pag.2 Descr - Comune di CASTELGRANDE

INDICE
Premessa:................................................................................………….........pag.2
Descrizione sommaria del progetto e contesto geologico dei luoghi:…………pag.3
Cenni di tettonica:…………………………………………………………………..pag.6
Geomorfologia:…………………………..………………………………………….pag.7
Caratteristiche idrogeologiche…………………………….……………………....pag.7
Caratterizzazione geotecnica dei terreni:…………….………….……………....pag.8
Analisi geologico-tecnica del tracciato…………….:..…………………………...pag.12
Considerazioni conclusive:…………………………..………………………….....pag.16
Allegati facenti parte integrante della presente relazione:
1. Documentazione fotografica
2. Stralci cartografia PAI Ofanto
Allegati al presente lavoro:
1. Carta geologica e geomorfologica in scala 1:5.000
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1. PREMESSA
L'Amministrazione Comunale di Castelgrande nel quadro programmatico di
riqualificazione del territorio, ai fini di una valorizzazione anche turistica, ha affidato alla
scrivente l’incarico di redigere uno studio geologico-tecnico per il "progetto relativo ai
lavori di realizzazione di un collegamento viario tra il Centro Abitato di Rapone e
l’Osservatorio Astronomico, in località Toppo di Castelgrande, di cui è proprietario il
Comune di Castelgrande e d’importanza rilevante per tutta l’area circostante .
L’Osservatorio Astronomico, è situato a circa 4 Km dal centro abitato di Rapone e
a poche centinaia di metri dal territorio del Comune di Castelgrande.
Una strada che colleghi Rapone all’Osservatorio Astronomico riveste, quindi, un
ruolo strategico per lo sviluppo locale, oltre a consentire, per i lavoratori dipendenti del
gruppo FIAT ed indotto nell’area industriale di Melfi, un tragitto più breve per recarsi sul
luogo di lavoro.
Il collegamento viario in oggetto andrà ad innestarsi sia sulla strada che collega
l’osservatorio al Centro abitato di Castelgrande, che su quella che raggiunge il comune
di San Fele, creando così una trasversale che ridurrà drasticamente i tempi di
percorrenza, a favore di una necessaria interazione tra i comuni del Marmo Platano.
L’intervento favorirà, altresì, l’ulteriore sviluppo delle attività agricole, zootecniche,
ed artigianali e potenzierà l’erogazione dei servizi di accompagnamento.
L'indagine si è svolta in due fasi:
1- fase preliminare di accertamento bibliografico sul territorio, al fine di acquisire quante
più informazioni possibili sull'area da investigare e su un congruo contorno dal punto di
vista geologico, geomorfologico ed idrogeologico;
2- fase operativa con rilievi di campagna.
Alla presente si allegano:
1) carta geolitologica e geomorfologica in scala 1:5.000;
2) stralci della cartografia PAI Ofanto;
2) documentazione fotografica.
In fase esecutiva dovranno essere eseguite le indagini geognostiche e sismiche in
modo da consentire la caratterizzazione geologico-tecnica e sismica puntuale dei terreni
affioranti lungo il tracciato, nei tratti più significativi.
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La parte di territorio in studio ricade all’interno del Piano Stralcio dell’Autorità di
Bacino del Fiume Ofanto, e l’area attraversata dal tracciato non risulta classificata a
Rischio e a Pericolosità da frana.
2. DESCRIZIONE SOMMARIA DEL PROGETTO E CONTESTO GEOLOGICO DEI
LUOGHI
L’area di indagine è compresa tra gli abitati di Rapone (lat. N 40°49’13.44’’, long E
15°27’43’’) e di Castelgrande ((lat. N 40°50’31’’, long E 15°29’26.88’’) ed è inserita nel
Foglio IGM n°187.
Lo sviluppo complessivo della strada da adeguare è di circa 3000 m. La strada
ricadente per quasi il 90% nel Comune di Rapone, seguirà un tratturo esistente (tratti tra
le sez. n. 1 e n. 38), utilizzato correntemente dagli agricoltori e dagli allevatori, come si
può rilevare anche dalle foto allegate.
La restante parte del tracciato, ricadente nel Comune di Castelgrande, di
lunghezza di circa 300-350 m, dovrà essere realizzata ex novo.
Il progetto di adeguamento prevede una carreggiata larga 3.00 m con banchine di
0.50 m e cunette alla francese e in terra, e n. 10 piazzole dislocate lungo il percorso.
La direzione di sviluppo della strada, a partire dall’abitato di Rapone. fino alle Toppe
di Castelgrande, è NE-SO.
La strada dal punto di vista geomorfologico è classificabile come strada di
montagna, con quote oscillanti tra gli 870 ed i 1220 m s.l.m.., con un dislivello di circa
350 metri e con accidentalità medio-basse.
Si innesta sulla strada comunale di Rapone nei pressi del Cimitero (quota 862 m) e
termina nei pressi dell’Osservatorio Astronomico di Castelgrande, con innesto sulla strada
Righini (quota 1225 m).
La sede stradale per quasi tutta la sua lunghezza si sviluppa prevalentemente a
raso su versanti di bassa e media montagna, adattandosi nelle sue caratteristiche planoaltimetriche alle condizioni orografiche dell'area. Ad eccezione di alcuni tratti, compresi tra i
picchetti n. 38-40, 42-44, 47-50 e 55 bis – 58 bis, che presentano un'acclività mediamente
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elevata (12%), il resto della strada presenta una pendenza più o meno regolare, con tratti
anche subpianeggianti.
Considerato il contesto ambientale nel quale è inserita la strada, nel progetto di
adeguamento si è evitato l’utilizzo di opere quali ponti, viadotti, ecc., che potessero
stravolgere l’aspetto naturale dei luoghi utilizzando soluzioni alternative quali
gabbionature, sterri, riporti, e contenendo i movimenti di terra al massimo, al fine di
alterare il meno possibile le attuali condizioni di equilibrio dei terreni.
I rilevati, presenti solo nel III tratto del tracciato tra le sez. n. 54 e n.67,
raggiungono un’altezza massima in asse pari a 2.35 m solo in prossimità della sez. n.
58, e minima pari a 1 metro; per la trincea (tratto compreso tra le sez. n.58 bis e 59 tris)
è prevista un’altezza massima in asse dello scavo di 2.30 m.
La strada, si sviluppa in aree geologicamente caratterizzate dalla diffusa presenza
di terreni flyschioidi.di natura siliceo-calcareo-marnosa, alloctoni in complessi rapporti
tettonici (bordo esterno della catena Appenninica), di età cretacico-oligocenica, e riferibili
alla Formazione del Flysch Rosso (Unità tettonica del Bacino di M.Arioso ).
Largamente diffusi in tutta l’area oggetto di studio, tali terreni risultano, di norma,
ben esposti, solo in alcuni tratti sono ricoperti da modesti spessori di coltri d'alterazione.
L’assetto litologico e strutturale di questi terreni ha, chiaramente, condizionato la
morfologia e l’assetto idraulico ed idrogeologico della zona attraversata dalla strada in
progetto; generalmente stabili risultano i versanti costituiti dalla componente litoide;
mentre chiari e visibili fenomeni franosi attuali e recenti sono osservabili lungo i versanti
che delimitano la strada e che interessano la componente più argillosa del flysch Rosso.
Le formazioni affioranti sono legate tra loro da rapporti di natura sedimentaria e
tettonica. Alla base di queste si trova comunque il Flysch Rosso, mentre superiormente
giacciono varie unità come la Formazione del Flysch di Castelvetere, le Sabbie
plioceniche (Sintema Ruvo del Monte) e le Unità quaternarie (Subsintema di S.Andrea di
Conza)..
Nella carta geologica (All.1), lungo la fascia di tracciato stradale si distinguono,
dal termine più antico al più recente, i seguenti litotipi:
Flysch Rosso
(Cretacico sup- Oligocene):
la formazione è suddivisa in due
membri, uno inferiore e uno superiore.
1. membro diasprigno (FYR1): è formato dall’associazione di sottili strati diasprigni
rossi o bruni, con tipica sfaldatura romboedrica, con argilliti silicee e intercalazioni
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di sottili strati calcarei con liste e noduli di selce scure; marne calcaree selcifere
presentano una marcata laminazione da piano-parallela a ondulata. Pur avendo
un andamento lenticolare danno origine, in genere, ad elementi morfologici
abbastanza netti; quando ciò non avviene la loro presenza è resa evidente dal
particolare detrito siliceo, talora assai abbondante, costituita da fittissime
alternanze di marne, argilliti, siltiti, di vario colore (rossastro, grigio, verdastro). In
quantità variabile da luogo a luogo vi si intercalano strati o blocchi di calciruditi,
calcareniti, calcilutiti durissime, calcari marnosi biancastri e piccoli olistostromi
(membro calcareo marnoso).
2. Il termine superiore è rappresentato dalla litofacies calcareo-clastica (FYRa):
Ë rappresentata da livelli lenticolari decametrici di calcareniti e calciruditi. Brecce
calcare massive in strati e banchi e clasti delle dimensioni massime di 15 cm.
Sono intercalate alle brecce sottili livelli di argille grigiastre sottilmente laminate.
A tetto si rinvengono argille marnose di colore grigio, marrone e rosse laminate,
con intercalazioni di calcareniti (FYR).
Questa formazione affiora sul 90% della strada, con prevalenza della litofacies
calcareo-clastica e subordinatamente il membro FYR1 e FYR, presenti in aree
marginali. Al di sopra giacciono altre unità discordanti:
3. Unità Plio-Pleistoceniche- Bacino dell’Ofanto : Sintema Ruvo del Monte
E’ costituita da argille siltose massive con sabbie a grana medio-fine, massive,
gradate e con intercalazioni di siltiti, argille e conglomerati. Affiora nel tratto
iniziale del tracciato, nei pressi di Rapone, compreso trale sez..1 – 3.
4. Unità quaternarie: Subsintema di S.A. di Conza: lenti di sabbie di colore rosso
bruno e argille di colore rosso-grigio, verde in assetto caotico con detrito di natura
calcarenitica e spessore variabile da pochi cm a 1-2 m, con pezzame angoloso
sparso e isolato nella matrice argillosa.
Gli affioramenti solo alquanto limitati al tratto compreso tra le sez.. 3 e. 7.
Detriti di frana: deposito eterogeneo ed eterometrico a struttura caotica con
litofacies variabile da argillosa ad ammassi di blocchi con matrice argillososabbiosa. Interessa i versanti che delimitano il tracciato stradale tra le sezioni n.3
e n. 20.
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3. CENNI DI TETTONICA
L’area d’intervento è posta lungo lo spartiacque tra il Vallone del Tragino e il
Vallone S. Vito.
L’interpretazione dei caratteri strutturali di questa zona dell’Appennino Lucano si
presenta particolarmente difficile, poiché tale area è stata sottoposta, a più riprese, ad
azioni tettoniche ed i movimenti più recenti hanno in genere nascosto o mascherato
l’evidenza di quelli più antichi.
Tali formazioni risultano strutturalmente complesse, con rapporti di successione
estremamente variabili e disarticolati dall’intensa fase tettonica che ha interessato
l’Appennino Lucano nel tardo-Miocene.
Tuttavia possiamo dire che le Serie costituite dalle varie unità litostratigrafiche
precedentemente descritte presentano assetti strutturali dissimili perché hanno reagito in
maniera diversa alle sollecitazioni tettoniche. Le formazioni flyschoidi a componente
prevalentemente pelitica, oppure quelle diasprigno-calcaree sottilmente stratificate,
hanno dato origine a strutture plicative, con pieghe di vario genere; le Unità
prevalentemente litoidi si sono suddivise in blocchi monoclinatici o con pieghe ad ampio
raggio di curvatura. I terreni più recenti mostrano strutture relativamente semplici,
rappresentate generalmente da blande sinclinali o da monoclinali poco inclinate.
4. CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE
Le peculiarità litologiche locali condizionano sensibilmente le caratteristiche
morfologiche della superficie topografica.
Le suddette peculiarità determinano le caratteristiche geomorfologiche dell’area
esaminata, che si sovrappongono a quelle globali, prodotte dalle vicissitudini tettoniche
subite dall’intero territorio collinare, con culmini topografici dolcemente modellati,
intervallati da solchi erosivi poco incisi e non eccessivamente accidentati.
Infatti, per quel che attiene alla dinamica dei versanti, è stato possibile distinguere
i seguenti fenomeni:
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♦ Frane: nel territorio circostante la sede stradale è presente un movimento franoso di
notevole entità che impegna i terreni della formazione del flysch Rosso e interessa il
versante posto in destra orografica, tra i picchetti n. 7 e n. 18. La scarpata che
delimita il corpo di frana è comunque ad una adeguata distanza di sicurezza dalla
strada esistente, che in questo tratto si sviluppa su displuvio. In connessione con
l’attività erosiva stagionale del reticolo idrografico, si manifestano sensibili riprese dei
movimenti di massa che coinvolgono gli orizzonti più superficiali del corpo di frana.
♦ Creep superficiali: trattasi di dissesti superficiali che interessano la parte superiore,
alterata, dei depositi argillosi (eluvium) dando luogo a morfologie ondulate
Sono concentrati prevalentemente sui versanti posti in sinistra orografica, ad un’
adeguata distanza di sicurezza dalla
stessa tra i picchetti n. 7 e n. 39 .
Sostanzialmente il tracciato stradale per gran parte già esistente, interessa aree
generalmente stabili, considerate le
geotecniche
e
l’andamento
litologie affioranti, le discrete caratteristiche
plano-altimetrico
dello
stesso
che
si
sviluppa
prevalentemente lungo crinali e displuvi.
5. CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE
Le caratteristiche di permeabilità dei terreni affioranti variano in funzione delle
litologie presenti. La sostanziale impermeabilità macroscopica del complesso flyschioide
consente, comunque, la presenza di falde idriche sotterranee in pressione, confinate e/o
sospese a varie quote entro sacche, intercalazioni o lenti detritico-marnose piuttosto
frequenti nel corpo argillitico.
La presenza di piccole scaturigini sorgentizie è verificata nella parte superiore
allentata del substrato flyschioide, determinando così l’allocazione di falde idriche
superficiali di modesta estensione e portata facilmente drenate entro gli alvei delle
incisioni torrentizie. Ulteriori manifestazioni idriche si rinvengono nelle aree affette da
movimenti di massa, soprattutto nelle fasce periferiche dei corpi di frana. Anche queste
manifestazioni sono, comunque, di modesta entità complessiva nonché discontinue ed
effimere in quanto strettamente connesse col grado di saturazione dei terreni e col
regime pluviometrico locale.
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Una circolazione idrica sotterranea profonda, avviene invece, negli strati lapidei,
disposti nel sottosuolo a varie profondità nell’ammasso argilloso, che presentano
un’elevata permeabilità per fratturazione e sono sede di piccole falde, talora in
pressione, disposte nel sottosuolo a diverse profondità.
Per quanto concerne l’idrografia superficiale, sono presenti piccoli fossi che
attraversano la strada trasversalmente, tra i picchetti n. 20, n. 27 e n. 39.
In generale date le discrete caratteristiche di permeabilità degli affioramenti e
l’andamento plano-altimetrico del tracciato stradale, l’idrografia superficiale è poco
sviluppata, sono presenti modesti fossi che tagliano trasversalmente la strada e nelle
quali si raccolgono le acque di deflusso superficiali.
6. CARATTERIZZAZIONE GEOTECNICA DEI TERRENI
Terreni del flysch (substrato)
Le formazioni a struttura complessa, che impegnano la parte preponderante del
tracciato
stradale,
esibiscono
un
comportamento
meccanico
dipendente
dalla
disposizione delle litologie da cui sono formate e dalla presenza di discontinuità.
Pertanto è risultato utile classificare i terreni del substrato anche sotto il profilo
strutturale, utilizzando la Classificazione di Esu (1977), dalla quale si richiamano le
seguenti categorie dei flysch:
•
B1: sequenze ordinate di strati di roccia ed argille o argilliti, più o meno fessurate e
giuntate;
•
B2:: insieme caotico di strati lapidei disarticolati ed argille o argilliti da intensamente
fessurate e giuntate a scagliettate;
•
B3: argille o argilliti scagliettate per effetto di intense e ripetute sollecitazioni di taglio
o di natura tettonica, inglobanti elementi litoidi.
In tutti i casi il flysch è composto sia da elementi litoidi che da matrice argillosa. A
condizionare in modo sensibile il comportamento meccanico del complesso è la
continuità della componente litoide.
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Nei terreni tipo B1 gli strati litoidi sono continui per distanze significative (decine o
centinaia di metri), sono disposti secondo una o più famiglie sub-parallele e ad interassi
variabili dalle decine di cm ai metri, con spessori paragonabili all’interasse.
A causa delle vicende tettoniche subite gli strati possono affiorare piegati, curvi o
con direzioni diverse all’interno della stessa formazione, così come possono variare gli
spessori, la spaziatura ed il grado di fratturazione. Pertanto, piuttosto che schematizzare
il terreno come “stratificato”, secondo la sua reale litologia, è preferibile adottare il
modello di mezzo continuo anisotropo, la cui resistenza dipende da quella della
componente litoide ed argillosa e dalla direzione della superficie di rottura.
Per effetto della loro continuità e frequenza, gli strati lapidei regolano in maniera
preponderante la resistenza dell’ammasso quando sono disposti a reggipoggio; quando
sono disposti a franapoggio, invece, la superficie di rottura può svilupparsi interamente
negli strati argillosi, mobilitando la resistenza disponibile di quest’ultimi. Quando gli strati
sono sub-orizzontali ci si trova in una situazione intermedia.
I terreni B2 si distinguono da quelli B1 per aver subito sollecitazioni tettoniche più
intense; si presentano caotici, con gli strati lapidei disarticolati, continui per modeste
lunghezze (qualche metro) e diretti secondo direzioni variabili, in quanto spostati dalla
loro posizione originale. Anche la matrice argillosa o argillitica si presenta intensamente
fessurata o scagliettata. In tali terreni, essendo minore la continuità degli strati litoidi
rispetto ai B1, è più alta la possibilità che la superficie di rottura può svilupparsi
interamente negli strati argillosi; quindi la resistenza disponibile dell’ammasso è più
prossima a quella delle argille che alla roccia. Il mezzo, non essendo più riconoscibili
direzioni di prevalente orientazione degli strati lapidei, può considerarsi isotropo.
I terreni B3 sono i flysch che hanno subito la storia geologica più gravosa, al
punto da produrre il completo smantellamento degli strati lapidei, trasformati in insiemi
caotici di blocchi disarticolati e pezzame lapideo di varie dimensioni. Da ciò una
componente litoide del tutto ininfluente per quanto riguarda la resistenza meccanica
dell’ammasso. La matrice argillosa è costituita da scaglie minutissime e saponose al
tatto, che nel substrato si presentano ben serrate e molto consistenti. Oltre alle
discontinuità costituite dai contorni delle scaglie possono essere presenti altre
discontinuità tettoniche più persistenti, ma con maggiore spaziatura (minor shears), nella
cui direzione si ebbero probabili scorrimenti durante qualcuna delle fasi tettoniche, visto
che le relative superfici si presentano lucide e lisce. Tali discontinuità sono poste ad
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interasse di cm, per cui quasi sempre si trovano nei campioni indisturbati; ciò pone
sempre problemi nella preparazione dei provini sottoposti a prove meccaniche, con
caratteristiche di resistenza non rappresentative della formazione. Recenti esperienze
(Olivares et al., 1997) hanno attestato che spesso la resistenza dell’aggregato di scaglie,
per quanto consistente e sovraconsolidato, può essere ricondotta a quella del materiale
ricostituito in laboratorio e normalmente consolidato, ciò in quanto la rottura nel terreno
naturale avviene per scorrimento relativo tra le scaglie, senza mobilitare la dilatanza
della matrice e quindi l’incremento di resistenza ad esso associato.
I vari concetti esposti dimostrano la grande utilità della classificazione strutturale
dei flysch al fine di tenerne conto nella caratterizzazione meccanica; dimostrano, altresì
come la caratterizzazione meccanica dei flysch non possa essere agevolmente eseguita
con prove geotecniche in sito (soprattutto B1 e/o B2) o di laboratorio, queste ultime
significative per la sola componente argillosa o argillitica e, in ogni caso, condizionate in
modo complesso dall’orientazione delle discontinuità e dalla scistosità, potendone
derivare parametri di taglio poco reali.
Nella sottostante tabella sono esposti gli elementi per la classificazione strutturale
delle formazioni flyschioidi interessate dal tracciato stradale in progetto:
Sigla Formazione
(cfr. planimetria
geologica)
Classificazione
strutturale
Flysch Rosso
(Litofacies argilloso-marnosa)
FYR
B2 – B3
Flysch Rosso
(Membro diasprigno)
FYR1
B1 – B2
Flysch Rosso
(Litofacies calcareo-clastica)
FYRa
B1
DESCRIZIONE
Per tutte le difficoltà descritte in precedenza, la caratterizzazione geotecnica dei
vari terreni affioranti è particolarmente complessa.
Sulla base dei dati acquisiti con l’esperienza su terreni simili e di quelli disponibili
in letteratura si è pervenuti ad una definizione della resistenza meccanica dei principali
terreni flyschioidi di substrato, sufficientemente attendibile per ciò che concerne le
caratteristiche di resistenza al taglio e del peso dell’unità di volume.
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Nella sottostante tabella sono riportati i valori medi dei principali parametri
geotecnici dei terreni del flysch, da adottare nei calcoli geotecnici degli elementi del
tracciato stradale (trincee, rilevati).
TERRENO
Marne argillose
sovraconsolidate
Argilliti policrome
consistenti,
diaspri
Cu
(kPa)
111
Cuspt
(kPa)
-
ϕ’ picco
30°
c’
(kPa)
5
γ
3
(kN/m )
21
150
> 200
25°
20
20
In generale i terreni costituenti il substrato d’appoggio della strada, sono
caratterizzate da buone proprietà meccaniche, essendo a prevalente componente
siliceo-marnoso-calcarea,
Calcareniti e calciruditi
Si tratta della componente litoide del Flysch Rosso, ampiamente affiorante nella
parte terminale della strada, ricadente nel territorio di Castelgrande. Si presentano sotto
forma di blocchi di dimensioni decimetriche; subordinatamente sono presenti argille e
argille marnose. La giacitura è molto disturbata, gli strati sono generalmente contorti.
Le caratteristiche geotecniche di resistenza rappresentative dei valori medi stimati
per tali depositi, sono così riassumibili (dato bibliografico):
•
Peso naturale di volume γ = 21 kN/m3;
•
Angolo d’attrito interno ϕ’ = 25°;
•
Coesione c = 120 kPa
Argille marnose
Una parte ristretta del tracciato stradale attraversa argille marnose ricoperte da
coltri eluviali di spessore modesto. Queste presentano caratteristiche meccaniche
mediocri. Le caratteristiche geotecniche di resistenza rappresentative dei valori medi
stimati per tali depositi, sono così riassumibili (dato bibliografico):
•
Peso naturale saturo di volume γsat = 20 kN/m3;
11
•
Angolo d’attrito interno (di picco) ϕ’ = 20°;
•
Coesione efficace c’ = 10 kPa;
•
Coesione non drenata Cu = 80 kPa;
•
Coesione non drenata Cuspt = 60 kPa (parzialmente saturi).
Rilevati ordinari
Il corpo dei rilevati ordinari verrà realizzato con i materiali di scavo lapidei
provenienti da cave, appartenenti ai Gruppi A1, A2-4, A2-5, A3.
Per tali terre si assumono i seguenti valori di resistenza meccanica (condizioni
drenate), da adottare nelle verifiche della stabilità dei profili di scarpata per i rilevati più
significativi:
•
Peso naturale saturo di volume γ = 20 kN/m3;
•
Angolo d’attrito interno residuo ϕ’ = 33°;
•
Coesione efficace c’ = 0 kPa.
7. ANALISI GEOLOGICO-TECNICA DEL TRACCIATO
Il tracciato è stato suddiviso ed analizzato per varie tratte, tra loro successive, in
funzione dell'andamento plano-altimertrico, morfologico e litologico, a partire dalla sez.
1. L’assetto litologico e geomorfologico dei versanti su cui insiste il tracciato di progetto è
riportato nella carta geologica (All.1).
•
Tratta sez.1 ÷ sez. 7
Questo tratto, già asfaltato, della lunghezza di circa 296,93 m, inizia dalla sezione
1 di “inizio strada” (q. 965 s.l.m.), fino a quota 991,62 m, con andamento lineare e con
pendenza media dell’ 8%.
Il tracciato si sviluppa a raso, fatta eccezione per un breve tratto in trincea (h = ∼
1.5 m) compreso tra le quote 912,8 m e 939,4 m (sez.. 2 e 3). I terreni attraversati lungo
questa tratta sono rappresentati dalle argille sabbiose e sabbie grigio giallastre
plioceniche della formazione di Ruvo del Monte e da una placca di terreni detritici
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costituiti da lenti di sabbie di colore rosso-bruno e argille di colore rosso, grigio, verde,
con detrito di natura calcarenitica.
INTERVENTI
Gabbionate di controripa nel tratto in trincea, mentre tombini per il drenaggio delle
acque di ristagno nel tratto che corre su crinale, compreso tra la sez. 2 e sez. 3, in
prossimità di Masseria De Luca.
•
Tratta sez. 7 - sez. 25
Questo tratto, della lunghezza di circa 951,58 m, inizia dalla sez.7 (q. 991,62
s.l.m.), nei pressi di Casone Lordi, sviluppandosi a raso con andamento poco tortuoso e
con pendenza media dell’11% , e termina a quota 1090,85 m s.l.m.
I terreni attraversati lungo questa tratta sono rappresentati da detrito siliceo
costituito da fittissime alternanze di marne, argilliti diasprigne, calcari e calcari marnosi,
siltiti, di vario colore (rossastro, grigio, verdastro) tipico del membro diasprigno della
formazione del flysch rosso.
I versanti che delimitano la strada risultano interessati da dissesti gravitativi e/o
creeping; di particolare importanza risulta il movimento in destra orografica, la cui
scarpata corre parallellamente al tracciato a partire dalla sez. 7 del profilo della strada,
fino alla sez. 18.
E’ comunque posto ad una adeguata distanza dalla strada, che segue un
tracciato già esistente. Aree in creep sono osservabili sui versanti posti in sinistra
orografica tra le sez. 7 ÷ 25, laddove la copertura eluviale risulta imbibita d’acqua.
Trattasi di terreni rimaneggiati derivanti dalla disgregazione del substrato
diasprigno.
INTERVENTI
L’attraversamento del fosso che intercetta trasversalmente l’asse viario alla sez.
20,
caratterizzato da modeste pendenze, verrà realizzato mediante un tombino di
diametro variabile (∅ 1000 ÷ 4000 mm). Sono inoltre previste cunette e aree di sosta.
13
Non sono previsti movimenti di terra, ma solo la ricarica con materiali aridi di cava,
a partire dalla sez. 3, considerato che la strada nel tratto precedente è già asfaltata.
•
Tratta sez. 25 ÷ sez. 38
Questo tratto, della lunghezza di circa 1701,34 m, inizia dalla sez. 25 (q. 1090,85
s.l.m.), sviluppandosi a raso sino la sez. 38 (q. 1099,19.l.m.); ad eccezione del tratto
iniziale compreso tra le sez. 25 e 29 dove la pendenza è del 6%, la restante parte della
strada ha un andamento sub pianeggiante.
In questo tratto il tracciato stradale attraversa un’area boscata, alquanto stabile.
I terreni affioranti sono rappresentati dalle argille marnose policrome proprie della
formazione del flysch Rosso (FYR); essi mostrano intensa variabilità litologica essendo
costituiti da alternanze di argille, marne, argilliti diasprigne, calcari e calcari marnosi;
sono presenti coperture con modesti spessori.
Due solchi a regime prettamente stagionale intercettano trasversalmente l’asse
viario tra le sez. 27 e sez. 29.
INTERVENTI
L’attraversamento dei solchi che intercettano trasversalmente l’asse viario alle
sez. 27 e 29, verrà realizzato mediante tombini di diametro variabile (∅ 1000 ÷ 4000
mm). Dovranno essere previsti Interventi per il drenaggio delle acque di ristagno tra le
sez. 34 e 39.
•
Tratta sez. 38 ÷ sez. 50
Questo tratto, della lunghezza di circa 1073,32 m, inizia dalla sez. 38, sino alla
sez. 50 (q. 1151.20) seguendo l’andamento del versante che presenta una morfologia
accidentata. La pendenza media, infatti, è abbastanza elevata, pari al 12%.
I terreni attraversati lungo questa tratta sono rappresentati dalla litofacies
calcareo-clastica della formazione del flysch rosso (FYRa) e sono costituiti da calcareniti
14
e calciruditi, brecce calcare massive in strati e banchi e clasti delle dimensioni massime
di 15 cm. Sono intercalate alle brecce sottili livelli di argille grigiastre sottilmente
laminate.
La strada si adagia ad un tratturo esistente e corre parallelamente al Vallone del
Tragino che scorre ad ovest (sinistra orografica).
INTERVENTI
Lungo questo tratto non si evidenziano particolari problemi, considerata la natura
litologica dei terreni attraversati. Interventi per la messa in sicurezza della strada
dovranno essere previsti nei tratti delimitati da scarpate.
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Tratta sez. 50 ÷ sez. 69
In questa tratta terminale della strada, con collegamento alla strada Comunale
Righini, in territorio del Comune di Castelgrande, lunga 773,64 m, il tracciato stradale si
adagia sul versante con tagli abbastanza contenuti e rilevati relativamente bassi,
mantenendo una pendenza media dell’12%.
Il tracciato si sviluppa in rilevato tra le sez. 54 -58 bis, sez. 62 -64, sez. 64 -66 e
67, con altezza massima di 2.35 m (sez. 62-64), e in bassa trincea tra le sez. 58 bis- 59
tris , con altezza massima di 2.30 m .
Il punto più significativo della tratta è quello tra le sez. 52-54 dove è previsto
l’attraversamento di un impluvio torrentizio (Vallone del Tragino).
I terreni attraversati lungo questa tratta sono rappresentati dalla litofacies
calcareo-clastica della formazione del flysch rosso (FYRa) e sono costituiti da calcareniti
e calciruditi, brecce calcare massive in strati e banchi e clasti delle dimensioni massime
di 15 cm. Sono intercalate alle brecce sottili livelli di argille grigiastre sottilmente
laminate.
INTERVENTI
Gabbionate di controripa sono previste nei tratti di trincea tra le sez. 58 bis - 59
tris; gabbionate di sottoscarpa del rilevato tra le sez. 62 - 64.
In questo tratto è previsto l’attraversamento del Vallone del Tragino mediante la
realizzazione di un tubo ARMCO, atta a consentire il facile deflusso delle acque
torrentizie, e sostenuta da opere di difesa laterali, .il cui diametro sarà funzione di
accurate verifiche idrauliche.
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9. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Il tracciato stradale in progetto si sviluppa per gran parte su un tratturo esistente
che dovrà essere adeguato alle nuove esigenze di traffico. Inoltre, a partire all’incirca
dalla sezione 16 fino al Vallone attraversa un’area boscata. Pertanto, fino al Vallone del
Tragino, non sono previsti movimenti di terra, quali tagli o scavi, ma esclusivamente
ricarica con misto di cava. Il tracciato si sviluppa quasi tutto a raso, e quindi non va ad
intaccare i versanti che lo delimitano, che in alcuni tratti risultano interessati da dissesti
gravitativi superficiali e profondi, laddove prevale la componente più argillitica de flysch
Rosso. Nell’ultimo tratto sono previsti ridotti movimenti per adeguare il profilo planoaltimetrico del tracciato all’andamento morfologico del terreno.
Le considerazioni conclusive che si possono trarre sono le seguenti:
1. la strada attraversa formazioni “strutturalmente complesse” di varia origine e natura
(calcari, marne, argilliti, diaspri, argille) in cui è prevalente la componente litoide di
natura calcareo-diasprigna;
2. i rilevati in progetto, presenti solo nell’ultimo tratto da realizzarsi ex novo, dovranno
essere costituiti da materiali granulari aridi di ottime caratteristiche, debitamente
rullati e compattati, con gabbionate di sottoscarpa nei tratti più impegnativi per
estensione ed altezza;
3. l’utilizzazione di gabbionate, opere di contenimento flessibili e di estrema funzionalità,
deve essere sfruttata sia per la protezione dei tagli di controripa (trincee) che per
sostegno delle scarpate sottostanti la sede stradale e i rilevati nei tratti più alti;
4. i fossi che intersecano normalmente la carreggiata saranno incanalati in tombini
ARMCO di vario diametro mentre saranno realizzati drenaggi a salvaguardia dell’
opera stradale., nei tratti pianeggianti dove c’è ristagno d’acqua..
Indagini puntuali dovranno essere eseguite, ai sensi di quanto previsto dalle NTA
2008, per la definizione delle caratteristiche sismiche e geotecniche dei terreni,
soprattutto nell’ultimo tratto da realizzarsi ex novo.
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Uno studio idraulico dovrà
essere realizzato per il calcolo delle portate di piena del Vallone Tragino, in base alle
quali andrà determinato il diametro del tubo Armco.
Gli interventi sistematori previsti rappresentano degli interventi minimi, ma comunque
tali da garantire una maggiore efficienza e scorrevolezza della strada e nel
contempo da ridurre i problemi di stabilità complessiva del manufatto.
Tanto in merito all’incarico conferitomi.
Agosto 2011
Il Geologo
(Dott.ssa Maria R. Boezio)
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