «scegli un vicolo e fallo vivere»
le altre notizie
NATALE
Ecco le luminarie
e l’albero in piazza
n Nonostante la crisi economica
Potenza si veste a festa per Natale. Come promesso dal sindaco De Luca nei giorni scorsi,
ieri sera via Pretoria è stata addobbata con le luci natalizie ed
è stato montato l’albero di Natale in piazza Prefettura (anche
se un po’ più piccolo degli anni
precedenti).
CENTRO STORICO
Fanì ripulisce
una pensilina
LORENZA COLICIGNO
l A metà novembre la conferenza stampa
di presentazione del progetto «Scegli un
vicolo e fallo vivere», ieri il primo concreto
effetto. Furono molto apprezzate allora, e
crearono attesa, le belle intenzioni delle
promotrici Antonella Cutolo, Cinzia Trotta,
Patrizia Mancino e Carmela Nigro, le «4
amiche e +...» che si impegnarono «personalmente a migliorare la qualità del
Centro storico della città di Potenza, attraverso il recupero delle facciate degli
edifici che prospettano sui vicoli, cancellando le scritte e i danni di atti vandalici,
recuperando l’arredo esistente e installando nuove fioriere».
Le belle intenzioni, di fatto un vero e
proprio progetto di riqualificazione nel rispetto delle regole urbanistiche comunali,
condiviso in pieno dal sindaco Dario De
Luca, che vi colse segnali di luce oltre il
buio del dissesto del Comune di Potenza,
ieri hanno mostrato di essere azione concreta, restituito infatti al decoro urbano il
primo «pezzo» del progetto: Largo Portasalza, fino a vico Caporella.
«Obiettivo raggiunto - ha commentato
Cinzia Trotta – ci siamo dedicate con il
nostro tempo e il nostro lavoro a offrire alla
città questo primo risultato, che certamente
non avremmo conseguito se i commercianti
e alcune associazioni non avessero collaborato con contributi finanziari e con il
sostegno che viene dal comune desiderio di
vedere tornare a fiorire il Centro storico di
Potenza, il biglietto da visita di questa città.
Abbiamo sentito forte l’entusiasmo dei commercianti e di semplici cittadini».
Il percorso del gruppo «4 amiche e +...» ha
richiesto prima una fase di progettazione,
che ha visto come protagonista, ma in un
lavoro strettamente di gruppo, l’architetto
Antonella Cutolo, con fotografie dell’esistente e simulazione del «dopo intervento»,
indicazione dei materiali necessari, preventivi, ecc., consegnati in un book al
sindaco e all’assessore Rosanna Argento,
che ha seguito da vicino il make up
dell’area. Poi è venuto il momento del
«rimboccarsi le maniche»: cancellate le
scritte sui muri, definite impropriamente
n Il Cavalier Fanì nella mattinata di sabato 6 Dicembre, ultimo
giorno della rassegna fotografica, ha provveduto personalmente a ripulire l’arredo urbano con il sistema «fai da te». «Le
attività commerciali dei siti dove sono ubicati gli arredi - ha
detto Fanì - dovrebbero contribuire a rendere la città più bella e accogliente poiché sarà la
bellezza che salverà il mondo».
CONSIGLIO REGIONALE
Romaniello spiega
la sua uscita da Sel
graffiti, hanno sottolineato le 4 amiche,
ridipinti i muri, restaurata da un volontario
una panchina, l’unica, a cui mancavano
alcune doghe di legno, trasferite fioriere
altrove inutilizzate, interrate piantine nelle
fioriere a terra e ederine pendenti nelle
fioriere a muro in corrispondenza delle
attività commerciali.
Ieri, dunque, Largo Portasalza rinnovato,
in particolare la zona antistante la Parafarmacia, è stato consegnato simbolicamente al Comune di Potenza, nella persona del sindaco De Luca, che ha detto di
riporre molte speranze in questo risveglio
dei cittadini, segno della possibile rinascita
della città. «L’effetto è evidente, hanno detto
le 4 amiche – sottolineiamo l’importanza di
quel «+» senza il quale non avremmo potuto
fare molto. Siamo sicure che questo progetto pilota avrà successo, molte le adesioni,
praticamente gli abitanti e i commercianti
del centro storico sembrano aver tutti riscoperto non solo l’amore per la loro città,
ma anche il desiderio di agire di conseguenza, non più rassegnati al degrado e
all’inerzia. Un sentimento di gioia è venuto
dall’esibizione del coro degli alunni della
Scuola Primaria dell’Istituto Madri Canossiane di Potenza e del trio Giovanna
D’Amato, Carmine Viggiano e Nicole Millo.
POTENZA IL 13 E 14 DICEMBRE BANCHETTI A POTENZA E MATERA
POTENZA SOSPESA LA GARA, ORGANIZZATA DA BASILICATA MOTOR SPORT
I cuori di cioccolata nelle maggiori piazze
Il ragazzo di 20 anni si è rotto una gamba
FESTA
Il vicoletto
«rimesso a
nuovo» a largo
Portasalza, nel
centro storico di
Potenza
n Il consigliere regionale Giannino Romaniello, che ha appena lasciato Sel dopo l’approvazione, contro le direttive
del suo partito, dellla mozione in consiglio regionale sul
decreto Sblocca Italia, oggi
terrà una conferenza stampa
per spiegare le sue ragioni.
L’incontro si terrà nel palazzo
del consiglio regionale, alle
10.
CERIMONIA
.
Premio Zonta 2014
a Luciana De Fino
n Stasera, alle 19, nella cappella dei
Celestini (palazzo Loffredo), a Potenza, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Donna Zonta
2014. Sarà assegnato a Luciana De
Fino, presidente dell’associazione
nazionale droni. È un’imprenditrice che si è distinta in un settore
vicino a quello della fondatrice
dello Zonta Club International,
Amelia Earhart, prima donna a
sorvolare l’Atlantico.
Torna la campagna
Mini slalom dell’Immacolata
Telethon per la ricerca auto travolge uno spettatore
l . Torna la campagna di
sensibilizzazione e raccolta
fondi della Fondazione Telethon. Sabato e domenica 13
e 14 dicembre, grazie a centinaia di volontari Telethon,
in circa 2000 piazze italiane
sarà possibile, con una donazione minima di 10 euro,
ricevere un maxi cuore di
cioccolato e sostenere la ricerca Telethon. In Basilicata
ci saranno banchetti a Matera e Potenza e nei comuni
delle province. È possibile
trovare la piazza più vicina
sul sito www.telethon.it/piazze I cuori di cioccolato sono
inoltre in distribuzione presso le filiali BNL, partner Telethon.
Fondente o al latte, il cuore
di cioccolato da 210 grammi è
stato prodotto per Telethon
da Caffarel in un’elegante
confezione regalo. «Io sostengo la ricerca con tutto il
cuore» è il messaggio che si
legge sulla scatola mentre
all’interno vi è il racconto,
ricco di speranza, di una madre con un figlio colpito da
una malattia rara. Dall’8 al 14
dicembre si terrà la venticinquesima edizione della
maratona televisiva in collaborazione con la Rai. L’edizione 2013 della staffetta televisiva ha permesso di raccogliere 30.500.000 euro. Dalla
sua fondazione Telethon ha
investito in ricerca oltre 420
milioni di euro, ha finanziato
2.532 progetti con 1.547 ricercatori coinvolti e 450 malattie studiate.
Ad oggi grazie a Telethon
sono state messe a punto terapie per alcune malattie rare prima considerate incurabili (ADA-Scid, leucodistrofia metacromatica e sindrome di Wiskott Aldrich) e
molti bambini arrivano in
Italia da tutto il mondo per
beneficiare della terapia genica che rappresenta per loro
l’unica speranza di cura.
INCIDENTE
Un’auto
travolge uno
spettatore allo
slalom
dell’Immacolata
[foto Tony Vece]
.
l Disavventura ieri mattina
a Potenza per un giovane appassionato di corse automobilistiche: è stato investito da
uno dei partecipanti all’ottavo
mimi slalom dell’Immacolata,
gara automobilistica organizzataq da Basilicata Motor
Sport in piazzale Michetti, nei
pressi della Regione Basilicata.
Durante lo svolgimento della
gara, uno slalom singolo, uno
dei piloti ha perso il controllo
della propria autovettura ed è
uscito dal tracciato del percorso, investendo, per cause
ancora in fase di accertamento, un giovane spettatore, di
circa 20 anni, che è rimasto
ferito: soccorso dal 118 è stato
trasportato all’ospedale San
Carlo di Potenza. Per lui la
diagnosi è stata di frattura a
una gamba.
Secondo quanto si è appreso,
il giovane era seduto su un
muretto, all’esterno del perimetro realizzato per la gara nel
piazzale, al rione Poggio Tre
Galli.
Sul luogo dell’incidente vi
sono anche la Polizia e i Vigili
urbani. Dopo l’incidente gli organizzatori hanno preso la decisione di sospendere la gara.
RASSEGNASTAMPA
VIII I ATTUALITÀ
LA BELLA TERRA
L’OCCHIO CHE RACCONTA
Martedì 9 dicembre 2014
SELEZIONE
Palese è uno dei 21 fotografi selezionati in
tutte le regioni d’Italia. Dieci sue fotografie
presentano alcuni scorci della Basilicata
MOSTRA ITINERANTE
Dopo una prima mostra allestita a Olbia,
tocca a Milano. A breve le immagini andranno
a New York e a Chicago negli store di «Eataly»
La rete della bellezza in dieci clic
Le fotografie di Arcangelo Palese presentano la Basilicata in Italia e nel mondo
MIMMO SAMMARTINO
l Basilicata nel mondo in dieci scatti. L’occhio
che l’ha guardata, interpetrata e ritratta è quello
di Arcangelo Palese, 54 anni, fotografo potentino
che, da almeno un trentennio, si occupa con perizia e passione di raccontare questa terra con le
sue fotografie. Ora le immagini di Arcangelo sono
state scelte, nell’ambito del progetto Discover,
promosso da Lorenza Scalisi (sito: discovertheotheritaly.com), come racconto della Basilicata. Il
progetto «Discover the other Italy» ha promosso
una mostra itinerante scegliendo 21 fotografi
(uno per regione italiana, più uno di Milano) che
propongono, con dieci loro scatti, il loro territorio. La mostra, nello scorso agosto, è già stata
allestita a Olbia, Costa Smeralda, all’Art Port
Gallery. Ora è stata riproposta a Milano, nel prestigioso Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia,
in via Galvani 27. Un progetto che si avvale, tra
l’altro, di patrocini prestigiosi: Expo 2015, Enit
(Ente nazionale del turismo italiano), Fai (Fondo
ambiente italiano). Nella prossima primavera,
approderà a New York e a Chicago negli store di
Eataly.
La proposta dell’Italia per immagini intende
creare, spiegano i promotori, «attraverso un percorso espositivo, 210 occasioni di viaggio con borghi, monumenti, arti e tradizioni da scoprire.
L’excursus visivo è stato costruito sul concetto
della scoperta dell’altra Italia, non con le icone
mondiali del turismo, ma con le città e i segni
particolari di territori meno conosciuti e altret-
tanto spettacolari».
Arcangelo Palese, scelto dopo una dura selezione, partecipa a questa mostra itinerante con
immagini di Matera (che funge da città guida del
percorso lucano), insieme a maratea, Metaponto,
Pollino, Venosa, Vulture, Monticchio, Calanchi e
Castelmezzano. «Questo per me è il riconoscimento più importante finora ottenuto - afferma
Palese - proprio per il suo respiro internazionale».
Il suo lavoro è il biglietto da visita della multiforme rete della bellezza «made in Basilicata».
BASILICATA
Le immagini
di Arcangelo
Palese scelte
per
raccontare la
Basilicata.
Sopra: i
calanchi,
Castelmezzano
e Matera
BASILICATA
Nelle
immagini di
Arcangelo
Palese.
accanto: i
laghi di
Monticchio e
le Tavole
Palatine a
Metaponto
.
.
BASILICATA
Nelle
immagini di
Arcangelo
Palese, sopra:
i pini loricati
del Pollino e
una veduta di
vigneti e
uliveti del
Vulture
BASILICATA
Accanto: il
fotografo
Arcangelo
Palese, una
veduta dello
splendido
mare di
Maratea e una
suggestiva
immagine
dell’Incompiuta
a Venosa
.
.
RASSEGNASTAMPA
X I MATERA CITTÀ
Martedì 9 dicembre 2014
DENTRO LA CITTÀ
PATRIMONIO DA DIFENDERE
INTERVENTO INOPPORTUNO
Chiudere la tribuna coperta del cinema
all’aperto a La Martella significa mettere
mano al progetto di Ludovico Quaroni
PERCHÉ IL MASSIMO RISPETTO
Capitolo centrale del neorealismo
architettonico, una delle ultime grandi
stagioni dell’urbanistica italiana
La Martella, c’è un nuovo bando
Ma fa discutere perché si vuol chiudere in parte il cinema all’aperto di Quaroni
PASQUALE DORIA
l C’era un tempo in cui rioni Sassi venivano
considerati alla stregua di quattro tufi messi uno
sull’altro. Sguardo banalmente liquidatorio che fa
ormai parte del passato, si spera. Allo stesso modo, il
giudizio deleterio, duro a morire, nel tempo, si è
abbattuto sui quartieri nati a valle del risanamento
degli antichi rioni di tufo. La continuità naturale di
una storia che veniva da lontano, eredità assurda, si è
trascinata anche i pregiudizi sui quattro tufi messi a
casaccio, senza chissà quale valore.
Questa vicenda è più recente e come i Sassi sta
diventando narrazione popolare. Con maggiore fatica, ma è ormai maturo il giudizio sul lavoro che
hanno compiuto tecnici del calibro di Ludovico Quaroni nei confronti del borgo definito il più bello
d’Italia: La Martella, banco di prova delle teorie di
Adriano Olivetti sulla concreta emancipazione della
classi subalterne del Paese, del Nord e del Sud.
Fa una certa impressione apprendere, quindi, dalla lettura del bando di gara per i lavori di riqualificazione del teatro e cinema all’aperto che non
verrà seguito il necessario rigore filologico che l’intervento richiede. Oltre che inopportuno, dovrebbe
risultare oltremodo sconveniente rivisitare l’opera di
una maestro dell’urbanistica, secondo una visione
legata a bisogni attuali.
Il recupero del teatro e del cinema è un progetto
atteso, anche oltre i confini locali per l’interesse che
questa struttura del neorealismo architettonico rappresenta in ambito internazionale. Per tale ragione,
un gruppo di tecnici locali, ma anche semplici cittadini, non può certo esultare nel notare dal bando
pubblicato anche on line sul sito del Comune che una
parte del cinema all’aperto la si vorrebbe destinare a
foresteria, o comunque chiuderla in parte creando un
nuovo volume estraneo al progetto originario. È normale, pertanto, chiedere di rivedere una simile eventualità, non conforme a un’opera ormai prossima al
vincolo monumentale.
Il primo lotto e il conseguente appalto dei lavori
riguardava il recupero del teatro con annessa piazza
Montegrappa, biblioteca e cinema all'aperto. In fase
di realizzazione, gli interventi sono stati volutamente
limitati al solo Teatro privato dell'annesso edificio,
ancora oggi abitato da privati. La piazza, con la
fontana ed il cinema, sono stati riproposti nel secondo
lotto di cui è stato redatto un apposito bando che
utilizza nuove risorse, quelle del “Piano per le città”.
Il primo intervento era affidato alle risorse econo-
NEOREALISMO ARCHITETTONICO
LA MARTELLA, UN BORGO CHE RACCONTA LA STORIA DELLA CITTÀ
Capitolo
di storia
del Paese
BORGO LA
MARTELLA
In alto, Piazza
Montegrappa
e una veduta
aerea
del centro
abitato. Sotto,
particolare
della fontana,
Laura Olivetti,
un disegno
di Ludovico
Quaroni
e il progetto
iniziale
[foto Genovese]
l Chiudere la tribuna coperta del cinema all’aperto a La Martella significa
mettere mano al progetto di uno dei
padri del neorealismo architettonico:
una delle ultime grandi stagioni dell’urbanistica italiana, apprezzata ben oltre i
confini nazionali. Eppure, ieri come oggi, la necessità di non discostarsi dal
progetto originario viene vissuta quasi
con fastidio. Allo stesso modo in cui, lo
sguardo critico è stento tollerato rispetto a lavori già eseguiti, spesso non rispettando il disegno di partenza.
Si sta parlando di riqualificazione da
oltre tre decenni e da un ventennio del
Contratto di quartiere che avrebbe dovuto rilanciare le sorti del borgo. Era
ancora vivo il «sindaco» del borgo, come
lo chiamavano tutti Tonino Montemurro, costretto a protestare per i ritardi che
si stavano accumulando, nonostante la
accertata disponibilità di risorse pubbliche. Ora siamo approdati al Piano
nazionale delle città, ma l’atteggiamento non muta: Il rispetto per questo importante capitolo dell’urbanistica firmato Ludovico Quaroni è esaltato al momento di drenare finanziamenti statali e
di colpo archiviato se si tratta di stare
nei tempi di esecuzione e, nel caso specifico, soprattutto non rispettando le au[p.d.]
tentiche intenzioni di partenza.
.
CINQUE STELLE IL TRIBUNALE DI LUSSEMBURGO HA CONDANNATO L’ITALIA A SANZIONI PER INADEMPIENZA ALLE DIRETTIVE COMUNITARIE SUI RIFIUTI
«Quella discarica fuori legge»
La strategia Rifiuti Zero diventi il punto principale per l'assegnazione del servizio
l «Il Tribunale di Lussemburgo ha condannato l’Italia a sanzioni per inadempienza alle direttive comunitarie sui rifiuti. Oltre
a una somma forfettaria di 40 milioni di euro, la Corte ha deciso
che Roma, fino al momento in cui
avrà dato piena esecuzione a una
precedente sentenza del 2007, dovrà pagare una penalità di 42,8
milioni di euro per ogni semestre
di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie. Sette anni fa la
Corte aveva dichiarato che l’Italia
era venuta meno “in modo generale e persistente agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti sta-
biliti dalle direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche di rifiuti”. E da allora a
oggi nulla è cambiato».
Lo sostiene il Movimento 5 Stelle secondo cui si tratta di «un'altra
beffa per i cittadini italiani che
praticano con dedizione la raccolta differenziata; e il Comune di
Matera come sta impostando il
nuovo appalto per l'assegnazione
della raccolta rifiuti?».
Gli attivisti di materacinquestelle.it , stanno seguendo da tempo la questione discarica di La
Martella, tanto da aver attivato
mesi fa una petizione europea per
chiudere l'impianto. «La discarica
di Matera, è una di quelle fuori
legge, con l’Aia scaduta ed una
responsabilità che di certo non è
dei cittadini - precisa una nota del
movimento -. «Il Movimento 5
Stelle sin dal 2010 ha presentato
diverse proposte all'Amministrazione comunale per spingere verso la strategia Rifiuti Zero, organizzando convegni con la presenza di massimi esperti nel settore,
chiedendo a gran voce che il Comune di Matera si impegni seriamente, e non solo, a parole a
coinvolgere i cittadini in questo
progetto. Sarebbe il caso che nella
miche dell'accordo di programma con il ministero
delle Infrastrutture, Comune e Ater). L'attuale relazione tecnica del Comune e, purtroppo i prossimi
interventi, propongono la tompagnatura del cinema
all’aperto che dovrebbe diventare foresteria, e gli
uffici postali che diventano biblioteca comunale, con
copertura integrata da pannelli fotovoltaici.
Sarebbe inutile aggiungere, ma invece occorre farlo ancora una volta, che la biblioteca nel progetto di
Quaroni, invece, era ubicata da altra parte. Rimarrà
di questa nobile idea, forse solo il ricordo di una bella
giornata di sole, illuminata ancora di più dal sorriso
di Laura Olivetti che il 27 maggio del 2012 mise a
disposizione l’aiuto della Fondazione da lei diretta
per sostenere la rinascita del borgo, anche attraverso
la biblioteca dedicata alla memoria di suo padre. Ma
senza alcun ascolto, a quanto pare.
gara di appalto di prossima pubblicazione, la strategia Rifiuti Zero sia il punto principale per l'assegnazione del servizio. Tale
obiettivo si può raggiungere in pochi anni, con la collaborazione attiva della cittadinanza che avrà
sin da subito la possibilità di toccare con mano, anche economicamente, i vantaggi della raccolta
differenziata spinta e della strategia Rifiuti Zero. Sarebbe un motivo di orgoglio per la Capitale Europea della cultura, riuscire a raggiungere entro il 2019 una percentuale di raccolta differenziata degna delle virtuose città europee»
DISCARICA
COLMA
È scaduta l’Aia
nella gara
di appalto
di prossima
pubblicazione,
la strategia
Rifiuti Zero sia
il discrimine
per assegnare
il servizio
RASSEGNASTAMPA
MATERA CITTÀ I XI
Martedì 9 dicembre 2014
VIA LE BARRIERE
IL «MANIFESTO MATERA»
Un documento unitario che traccia
linee guida di progetti e azioni future
SOLUZIONI PER MOBILITÀ DIFFUSA le
che trasformeranno il capoluogo
«Vera capitale quando
sarà accessibile a tutti»
L’impegno delle associazioni per rendere fruibile la città ai disabili
l Matera sarà realmente patrimonio
dell’umanità solo quando sarà accessibile a
tutti. Fino ad allora resterà patrimonio di
alcuni. L’associazione «SassieMurgia» ce la
sta mettendo tutta perchè Matera divenga
patrimonio di tutti, al punto che è ormai
pioniera del turismo accessibile a Matera ed
in Basilicata.
Nelle settimane scorse ha promosso a Matera «Zero barriere-L’accessibilità conviene», manifestazione internazionale che ha
messo attorno ad un tavolo le più importanti
associazioni del settore per fare della “città
dei sassi” un grande laboratorio sul turismo
per tutti con l’obiettivo di proporre soluzioni innovative e creative per luoghi della
cultura, mobilità autonoma e sicura, arredi
urbani e servizi turistici.
Essendo «SassieMurgia» tra i partner
dell’evento, sottolinea Luca Petruzzellis,
dell’associazione materana, «siamo intervenuti al dibattito portando la nostra esperienza maturata sul territorio in oltre due
anni di duro lavoro e di confrontarci con
tanti professionisti del settore.
Da subito è emersa la necessità di mettere
a frutto le riflessioni effettuate dagli esperti
di accessibilità universale intervenuti a Zero barriere, di elaborare un documento unitario che potesse tracciare degli le linee
guide di progetti e azioni future che trasformeranno Matera in una città accessibile
al 100% ed in un modello di accessibilità
universale replicabile altrove.
E quel documento è realtà, si chiama “Manifesto di Matera”, ed è il frutto di un lavoro
di squadra che ha messo insieme, a partire
dalla due giorni di Zero Barriere, storie, idee
e professionalità di varia provenienza, fondendo mirabilmente le esperienze di realtà
profit e no-profit, con anni di esperienza nel
settore a livello locale o su scala nazionale».
All’indomani di Zero barriere, ricorda Petruzzellis, «abbiamo costituito un network
internazionale e permanente che intende
PROPOSTE
CONCRETE
C’è la necessità di mettere a frutto
le riflessioni effettuate dagli esperti di
accessibilità universale intervenuti alla manifestazione
«Zero barriere». «SassieMurgia» in prima
fila per
questo impegno di Matera capitale
promuovere in ogni parte del mondo la cultura della progettazione inclusiva.
Il Comune di Matera, recentemente nominata capitale europea della cultura per il
IL SOLCO
Un laboratorio sul turismo per
idee creative utili a rendere visitabili a tutti i luoghi della cultura
2019, ha già adottato il manifesto fissando
così indirizzi precisi per le sue future politiche di accoglienza ed accessibilità.
Sono fiducioso che di qui al 2019 ed oltre
sapremo tradurli nella pratica quotidiana, e
che gli inestimabili principi enunciati nel
manifesto possano sedimentarsi nel comu-
ne sentire per orientarne l’azione verso atteggiamenti più inclusivi e solidali».
Il Manifesto di Matera, pur essendo stato
elaborato da pochi, è patrimonio di tutti. «Mi
appello a chiunque - è l’invito di Petruzzellis
- affinchè lo diffonda il più possibile».
È da un paio d’anni che vengono sviluppate iniziative per consentire ai disabili di
conoscere il territorio.
Tra i progetti realizzati anche quelli del
Parco della Murgia materana, le video guide
in linguaggio Lis, una per Jazzo Gattini e per
il Cea di Matera e l’altra per l’Abbazia di San
Michele Arcangelo di Montescaglioso.
Si tratta di strumenti che incentivano forme innovative di conoscenza del patrimonio
naturalistico e storico, prevedendo non solo
sentieri accessibili a tutti, ma anche strategie inclusive per rimuovere le barriere,
materiali ed immateriali, che impediscono
la fruizione dei siti come «bene».
le altre notizie
CAMERA DI COMMERCIO
Aldo Bulgarelli conclude il corso
di preparazione all’arbitrato
n Sarà l’avv. Aldo Bulgarelli, presidente in carica del Ccbe, il Consiglio degli avvocati europei, a concludere oggi il primo Corso di preparazione all’arbitrato organizzato nel salone
dei convegni della Camera di commercio in
collaborazione con il Cestar, il Centro studi
per l’arbitrato e la conciliazione, di Matera. Al
corso di otto incontri, seguito da 30 partecipanti tra avvocati, commercialisti, ingegneri
e periti, hanno tenuto lezioni eminenti studiosi ed esperti professionisti del settore, sotto la
direzione scientifica del prof. Paolo Montalenti, ordinario di diritto commerciale all’università di Torino, dell’avv. Giovanni Deodato,
presidente di Isdaci, e del presidente del Tribunale, Giuseppe Attimonelli Petraglione.
DOMANI ALL’ITAS
Seminario sulle opportunità
per i giovani in agricoltura
n Una giornata di studio sulle misure per il ricambio generazionale in agricoltura, contenute nel nuovo Programma di sviluppo rurale
2014-2020, si svolgerà domani, a partire dalle
9.30, nell’aula magna dell’Istituto tecnico
agrario statale “G. Briganti”, in contrada
Rondinelle. Il seminario è organizzato
dall’Istituto in collaborazione con il Dipartimento politiche agricole della Regione e il Comitato ex alunni dell’Itas. Interverranno Giuseppe Montemurro, del Comitato ex alunni
Itas, e Michele Lamacchia del Dipartimento
politiche agricole. Concluderà l’assessore regionale Michele Ottati. Coordinerà Filippo
Radogna del Dipartimento Politiche agricole.
Previsto un dibattito con gli studenti.
FISCO IL DIFFICILE RAPPORTO CON LO STATO, A COMINCIARE DA QUANTO ACCADUTO PER L’IMU SUI TERRENI
IMPRESE LA MANCATA REALIZZAZIONE CONTINUA A CREARE DISAGI
Inaugurata la nuova sede, un momento per l’analisi del settore
Complanari sulla ss. 99
Confapi potrebbe
avviare una class action
Commercialisti e contabili pagano
la confusione governativa
l «Un momento difficilissimo e pieno di
ostacoli che va combattuto svolgendo la
nostra attività con studio continuo della
materia e aggiornamento costante in virtù della competenza che ci viene chiesta».
Così si è espresso il presidente dell'Ordine
dei commercialisti e degli esperti contabili, Eustachio Quintano, inaugurando
la nuova sede, in via La Malfa 3.
La cerimonia, officiata da don Angelo
Tataranni, parroco della chiesa di San Rocco,
alla presenza del presidente nazionale Gerardo Longobardi, è stata
anche l'occasione per
tracciare la storia di
questo organismo. «Partendo dall’istituzione
dell'Ordine dei ragionieri e dei dottori, nel 1981 con il primo presidente Pino Ambrosecchia, siamo giunti
fino al 1983 – ha ricordato il presidente –
con la nascita dell'Ordine dei dottori commercialisti che mi ha visto come primo
iscritto e che mi ha visto scrutatore per
l'elezione del primo presidente Mimì Laricchia. Bisogna giungere al 2008 per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commer-
cialisti ed esperti contabili che nasce nel
2008, presieduto da Tonino Longo. Un ringraziamento particolare va a quella gestione. Grazie all'uso degli avanzi di amministrazione accumulati negli anni, infatti, il trasferimento di oggi è stato possibile».
Infine Quintano si è soffermato su pro e
contro della professione. «Il legislatore
continua a delegare, e non potrebbe fare
diversamente, l'esercizio di alcune funzioni
importanti della pubblica amministrazione, affidandole a professionisti qualificati». Ma sottolineando il difficile
rapporto con il Governo
centrale ha aggiunto:
«Basta vedere cosa è successo con l'Imu sui terreni con 70 giorni di
ritardo e soli 14 dalla scadenza quando
viene annunciata la pubblicazione del decreto che ha rivoluzionato l'esenzione totale ai Comuni con altitudini superiori ai
600 metri. Oggi apprendiamo che ci sarà
una proroga di questo decreto fino a giugno prossimo. A questo punto non si tratta
più di violare lo statuto dei contribuenti
TRENTATRÈ ANNI
La cerimonia è stata anche
l'occasione per tracciare la storia dell’organismo
TAGLIO DEL
NASTRO
Don Angelo
Tataranni,
Eustachio
Quintano e
Gerardo Longobardi inaugurano la
nuova sede
stracciato ogni giorno nei rapporti con
l'amministrazione finanziaria, ma deriderlo non intravedendo nessuna attuazione del principio di collaborazione e buona
fede fra contribuente e amministrazione
finanziaria. La stessa legislazione non è
nemmeno chiara sul lessico di tributi come lo Iuc (composto da Imu, Tari e Tasi)».
L'Ordine dei dottori commercialisti e
esperti contabili ha oltre 400 iscritti, 50
praticanti e promuove eventi di formazione mirata che verrà svolta, da oggi,
nella sala convegni per 100 posti allestita
nella nuova sede. L'Ordine ha istituito
inoltre cinque commissioni di studio per
approfondire temi sull'attività professionale.
l Gli imprenditori di Confapi
non escludono di ricorrere ad
una class action contro gli enti
responsabili, «qualora se ne ravvisino le condizioni», per reagire
ai disagi causati dalla mancata
realizzazione delle complanari
lungo la statale 99 Matera-Altamura.
«Confapi Matera, che negli anni ha mantenuto alta l’attenzione
sulla vicenda, non ha dimenticato gli accordi presi il 23 maggio,
nel corso di un incontro svoltosi
in Prefettura proprio su sollecitazione della stessa associazione,
e che riguardava impegni precisi.
Da un lato il Compartimento
Anas di Basilicata che aveva dichiarato – ricorda il presidente di
Confapi, Enzo Acito – di avere
già predisposto il progetto preliminare per un importo complessivo di circa 7 milioni di euro;
il Comune che si era detto pronto
per procedere con l’espropriazione dei terreni interessati, sulla
base di una convenzione tra Regione, Anas ed ente locale già ab-
bozzata, e la Regione che aveva
già individuato le risorse che si
sarebbero sbloccate attraverso
una procedura meramente burocratica presso i competenti Ministeri (il primo incontro sarebbe
dovuto svolgere entro un mese)».
Ma ne sono trascorsi 6 di mesi e
le aziende, sfiduciate, stanno opportunamente valutando iniziative risarcitorie delle onerose
perdite subite in questi anni. Con
l’approvazione della variante urbanistica per la realizzazione
dell’asse commerciale Matera-Venusio, il Comune aveva
creato le condizioni per favorire
investimenti sulle aree interessate. Un’opportunità vanificata
dall’adeguamento della statale
che, avendo eliminato l’accesso
diretto ai fondi confinanti, ha impedito l’insediamento e lo sviluppo delle attività commerciali e
artigianali sulla ss. 99, aggravando la condizione delle aziende esistenti e pregiudicando lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali.
RASSEGNASTAMPA
XII I MATERA PROVINCIA
Martedì 9 dicembre 2014
MONTESCAGLIOSO LA REGIONE NICCHIA E SI È IN ATTESA CHE LA PROTEZIONE CIVILE APPROVI LE SCHEDE CON I PROGETTI
L’affondo del sindaco sulla frana
«Dopo un anno lasciati soli»
Silvaggi chiede che a Cinque Bocche si esca dall’emergenza
PIERO MIOLLA
l MONTESCAGLIOSO. «In Italia se non ci scappa il morto tutto viene dimenticato. Per la frana
del 3 dicembre 2013, assessore Aldo Berlinguer
escluso, la Giunta regionale ci ha lasciati soli». È
forte la denuncia del sindaco, Giuseppe Silvaggi,
a un anno dalla frana che devastò contrada “Cinque Bocche”. Il vasto movimento franoso interessò una zona alla periferia della cittadina, sconquassando la strada di collegamento veloce Piani
Bradano e coinvolgendo abitazioni ed attività
commerciali.
«La frana – ha ricordato il sindaco – è la più
grande d’Europa con i suoi 70 ettari di fronte che
ha prodotto la perdita di 40 posti di lavoro: molte
famiglie, da allora, vivono fuori dalle proprie
abitazioni. Per 5 nuclei familiari come Comune
forniamo un contributo di 200 euro mensili a
persona, ma chi ha perso il lavoro non ha avuto
nulla. La situazione è tuttora critica: non siamo
ancora usciti dalla fase dell’emergenza e attendiamo che la Protezione civile approvi le schede
con i progetti. Spero che ciò avvenga entro il 19
gennaio, quando scadrà l’incarico del commissario nazionale per l’emergenza: solo così potremo chiudere la fase emergenziale».
Le istituzioni sono sorde? Pare di sì. Silvaggi
denuncia che, «a parte un contributo che il presidente Marcello Pittella ci concesse nelle immediatezze del fatto, pari a circa un milione di
euro, nessuno ha più parlato della frana. Lo stesso
Pittella ha accennato al caso Montescaglioso nella
relazione allo Sblocca Italia, ma non c’è stato
nulla di concreto: da parte di via Anzio c’è un
muro. Spero di vedere il presidente al più presto
per definire le linee guida di un intervento. Fino
ad ora non ho fatto il piagnucolone, ma una frana
di 70 ettari ce la siamo dimenticata tutti. Eppure
c’è una comunità intera che soffre e in più persone
che hanno perso casa e lavoro».
Siamo alle solite, dunque: quella che per Silvaggi è diventata un’emergenza nazionale, non
essendoci scappato il morto, è stata praticamente
dimenticata. Cosa è stato fatto fino ad ora? «Spendendo circa 700 mila euro abbiamo eliminato le
acque nei dintorni dell’abitato, pulito le zone deformatesi in seguito allo smottamento, sistemato
la strada con l’innesto della provinciale sulla scorrimento veloce: così abbiamo reso possibile l’accesso e l’uscita dal nucleo abitato, anche se i mezzi
pesanti continuano ad avere difficoltà. La fase di
emergenza, ad un anno dall’evento, non è ancora
terminata, e credo che questa sia abbastanza emblematico: le istituzioni ci ascoltino».
La stima dell’amministrazione comunale
Servono quaranta milioni per
. sistemare l’area del dissesto
MONTESCAGLIOSO. Circa 40
milioni di euro: tanto, a giudizio del
sindaco Silvaggi, è necessario per ripristinare non solo la strada crollata a
seguito della frana, ma anche l’acquedotto, la fogna, la linea elettrica e contribuire a risollevare tutte quelle attività commerciali danneggiato dall’evento. «Tutto questo è contenuto in un
progetto che abbiamo presentato ma
che senza il decreto nazionale non potrà mai essere finanziato – denuncia il
primo cittadino –. Con lo Sblocca Italia
ho presentato un progetto di circa 20
milioni per acquisire l’intera area della
frana, non solo per risarcire chi ha subito danni, ma anche per salvaguardare l’intera zona e metterla al riparo da
altri movimenti futuri». Il progetto, ha
concluso Silvaggi, «è all’attenzione di
Giunta regionale e Governo». Frattanto, il Cnr e la Protezione Civile stanno
monitorando anche il centro storico
[p.miol.]
montese.
FRONTE ESTESO La grande voragine [foto Genovese]
PISTICCI IL SEGRETARIO NEGRO DEL PD PISTICCI TOPI DI APPARTAMENTO IN AZIONE ANCHE NEL CENTRO DEL PAESE NEL RIONE LORETO
«Sulla crisi industriale Furti nei casolari di campagna
in Valbasento serve
un tavolo di confronto» presa di mira zona Sant’Angelo
l PISTICCI. «Le tematiche della Valbasento
rendono improcrastinabile un tavolo di confronto
tra lavoratori, parti sociali, associazioni e istituzioni». Lo sostiene il segretario cittadino del Pd
di Pisticci, Rocco Negro, che dopo la lettera
«piena di rabbia e dolore dei lavoratori della
Valbasento, che chiamano in causa anche le forze
politiche del territorio», si fa promotore di un
incontro urgente nell’area industriale.
«È giunto il momento – ha spiegato Negro - che
politica e istituzioni si confrontino con lavoratori
e cittadini del Metapontino su un tema di primaria importanza quale quello dello sviluppo
industriale della Valbasento, che metta al centro
il rispetto di salute e ambiente, ma che tenga
conto del diritto al lavoro per migliaia di famiglie
che dipendono dall’occupazione nell’area industriale di Pisticci. Pertanto, faccio appello al
governatore Marcello Pittella, agli assessori Raffaele Liberali e Aldo Berlinguer e al capogruppo
in consiglio regionale Roberto Cifarelli, affinché
accolgano l’invito e vengano a confrontarsi con
donne e uomini di un territorio martoriato che
ora disperatamente lancia alle istituzioni il suo
[p.miol.]
sos».
MICHELE SELVAGGI
l PISTICCI. Sono ripresi i
furti nel centro abitato e nelle
campagne dell’agro pisticcese.
L’ultimo in ordine di tempo,
quello consumato in una casa
rurale a piano terra nella zona
di Pisticci scalo-Sant’Angelo,
lungo la superstrada Basentana e prossima alla pista Mattei.
Il proprietario ci ha informato
dell’accaduto riferendoci qualche particolare relativo alla
azione condotta da ignoti, evidentemente in piena notte. I
malviventi si sarebbero preoccupati innanzitutto di tagliare
i fili della luce elettrica dal
contatore esterno, evidentemente per timore della presenza di qualche telecamera
nascosta che potesse rilevare la
loro presenza. Successivamente sarebbero state abbattute
due porte di ingresso per accedere all’interno del casolare
dove sono stati messi a soqquadro parecchi mobili esistenti nei vani interni. Secondo una prima stima, i ladri
avrebbero portato via diversi
elettrodomestici,
svuotando
anche il frigorifero di qualche
bottiglia di liquore e di vino
nello stesso conservati. Un
danno la cui entità evidentemente sarà valutato a parte dai
diretti interessati. Dell’accaduto è stata effettuata regolare
denuncia alla Stazione della
Compagna dei Carabinieri di
vico Vespucci guidata dal capitano Gianluca Sirsi. È da un
po’ di tempo che nel territorio
comunale non si registrava la
presenza di ladri nei casolari
delle campagne. Le più colpite
erano state quelle relative alle
zone di San Pietro, San Leo-
BERNALDA I LAVORATORI DELL’AREA BASENTANA DA TRE MESI SONO PRIVI DI SUSSIDIO
le altre notizie
Il gazebo della festa vicino al presidio
Chiesa solidale con gli operai in mobilità
FERRANDINA
IL SINDACO D’AMELIO PROTESTA
«Tagli dei trasferimenti ai Comuni
il ministero revochi il provvedimento»
La parrocchia Mater Ecclesiae sposta le attività di Natale in piazza
ANGELO MORIZZI
l BERNALDA. La Chiesa
scende in piazza a fianco degli
ex lavoratori in mobilità. Succede a Bernalda. La parrocchia Mater Ecclesiae ha deciso
di inaugurare le manifestazioni natalizie, allestendo i gazebo, riservati alla pettolata di
Natale, vicino a quello ospitante il presidio permanente
degli ex operai bernaldesi.
«Quest’anno – afferma don
Paquale Giordano – si è deciso di spostare l’appuntamento conviviale dal sagrato della
chiesa a piazza Plebiscito, dove, da circa tre mesi, è in atto
un sit in permanente dei lavoratori senza sussidio. Un
gesto di attenzione e vicinanza
nei confronti di chi non cerca
assistenzialismo, ma solo la
dignità di un posto di lavoro».
Un’iniziativa molto apprezzata da uomini e donne del presidio bernaldese. Il portavoce
Nino Paradiso ammette: «È
stata una serata particolare.
Ringraziamo la sensibilità
della Chiesa locale, diretta da
don Pasquale Giordano e don
Giuseppe Lavecchia, che hanno avuto questo pensiero per
noi. Abbiamo offerto il nostro
aiuto materiale nell’allestimento dei gazebo. Un gesto di
sincera solidarietà nei nostri
confronti. Siamo da quasi 90
giorni impegnati in una battaglia pacifica di civiltà.
L’esperienza solidale del Natale, voluta dalla parrocchia
“Mater Ecclesiae”, ci fornisce
speranza e ci fa sentire meno
soli».
Nel frattempo gli ex lavoratori della mobilità in deroga
hanno completato il ciclo orario del corso di formazione per
il riavviamento lavorativo, tenutosi nella sede scolastica
delle Elementari. Secondo
quanto afermato da sindacati
e politici, riceveranno gli assegni di frequenza entro Natale. «È l’impegno del sinda-
cato Cgil, attraverso la nostra
referente regionale Anna Russelli – rileva Paradiso –. Un
grazie anche del sindaco, Domenico Tataranno, e agli assessori Vincenzo Grippo e
Francesca Matarazzo, i quali
nei giorni scorsi hanno incontrato il presidente della
Giunta regionale Marcello Pittella e l’assessore Raffaele Liberali. Inoltre – prosegue l’ex
operaio del Calbas – pare che
in queste ultime ore il ministro Giancarlo Padoan abbia
firmato lo sblocco delle sei
mensilità, da marzo ad agosto,
ancora non percepite della
vecchia mobilità in deroga.
Aspettando di conoscere le
prospettive di nuova occupazione, anche attraverso il ripristino del reddito minimo di
inserimento. Quanto al presidio bernaldese, questo rimarrà allestito finché non vedremo fatti concreti e saranno
mantenuti gli impegni verbali
finora presi».
nardo, Ficagnole e Caporotondo, prevalentemente ricadenti
nelle zone turistiche collinari
dell’agro. A Pisticci centro, invece, sempre nei giorni scorsi,
è stata presa di mira una casa
di via Torraca nel rione Loreto.
La proprietaria, era il tardo
pomeriggio, era appena uscita
per sbrigare alcune incombenze e al suo ritorno ha trovato la
sgradita sorpresa. Ignoti infatti, entrando da un balcone attiguo, si erano introdotti
nell’abitazione facendo incetta
di oggetti preziosi ed affettivi
che la proprietaria custodiva
gelosamente da anni, per un
valore sicuramente elevato.
Nessuno del vicinato ha notato
qualcosa che potesse ricollegarsi all’accaduto. Regolare denuncia è stata comunque subito effettuata al Comando Carabinieri.
n «Protesto vivamente per l’improvvido decreto del
Mef che costringe i Comuni a un nuovo e pesante
taglio dei trasferimenti». Con una missiva indirizzata a vari ministeri, il sindaco di Ferrandina,
Saverio D’Amelio, ha esplicitato il suo disappunto
per «un taglio che, nel nostro Comune è di 354.316,
48 euro, cui si aggiunge l’assoggettamento dei terreni agricoli all’Imu, con gravi conseguenze sui
bilanci delle famiglie. Invito il presidente del Consiglio e i Ministri alla revoca del provvedimento o
[p.miol.]
al rinvio, come richiesto dell’Anci».
Non mancano le voci fuori
dal coro sulla serata di solidarietà, allietata dal giovane
gruppo musicale locale “Cast
away”. Donato Fuina, esponente del comitato civico “Cittadini Attivi”, critica l’iniziativa della parrocchia: «La solidarietà – dice – non può
avere figli e figliastri. Sarebbe
stato opportuno e gradito che
la Chiesa locale appoggiasse
anche le nostre lotte e presidi
per il mantenimento dell’ospedale di Tinchi. In quell’occasione, invece, nessuno si è
visto. Si sono solo spostati a
fare la pettolata in piazza Plebiscito».
VICINI AI
LAVORATORI
Il gazebo
allestito
in piazza
Plebiscito
per la pettolata insieme
agli operai
MONTESCAGLIOSO
INTERVENTO DI LEGGIERI E PERRINO
Bomba molotov contro sede Pd
solidarietà dal M5S di Basilicata
n «Il M5S di Basilicata condanna risolutamente
l’episodio della rudimentale bomba molotov
scagliata contro il circolo Pd di Montesaglioso durante un affollato incontro con il vice
ministro agli interni, Filippo Bubbico, ed il
sindaco Giuseppe Silvaggi». Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali Gianni Leggieri e
Giovanni Perrino per i quali si tratta di «un
gesto che va stigmatizzato come inaccettabile
e vergognoso rigurgito criminale». Per questo, il M5S esprime solidarietà al Pd di Mon[fi.me.]
tescaglioso, a Bubbico e al sindaco.
RASSEGNASTAMPA
LETTERE E COMMENTI I XIII
Martedì 9 dicembre 2014
SAVERIO VIZZIELLO *
LA SCALETTA DI MATERA
della cultura?
Spettacolo, la legge entusiasma Capitale
Ora programmi
A
ccolgo con grande entusiasmo
il nuovo strumento legislativo
adottato dal Consiglio regionale lucano - dopo circa 26 anni di
vuoto normativo - volto a disciplinare,
promuovere ed incoraggiare in maniera
organica lo spettacolo dal vivo. Si tratta,
infatti, di una legge fortemente voluta
dagli operatori del settore, che hanno partecipato costruttivamente al dialogo che
ha preceduto l’approvazione della medesima, che si inserisce coerentemente in un
disegno più ampio di politica e sviluppo
che individua nelle arti, nella cultura e nel
turismo di qualità il volano di sviluppo per
una regione, la nostra, che molto può
offrire in questi ambiti. Una norma flessibile e lungimirante al tempo stesso poiché aperta alla sperimentazione ed al coinvolgimento più ampio dei giovani quale
target privilegiato della mini riforma sia
in qualità di “produttori” che di “fruitori”
di cultura nell’accezione più ampia del
termine. La legge, infatti, sapientemente e
condivisibilmente, non solo favorirà le iniziative già attualmente accreditate dal Fus
ma costituirà il “terreno fertile” su cui
coltivare nuove proposte che saranno ri-
PALCO L’interno di un teatro
tenute progettualmente valide, privilegiando, in particolare, quelle orientate ad
inserirsi in una vera e propria “rete”
multidisciplinare e multiculturale. Non
solo quindi un utilissimo tool per il coordinamento della programmazione a livello
regionale ma anche e soprattutto strumento per aumentare la competitività
dell’offerta culturale lucana sul panorama
internazionale con riflessi occupazionali
che non potranno, a mio avviso, che essere
positivi sia nel breve che nel lungo periodo.
Peraltro, strategica appare l’istituzione di
un Osservatorio che presiederà al monitoraggio dei risultati concreti che deriveranno da questa nuova e promettente
“impalcatura” che si pone, quindi, quale
sostegno dei necessari ed improrogabili
lavori di costruzione e ristrutturazione
delle fondamenta culturali lucane nonché
quale preziosa occasione di crescita.
Auspico pertanto che i frutti di questa
importante riforma non tardino ad arrivare, cogliendo l’occasione per ringraziare non solo il Consiglio Regionale ma
anche la dirigente Dott.ssa Patrizia Minardi che ha saputo trasfondere i più
recenti input nazionali ed europei in tema
di industrie creative nella norma regionale. Ad maiora!
[* già Direttore del Conservatorio E. R. Duni di
Matera, attualmente Direttore artistico del Festival
Duni, Matera in Musica nonché coordinatore artistico
per la Basilicata dell’Orchestra ICO della Magna
Grecia, tutte manifestazioni ed istituzioni riconosciute
dal Mibac Fus.]
GERARDO QUARATINO * FRANCESCA LISBONA **
Spettacolo, la legge che ci piace
C
on l’approvazione in Consiglio regionale la Basilicata
ha, finalmente, una legge sulla Promozione e sviluppo
dello spettacolo una legge che gli operatori del settore
attendevano da molti anni, visto che l’ultima normativa
risaliva al 1988.
Esprimiamo soddisfazione per la decisione di questa mattina in
seno al Consiglio regionale di Basilicata dove, a maggioranza con
14 voti favorevoli, è stato approvato il disegno di legge sullo
spettacolo che si aggancia al Decreto ministeriale del luglio 2014.
Questa nuova legge regionale darà ossigeno al settore dello
spettacolo dal vivo, garantendo tempistiche nella programmazione culturale e nella erogazione dei fondi e rilanciando l’offerta
culturale attraverso una maggiore competitività. In più questa
legge pone tutti noi, operatori del settore spettacolo dal vivo, di
fronte alla necessità di costituire reti. Dobbiamo, e dovremo
sempre più, guardare al mondo, avviando collaborazioni e progetti nazionali e internazionali. Il Consorzio Teatri Uniti di
Basilicata e ha avviato già da tempo, e prosegue quest’anno con il
Progetto teatrale 2014/2015, un percorso di cultura teatrale che
guarda nella stessa direzione della nuova legge regionale: non
possiamo, dunque, che esserne soddisfatti.
[* presidente e ** vicepresidente del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata ]
SCENA Uno spettacolo teatrale
NO SLOCCA ITALIA DEL CENTRO SUD
«Vogliono criminalizzarci»
L’
assemblea delle associazioni e
dei comitati provenienti dalle
regioni del Centro e Sud Italia,
impegnati nella strutturazione e nello sviluppo della campagna “No
Sblocca Italia”, appreso che a Montescaglioso il locale comitato No Triv, aderente al Coordinamento nazionale No Triv
– sezione Basilicata, all’indomani dell’importante e partecipata manifestazione regionale svoltasi a Potenza lo scorso 4
Dicembre, in occasione della discussione
congiunta di Giunta e Consiglio Regionale
sull’opportunità di impugnare l’art. 38
della Legge “Sblocca Italia”, è stato accusato dal sindaco di Montescaglioso di
essere responsabile del lancio di una
bottiglia “molotov” all’esterno della sede
della locale sezione del PD, presenti quadri
di quel partito ed il sottosegretario agli
Interni Bubbico (ex presidente della Regione Basilicata), denunzia il pericoloso
quanto malcelato tentativo di criminalizzazione dell’ampio movimento che si
compone di comitati, coordinamenti territoriali, associazioni, studenti, cittadini,
che sta lottando contro i rischi di petrolizzazione del territorio e delle devastanti conseguenze dell’attuazione del
disposto normativo della Legge “Sblocca
Italia”.
Non è sfuggita ai movimenti lucani e
non solo l’escalation di eventi recenti
costruiti ad arte al fine di screditare
quanti lottano da anni per la difesa della
MANIFESTAZIONE Corteo anti-trivelle a Policoro nel dicembre di due anni fa
salute, dell’ambiente, della democrazia, in
una Regione bersaglio privilegiato delle
mire della nuova SEN (Strategia Energetica Nazionale), a partire dall’accusa a
fantomatici ambientalisti di aver forato ad
oltre un paio di metri sottoterra un oleodotto in agro di Marconia (evenienza in
seguito smentita in sordina dalla stessa
ENI, che non riesce ancora una volta a
celare la natura acida e corrosiva del
petrolio lucano); fino alla campagna mediatica di stampo negazionista in atto
riguardante gli effetti nefasti del ciclo
estrattivo, di trattamento, di reiniezione,
sulle falde acquifere, sulla catena alimentare, sulla salute.
L’assemblea esprime pertanto piena ed
unanime solidarietà al comitato No Triv
di Montescaglioso, al Coordinamento nazionale No Triv – sez. Basilicata, denunziando con fermezza lo squallido tentativo di creare un clima da caccia alle
streghe e di criminalizzazione politica e
sociale in atto.
e idonee infrastrutture
I
l termine "storico" è stato utilizzato troppe volte,
spesso impropriamente, per caratterizzare un
avvenimento o la conclusione di un percorso
condiviso.
Ma, di sicuro "storica" per Matera, per la Basilicata
e per il Mezzogiorno, è stata la designazione della
nostra città a Capitale Europea della Cultura 2019.
Non è il caso di far rivivere la commozione
personale e collettiva all'annuncio di tale scelta da
parte delle Istituzioni nazionali e internazionali, ma è
doveroso ricordare che quei pochi attimi di ascolto
hanno coronato il sogno, soprattutto l'impegno,di
quanti in questa avventura sono stati promotori e
protagonisti.
È facile, oggi, vantare o pretendere primogeniture
un po' da ogni parte, ma non si potrà mai sottacere
l'indiscusso impegno, umile, costante e qualificato,
della nostra Scaletta, per quel che "storicamente" ha
rappresentato nelle vicende culturali di Matera e non
solo, e per i suoi uomini e le sue donne che sin dagli
albori di quella crescita umana e intellettuale, iniziata oltre cinquanta anni fa, hanno dato passione e
intelligenza in un quadro di salvaguardia, di studi, di
sviluppo e di conoscenza di quel patrimonio, oggi
ascritto all'Unesco, che sono i Sassi, le Chiese rupestri, la Murgia, e tutto l'ambiente storico e antropologico esistente in un territorio e in un circondario che va ben oltre i limiti provinciali.
E' il caso ad ogni modo di ricordare con orgoglio, tra
la moltitudine delle iniziative, frutto di dibattiti e di
attenti studi, con l'apporto di tanti Meridionalisti di
indiscussa fama: lo studio e la ricerca sul patrimonio
rupestre documentato nella pubblicazione del 1966
“Le Chiese Rupestri di Matera” che, insieme all’indagine sui Sassi portò all’assegnazione della medaglia d’oro quale benemerito della cultura da parte
del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat; la
progettazione esecutiva e la costruzione della strada
panoramica di Murgia Timone dalla S.S. 7 al piazzale
Belvedere sui Sassi; la proposta di legge per il
restauro urbanistico ed ambientale dei Sassi del 1970;
la legge istitutiva del Parco Archeologico Storico
Naturale delle Chiese rupestri del Materano del 1990;
le proposte al progetto di legge Lauricella sul risanamento dei rioni Sassi del 1970: quelle relative ai
Parchi e al futuro della montagna lucana; la creazione
della Scuola di Grafica; del Villaggio preistorico di
Murgia Timone, e così via.
Progetti, azioni e realizzazioni che hanno trovato la
loro continuità nella Fondazione Zetema che rappresenta la gemmazione istituzionale del Circolo La
Scaletta.
Basta ricordare gli esclusivi e straordinari Luoghi
della Cultura come il complesso rupestre Madonna
delle Virtù e San Nicola dei Greci, la Cripta del
Peccato Originale, il Musma e la Casa di Ortega.
Quello che oggi stiamo vivendo non è un sogno.
Sono trascorsi cinquantacinque anni perché Matera potesse conquistare la designazione di Capitale
Europea della Cultura 2019.
Anni di battaglie, di fede incrollabile da parte di un
gruppo di ragazzi mai rassegnato all'idea di una città
senza storia, bollata con il marchio dell'infamia e
della vergogna nazionale.
Cinquantacinque anni di storia cittadina, che coincidono con la vita della Scaletta e dei suoi indomiti
"ragazzi", il cui impegno è stato oggi ripagato dal
prestigioso riconoscimento.
E' l'alba di un nuovo giorno, quello del riscatto e
della speranza.
E sta a noi capitalizzare a pieno le opportunità
offerte, scrivendo tutti insieme la nostra storia futura,
la storia di un riscatto completo del territorio e della
sua gente.
Come dire, oggi abbiamo la bicicletta, saliamo in
sella e pedaliamo tutti uniti verso il traguardo
finale.
Guardare avanti, dunque.
Messe da parte gioia e commozione, la Scaletta con
forza richiama all'attenzione di quanti gestiranno i
programmi operativi conseguenti alla scelta di Matera Capitale Europea della Cultura,nei quali dovranno trovare attuazione punti essenziali e qualificanti, alcuni già sollecitati in varie circostanze,
che accrescerebbero lo scrigno dei tesori che la città
può vantare.
Tra questi, quel "Teatro", che come ha scritto
Raffaello De Ruggieri, ne "Una prova di futuro - il
Guerrieri di Matera ", non sia "l'espressione di
un'autarchia funzionale, bensì uno spazio tecnologico-flessibile su cui impiantare le multiformi
espressioni delle attività culturali del nostro tempo".
Il riconoscimento europeo ottenuto impone, quindi,
rigorosi modelli di programmazione e di progettazione perché la Città, rafforzata e servita da coerenti infrastrutture, assuma ruoli e funzioni nuove
per definire quell’obbligato percorso di sviluppo che
porti ad un auspicato benessere sociale, con particolare riferimento alla occupazione dell’esercito di
giovani laureati e diplomati senza lavoro.
RASSEGNASTAMPA
corriere.it
Motori elettrici e bus gratuiti
La scommessa delle città senz’auto
A Milano biglietti per i mezzi pubblici se la macchina è a casa. Altrove si pensa a più piste ciclabili, limiti di velocità nelle aree
urbane e centri storici solo pedonali
di Stefano Montefiori, corrispondente a Parigi
shadow
PARIGI -La legge sulla transizione energetica in discussione in questi giorni in Parlamento prevede che entro il 2030 vengano
messe a disposizione dei cittadini sette milioni di colonnine per la ricarica delle auto elettriche in tutta la Francia. L’obiettivo è
molto ambizioso, visto che per adesso ce ne sono solo 9.500. L’imprenditore bretone Vincent Bolloré, che ha puntato molto sulle
sua originale tecnologia di batterie al litio-metallo polimerico, ha annunciato ieri di essere pronto a installare altri 16 mila
punti di ricarica in tutta la Francia, per un investimento di 150 milioni di euro in quattro anni.
Bolloré e il governo francese sembrano pensare che sia giunto il momento di tradurre nella realtà la buona immagine di cui
godono le auto elettriche in questo momento. L’operazione Autolib’ a Parigi (il servizio di car sharing in collaborazione con
Pininfarina) ha contribuito a rendere popolare il motore a combustibile non fossile, e nella capitale cominciano a vedersi
spesso le Tesla modello S, berlina di lusso americana e nuovo status symbol al prezzo di partenza di 62 mila 540 euro.
Se la moda è elettrica, la realtà però è ancora molto diesel: l’82% del carburante consumato in Francia in ottobre è stato
gasolio, effetto di una storica politica industriale favorevole ai motori diesel prodotti da Renault e soprattutto dal gruppo PSA
(Peugeot Citroën). Oggi gli incentivi vanno in senso contrario, come dimostra l’annuncio di Anne Hidalgo, sindaco di Parigi:
«Voglio la fine del diesel in città entro il 2020, bisogna accelerare la transizione. Io ho cominciato eliminando in tre mesi tutte
le auto a gasolio del parco macchine del comune». Hidalgo vuole poi pedonalizzare i quattro arrondissement centrali della
capitale, raddoppiare le piste ciclabili, ridurre il limite di velocità in città da 50 a 30 chilometri orari e riservare alle auto
nuove a basse emissioni l’ingresso ai «canyon di inquinamento», come ha definito Champs Elysées e rue de Rivoli.
La nuova lotta al diesel prende origine dai pessimi dati sulle polveri sottili a Parigi (uno studio recente parla di livelli pari a 30
volte il consentito). Hidalgo ha immediatamente proibito per questo inverno l’uso dei caminetti domestici (una tradizione che
resiste in molti appartamenti della capitale), e più a medio termine ha lanciato la battaglia contro il diesel.
«Ma prendersela con i motori a gasolio è troppo facile - dice Pierre Chasseray, portavoce dell’associazione “40 milioni di automobilisti” -. Il diesel di oggi è molto più pulito, non ha niente a che vedere con i motori di un tempo». Quanto alle credenziali
ecologiste dell’auto elettrica, sono contestate da molti tra i quali Stéphane Lhomme, direttore dell’Osservatorio del nucleare:
«L’auto elettrica non inquina quando circola ma lo fa prima e dopo», a causa dell’estrazione di uranio e litio per le batterie e
delle scorie successive.
Il dibattito scientifico e politico sull’effettiva superiorità ecologica dell’auto elettrica è destinato a durare per i prossimi anni,
ma intanto si moltiplicano gli interventi a suo favore. Da Indianapolis, patria delle «500 miglia», dove con grande efficacia
simbolica Bolloré è riuscito a esportare la sua Autolib’, alla leggendaria Route 66, dove lo Stato dell’Illinois ha deciso di installare colonnine di ricarica lungo le 300 miglia tra il lago Michigan e il fiume Mississippi. La California è il posto al mondo dove
l’auto elettrica è più popolare: oltre 100 mila macchine vendute negli ultimi quattro anni tra Chevrolet Volt, Nissan Leaf e
Tesla Model S, pari al 40 per cento di tutte quelle vendute negli Usa. In Norvegia, dove su una popolazione poco superiore ai 5
milioni circolano 32 mila auto elettriche, le corsie preferenziali di Oslo nelle ore di punta sono ormai intasate all’85% per cento
da auto elettriche (con proteste dei conducenti di autobus).
A Milano, dove molti piccoli servizi di car sharing (elettrico e a benzina) si rivolgono ormai da anni a quanti cercano di usare
l’auto solo lo stretto necessario, è cominciato anche l’esperimento «Ferma l’auto - guadagni i mezzi» di cui il Financial Times
ha riconosciuto l’interesse: al di là della diatriba auto elettrica/tradizionale, fino all’11 febbraio 2015, chi è assicurato con Unipol e accetta che venga installata sulla propria auto una «scatola nera» (messa a punto dall’azienda romana Octo Telematics)
riceverà gratis via sms un biglietto urbano per i servizi pubblici Atm, ogni giorno che non usa l’auto.
9 dicembre 2014 | 08:17
© RIPRODUZIONE RISERVATA