Nuova Era per Bari - Nuova Era Liberal Democratici

Movimento Politico “Nuova Era-Liberaldemocratici”
Nuova Era per Bari
Programma Amministrativo del quinquennio 2014-2019 per il
Comune di Bari
Bari si accinge a realizzare il suo profilo di Città Metropolitana che, se per un verso propone un
progetto esaltante, per altro verso, non può prescindere dalla presa d’atto dei tanti problemi
insoluti e che costituiscono reale ostacolo al conseguimento dell’obiettivo.
Imprese e lavoro
L’Amministrazione Comunale deve promuovere iniziative che convoglino investimenti pubblici e
privati verso la piccola e media impresa, il commercio e l’artigianato barese.
Il motore del rilancio dell’economia del nostro territorio è certamente multifattoriale: il ripristino
della sicurezza sul territorio attraverso il contrasto alla criminalità organizzata come pure alla
microcriminalità in concertazione con tutte le forze deputate a tale compito; la resuscitazione della
Fiera del Levante quale volano economico e, al contempo, vetrina che magnifichi le eccellenze
territoriali esistenti; l’agevolazione della concessione del credito d’impresa da parte degli istituti
bancari mediata da garanzie dell’Amministrazione Comunale; provvedimenti finalizzati alla
riduzione delle imposte comunali per le aziende in crisi (IMU, TARES, addizionale comunale) e dei
costi energetici (energia elettrica e gas) esercitati dall’azienda municipalizzata AMGAS.
Si aggiunga a ciò una lotta territoriale ancor più serrata all’evasione e alla corruzione che rendono
scarsamente competitive le imprese che operano nella legalità.
Soltanto attraendo investimenti pubblici e privati, infatti, e rianimando le imprese sarà possibile
creare nuovi posti di lavoro, restituendo dignità di essere umano a chi ne è sprovvisto, con l’intento
di ridimensionare le sacche di disoccupazione, povertà ed emarginazione.
Politiche sociali e volontariato
Il numero drammaticamente crescente di disoccupati, specialmente giovani, e di poveri impone al
Movimento Politico "Nuova Era - Liberaldemocratici" una particolare attenzione alle politiche
del welfare.
Il Movimento si prefigge tra gli obiettivi primari la lotta alla povertà.
E' necessario esprimere ogni sforzo possibile al fine di incrementare le mense per la erogazione di
pasti ai meno abbienti e i posti letto per l'ospitalità notturna dei senza tetto.
E' imperativo incrementare la realizzazione di alloggi popolari.
E' indifferibile l'assegnazione di sussidi economici per i più indigenti.
La disabilità fisica e soprattutto quella psichica debbono essere supportate con iniziative che
individuino strutture diurne in cui, con la interazione delle famiglie, si possano attuare progetti di
integrazione e di reale sostegno alle esigenze dei disabili e dei loro familiari.
Deve essere garantita una reale assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti e ai disabili.
L'attività di assistenza sociale erogata dai soggetti pubblici preposti dovrà embricarsi ed essere
magnificata dall'apporto delle associazioni di Volontariato. Quest'ultimo sarà oggetto di iniziative
finalizzate alla sua incentivazione e implementazione, nella consapevolezza che la pratica del
volontariato sociale è per tutti, e in particolar modo per i giovani, palestra di formazione al rispetto
dei più deboli, alla generosità verso il prossimo, alla scoperta e all'adozione come propri dei veri
valori della vita.
L'azione sociale e solidale del volontariato sarà esercitata a beneficio delle sacche, attualmente in
costante incremento, di disagio, emarginazione, povertà e disoccupazione, attraverso iniziative
complementari a quelle istituzionali.
Inoltre, dovrà essere portato valido e concreto sostegno agli anziani e ai disabili psichici e fisici non
autosufficienti, ai malati tutti, all'infanzia e all'adolescenza afflitta da condizioni di disagio e,
conseguentemente, alle relative famiglie, alle ragazze madri e alle madri sole.
Per gli anziani autosufficienti, invece, saranno promosse iniziative atte a individuare luoghi di
aggregazione per attività ricreative, ludiche e culturali, stimolando al contempo in essi l'interesse
alla cogestione delle suddette attività, al fine di trasmettere loro la vitale sensazione di essere i veri
protagonisti delle proprie iniziative.
Politiche per la famiglia
Il Movimento considera la Famiglia l'epicentro della società e, pertanto, delle politiche economiche
e sociali.
Il Movimento sostiene la lotta alla denatalità attraverso l'attuazione di misure quali: 'assegno
comunale di natalità alle famiglie meno abbienti; speciale sostegno alle donne in gravidanza e
allattamento e alle madri, soprattutto se sole, con figli in età prescolare (incremento degli asili nido
e delle scuole materne; assegni riservati alle famiglie meno abbienti per accedere alle suddette
strutture anche se paritarie).
Il Movimento propugna agevolazioni fiscali per le famiglie meno abbienti, commisurandole al
numero dei figli e dei disabili presenti nel nucleo familiare.
Indispensabili, inoltre, norme più rigorose per la tutela del posto di lavoro delle donne in
gravidanza e allattamento, come pure norme a tutela dell'infanzia che consentano, tra l'altro, di
espletare più compiutamente il ruolo genitoriale paterno in modo complementare a quello
materno.
Ferma restando la centralità della Famiglia come costituzionalmente e legislativamente disciplinata
e garantita, il Movimento agevola e non frappone ostacoli alla tutela sociale ed economica delle
unioni di fatto senza alcuna distinzione di sesso, di razza, di lingua,di religione, di opinioni politiche,
nonché di condizioni personali e sociali.
Politiche scolastiche e giovanili
Il Movimento Politico “Nuova Era – Liberaldemocratici” rivolge particolare attenzione ai giovani,
futura forza viva della società e del nostro Paese, alla loro educazione, alla formazione civica, alla
crescita morale, all’allargamento degli orizzonti culturali e spirituali. La Scuola, per il proprio ruolo
istituzionale, sinergizzando intensamente con la Famiglia, deve essere palestra di formazione
culturale, civica, morale e spirituale dei giovani cittadini.
Le politiche scolastiche debbono essere sinergicamente adottate dal Comune e dai Municipi e
incentrate su obiettivi primari:
-
l’immediata sanificazione delle scuole che presentino criticità igienico-sanitarie;
-
la riqualificazione degli edifici scolastici con relative palestre e luoghi deputati ad
auditorium. A tal proposito sarà opportuno stabilire un cronoprogramma degli interventi da
eseguire, al fine di dare priorità agli edifici che la richiedano;
-
efficienza del trasporto scolastico, trasparenza nelle gare di appalto per la sua
assegnazione, vigilanza sulla idoneità dei mezzi e del personale addetti al trasporto dei
bambini e dei ragazzi, puntualità nell’avviare tale servizio in maniera sincrona all’inizio
dell’anno scolastico;
-
potenziamento del servizio di mensa scolastica sotto il profilo della sorveglianza della
qualità degli alimenti, dell’aspetto igienico-sanitario, della sincronizzazione del servizio con
l’inizio dell’anno scolastico.
Particolare impegno sarà posto dal Movimento Politico “Nuova Era – Liberaldemocratici” nell’attività
amministrativa comunale e municipale nel promuovere nella scuola dell’obbligo l’insegnamento del
primo soccorso sanitario prestato a quanti vengano colti da improvviso malore (BLSD) o siano
vittime di eventi traumatici (BTC).
Per comprendere l’importanza di tale insegnamento basti pensare che nel nostro Paese ogni anno
muoiono oltre 60.000 persone di morte improvvisa. E’ come se gli abitanti di un intero paese
uscissero di casa al mattino per recarsi al lavoro o altrove, senza fare più ritorno alle proprie
abitazioni, ai propri cari, agli affetti famigliari. Un numero elevato di tali vittime di malore, se
soccorso tempestivamente, potrebbe essere salvato e tenuto in vita con manovre elementari di
rianimazione cardio-polmonare fino all’arrivo del soccorso avanzato. Altrettanto vale per le vittime
di eventi traumatici che, se soccorse tempestivamente e con pratiche elementari ma corrette,
sarebbero gravate da minore disabilità e mortalità.
Tra gli obiettivi dell’insegnamento del primo soccorso nella scuola dell’obbligo, oltre quello etico del
salvare una vita umana, vi è quello del contenimento della spesa pubblica, dato l’elevato costo
sociale – oggi quantificato al centesimo di euro – di ciascun morto e disabile maggiore (spesa
sanitaria per giornate di ricovero e per riabilitazione; spese INAIL per danno biologico e rendite di
invalidità o rendite ai superstiti conseguentemente ad eventi traumatici sul lavoro; spese INPS per
pensioni di reversibilità ai superstiti e di invalidità civile; ecc).
Con tali premesse diventa non più procrastinabile l’insegnamento del primo soccorso al fine di
eradicare la “non cultura” dell’emergenza sanitaria, inculcando al contempo la consapevolezza del
ruolo di ciascun cittadino nel Macrosistema Integrato dell’Emergenza Sanitaria, comunemente noto
come 118. Tale Macrosistema, infatti, si basa sulla cosiddetta “catena della sopravvivenza”, formata
da quattro anelli inscindibilmente collegati tra loro, tanto che il mancato funzionamento di uno di
essi esita nel fallimento della catena e nella perdita di una vita umana. I primi due anelli e parte
del terzo (defibrilazione con apparecchi semi automatici) sono posti dalle norme di legge nelle
mani dei cittadini comuni, attualmente in gran parte non ancora consapevoli del proprio ruolo. E
poiché allorquando si voglia compiere una operazione culturale quale quella della eradicazione
della “non cultura” dell’emergenza sanitaria si deve operare su vasti strati della popolazione, è
intuitivo che l’insegnamento del primo soccorso debba essere fatto nella scuola dell’obbligo,
affinché fra qualche anno si abbia un rilevante numero di cittadini addestrati e, in futuro, tutti.
Le politiche giovanili, nell’intento di realizzare i principi ispiratori del Movimento Politico “Nuova Era
– Liberaldemocratici”, saranno ispirate a individuare in ciascun Municipio strutture aggregative per i
giovani dove possano essere esercitate le attitudini artistiche figurative (pittura e scultura),
letterarie, teatrali, musicali, artigianali, culturali tutte ma anche ludiche.
In tali strutture potranno essere ospitate anche associazioni di volontariato, nella piena
consapevolezza che quest’ultimo costituisca palestra di formazione umana, civile, sociale ed etica
dei giovani, finalizzata al consolidamento dei valori di solidarietà, di soccorso alle fragilità, di amore
per i propri simili, di religiosità laica che spalanchino le porte alla tolleranza e alla integrazione con
il diverso, pilastri sui quali costruire una città metropolitana multietnica, multiculturale e
multireligiosa.
Sicurezza
La sicurezza deve essere garantita dalla concertazione tra il Prefetto, il Sindaco, la Polizia
Municipale e tutte le forze dell’ordine. Tuttavia, l’impegno non può esaurirsi nella sola azione di
contrasto alla criminalità organizzata e alla microcriminalità, essendo di primaria importanza la
prevenzione della devianza minorile attraverso i servizi sociali e con la sinergia di realtà spalmate
sul territorio quali: parrocchie, centri sportivi, centri culturali, laboratori sperimentali delle arti e
dello spettacolo e altro ancora.
Innovazione e modernizzazione dell’Apparato Comunale
E’ ormai indifferibile l’attuazione di provvedimenti che mettano al passo con i tempi l’intero
apparato comunale, attraverso il conseguimento di obiettivi che sono basilare preludio a Bari Città
Metropolitana:
- sburocratizzazione delle procedure comunali. Chiunque venga a contatto con l’apparato
burocratico comunale si rende conto dei tempi estremamente dilatati per l’espletamento di
numerose procedure, certamente inadeguati alle esigenze imprenditoriali;
- informatizzazione e ottimizzazione dei servizi comunali, ormai indifferibili, ancor più allorquando
sia necessario far dialogare fra loro e in tempo reale centri molteplici della medesima
amministrazione, disgiunti fisicamente e spalmati sul territorio;
- ristrutturazione delle Aziende Municipalizzate, tutte con bilancio passivo tranne l’AMGAS. La
modernizzazione del trasporto urbano (AMTAB) è ormai indifferibile, soprattutto allorquando si
pensi che siamo alla vigilia della realizzazione della Città Metropolitana, realtà che affiancherà a
Bari altri trenta Comuni.
E’ difficile pensare alla integrazione dei trasporti tra i Comuni confinanti e oltre e la nostra Città
in presenza di un trasporto urbano come quello attuale, così tanto inefficiente e con bilancio
significativamente passivo.
La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (AMIU) costituiscono, inoltre, ulteriore neo della nostra
Città che, tra quelle metropolitane, si posiziona agli ultimi posti. La bassa percentuale di raccolta
differenziata a fronte della vertiginosa lievitazione dei costi che gravano sui cittadini baresi è
l’espressione più compiuta del fallimento in tale ambito dell’amministrazione comunale uscente.
Si aggiunga a ciò il lavoro frenetico di questi ultimi mesi per incrementare la raccolta
differenziata cittadina dal 23% al 28%, al fine di evitare che il mancato conseguimento
dell’obiettivo comporti un’ulteriore tassa regionale (ecotassa) che vada a gravare ulteriormente
sulle tasche dei già provati cittadini baresi. Quanto sopra denuncia il fallimento delle politiche
praticate dalla Giunta Comunale uscente e dell’Azienda Municipalizzata preposta alla raccolta e
allo smaltimento dei rifiuti, come pure alla pulizia e all’igiene cittadina, allo spazzamento e al
lavaggio stradale, all’igiene delle isole che ospitano i cassonetti dei rifiuti, al lavaggio di questi
ultimi, ad una efficace azione di contrasto alla proliferazione di topi, blatte e zanzare.
Con tali premesse, è ora di voltar pagina in un ambito così tanto delicato per il decoro e l’igiene
della Città, come pure per la salvaguardia della salute dei cittadini, ristrutturando l'Azienda
Municipalizzata preposta.
Sviluppo sostenibile
L’ulteriore sviluppo della Città è necessario che avvenga nel rispetto delle regole della
preservazione ambientale e paesaggistica, limitando all’indispensabile il consumo del territorio
agricolo, evitando la cementificazione indiscriminata, privilegiando la rigenerazione e
riqualificazione urbana, promuovendo la realizzazione di nuovi giardini e parchi, adeguata
manutenzione di quelli già esistenti, incoraggiando l’impiego di fonti energetiche non inquinanti,
agevolando l’utilizzo del trasporto pubblico, estendendo la rete urbana di piste ciclabili ma
evitando al contempo i molteplici errori fin qui commessi: restringimento significativo di
carreggiate stradali con impedimento al traffico di autovetture e autobus; perdita di
innumerevoli posti per parcheggio auto; eccessiva discontinuità delle piste ciclabili per gli
accessi ai condomini e passi carrabili; mancato accordo preventivo sulle caratteristiche delle
piste con la Sovraintendenza nelle aree urbane sottoposte a vincolo.
Il Piano Urbanistico Generale (PUG) dovrebbe essere oggetto di rivisitazione al fine di un
maggiore adeguamento alle esigenze di sviluppo della Città. La rigenerazione e riqualificazione
urbana dovrà iniziare dalle periferie, partendo dal principio di garantire ai cittadini una migliore
qualità di vita e di condizioni lavorative: piazze, giardini attrezzati, luoghi di aggregazione, asili
nido, scuole materne, primarie e secondarie, servizi essenziali (farmacie, ambulatori medici,
luoghi di culto), centri di assistenza sociale, sportelli per servizi comunali, presidi sul territorio
delle forze dell’ordine, biblioteche, centri di aggregazione per disabili, per anziani, per bambini e
adolescenti, centri sportivi, sedi dedicate all’associazionismo e al volontariato e altro ancora.
Fondamentale la reale eliminazione di tutte le barriere architettoniche, al fine di migliorare la
qualità di vita dei portatori di handicap.
Non si può tuttavia congedare il discorso della riqualificazione delle periferie senza menzionare
l’annoso e irrisolto problema dei passaggi a livello – una ventina circa – che complicano la vita
dei cittadini baresi per le lunghe attese imposte dalla sbarre abbassate, senza che siano stati
realizzati sottopassi o scavalcamenti per automezzi e pedoni.
La stazione ferroviaria centrale e il suo fascio di binari, inoltre, posti nel bel mezzo della Città a
sepimentarla in due parti, dovranno essere in tempi brevi oggetto di una soluzione definitiva
finalizzata a rendere la Città più sostenibile e a consentirne l'ulteriore sviluppo.
A tal proposito, infatti, basti pensare che il mancato spostamento del fascio dei binari inibisce la
riqualificazione del lungomare a sud di Bari.
La rigenerazione e riqualificazione urbana debbono avere tra gli obiettivi primari l’edilizia
scolastica, per i tanti istituti fatiscenti che ospitano quotidianamente i nostri ragazzi, spesso non
a norma soprattutto per quanto attiene la normativa antisismica, talora igienicamente discutibili
e fonte di possibile rischio per la salute di tanti giovani.
La rigenerazione, inoltre, deve essere estesa ai tanti immobili di proprietà comunale attualmente
in disuso ma, se riqualificati, suscettibili di adeguato impiego, se non addirittura idonei a
produrre reddito allorquando locati.
Edilizia giudiziaria
I Palazzi di Giustizia di Bari vivono ormai da anni una situazione di degrado strutturale non più
sostenibile e di inadeguatezza degli spazi preposti al normale svolgimento delle attività,
soprattutto conseguentemente alla chiusura di alcune sedi giudiziarie che hanno, di
conseguenza, riversato ulteriore mole di lavoro sui tribunali della Città, contribuendo in tal modo
ad acuire le preesistenti criticità.
Le molteplici soluzioni proposte vanno dal progetto cosiddetto “Arcipelago”, all’impiego dell’ex
Ospedale Militare Bonomo, alla realizzazione della Cittadella della Giustizia che prevede non
soltanto la costruzione ex novo dei Palazzi di Giustizia, ma anche del Carcere, dei parcheggi e,
soprattutto, servizi per le giovani mamme giudici, cancelliere, avvocatesse e personale tutto,
quali asilo nido e altro ancora.
Il progetto Arcipelago prevede la riqualificazione di edifici pubblici attualmente dismessi – quali
l’Istituto Nautico e la Scuola Principessa di Piemonte – e presenti nel rione Libertà, non molto
distanti dagli attuali Palazzi di Giustizia. Il limite di tale soluzione è l’elevato costo delle
ristrutturazioni e l’inadeguatezza degli spazi a fronte delle reali necessità. Stessi limiti avrebbe la
riqualificazione dell’ex Ospedale Militare Bonomo, i cui edifici, anche se ristrutturati,
risulterebbero di esigua volumetria e non idonei a risolvere il problema. Si aggiunga a ciò che
l’ubicazione dell’ex Ospedale Militare Bonomo, al limite tra i rioni Carrassi e Carbonara e avente
per tangenti dua assi stradali ad alta densità di traffico quali Via Giulio Petroni e Corso Alcide De
Gasperi, a ridosso degli svincoli della tangenziale di Bari, contribuirebbe a intasare ulteriormente
e severamente la viabilità di zona.
A nostro avviso, pertanto, l’unica soluzione praticabile e realmente efficace è la costruzione ex
novo della Cittadella della Giustizia, se non nell’area precedentemente individuata, in altra che si
presti alla realizzazione dei requisiti di progettazione già espressi.
Bari Città Metropolitana
Bari si appresta a diventare a breve Città Metropolitana, a fondersi cioè in un progetto collegiale
con altri trenta Comuni vicini, ciascuno con una propria identità storica, culturale e geografica.
In tale ottica i Municipi, avendo profilo amministrativo, avranno un ruolo determinante nel buon
esito del prodotto finito. La capacità di realizzare una gestione integrata dei servizi e delle
strutture con i rimanenti trenta Comuni della Città Metropolitana, infatti, è affidata
principalmente alla interazione dei Municipi e costituisce una sfida esaltante e, al contempo, un
onere gravoso da affrontare con impegno e sinergie istituzionali: dalla informatizzazione e
ottimizzazione dei servizi stessi dell’intera Città Metropolitana alla sburocratizzazione delle
procedure, dalla modernizzazione del trasporto pubblico alla implementazione della raccolta
differenziata e altro ancora.
Tutto ciò sarà possibile soltanto attraverso la fervida partecipazione della cittadinanza attiva che,
attraverso le associazioni, avrà il compito di interagire con la realizzazione dell’intero progetto,
segnalando di volta in volta le criticità, come pure gli aspetti meritevoli di plauso. Tanto al fine
di fare di Bari Città Metropolitana, per il suo efficiente apparato amministrativo, il vero volano
per la rinascita economica, industriale, commerciale e culturale dell’intero territorio.
La Città e il Mare
Bari deve tornare a essere convinta che, come accaduto in passato, il mare costituisce una
fonte di ricchezza inesauribile. Il suo porto idoneo ad ospitare un crescente flusso turistico
veicolato dalle navi da crociera, la riqualificazione del lungomare a nord e a sud di Bari, la
realizzazione di un porto turistico, l’incentivazione del turismo costiero con enogastronomia di
bordo, la pesca turistica debbono costituire i punti cardine del rilancio delle molteplici
opportunità che il mare offre alla nostra Città.
Internazionalizzazione
Bari Città Metropolitana dovrà essere pensata e realizzata dai suoi cittadini come multietnica,
multiculturale e pluriconfessionale, utilizzando il collante del rispetto, della tolleranza e
dell’integrazione, nella consapevolezza che soltanto perseguendo questa via si consegue il
necessario arricchimento dello spirito vitale di una città proiettata nel futuro.
Per storia, tradizione e cultura Bari dovrà privilegiare scambi economici e culturali con l’Europa
Mediterranea, con il Nord Africa, con il Medio Oriente e con i Balcani, con l’orgoglio di un
ritrovato filo conduttore che faccia da ponte tra passato e futuro, fra tradizione e innovazione.
Cultura e Arte
I Castelli, le Chiese, i Monumenti, i Musei, gli ipogei, i siti archeologici, le Biblioteche, i Teatri
debbono tornare a vivere e a far rivivere una città che anela a ricongiungersi con le anime belle
del proprio passato per recuperare gli umori e i valori, rielaborandoli nel presente e proiettandoli
nel futuro.
Altro momento essenziale di una operazione culturale territoriale non più differibile è il recupero
dei piccoli teatri, se non delle loro strutture edilizie spesso fatiscenti e troppo costose per essere
messe a norma, quanto meno delle compagnie teatrali alle quali deve essere data disponibilità
di spazi idonei comunali perché continuino a svolgere la propria attività, palestra di formazione
non vicariabile per i tanti giovani che intraprendono l’arte della recitazione teatrale. Così pure è
necessario mettere a disposizione spazi congrui per chi voglia cimentarsi in arti figurative
(pittura e scultura), cenacoli letterari e sperimentazioni musicali.
A tal fine di grande utilità potrà risultare la riqualificazione di immobili di proprietà comunale
attualmente in disuso, prima fra tutti la Caserma Rossani, da considerarsi un bene di tutti i
cittadini baresi e non soltanto di alcuni.
Turismo ed enogastronomia
Il turismo, fonte di ricchezza per il territorio e di implementazione dei posti di lavoro, dovrà
essere incoraggiato con innumerevoli iniziative quali la collocazione nella rete informatica dei
beni artistici e culturali di Bari Città Metropolitana, l’attenta e assidua manutenzione degli stessi,
la loro fruizione regolamentata da un orario affidabile di apertura al pubblico, l’istituzione di
corsi formativi per guide turistiche autorizzate.
Il turismo si coniugherà con l’individuazione e la pubblicizzazione di percorsi enogastronomici
che esaltino le tradizioni culinarie della nostra terra e che consentano la valorizzazione delle
eccellenze consolidate ed emergenti in ambito enologico.
Attività sportive
Lo sport non soltanto è uno strumento di formazione e irrobustimento fisico dei giovani, ma
soprattutto è insostituibile volano per la loro crescita umana ed etica.
Le attività sportive, pertanto, vanno incentivate con qualsivoglia mezzo e a qualunque età, a
partire dalla scuola dell’obbligo. Tale enunciazione, tuttavia, contrasta con le condizioni scadenti
delle palestre di molte scuole cittadine. Ecco perché la riqualificazione urbana pone tra le sue
priorità l’edilizia scolastica e, conseguentemente, le palestre.
Gli impianti sportivi comunali in locazione debbono essere affidati a privati con regolare bando e
nel rispetto delle norme vigenti, inserendo nel testo contrattuale l’obbligo per chi si aggiudichi la
gara di riservare a titolo gratuito il 10% delle iscrizioni a cittadini baresi che documentino di
versare in precarie condizioni economiche, come pure di possedere attrezzature per le attività
sportive svolte dai portatori di handicap.
L’Amministrazione Comunale, infine, dovrà promuovere e incentivare manifestazioni sportive che
si svolgano per le vie della Città, soprattutto allorquando promosse a fini benefici e di
sensibilizzazione a problemi sociali e sanitari, per il forte impatto del messaggio sull’opinione
pubblica e le finalità propagandistiche di sicura presa.
Un importante problema di pertinenza del nostro Municipio è quello relativo al destino dello
Stadio S. Nicola la cui ristrutturazione, ormai indifferibile, comporterebbe tuttavia altissimi costi,
insostenibili per la pubblica amministrazione.
La soluzione, pertanto, potrà prevedere la concessione della struttura ai privati o la demolizione
della stessa.
CANDIDATO SINDACO
STEFANO MINIELLO